Questa mattina sono stati pubblicati le stime flash per il PMI Indicator del mese di maggio.

I sondaggi sul sentiment delle imprese evidenziano un primo  importante segnale di reazione. Nel report analizziamo i PMI rilevati nell’Eurozona,  UK ed  USA.

Per l’indice PMI sull’Italia e la Cina dovremo attendere l’1 giugno. Come sappiamo il dato PMI (Purchase manager Index), elaborato da Markit, ha un’elevata correlazione con i mercati in quanto costituiscono uno dei riferimenti che le banche centrali analizzano per stimare il quadro economico. L’Eurozona proviene da una striscia di dati estremamente negativi. I peggiori da quando la serie storica è disponibile. Quindi il dato di questa mattina interessa in quanto si riferisce al periodo che coincide con l’inizio dello smantellamento del lockdown.

I dati PMI rappresentano per il nostro modello di ricerca uno dei principali leading indicator sull’andamento dell’economia. Nei nostri studi abbiamo verificato una forte correlazione tra il loro andamento e le scelte di politica monetaria delle BC, nonché un impatto significativo sui mercati finanziari i quali, attraverso un articolato rapporto di interrelazioni tra un comparto e l’altro, creano un fenomeno di causa effetto estremamente utile per leggere le dinamiche dei cambi, tassi d’interesse e materie prime.  

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PMI INDEX

WB ECONOMICS PMI INDEX

Buongiorno,

abbiamo oggi un pacchetto di dati in calendario piuttosto importante a partire da Moody’s. Nella cronostoria attesa della giornata abbiamo messo in evidenza i market mover che l’Italia affronterà a partire dalla lettura del rating sovrano ITALIA emessa da Moody’s e DBRS.

Lo spread si presenta in prossimità dell’evento Moody’s in flessione sotto la soglia per noi significativa presente in area 2,05 vedi WB Perspectives 3 maggio. Ovviamente ripercussioni più significative le avremo lunedì alla riapertura dei mercati. Tuttavia è di buon auspicio l’odierna frazionale ma significativa flessione. del 10 anni Italia.

MOODY'S: BTP 10 Y YIELD

WB PERSPECTIVES: BTP 10 Y YIELD

USA UNEMPLOYMENT RATE

In successione nel pomeriggio alle 14.30 avremmo la pubblicazione delle statistiche sull’occupazione USA, numeri da brivido. in due mesi  il tasso è passato da i minimi assoluti 3,5% ad un potenziale 16%. Non c’è mai stato negli ultimi quarant’anni una lettura così drammatica. La buona notizia è che dobbiamo leggere il dato con tuttala flessibilità che l’economia americana esprime in condizioni eccezionali. Quindi possiamo pensare che tali statistiche siano destinate a rientrare.

Tuttavia i mercati iniziano a scontare nuovamente una riduzione dei tassi. Il 10 anni Usa dopo il ritorno verso area 0,50% non si è più allontanato nonostante il recupero della NYSE. Qualcuno comincia a scontare che anche negli USA si possa scendere sotto il ground zero? Powell lo ha escluso. Ma i mercati hanno sempre una parola in più da aggiungere!

Ieri avevamo scritto in merito al rischio cambio eur usd della presenza di un supporto in area 1,0760.  Tale livello come atteso ha contenuto la debolezza dell’euro limitandone il ribasso. Oggi l’unica notizia in grado di spingerlo sotto tale soglia può essere data da una lettura meno negativa del dato sull’occupazione. Il trend però appare sempre segnato a favore della divisa americana.

Sulle borse assistiamo ad un effetto di resilienza straordinario. Rispetto alle ipotesi avanzate nel WB Perspectives del 3 maggio, possiamo confermare che stiamo percorrendo la prima via, ovvero quello che in apparenza sembra la più confortante. In realtà ci sembra che i mercati stiano lavorando all’interno di un range di distribuzione. Attenzione però il trigger eventuale delle vendite si colloca in coincidenza con il transito di quota 2820/800. Si alza quindi il livello di alert rispetto a 2730 segnalato nel report.

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT ADVISORY

Per i nostri Clienti del servizio di Enterprise Risk Management Riskoo segnaliamo l’aggiornamento apportato ai segnali operativi sulle commodity.
PETROLIO BRENT– Prezzi in salita sulla speranza che l’allentamento generalizzato dei lockdown rafforzi la domanda a livello globale. Il futures sul Brent guadagna 29 cent a 29,75 dollari al barile, mentre il contratto Usa segna +28 cent a quota 23,83.

 

ITALIA RATING SOVRANO MOODY’S

Nuovo e assai monitorato test per il debito italiano, questa sera, dopo la chiusura di Wall Street, con il duplice appuntamento dell’aggiornamento delle pagelle sul rating sovrano nazionale da parte di Moody’s e Dbrs.

Incassata la bocciatura a sorpresa da parte di Fitch, intervenuta il 28 aprile al di fuori del calendario stabilito proprio per declassare l’Italia a ‘BBB-‘, un solo gradino oltre il livello spazzatura, l’attesa di mercato e investitori è che entrambe le agenzie confermino il proprio giudizio sul livello attuale. Si tratta di ‘Baa3’ per Moody’e e ‘BBB (high)’ per Dbrs, in entrambi i casi con outlook stabile.

Il dato andrà letto partendo dalla considerazione  che l’agenzia canadese ha il punteggio più alto. L’attenzione sarà quindi focalizzata in particolare su eventuali modifiche da parte di Moody’s. L’ultimo intervento dell’agenzia americana sul rating italiano risale all’ottobre 2018. Anche nel caso di una conferma, entrambe le agenzie sottolineeranno che resta stretto controllo la capacità dell’Italia di riprendersi dalla crisi e di gestire un rapporto debito pubblico/Pil ancor più elevato. Ci si attende altresì’ che venga evidenziato il ruolo chiave della Bce nella riduzione del rischio legato all’aumento dei costi di finanziamento del governo.

BANCHE ITALIA, DEBITO TARGET 2

Da Via Nazionale la statistica mensile sul passivo Target 2 di aprile. Possibile un nuovo peggioramento dopo il vistoso incremento di marzo che ha portato il rosso a 491,642 miliardi, record da novembre 2018 e a meno di un miliardo dal massimo della serie.

BCE

Suonano in questo senso rassicuranti le parole di Christine Lagarde, che ha ribadito ieri come la Bce non abbia alcuna intenzione di lasciarsi intimorire dalla pronuncia della Corte costituzionale tedesca, che ha chiesto all’Eurotower giustificazione per l’ampio programma di acquisto di bond governativi pena la perdita di Bundesbank come principale acquirente. Lagarde ha ricordato che l’istituto da lei guidato e’ un organo indipendente che risponde al Parlamento europeo e agisce all’interno del proprio mandato. Più’ di un osservatore fa notare che sembra probabile a questo punto che la Banca centrale lasci l’onere della risposta direttamente a Buba. Cosi’ come, nelle attese degli operatori, e’ molto probabile che la Bce continui a comprare debito italiano nei mesi a venire, qualsiasi cosa accada (incluso un inatteso declassamento questa sera).

