PMI MANIFATTURIERO

Markit ha pubblicato le prime significative Survey PMI sul sentiment delle aziende manifatturiere dopo la diffusione di Covid-19.

 

Il sondaggio rilevato in Giappone, Francia, Germania ed Eurozona riporta per il comparto manifatturiero dati PMI in ribasso per Giappone e Francia, mentre con grande sorpresa in parziale ripresa per la Germania.

PMI MANUFACTURING GERMANY

PMI MANUFACTURING GERMANY

Il dato, migliore delle attese e superiore alla rilevazione  precedente, può contribuire a stemperare i timori degli operatori in un momento in cui le notizie rimangono ancora confuse, nonostante le statistiche ufficiali sulla pandemia facciano presupporre che siamo in presenza di un potenziale picco.

L’euro reagisce alla notizia con un consolidamento di una mini-base tecnica a 1,0770 contro dollaro. E’ possibile in via teorica che si apra una breve reazione soprattutto in risposta all’ipervenfuto che si è generato sui mercati. I prezzi del cambio eur sud scendono ininterrottamente da inizio febbraio e comunque da inizio anno il cambio perde quasi il 4%. E’ possibile quindi che si apra una finestra correttiva i cui punti di contenimento transitano rispettivamente a 1,0830 ed 1,09.

Nel pomeriggio Markit pubblicherà anche il sondaggio PMI raccolto negli USA. I valori attesi benché in frazionale limatura rimangono ampiamente sopra area 50 livello spartiacque tra una fase espansiva rispetto ad una di rallentamento atteso della crescita.

USD JPY

USD JPY ALERT BREKUP

 

Questa mattina il rapporto di cambio usd jpy ha violato al rialzo quota 110,25 innescando significativi ordini di copertura di posizioni corte di uso contro jpy. Il segnale potrebbe spingere le negoziazioni in una nuova direzione rialzista del dollaro  in direzione dell’area 114,50/115 qualora nelle prossime ore vi fossero ulteriori acquisti in grado di spingere oltre 110,80 gli scambi.

Il segnale offre indicazioni utili per leggere il quadro sulla percezione dei rischi avvertita dal mercato in merito all’evoluzione della pandemia Covid-19.

In considerazione del ruolo di risk-aversion che di norma assume lo yen nelle situazioni di crisi, un suo deprezzamento nei confronti del dollaro può rappresentare un indicazione utile per ritenere che gli investitori siano meno preoccupati degli effetti dell’epidemia. Accanto a queste valutazioni non dobbiamo comunque minimizzare il ruolo della BoJ sempre molto attenta a delimitare l’apprezzamento del cambio, soprattutto in un momento, come l’attuale, in cui la congiuntura espone la crescita giapponese in un contesto estremamente vulnerabile.  La lettura dei recenti dati sulla contrazione del GDP giustificano il sospetto che dietro all’indebolimento dello yen vi sia la regia della Banca Centrale.

EUR JPY

Contro euro il movimento di reazione dello yen rimane contenuto sotto area 120 dove abbiamo posizionato il nostro primo livello di controllo dei rischi nei nostri modelli di Enterprise Risk Management.

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT USD JPY

WB ANALYTICS: USD JPY TREND

L’azione impulsiva del dollaro consolida inoltre il rafforzamento della divisa americana al punto da spingere il Dollar Index (paniere dei principali cambi ponderati alla Bilancia commerciale verso il dollaro)a testare nuovamente l’area 100/101 entro breve. 

GDP USA CRESCITA ATTESA

La stima del modello GDPNow per la crescita del PIL reale (tasso annuale destagionalizzato) nel primo trimestre del 2020 CALCOLATA DALLA FED DI ATLANTA  (stima aggiornata al 19 feb) è del 2,6 percento, in aumento dal 2,4 percento del 14 febbraio. Dopo il rilascio dell’indice dei prezzi alla produzione di questa mattina dall’Ufficio di statistica del lavoro degli Stati Uniti e nuovo rapporto sull’edilizia residenziale del Census Bureau degli Stati Uniti, la diffusione della crescita reale degli investimenti privati ​​lordi del primo trimestre è aumentata dal 5,1% al 6,4%.

