FOREX MARKET OUTLOOK 2020

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MARKET MOVER

 

FX: l’euro dollaro sfida la BCE e viola al rialzo quota 1,20 in un clima apparentemente governato da una minore percezione dei rischi prodotto dall’attesa per la disponibilità dei vaccini. Eppure i dati PMI mettono in risalto una maggiore resilienza da parte dell’economia Usa rispetto a quella europea.

I dati PMI, Purchase Manager Index, relativi al comparto manifatturiero hanno messo in evidenza nei rilasci di martedì una parziale perdita di momentum del mese di novembre in Europa ma parzialmente anche negli USA. L’Eurozona evidenzia una maggiore vulnerabilità sia per il settore produttivo manifatturiero che per il settore servizi. Come già scritto in quest’ultimo comparto molte regioni sono entrate nuovamente in una fase regressiva.  

Su queste basi si aprono i giochi per le aspettative su quanto delibereranno la prossima settimana il Consiglio di politica monetaria della BCE ed in seguito la successiva quello della Fed. Ieri, nell’audizione al Congresso J. Powell,  che oggi pomeriggio interverrà nuovamente, ha ribadito di essere pronto ad usare ogni strumento a sua disposizione per sostenere l’economia. Sia Powell che Mnuchin ritengono che le piccole imprese siano ancora a rischio a causa della pandemia. Proseguono inoltre i tentativi per evitare lo shutdown governativo. Un gruppo  di parlamentari ha presentato ieri una proposta da 908 miliardi di dollari nel tentativo di superare l’impasse tra Democratici e Repubblicani sul nuovo pacchetto a sostegno di piccole imprese, disoccupati, compagnie aeree e altri comparti. Un sollecito alla politica Usa per approvare in fretta gli aiuti è giunto anche dal presidente eletto Biden e come scritto dal segretario del Tesoro.

In Europa si discute della riforma del Mes nel segno delle condizionalità e della Cacs, le quali porterebbero numerose criticità, a cominciare dalla cruciale trasformazione delle cosiddette clausole di attivazione collettiva (Cac) da dual limb a single limb. Introdotte nell’Eurozona nel 2013, queste clausole sono collegate ai titoli del debito pubblico e consentono a uno Stato di rinegoziare alcuni termini degli stessi titoli, come ad esempio gli interessi e le scadenze. In altri termini, sarà più facile procedere verso l’eventuale ristrutturazione di un debito sovrano di un Paese in difficoltà che abbia avuto l’esigenza di rivolgersi al Mes.

Il pericolo di uno scenario simile al momento è scongiurato dalla presenza dei programmi di stimolo della BCE. L’approvazione della riforma potrebbe spingere i mercati a gestire con maggiore criticità, verso i paesi maggiormente esisti al debito, il momento in cui la BCE dovesse ridurre o chiudere il programma stesso.

Il prossimo 9 dicembre il parlamento italiano si pronuncerà sulla comunicazione del premier Conte in vista del Consiglio europeo del 10-11 dicembre. Sempre il 10 dicembre si terrà l’attesissimo Consiglio BCE. Ieri la consigliere Isabel Schnabel a Francoforte ha affermato che il Consiglio potrebbe non fare quello che i mercati si aspettano. Ieri sera invece la presidente Bce Lagarde ha detto che l’economia sta ancora portando il peso delle misure restrittive adottate per arginare la seconda ondata di Covid. Su queste basi l’euro ha superato quota 1,20 contro il dollaro. Il merito è principalmente imputabile alla minore percezione dei rischi presente sui mercati grazie all’attesa per la prossima disponibilità dei vaccini.

FX. EURO DOLLARO SOPRA 1,20

WB ANALYTICS: EUR USD L_T

 

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FOREX – Dollaro attorno al minimo di due anni e mezzo dopo la proposta bipartisan per un pacchetto di aiuti all’economia Usa mentre cancella parte dei guadagni lo yuan dopo che, in un’intervista al NYT, Biden ha detto che non interverrà subito per eliminare l’accordo commerciale ‘Fase 1’ con la Cina. Attorno alle 7,40, il cambio euro/dollaro scambia oltre 1,20 a 1,2071, in rialzo dello 0,01%, dopo aver chiuso a 1,2070. Alla stessa ora dollaro/yen a 104,45, in rialzo di 0,13% dopo una chiusura a 104,30 e il cross euro/yen scambia in rialzo di 0,16% a 126,11 (chiusura a 125,91). 

Con il break up di 1,20 l’eur usd ritorna sui massimi di agosto e sfida le attese per il prossimo Consiglio BCE. Ci aspettiamo per la giornata odierna un ritorno dei valori verso i livelli tecnici di break up area 1,20 con il rischio che il mercato possa consolidare sino a quota 1,1960/30 prima dell’evento. La rottura al ribasso di area 1,2040 aprirebbe di fatto una serie di ricoperte sul dollaro (grafico).

GREGGIO – Ampliano il calo i prezzi del petrolio dopo un inaspettato aumento delle scorte Usa, certificato dai dati Api. Attorno alle 7,40 i derivati sul Brent scambiano in calo di 32 cent a 47,10 dollari il barile, e quelli sul greggio Usa ne cedono 36 a 44,19 dollari.

TREASURIES – Governativi Usa in rialzo negli scambi asiatici. Il decennale di riferimento guadagna 5/32 con un tasso di 0,918%.

BTP – In avvio di settimana, lo spread Italia-Germania sul tratto a 10 anni ripartirà dai 114 punti base toccati questa mattina e il tasso del benchmark decennale da 0,6115%. 

EURIBOR 3 MTH – L’Euribor (-0,5516) continua a rimanere  orientato sempre al ribasso confermando la violazione del recente minimo fissato la scorsa settimana a -0,5481%. 

