La Federal Reserve con una riunione del FOMC d’urgenza e non calendarizzata, decide di dar vita al Quantitative Easing IV, quarto programma di stimoli monetari.

E’ la conferma che gli interventi sul mercato Repo erano dettati da fattori più profondi rispetto alle motivazioni suggerite dai media.

Negli ultimi due mesi abbiamo dedicato la copertina del nostro Outlook mensile,
WB PERSPECTIVES, (

WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX VS. QUANTITATIVE EASINGsettembre, Pump Up the Volume ottobre) alla nuova fase emergenziale della liquidità.  Abbiamo anticipato l’annuncio della BCE ed in seguito ventilato la medesima opzione nelle decisioni della Fed. A distanza di 10 anni da quando sono stati attivati i primi piani di allentamento monetario, le banche centrali ritornano a pompare nuova liquidità per far fronte alle richieste dei mercati.

La Riserva Federale immetterà 60 miliardi di dollari mensili sino all’estate del 2020. Garantirà quindi liquidità per buona parte della campagna elettorale delle presidenziali in calendario agli inizi di novembre del 2020.

C’è ragione di credere che gli interventi Repo non hanno soddisfatto le richieste di liquidità delle banche alimentando i rischi per un possibile incidente  di percorso. Molte voci di mercato mettono sul piano delle cause possibili difficoltà di primari istituti europei e giapponesi che operano sulla piazza di NY.

Si tratta ora di verificare quale possa essere l’effetto di questa decisione sulle quotazioni degli attivi: equity e bond in prima battuta e quindi tassi di cambio

Nel report mensile di ottobre avevamo rilasciato un giudizio ancora neutrale sulla gamma degli indici azionari senza indicare alcun prezzo obbiettivo. Si temeva ancora di dover assistere ad un ulteriore collaudo dei recenti minimi segnati nel mese di agosto. Avevamo infatti fissato in area 2850 il primo livello da mettere a fuoco per rilevare eventuali anomalie dovute ad una ripresa della volatilità. Il test ravvicinato di inizio mese è stato respinto da una reazione positiva. Il rialzo dei mercati messo a frutto nella sessione di venerdì ripaga più la decisione assunta dalla Fed che non il potenziale accorso sulle trattative commerciali con tra Stati Uniti e Cina. E’ presumibile che le due notizie abbiano sollevato la fiducia degli investitori, ma il driver della reazione è merito del nuovo sostegno lanciato dalla Fed.

Nei prossimi giorni verificheremo quanto sia ancora gradito il QE, soprattutto quanto sia in grado di prevenire i timori che si stavano accumulando nel mercato. La riprova di un segnale forte emergerebbe con il break-up di area 2985-3015 di Standard & Poor 500.

Non c’è dubbio che l’evento tecnico possa trascinare con se quanti sono rimasti ad osservare negli ultimi mesi la melina degli swing che si sono intervallati durante l’estate.  Soprattutto costringerebbe i molti ribassisti a chiudere le posizioni di scoperto alimentando gli acquisti.

Se all’apprezzamento dell’S&P avremmo anche un rialzo dell’indice minore Russell 2000 oltre la soglia 1585/90 potremmo ritenere superata la fase di estrema incertezza che ha caratterizzato l’ultimo periodo. Il nostro team coprirà questo passaggio tecnico per catturare eventuali anomalie che possano mettere in crisi il framework delineato.

E’ chiaro che il mercato azionario nel suo complesso risulterà influenzato da tale vicenda.

La reazione dello scorso venerdì è piuttosto sintomatica. Il FTSE Mib si è riportato sui precedenti massimi conservando nelle prese di beneficio di lunedì l’area recuperata. Si tratta di un chiaro segnale di attesa sintonizzato sulle vicende tecniche di Wall Street. La medesima valutazione può essere estesa sia all’indice  Stoxx 600 che all’Eurostoxx 50. Tutti i valori risultano allineati ai recenti massimi.

Di converso abbiamo avuto una reazione al rialzo dei rendimenti sui governativi. Nulla di preoccupante rispetto al la tendenza dominante sempre a nostro avviso di segno negativo.

