MARKET MOVER MONITOR WEEK 43

Le banche centrali dell’Area Euro, Giappone, Canada e Brasile si riuniscono in settimana per discutere di politica monetaria, non sono attese decisioni sui tassi. I dati macro economici con maggiore impatto da seguire in settimana includono i dati sul PIL del terzo trimestre rilasciati da Stati Uniti, Eurozona, Svezia, Messico e Corea del Sud. L’Australia riporta il tasso di inflazione; il Giappone la produzione industriale .

La riunione di politica monetaria della BCE sarà al centro dell’attenzione. Le elevate pressioni sui prezzi affrontate dal blocco potrebbero indurre il Board a riconoscere  che l’inflazione può essere più persistente di quanto previsto e sostenuto dai policy maker, ponendo l’attenzione su come la BCE si posizionerà nella dichiarazione di accompagnamento al Consiglio di giovedì in conferenza stampa. Non ci si aspettiamo che la BCE prenda in considerazione azioni operative almeno fino alla riunione di dicembre, quando riporterà le nuove proiezioni per il 2022. L’esito della riunione andrà infine analizzato in contrapposizione a quello della FED che si terrà il 2-3 novembre.

Sempre in settimana si riuniscono la BoJ e la BoC. I loro consigli dovrebbero ugualmente segnare il passo rimandando eventuali decisioni in futuro; ciò nonostante i mercati saranno ansiosi di verificare l’effettivo esito dei rispettivi consigli, da cui peraltro non sono attese azioni monetarie, prendendo nota della loro visione sulla natura transitoria o meno delle pressioni inflazionistiche.

Nel frattempo, gli operatori analizzeranno con estrema attenzione l’andamento della della crescita nel terzo trimestre a partire dal PIL degli Stati Uniti e della Eurozona. La perdita di momentum dello slancio del comparto manifatturiero di cui abbiamo scritto durante l’estate ed all’inizio dell’autunno potrebbe aver lasciato il segno sui dati. Analizzando i più recenti dati  PMI emerge un rallentamento della fiducia delle imprese  sia negli Stati Uniti che nella zona euro. Alla base del dato meno brillante ci sono certamente le difficoltà delle forniture con gli  shock dell’offerta registrati in tutti i settori a cui dobbiamo sommare il rincaro dell’energia e di molte commodity (proiezione FED GDPNOW)

MONEY MARKET MOVER WEEK 43

FED GDPNOW FORECAST MODEL III Q 2021

Infine, in vista del rilascio del PMI di ottobre, previsto per l’inizio di inizio novembre, vedremo una serie di dati ufficiali sull’IPC dell’eurozona e dell’Australia, che forniranno informazioni sulle condizioni dei prezzi in un contesto di dell’offerta e dei problemi del mercato energetico.

S&P GLOBAL RATING ITALIA Venerdì sera il pronunciamento di S&P Global sul rating sovrano italiano con il miglioramento dell’outlook a ‘positivo’ da ‘stabile, e la conferma del rating a ‘BBB’. Secondo l’agenzia statunitense l’impegno del governo sul fronte delle riforme a sostegno della crescita rappresenta uno stimolo per l’economia.Nell’ultimo pronunciamento, lo scorso aprile, S&P Global aveva previsto una crescita robusta per la seconda parte dell’anno grazie ai progressi nella campagna di vaccinazione e allo stimolo di bilancio.

BTP E ANNUNCIO TESORO – La settimana sul secondario italiano riprende dai 105 punti base per il premio al rischio Italia-Germania sul tratto decennale e da 0,95% del tasso del benchmarck a 10 anni, su piattaforma Refinitiv. In serata inoltre il Tesoro annuncia tipologia e quantitativi di Btp e CctEu in vista dell’asta a medio lungo del 28 ottobre. Di venerdì sera l’annuncio che, nel collocamento Bot di mercoledì 27 ottobre, saranno offerti 6 miliardi. Passando all’intera zona euro, in una settimana che prevede un lieve calo dell’offerta, in giornata la Ue riapre il titolo ottobre 2028 tra 2 e 2,5 miliardi. Da ricordare che venerdì scorso il numero uno della Federal Reserve Powell ha detto che l’istituto dovrebbe avviare il ‘tapering’ mentre ritiene prematuro un rialzo dei tassi.

TURCHIA – Minimo storico per la lira turca dopo che nel fine settimana il presidente Erdogan ha annunciato di aver chiesto al ministro degli Esteri di espellere una decina di ambasciatori di Paesi occidentali, tra cui gli Usa, per aver sollecitato la liberazione del filantropo Osman Kavala. Nel Paese inoltre le banche di Stato dovrebbero tagliare i costi dei prestiti di circa 200 punti base, secondo tre persone a conoscenza del dossier, dopo il taglio dei tassi della banca centrale della scorsa settimana.

IFO GERMANIA – Protagonista di una seduta avara di spunti macro sarà l’indice Ifo di ottobre. Dopo il 98,8 di settembre, la mediana delle attese raccolte da Reuters ipotizza per il barometro sulla fiducia delle imprese una frenata di oltre un punto pieno a 97,9. Sul morale delle aziende tedesche si ritiene abbia avuto una ricaduta negativa il pesante rincaro dei costi energetici.

CINA ED EVERGRANDE – Dopo il pagamento delle cedole della scorsa settimana, che ha concesso altro tempo per evitare il default, Evergrande ha annunciato di voler dare la precedenza alla crescita del segmento sui veicoli elettrici rispetto a quello immobiliare, spingendo il titolo in rialzo. Più in generale però, i titoli del settore immobiliare scendono dopo l’annuncio di sabato che Pechino introdurrà una tassa pilota sulla proprietà in alcune regioni. Secondo l’agenzia di stampa cinese Xinhua, Pechino “rafforzerà gli aggiustamenti” nella riscossione delle tasse in modo mirato e accurato nell’ambito degli sforzi per raggiungere “la prosperità comune” nel lungo termine.

MARKET MOVER

COMMODITY Segnaliamo il raffreddamento dell’indice sui prezzi dei noli marittimi Baltic Dry Index. I valori sono scesi la scorsa settimana del 6%. E’ prematuro affermare che si tratti di un reversal del ciclo rialzista delle quotazioni. Per poterlo stimare con un livello di probabilità accettabile dovremmo poter rilevare valori inferiori all’attuale quota 10.000 con ulteriori spinte sotto area 8750.  Per rafforzare l’eventuale segnale dovremmo poter tracciare inoltre un vero raffreddamento dei prezzi del petrolio. Il Brent, dopo una brevissima finestra di prese di beneficio da parte dei trader, ha recuperato nuovamente area 85 usd riassorbendo la correzione. Al momento i nostri algoritmi continuano a segnalare ancora una struttura positiva. In settimana non escludiamo un ulteriore apprezzamento del Brent Oil verso area 87,50 usd/bar.   Come scritto lo scorso venerdì stiamo monitorando quota 83/82,50, in quanto sotto tale livello sono presenti potenziali nuovi  ordini di vendita. La violazione spingerebbe le negoziazioni a pronti verso area 77 usd, primo vero tipping point del ciclo rialzista del Brent e del comparto in generale. Le negoziazioni sul gas dovrebbero invece proseguire la loro fase correttiva verso quota 80 euro (Natural Gas Euro TTF).

I metalli industriali, a differenza del comparto oil, continuano invece a muovere i prezzi all’interno di una fascia che continua a confermare le nostre attese in merito ad un’ulteriore correzione dei valori. Riteniamo che anche in questo caso il tapering possa delegittimare  l’azione speculativa tuttora presente nelle dinamiche di trading. Sul nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES  abbiamo messo in evidenza il ruolo della Federal Reserve quale unico driver in grado di raffreddare, con l’avvio del tapering,  quantomeno l’azione speculativa che continua a sostenere le quotazioni delle materie prime.

Di questo processo il dollaro dovrebbe trarne beneficio in linea con quanto anticipato nei piani di Enterprise Risk Management che stiamo elaborando sui budget 20/22 per le aziende a cui offriamo il nostro servizio di advisory operativo.

FOREX Come scritto questa e la prossima settimana si tengono i consigli di BCE e Fed. Vogliamo verificare se alla loro conclusione le rispettive linee di policy rimarranno ancora divergenti: ancora accomodante la BCE, più restrittiva la Fed. Attendiamo quindi di analizzare i contenuti degli statement che verranno rilasciati per aggiornare il nostro   WB RISKOO OUTLOOK report. Recentemente il cambio ha collaudato almeno in un paio di sessioni l’area 1,1675 dove avevamo fissato il cap dell’attuale range di mercato. Ci aspettiamo una progressiva perdita di momentum dell’euro dopo l’eventuale breakout di 1,1620/1,1580 eur usd.

