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Cernobbio

MARKET MOVER: 10 SETTEMBRE 2018

MARKET MOVER: 10 SETTEMBRE 2018

A Cernobbio si è concentrata l’attenzione fondamentalmente su tre temi:

  1. Le implicazioni sul commerci globale delle politiche sulle tariffe del governo americano, di Trump.
  2. Il tema della gestione e della programmazione del DEF Documento di Economia e Finanza
  3. Lo scenario delle prossime elezioni politiche europee (in calendario il 23-26 marzo 2019).

Da Cina, mercato dei bond, Turchia e America Latina arrivano segnali preoccupanti. La manovra di bilancio in fase di stesura terrà conto del contesto internazionale?
Ci sono molti segnali che interagiscono e rivelano un grado di tensione ben maggiore di quanto non sia percepito.

I dati sull’occupazione USA pubblicati venerdì riportano altra acqua verso le motivazioni che alimentano l’attesa per ulteriori chiamate al rialzo dei tassi americani a settembre ed a dicembre.

Il 10 anni US si è mosso nuovamente in direzione della linea del 3% fissando una chiusura a 2.93%. Il dollaro si è rafforzato ulteriormente. I mercati emergenti rimangono sotto pressione. Aumentano su questo fronte i rischi di contagio peraltro già segnalati nel nostro Outlook WB Perspectives.

Questa mattina l’eur usd apre testando quota 1.1530 dove sono stati fissati i recenti minimi dopo la reazione avviata da 1,13. L’area 1.1530 e soprattutto 1.1480 costituisce il cuscinetto su cui collaudare la forza del dollaro. Con la violazione del livello il cambio abbandona il range su cui ha oscillato durante l’estate (1,1750 – 1.15)  ed entra nella fascia di breve 1.15-1.13 andando nuovamente a verificare i minimi che si collocano molto vicino al nostro target intermedio fissato nell’Outlook mensile.   Considerando l’elevato valore tecnico del break out, pensiamo che le forze di contrasto al movimento predisporranno tutto il loro potenziale per evitare un ulteriore indebolimento dell’euro.

WB RISK MANAGEMENT EUR USD WEEK
WB RISK MANAGEMENT EUR USD WEEK

Il dollaro in rafforzamento continua a nuocere al mercato delle commodity: oro e rame in particolare. Per riflesso mette sotto pressione i mercati azionari. In Europa il Dax si presenta in termini di forza relativa tatticamente più vulnerabile dello stesso FTSE MIB. I minimi dell’anno poco sopra 11700 costituiscono in tal senso un segnale di warning generale per i mercati europei.

Lo spread BTP BUND è in fase di rientro.  Come scritto nell’Outlook mensile ad agosto, quota 300 costituisce il punto su cui concentrare l’attenzione in termini di allerta al rischio; la tenuta di questo livello  agli inizi di settembre ha evitato una deriva in tal senso.  Soprattutto l’evento segnala in generale, diversamente da certi allarmismi,  che i mercati non sono ancora orientati concretamente ad aggredire il debito italiano.  Il movimento a cui stiamo assistendo risulta allineato alle previsioni elaborate nel report mensile, ovvero dopo la verifica di quota 300 ritorno verso area 225/215, che in tradotto sul 10 y Ita significa rientro verso quota 2.45%.

 

MARKET MOVER : LE NOTIZIE PER GESTIRE IL RISCHIO DI CAMBIO
MARKET MOVER : LE NOTIZIE PER GESTIRE IL RISCHIO DI CAMBIO

VERSO MANOVRA – Fine settimana dominato da titoli di politica economica e finanza pubblica per l’esecutivo giallo-verde, con toni distensivi da parte della maggioranza dei soggetti implicati e riscontri tendenzialmente positivi da parte degli osservatori internazionali, Ue in testa. Messaggi che il mercato dovrebbe quindi leggere in senso rassicurante. Nel corso del Workshop Ambrosetti di Cernobbio sono intervenuti sabato Matteo Salvini e Giuseppe Conte, oltre al responsabile alle Finanze francese Bruno Le Maire. Di ieri invece l’intervento di Giovanni Tria, reduce dagli appuntamenti di Eurogruppo ed Ecofin. Ricalcando i tono ‘market friendly’ adottati sostanzialmente sin dall’incarico, l’inquilino di Via XX Settembre ha voluto rassicurare gli investitori garantendo che le riforme più costose verranno fatte in maniera graduale, senza colpi di testa. Il ministro ha quindi ribadito che un’uscita dall’euro non è mai stata presa in considerazione. L’imperativo è la crescita, per ridurre il gap rispetto all’Europa, con un deficit che resti però sotto controllo. Molto chiaro Tria, che spiega come sforare il 3% sarebbe se non altro semplicemente controproducente (“inutile cercare due o tre miliardi di deficit in più se poi ne perdiamo per l’aumento dei tassi di interesse”). Le tre riforme fondamentali — superamento della legge Fornero, flat tax e reddito di cittadinanza — verranno avviate contemporaneamente ma portate avanti nei limiti delle coperture e degli obiettivi che il governo sta discutendo con Bruxelles. La ricetta di politica economica caldeggiata dal ministro è un rilancio della crescita attraverso il canale degli investimenti pubblici.

 

MERCATO – Finale di seduta ben al di sotto dei massimi ma ancora in positivo per il secondario, che chiude una settimana di initerrotto recupero. Dopo una puntata a 245 — minimo dall’8 agosto — lo spread tra Btp e Bund sul tratto 2028 è indicato in chiusura a 250 punti base. Riferimento per l’apertura di lunedì per il tasso decennale il livello di 2,877%. Secondo Milano Finanza di sabato il governo studia l’inserimento nella legge di Stabilità dei Cir (Conti Individuali di Risparmio), che prevedono incentivi fiscali all’investimento in titoli di Stato. Tra gli obiettivi anche la riduzione e la stabilizzazione dello spread con l’intento di travasare parte del risparmio privato sul debito pubblico. Per godere dei benefici i titoli dovranno essere mantenuti in portafoglio fino alla scadenza e i gestori non potranno scommettere al ribasso contro il debito pubblico.

 

VERSO ASTE META’ MESE – Questa sera a mercato chiuso da Via XX Settembre la comunicazione sull’asta a medio e lungo termine in calendario giovedì 13 settembre. Tenendo conto che è stato come di consueto cancellato l’appuntamento di metà agosto, le attese dell’ufficio studi UniCredit prevedono sia offerto il nuovo Btp a sette anni novembre 2025 per un importo tra 3 e 4 miliardi di euro insieme alla nona tranche del cinque anni aprile 2021 cedola 0,05% per 1,5/2 miliardi e a un’identica riapertura, la decima, del 30 anni marzo 2048 3,45%, offerto a metà giugno. Nell’asta di metà luglio era stato riaperto il cinque anni maggio 2025 coupon 1,45%, il cui importo in circolazione è attualmente intorno ai 16 miliardi. Gli analisti Commerzbank ipotizzano per l’offerta italiana a medio e lungo termine un importo complessivo di 7,5 miliardi.

