Il RISK MONITOR odierno riporta una serie di notizia rilevanti sull’andamento dei mercati dopo le chiusure negative di ieri sull’azionario americano e la ripresa del movimento governato dalla tendenza riflessiva dominante.

Ritornano a flettere i rendimenti sui bond governativi dopo la brevissima pausa di inizio settimana.

L’euro cede area 1.0530 contro dollaro, completando la reazione in direzione del cap 1.06 eur usd.

FORUM SINTRA – C’è attesa per una serie di interventi – compresi quelli di Christine Lagarde e Jerome Powell – in agenda nell’ultima giornata dell’appuntamento targato Bce in Portogallo. Gli investitori attendono indicazioni in particolare sul nuovo strumento anti-spread che Francoforte sta mettendo a punto. Secondo alcune fonti, la Bce starebbe valutando se annunciare o meno numeri e durata dello schema di acquisto di obbligazioni. Ieri la presidente Lagarde ha detto che il programma ridurrà la frammentazione che sfavorisce i periferici, mantenendo allo stesso tempo la pressione sui governi per “una sana politica di bilancio”.
Non appare intanto all’ordine del giorno l’ipotesi di dimissioni di Ignazio Visco, come ha detto ieri la portavoce di Banca d’Italia commentando un articolo di stampa. Il premier Mario Draghi ha detto di non sapere nulla in proposito e che un’eventuale decisione spetta al governatore.

MERCATO – Si riparte da 3,67% per il tasso del Btp decennale benchmark e 203 punti base per il differenziale di rendimento Italia-Germania sul segmento dieci anni.
Sul primario si attiva la Grecia, che mette a disposizione titoli a sei mesi.

FED E BOJ – Ieri esponenti della Federal Reserve hanno promesso ulteriori rapidi rialzi dei tassi di interesse, reagendo ai crescenti timori di recessione.
Il governatore Haruhiko Kuroda ha ribadito che Banca del Giappone manterrà la propria politica ultra-accomodante, con il Paese che non risente del trend globale dell’inflazione alta.

UCRAINA – Si cercano ancora decine i dispersi dopo l’attacco missilistico russo su un centro commerciale a Kremenchuk, mentre la situazione resta difficile nell’Est del Paese.
I leader del G7 riuniti in Germania hanno invitato la Cina a fare pressione sulla Russia perché metta fine all’invasione. Hanno inoltre concordato sul divieto di importazione dell’oro russo, mentre gli Usa hanno emesso nuove sanzioni contro Mosca riguardanti oro, banche e difesa.
L’export di grano dall’Ucraina potrebbe riprendere presto, ha detto Draghi al termine del G7 in Germania. Ma per il ministro dell’Agricoltura polacco l’obiettivo di Bruxelles di spostare 20 milioni di tonnellate di cereale entro fine luglio è irrealizzabile.
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov la settimana prossima parteciperà al G20 di Bali.

VERTICE NATO – Riflettori sul summit di Madrid, a cui partecipa anche Draghi. La Turchia ha tolto il veto all’ingresso nella Nato di Finlandia e Svezia.

ENERGIA – L’Ue accelererà i lavori per mettere un tetto al prezzo del gas, ha detto Draghi.
Nel G7 c’è l’accordo per valutare il possibile ‘price cap’ sul petrolio russo, obiettivo che però appare tutt’altro che semplice.

POLITICA ITALIA – Il governo sarebbe  intenzionato a non prorogare il superbonus del 110% per rendere più efficienti e sicure le abitazioni, riportano i principali quotidiani.
L’esecutivo, riporta La Stampa, prepara nuovi aiuti per i prossimi sei mesi prevalentemente per le imprese, con 6-8 miliardi di euro che verrebbero dall’extragettito fiscale.

MACRO ZONA EURO – Riflettori sull’inflazione: in attesa del dato chiave di venerdì relativo alla zona euro, oggi sarà la volta dei prezzi al consumo tedeschi, con il consensus Reuters che è per un lieve ulteriore rialzo all’8,8% su anno a livello armonizzato.
Occhi anche sull’economic sentiment della zona euro, visto questo mese a 103 dal precedente 105, e sulla lettura finale di giugno relativa alla fiducia dei consumatori sempre a livello di blocco, che dovrebbe confermarsi a -23,6.

DATI USA – Indicazioni importanti arriveranno da oltreoceano nel primo pomeriggio. Oltre al Pil finale del primo trimestre, che dovrebbe confermare la lettura preliminare con una flessione dell’1,5% congiunturale, è molto atteso in chiave inflazione il dato sul Pce ‘core’ – attentamente monitorato dalla Fed – del primo trimestre, che nella lettura preliminare si attestava al 5,1%.

DATI GIAPPONE – A maggio le vendite al dettaglio salgono del 3,6% su anno dal precedente +3,1% e contro attese pari a +3,3%, mentre il Paese allenta le restrizioni anti-Covid. Il dato rafforza le aspettative di un rimbalzo dell’economia giapponese questo trimestre guidato dai consumi, nonostante il rischio inflazione. Intanto l’indice di fiducia dei consumatori a giugno si porta a 32,1 da 34,1 del mese prima.

FOREX – Il dollaro perde terreno contro le principali valute tra i timori di recessione. Sale lo yuan: la decisione di Pechino di allentare la quarantena per i viaggiatori alimenta le aspettative di una rapida ripresa economica. Attorno alle 7,40 il cross euro/dollaro vale 1,0507 (in calo di 0,10%); il cambio euro/yen 142,93 (in calo di 0,2%) mentre il dollaro scambia a 136,03 su yen (in calo di 0,07%).

GREGGIO – Prezzi del greggio in leggero calo dopo tre sedute positive; appare improbabile che Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti possano aumentare la produzione in maniera significativa nel prossimo futuro. Sempre alle 7,40, il futures sul Brent viaggia in calo di 109 cent a 116,89 dollari il barile e quello sul Nymex di  83 cent a 110,93 dollari.

[FONTE  REUTERS]

Il rialzo tassi della BCE si avvicina se ne discuterà al Forum di Sintra.

Siamo nell’ultima settimana del II° Q di questo 2022 anno di guerra.

Mentre la BCE si prepara per il rialzo tassi, il barometro della congiuntura economica sta virando velocemente verso una contrazione della crescita dovuta che parte dalla riduzione degli ordinativi su scala globale. Lo ha messo in evidenza l’ultimo rapporto PMI Flash sulle principali aree economiche. I nuovi ordinativi scendono per il secondo mese consecutivo in Europa e per il primo negli Stati Uniti. Questa settimana avremo un quadro più completo dei PMI con la diffusione dei sondaggi in Cina e per quanto ci riguarda in Italia.

Il dato cinese è atteso in quanto dovrebbe offrire un quadro congiunturale con la riapertura delle attività dopo le chiusure Omicron. In Italia invece dovremo verificare se la spinta dello scorso anno abbia lasciato il posto ad un’azione inerziale che in qualche modo precede un rallentamento della crescita.

Questi dati risultano coerenti con l’accelerazione al ribasso di molte commodity, così come avevamo anticipato alla fine dell’inverno. Tra tutti le pressioni al ribasso spiccano alcuni elementi di assoluto rilievo: il rame ed ora anche il petrolio. Abbiamo visto inoltre significative vendite su commodity agricole: grano, mais e soia a cui si aggiunge il cotone.

