LE VARIANTI TRANSITORIE DELLA FED Il presidente della Fed Jerome Powell ha spiegato in conferenza stampa ieri sera al termine della due giorni del Fomc, che continua a ritenere che le pressioni inflazionistiche siano in gran parte transitorie e che non sia necessario segnalare un imminente cambiamento di politica. Tuttavia abbiamo avuto un chiaro segnale tra le righe il quale suggerisce che la Fed inizierà di fatto a ridurre i suoi acquisti di asset entro la fine dell’anno.

Il tasso obiettivo dei fondi Fed è stato lasciato allo 0-0,25% con gli acquisti mensili di attività QE rimasti a un totale di 120 miliardi di dollari suddivisi in titoli del Tesoro da 80 miliardi di dollari e MBS di agenzie da 40 miliardi di dollari. In precedenza le dichiarazioni avevano osservato che questi acquisti sarebbero continuati fino a quando “non saranno stati compiuti ulteriori progressi sostanziali” verso il raggiungimento della massima occupazione e la Fed non raggiungerà stabilmente il suo obiettivo di inflazione. Jerome Powell afferma anche che la Fed ha visto sufficiente crescita nei dati per indicare che “l’economia ha compiuto progressi verso questi obiettivi”. Questo rappresenta un passo significativo nel processo di normalizzazione della policy monetaria.

Questo non vuol dire che vedremo un imminente tapering. I livelli di occupazione negli Stati Uniti rimangono inferiori di oltre 6 milioni rispetto a prima dell’inizio della pandemia, mentre l’ultima ondata di Delta Covid aggiunge un altro livello di incertezza che giustificherà l’attesa e l’attuale posizione di prognosi. I dati in ogni caso evidenziano una progressione sulla quale la Federal Reserve manterrà alta la vigilanza.

Dato questo contesto, ci aspettiamo che il Simposio di Jackson Hole ponga le basi per la programmazione di un fade out del QE con una dissolvenza che porterà il Fomc di settembre  ad annunciare alcuni dettagli più concreti sull’attuazione del tapering prima di essere deliberato ufficialmente a dicembre. Prevediamo una riduzione relativamente rapida che vedrà gli acquisti di QE terminare nel secondo trimestre del 2022.

Se i dati confermeranno la loro persistenza positiva la Fed provvederà a rivedere il livello dei tassi nell’ultima parte del 2022 anticipando un irrigidimento dei Fed Funds  rispetto al 2023.

Il dollaro reagisce con iniziali vendite alle parole di J Powell. pensiamo che si tratti di un rimbalzo di breve respiro. Come avevamo scritto nel nostro ultimo report mensile dedicato alla divisa americana, pensiamo che la reazione rimanga delimitata sotto area 1,19/1,1920 eur usd. Il Punto di breakout che continuiamo a mettere a fuoco rimane invece fermo a 1,17780/50.

Questa mattina alle 10.30 circa sarò ospite in diretta  a FINANZA NOW per commentare le decisioni della Fed e le ripercussioni sul mercato

FED: LE VARIANTI TRANSITORIE

WB ANALYTICS: EUR USD

 

MARKET MOVER

MACRO EURO – Giornata ricca anche sul fronte macro. Occhi in mattinata alle statistiche sulla disoccupazione in arrivo da Berlino (con il tasso atteso al 5,8% in luglio) mentre nel primo pomeriggio il focus passera’ alla stima dei prezzi al consumo tedeschi nello stesso mese, con il consensus Reuters che per l’armonizzato converge su un +0,5% congiunturale e un +2,9% a perimetro annuo, in netto rialzo dal 2,1% del mese precedente. Una crescita di questa entità sarebbe giustificata, osservano gli analisti, dall’effetto base per la riduzione temporanea dell’Iva l’anno scorso su varie voci del paniere nazionale, oltre che dal rincaro dei prezzi dell’energia. In mattinata, anche l’economic sentiment della zona euro, ipotizzato a quota 118,5 a luglio in contenuto miglioramento rispetto al mese prima.

PIL USA – Da oltreoceano, in arrivo la stima del Pil Usa per il secondo trimestre, con gli economisti che prevedono in media un +8,5%; la crescita dovrebbe essere stata guidata dai consumi personali, spinti dall’American Rescue Plan da 1900 miliardi di dollari e dall’allentamento delle restrizioni.

Nel primo pomeriggio i numeri settimanali sulle richieste di sussidi di disoccupazione – utili per avere costantemente il polso del mercato del lavoro Usa – stimate in moderato calo rispetto ai sette giorni precedenti.

Prosegue intanto il suo percorso in Senato il nuovo piano infrastrutturale da circa 1.000 mld di dollari promosso da Biden.

CINA – Le autorità’ cinesi hanno cercato oggi di calmare gli investitori chiedendo di non “malinterpretare” le ultime azioni regolatorie e innescando un rimbalzo dei mercati dopo le giornate difficili seguite al giro di vite applicato su alcuni comparti economici, incluso quello tech. I media cinesi hanno sottolineato che gli asset in yuan restano convenienti.

Evento ‘clou’ della giornata, nonostante non siano attesi annunci di peso, la riunione di politica monetaria del Fomc che terminerà stasera e la successiva conferenza stampa del governatore Powell. Il mercato monitorerà con particolare attenzione nelle parole di Powell qualsivoglia riferimento al ‘tapering’, all’impatto della diffusione della variante Delta sulla ripresa economica e all’inflazione. abbiamo tracciato lo scenario da noi atteso nel report dedicato alla linea che a nostro avviso terrà il Baord della Fed in futuro con gli effetti sul dollaro.