Di venerdì sera intanto l’annuncio che nell’asta di Bot a 12 mesi in agenda mercoledì prossimo l’importo offerto è di 6 miliardi, 500 milioni al di sotto dei fondi in scadenza.

 

VOTO SVEZIA – Le elezioni di ieri lasciano la Svezia con un parlamento privo di maggioranza — nel rispetto delle attese — facendo nel frattempo segnare l’avanzata della destra radicale dei Democratici Svedesi, che ha condotto una campagna elettorale anti-migranti dai toni molto accesi. A scrutinio quasi terminato, l’alleanza uscente di centro-sinistra ottiene il 40,6%, un soffio oltre il 40,3% del centro-destra. Balzano al 17,6% i Democratici Svedesi di Jimmi Akesson, che avranno 63 seggi in parlamanto contro i 49 di quattro anni fa, quando il partito stava a 12,9%.

 

DATI CINA – Ricca l’agenda macro del fine settimana: diffusa sabato, la bilancia commerciale di agosto ha visto un nuovo record dell’avanzo nei confronti degli Stati Uniti, per quanto un saldo lievemente inferiore alle attese. L’attivo è di 27,91 miliardi di dollari, contro i 31,79 miliardi del consensus dopo i 28,05 miliardi di luglio. Al risultato ha concorso un aumento di 9,8% su base annua della voce export, su cui l’attesa era di +10,1% e di 20% del canale importazioni (+18,7% il consensus). Di oggi i dati sui prezzi alla produzione e al consumo di agosto, risultati i primi di un decimo superiori alle aspettative. I prezzi a monte della filiera sono cresciuti di 4,1% su base annua da ,6% di luglio (4% le attese), mentre il costo della vita è passato da 2,1% a 2,3%.

 

DATI GIAPPONE – Il consensus Reuters prefigura per l’avanzo delle partite correnti di luglio un valore di 1,852 miliardi dopo 1,177 miliardi di giugno. Quanto alla revisione dei dati di crescita del secondo trimestre, considerato il contributo positivo della voce spese in conto capitale, si è visto un miglioramento del tasso trimestrale da 0,5% a 0,7% — identico alle attese — parallelo a un’accelerazione dell’indice annuo da 1,9% a 3%, quattro decimi oltre il consensus.

 

FOREX – Dollaro in buon recupero sui cross, in un mercato con i nervi tesi che guarda all’evolversi della sfida sui dazi. Deboli le valute emergenti e molto male il dollaro autraliano. Corona svedese poco mossa dopo voto. Poco prima delle 8 euro/dollaro 1,1541/45 da 1,551 venerdì sera in chiusura a New York, dollaro/yen 110,95/98 da 111,05 ed euro/yen 128,11/14 da 128,30.

 

GREGGIO – Derivati sul greggio in rialzo di circa mezzo punto percentuale, grazie alla fase di stallo delle attività di trivellazione negli Usa. Il futures Brent a novembre risale di 0,47% a 77,16 dollari il barile, l’equivalente Nymex di 0,49% a 68,08 dollari.

 

TREASURIES – Governativi Usa sulle posizioni in chiusura sulla piazza asiatica, dover il dcennale di riferimento risale di 1/32 al rendimento di 2,937%.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, ricerca e sviluppo in Italia 2016/2018 (10,00).

 

GRAN BRETAGNA

Stima Pil, produzione industriale e manifatturiera, bilancia commerciale luglio – attesa 0,2% mese. 0,5% trimestre e 1,4% anno per Pil, 0,2% mese e 1,1% anno per produzione industriale (10,30).

 

GRECIA

Prezzi consumo agosto, produzione industriale luglio (11,00).

 

PORTOGALLO

Bilancia commerciale luglio (12,00).

 

ZONA EURO

Indice Sentix fiducia consumatori settembre – attesa 14,6(10,30).

 

USA

Crediti consumo luglio (21,00).

 

CINA

Prezzi produzione e consumo agosto – attesa 4% anno per prezzi produzione, 0,5% mese e 2,2% anno inflazione(3,30).

Attesa fino al 17 settembre M2 agosto.

 

ASTE TITOLI DI STATO

ITALIA

Tesoro annuncia tipologia e quantitativi Btp in asta il 13 settembre.

 

EUROPA

Francia, Tesoro offre titoli Stato breve termine.

Germania, Tesoro offre 2 miliardi titoli sei mesi 13/2/2019.

 

BANCHE CENTRALI

USA

Albany, intervento presidente Fed Atlanta Bostic (18,00).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

ROMA

Presidente consiglio europeo Tusk in visita, incontra premier Conte (11,00)

Milano, convegno organizzato da Università Bocconi su “European Capital Markets and Brexit: The Road(s) ahead”.

 

EUROPA

Vienna, inizia riunione consiglio governatori Iaea; termina il 14 settembre.

MARKET OUTLOOK

NESSUNA GARANZIA

NESSUNA  GARANZIA

Siamo alle ultime battute del QE , presto mancherà l’acquirente di ultima istanza  che garantisce l’acquisto dei BTP qualora lo spread  rimanga in tensione. La BCE promette di rinnovare i titoli in scadenza  e mantenere i tassi fermi per almeno metà del 2019, sarà sufficiente?

In un tourbillon di polemiche, a cui si aggiungono quelle relative alle tragiche emergenze di cui la storia del nostro Paese è promoter, ci apprestiamo ad affrontare una complessa partita politica ancorché economica sul disegno per la Legge di Stabilità: il programma di bilancio.

Chiunque sa che la coperta da qualsiasi parte la si giri è stretta o corta a seconda delle prospettive.

Date le premesse vi sono alcuni punti fermi: a) l’Italia è in avanzo primario da 27 anni, l’attivo corrente si attesta al 2,8% in rapporto al PIL. Nonostante l’erosione del Prodotto Interno rimane la seconda piattaforma industriale/manifatturiera  dell’UE dopo la Germania.

Siamo nell’ordine il terzo contributore al bilancio dell’Unione.  I contrappesi sono dati dal rapporto debito su PIL  che in pochi anni è passato dal 100% al 132%.La finanza pubblica necessita di un funding pari a 400 miliardi ogni anno. Con il Qe azzerato ed attivo soltanto per il twist relativo alle scadenze, gli investitori si interrogano sulla capacità della Repubblica Italiana di onorare il debito in futuro.

