WAITING FOR FED

In  settimana i consigli di molte delle le principali banche centrali tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Brasile, Giappone ed altre appartenenti all’area asiatica si riuniscono per il consueto meeting di politica monetaria. I banchieri centrali sono chiamati a prendere decisioni in merito ad uno scenario di crescente disagio per l’ambiente economico globale. Gli investitori si attendono messaggi accomodanti in coerenza con un aumento dei rischi al ribasso sul lato crescita. Prevalgono tra le preoccupazioni l’impatto delle frizioni commerciali e l’incertezza geopolitica. I dati dell’indagine preliminare Flash PMI per giugno, confermano un ulteriore rallentamento nel clima di sentiment delle imprese a livello globale.

Dopo che la BCE ha annunciato di essere disponibile a nuovi stimoli, se necessario, l’attenzione si rivolge questa settimana ai responsabili delle politiche monetarie negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Giappone. I mercati stanno valutando almeno due tagli di tassi da parte della  Federal Reserve quest’anno, mentre si aspettano che  la Banca Centrale del Giappone apra la possibilità di introdurre nuove misure di stimolo. Al contrario, la Banca d’Inghilterra sembra in controtendenza con i commenti da falco di alcuni policymaker, ma l’aspettativa diffusa è che il Regno Unito non vedrà alcun aumento dei tassi per qualche tempo fintantochè persisterà la nebbia su Brexit.

Anticipano gli incontri gli aggiornamenti dei dati dell’indagine PMI flash. Questi forniranno un importante orientamento sugli sviluppi economici globali, in particolare negli Stati Uniti, in Giappone e nella zona euro. Le indagini statunitensi hanno evidenziato un forte rallentamento del ritmo di crescita economica e un conseguente calo delle pressioni sui prezzi a maggio. Nel frattempo la zona euro è rimasta bloccata nella corsia lenta. Entrambe le inchieste probabilmente alimenteranno le aspettative sui tassi per la seconda metà dell’anno. Il PMI del Giappone ha nel frattempo indicato una forte flessione del settore manifatturiero, trainata dalle esportazioni, negli ultimi mesi, aggiungendo preoccupazione per la salute dell’economia prima degli aumenti fiscali pianificati più avanti nell’anno.

In merito all’attesa riduzione  dei tassi USA, pensiamo che l’azione verrà presa in considerazione nel meeting di questa settimana ma, contrariamente a quanto sconta in termini di probabilità la curva dei fed funds, 17% a giugno contro 70% a luglio, noi riteniamo che l’eventuale manovra abbia corso a partire dal FOMC di settembre.

 

L’eur usd ha abbandonato infatti la presa sull’area di resistenza 1.1320/60 per  ripiegare all’interno del consueto range 1.11/1.1360. E’ molto probabile che i mercati attendano l’esito del meeting all’interno di questa fascia con una manovra di consolidamento.

Oltre ai capitoli monetari delle BC, questa settimana si parlerà ancora molto di Italia e procedura d’infrazione per debito. In realtà i mercati comprano BTP. I rendimenti aprono la settimana a 2.30% sostanzialmente nei livelli di target stimati per la prima parte di questo 2019. Diversamente dal rumore mediatico il BTP regge alla prova dell’ennesima aggressione verso l’Italia. Ricordiamo nell’Outlook per il 2019 avevamo sostenuto la tesi a favore del BTP per due grandi ragioni: nessuno è in grado in questo momento di correre rischi derivanti da un deragliamento del rischio paese Italia. Tutti hanno problemi da affrontare molto seri a partire dalla Germania. In secondo luogo la BCE, almeno per qualche settimana ancora (nov 2019) gode ancora della presenza di mario Draghi e dell’ombrello degli acquisti. E’ chiaro che la procedura d’infrazione qualora fosse attivata toglierebbe l’Italia dall’area dei titoli Investment Grade.

Sui mercati azionari ci attendiamo lo sviluppo già anticipato nel rapporto WB Perspectives di giugno. Per il momento prevale nelle nostra attese l’idea che gli indici azionari rimangano ostaggio di consolidamenti.

