Abbiamo fatto alcune proiezioni di stima sul QE ed in particolare sul PePP: aspettatevi un aumento del QE nel Consiglio BCE del 4 giugno.

Le attuali proiezioni degli acquisti settimanali operati dalla BCE nell’ambito del PePP ci portano a stimare entro la fine dell’estate (al più tardi inizio autunno), l’esaurimento delle disponibilità prevista dal piano. Per tale ragione la scorsa settimana avevamo postato una nostra analisi sulla necessità di aumentare la dotazione del programma di 350 miliardi di euro.

A questa somma dobbiamo ora aggiungere l’eventuale ammontare che emergerà dall’approvazione del rivisto Recovery Fund per le somme eccedenti i 500 miliardi, in quanto il differenziale dovrebbe essere coperto da emissioni di bond sovranazionali acquistati dalla BCE. Attualmente sono stati proposti 250 miliardi. Come noto l’approvazione è stata rimandata all’Eurogruppo del 17/18 giugno.

AMPLIAMENTO DEL PROGRAMMA PEPP

Oltre all’ampliamento del programma, il Consiglio dovrà, per le ragioni sopra esposte, allargare il perimetro dei titoli eleggibili includendo bond sovranazionali ed in considerazione della congiuntura e dei downgrading sul giudizio di merito creditizio, potrebbe cogliere l’occasione per inserire nel perimetro anche i cosidetti Fallen Angel , meglio noti come junk bond.

Pensiamo che il momento più appropriato per prendere tali decisioni coincida con l’attuale , in quanto i riflessi dell’emergenza Covid-19 ed i suoi impatti economici sono ancora fortemente sentiti dagli stakeholder della politica e dall’opinione pubblica. In futuro il quadro potrebbe mutare e rendere meno stringenti le pressioni positive del consensus.

Qualora il Board dovesse seguire un simile percorso, le reazioni del mercato sarebbero significative.

REAZIONI ALLE DECISIONI DEL CONSIGLIO BCE

Riteniamo che gli spread sovrani dovrebbero beneficiare ulteriormente della decisione SULL’ALLARGAMENTO DEL PEPP. Primo fra tutti lo spread del BTP a 10 anni. Come abbiamo scritto in WB PERSPECTIVES, ci aspettiamo un ritorno del 10 anni verso area 1,20-1,00% nelle prossime settimane. Nel report prendevamo in esame la tenuta di area 210 bp  come limite al rialzo e l’avvio di un movimento riflessivo del 10 anni da 1,95/85 verso gli obbiettivi segnalati. L’attuale quotazione a 1,45% conforta ulteriormente la nostra analisi.

L’altro tema aperto riguarda l’eur usd. Ieri il cambio è salito oltre la soglia tecnica 1,10, livello che dal mese di aprile delimitava sostanzialmente il cap del range  il cui floor quotava 1,08,   aprendo una finestra che potrebbe spingere le contrattazioni verso area 1,12-1,1250.

La nostra idea è che il mercato possa cercare di posizionarsi alla vigilia del meeting BCE proprio a ridosso della soglia in modo da violarla ne caso in cui il Consiglio non dovesse prendere in considerazione alcuna ipotesi di ulteriore allentamento monetario.

WB PERSPECTIVES: PEPP - BTP 10 Y YIELD

WB ANALYTICS: PEPP – BTP 10 Y YIELD

 

WB PERSPECTIVES 26 MAG 2020

WB PERSPECTIVES 26 MAG 2020

ESERCIZI DI ECONOMIA

Per scaricare il report digitare sull’immagine

WB PERSPECTIVES

REPORT DI ANALISI INTERMARKET

EARNINGS GROWTH EUROPE

EARNINGS GROWTH EUROPE

Gli Earnings Growth estimated per lo Stoxx 600 sconta ad oggi una contrazione degli utili per il I°Q 2020 del 36% da inizio anno. Il fatturato al primo trimestre flette del 3,7%.  Le misure di restrizioni entrano in vigore in Europa a marzo. Pertanto è logico pensare che la contrazione del fatturato sia imputabile all’ultimo mese del trimestre esaminato.

In queste settimane i mercati azionari hanno influenzato non poco le altre asset class. Nell’ambito delle interrelazioni che ognuna di queste intrattiene all’interno dell’universo mondo dei mercati l’equity rappresenta con buona probabilità, secondo i nostri studi, l’indicatore guida che attraverso la dinamica Risk_On / Risk_Off influenza con un rapporto causa effetto tutti i segmenti di mercato. E’ un pò come assistere ad una tappa del giro d’Italia. C’è sempre una pattuglia di ciclisti che tende a trainare il gruppo.