EUR USD CYCLE TREND

WB ANALYTICS_ EUR USD CYCLE TREND

MONEY MARKET MOVER WEEK 43

WB ECONOMICS: MONEY MARKET MOVER CALENDAR WEEK 43

Inflazione e crescita sono al centro dell’attenzione delle banche centrali. Il Dipartimento del Lavoro USA ha  riferito  che l’indice dei prezzi al consumo è aumentato di circa lo 0,4 percento a settembre. I prezzi anno su anno sono aumentati del 5,4%: in termini relativi  il più robusto rialzo annuale dal gennaio 1991.

Quarles, membro della Fed,  ha riconosciuto che l’inflazione attualmente è più del doppio dell’obiettivo a lungo termine del Federal Open Market Committee (FOMC), ma ha affermato di essere “non ancora pronto a concludere che questo periodo ‘transitorio’ sia già ‘troppo lungo'”.

Quarles ha affermato che appoggerà presto la decisione di ridurre il ritmo degli acquisti di asset, il che sarebbe “del tutto coerente con il piano del FOMC di perseguire i nostri obiettivi di massima occupazione e stabilità dei prezzi a lungo termine e la nostra nuova strategia di politica monetaria ” ha dichiarato.

“Penso che sia chiaro che abbiamo superato la prova di ulteriori sostanziali progressi sia verso i nostri mandati sull’occupazione che sull’inflazione, e sosterrei una decisione nella nostra riunione di novembre per iniziare a ridurre questi acquisti e completare tale processo entro la metà del prossimo anno “, ha affermato il Governatore.

Nel contempo in Germania i prezzi alla produzione a settembre sono saliti del 14,2% dal 12% di agosto, il massimo dall’ottobre 1974, quando toccarono il +14,5%. Il PPI  depurato dai costi energetici è comunque salito dell’8,6%, calcolando che il prezzo del gas ha segnato un +58,9% su base annua e quello dell’elettricità un +23%.

Nel loro insieme i due dati evidenziano che il livello della temperatura è salito ben oltre gli equilibri sopportabili dai fondamentali. Indubbiamente il maggior contributo a questa spinta dei prezzi proviene dalle commodity e dalla logistica.

In settimana abbiamo pubblicato la sintesi di un nostro studio sull’andamento del gas naturale europeo e delle prospettive del TTF. I prezzi si muovono con grande velocità evidenziando un livello di volatilità straordinario. Ieri abbiamo assistito ad nuovo allentamento delle quotazioni in direzione del tipping point a 80 euro maturando questa settimana un parziale ribasso del 13,42% (last quote 88,46- max 2021 162 euro).

Il movimento settimanale depone a favore del nostro scenario di base. Tuttavia necessitiamo ancora della conferma risolutiva del breakout di quota 80 euro. Da ieri i leader dell’UE sono in riunione per discutere tra le varie cose di energia e del recente aumento dei prezzi. Valuteranno quali misure adottare a livello nazionale ed europeo per affrontare le ripercussioni di tale aumento.

L’agenda energetica costituisce un passaggio di fondamentale importanza per l’intero comparto delle materie prime. Tutte le macro aree economiche si trovano in questo momento ad affrontare il tema in un quadro in cui la transizione verde impone una serie di tappe forzate difficilmente compatibili con l’attuale assetto energetico.

Oggi, come anticipato lunedì nel nostro MARKET MOVER MONITOR WEEKLY (vedi calendario), avremo la pubblicazione dell’esito dei sondaggi PMI Flash. Le curve, soprattutto sul comparto manifatturiero, sono attese ancora in declino dopo la perdita di momentum registrata durante l’estate. Nell’insieme il rallentamento è imputabile ai noti problemi della catena di forniture ed al rialzo dei prezzi delle materie prime. Un ridimensionamento di quelli energetici impatterebbe su tutto il comparto compreso quello dei noli marittimi. Consentirebbe inoltre alle banche centrali di confermare la loro fiducia sulla transitorietà dell’inflazione.

Nel pomeriggio Jerome Powell terrà un intervento, l’ultimo che precede la riunione della Fed del 2-3 novembre. Analizzeremo con attenzione i contenuti del suo discorso prima che inizi il periodo di silenzio che precede i meeting della Banca centrale USA.

La prossima settimana si svolgerà inoltre una raffica di riunioni di banche centrali in diverse aree del mondo:  Canada, Eurozona e Giappone. Contemporaneamente saranno riportati i dati relativi alla crescita e inflazione del terzo trimestre con il PIL degli Stati Uniti e della Eurozona. 

La riunione di politica monetaria della BCE sarà al centro dell’attenzione soprattuto in scia alle elevate pressioni registrate sui prezzi in Eurozona. La riunione si tiene con l’ombra delle dimissioni del Presidente della Bundesbank e Consigliere BCE;  Jens Weidmann lascerà l’incarico a fine 2021, dopo 10 anni e con sei d’anticipo sulla scadenza del mandato.

Jen Weidmann noto per le sue posizioni intransigenti, si è scontrato più volte con Draghi, cercando invano di succedergli alla guida della Bce nel 2019. E’ altresì nota la sua linea di rigore monetario. Ci chiediamo se si tratti di una svolta sulla linea economica, monetaria e fiscale che modificherà l’approccio futuro dei governi dell’Eurozona!

Nei recenti interventi rilasciati da vari esponenti BCE,  è stato affermato che l’inflazione potrebbe essere più persistente del previsto. Ciò alzerà il livello di attenzione su come si posizionerà il Board nella dichiarazione di accompagnamento di Christine Lagarde nella conferenza stampa su inflazione e crescita. Detto questo, la BCE non dovrebbe intraprendere ulteriori azioni almeno fino alla riunione di dicembre, quando sono attese nuove proiezioni. Separatamente, si prevede che anche la BoJ e la BoC rimarranno in una posizione di attesa la prossima settimana, ciò non toglie che gli operatori presteranno molta attenzione  ai comunicati finali.  Vogliamo capire se ci sia ancora una linea di continuità sulla retorica in merito alla resilienza della ripresa,  soprattutto vogliamo verificare  quanto regga ancora la  convinzione delle banche centrali  sulla natura transitoria delle pressioni inflazionistiche.

MARKET MOVER

Nel mercato delle commodity continuiamo a registrare elevata volatilità. Alcuni segnali di possibile rientro dei prezzi ci lasciano fiduciosi su un prossimo riequilibrio del comparto, un toccasana per inflazione e crescita.  Ma come abbiamo scritto la Fed dovrà dare un segnale inequivocabile di voler raffreddare almeno l’azione speculativa  annunciando il tapering.  Sul nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES  abbiamo preso in esame l’attuale scenario declinando la congiuntura dei prezzi in quadro in cui rimangono possibili ipotesi correttivi in taluni casi molto significative. Il Brent, benchmark per il comparto petrolifero, dopo aver collaudato area 85 usd/usd bar, target indicato nel nostro ultimo Alert, sta aprendo un primo possibile segnale di reversal. Stiamo monitorando in queste ore quota 83/82,50 usd in quanto sotto tale livello sono presenti molti ordini di realizzo sul posizioni speculative lunghe di oil. La violazione ci porterà verso area 77 usd, primo vero tipping point del ciclo rialzista del Brent.

Di questo processo il dollaro dovrebbe trarne beneficio in linea con quanto anticipato nei piani di Enterprise Risk Management che stiamo elaborando sui budget 2022 per le aziende a cui offriamo la nostra copertura operativa.

Dopo le ultime due settimane relativamente tranquille ci aspettiamo un ritorno della volatilità sul cambio eur usd. Continuiamo a confermare l’Outlook indicato nel nostro WB RISKOO report. Recentemente il cambio ha collaudato almeno in un paio di sessioni l’area 1,1675 dove avevamo fissato il cap dell’attuale range di mercato. Ci aspettiamo una progressiva perdita di momentum dell’euro dopo l’eventuale breakout di 1,1620.

 

Le previsioni economiche faranno il punto questa settimana mettendo a partire dalla pubblicazione del GDP cinese relativo al III°Q 21.   Il consensus riportava un’attesa pari ad una crescita trimestrale dello 0,5%, 5,2% annuale, in flessione rispetto al dato precedente.   Nei tre mesi al 30 settembre il prodotto interno lordo riporta invece un’espansione di 0,2% su base congiunturale, al tasso tendenziale annuo di 4,9%, minimo dal terzo trimestre 2020. Il risultato va confrontato con rispettivi 1,2% e 7,9% del secondo trimestre ma soprattutto con la mediana delle attese pari a 0,5% e 5,2%. A monte della frenata, dicono i dati a cura dell’istituto nazionale di statistica, i numerosi black out, le strozzature nel canale rifornimenti e nuovi focolai di epidemia.
Quanto al singolo mese di settembre, su base tendenziale la produzione industriale segna un incremento di 3,1% (4,5% le attese dopo il 5,3% di agosto), le vendite al dettaglio una crescita di 4,4% (3,3% il consensus dopo il 2,5% del mese precedente). Cala a 4,9% da 5,1% di agosto il tasso di disoccupazione.
Pubblicato mercoledì della scorsa settimana, l’ultimo sondaggio Reuters dedicato alla seconda economia mondiale prefigura per quest’anno una crescita di 8,2% seguita da un rallentamento a 5,5% nel 2022.

