PMI MANIFATTURIERO

Markit ha pubblicato le prime significative Survey PMI sul sentiment delle aziende manifatturiere dopo la diffusione di Covid-19.

 

Il sondaggio rilevato in Giappone, Francia, Germania ed Eurozona riporta per il comparto manifatturiero dati PMI in ribasso per Giappone e Francia, mentre con grande sorpresa in parziale ripresa per la Germania.

PMI MANUFACTURING GERMANY

PMI MANUFACTURING GERMANY

Il dato, migliore delle attese e superiore alla rilevazione  precedente, può contribuire a stemperare i timori degli operatori in un momento in cui le notizie rimangono ancora confuse, nonostante le statistiche ufficiali sulla pandemia facciano presupporre che siamo in presenza di un potenziale picco.

L’euro reagisce alla notizia con un consolidamento di una mini-base tecnica a 1,0770 contro dollaro. E’ possibile in via teorica che si apra una breve reazione soprattutto in risposta all’ipervenfuto che si è generato sui mercati. I prezzi del cambio eur sud scendono ininterrottamente da inizio febbraio e comunque da inizio anno il cambio perde quasi il 4%. E’ possibile quindi che si apra una finestra correttiva i cui punti di contenimento transitano rispettivamente a 1,0830 ed 1,09.

Nel pomeriggio Markit pubblicherà anche il sondaggio PMI raccolto negli USA. I valori attesi benché in frazionale limatura rimangono ampiamente sopra area 50 livello spartiacque tra una fase espansiva rispetto ad una di rallentamento atteso della crescita.

USD JPY

USD JPY ALERT BREKUP

 

Questa mattina il rapporto di cambio usd jpy ha violato al rialzo quota 110,25 innescando significativi ordini di copertura di posizioni corte di uso contro jpy. Il segnale potrebbe spingere le negoziazioni in una nuova direzione rialzista del dollaro  in direzione dell’area 114,50/115 qualora nelle prossime ore vi fossero ulteriori acquisti in grado di spingere oltre 110,80 gli scambi.

Il segnale offre indicazioni utili per leggere il quadro sulla percezione dei rischi avvertita dal mercato in merito all’evoluzione della pandemia Covid-19.

In considerazione del ruolo di risk-aversion che di norma assume lo yen nelle situazioni di crisi, un suo deprezzamento nei confronti del dollaro può rappresentare un indicazione utile per ritenere che gli investitori siano meno preoccupati degli effetti dell’epidemia. Accanto a queste valutazioni non dobbiamo comunque minimizzare il ruolo della BoJ sempre molto attenta a delimitare l’apprezzamento del cambio, soprattutto in un momento, come l’attuale, in cui la congiuntura espone la crescita giapponese in un contesto estremamente vulnerabile.  La lettura dei recenti dati sulla contrazione del GDP giustificano il sospetto che dietro all’indebolimento dello yen vi sia la regia della Banca Centrale.

EUR JPY

Contro euro il movimento di reazione dello yen rimane contenuto sotto area 120 dove abbiamo posizionato il nostro primo livello di controllo dei rischi nei nostri modelli di Enterprise Risk Management.

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT USD JPY

WB ANALYTICS: USD JPY TREND

L’azione impulsiva del dollaro consolida inoltre il rafforzamento della divisa americana al punto da spingere il Dollar Index (paniere dei principali cambi ponderati alla Bilancia commerciale verso il dollaro)a testare nuovamente l’area 100/101 entro breve. 

GDP USA CRESCITA ATTESA

La stima del modello GDPNow per la crescita del PIL reale (tasso annuale destagionalizzato) nel primo trimestre del 2020 CALCOLATA DALLA FED DI ATLANTA  (stima aggiornata al 19 feb) è del 2,6 percento, in aumento dal 2,4 percento del 14 febbraio. Dopo il rilascio dell’indice dei prezzi alla produzione di questa mattina dall’Ufficio di statistica del lavoro degli Stati Uniti e nuovo rapporto sull’edilizia residenziale del Census Bureau degli Stati Uniti, la diffusione della crescita reale degli investimenti privati ​​lordi del primo trimestre è aumentata dal 5,1% al 6,4%.

