La scorsa settimana abbiamo riportato le stime aggiornate del FMI sulla crescita globale evidenziando il rallentamento atteso per le economie avanzate nel 2023.

L’Eurozona rallenterà la crescita quest’anno ed il prossimo, ma sarà la Germania a subire il maggior rallentamento da qui al 2023. Nonostante la debolezza dell’euro il surplus della  bilancia commerciale tedesca dopo vent’anni di crescita evidenzia un ritorno verso una potenziale condizione deficitaria. Una delle cause significative va ricercata nell’aumento del costo dell’energia.

Purtroppo lo scontro-confronto verso la Russia sta esacerbando i costi per l’importazione del gas e di conseguenza i costi dell’energia. La scorsa settimana avevamo voluto forzare la mano in n atto di fiducia sostenendo il rialzo del contratto future sul Natural Gas, Dutch TTF, potesse rintracciare il rialzo qualora le quotazioni fossero ritornate sotto area 145/135 eur mwh. Purtroppo la correzione susseguente al rialzo a 175/185 euro si è fermato attorno a quota 150 in attesa della riapertura di Nord Stream 1. La nostra fiducia si è infranta a seguito del successivo rialzo oltre 185 euro ed alla decisione di tagliare i consumi del 15% su basi volontarie.

La decisione della Commissione Europea ha messo a nudo la dipendenza dell’Unione verso le forniture russe. Il rialzo prolungato dei prezzi del gas mette fuori mercato molte produzioni.

I recenti sondaggi PMI Flash di luglio confermano una traiettoria della crescita e degli ordinativi all’industri manifatturiera in Eurozona piuttosto deludenti.

In una fase in cui i ritardi prodotti in passato nelle catene di fornitura si avviano verso la normalizzazione, gli input prices stanno rallentando, si registra una contrazione degli ordinativi, più evidente proprio tra le aziende europee, come evidenziato nel post di lunedì .

I COSTI DEL GAS STANNO PORTANDO L'EUROPA VERSO LA RECESSIONE

PMI MANUFACTURING ORDER – INPUT COST

Le pressioni sui prezzi industriali si allentano

I dati flash PMI di luglio hanno portato notizie deludenti sulle traiettorie di crescita economica la scorsa settimana. Anche i dati del Chicago PMI Indicator hanno rilevato un rallentamento oltre le attese.  I sondaggi hanno segnalato un aumento dei rischi di recessione negli Stati Uniti e in Europa, poiché la produzione nelle quattro maggiori economie sviluppate “G4” è diminuita per la prima volta dopo il blocco della pandemia all’inizio del 2020. Tuttavia, i sondaggi hanno portato notizie migliori sull’inflazione. Inoltre riportano  un a migliore performance dei tempi di consegna da parte dei fornitori.  Il tempo impiegato per le consegne alle fabbriche ha evidenziato mediamente la più bassa incidenza di ritardi nel mondo sviluppato da novembre 2020. Sebbene questa riduzione della pressione sulla catena di approvvigionamento derivi purtroppo principalmente da un calo della domanda  da parte delle aziende conseguente alla preoccupazione  per gli elevati livelli di inventario. Di converso gli intervistati riportano un allentamento delle pressioni sui prezzi. Con il calo della domanda e il miglioramento dell’offerta, il potere di determinazione dei prezzi si sta spostando dal venditore all’acquirente. Di conseguenza, i prezzi degli input industriali sono aumentati in tutto il G4 a luglio al tasso più lento degli ultimi 15 mesi.

L’euro debole sta comunque sostenendo la bilancia commerciale

La debolezza dell’euro sta comunque sostenendo l’EXPORT la cui domanda proviene soprattutto dagli Stati Uniti. E’ una buona notizia che conforta la Bilancia Commerciale i cui principali contributori sono Italia e Germania, i cui trend mensili si attestano rispettivamente a 53/55 mil di euro e 110/120 mil di euro.

La crisi energetica che si sta profilando in Europa tenderà ad indebolire l’euro, nonostante la performance più che positiva dell’export. Tuttavia la debolezza dell’euro non compensa l’incremento dei costi dei costi energetici. La BCE per raffreddare l’inflazione ha alzato i tassi dopo 11 anni in un momento in cui l’economia ha raggiunto il picco ciclico.

Lo stesso sta facendo la Federal Reserve. L’attuale livello dei Fed Funds quota 250 punti, i tassi in Eurozona 50 punti.

WB ADVISORS ESPORTAZIONI EUROZONA

WB ECONOMICS: EUROZONA ESPORTAZIONI

Tuttavia la performance dell’export non deve nascondere dissimulare l’elevato costo dell’energia che l’Europa sta affrontando.

LA SETTIMANA DOPO I RIALZI DI BCE E FED

La prima settimana di agosto riporta la pubblicazione dei dati PMI manifatturieri e dei servizi a livello mondiale.  La loro lettura fornirà una panoramica della crescita globale, dell’inflazione e delle tendenze del mercato del lavoro nelle economie chiave per il primo mese del terzo trimestre. I PMI di giugno e le loro letture flash di inizio luglio hanno accennato a un contesto economico in deterioramento, mostrando un calo dell’attività commerciale negli Stati Uniti e nell’Eurozona mentre la crisi del costo della vita con le politiche monetarie più restrittive che stanno colpendo la domanda.

Dopo l’aumento di 75 punti base della Fed, i mercati analizzeranno i dati sui salari non agricoli che aiuteranno per valutare il percorso futuro della Fed. Il mercato si aspetta un allentamento del ritmo di crescita del dato a 260.000 unità (in calo da 372.000 di giugno). Nel frattempo, il tasso di disoccupazione dovrebbe mantenersi stabile al 3,6%.

Venerdì 5 agosto oltre le statistiche sull’occupazione USA, verranno riportati i dati sulla produzione industriale per Germania, Francia e Italia nonché le vendite al dettaglio nell’Eurozona.

Il mercato sconta un potenziale rallentamento della crescita nelle tre aree a giugno. I PMI Flash relativi all’Eurozona segnalavano un ampio deterioramento della crescita a luglio. I dati sulle vendite al dettaglio relativi a luglio rappresenteranno un ulteriore elemento di valutazione del quadro con l’andamento della spesa per l’Eurozona nel suo complesso, nel caldo dell’inflazione in aumento e della crescente incertezza sui costi per l’energia.

WB MARKET MOVER MONITOR

FX – Dopo BCE e FED sarà la Banca d’Inghilterra ad aumentare i tassi spingendoli ai massimi dal 2008

La BoE si allinea alle altre banche centrali preoccupata anch’essa per il rapido aumento dell’inflazione al massimo degli ultimi quattro decenni: 9,4%. L’aumento, il più ampio dal 1995, spingerà il Board ad effettuare il sesto rialzo consecutivo aggiornando il tasso all’1,75%, il livello più alto dalla fine del 2008.

La curva future sconta potenziali rialzi di 25 bp tra settembre e febbraio del prossimo anno sino a portare i tassi di riferimento sino al 3,75%.

Tale proiezione rimane subordinata ad un temporaneo rallentamento della crescita in Inghilterra con un passaggio tecnico recessivo nel terzo trimestre. Il PIL dovrebbe contrarsi leggermente nel secondo e terzo trimestre del 2022 prima che la crescita marginale ritorni dalla fine del 2022 grazie al pacchetto di sostegno del governo alle famiglie.

La sterlina in attesa della conferenza stampa del governatore Andrew Bailey consoliderà il range ,8430 – ,8370 prima di sedere in direzione di area 0,83 per dirigere verso il nostro target di medio termine tra 0,82/,8150 eur gbp.

L’Eur usd continua a consolidare il range stimato in precedenza. Ci aspettiamo un allungo reattivo verso area 1,04-1,0450 nel brevissimo dove il mercato verificherà la tenuta del ciclo riflessivo dell’euro.

Governement Bond Yield 

I rendimenti governativi hanno violato al ribasso significativi livelli di sostegno in linea con le nostre attese. Il 10 anni US Treasury è sceso sotto quota 2,75% attivando un ulteriore gamba riflessiva in direzione di area 2,35 e successivamente 1,90%. Il 10 anni German Bund conferma di dirigere le quotazioni verso l’obbiettivo intermedio 0,50%, mentre il 10 anni BTP dopo aver abbandonato il sostegno a quota 3,20% dirige in direzione di un target intermedio a 2,60%.

I segnali rilevati sintetizzano le potenziali attese per un significativo rallentamento della crescita economica di cui sopra abbiamo tracciato i possibili segnali.

Commodity

Sono sempre i corsi delle commodity energetiche a focalizzare la nostra attenzione. Benché il rame sia rimbalzato la scorsa settimana (+6%), sono i valori del petrolio e del gas a tenere alta la tensione sul comparto.