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT: EUR USD WAITING FOR FED

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT: EUR USD WAITING FOR FED

In questi giorni di fine primavera stanno accadendo cose di assoluto interesse:

  • MERCATI FOREX
  • ITALIA SPREAD
  • MERCATI AZIONARI

MERCATI FOREX –  Sul fronte del rischio di cambio segnaliamo un intensa attività operativa da parte di mani forti statunitensi con il sostegno diretto di un tweet D. Trump: il Presidente ha sostenuto che l’euro debole danneggia troppo gli USA. La scorsa settimana sulla scia dell’attesa di un potenziale riduzione dei tassi da parte della FED i mercati si sono coperti sull’euro liquidando parzialmente dollari. Si è notata un’intensa attività degli operatori commerciali. L’euro ha violato area 1.1320 ed ora sta cercando di costruire un pattern per invertire almeno nel breve il trend . Abbiamo verificato il framework operativo sui nostri algoritmi. I modelli segnalano e confermano l’up move di breve ma indicano altresì la presenza di potenziali ulteriori ordini di vendita di euro in area 1,1350/70 eur usd. La barriera posizionata su tali livelli fornirà migliori indicazioni sul comportamento e sentiment di mercato con implicazioni di breve termine.

Il dollaro contro yuan renminbi si è fermato sotto la soglia fondamentale di 6.95 usd cny. Come abbiamo scritto nell’Outlook mensile riservato ai nostri clienti, il livello ha forti valenze politiche e tecniche. Il break-up è tra le opzioni minacciate come ritorsioni da parte della Cina nel caso in cui il negoziato si irrigidisca su posizioni inconciliabili. Per il momento trattasi di normali minacce da prendere come abbiamo scritto sul serio.

ITALIA SPREAD – Merita molta attenzione il comportamento del 10 anni Italia. I rendimenti stanno scendendo in modo significativo. Hanno raggiunto il target stimato nel nostro Outllok di inizio anno. 2,40  e si apprestano probabilmente dopo una fase di consolidamento proseguire verso quello successivo. La violazione di 2.30 avrà significati estremamente importanti nell’interpretazione del rapporto tra Governo italiano e Commissione.

MERCATI AZIONARI –  Attenzione alla verifica di area 2900 di S&P 500 ci attendiamo come anticipato nell’ultimo rapporto di ricerca mensile vendite sull’azionario.

BCE – Dopo il meeting di giovedì scorso in cui la Banca centrale europea ha rinviato la tempistica della prossima eventuale stretta alla seconda metà dell’anno prossimo, nuovi spunti potrebbero giungere dagli interventi di numerosi banchieri da Francoforte tra cui il presidente Draghi ma anche de Guindos e Coeuré. Intanto una fonte governativa italiana ha detto a Reuters che l’Italia è pronta ad appoggiare un candidato francese per la presidenza della Banca centrale europea per poter mantenere un seggio nell’esecutivo Bce quando, a fine ottobre, scadrà il mandato di Mario Draghi.

DAZI USA-CINA – Mentre Trump si è speso a difesa dei dazi, definendoli una buona strategia, la Cina ha minacciato una risposta adeguata nel caso in cui gli Usa continuino a provocare un’escalation delle tensioni nell’ambito degli negoziati commerciali attualmente in corso. Sul fronte con il Messico, Trump ha mostrato un documento che conferma i dettagli di un progetto di asilo concordato con il Messico per scongiurare l’imposizione di dazi, dicendo che il progetto era “segreto” nonostante funzionari messicani ne abbiano rivelato buona parte.

Di seguito vi aggiorniamo sull’andamento dei macro settori dell’economia globale con la rilevazione degli indici PMI:

 

WB ECONOMICS: PMI GLOBAL SECTOR [FONTE MARKIT]

WB ECONOMICS: PMI GLOBAL SECTOR [FONTE MARKIT]

WB ECONOMICS: PMI USERS RAME & ALLUMINIO [FONTE MARKIT]

WB ECONOMICS: PMI USERS RAME & ALLUMINIO [FONTE MARKIT]

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT: EUR USD INTERMEDIATE CYCLE

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT: EUR USD INTERMEDIATE CYCLE

NUOVI FINANZIAMENTI TLTRO – Oltre alla scontata conferma dei tassi e a un ritocco della guidance, che estende alla fine del primo semestre del 2020 la garanzia di tassi sui livelli attuali, il consiglio Bce ha illustrato le modalità di svolgimento dei nuovi finanziamenti trimestrali Tltro 3 che prenderanno il via da settembre.

DRAGHI SU ITALIA – Nella conferenza stampa al termine del consiglio di politica monetaria il numero uno Bce si è a propria volta soffermato sulla criticità italiana dell’onere del debito pubblico. Mario Draghi chiede che il governo presenti all’Europa un piano “credibile” per il rientro del debito e boccia senza esitazioni l’ipotesi dei mini-Bot: se equivalessero a contante sarebbero illegali, se equivalessero a debito ne determinerebbero un ulteriore accumulo.

