WB RISKOO FX OUTLOOK

WB RISKOO FX OUTLOOK AGO 21

DELTA INFLATION

La variante delta verso l’inflazione delta: cosa pensano alla Fed?

In attesa della riunione Fed 

La discussione sul ritiro degli stimoli monetari è da tempo presente nelle riflessioni dei consiglieri Fed. Jerome Powell tende, mitigando l’attuale congiuntura con il messaggio sulla transitorietà dell’inflazione, a preparare i mercati verso uno scenario in cui può esserci lo spazio per un tapering, magari annacquato, ma lo spazio c’è.

Questa è la nostra sensazione osservando i dati e la congiuntura del ciclo economico.

Sappiamo che il presidente Powell esprime tuttora una view piuttosto cauta rispetto alla crescita dei prezzi. Abbiamo nei report precedenti cercato di mettere a fuoco questa sua convinzione fissando alcuni punti:

i prezzi delle commodity sono saliti in un contesto straordinario. In moli casi, come abbiamo scritto nel WB COMMODITY PERSPECTIVES©, i valori hanno performato degli eccessi destinati a rientrare nel breve medio periodo.

Il ciclo economico ha fatto leva su condizioni eccezionali dovute alla riaperture ed ai colli di bottiglia che si sono formati nella supply chain.

La risposta positiva delle aziende ai sondaggi sulla fiducia in merito alla ripresa ha alimentato una solida crescita sul lato manifatturiero, contribuendo a determinare tassi di recovery significativamente robusti. 

La comunicazione ufficiale della Fed e delle banche centrali in generale fa leva quindi sul fattore di straordinarietà da cui deriva una visione della crescita dei prezzi come fenomeno transitorio.

Molti economisti temono invece che la ripresa dell’inflazione sia qui per durare a lungo e creare un vero e proprio ciclo. Noi, come già scritto, ci posizioniamo nel mid range. Pensiamo che gli aumenti dei prezzi operati dalle aziende verranno consolidati secondo lo schema che segue. … Per continuare a leggere 

La Banca centrale, nella sua prima dichiarazione ufficiale da quando ha modificato il proprio obiettivo di inflazione all’inizio del mese, si è impegnata a non aumentare i costi di finanziamento finché non vedrà l’indice dei prezzi raggiungere il target del 2% “ben prima della fine del suo orizzonte di proiezione e in modo duraturo”. In conferenza stampa, a rincarare la dose, Christine Lagarde ha ribadito che il ritiro dello stimolo sarebbe prematuro ora, vista anche l’incertezza sull’andamento della pandemia dovuta alla diffusione di varianti e a tassi di vaccinazione ancora non soddisfacenti nel blocco. La linea particolarmente loose della presidente Bce ha convinto la gran parte del direttivo, con soli due dissidenti – il falco tedesco Jens Weidmann e il belga Pierre Wunsch – mentre un terzo membro ha lasciato la riunione astenendosi, hanno riferito diverse fonti.

Come in parte atteso dai mercati, il consiglio ha rinviato la spinosa discussione sul Pepp – “tema al momento non oggetto di dibattito”, ha sottolineato Lagarde -, con il programma anti-pandemico di acquisto asset da 1.850 mld di euro che secondo i programmi dovrebbe terminare nel marzo prossimo, salvo un prolungamento legato all’emergenza. Ne’ si e’ parlato del programma di acquisto bond convenzionale, che secondo molti analisti potrebbe essere rafforzato proprio per compensare la futura fine del Pepp.

FMI SU FED – Nel suo rapporto annuale sulle politiche economiche Usa diffuso ieri, il Fondo monetario scrive che la Fed e’ stata “molto efficace”  nel gestire la crisi Covid, supportando la ripresa con il suo impegno per un’inflazione oltre il 2% nel breve termine, ma sara’ importante che la banca centrale comunichi un eventuale ritiro dello stimolo per tempo e in modo trasparente. Il consiglio del Fondo ha anche detto che le proposte dell’amministrazione Biden di investire in infrastrutture, aiutare le famiglie vulnerabili, aumentare la partecipazione della forza lavoro e migliorare la produttività sono benvenute, notando pero’ che “un migliore orientamento delle politiche” rafforzerebbe il loro impatto sulla domanda e l’uguaglianza, diminuendo il rischio di un’inflazione sostenuta.

MACRO – In una settimana piuttosto avara di indicazioni macro, mentre gli economisti sono alla ricerca di conferme sull’effettiva forza della ripresa, minacciata dal diffondersi di varianti, occhi oggi ad una carrellata di dati sul comparto manifatturiero e dei servizi, con i relativi indici Pmi in arrivo da Francia, Germania, Ighilterra, Eurozona e Usa. Proprio la Lagarde ieri sottolineava che il nuovo picco di contagi, accompagnato da un livello di vaccinazioni ancora non soddisfacente nel blocco, mette a rischio il comparto dei servizi, con particolare riferimento al comparto turistico e alberghiero.

Reazioni: l’eur usd dopo un leggero rimbalzo durante la conferenza stampa in area 1,1830 è scivolato in chiusura sotto il nostro livello tecnico 1,1780. Verificheremo oggi e lunedì il breakout  secondo quanto stimato nel nostro Outlook Riskoo.

WB ANALYTICS: EUR USD TREND CYCLE

WB ANALYTICS: EUR USD TREND CYCLE

In questi giorni di attesa per il Consiglio della BCE l’eur usd ha più volte tentato di violare area 1,1780 subendo nelle fasi di chiusura giornaliera un recupero del livello. Pertanto oggi il cambio, diversamente dalle nostre attese formulate ieri, non aspetterà la conferenza stampa a ridosso dei minimi di marzo (1,1715) bensì in area 1,1780. Ciò sotto il profilo tecnico potrebbe preludere ad una reazione del cambio alle dichiarazioni del presidente Christine Lagarde in conferenza stampa.

