PROVE TECNICHE PER UN CAMBIAMENTO DEL PARADIGMA SUI TASSI D’INTERESSE

La ripresa economica globale che sta rianimando il mondo, evidenzia in alcune aree tensioni sui prezzi al punto da spingere le banche centrali ed i regulators in generale ad accendere un dibattito sull’opportunità di ritirare le misure di stimolo avviando un tapering sul mercato dei bond. In alcune aree le banche centrali dalle parole sono passate ai fatti. In America ed in Europa i banchieri centrali stanno animando le prime significative prove tecniche di cambiamento per preparare i mercati in modo da evitare bruschi cambiamenti di scenario.

I dati economici ed il livello di copertura dei vaccini sulla popolazione animeranno tale processo per tutto l’anno in corso.

Il calendario economico di ieri aggiunge  in tal senso un ulteriore tassello al puzzle, anche se i dati sui servizi pubblicati ieri non hanno confermato sul segmento dei servizi il profilo atteso.

I dati rilevati ieri sul comparto dei servizi, prodotti dal sondaggio Markit, evidenziano in effetti un rallentamento del commercio e dei servizi in generale in un clima in cui si sta andando gradualmente verso la diminuzione dei blocchi Covid. In particolare è l’area dell’Eurozona a manifestare maggiore sofferenza. Negli Stati Uniti il dato di aprile è risultato sopra il precedente a 64,7 rispetto a marzo 60,4. L’indice ISM non manifatturiero ha invece parzialmente rallentato facendo segnare un declino da 63,7 a 62,7. Nel loro insieme i dati ISM e Markit, entrambi leading indicators sul sentiment delle imprese, evidenziano e confermano la robusta crescita americana. In eurozona sorprende il rallentamento del settore servizi alla vigilia delle riaperture. L’Italia soffre in misura maggiore rispetto a Francia e Germania: il dato rallenta da 48,6 a 47,3. Per l’Eurozona l’indice complessivo riesce a conquistare la sufficienza  con una metrica piuttosto contenuta 50,3. Nella nostra pagina dedicata ai post abbiamo riportato l’andamento complessivo dell’indice Composite (manufacturing + Services) relativa alle quattro aree economiche: Germania, Francia, Italia, e Spagna.

Negli Stati Uniti invece come scritto i dati di sentiment ed in generale il quadro macro continua a nutrirsi di elementi positivi che confermano la ripresa. La segretaria del Tesoro Usa lunedì ha dichiarato che i tassi d’interesse degli Stati Uniti potrebbero dover aumentare per evitare che l’economia si surriscaldi con l’entrata in vigore di altri programmi d’investimento economico voluti dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden. L’inflazione sui prezzi delle commodity sta premendo su quella generale alzando il dibattito sull’opportunità o meno di rivedere la linea di policy monetaria. In precedenza James Ballard, governatore della Fed di Saint Louis aveva suggerito di avviare il tapering al raggiungimento de livello di copertura dei vaccini oltre l’80% della popolazione. Le immediate ripercussioni sui mercati hanno spinto sempre il Segretario del tesoro  a ritrattare le dichiarazioni proprio in scia al pesante sell-off dei titoli tecnologici sulla piazza Usa e all’aumento dei tassi dei Treasuries sulla parte lunga della curva. La stessa Yellen ha corretto il tiro affermando di non vedere problemi legati all’inflazione. Sul tema, finora, il presidente della Fed Powell ha dichiarato che il mercato del lavoro non si trova ancora nella situazione in cui dovrebbe essere per poter iniziare a parlare di ‘tapering’.

Ergo: abbiamo la netta impressione che i regulators americani stiano  a rotazione preparando il campo, ovvero i mercati, per un cambiamento del paradigma monetario. Come abbiamo già scritto, anche per la Fed la riunione di politica monetaria di giugno assume un ruolo significativo.

Nel frattempo oggi il board di Bank of England torna a riunirsi per il consueto meeting mensileper disutere sui tassi d’interesse. Non escludiamo, a differenza di quanto indicato nel report di lunedì, che in considerazione dei dati raccolti possa  annunciare prime misure di tapering sul programma di acquisto bond. I significativi progressi della campagna vaccinale britannica e il rimbalzo dell’economia favorito dall’allentamento delle restrizioni anti-epidemia potrebbero spingere il Consiglio di prendere in esame l’opzione già adottata tre settimane fa dalla Bank of Canada. La sterlina dopo un test di area 0,87 sta nuovamente guadagnando terreno sull’euro confermando le nostre attese. Anche il dollaro canadese prosegue la sua fase di apprezzamento sulla’euro. Ci aspettiamo un breakout di area 1,47 ed un’ulteriore gamba di rialzo a a medio termine verso area 1,41/1,40.   

Ieri il Banco Central do Brasil ha aumentato di 75 punti base i tassi d’interesse portandoli al 3,50% dopo averli alzati dello stesso ammontare nel mese di marzo . La decisione del Copom (la commissione responsabile per le politiche monetarie) è stata unanime ed era ampiamente prevista: tutti i 38 economisti che componevano il consensus di Bloomberg si aspettavano infatti un incremento di 75 punti base del Selic (Sistema Especial de Liquidação e Custodia, il tasso benchmark del Brasile). “Per il prossimo meeting la commissione prevede la continuazione del processo di normalizzazione parziale con un altro aggiustamento della stessa entità nel grado di stimolo monetario”, ha dichiarato il Copom, anticipando dunque un altro rialzo di 75 punti.

PROVE TECNICHE PER UN CAMBIAMENTO DEL PARADIGMA SUI TASSI D'INTERESSE

WB ANALYTICS: EUR CAD LT

Attesi oggi anche una serie di interventi da parte di alti esponenti Bce, a partire dalla presidente Christine Lagarde. Ieri il capo economista Philip Lane ha detto che la riduzione negli acquisti di titoli da parte di Francoforte dipenderà dall’inflazione e dalle condizioni finanziarie.

I membri del board di Bank of Japan hanno concordato sulla necessità di concentrarsi su tassi di interesse stabilmente bassi con l’economia che continua a risentire della pandemia, secondo le minute del meeting di marzo. Nel nostro report FX Outlook Riskoo di maggio abbiamo aggiornato gli impatti sulle tendenze dei tassi di cambio prodotti dalle diverse impostazioni delle linee di policy adottate dalle banche centrali in questa fase di ripresa dell’economia globale.

MACRO USA – Focus oggi sulle nuove richieste settimanali di disoccupazione, con il consensus Reuters a 540.000, in flessione rispetto ai 553.000 della settimana prima.  Stando ad un sondaggio Reuters il numero settimanale dei nuovi occupati non agricoli Usa, in arrivo domani, sarà pari a 978.000, in aumento dai 916.000 dei sette giorni precedenti, ma il range delle stime va da 656.000 a 2,1 milioni. Se il dato si collocasse nella parte alta delle previsioni, potrebbe essere una forte indicazione circa la possibilità di un prossimo cambio di “stance”, in senso restrittivo, da parte della Fed. Ieri, intanto, i dati Adp sugli occupati del settore privato hanno mostrato un solido incremento ad aprile, suggerendo che l’economia Usa abbia trovato ulteriore slancio nel secondo trimestre sulla scia del massiccio stimolo e dei progressi vaccinali.

USA-CINA – La rappresentante per il Commercio Usa Katherine Tai si aspetta di avviare contatti “a breve” con esponenti cinesi per la valutazione dell’implementazione dell’accordo “Fase 1”, concluso dalla precedente Amministrazione Trump, il cui risultato influenzerà il destino delle tariffe punitive nei confronti di Pechino.

DATI ZONA EURO – Gli ordini all’industria tedesca a marzo hanno segnato un +3% congiunturale dal +1,4% del mese prima, contro attese pari a +1,7%.