 

EUROPA E MES

In una partita più politica che economica, Roberto Gualtieri partecipa a una nuova riunione dell’Eurogruppo, appuntamento che sulla carta dovrebbe mettere la parola fine al lungo ed estenuante dibattito sul Mes. Il titolare dell’Economia si è impegnato a vigilare che il meccanismo — che metterebbe a disposizione dell’Italia circa 37 miliardi di euro per la spesa sanitaria legata all’emergenza — non preveda alcuna condizionalità. Ieri i commissari Gentiloni e Dombrovskis hanno chiarito — in un documento in vista dell’Eurogruppo odierno — che la richiesta dei fondi della nuova linea di credito del Mes non comporterà programmi di aggiustamento dei conti pubblici. In un’intervista a La Stampa, stamani, Dombrovskis parla del post pandemia e auspica una strategia di ripresa che non lasci nessuno indietro, avvertendo pero’ che le regole del Patto di Stabilità – ora sospese – torneranno in vigore a emergenza superata in quanto gia’ provviste della necessaria flessibilità’. Per quanto riguarda l’Italia, ha aggiunto, l’Ue si attende che al termine della crisi il debito scenda, anche se a un ritmo più lento di quello della Grecia.

 

OCCUPAZIONE USA

Contribuiranno a chiarire il quadro per gli investitori, le statistiche sulla disoccupazione Usa in arrivo nel pomeriggio, con attese che ipotizzano un tasso al 16% ad aprile. Ieri i dati settimanali sulle richieste di sussidio sono rimaste oltre quota 3 milioni, di poco sopra le previsioni, mentre la produttivita’ nel primo trimestre ha registrato il peggior declino dal 2015.

 

CALENDARIO MACRO ECONOMICO DI OGGI

 

USA

Occupati, tasso disoccupazione aprile, salari medi e media settimanale ore lavorate aprile (14,30) – attesa -22.000 occupati, tasso disoccupazione 16%, salari 0,4% mese, 3,3% anno, media settimanale ore lavorate 33,7.
Revisione scorte ingrosso marzo (16,00) – attesa -1% mese.

DATI GIAPPONE

La spesa dei consumatori giapponesi ha mostrato un significativo declino in marzo, mentre l’attivita’ del settore servizi ha segnato la piu’ pesante contrazione degli ultimi 5 anni ad aprile, rafforzando le attese che la terza economia mondiale entri presto in recessione spinta dalla crisi coronavirus. La spesa e’ scesa del 6% annuo (attese -6,7%) dopo il rialzo dello 0,3% di febbraio, secondo dati diffusi dal governo. Decisamente sotto le attese la lettura finale del Pmi servizi che scivola a 21,5 da 33,8 della stima precedente.

 

ITALIA
Anfia-Unrae, rapporto veicoli commerciali aprile.

GERMANIA
Bilancia commerciale e partite correnti marzo (8,00) – attesa avanzo commerciale 18,9 miliardi, esportazioni -5% mese, importazioni -4% mese.

GRAN BRETAGNA
Fiducia consumatori aprile.

GRECIA
Prezzi consumo aprile (11,00).

PORTOGALLO
Bilancia commerciale marzo (12,00).

SPAGNA
Produzione industriale marzo (9,00).

 

 

 

 

 

 

 

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT

L’euro si appresta ad affrontare una nuova prova di forza o meglio una nuova prova di debolezza!,  come atteso nell’ambito delle nostre strategie di FX Risk Management.  Negli ultimi 60 giorni abbiamo visto una volatilità sul cambio straordinaria. Evoluzioni di prezzo così elevate  che, in assenza di una strategia solida di Enterprise Risk Management, avrebbero messo in difficoltà la mitigazione dei rischi. Soprattutto in un contesto in cui l’incertezza non riguardava esclusivamente il tasso di cambio, quanto gli stessi volumi di budget.

MITIGAZIONE DEL RISCHIO PROATTIVA

Motivo per cui, un errato posizionamento delle coperture con un mismacthing tra i volumi di budget hedggiati  e  quelli effettivamente maturati, sarebbe di per se causa di perdite significative riportate sulla marginalità ma anche sul posizionamento competitivo dell’azienda.

Pertanto in questa fase, a maggior ragione, abbiamo ritenuto di affrontare la sfida imposta dalla scarsa visibilità dei volumi budgettati  coniugando la strategia  di Risk Management con il trend dell’euro. Nella pratica, avendo stimato per l’anno in corso una debolezza del cambio eur usd, abbiamo evitato di coprire gli attesi flussi export, impostando livelli di allerta a sussidio di un eventuale inversione di tendenza.

L’impostazione seguita ha consentito di evitare di coprire a livelli troppo “elevati” il cambio, conseguendo altri due obbiettivi altrettanto importanti: il primo, di assoluto rilievo, ha permesso di guadagnare tempo, maturare maggior visibilità sull’attendibilità del budget ed all’occorrenza una sua revisione in termini di volumi. In secondo piano abbiamo ottimizzato l’impatto dei costi di copertura.

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT IMPORT

Nel caso delle strategie import la nostra politica di Risk Management è stata impostata su basi opposte. Partendo dal presupposto che la nostra ricerca stimava un rapporto di forza del dollaro contro euro, abbiamo impostato sin dalla formazione del budget rigorose coperture per mitigare i rischi attesi. A seguito dell’evoluzione della crisi imposta dal Covid-19, abbiamo anche in questo caso operato più verifiche sui volumi di budget, per avere uno stress test delle strategie da noi impostate. Di conseguenza il Risk Manager ha avuto  le informazioni utili per aggiornare i volumi   adattati al nuovo scenario di business. Nel caso di un’eventuale riduzione del budget, la strategia ha consentito di negoziare in via anticipata le coperture acquisendo un extra profitto, previo un adeguato controllo dei livelli di warning impostati a loro difesa.

EUR USD NUOVA PROVA DI FORZA DEL TREND

In queste ore l’eur usd si appresta a collaudare nuovamente i minimi dell’anno. Ci attendiamo il test dell’area 1,0760. La violazione del livello, altamente probabile secondo i  nostri modelli di analisi, tenderà a forzare anche area 1,06.  Ci troveremo quindi ad assistere ad un ulteriore verifica del nostro target intermedio per il 2020 ed avere ulteriori conferme su quello più ambizioso indicato nell’Outlook 2020.

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT EUR USD

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT: EUR USD TREND

CHIEDI

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Si apre la prima settimana operativa di maggio, PREPARATEVI PER UNA SERIE DI DATI DELUDENTI. Il calendario economico  vede la stagione degli utili degli Stati Uniti in pieno svolgimento con oltre 1.300 aziende che riportano ile loro trimestrali, inoltre ci sono anche importanti rilasci di dati sul mercato del lavoro e PMI in tutto il mondo e negli Stati Uniti, alcuni aggiornamenti del PIL asiatico e riunioni della banca centrale nel Regno Unito e in Brasile.

I sondaggi PMI di aprile, riguardanti la produzione e i servizi, sono pubblicati in tutto il mondo sulla scia di dati PMI flash che hanno mostrato tassi di crollo economico in aumento. I numeri dettagliati delle PMI del settore registreranno anche l’entità dell’impatto per i diversi settori.

Con le misure adottate per contenere l’epidemia di COVID-19 che si è intensificata in molti paesi durante il mese di aprile, in particolare negli Stati Uniti ed in Europa, l’impatto economico sembra essere stato proporzionalmente maggiore. I dati sulla produzione manifatturiera per la Cina, già pubblicati fino ad aprile, hanno nel frattempo mostrato solo una ripresa molto modesta, subendo una nuova accelerazione del tasso di declino delle esportazioni, suggerendo fortemente che la ripresa rischia di svanire.