Il Brent future ha reagito alle vendite precedenti recuperando quota 104. Ci aspettiamo un nuovo movimento riflessivo che sotto area 100/98 tenderà a spingere definitivamente i corsi in direzione del target 80 usd/bar. Il Natural Gas TTF invece continua ad essere negoziato sopra i livelli (150/140) la cui rottura  determinerebbero quantomeno una correzione apprezzabile. Rimane quindi alta la tensione in quanto i timori per nuove riduzioni di fornitura lasciano i valori vulnerabili a nuove spinte speculative.

 

Attendiamo la FED ma la scena rimane aperta sull’ultima riunione della BCE la cui partitura più che raccontare la decisione sui tassi, continua a tenere alto l’effetto sul TPI il nuovo scudo anti spread.

La FED alzerà nuovamente i tassi mercoledì, dopo la due giorni del Fomc. L’attesa rimane focalizzata su un rialzo di 75 basis point, 80% di probabilità contro il 20% per un rialzo superiore, 1%.

Mentre scorre il count down si profilano i segnali di un rallentamento della crescita su scala globale a partire dall’Eurozona, che non risparmia comunque nemmeno gli States.

Gli indicatori di sentiment segnalano nella rilevazione PMI Flash di luglio il passaggio dell’indice Composite sotto quota 50 per le due aree economiche. In Europa a trascinare al ribasso l’indice composto, 49,4, è il comparto manifatturiero 46,1; in America il Composite, 47,5 è zavorrato dal Business Services 47, rilevato ai minimi degli ultimi 26 mesi.

FED e BCE: ATTENDIAMO LA FED MA IL FOCUS RIMANE SULLA BCE

EZ PMI COMPOSITE

In Eurozona il comparto manifatturiero risulta più colpito dalla diminuzione degli ordinativi e dalle pressioni inflative generate dai prezzi dell’energia in un contesto in cui anche i servizi cominciano a segnare il passo.

FED e BCE: ATTENDIAMO LA FED MA IL FOCUS RIMANE SULLA BCE

PMI COMPOSITE EUROZONA

US PMI COMPOSITE

Le aziende hanno indicato tra le cause della perdita di momentum gli effetti della politica monetaria restrittiva e le condizioni inflative sull’offerta finale. Sul fronte dei costi di input invece rilevano un ulteriore allentamento delle pressioni. In generale i nuovi ordini non soddisfano le attese ne sul fronte del mercato interno quanto quello export.

Le rilevazioni Flash che anticipano il dato effettivo di luglio tendono a proiettare n’ombra sulla crescita nel terzo e quarto trimestre.

Del resto sono diverse settimane che registriamo una progressiva flessione delle quotazioni delle commodity industriali, a cui vanno ad aggiungersi i costi sui noli marittimi, in linea con i segnali tendenziali lanciati a marzo aprile nel nostro Blog a partire dai metalli ferrosi e non.

Il rame dopo una lunga fase di distribuzione intercorsa durante il periodo che va tra gli inizi dell’anno ed il mese di aprile, dove sono stati fissati due picchi allineati a quota 10750 (LME), ha invertito tendenza sino a crollare verticalmente in direzione del nostro target 7500 prima e 7000 usd/t ora.

Mentre il rame rappresentando una sorta di benchmark per i metalli, in particolare quelli non ferrosi, si muove con una volatilità più controllata, altri metalli hanno replicato con maggior enfasi alle pulsioni del ciclo economico. Il loro declino anticipa di fatto una contrazione del clima economico.

WB MARKET MOVER MONITORFED E BCE

Come abbiamo commentato in INSIDE CENTRAL BANK, la diretta streaming condotta da Wlademir Biasia per analizzare le decisioni della BCE la scorsa settimana, le banche centrali stanno cercando di contrastare l’inflazione raffreddando la domanda attraverso l’inasprimento della politica monetaria. Pertanto l’inversione della tendenza da rialzista a ribassista delle materie prime rientra tra i loro obbiettivi e per farlo, secondo la nostra view, hanno messo nel conto il rischio di contrarre il ciclo economico.

COMMODITY

Il ribasso sta colpendo anche gli agricoli, le soft commodity ed ora potrebbe estendersi anche al comparto dell’energia. Su questo fronte da tempo abbiamo messo in evidenza il ritorno delle quotazioni del Brent verso 100 usd/bar segnalando l’importanza tecnica del breakout di tale livello per trasmettere un più ampio e significativo segnale riflessivo in grado di spingere le quotazioni verso area 80 usd senza escludere uno showdown in direzione dei 60 usd/bar.

Su questo tema si apre la riflessione sul Natural Gas importato dalla Russia il cui benchmark, Dutch TTF future, ha per il momento delimitato il rialzo fissando un picco in area 175/185 eur mwh e che potrebbe perdere momentum prossimamente a determinate condizioni la cui sintesi potrebbe concretizzarsi  a seguito di un eventuale  ritorno dei prezzi sotto quota 135 euro.

FOREX MARKET

L’ampiezza del rialzo dei tassi deciso dalla BCE di 50 basis point, applicato oltre le attese iniziali di 25 punti, potrebbe essere messo in relazione al rialzo  di 75 punti (qualora rispettato) della FED questa settimana e mantenere di conseguenza attiva la reazione dell’euro verso area 1,0450 eur usd.  In attesa della decisione della Riserva Federale, focalizzeremo l’attenzione nel range 1,0120 – 1,0270. Ci aspettiamo tuttora un break up del livello superiore ed una progressione verso ‘obbiettivo indicato.

Si tratta di un riequilibrio delle contrattazioni che rimane inserito ancora in un contesto dove il ciclo riflessivo dell’euro nei confronti del dollaro appare ancora attivo.

La verifica di questo passaggio avrà impatti sulle strategie di Risk Management. Stiamo analizzando lo scenario che ci porterà agli inizi dell’autunno, quando apriremo, con le aziende che seguiamo con il nostro servizio di advisory, le riflessione sulle strategie di valutazione dei cambi di budget e di listino, import ed export, nonchè i conseguenti piani di controllo del rischio.

Il rialzo tassi della BCE si avvicina se ne discuterà al Forum di Sintra.

Siamo nell’ultima settimana del II° Q di questo 2022 anno di guerra.

Mentre la BCE si prepara per il rialzo tassi, il barometro della congiuntura economica sta virando velocemente verso una contrazione della crescita dovuta che parte dalla riduzione degli ordinativi su scala globale. Lo ha messo in evidenza l’ultimo rapporto PMI Flash sulle principali aree economiche. I nuovi ordinativi scendono per il secondo mese consecutivo in Europa e per il primo negli Stati Uniti. Questa settimana avremo un quadro più completo dei PMI con la diffusione dei sondaggi in Cina e per quanto ci riguarda in Italia.

Il dato cinese è atteso in quanto dovrebbe offrire un quadro congiunturale con la riapertura delle attività dopo le chiusure Omicron. In Italia invece dovremo verificare se la spinta dello scorso anno abbia lasciato il posto ad un’azione inerziale che in qualche modo precede un rallentamento della crescita.

Questi dati risultano coerenti con l’accelerazione al ribasso di molte commodity, così come avevamo anticipato alla fine dell’inverno. Tra tutti le pressioni al ribasso spiccano alcuni elementi di assoluto rilievo: il rame ed ora anche il petrolio. Abbiamo visto inoltre significative vendite su commodity agricole: grano, mais e soia a cui si aggiunge il cotone.

Da un certo punto di vista ciò restituisce policy power alla banche centrali. Benché abbiano sempre rigettato l’addebito sulla volontà di generare una recessione indotta, via monetaria, non c’è dubbio che le recenti azioni di policy hanno raffreddato il sentiment, soprattutto l’attività speculativa sui prezzi.

Nelle diverse indicazioni offerte dallo spaccato dei sondaggi PMI emerge in modo più netto un iniziale segnale di minori pressioni sui prezzi input. Ci vorrà del tempo prima che tali segnali di diffondano sull’intera catena del valore, tuttavia questo è un inizio. Potete approfondire il tema sui nostri rapporti WB COMMODITY PERSPECTIVES, dove abbiamo evidenziato per  i metalli industriali e per molte altre commodity, tra cui l’andamento dei noli marittimi, l’Outlook atteso.

Quindi i dati preliminari del PMI di giugno hanno mostrato che gli ordini di fabbrica sono diminuiti per la prima volta in due anni negli Stati Uniti, con rinnovati cali osservati anche nel Regno Unito e in Giappone. La zona euro – la più vicina alla guerra in Ucraina – ha visto gli ordini diminuire per il secondo mese consecutivo. Il quadro del deterioramento della domanda manifatturiera, insieme a una tendenza al peggioramento della crescita dei servizi, come scritto sta producendo un’immediata ricalibrazione dei prezzi di mercato.  Dovremo analizzare se questo processo avrà ripercussioni sulle decisioni delle banche centrali e nel percorso tracciato per i tassi di interesse negli Stati Uniti e in Europa.

