WB COMMODITY PERSPECTIVES

Outlook Materie Prime Ottobre 2021

La Sostenibilità dell’Ambiente rappresenta un grande obiettivo comune per tutti. La Governance mondiale sta orientando in tutti i modi l’insieme delle imprese verso cambiamenti epocali il cui fil rouge ESG, relativo agli obbiettivi per la sostenibilità, rappresenta un processo straordinario per spingere verso un cambiamento radicale degli stili di vita  e di consumo. Sappiamo che per il mondo produttivo ciò impone di cercare, di conquistare o acquisire nuove forme di competitività, per generare nuovo valore.

Su questa prospettiva le imprese sono chiamate ad affrontare una vera e propria trasformazione per arrivare a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità dovendo affrontare un mercato, quello delle materie prime, senza un governo degli squilibri che si stanno generando. Da un lato il riordino delle catene di fornitura, le ricalibrazione delle reti di globalizzazione, dall’altro la centralità di alcune commodity verso la transizione verde, stanno tenendo alto il livello di tensione nel comparto.   

In questo modo la sostenibilità rappresenta un problema di business che vale sia per le grandi aziende sia per le PMI di tutti i settori. Una trasformazione che stravolge valore nel momento in cui non è misurabile sulla base di metriche condivise e già codificate,  a causa di dinamiche che consentano al processo di transizione di essere applicato nei tempi necessari per il suo auto apprendimento. 

La conseguenza diretta del caos si riverbera sui prezzi delle materie prime.

Riteniamo che la sovrapposizione della liquidità che le banche centrali hanno e stanno assicurando ai mercati, unita alle strozzature di cui sopra alimentano azioni di natura speculativa. Di questi effetti ce ne siamo ampiamente occupati descrivendo per tempo l’evoluzione dei trend in atto. In particolare abbiamo anticipato la correzione iniziale dei metalli industriali azionata proprio dagli eccessi, identificando le traiettorie dei prezzi in un ambiente complesso.

I metalli hanno avviato in modalità diverse correzioni piuttosto ampie rispetti ai massimi fissati nella prima parte del 2021.

Nell’ultima settimana tuttavia abbiamo osservato una reazione ai ribassi iniziali. Il rame è stato protagonista di un recupero che sta riassorbendo tutto il ribasso generato da maggio a inizio ottobre (-19%).  In una settimana abbiamo assistito al recupero quasi totale della correzione, lo stesso dicasi per le terre rare. Il minerale di ferro 62% invece dopo il crash avviato dai massimi di fine luglio (-48%) ha recuperato solo in minima parte i ribassi subiti. Lo Steel Scrap, dopo il ribasso correlato all’andamento del rame, ha recuperato al momento una parte del precedente ribasso (-16,50%).

Nell’insieme i movimenti descritti pongono l’interrogativo sulla natura di un recupero così concentrato nel tempo. Si tratta di una ripartenza del ciclo rialzista o invece siamo in presenza di una fase di congestione sempre orientata a costruire una nuova gamba ribassista? per continuare a leggere scarica il report

MARKET MOVER MONITOR WEEK 43

Le banche centrali dell’Area Euro, Giappone, Canada e Brasile si riuniscono in settimana per discutere di politica monetaria, non sono attese decisioni sui tassi. I dati macro economici con maggiore impatto da seguire in settimana includono i dati sul PIL del terzo trimestre rilasciati da Stati Uniti, Eurozona, Svezia, Messico e Corea del Sud. L’Australia riporta il tasso di inflazione; il Giappone la produzione industriale .

La riunione di politica monetaria della BCE sarà al centro dell’attenzione. Le elevate pressioni sui prezzi affrontate dal blocco potrebbero indurre il Board a riconoscere  che l’inflazione può essere più persistente di quanto previsto e sostenuto dai policy maker, ponendo l’attenzione su come la BCE si posizionerà nella dichiarazione di accompagnamento al Consiglio di giovedì in conferenza stampa. Non ci si aspettiamo che la BCE prenda in considerazione azioni operative almeno fino alla riunione di dicembre, quando riporterà le nuove proiezioni per il 2022. L’esito della riunione andrà infine analizzato in contrapposizione a quello della FED che si terrà il 2-3 novembre.

Sempre in settimana si riuniscono la BoJ e la BoC. I loro consigli dovrebbero ugualmente segnare il passo rimandando eventuali decisioni in futuro; ciò nonostante i mercati saranno ansiosi di verificare l’effettivo esito dei rispettivi consigli, da cui peraltro non sono attese azioni monetarie, prendendo nota della loro visione sulla natura transitoria o meno delle pressioni inflazionistiche.

Nel frattempo, gli operatori analizzeranno con estrema attenzione l’andamento della della crescita nel terzo trimestre a partire dal PIL degli Stati Uniti e della Eurozona. La perdita di momentum dello slancio del comparto manifatturiero di cui abbiamo scritto durante l’estate ed all’inizio dell’autunno potrebbe aver lasciato il segno sui dati. Analizzando i più recenti dati  PMI emerge un rallentamento della fiducia delle imprese  sia negli Stati Uniti che nella zona euro. Alla base del dato meno brillante ci sono certamente le difficoltà delle forniture con gli  shock dell’offerta registrati in tutti i settori a cui dobbiamo sommare il rincaro dell’energia e di molte commodity (proiezione FED GDPNOW)

MONEY MARKET MOVER WEEK 43

FED GDPNOW FORECAST MODEL III Q 2021

Infine, in vista del rilascio del PMI di ottobre, previsto per l’inizio di inizio novembre, vedremo una serie di dati ufficiali sull’IPC dell’eurozona e dell’Australia, che forniranno informazioni sulle condizioni dei prezzi in un contesto di dell’offerta e dei problemi del mercato energetico.

S&P GLOBAL RATING ITALIA Venerdì sera il pronunciamento di S&P Global sul rating sovrano italiano con il miglioramento dell’outlook a ‘positivo’ da ‘stabile, e la conferma del rating a ‘BBB’. Secondo l’agenzia statunitense l’impegno del governo sul fronte delle riforme a sostegno della crescita rappresenta uno stimolo per l’economia.Nell’ultimo pronunciamento, lo scorso aprile, S&P Global aveva previsto una crescita robusta per la seconda parte dell’anno grazie ai progressi nella campagna di vaccinazione e allo stimolo di bilancio.

BTP E ANNUNCIO TESORO – La settimana sul secondario italiano riprende dai 105 punti base per il premio al rischio Italia-Germania sul tratto decennale e da 0,95% del tasso del benchmarck a 10 anni, su piattaforma Refinitiv. In serata inoltre il Tesoro annuncia tipologia e quantitativi di Btp e CctEu in vista dell’asta a medio lungo del 28 ottobre. Di venerdì sera l’annuncio che, nel collocamento Bot di mercoledì 27 ottobre, saranno offerti 6 miliardi. Passando all’intera zona euro, in una settimana che prevede un lieve calo dell’offerta, in giornata la Ue riapre il titolo ottobre 2028 tra 2 e 2,5 miliardi. Da ricordare che venerdì scorso il numero uno della Federal Reserve Powell ha detto che l’istituto dovrebbe avviare il ‘tapering’ mentre ritiene prematuro un rialzo dei tassi.

