MARKET MOVER MONITOR WEEK 40 Questa settimana avremo la possibilità di analizzare i nuovi sondaggi  PMI relativi al comparto dei servizi su scala globale dopo gli aggiornamenti del PMI manifatturiero. Venerdì uscirà anche l’attesissimo rapporto sul mercato del lavoro statunitense di settembre. Prima di ciò, si svolgeranno riunioni della banca centrale in Australia e Nuova Zelanda.

La settimana  sarà caratterizzata dalla pubblicazione di molti dati economici il principale dei quali coinciderà con la diffusione delle statistiche sull’occupazione USA (venerdì 8 ott).

Jerome Powell nel corso delle ultime uscite ha modificato la sua narrazione sul tapering, aiutato in questo dai numerosi interventi di membri del Fomc, tutti ormai concordi nel sostenere che i tempi siano maturi per avviare la riduzione degli stimoli monetari.

I mercati che sino a qualche settimana fa non ponderavano tale ipotesi, si stanno velocemente convertendo all’idea che presto la Fed inizierà a  ritirare gli stimoli monetari.

Sono giunte e si accoderanno liquidazioni di portafoglio sugli attivi a rischio, equity e commodity. Di questo abbiamo evidenziato i segnali già al primo battito d’ali delle vendite . 

In settimana ci concentreremo sugli impatti che il dato sull’occupazione potrà produrre su tutti i segmenti del mercato a partire dal forex, usd, per collegare le reazioni al dato su tutto il comparto delle materie prime. Come noto già negli Outlook (WB COMMODITY PERSPECTIVES) di fine primavera abbiamo avviato una significativa copertura sul potenziale segnale di raffreddamento del rialzo dei prezzi dei metalli non ferrosi, prima, per seguire in successione temporale il condizionamento verso tutti i metalli ed a seguire le commodity energetiche. In occasione del recente mini rally su petrolio oltre 76 usd/bar (Brent Crude Oil)  abbiamo segnalato accanto il rischio sugli obbiettivi del rialzo, l’ipotesi che tale movimento potesse rappresentare una cosiddetta bull-trap! 

Gli eventi delle ultime ore stanno confermando tale ipotesi operativa ancorché attendiamo un ritorno degli scambi sotto quota 76 usd/bar per il Brent per convalidare il reversal  ed estenderlo ad altri segmenti del comparto a partire dal Natural Gas.

Oggi prende il via l’incontro Opec per stabilire quanto greggio immettere in un mercato in cui i prezzi hanno recentemente superato gli 80 dollari al barile sulla scia dei problemi alle forniture e di un picco della domanda dopo la pandemia. L’Opec+ ha acconsentito a luglio ad aumentare la produzione di 400.000 barili al giorno ogni mese almeno fino all’aprile 2022. Quattro fonti Opec hanno detto a Reuters la scorsa settimana che i produttori stanno valutando se immettere più di quanto non preveda quell’accordo anche se nessuno si è spinto a fornire dettagli su quantitativi precisi o sulle tempistiche.

E il tema del rincaro dei prezzi dell’energia sarà al centro della discussione dei ministri delle Finanze della zona euro che si riuniranno oggi a Lussemburgo. Alla riunione — in cui si discuterà anche di piani per la ripresa Ue, dei meeting G20 e Fmi e di unione bancaria — parteciperanno anche la presidente Bce Lagarde e l’esponente del board Panetta.  Nel fine settimana il governatore di Bankitalia Visco ha ribadito che le pressioni sui prezzi dovrebbero rivelarsi temporanee aggiungendo però che il fenomeno va monitorato.
INDICE SENTIX ZONA EURO – Unico appuntamento macro di rilievo a livello europeo quello del mattino con l’indice Sentix che monitora il morale degli investitori nella zona euro. A ottobre, da attese, l’indice dovrebbe scendere a 19,0 dal 19,6 di settembre.

MARKET MOVER

MARKET MOVER MONITOR WEEK 40

E’ estremamente importante mettere in relazione il comparto delle commodity con il Forex in quanto fornisce utili elementi di valutazione analitica per la pianificazione dei rischi tendenziali e l’implementazione delle metodologia di policy per la gestione degli stessi con un atteggiamento proattivo orientato alla protezione dell’Ebitda dell’azienda.

Il nostro processo di analisi che sta a monte di tutta la programmazione di Risk Management,  integra una suite di algoritmi proprietari dove dialogano segnali di natura macro economica con analisi quant per definire il momentum di ogni singolo strumento coperto dalla nostra ricerca.

Questo processo ci consente attraverso le analisi di momentum  di integrare view di mercato con la mappatura dei rischi economici e transattivi.

FOREX Le interelazioni  che stanno maturando   tra commodity, forex ed interest rates definiscono un quadro potenzialmente positivo per il dollaro con riflessi negativi sulle commodity in particolare quelle industriali.La scorsa settimana l’eur usd è scivolato sotto quota 1,1675 avviando la pre-apertura di una finestra riflessiva per l’euro con valenze cicliche significative. In termini tecnici questa settimana il mercato si preparerà al dato sull’occupazione USA seguendo mercoledì le anticipazioni dell’ADP, venerdì il dato effettivo rilasciato dal U.S. Bureau of Labour Statistics. Il primo prevede una crescita di 430 k di nuove buste paga per i settori non agricoli, il secondo 460k.  Dati in linea o più robusti aumenterebbero sensibilmente la probabilità che la Fed annunci il tapering nel Consiglio di inizio novembre.

Sul mercato Forex abbiamo visto la scorsa settimana l’euro soffrire contro le monete scandinave, con il rublo, contro il cny, ed altre monete minori. La sterlina dopo un iniziale correzione generata dalle notizie relative alle difficoltà di fornitura in UK ha delimitato il ribasso sull’euro su quota 0,8650 dove abbiamo collocato il nostro primo livello di warning contro euro.

MARKET MOVER MONITOR WEEK

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

COMMODITY  Il rame continua a consolidare un’area di congestione che rimane sempre propedeutica alla prosecuzione del ribasso atteso e anticipato in termini di segnali nel nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES. In settimana monitoreremo il range 9250-8900 per catturare eventuali segnali di breakout e conferma del movimento atteso.

Continuano nel frattempo a subire i realizzi altri metalli industriali con le contrattazioni sul future del LME che la scorsa settimana hanno messo in evidenza ribassi di oltre 2 punti percentuali (rame, minerale di ferro, nickel); l’alluminio dopo una striscia positiva con picchi di prezzo ha segnato una significativa battuta d’aresto con un calo settimanale frazionale ma significativo (-0,69%). L’acciao ha reagito alle recenti vendite con un leggero recupero.