Un ulteriore elemento per il quadro di riferimento su tale fronte giungerà con la pubblicazione dei dati sull’IPC per l’Eurozona e l’Indonesia, con l’inflazione che dovrebbe rimanere ancora sui livelli raggiunti, si spera a questo punto che la pressione possa evolvere verso una spinta inerziale.  Anche i dati sulla disoccupazione dell’Eurozona saranno oggetto di valutazione finora rilevata in costante diminuzione.

Oltre al quadro macro economico europeo avremo la possibilità di aggiornare i dati sulla congiuntura in Russia. Dalla sua invasione dell’Ucraina e dalle conseguenti severe sanzioni, le condizioni economiche sono, secondo i media,  peggiorate drasticamente. Gli ultimi dati sul PIL russo, sulla disoccupazione e sulle vendite al dettaglio descriveranno in dettaglio l’andamento effettivo dell’economia sottostante aggiornato al mese di maggio.

Per gli Usa avremo l’ultima lettura aggiornata del PIL relativo del primo trimestre.  Le due precedenti rilevazioni hanno messo in evidenza una contrazione annualizzata dell’1,4% nel primo trimestre. Le stime attuali di consensus suggeriscono un rimbalzo allo 0,8% di crescita nel secondo trimestre che eviterebbe una caduta in recessione. Il modello GDPNOW della Federal Reserve segnala invece, sulla base dei dati disponibili, una crescita pari a 0 nello stesso periodo. I recenti dati PMI segnalano inoltre che una flessione più concreta possa verificarsi nel terzo trimestre.

Il calendario economico riporterà inoltre una serie di dati che completeranno il quadro per valutare la congiuntura nel Regno Unito con maggiori dettagli e granularità nelle tendenze sugli iniziali impatti che si sono formati  nel primo trimestre dell’anno dopo l’avvio della guerra.

Infine analizzeremo i dati sulla produzione industriale di Brasile, Giappone e Corea del Sud per valutare l’impatto dei vincoli dell’offerta globale e delle pressioni sui prezzi alla luce degli effetti sul segmento delle commodity.

BCE RIALZO TASSI: FORUM DI SINTRA

Il Forum della BCE sull’attività bancaria centrale è un evento annuale organizzato dalla Banca centrale europea e si tiene a Sintra, in Portogallo.

Riunisce governatori delle banche centrali, accademici, rappresentanti dei mercati finanziari, giornalisti e altri per scambiare opinioni su questioni politiche attuali e discutere l’argomento chiave del Forum da una prospettiva a più lungo termine.

L’aumento dell’inflazione, in particolare a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia, della carenza di approvvigionamento legata alla pandemia e del rilascio di una domanda repressa, ha creato un ambiente difficile e incerto per le banche centrali di tutto il mondo. E l’invasione russa dell’Ucraina ha complicato ulteriormente le prospettive economiche, in particolare per l’Europa.

Il Forum di Sintra discuterà sulle  implicazioni di tutto ciò per l’economia dell’area dell’euro nel contesto globale, comprese le tendenze che sembrano essere state rafforzate dalla pandemia, e come potrebbero influenzare la politica monetaria in futuro.

BCE RIALZO TASSI: IL FORUM DI SINTRA NEL QUADRO MACRO

ANDAMENTO DOMANDA GLOBALE VERSO POLITICHE MONETARIE BANCHE CENTRLI

In particolare, sul tema dell’inflazione nell’area dell’euro e delle sue cause, si parlerà del ruolo delle reti di produzione internazionali e dei fattori chiave nell’andamento dei prezzi dell’energia, compresi gli sviluppi geopolitici e l’evoluzione delle strutture dell’offerta. Per quanto riguarda la definizione della politica monetaria, ci scambieremo opinioni sull’impatto delle aspettative di inflazione e dei boom immobiliari. Il  programma prevede inoltre di ritornare a discutere sul ruolo delle valute digitali emesse dalle banche centrali nell’attuale contesto globale e le caratteristiche delle un potenziale euro digitale.

Non mancherà a nostro avviso qualche riferimento al nuovo scudo, allo studio della BCE,  per evitare la frammentazione dell’Eurozona e completare l’opera del whatever it takes di Mario Draghi. Si prevede che lo scudo opererà in base al principio dei saldi invariati all’interno dei precedenti programmi di QE. La BCE vuole evitare di ricorrere ad un nuovo programma di acquisti in quanto rischierebbe di esacerbare le tensioni inflattive. Al lato pratico si venderanno titoli dei Paesi core per acquistare quelli dei periferici in difficoltà: Bund contro BTP. In altri termini il Bund fungerà da collateral al BTP, ovvero la mutualizzazione virtuale del debito europeo.

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BCE Rimangono aperti i riflettori su Francoforte, e in particolare sul nuovo strumento anti-spread allo studio in progettazione.
Se da una parte Christine Lagarde  ha promesso che la Bce “stronchera’ sul nascere” qualsiasi rischio di frammentazione che ostacolerebbe la corretta trasmissione della politica monetaria nel blocco, alcuni dei consiglieri dell’ala hawkish hanno avvertito che la banca centrale non intende distribuire pasti gratis.
Previsti in giornata interventi pubblici del vicepresidente Luis de Guindos e del consigliere Frank Elderson.

Le misure saranno annunciate nel Consiglio di luglio, come pure la conferma del primo rialzo dei tassi di interesse da molti anni a questa parte.

FED – C’è attesa per l’audizione davanti alla Commissione Bancaria del Senato del presidente della banca centrale Usa Jerome Powell sulla politica monetaria, mentre il mercato si interroga sulla portata e i tempi della stretta da parte della Fed e sull’eventualità che un approccio molto aggressivo pesi sulla crescita.
Ieri Thomas Barkin, presidente di Fed Richmond, ha detto che un rialzo dei tassi di interesse di 50 o 75 punti base al meeting di luglio è uno scenario “piuttosto ragionevole”, aggiungiamo: nulla di nuovo per i mercati. L’ultimo sondaggio Reuters vede un +75 a luglio e un +50 a settembre.

Qualora le misure monetarie dovessero raffreddare il ciclo economico, per cui le probabilità ad oggi risultano secondo il nostro modello prossime al 45% di probabilità, la seconda gamba riflessiva sui mercati azionari tenderebbe a concretizzarsi come più volta indicato nella nostra ricerca. Lo Standard & Poor 500 potrebbe a quel punto estendere le perdite sino a quota 3500, mentre la tecnologia, il Nasdaq 100 scendere nel range 10000/9500.

Tali segnali riporterebbero a nostro avviso interesse sui Treasury, già oggi settati con un inclinazione negativa della curva dei rendimenti sul tratto lungo.

Attendiamo in settimana, giovedì, la lettura dei PMI Flash di giugno per verificare il sentiment delle aziende sui loro mercati di riferimento e comprendere l’attuale tendenza congiunturale su scala globale.

Il GDPNOW della FED nel frattempo stima per il secondo trimestre una crescita prossima allo zero.

BCE: IL NUOVO WHATEVER IT TAKES

GDP NOW FEDERAL RESERVE

BOJ – Nei verbali del meeting di fine aprile, resi noti stanotte, Bank of Japan continua a porsi fuori dal coro hawkish dei principali istituti centrali, sottolineando la necessita’ di mantenere una politica di stimolo massivo all’economia ancora fragile, nonostante il declino dello yen. Alcuni membri del board hanno osservato tuttavia che un’eccessiva volatilità’ valutaria potrebbe danneggiare i piani di business delle aziende.

BTP ITALIA – Terza e ultima giornata di offerta retail oggi per il nuovo Btp Italia a 8 anni indicizzato all’inflazione. Ieri il totale degli ordini ha toccato quota 5,87 miliardi di euro, contro gli 8,79 miliardi raggiunti nelle prime due giornate di offerta in occasione dell’ultima edizione, nel maggio 2020. Via XX settembre potrebbe comunicare in mattinata la chiusura anticipata oggi dell’offerta dedicata ai risparmiatori privati. Domani dalle 10 alle 12 l’emissione sarà’ dedicata agli istituzionali, ma prima il Tesoro comunicherà la cedola definitiva, che non potrà comunque essere inferiore a 1,60%.

OLTRE LE BANCHE CENTRALI

GAS – Secondo l’associazione degli industriali tedeschi, la Germania rischia la recessione se le forniture di gas russo, già altalenanti, si interromperanno completamente. L’Italia sta pensando alla possibilità di offrire un sostegno finanziario alle aziende per rifornirsi, nel tentativo di evitare una crisi più grave in inverno. Secondo l’Agenzia Reuters, il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha detto che Roma acquisterà carbone su basi prudenziali, per essere pronta a massimizzare l’uso delle centrali elettriche a carbone se necessario, ribadendo che l’esecutivo non intende per ora dichiarare lo stato di allerta .