La cifra del prodotto interno lordo rilasciata dal National Bureau of Statistics e altri indicatori cattureranno l’impatto iniziale di due shock economici: la crisi del debito ed Evergrande, uno dei più grandi gruppi immobiliari della Cina, e la diffusa e paralizzante carenza di energia. Il premier Li Keqiang ha dichiarato giovedì che la crescita è rallentata nel terzo trimestre senza precisare le dimensioni. L’amministrazione del presidente Xi Jinping ha fatto poco per alleviare le pressioni accumulate sul settore immobiliare del Paese, nonostante rappresenti fino al 30% della produzione economica totale. Pechino ha invece colto quella che crede sia una ” finestra di opportunità ” per disciplinare gli sviluppatori immobiliari sovraindebitati, che vede come una grave minaccia per la stabilità finanziaria della Cina.

Xi e Liu He, premier e consigliere economico più fidato del presidente, “sembrano pronti ad accettare un marcato rallentamento della crescita a breve termine come prezzo per una maggiore stabilità finanziaria a lungo termine”.

Oct 18, 04:00
CNY GDP Growth Rate YoY (Q3) PREVIOUS 7.9%
CONSENSUS
5.2%
ACTUAL  0,2%
CNY GDP Growth Rate QoQ (Q3) PREVIOUS 1.3%
CONSENSUS
0.5%
ACTUAL  4,9%

I dati PMI riflettono un rallentamento progressivo della ripresa.

PREVISIONI ECONOMICHE: MARKET MOVER MONITOR WEEK

WB ECONOMICS: MARKIT PMI MANUFATURING & SERVICES

Oltre ai dati sulla crescita cinese si guarderà con interesse l’esito dei sondaggi flash PMI per cogliere eventuali indicazioni sull’andamento dei tempi di consegna e sulle pressioni esercitate dall’aumento dei prezzi di input delle aziende particolarmente avvertite nei paesi dell’Eurozona.

La tabella riporta i sondaggi rilevati da Markit nel mese di settembre. Venerdì avremo le prime indicazioni flash per verificare se l’attenuarsi della variante delta possa aver inciso in modo positivo alle pressioni evidenziate in precedenza. ùIn settimana abbiamo assistito ad un rimbalzo dei prezzi dei metalli industriali dopo la correzione che abbiamo registrato durante l’estate. Il maggior movimento reattivo è stato registrato dal rame, di converso i prezzi del minerale di ferro 62% pur reagendo dai minimi rimangono piuttosto deboli. Nel report mensile di ottobre affrontiamo la questione cercando di capire se la reazione sia propedeutica ad una ripartenza del movimento rialzista o rappresenti una pausa di consolidamento della correzione performata in precedenza.

Previsioni economiche market mover monitor week

I costi degli input di produzione sono aumentati a un ritmo accelerato a settembre, aumentando a uno dei tassi più elevati visti nell’ultimo decennio  a causa della carenza dei rallentamenti delle forniture e dell’aumento dei costi di spedizione. La crescita della domanda si è tuttavia raffreddata, alleviando parte della pressione al rialzo sui prezzi, legata in parte alla riduzione delle scorte di sicurezza da parte delle aziende rispetto all’inizio dell’anno.

Le pressioni sui prezzi determinano pressioni sulle previsioni economiche per il 2022

Secondo l’esito dei sondaggi Markit, il rapporto JPMorgan Global Manufacturing PMI ha messo in evidenza come l’aumento dei costi sia stato innanzitutto legato all’azione dei fornitori in presenza di carenze diffuse, dai componenti elettronici fino alle materie prime di base utilizzate per i prodotti dell’edilizia. I tempi medi di consegna hanno continuato ad allungarsi sottolineando soltanto nelle ultime settimane un rallentamento degli ineguagliabili ritardi della catena di approvvigionamento registrati negli ultimi mesi a causa della pandemia.

I PMI Flash che saranno pubblicati venerdì consentiranno inoltre di verificare se il rallentamento della velocità di ripresa sia ancora dominante tra le varie aree economiche così come rilevato durante l’estate ed in tal modo modulare le previsioni economiche per il 2022.

previsioni economiche market mover monitor week

Mentre osserviamo con attenzione il momentum dei dati PMI, le banche centrali continuano ad interrogarsi sulla transitorietà o meno dell’inflazione. La BCE continua a confermare sostanzialmente tale visione, mentre altre banche tra cui la Fed sembrano non essere più certe di tale epilogo. In particolare l’interrogativo sul futuro andamento dell’inflazione costituisce un argomento di dibattito tra i consiglieri della Fed. Il tapering atteso per metà novembre appare sempre più certo, ancorché i mercati non diano evidenza di scontarne gli effetti.

MARKET MOVER

STOCK INDEX Abbiamo visto una reazione degli indici azionari unita a quelle delle commodity industriali la scorsa settimana. I valori hanno reagito dai livelli tecnici di sostegno che avevamo segnalato in precedenza. Nel post del 27 settembre indicavamo come punto di supporto per il Dax area 15000, per gli altri indici i minimi di settembre. Il Dax dopo aver chiuso poco sotto area 15000 ha reagito avviando un potenziale consolidamento del range 15000-15750.  Qualora le contrattazioni dovessero rispettare tale banda di oscillazione, senza debordare oltre, potremmo considerare l’attuale reazione come un prologo del movimento di distribuzione propedeutico alla correzione che il tapering potrebbe innescare. Al pari dell’indice tedesco dovremmo avere comportamenti simili negli altri mercati.

COMMODITY Siamo interessati a valutare il comportamento del mercato azionario in quanto potrebbe offrire indicazioni utili da traslare su altri segmenti del mercato quali ad esempio quelle delle commodity.

Qualora dovesse aprirsi una fase di avversione al rischio più concreta di quanto sinora osservato, dovremmo catturane l’evidenza anche sulle contrattazioni che governano le materie prime.

La correzione che abbiamo segnalato ed in seguito visto sul comparto dei metalli industriali, non ha colpito i prezzi dell’energia: oil & gas. Pensiamo che la ragione sia dovuta a rilevanze di ordine politico. In particolare il gas ha subito un accelerazione del rally proprio in funzione del confronto UE-Russia in materia energetica e nello specifico nell’apertura definitiva della rete Nord Stream 2.

FOREX L’elevata volatilità osservata nelle ultima settimana sui prezzi del future del  Natural Gas potrebbe preludere ad un inversione di rotta. Tuttavia attendiamo che anche i prezzi del Brent scendano da quota 85 usd usd/bar per ritirare l’alert indicato agli inizi di ottobre.

Conferma lo scenario di transizione il comportamento del dollaro. I corsi del cambio eur usd dopo aver fissato minimi poco sopra 1,15 hanno reagito contenendo le ricoperture sull’euro sotto area 1,1635/75 come indicato nel post di inizio ottobre.  In settimana seguiremo le negoziazioni per catturare, nel caso in cui i prezzi scendano sotto area 1,1580 eur usd un nuovo segnale di forza della divisa americana confermando le nostre previsioni economiche sul cambio elaborate nel nostro WB FX RISKOO OUTLOOK.

Previsione economiche forex

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

CALENDARIO PREVISIONI ECONOMICHE

WB ADVISORS MARKET MOVER MONITOR WEEK

WB ECONOMICS: WEEKLY CALENDAR 18-22 OTT 2021

US DOLLAR IN CONSOLIDAMENTO. L’indice del dollaro ha chiuso quasi invariato a 94,00 durante la notte confermando l’apertura di una finestra di consolidamento.

Con i dati e gli utili statunitensi che supportano il sentiment degli investitori per ora, l’indice del dollaro sembra vulnerabile a te,mporanee prese di beneficio, senza sorprese negative. L’US Dollar  potrebbe rivisitare i minimi notturni a 93,75 oggi, ma solo una chiusura settimanale stasera sotto 93,50 suggerisce una correzione più profonda. Il forte posizionamento speculativo lungo del dollaro USA nei mercati dei futures probabilmente limiterà i guadagni oggi, poiché le posizioni lunghe sembrano al momento oggetto di realizzi.