Alle 15.30 INTERVENTO DI WLADEMIR BIASIA A YOU FINANCE   (per iscriversi al live)
  IV RIVOLUZIONE INDUSTRIALE: il futuro è già scritto? La fase di transizione dei mercati verso un nuovo ciclo. EQUITY- BOND – RATES – FOREX & COMMODITY

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

L’odierna riunione sui tassi della Bank of England è anticipata da un un nuovo segnale di forza della sterlina sull’euro. I valori scambiano nuovamente al di sotto dell’area ,87 e tendono a muoversi in direzione del precedente minimo fissato a marzo. Nel nostro Outlook 20/21 avevamo fissato tre obbiettivo regressivi sul cambio eur gbp: il primo a ,8750 su cui il mercato non ha aprto alcun consolidamento oltrepassando l’area d’impulso; il secondo in area ,8450 verificato alla fine di marzo su cui si è aperta una reazione del mercato. Ora ci aspettiamo che la tendenza dominante possa spingere i valori a issare nel medio periodo nuovi significativi minimi.

Con la violazione definitiva di area 0,87 il mercato archivia di fatto tutta la fase Brexit, dal referendum agli accordi finali.

Oggi l’economia inglese appare in netto recupero e secondo le stime del FMI è attesa a sovraperformare la crescita in Europa il prossimo anno.

PROVE TECNICHE PER UN CAMBIAMENTO DEL PARADIGMA SUI TASSI D'INTERESSE

WB ANALYTICS: EUR GBP LT

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

Biden, il Presidente degli Stati Uniti, lancia il piano GO BIG nel suo discorso sullo Stato dell’Unione dopo i primi 100 giorni di amministrazione.

Ieri i dati sulla crescita del primo trimestre sono stati al di sopra delle attese 6,4% contro il precedente 4,3% (l’attesa del mercato era al 6,1%, quella riportata nel nostro report di ieri 6,8%). L’inflazione, l’indice dei prezzi del GDP,  è salita al 4,1%  rispetto al precedente dato 1,9%. Da un lato quindi le attese su una ripresa robusta anche se eterogenea al momento fatto premio. Pure le attese su un’exploit dell’inflazione centrano le attese.

Il piano Biden sta facendo discutere negli USA a tutti i livelli, a partire dal Wall Street Journal per gli effetti che il finanziamento del piano produce sull’aumento della tassazione alle imprese per finanziare ed il cambiamento del paradigma  sociale. Mentre la polemica innescata dal WSJ dopo il discorso sullo Stato dell’Unione da Joe Biden si trascinerà nel tempo, rimane il dato congiunturale molto positivo con l’evidenza della forte disparità tra gli stimoli promossi negli Stati Uniti rispetto al Recovery Fund in Europa.

Il dato di questa mattina sulla crescita in Germania relativa al primo trimestre fa da sfondo a questa divergenza. Il GDP decresce, in linea con i timori che avevamo anticipato nelle scorse settimane,  oltre le attese del mercato -1,7% contro il +6,4% degli USA.

Si ritiene che tale effetto possa essere riassorbito nei prossimi trimestri a seguito delle riaperture e la riduzione dei blocchi sanitari.

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

L’euro nel frattempo evidenzia e conferma la propria debolezza nei confronti delle monete scandinave del nord Europa, sek e nok, secondo la tendenza attesa ed anticipata nell’OUTLOOK FX RISKOO 20/21 .

L’eur nok ha violato i minimi degli ultimi 12 mesi ritornando sui minimi del 2020. Ci aspettiamo che il trend riflessivo prosegua nella prima parte del 2021.

L’euro conferma, nonostante un grado di volatilità piuttosto elevato, un ritorno alla debolezza di breve anche nei confronti del rublo russo. Il range 91-88 appare sempre di attuale dominio nella mappatura del mercato.

La giornata odierna sarà di sicuro interesse per  verificare ancora una volta il passaggio dell’eur usd su area 1,21. Chiusure sotto la fascia 1,21/1,2050 depongono a favore dello scenario atteso dal nostro modello. 

BIDEN: GO BIG ...AGAIN

MARKET MOVER MONITOR

USA-BIDEN La crescita accelera grazie agli stimoli alimentati dai consumatori.  La crescita del PIL degli Stati Uniti nel primo trimestre è stata del 6,4% annualizzato, un po ‘più debole di quanto ci aspettassimo (6,8%) e leggermente superiore rispetto al consenso del 6,1%. La spesa per consumi è aumentata del 10,7%, gli investimenti fissi non residenziali sono aumentati del 9,9% e gli investimenti residenziali hanno registrato un aumento del 10,8% con la spesa pubblica del 6,3%. Tuttavia, un calo delle scorte ha sottratto ben 2,6 punti percentuali dalla crescita del PIL e le esportazioni nette hanno sottratto 0,9 punti percentuali poiché la forte domanda dei consumatori ha dato impulso alle importazioni mentre le esportazioni sono diminuite a causa della debolezza economica all’estero. L’amministrazione Biden raccoglie quindi un primo concreto risultato positivo a 100 giorni dal suo insediamento.

STIME PIL E INFLAZIONE ITALIA – In una seduta particolarmente ricca dal lato macro, l’appuntamento ‘clou’ è con la stima preliminare Istat del Pil del primo trimestre per cui le attese convergono su una flessione trimestrale di 0,5% rispetto al -1,9% precedente e su un calo annuo di 1,6% da confrontare con il precedente -6,6%.
Un’ora dopo, alle 11, sarà la volta della stima sull’inflazione di aprile per cui il consensus proietta un’accelerazione rispetto al mese precedente per il dato armonizzato a livello annuo (0,9% da 0,6% di marzo) e un rallentamento della dinamica mensile a 0,8% da 1,8%. Diffusa ieri, l’analoga stima tedesca ha segnato 2,1% da 2% delle attese: si tratta del secondo mese consecutivo che l’inflazione della prima economia europea supera l’obiettivo Bce.
Sempre Istat diffonderà anche i nuovi numeri su occupati e disoccupati di marzo. Le attese per il tasso di disoccupazione sono per una lettura pressoché invariata a 10,3% da 10,2% di febbraio.

STIME PIL E INFLAZIONE ZONA EURO – Oltre agli analoghi dati delle principali economie della zona euro, verranno diffusi in mattinata anche quelli relativi alla zona euro. Per quanto riguarda la stima ‘flash’ sul Pil del primo trimestre, le previsioni su anno sono di un calo di 2%, in miglioramento rispetto alla flessione di 4,9% del quarto trimestre. Passando alla stima di inflazione, dato attentamente monitorato dalla Bce, la lettura di aprile dovrebbe mostrare un tasso annuo di 1,6% dal precedente 1,3%. Infine il tasso disoccupazione di marzo dovrebbe restare invariato a 8,3%.

PIL FRANCIA – Sulla base dei dati preliminari, nei primi tre mesi dell’anno il Pil francese ha registrato un +0,4% su trimestre dal -1,4% del quarto tirmestre 2020, a fronte di attese per +0,1%.

PMI MANIFATTURA E SERVIZI CINA – L’attività delle aziende cinesi è cresciuta in aprile al ritmo più rapido di quattro mesi. L’indice manifattura a cura di Caixin/Markit è salito a 51,9 dal minimo di 11 mesi di 50,6 visto a marzo, oltre le attese per 50,8. La lettura dell’indice è in contrasto con quella della statistica ufficiale che, diffusa poco prima, mostra una crescita a un ritmo inferiore alle attese scendendo a 51,1 da 51,9 di marzo a fronte di attese per 51,7. Diffusi anche i numeri ufficiali per i servizi — cresciuti a un ritmo più lento — con l’indice che si è portato in aprile a 54,9 da 56,3 di marzo e del composito sceso a 53,8 da 55,3.

BIDEN: GO BIG ...AGAIN

DBRS SU ITALIA – Atteso, come di consueto dopo la chiusura di Wall Street, il pronunciamento di Dbrs sul rating sovrano italiano attualmente a ‘BBB’ (high) con trend negativo, giudizio confermato in occasione dell’ultimo appuntamento lo scorso ottobre. Subito dopo la formazione del governo a guida Draghi, in febbraio, l’agenzia canadese parlava di “cauto ottimismo” a proposito del rating sovrano. Secondo un report di Mizuho diffuso ieri, nel corso dell’anno le agenzie di rating adotteranno outlook positivi. “A nostro parere il ciclo di credito italiano ha raggiunto il fondo e ci aspettiamo che i mercati ne tengano conto mentre la crescita della zona euro accelera”, si legge.