Nel frattempo i noli marittimi continuano a salire di prezzo. In settimana il valore del Baltic Dry Index è salito oltre il precedente picco segnato nel novembre 2009 a 4730. Ci aspettiamo ancora positività nel breve in direzione di area 5500/6000 dove pensiamo che le quotazioni possano esaurire il loro rally.

La causa dell’ulteriore coda di rialzo di molte commodity è imputabile al prezzo del petrolio. la scorsa settimana avevamo segnalato la possibile costruzione di un movimento di reversal sui prezzi del Brent. La vendite sono rimaste contenute delimitando il ribasso proprio sopra quota 76 usd/bar dove abbiamo collocato il punto di breakout per dare il via ai realizzi. Continueremo oggi ed in settimana momitorare tale valore soprattutto dopo le decisioni Opec. Discese sotto 76 usd aprirebbero una chance di ribasso per 72 e 66 usd nel breve. L’eventuale brakout di 76 usd è importante anche per poter collegare a tale segnale un ‘eventuale raffreddamento dei prezzi del Natural Gas. Purtroppo venerdì i valori hanno contenuto l’offerta sopra 5,50 usd. Ci aspettiamo ancora un ‘evlevata volatilità sugli scambi nel range 5,50-6,50 usd.

WB ANALYTICS: BRENT OIL USD BAR

WB ANALYTICS: BRENT OIL USD BAR

WB ANALYTICS: LME COPPER B/T

WB ANALYTICS: LME COPPER B/T

EQUITY & BOND  I mercati azionari continuano nel frattempo a muovere all’interno di una fascia di valori che secondo i nostri algoritmi ne qualifica il momentum in una condizione in cui le mani forti tendono a distribuire posizioni con vendite progressive. I minimi della scorsa settimana si sono infatti allineati lungo i valori che avevamo anticipato (vedi sezione Equity) Ci aspettiamo un potenziale breakout di tali valori e l’apertura di una fase correttiva piuttosto significativa. Ciò dovrebbe alleviare la tensione sui corsi dei governativi (per approfondire chiedete il nostro WB PERSPECTIVES)

MARKET MOVER MONITOR WEEK

WB ANALYTICS: EUROSTOXX 50

 

 

 

 

market mover week elezioni Germania

La settimana si apre con l’analisi dell’esito delle elezioni in Germania.

MARKET MOVER WEEK 39. In attesa che si aprano le lunghe trattative per la formazione del governo in Germania, l’attenzione degli operatori sarà concentrata in modo particolare sul rilascio dei sondaggi PMI manifatturieri relativi al mese di settembre. Lo sviluppo del dato riporterà l’attenzione sul tenore della ripresa dopo la perdita di slancio registrata ad agosto.  Il dato consentirà alle banche centrali di fare il punto sulla riflessione che in diversi consigli si è aperta in merito al tapering, a cominciare dagli Stati Uniti dove due esponenti della Federal Reserve, – Loretta Mester ed Esther George -, hanno detto di credere che l’economia Usa sia già pronta all’avvio di una riduzione delle misure di sostegno, aprendo la strada al prossimo grande dibattito in seno alla banca centrale Usa: quando procedere con il rialzo dei tassi e cosa fare con il bilancio della banca.

La presidente Christine Lagarde, in un’intervista a Cnbc lo scorso venerdì, ha sottolineato che molti dei fattori alla base del rialzo dell’inflazione sono temporanei e che la banca centrale al momento è impegnata a seguire la ricalibrazione del Pepp. In giornata terrà un intervento alla commissione Economia del Parlamento europeo per relazionare sugli orientamenti della BCE.

I PMI manifatturieri di settembre delle principali aree economiche verranno pubblicati accanto agli aggiornamenti sull’inflazione dagli Stati Uniti e dalla zona euro dopo una settimana intensa di riunioni di politica monetaria. Seguono i PMI flash di settembre che hanno ulteriormente alimentato i timori di stagflazione , riflettendo il rallentamento della crescita e l’aumento dei prezzi negli Stati Uniti, nel Regno Unito e nella zona euro. In particolare, la domanda chiave sarà fino a che punto l’economia globale sia stata influenzata da vincoli di offerta, che evidentemente sono peggiorati a settembre secondo i flash PMI. La vischiosità del recente aumento dei prezzi, che può essere esaminata attraverso la verifica del tasso con cui l’aumento dei costi di input si traduce in maggiori costi di produzione, sarà di interesse per i sottoindici PMI.

Come scritto, un’attenzione particolare sarà riservata ai numeri sull’inflazione dell’eurozona di settembre. L’ultimo PMI Markit Flash Eurozone ha indicato un ulteriore accumulo di pressioni inflazionistiche  ad un ritmo rapido, suggerendo che potremmo assistere a letture elevate in futuro.

Dopo una settimana di riunioni delle banche centrali, inclusa la riunione del FOMC della Fed statunitense, in cui è stato adottato un tono meno aggressivo del temuto, il forum della BCE riporta a una serie di interventi dei governatori. Eventuali ulteriori dettagli sui percorsi futuri di queste banche centrali saranno attentamente osservati nella prossima settimana.

CINA ED EVERGRANDE – Il titolo della divisione di auto elettriche del colosso cinese Evergrande è arrivato a perdere il 26% dopo che la società ha parlato di un futuro incerto se non otterrà una rapida iniezione di denaro.  Intanto la Banca centrale cinese ha effettuato lo scorso giovedì una nuova iniezione di liquidità.  Mentre gli investitori cercano di digerire il mancato pagamento delle cedole in scadenza giovedì scorso di un bond in dollari di Evergrande, in Cina diversi governi locali hanno creato da fine agosto conti di custodia ad hoc per tutelare gli acquirenti di case del colosso cinese, come riferito dall’agenzia cinese Caixin.

PIANO USA – La presidente della Camera Usa Pelosi ha fissato il voto sul piano per le infrastrutture da 1.000 miliardi di dollari per giovedì dicendosi fiduciosa che il provvedimento possa passare, come avvenuto il 10 agosto al Senato. Il dibattito inizierà oggi. Pelosi invece non ha ancora indicato una data per il più corposo piano da 3.500 miliardi di dollari su welfare e cambiamento climatico dicendo che è ancora oggetto di trattative ma lasciando intendere che potrebbe vedere una riduzione dell’importo.

MARKET MOVER WEEK 39: ECONOMIC CALENDAR

MARKET MOVER MONITOR WEEK 39

 

MARKET MOVER

MARKET MOVER WEEK 39

FOREX Dopo la conclusione dei meeting delle grandi banche centrali si apre una settimana di verifica delle reazioni dei mercati. Il mercato Forex ha visto un consolidamento della forza del dollaro che è tornato a guadagnare contro cny, contro jpy e contro l’euro. Si tratta di progressi marginali ma sostanziali dal punto di vista del trend. Ciò non toglie che si scambiano valori ancora all’interno di una fascia di prezzo limitata ma propedeutica ad ulteriori apprezzamenti della divisa americana. Non dobbiamo escludere ancora qualche movimento di coda verso area 1,18/1,1820 contro euro in attesa dell’importante dato sull’occupazione USA che verrà pubblicato venerdì 8 ottobre. L’attesa per l’indicatore cardine, i – Non Farm Payrolls – è tarata su 450k nuovi posti di lavoro. Pur trattandosi di un dato sopra la media non ha il tenore dei precedenti picchi rilevati in diverse occasioni e prossimi ai 900/1000k. Il mercato attende di verificare tali vaori in quanto fortemente predittivi sugli orientamenti della Fed.

La discussione sul tapering e gli esiti delle riunioni delle banche centrali tenutesi la scorsa settimana hanno messo in secondo piano la vicenda EVERGRANDE. Pur nelle gravità della vicenda, abbiamo ritenuto che l’impatto non abbia le stesse implicazioni dell’evento Lehman Brothers. Sono molte le differenze tra gli effetti prodotti dai due avvenimenti, a partire dal grado di possibile contagio esterno agli impatti sui mercati.

In ogni caso siamo ancora agli inizi della vicenda e nelle prossime settimane dovremo fare attenzione agli sviluppi sul piano finanziario visti l’elevato livello di indebitamento che anche la Cina deve affrontare.

COMMODITY Nella scorsa settimana abbiamo visto il rame riprendere la discesa sotto area 9300 usd/ton. Stiamo monitorando con attenzione l’area 9400/9300 in quanto qualora gli scambi sul mercato futures di Londra non dovessero essere in grado di fissare prezzi recuperando i precedenti valori, 9400/9700, dovremmo considerare l’attendibilità dello scenario riflessivo che abbiamo riportato negli ultimi outlook pubblicati. Non è da escludere in effetti un ritorno delle contrattazioni verso i minimi di fine agosto.

I metalli industriali nel frattempo hanno sofferto ulteriormente con il minerale di ferro che conferma l’Outlook di agosto ed il ribasso verso area 110/100 usd al CME. Anche l’acciaio rimane offerto: il nostro benchmark per il comparto, Steel Scrap future quotato al Platts, rimane sempre orientato a verificare gli obbiettivi di prezzo al ribasso attesi nel nostro scenario.

Il Brent invece supera area 76/77 usd barile aprendo di fato la possibilità che i valori vadano a verificare 80 ed 85 usd/bar. Di conseguenza l’iniziale flessione del gas naturale sarà presto riassorbita .

EQUITY Pensiamo che la ripresa del rialzo dei prezzi delle commodity energetiche possa avvicinare ulteriormente la decisione dell’avvio del tapering per mitigare la pressione del mercato. L’S&P 500 potrebbe subire la presenza di un cap in area 4490/500. La tenuta del livello respingerebbe i valori verso i recenti minimi di settembre. Di conseguenza pensiamo che i principali indici azionari rimangano inseriti in un contesto caratterizzato da una distribuzione dei prezzi  che non esclude un ritorno verso i recenti minimi di settembre. Per il Dax ciò potrebbe significare la tenuta di 15700 ed un ritorno verso area 15000.

BOND YIELD L’inflazione ed il tapering sono temi strettamente correlati al mercato dei bond governativi. Il recupero recente dei rendimenti è da attribuirsi a queste dinamiche. Tuttavia continuiamo a pensare che il mercato non sia pronto per uscire dalla congestione in cui fluttua dalla fine del 2019 in particolare per i rendimenti a 10 anni dei governativi dell’eurozona. Il 10 anni BTP  dovrebbe contenere la reazione degli ultimi giorni sotto 0,75% e riportare i valori verso 0,65% dove collochiamo il punto di maggior rilievo sotto il profilo tecnico sotto il quale sono presenti numerosi buy order sul secondario.

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

WB ANALYTICS: BRENT OIL USD BAR

WB ANALYTICS: BRENT OIL CYCLE USD BAR

WB ANALYTICS: DAX INDEX CYCLE

WB ANALYTICS: DAX INDEX CYCLE

 

FED – La riduzione dell’acquisto di titoli inizierà probabilmente a novembre, ha detto ieri la Federal Reserve al termine del suo meeting, segnalando che i rialzi dei tassi di interesse potrebbero seguire più rapidamente del previsto. Il presidente Jerome Powell ha legato in qualche modo l’avvio del ‘tapering’ dopo il meeting del 2-3 novembre alla crescita dell’occupazione a settembre – il dato sui payroll non agricoli è atteso a inizio ottobre – che dovrebbe essere “ragionevolmente forte”. Dal comunicato di politica monetaria e dalle proiezioni economiche della Fed emerge che nove esponenti su 18 sono pronti ad alzare i tassi il prossimo anno in risposta a un’inflazione che la banca centrale ora vede al 4,2% quest’anno, oltre il doppio rispetto al suo obiettivo del 2%.

9 su 18 membri della Fed si aspettano tassi più alti di almeno un punto percentuale nel 2023 rispetto allo 0,5% atteso a giugno.

La la Fed ha deciso inoltre di raddoppiare, da 80 a 160 miliardi di dollari, l’importo che è possibile parcheggiare presso la banca centrale per le controparti accettate mentre il totale della liquidità parcheggiata presso la banca centrale ha raggiunto il nuovo massimo a quasi 1.300 miliardi di dollari. 

ALTRE BANCHE CENTRALI – Si conclude oggi la riunione della Bank of England: con le aspettative di inflazione che mostrano un balzo record a settembre,  alcuni analisti vedono la possibilità di un messaggio ‘hawkish’. I mercati finanziari si aspettano che la BoE inizi ad alzare i tassi di interesse all’inizio dell’anno prossimo, forse già a febbraio, anche se la maggior parte degli economisti colloca una mossa in questo senso verso la fine del 2022.

Norges Bank oggi dovrebbe mettere fine all’era dei tassi zero diventando la prima banca centrale in ambito G10 ad alzare i tassi di interesse. Secondo la maggiore parte degli economisti sentiti per un sondaggio Reuters, l’istituto norvegese dovrebbe operare un altro rialzo nel quarto trimestre e ulteriori tre nel 2022.

Sul fronte Bce, in mattinata verranno diffusi i risultati della nuova operazione del Tltro III. Attesi in giornata gli interventi dei consiglieri Frank Elderson e Edouard Fernandez-Bollo; ieri il membro del board Madis Muller ha espresso dubbi sul fatto che un aumento degli acquisti App sia “il modo migliore” per continuare a far funzionare i mercati senza problemi.

CALENDARIO MACRO ECONOMICO

  • PMI ZONA EURO – I riflettori saranno sui numeri di settembre. A livello di blocco, il consensus Reuters è per un lieve calo nel settore servizi e una flessione più marcata dell’attività manifatturiera.
  • DATI USA – Oltre ai Pmi, in arrivo da oltreoceano i numeri settimanali sulle nuove richieste di disoccupazione, viste in calo a 320.000.

MARKET MOVER

USD La reazione alle parole di J Powell è stata molto distaccata da parte dei mercati. Gli investitori in un atteggiamento estremamente autoreferenziale non hanno palesato alcuna preoccupazione alle minacce restrittive paventate dalla Fed.  Ieri sono saliti sia l’equity che le commodity. Si noti che la Fed ieri ha aumentato il cap sui depositi che vengono “parcheggiati” presso la banca centrale. Tale misura a giugno contribuì a spingere il dollaro al rialzo contro tutte le monete.

Probabilmente dovremmo attendere per chiudere la riflessione sulle reazioni effettive dei mercati ad un quadro che evidenzia una progressiva conversione delle banche centrali verso politiche meno accomodanti. L’eur usd ha avvicinato l’area che avevamo fissato come punto di riferimento per le decisioni della Fed 1,1675 reagendo al momento sempre all’interno della fascia di contrattazioni che conferma l’outlook che abbiamo elaborato nel nostro osservatorio mensile WB FX RISKOO.

Nonostante il rafforzamento marginale del dollaro abbiamo notato un apprezzamento ulteriore delle monete scandinave, anche queste in linea con il nostro outlook.

EQUITY I mercati azionari invece hanno chiuso brillantemente la seduta di ieri, subendo soltanto parziale vendite all’annuncio di J Powell.

GREGGIO – Prezzi in rialzo, con la domanda di carburanti in aumento e le scorte di greggio in calo mentre restano problemi nella produzione nel Golfo del Messico dopo due uragani. Sempre alle 7,50, il future sul Brent  viaggia in rialzo di 27 cent a 76,46 dollari il barile e quello sul Nymex  di 29 cent a 72,52 dollari. I prezzi sono ritornati sulla parte alta della fascia di attenzione che abbiamo segnalato nel nostro ultimo WB COMMODITY PERSPECTIVES. Il punto ha valenze tecniche significative. Un break up potrebbe attivare molti ordini condizionati impostati a protezione di posizioni short presenti sul mercato. In tal caso non è da escludere un ulteriore apprezzamento in direzione di 85 usd/bar per il Brent.

 

MARKET MOVER MONITOR WEEK

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

 

 

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT OUTLOOK REPORT

SETTEMBRE 2021


TAPERING: LIGHT OR NORMAL

Dopo Jackson Hole le banche centrali hanno intrapreso un nuovo percorso verso il ritiro degli stimoli.
Ma sarà vero tapering?

Ci sono momenti in cui si ha la sensazione che si possa ancora ritornare illusoriamente verso il normale, almeno nei mercati. Ma proprio quando gli eventi iniziano a prendere forma, scatta una fuga al futuro dove tutto appare destrutturato.

Dopo anni di stimoli monetari e distorsioni della realtà, i policy maker hanno iniziato a tracciare una via verso la normalizzazione della politica monetaria. Con graduale certezza le banche centrali, dopo aver raggiunto i target d’inflazione, sembravano orientate ad intraprendere la lunga via del ritorno.

La Federal Reserve in un gioco di specchi ha iniziato a preparare il mondo alla progressiva normalizzazione. Da un lato i banchieri federali invocano con carattere quasi d’urgenza il tapering, dall’altro il Presidente Powell ne mitiga le attese.

Poi si sono aggiunti alcuni consiglieri della BCE. I banchieri di Olanda ed Austria hanno chiesto a voce alta il ritiro degli stimoli. Tutto con gradualità, ma pur sempre nella direzione di un ritorno al normale.

Poi invece il Consiglio di settembre della BCE ha deciso di limitarsi a rimodulare il Pepp da 1850 miliardi di euro. A saldi invariati il programma per l’emergenza Covid-19 continua sino a marzo 2022.

Negli Stati Uniti invece si vincola ogni decisione agli sviluppi del mercato del lavoro, il cui saldo risulta ancora al di sotto dei massimi pre pandemia.

Molte sono le ragioni per cui la linea di policy monetaria delle banche centrali focalizzano l’attenzione dei mercati. Le apparenti sfumature rispondono ad un calibrato gioco di strategia di cui dobbiamo tenere conto per capire come evolveranno gli equilibri sui mercati, dai tassi di cambio, alle commodity sino al mercato dei bond e delle azioni.per continuare a leggere scarica il report 

 

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

La Banca centrale, nella sua prima dichiarazione ufficiale da quando ha modificato il proprio obiettivo di inflazione all’inizio del mese, si è impegnata a non aumentare i costi di finanziamento finché non vedrà l’indice dei prezzi raggiungere il target del 2% “ben prima della fine del suo orizzonte di proiezione e in modo duraturo”. In conferenza stampa, a rincarare la dose, Christine Lagarde ha ribadito che il ritiro dello stimolo sarebbe prematuro ora, vista anche l’incertezza sull’andamento della pandemia dovuta alla diffusione di varianti e a tassi di vaccinazione ancora non soddisfacenti nel blocco. La linea particolarmente loose della presidente Bce ha convinto la gran parte del direttivo, con soli due dissidenti – il falco tedesco Jens Weidmann e il belga Pierre Wunsch – mentre un terzo membro ha lasciato la riunione astenendosi, hanno riferito diverse fonti.

Come in parte atteso dai mercati, il consiglio ha rinviato la spinosa discussione sul Pepp – “tema al momento non oggetto di dibattito”, ha sottolineato Lagarde -, con il programma anti-pandemico di acquisto asset da 1.850 mld di euro che secondo i programmi dovrebbe terminare nel marzo prossimo, salvo un prolungamento legato all’emergenza. Ne’ si e’ parlato del programma di acquisto bond convenzionale, che secondo molti analisti potrebbe essere rafforzato proprio per compensare la futura fine del Pepp.

FMI SU FED – Nel suo rapporto annuale sulle politiche economiche Usa diffuso ieri, il Fondo monetario scrive che la Fed e’ stata “molto efficace”  nel gestire la crisi Covid, supportando la ripresa con il suo impegno per un’inflazione oltre il 2% nel breve termine, ma sara’ importante che la banca centrale comunichi un eventuale ritiro dello stimolo per tempo e in modo trasparente. Il consiglio del Fondo ha anche detto che le proposte dell’amministrazione Biden di investire in infrastrutture, aiutare le famiglie vulnerabili, aumentare la partecipazione della forza lavoro e migliorare la produttività sono benvenute, notando pero’ che “un migliore orientamento delle politiche” rafforzerebbe il loro impatto sulla domanda e l’uguaglianza, diminuendo il rischio di un’inflazione sostenuta.

MACRO – In una settimana piuttosto avara di indicazioni macro, mentre gli economisti sono alla ricerca di conferme sull’effettiva forza della ripresa, minacciata dal diffondersi di varianti, occhi oggi ad una carrellata di dati sul comparto manifatturiero e dei servizi, con i relativi indici Pmi in arrivo da Francia, Germania, Ighilterra, Eurozona e Usa. Proprio la Lagarde ieri sottolineava che il nuovo picco di contagi, accompagnato da un livello di vaccinazioni ancora non soddisfacente nel blocco, mette a rischio il comparto dei servizi, con particolare riferimento al comparto turistico e alberghiero.

Reazioni: l’eur usd dopo un leggero rimbalzo durante la conferenza stampa in area 1,1830 è scivolato in chiusura sotto il nostro livello tecnico 1,1780. Verificheremo oggi e lunedì il breakout  secondo quanto stimato nel nostro Outlook Riskoo.

WB ANALYTICS: EUR USD TREND CYCLE

WB ANALYTICS: EUR USD TREND CYCLE

La riunione di luglio della BCE in calendario domani 22 luglio,  costituisce il principale evento della settimana. Quello che doveva essere un non-evento si è trasformato in un punto nodale successivo al rilascio della revisione strategica della BCE. La scorsa settimana il Board ha modificato il paradigma su cui tutta l’azione di politica monetaria si è concentrato sin dalla sua nascita.  L’obiettivo di inflazione è stato rivisto da “sotto, ma vicino al 2%” al “2%” con un impegno alla simmetria.  La nuova strategia può essere interpretata sia come una formalizzazione di ciò che la Banca ha perseguito negli ultimi anni, sia come un passo verso una minore rigidità monetaria. 

I mercati leggono nella revisione degli obbiettivi sull’inflazione un atteggiamento politico più accomodante.

E’ presto per dirlo ma la nuova linea potrebbe modificare il bias cognitivo su come in futuro la Banca Centrale gestirà la politica monetaria, certamente in modo più flessibile di quanto non sia avvenuto in passato. La Banca nel fissare i nuovi parametri ha puntualizzato che eventuali code di sconfinamento oltre il punto di baricentro del 2% saranno tollerate se corrispondenti a periodi di uscita da una crisi. 

La recente debolezza dell’euro sul dollaro ha ormai assorbito tutti guadagni maturati dalla fine di marzo. Prevediamo che in attesa della conferenza stampa di Christine Lagarde, il cambio si posizioni proprio a ridosso dei minimi del 31 marzo in area 1,1715/1,17. Il livello tecnico consentirà al mercato di verificare i contenuti delle indicazioni che il Presidente formulerà. Oltre alla nuova linea cercherà di capire come la BCE intenderà  gestire in futuro il Pepp considerata la ripresa in atto, il rischio di una nuova ondata pandemica e soprattutto l’ingente debito accumulato dai paesi più esposti ai contraccolpi della crisi sanitaria.

Il dollaro quindi potrebbe cogliere l’occasione per tentare un nuovo allungo soprattuto nel caso in cui dovesse chiudere le tre prossime sessioni sotto area 1,18.

Il Dollar index, come abbiamo previsto nel nostro RISKOO FX OUTLOOK andrà a verificare area 93,50-94 per collaudare la propria forza contro le principali divise.

In generale ci aspettiamo un rafforzamento delle monete periferiche, soprattutto quelle meno liquide, dopo le ampie ricoperture a cui abbiamo assistito in questi due giorni di inizio settimana. AD, NZD, NOK nell’ambito FX del G10; BRL, MXN e RUB nei mercati emergenti.

I dati macro che oggi riporta il calendario fanno il punto sul percorso della ripresa in molte aree economiche.

Indubbiamente i più significativi si concentrano sugli Stati Uniti: GDP, ordinativi alle fabbriche di beni durevoli, deflattore del Pil, sussidi di disoccupazione.

Il GDP in seconda lettura per il IQ segna aspettative di crescita al 6,5%, la precedente lettura è stata stimata a 6,4%. Gli ordinativi crescono ma meno rispetto al mese precedente +0,8% (attesa) rispetto a 2,3%. Diminuiscono nelle attese anche le richieste dei sussidi di disoccupazione 425k  contro 444k. I dati sono strettamente monitorati in ottica Fed. Ieri, il vice responsabile della supervisione Fed Quarles ha detto di essere pronto a discutere di ridurre alcune misure di sostegno di emergenza all’economia, anche se solo per chiarire i piani della Fed. Verso una normalizzazione anche in Nuova Zelanda dove il governatore della banca centrale ha detto che le condizioni di politica monetaria potrebbero iniziare a normalizzarsi tra un anno se le prospettive economiche dovessero essere quelle previste.

LA FIDUCIA DELLE IMPRESE IN ITALIA CHE GUARDANO ALL’EXPORT

Questa mattina invece l’Italia riporta il dato sulla fiducia delle imprese elaborato dall’Istat a maggio il consensus ipotizza un miglioramento rispettivamente a 104,4 e 106,4. Da maggio dello scorso anno abbiamo avuto una crescita mensile lineare della fiducia. In assoluto il dato sta avvicinando i picchi che si sono visti agli inizi del 2018 e nel biennio 2005-2006. Bene.

La Bilancia Commerciale italiana riporta anch’essa un saldo positivo. Significa che l’export ha trainato ancora una volta la crescita. Mettendo in relazione i dati export fissati prima della pandemia febbraio 2019 con il mese di  febbraio 2021, l’export italiano è cresciuto dell’1,4% contro la flessione dello 0,5% di quello tedesco e  la flessione del 10,2% di quello francese. Lo stesso raffronto relativo al mese di marzo vede la Germania con un +7,4%, l’Italia con un +9,1% e la Francia con un -3,9%. Del resto avevamo già evidenziato con la lettura dei dati PMI manifatturieri un robusto segnale della ripresa del Made in Italy nel mondo.

LA FIDUCIA DEI CONSUMATORI IN GERMANIA

l’indice Gfk sulla fiducia dei consumatori tedeschi che guardando a giugno dovrebbe mostrare un miglioramento a -5,2 rispetto all’inaspettato calo per -8,8 del mese precedente, in linea con gli analoghi dati francesi e con l’Ifo tedesco dei giorni scorsi.

CINA

Questa mattina  il National Bureau of Statistics cinese ha riportato l’andamento dei PROFITTI INDUSTRIALI in CINA – I profitti delle industrie cinesi sono cresciuti a un ritmo più lento in aprile. I profitti sono saliti del 57% su anno ad aprile a  768,63 miliardi di yuan, a un ritmo più lento rispetto al +92,3% visto a marzo.

USA-CINA – La rappresentante statunitense per il Commercio Katherine Tai ha detto che gli Usa devono ancora fare i conti con “sfide molto consistenti” nelle proprie relazioni commerciali ed economiche con la Cina che pertanto richiedono molta attenzione da parte dell’amministrazione Biden, come detto a Reuters.

MARKET MOVER
Benché la volatilità si sia appiattita nelle ultime ore, rileviamo acquisti significativi su BTP e Bond governativi in generale. Qualche vendita sull’equity per cui rimane sempre attiva la finestra distributiva, vendite sul comparto delle commodity ed infine vendite di euro contro dollaro, acquisti di cny contro euro e contro dollaro.

Il dollaro ritorna ad essere sostenuto dalle prime aperture Fed, ufficiali,  su un avvio del dibattito sul ‘tapering’. Attorno alle 7,40 il cross euro/dollaro è a 1,2192 (in rialzo di 0,02%); il cambio euro/yen è a 133,02 (in calo di 0,04%) mentre il dollaro contro yen scambia a 109,1 ( in calo di 0,04%). Come scriviamo da due settimana il punto centrale del mercato in questa fase rimane concentrato su quota 1,2160 eur usd.  Oggi avremo modo di collaudare nuovamente il punto qualora i dati di cui sopra dovessero confermare le attese.

GREGGIO – Prezzi in calo in un mix di fattori che vedono da un lato l’ottimismo per la stagione estiva in Europa e Usa e dall’altro i timori per la domanda dall’India e per il potenziale aumento della fornitura dall’Iran. Alla stessa ora il future sul Brent quota in calo di 29 cent a 68,58 dollari al barile e il future sul Nymex viaggia in calo di 27 cent a 65,94 dollari.

TREASURIES – Il benchmark decennale sui mercati asiatici rende 1,576%, in rialzo di 0,002 rispetto alla chiusura a 1,574%.

I DATI DI OGGI SUL PERCORSO DELLA RIPRESA

WB ANALYTICS: EUR USD

 

YUAN: LA CINA ALLENTERA’ I CONTROLLI SUL CAMBIO?

La Cina  ha in programma di allentare i controlli sul tasso di cambio dello yuan?

  • Il tema ha investito l’attenzione del mercato dopo che un alto funzionario della banca centrale ha affermato che lo yuan deve essere lasciato fluttuare liberamente al fine di renderlo a tutti gli effetti una valuta internazionale

L’interrogativo si è recentemente aperto a seguito delle dichiarazioni rilasciate in un articolo dal responsabile dell’Istituto di ricerca finanziaria presso la PBOC, Zhou Chengjun,

“la Cina deve rinunciare al controllo del tasso di cambio dello yuan per ottenere l’internazionalizzazione” al pari del dollaro o dell’euro.

La banca centrale cinese non ha intenzione di modificare il suo meccanismo di cambio, ha risposto alla sollecitazione uno dei suoi vice governatori, respingendo la speculazione secondo cui lo yuan potrebbe essere autorizzato a muoversi più liberamente contro altre valute.

 Liu Guoqiang, vice governatore della PBoC,  in una breve dichiarazione pubblicata sul sito web della Banca Popolare Cinese ha risposto sostenendo che l’attuale sistema di “tasso di cambio fluttuante gestito” rappresenta “un accordo istituzionale strutturato per la Cina per il presente e per il prossimo futuro”.

Nella dichiarazione di Liu non si fa menzione diretta dei commenti del capo economista Zhou.
Ciò nonostante il usd cny è scivolato sino a verificare significativi livelli tecnici fissando questa mattina un minimo a 6,3950. La criticità del livello potrebbe imporre una reazione del biglietto verde. abbiamo segnalato nel grafico i due livelli verso cui ile negoziazioni potrebbero reagire nelle prossime ore.

WB ANALYTICS: USD CNY LONG TERM CYCLE

Con molta probabilità le riflessioni dell’economista cinese indicavano una strada, un ulteriore apprezzamento dello yuan, per mitigare gli effetti del rialzo dei prezzi delle materie prime. Oggi i mercati, a seguito degli stimoli monetari quotano diversi squilibri tra i prezzi degli attivi. Per squilibrio intendiamo l’eccessiva velocità con cui i prezzi si sono mossi rispetto alla scala temporale. La velocità di trasmissione degli effetti stimolativi rispetto alle dinamiche di prezzo, ha spinto a nostro giudizio gran parte delle quotazioni, materie prime e titoli azionari, verso un ‘espansione dei loro valori mandando in cortocircuito, nel caso delle commodity, la capacità di assorbimento del loro rialzo sui prezzi input ed output delle aziende.
La debolezza del dollaro ha esacerbato queste dinamiche. Le commodity sono regolate in dollari, tutti i mercati a termine sulle materie prime quotano in dollari. Il rapporto di correlazione tra le une e la divisa americana è negativo, per cui quando le prime si apprezzano il dollaro tende a deprezzarsi e viceversa. La debolezza accusata dal dollaro nell’ultimo anno, ma soprattutto nell’ultimo mese ha stressato ulteriormente queste dinamiche.
Di conseguenza il problema sollevato da Zhou Chengjun, il capo economista dell’Istituto di ricerca della PBoC,  andrebbe rapportato in generale al dollaro.  Non c’è dubbio che la domanda di commodity rigenerata dalla ripresa globale abbia fatto da leva ai prezzi, come non c’è dubbio che l’eccessiva presenza di liquidità nei mercati abbia portato grandi quantità di denaro speculativo sul comparto. Questa continua stimolazione delle banche centrali è all’origine della debolezza del dollaro in particolare. Sull’opportunità di proseguire con queste azioni si sono aperti interrogativi a vari livelli, anche all’interno dei rispettivi consigli direttivi delle banche centrali.
Alcune banche polarizzate all’area del dollaro, Banca Centrale canadese, neozelandese, australiana hanno già avviato o progettato una fase di tapering o di avvicinamento all’aumento dei tassi, mentre si fa sempre più serrato l’interrogativo sulla Fed. I vertici della Riserva Federale, Powell presidente e Clarida vicepresidente, hanno stemperato le attese, mentre altri membri del Consiglio, come ad esempio Bullard, sostengono l’opportunità di avviare il tapering. La questione è di assoluta criticità: da un lato riequilibrerebbe le distorsioni attualmente sempre più cogenti, dall’altro rischierebbe di incrinare la tenuta del bull market azionario.
Noi pensiamo che dopo un lungo periodo di assistenza ai mercati, avviato dopo il crollo del 2008, i tempi siano maturi per avviare un riequilibrio dei multipli.
Da diverse settimane segnaliamo la presenza di una fase di distribuzione dei prezzi di molti titoli azionari e di conseguenza degli indici di borsa americani. Una fase simile si era aperta agli inizi dell’anno sul mercato azionario cinese. Ne avevamo dato evidenza anticipando gli effetti correttivi degli indici relativi già agli inizi dell’anno. L’avvio di una restrizione del credito in Cina ha spinto successivamente il mercato azionario in un bear market che pensiamo sia di breve estensione.
Accanto alla distribuzione avviata al NYSE ed al Nasdaq nelle ultime settimane, si sono aggiunti alcuni segnali correttivi sulle commodity industriali. A metà giugno le due principali banche centrali, BCE e Fed si riuniscono per aggiornare l’Outlook per il secondo semestre 2021 e fissare la guidance e le line guida di politica monetaria. Cosa decideranno i rispettivi board? Sarà l’occasione per preparare i mercati ad una svolta?
C’è molta incertezza. Christine Lagarde continua ad affermare la linea dovish, come pure Powell, ma i loro consigli premono. Da un lato i consiglieri tedeschi premono per il ritiro o la revisione del Pepp, dall’altro quelli americani già nel consiglio di aprile avevano chiesto l’avvio del tapering.
Attendiamo sorprese. I segnali presenti sul mercato privilegiano una linea meno accomodante sul fronte europeo, ancora dovish su quello americano. Le evidenza che si riscontrano sui prezzi dell’eur usd potrebbero risultare fuorvianti. Avremo modo nei prossimi giorni di ritornare sul tema e prepararci all’appuntamento dell’estate. Nel frattempo seguiamo con attenzione il range 1,2270-1,2160: la violazione  potrebbe anticipare qualche segnale. Ci stiamo preparando.
YUAN: LA CINA ALLENTERA’ I CONTROLLI SUL CAMBIO?

WB ANALYTICS: CRB – COMMODITY BUREAU INDEX SECULAR CYCLE

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Le banche centrali nel dilemma tra l’andamento dei tassi, ripresa e pandemia, rimangono il faro su cui i mercati guardano con osmotica attenzione.

Ieri sera è emerso dalle minute  del Fomc che un certo numero di esponenti della Fed sembra pronto a prendere in considerazione il ‘tapering’ a fronte di una ripresa forte dell’economia.  Ma nel frattempo sono intervenuti dati sul lavoro deludenti ed inflazione elevata che potrebbero aver confermato o modificato la loro visione visione.

Nel pomeriggio il ‘falco’ Isabel Schnabel, membro del Consiglio BCE,  ha sottolineato che la ripresa dell’inflazione è temporanea. Il vice presidente Luis De Guindos osservava sempre ieri che Francoforte interverrà sui mercati obbligazionari se riterrà che l’aumento dei tassi non sia giustificato, salvo che non siano accompagnati da forti segnali di ripresa dell’economia.   Oggi ritorna a parlare in un intervento previsto  nel primo pomeriggio Christine Lagarde , mentre Lane, capo economista BCE prenderà nuovamente la parola  in mattinata.

Nel frattempo ieri sera, alla lettura delle minute della FED, l’eur usd è scivolato verso quota 1,2160 dopo aver sostato per l’intera giornata sopra 1,22, ovvero sui livelli anticipati nel post di ieri in apertura di sessione .

Questa mattina la PBoC  ha mantenuto il tasso di prestito benchmark invariato per il 13esimo mese di fila, in linea con le attese del mercato. Il loan prime rate (Lpr) cinese ad un anno  resta a 3,85%, quello a cinque anni si mantiene a 4,65%.

Oltre alle parole di Christine Lagarde ad attrarre l’attenzione degli operatori saranno i dati rilasciate alle 14.30 sui sussidi di disoccupazione USA di questa settimana e l’indice di produzione della Fed di Philadelphia atteso in flessione da quota 50,2 del mese precedente a 43.

Nel frattempo questa mattina in Germania il dato sui prezzi alla produzione di aprile si è attestato a +0,8% su mese e +5,2% su anno, da +0,9% e +3,7% del mese prima, sostanzialmente in linea con le attese (0,8% e 5,1%).

DATI GIAPPONE – L’export ad aprile ha registrato il maggior incremento dal 2010 con un +38% su anno grazie alla ripresa della domanda globale di auto ed elettronica, alimentando le speranze che la terza economia mondiale possa tornare a crescere; la bilancia commerciale si è attestata a 255,3 miliardi da 662,2 miliardi di marzo, rispetto al consensus pari a 140 miliardi.

A marzo gli ordinativi di macchinari hanno registrato un rialzo del 3,7% su mese e una flessione del 2% su anno da -8,5% e -7,1% del mese prima, contro attese pari rispettivamente a +6,4% e -2,6%. A maggio l’indice manifatturiero a cura di Reuters Tankan si è attestato a 21 da 13 di aprile.

Un altro significativo tema su cui il mercato farà le sue considerazioni verte sulle vendite che ieri hanno colpito indistintamente tutti i listini azionari, accompagnati dal crash delle crypto currency. La distribuzione dei prezzi apertasi proprio a metà del mese di aprile ha scatenato ieri un sell_off sui mercati. Ne avevamo anticipato i segnali nel nostro WB Perspectives di aprile. La possibile violazione di area 2850 per l’indice Eurostoxx 50 e 4000 di Standard & Poor tenderà ad amplificare il segnale con spinte direzionali in grado di riportare i valori verso area 3650 nel breve.

Ieri sera il Nasdaq 100 dopo un’apertura di sessione all’insegna di forti negatività ha reagito da quota 13000, ritracciando il ribasso ma pur mantenendo ancora aperte i segnali di criticità, la cui verifica,  come avevamo scritto in WB Perspectives, proprio di quota 13000 rappresenta un test con significative valenze tecniche. Infine riportiamo l’importanza del collaudo per lo Standard & Poor 500 di area 4000: sotto tale livello sono presenti, secondo i nostri algoritmi, significativi ordini di vendita. Abbiamo stimato che l’eventuale breakout spingerebbe i prezzi nel breve verso area 3750.

I segnali di avversione al rischio potrebbero favorire un ritracciamento dei rendimenti dei bond governativi gradito alle banche centrali.

Le commodity tenderanno ad allinearsi a questo segnale consolidando una correzione del rialzo che al momento stimiamo mediamente nella misura del 10%.

In un recente post avevamo ribadito per il Brent il target in area 70 usd/bar. La verifica del livello tenderà ora ad aprire una correzione per la quale non escludiamo ritorni dei valori verso area 60/55 usd/bar.

Nel nuovo aggiornamento di WB Perspectives riporteremo i dettagli sulla correzione di tutte le commodity industriali a partire dai metalli.

 

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

BANCHE CENTRALI, TASSI, RIPRESA E PANDEMIA

WB ANALYTICS: EUR USD 1,2170 19,05,21

 

Appuntamento centrale  della giornata con le minute del meeting Fed del 27 e 28 aprile che verranno diffuse in serata (Italia). Nell’ultimo meeting del FOMC, la Riserva Federale  ha lasciato invariata la propria politica monetaria ribadendo che è ancora troppo presto per avviare il dibattito sulla riduzione degli stimoli monetari. Tuttavia il dato sull’inflazione USA rilasciato in seguito, 4,2%,  apre forti interrogativi sugli orientamenti futuri del Board.  Non pensiamo che da tali minute si possa raccogliere nuovi spunti in merito, sarà la riunione dei metà giugno a determinare eventualmente un cambiamento, seppur velato, della comunicazione della Federal Reserve. Si pensa che il Consiglio possa preparare il terreno (mercato) ad un eventuale revisione della linea di policy ad agosto in occasione del consueto incontro annuale organizzato a Jackson Hole con tutte le banche centrali del mondo.

In Europa ieri la presidente Lagarde ha detto che è fondamentale non ritirare troppo presto le misure di stimolo all’economia.  In giornata avremo  interventi di altri esponenti del board di Francoforte tra cui Panetta alle 9,20 e alle 10, Enria alle 16,00, Hernández de Cos alle 16,30 e Lane alle 17,50. Sempre ieri, l’esponente del board di Francoforte Stournaras ha detto di non vedere rischi per l’inflazione della zona euro nel medio termine aggiungendo che la Bce è meno flessibile ma più indipendente della Fed e che il Qe dovrebbe diventare uno strumento permanente nell’arsenale della Bce.

Si tratta di temi e posizioni assai rilevanti sotto il profilo degli orientamento monetari in quanto influenzano direttamente le aspettative degli operatori che a loro volta vengono riverberate sul mercato Forex. Il cambio eur usd evidenzia segnali di tensione a questi valori. Le quotazioni scontano esattamente l’opposto di quanto non indichi la comunicazione ufficiale degli esponenti delle due banche centrali. Diversamente sarebbe incomprensibile vedere l’euro nuovamente vicino ai massimi di gennaio.

Spesso logica e coerenza non sono allineate al comportamento dei mercati. In questo momento sembra che si guardi e soprattutto si soppesi  con maggior enfasi la posizione della Bundesbank all’interno del Consiglio della BCE. La partita è ancor più sfidante perchè in gioco ci sono le sorti dello spread BTP Bund e più in generale l’andamento dei rendimenti sui bond governativi.

Eurostat diffonde in mattinata la lettura definitiva dell’inflazione della zona euro di aprile, dato su cui si concentra l’attenzione della Bce soprattutto in vista del meeting di giugno. Le aspettative sono per una conferma dell’1,6% su anno ipotizzato dalla stima ‘flash’. Se così fosse l’inflazione ufficiale non si presterebbe ad alimentare forti discussioni, almeno in Eurozona.

ALTRE NOTIZIE DAI MERCATI

MEDIORIENTE – Non accenna a placarsi il conflitto: Israele ha bombardato Gaza con attacchi aerei e i militanti palestinesi hanno risposto continuando a lanciare razzi, mentre mancano segnali significativi di un imminente cessate-il-fuoco, nonostante l’appello internazionale a porre fine ai combattimenti in corso da oltre una settimana.
USA SU CINA – L’amministrazione Biden ha concesso agli investitori altre due settimane per vendere o comprare titoli di quelle società che considera legate all’esercito cinese in una proroga definita necessaria per mettere a punto una politica più dura per vietare queste pratiche.
DIVIETO CINA CRIPTO VALUTE – Pechino ha vietato alle istituzioni finanziarie e alle società di pagamenti di fornire servizi collegati alle transazioni in cripto divise mettendo in guardia gli investitori dal trading speculativo con le stesse.
BOJ – Alla luce di un nuovo balzo dei casi di Covid, il governatore della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda, ha detto che se sarà necessario l’istituto valuterà l’estensione dell’attuale termine di settembre del programma per far fronte alla pandemia.

 

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

Il cambio eur usd quota questa mattina sui massimi relativi fissati il 25 febbraio, livello da cui si sono aperte vendite significative fino a spingere il cambio nel mese di marzo a quota 1,17. Il punto è di estrema rilevanza tecnica in quanto una sua violazione aprirebbe la strada per un nuovo rally dell’euro.

Spesso in queste situazioni si sono verificati false signal  di mercato… vedremo. La partita è estremamente rilevante. Il primo punto sotto cui la tensione subirebbe un allentamento quota in area 1,22 e successivamente, livello ancor più importante sotto il profilo tecnico 1,2160.

I nostri indicatori segnalano un ipercomprato infraday che potrebbe favorire un breve storno. Gli interventi degli esponenti delle banche centrali potrebbero fornire qualche indicazione agli operatori con impatti che al momento riteniamo più tattici che strategici. Come scriviamo da alcune settimane e nell’ultimo aggiornamento dell’Outlook Riskoo, sarà l’esito delle due riunioni di giungo, BCE e Fed, a determinare la tendenza dei prossimi mesi.