Nella conferenza stampa di ieri, Mario Draghi, governatore della BCE, ha delineato un quadro meno confortevole di quanto non abbia descritto nelle precedenti riunioni. La fine del QE sarà accompagnata comunque con il reinvestimento dei titoli in scadenza, mentre i tassi di interesse rimarranno fermi sino alla fine del suo mandato. E’ probabile che la banca centrale intervenga ulteriormente qualora il quadro di scenario lo  richieda con ulteriori stimoli monetari, in primo luogo a supporto della liquidità delle banche.

Questa è la nostra interpretazione alle parole meno tranquillizzanti rilasciate ieri pomeriggio dal Governatore. L’eur usd ha reagito subendo parziale perdita di momentum scendendo verso la parte bassa del range che stiamo monitorando da alcune settimane. La banda si sta assottigliando lasciando prevedere un potenziale breakout sotto 1.13. Come sanno i nostri lettori da tempo stiamo monitorando l’area 1,13/1.12 per controllare in termini di timing la violazione definitiva al ribasso della banda che da settimane intrattiene le negoziazioni sul cambio. Il nostro scenario di riferimento rimane quindi di segno riflessivo.

Manca al quadro generale l’esito della riunione della Federal Reserve martedì e mercoledì prossimi. Il mercato sconta un aumento dei Fed Funds  seguito da dichiarazioni di sospensione del programma di normalizzazione annunciato per il 2019.

Quindi si va verso una fase di maggior attenzione verso condizioni di rallentamento del ciclo espansivo. I mercati azionari in realtà stanno prezzando un periodo recessivo particolarmente avvertito in Eurozona. Nel nostro Outlook 2019 che pubblicheremo agli inizi dell’anno, abbiamo considerato come riferimento uno scenario di avversione al rischio come elemento di prosecuzione di quanto abbiamo già indicato per l’ultimo trimestre di questo 2018. Lo sforzo che abbiamo cercato di mettere sul piano operativo è tutto centrato sulla ricerca delle opportunità quando esse prenderanno forma nel corso del prossimo anno.

Per il momento i nostri riferimenti ideali in tal senso rimangono orientati verso l’area dollaro con flussi parcheggiati in strumenti obbligazionari governativi di qualità; qualora il 10 anni  USA dovesse scivolare sotto 2.80% è possibile anche confermare posizioni lunghe di duration così come indicato nella discesa sotto il 3%.

 

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EVENTI 14 DICEMBRE (fonte Reuters)

BCE – Il consiglio della Bce ha discusso di Ltro, ma senza entrare nei dettagli. Lo ha detto Draghi dopo che l’istituto centrale, come atteso, ha confermato i tassi d’interesse. Questo ha deluso le attese di chi sperava nell’annuncio di un nuovo Tltro. La Bce in ogni caso ha intenzione di mantenere il livello della liquidità disponibile in linea con le necessità del sistema bancario. La Bce ha anche comunicato che reinvestirà i proventi dei bond in scadenza acquistati nell’ambito del Qe nel corso dell’anno per evitare scossoni sul mercato del debito.

STIME TRIMESTRALI BCE – La Banca centrale europea ha tagliato le stime di crescita della zona euro e rivisto leggermente le previsioni sull’inflazione. Per il 2019 la Bce vede l’economia della zona euro crescere dell’1,7%, rispetto alla precedente stima di 1,8% e a fronte delle attese degli analisti per 1,6%. La crescita nel 2020 è vista a 1,7% mentre le stime iniziali per il 2021 la fissano a 1,5%. Quanto all’inflazione, la Bce ha leggermente alzato la stima per il 2018 a 1,8% ma ha tagliato quella per il 2019 a 1,6% rispetto alla precedente di 1,7%. Per il 2021 le proiezioni sono per una crescita dell’1,8%.

PMI – In arrivo da Francia, Germania e zona euro la stima flash dei Pmi manifatturieri, servizi e compositi di dicembre. Per la zona euro le attese sono di un Pmi manifatturiero a 51,9 dal precedente 51,8 e un indice servizi a 53,5 da 53,4 di novembre.

DATI USA – Svariati i dati in arrivo dagli Usa, fra cui quello relativo alla produzione industriale di novembre, con attese di un rialzo dello 0,3% dal precedente 0,1%. Per le vendite al dettaglio, riguardanti ancora novembre, si attende un rialzo congiunturale dello 0,2% dal precedente 0,8%.

DATI CINA – La produzione industriale di novembre ha deluso le attese, attestandosi al tasso tendenziale di 5,4% a fronte di un consensus pari a 5,9%. Più basse anche le cifre relative alle vendite al dettaglio di novembre, cresciute di 8,1% su anno contro stime per 8,8%.

GIAPPONE – L’indice Tankan manifatturiero del quarto trimestre si attesta a 17 contro stime per 19, mentre il Pmi flash manifatturiero di dicembre a cura di Nikkei è risultato pari a 52,4. La revisione della produzione industriale di ottobre segna 2,9% su mese.

FOREX – Dollaro in rialzo, mentre l’attenzione dei mercati si sposta sulla Fed ed euro e sterlina appaiono sotto pressione. Attorno alle 7,55 l’euro vale 1,1347/49 dollari da una chiusura di ieri a 1,1361 e 128,87/91 yen da 129,03. Il dollaro/yen si attesta invece a 113,57/59 da 113,62.

GREGGIO – Prezzi del petrolio in calo sulla scia dei timori relativi all’economia cinese, ma l’accordo Opec sul taglio alla produzione fornisce un certo supporto. Attorno alle 7,55 il futures sul Brent quota 60,98 dollari al barile con un calo di 47 centesimi, mentre il contratto sul Nymex vale 52,31 dollari con un declino di 27 centesimi.

TREASURIES – Andamento misto per i titoli del Tesoro Usa sulle parole di Draghi. Il decennale di riferimento rende fino 2,891% da una chiusura precedente a 2,911%.

 

MANOVRA – Salvini e Di Maio hanno espresso piena fiducia nel lavoro che Conte sta svolgendo con Bruxelles per evitare una procedura di infrazione contro l’Italia per debito eccessivo, dopo che Conte ha presentato ai vertici un target per il deficit/Pil 2019 al 2,04% dal precedente 2,4%, assicurando però che platee e importi di quota 100 e reddito di cittadinanza non cambieranno. Moscovici ha detto che occorre lavorare ancora per raggiungere un compromesso, mentre il portavoce di Tria ha dichiarato che c’è la volontà comune con Bruxelles di arrivare a una soluzione.
Secondo ‘La Repubblica’ per l’intesa con l’Ue mancano ancora 4,5 miliardi di euro (per il Corriere sarebbero 4), che Tria intenderebbe ricavare da un altro taglio sulle pensioni, ipotesi respinta da Salvini.

DI MAIO A ‘IL FATTO’ – In un’intervista a ‘Il Fatto Quotidiano’, il vicepremier torna oggi a sottolineare che quota 100 e reddito di cittadinanza “a platea invariata costeranno di meno”. “Il reddito di cittadinanza costerà 1,2-1,3 miliardi in meno perché parte a marzo, anche se le pensioni di cittadinanza e di invalidità arriveranno da febbraio. Invece per quota 100, considerato il divieto di cumulo, abbiamo 2 miliardi e qualche centinaio di milioni in meno”. I miliardi mancanti verranno recuperati dalle pensioni d’oro e dalla dismissione degli immobili.
Sulla parole del commissario Ue per gli Affari economici e monetari, che dice che c’è ancora molto da fare Di Maio risponde: Quelle parole le ha dette Moscovici, non il presidente della Commissione Juncker. Ma c’è una trattativa in corso, e non dico altro”.

INFLAZIONE ITALIA – In arrivo i dati finali relativi all’inflazione in novembre. Secondo i dati provvisori di Istat, a novembre l’indice Nic dei prezzi al consumo ha registrato una variazione di -0,1% su mese e di +1,7% su anno. Il dato tendenziale registra il massimo da aprile 2017. In ottobre l’indice Nic era risultato piatto su mese e in rialzo dell’1,6% su base annua.

BTP – Il secondario ha chiuso in rialzo la seduta, pur registrando una riduzione dei guadagni in concomitanza con le parole di Draghi sull’Ltro. La seduta è rimasta tuttavia improntata al rialzo, grazie alle nuove cifre della manovra italiana relative al defict/Pil. Lo spread si è spinto fino al minimo di 261 punti base, i livelli più bassi dal primo di ottobre, mentre dopo la conferenza stampa di Draghi ha toccato il massimo di seduta a 273, per poi chiudere a 269 punti base. Il tasso del decennale di riferimento ha concluso la seduta a 2,966%.

DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, fatturato e ordinativi dell’industria ottobre (10,00).
Istat, prezzi al consumo finali novembre (11,00) – attesa dato Nic -0,1% m/m; 1,7% a/a; dato Ipca -0,2% m/m; 1,7% a/a.

FRANCIA
Stima flash Pmi manifatturiero Markit dicembre (9,15) – attesa 50,7.
Stima flash Pmi servizi Markit dicembre (9,15) – attesa 54,8.
Stima flash Pmi composito Markit dicembre (9,15) – attesa 54,0.

GERMANIA
Indice prezzi all’ingrosso novembre (8,00).
Stima flash Pmi manifatturiero Markit dicembre (9,30) – attesa 52,0.
Stima flash Pmi servizi Markit dicembre (9,30) – attesa 53,4.
Stima flash Pmi composito Markit dicembre (9,30) – attesa 52,5.

SPAGNA
Prezzi al consumo finali novembre (9,00) – attesa dato nazionale -0,1% m/m; 1,7% a/a; dato armonizzato -0,2% m/m; 1,7% a/a.

ZONA EURO
Stima flash Pmi manifatturiero composito Markit dicembre (9,00) – attesa 51,9.
Stima flash Pmi servizi composito Markit dicembre (9,00) – attesa 53,5.
Stima flash Pmi composito Markit dicembre (9,00) – attesa 52,5.
Costo lavoro trim3 (11,00).

USA
Vendite al dettaglio novembre (14,30) – attesa 0,2% m/m.
Produzione industriale novembre (15,15) – attesa 0,3% m/m.
Capacità utilizzo impianti novembre (15,15) – attesa 78,6%.
Produzione manifatturiera novembre (15,15) – attesa 0,3% m/m.
Stima flash Pmi manifatturiero Markit dicembre (15,45) – attesa 55,1.
Stima flash Pmi servizi Markit dicembre (15,45) – attesa 54,7.
Stima flash Pmi composito Markit dicembre (15,45).
Scorte all’industria ottobre (16,00) – attesa 0,6% m/m.

BANCHE CENTRALI
ITALIA
Banca d’Italia pubblica “Mercato finanziario” di ottobre; Banca d’Italia, supplemento al bollettino statistico “Finanza pubblica, fabbisogno e debito” di ottobre; “Debito lordo delle Amministrazioni pubbliche” 3° trimestre; “Debito lordo delle Amministrazioni centrali” 3° trimestre.

EUROPA
Zona euro, Draghi partecipa a Consiglio europeo a Bruxelles.
Zona euro, intervento de Guindos a convegno politica dei mercati finanziari a Francoforte (9,15).
Zona euro, banca centrale Austria pubblica previsioni semestrali; conferenza stampa Nowotny a Vienna (10,00).
Zona euro, intervento Lautenschlaeger a conferenza su mercati finanziari a Francoforte (10,30).
Zona euro, intervento conclusivo governatore Banca di Spagna de Cos a convegno a Barcellona (12,30).

APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, Di Maio ospite della trasmissione Mattino 5 (9,00).
Roma, a Vigilanza Rai audizione Di Maio (11,00).
Rome Investment Forum 2018 Financing Long-Term Europe inizia convegno su “Invest in Europe” (dalle 9,00). Apre i lavori Abete; intervengono Boccia, presidente Poste Farina, Gros-Pietro, GM Cattolica Trevisani, Bassanini, vice presidente CDP Paganetto, vice ministro Affari Esteri Del Re, Ceo Invitalia Arcuri, Bini Smaghi, Country Manager S&P Italy Paciotti, presidente Unipol Stefanini, Passera; sessione plenaria con ministro Finanze Lussemburgo Gramegna, Gualtieri, Sabatini; intervento Angeloni su “Fixing the European Dream: Economic and Monetary Union, Banking Union, Capital Markets Union, and What Else?”; atteso Tria.
Inps, terminano celebrazioni 120 anni con Boeri, DG Di Michele, Gabrielli, Bonisoli, Ignazio Visco, Cantone (dalle 10,00).
Milano, Reuters pubblica asset allocation dicembre (13,00).
Milano, Abi termina “Funding & Capital Markets Forum 2018” (dalle 9,15). Tra i partecipanti sono attesi David Angeloni dell’Abi, Fioravanti di Consob, Topa della Federazione Bancaria Europea (EBF), Annoscia del Parlamento europeo, vice presidente UniCredit Chiarelli, Ferrazzi dell’Abi, Daprile di DBRS Ratings, Denis della Commissione Ue, Nuzzi di CDP, Reedtz di Ania, Sabatini dell’Abi, Fabrizi di Fitch Ratings.
Pescara, Di Maio a incontro con Associazioni di categoria e imprenditori locali insieme alla candidata Presidente M5S Abruzzo Marcozzi; seguono dichiarazioni stampa (16,00).
Pineto (Teramo), Di Maio a incontro coi cittadini (19,00).