Pertanto pensiamo che il range di osservazione debba considerare una coda del rialzo verso area 1,1850ed 1,19.

Gli operatori si aspettano un messaggio piuttosto accomodante e che in prospettiva confermi l’adozione di una linea più flessibile della BCE nel tollerare una crescita del tasso d’inflazione che sconfini oltre il 2% visto l’eccezionale periodo di crisi sanitaria. Il Governatore Christine Lagarde potrebbe giustificare tale atteggiamento portando argomenti legati all’attuale congiuntura pandemica ed ai rischi di una nuova ondata.

In ogni caso per il nostro Team Analytics quota 1,1780 costituisce la linea di spartiacque tra un dollaro che rinnova la sua forza tendenziale rispetto a quella dell’euro che nell’ultimo mese è tornato a perdere momentum.

La riunione di luglio della BCE in calendario domani 22 luglio,  costituisce il principale evento della settimana. Quello che doveva essere un non-evento si è trasformato in un punto nodale successivo al rilascio della revisione strategica della BCE. La scorsa settimana il Board ha modificato il paradigma su cui tutta l’azione di politica monetaria si è concentrato sin dalla sua nascita.  L’obiettivo di inflazione è stato rivisto da “sotto, ma vicino al 2%” al “2%” con un impegno alla simmetria.  La nuova strategia può essere interpretata sia come una formalizzazione di ciò che la Banca ha perseguito negli ultimi anni, sia come un passo verso una minore rigidità monetaria. 

I mercati leggono nella revisione degli obbiettivi sull’inflazione un atteggiamento politico più accomodante.

E’ presto per dirlo ma la nuova linea potrebbe modificare il bias cognitivo su come in futuro la Banca Centrale gestirà la politica monetaria, certamente in modo più flessibile di quanto non sia avvenuto in passato. La Banca nel fissare i nuovi parametri ha puntualizzato che eventuali code di sconfinamento oltre il punto di baricentro del 2% saranno tollerate se corrispondenti a periodi di uscita da una crisi. 

La recente debolezza dell’euro sul dollaro ha ormai assorbito tutti guadagni maturati dalla fine di marzo. Prevediamo che in attesa della conferenza stampa di Christine Lagarde, il cambio si posizioni proprio a ridosso dei minimi del 31 marzo in area 1,1715/1,17. Il livello tecnico consentirà al mercato di verificare i contenuti delle indicazioni che il Presidente formulerà. Oltre alla nuova linea cercherà di capire come la BCE intenderà  gestire in futuro il Pepp considerata la ripresa in atto, il rischio di una nuova ondata pandemica e soprattutto l’ingente debito accumulato dai paesi più esposti ai contraccolpi della crisi sanitaria.

Il dollaro quindi potrebbe cogliere l’occasione per tentare un nuovo allungo soprattuto nel caso in cui dovesse chiudere le tre prossime sessioni sotto area 1,18.

Il Dollar index, come abbiamo previsto nel nostro RISKOO FX OUTLOOK andrà a verificare area 93,50-94 per collaudare la propria forza contro le principali divise.

In generale ci aspettiamo un rafforzamento delle monete periferiche, soprattutto quelle meno liquide, dopo le ampie ricoperture a cui abbiamo assistito in questi due giorni di inizio settimana. AD, NZD, NOK nell’ambito FX del G10; BRL, MXN e RUB nei mercati emergenti.

Si apre la settimana che in pratica avvicina i mercati verso la pausa estiva.  Il Consiglio prenderà in esame gli ultimi aggiornamenti all’obbiettivo d’inflazione che dal riferimento puntuale del 2% saranno tollerati sconfinamenti delle dinamiche del tasso marginalmente al di sopra del 2%. In ogni caso dalla riunione di giovedì non ci aspettiamo particolari decisioni dal Consiglio.

Con il tema del tapering ormai al centro del dibattito negli istituti centrali di tutto il mondo, la Bce continua a dimostrarsi particolarmente cauta, non discostandosi dagli attuali toni ultra-dovish ma cercando anzi di rassicurare i mercati ogni volta possibile circa la prosecuzione del suo sostegno. In questo senso dovrebbe essere letta la strategy review con la quale Francoforte ha ritoccato verso l’alto portandolo al 2% il target di inflazione, avvertendo che non si tratta di un tetto ma di un livello che in taluni casi potrebbe essere anche superato. Il cambio di strategia sui prezzi, per quanto da tempo annunciato ed adottato all’unanimità, imporrà al consiglio di giovedì una risposta in termini di adeguamento della guidance.

Le colombe sostengono che per rimanere credibile l’istituto dovrà evidenziare il mantenimento di un suo spazio di manovra. I falchi premono per ridurre gli stimoli man mano che l’economia si riprende. Forse proprio la paura di una terza o quarta ondata permetterà alla Lagarde di trovare un terreno comune nel corso della riunione. L’attuale orientamento della banca centrale è che comprerà obbligazioni per tutto il tempo che riterrà necessario e manterrà i tassi di interesse al loro attuale minimo record fino a quando non sarà soddisfatta del livello di inflazione.

I governatori dei paesi più indebitati, come il portoghese Mario Centeno e l’italiano Ignazio Visco, sono usciti allo scoperto sostenendo che la nuova strategia significa che la Bce dovrà tenere i rubinetti della liquidità aperti ancora più a lungo. Lagarde non ha dato alcuna indicazione specifica su come la guidance potrebbe cambiare, anche se la sua enfasi sulla “persistenza che dobbiamo dimostrare” suggerisce che potrebbe pendere dalla parte delle colombe. Secondo l’ultimo sondaggio Reuters, Francoforte inizierà a rallentare gli acquisti di asset dopo il board di settembre e smetterà completamente alla fine di marzo 2022.