Il dollaro USA è sceso in Asia, spingendo EUR/USD e GBP/USD in rialzo dello 0,10% a 1,1610 e 1,3687. Pertanto l’EUR/USD tenderà a rimanere nell’intervallo tra 1,1550 e 1,1650, mentre GBP/USD tende a risalire  salito attraverso la resistenza a 1,3680. Con commenti ancora più aggressivi provenienti dai funzionari della BoE, un nuovo test dei massimi notturni a 1,3730 rimane possibile. Una chiusura settimanale a tale livello conferma la spinta del cable verso 1,3800 la prossima settimana. Una nota di cautela va evidenziata sulla debolezza del dollaro USA  verso JPY: il cambio USD/JPY  ha continuato a salire a un massimo di 22 mesi a 113,90. Il gioco del differenziale di rendimento è molto vivo e un test di 114,50 sembra probabile la prossima settimana. L’acquisto di GBP/JPY, AUD/JPY e NZD/JPY viene spesso utilizzato per riflettere un sentimento positivo nei mercati valutari e dovrebbe significare che i cali di USD/JPY rimangono superficiali.

AUD/USD e NZD/USD hanno cavalcato le onde del miglioramento degli appetiti al rischio degli investitori durante la sessione americana.

In Asia, la PBOC è tornata oggi ad un fixing neutro di USD/CNY a 6,4386, dopo il fix leggermente più debole di ieri sul CNY. La People’s Bank of China (PBOC) ha rinnovato i prestiti a medio termine in scadenza oggi e ha lasciato i loro tassi invariati, 2,95% per i prestiti a un anno, rafforzando l’idea che possa essere necessario un allentamento monetario per sostenere l’economia tra i rischi di stagflazione.  Sembra che il sottile accenno della PBOC all’eccessiva forza del CNY sia stato ascoltato dai mercati locali. Tuttavia, non ci aspettiamo che emerga una tendenza all’indebolimento, poiché è probabile che l’elasticità dei prezzi delle esportazioni aumenti insieme alla bolletta energetica importata dalla Cina.

Il Won coreano si è rafforzato oggi dopo che la Bank of Korea ha trascorso la settimana a vendere dollari per difendere il livello di 1200,00. Il Bok’s Lee ha affermato che un rialzo dei tassi a novembre è possibile e di conseguenza l’USD/KRW è sceso a 1181,50. Ieri l’USD/KRW ha messo in scena una notevole rottura al ribasso attraverso il supporto a 1190,00 e il peggio è probabilmente passato per il Won per ora. Anche le valute regionali sono più forti oggi poiché il miglioramento del sentiment complessivo sui risky asset internazionale indebolisce il dollaro USA.

È probabile che il rapporto CFTC Commitment of Traders riveli ancora un pesante posizionamento lungo del dollaro USA rispetto alle principali valute. Un po’ di abbattimento dell’open interest  è probabilmente necessario prima che il rally del dollaro USA riprenda. Tuttavia, il tapering della Fed continuerà a governare le prospettive di mercato nel quarto trimestre, insieme alla crescente incertezza sui mercati dell’energia e sull’inflazione. Ciò manterrà l’ambiente favorevole alla forza del dollaro USA.

US DOLLAR IN CONSOLIDAMENTO IN ASIA

WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX

Con il rapporto sull’occupazione USA, che il Dipartimento del Lavoro rilascerà alle 14.30 (CEST), avremo modo di verificare non solo l’andamento del mercato del lavoro, bensì l’impatto che l’esito del rapporto potrà determinare nella linea di policy della Federal Reserve.

In settimana l’ ​​ADP ha stimato un dato più robusto rispetto alle attese aggiornando le stime su quello ufficiale di oggi a +568k le nuove buste paga per tutti i settori escluso quello agricolo, più del doppio del dato deludente  di agosto pari a  235.000 posizioni, oltre a un calo del tasso di disoccupazione al 5,1% e un aumento della retribuzione oraria media al 4,6%.

In sintesi queste sono le stime del consensus per il rapporto odierno:

OCCUPAZIONE USA

    • Totale retribuzioni: 500K – precedente 235K
    • Retribuzioni private: 450K – precedente 243K
    • Tasso di disoccupazione USA: 5,1% – precedente 5,2%
    • Tasso di partecipazione alla forza lavoro: 61,8% – precedente 61,7%
    • Guadagno medio orario a/a: 4,6% –  precedente 4,3%
    • Guadagno medio orario M/M: 0,4% – precedente 0,6%
    • Ore settimanali medie: 34,7 – precedente 34,7

Da notare che dal 5 settembre sono terminati i sussidi per milioni di lavoratori che presumibilmente sono ritornati a cercare occupazione negli USA.

OCCUPAZIONE USA VERSO SONDAGGI PURCHASE MANAGER INDEX

Sempre in settimana abbiamo avuto modo di analizzare i rapporti ISM dei servizi e dell’industria manifatturiera per gli Stati Uniti. Il loro andamento ha messo in evidenza  tendenze parzialmente divergenti a settembre, con il sottoindice dell’occupazione nel settore dei servizi in lieve calo a 53,0 da 53,7, segnalando una crescita ma a un ritmo più lento, mentre il sottoindice dell’occupazione nel settore manifatturiero è tornato in territorio espansivo, fissando quota 50,2 rispetto al precedente  49,0. Sul settore manifatturiero, ISM ha affermato che le aziende stanno ancora cercando di aumentare i loro organici segnalando un miglioramento rispetto ai mesi precedenti. E’ il settore dei servizi che ha visto comunque un progressivo miglioramento negli ultimi mesi.

In generale i dati PMI rilasciati nel mese di ottobre hanno messo in evidenza ancora la tenuta del momentum espansivo della ripresa negli Stati Uniti ed in generale nelle regioni anglosassoni. Diversamente in Europa abbiamo notato ancora un rallentamento del quadro generale. Nella sostanza, dopo un periodo di grande euforia stiamo osservando una perdita di momentum soprattutto nel comparto manifatturiero in Germania. L’Italia regge tuttora lo slancio in termini relativi nel confronto con l’industria tedesca. La produzione industriale tedesca ha registrato in agosto una flessione di 4,0% su mese a fronte di un’attesa per un calo dello 0,4%. Mercoledì gli ordini all’industria tedesca relativi ad agosto hanno registrato un calo del 7,7% su mese, rispetto ad aspettative per una flessione ben più contenuta (-2,1%).

Le due banche centrali nel frattempo hanno evidenziato linee di orientamento divergenti. La Fed sembra stringere il cerchio verso l’avvio del tapering; la BCE invece sembra orientata a progettare uno strumento alternativo al Pepp quando a marzo terminerà il programma emergenziale di sostegno.

I TIMORI DELLA BCE

Secondo quanto riportato da Bloomberg la Banca centrale europea starebbe studiando un nuovo programma di acquisto obbligazionario per prevenire eventuali turbolenze sui mercati una volta terminato il programma di emergenza Pepp da 1.850 miliardi di euro. Il nuovo piano di acquisti dovrebbe fungere da cuscinetto nel caso in cui la fine del Pepp produca contraccolpi sui titoli di Stato di Paesi più vulnerabili. Lo studio prevede anche una possibile revisione della capital key rule, ovvero la regola applicata ai programmi di quantitative easing introdotta nel 2015 per gestire in modo proporzionale gli acquisti di Titoli di Stato sulla base delle dimensioni economiche di ciascun paese.

OCCUPAZIONE USA: IL DATO A CUI GUARDANO I MERCATI

COMMODITY

I mercati stanno metabolizzando l’idea che la Fed possa effettivamente avviare il tapering. Da un lato i Regulators osservano le reazioni degli investitori dall’altro questi sfidano giorno per giorno l’effettiva convinzione a procedere della Banca centrale. In mezzo ci sono non soltanto gli squilibri tra fondamentali e valorizzazioni, ma anche gli eccessi sul mercato delle materie prime.

Il tapering costituirebbe il rimedio più immediato per costringere l’azione speculativa a ritirarsi definitivamente consentendo ai prezzi di ritornare a livelli più congrui.  Di fatto il comparto delle commodity sta già metabolizzando dalla scorsa estate l’ipotesi tapering. Il segmento dei metalli industriali ha già avviato correzioni. Come previsto a fine maggio, il rame ha corretto dai massimi 10750 sino a testare quota 8750 usd/t. In queste settimane le contrattazioni stanno consolidando un range che secondo i nostri studi sarebbe propedeutico ad un’altra gamba di ribasso ribasso. Il minerale di ferro ha perso dai massimi quasi il 50% del valore. Il nickel sta avviando anch’esso un’azione correttiva. Attendiamo segnali per l’alluminio ormai entrato in una fase di potenziale distribuzione. L’acciaio (Steel Scrap) ha corretto dai massimi circa il 16% prima di aprire una fase di consolidamento.

Al quadro correttivo, per ragioni geopolitiche, non si è unito il petrolio e soprattutto il gas. Nel report di ottobre affrontiamo la questione sotto il profilo quantitativo e qualitativo dell’attuale rally evidenziando comunque alcune peculiarità tecniche utili a riportare in un quadro decisamente speculativo e non fondamentale le spinte delle ultime due settimane. Il Natural Gas americano ed anche quello europeo dopo forte rialzo di inizio settimana, per il quale abbiamo pubblicato un post di allerta, hanno subito un altrettanta robusta correzione nelle ultime ore. L’aumento vertiginoso della volatilità costituisce uno dei segnali iniziali propedeutici ad una svolta.