TURCHIA – Minimo storico per la lira turca dopo che nel fine settimana il presidente Erdogan ha annunciato di aver chiesto al ministro degli Esteri di espellere una decina di ambasciatori di Paesi occidentali, tra cui gli Usa, per aver sollecitato la liberazione del filantropo Osman Kavala. Nel Paese inoltre le banche di Stato dovrebbero tagliare i costi dei prestiti di circa 200 punti base, secondo tre persone a conoscenza del dossier, dopo il taglio dei tassi della banca centrale della scorsa settimana.

IFO GERMANIA – Protagonista di una seduta avara di spunti macro sarà l’indice Ifo di ottobre. Dopo il 98,8 di settembre, la mediana delle attese raccolte da Reuters ipotizza per il barometro sulla fiducia delle imprese una frenata di oltre un punto pieno a 97,9. Sul morale delle aziende tedesche si ritiene abbia avuto una ricaduta negativa il pesante rincaro dei costi energetici.

CINA ED EVERGRANDE – Dopo il pagamento delle cedole della scorsa settimana, che ha concesso altro tempo per evitare il default, Evergrande ha annunciato di voler dare la precedenza alla crescita del segmento sui veicoli elettrici rispetto a quello immobiliare, spingendo il titolo in rialzo. Più in generale però, i titoli del settore immobiliare scendono dopo l’annuncio di sabato che Pechino introdurrà una tassa pilota sulla proprietà in alcune regioni. Secondo l’agenzia di stampa cinese Xinhua, Pechino “rafforzerà gli aggiustamenti” nella riscossione delle tasse in modo mirato e accurato nell’ambito degli sforzi per raggiungere “la prosperità comune” nel lungo termine.

MARKET MOVER

COMMODITY Segnaliamo il raffreddamento dell’indice sui prezzi dei noli marittimi Baltic Dry Index. I valori sono scesi la scorsa settimana del 6%. E’ prematuro affermare che si tratti di un reversal del ciclo rialzista delle quotazioni. Per poterlo stimare con un livello di probabilità accettabile dovremmo poter rilevare valori inferiori all’attuale quota 10.000 con ulteriori spinte sotto area 8750.  Per rafforzare l’eventuale segnale dovremmo poter tracciare inoltre un vero raffreddamento dei prezzi del petrolio. Il Brent, dopo una brevissima finestra di prese di beneficio da parte dei trader, ha recuperato nuovamente area 85 usd riassorbendo la correzione. Al momento i nostri algoritmi continuano a segnalare ancora una struttura positiva. In settimana non escludiamo un ulteriore apprezzamento del Brent Oil verso area 87,50 usd/bar.   Come scritto lo scorso venerdì stiamo monitorando quota 83/82,50, in quanto sotto tale livello sono presenti potenziali nuovi  ordini di vendita. La violazione spingerebbe le negoziazioni a pronti verso area 77 usd, primo vero tipping point del ciclo rialzista del Brent e del comparto in generale. Le negoziazioni sul gas dovrebbero invece proseguire la loro fase correttiva verso quota 80 euro (Natural Gas Euro TTF).

I metalli industriali, a differenza del comparto oil, continuano invece a muovere i prezzi all’interno di una fascia che continua a confermare le nostre attese in merito ad un’ulteriore correzione dei valori. Riteniamo che anche in questo caso il tapering possa delegittimare  l’azione speculativa tuttora presente nelle dinamiche di trading. Sul nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES  abbiamo messo in evidenza il ruolo della Federal Reserve quale unico driver in grado di raffreddare, con l’avvio del tapering,  quantomeno l’azione speculativa che continua a sostenere le quotazioni delle materie prime.

Di questo processo il dollaro dovrebbe trarne beneficio in linea con quanto anticipato nei piani di Enterprise Risk Management che stiamo elaborando sui budget 20/22 per le aziende a cui offriamo il nostro servizio di advisory operativo.

FOREX Come scritto questa e la prossima settimana si tengono i consigli di BCE e Fed. Vogliamo verificare se alla loro conclusione le rispettive linee di policy rimarranno ancora divergenti: ancora accomodante la BCE, più restrittiva la Fed. Attendiamo quindi di analizzare i contenuti degli statement che verranno rilasciati per aggiornare il nostro   WB RISKOO OUTLOOK report. Recentemente il cambio ha collaudato almeno in un paio di sessioni l’area 1,1675 dove avevamo fissato il cap dell’attuale range di mercato. Ci aspettiamo una progressiva perdita di momentum dell’euro dopo l’eventuale breakout di 1,1620/1,1580 eur usd.

EUR USD CYCLE TREND

WB ANALYTICS_ EUR USD CYCLE TREND

MONEY MARKET MOVER WEEK 43

WB ECONOMICS: MONEY MARKET MOVER CALENDAR WEEK 43

Inflazione e crescita sono al centro dell’attenzione delle banche centrali. Il Dipartimento del Lavoro USA ha  riferito  che l’indice dei prezzi al consumo è aumentato di circa lo 0,4 percento a settembre. I prezzi anno su anno sono aumentati del 5,4%: in termini relativi  il più robusto rialzo annuale dal gennaio 1991.

Quarles, membro della Fed,  ha riconosciuto che l’inflazione attualmente è più del doppio dell’obiettivo a lungo termine del Federal Open Market Committee (FOMC), ma ha affermato di essere “non ancora pronto a concludere che questo periodo ‘transitorio’ sia già ‘troppo lungo'”.

Quarles ha affermato che appoggerà presto la decisione di ridurre il ritmo degli acquisti di asset, il che sarebbe “del tutto coerente con il piano del FOMC di perseguire i nostri obiettivi di massima occupazione e stabilità dei prezzi a lungo termine e la nostra nuova strategia di politica monetaria ” ha dichiarato.

“Penso che sia chiaro che abbiamo superato la prova di ulteriori sostanziali progressi sia verso i nostri mandati sull’occupazione che sull’inflazione, e sosterrei una decisione nella nostra riunione di novembre per iniziare a ridurre questi acquisti e completare tale processo entro la metà del prossimo anno “, ha affermato il Governatore.

Nel contempo in Germania i prezzi alla produzione a settembre sono saliti del 14,2% dal 12% di agosto, il massimo dall’ottobre 1974, quando toccarono il +14,5%. Il PPI  depurato dai costi energetici è comunque salito dell’8,6%, calcolando che il prezzo del gas ha segnato un +58,9% su base annua e quello dell’elettricità un +23%.

Nel loro insieme i due dati evidenziano che il livello della temperatura è salito ben oltre gli equilibri sopportabili dai fondamentali. Indubbiamente il maggior contributo a questa spinta dei prezzi proviene dalle commodity e dalla logistica.

In settimana abbiamo pubblicato la sintesi di un nostro studio sull’andamento del gas naturale europeo e delle prospettive del TTF. I prezzi si muovono con grande velocità evidenziando un livello di volatilità straordinario. Ieri abbiamo assistito ad nuovo allentamento delle quotazioni in direzione del tipping point a 80 euro maturando questa settimana un parziale ribasso del 13,42% (last quote 88,46- max 2021 162 euro).

Il movimento settimanale depone a favore del nostro scenario di base. Tuttavia necessitiamo ancora della conferma risolutiva del breakout di quota 80 euro. Da ieri i leader dell’UE sono in riunione per discutere tra le varie cose di energia e del recente aumento dei prezzi. Valuteranno quali misure adottare a livello nazionale ed europeo per affrontare le ripercussioni di tale aumento.