WB MARKET MOVER MONITOR

FOREX MARKET

I timori di recessione stanno crescendo a seguito dell’azione delle banche centrali (vedi nostro post sull’inflazione) stanno raffreddando la domanda per frenare l’inflazione. Le valute pro-cicliche rimangono deboli mentre il dollaro continua ad attrarre i flussi in acquisto. Pensiamo che tali tendenze dovrebbero rimanere strutturalmente attive fintantochè la FED continuerà a promuovere una linea di policy restrittiva. Oggi  il presidente della Jerome Powell parlerà  di politica monetaria al Senato americano.

La CNB, Banca nazionale ceca,  si riunisce oggi per fissare i tassi ufficiali. Questa sarà l’ultima riunione del consiglio sotto la sua formulazione da falco guidata dal governatore Rusnok. Il mercato aspetta aumenti dei tassi di tenore significativo, probabilmente 125 punti base e portare il tasso ufficiale al 7,00%. Ciò è in risposta al CPI che è andato ben al di sopra delle stime, il 16% su base annua a maggio.

L’euro cede parzialmente contro dollaro nel tentativo di recuperare momentum in direzione dell’area 1,06/1,0650. Questa mattina nella sessione asiatica ha consolidato un minimo sull’area di sostegno 1,0470 eur usd.

L’eur jpy ritraccia dopo i guadagni fissati con un picco sotto area 144 dove collochiamo il principale livello di resistenza. Evidentemente le parole della BoJ hanno spinto i traders verso un approccio più attento sotto il profilo tecnico, rispettando il transito della principale resistenza che si oppone all’apertura di una finestra di debolezza per lo yen.

Il rublo continua a performare positivamente sui mercati. Questa mattina ha momentaneamente violato quota 53 eur rub dove sono allineati i recenti minimi dell’euro. Al momento seguiamo quota 63 come trigger per eventuali reazioni del rapporto di cambio.

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Fed FOMC, BoE e BoJ si riuniscono in settimana

Il focus della settimana macro economica è dato dalle riunioni del FED FOMC, della Banca centrale d’Inghilterra e della Banca centrale del Giappone.

I loro board saranno chiamati a prendere nuove decisioni di politica monetaria dopo i recenti dati sull’inflazione.

Le prime due, FED e BoE dovrebbero procedere con l’aumento dei tassi, 50 bp secondo le attese per il Fed Fomc, 25 bp per la BoE.  La BoJ, nonostante la debolezza dello yen determinata dal differenziale dei tassi e dei rendimenti, non dovrebbe muovere i tassi di riferimento.

La scorsa settimana è stata caratterizzata dal rilascio di dati sull’inflazione USA, aggiornati ad un nuovo massimo 8.6% ed dall’esito della riunione della BCE.

I due eventi hanno impattato in modo significativo sui mercati. Da un lato rafforzato la linea restrittiva della Fed che vede con il dato CPI la conferma dell’atteso rialzo dei tassi di 50 bp questa settimana, sull’latro versante la BCE, pur cercando di non sorprendere i mercati non ha saputo dare convincenti spiegazioni sulla frammentazione dell’area euro.  Al riguardo alcune voci  informate riferiscono che sarebbe allo studio uno strumento per tutelare i paesi europei più fragili e arginare l’allargamento degli spread tra titoli di Stato. La proposta non soltanto è stata discussa nel consiglio Bce della settimana scorsa, ma sarebbe all’esame dei vertici europei e di molte cancellerie. Favorevoli al cosiddetto scudo anti-spread, sempre secondo il quotidiano, non soltanto i ‘periferici’ Italia, Spagna, Portogallo e Grecia ma anche la Francia. Lo strumento tecnico con cui la Bce interverrebbe è il programma ‘Omt’ e sul tema si tornerà al Cosiglio Ue di fine giugno, al successivo G7 in Germania e naturalmente al prossimo consiglio Bce di politica monetaria.

Tra i dati macro in calendario questa settimana vi sono le vendite al dettaglio negli Stati Uniti, la produzione industriale e i dati PPI. In Cina, dove verranno pubblicati i dati sulle vendite al dettaglio e sulla produzione industriale, due aree che corrono  velocità con regimi diversi.

Sebbene negli Stati Uniti possa verificarsi un certo rallentamento a causa delle pressioni sui costi, nei sondaggi PMI di maggio è stato osservato un deterioramento più lento delle condizioni rispetto alla Cina continentale la quale esce dai vincoli sanitari riportando quindi  un potenziale allentamento dei vincoli di fornitura globale.

In generale si respira un’aria difficile dove rischia di prendere il sopravvento un ulteriore rallentamento dell’attività economica in occidente.

Nel nostro ultimo INSIDE CENTRAL BANK dedicato agli effetti delle decisioni BCE, abbiamo messo in evidenza il rallentamento degli indici PMI soprattutto in Eurozona.  Voci raccolte da diverse aziende che seguiamo con il nostro servizio di Risk Management advisory, ci riferiscono che loro clienti di standing primario su scala globale continuano a mantenere un elevato profilo degli ordinativi, soprattutto sul comparto manifatturiero.

Giovedì mattina alle 9.00 ritorneremo a parlare in diretta streaming sulle decisioni e d effetti della due giorni  FED Fomc che porterà la Federal Reserve ad annunciare alle 20 di mercoledì sera la propria decisione sui tassi. Sarà importante seguire le parole di Jerome Powell in conferenza stampa. Vogliamo capire se le riflessioni del FED Fomc possano, come temiamo, esacerbare le aspettative sul rallentamento del ciclo economico. Pensiamo che nelle parole non dette della banche centrali il rallentamento del ciclo rientri in una strategia orientata a raffreddare i prezzi delle commodity industriali (energia e metalli) per mitigare gli effetti sulla catena di trasmissione ad altri comparti senza escludere gli agricoli.

WB MARKET MOVER MONITOR

E’ lungo l’elenco degli eventi che stanno governando i mercati in questa fase. In buona parte gli avevamo anticipati nei nostri report e nell’INSIDE CENTRAL BANK.   Procediamo con ordine di sintesi:

FX – EUR USD L’euro conferma la sua debolezza dopo l’atteso fallimento del tentativo di recupero oltre la soglia 1.08 eur usd. Il mercato dopo il minimo sotto 1.04 è ritornato in occasione della BCE a collaudare l’area 1.08 per verificare le condizioni cicliche sull’andamento dei corsi. La reazione del mercato successiva alla conferenza stampa di Christine Lagarde, ne ha raffreddato la reazione riportandolo nuovamente nel range che conferma lo status di debolezza della divisa europea. Nello streaming di giovedì mattina (H. 9.00), INSIDE CENTRAL BANK,  che organizziamo in collaborazione con AITI, l’Associazione Italiana dei Tesorieri d’Impresa,  analizzeremo ulteriormente le indicazioni del FED Fomc per delineare lo sviluppo del trend nella seconda parte dell’anno.  In attesa non escludiamo un breve rimbalzo verso area 1.06.

Sempre in ambito Forex ci aspettiamo un ritorno dell’eur jpy verso area 139/137,5 dove fissiamo il punto di verifica sulla tenuta dell’attuale debolezza della divisa giapponese.

Altri segnali significativi emergono sul pound che rischia di perdere quota ,8620 qualora la BoE, in un clima di veloce deterioramento delle condizioni macro, dovesse alzare i tassi questa settimana soltanto di 25 bp.

Segnali di esaurimento a breve della forza del rublo stanno nel frattempo riemergendo dopo il test dei minimi fissato in area 55 dopo la decisione della Banca centrale di ridurre i tassi del 4% la scorsa settimana.

Altri dati aggiornati sono presenti nel nostro FX Outlook.

COMMODITY  Proseguono le vendite sulle commodity industriali a partire dai metalli con l’aggiunta dell’energia. Probabilmente il Brent potrebbe aver formato un picco da cui rientrare. Ci sono possibili stop loss order sotto quota 118 usd/usd bar per il Brent. Pertanto la violazione del livello dovrebbe innescare vendite correttive che in ogni caso si traducono in un concreto segnale di inversione di tendenza soltanto sotto area 100 usd/bar.

Rimangono invece inseriti in un contesto di correzione i valori del TTF e del PUN secondo quanto delineato nei nostri WB COMMODITY PERSPECTIVES. Area Aggiorniamo in area 95 eur mwh il nuovo punto di controllo del rischio sul future del gas Dutch TTF.

BOND YIELD Ci aspettavamo che l’avversione al rischio e l’attesa per un rallentamento dei prezzi delle commodity potessero frenare il rialzo dei rendimenti.

