LE VARIANTI TRANSITORIE DELLA FED Il presidente della Fed Jerome Powell ha spiegato in conferenza stampa ieri sera al termine della due giorni del Fomc, che continua a ritenere che le pressioni inflazionistiche siano in gran parte transitorie e che non sia necessario segnalare un imminente cambiamento di politica. Tuttavia abbiamo avuto un chiaro segnale tra le righe il quale suggerisce che la Fed inizierà di fatto a ridurre i suoi acquisti di asset entro la fine dell’anno.

Il tasso obiettivo dei fondi Fed è stato lasciato allo 0-0,25% con gli acquisti mensili di attività QE rimasti a un totale di 120 miliardi di dollari suddivisi in titoli del Tesoro da 80 miliardi di dollari e MBS di agenzie da 40 miliardi di dollari. In precedenza le dichiarazioni avevano osservato che questi acquisti sarebbero continuati fino a quando “non saranno stati compiuti ulteriori progressi sostanziali” verso il raggiungimento della massima occupazione e la Fed non raggiungerà stabilmente il suo obiettivo di inflazione. Jerome Powell afferma anche che la Fed ha visto sufficiente crescita nei dati per indicare che “l’economia ha compiuto progressi verso questi obiettivi”. Questo rappresenta un passo significativo nel processo di normalizzazione della policy monetaria.

Questo non vuol dire che vedremo un imminente tapering. I livelli di occupazione negli Stati Uniti rimangono inferiori di oltre 6 milioni rispetto a prima dell’inizio della pandemia, mentre l’ultima ondata di Delta Covid aggiunge un altro livello di incertezza che giustificherà l’attesa e l’attuale posizione di prognosi. I dati in ogni caso evidenziano una progressione sulla quale la Federal Reserve manterrà alta la vigilanza.

Dato questo contesto, ci aspettiamo che il Simposio di Jackson Hole ponga le basi per la programmazione di un fade out del QE con una dissolvenza che porterà il Fomc di settembre  ad annunciare alcuni dettagli più concreti sull’attuazione del tapering prima di essere deliberato ufficialmente a dicembre. Prevediamo una riduzione relativamente rapida che vedrà gli acquisti di QE terminare nel secondo trimestre del 2022.

Se i dati confermeranno la loro persistenza positiva la Fed provvederà a rivedere il livello dei tassi nell’ultima parte del 2022 anticipando un irrigidimento dei Fed Funds  rispetto al 2023.

Il dollaro reagisce con iniziali vendite alle parole di J Powell. pensiamo che si tratti di un rimbalzo di breve respiro. Come avevamo scritto nel nostro ultimo report mensile dedicato alla divisa americana, pensiamo che la reazione rimanga delimitata sotto area 1,19/1,1920 eur usd. Il Punto di breakout che continuiamo a mettere a fuoco rimane invece fermo a 1,17780/50.

Questa mattina alle 10.30 circa sarò ospite in diretta  a FINANZA NOW per commentare le decisioni della Fed e le ripercussioni sul mercato

FED: LE VARIANTI TRANSITORIE

WB ANALYTICS: EUR USD

 

MARKET MOVER

MACRO EURO – Giornata ricca anche sul fronte macro. Occhi in mattinata alle statistiche sulla disoccupazione in arrivo da Berlino (con il tasso atteso al 5,8% in luglio) mentre nel primo pomeriggio il focus passera’ alla stima dei prezzi al consumo tedeschi nello stesso mese, con il consensus Reuters che per l’armonizzato converge su un +0,5% congiunturale e un +2,9% a perimetro annuo, in netto rialzo dal 2,1% del mese precedente. Una crescita di questa entità sarebbe giustificata, osservano gli analisti, dall’effetto base per la riduzione temporanea dell’Iva l’anno scorso su varie voci del paniere nazionale, oltre che dal rincaro dei prezzi dell’energia. In mattinata, anche l’economic sentiment della zona euro, ipotizzato a quota 118,5 a luglio in contenuto miglioramento rispetto al mese prima.

PIL USA – Da oltreoceano, in arrivo la stima del Pil Usa per il secondo trimestre, con gli economisti che prevedono in media un +8,5%; la crescita dovrebbe essere stata guidata dai consumi personali, spinti dall’American Rescue Plan da 1900 miliardi di dollari e dall’allentamento delle restrizioni.

Nel primo pomeriggio i numeri settimanali sulle richieste di sussidi di disoccupazione – utili per avere costantemente il polso del mercato del lavoro Usa – stimate in moderato calo rispetto ai sette giorni precedenti.

Prosegue intanto il suo percorso in Senato il nuovo piano infrastrutturale da circa 1.000 mld di dollari promosso da Biden.

CINA – Le autorità’ cinesi hanno cercato oggi di calmare gli investitori chiedendo di non “malinterpretare” le ultime azioni regolatorie e innescando un rimbalzo dei mercati dopo le giornate difficili seguite al giro di vite applicato su alcuni comparti economici, incluso quello tech. I media cinesi hanno sottolineato che gli asset in yuan restano convenienti.

Evento ‘clou’ della giornata, nonostante non siano attesi annunci di peso, la riunione di politica monetaria del Fomc che terminerà stasera e la successiva conferenza stampa del governatore Powell. Il mercato monitorerà con particolare attenzione nelle parole di Powell qualsivoglia riferimento al ‘tapering’, all’impatto della diffusione della variante Delta sulla ripresa economica e all’inflazione. abbiamo tracciato lo scenario da noi atteso nel report dedicato alla linea che a nostro avviso terrà il Baord della Fed in futuro con gli effetti sul dollaro.

FIDUCIA ZONA EURO – Numerosi gli indicatori sulla fiducia di imprese e consumatori in arrivo dalle varie economie della zona euro. Diffuso poco fa, l’indice GfK sulla fiducia dei consumatori tedeschi ha mostrato in vista di agosto una lettura invariata rispetto al mese precedente. A luglio l’indice sul sentiment dei consumatori francesi, che verrà diffuso alle 8,45, è atteso invariato. Alle 10 poi è la volta di Istat: il consensus proietta un miglioramento sia per la fiducia dei consumatori che per quella delle imprese.

MERCATI CINA – Mentre gli investitori sono in attesa della Fed, prosegue per il quarto giorno di fila il calo sulle piazze cinesi. Stamane i media finanziari statali hanno invitato alla calma dopo la forte flessione innescata dal giro di vite di Pechino sul comparto tech, dell’istruzione privata e dell’immobiliare.