In assenza di un prestatore di ultima istanza, la Banca Centrale, le risposte all’interrogativo non sono del tutto scontate. Le agenzie di rating ritornano a settembre ad aggiornare il loro giudizio sull’Italia. L’attuale livello di rating ci pone all’ultimo gradino nella scala dell’investment grade. Un downgrading implicherebbe una revisione da parte dei fondi d’investimento e comunque da parte degli investitori istituzionali delle loro detenzioni di BTP.

Il tema Italia non è il solo a movimentare i mercati.

Jackson Hole, il simposio organizzato dalla Federal Reserve a cui partecipano le banche centrali del mondo, costituisce un altro market mover di interesse. In questa edizione del 2018, il focus è dedicato agli effetti di catalizzazione dei big player del settore tecnologico negli equilibri della crescita globale. Le superstar, Fang e Microsoft,  rappresentano il 60% della crescita dei margini di profitto lordo negli ultimi 20 anni, a differenza degli esigui miglioramenti dei margini di profitto della gran parte delle compagnie. L’obbiettivo dei paper presentati è stato quello di comprendere se la loro potenziale monopolizzazione del mercato possa aver determinato impatti deflattivi con conseguenze negative per il lavoro ed il consumo.

Ma oltre i temi di copertina l’attenzione converge verso una conferma o meno della linea restrittiva programmata dalla stessa Fed.  Il rialzo dei tassi ed il conseguente rafforzamento del dollaro hanno messo in difficoltà i mercati emergenti sia sul lato dei bond che di quello equity.

Per meglio comprendere la linea di policy monetaria della Fed, si guarda con attenzione anche ai dati PMI relativi alle aspettative di crescita delle aziende nelle varie aree geografiche. Negli ultimi mesi è emersa una netta dicotomia tra la crescita Usa rispetto a quella delle regioni emergenti e dell’Eurozona. La crescita non risulta più armonizzata e le asimmetrie che si sono configurate hanno spinto gli investitori a prendere scommesse sempre più polarizzate sul mercato USA. Lo dimostra l’andamento dei principali indici azionari nella fase centrale di quest’anno, ovvero dopo la correzione sincronizzata di febbraio.

Le curve che hanno retto la domanda rimangono circoscritte al dollaro ed al mercato azionario USA.

La divergenza delle traiettorie di rendimento sta spingendo molti analisti ad interrogarsi sulla sostenibilità e quindi sulla durata residua della crescita americana.

In sintesi i temi di maggior rilievo mirano a comprendere se le criticità dell’Italia possano costituire una minaccia per i mercati, se la Fed continuerà, nonostante i richiami di Donald Trump, ad alzare il livello dei tassi con le conseguenti collisioni verso i mercati emergenti, il dollaro e quindi oro e materie prime.

Affrontiamo questi temi segnalando che a tutt’oggi non è ancora chiaro quale sia l’esito delle trattative su Brexit: il divorzio dell’Inghilterra dall’UE sarà di tipo hard o soft?.

Stravolgendo l’ordine dei quesiti partiamo mettendo a fuoco la curva americana dei tassi  guardando all’andamento del tratto lungo, il 10 anni US. Benché la curva sia ancora piatta, esiste sul mercato una forte componente speculativa di short aperti sul Treasury. Ciò significa che il mercato continua a scontare una visione ancora restrittiva da parte della Fed. Lo scorso autunno abbiamo messo a fuoco un range di oscillazione in una forchetta compresa tra 3,05 e 2,80/75%. E’ dagli inizi dell’anno che il 10 anni oscilla all’interno di questa fascia. Abbiamo fissato un warning sotto la base del range chiamando, nel caso in cui fosse stato violato, una correzione dei mercati azionari Usa. Il limite superiore, 3,05/10%, corrisponde ad una barriera il cui break up  potrebbe generare conseguenze ancor oggi non del tutto scontate. In altri termini l’equilibrio garantito dalla permanenza dei rendimenti all’interno della gamma individuata, ha finora costituito una garanzia di buon funzionamento per l’equity. Così è stato. Ma gli equilibri nei mercati hanno una declinazione temporanea.

Ripartendo da queste basi,  si attendono le indicazioni della Fed  per una verifica delle prospettive su tassi e sulla riduzione del proprio bilancio. La normalizzazione della politica monetaria passa attraverso la progressiva riduzione dei bond in portafoglio. Ciò implica un effetto sulla liquidità (dollari) e sui rendimenti.

Il mercato è sempre più convinto che l’azione possa impegnare una finestra temporale che non vada oltre la fine del 2019. La determinazione del Board potrebbe  rispondere all’esigenza di riequilibrare tassi e bilancio in tempo utile per poter affrontare al meglio il prossimo declino del ciclo economico. Ciò significa che in una futura contingenza negativa la Riserva Federale potrebbe ricorrere nuovamente all’utilizzo del QE o strategie simili, oltre che alla classica riduzione dei tassi d’interesse.

Sulla base delle recenti indicazioni  macro fornite dal FOMC (Federal Open Market Committee) ed al contestuale livello dell’inflazione, 2,4%, ben al di sopra del target 2%, si stimano altri due rialzi dei Fed Funds in questo 2018, altrettanti se non tre nel 2019.

L’azione, rialzo tassi e riduzione bilancio, se confermata, produrrebbe un ulteriore assorbimento di liquidità in dollari con effetti restrittivi sulla curva dei rendimenti.  Salvo quindi uno shock inatteso, il 10 anni US dovrebbe consolidare una base sopra 2,80/70.  Il contenimento di eventuali effetti causati da uno short squeeze sui bond future relativi, potrebbe respingere nuovamente i rendimenti verso la parte alta della gamma stimata ed in virtù di equilibri instabili produrre un break up.

Le attese sulla crescita elaborate dal modello GDPNOW della Fed di Atlanta continuano a stimare

una crescita su base annua al 4,3%, ben al di sopra del consensus tuttora ancorato ad un 3% per il trimestre in corso.

Con l’inflazione al 2,4%, la crescita oltre il 4% ed un tasso di disoccupazione ai minimi storici, 3,9%, Doanld Trump si presenta alla elezioni di midterm  cercando conferma e sostegno alla propria presidenza. La conferma di questo scenario implica una rifrazione ancora negativa verso i Bond Emergenti ed in assenza di un supporto diretto delle commodity e della Cina, anche del relativo mercato azionario.

Le tensioni emerse durante l’estate potrebbero alimentare nuove aggressioni verso la Turchia e verso la Russia  ed il Brasile. La moneta brasiliana risulta anch’essa sotto pressione ed il mercato azionario sottoposto ad elevata volatilità. Si temono quindi contagi da queste aree verso regioni che presentano elementi di criticità. In altri termini l’orientamento verso la qualità spinge gli investitori a cercare rifugio su attivi meno remunerativi liquidando posizioni su quelli che presentano rapporti di rischio rendimento più attraenti in condizioni di mercati stabili.