BTP – Con le riaperture delle aste a medio lungo di ieri — l’offerta supplementare totale è di circa 1,64 miliardi — si chiude oggi la tornata di collocamenti di fine mese che è andata ad aggiungersi all’abbondante offerta da parte del Tesoro nelle ultime settimane. Riferimenti per l’apertura odierna 107 punti base per lo spread Italia-Germania sul tratto decennale e lo 0,88% per il tasso del benchmark a 10 anni. L’abbondanza di carta emessa in settimana ha contribuito alla debolezza del Btp, protagonista di un generalizzato ‘sell-off’ assieme al resto del comparto europeo, in scia al Treasury, acuitosi dopo dati sul Pil Usa superiori a quanto previsto e sulle attese di un nuovo ingente stimolo fiscale a firma Joe Biden.

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TAPERING: la Fed è sempre meno dovish.  In conferenza stampa ieri sera il Governatore riconosce i miglioramenti dell’economia americana ma ammette che  “Non è ancora tempo” di avviare la discussione su cambiamenti di politica monetaria. Così ha detto  ha detto ieri il presidente Jerome Powell al termine della due giorni del Fomc, che ha lasciato invariati tassi di interesse e programmi di acquisto titoli in linea con le attese. Tuttavia dalla conferenza stampa sono emersi comunque alcune sfumature che preludono ad un cambiamento di passo del Federal Reserve System a cominciare dall’avvio del tapering nei prossimi mesi.

Una valutazione più ottimista sulle prospettive suggerisce quindi che la Fed potrebbe muovere  i primi passi verso la riduzione degli acquisti di attività del QE. Riteniamo che questo sarà annunciato prima della fine dell’anno e sospettiamo che i tassi di interesse aumenteranno molto prima di quanto suggeriscano le attuali linee guida del Board per il 2024.

IL COMUNICATO DELLA FED

Secondo il comunicato rilasciato dopo il Consiglio, la Federal Reserve ha lasciato la politica monetaria invariata con l’intervallo di tassi sui Fed Funds ancora 0-0,25% e gli acquisti mensili di attività QE mantenuti a $ 120 miliardi suddivisi $ 80 miliardi su titoli del Tesoro e $ 40 miliardi su MBS.

Tuttavia, ci sono alcune importanti modifiche alla dichiarazione e anche al messaggio nella successiva conferenza stampa del presidente della Fed Jerome Powell. A noi, suggeriscono un crescente ottimismo all’interno del FOMC, che potenzialmente getta le prime basi per una riduzione del loro programma di QE prima della fine dell’anno.

Nella comunicazione sono scomparse le frasi secondo cui la pandemia “pone rischi considerevoli”. I rischi ovviamente “rimangono” e la ripresa è “irregolare e tutt’altro che completa”, ma questo è un cambiamento notevole rispetto nel linguaggio della Fed. Powell suggerisce che il programma di vaccinazione di successo e il sostegno fiscale aggiuntivo sono fattori chiave alla base della loro valutazione aggiornata.

I mercati azionari hanno reagito in modo piuttosto neutro alle parole della Fed, i rendimenti sul 10 anni Treasury sono risaliti a 1,63, mentre l’euro usd ha sfiorato 1,2150 senza convincere troppo.

UN ICREMENTO ROBUSTO DEL GDP AUMENETREBBE LE ASPETTATIVE PER L’AVVIO DEL TAPERING

Pensiamo d’ora in avanti i dati economici a partire dal GDP oggi, a quelli su inflazione e soprattutto disoccupazione saranno seguiti dai mercati per collegare il potenziale cambiamento di bias della Fed all’evoluzione dei fondamentali.

È probabile che il rapporto sul PIL del primo trimestre, in pubblicazione nel pomeriggio, mostri un altro fantastico dato di crescita: il consenso è del 6,8% mentre non escludiamo una crescita annualizzata del 7,4%, guidata dalla spesa dei consumatori alimentata dagli stimoli. Ciò sta portando a maggiori opportunità di lavoro con il rapporto sull’occupazione di aprile, che sarà pubblicato venerdì della prossima settimana,  atteso sempre più esplosivo. Non è da escludere infatti che i nuovi occupati ex-agricoltura possano toccare la soglia di un milione di persone in più rispetto a marzo. Ci aspettiamo che questo slancio positivo continui per tutta l’estate. Questo dato unito all’aumento dei sussidi di disoccupazione espone le aziende ad una sorta di concorrenza costringendole ad offrire pacchetti salariali più interessanti per attirare nuovo personale. Questo implica maggiori costi per le stesse e potenzialmente anche più inflazione.

INFLAZIONE ANCORA IN CRESCITA

È probabile che l’inflazione possa spingere ulteriormente nel futuro prossimo raggiungendo il 4% tra aprile e maggio. La prima risposta che il Fomc potrebbe dare a questo scenario è proprio l’avvio del tapering.

Completato il il calendario delle riunioni di politica monetaria delle principali banche centrali, possiamo fissare alcuni punti di sintesi. L a Fed e le banche polarizzate sul economia anglosassone assumeranno via via sempre più un atteggiamento hawkish (falco -restrittivo), iniziando dal tapering. La scorsa settimana la Banca Centrale del Canada ha dato il via ad un ulteriore riduzione degli acquisti di bond. La BoJ continua rimanere saldamente accomodante mentre  la PBoC da tempo ha avviato una linea più restrittiva del nella concessione del credito. In Europa la BCE deve fronteggiare un Consiglio notoriamente spaccato tra rigoristi ed accomodanti. Per il momento il tono rimane più sensibili ai rischi ancora presenti sul fronte pandemico.

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

Le reazioni iniziali alla decisioni della Fed hanno raffreddato per il momento la corsa al recupero dell’euro sul dollaro. I valori sono saliti oltre la soglia tecnica 1,2110 ma non hanno, almeno per il momento accelerato oltre. Mentre scriviamo, il mercato ha congelato le azioni di trading in attesa di verificare se lo slancio del rialzo maturato nelle tre precedenti settimane sia destinato a perdere momentum o meno. Il passaggio nuovamente in area 1,2110 appare cruciale quindi.

L’impostazione che sta assumendo la Fed lascerebbe presagire ad un ritorno dei forza del dollaro, soprattutto nel caso in cui prendesse maggior consistenza l’attesa per l’avvio del tapering. I fondamentali appaiono nettamente migliori rispetto a quelli europei, benché ci si aspetti che nel terzo trimestre anche l’Eurozona possa irrobustire la crescita.  E’ proprio la dicotomia tra la visione dei fondamentali ed il rafforzamento dell’euro che appare fuori scala in questo momento. E’ la ragione per cui di fronte ad un importante segnale tecnico (possibile break up di 1,21) e la presenza di un quadro macro che vede ormai possibile un inversione della linea di policy della Fed che mette a disagio gli operatori.

Non sarebbe la prima volta che un segnale di natura tecnica possa essere smentito. Per tale ragione suggeriamo di verificare assieme a noi in questi due giorni il comportamento dei prezzi. Un ritorno del cambio eur usd sotto la soglia 1,21/1,2090 potrebbe preludere ad una ripresa degli acquisti di dollari. La lettura nel pomeriggio del dato sul GDP USA del I°Q potrebbe dare maggior conforto e chiarezza alla lettura complessiva dello scenario.

Sotto il profilo della gestione proattiva del rischio di cambio – Enterprise Risk Management – l’attuale passaggio in area 1,21 implica una particolare attenzione sulla programmazione delle coperture export soprattutto nel caso in cui il mercato, diversamente dalle nostre attese dovesse consolidare sopra tale valore.

TAPERING: LA FEDERAL RESERVE E' SEMPRE MENO DOVISH

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

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LA RISPOSTA DELLA FED: da domani inizia la due giorni del Fomc che completerà il quadro di politica monetaria delle banche centrali.