MERCATO – Per l’apertura odierna il confronto è con 273 punti base per lo spread tra tassi decennali italiano e tedesco, 2,494% per il rendimento del Btp agosto 2029.

DATI BANCA D’ITALIA – Da Via Nazionale giunge oggi la statistica mensile di maggio sul debito Target 2 e sull’esposizione degli istituti italiani ai finanziamenti Bce. I dati del mese scorso sulle passività nel confronti dell’Eurosistema saranno da confrontare con i 481,472 miliardi di euro di aprile; sempre in aprile, l’esposizione complessiva ai fondi Bce risultava pari a 242,839 miliardi.

Il saldo negativo di Target 2 tende ad ampliarsi rispetto ai mesi precedenti ce ne siamo già occupati in passato. Per comprendere il loro livello di preoccupazione basta osservare l’andamento tendenziale dei saldi di tutti gli aderenti al sistema di pagamento.

Risultati immagini per target 2

 

EFFETTI SUL MERCATO DOPO LA BCE Durante la conferenza stampa le oscillazioni del cambio eur usd hanno aumentato il grado di volatilità infraday. I corsi hanno toccato in due momenti diversi area 1.1310 per chiudere in serata a NY a 1.1276. Il mercato si aspettava condizioni tecniche ancor più favorevoli per le banche. Il Governatore ha dichiarato che il Consiglio ha votato all’unanimità l’estensione della forward guidance e di essere pronto ad incrementare misure di accomodamento qualora i rischi sulla crescita dovessero aggravare. Ha fatto riferimento all’andamento dei dati PMI riesportando le valutazioni che avevamo già anticipato in settimana.  Il cambio rimane ancora inserito all’interno della fascia 1.1320- 1.1220. Secondo alcune banche da noi interpellate, molti operatori import hanno approfittato della reazione dell’euro per coprire posizioni debitorie in dollari.  Al riguardo riteniamo che in questa fase quota 1,1320 costituisca un punto tecnico importante. Qualora nelle prossime ore il mercato non dovesse rispettare la tenuta di tale livello si aprirebbe una reazioni più significativa di quanto non abbiamo sinora visto in risposta alle indicazioni provenienti dalla Federal Reserve sempre in materia di allentamento monetario.

tra tutte le notizie di segno negativo emerge la disponibilità del Consiglio di continuare a prorogare il reinvestimento delle redemption dei bond in scadenza derivanti dal programma QE. Lo spread e soprattutto i rendimenti sul BTP si sono ulteriormente ridimensionati. Questa mattina il 10 anni verifica il nostro target 2,40% confermando le intuizioni ribadite prima e dopo le elezioni europee e soprattutto a seguito della lettera di infrazione giunta dalla Commissione Europea.

Sul percorso di ribasso dei rendimenti il mercato andrà a verificare approssimante l’area 2,20% dove transita un’altra significativa tappa per lo spread ed i rendimenti. Per poter guardare comunque al futuro prossimo (estate) con un pò meno preoccupazione dobbiamo comunque attendere il breakout della barriera ultima segnalata. In ogni caso già scendere sotto 2.40, alla luce delle notizie che giungono, può considerarsi un mezzo successo. Nell’Outlook mensile che pubblichiamo nel pomeriggio abbiamo messo a fuoco le tattiche e le strategie da mettere in campo per gestire al meglio le detenzioni in BTP.

 

WB ANALYTICS: RENDIMENTO 10 ANNI ITALIA

WB ANALYTICS: RENDIMENTO 10 ANNI ITALIA

 

 

 

 

ECB: UN ALTRO D-DAY?

6 giugno D-DAY, lo sarà anche per la BCE?  Oggi si riunisce il Consiglio per il meeting mensile della Banca Centrale. Le attese sono state innescate dallo stesso Governatore. Gli investitori attendono i dettagli sul programma TLTRO III ed insieme un aggiornamento dell’Outlook su crescita ed inflazione per il 2020-21.

TLTRO III- l’attesa riguarda le modalità tecniche e un eventuale revisione del  tasso sui depositi presso la banca centrale, che definisce l’interesse che le banche percepiscono, o devono versare in caso di tassi di interesse negativi, sui propri depositi overnight presso la BCE. Ci sono attese per un miglioramento di 20 bp nel caso in cui le banche ottemperino fedelmente al memorandum previsto dal programma.

Difficile pensare che la BCE possa ampliare la platea degli strumenti a cui poter accedere al programma es.: mutui ipotecari come  eligible loans.