Al momento la stima di crescita degli Stati Uniti, secondo il modello dinamico della Fed, è superiore alle stime di consensus degli economisti. Il differenziale tra stime di consensus e algoritmi Fed è pari a 100 punti base. Il modello Fed elabora in termini dinamici un panel di indicatori macro economici per offrire una proxy del potenziale di crescita USA.  Questo dato potrebbe sorprendere se raffrontato all’attuale congiuntura. Ovviamente trattandosi di un modello dinamico molto dipenderà dalla diffusione dei prossimi indicatori; rimane il fatto che al momento nel loro insieme tracciano un quadro più che confortante.  Il comportamento del dollaro e delle borse azionarie confermano tale percezione. Dopo domani avremo l’opportunità di esaminare il quadro da un punto di vista prospettico attraverso l’analisi dei sondaggi sui PMI di Eurozona ed USA.

 

GDP USD

GDP NOW FED ATLANTA

 

 

INTERMARKET OUTLOOK

BAD IS GOOD

grande è la confusione sotto il cielo: la situazione è eccellente 

 

RADIO 24

Dalle famiglie (reali e no) torniamo però subito alla finanza, per l’appuntamento fisso con il MeteoBorsa del lunedì.Con gli occhi sempre puntati sull’impatto dell’epidemia di coronavirus sull’andamento dell’economia, i listini continentali sono sostenuti dalla nuova mossa della Banca centrale cinese su tassi e liquidità. Wlademir Biasia – partner di WbAdvisors – ci aiuta a decifrare il “tempo che fa” sui mercati.

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutto si muove, grande è la confusione sotto il cielo. 

Il mondo trema al pensiero di una pandemia, i mercati invece sfidano le leggi di gravità e salgono. Non sentono per nulla il peso dell’incertezza. La gravità dell’incombenza.

Confucio raccontò il suo sapere e divulgò la sua saggezza in un periodo dominato da guerre e confusione. Nonostante ciò, non abbandonò mai il suo impegno per trovare e seguire una strada che permettesse di superare le difficoltà tramite la conoscenza. 

Tao Zhu Gong, contemporaneo del Maestro, lasciò anch’esso alcune riflessioni sull’arte della guerra e del commercio, tanto che fu adorato postumo come dio della ricchezza (Cai Shen) nel quinto giorno del capodanno cinese. Egli diceva che saper cogliere le opportunità, saper vendere e immagazzinare al momento giusto, ovvero saper capitalizzare le opportunità, è un’abilità propria della persona saggia e attenta. 

Tale capacità viene espressa in un contesto di cambiamenti altamente competitivi. È per questo che il principio viene definito un’abilità, proprio per saper individuare e cogliere un’opportunità nella variabilità di ogni situazione. Contemporaneamente, non basta soltanto saper sfruttare le opportunità, sarà necessario anche saper evitare le minacce e i rischi. Eccellere e capitalizzare nel mondo degli affari sono due azioni che implicano dei rischi in ogni caso. 

Per i cinesi weiji 危机 vuol dire crisi e i singoli significati dei due caratteri che compongono la definizione, definiscono chiaramente la correlazione successo-rischio. Il primo carattere significa “pericolo, danno”, mentre il secondo vuol dire “occasione, opportunità”. Ogni crisi,  porta con se pericoli ed opportunità:  colpisce chi non è in grado di schivare i danni e cogliere le opportunità, mentre favorisce chi è abile a fare il contrario, risultando vincitore. E’ la saggezza di ogni uomo d’affari!

Ed in questa nuova crisi portata dall’epidemia Covid-19 ci sono evidenti rischi e potenziali opportunità…..

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I titoli che appartengono alla logistica nella supply chain continuano a soffrire.

 

Mentre gli indici azionari hanno riassorbito il sell_off di fine gennaio, gli indici che raggruppano i titoli appartenenti al comparto della logistica nell’ambito della supply chain rimangono penalizzati. 

Siamo tutti meravigliati dal fatto che i mercati non hanno fatta alcuna piega rispetto alla crisi sistemica che si sta profilando, salvo la correzione flash di fine gennaio. Etsi Deus non daretur.

Uno dei principali indici che rileva le quotazioni dei noli marittimi, il Baltic Dry Index, è scivolato in direzione dei minimi storici. Dai valori di gennaio il titolo Maersk ha perso il 20%,  Fedex Corporation continua invece ad oscillare in un range prossimo ai minimi dello scorso anno.