Da un certo punto di vista ciò restituisce policy power alla banche centrali. Benché abbiano sempre rigettato l’addebito sulla volontà di generare una recessione indotta, via monetaria, non c’è dubbio che le recenti azioni di policy hanno raffreddato il sentiment, soprattutto l’attività speculativa sui prezzi.

Nelle diverse indicazioni offerte dallo spaccato dei sondaggi PMI emerge in modo più netto un iniziale segnale di minori pressioni sui prezzi input. Ci vorrà del tempo prima che tali segnali di diffondano sull’intera catena del valore, tuttavia questo è un inizio. Potete approfondire il tema sui nostri rapporti WB COMMODITY PERSPECTIVES, dove abbiamo evidenziato per  i metalli industriali e per molte altre commodity, tra cui l’andamento dei noli marittimi, l’Outlook atteso.

Quindi i dati preliminari del PMI di giugno hanno mostrato che gli ordini di fabbrica sono diminuiti per la prima volta in due anni negli Stati Uniti, con rinnovati cali osservati anche nel Regno Unito e in Giappone. La zona euro – la più vicina alla guerra in Ucraina – ha visto gli ordini diminuire per il secondo mese consecutivo. Il quadro del deterioramento della domanda manifatturiera, insieme a una tendenza al peggioramento della crescita dei servizi, come scritto sta producendo un’immediata ricalibrazione dei prezzi di mercato.  Dovremo analizzare se questo processo avrà ripercussioni sulle decisioni delle banche centrali e nel percorso tracciato per i tassi di interesse negli Stati Uniti e in Europa.

Un ulteriore elemento per il quadro di riferimento su tale fronte giungerà con la pubblicazione dei dati sull’IPC per l’Eurozona e l’Indonesia, con l’inflazione che dovrebbe rimanere ancora sui livelli raggiunti, si spera a questo punto che la pressione possa evolvere verso una spinta inerziale.  Anche i dati sulla disoccupazione dell’Eurozona saranno oggetto di valutazione finora rilevata in costante diminuzione.

Oltre al quadro macro economico europeo avremo la possibilità di aggiornare i dati sulla congiuntura in Russia. Dalla sua invasione dell’Ucraina e dalle conseguenti severe sanzioni, le condizioni economiche sono, secondo i media,  peggiorate drasticamente. Gli ultimi dati sul PIL russo, sulla disoccupazione e sulle vendite al dettaglio descriveranno in dettaglio l’andamento effettivo dell’economia sottostante aggiornato al mese di maggio.

Per gli Usa avremo l’ultima lettura aggiornata del PIL relativo del primo trimestre.  Le due precedenti rilevazioni hanno messo in evidenza una contrazione annualizzata dell’1,4% nel primo trimestre. Le stime attuali di consensus suggeriscono un rimbalzo allo 0,8% di crescita nel secondo trimestre che eviterebbe una caduta in recessione. Il modello GDPNOW della Federal Reserve segnala invece, sulla base dei dati disponibili, una crescita pari a 0 nello stesso periodo. I recenti dati PMI segnalano inoltre che una flessione più concreta possa verificarsi nel terzo trimestre.

Il calendario economico riporterà inoltre una serie di dati che completeranno il quadro per valutare la congiuntura nel Regno Unito con maggiori dettagli e granularità nelle tendenze sugli iniziali impatti che si sono formati  nel primo trimestre dell’anno dopo l’avvio della guerra.

Infine analizzeremo i dati sulla produzione industriale di Brasile, Giappone e Corea del Sud per valutare l’impatto dei vincoli dell’offerta globale e delle pressioni sui prezzi alla luce degli effetti sul segmento delle commodity.

BCE RIALZO TASSI: FORUM DI SINTRA

Il Forum della BCE sull’attività bancaria centrale è un evento annuale organizzato dalla Banca centrale europea e si tiene a Sintra, in Portogallo.

Riunisce governatori delle banche centrali, accademici, rappresentanti dei mercati finanziari, giornalisti e altri per scambiare opinioni su questioni politiche attuali e discutere l’argomento chiave del Forum da una prospettiva a più lungo termine.

L’aumento dell’inflazione, in particolare a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia, della carenza di approvvigionamento legata alla pandemia e del rilascio di una domanda repressa, ha creato un ambiente difficile e incerto per le banche centrali di tutto il mondo. E l’invasione russa dell’Ucraina ha complicato ulteriormente le prospettive economiche, in particolare per l’Europa.

Il Forum di Sintra discuterà sulle  implicazioni di tutto ciò per l’economia dell’area dell’euro nel contesto globale, comprese le tendenze che sembrano essere state rafforzate dalla pandemia, e come potrebbero influenzare la politica monetaria in futuro.

BCE RIALZO TASSI: IL FORUM DI SINTRA NEL QUADRO MACRO

ANDAMENTO DOMANDA GLOBALE VERSO POLITICHE MONETARIE BANCHE CENTRLI

In particolare, sul tema dell’inflazione nell’area dell’euro e delle sue cause, si parlerà del ruolo delle reti di produzione internazionali e dei fattori chiave nell’andamento dei prezzi dell’energia, compresi gli sviluppi geopolitici e l’evoluzione delle strutture dell’offerta. Per quanto riguarda la definizione della politica monetaria, ci scambieremo opinioni sull’impatto delle aspettative di inflazione e dei boom immobiliari. Il  programma prevede inoltre di ritornare a discutere sul ruolo delle valute digitali emesse dalle banche centrali nell’attuale contesto globale e le caratteristiche delle un potenziale euro digitale.

Non mancherà a nostro avviso qualche riferimento al nuovo scudo, allo studio della BCE,  per evitare la frammentazione dell’Eurozona e completare l’opera del whatever it takes di Mario Draghi. Si prevede che lo scudo opererà in base al principio dei saldi invariati all’interno dei precedenti programmi di QE. La BCE vuole evitare di ricorrere ad un nuovo programma di acquisti in quanto rischierebbe di esacerbare le tensioni inflattive. Al lato pratico si venderanno titoli dei Paesi core per acquistare quelli dei periferici in difficoltà: Bund contro BTP. In altri termini il Bund fungerà da collateral al BTP, ovvero la mutualizzazione virtuale del debito europeo.

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PMI EUROZONA – L’atteso rilascio degli indici PMI segna un rallentamento della fiducia delle imprese nel mese di giugno oltre le attese.

Sono indicazioni preliminari, un flash sui sondaggi effettuati ad un ampio campione di imprese appartenenti al comparto manifatturiero e servizi.

A giugno la stima ‘flash’ del Pmi manifatturiero a cura di Jibun Bank ha messo in evidenza un rallentamento della crescita sulla scia delle restrizioni in Cina per il Covid. L’indice è sceso a 52,7 dal 53,3 di maggio, la crescita più lenta da febbraio. In una nuova critica alla politica ultra accomodante della Banca del Giappone, secondo un esponente di un gruppo di governo, la decisione della BoJ di mantenere i costi di finanziamento ultra bassi sta provocando una “spirale negativa” di debolezza dello yen.