PIANO INFRASTRUTTURE USA – Il leader dei Democratici al Senato Chuck Schumer si è detto fiducioso che si possa giungere a un accordo sui dettagli del piano per le infrastrutture aggiungendo di sperare che un provvedimento possa essere messo ai voti entro fine settimana.

OPINIONI BOJ – Gli esponenti del board della Bank of Japan sembrano imperturbabili di fronte al dibatitto su scala globale sulla riduzione delle misure di stimolo messe in campo controla pandemia e alcuni ritengono necessario evitare un prematuro irrigidimento della politica monetaria. E’ quanto emerge del riassunto delle opinioni degli esponenti del board dell’istituto centrale nipponico della riunione del 15-16 luglio.

PREZZI IMPORT GERMANIA – A giugno i prezzi import tedeschi hanno visto un +12,9% su anno a fronte di attese per+12,6%.

FOREX – Dollaro sotto i recenti massimi sulla scia del calo dei tassi reali e in attesa della Fed mentre altre divise rifugio si apprezzano beneficiando del nuovo calo sui listini cinesi. Attorno alle 8 il cross euro/dollaro è a 1,1818 (in rialzo di 0,03%); il cambio euro/yen è a 129,79 (in rialzo di 0,07%) mentre il dollaro contro yen scambia a 109,82 (in rialzo di 0,05%).

GREGGIO – Prezzi in rialzo dopo il calo delle scorte Usa, superiore alle attese, certificato dai dati Api per la scorsa settimana. Sempre attorno alle 8, il future sul Brent quota in rialzo di 42 cent a 74,90 dollari al barile e il future sul Nymex guadagna 48 cent a 72,14 dollari.

TREASURIES – Il benchmark decennale sui mercati asiatici rende 1,239%, in rialzo di 0,005 rispetto alla chiusura a 1,234%.

WB RISKOO FX OUTLOOK

WB RISKOO FX OUTLOOK AGO 21

DELTA INFLATION

La variante delta verso l’inflazione delta: cosa pensano alla Fed?

In attesa della riunione Fed 

La discussione sul ritiro degli stimoli monetari è da tempo presente nelle riflessioni dei consiglieri Fed. Jerome Powell tende, mitigando l’attuale congiuntura con il messaggio sulla transitorietà dell’inflazione, a preparare i mercati verso uno scenario in cui può esserci lo spazio per un tapering, magari annacquato, ma lo spazio c’è.

Questa è la nostra sensazione osservando i dati e la congiuntura del ciclo economico.

Sappiamo che il presidente Powell esprime tuttora una view piuttosto cauta rispetto alla crescita dei prezzi. Abbiamo nei report precedenti cercato di mettere a fuoco questa sua convinzione fissando alcuni punti:

i prezzi delle commodity sono saliti in un contesto straordinario. In moli casi, come abbiamo scritto nel WB COMMODITY PERSPECTIVES©, i valori hanno performato degli eccessi destinati a rientrare nel breve medio periodo.

Il ciclo economico ha fatto leva su condizioni eccezionali dovute alla riaperture ed ai colli di bottiglia che si sono formati nella supply chain.

La risposta positiva delle aziende ai sondaggi sulla fiducia in merito alla ripresa ha alimentato una solida crescita sul lato manifatturiero, contribuendo a determinare tassi di recovery significativamente robusti. 

La comunicazione ufficiale della Fed e delle banche centrali in generale fa leva quindi sul fattore di straordinarietà da cui deriva una visione della crescita dei prezzi come fenomeno transitorio.

Molti economisti temono invece che la ripresa dell’inflazione sia qui per durare a lungo e creare un vero e proprio ciclo. Noi, come già scritto, ci posizioniamo nel mid range. Pensiamo che gli aumenti dei prezzi operati dalle aziende verranno consolidati secondo lo schema che segue. … Per continuare a leggere 

Siamo tutti in attesa di Jackson Hole.
In economia le prove e le verifiche non finiscono mai. Quest’ultima settimana del mese di luglio si concentra sostanzialmente su tre vettori macro significativi:  la riunione mensile della Federal Reserve (mar – merc), i dati su GDP di Stati Uniti (gio, di Germania ed Eurozona (ver). Sono tutti eventi market sensitive.

FEDERAL RESERVE: il focus del meeting verte su quanto effettivamente il Board sia preoccupato per l’incalzare dell’inflazione e quali misura intenda adottare per raffreddarne la dinamica.  Finora il presidente Powell, anche in una recente audizione, ha sostenuto la tesi di una crescita transitoria dei prezzi. In realtà a nostro avviso ha innescato un’ampia riflessione sull’opportunità di preparare i mercati verso il ritorno ad un regime più convenzionale della policy monetaria. Il percorso dovrebbe prendere forma con l’avvio di un ritiro degli stimoli monetari attraverso il tapering.

Il Consiglio appare spaccato tra quanti vorrebbero avviare sin da subito l’azione rispetto ad un’apparente ormai minoranza contraria. Abbiamo sempre sostenuto che per evitare l’esperienza del 2013/14, Powell voglia mitigare il passaggio da una condizione ultra accomodante verso un atteggiamento più restrittivo adottando tutte le cautele del caso, prima fra tutte quella di preparare i mercati. Il consenso che al momento domina tra noi analisti vede nel Simposio di Jackson Hole che si terrà tra il 26 ed il 28 agosto la sede più adatta a lanciare il messaggio.

Il Simposio di Jackson Hole negli ultimi anni si è prestato per lanciare le linee di strategia monetaria da parte della Fed.  Il Tapering di Ben Bernanke fu annunciato a Jackson Hole. Allora produsse serie ripercussioni sui mercati emergenti e sul dollaro. Nel rapporto eur usd, il cambio da 1,42 (mag 2014) scivolò nei mesi successivi a 1,05 (mar 2015).

Oggi l’eur usd dopo aver fissato due picchi tra 1,23 ed 1,22 rispettivamente  nei primi giorni dell’anno e successivamente a fine maggio, scambia poco sopra i minimi relativi proprio in attesa di cogliere segnali sulla futura linea monetaria che con molta probabilità uscirà proprio dal Simposio di  Jackson Hole.

GDP GROWTH: il giorno dopo la conferenza stampa di Jerome Powell, giovedì alle 14,30 (UTC+1), il Bureau of Economic Analysis  pubblicherà il dato previsionale sull’andamento del Pil USA relativo al II° trimestre dell’anno in corso. Le attese stimano una crescita del 8,6% con il tasso deflattore implicito che sale nelle attese dal 4,3 al 5,4%.