La riunione, come scritto,  si tiene nel momento in cui su scala globale si paventa una nuova ondata pandemica. In Asia ci sono già parziali segni di rallentamento della crescita con i problemi sulla circolazione delle merci non ancora risolti. I recenti sondaggi PMI rivelano una perdita di momentum della crescita attesa nelle aree emergenti ed in Asia. Gli ultimi dati sulla produzione industriale in Europa hanno anch’essi rallentato la ripresa. Pure negli Stati Uniti abbiamo visto un consolidamento dopo la diffusione record della fiducia delle imprese manifatturiere  ed dei servizi.

MARKET MOVER MONITOR WEEK

GLOBAL PMI MANUFACTURING – SERVICES

 

MARKET MOVER MONITOR WEEK

GLOBAL PMI MANUFACTURING – SERVICES

 

MARKET MOVER MONITOR WEEK

GLOBAL PMI MANUFACTURING – SERVICES

Le recenti letture record dell’indice dei prezzi nelle indagini PMI hanno allarmato sia gli operatori economici che le autorità monetaria sul rialzo dell’inflazione, per cui  vale la pena analizzarne gli aggiornamenti per catturare eventuali segnali di esaurimento o meno della dinamica in corso sugli indicatori dei costi e dei prezzi di vendita. Di conseguenza aggiorniamo anche gli indicatori dei vincoli di capacità come i tempi di consegna dei fornitori. Quest’ultimi confermano le problematiche note, nelle aspettative del panel delle aziende intervistate, dopo il miglioramento temporaneo di inizio anno. 

MARKET MOVER MONITOR WEEK

GLOBAL PMI MANUFACTURING – SERVICES

 

Un aggiornamento ulteriore dei dati sul PMI Manifatturiero Flash relativi all’Eurozona verranno rilasciati venerdì in mattinata.

I mercati, ma soprattutto le banche centrali osservano la diffusione di questi dati per modulare le linee di policy che stanno lentamente evolvendo verso un ciclo di normalizzazione della politica monetaria come abbiamo scritto nel nostro ultimo RISKOO FX OUTLOOK REPORT.

 

MARKET MOVER

FX – Come anticipato la scorsa settimana nel Market Mover Monitor Week, l’eur usd ha consolidato gli scambi poco sopra quota 1,17770 contendo la reazione sotto 1,19-1,1945. E’ probabile che in attesa della riunione della BCE tenda a violare la parte inferiore del range ed avvicinare il mino di marzo in area 1,17 confermando quindi il percorso ed i target ciclici previsto nel  nostro FX Riskoo Outlook.

In un contesto in cui il dollaro tende a rafforzarsi, le monete emergenti, non tutte (vedi Report), tendono a perdere momentum. Il peso messicano rimane infatti ancora inserito in un range la cui tendenza risulta positiva sia nei confronti del dollaro che nei confronti dell’euro. Allo stesso modo, a conferma di quanto scritto lo scorso maggio, il dollaro oltre a recuperare contro euro ha avviato un’azione di recupero anche nei confronti dello yuan renminbi che dopo aver superato il primo target di ripresa a 6,40 si accinge ora a scalare verso area 6,60.

COMMODITY – Continua la fase di distribuzione sulle principali commodity industriali. Il rame (LME) dopo aver testato  la reazione sotto 9600/650 dovrebbe subire una nuova fase riflessiva con potenziali ordini di vendita presenti sotto area 9250/200. Questo conferma la road map tracciata nel nostro report WB COMMODITY PERSPECTIVES a supporto del nostro servizio di Enterprise Risk Management. Anche l’acciao dopo i picchi record sta avviando un’iniziale fase di perdita di momentum.

Il Brent Crude Oil è sceso la scorsa settimana sino a testare area 72,50. Ci aspettiamo in settimana una violazione di area 72 ed un’accelerazione del ribasso verso verso 67 usd/bar a breve.

BONDS I rendimenti sul 10 anni Treasury  USA sono scesi sotto area 1,35 e si apprestano a ritracciare ulteriormente il rialzo degli ultimi 12 mesi spingendo le quotazioni a 1,25% (ci aspettiamo un movimento verso 1%). Seguiranno a ruota il ritracciamento del 10 anni Germania Bund. Le quotazioni collauderanno in settimana area -0,35%. La violazione confermerà la linea ancora accomodante della BCE e soprattutto spingerà il 10 anni tedesco nuovamente verso area -0,50%. Il BTP 10 anni beneficerà del movimento regredendo anch’esso in direzione di 0,60 senza escludere un test di 0,5250%.

WB MARKET MOTOR WEEK RISK MANAGER

WB ANALYTICS: EUR USD TREND CYCLE

WB MARKET MOTOR WEEK RISK MANAGER

WB ANALYTICS: COPPER LME ADVANCE TREND CYCLE

WB MARKET MOTOR WEEK RISK MANAGER

WB ANALYTICS: US TREASURY 10 Y YIELD ADVANCE CYCLE TREND

 

Le nostre capacità cognitive spesso non riescono a distinguere la realtà da ciò che è solo un’illusione. L’opposizione tra la vera verità e la falsa verità,  tra verità ed apparenza, è una costante di cui dobbiamo sempre bilanciare, con difficile equilibrio, l’arbitrio altrui. La verità molto spesso è altra cosa rispetto a quella che ci appare. 

Da Cartesio fino a Nietzsche, la filosofia occidentale riporta le nostre riflessioni sul dualismo che spesso inganna il nostro sapere. Nulla quindi è indubitabile.

Cartesio diceva che “ il dubbio è l’inizio della conoscenza” e “la ragione non è nulla senza l’immaginazione.”