H FX EVENTO GIUGNO ATTESO PRECEDENTE
02:30   JPY Indice PMI servizi 54,20 52,60
09:15   EUR Indice PMI manifatturiero francesi (Giu) 51,00 54,00 54,60
09:15   EUR Indice dei direttori agli acquisti del settore terziario francese (Giu) 54,40 57,60 58,30
09:30   EUR Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (Giu) 52,00 54,00 54,80
09:30   EUR Indice dei direttori degli acquisti del settore servizi tedeschi (Giu) 52,40 54,50 55,00
10:00   EUR Indice PMI manifatturiero Eurozona (Giu) 52,00 53,90 54,60
10:00   EUR Indice composito dei servizi Eurozona (Giu) 51,90 54,00 54,80
10:00   EUR Indice dei direttori agli acquisti del settore servizi Eurozona (Giu) 52,80 55,50 56,10
10:30   GBP Indice PMI composito (Giu) 53,10 52,60 51,80
10:30   GBP Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (Giu) 53,40 53,70 54,60
10:30   GBP Indice dei direttori degli acquisti del settore dei servizi (Giu) 53,40 53,00 534,00
15:45   USD Indice dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero (Giu) 56,00 57,00
15:45   USD Indice Markit PMI Composito (Giu) 53,60
15:45   USD Indice dei direttori agli acquisti del settore terziario (Giu) 53,50 53,40

Nell’Eurozona, la Germania ha riportato la più lenta espansione, con una forte moderazione della crescita dalla contrazione marginale dello scorso dicembre, riflettendo una rinnovata flessione della produzione manifatturiera ed una crescita più lenta del settore dei servizi. In particolare, come l’intera Eurozona, la Germania ha riportato un più forte tasso di aumento dei costi di input, legato a un aumento record nel settore dei servizi.

In Francia la flessione del sentiment è stata in termini relativi più resiliente di quella tedesca. In ogni caso abbiamo visto una brusca discesa al ritmo più significativo dal mese di gennaio. Particolarmente significativo è stato il calo della produzione manifatturiera francese, tuttavia il minor ritmo di discesa dei servizi mitiga il risultato complessivo finale.

Anche il ritmo della crescita della produzione nel resto dell’eurozona nel suo insieme ha rallentato ulteriormente rispetto alla recente tenuta di aprile, ai minimi da gennaio, per effetto di un quasi stallo della crescita della produzione manifatturiera e della risposta più debole dei servizi rispetto al loro andamento degli ultimi cinque mesi.

PMI EUROZONA IN FLESSIONE

WB ECONOMICS: PMI EURONA S&P GLOBAL EUROSTAT

Attendiamo le verifiche del pomeriggio sull’area americana, il cui interesse è dato dalla rilevazione delle condizioni operative delle aziende dopo la decisione della Fed di alzare i tassi a giugno nell’ordine di 75 bp nonchè l’impegno dichiarato di voler ripetere la misura a luglio.

Ieri il governatore della Federal Reserve, Jerome Powell, ha ribadito al Senato il deciso impegno dell’istituto centrale Usa a far scendere l’inflazione senza voler innescare una recessione che è sì “una possibilità”. L’esponente Fed Harker ha parlato di un rialzo da 50 o 75 punti base al prossimo meeting di luglio.

Benchè le banche centrali declinino ogni addebito sulla volontà di provocare con la loro linea politica effetti recessivi, non c’è dubbio che al momento i mercati con la loro azione stanno spingendo verso territori recessivi i prezzi delle materie prime e delle borse.  Si tratta della risposta necessaria per mitigare, meglio raffreddare le tensioni inflattive.

Alzare i tassi e nel contempo sostenere il tapering  equivale a togliere liquidità dai piedi dell’azione speculativa.

L’obbiettivo delle banche centrali, non dichiarato, è quello di riportare in equilibrio i prezzi promuovendo una price discovery  orientata al bilanciamento dei fondamentali: se questi sono gli obbiettivi la sfida è a tutto campo.

Anche questo passaggio fa parte del grande confronto geopolitico in atto.

 

BCE Rimangono aperti i riflettori su Francoforte, e in particolare sul nuovo strumento anti-spread allo studio in progettazione.
Se da una parte Christine Lagarde  ha promesso che la Bce “stronchera’ sul nascere” qualsiasi rischio di frammentazione che ostacolerebbe la corretta trasmissione della politica monetaria nel blocco, alcuni dei consiglieri dell’ala hawkish hanno avvertito che la banca centrale non intende distribuire pasti gratis.
Previsti in giornata interventi pubblici del vicepresidente Luis de Guindos e del consigliere Frank Elderson.

Le misure saranno annunciate nel Consiglio di luglio, come pure la conferma del primo rialzo dei tassi di interesse da molti anni a questa parte.

FED – C’è attesa per l’audizione davanti alla Commissione Bancaria del Senato del presidente della banca centrale Usa Jerome Powell sulla politica monetaria, mentre il mercato si interroga sulla portata e i tempi della stretta da parte della Fed e sull’eventualità che un approccio molto aggressivo pesi sulla crescita.
Ieri Thomas Barkin, presidente di Fed Richmond, ha detto che un rialzo dei tassi di interesse di 50 o 75 punti base al meeting di luglio è uno scenario “piuttosto ragionevole”, aggiungiamo: nulla di nuovo per i mercati. L’ultimo sondaggio Reuters vede un +75 a luglio e un +50 a settembre.

Qualora le misure monetarie dovessero raffreddare il ciclo economico, per cui le probabilità ad oggi risultano secondo il nostro modello prossime al 45% di probabilità, la seconda gamba riflessiva sui mercati azionari tenderebbe a concretizzarsi come più volta indicato nella nostra ricerca. Lo Standard & Poor 500 potrebbe a quel punto estendere le perdite sino a quota 3500, mentre la tecnologia, il Nasdaq 100 scendere nel range 10000/9500.

Tali segnali riporterebbero a nostro avviso interesse sui Treasury, già oggi settati con un inclinazione negativa della curva dei rendimenti sul tratto lungo.

Attendiamo in settimana, giovedì, la lettura dei PMI Flash di giugno per verificare il sentiment delle aziende sui loro mercati di riferimento e comprendere l’attuale tendenza congiunturale su scala globale.

Il GDPNOW della FED nel frattempo stima per il secondo trimestre una crescita prossima allo zero.

BCE: IL NUOVO WHATEVER IT TAKES

GDP NOW FEDERAL RESERVE

BOJ – Nei verbali del meeting di fine aprile, resi noti stanotte, Bank of Japan continua a porsi fuori dal coro hawkish dei principali istituti centrali, sottolineando la necessita’ di mantenere una politica di stimolo massivo all’economia ancora fragile, nonostante il declino dello yen. Alcuni membri del board hanno osservato tuttavia che un’eccessiva volatilità’ valutaria potrebbe danneggiare i piani di business delle aziende.

BTP ITALIA – Terza e ultima giornata di offerta retail oggi per il nuovo Btp Italia a 8 anni indicizzato all’inflazione. Ieri il totale degli ordini ha toccato quota 5,87 miliardi di euro, contro gli 8,79 miliardi raggiunti nelle prime due giornate di offerta in occasione dell’ultima edizione, nel maggio 2020. Via XX settembre potrebbe comunicare in mattinata la chiusura anticipata oggi dell’offerta dedicata ai risparmiatori privati. Domani dalle 10 alle 12 l’emissione sarà’ dedicata agli istituzionali, ma prima il Tesoro comunicherà la cedola definitiva, che non potrà comunque essere inferiore a 1,60%.