EUROPA
Bruxelles, Conte a Consiglio Ue.
Bruxelles, ‘Euro Summit’.
Bruxelles, Acea pubblica registrazioni auto Europa novembre.
Danimarca, DBRS e Fitch si pronunciano su rating sovrano.
Estonia, DBRS si pronuncia su rating sovrano.
Gran Bretagna, DBRS si pronuncia su rating sovrano.
Irlanda, Fitch si pronuncia su rating sovrano.
Slovenia, S&P si pronuncia su rating sovrano.
Turchia, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

Intervista Wlademir Biasia a LE FONTI TV H.9.30

 

TRATTATIVE ITALIA-UE SU MANOVRA – Il governo ha proposto alla Commissione europea di abbassare al 2,04% il target del rapporto deficit/Pil 2019 inizialmente fissato al 2,4% e confida in una risposta positiva che consentirebbe di evitare la procedura di infrazione. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte al termine dell’incontro avuto ieri sera con il numero uno dell’esecutivo Ue Jean Claude Juncker a Bruxelles. Da parte sua, una portavoce della Commissione ha parlato di “buon progresso” nei negoziati, che proseguiranno nei prossimi giorni.

Toni non concilianti ma nemmeno di chiusura quelli usati ieri dal Commissario per gli Affari economici e monetari Moscovici, che si è detto interessato a trovare soluzioni sui conti pubblici italiani e francesi, non a comminare sanzioni, tenendo comunque a precisare che la situazione francese è ben diversa — nel senso di meno grave — rispetto a quella italiana, considerato che sono “ormai anni” che Roma non rispetta i parametri Ue, con un inequivocabile riferimento al criterio del debito.

 

CONSIGLIO BCE – Tassi congelati e massima attenzione alla possibile — anche minima — novità sul fronte della gestione dei reinvestimenti dei titoli in scadenza nel portafoglio Qe. Una parte del mercato prevede che Francoforte possa garantire per una finestra di due anni l’impegno a reinvestire i titoli giunti a scadenza. Più che scontata invece la decisione principale, vale a dire quella di chiudere il programma a fine mese, tra meno di venti giorni.

In agenda anche l’aggiornamento delle stime trimestrali dello staff su crescita e inflazione, che potrebbero indurre Mario Draghi a un moderato ammorbidimento dei toni.

Pubblicate in settembre, le ultime proiezioni indicavano la crescita della zona euro a 1,8% nel 2019 e 1,7% nel 2020 — livelli su cui incombe il rischio di revisione al ribasso così come sulla proiezione di 1,7% sull’inflazione di entrambi gli anni, per lo meno a giudicare dalla mancata ripresa dell’indice ‘core’. Si tratta della prima volta che gli analisti di Francoforte allungano lo sguardo al 2021; secondo l’ufficio studi UniCredit la previsione Bce potrebbe essere di circa 1,5% sulla crescita e 1,7-1,8% sull’inflazione.

 

BREXIT – La premier Theresa May ha superato il voto di sfiducia del partito conservatore con 200 parlamentari che si sono espressi a suo favore e 117 contro.

 

CONSIGLIO UE – Si apre nel primo pomeriggio il Consiglio europeo. Capi di stato e di governo dei 27 paesi Ue — dice l’agenda ufficiale — torneranno a confrontarsi sul bilancio a lungo termine dell’Unione oltre che su mercato unico, migrazione e relazioni esterne. La riunione odierna è dedicata anche alla Brexit — il cui percorso appare comunque accidentato anche dopo che la mozione di sfiducia a May è stata respinta — e quella di domani alla zona euro.

Secondo un alto funzionario Ue, il vertice non intende invece discutere della legge di bilancio italiana né di quella francese per l’anno prossimo.

Una bozza del documento preparato per il vertice fa riferimento alla destinazione del nuovo bilancio comune della zona euro precisando che sarà destinato agli obiettivi — non meglio definiti — di convergenza e competitività, escludendo quindi l’obiettivo della stabilizzazione promosso invece dalla Commissione.

 

MERCATO – I Btp nel primo pomeriggio di ieri hanno registrato una violenta accelerazione, dopo le indiscrezioni circolate sul mercato che davano a 2% il nuovo obiettivo per il deficit/Pil 2019. Sul tratto 2028 lo spread Btp/Bund si è fermato a 274 punti base dopo un tuffo fino a 271,8, minimo dell’1 ottobre. In chiusura il decennale rendeva 3,008% dopo una breve puntata al di sotto di 3%.

 

INFLAZIONE GERMANIA – I prezzi al consumo tedeschi armonizzati Ue a novembre sono saliti dello 0,1% su mese e del 2,2% su anno, in linea con i dati preliminari.

 

GREGGIO – Quotazioni petrolifere in rialzo negli scambi asiatici, sostenute dalla flessione delle scorte di greggio Usa e dai segnali di passi concreti da parte della Cina per mettere in atto una tregua alla guerra commerciale con Washington. Intorno alle 7,40 italiane il futures sul Brent sale di 29 cent a 60,44 dollari il barile e il derivato sul greggio leggero Usa avanza di 16 centesimi a 51,31.

 

FOREX – Dollaro poco mosso, con l’indice che misura l’andamento del biglietto verde nei confronti di altre principali valute sostanzialmente invariato a 97,056. La sterlina mantiene gran parte dei guadagni registrati dopo l’esito del voto di sfiducia su May.

 

TREASURIES – Prosegue la salita dei rendimenti in un contesto di maggiore propensione al rischio. Il tasso del dieci anni negli scambi asiatici è a 2,913% da 2,906% di ieri.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, ‘conti economici territoriali’ 2017 (11,00).

 

FRANCIA

Prezzi consumo finali novembre (8,45) – attesa indice armonizzato -0,2% mese, 2,2% anno.

 

GRECIA

Tasso disoccupazione trim3 (11,00).

 

USA

Prezzi import ed export novembre (14,30) – attesa -0,9% mese importazioni, -01% mese esportazioni.

Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali (14,30) – attesa 225.000.

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

USA

Washington, Tesoro offre 16 miliardi dollari titoli Stato 30 anni 15/11/2048.

 

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Norvegia, banca centrale annuncia tassi, pubblica rapporto politica monetaria (10,00); segue conferenza stampa (10,30).

Svezia, consiglio esecutivo Riksbank (9,00).

Svizzera, conferenza stampa banca centrale su politica monetaria (9,30); segue conferenza stampa fine anno (10,00).

Zona euro, riunione consiglio Bce a Francoforte; seguono annuncio tassi (13,45) e conferenza stampa Draghi-de Guindos (14,30).

Zona euro, Bce pubblica stime trimestrali staff su crescita e inflazione (15,30).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, Inps inizia celebrazione 120 anni, apre lavori Boeri (10,00); intervento I. Visco (14,30); conclusioni sottosegretario Lavoro Cominardi (17,45); termina il 14 dicembre.

Milano, Abi inizia “Funding & Capital Markets Forum 2018” (dalle 9,30); termina il 14 dicembre. Tra partecipanti viceDG Abi Torriero, AD Borsa e presidente Elite Jerusalmi, viceDG Bper Banca Battistella, presidente Gruppo Illy Riccardo Illy, Ceo Pharmanutra Lacorte, Albamonte, Bellacci di Banca d’Italia, vicepresidente UniCredit Chiarelli, Del Ragno di Fitch Ratings, Miceli (Commissione Ue), Pisanu di Banca d’Italia, D’Alessandro Tavani di Banca d’Italia, Terré di Scope Ratings, vicepresidente senior Dbrs Ratings Kerr, Iacobucci, Vasciminno, viceDG Banca Finnat Alfiero, presidente Alkemy Mattiacci, DG Giglio Group Mancini.

Milano, incontro organizzato da Università Cattolica su “Le banche italiane nell’Unione europea. La parola ai protagonisti” con testimonianza AD Ubi Banca Victor Massiah (17,00).

 

EUROPA

Bruxelles, Consiglio Ue, partecipa Conte.

Bruxelles, conferenza stampa congiunta segretario generale Nato Stoltenberg e presidente ucraino Poroshenko (11,30).

Minsk, premier russo Medvedev visita Bielorussia

Buongiorno,

nella giornata di ieri abbiamo assistito ad evoluzione dei mercati assai straordinaria. Lo Standard & poor ha aperto la seduta con una forte dose di negatività per chiuderla sul finale in positivo. Clamoroso. Si perché ieri in gioco c’era la tenuta di area 2600 ovvero i minimi segnati nel corso di tutto il 2018 a partire dal mese di febbraio. L’indice è stato scambiato su tali livelli a febbraio, marzo, aprile, ottobre avviando sempre nuove reazioni. La proiezione di tali minimi transitava in questi giorni in area 2620. Per i sistemi di trading computerizzato e per i trader l’area aveva assunto un ruolo significativo con valenze tecniche ed operative molto critiche.  La violazione avrebbe  (uso il condizionale) generato un segnale definitivo di certificazione dell’inversione di tendenza del ciclo espansivo avviato nel 2009.

Il recupero nella seconda parte della seduta del NYSE è stato a dir poco straordinario ma non del tutto imprevedibile se si mette nel conto l’ipotesi di un intervento del Plunge Protection Team. Questo gruppo operativo costituisce un organo di pronto intervento per evitare situazioni estreme. Il Tesoro e la Fed crearono nel 1987, verso la fine del secondo mandato Reagan un “gruppo di lavoro” che potesse intervenire sul mercato azionario per sostenerne i valori. Ogni volta che il mercato inizia a calare, il Team acquista futures S&P, fermando la caduta dello stesso.

Non è mai stata certificata la presenza di questo Team, tuttavia negli anni molti analisti hanno parlato dei loro interventi nei momenti di maggior criticità.

La chiusura di ieri frazionalmente positiva dopo un tuffo delle quotazioni a 2584 consente quantomeno di ipotizzare il loro intervento.

Ciò che rimane nel bilancio della seduta di ieri ed in quello delle ultime settimane rimane comunque il dato di una lunga lotta che il mercato sta affrontando per difendere una condizione che nel corso dei mesi, come abbiamo avuto modo di scrivere, è divenuta sempre più precaria. E tale rimane nonostante il potenziale intervento salvifico dello special Team.

Sempre ieri il Cancelliere May ha postergato le votazioni del parlamento sull’accordo Brexit. C’è molto caos nei mercati. Sembra che molti dei nodi accumulati durante il passato recente stiano venendo al pettine.  In altre parole stiamo affrontando tutte le difficoltà rimandate. Cosa più grave in un momento in cui i dati economici tendono a segnalare un rallentamento dell’attività economica globale. In Europa questo passaggio risulta più complicato. Al rallentamento del ciclo si sovrappongono, e non casualmente, i dissensi politici. Mentre negli Usa gli indici azionari lottano con i confini che delimitano la sussistenza del ciclo  rialzista avviato nel 2009, in Eurozona abbiamo già varcato tale soglia. I rendimenti sul tratto lungo della curva, come abbiamo avuto modo di allertare già nelle settimane precedenti, sono entrati in una condizione deflativa. L’eur sta difendendo quota 1,13/1.12, ma al netto delle reazioni rimane sempre li vicino al confine o meglio alla linea di spartiacque tra una tenuta di valore rispetto ad una nuova fase di debolezza che potrebbe questa volta preludere ad una serie di eventi significativi.

Viviamo tempi interessanti. Tra qualche mese ci saranno molte opportunità da cogliere. Quelle di oggi si chiamano ancora liquidità e dollari.

Buongiorno,

le recenti proiezioni del GDPNOW elaborato dal modello dinamico della Fed di Atlanta per il prodotto interno lordo USA, sono drasticamente scese dal 3 al 2,4% nella prima settima di dicembre. Il modello calcola una proiezione dinamica del GDP sulla base di un panel di dati che combinano indicatori economici con indici di mercato. La discesa dei valori azionari delle ultime settimane ha fortemente indebolito le proiezioni dell’indice che nel frattempo è sceso sotto le stime degli analisti.