FIDUCIA ZONA EURO – Numerosi gli indicatori sulla fiducia di imprese e consumatori in arrivo dalle varie economie della zona euro. Diffuso poco fa, l’indice GfK sulla fiducia dei consumatori tedeschi ha mostrato in vista di agosto una lettura invariata rispetto al mese precedente. A luglio l’indice sul sentiment dei consumatori francesi, che verrà diffuso alle 8,45, è atteso invariato. Alle 10 poi è la volta di Istat: il consensus proietta un miglioramento sia per la fiducia dei consumatori che per quella delle imprese.

MERCATI CINA – Mentre gli investitori sono in attesa della Fed, prosegue per il quarto giorno di fila il calo sulle piazze cinesi. Stamane i media finanziari statali hanno invitato alla calma dopo la forte flessione innescata dal giro di vite di Pechino sul comparto tech, dell’istruzione privata e dell’immobiliare.

PIANO INFRASTRUTTURE USA – Il leader dei Democratici al Senato Chuck Schumer si è detto fiducioso che si possa giungere a un accordo sui dettagli del piano per le infrastrutture aggiungendo di sperare che un provvedimento possa essere messo ai voti entro fine settimana.

OPINIONI BOJ – Gli esponenti del board della Bank of Japan sembrano imperturbabili di fronte al dibatitto su scala globale sulla riduzione delle misure di stimolo messe in campo controla pandemia e alcuni ritengono necessario evitare un prematuro irrigidimento della politica monetaria. E’ quanto emerge del riassunto delle opinioni degli esponenti del board dell’istituto centrale nipponico della riunione del 15-16 luglio.

PREZZI IMPORT GERMANIA – A giugno i prezzi import tedeschi hanno visto un +12,9% su anno a fronte di attese per+12,6%.

FOREX – Dollaro sotto i recenti massimi sulla scia del calo dei tassi reali e in attesa della Fed mentre altre divise rifugio si apprezzano beneficiando del nuovo calo sui listini cinesi. Attorno alle 8 il cross euro/dollaro è a 1,1818 (in rialzo di 0,03%); il cambio euro/yen è a 129,79 (in rialzo di 0,07%) mentre il dollaro contro yen scambia a 109,82 (in rialzo di 0,05%).

GREGGIO – Prezzi in rialzo dopo il calo delle scorte Usa, superiore alle attese, certificato dai dati Api per la scorsa settimana. Sempre attorno alle 8, il future sul Brent quota in rialzo di 42 cent a 74,90 dollari al barile e il future sul Nymex guadagna 48 cent a 72,14 dollari.

TREASURIES – Il benchmark decennale sui mercati asiatici rende 1,239%, in rialzo di 0,005 rispetto alla chiusura a 1,234%.

WB RISKOO FX OUTLOOK

WB RISKOO FX OUTLOOK AGO 21

DELTA INFLATION

La variante delta verso l’inflazione delta: cosa pensano alla Fed?

In attesa della riunione Fed 

La discussione sul ritiro degli stimoli monetari è da tempo presente nelle riflessioni dei consiglieri Fed. Jerome Powell tende, mitigando l’attuale congiuntura con il messaggio sulla transitorietà dell’inflazione, a preparare i mercati verso uno scenario in cui può esserci lo spazio per un tapering, magari annacquato, ma lo spazio c’è.

Questa è la nostra sensazione osservando i dati e la congiuntura del ciclo economico.

Sappiamo che il presidente Powell esprime tuttora una view piuttosto cauta rispetto alla crescita dei prezzi. Abbiamo nei report precedenti cercato di mettere a fuoco questa sua convinzione fissando alcuni punti:

i prezzi delle commodity sono saliti in un contesto straordinario. In moli casi, come abbiamo scritto nel WB COMMODITY PERSPECTIVES©, i valori hanno performato degli eccessi destinati a rientrare nel breve medio periodo.

Il ciclo economico ha fatto leva su condizioni eccezionali dovute alla riaperture ed ai colli di bottiglia che si sono formati nella supply chain.

La risposta positiva delle aziende ai sondaggi sulla fiducia in merito alla ripresa ha alimentato una solida crescita sul lato manifatturiero, contribuendo a determinare tassi di recovery significativamente robusti. 

La comunicazione ufficiale della Fed e delle banche centrali in generale fa leva quindi sul fattore di straordinarietà da cui deriva una visione della crescita dei prezzi come fenomeno transitorio.

Molti economisti temono invece che la ripresa dell’inflazione sia qui per durare a lungo e creare un vero e proprio ciclo. Noi, come già scritto, ci posizioniamo nel mid range. Pensiamo che gli aumenti dei prezzi operati dalle aziende verranno consolidati secondo lo schema che segue. … Per continuare a leggere 

Siamo tutti in attesa di Jackson Hole.
In economia le prove e le verifiche non finiscono mai. Quest’ultima settimana del mese di luglio si concentra sostanzialmente su tre vettori macro significativi:  la riunione mensile della Federal Reserve (mar – merc), i dati su GDP di Stati Uniti (gio, di Germania ed Eurozona (ver). Sono tutti eventi market sensitive.