Finora i settori dei servizi hanno subito le conseguenze maggiore dal distanziamento sociale. Seguendo a rotazioni le rimossioni effettuate i mercati analizzeranno i dat iniziali e gli effetti a partire dalla Cina. Gli investitori  guarderanno quindi ai dati PMI del settore dei servizi cinesi per indicazioni sull’entità dei potenziali rimbalzi. Gli indici PMI  forniranno quindi gli indizi su come le economie si sono comportate all’inizio del secondo trimestre.

I numeri del PIL del primo trimestre aiuteranno inoltre a valutare gli impatti di COVID-19 su Hong Kong, Indonesia e Filippine.

In settimana le decisioni della Banca Centrale  del Brasile sembrano destinate  ad aggiornare il ivello dei tassi verso nuovi minimi record, poiché il paese combatte una crisi economica che ha portato i suoi cambi a raggiungere il minimo storico. Gli analisti saranno anche ansiosi di vedere la reazione  della Bank of England alle notizie sull’economia del Regno Unito in contrazione  ad un ritmo senza precedenti ad aprile.

La settimana si conclude con il rapporto sull’occupazione degli Stati Uniti. Si prevede che i libri paga non agricoli siano fortemente diminuiti e il presidente della Fed Powell ha avvertito che il tasso di disoccupazione potrebbe salire a doppia cifra.  Il PIL degli Stati Uniti è già diminuito del 4,8% su base annua nel primo trimestre e il nostro tracker del PIL indica un calo del 37% nel secondo trimestre. Preparatevi per una serie di  dati inediti.

FOREX

Questa mattina abbiamo osservato il  dollaro ben intonato, nei confronti sia dello yen sia soprattutto dell’euro. Deboli i listini asiatici, che soffrono delle nuove tensioni politiche tra Washington e Pechino, mentre la pausa per festività della piazza cinese e giapponese riduce notevolmente il volume degli scambi. Poco prima delle 8 euro/dollaro 1,0925/29 da 1,0983 venerdì sera in chiusura negli Usa, dollaro/yen 106,76/77 da 106,93 ed euro/yen 116,66/70 da 117,39.

Giovedì il mercato è rimasto deluso dalle misure comunicate dalla BCE. Ha quindi coperto posizione corte di euro sul dollaro. Il rientro del cambio si colloca ancora una volta  su ribassi che siano in grado di spingere nuovamente i corsi sotto area 1,0880. Ci aspettiamo la conferma di un ritorno del clima di avversione al rischio. Il dollaro quindi dovrebbe recuperare momentum.

COMMODITY

Si muovono con il segno decisamente negativo i derivati sul greggio, penalizzati dai dubbi sulle prospettive della domanda oltre che dalle nuove tensioni tra Usa e Cina. Poco prima delle 8 il futures Brent per consegna giugno arretra di 43 centesimi (1,63%) a 25,96 dollari il barile, mentre il contratto Nymex giugno scivola di 1,41 dollari (7,13%) a 18,38 dollari.

I metalli rimangono deboli ed allneati ad un trend ancora debole/riflessivo. Il rame potrebbe aver esaurito la spinta reattiva. Temiamo che durante le prime settimane del mese  possa verificarsi  una flessione del 5%.

Tra i coloniali il contratto future sul Caffè C conferma l’Outlook II°Q Riskoo. I prezzi stanno scendendo verso la bse della banda di negoziazioni di medio termine che quota una demand line in area 102.

RENDIMENTI BOND GOVERNATIVI

Governativi Usa in denaro sul finale della seduta asiatica, con il decennale di riferimento che avanza di 7/32 al rendimento di 0,618%.  IL PUNTO DI MAGGIOR ATTENZIONE QUESTA SETTIMANA TRANSITA A 0,5%.

Il 10 anni Germania tende a puntare verso area -o,7%. Dovremmo assisstere ad un raffreddamento dell’Euribor 3 mth dopo la forte reazione delle precedenti settimane.

STOCK INDEX

Come atteso le borse tenderanno ad aprire la fase di collaudo della tenuta dell’azione reattiva dai minimi di marzo. I livelli già segnalati la scorsa settimana entreranno nella verifica di mercato a partire da quota 2730 di S&P 500. Anche in questo caso siamo preoccupati per il  momentum.

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Pmi manifattura aprile (9,45) – attesa 30.

Ministero Trasporti, immatricolazioni auto aprile (18,00).

Tesoro, fabbisogno statale aprile.

Istat-Iss, presentazione rapporto “Mortalità in Italia”.

 

FRANCIA

Pmi manifattura finale aprile (9,50) – attesa 31,5.

 

GERMANIA

Pmi manifattura finale aprile (9,55) – attesa 34,4.

 

GRECIA

Pmi manifattura aprile (10,00).

 

SPAGNA

Pmi manifattura aprile (9,15) – attesa 35.

 

ZONA EURO

Pmi manifattura finale aprile (10,00) – attesa 33,6.

Indice Sentix fiducia investitori maggio (10,30).

 

USA

Indice Ism New York aprile (15,45).

Revisione beni durevoli marzo (16,00).

Ordini industria marzo (16,00) – attesa -9,5% mese

La BCE nel meeting di oggi annuncia ulteriori operazioni di liquidità ma si astiene da ulteriori aumenti di QE.  Queste le reazioni dopo il meeting:  la decisione di mantenere invariati tutti gli altri strumenti dimostra che prima vuole fare il punto su tutte le misure recenti.

La Banca Centrale europea ha appena annunciato ulteriore liquidità per il settore bancario ma ha mantenuto inalterato il programma PePP, lo strumento cardine per contrastare la crisi Covid-19 

Ci sarà una nuova serie di operazioni di rifinanziamento a più lungo termine non mirate di emergenza pandemica (PELTRO). Ci saranno sette PELTRO e saranno eseguiti a 25 pb sotto il tasso  refi fino al settembre 2021. Dopo varie modifiche ai TLTRO nell’ultima riunione, questo è un altro tentativo di fornire più liquidità al settore bancario e quindi all’economia reale.

La decisione di mantenere invariati tutti gli altri strumenti, mostra che la BCE vuole prima fare il punto su tutte le misure recentemente adottate. Probabilmente vuole anche mantenere lo spèazio tecnico per intervenire ulteriormente qualora i mercati richiedessero nuovi aiuti. Questa riserva d’intenti tornerà utile qualora i mercati dovessero ritornare ad esprimere un’elevata volatilità in virtù di una ripresa dell’avversione al rischio.

La zona euro è entrata in una recessione senza precedenti -3,8% nel primo quater 2020. Il PIL sarà ancora più debole nel 2 ° trimestre a causa dell’impatto del lockdown. La BCE stima un buffer di decrescita tra il 5 ed il 15% a seconda di come si evolverà l’uscita dalla pandemia. 