I rendimenti del 10 Y UST stanno ritornando a testare l’area 3.30% i massimi del 2018. Ci aspettiamo un consolidamento ed una successiva correzione verso area 2,70%. L’attuale andamento prospettico dei prezzi delle commodity industriali unito a quello delle borse azionarie potrebbero convincere i mercati che siamo prossimi a varcare la soglia di un allentamento della crescita. L’indicatore GDP Now elaborato dalla Fed di Atlanta segnala per il II° Q una crescita dello 0,9%, in discesa rispetto al precedente trimestre.

Ci aspettiamo un frenata del rialzo dei rendimenti del BTP  10 nel caso in cui i valori dovessero rientrare sotto 3.80/70%. Il 10 anni Germania dovrebbe incontrare un cap a2% formando un floor a 1.60%.  Le curve USA UK ed UEM si tanno appiattendo, la prima nel tratto 3/10 è inclinata negativamente, le altre due a partire dal 15 anni assumo un inclinazione negativa. Pensiamo tuttavia che in Europa le curve siano in una fase di ridefinizione.

STOCK INDEX Non siamo sorpresi dal ribasso delle borse. Ne parliamo in varie forme dallo scorso autunno (al 26 novembre risale il nostro ALERT sui mercati)Come confermato anche nei recenti interventi pensiamo che i mercati azionari possano scendere mediamente ancora tra il 10 ed il 15%.

 

 

 

 

 

 

Market mover week L’ultima settimana di giugno concentra il flusso dei dati più significativi nella giornata di venerdì  3 giugno con la pubblicazione delle statistiche occupazionali negli Stati Uniti.  In Eurozona invece avremo diversi dati sull’inflazione aggiornata al mese di maggio (martedì) che saranno letti attentamenti dal Consiglio BCE che giovedì 9 giugno si riunirà per decidere sui tassi. Completano la lettura dei dati macro più significativi i rapporti sui PMI. Essi seguono le indicazioni relative al mese di mese di aprile, dove era stato messo evidenza il calo della produzione manifatturiera globale in un momento di stallo nella crescita dei nuovi ordinativi.

La sintesi dei PMI di maggio ha segnalato tensioni  sulla crescita economica,  particolarmente sotto pressione nelle principali economie sviluppate, a causa delle pressioni sui prezzi. Questa settimana avremo un dettaglio su scala globale  sia per il settore manifatturiero che per i settori dei servizi. Tuttavia segnaliamo che a differenza di altre aree,  l’indice S&P Global Flash dell’Eurozona PMI ha evidenziato un allentamento delle pressioni sui prezzi rispetto al picco di aprile , pur rimanendo forti rispetto agli standard storici.

Venerdì l’U.S. Bureau of Labour Statistics pubblicherà il rapporto di maggio sul mercato del lavoro. Il consensus elaborato da Refinitiv indica un aumento di 350.000 dipendenti escluso il settore agricolo, con il tasso di disoccupazione che scende al 3,5% e la crescita media del costo del lavoro che accelererà allo 0,4% su base mensile. Ciò contribuirà ancora una volta a tenere alta l’attenzione della Federal Reserve  sul tema dell’inflazione. Le condizioni del mercato del lavoro rimangono positive sul lato dell’offerta, in tensione su quello dell’aumento dei costi orari. Ciò fornirà ulteriori elementi al Consiglio per procedere con nuovi strette dei tassi.

In settimana avremo la riunione di politica monetaria della Bank of Canada. In qualche modo l BoC ha sempre anticipato le mosse della Fed. Pertanto dopo l’aumento di marzo, prevediamo un altro aumento di 50 punti base.

Il calendario economico concentra in Asia una serie di dati lagging piuttosto significativi a partire dalla lettura del GDP di India ed Australia.

In Cina invece avremo la lettura del PMI manifatturiero con un aggiornamento sulle condizioni economiche dopo i nuovi vincoli sanitari imposti dalla diffusione di Omicron.  Questi dati uniti a quelli elaborati su scala globale sulle aspettative per  produzione e nuovi ordinativi del comparto manifatturierio saranno  quindi analizzati attentamente in sovrapposizione a quelli relativi ai tempi di consegna dei fornitori per ottenere una guida completa sui fondamentali della domanda e dell’offerta per i prezzi delle materie prime. Il loro andamento  dipenderà dal grado in cui persistono i blocchi sanitari in Cina, i cui effetti hanno notevolmente contribuito a rimettere in discussione  il ritorno verso un quadro di riferimento più regolare. In generale si teme che a causa delle tensioni geopolitiche da un lato ed il riflusso della pandemia dall’altro possa raffreddare nuovamente la ripresa dei consumi, soprattutto se le pressioni inflazionistiche sul costo della vita rimarranno elevate.

Il grado in cui l’espansione globale, alimentata dalla riapertura delle economie dopo l’allentamento delle restrizioni pandemiche , può essere sostenuta dipenderà anche dalla misura in cui la domanda dei consumatori potrà continuare ad espandersi in futuro.

WB MARKET MOVER MONITOR

I mercati azionari dopo una significativa correzione al ribasso si stanno prendendo una pausa di consolidamento. Dopo 13 settimane di movimento riflessivo dai massimi (Standard & Poor 500), di cui 8 negative, la scorsa si è chiusa con una reazione piuttosto significativa.  Ciò ha portato ad una pausa delle tensioni e soprattutto dell’avversione al rischio. Sarà sufficiente per la banche centrali? tutte impegnate a controllare le dinamiche inflattive prodotte da una convergenza di squilibri  che vedono nell’aumento dei multipli e dei prezzi delle commodity una delle ragioni per cui  si trovano a combattere tensioni difficili da riportare  su un piano più bilanciato? Non escludiamo a breve un ritorno verso area 4300 dell’indice S&P 500.

Temiamo tuttavia che il lavora da svolgere non sia ancora completato.

WB MARKET MOVER MONITOR WEEK 22-22

WB ANALYTICS: S&P 500

COMMODITY

Venerdì sera il rame al CME, Chicago Mercantile Exchange, ha chiuso le sessione poco sopra quota 4,30 usd, molto vicino all’area tecnica 4.35 usd livello che delimita al momento il tentativo di ricostruire un segnale di ripresa del rialzo, dopo la formazione del picco a marzo fissato a quota 5,01. Il rame, al pari del greggio, ha forti valenze tecniche sui mercati in quanto costituisce una sintesi tra finanza ed economia reale. Il suo andamento esprime un notevole valore informativo nei nostri modelli di valutazione.

Nello specifico pensiamo che il contenimento in questa fase della reazione sotto area 4,35 possa costituire un segnale di conferma che la congiuntura correttiva non sia esaurita.

Il Brent, in linea con quanto scritto nel Market Mover Week Monitor di lunedì,  questa mattina sta collaudando anch’esso i livelli che riteniamo possano delimitare il rialzo in corso.  Eventuali ritorni sotto area 114 usd potranno ristabilire la distribuzione dei corsi propedeutica ad una nuova spinta verso area 100 usd/bar dove da tempo collochiamo il punto da violare per aprire un ciclo riflessivo dei prezzi.

COMMODITY COPPER

WB ANALYTICS: CME COPPER ST

POLITICA MONETARIA Market mover week

I segnali che cerchiamo su rame e petrolio consentirebbero alle banche centrali di fissare un punto significativo nel contrastare l’inflazione.  Per alimentare quindi tali aspettative dovranno favorire un a tenuta delle condizioni di avversione al rischio. Soltanto in questo modo potranno avere ragione sull’inflazione e dimostrare di avere ragione nel sostenere il loro Outlook che vede un graduale raffreddamento delle tensioni sui prezzi il prossimo anno.  Più i mercati si proteggono dal rischio più facilitano la loro opera, meno sono costrette a far salire i tassi d’interesse.

Su questo fronte ci avviciniamo alla riunione del 9 giugno della BCE e la settimana successiva della FED. Mentre la Federal Reserve dovrebbe confermare un ulteriore rialzo di 50 bp, la BCE appare impegnata  a riportare in positivo i tassi d’interesse entro la fine del 3° trimestre. L’inflazione di maggio, di cui avremo la lettura flash domani martedì, impatterà notevolmente nelle analisi del Board motivando in caso di lettura superiore al 7.6% l’avvio del rialzo dei tassi.

Al momento nel mercato si scontano già diverse manovre, sono previsti almeno 4 rialzi da parte delle BCE, mentre si tende ad escludere ritocchi oltre i 25 bp.

FOREX

L’euro ha reagito a queste aspettative capitalizzando una reazione positiva. In linea con le nostre attese, dopo un’iniziale fase di incertezza, il cambio eur usd ha costruito un rimbalzo importante proprio verso la nostra area di verifica del trend dominante. Ci aspettiamo in fatti che i corsi possano collaudare quota 1.0800/1,0850 la prossima settimana in occasione del meeting della BCE. Come indicato in più occasioni il ritorno su tali livelli rappresenta un importante stress test per il mercato e soprattutto per gli operatori economici. Seguiremo la reazione dei mercati alle decisioni della BCE in tempo reale, alle 16.00 dopo la conclusione della conferenza stampa di Christine Lagarde con la diretta streaming, INSIDE CENTRAL BANK in collaborazione con AITI, l’Associazione Italiana dei Tesorieri d’Impresa. 

