WB PERSPECTIVES 3 AGO 2020

  • GLI INDICI PMI SEGNANO IL RITORNO VERSO UNA FASE PIU’ POSITIVA
    COME AFFRONTERANNO I MERCATI  LA RIPRESA
    COME DOBBIAMO INTERPRETARE LA CADUTA DEI RENDIMENTI VERSO I MINIMI  SI MARZO?

High  Hopes

WB PERSPECTIVES: In attesa della grande reazione.

Le notizie sul crollo straordinario della crescita del PIL negli Stati Uniti ed in Europa non hanno mosso i mercati in quanto ampiamente scontate dalle attese. I dati relativi alla lettura del GDP nel II°Q, per quanto impressionanti, erano noti da tempo. I mercati guardano con maggiori speranze alla reazione del III°Q. 

L’economia globale ha subito a seguito del lockdown uno shock della domanda ed uno dell’offerta. Le misure di distanziamento sociale ed economico hanno disintermediato, quando non azzerato, le meccaniche dell’una e dell’altra. Non si è trattato di uno shock endogeno, bensì di uno esogeno al sistema. Pertanto oggi i mercati attendono di verificare il ripristino dei meccanismi di scambio tra domanda ed offerta secondo le dinamiche abituali.

L’incognita in questa ricostituzione degli equilibri sta tutta nella possibilità di recuperare i precedenti schemi di interscambio. Il recupero fa leva su più fattori: aiuti finanziari, aiuti fiscali ed economici, equilibri geopolitici. 

Sui programmi di sussidio si sono mossi per tempo i regolatori, diversi governi, mentre sul riequilibrio geopolitico sono aperti confronti più o meno espliciti con l’intento di ridisegnare le geo mappe economiche e politiche.

LE RELAZIONI ALL’INTERNO DELLE GEOMAPPE POLITICHE FUNZIONANO COME LA RAGNATELA… 

La ragnatela ha un’architettura nota che si basa sulla flessibilità che ne determina la resistenza.   Essa si configura in numerose catene che si dispongono l’una adiacente all’altra, collegate in una struttura continua di brevi sequenze. Ancora una volta le catene adiacenti sono unite in strutture che connettono i legami di una catena con l’altra. Al centro della tela il ragno inizia a tessere un filo a spirale fino alla periferia. Questo è un filo provvisorio utile a disporre la vera arma: il filo di cattura. … registrati per leggere il report completo WB Perspectives

 

Il dollaro yen è sceso sino a collaudare i minimi che si sono allineati dalla seconda metà del 2018 ad oggi. Quota 105/104,50 rappresenta di fato la zona in cui nel passato la BoJ è spesso intervenuta per indebolire lo yen ed evitare un ribasso che rischierebbe di causare danni all’economia giapponese in termini di competitività. Agli effetti economici si aggiungerebbero quelli legati alla deflazione. Sono anni che la BoJ combatte la deflazione senza riuscirvi negli intenti. Le misure di allentamento monetario unito alla repressione dei tassi non ha consentito al Board di governare con successo le dinamiche utili per riportare il Giappone ad un livello desiderabile di inflazione.

La minaccia di un breakout di quota 104,50 spinge inoltre il mercato a temere che si stia profilando un nuovo ritorno alle condizioni di Risk Aversion.

DOLLARO YEN VERSO COVID-19

La violazione di dollaro yen 104,50 aprirebbe la strada per un ulteriore caduta del usd jpy per un ritorno del cambio verso la quota psicologica 100. Area 100 era già stata velocemente testata proprio il 9 marzo, periodo in cui l’avversione al rischio Covid-19 era ai massimi livelli.

Dobbiamo temere un una replica di quella fase di momentum?

I mercati sono anestetizzati dagli effetti imposti dalle banche centrali. Grandi sostegni monetari, QE e linee di credito messe a disposizione per contenere e contrastare gli effetti del lockdown.

