PROVE TECNICHE PER UN CAMBIAMENTO DEL PARADIGMA SUI TASSI D’INTERESSE

La ripresa economica globale che sta rianimando il mondo, evidenzia in alcune aree tensioni sui prezzi al punto da spingere le banche centrali ed i regulators in generale ad accendere un dibattito sull’opportunità di ritirare le misure di stimolo avviando un tapering sul mercato dei bond. In alcune aree le banche centrali dalle parole sono passate ai fatti. In America ed in Europa i banchieri centrali stanno animando le prime significative prove tecniche di cambiamento per preparare i mercati in modo da evitare bruschi cambiamenti di scenario.

I dati economici ed il livello di copertura dei vaccini sulla popolazione animeranno tale processo per tutto l’anno in corso.

Il calendario economico di ieri aggiunge  in tal senso un ulteriore tassello al puzzle, anche se i dati sui servizi pubblicati ieri non hanno confermato sul segmento dei servizi il profilo atteso.

I dati rilevati ieri sul comparto dei servizi, prodotti dal sondaggio Markit, evidenziano in effetti un rallentamento del commercio e dei servizi in generale in un clima in cui si sta andando gradualmente verso la diminuzione dei blocchi Covid. In particolare è l’area dell’Eurozona a manifestare maggiore sofferenza. Negli Stati Uniti il dato di aprile è risultato sopra il precedente a 64,7 rispetto a marzo 60,4. L’indice ISM non manifatturiero ha invece parzialmente rallentato facendo segnare un declino da 63,7 a 62,7. Nel loro insieme i dati ISM e Markit, entrambi leading indicators sul sentiment delle imprese, evidenziano e confermano la robusta crescita americana. In eurozona sorprende il rallentamento del settore servizi alla vigilia delle riaperture. L’Italia soffre in misura maggiore rispetto a Francia e Germania: il dato rallenta da 48,6 a 47,3. Per l’Eurozona l’indice complessivo riesce a conquistare la sufficienza  con una metrica piuttosto contenuta 50,3. Nella nostra pagina dedicata ai post abbiamo riportato l’andamento complessivo dell’indice Composite (manufacturing + Services) relativa alle quattro aree economiche: Germania, Francia, Italia, e Spagna.

Negli Stati Uniti invece come scritto i dati di sentiment ed in generale il quadro macro continua a nutrirsi di elementi positivi che confermano la ripresa. La segretaria del Tesoro Usa lunedì ha dichiarato che i tassi d’interesse degli Stati Uniti potrebbero dover aumentare per evitare che l’economia si surriscaldi con l’entrata in vigore di altri programmi d’investimento economico voluti dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden. L’inflazione sui prezzi delle commodity sta premendo su quella generale alzando il dibattito sull’opportunità o meno di rivedere la linea di policy monetaria. In precedenza James Ballard, governatore della Fed di Saint Louis aveva suggerito di avviare il tapering al raggiungimento de livello di copertura dei vaccini oltre l’80% della popolazione. Le immediate ripercussioni sui mercati hanno spinto sempre il Segretario del tesoro  a ritrattare le dichiarazioni proprio in scia al pesante sell-off dei titoli tecnologici sulla piazza Usa e all’aumento dei tassi dei Treasuries sulla parte lunga della curva. La stessa Yellen ha corretto il tiro affermando di non vedere problemi legati all’inflazione. Sul tema, finora, il presidente della Fed Powell ha dichiarato che il mercato del lavoro non si trova ancora nella situazione in cui dovrebbe essere per poter iniziare a parlare di ‘tapering’.

Ergo: abbiamo la netta impressione che i regulators americani stiano  a rotazione preparando il campo, ovvero i mercati, per un cambiamento del paradigma monetario. Come abbiamo già scritto, anche per la Fed la riunione di politica monetaria di giugno assume un ruolo significativo.

Nel frattempo oggi il board di Bank of England torna a riunirsi per il consueto meeting mensileper disutere sui tassi d’interesse. Non escludiamo, a differenza di quanto indicato nel report di lunedì, che in considerazione dei dati raccolti possa  annunciare prime misure di tapering sul programma di acquisto bond. I significativi progressi della campagna vaccinale britannica e il rimbalzo dell’economia favorito dall’allentamento delle restrizioni anti-epidemia potrebbero spingere il Consiglio di prendere in esame l’opzione già adottata tre settimane fa dalla Bank of Canada. La sterlina dopo un test di area 0,87 sta nuovamente guadagnando terreno sull’euro confermando le nostre attese. Anche il dollaro canadese prosegue la sua fase di apprezzamento sulla’euro. Ci aspettiamo un breakout di area 1,47 ed un’ulteriore gamba di rialzo a a medio termine verso area 1,41/1,40.   

Ieri il Banco Central do Brasil ha aumentato di 75 punti base i tassi d’interesse portandoli al 3,50% dopo averli alzati dello stesso ammontare nel mese di marzo . La decisione del Copom (la commissione responsabile per le politiche monetarie) è stata unanime ed era ampiamente prevista: tutti i 38 economisti che componevano il consensus di Bloomberg si aspettavano infatti un incremento di 75 punti base del Selic (Sistema Especial de Liquidação e Custodia, il tasso benchmark del Brasile). “Per il prossimo meeting la commissione prevede la continuazione del processo di normalizzazione parziale con un altro aggiustamento della stessa entità nel grado di stimolo monetario”, ha dichiarato il Copom, anticipando dunque un altro rialzo di 75 punti.

PROVE TECNICHE PER UN CAMBIAMENTO DEL PARADIGMA SUI TASSI D'INTERESSE

WB ANALYTICS: EUR CAD LT

Attesi oggi anche una serie di interventi da parte di alti esponenti Bce, a partire dalla presidente Christine Lagarde. Ieri il capo economista Philip Lane ha detto che la riduzione negli acquisti di titoli da parte di Francoforte dipenderà dall’inflazione e dalle condizioni finanziarie.

I membri del board di Bank of Japan hanno concordato sulla necessità di concentrarsi su tassi di interesse stabilmente bassi con l’economia che continua a risentire della pandemia, secondo le minute del meeting di marzo. Nel nostro report FX Outlook Riskoo di maggio abbiamo aggiornato gli impatti sulle tendenze dei tassi di cambio prodotti dalle diverse impostazioni delle linee di policy adottate dalle banche centrali in questa fase di ripresa dell’economia globale.

MACRO USA – Focus oggi sulle nuove richieste settimanali di disoccupazione, con il consensus Reuters a 540.000, in flessione rispetto ai 553.000 della settimana prima.  Stando ad un sondaggio Reuters il numero settimanale dei nuovi occupati non agricoli Usa, in arrivo domani, sarà pari a 978.000, in aumento dai 916.000 dei sette giorni precedenti, ma il range delle stime va da 656.000 a 2,1 milioni. Se il dato si collocasse nella parte alta delle previsioni, potrebbe essere una forte indicazione circa la possibilità di un prossimo cambio di “stance”, in senso restrittivo, da parte della Fed. Ieri, intanto, i dati Adp sugli occupati del settore privato hanno mostrato un solido incremento ad aprile, suggerendo che l’economia Usa abbia trovato ulteriore slancio nel secondo trimestre sulla scia del massiccio stimolo e dei progressi vaccinali.