I mercati sono dubbio e immaginazione, non soltanto algoritmi. A meno che nello schema esecutivo di un algoritmo non siamo in grado di specificare e programmare oggetti in autonomia, basati su tecniche di apprendimento tipiche delle funzioni di machine learning.

Il lavoro principale di un banchiere centrale è quello di saper comunicare, declinando correttamente tutte le iperboli possibili dello storytelling, virgole e sospensioni comprese.

Spaginare le loro dichiarazioni è un lavoro che richiede un esercizio di alta professionalità, perché la ragione parte dall’immaginazione.

La ragione e non da oggi, pone sul tavolo una serie di fattori per cui dovremmo temere la crescita alterata dei prezzi: l’inflazione. L’iperliquidità presente nei mercati ed in misura inferiore nel substrato dell’economia reale, ha di per se creato un’inflazione dei multipli; ha esasperato la ricerca di rendimenti su tutti gli attivi tra cui le commodity. Le difficoltà riscontrate durante i blocchi sanitari nella supply chain ha poi funzionato da detonatore per il rialzo delle quotazioni. 

La miscellanea degli interventi ha evitato che gli effetti negativi prodotti nel 2020 dalla pandemia e dei conseguenti blocchi sanitari deflagrassero ulteriormente. Non era scontato. Tant’è che le banche centrali pur riconoscendo la forza della ripresa continuano a ribadire la presenza di rischi ancora presenti su più dimensioni.

Il QE globale ha innescato direttamente e non una spirale inflativa che si è riverberata sui prezzi. La crescita dei prezzi alla produzione e quelli al consumo si è materializzata con una forza che per i regolatori risulta temporanea, mentre per i mercati appare più strutturale.

La nostra immaginazione ci induce a pensare che i banchieri centrali stiano animando una discussione con obbiettivi tridimensionali: evitare di allarmare i mercati, preparargli ad un cambiamento di paradigma, impostare una linea di lavoro più convenzionale.

Del resto la materia è riconosciuta come politica monetaria e non scienza monetaria. E la politica diversamente dalla scienza si nutre di pόlis e téchnē.

Pensiamo che le banche centrali stiano progettando modalità per portare equilibrio nel valore degli asset, meno flussi di investimento speculativo verso l’azionario e le commodity, più verso l’obbligazionario perché la fine del QE spingerà al rialzo i tassi tassi d’interesse. Il primo passo consiste nell’effettuare un fade out del Quantitative Easing.

La Bank of England, ad esempio, ha detto che è vicina all’obbiettivo del programma che aveva annunciato (acquisti di bond per 895 miliardi di sterline).  A seguire tornerà a promuovere una linea di policy più convenzionale. Altre banche minori, come già anticipato nel nostro blog, hanno dichiarato che non effettueranno ulteriori  acquisti in futuro. La Bce ha comunicato che entro il prossimo marzo completerà l’acquisto di titoli collegati alla pandemia per un totale di 1850 miliardi di euro; nel suo Consiglio Direttivo si discute non sul quando ma su come farlo. Nelle nostre convinzioni sarà la Federal Reserve ad avviare ufficialmente il ritiro degli stimoli. La ragione per cui il governatore Powell tende a comunicarlo con prudenza è probabilmente legata al ricordo del 2013 quando l’annuncio, forse prematuro, del ritorno a politiche monetarie convenzionali creò disordine nei mercati: forte rialzo del tasso di cambio del dollaro, fuga di capitali dai mercati emergenti. …

MATRIX MONETARIA
La Matrix Monetaria  da cui il mercato trae continue indicazioni ed ispirazioni operative continua a funzionare in modo simile a un computer cosmico cosciente, in grado di utilizzare le emozioni e  per creare la realtà in cui tutti operiamo. Le tecniche che descrivono questo processo fanno parte del DNA dei mercati e rappresentano un codice che non può essere trasformato. Le banche centrali stanno facendo ampio uso di queste tecniche e le utilizzano per comunicare il loro pensiero.
L’inflazione assume così il vettore attraverso il quale sintonizzare gli investitori verso la loro linea di policy.  E’ la ragione per cui per tutta l’estate ed oltre continueremo a parlare dei prezzi e del loro effetto sulle opzioni a disposizione dei regulators.

Dal resoconto dell’ultima riunione della BCE è emerso che i consiglieri hanno affrontato la possibilità di ridurre gli acquisti di asset, pur confermando poi un approccio molto easy. Il vicepresidente Luis de Guindos ribadiva ieri che il ritiro dello stimolo dovrà essere graduale, non prematuro, e che in futuro sarà necessario essere molto accomodanti. Peter Kazimir, altro membro del direttivo, osservava in un tweet che la nuova strategia non consentirà il radicamento di una bassa inflazione e che per questo lascerà l’indice superare il 2% in alcuni casi. A conferma di una linea accomodante, nei dati settimanali resi noti ieri, Francoforte ha accelerato l’iniezione di liquidita’ negli ultimi 7 giorni.

Dalla Germania stamani la lettura finale sull’inflazione di giugno ha confermato il dato armonizzato a 0,4% congiunturale e 2,1% tendenziale.

Il focus si sposta ora sul board della prossima settimana in cui si discuterà la nuova forward guidance sulla direzione della politica dell’istituto, dopo il ritocco dell’obiettivo di inflazione. Secondo un sondaggio Reuters pubblicato questa mattina, 36 economisti su 51 ritengono che Francoforte inizierà a ridurre gli acquisti di asset dopo il meeting di settembre.