FOREX

L’eur usd è sceso sino ad avvicinare quota 1,15. L’esito del rapporto odierno sull’occupazione impatterà sulle dinamiche del cambio. Qualora il tenore delle attese dovesse essere disatteso potremmo assistere ad un rimbalzo dell’auro. Tuttavia restiamo sempre della stessa idea rimbalzo o meno. Il dollaro sta beneficiando di una fase positiva dove anche il tema dell’avversione al rischio sempre più avvertita si sta facendo lentamente strada su un mercato instabile, a partire da quello azionario.  Nel report di ottobre stiamo considerando non solo il quadro di breve termine che ci accompagnerà a fine anno, bensì quello ciclico che tenderà a governare sul 2022. Il range odierno rimane inserito nella fascia 1,1635/80 -1,15 eur usd.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 40 Questa settimana avremo la possibilità di analizzare i nuovi sondaggi  PMI relativi al comparto dei servizi su scala globale dopo gli aggiornamenti del PMI manifatturiero. Venerdì uscirà anche l’attesissimo rapporto sul mercato del lavoro statunitense di settembre. Prima di ciò, si svolgeranno riunioni della banca centrale in Australia e Nuova Zelanda.

La settimana  sarà caratterizzata dalla pubblicazione di molti dati economici il principale dei quali coinciderà con la diffusione delle statistiche sull’occupazione USA (venerdì 8 ott).

Jerome Powell nel corso delle ultime uscite ha modificato la sua narrazione sul tapering, aiutato in questo dai numerosi interventi di membri del Fomc, tutti ormai concordi nel sostenere che i tempi siano maturi per avviare la riduzione degli stimoli monetari.

I mercati che sino a qualche settimana fa non ponderavano tale ipotesi, si stanno velocemente convertendo all’idea che presto la Fed inizierà a  ritirare gli stimoli monetari.

Sono giunte e si accoderanno liquidazioni di portafoglio sugli attivi a rischio, equity e commodity. Di questo abbiamo evidenziato i segnali già al primo battito d’ali delle vendite . 

In settimana ci concentreremo sugli impatti che il dato sull’occupazione potrà produrre su tutti i segmenti del mercato a partire dal forex, usd, per collegare le reazioni al dato su tutto il comparto delle materie prime. Come noto già negli Outlook (WB COMMODITY PERSPECTIVES) di fine primavera abbiamo avviato una significativa copertura sul potenziale segnale di raffreddamento del rialzo dei prezzi dei metalli non ferrosi, prima, per seguire in successione temporale il condizionamento verso tutti i metalli ed a seguire le commodity energetiche. In occasione del recente mini rally su petrolio oltre 76 usd/bar (Brent Crude Oil)  abbiamo segnalato accanto il rischio sugli obbiettivi del rialzo, l’ipotesi che tale movimento potesse rappresentare una cosiddetta bull-trap! 

Gli eventi delle ultime ore stanno confermando tale ipotesi operativa ancorché attendiamo un ritorno degli scambi sotto quota 76 usd/bar per il Brent per convalidare il reversal  ed estenderlo ad altri segmenti del comparto a partire dal Natural Gas.

Oggi prende il via l’incontro Opec per stabilire quanto greggio immettere in un mercato in cui i prezzi hanno recentemente superato gli 80 dollari al barile sulla scia dei problemi alle forniture e di un picco della domanda dopo la pandemia. L’Opec+ ha acconsentito a luglio ad aumentare la produzione di 400.000 barili al giorno ogni mese almeno fino all’aprile 2022. Quattro fonti Opec hanno detto a Reuters la scorsa settimana che i produttori stanno valutando se immettere più di quanto non preveda quell’accordo anche se nessuno si è spinto a fornire dettagli su quantitativi precisi o sulle tempistiche.

E il tema del rincaro dei prezzi dell’energia sarà al centro della discussione dei ministri delle Finanze della zona euro che si riuniranno oggi a Lussemburgo. Alla riunione — in cui si discuterà anche di piani per la ripresa Ue, dei meeting G20 e Fmi e di unione bancaria — parteciperanno anche la presidente Bce Lagarde e l’esponente del board Panetta.  Nel fine settimana il governatore di Bankitalia Visco ha ribadito che le pressioni sui prezzi dovrebbero rivelarsi temporanee aggiungendo però che il fenomeno va monitorato.
INDICE SENTIX ZONA EURO – Unico appuntamento macro di rilievo a livello europeo quello del mattino con l’indice Sentix che monitora il morale degli investitori nella zona euro. A ottobre, da attese, l’indice dovrebbe scendere a 19,0 dal 19,6 di settembre.

MARKET MOVER

MARKET MOVER MONITOR WEEK 40

E’ estremamente importante mettere in relazione il comparto delle commodity con il Forex in quanto fornisce utili elementi di valutazione analitica per la pianificazione dei rischi tendenziali e l’implementazione delle metodologia di policy per la gestione degli stessi con un atteggiamento proattivo orientato alla protezione dell’Ebitda dell’azienda.

Il nostro processo di analisi che sta a monte di tutta la programmazione di Risk Management,  integra una suite di algoritmi proprietari dove dialogano segnali di natura macro economica con analisi quant per definire il momentum di ogni singolo strumento coperto dalla nostra ricerca.

Questo processo ci consente attraverso le analisi di momentum  di integrare view di mercato con la mappatura dei rischi economici e transattivi.

FOREX Le interelazioni  che stanno maturando   tra commodity, forex ed interest rates definiscono un quadro potenzialmente positivo per il dollaro con riflessi negativi sulle commodity in particolare quelle industriali.La scorsa settimana l’eur usd è scivolato sotto quota 1,1675 avviando la pre-apertura di una finestra riflessiva per l’euro con valenze cicliche significative. In termini tecnici questa settimana il mercato si preparerà al dato sull’occupazione USA seguendo mercoledì le anticipazioni dell’ADP, venerdì il dato effettivo rilasciato dal U.S. Bureau of Labour Statistics. Il primo prevede una crescita di 430 k di nuove buste paga per i settori non agricoli, il secondo 460k.  Dati in linea o più robusti aumenterebbero sensibilmente la probabilità che la Fed annunci il tapering nel Consiglio di inizio novembre.

Sul mercato Forex abbiamo visto la scorsa settimana l’euro soffrire contro le monete scandinave, con il rublo, contro il cny, ed altre monete minori. La sterlina dopo un iniziale correzione generata dalle notizie relative alle difficoltà di fornitura in UK ha delimitato il ribasso sull’euro su quota 0,8650 dove abbiamo collocato il nostro primo livello di warning contro euro.

MARKET MOVER MONITOR WEEK

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

COMMODITY  Il rame continua a consolidare un’area di congestione che rimane sempre propedeutica alla prosecuzione del ribasso atteso e anticipato in termini di segnali nel nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES. In settimana monitoreremo il range 9250-8900 per catturare eventuali segnali di breakout e conferma del movimento atteso.

Continuano nel frattempo a subire i realizzi altri metalli industriali con le contrattazioni sul future del LME che la scorsa settimana hanno messo in evidenza ribassi di oltre 2 punti percentuali (rame, minerale di ferro, nickel); l’alluminio dopo una striscia positiva con picchi di prezzo ha segnato una significativa battuta d’aresto con un calo settimanale frazionale ma significativo (-0,69%). L’acciao ha reagito alle recenti vendite con un leggero recupero.

Nel frattempo i noli marittimi continuano a salire di prezzo. In settimana il valore del Baltic Dry Index è salito oltre il precedente picco segnato nel novembre 2009 a 4730. Ci aspettiamo ancora positività nel breve in direzione di area 5500/6000 dove pensiamo che le quotazioni possano esaurire il loro rally.

La causa dell’ulteriore coda di rialzo di molte commodity è imputabile al prezzo del petrolio. la scorsa settimana avevamo segnalato la possibile costruzione di un movimento di reversal sui prezzi del Brent. La vendite sono rimaste contenute delimitando il ribasso proprio sopra quota 76 usd/bar dove abbiamo collocato il punto di breakout per dare il via ai realizzi. Continueremo oggi ed in settimana momitorare tale valore soprattutto dopo le decisioni Opec. Discese sotto 76 usd aprirebbero una chance di ribasso per 72 e 66 usd nel breve. L’eventuale brakout di 76 usd è importante anche per poter collegare a tale segnale un ‘eventuale raffreddamento dei prezzi del Natural Gas. Purtroppo venerdì i valori hanno contenuto l’offerta sopra 5,50 usd. Ci aspettiamo ancora un ‘evlevata volatilità sugli scambi nel range 5,50-6,50 usd.