SE FOSSE MESSA IN DISCUSSIONE LA CREDIBILITÀ’ DELLA FED

Qualcuno inizia a dubitare della credibilità di queste misure. Gli indici azionari dopo il meeting della Fed di questa settimana, hanno avviato una serie di vendite che potrebbero innescare timori più concreti qualora gli argini posti a difesa del momentum venissero messi in discussione. Sono i livelli tecnici che  abbiamo segnalato in settimana. Area 3200 per lo Standard & Poor 500 è già stata chiamata in causa nella seduta di ieri. Come spesso accade nelle fasi preliminari alla chiusura della sessione operativa i prezzi tendono ad assorbire le perdite. Ieri si è ripetuta le medesima scena contribuendo a rafforzare il valore tecnico del livello indicato.

S&P 500 VERSO DOLLARO YEN

Se si dovesse ripetere un ulteriore attacco di area 3200 dovremmo dubitare della sua tenuta. In tal caso si aprirebbe la strada per una regressione indirizzata a quota 3000 vero punto di intersezione tra uno scenario in cui prevale il consolidamento del trend rispetto ad uno in cui i rischi di una caduta più robusta risulterebbero concreti.

STANDARD & POOR 500 -

WB ANALYTICS: STANDARD & POOR 500

DOLLARO YEN

WB ANALYTICS: USD JPY CYCLE

 

PIL ITALIA: DATO MIGLIORE DELLE ATTESE MA PUR SEMPRE SEVERO.

L’economia italiana ha subito una contrazione del Pil Italia nella misura del 12,4% trimestrale nel II°Q in termini destagionalizzati (-17,3% a/a). La regressione del Pil dell’Italia nel  secondo trimestre, periodo che ha avuto un grave blocco della durata di oltre un mese intero, era ampiamente attesa. Il dato tuttavia è stato meno severo del previsto (-15%).

Come al solito nella fase di rilascio preliminare, non è stata comunicata una suddivisione dettagliata della domanda, ma vi sono indicazioni che sia la domanda interna (al lordo delle scorte) sia le esportazioni nette hanno contribuito alla contrazione del PIL. Dal punto di vista dell’offerta, il rilascio dell’Istat ci dice che il valore aggiunto si è contratto in tutti i macrosettori.

I meccanismi di blocco per provocare un forte rimbalzo nel 3 ° trimestre

La natura stessa di questa crisi senza precedenti, guidata principalmente dalla meccanica dei blocchi piuttosto che dai fondamentali economici, porterà quasi inevitabilmente a un forte rimbalzo nel 3 ° trimestre. Dati concreti per maggio hanno dimostrato che le riaperture hanno avuto benefici immediati sulla produzione industriale (+ 42% di mese in mese), ma hanno anche avvertito che il rimbalzo immediato potrebbe presto attenuarsi. Gli ordini industriali di maggio sono ancora inferiori del 35% rispetto all’anno precedente. Le interruzioni nelle catene del valore globali e la domanda esterna, le esportazioni deboli, sembrano destinate a rendere la strada per un recupero dei livelli di produzione pre-Covid in tempi lunghi e accidentati.

SENTIMENT PMI

Anche i dati sulla fiducia delle imprese di luglio hanno inviato segnali contrastanti. La fiducia è aumentata in tutti i settori, ma è rimasta, secondo i sondaggi PMI, a livelli inferiori a quota 50. Germania e Francia hanno oltrepassato la sogli di inserzione offrendo un segnale di ripresa più robusto.

PIL ITALIA

WB ANALYTICS: PIL ITALIA (SCALA DX DIAGRAMMA) VERSO MANUFACTURING (SCALA SX LINEARE)

RISKOO ALERT: DOLLAR INDEX A quota 94.  Questa mattina all’apertura della sessione asiatica il Dollar Index ha testato area 94.

Il Dollar Index rappresenta un paniere che riporta il valore del dollaro contro le principali divise ponderate per la loro bilancia commerciale.