Si parte dalle rilevazioni del primo trimestre 2021 secondo le contribuzioni alla ripresa declinate nella tabella:

SIMPOSIO JACKSON HOLE & GDP

GDP EUROZONA: venerdì avremo la lettura dell’analogo dato per Germania ed Eurozona.

L’ufficio di statistica, il Statistisches Bundesamt  rilascerà il dato per il quale si stima una crescita trimestrale che dal -1,8 (I°Q) sale al  2% (10% annuale).

JACKSON HOLE vs. GERMANIA: EVOLUZIONE DEL QUADRO MACRO

GERMANIA: EVOLUZIONE DEL QUADRO MACRO

Questa mattina l’IFO Institute tedesco ha pubblicato l’indice IFO sulla fiducia delle imprese nel mese di luglio.

Nel settore manifatturiero , l’indice è sceso sulla base delle aspettative future significativamente meno ottimistiche delle aziende tedesche. L’indicatore corrispondente è sceso per la quarta volta consecutiva. Tuttavia le valutazioni delle aziende sulla situazione attuale sono salite al livello più alto da agosto 2018. L’utilizzo della capacità è aumentato dal 85,9 al 87,1%. È quindi ben al di sopra della media a lungo termine di 83,5. La carenza di prefabbricati sta peggiorando e sempre più aziende lamentano una carenza di manodopera qualificata.

Nel settore dei servizi , il clima imprenditoriale è peggiorato. Sebbene i fornitori di servizi siano più soddisfatti della loro attività attuale, sono molto meno ottimisti per i prossimi mesi. Le aziende prevedono ancora un aumento delle vendite, anche se non così forte come nel mese precedente.

L’indice è sceso anche nel commercio. Peggiorano le aspettative cautamente ottimistiche del mese precedente. L’indicatore della situazione attuale, invece, è leggermente aumentato. Anche nel settore della vendita al dettaglio, sempre più aziende segnalano colli di bottiglia nelle consegne.

Il clima economico è migliorato nel settore delle costruzioni . Le aziende erano più soddisfatte della loro situazione attuale. L’indicatore delle aspettative è salito per la terza volta consecutiva.

IFOR INSTITUTE

GERMANIA INDICE IFO LUG 21

Infine sempre nella mattinata di venerdì Eurostat riporterà i dati complessivi per l’Eurozona relativa al IIQ. Il GDP trimestrale è atteso in ripresa dopo il calo frazionale di -0,3% del primo trimestre.

MARKET MOVER

FOREX  Il dollaro ha chiuso la scorsa settimana sotto area 1,1780 contro euro. Prevediamo sino a mercoledì scambi con una volatilità limitata in attesa delle deliberazioni del Fomc. Il Dollar Index dovrebbe consolidare valori sopra quota 92,50 confermando di conseguenza le nostre attese per una verifica sugli obbiettivi di brevissimo a 93,50.

COMMODITY Il rame continua a consolidare i scambi nella parte bassa del range con un profilo orientato a distribuire forza negli spunti positivi. Ciò conferma la nostra tesi sul comparto attualmente oggetto di vendite che sfruttano i rimbalzi.

BRENT CRUDE OIL Prezzi in calo sui timori per l’impatto sulla domanda dalla diffusione di varianti del Covid. Sempre alle 7,40, il future sul Brent cede 85 cent a 73,25 dollari al barile e il future sul Nymex  perde 89 cent a 71,18 dollari. Rimane ancora aperta la ferita generata dal sell_off della scorsa settimana. Non escludiamo un ritorno degli scambi in area 68 usd/bar.

GOLD USD/OZ. Gli scambi sull’oro non riescono a trovare domanda disponibile a pagare l’oncia oltre quota 1830/1875 usd. Per il momento il mercato continua a rimanere positivo anche se noi stiamo analizzando una perdita di moemtum dell’azione di  trading.

NOLI MARITTIMI  L’indice Baltic Dry continua ad oscillare sui massimi di periodo. Il suo valore oscilla infatti a quota 3200, era dal mese di giugno 2010 che non oltrepassava la soglia dei 3000 punti.  Temiamo che la tendenza rimanga ancora positiva con potenziali rialzi a breve stimabili in area 3600.

RATES & YIELD I rendimenti sul tratto lungo della curva sono ampiamente scesi nelle ultime settimana: il 10 y US Treasury è sceso sotto quota 1,35% e si appresta a consolidare i minimi relativi sopra quota 1%; il 10 y German Bund rimane in termini relativi più debole del tasso USA. In ogni caso ci aspettiamo che l’attuale flessione limiti il ribasso in area -0,45%.

MERCATI AZIONARI  Il mercato equity sta dimostrando con il passare del tempo una sempre più vulnerabilità al cambiamento di linea monetaria eventuale da parte della FED. In generale i valori minimi fissati con le vendite della scorsa settimana rappresenteranno significativi alert di vendita tattici.

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

 

Si apre la settimana che in pratica avvicina i mercati verso la pausa estiva.  Il Consiglio prenderà in esame gli ultimi aggiornamenti all’obbiettivo d’inflazione che dal riferimento puntuale del 2% saranno tollerati sconfinamenti delle dinamiche del tasso marginalmente al di sopra del 2%. In ogni caso dalla riunione di giovedì non ci aspettiamo particolari decisioni dal Consiglio.

Con il tema del tapering ormai al centro del dibattito negli istituti centrali di tutto il mondo, la Bce continua a dimostrarsi particolarmente cauta, non discostandosi dagli attuali toni ultra-dovish ma cercando anzi di rassicurare i mercati ogni volta possibile circa la prosecuzione del suo sostegno. In questo senso dovrebbe essere letta la strategy review con la quale Francoforte ha ritoccato verso l’alto portandolo al 2% il target di inflazione, avvertendo che non si tratta di un tetto ma di un livello che in taluni casi potrebbe essere anche superato. Il cambio di strategia sui prezzi, per quanto da tempo annunciato ed adottato all’unanimità, imporrà al consiglio di giovedì una risposta in termini di adeguamento della guidance.

Le colombe sostengono che per rimanere credibile l’istituto dovrà evidenziare il mantenimento di un suo spazio di manovra. I falchi premono per ridurre gli stimoli man mano che l’economia si riprende. Forse proprio la paura di una terza o quarta ondata permetterà alla Lagarde di trovare un terreno comune nel corso della riunione. L’attuale orientamento della banca centrale è che comprerà obbligazioni per tutto il tempo che riterrà necessario e manterrà i tassi di interesse al loro attuale minimo record fino a quando non sarà soddisfatta del livello di inflazione.