La scorsa settimana si è conclusa con lo statement di  S&P sull’ITALIA. L’agenzia S&P Global come da attese ha lasciato invariato il rating sovrano dell’Italia a ‘BBB’ con outlook ‘stabile’. Secondo l’agenzia americana,  che aveva rivisto al rialzo l’outlook dell’Italia nel precedente report d’autunno, l’accelerazione del programma di vaccinazioni, insieme all’aumento dello stimolo fiscale, dovrebbe facilitare una solida ripresa economica nel secondo semestre.

Dopo il meeting della BCE, questa settimana si riunisce il Consiglio della Fed. Il mercato attende la due giorni di politica monetaria della banca centrale Usa, al via domani. Il messaggio del presidente Jerome Powell, nelle attese degli investitori, dovrebbe ricalcare quello di Christine Lagarde, che la settimana scorsa ha sottolineato i rischi al ribasso per l’economia e ha chiarito che parlare di ‘tapering’ è prematuro.

Tuttavia la scorsa settimana la Bank of Canada ha rilasciato, a conclusione del suo meeting di politica monetaria, un secondo annuncio di tapering del QE rafforzando la prospettiva di un aumento dei tassi nel 2022. Sarà quindi interessante vedere se questo spingerà la Federal Reserve a dare una prospettiva più ottimistica di quanto non abbia fatto la BCE.

A partire da oggi anche la BOJ si riunisce. Non dovrebbero emergere novità dalla riunione di politica monetaria specie dopo che a Tokyo e in altri importanti centri è stato nuovamente dichiarato lo stato di emergenza per via di una ripresa nei contagi. La banca centrale dovrebbe confermare la politica ultra-accomodante e il quantitative easing.

In generale la conferma di un outlook accomodante ha fatto scendere i tassi dei Treasuries, unitamente alla notizia che il presidente Joe Biden dovrebbe lanciare un piano per aumentare le tasse alla fascia di popolazione a reddito elevato. I rendimenti Usa sono poi risaliti sull’impennata nella vendita di nuove case (+20,7% su mese a marzo) e sull’accelerazione dell’attività manifatturiera, a livelli record ad aprile secondo la lettura preliminare dell’indice Pmi Markit.

Sul piano geopolitico attendiamo la conferma di un’agenzia secondo cui i presidenti Vladimir Putin e Joe Biden potrebbero incontrarsi a giugno. Lo ha riportato l’agenzia russa Ria citando un consigliere del Cremlino, in un momento di forti tensioni tra Mosca e l’Occidente.

Sotto il profilo macro economico l’agenda odierna si concentra sull’indice IFO GERMANIA: la  fiducia delle aziende tedesche è attesa in miglioramento ad aprile a 97,7 dal 96,6 registrato a marzo. Nel frattempo il Giappone ha appena rilasciato il Leading Indicator che si è attestato a febbraio a 0,6 dal precedente 1,2.

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

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L’eur usd apre la settimana su un importante area di verifica della tendenza di medio periodo dopo il recupero delle ultime sue settimane della divisa europea sul dollaro. Presumiamo che il mercato attenderà le parole di Jerome Powell della conferenza stampa di mercoledì della FED (h. 20 CET) nel range 1,21-1,20. Per i trader si tratta di un collaudo tecnico con valenze operative di assoluto rilievo.

LA RISPOSTA DELLA FED

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

LA RISPOSTA DELLA FED

WEEKLY CALENDAR 

In giornata avremo una verifica delle aspettative di crescita globale con un calendario che propone nella maggior parte delle aree industrializzate il dato PMI Flash di aprile. E’ molto attesa questa verifica per comprendere se e come le aziende hanno evidenziato nei loro sondaggi d’opinione mensile la loro visibilità su ordinativi e produttività dopo il rallentamento della produzione industriale registrato in Eurozona a febbraio.  Sembra infatti profilarsi un lieve rallentamento nel ritmo di crescita del settore privato nel mese di aprile, con la manifattura ancora in espansione e il terziario nuovamente in contrazione. La mediana delle attese raccolte da Reuters sulla stima del Pmi di aprile scommette su 62 da 62,5 di marzo per la voce manifattura e 49,1 da 49,6 per il segmento servizi. L’indice composito passerebbe a 52,8 da 53,2.

Nel pomeriggio avremo anche il dato sugli Stati Uniti con una stima PMI manifatturiero Markit ad aprile (15,45)  attesa a 60,5; il PMI servizi Markit atteso a 61,9; il  composito è atteso anch’esso in rialzo rispetto al precedente 59,7. Tutte le componenti PMI sono previste in incremento rispetto al mese precedente.

ieri la BCE ha sostanzialmente riportato le stesse note rilasciate a marzo, confermando la sua linea dovish. Il board non soltanto non ha discusso un’eventuale riduzione degli acquisti di titoli di Stato, ma ritiene anche prematuro prendere in considerazione il tema del ‘tapering’, ha sottolineato. Di un eventuale aggiustamento del programma ‘Pepp’ si riparlerà in giugno, con le nuove stime trimestrali dello staff Bce su crescita e inflazione. I rendimenti sul mercato secondario dei titoli di stato hanno registrato parziali flessioni. Questa mattina in apertura lo spread BTP Bund quota 102 punti base sul tratto decennale e 0,757% per il tasso del benchmark aprile 2031. Sul secondario europeo, più in generale, reazione sostanzialmente nulla ieri all’intonazione più che espansiva della presidente Bce, già prezzata dai mercati.

Nel frattempo nel mercato primario ieri sera il Tesoro ha rilasciato la comunicazione  relativa alla prima delle aste di fine mese: martedì 27 aprile saranno a disposizione degli investitori fino a 5,5 miliardi tra Btp short-term e indicizzati a 5 e 30 anni. Questa sera tocca all’annuncio del Bot semestrale in calendario mercoledì prossimo. Al termine del quarto giorno di offerta, il Btp Futura 2037, i cui proventi andranno a contrastare le ricadute economiche della pandemia, totalizzava ieri ordini complessivi pari a 5,15 miliardi. L’andamento della domanda risulta in linea rispetto all’emissione precedente offerta a novembre, la cui scadenza era di otto anni contro gli attuali 16. Oggi l’ultima giornata con chiusura alle 13 e comunicazione dei tassi cedolari definitivi.

In generale il debito aggregato dei 19 Paesi della zona euro è schizzato lo scorso anno, secondo dati Eurostat,  a 11.100 miliardi di euro (+1.240 rispetto al 2019),  il 98% del prodotto interno lordo, con il deficit passato al 7,2% dallo 0,6% del Pil. L’Italia è seconda alla Grecia nel blocco per rapporto debito/Pil, pari al 155,8% (+21,2 punti rispetto al 2019), ma è il Paese più indebitato in Europa in termini assoluti con 2.570 miliardi di euro. E proprio questa sera  dopo la chiusura di Wall Street, S&P Global Ratings è chiamata a esprimersi sul rating sovrano nazionale, attualmente pari a ‘BBB’ con prospettive stabili. Difficile pensare che vi possa essere un ritocco sia della valutazione sia dell’outlook, migliorato da ‘negativo’ a ‘stabile’ soltanto a fine ottobre dell’anno scorso.

La BCE ha anticipato i possibili contenuti che esaminerà nel Consiglio di domani confermando che la  situazione economica a breve termine continua ad essere dominata da un’elevata incertezza in mezzo alla corsa  tra l’avvio delle campagne di vaccinazione e la diffusione del virus. La contrazione nel quarto trimestre del 2020 è stata più mite del previsto, riflettendo la forte ripresa globale nell’ultima parte dello scorso anno, un certo successo nel contenere gli effetti pandemici e di apprendimento nel mantenere l’attività economica in presenza di blocchi. Il settore manifatturiero ha tenuto particolarmente bene, sostenuto dalla domanda estera, come indicato dal forte valore dell’indice dei responsabili degli acquisti flash di marzo per il settore manifatturiero, come del resto abbiamo mappato nelle precedenti settimane.  Secondo Philippe Lane, capo economista della Banca,  nel settore dei servizi più colpito, il danno da blocco è stato di gran lunga inferiore rispetto alla prima ondata della scorsa primavera.