Il Dollar Index tra il 2008 ed il 2011 aveva costruito la base su cui avviare il ciclo espansivo della divisa americana. Nel corso del rialzo il Dollar Index ha verificato in due fasi distinte il nostro target intermedio 103/105,  atteso nell’ambito di un ciclo le cui prerogative risultavano dal nostro punto di osservazione più ambiziose. Il mercato torna a testare la base, oggi in transito poco sotto quota 94, su cui si sono delimitati i ribassi del 2014 e del 2018. Si tratta quindi di un collaudo che sotto il profilo tecnico risulta estremamente significativo.

Le implicazioni in caso di breakout risulterebbero piuttosto significative. L’eur usd la scorsa settimana ha violato al rialzo 1,1365/1,14 attivando segnali di alert su strategie di Enterprise Risk Management sotto il profilo tattico e strategico.

Si aprirebbe la strada per un ritorno verso i minimi del 2018, ma soprattutto si rimetterebbe in discussione la tenuta complessiva della divisa americana.

DOLLAR INDEX IN ATTESA DELLA FED

E’ possibile che si debba attendere l’esito del meeting della Fed, mercoledì sera, per verificare se vi gli investitori ritengano plausibile confermare il reversal sulla divisa americana in termini strategici.

La Fed ha già letto le attese devastanti per una decrescita del GDP nel II°Q prossima al -35%. Potrebbe considerare la reazione innescata in questo III°Q avviata ad un recupero del 18%. Ciò che attuerà in modo più o meno esplicito è il controllo del tratto lungo della curva dei rendimentiche per un lungo periodo di tempo rimarrà prossimo al Ground Zero.

Finora il Board ha deliberato enormi misure di sostegno ottenendo effetti positivi nel contrastare la decrescita per cui non ha l’esigenza di modificare la sua linea di policy, neppure il suo linguaggio in questa fase. Si porrà in attesa dell’esito dei negoziati tra repubblicani e democratici per introdurre un altro stimolo fiscale. Pertanto la Fed manterrà il suo linguaggio cauto sulla ripresa e lascerà invariato il tasso obiettivo dei fondi della Fed allo 0-0,25% senza alcuna modifica della loro posizione in materia di QE.

Il tasso target dei fondi federali dovrebbe rimanere allo 0-0,25% per molto tempo.

Come accade sempre più di frequente, il mercato si concentrerà sulla conferenza stampa del presidente J. Powell, il quale ribadirà la linea di cui sopra: i tassi rimarranno bassi per un prolungato periodo di tempo. 

L’allentamento quantitativo, è stato ridotto a circa 4 miliardi di dollari al giorno (ufficialmente 80 miliardi di dollari al mese) di acquisti del Tesoro contro i 75 miliardi di dollari al giorno nel periodo di massima emergenza. E’ probabile che il Fomc manterrà gli acquisti “al ritmo attuale per sostenere il regolare funzionamento del mercato, favorendo in tal modo un’efficace trasmissione della politica monetaria a condizioni finanziarie più ampie”.

DOLLAR INDEX

WB ANALYTICS DOLLAR INDEX

QUALI PROVE TECNICHE DEVE AFFRONTARE ANCORA IL DOLLARO?

In questi giorni nel nostro report RISKOO MONITOR abbiamo mappato la struttura tecnica del dollaro mettendolo in relazioni al percorso degli eventi che hanno marcato le vicende  politiche in Europa e l’andamento economico degli USA rispetto a quello dell’Eurozona.

Il momentum ha favorito l’euro messo comunque a dura prova dal Consiglio europeo e dal percorso di approvazione del Recovery Fund. Il mercato ha spinto il cambio ad affrontare almeno due significativi livelli tecnici che si contrapponevano al rialzo dell’euro. In primo luogo la violazione di area 1,10, da dove effettivamente sono scattate le prime ricoperture sull’euro, in secondo luogo il recente break up di 1,1365 eur usd.