Al momento la stima di crescita degli Stati Uniti, secondo il modello dinamico della Fed, è superiore alle stime di consensus degli economisti. Il differenziale tra stime di consensus e algoritmi Fed è pari a 100 punti base. Il modello Fed elabora in termini dinamici un panel di indicatori macro economici per offrire una proxy del potenziale di crescita USA.  Questo dato potrebbe sorprendere se raffrontato all’attuale congiuntura. Ovviamente trattandosi di un modello dinamico molto dipenderà dalla diffusione dei prossimi indicatori; rimane il fatto che al momento nel loro insieme tracciano un quadro più che confortante.  Il comportamento del dollaro e delle borse azionarie confermano tale percezione. Dopo domani avremo l’opportunità di esaminare il quadro da un punto di vista prospettico attraverso l’analisi dei sondaggi sui PMI di Eurozona ed USA.

 

GDP USD

GDP NOW FED ATLANTA

 

 

I flussi dell’Export globale nel 2020 dovrebbero beneficiare di una ripresa di valore dello yuan renminbi. Il cambio usd cny scende in queste ore sotto la soglia 6,95 il livello che lo scorso anno indicavamo come punto qualificante dell’accordo Usa Cina sulla disputa del commercio estero. Tuttavia la guerra commerciale non è ancora finita; la firma  all’accordo Phase One costituisce solo il primo round di una partita ancora lunga. Gli Stati Uniti non ancora revocato tutte le loro tariffe verso la Cina e la stessa sta ancora attuando alcune misure di ritorsione. Gli osservatori hanno affermato che il cosiddetto accordo di prima fase non ha affrontato questioni sistemiche come i sussidi di Pechino e la riforma delle imprese statali. Questi saranno i temi da discutere nel prossimo round di colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina nei quali rientreranno anche le  preoccupazioni sui negoziati per il trattato di investimento di Pechino con Bruxelles. A marzo si svolgerà un summit a Pechino con l’UE a cui sono invitati i paesi dell’Europa Centrale e dell’est.

FOREX

Flussi di acquisto sulle valute asiatiche — a eccezione dello yen, tradizionale asset rifugio — premiate dalla corsa dei listini di borsa in un clima di crescente ottimismo e fiducia, a due giorni dalla sigla dell’accordo commerciale tra Usa e Cina. Si spinge al record degli ultimi cinque mesi lo yuan nei confronti del dollaro, mentre la divisa nipponica scivola al minimo da sette mesi sempre nei confronti del biglietto verde. Intorno alle 8 euro/dollaro 1,1127/30 da 1,1120 venerdì sera in chiusura negli Usa, dollaro/yen 109,61/64 da 109,46 ed euro/yen 121,97/01 da 121,74.

GREGGIO

Consolidano i derivati sul greggio, a riflesso del rientro delle tensioni tra Usa e Iran e soprattutto in vista dell’accordo Usa-Cina sul commercio. Intorno alle 8 il futures Brent marzo risale di 5 centesimi a 65,03 dollari il barile, mentre il Nymex gennaio avanza di un cent a 59,14 dollari.

GLOBAL EXPORT

I primi dati macro che aprono il 2020 confermano il deterioramento dell’andamento manifatturiero in Eurozona con particolare effetti su Germania ed Italia.

PMI MANUFACTURING

PMI MANUFACTURING EUROZONE                                                                                             PMI MANUFACTURING USA

L’acuirsi della crisi in Medio Oriente e nord Africa (Libia)  l’Italia rischia una perdita di un punto percentuale di Pil. L’export verso queste aree ammonta a circa il 15% delle esportazioni Made in Italy. Ciò rischia di annullare la timida crescita che potrebbe giungere dalla ripresa dal commercio globale.  Dobbiamo considerare l’aspetto più grave di cui si sta mettendo poco a fuoco: la stagnazione contribuisce ad aumentare il rapporto Debito su Pil.  L’attuale valore si è attestato al 138%.  Al momento si beneficia dell’inerzia degli acquisti sui titoli di stato effettuati con il nuovo programma QE dalla BCE, tuttavia benché ciò rappresenti uno scudo, al momento efficace, la traiettoria del debito rischia di allarmare i mercati qualora l’Italia non torni nuovamente a crescere.

PMI MANUFACTURING

PMI MANUFACTURING CHINA                                                                                                       PMI MANUFACTURING NEW EXPORT ASIA

L’indice che rileva il sondaggio sul grado di fiducia delle aziende cinesi conferma e consolida i segnali di ripresa in un quadro in cui la crescita attesa per l’area cinese rimane comunque debole.

EURO

Il mercato dei cambi conferma alle prime battute del 2020 gli orientamenti stimati nel nostro WB Outlook 2020. L’export usa e probabilmente anche quello europeo dovrebbe beneficiare di un rapporto di cambio più favorevole rispetto allo scorso anno.