OLTRE LE BANCHE CENTRALI

GAS – Secondo l’associazione degli industriali tedeschi, la Germania rischia la recessione se le forniture di gas russo, già altalenanti, si interromperanno completamente. L’Italia sta pensando alla possibilità di offrire un sostegno finanziario alle aziende per rifornirsi, nel tentativo di evitare una crisi più grave in inverno. Secondo l’Agenzia Reuters, il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha detto che Roma acquisterà carbone su basi prudenziali, per essere pronta a massimizzare l’uso delle centrali elettriche a carbone se necessario, ribadendo che l’esecutivo non intende per ora dichiarare lo stato di allerta .

WB MARKET MOVER MONITOR

FOREX MARKET

I timori di recessione stanno crescendo a seguito dell’azione delle banche centrali (vedi nostro post sull’inflazione) stanno raffreddando la domanda per frenare l’inflazione. Le valute pro-cicliche rimangono deboli mentre il dollaro continua ad attrarre i flussi in acquisto. Pensiamo che tali tendenze dovrebbero rimanere strutturalmente attive fintantochè la FED continuerà a promuovere una linea di policy restrittiva. Oggi  il presidente della Jerome Powell parlerà  di politica monetaria al Senato americano.

La CNB, Banca nazionale ceca,  si riunisce oggi per fissare i tassi ufficiali. Questa sarà l’ultima riunione del consiglio sotto la sua formulazione da falco guidata dal governatore Rusnok. Il mercato aspetta aumenti dei tassi di tenore significativo, probabilmente 125 punti base e portare il tasso ufficiale al 7,00%. Ciò è in risposta al CPI che è andato ben al di sopra delle stime, il 16% su base annua a maggio.

L’euro cede parzialmente contro dollaro nel tentativo di recuperare momentum in direzione dell’area 1,06/1,0650. Questa mattina nella sessione asiatica ha consolidato un minimo sull’area di sostegno 1,0470 eur usd.

L’eur jpy ritraccia dopo i guadagni fissati con un picco sotto area 144 dove collochiamo il principale livello di resistenza. Evidentemente le parole della BoJ hanno spinto i traders verso un approccio più attento sotto il profilo tecnico, rispettando il transito della principale resistenza che si oppone all’apertura di una finestra di debolezza per lo yen.

Il rublo continua a performare positivamente sui mercati. Questa mattina ha momentaneamente violato quota 53 eur rub dove sono allineati i recenti minimi dell’euro. Al momento seguiamo quota 63 come trigger per eventuali reazioni del rapporto di cambio.

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Inflazione e tassi d’interesse: le banche centrali si trovano di fronte ad una scelta dilemmatica:

  • causare una recessione per ridurre l’inflazione nel breve termine,
    oppure
  • progettare un rallentamento sostanziale per mitigare l’inflazione, ma al riparo da una recessione, accettando un’inflazione più elevata per gli anni a venire.

METTIAMO A FUOCO L’INFLAZIONE

L’inflazione complessiva dell’Eurozona è dell’8,1% su base annua, con il core rate al 3,8%. Rispetto agli Stati Uniti, dove il tasso nominale è pressoché equivalente, 8,3% Y, il core rate  è pari al 5,9% Y. Ne deduciamo che l’inflazione europea è molto più non core che core.

Mentre negli States la crescita dei prezzi è stata accompagnata da una crescita dei salari, in Europa la crescita dei prezzi è stata causata quasi esclusivamente dal rialzo delle materie prime.

Le cause dipendono principalmente dagli squilibri che si sono creati nelle catene di fornitura globale e dalla geopolitica. La forte domanda proveniente dall’estero ha contribuito ad innescare acquisti dapprima per ripristinare le scorte dopo la pandemia, poi per coprire i rischi legati proprio ai problemi delle forniture. La guerra in Ucraina ha esacerbato ulteriormente una dinamica già attiva, declinando sul costo dell’energia e di altre forniture industriali ed agricole un ulteriore spinta ai prezzi.

Per ottenere una previsione di inflazione più bassa risulta necessario affrontare con determinazione le dinamiche che hanno prodotto tale risultato, poiché i prezzi delle materie prime sono molto importanti per le prospettive di inflazione dell’area dell’euro.

Tra le macro componenti delle commodity possiamo individuare tre gruppi di beni su cui concentrare l’attenzione per comprendere se le prospettive per un raffreddamento dei prezzi siano plausibili.

ENERGIA

Tra le componenti energetiche spiccano alcuni fattori sostanziali: il gas, l’energia elettrica, il petrolio.

Gli stoccaggi e gli approvvigionamenti di gas dell’Unione risultano fortemente vincolati alle forniture provenienti dalla Russia. Il benchmark che traccia l’andamento dei prezzi è il future sul Natural Gas TTF ,

Title Transfer Facility, rappresenta il mercato all’ingrosso del gas naturale tra i più grandi e liquidi dell’Europa continentale; con sede nei Paesi Bassi, il TTF rappresenta il principale riferimento sui prezzi del gas per l’Europa e l’Italia.

Attraverso questa piattaforma avviene la compravendita del gas tra i più grandi operatori e trader di settore.

Le quotazioni risultavano in tensione già prima della crisi ucraina. Avevamo già subito un vertiginoso aumento dei prezzi a partire dagli inizi del 2021.

L’apprezzamento delle quotazioni rispetto alle medie del periodo 2015-2020 alla chiusura odierna è pari al 700%.  Le attuali quotazioni scontano nell’ultimo anno tale rialzo motivo per cui un eventuale regressione dei prezzi trasmetterebbe un forte ristoro alle dinamiche inflattive. La media dei prezzi dell’ultimo anno sta consolidando 100 eur mwh.  Nel nostro modello di valutazione il segnale propedeutico all’avvio di un’inversione di tendenza coincide con la violazione al ribasso di quota 80 euro. Ad oggi, nonostante l’interruzione, ancorché parziale, delle forniture non esclude la possibilità che l’evento possa maturare. Tuttavia ai fini di tale percorso sarà fondamentale che i valori non ritornino a scambiare oltre la soglia 125/130 eur mwh.

La discesa dei prezzi del gas sotto 80 eur mwh contribuirebbe a raffreddare notevolmente i prezzi dell’energia elettrica in virtù di uno stretto rapporto di correlazione trai le due commodity. In termini di quotazione il punto spartiacque tra rialzo e ribasso del PUN (Prezzo Unico Nazionale energia elettrica) transita a quota  200/190 eur mwh.

TASSI D'INTERESSE ED INFLAZIONE: IL DILEMMA DI QUESTA ESTATE

WB ANALYTICS: TTF NATURAL GAS CYCLE LT

Sul petrolio abbiamo segnalato da tempo la tesi secondo cui pensiamo che i valori siano inseriti in un contesto le cui dinamiche dovrebbero tradursi in un ridimensionamento dei valori. Il Brent dopo aver fissato il recente picco a 125 usd/bar sta scendendo. Per i nostri algoritmi il punto spartiacque tra crescita e decrescita della tendenza dominante transita a quota 100 usd. Ci aspettiamo nelle prossime settimane un collaudo di tale area. Non escludiamo, in assenza di eventi straordinari attualmente non prevedibili, che i prezzi del Brent possano riequilibrare scendendo verso quota 80 usd/bar.