In parallelo alla caduta del GDPNOW, si è avuto un ridimensionamento delle aspettative di rialzo dei tassi da parte della FED il prossimo anno. La curva dei futures sui FED Funds sconta ancora la probabilità di rialzo dei tassi nel meeting di dicembre (73% Target Rate Probabilities 2,25/2.50%), tuttavia mette in evidenza una netta caduta delle aspettative per ulteriori rialzi nel mese di marzo 2019 (22%). A marzo del prossimo anno terminerà la tregua accordata tra Cina ed USA sulla guerra tariffaria, mentre già oggi l’indice S&P 500 quota poco sopra la soglia 2600, livello da noi ritenuto estremamente critico. Le vendite sul mercato azionario hanno determinato la discesa del tasso a 10 anni sui Treasury Bond USA sotto il 3%.  Al momento tale flessione rientra ancora nei limiti di una significativa correzione, non ancora classificabile come un segnale di inversione del tratto lungo della curva. Tale segnale coinciderebbe con una violazione al ribasso di 2.80%.

 

La  conseguenza diretta di tale congiuntura ha indotto una frenata degli acquisti di dollari sopra area 1,13 eur usd. Questa mattina il cambio si presenta nei limiti superiori del range segnalato lo scorso venerdì a 1,1430. Stiamo analizzando il comportamento del mercato per capire se la correzione/consolidamento del cambio possa spingere le contrattazioni anche verso area 1,1550 eur usd, dove transita la principale linea di demarcazione che trattiene ancora la struttura delle negoziazioni all’interno di una tendenza dominante riflessiva per il cambio euro dollaro.

Secondo la nostra analisi vi sono altre motivazioni che continuano a sostenere gli acquisti di dollari: le condizioni di avversione al rischio generalizzate, l’elevato rendimento rispetto ai diretti competitors ed una comunque maggiore velocità di crescita dell’economia USA.

L’Eurozona rimane incagliata in un quadro in cui le vicende politiche si intersecano con quelle economiche alla vigilia di un attesissimo meeting della BCE.  attendiamo dalla conferenza stampa un’analisi rigorosa dello scenario europeo. Pensiamo che la BCE possa annunciare nuove misure alternative al QE ma sempre orientate al sostegno delle condizioni monetarie. Sono troppe le criticità presenti nel sistema: acquisto di Bond Governativi nelle aree periferiche, acquisto di Bond Corporate nelle aree core, sistema bancario tedesco in difficoltà.

Anche nel caso dell’Eurozona il 10 anni Germania è sceso ampiamente sotto lo 0.35% emettendo un chiaro segnale di ritorno verso condizioni di deflazione. Domani sapremo come il Parlamento britannico voterà l’accordo Brexit. L’eur gbp è già sulla difensiva. Il punto da osservare transita in area ,9050 mentre in caso di un voto positivo dovremmo rivedere il cambio scendere sotto area ,88 eur gbp.

L’Indice Stoxx 600 ha già violato la scorsa settimana il sostegno primario che avevamo guidato i rialzi dal 2009. Dall’attuale chiusura 345,45 ci attendiamo un ulteriore progressione riflessiva in direzione di area 320/310.

Si sta preparando il terreno per un 2019 che dal punto di vista finanziario si preannuncia difficile.

GIAPPONE PUBBLICAZIONE GDP 10 DIC 2018

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  JPY Conto corrente (non destagionalizzato) (Ott) 1,310T 1,384T 1,822T
  JPY PIL (Annuale) (3° trim.) -2,5% -1,9% -1,2%
  JPY PIL (Trimestrale) (3° trim.) -0,6% -0,5% -0,3%

 

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EVENTI IN CALENDARIO OGGI (fonte dati REUTERS)

 

PRODUZIONE INDUSTRIA ITALIA – Atteso il dato sulla produzione industriale italiana in ottobre, visto in contrazione congiunturale dello 0,4%. In settembre la produzione industriale aveva registrato una variazione negativa dello 0,2% su mese (+1,7% ad agosto) e un +1,3% su anno (da -0,8% del mese precedente). La flessione congiunturale del terzo trimestre è stata imputata ai settori dei beni di consumo e dei beni intermedi, mentre sono risultati in crescita i comparti dell’energia e dei beni strumentali.

 

LEADING INDICATOR – Atteso l’indice composito diffuso dall’Ocse relativo a ottobre, dopo il calo a 99,8 registrato a settembre. Nell’ultima versione del rapporto semestrale Economic Outlook diffusa il 21 ottobre, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico guardava con scarsa fiducia alle prospettive italiane in termini sia di crescita sia di conti pubblici, nonché allo scenario per il bilancio delle banche parallelo alla tensione sui rendimenti dei titoli di Stato . La capo economista dell’Ocse Laurence Boone aveva detto contestualmente che sull’Europa gravano alcuni rischi e uno di questi è rappresentato dall’Italia .

 

MANOVRA – La Repubblica di oggi fa il punto sulle condizioni dell’Ue, ovvero rendere annuale quota 100 e introdurre limiti stringenti al reddito di cittadinanza. Il quotidiano sostiene che tre ministri, tra cui Tria, sarebbero pronti a dimettersi in caso di procedura d’infrazione.

Il Messaggero di oggi sostiene che il governo è disposto ad andare incontro a Bruxelles su pensioni e reddito, introducendo finestre più lunghe per quota 100 in caso di troppe domande e uno stop alle richieste di sussidio una volta esaurito lo stanziamento fissato per legge.

Una fonte governativa ha riferito che il governo punta ad inviare una nuova bozza di manovra alle autorità europee mercoledì prossimo, alla vigilia del consiglio dei capi di Stato e di governo, in agenda a Bruxelles il 13 e 14 dicembre. La Commissione europea ha bocciato la manovra e ha posto le basi per l’apertura di una procedura di infrazione per deficit eccessivo riferita al debito pubblico. Mercoledì 12 Conte potrebbe recarsi a Bruxelles per incontrare Juncker, anche se l’incontro non è stato finora confermato.

Approvata dalla Camera sabato, dopo la fiducia votata venerdì, la manovra di bilancio verrà stravolta in Senato, dove l’iter comincia oggi. I quotidiani del weekend anticipavano le principali modifiche già in cantiere. Nel maxi-emendamento del governo, in particolare, arriverà il taglio delle tariffe Inail per almeno 600 milioni (ma il Corriere della Sera di domenica ha scritto 1,7 miliardi). Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, incentivi alle imprese che assumeranno percettori dell’assegno. In arrivo anche il “saldo e stralcio” delle cartelle esattoriali per chi è in difficoltà economiche, nonché il rafforzamento delle misure a sostegno delle famiglie e un pacchetto di emendamenti in favore delle aziende, tra cui l’aumento al 50% della deducibilità dell’IMU sui capannoni.

Il Sole 24 ore di domenica sostiene che il fondo per la riforma previdenziale  dovrebbe scendere a 4,5-4,7 miliardi da 6,7, mentre il contenitore del reddito di cittadinanza scenderà di 1-1,5 miliardi.

Oggi si terrà un nuovo vertice di maggioranza. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Giancarlo Giorgetti, ha preannunciato che “si tireranno le fila” sulla base dei calcoli della ragioneria dello stato e dell’Inps. Conte ha anticipato a domani da mercoledì le comunicazioni in parlamento sulla manovra. Fonti M5S citate dal Corriere della Sera di domenica assicurano che le correzioni si fermeranno a 3,5 miliardi.

Intervistato dalla Repubblica sabato, il ministro per i rapporti col parlamento, Riccardo Fraccaro, preannuncia che in Senato la manovra verrà integrata con “sgravi al costo del lavoro e incentivi per le imprese che fanno contratti a tempo indeterminato”.

La Stampa di domenica paventa il ricorso all’esercizio provvisorio, con “ulteriori contraccolpi per i titoli italiani”. Inoltre, secondo il quotidiano torinese, ci saranno nuove entrate da pensioni d’oro e giochi, nonché un aumento dei costi per le concessioni petrolifere.

Diversi quotidiani del weekend sottolineano che l’ecotassa sulle auto inquinanti, nonostante l’opposizione della Lega, non verrà eliminata del tutto. Infine, prende corpo un allargamento dell’Ape sociale.

Per il Messaggero di domenica sul tavolo ci sarebbe anche la detassazione dei premi di produttività e degli straordinari.

 

CENTENO A SUDDEUTSCHE ZEITUNG – Il presidente dell’Eurogruppo ha detto che l’Italia deve essere trattata come tutti gli altri paesi.

 

CONTE A TG2 – Intervistato ieri, il premier ha evocato i disordini in Francia: “Non possiamo concentrarci solo sulla stabilità finanziaria, dobbiamo guardare anche alla stabilità sociale”. E aggiunge di essersi tarato per restare per cinque anni “e poi via”.

DI MAIO A SOLE 24 ORE – In una lettera inviata al quotidiano confindustriale sabato, il ministro dello sviluppo economico illustra i provvedimenti a favore delle imprese, parlando di “metodo di confronto continuo”. E annuncia: “Con un emendamento definiamo che pagheremo, in azione congiunta con Cdp, il 50% dei debiti della Pa con le imprese entro il 2019. Si parla di circa 30 miliardi”. Inoltre, Di Maio si sofferma sul ruolo di Cdp come motore dell’innovazione e, più in generale, stimolo allo sviluppo industriale.

In vista dell’incontro che si terrà domani, i vertici delle dodici associazioni delle imprese che vedranno Di Maio si sono detti soddisfatti delle aperture del ministro, pur precisando di attendere i fatti.

 

CONFRONTO CON BRUXELLES – Ampio spazio, sui giornali del weekend, al dialogo a distanza tra Roma e Commissione Ue. Il Sole 24 Ore di sabato notava che oggi Dombrovskis e Moscovici parleranno delle valutazioni sui progetti di bilancio, con particolare attenzione all’Italia. Non c’è ancora una data per un nuovo incontro tra Conte e Juncker, che dovrebbe tenersi a margine del consiglio europeo, tra mercoledì e venerdì. Il presidente della Commissione, secondo diversi quotidiani, ha fatto sapere di ritenere inutile un vertice se prima Conte non avrà ottenuto il via libera politico a una previsione sul deficit 2019 in linea con le richieste di Bruxelles. Il Corriere della Sera di sabato, dopo aver posto l’accento sui problemi interni in Francia e sulla sponda che i gilet gialli forniscono al governo italiano, anticipava che la procedura d’infrazione “avrebbe almeno un elemento di elasticità: la Commissione darebbe all’Italia sei mesi a partire da gennaio (o febbraio), prima di mandare una missione d’ispezione a Roma per vedere se il governo ha seguito le raccomandazioni”. In un retroscena pubblicato sabato, la Repubblica riferiva il pessimismo di Conte: col muro contro muro, salta tutto. Secondo la Repubblica, la Commissione Ue non intende scendere sotto un deficit all’1,95%. Ma Di Maio e Salvini non intenderebbero scendere sotto il 2,1%. Peraltro, alcuni quotidiani scrivono che i due vicepremier rinuncerebbero a 3,5 miliardi e altri a 4 miliardi. Di certo, però, non sarebbero disposti a ‘cedere’ quanto chiesto da Bruxelles”. Il Messaggero di sabato riferiva di voci da palazzo Chigi su un “disegno politico” per far fare a Conte “la fine del greco Tsipras”. Inoltre, il quotidiano romano scriveva che le richieste di Bruxelles sono inaccettabili e, citando “una fonte autorevole”, il governo andrà avanti “con una trattativa serrata, al sangue”. Conte, conclude il Messaggero, “ancora spera di poter raggiungere un’intesa sul 2%”.

Il Sole 24 ore di domenica fa il punto sulla tabella di marcia della procedura di infrazione: il 19 dicembre si riunirà la Commissione per definire la proposta di bocciatura definitiva e il 22 gennaio il Consiglio avvierà l’iter vero e proprio. A proposito di tabelle di marcia, il Messaggero di domenica ricorda che il 23 dicembre dovrebbe essere il giorno del via libero alla manovra, ma è possibile uno slittamento a fine anno.

Il Messaggero di domenica interpreta le parole sull’Ue di Salvini come un segnale di resa e aggiunge che la frase “non servono nuove tasse” si riferisce all’aumento dell’Iva suggerito da Tria. Il quotidiano romano sostiene che Juncker avrebbe chiesto per oggi o al massimo domani al governo un nuovo Dpb che corregga il quadro macroeconomico del Def e rimetta a posto i saldi.