L’Italia costituisce un anello debole in tal senso. Per cui instabilità prodotte su aree diverse, rischiano di alimentare deflussi dal nostro mercato a causa di trasmissioni di contagio che avvengono attraverso i canali bancari. E’ il caso della Turchia per esempio.

Di questa fotografia, articolata e complessa nelle diverse prospettive, rimane il senso di precarietà su cui si avverte,  quasi tangibile, l’esigenza di una correzione che possa riportare in equilibrio gli  eccessi  per ristabilire rinnovate condizioni di opportunità.

Molti sono gli strategist che da tempo richiamano l’attenzione sui rischi  quiescenti presenti sui mercati. Essi sono dissimulati dalla tenuta degli indici americani in gran parte sostenuti da azioni di buyback straordinarie di cui abbiamo già scritto in passato.  La tenuta dell’S&P 500 piuttosto che del Nasdaq , trattiene altri mercati dal riposizionare il loro ciclo in una fase riflessiva, fatta eccezione per gli emergenti. L’Euro mercato equity sembra in bilico tra una manovra distributiva rispetto al tentativo di accumulazione di forze che siano in grado di spingere i valori oltre ostacoli tecnici significativi. Anche su questo fronte troviamo l’eccezione di Borsa Italiana che non riesce a consolidare  stabilmente le proprie negoziazioni sopra 20800/21000.

L’andamento dell’indice MSCI EMU appare eloquente. I valori dopo aver fissato un picco a gennaio  sulla linea di transizione, lungo la quale sono ordinati in sequenza i massimi del 2000 e del 2007,  hanno aperto una fase di ripetuti test tecnici alla ricerca di una direzionalità che a tutt’oggi non emerge se non in modo alternato nella computazione degli algoritmi.

Partecipare a questi mercati implica un elevato grado di accettazione di margini di volatilità associati a livelli di protezione strutturalmente posizionabili sotto i minimi di febbraio marzo (mercati maturi/economie avanzate). Tali livelli sono indicati per ogni singolo  strumento coperto dalla nostra ricerca riservata (condizione Knock_Out).

Il mercato valutario risulta invece molto più movimentato: il dollaro continua a concentrare interessi di varia natura. Politica, ovvero come strumento di risposta alla guerra tariffaria attraverso svalutazioni competitive che passano attraverso alla rivalutazione della moneta americana. Finanziaria: l’elevato livello dei tassi attrae flussi in cerca di allocazioni appetibili.
Normalizzazione bilancio Fed: come già scritto la riduzione degli attivi della Riserva Federale crea condizioni restrittive sulla liquidità in circolazione. Funding Emerging Market:  buona parte delle emissioni sono denominate in dollari il cui apprezzamento risulta causa di instabilità.

Nel mese di agosto l’eur usd ha violato la soglia 1,15 accelerando in negativo. Il differenziale dei rendimenti sul tratto breve della curva risulta ai massimi storici. Il 2 Y US rende 2,60% contro il        -0,65% sull’analoga carta tedesca. In queste ore il mercato sta verificando il grado di attendibilità della violazione dell’area indicata con un collaudo  tecnico della quota violata. Il presidente Trump, in modo inusuale, ammonisce la Fed  per la forza della dollaro. Lo smart money  segue queste vicende alternando nella malleabilità della domanda e dell’offerta di breve swing su cui  le mani forti non prendono posizioni 1,15/1,17).

La conferma della violazione di 1,15 riscontrabile con ritorni delle negoziazioni nuovamente sotto 1,1490 eur usd, proietterà nuovamente i valori verso i minimi recenti 1,13 dove  convergono i massimi che delimitavano il range su cui si sono formati i minimi vicino alla parità. Avvicinata agli inizi del 2017.

L’innalzamento delle tariffe doganali sul settore automotive sull’import USA, potrebbe spingere ulteriormente al ribasso il rapporto di cambio.

In Europa il comparto risulta inserito in una tendenza riflessiva quasi scontasse la decisione  americana.

Sulla debolezza dell’euro contrapposta alle tariffe si giocano le relazioni politiche tra USA ed UEM e si dipanano le alleanze ed  i conflitti diplomatici tra i primi ed i vari  governi appartenenti ai secondi.

Per l’Italia un euro debole contribuisce  a costruire una manovra di bilancio che possa sostenere gli obbiettivi del Governo, 2% di crescita  netta.

Secondo il ministro Paolo Savona, -con l’1,5% di crescita dell’inflazione, la crescita nominale del Pil sarebbe del 3,5% e consentirebbe di rispettare dinamicamente sia il parametro concordato del disavanzo di bilancio pubblico, sia una riduzione del rapporto debito pubblico/Pil. Il mercato e le società di rating aspettano di sapere che cosa accadrà su queste due variabili e hanno la capacità di valutare adeguatamente calcoli come quelli qui proposti.-

Nella contribuzione alla crescita rientrerebbero anche , secondo il disegno governativo, gli investimenti in  infrastrutture ed opere pubbliche.

Nel nostro rapporto di luglio ed ancor prima in quello di giugno abbiamo messo in evidenza  il vincolo di rispetto da parte dello spread di un limite possibilmente invalicabile in area dei 300 bp. (res primaria)) al fine di mantenere sotto controllo la dinamica del rischio paese. Le contaminazioni derivanti dalla trasmissione dell’esposizione sul debito della Turchia ha messo sotto pressione durante il mese di agosto il livello.  Riteniamo che vi siano i margini per un rientro del differenziale anche se l’area 215/210 continuerà a rappresentare un limite alla convergenza.

In ogni caso i timori apertamente denunciati su potenziali aggressioni all’Italia rimangono indicizzati al trigger point di area 325 dello spread BTP-Bund

JEROME POWELL FEDERAL RESERVE

FEDERAL RESERVE GDP 3° Q 5%

FEDERAL RESERVE GDP 3° Q 5%

Questa mattina ho commentato su LE FONTI TV   le decisioni della Fed e le ripercussioni sui mercati del nuovo confronto USA Cina sulle tariffe.
Di seguito riporto i punti su cui ho concentrato l’intervista. La prossima settimana sarò ospite della Redazione Giornalistica di RAI 1 alle 17,45 (da lun  a ven) per commentare le chiusre europee e le notizie più significative.

I responsabili della Fed hanno discusso l’appiattimento della curva dei rendimenti

** La maggior parte dei responsabili delle politiche della Fed ha dichiarato che i rischi della politica commerciale si sono intensificati

** Per un numero non ancora maggioritario dei membri del Board del FOMC  potrebbe essere appropriato modificare parte della dichiarazione di policy che fa riferimento alla politica accomodante.

