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La distruzione come processo creativo e non autodistruttivo.

La teoria delle innovazioni consente a Schumpeter di spiegare l’alternarsi, nel ciclo economico, di fasi espansive e fasi recessive. Le innovazioni, infatti, non vengono introdotte in misura costante, ma si concentrano in alcuni periodi di tempo – che, per questo, sono caratterizzati da una forte espansione – a cui seguono le recessioni, in cui l’economia rientra nell’equilibrio di flusso circolare. Un equilibrio però, non uguale a quello precedente, ma mutato dall’innovazione. Le fasi di trasformazione sotto la spinta di innovazioni maggiori vengono definite da Schumpeter di “distruzione creatrice” (o “distruzione creativa”), alludendo, con questa espressione, al drastico processo selettivo che le contraddistingue, nel quale molte aziende spariscono, altre ne nascono, e altre si rafforzano.

La distruzione come processo creativo e non autodistruttivo può rappresentare il paradigma politico dell’evoluzione delle società nelle geomappe economiche del mondo?

Probabilmente la storia di per se è scritta su coefficienti ciclici che si ripetono in evoluzioni come parte di processi creativi e non solo distruttivi.

La storia è il nostro presente, apparentemente caotico, ma che evolve attraverso la catena delle cause e degli effetti conseguenti: il semplice inesorabile movimento di molecole del presente può causare una catena di movimenti di altre molecole fino a determinare un nuovo corso della storia.

La teoria degli attrattori di Lorenz in qualche modo aiuta a comprendere il sistema operativo secondo il quale personalmente intendo questo processo. Edward Lorenz, studioso dei fenomeni meteorologici del Massachusetts Institute of Technology di Boston (MIT) tenne nel 1979 una conferenza dal titolo “Può il batter d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?”.

La metafora dell’ Effetto Farfalla spiega perfettamente gli archetipi della Teoria del Caos, affermando l’idea che piccole variazioni nelle condizioni iniziali, producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema.

Pensate quindi al nostro nuovo mondo ed i caotici equilibri geopolitici, come condizioni che in un continuum alimentano cambiamenti esponenziali alterando in modo determinante le traiettorie della storia. Se ritenente accettabile questo paradigma, il principio della distruzione creativa costituisce lo sviluppo tridimensionale della storia delle società.

La visione shumpeteriana sottende fiducia ed ottimismo verso la creazione del nuovo. Qualcuno potrebbe dissentire.  Ma se si accetta questo paradigma e lo si pone nella dimensione del presente, diventa possibile stabilire un ordine agli eventi e definire una linea di sviluppo che dalla

distruzione porta alla creazione di un nuovo sistema operativo. L’hardware sotto l’impulso dell’innovazione tecnologica impone un cambiamento del sistema operativo. Hardware nel nostro caso è rappresentato dalla società, intesa come organizzazione economica e sociale; il sistema operativo la politica e le sue espressioni dirette e non: le scelte economiche da cui derivano fiscalità, finanza, moneta.

Il sistema operativo deve permettere il funzionamento ottimale dei vari software  che elaborano e sviluppano soluzioni e, nel nostro caso, relazioni complesse: gli equilibri tra le diverse società.

Ognuno di noi può avere una visione diversa del mondo, ma credo che si possa convenire che oggi le nostre esperienze organizzative siano messe in forte discussione. E’ la storia che evolve.

La competizione tra conglomerati di società sta raggiungendo livelli di tensione caotica. Il confronto non più fondato sul piano militare si è trasferito su quello economico.  Non abbiamo un sistema operativo basato sull’esclusivo e primario ordine militare. Un tempo la forza economica sosteneva quella bellica. Oggi l’ordine è stato stravolto: le armi sostengono indirettamente la politica estera e l’economia,  la moneta ne rappresenta il sistema operativo. In questo caso i software dedicati sono quelli programmati su guerre valutarie, politiche monetarie, QE, spread, vigilanza e così via.

La moneta è quindi fondamentale, rappresenta l’effetto leva della competitività. E noi sappiamo quanto sia importante competere. Chi vince in competizione vince tutto. E non basta avere un hardware efficiente, ci vuole anche il sistema operativo adeguato. Il modello figurato più significativo è dato dalla Germania: hardware ingegneristicamente efficiente (organizzazione sociale, produttiva…), moneta altamente funzionale alla competitività.

Risultati eccellenti.

Là dove i sistemi sono disfunzionali a parità di sistema operativo i risultati non sono gli stessi. Si dirà bisogna cambiare l’hardware, riformare la società. Ma i sistemi operativi sono scritti sulle prestazioni dell’hardware e non viceversa. L’hardware evolve sulla spinta dell’innovazione tecnologica, successivamente si riscrivono i sistemi operativi e così nuovi software possono girare in un ambiente di programmazione adeguato.

Se si altera l’equilibrio il sistema va in crash.

In Europa, ombelico del mondo, il sistema è andato in crash.

 

TARGET 2 WBA

                     TARGET 2 WBA

Lo scenario relativo all’ipotesi GEXIT e le implicazioni operative, è descritto nel rapporto di ricerca Intermarket curato da WB Advisors Independent Thinking Research

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