FEDERAL RESERVE: il focus del meeting verte su quanto effettivamente il Board sia preoccupato per l’incalzare dell’inflazione e quali misura intenda adottare per raffreddarne la dinamica.  Finora il presidente Powell, anche in una recente audizione, ha sostenuto la tesi di una crescita transitoria dei prezzi. In realtà a nostro avviso ha innescato un’ampia riflessione sull’opportunità di preparare i mercati verso il ritorno ad un regime più convenzionale della policy monetaria. Il percorso dovrebbe prendere forma con l’avvio di un ritiro degli stimoli monetari attraverso il tapering.

Il Consiglio appare spaccato tra quanti vorrebbero avviare sin da subito l’azione rispetto ad un’apparente ormai minoranza contraria. Abbiamo sempre sostenuto che per evitare l’esperienza del 2013/14, Powell voglia mitigare il passaggio da una condizione ultra accomodante verso un atteggiamento più restrittivo adottando tutte le cautele del caso, prima fra tutte quella di preparare i mercati. Il consenso che al momento domina tra noi analisti vede nel Simposio di Jackson Hole che si terrà tra il 26 ed il 28 agosto la sede più adatta a lanciare il messaggio.

Il Simposio di Jackson Hole negli ultimi anni si è prestato per lanciare le linee di strategia monetaria da parte della Fed.  Il Tapering di Ben Bernanke fu annunciato a Jackson Hole. Allora produsse serie ripercussioni sui mercati emergenti e sul dollaro. Nel rapporto eur usd, il cambio da 1,42 (mag 2014) scivolò nei mesi successivi a 1,05 (mar 2015).

Oggi l’eur usd dopo aver fissato due picchi tra 1,23 ed 1,22 rispettivamente  nei primi giorni dell’anno e successivamente a fine maggio, scambia poco sopra i minimi relativi proprio in attesa di cogliere segnali sulla futura linea monetaria che con molta probabilità uscirà proprio dal Simposio di  Jackson Hole.

GDP GROWTH: il giorno dopo la conferenza stampa di Jerome Powell, giovedì alle 14,30 (UTC+1), il Bureau of Economic Analysis  pubblicherà il dato previsionale sull’andamento del Pil USA relativo al II° trimestre dell’anno in corso. Le attese stimano una crescita del 8,6% con il tasso deflattore implicito che sale nelle attese dal 4,3 al 5,4%.

Si parte dalle rilevazioni del primo trimestre 2021 secondo le contribuzioni alla ripresa declinate nella tabella:

SIMPOSIO JACKSON HOLE & GDP

GDP EUROZONA: venerdì avremo la lettura dell’analogo dato per Germania ed Eurozona.

L’ufficio di statistica, il Statistisches Bundesamt  rilascerà il dato per il quale si stima una crescita trimestrale che dal -1,8 (I°Q) sale al  2% (10% annuale).

JACKSON HOLE vs. GERMANIA: EVOLUZIONE DEL QUADRO MACRO

GERMANIA: EVOLUZIONE DEL QUADRO MACRO

Questa mattina l’IFO Institute tedesco ha pubblicato l’indice IFO sulla fiducia delle imprese nel mese di luglio.

Nel settore manifatturiero , l’indice è sceso sulla base delle aspettative future significativamente meno ottimistiche delle aziende tedesche. L’indicatore corrispondente è sceso per la quarta volta consecutiva. Tuttavia le valutazioni delle aziende sulla situazione attuale sono salite al livello più alto da agosto 2018. L’utilizzo della capacità è aumentato dal 85,9 al 87,1%. È quindi ben al di sopra della media a lungo termine di 83,5. La carenza di prefabbricati sta peggiorando e sempre più aziende lamentano una carenza di manodopera qualificata.

Nel settore dei servizi , il clima imprenditoriale è peggiorato. Sebbene i fornitori di servizi siano più soddisfatti della loro attività attuale, sono molto meno ottimisti per i prossimi mesi. Le aziende prevedono ancora un aumento delle vendite, anche se non così forte come nel mese precedente.

L’indice è sceso anche nel commercio. Peggiorano le aspettative cautamente ottimistiche del mese precedente. L’indicatore della situazione attuale, invece, è leggermente aumentato. Anche nel settore della vendita al dettaglio, sempre più aziende segnalano colli di bottiglia nelle consegne.

Il clima economico è migliorato nel settore delle costruzioni . Le aziende erano più soddisfatte della loro situazione attuale. L’indicatore delle aspettative è salito per la terza volta consecutiva.

IFOR INSTITUTE

GERMANIA INDICE IFO LUG 21

Infine sempre nella mattinata di venerdì Eurostat riporterà i dati complessivi per l’Eurozona relativa al IIQ. Il GDP trimestrale è atteso in ripresa dopo il calo frazionale di -0,3% del primo trimestre.

MARKET MOVER

FOREX  Il dollaro ha chiuso la scorsa settimana sotto area 1,1780 contro euro. Prevediamo sino a mercoledì scambi con una volatilità limitata in attesa delle deliberazioni del Fomc. Il Dollar Index dovrebbe consolidare valori sopra quota 92,50 confermando di conseguenza le nostre attese per una verifica sugli obbiettivi di brevissimo a 93,50.

COMMODITY Il rame continua a consolidare i scambi nella parte bassa del range con un profilo orientato a distribuire forza negli spunti positivi. Ciò conferma la nostra tesi sul comparto attualmente oggetto di vendite che sfruttano i rimbalzi.

BRENT CRUDE OIL Prezzi in calo sui timori per l’impatto sulla domanda dalla diffusione di varianti del Covid. Sempre alle 7,40, il future sul Brent cede 85 cent a 73,25 dollari al barile e il future sul Nymex  perde 89 cent a 71,18 dollari. Rimane ancora aperta la ferita generata dal sell_off della scorsa settimana. Non escludiamo un ritorno degli scambi in area 68 usd/bar.