Tuttavia, il livello ancora elevato di infezioni, i rischi posti dalle mutazioni del virus e il prolungamento associato delle misure di contenimento continuano a pesare sull’attività economica dell’area dell’euro, soprattutto nei servizi, con il PIL che probabilmente si sarà nuovamente contratto nel primo trimestre di quest’anno . L’ulteriore estensione delle misure di blocco lascerà un’impronta sull’attività nel secondo trimestre, anche se si prevede che le campagne di vaccinazione guadagneranno terreno nelle prossime settimane.

La posizione della BCE e della Fed

Le proiezioni del personale della BCE di marzo prevedono che la ripresa economica acquisirà slancio nella seconda metà dell’anno con il miglioramento della situazione medica e l’allentamento delle restrizioni economiche, con una crescita della produzione del 4,0 per cento nel 2021, del 4,1 per cento nel 2022 e del 2,1 per cento. cent nel 2023. Tener conto dell’impatto dell’American Rescue Plan dell’amministrazione statunitense sotto la presidenza di Joe Biden, recentemente adottato, darebbe all’attività dell’area dell’euro un significativo incremento cumulativo dello 0,3% del PIL nell’orizzonte di proiezione. Tuttavia, l’aspettativa nella linea di base che il PIL raggiungerà il livello pre-pandemia solo nel secondo trimestre del 2022 testimonia l’enorme costo accumulato della pandemia.

La grande incertezza associata agli effetti dello shock pandemico è colta dagli scenari alternativi lievi e gravi sviluppati dal personale della BCE. Nello scenario mite, il livello di attività pre-pandemia viene raggiunto già nel terzo trimestre di quest’anno; nello scenario grave, il ripristino è posticipato alla fine del 2023. Ovviamente, il livello di produzione del 2019 serve solo come un comodo parametro di riferimento: un calcolo completo del costo di produzione aggregato della pandemia dovrebbe tenere conto del percorso di crescita previsto pre-pandemia su 2020-2022.

INFLAZIONE E TASSI UN PROBLEMA PER LA BCE?

Dinamica dell’inflazione e tassi attesi

Data la natura improvvisa dell’inizio della pandemia, ma in definitiva la sua natura temporanea, non dovrebbe sorprendere vedere anche una notevole volatilità dell’inflazione. Nel corso del 2020 si sono verificati cali sostanziali del tasso di inflazione (scendendo in territorio negativo negli ultimi mesi), ma dovrebbero ampiamente invertire nel corso di quest’anno. Guardando attraverso queste fluttuazioni, il tasso di inflazione medio nel 2020 e nel 2021 dovrebbe essere dello 0,9%, che è abbastanza vicino al livello del 2019.

Secondo le analisi della BCE, la volatilità dell’inflazione nel 2020 e nel 2021 può essere attribuita a una serie di fattori temporanei che non dovrebbero influenzare le dinamiche dell’inflazione a medio termine.

In primo luogo la pandemia è stata associata ad un ciclo significativo dei prezzi del petrolio, che sono scesi da circa 70 dollari all’inizio del 2020 a meno di 20 dollari alla fine di aprile 2020 e successivamente si sono ripresi intorno ai livelli di gennaio 2020; in termini di euro, la variazione è stata leggermente meno pronunciata a causa dell’apprezzamento del 6 per cento dell’euro rispetto al dollaro USA in questo periodo. In base alle attuali ipotesi sui prezzi del petrolio incorporate nelle proiezioni degli analisti della BCE, questo profilo genererà effetti di base significativi sull’inflazione dei prezzi dell’energia nel 2021.

In estrema sintesi domani in conferenza stampa il presidente, Christine Lagarde, potrebbe affermare che il Consiglio prevede soltanto un temporaneo aumento dei fattori che determinano l’inflazione.

Anche il governatore della Fed, Jerome Powell, in una lettera al senatore repubblicano Usa, Rick Scott,  ha detto che l’economia statunitense vedrà un’inflazione “un po’ più alta” temporaneamente quest’anno quando la ripresa si rafforzerà e le limitazioni alle forniture faranno aumentare i prezzi in alcuni settori. Powell ha aggiunto che la Fed è impegnata a limitare qualsiasi ‘overshoot’: “non cerchiamo un’inflazione che superi sostanzialmente il 2%, né un’inflazione superiore al 2% per un periodo prolungato”. Scott aveva scritto a Powell a fine marzo esprimendo preoccupazioni per l’aumento dell’inflazione e per il programma di acquisto di obbligazioni della banca centrale Usa.

Appare evidente che le banche centrali in questa fase cercano di evitare di innescare aspettative troppo aggressive sul rialzo dei prezzi che a loro volta potrebbero acuire ulteriormente attese su un potenziale rialzo dei tassi. Cosa che non avverrà prima della seconda parte del 2022.

Le reazioni dell’euro su inflazione e tassi attesi dalla BCE

In questi giorni il mercato aveva anticipato il Board della BCE aprendo una reazione dell’euro a partire da area 1,17. Come avevamo anticipato i corsi sono saliti sino a fissare un picco sopra 1,20 in fase di rientro.

E’ molto interessante osservare come la sequenza della reazione dell’euro, apparentemente irruente, stia seguendo un percorso propedeutico ad un consolidamento del segnale di rafforzamento del dollaro.  In questi ultimi giorni, nonostante la spinta dei prezzi il cambio ha fissato chiusure giornaliere sempre al di sotto di area 1,2040/50 mantenendo dal nostro punto di vista le tendenza dominante all’interno del percorso riflessivo stimato nell’Outlook FX RISKOO IIQ 2021. La violazione domani di 1,20 al ribasso, soprattutto se confermata in chiusura di giornata, accrediterà ulteriormente il nostro scenario.

Nel post di domani inseriremo uno streaming a conclusione della conferenza stampa della BCE per analizzare gli effetti sul mercato dei cambi.

INFLAZIONE E TASSI UN PROBLEMA PER LA BCE?

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

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RITORNANO IN SCENA LE BANCHE CENTRALI. Il focus della settimana ritorna a concentrarsi sui consigli di politica monetaria delle banche centrali.  Sono convocati i consigli della BCE e delle banche centrali del Canada, Indonesia e Russia. Verranno esaminati i dati economici del primo trimestre ed inoltre le tensioni sui prezzi delle materie prime di cui la scorsa settimana abbiamo pubblicato un nostro post.  C’è molta preoccupazione per gli effetti del rialzo dei prezzi. Anche tra le aziende,  nostre Clienti, abbiamo rilevato una certa preoccupazione.

Tuttavia mentre le banche centrali ritornano a riunirsi, osserviamo che nonostante i media parlino diffusamente del tema, i rendimenti sul tratto lungo della curva americana, US Treasury 10 Y,  hanno formato un potenziale segnale di reversal che noi classifichiamo come movimento temporaneo di breve termine. Ciò conferma quanto abbiamo anticipato nel post dedicato all’andamento delle commodity industriali e soprattutto conferma quanto scritto nel WB PERSPECTIVES di marzo in merito al rischio, ora più concreto di una temporanea discesa dei rendimenti di cui sopra verso area 1, 30%/1,10%. La violazione di 1,60 ed il contenimento di eventuali reazioni sotto tale livello confermano ulteriormente il nostro scenario.

Le riunione delle banche centrali saranno accompagnate dalla pubblicazione dei dati Flash PMI sui sondaggi d’opinione delle aziende nel mese di aprile. Siamo entrati nel IIQ di questo 2021 ed i mercati sono curiosi di verificare il sentiment delle aziende. Le proiezioni economiche del primo trimestre facevano riferimento, nelle loro priezione annuale, ai destanti dati recessivi rilevati a seguito dei primi contraccolpi della pandemia. Inoltre vogliamo verificare se dopo la caduta inattesa della produzione industriale a febbraio in Eurozona,  il sentiment delle imprese sia diminuito.

