BCE Rimangono aperti i riflettori su Francoforte, e in particolare sul nuovo strumento anti-spread allo studio in progettazione.
Se da una parte Christine Lagarde  ha promesso che la Bce “stronchera’ sul nascere” qualsiasi rischio di frammentazione che ostacolerebbe la corretta trasmissione della politica monetaria nel blocco, alcuni dei consiglieri dell’ala hawkish hanno avvertito che la banca centrale non intende distribuire pasti gratis.
Previsti in giornata interventi pubblici del vicepresidente Luis de Guindos e del consigliere Frank Elderson.

Le misure saranno annunciate nel Consiglio di luglio, come pure la conferma del primo rialzo dei tassi di interesse da molti anni a questa parte.

FED – C’è attesa per l’audizione davanti alla Commissione Bancaria del Senato del presidente della banca centrale Usa Jerome Powell sulla politica monetaria, mentre il mercato si interroga sulla portata e i tempi della stretta da parte della Fed e sull’eventualità che un approccio molto aggressivo pesi sulla crescita.
Ieri Thomas Barkin, presidente di Fed Richmond, ha detto che un rialzo dei tassi di interesse di 50 o 75 punti base al meeting di luglio è uno scenario “piuttosto ragionevole”, aggiungiamo: nulla di nuovo per i mercati. L’ultimo sondaggio Reuters vede un +75 a luglio e un +50 a settembre.

Qualora le misure monetarie dovessero raffreddare il ciclo economico, per cui le probabilità ad oggi risultano secondo il nostro modello prossime al 45% di probabilità, la seconda gamba riflessiva sui mercati azionari tenderebbe a concretizzarsi come più volta indicato nella nostra ricerca. Lo Standard & Poor 500 potrebbe a quel punto estendere le perdite sino a quota 3500, mentre la tecnologia, il Nasdaq 100 scendere nel range 10000/9500.

Tali segnali riporterebbero a nostro avviso interesse sui Treasury, già oggi settati con un inclinazione negativa della curva dei rendimenti sul tratto lungo.

Attendiamo in settimana, giovedì, la lettura dei PMI Flash di giugno per verificare il sentiment delle aziende sui loro mercati di riferimento e comprendere l’attuale tendenza congiunturale su scala globale.

Il GDPNOW della FED nel frattempo stima per il secondo trimestre una crescita prossima allo zero.

BCE: IL NUOVO WHATEVER IT TAKES

GDP NOW FEDERAL RESERVE

BOJ – Nei verbali del meeting di fine aprile, resi noti stanotte, Bank of Japan continua a porsi fuori dal coro hawkish dei principali istituti centrali, sottolineando la necessita’ di mantenere una politica di stimolo massivo all’economia ancora fragile, nonostante il declino dello yen. Alcuni membri del board hanno osservato tuttavia che un’eccessiva volatilità’ valutaria potrebbe danneggiare i piani di business delle aziende.

BTP ITALIA – Terza e ultima giornata di offerta retail oggi per il nuovo Btp Italia a 8 anni indicizzato all’inflazione. Ieri il totale degli ordini ha toccato quota 5,87 miliardi di euro, contro gli 8,79 miliardi raggiunti nelle prime due giornate di offerta in occasione dell’ultima edizione, nel maggio 2020. Via XX settembre potrebbe comunicare in mattinata la chiusura anticipata oggi dell’offerta dedicata ai risparmiatori privati. Domani dalle 10 alle 12 l’emissione sarà’ dedicata agli istituzionali, ma prima il Tesoro comunicherà la cedola definitiva, che non potrà comunque essere inferiore a 1,60%.

OLTRE LE BANCHE CENTRALI

GAS – Secondo l’associazione degli industriali tedeschi, la Germania rischia la recessione se le forniture di gas russo, già altalenanti, si interromperanno completamente. L’Italia sta pensando alla possibilità di offrire un sostegno finanziario alle aziende per rifornirsi, nel tentativo di evitare una crisi più grave in inverno. Secondo l’Agenzia Reuters, il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha detto che Roma acquisterà carbone su basi prudenziali, per essere pronta a massimizzare l’uso delle centrali elettriche a carbone se necessario, ribadendo che l’esecutivo non intende per ora dichiarare lo stato di allerta .