I governatori dei paesi più indebitati, come il portoghese Mario Centeno e l’italiano Ignazio Visco, sono usciti allo scoperto sostenendo che la nuova strategia significa che la Bce dovrà tenere i rubinetti della liquidità aperti ancora più a lungo. Lagarde non ha dato alcuna indicazione specifica su come la guidance potrebbe cambiare, anche se la sua enfasi sulla “persistenza che dobbiamo dimostrare” suggerisce che potrebbe pendere dalla parte delle colombe. Secondo l’ultimo sondaggio Reuters, Francoforte inizierà a rallentare gli acquisti di asset dopo il board di settembre e smetterà completamente alla fine di marzo 2022.

La riunione, come scritto,  si tiene nel momento in cui su scala globale si paventa una nuova ondata pandemica. In Asia ci sono già parziali segni di rallentamento della crescita con i problemi sulla circolazione delle merci non ancora risolti. I recenti sondaggi PMI rivelano una perdita di momentum della crescita attesa nelle aree emergenti ed in Asia. Gli ultimi dati sulla produzione industriale in Europa hanno anch’essi rallentato la ripresa. Pure negli Stati Uniti abbiamo visto un consolidamento dopo la diffusione record della fiducia delle imprese manifatturiere  ed dei servizi.

MARKET MOVER MONITOR WEEK

GLOBAL PMI MANUFACTURING – SERVICES

 

MARKET MOVER MONITOR WEEK

GLOBAL PMI MANUFACTURING – SERVICES

 

MARKET MOVER MONITOR WEEK

GLOBAL PMI MANUFACTURING – SERVICES

Le recenti letture record dell’indice dei prezzi nelle indagini PMI hanno allarmato sia gli operatori economici che le autorità monetaria sul rialzo dell’inflazione, per cui  vale la pena analizzarne gli aggiornamenti per catturare eventuali segnali di esaurimento o meno della dinamica in corso sugli indicatori dei costi e dei prezzi di vendita. Di conseguenza aggiorniamo anche gli indicatori dei vincoli di capacità come i tempi di consegna dei fornitori. Quest’ultimi confermano le problematiche note, nelle aspettative del panel delle aziende intervistate, dopo il miglioramento temporaneo di inizio anno. 

MARKET MOVER MONITOR WEEK

GLOBAL PMI MANUFACTURING – SERVICES

 

Un aggiornamento ulteriore dei dati sul PMI Manifatturiero Flash relativi all’Eurozona verranno rilasciati venerdì in mattinata.

I mercati, ma soprattutto le banche centrali osservano la diffusione di questi dati per modulare le linee di policy che stanno lentamente evolvendo verso un ciclo di normalizzazione della politica monetaria come abbiamo scritto nel nostro ultimo RISKOO FX OUTLOOK REPORT.

 

MARKET MOVER

FX – Come anticipato la scorsa settimana nel Market Mover Monitor Week, l’eur usd ha consolidato gli scambi poco sopra quota 1,17770 contendo la reazione sotto 1,19-1,1945. E’ probabile che in attesa della riunione della BCE tenda a violare la parte inferiore del range ed avvicinare il mino di marzo in area 1,17 confermando quindi il percorso ed i target ciclici previsto nel  nostro FX Riskoo Outlook.

In un contesto in cui il dollaro tende a rafforzarsi, le monete emergenti, non tutte (vedi Report), tendono a perdere momentum. Il peso messicano rimane infatti ancora inserito in un range la cui tendenza risulta positiva sia nei confronti del dollaro che nei confronti dell’euro. Allo stesso modo, a conferma di quanto scritto lo scorso maggio, il dollaro oltre a recuperare contro euro ha avviato un’azione di recupero anche nei confronti dello yuan renminbi che dopo aver superato il primo target di ripresa a 6,40 si accinge ora a scalare verso area 6,60.

COMMODITY – Continua la fase di distribuzione sulle principali commodity industriali. Il rame (LME) dopo aver testato  la reazione sotto 9600/650 dovrebbe subire una nuova fase riflessiva con potenziali ordini di vendita presenti sotto area 9250/200. Questo conferma la road map tracciata nel nostro report WB COMMODITY PERSPECTIVES a supporto del nostro servizio di Enterprise Risk Management. Anche l’acciao dopo i picchi record sta avviando un’iniziale fase di perdita di momentum.

Il Brent Crude Oil è sceso la scorsa settimana sino a testare area 72,50. Ci aspettiamo in settimana una violazione di area 72 ed un’accelerazione del ribasso verso verso 67 usd/bar a breve.

BONDS I rendimenti sul 10 anni Treasury  USA sono scesi sotto area 1,35 e si apprestano a ritracciare ulteriormente il rialzo degli ultimi 12 mesi spingendo le quotazioni a 1,25% (ci aspettiamo un movimento verso 1%). Seguiranno a ruota il ritracciamento del 10 anni Germania Bund. Le quotazioni collauderanno in settimana area -0,35%. La violazione confermerà la linea ancora accomodante della BCE e soprattutto spingerà il 10 anni tedesco nuovamente verso area -0,50%. Il BTP 10 anni beneficerà del movimento regredendo anch’esso in direzione di 0,60 senza escludere un test di 0,5250%.

WB MARKET MOTOR WEEK RISK MANAGER

WB ANALYTICS: EUR USD TREND CYCLE

WB MARKET MOTOR WEEK RISK MANAGER

WB ANALYTICS: COPPER LME ADVANCE TREND CYCLE

WB MARKET MOTOR WEEK RISK MANAGER

WB ANALYTICS: US TREASURY 10 Y YIELD ADVANCE CYCLE TREND

 

MATRIX MONETARIA
La Matrix Monetaria  da cui il mercato trae continue indicazioni ed ispirazioni operative continua a funzionare in modo simile a un computer cosmico cosciente, in grado di utilizzare le emozioni e  per creare la realtà in cui tutti operiamo. Le tecniche che descrivono questo processo fanno parte del DNA dei mercati e rappresentano un codice che non può essere trasformato. Le banche centrali stanno facendo ampio uso di queste tecniche e le utilizzano per comunicare il loro pensiero.
L’inflazione assume così il vettore attraverso il quale sintonizzare gli investitori verso la loro linea di policy.  E’ la ragione per cui per tutta l’estate ed oltre continueremo a parlare dei prezzi e del loro effetto sulle opzioni a disposizione dei regulators.