Nell’elasticità di queste interrelazioni abbiamo visto il crash dei mercati azionari, il loro recupero ancorché parziale, e come noi pensiamo e scriviamo sin dagli inizi della crisi Covid-19 il loro ritorno al ribasso. C’è un intervista televisiva rilasciata a Giuseppe di Vittorio il 9 aprile  che riporta fedelmente la nostra view di mercato con la conferma di quanto abbiamo sempre sostenuto.

Lo scorso lunedì abbiamo assistito ad un rialzo miracoloso che, complice la notizia di un imminente vaccino rilasciata proprio prima che gli indici infrangessero al ribasso le soglie critiche, non ha fatto altro che perpetuare la consueta azione distributiva prima di togliere il probabile sostegno agli acquisti.

PMI % CONSUMER CONFIDENCE

al rialzo di lunedì abbiamo pubblicato un post in cui abbiamo messo in evidenza il rapporto tra consumi e Standard & Poor 500. Il perché è presto detto:  l’economia USA si regge prevalentemente sui consumi, buona parte di quella mondiale sulle esportazioni verso gli USA. Un malessere accusato dai consumatori americani può scatenare una pandemia seria sugli altri mercati export oriented. Nulla di male. Anzi per l’Italia questo legame rappresenta un cordone ombelicale a cui attingere le uniche speranze di crescita. La maggior parte delle aziende che  internazionalizzano pongono il mercato statunitense al primo posto dei propri interessi. In questo modo si creano legami per cui oggetti metafisici come la geopolitica, assumono ruolo e consistenza.

Purtroppo in questa fase i consumatori americani hanno timori verso il futuro prossimo.  Questa mattina abbiamo inviato un report sulla fiducia delle imprese raccolta nel sondaggio PMI di maggio. La loro speranza è fortemente correlata al ritorno degli ordinativi. Una parte di questi dipende dal sentiment del consumatore USA. Direttamente e non, attraverso le filiere,  esso esprime la propria forza economica.

Con il crollo dell’occupazione negli USA a livelli record nella storia contemporanea, non possiamo aspettarci a breve la ripresa dei consumi. Le catene di distribuzione, fatta eccezione per quelle digitali, sono comunque in crisi.

WORLD CONSUMER CONFIDENCE

WORLD CONSUMER CONFIDENCE

EARNIG GROWTH VS. MARKET CYCLE

Le vendite che sono ritornate sugli indici azionari nella giornata di ieri rischiano quindi di spingere le quotazioni degli indici verso i minimi toccati la scorsa settimana. Se la Fed o qualche altro soggetto non saprà fornire una buona notizia al nuovo test di area 280/2750 – S&P 500, 326/323 – Stoxx 600, dovremmo rassegnarci ad assistere ad una altro spiacevole episodio di ribassi.

In questa fase il nostro algoritmo ADVANCE CYCLE ha raggiunto il suo picco di espansione massima, mentre l’algoritmo su cui basiamo lo sviluppo tendenziale del ciclo, TREND CYCLE ,  posizionato nella parte intermedia del grafico, ha continuato a mantenere un segnale di tendenza negativo.

La buona notizia è che il Covid 19 perderà i suoi effetti distorsivi. La flessibilità del sistema America tornerà a riassorbire la forza lavoro non occupata più velocemente di quanto non lo farà l’Europa. La Fed piaccia o no continuerà a fornire la liquidità ai mercati. Ritorneranno le opportunità.

EARNINGS GROWTH EUROPE

WB ANALYTICS: STOXX 600

Questa mattina sono stati pubblicati le stime flash per il PMI Indicator del mese di maggio.

I sondaggi sul sentiment delle imprese evidenziano un primo  importante segnale di reazione. Nel report analizziamo i PMI rilevati nell’Eurozona,  UK ed  USA.

Per l’indice PMI sull’Italia e la Cina dovremo attendere l’1 giugno. Come sappiamo il dato PMI (Purchase manager Index), elaborato da Markit, ha un’elevata correlazione con i mercati in quanto costituiscono uno dei riferimenti che le banche centrali analizzano per stimare il quadro economico. L’Eurozona proviene da una striscia di dati estremamente negativi. I peggiori da quando la serie storica è disponibile. Quindi il dato di questa mattina interessa in quanto si riferisce al periodo che coincide con l’inizio dello smantellamento del lockdown.

I dati PMI rappresentano per il nostro modello di ricerca uno dei principali leading indicator sull’andamento dell’economia. Nei nostri studi abbiamo verificato una forte correlazione tra il loro andamento e le scelte di politica monetaria delle BC, nonché un impatto significativo sui mercati finanziari i quali, attraverso un articolato rapporto di interrelazioni tra un comparto e l’altro, creano un fenomeno di causa effetto estremamente utile per leggere le dinamiche dei cambi, tassi d’interesse e materie prime.  