USA-CINA – La rappresentante per il Commercio Usa Katherine Tai si aspetta di avviare contatti “a breve” con esponenti cinesi per la valutazione dell’implementazione dell’accordo “Fase 1”, concluso dalla precedente Amministrazione Trump, il cui risultato influenzerà il destino delle tariffe punitive nei confronti di Pechino.

DATI ZONA EURO – Gli ordini all’industria tedesca a marzo hanno segnato un +3% congiunturale dal +1,4% del mese prima, contro attese pari a +1,7%.

Alle 15.30 INTERVENTO DI WLADEMIR BIASIA A YOU FINANCE   (per iscriversi al live)
  IV RIVOLUZIONE INDUSTRIALE: il futuro è già scritto? La fase di transizione dei mercati verso un nuovo ciclo. EQUITY- BOND – RATES – FOREX & COMMODITY

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

L’odierna riunione sui tassi della Bank of England è anticipata da un un nuovo segnale di forza della sterlina sull’euro. I valori scambiano nuovamente al di sotto dell’area ,87 e tendono a muoversi in direzione del precedente minimo fissato a marzo. Nel nostro Outlook 20/21 avevamo fissato tre obbiettivo regressivi sul cambio eur gbp: il primo a ,8750 su cui il mercato non ha aprto alcun consolidamento oltrepassando l’area d’impulso; il secondo in area ,8450 verificato alla fine di marzo su cui si è aperta una reazione del mercato. Ora ci aspettiamo che la tendenza dominante possa spingere i valori a issare nel medio periodo nuovi significativi minimi.

Con la violazione definitiva di area 0,87 il mercato archivia di fatto tutta la fase Brexit, dal referendum agli accordi finali.

Oggi l’economia inglese appare in netto recupero e secondo le stime del FMI è attesa a sovraperformare la crescita in Europa il prossimo anno.

PROVE TECNICHE PER UN CAMBIAMENTO DEL PARADIGMA SUI TASSI D'INTERESSE

WB ANALYTICS: EUR GBP LT

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

BCE DECISION RATES  – Nella riunione odierna, il Consiglio direttivo ha deciso di riconfermare il proprio orientamento molto accomodante di politica monetaria:

Il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali ei tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, 0,25% e -0,50%. Il Consiglio direttivo si aspetta che i tassi di interesse chiave della BCE rimangano ai livelli attuali o inferiori fino a quando non avrà visto le prospettive di inflazione convergere in modo robusto a un livello sufficientemente vicino, ma inferiore, al 2% entro il suo orizzonte di proiezione, e tale convergenza è stata costantemente riflessa nelle dinamiche inflazionistiche sottostanti.

Il Consiglio direttivo continuerà a effettuare acquisti di attività nette nell’ambito del programma di acquisto di emergenza pandemica (PEPP) con una dotazione totale di 1.850 miliardi di euro almeno fino alla fine di marzo 2022 e, in ogni caso, fino a quando non giudicherà che la fase di crisi del coronavirus sia al di sopra di. Poiché le informazioni in arrivo hanno confermato la valutazione congiunta delle condizioni di finanziamento e delle prospettive di inflazione effettuata alla riunione di politica monetaria di marzo, il Consiglio direttivo prevede che gli acquisti nell’ambito del PEPP nel trimestre in corso continueranno a essere effettuati a un ritmo significativamente più elevato rispetto al primo mesi dell’anno.

La bce rimane accomodante e conferma acquisto titoli programma PEPP

Il Consiglio direttivo acquisterà in modo flessibile in base alle condizioni di mercato e al fine di prevenire un inasprimento delle condizioni di finanziamento che non è coerente con il contrasto dell’impatto al ribasso della pandemia sul percorso previsto dell’inflazione. Inoltre, la flessibilità degli acquisti nel tempo, tra classi di attività e giurisdizioni continuerà a supportare la trasmissione regolare della politica monetaria. Se è possibile mantenere condizioni di finanziamento favorevoli con flussi di acquisto di attività che non esauriscono la dotazione nell’orizzonte di acquisto netto del PEPP, la dotazione non deve essere utilizzata completamente. Allo stesso modo, la dotazione può essere ricalibrata se necessario per mantenere condizioni di finanziamento favorevoli per aiutare a contrastare lo shock pandemico negativo sul percorso dell’inflazione.

Il Consiglio direttivo continuerà a reinvestire i pagamenti principali dei titoli in scadenza acquistati nell’ambito del PEPP almeno fino alla fine del 2023. In ogni caso, il futuro roll-off del portafoglio PEPP sarà gestito per evitare interferenze con l’appropriato orientamento di politica monetaria .

Gli acquisti netti nell’ambito del programma di acquisto di attività (APP) continueranno a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro. Il Consiglio direttivo continua ad aspettarsi che gli acquisti mensili di attività nette nell’ambito dell’APP durino per tutto il tempo necessario a rafforzare l’impatto accomodante dei suoi tassi ufficiali e terminino poco prima che inizi ad aumentare i tassi di interesse chiave della BCE.

… Per il Consiglio Direttivo i rischi  esprimono ancora criticità al ribasso anche se i dati economici stanno progressivamente migliorando

Sebbene la ripresa della domanda globale e il considerevole stimolo fiscale sostengano l’attività globale e dell’area dell’euro, le prospettive economiche a breve termine rimangono offuscate dall’incertezza sulla recrudescenza della pandemia e sull’introduzione delle campagne di vaccinazione. I tassi costantemente elevati di infezione da coronavirus (COVID-19) e l’estensione e il rafforzamento associati delle misure di contenimento continuano a limitare l’attività economica a breve termine. In prospettiva, i progressi nelle campagne di vaccinazione e il previsto graduale allentamento delle misure di contenimento sostengono l’aspettativa di una ferma ripresa dell’attività economica nel corso del 2021. L’inflazione è aumentata negli ultimi mesi a causa di alcuni fattori idiosincratici e temporanei e di un aumento inflazione dei prezzi energetici. Allo stesso tempo, il PIL reale dell’area dell’euro è diminuito dello 0,7% nel quarto trimestre del 2020, attestandosi al 4,9% al di sotto del livello pre-pandemia dell’anno precedente. I dati economici in entrata, le indagini e gli indicatori ad alta frequenza suggeriscono che l’attività economica potrebbe essersi nuovamente contratta nel primo trimestre di quest’anno, ma indicano una ripresa della crescita nel secondo trimestre.

Il Consiglio conferma i piani di stimolo

Il mantenimento di condizioni di finanziamento favorevoli durante il periodo della pandemia resta essenziale per ridurre l’incertezza e rafforzare la fiducia, sostenendo in tal modo l’attività economica e salvaguardando la stabilità dei prezzi a medio termine. Le condizioni di finanziamento dell’area dell’euro sono rimaste sostanzialmente stabili di recente dopo l’aumento dei tassi di interesse di mercato all’inizio dell’anno, ma permangono rischi per condizioni di finanziamento più ampie. In questo contesto, il Consiglio direttivo ha deciso di riconfermare il proprio orientamento molto accomodante di politica monetaria.