TASSI D'INTERESSE ED INFLAZIONE: IL DILEMMA DI QUESTA ESTATE

WB ANALYTICS: BRENT OIL USD/BAR TREND

Dato il probabile percorso dei prezzi dell’energia una proiezione più mitigata per l’inflazione complessiva passa attraverso la conferma dei segnali indicati. Diversamente dovremmo ritenere più problematico il rientro dell’inflazione non core. Per quanto riguarda l’inflazione core, la BCE considera ancora un target di riferimento valori parzialmente superiore al 2%. Per spingere l’inflazione al ribasso oltre al contributo della componente energetica, la Bce ed in generale le banche centrali a partire dalla FED, dovranno operare scelte orientate al raffreddamento della domanda. Jerome Powell nella sua ultima conferenza stampa rilasciata a margine del FOMC, ha respinto l’insinuazione che la FED stia provocando deliberatamente una recessione per ottenere i risultati sul contenimento dell’inflazione.

Osservando tuttavia lo sviluppo del pil, mappato dal modello GDPNOW,  si evince una crescita zero nel secondo trimestre di quest’anno.

Le nostre attese sulla crescita tendono a mettere a fuoco una fase di rallentamento dell’economia. Lo vediamo attraverso la robusta perdita di momentum delle commodity industriali. Il rame sta scendendo al di sotto dei minimi fissati durante la fase di transizione del ciclo rialzista apr 2020- apr 2022.

Ci aspettiamo un robusto ritracciamento dei prezzi.  Probabilmente scenderemo sino ai livelli di picco del 2018.

Rame, alluminio, acciaio, stanno ritracciando il rialzo della fase 2020-2022. Indubbiamente concorre a tale movimento tutta una serie di problematiche. Ma gli users, i grandi player, segnalano un rallentamento degli ordinativi (vedi nostro report WB COMMODITY PERSPECTIVES), ed un rallentamento generale del comparto.

Questi segnali uniti ad un auspicabile ribasso del petrolio (almeno), oltre a favorire il raffreddamento dei prezzi, ci dicono che il rallentamento della crescita globale è in itinere.

TASSI D'INTERESSE ED INFLAZIONE E MATERIE PRIME

WB ANALYTICS: COPPER (COMEX) LONG TERME TREND

Indubbiamente le banche centrali stanno agendo in modo deciso per non perdere il controllo sull’inflazione, qualora ciò non fosse già avvenuto, attivando tute le leve di policy monetaria, tassi e circolazione monetaria. La Fed ha la possibilità di farlo con minori vincoli rispetto alla BCE. Quest’ultima deve agire contenendo gli effetti sugli spread sovrani per evitare nuovi rischi di frammentazione dell’Eurozona. Diversamente, il lavoro fatto dal whatever it takes in avanti si dissolverebbe.

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AITI AB ADVISORS INSIDE CENTRAL BANK

GIOVEDì 16 GIUGNO H. 9.00

Riflettori questa sera alle ore 20.00 sulle decisioni del Fomc e sulla successiva conferenza stampa del presidente Jerome Powell. I mercati prezzano quasi pienamente un aumento dei tassi di interesse di 75 punti base che sarebbe il più consistente dal 1994 – a conclusione del meeting della banca centrale Usa, alle prese con un’inflazione ai massimi dal 1981, come è emerso dai dati diffusi venerdì scorso. Alcune banche di investimento adesso si aspettano rialzi da 75 punti base a giugno e luglio e uno da 50 a settembre.

Riteniamo che la dimensione delle attese risulti fuori scala e possa tradurre l’aumento di 50 bp in una verifica deludente. In tal modo la Fed procederebbe con il suo programma togliendo l’emotività dal mercato che nelle ultime settimane ha alimentato ripetuti sell_off sull’azionario.

La Fed nella precedente riunione aveva dichiarato l’intenzione di operare più rialzi dei tassi nella misura di 50 bp. I rumors che sono trapelati via stampa nell’ultimo weekend possono essere interpretati con due modalità: la prima, più lineare, vedrebbe la Fed intenzionata a preparare il mercato per un rialzo di 75 bp. La seconda un po più creativa potrebbe celare dietro alle aspettative il desiderio di mitigare gli impatti sui mercati deludendo le aspettative- In tal modo consentirebbe agli stessi di aprire una reazione su diversi asset class e mitigare le condizioni già esacerbate dai precedenti movimenti. 

Non ci resta che attendere! Domani mattina alle 9.00 analizzeremo le indicazioni fornite in conferenza stampa da Jerome Powell e gli impatti sui mercati. 

Giovedì mattina alle 9.00 con INSIDE CENTRAL BANK, organizzato per AITI l’Associazione Italiana Tesorieri d’Impresa, ritorneremo a parlare in diretta streaming sulle decisioni e d effetti della due giorni  FED Fomc che porterà la Federal Reserve ad annunciare alle 20 di mercoledì sera la propria decisione sui tassi. Per iscriversi basta accedere al seguente link INSIDE CENTRAL BANK.
Per coloro i quali si erano già iscritti al precedente meeting BCE l’invito Zoom sarà disponibile nella mail entro le 18 di mercoledì 15 c.m.. 

BCE – Riunione straordinaria del consiglio direttivo per discutere l’attuale situazione dei mercati dopo i forti rialzi dei rendimenti dei governativi e l’allargamento degli spread dei periferici. Il mercato resta inquieto di fronte alle aspettative di una Bce ‘hawkish’, con i periferici – Btp in testa – che soffrono per l’incertezza intorno a un eventuale scudo anti-spread. Ieri sera il ‘falco’ Isabel Schnabel ha detto che non ci sono limiti all’impegno di Francoforte contro la frammentazione, precisando però che non c’è necessità di annunciare prima eventuali strumenti. Da parte sua il consigliere Klaas Knot ha detto che le opzioni di Francoforte per un aumento dei tassi a settembre non si limitano ai 50 punti base. 

Oggi i rendimenti sul 10 anni BTP sono ritornati a quotare sotto il 4%. Pensiamo che nei precedenti giorni (susseguenti alla conferenza stampa di Christine Lagarde) si siano formati eccessi nella determinazione dei rendimenti e che l’episodio possa tradursi ora in una prima correzione degli stessi con un ritorno iniziale verso area 3,50/30%. 

Fed FOMC, BoE e BoJ si riuniscono in settimana

Il focus della settimana macro economica è dato dalle riunioni del FED FOMC, della Banca centrale d’Inghilterra e della Banca centrale del Giappone.

I loro board saranno chiamati a prendere nuove decisioni di politica monetaria dopo i recenti dati sull’inflazione.

Le prime due, FED e BoE dovrebbero procedere con l’aumento dei tassi, 50 bp secondo le attese per il Fed Fomc, 25 bp per la BoE.  La BoJ, nonostante la debolezza dello yen determinata dal differenziale dei tassi e dei rendimenti, non dovrebbe muovere i tassi di riferimento.