L’agenda energetica costituisce un passaggio di fondamentale importanza per l’intero comparto delle materie prime. Tutte le macro aree economiche si trovano in questo momento ad affrontare il tema in un quadro in cui la transizione verde impone una serie di tappe forzate difficilmente compatibili con l’attuale assetto energetico.

Oggi, come anticipato lunedì nel nostro MARKET MOVER MONITOR WEEKLY (vedi calendario), avremo la pubblicazione dell’esito dei sondaggi PMI Flash. Le curve, soprattutto sul comparto manifatturiero, sono attese ancora in declino dopo la perdita di momentum registrata durante l’estate. Nell’insieme il rallentamento è imputabile ai noti problemi della catena di forniture ed al rialzo dei prezzi delle materie prime. Un ridimensionamento di quelli energetici impatterebbe su tutto il comparto compreso quello dei noli marittimi. Consentirebbe inoltre alle banche centrali di confermare la loro fiducia sulla transitorietà dell’inflazione.

Nel pomeriggio Jerome Powell terrà un intervento, l’ultimo che precede la riunione della Fed del 2-3 novembre. Analizzeremo con attenzione i contenuti del suo discorso prima che inizi il periodo di silenzio che precede i meeting della Banca centrale USA.

La prossima settimana si svolgerà inoltre una raffica di riunioni di banche centrali in diverse aree del mondo:  Canada, Eurozona e Giappone. Contemporaneamente saranno riportati i dati relativi alla crescita e inflazione del terzo trimestre con il PIL degli Stati Uniti e della Eurozona. 

La riunione di politica monetaria della BCE sarà al centro dell’attenzione soprattuto in scia alle elevate pressioni registrate sui prezzi in Eurozona. La riunione si tiene con l’ombra delle dimissioni del Presidente della Bundesbank e Consigliere BCE;  Jens Weidmann lascerà l’incarico a fine 2021, dopo 10 anni e con sei d’anticipo sulla scadenza del mandato.

Jen Weidmann noto per le sue posizioni intransigenti, si è scontrato più volte con Draghi, cercando invano di succedergli alla guida della Bce nel 2019. E’ altresì nota la sua linea di rigore monetario. Ci chiediamo se si tratti di una svolta sulla linea economica, monetaria e fiscale che modificherà l’approccio futuro dei governi dell’Eurozona!

Nei recenti interventi rilasciati da vari esponenti BCE,  è stato affermato che l’inflazione potrebbe essere più persistente del previsto. Ciò alzerà il livello di attenzione su come si posizionerà il Board nella dichiarazione di accompagnamento di Christine Lagarde nella conferenza stampa su inflazione e crescita. Detto questo, la BCE non dovrebbe intraprendere ulteriori azioni almeno fino alla riunione di dicembre, quando sono attese nuove proiezioni. Separatamente, si prevede che anche la BoJ e la BoC rimarranno in una posizione di attesa la prossima settimana, ciò non toglie che gli operatori presteranno molta attenzione  ai comunicati finali.  Vogliamo capire se ci sia ancora una linea di continuità sulla retorica in merito alla resilienza della ripresa,  soprattutto vogliamo verificare  quanto regga ancora la  convinzione delle banche centrali  sulla natura transitoria delle pressioni inflazionistiche.

MARKET MOVER

Nel mercato delle commodity continuiamo a registrare elevata volatilità. Alcuni segnali di possibile rientro dei prezzi ci lasciano fiduciosi su un prossimo riequilibrio del comparto, un toccasana per inflazione e crescita.  Ma come abbiamo scritto la Fed dovrà dare un segnale inequivocabile di voler raffreddare almeno l’azione speculativa  annunciando il tapering.  Sul nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES  abbiamo preso in esame l’attuale scenario declinando la congiuntura dei prezzi in quadro in cui rimangono possibili ipotesi correttivi in taluni casi molto significative. Il Brent, benchmark per il comparto petrolifero, dopo aver collaudato area 85 usd/usd bar, target indicato nel nostro ultimo Alert, sta aprendo un primo possibile segnale di reversal. Stiamo monitorando in queste ore quota 83/82,50 usd in quanto sotto tale livello sono presenti molti ordini di realizzo sul posizioni speculative lunghe di oil. La violazione ci porterà verso area 77 usd, primo vero tipping point del ciclo rialzista del Brent.

Di questo processo il dollaro dovrebbe trarne beneficio in linea con quanto anticipato nei piani di Enterprise Risk Management che stiamo elaborando sui budget 2022 per le aziende a cui offriamo la nostra copertura operativa.

Dopo le ultime due settimane relativamente tranquille ci aspettiamo un ritorno della volatilità sul cambio eur usd. Continuiamo a confermare l’Outlook indicato nel nostro WB RISKOO report. Recentemente il cambio ha collaudato almeno in un paio di sessioni l’area 1,1675 dove avevamo fissato il cap dell’attuale range di mercato. Ci aspettiamo una progressiva perdita di momentum dell’euro dopo l’eventuale breakout di 1,1620.

 

I prezzi del gas e del petrolio tendono a muoversi su driver governati da almeno due leve: geopolitica ed azione speculativa. 

Il Title Transfer Facility, TTF, è un punto di scambio virtuale per il gas naturale quotato nei Paesi Bassi. Questo mercato offre la possibilità  di negoziare futures, che costituiscono la base di riferimento per l’andamento dei prezzi del gas europeo. Istituito da Gasunie nel 2003, è pressoché analogo al National Balancing Point (NBP) quotato a Londra. Il TTF è gestito da una controllata indipendente di Gasunie, Gasunie Transport Services BV, che è l’operatore del sistema di trasporto del gas nei Paesi Bassi. Il commercio all’ingrosso di gas presso il TTF è prevalentemente condotto fuori borsa tramite intermediari interdealer.  Anche i contratti fisici a breve termine sul gas  sono negoziati e gestiti dall’ICE-Endex Exchange (Amsterdam) e tramite la borsa PEGAS. Il gas TTF viene scambiato in euro per megawattora .

Le quotazioni, in scia al confronto diplomatico tra UE e Russia sul tema NordStream 2, hanno subito un rialzo straordinario.

Storicamente gli scambi fluttuavano tra un cap a 28 eur ed un floor a 10 eur. Lo scorso anno allo scoppio del Covid si sono formati minimi poco sotto 5 eur. Quest’anno a partire dal mese di marzo i prezzi hanno performato un rally che da quota 20 ha spinto i valori al rialzo sino a fissare un picco a 162 eur. Nella stessa giornata i prezzi sono scesi a quota 100 per chiudere a 108,19 eur.

Nemmeno Bitcoin ha visto oscillazioni così ampie in unica seduta! E qui stiamo parlando di Gas, la commodity per eccellenza.

GAS, PETROLIO: TENDENZA ED IMPATTO SU INFLAZIONE

WB ANALYTICS: TTF NATURAL GAS EUR

L’andamento futuro dei prezzi del gas rimane fortemente vincolato alla vicenda NordStream2 e quindi all’apertura definitiva della pipeline che collega direttamente le forniture di Gazprom, dall’hub di Vyborg vicino a San Pietroburgo in Russia al landfall di Greifswald, città anseatica del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, in Germania. 1200 km immersi nel Mar Baltico.