Del resto già nell’Outlook mensile avevamo posizionato il nostro giudizio di breve su condizioni tecniche di breve correttive rispetto al major trend.

Più complesse si presentano le valutazioni sui tassi di cambio.

L’euro dollaro anche in questo caso sta confermando il nostro outlook correttivo in direzione di 1,1175. Nelle prossime settimane dovremmo valutare se il nuovo scenario di liquidità accompagnata da un allargamento del bilancio della Fed possa interferire sul trend dominante del dollaro. Al QE della Fed si contrappone quello della BCE. Nel raffronto quest’ultimo appare più complesso da valutare in quanto ci troviamo di fronte ad un ricambio del Consiglio/Presidenza e soprattutto delle proteste provenienti dal fronte germanico. A ciò dovremmo unire le complicazioni tecniche dovute alla disponibilità della carta tedesca in proiezione. In Eurozona il QE rimane vincolato  dalla quantità di obbligazioni in circolazione che la BCE può monetizzare e politicamente sostenere, convincendo l’opinione pubblica ad accettare di subire una più ampia emissione di carta per piani di indebitamento devoluti a programmi d’investimento per il green (Germania).

Si apre un settimana decisiva anche per la sterlina. Il 19 ottobre dovrebbe riunirsi il Parlamento britannico per una seduta speciale. La Regina nell’odierno discorso a Westminster  ha chiesto al Governo di porre la priorità  sull’accordo entro il 31 ottobre e di lavorare alla costituzione di un nuovo partenariato con l’UE sulla base del libero scambio e di una cooperazione amichevole. Il programma comprende anche nuovi regimi per la pesce, l’agricoltura e il commercio;  sarà discusso nei prossimi giorni, prima del voto della settimana prossima. Un accordo con Bruxelles è giudicato ancora “possibile” prima di un’uscita “no deal” fra 17 giorni, l’UE ha già aperto a un eventuale nuovo rinvio.

L’eur gbp, in linea con le attese si è posizionato sulla base del nostro range avviando una breve fase di consolidamento tra 0,8750 ed 0,8935. Riteniamo che il recupero della sterlina non abbia al momento esaurito le proprie potenzialità.

Siamo in un periodo in cui si specificano i budget per il 2020 e si definiscono i cambi obbiettivo  per la determinazione dei prezzi di vendita sui mercati esteri. Si tratta di un processo di elevata criticità, ancor più lo è il progetto di  Risk Management relativo.

Stiamo lavorando per mettere a fuoco il quadro strategico e le linee guida per elaborare

Un quadro di riferimento entro cui predisporre le linee guida per mitigare i rischi ed ottimizzare le marginalità. Si parte dal dollaro per proseguire con i temi conseguenti al Brexit deal, agli sviluppi dell’accordo commerciale tra Cina ed Usa. Ognuno di questi eventi porta con se un’inevitabile riflesso sul mercato dei cambi.

 

DOLLAR INDEX

WB ADVISORS: DOLLAR INDEX QUANTITATIVE EASING IV

 

EUR USD

WB ANALYTICS: EUR USD VS QUANTITAVE EASING

 

EUR GBP

WB ANALYTICS: EUR GBP VS. BREXIT

I mercati azionari stanno affrontando crescenti prove di stress al collaudo dei massimi fissati lo scorso anno sempre nel mese di settembre.

Nell’intervallo che intercorre tra i due picchi si è formato un vuoto d’aria di ampiezza significativa. Pertanto in assenza di una adeguata azione di market timing, il ritorno di un portafoglio bilanciato tra i vari mercati azionari risulterebbe nullo se non parzialmente negativo negli ultimi dodici mesi.

Nello stesso periodo i rendimenti dei Treasury americani sul 10 anni, ma anche quelli dei governativi core, sono drasticamente scesi dal 3.25 all’1.5%.  Chi ha preferito allocare sui bond governativi ha avuto una performance decisamente migliore e più stabile.