La scorsa settimana è stata caratterizzata dal rilascio di dati sull’inflazione USA, aggiornati ad un nuovo massimo 8.6% ed dall’esito della riunione della BCE.

I due eventi hanno impattato in modo significativo sui mercati. Da un lato rafforzato la linea restrittiva della Fed che vede con il dato CPI la conferma dell’atteso rialzo dei tassi di 50 bp questa settimana, sull’latro versante la BCE, pur cercando di non sorprendere i mercati non ha saputo dare convincenti spiegazioni sulla frammentazione dell’area euro.  Al riguardo alcune voci  informate riferiscono che sarebbe allo studio uno strumento per tutelare i paesi europei più fragili e arginare l’allargamento degli spread tra titoli di Stato. La proposta non soltanto è stata discussa nel consiglio Bce della settimana scorsa, ma sarebbe all’esame dei vertici europei e di molte cancellerie. Favorevoli al cosiddetto scudo anti-spread, sempre secondo il quotidiano, non soltanto i ‘periferici’ Italia, Spagna, Portogallo e Grecia ma anche la Francia. Lo strumento tecnico con cui la Bce interverrebbe è il programma ‘Omt’ e sul tema si tornerà al Cosiglio Ue di fine giugno, al successivo G7 in Germania e naturalmente al prossimo consiglio Bce di politica monetaria.

Tra i dati macro in calendario questa settimana vi sono le vendite al dettaglio negli Stati Uniti, la produzione industriale e i dati PPI. In Cina, dove verranno pubblicati i dati sulle vendite al dettaglio e sulla produzione industriale, due aree che corrono  velocità con regimi diversi.

Sebbene negli Stati Uniti possa verificarsi un certo rallentamento a causa delle pressioni sui costi, nei sondaggi PMI di maggio è stato osservato un deterioramento più lento delle condizioni rispetto alla Cina continentale la quale esce dai vincoli sanitari riportando quindi  un potenziale allentamento dei vincoli di fornitura globale.

In generale si respira un’aria difficile dove rischia di prendere il sopravvento un ulteriore rallentamento dell’attività economica in occidente.

Nel nostro ultimo INSIDE CENTRAL BANK dedicato agli effetti delle decisioni BCE, abbiamo messo in evidenza il rallentamento degli indici PMI soprattutto in Eurozona.  Voci raccolte da diverse aziende che seguiamo con il nostro servizio di Risk Management advisory, ci riferiscono che loro clienti di standing primario su scala globale continuano a mantenere un elevato profilo degli ordinativi, soprattutto sul comparto manifatturiero.

Giovedì mattina alle 9.00 ritorneremo a parlare in diretta streaming sulle decisioni e d effetti della due giorni  FED Fomc che porterà la Federal Reserve ad annunciare alle 20 di mercoledì sera la propria decisione sui tassi. Sarà importante seguire le parole di Jerome Powell in conferenza stampa. Vogliamo capire se le riflessioni del FED Fomc possano, come temiamo, esacerbare le aspettative sul rallentamento del ciclo economico. Pensiamo che nelle parole non dette della banche centrali il rallentamento del ciclo rientri in una strategia orientata a raffreddare i prezzi delle commodity industriali (energia e metalli) per mitigare gli effetti sulla catena di trasmissione ad altri comparti senza escludere gli agricoli.

WB MARKET MOVER MONITOR

E’ lungo l’elenco degli eventi che stanno governando i mercati in questa fase. In buona parte gli avevamo anticipati nei nostri report e nell’INSIDE CENTRAL BANK.   Procediamo con ordine di sintesi:

FX – EUR USD L’euro conferma la sua debolezza dopo l’atteso fallimento del tentativo di recupero oltre la soglia 1.08 eur usd. Il mercato dopo il minimo sotto 1.04 è ritornato in occasione della BCE a collaudare l’area 1.08 per verificare le condizioni cicliche sull’andamento dei corsi. La reazione del mercato successiva alla conferenza stampa di Christine Lagarde, ne ha raffreddato la reazione riportandolo nuovamente nel range che conferma lo status di debolezza della divisa europea. Nello streaming di giovedì mattina (H. 9.00), INSIDE CENTRAL BANK,  che organizziamo in collaborazione con AITI, l’Associazione Italiana dei Tesorieri d’Impresa,  analizzeremo ulteriormente le indicazioni del FED Fomc per delineare lo sviluppo del trend nella seconda parte dell’anno.  In attesa non escludiamo un breve rimbalzo verso area 1.06.

Sempre in ambito Forex ci aspettiamo un ritorno dell’eur jpy verso area 139/137,5 dove fissiamo il punto di verifica sulla tenuta dell’attuale debolezza della divisa giapponese.

Altri segnali significativi emergono sul pound che rischia di perdere quota ,8620 qualora la BoE, in un clima di veloce deterioramento delle condizioni macro, dovesse alzare i tassi questa settimana soltanto di 25 bp.

Segnali di esaurimento a breve della forza del rublo stanno nel frattempo riemergendo dopo il test dei minimi fissato in area 55 dopo la decisione della Banca centrale di ridurre i tassi del 4% la scorsa settimana.

Altri dati aggiornati sono presenti nel nostro FX Outlook.

COMMODITY  Proseguono le vendite sulle commodity industriali a partire dai metalli con l’aggiunta dell’energia. Probabilmente il Brent potrebbe aver formato un picco da cui rientrare. Ci sono possibili stop loss order sotto quota 118 usd/usd bar per il Brent. Pertanto la violazione del livello dovrebbe innescare vendite correttive che in ogni caso si traducono in un concreto segnale di inversione di tendenza soltanto sotto area 100 usd/bar.

Rimangono invece inseriti in un contesto di correzione i valori del TTF e del PUN secondo quanto delineato nei nostri WB COMMODITY PERSPECTIVES. Area Aggiorniamo in area 95 eur mwh il nuovo punto di controllo del rischio sul future del gas Dutch TTF.

BOND YIELD Ci aspettavamo che l’avversione al rischio e l’attesa per un rallentamento dei prezzi delle commodity potessero frenare il rialzo dei rendimenti.

I rendimenti del 10 Y UST stanno ritornando a testare l’area 3.30% i massimi del 2018. Ci aspettiamo un consolidamento ed una successiva correzione verso area 2,70%. L’attuale andamento prospettico dei prezzi delle commodity industriali unito a quello delle borse azionarie potrebbero convincere i mercati che siamo prossimi a varcare la soglia di un allentamento della crescita. L’indicatore GDP Now elaborato dalla Fed di Atlanta segnala per il II° Q una crescita dello 0,9%, in discesa rispetto al precedente trimestre.

Ci aspettiamo un frenata del rialzo dei rendimenti del BTP  10 nel caso in cui i valori dovessero rientrare sotto 3.80/70%. Il 10 anni Germania dovrebbe incontrare un cap a2% formando un floor a 1.60%.  Le curve USA UK ed UEM si tanno appiattendo, la prima nel tratto 3/10 è inclinata negativamente, le altre due a partire dal 15 anni assumo un inclinazione negativa. Pensiamo tuttavia che in Europa le curve siano in una fase di ridefinizione.

STOCK INDEX Non siamo sorpresi dal ribasso delle borse. Ne parliamo in varie forme dallo scorso autunno (al 26 novembre risale il nostro ALERT sui mercati)Come confermato anche nei recenti interventi pensiamo che i mercati azionari possano scendere mediamente ancora tra il 10 ed il 15%.