WB ANALYTICS: BRENT OIL USD BAR

WB ANALYTICS: BRENT OIL USD BAR

WB ANALYTICS: LME COPPER B/T

WB ANALYTICS: LME COPPER B/T

EQUITY & BOND  I mercati azionari continuano nel frattempo a muovere all’interno di una fascia di valori che secondo i nostri algoritmi ne qualifica il momentum in una condizione in cui le mani forti tendono a distribuire posizioni con vendite progressive. I minimi della scorsa settimana si sono infatti allineati lungo i valori che avevamo anticipato (vedi sezione Equity) Ci aspettiamo un potenziale breakout di tali valori e l’apertura di una fase correttiva piuttosto significativa. Ciò dovrebbe alleviare la tensione sui corsi dei governativi (per approfondire chiedete il nostro WB PERSPECTIVES)

MARKET MOVER MONITOR WEEK

WB ANALYTICS: EUROSTOXX 50

 

 

 

 

MARKET MOVER MONITOR

1,16. UNL’eur usd scende e verifica il nostro target 1,16 fissato nel nostro Outlook per il 2021. Lo scorso anno a novembre al Treasury & Finance Forum Day  organizzata da AITI (Associazione Italiana Tesorireri d’Impresa) abbiamo messo in evidenza come il passaggio dell’eur usd a1,20 rappresentasse un problema per la BCE e nel contempo la necessità di raffreddarne il rialzo del rapport euro dollaro.
Con la partenza del 2021 la maggioranza degli operatori prevedeva il cambio oltre 1,25 con spinte che in alcuni report puntavano a raggiungere area 1,30.
Noi abbiamo sostenuto sin dal mese di gennaio un percorso alternativo, stimando una lenta discesa per l’euro dapprima verso 1,19 e successivamente 1,17/1,16.
Il nostro Outlook considerava una progressiva divergenza della policy monetaria perseguita dalle due banche centrali. Oggi tale linea è più che un’evidenza!

Come indicato lo scorso anno al TFFD la BCE ha attivato tutti gli strumenti possibili per raffreddare l’euro. Lo stesso Pepp ha molteplici funzioni, tra cui quella di stemperare la forza della divisa nel confronto di scala con i bilanci di altre banche centrali. Non a caso mentre la Fed si appresta ad avviare il tapering, la BCE nel ricalibrare la modulazione del Pepp ne conferma durata ed ampiezza del programma.

LA POLITICA MACROECONOMICA IN UN'ECONOMIA IRREGOLARE

I BILANCI DELLE PRINCIPALI BANCHE CENTRALI

Il tapering è necessario nella misura in cui le banche centrali necessitano di raffreddare l’azione speculativa che sta tuttora trattenendo molte quotazioni su livelli non desiderati. L’iniziale annuncio ventilato a fine primavera ha contribuito a raffreddare l’andamento del rame, il quale a distanza ha influenzato quello del minerale di ferro ed a seguire il rottame d’acciaio. Con un effetto di traino iniziano ora a scendere il nickel ed altri metalli non ferrosi. Ci aspettiamo che anche l’alluminio possa esaurire la spinta speculativa che per ragioni contingenti ne ha alimentato il rialzo recente.

Tuttavia nella narrativa delle banche centrali si è fatta strada che l’inflazione possa essere meno transitoria di quanto desiderato. I prezzi dell’energia, petrolio e gas, non stanno ancora rispondendo al richiamo dei regulators. Ecco quindi la necessità di confermare il tapering e se necessario paventare due possibili rialzi dei tassi di interesse da parte della Fed il prossimo anno. La moral suasion è riuscita, al momento, a stoppare l’ultima spinta speculativa fondata, per l’occasione, su problemi di fornitura e temi geopolitici. Martedì abbiamo scritto nei nostri post della reazione del Brent Crude Oil all’ultimo rally: in apertura il mercato aveva oltrepassato quota 80 usd per chiudere in successione sotto 79 usd. Lo stesso è accaduto per il natural Gas nella giornata di ieri. Trattasi di iniziali segnali di esaurimento che necessitano di conferme, ma che rappresentano un primo punto a favore del raffreddamento della spinta speculativa.

Tutto ciò tende ad impattare su dollaro ed oro.

Il dollaro tendenzialmente si muove seguendo un percorso di correlazione negativa verso le commodity, oro compreso. La non recente debolezza dell’oro in qualche modo ha avallato la forza del dollaro ed ora tende ad avvalorare il raffreddamento del nocciolo dura del comparto delle materie prime: il petrolio.

Nelle prossime giornate dovremo verificare se i prezzi del Brent saranno in grado di ritornare sotto quota 76 usd/bar in quanto ciò spingerà il mercato a smontare le posizioni speculative e consentire alle negoziazioni di flettere verso 66 usd/bar, dove in passato si sono formati consistenti buy order. Sotto tale soglia sono presenti altrettanti ordini di protezione di quelle strategie, pertanto l’eventuale breakout produrrebbe il desiderato segnale di liquidazione della componente finanziaria/speculativa.

E’ a ciò che probabilmente mirano le banche centrali per poter riaffermare la loro tesi sulla transitorietà dell’inflazione.

Per ottenere il risultato sono probabilmente pronte anche a mettere in campo l’ipotesi di aumentare i tassi di interesse (USA) nel 2022. Il dollaro tenderà a trarre beneficio da questa linea, capitalizzando la forza delle ultime settimane. E’ una tesi questa che a nostro avviso merita di essere presa in considerazione quando si elaborano gli scenari  per il prossimo anno a partire dal budget 2022.

EUR USD 1,16 UNA VERIFICA CHE VIENE DA LONTANO

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX CYCLE

FX ENTERPRISE RISK MANAGEMENT

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT OUTLOOK REPORT

SETTEMBRE 2021


TAPERING: LIGHT OR NORMAL

Dopo Jackson Hole le banche centrali hanno intrapreso un nuovo percorso verso il ritiro degli stimoli.
Ma sarà vero tapering?

Ci sono momenti in cui si ha la sensazione che si possa ancora ritornare illusoriamente verso il normale, almeno nei mercati. Ma proprio quando gli eventi iniziano a prendere forma, scatta una fuga al futuro dove tutto appare destrutturato.

Dopo anni di stimoli monetari e distorsioni della realtà, i policy maker hanno iniziato a tracciare una via verso la normalizzazione della politica monetaria. Con graduale certezza le banche centrali, dopo aver raggiunto i target d’inflazione, sembravano orientate ad intraprendere la lunga via del ritorno.

La Federal Reserve in un gioco di specchi ha iniziato a preparare il mondo alla progressiva normalizzazione. Da un lato i banchieri federali invocano con carattere quasi d’urgenza il tapering, dall’altro il Presidente Powell ne mitiga le attese.

Poi si sono aggiunti alcuni consiglieri della BCE. I banchieri di Olanda ed Austria hanno chiesto a voce alta il ritiro degli stimoli. Tutto con gradualità, ma pur sempre nella direzione di un ritorno al normale.

Poi invece il Consiglio di settembre della BCE ha deciso di limitarsi a rimodulare il Pepp da 1850 miliardi di euro. A saldi invariati il programma per l’emergenza Covid-19 continua sino a marzo 2022.

Negli Stati Uniti invece si vincola ogni decisione agli sviluppi del mercato del lavoro, il cui saldo risulta ancora al di sotto dei massimi pre pandemia.

Molte sono le ragioni per cui la linea di policy monetaria delle banche centrali focalizzano l’attenzione dei mercati. Le apparenti sfumature rispondono ad un calibrato gioco di strategia di cui dobbiamo tenere conto per capire come evolveranno gli equilibri sui mercati, dai tassi di cambio, alle commodity sino al mercato dei bond e delle azioni.per continuare a leggere scarica il report 

 

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

WB ADVISORSMARKET MOVER MONITOR WEEK 37 13 SET 2021

MARKET MOVER MONITOR WEEK 37 – Si apre una settimana intensa di dati economici rilevanti.  Il calendario riporta i dati sull’inflazione di agosto negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Gli Stati Uniti e la Cina aggiorneranno anche le loro vendite al dettaglio e l’andamento della produzione industriale in un ambiente in cui risultano attivi su diverse aree blocchi e specifici vincoli riferibili al COVID-19. Meno seguiti ma altrettanto importanti saranno  anche i dati sull’occupazione nel Regno Unito e in Australia.

I recenti sondaggi sul sentiment delle imprese, PMI, indice ZEW in Germania, ISM negli Usa, hanno segnalato che la crescita economica globale è rallentata ad agosto. Gli indicatori della fiducia sono ritornati ai livelli di gennaio.  Pertanto i dati che saranno pubblicati in settimana aggiungeranno ulteriori ed utili informazioni sull’andamento del ciclo di ripresa dell’economia globale.

Per quanto riguarda il comparto manifatturiero avremo la rilevazione del dato sulla Produzione Industriale dagli Stati Uniti, Cina ed Eurozona, con indicazioni puntuali  su come le fabbriche stanno affrontando le problematiche sull’interruzione nella catena dell’offerta.

Il calendario offre anche una serie di dati relativi ai consumatori, le vendite al dettaglio per gli Stati Uniti e  Cina saranno analizzate per comprendere fino a che punto l’ulteriore diffusione della variante Delta del COVID-19 abbia raffreddato la spesa. I recenti sondaggi sul comparto dei servizi hanno infatti segnalato ad agosto un sensibile rallentamento su scala globale dell’attività commerciale nel settore dei servizi.

MARKIT PMI MANUFACTURING SENTIMENT

Lunedì nel pomeriggi, dopo le 17.30, pubblicheremo l’aggiornamento per il mese di settembre diWB FX RISKOO OUTLOOK

Martedì pubblicheremo il nostro report aggiornato WB COMMODITY PERSPECTIVEScon i sondaggi di agosto rilevato tra  gli operatori di settore sulla produttività e la domanda. 

MARKET MOVER MONITOR WEEK 37

WB MARKET MOVER MONITOR WEEK 37

WB ECONOMICS: ECONOMIC CALENDAR WEEK

MARKET MOVER MONITOR WEEK 37

MARKET MOVER MONITOR WEEK 37

EQUITY MARKET – La scorsa è ritornata a farsi sentire la volatilità sui mercati azionari. Al momento il dato puntuale rilevato sugli indici di volatilità Vix chiude l’ottava sotto, ma prossimo, ai livelli di warning 21/22 (daily close).

La settimana ha visto la quasi totalità degli indici correggere di 100/150 basis point, fatta eccezione per i mercati della Cina e del Giappone. Il ribasso dello Standard & Poor 500, benchmark per il mercato equity, ha intaccato i precedenti massimi fissati ad agosto. Il nostro indicatore di momentum, ADVANCE CYCLE, pur chiudendo la settimana in territorio positivo ha avvicinato l’area spartiacque sotto cui si apre fase correttiva. Il breakout di 4445 tenderà a spingere i valori in direzione dei minimi di agosto a 4350.

L’Eurostoxx 50, benchmark equity per il mercato europeo, appare orientato a ritracciare verso area 3960/55, quindi oltrepassare i minimi di agosto (4082) ed approfondire  la distribuzione attiva da maggio. Per il FTSE MIB ci aspettiamo un ritorno dei corsi in direzione di area 24800 senza escludere un eventuale verifica di 24000, dove collochiamo in termini ciclici il punto di rottura dell’intera tendenza positiva performata dallo scorso anno.

YIELD BOND MARKET – I rendimenti dei bond governativi benchmark dovrebbero quindi capitalizzare un segnale di risk aversion e riprendere la tendenza riflessiva avviata in primavera.
Il 10 Y US Treasury yield  tenderà quindi a flettere nuovamente in direzione dell’area 1% (supp 1,25) dove collochiamo il punto di verifica del movimento e soprattutto della tenuta, in termini di consensus, dell’intero ciclo espansivo dei mercati. Nel caso in cui i valori dovessero scendere oltre tale soglia dovremmo aprire una verifica di momentum breaking su tutti i segmenti di mercato a partire da quello delle commodity.

Il 10 Y German Bund è tornato a perdere momentum dopo la reazione di inizio settembre. Un consolidamento dei valori sotto area -0,3750 favorirebbe un ulteriore flessione. Il 10 Y BTP Italia ha anch’esso avviato un serio ritracciamento proprio dopo la conclusione del meeting della BCE la scorsa settimana. Nonostante la rimodulazione del piano Pepp i rendimenti sono scesi sino a collaudare quota 0,66%. Ulteriori flessioni sotto tale soglia aprirebbero la strada per un ritorno dei valori in direzione dei minimi segnati ad agosto.

FOREX MARKET – L’esito del Consiglio BCE non ha alterato i saldi dei programmi di stimolo monetario, salvo rimodulare parzialmente il volume degli acquisti. L’eur usd la scorsa settimana ha performato  all’interno del range atteso fissando la chiusura proprio a ridosso della banda inferiore assegnata al cambio 1,18 eur usd. Ci aspettiamo di osservare il comportamento del mercato sul floor per catturare eventuali segnali di breakout qualora gli scambi dovessero scendere sotto il sostegno tecnico 1,1800/1,790. In tal caso la reazione di fine agosto verrebbe archiviata a favore del dollaro.
Nel rapporto di lunedì sera WB FX RISKOO OUTLOOK  aggiorneremo lo scenario che tendenzialmente si presenterà nel periodo in cui la maggior parte delle aziende elaborano i loro budget e fissano i cambi per la valorizzazione dei listini in divisa e dell’Ebitda 2022. Nel report aggiorneremo quindi tutti i tassi di cambio coperti dalla nostra ricerca e funzionali all’elaborazione dei piani di Risk Management .

COMMODITY

La chiusura delle contrattazioni settimanali ha visto una reazione significativa dei prezzi delle principali commodity dopo una pronunciata fase riflessiva. La regione Asia-Pacifico sta affrontando nuove preoccupazioni di crescita indotte dal Covid. L’Australia continua a fare i conti con un numero giornaliero di casi prossimi a livelli record. Il New South Wales (NSW) e il Victoria, dove vive quasi la metà della popolazione australiana, sono in lockdown.

La Cina ha anche segnalato dati preoccupanti che indicano che i blocchi di Covid stanno influenzando la crescita. La scorsa settimana, il National Bureau of Statistics (NBS) ha riportato i dati PMI che hanno rivelato che il settore dei servizi è entrato in territorio di contrazione ad agosto. Anche il PMI manifatturiero è diminuito rispetto al mese precedente, ma è riuscito a rimanere al di sopra della soglia dei 50, il che indica un’espansione nel settore. I dati commerciali di agosto hanno mostrato un quadro più ottimista dell’economia cinese. Le esportazioni sono aumentate del 25,6% su base annua in termini di USD. Anche le importazioni sono state superiori alle aspettative degli analisti. Questa settimana, gli analisti guarderanno i dati sull’inflazione cinese e i nuovi prestiti in Yuan per agosto. Entrambi gli eventi possono avere un potenziale impatto sui mercati.

La Cina è un importante importatore di minerale di ferro, principalmente dall’Australia e dal Cile. È anche un grande consumatore di rame. Sebbene i dati commerciali siano di buon auspicio per il metallo rosso e il minerale di ferro, i blocchi sporadici hanno messo sotto pressione il gruppo dei metalli in generale. Le importazioni di rame sono diminuite ad agosto, secondo i dati del governo cinese. Tuttavia, le importazioni di minerale di ferro sono aumentate dopo essere diminuite per quattro mesi consecutivi (vedi grafico sotto).

Nonostante l’allentamento dell’import sul rame i valori sono saliti nelle ultime du sessioni riassorbendo i ribassi delle ultime due settimane. Per il momento classifichiamo l’azione all’interno di un quadro ancora favorevole alla correzione dei prezzi attesa, ma che necessita di un segnale più chiaro sul fronte del tapering USA. Con il report di martedì WB COMMODITY PERSPECTIVES, aggiorneremo la nostra view sul comparto dei metalli industriali e su quello dell’energia.

minerale di ferro, rame, importazioni, cina

CINA FLUSSI IMPORT RAME – MINERALE DI FERRO

I Market Mover della settimana giungono dopo l’attesissima pubblicazione delle statistiche sul lavoro USA.I dati sull’occupazione USA sono risultati ampiamente al di sotto delle attese ancorché positivi, ovvero in crescita di 235k nuovi posti di lavoro. Il Dipartimento del Lavoro ha reso noto che ad agosto il tasso di disoccupazione è passato dal 5,4%  al 5,2%, con retribuzione oraria media in aumento al 4,3% contro le previsioni del 4,0%.
I policy maker della Federal Reserve stanno osservando da vicino i numeri sul mercato del lavoro per capire quando iniziare a ridurre gli stimoli monetari. Nelle ultime settimane, i presidenti federali della Fed avevano espresso ottimismo sul quadro dell’occupazione, vincolando al progressivo assorbimento della disoccupazione la contestuale riduzione del programma di aiuti finanziari al momento pari a $120 miliardi di acquisti mensili di asset tra titoli di Stato e MBS.

Con il dato di agosto più debole la banca centrale Usa potrebbe aspettare fino al 2022 prima di ridurre la liquidità in circolazione (attesa per la riunione del 22 sett.).

Questa settimana riprendono gli incontri delle banche centrali dopo la pausa estiva. La BCE, la Banca centrale di Australia, Canada e Malesia saranno al centro dell’attenzione.
In particolare Banca centrale europea aggiornerà il suo programma di acquisto di attività. L’interesse per la riunione è ulteriormente aumentato dopo che i due esponenti di Austria ed Olanda hanno sollevato il tema della riduzione degli stimoli anche in Europa. Per cui non mancheranno al riguardo le domande in conferenza stampa. Christine Lagarde sarà chiamata ad uno sforzo dialettico ulteriore nel ribadire la posizione ancora prevalente all’interno del Consiglio, sull’opportunità di mantenere inalterato il livello degli acquisti del Pepp. In linea con la Fed, la BCE sta esaminando infatti misure di supporto straordinario con l’aspettativa che gli acquisti netti di attività nell’ambito del Pandemic Emergency Purchase Program (PEPP) possano rallentare da questo mese. In effetti, i dati che rilevano il sentiment delle aziende, il PMI flash dell’Eurozona  hanno indicato che l’economia cresce a un ritmo poco variato rispetto al massimo di 15 anni di luglio a metà del terzo trimestre, mentre le pressioni sui prezzi sono rimaste elevate secondo gli standard storici, supportando una certa riduzione di queste misure di supporto. I dati PMI della zona euro hanno indicato una delle più forti espansioni economiche degli ultimi 20 anni, ma l’inflazione ha anche raggiunto il picco massimo del decennio del 3,0%. Mentre alcuni fattori di questo slancio di crescita e della pressione sui prezzi riflette fattori temporanei dovuti alla pandemia, il nuovo quadro, come scritto, sta alimentando l’aspettativa che anche la BCE possa rivedere le sue proiezioni di crescita ed inflazione (vedi grafico) e quindi intervenire sulla propria linea di policy.

Detto questo, l’incertezza causata dalla recente ondata delta del COVID-1, potrebbe suggerire ai policy maker di confermare una posizione ancora accomodante.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 36 2021

EUROZONA ASPETTATIVE D’INFALZIONE RELATIVE AL SONDAGGIO PMI MARKIT

Oltre alla politica monetaria, i mercati guarderanno anche ai dati sentiment delle imprese. La Cina e gli Stati Uniti rilasceranno per il mese di agosto i dati sull’inflazione determinati dai prezzi input di fabbrica aumentati a causa delle continue interruzioni dell’offerta legate al COVID-19.

Anche nel Regno Unito si attendono la crescita del PIL di luglio e i numeri del commercio Le letture saranno studiate per valutare se l’economia rimane ancora inserita nel solco del recente slancio di crescita.
In Asia ritorna invece lo spettro del rallentamento della crescita nel sentiment delle aziende. La cosiddetta variante delta del Covid-19 ha spinto l’indicatore PMI manifatturiero nuovamente in una condizione di forte rallentamento se non nuovamente in recessione. I paesi minori, ma comunque importanti nella catena di forniture come Vietnam, Filippine e Tailandia, sono ritornati ad evidenziare note fortemente riflessive sul comparto manifatturiero.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 36 2021

PMI MANUFACTURING

Le multinazionali dei settori dell’elettronica e dell’auto hanno subito interruzioni della catena di approvvigionamento a causa dell’impatto del blocco prolungato e dell’escalation del COVID-19. La Malesia, un importante produttore per l’industria della componentistica elettronica, compresi i semiconduttori, dove la produzione relativa rappresenta circa il 36% del totale esportazioni di merci,  costituisce un ulteriore problema per le forniture del comparto automotive. Nissan Motors e General Motors hanno indicato che le interruzioni di fornitura di componenti auto dalla Malesia hanno avuto un impatto sulla loro produzione auto in agosto. L’escalation della pandemia sta anche creando disagi alla logistica, intensificando ulteriormente  ritardi dei tempi di consegna. In Vietnam, le severe misure di blocco a Ho Chi Minh City hanno aumentato significativamente i ritardi di spedizione dei container durante il mese di agosto al porto Cat Lai, al terminal Hiep Phuoc, il più grande porto del paese.Più di un terzo un terzo delle fabbriche tessili e di abbigliamento in Vietnam sono state temporaneamente chiuse nelle ultime settimane. Adidas, Foot Locker e Nike, tra le molte aziende globali del comparto, stanno segnalando interruzioni della catena di approvvigionamento. L’interruzione della produzione industriale vietnamita sta sta colpendo anche le catene di rifornimento dell’elettronica globale a causa della crescente importanza del Vietnam come centro di produzione di elettronica come riferito dalla Samsung Electronics. Tuttavia, l’azienda è riuscita a mitigare le interruzioni spostando la produzione in altre parti della loro catena di approvvigionamento globale di produzione. Toyota ha annunciato un calo stimato del 40% nella produzione di auto a settembre a causa dell’impatto di carenze globali di semiconduttori così come l’interruzione della catene di approvvigionamento nei centri di produzione del sud-est asiatico. Toyota ha temporaneamente fermato diverse linee di assemblaggio auto in Giappone durante luglio ed agosto a causa di interruzioni nella fornitura di ricambi auto dal Vietnam.

MARKET MOVER

FOREX

Nonostante il dato al di sotto delle attese sull’occupazione Usa,  l’eur usd non ha accelerato oltre l’area in cui le contrattazioni avevano fissato i valori prima del loro rilascio. Anzi sull’iniziale spinta emotiva il mercato ha colto l’opportunità per acquistare usd. La risposta per quanto marginale potrebbe aver disorientato l’azione speculativa di breve termine. Pertanto in settimana guarderemo al range 1,19 -1,18  in attesa di giovedì quando si riunirà la BCE.
Non pensiamo che il Board voglia prendere l’iniziativa prima della Fed sul ritiro degli stimoli. La nostra tesi ha sempre preso come riferimento un quadro di eventuali ritiri sulla base di una rotazione degli stessi, il cui segnale d’inizio dovrebbe partire dalla Riserva Federale, seguito dalla BoE e solo successivamente dalla BCE.

L’eur cad aspetterà l’esito della riunione di politica monetaria della Banca centrale canadese nel range 1,4970-1,48 con pressioni che sembrano ancora proiettate i prezzi a favore della divisa canadese.
L’eur aud potrebbe invece rallentare ulteriormente i direzione di area 1,58 con potenziali segnali di breakout.  Canberra potrebbe ritardare la prevista riduzione degli acquisti di obbligazioni a seguito delle preoccupazioni sulla variante delta.  Dieci dei 16 economisti intervistati da Bloomberg prevedono che la Reserve Bank of Australia (RBA) rinvierà il ridimensionamento del quantitative easing (QE) martedì (7 settembre). Questo nonostante il governatore Philip Lowe abbia affermato, dopo l’incontro del mese scorso, che l’impatto di una tale mossa non aiuterebbe molto l’economia e che il governo era nella posizione migliore per offrire supporto. Lo scorso mese il governatore si era espresso con forza a favore del piano di riduzione degli stimoli, sulla base delle proiezioni 2022 – tuttora positive – e che la politica fiscale risultava più appropriata per sostenere un eventuale impatto della variante delta.

WB FX RISK MANAGEMENT

WB ANALYTICS: EUR AUD

MARKET MOVER MATERIE PRIME

Il dato di venerdì (occupazione USA) era molto atteso per comprendere se l’eventuale attivazione del taper potesse raffreddare ulteriormente il prezzo delle commodity.  Nonostante il dato abbia deluso, le quotazioni delle principali commodity sono rimaste ferme ai valori della vigilia e quindi inserite in un contesto che noi reputiamo di tenore riflessivo. Il Brent pur consolidando valori sopra 72 usd/bar rimane secondo le nostre valutazioni ancora vulnerabile alle vendite. Al momento ci appare un pò lontano il punto di sostegno tecnico a 66 usd/bar, ma come abbiamo dichiarato in una recente intervista a CNBC,  pensiamo che il comparto rimanga inserito in un contesto di consolidamento propedeutico ad una nuova gamba correttiva al ribasso.

Confermiamo le stesse indicazioni per il rame. I valori stanno rispettando la tenuta di un cap tecnico in area 9475 usd/t. Nelle prossime settimane di settembre pensiamo che i valori possano flettere ulteriormente e ritornare in direzione dei minimi di agosto. 

Il Baltic Dry Index, dopo un’accelerazione al rialzo dopo un’accelerazione al rialzo, di cui avevamo dato indicazioni ad agosto ha subito un primo ribasso la scorsa settimana. E’ presto per emettere un giudizio negativo, tuttavia la breve correzione di uno dei principali indici sui noli marittimi  attiva una finestra sull’apertura di una fase propedeutica ad un esaurimento della spinta rialzista degli ultimi mesi che punta, secondo le nostre attese, a verificare i picchi del 2009 (target 4350 – actual 3950 – max 2021 4235)  Assisteremo ancora ad ulteriori rialzi quindi, ma questi dovrebbero incontrare maggiori resistenze sino a perdere forza ed esaurire il ciclo espansivo dei prezzi.

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT OUTLOOK REPORT