Petrolio e gas premono sull’INFLAZIONE che preoccupa i banchieri centrali. L’inflazione è un problema per l’economia reale ma anche per i mercati. Secondo la lettura definitiva resa nota ieri da Eurostat l’inflazione, spinta dal rincaro dell’energia, è salita del 4,1% su anno a ottobre nell’area euro, oltre il doppio del target Bce.
In Gran Bretagna i prezzi al consumo si sono attestati a +4,2% annuo in ottobre – massimo da un decennio – rafforzando le già crescenti attese di una prossima stretta BoE, in Canada hanno segnato nello stesso mese un +4,7%, mai cosi alti da 18 anni.

Ieri in serata Isabel Schnabel, già membro del Consiglio BCE, dichiarava in un question time che la Banca centrale dovrà tenersi pronta a intervenire qualora tale surriscaldamento dei prezzi si mostri più duraturo del previsto. Se da un lato, infatti – come ribadito anche nei giorni scorsi da Christine Lagarde – un prematuro inasprimento monetario potrebbe ledere la ripresa, è necessario dall’altro, ha sottolineato Schnabel, tenere d’occhio i rischi di alta inflazione che al momento i mercati anticipano per prepararsi a un’eventuale risposta.  Una dichiarazione che sottolinea le differenti vedute all’interno del board sulla questione.
Molteplici gli spunti, anche in questo senso, che potrebbero arrivare oggi, quando è prevista una sfilza di interventi pubblici da parte di autorevoli esponenti del consiglio, in testa l’influente capo-economista – fautore della linea dovish, Philip Lane che prenderà la parola nel primo pomeriggio. Da segnalare, i timori espressi dalla responsabile portoghese del debito Cristina Casalinho, secondo cui la recente volatilità dei mercati dei bond sovrani è fonte di preoccupazione per le agenzie europee di gestione del debito, anche se è probabile una transizione graduale al termine delle misure di stimolo post-pandemia da parte delle banche centrali.

Nel frattempo negli  USA il piano “Build Back Better” da 1.750 mld di dollari voluto da Joe Biden, unito al programma per le infrastrutture da ulteriori 1.000 mld, non aggiungerà pressioni inflazionistiche sull’economia statunitense, secondo economisti ed analisti delle principali agenzie di rating interpellati da Reuters.   Inasprimento della politica monetaria, cyber-attacchi e surriscaldamento dei prezzi potrebbero invece contribuire, sostiene l’ufficio studi del Tesoro Usa, ad aumentare i rischi sistemici per il sistema finanziario statunitense.
Sul fronte della ormai prossima nomina alla presidenza della Fed – con Jerome Powell in pista per una riconferma e Lael Brainard per una promozione – la Casa Bianca ha fatto sapere che prenderà una decisione entro il 25 novembre, giorno del Ringraziamento.

Buona parte del dibattito sull’inflazione ruota attorno al rincaro dei prezzi sull’energia. L’amministrazione Biden ha chiesto ad alcune delle principali nazioni consumatrici di PETROLIO di considerare il rilascio di parte delle loro riserve, in uno sforzo coordinato per abbassare i prezzi e stimolare la ripresa economica, secondo quanto riferito a Reuters da diverse fonti vicine alla questione.
I prezzi globali del greggio hanno toccato i massimi di sette anni alla fine del mese scorso, con  l’offerta che non tiene il passo con la domanda. I partner Opec, compresa la Russia, hanno fatto resistenza sinora alle richieste del presidente Usa di accelerare il ritmo delle loro forniture. Nelle ultime settimane, Biden e il suo staff hanno sollevato la questione con alcuni alleati stretti, come il Giappone, ma anche con la Cina.

Nel nostro rapporto WB COMMODITY PERSPECTIVES avevamo segnalato la possibilità che dopo il test dell’area 85 usd/bar,  il Brent potesse scendere aprendo una fase correttiva in direzione di area 77/76 usd. Le prese di beneficio operate a fine ottobre stanno portando i loro frutti. Confermiamo quindi lo scenario di breve segnalando comunque, come già scritto nell’ultimo report, che per avere un segnale di inversione del trend dovremo appellarci al breakout di 76/75 usd/bar. Questa settimana il nostro algoritmo di breve sta formando un primo segnale di ribasso, confermando la correzione indicata.

L’altro grande tema di preoccupazione sul fronte dell’energia riguarda il Gas naturale. IL contratto future TTF (Gas naturale europeo) è salito in questi giorni verso 80  euro a seguito della notizia secondo cui l’Agenzia federale tedesca delle reti ha annunciato la sospensione temporanea del processo di approvazione per il Nord Stream 2, il gasdotto tra Russia e Germania.

In merito alle quotazioni del TTF avevamo espresso un parere orientato al ridimensionamento significativo dei prezzi. L’attuale reazione dei valori non modifica ancora la il nostro Outlook. Pensiamo che la notizia possa influenzare a breve ancora i prezzi spingendoli nuovamente verso area 84/85 euro. Tuttavia, come abbiamo scritto nel WB COMMODITY PERSPECTIVES l’apertura di NordStream 2 risulta fondamentale per poter ridimensionare i prezzi e spingerli verso il nostro obbiettivo che rimane ancora fissato a 40 euro nel medio periodo con ritorni a 26 euro in un orizzonte più ampio.

Infine un’ottima notizia giunge dalle quotazioni del nostro benchmark sui noli marittimi. Nelle ultime settimane i prezzi del Baltic Dry Index sono crollati ai valori che costituiscono i picchi del 2019 ed inizio 2021. Il movimento che avevamo anticipato nel nostro post del 21 ottobre, sta sgonfiando la componente più speculativa prodotta da tutti gli squilibri sulle catene di fornitura.

AUMENTO INFLAZIONE: PETROLIO E GAS

WB COMMODITY RISK MANAGEMENT: BRENT CYCLE

AUMENTO INFLAZIONE: PETROLIO E GAS

WB COMMODITY RISK MANAGEMENT:BALTIC DRY INDEX

WB COMMODITY PERSPECTIVES

Outlook Materie Prime Ottobre 2021

La Sostenibilità dell’Ambiente rappresenta un grande obiettivo comune per tutti. La Governance mondiale sta orientando in tutti i modi l’insieme delle imprese verso cambiamenti epocali il cui fil rouge ESG, relativo agli obbiettivi per la sostenibilità, rappresenta un processo straordinario per spingere verso un cambiamento radicale degli stili di vita  e di consumo. Sappiamo che per il mondo produttivo ciò impone di cercare, di conquistare o acquisire nuove forme di competitività, per generare nuovo valore.