** Molti responsabili delle politiche hanno affermato che graduali aumenti potrebbero portare ad un tasso di fondi al di sopra del livello neutrale  il prossimo anno.

Il FOMC ha lasciato invariati i tassi … Tuttavia, la dichiarazione ottimista rilasciata a margine del comitato è coerente con un rialzo a settembre, considerati i solidi dati sulla crescita degli Stati Uniti e condizioni finanziarie stabili a fronte dell’incremento dell’incertezza commerciale.
Mentre le preoccupazioni tariffarie sembrano essere in aumento tra i funzionari della Fed, la maggior parte sembra credere che queste preoccupazioni non abbiano ancora influenzato la crescita o abbiano modificato materialmente le prospettive economiche.
Il mercato sconta una probabilità sopra il 90% che a settembre vi sia un rialzo di 25 bped un successivo a dicembre.

Al momento rimangono attive, secondo l’analisi delle dichiarazioni rilasciate dai membri del FOMC, per il 2019 attese per ulteriori tre rialzi dei tassi d’interesse.

Il GDPNOW, modello di stima definito sulla base di un algoritmo dinamico dalla FED di Atlanta, mette in evidenza una proiezione di crescita per il trimestre in corso prossima al 5%. Il consensus degli economisti stima in vece una crescita poco superiore al 3%.

Tale visione giustifica le aspettative ottimistiche del Board sul futuro prossimo dell’economia USA.

 

 

Il mercato dei cambi ha reagito con un marginale apprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro. I valori si sono posizionati in direzione della parte bassa del range che abbiamo stimato per il periodo: 1.1750-1.1575.  Flessioni sotto 1.16 potrebbero anticipare cadute più significative verso i minimi degli ultimi mesi, area 1.15 dove abbiamo fissato il trigger point di break out per la ripresa del movimento riflessivo dell’eur usd.

 

WB RISK MANAGEMENT: EUR USD
WB RISK MANAGEMENT: EUR USD

Oggi attendiamo l’esito del meeting della Bank of England. Stimiamo un rialzo dei tassi nell’ordine di 25 bp. L’eur gbp tenderà a scivolare nuovamente verso l’area .8830/88. Tuttavia il valore su cui concentrare in modo più significativo l’attenzione riguarda il cambio del cable gbp usd. La sterlina ha assolutamente bisogno di guadagnare terreno oltre quota 1.32 per stabilire un nuovo rapporto di forza con il dollaro e conseguentemente con le altre monete.

Di seguito riportiamo i Market Mover elaborati dall’agenzia Reuters.

 

WB FX RISKOO

 

MARKET MOVER le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio
MARKET MOVER
le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio
TASSI FED – In perfetta armonia con le attese di mercato e operatori, Federal Reserve ha confermato ieri sera i tassi di riferimento Usa sull’attuale obiettivo di 1,75/2%. Il comunicato che accompagna la decisione di politica monetaria parla di un’inflazione intorno all’obiettivo di 2%, di un mercato del lavoro in buone condizioni di salute e di una “solida” crescita economica. Si conferma dunque la prospettiva di una nuova stretta da un quarto di punto — la terza quest’anno — in occasione del Fomc di settembre, seguita poi da un quarto rialzo dei tassi entro fine 2018. Secondo il termometro FedWatch, la chance di un rialzo dei tassi in settembre è data al 91%, quella di dicembre al 72%.

 

BANCA D’INGHILTERRA – Atteso invece un rialzo dei tassi da parte di Banca d’Inghilterra, che conclude oggi la riunione di politica monetaria. L’ultimo sondaggio Reuters, condotto a luglio, indica un incremento di 25 punti base a 0,75%, sullo sfondo di un mercato marginalmente più fiducioso che Londra riesca a raggiungere un accordo di libero scambio con l’Ue. Altri interventi sui tassi sono previsti dopo il completamento della Brexit, ovvero non prima del 2020. Al momento solo una minoranza degli economisti ipotizza un periodo di recessione nei prossimi anni, ma da inizio 2018 l’economia ha registrato un rapido rallentamento. D’altra parte l’inflazione è stimata sia quest’anno sia il prossimo sopra l’obiettivo del 2% della banca centrale.

 

MERCATO PRIMARIO – Arriva a quasi 12 miliardi di euro complessivi l’offerta a medio lungo sul mercato primario della zona euro. La Francia propone fino a 6,5 miliardi di Oat sulle scadenze aprile 2029, maggio 2031 e maggio 2036; la Spagna mette sul piatto fino a 4,5 miliardi di titoli nominali a 3, 5 e 10 anni più l’indicizzato lungo novembre 2030 per una cifra fino a 750 milioni.

 

BTP – Si riparte stamane da un tasso decennale di 2,80% e da uno spread di 231 punti base dopo la chiusura negativa di ieri. In un mercato dagli scambi leggeri si è fatto sentire il fattore offerta (le aste francesi e spagnole sono state anticipate ieri dal collocamento di 2,373 miliardi di Bund decennali), anche se la contemporanea flessione della carta tedesca ha impedito l’allargamento dell’Italia. Il mercato ha chiuso sui minimi intraday ma lo spread Btp/Bund si è mantenuto pressoché stabile durante il pomeriggio, in area 230 pb.

 

FOREX – Dollaro sulle posizioni dopo la scontata decisione Federal Reserve di non intervenire sui tassi, che verranno molto probabilmente corretti al rialzo con il Fomc di settembre. La risalita dei rendimenti sulla curva dei governativi giapponesi, in particolare sul tratto decennale, aiuta lo yen ad allontanarsi dai minimi sul biglietto verde. Più debole la sterlina, su cui prevalgono leggere prese di beneficio a non molte ore dal verdetto sui tassi da parte di Bank of England. Intorno alle 7,30 euro/dollaro 1,1646/52 da 1,1658 della chiusura Usa di ieri sera, dollaro/yen 111,57/60 da 111,71 ed euro/yen 130,00/03 da 130,25.

 

GREGGIO – Derivati sul greggio in fase di consolidamento sul finale degli scambi asiatici, con quotazioni in rialzo di circa mezzo punto percentuale dopo la marcata correzione delle ultime due sedute. Alle 7,30 il futures Brent guadagna 40 cent a 72,79 dollari il barile, il Nymex 30 centesimi a 67,96 dollari.

 

TREASURIES – Prezzi in modesto rialzo sul secondario Usa, con il tasso del decennale che gravita stabilmente in area 3%, sui record da metà giugno. Il benchmark maggio 2028 guadagna 4/32 al rendimento di 2,988%.

 

DATI MACROECONOMICI

ZONA EURO

Prezzi produzione giugno (11,00) – attesa 0,3% mese, 3,5% anno.