Continua leggere l’analisi e le prospettive sul mercato dei cambi…

Inviaci email per richiedere le modalità di sottoscrizione dei nostri approfondimenti

 

PMI INDEX

WB ECONOMICS PMI INDEX

La reazione al rialzo del SP 500 e delle borse azionarie nella giornata di lunedì ci lascia piuttosto perplessi.

La Grande crisi finanziaria del 2008 ha visto il più grande intervento di sempre delle principali banche centrali, con la Fed, la BCE e la BoJ che hanno ampliato il loro portafoglio di attività di $ 3 trilioni di dollari. Da allora il bilancio consolidato è aumentato di ulteriori 9 triliuoni di dollari. L’attuale crisi COVID-19 ha innescato un ulteriore aumento di circa $ 5 trilioni.  E’ più che probabile che  è l’ammontare raggiunto non si esaurisca agli attuali valori accumulati. Le attività delle principali banche centrali probabilmente supereranno presto $ 20 trilioni in totale. La politica monetaria non convenzionale è qui per restare. Gli stimoli di nuova generazione hanno sostituito la risposta convenzionale alla crisi. La leva sui tassi non funziona più da quando gli stessi hanno raggiunto quello che noi chiamiamo il Ground Zero Experiment.

central bank balance sheet

BILANCIO DELLE BANCHE CENTRALI

 

Gli interventi hanno modificato le dinamiche della price discovery action sul SP 500 e sui mercati. A guidare gli investitori non sono i fondamentali di una compagnia, bensì le azioni stimolative delle banche centrali.

 

C’è un indicatore che seguiamo da sempre con estrema attenzione per comprendere l’andamento del mercato azionario USA: il rapporto tra consumatori ed SP 500.

 

CONSUMER CONFIDENCE VS. SP 500

CONSUMER CONFIDENCE VS. SP 500

La correlazione tra le due serie storiche è estremamente elevata. Tuttavia nell’ultimo periodo gli interventi della Fed hanno evitato che il deterioramento della fiducia dei consumatori USA producesse una reazione a catena sul mercato azionario.

La scorsa settimana abbiamo avuto un primo segnale di convergenza stroncato lo scorso lunedì 18 proprio nel momento in cui l’indice stava per violare l’area che abbiamo segnalato come possibile trigger d’innesco di un ulteriore finestra di vendite sull’azionario. La notizia sull’imminente disponibilità di un vaccino ha prodotto la reazione dei mercati  azionari.  Ci sembra un chiaro pretesto per eludere il rischio che stava accumulando. Soprattutto la coincidenza dell’annuncio ha contribuito a dare maggior spessore al ruolo che la soglia tecnica ha assunto nel quadro generale del funzionamento del mercato.

Le vendite di questa mattina confermano i nostri timori.

 

avversione al rischio

I segnali di avversione al rischio stanno ritornando a flirtare con i mercati. Lo scenario previsto sin dagli inizi della crisi OUTBREAK (24 feb) e  WB PERSPECTIVES BREVE STORIA DEL PROSSIMO BEAR MARKET rimangono di grande attualità sia per le stime effettuate sulla prima ondata di vendite sui mercati azionari, sia per i livelli indicati sin dall’inizio sui limiti del recupero. Già recupero e non rialzo. La sottile differenza corre tra la tenuta di una condizione generale di rischio e apertura di una nuova fase impulsiva di ripresa.

Del resto nelle ultime giornate è notevolmente aumentata la domanda sulla tenuta dei listini azionari ed in particolare di alcuni singoli titoli nonostante la drammaticità dei dati che stiamo leggendo e che in prospettiva rimarranno critici. Oggi avremo i dati relativi alla produzione industriale dell’Eurozona. Le attese riportano una caduta del 12,1%.

In Italia la produzione industriale è scesa del 28,4% a marzo dopo il – 10 di febbraio. L’Istat riferisce che la misura rettificata ai giorno lavorativi è scesa del 29,3% a / a (-2,3% a / a a febbraio). In entrambi i casi, sono i declini più ripidi da quando è iniziata l’attuale serie produttiva nel 1990. In un solo mese, la produzione industriale è diminuita più che durante l’intera crisi del 2008/2009.

Analizzando la suddivisione per settore, notiamo che i più colpiti sono stati i mezzi di trasporto e i prodotti tessili e in pelle, tutti contratti di oltre il 50% a/a; non sorprende che solo il settore alimentare, meno colpito dal blocco, sia stato in grado di limitare il danno, contraendo “solo” il 6,5% a a.

Prepariamoci per dati ancora negativi

Con il lockdown per l’intero mese di aprile, i dati sulla produzione  saranno probabilmente peggiori. In assenza di riscontri provenienti dalla fiducia delle imprese, non pubblicati in aprile dall’Istat a causa di problemi di raccolta dei dati, il calo del PMI manifatturiero a 31,1 in aprile (dai 40,3 di marzo) ha già fornito prove qualitative inequivocabili di un ulteriore deterioramento.