Gli osservatori attendono invece come scritto, più che un cenno al deterioramento del quadro macro internazionale con riferimento alla guerra commerciale ed ai relativi rischi di rallentamento della crescita globale come rilevato dall’indice PMI Global Composite pubblicato ieri. Purtroppo all’andamento riflessivo del comparto manifatturiero si è unito anche quello relativo ai servizi. Ieri nel pomeriggio l’Institute of Supply Management statunitense ha pubblicato l’analogo sondaggio riservato alle imprese USA non manifatturiere: il dato 56,9 è risultato superiore alle attese 55,5 ed a quello pubblicato a maggio 55,5. Segno che i servizi al momento reggono in America.  In Germania, sempre ieri, è stato pubblicato da Markit lo stesso dato con esiti marginalmente inferiori alle attese 55,4 contro 55,7 rispetto a 55 mese precedente. Anche qui i servizi reggono a differenza del manifatturiero.

MARKIT JP MORGAN PMI GLOBAL COMPOSIT

MARKIT JP MORGAN PMI GLOBAL COMPOSITE

 

Il cambio eur usd, nel pomeriggio di ieri, dopo aver  testato i massimi di aprile 1.1310, ha violentemente ripiegato all’interno del range 1.127/1.1230  posizionandosi, come avevamo anticipato  su questa fascia per attendere la conferenza stampa di Mario Draghi.

La giornata finanziaria ruoterà attorno a questo evento in quanto costituisce la risposta alla pressioni accomodanti che la Fed ha ufficialmente intrapreso dopo le recenti vendite sui mercati azionari. Fed accomodante significa BCE ultra accomodante? la posta in gioco è il rapporto sul tasso di cambio.  I rischi associati alle parole di Mario draghi sono stati ridimensionati dal raffreddamento dalle vendite di dollari maturati nelle ultime sessioni dagli operatori export. Per noi rimane fondamentale che il cambio non superi nuovamente area 1,1320 sul dollaro.

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT:EUR USD h. WAITING FOR ECB

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT:EUR USD h. WAITING FOR ECB

EURO O DOLLARO: CHI SOSTERRÀ L'EXPORT?

L’innalzamento delle pressioni diplomatiche sui tavoli in cui si discutono nuove regole per gli scambi commerciali spinge la Fed a considerare concretamente l’opzione per un ammorbidimento dei tassi. E’ quanto emerge dalle dichiarazioni rilasciate ieri da alcuni membri del FOMC e dal suo Presidente, J Powell.

Ne abbiamo già parlato diffusamente nei MARKET MOVER precedenti e nel nostro Outlook WB PERSPECTIVES.

I rendimenti sul 10 anni USA confermano che il mercato ritiene matura e possibile quindi tale opzione.

Il mondo produttivo avverte le tensioni provenienti dai tavoli diplomatici contribuendo a far salire il grado di preoccupazione verso il futuro prossimo. I dati PMI che in sintesi riproducono l’esito dei sondaggi che, con cadenza mensile rilevano il sentiment delle imprese, evidenziano un calo della fiducia globale riportando i valori degli indici in prossimità dei livelli fissati nel 2012.

Quando le imprese tendono ad inasprire i livelli di preoccupazione, i mercati finanziari entrano in una fase di più elevata incertezza. E’il momento in cui l’economia reale collide con quella di carta digitale. Entrano quindi in gioco le banche centrali chiamate in soccorso della situazione. La Fed cede  alle pressioni della Casa Bianca e prepara il terreno per una riduzione dei tassi.  Può farlo perché negli ultimi 24 mesi aveva alzato il loro livello portandolo al 2.25/50%.

L’Europa non può farlo, sono già negativi. Si dice quindi che la cassetta degli attrezzi della BCE sia priva di strumenti ulteriori per prevenire crisi.

Così sostengono molti osservatori. Non è del tutto vero. Non dobbiamo mai dimenticare che il Presidente della BCE, Mario Draghi, dispone di una capacità di persuadere i mercati tuttora elevata. E’ la ragione per cui le conferenze stampa della BCE sono più attese che quelle della Fed o di altre banche centrali.

Domani alle 14.30 la BCE aggiornerà il suo Outlook e fornirà i dettagli sul TLTRO. L’euro attenderà le parole di Draghi tra 1.1240-1.1270 contro dollaro. Il braccio armato delle policy monetarie tra Fed e BCE ci dirà se l’euro rimarrà ancora debole o se invece sarà la Fed a conquistare la debolezza del cambio per supportare il proprio export. I recenti dati sui nuovi ordini all’export rivelano  un recupero del livello in Eurozona ed in Cina.  Tali sondaggi sono stati effettuati in presenza di un cambio eur usd a 1,1150.