Dal resoconto dell’ultima riunione della BCE è emerso che i consiglieri hanno affrontato la possibilità di ridurre gli acquisti di asset, pur confermando poi un approccio molto easy. Il vicepresidente Luis de Guindos ribadiva ieri che il ritiro dello stimolo dovrà essere graduale, non prematuro, e che in futuro sarà necessario essere molto accomodanti. Peter Kazimir, altro membro del direttivo, osservava in un tweet che la nuova strategia non consentirà il radicamento di una bassa inflazione e che per questo lascerà l’indice superare il 2% in alcuni casi. A conferma di una linea accomodante, nei dati settimanali resi noti ieri, Francoforte ha accelerato l’iniezione di liquidita’ negli ultimi 7 giorni.

Dalla Germania stamani la lettura finale sull’inflazione di giugno ha confermato il dato armonizzato a 0,4% congiunturale e 2,1% tendenziale.

Il focus si sposta ora sul board della prossima settimana in cui si discuterà la nuova forward guidance sulla direzione della politica dell’istituto, dopo il ritocco dell’obiettivo di inflazione. Secondo un sondaggio Reuters pubblicato questa mattina, 36 economisti su 51 ritengono che Francoforte inizierà a ridurre gli acquisti di asset dopo il meeting di settembre.

Nel frattempo, oggi l’US Bureau of Labour Statistic    riporta il dato mensile sull’inflazione atteso in crescita dello 0,4% (4% annuo tendenziale).  L’esito della pubblicazione innescherà ancora una volta il dibattito sul tapering, l’opzione monetaria più immediata a cui la Fed potrebbe accedere per raffreddare alcune dinamiche di mercato che si nutrono tuttora dell’ampia disponibilità di liquidità immessa dalla Banca Centrale americana.  Qualsiasi segnale che l’inflazione possa essere più persistente di quanto previsto dopo due mesi consecutivi di forti incrementi, potrebbe alimentare le aspettative che la Fed esca prima di quanto atteso dall’attuale stance ultra-dovish. Al contrario, dati meno aggressivi potrebbero portare gli investitori a pensare che la banca centrale possa permettersi di mantenere tale quadro di politica loose più a lungo.

Intanto al Senato Usa entra nel vivo il dibattito sull’ambizioso piano infrastrutturale da 1.200 mld di dollari di Joe Biden, con i repubblicani che promettono battaglia contro l’aumento delle imposte per finanziarlo.

ECOFIN – Il Consiglio dei ministri economici e finanziari dell’Ue (Ecofin) dovrebbe approvare oggi a Bruxelles i 12 piani nazionali di ripresa e resilienza (Pnrr), compreso quello dell’Italia, che sono stati presentati entro il termine indicativo di fine aprile, e poi valutati positivamente dalla Commissione europea. I 12 Pnrr — che fanno parte del dispositivo di Recovery europeo Rrf (“Recovery and Resilience Facility”), cuore del piano “Next Generation EU” — dovrebbero essere varati “in blocco”. Il via libera definitivo del Consiglio permetterà l’esborso, probabilmente già entro luglio, del prefinanziamento del 13% dell’ammontare complessivo di ciascun piano. Nel caso italiano circa 25 mld su oltre 200 complessivi.
Dal segretario del Tesoro Usa Janet Yellen, ieri, un invito ai paesi Ue a firmare un accordo globale sulla tassazione per le aziende, ma soprattutto a mantenere un significativo supporto fiscale fino a tutto il 2022, prendendo seriamente in considerazione ulteriori misure di bilancio per garantire una solida ripresa nazionale e mondiale.

DATI CINA – L’export cinese e’ cresciuto a ritmi superiori alle attese in giugno, tra gli sforzi di Pechino di contenere gli effetti della pandemia. Le esportazioni sono aumentate del 32,2% annuo nel mese in esame contro stime a 23,1% dal 27,9% di maggio.

OPEC+ – Non riescono a ricomporsi per ora, nonostante gli sforzi diplomatici russi, le divisioni tra Arabia saudita e Emirati arabi uniti che la scorsa settimane hanno impedito un accordo per incrementare la produzione di petrolio, mentre appare poco probabile, a questo punto, dicono diverse fonti dell’organizzazione, una nuova riunione sul tema questa settimana. Come abbiamo scritto nel rapporto di luglio dedicato alle materie prime, ci aspettiamo a breve uno storno dei prezzi secondo il percorso tendenziale stimato dove l’area 72,50 usd/bar per il Brent costituisce il sostegno di maggior impatto tecnico da seguire. Questa mattina il future sul Brent ha aperto in rialzo di 14 cent a 75,30 dollari al barile e il future sul Nymex,  viaggia in rialzo di 17 cent a 74,27 dollari.

MATRIX MONETARIA

WB ANALYTICS: BRENT CRUDE OIL USD/BAR

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER MATRIX MONETARIA

Poco mosso l’eur usd come da copione prima della lettura del dato pomeridiano sull’inflazione USA.

Nel nostro Outlook di luglio abbiamo inizialmente messo a fuoco il range 1,195/1,1910- 1,18-1,1760. La parte inferiore costituisce la proiezione dei minimi che sono stati fissati dal cambio negli ultimi 15 mesi. Il mercato appare ancora combattuto sulla tendenza  che il rapporto assumerà in futuro. per la verità la maggioranza degli uffici studi si è espressa sempre a favore di una view rialzista dell’euro. Noi, da inizio anno abbiamo invece lavorato per difendere soprattutto le strategie import da un rafforzamento del dollaro. Di conseguenza, in chiave proattiva,  abbiamo consolidato le opportunità che il rafforzamento del dollaro hanno offerto sul lato export.

A metà del 2021 il mercato è ritornato praticamente sui minimi annuali dell’euro,   vicino a quota 1,17, ovvero nella fascia di negoziazioni indicata nel range che abbiamo messo a fuoco in attesa della lettura del dato odierno, soprattutto del quadro tendenziale in formazione. L’analisi dei dati sull’inflazione ci porta ad essere confidenti con l’ipotesi che la Fed continui a dialogare con i mercati, secondo la Matrix Monetaria, per prepararli ad un ritiro progressivo degli stimoli vista anche in chiave di sostituzione tra quelli monetari e quelli fiscali progettati dall’amministrazione Biden.

Verificheremo quindi il dato odierno, soprattuto se, come ci aspettiamo, una lettura più aggressiva delle attese possa spingere i valori al di sotto dell’area indicata a partire da quota 1,18/1,1760 eur usd.

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

 

Il Market Mover monitor della settimana si concentra soprattutto sul dato dell’inflazione USA che verrà pubblicato martedì 13. Seguirà venerdì quello dell’Eurozona.