Ora ci aspettiamo la verifica ed il test di un ulteriore importante passaggio che presto si proporrà in area 1,16, punto d’arrivo dell’attuale spinta positiva della divisa europea.

Da sempre pensiamo che per l’Eurozona non sia sostenibile un cambio troppo forte. La crescita in Eurozona, Germania ed Italia in particolare si basano su un’architettura aperta all’interscambio, dove l’esportazione rappresenta il più significativo driver per la sostenibilità della crescita. Questo è particolarmente avvertito in Italia. Nel nostro Paese i driver che alimentano la crescita del Pil rimangono l’export ed il turismo due gambe in questo momento penalizzate da vari fattori. I consumi rimarranno a nostro avviso latitanti in un ambiente che continua a presentare elementi di rigidità fiscale noti da tempo.

Abbiamo fatto le medesime considerazioni (congiuntura Covid a parte) quando l’eur usd nel 2017 inizi 2018 consolidò l’area 1,20/1,25. Anche all’epoca abbiamo sostenuto tali tesi con successo, in quanto da li a poco l’eur usd iniziò a perdere momentum a partire dal breakout di 1,2350, il resto è storia che abbiamo raccontato prevedendo il ritorno del cambio verso area 1,12 ed 1,06.

Il dollaro è debole per diverse ragioni, tutte collegate a nostro avviso al periodo elettorale che gli Stati Uniti stanno per affrontare e non ultimo per ragioni geo-politiche / geo-economiche.

Gli Usa sono coscienti del ruolo del commercio globale per l’Eurozona. Nel 2017 il rialzo dell’euro mise in difficoltà il comparto manifatturiero. L’Indice PMI iniziò il suo declino proprio alla fine di quell’anno in concomitanza con il rialzo dell’eur usd oltre 1,16.

Lasciare che il dollaro si deprezzi costituisce un’arma di pressione politica molto significativa alla luce dei rapporti di bilancia commerciale tra UEM ed USA, utile per far riflettere sull’opportunità che il cuore dell’Europa rimanga nell’orbita politica atlantica e non indocinese.

 

QUALI PROVE TECNICHE DEVE AFFRONTARE ANCORA IL DOLLARO?

WB ANALYTICS EUR USD

 

RIMANI AGGIORNATO

In  stallo il RECOVERY FUND al meeting UE

i lavori riprenderanno alle 16 nel pomeriggio di oggi dopo le difficoltà riscontrate sulla linea di quanto avevamo già anticipato la scorsa settimana.

La maratona negoziale si avvia al  4° giorno di confronto, mentre all’orizzonte si profila un rinvio del meeting UE di un mese.

I mercati al momento non colgono alcun segnale utile per reagire all’impasse. Tutto è fermo in attesa di una conclusione, anche se l’eur usd colpisce la parte alta di un range da cui potrebbe anche aprire una reazione negativa. Il 10 anni Italia BTP verifica nel frattempo il nostro obbiettivo fissato ancora quando i rendimenti allo scoppio della pandemia Covid toccarono quota 2,40% e lo spread sul 10 anni BTP Bund fissò un picco in area 280. Il test del target 1,20 sui rendimenti potrebbe aprire un’occasione per prendere beneficio su posizioni lunghe di trading relative al BTP.

I mercati azionari per il momento seguono l’apertura sei settimana in flessione dei future americani: l’S&P 500 sta contenendo al momento ogni reazione sul mercato azionario europeo.

Nel nostro RISKOO MONITOR mettiamo in evidenza le attese tecniche sul mercato con particolare enfasi sui due strumenti più strettamente collegati all’esito dei lavori per il Recovery Fund.

LE TRATTATIVE IN CORSO AL MEETING UE

Tre giorni di intensi negoziati a Bruxelles sul Fondo di recupero dell’UE e sul bilancio dell’UE non hanno prodotto risultati tangibili. I leader dell’UE si incontreranno di nuovo oggi nel pomeriggio, mentre il presidente del Consiglio dell’UE Charles Michel è pronto a presentare una nuova proposta, con l’obiettivo di trovare un punto intermedio tra le posizioni dei “frugali” e  i paesi mediterranei dell’UE. Ci sono ancora tre punti principali da affrontare.