L’indice Standard & Poor 500 ha tentato di consolidare oltre i massimi fissati nel mese di settembre dello scorso anno poco sotto quota 2950, in almeno due periodi: luglio e settembre di quest’anno. Il tetto raggiunto in entrambe le occasioni a 3030 al momento sta opponendo forti ostacoli alla crescita ulteriore, al punto da persuadere molti investitori a alleggerire l’esposizione.

Ci troviamo quindi nelle stesse condizioni avendo come riferimento uno scenario in cui aumenta la percezione negativa di un quadro recessivo, governato da un rallentamento della crescita degli scambi globali.

Tale presentimento ha spinto i rendimenti sul tratto lungo della curva nuovamente verso i minimi fissati nel 2012 (crisi debiti sovrani) e nel 2016 (effetto Brexit) modellando un  floor a 1,30%. Al primo collaudo di quest’anno abbiamo registrato una reazione significativa ma non sufficiente per allontanare i dubbi che il mercato senta la necessità di verificare nuovamente l’area, per mettere alla prova la polarità delle convinzioni distribuite tra gli investitori ed in buona parte presenti sull’inversione della curva.

WB ANALYTICS: STANDARD & POOR 500 VS. US 10 Y - 3 MTH CURVE

WB ANALYTICS: STANDARD & POOR 500 VS. US 10 Y – 3 MTH CURVE

AITI SUPPLY CHAIN FINANCE

I 360° GRADI DELLA SUPPLY CHAIN FINANCE

PROGRAMMA FORUM

Saluti di apertura
Diego Bravar – Vice Presidente Confindustria Venezia Giulia
Giovanni Ceci – Consigliere AITI

Il mercato del Supply Chain Finance in Italia
Claudia Cervatti – Ricercatore Osservatorio Supply Chain Finance –
Politecnico di Milano

Il coinvolgimento dell’organizzazione di acquisto
nella gestione dei rischi dei fornitori. Approccio
preventivo e piani di emergenza
Antonietta Valentino – Whirlpool Corporation Supplier Risk
Management Emea and FPS Financial Manager

Tradizione e Innovazione: il supporto dei TMS alla SCF
Paolo Valentini – Analysis and Research Dept. Specialist, PITECO

Supply Chain Finance: la generazione del controllo
dei rischi finanziari nel processo di
internazionalizzazione delle filiere produttive e
delle imprese integrate.
Wlademir Basia – WB ADIVISORS President – Strategist

Dai flussi fisici a flussi digitali: Trade & Supply Chain
Financing nell’ Era Digitale
Michela Cicenia – Head of Global Trade Solution BNPP/BNL Italy

 

Light Lunch

 

Smart contracts e supply chain (finance)
Nevio Boscariol – Responsabile UESG e Consigliere AITI.

Intervento Agenzia delle Dogane Trieste

Il monitoraggio dei fornitori: strumento a garanzia
della continuità operativa
Fabrizio Fujani – Business Stream Manager TUV Rheinland

 

Partecipazione gratuita previa iscrizione al seguente link

AITI SUPPLY CHAIN FINANCE

AITI ASSOCIAZIONE ITALIANA TESORIERI D’IMPRESA
I 360° GRADI DELLA SUPPLY CHAIN FINANCE

 

I 360° DELLA SUPPLY CHAIN FINANCE

La settimana si apre con un calendario fitto di statistiche  e verifiche economiche relative agli indicatori PMI. Sarà un test sulla fiducia per le aspettative sulla crescita globale.

 

Le agende politiche saranno ancora una volta concentrate su Brexit, le quotazioni del greggio e la riapertura del dialogo sino statunitense sulle tariffe commerciali.

I sondaggi Flash PMI per le aree core forniranno un importante orientamento alle condizioni economiche globali alla fine del terzo trimestre. Tra le tendenze da osservare vi sarà la misura in cui la flessione del commercio potrebbe estendersi ai servizi e all’occupazione. Inoltre il mercato metterà a fuoco le dinamiche sull’inflazione che è ritornata ad indebolirsi.

Gli indicatori PMI di agosto hanno messo in evidenza ancora una volta la debolezza della crescita globale, prossima ai minimi degli ultimi tre anni.

Spicca nel contesto la dinamica del commercio globale  rilevata in flessione con una velocità riscontrata soltanto nel 2012.