Manterremo invariati i tassi di interesse chiave della BCE. Ci aspettiamo che rimangano ai loro livelli attuali o inferiori fino a quando non avremo visto le prospettive di inflazione convergere in modo robusto a un livello sufficientemente vicino, ma inferiore, al 2 per cento nel nostro orizzonte di proiezione, e tale convergenza si è costantemente riflessa nelle dinamiche inflazionistiche sottostanti.

 

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

Le reazioni del mercato alla conferenza stampa

BCE DECISION RATES

14.30 –  Le reazione dell’eur usd sono rimaste contenute ed inizialmente schiacciate sulla parte alta del range infraday 1,2060 con iniziali realizzi sull’euro. Un ridimensionamento del cambio scatta tuttavia soltanto sotto area 1,20. La BCE continuerà a guardare le implicazioni dei tassi di cambio per prevenire eventuali ripercussioni negative sull’inflazione. Ciò significa ancora una volta che il test di area 1,20 spinge la BCE a far sentire la propria voce al mercato in merito alla sua attenta vigilanza sull’andamento del cambio dell’euro. Come ribadiamo nello streaming ci aspettiamo che il cambio a seguito del breakout di 1,20 possa ritracciare il precedente rialzo ritornando verso i minimi di marzo inizio aprile.

BCE DECISION RATES

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

 

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

 

L’inflazione statunitense è aumentata più del previsto a marzo ed è probabile che si spinga verso il 4%. Sono molti i fattori che al momento sostengono un ulteriore rialzo dei prezzi: la vivacità della ripresa in rappporto alle difficoltà dell’offerta dovuti ai problemi di approvvigionamento. Se questo può rappresentare un fattore temporaneo, la permanenza di stimoli monetari contrasta nettamente con la necessità di mantenerli attivi come nel periodo in cui tutto era bloccato dalla pandemia.  Gli attivi finanziari, la borsa in primo luogo, esprimono multipli che mediamente quotano 3 volte il GDP globale. Pertanto come avevamo già scritto ieri  e nei giorni scorsi, la pressione sui prezzi costringerà la Fed a modificare la propria narrativa ponendo le basi per un rischio sempre più sbilanciato verso un rialzo dei tassi nel 2022.

L’euro dollaro ha reagito al dato, 2,6%, sopra le attese di 10 punti base, con un primo apprezzamento del dollaro arrestato sopra 1,1870. La mancata violazione di 1,1870 ha spinto le contrattazioni verso la parte alta del range segnalata ieri mattina prima del dato a 1,1965 eur usd.

Il mercato con questo rialzo ha raggiunto l’apice della reazione avviata dall’euro dopo il test di 1,17, come suggerito nel post del 6 aprile.

Il punto è piuttosto importante in quanto rappresenta il livello sotto il quale a marzo erano scattati molti ordini di vendita di posizioni commerciali lunghe di euro, con speculari coperture sul dollaro da parte di importatori.  Nella mappatura settimanale del mercato Forex oltre alla tenuta di questo range, per la quale non escludiamo temporanei e brevissimi spike verso 1,20, si ritornerà a mettere nuovamente a fuoco 1,1870 dove si colloca secondo la nostra ricerca il punto di -scarico- dei recenti buy order sull’euro.

Ricordiamo inoltre che a settembre la BCE, proprio in quest’area, aveva sollevato più di una preoccupazione sull’apprezzamento dell’euro. Se ritornasse sopra 1,20 potrebbe ritornare sul tema. Oggi sono in programma alcuni interventi di esponenti del Board. Non ci aspettiamo ovviamente dichiarazioni di questo tenore, tuttavia l’intervento di Christine Lagarde si presta nei contenuti per ribadire la linea di policy accomodante della BCE.

MARKET MOVER RISKOO MONITOR

INTERVENTI BCE – Di rilievo l’intervento odierno della presidente Christine Lagarde che interviene all’evento Reuters “Steering the Post-Pandemic Economy” nel pomeriggio, in mattinata il vice presidente de Guindos presenta il “Rapporto annuale Bce 2020” al Parlamento europeo, a seguire gli interventi  del consigliere Fernandez-Bollo, di Panetta, sempre davanti al Parlamento europeo, e di Schnabel alle 19.

BANCA CENTRALE NUOVA ZELANDA – Al termine del meeting, l’istituto centrale neozelandese ha lasciato la propria politica monetaria invariata confermando lo stimolo accomodante per garantire il raggiungimento dei target su inflazione e occupazione. La Banca centrale ha lasciato il suo ‘official cash rate’ al minimo storico di 0,25% senza modificare né il suo programma Qe né  quello ‘Funding for Lending’.

MARKET MOVER MONITOR

PRODUZIONE ZONA EURO – In calendario i dati Eurostat con la lettura di febbraio della produzione industriale. Dopo  il deludente dato tedesco di qualche giorno fa, e la crescita sotto le attese di quella italiana ieri, il consensus per l’intera area converge su un calo dell’1,1%  mensile (dal +0,8% del mese precedente) e dello 0,9% su anno (da confrontare con il +0,1% di gennaio).

MINISTRO FRANCO A CONFERENZA OCSE – In mattinata il ministro dell’Economia Franco partecipa alla conferenza stampa di presentazione “Going for Growth 2021: shaping a Vibrant Recovery” assieme al segretario generale dell’organizzazione Gurria.

NEXT GENERATION UE –  La presidente della Commissione Ue von der Leyen e il Commissario per il bilancio Hahn presenteranno alla stampa la strategia di finanziamento del piano Next Generation. Ieri il commissario Gentiloni ha dichiarato che la Commissione ha in programma di alzare le stime di crescita della zona euro per il 2021 a maggio, dopo la pubblicazione delle nuove proiezioni economiche, avvicinandole a quelle del Fondo monetario internazionale.

ORDINATIVI GIAPPONE – Febbraio ha segnato l’inatteso calo degli ordinativi dei macchinari in Giappone. La flessione è stata dell’8,5% su mese, secondo mese di fila in calo, a fronte di attese per una crescita di 2,8%. Su anno il calo è stato del 7,1% contro attese per +2,3%.

MARKET MOVER

FOREX – Dollaro, come sopra indicato tocca i minimi delle ultime  tre settimane contro yen ed i minimi di quattro settimane contro euro dopo i dati sull’inflazione Usa che, nonostante il rialzo, non hanno destato eccessive preoccupazioni nel mercato per un possibile ‘tapering’ della Fed. Attorno alle 7,30, il cambio euro/dollaro vale 1,1962, in rialzo dello 0,12%, dopo aver chiuso a 1,1946. Dollaro/yen a 108,94, in calo di 0,1% dopo una chiusura a 109,05 e il cross euro/yen scambia piatto rispetto alla scorsa chiusura a 130,30.

WB ANALYTICS EUR USD

WB ANALYTICS EUR USD

GREGGIO – Prezzi in rialzo dopo il calo maggiore delle attese nelle scorte Usa e dopo che l’Opec ha alzato il proprio outlook sulla domanda di greggio. Attorno alle 7,30 i derivati sul Brent scambiano in rialzo di 44 cent a 64,11 dollari il barile, e quelli sul greggio Usa di 45 cent a 60,63 dollari.

TREASURIES – Governativi Usa piatti negli scambi asiatici. Il decennale di riferimento ha un tasso di 1,625%.  Nel pomeriggio, a mercati chiusi, seguiremo l’intervento del numero uno della Fed Powell.