I mercati scontano quindi uno scenario negativo per il comparto della logistica. Nell’ambito della supply chain essa rappresenta il più sensibile vettore di trasmissione della vulnerabilità del ciclo economico globale.

Al momento i dati relativi alle Survey di sentiment sulla crescita non incorporano ancora il periodo successivo alla diffusione delle notizie legate all’epidemia Corona Virus, per cui non abbiamo ancora un vero test degli effetti iniziali prodotti da un potenziale nuovo rischio sistemico.

SUPPLY CHAIN: EFFETTO POLITICHE MONETARIE

Sui mercati finanziari non trapela al momento alcun vero elemento di rischiosità percepita. Ieri il governatore della Fed, Jerome Powell, ha assicurato che la Riserva Federale è vigile e pronta ad intervenire sulla liquidità. La curva dei Fed Funds sconta un parziale taglio di 25 bp tra giugno e settembre.

FED FUNDS TARGET RATE PROBABILITY

WB ANALYTICS: FED FUNDS TARGET RATE PROBABILITY

IL 10 Y US sta reagendo con moderazione alla discesa di fine gennaio. Nell’ambito delle monete rifugio non sono presenti particolari segnali di tensione, salvo la tenuta dello yen nei confronti del dollaro sotto quota 110,25 e la forza del franco svizzero nei confronti dell’euro.

In generale il dollaro continua a performare positivamente, trasmettendo un segnale positivo all’intero mercato. Nel rapporto eur usd abbiamo verificato il primo dei nostri target previsti per l’anno in corso a 1,0950/00.  Ci attendiamo una reazione di breve intensità con un limite in area 1,10. I nostri algoritmi che governano i modelli di Enterprise Risk Management per la gestione dei flussi import export in divisa delle aziende a cui offriamo il servizio di advisory, continuano a confermare la struttura riflessiva del cambio in direzione dei successivi target indicati nel FX Outlook 2020.

SUPPLY CHAIN: EFFETTO CAMBI SU IMPORT EXPORT

Anche il rapporto USD CNY, dopo l’iniziale reazione negativa della divisa cinese, rimane inserito in un contesto in cui il recupero dello yuan renminbi mantiene la traiettoria anticipata. In termini speculari alle oscillazioni precedenti l’accordo commerciale Cina Stati Uniti,  quota 7 costituisce oggi il punto di difesa dell’azione di recupero per lo yuan.  Nel rapporto eur cny rileviamo un primo significativo segnale di conferma della nostra view per il 2020. Il cambio sta abbandonando il range che aveva trattenuto le negoziazioni lo scorso anno. Stiamo assistendo in queste ore alla violazione al ribasso di quota 7,65 eur cny.  Il breakout spingerà le quotazioni verso il primo dei target che avevamo stimato per quest’anno posizionato in area 7,35 eur cny.

WB ANALYTICS USD CNY

WB ANALYTICS USD CNY

La forza della moneta cinese sta prevalendo quindi sul tenore delle notizie che preoccupano al momento più l’opinione pubblica e le organizzazioni sanitarie che i mercati. E’ evidente che dietro a tutto ciò c’è la volontà dei regolatori di non permettere che situazioni di panico possano influenzare e destabilizzare i mercati. Sarebbe il caos.

SUPPLY CHAIN: EFFETTO SUI SONDAGGI DI SENTIMENT PMI

Abbiamo di conseguenza riportato l’esito di alcuni sondaggi raccolti tra gli operatori economici. Il primo rileva una suvey elaborata prima della diffusione delle notizie sull’epidemia. Si tratta del Global PMI Manufacturing. Il valore complessivo dell’indice risulta positivo (sopra quota 50) ed in leggero progresso.