REAZIONI DOPO LA BCE

L’eur usd mentre scriviamo rimane nell’area 1,0870-1,0830  scendendo inizialmente verso la base del range che avevamo fissato come campo di oscillazione in attesa del meeting di oggi. Per un ritorno verso la debolezza del cambio dovremo attendere al breakout di 1,0835/10. Per le strategie export (Enterprise Risk management) non coperte risulta fondamentale la tenuta di area 1,0890 in quanto un break up potrebbe innescare un segnale di acquisiti di euro contro dollaro ed attivare in termini di rischio cambio la necessità di operare coperture tattiche almeno per esposizioni con scadenze a brevissimo. Sul lato import continuiamo a raccomandare di mantenere attive le coperture strategiche impostate a fine 2019 sul budget.

GOVERNMENT BOND YIELD

I rendimenti sul 10 anni Germania sono scesi sino al -0,55%. Questo conferma il trigger già segnalato nell’Outlook II°Q 2020. Di converso lo spread tra 10 Y Yield Treasury e 10 anni Yield Bund sta formando un potenziale bottom in area 110 bp aprendo una breve fase di rieazione verso un nuovo incremento a favore di U.S..

Nei confronti del BTP lo spread rimane ancora sopra quota 210 ed in rialzo oltre 232 probabilmente a causa della delusione del mercato dovuta al mancato ampliamento del programma PePP. Pensiamo comunque che 240 possa costituire un cap al rialzo e favorire un ritorno verso il livello che consentirebbe al mercato di impostare nuovi acquisti speculativi di BTP:

 MERCATI AZIONARI

Sembra che il mancato allargamento del PePP possa fungere da pretesto per vendere equity. In realtà riteniamo che ciò rappresenti un evento tecnico. Nel nostro report del 16 marzo COVID-19 VERSUS SUBPRIME (pag. 6 I°e II° capoverso) stimavamo sin dai minimi una reazione positiva dei mercati sino a quota 2900/950 di S&P 500,  2950/6050 per l’Eurostoxx 50. La verifica di questi livelli apre ora una fase di ripensamento, accompagnata da prese di beneficio. Pertanto saremmo propensi ad inquadrare i ribassi odierni in questo meccanismo.

Rimangono quindi validi i livelli che lo scorso lunedì abbiamo indicato come nuovi significativi trigger di vendita.  

LE FONTI TV WLADEMIR BIASIA

BCE

BCE, Si apre l’ennesima giornata campale per i mercati, con gli occhi puntati sul board Bce dopo che la Fed ha lasciato ieri sera, come atteso, i tassi invariati vicino allo zero, ribadendo di essere pronta ad agire con ogni mezzo per limitare gli effetti di una crisi che pone “considerevoli rischi” non solo nel breve ma anche nel medio termine. Mentre gli investitori non si aspettavano nuove mosse dalla banca centrale Usa – intervenuta con provvedimenti radicali più volte nelle ultime settimane, sempre al di fuori dei regolari meeting -, le attese di ulteriori misure da parte di Francoforte si sono rafforzate dopo il downgrade di Fitch piombato martedì su Roma, anche se è improbabile, secondo gli analisti, che le novità’ arrivino già oggi. Questa mattina Wlademir Biasia commenterà su LE FONTI TV alle 9.30/.45  il quadro generale sul mercato dei cambi, delle commodity e dei tassi, con i riflessi su quello azionario.

Una reazione degli operatori migliore del previsto alle aste a medio lungo di ieri, ha dimostrato in parte un effetto contenuto sul mercato della decisione dell’agenzia di rating di declassare il debito italiano ad un notch dalla spazzatura. Ma diversi analisti fanno notare che la tenuta del Btp, anche in questo caso, rimanda ancora una volta al paracadute Bce che pochi giorni fa ha annunciato, tra l’altro, la decisione di accettare anche bond di livello junk come collateral proprio per sostenere la liquidita’ delle economie, come l’Italia, piu’ colpite dalla pandemia.

Ecco quindi che dall’Eurotower potrebbe arrivare, secondo diversi studi, un ampliamento degli acquisti di commercial paper ma soprattutto un incremento dell’envelope del Pepp di altri 500 miliardi dagli attuali 750 . Sebbene la risposta della banca centrale alla crisi sia stata sinora gia’ massiccia, ci sarebbe ancora spazio per nuovi provvedimenti di easing, secondo gli osservatori, con i tassi sui depositi che potrebbero essere spinti ulteriormente in terreno negativo e le condizioni di accesso al credito per le banche maggiormente facilitate grazie anche ad una possibile revisione del moltiplicatore del tiering. Gli analisti non sono unanimi, pero’, sulla tempistica di tali misure, che potrebbero giungere piu’ avanti – secondo alcuni anche a giugno – mentre Christine Lagarde potrebbe voler piuttosto utilizzare il board di oggi per ribadire di essere pronta ad agire ancora, richiamando pero’ ancora una volta i governi Ue alla necessita’ di politiche fiscali di emergenza

FOREX – L’euro resta fermo in range intorno a quota 1,08640 dollari mentre attende la Bce.

La reazione dell’euro alla notizia della FED è stata mitigata da vendite operate sempre a ridosso della resistenza segnalata a 1,0870. Nella giornata odierna ci concentreremo sul range compreso tra 1,0880 (cap) e 1,0830 (floor). Il mercato necessita di verificare un ritorno sotto il floor per ritornare a vendere euro ed evitare una correzione.

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT: EUR USD TREND

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT: EUR USD TREND

BTP

In questo contesto, lo spread oggi stamani da 226 pb, il tasso a 10 anni da 1,77%. Nonostante il Btp abbia superato bene la prova delle aste di ieri, dimostrando di aver assorbito senza eccessivi traumi la decisione di Fitch, secondo gli analisti il governativo italiano rimane vulnerabile, con la possibilità di strappi ed alta volatilità in giornate delicate come quella odierna, con la Bce a prendere la parola.

Dopo la BCE ci attendiamo un ulteriore contrazione dello spread sul 10 anni verso la Germania. Come ci aspettavamo nel post di ieri, nonostante la notizia fuori programma di FITCH, i valori dello spread sono rimasti al disotto di area 232 favorendo una tenuta che ora può tradursi in una fase di rientro del differenziale. Quindi un’opportunità di trading.

Altri momenti che potrebbero far registrare tensioni sul mercato, aggiungono, saranno la presentazione del draft proposal per il Recovery fund da parte della Commissione Ue e la pronuncia di Moody’s sul rating italiano. Inizialmente prevista per il 6 maggio – la proposta dell’esecutivo Ue non dovrebbe arrivare prima di 2-3 settimane, mentre per un’implementazione definitiva del piano, secondo quanto dichiarato ieri sera al francese Les Echos dal commissario Ue all’Economia Gentiloni, bisognerà’ aspettare il secondo semestre dell’anno. Occhi puntati, più’ a breve, sull’8 maggio, quando sara’ la volta di Moody’s a pronunciarsi sull’Italia, anche se al momento appare improbabile un nuovo downgrade (per l’agenzia americana siamo gia’ solo un gradino sopra al junk). In un’intervista sulla Stampa oggi, il chief economist dell’agenzia Mark Zandi ha detto di vedere una contrazione del Pil italiano del 9,3% quest’anno e una ripresa del 6,1% l’anno prossimo.

A mantenere il mercato sotto pressione contribuiscono ovviamente anche l’abbondanza di offerta oltre che il generale deterioramento del quadro macro. Secondo una nota di Unicredit alla clientela, per finanziare l’emergenza il Tesoro dovrà’ emettere entro fine anno altro debito per circa 200 miliardi di euro. Tra gli strumenti a disposizione, anche il collocamento del Btp Italia in programma tra il 18 e il 21 maggio. Il titolo avrà scadenza 5 anni e chi lo terrà fino al 2025 riceverà un “premio fedeltà” dell’8 per mille, il doppio rispetto alle precedenti edizioni, ha fatto sapere ieri il Mef che spera di attirare un cospicuo numero di investitori soprattutto retail.