 

USA

Nuove richieste sussidi disoccupazione (14,30) – attesa 220.000.

Indice Ism New York luglio (15,45).

Revisione beni durevoli, ordini industria giugno (16,00) – attesa 0,7% mese per ordini industria.

 

TITOLI DI STATO

EUROPA

Francia, Tesoro offre 5,5-6,5 miliardi euro Oat 25/4/2029 cedola 5,50%, 25/5/2031 1,50% e 25/5/2036 1,25%.

Spagna, Tesoro offre 3,5-4,5 miliardi titoli Stato 31/1/2021 0,05%, 30/7/2023 0,35% e 30/7/2028 1,40%; 250-750 milioni indicizzati inflazione zona euro 30/11/2030.

 

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Gran Bretagna, Banca d’Inghilterra annuncia decisione tassi e pubblica verbali riunione, rapporto su inflazione (13,00).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, atteso via libera decreto Dignità alla Camera, passa in Senato.

Roma, a Commissione Trasporti della Camera audizione Toninelli sulle linee programmatiche del dicastero (14,00).

Roma, a commissioni Industria e Ambiente del Senato audizione informale Commissionari straordinari Ilva (20,00).

Roma, Cda 1° semestre Cdp.

WB RISK MANAGEMENT: USD CNY

MARKET MOVER 3 LUGLIO 2017

Buongiorno,

i dati pubblicati ieri relativi al sondaggio PMI (Purchase Managers Index) hanno messo in luce per il mese di giugno una prima reazione alla sequenza negativa segnata dall’Italia da inizio anno.

MARKIT PMI ITALY
MARKIT PMI ITALY

Si tratta di un segnale il cui valore riportato in relazione alle altre rilevazioni in Eurozona assume una prova di resilienza positiva.  Nel dettaglio si sono rilevati:

 Aumenti della produzione e dei nuovi ordini
 Incremento dei costi di acquisto a causa del maggiore prezzo dell’acciaio
 Ulteriori aumenti del livello occupazionale, ma l’ottimismo crolla al valore più basso in più di cinque anni.

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MARKET MOVER 28 GIUGNO 2018

MARKET MOVER 28 GIUGNO 2018

VIVIAMO TEMPI INTERESSANTI

Ieri ho incontrato molti imprenditori del Nord Est  in un meeting dedicato all’Internazionalizzazione ospite di un’azienda, l’Arper, simbolo emergente dell’arredamento di design in Italia e nel mondo,  che esporta il 90% dei suoi prodotti nelle geo mappe globali. Il tema per quanto affrontato da tempo ed apparentemente dibattuto in tutti i suoi aspetti, conserva il fascino della conquista per gli imprenditori. Soprattutto, dopo la conquista, pone le problematiche del consolidamento dei primi successi ottenuti per rimanere e penetrare ulteriormente i mercati guadagnati.  La finanza, intesa come linfa vitale per sostenere i progetti d’impresa, costituisce uno degli strumenti che  consentono di rafforzare il posizionamento strategico e tattico di ogni impresa-migrante. In questi termini la gestione del posizionamento competitivo ed il successo delle azioni commerciali passa anche attraverso la gestione ottimale delle strategie in cambi. In tal modo il rischio di cambio diventa anche opportunità dove il primo goal è rappresentato dalla preservazione della marginalità, il secondo dalla competitività.

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LO STATO SOCIALE vs BORSA ITALIANA BTP SPREAD EUR USD

ITALIA: UN PAESE DIFFICILE CON BORSA E SPREAD POSITIVI

ITALIA: UN PAESE DIFFICILE CON BORSA E SPREAD POSITIVI

Niente nuovo che avanza
Ma tutta la banda che suona e che canta
Per un mondo diverso Libertà e tempo perso
E nessuno, Nessuno che dice se sbagli sei fuori

Niente nuovo Governo,
la Borsa che avanza e lo spread che se la suona e canta…
è una vita spericolata direbbe il buon Vasco.
Vivere o cantare, Fare soldi e non pensare, Parlare sempre e non ascoltare.
E’ una vita in vacanza.

Un Italia che fa finanza.

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AGAINST ALL ODDS

AGAINST ALL ODDS

Le scorse settimane ho più volte sottolineato alcune incongruenze sul rialzo dell’euro negli ultimi nove mesi. Contro ogni probabilità ho messo in evidenza l’ipotesi che l’euro possa avviare una correzione sul dollaro evitando di superare la soglia critica di 1,25. La distribuzione che si sta completando all’interno del range 1.25-1.22 dovrebbe predisporre le condizioni per l’avvio di una correzione la cui ampiezza potrebbe rivelarsi significativa. E’ prematuro stabilire quali possano essere i tempi necessari per maturare il break out definitivo del range, tuttavia le discese sotto 1.2280/70 nel brevissimo contribuirebbero a confermare il percorso atteso.

Al momento, secondo quanto mette in evidenza il report sul COT, Commitment of Trades, diffuso dalla CFTC, U.S. COMMODITY FUTURES TRADING COMMISSION, i Large Speculators detengono robuste posizioni lunghe in futures ed options denominate in euro contro il dollaro. I Commercials invece sono posizionati in termini speculari. Evidentemente hanno colto il rialzo dell’euro per coprire i flussi futuri in dollari.

Tale impostazione dei grandi fondi speculativi ha il difetto di subire un cost of carry significativo il cui carico pesa mediamente 2.5, 2.7% su base annua. Ciò significa che a lungo andare, ovvero in assenza della direzionalità attesa (rialzo dell’euro), tali detenzioni producono parziali perdite. Se a ciò si aggiunge una perdita di momentum il gioco è fatto. La violazione dei primi livelli tecnici di supporto possono spingere molti possessori di euro contro dollaro a chiudere precauzionalmente le posizioni.

L’attivazione di potenziali stop loss order posizionati sotto area 1.22/1.2150 contribuirebbe a far aumentare la volatilità spingendo le quotazioni verso un primo target in area 1.2050, ovvero verso il target di breve termine segnalato nel nostro Outlook mensile WB PERSPECTIVES ©.

Oggi molti Uffici Studi quotano target per l’autunno sopra  area 1.30/1.35 eur usd.  Come abbiamo già scritto per raggiungere tale livello è necessario che il mercato violi quota 1,25. Sinceramente già a questi valori le compagnie europee palesano una certo rallentamento degli ordinativi provenienti dai paesi che operano in dollari.  I recenti dati pubblicati sull’export tedesco hanno messo in rilievo una regressione che rischia di appesantarsi qualora il cambio dovesse rafforzarsi ulteriormente. I dati che rilevano la fiducia delle aziende in Eurozona esprimono da tre mesi a questa parte una perdita di valore. Il manifatturiero ha fatto segnare un declino che al momento non risulta preoccupante, ma nel caso in cui la flessione dovesse acuirsi si alzerebbe un segnale di allarme anche da parte della BCE.