L’attesa è particolarmente sentita dagli investitori in quanto si teme che l’inflazione sia meno transitoria di come la Fed sta comunicando.  Il consensus propone una stima allo 0,4% mensile, in calo rispetto allo 0,7% del mese precedente. Ciò significa che su base annua il dato tendenziale riporta un 4% di crescita dei prezzi. Per l’Eurozona il mercato si aspetta invece un dato annuale leggermente al di sotto degli obbiettivi BCE all’1,9% con una crescita mensile dello 0,3%. In Germania i prezzi all’ingrosso sono saliti nell’ultimo anno del 10,7%.

Inutile ricordare che l’importanza del dato sull’inflazione è data dalle risposte che le banche centrali potrebbero dare in virtù del loro andamento. Nel Consiglio della Fed sono emersi diversi inviti a ridurre gli stimoli ed a considerare la necessità di un aumento dei tassi prima di quanto indicato dal presidente Powell. In Eurozona invece pur cavalcando l’ipotesi della transitorietà della crescita dei prezzi si tende a far scivolare nel 2023 il ritorno alla normalizzazione della politica monetaria, salvo ribadire che il Pepp, il programma di stimoli straordinario varato per far fronte alla pandemia.

Lo shift temporale tra l’eventuale azione restrittiva della Fed e quella della BCE ha spinto il mercato e soprattutto molti banche a rivedere le proprie indicazioni precedentemente formulate sul cambio eur usd.

La nostra posizione invece rimane sempre ancorata alla verifica dell’area 1,18/1,1770 dove da settimane abbiamo collocato il punto di svolta su un quadro favorevole alla divisa americana. In attesa della lettura del dato non escludiamo un ritorno degli scambi verso area 1,1950. Il punto rappresenta il limite superiore del range che al momento delimita il campo di oscillazione dei prezzi in attesa proprio della lettura del dato di domani.

Accanto al tema dell’inflazione in settimana avremo anche una serie di dati coincidente sull’andamento della produzione industriale, sulle vendite al dettaglio e sul Pil.

Particolarmente attesa la lettura di giovedì sulla crescita del Pil cinese relativa al secondo trimestre che si attesta a 1,2%. Il dato tendenziale consolida la crescita all’8,1%  dopo il rimbalzo del I°Q al 18,3% con la produzione industriale che dal 8,8% scende al 7,8% annuale.

Negli Stati Uniti la produzione industriale dovrebbe consolidare allo 0,7% nel mese di giugno. Le vendite al dettaglio dovrebbero recuperare dal -1,3% di maggio a -0,4% di giugno.

Oltre ai dati economici il mercato analizzerà l’esito delle riunioni di politica monetaria di alcune banche centrali dell’area asiatica Giappone e Corea del Sud, dell’Australia,  Nuova Zelanda e del Canada.

Nono sono attese azioni di rilievo, tuttavia si vuole catturare eventuali sfumature utili a coniugare due fattori su cui le banche stanno concentrando la loro narrativa: inflazione e purtroppo nuovi blocchi dovuti alla nuova ondata prodotta dalle varianti. Sullo sfondo rimangono infatti i nodi della supply chain che stanno mettendo in seria difficoltà gli scambi commerciali.

Le materie prime di cui abbiamo dato a maggio e giugni un segnale correttivo importante stanno perdendo momentum. Sul rapporto mensile di luglio abbiamo tracciato ancora un quadro in cui i realizzi operati dall’attività speculativa stanno mettendo in discussione il trend che sinora aveva dominato diverse commodity coperte dal nostro servizio di ricerca per l’attività dei Risk Managers.

Il rame ha recentemente verificato il nostro primo obbiettivo correttivo in area 9000 usd/ton (contratto LME) . Nel rapporto di luglio abbiamo fissato in area 9650 il limite della reazione successiva alla prima contrazione dei prezzi. La conferma della tenuta del livello spingerà gli operatori a liquidare ulteriori posizioni in ossequio ad un quadro che da correttivo rischia di assumere connotazioni negative allineate ai target segnalati.

MARKET MOVER

market mover monitor week

WB ANALYTICS: EUR USD

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WB ANALYTICS: LME COPPER USD/T

Dopo le indicazioni giunte dalle minute Fed, occhi stamani sulla Bce che rende noti i verbali dell’ultimo board di giugno – particolarmente monitorati dal mercato in cerca di indizi sui tempi di un eventuale tapering – oltre ai risultati di una strategy review durata 18 mesi e che potrebbe vedere la ridefinizione dell’attuale target di inflazione.

Un quadro composito e’, intanto, quello delineato nella serata di ieri dal resoconto del Fomc del 15-16 giugno, dal quale emerge che la ripresa Usa ha ancora bisogno di consolidarsi – soprattutto sul fronte del lavoro – ma che la banca centrale non si farà scrupolo ad agire in senso restrittivo qualora un surriscaldamento eccessivo dei prezzi o altri rischi si materializzassero. Diversi membri del board hanno sottolineato – senza dare tempistiche precise – come una riduzione del programma di acquisto di asset potrebbe essere applicata “prima del previsto”, mentre altri hanno ribadito la necessita’ di un approccio maggiormente “paziente”, stanti le persistenti incertezze legate alla pandemia.
Recentissimo è il monito del Fondo monetario riguardo ad una crescita troppo impetuosa dell’inflazione, soprattutto nel caso di un ulteriore stimolo fiscale voluto dalla Casa Bianca che potrebbe rendere necessari aggiustamenti in senso restrittivo anche sul fronte monetario prima di quanto atteso.
Tornando da questa parte dell’oceano, dove prezzi ed economia stanno crescendo a ritmi meno costanti e sostenuti – come confermato da recenti dati macro tedeschi che hanno registrato un’inattesa flessione di ordini e produzione industriale a maggio e un marcato calo del sentiment degli investitori a luglio – gli analisti si aspettano toni ancora fondamentalmente dovish dalle minute di Francoforte che saranno rese note alle 13,30 italiane.

STRATEGY REVIEW BCE – Poco prima, alle 13, la banca centrale, nella prima review dal 2003 – considerata da Christine Lagarde, che parlerà alle 14,30, come una delle priorità’ della sua presidenza – presenterà la sua nuova strategia che potrebbe rappresentare una grossa trasformazione per un’istituzione ancora relativamente giovane. In una mossa già più volte segnalata dai policymaker, la Bce fisserà probabilmente il suo obiettivo di inflazione al 2%, abbandonando l’attuale dicitura “sotto ma vicino al 2%”, che ha creato l’impressione che Francoforte si preoccupasse più della crescita dei prezzi al di sopra dell’obiettivo che al di sotto. Un riferimento esplicito a tollerare un aumento dell’inflazione potrebbe essere letto dagli investitori come un impegno a mantenere una politica ultra-easy per un periodo ancora più lungo, oltre a rappresentare un rassicurazione che il 2% non è un tetto, come ora invece viene percepito.

