MARKET MOVER MONITOR

1,16. UNL’eur usd scende e verifica il nostro target 1,16 fissato nel nostro Outlook per il 2021. Lo scorso anno a novembre al Treasury & Finance Forum Day  organizzata da AITI (Associazione Italiana Tesorireri d’Impresa) abbiamo messo in evidenza come il passaggio dell’eur usd a1,20 rappresentasse un problema per la BCE e nel contempo la necessità di raffreddarne il rialzo del rapport euro dollaro.
Con la partenza del 2021 la maggioranza degli operatori prevedeva il cambio oltre 1,25 con spinte che in alcuni report puntavano a raggiungere area 1,30.
Noi abbiamo sostenuto sin dal mese di gennaio un percorso alternativo, stimando una lenta discesa per l’euro dapprima verso 1,19 e successivamente 1,17/1,16.
Il nostro Outlook considerava una progressiva divergenza della policy monetaria perseguita dalle due banche centrali. Oggi tale linea è più che un’evidenza!

Come indicato lo scorso anno al TFFD la BCE ha attivato tutti gli strumenti possibili per raffreddare l’euro. Lo stesso Pepp ha molteplici funzioni, tra cui quella di stemperare la forza della divisa nel confronto di scala con i bilanci di altre banche centrali. Non a caso mentre la Fed si appresta ad avviare il tapering, la BCE nel ricalibrare la modulazione del Pepp ne conferma durata ed ampiezza del programma.

LA POLITICA MACROECONOMICA IN UN'ECONOMIA IRREGOLARE

I BILANCI DELLE PRINCIPALI BANCHE CENTRALI

Il tapering è necessario nella misura in cui le banche centrali necessitano di raffreddare l’azione speculativa che sta tuttora trattenendo molte quotazioni su livelli non desiderati. L’iniziale annuncio ventilato a fine primavera ha contribuito a raffreddare l’andamento del rame, il quale a distanza ha influenzato quello del minerale di ferro ed a seguire il rottame d’acciaio. Con un effetto di traino iniziano ora a scendere il nickel ed altri metalli non ferrosi. Ci aspettiamo che anche l’alluminio possa esaurire la spinta speculativa che per ragioni contingenti ne ha alimentato il rialzo recente.

Tuttavia nella narrativa delle banche centrali si è fatta strada che l’inflazione possa essere meno transitoria di quanto desiderato. I prezzi dell’energia, petrolio e gas, non stanno ancora rispondendo al richiamo dei regulators. Ecco quindi la necessità di confermare il tapering e se necessario paventare due possibili rialzi dei tassi di interesse da parte della Fed il prossimo anno. La moral suasion è riuscita, al momento, a stoppare l’ultima spinta speculativa fondata, per l’occasione, su problemi di fornitura e temi geopolitici. Martedì abbiamo scritto nei nostri post della reazione del Brent Crude Oil all’ultimo rally: in apertura il mercato aveva oltrepassato quota 80 usd per chiudere in successione sotto 79 usd. Lo stesso è accaduto per il natural Gas nella giornata di ieri. Trattasi di iniziali segnali di esaurimento che necessitano di conferme, ma che rappresentano un primo punto a favore del raffreddamento della spinta speculativa.

Tutto ciò tende ad impattare su dollaro ed oro.

Il dollaro tendenzialmente si muove seguendo un percorso di correlazione negativa verso le commodity, oro compreso. La non recente debolezza dell’oro in qualche modo ha avallato la forza del dollaro ed ora tende ad avvalorare il raffreddamento del nocciolo dura del comparto delle materie prime: il petrolio.

Nelle prossime giornate dovremo verificare se i prezzi del Brent saranno in grado di ritornare sotto quota 76 usd/bar in quanto ciò spingerà il mercato a smontare le posizioni speculative e consentire alle negoziazioni di flettere verso 66 usd/bar, dove in passato si sono formati consistenti buy order. Sotto tale soglia sono presenti altrettanti ordini di protezione di quelle strategie, pertanto l’eventuale breakout produrrebbe il desiderato segnale di liquidazione della componente finanziaria/speculativa.

E’ a ciò che probabilmente mirano le banche centrali per poter riaffermare la loro tesi sulla transitorietà dell’inflazione.

Per ottenere il risultato sono probabilmente pronte anche a mettere in campo l’ipotesi di aumentare i tassi di interesse (USA) nel 2022. Il dollaro tenderà a trarre beneficio da questa linea, capitalizzando la forza delle ultime settimane. E’ una tesi questa che a nostro avviso merita di essere presa in considerazione quando si elaborano gli scenari  per il prossimo anno a partire dal budget 2022.

EUR USD 1,16 UNA VERIFICA CHE VIENE DA LONTANO

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX CYCLE

FX ENTERPRISE RISK MANAGEMENT

BULL TRAP PER IL BRENT? La giornata di ieri si è contraddistinta per una serie di eventi il cui denominatore comune si concentrava sul filo rosso che unisce inflazione e prezzi delle commodity, in particolare quelle del petrolio e del gas.

Ieri la stessa Lagarde ha continuato a minimizzare i timori relativi all’inflazione affermando che la reazione all’aumento temporaneo dei prezzi non deve essere esagerata. Da Lagarde e dall’esponente del board Panetta è giunto poi un monito a non attuare troppo presto una politica monetaria restrittiva. Diversa l’aria che si respira oltreoceano dove i mercati si aspettano già a novembre un annuncio sul ‘tapering’. Nell’audizione di ieri al Senato Powell ha detto che l’economia Usa è ancora lontana dal raggiungere la piena occupazione, una componente chiave dei requisiti della banca centrale per aumentare i tassi di interesse, ma che “abbiamo quasi raggiunto i requisiti per il tapering”.

Oggi prende il via il simposio della Banca centrale europea sul futuro della politica monetaria oltre la pandemia, con gli interventi della presidente Lagarde, del governatore Fed Powell e di quelli della Banca d’Inghilterra e della Banca del Giappone (ore 17,45). Tra gli altri esponenti del board di Francoforte anche il capo economista Lane e il vice presidente de Guindos.

Inevitabile riportare al centro del dibattito i problemi ancora aperti sulle filiere produttive, le catene di fornitura ed i prezzi delle commodity.

Il confronto geopolitico sull’allocazione delle risorse e delle catene produttive porterà con buona probabilità ad una riconfigurazione della globalizzazione così come oggi è organizzata.

Nel frattempo riamane aperto il tema contingente dei prezzi delle materie prime e della loro disponibilità.