BTP E PRIMARIO ZONA EURO – Riferimenti per l’apertura odierna i 105 punti base per il premio di rendimento Italia-Germania e lo 0,76% per il tasso del decennale di riferimento aprile 2031. In mattinata la Germania offre in un’asta regolare 1,5 miliardi nel Bund con scadenza agosto 2048, cedola 1,25%. Ieri il governatore di Bankitalia Visco ha detto che in questo momento i governi possono beneficiare di tassi di interesse molto bassi nell’emissione di obbligazioni sovrane mentre aumentano la spesa per sostenere le economie colpite dal coronavirus.

 

INFLAZIONE USA. Oggi un attimo prima delle 14.30 i mercati si fermeranno per attendere la pubblicazione del dato mensile di marzo. L’0attesa riporta un consensus che stima un aumento dei prezzi prossimo allo 0,2% m/m. L’IPC annuale salirebbe rispetto allo scorso marzo 2020 a 2,5%. L’IPC marzo su marzo aumenterebbe dello 0,5%.

Perchè l’inflazione ha assunto un ruolo critico nella lettura dei mercati?

Nell’ultima settimana abbiamo visto diversi interventi di autorevoli membri del Fomc compreso J Powell intervenire per esprimere il loro pensiero su quali siano le riposte che la FED possa mettere sul tavolo per gestire l’attuale congiuntura. Il più attivo, James Bullard, presidente della Riserva Federale di St.Louis, ha dichiarato in un’intervista a Bloomberg Television che un’eventuale azione di  tapering potrebbe rientrare tra le opzioni di politica monetaria della Fed qualora la ripresa assumesse ancor più rilievo e stabilità lungo il percorso della crescita.

Come abbiamo scritto ieri e ribadito questa mattina a CLASS CNBC  in un’intervista rilasciata da Wlademir Biasia a Caffè Affari, il quadro di riferimento spingerà la Riserva Federale a modificare la propria comunicazione da una guidance accomodante verso una linea che sposta ad un orizzonte più ravvicinato il potenziale rialzo dei tassi negli Stati Uniti. In termini concreti la Fed tenderà a preparare il mercato per un possibile rialzo nel 2022 anziché 2023.

La BCE come interpreta l’attuale ciclo d’inflazione?

Nell’intervento più recente rilasciato da un membro esecutivo del Board della BCE, Fabio Panetta, sono stati ribaditi temi che pongono la linea di policy monetaria nell’Eurozona in un piano diverso rispetto a quella americana. Dall’intervista del dott. Panetta emergono toni ancora preoccupati circa l’uscita dell’Europa dalla crisi sanitaria:  “Dobbiamo rendere operativo lo strumento di Recovery Ue” e “dovremmo valutare se fornire maggiore sostegno fiscale per riportare la domanda al suo potenziale più velocemente”, aggiunge ancora:  “in generale, non sarebbe saggio scommettere su un rapido recupero. Ci sono rischi che possono impedire la realizzazione dei miglioramenti pianificati. E anche se riusciamo a uscire presto dalla pandemia, ci renderemo conto che il danno all’economia è maggiore di quello che vediamo ora… Nulla impedisce alla zona euro di avere una robusta ripresa – ha osservato – ma per questo l’economia deve essere sostenuta con il livello appropriato di stimolo monetario e fiscale. La prudenza ci dice che è meglio iniettare troppi stimoli che non essere all’altezza”

E’ facile intuire che il dott. Panetta stia sollecitando il Consiglio ad essere più assertivo nell’utilizzo di strumenti accomodanti anche da parte della BCE.

Il diverso regime di attenzione verso gli sviluppi dell’inflazione nelle due sponde dell’Atlantico appare dunque scorrelato  favorendo un contesto valutario in controtendenza rispetto a quanto ancor oggi molti analisti sostengono.

Quali impatti sul dato relativo all’inflazione USA che sarà pubblicato oggi?

Nell’immediato i mercati attendono un dato in linea o leggermente sopra le attese. L’eur usd rimane posizionato sopra area 1,1890. Come scritto nel MarKet Mover Monitor della settimana area 1,1870 costituirà il punto di maggior tensione sugli sviluppi conseguenti alla lettura del dato odierno. Un dato leggermente sopra le attese spingerà i corsi a violare tale livello e ridare nuovamente forza al dollaro, diversamente potremmo assistere ad un ulteriore breve rialzo dell’euro verso area 1,1965/70.

WB ANALYTICS EUR USD HOURLY

WB ANALYTICS EUR USD HOURLY

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

Il petrolio è rimbalzato ieri con il Brent che ha registrato un rialzo di quasi il 6% nel corso della giornata seguito della notizia che riportava l’arenamento di una nave portacontainer  nel Canale di Suez, bloccando tutto il traffico marittimo. L’aggravante è dovuta all’evidenza che potrebbe volerci più tempo del previsto per spostare la nave. Il Canale di Suez è un punto vitale per il commercio globale, compresi i mercati energetici. Circa il 10% del commercio mondiale di petrolio, a cui va aggiunto l’8% del commercio mondiale di GNL, transita nel canale. Chiaramente, più a lungo dura questa interruzione, più è probabile che i raffinatori / acquirenti debbano rivolgersi al mercato spot per garantire la fornitura da altrove. Gli armatori dovranno, qualora le operazioni dovessero impiegare più tempo per la bonifica,  dovranno  decidere se attendere lo sgombero della nave portacontainer bloccata o fare il giro del Capo di Buona Speranza, entrambe le scelte porteranno ad alcuni ritardi.

L’EIA ha appena pubblicato i suoi rapporti settimanali sugli stock statunitensi, segnalando  che le scorte di petrolio greggio sono aumentate di 1,91 milioni di barili nell’ultima settimana, un valore inferiore ai 2,93 milioni di barili riportate dall’API. L’attività di raffineria ha continuato a riprendersi durante la settimana, con tassi di utilizzo in aumento di 5,5 punti percentuali all’81,6%, che riporta l’attività di raffineria quasi ai livelli precedenti il congelamento di inizio febbraio intorno all’83%. Sul fronte commerciale, le importazioni di greggio sono aumentate di 299 Mbbl / giorno. Tuttavia, le esportazioni di petrolio greggio sono rimaste basse, registrando una quinta settimana consecutiva di esportazioni inferiori a 3 milioni di barili / giorno, con uscite di 2,48 milioni di barili / giorno durante la settimana. Anche i prodotti raffinati hanno visto incrementi, con scorte di benzina e olio combustibile distillato in aumento rispettivamente di 204 Mbbl e 3,81 Mbbl.

I prezzi del Brent hanno riassorbito le perdite maturate la scorsa settimana ricoprendo l’ultima gamba di discesa partita a 62 usd/bar, mentre il picco registrato ad inizio mese segnava 72,30 usd.  Il mercato appare in attesa di nuove notizie in merito al ritorno della navigazione normale. Qualora il problema dovesse peggiorare le condizioni diel traffico potremmo assistere ad una accelerazione ulteriore dei prezzi sino a 66 usd. Soltanto oltre tale soglia l’incidente si tradurrebbe in un market mover significativo, in quanto annullerebbe del tutto la correzione che si era aperta a metà di marzo. Ieri i valori del Baltic Dry Index relativo ai noli marittimi non hanno registrato particolari ripercussioni sulle quotazioni. I prezzi hanno per il secondo giorno consecutivo perso terreno rispetto al picco segnato proprio il 22 marzo.