Il Corriere della Sera di oggi scrive che a Bruxelles sta prendendo corpo l’idea di andare incontro all’Italia per evitare che la procedura consenta a Roma di tagliare i fondi versati all’Ue.

 

SALVINI AL MESSAGGERO – Intervistato sabato, il vicepremier ha detto: ”Io non morirò per il 2,4%… confido che Bruxelles non ci chiuda le porte in faccia per uno 0,1 in più o in meno”.

 

TRIA ISOLATO – Con toni e sfumature differenti, i giornali del weekend erano concordi nel sottolineare l’isolamento del ministro dell’economia. Il Corriere della Sera di sabato si soffermava sui timori del Quirinale riguardo al ridimensionamento di Tria e alla tattica del doppio binario portata avanti dal governo con Bruxelles. In un profilo dedicato al ministro, La Stampa di sabato riportava dichiarazioni degli amici Renato Brunetta e Luigi Pavanetto, che negano l’ipotesi di dimissioni.

 

LEGA VS M5S – Il weekend ha visto scendere in piazza il Carroccio a Roma, con una manifestazione per rivendicare le misure varate dal governo, mentre i pentastellati hanno animato la mobilitazione contro la Tav a Torino. Per quanto i leader continuino a parole a giurarsi fedeltà, le due forze di maggioranza sembrano divergere sempre più. E La Stampa di sabato scriveva che — dopo il caso di Matteo Dell’Osso, approdato in Forza Italia — venti deputati e 12-15 senatori del M5s sarebbero pronti a passare alla Lega, magari transitando prima dal gruppo misto. Oppure rimanere in stand by “nella prospettiva di vestire la casacca di responsabili per una maggioranza diversa”.

Dal palco di piazza del popolo, sabato Salvini ha chiesto la delega a trattare con l’Ue “a nome di 60 milioni di italiani”. Un messaggio che diversi quotidiani ieri interpretavano come una sfida ai cinquestelle in vista delle europee della prossima primavera.

Intervistato da Lucia Annunziata, Salvini ha confermato la linea della mano tesa agli industriali, ha frenato sul taglio alle super-pensioni, ribadito il no a patrimoniali e si è schierato per la Tav.

 

BTP – L’obbligazionario ha chiuso con un lieve rialzo una seduta semifestiva per via della festività milanese di Sant’Ambrogio. Lo spread fra Btp e Bund sul tratto decennale si è ridotto di oltre 10 pb dalla chiusura precedente, un movimento di riduzione che ha coinvolto anche gli altri periferici dopo il dato sull’occupazione Usa che ha ridotto le possibilità di ulteriori strette monetarie dopo quella probabile della prossima riunione. Il differenziale di rendimento fra Btp e Bund decennale si è spinto fino a 286 punti base da una chiusura precedente a 297 punti base. Lo spread ha chiuso a 289 punti base e il rendimento del decennale al 3,135%.

 

VISCO SU EURO – Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha detto che il rischio di un’uscita dell’Italia dall’euro “non esiste” anche se “i mercati non la pensano così”.

 

ANNUNCIO ASTE – A mercati chiusi il Tesoro ha comunicato che, in occasione del collocamento sul Bot a 12 mesi di mercoledì prossimo 12 dicembre, metterà a disposizione degli investitori 5,5 miliardi di euro del buono 13 dicembre 2019, a fronte dei 4,75 miliardi di Bot annuali in scadenza.

 

DATI GIAPPONE – Il Pil del terzo trimestre è stato rivisto in calo a -2,5% annualizzato dalla stima precedente di -1,2%. Si tratta della maggiore contrazione degli ultimi quattro anni.

 

DATI GERMANIA – Ad ottobre le esportazioni sono cresciute di 0,7% su base mensile (a fronte di attese per +0,5% ), mentre le importazioni hanno registrato un incremento di 1,3% (+0,4% le attese). Il surplus commerciale è sceso a 17,3 miliardi di euro da 17,7 miliardi di euro di settembre .

 

DATI CINA – Nel week end Pechino ha diffuso le statistiche relative al commercio internazionale, che hanno messo in evidenza una debolezza della domanda estera ed interna. Le esportazioni a novembre hanno registrato un crescita di 5,4% su anno, inferiore alle attese che prospettavano un incremento di 10% dopo +15,6% di ottobre. Inferiori alle attese anche l’import, cresciuto di 3% su anno dopo +21,5% di ottobre, mentre le attese prospettavano un rallentamento del ritmo di crescita annuo a 14,5%. Sul fronte dei prezzi, l’indice dei prezzi alla produzione è cresciuto di 2,7% su anno ad ottobre, in rallentamento da 3,3% del mese precedente, in linea alle attese. L’indice dei prezzi al consumo si è attestato a 2,2% su anno, in rallentamento da 2,5% segnato in settembre, mentre il consensus degli economisti convergeva su un rallentamento a 2,4%.

 

TREASURIES – Venerdì l’obbligazionario Usa ha registrato un allargamento dello spread tra i rendimenti dei titoli a lungo e a breve, effetto dei dati inferiori alle attese sulla crescita degli occupati Usa a novembre.

 

GREGGIO – Dopo l’accordo venerdì, a Vienna, raggiunto dal cosiddetto Opec Plus (l’organizzazione dei paesi produttori più la Russia) sul taglio della produzione, e il conseguente balzo delle quotazioni, il Brent continua a salire. Attorno alle 8,15 italiane, infatti, il contratto di riferimento guadagna 22 cent, a 61,89 dollari il barile.

 

FOREX – Euro in rialzo nei confronti del dollaro sui mercati asiatici. Attorno alle 8,15 italiane, infatti, la valuta unica viaggia attorno a 1,1430 nel cross col biglietto verde. A penalizzare il dollaro sono i dati inferiori alle attese sulla creazione di posti di lavoro negli Usa a novembre, che hanno rafforzato la sensazione che il rialzo dei tassi che verrà varato a dicembre dalla Fed sarà isolato, e non ne seguiranno altri due in sequenza con una linea ‘wait and see’ da parte della banca centrale nel 2019.

 

 

 

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, produzione industriale ottobre (10,00).

Ocse, composite leading indicator ottobre (12,00).

 

GRAN BRETAGNA

Produzione industriale ottobre (10,30).

Produzione manifatturiera ottobre (10,30).

Bilancia commerciale ottobre (10,30).

 

GRECIA

Produzione industriale ottobre (11,00).

Prezzi al consumo novembre (11,00).

 

PORTOGALLO

Bilancia commerciale ottobre (12,00).

 

ZONA EURO

Indice Sentix dicembre (10,30).

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

EUROPA

Francia, Tesoro offre titoli di Stato a breve termine.

Olanda, Tesoro offre titoli di Stato Dtc.

 

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Zona euro, intervento Angeloni (Bce) a tavola rotonda a Londra (13,15).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Milano, conferenza stampa “Banche: il nuovo pacchetto europeo”, con Gualtieri, presidente della commissione per i problemi economici e finanziari del parlamento europeo (Econ), presenti presidente Abi Patuelli e DG Sabatini (11,00).

 

EUROPA

Bruxelles, riunione consiglio affari esteri.

Buongiorno,

11:00   EUR PIL (Annuale) (3° trim.) 1,7% 1,7%
11:00   EUR PIL (Trimestrale) (3° trim.) 0,2% 0,2%

Alle 11 avremo la pubblicazione del dato sul Pil in Eurozona atteso su base annua all’1,7% stabile rispetto alla rilevazione precedente. La crescita trimestrale si posiziona allo 0,2%, bassa sul piano tendenziale.  La produzione industriale in Germania relativa al mese di ottobre si è fermata al -0,5% al di sotto delle attese del mercato (+0,3%).

Con questi ad altri indicatori in debolezza ci avviciniamo al meeting di giovedì prossimo della BCE. Data in cui Mario Draghi dovrebbe ufficializzare la fine del QE. In realtà proprio quando dovremmo uscire dalle misure emergenziali il clima intensifica la necessità di confermarle.  Deutsche Bank sta cadendo pesantemente; i prezzi del titolo quotano a 7,8 euro rispetto ai 11 di luglio. Il rendimento sui CoCos Bond sfiora il 12%, a settembre quotano il 6,5%.

Ieri l’indice della borsa tedesca è sceso sotto quota 11000 e punta in direzione di area 10000.

I rendimenti sul 10 anni Germania sono scesi poco sopra lo 0,2%. Stiamo velocemente ritornando in un clima di deflazione.

Motivo per cui ci attendiamo indicazioni e, come avevamo già scritto ad ottobre e novembre, ci aspettiamo che la BCE prenda ufficialmente atto della congiuntura offrendo una chiave di lettura che vada oltre la retorica narrativa dei fondamentali solidi.

L’euro contro dollaro è rimasto anche ieri all’interno del range indicato lunedì per la settimana in corso. Per l’odierna seduta abbiamo fissato un range di osservazione tra 1.1435 – 1.1295 eur usd.
L’uscita da questa fase di congestione produrrà una breve accelerazione direzionale.

L’euro manifesta debolezza anche contro il franco svizzero le cui negoziazioni transitano a ridosso della soglia tecnica 1.13 eur chf. Sotto tale livello dovremmo assistere a vendite realizzate dai program trading. Contro la sterlina l’euro quota all’interno del range .8950 – .8880. La violazione della parte bassa aprirebbe una nuova via correttiva con vendite di euro ancora ispirate a riposizionamenti prima della lettura sull’esito del voto Brexit.

WB FX RISK MANAGEMENT: EUR USD RANGE

WB FX RISK MANAGEMENT: EUR USD RANGE


 

Eventi di oggi (fonte Reuters)

POLITICA E MANOVRA – Mentre resta sullo sfondo il confronto con l’Ue sulla manovra — per Moscovici “siamo sulla strada giusta” — sorgono nuove tensioni in seno al governo. Questa volta il casus belli è offerto dai provvedimenti sulle auto inquinanti, con Salvini assolutamente contrario e Di Maio che ne rivendica la paternità, pur aprendo a miglioramenti. Al leader del Carroccio, che non ha escluso che si possa rivedere il contratto con il M5s, ha risposto in serata il collega pentastellato, smorzando i toni e affermando che il contratto con la Lega può essere migliorato “al rialzo” e che sul bonus auto elettriche non c’è scontro e la norma può essere migliorata insieme agli operatori del settore. Sulla manovra, per cui il governo ha chiesto la fiducia alla Camera , fonti governative e politiche sentite da Reuters hanno riferito che la Lega è contraria a ridurre il deficit 2019 sotto il 2,2% del Pil . In serata Di Maio, ribadendo che si abbasserà il debito con gli investimenti, ha aggiunto che a febbraio 2019 partono pensioni minime e quota 100 e a marzo il reddito cittadinanza da 780 euro. E ha rivelato che il governo ha deciso di aumentare il taglio alle cosiddette pensioni d’oro al 40% con una norma che sarà inserita in manovra.

Il premier Giuseppe Conte ha detto che l’accordo con Bruxelles ci deve essere, anche se i rapporti sono complicati, aggiungendo che l’incontro con il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, è in via di definizione.

Il Corriere della Sera sostiene che l’incontro, previsto martedì prossimo, tra Conte e Juncker potrebbe saltare perché il numero uno della Commissione Ue avrebbe fatto sapere di non volersi intromettere nelle vicende interne di un paese e “vuole un incontro nel quale sia chiara e condivisa la soluzione proposta”.

Il Giornale e Libero affermano che tra le ipotesi di integrazioni alla manovra ci sia il pagamento della parte variabile dello stipendio dei dipendenti pubblici in Btp, proposta portata avanti dal M5s.

 

IPOTESI DIMISSIONI TRIA – La Stampa rilancia la voce che il ministro dell’economia sia in uscita su pressione di Conte e del M5s. Ma all’uscita di Tria si opporrebbe Salvini.

Il Corriere della Sera per l’ennesima volta scrive che Tria “si sta facendo delle domande” e “non fa mistero di sentirsi messo da parte”.

La Repubblica riporta una dichiarazione che Tria avrebbe rilasciato ai collaboratori: “Non avrei ragione per dimettermi, tanto meno ora che il governo sta arrivando sulle posizioni che ho sempre espresso”.

Il Messaggero scrive che Tria avrebbe detto di ritenere “inadeguata” e “insufficiente” la proposta che Conte intende portare a Juncker (una riduzione della manovra di circa 5,4 miliardi). E avrebbe aggiunto: “A questo punto assumetevi per intero la responsabilità”. Il ministro, però, secondo il quotidiano romano, non intende dimettersi.