Nel frattempo, oggi l’US Bureau of Labour Statistic    riporta il dato mensile sull’inflazione atteso in crescita dello 0,4% (4% annuo tendenziale).  L’esito della pubblicazione innescherà ancora una volta il dibattito sul tapering, l’opzione monetaria più immediata a cui la Fed potrebbe accedere per raffreddare alcune dinamiche di mercato che si nutrono tuttora dell’ampia disponibilità di liquidità immessa dalla Banca Centrale americana.  Qualsiasi segnale che l’inflazione possa essere più persistente di quanto previsto dopo due mesi consecutivi di forti incrementi, potrebbe alimentare le aspettative che la Fed esca prima di quanto atteso dall’attuale stance ultra-dovish. Al contrario, dati meno aggressivi potrebbero portare gli investitori a pensare che la banca centrale possa permettersi di mantenere tale quadro di politica loose più a lungo.

Intanto al Senato Usa entra nel vivo il dibattito sull’ambizioso piano infrastrutturale da 1.200 mld di dollari di Joe Biden, con i repubblicani che promettono battaglia contro l’aumento delle imposte per finanziarlo.

ECOFIN – Il Consiglio dei ministri economici e finanziari dell’Ue (Ecofin) dovrebbe approvare oggi a Bruxelles i 12 piani nazionali di ripresa e resilienza (Pnrr), compreso quello dell’Italia, che sono stati presentati entro il termine indicativo di fine aprile, e poi valutati positivamente dalla Commissione europea. I 12 Pnrr — che fanno parte del dispositivo di Recovery europeo Rrf (“Recovery and Resilience Facility”), cuore del piano “Next Generation EU” — dovrebbero essere varati “in blocco”. Il via libera definitivo del Consiglio permetterà l’esborso, probabilmente già entro luglio, del prefinanziamento del 13% dell’ammontare complessivo di ciascun piano. Nel caso italiano circa 25 mld su oltre 200 complessivi.
Dal segretario del Tesoro Usa Janet Yellen, ieri, un invito ai paesi Ue a firmare un accordo globale sulla tassazione per le aziende, ma soprattutto a mantenere un significativo supporto fiscale fino a tutto il 2022, prendendo seriamente in considerazione ulteriori misure di bilancio per garantire una solida ripresa nazionale e mondiale.

DATI CINA – L’export cinese e’ cresciuto a ritmi superiori alle attese in giugno, tra gli sforzi di Pechino di contenere gli effetti della pandemia. Le esportazioni sono aumentate del 32,2% annuo nel mese in esame contro stime a 23,1% dal 27,9% di maggio.

OPEC+ – Non riescono a ricomporsi per ora, nonostante gli sforzi diplomatici russi, le divisioni tra Arabia saudita e Emirati arabi uniti che la scorsa settimane hanno impedito un accordo per incrementare la produzione di petrolio, mentre appare poco probabile, a questo punto, dicono diverse fonti dell’organizzazione, una nuova riunione sul tema questa settimana. Come abbiamo scritto nel rapporto di luglio dedicato alle materie prime, ci aspettiamo a breve uno storno dei prezzi secondo il percorso tendenziale stimato dove l’area 72,50 usd/bar per il Brent costituisce il sostegno di maggior impatto tecnico da seguire. Questa mattina il future sul Brent ha aperto in rialzo di 14 cent a 75,30 dollari al barile e il future sul Nymex,  viaggia in rialzo di 17 cent a 74,27 dollari.

MATRIX MONETARIA

WB ANALYTICS: BRENT CRUDE OIL USD/BAR

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER MATRIX MONETARIA

Poco mosso l’eur usd come da copione prima della lettura del dato pomeridiano sull’inflazione USA.

Nel nostro Outlook di luglio abbiamo inizialmente messo a fuoco il range 1,195/1,1910- 1,18-1,1760. La parte inferiore costituisce la proiezione dei minimi che sono stati fissati dal cambio negli ultimi 15 mesi. Il mercato appare ancora combattuto sulla tendenza  che il rapporto assumerà in futuro. per la verità la maggioranza degli uffici studi si è espressa sempre a favore di una view rialzista dell’euro. Noi, da inizio anno abbiamo invece lavorato per difendere soprattutto le strategie import da un rafforzamento del dollaro. Di conseguenza, in chiave proattiva,  abbiamo consolidato le opportunità che il rafforzamento del dollaro hanno offerto sul lato export.

A metà del 2021 il mercato è ritornato praticamente sui minimi annuali dell’euro,   vicino a quota 1,17, ovvero nella fascia di negoziazioni indicata nel range che abbiamo messo a fuoco in attesa della lettura del dato odierno, soprattutto del quadro tendenziale in formazione. L’analisi dei dati sull’inflazione ci porta ad essere confidenti con l’ipotesi che la Fed continui a dialogare con i mercati, secondo la Matrix Monetaria, per prepararli ad un ritiro progressivo degli stimoli vista anche in chiave di sostituzione tra quelli monetari e quelli fiscali progettati dall’amministrazione Biden.

Verificheremo quindi il dato odierno, soprattuto se, come ci aspettiamo, una lettura più aggressiva delle attese possa spingere i valori al di sotto dell’area indicata a partire da quota 1,18/1,1760 eur usd.

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

 

Il Market Mover monitor della settimana si concentra soprattutto sul dato dell’inflazione USA che verrà pubblicato martedì 13. Seguirà venerdì quello dell’Eurozona.

L’attesa è particolarmente sentita dagli investitori in quanto si teme che l’inflazione sia meno transitoria di come la Fed sta comunicando.  Il consensus propone una stima allo 0,4% mensile, in calo rispetto allo 0,7% del mese precedente. Ciò significa che su base annua il dato tendenziale riporta un 4% di crescita dei prezzi. Per l’Eurozona il mercato si aspetta invece un dato annuale leggermente al di sotto degli obbiettivi BCE all’1,9% con una crescita mensile dello 0,3%. In Germania i prezzi all’ingrosso sono saliti nell’ultimo anno del 10,7%.