Sospettiamo che il recupero non prenderà una forma a V, dimostrandosi invece solo graduale. Da un lato, le misure messe in atto dal governo italiano per sostenere le imprese e le famiglie non hanno finora filtrato nel tessuto economico dell’economia, vista la drammatica carenza di liquidità per molte imprese. Ciò è chiaramente accentuato dalla sovra rappresentazione strutturale delle PMI di piccole dimensioni, intrinsecamente finanziariamente più vulnerabile rispetto a quelle con dimensioni più grandi. In queste condizioni l’attesa per una regressione del Pil pari a poco meno del 10% rappresenta il consenso medio di mercato.

Ma i segnali critici risultano diffusi a livello globale. La caduta degli indici di fiducia delle imprese è in molti casi scesa al di sotto dei livelli registrati nel periodo 2008/9.  Il loro pessimismo apre interrogativi sugli utili delle imprese, sulla grado di resilienza su scala globale, con un maggiore accento verso l’economia occidentale.

Quindi si torna a verificare la tenuta dei mercati e gli eventuali segnali che potrebbero riaprire le condizioni di Risk Aversion.

Nell’ordine di gerarchia riteniamo che lo Standard & Poor 500 costituisca l’indicatore guida. Le due aree 2840 & 2730 costituiranno nelle prossime ore il terreno di scontro/confronto tra le mani forti che cercheranno per diverse ragioni di contrastare le vendite e quelle diffuse tra investitori professionali e non nel prendere atto che le condizioni non sono ancora mature per andare oltre l’attuale recupero.

Il breakout riporta condizioni di rischio

La violazione dl range segnalato riattiva le tattiche di avversione al rischio premiando bond governativi lunghi, monete rifugio, l’oro qualora eviti anch’esso di cedere quota 1680/70 usd/oz.

In Europa guarderemo con attenzione i riflessivi sugli indici azionari core: Dax ed Eurosotxx. Il primo presenta una fascia di protezione tra 10470 & 10250. Il secondo espone già al breakout di area 2800 precari segnali di stabilità.

Per l’Italia dovremo guardare con attenzione ciò che accadrà ai rendimenti sul BTP.  Purtroppo i segnali di avversione al rischio generale tendono a riflettere negativamente sul 10 anni Italia. Auspichiamo, ai fini di una tenuta e la ripresa di un parziale ribasso, che i rendimenti rimangano sotto quota 200 basis Point. Ciò consentirebbe agli stessi di rintracciare e con l’aiuto di mani forti scendere sotto area 1,80 dove collochiamo il trigger per l’avvio di un recupero del secondario sul MTS.

Il mercato dei cambi ed il rischio sistemico

Nel richiamare l’attenzione sugli strumenti che meglio replicano alle condizioni di avversione al rischio non possono mancare le monete. Lo yen, il franco svizzero ed il dollaro americano sono attesi in apprezzamento per effetto dei flussi che migrano dai Risky Asset verso le aree Safe Heaven. 

L?eur usd quota un livello di attrazione a 1,0770, mentre l’eur chf continua a flirtare con i minimi a quota 1,05. Il rapporto usd jpy dopo l’ennesimo sostegno offerto dalla BoJ tornerà a flettere. In questa occasione il punto da violare si abbassa a 104,60.

Buongiorno,

abbiamo oggi un pacchetto di dati in calendario piuttosto importante a partire da Moody’s. Nella cronostoria attesa della giornata abbiamo messo in evidenza i market mover che l’Italia affronterà a partire dalla lettura del rating sovrano ITALIA emessa da Moody’s e DBRS.

Lo spread si presenta in prossimità dell’evento Moody’s in flessione sotto la soglia per noi significativa presente in area 2,05 vedi WB Perspectives 3 maggio. Ovviamente ripercussioni più significative le avremo lunedì alla riapertura dei mercati. Tuttavia è di buon auspicio l’odierna frazionale ma significativa flessione. del 10 anni Italia.

MOODY'S: BTP 10 Y YIELD

WB PERSPECTIVES: BTP 10 Y YIELD

USA UNEMPLOYMENT RATE

In successione nel pomeriggio alle 14.30 avremmo la pubblicazione delle statistiche sull’occupazione USA, numeri da brivido. in due mesi  il tasso è passato da i minimi assoluti 3,5% ad un potenziale 16%. Non c’è mai stato negli ultimi quarant’anni una lettura così drammatica. La buona notizia è che dobbiamo leggere il dato con tuttala flessibilità che l’economia americana esprime in condizioni eccezionali. Quindi possiamo pensare che tali statistiche siano destinate a rientrare.

Tuttavia i mercati iniziano a scontare nuovamente una riduzione dei tassi. Il 10 anni Usa dopo il ritorno verso area 0,50% non si è più allontanato nonostante il recupero della NYSE. Qualcuno comincia a scontare che anche negli USA si possa scendere sotto il ground zero? Powell lo ha escluso. Ma i mercati hanno sempre una parola in più da aggiungere!