 

EFFETTI CORONA VIRUS MERCATI

EFFETTI CORONA VIRUS PMI GLOBAL MANUFACTRING

 

Quello successivo, l’indice Sentix, riporta uno dei primi sondaggi disponibili rilevati il 9 febbraio. L’indice Sentix Investor Confidence misura il livello di fiducia degli investitori nell’attività economica. Si tratta di un indicatore chiave, dal momento che misura lo stato d’animo degli investitori nei confronti dell’economia in zona euro. Dati elevati  segnalano un maggiore ottimismo da parte dei consumatori. Come risulta evidente dalla lettura dei Charts, in Eurozona al momento si rileva soltanto una minima preoccupazione rispetto all’evento sistemico. L’Asia invece manifesta un. ribasso dei livelli di sentiment più acuto. Gli Stati Uniti invece, in linea con tutti i sondaggi disponibili, continuano a manifestare un livello di ottimismo oltre la comune percezione.

Nelle prossime settimane continueremo a monitorare i sondaggi che esprimono il livello di fiducia delle imprese per comprendere quale sia l’impatto delle notizie dell’epidemia sul mondo produttivo.  Le borse al momento non scontano alcun impatto negativo. La presenza delle banche centrali con la loro disponibilità ad immettere liquidità all’occorrenza appare rassicurante.

Al momento riteniamo che si debba fissare un primo livello di warning sugli indici di borsa sotto il mimo fissato a fine gennaio. Quei valori rappresentano, in senso orizzontale, il punto in cui il livello di attenzione assume rilevanza comportamentale.

Giovedì alle 9.30 su LE FONTI TV, venerdì 14 alle 17.30 a CNBC,  sono previste due nostre interviste ed analisi sugli sviluppi del mercato.

SENTIX INDEX VS. CORONAVIRUS

SENTIX INDEX VS. CORONAVIRUS

SENTIX INDEX VS. CORONAVIRUS

L’epidemia di Corona virus, scoppiata a dicembre, pone seri interrogativi sui possibili fallout, ma soprattutto se questi faranno deragliare l’economia globale. 

Al momento si stima una caduta del GDP globale nell’ordine del 1-2% a causa dell’effetto dell’epidemia del Corona virus. Per la Cina le ipotesi riportano oggi valori previsionali di caduta della crescita dal 6 a meno del 4%.

L’economia cinese rappresenta il 17% dell’economia mondiale. E’ profondamente integrata nelle catene di approvvigionamento internazionali. Nel 2003, allo scoppio della Sars, costituiva solo il 4,5% del PIL mondiale.

L’euforia degli investitori  ritornata la scorsa settimana alle notizie di due nuovi farmaci miracolosi realizzati dall’Università di Zhejiang, mostra quanto il mercato sia gravemente influenzato da tale evento.

La domanda aperta è se lo shock dell’epidemia Corona virus sia sufficiente per interrompere la fragile ripresa economica in atto dalla scorsa estate, quando i banchieri centrali spaventati negli Stati Uniti, in Europa e in altre 47 aree economiche hanno tagliato i tassi in una drastica inversione di tendenza monetaria.

Queste valutazioni sull’economia globale e sulla crescita cinese  in merito alla diffusione dell’epidemia sul Corona virus, si riferiscono a stime che tengono in considerazione l’ipotesi che gli scambi commerciali e le rotte aeree ritornino alla normalità nel mese di aprile. Qui non c’è nulla di normale. Il mercato azionario globale, sostenuto da ulteriori stimoli monetari, ha assorbito per il momento l’impatto iniziale correlato alla diffusione dell’epidemia. La volatilità è rientrata nei parametri di normalità. C’è il rischio che possano deragliare e con essi far deragliare l’economia globale?

EFFETTI EPIDEMIA SULL’ECONOMIA GLOBALE: COMMODITY

La risposta non può essere binaria, necessita di costruzione in quanto le informazioni rilasciate dalle agenzie governative cinesi lasciano aperti dubbi sul loro grado di trasparenza.

L’articolazione di una possibile risposta parte dall’analisi dell’andamento dei prezzi di alcune commodity di base: petrolio, rame e, benché non sia considerata una materia prima, i semiconduttori.

Il petrolio: i prezzi del Brent e dei contratti sottostanti ad altre tipologie (WTI, Crude Oil) sono crollati da inizio anno. Le quotazioni del Brent sono scese al di sotto della soglia dei 59 usd/bar innescando un segnale di vendita ed ora rischiano di scivolare in direzione dei 40 usd/bar. Già a dicembre sottolineavamo come, nonostante le tensioni sul comparto (attentati vari), i prezzi faticavano a salire oltre le soglie in grado di innescare un rally rialzista.