WB ANALYTICS: BRENT OIL USD/BAR

FOREX – REAZIONI DEL MERCATO FOREX 

Alle 13,30, da oltreoceano sarà pubblicata l’ultima lettura del Pil finale Usa nel quarto trimestre, che non dovrebbe discostarsi nelle attese dal +4,1% della lettura preliminare. Perlopiù l’attenzione sarà rivolta ai consueti dati settimanali sulle richieste di sussidi di disoccupazione, attesi in modesto calo rispetto ai sette giorni prima. Parlando dinnanzi al Congresso ieri, il numero uno della Fed Jerome Powell e il segretario del Tesoro Janet Yellen hanno ribadito di riporre estrema fiducia in una prossima forte ripresa dell’economia Usa.
Stiamo osservando con estrema attenzione l’attuale verifica del cambio eur usd su area 1,1830/1,18. Come anticipato ieri il passaggio in quest’area, che coincide con il collaudo di 92,50 di Dollar Index ha valenze tecniche per il mercato con implicazioni di medio termine. La definitiva violazione del livello aprirebbe la via al secondo target indicato nei nostri grafici e posizionato in area 1,16. (vedi grafico aggiornato).  Stiamo lavorando sull’aggiornamento dell’OUTLOOK relativo al secondo quater 2021, FX IIQ RISKOO, partendo proprio dalle reazioni del mercato al passaggio di area 1,18 per poter aggiornare i nostri piani di FX Risk Management agli sviluppi attesi.

Ieri nonostante i migliori dati sul PMI manifatturiero e servizi in Europa, l’euro non ha approfittato per recuperare almeno soglia 1,1850/70 eur usd, non escludiamo che possa ritornarci nelle prossime ore.

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

MERCATI – I rendimenti sul tratto lungo della curva hanno consolidato l’iniziale segnale di flessione dopo il rialzo degli ultimi mesi. Il 10y Germania Bund è sceso sotto la soglia -0,35% confermando la correzione attesa verso area -,47/50. Anche il 190 y Usa treasury ha ceduto terreno. Il mercato attenderà la violazione di 1,60/55 per ritornare a comprare con maggior fiducia i Treasury lunghi. Sul BTP continua invece il rintracciamento dei rendimenti verso area 0,50% Dollaro sul nuovo massimo da 4 mesi contro euro, tra i timori legati ai problemi della campagna vaccinale in Europa oltre che alla eventualità concreta di ulteriori restrizioni. La moneta unica non ha mostrato reazioni alla decisione tedesca di annullare l’inasprimento delle misure a Pasqua.

GREGGIO – Prezzi in calo dopo il rimbalzo visto ieri, con il futures Usa che cede l’1,81% appena sopra i 60 dollari al barile e il contratto sul Brent che lascia sul terreno l’1,46% a quota 63,45 dollari.

WB ANALYTICS: SPREAD ITA GER

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

 

I MARKET MOVER DELLA SETTIMANA

FED: come reagirà ai forti segnali di ripresa?

Anche questa settimana metteremo a fuoco le riunioni di politica monetaria delle banche centrali: FED, BoE, BoJ.
Il FOMC si riunisce tra crescenti segnali che indicano che l’economia statunitense è destinata a una crescita eccezionale nel 2021, oltre a un aumento delle pressioni inflazionistiche. Anche nel Regno Unito, dove la Banca d’Inghilterra si riunisce per definire la politica monetaria, abbiamo una situazione simile anche se con un’incertezza leggermente maggiore sulle prospettive di crescita per il prossimo anno.

Molti analisti inglesi continuano a diffidare di aumentare le loro previsioni di crescita a causa sia del COVID-19 che della Brexit. Ciononostante, sia le riunioni del FOMC che quelle della BoE saranno monitorate attentamente per rilevare eventuali segnali che il miglioramento delle prospettive e le recenti pressioni al rialzo sui rendimenti obbligazionari possano modificare l’atteggiamento ultra accomodante delle banche centrali rispetto al passato. Dollaro e sterlina rimangono positive dopo il significativo recupero messo a segno da inizio anno.

MARKET MOVER IN ASIA

In Giappone, i mercati hanno ipotizzato che le recenti oscillazioni dei rendimenti obbligazionari potrebbero indurre la Banca del Giappone a modificare il suo programma di acquisto di asset. In particolare, la banca potrebbe ampliare le fasce di controllo della curva dei rendimenti quando annuncerà i risultati della revisione della linea di policy in occasione della prossima riunione monetaria. La banca ha nel frattempo sottolineato la necessità che i tassi a lungo termine rimangano bassi per sostenere la ripresa economica post COVID-19. L’eur yen verifica  il nostro target 130 dove abbiamo collocato un punto di spartiacque con effetti significativi sulla tendenza di medio termine.

Oltre  agli eventi di natura monetaria questa mattina abbiamo rilevato i dati in Cina relativi alla produzione industriale di febbraio: il dato 35,1% mensile è superiore alle attese ed aggiorna il la crescita annuale al 35,1%. L’economia cinese riprende la crescita anche sul fronte dei consumi + 33,8% feb, investimenti +35%. Anche gli ultimi dati sulle esportazioni hanno mostrato un aumento del commercio, nonostante le più recenti rilevazioni PMI abbiano indicato un rallentamento del ritmo della crescita economica a seguito delle restrizioni COVID-19 e i ritardi logistici attivi anche in Cina.

Sempre in Asia, verranno pubblicati in Giappone, in India ed in Indonesia i dati sul commercio, l’inflazione, la produzione manifatturiera e il settore dei servizi.

EUROZONA

Mercoledì il calendario propone  per Germania, Francia ed Eurozona  le nuove rilevazioni sul sentiment delle imprese con l’aggiornamento del dato PMI Manufacturing: l’attesa per la Germania riporta un allentamento dal 60,7 al 56,5, l’Eurozona dal 57,9 al 54,3.  Infine venerdì sempre la Germania pubblicherà l’indice IFO di marzo con un’attesa riduzione da 92,4 a 90,5.

 

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

FOREX

– La settimana si apre con il posizionamento dei mercati in vista della due giorni del Fomc. Mercoledì sera J. Powell annuncerà l’esito del meeting e la View della Fed su come la ripresa impatterà su crescita ed aspettative sull’inflazione. Nel frattempo la scorsa settimana il 10 Y US Treasury ha chiuso nuovamente sui massimi in area 1,60%. Con l’attuale livello raggiunto dai rendimenti, lo spread USA GER sul tratto della curva a 10 anni verifica il nostro target annunciato nell’Outlook 20/21 a quota 180 punti base. Si tratta di un passaggio tecnico importante in quanto ristabilisce in termini di appetibilità la direzione dei flussi monetari. Lo scorso autunno avevamo indicato su tali basi il potenziale ritorno di forza del dollaro trainato con un ritardo di 4/6 mesi dal movimento dello spread. Questo percorso rappresenta la sintesi delle attese sulla crescita Usa rispetto a quella dell’Eurozona. Gli Stati Uniti si candidano, dopo l’approvazione del pacchetto fiscale, ad assumere nuovamente il ruolo di locomotiva per l’area atlantica. Dovrebbe beneficiare nel suo insieme attraverso le esportazioni l’intera UE a partire dal’Italia. Nel corso della settimana seguiremo con attenzione il range 1,2050-1,1850 in quanto rappresenta la fascia di mercato intermedia nel percorso di rafforzamento del dollaro. Qualora la Fed dovesse deludere le aspettative su una revisione della propria linea accomodante potremmo assistere ad un momentaneo recupero dell’euro. Tuttavia l’eventuale risposta ci appare strumentale ad un successivo rafforzamento del dollaro che nelle nostre ipotesi continua   a rimanere inserito in un quadro di ulteriore apprezzamento verso i target delineati nel grafico.