STIME UE – Una ripresa che si mostra ancora a fasi alterne nel blocco non ha indotto al pessimismo la Commissione europea che ha rivisto al rialzo ieri le stime di crescita della Eurozona per quest’anno e il prossimo, pur mettendo in guardia dai rischi rappresentati dalle nuove varianti del coronavirus, da contenere per evitare nuove restrizioni, ritenute, comunque, al momento improbabili. Per quanto riguarda l’Italia, Bruxelles ha alzato le previsioni di incremento del Pil per quest’anno al 5% dal precedente 4,2% ma ha tagliato quelle per il 2022 a +4,2% da +4,4%.

 

Prende il via la prima effettiva settimana di luglio con l’eco di quanto rilasciato lo scorso venerdì dal Dipartimento del lavoro negli Stati Uniti. Le statistiche sull’occupazione del mese di giugno hanno da un lato evidenziato un elevato numero di nuovi assunti +850k contro un’attesa di +700k. Il dato con verge con gli obbiettivi della Fed a livello quantitativo. L’esito più che positivo è stato parzialmente mitigato da un aumento  della crescita del costo del lavoro inferiore alle attese.  La retribuzione oraria media per tutti i dipendenti sui libri paga privati ​​non agricoli è aumentata di 10 cent a $ 30,40 a giugno, dopo gli aumenti di maggio e aprile (+13 cent e +20 centesimi, rispettivamente).  I dati suggeriscono che la crescente domanda di lavoro associata alla ripresa dalla pandemia potrebbe aver esercitato una pressione al rialzo sui salari. Tuttavia, poiché la media oraria i guadagni variano ampiamente tra i settori, le grandi fluttuazioni occupazionali da Febbraio 2020 complica l’analisi delle recenti tendenze della retribuzione oraria media.

In ogni caso i dati nel loro insieme avvallano l’ipotesi che all’interno del Board della Federal Reserve si continui a discutere su un futuro ritiro degli stimoli monetari.

Mercoledì sera saranno pubblicati i verbali dell’ultima riunione del Fomc. Avremo modo quindi di analizzare i dettagli sulle posizioni assunte all’interno del Consiglio e verificare le aspettative che hanno spinto  a proiettare i rialzi dei tassi prima del previsto attraverso il l’analisi del modello “dot plot”. Cercheremo anche indizi in merito al previsto tapering degli acquisti di asset.

Nel frattempo, le riunioni delle banche centrali si terranno in Australia e Malesia senza cambiamenti previsti tra i vari gradi di recrudescenza di COVID-19.

Oltre alla consueta attenzione riservata alle mosse di politica monetaria, la settimana si caratterizza per la pubblicazione dei rapporti PMI sui servizi su scala globale.

I servizi mondiali e i PMI compositi saranno quindi al centro dell’attenzione dopo il rilascio dei PMI manifatturieri globali della scorsa settimana. Quest’ultimi hanno evidenziato la continua divergenza nella crescita in mezzo alla ripresa dei casi di COVID-19. L’impatto di ulteriori ondate di virus è stato particolarmente evidente in varie economie asiatiche. Al contrario, gli Stati Uniti e l’Eurozona continuano a registrare buoni risultati, pur subendo vincoli di offerta e pressioni sui prezzi.

Stiamo analizzando gli elementi che hanno spinto i prezzi al rialzo a partire dalle dinamiche sulle quotazioni delle commodity. Questa settimana pubblichiamo il report aggiornato sulle nostre aspettative in merito alle tendenze in corso. Nell’ultimo mese avevamo fissato per le commodity industriali, in particolare per i metalli non ferrosi una variazione di prezzi al ribasso piuttosto importante. Il rame è sceso nell’ordine dal picco di maggio al minimo di giugno nell’ordine del 15%. Abbiamo analizzato l’attuale reazione per contestualizzarla in un movimento ciclico più ampio.

Con l’aumento dell’inflazione dei servizi, i sottoindici dei prezzi saranno interessanti per far luce sulla velocità con cui sono aumentati i costi di input e di output e le implicazioni per l’inflazione, la crescita dei salari e i margini aziendali.

Anche i dati sull’inflazione cinese di giugno saranno attentamente monitorati dopo che gli ultimi PMI manifatturieri di NBS e Caixin hanno suggerito di allentare le pressioni sui prezzi. Con il rilascio completo dei report di giugno potremo analizzare come sia cambiata l’inflazione tra i settori tramite i PMI settoriali pubblicati da Markit.

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

Il dollaro dopo la pubblicazione dei dati sull’occupazione si prende una pausa sui timori di rialzo dei tassi, con gli occhi sulle minute Fed che verranno diffuse mercoledì. Attorno alle 7,45 il cross euro/dollaro è a 1,1856 (in calo di 0,07%), il cambio euro/yen è a 131,74 (in rialzo di 0,02%) mentre il dollaro contro yen scambia a 111,11 (in rialzo di 0,06%).

Venerdì l’eur usd ha aperto la sessione a 1,1835 tentando dopo il dato di violare al ribasso quota 1,1830 dove transita il sostegno tecnico che dallo scorso anno stiamo tracciando sui nostri grafici. Analizzeremo nel nostro OUTLOOK FX RISKOO quali possano essere le implicazioni tecniche del rimbalzo all’interno del quadro ciclico del dollaro.

market mover monitor week

WB ANALYTICS: EUR USD

GREGGIO

Alla stessa ora il future sul Brent quota in rialzo di 3 cent a 76,20 dollari al barile e il future sul Nymex viaggia in rialzo di 6 cent a 75,22 dollari. Oggi torna a riunirsi il gruppo Opec+, dopo che l’Arabia Saudita ieri ha contrastato l’opposizione degli Emirati arabi uniti alla proposta di un accordo e ha chiesto una soluzione di “compromesso e razionalità”.

TREASURIES

Il benchmark decennale sui mercati asiatici rende 1,431%, rispetto alla chiusura a 1,432%.

BTP – In una seduta che vedrà la piazza Usa chiusa per festività, i riferimenti per l’avvio sono i 101 punti base per lo spread Italia-Germania sul segmento decennale e lo 0,78% per il tasso del Btp a 10 anni, agosto 2031.