  • In primo luogo, le dimensioni e le sovvenzioni / prestiti si mescolano, anche se qui le due parti sembrano piuttosto vicine a un compromesso, dal momento che i “Frugal Four” sono pronti ad accettare 350 miliardi di euro in sovvenzioni (la proposta del G4 era di 400 miliardi di euro) su un fondo di circa 700 miliardi di euro. Il compromesso su questo dovrà probabilmente essere legato ad alcuni piani per aumentare gli sconti sui contributi di bilancio dei paesi del Nord.
  • Il secondo punto continua ad essere l’ostacolo chiave: la condizionalità. L’Italia e la Spagna restano fortemente riluttanti ad accettare la proposta di far decidere a Ecofin future tranche del Fondo, poiché le nazioni frugali continuano a spingere per un meccanismo per i singoli Stati di avere il controllo sulle erogazioni future.
  • Il terzo punto viene dalle proteste dell’Ungheria e della Polonia che sostengono che la disponibilità dei fondi non dovrebbe essere legata allo stato di diritto. Sostengono inoltre contro le proposte secondo cui una maggioranza qualificata potrebbe essere sufficiente per imporre sanzioni (l’Ungheria chiede l’unanimità).

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Consiglio BCE – Nella sua riunione di politica monetaria tenutasi questa mattina,  16 luglio, il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse sulle principali operazioni di rifinanziamento e i tassi d’interesse sulla struttura di prestiti marginali e la struttura di deposito allo 0,00%, 0,25% e -0,50%, rispettivamente, come previsto.

Inoltre, la BCE ha mantenuto stabile il programma di acquisto di emergenza pandemica (PEPP) a 1.350 miliardi di euro, dopo averlo ampliato di 600 miliardi di euro a giugno.

Reazione del mercato

Il cambio eur usd ha registrato un lieve rialzo negli ultimi minuti a 1.1412. Come abbiamo scritto ieri nel nostro RISKOO MONITOR, l’eur usd ha violato al rialzo la soglia 1.1365/1.14 attivando un nuovo ulteriore segnale rialzista su cui sta in queste prime battute verificando la sostenibilità.

Questi i punti deliberati secondo l’agenzia Reuters.

La BCE si aspetta che i tassi di interesse rimangano ai loro livelli attuali o inferiori fino a quando non ha visto le prospettive di inflazione convergere saldamente a un livello sufficientemente vicino, ma inferiore al 2% nel suo orizzonte di proiezione e tale convergenza si è costantemente riflessa nelle dinamiche dell’inflazione sottostante.

Questi acquisti contribuiscono a facilitare l’orientamento generale della politica monetaria, contribuendo così a compensare lo spostamento al ribasso legato alla pandemia nel previsto percorso dell’inflazione.

Gli acquisti continueranno ad essere condotti in modo flessibile nel tempo, attraverso le classi di attività e tra le giurisdizioni.

Ciò consente alla BCE di evitare efficacemente i rischi e  facilitare la trasmissione della politica monetaria.

La BCE effettuerà acquisti netti di attivi nell’ambito del PEPP almeno fino alla fine di giugno 2021 e, in ogni caso, fino a quando non riterrà che la fase di crisi del coronavirus sia terminata.

La BCE reinvestirà i pagamenti principali dai titoli in scadenza acquistati nell’ambito del PEPP fino almeno alla fine del 2022.

In ogni caso, il futuro roll-off del portafoglio PEPP sarà gestito per evitare interferenze con l’appropriata posizione di politica monetaria.

Gli acquisti netti proseguiranno ad un ritmo mensile di € 20 miliardi, insieme agli acquisti con una busta temporanea aggiuntiva di € 120 miliardi fino alla fine dell’anno.