L’euro beneficia in termini di competitività sull’Export: contro dollaro i valori hanno violato la prima delle due soglie che avevamo fissato per l’avvio del 2020 in direzione di un’altra potenziale fase di debolezza. Ovviamente se i flussi export tenderanno a beneficiare di un cambio più debole, quelli import dovranno essere attentamente monitorati.

 

GLOBAL EXPORT 2020

WB ENETRPRISE RISK MANAGEMENT: EUR USD

DESIDERO RICEVERE MAGGIORI INFORMAZIONI SUL VOSTRO SERVIZIO ENTERPRISE RISK MANAGEMENT

I FUOCHI D’ARTIFICIO OLTRE LE ATTESE:

La sterlina esplode dopo i primi exit poll in UK

Avevamo annunciato una settimana ad alta intensità mediatica. Gli eventi che stanno inanellando in questa ottava sono di ampia portata. Ancora una volta, ed una volta di più, i sondaggi elettorali si sono dimostrati clamorosamente fallaci. La vittoria dei conservatori in Inghilterra da ulteriore valore alla sterlina. La moneta inglese era già da diverse settimane impegnata in un percorso di apprezzamento sull’euro.

Negli incontri di analisi per i budget per il 2020 che abbiamo tenuto con le aziende che seguiamo con il nostro servizio di Enterprise Risk Management, avevamo anticipato l’Outlook sulla sterlina fissando stime di proiezione verso un primo target in area 0,83 eur gbp.  In termini proattivi ciò significa migliorare la marginalità sul 2020 per i flussi export. Sui flussi import avevamo già avviato ex ante le coperture sul pound per il 2020, in virtù del movimento di apprezzamento stimato, sterilizzando il rialzo del pound sui valori import del prossimo anno.

Nel report mensile di novembre , WB Perspectives [pag. 34], avevamo fissato il target sul rapporto di cambio eurgbp a quota 0,80 raccomandando di apprezzarne le valenze tecniche per pianificare eventuali coperture strategiche su posizioni debitorie (import) denominate in GBP.

Con la reazione di questa mattina il pound sconta con notevole anticipo il movimento atteso. Se desiderate avere ulteriori informazioni in merito alla nostra strategia potete inviarci una richiesta al seguente form.

eur gbp previsioni STERLINA

WB RISKOO: EUR GBP FORECAST

USA CINA: RUMORS SUL NEGOZIATO COMMERCIALE 

USA CINA:
RUMORS SUL NEGOZIATO COMMERCIALE

Secondo WSJ Donald Trump  alla scadenza del 15 dicembre, non imporrà le nuove tariffe previste, potrebbe anche ridurre quelle esistenti fino al 50% .

EFFETTI SUL CAMBIO USD CNY  ED EUR CNY

Il mercato conferma di credere al possibile accordo sul NEGOZIATO COMMERCIALE USA CINA . Il cambio usd cny, come abbiamo sempre sostenuto nei nostri studi, risponde allo scambio di tweet con una discesa verso la trigger line che secondo noi coincide con la conferma definitiva del deal. Il nostro algoritmo anticipa il segnale atteso già da alcune settimane. Attendiamo ora per avere la ratifica definitiva dell’indicazione tecnica sul potenziale accordo.

USA CHINA COMMERCIAL DEAL

WB RISKOO: USD CNY BREAK POINT DEAL

USA CHINA COMMERCIAL DEAL

WB RISKOO: EUR CNY BREAK POINT DEAL

I TERMINI DELL’ACCORDO

Secondo il WSJ, l’offerta di riduzione delle tariffe è stata avanzata negli ultimi cinque giorni,  in cambio, la parte americana ha chiesto a Pechino di impegnarsi fermamente per acquistare grandi quantità di prodotti agricoli dagli Stati Uniti. Gli Stati Uniti chiedono di proteggere meglio i diritti di proprietà intellettuale e di consentire un maggiore accesso al settore dei servizi finanziari della Cina. Qualora  la Cina non dovesse adempiere ai suoi impegni come parte del potenziale accordo, le aliquote tariffarie tornerebbero ai loro livelli originali. Si tratta di una clausola già nota nei negoziati commerciali nota come disposizione “snapback”.

Secondo il rapporto del WSJ, i negoziatori cinesi si oppongono ancora alla richiesta di Washington verso una garanzia da parte di Pechino ad acquistare più soia ed altri prodotti statunitensi. Essi affermano che ciò è contrario alle regole dell’Organizzazione  del commercio mondiale.