CORONA VIRUS EFFETTI ECONOMIA GLOBALE PETROLIO

WB ADVISORS BRENT OIL

Il rame: anche le contrattazioni sul rame hanno subito da metà gennaio significativi livelli di vendita. I prezzi al LME sono scesi al di sotto di soglie ritenute critiche ed ormai in contatto con i minimi fissati nel 2019 – 2017 – 2016, tutti allineati a quota 5500. I rischi di un ulteriore breakout appaiono concreti.

CORONA VIRUS EFFETTI ECONOMIA GLOBALE RAME LME

WB ADVISORS RAME LME

I semiconduttori: l’indice Sox di Philadelphia che rileva un paniere delle principali aziende produttrici di semiconduttori sta sviluppando un movimento in divergenza rispetto agli indici principali. In altri termini non è riuscito ad assorbire completamente la caduta di fine gennaio. C’è il rischio che possa deragliare nel caso in cui le vendite dovessero scendere nuovamente in direzione dei minimi fissati il 31 gennaio a quota 1782. La violazione di tale soglia suggestionerebbe l’intero mercato azionario.

EFFETTI EPIDEMIA SULL’ECONOMIA GLOBALE: RENDIMENTI GOVERNMENT BOND

I rendimenti sul tratto lungo della curva dei bond governativi benchmark, USA e Germania, faticano a reagire dopo il loro ritorno verso i minimi fissati in precedenza lo scorso anno. Nella sostanza il 10 Y USA fatica a sollevarsi dalla soglia 1.50%. Nel nostro Outlook 2020 indichiamo tale livello come valore critico con riflessi negativi estendibili a tutti gli aggregati sottostanti ai risky asset. I target che segnaliamo per il comparto dei bonds governativi  per il 2020 appaiono purtroppo credibili.

EFFETTI EPIDEMIA  SULL’ECONOMIA GLOBALE: MERCATI VALUTARI – FOREX MARKET

Il dollaro beneficia in questa fase di un ulteriore apprezzamento sulle principali divise. Il movimento tendenziale risulta allineato al nostro Outlook 2020. Abbiamo raggiunto il primo target intermedio a quota 1.0950 nel rapporto eur usd. Nonostante i diversi tentativi messi in atto dalla divisa europea per costruire una reazione, il cambio subisce ancora una volta il ritorno di un flusso di vendite robusto.

Per comprendere gli effetti del mercato dei cambi, come proxy sulla percezione di rischio legata all’economia globale, dobbiamo guardare alle monete rifugio. Il cambio usd jpy ha avvicinato l’area 110 nelle ultime ore eludendo in tal modo i timori legati alla diffusione del Corona virus. Ciò nonostante manca ancora un’indicazione netta. Per cogliere un segnale in grado di allentare le preoccupazioni sul quadro generale, soprattutto sul timore che il Corona virus possa far deragliare l’economia globale, vorremo vedere un breakup di area 110,35/50 usd jpy.  Allo stesso modo vorremo assistere ad una ripresa dell’euro contro franco svizzero attualmente in verifica del nostro primo (1,0650 eur usd)  dei due target riflessivi fissati per il 2020. 

CORONA VIRUS EFFETTI ECONOMIA GLOBALE EUR USD

WB ADDVISORS EUR USD CYLCE & TARGET

Il dollaro nei confronti dello yuan renminbi ritraccia parte delle perdite subite dopo la chiusura dell’accordo commerciale import export, Phase One. I corsi sono ritornati in direzione di area 7 usd cny, senza per il momento sconvolgere il quadro positivo innescato dalla divisa cinese a seguito del negoziato di cui sopra. Nell’ambito dello stesso sono state previste alcune clausole relative ad una stabilizzazione del rapporto di cambio tra le due aree valutarie. In tale prospettiva sembra che la PBoC si sia impegnata a far rientrare la svalutazione dello yuan operata ai fini di una precedente  compensazione del cambio ai dazi applicati sulle esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti.