Su questa prospettiva le imprese sono chiamate ad affrontare una vera e propria trasformazione per arrivare a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità dovendo affrontare un mercato, quello delle materie prime, senza un governo degli squilibri che si stanno generando. Da un lato il riordino delle catene di fornitura, le ricalibrazione delle reti di globalizzazione, dall’altro la centralità di alcune commodity verso la transizione verde, stanno tenendo alto il livello di tensione nel comparto.   

In questo modo la sostenibilità rappresenta un problema di business che vale sia per le grandi aziende sia per le PMI di tutti i settori. Una trasformazione che stravolge valore nel momento in cui non è misurabile sulla base di metriche condivise e già codificate,  a causa di dinamiche che consentano al processo di transizione di essere applicato nei tempi necessari per il suo auto apprendimento. 

La conseguenza diretta del caos si riverbera sui prezzi delle materie prime.

Riteniamo che la sovrapposizione della liquidità che le banche centrali hanno e stanno assicurando ai mercati, unita alle strozzature di cui sopra alimentano azioni di natura speculativa. Di questi effetti ce ne siamo ampiamente occupati descrivendo per tempo l’evoluzione dei trend in atto. In particolare abbiamo anticipato la correzione iniziale dei metalli industriali azionata proprio dagli eccessi, identificando le traiettorie dei prezzi in un ambiente complesso.

I metalli hanno avviato in modalità diverse correzioni piuttosto ampie rispetti ai massimi fissati nella prima parte del 2021.

Nell’ultima settimana tuttavia abbiamo osservato una reazione ai ribassi iniziali. Il rame è stato protagonista di un recupero che sta riassorbendo tutto il ribasso generato da maggio a inizio ottobre (-19%).  In una settimana abbiamo assistito al recupero quasi totale della correzione, lo stesso dicasi per le terre rare. Il minerale di ferro 62% invece dopo il crash avviato dai massimi di fine luglio (-48%) ha recuperato solo in minima parte i ribassi subiti. Lo Steel Scrap, dopo il ribasso correlato all’andamento del rame, ha recuperato al momento una parte del precedente ribasso (-16,50%).

Nell’insieme i movimenti descritti pongono l’interrogativo sulla natura di un recupero così concentrato nel tempo. Si tratta di una ripartenza del ciclo rialzista o invece siamo in presenza di una fase di congestione sempre orientata a costruire una nuova gamba ribassista? per continuare a leggere scarica il report

market mover week elezioni Germania

La settimana si apre con l’analisi dell’esito delle elezioni in Germania.

MARKET MOVER WEEK 39. In attesa che si aprano le lunghe trattative per la formazione del governo in Germania, l’attenzione degli operatori sarà concentrata in modo particolare sul rilascio dei sondaggi PMI manifatturieri relativi al mese di settembre. Lo sviluppo del dato riporterà l’attenzione sul tenore della ripresa dopo la perdita di slancio registrata ad agosto.  Il dato consentirà alle banche centrali di fare il punto sulla riflessione che in diversi consigli si è aperta in merito al tapering, a cominciare dagli Stati Uniti dove due esponenti della Federal Reserve, – Loretta Mester ed Esther George -, hanno detto di credere che l’economia Usa sia già pronta all’avvio di una riduzione delle misure di sostegno, aprendo la strada al prossimo grande dibattito in seno alla banca centrale Usa: quando procedere con il rialzo dei tassi e cosa fare con il bilancio della banca.

La presidente Christine Lagarde, in un’intervista a Cnbc lo scorso venerdì, ha sottolineato che molti dei fattori alla base del rialzo dell’inflazione sono temporanei e che la banca centrale al momento è impegnata a seguire la ricalibrazione del Pepp. In giornata terrà un intervento alla commissione Economia del Parlamento europeo per relazionare sugli orientamenti della BCE.

I PMI manifatturieri di settembre delle principali aree economiche verranno pubblicati accanto agli aggiornamenti sull’inflazione dagli Stati Uniti e dalla zona euro dopo una settimana intensa di riunioni di politica monetaria. Seguono i PMI flash di settembre che hanno ulteriormente alimentato i timori di stagflazione , riflettendo il rallentamento della crescita e l’aumento dei prezzi negli Stati Uniti, nel Regno Unito e nella zona euro. In particolare, la domanda chiave sarà fino a che punto l’economia globale sia stata influenzata da vincoli di offerta, che evidentemente sono peggiorati a settembre secondo i flash PMI. La vischiosità del recente aumento dei prezzi, che può essere esaminata attraverso la verifica del tasso con cui l’aumento dei costi di input si traduce in maggiori costi di produzione, sarà di interesse per i sottoindici PMI.

Come scritto, un’attenzione particolare sarà riservata ai numeri sull’inflazione dell’eurozona di settembre. L’ultimo PMI Markit Flash Eurozone ha indicato un ulteriore accumulo di pressioni inflazionistiche  ad un ritmo rapido, suggerendo che potremmo assistere a letture elevate in futuro.

Dopo una settimana di riunioni delle banche centrali, inclusa la riunione del FOMC della Fed statunitense, in cui è stato adottato un tono meno aggressivo del temuto, il forum della BCE riporta a una serie di interventi dei governatori. Eventuali ulteriori dettagli sui percorsi futuri di queste banche centrali saranno attentamente osservati nella prossima settimana.

CINA ED EVERGRANDE – Il titolo della divisione di auto elettriche del colosso cinese Evergrande è arrivato a perdere il 26% dopo che la società ha parlato di un futuro incerto se non otterrà una rapida iniezione di denaro.  Intanto la Banca centrale cinese ha effettuato lo scorso giovedì una nuova iniezione di liquidità.  Mentre gli investitori cercano di digerire il mancato pagamento delle cedole in scadenza giovedì scorso di un bond in dollari di Evergrande, in Cina diversi governi locali hanno creato da fine agosto conti di custodia ad hoc per tutelare gli acquirenti di case del colosso cinese, come riferito dall’agenzia cinese Caixin.

PIANO USA – La presidente della Camera Usa Pelosi ha fissato il voto sul piano per le infrastrutture da 1.000 miliardi di dollari per giovedì dicendosi fiduciosa che il provvedimento possa passare, come avvenuto il 10 agosto al Senato. Il dibattito inizierà oggi. Pelosi invece non ha ancora indicato una data per il più corposo piano da 3.500 miliardi di dollari su welfare e cambiamento climatico dicendo che è ancora oggetto di trattative ma lasciando intendere che potrebbe vedere una riduzione dell’importo.