 

 

 

 

 

 

I tassi d’interesse saranno rivisti al rialzo a partire dal mese di luglio.

Ancora una volta la BCE decide di non voler sorprendere i mercati preparandoli ad un primo rialzo già ampiamente scontato. Ne seguiranno altri a partire da settembre  qualora l’inflazione continui a premere oltre le previsioni della stessa Banca centrale. Il mercato sconta una ricalibrazione della politica monetaria sino all’1,5% entro l’anno. Più probabilmente la BCE aumenterà di altri 25 bp a settembre  con l’obbiettivo di riportare i tassi fuori dal ground zero.   Dicembre potrebbero essere ulteriormente rivisti al rialzo di 25 bp, crescita economica permettendo.

Nel contempo il governatore Lagarde ammonisce i mercati sulle intenzioni della BCE di evitare frammentazioni all’interna dell’Eurozona. Rispolvera per l’occasione il Draghi moments, sostenendo che il Consiglio metterà a punto gli strumenti necessari per affrontare la situazione. 

Tuttavia potrebbe aprirsi un  rischio: se la Bce dice ai mercati di voler difendere gli spread, i mercati tenderanno a mettere alla prova tale affermazione.

Come da programma la BCe ha comunicato le sue previsioni per l’inflazione rivedendole al rialzo ed abbassando le stime sulla crescita  

Le proiezioni indicano che l’inflazione rimarrà oltre le stime precedentemente formulate ancora per qualche tempo.

Le nuove proiezioni  prevedono un’inflazione annua al 6,8% nel 2022, prima che scenda al 3,5% nel 2023 e al 2,1% nel 2024, un valore superiore a quello delle proiezioni di marzo.

L’inflazione al netto di energia e cibo dovrebbe raggiungere una media del 3,3% nel 2022. 2,8% nel 2023 e 2,3% nel 2024, anche al di sopra delle proiezioni di marzo.

La BCE riduce le sue previsioni di crescita per il 2022 al 2,8% dal 3,7% e per il 2023 al 2,1% dal 2,8%. Per il 2024, è una revisione al rialzo al 2,1% dall’1,6%.

Ieri nel nostro streaming in diretta, INSIDE CENTRAL BANK, dedicato all’analisi delle decision i della BCE, Wlademir Biasia ha fatto una digressione sui fattori che hanno scatenato l’inflazione a partire dal l’andamento dei prezzi dell’energia. WB Advisors prevede un allentamento delle quotazioni del gas, dell’energia elettrica, mentre attende una correzione del petrolio sotto 115 usd/bar per fissare anche in questo caso  un segnale di allentamento delle pressioni. La moderazione dei costi energetici unita all’allentamento delle interruzioni dell’approvvigionamento legate alla pandemia e la normalizzazione della politica monetaria dovrebbero portare a un calo dell’inflazione a medio termine.

In merito alle catene di fornitura sono stati evidenziati l’esito dei sondaggi PMI dove da un mese a questa parte si evidenzia un’inversione di tendenza con una contrazione dei ritardi sulle forniture.

Mettendo a fuoco i dati PMI sul manifatturiero su scala Globale si ricava una conferma del rallentamento degli ordinativi e dell’output. Tale rallentamento appare più marcato in Giappone ed in Eurozona. La Cina che mette in evidenza da alcuni mesi dati recessivi, ha recentemente avviato un segnale di recupero.

FX RISK MANAGEMENT EUR USD L’euro secondo quanto avevamo indicato in più occasioni, compreso il post di inizio settimana, alle prime battute in conferenza stampa è andato a testare l’area prospiciente quota 1,08 contro dollaro per regredire successivamente sotto il nostro primo livello di sostegno tecnico 1,0645.

Nell’ultimo mese avevamo indicato nei nostri Outlook l’importanza di questo ritorno dei valori da 1,04 a 1,08 in chiave ciclica.  Secondo le nostre analisi, la violazione di 1,08 ha modificato l’equilibrio degli assetti nel mercato. Il fatto che in queste ore il mercato abbiamo voluto rimettere alla prova la tenuta del livello, ad aprile in versione floor, ora come cap, rafforza la nostra opinione.

La prossima settimana si riunirà il Fomc, il braccio di politica monetaria della FED, l’esito non dovrebbe riservare sorprese. Il mercato attende un ulteriore incremento dei tassi di 50 bp.

pensiamo che su queste basi il ciclo positivo per il dollaro possa ancora rimanere attivo.

Ovviamente analizzeremo le decisioni e le parole di Jerome Powell in conferenza stampa per declinarle nel nostro modello di ricerca. Tuttavia la tenuta di area 1,08 tenderà a quel punto a conferire ulteriori segnali di forza al dollaro. Gli obbiettivi di scenario per eur usd e tutti gli altri rapporti di cambio, i livelli operativi per l’attività di Risk management potete trovarli nel nostro FX OUTLOOK RISKOO.

CONSIGLIO BCE ATTESE PER L'ANNUNCIO SUI TASSI

WB ANALYTICS: EUR USD ST

CONSIGLIO BCE ATTESE PER L'ANNUNCIO SUI TASSI

AITI AB ADVISORS INSIDE CENTRAL BANK

CONSIGLIO BCE

  • Oggi si riunisce il Consiglio di politica monetaria: sono attesi gli annunci sul primo rialzo dei tassi a partire dal mese di luglio
  • Le attese del mercato sono prevalentemente centrate su un rialzo a luglio di 25 bp
  • Sono attesi annunci sulla conclusione dell’App e l’aggiornamento trimestrale sulle stime per crescita ed inflazione

Con la riunione odierna  l’istituto centrale europeo dovrebbe annunciare la svolta rialzista ormai da qualche tempo intrapresa e discutere sulla possibile conclusione del programma App relativo  agli acquisti di titoli governativi del ‘quantitative easing’. Quanto ai passi successivi, la Bce dovrebbe procedere il mese prossimo a un primo rialzo del tasso sui depositi, presumibilmente da 25 punti base, per innalzarli di un altro quarto di punto nel consiglio di settembre, portandoli così a zero.

Atteso anche l’aggiornamento trimestrale delle stime dello staff su crescita e inflazione. Il mercato monetario della zona euro prezzava ieri una stretta sui tassi da 75 punti base entro settembre. Francoforte discute anche sul tasso neutrale.

Il quadro all’interno del quale muovono le decisioni della BCE richiedono comunque un elevato grado di flessibilità, data la mancanza di certezza sulle prospettive dell’Eurozona. La guerra in Ucraina, le difficoltà ancora presenti sulle forniture, il rischio di un rallentamento globale sempre più concreto potrebbero mitigare i contenuti della conferenza stampa che seguirà le decisioni del Consiglio. Il Governatore Christine Lagarde discuterà inoltre dell’ultimo lotto di proiezioni macro stimate dall’Ufficio Studi della Banca a partire da un inevitabilmente aggiornamento all’attuale previsione del 5,1% per l’inflazione nel 2022. Di potenziale maggiore interesse saranno le previsioni più a medio termine e il loro allineamento con l’obiettivo del 2% da sempre indicato dalla BCE. Nondimeo ci aspettiamo che il Consiglio possa formulare una dichiarazione orientata a sottolineare l’impegno della Banca centrale per evitare che si accentuino i rischi di frammentazione all’interno dell’Eurozona, visto il recente andamento degli spread.