La BCE continuerà inoltre a fornire ampia liquidità attraverso le sue operazioni di rifinanziamento.

In particolare, l’ultima operazione della terza serie di TLTRO (TLTRO III) ha registrato un assorbimento molto elevato di fondi, a sostegno dei prestiti bancari a imprese e famiglie.

La BCE continua a essere pronta ad adeguare tutti i suoi strumenti, a seconda dei casi, per garantire che l’inflazione si muova verso il suo obiettivo in modo sostenuto, in linea con il suo impegno per la simmetria.

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ATTENDIAMO LA CONFERENZA STAMPA PER AGGIORNARE IL NOSTRO OUTLOOK

Domani mattina alle 9.30 Wlademir Biasia sarà in diretta streaming su FINANZANOW per commentare gli effetti sui mercati sulla base dei dati forniti dalla BCE e le attese sul Recovery Fund

Le intense trattative che si stanno intrecciando in vista del Consiglio europeo per l’approvazione del Recovery Fund mettono in evidenza al di là delle distorsioni che emergono sul tema la volontà di Angela Merkel di portare alla luce il progetto.

Certo, ci sono ancora molte questioni aperte e alcuni osservatori hanno messo in dubbio la fattibilità di qualsiasi accordo. I leader europei hanno già fatto molta strada su alcune questioni molto delicate. Il fatto che ora vi sia un ampio consenso sul sostegno ai paesi più colpiti dalla crisi e che dovrebbero esserci prestiti europei costituisce ormai un percorso senza il quale verrebbero a mancare gli elementi di sussidiarietà all’interno dell’Unione europea.

Per questa ragione nel meeting del fine settimana ci aspettiamo un un segnale concreto che possa produrre le basi per un  accordo politico sui principi guida per la costituzione del Recovery Fund. L’approvazione finale potrebbe richiedere altri cicli di negoziazione come ormai ventilato da alcuni leader. Si dovrà inoltre discutere sul bilancio europeo.

Quali sono i punti di resistenza e di rottura sul tavolo questo fine settimana?

Il piano proposto in origine dalla Commissione europea per un fondo di recupero di 750 miliardi di euro è stato in qualche modo modificato dal Consiglio europeo, ma nel complesso la proposta, che è ora in fase di negoziazione, è approssimativamente simile al piano della Commissione.

I principali oppositori del piano sono Paesi Bassi, Danimarca, Svezia e Austria (quattro frugali) allineati su una posizione basata sull’introduzione di forti condizionali sull’utilizzo delle risorse. In origina, la proposta franco-tedesca prevedeva solo un fondo di sovvenzioni di € 500 miliardi. Gli incontri bilaterali che si sono susseguiti nelle ultime due settimane vertono proprio su tutte queste specificità: dimensioni, condizionalità, sovvenzioni rispetto ai prestiti e  controllo sull’erogazione.

I temi  in discussione

• Dimensione: i cosiddetti frugali chiedono che il fondo sia meno ampio di quello che è attualmente sul tavolo. Nessun importo è stato specificato nella controproposta dei Frugal Four, ma considerano infondato l’importo di 750 miliardi di euro. Francia e Germania avevano presentato un fondo di 500 miliardi di euro. Un possibile compromesso potrebbe aggirarsi intorno ai 600 miliardi di euro con un mix di sovvenzioni e prestiti.

• Processo di erogazione: secondo la proposta del Consiglio europeo, ogni erogazione dovrebbe richiedere un voto a maggioranza qualificata. La Commissione europea aveva proposto un voto a maggioranza qualificata per erogare i finanziamenti, mentre i Frugal Four vorrebbero l’unanimità.