 

DATI ISTAT

Giornata cruciale anche sul fronte macro, quella odierna, con Istat che rende noti i primi dati su disoccupazione, inflazione e Pil che tengono conto degli effetti della pandemia di Covid-19.

Per quel che riguarda la disoccupazione, le attese sono per un rialzo del tasso al 10,5% in marzo dal 9,7% del mese precedente. Con il decreto “Cura Italia”, approvato poco dopo lo scoppio dell’epidemia, il governo ha stanziato circa 5 miliardi per gli ammortizzatori sociali destinati ai lavoratori vittime delle chiusure di massa, semplificando le procedure e alleggerendo i controlli sulle aziende richiedenti, ma la cassa integrazione per molti lavoratori continua ad essere un miraggio. Nel Def il governo vede il tasso di disoccupazione salire quest’anno all’11,6% dal 10% del 2019.

Quanto all’inflazione di aprile, il Nic e’ visto in discesa a -0,3% su mese e -0,2% su anno da +0,1% m/m, +0,1% a/a a marzo. Ma il dato clou per i mercati sara’ senz’altro quello sul Pil del primo trimestre, stimato in calo del 5% su base congiunturale e del 5,1% a livello tendenziale secondo un panel di 27 economisti sentiti da Reuters, dopo il -0,3%/+0,1% registrati nell’ultimo trimestre dello scorso anno.

Il ministro Gualtieri, in una dichiarazione a tamburo battente dopo il downgrade di Fitch martedì’, ha ribadito che i fondamentali italiani sono solidi. L’esecutivo nel Def prevede un ribasso congiunturale del Pil del 5,5% nel primo trimestre e una contrazione economica dell’8% nell’intero anno a legislazione vigente. L’obiettivo di deficit e’ stato fissato al 10,4% del Pil, mentre il debito e’ visto salire al 155,7% del prodotto interno lordo.

 

MACRO EUROZONA E USA

La BCE esaminerà i numeri sull’andamento del Pil nei primi tre mesi dell’anno hanno deluso in Francia, con un -5,8% congiunturale contro attese a -3,5%. Occhi ora a Spagna ed Eurozona, che renderanno noti i loro dati in mattinata. Per quel che riguarda Madrid gli economisti ipotizzano un -4,4%, mentre per l’intera area euro un -3,5%. In calendario sempre stamattina anche la stima flash del blocco sui prezzi al consumo armonizzati di aprile – con attese a +0,1% su anno in deciso calo dal +0,7% del mese prima – oltre al dato sulla disoccupazione di marzo, vista al 7,7%. Ieri, l’economic sentiment dell’Eurozona ha segnato in aprile il peggior risultato di sempre.

L’attenzione si sposterà’ poi negli Usa dove nel pomeriggio verranno diffusi i dati settimanali sulle richieste di sussidio – attese a 3.500.000, in ribasso rispetto alla settimana precedente. Il mercato digerisce ancora il -4,8% congiunturale del Pil nel primo trimestre annunciato ieri, con la convinzione che il peggio arriverà nel secondo quarter. Mentre il numero dei casi negli States supera il milione, uno studio citato da funzionari della Casa bianca afferma che oltre 74.000 americani potrebbero morire a causa del virus entro agosto. L’immunologo Anthony Fauci, responsabile Usa per il contrasto alle malattie infettive, ha detto che il Remdesivir, antivirale prodotto da Gilead, diventerà  la cura standard per il Covid-19 dopo che i primi risultati di una sperimentazione clinica sembrano dimostrare che il farmaco consenta una rapida ripresa dal virus. La notizia ha sostenuto l’azionario statunitense nella notte. In un’intervista in esclusiva a Reuters, Trump ha dichiarato che la gestione cinese del coronavirus e’ la prova che Pechino “farà qualsiasi cosa” per tentare di impedirgli di essere rieletto a novembre.

 

MACRO ASIA

Intanto, il Pmi manifatturiero cinese, colpito dal collasso degli ordini dall’estero, e’ sceso ad aprile a 50,8 (attese 51,0) dal 52 di marzo, pur mantenendosi oltre quota 50, ossia in area espansione. In Giappone, la produzione industriale ha mostrato a marzo il maggior calo da cinque mesi con un -3,7%, posizionandosi comunque oltre alle previsioni degli analisti (-5,2%). Giù anche le vendite al dettaglio con un -4,6% sempre a marzo, mentre il sentiment dei consumatori e’ sceso a minimi record in aprile.

 

DATI MACROECONOMICI

ZONA EURO

Stima PIL trim1 (11,00) – attesa -3,5% t/t; -3,1% a/a.

stima prezzi al consumo aprile (11,00) – attesa dato armonizzato 0,1% a/a.

Tasso disoccupazione marzo (11,00) – attesa 7,7%.

 

USA

Redditi personali marzo (14,30) – attesa -1,5% m/m.

Spese reali personali marzo (14,30).

Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali (14,30) – attesa 3.500.000.

PMI Chicago aprile (15,45) – attesa 38,0.

 

CINA

PMI manifatturiero aprile (3,00) – attesa 51,0.

PMI servizi aprile (3,00).

PMI composito aprile (3,00).

 

ITALIA

Istat, stima occupati e disoccupati marzo (10,00) – attesa 10,5%.

Istat, stima prezzi al consumo aprile (11,00) – attesa dato NIC -0,3% m/m; -0,2% a/a; dato IPCA 0,1% m/m; -0,3% a/a.

Istat, stima preliminare Pil trim1 (12,00) – attesa -5,0% t/t; -5,1% a/a.

Istat, attesa nota sulla diffusione dei dati di mortalita’.

 

FRANCIA

Stima PIL trim1 (7,30) – attesa -3,5% t/t.

Spese consumatori marzo (8,45) – attesa -5,5% m/m.

Prezzi produzione marzo (8,45).

Stima prezzi al consumo aprile (8,45) – attesa dato armonizzato 0,2% a/a.

 

GERMANIA

Vendite al dettaglio marzo (8,00) – attesa -7,3% m/m.

Tasso disoccupazione aprile (9,55) – attesa 5,2%

 

REAZIONE FX EUR USD DOPO IL CONSIGLIO EUROPEO

Si conclude il Consiglio Europeo e subito abbiamo le prime reazioni sul mercato FX dell’eur usd.

In breve, i leader europei hanno sottoscritto le proposte dell’Eurogruppo di una strategia a tre pilastri per affrontare l’impatto economico della crisi. Garanzie della BEI, una linea di credito di emergenza del MES fino al 2% del PIL e prestiti a sostegno dei regimi del mercato del lavoro lungo Sure, il tutto sommando fino a 540 miliardi di euro e seguendo il principio di solidarietà sotto forma di prestiti a basso costo. Questa risposta di politica fiscale paneuropea si aggiunge ai pacchetti di salvataggio nazionali. Secondo il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, tutte le misure finora adottate ammontano a oltre 3 trilioni di euro. Tali misure entreranno in vigore il 1 ° giugno 2020.