Ieri le quotazioni del Brent erano salite ben oltre il nostro livello di alert fissato nell’Outlook di settembre a 76 usd/bar. I prezzi hanno segnato un picco a 80,67 usd subendo forti pressioni in vendita. Osservando le aperture odierne potremmo affermare che si stia configurando un segnale di esaustione delle pressioni rialziste, almeno nel breve termine.

Per avere una prima conferma di questa posizione dovremmo attendere un ritracciamento del recente rialzo con vendite in grado di riportare già entro la settimana i valori al di sotto di 76 usd, ovvero al disotto del nostro livello di warning lanciato lunedì.

Nel frattempo in questi giorni, nonostante la pressione dei prezzi del petrolio, i valori dei metalli industriali hanno continuato a confermare lo scenario che abbiamo delineato nel nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES. Il rame apre questa mattina al LME infatti ancora in flessione confermando l’outlook indicato.

Nel frattempo Il Cdm atteso per oggi dovrebbe dare il via libera alla nota di aggiornamento al Def. Secondo quanto riferito ieri a Reuters da due fonti governative, il governo stima una crescita del Pil al 6% e un deficit/Pil al 9,5% da confrontare con l’obiettivo di crescita di aprile rispettivamente a +4,5% e 11,8% per il deficit/Pil. Numeri in linea con quanto anticipato da Reuters a inizio mese. Il deficit inferiore alle attese porterà il rapporto debito/Pil al di sotto del precedente obiettivo di 159,8% ma ancora oltre il livello del 2020 di 155,6%. Destinata invece a slittare ancora, dopo le elezioni di ottobre, la delega fiscale. Gli incrementi sulle bollette di luce e gas nel prossimo trimestre saranno rispettivamente del 29,8% e del 14,4%, mitigati dopo il recente intervento del governo, secondo quanto reso noto da Arera.

Riteniamo che un eventuale raffreddamento dei prezzi del PUN (Prezzo Unico Nazionale energia elettrica) trattati dal GME (Gestore Mercati Energetici) possa concretizzarsi soltanto nel caso in cui i prezzi del petrolio e del gas invertano tendenza. Secondo le nostre analisi tale evento coincide con un breakout dei valori del Brent di area 66/65 usd/bar.

MARKET MOVER

DEBITO USA – I Repubblicani al Senato hanno bloccato per il secondo giorno di fila il tentativo dei Democratici di evitare un potenziale default in un momento delicato per l’economia Usa, mentre incombe lo spettro di uno ‘shutdown’. Ieri, a dare la misura di quanto potrebbe accadere, la segretaria Usa al Tesoro Yellen ha detto che un default sarebbe disastroso.

CINA, BOND EVERGRANDE E CARBONE – Il colosso dell’immobiliare cinese dovrebbe pagare oggi interessi per 47,5 milioni di dollari su un bond in divisa Usa in scadenza a 2024, dopo non aver rimborsato le cedole di un’altra obbligazione in dollari la scorsa settimana. Evergrande inoltre intende vendere una quota da 9,99 miliardi di yuan in Shengjing Bank a una società statale di asset management. Intanto in Cina l’agenzia per la pianificazione energetica ha cercato di rassicurare abitanti e aziende nelle aree più colpite dalle carenze di carbone che tiene la situazione sotto controllo. L’agenzia ha chiesto ai governi locali di monitorarne attentamente l’utilizzo e le scorte. La situazione ha colpito la produzione e provocato restrizioni sull’elettricità, con riverberi sulle prospettive dell’economia.

POLITICA GIAPPONE – Gli esponenti del partito di governo in Giappone hanno cominciato le votazioni per un nuovo leader che quasi sicuramente diventerà il prossimo premier.

PREZZI GERMANIA – In agosto i prezzi import tedeschi hanno registrato un incremento di 1,4% su mese, contro un’attesa per +1,2%, e di 16,5% su anno, oltre il consensus per +16,1%.

 DATI MACROECONOMICI

    ITALIA     Istat, prezzi alla produzione dell’industria e delle costruzioni agosto (10,00).

    ZONA EURO Economic sentiment settembre (11,00) – attesa 116,9.

GRAN BRETAGNA  Bank of England, crediti al consumo agosto (10,30) – attesa 0,3 miliardi.

PORTOGALLO     Fiducia imprese settembre (10,30). Fiducia consumatori settembre (10,30).  Tasso disoccupazione agosto (12,00).

SPAGNA  Stima prezzi al consumo settembre (9,00) – attesa dato nazionale 0,4% m/m; 3,5% a/a; dato armonizzato 0,9% m/m; 3,7% a/a.

USA  Indice vendite immobiliari in corso agosto (16,00) – attesa 1,4% m/m.  Scorte settimanali prodotti petroliferi Eia (16,30).

MARKET MOVER

FOREX – Indice sul dollaro non lontano dai massimi di 11 mesi in scia al rialzo dei tassi Usa e traendo beneficio dal nervosismo degli investitori per l’imminente ‘tapering’ Fed mentre crescono i dubbi sull’economia globale. Attorno alle 7,40 il cross euro/dollaro <EUR=> vale 1,1687 (in rialzo di 0,04%); il cambio euro/yen <EURJPY=>  130,24 (in calo di 0,01%) mentre il dollaro <JPY=> scambia a 111,44 su yen (in calo di 0,05%).  Ci aspettiamo oggi una breve reazione dell’euro ma il transito dei valori dell’eur usd in area 1,1675 espone la divisa europea a nuove pressioni.

GREGGIO – Prezzi in calo per il secondo giorno di fila su nuovi dubbi per la domanda. Sempre alle 7,40, il futures sul Brent <LCOc1> viaggia in calo di 1 dollaro e 42 cent a 77,67 dollari il barile e quello sul Nymex <CLc1> di 1 dollaro e 32 cent a 73,97 dollari.

EQUITY –  Ieri abbiamo assistito al sell_off  generalizzato sui mercati azionari secondo le attese anticipate nel nostro MARKET MOVER WEEK (pargrafo EQUITY). Riteniamo che il test delle aree indicate possa aprire significative riflessioni sui rischi che la correzione in atto possa ulteriormente approfondire. Calcolando i rischi sottostanti non escludiamo che possano maturare le condizioni per un movimento riflessivo che potrebbe spinge i valori a ritracciare almeno il 10/15%  dai valori attuali.

TREASURIES – Il benchmark decennale <US10YT=RR> sui mercati asiatici rende 1,529%, in ribasso di 0,007 rispetto alla chiusura a 1,536%.