CORONA VIRUS EFFETTI ECONOMIA GLOBALE USD CNY

WB ADDVISORS USD CNY CYLCE & TARGET

IL RUOLO DELLE BANCHE CENTRALI PER EVITARE CHE L’ECONOMIA GLOBALE POSSA DERAGLIARE

In risposta alla paralisi economica che il Corona virus sta provocando, la banca centrale cinese ha pompato $ 243  miliardi nei mercati finanziari. Lunedì 3 febbraio 2020, il mercato azionario cinese ha perso $ 393  miliardi del suo valore.

“Gli effetti del Corona virus in Cina hanno presentato un nuovo rischio per le prospettive”, ha scritto la banca centrale americana nella sua relazione semestrale al Congresso pubblicata venerdì. Jerome Powell parlerà al Congresso martedì e mercoledì prossimi. Nel nostro scenario 2020 abbiamo previsto un significativo ridimensionamento dei rendimenti sul 10 anni come sopra riportato. E’ possibile che uno shock della supply chain globale  possa spingere la Fed ad intervenire con ulteriori strumenti di stimolo monetario per evitare contraccolpi che possano far deragliare la crescita negli Stati Uniti. Non sono pervenuti segnali da parte della BCE che appare in attesa. Ma un eventuale intervento della Fed potrebbe attivare anche la Banca Centrale europea.

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L’export Made in Italy crescerà secondo le stime il 2,8% nel 2020.

Secondo Sace le esportazioni italiane cresceranno ulteriormente nel 2021-22 nella misura annua del 3,7%.  L’aumento dell’export è da ricondurre principalmente  alla crescita tendenziale delle vendite verso i mercati extra Ue (+6,1%), mentre la domanda dei Paesi Ue rimane debole, soprattutto in Germania (+0,2%). Le aree che performano meglio rimangono Giappone  (+10-20%), Svizzera e Usa.

Nonostante il peggioramento del contesto macroeconomico globale, il valore dell’export italiano di beni ha confermato il trend positivo in atto anche nel 2019, con una crescita tra gennaio e novembre del 2,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.  Cina, Turchia, Messico e Tunisia hanno segnato il passo a causa delle interferenze giocate dai negoziati commerciali con gli Usa e nel caso della Turchia dalle tensioni geopolitiche. Hanno contribuito a confermare la performance positiva anche l’effetto Brexit: l’export italiano ha beneficiato dell’effetto scorte scatenato nell’ultimo semestre del 2019 dai timori di un Hard Brexit

Nel 2019 farmaceutica, tessile e abbigliamento e alimentari e bevande sono stati i settori trainanti dell’export italiano. In particolare, le vendite di beni della farmaceutica sono state sostenute, da un lato, da paesi emergenti con un sistema sanitario in via di sviluppo (India); dall’altro, da paesi avanzati caratterizzati da una popolazione sempre più anziana e da un’attenzione maggiore alla prevenzione (Austria, Germania, Usa). Secondo le previsioni Sace,

Il consuntivo e soprattutto le stime recentemente presentate da Sace Simest  confermano l’importanza dell’export Made in Italy nel quadro della crescita italiana. Confermano anche la tendenza positiva consolidata nei mercati extra euro.

IL CICLO RIFLESSIVO DELL’EURO AIUTA L’EXPORT

La debolezza dell’euro, di cui scriviamo dal 2012, contribuisce a compensare la perdita di competitività del sistema produttivo italiano in Eurozona. Negli anni seguenti alla crisi dei Debiti Sovrani, il ciclo riflessivo dell’euro nei confronti del dollaro ha consentito al nostro Paese di mantenere la crescita sopra lo zero siderale, grazie al contributo offerto dall’export. La linea di policy promossa dal (ex) Governatore della BCE, Mario Draghi, ha giocato un ruolo fondamentale in tal senso.

Siamo convinti che la nuova Presidenza gestita da Christine Lagarde manterrà la stessa linea.

I nostri modelli confermano ancora la presenza di una fase riflessiva della divisa europea. Nell’ambito del nostro servizio di Enterprise Risk Management continuiamo a sviluppare strategie proattive a favore di un ulteriore apprezzamento del dollaro e di oltre altre divise nei confronti dell’euro  (inviaci una mail per avere l’Outlook FX Perspectives).

Di converso la debolezza dell’euro continuerà ad imporre un rigoroso controllo del rischio per i flussi import denominati in dollari ed in altre divise al fine di preservare la marginalità del conto economico.