Ieri avevamo scritto in merito al rischio cambio eur usd della presenza di un supporto in area 1,0760.  Tale livello come atteso ha contenuto la debolezza dell’euro limitandone il ribasso. Oggi l’unica notizia in grado di spingerlo sotto tale soglia può essere data da una lettura meno negativa del dato sull’occupazione. Il trend però appare sempre segnato a favore della divisa americana.

Sulle borse assistiamo ad un effetto di resilienza straordinario. Rispetto alle ipotesi avanzate nel WB Perspectives del 3 maggio, possiamo confermare che stiamo percorrendo la prima via, ovvero quello che in apparenza sembra la più confortante. In realtà ci sembra che i mercati stiano lavorando all’interno di un range di distribuzione. Attenzione però il trigger eventuale delle vendite si colloca in coincidenza con il transito di quota 2820/800. Si alza quindi il livello di alert rispetto a 2730 segnalato nel report.

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT ADVISORY

Per i nostri Clienti del servizio di Enterprise Risk Management Riskoo segnaliamo l’aggiornamento apportato ai segnali operativi sulle commodity.
PETROLIO BRENT– Prezzi in salita sulla speranza che l’allentamento generalizzato dei lockdown rafforzi la domanda a livello globale. Il futures sul Brent guadagna 29 cent a 29,75 dollari al barile, mentre il contratto Usa segna +28 cent a quota 23,83.

 

ITALIA RATING SOVRANO MOODY’S

Nuovo e assai monitorato test per il debito italiano, questa sera, dopo la chiusura di Wall Street, con il duplice appuntamento dell’aggiornamento delle pagelle sul rating sovrano nazionale da parte di Moody’s e Dbrs.

Incassata la bocciatura a sorpresa da parte di Fitch, intervenuta il 28 aprile al di fuori del calendario stabilito proprio per declassare l’Italia a ‘BBB-‘, un solo gradino oltre il livello spazzatura, l’attesa di mercato e investitori è che entrambe le agenzie confermino il proprio giudizio sul livello attuale. Si tratta di ‘Baa3’ per Moody’e e ‘BBB (high)’ per Dbrs, in entrambi i casi con outlook stabile.

Il dato andrà letto partendo dalla considerazione  che l’agenzia canadese ha il punteggio più alto. L’attenzione sarà quindi focalizzata in particolare su eventuali modifiche da parte di Moody’s. L’ultimo intervento dell’agenzia americana sul rating italiano risale all’ottobre 2018. Anche nel caso di una conferma, entrambe le agenzie sottolineeranno che resta stretto controllo la capacità dell’Italia di riprendersi dalla crisi e di gestire un rapporto debito pubblico/Pil ancor più elevato. Ci si attende altresì’ che venga evidenziato il ruolo chiave della Bce nella riduzione del rischio legato all’aumento dei costi di finanziamento del governo.

BANCHE ITALIA, DEBITO TARGET 2

Da Via Nazionale la statistica mensile sul passivo Target 2 di aprile. Possibile un nuovo peggioramento dopo il vistoso incremento di marzo che ha portato il rosso a 491,642 miliardi, record da novembre 2018 e a meno di un miliardo dal massimo della serie.

BCE

Suonano in questo senso rassicuranti le parole di Christine Lagarde, che ha ribadito ieri come la Bce non abbia alcuna intenzione di lasciarsi intimorire dalla pronuncia della Corte costituzionale tedesca, che ha chiesto all’Eurotower giustificazione per l’ampio programma di acquisto di bond governativi pena la perdita di Bundesbank come principale acquirente. Lagarde ha ricordato che l’istituto da lei guidato e’ un organo indipendente che risponde al Parlamento europeo e agisce all’interno del proprio mandato. Più’ di un osservatore fa notare che sembra probabile a questo punto che la Banca centrale lasci l’onere della risposta direttamente a Buba. Cosi’ come, nelle attese degli operatori, e’ molto probabile che la Bce continui a comprare debito italiano nei mesi a venire, qualsiasi cosa accada (incluso un inatteso declassamento questa sera).

 

EUROPA E MES

In una partita più politica che economica, Roberto Gualtieri partecipa a una nuova riunione dell’Eurogruppo, appuntamento che sulla carta dovrebbe mettere la parola fine al lungo ed estenuante dibattito sul Mes. Il titolare dell’Economia si è impegnato a vigilare che il meccanismo — che metterebbe a disposizione dell’Italia circa 37 miliardi di euro per la spesa sanitaria legata all’emergenza — non preveda alcuna condizionalità. Ieri i commissari Gentiloni e Dombrovskis hanno chiarito — in un documento in vista dell’Eurogruppo odierno — che la richiesta dei fondi della nuova linea di credito del Mes non comporterà programmi di aggiustamento dei conti pubblici. In un’intervista a La Stampa, stamani, Dombrovskis parla del post pandemia e auspica una strategia di ripresa che non lasci nessuno indietro, avvertendo pero’ che le regole del Patto di Stabilità – ora sospese – torneranno in vigore a emergenza superata in quanto gia’ provviste della necessaria flessibilità’. Per quanto riguarda l’Italia, ha aggiunto, l’Ue si attende che al termine della crisi il debito scenda, anche se a un ritmo più lento di quello della Grecia.