MARKET MOVER WEEK 39: ECONOMIC CALENDAR

MARKET MOVER MONITOR WEEK 39

 

MARKET MOVER

MARKET MOVER WEEK 39

FOREX Dopo la conclusione dei meeting delle grandi banche centrali si apre una settimana di verifica delle reazioni dei mercati. Il mercato Forex ha visto un consolidamento della forza del dollaro che è tornato a guadagnare contro cny, contro jpy e contro l’euro. Si tratta di progressi marginali ma sostanziali dal punto di vista del trend. Ciò non toglie che si scambiano valori ancora all’interno di una fascia di prezzo limitata ma propedeutica ad ulteriori apprezzamenti della divisa americana. Non dobbiamo escludere ancora qualche movimento di coda verso area 1,18/1,1820 contro euro in attesa dell’importante dato sull’occupazione USA che verrà pubblicato venerdì 8 ottobre. L’attesa per l’indicatore cardine, i – Non Farm Payrolls – è tarata su 450k nuovi posti di lavoro. Pur trattandosi di un dato sopra la media non ha il tenore dei precedenti picchi rilevati in diverse occasioni e prossimi ai 900/1000k. Il mercato attende di verificare tali vaori in quanto fortemente predittivi sugli orientamenti della Fed.

La discussione sul tapering e gli esiti delle riunioni delle banche centrali tenutesi la scorsa settimana hanno messo in secondo piano la vicenda EVERGRANDE. Pur nelle gravità della vicenda, abbiamo ritenuto che l’impatto non abbia le stesse implicazioni dell’evento Lehman Brothers. Sono molte le differenze tra gli effetti prodotti dai due avvenimenti, a partire dal grado di possibile contagio esterno agli impatti sui mercati.

In ogni caso siamo ancora agli inizi della vicenda e nelle prossime settimane dovremo fare attenzione agli sviluppi sul piano finanziario visti l’elevato livello di indebitamento che anche la Cina deve affrontare.

COMMODITY Nella scorsa settimana abbiamo visto il rame riprendere la discesa sotto area 9300 usd/ton. Stiamo monitorando con attenzione l’area 9400/9300 in quanto qualora gli scambi sul mercato futures di Londra non dovessero essere in grado di fissare prezzi recuperando i precedenti valori, 9400/9700, dovremmo considerare l’attendibilità dello scenario riflessivo che abbiamo riportato negli ultimi outlook pubblicati. Non è da escludere in effetti un ritorno delle contrattazioni verso i minimi di fine agosto.

I metalli industriali nel frattempo hanno sofferto ulteriormente con il minerale di ferro che conferma l’Outlook di agosto ed il ribasso verso area 110/100 usd al CME. Anche l’acciaio rimane offerto: il nostro benchmark per il comparto, Steel Scrap future quotato al Platts, rimane sempre orientato a verificare gli obbiettivi di prezzo al ribasso attesi nel nostro scenario.

Il Brent invece supera area 76/77 usd barile aprendo di fato la possibilità che i valori vadano a verificare 80 ed 85 usd/bar. Di conseguenza l’iniziale flessione del gas naturale sarà presto riassorbita .

EQUITY Pensiamo che la ripresa del rialzo dei prezzi delle commodity energetiche possa avvicinare ulteriormente la decisione dell’avvio del tapering per mitigare la pressione del mercato. L’S&P 500 potrebbe subire la presenza di un cap in area 4490/500. La tenuta del livello respingerebbe i valori verso i recenti minimi di settembre. Di conseguenza pensiamo che i principali indici azionari rimangano inseriti in un contesto caratterizzato da una distribuzione dei prezzi  che non esclude un ritorno verso i recenti minimi di settembre. Per il Dax ciò potrebbe significare la tenuta di 15700 ed un ritorno verso area 15000.

BOND YIELD L’inflazione ed il tapering sono temi strettamente correlati al mercato dei bond governativi. Il recupero recente dei rendimenti è da attribuirsi a queste dinamiche. Tuttavia continuiamo a pensare che il mercato non sia pronto per uscire dalla congestione in cui fluttua dalla fine del 2019 in particolare per i rendimenti a 10 anni dei governativi dell’eurozona. Il 10 anni BTP  dovrebbe contenere la reazione degli ultimi giorni sotto 0,75% e riportare i valori verso 0,65% dove collochiamo il punto di maggior rilievo sotto il profilo tecnico sotto il quale sono presenti numerosi buy order sul secondario.

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

WB ANALYTICS: BRENT OIL USD BAR

WB ANALYTICS: BRENT OIL CYCLE USD BAR

WB ANALYTICS: DAX INDEX CYCLE

WB ANALYTICS: DAX INDEX CYCLE

 

 

WB COMMODITY PERSPECTIVES SETT 2021

Con la fine dell’estate si entra nella fase in cui si aggiornano le statistiche macro economiche, si rifanno i conti e soprattutto si elaborano le cifre che costruiranno lo scenario per il 2022.

Ad ottobre il FMI pubblicherà l’Outlook aggiornato, mentre le principali banche centrali lo faranno entro settembre. La ripresa è consolidata in tutti gli outlook istituzionali. In tutti questi report non si vede la presenza di una perdita di momentum del sentiment delle aziende sia quelle appartenenti al settore manifatturiero che a quello dei servizi. Nell’area asiatica tale perdita di slancio si è tradotta in un movimento riflessivo che prelude ad un raffreddamento netto dell’euforia registrata nei primi sei mesi dell’anno. In occidente, tra le economie avanzate, le metriche sembrano ispirate ad un consolidamento della ripresa. Il livello della fiducia delle imprese appare sempre correlato all’evoluzione dei blocchi sanitari. Nuovamente rigidi in Asia.

Alle dinamiche della pandemia Covid, si interseca la congiuntura della supply chain, che ne rappresenta la causa diretta, per proseguire sul più strutturale tema della transizione ecologica. Tutti questi fattori interagiscono nell’arena delle borse a termine organizzate per gli scambi su contratti future relativi alle commodity.

Nell’ultimo report, pubblicato ad agosto, avevamo riepilogato gli attrattori che avevano animato il rialzo del prezzo delle materie prime  nel periodo dei dodici mesi che intercorrono dalla primavera del 2020 / ai primi sei mesi del 2021.