Secondo un retroscena pubblicato dal Giornale, Tria avrebbe spedito un sms a Renato Brunetta: “Non ce la faccio più, sono sottoposto ad un agguato dietro l’altro”.

 

BTP – Seduta in territorio negativo per la carta italiana, zavorrata da un clima di avversione al rischio sulla scia, tra l’altro, del calo delle borse mondiali. Lo spread Italia-Germania sul tratto decennale si è fermato a 297 punti base, mentre il tasso del decennale di riferimento a 3,20%.

 

CONCAMBIO – Nell’ambito dell’operazione di concambio via sindacato, il Tesoro ha emesso il Btp triennale ottobre 2021 (cedola 2,30%) per 3,2 miliardi di euro, con un rendimento a 41 punti base sul Btp aprile 2021. Nell’ambito dell’operazione il Tesoro ha riacquistato per un analogo importo due Btp e tre Ccteu con scadenze tra il 2020 e il 2022.

 

VERSO ASTE ITALIA – In vista dell’appuntamento con l’asta del Bot 12 mesi di mercoledì 12 dicembre (unico collocamento previsto per la tornata di metà mese dopo la cancellazione delle aste a medio lungo), a mercati chiusi, il Tesoro renderà noti i quantitativi del buono con scadenza 13 dicembre 2019.

 

OCCUPATI USA – Dal lato macro attenzione rivolta ai dati sul mercato del lavoro Usa di novembre, interessanti soprattutto alla luce dei recenti timori per un rallentamento dell’economia americana. Per gli occupati non agricoli le attese fotografano una lettura a 200.000 dopo quella di ottobre a 250.000. Diffuso nel pomeriggio, sempre relativo a novembre, il dato Adp sul settore privato ha mostrato la creazione di 179.000 posti di lavoro, in calo rispetto ai 225.000 del mese precedente (rivisto).

 

DATI MACRO ZONA EURO – In arrivo da Eurostat i dati sugli occupati del terzo trimestre e la revisione del Pil sempre del terzo trimestre: le attese in quest’ultimo caso — 0,2% su trimestre e 1,7% su anno — prevedono una conferma della stima flash diffusa il 14 novembre. Inoltre, verranno rese note le letture di ottobre della produzione industriale di Francia e Germania.

 

BANCHE ITALIA – Da Via Nazionale la statistica mensile di novembre sull’esposizione degli istituti di credito ai fondi Bce e sul debito Target2. A ottobre le passività rispetto al sistema di pagamento della zona euro risultavano poco variate, a 489,532 miliardi, dopo i 489,164 miliardi del mese precedente.

Anche rispetto ai finanziamenti Bce in portafoglio alle banche italiane, sempre a ottobre il totale tra fondi settimanali e a lungo termine era di 244,014 miliardi di euro rispetto ai 243,086 di settembre.

 

ISTAT – Qualche spunto sulla situazione dell’economia italiana nel mese di novembre potrebbe giungere dal rapporto che Istat ha dedicato al tema e che verrà diffuso in mattinata.

 

RATING – Come di consueto a mercati chiusi sono attesi i pronunciamenti delle agenzie sui rating sovrani di diversi paesi. In particolare, Dbrs è chiamata a pronunciarsi sul rating della Germania e Moody’s su quello della Gran Bretagna.

 

SPESA FAMIGLIE GIAPPONE – La spese delle famiglie ad ottobre è scesa dello 0,3% su base annua, deludendo decisamente le attese: si stimava un incremento dell’1,4%.

 

TREASURIES – Rendimenti in calo sul mercato Usa, con il tasso del decennale scivolato ai minimi da tre mesi. A spingere i prezzi il ridimensionamento delle attese su un aumento dei tassi da parte della Fed.

 

GREGGIO – Quotazioni in calo, zavorrate dalla decisione dell’Opec di rinviare la decisione finale sul taglio della produzione in attesa di un accordo con la Russia. Attorno alle 8,30 italiane, il futures sul Brent cede 5o cents, a 59,56 dollari il barile.

 

FOREX – Dollaro poco variato nei confronti all’euro, penalizzato dall’attesa che la Fed stia rivedendo il percorso di aumento dei tassi definito in precedenza. Attorno alle 8,30, il cross tra la valuta unica e il biglietto verde si attesta attorno a 1,1370. Euro in rialzo rispetto allo yen.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, commercio al dettaglio ottobre (10,00).

Istat, nota mensile sull’andamento dell’economia italiana a novembre (11,00).

Anfia-Unrae, rapporto veicoli commerciali novembre.

 

FRANCIA

Produzione industriale ottobre (8,45) – attesa 0,7% m/m.

Bilancia commerciale ottobre (8,45) – attesa -6,0 miliardi.

 

GERMANIA

Produzione industriale ottobre (8,00) – attesa 0,3% m/m.

 

ZONA EURO

Occupati trim 3 (11,00) – attesa 0,2% t/t; 1,3% a/a.

Revisione Pil trim 3 (11,00) – attesa 0,2% t/t; 1,7% a/a.

 

USA

Non-farm payroll novembre (14,30) – attesa -200.000.

Tasso disoccupazione novembre (14,30) – attesa 3,7%.

Media guadagni novembre (14,30) – attesa 0,3% m/m; 3,1% a/a.

Media ore lavorate novembre (14,30) – attesa 34,5 ore.

Stima fiducia consumatori Università Michigan dicembre ottobre (16,00) – attesa 97,0.

Revisione scorte all’ingrosso ottobre (16,00) – attesa 0,7% m/m.

Scorte alle vendite ottobre (16,00) – attesa 0,3% m/m.

Crediti al consumo ottobre (21,00) – attesa 15,0 miliardi.

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

ITALIA

Tesoro, annuncio quantitativi Bot a 12 mesi, scadenza 13/12/2019 (364 gg), in asta il 12 dicembre.

 

BANCHE CENTRALI

ITALIA

Banca d’Italia pubblica dati su posizione banche italiane con Bce e debito Target2 Italia a fine novembre.

 

EUROPA

Zona euro, intervento Coeuré (Bce) a Francoforte (9,30).

 

USA

Washington, intervento presidente Fed Powell (0,45).

Washington, intervento governatore board Brainard (18,15).

New York, intervento presidente Fed New York Williams (0,30).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, Salvini a Frankenstein su Rai2 (10,00).

Roma, Salvini a Pomeriggio 5 (17,15).

Napoli, convegno “Dal Sud al Mondo: voci e storie di successo”, con I. Visco, Ad Invitalia Arcuri (10,00).

Venezia, Ocse termina conferenza su “Unleashing the Transformative Power of Culture and Creativity for Local Development” (dalle 9,30); tra i partecipanti segretario generale Fondazione Crt Lapucci; conclusioni di Tria e Gurria.

 

EUROPA

Termina riunione tra Paesi Opec e non Opec tra cui Russia.

Croazia, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

EFSF, Fitch si pronuncia su rating.

ESM, Fitch si pronuncia su rating.

Estonia, S&P si pronuncia su rating sovrano.

Germania, DBRS si pronuncia su rating sovrano.

Gran Bretagna, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.

Islanda, Fitch e S&P si pronunciano su rating sovrano.

Polonia, DBRS si pronuncia su rating sovrano.

Buongiorno,

questa mattina alle 9.30 commenterò le ultime notizie e lo scenario di cui anticipo alcuni tratti essenziali a LE FONTI TV  in diretta streaming con la conduzione di Annabella D’ Argento

in Asia i mercati chiudono la seduta odierna aggiungendo ulteriore negatività al bilancio annuale degli indici di borsa.
I rendimenti sui bond governativi benchmark, USA e Ger 10 y, quotano valori che riflettono condizioni di allerta ed avversione al rischio: il primo sotto il 3%, il secondo sotto lo 0,35%.
Lo spread BTP-Bund conferma le nostre attese: dopo diverse settimane trascorse sul filo di quota 330, ha violato area 287 e si avvia a verso il target di breve 240.

Tutto ciò sta avvenendo in un clima di forte allerta per i mercati. La prossima settimana si preannuncia tra quelle da bollino rosso.  Nell’ordine affronteremo il voto per Brexit (mar 11) , la riunione della BCE (gio 13) la discussione finale del Governo italiano con la Commissione UE per l’esame della legge di bilancio.

A Mario Draghi, benché ormai sulla via dell’ultimo miglio,  si chiede di dare una configurazione al post QE che riesca a tranquillizzare i mercati.

Tutto quota su valori di forte criticità: borse ed eur usd.

WS riapre la seduta dopo la giornata di lutto esibendo un passaggio critico dopo le perdite della vigilia superiori al 3%. Non è usuale per il mercato azionario USA subire tali pressioni. Il punto da osservare e che sarà analizzato dagli investitori quota in area 2600 per lo Standard & Poor. Chiusure sotto tale soglia hanno facoltà di far scattare robusti ordini di vendita trascinando al ribasso l’intero quadro azionario.

L’eur usd quota anch’esso da giorni poco sopra area 1.1250/1.1200. Qui abbiamo visto fissare i minimi di quest’anno. Su questa soglia si giocano le opzioni per il prossimo. L’avversione al rischio spinge i flussi verso monete solide, rendimenti certi, privilegiando la qualità ad altre potenziali opportunità.  Il dollaro offre rendimenti, anche sul tratto breve della curva, superiori al 2.5%. Non c’è moneta che al pari del ruolo di riserva, renda così tanto. Inoltre gli USA, benché potrebbero entrare in una fase di rallentamento, offrono maggiori prospettive di solidità, almeno sulla carta.

Per oggi il range rimane quello già anticipato ad inizio settimana: sulla parte inferiore quotiamo 1.1320 ed 1.1265, su quella superiore 1.1370 &  1.1415.

L’oro, oggetto di acquisti nelle ultime sedute, rimane a nostro avviso inserito in un contesto di debolezza per i cui valori attendiamo a breve un ritorno verso area 1200 usd/oz.

L’euro perde momentum, come già segnalato ed anticipato nei nostro servizio di Enterprise Risk Management,  anche nei confronti delle monete del Far East: contro yuan ha violato area 7.90 innescando un segnale di ritracciamento del rialzo performato durante l’estate. Allo stesso modo flette nei confronti del dollaro di HK indirizzando le quotazioni verso i target da tempo indicati nel modello di analisi Riskoo.

L’euro conferma in questa fase debolezza anche nei confronti delle monete scandinave.  Attendiamo segnali per il pound, ma in questo caso fa da padrone al momento l’attesa per il giudizio su Brexit per nulla scontato.

A Vienna infine prende via il vertice Opec: il petrolio attende l’esito del meeting. I valori dopo il crollo delle ultime settimane stazionano a quota 61 usd/bar (Brent).  l’ipervenduto potrebbe generare una reazione dei prezzi che al momento incontra resistenze a quota 65 usd.

 


 

EVENTI DI OGGI (fonte Reuters)

MANOVRA – Il governo continua a lavorare ai numeri della legge di bilancio per il 2019 con l’obiettivo di evitare la procedura di infrazione. Una nuova bozza sarà inviata a Bruxelles entro la prossima settimana, secondo quanto riferito da una fonte del Tesoro.

Salvini ha annunciato stamani per oggi le stime sui costi effettivi di quota 100 e reddito di cittadinanza ma non ha chiarito se e di quanto il governo sia disposto a ridurre il deficit, indicato al 2,4% del Pil nel 2019.

Intanto La commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento alla manovra che introduce un contributo per l’acquisto di automobili elettriche, ibride o a metano. Nuove indicazioni sul confronto tra Roma e Bruxelles potrebbero arrivare in occasione di un intervento del commissario europeo per gli Affari economici Moscovici a un convegno a Lisbona.

 

SALVINI A RADIO ANCH’IO – Salvini si è detto contrario all’introduzione di penalizzazioni sull’acquisto di auto inquinanti previste nel testo della manovra uscito dalla commissione Bilancio della Camera. “Sono assolutamente contrario ad ogni ipotesi di nuova tassa su un bene iper tassato come l’auto. Se ci sono bonus va benissimo”, ha detto Salvini a Radio Anch’io.

 

REDDITO DI CITTADINANZA – Divergenza di vedute in seno al governo sulla tempistica dell’attuazione del reddito di cittadinanza. Secondo quanto riporta ‘La Stampa’, Conte ha proposto di farla slittare a metà 2019, incontrando però l’opposizione di Di Maio e Salvini. Il ministro del Lavoro resta fermo sull’idea dell’erogazione da marzo.