L’accordo tra Germania e Russia è stato, dopo difficili trattative, risolto dal lodo arbitrale nonché politico riconosciuto ed approvato dagli Usa. Ciò nonostante i rubinetti nono sono ancora aperti. Le pressioni politiche russe giocano sulla diminuzione degli stoccaggi in altri siti, che passano per Ucraina e Polonia, per favorire l’attivazione di NordStream 2.

La forza con cui incide il trascorrere del tempo (stagione invernale) spinge le parti a sbloccare gli evidenti ostacoli politici ancora aperti. I mercati giocano le alterne vicende del tavolo negoziale imprimendo forte volatilità sull’elasticità del prezzo.

Pensiamo che lo snodo della tendenza si giochi sulle reazioni che gli scambi rimarranno nel breve  tra 80/e 100 euro. Nel momento in cui si delineerà una possibile soluzione positiva (compromesso politico), i prezzi scenderanno al di sotto della soglia  indicata, aprendo un’ampia correzione dei prezzi che in prima battuta tenderà a spingere le negoziazioni verso 45/40 euro, per riportarli in una seconda fase verso quota 30/26 euro, valore a cui oggi attribuiamo il corretto equilibrio.

Al Nymex i prezzi futures del natural Gas hanno performato con pari andamento: da fine marzo sono saliti da quota 2,50 usd/MMBtu sino a fissare un picco agli inizi di ottobre a 6,47 usd. Nell’ultima settimana sono scesi a 5 usd.  Nel 2008, quando il Brent Crude Oil raggiunse 147 usd, il NG fissò un picco relativo a 13,75, mentre il massimo storico da quando tracciamo gli scambi al Nymex è stato raggiunto nel dicembre 2005 a 15,75 usd.

I nostri modelli di stima al momento rilevano anche in questo caso un’ampia fase correttiva la cui base 5/4,80 usd tende a promuovere brevi reazioni guidate da posizioni di ricopertura speculativa.  Tale soglia costituisce il punto sotto il quale potremmo rilevare una condizione di maggior distensione rispetto alle trazioni speculative che hanno recentemente governato gli scambi. Nela caso in cui si dovesse scendere sotto tale livello scatterebbero diversi ordini di vendita condizionati. Ciò produrrebbe un ribasso in direzione di area 4,00/3,50.

GAS, PETROLIO: TENDENZA ED IMPATTO SU INFLAZIONE

WB ANALYTICS: NYMEX NATURAL GAS USD/B

E’ chiaro che le banche centrali per continuare a sostenere l’ipotesi di una via transitoria del rialzo dell’inflazione, necessitano di avere la conferma dello scenario sopra descritto.

L’allentamento delle tensioni sui prezzi dell’energia contribuirebbe a trasferire i medesimi benefici su tutto il comparto delle commodity industriali di cui scriviamo nel nostro report di ottobre WB COMMODITY PERSPECTIVES

 

Le previsioni economiche faranno il punto questa settimana mettendo a partire dalla pubblicazione del GDP cinese relativo al III°Q 21.   Il consensus riportava un’attesa pari ad una crescita trimestrale dello 0,5%, 5,2% annuale, in flessione rispetto al dato precedente.   Nei tre mesi al 30 settembre il prodotto interno lordo riporta invece un’espansione di 0,2% su base congiunturale, al tasso tendenziale annuo di 4,9%, minimo dal terzo trimestre 2020. Il risultato va confrontato con rispettivi 1,2% e 7,9% del secondo trimestre ma soprattutto con la mediana delle attese pari a 0,5% e 5,2%. A monte della frenata, dicono i dati a cura dell’istituto nazionale di statistica, i numerosi black out, le strozzature nel canale rifornimenti e nuovi focolai di epidemia.
Quanto al singolo mese di settembre, su base tendenziale la produzione industriale segna un incremento di 3,1% (4,5% le attese dopo il 5,3% di agosto), le vendite al dettaglio una crescita di 4,4% (3,3% il consensus dopo il 2,5% del mese precedente). Cala a 4,9% da 5,1% di agosto il tasso di disoccupazione.
Pubblicato mercoledì della scorsa settimana, l’ultimo sondaggio Reuters dedicato alla seconda economia mondiale prefigura per quest’anno una crescita di 8,2% seguita da un rallentamento a 5,5% nel 2022.

La cifra del prodotto interno lordo rilasciata dal National Bureau of Statistics e altri indicatori cattureranno l’impatto iniziale di due shock economici: la crisi del debito ed Evergrande, uno dei più grandi gruppi immobiliari della Cina, e la diffusa e paralizzante carenza di energia. Il premier Li Keqiang ha dichiarato giovedì che la crescita è rallentata nel terzo trimestre senza precisare le dimensioni. L’amministrazione del presidente Xi Jinping ha fatto poco per alleviare le pressioni accumulate sul settore immobiliare del Paese, nonostante rappresenti fino al 30% della produzione economica totale. Pechino ha invece colto quella che crede sia una ” finestra di opportunità ” per disciplinare gli sviluppatori immobiliari sovraindebitati, che vede come una grave minaccia per la stabilità finanziaria della Cina.

Xi e Liu He, premier e consigliere economico più fidato del presidente, “sembrano pronti ad accettare un marcato rallentamento della crescita a breve termine come prezzo per una maggiore stabilità finanziaria a lungo termine”.

Oct 18, 04:00
CNY GDP Growth Rate YoY (Q3) PREVIOUS 7.9%
CONSENSUS
5.2%
ACTUAL  0,2%
CNY GDP Growth Rate QoQ (Q3) PREVIOUS 1.3%
CONSENSUS
0.5%
ACTUAL  4,9%

I dati PMI riflettono un rallentamento progressivo della ripresa.

PREVISIONI ECONOMICHE: MARKET MOVER MONITOR WEEK

WB ECONOMICS: MARKIT PMI MANUFATURING & SERVICES

Oltre ai dati sulla crescita cinese si guarderà con interesse l’esito dei sondaggi flash PMI per cogliere eventuali indicazioni sull’andamento dei tempi di consegna e sulle pressioni esercitate dall’aumento dei prezzi di input delle aziende particolarmente avvertite nei paesi dell’Eurozona.

La tabella riporta i sondaggi rilevati da Markit nel mese di settembre. Venerdì avremo le prime indicazioni flash per verificare se l’attenuarsi della variante delta possa aver inciso in modo positivo alle pressioni evidenziate in precedenza. ùIn settimana abbiamo assistito ad un rimbalzo dei prezzi dei metalli industriali dopo la correzione che abbiamo registrato durante l’estate. Il maggior movimento reattivo è stato registrato dal rame, di converso i prezzi del minerale di ferro 62% pur reagendo dai minimi rimangono piuttosto deboli. Nel report mensile di ottobre affrontiamo la questione cercando di capire se la reazione sia propedeutica ad una ripartenza del movimento rialzista o rappresenti una pausa di consolidamento della correzione performata in precedenza.

Previsioni economiche market mover monitor week

I costi degli input di produzione sono aumentati a un ritmo accelerato a settembre, aumentando a uno dei tassi più elevati visti nell’ultimo decennio  a causa della carenza dei rallentamenti delle forniture e dell’aumento dei costi di spedizione. La crescita della domanda si è tuttavia raffreddata, alleviando parte della pressione al rialzo sui prezzi, legata in parte alla riduzione delle scorte di sicurezza da parte delle aziende rispetto all’inizio dell’anno.