WB MARKET MOVER MONITOR

FOREX MARKET

I timori di recessione stanno crescendo a seguito dell’azione delle banche centrali (vedi nostro post sull’inflazione) stanno raffreddando la domanda per frenare l’inflazione. Le valute pro-cicliche rimangono deboli mentre il dollaro continua ad attrarre i flussi in acquisto. Pensiamo che tali tendenze dovrebbero rimanere strutturalmente attive fintantochè la FED continuerà a promuovere una linea di policy restrittiva. Oggi  il presidente della Jerome Powell parlerà  di politica monetaria al Senato americano.

La CNB, Banca nazionale ceca,  si riunisce oggi per fissare i tassi ufficiali. Questa sarà l’ultima riunione del consiglio sotto la sua formulazione da falco guidata dal governatore Rusnok. Il mercato aspetta aumenti dei tassi di tenore significativo, probabilmente 125 punti base e portare il tasso ufficiale al 7,00%. Ciò è in risposta al CPI che è andato ben al di sopra delle stime, il 16% su base annua a maggio.

L’euro cede parzialmente contro dollaro nel tentativo di recuperare momentum in direzione dell’area 1,06/1,0650. Questa mattina nella sessione asiatica ha consolidato un minimo sull’area di sostegno 1,0470 eur usd.

L’eur jpy ritraccia dopo i guadagni fissati con un picco sotto area 144 dove collochiamo il principale livello di resistenza. Evidentemente le parole della BoJ hanno spinto i traders verso un approccio più attento sotto il profilo tecnico, rispettando il transito della principale resistenza che si oppone all’apertura di una finestra di debolezza per lo yen.

Il rublo continua a performare positivamente sui mercati. Questa mattina ha momentaneamente violato quota 53 eur rub dove sono allineati i recenti minimi dell’euro. Al momento seguiamo quota 63 come trigger per eventuali reazioni del rapporto di cambio.

SEGUI IL NOSTRO SERVIZIO ENTERPRISE RISK MANAGEMENT  

FX RISK MANAGEMENT

 

La BCE conferma l’ipotesi di rialzo dei tassi. Alle parole hawkish di Christine Lagarde, che ieri mattina in un post ha detto che Francoforte traghetterà i tassi fuori dal territorio negativo entro la fine di settembre – e potrebbe ritoccarli ulteriormente all’insù se l’inflazione si stabilizzasse al 2% – si sono aggiunte nel pomeriggio da Davos dichiarazioni ancora più esplicite del consigliere Francois Villeroy de Galhau.  Per il banchiere centrale francese, combattere il surriscaldamento dei prezzi e’ al momento la priorita’, mentre la crescita nel blocco appare resiliente, e un incremento dei tassi a luglio e’ ormai affare fatto. Occhi in giornata al vicepresidente Luis De Guindos che parteciperà all’Ecofin che si apre a Bruxelles.

Rimanendo alle banche centrali, da segnalare un intervento pubblico di Jerome Powell questa sera, mentre gli operatori aspettano le minute dell’ultimo meeting del Fomc di maggio – che saranno pubblicate domani – per ponderare meglio il grado di aggressività della politica monetaria Usa da qui in avanti.
I futures sui Fed Funds prezzano rialzi di mezzo punto percentuale sia a giugno che a luglio, e una forte possibilità di un +50 anche a settembre .
Ieri, intanto, Powell ha giurato per il suo secondo mandato alla guida dell’istituto.

I mercati rimangono focalizzati sull’inflazione osservando tutte le dinamiche.  Secondo il presidente di Fed St. Louis, James Bullard, l’inflazione Usa all’8,3% rilevata in aprile non richiede “per ora” un rialzo dei tassi di tre quarti di punto, ha inoltre aggiunto che per il momento il piano di rialzi da mezzo punto rimane appropriato.

Gli investitori ragionano di conseguenza sulla normalizzazione della politica monetaria da parte della Bce: la presidente Christine Lagarde ha consolidato le aspettative di un prossimo aumento dei tassi, ma c’è chi si sofferma sulla “gradualità” del percorso di rialzi, come indicato ieri dal governatore della Banca di Francia Francois Villeroy de Galhau.

Il dollaro resta vicino ai massimi da 20 anni, con la lettura dell’inflazione Usa che alimenta le attese di un approccio Fed aggressivo. Yuan cinese ai minimi da oltre 19 mesi contro il dollaro. La banca centrale di Hong Kong si è mossa – prima volta dall’ottobre 2020 – per fermare il deprezzamento della valuta., vicino alla sogli massima concessa dal Peg sul dollaro 7.85 usd khd.