Altre pubblicazioni degne di nota includono la produzione industriale, il commercio e i dati sull’inflazione per il Giappone, il mercato del lavoro del Regno Unito, le vendite al dettaglio, l’indebitamento statale e le statistiche sull’inflazione, oltre ai prestiti bancari dell’Eurozona ed alle indagini sulla fiducia. Gli Stati Uniti vedono richieste di sussidi di disoccupazione e aggiornamenti sulle vendite di case.

I primi indicatori di performance economica all’inizio del secondo trimestre sono forniti, come scritto,  dai flash PMI di aprile, che coprono sia la produzione che i servizi. I dati di marzo hanno mostrato che tra le maggiori economie sviluppate gli Stati Uniti hanno sovraperformato in termini relativi le medie global. In ogni caso anche in Eurozona e UK la crescita è rimbalzata, lasciando solo il Giappone in stagnazione. La forza dei PMI europei ha superato le aspettative di tutti gli economisti, secondo i sondaggi, poiché l’attività economica è aumentata in risposta alle prospettive più brillanti. Tuttavia, le disparità di crescita messe in evidenza dai rapporti del FMI ed OCSE riflettono le diverse misure di contenimento ancora attive per la seconda o terza ondata  del COVID-19. Le diverse dimensioni delle misure di sostegno monetario e fiscale  hanno contribuito a contribuito a sollevare la fiducia soprattutto negli Stati Uniti ed in parte anche nel Regno Unito.

I dati dell’indagine PMI seguono la riunione di fissazione dei tassi della BCE di. Non sono previste ulteriori azioni almeno fino a giugno, dopo che il Board ha deliberato di imprimere un’accelerazione al ritmo degli acquisti di asset nella loro ultima riunione in risposta all’aumento dei rendimenti obbligazionari. Ciò che siamo interessati a verificare riguarda la discussione che si è aperta all’interno del Consiglio in merito a tale decisione. I verbali che sono stati pubblicati riportano infatti un disaccordo sull’azione intrapresa.E’ possibile che si discuta anche del rapporto tra la copertura dei vaccini, i blocchi e la riapertura delle attività della piccole imprese. Sul tema dell’inflazione ci aspettiamo che in conferenza stampa Christine Lagarde sorzi i toni preoccupanti.

La Banca del Canada nel frattempo si riunisce tra i segnali non solo che la ripresa si sta riscaldando, il dato  PMI  ha raggiunto ha superato i massimi degli ultimi dieci anni accompagnati da un aumento dei valori del mercato immobiliare. Ciò nonostante non ci attendiamo alcuna variazione concreta della linea di  politica monetaria a breve.

Sui mercati oltre al movimento del 10 anni USA rileviamo ancora la reazione aperta dell’eur usd ed il crsh flash delle principali cripto currency dopo che il governo urco ha messo al bando gli scambi sul Bitcoin.

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RITORNANO IN SCENA LE BANCHE CENTRALI

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COSA SONO LE VALUTE DIGITALI EMESSA DALLE BANCHE CENTRALI?

Le valute digitali delle banche centrali (CBDC) sono essenzialmente la versione digitale del contante. Come i contanti, sono emessi e hanno il loro valore garantito dalle banche centrali. Ad esempio, un CBDC emesso dalla BCE sarebbe denominato in euro (digitale) avente lo stesso valore dell’euro fisico.

Queste valute digitali sono l’ultima innovazione nella tecnologia dei pagamenti e cambieranno il modo in cui vengono eseguite le transazioni finanziarie nel mondo sconvolgendo i circuiti di pagamento come il sistema Swift. Pagare un fornitore estero o ricevere pagamenti dall’estero avverrà in tempi pressoché immediati ed a costi commissionali quasi nulli. In effetti le  transazioni finanziarie digitali, i CBDC potranno facilitare, ad esempio le imprese, a risolvere molti dei problemi di pagamento attualmente ancora presenti, come lunghi tempi di transazione e commissioni elevate.

Quando i CBDC saranno negoziati, le persone saranno in grado di scambiare valuta tra loro digitalmente in tempo reale utilizzando tutti i devices disponili, telefoni cellulari, computer, smartwatch, scansione di codici a barre e così via. In Cina , lo yuan digitale, che sta già circolando in regime di collaudo, può essere scambiato con procedure di autenticazione che utilizzano anche il riconoscimento facciale.

La sua ricerca si concentra sulle tecnologie finanziarie, in particolare sui sistemi di pagamento elettronici, sui trasferimenti elettronici di denaro e sui servizi finanziari digitali per consentire uno sviluppo inclusivo.

Sebbene nessun paese principale abbia ancora lanciato completamente la propria valuta digitale, la Cina ha già preso l’iniziativa e molti altri paesi si stanno affrettando a recuperare il ritardo.

IN CHE MODO L’UTILIZZO DELLE VALUTE DIGITALI È DIVERSO DALLE TRADIZIONALI OPZIONI DI PAGAMENTO?

I sistemi di pagamento digitali come carte di credito, carte di debito o metodi di pagamento mobile (portafogli digitali come Amazon Pay, Apple Pay e Venmo) funzionano in modo molto diverso dalle valute digitali. I metodi di pagamento digitale tradizionali vengono effettuati scambiando una certa somma di denaro detenuta in un conto con beni o servizi. Tali scambi di forme tradizionali di denaro non avvengono in tempo reale; tali transazioni vengono invece conteggiate e regolate dopo un periodo che va da pochi minuti a pochi giorni. (Pensa a come di solito occorrono alcuni giorni prima che un addebito sulla carta di credito compaia sul tuo estratto conto dopo aver acquistato qualcosa.) Al contrario, lo scambio di valuta digitale implica un pagamento quasi in tempo reale processo, poiché i CBDC non sono una semplice rappresentazione di denaro fisico immagazzinato altrove, ma un sostituto completo delle banconote.

IN CHE MODO LE VALUTE DIGITALI GESTITE DALLO STATO DIFFERISCONO DALLE CRIPTOVALUTE PRIVATE E DALLE STABLECOIN?

Le banche centrali non sono le prime a perseguire il potenziale delle valute digitali. Le criptovalute private sono state rese famose da artisti del calibro di Bitcoin , lanciato per la prima volta nel 2009. Da allora, queste valute digitali private sono diventate immensamente popolari. Le criptovalute private sono emesse da giocatori privati ​​e non sono supportate da una banca centrale, quindi a differenza delle CBDC, non ci sono beni tangibili a sostegno del loro valore. Bitcoin e le sue valute simili sono disponibili solo in quantità fisse, quindi il loro prezzo dipende esclusivamente dalla domanda e dall’offerta. Ciò rende le criptovalute private una risorsa estremamente volatile. Al contrario, l’offerta e il valore di una CBDC sono attentamente decisi e gestiti da un’entità fidata come una banca centrale, che prende in considerazione la stabilità finanziaria e monetaria. Ciò rende le CBDC una risorsa più sicura e meno volatile.

Tuttavia, esiste anche un certo sottoinsieme di valute digitali private note come stablecoin, progettate per avere una minore volatilità dei prezzi. Come altre criptovalute private, le stablecoin vengono emesse da giocatori privati, ma i loro valori sono determinati in modo diverso. Gli  stablecoin, criptovalute che a differenza del bitcoin hanno un prezzo stabile perché vincolato a un mezzo di scambio stabile (una moneta fiat, tipicamente il dollaro statunitense), sembrano configurarsi come la via più ovvia per l’adozione mainstream delle criptovalute. Tanto più che la prossima generazione di stablecoin, basata su un equilibrio tra domanda e offerta gestito algoritmicamente, mira a reinventare completamente il sistema monetario globale.

Il progetto più noto nell’ambito di questo segmento è Tether. Tether rappresenta soluzione completamente centralizzata con monete sostenute dal dollaro americano. Per ora, è lo stablecoin più diffuso. Ci sono attualmente 2,6 miliardi di dollari in gettoni Tether in circolazione, senza audit fidati sulle corrispondenti garanzie. Nonostante i problemi di centralizzazione e audit, Tether rimane il miglior stablecoin in termini di stabilità dei prezzi, senza alcun calo significativo.Uno dei progetti più noti ma ancora in fase di studio è Lybra lanciato da Facebook.