 

OCCUPAZIONE USA

Contribuiranno a chiarire il quadro per gli investitori, le statistiche sulla disoccupazione Usa in arrivo nel pomeriggio, con attese che ipotizzano un tasso al 16% ad aprile. Ieri i dati settimanali sulle richieste di sussidio sono rimaste oltre quota 3 milioni, di poco sopra le previsioni, mentre la produttivita’ nel primo trimestre ha registrato il peggior declino dal 2015.

 

CALENDARIO MACRO ECONOMICO DI OGGI

 

USA

Occupati, tasso disoccupazione aprile, salari medi e media settimanale ore lavorate aprile (14,30) – attesa -22.000 occupati, tasso disoccupazione 16%, salari 0,4% mese, 3,3% anno, media settimanale ore lavorate 33,7.
Revisione scorte ingrosso marzo (16,00) – attesa -1% mese.

DATI GIAPPONE

La spesa dei consumatori giapponesi ha mostrato un significativo declino in marzo, mentre l’attivita’ del settore servizi ha segnato la piu’ pesante contrazione degli ultimi 5 anni ad aprile, rafforzando le attese che la terza economia mondiale entri presto in recessione spinta dalla crisi coronavirus. La spesa e’ scesa del 6% annuo (attese -6,7%) dopo il rialzo dello 0,3% di febbraio, secondo dati diffusi dal governo. Decisamente sotto le attese la lettura finale del Pmi servizi che scivola a 21,5 da 33,8 della stima precedente.

 

ITALIA
Anfia-Unrae, rapporto veicoli commerciali aprile.

GERMANIA
Bilancia commerciale e partite correnti marzo (8,00) – attesa avanzo commerciale 18,9 miliardi, esportazioni -5% mese, importazioni -4% mese.

GRAN BRETAGNA
Fiducia consumatori aprile.

GRECIA
Prezzi consumo aprile (11,00).

PORTOGALLO
Bilancia commerciale marzo (12,00).

SPAGNA
Produzione industriale marzo (9,00).

 

 

 

 

 

 

 

MARKET MOVER

FOREX – Il cross euro/dollaro intorno alle 7,50 è a 1,0789 in calo dello 0,06%, l’euro/yen scambia a 114,69 a +0,14%, il dollaro scambia a 106,30 yen in rialzo dello 0,13%.

TREASURIES – Il tasso del benchmark decennale sui mercati asiatici è in area 0,696%, rispetto alla chiusura Usa a 0,713%.

GREGGIO – I prezzi sono in leggero rialzo. Poco dopo le 7,50 i futures sul Brent salgono dello 0,13% a 29,76 dollari al barile, i futures Nymex dello 0,46% a 24,12 dollari.

BANCHE CENTRALI

Attesa stamani per l’audizione del vicepresidente della Bce Luis De Guindos al Parlamento europeo e poi, nel pomeriggio, per la partecipazione della numero uno Christine Lagarde a un webinar, dopo la sentenza tedesca che rischia di minare le fondamenta stesse dell’Ue. Ieri il membro della Bce Francois Villeroy de Galhau ha detto che Francoforte intende onorare pienamente il suo mandato come interpretato dalla Corte di Giustizia Ue. Intanto, all’indomani della decisione dei magistrati di Karlsruhe che hanno dato alla Bce tre mesi per giustificare gli acquisti di bond, il presidente della Bundesbank Jens Weidmann ha dichiarato che il sostegno straordinario di Francoforte all’economia era necessario, e il ministero delle Finanze tedesco ha ribadito che Berlino è ben consapevole della sua responsabilità nei confronti dell’integrazione europea. Secondo alcune fonti, la Bundesbank dovrà sostenere la battaglia legale della Bce. La Commissione ha sottolineato l’indipendenza dell’Eurotower e ha voluto ribadire la supremazia del diritto comunitario.

La BoE ha lasciato i tassi invariati a 0,1%, minimo storico, e ha mantenuto il target di Qe a 645 miliardi di sterline, in linea con le attese.

Anche la banca centrale norvegese annuncia la decisione sui tassi, e in Svezia riunione del board esecutivo di Riksbank.