Nella scorsa edizione, a conclusione della due giorni della Federal Reserve, avevamo proprio messo l’accento sulla reazione dell’euro a 1.0850, postuma alla discesa verso area 1,04. L’importanza della reazione è data, secondo le nostre valutazioni, dagli impatti che potrebbe determinare sulla lettura del ciclo operativo della divisa europea a medio termine. Daremo una risposta  a questo tema, che  sarà al centro di ogni nostra valutazione, proprio a seguito delle linee giuda fornite dalle due banche centrali a giugno.

WB MARKET MOVER MONITOR WEEK 22-22

WB ANALYTICS: EUR USD ST

Il mondo economico si divide tra tre fuochi di pressione: da un lato la guerra  e le ripercussioni indotte dagli effetti delle sanzioni; l’inflazione a cui si contrappongono le azioni delle banche centrali ed infine le restrizioni sanitarie in Cina che rimettono in discussione le catene di fornitura.

Sono tre fronti a cui dobbiamo rispondere con attenzione in quanto stanno erodendo il quoziente di fiducia che le aziende avevano accumulato con la ripresa post-Covid.

Nell’ultima settimana abbiamo assistito ad una serie di interventi restrittivi delle banche centrali a partire dal rialzo dei tassi di 50 bp della Federal Reserve. Inizialmente il mercato ha reagito positivamente dopo la decisione del FOMC,  sia per aver evitato di subire un aumento di 75 punti base (bps), sia per la rassicurazione del presidente della Fed Jerome Powell di non prendere in considerazione aumenti di 75 punti base nelle prossime riunioni. Detto questo, la Fed resta impegnata a frenare l’inflazione e gli ultimi dati PMI hanno suggerito che le pressioni sui prezzi nel settore privato statunitense si sono ulteriormente intensificate ad aprile. Pertanto, i rilasci di CPI e PPI di questa settimana, relativi al mese di aprile, saranno messi a fuoco dagli operatori.

I dati sull’inflazione saranno quindi al centro dell’attenzione a partire da quelli riportati dagli Stati Uniti e dalla  Cina. Avremo inoltre diversi interventi da parte di esponenti della Fed che non mancheranno di rilasciare commenti in materia.

In ogni caso la reazione positiva del mercato azionario americano si è spenta velocemente.  Gli effetti della guerra e delle relative sanzioni, come abbiamo scritto, pesano sul clima di fiducia delle imprese. Le quotazioni delle principali commodity industriali, i metalli,  hanno perso momentum. In particolare l’Alluminio è sceso pesantemente nelle ultime settimane, anche il rame ha violato significativi livelli tecnici. Altri metalli minori, quotati sui mercati a termine a Shanghai e Guangzhou in Cina sono scesi la scorsa settimana. Sul comparto delle commodity aggiorniamo in settimana l’Outlook per verificare quanto gli effetti congiunti della guerra e delle restrizioni sanitarie in Cina stiano modificando i loro trend sottostante.

Tra tutti gli elementi osservati l’unico segmento che non risente dei timori di un rallentamento della crescita è quello energetico. Il Brent oil continua a quotare sopra la linea dei 100 usd/bar, mentre il future sul Natural gas, Dutch TTF, consolida valori tra 95 e105 eur/mwh.

Il surplus della Bilancia Commerciale cinese è ampiamente sceso dai picchi dello scorso mese di marzo. Son crollate le importazioni da un anno a questa parte ma anche le esportazioni hanno subito per il sesto mese consecutivo una significativa riduzione. L’export cinese è passato dal picco di 340,40 miliardi di usd di dicembre ai 273,62 miliardi di aprile. Anche le importazioni hanno subito una significativa decelerazione: da 253,05 a 273,62 miliardi di usd.

La crescita delle esportazioni è stata una componente importante a sostegno della rapida espansione economica della Cina. Negli ultimi anni macchine e mezzi di trasporto hanno rappresentato quasi la metà delle esportazioni totali, in particolare macchine, apparecchi ed elettrodomestici elettrici (14%), apparecchi e apparecchiature per telecomunicazioni e registrazione e riproduzione del suono (12%), macchine per ufficio e macchine automatiche macchine per l’elaborazione dati (8%) e macchinari e attrezzature industriali generali e parti di macchine (5%). Altre importanti categorie di esportazione sono state: manufatti vari (23%), manufatti classificati principalmente per materiale (16%) come filati tessili, tessuti, articoli confezionati (5%), manufatti in metallo (4%) e ferro e acciaio (2%); prodotti chimici e prodotti correlati (6%); e cibo e animali vivi (3%). L’UE e gli Stati Uniti erano le principali destinazioni delle spedizioni cinesi, rappresentando oltre il 15%, seguite da Hong Kong, Giappone, Corea del Sud, Vietnam, Germania, India e Paesi Bassi (3%).

L’export dell’Italia verso la Cina è diminuito a 2,32 bil usd a marzo dal picco di 4,53 bil usd a febbraio 2022.

La principale fonte di importazioni cinesi è stata l’UE (13%), di cui Germania (5%) e Francia (2%), seguite da Corea del Sud, Taiwan, Giappone (8% ciascuna), Stati Uniti e Australia (6% ciascuna ), Brasile (4%), Malesia, Vietnam, Russia e Arabia Saudita (3% ciascuna) e Thailandia, Singapore e Indonesia (2% ciascuna).

Martedì  in Germania il Leibniz Centre for European Economic Research  riporterà le rilevazioni del sondaggio ZEW per il mese di maggio, l’indice sulle rilevazioni economiche prospettiche per l’economia tedesca. Il dato è atteso in contrazione per il secondo mese consecutivo, mentre per quanto riguarda le condizioni contingenti l’indice risulta in contrazione dallo scorso mese di ottobre.

In questo clima ci aspettiamo che la domanda rischi ulteriori rallentamenti.

Il Global PMI relativo sia al comparto manifatturiero che a quello dei servizi evidenzia in prospettiva un’erosione della domanda al punto da pregiudicare la tenuta della crescita globale nel corso del secondo semestre.

Alla base di un sentiment sempre meno positivo vi sono diversi fattori: la crisi dell’offerta (restrizioni Cina) che continua quindi a fungere da importante sostegno ai prezzi, in particolare dei beni; le sanzioni russe che continuano a fungere da supporto ai prezzi globali dell’energia.

Tuttavia, mentre l’aumento della domanda di beni ha contribuito a far aumentare i prezzi all’inizio della pandemia, questa spinta ora sta svanendo. A livello globale, secondo le rilevazioni Markit, i nuovi ordini di manufatti sono leggermente aumentati ad aprile, rappresentando comunque un quadro della domanda strutturalmente più debole. Anche escludendo la Cina, la crescita della domanda su questa misura si è notevolmente indebolita negli ultimi mesi. Pertanto, mentre il lato dell’offerta sta ancora spingendo i prezzi al rialzo, la domanda è diminuita in misura insolita in questo contesto di offerta, suggerendo che i prezzi delle merci potrebbero essere inclini a indebolirsi nei prossimi mesi.

Quanto osserviamo nelle nostre analisi sulla tendenza di diverse commodity confermerebbe tale scenario. In ogni caso, per avere un ridimensionamento più significativo dei prezzi, dobbiamo necessariamente catturare segnali di inversione di tendenza su petrolio e gas, a cascata quindi sull’energia elettrica.

In settimana osserveremo quindi sia l’andamento del future sul Gas, Dutch TTF, sia su quelli del Brent. Per il primo rimane importante il breakout di almeno area 96 eur/mwh, per il secondo quota 100 usd/bar.

WB MARKET MOVER MONITOR

FX Nel nostro streaming INSIDE CENTRAL BANK abbiamo fatto il punto sulle decisioni Fed sostenendo l’ipotesi che da area 1,05 l’eur usd potesse aprire una fase reattiva in direzione di quota 1,0850 in preparazione del meeting della BCE di giungo. Le condizioni di ipercomprato di dollari giustificano, sul piano tecnico, tale attesa. Tuttavia dovremo bilanciare tali condizioni con il rinnovato ritorno (semmai l’avesse  abbandonato) di un clima di avversione al rischio dei mercati azionari.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 19/22

WB ANALYTICS: EUR USD TREND ST

Per tale ragione sarà importante monitorare il range 1,05-1,0650 per cogliere eventuali segnali di riequilibrio del rapporto domanda/offerta e tenuta sostanziale del trend positivo della divisa americana che rimarrebbe orientato a quanto avevamo delineato in un quadro più strategico per il rapporto di cambio euro dollaro sempre durante lo streaming.