Dei fattori che hanno contribuito a far salire i prezzi almeno tre dipendono da concause correlate alla pandemia ( blocchi sanitari – supply chain – ripresa ), due risultano più di natura endogena ovvero transizione green e QE “perpetuo”. Su questi due capitoli operano governi e banche centrali. Hanno impatti diretti sulle commodity per ragioni diverse ma interagenti. In merito alla transizione di fase la linea appare tracciata ed è strutturale… PER CONTINUARE A LEGGERE SCARICA WB COMMODITY PERSPECTIVES SETT 2021

La conclusione del Consiglio di settembre offre l’occasione per fare alcune riflessioni sul nuovo pragmatismo della BCE:

L’unico cambiamento tangibile alla riunione è stata la fine dell’anticipo degli acquisti di asset nell’ambito del Programma di acquisto di emergenza pandemica o, come l’ha definito il presidente della BCE Christine Lagarde, “una ricalibrazione” ello stesso. Invece del “ritmo significativamente più elevato” degli acquisti rispetto all’inizio dell’anno, la BCE ora condurrà gli acquisti a “un ritmo moderatamente inferiore rispetto ai due trimestri precedenti”. Poiché dagli ultimi dati emergeva un minore volume di acquisti della Banca Centrale (circa 65 miliardi di euro) negli ultimi mesi, l’annuncio di ieri probabilmente riporta ad un atteggiamento più flessibile per il Pepp. Pertanto ci aspettiamo che la BCE continui ad acquistare tra i 60 ei 70 miliardi di euro al mese fino alla fine dell’anno.

Christine Lagarde durante la conferenza stampa ha evidenziato, a nostro avviso, interessanti spunti; vale a dire uno spostamento molto sottile ma netto della BCE sull’inflazione. Inoltre il Consiglio potrebbe preparare il terreno ad una ricalibrazione tra il PEPP e il programma di acquisto di attività per il prossimo anno di cui avevamo scritto ieri.

Le proiezioni di crescita della BCE non hanno prodotto grandi cambiamenti. Sulla scia di un secondo trimestre più forte, la BCE ha rivisto al rialzo la crescita del PIL per quest’anno al 5%, dal 4,6% di giugno. Per il 2022 e il 2023, la BCE prevede che la crescita del PIL dell’eurozona raggiungerà il 4,6% e il 2,1%. Per quanto riguarda l’inflazione, la BCE prevede che l’inflazione complessiva raggiungerà il 2,2% nel 2021, l’1,7% nel 2022 e l’1,5% nel 2023, rispettivamente dall’1,9%, 1,5% e 1,4%. Una revisione al rialzo su tutta la linea.

La revisione al rialzo delle proiezioni di inflazione della BCE sull’intero orizzonte di previsione mostra che la Banca ha iniziato a guardare in modo più pragmatico  all’inflazione. Sebbene il Presidente abbia inizialmente sottolineato che l’inflazione più elevata fosse ancora principalmente temporanea e transitoria, ha concluso che le pressioni inflazionistiche sottostanti sono aumentate. Inoltre, contrariamente alla riunione di luglio, Christine Lagarde ha sottolineato che la pressione sui prezzi potrebbe essere più persistente di quanto si pensasse in precedenza. Si tratta, a nostro avviso, di un cambiamento molto importante nella posizione (ufficiale) della BCE sull’inflazione. Mentre la presa di posizione della BCE sull’inflazione era stata una quasi totale negazione, la Banca sembra finalmente essersi resa conto della realtà che i suoi modelli potrebbero non catturare completamente il passaggio di prezzi alla produzione più elevati sui prezzi al consumo e una maggiore inflazione primaria sui salari nella situazione senza precedenti di un’economia (globale) che esce dal blocco sanitario. Detto questo, con una previsione di inflazione core dell’1,5% per il 2023, la BCE si attiene alla sua opinione secondo cui il rischio che l’inflazione sia troppo bassa rimanga chiaramente elevato.

Al riguardo aggiungiamo una nostra considerazione: se le banche centrali continuano comunque a sostenere l’ipotesi di un’inflazione transitoria, significa che si aspettano un ridimensionamento intrinseco dei prezzi delle commodity. In merito alla loro correzione ne abbiamo parlato a lungo durante l’estate con le aziende che seguiamo con il nostro servizio di advisory  di Enterprise Risk Management. Dal mese di maggio abbiamo chiamato una correzione sul rame al LME, stimando un importante movimento di ritracciamento del rialzo performato tra la seconda metà del 2020 e la primavera di quest’anno (vedi intervento del 10 maggio a youfinance). Allo stesso modo abbiamo chiamato a fine luglio l’avvio del ribasso dei prezzi del minerale di ferro 62% al CME. Dai massimi fissati il 20 luglio i prezzi del future sul  minerale di ferro quotano una minus di quasi il 40%.

Questi ribassi dovrebbero confermare l’ipotesi sulla transitorietà dell’inflazione. Se a questi movimenti uniamo le aspettative delle aziende su ordinativi e crescita per il prossimo futuro, probabilmente potremmo aggiungere ulteriori indizi. Lo faremo nel report WB PERSPECTIVES che pubblicheremo la prossima settimana con un aggiornamento dello scenario su cambi e commodity.

WB COMMODITY PERSPECTIVES AGOSTO 2021

WB COMMODITY PERSPECTIVES AGO 2021

Prevediamo che l’equilibrio tra domanda e offerta nel comparto rimarrà relativamente stretto sia per il minerale di ferro che per il rame. Il saldo dei rischi per il prezzo del petrolio è lievemente inclinato al ribasso. I prezzi del carbone metallurgico sono rimbalzati, per ora, a causa delle interruzioni dell’offerta multiregionale e delle forti condizioni a valle nel settore dell’acciaio. La domanda di nichel è robusta, ma si prevede che l’offerta tenga il passo ed i prezzi possano rallentare nel corso dei prossimi mesi. L’alluminio si trova ancora in un ciclo rialzista in un momento di offerta limitata.

Queste sono in sintesi gli highlights relativi al nostro servizio di Enterprise Risk Management sui metalli industriali.

Ovviamente c’è ancora qualche incertezza residua su come la distribuzione del vaccino e la politica e la risposta comportamentale ai nuovi ceppi più infettivi di COVID-19 interagiranno nei prossimi trimestri. C’è anche un po’ di nervosismo nei mercati finanziari riguardo ai tempi e alla portata dell’eventuale uscita dalla politica monetaria globale espansiva. Quindi, mentre lo “sconto per l’incertezza” nella propensione al rischio di famiglie e imprese che abbiamo notato nelle comunicazioni precedenti sta decisamente svanendo, lo sta facendo in modo irregolare in tutto il mondo. Detto questo, mentre i due principali motori di crescita sistemica del mondo, gli Stati Uniti e la Cina, stanno ottenendo ottimi risultati, c’è probabilmente motivo di ottimismo sul fatto che il ciclo di ripresa possa consolidarsi in futuro. Qualche incertezza sulla Cina sta emergendo tuttavia dalla lettura dei dati PMI Purchase Manager Index.