La vera questione aperta della riunione di ieri è stata la proposta di un possibile Recovery Fund dell’UE. Le ultime settimane hanno visto molti dibattiti sul tema della solidarietà, coronabond, sovvenzioni e trasferimenti. Questo Fondo di ripresa dell’UE potrebbe essere uno strumento per sostenere i paesi più colpiti dalla crisi. Tuttavia, l’incontro di ieri non ha fornito indicazioni concrete sul fatto che questo fondo vedrà o meno la luce del giorno, quali potrebbero essere le dimensioni e come potrebbe essere il finanziamento. Invece, i leader europei hanno chiesto alla Commissione europea di approfondire la  proposta per questo Fondo di recupero, che sarebbe collegato al bilancio pluriennale dell’UE e sarebbe un mix di prestiti e sovvenzioni. Secondo von der Leyen, il Recovery Fund dovrebbe iniziare ad operare solo nel 2021. La Commissione europea presenterà ora una proposta ufficiale, che sarà quindi discussa dall’Eurogruppo.

LO SCHEMA DI GIOCO

Tutto ciò significa che la discussione su un fondo di risanamento a livello dell’UE continuerà. Da un punto di vista economico, le misure messe in atto finora potrebbero sicuramente affrontare una crisi di liquidità. Resta da vedere se le misure combinate con le prospettive di un Fondo per il recupero saranno sufficienti dal punto di vista politico. In altre parole la palla politica continuerà a ad essere continuamente calciata in avanti. Ci chiediamo quindi se lo schema di gioco sia quello della melina.

Un modulo assai noto a Gianni Brera,  quando alcune storiche partite furono giocate dimenticando il classico contropiede. “Al calcio italiano mancano ancora e sempre i centro-campisti. La iattura è forse superabile studiando un modulo che consenta di giocare con il minimo dispendio podistico; un tem­po questo modulo ci è venuto, pa­pale papale, dai danubiani e dai sudamericani di nome italiano. Bisognerebbe involvere agli anni Tren­ta. Forse ci annoderemmo un poco al vedere trottignare tanti guaglioni di bello stile; in compenso torneremmo ad apprezzare finezze di cui non abbiamo neppure memoria”.

PRIME REAZIONI DEI MERCATI

L’eur usd apre la giornata in linea con le previsioni che già avevamo elaborato nel Outlook RISKOO IIQ – Enterprise Risk Management – ed ancor prima nel report del 6 aprile.

Le negoziazioni hanno violato l’area 1,0830 ed ora si apprestano ad andare a verificare i minimi segnati il 19 marzo in linea con la tendenza che potete leggere nei report linkati.

 

enterprise risk management eur usd

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT MODEL: EUR USDE

 

ULTERIORI APPROFONDIMENTI FX EUR USD  & BANCHE CENTRALI

BANCHE CENTRALI – Proseguono gli sforzi della banca centrale cinese a sostegno dell’economia colpita dal coronavirus. L’istituto oggi ha tagliato il tasso di interesse sui prestiti a medio termine (Tmlf) di 20 punti base a 2,95%, dopo mosse analoghe nelle ultime settimane per altri tassi, e ha annunciato un’iniezione di liquidità da 56,1 miliardi di yuan, quasi 8 miliardi di dollari.

La Fed sarà più trasparente rispetto all’ultima crisi su destinatari e ammontare degli aiuti nell’ambito delle agevolazioni per l’emergenza, ma manterrà una certa segretezza specialmente sui programmi volti a stabilizzare i mercati finanziari a breve termine, per evitare stigmatizzazioni. Facilitazioni temporanee per l’accesso delle banche al credito intraday della Fed.

Nella riunione di politica monetaria della prossima settimana la BoJ discuterà l’eliminazione dei limiti agli acquisti di bond governativi, riporta il quotidiano finanziario Nikkei.

DATI GERMANIA E GB

In primo piano l’indagine Ifo sul morale delle imprese tedesche in aprile, dopo la fotografia shock della stima sui Pmi di aprile emersa ieri dall’intera zona euro e dopo che la fiducia delle imprese francesi di aprile e quella dei consumatori tedeschi a maggio hanno toccato minimi record. Per l’Ifo tedesco la mediana delle attese raccolte da Reuters scommette su una nuova discesa a 80 punti dopo gli 86,1 di marzo, minimo da luglio 2009.

In Gran Bretagna la fiducia dei consumatori Gfk ad aprile si è attestato a -34 dal -9 del mese precedente, ma meglio rispetto alle attese pari a -40. Male le vendite al dettaglio, scese a marzo del 5,1% su mese e del 5,8% su anno (attese -4,0%, -4,7%).

DATI MACROECONOMICI

GERMANIA

Indice IFO aprile (10,00) – attesa 80,0.

USA

Ordini beni durevoli marzo (14,30) – attesa -11,9%.
Indice fiducia consumatoroti Università Michigan finale aprile (16,00) – attesa 68,0.

 

AGGIORNAMENTO H. 11.15

WB ECONOMICS DATI MACRO

WB ECONOMICS DATI MACRO

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT WORLDWIDE MONITOR II°Q 2020

 

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT WORLDWIDE MONITOR II°Q 2020

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT WORLDWIDE MONITOR II°Q 2020

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Abbiamo pubblicato il nostro nuovo Outlook a supporto della nostra piattaforma di Enterprise Risk management Riskoo.

Analizziamo oltre 25 coppie di valute e le principali comodity industriali per aggiornare il piano di Risk Management in modo proattivo alla mitigazione dei rischi di cambio e comodity.

Nella nostra ricerca abbiamo valutato gli impatti sulle major currency e su quelle appartenenti all’area emergente relativi alla seconda fase della pandemia ed agli aggiornamenti sull’Outlook macro economico atteso per il 2020 e 2021.
Alla violenta volatilità che ha aperto l’emergenza della pandemia, i mercati stanno facendo seguire lo sviluppo di tendenze in parte già delineate ed in parte innescate dagli effetti economici prodotti dalla crisi Covid-19.

Il FMI ha elaborato scenari di forte impatto sull’economia mondiale e sugli scambi commerciali. Le monete emergenti legate alle comodity hanno scontato già una straordinaria penalizzazione sui corsi con processi di svalutazione flash. Il petrolio ha subito uno straordinario deprezzamento dei corsi. Alla crisi del rapporto tra domanda ed offerta si sono sovrapposti elementi di conflitto geopolitico. Le comodità sono collassate in virtù di un prosciugamento della domanda in gran parte dovuto al lockdown. Ci siamo quindi interrogati su quale possa essere il punto in cui intervenire per gestire le possibili opportunità offerte da valorizzazioni così appetibili. In qualche caso abbiamo manifestato l’interesse per avviare un processo di accumulazione e in altri abbiamo raccomandato di attendere prima di procedere con acquisti.

Abbiamo infine analizzato la correlazione tra dati macro economici relativi alle aspettative di crescita con i tassi di cambio ed il comportamento delle borse azionarie. La regressione tra i vari segmenti del mercato si è rilevata utile per analizzare lo scenario   che stiamo afrontando.

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT WORLDWIDE MONITOR II°Q 2020

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Covid-19 Siamo giunti al  sessantesimo giorno di crisi da quanto si è aperta definitivamente sui mercati ia metà febbraio il grande reset economico.