Oltre alle rilevazioni sulla crescita dei prezzi è bene considerare la recente evoluzione dei prezzi di diverse commodity entrati ormai a pieno titolo in un bear market. Il tema lo stiamo affrontando da un mese a questa parte nel nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES.

Nell’ultimo aggiornamento abbiamo confermato il nostro Outlook negativo su diversi metalli industriali, indicando lo stato della tendenza ed il potenziale target price di medio termine. Lo scorso lunedì abbiamo suggerito di osservare con attenzione l’andamento dei prezzi del gas naturale attraverso la lettura dei prezzi del future sul Dutch TTF per catturare eventuali segnali di perdita di momentum. Il range di negoziazione attuale si è spostato tra quota 102/105 e 90 eur mwh.  Notiamo che ai tentativi di breakout dell’area si contrappongono notizie che in qualche modo ne delimitano l’azione con un effetto di contrapposizione al deflusso dei prezzi. Lo scorso martedì c’è stata da parte ucraina la decisione di sospendere il flusso di gas russo verso l’Europa attraverso il punto di transito di Sokhranivka, che secondo Kiev fornisce circa un terzo del gas russo diretto in Europa attraverso il Paese, dicendo che lo sposterà in una zona sotto il controllo ucraino.  La notizia ha riportato i prezzi del future da quota 90 a 100 eur.

Anche i prezzi del petrolio continuano a puntare verso i livelli oltre i quali si aprirebbe la porta per una benefica correzione. Il Brent  nell’ultimo periodo ha avvicinato più volte quota 100 usd bar. Tuttavia ogni qualvolta ne approccia il livello tecnico giungono rumors in grado di evitarne il breakout.

In generale nei mercati si è instaurato un clima di avversione al rischio. Ciò risulta più che evidente dalla lettura dell’andamento delle borse azionarie. Gli indici stanno raggiungendo i target che avevamo già indicato alla fine dello scorso autunno riportando alcuni Alert sulla tenuta dell’allora ciclo rialzista.   Nel post del 26 novembre avevamo già indicando gli obbiettivi di prezzo per i principali indici. Come scritto lunedì pensiamo che se lo Standard & Poor 500 non sarà in grado di costruire una reazione credibile tra 3900/800, l’avversione al rischio tenderà ad avvitarsi ulteriormente.

Analizzando i sondaggi PMI su scala globale emerge un orientamento dominato da una congiuntura in progressivo deterioramento in Europa, già negativa in Asia, in modo particolare in Cina, con una tenuta sostanziale della crescita negli Stati Uniti (per richiedere il report).

 

 

SENTIMENT IMPRESE PMI A due mesi dall’avvio del conflitto lungo la linea rossa nell’est Europa iniziano ad emergere i dati macro influenzati dalle risposte economiche sulla variegata gamma di indicatori. Quelli più sensibili che anticipano i dati cosiddetti coincident, vedono la fiducia delle imprese nuovamente compromessa.  Sono i discesa significativa i dati sul manifatturiero come pure quelli sui servizi nell’Eurozona. Per ragioni diverse ritracciano sensibilmente anche quelli cinesi. Qui gioca l’effetto dei nuovi blocchi sanitari dovuti all’Omicron. Il Porto di Shanghai è praticamente chiuso come pure diversi distratti manifatturieri presenti nel Paese.

SENTIMENT IMPRESE PMI E ANDAMENTO PREZZI ENERGIA

In Eurozona l’attività manifatturiera è alle prese con prezzi energetici che ormai quotano persistenti rialzi delle medie a 6 mesi ed a 12 mesi. Le quotazioni del future sul Gas Naturale Dutch TTF quotano infatti valori medi tra 97 e 103 eur/mwh nelle medie a 6 e tre mesi, mentre i prezzi medi rilevati a 12 mesi transitano in valore a 71 euro. Se si considera che tali valori quotavano un anno fa attorno a quota 20/24 euro risulta piuttosto intuitivo comprendere gli effetti sul piano dei costi produttivi, anche perché l’elevata correlazione con i prezzi dell’energia elettrica riporta gli stessi effetti.

PMI FLASH APRILE

Venerdì 22 aprile avremo le proiezione dei dati Flash sul sentiment delle imprese ad aprile. A marzo avevamo osservato, secondo i sondaggi Markit, Una diversa configurazione del sentiment tra imprese appartenenti all’area Anglosassone, USa e UK, rispetto a quelle dell’Eurozona. Secondo il sondaggio le prime risultavano rincoraggiate dallo smantellamento dei vincoli sanitari, le seconde invece fortemente preoccupate da un mix di condizionamenti costituiti sia dalle ripercussioni delle sanzioni di guerra, che  dal rincaro e restrizioni sulle forniture di commodity.