 

GLOBAL PMI MARKIT JP MORGAN

WB ECONOMICS: GLOBAL PMI MARKIT JP MORGAN

 

Attendiamo le prime indicazioni sul PMI flash di settembre per gli USA dopo la decisione della FED. Recentemente i dati hanno messo in evidenza una perdita di momentum sia del manifatturiero che dei servizi.

Analogamente, il flash PMI dell’Eurozona, appena pubblicato,   conferma che la crescita economica si sia indebolita ulteriormente nel terzo trimestre e che la Germania sia scivolata in recessione, contribuendo a giustificare il recente stimolo della BCE.

In Asia, i dati flash PMI per il Giappone saranno importanti da guardare mentre il paese si dirige verso un aumento dell’imposta sulle vendite. Il PMI flash australiano, unito all’intervento della banca centrale, forniranno probabilmente ulteriori indizi sulla probabilità che la stessa possa presto prendere in considerazione nuovi stimoli monetari.

Guarderemo anche le decisioni sui  tassi d’interesse della Cina e l’andamento dei profitti aziendali. Attendiamo inoltre  le riunioni di banche centrali nelle Filippine, in Nuova Zelanda e in Thailandia per comprendere se anche a quelle latitudini saranno annunciati ulteriori stimoli a contrasto del rallentamento globale.

 

WB ECONOMICS: PMI INDEX III° TRIMESTRE 2019

WB ECONOMICS: PMI INDEX III° TRIMESTRE 2019

 

PMI MARKIT EUROZONA

PMI EUOROZONA [FONTE DATI MARKIT]

mercati azionari

La Fed taglia i tassi di 25 bp come da nostre attese.

I mercati assorbono il taglio dei tassi senza grandi reazioni visibili. Delude il Presidente d. Trump. Tuttavia sotto il pelo dell’acqua si notano da alcune sedute tensioni sul mercato monetario overnight. La Fed è già intervenuta immettendo liquidità su tensioni crescenti che non si vedevano dai tempi della crisi del 2008. Negli ultimi giorni ha immesso sul mercato con operazioni repo quasi 130 miliardi di dollari.

Il prosciugamento della liquidità costituisce sempre un segno di allerta.

Nonostante la forte richiesta di liquidità da parte del sistema ieri, dopo l’annuncio della Fed, non abbiamo rilevato particolari sbandamenti sui mercati.  In conferenza stampa Jerome Powell ha lasciato intendere che il Board per ulteriori accomodamenti analizzerà  i prossimi numeri macro per intervenire ancora, ieri soltanto 7 membri su 17  hanno dichiarato di ritenere appropriato un terzo taglio quest’anno. Noi pensiamo invece che la Fed taglierà ancora.

In realtà ci attendiamo altre riduzioni in futuro a partire dal meeting di dicembre. 

L’eur usd è rimasto nel range con qualche cenno di rialzo contrastato al momento dal transito di due zone di resistenza che non dovrebbero consentire al mercato di andare oltre l’ostacolo tecnico: 1.1115 e 1.1180.

In giornata si riunisce la Bank of England e la Norges Bank. La prima sconta sul mercato attese neutre. Il Board non ritiene di dover intervenire prima che si delinei l’evento Brexit.

Secondo un sondaggio Reuters – che vede tra l’altro la Brexit posticipata al gennaio 2021, con possibilità al 35% di un divorzio “senza regole” dall’Ue – l’istituto centrale inglese terrà fermi i tassi allo 0,75% sino al 2022. Secondo quanto riportato dal Financial Times l’altro ieri, la nomina di un nuovo governatore BoE potrebbe slittare a dopo le elezioni mentre all’attuale, Mark Carney, potrebbe essere chiesto di estendere il suo mandato se la Brexit verrà rinviata.

La sterlina continua a recuperare terreno sull’euro in modo frazionale in linea con le attese anticipate nell’Outlook mensile. Prevediamo presto un test di area 0.88 eur gbp. La Banca Centrale della Norvegia invece è ancora una volta attesa dal mercato a rivedere al rialzo i propri tassi. Essendo l’unico caso di regulator posizionato in termini restrittivi, riteniamo che difficilmente l’attesa si tradurrà in un’azione concreta.  L’eur nok  dovrebbe continuare comunque nell’azione di recupero sull’euro in direzione di area 9.70 nelle prossime settimane: 9,85 costituisce nell’odierna seduta l sostegno ad un eventuale delusione delle attese, ma rimane pur sempre vulnerabile.