In ogni caso, una sorta di “accordo”, in cui gli Stati Uniti ottengono dalla Cina la promessa di acquistare più carne di maiale – di cui ha disperatamente bisogno a seguito dell’iperinflazione sui prezzi delle carni di suino – ora è praticamente certo.

Gao Feng, portavoce del Ministero del Commercio cinese, in una conferenza stampa odierna ha  confermato che i si stanno intensificando i lavori da parte delle due delegazioni commerciali.

BCE CHRISTINE LAGARDE

Ci siamo, inizia alla BCE l’era Christine Lagarde

Bonjour Madame Lagarde!

Primo meeting alla BCE dopo la presidenza di mario Draghi. Nessuno attendeva variazioni sostanziali alla linea di policy monetaria lasciata in eredità dal Governatore Draghi. Christine Lagarde ha annunciato che da gennaio partirà una revisione della strategia che durerà per tutto il 2020. I segni di stabilizzazione del rallentamento economico appare incoraggiante. Ciò nonostante nella riunione odierna il consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce) ha deciso che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,50%. Il consiglio direttivo si attende che i tassi di interesse di riferimento della Bce si mantengano su livelli pari o inferiori a quelli attuali finché non vedrà le prospettive di inflazione convergere saldamente su un livello sufficientemente prossimo ma inferiore al 2% nel suo orizzonte di proiezione e tale convergenza non si rifletterà coerentemente nelle dinamiche dell’inflazione di fondo.

Nell’intervista di questa mattina che ho rilasciato a LE FONTI TV, ho riportato le nostre riflessioni sui contenuti  che la première audition di Christine Lagarde avrebbe rilasciato per gli investitori.

EURO DOLLARO IN RECUPERO

Il cambio si apprezza nonostante la fed non tagli più i tassi per i prossimi mesi

L’euro recupera nel frattempo ulteriore terreno portandosi a ridosso dell’area 1.1150/75 dove abbiamo collocato da diverse settimane il punto di maggior attrazione per superare l’ostacolo tecnico che si contrappone ad una correzione più sostanziale della divisa europea contro il dollaro.

Nell’ambito del nostro servizio Riskoo abbiamo dato significativa importanza al movimento di reversal in atto sulle monete scandinave nei confronti dell’euro. Si tratta di un segnale significativo che impatterà sull’andamento del prossimo anno. Sia la corona norvegese che quella svedese risultano impegnate in un ‘azione di apprezzamento governata da un processo di distribuzione importante (per approfondire il tema inviateci una richiesta al seguente link RISKOO.

BCE LAGARDE

WB RISKOO: EUR SEK

BCE LAGARDE

WB RISKOO: EUR NOK

UK ELCTION DAY

I sondaggi della vigilia evidenziano maggioranze incerte 

Nonostante l’incertezza sull’esito elettorale dell’ultima ora, riportiamo il recupero della sterlina negli ultimi mesi com un risultato significativo consolidato nel periodo in cui i Conservatori risultavano i favoriti. I valori trattati quotano al di sotto della soglia 0,85 mettendo in evidenza un potenziale segnale di forza della sterlina nei confronti dell’euro. Ci attendiamo per le prossime ore una reazione della divisa europea verso area 0,8550. Avremo quindi in contemporanea con l’esito delle urne il test di gradimento dei mercati su quanto emergerà dal voto. Quota 0,8550 rappresenta la linea di spartiacque tra le due versioni.  Nel caso in cui si consolidi valori al di sotto della soglia indicata potremmo ipotizzare una fase di rialzo del pound importante, in linea con quanto anticipato nei nostri Outlook Riskoo.

BCE LAGARDE

WB RISKOO: EUR GBP

Rimanendo sui temi dell’intervista di questa mattina abbiamo messo in evidenza, come già scritto nel post di ieri, l’ipotesi che la Federal reserve non tocchi i tassi per un prolungato periodo di tempo. Secondo noi, l’outlook sui tassi, di cui approfondiremo l’analisi nel nostro rapporto per il 2020, è stato sostanzialmente modificato grazie al recupero del livello di fiducia che ci si aspetta dalle aziende manifatturiere negli Stati Uniti . Al momento la curva sconta un elevato grado di probabilità che i tassi possano rimanere all’attuale livello quantomeno per tutto il primo semestre 2020. C’è un però su questa ipotesi dato da una potenziale eccezione che prediamo in esame nell’Outlook 2020.