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49 – La settimana scorsa abbiamo aggiornato i dati Flash Pmi di novembre segnalando il  consolidamento della ripresa in attanagli Stati Uniti ed una battuta d’arresto in Europa. Domani saranno pubblicati i dati definitivi. Avremo quindi la fotografia completa delle risposte che giungono dalle aziende manifatturiere e servizi rispetto ai segnali che rilevano nei rispettivi mercati.  Il mercato attende comunque una  tenuta del PMI manifatturiero della Germania 57,9 (prec. 57,9), un indebolimento di quello italiano 52 (prec. 53,8) in zone negativa sotto quota 50 quello francese. In Inghilterra si sconta un dato in consolidamento 53,6 (prec. 53,6). Negli Stati Uniti l’attesa per i dati PMI ed ISM rimane positiva ed orientata al consolidamento della ripresa avviata nel III°Q. 

Nel frattempo questa mattina il medesimo dato per l’economia cinese ha visto un’accelerazione positiva del settore privato in novembre, che vede la migliore performance degli ultimi tre anni. Il Pmi manifatturiero si porta a 52,1 – record da settembre 2017 – a fronte di attese per 51,5 dopo il 51,4 di ottobre. Sempre questa mattina in Giappone, secondo la prima lettura, la produzione industriale di ottobre vede un recupero mensile di 3,8%, mentre la stima sul singolo settore manifatturiero è di +2,7% in novembre e -2,4% in dicembre, sempre su base congiunturale. Quanto alle vendite al dettaglio — sempre di ottobre — l’incremento tendenziale di 6,4% è in perfetta sintonia con le attese.

Oggi e martedì sono attese le audizioni dei governatori di BCE (lun, mar) e Fed (mer) davanti al Congresso. Le dichiarazioni dei due governatori saranno seguite attentamente in quanto dovrebbero fornire indicazioni ed anticipazioni sulle decisioni che saranno prese nei prossimi consigli direttivi che si terranno rispettivamente il 10 ed il 15-16 dicembre. 

Martedì l’Italia riporterà il dato relativo all’andamento del PIL nel III° Q: l’attesa riporta una crescita del 16,1% con una proiezione sul 2019 del -4,7%. 

L’ulteriore dato significativo della settimana sarà rilasciato venerdì sulle statistiche del lavoro negli USA: il mercato si aspetta una crescita dei salariati nei settori ex-agricolo di 600k ed una riduzione del tasso di disoccupazione dal 6,90 al 6,8%. 

Tra l’UE e l’Inghilterra nel frattempo proseguiranno le trattative per la definizione delle regole sul divorzio finale previsto da Brexit. L’impressione è che che ci siano ancora molti temi da discutere  in tempi ormai sempre più ridotti. Nella migliore delle  ipotesi si giungerà alla scadenza del periodo transitorio con un lavoro da parte delle commissioni incaricate con il pericolo che l’irrazionale possa stressare le risoluzioni finali. La sterlina che nelle ultime settimane ha guadagnato terreno nei confronti dell’euro potrebbe subire prese di beneficio e ritornare a quotare nel range 0,90-0,92 qualora nelle prossime ore gli scambi violino al rialzo quota 0,90.

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INTERVENTI BCE – Nuovi dettagli su come Francoforte intenda configurare l’atteso potenziamento dello stimolo monetario potrebbero giungere dall’intervento della presidente Lagarde a un evento a metà mattina. Poco prima prenderà la parola anche il presidente del consiglio di sorveglianza dell’istituto centrale Enria mentre nel pomeriggio sarà la volta del consigliere Hakkarainen.

EUROPA
Interventi supervisore bancario Bce Andrea Enria (9,30) e consigliere Bce Pentti Hakkarainen (15,00) a convegno online Supervision Innovators “Tecnologia e vigilanza bancaria connessa” organizzato da Bce.
Presidente Bce Christine Lagarde partecipa a evento online “Thought Leadership Forum” organizzato da European Policy Centre (11,30).

Bruxelles, riunione Eurogruppo; presidente Bce Lagarde e consigliere Bce Panetta partecipano in videoconferenza.
Bruxelles, conferenza stampa Segretario Generale Nato Stoltenberg prima di una riunione dei ministri Esteri dell’alleanza militare (13,00).
Bruxelles, riunione ministri Finanze UE su missione di revisione Art. IV Fmi in area euro; risultati economici di Cipro, Portogallo, Irlanda, Spagna, Grecia; preparazione del vertice euro di dicembre (15,00).

USA
Fmi, conferenza stampa “Euro Area 2020 Article IV consultation” con intervento di apertura DG Georgieva (15,30).

VIENNA OPEC  riunione “Opec Conference”.

 

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 MERCATI

FOREX – Dollaro sui minimi da quasi tre anni a livello di indice e al record negativo da due anni e mezzo nei confronti della valuta neozelandese. L’ottimismo sulle prospettive di un vaccino antiCovid e il clima di fondo di minore avversione al rischio fanno chiudere le posizioni denominate in dollari, tradizionale divisa rifugio. Euro e dollaro australiano ai massimi da tre mesi nei confronti del biglietto verde. Il cambio eur usd sta raggiungendo una condizione di ipercomprato statistico  in prossimità di quota 1,20 aprendo l’ipotesi per l’apertura di una breve correzione verso un primo livello di sostegno a 1,1940/30.

GREGGIO – Sotto pressione i derivati sul greggio, per quanto su base mensile novembre sembri delinearsi come la migliore performance da maggio. In vista dell’imminente riunione del gruppo Opec+, il timore è che non venga trovata un’intesa sul prolungamento dei tagli all’offerta. Poco prima delle 8 il future Brent gennaio — contratto in scadenza oggi — lascia sul terreno 1,18 dollari a 47 dollari il barile, il Nymex arretra di 98 centesimi a 44,55 dollari.

TREASURIES – Governativi Usa in frazionale rialzo sul finale della seduta asiatica, dove il decennale di riferimento risale di 2/32 al rendimento di 0,8357%.