Le reazioni del mercato equity &  forex.

Per gli investitori in equity rimane invece positivo il comportamento dello yen sul dollaro. Il recupero del dollaro sopra 107.50 riporta sul focus operativo la possibilità che il dollaro possa salire oltre 108.50 sciogliendo definitivamente (almeno per il breve) i timori legati alla finestra che si era aperta sul tema dell’avversione al rischio con il rialzo dello yen.  In sintesi si guarderà all’area 108.50 per catturare anche sul fronte delle correlazioni intermarket segnali che possano riportare maggiore serenità sul fronte azionario. La BoJ da pochi minuti ha concluso il suo meeting mensile. Nel comunicato conferma di aver mantenuto i tassi invariati, indicando però la volontà di espandere gli stimoli all’economia già nel suo board di ottobre se necessario. Come atteso, BOJ ha lasciato i tassi a breve a -0,1% tentando di riportare allo 0 il rendimento del JGB a 10 anni nell’ambito della sua politica di controllo della curva.

 

WB ANALYTICS: EUR USD FED RATE

WB ANALYTICS: EUR USD FED RATE

Il grafico orario su eur usd già pubblicato dopo le decisioni della Bce continua tecnicamente a dominare il flusso dell’elasticità tra domanda ed offerta infraday.

 

FEDERAL RESERVE: Oggi si riunisce il Board

Il rialzo dei prezzi del greggio causato dagli attentati all’Aramco, in Arabia Saudita, ha spinto le quotazioni al di fuori di una situazione che rischiava di riportare il trend del  nuovamente verso gli abissi di un bear market. Nel rapporto mensile di settembre avevamo fissato per il breve termine una reazione dei prezzi del Brent in direzione di area 62.50, pur mantenendo un target di breve termine orientato ai recenti minimi. La violazione di 62.50 (contratto future Brent) ha determinato le condizioni per un reversal che secondo le nostre stime punterebbe verso area 80 usd/bar.

I rendimenti sul 10 anni USA sono nel frattempo risaliti verso area 1.90% dai minimi di fine agosto poco sotto 1.50%. Questo accadde a poche ore dal meeting del Fomc, l’organismo che in ambito Fed decide la linea di policy monetaria della banca centrale americana. Domani sera il Governatore Powell annuncerà le decisioni prese dal consiglio dopo un periodo di grandi pressioni esercitate dalla Casa Bianca per abbassare i tassi di interesse.

Agli inizi del mese il mercato scontava oltre il 90% di probabilità che la Fed avrebbe deciso un taglio di 25 punti base; ora, dopo l’attentato, il mercato sconta una probabilità poco superiore al 60%.

L’eur usd infatti dopo aver testato l’area 1.1110 (nostra area di resistenza 1,1130) è tornato a ripiegare verso 1.10.

La Federal Reserve si troverà sul tavolo oggi all’apertura del Board le seguenti informazioni: rialzo dei prezzi del Brent, rialzo dei rendimenti, Standard & Poor sulla soglia dei 3000 punti, condizioni macro non esaltanti, guerra commerciale e pressioni di ogni tipo da parte dell’Amministrazione.

La perdita frazionale alla chiusura di ieri dell’indice S&P 500 potrebbe sembrare poco significativa rispetto agli eventi, tuttavia il comportamento del mercato negli ultimi giorni lascia aperta la porta per l’avvio di prese di beneficio più consistenti qualora la Federal Reserve lasciasse invariati i tassi.  Una simile decisione produrrebbe un vuoto d’aria significativo, annullando i guadagni accumulati nelle ultime settimane.