WB ANALYTICS: EUR USD
WB ANALYTICS: EUR USD

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MARKET MOVER 10 APRILE 2018

MARKET MOVER 10 APRILE 2018

Oggi pubblichiamo l’Outllook mensile WB PERSPECTIVES  per il mese di aprile.

Abbiamo posto l’accento sull’andamento dei mercati azionari dopo gli scossoni di febbraio ed inizio mese. Il mercato dei cambi nel frattempo è rimasto pressochè stabile fissando le negoziazioni sul principale rapporto eur usd all’interno di una banda di oscillazione contenuta tra 1.25 ed 1.22. Riteniamo che l’equilibrio stia per esaurire i termini di stabilità. Presto dovremmo assistere ad un tentativo di rottura di questo range per definire una nuova direzionalità.

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LA GUERRA GLOBALE DELL’EXPORT

LA GUERRA GLOBALE DELL’EXPORT

La guerra è di somma importanza per lo Stato: è sul campo di battaglia che si decide la vita o la morte delle nazioni, ed è lì che se ne traccia la via della sopravvivenza o della distruzione. Dunque è indispensabile studiarla a fondo.  Siamo in guerra. Non c’è un nemico definito tale, ci sono invece influenze per raggiungere obbiettivi. Le influenze sono linee e strategie politiche; obbiettivi sono la leadership globale. I mezzi sono il commercio mondiale, la finanza, i flussi di capitale, le monete.

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JENS WEIDMANN CONFERMA LA LINEA MONETARIA DELLA BCE

MARKET MOVER 8 FEB 2018

Market Mover le notizie che muovono i mercati

Oggi Wlademir Biasia sarà ospite in diretta per commentare le dichiarazioni di Weidmann e le condizioni del  mercato dei cambi nonchè quello azionario:

Jens Weidmann governatore della Bundesbank ha avvalorato in uno speech questa mattina le linee guida sostenute dalla BCE in tema di policy monetaria.  Il mercato dei cambi ha colto la notizia per confermare violare l’area 1,23 e spingere il cambio verso il target di breve che abbiamo indicato nel nostro aggiornamento all’Outlook 2018 ed anticipato tra le news di Riskoo.

Il range 1.25/1.23 costituisce una fascia significativa all’interno di un quadro di medio periodo, con valenze tecniche sul ciclo dominante dell’eur usd anche ai fini di una difesa dinamica dei flussi generati dall’attività di import ed export in divisa americana.

Andamento del trend di breve termine eur usd
WB ANALYTICS EUR USD

BTP – Sul mercato del debito europeo ha continuato a imperare la tendenza di forza delle periferie, che hanno visto un generale restringimento degli spread contro Bund. Un movimento che in seduta è stato ulteriormente favorito dalla notizia dell’attribuzione all’Spd del ministero delle Finanze tedesco. Il differenziale di rendimento Italia-Germania sul tratto decennale si è spinto fino a 124 punti base, minimo dal 13 settembre 2016. In chiusura lo spread si attestava a 127 punti base, mentre il tasso del decennale di riferimento quotava 1,942%, dopo un minimo a 1,904%.

GERMANIA – La Cdu di Angela Merkel e la Spd hanno raggiunto ieri un accordo “di principio” sui punti principali in vista di una nuova edizione della Grosse Koalition dopo oltre quattro mesi di negoziati dalle elezioni dello scorso settembre. L’attribuzione del dicastero delle Finanze all’Spd sembra indicare la fine della linea dura dell’austerity del conservatore Wolfgang Schaeuble. Secondo Merkel, l’accordo appena siglato tra conservatori e socialdemocratici rappresenta una solida base per garantire al Paese un governo stabile, che si concentri sugli investimenti nell’economia in modo da permettere a Berlino di restare competitiva anche in futuro.

BOND GRECO – Per quanto riguarda l’atteso bond greco, un benchmark a 7 anni per cui lunedì è stata annunciata l’attribuzione del mandato a cinque istituti di credito, un funzionario di Atene ha detto a Reuters che si attenderà una normalizzazione del mercato dopo la volatilità delle ultime sedute. Il mercato attenderebbe il lancio oggi o nei primi giorni della prossima settimana, tuttavia uno dei lead manager ha detto che la Grecia non ha fretta, ricordando che è bene che si aspettino le migliori condizioni possibili.

ANNUNCIO ASTE ITALIA – Il Tesoro a mercati chiusi annuncerà tipologie e quantitativi dei titoli a medio-lungo termine che verranno posti in asta martedì 13 febbraio. Lunedì 12 febbraio saranno invece offerti 6,5 miliardi di euro di Bot a 12 mesi, a fronte di 6,548 miliardi in scadenza.

LE MAIRE – In un’intervista a ‘Repubblica’, il ministro francese all’Economia parla delle difficoltà europee e delle azioni necessarie. “L’Europa non è più una certezza ma una battaglia” dice, parlando di “collera dei popoli”, in Francia e non solo. Sul voto italiano non si sbilancia: “Il voto non deve mai essere una fonte di preoccupazione. L’Italia è un partner fondamentale. Spero che, quale che sia il nuovo governo, resterà un attore centrale nelle discussioni europee, in particolare nell’integrazione dell’eurozona”. Le Maire insiste invece sul tema della creazione di “un’unione bancaria completa, un’unione dei mercati dei capitali e i primi accordi sulla convergenza fiscale”. “A medio termine chiediamo un bilancio e un ministro delle Finanze dell’eurozona”. Altri temi chiave il dumping fiscale e la web tax: “Entro l’anno l’Europa dovrà essere il primo continente con un sistema di tassazione dei giganti di Internet. È una misura giusta oltreché necessaria”, una misura il cui gettito fiscale andrà valutato in miliardi di euro.

OCSE – Atteso per l’Italia dal fronte macroeconomico il composite leading indicator dicembre dell’Ocse. Per il mese di novembre l’indicatore, che anticipa i punti di svolta dell’attività economica per la tendenza dei prossimi sei-nove mesi, segnalava per l’Italia un nuovo lieve incremento nello slancio della crescita. Il valore dell’indice era passato a 100,7 da 100,6 di ottobre, segnale di “crescita che guadagna slancio”.