 

BTP – Ieri seduta decisamente positiva per l’obbligazionario italiano, che ha visto lo spread di rendimento tra Btp e Bund decennali stringersi di 10 centesimi fino a 279 punti base, minimo di due mesi. Parallelamente il tasso del decennale è scivolato ulteriormente verso la soglia del 3%, attestandosi a 3,06%. All’andamento del mercato hanno contribuito fattori tecnici quali la chiusura della piazza americana per la commemorazione del defunto presidente George Bush e i flussi legati al roll del future dicembre.

 

BCE – Si riunisce a Francoforte il ‘General Council’ dell’istituto centrale, che però non ha all’ordine del giorno alcuna decisione sui tassi. Qualche spunto sulla crescita della zona euro potrebbe arrivare dalla pubblicazione del bollettino mensile Bce. Intanto, secondo quanto riferito a Reuters da diverse fonti, i vertici della banca centrale stanno discutendo le modalità per ridurre gradualmente le misure di stimolo della politica monetaria. All’esame ci sono provvedimenti come un nuovo tipo di prestiti pluriennali (Tltro) e incrementi scaglionati dei tassi di interesse.

 

ASTE EUROPA – Il Tesoro francese offre tra 3 e 4 miliardi di titoli con scadenza 2023, 2025 e 2026.

 

ORDINI INDUSTRIA GERMANIA – Gli ordini all’industria tedeschi a ottobre sono saliti in maniera inattesa dello 0,3% dopo che la crescita del mese precedente è stata ritoccata al ribasso fermandosi allo 0,1%, secondo i dati del ministero dell’Economia. Si tratta del terzo incremento mensile consecutivo e ha nettamente battuto le attese che avevano previsto un calo dello 0,4%.

 

DATI USA – Molto più ricca invece l’agenda statunitense, che recepisce anche alcuni indicatori slittati a causa della chiusura della piazza americana per la commemorazione del defunto presidente George Bush. Adp pubblica i dati sugli occupati nel settore privato di novembre (atteso un aumento di 195.000 buste paga), che anticipano l’annuncio del dato del dipartimento del Lavoro sulla creazione di posti di lavoro. Sempre sul fronte occupazione saranno diffuse le cifre settimanali relative alle nuove richieste di sussidi. In calendario anche le indagini Pmi di novembre sul comparto non manifatturiero e gli ordini all’industria per ottobre.

 

OPEC – Inizia a Vienna la riunione dell’organizzazione che dovrà decidere sulle future strategie per il mercato petrolifero.

 

TENSIONI CINA-USA – Intanto sui mercati pesano le notizie dell’arresto, in Canada ma su richiesta degli Usa, della Cfo di Huawei, nonché figlia del fondatore del gruppo cinese. L’azionario asiatico è stato penalizzato dai timori di un inasprimento delle tensioni commerciali Cina-Usa.

 

GIAPPONE – L’indice Reuters Tankan sulla fiducia nel comparto manifatturiero nipponico registra in dicembre un calo a +23 dal +26 di novembre. Sul comparto non manifattureiro l’indice si attesta a +31 da +30 di novembre. In marzo l’indice manifatturiero è visto a +22, quello sul non manifatturiero a +30.

 

FOREX – Dollaro cede contro yen, mentre la debolezza azionaria e i rendimenti più bassi squotono la fiducia degtli investitori. L’avversionbe al rischio ha infatti sollecitato la valuta giapponese e spinto al ribasso i rendimenti dei titoli Usa. Attorno alle 7,45, l’euro vale 1,1331/33 dollari da 1,1344 della chiusura di ieri; e 127,83/87 yen da 128,39. Il dollaro/yen si attesta invece a 112,80/82 da 113,19.

 

GREGGIO – La debolezza delle borse influisce anche sull’andamento del greggio, con i prezzi in declino in vista comunque della riunione Opec. Attorno alle 7,45 il future sul Brent scambia a 61,64 dollari al barile con il calo di 52 centesimi, mentre il contratto Nymex quota 52,30 dollari con il calo di 39 centesimi.

 

TREASURIES – Sollecitato dalla criticità dell’andamento dell’azionario, il decennale di riferimento del Tesoro Usa è arrivato a rendere poco prima delle 6 italiane 2,874%, il minimo dal 7 settembre. e attorno alle 7,40 rende 2,897%.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie anno 2017 (10,00).

 

GERMANIA

Ordini all’industria ottobre (8,00) – attesa -0,4% m/m.

 

GRECIA

Tasso disoccupazione settembre (11,00).

 

USA

Commercio estero ottobre (14,30) – attesa -55,0 miliardi.

Bilancia commerciale ottobre (14,30).

Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali (14,30) – attesa 225.000.

Revisione costo del lavoro trim3 (14,30) – attesa 1,1%.

Revisione produttività trim3 (14,30) – attesa 2,3%.

Adp, occupati settore privato novembre (14,15) – attesa 195.000.

Pmi non manifatturiero Ism novembre (16,00) – attesa 59,2.

Pmi Markit composito finale novembre (15,45).

Revisione beni durevoli ottobre (16,00).

Ordini all’industria ottobre (16,00) – attesa -2,0% m/m.

Scorte Usa settimanali prodotti petroliferi Eia (17,00).

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

EUROPA

Francia, Tesoro offre 3-4 miliardi Oat scadenza 25/5/2023, cedola 1,75%; scadenza 25/5/2025, cedola 0,50%; scadenza 25/4/2026, cedola 3,5%; scadenza 25/11/2026, cedola 0,25%.

 

USA

Washinton, Tesoro offre 40 miliardi di dollari titoli di Stato a 4 settimane, scadenza 8/1/2019; 30 miliardi di dollari titoli di Stato a 8 settimane, scadenza 572/2019.

 

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Zona euro, riunione ‘General Council’ Bce a Francoforte; no decisione tassi. Bce pubblica bollettino mensile.

Zona euro, intervento de Guindos (Bce) a Francoforte (8,30).

 

USA

Stanford, intervento vice presidente alla supervisione Fed Quarles (2,15).

Atlanta, intervento presidente Fed Atlanta Bostic (18,15).

 

CANADA

Toronto, interventi governatore Poloz su decisione tassi (14,50).

 

ASIA

Giappone, audizione semestrale governatore Kuroda davanti al Parlamento su politica monetaria (2,00).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, Salvini a Mattino 5 (9,20).

Roma, alla Camera conferenza stampa Salvini con Bussetti (11,00).

Roma, Salvini a Forum Ansa (17,00).

Roma, Tria e il presidente Banca Africana Sviluppo Akinwumi Adesina intervengono al seminario “Africa, Sfide e opportunità: l’Italia e la Banca Africana di Sviluppo” (10,30).

Venezia, Ocse inizia conferenza su “Unleashing the Transformative Power of Culture and Creativity for Local Development” (dalle 9,00); termina il 7 dicembre. Apre i lavori Gurria.

 

EUROPA

Lisbona, interventi Moscovici e premier portoghese Costa a convegno (17,00).

Vienna, inizia 175° riunione tra Paesi Opec e non Opec tra cui Russia; termina il 7 dicembre.

 

Buongiorno,

l’America si ferma per la giornata di lutto nazionale per l’ex presidente George H.W. Bush. WS  rimane  chiusa dopo una seduta estremamente difficile le cui perdite superano nei principali indici il 3%.  Il miglior titolo a WS, Procter & Gamble chiude a -0.1%.  Il comparto auto spinge il settore industriale a – 4,35%. Si conclude quindi la parentesi illusoria dopo il G20 e la tregua sulle tariffe Cina Usa.  Il mercato si prepara agli appuntamenti in calendario per le prossime due settimane: Brexit, FED, BCE.

L’avversione al rischio è estremamente elevata: il 10 anni USA conferma la discesa sotto la soglia del 3%, il 10 anni Germania quota ampiamente sotto 0,35% (0,25% actual). In tre settimane i rendimenti tedeschi si sono dimezzati. Il Vix, indice di volatilità a WS sale nuovamente oltre il 20%. Lo yen recupera sul dollaro. Il dollaro a sua volta sale nuovamente sull’euro, dopo il tentativo fallito di violare quota 1,14 eur usd.

Questa mattina ci attendiamo un ulteriore tentativo di verifica di area 1,1350, mentre il sostegno a cui guardiamo nell’intraday rimane collocato a 1,1320 a protezione del più significativo livello presente in area 1,1265/50. Confermiamo l’Outlook negativo.

In mattinata Markit pubblicherà l’esito dell’ultimo sondaggio sui servizi  in Eurozona. Il consensus si attende un dato neutro, che nella sostanza conferma la perdita di momentum per la crescita in Eurozona.  Pubblicazioni (ATTUALE) inferiori alle attese potrebbero spingere l’eur usd a testare le soglie di sostegno giornaliere.

PMI MARKIT

ORA FX AREA EVENTO ATTUALE PREVISTO PRECEDENTE
9.30   EUR ITA INDICE DEI DIRETTORI DEGLI ACQUISTI DEL SETTORE DEI SERVIZI ITALIANO (NOV) 49,2 49,2
9.45   EUR FR INDICE PMI MARKIT COMPOSITO FRANCESE (NOV) 54 54
9.45   EUR FR INDICE DEI DIRETTORI AGLI ACQUISTI DEL SETTORE TERZIARIO FRANCESE (NOV) 55 55
9.45   EUR GER INDICE PMI COMPOSITO TEDESCO (NOV) 52,2 52,2
9.45   EUR GER INDICE DEI DIRETTORI DEGLI ACQUISTI DEL SETTORE SERVIZI TEDESCHI (NOV) 53,3 53,3
10.00   EUR EUROZONA INDICE COMPOSITO DEI SERVIZI (NOV) 52,4 52,4
10.00   EUR EUROZONA INDICE DEI DIRETTORI AGLI ACQUISTI DEL SETTORE SERVIZI (NOV) 53,1 53,1
15:45   USD USA INDICE MARKIT PMI COMPOSITO (NOV) 54,4 54,4
15:45   USD USA INDICE DEI DIRETTORI AGLI ACQUISTI DEL SETTORE TERZIARIO (NOV) 54,4 54,4

EVENTI DI OGGI (fonte dati REUTERS)

TRATTATIVA GOVERNO-UE – Il difficile dialogo tra Roma e Bruxelles sulla legge di bilancio per il 2019 continua a essere al centro dell’attenzione degli investitori. In un colloquio con ‘Repubblica’ e il ‘Fatto’ il premier Conte spiega di essere il solo titolato a trattare con la Ue sulla manovra. Riferendosi alle riforme previste nella manovra, spiega che “Se posso recuperare risorse, rimodulare il saldo finale, cambiare qualcosina, non vuol dire che torno indietro. Se mi portano dei conteggi che mi consentono di scrivere 2,3% o 2,1%, le riforme le realizzo comunque”. Conte ha poi aggiunto che “se ho la possibilità di ridurre per alcune misure l’impatto economico, sono qui”. I principali quotidiani descrivono invece il ministro Tria come sempre più isolato in seno al governo con il ‘Corriere’ che sostiene che starebbe valutando le dimissioni. Ieri Tria — che ha ribadito che il governo valuta “varie possibili opzioni” per trovare un’intesa con la Ue — in commissione Bilancio ha detto che l’esecutivo studia misure aggiuntive sul fronte privatizzazioni per aumentare la stima, ora pari a 1% del Pil nel 2019 già inserita in manovra. Secondo il ‘Corriere’, inoltre, starebbe tornando di attualità l’idea del sottosegretario Siri di far confluire il patrimonio immobiliare pubblico in un ‘basket’, un soggetto legale controllato dallo Stato che sulla base di quei beni emetta titoli di debito al di fuori della finanza pubblica. Intanto, la legge di bilancio — il cui esame in commissione bilancio della Camera procede lentamente — dovrebbe giungere oggi in aula. Secondo il ‘Messaggero’, Conte potrebbe chiedere a Tria di realizzare una terza versione del documento programmatico di bilancio che lo stesso premier potrebbe illustrare il 13 dicembre ai leader della zona euro in occasione del consiglio europeo. Per il quotidiano l’obiettivo è quello di restare sopra il 2% grazie alla sponda di Germania e Francia.

 

OETTINGER SU ITALIA – Il commissario Ue spera di ottenere la bozza di manovra italiana oggi che rispetti le promesse e non includa il deficit/Pil al 2,4%.

 

GUERRA COMMERCIALE – La Cina ha espresso fiducia che si possa raggiungere un accordo commerciale con gli Usa, nonostante le ultime dichiarazioni di Trump che si è detto pronto a tornare a nuovi dazi se le parti non saranno in grado di colmare le divergenze. Le dichiarazioni del ministero del Commercio cinese giungono dopo un periodo di relativa tranquillità tra Pechino e Washington dopo l’intesa raggiunta al G20 in Argentina tra Xi Jinping e Trump.