La categoria successiva è costituita dagli stablecoin cripto-collateralizzati, tra cui il primo a comparire sulla scena è stato Bitshares con lo stablecoin BitUSD lanciato nel 2014. Quest’ultimo è ancora negoziabile, con un tasso di cambio di circa USD 1. Una grande novità è stata la creazione di MakerDAO Dai, uno stablecoin ancorato al dollaro americano e sostenuto da garanzie registrate in Smart Contract di Ethereum. MakerDAO ha un algoritmo di prezzo flessibile progettato per coprire la volatilità dei cripto-collaterali. Il progetto ha anche un token di governance interna, il MKR, utilizzato per votare su questioni di gestione del rischio e sulla logica di business del sistema Maker.

Uno dei grandi vantaggi delle criptovalute private è che possono essere scambiate in modo anonimo. Ciò significa che non sono registrati su un libro mastro che fa parte del sistema bancario ufficiale o visibile alle autorità di regolamentazione.

Le valute digitali delle banche centrali (CBDC)

IN CHE MODO LE VALUTE DIGITALI GESTITE DALLO STATO DOCUMENTERANNO LE TRANSAZIONI FINANZIARIE?

Tutte le valute digitali, supportate da operatori privati ​​o banche centrali, necessitano di un modo affidabile per assicurarsi che ogni transazione sia autorizzata e regolata in modo sicuro e protetto. Un nuovo modo per farlo è la tecnologia blockchain (DLT), che è essenzialmente un database online decentralizzato. La Distributed Ledger Technology (DLT) e la blockchain sono registri di informazioni digitalizzati e decentralizzati, ma differenziati da un insieme non condiviso di funzionalità specifiche. Le blockchain sono DLT, ma non tutte le DLT sono blockchain.

La tecnologia DLT rappresenta l’insieme delle sotto categorie  mentre la blockchain rappresenta una categoria di auto specifica.  Da una prospettiva più tecnica, una DLT è semplicemente un database decentralizzato gestito da vari partecipanti. Non esiste un’autorità centrale che funge da arbitro o controllore. In quanto registro distribuito di record, vi è maggiore trasparenza , rendendo più difficile la frode e la manipolazione, ed è più complicato hackerare il sistema.

Blockchain non è altro che una DLT con un insieme specifico di funzionalità. È anche un database condiviso – un registro di record – ma in questo caso condiviso per mezzo di blocchi che, come indica il nome, formano una catena. I blocchi sono chiusi da un tipo di firma crittografica chiamata “hash”; il blocco successivo inizia con lo stesso “hash”, una specie di sigillo di cera. In questo modo viene verificato che le informazioni crittografate non siano state manipolate e che non possano essere manipolate. Blockchain deve la sua fama, tra le altre cose, al fatto che è la tecnologia alla base della famosa criptovaluta Bitcoin .

 A differenza dei database finanziari tradizionali, DLT offre database decentralizzati in cui le transazioni e i dati vengono replicati, archiviati e sincronizzati su una rete distribuita composta da diversi computer (denominati anche nodi). Poiché non esiste un’autorità centrale per controllare i dati e per eseguire il commit di nuove transazioni, i database DLT si basano su quelli che vengono chiamati algoritmi di consenso che garantiscono la convalidazione dei dati. Una volta che i nodi partecipanti raggiungono un consenso, una nuova transazione viene aggiunta al libro mastro.

Le blockchain sono anche considerate altamente robuste, affidabili e sicure. Ma poiché sono anche decentralizzate, pubbliche e prive di autorizzazioni, le blockchain non sono fattibili per i CBDC a causa delle preoccupazioni relative al controllo, alla scalabilità e ai costi.

C’è un altro problema con i database DLT dal punto di vista delle banche centrali. Attualmente, le banche centrali mantengono un registro centralizzato e hanno la sola autorizzazione per aggiustare i crediti sui propri bilanci e aggiustare la quantità di denaro che circola in un’economia. Ma nel caso di un CBDC basato su DLT, i validatori esterni sarebbero in grado di aggiustare i crediti sul bilancio della banca centrale. Sebbene questo decentramento abbia molti vantaggi in termini di efficienza, la mancanza di controllo totale sull’elaborazione delle transazioni e sul mantenimento dei bilanci potrebbe essere un ostacolo per le banche centrali che finora hanno operato in modo centralizzato.

È anche meno probabile che un libro mastro blockchain venga utilizzato per i CBDC perché i blockchain consumano molta più energia di quanto sia fattibile per un CBDC autorizzato dallo stato. Secondo il Bitcoin Energy Consumption Index , l’impronta di carbonio annuale delle transazioni bitcoin è equivalente a quasi 37 megatoni di anidride carbonica, paragonabile all’impronta delle emissioni della Nuova Zelanda, mentre il consumo annuale di energia elettrica di Bitcoin è stimato essere superiore a quello dell’Argentina, Paesi Bassi e Emirati Arabi Uniti.

LE BANCHE CENTRALI DI QUALI PAESI STANNO PIANIFICANDO DI LANCIARE VALUTE DIGITALI?

Tra le principali economie, la Cina, coma sopra scritto,  ha fatto i maggiori progressi sui CBDC. Dopo sei anni di ricerca, la Banca popolare cinese ha lanciato nell’aprile 2020 i piloti CBDC domestici di massa e da allora ha completato due progetti pilota per circa 3,1 mil di transazioni equivalenti a 1,1 bil di yuan. Con questa fase di prova già alle sue spalle, la Cina è sulla buona strada per diventare il primo grande paese a lanciare completamente un CBDC.

Le banche centrali di diversi altri paesi, tra cui Canada, Giappone, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti (nonché l’UE) hanno collaborato con la Banca dei regolamenti internazionali sulla ricerca sulle CBDC, compresi i possibili piani di progettazione. Oltre ai progetti per l’uso domestico delle CBDC, hanno anche discusso i piani per le rimesse transfrontaliere utilizzando le CBDC e le implicazioni delle CBDC sul commercio internazionale. crediamo che le valute digitali possano stimolare ulteriormente il commercio internazionale consentendo transazioni transfrontaliere più veloci ed economiche.

PERCHÉ LE BANCHE CENTRALI DI TUTTO IL MONDO SONO COSÌ INTERESSATE ALLE VALUTE DIGITALI?

Spiccano quattro principali vantaggi per le valute digitali. Il primo è l’efficienza , poiché le CBDC potrebbero consentire pagamenti istantanei a basso costo. I CBDC potrebbero aiutare a elaborare le transazioni e gli scambi più rapidamente, aumentando la produttività e il progresso tecnologico di un paese.

Il secondo è l’inclusione finanziaria . Le CBDC potrebbero plausibilmente fornire un migliore accesso ai servizi finanziari poiché le persone potrebbero non aver bisogno di un conto bancario per utilizzarli. I CBDC possono essere utilizzati anche offline senza alcuna connessione Internet. Le transazioni possono essere effettuate con vari mezzi . Questi includono l’identificazione a radiofrequenza (RFID) tramite telefoni cellulari, smartphone, smartwatch, smart card , tecnologia tap-and-go (che prevede il tocco fisico di due dispositivi per elaborare una transazione) e altri tipi di tecnologia indossabile. Questa caratteristica potrebbe rendere i CBDC estremamente utili per le persone che vivono in aree remote.

Il terzo vantaggio delle valute digitali gestite dallo stato è prevenire le attività illecite. I CBDC consentirà ai governi di tenere traccia di ogni unità della propria valuta in circolazione. In caso di successo, ciò ridurrebbe il riciclaggio di denaro, l’evasione fiscale, le transazioni del mercato nero e l’appropriazione indebita.