Oggi la BCE pubblicherà la consueta fotografia settimanale sull’andamento degli acquisti Bce nell’ambito dei programmi Pepp e Qe. Questo pomeriggio Francoforte renderà disponibile anche lo spaccato mensile sugli acquisti di titoli italiani per giugno dopo che a maggio gli acquisti erano stati pari a 585 milioni di euro.
Da monitorare gli interventi della presidente dell’istituto centrale Christine Lagarde a due eventi alle 11 e alle 13,30. Ieri intanto il presidente della banca centrale olandese Klaas Knot, in un’intervista a NRC Handelsblad, ha detto che il rialzo dell’inflazione in Europa potrebbe non essere temporaneo, segno che il dibattito tra ‘falchi’ e ‘colombe’ su inflazione e stimolo prosegue. Sabato la consigliera Bce Isabel Schnabel ha detto che l’inflazione nella zona euro potrebbe avvicinarsi all’obiettivo di Francoforte “nel medio termine”.

Si entra nella settimana conclusiva del I°Q di questo 2021. I principali dati in calendario si concentrano tra giovedì e venerdì quando avremo la pubblicazione dei sondaggi PMI in Europa, Stati Uniti e Cina relativi al mese di giugno. Inoltre il calendario offre i dati sulle vendite al dettaglio in Germania, sull’inflazione europea ed a seguire, nel pomeriggio di venerdì, le statistiche sull’occupazione USA. Si tratta di un calendario ad alta intensità di market mover .

I PMI manifatturieri mondiali saranno sotto i riflettori dopo il rilascio della scorsa settimana dei PMI flash. I recenti dati PMI hanno confermato la forte crescita negli Stati Uniti e in Europa, mentre molti altri paesi continuano a lottare  contro il virus, in particolare Giappone e India. La grande ripresa è tuttavia accompagnata da un aumento dell’inflazione a causa della carenza di offerta, quindi saremo ansiosi di analizzare  se nuovi ritardi nella catena di approvvigionamento dovuti a ulteriori ondate di virus potrebbero oscurare ulteriormente le prospettive di inflazione.

Per gli Stati Uniti oltre all’inflazione stiamo monitorando l’andamento dell’occupazione. La  Fed ha vincolato le proprie decisioni di policy all’andamento dell’una e dell’altra.  Analizzeremo quindi il quadro dell’occupazione a partire dal rapporto di mercoledì dove l’ADP rilascerà le proprie stime per i nuovi occupati escluso il settore agricolo (att +600k), per finire venerdì con il rapporto sull’occupazione di giugno rilasciato dal Bureau of Labor Statistics. Il dato Nonfarm Peyrolls è atteso in crescita a +675k rispetto al precedente mese di maggio a +559k.

La Fed guarda con estremo interesse ad entrambi i valori: inflazione e occupazione. Sappiamo che la linea ufficiale continua a sottolineare la natura transitoria della crescita dei prezzi, tuttavia recentemente il presidente J Powell ha riconosciuto il rischio che l’inflazione possa essere superiore a quanto previsto in precedenza. Ciò  è congruente con i segnali provenienti dai dati PMI.

Come scritto, la Fed guarda con estremo interesse ad entrambi i valori: inflazione e occupazione. Sappiamo che la linea ufficiale continua a sottolineare la natura transitoria della crescita dei prezzi, tuttavia recentemente il presidente J Powell ha riconosciuto il rischio che l’inflazione possa essere superiore a quanto previsto in precedenza. Ciò  è congruente con i segnali provenienti dai dati PMI.

Sul fronte prezzi, segnaliamo la correzione dei valori di molte commodity industriali in linea con le nostre anticipazioni fatte a maggio. rame sono scesi verso l’area obbiettivo 9000 usd/ton

Da qui ci aspettiamo almeno una reazione, peraltro già avviata nella sessione di venerdì.  Osserveremo con estrema attenzione tale movimento in quanto se gli acquisti non riusciranno a spingere le contrattazioni oltre la soglia 9650/700 il rame rischia di scendere ulteriormente, magari puntando ad un ribasso che spinga i valori al di sotto di quota 9000 usd/ton. Qualora tale movimento dovesse verificarsi verrebbe a mancare uno dei principali driver che hanno sostenuto l’inflazione negli ultimi sei mesi.  Ciò detto, il quadro dell’inflazione a lungo termine sarà in larga misura determinato anche dall’entità del rallentamento del mercato del lavoro e dalla crescita dei salari.

Nel WB COMMODITY PERSPECTIVES che pubblicheremo in settimana affronteremo ovviamente il tema con tutti i dettagli tecnici mettendo in prospettiva anche le quotazioni dei noli marittimi ed ovviamente i prezzi del petrolio. I noli dovrebbero subire una correzione a breve nonostante che le quotazioni del greggio rimangano ancora inserite in un quadro tecnico positivo. Ci aspettiamo che il Brent possa raggiungere il nostro target in area 78/80 usd/bar facendo leva su quota 71 usd.

Infine I dati flash sull’inflazione dell’eurozona saranno inoltre pubblicati in vista del sondaggio Tankan del secondo trimestre in Giappone e di un aggiornamento sul PIL del primo trimestre del Regno Unito . Attenzione anche agli ordini di fabbrica statunitensi, alla disoccupazione nell’eurozona e ai vari indicatori di attività fuori dal Giappone, comprese le vendite al dettaglio e la produzione industriale.

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

Prosegue la fase di recupero del dollaro sui mercati. La scorsa settimana si sono concretizzati alcuni segnali indicati in precedenza, quali la discesa dell’euro, l’apprezzamento del dollaro sullo yuan renminbi oltre 6,40 usd cny. Recentemente abbiamo assistito a rialzi dei tassi da parte di diverse banche centrali “periferiche”. Di conseguenza si sono registrati ulteriori recuperi sull’euro da parte di molte divise emergenti quali il rublo, alcune monete dell’area Eastern Europe, il peso messicano.

La scorsa settimana, L’eur usd ha delimitato i rimbalzi, dopo la discesa conseguente all’ultimo Fomc della Fed, a quota 1,1960/70 confermano il percorso ci aspettiamo. Questa settimana il mercato verificherà come scritto il dato sull’occupazione per prendere, qualora sia confermato, ulteriori posizioni lunghe di dollari. Non escludiamo quindi, qualora verdì il dato confermi le attese, di assistere ad un ulteriore gamba positiva della divisa americana verso area 1,1840/20 eur usd. Di converso sarà ancora una volta area 1,1980 a porre resistenza ad eventuali rialzi. I nostri algoritmi continuano a mantenere dal mese di febbraio l’indicatore ciclico sul cambio eur usd al ribasso, dopo aver segnalato un’ultima condizione di eccesso di rialzo a cavallo tra la fine dell’anno e gli inizi del 2021.

OCCHI CONCENTRATI SULL’OCCUPAZIONE USA

WB ANALYTICS: EUR USD