• Condizionalità: al momento il nodo più complesso da sciogliere. L’attuale proposta del Consiglio suggerisce una valutazione dei piani d’impiego dei fondi in base alla coerenza con le raccomandazioni specifiche, transizione digitale,  green  e  creazione di posti di lavoro. Gli oppositori vorrebbero vedere piani di riforma simili alle linee del funzionamento della troika durante la crisi dell’euro. Un possibile compromesso potrebbe essere un modello in cui l’erogazione del fondo inizia con sovvenzioni per mantenere la velocità di erogazione e revisioni annuali, determinando un mix tra sovvenzioni e prestiti in base alle condizionalità imposte.

• Sovvenzioni contro prestiti: . i Frugal Four, come noto, propongono un piano basato esclusivamente sui prestiti in opposizione alle sovvenzioni salvo l’introduzione di condizioni rigorose. Tale opzione potrebbe offrire uno spazio negoziale per raggiungere un compromesso.

In tutto ciò  Angela Merkel continua a sostenere che significativi cambiamenti del piano originario perderebbero il senso politico dell’accordo sul Recovery Fund.

IN ATTESA DEL RECOVERY FUND

La partita si presente difficile  al punto che il mercato attende un negoziato i cui esiti dovrebbero condurre forti compromessi.

I mercati stanno scontando una versione più vicina al piano proposto in origine da Francia e Germania. L’eur usd ha recentemente violato la fascia 1,1365/1,14 e sta tentando di costruire un ulteriore gamba di rialzo che dovremmo leggere con una certa apprensione. Il mercato secondario dei titoli di stato sconta anch’esso un certo successo nei negoziati. tuttavia essi considerano che la BCE, il cui meeting è appena iniziato, non abbia altre carte che sostenere i paesi periferici.

Sull’apprezzamento dell’euro dobbiamo ricordarci che un ulteriore rialzo del cambio nei confronti del dollaro potrebbe creare problemi sul piano della competitività verso le aree extraeuropee. Sappiamo che l’Italia ed in buona parte anche Germania ed altri paesi basano il loro modello di crescita sull’export verso Usa, UK, primi partner  commerciali,  Cina ed in misura minore Giappone.

Il precedente ciclo espansivo dell’euro maturato dopo le elezioni francesi di Macron  aveva spinto il cambio verso area 1,20/1,25 contro dollaro. Da allora ( fine 2017 ) i dati di consensus, rilevati sul comparto manifatturiero, hanno iniziato a flettere completando il loro ciclo riflessivo con la pandemia.

Made in Italy tra export e consumi interni

In particolare l’Italia rischia di soffrire più di altri nel caso in cui si dovesse deteriorare la spinta dell’export. La politica fiscale strutturalmente restrittiva non lascia molto spazio alla crescita dei consumi interni. Come accaduto in passato l’unica significativa leva per la crescita del Pil è data dalle esportazioni, in particolare quelle extra Ue.

 

WB ANALYTICS: EXPORT MADE IN ITALY

Italy export by country

WB ANALYTICS: EXPORT MADE IN ITALY

 

WB ANALYTICS: EXPORT MADE IN ITALY

WB ANALYTICS: EXPORT MADE IN ITALY usa

WB ANALYTICS: EXPORT MADE IN ITALY UNITED KINGDOM

WB ANALYTICS: EXPORT MADE IN ITALY UNITED KINGDOM

 

 

WB ANALYTICS: EXPORT MADE IN ITALY DEUTSCHLAND

WB ANALYTICS: EXPORT MADE IN ITALY DEUTSCHLAND

WB PERSPECTIVES INTERMARKET ANALYSIS

WB PERSPECTIVES INTERMARKET ANALYSIS

V shape Recovery hope

La lettura dei sondaggi PMI del mese di giugno sulla crescita, certifica le aspettative incoraggianti in merito al processo di recovery delle aziende manifatturiere in tutto il mondo. Le due are meno resilienti sono nell’ordine il Giappone ed in misura più confortante la Germania. L’Italia mette in evidenza un dato superiore alla media europea. La Francia risulta l’area più virtuosa in Eurozona. Gli Stati Uniti con l’Inghilterra, benché ancora sotto i riflettori di un racconto che li vede tuttora colpiti dalla pandemia, recuperano il tenore delle aspettative con maggior enfasi rispetto ad altre aree. La Cina risulta già impegnata ad affrontare la fase di consolidamento della ripresa, sostenuta anch’essa da imponenti immissioni di liquidità.