Il vantaggio finale riguarda la politica monetaria . I CBDC potrebbero essere considerati denaro programmabile. In teoria, le banche centrali sarebbero in grado di regolare algoritmicamente l’offerta di CBDC sulla base dei tassi di interesse e di altri indicatori macroeconomici chiave. Quindi le CBDC potrebbero dare alle banche centrali il controllo diretto dell’offerta di moneta, rendendo così l’economia più reattiva alle variazioni dei tassi di interesse. I brevetti depositati dalla Banca popolare cinese indicano che la banca centrale intende utilizzare alcuni di questi vantaggi.

QUALI SONO I POTENZIALI RISCHI E LIMITI DELL’UTILIZZO DELLE VALUTE DIGITALI GESTITE DALLO STATO?

L’introduzione di CBDC potrebbe alterare e interrompere in modo significativo i sistemi di pagamento nazionali e internazionali esistenti. Dati i vantaggi di bassi costi, transazioni più veloci e funzionalità offline offerte dai CBDC, è probabile che i consumatori preferiranno i CBDC alle opzioni di pagamento digitale esistenti come carte di credito e di debito e portafogli mobili. I modelli di business degli attuali leader di mercato come Visa, Mastercard, PayPal e altri potrebbero essere influenzati.

È fondamentale che i paesi valutino attentamente l’impatto dei CBDC e creino un ecosistema abilitante prima di lanciarli. Operatori di pagamento affermati come le società di carte di credito dovrebbero essere coinvolti nel processo di distribuzione e scambio. I paesi dovranno anche considerare fattori come la possibilità di convertire facilmente il contante in forma digitale e assicurarsi che i cittadini e le imprese dispongano della tecnologia e delle infrastrutture necessarie per accettare ed elaborare le transazioni che coinvolgono i CBDC.

Sebbene le CBDC siano destinate a fungere da sostituto del contante, è improbabile che le CBDC saranno in grado di replicare la natura anonima delle transazioni in contanti. A causa dei problemi di riciclaggio di denaro derivanti da transazioni anonime, è improbabile che qualsiasi CBDC gestito dal governo sia completamente anonimo. In effetti, una banca centrale saprebbe chi detiene una data unità di tale valuta digitale e sarebbe in grado di accedere alla sua intera cronologia delle transazioni. Una tale raccolta di informazioni può aiutare i funzionari a svolgere un lavoro migliore nella gestione delle politiche monetarie e fiscali. Ma possono sorgere preoccupazioni per quanto riguarda la privacy, la sorveglianza e la mancanza di anonimato, specialmente nei paesi in cui la fiducia nel governo è bassa.

Come scritto nel focus dedicato all’atteggiamento congiunturale delle banche centrali rispetto alle loro linee di policy monetaria,  risulta evidente il diverso percorso dei regulators rispetto all’attuale fase di ripresa globale. La stessa divergenza politica che riscontriamo tra Stati Uniti e Cina dopo la pandemia è in netto contrasto con le conseguenze della crisi finanziaria globale. Recentemente, la Cina ha messo in guardia sull’impatto dei prezzi elevati delle materie prime, in particolare le commodity industriali,  sull’inflazione e la banca centrale avrebbe chiesto alle banche cinesi di restringere il credito per il resto dell’anno (vedi focus). La Pboc sta assumendo un ruolo molto meno accomodante.Abbiamo notato in precedenza che la crescita del credito della Cina potrebbe aver già raggiunto il picco durante il terzo trimestre del 2020 e abbiamo evidenziato l’impatto del rischio della riduzione della leva finanziaria sul rame, segnalando nel nostro WB PERSPECTIVES di inizio mese  e nell’OULOOK  WB RISKOO IIQ21 la correzione dei prezzi. Recentemente, le autorità cinesi hanno ripetutamente messo in guardia sulle pressioni inflazionistiche dovute all’aumento dei prezzi delle materie prime. Gli alti prezzi dei metalli pluriennali hanno iniziato a influenzare una serie di produttori, che hanno visto i margini ridotti poiché non sono stati in grado di trasferire i costi di input più elevati. Secondo quanto riferito, alcuni produttori di elettrodomestici hanno aumentato i prezzi dei prodotti, mentre altri hanno assorbito i costi più elevati o addirittura ridotto la produzione. Secondo il National Bureau of Statistics (NBS), l’indice dei prezzi alla produzione cinese (PPI), che misura il costo delle merci al gate della fabbrica, è salito del 4,4% su base annua a marzo, accelerando dall’aumento dell’1,7% a febbraio. I funzionari hanno citato l’aumento dei prezzi dell’energia e dei metalli come uno dei principali fattori alla base di questo.

GLOBAL GROWTH RECOVERY VERSO COMMODITY  INDUSTRIALI

L’atteggiamento della PBoC può influenzare i prezzi dei metalli?
Pensiamo che la Cina abbia assunto da anni un ruolo primario nell’orientare i prezzi delle commodity. Di conseguenza le mosse dei cinesi imprimono un elevato grado di dominio alla direzionalità dei prezzi.Nel caso della politica monetaria e delle conseguenze relative alla riduzione dell’effetto leva operato dal credito può produrre i riflessi secondo le modalità descritte:

  • In primo luogo, disinnesca o quantomeno raffredda l’azione speculativa, in particolare nei mercati onshore. Ciò potrebbe potenzialmente portare a una riduzione della domanda apparente, ovvero quella derivata dall’azione del trading, e mitigare di conseguenza la domanda da parte degli users. Ad esempio diversamente dalle evidenze in atto,  quest’anno potremmo assistere ad una riduzione delle importazioni rispetto al livello dell’anno scorso. Per capirlo è importante ricordare cosa è successo l’anno scorso. La Cina è diventata un importante importatore di metalli di base (principalmente rame e alluminio) nel 2020, il che ha contribuito ad assorbire l’eccesso di offerta nei mercati, gonfiando l’apparente domanda cinese. La forte domanda apparente, non solo la domanda reale, ha svolto un ruolo chiave nella ripresa dei prezzi dei metalli dallo scorso anno, come si è visto nella traiettoria del prezzo nei mercati LME o COMEX.
  • Le scorte, comprese le scorte dello State Bureau of Material Reserve cinese, ovvero le scorte commerciali sovvenzionate dal governo e altre scorte commerciali potrebbero consolidare i loro volumi. Osservando le dinamiche di prezzo abbiamo rilevato condizioni statistiche di ipercomprato che stiamo monitorando dallo scorso mese di marzo. Ci aspettiamo a breve quindi un ulteriore rallentamento dei prezzi secondo quanto abbiamo indicato ai nostri lettori nei rapporti di scenario.

Non escludiamo inoltre che qualora le pressioni inflazionistiche acquisissero ulteriore slancio, il governo potrebbe sviluppare misure concrete per far fronte all’aumento dei prezzi delle commodity industriali. Le potenziali misure possono includere un ulteriore inasprimento della crescita del credito in alcuni settori o persino il rilascio parziale di scorte di metalli da parte dell’SRB. abbiamo rilevato rumors non qualificati secondo cui l’SRB avrebbe liquidato quantitativi limitati di scorte di alluminio.

IL SENTIMENT DEGLI OPERATORI

Se si osservano i sondaggi Markit sul sentiment dei produttori ed users di metallo, vediamo ancora una crescita della fiducia sulla domanda. Pensiamo che il dato rilevato ad aprile sconti l’onda lunga del rialzo dei prezzi maturato negli ultimi sei mesi, declinando il loro peso con le notizie sulla crescita coniugata agli stimoli fiscali rilanciati recentemente dall’Amministrazione Usa.

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. MARKIT PMI METAL USERS

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. MARKIT PMI METAL USERS

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. MARKIT PMI METAL USERS

Come risulta evidente dall’osservazione dei due grafici, il rame ha innescato un’azione correttiva orientata a consolidare i valori. Sotto 8900/800 usd/ton – Copper A Grde LME – la correzione assume un rilievo più significativo. L’alluminio invece sta verificando il nostro secondo target rialzista fissato nell’Outlook Riskoo 20/2. Riteniamo anche in questo caso le condizioni quantitative possano dare corso ad una correzione di consolidamento della tendenza rialzista.

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GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. COPPER

WB ANALYTICS: COPPER LME

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. ALLUMINIUM

WB ANALYTICS: ALLUMINIUM LME