L’esito degli incontri mensili delle due principali banche centrali non ha sollevato preoccupazioni sui mercati. La liquidità messa a disposizione in termini iper accomodanti,  sta consentendo ai mercati azionari di procedere lungo la fase di consolidamento di fine anno, anticipata nel recente WB Perspectives, per predisporre la base di partenza a nostro avviso di segno positivo per il 2020.  Gli indici azionari di Borsa Italiana e di Deutsche Borse stanno verificando due ostacoli tecnici che si contrappongono al rialzo, ma che risultano a nostro avviso destinati ad abassare la guardia a meno che alla scadenza del 15 dicembre Usa e Cina non decidano di rinviare l’accordo introducendo i nuovi dazi programmati. I nostri algoritmi sul mercato azionario quotano aspettative di momentum positive, come emerge dalla lettura dell’indice Eurostoxx 50.

 

BCE LAGARDE

WB PERSPECTIVES: EUROSTOXX 50

 

mercati azionari

FEDERAL RESERVE, BCE, ELEZIONI UK ED INFINE L’ACCORDO CINA USA

Quali notizie scontano i mercati sui Market Mover dei prossimi giorni, Federal Reserve, Bce, Elezioni Uk?

A partire da oggi 11 dicembre si apre una breve ma intensa fase di market mover rilevanti. Si inizia con le banche centrali Federal Reserve, BCE, elezioni UK a seguire.

Oggi termina  il meeting di dicembre della banca centrale degli Stati uniti, la Federal Reserve. Domani si riunisce il Baord dell BCE e della Swiss National Bank. Domani si aprono i seggi elettorali in UK per le votazioni anticipate che preludono ad un vero e proprio referendum su Brexit. Segue il 15 dicembre il D day sull’introduzione di nuovi dazi da parte degli Usa verso la Cina.

I mercati al momento attendono senza scontare particolare effetti.

MEETING FEDERAL RESERVE

La curva dei tassi non sconta più ribassi per tutto il 2020!

Dalla Federal Reserve  non si attendono misure sui tassi. Il Fomc pubblicherà il Summary of Economic Projections per il prossimo anno. I dati pubblicati lo scorso venerdì sul mercato del lavoro statunitense mettono in evidenza la creazione di 266.000 nuovi posti di lavoro, con aumenti retributivi del 3,1% su base annua e un tasso di disoccupazione al 3,5% . Nell’insieme tratteggiano un quadro estremamente robusto che, a cascata, sostiene la tenuta dei consumi, al momento principale motore della crescita americana. Di conseguenza vengono a mancare gli stimoli per ulteriori tagli dei tassi nel primo semestre 2020. Al momento la forchetta dei Fed Funds quota un livello del tasso ufficiale tra 1,50-1,75%.  La curva dei tassi non sconta alcuna modifica per buona parte del prossimo anno.

MEETING BCE

Christine Lagarde inauguara una nuova fase della BCE

Giovedì 12, Christine Lagarde presiederà la sua prima riunione alla Bce.  L’interesse del mercato è concentrato sulla direzione che Ella vorrà dare alla propria linea di policy monetaria dopo il governo di Mario Draghi. Non attendiamo particolari cambiamenti salvo qualche indicazione su crescita ed inflazione.

ELEZIONI UK

Boris Johnson diminuisce il vantaggio nei sondaggi YouGov per le elezioni UK

In Gran Bretagna, giovedì 12 dicembre, si vota per il rinnovo del Parlamento. Gli ultimi sondaggi danno in vantaggio i conservatori del premier Johnson di misura. Le elezioni anticipate di domani sono considerate da tutti i partiti come le più importanti nella storia della Gran Bretagna, con Johnson alla ricerca di un’ampia maggioranza per spianare la strada all’uscita di Londra dalla Ue. I Labour, principale partito d’opposizione, promettono intanto un nuovo referendum sulla Brexit e la rinazionalizzazione di servizi pubblici e ferrovie nel programma più di sinistra degli ultimi decenni. Tutto ruota intorno alla maggioranza che potrà ottenere Johnson: nel caso fosse ampia il Parlamento dovrebbe votare la Brexit entro il 31 gennaio 2020.