Riferimenti per l’avvio di seduta 211 punti base per lo spread Italia-Germania sul tratto decennale e il 3,46% per il tasso del Btp decennale. Ieri il rendimento del decennale ha toccato un nuovo massimo da fine novembre 2018 poco oltre 3,5%. In serata il Tesoro rende noti i dettagli dell’asta a medio lungo del 14 giugno.

L’euro continua a recuperare le micro perdite di momentum  riportando le quotazioni sopra 1.07, nel segmento prospicente all’area 1.08 contro dollaro. Pertanto oggi concentreremo la nostra attenzione su tale range per declinare le reazioni del mercato in un quadro di più ampio respiro tendenziale.

Come avevamo ribadito nei nostri post e soprattutto nell’ultimo web streaming seguente alla meeting BCE di giugno, INSIDE CENTRAL BANK, organizzato per AITI l’Associazione Italiana Tesorieri d’Impresa, il cambio dopo dopo una risposta debole (test di 1,04 eur usd), sarebbe ritornato in area 1.08 per collaudare l’effettivo breakout del livello.

Nelle scorse sessioni abbiamo visto premere sotto tale livello (max 1.0785 30/5/22) per consolidare successivamente il range in attese delle nuove decisioni BCE.

Come abbiamo scritto, il mercato sconta una misura più robusta rispetto a quanto effettivamente ci si attende dal Consiglio. Sarà questa isteresi a determinare la reazione dell’euro nei prossimi  giorni e mesi.

 

 

BANCA CENTRALE EUROPEA: ci siamo. Questa settimana la BCE riunisce il proprio Consiglio per discutere di politica monetaria e decidere o meno l’atteso rialzo dei tassi.

L’ultimo dato sull’inflazione rilasciato in Eurozona spinge il Board a prendere una decisione che ha anche risvolti politici, pertanto si preannuncia un confronto piuttosto serrato tra Consiglieri appartenenti all’area del nord  rispetto a quelli del sud Europa. In mezzo ci sarà la Germania stretta tra la necessità di guardare all’inflazione ma anche alla performance economica. Nel meeting di giovedì  si capirà meglio quindi se i falchi abbiano preso il sopravvento rispetto al gradualismo invocato sinora dalla presidente Christine Lagarde – i mercati sono passati a prezzare almeno un incremento dei tassi da 50 punti base in una delle riunioni da qui a ottobre, mentre la zona euro fa i conti con un’inflazione record all’8,1%. La curva sconta 125 punti di stretta entro fine anno (100 entro ottobre) contro i 110 di una settimana fa. Salgono parallelamente anche le scommesse sui tassi terminali, prezzati all’1,8% entro febbraio 2024 da 1,5%.
La BCE pubblicherà inoltre le nuove stime trimestrali su crescita e inflazione della zona euro, che saranno attentamente monitorate considerando che in passato la banca centrale europea – che dichiara di voler essere ‘prevedibile’ – ha seguito la prassi di intervenire sulla base di esse. Riteniamo che la risposta del Consiglio possa assumere un tenore politico annunciando un possibile aumento per luglio pari a +25 pb. In ogni caso prevarranno sull’annuncio le modalità e le sfumature che accompagneranno le decisioni assunte. Pertanto non escludiamo che la conferenza stampa possa innescare volatilità sui mercati.

ALLE 16 a conclusione della conferenza stampa del Governatore, copriremo gli esiti della Riunione BCE con un nostro Outlook, in diretta streaming,  sugli impatti che le dicisioni rifletteranno su euro e mercati in generale (LINK PER ISCRIVERSI) .

In settimana si riuniranno anche oltre alla Banca Centrale Europea quella dell’Australia, dell’India e della Thailandia e per finire venerdì quello della Banca centrale russa.

Sono attesi rialzi dei tassi in tutte le riunione, fatta eccezione per la Bank of Russia. In questo caso i tassi ufficiale dovrebbero scendere dal 14 al 10%. Questa decisione dovrebbe scaturire dalla necessità da parte della Banca di raffreddare l’ampia rivalutazione del rublo che al momento quota tra 6265/71 eur rub, ovvero a valori inferiori rispetto alla media consolidata prima della crisi militare (85 eur rub).

L’agenda macro economica sarà concentrata ancora una volta su una serie di dati sull’inflazione, in particolare i dati sull’IPC USA e sulla fiducia dei consumatori. La Cina ha pubblicato nelle prime ore del mattino  i dati PMI realtivi al settore dei servizi, in ripresa da quota 36.2 a 41.4 (sotto la linea spartiacque  50), mentre giovedì riporterà i  dati sulla bilancia commerciali di maggio, venerdì sull’inflazione attesa al 7.7% (annuale). In generale i dati andranno interpretati  in sovrapposizione alla situazione pandemica alla luce dei primi segnali di miglioramento a metà del secondo trimestre.

Infine avremo i dati lagging rispetto al ciclo economico relative alla lettura finale del PIL del primo trimestre dell’Eurozona +0.3% (attesa) e del Giappone -0.3% (attesa).

PMI L’allentamento dei ritardi dei fornitori potrebbe contenere parzialmente le pressioni sull’inflazione.

Un segnale incoraggiante proveniente dalle indagini PMI di maggio è giunto dall’attenuazione dell’incidenza dei ritardi dei fornitori segnalati negli Stati Uniti e in Europa. Sebbene gli indici dei ritardi nella catena di approvvigionamento rimangano generalmente peggiori che in qualsiasi momento prima della pandemia, i tempi di consegna dei fornitori si sono allungati a maggio al ritmo più lento da gennaio 2021 e ottobre 2020. Sebbene le linee di approvvigionamento più ristrette della Cina siano state viste come la causa principale di un peggioramento dei tempi di consegna in Giappone e, in misura minore, nel resto dell’Asia, i ritardi di consegna sono diminuiti anche all’interno della Cina continentale, il che fa ben sperare per la capacità di produzione e l’apertura ad una fase di normalizzazione.

WB MARKET MOVER MONITOR

Questa e la prossima settimana tenderanno ad avere un forte impatto sui mercati. Le attese per le due riunioni, BCE e FED, animerà le conseguenti aspettative sull’andamento dell”EURO e del DOLLARO. Nella diretta streaming, INSIDE CENTRAL BANK, organizzata in collaborazione con AITI, l’Associazione Italiana dei Tesorieri d’Impresa, daremo seguito alle indicazioni anticipate alla conclusione del precedente meeting di maggio, dove segnalavamo che, dopo un’attesa discesa dell’eur usd a 1.04 avremmo avuto un ritorno delle negoziazioni verso area 1.08. In quell’occasione avevamo posto l’accento sull’importanza strategica di questa verifica per le implicazioni cicliche di lungo termine.  Pensiamo che con i prossimi due meetings, BCE e settimana successiva FED,  dovremmo completare tale collaudo e definire un quadro significativo sul trend di medio lungo termine.

WB MARKET MOVER MONITOR WEEK 23-22

WB ANALYTICS: EUR USD SHORT TERM TREND