Inutile ricordare che l’importanza del dato sull’inflazione è data dalle risposte che le banche centrali potrebbero dare in virtù del loro andamento. Nel Consiglio della Fed sono emersi diversi inviti a ridurre gli stimoli ed a considerare la necessità di un aumento dei tassi prima di quanto indicato dal presidente Powell. In Eurozona invece pur cavalcando l’ipotesi della transitorietà della crescita dei prezzi si tende a far scivolare nel 2023 il ritorno alla normalizzazione della politica monetaria, salvo ribadire che il Pepp, il programma di stimoli straordinario varato per far fronte alla pandemia.

Lo shift temporale tra l’eventuale azione restrittiva della Fed e quella della BCE ha spinto il mercato e soprattutto molti banche a rivedere le proprie indicazioni precedentemente formulate sul cambio eur usd.

La nostra posizione invece rimane sempre ancorata alla verifica dell’area 1,18/1,1770 dove da settimane abbiamo collocato il punto di svolta su un quadro favorevole alla divisa americana. In attesa della lettura del dato non escludiamo un ritorno degli scambi verso area 1,1950. Il punto rappresenta il limite superiore del range che al momento delimita il campo di oscillazione dei prezzi in attesa proprio della lettura del dato di domani.

Accanto al tema dell’inflazione in settimana avremo anche una serie di dati coincidente sull’andamento della produzione industriale, sulle vendite al dettaglio e sul Pil.

Particolarmente attesa la lettura di giovedì sulla crescita del Pil cinese relativa al secondo trimestre che si attesta a 1,2%. Il dato tendenziale consolida la crescita all’8,1%  dopo il rimbalzo del I°Q al 18,3% con la produzione industriale che dal 8,8% scende al 7,8% annuale.

Negli Stati Uniti la produzione industriale dovrebbe consolidare allo 0,7% nel mese di giugno. Le vendite al dettaglio dovrebbero recuperare dal -1,3% di maggio a -0,4% di giugno.

Oltre ai dati economici il mercato analizzerà l’esito delle riunioni di politica monetaria di alcune banche centrali dell’area asiatica Giappone e Corea del Sud, dell’Australia,  Nuova Zelanda e del Canada.

Nono sono attese azioni di rilievo, tuttavia si vuole catturare eventuali sfumature utili a coniugare due fattori su cui le banche stanno concentrando la loro narrativa: inflazione e purtroppo nuovi blocchi dovuti alla nuova ondata prodotta dalle varianti. Sullo sfondo rimangono infatti i nodi della supply chain che stanno mettendo in seria difficoltà gli scambi commerciali.

Le materie prime di cui abbiamo dato a maggio e giugni un segnale correttivo importante stanno perdendo momentum. Sul rapporto mensile di luglio abbiamo tracciato ancora un quadro in cui i realizzi operati dall’attività speculativa stanno mettendo in discussione il trend che sinora aveva dominato diverse commodity coperte dal nostro servizio di ricerca per l’attività dei Risk Managers.

Il rame ha recentemente verificato il nostro primo obbiettivo correttivo in area 9000 usd/ton (contratto LME) . Nel rapporto di luglio abbiamo fissato in area 9650 il limite della reazione successiva alla prima contrazione dei prezzi. La conferma della tenuta del livello spingerà gli operatori a liquidare ulteriori posizioni in ossequio ad un quadro che da correttivo rischia di assumere connotazioni negative allineate ai target segnalati.

MARKET MOVER

market mover monitor week

WB ANALYTICS: EUR USD

market mover monitor week

WB ANALYTICS: LME COPPER USD/T

In attesa del dato sui NonFarm Payrolls negli USA parte il secondo semestre dell’anno della ripresa con la lettura del PMI nelle principali aree economiche. I dati in lettura sono attesi in generale consolidamento dopo la spinta dei mesi precedenti.

IL Pmi manifatturiero italiano che verrà diffuso in mattinata assieme alle analoghe statistiche di altre economie europee, compresa quella relativa all’intera Eurozona. Il consensus per l’Italia prevede 62,2 rispetto a 62,3 del mese precedente quando ha toccato il record storico. A livello di area euro, le attese sono per una lettura finale a 63,1, invariata rispetto alla stima ‘flash’ e al mese precedente. Poco dopo, Istat diffonde la stima di occupati e disoccupati relativa a maggio con attese per il tasso di disoccupazione pressoché invariate a 10,8% dal precedente 10,7%. Da ricordare che circa un mese fa, l’istituto statistico italiano ha rivisto al ribasso la stima sul tasso di disoccupazione per il 2021 a 9,8%.

Nel pomeriggio sarà la volta degli Stati Uniti: Pmi manifatturiero elaborato da Markit ed Ism a giugno, stando alle attese, calerà leggermente a 61,0 da 61,2. L’attenzione del mercato è concentrata sui dati sugli occupati non agricoli di domani che potrebbero contribuire, in caso di una lettura oltre le attese,  a rafforzare la svolta ‘hawkish’ della Fed. Ieri nell’anticipazione fornita dall’ADP, il National Employment Report ha riportato un  forte aumento dei posti di lavoro nel settore privato Usa a giugno, oggi alle 14.30 avremo l’aggiornamento settimanale sulle richieste di sussidi di disoccupazione, che dovrebbe mostrare una leggera flessione a 390.000 dal precedente 411.000. Tutto questo anima il dibattito sulle reazioni della Federal Reserve. Sempre ieri l’esponente dell’istituto centrale Usa, Kaplan, ha detto di preferire un inizio della riduzione del sostegno all’economia Usa prima di fine anno.