Dovremo declinare allo scenario macro e tecnico delineato gli sviluppi politici che il voto di ieri in Germania tenderà a mutare da qui sino alle elezioni di settembre. La battuta d0’arresto della CDU e del suo leader simbolo Angela Merkel potrebbe aprire uno scenario a tutto campo sulla ridefinizione degli equilibri nella stessa Germania ed all’interno del l’UE. Non ultimo dovremo verificare gli impatti che il dissenso verso il Cancelliere potranno avere anche sulla linea di sostegno alla politica della BCE.

La soglia 1,1850/35 rappresenterà nelle prossime settimane un importante test sugli equilibri tendenziali dell’euro nei confronti del dollaro e di conseguenza di tutti gli equilibri all’interno dei rapporti di cambio nel mercato valutario.

Ciò implicherà un ulteriore lavoro di set up dei piani di mappatura dei rischi nell’ambito dei progetti di Enterprise Risk Management.

I MARKET MOVER DELLA SETTIMANA

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

I MARKET MOVER DELLA SETTIMANA

WB ANALYTICS: EUR USD L_T

RISKOO EVERYONE IS A RISK MANAGER

RISKOO MONITOR

MARKET MOVER

 

La FED, nella sua prima riunione del 2021, ha deciso che continuerà con la politica accomodante.

Nella conferenza stampa di ieri, Jerome Powell ha voluto in qualche modo rassicurare i mercati sostenendo che la Fed continuerà a dare corso alla linea di policy accomodante, ma allo stesso tempo tra le righe ha voluto lanciare un pre segnale sulla futura evoluzione della stance del Board.
L
a Federal Reserve ha lasciato la politica monetaria invariata con l’intervallo dei tassi praticati sui  Fed funds che rimane allo 0-0,25%. La Fed ha anche ribadito che il  programma di allentamento quantitativo continuerà, il quale prevede 120 miliardi di acquisti mensili di asset, divisi tra 80 miliardi  per i Treasury e  40 miliardi di dollari per MBS, “fino a quando non saranno stati compiuti ulteriori progressi sostanziali verso gli obiettivi di massima occupazione e stabilità dei prezzi attesi dal comitato”.

Il resto della dichiarazione è poco cambiata rispetto a quella rilasciata a dicembre anche se il Governatore riconosce che “il ritmo della ripresa dell’attività economica e dell’occupazione si è moderato negli ultimi mesi, con debolezza concentrata nei settori più colpiti dalla pandemia” . Powell ha avvertito che la crisi sanitaria “continua a pesare” su attività, occupazione e inflazione, mentre pone “rischi considerevoli per le prospettive economiche”. Nella conferenza stampa Powell ha nuovamente affermato che l’economia è molto lontana dall’essere guarita, suggerendo implicitamente che ritirare lo stimolo troppo presto supera i rischi di ritirarlo in seguito.  La linea di policy in termini di guidance prevede di mantenere i tassi invariati sino al 2023. Al momento soltanto 5 dei 17 membri del FOMC esprimono  aspettative di aumento prima del 2024. Infine Jerome Powell ha voluto sottolineare che darà molti avvertimenti prima di attuare qualsiasi cambiamento e che potrebbe passare “un po ‘di tempo” prima che tale progresso venga compiuto”.

Al momento le iniezioni di liquidità coprono il 4,5% del GDP e continuano a rappresentare uno stimolo importante, ma anche una leva che crea forti tensioni inflative sui prezzi dei beni reali. Come abbiamo scritto nel WB Perspectives pubblicato lunedì, ciò porta alla formazione di bolle pericolose che alla lunga rischiano di portare fuori controllo le leve che determinano i rischi di azzardo morale. E’ compito della Fed gestire gli eccessi e sgonfiarli opportunamente. Qualora la volatilità ne perdesse il controllo si avrebbero ripercussioni sui mercati al punto da cancellare gli effetti positivi del sostegno fin qui prodotto dal QE.

La Fed è consapevole degli eventuali rischi che ciò potrebbe innescare, come scritto a cominciare dalla volatilità di mercato, la quale assumerebbe rilievi significativi portando riflessi dirompenti sul costo e sulla disponibilità del credito interno, con implicazioni per tutte le classi di attività, compresi i mercati emergenti. Districarsi dal QE senza alcune ripercussioni negative sarà quasi impossibile, soprattutto in un ambiente in cui sono in arrivo maggiori emissioni di debito pubblico.  Come abbiamo accennato nel report di lunedì pensiamo che il tapering, quando arriverà, sarà graduale ed è probabile che comporti inizialmente una fase evolutiva degli acquisti – con tagli graduali verso l’estremità lunga della curva e lontano dall’estremità corta. Il breve termine è comunque bloccato dalla forward guidance della Fed secondo cui un rialzo dei tassi appare improbabile prima del 2024.

Su queste basi rientra la nostra valutazione sull’andamento del dollaro, per altro esplicitata negli attuali termini già nel nostro FX Outlook per il 2021. Nel rapporto affermavamo una View inizialmente in contrasto con il consensus di mercato (atteso da molti analisti a 1,30). Sostenevamo l’attesa di una partenza d’anno in cui il dollaro prima di manifestare ulteriore debolezza avrebbe avviato un collaudo del proprio status tecnico aprendo una fase di recupero verso area 1,20-1,1950 nel rapporto con l’euro. In effetti dopo il test di 1,2355, livello che coincide con la parte alta del canale che abbiamo delineato già nella primavera dello scorso anno (vedi grafico) ed un grado di apprezzamento del cambio che manifestava eccessi di breve, le negoziazioni hanno avviato una progressiva fase di correzione dei valori sino a testare in queste ore la linea di sostegno in transito a 1,2050.

Ci attendiamo oggi una reazione ma per il momento manteniamo ancora una view correttiva sempre orientata a verificare i livelli segnalati. Qualora i prezzi perdessero il sostegno tecnico della soglia (1,2050 eur usd)  gli algoritmi alimenterebbero ulteriori segnali di vendita di eur usd spingendo i valori indicativamente nel range 1,2075-1,19 con aperti ulteriori rischi di coda orientati a verificare area 1,17, dove il mercato incontrerà il punto di verifica finale che delimita l’attuale ciclo tendenziale avviato ad aprile maggio dello scorso anno.

