In questa prima parte della settimana abbiamo assistito ad un andamento pressoché lineare, piatto, degli indici di borsa e dei rendimenti obbligazionari dopo il rally delle precedenti settimane. Il mercato dei cambi ha messo in evidenza mosse contenute, fatta eccezione per la sterlina in apprezzamento sull’euro.

Ieri sera le minute della Fed, relative all’ultimo meeting di gennaio, hanno confermato ciò che il mercato ritiene plausibile in un momento in cui i timori per un ritorno dell’avversione al rischio possono ancora nuocere alla struttura della domanda e dell’offerta.

Le banche centrali rimangono i grandi registi di un quadro in cui il dominio macro risulta governato da scarsa visibilità sul futuro. La PBoC è ritornata ad immettere robuste dosi di liquidità per contrastare la debolezza implicita alla propria economia. La Fed conferma di sospendere la normalizzazione del bilancio ed il rialzo dei tassi. La BCE si appresta ad annunciare l’allestimento di un nuovo LTRO a marzo, postergando l’esecuzione nei mesi successivi, giusto per guadagnare il massimo contributo degli effetti prodotti dalle aspettative, piuttosto che bruciarne l’efficacia nell’immediatezza della messa in opera subitanea.

Nel tessere lentamente, giorno per giorno, la propria ragnatela, le banche centrali riescono quindi a diluire gli effetti taumaturgici delle loro azioni.

Accade quindi che il cambio eur usd ritorna a rimbalzare nuovamente dopo aver testato area 1,1230 rimanendo ancorato al consueto range che osserviamo da settimane. L’abbiamo chiamato guerra di quartiere. Quindi le negoziazioni tenderanno ad andare nuovamente verso la parte alta 1.1450/1.1500.  Benchè tutto tenda ad anestetizzare l’attenzione verso le dinamiche del mercato, non dobbiamo mai smettere di abbassare la guardia. Ogni dettaglio contribuisce ad evolvere le condizioni su cui il mercato costruisce ed impronta il futuro.

Dobbiamo in tal senso rilevare che a quota 1.1210 si sta formando una base tecnica che per qualche ragione non si vuole per il momento violare. L’efficacia di questa base assumerà rilevanza tuttavia soltanto nel caso in cui i valori avranno la forza di violare 1.1550 eur usd.

Nel report di questa settimana, WB PERSPECTIVES, abbiamo messo a fuoco il volume dei corporate bond che andranno a maturazione nel mercato USA quest’anno. Una cifra record.  Cosa farà la Fed per non far deragliare i mercati? Continuerà a garantire gli eccezionali livelli di liquidità? E se si questo potrà modificare l’attuale asseto del dollaro? E nel caso, come risponderà la BCE?

A questi interrogativi dovremmo dare risposte concrete ecco la ragione per cui l’attuale lotta di quartiere, in uno ristretto range non deve anestetizzare la nostra attenzione. Nei dettagli di questi micro movimenti si nasconde l’evoluzione futura del trend.  In gioco ci sono i rapporti di competitività tra UEM ed USA, tra aziende europee, il made in Italy, le esportazioni ed i competitors. Questa mattina sono stati aggiornati i dati relativi agli indicatori PMI (Purchase Manager Index) relativi a Germania, Francia ed Unione. Sono ancora una volta la premessa per l’evoluzione del manifatturiero italiano, dopo i dati su produzione industriale e ordinativi di dicembre.

Il PMI manifatturiero tedesco per il secondo mese consecutivo quota un valore sotto quota 50, rafforzando le condizioni di rallentamento della crescita tedesca relativa al comparto industriale.  L’indice PMI COMPOSITE registra invece un leggero rimbalzo sopra 50. Significa che il comparto dei servizi reagisce meglio alla congiuntura, mentre il  calo delle esportazioni continua a pesare sulle prestazioni del settore manifatturiero: i servizi salgono a quota 55, il manifatturiero scende da 49,7 a 47,6 punti.

 

PMI MARKIT GERMANIA

PMI MARKIT COMPOSITE GERMANIA

 

I riflessi del dato di dicembre relativo alle vendite al dettaglio USA hanno riportato la crescita prospettica del GDP all’1,5%. Questa è la proiezione aggiornata della crescita economica negli Stati Uniti secondo il modello della Fed di Atlanta.

Nel mese di dicembre le vendite hanno subito una flessione dell’1.7% evidenziando una contrazione significativa rapportabile a periodi in cui gli USA erano in recessione.

 

VENDITE AL DETTAGLIO USA

VENDITE AL DETTAGLIO USA

 

Questa mattina ho commentato in un’intervista a  LE FONTI TV con la conduzione di Annabella D’Argento i riflessi di tali notizie rispetto all’andamento delle borse e soprattutto dei tassi di cambio.

L’eur usd continua  nonostante il dato a lavorare in favore di un breakout dell’area che stiamo osservando da alcune settimane tra 1.13 ed 1.12.  In particolare abbiamo messo a fuoco il passaggio tecnico che negli ultimi giorni sta completando l’evento da noi atteso confermando quindi gli obbiettivi dichiarati dal nostro modello previsionale . La forza del dollaro consente quantomeno di tenere sulla linea di galleggiamento l’export made in Italy. Lo riprova la lettura migliore rispetto alle attese della Bilancia Commerciale  pubblicata alle 10 di questa mattina. Indubbiamente il trend di lungo periodo risulta in moderata contrazione, tuttavia nonostante la contrazione della domanda globale risulta meno debole delle attese.

 

VARIAZIONE MENSILE DELLA BILANCIA COMMERCIALE ITALIANA

VARIAZIONE MENSILE DELLA BILANCIA COMMERCIALE ITALIANA

Riteniamo che parte del merito di questo risultato sia anche imputabile alla debolezza dell’euro che rende più appetibile le vendite nei mercati Extra Uem.

Detto ciò per confermare la debolezza dell’euro dobbiamo poter rilevare un ulteriore  passaggio tecnico  in  favore della tendenza attesa: la discesa sotto quota 1.1250/1.1200 eur usd.