NUOVI DAZI, LA SCADENZA DEL 15 DICEMBRE SI AVVICINA

Aumentano le aspettative per un accordo commerciale della  “fase uno” 

I mercati sperano che la Casa Bianca possa portare alla firma il “Phase 1 Deal” con la Cina. Il problema è che si avvicina il 15 dicembre e cresce il rischio che entrino in vigore ulteriori dazi americani alle importazioni dalla Cina se l’accordo non viene siglato. Il cambio usd cny, che sin dall’inizio della crisi commerciale, abbiamo correlato allo sviluppo delle trattative fissando quota 6.95 come punto spartiacque tra un no deal (usd cny > 7) rispetto alla prospettiva di un accordo (usd cny < 6,95), è attualmente trattato a 7,03 dopo aver testato agli inizi di dicembre area 6.95.

Tra tutti i market mover in calendario, questo appare il più significativo.

 

Accordo USA Cina phase 1

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT USD CNY

 

RISKOO STRATEGY 2019: EUR USD

Quali sono stati i risultati dell’attività del nostro servizio di Advisory in questo 2019?

L’euro, dopo l’ennesimo tentativo orientato a costruire un movimento correttivo, sta consolidando valori sotto quota 1.11 dove collochiamo il primo degli ostacoli da superare per incrementare l’opzione reattiva. Come abbiamo scritto nei precedenti market mover, sino a quota 1.1175 l’azione di recupero dell’euro rientra nell’ambito di una reazione all’eccessiva debolezza. Un riequilibrio quindi dell’ipervenduto che si era generato dopo l’estate. Il nostro algoritmo colloca ancora i segnali di momentum in area riflessiva. Potrebbe modificare il proprio assetto qualora si violasse al rialzo area 1.11/1.1175.  La parte inferiore del range quota due sostegni posizionati a 1.1075 ed 1.10 eur usd.

Ci avviamo a conclusione del 2019 portando a termine, nell’ambito del nostro servizio di Enterprise Risk Management RISKOO, le azioni che sono state caratterizzate per le strategie Export da un atteggiamento proattivo al rischio evitando di coprire i relativi flussi attesi. Per quanto riguarda invece le strategie Import consolidiamo il risultato derivante dalla positiva azione di hedging. In sintesi valorizziamo per le posizioni export un robusto extra margine il cui risultato beneficia da un lato del differenziale positivo sui cambi e dall’altro il mancato onere delle coperture.
Sulla parte import miglioriamo i cambi di denominazione dei flussi import a cui si sommano i benefici dei premi di copertura. Per chi desidera approfondire i segnali del nostro modello che abbiamo raccomandato negli ultimi anni può scaricare al seguente link una tabella di sintesi.

 

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT EUR USD

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT EUR USD

 

 

PMI MANIFATTURIERO

PMI MANUFACTURING EUROZONE:  i dati rimangono ancora in contrazione per Germania ed Italia

PMI MANUFACTURING EUROZONE

WB ANALYTICS: PMI MANUFACTURING EUROZONE

Il dato PMI sul comparto manufacturing relativo al mese di novembre  rimane debole nelle due principali manifatture dell’Eurozone.  Rileviamo tuttavia  Per la prima volta dopo un lungo periodo di tempo una reazione sul livello di fiducia delle imprese tedesche. In ogni caso va detto che il dato fissa un momentaneo minimo in corrispondenza dei minimi fissati nel 2012 in coincidenza con il precedente bottom recessivo.

A  novembre il manufacturing made in Italy ha  registrato il dato peggiore rispetto all’intera Eurozone. La contrazione dell’intera area europea risale ad ottobre 2018. I nuovi ordini di novembre nell’interscambio dell’area UEM segnalano un prolungamento della striscia riflessiva. Si rileva nell’indagine anche un deterioramento degli ordinativi provenienti da aree extra europa.

PMI MANUFACTURING ASIA

I segnali ancora deboli che emergono dal quadro dell’Eurozona risultano mitigati dalla prospettiva più confortante che emerge dal quadro asiatico.  Nell’area sono presenti già dallo scorso mese indicazioni reattive che lasciano aperta una prospettiva positiva per la partenza del 2020. La Cina riporta un valore sopra quota 50, come pure l’India. La Corea del Sud, il cui comparto manifatturiero risulta fortemente concentrato su auto, acciaio, e tecnologia, sembra prossimo ad un recupero della soglia 50.

In prospettiva il recupero della Corea risulta positivo ai fini del quadro generale, in quanto riteniamo che per le sue caratteristiche produttive  possa essere qualificata come proxy di una ripresa dei commerci globali.  Tale indicazione si interseca positivamente con il segnale di recupero dei prezzi del rame che avevamo anticipato nell’Outlook WB Perspectives del mese di novembre.