 

WB ANALYTICS: EUR USD

 

CRISI POLITICA ITALIA – La scorsa settimana commentando l’apertura della crisi politica in Italia avevamo allertato sui rischi di un rialzo controllato del 10 anni verso area 0,90/1,10%. Nei fatti il rialzo si è fermato a 0,75% dopo di che i rendimenti hanno ripreso a scendere nella giornata di ieri ritornando quasi al punto di partenza. In questa occasione i mercati non hanno manifestato gli stessi timori a cui normalmente assegnano alle crisi di governo made in Italy. La ragione più diretta e semplice risiede nella presenza della BCE e dei suoi acquisti di BTP. Vedremo la prossima settimana nel consueto bollettino riservato agli acquisti del Pepp la dimensione operativa prodotta dalla Banca Centrale in questa occasione.

A ciò si aggiunga che un ritorno di avversione al rischio sull’equity, di cui abbiamo ventilato lunedì’ un potenziale segnale correttivo in WB Perspectives suggerendo  di prendere beneficio sui risky asset, che nel frattempo ha colpito i mercati, sta spingendo gli investitori ad allocare in strumenti di parcheggio tra cui i bond. Il BTP rimane uno dei pochi strumenti IG con rendimenti positivi.

Pensiamo che nel caso in cui i valori cedano sotto area 0,55% (10 Y Yield) il trend ritorni nuovamente a favore del BTP. Sarà quindi interessante osservare in questa fase come i mercati peseranno le istanze politiche sulle dinamiche dei prezzi.

Ci sembra che ormai le reazioni che abbiamo rilevato nelle precedenti crisi siano un riverbero del passato in quanto le vere leve politiche si siano definitivamente spostate a Francoforte-Bruxelles.

WB ANALYTICS: EUR USD

RISKOO MONITOR

MARKET MOVER

 

BCE: il focus dell’odierno Consiglio della BCE sarà centrato sulla conferenza stampa di Christine Lagarde.

La BCE ritorna a riunirsi dopo la pausa di fine anno di fronte ad un’economia caratterizzata da un crescente divario tra prodotto effettivo e potenziale, inflazione negativa e un tasso di cambio che si è apprezzato negli ultimi 9 mesi. Avendo incrementato ulteriori misure di stimolo a dicembre gli esponenti del Board hanno ribadito la volontà di mantenere una linea accomodante e, secondo recenti dichiarazioni del presidente, di essere pronti ad implementare ulteriormente le misure di accomodamento monetario se necessario.

BCE: FOCUS SULLA CONFERENZA STAMPA

L’inflazione, come sottolinea il grafico relativo, viene rilevata per il quinto mese consecutivo sotto lo 0%. I dati di dicembre segnalano ancora una volta un’inflazione negativa -0,3%.
Riteniamo che le pressioni sottostanti rimangano deflative pur considerando la spinta al rialzo che potrebbe essere riprodotta dall’apprezzamento di alcune commodity, petrolio in particolare e dalla conclusione del periodo di riduzione dell’Iva in Germania.  Il Consiglio di oggi considererà tali dati partendo dall’analisi dell’inflazione e dall’andamento delle aspettative economiche, dove in particolare modo il comparto dei servizi continua a soffrire il regime di blocchi imposti dalla crisi sanitaria.

Il comparto manifatturiero invece è riuscito in questa fase a superare gli effetti del distanziamento sociale grazie anche al fatto che si sono rese necessarie in molte situazioni operare un recupero delle scorte nell’ultima parte dello scorso anno. Mentre in sintesi non ci attendiamo dal Consiglio odierno particolari misure aggiuntive, dalla conferenza stampa ci aspettiamo domande e conseguenti dichiarazioni sul cambio e su eventuali misure suppletive da prendere in futuro. Qualche domanda potrebbe essere posta in merito alle code della crisi politica ancora attiva in Italia.

 

BCE: FOCUS SULLA CONFERENZA STAMPA

EUR USD ANALYTICS

Nonostante la leggera reazione dell’euro nelle precedenti sessioni la struttura del movimento di breve termine rimane, a nostro avviso, accorra orientata a verificare l’area diversifica dell’intero quadro tecnico di medio periodo. Ci aspettiamo quindi che l’eur usd prosegua il suo movimento correttivo in direzione di area 1,2015. Nell’odierna seduta gli operatori si concentreranno sul range 1,2070/1,2210 prima di completare l’azione attesa.

 

BCE: FOCUS SULLA CONFERENZA STAMPA

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

 

 

MARKET MOVER

BTP I recenti warning giunti dall’Europa sulla’Italia potrebbero creare temporanee tensioni sui rendimenti del BTP. Il 10 anni sta reagendo e sopra area 0,560% attiverebbe potenziali ordini di vendita.

MERCATO – Occhi alle 12,30 su un’emissione Tap annunciata ieri, in cui il Tesoro offrirà agli specialisti 1,5 miliardi di euro complessivi in tre Btp con scadenza dicembre 2026, dicembre 2028 e aprile 2030. In serata poi, a mercati chiusi, via XX Settembre annuncia i quantitativi di Ctz e Btpei in asta martedì prossimo. Riferimenti per la giornata odierna saranno 118 punti base per lo spread sul Bund sul segmento a 10 anni e 0,62% per il tasso del decennale benchmark. Oggi si attivano Francia e Spagna. La prima mette a disposizione fino a 10 miliardi di euro nel nuovo Oat 2024 e in altri due titoli con scadenza 2026 e 2028, oltre a 2,5 miliardi nel nuovo indicizzato 2031, mentre Madrid offre fino a 6,5 miliardi in quattro Bonos con scadenza 2026, 2027, 2035 e 2040.

RISKOO MONITOR

MARKET MOVER

 

Interventi mercati Forex. La debolezza accusata dal dollaro negli ultimi mesi ha consentito a molte monete emergenti e minori di apprezzarsi sui mercati contro lo stesso dollaro ma anche nei confronti dell’euro ed in parte delle major currency. Per tutte le aree che hanno beneficiato del flusso di denaro contestuale si è aperto il tema dell’equilibrio monetario nel rapporto di competitività delle sottostanti economie.

Di conseguenza abbiamo visto un numero crescente di banche centrali intervenire per frenare l’apprezzamento della loro divisa. La prima ad intervenire sul mercato negli ultimi giorni dello scorso anno è stata la Banca Centrale della Polonia. Con il suo intervento ha frenato l’apprezzamento dello zloty sull’euro per evitare una discesa del rapporto eur pln sotto quota 4,50.

INTERVENTI SUL MERCATO FOREX

La stessa manifestazione d’intenti è giunta nelle ultime ore da Riksbank, la Banca Centrale svedese, dalla Banca Centrale israeliana e quella del Cile.

La Riksbank ha annunciato ieri un piano triennale per l’acquisto di divise per un valore di 5 miliardi di sek al mese per i prossimi tre anni, come mezzo alternativo per finanziare le proprie riserve valutarie. La mossa serve a pagare 178 miliardi di corone svedesi di prestiti in valuta che erano stati emessi dall’Ufficio nazionale del debito come mezzo per rafforzare le riserve in valuta. Sostituire le riserve valutarie finanziate dal debito con FX apertamente acquisiti sul mercato ha tra l’altro l’obbiettivo di rallentare il declino dell’eur sek che, come scriviamo nel nostro FX Outlook 20/21, dopo aver testato il nostro target a 10 rischia di scivolare oltre. Tale evenienza  gode ancora del nostro consenso in quanto pensiamo che l’ammontare fissato per gli acquisti mensili sia piuttosto ininfluente se rapportato all’ammontare trattato sul mercato FX ogni giorno stimato in 160 bit eur sek e 150 bil usd sek.