Molti studi di comparazione analitica tra andamento dei prezzi del greggio e risposta del ciclo economico mettono in evidenza come i picchi di trend del petrolio anticipino di fatto l’inversione del ciclo di crescita.  In ogni caso i recenti dati sul manifatturiero e sui servizi USA mettono in evidenza una perdita di momentum che è già stata messa a fuoco dalla Federal Reserve. La caduta dell’indice PMI Composite verso la soglia 50 ha già attivato un primo taglio. L’inclinazione della curva potrebbe suggerire che il Board possa prendere in considerazione un ulteriore intervento accomodante.

 

MARKIT PMI FEDERAL RESERVE

US COMPOSITE PMI VS DECISIONE FEDERAL RESERVE

 

STANDARD & POOR 500

WB ANALYTICS STANDARD & POOR 500

BCE DECISIONE TASSI

QE to eternity … semplicemente porte aperte al QE perenne?

Sono molte le interpretazioni che si possono sviluppare in merito alla decisioni del Board della BCE di ieri. 20 miliardi di acquisti mensili senza definire una scadenza temporale al piano lascia qualche dubbio sull’applicazione del programma in merito alla quantità della carta disponibile sulla base del regolamento che impone limiti di acquisto sulle emissioni governative.

Diversi calcoli proiettano l’orizzonte temporale relativo al cap definito delle attuali regole d’ingaggio a non oltre i 12 mesi.  In altre parole si ritiene che il limite del 50% acquistabile sulle emissioni (per esempio) della Germania possa essere raggiunto in tempi brevi.

La cronaca di ieri, dopo il nostro post sugli effetti dell’annuncio, è proseguita con il prontissimo tweet di D Trump in merito alla volontà della BCE di voler indebolire l’euro ai danni dell’export USA.  La denuncia del Presidente si è palesata esattamente prima che le negoziazioni violassero i minimi a 1.0930 eur usd.  I tweet pubblicati da Trump per contestare l’eccessiva forza del dollaro, vengono emessi sempre in ordine a livelli tecnici significativi. Questo lascia intravvedere  che dietro alle sue polemiche ci sia una regia consapevole dell’effetto prodotto dalle stesse, quantomeno voluto dalle stesse.

Trump con i suoi tweet ci dice che il dollaro forte danneggia l’economia USA, ma implicitamente ci dice anche che il dollaro rappresenta per i mercati la migliore allocazione dei flussi mondiali in cerca di parcheggio.  Per il momento i suoi interventi rallentano l’apprezzamento del cambio. Il minimo di ieri annulla ancora una volta temporaneamente  la prosecuzione dell’azione riflessiva dell’euro aprendo una nuova parentesi correttiva. In giornata il cambio punterà verso quota 1.1130 innescando qualora dovesse violare il livello la ricopertura degli short speculativi di breve presenti sul mercato. Ciò produrrebbe una reazione più articolata dell’eur usd in proiezione dei consigli delle altre banche centrali che si riuniranno la prossima settimana: Federal Reserve, Bank of England e Bank of Japan. Anche in questo caso sono attese decisioni di forte impatto.

Il processo decisionale monetario presso le banche centrali del mondo è guidato dalle preoccupazioni sulla salute dell’economia globale e in particolare sulla misura in cui le guerre commerciali danneggiano la crescita. Il PMI globale di JPMorgan, compilato da IHS Markit, è stato vicino ad un minimo di tre anni ad agosto, in un peggioramento del quadro commerciale, con le esportazioni di beni che sono scese al ritmo più rapido dalla fine del 2012.

 

EUR USD TREND

WB ANALYTICS EUR USD INFRADAY H 9.30 (GMT+1)

 

I mercati obbligazionari reagiscono anch’essi dopo l’iniziale risposta positiva. I rendimenti correggono valore con un parziale apprezzamento dopo la pubblicazione del comunicato  seguito alla conferenza stampa di Mario Draghi.  IL 10 anni Italia dovrebbe riavvicinare la soglia 1.05%.  Quelli azionari dimostrano invece pieno apprezzamento per le misure prese. L’indice Eurostoxx 50 si riporta in direzione dei massimi per collaudarne la tenuta o meno. Positive le banche che, nonostante le polemiche sull’ulteriore erosione di redditività generata dal nuovo QE, questa mattina guidano i rialzi dello Stoxx 600.