Diversi, nel pomeriggio e in serata, gli interventi di banchieri Fed, mentre gli Stati Uniti fanno i conti con le drammatiche ricadute dell’emergenza sanitaria. Secondo alcuni analisti, il recente annuncio della Fed di voler acquistare titoli spazzatura potrebbe portare gli investitori, e perfino i regolatori, a smantellare la barriera ‘junk’.

Ad aprile il portafoglio della BoJ di ‘commercial paper’ è balzato di quasi il 30%, segno che l’istituto centrale giapponese sta intervenendo pesantemente sul mercato a favore delle società colpite dalla crisi.

CALENDARIO BANCHE CENTRALI

EUROPA

Svezia, riunione board esecutivo Riksbank (9,00).

Norvegia, banca centrale annuncia tassi (10,00).

Zona euro, vice presidente BCE de Guindos presenta rapporto annuale BCE per il 2019 in audizione a Commissione Affari Economico Monetari del Parlamento Europeo in videoconferenza (9,00).

Zona euro, presidente BCE Lagarde partecipa a webinar Bloomberg (16,00).

USA

Atlanta, intervento online presidente FED Atlanta Bostic (14,30).

Filadelfia, intervento presidente FED Filadelfia Karker (22,00).

Minneapolis, intervento online presidente FED Minneapolis Kashkari (16,00).

Richmond, intervento online presidente FED Barkin (19,00).

ASIA

Giappone, Bank of Japan pubblica verbale riunione di politica monetaria di marzo (1,50).

UE E CRISI – I ministri finanziari della zona euro sperano di raggiungere domani l’accordo finale sul ricorso al Mes per i governi colpiti dall’epidemia, così che il denaro sia disponibile a giugno.

La proposta di Bruxelles sul Recovery Fund arriverà nelle prossime settimane, ha detto ieri il commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni, fiducioso che possa essere approvata dai leader europei a giugno.

Intanto l’Ue prevede per la zona euro una pesante recessione quest’anno, con le conseguenze più gravi, oltre che per l’Italia, per Spagna e Grecia.

 

MERCATO TITOLI DI STATO  ITALIA

BTP  Seduta negativa quella di ieri, con le stime di primavera della Commissione Ue che hanno pesato su un obbligazionario già alle prese con l’incertezza derivata dalla decisione della Corte costituzionale tedesca. Oggi si riparte da 249 punti base per lo spread e 1,98% per il tasso del decennale aprile 2030.

In serata il Tesoro annuncia i quantitativi di Bot annuali che andranno in asta il 12 maggio, mentre ieri ha assegnato l’intero importo offerto — pari a 1 miliardo di euro — nel primo collocamento ‘Tap’ di titoli non più in corso di emissione riservato agli specialisti, tramite piattaforma elettronica.

In attesa dei pronunciamenti di Moody’s e Dbrs domani sera, che tuttavia non dovrebbero riservare sorprese, benchè l’attesa ed in proiezione futura i timori  di downgrade del rating sovrano italiano sotto il livello ‘investment grade’ possano rimanere attivi,  rischia di spingere gli investitori privati stranieri a vendere i governativi italiani, con una potenziale riduzione dell’esposizione da parte di asset manager e hedge fund di circa 80 miliardi di euro. Questo sta producendo un rialzo dei rendimenti verso la parte alta della forchetta che quota una resistenza a 2,05% (10 Y yield)

 

GEOPOLITICA

USA/CINA – Il presidente Donald Trump conta di poter dire in una o due settimane se Pechino adempie agli obblighi previsti dalla Fase Uno del trattato commerciale sottoscritto a gennaio. Nel frattempo il cambio usd cny si indebolisce. I valori devono violare quota 7,05/7,035 per dare un segnale concreto di rafforzamento potenziale dello yuan sul dollaro, come previsto dall’accordo Phase One.

 

CALENDARIO MACRO ECONOMICO

DATI ZONA EURO – In arrivo il dato Istat di marzo relativo alle vendite al dettaglio, su cui peseranno inevitabilmente le restrizioni imposte per contenere l’epidemia; i numeri saranno da confrontare con il +0,8% congiunturale e il +5,7% tendenziale registrati a febbraio. A livello di zona euro, secondo i dati diffusi ieri, a marzo il commercio al dettaglio ha registrato un calo record. Indicazioni sull’economia italiana potrebbero arrivare anche dall’usuale Nota mensile che l’istituto di statistica diffonde alle 11.

In Germania, la produzione industriale tedesca a marzo ha registrato un calo del 9,2% su mese, peggio delle attese che erano per una flessione a livello congiunturale del 7,5%, dopo il +0,3% del mese precedente. Ieri gli ordini all’industria hanno registrato il peggior calo dal 1991, anno di inizio della serie, a causa delle ricadute della crisi sanitaria.

ITALIA

Istat, commercio al dettaglio marzo (10,00).

Istat, nota mensile sull’andamento dell’economia italiana ad aprile (11,00).