Nonostante gli interventi  sui mercati Forex e le dichiarazioni delle banche centrali, pensiamo che la reazione del dollaro anticipata nel nostro  FX Outlook 20/21 ed evidenziata nel report di ieri, faccia leva su altri elementi. In effetti i volumi coinvolti sembrano piccoli rispetto all’attività delle grandi banche centrali asiatiche di Cina, Corea e Taiwan. Le riserve valutarie relative alla banche segnalate sono aumentate di oltre 10 miliardi di dollari ciascuna negli ultimi mesi, pertanto al momento tali interventi non sono sufficienti per sostenere un reversal del dollaro nei loro confronti. Questa riflessione ci riporta al nocciolo della questione: anche la BCE e la BoJ potrebbero annunciare un programma analogo per aumentare le dimensioni delle loro riserve valutarie? Al momento questo sembra altamente improbabile. Noi continuiamo a pensare che per l’UE il tema del rapporto di cambio eur usd vada ricondotto nell’alveo delle relazioni politiche. Più in generale gli Stati Uniti sono più che consapevoli del fatto che il modello di crescita europeo faccia leva sulle esportazioni e che gli Usa rappresentino il cliente più remunerativo per l’Unione. Il cambio assume quindi nel soft power uno strumento di pressione per riportare l’ombelico degli interessi geopolitici e geo economici nelle rotte Atlantiche piuttosto che in quelle della Via della Seta.

Ieri come atteso l’eur usd è sceso sotto l’area 1,2150/35 attivando un ulteriore segnale reattivo avviato in precedenza dal breakout di 1,2270.
Ma sempre come abbiamo riportato nel FX Outlook 20/21 questa mossa al momento rientra in un collaudo generale di verifica della tenuta del trend rialzista dell’euro e più in generale ribassista del Dollar Index.  Per l’indice abbiamo indicato nella quota 92 il punto su cui mettere a fuoco un eventuale segnale di reversal della debolezza della divisa americana. Nel dettaglio, per effetto della variabile tempo/prezzo la prossima settimana i livelli più significativi coincideranno inizialmente con area 91,35 e successivamente 92,45/50.

Gli algoritmi di momentum segnalano, come già descritto, una condizione di eccesso statistico accompagnata da una perdita della forza inerziale dell’ultimo rally dell’eur usd.

Range odierno atteso: 1,22190-1,2090.

EUR USD TECHNICS

LA BANCHE CENTRALI INTERVENGONO SUL MERCATO FOREX - interventi mercato forex

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

Il consensus di mercato stima un apprezzamento ulteriore dell’euro sino a 1,30 nel corso dell’anno. Noi pensiamo che la prosecuzione della tendenza rialzista necessiti di alcuni collaudi non del tutto scontati. La potenziale correzione di cui abbiamo parlato offrirà un primo tagliando importante. Attenzione al range 1,2130 – 1,20.

Di fianco riproduciamo il grafico eur usd che dalla fine dell’inverno 2020 continuiamo a monitorare e dove riportiamo le linee guida che stanno governando, in termini tecnici, l’andamento delle negoziazioni. E’ da oltre nove mesi che i prezzi rispettano i limiti a suo tempo delineati.

Al momento, come accadde per gli inizi della scorsa scorsa estate, il nostro logaritmo segnala un eccesso di rialzo: si tratta del secondo eccesso di momentum. Tuttavia in questa occasione rileviamo la formazione di una forza relativa intrinseca inferiore alla precedente.

Il 2021 si apre con nuove incognite: il dollaro continuerà a indebolirsi?

Il Dollar index  negli ultimi tre trimestri ha ritracciato gran parte del trend positivo performato dal febbraio 2017 sino al mese di febbraio 2020. Durante la fase riflessiva ha consolidato la tendenza regressiva soltanto una volta nel periodo settembre ottobre.

Pensiamo che nelle ultime settimane di dicembre abbia subito un eccesso di vendite predisponendo la base per una reazione. Gli effetti di questa condizione dovrebbero manifestarsi nelle prossime sessioni, caratterizzando un’apertura del 2021 in parziale recupero. Tale recupero si inserisce tuttavia in un quadro dominato ancora da forze ribassiste.

In virtù del riequilibrio atteso, i corsi dovrebbero correggere sino ad area 91,30/91,50. Il punto da oltrepassare per arrestare il flusso delle vendite dominanti transiterà nel mese di gennaio a quota 92, mentre a febbraio scenderà a quota 91,50. Il mercato attenderà una verifica di questo livello per collaudare ancora una volta l’effettivo status del dollaro. Se non riuscirà a violare al rialzo tale resistenza si riaprirà un nuovo flusso di vendite spingendo i corsi verso l’area in cui è stato fissato il minimo a febbraio 2017 (area 88,30).

Seguiremo l’eventuale test di questo livello con estrema attenzione in quanto potrà generare una serie di reazioni prodotte dall’elevata valenza tecnica intrinseca.  La rottura al ribasso infatti, trasmetterebbe al mercato la convinzione che il ciclo dominante del dollaro abbia coperto soltanto la metà della suo percorso. Qualora dopo una fase interlocutoria dovesse effettivamente violare al ribasso l’area 88,30/87,50 dovremmo considerare l’ipotesi che vi sia un’altra gamba ribassista con sviluppi che potrebbero spingere il Dollar Index verso 80/79.

L’elevato valore in gioco assegna quindi al collaudo di quota 88,30 un ruolo tecnico di estrema importanza. Nel caso in cui si apra la verifica prospettata vorremmo approfondire l’atteggiamento della Fed ed anche della BCE. Le implicazioni macro economiche sarebbero rilevanti in quanto imporrebbero un cambiamento di paradigma tale da chiamare direttamente in causa la linea di politica monetaria sin qui proposta dalla Banca Centrale Europea nonché gli equilibri geo economici sui quali abbiamo sinora operato. La vittoria dei democratici in Georgia rafforza la loro posizione al Senato. Ciò dovrebbe liberare maggiori risorse verso la politica fiscale negli USA. Questa linea dovrebbe sostenere il dollaro, tuttavia il timore che queste misure possano riaccendere l’inflazione con una Fed ancora orientata a tenere i tassi vicini allo zero può togliere sostengo alla divisa ed incentivare i mercati ad allocare le riserve valutarie verso l’euro.

Il 2021 si apre con nuove incognite: il dollaro continuerà a indebolirsi?Il 2021 si apre con nuove incognite: il dollaro continuerà a indebolirsi?

CHIEDI IL NOSTRO FX OTLOOK 2021

IL 2021 SI APRE CON NUOVE INCOGNITE: IL DOLLARO CONTINUERA' AD INDEBOLIRSI?

WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX

IL 2021 SI APRE CON NUOVE INCOGNITE: IL DOLLARO CONTINUERA' AD INDEBOLIRSI?