Guardando oltre il quadro immediato al medio termine, continuiamo a vedere la necessità di un’offerta aggiuntiva, sia nuova che sostitutiva, per dare equilibrio al mercato che analizziamo.

Dopo un periodo di aggiustamento in cui la domanda si riequilibra e l’offerta si ricalibra alle circostanze uniche create dallo shock COVID-19, prevediamo che l’offerta possa contenere la crescita dei prezzi nel breve medio periodo pur rimanendo gli stessi inseriti in un ciclo espansivo. Per scaricare il report WB COMMODITY PERSPECTIVES

 

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ENTERPRISE RISK MANAGEMENT BEYOND COVID-19

Anche la BCE vuole avviare il tapering?

Con settembre finisce l’estate, riparte a pieno il ciclo operativo. Si guarda al futuro prossimo come se l’inizio dell’anno. E’ tempo di budget, programmi, verifiche.

Anche le banche centrali ritornano a fare i conti e presentano gli aggiornamenti macro economici di scenario di cui dovremmo tenere conto nei piani di Enterprise Risk Management.

Durante l’estate la Fed non ha smesso di lavorare sotto il profilo mediatico. Tanti sono stati gli interventi e le dichiarazioni rilasciate da esponenti del Board. Il clima è quello che per logica si vorrebbe avviare la riduzione degli stimoli monetari, ma per difetto si preferisce guadagnare ancora tempo perché si teme che i mercati, in particolare quelli azionari possano risultare suscettibili alla riduzione di liquidità. Nel frattempo però sfidano le leggi della meccanica newtoniana.

Così facendo la Fed continua a sostenere l’azione speculativa, la finanza, ma non aiuta l’economia reale. La schiuma speculativa che è ancora presente sui mercati delle commodity non aiuta l’economia reale. I prezzi sono ancora molto alti e soprattutto i produttori non accennano ancora a ridurli benché sui mercati specializzati, LME, CME ed altri ancora le quotazioni hanno già corretto significativamente dai loro massimi fissati in parte a maggio ed in parte (minerale di ferro) a fine luglio.

Il Tapering avrebbe in questo caso caso la capacità di riequilibrare gli eccessi e riassorbire la schiuma speculativa dei mercati. Si tornerebbe insomma a guardare ai fondamentali con maggior coerenza.

Ma Jerome Powell, il cui mandato è in scadenza, teme che se non preparato per tempo il ritiro degli stimoli, ancorché graduale, possa nuocere ai mercati divenuti nel tempo insaziabili. La logica suggerisce che la ripresa sia piuttosto robusta e vada sostenuta con un sano riequilibrio degli stimoli. Come abbiamo ampiamente scritto durante le settimane di agosto l’autunno potrebbe portare novità, note, salvo un’eventuale ritorno delle varianti Covid.

La BCE nelle ultime ore è ritornata a dare voce ai propri membri di Consiglio e prendere posizione sul tema. I consiglieri delle banche del nord, Olanda ed Austria, hanno dichiarato che a settembre si dovrà discutere anche in Eurozona del tapering. Riprende quindi il dibattito a distanza tra quanti necessitano e chiedono che si prosegua con i programmi Pepp e quant’altro, rispetto a quanti temono il ritorno dell’inflazione e di conseguenza chiedono un ritiro degli acquisti di titoli di stato.

A settembre in Germania si aprono le urne elettorali per votare il prossimo Parlamento e definire quindi la maggioranza che governerà il dopo Merkel. La campagna elettorale dovrà rispondere a tutte le pulsioni e timori dell’elettorato tedesco. L’inflazione continua a rappresentare un tema di estrema sensibilità. Potrebbe di conseguenza verificarsi una convergenza mediatica tra policy maker, candidati, politica monetaria e linee e manifesti di politica economica.

Sul tema del ritiro degli stimoli la nostra posizione rimane coerente con quanto accaduto nel periodo in cui sono stati promossi. Pensiamo che la prima banca a ritirare gli stimoli sia la Fed a rotazione seguiranno eventualmente le altre, ma  solo dopo la mossa innescata dalla Riserva Federale.

Con il mese di settembre i consigli delle due banche centrali, USA e UEM, rilasceranno l’aggiornamento dell’Outlook per i mesi futuri. Vedremo l’esito delle elezioni tedesche e probabilmente attenderemo gli sviluppi della lunga trattativa per la composizione del governo.

Nel frattempo i dati sul lavoro USA ci guideranno, sulla base del loro tenore,  verso il tapering.

Enterprise Risk Management: l’eur usd oscilla in una linea di spartiacque…

L’eur usd, dopo una fase di accentuata debolezza ad agosto, è ritornato a muovere all’interno del range 1,1835 -1,17 in attesa del primo dato sull’occupazione della serie che si attende da qui a fine autunno. Il mercato attende per il settore non farm payrolls  nuovi 750k assunti per il mese di agosto. A settembre termina i sussidi per il Covid. Vedremo quale sarà la risposta di quanti si rimetteranno a cercare lavoro.

L’andamento dei prossimi dati sul lavoro impatterà direttamente sulle dinamiche del cambio ed a seguire su quelle delle commodity (vedi report precedenti).

Di conseguenza impatteranno sul ciclo che caratterizzerà il mercato Forex nel 2022 di cui i budget e la pianificazione dei programmi di Enterprise Risk Management dovranno tenere conto.

 

 

LA POLITICA MACROECONOMICA IN UN’ECONOMIA IRREGOLARE

Una sfida per il ritorno verso la normalità: cosa pensano alla Fed?

E’ dalla fine della primavera che ci stiamo preparando per il Simposio di Jackson Hole.

Il percorso che ci ha portato a questo evento è tutto improntato all’esercizio o meno del ritiro degli stimoli monetari da parte della Federal Reserve. In settimana abbiamo pubblicato un grafico aggiornato sui livelli raggiunti dal rapporto del bilancio delle quattro principali banche centrali con i sottostanti livelli del GDP. Lo riproponiamo in quanto è da qui che parte la riflessione finale che facciamo prima che vengano pubblicati i papers del simposio.