 

INDICI PMI – Il calendario degli indicatori economici è monopolizzato dagli indici Pmi servizi e composito, relativi al mese di novembre, dei principali Paesi della zona euro e dell’area della moneta unica nel complesso. Per quanto riguarda l’Italia ci si attende una conferma del rallentamento brusco dell’economia: l’indice Pmi servizi, infatti, dovrebbe essere scivolato a 49,2. La zona euro dovrebbe vedere un Pmi servizi attestato a 53,1, un Pmi composito finale pari a 52,4.

 

DATI USA – Adp pubblica i dati sugli occupati nel settore privato di novembre, che anticipano l’annuncio del dato del dipartimento al Lavoro sulla creazione di posti di lavoro. Le attese sono per un aumento di 195.000 buste paga.

 

PRIMARIO – L’offerta di carta riguarda soprattutto la Spagna, che mette sul piatto titoli di Stato a tre, cinque e dieci anni per 2,5-3,5 miliardi. Attesa l’offerta da parte della Grecia di bond a sei mesi per 1,250 miliardi.

 

SECONDARIO – Seduta ieri moderatamente negativa per i Btp, con lo spread che è risalito a ridosso di quota 290 punti base. Da segnalare oggi la chiusura della piazza Usa per commemorare l’ex presidente George H.W. Bush.

 

PMI CINA – I servizi in Cina hanno mostrato un’accelerazione al ritmo più rapido in cinque mesi a novembre grazie a un incremento dei nuovi ordini. In particolare il mese scorso l’indice Pmi elaborato da Caixin/Markit è salito a 53,8 da 50,8 di ottobre.

 

PMI GIAPPONE – La crescita del settore dei servizi in Giappone ha rallentato lievemente a novembre ma resta vicino ai massimi di sei mesi. L’indice Pmi del comparto elaborato da Markit/Nikkei (Pmi) il mese scorso si è attestato a 52,3, in lieve calo da 52,4 di ottobre, massimo di sei mesi. Si tratta del 26esimo mese di fila in cui l’indice resta al di sopra della soglia di 50 che separa la contrazione dalla crescita.

 

FOREX – Il dollaro recupera parte delle recenti perdite ma resta sotto pressione sulla scia dei timori per un rallentamento della crescita statunitense. Attorno alle 7, il cambio euro/dollaro vale 1,1320, in calo dello 0,2%, dopo aver chiuso a 1,1344. Alla stessa ora dollaro/yen a 113,07, in rialzo di 0,26% dopo una chiusura a 112,77 e il cross euro/yen scambia in rialzo di 0,05% a 127,99 (chiusura a 127,91).

 

GREGGIO – Prezzi in calo sulla scia di un incremento delle scorte e di una correzione dei listini azionari. Attorno alle 7 i derivati sul Brent scambiano in calo di un dollaro a 61,02 dollari il barile, e quelli sul greggio Usa cedono 84 cent a 52,41 dollari.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Ihs Markit, Pmi servizi novembre (9,45) – attesa 49,2.

 

FRANCIA

Partite correnti ottobre (8,45).

Pmi servizi finale Markit novembre (9,50) – attesa 55,0.

Pmi composito finale Markit novembre (9,50) – attesa 54,0.

 

GERMANIA

Pmi servizi finale Markit novembre (9,55) – attesa 53,3.

Pmi composito finale Markit novembre (9,55) – attesa 52,2.

 

GRAN BRETAGNA

Pmi servizi Markit/Cips novembre (10,30) – attesa 52,5.

 

SPAGNA

Produzione industriale ottobre (9,00).

Pmi servizi novembre (9,15) – attesa 53,7.

 

ZONA EURO

Pmi servizi finale Markit novembre (10,00) – attesa 53,1.

Pmi composito finale Markit novembre (10,00) – attesa 52,4.

Vendite al dettaglio ottobre (11,00) – attesa 0,2% m/m; 2,1% a/a.

 

USA

Adp, occupati settore privato novembre (14,15) – attesa 195.000.

Pmi non manifatturiero Ism novembre (16,00) – attesa 59,2.

Scorte Usa settimanali prodotti petroliferi Eia (16,30).

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

EUROPA

Norvegia, Tesoro offre titoli di Stato.

Spagna, Tesoro offre 2,5-3,5 miliardi titoli di Stato scadenze 31/10/2021, cedola 0,05%; 30/7/2023, cedola 0,35%; 30/7/2028, cedola 1,40%.

Grecia offre 1,250 miliardi titoli Stato a 6 mesi.

 

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Gran Bretagna, Bank of England pubblica verbali riunione di politica finanziaria del 20 novembre (10,30); pubblica ultima completa valutazione su banche e sistema finanziario prima di Brexit (8,00).

Zona euro, riunione ‘Governing Council’ Bce a Francoforte; 6 dicembre riunione ‘General Council’. No decisione tassi.

Zona euro, evento in onore di Nouy “Promoting safe and sound banks in the SSM”, a Francoforte, interventi Draghi (9,30), Nouy (9,45), Lautenschlaeger (11,15) ed Enria.

 

USA

Washington, audizione Powell davanti a comitato economico congiunto del Congresso su outlook economia (16,15).

Washington, Fomc pubblica beige book (20,00).

Stanford, intervento vice presidente per la supervisione Quarles (2,15).

 

CANADA

Ottawa, banca centrale canadese annuncia tassi (16,00).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, alla Camera legge di bilancio giunge in aula.

Roma, audizione Salvini al comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen (8,30).

Roma, Salvini partecipa alla presentazione del calendario del fondo edifici di culto (12,00).

Roma, Salvini a question time alla Camera (15,00).

Roma, conferenza stampa Cdp di presentazione piano industriale 2019-2021, con Tononi, Palermo, Tria, Guzzetti (15,00).

Roma, The European House Ambrosetti-Boao Forum for Asia Rome Conference “Asia Europe Leaders’ Cooperation Dialogue” (dalle 9,00). Tra i partecipanti Fioramonti, Enrico Letta, Quintieri, Tria.

Roma, Inps presenta rendiconto sociale 2017, con sottosegretario per il Lavoro Durigon (9,30).

Milano, assemblea Assoimmobiliare (10,30).

 

EUROPA

Belgrado, Macron in visita incontra presidente serbo Vucic; segue conferenza stampa congiunta.

 

USA

Borsa chiusa per giornata lutto nazionale per ex presidente George H.W. Bush.

Buongiorno,

FOREX – Dollaro debole negli scambi asiatici con i rendimenti dei Treasury Usa scesi ai minimi di tre anni, in un mercato che vede gli investitori preoccupati per una possibile pausa del ciclo di rialzi dei tassi della Fed. Intorno alle 8,00 l’euro viaggia a 1,1383 dollari da 1,1352 della precedente chiusura. Il biglietto verde passa di mano a 113,09 yen da 113,65 della chiusura; euro/yen a 128,73 da 129,03.

L’eur usd incontra questa mattina una prima resistenza in area 1,14 -1.1410. Il mercato sta cercando di comprendere se l’effetto di ribasso dei rendimenti USA possa spingere il cambio nel brevissimo verso area 1.15, 1.1550.  Tale impostazione fa leva sulla tenuta di 1,1330 nell’odierna sessione ed 1.1280 per i prossimi giorni. Per aprire quindi posizioni in acquisto di dollari suggeriamo di attendere lo sviluppo delle prossime ore per verificare il timing di ingresso.

 

GREGGIO – Quotazioni petrolifere positive dopo i già consistenti progressi della vigilia, sostenute dalle attese di tagli alla produzione. I future sul Brent salgono di 67 centesimi a 62,36 dollari al barile, i derivati del Nymex avanzano di 57 cent a quota 53,52 dollari.

 

TREASURIES – In calo i rendimenti dei titoli di Stato Usa, con la curva nel tratto 2/10 anni che si è ulteriormente appiattita scendendo sotto i 14 punti base, livello più basso da luglio 2017.

 

EUROGRUPPO SU ITALIA – I ministri delle Finanze della zona euro in un comunicato diffuso al termine della riunione dell’Eurogruppo hanno detto che la manovra per il 2019 infrange le regole dell’Unione europea e hanno concordato con la Commissione Ue sulla necessità che Roma la corregga. “Sosteniamo la valutazione della Commissione e raccomandiamo all’Italia di prendere le misure necessarie per rispettare il Patto di stabilità e crescita. Sosteniamo anche il dialogo in corso tra la Commissione e le autorità italiane”, si legge nella nota.

Prima della riunione dell’Eurogruppo il titolare dell’Economia Giovanni Tria ha incontrato il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis. Entrambi “hanno espresso la comune volontà di trovare al più presto una soluzione al contenzioso sulla manovra tra Roma e Bruxelles”, ha fatto sapere il ministero.

Dombrovskis, pur sottolineando il cambiamento di tono del governo italiano nello scontro con Bruxelles, ha comunque richiesto cambiamenti “sostanziali”.

Nel pomeriggio sono arrivate anche le dichiarazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giorgetti, secondo cui la legge di bilancio del governo gialloverde cambierà “il giusto”, anche se il percorso resta complicato.

 

CONTE A AVVENIRE – In un’intervista al quotidiano il premier dice di aver pronta una nuova proposta per evitare la procedura di infrazione che “non potrà non essere presa seriamente in considerazione dall’Europa”.

 

CONFINDUSTRIA CRITICA SU MANOVRA – Il presidente degli industriali, Vincenzo Boccia, ha invitato il presidente del consiglio Conte a dimettersi se non riuscirà a convincere i suoi ministri ad accettare i tagli necessari a superare le obiezioni europee alla manovra.

 

RIFORMA PENSIONI – In un’intervista a Il Messaggero il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon dice che nel primo anno per il meccanismo delle finestre ci sarà un minore aggravio stimato intorno ai 2 miliardi di euro.

 

ECOFIN – Dopo la riunione di ieri dell’Eurogruppo oggi si incontrano i ministri delle Finanze europei, che dovrebbero tra l’altro approvare un pacchetto di modifiche alla regolamentazione bancaria. Prevista tra le misure la proroga del cosiddetto “Compromesso danese”, che interessa istituzioni non conglomerate che potranno continuare a non dedurre dal capitale le loro partecipazioni nelle assicurazioni. Sul tavolo anche la questione della tassazione digitale e un piano di azione in tema di anti-riciclaggio.

 

BTP – Il secondario italiano ha chiuso in rialzo, sostenuto dai segnali di possibile compromesso tra Roma e Bruxelles. Il differenziale tra Btp e Bund decennali è sceso in seduta fino a 280 punti base, 11 pb sotto il livello di chiusura di venerdì, per poi riallargarsi marginalmente nel finale. Oggi il mercato ripartirà da uno spread a 284 pb e un tasso del decennale di 3,145%.

 

TESORO VALUTA RIACQUISTO O CONCAMBIO – Secondo quanto riferito a Reuters da fonti di mercato, il Tesoro sta valutando di condurre entro fine anno operazioni di riacquisto o concambio di titoli di Stato per ridurre i picchi delle scadenze del 2019.

 

NUOVI CRITERI ‘CAPITAL KEY’ BCE – L’Italia perderà una quota nel capitale della Bce inferiore a quello che alcuni temevano, suggerendo che la lungamente attesa revisione della struttura del capitale dell’istituto centrale europeo avrà solo un limitato impatto sul mercato. La quota di Banca d’Italia diminuirà di circa 0,5 punti percentuali al 16,95% se si contano solo i membri della zona euro, anche se alcuni operatori si aspettavano una perdita due volte più grande. Un tempo dato in gran parte simbolico, il ‘capital key’ ha un maggiore significato perché è utilizzato per determinare la porzione di acquisto dei bond governativi, come previsto dal programma di stimolo della Bce.

 

DATI ZONA EURO – In calendario alle 11 i prezzi alla produzione di ottobre, per cui si attende un incremento dello 0,5% congiunturale e del 4,5% tendenziale, esattamente in linea con le variazioni registrate il mese precedente.

 

ASTE – Il Tesoro spagnolo mette a disposizione degli investitori tra 3,5 e 4,5 miliardi di euro di titoli di Stato a 6 e a 12 mesi.

 

TASSI AUSTRALIA – La banca centrale australiana ha confermato i tassi di interesse a minimi record e ha espresso una visione ottimistica sull’attività nazionale in vista dei dati che probabilmente mostreranno una crescita dell’economia di oltre il 3% nell’ultimo trimestre.

 

DATI MACROECONOMICI

GRAN BRETAGNA

Vendite al dettaglio novembre.