 

EUROSTOXX 50 TREND

WB ANALYTICS EUROSTOXX 50

BCE

Decisione della BCE su tassi ed effetti su eur usd alla conclusione del meeting di oggi

Nella riunione odierna il Consiglio direttivo della BCE ha adottato le seguenti decisioni di politica monetaria:

(1) Il tasso di interesse sull’impianto di deposito sarà ridotto di 10 punti base a -0,50%. Il tasso di interesse sulle principali operazioni di rifinanziamento e il tasso sull’indebitamento marginale rimarranno invariati ai livelli attuali rispettivamente dello 0,00% e dello 0,25%. Il Consiglio direttivo ora si aspetta che i tassi di interesse chiave della BCE rimangano ai loro livelli attuali o inferiori fino a quando non ha visto le prospettive di inflazione convergere saldamente a un livello sufficientemente vicino, ma inferiore al 2% nel suo orizzonte di proiezione, e tale convergenza è stata costantemente riflesso nella dinamica dell’inflazione sottostante.

(2) Gli acquisti netti saranno riavviati nell’ambito del programma di acquisto di attività (APP) del Consiglio direttivo a un ritmo mensile di € 20 miliardi a decorrere dal 1o novembre. Il Consiglio direttivo si aspetta che funzionino il più a lungo possibile per rafforzare l’impatto accomodante dei suoi tassi ufficiali e per terminare poco prima di iniziare ad aumentare i tassi di interesse chiave della BCE.

(3) I reinvestimenti dei pagamenti principali derivanti dalla scadenza dei titoli acquistati nell’ambito dell’APP continueranno, per intero, per un lungo periodo di tempo oltre la data in cui il Consiglio direttivo inizia ad aumentare i tassi di interesse chiave della BCE, e in ogni caso fino a quando necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario.

(4) Le modalità della nuova serie di operazioni di rifinanziamento a più lungo termine mirate su base trimestrale (TLTRO III) saranno modificate per preservare condizioni di prestito bancario favorevoli, garantire la trasmissione regolare della politica monetaria e sostenere ulteriormente la posizione accomodante della politica monetaria. Il tasso di interesse in ciascuna operazione sarà ora fissato al livello del tasso medio applicato nelle principali operazioni di rifinanziamento dell’Eurosistema durante la vita del rispettivo TLTRO. Per le banche i cui prestiti netti ammissibili superano un benchmark, il tasso applicato nelle operazioni TLTRO III sarà inferiore e può essere basso quanto il tasso di interesse medio sull’impianto di deposito prevalente durante la vita dell’operazione. La scadenza delle operazioni sarà estesa da due a tre anni.

(5) Al fine di sostenere la trasmissione bancaria della politica monetaria, sarà introdotto un sistema a due livelli per la remunerazione delle riserve, in cui parte delle disponibilità bancarie di liquidità in eccesso sarà esentata dal tasso di deposito negativo.

 

EFFETTI EUR USD L’euro subisce l’offerta subito dopo la pubblicazione del comunicato stampa della BCE

I corsi rimangono attratti dai recenti minimi confermando la tendenza delineata nel nostro rapporto FX inserito nell’Outlook WB Perspectives.

La reazione iniziale dovrebbe portarci verso gli obbiettivi indicati nel report dopo la verifica di quello intermedio a 1,10 eur usd. A brevissimo quindi ci attendiamo una prosecuzione del movimento sotto i precedenti i minimi confermando quindi la credibilità delle stime effettuate. Beneficiano dell’esito del meeting  lo spread e sopratutto il 10 anni Italia tuttora orientato a raggiungere il nostro target 0,5% annunciato ancora agli inizi di giugno.

Le borse stanno violando i primi livelli che hanno ostacolato i recuperi nelle ultime settimane. Attendiamo la conferenza stampa, ma soprattutto attendiamo ora l’altro importante meeting della Fed in calendario la prossima settimana per completare il quadro sulla nuova impostazione di policy monetaria adottata dalle banche centrali in risposta al rallentamento globale.