Gli attivi delle banche centrali sono costituiti prevalentemente dai bond acquistati con i vari programmi di QE. La somma totale ha raggiunto la soglia dei 25 trilioni di dollari.

La liquidità immessa nei mercati è stata investita dagli operatori in attività finanziarie: equity, bond e commodity. In parte è ricaduta nell’economia reale ed in gran parte è rimasta in quella finanziaria. L’azione speculativa ha prodotto un effetto schiumogeno sulle quotazioni degli attivi, portando i multipli fuori scala, soprattutto se rapportati ai fondamentali. Il prezzo delle commodity quotano  valori in eccesso rispetto alle medie registrate in periodi di crescita normalizzata.

I rendimenti dei bond sono scesi nonostante l’inflazione abbia ripreso a crescere.

I multipli di borsa sono saliti non tanto per merito dei fondamentali quanto per le diffuse operazioni di buy back promosse dalle compagnie.

In molte situazioni riscontriamo condizioni di eccesso che necessiterebbero di essere  riequilibrate.

Secondo Aristotele, la virtù etica è “medietà”, ossia disposizione a volere sempre il giusto mezzo tra due vizi, «uno per eccesso e uno per difetto». Così, il coraggio è la disposizione ad agire in situazioni di pericolo evitando a un tempo la viltà, cioè l’eccesso di paura, e la temerarietà, cioè il difetto vizioso di paura; a sua volta la liberalità, che rappresenta la medietà virtuosa nel campo del dare e ricevere consiste nel guardarsi, rispettivamente, dagli opposti vizi della prodigalità e dell’avarizia.

Il giusto mezzo, però, non può essere definito in astratto, in modo identico per tutti, ma deve essere commisurato a chi da e chi compie l’azione: la medesima quantità di cibo può presentare il giusto mezzo per un atleta ed essere eccessiva per un individuo sedentario. Il giusto mezzo non può neppure essere determinato sulla base di un semplice calcolo quantitativo; la sua determinazione infatti richiede una più complessa valutazione delle circostanze in cui si svolge l’azione.

Quando pensiamo alla politica monetaria degli ultimi mesi, se non anni, non possiamo mai trascurare l’idea che senza gli stimoli monetari, oggi saremmo qui ad analizzare scenari  più problematici. Non è un caso se il tema di JH declini nella politica macroeconomica il concetto dell’irregolarità dell’economia.

Noi pensiamo che il mercato dovrebbe incorporare riflessioni molto più fondamentali nelle loro valutazioni che tengano conto dei livelli di debito e di resilienza degli Stati, delle organizzazioni sovranazionali di ogni ordine e grado, la cui solidità è intimamente legata a diverse variabili. Esse devono con particolare intensità considerare  vari asset: l’esercito di un paese, la coesione sociale, la proiezione geopolitica, la solidità dell’economia sottostante verso i problemi sulle forniture globali. Da tempo, il mercato ha deciso di ignorare i fondamentali in quanto protetti da un contesto di – pace finanziaria -, dove sembra che tutto sia concesso: anche stampare deficit incrementali impensabili fino a tre anni fa.

Non è così… per continuare  leggere 

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

 

METALLI INDUSTRIALI: ANCORA CORREZIONE

A partire dal mese di maggio giugno abbiamo segnalato la formazione di un picco dei prezzi delle commodity industriali indicando l’apertura di una finestra correttiva a partire dal rame.  Il contratto future al LME ha perso dal massimo fissato il 10 maggio a 10746 usd/ton al minimo a 9000 di giugno il 16%. Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad un rimbalzo dei valori scambiati. Tale rimbalzo è propedeutico, secondo gli algoritmi proprietari su cui i nostri modelli elaborano gli scenari, ad un ulteriore gamba riflessiva.

METALLI INDUSTRIALI: ANCORA CORREZIONE

WB ANALYTICS: LME COPPER USD/T

Recentemente anche i futures sull’acciaio, Steel Scrap Platts, poco più del 12%. I sondaggi Markit PMI riportano dal mese di luglio l’aspettativa per l’avvio di una fase men euforica da parte degli users di metalli industriali, confermando le nostre attese esperite nei mesi scorsi.

Secondo l’esito dell’ultimo sondaggio tra gli operatori l’indice PMI Steel Users dopo aver raggiunto un massimo di dieci anni e mezzo a giugno,è scivolato a un minimo di quattro mesi a luglio, segnalando un leggero ammorbidimento della crescita. I membri del panel hanno riportato indicazioni di un forte aumento della produzione, ma i tassi di espansione sono rallentati a giugno, a causa delle segnalazioni di carenze di materiale e ritardi nella catena di approvvigionamento a causa della pandemia.

I dati regionali hanno indicato che il rallentamento è stato guidato dalle aziende con sede in Europa e in Asia, mentre gli utilizzatori di acciaio con sede negli Stati Uniti hanno evidenziato un’azione contrapposta al trend generale ed hanno visto la crescita rafforzare lo slancio a giugno. Tuttavia, con ulteriori ondate del virus COVID-19 che colpiscono le
operazioni commerciali in tutto il mondo, questo potrebbe smorzare del settore in tutte le regioni nei prossimi mesi mesi a venire, con il persistere delle interruzioni della catena di approvvigionamento.

I dati sui prezzi, nel frattempo, hanno segnalato un’ulteriore compressione dei margini operativi per gli utilizzatori a livello globale di acciaio e metalli ingenerale a causa dei costi degli input hanno continuato ad aumentare molto più rapidamente dei prezzi di vendita.

Tale dinamica dovrebbe secondo le nostre analisi raffreddarsi nei prossimi mesi.

COMMODITY INDUSTRIALI IN CORREZIONE

MARKIT PMI METAL USERS

PMI INDICATOR: VALORI > 50 INDICANO ESPANSIONE - < 50 INDICANO STAGNAZIONE - RECESSIONE

Il rame che rappresenta per il nostro modello il benchmark per il settore dei metalli industriali, dovrebbe imprimere un’ulteriore accelerazione a settembre alla fase correttiva in atto confermando i target indicati nel nostro Outlook COMMODITY PERSPECTIVES

WB COMMODITY PERSPECTIVES

OUTLOOK RISKOO: IL FERIE AUGUSTI DEI MERCATI

OUTLOOK RISKOO: ANALISI INTERMARKET

Con i dati su GDP e Lavoro USA siamo si è aperta la pausa di mezza estate preliminare alla riflessione che ci porterà direttamente ai lavori del Simposio della Fed organizzato, come ogni anno, a Jackson Hole nel Wyoming tra il 26 ed il 28 agosto.