 

 

SI MARKET MOVER DI QUESTA SETTIMANA

In attesa della pubblicazione delle minute Fed l’eur usd si porta al di sotto dei minimi dell’anno confermando dopo 1,17 il successivo target fissato nel nostro Outlook FX RISKOO 2021. Le banche centrali continuano a ragionare sull’uscita dallo stimolo emergenziale. Questa sera la Federal Reserve  pubblica le minute le dell’ultimo meeting Fomc, fondamentale per le prospettive di mercato a breve termine, soprattutto se confermerà che diversi policymaker sono inclini a ridurre il piano di acquisto emergenziale di obbligazioni entro la fine dell’anno. Secondo il presidente di Fed Boston Eric Rosengren, un altro mese di dati forti sul mercato del lavoro potrebbe sostenere un annuncio sul ‘tapering’ a settembre.

Il governatore della Fed si St. Louis, James Bullard, ha affermato questo pomeriggio che l’economia USA ha già compiuto progressi “sostanziali”  utili per ridurre i 120 miliardi di dollari al mese della banca centrale negli acquisti di attività.

Il presidente della Fed di St. Louis, che sarà membro votante del comitato politico della Fed nel 2022, ha dichiarato di volere che il tapering termini entro la fine del primo trimestre. Ciò darebbe alla Fed la possibilità di iniziare ad aumentare i tassi di interesse se l’inflazione rimanesse ostinatamente alta.

Bullard ha previsto che l’inflazione decelererà ad un tasso del 2,5% nel 2022 rimanendo sopra il il 3% quest’anno. Ha detto inoltre che i rischi di un’inflazione più alta superano quelli di un’inflazione più contenuta bassa.

Nell’intervista, Bullard ha detto che pensa che la Fed dovrebbe lasciare che il suo bilancio si riduca una volta che la banca centrale avrà terminato il tapering.

Questa è una svolta rispetto al precedente episodio di tapering della Fed nel 2014. All’epoca, i funzionari della Fed volevano vedere il tasso di interesse di riferimento della banca centrale salire sostanzialmente prima di consentire al bilancio di ridursi. Il bilancio si ridurrà naturalmente poiché la Fed non sostituirà i titoli in scadenza. Bullard ha affermato che i suoi colleghi non supportano la vendita di obbligazioni della Fed sul mercato.

La Banca d’Inghilterra ha elaborato un piano per vendere obbligazioni una volta che il suo tasso di riferimento raggiunge l’1%.

Bullard ha affermato di essersi opposto a qualsiasi mossa per aumentare l’obiettivo di inflazione della banca centrale al 3% dal suo attuale livello del 2%. Ha detto che causerà disordini nei mercati finanziari. All’inizio di questa settimana, diversi ex economisti della Fed hanno sostenuto il passaggio a un obiettivo più alto.

Al di qua dell’oceano, in base agli ultimi dati settimanali Francoforte ha accelerato l’iniezione di liquidità, mentre secondo un sondaggio Reuters potrebbe annunciare nel prossimo trimestre i piani per ridurre il suo programma di acquisto di asset. Quanto a Bank of England, stando agli economisti, l’istituto centrale inglese aspetterà il 2023 per incrementare i tassi.

Oggi la banca Centrale neozelandese non ha aumentato i tassi come il mercato si aspettava.

L’euro dollaro attende la lettura delle minute al di sotto del minimo fissato nei primi otto mesi dell’anno a 1,1706 eur usd. La violazione del livello, se confermata dopo la lettura dei verbali della Fed di questa sera,  apre la strada per un ulteriore flessione dei corsi in direzione del target fissato nel nostro Outlook FX RISKOO 2021 a 1,15.

Il dollaro continua a beneficiare delle aspettative sull’avvio del tapering contro tutte le principali monete fatta eccezione per alcune divise appartenenti all’area emergente come ad esempio il peso messicano. anche contro lo yuan renminbi prosegue la fase positiva orientata al recupero avviato alla fine della primavera. Come al tempo scritto i corsi hanno raggiunto il primo degli obbiettivi a 6,40 usd cny ed ora si appresta a risalire verso area 6,60 usd cny.

I dati rilasciati questa settimana dalle agenzie cinesi riportano le   Vendite al dettaglio a +8,5% contro le attese di +10,9%, gli investimenti fissi nel primo semestre a +10,3% contro attese di +11,3% e la produzione industriale +6,4% contro un consensus del +7,9%. Ciò riflette un rallentamento della crescita in  Cina e di conseguenza un possibile allentamento dei requisiti di riserva obbligatoria delle banche commerciali.

Nonostante la correzione dello yuan contro dollaro, il rapporto eur cny rimane ancora inserito all’interno di un ciclo riflessivo che dovrebbe portare il cambio anche in questo caso a confermare i nostri obbiettivi di eur cny fissati nell’Outlook FX RISKOO 2021, il primo dei quai quotava a 7,60. Dopo il test del target intermedio ci aspettiamo un ulteriore flessione in direzione di area 7,10 eur cny.

OUTLOOK FX RISKOO 2021 IN TARGET

 

In questi giorni di attesa per il Consiglio della BCE l’eur usd ha più volte tentato di violare area 1,1780 subendo nelle fasi di chiusura giornaliera un recupero del livello. Pertanto oggi il cambio, diversamente dalle nostre attese formulate ieri, non aspetterà la conferenza stampa a ridosso dei minimi di marzo (1,1715) bensì in area 1,1780. Ciò sotto il profilo tecnico potrebbe preludere ad una reazione del cambio alle dichiarazioni del presidente Christine Lagarde in conferenza stampa.

Pertanto pensiamo che il range di osservazione debba considerare una coda del rialzo verso area 1,1850ed 1,19.

Gli operatori si aspettano un messaggio piuttosto accomodante e che in prospettiva confermi l’adozione di una linea più flessibile della BCE nel tollerare una crescita del tasso d’inflazione che sconfini oltre il 2% visto l’eccezionale periodo di crisi sanitaria. Il Governatore Christine Lagarde potrebbe giustificare tale atteggiamento portando argomenti legati all’attuale congiuntura pandemica ed ai rischi di una nuova ondata.

In ogni caso per il nostro Team Analytics quota 1,1780 costituisce la linea di spartiacque tra un dollaro che rinnova la sua forza tendenziale rispetto a quella dell’euro che nell’ultimo mese è tornato a perdere momentum.

Prende il via la prima effettiva settimana di luglio con l’eco di quanto rilasciato lo scorso venerdì dal Dipartimento del lavoro negli Stati Uniti. Le statistiche sull’occupazione del mese di giugno hanno da un lato evidenziato un elevato numero di nuovi assunti +850k contro un’attesa di +700k. Il dato con verge con gli obbiettivi della Fed a livello quantitativo. L’esito più che positivo è stato parzialmente mitigato da un aumento  della crescita del costo del lavoro inferiore alle attese.  La retribuzione oraria media per tutti i dipendenti sui libri paga privati ​​non agricoli è aumentata di 10 cent a $ 30,40 a giugno, dopo gli aumenti di maggio e aprile (+13 cent e +20 centesimi, rispettivamente).  I dati suggeriscono che la crescente domanda di lavoro associata alla ripresa dalla pandemia potrebbe aver esercitato una pressione al rialzo sui salari. Tuttavia, poiché la media oraria i guadagni variano ampiamente tra i settori, le grandi fluttuazioni occupazionali da Febbraio 2020 complica l’analisi delle recenti tendenze della retribuzione oraria media.