BTP – In avvio di settimana, lo spread Italia-Germania sul tratto a 10 anni ripartirà dai 115 punti base toccati venerdì in chiusura e il tasso del benchmark decennale da 0,56%. Secondo Hsbc, il differenziale Btp-Bund nel 2021 scenderà a 100 punti, mentre per Michael Leister, analista di Commerzbank, potrebbe scivolare anche fino ai 75 pb, livello che non si vedeva da un decennio. Le nostre stime fissano invece per il 10 anni Italia un primo target in area 0,50% ed un ulteriore target a medio termine in area 0%, di conseguenza lo spread dovrebbe avvicinare il range 0,75-0,70%.

EURIBOR 3 MTH – L’Euribor rimane orientato sempre al ribasso e prossimo alla violazione del recente minimo fissato la scorsa settimana a-0,5481. 

 

AITI  ASSOCIAZIONE ITALIANA TESORIERI IMPRESA
E’ online il programma dell’edizione annuale dell’evento di riferimento per il mondo della Tesoreria e Finanza nazionale.

AITI
TREASURY & FINANCE FORUM DAY –

Quest’anno l’evento di AITI, l’Associane Italiana dei Tesorieri d’Impresa,  evolve in formato digital live per consentire ad oltre 500 iscritti previsti di partecipare nel rispetto delle normative sanitarie.
Il 20 novembre, l’ispirazione e le idee incontrano tra i migliori talenti nella gestione delle tesorerie delle aziende più importanti in Italia .
Wlademir Biasia partner e Presidente di WB Advisors è stato invitato a partecipare alla tavola rotonda sulla Gestione della liquidità e Rischi finanziari nella gestione della ripresa internazionale. 
Focus

Il TREASURY & FINANCE FORUM DAY rappresenta un importante momento di incontro e condivisione.

Sarà il primo Treasury & Finance Forum Day in forma digitale: La  XI Edizione del Treasury & Finance Forum Day si svolgerà quindi in live streaming.

Moderatori della giornata saranno Riccardo Bua Odetti, Partner PwC e Nevio Boscariol, Consiglio Direttivo AITI.

 

PROGRAMMA AITI  ASSOCIAZIONE ITALIANA TESORIERI IMPRESA

10.15 Saluti istituzionali – Fabrizio Masinelli – Presidente AITI
10.30 Apertura lavori
Tavola rotonda : Le sfide che ci ha imposto il Covid-19, usare la competitività per ripartire, rischi e opportunità
Wlademir Biasia – Fondatore WBAdvisor
Massimo Battistella – Vice Presidente AITI
Davide Giovanelli – Vice Presidente AITI
Moderatore : Riccardo Bua Odetti – Partner PwC

Interventi in collegamento
Stefano Favale – Intesa Sanpaolo
Gianfilippo Pandolfini – BNL Gruppo BNP Paribas
Federica Scopelliti – UniCredit
Fabio Pugini – ICCREA Banca

12.00 Chiusura collegamenti e ritorno in studio
14.30 Apertura lavori pomeridiani con possibilità di scegliere lo Stream a cui partecipare

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MARKET MOVER

BIDEN VS TRUMP: PRIMI EFFETTI SUL MERCATO FX

 

BIDEN VS TRUMP: PRIMI EFFETTI SUL MERCATO FX

FONTE REUTERS

 

Nel confronto Biden vs Trump vince la volatilità sui mercati FX.  Al momento dai voti scrutinati emerge un grande equilibrio nelle espressioni di voto. Risultato: i mercati potrebbero iniziare a scontare la vittoria di Donald Trump. Il dollaro che nel pomeriggio di ieri aveva rintracciato gran parte dei guadagni perforati alla vigilia del voto, sino a ritornare a quota 1,1775 eur usd si è riappropriato della forza smarrita. Ora quota 1,1650 dopo aver toccato nuovamente la soglia 1,16. Lo standard & Poor 500 ha colpito ieri sera area 3400 per ripiegare ritracciando parzialmente i guadagni. 

Nel confronto Biden vs Trump vince la volatilità sui mercati FX.

I mercati valutari avevano aperto la giornata delle elezioni di martedì scontando una vittoria netta di Biden. La conferma proviene dal comportamento del MXN e CNY vicino ai loro massimi del 2020 rispetto al dollaro – queste monete rappresentano i paesi più esposti all’agenda protezionistica di Trump.Invece, le prime notizie secondo cui i repubblicani si erano comportati bene in Florida e che gli exit poll indicavano un esito in equilibrio più ravvicinato di quanto il mercato scontasse, hanno costretto i Trader a riponderare i possibili risultati. Per reazione CNY è stato oggetto di vendite cedendo quasi il 2%  in Asia sulla scorta delle notizie provenienti dalla Florida, prima di riprendersi un po ‘alla notizia che i Democratici avevano ripreso l’Arizona.

Sulla base dei sondaggi e dei risultati finora, la maggior parte degli esperti politici suggerisce che la corsa alle elezioni presidenziali si ridurrà ai risultati in Pennsylvania, Michigan e Wisconsin. Tuttavia, data la corsa serrata e il conteggio dei voti postali in quegli stati – che è iniziato solo oggi – un risultato netto da Pennsylvania e Michigan potrebbe arrivare soltanto  venerdì. Il Wisconsin dovrebbe produrre un risultato mercoledì mattina. Aspettiamoci quindi volatilità e cambiamenti di fronte improvvisi fino a venerdì. Questo risultato molto ravvicinato riporta il rischio di un’elezione contestata o di una – come quella vista nel 2000 – che potrebbe essere decisa dai tribunali. Il mercato FX non sconta tale ancora tale scenario: lo yen quota ancora sopra area 104 contro dollaro. Cadute sotto tale livello costituiscono segnali di avversione al rischio importanti da leggere su tutti i segmenti del mercato. Come abbiamo scritto nei nostri report nei giorni scorsi, il mercato detiene ancora posizioni corte di dollari. Molte banche stimano per il cambio eur usd un rialzo in alcuni casi oltre area 1,30. Una vittoria di Trump potrebbe innescare uno short sqeeze. Finora l’eur usd ha delimitato la propria debolezza 1,1600, ma a meno che Biden non inizi a raccogliere rapidamente alcuni stati oscillanti come la Georgia o il N. Carolina,  quota 1,1600 potrebbe essere nuovamente sotto pressione. Come anticipato da settimane il nostro target rimane fissato in area 1,15 eur usd.

BIDEN VS TRUMP: PRIMI EFFETTI SUL MERCATO FX

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

 

USA ELECTION DAY: AL VIA LA SFIDA

USA 2020. Sono piuttosto elevate le incognite sulle presidenziale del 3 novembre. Le elezioni del 2020 vedranno un enorme aumento del voto per corrispondenza a causa della pandemia in corso, il che probabilmente significherà che il vincitore, con una certa probabilità, non potrà essere annunciato prima di una settimana dopo l’elezione. Un ulteriore elemento di incertezza è dato dalle recenti dichiarazioni del presidente Trump a seguito delle quali si è rifiutato di escludere a priori di contestare il risultato in caso di vittoria di Joe Biden, il che potrebbe sfociare in una crisi costituzionale.

FX USD

Il dollaro è stato chiamato al ribasso in più occasioni recentemente. Il ridimensionamento dei tassi ha chiuso in parte il grande differenziale con quelli europei, ed in generale nei confronti dei tassi praticati su tutte le valute. Questo ha ridotto l’appetibilità della divisa americana. Tuttavia vediamo nell’economia statunitense, ancor oggi, le migliori chance di ripresa rispetto ad altre aree. Vediamo soprattutto un’inversione di tendenza della curva dello spread nel tratto a 10 anni tra USA e Germania.  

A fine luglio e nel mese di agosto abbiamo dichiarato di ritenere piuttosto improbabile un ulteriore apprezzamento dell’eur usd oltre la soglia 1,20. La BCE, a seguito del Consiglio di politica monetaria di settembre, ha manifestato, in conferenza stampa, un certa insofferenza verso un tasso di cambio dell’euro così elevato. I media e gli osservatori in generale non hanno dato molto peso alle dichiarazioni di Christine Lagarde. Tuttavia non dev’essere minimizzato il tenore dell’intervento a seguito del quale si è aperta una rumorosa discussione all’interno del Baord su come raffreddare la forza dell’euro. Per tale ragione dovremo guardare ai potenziali effetti prodotti dal voto considerando anche il lato dell’euro. L’Eurozona non è del tutto attrezzata per sostenere un cambio oltre quota 1,20 contro il dollaro. La deflazione e le ripercussioni sulle esportazioni potrebbero raffreddare ulteriormente la ripresa in atto sul manifatturiero La BCE è consapevole di questi rischi e per tale ragione potrebbe essere pronta ad incrementare gli stimoli monetari per prevenire eventuali effetti distorsivi prodotti da un cambio non desiderato a tali livelli.  

USA ELECTION DAY: AL VIA LA SFIDA

Le nostre valutazioni stimano, tenendo conto anche del residuo differenziale sui tassi ancora presente, un valore di riequilibrio nel breve periodo. In ogni caso la nostra visione sul lungo termine rimane comunque ancora favorevole per un ulteriore apprezzamento del dollaro.  Su tali basi abbiamo vincolato il nostro giudizio positivo alla tenuta di area 1,20 eur usd.   

Il mercato appare invece ancora molto positivo sull’euro, meno sul dollaro. Chiaramente, in caso di risultati incerti e messi in discussione da uno dei candidati, innescherebbe una chiamata generale di avversione al rischio  ruotando buona parte dei flussi sulle monete rifugio a partire proprio dalla divisa americana. 

In merito allo spread sul tratto lungo della curva Usa Germania ci aspettiamo che il differenziale ritorni ad allargarsi con un rialzo a favore dei rendimenti americani che dovrebbe posizionarsi in un’area di riequilibrio tra 160/180 punti base. Statisticamente il mercato si adegua allo shift della curva con un ritardo di sei mesi. L’azione di reversal del movimento si è formata recentemente, agli inizi dell’estate. Pertanto dovremo, nelle prossime settimane, verificare se i primi passi mossi in direzione di area 160/80 (attualmente quota 140 b.p.) saranno confermati nel prossimo futuro con la tenuta del rialzo oltre la soglia 135. Potremmo così confermare l’outlook ed attendere l’allineamento dei mercati fx.  

Ovviamente una buona dose di influenza sarà determinata dall’esito delle elezione. 

USA ELECTION DAY: AL VIA LA SFIDA

Per approfondire le aspettative del mercato abbiamo condotto una ricerca sulle preferenze di consensus attribuite ai due ticket: Onda Blu (Joe Biden) e Onda Rossa (Donald Trump)….

 

USA Election Day: AL VIA LA SFIDA

 

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OGGI RITORNA IN CAMPO IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA BCE. ATTENDIAMO NOVITÀ!

Oggi ritorna in campo il Consiglio direttivo della BCE. Sarà nostra impressione, ma da diversi mesi a questa parte ogni sua riunione è anticipata da attese emergenziali.
Nelle ultime settimane si è acceso il dibattito su cosa potrebbe fare la BCE per contrastare la deflazione e sostenere il ciclo economico. Esistono diverse opzioni possibili, ma per
il mercato rimane centrale il nodo sull’aumento del programma PEPP piuttosto che il PSPP.
Le polemiche in seno al Consiglio direttivo su cosa fare sono apparse piuttosto forti. Tuttavia, i recenti sviluppi economici hanno chiaramente rafforzato la difesa delle colombe.
Le aspettative sono per un’eventuale espansione dell’attuale mandato del Programma di acquisto di emergenza pandemico (PEPP) di ulteriori 500 mld EUR e per l’estensione della sua durata per tutto il 2021. Tuttavia, il consenso suggerisce che dicembre è visto come un momento più opportuno per questa azione. A dicembre, il Board presenterà le proiezioni economiche invernali sulla base dei dati raccolti nel IVQ ed avere quindi una maggiore chiarezza sull’impatto delle varie misure di blocco sull’economia della zona euro. Di conseguenza l’odierno Consiglio dovrebbe preparare il terreno a ulteriori stimoli. Tuttavia nell’ultima settimana, causa la recrudescenza Covid, sono aumentate le attese per una decisione immediata, vedremo. Non dobbiamo dimenticare che il PEPP è operativo e che la decisione eventuale prevede comunque un’estensione temporale del programma ed all’uopo una sua dotazione.
Quindi comunicarlo oggi avrebbe soltanto un effetto mediatico, mentre dicembre avrebbe un ruolo più “istituzionale”.
Infine c’è chi si aspetta a dicembre un aumento della dotazione del PSPP, piuttosto che un aumento del PEPP. In ogni caso oggi Christine Lagarde dovrà sicuramente offrire risposte ed approfondimenti al mercato. Anche se qualcuno potrebbe obiettare che gli ultimi mesi hanno dimostrato che la vera azione di comunicazione non avviene più in conferenza stampa ma nel post sul blog del giorno dopo. Non mancheremo di approfondire anche un’eventuale coda informativa.
I mercati più esposti alle decisioni della BCE sono nell’ordine il Forex (clicca qui) ed il MTS. L’eur usd ieri è sceso sino a coprire l’intero range che avevamo stimato in risposta al ritorno delle avversioni al rischio e, non ultimo, al posizionamento dei trader per il meeting della BCE. I prezzi sono scesi sino a fissare un minimo a 1,1716 ma hanno chiuso sopra 1,1735. Quindi la banda di oscillazione entro cui si negoziano le posizioni da settembre è rimasta intatta. La chiusura rappresenta un chiaro segnale di attesa per oggi e l’eventuale predisposizione a violarla definitivamente qualora la BCE soddisfi le attese del mercato. Non dimentichiamo che l’ultima riunioni del Consiglio direttivo era stata seguita da un grado di disapprovazione piuttosto elevato a causa della poca chiarezza espressa da Christine Lagarde in conferenza stampa in merito al posizionamento del cambio ed alle polemiche montate all’interno del Board.
Oggi non sono ammessi errori.

FOREX – Euro in calo sul dollaro in riflesso ai segnali di avversione al rischio. Ieri si sono apprezzate tutte le monete di parcheggio/rifugio ed indebolite quelle appartenenti alle aree emergenti o comunque correlate alle commodity. L’eur usd dopo una discesa a 1,1716 è risalito sino a chiudere sulla linea di supporto che delimita la parte inferiore di una canale di ridistribuzione che dalla fine di settembre sta condizionando le negoziazioni. L’ampiezza del canale quota un cap a 1,1910 ed un floor a 1,1735. Al suo interno sono presenti alcuni livelli che potrebbero già oggi delimitare l’eventuale reazione dell’euro: 1,1780. La violazione definitiva del segmento 1,1735/1,1710 spingerà il cambio in direzione dei minimi di settembre a 1,1610. Nel frattempo il rapporto usd jpy si è portato nella parte inferiore del range che ne delimita da mesi le oscillazioni in un campo neutro. La violazione di 104,15 tenderà a spingere il cross verso area 101 confermando lo scenario di avversione al rischio.

 

EUR USD

 

BTP – Ieri il BTP ha subito le vendite a causa del ritorno dei timori sui mercati. Sono manovre che ricalcano quanto già scritto per le monete emergenti. In una fase di allerta i mercati tendono a ruotare i flussi che derivano dalla liquidazione degli attivi cosiddetti Risk_On verso valori di qualità/rifugio: governativi core e liquidità, ovvero Bund e Treasury. Riteniamo comunque che al momento il suo trend dominante rimanga positivo. GREGGIO – Il petrolio è sceso verso l’area di principale attrazione per le vendite presente attorno a quota 39 usd/bar ( Brent). IL livello costituisce al momento il punto di maggior criticità per il mercato. La violazione spingerebbe i prezzi verso area 36/35 usd con un conseguente sell off su molte commodity industriali.

TREASURIES – Governativi Usa ancora in rialzo negli scambi asiatici, mentre il 10 y Germania scende sui minimi di periodo sotto area -0,60 in attesa della BCE, pronto a dare l’assalto al nostro target -0,70% nei prossimi gg

CALENDARIO MACRO ECONOMICO

BANCHE CENTRALI

BCE – Con questo quadro davanti, la Bce non ha fatto mistero nelle sue più recenti dichiarazioni di essere pronta ad agire ulteriormente e con tutti gli strumenti a sua disposizione per sostenere i mercati. Ciononostante, gli analisti non si attendono novità già dal board di oggi, dal quale si aspettano, piuttosto, indicazioni su eventuali mosse a dicembre. L’ipotesi è quella di un ampliamento entro l’anno della dotazione del programma anti-pandemico Pepp che, nelle attese, dovrebbe essere aumentato di 500 miliardi di euro.

BOJ – Rimanendo alle banche centrali, anche quella nipponica ha deciso oggi, come largamente atteso, di non ritoccare la propria politica monetaria, considerata adeguata al momento. Ammonendo circa la forte incertezza dovuta alla pandemia soprattutto per quel che riguarda l’impatto sui servizi, l’istituto ha però tagliato le stime economiche sul Pil giapponese per l’anno fiscale che termina a marzo 2021, portandole a -5,5% dal -4,7 ipotizzato a luglio. monetaria ultra-loose sino al 2023.

DATI ZONA EURO – Tanti e di peso i numeri in arrivo oggi. In Italia, Istat diffonde i dati sulla fiducia di imprese e consumatori a ottobre, con gli indici in calo nelle attese mentre il Paese fa i conti, non senza dissensi, con le nuove restrizioni. Da Germania e Spagna arrivano le stime sull’inflazione di ottobre, attentamente monitorate dalla Bce. La Germania diffonde inoltre il dato sul tasso di disoccupazione nello stesso mese, con un consensus Reuters al 6,3%, stabile rispetto a settembre. In agenda anche l’Economic sentiment relativo a ottobre, che misura la fiducia nell’economia nella zona euro: l’indice è visto in diminuzione, a 89,5 dal 91,1 del mese prima.

DATI USA – Oltreoceano, a pochi giorni da elezioni presidenziali dall’esito incerto, occhi puntati sulla stima del Pil nel periodo luglio-settembre, atteso in rimbalzo del 31% dal -31,4% del trimestre precedente, con i dati più recenti che segnalano una ripresa lenta ma stabile. Le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono viste in lieve calo a 775.000.

DATI GIAPPONE – Le vendite al dettaglio giapponesi hanno registrato a settembre il settimo calo consecutivo con un -8,7% su anno contro attese a -7,7%. La fiducia dei consumatori mostra intanto un modesto miglioramento ad ottobre, portandosi a 33,6 dal 32,7 di settembre, anche se il sentiment resta piuttosto debole a causa dell’evolversi dell’epidemia

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MARKET MOVER

 

-1 EUR USD PROVE DI BREAKOUT – Mentre iniziano a giungere gli early vote inviati per posta inizia a dividersi il consenso sull’esito elettorale tra i due contendenti Biden-Trump. Ci sono molti elementi per cui pensiamo che i sondaggi possano anche in questa campagna non centrare l’effettiva opinione degli elettori. L’effetto distorsivo del Covid potrebbe rimescolare il consensus popolare al di là della fede politica. 

I mercati si stanno lentamente allineando su livelli difensivi. Lo Standard & Poor 500 da inizio settimana si è spinto verso quello che pensiamo possa rappresentare la soglia più critica in questa fase. L’area 3390/60 ha in effetti contenuto le pressioni al ribasso di lunedì e di ieri.  Si tratta di un livello estremamente significativo. Pensiamo che la sua eventuale violazione al ribasso possa innescare molti trigger fissati da sistemi di trading basati su algoritmi quant. L’innesco produrrebbe significative vendite esponendo il mercato ad un ribasso iniziale che punterebbe all’area 3300/3200 dove si colloca il punto di inversione dell’intero ciclo di recupero del mercato azionario Usa avviato a fine marzo.     

Come abbiamo anticipato a settembre, nel nostro report WB PERSPECTIVES dedicato alla ricerca Intermarket, il mercato azionario europeo ha rotto gli indugi anticipando di alcune settimane la perdita di momentum generale sui mercati, producendo un crescente segnale di avversione al rischio che al momento non si è trasmesso ad altri segmenti del mercato, quali quello delle commodity e del forex.  

Tuttavia, abbiamo imparato molto da questa epidemia. I mercati reagiscono con un certo ritardo agli impulsi che si distribuiscono sui singoli segmenti.  Gli effetti domino a cui eravamo abituati si sono dilatati ma non hanno cessato di interagire sotto traccia.  

MARKET MOVER MONITOR 

Market Mover Monitor si concentra principalmente sui rumors, gli eventi macro della settimana e della giornata operativa, con un focus sul cambio eur usd ed  in modo meno approfondito su alcuni altri strumenti. 

Sull’andamento del cambio euro dollaro, abbiamo sostenuto sin dall’estate l’idea che l’euro non fosse in grado di sostenere apprezzamenti oltre l’area 1,20. A seguito di tale tesi abbiamo costruito uno scenario in cui prevale tuttora l’idea che l’eur usd sia orientato a ritracciare il rialzo della scorsa primavera in direzione di un target a quota 1,15.  

In queste settimane il cambio ha manifestato una prevalente resilienza consolidando area 1,17/1,19 avendo momentaneamente toccato nel frattempo 1,16. Nel confermavi ancora una volta la nostra view sulla base delle diverse grandezze macro, segnaliamo che il mercato osserverà con attenzione l’area 1,1735 per catturare ulteriori segnali di debolezza al breakout dell’euro. 

Un ulteriore flessione delle borse tenderà ad acuire il sentiment di avversione al rischio e  la rotazione dei flussi verso le monete rifugio a partire dallo yen già ora in apprezzamento su tutti i principali cross ed orientato a verificare il nostro target intermedio contro l’euro a 119,50. 

I MERCATI

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

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FOREX  – Euro in breakout sul dollaro sulla scia dell’ipotesi di nuovi lockdown in alcuni Paesi europei. Attorno alle 7,40, il cambio euro/dollaro vale 1,1782, in calo dello 0,11%, dopo aver chiuso a 1,1795. Alla stessa ora dollaro/yen a 104,20, in calo di 0,19% dopo una chiusura a 104,40 e il cross euro/yen scambia in calo di 0,28% a 122,80 (chiusura a 123,14).
Nella sessione odierna ci aspettiamo un test del sostegno 1,1765 con brevi reazioni verso 1,18. Sarà importante analizzare i valori di chiusura per verificare se il mercato abbia intenzione di violare al ribasso la fascia 1,1765/1,1750 eur usd.

EUR USD PROVE BREALOUT

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

 

EUR USD PROVE BREALOUT

WB ANALYTICS: USD JPY

 

 

MARKET MOVER

BTP – L’obbligazionario italiano riparte da 132 punti base per lo spread sul Bund sul segmento a dieci anni e da 0,71% per il rendimento del decennale dicembre 2030. Attiva sul primario anche la Germania, che mette a disposizione 2 miliardi nel Bund a 15 anni. Ci aspettiamo nel breve che il 10 y Italia scenda in direzione di 0,50% mentre il nostro target di medio termine rimane fissato allo 0%.

GREGGIO – Forte flessione per i prezzi del petrolio sulla scia dell’aumento delle scorte Usa, certificato dai dati Api, e dei timori connessi alla seconda ondata di Covid nel mondo. Attorno alle 7,40 i derivati sul Brent cedono 66 cent a 40,54 dollari il barile, e quelli sul greggio Usa ne perdono 82 a 38,75 dollari..

TREASURIES – Governativi Usa in rialzo negli scambi asiatici. Il decennale di riferimento guadagna 2/32 con un rendimento di 0,769%. Il 10 y Germania scende sui minimi di periodo ed avvicina il ns target fissato lo scorso anno a -0,70%

MONETA DIGITALE: IL FUTURO DEL CONTANTE?

MONETA DIGITALE

Tutte le principali banche centrali hanno annunciato l’avvio di progetti per l’emissione di  una propria CBDC (central bank digital currency), per cittadini e imprese e per le loro operazioni di pagamento quotidiane.

La CBDC è un equivalente della banconota cartacea ma emessa in forma digitale e completerebbe l’attuale offerta di denaro e depositi.

YUAN DIGITALE

Lo yuan digitale è sicuramente, a livello mondiale, la CBDC il cui progetto è nello stadio più avanzato. La People’s Bank of China è già passata dalla fase di studio a quella di sperimentazione, distribuendo 10 milioni di yuan digitali tra la popolazione.

Nel progetto cinese sono state coinvolte lifestyle app come Dixi Chuxing e super app come Meituan Dianping (420 milioni di utenti).

DOLLARO DIGITALE

Ad agosto il governatore della  Federal Reserve Lael Brainard ha reso noto che la banca centrale americana  sta collaborando con i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology per costruire e testare una valuta digitale (clicca qui per approfondimenti).

EURO DIGITALE

Nell’ultimo mese anche la BCE ha lanciato formalmente il progetto di un euro digitale e ha definito nella metà del 2021 la dead line entro la quale vreificarne la concreta fattibilità  (clicca qui)

E’ del 20 ottobre infatti il documento  Report on a digital euro (clicca per visualizzare) in cui vengono evidenziate le ragioni che stanno alla base della possibilità di emettere moneta elettronica da parte della BCE,  analizzati gli effetti sul sistema economico e sociale e indicate le linee strategiche che, da un punto di vista tecnico e organizzativo, la BCE intende seguire.

 

Digital euro

Digital euro

MOTIVAZIONI

Le motivazioni che stanno portando le Banche Centrali allo sviluppo di  CBDC vanno nell’ottica di andare incontro al:

  • sempre maggiore utilizzo di sistemi di pagamento elettronici;
  • necessità di avere a disposizione una forma di moneta digitale sicura;
  • bisogno di  rendere maggiormente veloci ed efficienti i trasferimenti, le transazioni monetarie e in particolare i pagamenti.

IMPLICAZIONI

Quali sono le implicazioni meno visibili ma inevitabili di tali sviluppi e  che potrebbero addirittura rappresentare la vera motivazione della creazione di CBDC?

POLITICA MONETARIA

Implicazioni interessanti si individuano nel campo della politica monetaria che potrebbe essere resa più efficace dall’instaurarsi di un rapporto diretto con la  banca centrale. Più ancora le Banche Centrali controllerebbero la remunerazione delle CBDC fino alla concreta possibilità, in circostanze economiche estreme, di adottare una politica di tassi di interessi negativi sulla moneta in circolazione superando i limiti oggi imposti dallo “zero-lower-bound”.

TRACCIAMENTO DEI FLUSSI

La CBDC favorirebbe il tracciamento di eventuali flussi illeciti di fondi, come il riciclaggio di denaro o il finanziamento del terrorismo.

Le banche commerciali e la banca centrale potrebbero inoltre agevolmente monitorare i flussi di moneta digitale da utente a utente, che opererebbe potenzialmente senza l’anonimato della valuta fisica,  e tracciare le abitudini di consumo di ogni singolo cittadino.

INTERNALIZZAZIONE DELLA MONETA

La BCE e la Cina potrebbero sfidare l’egemonia del dollaro a livello globale poiché l’accessibilità alla valuta digitale sostenterebbe la domanda di valuta straniera tra gli operatori.

Siamo soltanto agli inizi di un nuovo ciclo monetario. Le implicazioni della CBDC sono tali per cui abbiamo deciso di dedicare al tema una sequenza di approfondimenti per dare un’ampia informazione ai nostri lettori.
Dedicheremo quindi per ogni singola digital currency un report che pubblicheremo settimana per settimana. .

Stay tuned!

 

MONETA DIGITALE: IL FUTURO DEL CONTANTE?

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ELEZIONI USA 2020 PENCE e HARRIS hanno dibattuto sui temi della campagna elettorale senza dare un impressione netta su quale dei due candidati abbia colpito maggiormente.

In ogni caso secondo gli analisti, il mercato comincia a credere che Biden la spunterà e che questo si tradurrà in una politica fiscale più accomodante. Il faccia a faccia questa notte tra i due candidati vice per le elezioni Usa,  Kamala Harris e Mike Pence, non sembra aver alterato la traiettoria della corsa presidenziale. Trump, intanto, ha bloccato ieri i colloqui con i dem sul pacchetto di stimolo, pur proponendo nuovi aiuti al settore aereo, in una decisione che contribuisce a mettere in forse la ripresa. 

In un’altra mossa tesa a compiacere l’elettorato conservatore, sempre nell’ambito dei temi della campagna per le elezioni USA,  il Dipartimento di Stato potrebbe annunciare oggi nuove pesanti sanzioni al settore finanziario iraniano.

VERBALI FED

Nel contempo ieri sera sono stati pubblicati i verbali dell’ultima riunione della Fed da cui si evince dalla maggior parte dei partecipanti che la ripresa economica susseguente al crollo del II°Q è superiore alle attese. Il FOMC ha sottolineato che l’investimento aziendale, letteralmente crollato nel Q2, ha visto un’inversione di tendenza. Nonostante ciò, come ha notato lo stesso Powell nella conferenza stampa successiva, i livelli sono ancora molto al di sotto di quelli pre-pandemia. Inoltre il Board ha fatto sapere che in ogni caso la ripresa economica potrebbe subire un rallentamento se non opportunamente sostenuta da ulteriori accomodamenti fiscali. Inoltre il Consiglio appare diviso sulla linea da adottare.  Dopo essersi mostrato compatto, ad agosto, nell’annunciare uno storico cambio di passo sull’inflazione, a settembre il Fomc è tornato a dividersi su quale metodo usare per applicare i nuovi principi nella pratica. Le dissonanze nel dibattito tra i banchieri centrali Usa, fanno notare alcuni osservatori, riflettono la totale incertezza in cui naviga l’economia, appesa all’ignota evoluzione della pandemia. La banca centrale potrebbe implementare in futuro il suo programma di acquisto di bond, hanno ribadito questa notte alcuni sui alti esponenti ma, al momento, più che sul lato monetario necessitano interventi sul fronte fiscale come anticipato sopra.

WEIDMANN  BCE

Con gli investitori che soppesano ogni sillaba pronunciata da Francoforte, il numero uno di Buba e membro del direttorio Bce, Jens Weidmann, ha detto ieri in un’intervista a Boersen Zeintung che l’attuale orientamento della banca centrale europea è “appropriata per ora”. Guardando al bicchiere mezzo pieno, l’attenzione del mercato si è concentrata su quel “per ora” piuttosto che sull’assunto – peraltro piuttosto scontato in bocca al falco tedesco – della sua attuale adeguatezza. Segno che uno shift potrà avvenire nel momento in cui – e potrebbe non essere lontano – le cose dovessero volgere al peggio. Con la seconda ondata di Coronavirus che sta impattando molti paesi Ue, con conseguenze pesanti soprattutto per il settore terziario, l’assessment della Bce potrebbe dunque cambiare in senso ulteriormente accomodante. Stando ad alcuni report, nuovi stimoli potrebbero essere implementati a dicembre, quando la banca rivedrà le sue attuali proiezioni. Occhi anche oggi sono programmati due interventi da parte di autorevoli membri dell’Eurotower da cui si potranno trarre ulteriori indicazioni.

BANK OF JAPAN

Secondo il presidente di Bank of Japan Haruiko Kuroda l’economia nipponica ha cominciato a riprendersi e il rilancio proseguirà grazie alle generose misure approvate sia sul fronte monetario che su quello fiscale. Nei dati diffusi stanotte, il surplus delle partite correnti si è attestato a 2.100 mld di yen ad agosto, contro i 1.980 stimati.

DATI MACROECONOMICI

MACRO – In un’agenda macro peraltro piuttosto scarna oggi, atteso il leading indicator dell’Ocse per l’Italia di settembre da confrontare con un dato di agosto a 97,6. 

Negli Usa, i consueti dati settimanali sulle richieste di sussidio. Secondo una survey diffusa dal World Economic Forum, sarà la disoccupazione la maggior preoccupazione per l’economia nei prossimi dieci anni.

MERCATI

FOREX Il dollaro è poco mosso su yen in area 106. Anche l’euro è stabile intorno a 1,1765 dollari. Scende dello 0,4% il dollaro neozelandese dopo che la banca centrale ha segnalato la possibilità di un nuovo allentamento monetario, con tassi negativi. Debole, anche se in misura minore, il dollaro australiano. La banca centrale della Polonia ha lasciato i tassi invariati nell’ultima riunione di politica monetaria.

L’eur usd rimane sempre all’interno del range di attuali edominio. Ci aspettiamo che le contrattazioni rimangano inserite nella gamma 1,1790 – 1,1700 eur usd.

GREGGIO Prezzi in calo su un aumento delle scorte. Il futures sul Brent cede due cent a 41,97 dollari al barile mentre il contratto Usa perde 3 cent a 39,87 dollari. Riteniamo che la partita sul petrolio si giochi in questa fase sempre sulle riposte che i Trader daranno all’eventuale test di quota 39 usd/bar (Brent). Da alcune settimane collochiamo il livello tecnico di maggior rilievo e su cui abbiamo già avuto una prima reazione dopo la recente verifica del mercato.  

METALLI – Il rame trattato al LME ha reagito anch’esso dai minimi di questa settimana fissati in area 6300/250. Il range attuale rimane circoscritto ad oscillazioni comprese tra 6620 e 6300. 

TREASURIES Mercato in calo ieri sulle speranze di un pacchetto di aiuti per il comparto aereo annunciato da Trump. A pesare anche l’asta per 35 miliardi di dollari sul decennale. Il collocamento di oggi saranno sul piatto 23 miliardi di titoli a 30 anni.

MERCATI AZIONARI – I listini azionari rimangono ancora inseriti in una fase di congestione con rischi che tuttora rimangono orientati al ribasso.

Per avere una visione più approfondita di ogni singolo segmento di mercato, forex, interest rates, commodity,… chiedi di ricevere i nostri report ed Outlook

 

 

RUBLO UNA STORIA GEOPOLITICA

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MARKET MOVER EUR RUBLO

 

 

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EUR RUB

L’EUR RUB dopo il recente ritorno sui massimi a quota 90 sta aprendo una fase di riflessione del cambio.  nella seduta odierna il mercato focalizzerà l’attenzione su quota 88,80, mentre il punto con maggiori valenze tecniche transita a quota 87,50 eur rub.

Il mercato sta ancora trattando sopra i picchi segnati a marzo e successivamente alla fine di luglio.

Per aprire una fase correttiva più ampia i corsi devono ritornare sotto tali valori in quanto subirebbero le prese di beneficio pronte dagli ordini di vendita presenti sotto tale fascia di mercato. Il cambio rimane sempre oggetto di un’intensa attività speculativa originate da correnti di vendita di rubli che seguono pulsioni di natura geopolitica. Anche l’andamento del prezzo del petrolio rimane un driver significativo sia sotto il profilo geopolitico che in termini di correlazione con il rublo.

Il breakout di area 88, 80 dovrebbe attivare un primo ribasso in direzione di 87,20 ed uno successivo verso area 86. Il livello di rischio per il rublo rimane a quota 90,20/25.

PER LA BCE L'APPREZZAMENTO DELL'EURO HA IMPATTI SULL'INFLAZIONE

WB FX RISK MANAGEMENT: EUR RUB

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