Registriamo un riequilibrio nell’ordine delle interelazioni sui mercati, Ciò non significa che il quadro si sta assestando. Significa che le normali interazioni causa effetto stanno rientrando dopo la grande volatilità delle precedenti settimane. In un articolo a firma di Wlademir Biasia, che sarà pubblicato nel numero di questo mese del magazine Advisor , riportiamo le nostre valutazioni sulle relazioni Intermarket in merito ai rapporti tra comportamento delle materie prime, i tassi di cambio, quelli d’interesse e le borse azionarie.

Nell’articolo facciamo riferimento alla centralità del dollaro e di alcune monete satelliti rifugio nel delineare gli equilibri di mercato alla luce dei cposi interventi delle banche centrali.

L’eur usd, come anticipato e previsto la scorsa settimana, dopo la pausa di Pasqua, sta tornando ad indebolirsi. L’euro sta collaudando in queste ore area 1.0840/20 contro dollaro in sovrapposizione ad un nuovo indebolimento del petrolio e di alcune commodity.

Nelle prossime ore osserveremo le reazioni del cambio al test dell’area in quanto un suo breakout riaprirebbe  nuove crepe sui mercati.

Nel frattempo vi aggiorniamo sull’evoluzione del quadro dell’emergenza prodotta dal Covid-19

 

ITALIA SFORAMENTO DEFICIT

Secondo quanto riferito a Reuters da un’autorevole fonte governativa, tenendo conto della recessione e dell’insieme di misure espansive l’esecutivo vede il disavanzo 2020 in aumento al 9 o 10% del Pil come conseguenza del Covid-19.

No comment da parte del ministero dell’Economia, mentre il Parlamento sarà chiamato a votare la prossima settimana la nuova richiesta di aumento del deficit dopo una riunione del Consiglio dei ministri che dovrebbe tenersi lunedì.

A meno di rinvii concordati a livello europeo, il governo aggiornerà le stime di crescita e di finanza pubblica entro fine aprile con il Def.

ANNUNCIO BTP ITALIA

E’ destinato a finanziare le spese dei recenti provvedimenti del governo a supporto del sistema sanitario e della ripresa economica il nuovo Btp Italia che il Tesoro lancerà dal prossimo 18 maggio in due fasi, la prima dedicata al mercato retail e la seconda riservata agli investitori istituzionali. Lo ha annunciato ieri sera Via XX Settembre, che nei giorni scorsi ha aggiornato le linee guida sul debito.

BOLLETTINO ECONOMICO BANCA D’ITALIA – Da Via Nazionale la consueta analisi trimestrale, in cui si fa il punto sulle prospettive economiche non soltanto italiane. Datata 17 gennaio — tre mesi in cui lo scenario è drasticamente mutato in peggio — la versione precedente del bollettino ipotizzava per l’Italia una crescita economica di 0,5% quest’anno, in accelerazione a 0,7% il prossimo e 1,1% nel 2022.

In un intervento del 31 marzo riportato da ‘The Italian Times’, Ignazio Visco definiva “molto ampio e profondo” l’impatto del coronavirus sul sistema economico e finanziario.

DATI ITALIA – Da Istat la statistica di febbraio relativa al saldo della bilancia commerciale, da confrontare con un attivo di 3,238 miliardi registrato nello stesso mese del 2019.

RISPOSTA EUROPA E BCE al COVID-19

Serve immaginazione per far fronte alle ripercussioni economiche dell’epidemia secondo il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno, che suggerisce l’introduzione di una tassazione a livello comunitario, e dice che gli eurobond rimangono un’opzione. Il presidente francese Emmanuel Macron avverte che i populisti vinceranno “in Italia, Spagna, forse in Francia e altrove” senza un fondo per l’emissione congiunta di debito.

Di ieri sera il comunicato Bce sull’ammorbidimento dei ratio patrimoniali da imporre alle banche della zona euro, mossa temporanea che verrà rivalutata nell’arco di sei mesi. La numero uno Christine Lagarde prospetta una “forte contrazione” dell’economia della zona euro accompagnata, per lo meno inizialmente, da una frenata dei prezzi al consumo. Secondo Isabel Schnabel, consigliere esecutivo tedesco e quindi sulla carta nella schiera dei rigoristi, Francoforte è pronta a fare di più per evitare la “frammentazione” della zona euro, in altre parole l’eccessivo allargamento degli spread tra governativi dei singoli Paesi.

DATI ZONA EURO

Da Eurostat la lettura finale dell’inflazione di marzo che dovrebbe confermarne i valori indicati dalla stima flash, vale a dire un ritmo di 0,5% su base mensile e 0,7% a livello tendenziale.

 

COVID-19 NEL MONDO

Negli Usa, il presidente Donald Trump ha esposto il piano in tre fasi per l’uscita dal ‘lockdown’ che mira alla ripresa dell’economia nonostante il Paese sia ancora drammaticamente alle prese con l’epidemia. Il presidente di Fed New York John Williams avverte che potrebbero volerci anni per la piena ripresa dell’economia. Intanto con un nuovo balzo di oltre 5 milioni nelle richieste dei sussidi settimanali, sono 22 milioni i cittadini americani che nelle ultime quattro settimane hanno perso il lavoro a causa del dilagare dell’epidemia e del conseguente fermo delle attività.

Il Giappone ha esteso il ‘lockdown’ all’intero Paese.

Secondo il governatore di Bank of Canada Stephen Poloz ci vorranno “un paio d’anni” per recuperare il terreno perduto con l’epidemia.

Del tardo pomeriggio le parole della numero uno Fmi Kristalina Georgieva, che annuncia che entro fine aprile il Fondo concederà gli aiuti stanziati per contrastare la pandemia a 50 Paesi sul totale di 102 che ne hanno fatto richiesta. Il Fondo ha ottenuto 11,7 miliardi di dollari per aiutare i Paesi poveri. In un’intervista al Corriere della Sera la capo economista del Fondo, Gita Gopinath, segnala che in questa fase servono misure espansive e auspica che si faccia di più al livello di zona euro. Intanto gli Usa si oppongono alla creazione di liquidità tramite emissioni del Fmi in risposta al coronavirus.

 

DATI CINA

Economia cinese in calo per la prima volta da quasi trent’anni nel primo trimestre, con il coronavirus che ha paralizzato spesa e produzione. Nel periodo gennaio-marzo il Pil è sceso del 6,8% a livello tendenziale — attese a -6,5% — e del 9,8% congiunturale. Si tratta della prima contrazione nella seconda economia del mondo almeno dal 1992, anno di inizio della serie. A marzo la produzione industriale ha registrato una flessione dell’1,1% su anno contro attese per un calo del 7,3% e rispetto al -13,5% del mese precedente, mentre le vendite al dettaglio hanno visto un tonfo del 15,8% su anno dal -20,5% di febbraio, contro un consensus a -10%.

 

DATI GIAPPONE

La revisione del dato di febbraio mette in evidenza per la produzione industriale un calo dello 0,3% su mese e del 3,7% su anno, da +0,4% e -2,2% di gennaio, e un -1,8% congiunturale nella capacità di utilizzo degli impianti rispetto al +2,6% (rivisto) del mese precedente.

 

 

covid 19 forex market

COVID – 19 SUL MERCATO FOREX

Si è aperta un’altra settimana importante sul fronte delle notizie che impatteranno sul mercato Forex.