Nel nostro rapporto avanzato sull’andamento delle materie prime abbiamo elaborato l’ipotesi di un possibile allentamento delle tensioni sui prezzi del Gas e dell’energia elettrica. Di conseguenza abbiamo aggiornato le nostre valutazioni sugli altri segmenti del comparto delle commodity industriali.

E’ prematuro chiamare un reversal dei prezzi, tuttavia vediamo una potenziale correzione delle quotazioni: il future sul Gas TTF potrebbe scendere verso area 83/80 a breve, il PUN, Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica, dovrebbe distribuire le quotazioni in un intervallo tra 175-235 eur/mwh prima di scendere in direzione di 135 euro.

Nel contempo il future sul Brent dovrà contenere le pressioni al rialzo sotto quota 115usd/bar e defluire verso l’area psicologica 100 usd/bar.

Nel frattempo verificheremo le ulteriori reazioni al recente meeting di politica monetaria della BCE.

MEETING BCE vs. EUR USD

Giovedì a chiusura della conferenza stampa di Christine Lagarde,  abbiamo commentato nel nostro live streaming INSIDE CENTRAL BANK  le reazioni che il nostro Team Analytics si aspetta sui mercati.  Come in buona parte atteso, nel board di giovedì scorso Francoforte ha preso tempo, mantenendo l’accento su una forte flessibilità nel percorso di ‘normalizzazione’ della propria politica, tra le incertezze legate alla guerra. Il consiglio non ha fissato una data precisa per la fine del programma degli acquisti ‘Qe’, che avverrà comunque nel corso del terzo trimestre e sarà seguita dopo “qualche tempo” da un rialzo dei tassi.
La mancanza di una tempistica predeterminata – hanno avvertito fonti vicine al dossier – non significa però escludere la possibilità di un incremento già nel meeting del 21 luglio, considerato che si sarà aperto il terzo trimestre. Cruciale anche il consiglio di giugno, quando arriveranno le nuove previsioni macro dell’istituto.

Christine Lagarde, intanto, riprenderà la parola domani al vertice dei ministri delle Finanze e dei banchieri centrali del G20 che si terrà a Washington parallelamente agli incontri di Fondo Monetario e Banca Mondiale. Mosca ha fatto sapere che il ministro delle Finanze Anton Siluanov parteciperà agli eventi in modalità virtuale, mentre gli Usa hanno promesso forme di boicottaggio per protesta contro la Russia.

PBOC TAGLIA I TASSI

La banca centrale cinese ha tagliato di 25 punti base il tasso di riserva obbligatoria (RRR) venerdì liberando liquidità in una mossa tesa a sostenere l’economia minacciata dalla recrudescenza del Covid. Per quanto atteso, il ribasso è stato meno consistente del previsto, con l’istituto che sembra iniziare a preoccuparsi dei possibili effetti di spillover del contestuale inasprimento monetario applicato dalle altre principali banche centrali globali.

La pandemia da un lato e l’intensificarsi dei rischi geopolitici che spinge i costi delle commodities dall’altro, pongono Pechino nella delicata posizione di dover stimolare la crescita mantenendo la stabilità dei prezzi, cosa che rende poco probabile ulteriori tagli ai tassi per ora, aggiungono.

Il Pil del primo trimestre ha segnato un’espansione del 4,8% dopo il +4% del trimestre precedente, superando le attese, ma gli economisti nutrono timori per i prossimi mesi. Le vendite al dettaglio si sono attestate a marzo ai minimi dall’aprile 2020, mentre il mercato del lavoro dà segnali di stress con il tasso di disoccupazione al 5,8%, massimo da quasi due anni. La produzione industriale ha registrato un +5,0% su anno a marzo, contro il 3,4% atteso, ma a fronte di incrementi del 7,5% nei due mesi prima.

WB MARKET MOVER MONITOR

L’eur usd ha violato l’area 1.08, dove avevamo fissato il target intermedio per l’anno in corso,    aprendo una nuova finestra entro cui dovremmo visualizzare le negoziazioni in futuro. Tale finestra dovrebbe consentire alla volatilità degli scambi di spingere le quotazioni verso l’altro significativo target indicato nel nostro Outlook 20/22. Nell’immediato ci aspettiamo un test dell’area 1.0730 dove pensiamo che si possa aprire una reazione delle quotazioni.