 

GRECIA

Stima Pil trim3 (11,00).

 

ZONA EURO

Prezzi alla produzione ottobre (11,00) – attesa 0,5% m/m; 4,5% a/a.

 

USA

Indice Ism New York novembre (15,45).

Scorte Usa settimanali prodotti petroliferi Api (22,30).

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

EUROPA

Gran Bretagna, Tesoro offre Gilt 2024, cedola 1%.

Spagna, Tesoro offre 3,5-4,5 miliardi euro titoli di Stato a 6 e a 12 mesi.

 

USA

Washington, Tesoro offre 26 miliardi di dollari titoli di Stato a 52 settimane, scadenza 5/12/2019.

 

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Gran Bretagna, intervento governatore Carney su potenziale impatto Brexit prima del voto in Parlamento.

 

USA

New York, intervento presidente Fed New York Williams (16,00).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, a commissione Bilancio della Camera manovra.

Roma, assemblea pubblica Anfia con vice ministro Sviluppo Economico Galli; conclusioni di Conte (14,30).

Milano, Università Cattolica, cerimonia di conferimento ‘Premio internazionale Francesco Vito’ con Lectio Cathedrae Magistralis di Bazoli su “La globalizzazione, un’occasione perduta” (11,00).

Milano, HSBC Global Asset Management presenta outlook per il 2019 “Market Review and Perspectives on Allocations 2019” (10,30).

San Donato Milanese, continua 124° consiglio nazionale Fabi, celebra 70° “Nothing about us, without us, is for us”, termina il 5 dicembre.

 

EUROPA

Bruxelles, riunione Ecofin (9,00); partecipa de Guindos (Bce).

Buongiorno,

i mercati aprono questo fine settimana in attesa del G20 di Buenos Aires. Si guarda al vertice USA Cina e conseguentemente alle indicazioni che usciranno dall’incontro sui temi doganali e sulla proprietà intellettuale. L’esito determinerà la reazione dei mercati. Per cui i minimi che abbiamo visto sull’azionario la scorsa settimana rappresenteranno le soglie sotto cui fissare le protezioni sui portafogli azionari. In Europa come del resto in America si sono visti acquisti reattivi su tali livelli. Se reggeranno ai termini dei colloqui potremmo giocare un’altra reazione positiva sempre comunque inserita in un contesto di precarietà.

Si consolida nel frattempo l’idea che la Fed abbia rinunciato al momento nel procedere ai 4 aumenti dei tassi attesi per il 2019. Probabilmente completerà con dicembre il programma di normalizzazione prendendosi una pausa. Ne parleremo più diffusamente la prossima settima. Nel frattempo facciamo notare che nei mercati obbligazionari governativi le cose stanno evolvendo verso un ridimensionamento dei rendimenti sul tratto lungo: il 10 anni Germania scende sotto 0.35 (come atteso), il 10 anni USAsi avvia a collaudare l’area del 3% ma pensiamo che possa scivolare lentamente verso 2.80%.

Lo spread come indicato in tempi difficili e non sospetti dopo aver delimitatole pressioni a 330 punti sta scendendo sotto 287 Chiusura di ieri. Ciò avvalora e conferma l’outlokk che abbiamo fissato per il differenziale. Sul 10 anni Italia ci attendiamo ora una discesa dello spread a 240 ed un ridimensionamento del tasso di 0,5%.

L’eur usd tenderà in questa fase a consolidare un mini range dal quale trarremmo indicazioni la prossima settimana. Per il momento restiamo neutri nel brevissiomi con spunti che potrebbero spingere il cambio oltre 1.14 in direzione di 1.1435/50.  Il sostegno infraday si pone in area 1.1340/10.

 

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EVENTI DEL GIORNO

BTP E MANOVRA – In un clima di cauta attesa sulla possibilità di un punto di incontro tra Roma e Bruxelles sulla manovra di bilancio, l’obbligazionario italiano ha archiviato l’ultima seduta in territorio positivo, sebbene rendimenti e spread restino su livelli elevati.

L’alto livello del differenziale, ha assicurato Conte da Buenos Aires, dove prenderà parte al G20, non lascia indifferente il governo, che è al lavoro per superare la situazione. Sia Di Maio che Salvini hanno espresso fiducia nella possibilità di trovare un accordo. Il leader leghista in particolare ha sottolineato come il target del 2,4% per il deficit/Pil non sia scritto nella Bibbia.

Intanto, però, i capi di Stato e di governo hanno appoggiato la proposta della Commissione Ue, che chiede di avviare nei confronti dell’Italia la procedura disciplinare per il mancato rispetto della regola del debito. L’avvio formale della procedura, che potrebbe portare a sanzioni finanziarie ed esporre l’Italia alla speculazione dei mercati per un periodo prolungato, non è previsto prima di gennaio e Tria, secondo le dichiarazioni del ministro da Buenos Aires riportate stamane dai quotidiani, lo ritiene ancora evitabile.

Secondo ‘Il Messaggero’ Conte e Tria stanno studiando la riduzione del target deficit/Pil a circa il 2% per raggiungere un accordo con la Ue.

 

PIL ITALIA – Istat diffonde la lettura finale del Pil del terzo trimestre, che preliminarmente aveva mostrato una variazione nulla, rivelando un rallentamento della crescita peggiore del previsto. L’aggiornamento sarà accompagnato dallo spaccato delle componenti. Nell’ultimo comunicato Istat aveva segnalato il contributo negativo della produzione industriale, mentre la componente nazionale e quella estera netta, secondo quanto anticipato, hanno dato un contributo nullo.

 

DATI INFLAZIONE – A due settimane dal prossimo consiglio di politica monetaria della Bce, i dati preliminari di Eurostat offriranno indicazioni sull’andamento dei prezzi al consumo nella zona euro. La mediana delle attese prospetta una decelerazione dell’andamento dell’inflazione annua a 2% da 2,2% di ottobre, mentre è previsto in lieve rialzo a +1,3% per l’indice annuo dei prezzi ‘core’, che esclude alimentari freschi ed energia, da +1,2% di ottobre. Per quanto riguarda l’inflazione italiana, la mediana delle attese prospetta un calo dell’indice armonizziato Ue a 1,6% da 1,7% di ottobre.

 

DATI LAVORO – Sul fronte macro spiccano anche le statistiche mensili sul mercato del lavoro nel blocco della valuta unica e in Italia. Per quanto riguarda quest’ultima, la mediana delle attese degli economisti prospetta un tasso di disoccupazione stabile a 10,1% in ottobre, mentre per la zona euro è prevista una marginale discesa a 8,0% da 8,1% di settembre.

 

VERBALI FED – Quasi tutti gli esponenti della Federal Reserve nel corso dell’ultimo comitato di politica monetaria dell’istituto centrale Usa hanno concordato sul fatto che un nuovo rialzo dei tassi d’interesse è probabilmente da ritenersi giustificato abbastanza presto, ma hanno anche avviato un dibattito sul momento in cui mettere in pausa la risalita del costo del denaro e su come comunicare all’esterno tali intenzioni.

 

TENSIONI TRA USA E RUSSIA – Trump ha improvvisamente cancellato un incontro fissato con Putin a margine del G20 di Buenos Aires, segnalando il proprio disappunto per l’atteggiamento di Mosca nei confronti dell’Ucraina.

 

DATI GIAPPONE – Lunga serie di dati dal Giappone. L’inflazione core dell’area di Tokyo è cresciuta a novembre di 1% su base annua, come nel mese precedente ed in linea alle attese. Il tasso di disoccupazione ad ottobre si è attestato a 2,4% da 2,3% del mese precedente, a fronte di attese per una lettura invariata. Sempre ad ottobre, la produzione industriale ha registrato un rimbalzo congiunturale di 2,9% (l’aumento percentuale più consistente dal 2015) dopo la contrazione di 0,4% segnata in settembre (legata in buona parte alle catastrofi naturali che hanno colpito il Paese), a fronte di attese per un incremento di 1,2%. Le aziende manifatturiere tuttavia prevedono un fase di rischi crescenti a causa delle frizioni sul commercio internazionale.

 

DATI CINA – In attesa dell’incontro tra Trump e Xi Jinping in Argentina nel weekend, emergono nuovi segnali di come la disputa commerciale tra Washington e Pechino pesi sull’attività del settore manifatturiero cinese, che ha registrato la prima stagnazione da oltre due anni a questa parte a novembre, secondo le indagini congiunturali a cura dell’ufficio nazionale di Statistica. Il Pmi manifatturiero si è attestato a 50 (soglia spartiacque tra crescita e contrazione) da 50,2 di ottobre, mentre le attese prospettavano una lettura invariata. La crescita dell’attività del settore dei servizi ha rallentato a 53,4 da 53,9 di ottobre.

 

FOREX – Principali rapporti di cambio poco variati in attesa di possibili indicazioni che potrebbero arrivare dal G20 argentino. Intorno alle 7,50 l’euro viaggia a 1,1399 dollari da 1,1391 della precedente chiusura; il dollaro passa di mano a 113,40 yen da 113,47 della chiusura; poco mosso anche l’euro/yen a 129,18 da 129,28.

 

GREGGIO – Quotazioni petrolifere in modesto rialzo negli scambi asiatici, in previsione dei tagli alla produzione da parte dei Paesi membri dell’Opec, ma l’aumento dell’offerta da parte degli Usa limita i guadagni. I prezzi restano inferiori di un terzo rispetto ai livelli di ottobre. I future sul Brent salgono di 17 centesimi a 59,78 dollari al barile; i derivati del Nymex salgono di 5 centesimi a 51,5 dollari al barile.

 

TREASURIES – La curva dei rendimenti dell’obbligazionario Usa nel tratto 2/10 anni si è appiattita dopo la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione del comitato di politica monetaria Fed, da cui si è avuta la conferma dell’intenzione dell’istituto centrale di effettuare un rialzo del costo del denaro a dicembre, nonostante la volatilità del mercato, mentre si è aperto il dibattito interno su come comunicare al mercato una possibile pausa nel percorso di risalita dei tassi intrapreso negli ultmi anni. Il rendimento del benchmark 2 anni si è mosso verso l’alto, mentre per la prima volta da settembre il tasso a 10 anni Usa è sceso brevemente sotto la soglia psicologica del 3%.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, stima occupati e disoccupati ottobre (10,00) – attesa 10,1%.

Istat, stima prezzi al consumo novembre (11,00) – attesa dato Ipca -0,3% m/m; 1,6% a/a.

Istat, Pil finale trim3 (12,00) – attesa 0,0% t/t; 0,8% a/a.

 

FRANCIA

Stima prezzi al consumo novembre (8,45) – attesa dato armonizzato 2,2% a/a.

 

GERMANIA

Prezzi import ottobre (8,00) – attesa 0,5% m/m; 4,2% a/a.

Vendite al dettaglio ottobre (8,00) – attesa 0,3% m/m; 2,7% a/a.

 

GRAN BRETAGNA

Fiducia consumatori novembre – attesa -11.

 

GRECIA

Prezzi alla produzione ottobre (11,00).

Vendite al dettaglio settembre (11,00).

 

PORTOGALLO

Stima prezzi al consumo novembre (10,30).

Pil finale trim3 (12,00).

 

SPAGNA

Bilancia partite correnti settembre (10,00).

 

ZONA EURO

Stima flash prezzi al consumo novembre (11,00) – attesa 2,0% a/a.

Tasso disoccupazione ottobre (11,00) – attesa 8,0%.

 

USA

Pmi Chicago novembre (15,45) – attesa 58,0.

 

BANCHE CENTRALI

ITALIA

Banca d’Italia pubblica indice Eurocoin di novembre.

 

EUROPA

Zona euro, intervento Coeuré a Francoforte (13,45).

 

USA

New York, intervento presidente Fed New York Williams (15,00).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Frascati, “Tips launch” evento organizzato da Banca d’Italia e Bce con Mersch, Ignazio Visco, Salvatore Rossi (11,00).

Milano, Reuters pubblica asset allocation novembre (13,00).

Milano, convegno Univ. Cattolica su “Attivi bancari illiquidi in Europa: cosa sapere, cosa fare” con Alessandri, Panetta, Penati, Gualtieri (9,20).

Verona, Jobs Orienta con Di Maio (16,00).

 

EUROPA

Belgio, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

Bulgaria, S&P si pronuncia su rating sovrano.

Irlanda, S&P si pronuncia su rating sovrano.

Liechtenstein, S&P si pronuncia su rating sovrano.

Portogallo, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

 

AMERICA LATINA

Buenos Aires, inizia vertice G20; termina l’1 dicembre