Nel frattempo quelli  azionari ritornano in direzione delle resistenze segnalate la scorsa settimana e riportate nel report che abbiamo pubblicato con le nostre attese sulle tendenze che domineranno nelle prossime settimane. Ci attendiamo un break  up di area 2650 di S&P 500.  Come scritto tutti gli indici azionari risultano sintonizzati sui movimenti del mercato azionario USA. Nel frattempo ci si concentra su quanto produrrà il vertice di domani all’Eurogruppo. Questi gli eventi più significativi nel calendario dei Market Mover della settimana.

MARKET MOVER: EVENTI CHIAVE DI QUESTA SETTIMANA PER I MERCATI

  • LUN   GERMANIA ORDINI ALLA FABBRICHE
    U.K. INDICE PMI SETTORE COSTRUZIONI
  • MAR  GERAMNIA PRODUZIONE INDUSTRIALE
    EUROZONA RIUNIONE EUROGRUPPO
    USA NUOVI LAVORI JOLT (Feb)
  • MER  USA VERBALI RIUNIONE FOMC FEDERAL RESERVE
  • GIO    EUROZONA MINUTE MEETING BCE
    USA RICHIESTE SUSSIDI DI DISOCCUPAZIONE

 

Dalla riunione dell’Eurogruppo dovrebbero emergere i perimetri di discussione per gli strumenti da mettere in campo per attenuare gli effetti economici del Covid-19. Si tratta soprattutto di una riunione politica su cui l’attenzione dei mercati si farà sentire. La resistenza ai CoronaBonds della Germania e dei paesi anseatici rimane elevata anche se il Financial Times riporta la notizia che la resistenza potrebbe attenuarsi. Non ci attendiamo su questo fronte particolari aperture. Tuttavia rileviamo una linea di interventi tra i vari governi che sta via via sincronizzando sulle stesse lunghezze d’onda con alcuni distinguo. Questi i programmi attualmente deliberati:

 Germania oltre 820 miliardi;
Francia 300 miliardi;
Spagna 100 miliardi;
Italia il Governo dà il via libera al decreto per garantire la liquidità alle aziende.

La Germania programma interventi per 820 miliardi – 21% del Pil.
Il governo tedesco avvia il Fondo per la stabilizzazione economica (Wsf) e il Kfw (l’Istituto di credito per la ricostruzione o Banca di sviluppo pubblica, assimilabile all’italiana Cassa depositi e prestiti) con l’avvio di coperture di garanzie sui prestiti pubblici per imprese di diverse dimensioni.  Il Fondo per la stabilizzazione economica, in particolare, stanzia 600 miliardi di euro per sostenere le grandi aziende. Di queste risorse, 400 miliardi sono garanzie per i debiti di imprese colpite dalla crisi; cento miliardi vanno per prestiti o investimenti azionari nelle imprese e altri 100 miliardi di euro per sostenere il Kfw. Oltre all’accesso al fondo le grandi aziende potranno essere nazionalizzate e parte delle somme stanziate verranno accantonate come parte di un “fondo di disponibilità” generale.

In Francia garanzie fino a 300 miliardi – 11% del Pil.
Il governo francese vara un aggiornamento della legge finanziaria per il 2020 in cui si prevede che lo Stato possa accordare garanzie sui crediti concessi dalle società finanziarie ed alle imprese non finanziarie registrate in Francia con decorrenza dal 16 marzo fino al termine dell’anno. La soluzione consente alle banche di sostenere la liquidità delle imprese colpite dall’emergenza. La garanzia copre un ammontare totale di 300 miliardi di euro di prestiti. La legge autorizza inoltre la Cassa centrale di riassicurazione a eseguire operazioni di assicurazione e riassicurazione, con la garanzia dello Stato, fino al 31 dicembre 2020, dei rischi di assicurazione e di credito che gravano sulle piccole e medie imprese che hanno sede in Francia. La garanzia dello Stato in questo caso è concessa fino ad un massimo di 10 miliardi di euro.

La Spagna mette in campo  100 miliardi di aiuti 7% del Pil. 
Il Governo spagnolo ha ampliato fino a 100 miliardi di euro l’ammontare delle garanzie pubbliche sui prestiti alle imprese e ai lavoratori autonomi. Nell’ambito di queste misure, il governo ha progettato due schemi di garanzia pubblica per nuovi prestiti e operazioni di rifinanziamento diretti, il primo alle Pmi e lavoratori autonomi, e il secondo alle imprese di grandi dimensioni, del valore di circa 20 miliardi di euro (approvati dalla Commissione europea). La Spagna ha inoltre esteso fino a due miliardi di euro l’ammontare di garanzie pubbliche concesse agli esportatori previsti dall’analoga Sace spagnola.

 

In attesa degli esiti dell’Eurogruppo, come abbiamo anticipato nei nostri rapporti, l’euro sta ritornando verso quota 1,0650 contro dollaro. Nelle scorse settimane abbiamo ulteriormente approfondito gli elementi che definiscono lo scenario per questa prima parte del 2020 confermando l’impostazione che avevamo delineato già alla fine dello scorso anno nell’ambito degli advisory board organizzati con i nostri clienti per progettare il piano di Risk Management per il 2020.

I livelli di volatilità impliciti nei rapporti di cambio FX sono ancora molto elevati; prossimamamente ci attendiamo che la standard deviation rientri leggermente verso il basso.

EUR USD: la riunione dell’Eurogruppo di martedì sembra fondamentale

I attesa dell’esito della riunione ile negoziazioni tenderanno a consolidare il range 1,0950 – 1,0630. I rischi rimangono proiettati al ribasso.

WB FX RISK MANAGEMENT: EUR USD

WB FX RISK MANAGEMENT: EUR USD

EUR GBP GBP: la fiducia dei consumatori precipita

La fiducia dei consumatori di marzo è già precipitata ai livelli del 2008.  Il pound ha ritracciato ha tracciato oltre il 50% del rialzo che l’euro aveva accumulato agli inizi della pandemia. L’ulteriore recupero atteso passa attraverso il breakout di area ,8750 .

WB ECONOMICS: UK CONSUMER CONFIDENCE

WB ECONOMICS: UK CONSUMER CONFIDENCE

EUR JPY: LO YEN CONFERMA IL SUO RUOLO DI MONETA RIFUGIO.

Come avevamo anticipato in una nota delle scorse settimane, l’eur jpy dopoil rialzo violento di inizio marzo, è ritornato ad esprimere leap rpia debolezza. I valori hanno ritracciato il 100% del rialzo riportando i valori nuovamente in direzione dell’obbiettivo 116/115.

EMERGING CURRENCY

Come abbiamo scritto di recente, ci sono alcune valute che non sono riuscite a mostrare alcun segno di recupero rispetto al movimento di svalutazione che abbiamo visto allo scoppio della pandemia. Il peso messicano e il rand sudafricano sono i protagonisti, entrambi con posizioni debitorie fragili. Nel fine settimana, il pacchetto di stimolo del presidente messicano Andrés Manuel López Obrador (AMLO) non è riuscito a colpire nel segno della fiducia dei mercati – forse a causa di vincoli fiscali – il MXN è oggi scambiato su nuovi minimi. Rimarranno presenti le problematiche legate ai declassamenti del debito (Messico) e la minaccia di inadempienze / salvataggi del FMI verso il rand sudafricano.

WB

 

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