Le pressioni sui prezzi determinano pressioni sulle previsioni economiche per il 2022

Secondo l’esito dei sondaggi Markit, il rapporto JPMorgan Global Manufacturing PMI ha messo in evidenza come l’aumento dei costi sia stato innanzitutto legato all’azione dei fornitori in presenza di carenze diffuse, dai componenti elettronici fino alle materie prime di base utilizzate per i prodotti dell’edilizia. I tempi medi di consegna hanno continuato ad allungarsi sottolineando soltanto nelle ultime settimane un rallentamento degli ineguagliabili ritardi della catena di approvvigionamento registrati negli ultimi mesi a causa della pandemia.

I PMI Flash che saranno pubblicati venerdì consentiranno inoltre di verificare se il rallentamento della velocità di ripresa sia ancora dominante tra le varie aree economiche così come rilevato durante l’estate ed in tal modo modulare le previsioni economiche per il 2022.

previsioni economiche market mover monitor week

Mentre osserviamo con attenzione il momentum dei dati PMI, le banche centrali continuano ad interrogarsi sulla transitorietà o meno dell’inflazione. La BCE continua a confermare sostanzialmente tale visione, mentre altre banche tra cui la Fed sembrano non essere più certe di tale epilogo. In particolare l’interrogativo sul futuro andamento dell’inflazione costituisce un argomento di dibattito tra i consiglieri della Fed. Il tapering atteso per metà novembre appare sempre più certo, ancorché i mercati non diano evidenza di scontarne gli effetti.

MARKET MOVER

STOCK INDEX Abbiamo visto una reazione degli indici azionari unita a quelle delle commodity industriali la scorsa settimana. I valori hanno reagito dai livelli tecnici di sostegno che avevamo segnalato in precedenza. Nel post del 27 settembre indicavamo come punto di supporto per il Dax area 15000, per gli altri indici i minimi di settembre. Il Dax dopo aver chiuso poco sotto area 15000 ha reagito avviando un potenziale consolidamento del range 15000-15750.  Qualora le contrattazioni dovessero rispettare tale banda di oscillazione, senza debordare oltre, potremmo considerare l’attuale reazione come un prologo del movimento di distribuzione propedeutico alla correzione che il tapering potrebbe innescare. Al pari dell’indice tedesco dovremmo avere comportamenti simili negli altri mercati.

COMMODITY Siamo interessati a valutare il comportamento del mercato azionario in quanto potrebbe offrire indicazioni utili da traslare su altri segmenti del mercato quali ad esempio quelle delle commodity.

Qualora dovesse aprirsi una fase di avversione al rischio più concreta di quanto sinora osservato, dovremmo catturane l’evidenza anche sulle contrattazioni che governano le materie prime.

La correzione che abbiamo segnalato ed in seguito visto sul comparto dei metalli industriali, non ha colpito i prezzi dell’energia: oil & gas. Pensiamo che la ragione sia dovuta a rilevanze di ordine politico. In particolare il gas ha subito un accelerazione del rally proprio in funzione del confronto UE-Russia in materia energetica e nello specifico nell’apertura definitiva della rete Nord Stream 2.

FOREX L’elevata volatilità osservata nelle ultima settimana sui prezzi del future del  Natural Gas potrebbe preludere ad un inversione di rotta. Tuttavia attendiamo che anche i prezzi del Brent scendano da quota 85 usd usd/bar per ritirare l’alert indicato agli inizi di ottobre.

Conferma lo scenario di transizione il comportamento del dollaro. I corsi del cambio eur usd dopo aver fissato minimi poco sopra 1,15 hanno reagito contenendo le ricoperture sull’euro sotto area 1,1635/75 come indicato nel post di inizio ottobre.  In settimana seguiremo le negoziazioni per catturare, nel caso in cui i prezzi scendano sotto area 1,1580 eur usd un nuovo segnale di forza della divisa americana confermando le nostre previsioni economiche sul cambio elaborate nel nostro WB FX RISKOO OUTLOOK.

Previsione economiche forex

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

CALENDARIO PREVISIONI ECONOMICHE

WB ADVISORS MARKET MOVER MONITOR WEEK

WB ECONOMICS: WEEKLY CALENDAR 18-22 OTT 2021

US DOLLAR IN CONSOLIDAMENTO. L’indice del dollaro ha chiuso quasi invariato a 94,00 durante la notte confermando l’apertura di una finestra di consolidamento.

Con i dati e gli utili statunitensi che supportano il sentiment degli investitori per ora, l’indice del dollaro sembra vulnerabile a te,mporanee prese di beneficio, senza sorprese negative. L’US Dollar  potrebbe rivisitare i minimi notturni a 93,75 oggi, ma solo una chiusura settimanale stasera sotto 93,50 suggerisce una correzione più profonda. Il forte posizionamento speculativo lungo del dollaro USA nei mercati dei futures probabilmente limiterà i guadagni oggi, poiché le posizioni lunghe sembrano al momento oggetto di realizzi.

Il dollaro USA è sceso in Asia, spingendo EUR/USD e GBP/USD in rialzo dello 0,10% a 1,1610 e 1,3687. Pertanto l’EUR/USD tenderà a rimanere nell’intervallo tra 1,1550 e 1,1650, mentre GBP/USD tende a risalire  salito attraverso la resistenza a 1,3680. Con commenti ancora più aggressivi provenienti dai funzionari della BoE, un nuovo test dei massimi notturni a 1,3730 rimane possibile. Una chiusura settimanale a tale livello conferma la spinta del cable verso 1,3800 la prossima settimana. Una nota di cautela va evidenziata sulla debolezza del dollaro USA  verso JPY: il cambio USD/JPY  ha continuato a salire a un massimo di 22 mesi a 113,90. Il gioco del differenziale di rendimento è molto vivo e un test di 114,50 sembra probabile la prossima settimana. L’acquisto di GBP/JPY, AUD/JPY e NZD/JPY viene spesso utilizzato per riflettere un sentimento positivo nei mercati valutari e dovrebbe significare che i cali di USD/JPY rimangono superficiali.

AUD/USD e NZD/USD hanno cavalcato le onde del miglioramento degli appetiti al rischio degli investitori durante la sessione americana.

In Asia, la PBOC è tornata oggi ad un fixing neutro di USD/CNY a 6,4386, dopo il fix leggermente più debole di ieri sul CNY. La People’s Bank of China (PBOC) ha rinnovato i prestiti a medio termine in scadenza oggi e ha lasciato i loro tassi invariati, 2,95% per i prestiti a un anno, rafforzando l’idea che possa essere necessario un allentamento monetario per sostenere l’economia tra i rischi di stagflazione.  Sembra che il sottile accenno della PBOC all’eccessiva forza del CNY sia stato ascoltato dai mercati locali. Tuttavia, non ci aspettiamo che emerga una tendenza all’indebolimento, poiché è probabile che l’elasticità dei prezzi delle esportazioni aumenti insieme alla bolletta energetica importata dalla Cina.

Il Won coreano si è rafforzato oggi dopo che la Bank of Korea ha trascorso la settimana a vendere dollari per difendere il livello di 1200,00. Il Bok’s Lee ha affermato che un rialzo dei tassi a novembre è possibile e di conseguenza l’USD/KRW è sceso a 1181,50. Ieri l’USD/KRW ha messo in scena una notevole rottura al ribasso attraverso il supporto a 1190,00 e il peggio è probabilmente passato per il Won per ora. Anche le valute regionali sono più forti oggi poiché il miglioramento del sentiment complessivo sui risky asset internazionale indebolisce il dollaro USA.

È probabile che il rapporto CFTC Commitment of Traders riveli ancora un pesante posizionamento lungo del dollaro USA rispetto alle principali valute. Un po’ di abbattimento dell’open interest  è probabilmente necessario prima che il rally del dollaro USA riprenda. Tuttavia, il tapering della Fed continuerà a governare le prospettive di mercato nel quarto trimestre, insieme alla crescente incertezza sui mercati dell’energia e sull’inflazione. Ciò manterrà l’ambiente favorevole alla forza del dollaro USA.

US DOLLAR IN CONSOLIDAMENTO IN ASIA

WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX

FED TAPERING La banca centrale Usa ha segnalato che potrebbe iniziare a ridurre il programma di acquisto titoli entro la metà del mese prossimo per concluderlo intorno a metà del 2022, con i policymaker sempre più preoccupati che l’inflazione alta potrebbe non essere così transitoria come si pensava, emerge dalle minute del meeting di settembre. Numerosi gli interventi pubblici di membri di vertice della banca centrale Usa in agenda.

MACRO USA –  Sul lato macro, occhi oggi nuovamente alle statistiche sui prezzi Usa di settembre – questa volta non al consumo ma alla produzione – con attese di un ulteriore surriscaldamento dovuto soprattutto all’energia a +0,6% su mese e +8,7% su anno, da confrontare con una lettura precedente a +0,7% e +8,3%.
Attenzione anche ai dati settimanali sulle richieste di sussidi di disoccupazione, considerate un barometro dagli analisti per tenere il polso del mercato del lavoro statunitense che, insieme alle statistiche sui prezzi, costituisce uno dei driver principali della politica monetaria della Fed verso il tapering.

INFLAZIONE CINA – Parlando ancora di inflazione, i prezzi alla produzione cinesi a settembre sono saliti a livelli record (+10,7% su anno, sopra le attese, dopo il +9,5% di agosto) a causa dei problemi energetici e del rialzo dei costi delle materie prime, aggiungendo pressione sulle aziende già appesantite dai colli di bottiglia. Nello stesso mese i prezzi al consumo sono saliti dello 0,7% tendenziale contro le attese Reuters per un rialzo dello 0,9%, dopo il +0,8% registrato il mese prima.

BOJ – Bank of Japan deve mantenere il suo massiccio stimolo anche di fronte a un rimbalzo dell’economia, ha detto il membro del board Asahi Noguchi rafforzando le aspettative che il Paese attenderà ancora prima di ritirare le misure di sostegno varate con la crisi.

G20 TASSAZIONE GLOBALE – I leader del G20 ieri hanno sostenuto la proposta dell’Ocse per una tassazione minima globale per le multinazionali. Ma l’Italia ha detto che potrebbero volerci due anni per eliminare la digital tax.

G7 VALUTE DIGITALI – I leader finanziari del G7 hanno esposto le linee guida per le valute digitali delle banche centrali.

ENERGIA – Con l’inflazione che continua ad essere alimentata dal rincaro dell’energia, la Commissione europea ha pubblicato ieri un pacchetto di contromisure per proteggere gli Stati membri dell’Unione, aggiungendo di voler esplorare la possibilità di acquisti congiunti di gas tra i vari Stati per attenuare i picchi nei prezzi. I ministri Ue dell’Energia potrebbero incontrarsi in un vertice per discutere della crisi il prossimo 26 ottobre. Intanto il responsabile della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha fatto sapere che l’Italia sta prendendo parte attiva ai colloqui in sede Ue volti a contrastare la scarsa disponibilità di gas. L’Opec ha ridotto le previsioni di crescita della domanda mondiale di petrolio per il 2021 ma ha segnalato che l’aumento dei prezzi del gas potrebbe incrementare la richiesta di prodotti petroliferi.

BTP – Riferimenti per l’apertura lo 0,9% per il tasso benchmark a 10 anni <IT10YT=RR> e i 103 pb per lo spread Italia/Germania sullo stesso tratto <DE10IT10=RR> dopo il rally, sgonfiatosi in buona parte sul finale, che ha visto i tassi ieri in deciso ribasso a livello globale con un flattening sulla parte lunga della curva, mentre i brevi sono marginalmente saliti.
Il mercato, dicono gli operatori, rispecchia il rafforzarsi delle aspettative di tapering – soprattutto in Usa, dopo i dati forti sui prezzi al consumo a settembre resi noti ieri pomeriggio,  mentre sembra non scontare per ora un’inflazione persistente sul lungo periodo, anzi la vede accompagnarsi ad un rallentamento della crescita dovuto a strozzature nella “supply chain” produttiva.

Con il rapporto sull’occupazione USA, che il Dipartimento del Lavoro rilascerà alle 14.30 (CEST), avremo modo di verificare non solo l’andamento del mercato del lavoro, bensì l’impatto che l’esito del rapporto potrà determinare nella linea di policy della Federal Reserve.

In settimana l’ ​​ADP ha stimato un dato più robusto rispetto alle attese aggiornando le stime su quello ufficiale di oggi a +568k le nuove buste paga per tutti i settori escluso quello agricolo, più del doppio del dato deludente  di agosto pari a  235.000 posizioni, oltre a un calo del tasso di disoccupazione al 5,1% e un aumento della retribuzione oraria media al 4,6%.

In sintesi queste sono le stime del consensus per il rapporto odierno:

OCCUPAZIONE USA

    • Totale retribuzioni: 500K – precedente 235K
    • Retribuzioni private: 450K – precedente 243K
    • Tasso di disoccupazione USA: 5,1% – precedente 5,2%
    • Tasso di partecipazione alla forza lavoro: 61,8% – precedente 61,7%
    • Guadagno medio orario a/a: 4,6% –  precedente 4,3%
    • Guadagno medio orario M/M: 0,4% – precedente 0,6%
    • Ore settimanali medie: 34,7 – precedente 34,7

Da notare che dal 5 settembre sono terminati i sussidi per milioni di lavoratori che presumibilmente sono ritornati a cercare occupazione negli USA.

OCCUPAZIONE USA VERSO SONDAGGI PURCHASE MANAGER INDEX

Sempre in settimana abbiamo avuto modo di analizzare i rapporti ISM dei servizi e dell’industria manifatturiera per gli Stati Uniti. Il loro andamento ha messo in evidenza  tendenze parzialmente divergenti a settembre, con il sottoindice dell’occupazione nel settore dei servizi in lieve calo a 53,0 da 53,7, segnalando una crescita ma a un ritmo più lento, mentre il sottoindice dell’occupazione nel settore manifatturiero è tornato in territorio espansivo, fissando quota 50,2 rispetto al precedente  49,0. Sul settore manifatturiero, ISM ha affermato che le aziende stanno ancora cercando di aumentare i loro organici segnalando un miglioramento rispetto ai mesi precedenti. E’ il settore dei servizi che ha visto comunque un progressivo miglioramento negli ultimi mesi.

In generale i dati PMI rilasciati nel mese di ottobre hanno messo in evidenza ancora la tenuta del momentum espansivo della ripresa negli Stati Uniti ed in generale nelle regioni anglosassoni. Diversamente in Europa abbiamo notato ancora un rallentamento del quadro generale. Nella sostanza, dopo un periodo di grande euforia stiamo osservando una perdita di momentum soprattutto nel comparto manifatturiero in Germania. L’Italia regge tuttora lo slancio in termini relativi nel confronto con l’industria tedesca. La produzione industriale tedesca ha registrato in agosto una flessione di 4,0% su mese a fronte di un’attesa per un calo dello 0,4%. Mercoledì gli ordini all’industria tedesca relativi ad agosto hanno registrato un calo del 7,7% su mese, rispetto ad aspettative per una flessione ben più contenuta (-2,1%).

Le due banche centrali nel frattempo hanno evidenziato linee di orientamento divergenti. La Fed sembra stringere il cerchio verso l’avvio del tapering; la BCE invece sembra orientata a progettare uno strumento alternativo al Pepp quando a marzo terminerà il programma emergenziale di sostegno.

I TIMORI DELLA BCE

Secondo quanto riportato da Bloomberg la Banca centrale europea starebbe studiando un nuovo programma di acquisto obbligazionario per prevenire eventuali turbolenze sui mercati una volta terminato il programma di emergenza Pepp da 1.850 miliardi di euro. Il nuovo piano di acquisti dovrebbe fungere da cuscinetto nel caso in cui la fine del Pepp produca contraccolpi sui titoli di Stato di Paesi più vulnerabili. Lo studio prevede anche una possibile revisione della capital key rule, ovvero la regola applicata ai programmi di quantitative easing introdotta nel 2015 per gestire in modo proporzionale gli acquisti di Titoli di Stato sulla base delle dimensioni economiche di ciascun paese.

OCCUPAZIONE USA: IL DATO A CUI GUARDANO I MERCATI

COMMODITY

I mercati stanno metabolizzando l’idea che la Fed possa effettivamente avviare il tapering. Da un lato i Regulators osservano le reazioni degli investitori dall’altro questi sfidano giorno per giorno l’effettiva convinzione a procedere della Banca centrale. In mezzo ci sono non soltanto gli squilibri tra fondamentali e valorizzazioni, ma anche gli eccessi sul mercato delle materie prime.

Il tapering costituirebbe il rimedio più immediato per costringere l’azione speculativa a ritirarsi definitivamente consentendo ai prezzi di ritornare a livelli più congrui.  Di fatto il comparto delle commodity sta già metabolizzando dalla scorsa estate l’ipotesi tapering. Il segmento dei metalli industriali ha già avviato correzioni. Come previsto a fine maggio, il rame ha corretto dai massimi 10750 sino a testare quota 8750 usd/t. In queste settimane le contrattazioni stanno consolidando un range che secondo i nostri studi sarebbe propedeutico ad un’altra gamba di ribasso ribasso. Il minerale di ferro ha perso dai massimi quasi il 50% del valore. Il nickel sta avviando anch’esso un’azione correttiva. Attendiamo segnali per l’alluminio ormai entrato in una fase di potenziale distribuzione. L’acciaio (Steel Scrap) ha corretto dai massimi circa il 16% prima di aprire una fase di consolidamento.

Al quadro correttivo, per ragioni geopolitiche, non si è unito il petrolio e soprattutto il gas. Nel report di ottobre affrontiamo la questione sotto il profilo quantitativo e qualitativo dell’attuale rally evidenziando comunque alcune peculiarità tecniche utili a riportare in un quadro decisamente speculativo e non fondamentale le spinte delle ultime due settimane. Il Natural Gas americano ed anche quello europeo dopo forte rialzo di inizio settimana, per il quale abbiamo pubblicato un post di allerta, hanno subito un altrettanta robusta correzione nelle ultime ore. L’aumento vertiginoso della volatilità costituisce uno dei segnali iniziali propedeutici ad una svolta.

FOREX

L’eur usd è sceso sino ad avvicinare quota 1,15. L’esito del rapporto odierno sull’occupazione impatterà sulle dinamiche del cambio. Qualora il tenore delle attese dovesse essere disatteso potremmo assistere ad un rimbalzo dell’auro. Tuttavia restiamo sempre della stessa idea rimbalzo o meno. Il dollaro sta beneficiando di una fase positiva dove anche il tema dell’avversione al rischio sempre più avvertita si sta facendo lentamente strada su un mercato instabile, a partire da quello azionario.  Nel report di ottobre stiamo considerando non solo il quadro di breve termine che ci accompagnerà a fine anno, bensì quello ciclico che tenderà a governare sul 2022. Il range odierno rimane inserito nella fascia 1,1635/80 -1,15 eur usd.

OPEC BRENT CRUDE OIL – Restano particolarmente caldi i prezzi dell’energia, mentre, nonostante le pressioni per un aumento dell’output, l’Opec+ ha deciso ieri di non ritoccare l’attuale accordo che prevede l’aggiunta di 400.000 barili al giorno a novembre. Il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, chiedeva intanto ieri una risposta coordinata a livello Ue a una questione chiave, come il rincaro dell’energia

Ieri l’ICE Brent CRUDE OIL è balzato intorno al 2,5% per attestarsi su un nuovo massimo recente di 81,26 dollari USA/barile dopo che l’OPEC+ ha deciso di continuare con 400 Mbbls/giorno di incremento dell’offerta per novembre. Il mercato era preoccupato per un maggiore aumento della produzione per il prossimo mese a causa della crisi energetica in corso in Asia ed Europa. L’OPEC+ ha deciso di continuare con l’accordo esistente per ora, sulla base degli attuali fondamentali del mercato petrolifero e del consenso sulle prospettive petrolifere.

Una delle ragioni principali per la linea d’azione costante per l’OPEC+ potrebbe essere che i prezzi del petrolio greggio non sono aumentati tanto quanto il gas naturale o il carbone negli ultimi mesi e la fuoriuscita della domanda dal gas naturale/carbone al petrolio greggio potrebbe essere piuttosto limitata. L’aumento della produzione di petrolio in questo frangente potrebbe non essere utile per bilanciare il mercato petrolifero e potrebbe pesare sui prezzi del petrolio nell’immediato.

Negli Stati Uniti, Royal Dutch Shell ha ripreso le operazioni presso la sua piattaforma oil & gas Olympus da 100 Mbbls/d sulla costa del Golfo degli Stati Uniti dopo che la società ha completato i lavori di riparazione a seguito dei danni causati dall’uragano Ida circa un mese fa. Le altre due piattaforme Shell, Mars e Ursa, rimangono chiuse e probabilmente saranno operative solo intorno al primo trimestre del prossimo anno.

Ci preoccupa la verifica il collaudo dei prezzi di area 77/76 usd/bar del Brent ed il mancato breakout del livello tecnico a cui avevamo dato una certa importanza sotto il profilo dell’esaurimento della spinta speculativa. L’esito della riunione Opec+ ha rassicurato invece i traders sulla tenuta della tendenza dominante dei prezzi. La prossima verifica è quindi rinviata a quota 85/90 usd/bar. Continuiamo a monitorare comunque la base di questa fascia di contrattazioni per cogliere eventuali, meno probabili, segnali di esaurimento della nuova spinta rialzista.

Il Natural Gas quotato al Nymex ha chiuso la sessione di ieri con un modesto recupero del ribasso registrato il 1 ottobre. C’è un consistente ipercomprato speculativo sulle dinamiche di trading. Questo potrebbe favorire una correzione dei prezzi, tuttavia come abbiamo già scritto tale evento si concretizza soltanto con un ritorno dei valori sotto la fascia 5,35 usd in prima battuta, mentre un vero e proprio segnale di smantellamento della costruzione speculativa maturerebbe soltanto nel caso in cui i valori violassero al ribasso quota 4,80 usd.

Sempre ieri l’indice Baltic Dry relativo ai noli marittimi si sono fermati a 5267 in linea con le precedenti chiusure.

Sulla scia della reazione dei futures sull’energia all’esito della riunione Opec+, abbiamo assistito ieri ad un’altrettanta reazione (comunque limitata) dei prezzi dei futures sui metalli industriali. Hanno corretto con maggior forza i prezzi del minerale di ferro e dell’acciaio che in precedenza avevano perso valore in modo consistente.

 

MARKET MOVER MONITOR

FONTE REUTERS

BTP – Scarso l’interesse degli investitori per il voto amministrativo – difficilmente foriero di scossoni sul governo – mentre, in un clima decisamente risk-off, l’attenzione resta sulla dinamica dell’inflazione che potrebbe spingere le banche centrali a ridurre gli stimoli prima del previsto.
La Bce, per bocca del numero due Luis De Guindos, ha detto ieri che continua a monitorare la recente impennata dei prezzi nella zona euro a monte della quale ci sono anche motivi di natura strutturale come le difficoltà di approvvigionamento.  Alcuni analisti hanno interpretato queste parole come un cambio di tono. L8N2R01CL]. Secondo Ignazio Visco, comunque, da Francoforte non arriveranno sorprese circa il mantenimento di condizioni finanziarie favorevoli. Occhi, anche in questo senso, all’intervento di Christine Lagarde questo pomeriggio a un evento pubblico in Germania.
Riferimenti per la seduta odierna, lo 0,83% per il tasso benchmark a 10 anni e i 103 punti base per lo spread Germania/Italia sullo stesso tratto.

RESERVE BANK OF AUSTRALIA – La banca centrale australiana ha mantenuto invariato il programma di acquisto titoli e i tassi di interesse allo 0,1%, minimo record, indicando di essere pronta a tenerli a quel livello più a lungo anche se aumenta la pressione per un rialzo per raffreddare il mercato immobiliare.

OPEC – Restano particolarmente caldi i prezzi dell’energia, mentre, nonostante le pressioni per un aumento dell’output, l’Opec+ ha deciso ieri di non ritoccare l’attuale accordo che prevede l’aggiunta di 400.000 barili al giorno a novembre. Il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, chiedeva intanto ieri una risposta coordinata a livello Ue a una questione chiave, come il rincaro dell’energia.

PRIMARIO – Scarna l’offerta in aste regolari oggi, con la Germania che propone 250 milioni complessivi di bund indicizzati, mentre la Spagna si attiva sul segmento a breve. Proprio una settimana relativamente tranquilla sul primario, e senza aste in calendario in Italia, potrebbe offrire al Tesoro una “potenziale finestra” per nuove operazioni. In una nota alla clientela UniCredit parla della possibile riapertura via sindacato del Btp green 4/2045 lanciato in marzo, senza escludere l’ipotesi di una nuova emissione in dollari o di un buyback.

ISTAT – Da Istat il dato sul deficit nel secondo trimestre da confrontare con il 13,1% del primo. Secondo l’ultima bozza della Nota di aggiornamento al Def, per il governo il disavanzo resterà pressoché stabile al 9,4% del Pil quest’anno (ma era visto salire fino all’11,8% in aprile) e si ridurrà al 5,6% nel 2022 per restare comunque sopra la soglia europea del 3% fino al 2024 (3,3%). In mattinata prevista anche la revisione della serie dei conti economici trimestrali per il secondo trimestre.

PMI –  Ancora sul lato macro, da segnalare stamani una carrellata di dati Pmi (servizi e composito) con i relativi indici per settembre in arrivo tra gli altri da Italia, Germania, Eurozona e Usa, con attese sostanzialmente stabili. Il focus della settimana resta sui dati sull’occupazione Usa in agenda venerdì che daranno indicazioni utili a capire le prossime mosse della Fed riguardo al tapering.

DATI GIAPPONE – L’attività nel settore servizi si è contratta per il ventesimo mese consecutivo mentre continua a pesare la pandemia, anche se il ritmo del declino è rallentato rispetto alla brusca contrazione di agosto. I prezzi al consumo a Tokyo sempre a settembre si attestano a +0,1% su anno rispetto ad attese pari a +0,2%.

DEBITO USA – Il presidente Joe Biden ha detto che il governo federale rischia un default storico, a meno che i Repubblicani non votino assieme ai Democratici per alzare il tetto del debito nelle prossime due settimane.

FOREX – Il dollaro risale leggermente verso il massimo di un anno contro un paniere di valute, in attesa dei payroll non agricoli che potrebbero spronare la Fed a ridurre lo stimolo già il mese prossimo. Attorno alle 7,40 il cross euro/dollaro <EUR=> vale 1,1589 (in calo di 0,28%); il cambio euro/yen <EURJPY=> 128,87 (in calo di 0,02%) mentre il dollaro <JPY=> scambia a 111,19 su yen (in rialzo di 0,29%).

GREGGIO – Sempre alle 7,40, il futures sul Brent <LCOc1> viaggia in rialzo di 20 cent a 81,46 dollari il barile e quello sul Nymex <CLc1> di 11 cent a 77,74 dollari.

TREASURIES – Il benchmark decennale <US10YT=RR> sui mercati asiatici rende 1,496%, in rialzo di 0,015 rispetto alla chiusura a 1,481%.

            MARKET MOVER MONITOR RISKOOWB ADVISORS
DATI MACROECONOMICI

ITALIA
PMI servizi IHS Markit settembre (9,45) – attesa 56,5.
PMI composito IHS Markit settembre (9,45).
ISTAT, deficit/PIL, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società trim2 (10,00).
ISTAT, conti economici trimestrali -revisione serie- trim2 (11,00).

FRANCIA
Produzione industriale agosto (8,45) – attesa 0,3% m/m.
PMI servizi Markit settembre (9,50) – attesa 56,0.
PMI composito Markit settembre (9,50) – attesa 55,1.

GERMANIA
PMI servizi Markit settembre (9,55) – attesa 56,0.
PMI composito Markit settembre (9,55) – attesa 55,3.

GRAN BRETAGNA
PMI servizi Markit/CIPS settembre (10,30) – attesa 54,6.
PMI composito Markit settembre (10,30) – attesa 54,1.

SPAGNA
PMI servizi settembre (9,15) – attesa 58,0.

ZONA EURO
PMI servizi Markit settembre (10,00) – attesa 56,3.
PMI composito Markit settembre (10,00) – attesa 56,1.
Prezzi produzione agosto (11,00) – attesa 1,3% m/m; 13,5% a/a.

USA
Commercio estero agosto (14,30) – attesa -70,5 miliardi.
Bilancia commerciale agosto (14,30).
PMI servizi Markit settembre (15,45).
PMI composito Markit settembre (15,45).
ISM non manifatturiero settembre (16,00) – attesa 60,0.
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