GOLD USD/OZ. Gli scambi sull’oro non riescono a trovare domanda disponibile a pagare l’oncia oltre quota 1830/1875 usd. Per il momento il mercato continua a rimanere positivo anche se noi stiamo analizzando una perdita di moemtum dell’azione di  trading.

NOLI MARITTIMI  L’indice Baltic Dry continua ad oscillare sui massimi di periodo. Il suo valore oscilla infatti a quota 3200, era dal mese di giugno 2010 che non oltrepassava la soglia dei 3000 punti.  Temiamo che la tendenza rimanga ancora positiva con potenziali rialzi a breve stimabili in area 3600.

RATES & YIELD I rendimenti sul tratto lungo della curva sono ampiamente scesi nelle ultime settimana: il 10 y US Treasury è sceso sotto quota 1,35% e si appresta a consolidare i minimi relativi sopra quota 1%; il 10 y German Bund rimane in termini relativi più debole del tasso USA. In ogni caso ci aspettiamo che l’attuale flessione limiti il ribasso in area -0,45%.

MERCATI AZIONARI  Il mercato equity sta dimostrando con il passare del tempo una sempre più vulnerabilità al cambiamento di linea monetaria eventuale da parte della FED. In generale i valori minimi fissati con le vendite della scorsa settimana rappresenteranno significativi alert di vendita tattici.

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

 

La Banca centrale, nella sua prima dichiarazione ufficiale da quando ha modificato il proprio obiettivo di inflazione all’inizio del mese, si è impegnata a non aumentare i costi di finanziamento finché non vedrà l’indice dei prezzi raggiungere il target del 2% “ben prima della fine del suo orizzonte di proiezione e in modo duraturo”. In conferenza stampa, a rincarare la dose, Christine Lagarde ha ribadito che il ritiro dello stimolo sarebbe prematuro ora, vista anche l’incertezza sull’andamento della pandemia dovuta alla diffusione di varianti e a tassi di vaccinazione ancora non soddisfacenti nel blocco. La linea particolarmente loose della presidente Bce ha convinto la gran parte del direttivo, con soli due dissidenti – il falco tedesco Jens Weidmann e il belga Pierre Wunsch – mentre un terzo membro ha lasciato la riunione astenendosi, hanno riferito diverse fonti.

Come in parte atteso dai mercati, il consiglio ha rinviato la spinosa discussione sul Pepp – “tema al momento non oggetto di dibattito”, ha sottolineato Lagarde -, con il programma anti-pandemico di acquisto asset da 1.850 mld di euro che secondo i programmi dovrebbe terminare nel marzo prossimo, salvo un prolungamento legato all’emergenza. Ne’ si e’ parlato del programma di acquisto bond convenzionale, che secondo molti analisti potrebbe essere rafforzato proprio per compensare la futura fine del Pepp.

FMI SU FED – Nel suo rapporto annuale sulle politiche economiche Usa diffuso ieri, il Fondo monetario scrive che la Fed e’ stata “molto efficace”  nel gestire la crisi Covid, supportando la ripresa con il suo impegno per un’inflazione oltre il 2% nel breve termine, ma sara’ importante che la banca centrale comunichi un eventuale ritiro dello stimolo per tempo e in modo trasparente. Il consiglio del Fondo ha anche detto che le proposte dell’amministrazione Biden di investire in infrastrutture, aiutare le famiglie vulnerabili, aumentare la partecipazione della forza lavoro e migliorare la produttività sono benvenute, notando pero’ che “un migliore orientamento delle politiche” rafforzerebbe il loro impatto sulla domanda e l’uguaglianza, diminuendo il rischio di un’inflazione sostenuta.

MACRO – In una settimana piuttosto avara di indicazioni macro, mentre gli economisti sono alla ricerca di conferme sull’effettiva forza della ripresa, minacciata dal diffondersi di varianti, occhi oggi ad una carrellata di dati sul comparto manifatturiero e dei servizi, con i relativi indici Pmi in arrivo da Francia, Germania, Ighilterra, Eurozona e Usa. Proprio la Lagarde ieri sottolineava che il nuovo picco di contagi, accompagnato da un livello di vaccinazioni ancora non soddisfacente nel blocco, mette a rischio il comparto dei servizi, con particolare riferimento al comparto turistico e alberghiero.

Reazioni: l’eur usd dopo un leggero rimbalzo durante la conferenza stampa in area 1,1830 è scivolato in chiusura sotto il nostro livello tecnico 1,1780. Verificheremo oggi e lunedì il breakout  secondo quanto stimato nel nostro Outlook Riskoo.

WB ANALYTICS: EUR USD TREND CYCLE

WB ANALYTICS: EUR USD TREND CYCLE

In questi giorni di attesa per il Consiglio della BCE l’eur usd ha più volte tentato di violare area 1,1780 subendo nelle fasi di chiusura giornaliera un recupero del livello. Pertanto oggi il cambio, diversamente dalle nostre attese formulate ieri, non aspetterà la conferenza stampa a ridosso dei minimi di marzo (1,1715) bensì in area 1,1780. Ciò sotto il profilo tecnico potrebbe preludere ad una reazione del cambio alle dichiarazioni del presidente Christine Lagarde in conferenza stampa.

Pertanto pensiamo che il range di osservazione debba considerare una coda del rialzo verso area 1,1850ed 1,19.