Questa mattina su FINANZA NOW alle 10.30 in diretta streaming, Wlademir Biasia, Strategist e Partner di WB Advisors, commenterà con il giornalista economico Giuseppe Di Vittorio,  gli effetti e lo scenario che il dato di domani produrrà sul dollaro e come le possibili reazioni della Fed possano impattare sul mercato delle materie prime.  Lunedì nel nostro Weekly Market Mover Monitor avevamo indicato per il cambio eur usd l’attesa per un posizionamento in area 1,1840/20 prima della lettura del dato sui NonFarm Payrolls. Questa mattina la coppia apre a ridosso del livello indicato.

Spunti sull’orientamento di politica monetaria della Bce potrebbero giungere dalle dichiarazioni della presidente Lagarde, alle 9, e di Enria, alle 10, entrambi davanti alla commissione per gli Affari economici e monetari Ue.

NNFARM PAYROLLS EFFETTI SUL MERCATO FX

WB ANALYTICS: EUR USD

MARKET MOVER
CINA – In un lungo e articolato intervento nel centenario della fondazione del Partito comunista, il presidente Xi Jinping ha messo in guardia le forze straniere che cercano di intimidire il Paese dicendo che “resteranno scornate”.

PMI CINA – Dopo il lieve rallentamento registrato dalla statistica Pmi ufficiale cinese, quella gemella a cura di Caixin e relativa alla manifattura ha mostrato a giugno una lettura a 51,3 da 52 di maggio, nel 14esimo mese di fila di crescita ma sotto le attese di 51,8.

PMI GIAPPONE – Crescita al ritmo più lento di quattro mesi per il Pmi manifattura nipponico, a cura di Jibun Bank, a giugno: la lettura finale è scesa a 52,4 da 53,0 del mese precedente, al minimo da febbraio, e a fronte del 51,5 della stima ‘flash’. La fiducia delle imprese manifatturiere giapponesi è salita invece per il quarto trimestre di fila, al massimo di due anni e mezzo: l’indice principale per il sentiment delle aziende del settore è passato a +14 da +5 di marzo, secondo il Tankan della Bank of Japan.

OPEC – L’Opec+ potrebbe discutere l’estensione dell’accordo sul taglio dell’offerta di petrolio oltre aprile 2022, hanno detto ieri due fonti dell’organizzazione, dopo che un panel istituito dal gruppo ha avvertito di “incertezze significative” e del rischio di un eccesso di petrolio il prossimo anno.

GREGGIO – Prezzi in salita sostenuti da un calo dei dati sulle scorte Usa, certificato dall’Eia, e in attesa del meeting Opec. Alle 7,40 il futures sul Brent quota in rialzo di 8 cent a 74,70 dollari al barile e il futures sul Nymex sale di 12 cent a 73,59 dollari.

FOREX – In attesa dei dati sul mercato del lavoro Usa di domani, il dollaro ha toccato un nuovo massimo di 15 mesi sullo yen mentre scambia sui massimi di diversi mesi nei confronti di altre divise. Attorno alle 7,40 il cross euro/dollaro è a 1,184 (in calo di 0,13%); il cambio euro/yen è a 131,57 (in calo di 0,12%) mentre il dollaro contro yen  scambia a 111,11 (in rialzo di 0,01%).

TREASURIES – Il benchmark decennale sui mercati asiatici rende 1,470%, in rialzo di 0,026 rispetto alla chiusura a 1,444%.

 

MARKET MOVER RISKOO MONITOR

EUROPA
Gran Bretagna, intervento governatore Bank of England Bailey a evento “2Financial & Professional Services” (10,00).
Svezia, Riksbank annuncia tassi e pubblica rapporto di politica monetaria (9,30); conferenza stampa online governatore Stefan Ingves (11,00).
Zona euro, dichiarazione introduttiva presidente Bce Lagarde in qualità di presidente del Cers all’audizione davanti alla commissione per gli affari economici e monetari (Econ) (9,00).
Zona euro, dichiarazione introduttiva consigliere Bce Enria a Commissione per i problemi economici e monetari (Econ) del Parlamento europeo (10,00).
Zona euro, intervento consigliere Bce Elderson a seminar sulla sostenibilità organizzato da Nordic Banking Associations (11,30).

USA
Intervento online presidente Fed Atlanta Bostic (20,00).

DATI MACROECONOMICI

ITALIA
Pmi manifatturiero Ihs Markit giugno (9,45) – attesa 62,2.
Istat, stima occupati e disoccupati maggio (10,00) – attesa tasso disoccupazione 10,8%.
Istat, deficit/Pil e reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società trim1 (11,00).
Ministero Trasporti, dati auto giugno (18,00).
Tesoro, atteso fabbisogno statale giugno.

FRANCIA
Pmi manifatturiero Markit finale giugno (9,50) – attesa 58,6.

GERMANIA
Pmi manifatturiero Markit/Bme finale giugno (9,55) – attesa 64,9.

GRAN BRETAGNA
Pmi manifatturiero Markit/Cips finale giugno (10,30) – attesa 64,2.

GRECIA
Grecia, Pmi manifatturiero giugno (10,00).

SPAGNA
Pmi manifatturiero giugno (9,15) – attesa 59,3.

ZONA EURO
Pmi manifatturiero Markit finale giugno (10,00) – attesa 63,1.
Tasso disoccupazione maggio (11,00) – attesa 8,0%.

USA
Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali (14,30) – attesa 390.000.
Pmi manifatturiero Markit finale giugno (15,45).
Spese alle costruzioni maggio (16,00) – attesa 0,4%.
Pmi manifatturiero Ism giugno (16,00) – attesa 61,0.

INFLAZIONE USA VS PRODUZIONE UE

Si entra nella settimana conclusiva del I°Q di questo 2021. I principali dati in calendario si concentrano tra giovedì e venerdì quando avremo la pubblicazione dei sondaggi PMI in Europa, Stati Uniti e Cina relativi al mese di giugno. Inoltre il calendario offre i dati sulle vendite al dettaglio in Germania, sull’inflazione europea ed a seguire, nel pomeriggio di venerdì, le statistiche sull’occupazione USA. Si tratta di un calendario ad alta intensità di market mover .

I PMI manifatturieri mondiali saranno sotto i riflettori dopo il rilascio della scorsa settimana dei PMI flash. I recenti dati PMI hanno confermato la forte crescita negli Stati Uniti e in Europa, mentre molti altri paesi continuano a lottare  contro il virus, in particolare Giappone e India. La grande ripresa è tuttavia accompagnata da un aumento dell’inflazione a causa della carenza di offerta, quindi saremo ansiosi di analizzare  se nuovi ritardi nella catena di approvvigionamento dovuti a ulteriori ondate di virus potrebbero oscurare ulteriormente le prospettive di inflazione.

Per gli Stati Uniti oltre all’inflazione stiamo monitorando l’andamento dell’occupazione. La  Fed ha vincolato le proprie decisioni di policy all’andamento dell’una e dell’altra.  Analizzeremo quindi il quadro dell’occupazione a partire dal rapporto di mercoledì dove l’ADP rilascerà le proprie stime per i nuovi occupati escluso il settore agricolo (att +600k), per finire venerdì con il rapporto sull’occupazione di giugno rilasciato dal Bureau of Labor Statistics. Il dato Nonfarm Peyrolls è atteso in crescita a +675k rispetto al precedente mese di maggio a +559k.

La Fed guarda con estremo interesse ad entrambi i valori: inflazione e occupazione. Sappiamo che la linea ufficiale continua a sottolineare la natura transitoria della crescita dei prezzi, tuttavia recentemente il presidente J Powell ha riconosciuto il rischio che l’inflazione possa essere superiore a quanto previsto in precedenza. Ciò  è congruente con i segnali provenienti dai dati PMI.

Come scritto, la Fed guarda con estremo interesse ad entrambi i valori: inflazione e occupazione. Sappiamo che la linea ufficiale continua a sottolineare la natura transitoria della crescita dei prezzi, tuttavia recentemente il presidente J Powell ha riconosciuto il rischio che l’inflazione possa essere superiore a quanto previsto in precedenza. Ciò  è congruente con i segnali provenienti dai dati PMI.

Sul fronte prezzi, segnaliamo la correzione dei valori di molte commodity industriali in linea con le nostre anticipazioni fatte a maggio. rame sono scesi verso l’area obbiettivo 9000 usd/ton

Da qui ci aspettiamo almeno una reazione, peraltro già avviata nella sessione di venerdì.  Osserveremo con estrema attenzione tale movimento in quanto se gli acquisti non riusciranno a spingere le contrattazioni oltre la soglia 9650/700 il rame rischia di scendere ulteriormente, magari puntando ad un ribasso che spinga i valori al di sotto di quota 9000 usd/ton. Qualora tale movimento dovesse verificarsi verrebbe a mancare uno dei principali driver che hanno sostenuto l’inflazione negli ultimi sei mesi.  Ciò detto, il quadro dell’inflazione a lungo termine sarà in larga misura determinato anche dall’entità del rallentamento del mercato del lavoro e dalla crescita dei salari.

Nel WB COMMODITY PERSPECTIVES che pubblicheremo in settimana affronteremo ovviamente il tema con tutti i dettagli tecnici mettendo in prospettiva anche le quotazioni dei noli marittimi ed ovviamente i prezzi del petrolio. I noli dovrebbero subire una correzione a breve nonostante che le quotazioni del greggio rimangano ancora inserite in un quadro tecnico positivo. Ci aspettiamo che il Brent possa raggiungere il nostro target in area 78/80 usd/bar facendo leva su quota 71 usd.

Infine I dati flash sull’inflazione dell’eurozona saranno inoltre pubblicati in vista del sondaggio Tankan del secondo trimestre in Giappone e di un aggiornamento sul PIL del primo trimestre del Regno Unito . Attenzione anche agli ordini di fabbrica statunitensi, alla disoccupazione nell’eurozona e ai vari indicatori di attività fuori dal Giappone, comprese le vendite al dettaglio e la produzione industriale.

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

Prosegue la fase di recupero del dollaro sui mercati. La scorsa settimana si sono concretizzati alcuni segnali indicati in precedenza, quali la discesa dell’euro, l’apprezzamento del dollaro sullo yuan renminbi oltre 6,40 usd cny. Recentemente abbiamo assistito a rialzi dei tassi da parte di diverse banche centrali “periferiche”. Di conseguenza si sono registrati ulteriori recuperi sull’euro da parte di molte divise emergenti quali il rublo, alcune monete dell’area Eastern Europe, il peso messicano.

La scorsa settimana, L’eur usd ha delimitato i rimbalzi, dopo la discesa conseguente all’ultimo Fomc della Fed, a quota 1,1960/70 confermano il percorso ci aspettiamo. Questa settimana il mercato verificherà come scritto il dato sull’occupazione per prendere, qualora sia confermato, ulteriori posizioni lunghe di dollari. Non escludiamo quindi, qualora verdì il dato confermi le attese, di assistere ad un ulteriore gamba positiva della divisa americana verso area 1,1840/20 eur usd. Di converso sarà ancora una volta area 1,1980 a porre resistenza ad eventuali rialzi. I nostri algoritmi continuano a mantenere dal mese di febbraio l’indicatore ciclico sul cambio eur usd al ribasso, dopo aver segnalato un’ultima condizione di eccesso di rialzo a cavallo tra la fine dell’anno e gli inizi del 2021.

OCCHI CONCENTRATI SULL’OCCUPAZIONE USA

WB ANALYTICS: EUR USD