Questa è la nostra sintesi della lettura ed analisi dei dati sulle aspettative delle aziende manifatturiere rilasciati per il mese di giugno.
A ruota seguono i dati relativi al commercio: gli ordinativi all’export recuperano parecchie misure, ancorché l’indice globale quota sotto area 50, livello che definisce la linea di spartiacque tra crescita e decrescita.  

Ci sono buone ragioni per ipotizzare un futuro prossimo meno cupo nel percorso di recovery?

Per prima cosa dobbiamo collocare i dati PMI nell’ambito dei sondaggi di aspettativa. Sono indicatori che esprimono una significativa componente emotiva. Si collocano tra i cosiddetti Leading Indicators, valori che anticipano il ciclo.
Essi hanno un valore significativo in termini previsivi, tant’è che il loro andamento è tenuto in debito conto da parte degli uffici studi delle banche centrali nell’elaborare le linee di policy monetaria. Sono fortemente correlati ex-ante al ciclo dei mercati finanziari.

Hanno quindi un ruolo significativo nell’analisi dei cicli economici. Per continuare a leggere richiedi una password

FINANZA NOW: INTERVISTA DEL 2 LUGLIO H.9.30 AM WLADEMIR BIASIA CON ANNABELLA D’ARGENTO

 

LIVE ON YOUTUBE

WLADEMIR BIASIA LIVE ON YOUTUBE @ FINANZANOW CON ANNABELLA D’ARGENTO

Intervista di Annabella D’argento a Wlademir Biasia sui market mover del giorno. In primo piano si commentano i dati macro economici relativi agli indici PMI ed agli effetti sui princiapali tassi di cambio: eur usd, usd jpy,  usd cny ed eur cny.

L’andamento dei rendimenti e dello spread BTP Bund è un’altro argomento sviluppato nell’ambito dell’intervista condotta dalla giornalista Annabella d?Argento di Finanza Now.

AGENDA MACRO ECONOMICA

PANDEMIA, AGGIORNAMENTI DAL MONDO – Superati i 10,7 milioni di casi e i 515.000 decessi.
Negli Stati Uniti, particolarmente colpiti soprattutto al sud, le autorità invitano a evitare feste, gite e assembramenti per la festa nazionale di domani.
Versano in cattive acque soprattutto il sud degli Stati Uniti e il Brasile, seguiti dalla Russia.
Più di 210 i paesi colpiti, con l’Italia nona nella classifica globale delle vittime.

CONTI PUBBLICI E SETTORE STATALE – Cattive ma assolutamente prevedibili le notizie sull’andamento del settore statale, che mostra in giugno un rosso di 21 miliardi di euro portando il primo semestre a un passivo di ben 95,5 miliardi, in rialzo di circa 62 miliardi rispetto al periodo gennaio-giugno dell’anno scorso. Unico lato positivo il proseguimento nel calo della spesa per interessi.

DATI USA – Anticipati di un giorno per la festività Usa di domani, dominano in assoluto il panorama macro i numeri sugli occupati Usa di giugno. Di ieri la lettura al di sotto delle attese del rapporto Adp sul mercato del lavoro nel sistema privato, compensata tuttavia dalla sostanziosa revisione al rialzo del dato di maggio. Quanto alla statistica a cura del dipartimento del Lavoro in agenda oggi, il consensus  vede 3 milioni di nuovi posti di lavoro dopo i 2,509 di maggio, con un tasso di disoccupazione pari a 12,3% da 13,3% del mese precedente.
L’agenda macro Usa è particolarmente ricca di spunti: in arrivo anche la bilancia commerciale di maggio, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana al 27 giugno, l’Ism di New York di giungo e gli ordinativi di beni durevoli di maggio.