Come scritto in più occasioni l’euro conferma la sua debolezza contro quasi tutte le majors, fatta eccezione per lo yen. Al momento il mercato sta confermando la tendenza attesa per l’anno in corso su GBP, CHF, NOK, SEK, CAD, AUD e CNY. Di conseguenza RISKOO, il modello di gestione proattiva del rischio di cambio da noi proposto (Enterprise Risk Management),  ha aggiornato i livelli tecnici (dinamici)  per il controllo dei valori di Risk Appetite e di Risk  Aversion.

 

 

FOREX & COMMODITY. L’euro contro dollaro quota, alla vigilia del meeting Bce, a ridosso di area 1,08 dove transita un significativo livello tecnico. Nonostante il mercato sconti  toni ulteriormente hawkish dalle indicazioni che il governatore Christine Lagarde rilascerà in conferenza stampa, la divisa europea non è riuscita, nonostante alcuni tentativi di costruire una reazione. Probabilmente il mercato si sta allineando su livelli da cui può essere più semplice controllare le reazioni successive all’intervento del Governatore.

FOREX & COMMODITY

FOREX & COMMODITY QUOTAZIONI IN MOVIMENTO

WB ANALYTICS: EUR USD LT

Nel frattempo, come anticipato nel nostro Market Mover Monitor Week, altri istituti centrali sono alle prese con i relativi meeting di politica monetaria. La Banca centrale neozelandese ha optato per un rialzo dei tassi da 50 punti base, il maggior incremento in oltre 20 anni e il quarto di fila, a 1,50%.

FOREX & COMMODITY QUOTAZIONI IN MOVIMENTO

WB ANALYTICS: EUR NZD

Secondo il sondaggio Reuters, l’istituto centrale canadese – che ha alzato i tassi a marzo per la prima volta dall’ottobre 2018 – potrebbe oggi ritoccare all’insù il costo del denaro di 50 punti base. In seno alla Fed invece cresce la divergenza di vedute sull’eventualità che un’inflazione elevata possa diventare un problema ricorrente in futuro: Brainard è convinta che una serie di rialzi dei tassi siano sufficienti per farla scendere al target del 2% mentre Barkin sottolinea che potrebbe restare elevata a causa, tra l’altro, delle spese per gli anziani e per la difesa.

Di fatto i mercati scontano una serie di incrementi dei Fed Funds impressionante, a partire da 50 bp nel meeting del 4 maggio. Il nostro modello stima per la fine dell’anno un elevata probabilità che i tassi possano quotare tra 2,25-2,75%.

Nel nostro scenario di base la BCE dovrebbe aumentare i tassi soltanto nell’ultimo trimestre di quest’anno. Sarà interessante verificare se in conferenza stampa il Governatore confermerà il principio del sequenziamento, ovvero la linea secondo cui prima si concludono i programmi di QE e solo in un momento successivo si avvia il rialzo dei tassi. L’aumento dell’inflazione registrato nel mese di marzo potrebbe aver ulteriormente animato i falchi presenti nel Board.

AGENDA MACRO

In mattinata (H 10.00) l’Istat riporta la lettura di febbraio della produzione industriale italiana: con la guerra in Russia iniziata alla fine febbraio il dato non dovrebbe incorporare le ricadute del conflitto. Le attese infatti sono per un incremento mensile di 1,4%, dal -3,4% di gennaio, e di 0,7% su anno, dal -2,6%. Nei giorni scorsi il centro studi di Confindustria ha lanciato l’allarme sulla produzione prevedendo che scenda a marzo dell’1,5%, con un calo nel primo trimestre di 2,9% rispetto al quarto del 2021 mentre Bankitalia stima nel primo trimestre una flessione di circa il 2%. Il PMI manifatturiero di marzo ha riportato una significativa perdita di momentum. Sono molte le aziende (oltre il 16%) che a seguito del rincaro dei prezzi dell’energia hanno sospeso le produzioni. Alcune stime calcolano che in assenza di una correzione dei prezzi la mediana delle aziende che fermano la produzione possa alzarsi ad oltre il 30%.

L’export cinese a marzo è cresciuto più del previsto con un incremento di 14,7% su anno, da confrontare con attese per +13%, mentre l’import è sceso dello 0,1%, primo calo da agosto 2020, rispetto al +8% del consensus sulle limitazioni per la  nuova ondata di contagi. La bilancia commerciale ha registrato un avanzo di 47,38 miliardi di dollari contro attese per un surplus di 22,4 miliardi. Nel primo trimestre, Pechino ha aumentato il commercio con la Russia e l’Ucraina rispetto allo stesso periodo di un anno fa in termini di yuan e ha dichiarato che la collaborazione economica con entrambi i Paesi resterà normale.