PREVISIONI UE – La Commissione europea ha pubblicato le stime economiche invernali. La crescita dell’economia italiana è vista a 1,5% sia nel 2017 sia nel 2018, prospettando però per il 2019 un rallentamento a 1,2%. Numeri che vanno confrontati con le precedenti previsioni d’autunno, pubblicate il 9 novembre, che indicavano per il prodotto interno lordo un’espansione di 1,5% nel 2017, 1,3% quest’anno e 1% il prossimo. Per quanto riguarda l’inflazione, le attese sono pari a 1,3% sia su 2017 sia su 2018 e 1,5% sul 2019. Nel brevissimo capitolo dedicato all’Italia, l’esecutivo parla di rischi al ribasso per le prospettive di crescita da mettere in relazione con la persistente debolezza del sistema bancario. Per una tabella riassuntiva delle ultime stime di governo e istituzioni internazionali su crescita e conti pubblici italiani cliccare su.

VERSO IL VOTO: BERLUSCONI E SALVINI SU CONDONO – Divergenza di opinioni fra Berlusconi e Salvini dopo la promessa del primo, in caso di vittoria alle prossime elezioni, di varare un condono edilizio per i cosiddetti “abusivi di necessità”. Una promessa che non è piaciuta al leader della Lega che si è detto “assolutamente” contrario.

VERSO IL VOTO: USCITA DI SICUREZZA DA EURO – E sempre Salvini ha detto ieri che la Lega sta lavorando alla creazione di una uscita di sicurezza dall’euro. “Noi vogliamo preparare gli italiani a un’eventuale difesa qualora altri, come accadrà, ve lo dico e poi tenetelo a mente, rimettessero in discussione la moneta unica”, ha detto il leader leghista. Per gli ultimi sondaggi, cliccare su.

DATI CINA – Usciti i numeri relativi alla bilancia commerciale cinese in gennaio, con cifre più basse delle attese: il surplus commerciale si è infatti attestato a 20,34 miliardi di dollari, a fronte di attese per 54,1 miliardi di dollari. Le esportazioni sono sono salite dell’11,1% su base annua, mentre le importazioni del 36,9%, sempre tendenziale. L’avanzo segnato in gennaio è il minimo dall’inatteso disavanzo registrato lo scorso febbraio.

DATI GIAPPONE – Il surplus delle partite correnti giapponesi in dicembre è risultato pari a 797,2 miliardi di yen, secondo i dati mostrati dal ministero delle finanze. Le attese degli economisti erano per un surplus più alto, a 1.017,5 miliardi.

FOREX – Il dollaro si muove al di sopra dei minimi, beneficiando della difficoltà dell’euro e dei più alti rendimenti Usa, mentre i rialzi restano limitati dalle preoccupazioni relative alle difficoltà delle borse. Attorno alle 7,45 l’euro vale 1,2369/73 dollari da una chiusura di ieri a 1,2262; e 134,69/70 yen da 134,07. Il dollaro/yen si attesta a 109,75/76 yen da 109,31.

GREGGIO – Prezzi del greggio in calo sulle piazze asiatiche, con il Brent che scicola ai minimi del 2018, con il rialzo della produzione Usa che vanifica gli sforzi Opec di restringere il mercato. In questo quadro, l’interruzione nell’operatività di un oleodotto nel Mar del Nord e i livelli record delle importazioni cinesi hanno offerto un certo supporto ai prezzi. Attorno alle 7,45 il future sul Brent cede 8 centesimi a 65,43 dollari al barile, mentre il contratto sul Nymex perde 16 centesimi a 61,63 dollari.

TREASURIES – Rialzo dei rendimenti per i titoli del Tesoro Usa, gravati da una tiepida domanda alle aste e dopo il raggiungimento in Senato di un accordo sul bilancio, stimolando le attese di una più forte crescita economica. Attorno alla chiusura di ieri, il decennale di riferimento rendeva 2,845% con un calo in termini di prezzo di 21/32.

DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, indicatori demografici 2017 (10,00).
Ocse, composite leading indicator dicembre (12,00).

GERMANIA
Bilancia commerciale dicembre (8,00) – attesa 21,7 miliardi.

GRECIA
Tasso disoccupazione novembre (11,00).

SPAGNA
Produzione industriale dicembre (9,00) – attesa 3,9% a/a.

USA
Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali (14,30) – attesa 232.000.

ASTE DI TITOLI DI STATO
ITALIA
Tesoro, annuncio tipologia e quantitativi Btp in asta il 13 febbraio.

EUROPA
Irlanda, Tesoro offre 1-1,25 miliardi euro titoli di Stato con scadenza 2028 (0,9%) e 2037 (1,7%).

USA
Tesoro offre 16 miliardi di dollari titoli di Stato a 30 anni, scadenza 15/2/2048.

BANCHE CENTRALI
EUROPA
Gran Bretagna, Bank of England annuncia decisione sui tassi, pubblica verbali riunione e rapporto su inflazione (13,00).
Zona euro, Bce pubblica ‘Bollettino economico’ (10,00).
Zona euro, consigliere Bce Mersch interviene su banche centrali e monete digitali e criptovalute a Londra (11,00).
Zona euro, a ‘Global Interdependence Center “Central Banking Series: Frankfurt”‘ intervengono Praet (Bce), Weidmann (Bundesbank), Villeroy de Galhau (banca centrale di Francia), presidente Fed Dallas Kaplan (10,50) a Francoforte.

USA
New York, intervento presidente Fed Philadelphia Harker (14,00).
Pierre, intervento presidente Fed Minneapolis Kashkari (15,00).

ASIA
Wellington, Banca centrale Neozelandese diffonde comunicato politica monetaria.

APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, evento “Adesso Banca! Manifesto per la tutela del risparmio e del lavoro”; tavola rotonda “Verso una riforma socialmente utile del sistema bancario” con DG Abi Sabatini (15,00).
Milano, Istituto Bruno Leoni presenta libro di Nicola Rossi “Flat Tax” con Fornero, presidente Prometeia Onofri (18,00).
Torino, convegno “Piano Impresa 4.0 Innovazione e competenze”, intervengono Calenda, Padoan; previsti interventi presidente Istat Alleva, Boccia, presidente Rete Imprese Italia De Luise, segretari generali Barbagallo (UIL), Camusso (CGIL), Furlan (CISL); prevista partecipazione di Gentiloni (11,00).
Torino, Padoan a conferenza Stampa di presentazione candidati e programma (15,00); visita Prima Industrie (16,00); incontra Ufficio di presidenza e presidenti di categoria dell’Unione Industriale (17,00); incontra sindaci amministratori del collegio Camera di Collegno, consiglieri della Città di Torino e della Città metropolitana e i candidati PD Piemonte (18,30).
Vicenza, processo crack Banca Popolare di Vicenza, attesa decisione Gup su istanze responsabilità civile.

EUROPA
Atene, commissario Moscovici incontra premier Tsipras e ministro Finanze Tsakalotos su programma salvataggio (fino al 9 febbraio).
Strasburgo, Parlamento europeo termina sessione plenaria.