 

 

PMI MARKIT EUROZONE: MANUFACTORING & SERVICES INDICES

PMI MARKIT EUROZONE: MANUFACTORING & SERVICES INDICES

La Germania rilascia il dato sul Pil relativo all’ultimo trimestre 2018 riportando una rilevazione pari a 0, evitando in tal modo di scivolare in recessione tecnica.   Ieri gli USA avevano riportato i dati sull’inflazione confermando una crescita dei prezzi tendenziale pari al 2,2% a/a.

L’eur usd ha reagito secondo le attese andando a testare l’area 1,1335 per ripiegare nuovamente verso i minimi.  Il rallentamento della crescita in Eurozona potrebbe aprire la strada alla BCE per l’avvio di una nuova asta di liquidità. Il comparto bancario in Europa manifesta segnali di ulteriore difficoltà come segnalato dall’andamento delle rilevazioni settoriali dell’indice PMI Markit.

PMI MARKIT EUROPE BANKS

Il prossimo 7 marzo, data in cui si riunirà nuovamente il Board della BCE, Mario Draghi potrebbe annunciare l’esigenza di predisporre un nuovo allentamento monetario a favore delle banche, con l’intento di mettere a disposizione linee di finanziamento  targhettizzate al sostegno dell’economia. Agli occhi del mercato tale decisione potrebbe essere ricondotta ad una nuova forma di sostegno monetario.  Il rendimento a 10 anni Germania, benchmark  UEM, sta già scontando dallo scorso autunno tale ipotesi. I valori hanno già verificato il nostro primo target stimato all’epoca a quota 0.10; riteniamo che nelle prossime settimane tenderà a scivolare verso quello successivo riportando nuovamente il 10 anni in territorio negativo.

Come scritto l’euro si adegua al quadro descritto confermando la linea di tendenza che da mesi indicata.  Con il test di area 1.1335 eur usd, il mercato ha voluto verificare l’effettivo breakout del range in cui scambiavano le negoziazioni dallo scorso mese di novembre. Per il completamento del nostro modello riflessivo attendiamo ora l’ultimo esame, ovvero la violazione dei minimi di periodo: quota 1.1215 eur usd.  In termini di controllo del rischio continuiamo mantenere attive le strategie di copertura import. Sulle posizioni export aggiorneremo alla conferma del setup atteso i nuovi livelli sopra cui consolidare l’extra marginalità.

 

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT: EUR USD DAILY BREAKOUT

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT: EUR USD DAILY BREAKOUT

L’eur usd dopo aver fissato un minimo a 1.1256 ha reagito andando a chiudere la seduta di ieri a 1.1328 recuperando oltre la soglia 1.1290 completando in una sola seduta il pull back sui precedenti livelli di breakout da cui era emerso l’iniziale segnale di rottura del range che da novembre ha circoscritto le negoziazioni tra 1.13 ed 1.1550. La stessa cosa era successa dopo la conferenza stampa della BCE lo scorso 24 gennaio. Nei giorni seguenti la reazione aveva spinto nuovamente il cambio ai massimi del range. Ora si ripropone lo stesso schema, ovvero il tentativo di sterilizzare la violazione del range trattenendo nuovamente le contrattazioni nel range. Più che un’affermazione questa ipotesi costituisce l’interrogativo su cui concentrare l’attenzione in un momento in cui l’Eurozona manifesta maggiori debolezze ed atriti rispetto agli USA.

Nel pomeriggio avremo la pubblicazione del dato sui prezzi al consumo negli stati Uniti. L’attesa si posiziona al 2.1% su proiezione annua, 0,2% su base mensile. Nessuno si aspetta da questo dato riflessi sulla linea di policy della Federal Reserve, salvo una lettura in contrazione decisa della figura economica che potrebbe aprire riflessioni su un atteggiamento ancor più accomodante rispetto ai Fed Funds.  In questa attesa e comunque grazie al robusto recupero della borsa americana, il 10  anni USA sta tentando di impostare un recupero più costruttivo.  Rimane il fatto che la via per un cambiamento di tendenza passa attraverso l’iniziale break up di 2.80%.

Domani avremo la pubblicazione del dato più significativo della settimana: il GDP Germania relativo all’ultimo trimestre 2018. L’attesa prevede un rallentamento del Pil su base annua da 1.1 a o,9%.  Come abbiamo riportato nel WB Perspectives di febbraio gli indici PMI tedeschi sono ulteriormente scesi intaccando per il manifatturiero quota 50, livello che divide una condizione espansiva da una recessiva.

In questo quadro la BCE si prepara a tenere il meeting  di marzo con pressioni significative in cui il mercato scommette l’avvio di una nuova asta di liquidità.

L’eur usd affronta il pullback dell’area 1.1335 con un carico di informazioni significativo da scontare. Qualora la verifica tecnica sopra descritta dovesse concludersi con un ritorno dei prezzi al di sotto di 1.13/1.1280 potremmo chiudere tale passaggio archiviando con buona probabilità la fase di trading range.  Ricordiamo che da mesi vincoliamo questo evento proprio al breakout  di 1.13/1.12 eur usd. Trattasi di un passaggio assai importante con effetti economici significativi.

 

WB ENTERPRISE RISK MANANGEMENT: EUR USD TRIGGER

WB ENTERPRISE RISK MANANGEMENT: EUR USD TRIGGER

In Eurozona aumenta la discussione sul tenore del rallentamento della crescita economica puntando gli occhi alla pubblicazione di giovedì sul GDP tedesco nell’ultimo trimestre dello scorso anno. I dati pubblicati sulla produzione industriale e sui consumi di dicembre in Germania stanno preoccupando il Board della BCE, il Fondo Monetario e la Commissione Europea.

Questa mattina il governatore Jens Weidmann della Bundesbank ha parlato in un convegno sulle criticità della BCE.  “Alcune questioni, come la mancanza di credibilità delle regole fiscali o il dannoso legame con le banche centrali devono ancora essere adeguatamente gestite”, ha detto senza fare alcun accenno alle attuali condizioni di politica monetaria.