I mercati attendono un pò assuefatti dall’iperliquidità presente, un pò trepidanti proprio per quanto potrebbe emergere dagli orientamenti futuri dei banchieri centrali riuniti a riformulare le loro strategie monetarie.

Il mondo della politica economica globale è nel mezzo di un dibattito sul rischio di inflazione: transitorio o strutturale?

Accanto a questo fenomeno molti si interrogano anche su altri rischi. Più propriamente  ci si chiede se siamo prossimi allo scoppio di una bolla di asset.
Ciò che sorprende è la quantità minima di discussioni sul fatto che la cosiddetta “era del denaro libero” di oggi del denaro libero” abbia creato pericolose bolle di asset. La storia mostra che lo scoppio di bolle di asset
può portare brutte conseguenze macroeconomiche.

Il dibattito non deve eludere la consapevolezza che negli Stati Uniti ad esempio,  il nuovo debito aziendale dopo la pandemia è salito alle stelle. Molte aziende, anche poco meritevoli sotto il profilo della loro sostenibilità economica, grazie al denaro leggero sono state in grado di riacquistare le loro azioni. La loro fragilità le renderebbe vulnerabili in un contesto di volatilità. Molti investitori ritengono che i mercati siano al riparo da un’eventuale turbolenza in quanto gran parte delle banche sistemiche siano ottimamente capitalizzate, mitigando gli eventuali effetti negativi per l’economia statunitense da una correzione del mercato qualora dovesse entrare in rotta di collisione.

Le maggiori banche d’investimento prevedono in effetti una correzione dei mercati di proporzioni contenute: 10/15%.

In una tale correzione, quale sarebbe la via di fuga per i flussi in cerca di un rifugio sicuro? I titoli del Tesoro americano? L’oro? Le Criptovalute? Le Materie prime in generale? Le monete safe haven?

Non c’è dubbio che in questo lungo ciclo di liquidità immessa dalle banche centrali sia stata alimentata un’assunzione di rischio probabilmente fuori scala, dove sono state premiate le attività finanziarie rispetto a quelle appartenenti all’economia reale. L’inflazione sui multipli in qualche misura conferma questa ipotesi, anche se potremmo sostenere come di questo fenomeno abbia alla fine beneficiato il meccanismo di trasmissione della politica macroeconomica all’economia reale.

Ciò nonostante la disconnessione tra tra i fondamentali ed i mercati appare come scritto fuori scala. Ciò crea tendenzialmente distorsioni che, se troppo stressate, rischiano di causare turbolenze.

La fiducia che i mercati hanno riposto sulla persistenza delle banche centrali a favorire linee monetarie accomodanti ha generato comportamenti meno razionali che in passato.

Le distorsioni che si sono manifestate proprio sull’economia reale. aumento dei prezzi, rialzo verticale dei prezzi delle commodity, tassi reali negativi, hanno spinto le principali economie fuori dalla deflazione (Giappone a parte) assistendo ad un’impennata dei prezzi input in parte scaricata dalle aziende sui listini ed in parte assorbita dalla marginalità. Questo processo tenderà a rendere meno transitoria l’inflazione.

Negli Stati Uniti il tasso tendenziale è ben al di sopra del 5%, mentre in Europa la crescita dei prezzi si è attesta in prossimità degli obbiettivi dichiarati dalla BCE al 2%.

E’ la Federal reserve quindi che dovrà muovere i primi passi per mitigare gli eventuali effetti dell’inflazione. Jackson Hole nelle attese costituirebbe la sede più appropriata per aprire ufficialmente il dibattito sul ritiro degli stimoli. Il percorso preliminare prevede almeno tre grandi tappe:

  • il Simposio JH dove si darebbe il via alla preparazione del processo,
  • la riunione del Fomc di settembre per convalidare lo scenario,
  • il meeting di dicembre per dare il via definitivo al programma di tapering.

I mercati avrebbero il tempo necessario per scontare gli effetti del nuovo ciclo monetario sulle quotazioni. Si eviterebbe in linea teorica l’apertura di una turbolenza derivata da un aggiustamento repentino delle valorizzazioni. Con buona probabilità l’aggiustamento produrrebbe una correzione mitigata dalla narrazione con cui le banche centrali, Fed in primis, accompagnerebbe i mercati verso la nuova fase.

MARKET MOVER

Abbiamo riportato la sintesi della ricerca WB Advisors per ogni asset class . per rimanere aggiornati iscrivetevi al nostro RISKOO OUTLOOK REPORT

OUTLOOK RISKOO EQUITY

I mercati azionari appartenenti all’area occidentale, Usa ed Europa,  sono entrati in pseudo trading range da diverse settimane, quelli emergenti trainati dalla Cina hanno corretto ampiamente le loro quotazioni.

  • Lo Standard & Poor 500 si è dimostrato il meno incline a contenere l’esuberanza. Tutte le correzioni al trend dominante si sono dissolte a ridosso dei livelli di controllo del rischio che di volta in volta avevamo fissato evitando di entrare in una sequenza in grado di compromettere la tenuta del ciclo. La nostra posizione più cauta ha tuttavia prevalso in una logica di disallineamento.  (livello di rischio sotto 4350 & 4300)
  • L’Eurostoxx 50 dal mese di aprile ha lavorato su basi più difensive. Nell’ultima settimana ha cercato di allinearsi all’esuberanza del mercato azionario americano. (livello di rischio sotto 3950)
  • Nasdaq 100 La tecnologia ha beneficiato più di altre asset class l’esuberanza mediatica di questo ciclo per tutte le ragioni che possiamo ricondurre al nuovo paradigma dei comportamenti sociali post pandemia. L’indice dopo una fase di consolidamento aperta tra fine 2020 e maggio 2021 ha avviato un nuovo rally esposto comunque ad un ritracciamento nel breve. (livello di rischio sotto 14,000)
  • China L’indice CHINA MSCI perde dai massimi di febbraio tra il 27 ed il 30%. L’indice Shanghai Composite sta recuperando rispetto alla correzione del 10% ma per definire un quadro più soddisfacente rispetto alla stabilità del recupero necessita di ulteriori conferme con ritorno oltre 3550.