 

PMI MANUFACTURING ASIA

WB ANALYTICS: PMI MANUFACTURING ASIA

 

PMI MANUFACTURING USA

Inoltre confermiamo quanto già anticipato in merito al Manufacturing USA. Le recenti rilevazioni presentano un recupero del comparto nelle indagini Markit PMI, diversamente l’ISM (indicatore analogo rilevato dall’Institute for Supply Management).  Il dato PMI in divergenza rispetto all’ISM, trova conferme nelle indicazioni che emergono sia sulle nuove assunzioni (grafico a destra), sia sulla lettura dell’US Manufacturing Output. Ciò consente di continuare a nutrire ottimismo verso la partenza del  prossimo anno diversamente dall’informazione generale che continua a sottolineare i rischi di una recessione imminente.

Ovviamente stiamo analizzando un quadro costituito da una sequenza di Leading Indicators, ovvero indici anticipatori, che per loro natura risultano volatili. In ogni caso a conferma di una congiuntura resiliente la Federal Reserve non dovrebbe (usiamo il condizionale per cautela, ma pensiamo che questo sia lo scenario di riferimento) ridurre ulteriormente i tassi d’interesse per tutto il primo trimestre del 2020.

I riflessi del quadro che emerge dovrebbero tenere l’euro ancora in una posizione di relativa debolezza allontanandolo dal rischio di una verifica di area 1.1175 eur usd dove abbiamo fissato il punto oltre il quale prenderebbe consistenza un movimento correttivo. 

 

PMI MANUFACTURING USA

PMI MANUFACTURING USA

 

Hong Kong PMI

Infine riportiamo il dato relativo alla medesima indagine condotto nell’area di Hong Kong.

I disordini politici in corso unite in parte alla crisi diplomatica tra Cina ed Usa relativa agli scambi commerciali, hanno segnato un collasso dell’attività commerciale al ritmo più elevato
dal 2008. Risulta evidente anche il netto deterioramento della domanda cinese sul fronte del commercio per turismo ed industriale.
Al momento non si rilevano condizioni utili a mitigare il quadro conosciuto. Anzi, le difficoltà sul business si sono riflesse anche nell’azione di pricing power sul lato dell’offerta visto il crollo del livello degli affari. Ciò nonostante il cambio usd hkd, pur con un incremento della volatilità relativa,  è rimasto inserito all’interno della banda di oscillazione definita dal piano Peg con una media dei valori a 7,8330 (max 7.85 – min 7.79). La Hong Kong Monetary Authority (HKMA), la banca centrale di fatto della città, acquista dollari locali se diventa troppo debole e vende per frenare una forza eccessiva. Dispone di una potenza di fuoco prossima a $ 448,5 miliardi di dollari ovvero circa sette volte la valuta in circolazione. In più riprese si è tentato di violare la banda fissata attorno a 7,80 usd hkd. L’aveva tentato di farlo George Soros durante la crisi del 1997/98 senza riuscire nell’impresa.

 

PMI HONG KONG

PMI HONG KONG

 

WB FX RISK MANAGEMENT: USD HKD

WB FX RISK MANAGEMENT: USD HKD

GUERRA VALUTARIA - CURRENCY WAR

I dati PMI di sentiment rilevati nel mese di novembre riportano una divergenza tra UEM e USA.

Come avevamo già evidenziato ad ottobre il PMI Usa sta reagendo contrariamente a quanto sta accadendo nell’Uem dove il PMI manifatturiero rimane negativo e tuttora proeittato al ribasso.

PMI SENTIMENT UEM VS USA

PMI SENTIMENT UEM VS USA

La reazione del PMI USA potrebbe offrire un ancoraggio positivo per le prospettive future, anche se va detto che al momento il recupero dell’ottimismo rientra in un ambito di riequilibrio dei timori che durante l’anno avevano peggiorato il clima a causa delle difficili trattative commerciale tra Cina e Stati Uniti.

I mercati guardano al tavolo negoziale con maggior fiducia. IL cambio usd cny riflette questa apertura positiva: i corsi sono ritornati a flettere verso il punto che reputiamo fortemente indicativo ai fini degli sviluppi, area 7/6.95.  Già la scorsa settimana il mercato aveva testato quota 6,95 anticipando di fatto la conclusione di un accordo costruttivo. Sin dagli inizi della crisi diplomatica tra le due aree economiche avevamo eletto il comportamento del cambio come proxy dell’evoluzione dei negoziati. Il ritorno dei corsi sotto quota 6,95 rappresenta secondo la correlazione da noi indicata, il punto di conferma che prelude ad una svolta positiva delle trattative.

Questo datosi sta riflettendo positivamente anche sullo svolgimento delle negoziazioni sui mercati azionari. I principali indici di borsa hanno superato i precedenti picchi confermando il sentiment positivo che leggiamo anche nel dato PMI.

Ci attendiamo una breve fase di consolidamento ma il trend rimane per il momento favorevole. Le azioni accomodanti delle banche centrali continuano in ogni caso ad accompagnare, soprattutto sostenere, questo delicato passaggio congiunturale.

L’eur usd dopo due tentativi improntati ad una costruzione di un movimento correttivo dell’euro ha nuovamente ripiegato all’interno del range di attuale dominio. Questo passaggio impone sin d’ora di monitorare con attenzione l’evoluzione del cambio in termini di controllo del rischio per quanti stanno (o hanno già) predisposto i piani di Risk Management (usd import) per il 2020.

Il nostro algoritmo di b/T continua a conferma l’impostazione negativa per l’euro. In queste ore stiamo monitorando area 1.10, livello sotto il quale sono presente nuovi sell orders sulla divisa europea.

 

wb enterprise risk management

WB RISK MANAGEMENT: USD CNY

 

WB RISK MANAGEMENT EUR USD

WB RISK MANAGEMENT EUR USD

OCSE 2020

Nei 36 paesi che aderiscono all’OECD (OCSE), Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, la crescita relativa al terzo trimestre 2019 rallenta passando da +0,4% a +0,3%. La frenata più significativa si registra in Giappone dove il GDP passa da +0,4% a +0,1%. L’OCSE riporta per gli  Stati Uniti una crescita stabile +0.5%, come pure in  Francia +0.3% ed in Italia che segna +0,1% per il quarto trimestre consecutivo. La Germania, in rallentamento negativo nel trimestre precedente, registra un saldo positivo a +0.1%. La Gran Bretagna incrementa nello stesso periodo il GDP dello 0,3%, contrariamente a quanto il consensus attribuiva in virtù degli effetti Berxit. Infine, L’OCSE per l’Unione Europea a 27  registra una crescita a +0,3% da +0,2%, mentre per l’Area Euro riporta  un valore in stagnazione a +0,2%.

Benchè i dati OCSE non cancellano i dubbi sulla tenuta del prossimo 2020 allontanano per il momento la temuta onda recessiva.
Per il prossimo anno le stime degli analisti OCSE riportano una crescita prossima al 3.5%.

L’area che frena maggiormente è quella tedesca: il dato PMI sul comparto manifatturiero rimane molto debole ed in completa distonia rispetto ad altre regioni dell’Eurozona.

CRESCITA USA

Nel complesso le rilevazioni OCSE mitigano una maggior preoccupazione per il prossimo anno sull’andamento della crescita negli Stati Uniti. In particolare, come abbiamo riportato nel nostro Outlook di novembre, l’indice PMI manifatturiero ha aperto una fase reattiva da quota 50, facendo segnare un progresso significativo sotto il profilo del consensus delle aziende.

OCSE CRESCITA PIL USA

Il Presidente D. Trump ha incontrato J. Powell per rassicurarsi sulla continuità della linea accomodante della Fed in materia di policy monetaria.

 

EFFETTI EUR USD

Il mercato dei cambi risponde alle nuove pressioni della Casa Bianca apprezzando nuovamente l’euro nei confronti del dollaro. Il mercato in queste settimane continua ad esprimere bassi livelli di volatilità.  I valori continuano ad essere negoziati all’interno della banda di osservazione che abbiamo evidenziato ad ottobre, riportando ripetutamente il cambio verso la parte alta del range che delimita tuttora la fase laterale di breve. Ricordiamo, come già scritto,  che un’eventuale reazione dell’euro più significativa, scatta soltanto nel caso in cui vi sia un break up di 1.1175/1.12.

Al momento il nostro algoritmo di breve/medio periodo continua a confermare uno scenario riflessivo per l’euro (area evidenziata in rosso nel grafico). Tale segnale risulta attivo da aprile 2018 ed ha caratterizzato sotto il profilo strategico la nostra azione di hedging per i flussi import, mentre ha consentito di ottimizzare pro attivamente  i profili di marginalità sui flussi export nell’ambito del nostro servizio di

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