 

I mercati azionari avevano nelle precedenti settimane declinato al ribasso la perdita di fiducia delle imprese. L’ipotesi più concreta che la Fed possa ridurre i tassi sta respingendo l’indice di Wall Street, lo Standard & Poor 500, verso area 2850.  Qualora gli investitori non ritenessero mature le condizioni per andare oltre tale soglia si rischia di scendere nuovamente verso i recenti minimi con implicazioni tecniche di grande attenzione.

I dati macro economici, l’andamento delle borse a cui si aggiungono l’inclinazione negativa della curva dei tassi USA e gli stessi spread di curva, ci dicono che i mercati si attendono l’avvio di una recessione tra 6 mesi.  Il quadro congiunturale risulta fortemente influenzato dalle dispute commerciali aperte su tutte le frontiere: Cina, Nafta, Europa.

Le tensioni giocano a loro volta un ruolo emotivo sul ciclo dei commerci al punto da rendere più probabile la prosecuzione di dinamiche riflessive già in azione sul fronte della crescita globale.

 

 

Gli indici di fiducia del comparto manifatturiero globale PMI confermano lo scenario in sintesi descritto.  Nelle rilevazioni più recenti hanno perso momentum anche gli USA, la Cina dopo una reazione è tornata a flettere, l’Eurozona rimane fortemente ancorata al rallentamento tedesco. In Italia il comparto manifatturiero, in quasi controtendenza, mette in evidenza una reazione.

 

Nell’ultima rilevazione di maggio l’indice PMI e quello correlato sulla Produzione Industriale hanno riportato i valori su aree di minor pressione regressiva. IL PMI Markit è ritornato a quota 50. Si  tratta dell’ennesimo segnale di resilienza di un’economia fortemente condizionata da fattori strutturali che ne penalizzano lo sviluppo.

I mercati hanno declinato questo macro scenario con vendite su tutti i listini azionari. L’S&P 500 ha violato l’area 2800 implementando ribassi che tendenzialmente spingeranno l’indice verso quota 2650, come abbiamo anticipato  nei rapporti WB Perspectives di aprile inizio maggio.  Il ribasso del mercato azionario americano estenderà le proprie ombre su tutti i listini globali.

Si tratta di una risposta non del tutto disattesa.  Le pressione dell’Amministrazione USA verso la Fed per ottenere una revisione più accomodante della politica monetaria potrebbero in questo quadro ottenere maggior attenzione a partire già dalla prossima riunione del FOMC. Il Board ha l’occasione per  rivedere la propria linea ed annunciare possibili riduzione dei tassi a partire dalla seconda metà del 2019. Nei disegni della Casa Bianca la riduzione dei tassi a partire dall’autunno prepara il terreno per una ripresa flash dei mercati in previsione della campagna per le Presidenziali del 2020.

Giovedì invece ha luogo il meeting della BCE, tutto focalizzato sui tecnicismi relativi alla nuova operazione TLTRO. Il Consiglio si riunisce dopo le elezioni europee. Non sappiamo sino a quali orizzonti temporali si spingerà il loro Outlook, tuttavia siamo convinti che i tassi d’interesse rimarranno agli attuali livelli ben oltre l’orizzonte prefigurato nelle precedenti conferenze stampa.

 

WB ANALYTICS: S&P 500

WB ANALYTICS: S&P 500

Da Istat alle 10 la lettura definitiva del Pil nei tre mesi al 31 marzo da cui emerge ancora un rallentamento della crescita. L’attesa dello 0,2% si è tradotta in + 0,1%. Dopo la recessione tecnica del secondo semestre 2018, la prima stima pubblicata il 30 aprile ha messo in evidenza una ripresa di 0,2% su base trimestrale e 0,1% su base annua che gli analisti si attendevano conferma. In realtà come scriviamo su base trimestrale la crescita si è attestata allo 0.1%, su base annuale del -0,1%.

Alle 11 avremo il dato preliminare sull’inflazione di maggio, con attese sull’indice armonizzato ai parametri Ue pari a 0,2% su mese e 1% su anno dopo rispettivi 0,5% e 1,1% di aprile. Alle 12 la statistica sui prezzi alla produzione di aprile, che andranno confrontati con la variazione mensile nulla e la crescita di 2,9% viste in marzo.