Il dollaro conferma la sua forza nei confronti del cny. Il rapporto usd cny, dopo una lunga fase di accumulazione, ha rotto gli indugi ed ha avviato una violenta fase di apprezzamento da 6,35 all’attuale 6,70/75. Ci aspettiamo una breve fase di consolidamento, ma siamo orientati a considerare un ulteriore apprezzamento del dollaro.

Di conseguenza non escludiamo di dover rivedere a breve la nostra view sul rapporto eur cny. La recente costruzione di una base tecnica tra 6,95 e 7,05 potrebbe fare da leva una copertura di posizioni corte di euro tuttora presenti sul rapporto di cambio.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 19/22

WB ANALYTICS: USD CNY TREND ST

COMMODITY L’evento tecnico che stiamo monitorando con maggior interesse si concentra sui prezzi del Gas Naturale europeo. Il TTF continua ad oscillare con un effetto elastico tra 105 e 95 euro (con brevi sconfinamenti sulle code). Come da tempo scriviamo la violazione di 95 euro  aprirebbe una fronte correttivo importante trascinando con se anche i prezzi del PUN, Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica. In questo caso il punto di breakout coincide con l’area 197 eur mwh. Su questo segmento gioca in termini critici la discussione politica ed economica dell’allargamento delle sanzioni alla Russia su  gas e petrolio.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 19/22

WB ANALYTICS FUTURE GAS DUTCH TTF CYCLE TREND

MARKET MOVER MONITOR WEEK 19/22

WB ANALYTICS GME PUN Base ENERGIA ELETTRICA

EQUITY Gli indici azionari hanno aperto la settimana in ribasso sulle piazze asiatiche con riflessi negativi anche su quelle europee. Il nostro scenario di base rimane orientato al ribasso nel breve, con ulteriori ritracciamenti verso i minimi di marzo.  Giocherà un ruolo importante lil collaudo di area 3900 per lo Standard & Poor 500. Se la domanda non sarà in grado di contenere su tale area le vendite attuali i mercati corrono il rischio di approfondire ulteriormente nel breve medio periodo.

TASSI FED -Il meeting della Federal Reserve sarà al centro degli eventi che caratterizzeranno la settimana dal punto di vista macro economico. Martedì e mercoledì prossimi si terra il Fomc a seguito del quale il mercato sconta un rialzo di 50 bp dei tassi Fed Funds.

Ma la riunione tassi Fed è attesa anche per verificare l’intenzione del Board di dare vita al Quantitative Tightening,  con l’obbiettivo di ridurre la quantità di liquidità nel sistema. I rumors segnalano un’azione restrittiva pari a 95 miliardi di dollari attraverso la riduzione di attività finanziarie che la Fed detiene nel proprio bilancio.

Dal verbale della riunione del FOMC di marzo, emerge che il Consiglio sostiene la necessità di dar vita alla riduzione  di bilancio. Dato il raddoppio delle dimensioni del bilancio dall’ultimo round di Quantitative Tightening nel 2017-19, il processo dovrebbe svolgersi ad un ritmo più robusto rispetto ad allora. I verbali indicano che “i partecipanti erano generalmente d’accordo sul fatto che i massimali mensili di circa $ 60 miliardi per i titoli del Tesoro e di circa $ 35 miliardi per gli MBS di agenzia risultino probabilmente appropriati” rispetto al picco totale di $ 50 miliardi di deflusso visto l’ultima volta.

Si tratterebbe di un limite di estinzione graduale delle attività in scadenza che potrebbe durare oltre 3 mesi a seconda delle condizioni di mercato. Prevediamo che inizi con 50 miliardi di dollari che possono defluire ogni mese prima di arrivare a 95 miliardi di dollari entro settembre.

L’inasprimento della politica monetaria USA spingerà molte banche centrali ad adeguare il loro passo a quello della FED.

La guerra in Europa ed il rinnovo dei blocchi sanitari in Cina potrebbero mitigare tali pressioni, tuttavia pensiamo che la BCE dovrebbe iniziare a preparare il terreno per  sintonizzarsi sulle lunghezze d’onda americane. Probabilmente durante l’estate.

Questo cambiamento di passo potrebbe supportare una reazione dell’euro, che in ogni caso rimane per i nostri modelli inserito in quadro tecnico negativo. Ci aspettiamo una correzione in grado di riequilibrare le dinamiche della domanda e dell’offerta, oggi in ipercomprato di dollari. L’estensione di questa reazione ci consentirà di stabilire le eventuali dimensioni dell’attuale ciclo riflessivo della divisa europea fissandone i confini del perimetro.

Per il primo semestre del 2022 avevamo fissato due obbiettivi di tendenza: il primo in area 1.08 eur usd ed il secondo in area 1.04. Con il minimo a 1.0480 raggiunto la scorsa settimana, riteniamo che il mercato abbia completato una prima fase di apprezzamento del dollaro rispetto al piano rialzo tassi Fed. Potremmo assistere ad un movimento di coda in questi giorni, tuttavia siamo confidenti sull’ipotesi che a breve si apra una reazione verso area 1.0650/.07.

Nello streaming di giovedì mattina, INSIDE CENTRAL BANK,  (H. 9.15 LINK PER ISCRIZIVERSI) , dedicato proprio all’esame TASSI FED e delle deliberazioni del Consiglio di maggio, metteremo a fuoco oltre che i contenuti del comunicato e della relativa conferenza stampa di Jerome Powell, le possibili reazioni del mercato.

Martedì si riunirà anche il Consiglio della Banca centrale australiana per decidere su un possibile aumento dei tassi di 15 pb.
Giovedì si terranno inoltre i consigli della Bank of England e della Norges Bank. La Banca centrale inglese dovrebbe anch’essa alzare i tassi, il mercato attende 25 bp, mentre la Banca norvegese dovrebbe mantenerli all’attuale livello 0.75%.

Oltre al meeting della Banca centrale americana, venerdì avremo la pubblicazione delle statistiche occupazionali negli Stati Uniti. Il tasso dovrebbe scendere al 3.5%, mentre le nuove buste paga relativi al segmento Non Farm Payrolls dovrebbero aumentare di 380k.  Si tratta di un dato inferiore alle precedenti rilevazioni ma sempre di tenore elevato.

Dopo la doccia fredda sulla rilevazione dell’US GDP I° Q 22 al -1.4%, il modello GDPNOW stima per il secondo trimestre un ritorno alla crescita prossimo all’1,9%. Gli indici PMI ed ISM sul comparto manifatturiero rimangono positivi sia nelle aspettative che nei livelli raggiunti. Martedì avremo l’aggiornamento di sull’andamento di aprile.

Questa mattina in Eurozona invece abbiamo avuto un’altra contrazione del PMI manifatturiero in Italia, passato da 55,8 a 54,5.

In Germania  il PMI passa dal 56,9 a 54,6 confermando la perdita di momentum delle due economie manifatturiere più significative in Eurozona. La Francia in controtendenza segna un aumento da 54.7 a 55,7.

Per verificare il momentum della manifattura in Germania osserveremo con attenzioni i dati PMI relativi alle imprese che esportano ed importano in quanto il saldo della Bilancia Commerciale è atteso in contrazione a seguito della riduzione dell’export ma anche dell’import.

L’Inghilterra riporterà domani il PMI: si stima un consolidamento del precedente dato a 55.3.

Diversamente dai dati PMI sul manifatturiero, quello relativi al comparto dei servizi tengono le posizioni sia in Eurozona  che in Inghilterra.

WB MARKET MOVER MONITOR

Abbiamo riportato in più occasioni l’alert sul mercato azionario. Questa mattina l’Europa conferma le nostre attese. Gli indici azionari stanno ritracciando la reazione al movimento di ribasso avviato a febbraio. Ci aspettiamo un breakout di 3700 eur per l’Eurostoxx 50 e, come avevamo già indicato, un ritorno verso i minimi di marzo.

Venerdì negli Usa tutti gli indici hanno chiuso in pesante perdita a conferma di un quadro riflessivo con i mercati che temono oltre all’azione della FED, significativi contraccolpi dal conflitto in Europa.

market mover monitor week

WB ANALYTICS: S&P 500 CYCLE CHANNEL

Nel segmento delle commodity dobbiamo prestare sempre molta attenzione all’andamento dell’energia. IL Brent Future dopo aver testato nell’ultima settimana di aprile quota 10 usd ha reagito riportando i prezzi al centro del range che stiamo monitorando: 115-100 usd/bar. Per poter cogliere un segnale di allentamento della tensione dobbiamo poter rilevare un breakout di area 100. Pure il Natural Gas continua a reagire dal nostro livello di controllo del trend. Il future sul Dutch TTF anche questa mattina dopo aver verificato quota 93 eur/mwh rimbalza. Ribadiamo che per avere un segnale di allentamento delle tensioni in grado di produrre una sensibile correzione, bisogna attendere una violazione di area 93/90 euro.

market mover monitor week

WB ANALYTICS: NATURAL GAS DUTCH TTF EUR/MWH

Nel mercato Forex il dollaro continua ad essere al centro dell’attenzione. Le monete pro-cicliche evidenziano debolezza. La divisa americana si sta rafforzando contro lo yuan cny: dopo una lunga fase di accumulazione i valori dopo aver raggiunto il nostro obbiettivo 6.60  potrebbero puntare verso 6.70/75 usd/cny.