EUR USD CYCLE TREND

WB ADVISORS EUR USD CYCLE

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PMI MANIFATTURIERO

PMI MANIFATTURIERO USA – UK – EUROZONA

I primi dati PMI relativi al comparto Manifatturiero di gennaio riportano valori positivi per i mercati anglosassoni con segnali di ripresa in Giappone. In Eurozona sorprende l’Italia che mette a segno un recupero più consistente rispetto a quello tedesco.

In linea con le attese che avevamo anticipato nei post di inizio anno, gli Stati Uniti segnano un dato che conferma la tenuta del quadro economico nonostante il sopraggiungere del Corona virus. Il PMI Manifatturiero rispetto alle rilevazioni di dicembre si stabilizza sopra area 50 (gen 51,9 – dic 52,4). L’indice ISM Manifatturiero rilevato dal Institute for Supply Management per il mese di gennaio un progresso che riporta i valori sopra quota 50 (gen 52 – dic 47,6).

Anche in Inghilterra si registra un dato in crescita a quota 50. L’Eurozona riporta un progresso che rimane tuttavia sotto quota 50, livello spartiacque tra crescita e decrescita. La rilevazione di gennaio segna un parziale progresso a 47,9 rispetto 46,3 di dicembre.

L’Italia riporta un dato in crescita da 46,2 a 48,9; pure la Germania registra un valore in crescita da 43,7 a 45,3.

Questi dati sono frutto di un sondaggio condotto tra le aziende del comparto manifatturiero in sovrapposizione alla diffusione del virus corona. E’ probabile che la suvey non abbia assorbito in pieno gli effetti dell’allarme pandemia. Tuttavia va colto il segnale resiliente.

ANALISI EUR USD

Nel quadro complessivo, come scritto l’area anglosassone riporta il dato migliore. L’eur usd dopo il test di area 1,11, preannunciata nel nostro Weekly report WB Perspectives, ripiega segnando un primo segnale di raffreddamento della reazione avviata a metà della scorsa settimana. Nell’immediato assisteremo al test di 1,1035, mentre 1,10 costituisce il punto da violare per la ripresa delle vendite di euro. In attesa di verificare il tenore della pressione delle vendite, il punto di allerta per la nostra strategia tuttora riflessiva rimane allocato poco sopra quota 1,1150.

eur usd

WB ADVISORS ANALYTICS: EUR USD

 

CORONA VIRUS

CORONA VIRUS: PAURA VIRALE

Vendite e panico sono virali e colpiscono di più del corona virus.

Nella mia esperienza professionale ho visto parecchie situazioni in cui un evento non atteso ha scatenato arcane paure, alimentando  scenari tremendi.  A memoria, la Sars ha evocato sceneggiature altrettanto incredibili. Alla fine il mondo ha girato pagina salvo accorgersi che i mercati, una volta metabolizzato l’evento sono saliti.

La prima pandemia dell’era del Green New World pare suggerire le stesse ansie.

Ciò che più condiziona l’atteggiamento degli investitori è il rapporto tra evento ed asse temporale del ciclo. Se l’episodio si manifesta in una fase espansiva del ciclo, i suoi effetti vengono riassorbiti in tempi ragionevoli. Se al contrario si manifesta in una fase di tipping point nel punto di ebollizione di un ciclo, i connettori mettono in movimento un potere di contesto che rischia di provocare un effetto pandemia anche sui mercati.

Certamente oggi non ci troviamo nelle fasi costruttive di un ciclo espansivo. Più verosimilmente  siamo, nella migliore delle ipotesi in un contesto maturo del ciclo. Perciò ogni notizia negativa rischia di produrre effetti sgradevoli.

La scorsa settimana abbiamo declinato l’evento virale in un contesto in cui ogni storia può offrire l’alibi per prendere beneficio. Stiamo parlando ovviamente del mercato azionario, il più colpito dall’attuale diffusione dei timori derivanti dalla sindrome cinese.

Non più tardi dello scorso mese ho scritto, nell’Outlook 2020, che lo Standard & Poor 500 era diretto a verificare il target (intermedio) che avevamo stimato in area 3330/40. Al meeting di Borsa Italiana, il TOL EXPO di ottobre, avevo preannunciato la medesima aspettativa dichiarando che alla verifica si sarebbero verificate significative prese di beneficio.