WB ECONOMICS: GDP ITALIA - RILEVAZIONE ANNUA - TRIMESTRALE

WB ECONOMICS: GDP ITALIA – RILEVAZIONE ANNUA – TRIMESTRALE

Questa mattina anche i dati sulle vendite al dettaglio in Germania hanno evidenziato un andamento negativo su base mensile -2%.

Indubbiamente le rilevazioni macro unite al recente andamento delle borse rivelano un quadro di ritorno più marcato verso uno scenario recessivo.
la prossima settimana il Board della BCE ritornerà a riunirsi (giovedì) per il consueto meeting di politica monetaria. Ci attendiamo dettagli sulla prossima asta di liquidità TLTRO ed eventuali indicazioni su misure di stimolo per l’economia europea.

Il grafico mette in evidenza l’andamento dell’indice PMI (ampiamente sotto quota 50 – rallentamento economia) unito alla pressione deflattiva dell’indice sull’inflazione. Ci sono margini per interventi da parte della BCE in materia di sostegno monetario.

Nell’attesa i mercati azionari hanno intrapreso un percorso regressivo che dovrebbe sviluppare prevalenti vendite nel prossimo futuro.  Ci attendiamo debolezza su tutti i principali indici di borsa occidentali. Lo Standard & Poor 500 ha violato l’area di equilibrio (instabile) presenta a quota 2800 e si appresta, come abbiamo scritto in WB Perspetives ancora a fine aprile, a scivolare verso 2650 nel breve.  L’area target è molto importante sotto il profilo tecnico in quanto assume una valenza percettiva sui rischi di mercato estremamente significativa.  La parallela discesa dei rendimenti sul 10 anni USA al 2% lo conferma. Le pressioni esercitate dal ribasso dei due indici potrebbe spingere la Fed ad annunciare anch’essa misure di stimolo a partire da una revisione più accomodante della policy monetaria.

WB ANALYTICS: STANDARD & POOR 500

WB ANALYTICS: STANDARD & POOR 500

Sul fronte del mercato forex gli operatori percepiscono un aumento del rischio. Lo yen assieme ad altre valute conferma il proprio ruolo di moneta rifugio. Nei confronti del dollaro ha guadagnato terreno violando quota 109 per puntare in direzione di area 107 usd jpy. Il rischio di cambio percepito in Europa invece, conferma la debolezza dell’euro contro tutti i principali tassi di cambio. Sarà importante verificare se l’attuale criticità delle borse possa tradursi in un potenziale ancoraggio di quest’ultimo alle monete rifugio come accaduto in passato. In assenza di tale conferma avremmo un ulteriore prova della debolezza in cui opera la divisa europea nei mercati internazionali.  Il nostro modello continua a confermare le attese già indicate nell’Outlook 2019.

 

Superate le elezioni il mercato ritorna a concentrarsi su alcuni temi di carattere economico altri più squisitamente finanziario.

In Europa abbiamo la lettura dei dati sui consumatori. In Germania il rapporto di GFK ha messo in evidenza un ulteriore segnale di indebolimento della fiducia con una revisione al ribasso anche per il mese precedente.  Sono diversi i Paesi del blocco chiamati a diffondere in mattinata i numeri relativi alla fiducia dei consumatori. Oltre a Francia, Germania e Portogallo verrà reso noto anche il dato della zona euro. Le attese in quest’ultimo caso sono per -6,5 da -7,9 di aprile. Sempre in mattinata la lettura di maggio dell’economic sentiment con attese per 104, valore identico al mese precedente. Lo stesso rapporto sarà pubblicato negli Stati Uniti nel pomeriggio. Il dato è atteso in crescita da 129,2 a 130,1. Il dato avrà un attenzione significativa. Nell’ultimo periodo hanno perso momentum tutti gli indicatori di sentiment sul manifatturiero lasciando intravvedere un consolidamento dei segnali di rallentamento della crescita. Un dato positivo sul fronte dei consumatori può essere di ristoro per i mercati.

In italia abbiamo la lettura della bilancia commerciale: il dato mette in evidenza per il mese di aprile una diminuzione del saldo export import dai 3,42 miliardi di euro dell’ultima rilevazione (marzo) con un valore che rimane comunque in surplus a quota 1,89 miliardi.

WB ANALYTICS: BILANCIA COMMERCIALE ITALIANA APRILE 2019

WB ANALYTICS: BILANCIA COMMERCIALE ITALIANA APRILE 2019

 

COMMERCIO USA-GIAPPONE – Secondo il ministro dell’Economia giapponese, Toshimitsu Motegi, le dichiarazioni di Trump su un accordo commerciale con Tokyo, probabilmente in agosto, riflettono le speranze del presidente Usa di rapidi passi in avanti nel negoziato. Ieri dopo aver incontrato il premier Abe, Trump ha detto che Stati Uniti e Giappone sperano di poter annunciare molto presto un accordo sul commercio.