Gli operatori si aspettano un messaggio piuttosto accomodante e che in prospettiva confermi l’adozione di una linea più flessibile della BCE nel tollerare una crescita del tasso d’inflazione che sconfini oltre il 2% visto l’eccezionale periodo di crisi sanitaria. Il Governatore Christine Lagarde potrebbe giustificare tale atteggiamento portando argomenti legati all’attuale congiuntura pandemica ed ai rischi di una nuova ondata.

In ogni caso per il nostro Team Analytics quota 1,1780 costituisce la linea di spartiacque tra un dollaro che rinnova la sua forza tendenziale rispetto a quella dell’euro che nell’ultimo mese è tornato a perdere momentum.

La riunione di luglio della BCE in calendario domani 22 luglio,  costituisce il principale evento della settimana. Quello che doveva essere un non-evento si è trasformato in un punto nodale successivo al rilascio della revisione strategica della BCE. La scorsa settimana il Board ha modificato il paradigma su cui tutta l’azione di politica monetaria si è concentrato sin dalla sua nascita.  L’obiettivo di inflazione è stato rivisto da “sotto, ma vicino al 2%” al “2%” con un impegno alla simmetria.  La nuova strategia può essere interpretata sia come una formalizzazione di ciò che la Banca ha perseguito negli ultimi anni, sia come un passo verso una minore rigidità monetaria. 

I mercati leggono nella revisione degli obbiettivi sull’inflazione un atteggiamento politico più accomodante.

E’ presto per dirlo ma la nuova linea potrebbe modificare il bias cognitivo su come in futuro la Banca Centrale gestirà la politica monetaria, certamente in modo più flessibile di quanto non sia avvenuto in passato. La Banca nel fissare i nuovi parametri ha puntualizzato che eventuali code di sconfinamento oltre il punto di baricentro del 2% saranno tollerate se corrispondenti a periodi di uscita da una crisi. 

La recente debolezza dell’euro sul dollaro ha ormai assorbito tutti guadagni maturati dalla fine di marzo. Prevediamo che in attesa della conferenza stampa di Christine Lagarde, il cambio si posizioni proprio a ridosso dei minimi del 31 marzo in area 1,1715/1,17. Il livello tecnico consentirà al mercato di verificare i contenuti delle indicazioni che il Presidente formulerà. Oltre alla nuova linea cercherà di capire come la BCE intenderà  gestire in futuro il Pepp considerata la ripresa in atto, il rischio di una nuova ondata pandemica e soprattutto l’ingente debito accumulato dai paesi più esposti ai contraccolpi della crisi sanitaria.

Il dollaro quindi potrebbe cogliere l’occasione per tentare un nuovo allungo soprattuto nel caso in cui dovesse chiudere le tre prossime sessioni sotto area 1,18.

Il Dollar index, come abbiamo previsto nel nostro RISKOO FX OUTLOOK andrà a verificare area 93,50-94 per collaudare la propria forza contro le principali divise.

In generale ci aspettiamo un rafforzamento delle monete periferiche, soprattutto quelle meno liquide, dopo le ampie ricoperture a cui abbiamo assistito in questi due giorni di inizio settimana. AD, NZD, NOK nell’ambito FX del G10; BRL, MXN e RUB nei mercati emergenti.

Si apre la settimana che in pratica avvicina i mercati verso la pausa estiva.  Il Consiglio prenderà in esame gli ultimi aggiornamenti all’obbiettivo d’inflazione che dal riferimento puntuale del 2% saranno tollerati sconfinamenti delle dinamiche del tasso marginalmente al di sopra del 2%. In ogni caso dalla riunione di giovedì non ci aspettiamo particolari decisioni dal Consiglio.

Con il tema del tapering ormai al centro del dibattito negli istituti centrali di tutto il mondo, la Bce continua a dimostrarsi particolarmente cauta, non discostandosi dagli attuali toni ultra-dovish ma cercando anzi di rassicurare i mercati ogni volta possibile circa la prosecuzione del suo sostegno. In questo senso dovrebbe essere letta la strategy review con la quale Francoforte ha ritoccato verso l’alto portandolo al 2% il target di inflazione, avvertendo che non si tratta di un tetto ma di un livello che in taluni casi potrebbe essere anche superato. Il cambio di strategia sui prezzi, per quanto da tempo annunciato ed adottato all’unanimità, imporrà al consiglio di giovedì una risposta in termini di adeguamento della guidance.

Le colombe sostengono che per rimanere credibile l’istituto dovrà evidenziare il mantenimento di un suo spazio di manovra. I falchi premono per ridurre gli stimoli man mano che l’economia si riprende. Forse proprio la paura di una terza o quarta ondata permetterà alla Lagarde di trovare un terreno comune nel corso della riunione. L’attuale orientamento della banca centrale è che comprerà obbligazioni per tutto il tempo che riterrà necessario e manterrà i tassi di interesse al loro attuale minimo record fino a quando non sarà soddisfatta del livello di inflazione.

I governatori dei paesi più indebitati, come il portoghese Mario Centeno e l’italiano Ignazio Visco, sono usciti allo scoperto sostenendo che la nuova strategia significa che la Bce dovrà tenere i rubinetti della liquidità aperti ancora più a lungo. Lagarde non ha dato alcuna indicazione specifica su come la guidance potrebbe cambiare, anche se la sua enfasi sulla “persistenza che dobbiamo dimostrare” suggerisce che potrebbe pendere dalla parte delle colombe. Secondo l’ultimo sondaggio Reuters, Francoforte inizierà a rallentare gli acquisti di asset dopo il board di settembre e smetterà completamente alla fine di marzo 2022.