PMI Cons Markit HIS aprile (9,30).

FRANCIA

Partite correnti marzo (8,45).

Produzione industriale marzo (8,45) – attesa -12,4% m/m.

Bilancia commerciale marzo (8,45).

PMI Cons Markit IHS aprile (9,30).

GERMANIA

PMI Cons Markit IHS aprile (9,30).

GRECIA

Tasso disoccupazione febbraio (11,00).

ZONA EURO

PMI Cons Markit IHS aprile (9,30).

 

DATI  USA

L’attenzione si concentra sulle nuove richieste settimanali di sussidi, con il consensus Reuters a 3 milioni dopo i quasi 3,84 milioni della settimana scorsa. Gli occupati privati sono calati di 20,2 milioni ad aprile a causa della serrata imposta dall’epidemia.

Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali (14,30) – attesa 3.000.000.

Stima costo del lavoro trim1 (14,30) – attesa 4,0%.

Stima produttività trim1 (14,30) – attesa -5,5%.

Crediti al consumo marzo (21,00) – attesa 15,0 miliardi.

 

DATI CINA

L’export è salito inaspettatamente in aprile, nonostante la pandemia freni la domanda globale. Le esportazioni cinesi hanno segnato +3,5% su anno contro previsioni Reuters per un -15,7%; la bilancia commerciale si è attestata a 45,34 miliardi di dollari rispetto alle attese, pari a 6,35 miliardi. L’indice PMI servizi Caixin ad aprile è a 44,4 dal precedente 43.

PMI servizi Caixin aprile (3,45).

Bilancia commerciale aprile – attesa 6,35 miliardi.

 

 

 

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT

L’euro si appresta ad affrontare una nuova prova di forza o meglio una nuova prova di debolezza!,  come atteso nell’ambito delle nostre strategie di FX Risk Management.  Negli ultimi 60 giorni abbiamo visto una volatilità sul cambio straordinaria. Evoluzioni di prezzo così elevate  che, in assenza di una strategia solida di Enterprise Risk Management, avrebbero messo in difficoltà la mitigazione dei rischi. Soprattutto in un contesto in cui l’incertezza non riguardava esclusivamente il tasso di cambio, quanto gli stessi volumi di budget.

MITIGAZIONE DEL RISCHIO PROATTIVA

Motivo per cui, un errato posizionamento delle coperture con un mismacthing tra i volumi di budget hedggiati  e  quelli effettivamente maturati, sarebbe di per se causa di perdite significative riportate sulla marginalità ma anche sul posizionamento competitivo dell’azienda.

Pertanto in questa fase, a maggior ragione, abbiamo ritenuto di affrontare la sfida imposta dalla scarsa visibilità dei volumi budgettati  coniugando la strategia  di Risk Management con il trend dell’euro. Nella pratica, avendo stimato per l’anno in corso una debolezza del cambio eur usd, abbiamo evitato di coprire gli attesi flussi export, impostando livelli di allerta a sussidio di un eventuale inversione di tendenza.

L’impostazione seguita ha consentito di evitare di coprire a livelli troppo “elevati” il cambio, conseguendo altri due obbiettivi altrettanto importanti: il primo, di assoluto rilievo, ha permesso di guadagnare tempo, maturare maggior visibilità sull’attendibilità del budget ed all’occorrenza una sua revisione in termini di volumi. In secondo piano abbiamo ottimizzato l’impatto dei costi di copertura.

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT IMPORT

Nel caso delle strategie import la nostra politica di Risk Management è stata impostata su basi opposte. Partendo dal presupposto che la nostra ricerca stimava un rapporto di forza del dollaro contro euro, abbiamo impostato sin dalla formazione del budget rigorose coperture per mitigare i rischi attesi. A seguito dell’evoluzione della crisi imposta dal Covid-19, abbiamo anche in questo caso operato più verifiche sui volumi di budget, per avere uno stress test delle strategie da noi impostate. Di conseguenza il Risk Manager ha avuto  le informazioni utili per aggiornare i volumi   adattati al nuovo scenario di business. Nel caso di un’eventuale riduzione del budget, la strategia ha consentito di negoziare in via anticipata le coperture acquisendo un extra profitto, previo un adeguato controllo dei livelli di warning impostati a loro difesa.

EUR USD NUOVA PROVA DI FORZA DEL TREND

In queste ore l’eur usd si appresta a collaudare nuovamente i minimi dell’anno. Ci attendiamo il test dell’area 1,0760. La violazione del livello, altamente probabile secondo i  nostri modelli di analisi, tenderà a forzare anche area 1,06.  Ci troveremo quindi ad assistere ad un ulteriore verifica del nostro target intermedio per il 2020 ed avere ulteriori conferme su quello più ambizioso indicato nell’Outlook 2020.

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT EUR USD

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT: EUR USD TREND

CHIEDI

Inviaci email