Sul fronte finanziario gli investitori si apprestano a mettere a fuoco i temi che saranno approfonditi nel prossimo meeting della BCE. In quella sede verranno  rese note le modalità di funzionamento del prossimo TLTRO per le banche. Alcune indiscrezioni  riportano che la Banca centrale europea dovrebbe fissare condizioni più rigide del passato per i nuovi prestiti alle banche. A dirlo in un’intervista a Reuters è Ardo Hansson, membro del consiglio direttivo dell’istituto centrale, il quale esprime anche scetticismo sulla proposta di compensare le banche per il costo dei tassi di interesse negativi. A breve si riaprirà inoltre il dibattito e le ipotesi sul nuovo governatore della BCE in sostituzione di Mario Draghi. Sulla base degli esiti elettorali emerge la figura di un candidato tedesco Hans Weidmann (Buba) o uno vicino alla Germania.

In primo piano infine ci sono le attese per la lettera che secondo alcuni media la Commissione si appresta ad inviare al Governo italiano in merito alle procedure di infrazione per eccessivo deficit. Il BTP e lo spread hanno reagito con un rialzo che al momento non va oltre i livelli di attenzione che ci siamo dati in area 290 per lo spread, 2,80 per il 10 anni BTP.

L’eur usd ritorna ad essere trattato con i mercati aperti ovunque dopo la pausa di ieri per le chiusure di NY e Londra.

Si tratta del primo test post voto. Attendiamo una verifica del range 1.1180/1.1150 eur usd.

Sempre sul fronte del rischio cambio rileviamo questa mattina una caduta dell’euro nei confronti della corona svedese. Ci attendiamo un test di area 10,60 eur sek: la violazione riporterebbe l’euro in una nuova condizione di debolezza. Nonostante i dati deboli sul fronte macro (bilancia commerciale svedese con segnali sul fronte export in peggioramento e consumi) la corona stamattina si rafforzata sull’euro peformando oltre le normali soglie di volatilità. Normalmente ciò accade quando i mercato avvertono l’esigenza di parcheggiare liquidità al di fuori dell’euro su monete rifugio. Sia la corona norvegese che quella svedese stanno migliorando negli ultimi giorni il rapporto contro euro.

 

WB ANALYTICS: SPREAD 10 ANNI BTP BUND

WB ANALYTICS: SPREAD 10 ANNI BTP BUND

PRIMI RIFLESSI DEL VOTO SUI MERCATI: EUR USD
&
SPREAD BTP BUND

I mercati riaprono con un esito elettorale che pone alcuni problemi alla formazione della Commissione e del Consiglio europeo.

La reazione dei mercati va letta su due piani trasversali:  verso Europa e verso Italia.

Sulla scena europea il focus guarda principalmente al rapporto di cambio euro dollaro. Su quella italiana riguarda lo spread ed i rendimenti sui titoli di stato.

EUR USD: i corsi avevano chiuso la scorsa settimana a quota 1.1210 esattamente su livelli tecnici significativi. Al momento, benché siano assenti la piazza di Londra e quella di New York (bank holiday e Giorno della Memoria) l’euro perde marginalmente quota. Ancorché sia frazionale e quasi impercettibile il ribasso dell’euro, a noi appare significativo. Il mancato sfondamento di 1.1210/20 potrebbe ampliarsi nel corso della giornata e quindi riportare l’attenzione dei mercati ancora una volta verso il trend dominante ancora di segno riflessivo e sempre orientato orientato verso la direzione attesa dal nostro modello di stima.  Tecnicamente i due punti infra day da seguire per avere conferma di questi sviluppi si collocano in area 1.1180 ed 1.1140.

SPREAD BTP BUND: in Italia il voto ha cambiato i pesi nella maggioranza di Governo con significative proiezioni verso il confronto in Europa. Lo spread al momento non reagisce all’esito elettorale. Segnali più netti emergeranno nei prossimi giorni, ma al momento riteniamo che il differenziale di rendimento sul 10 anni tra Italia e Germania sia destinato a convergere verso quota 250 e 240. Come ho dichiarato ieri sera a LE FONTI TV, non vediamo a breve potenziali rischi  di un nuovo inasprimento dello spread.  Anzi ci attendiamo una convergenza che nel caso in cui scenda al disotto di 240 possa offrire ulteriori spazi di discesa a favore dell’Italia. Riteniamo che non sia nell’interesse di nessuno avere ulteriori tensioni sul mercato secondario dei debiti sovrani.