In ogni caso i dati nel loro insieme avvallano l’ipotesi che all’interno del Board della Federal Reserve si continui a discutere su un futuro ritiro degli stimoli monetari.

Mercoledì sera saranno pubblicati i verbali dell’ultima riunione del Fomc. Avremo modo quindi di analizzare i dettagli sulle posizioni assunte all’interno del Consiglio e verificare le aspettative che hanno spinto  a proiettare i rialzi dei tassi prima del previsto attraverso il l’analisi del modello “dot plot”. Cercheremo anche indizi in merito al previsto tapering degli acquisti di asset.

Nel frattempo, le riunioni delle banche centrali si terranno in Australia e Malesia senza cambiamenti previsti tra i vari gradi di recrudescenza di COVID-19.

Oltre alla consueta attenzione riservata alle mosse di politica monetaria, la settimana si caratterizza per la pubblicazione dei rapporti PMI sui servizi su scala globale.

I servizi mondiali e i PMI compositi saranno quindi al centro dell’attenzione dopo il rilascio dei PMI manifatturieri globali della scorsa settimana. Quest’ultimi hanno evidenziato la continua divergenza nella crescita in mezzo alla ripresa dei casi di COVID-19. L’impatto di ulteriori ondate di virus è stato particolarmente evidente in varie economie asiatiche. Al contrario, gli Stati Uniti e l’Eurozona continuano a registrare buoni risultati, pur subendo vincoli di offerta e pressioni sui prezzi.

Stiamo analizzando gli elementi che hanno spinto i prezzi al rialzo a partire dalle dinamiche sulle quotazioni delle commodity. Questa settimana pubblichiamo il report aggiornato sulle nostre aspettative in merito alle tendenze in corso. Nell’ultimo mese avevamo fissato per le commodity industriali, in particolare per i metalli non ferrosi una variazione di prezzi al ribasso piuttosto importante. Il rame è sceso nell’ordine dal picco di maggio al minimo di giugno nell’ordine del 15%. Abbiamo analizzato l’attuale reazione per contestualizzarla in un movimento ciclico più ampio.

Con l’aumento dell’inflazione dei servizi, i sottoindici dei prezzi saranno interessanti per far luce sulla velocità con cui sono aumentati i costi di input e di output e le implicazioni per l’inflazione, la crescita dei salari e i margini aziendali.

Anche i dati sull’inflazione cinese di giugno saranno attentamente monitorati dopo che gli ultimi PMI manifatturieri di NBS e Caixin hanno suggerito di allentare le pressioni sui prezzi. Con il rilascio completo dei report di giugno potremo analizzare come sia cambiata l’inflazione tra i settori tramite i PMI settoriali pubblicati da Markit.

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

Il dollaro dopo la pubblicazione dei dati sull’occupazione si prende una pausa sui timori di rialzo dei tassi, con gli occhi sulle minute Fed che verranno diffuse mercoledì. Attorno alle 7,45 il cross euro/dollaro è a 1,1856 (in calo di 0,07%), il cambio euro/yen è a 131,74 (in rialzo di 0,02%) mentre il dollaro contro yen scambia a 111,11 (in rialzo di 0,06%).

Venerdì l’eur usd ha aperto la sessione a 1,1835 tentando dopo il dato di violare al ribasso quota 1,1830 dove transita il sostegno tecnico che dallo scorso anno stiamo tracciando sui nostri grafici. Analizzeremo nel nostro OUTLOOK FX RISKOO quali possano essere le implicazioni tecniche del rimbalzo all’interno del quadro ciclico del dollaro.

market mover monitor week

WB ANALYTICS: EUR USD

GREGGIO

Alla stessa ora il future sul Brent quota in rialzo di 3 cent a 76,20 dollari al barile e il future sul Nymex viaggia in rialzo di 6 cent a 75,22 dollari. Oggi torna a riunirsi il gruppo Opec+, dopo che l’Arabia Saudita ieri ha contrastato l’opposizione degli Emirati arabi uniti alla proposta di un accordo e ha chiesto una soluzione di “compromesso e razionalità”.

TREASURIES

Il benchmark decennale sui mercati asiatici rende 1,431%, rispetto alla chiusura a 1,432%.

BTP – In una seduta che vedrà la piazza Usa chiusa per festività, i riferimenti per l’avvio sono i 101 punti base per lo spread Italia-Germania sul segmento decennale e lo 0,78% per il tasso del Btp a 10 anni, agosto 2031.

Oggi la BCE pubblicherà la consueta fotografia settimanale sull’andamento degli acquisti Bce nell’ambito dei programmi Pepp e Qe. Questo pomeriggio Francoforte renderà disponibile anche lo spaccato mensile sugli acquisti di titoli italiani per giugno dopo che a maggio gli acquisti erano stati pari a 585 milioni di euro.
Da monitorare gli interventi della presidente dell’istituto centrale Christine Lagarde a due eventi alle 11 e alle 13,30. Ieri intanto il presidente della banca centrale olandese Klaas Knot, in un’intervista a NRC Handelsblad, ha detto che il rialzo dell’inflazione in Europa potrebbe non essere temporaneo, segno che il dibattito tra ‘falchi’ e ‘colombe’ su inflazione e stimolo prosegue. Sabato la consigliera Bce Isabel Schnabel ha detto che l’inflazione nella zona euro potrebbe avvicinarsi all’obiettivo di Francoforte “nel medio termine”.

FED – Al termine del meeting, l’istituto centrale Usa ha iniziato a intravedere un’uscita dalle massicce misure di stimolo messe in campo contro la pandemia mentre gli esponenti del board stimano un’accelerazione per il rialzo dei tassi di interesse e aprono al dibattito su come ridurre il programma di acquisto. Mettendo in evidenza che ampie modifiche alla propria politica potrebbero concretizzarsi prima del previsto, gli esponenti della Fed hanno spostato le stime per il primo rialzo dei tassi dal 2024 al 2023. I “dot plots, una  forma di visualizzazione grafica delle posizioni degli esponteti del Consiglio  tracciati per rappresentare la tendenza sugli orientamenti in merito alla definizione della politica sui tassi di interesse della Fed. Il grafico aggiornato alla riunione di ieri mette in evidenza che 13 esponenti del board su 18 vedono i tassi in rialzo nel 2023, dai sei che lo stimavano in precedenza, mentre sette vedono un aumento del costo del denaro l’anno prossimo.  I futures sui Fed fund prezzano un primo rialzo entro la fine del 2022.

L’attesa di un annuncio propedeutico ad un cambiamento della stance della Fed è stata confermata dalle parole di jerome Powell. Da qui a Jackson Hole i mercati inizieranno a scontare la messa in pratica di questa nuova linea.

Il percorso relativo al nuovo scenario FED non sarà lineare in quanto sul tavolo vi sono ancora elementi che trattengono l’inerzia mediatica su temi legati alla pandemia, alle varianti del virus, ai vaccini e quant’altro, che possono riportare a ritorni di situazioni emergenziali. Tuttavia saranno i dati economici a guidare ora i mercati. Dati positivi rafforzeranno l’attesa verso la messa in opera di una linea più restrittiva, dati negativi ne raffredderanno l’attesa.

A seguito della decisione sull’avvio di un nuovo scenario della FED di ieri impatterà su tutti i segmenti del mercato: Forex, Commodity, Rates & Yield ed infine Equity. 

Ne parleremo nei nostri report dedicati ai singoli comparti nel nostro rapporto Intermarket WB PERSPECTIVES.

REAZIONI DEL MERCATO AL NUOVO SCENARIO FED

Per il momento ci interessa fissare una prima reazione del dollaro. Ieri sera il cambio è verticalmente scivolato verso 1,20/1,1990. Gli scambi sono scesi immediatamente sui livelli che sin dallo scorso aprile, parlando di inflazione negli USA, ritenevamo plausibile attendersi un ritorno del cambio per collaudare il potenziale reversal del dollaro da debole a più forte. 

Nelle prosssime ore ci aspettiamo un rimbalzo verso 1,2050/60 dove si stanno formando nuovi sell oreder sul cambio. La violazione di 1,20/1,1990 apre un’ulteriore finestra correttiva in cui i sostegni di breve che cercheranno di contrapporsi al ritracciamento dell’eur usd verso i minimi di fine marzo transitano a 1,1925, 1,1830.

Vi riportiamo quindi il grafico che aggiorniamo da oltre un anno con la posizione dei nostri algoritmi di Excess Return ( eccesso di rialzo) ed Adcance Cycle trend  che nonostante la rezione di aprile maggio del cambio, hanno mantenuto il segnale riflessivo strategico sull’euro sempre attivo.

  • LA FED VEDE ORA UNO SCENARIO NUOVO
  • WB ANALYTICS: EUR USD SU NUOVO SCENARIO FED

MARKET MOVER

FONTE REUTERS

BIDEN-PUTIN

In una Ginevra blindata ieri dal primo vertice faccia a faccia tra Joe Biden e Vladimir Putin è emersa la volontà del presidente Usa e dell’omologo russo di iniziare colloqui sulla cybersicurezza e sul controllo degli armamenti in un bilaterale che ha messo in evidenza le loro divergenze su questi temi ma anche sui diritti umani e sull’Ucraina. Tra gli argomenti toccati anche il cyberattacco al Colonial Pipeline negli Usa del maggio scorso mentre le due potenze hanno fatto fare rientro ai rispettivi ambasciatori nelle loro sedi.

BOJ

Terminerà domani la due giorni della Bank of Japan. A differenza che negli Usa e in Europa, dove si assiste a un rialzo dell’inflazione, i prezzi al consumo nipponici hanno visto un calo negli ultimi mesi sulla lentezza della campagna di vaccinazione e su un incremento dei casi di Covid. Questa situazione ha rafforzato le attese del mercato che la BoJ mantenga la propria politica ultra-accomodante più a lungo delle altre banche centrali. Secondo quanto riferito dall’ex esponente Eiji Maeda, l’istituto centrale potrebbe essere in grado di iniziare a discutere di come ridurre le misure di stimolo nel 2023.

INTERVENTI BCE

Dopo il verdetto Fed, spunti utili sulle prime valutazioni a Francoforte potrebbero giungere dall’intervento del capo economista Lane (in agenda per le 14,30). Il vicepresidente Luis De Guindos osservava ieri che la Bce monitorerà qualsiasi segnale che indichi che l’attuale rimbalzo dell’inflazione stia causando effetti “secondari” — ad esempio sulle retribuzioni — che potrebbero portare i prezzi a continuare a salire

TLTRO III – Attesi in giornata, alle 11,30, i risultati della Tltro III.8, operazione di rifinanziamento targata Bce.

EUROGRUPPO

Appuntamento con i ministri delle Finanze della zona euro alla cui riunione prenderanno parte anche la presidente Bce Lagarde e il consigliere Panetta.

  •     AL VIA IL FOMC RISKOO MONITOR

DATI MACRO

  • ZONA EURO E USA – In un’agenda scarna dal lato macro, gli appuntamenti di rilievo sono con la lettura finale dell’inflazione di maggio dell’area euro — con attese che confermano la stima ‘flash’ per 2,0% su anno — e con le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Usa. In questo caso le aspettative sono per un leggero calo a 359.000 dal precedente 376.000.
  • CINA PREZZI CASE – Leggera crescita a maggio per i prezzi delle case in Cina. La media dei prezzi delle nuove abitazioni in 70 città del Paese ha registrato un incremento di 0,6% rispetto ad aprile quando ha visto un aumento allo stesso ritmo.
  • TANKAN GIAPPONE – Poco variati i livelli di fiducia delle imprese giapponesi a giugno rispetto al mese precedente. L’indice Reuters Tankan per la manifattura ha visto un incremento a 22 da 21 di maggio mentre quello per i servizi è sceso a 0 da 2 del mese precedente.

Appuntamento centrale  della giornata con le minute del meeting Fed del 27 e 28 aprile che verranno diffuse in serata (Italia). Nell’ultimo meeting del FOMC, la Riserva Federale  ha lasciato invariata la propria politica monetaria ribadendo che è ancora troppo presto per avviare il dibattito sulla riduzione degli stimoli monetari. Tuttavia il dato sull’inflazione USA rilasciato in seguito, 4,2%,  apre forti interrogativi sugli orientamenti futuri del Board.  Non pensiamo che da tali minute si possa raccogliere nuovi spunti in merito, sarà la riunione dei metà giugno a determinare eventualmente un cambiamento, seppur velato, della comunicazione della Federal Reserve. Si pensa che il Consiglio possa preparare il terreno (mercato) ad un eventuale revisione della linea di policy ad agosto in occasione del consueto incontro annuale organizzato a Jackson Hole con tutte le banche centrali del mondo.

In Europa ieri la presidente Lagarde ha detto che è fondamentale non ritirare troppo presto le misure di stimolo all’economia.  In giornata avremo  interventi di altri esponenti del board di Francoforte tra cui Panetta alle 9,20 e alle 10, Enria alle 16,00, Hernández de Cos alle 16,30 e Lane alle 17,50. Sempre ieri, l’esponente del board di Francoforte Stournaras ha detto di non vedere rischi per l’inflazione della zona euro nel medio termine aggiungendo che la Bce è meno flessibile ma più indipendente della Fed e che il Qe dovrebbe diventare uno strumento permanente nell’arsenale della Bce.

Si tratta di temi e posizioni assai rilevanti sotto il profilo degli orientamento monetari in quanto influenzano direttamente le aspettative degli operatori che a loro volta vengono riverberate sul mercato Forex. Il cambio eur usd evidenzia segnali di tensione a questi valori. Le quotazioni scontano esattamente l’opposto di quanto non indichi la comunicazione ufficiale degli esponenti delle due banche centrali. Diversamente sarebbe incomprensibile vedere l’euro nuovamente vicino ai massimi di gennaio.

Spesso logica e coerenza non sono allineate al comportamento dei mercati. In questo momento sembra che si guardi e soprattutto si soppesi  con maggior enfasi la posizione della Bundesbank all’interno del Consiglio della BCE. La partita è ancor più sfidante perchè in gioco ci sono le sorti dello spread BTP Bund e più in generale l’andamento dei rendimenti sui bond governativi.

Eurostat diffonde in mattinata la lettura definitiva dell’inflazione della zona euro di aprile, dato su cui si concentra l’attenzione della Bce soprattutto in vista del meeting di giugno. Le aspettative sono per una conferma dell’1,6% su anno ipotizzato dalla stima ‘flash’. Se così fosse l’inflazione ufficiale non si presterebbe ad alimentare forti discussioni, almeno in Eurozona.

ALTRE NOTIZIE DAI MERCATI

MEDIORIENTE – Non accenna a placarsi il conflitto: Israele ha bombardato Gaza con attacchi aerei e i militanti palestinesi hanno risposto continuando a lanciare razzi, mentre mancano segnali significativi di un imminente cessate-il-fuoco, nonostante l’appello internazionale a porre fine ai combattimenti in corso da oltre una settimana.
USA SU CINA – L’amministrazione Biden ha concesso agli investitori altre due settimane per vendere o comprare titoli di quelle società che considera legate all’esercito cinese in una proroga definita necessaria per mettere a punto una politica più dura per vietare queste pratiche.
DIVIETO CINA CRIPTO VALUTE – Pechino ha vietato alle istituzioni finanziarie e alle società di pagamenti di fornire servizi collegati alle transazioni in cripto divise mettendo in guardia gli investitori dal trading speculativo con le stesse.
BOJ – Alla luce di un nuovo balzo dei casi di Covid, il governatore della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda, ha detto che se sarà necessario l’istituto valuterà l’estensione dell’attuale termine di settembre del programma per far fronte alla pandemia.

 

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

Il cambio eur usd quota questa mattina sui massimi relativi fissati il 25 febbraio, livello da cui si sono aperte vendite significative fino a spingere il cambio nel mese di marzo a quota 1,17. Il punto è di estrema rilevanza tecnica in quanto una sua violazione aprirebbe la strada per un nuovo rally dell’euro.

Spesso in queste situazioni si sono verificati false signal  di mercato… vedremo. La partita è estremamente rilevante. Il primo punto sotto cui la tensione subirebbe un allentamento quota in area 1,22 e successivamente, livello ancor più importante sotto il profilo tecnico 1,2160.

I nostri indicatori segnalano un ipercomprato infraday che potrebbe favorire un breve storno. Gli interventi degli esponenti delle banche centrali potrebbero fornire qualche indicazione agli operatori con impatti che al momento riteniamo più tattici che strategici. Come scriviamo da alcune settimane e nell’ultimo aggiornamento dell’Outlook Riskoo, sarà l’esito delle due riunioni di giungo, BCE e Fed, a determinare la tendenza dei prossimi mesi. 

PROVE TECNICHE PER UN CAMBIAMENTO DEL PARADIGMA SUI TASSI D’INTERESSE

La ripresa economica globale che sta rianimando il mondo, evidenzia in alcune aree tensioni sui prezzi al punto da spingere le banche centrali ed i regulators in generale ad accendere un dibattito sull’opportunità di ritirare le misure di stimolo avviando un tapering sul mercato dei bond. In alcune aree le banche centrali dalle parole sono passate ai fatti. In America ed in Europa i banchieri centrali stanno animando le prime significative prove tecniche di cambiamento per preparare i mercati in modo da evitare bruschi cambiamenti di scenario.

I dati economici ed il livello di copertura dei vaccini sulla popolazione animeranno tale processo per tutto l’anno in corso.

Il calendario economico di ieri aggiunge  in tal senso un ulteriore tassello al puzzle, anche se i dati sui servizi pubblicati ieri non hanno confermato sul segmento dei servizi il profilo atteso.

I dati rilevati ieri sul comparto dei servizi, prodotti dal sondaggio Markit, evidenziano in effetti un rallentamento del commercio e dei servizi in generale in un clima in cui si sta andando gradualmente verso la diminuzione dei blocchi Covid. In particolare è l’area dell’Eurozona a manifestare maggiore sofferenza. Negli Stati Uniti il dato di aprile è risultato sopra il precedente a 64,7 rispetto a marzo 60,4. L’indice ISM non manifatturiero ha invece parzialmente rallentato facendo segnare un declino da 63,7 a 62,7. Nel loro insieme i dati ISM e Markit, entrambi leading indicators sul sentiment delle imprese, evidenziano e confermano la robusta crescita americana. In eurozona sorprende il rallentamento del settore servizi alla vigilia delle riaperture. L’Italia soffre in misura maggiore rispetto a Francia e Germania: il dato rallenta da 48,6 a 47,3. Per l’Eurozona l’indice complessivo riesce a conquistare la sufficienza  con una metrica piuttosto contenuta 50,3. Nella nostra pagina dedicata ai post abbiamo riportato l’andamento complessivo dell’indice Composite (manufacturing + Services) relativa alle quattro aree economiche: Germania, Francia, Italia, e Spagna.

Negli Stati Uniti invece come scritto i dati di sentiment ed in generale il quadro macro continua a nutrirsi di elementi positivi che confermano la ripresa. La segretaria del Tesoro Usa lunedì ha dichiarato che i tassi d’interesse degli Stati Uniti potrebbero dover aumentare per evitare che l’economia si surriscaldi con l’entrata in vigore di altri programmi d’investimento economico voluti dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden. L’inflazione sui prezzi delle commodity sta premendo su quella generale alzando il dibattito sull’opportunità o meno di rivedere la linea di policy monetaria. In precedenza James Ballard, governatore della Fed di Saint Louis aveva suggerito di avviare il tapering al raggiungimento de livello di copertura dei vaccini oltre l’80% della popolazione. Le immediate ripercussioni sui mercati hanno spinto sempre il Segretario del tesoro  a ritrattare le dichiarazioni proprio in scia al pesante sell-off dei titoli tecnologici sulla piazza Usa e all’aumento dei tassi dei Treasuries sulla parte lunga della curva. La stessa Yellen ha corretto il tiro affermando di non vedere problemi legati all’inflazione. Sul tema, finora, il presidente della Fed Powell ha dichiarato che il mercato del lavoro non si trova ancora nella situazione in cui dovrebbe essere per poter iniziare a parlare di ‘tapering’.

Ergo: abbiamo la netta impressione che i regulators americani stiano  a rotazione preparando il campo, ovvero i mercati, per un cambiamento del paradigma monetario. Come abbiamo già scritto, anche per la Fed la riunione di politica monetaria di giugno assume un ruolo significativo.

Nel frattempo oggi il board di Bank of England torna a riunirsi per il consueto meeting mensileper disutere sui tassi d’interesse. Non escludiamo, a differenza di quanto indicato nel report di lunedì, che in considerazione dei dati raccolti possa  annunciare prime misure di tapering sul programma di acquisto bond. I significativi progressi della campagna vaccinale britannica e il rimbalzo dell’economia favorito dall’allentamento delle restrizioni anti-epidemia potrebbero spingere il Consiglio di prendere in esame l’opzione già adottata tre settimane fa dalla Bank of Canada. La sterlina dopo un test di area 0,87 sta nuovamente guadagnando terreno sull’euro confermando le nostre attese. Anche il dollaro canadese prosegue la sua fase di apprezzamento sulla’euro. Ci aspettiamo un breakout di area 1,47 ed un’ulteriore gamba di rialzo a a medio termine verso area 1,41/1,40.   

Ieri il Banco Central do Brasil ha aumentato di 75 punti base i tassi d’interesse portandoli al 3,50% dopo averli alzati dello stesso ammontare nel mese di marzo . La decisione del Copom (la commissione responsabile per le politiche monetarie) è stata unanime ed era ampiamente prevista: tutti i 38 economisti che componevano il consensus di Bloomberg si aspettavano infatti un incremento di 75 punti base del Selic (Sistema Especial de Liquidação e Custodia, il tasso benchmark del Brasile). “Per il prossimo meeting la commissione prevede la continuazione del processo di normalizzazione parziale con un altro aggiustamento della stessa entità nel grado di stimolo monetario”, ha dichiarato il Copom, anticipando dunque un altro rialzo di 75 punti.

PROVE TECNICHE PER UN CAMBIAMENTO DEL PARADIGMA SUI TASSI D'INTERESSE

WB ANALYTICS: EUR CAD LT

Attesi oggi anche una serie di interventi da parte di alti esponenti Bce, a partire dalla presidente Christine Lagarde. Ieri il capo economista Philip Lane ha detto che la riduzione negli acquisti di titoli da parte di Francoforte dipenderà dall’inflazione e dalle condizioni finanziarie.

I membri del board di Bank of Japan hanno concordato sulla necessità di concentrarsi su tassi di interesse stabilmente bassi con l’economia che continua a risentire della pandemia, secondo le minute del meeting di marzo. Nel nostro report FX Outlook Riskoo di maggio abbiamo aggiornato gli impatti sulle tendenze dei tassi di cambio prodotti dalle diverse impostazioni delle linee di policy adottate dalle banche centrali in questa fase di ripresa dell’economia globale.

MACRO USA – Focus oggi sulle nuove richieste settimanali di disoccupazione, con il consensus Reuters a 540.000, in flessione rispetto ai 553.000 della settimana prima.  Stando ad un sondaggio Reuters il numero settimanale dei nuovi occupati non agricoli Usa, in arrivo domani, sarà pari a 978.000, in aumento dai 916.000 dei sette giorni precedenti, ma il range delle stime va da 656.000 a 2,1 milioni. Se il dato si collocasse nella parte alta delle previsioni, potrebbe essere una forte indicazione circa la possibilità di un prossimo cambio di “stance”, in senso restrittivo, da parte della Fed. Ieri, intanto, i dati Adp sugli occupati del settore privato hanno mostrato un solido incremento ad aprile, suggerendo che l’economia Usa abbia trovato ulteriore slancio nel secondo trimestre sulla scia del massiccio stimolo e dei progressi vaccinali.

USA-CINA – La rappresentante per il Commercio Usa Katherine Tai si aspetta di avviare contatti “a breve” con esponenti cinesi per la valutazione dell’implementazione dell’accordo “Fase 1”, concluso dalla precedente Amministrazione Trump, il cui risultato influenzerà il destino delle tariffe punitive nei confronti di Pechino.

DATI ZONA EURO – Gli ordini all’industria tedesca a marzo hanno segnato un +3% congiunturale dal +1,4% del mese prima, contro attese pari a +1,7%.

Alle 15.30 INTERVENTO DI WLADEMIR BIASIA A YOU FINANCE   (per iscriversi al live)
  IV RIVOLUZIONE INDUSTRIALE: il futuro è già scritto? La fase di transizione dei mercati verso un nuovo ciclo. EQUITY- BOND – RATES – FOREX & COMMODITY

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

L’odierna riunione sui tassi della Bank of England è anticipata da un un nuovo segnale di forza della sterlina sull’euro. I valori scambiano nuovamente al di sotto dell’area ,87 e tendono a muoversi in direzione del precedente minimo fissato a marzo. Nel nostro Outlook 20/21 avevamo fissato tre obbiettivo regressivi sul cambio eur gbp: il primo a ,8750 su cui il mercato non ha aprto alcun consolidamento oltrepassando l’area d’impulso; il secondo in area ,8450 verificato alla fine di marzo su cui si è aperta una reazione del mercato. Ora ci aspettiamo che la tendenza dominante possa spingere i valori a issare nel medio periodo nuovi significativi minimi.

Con la violazione definitiva di area 0,87 il mercato archivia di fatto tutta la fase Brexit, dal referendum agli accordi finali.

Oggi l’economia inglese appare in netto recupero e secondo le stime del FMI è attesa a sovraperformare la crescita in Europa il prossimo anno.

PROVE TECNICHE PER UN CAMBIAMENTO DEL PARADIGMA SUI TASSI D'INTERESSE

WB ANALYTICS: EUR GBP LT

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

BCE DECISION RATES  – Nella riunione odierna, il Consiglio direttivo ha deciso di riconfermare il proprio orientamento molto accomodante di politica monetaria:

Il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali ei tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, 0,25% e -0,50%. Il Consiglio direttivo si aspetta che i tassi di interesse chiave della BCE rimangano ai livelli attuali o inferiori fino a quando non avrà visto le prospettive di inflazione convergere in modo robusto a un livello sufficientemente vicino, ma inferiore, al 2% entro il suo orizzonte di proiezione, e tale convergenza è stata costantemente riflessa nelle dinamiche inflazionistiche sottostanti.

Il Consiglio direttivo continuerà a effettuare acquisti di attività nette nell’ambito del programma di acquisto di emergenza pandemica (PEPP) con una dotazione totale di 1.850 miliardi di euro almeno fino alla fine di marzo 2022 e, in ogni caso, fino a quando non giudicherà che la fase di crisi del coronavirus sia al di sopra di. Poiché le informazioni in arrivo hanno confermato la valutazione congiunta delle condizioni di finanziamento e delle prospettive di inflazione effettuata alla riunione di politica monetaria di marzo, il Consiglio direttivo prevede che gli acquisti nell’ambito del PEPP nel trimestre in corso continueranno a essere effettuati a un ritmo significativamente più elevato rispetto al primo mesi dell’anno.

La bce rimane accomodante e conferma acquisto titoli programma PEPP

Il Consiglio direttivo acquisterà in modo flessibile in base alle condizioni di mercato e al fine di prevenire un inasprimento delle condizioni di finanziamento che non è coerente con il contrasto dell’impatto al ribasso della pandemia sul percorso previsto dell’inflazione. Inoltre, la flessibilità degli acquisti nel tempo, tra classi di attività e giurisdizioni continuerà a supportare la trasmissione regolare della politica monetaria. Se è possibile mantenere condizioni di finanziamento favorevoli con flussi di acquisto di attività che non esauriscono la dotazione nell’orizzonte di acquisto netto del PEPP, la dotazione non deve essere utilizzata completamente. Allo stesso modo, la dotazione può essere ricalibrata se necessario per mantenere condizioni di finanziamento favorevoli per aiutare a contrastare lo shock pandemico negativo sul percorso dell’inflazione.

Il Consiglio direttivo continuerà a reinvestire i pagamenti principali dei titoli in scadenza acquistati nell’ambito del PEPP almeno fino alla fine del 2023. In ogni caso, il futuro roll-off del portafoglio PEPP sarà gestito per evitare interferenze con l’appropriato orientamento di politica monetaria .

Gli acquisti netti nell’ambito del programma di acquisto di attività (APP) continueranno a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro. Il Consiglio direttivo continua ad aspettarsi che gli acquisti mensili di attività nette nell’ambito dell’APP durino per tutto il tempo necessario a rafforzare l’impatto accomodante dei suoi tassi ufficiali e terminino poco prima che inizi ad aumentare i tassi di interesse chiave della BCE.

… Per il Consiglio Direttivo i rischi  esprimono ancora criticità al ribasso anche se i dati economici stanno progressivamente migliorando

Sebbene la ripresa della domanda globale e il considerevole stimolo fiscale sostengano l’attività globale e dell’area dell’euro, le prospettive economiche a breve termine rimangono offuscate dall’incertezza sulla recrudescenza della pandemia e sull’introduzione delle campagne di vaccinazione. I tassi costantemente elevati di infezione da coronavirus (COVID-19) e l’estensione e il rafforzamento associati delle misure di contenimento continuano a limitare l’attività economica a breve termine. In prospettiva, i progressi nelle campagne di vaccinazione e il previsto graduale allentamento delle misure di contenimento sostengono l’aspettativa di una ferma ripresa dell’attività economica nel corso del 2021. L’inflazione è aumentata negli ultimi mesi a causa di alcuni fattori idiosincratici e temporanei e di un aumento inflazione dei prezzi energetici. Allo stesso tempo, il PIL reale dell’area dell’euro è diminuito dello 0,7% nel quarto trimestre del 2020, attestandosi al 4,9% al di sotto del livello pre-pandemia dell’anno precedente. I dati economici in entrata, le indagini e gli indicatori ad alta frequenza suggeriscono che l’attività economica potrebbe essersi nuovamente contratta nel primo trimestre di quest’anno, ma indicano una ripresa della crescita nel secondo trimestre.

Il Consiglio conferma i piani di stimolo

Il mantenimento di condizioni di finanziamento favorevoli durante il periodo della pandemia resta essenziale per ridurre l’incertezza e rafforzare la fiducia, sostenendo in tal modo l’attività economica e salvaguardando la stabilità dei prezzi a medio termine. Le condizioni di finanziamento dell’area dell’euro sono rimaste sostanzialmente stabili di recente dopo l’aumento dei tassi di interesse di mercato all’inizio dell’anno, ma permangono rischi per condizioni di finanziamento più ampie. In questo contesto, il Consiglio direttivo ha deciso di riconfermare il proprio orientamento molto accomodante di politica monetaria.

Manterremo invariati i tassi di interesse chiave della BCE. Ci aspettiamo che rimangano ai loro livelli attuali o inferiori fino a quando non avremo visto le prospettive di inflazione convergere in modo robusto a un livello sufficientemente vicino, ma inferiore, al 2 per cento nel nostro orizzonte di proiezione, e tale convergenza si è costantemente riflessa nelle dinamiche inflazionistiche sottostanti.

 

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

Le reazioni del mercato alla conferenza stampa

BCE DECISION RATES

14.30 –  Le reazione dell’eur usd sono rimaste contenute ed inizialmente schiacciate sulla parte alta del range infraday 1,2060 con iniziali realizzi sull’euro. Un ridimensionamento del cambio scatta tuttavia soltanto sotto area 1,20. La BCE continuerà a guardare le implicazioni dei tassi di cambio per prevenire eventuali ripercussioni negative sull’inflazione. Ciò significa ancora una volta che il test di area 1,20 spinge la BCE a far sentire la propria voce al mercato in merito alla sua attenta vigilanza sull’andamento del cambio dell’euro. Come ribadiamo nello streaming ci aspettiamo che il cambio a seguito del breakout di 1,20 possa ritracciare il precedente rialzo ritornando verso i minimi di marzo inizio aprile.

BCE DECISION RATES

WB ANALYTICS: EUR USD B_T