 

 

EUR USD BCE

DECISIONE BCE EUR USD

TOL EXPO BORSA ITALIANA

TOL EXPO BORSA ITALIANA

TRADING ON LINE BORSA ITALIANA

TOL EXPO BORSA ITALIANA

MILANO 23 24 OTTOBRE 2019

 

TOL Expo aprirà le porte a due giorni ricchissimi di eventi, incontri, e didattica dedicata al trading OnLine.
Registrati ora per avere la priorità di accesso e ricevere in anteprima i programmi degli eventi e degli interventi delle due giornate.

Wlademir Biasia, responsabile del servizio ricerca e consulenza di WB Advisors parteciperà alla Tavola Rotonda

  • Scenari macroeconomici e impatti sulla Borsa

L’accesso alla Trading Online Expo 2019 è gratuito.
La registrazione online è obbligatoria.

TOL EXPO BORSA ITALIANA 2019

 

CARLO COTTARELLI

 

PROGRAMMA

Stiamo lavorando ad un ricco programma di incontri e didattica, di altissimo livello.

Qui di seguito un parziale elenco provvisorio delle conferenze a cui potrai partecipare nelle due giornate:

  • Il debito italiano: perché è un problema e come ridurlo per far crescere il Paese
  • Strategie di trading sulle Weekly MIBO in funzione degli scenari macroeconomici
  • Risk Management e trading di Opzioni (intervento con traduzione simultanea dall’inglese)
  • Come muovere i primi passi in Borsa
  • Goal Based Investment: la pianificazione finanziaria per obiettivi
  • Individuazione e Analisi di Bias su FTSE MIB
  • Soggetti abusivi, schemi piramidali e prodotti rischiosi. Cosa è importante sapere. Quali presidi ci tutelano
  • Scenari macroeconomici e impatti sulla Borsa
  • Market Making: caratteristiche ed evoluzione dell’attività di market making
  • Trading di Certificati su Sedex
  • Live Trading in tempo reale con i migliori trader professionisti
  • Risparmio, certificati e obbligazioni: approcciarsi ai mercati con un’ottica diversa
  • Un mondo di opportunità con gli ETF

Alcuni dei relatori: Alessandro Aldrovandi, Gabriele Bellelli, Wladimir Biasia, Davide Biocchi, Giovanni Borsi, Tony Cioli Puviani, Carlo Cottarelli, Stefano Fanton, Salvatore Gaziano, Massimo Giorgini, Luca Giusti, Gaetano Evangelista, Giovanni Lapidari, Claudio Kaufmann, Eugenio Sartorelli e tanti altri grandi professionisti.

 

WB PERSPECTIVES

 

ALL YOU NEED IS A CASH

WB PERSPECTIVES OUTLOOK SETTEMBRE

 

Money never sleeps diceva Gordon Gekko… Con settembre riprendono i meeting delle banche centrali. La BCE si riunisce il 12, la Federal Reserve riunisce il FOMC il 17 e 18. I mercati attendono le loro decisioni in merito alla linea di policy monetaria anticipata durante l’estate dai membri dei rispettivi Board.

Abbiamo pubblicato il nostro Outlook sui mercati finanziari mensile, WB Perspectives, indicando le nostre attese sullo scenario operativo con le stime ed i target di movimento per oltre  50 items tra strumenti ed indici di mercato coperti dalla nostra ricerca: indicatori di sentiment, interest rate, exchange rate, commodity e stock index.

Il livello di tensione  che ruota attorno alle decisioni che assumeranno i board delle due principali banche centrali rimane al centro della scena operativa, mentre il quadro macro continua a deteriorare.

Il quantitative easing rimane l’opzione più accreditata nelle scelte operative delle banche centrali. Ha il compito di controbilanciare gli effetti dello stock di debito accumulato dalla crisi del 2008, offrire sostegno ai mercati azionari e mitigare le tensioni valutarie. Sarà sufficiente?

Dove saranno i tassi nel 2020? Le borse saranno in grado di superare la regressione degli EPS? Il dollaro rimarrà l’opzione favorita nel mercato dei tassi di cambio o la Casa Bianca cercherà di intervenire per svalutare il dollaro?… continua a leggere l’Outlook