La riunione, come scritto,  si tiene nel momento in cui su scala globale si paventa una nuova ondata pandemica. In Asia ci sono già parziali segni di rallentamento della crescita con i problemi sulla circolazione delle merci non ancora risolti. I recenti sondaggi PMI rivelano una perdita di momentum della crescita attesa nelle aree emergenti ed in Asia. Gli ultimi dati sulla produzione industriale in Europa hanno anch’essi rallentato la ripresa. Pure negli Stati Uniti abbiamo visto un consolidamento dopo la diffusione record della fiducia delle imprese manifatturiere  ed dei servizi.

MARKET MOVER MONITOR WEEK

GLOBAL PMI MANUFACTURING – SERVICES

 

MARKET MOVER MONITOR WEEK

GLOBAL PMI MANUFACTURING – SERVICES

 

MARKET MOVER MONITOR WEEK

GLOBAL PMI MANUFACTURING – SERVICES

Le recenti letture record dell’indice dei prezzi nelle indagini PMI hanno allarmato sia gli operatori economici che le autorità monetaria sul rialzo dell’inflazione, per cui  vale la pena analizzarne gli aggiornamenti per catturare eventuali segnali di esaurimento o meno della dinamica in corso sugli indicatori dei costi e dei prezzi di vendita. Di conseguenza aggiorniamo anche gli indicatori dei vincoli di capacità come i tempi di consegna dei fornitori. Quest’ultimi confermano le problematiche note, nelle aspettative del panel delle aziende intervistate, dopo il miglioramento temporaneo di inizio anno. 

MARKET MOVER MONITOR WEEK

GLOBAL PMI MANUFACTURING – SERVICES

 

Un aggiornamento ulteriore dei dati sul PMI Manifatturiero Flash relativi all’Eurozona verranno rilasciati venerdì in mattinata.

I mercati, ma soprattutto le banche centrali osservano la diffusione di questi dati per modulare le linee di policy che stanno lentamente evolvendo verso un ciclo di normalizzazione della politica monetaria come abbiamo scritto nel nostro ultimo RISKOO FX OUTLOOK REPORT.

 

MARKET MOVER

FX – Come anticipato la scorsa settimana nel Market Mover Monitor Week, l’eur usd ha consolidato gli scambi poco sopra quota 1,17770 contendo la reazione sotto 1,19-1,1945. E’ probabile che in attesa della riunione della BCE tenda a violare la parte inferiore del range ed avvicinare il mino di marzo in area 1,17 confermando quindi il percorso ed i target ciclici previsto nel  nostro FX Riskoo Outlook.

In un contesto in cui il dollaro tende a rafforzarsi, le monete emergenti, non tutte (vedi Report), tendono a perdere momentum. Il peso messicano rimane infatti ancora inserito in un range la cui tendenza risulta positiva sia nei confronti del dollaro che nei confronti dell’euro. Allo stesso modo, a conferma di quanto scritto lo scorso maggio, il dollaro oltre a recuperare contro euro ha avviato un’azione di recupero anche nei confronti dello yuan renminbi che dopo aver superato il primo target di ripresa a 6,40 si accinge ora a scalare verso area 6,60.

COMMODITY – Continua la fase di distribuzione sulle principali commodity industriali. Il rame (LME) dopo aver testato  la reazione sotto 9600/650 dovrebbe subire una nuova fase riflessiva con potenziali ordini di vendita presenti sotto area 9250/200. Questo conferma la road map tracciata nel nostro report WB COMMODITY PERSPECTIVES a supporto del nostro servizio di Enterprise Risk Management. Anche l’acciao dopo i picchi record sta avviando un’iniziale fase di perdita di momentum.

Il Brent Crude Oil è sceso la scorsa settimana sino a testare area 72,50. Ci aspettiamo in settimana una violazione di area 72 ed un’accelerazione del ribasso verso verso 67 usd/bar a breve.

BONDS I rendimenti sul 10 anni Treasury  USA sono scesi sotto area 1,35 e si apprestano a ritracciare ulteriormente il rialzo degli ultimi 12 mesi spingendo le quotazioni a 1,25% (ci aspettiamo un movimento verso 1%). Seguiranno a ruota il ritracciamento del 10 anni Germania Bund. Le quotazioni collauderanno in settimana area -0,35%. La violazione confermerà la linea ancora accomodante della BCE e soprattutto spingerà il 10 anni tedesco nuovamente verso area -0,50%. Il BTP 10 anni beneficerà del movimento regredendo anch’esso in direzione di 0,60 senza escludere un test di 0,5250%.

WB MARKET MOTOR WEEK RISK MANAGER

WB ANALYTICS: EUR USD TREND CYCLE

WB MARKET MOTOR WEEK RISK MANAGER

WB ANALYTICS: COPPER LME ADVANCE TREND CYCLE

WB MARKET MOTOR WEEK RISK MANAGER

WB ANALYTICS: US TREASURY 10 Y YIELD ADVANCE CYCLE TREND

 

Le nostre capacità cognitive spesso non riescono a distinguere la realtà da ciò che è solo un’illusione. L’opposizione tra la vera verità e la falsa verità,  tra verità ed apparenza, è una costante di cui dobbiamo sempre bilanciare, con difficile equilibrio, l’arbitrio altrui. La verità molto spesso è altra cosa rispetto a quella che ci appare. 

Da Cartesio fino a Nietzsche, la filosofia occidentale riporta le nostre riflessioni sul dualismo che spesso inganna il nostro sapere. Nulla quindi è indubitabile.

Cartesio diceva che “ il dubbio è l’inizio della conoscenza” e “la ragione non è nulla senza l’immaginazione.”

I mercati sono dubbio e immaginazione, non soltanto algoritmi. A meno che nello schema esecutivo di un algoritmo non siamo in grado di specificare e programmare oggetti in autonomia, basati su tecniche di apprendimento tipiche delle funzioni di machine learning.

Il lavoro principale di un banchiere centrale è quello di saper comunicare, declinando correttamente tutte le iperboli possibili dello storytelling, virgole e sospensioni comprese.

Spaginare le loro dichiarazioni è un lavoro che richiede un esercizio di alta professionalità, perché la ragione parte dall’immaginazione.

La ragione e non da oggi, pone sul tavolo una serie di fattori per cui dovremmo temere la crescita alterata dei prezzi: l’inflazione. L’iperliquidità presente nei mercati ed in misura inferiore nel substrato dell’economia reale, ha di per se creato un’inflazione dei multipli; ha esasperato la ricerca di rendimenti su tutti gli attivi tra cui le commodity. Le difficoltà riscontrate durante i blocchi sanitari nella supply chain ha poi funzionato da detonatore per il rialzo delle quotazioni. 

La miscellanea degli interventi ha evitato che gli effetti negativi prodotti nel 2020 dalla pandemia e dei conseguenti blocchi sanitari deflagrassero ulteriormente. Non era scontato. Tant’è che le banche centrali pur riconoscendo la forza della ripresa continuano a ribadire la presenza di rischi ancora presenti su più dimensioni.

Il QE globale ha innescato direttamente e non una spirale inflativa che si è riverberata sui prezzi. La crescita dei prezzi alla produzione e quelli al consumo si è materializzata con una forza che per i regolatori risulta temporanea, mentre per i mercati appare più strutturale.

La nostra immaginazione ci induce a pensare che i banchieri centrali stiano animando una discussione con obbiettivi tridimensionali: evitare di allarmare i mercati, preparargli ad un cambiamento di paradigma, impostare una linea di lavoro più convenzionale.

Del resto la materia è riconosciuta come politica monetaria e non scienza monetaria. E la politica diversamente dalla scienza si nutre di pόlis e téchnē.

Pensiamo che le banche centrali stiano progettando modalità per portare equilibrio nel valore degli asset, meno flussi di investimento speculativo verso l’azionario e le commodity, più verso l’obbligazionario perché la fine del QE spingerà al rialzo i tassi tassi d’interesse. Il primo passo consiste nell’effettuare un fade out del Quantitative Easing.

La Bank of England, ad esempio, ha detto che è vicina all’obbiettivo del programma che aveva annunciato (acquisti di bond per 895 miliardi di sterline).  A seguire tornerà a promuovere una linea di policy più convenzionale. Altre banche minori, come già anticipato nel nostro blog, hanno dichiarato che non effettueranno ulteriori  acquisti in futuro. La Bce ha comunicato che entro il prossimo marzo completerà l’acquisto di titoli collegati alla pandemia per un totale di 1850 miliardi di euro; nel suo Consiglio Direttivo si discute non sul quando ma su come farlo. Nelle nostre convinzioni sarà la Federal Reserve ad avviare ufficialmente il ritiro degli stimoli. La ragione per cui il governatore Powell tende a comunicarlo con prudenza è probabilmente legata al ricordo del 2013 quando l’annuncio, forse prematuro, del ritorno a politiche monetarie convenzionali creò disordine nei mercati: forte rialzo del tasso di cambio del dollaro, fuga di capitali dai mercati emergenti. …

MATRIX MONETARIA
La Matrix Monetaria  da cui il mercato trae continue indicazioni ed ispirazioni operative continua a funzionare in modo simile a un computer cosmico cosciente, in grado di utilizzare le emozioni e  per creare la realtà in cui tutti operiamo. Le tecniche che descrivono questo processo fanno parte del DNA dei mercati e rappresentano un codice che non può essere trasformato. Le banche centrali stanno facendo ampio uso di queste tecniche e le utilizzano per comunicare il loro pensiero.
L’inflazione assume così il vettore attraverso il quale sintonizzare gli investitori verso la loro linea di policy.  E’ la ragione per cui per tutta l’estate ed oltre continueremo a parlare dei prezzi e del loro effetto sulle opzioni a disposizione dei regulators.

Dal resoconto dell’ultima riunione della BCE è emerso che i consiglieri hanno affrontato la possibilità di ridurre gli acquisti di asset, pur confermando poi un approccio molto easy. Il vicepresidente Luis de Guindos ribadiva ieri che il ritiro dello stimolo dovrà essere graduale, non prematuro, e che in futuro sarà necessario essere molto accomodanti. Peter Kazimir, altro membro del direttivo, osservava in un tweet che la nuova strategia non consentirà il radicamento di una bassa inflazione e che per questo lascerà l’indice superare il 2% in alcuni casi. A conferma di una linea accomodante, nei dati settimanali resi noti ieri, Francoforte ha accelerato l’iniezione di liquidita’ negli ultimi 7 giorni.

Dalla Germania stamani la lettura finale sull’inflazione di giugno ha confermato il dato armonizzato a 0,4% congiunturale e 2,1% tendenziale.

Il focus si sposta ora sul board della prossima settimana in cui si discuterà la nuova forward guidance sulla direzione della politica dell’istituto, dopo il ritocco dell’obiettivo di inflazione. Secondo un sondaggio Reuters pubblicato questa mattina, 36 economisti su 51 ritengono che Francoforte inizierà a ridurre gli acquisti di asset dopo il meeting di settembre.

Nel frattempo, oggi l’US Bureau of Labour Statistic    riporta il dato mensile sull’inflazione atteso in crescita dello 0,4% (4% annuo tendenziale).  L’esito della pubblicazione innescherà ancora una volta il dibattito sul tapering, l’opzione monetaria più immediata a cui la Fed potrebbe accedere per raffreddare alcune dinamiche di mercato che si nutrono tuttora dell’ampia disponibilità di liquidità immessa dalla Banca Centrale americana.  Qualsiasi segnale che l’inflazione possa essere più persistente di quanto previsto dopo due mesi consecutivi di forti incrementi, potrebbe alimentare le aspettative che la Fed esca prima di quanto atteso dall’attuale stance ultra-dovish. Al contrario, dati meno aggressivi potrebbero portare gli investitori a pensare che la banca centrale possa permettersi di mantenere tale quadro di politica loose più a lungo.

Intanto al Senato Usa entra nel vivo il dibattito sull’ambizioso piano infrastrutturale da 1.200 mld di dollari di Joe Biden, con i repubblicani che promettono battaglia contro l’aumento delle imposte per finanziarlo.

ECOFIN – Il Consiglio dei ministri economici e finanziari dell’Ue (Ecofin) dovrebbe approvare oggi a Bruxelles i 12 piani nazionali di ripresa e resilienza (Pnrr), compreso quello dell’Italia, che sono stati presentati entro il termine indicativo di fine aprile, e poi valutati positivamente dalla Commissione europea. I 12 Pnrr — che fanno parte del dispositivo di Recovery europeo Rrf (“Recovery and Resilience Facility”), cuore del piano “Next Generation EU” — dovrebbero essere varati “in blocco”. Il via libera definitivo del Consiglio permetterà l’esborso, probabilmente già entro luglio, del prefinanziamento del 13% dell’ammontare complessivo di ciascun piano. Nel caso italiano circa 25 mld su oltre 200 complessivi.
Dal segretario del Tesoro Usa Janet Yellen, ieri, un invito ai paesi Ue a firmare un accordo globale sulla tassazione per le aziende, ma soprattutto a mantenere un significativo supporto fiscale fino a tutto il 2022, prendendo seriamente in considerazione ulteriori misure di bilancio per garantire una solida ripresa nazionale e mondiale.

DATI CINA – L’export cinese e’ cresciuto a ritmi superiori alle attese in giugno, tra gli sforzi di Pechino di contenere gli effetti della pandemia. Le esportazioni sono aumentate del 32,2% annuo nel mese in esame contro stime a 23,1% dal 27,9% di maggio.

OPEC+ – Non riescono a ricomporsi per ora, nonostante gli sforzi diplomatici russi, le divisioni tra Arabia saudita e Emirati arabi uniti che la scorsa settimane hanno impedito un accordo per incrementare la produzione di petrolio, mentre appare poco probabile, a questo punto, dicono diverse fonti dell’organizzazione, una nuova riunione sul tema questa settimana. Come abbiamo scritto nel rapporto di luglio dedicato alle materie prime, ci aspettiamo a breve uno storno dei prezzi secondo il percorso tendenziale stimato dove l’area 72,50 usd/bar per il Brent costituisce il sostegno di maggior impatto tecnico da seguire. Questa mattina il future sul Brent ha aperto in rialzo di 14 cent a 75,30 dollari al barile e il future sul Nymex,  viaggia in rialzo di 17 cent a 74,27 dollari.

MATRIX MONETARIA

WB ANALYTICS: BRENT CRUDE OIL USD/BAR

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER MATRIX MONETARIA

Poco mosso l’eur usd come da copione prima della lettura del dato pomeridiano sull’inflazione USA.

Nel nostro Outlook di luglio abbiamo inizialmente messo a fuoco il range 1,195/1,1910- 1,18-1,1760. La parte inferiore costituisce la proiezione dei minimi che sono stati fissati dal cambio negli ultimi 15 mesi. Il mercato appare ancora combattuto sulla tendenza  che il rapporto assumerà in futuro. per la verità la maggioranza degli uffici studi si è espressa sempre a favore di una view rialzista dell’euro. Noi, da inizio anno abbiamo invece lavorato per difendere soprattutto le strategie import da un rafforzamento del dollaro. Di conseguenza, in chiave proattiva,  abbiamo consolidato le opportunità che il rafforzamento del dollaro hanno offerto sul lato export.

A metà del 2021 il mercato è ritornato praticamente sui minimi annuali dell’euro,   vicino a quota 1,17, ovvero nella fascia di negoziazioni indicata nel range che abbiamo messo a fuoco in attesa della lettura del dato odierno, soprattutto del quadro tendenziale in formazione. L’analisi dei dati sull’inflazione ci porta ad essere confidenti con l’ipotesi che la Fed continui a dialogare con i mercati, secondo la Matrix Monetaria, per prepararli ad un ritiro progressivo degli stimoli vista anche in chiave di sostituzione tra quelli monetari e quelli fiscali progettati dall’amministrazione Biden.

Verificheremo quindi il dato odierno, soprattuto se, come ci aspettiamo, una lettura più aggressiva delle attese possa spingere i valori al di sotto dell’area indicata a partire da quota 1,18/1,1760 eur usd.

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL