Occupazione USA e i dati Pmi rappresentano i grandi market mover nel nostro Weekly Market Mover Monitor.

Nell’insieme tre sono i temi di maggior interesse questa settimana: in primo luogo i dati sull’Occupazione USA venerdì 7, in secondo luogo i dati PMI manifattura e servizi relativi al mese appena concluso di aprile su scala globale. Infine avremo una serie di consigli direttivi di banche centrali: Regno Unito, Australia, Tailandia, Norvegia, Brasile, Malesia, Turchia e Repubblica Ceca.

L’importanza delle statistiche occupazionali Usa è data dal ruolo che il dato gioca sulla conduzione della linea di policy della Federal reserve, ribadita da J Powell nell’ultima conferenza stampa. Il mandato della Fed oltre alla stabilità dei prezzi è centrato anche sull’occupazione. E’ la ragione per cui il dato di inizio mese cattura l’attenzione degli operatori. L’attesa è strumentale quindi alle decisioni assunte dal Board. Per il mese di aprile si stimano una aumento dei salari (ex agricoltura) pari a 950/980 K nuove unità rispetto a marzo. Il precedente dato era comunque di assoluto rilievo: 916 K. Il tasso di disoccupazione è atteso in difesa dal 6% al 5,7%.

In secondo piano, ma non meno importante, avremo la lettura di una gran numero di dati sui sondaggi rilasciati dalle aziende manifatturiere e dei servizi in diverse importanti aree economiche. L’indice PMI di aprile fornirà un ulteriore verifica della fiducia delle imprese sulla ripresa agli inizi del secondo trimestre. L’attesa è più che positiva in quanto ci si attende che i valori aggiornino in meglio i picchi  rilevati in precedenza. Il IIQ dovrebbe mettere in evidenza lo slancio più robusto della crescita su scala globale dopo un primo trimestre in cui in alcune aree, Eurozona, abbiamo assistito ad un rallentamento.

Il quadro complessivo sulla crescita globale

L’espansione economica globale sta spingendo la produzione al di sopra del suo massimo pre-pandemico. La ripresa dalla recessione, che ha visto il PIL reale mondiale precipitare di quasi il 10% dal quarto trimestre del 2019 al secondo trimestre del 2020, ha richiesto quattro trimestri. La robusta crescita negli Stati Uniti e nella Cina continentale ha guidato la ripresa. Dopo una contrazione del 3,5% nel 2020, il PIL reale globale dovrebbe aumentare del 5,3% nel 2021 e del 4,3% nel 2022 prima di stabilizzarsi a un ritmo di crescita del 3,1% nel 2023-25. Tuttavia, le prestazioni variano a seconda delle regioni, con Asia-Pacifico e Nord America in testa e Europa e America Latina in ritardo.

I dati sul Pmi sono anch’essi di assoluta importanza per il grado di correlazione che intrattengono con l’andamento dei mercati e soprattutto per il fatto che incidono profondamente sulle decisioni di politica monetaria.

Gli Stati Uniti hanno evidenziato negli ultimi mesi la migliore traiettoria di crescita sia nel comparto manifatturiero che in quello dei servizi. La Cina ha rallentato la spinta iniziale a causa probabilmente dell’introduzione da parte della PBoC di misure più restrittive sull’erogazione del credito. L’eurozona ha fissato una crescita per il manifatturiero, ma, come noto, hanno evidenziato una forte distonia con il settore servizi.

IIQ in attesa degli aggiornamenti dell’Outlook BCE e Fed

La progressiva limitazione dei blocchi dovrebbe riequilibrare l’andamento del consensus sulla ripresa e dare ulteriore slancio al dato Composite. Il loro andamento unito ai dati sulla crescita del IIQ rientreranno nell’aggiornamento dell’Outlook della BCE nella riunione del 10 giugno.  In un intervista che uscirà oggi il numero due della Bce  affronta il tema sulle  prospettive dei tassi della zona euro avvertendo che con l’avvicinarsi della ripresa economica il Board necessariamente procederà ad una rimozione delle misure di stimolo. In primo piano, come di consueto con il mese nuovo, l’indice Pmi sul settore manifatturiero di aprile: dopo il 59,8 di marzo, record degli ultimi 21 anni, la mediana delle attese raccolte da Reuters vede ancor più rosa, con un miglioramento a 61 punti. Complice il progressivo allentamento delle restrizioni anti-Covid, l’indagine Istat sul clima delle aziende del comparto manifatturiero pubblicata martedì scorso ha messo a segno il massimo da settembre 2018.

…L’Eurozona

In Europa, i PMI del Regno Unito e dell’Eurozona sono pubblicati in contemporanea con la riunione del Comitato di politica monetaria della Banca d’Inghilterra. La Banca ha aggiornato le sue previsioni di crescita il mese scorso incoraggiata dai recenti numeri di PMI flash che si avvicinano ai massimi storici. Ciò nonostante non prevediamo alcun cambiamento nella politica poiché il Board ha sottolineato che non ha fretta di rimuovere gli stimoli fintanto ché la crescita economica rimane al di sotto del suo picco pre-pandemico.

… l’Asia

Nell’Asia-Pacifico, la Reserve Bank of Australia dovrebbe confermare la propria linea impegnata a sostenere la crescita dell’occupazione e l’inflazione nonostante i recenti forti dati economici. Anche dagli incontri di politica monetaria in Tailandia e Malesia non sono attesi cambiamenti. Nel frattempo, i Caixin PMI forniranno un aggiornamento sulla ripresa economica della Cina, così come i dati sugli scambi di aprile, per i quali si prevede una lettura con dati in forte ripresa rispetto la dato molto basso dello stesso periodo dello scorso anno. Infine i dati sul PIL del primo trimestre che saranno pubblicati per Hong Kong SAR e Indonesia, dovrebbero evidenziare una crescita trimestrale annualizzata rispettivamente al 2,1% e all’1,0%.

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

Anche lo scorso venerdì, come ogni fine settimana, la volatilità ha impattato significativamente sul mercato Forex.  L’euro dopo una settimana sotto pressione con valori scambiati marginalmente al di sopra dell’area 1,2110/20 sono rientrati con un’accelerazione proprio verso la chiusura della piazza americana.

Il ritorno dei valori sotto 1,2090/60 ha riportato il cambio nuovamente all’interno dell’area riflessiva che da inizio anno stiamo monitorando nell’ambito del nostro FX Riskoo Monitor. In settimana ci concentreremo sul primo dei due livelli di controllo che abbiamo fissato per collaudare l’accreditamento dei target fissati a medio termine sul nostro FX Outlook 2021. In settimana pubblichiamo l’aggiornamento al nostro report FX RISKOO IIQ riportando l’analisi dei vari indicatori macro economici in rapporto al quadro tecnico dei vari rapporti di cambio. Verificheremo inoltre se al di là di una temporanea reazione la coppia eur usd possa scivolare sotto 1,1980 dove collochiamo il primo dei due livelli di controllo inseriti nella view di medio termine.

OCCUPAZIONE USA E PMI NEI MARKET MOVER DELLA SETTIMANA

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

Come anticipato nel WEEKLY MARKET MOVER MONITOR il calendario della settimana prevede, giovedì 7, lo svolgimento del meeting della Bank of England.  Non sono attese mosse che modifichino il quadro monetario. La terlina dopo un profondo recupero nei confronti dell’euro da area 0,94 ai minimi di marzo fissati a 0,8470 eur gbp, dove avevamo fissato il secondo target riflessivo per l’anno in corso (vedi grafico linea orizzontale arancione) . L’attuale recupero rientra a nostro avviso nell’ambito di una reazione che dovrebbe rimanere di natura temporanea. Pensiamo che un nuovo segnale che contribuisca a riportare la domanda sul pound possa emergere con il breakout di area ,8670.

OCCUPAZIONE USA E PMI NEI MARKET MOVER DELLA SETTIMANA

WB ANALYTICS: EUR GBP LT

 

TAPERING: la Fed è sempre meno dovish.  In conferenza stampa ieri sera il Governatore riconosce i miglioramenti dell’economia americana ma ammette che  “Non è ancora tempo” di avviare la discussione su cambiamenti di politica monetaria. Così ha detto  ha detto ieri il presidente Jerome Powell al termine della due giorni del Fomc, che ha lasciato invariati tassi di interesse e programmi di acquisto titoli in linea con le attese. Tuttavia dalla conferenza stampa sono emersi comunque alcune sfumature che preludono ad un cambiamento di passo del Federal Reserve System a cominciare dall’avvio del tapering nei prossimi mesi.

Una valutazione più ottimista sulle prospettive suggerisce quindi che la Fed potrebbe muovere  i primi passi verso la riduzione degli acquisti di attività del QE. Riteniamo che questo sarà annunciato prima della fine dell’anno e sospettiamo che i tassi di interesse aumenteranno molto prima di quanto suggeriscano le attuali linee guida del Board per il 2024.

IL COMUNICATO DELLA FED

Secondo il comunicato rilasciato dopo il Consiglio, la Federal Reserve ha lasciato la politica monetaria invariata con l’intervallo di tassi sui Fed Funds ancora 0-0,25% e gli acquisti mensili di attività QE mantenuti a $ 120 miliardi suddivisi $ 80 miliardi su titoli del Tesoro e $ 40 miliardi su MBS.

Tuttavia, ci sono alcune importanti modifiche alla dichiarazione e anche al messaggio nella successiva conferenza stampa del presidente della Fed Jerome Powell. A noi, suggeriscono un crescente ottimismo all’interno del FOMC, che potenzialmente getta le prime basi per una riduzione del loro programma di QE prima della fine dell’anno.

Nella comunicazione sono scomparse le frasi secondo cui la pandemia “pone rischi considerevoli”. I rischi ovviamente “rimangono” e la ripresa è “irregolare e tutt’altro che completa”, ma questo è un cambiamento notevole rispetto nel linguaggio della Fed. Powell suggerisce che il programma di vaccinazione di successo e il sostegno fiscale aggiuntivo sono fattori chiave alla base della loro valutazione aggiornata.

I mercati azionari hanno reagito in modo piuttosto neutro alle parole della Fed, i rendimenti sul 10 anni Treasury sono risaliti a 1,63, mentre l’euro usd ha sfiorato 1,2150 senza convincere troppo.

UN ICREMENTO ROBUSTO DEL GDP AUMENETREBBE LE ASPETTATIVE PER L’AVVIO DEL TAPERING

Pensiamo d’ora in avanti i dati economici a partire dal GDP oggi, a quelli su inflazione e soprattutto disoccupazione saranno seguiti dai mercati per collegare il potenziale cambiamento di bias della Fed all’evoluzione dei fondamentali.

È probabile che il rapporto sul PIL del primo trimestre, in pubblicazione nel pomeriggio, mostri un altro fantastico dato di crescita: il consenso è del 6,8% mentre non escludiamo una crescita annualizzata del 7,4%, guidata dalla spesa dei consumatori alimentata dagli stimoli. Ciò sta portando a maggiori opportunità di lavoro con il rapporto sull’occupazione di aprile, che sarà pubblicato venerdì della prossima settimana,  atteso sempre più esplosivo. Non è da escludere infatti che i nuovi occupati ex-agricoltura possano toccare la soglia di un milione di persone in più rispetto a marzo. Ci aspettiamo che questo slancio positivo continui per tutta l’estate. Questo dato unito all’aumento dei sussidi di disoccupazione espone le aziende ad una sorta di concorrenza costringendole ad offrire pacchetti salariali più interessanti per attirare nuovo personale. Questo implica maggiori costi per le stesse e potenzialmente anche più inflazione.

INFLAZIONE ANCORA IN CRESCITA

È probabile che l’inflazione possa spingere ulteriormente nel futuro prossimo raggiungendo il 4% tra aprile e maggio. La prima risposta che il Fomc potrebbe dare a questo scenario è proprio l’avvio del tapering.

Completato il il calendario delle riunioni di politica monetaria delle principali banche centrali, possiamo fissare alcuni punti di sintesi. L a Fed e le banche polarizzate sul economia anglosassone assumeranno via via sempre più un atteggiamento hawkish (falco -restrittivo), iniziando dal tapering. La scorsa settimana la Banca Centrale del Canada ha dato il via ad un ulteriore riduzione degli acquisti di bond. La BoJ continua rimanere saldamente accomodante mentre  la PBoC da tempo ha avviato una linea più restrittiva del nella concessione del credito. In Europa la BCE deve fronteggiare un Consiglio notoriamente spaccato tra rigoristi ed accomodanti. Per il momento il tono rimane più sensibili ai rischi ancora presenti sul fronte pandemico.

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

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Le reazioni iniziali alla decisioni della Fed hanno raffreddato per il momento la corsa al recupero dell’euro sul dollaro. I valori sono saliti oltre la soglia tecnica 1,2110 ma non hanno, almeno per il momento accelerato oltre. Mentre scriviamo, il mercato ha congelato le azioni di trading in attesa di verificare se lo slancio del rialzo maturato nelle tre precedenti settimane sia destinato a perdere momentum o meno. Il passaggio nuovamente in area 1,2110 appare cruciale quindi.

L’impostazione che sta assumendo la Fed lascerebbe presagire ad un ritorno dei forza del dollaro, soprattutto nel caso in cui prendesse maggior consistenza l’attesa per l’avvio del tapering. I fondamentali appaiono nettamente migliori rispetto a quelli europei, benché ci si aspetti che nel terzo trimestre anche l’Eurozona possa irrobustire la crescita.  E’ proprio la dicotomia tra la visione dei fondamentali ed il rafforzamento dell’euro che appare fuori scala in questo momento. E’ la ragione per cui di fronte ad un importante segnale tecnico (possibile break up di 1,21) e la presenza di un quadro macro che vede ormai possibile un inversione della linea di policy della Fed che mette a disagio gli operatori.

Non sarebbe la prima volta che un segnale di natura tecnica possa essere smentito. Per tale ragione suggeriamo di verificare assieme a noi in questi due giorni il comportamento dei prezzi. Un ritorno del cambio eur usd sotto la soglia 1,21/1,2090 potrebbe preludere ad una ripresa degli acquisti di dollari. La lettura nel pomeriggio del dato sul GDP USA del I°Q potrebbe dare maggior conforto e chiarezza alla lettura complessiva dello scenario.

Sotto il profilo della gestione proattiva del rischio di cambio – Enterprise Risk Management – l’attuale passaggio in area 1,21 implica una particolare attenzione sulla programmazione delle coperture export soprattutto nel caso in cui il mercato, diversamente dalle nostre attese dovesse consolidare sopra tale valore.

TAPERING: LA FEDERAL RESERVE E' SEMPRE MENO DOVISH

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

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BCE DECISION RATES  – Nella riunione odierna, il Consiglio direttivo ha deciso di riconfermare il proprio orientamento molto accomodante di politica monetaria:

Il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali ei tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, 0,25% e -0,50%. Il Consiglio direttivo si aspetta che i tassi di interesse chiave della BCE rimangano ai livelli attuali o inferiori fino a quando non avrà visto le prospettive di inflazione convergere in modo robusto a un livello sufficientemente vicino, ma inferiore, al 2% entro il suo orizzonte di proiezione, e tale convergenza è stata costantemente riflessa nelle dinamiche inflazionistiche sottostanti.

Il Consiglio direttivo continuerà a effettuare acquisti di attività nette nell’ambito del programma di acquisto di emergenza pandemica (PEPP) con una dotazione totale di 1.850 miliardi di euro almeno fino alla fine di marzo 2022 e, in ogni caso, fino a quando non giudicherà che la fase di crisi del coronavirus sia al di sopra di. Poiché le informazioni in arrivo hanno confermato la valutazione congiunta delle condizioni di finanziamento e delle prospettive di inflazione effettuata alla riunione di politica monetaria di marzo, il Consiglio direttivo prevede che gli acquisti nell’ambito del PEPP nel trimestre in corso continueranno a essere effettuati a un ritmo significativamente più elevato rispetto al primo mesi dell’anno.

La bce rimane accomodante e conferma acquisto titoli programma PEPP

Il Consiglio direttivo acquisterà in modo flessibile in base alle condizioni di mercato e al fine di prevenire un inasprimento delle condizioni di finanziamento che non è coerente con il contrasto dell’impatto al ribasso della pandemia sul percorso previsto dell’inflazione. Inoltre, la flessibilità degli acquisti nel tempo, tra classi di attività e giurisdizioni continuerà a supportare la trasmissione regolare della politica monetaria. Se è possibile mantenere condizioni di finanziamento favorevoli con flussi di acquisto di attività che non esauriscono la dotazione nell’orizzonte di acquisto netto del PEPP, la dotazione non deve essere utilizzata completamente. Allo stesso modo, la dotazione può essere ricalibrata se necessario per mantenere condizioni di finanziamento favorevoli per aiutare a contrastare lo shock pandemico negativo sul percorso dell’inflazione.

Il Consiglio direttivo continuerà a reinvestire i pagamenti principali dei titoli in scadenza acquistati nell’ambito del PEPP almeno fino alla fine del 2023. In ogni caso, il futuro roll-off del portafoglio PEPP sarà gestito per evitare interferenze con l’appropriato orientamento di politica monetaria .

Gli acquisti netti nell’ambito del programma di acquisto di attività (APP) continueranno a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro. Il Consiglio direttivo continua ad aspettarsi che gli acquisti mensili di attività nette nell’ambito dell’APP durino per tutto il tempo necessario a rafforzare l’impatto accomodante dei suoi tassi ufficiali e terminino poco prima che inizi ad aumentare i tassi di interesse chiave della BCE.

… Per il Consiglio Direttivo i rischi  esprimono ancora criticità al ribasso anche se i dati economici stanno progressivamente migliorando

Sebbene la ripresa della domanda globale e il considerevole stimolo fiscale sostengano l’attività globale e dell’area dell’euro, le prospettive economiche a breve termine rimangono offuscate dall’incertezza sulla recrudescenza della pandemia e sull’introduzione delle campagne di vaccinazione. I tassi costantemente elevati di infezione da coronavirus (COVID-19) e l’estensione e il rafforzamento associati delle misure di contenimento continuano a limitare l’attività economica a breve termine. In prospettiva, i progressi nelle campagne di vaccinazione e il previsto graduale allentamento delle misure di contenimento sostengono l’aspettativa di una ferma ripresa dell’attività economica nel corso del 2021. L’inflazione è aumentata negli ultimi mesi a causa di alcuni fattori idiosincratici e temporanei e di un aumento inflazione dei prezzi energetici. Allo stesso tempo, il PIL reale dell’area dell’euro è diminuito dello 0,7% nel quarto trimestre del 2020, attestandosi al 4,9% al di sotto del livello pre-pandemia dell’anno precedente. I dati economici in entrata, le indagini e gli indicatori ad alta frequenza suggeriscono che l’attività economica potrebbe essersi nuovamente contratta nel primo trimestre di quest’anno, ma indicano una ripresa della crescita nel secondo trimestre.

Il Consiglio conferma i piani di stimolo

Il mantenimento di condizioni di finanziamento favorevoli durante il periodo della pandemia resta essenziale per ridurre l’incertezza e rafforzare la fiducia, sostenendo in tal modo l’attività economica e salvaguardando la stabilità dei prezzi a medio termine. Le condizioni di finanziamento dell’area dell’euro sono rimaste sostanzialmente stabili di recente dopo l’aumento dei tassi di interesse di mercato all’inizio dell’anno, ma permangono rischi per condizioni di finanziamento più ampie. In questo contesto, il Consiglio direttivo ha deciso di riconfermare il proprio orientamento molto accomodante di politica monetaria.

Manterremo invariati i tassi di interesse chiave della BCE. Ci aspettiamo che rimangano ai loro livelli attuali o inferiori fino a quando non avremo visto le prospettive di inflazione convergere in modo robusto a un livello sufficientemente vicino, ma inferiore, al 2 per cento nel nostro orizzonte di proiezione, e tale convergenza si è costantemente riflessa nelle dinamiche inflazionistiche sottostanti.

 

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

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Le reazioni del mercato alla conferenza stampa

BCE DECISION RATES

14.30 –  Le reazione dell’eur usd sono rimaste contenute ed inizialmente schiacciate sulla parte alta del range infraday 1,2060 con iniziali realizzi sull’euro. Un ridimensionamento del cambio scatta tuttavia soltanto sotto area 1,20. La BCE continuerà a guardare le implicazioni dei tassi di cambio per prevenire eventuali ripercussioni negative sull’inflazione. Ciò significa ancora una volta che il test di area 1,20 spinge la BCE a far sentire la propria voce al mercato in merito alla sua attenta vigilanza sull’andamento del cambio dell’euro. Come ribadiamo nello streaming ci aspettiamo che il cambio a seguito del breakout di 1,20 possa ritracciare il precedente rialzo ritornando verso i minimi di marzo inizio aprile.

BCE DECISION RATES

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

La Bank of Canada mantiene i tassi allo 0,25%, aumenta le prospettive economiche del paese.

Bank of Canada ha anticipato ieri il meeting di oggi della BCE rilasciando un secondo annuncio che apre la strada ad un  tapering del QE nonché la prospettiva per  un aumento dei tassi nel 2022. Ciò significa che nel momento in cui il tasso di diffusione della pandemia risulterà circoscritto la Banca potrebbe procedere ad un inversione definitiva dell’attuale linea di policy avviando un ulteriore piano di tapering nella seconda parte dell’anno. In ogni caso da lunedì saranno ridotti gli acquisti di bond nell’ambito del programma QE.  Il comunicato stampa rilasciato dopo il Consiglio contiene una nota ottimista. Si riporta un miglioramento delle prospettive di crescita nel primo trimestre con una valutazione che supera le precedenti stime. Secondo l’analisi della BoC, il Paese è sulla buona strada per riprendersi completamente dall’impatto economico della pandemia entro la fine dell’anno. L’aumento della domanda e dei prezzi di materie prime risulta positivo sia per le esportazioni che per gli investimenti. La previsione di crescita del PIL  è stata aggiornata al 6,5% nel 2021, seguita al 3,75% nel 2022 ed al 3,25% nel 2023.

I dati sull’inflazione attuali tendono ad essere più robusti più forti del previsto ed orientati a superare il prossimo anno il  2%.

Questa linea potrebbe in qualche modo aprire e preparare la strada alla Fed per un potenziale cambio di passo in un futuro prossimo.

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

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La decisione sui tassi della Bank of Canada ha riportato il loonie a riprende il percorso di apprezzamento nei confronti dell’euro. Ci aspettiamo che il cambio a breve possa ritornare sui recenti minimi fissati a 1,47, confermando inoltre la nostra view regressiva sempre orientata a verificare nei prossimi mesi area 1,42 eur cad. Il dollaro canadese guadagna terreno anche sul dollaro americano riportando i valori verso i minimi di periodo dove si colloca il nostro target per la prima parte del 2021: 1,25.

 

BANK OF CANADA DECISIONE TASSI

WB ANALYTICS: EUR CAD BT

 

 

 

La BCE ha anticipato i possibili contenuti che esaminerà nel Consiglio di domani confermando che la  situazione economica a breve termine continua ad essere dominata da un’elevata incertezza in mezzo alla corsa  tra l’avvio delle campagne di vaccinazione e la diffusione del virus. La contrazione nel quarto trimestre del 2020 è stata più mite del previsto, riflettendo la forte ripresa globale nell’ultima parte dello scorso anno, un certo successo nel contenere gli effetti pandemici e di apprendimento nel mantenere l’attività economica in presenza di blocchi. Il settore manifatturiero ha tenuto particolarmente bene, sostenuto dalla domanda estera, come indicato dal forte valore dell’indice dei responsabili degli acquisti flash di marzo per il settore manifatturiero, come del resto abbiamo mappato nelle precedenti settimane.  Secondo Philippe Lane, capo economista della Banca,  nel settore dei servizi più colpito, il danno da blocco è stato di gran lunga inferiore rispetto alla prima ondata della scorsa primavera.

Tuttavia, il livello ancora elevato di infezioni, i rischi posti dalle mutazioni del virus e il prolungamento associato delle misure di contenimento continuano a pesare sull’attività economica dell’area dell’euro, soprattutto nei servizi, con il PIL che probabilmente si sarà nuovamente contratto nel primo trimestre di quest’anno . L’ulteriore estensione delle misure di blocco lascerà un’impronta sull’attività nel secondo trimestre, anche se si prevede che le campagne di vaccinazione guadagneranno terreno nelle prossime settimane.

La posizione della BCE e della Fed

Le proiezioni del personale della BCE di marzo prevedono che la ripresa economica acquisirà slancio nella seconda metà dell’anno con il miglioramento della situazione medica e l’allentamento delle restrizioni economiche, con una crescita della produzione del 4,0 per cento nel 2021, del 4,1 per cento nel 2022 e del 2,1 per cento. cent nel 2023. Tener conto dell’impatto dell’American Rescue Plan dell’amministrazione statunitense sotto la presidenza di Joe Biden, recentemente adottato, darebbe all’attività dell’area dell’euro un significativo incremento cumulativo dello 0,3% del PIL nell’orizzonte di proiezione. Tuttavia, l’aspettativa nella linea di base che il PIL raggiungerà il livello pre-pandemia solo nel secondo trimestre del 2022 testimonia l’enorme costo accumulato della pandemia.

La grande incertezza associata agli effetti dello shock pandemico è colta dagli scenari alternativi lievi e gravi sviluppati dal personale della BCE. Nello scenario mite, il livello di attività pre-pandemia viene raggiunto già nel terzo trimestre di quest’anno; nello scenario grave, il ripristino è posticipato alla fine del 2023. Ovviamente, il livello di produzione del 2019 serve solo come un comodo parametro di riferimento: un calcolo completo del costo di produzione aggregato della pandemia dovrebbe tenere conto del percorso di crescita previsto pre-pandemia su 2020-2022.

INFLAZIONE E TASSI UN PROBLEMA PER LA BCE?

Dinamica dell’inflazione e tassi attesi

Data la natura improvvisa dell’inizio della pandemia, ma in definitiva la sua natura temporanea, non dovrebbe sorprendere vedere anche una notevole volatilità dell’inflazione. Nel corso del 2020 si sono verificati cali sostanziali del tasso di inflazione (scendendo in territorio negativo negli ultimi mesi), ma dovrebbero ampiamente invertire nel corso di quest’anno. Guardando attraverso queste fluttuazioni, il tasso di inflazione medio nel 2020 e nel 2021 dovrebbe essere dello 0,9%, che è abbastanza vicino al livello del 2019.

Secondo le analisi della BCE, la volatilità dell’inflazione nel 2020 e nel 2021 può essere attribuita a una serie di fattori temporanei che non dovrebbero influenzare le dinamiche dell’inflazione a medio termine.

In primo luogo la pandemia è stata associata ad un ciclo significativo dei prezzi del petrolio, che sono scesi da circa 70 dollari all’inizio del 2020 a meno di 20 dollari alla fine di aprile 2020 e successivamente si sono ripresi intorno ai livelli di gennaio 2020; in termini di euro, la variazione è stata leggermente meno pronunciata a causa dell’apprezzamento del 6 per cento dell’euro rispetto al dollaro USA in questo periodo. In base alle attuali ipotesi sui prezzi del petrolio incorporate nelle proiezioni degli analisti della BCE, questo profilo genererà effetti di base significativi sull’inflazione dei prezzi dell’energia nel 2021.

In estrema sintesi domani in conferenza stampa il presidente, Christine Lagarde, potrebbe affermare che il Consiglio prevede soltanto un temporaneo aumento dei fattori che determinano l’inflazione.

Anche il governatore della Fed, Jerome Powell, in una lettera al senatore repubblicano Usa, Rick Scott,  ha detto che l’economia statunitense vedrà un’inflazione “un po’ più alta” temporaneamente quest’anno quando la ripresa si rafforzerà e le limitazioni alle forniture faranno aumentare i prezzi in alcuni settori. Powell ha aggiunto che la Fed è impegnata a limitare qualsiasi ‘overshoot’: “non cerchiamo un’inflazione che superi sostanzialmente il 2%, né un’inflazione superiore al 2% per un periodo prolungato”. Scott aveva scritto a Powell a fine marzo esprimendo preoccupazioni per l’aumento dell’inflazione e per il programma di acquisto di obbligazioni della banca centrale Usa.

Appare evidente che le banche centrali in questa fase cercano di evitare di innescare aspettative troppo aggressive sul rialzo dei prezzi che a loro volta potrebbero acuire ulteriormente attese su un potenziale rialzo dei tassi. Cosa che non avverrà prima della seconda parte del 2022.

Le reazioni dell’euro su inflazione e tassi attesi dalla BCE

In questi giorni il mercato aveva anticipato il Board della BCE aprendo una reazione dell’euro a partire da area 1,17. Come avevamo anticipato i corsi sono saliti sino a fissare un picco sopra 1,20 in fase di rientro.

E’ molto interessante osservare come la sequenza della reazione dell’euro, apparentemente irruente, stia seguendo un percorso propedeutico ad un consolidamento del segnale di rafforzamento del dollaro.  In questi ultimi giorni, nonostante la spinta dei prezzi il cambio ha fissato chiusure giornaliere sempre al di sotto di area 1,2040/50 mantenendo dal nostro punto di vista le tendenza dominante all’interno del percorso riflessivo stimato nell’Outlook FX RISKOO IIQ 2021. La violazione domani di 1,20 al ribasso, soprattutto se confermata in chiusura di giornata, accrediterà ulteriormente il nostro scenario.

Nel post di domani inseriremo uno streaming a conclusione della conferenza stampa della BCE per analizzare gli effetti sul mercato dei cambi.

INFLAZIONE E TASSI UN PROBLEMA PER LA BCE?

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

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Come scritto nel focus dedicato all’atteggiamento congiunturale delle banche centrali rispetto alle loro linee di policy monetaria,  risulta evidente il diverso percorso dei regulators rispetto all’attuale fase di ripresa globale. La stessa divergenza politica che riscontriamo tra Stati Uniti e Cina dopo la pandemia è in netto contrasto con le conseguenze della crisi finanziaria globale. Recentemente, la Cina ha messo in guardia sull’impatto dei prezzi elevati delle materie prime, in particolare le commodity industriali,  sull’inflazione e la banca centrale avrebbe chiesto alle banche cinesi di restringere il credito per il resto dell’anno (vedi focus). La Pboc sta assumendo un ruolo molto meno accomodante.Abbiamo notato in precedenza che la crescita del credito della Cina potrebbe aver già raggiunto il picco durante il terzo trimestre del 2020 e abbiamo evidenziato l’impatto del rischio della riduzione della leva finanziaria sul rame, segnalando nel nostro WB PERSPECTIVES di inizio mese  e nell’OULOOK  WB RISKOO IIQ21 la correzione dei prezzi. Recentemente, le autorità cinesi hanno ripetutamente messo in guardia sulle pressioni inflazionistiche dovute all’aumento dei prezzi delle materie prime. Gli alti prezzi dei metalli pluriennali hanno iniziato a influenzare una serie di produttori, che hanno visto i margini ridotti poiché non sono stati in grado di trasferire i costi di input più elevati. Secondo quanto riferito, alcuni produttori di elettrodomestici hanno aumentato i prezzi dei prodotti, mentre altri hanno assorbito i costi più elevati o addirittura ridotto la produzione. Secondo il National Bureau of Statistics (NBS), l’indice dei prezzi alla produzione cinese (PPI), che misura il costo delle merci al gate della fabbrica, è salito del 4,4% su base annua a marzo, accelerando dall’aumento dell’1,7% a febbraio. I funzionari hanno citato l’aumento dei prezzi dell’energia e dei metalli come uno dei principali fattori alla base di questo.

GLOBAL GROWTH RECOVERY VERSO COMMODITY  INDUSTRIALI

L’atteggiamento della PBoC può influenzare i prezzi dei metalli?
Pensiamo che la Cina abbia assunto da anni un ruolo primario nell’orientare i prezzi delle commodity. Di conseguenza le mosse dei cinesi imprimono un elevato grado di dominio alla direzionalità dei prezzi.Nel caso della politica monetaria e delle conseguenze relative alla riduzione dell’effetto leva operato dal credito può produrre i riflessi secondo le modalità descritte:

  • In primo luogo, disinnesca o quantomeno raffredda l’azione speculativa, in particolare nei mercati onshore. Ciò potrebbe potenzialmente portare a una riduzione della domanda apparente, ovvero quella derivata dall’azione del trading, e mitigare di conseguenza la domanda da parte degli users. Ad esempio diversamente dalle evidenze in atto,  quest’anno potremmo assistere ad una riduzione delle importazioni rispetto al livello dell’anno scorso. Per capirlo è importante ricordare cosa è successo l’anno scorso. La Cina è diventata un importante importatore di metalli di base (principalmente rame e alluminio) nel 2020, il che ha contribuito ad assorbire l’eccesso di offerta nei mercati, gonfiando l’apparente domanda cinese. La forte domanda apparente, non solo la domanda reale, ha svolto un ruolo chiave nella ripresa dei prezzi dei metalli dallo scorso anno, come si è visto nella traiettoria del prezzo nei mercati LME o COMEX.
  • Le scorte, comprese le scorte dello State Bureau of Material Reserve cinese, ovvero le scorte commerciali sovvenzionate dal governo e altre scorte commerciali potrebbero consolidare i loro volumi. Osservando le dinamiche di prezzo abbiamo rilevato condizioni statistiche di ipercomprato che stiamo monitorando dallo scorso mese di marzo. Ci aspettiamo a breve quindi un ulteriore rallentamento dei prezzi secondo quanto abbiamo indicato ai nostri lettori nei rapporti di scenario.

Non escludiamo inoltre che qualora le pressioni inflazionistiche acquisissero ulteriore slancio, il governo potrebbe sviluppare misure concrete per far fronte all’aumento dei prezzi delle commodity industriali. Le potenziali misure possono includere un ulteriore inasprimento della crescita del credito in alcuni settori o persino il rilascio parziale di scorte di metalli da parte dell’SRB. abbiamo rilevato rumors non qualificati secondo cui l’SRB avrebbe liquidato quantitativi limitati di scorte di alluminio.

IL SENTIMENT DEGLI OPERATORI

Se si osservano i sondaggi Markit sul sentiment dei produttori ed users di metallo, vediamo ancora una crescita della fiducia sulla domanda. Pensiamo che il dato rilevato ad aprile sconti l’onda lunga del rialzo dei prezzi maturato negli ultimi sei mesi, declinando il loro peso con le notizie sulla crescita coniugata agli stimoli fiscali rilanciati recentemente dall’Amministrazione Usa.

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. MARKIT PMI METAL USERS

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. MARKIT PMI METAL USERS

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. MARKIT PMI METAL USERS

Come risulta evidente dall’osservazione dei due grafici, il rame ha innescato un’azione correttiva orientata a consolidare i valori. Sotto 8900/800 usd/ton – Copper A Grde LME – la correzione assume un rilievo più significativo. L’alluminio invece sta verificando il nostro secondo target rialzista fissato nell’Outlook Riskoo 20/2. Riteniamo anche in questo caso le condizioni quantitative possano dare corso ad una correzione di consolidamento della tendenza rialzista.

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GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. COPPER

WB ANALYTICS: COPPER LME

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. ALLUMINIUM

WB ANALYTICS: ALLUMINIUM LME

 

 

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

Il tema che sta guidando la comunicazione delle banche centrali in questa fase  di Global Recovery è centrato sull’opportunità di mantenere o meno attivi gli stimoli monetari.

Il ciclo di recovery sulle principali aree economiche si muove su scrti temporali diversi: la Cina ha ristabilito da tempo un ordine più regolare dell’attività economica, gli Stati Uniti sono in piena ripresa con le survey sulla fiducia delle imprese manifatturiere e servizi praticamente al massimo livello di ottimismo, mentre in Giappone e soprattutto in Eurozona, il ciclo di recupero appare fortemente squilibrato tra manifattura/produzione e servizi.

Di conseguenza lo storytelling delle banche centrali assume rilievi diversi. Ieri sera, il presidente Jerome Powell, a mercati chiusi ieri,  ha detto che la Fed ridurrà gli acquisti mensili di titoli “ben prima” di affrontare un aumento dei tassi di interesse, sottolineando che l’economia Usa va verso una ripresa più forte nei prossimi mesi.  In altri temini la Riserva Federale agirà in prima battuta riducendo gli stimoli monetari, avviando un tapering, di seguito interverrà sui tassi. Secondo il Beige Book pubblicato ieri dalla Fed, la ripresa statunitense si è intensificata grazie alla crescente fiducia dei consumatori, con l’attività tra febbraio e aprile spinta dalle vaccinazioni e dal massiccio stimolo fiscale.

Sempre ieri Christine Lagarde è intervenuta ad un evento organizzato da Reuters affermando che la situazione nella zona euro necessita ancora di una fase in cui l’economia deve essere sostenuta dalle “due stampelle” dello stimolo monetario e fiscale, e non potrà camminare senza fino alla completa ripresa. La produzione industriale della zona euro, come abbiamo scritto in questi giorni, è diminuita a febbraio cancellando l’espansione vista a gennaio.

In Giappone, secondo il governatore di Bank of Japan Haruhiko Kuroda, la ripresa è in atto ma rischia di apparire modesta per via dell’incertezza sempre legata alla pandemia. Il Paese è alle prese con una ripresa della pandemia, con un numero record di infezioni nella regione di Osaka che ha spinto le autorità a misure mirate di contenimento.

Sempre ieri la Banca Centrale sudcoreana ha mantenuto invariati a minimi record i tassi di interesse, segnalando che è troppo presto per cambiare la direzione della politica monetaria nonostante un maggior ottimismo sulla crescita.

Completa il ciclo di interventi la voce del Fondo Monetario Internazionale, secondo il quale  i paesi della zona euro dovrebbero fornire un ulteriore stimolo fiscale del 3% del Pil nel periodo  2021-2022 per aumentare la crescita economica del 2% entro la fine del prossimo anno e ridurre gli effetti negativi della pandemia.

La Cina da diverse settimane ha avviato una progressiva stretta sui parametri di concessione del credito per prevenire che la bolla presente sui mercati possa scoppiare in modo disordinato. Gli indici del mercato azionario cinese, diversamente da quelli appartenenti all’area occidentale, sono in piena correzione ed ai limiti del ciclo rialzista.

Il credito totale della Cina è cresciuto di 3,34 trilioni di cny a marzo e di 10,24 trilioni di cny nel 1° trim 21, in calo di 873 miliardi di cny dal 1° trim 20.Tuttavia i prestiti in yuan sono cresciuti di 7,91 trilioni di cny nel 1° trim 21, con un aumento di 659 miliardi di cny dal 1° trim 20. La differenza deriva da un calo delle attività bancarie ombra, compresi i prestiti fiduciari, i prestiti affidati e una minore raccolta di fondi da obbligazioni e azioni societarie. Ciò dimostra che la Cina è nel mezzo di una revisione  al ribasso della leva finanziaria. Pensiamo che la Pboc e non amplierà le condizioni  creditizie nel 2021. Lo yuan renminbi è tornato recentemente a perdere terreno sull’euro. Da quota 7,70 sta puntando verso 7,88. Al momento la reazione rientra, secondo le nostre analisi in un movimento correttivo destinato ad esaurire a ridosso della parte alta del range indicato.

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. CHINA SHENZHEN COMP

WB ANALYTICS: CHINA SHENZHEN COMP

Global Recovery: la domanda di petrolio

I prezzi del petrolio hanno ricevuto una spinta ieri, con ICE Brent che si è attestato in rialzo di oltre il 4,5% nel corso della giornata, lasciandolo gli scambi ben al di sopra di 66 usd/bbl, annullando la correzione delle ultime settimane. Alla base del recupero di molte commodity vi è il rapporto inversamente correlato del dollaro sui prezzi delle materie prime. Infatti questa mattina i valori hanno subito iniziali prese di profitto nelle prime negoziazioni in Asia.

In ogni caso non ci sembra sufficiente spiegare il rialzo del greggio sulla base della recente correzione della divisa americana. A sostenere il rialzo dei prezzi sono intervenuti i fondamentali sul petrolio. L’AIE  ieri ha rivisto al rialzo le sue previsioni sulla domanda globale per quest’anno di 230 Mbbl / giorno. L’aggiornamento segue le revisioni recentemente formulate dal FMI e dall’OCSE sulle previsioni del GDP globale. Su tali basi, l’Agenzia si aspetta che la domanda mondiale di petrolio nel 2021 crescerà di 5,7 milioni di barili / giorno (base annua), dopo essersi contratta di 8,7 milioni di barili / giorno l’anno scorso. L’Agenzia ha una prospettiva più costruttiva per la seconda metà di quest’anno, stimando che saranno necessari quasi 2 milioni di barili / giorno di offerta aggiuntiva nell’ultima parte dell’anno per soddisfare le aspettative della domanda. Pensiamo che lo scenario non rappresenti un problema per il mercato in quanto i produttori OPEC hanno ancora una notevole quantità di capacità inutilizzata, anche dopo aver tenuto conto dei 2,1 Mbbl / g di aumenti dell’offerta che vedremo tra maggio e fine luglio.

Anche i numeri di inventario settimanali degli Stati Uniti sono stati di supporto, con l’EIA che ha riferito che le scorte di petrolio greggio degli Stati Uniti sono diminuite di 5,89 milioni di barili nell’ultima settimana. Un dato oltre le aspettative del mercato nonché superiore al netto del prelievo di 3,61 milioni di barili dall’API riportato martedì.

Energia
I prezzi del petrolio hanno ricevuto una spinta ieri, con ICE Brent che si è attestato in rialzo di oltre il 4,5% nel corso della giornata, lasciandolo scambiare ben al di sopra di US $ 66 / bbl, un livello visto l’ultima volta quasi un mese fa. La debolezza dell’USD ha sostenuto il petrolio e il più ampio complesso di materie prime. Anche se stamattina sembra che stiamo assistendo a prese di profitto nelle prime negoziazioni in Asia.

Anche i fondamentali del petrolio sono stati costruttivi, con l’AIE che ieri ha rivisto al rialzo le sue previsioni sulla domanda globale per quest’anno di 230 Mbbl / giorno, date le revisioni che abbiamo visto recentemente nelle previsioni del PIL globale. Di conseguenza, l’AIE ora si aspetta che la domanda mondiale di petrolio nel 2021 crescerà di 5,7 milioni di barili / giorno su base annua, dopo essersi contratta di 8,7 milioni di barili / giorno l’anno scorso. L’agenzia ha una prospettiva più costruttiva per la seconda metà di quest’anno, stimando che saranno necessari quasi 2 milioni di barili / giorno di offerta aggiuntiva nell’ultima parte dell’anno per soddisfare le aspettative della domanda. Questo non dovrebbe essere un problema per il mercato, visto che l’OPEC + ha ancora una notevole quantità di capacità inutilizzata, anche dopo aver tenuto conto dei 2,1 Mbbl / g di aumenti dell’offerta che vedremo da loro tra maggio e fine luglio.

Anche i numeri di inventario settimanali degli Stati Uniti sono stati di supporto, con l’EIA che ha riferito che le scorte di petrolio greggio degli Stati Uniti sono diminuite di 5,89 milioni di barili nell’ultima settimana, che era più delle aspettative del mercato, e anche più grande del prelievo di 3,61 milioni di barili dall’API riportato martedì. Inoltre, le scorte di benzina sono aumentate di soli 309 Mbbl durante la settimana, un valore molto inferiore ai 5,57 Mbbl riportati dall’API. Anche la domanda implicita nel corso della settimana è aumentata, con un aumento del prodotto totale fornito di 1,09 milioni di barili / giorno.

GLOBAL RECOVERY VS. BRENT OIL

WB ANALYTICS: BRENT OIL USD/BL

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

La lettura dei dati PMI è stata anticipata dalla notizia in cui il presidente Joe Biden, de varo del pacchetto di stimolo da 1.900 miliardi di dollari, ha presentato ufficialmente un piano di infrastrutture da circa 2.300 miliardi di dollari, che include investimenti in progetti tradizionali come strade e ponti ma anche iniziative legate alla lotta al cambiamento climatico. Il piano che prevede tra l’altro 80 miliardi dedicati al potenziamento e alla modernizzazione del servizio ferroviario passeggeri prevede un incremento delle tasse per le aziende per finanziarlo.

I Market Mover più significativi sono oggi focalizzati sui dati PMI rilasciati in molte regioni economiche: Cina, Giappone, Australia, Eurozona (Germania, Francia, Italia), Inghilterra, Stati Uniti. Canada, Brasile.

PMI ASIA

PMI MANIFATTURA CINA – L’attività delle aziende manifatturiere cinesi è cresciuta a marzo al ritmo più lento di quasi un anno con l’indice Pmi per il comparto, elaborato da Caixin/Markit, sceso a 50,6 – minimo da aprile 2020 – da 50,9 di febbraio e al di sotto delle aspettative per 51,3. Diffuso ieri, il Pmi ufficiale aveva restituito la fotografia di un settore manifatturiero in espansione a un ritmo più rapido il mese scorso.

DATI PMI E TANKAN GIAPPONE – A marzo l’attività delle aziende nipponiche è cresciuta a un ritmo più rapido con la lettura finale dell’indice Pmi manifatturiero, a cura di Jibun Bank, salita a 52,7 rispetto al 51,4 del mese precedente. Il dato ha superato la stima preliminare di 52,0 e rappresenta l’espansione più rapida nel comparto dall’ottobre 2018.
Il morale delle aziende giapponesi inoltre è migliorato nei tre mesi a marzo. L’indice Tankan dei ‘big manufacturers’ della Banca del Giappone è passato a +5 a marzo rispetto al -10 di dicembre a fronte di attese per una lettura a zero.

In apertura di giornata la Russia ha comunicato una leggera perdita di momentum del PMI passando da 51,5 a 51,3.

PMI ZONA EURO

L’Italia apre le rilevazioni con un dato superiore al mese precedente 59,80 contro 56,9.  La Spagna cresce a marzo a 56,9 da 52,9; Anche la Francia mette a segno una crescita a 59,3 rispetto 56,1 di febbraio. La Germania che nel mese di febbraio aveva segnato 60,7 segna a marzo 66,6. La Polonia sale anch’essa rispetto a febbraio da 53,40 a 54,30 al disotto delle attese.

In ITALIA, secondo Markit i dati di marzo hanno evidenziato l’ennesima accelerazione della ripresa del settore manifatturiero. Sia la produzione che i nuovi ordini hanno registrato la maggiore espansione in oltre tre anni, e le aziende campione hanno riportato crescenti vendite e una migliore domanda da parte dei clienti. Di conseguenza, per far fronte alla maggiore mole di lavoro, le imprese manifatturiere hanno aggiunto ulteriore personale ed è rimasto elevato l’ottimismo. Le pressioni inflazionistiche però continuano ad aumentare, i costi di acquisto hanno indicato il più veloce incremento in quasi dieci anni, causando un tasso di inflazione dei prezzi alla vendita quasi record in quanto le aziende hanno cercato di mantenere i loro margini. La causa dell’aumento dei costi citata principalmente è legata ai ritardi nella catena di fornitura, i tempi medi di consegna, infatti, si sono allungati al livello maggiore dal picco pandemico di aprile scorso. Con il settore che ha mostrato una crescita sostanziale nel corso del primo trimestre, si può dire facilmente che la ripresa del settore manifatturiero è ben in corso. Se le condizioni della domanda rimangono elevate, anche in caso di ulteriori misure restrittive, probabilmente assisteremo ad una forte crescita nei prossimi mesi. I problemi che sta affrontando la catena di fornitura possibilmente intralceranno la crescita in corso, e le aziende già riportano i loro tentativi precauzionali di creazione di giacenze, ma qualsiasi altro ritardo o carenza potrebbe però interrompere la produzione.

I DATI PMI CONFERMANO LA RIPRESA GLOBALE

MARKIT PMI MANIFATTURIERO ITALIA

Anche in Germania sono stati rilevati valori positivi nonostante i vincoli sanitari imposti.  Quest’ultimi hanno colpito principalmente il settore dei servizi, non evidenziati in questa tornata di sondaggi. Nelle prossime settimane avremo modo di verificare se il comparto continua ad intravvedere un futuro grigio o se invece, come emergeva in parte dalla lettura dei PMI Flash (advanced), vi siano iniziali indicazioni in grado di ridare fiducia al settore dei servizi.

In generale il comparto manifatturiero dell’Eurozona cresce mettendo a segno un incremento da 57,9 a 62,5.

I DATI PMI CONFERMANO LA RIPRESA GLOBALE

MARKIT PMI MANUFACTURING GERMANY

L’Inghiletrra trae beneficio dall’attesa di una revoca dei vincoli previsti dai blocchi Covid a partire dal prossimo 12 aprile. Il sondaggio tra le aziende manifatturiere riporta il valore dell’indice da 55,1 di febbraio  a 58,9. Vale la pena ricordare che l’indicatore PMI rileva condizioni di crescita nelle aspettative delle aziende intervistate quando il valore della curva risulta superiore a quota 50. Viceversa delinea uno scenario di stagnazione/recessione quando i valori risultano inferiori a 50.

Attendiamo ora i dati del pomeriggio negli Stati Uniti per completare lo scenario relativo alle principali aree economico del mondo. L’attesa per il PMI Manufacturing USA fissa una crescita da 60,80 a 61,30, mentre l’analogo indice ISM sempre manifatturiero è anch’esso atteso in moderato rallentamento da 86 a 85.  In ogni caso sarà la giornata di domani a riservare i dati più attesi con le statistiche occupazionali attese in crescita: le nuove buste paga per il comparto non agricolo prevede un consensus pari a 647K contro il dato di febbraio a +379K.

AGGIORNAMENTO H.16 DATI PMI MANUFACTURING USA

I dati PMI appena pubblicato da Markit sul manifatturiero e quelli relativi all’ISM degli Stati Uniti confermano un ulteriore accelerazione della ripresa. Il dato PMI atteso a 59 è stato rilevato a 59,10 rispetto a 58,6 di febbraio. Ciò che invece ha accelerato è l’analogo dato ISM, il Manufacturing Index dell’Institute of Supply Management, che da 60,8 sale a 64,7 nel mese di marzo. Soltanto nel 1983 vi sono state rilevazioni più elevate.

Marzo ha visto le aziende operare con maggior frenesia a fronte di un consistente aumento di nuovi ordini. Anche se la produzione ha continuato a crescere ad un ritmo solido, la capacità è stata messa a dura prova dalla dalla combinazione di un’impennata della domanda e di interruzioni della catena di fornitura: i ritardi della catena di approvvigionamento e gli arretrati di ordini non completati stanno crescendo secondo Markit,  a tassi che non hanno precedenti nei 14 anni di storia del sondaggio PMI, il che significa che le scorte di prodotti stanno esaurendo. “Il pricing power è aumentato di conseguenza, dato che la domanda supera
l’offerta: i prezzi delle materie prime sono aumentate recentemente  al ritmo più elevato rispetto alla media dell’ultimo decennio e i prezzi di vendita al cancello della fabbrica sono aumentati ad un
livello che non si vedeva almeno dal 2007.  Gli stimoli messi in campo dall’Amministrazione  stanno avendo effetti significativi sulla domanda interna. Il dato di marzo lascia intravvedere un ulteriore espansione della ripresa nel IIQ 2021.

I DATI PMI CONFERMANO LA RIPRESA GLOBALE

MARKIT US MANUFACTURING

MARKET MOVER

FOREX – Dollaro ancora sui massimi di diversi mesi nei confronti delle principali divise. Attorno alle 7,40, il cambio euro/dollaro vale 1,1717, in calo dello 0,09%, dopo aver chiuso a 1,1728. Alla stessa ora dollaro/yen a 110,71, in rialzo di 0,01% dopo una chiusura a 110,70 e il cross euro/yen scambia in calo di 0,12% a 129,73 (chiusura a 129,87). Lo yuan renminbi perde terreno dopo la pubblicazione dei dati.

In generale l’eur usd, nonostante i dati PMI positivi dell’Eurozona non riesce per il momento ad impostare una reazione più significativa di quanto non sia emerso nelle ultime 24 ore. Prevale su tutto la spinta propulsiva degli stimoli messi in campo dall’Amministrazione Biden.

Nell’Outllook FX RISKOO IIQ 20/21 che abbiamo pubblicato a fine marzo, abbiamo confermato lo scenario indicato per il 2021 sul rafforzamento del dollaro sottolineando l’importanza e le valenze tecniche del test di area 1,16 a suo tempo previsto. I nostri algoritmi EXCESS RETURN ™ e  ADVANCE CYCLE ™ hanno nel primo caso messo in evidenza i due momenti di eccesso, nel secondo la perdita di momentum del trend rialzista dell’euro che si è manifestata inizialmente con una divergenza tra il movimento fisico dei prezzi (massimi crescenti) ed i massimi decrescenti dei Momentum. A partire da quota 1,22 l’algoritmo ADVANCE CYCLE ™ è definitivamente entrato in campo negativo qualificando l’inversione del trend di eur usd.

Attualmente lo sviluppo del modello conferma l’evoluzione negativa del ciclo tendenziale dell’euro. Il test atteso nei prossimi giorni di area 1,1650/1,1600 fornirà il collaudo delle indicazioni che abbiamo  anticipato nell’Outlook FX RISKOO IIQ.

anche il rapporto eur cny dovrebbe seguire una fase di reazione dell’euro propedeutica allo sviluppo dello scenario di medio termine delineato nelle indicazioni strategiche elaborate nell’Outlook.

 

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

WB ANALYTICS: EUR CNY L_T

WB ANALYTICS: EUR CNY L_T

 

GREGGIO – Prezzi in rialzo sulle attese che il meeting odierno dell’Opec possa decidere limitazioni alla produzione. Attorno alle 7,40 i derivati sul Brent scambiano in rialzo di 33 cent a 63,07 dollari il barile, e quelli sul greggio Usa guadagnano 36 cent a 59,52 dollari.

TREASURIES – Governativi Usa in rialzo negli scambi asiatici. Il decennale di riferimento guadagna 6/32 con un tasso di 1,725%.

 

WB FX RISKOO OUTLOOK IIQ

A distanza di un anno le aziende stanno dimostrando di essere più preparate ad affrontare gli ostacoli imposti dalla crisi sanitaria scoppiata agli inizi del 2020. 
Il comparto manifatturiero a differenza di quello relativo ai servizi è riuscito nell’insieme a dimostrare una maggior resilienza e la capacità di recupero rispetto al crollo registrato lo scorso anno.

Nella geografia del recupero emergono le reazioni impresse dai mercati emergenti ed in seconda battuta dall’area anglosassone.

Le proiezioni di crescita per l’anno in corso e quelle per il 2022 sono state riviste al rialzo per tutte le aree economiche. A sorprendere sono proprio gli Stati Uniti i cui giudizi sulla ripresa da parte dei media specializzati sono cambiati con estremo ritardo soltanto nelle ultime settimane.

La crescita americana sta eguagliando per ampiezza quella cinese. L’Eurozona, ritenuta sino alla fine dello scorso anno in grado di sorprendere in termini di resilienza, ha segnato il passo rispetto al dinamismo flessibile di altri paesi. L’aggiornamento delle stime di crescita appare in tal senso eloquente.

Il commercio internazionale nonostante le difficoltà imposte alla supply chain dalla crisi sanitaria, sta recuperando pur condizionato proprio dall’allungamento dei tempi di consegna…

RICHIEDI IL REPORT COMPLETO CON IL FORECAST AGGIORNATO SU FX E COMMODITY

I CONTENUTI DELL’OUTLOOK

NelL’Outlook del IIQ riprendiamo i temi proposti nel report di scenario per il 2021 confermando le attese sul dollaro con tutti gli aggiornamenti sui rapporti di cambio delle major currency e di quelle appartenenti alle aree emergenti. Abbiamo dedicato un focus sugli effetti inflativi attesi e le ripercussioni delle linee di policy monetaria sui tassi di cambio.

WB FX RISKOO OUTLOOK è lo strumento di analisi e ricerca utilizzato dai CFO ed i Tesorieri per la gestione delle loro strategie di Risk Management.

 

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL