Occupazione USA e i dati Pmi rappresentano i grandi market mover nel nostro Weekly Market Mover Monitor.

Nell’insieme tre sono i temi di maggior interesse questa settimana: in primo luogo i dati sull’Occupazione USA venerdì 7, in secondo luogo i dati PMI manifattura e servizi relativi al mese appena concluso di aprile su scala globale. Infine avremo una serie di consigli direttivi di banche centrali: Regno Unito, Australia, Tailandia, Norvegia, Brasile, Malesia, Turchia e Repubblica Ceca.

L’importanza delle statistiche occupazionali Usa è data dal ruolo che il dato gioca sulla conduzione della linea di policy della Federal reserve, ribadita da J Powell nell’ultima conferenza stampa. Il mandato della Fed oltre alla stabilità dei prezzi è centrato anche sull’occupazione. E’ la ragione per cui il dato di inizio mese cattura l’attenzione degli operatori. L’attesa è strumentale quindi alle decisioni assunte dal Board. Per il mese di aprile si stimano una aumento dei salari (ex agricoltura) pari a 950/980 K nuove unità rispetto a marzo. Il precedente dato era comunque di assoluto rilievo: 916 K. Il tasso di disoccupazione è atteso in difesa dal 6% al 5,7%.

In secondo piano, ma non meno importante, avremo la lettura di una gran numero di dati sui sondaggi rilasciati dalle aziende manifatturiere e dei servizi in diverse importanti aree economiche. L’indice PMI di aprile fornirà un ulteriore verifica della fiducia delle imprese sulla ripresa agli inizi del secondo trimestre. L’attesa è più che positiva in quanto ci si attende che i valori aggiornino in meglio i picchi  rilevati in precedenza. Il IIQ dovrebbe mettere in evidenza lo slancio più robusto della crescita su scala globale dopo un primo trimestre in cui in alcune aree, Eurozona, abbiamo assistito ad un rallentamento.

Il quadro complessivo sulla crescita globale

L’espansione economica globale sta spingendo la produzione al di sopra del suo massimo pre-pandemico. La ripresa dalla recessione, che ha visto il PIL reale mondiale precipitare di quasi il 10% dal quarto trimestre del 2019 al secondo trimestre del 2020, ha richiesto quattro trimestri. La robusta crescita negli Stati Uniti e nella Cina continentale ha guidato la ripresa. Dopo una contrazione del 3,5% nel 2020, il PIL reale globale dovrebbe aumentare del 5,3% nel 2021 e del 4,3% nel 2022 prima di stabilizzarsi a un ritmo di crescita del 3,1% nel 2023-25. Tuttavia, le prestazioni variano a seconda delle regioni, con Asia-Pacifico e Nord America in testa e Europa e America Latina in ritardo.

I dati sul Pmi sono anch’essi di assoluta importanza per il grado di correlazione che intrattengono con l’andamento dei mercati e soprattutto per il fatto che incidono profondamente sulle decisioni di politica monetaria.

Gli Stati Uniti hanno evidenziato negli ultimi mesi la migliore traiettoria di crescita sia nel comparto manifatturiero che in quello dei servizi. La Cina ha rallentato la spinta iniziale a causa probabilmente dell’introduzione da parte della PBoC di misure più restrittive sull’erogazione del credito. L’eurozona ha fissato una crescita per il manifatturiero, ma, come noto, hanno evidenziato una forte distonia con il settore servizi.

IIQ in attesa degli aggiornamenti dell’Outlook BCE e Fed

La progressiva limitazione dei blocchi dovrebbe riequilibrare l’andamento del consensus sulla ripresa e dare ulteriore slancio al dato Composite. Il loro andamento unito ai dati sulla crescita del IIQ rientreranno nell’aggiornamento dell’Outlook della BCE nella riunione del 10 giugno.  In un intervista che uscirà oggi il numero due della Bce  affronta il tema sulle  prospettive dei tassi della zona euro avvertendo che con l’avvicinarsi della ripresa economica il Board necessariamente procederà ad una rimozione delle misure di stimolo. In primo piano, come di consueto con il mese nuovo, l’indice Pmi sul settore manifatturiero di aprile: dopo il 59,8 di marzo, record degli ultimi 21 anni, la mediana delle attese raccolte da Reuters vede ancor più rosa, con un miglioramento a 61 punti. Complice il progressivo allentamento delle restrizioni anti-Covid, l’indagine Istat sul clima delle aziende del comparto manifatturiero pubblicata martedì scorso ha messo a segno il massimo da settembre 2018.

…L’Eurozona

In Europa, i PMI del Regno Unito e dell’Eurozona sono pubblicati in contemporanea con la riunione del Comitato di politica monetaria della Banca d’Inghilterra. La Banca ha aggiornato le sue previsioni di crescita il mese scorso incoraggiata dai recenti numeri di PMI flash che si avvicinano ai massimi storici. Ciò nonostante non prevediamo alcun cambiamento nella politica poiché il Board ha sottolineato che non ha fretta di rimuovere gli stimoli fintanto ché la crescita economica rimane al di sotto del suo picco pre-pandemico.

… l’Asia

Nell’Asia-Pacifico, la Reserve Bank of Australia dovrebbe confermare la propria linea impegnata a sostenere la crescita dell’occupazione e l’inflazione nonostante i recenti forti dati economici. Anche dagli incontri di politica monetaria in Tailandia e Malesia non sono attesi cambiamenti. Nel frattempo, i Caixin PMI forniranno un aggiornamento sulla ripresa economica della Cina, così come i dati sugli scambi di aprile, per i quali si prevede una lettura con dati in forte ripresa rispetto la dato molto basso dello stesso periodo dello scorso anno. Infine i dati sul PIL del primo trimestre che saranno pubblicati per Hong Kong SAR e Indonesia, dovrebbero evidenziare una crescita trimestrale annualizzata rispettivamente al 2,1% e all’1,0%.

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

Anche lo scorso venerdì, come ogni fine settimana, la volatilità ha impattato significativamente sul mercato Forex.  L’euro dopo una settimana sotto pressione con valori scambiati marginalmente al di sopra dell’area 1,2110/20 sono rientrati con un’accelerazione proprio verso la chiusura della piazza americana.

Il ritorno dei valori sotto 1,2090/60 ha riportato il cambio nuovamente all’interno dell’area riflessiva che da inizio anno stiamo monitorando nell’ambito del nostro FX Riskoo Monitor. In settimana ci concentreremo sul primo dei due livelli di controllo che abbiamo fissato per collaudare l’accreditamento dei target fissati a medio termine sul nostro FX Outlook 2021. In settimana pubblichiamo l’aggiornamento al nostro report FX RISKOO IIQ riportando l’analisi dei vari indicatori macro economici in rapporto al quadro tecnico dei vari rapporti di cambio. Verificheremo inoltre se al di là di una temporanea reazione la coppia eur usd possa scivolare sotto 1,1980 dove collochiamo il primo dei due livelli di controllo inseriti nella view di medio termine.

OCCUPAZIONE USA E PMI NEI MARKET MOVER DELLA SETTIMANA

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

Come anticipato nel WEEKLY MARKET MOVER MONITOR il calendario della settimana prevede, giovedì 7, lo svolgimento del meeting della Bank of England.  Non sono attese mosse che modifichino il quadro monetario. La terlina dopo un profondo recupero nei confronti dell’euro da area 0,94 ai minimi di marzo fissati a 0,8470 eur gbp, dove avevamo fissato il secondo target riflessivo per l’anno in corso (vedi grafico linea orizzontale arancione) . L’attuale recupero rientra a nostro avviso nell’ambito di una reazione che dovrebbe rimanere di natura temporanea. Pensiamo che un nuovo segnale che contribuisca a riportare la domanda sul pound possa emergere con il breakout di area ,8670.

OCCUPAZIONE USA E PMI NEI MARKET MOVER DELLA SETTIMANA

WB ANALYTICS: EUR GBP LT

 

Biden, il Presidente degli Stati Uniti, lancia il piano GO BIG nel suo discorso sullo Stato dell’Unione dopo i primi 100 giorni di amministrazione.

Ieri i dati sulla crescita del primo trimestre sono stati al di sopra delle attese 6,4% contro il precedente 4,3% (l’attesa del mercato era al 6,1%, quella riportata nel nostro report di ieri 6,8%). L’inflazione, l’indice dei prezzi del GDP,  è salita al 4,1%  rispetto al precedente dato 1,9%. Da un lato quindi le attese su una ripresa robusta anche se eterogenea al momento fatto premio. Pure le attese su un’exploit dell’inflazione centrano le attese.

Il piano Biden sta facendo discutere negli USA a tutti i livelli, a partire dal Wall Street Journal per gli effetti che il finanziamento del piano produce sull’aumento della tassazione alle imprese per finanziare ed il cambiamento del paradigma  sociale. Mentre la polemica innescata dal WSJ dopo il discorso sullo Stato dell’Unione da Joe Biden si trascinerà nel tempo, rimane il dato congiunturale molto positivo con l’evidenza della forte disparità tra gli stimoli promossi negli Stati Uniti rispetto al Recovery Fund in Europa.

Il dato di questa mattina sulla crescita in Germania relativa al primo trimestre fa da sfondo a questa divergenza. Il GDP decresce, in linea con i timori che avevamo anticipato nelle scorse settimane,  oltre le attese del mercato -1,7% contro il +6,4% degli USA.

Si ritiene che tale effetto possa essere riassorbito nei prossimi trimestri a seguito delle riaperture e la riduzione dei blocchi sanitari.

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

L’euro nel frattempo evidenzia e conferma la propria debolezza nei confronti delle monete scandinave del nord Europa, sek e nok, secondo la tendenza attesa ed anticipata nell’OUTLOOK FX RISKOO 20/21 .

L’eur nok ha violato i minimi degli ultimi 12 mesi ritornando sui minimi del 2020. Ci aspettiamo che il trend riflessivo prosegua nella prima parte del 2021.

L’euro conferma, nonostante un grado di volatilità piuttosto elevato, un ritorno alla debolezza di breve anche nei confronti del rublo russo. Il range 91-88 appare sempre di attuale dominio nella mappatura del mercato.

La giornata odierna sarà di sicuro interesse per  verificare ancora una volta il passaggio dell’eur usd su area 1,21. Chiusure sotto la fascia 1,21/1,2050 depongono a favore dello scenario atteso dal nostro modello. 

BIDEN: GO BIG ...AGAIN

MARKET MOVER MONITOR

USA-BIDEN La crescita accelera grazie agli stimoli alimentati dai consumatori.  La crescita del PIL degli Stati Uniti nel primo trimestre è stata del 6,4% annualizzato, un po ‘più debole di quanto ci aspettassimo (6,8%) e leggermente superiore rispetto al consenso del 6,1%. La spesa per consumi è aumentata del 10,7%, gli investimenti fissi non residenziali sono aumentati del 9,9% e gli investimenti residenziali hanno registrato un aumento del 10,8% con la spesa pubblica del 6,3%. Tuttavia, un calo delle scorte ha sottratto ben 2,6 punti percentuali dalla crescita del PIL e le esportazioni nette hanno sottratto 0,9 punti percentuali poiché la forte domanda dei consumatori ha dato impulso alle importazioni mentre le esportazioni sono diminuite a causa della debolezza economica all’estero. L’amministrazione Biden raccoglie quindi un primo concreto risultato positivo a 100 giorni dal suo insediamento.

STIME PIL E INFLAZIONE ITALIA – In una seduta particolarmente ricca dal lato macro, l’appuntamento ‘clou’ è con la stima preliminare Istat del Pil del primo trimestre per cui le attese convergono su una flessione trimestrale di 0,5% rispetto al -1,9% precedente e su un calo annuo di 1,6% da confrontare con il precedente -6,6%.
Un’ora dopo, alle 11, sarà la volta della stima sull’inflazione di aprile per cui il consensus proietta un’accelerazione rispetto al mese precedente per il dato armonizzato a livello annuo (0,9% da 0,6% di marzo) e un rallentamento della dinamica mensile a 0,8% da 1,8%. Diffusa ieri, l’analoga stima tedesca ha segnato 2,1% da 2% delle attese: si tratta del secondo mese consecutivo che l’inflazione della prima economia europea supera l’obiettivo Bce.
Sempre Istat diffonderà anche i nuovi numeri su occupati e disoccupati di marzo. Le attese per il tasso di disoccupazione sono per una lettura pressoché invariata a 10,3% da 10,2% di febbraio.

STIME PIL E INFLAZIONE ZONA EURO – Oltre agli analoghi dati delle principali economie della zona euro, verranno diffusi in mattinata anche quelli relativi alla zona euro. Per quanto riguarda la stima ‘flash’ sul Pil del primo trimestre, le previsioni su anno sono di un calo di 2%, in miglioramento rispetto alla flessione di 4,9% del quarto trimestre. Passando alla stima di inflazione, dato attentamente monitorato dalla Bce, la lettura di aprile dovrebbe mostrare un tasso annuo di 1,6% dal precedente 1,3%. Infine il tasso disoccupazione di marzo dovrebbe restare invariato a 8,3%.

PIL FRANCIA – Sulla base dei dati preliminari, nei primi tre mesi dell’anno il Pil francese ha registrato un +0,4% su trimestre dal -1,4% del quarto tirmestre 2020, a fronte di attese per +0,1%.

PMI MANIFATTURA E SERVIZI CINA – L’attività delle aziende cinesi è cresciuta in aprile al ritmo più rapido di quattro mesi. L’indice manifattura a cura di Caixin/Markit è salito a 51,9 dal minimo di 11 mesi di 50,6 visto a marzo, oltre le attese per 50,8. La lettura dell’indice è in contrasto con quella della statistica ufficiale che, diffusa poco prima, mostra una crescita a un ritmo inferiore alle attese scendendo a 51,1 da 51,9 di marzo a fronte di attese per 51,7. Diffusi anche i numeri ufficiali per i servizi — cresciuti a un ritmo più lento — con l’indice che si è portato in aprile a 54,9 da 56,3 di marzo e del composito sceso a 53,8 da 55,3.

BIDEN: GO BIG ...AGAIN

DBRS SU ITALIA – Atteso, come di consueto dopo la chiusura di Wall Street, il pronunciamento di Dbrs sul rating sovrano italiano attualmente a ‘BBB’ (high) con trend negativo, giudizio confermato in occasione dell’ultimo appuntamento lo scorso ottobre. Subito dopo la formazione del governo a guida Draghi, in febbraio, l’agenzia canadese parlava di “cauto ottimismo” a proposito del rating sovrano. Secondo un report di Mizuho diffuso ieri, nel corso dell’anno le agenzie di rating adotteranno outlook positivi. “A nostro parere il ciclo di credito italiano ha raggiunto il fondo e ci aspettiamo che i mercati ne tengano conto mentre la crescita della zona euro accelera”, si legge.

BTP – Con le riaperture delle aste a medio lungo di ieri — l’offerta supplementare totale è di circa 1,64 miliardi — si chiude oggi la tornata di collocamenti di fine mese che è andata ad aggiungersi all’abbondante offerta da parte del Tesoro nelle ultime settimane. Riferimenti per l’apertura odierna 107 punti base per lo spread Italia-Germania sul tratto decennale e lo 0,88% per il tasso del benchmark a 10 anni. L’abbondanza di carta emessa in settimana ha contribuito alla debolezza del Btp, protagonista di un generalizzato ‘sell-off’ assieme al resto del comparto europeo, in scia al Treasury, acuitosi dopo dati sul Pil Usa superiori a quanto previsto e sulle attese di un nuovo ingente stimolo fiscale a firma Joe Biden.

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TAPERING: la Fed è sempre meno dovish.  In conferenza stampa ieri sera il Governatore riconosce i miglioramenti dell’economia americana ma ammette che  “Non è ancora tempo” di avviare la discussione su cambiamenti di politica monetaria. Così ha detto  ha detto ieri il presidente Jerome Powell al termine della due giorni del Fomc, che ha lasciato invariati tassi di interesse e programmi di acquisto titoli in linea con le attese. Tuttavia dalla conferenza stampa sono emersi comunque alcune sfumature che preludono ad un cambiamento di passo del Federal Reserve System a cominciare dall’avvio del tapering nei prossimi mesi.

Una valutazione più ottimista sulle prospettive suggerisce quindi che la Fed potrebbe muovere  i primi passi verso la riduzione degli acquisti di attività del QE. Riteniamo che questo sarà annunciato prima della fine dell’anno e sospettiamo che i tassi di interesse aumenteranno molto prima di quanto suggeriscano le attuali linee guida del Board per il 2024.

IL COMUNICATO DELLA FED

Secondo il comunicato rilasciato dopo il Consiglio, la Federal Reserve ha lasciato la politica monetaria invariata con l’intervallo di tassi sui Fed Funds ancora 0-0,25% e gli acquisti mensili di attività QE mantenuti a $ 120 miliardi suddivisi $ 80 miliardi su titoli del Tesoro e $ 40 miliardi su MBS.

Tuttavia, ci sono alcune importanti modifiche alla dichiarazione e anche al messaggio nella successiva conferenza stampa del presidente della Fed Jerome Powell. A noi, suggeriscono un crescente ottimismo all’interno del FOMC, che potenzialmente getta le prime basi per una riduzione del loro programma di QE prima della fine dell’anno.

Nella comunicazione sono scomparse le frasi secondo cui la pandemia “pone rischi considerevoli”. I rischi ovviamente “rimangono” e la ripresa è “irregolare e tutt’altro che completa”, ma questo è un cambiamento notevole rispetto nel linguaggio della Fed. Powell suggerisce che il programma di vaccinazione di successo e il sostegno fiscale aggiuntivo sono fattori chiave alla base della loro valutazione aggiornata.

I mercati azionari hanno reagito in modo piuttosto neutro alle parole della Fed, i rendimenti sul 10 anni Treasury sono risaliti a 1,63, mentre l’euro usd ha sfiorato 1,2150 senza convincere troppo.

UN ICREMENTO ROBUSTO DEL GDP AUMENETREBBE LE ASPETTATIVE PER L’AVVIO DEL TAPERING

Pensiamo d’ora in avanti i dati economici a partire dal GDP oggi, a quelli su inflazione e soprattutto disoccupazione saranno seguiti dai mercati per collegare il potenziale cambiamento di bias della Fed all’evoluzione dei fondamentali.

È probabile che il rapporto sul PIL del primo trimestre, in pubblicazione nel pomeriggio, mostri un altro fantastico dato di crescita: il consenso è del 6,8% mentre non escludiamo una crescita annualizzata del 7,4%, guidata dalla spesa dei consumatori alimentata dagli stimoli. Ciò sta portando a maggiori opportunità di lavoro con il rapporto sull’occupazione di aprile, che sarà pubblicato venerdì della prossima settimana,  atteso sempre più esplosivo. Non è da escludere infatti che i nuovi occupati ex-agricoltura possano toccare la soglia di un milione di persone in più rispetto a marzo. Ci aspettiamo che questo slancio positivo continui per tutta l’estate. Questo dato unito all’aumento dei sussidi di disoccupazione espone le aziende ad una sorta di concorrenza costringendole ad offrire pacchetti salariali più interessanti per attirare nuovo personale. Questo implica maggiori costi per le stesse e potenzialmente anche più inflazione.

INFLAZIONE ANCORA IN CRESCITA

È probabile che l’inflazione possa spingere ulteriormente nel futuro prossimo raggiungendo il 4% tra aprile e maggio. La prima risposta che il Fomc potrebbe dare a questo scenario è proprio l’avvio del tapering.

Completato il il calendario delle riunioni di politica monetaria delle principali banche centrali, possiamo fissare alcuni punti di sintesi. L a Fed e le banche polarizzate sul economia anglosassone assumeranno via via sempre più un atteggiamento hawkish (falco -restrittivo), iniziando dal tapering. La scorsa settimana la Banca Centrale del Canada ha dato il via ad un ulteriore riduzione degli acquisti di bond. La BoJ continua rimanere saldamente accomodante mentre  la PBoC da tempo ha avviato una linea più restrittiva del nella concessione del credito. In Europa la BCE deve fronteggiare un Consiglio notoriamente spaccato tra rigoristi ed accomodanti. Per il momento il tono rimane più sensibili ai rischi ancora presenti sul fronte pandemico.

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

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Le reazioni iniziali alla decisioni della Fed hanno raffreddato per il momento la corsa al recupero dell’euro sul dollaro. I valori sono saliti oltre la soglia tecnica 1,2110 ma non hanno, almeno per il momento accelerato oltre. Mentre scriviamo, il mercato ha congelato le azioni di trading in attesa di verificare se lo slancio del rialzo maturato nelle tre precedenti settimane sia destinato a perdere momentum o meno. Il passaggio nuovamente in area 1,2110 appare cruciale quindi.

L’impostazione che sta assumendo la Fed lascerebbe presagire ad un ritorno dei forza del dollaro, soprattutto nel caso in cui prendesse maggior consistenza l’attesa per l’avvio del tapering. I fondamentali appaiono nettamente migliori rispetto a quelli europei, benché ci si aspetti che nel terzo trimestre anche l’Eurozona possa irrobustire la crescita.  E’ proprio la dicotomia tra la visione dei fondamentali ed il rafforzamento dell’euro che appare fuori scala in questo momento. E’ la ragione per cui di fronte ad un importante segnale tecnico (possibile break up di 1,21) e la presenza di un quadro macro che vede ormai possibile un inversione della linea di policy della Fed che mette a disagio gli operatori.

Non sarebbe la prima volta che un segnale di natura tecnica possa essere smentito. Per tale ragione suggeriamo di verificare assieme a noi in questi due giorni il comportamento dei prezzi. Un ritorno del cambio eur usd sotto la soglia 1,21/1,2090 potrebbe preludere ad una ripresa degli acquisti di dollari. La lettura nel pomeriggio del dato sul GDP USA del I°Q potrebbe dare maggior conforto e chiarezza alla lettura complessiva dello scenario.

Sotto il profilo della gestione proattiva del rischio di cambio – Enterprise Risk Management – l’attuale passaggio in area 1,21 implica una particolare attenzione sulla programmazione delle coperture export soprattutto nel caso in cui il mercato, diversamente dalle nostre attese dovesse consolidare sopra tale valore.

TAPERING: LA FEDERAL RESERVE E' SEMPRE MENO DOVISH

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

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BCE DECISION RATES  – Nella riunione odierna, il Consiglio direttivo ha deciso di riconfermare il proprio orientamento molto accomodante di politica monetaria:

Il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali ei tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, 0,25% e -0,50%. Il Consiglio direttivo si aspetta che i tassi di interesse chiave della BCE rimangano ai livelli attuali o inferiori fino a quando non avrà visto le prospettive di inflazione convergere in modo robusto a un livello sufficientemente vicino, ma inferiore, al 2% entro il suo orizzonte di proiezione, e tale convergenza è stata costantemente riflessa nelle dinamiche inflazionistiche sottostanti.

Il Consiglio direttivo continuerà a effettuare acquisti di attività nette nell’ambito del programma di acquisto di emergenza pandemica (PEPP) con una dotazione totale di 1.850 miliardi di euro almeno fino alla fine di marzo 2022 e, in ogni caso, fino a quando non giudicherà che la fase di crisi del coronavirus sia al di sopra di. Poiché le informazioni in arrivo hanno confermato la valutazione congiunta delle condizioni di finanziamento e delle prospettive di inflazione effettuata alla riunione di politica monetaria di marzo, il Consiglio direttivo prevede che gli acquisti nell’ambito del PEPP nel trimestre in corso continueranno a essere effettuati a un ritmo significativamente più elevato rispetto al primo mesi dell’anno.

La bce rimane accomodante e conferma acquisto titoli programma PEPP

Il Consiglio direttivo acquisterà in modo flessibile in base alle condizioni di mercato e al fine di prevenire un inasprimento delle condizioni di finanziamento che non è coerente con il contrasto dell’impatto al ribasso della pandemia sul percorso previsto dell’inflazione. Inoltre, la flessibilità degli acquisti nel tempo, tra classi di attività e giurisdizioni continuerà a supportare la trasmissione regolare della politica monetaria. Se è possibile mantenere condizioni di finanziamento favorevoli con flussi di acquisto di attività che non esauriscono la dotazione nell’orizzonte di acquisto netto del PEPP, la dotazione non deve essere utilizzata completamente. Allo stesso modo, la dotazione può essere ricalibrata se necessario per mantenere condizioni di finanziamento favorevoli per aiutare a contrastare lo shock pandemico negativo sul percorso dell’inflazione.

Il Consiglio direttivo continuerà a reinvestire i pagamenti principali dei titoli in scadenza acquistati nell’ambito del PEPP almeno fino alla fine del 2023. In ogni caso, il futuro roll-off del portafoglio PEPP sarà gestito per evitare interferenze con l’appropriato orientamento di politica monetaria .

Gli acquisti netti nell’ambito del programma di acquisto di attività (APP) continueranno a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro. Il Consiglio direttivo continua ad aspettarsi che gli acquisti mensili di attività nette nell’ambito dell’APP durino per tutto il tempo necessario a rafforzare l’impatto accomodante dei suoi tassi ufficiali e terminino poco prima che inizi ad aumentare i tassi di interesse chiave della BCE.

… Per il Consiglio Direttivo i rischi  esprimono ancora criticità al ribasso anche se i dati economici stanno progressivamente migliorando

Sebbene la ripresa della domanda globale e il considerevole stimolo fiscale sostengano l’attività globale e dell’area dell’euro, le prospettive economiche a breve termine rimangono offuscate dall’incertezza sulla recrudescenza della pandemia e sull’introduzione delle campagne di vaccinazione. I tassi costantemente elevati di infezione da coronavirus (COVID-19) e l’estensione e il rafforzamento associati delle misure di contenimento continuano a limitare l’attività economica a breve termine. In prospettiva, i progressi nelle campagne di vaccinazione e il previsto graduale allentamento delle misure di contenimento sostengono l’aspettativa di una ferma ripresa dell’attività economica nel corso del 2021. L’inflazione è aumentata negli ultimi mesi a causa di alcuni fattori idiosincratici e temporanei e di un aumento inflazione dei prezzi energetici. Allo stesso tempo, il PIL reale dell’area dell’euro è diminuito dello 0,7% nel quarto trimestre del 2020, attestandosi al 4,9% al di sotto del livello pre-pandemia dell’anno precedente. I dati economici in entrata, le indagini e gli indicatori ad alta frequenza suggeriscono che l’attività economica potrebbe essersi nuovamente contratta nel primo trimestre di quest’anno, ma indicano una ripresa della crescita nel secondo trimestre.

Il Consiglio conferma i piani di stimolo

Il mantenimento di condizioni di finanziamento favorevoli durante il periodo della pandemia resta essenziale per ridurre l’incertezza e rafforzare la fiducia, sostenendo in tal modo l’attività economica e salvaguardando la stabilità dei prezzi a medio termine. Le condizioni di finanziamento dell’area dell’euro sono rimaste sostanzialmente stabili di recente dopo l’aumento dei tassi di interesse di mercato all’inizio dell’anno, ma permangono rischi per condizioni di finanziamento più ampie. In questo contesto, il Consiglio direttivo ha deciso di riconfermare il proprio orientamento molto accomodante di politica monetaria.

Manterremo invariati i tassi di interesse chiave della BCE. Ci aspettiamo che rimangano ai loro livelli attuali o inferiori fino a quando non avremo visto le prospettive di inflazione convergere in modo robusto a un livello sufficientemente vicino, ma inferiore, al 2 per cento nel nostro orizzonte di proiezione, e tale convergenza si è costantemente riflessa nelle dinamiche inflazionistiche sottostanti.

 

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

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Le reazioni del mercato alla conferenza stampa

BCE DECISION RATES

14.30 –  Le reazione dell’eur usd sono rimaste contenute ed inizialmente schiacciate sulla parte alta del range infraday 1,2060 con iniziali realizzi sull’euro. Un ridimensionamento del cambio scatta tuttavia soltanto sotto area 1,20. La BCE continuerà a guardare le implicazioni dei tassi di cambio per prevenire eventuali ripercussioni negative sull’inflazione. Ciò significa ancora una volta che il test di area 1,20 spinge la BCE a far sentire la propria voce al mercato in merito alla sua attenta vigilanza sull’andamento del cambio dell’euro. Come ribadiamo nello streaming ci aspettiamo che il cambio a seguito del breakout di 1,20 possa ritracciare il precedente rialzo ritornando verso i minimi di marzo inizio aprile.

BCE DECISION RATES

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

La Bank of Canada mantiene i tassi allo 0,25%, aumenta le prospettive economiche del paese.

Bank of Canada ha anticipato ieri il meeting di oggi della BCE rilasciando un secondo annuncio che apre la strada ad un  tapering del QE nonché la prospettiva per  un aumento dei tassi nel 2022. Ciò significa che nel momento in cui il tasso di diffusione della pandemia risulterà circoscritto la Banca potrebbe procedere ad un inversione definitiva dell’attuale linea di policy avviando un ulteriore piano di tapering nella seconda parte dell’anno. In ogni caso da lunedì saranno ridotti gli acquisti di bond nell’ambito del programma QE.  Il comunicato stampa rilasciato dopo il Consiglio contiene una nota ottimista. Si riporta un miglioramento delle prospettive di crescita nel primo trimestre con una valutazione che supera le precedenti stime. Secondo l’analisi della BoC, il Paese è sulla buona strada per riprendersi completamente dall’impatto economico della pandemia entro la fine dell’anno. L’aumento della domanda e dei prezzi di materie prime risulta positivo sia per le esportazioni che per gli investimenti. La previsione di crescita del PIL  è stata aggiornata al 6,5% nel 2021, seguita al 3,75% nel 2022 ed al 3,25% nel 2023.

I dati sull’inflazione attuali tendono ad essere più robusti più forti del previsto ed orientati a superare il prossimo anno il  2%.

Questa linea potrebbe in qualche modo aprire e preparare la strada alla Fed per un potenziale cambio di passo in un futuro prossimo.

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

La decisione sui tassi della Bank of Canada ha riportato il loonie a riprende il percorso di apprezzamento nei confronti dell’euro. Ci aspettiamo che il cambio a breve possa ritornare sui recenti minimi fissati a 1,47, confermando inoltre la nostra view regressiva sempre orientata a verificare nei prossimi mesi area 1,42 eur cad. Il dollaro canadese guadagna terreno anche sul dollaro americano riportando i valori verso i minimi di periodo dove si colloca il nostro target per la prima parte del 2021: 1,25.

 

BANK OF CANADA DECISIONE TASSI

WB ANALYTICS: EUR CAD BT

 

 

 

La BCE ha anticipato i possibili contenuti che esaminerà nel Consiglio di domani confermando che la  situazione economica a breve termine continua ad essere dominata da un’elevata incertezza in mezzo alla corsa  tra l’avvio delle campagne di vaccinazione e la diffusione del virus. La contrazione nel quarto trimestre del 2020 è stata più mite del previsto, riflettendo la forte ripresa globale nell’ultima parte dello scorso anno, un certo successo nel contenere gli effetti pandemici e di apprendimento nel mantenere l’attività economica in presenza di blocchi. Il settore manifatturiero ha tenuto particolarmente bene, sostenuto dalla domanda estera, come indicato dal forte valore dell’indice dei responsabili degli acquisti flash di marzo per il settore manifatturiero, come del resto abbiamo mappato nelle precedenti settimane.  Secondo Philippe Lane, capo economista della Banca,  nel settore dei servizi più colpito, il danno da blocco è stato di gran lunga inferiore rispetto alla prima ondata della scorsa primavera.

Tuttavia, il livello ancora elevato di infezioni, i rischi posti dalle mutazioni del virus e il prolungamento associato delle misure di contenimento continuano a pesare sull’attività economica dell’area dell’euro, soprattutto nei servizi, con il PIL che probabilmente si sarà nuovamente contratto nel primo trimestre di quest’anno . L’ulteriore estensione delle misure di blocco lascerà un’impronta sull’attività nel secondo trimestre, anche se si prevede che le campagne di vaccinazione guadagneranno terreno nelle prossime settimane.

La posizione della BCE e della Fed

Le proiezioni del personale della BCE di marzo prevedono che la ripresa economica acquisirà slancio nella seconda metà dell’anno con il miglioramento della situazione medica e l’allentamento delle restrizioni economiche, con una crescita della produzione del 4,0 per cento nel 2021, del 4,1 per cento nel 2022 e del 2,1 per cento. cent nel 2023. Tener conto dell’impatto dell’American Rescue Plan dell’amministrazione statunitense sotto la presidenza di Joe Biden, recentemente adottato, darebbe all’attività dell’area dell’euro un significativo incremento cumulativo dello 0,3% del PIL nell’orizzonte di proiezione. Tuttavia, l’aspettativa nella linea di base che il PIL raggiungerà il livello pre-pandemia solo nel secondo trimestre del 2022 testimonia l’enorme costo accumulato della pandemia.

La grande incertezza associata agli effetti dello shock pandemico è colta dagli scenari alternativi lievi e gravi sviluppati dal personale della BCE. Nello scenario mite, il livello di attività pre-pandemia viene raggiunto già nel terzo trimestre di quest’anno; nello scenario grave, il ripristino è posticipato alla fine del 2023. Ovviamente, il livello di produzione del 2019 serve solo come un comodo parametro di riferimento: un calcolo completo del costo di produzione aggregato della pandemia dovrebbe tenere conto del percorso di crescita previsto pre-pandemia su 2020-2022.

INFLAZIONE E TASSI UN PROBLEMA PER LA BCE?

Dinamica dell’inflazione e tassi attesi

Data la natura improvvisa dell’inizio della pandemia, ma in definitiva la sua natura temporanea, non dovrebbe sorprendere vedere anche una notevole volatilità dell’inflazione. Nel corso del 2020 si sono verificati cali sostanziali del tasso di inflazione (scendendo in territorio negativo negli ultimi mesi), ma dovrebbero ampiamente invertire nel corso di quest’anno. Guardando attraverso queste fluttuazioni, il tasso di inflazione medio nel 2020 e nel 2021 dovrebbe essere dello 0,9%, che è abbastanza vicino al livello del 2019.

Secondo le analisi della BCE, la volatilità dell’inflazione nel 2020 e nel 2021 può essere attribuita a una serie di fattori temporanei che non dovrebbero influenzare le dinamiche dell’inflazione a medio termine.

In primo luogo la pandemia è stata associata ad un ciclo significativo dei prezzi del petrolio, che sono scesi da circa 70 dollari all’inizio del 2020 a meno di 20 dollari alla fine di aprile 2020 e successivamente si sono ripresi intorno ai livelli di gennaio 2020; in termini di euro, la variazione è stata leggermente meno pronunciata a causa dell’apprezzamento del 6 per cento dell’euro rispetto al dollaro USA in questo periodo. In base alle attuali ipotesi sui prezzi del petrolio incorporate nelle proiezioni degli analisti della BCE, questo profilo genererà effetti di base significativi sull’inflazione dei prezzi dell’energia nel 2021.

In estrema sintesi domani in conferenza stampa il presidente, Christine Lagarde, potrebbe affermare che il Consiglio prevede soltanto un temporaneo aumento dei fattori che determinano l’inflazione.

Anche il governatore della Fed, Jerome Powell, in una lettera al senatore repubblicano Usa, Rick Scott,  ha detto che l’economia statunitense vedrà un’inflazione “un po’ più alta” temporaneamente quest’anno quando la ripresa si rafforzerà e le limitazioni alle forniture faranno aumentare i prezzi in alcuni settori. Powell ha aggiunto che la Fed è impegnata a limitare qualsiasi ‘overshoot’: “non cerchiamo un’inflazione che superi sostanzialmente il 2%, né un’inflazione superiore al 2% per un periodo prolungato”. Scott aveva scritto a Powell a fine marzo esprimendo preoccupazioni per l’aumento dell’inflazione e per il programma di acquisto di obbligazioni della banca centrale Usa.

Appare evidente che le banche centrali in questa fase cercano di evitare di innescare aspettative troppo aggressive sul rialzo dei prezzi che a loro volta potrebbero acuire ulteriormente attese su un potenziale rialzo dei tassi. Cosa che non avverrà prima della seconda parte del 2022.

Le reazioni dell’euro su inflazione e tassi attesi dalla BCE

In questi giorni il mercato aveva anticipato il Board della BCE aprendo una reazione dell’euro a partire da area 1,17. Come avevamo anticipato i corsi sono saliti sino a fissare un picco sopra 1,20 in fase di rientro.

E’ molto interessante osservare come la sequenza della reazione dell’euro, apparentemente irruente, stia seguendo un percorso propedeutico ad un consolidamento del segnale di rafforzamento del dollaro.  In questi ultimi giorni, nonostante la spinta dei prezzi il cambio ha fissato chiusure giornaliere sempre al di sotto di area 1,2040/50 mantenendo dal nostro punto di vista le tendenza dominante all’interno del percorso riflessivo stimato nell’Outlook FX RISKOO IIQ 2021. La violazione domani di 1,20 al ribasso, soprattutto se confermata in chiusura di giornata, accrediterà ulteriormente il nostro scenario.

Nel post di domani inseriremo uno streaming a conclusione della conferenza stampa della BCE per analizzare gli effetti sul mercato dei cambi.

INFLAZIONE E TASSI UN PROBLEMA PER LA BCE?

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

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Con questa settimana si chiude il I° trimestre di questo 2021 e si apre il IIQ.

Rispetto all’Outlook di inizio anno, WB FX RISKOO 20/21,  abbiamo abbiamo centrato correttamente le attese sul dollaro. La stima riportata per sintesi sul Dollar Index a 92,50 si è rivelata corretta. Più corretto lo scenario di recupero del dollaro in termini generali rispetto al consensus di mercato che invece fissava il cambio tra 1,25 e 1,30 eur usd.

Nell’Outlook WB FX RISKOO IIQ 20/21 abbiamo aggiornato le nostre attese mettendo nuovamente a fuoco le criticità dell’euro di cui l’esito del Consiglio UE  durante la conclusione del quale la Corte Suprema della Germania ha sospeso la ratifica del Recovery Fund, dopo che il Parlamento tedesco l’aveva approvato in via definitiva. Di qui la richiesta da parte della Corte affinché il presidente della Repubblica non firmi la legge approvata dal Bundestag e dal Bundesrat.  Lo strumento con cui l’Unione europea prevede di mettere a disposizione degli Stati membri 750 miliardi di euro per far fronte agli effetti della pandemia e ai costi per finanziare la ripresa è quindi nuovamente sotto esame nel momento della sua ratifica. La crisi sanitaria e le relative misure per il sollievo e per la ripresa hanno messo l’Unione europea a 27 in profonde difficoltà.

Sarà ancora la BCE a dover fare le veci anche politiche del Consiglio in un momento che ritorna ad essere critico per i paesi più colpiti. Oggi nel pomeriggio avremo da Francoforte l’aggiornamento sui volumi degli acquisti settimanali di bond governativi da parte della Bce, che ha anticipato una marcata accelerazione del programma Pepp dal mese prossimo.  Nella settimana conclusasi 19 marzo, nell’ambito del programma per contrastare le ricadute della pandemia, la Bce ha sottoscritto titoli di Stato della zona euro per circa 21 miliardi, 7 miliardi in più rispetto alla precedente.

Il calendario settimanale prevede altri momenti significativi:

venerdì le statistiche sull’occupazione  negli USA, preceduti giovedì dal dato PMI sulle principali aree economiche. Al centro dell’attenzione ci sarà anche l’ultima analisi della BCE e l’inflazione dell’eurozona. I mercati nel frattempo cercheranno notizie di ulteriori stimoli negli Stati Uniti sotto forma di spesa aggiuntiva per le infrastrutture.

Le indagini manifatturiere mondiali si concentreranno sull’aumento delle pressioni inflazionistiche, con i mercati desiderosi di valutare se i recenti segnali di aumento dei prezzi si dimostreranno transitori – come si aspettano i regulators – o più strutturali. I sondaggi hanno portato segnali positivi circa l’accelerazione della crescita della produzione manifatturiera ai massimi da quasi un decennio, poiché le economie si sono riprese dalle chiusure dovute ai virus. Una crescita particolarmente forte è stata osservata nell’Eurozona, dove i dati PMI flash per marzo hanno mostrato un aumento record della produzione di 23 anni. Ma i flash PMI hanno anche portato ulteriori segnali di limitazione della produzione, in particolare negli Stati Uniti, a causa dell’escalation dei problemi di offerta. La carenza di offerta ha a sua volta alimentato le pressioni sui prezzi più elevate dal 2008 .

I dati di marzo saranno quindi analizzati con attenzione per verificare se vi siano gli elementi per ritenere il rapporto tra domanda ed offerta in equilibrio cosicché da sanare alcuni dei colli di bottiglia, soprattutto in relazione ai tempi di consegna dei fornitori e la distribuzione.

Come scritto avremo un importante focus sugli Stati Uniti, con i dati sui salari non agricoli rilasciati venerdì. I dati precedenti hanno segnalato un forte  aumento dell’occupazione a febbraio con un incremento di 379.000 nuovi posti di lavoro, contestualmente i dati registrati nei mesi precedenti sono stati notevolmente rivisti al rialzo. Il tasso di disoccupazione si attesta ora al 6,2% rispetto al picco di aprile del 14,7%. Con i recenti robusti dati del sondaggio che indicano una fiducia ottimista delle imprese, sostenuta dall’introduzione del vaccino e dalle nuove misure di stimolo da $ 1,9 trilioni, è probabile che le assunzioni confermino un ulteriore robusto incremento a marzo: l’attesa è per 639k nuovi occupati.

Gli Stati Uniti stanno programmando ulteriori stimoli. Mercoledì il presidente Biden potrebbe annunciare altri 3 trilioni di dollari di spesa per le infrastrutture. In ogni caso eventuali notizie relativi a  stimoli aggiuntivi potrebbero essere attenuate dall’attuazione di contromisure sulla spesa extra,  con un aumento programmato delle tasse.

In Europa la BCE aggiornerà in settimana i dati preliminari sull’inflazione. L’IPC annuale di febbraio è stato leggermente inferiore alle aspettative, 0,9%, mentre  i dati emersi da un recente sondaggio suggeriscono che le pressioni al rialzo stanno accumulando.

In Asia, la NBS pubblica i sondaggi PMI servizi e manifatturiero per la Cina continentale per il mese di marzo, mentre il Giappone aggiorna le sue vendite al dettaglio, la disoccupazione, la produzione industriale e le statistiche dell’indagine Tankan giovedì prossimo.

USA Election Day: AL VIA LA SFIDA

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

La scorsa settimana l’eur usd è sceso sotto area 1,1850/30 confermando l’ateso rialzo della divisa americana. Ci aspettiamo ora una brevissima fase di consolidamento con possibile rintracciamento temporaneo dei prezzi verso 1,1850/80.  Anche la sterlina conferma la forza attesa consolidando valori al di sotto di ,8650 dove transitava sotto il profilo tecnico un significativo livello che dal 2016 ha guidato al rialzo l’euro durante la finestra in cui sono maturati tutti gli eventi che hanno caratterizzato il percorso Brexit. La violazione al ribasso dell’eur gbp di ,8650 apre la strada per un ulteriore recupero del pound.  Abbiamo messo a fuoco ancora l’area 130 eur jpy,  vero spartiacque che caratterizza il ciclo del cambio in questa fase.

Infine segnaliamo il reversal, per il momento temporaneo, del rialzo del dollaro sullo yuan renminbi. I prezzi dopo aver fissato il bottom in area 6,42 potrebbero tentare di correggere verso 6,70 usd cny.

MERCATI – Restiamo ancora confidenti su un rintracciamento dei rendimenti sul tratto 10 anni in ossequio ad un clima in cui gli investitori tendono a monetizzare i guadagni sull’azionario. E’ prematuro pensare ad un vero segnale di vendita, peraltro già attivo sul Nasdaq 100. Tuttavia ci aspettiamo nelle prossime settimane alcune verifiche importanti che potrebbero far aumentare l’avversione al rischio favorendo una rotazione dei flussi dall’azionario verso l’obbligazionario. Ciò sta già avvenendo sul comparto delle commodity dove ci aspettiamo, come già scritto nei giorni precedenti, ulteriori prese di beneficio su commodity industriali.

GREGGIO – I prezzi del petrolio dopo la fiammata a 63 usd/bar da parte del Brent hanno ripreso a ripiegare. Sul petrolio ed in particolare sul contratto spot del Brent ci aspettiamo nuove vendite ed una spinta dei prezzi in direzione di area 58 e 50 usd/bar.

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

 

WB ANALYTICS: EUR GBP BT

WB ANALYTICS: EUR GBP BT

 

WB ANALYTICS: LME COPPER

WB ANALYTICS: LME COPPER

WB ANALYTICS: BRENT USD/BAR

WB ANALYTICS: BRENT USD/BAR

MERCATI: C'E' IL RISCHIO DI UN EFFETTO DOMINO?

C’è un rischio che nei mercati si produca un effetto domino scatenato dalle vendite che stanno colpendo il comparto della tecnologia?

Le implicazioni relative riportano l’attenzione sul tema della percezione del rischio da parte degli investitori e per riflesso le reazioni ed i comportamenti che in una simile condizione può scatenare nel mercato.

L’indice Nasdaq 100 è stato colpito anche ieri da vendite consistenti -3%, il Russell 2000 dove sono quotate le mid cap ha perso il 2,88%, infine l’indice principale dove sono quotate gran parte delle aziende con business globalizzato (oltre il 65%) è sceso del 1,48%.

Sono ampiezze che per Wall Street pesano molto. Le vendite sono la risposta che si scontra con l’atteggiamento della FED. Nonostante J Powell abbia confermato una linea da colomba, garantendo la continuità del QE a pieno regime, gli investitori hanno ritenuto insufficiente la risposta ai timori inflativi che stanno prendendo giorno dopo giorno consistenza nel mercato.

Nelle ultime due pubblicazioni di WB PERSPECTIVES  abbiamo messo l’accento su questi rischi. L’inflazione, come sa chi ci segue, secondo quanto scritto nell’Outlook 20/21  rappresentava il rischio più significativo per l’anno in corso. Questo rischio si è tradotto in sostanza nel momento in cui gli investitori hanno spinto i rendimenti del Treasury a 10 anni sino a 1,50/60%.  Il rialzo ha sublimato un grido di allarme.

TOUT SE TIEN

si scopre così che nei mercati non esistono mondi separati, tutto si tiene e si collega in un meccanismo di interazioni che muove in coordinazione  le varie classi di strumenti: commodity, equity, tassi, bond e cambi.

Il ribasso dell’equity è scatenato dal rialzo dei rendimenti che a sua volta è stato messo in corsa dal rialzo delle commodity. I cambi sono la conseguenza di come i flussi interagiscono negli ingranaggi che mettono in relazione ogni segmento assumendo la funzione di riequilibrio.

Di conseguenza, noi che dobbiamo prendere decisioni sul mercato dei cambi e gestire i rischi dobbiamo analizzare e studiare a 360° questo mondo senza confini.

LE INTERAZIONE NEL MERCATO  ED EFFETTO DOMINO

La genesi del rialzo del dollaro prende forma tra la fine dello scorso anno e gli inizi di gennaio. Ma i prodromi del movimento inizia a fissare le condizioni tecniche utili già nello scorso autunno dopo il primo picco dell’euro. Alla fine dell’estate i rendimenti sul tratto lungo della curva europea (Germania) ed americana ritornano, dopo un periodo di convergenza, ritornano a divergere allargando nuovamente il loro differenziale. Nella sostanza da 110 punti base il mercato inizia a riaprire la forbice riportando nuovamente lo spread verso 180 punti base.  All’epoca abbiamo sostenuto con forza l’idea che ciò che i media specializzati e la maggior parte delle banche stimavamo, ovvero una prosecuzione del rialzo dell’eur usd sino a 1,30, fosse fuori scala. Oggi le quotazioni stanno consolidando valori sotto 1,20. I nostri algoritmi hanno coniugato il rialzo dello spread con la formazione di due segnali di excces return dell’euro che a gennaio hanno fissato il picco del ciclo rialzista dell’euro.

La tesi che già nei primi giorni di gennaio avevamo sviluppato partendo dalle negoziazioni sul Dollar Index anticipava ciò che oggi i mercati stanno verificando: area 92,50 Dollar Index.

MERCATI EFFETO DIMINO E BANCHE CENTRALI

Le banche centrali per non creare effettivi distorsivi hanno assecondato le aspettative del mercato confermando si colombe anche nelle ultime riunioni di politica monetaria di marzo. Ciò nonostante gli investitori hanno ritenuto di riattivare le vendite sui titoli tecnologici. In WB PERSPECTIVES messo a fuoco i livelli di allerta su tutti i principali indici azionari definendo i trigger al cui breakout aumentano considerevolmente i rischi di un allineamento del mercato a ciò che sta accadendo sulla tecnologia e che ancor prima era stato anticipato dal mercato azionario cinese e per riflesso dai Bric.

Tale scenario chiamerebbe avocherebbe un ritorno più forte di un segnale di avversione al rischio con un effetto domino ed una conseguente rotazione dei flussi verso le monete di parcheggio se non proprio di rifugio.

Su queste basi dovremo seguire il Dollar Index e verificare se i prezzi avranno la forza di oltrepassare la barriera 92,50/93 e stabilire in via definitiva il rialzo del dollaro a danno dell’euro.

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MERCATI: C'E' IL RISCHIO DI UN EFFETTO DOMINO?

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

MERCATI: C'E' IL RISCHIO DI UN EFFETTO DOMINO?

WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX

MERCATI: C'E' IL RISCHIO DI UN EFFETTO DOMINO?

WB ANALYTICS: NASDAQ 100

 

 

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

 

MARKET MOVER MONITOR – Abbiamo una giornata a basso tenore di dati particolarmente sensitive.

Ciò detto riteniamo che il dollaro abbia esaurito la la gamba di recupero sull’euro. L’eur usd testato in chiusura di ieri area 1,1845, ovvero esattamente a ridosso della linea obbiettivo da tempo segnalata nei nostri grafici di tendenza. Ci aspettiamo in attesa della riunione mensile della BCE di giovedì una reazione del cambio verso area 1,1960/1,20.

Il tenore della reazione ci darà l’opportunità di valutare se il movimento rientra in una fase correttiva, propedeutica alla ripresa di forza del dollaro o se invece dovremmo considerare uno scenario diverso. Ci aspettiamo quindi che il mercato voglia attendere le indicazioni che emergeranno dagli incontri di BCE e Federal Reserve per avere un quadro macro su cui orientare le proprie decisioni operative. Sul tavolo ci sono da un lato gli orientamenti della BCE sulla Forward Guidance, mentre su quello della Fed l’ipotesi ventilata nei rumors  della possibile applicazione di un piano di Tapering a medio termine.

Le condizioni tecniche favoriscono ed assecondano questa fase di attesa promuovendo una reazione che in termini quantitativi potrebbe anche spingere i valori verso 1,21 dove al momento collochiamo il limite superiore dell’attuale banda che delimita la fase riflessiva dell’euro.

MARKET MOVER MONITOR

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

BCE -I dati diffusi ieri mostrano che la scorsa settimana gli acquisti di titoli di Stato da parte di Francoforte hanno registrato un’accelerazione nell’ambito del quantitative easing, ma un rallentamento in relazione al programma anti-pandemico ha deluso le aspettative del mercato. In attesa del meeting di dopodomani, la Bce ha attribuito il mancato aumento di acquisti Pepp ai rimborsi, alimentando però i dubbi degli investitori sull’effettiva volontà della banca centrale di mantenere condizioni di finanziamento favorevoli nonostante l’aumento delle aspettative di inflazione.

USA – Dopo il voto del Senato, il mega-pacchetto di stimolo da 1.900 mld di dollari all’esame del Congresso passa oggi alla Camera, con i democratici che intendono dare il via libera alle misure entro la fine della settimana. Secondo il segretario del Tesoro Janet Yellen il provvedimento voluto da Joe Biden fornirà sufficienti risorse per un ripresa economica “molto forte”, ma non riuscirà ad impattare sulle disuguaglianze che da molto tempo affliggono la società americana.

STIME OCSE – Focus sull’Interim Economic Outlook che l’organizzazione con sede a Parigi diffonde in mattinata, mentre l’Europa fa i conti con il diffondersi di varianti più contagiose del virus e con gli ostacoli incontrati dalle campagne vaccinali. A inizio dicembre l’Ocse aveva rivisto al ribasso il Pil italiano per quest’anno, a +4,3% dal +5,4% stimato a settembre, e migliorato invece i numeri relativi al 2020, a -9,1% da -10,5%, pronosticando per il 2022 un rialzo del 3,2%.

ISTAT – Attesi alle 10 i numeri sulla produzione industriale italiana, che nel 2020 ha registrato un crollo dell’11,4% a causa della pandemia. Per gennaio gli economisti sentiti da Reuters ipotizzano un rialzo dello 0,7% congiunturale e una flessione del 4,2% a perimetro annuo, dopo cali rispettivamente dello 0,2% e del 2% a dicembre.MACRO EURO – Con un’agenda scarna oggi, riflettori sui dati della zona euro relativi all’occupazione finale e alla revisione del Pil nel quarto trimestre. La bilancia commerciale tedesca ha intanto mostrato a gennaio un surplus pari a 22,2 mld ben al di sopra delle attese pari a 16,4 mld.

MACRO EURO – Con un’agenda scarna oggi, riflettori sui dati della zona euro relativi all’occupazione finale e alla revisione del Pil nel quarto trimestre. La bilancia commerciale tedesca ha intanto mostrato a gennaio un surplus pari a 22,2 mld ben al di sopra delle attese pari a 16,4 mld.

DATI GIAPPONE – Il Pil nipponico del quarto trimestre 2020 è stato rivisto al ribasso con una crescita annualizzata dell’11,7% dal preliminare 12,7% e contro attese pari a 2,8%. In termini reali, nel periodo ottobre-dicembre, ha registrato un’espansione su trimestre pari al 2,8% dopo una prima lettura a quota 3%, realizzando il secondo trimestre consecutivo di ripresa. La spesa dei consumatori è scesa del 6,1% su anno in gennaio segnando un ribasso ben più marcato di quanto ipotizzassero gli analisti (-2,1%). Nello stesso periodo i salari reali sono calati per l’undicesimo mese consecutivo.