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LE FONTI TV

PRIMI RIFLESSI ED IMPATTI DEL CORONAVIRUS

Commento agli impatti che può produrre la diffusione dell’epidemia in Cina sui mercati. Reazione dello yuan renminbi. Attesa per il Consiglio BCE

La  Commissione europea lancia il suo Green New Deal, un piano da mille miliardi per favorire gli investimenti verdi.

Lo scorso 14 gennaio il Parlamento europeo lo approva in seduta plenaria.

OUTLOOK 2020

Nell’Outlook 2020, Previous, Transition, Evolution,  abbiamo declinato lo scenario atteso per quest’anno partendo dalla fine del ciclo di transizione RumblingWorld, per approdare definitivamente ad un nuovo ciclo ventennale governato da un nuovo paradigma energetico. L’abbiamo chiamato LIVEABLE WORLD  e l’abbiamo presentato in anteprima lo scorso ottobre in Borsa Italiana al TOL EXPO .

I primi giorni del 2020 hanno sancito da parte dell’UE l’approvazione del Green New Deal. Larry Fink, chairman di BlackRock, pubblica una lettera aperta rivolta ai CEO di tutte le aziende in cui l’Asset Manager investe, annunciando una serie di iniziative che collocano la sostenibilità al centro del loro approccio d’investimento.  Fra le raccomandazioni si  chiede di rendere la sostenibilità parte integrante della costruzione dei portafogli e del risk management; uscire da investimenti con elevati rischi legati alla sostenibilità, come nel caso di produttori di carbone termico.

Larry Fink aggiunge inoltre che il gruppo, BlackRock, voterà contro i consigli di amministrazione delle società di cui è azionista “se non svolgeranno progressi sufficienti in materia di sostenibilità” e non predisporranno piani industriali che puntano al rispetto per l’ambiente, considerandoli responsabili.

Si spingeranno, pertanto, le società ad attivare vere e proprie procedure di Enterprise Risk Management per rivelare il loro rischio climatico secondo gli standard stabiliti dal Sustainability Accounting Standards Board (SASB) e dalla Task Force sulla Climate-Related Financial Disclosure (TCFD).

Si tratta della conferma che il mondo si avvia a concludere il lungo ciclo di transizione per dare vita ad una nuova fase in cui il tema della sostenibilità e la ricerca di un nuovo paradigma basato sulla ricerca di fonti di energia perpetua catturerà ogni futura risorsa d’investimento.

Il Green New Deal

Il Green New Deal rappresenta quindi un pezzo significativo dell’avvio di questo nuovo ciclo così come l’abbiamo descritto nel nostro Outlook 2020.

Le banche centrali continueranno a sostenere il passaggio, dalla transizione all’evoluzione verso un mondo più green, con il contributo monetario che nei modi inediti ha assicurato sinora la tenuta dei mercati. La Task Force sulla Climate-Related Financial Disclosure (TCFD), istituita dal Financial Stability Board nel G20 del 2015, ha invece il ruolo di monitorare e censire i rischi legati a questa grande evoluzione. Il Board è chiamato a mappare gli Stranded Asset derivanti dall’industria del petrolio per monitorare e mitigare i rischi derivanti dalla trasformazione di un’economia basata sull’energia fossile rispetto ad una basata sull’energia sostenibile.

La storia economica insegna che i mercati scontano con largo anticipo i grandi cambiamenti. E’ presumibile che nel corso del decennio che ci apprestiamo a vivere, si verifichino incidenti di percorso. Situazioni di shock sui mercati. A differenza del passato crediamo che queste fasi risulteranno transitorie e propedeutiche a nuove forme di opportunità.

Cambierà il nostro stile di vita  e con esso le nostre abitudini di consumo. L’ardua scommessa è quella di rivoluzionare l’economia globale ed offrire una nuova opportunità di crescita. E’ la via migliore per uscire dalla stagnazione che grava sul mondo.  A breve le cose potranno ancora turbare le nostre decisioni. Sarà fondamentale non farsi trattenere dal passato per non perdere di vista il futuro. Benvenuti nel nuovo mondo della sostenibilità.

Il LIVEABLE WORLD.

Wlademir Biasia

 

 

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