Dobbiamo ricordare che la Germania dovrà sistemare presto il dossier sulle banche DB e Commerzbank. Secondo diverse stime, Deutsche Bank ha il record di derivati finanziari per circa  45.000 miliardi di euro, quattordici volte il PIL del Paese, che equivalgono alla somma dei livelli delle tre banche americane, JP Morgan Chase, Citigoup e Goldman Sachs. Il suo ammontare di attivi pari a circa 1.600 miliardi di euro contrasta con i soli 15 miliardi di capitalizzazione: uno tra i più squilibrati rapporti al mondo! L’indebitamento della prima e della terza banca del Paese supera abbondantemente i 1.800 miliardi di Euro, il 75% del debito sovrano italiano.

Seguiremo quindi con estrema attenzione l’evoluzione dello scenario politico in Italia ed in Europa per verificare se le nostre attese possano subire variazioni significative.

WB ANALYTICS: RENDIMENTO 10 ANNI ITALIA

WB ANALYTICS: RENDIMENTO 10 ANNI ITALIA

 

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT: EUR USD HOURLY CHART

WB RISK ENTERPRISE MANAGEMENT: EUR USD HOURLY CHART

 

Gli ultimi dati PMI pubblicati relativi al comparto manifatturiero e composite di USA, Europa e Giappone confermano il rallentamento della crescita globale. In Germania per il quinto mese consecutivo si sono rilevati sondaggi con valori di sintesi al di sotto di quota 50 (area di recessione).  Il dato composite, manifattura più servizi, negli USA è sceso poco sopra area 50. Il Giappone invece consolida valori inferiori a quota 50.  In precedenza la Cina aveva messo in evidenza un parziale recupero oltre la soglia spartiacque.

I mercati hanno accolto i dati di ieri con freddezza liquidando ulteriormente posizioni rialziste sull’azionario. Di converso il rendimento 10 anni USA sui Treasury è sceso nuovamente sui minimi dell’anno e come scriviamo da tempo rischia ora di scivolare con un movimento di coda verso il 2%.  E’ il segnale tangibile che gli investitori temono ora in modo più concreto che la Fed possa rivedere in autunno la propria posizione sui tassi avallando un taglio.

Osserviamo ed analizziamo i dati PMI perchè intrattengono un elevato grado di correlazione con i mercati. A loro volta quelli azionari esercitano, con la loro volatilità, forti  pressioni verso la Fed il cui atteggiamento si riflette a sua volta sull’andamento dell’eur usd.  Le interrelazioni tra economia reale, letta attraverso i dati di sentiment, e mercati esprimono in questa fase una forte dipendenza auto referenziale.

Lo Standard & Poor 500, indice che rappresenta la capitalizzazione del mercato azionario USA, dopo aver fallito la costruzione di un nuovo spunto rialzista oltre i massimi dello scorso anno, ha velocemente ripiegato verso quota 2800. Abbiamo definito tale livello come area di equilibrio tra uno scenario che rimane comunque positivo rispetto ad uno riflessivo. Nel nostro ultimo report WB PERSPECTIVE abbiamo preso in esame quali possono essere gli sviluppi dell’attuale movimento dei prezzi, considerando un ulteriore approfondimento sotto tale soglia.

Cadute sotto 2800 spingono il mercato a ritenere che la Fed possa prendere in seria considerazione l’ipotesi di allentare i tassi. L’eur usd si è subito riposizionato nuovamente a ridosso delle resistenza tecniche per cogliere eventuali cambiamenti di momentum. In sintesi 2800, sostegno per l’S&P 500, può funzionare da trigger per un eventuale break up di eur usd oltre 1.1220.

Le elezioni europee in questa fase hanno un appeal inferiore rispetto ad eventuali accelerazioni negative di breve termine che potrebbero colpire il ciclo di borsa, salvo qualche twitter in grado di cambiare la precarietà degli equilibri in gioco. Non dimenticate quindi di indicizzare il vostro account twitter a quelli che più contano in questo momento, @realDonaldTrump, può essere utile per gestire il proprio portafoglio di trading ma anche per gestire il rischio di cambio!

 

 

 

 

WB ETERPRISE RISK MANAGEMENT; EUR USD CYCLE

WB ETERPRISE RISK MANAGEMENT; EUR USD CYCLE

 

 

WB ANALYTICS; STANDARD & POOR 500

WB ANALYTICS; STANDARD & POOR 500