    IL FERIE AUGUSTI DEI MERCATI

    WB ANALYTICS: STANDARD & POOR 500

OUTLOOK RISKOO YIELD RATE

I rendimenti  benchmark del mercato dei bond governativi sono scesi ai livelli che precedevano la lettura del rialzo dell’inflazione. Ci si interroga sul ritracciamento dei rendimenti in un quadro di pressioni inflative e di orientamenti da parte di banche centrali, al momento circoscritte alle aree emergenti e poco più, verso una revisione al rialzo dei propri tassi di riferimento.

  • L’US Treasury 10 y yield dopo aver impensierito non poco gli investitori toccando quota 1,80% è sceso sino a dimezzare (quasi) le proprie quotazioni a 1,12%. In attesa del discorso che terrà Jerome Powell a Jackson Hole, ci aspettiamo che i rendimenti consolidino l’area 1,40-1,10%. La discesa tende ad offrire argomenti a quanti sostengono la linea del Governatore Powell sulla transitorietà dell’inflazione. A questi dovremmo unire quanti invece ritengono che l’economia possa decelerare in un prossimo futuro.
  • In parallelo al Tresury il 10 y yield Bund è sceso nuovamente verso i minimi negativi storici fissando un -0,52% toccando anche in questo caso i livelli di fine 2020 ed inizio anno. Ci sembra che la coda finale del ribasso rientri in un contesto di eccesso per cui ci aspettiamo un recupero limitato a breve. In ogni caso in attese diJH ci aspettiamo un riequilibrio verso -035%.
  • Il BTP 10 y yield ha beneficiato di questo passaggio generale riportando le quotazioni verso 0,50%. L’eccesso di ribasso da noi riscontrato favorirà una reazione contenuta sotto quota 0,65% dove sono presenti al momento possibili buy order sul secondario. Tendenzialmente ci aspettiamo una discesa dei corsi ulteriore senza escludere a priori un ribasso oltre gli attuali minimi.
IL FERIE AUGUSTI DEI MERCATI

WB ANALYTICS: US TREASURY 10 Y YIELD ADVANCE CYCLE TREND

OUTLOOK RISKOO COMMODITY

A fine primavera avevamo segnalato nei nostri Outlook WB Commodity Perspectives l’apertura di un’articolata fase di correzione dei prezzi delle commodity industriali a partire dal rame.

  • Per il Copper HG (LME)  ci aspettavamo un’iniziale correzione da 10739 usd/t (LME) a 9000 usd. La successiva reazione avrebbe, secondo l’articolata correzione attesa descritta nel report di giugno e luglio, riportato nuove prese di beneficio con spinte regressive che al momento preludono ad un ulteriore gamba di ribasso importante in direzione dei target stimati.
  • Sulla linea del rame dovremmo ritrovare nelle prossime settimane altri metalli tra cui l’Acciaio nelle sue diverse declinazioni e quotazioni di riferimento.
  • Il petrolio, che la  nostra ricerca copre eleggendo come benchmark il Brent Oil, dopo aver più volte tentato di oltrepassare la soglia dei 78 usd/bar sta nuovamente ripiegando in direzione della trigger line 68,50 usd al cui breakout potrebbero verificarsi significativi sell order a protezione di tattiche e strategie ancora rialziste. L’evento tenderà a confermare i target riflessivi indicati anch’essi nei nostri ultimi report a 65 e 60 usd/bar.

Le considerazioni esperite sull’andamento delle commodity in generale dovrebbero favorire altresì un riequilibrio ancorché solo marginale,  dei noli marittimi. Le quotazioni del Baltic Dry Index rimarranno inserite in un ciclo positivo di medio termine 2021/22. Le tendenza dominante continua ad evidenziare lo sviluppo di un rialzo a medio termine che alla fine potrebbe capitalizzare un ulteriore incremento nell’ordine del 30%. A breve non escludiamo qualche perdita di momentum, tuttavia essa appare propedeutica a rafforzare il trend dominante. L’evoluzione del rapporto tra pandemia e ripresa continuerà a giocare un ruolo significativo sull’offerta dei noli e le loro quotazioni.

IL FERIE AUGUSTI DEI MERCATI

WB ANALYTICS: COPPER LME

IL FERIE AUGUSTI DEI MERCATI

WB ANALYTICS: BRENT CRUDE OIL ADVANCE TREND CYCLE

OUTLOOK RISKOO FOREX

Da almeno 5 settimane il Dollar Index continua a premere sotto quota 93 per oltrepassare l’ostacolo tecnico che si oppone all’apertura del rally che dovrebbe spingere i valori verso i nostri target stimati in area 96 con ulteriori potenziali progressioni. Il Tapering di cui abbiamo ventilato l’applicazione da parte delle Federal Reserve innescherebbe il movimento atteso.

  • L’eur usd dopo l’ennesimo ritorno in area 1,2250 è repentinamente sceso verso i. minimi dell’anno posizionati a quota 1,17. I nostri algoritmi confermano che le condizioni tecniche utili per l’atteso breakout siano mature. Il nostro FX Outlook Riskoo confermerebbe quindi i target stimati per il 2021 dopo il collaudo di quello intermedio a 1,17.
  • Completate le procedure per la separazione definitiva della Gran Bretagna dall’UE a fine 2020, la sterlina ha avviato l’atteso movimento di recupero rispetto alla regressione subita durante il processo Brexit. Ci aspettiamo un ulteriore graduale apprezzamento del pound in linea con lo scenario delineato per il 2021 dove area ,82 eur gbp rappresenta il primo dei target di riferimento.
  • Il rapporto usd cny sta perfromando secondo il percorso previsto dal nostro modello: i corsi eur cny dovrebbero avvicinare a breve termine area 7,60. Ciò significa che l’eur cny dopo aver verificato il target intermedio a 6,60 si appresta a scendere in direzione di area 6,7,50 a breve, 7,20  a medio termine.

In generale l’euro rimane indebolito da una linea di policy monetaria più accomodante in Eurozona che in altre aree. Alcune monete emergenti presentano con dizioni di forza relativa estremamente positive: chf, cad, rub, czk, huf,  mxn,  krw, sgd, idr, inr.  Ci aspettiamo anche un recupero dello yen con ritorni rapportabili alle quotazioni di inizio anno. Per quanto riguarda altre monete ci aspettiamo una ripresa della loro forza contro euro a partire dal nok e sek per proseguire con l’aud. Per i dettagli tecnici richiedi il nostro FX RISKOO OUTLOOK REPORT

IL FERIE AUGUSTI DEI MERCATI

WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX TREND CYCLE

IL FERIE AUGUSTI DEI MERCATI

WB ANALYTICS: EUR USD ADVANCE TREND CYCLE

 

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