Weidmann ha spiegato che combattere le crisi porta i banchieri centrali non eletti a prendere decisioni politiche che sono difficili da raccordare con i principi democratici e potrebbero oltrepassare i limiti dei mandati previsti per le banche. “Agire oltrepassando i limiti del mandato minerebbe la fiducia delle persone nella banca centrale”, ha spiegato Weidmann. “Alla fine, potrebbe rivelarsi sempre più difficile per la Bce concentrarsi sulla stabilità della valuta”.

L’eur usd nel frattempo è sceso nuovamente verso i minimi degli ultimi mesi violando al ribasso quello fissato durante la conferenza stampa tenuta da mario Draghi a margine del primo Consiglio Direttivo della BCE per il 2019.  Ci attendiamo una verifica dell’area 1,1280/90 la cui tenuta dovrebbe spingere ulteriormente il cambio verso 1.1220/10 eur usd. In questo passaggio dovremo verificare se a conclusione della sessione odierna e riapertura di domani le negoziazioni quoteranno sempre al di sotto di 1.1280 per avere conferma dell’ulteriore stato di debolezza dell’euro.

In effetti qualora i corsi non fossero in grado di recuperare 1.1280 aumenterebbero le probabilità di una violazione di 1.12 e la prosecuzione del ribasso verso i target fissati nell’Outlook 2019 e ribaditi nell’ultimo WB PERSPECTIVES  di febbraio.

Sull’euro pesano le attese per un probabile annuncio nel meeting di marzo della BCE di nuove aste di liquidità a favore delle banche, nonché la prospettiva di un rinvio, ancorché non dichiarato,  al 2020 se non oltre del primo rialzo dei tassi di interesse in Eurozona.

I rendimenti del 10 anni tedesco hanno nel frattempo testato il primo degli obbiettivi fissati al ribasso nel nostro report di scenario per il 2019 a 0.10%. Ciò mantiene sempre elevato ed al disopra dei 250 punti base il differenziale di rendimento per analoga scadenza sui rendimenti USA.

Come scriviamo da mesi lo spread tra Usa e Uem-Germania su tutta la curva continuerà a rendere difficilmente sostenibile le coperture e l’attività speculativa a favore dell’euro contro il dollaro.

 

WB RISK MANAGEMENT: EUR USD WEEKLY

WB RISK MANAGEMENT: EUR USD WEEKLY

 

L’indice manifatturiero PMI Markit segna un altra rilevazione mensile negativa sotto quota 50.

Gli ordinativi rallentano con una striscia di s per il mese di gennaio: l’indice Markit PMI Manufactoring riporta un valore in negativo sotto quota 50. ei mesi consecutivi.  L’indice Manifatturiero anticipa peraltro quello relativo alla Produzione Industriale.  Ieri il dato sul PIL relativo all’ultimo trimestre 2018 aveva riportato una rilevazione inferiore rispetto alle attese segnando il -0.2% q/q.

INDICE MARKIT PMI MANUFACTORING ITALY

INDICE MARKIT PMI MANUFACTORING ITALY

 

Anche in Germania si rileva un dato analogo per l’indice Markit PMI Manufactoring: per la prima volta da oltre quattro anni  si riporta un valore inferiore a quota 50, 49.7 contro il precedente 51.5 (dicembre). Ricordiamo che quota 50 rappresenta la linea di demarcazione tra uno scenario espansivo rispetto ad un riflessivo.  L’industria tedesca risente gli effetti del rallentamento dell’automotive e, come per l’Italia, un rallentamento per sei mesi consecutivi degli ordinativi.

 

INDICE MARKIT PMI MANUFACTORING GERMANY

INDICE MARKIT PMI MANUFACTORING GERMANY

 

Le rilevazioni di gennaio confermano quindi la tendenza già rilevata in precedenza con indubbi impatti su quella che potrà essere la linea di politica monetaria della BCE, accomodante ed aperta a nuove immissioni di liquidità. Il rendimento dei governativi Bund nel tratto lungo della curva, il 10 anni Germania, sono già scesi nuovamente ai minimi degli ultimi 27 mesi a o,15 % e si appresta a puntare nuovamente al ground zero.

Alle 2.45 è stato pubblicato l’analogo indicatore per il manifatturiero cinese. Anche in questo caso si rileva un dato inferiore per il secondo mese consecutivoa quota 50 e comunque in contrazione dai massimi di marzo 2018.  In Inghilterra, nonostante il capitolo aperto e confuso del Brexit  Deal, il dato rilevato da pochi minuti riporta un valore inferiore al precedente ma sempre positivo:52,8 da 54,2.

I mercati non risentono della rilevazione in modo esplicito. Stanno già scontando da giorni il possibile atteggiamento sui tassi da parte della BCE. Ieri Jens Weidmann, governatore della Bundesbank, aveva dichiarato che l’inflazione viaggia a livelli decisamente inferiori rispetto al target. Come dire … appoggiamo ogni sforzo per combattere nuovi venti deflattivi….

L’eur usd nel pomeriggio di ieri si era nuovamente sgonfiato da 1.15 a 1.1440 eur usd. Come già anticipato ieri il punto tende a fungere da spartiacque tra uno scenario di segno correttivo rispettivo ad uno in cui i prezzi tendono a scivolare in direzione della base del range che dallo scorso mese di novembre continua a governare l’elasticità della domanda e dell’offerta.

 

WB ENETRPRISE RISK MANAGEMENT: EUR USD WEEKLY

WB ENETRPRISE RISK MANAGEMENT: EUR USD WEEKLY

 

Lunedì pubblicheremo il primo aggiornamento mensile all’Outlook 2019, oltre a fare il punto sul mercato dei cambi, metteremo in relazione l’andamento dei tassi di interesse/rendimenti con la reazione del mercato equity ad un mese dai minimi profondi segnati alo scorso dicembre.

 

Nessuno attendeva ieri sera una decisione diversa dalla Fed in materia tassi. Ovvero nessuno si attendeva una qualche misura /indicazione proattiva per un aumento dei tassi. Ciò che ha sorpreso i mercati invece è stata l’intenzione assunta dal Board di perseguire in futuro una linea estremamente flessibile sulla gestione della politica monetaria. Ivi compresa l’operazione di normalizzazione del bilancio della Fed. In altri termini, Jerome Powell , dichiara che la Riserva Federale  si riserva la facoltà di utilizzare qualsiasi strumento sia necessario per a far fronte ad eventuali situazioni di difficoltà, ivi compreso una revisione del piano di riduzione del bilancio, ovvero un ritorno agli allentamenti monetari.

Nel’introdurre le decisioni assunte dal Consiglio, il Governatore riporta una fotografia dello stato dell’economia USA tuttora positivo, in cui il mercato del lavoro in evidenzia una crescita costante,  l’attività economica mantiene ritmi di sviluppo sostenuti, la spesa risulta in crescita mentre gli investimenti rimangono moderati. La Fed dice che l’inflazione primaria rimane vicina al 2%.

Sono tutti fattori che lo scorso 2018 hanno motivato misure restrittive sui tassi. Indubbiamente trapela una forte emotività da parte del Consiglio verso il collasso subito dai mercati azionari lo scorso autunno.  Diversamente non si giustificherebbe un cambiamento di linea così drastico.

A questo punto le principali banche centrali, alla conclusione del loro primo meeting del 2019,  allineano la loro disponibilità a rimettere mano a tutte le leve di politica monetaria per far fronte ad eventuali situazioni critiche. Ciò significa che siamo passati nel giro di un mese da uno scenario potenzialmente di normalizzazione/rialzo dei tassi, da parte di BCE e Fed ad una rinnovata disponibilità a ritornare alle precedenti modalità QE IV compreso.

Il cambio ha reagito con una parziale debolezza del dollaro, che al di là delle micro valutazioni,  rimane inserito nel range che da novembre governa le oscillazioni ed è compreso sostanzialmente tra 1.13 ed 1.1550 eur usd.  Nelle prossime ore potremmo attenderci un rientro da 1.15 a 1.1440 senza modificare la struttura del trend .

Il Dollar Index in queste ore riassume l’impatto delle decisioni assunte da tutte le banche centrali in questo inizio d’anno, convergendo verso area 95.40/95,00 per una verifica delle aspettative sul rapporto complessivo della domanda e dell’offerta sul biglietto verde. Sotto quota 95 dovremmo considerare l’apertura di una fase debolezza ulteriore del biglietto verde. La tenuta invece di 95/94.50 fornirebbe al mercato la prova dell’interesse tuttora presente sulla divisa americana.

Sullo sfondo rimane la percezione di un quadro in cui lo scorso autunno si sono minimizzati i rischi, oggi invece, giudicando dal tenore dei commitment, si intuisce un livello di preoccupazione elevato.

 

 


 

MARKET MOVER 31 GENNAIO (fonte dati Reuters)

 

FED – In linea alle aspettative di mercato e analisti, al termine del Federal Open Market Committee, la Federal Reserve ha optato per una conferma del costo del denaro, con il tasso di riferimento sui Fed Fund stabile a 2,25-2,5%. Nel comunicato che accompagna la decisione di politica monetaria, si legge che la banca centrale sarà paziente prima di determinare quali futuri aggiustamenti dei tassi potranno essere appropriati.

 

DATI ITALIA – Da Istat la stima preliminare sul prodotto interno lordo dei tre mesi al 31 dicembre, dopo i reiterati campanelli d’allarme giunti dagli indici congiunturali e dai principali osservatori nazionali e internazionali. Del tardo pomeriggio le parole di Giuseppe Conte, che ipotizza un’ulteriore contrazione del Pil — vale a dire una recessione tecnica –, cui seguirà un andamento stentato nei primi mesi dell’anno, prima di “elementi di riscatto per ripartire nel secondo semestre”.

Tra gli ultimi a esprimere perplessità sulle prospettive per l’economia nazionale, l’ufficio studi Ref, che ha parlato di stagnazione, prevedendo per quest’anno una crescita pari a zero dopo lo 0,9% del 2018.

Dopo il deludente -0,1% congiunturale con cui si è chiuso il terzo trimestre, l’idea è di un’identica frenata negli ultimi tre mesi del 2018, con un indice grezzo annuo in ulteriore rallentamento a 0,3% da 0,7% al 30 settembre.

Il dato sul Pil sarà preceduto di un’ora da quello sugli occupati di dicembre, mentre alle 12 verrà diffusa — sempre da Istat — la statistica sulle retribuzioni del quarto trimestre.

I quotidiani riportano dichiarazioni del ministro dell’economia, Giovanni Tria, che sdrammatizza la recessione tecnica. Nonché affermazioni dei “tecnici del ministero”, che escludono una manovra correttiva.

 

POLITICA – Intervistato dalla Repubblica, Silvio Berlusconi rilancia l’idea di creare un governo sostenuto da una maggioranza di centrodestra e dai fuoriusciti dal M5s. “Mi risulta che molti parlamentari — anche fra i cinquestelle — si rendano conto che le politiche del governo ci stanno portando verso una nuova grave crisi”, dice Berlusconi, “e che sentano il dovere di fronte ai loro elettori e al paese di fare qualcosa per cambiare questa situazione”.

Intervistata da Il Foglio, il ministro per gli affari regionali Erika Stefani, preannuncia che il testo sulle autonomie regionali passerà in consiglio dei ministri a metà febbraio. E lascia intendere che, se dovesse essere annacquato, potrebbe dimettersi: “No a compromessi al ribasso e basta attese, altrimenti ne trarrò le conseguenze”.

 

DATI GERMANIA – Le vendite al dettaglio a dicembre sono crollate del 4,3% su mese e del 2,1% su anno; le attese erano per una contrazione decisamente inferiore (-0,6% mese).

 

DATI ZONA EURO – Eccezionalmente prodiga di spunti l’agenda macro: a livello di intera zona euro la prima lettura del Pil del quarto trimestre (0,2% il tasso congiunturale e 1,2% il tendenziale, secondo le attese. Dopo 0,2% e 1,6% nel trimestre precedente) e il tasso di disoccupazione di dicembre, che dovrebbe mantenersi sul livello di 7,9% di novembre.

Dopo la statistica francese di ieri, decisamente migliore delle attese, a pubblicare i numeri sul Pil sono, oltre all’Italia, la Spagna e l’Irlanda.

Interessanti anche le anticipazioni sull’inflazione di gennaio da Parigi, Madrid e Lisbona, oltre che il dato sul mercato del lavoro tedesco di gennaio.

 

MERCATO – Seduta decisamente positiva per il secondario, che ha accolto con favore l’appuntamento con l’asta a medio e lungo termine di fine mese, in cui il ministero dell’Economia ha raccolto l’importo massimo di 8 miliardi di euro. Insieme al nuovo CctEu gennaio 202, il Tesoro ha riaperto i benchmark Btp a 5 e 10 anni, piazzandoli al rendimento più basso da aprile.

Vivace interesse da parte degli operatori specialisti per la riapertura del Bot semestrale: rispetto all’offerta e assegnazione di 650 milioni la domanda è risultata pari a 1,683 miliardi.

A fine seduta ieri la forbice di rendimento tra decennale Btp ed equivalente Bund è indicata 247 punti base, dopo il minimo intraday del 2019 a 246 tick; il tasso del benchmark dicembre 2028 a 2,598%.

 

DATI GIAPPONE – La produzione industriale a dicembre è calata dello 0,1%, facendo meglio delle attese (-0,4%); a novembre la flessione era stata dell’1%. Secondo un sondaggio effettuato dal ministero dell’economia, le imprese manifatturiere prevedono un calo della produzione dello 0,1% a gennaio e un aumento del 2,6% il prossimo mese.

 

DATI CINA – Seconda contrazione consecutiva per l’attività manifatturiera in Cina: a gennaio, infatti, l’indice Pmi si è attestato a 49,5, in lieve crescita rispetto a dicembre (49,4) e poco meglio delle attese (49,3). La soglia di 50 separa contrazione ed espansione di un settore. Segnali positivi, invece, dal fronte dei servizi: l’indice Pmi a gennaio è salito a 54,7 da 53,8 di dicembre. L’indice Pmi composito nel mese in corso è arrivato a 53,2 da 52,6 di dicembre.

 

TREASURIES – Rendimenti in calo, in particolare nella parte breve della curva, dopo che la Fed ha confermato i tassi, preannunciando un atteggiamento cauto e paziente nei prossimi mesi. Il rendimento del titolo a due anni è sceso di 16,9 punti base. In ribasso anche il tasso del decennale.

 

GREGGIO – Prezzi in rialzo per effetto della contrazione delle esportazioni saudite verso gli Usa e per la crisi politica in Venezuela. Il futures sulle consegne di greggio leggero Usa sale di 29 cent, a 54,52 dollari il barile.

 

FOREX – Euro in rialzo rispetto al dollaro dopo la decisione della Fed di confermare i tassi e di preannunciare un atteggiamento cauto e prudente in materia di politica monetaria. Biglietto verde in calo anche nei confronti dello yen, mentre il crosso euro/yen è stabile.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, stima occupati e disoccupati dicembre (10,00) – attesa 10,6%.

Istat, stima preliminare Pil trim4 (11,00) – attesa -0,1% trimestre, 0,3% anno.

Istat, retribuzioni contrattuali trim4 (12,00).

 

FRANCIA

Stima prezzi consumo gennaio (8,45) – attesa indice armonizzato 1,3% anno.

Prezzi produzione dicembre (8,45).

 

GERMANIA

Tasso disoccupazione gennaio (9,55) – attesa 5,0%.

 

GRAN BRETAGNA

Fiducia consumatori gennaio – attesa -15.

 

GRECIA

Vendite dettaglio novembre (11,00).

 

PORTOGALLO

Stima prezzi consumo gennaio (10,30).

 

SPAGNA

Stima Pil trim4 (9,00) – attesa 0,6% trimestre, 2,3% anno.

Stima prezzi consumo gennaio (9,00) – attesa 1,1% anno indice sia nazionale sia armonizzato.

Partite correnti novembre (10,00).

 

ZONA EURO

Stima Pil trim4 (11,00) – attesa 0,2% trimestre, 1,2% anno.

Tasso disoccupazione dicembre (11,00) – attesa 7,9%.

 

USA

Consumi e redditi personali dicembre (14,30) – attesa 0,5% mese per redditi.

Indice prezzi Pce ‘core’ dicembre (14,30) – attesa 0,2% mese, 1,9% anno.

Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali (14,30) – attesa 215.000.

Costo lavoro trim4 (14,30) – attesa 0,8%.

Indice Pmi Chicago gennaio (15,45) – attesa 61,5.

 

CINA

Pmi manifattura, servizi e composito gennaio (2,00) – attesa 49,3 per manifattura.

 

 

TITOLI DI STATO

Portogallo, operazione concambio: ritira bond 2020 offrendo nuova carta 2028.

 

BANCHE CENTRALI

ITALIA

Banca d’Italia pubblica indice Eurocoin di gennaio.

 

EUROPA

Zona euro, intervento Coeuré (Bce) a Città del Capo (9,00).

Zona euro, intervento Mersch (Bce) a convegno su Repo e collaterale europeo a Lussemburgo (11,15).

Zona euro, intervento presidente Bundesbank Weidmann su futuro Unione monetaria europea a Francofofrte (17,00).

 

ASIA

Giappone, banca centrale pubblica verbali riunione politica monetaria del 22 e 23 gennaio (0,50).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, a Commissione Finanze Camera misure urgenti per Carige.

Roma, a Commissione Lavoro Camera modifiche al dlgs 479 su Inps e Inail (9,30).

Roma, Conte interviene a inaugurazione anno accademico dell’Università cattolica (11,00).

Roma, Eurispes presenta risultati rapporto Italia 2019 (11,00).

Milano, asset allocation gennaio Reuters gennaio (13,00).

Napoli, convegno “Natura e benessere nel progetto degli spazi pubblici contemporanei” partecipa Fico (11,00).

 

USA

Washington, Trump incontra vicepremier cinese Liu He.

New York, Tria continua visita ufficiale, pranzo con banche italiane (19,30); lectio magistralis a Columbia University (22,00).

DRAGHI SU ECONOMIA ITALIA E ZONA EURO – Parlando alla commissione Affari economici del Parlamento europeo, il presidente della Bce ha rafforzato il messaggio in tema di crescita già lanciato giovedì scorso alla conferenza stampa seguita alla decisione sui tassi. Negli ultimi mesi l’economia della zona euro ha registrato performance inferiori alle aspettative e l’incertezza globale sta zavorrando l’umore di imprese e consumatori, ma le probabilità di recessione nel blocco sono basse, ha ribadito Draghi, definendo improbabile il riavvio quest’anno del programma di acquisto titoli.

Draghi ha citato anche l’economia italiana, che sta crescendo “significativamente meno del previsto”, aggiungendo tuttavia che è ancora troppo presto per dire se sia necessaria una manovra correttiva.

 

FOMC – Gli effetti sulla crescita economica dello shutdown più lungo della storia Usa saranno al centro anche della due giorni di politica monetaria di Federal Reserve, la cui riunione termina domani alle 20 italiane. Secondo un sondaggio Reuters pubblicato giovedì, la banca centrale rimarrà alla finestra almeno fino al meeting del 30 aprile-1 maggio.

 

DATI USA E FINE SHUTDOWN – Con la fine dello shutdown siglata venerdì da Donald Trump, i mercati si preparano all’arrivo di un’ondata di indicatori macro rinviati durante le cinque settimane di parziale chiusura degli uffici governativi. Il dipartimento del Commercio ha fatto sapere che fornirà il nuovo calendario al più presto. A causa dei 35 giorni di blocco delle attività amministrative la prima economia mondiale potrebbe aver perso 3 miliardi di dollari. Secondo il rapporto messo a punto dall’organismo super partes Congressional Budget Office (Cbo), il costo dello shutdown impatterà sul Pil del 2019 per lo 0,02%.

 

BREXIT – Di ieri sera indiscrezioni di ‘Sky News’, secondo cui la House of Commons tornerà a votare sull’accordo per la Brexit il 13 febbraio. Prosegue nel frattempo il negoziato tra Londra e Bruxelles, concentrato in particolare sul tema dei confini irlandesi.

 

FOREX – Crescono le tensioni geopolitiche in vista degli incontri di Usa e Cina su commercio e dazi, in un clima avverso al rischio di cui trae beneficio soprattutto lo yen. Il dipartimento Usa per la Giustizia ha accusato Huawei Technologies — la società, due filiali e la direttrice finanziaria Meng Wanzhou — di frode bancarie ed elettronica, per aver violato le sanzioni contro l’Iran. Intorno alle 7,45 euro/dollaro 1,1435/37 da 1,1433 ieri sera in chiusura a New York, dollaro/yen 109,25/28 da 109,34 ed euro/yen 124,96/01 da 124,93.

 

PRIMARIO – Prosegue la tornata di aste di fine mese. Il Tesoro italiano offre il nuovo Bot a 6 mesi, scadenza 31 luglio 2019, per 6,5 miliardi. Intanto gli investitori hanno mostrato un interesse contenuto nelle riaperture delle aste di Ctz e Btpei di venerdì. Ultimo appuntamento di gennaio mercoledì con l’offerta a medio-lungo: sul piatto un importo complessivo tra 6,5 e 8 miliardi di euro tra Btp a 5 e 10 anni e un nuovo Ccteu.

Sul mercato arriva anche carta tedesca: Berlino mette a disposizione degli investitori 5 miliardi di Schatz a 2 anni, scadenza 11 dicembre 2020.

 

SECONDARIO – Reduce dalla performance particolarmente brillante della scorsa settimana, l’obbligazionario italiano ha tirato il fiato in una seduta senza scossoni, che ha visto lo spread tra Btp e Bund sul tratto decennale fermarsi a 252 punti base. Il tasso del titolo italiano riparte da 2,67%.

 

NUOVI TITOLI VIA SINDACATO – In un quadro che continua a vedere condizioni di mercato favorevoli per le nuove emissioni, potrebbero concretizzarsi già oggi i lanci via sindacato di governativi di vari Paesi. Grecia, Austria e Belgio hanno infatti dato mandato alle banche per emissioni con scadenza rispettivamente 2024, 2029 e 2050.

 

VISCO – Sul tema della crescita è intervenuto da Pisa anche il governatore di Banca d’Italia, sottolineando che le difficoltà economiche possono essere risolte mantenendo il tono accomodante della politica monetaria Bce e portando avanti interventi strutturali. L’Europa deve raggiungere l’unione fiscale se non vuole mettere a rischio anche quella monetaria, ha aggiunto Visco, che ha anche definito un errore grave l’austerità in Paesi “che hanno uno spazio fiscale”.

 

GREGGIO – Derivati sul greggio in leggero rialzo, spinti dalle sanzioni Usa al Venezuela e dalla crisi di Caracas, la cui principale industria petrolifera Pdva è stata nazionalizzata da Nicolas Maduro. A esclusione di Russia e Turchia, l’ampia maggioranza della comunità internazionale sostiene il leader dell’opposizione Juan Guaido, guardato con particolare favore dagli Stati Uniti. Intorno alle 7,45 il futures Brent risale di 12 centesimi a 60,05 dollari il barile, mentre l’equivalente Nymex ne guadagna 13 a 52,13 dollari.

 

TREASURIES – Governativi Usa perfettamente invariati sul finale della seduta asiatica, con il benchmark decennale fermo a 103*08 al 2,744%.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, prezzi alla produzione dell’industria e delle costruzioni dicembre (10,00).

 

FRANCIA

Fiducia consumatori gennaio (8,45) – attesa 88.

 

SPAGNA

Tasso disoccupazione trim4 (9,00) – attesa 14,5%.

 

USA

CaseShiller novembre (15,00) – attesa +0,4%.

Fiducia consumatori gennaio (16,00) – attesa 125.

Scorte Usa settimanali prodotti petroliferi Api (22,30).

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

ITALIA

Tesoro offre 6,5 miliardi Bot scadenza 31/7/2019 (181 gg).

 

EUROPA

Germania, Tesoro offre 5 miliardi Schatz a 2 anni, scadenza 11/12/2020.

 

USA

Washington, Tesoro offre 26 miliardi di dollari titoli di Stato a 52 settimane, scadenza 30/1/2020; 20 miliardi di dollari titoli di Stato a 2 anni a tasso variabile, scadenza 31/1/2021; 32 miliardi di dollari titoli di Stato a 7 anni, scadenza 31/1/2026.

 

BANCHE CENTRALI

USA

Washington, Fomc inizia riunione di politica monetaria; termina il 30 gennaio.

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, conferenza stampa alla Camera di Salvini, Durigon e Garavaglia (12,00).

Roma, convegno “I confini del digitale. Nuovi scenari per la protezione dati” con Giorgetti (10,00).

Roma, presentazione dei risultati della nuova edizione dell’ “Indice di percezione della corruzione” con Cantone (10,00).

Milano, conferenza stampa vice presidente Banca Europea per gli Investimenti Scannapieco “Il Gruppo BEI in Italia nel 2018: risultati e prospettive” (9,00).

Milano, convegno organizzato da Bocconi e Assoimmobiliare su “REInnovation Real Estate Innovation Lab” con DG Banca d’Italia Salvatore Rossi, Ceo Illimity Passera (10,30).

Milano, convegno organizzato da Università Cattolica su “Oeconomicae et pecuniariae quaestiones” con presidente Abi Patuelli, presidente Intesa Sanpaolo Gros-Pietro, vice presidente Banca Mediolanum Pirovano (10,30).

 

EUROPA

Cipro, riunione “Med7”, tra i partecipanti Conte.

Parigi, governatore Riksbank Ingves e Lagarde intervengono a forum Fintech.

 

USA

Tria in visita ufficiale fino al 2 febbraio. Interviene al Petersen Institute (15,00), incontra Capo dei consiglieri economici della Casa Bianca Kevin Hassett (17,00), funzionari italiani nelle istituzioni internazionali (23,30).

 

AMERICA LATINA

Messico, premier spagnolo Sanchez inizia visita ufficiale; termina il 31 gennaio; incontra presidente Obrador.

FOREX – Yuan al massimo da oltre sei mesi nei confronti del dollaro, sostenuto dall’intervento delle principali banche cinesi a sostegno del cambio in vista della nuova tornata di incontri tra Usa e Cina sul delicato dossier del commercio. Gli operatori riferiscono che diverse banche cinesi hanno venduto dollari sul mercato per rafforzare lo yuan. Poco prima delle 8 euro/dollaro 1,1408/12 da 1,1422 venerdì sera in chiusura a New York, dollaro/yen 109,26/29 da 109,53 ed euro/yen 124,64/69 da 124,93.

Il cambio è atteso a ripiegare nuovamente verso 1.1380 dove incontrerà il primo livello di sostegno. I supporti successivi a cui guardare oggi transitano in area 1.1340 ed 1.13 eur usd.

DRAGHI – Duplice appuntamento con il governatore Bce, che interviene davanti alla commissione economica del parlamento europeo in qualità di banchiere centrale e di numero uno Esrb, comitato europeo per il rischio sistemico. Si tratta dell’organismo preposto alla supervisione macroprudenziale del sistema finanziario — non soltanto le banche — della zona euro, nato con l’obiettivo di prevenire e mitigare i rischi sistemici.

BANCA GIAPPONE – I verbali della riunione di politica monetaria conclusasi il 20 dicembre mettono in evidenza posizioni moderatamente divergenti tra i consiglieri della banca centrale nipponica. Oggetto del contendere l’obiettivo dei rendimenti sui titoli di Stato in un’ottica di rilancio della crescita e dell’inflazione. Dopo il consiglio della settimana scorsa la banca centrale ha ridotto le stime di inflazione, confermando la politica monetaria ultra-espansiva.

GREGGIO – Deboli i derivati sul greggio, depressi dai segnali di aumento della produzione Usa in parallelo ai persistenti timori sulla crescita globale. Il futures Brent arretra di 32 centesimi a 53,37 dollari il barile, l’equivalente Nymex di 27 centesimi a 61,37 dollari.

TREASURIES – Governativi Usa in frazionale rialzo sul finale degli scambi asiatici, con il decennale di riferimento che risale di 3/32 al rendimento di 2,740%.

POLITICA – Aumentano i punti di attrito in seno alla maggioranza giallo-verde. I temi più delicati sono naturalmente i dossier accoglienza dei migranti e giustizia, con la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini per il caso Diciotti e il leader leghista che dichiara di voler andare al processo.

Sullo sfondo resta il tema Tav ma aperto è il dissenso anche in materia di politica estera sul caso Venezuela. E’ l’outsider Alessandro Di Battista la figura che meglio incarna la distanza di un’ampia fetta dell’elettorato Cinque Stelle rispetto alla Lega.

GARAVAGLIA A CORRIERE – In un’intervista al ‘Corriere della Sera’ in edicola oggi il sottosegretario all’Economia Massimo Garavaglia, leghista, definisce “molto difficile” dimostrare che la Tav “non stia in piedi”, avvertendo che bloccare l’opera dell’alta velocità avrebbe un effetto soprattutto simbolico sugli investimenti.

Quanto all’obiettivo sulle privatizzazioni — 11 miliardi in un anno — e all’ipotesi di coinvolgere Cdp, Garavaglia si limita a rispondere: “valutiamo soluzioni in tal senso. Sarebbe l’unico modo di fare dismissioni senza deprimere i prezzi di mercato”. Altre ipotesi da tenere in considerazione da parte del governo una riedizione delle cartolarizzazioni o un maxi fondo per cedere gli immobili pubblici.

TENSIONE ROMA/PARIGI – Intervenuto ieri sera a ‘Non è l’arena’, Luigi Di Maio ribadisce che il governo intende chiedere il sequestro della terza Sea-Watch e far arrivare in Olanda i 47 naufraghi al largo del porto di Siracusa. Il vicepremier è poi tornato sulla dura polemica con Parigi, dopo che Emanuel Macron ha definito “irrilevanti” le dichiarazioni dei populisti italiani. Di Maio ha anticipato che in occasione del prossimo Consiglio europeo, ove si tornasse a parlare di immigrazione, l’Italia chiederà che si parli di franco ‘Cfa’ e di impoverimento del continente africano a causa di fenomeni neocolonialisti. Sempre Di Maio ha garantito che sia sul tema Telecom Italia sia su altri dossier industriali come Fincantieri e Stm non esiste da parte di Roma nessun pregiudizio nei confronti della Francia.

MINISTRO ECONOMIA IN USA – Inizia lunedì la missione statunitense di Giovanni Tria, sulla cui agenda figurano gli incontri con la controparte Usa Steven Mnuchin, il capo dei consiglieri economici della Casa Bianca Kevin Hassett e il presidente del Financial Stability Board Randal Quarles.

TITOLI STATO ITALIA – Da Francoforte, insieme ai dati sull’offerta di moneta e sui finanziamenti al settore privato, la statistica mensile di dicembre sul controvalore del portafoglio di governativi nazionali in pancia alle banche con sede in Italia. Il risultato del mese scorso andrà confrontato con i 388,311 miliardi di euro di novembre, massimo da maggio 2017.

ANNUNCIO TESORO – Venerdì sera il ministero dell’Economia ha annunciato che metterà a disposizione degli investitori un importo complessivo tra 6,5 e 8 miliardi di euro nelle aste di dopodomani tra Btp a 5 e 10 anni e un nuovo Ccteu.

MERCATO – Ancora una seduta tonica per l’obbligazionario: il differenziale di rendimento tra Btp e Bund sul tratto decennale si è attestato venerdì sera in chiusura a 251 punti base e il tasso del titolo italiano si è fermato a 2,65%.

DATI MACROECONOMICI

ZONA EURO

M3 dicembre (10,00) – attesa 3,8%.

Prestiti a privati dicembre (10,00).

USA

Revisione licenze edilizie novembre (14,00).

Beni durevoli dicembre (14,30) – attesa 1,8%.

Indice attività nazionale dicembre (14,30).

Bilancia commerciale novembre (14,30) – attesa -54,0 miliardi.

Revisione beni durevoli novembre (16,00).

Ordini all’industria novembre (16,00) – attesa 0,2% m/m.

Vendita nuove case unifamiliari novembre (16,00) – attesa 0,56 milioni; 2,9% m/m.

Revisione scorte novembre (16,00) – attesa 0,5% m/m.

Vendite ingrosso novembre (16,00) – attesa -0,1% m/m.

ASTE TITOLI DI STATO

ZONA EURO

Germania, Tesoro offre 2 miliardi Bubill 10/4/2019.

Bce comunica portafoglio titoli di Stato italiani banche residenti in dicembre.

USA

Washington, Tesoro offre 42 miliardi dollari titoli Stato a 13 settimane scadenza 2/5/2019; 39 miliardi di dollari titoli di Stato a 26 settimane scadenza 1/8/2019; 40 miliardi di dollari titoli di Stato a 2 anni scadenza 31/1/2021; 41 miliardi di dollari titoli di Stato a 5 anni scadenza 31/1/2024.

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Zona euro, audizione Draghi a commissione economica parlamento Ue (15,00) e alle 17 in qualità presidente Esrb, comitato europeo per il rischio sistemico a Bruxelles.

Zona euro, Nowotny partecipa a convegno fintech a Vienna.

ASIA

Giappone, banca centrale pubblica verbali riunione di politica monetaria del 19 e 20 dicembre (0,50).

APPUNTAMENTI

ITALIA

Pisa, Ignazio Visco presenta libro (16,30).

EUROPA

Sofia, Dombrovskis illustra percorso per entrare in zona euro a dibattito pubblico (13,30).

USA

Washington, Tria inizia visita ufficiale, termina il 2/2: interviene al Petersen Institute, incontra Ministro del Tesoro Usa Steven Mnuchin, capo consiglieri economici Casa Bianca Kevin Hassett, presidente Financial Stability Board Randal Quarles.

Ieri il Governatore ha sostanzialmente riportato un quadro economico in declino addebitandone le cause, come avevamo anticipato, agli eventi internazionali in corso: guerra commerciale, Brexit, rallentamento Cina. L’euro ha iniziato a scontare l’attesa per un nuovo ciclo di LTRO (operazioni di stimolo monetario) targetizzate, probabilmente a favore delle banche.

Ciò significa che il cambio si sta preparando per abbandonare il range di cui abbiamo rilevato l’evoluzione operativa dallo scorso mese di novembre violando al ribasso il segmento 1.1330 e successivamente 1.1240 eur usd. Il percorso potrebbe coprire almeno la prossima settimana.

WB RISK MANAGEMENT: EUR USD TREND

WB RISK MANAGEMENT: EUR USD TREND

Segnaliamo oltre al rafforzamento del dollaro anche quello del pound. Dopo una fase di tensione che aveva preceduto le votazioni su Brexit, il cambio ha invertito rotta scendendo sulla parte inferiore del grande range che governa le oscillazioni dal mese di ottobre del 2016. La violazione del livello spingerà i corsi verso il target indicato nell’Outlook 2019. Anche in questo caso assisteremo ad un collaudo di area 0,8670 prima di avere la conferma definitiva del breakout di .86 eur gbp.  Il mercato potrebbe iniziare a scontare un accordo tra Governo e partito che rappresenta gli interessi dell’Irlanda  del Nord sulla clausola legata ai confini previsti dall’accordo Brexit.

WB RISK MANAGEMENT: EUR GBP TREND

WB RISK MANAGEMENT: EUR GBP TREND

 

L’attesa per una linea ultra accomodante della BCE anche per il 2019, terrà gli indici azionari ancora all’interno della fase, per noi sempre temporanea,  caratterizzata da un riequilibrio della domanda e dell’offerta rispetto agli ipervenduti di fine 2018.

 

WB WEALTH ADVICE: STOXX 600

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