TASSI FED: market mover monitor week

WB ANALYTICS: EUR CNY CYCLE TREND

Per tale ragione il rapporto eur cny continua a consolidare la fascia 6.85/7.10. Ci aspettiamo un prolungamento di questa fase laterale con un futuro nuovo apprezzamento del cny.

Nel rapporto eur usd abbiamo già scritto delle attese per una reazione in fase di costruzione. Sarà molto importante analizzare gli sviluppi di questo movimento per  definire con maggiori dettagli il quadro di medio termine, che per il nostro modello rimane orientato secondo le indicazioni fornite nel nostro FX OUTLOOK RISKOO.

FX RISKOO eur usd 1,04. Questa mattina durante la sessione asiatica l’eur usd è sceso sotto quota 1,05 per fissare un minimo temporaneo a 1,0480.

Il mercato sta sondando i minimi fissati in un passato ormai remoto, 2016 e 2015, quando le negoziazioni fissarono valori attorno a quota 1,0350 (dic 2016). Ieri il dollaro, fatta eccezione per il rublo ha guadagnato nei confronti di quasi tutti i rapporti di cambio. Di converso l’euro ha perso contro quasi tutte le monete.

Da un lato quindi la divisa americana conferma il suo status di forza nei mercati, dall’altro l’euro perde ogni appeal e si svaluta anche contro monete tradizionalmente deboli.

Quali sono le ragioni di un simile atteggiamento dei mercati?

Difficile stabilire una risposta univoca. Certamente il dollaro fa leva sulle prospettive di un ciclo di rialzi dei tassi che in termini tendenziali dovrebbe proiettare i Fed Funds a fine anno tra 2,50-2,75%. La valutazione emerge dall’analisi delle probabilità (oltre il 50%) scontate attraverso la lettura della curva future.  Nella riunione del Fomc della prossima settimana (3-4 maggio) il Board dovrebbe approvare un incremento di 50 bp (95% probabilità).

Sul fronte opposto il mercato sconterebbe al momento tre rialzi dei tassi di 25 bp, da parte della BCE, nel corso della seconda parte del 2022. Nel recente passato bastava che i rumors quotassero una chiamata al rialzo dei tassi in Eurozona per far salire lil cambio eur usd di almeno una figura. Oggi succede il contrario.

Evidentemente i mercati scontano anche altri scenari. La guerra in Europa rischia di creare uno shock economico qualora l’escalation sulle condizionalità sanzionatorie dovesse includere l’opzione energia.

Parliamo con le aziende nostre clienti tutti i giorni. I CFO ci raccontano di portafogli ordini in crescita. La domanda, nonostante la tensione sui prezzi, rimane robusta. Gli ordinativi dall’estero continuano a mantenere il tenore del sentiment positivo. Tutto ciò nonostante condizioni di grande difficoltà nel far quadrare la supply chain, i prezzi dell’energia e delle commodity industriali.   Finalmente dopo anni di poca visibilità, … ricordate la luce in fondo al tunnel!, il Paese aveva intrapreso un regime di crescita  virtuoso, ben al di sopra degli zero-un p.c.. L’Eurozona stessa aveva trovato una maggior diffusione del tenore di crescita.

Sembra che le quotazioni dell’euro  scontino al momento uno scenario diverso. Il mercato dei cambi è il più nervoso in assoluto. La sensibilità delle sue antenne capta ogni minimo segnale. Analizzarne i comportamenti, elaborare scenari di tendenza, pianificare strategie di mitigazione dei rischi aggiungendo un’atteggiamento proattivo e dinamico, non è alla portata di tutti i player.   

Nel nostro Outlook avevamo fissato per la prima parte del 2022 due target per il cambio euro dollaro: 1,08 ed 1,04, ad inizio anno le quotazioni oscillavano tra 1,13-1,15, erano moltei gli uffici studi che proiettavano il trend verso 1,18/1,20.

Pur avendo stimato correttamente lo scenario siamo sorpresi della velocità con cui, soprattutto nell’ultimo mese, il mercato abbia accelerato verso gli obbiettivi attesi.  Nel web streaming, INSIDE CENTRAL BANK, che abbiamo tenuto con AITI, l’Associazione Italiana dei Tesorieri,  alla conclusione della conferenza stampa, di marzo ed inizio aprile, del Governatore della BCE avevamo confermato l’Outlook e gli obbiettivi(1,08 & 1,04).

Siamo alla nona settimana di guerra, ieri il segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha incontrato Putin, oggi Zelensky. Per quanto traspare dalle notizie dai colloqui non emergono segnali positivi.
Mario Draghi starebbe preparando una visita a Kiev e sarà il 10 maggio alla Casa Bianca per parlare della situazione ucraina e sicurezza energetica. La Commissione europea lavora alla messa a punto del sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia, da varare già forse la prossima settimana.

Le forniture di gas russo risultano regolari da quanto emerge dalla lettura delle curve sullo storage che abbiamo pubblicato ieri. Ma il fatto che i prezzi del gas continuino a quotare sopra 105 eur mwh, dopo lo strappo susseguente alla rottura del contratto di fornitura con la Polonia, non ci lascia tranquilli. In un sussulto di volatilità i prezzi del future sul gas, Dutch TTF, hanno fissato un picco a 128 eur. Oltrepassare la soglia equivarrebbe ad emettere un nuovo forte segnale di tensione. Purtroppo la curva dei nostri algoritmi ritorna a salire, sia nella scansione di breve Advance Cycle che in quella di medio termine Momentum Cycle, quest’ultima in trend rialzista dall’autunno del 2020.

Pensiamo che la tenuta delle negoziazioni sul gas oltre area 105/95 continui a tenere attivo un segnale di tensione che si riverbera anche sull’euro e sulle prospettive economiche dell’Eurozona.

In un flash di ieri l’agenzia Fitch Ratings ha dichiarato che le prospettive per l’economia italiana di quest’anno sono “significativamente deteriorate” soprattutto a causa delle ricadute del conflitto ucraino. Grazie a crescita e risultati di bilancio migliori delle attese per lo scorso anno, le proiezioni di crescita riviste al ribasso non si sono tradotte in previsioni fiscali più deboli, ma la guerra ha aumentato l’incertezza sulla traiettoria a medio termine del debito.

La prossima settimana pubblichiamo l’Outlook FX RISKOO per il mese di maggio. Giovedì mattina alle ore 9.15 terremo lo streaming in diretta per commentare ed analizzare gli effetti delle decisioni del meeting della Fed che si concluderà con lo statement di Jerome Powell mercoledì sera (H. 20 CET) – [ISCRIZIONE]

In attesa segnaliamo che il mercato sta testando aree di eccesso di comprato di dollari (breve termine). Non escludiamo a partire dall’area 1,0450/30 eur usd una reazione per la quale abbiamo fissato un primo cap in area 1,0685.

FX RISK MANAGEMENT

FX RISKOO: EUR USD TREND

WB ANALYTICS: EUR USD ST

WB COMMODITY PERSPECTIVES

 

Abbiamo aggiornato il nostro report mensile con lo scenario sull’andamento delle quotazioni delle commodity industriali, energia e metalli.

Rileviamo alcuni allentamenti delle pressioni sui prezzi. Ciò non evidenzia ancora un reversal del ciclo rialzista avviato nel 2020 tuttavia abbiamo approfondito alcuni temi di interesse che potrebbero costituire la base per la definizione di un quadro interessante.

Pesano sul comparto dei materiali industriali le incertezze legate alla crisi ucraina a cui si aggiungono i rinnovati blocchi sanitari in diverse aree strategiche della Cina a cominciare dalle restrizioni al porto di Shanghai che stanno pesando sugli scambi e di conseguenza sui prezzi di molte commodity industriali a partire dai metalli.

Molte aziende, nostre clienti che sono presenti in Cina con siti produttivi, ci segnalano difficoltà crescenti in particolare a Shanghai e Shenzhen nel Guangdong, nella Cina Sud-orientale, metropoli che collega Hong Kong al resto del territorio cinese. Shanghai ha esteso un ordine restrizione in tutta la città fino al 26 aprile, rafforzando la sua stretta su un blocco che sta entrando nella sua quarta settimana.

Nel report di aprile prendiamo in esame le correlazioni tra quotazioni e condizioni macro generate dal rallentamento delle aspettative di crescita globale.

In molte regioni il sentiment delle aziende si sta deteriorando ad eccezione del nord America… (per continuare la lettura scarica il report)