Il blocco del porto di Shanghai ha imposto nelle ultime settimane un significativo rallentamento degli scambi con la Cina continentale. Analogo rallentamento è stato registrato sui flussi commerciali  sulle rotte che transitano a Shanghai. La Cina rischia una recessione autoinflitta indotta dai vincoli sanitari. Un sondaggio mostra che quasi 1/3 della sua popolazione è in una sorta di blocco, con negozi chiusi e fabbriche in difficoltà. Un ulteriore allentamento delle politiche sembra inevitabile, ma lo è anche la fuga di capitali. Almeno 373 milioni di persone nelle città che contribuiscono al 40% del PIL cinese sono state colpite, ha mostrato un sondaggio Nomura. Gli indicatori chiave stanno già riflettendo lo shock. Le vendite interne di autovetture sono diminuite di oltre il 10% a marzo, secondo i dati ufficiali; un indice che traccia il traffico merci in Cina è sceso di circa il 25% durante la prima settimana di aprile. Il polo manifatturiero di Guangzhou è chiuso dallo scorso lunedì alla maggior parte degli arrivi.

Con la guerra in Ucraina che ha fatto aumentare i costi delle materie prime, l’artificioso rallentamento delle esportazioni cinesi, imposto dai vincoli Omicron, potrebbe impattare sulle quotazioni delle commodity in generale. Lunedì abbiamo osservato una discesa dei prezzi del Brent future verso quota 98 usd/usd, dove abbiamo fissato il punto di reversal del ciclo di breve termine. In contemporanea abbiamo visto gas ed altri contratti collaudare analoghi livelli già segnalati nel nostro Weekly Monitor.

Al mercato future sulle commodity di Shanghai l’Alluminio sta perdendo valore con un ribasso del12,5% rispetto ai picchi di marzo.

In mattinata il Giappone ha pubblicato gli Ordinavi di Macchinari relativi al mese di febbraio: il dato ha registrato il maggior calo mensile in circa due anni. Sul dato hanno pesato la flessione della domanda da parte di aziende dell’It e di altri servizi. Gli ordinativi ‘core’ sono scesi del 9,8% su mese, la maggior flessione dall’aprile 2020. Il PMI Expected Future Output index, in linea con Cina ed Eurozona sta regredendo verso area 50, valore spartiacque tra crescita e decrescita attesa.

A bilanciare il dato poco confortante sugli ordinativi e sul PMI, l’indice Reuters Tankan in aprile ha riportato la fiducia delle imprese manifatturiere, per il secondo mese consecutivo ad un rialzo, +11 da +8 di marzo. Quello sui servizi è aumentato per la prima volta in tre mesi a +8 da -1.

FOREX & COMMODITY

FOREX & COMMODITY QUOTAZIONI IN MOVIMENTO

WB ANALYTICS: ALUMINIUM SHANGHAI FUTURE EXCHANGE

Nel fine settimana diverse fonti istituzionali e governative  hanno lanciato inevitabili allarmi negativi sul fronte economico. Le ricadute della guerra hanno fortemente raffreddato la crescita attesa per l’anno in corso.

Banca d’Italia venerdì ha stimato che l’economia ha subìto nel primo trimestre dell’anno una battuta d’arresto dello 0,7% e la produzione industriale una flessione del 2%.  Analogo monito nel fine settimana è arrivato anche dall’ufficio studi di Confindustria secondo cui la produzione è scesa a marzo dell’1,5% con un calo nel primo trimestre di 2,9% rispetto al quarto trimestre. Anche l’economia tedesca potrebbe aver accusato una regressione della crescita all’1,4%-1,5% quest’anno rispetto al 2,7% del 2021, secondo il ministro del Lavoro Hubertus Heil.

Delle ricadute della crisi ucraina si parlerà inevitabilmente al Consiglio europeo degli Affari Esteri a Lussemburgo durante il quale però non si discuterà formalmente dell’embargo sul petrolio russo.  Il presidente del Consiglio Ue Michel ha detto che di energia e di Ucraina si parlerà in un summit straordinario il 30 e 31 maggio.

In Eurozona l’energia costituisce il principale motore di divergenza non soltanto sotto il profilo politico, bensì anche  per l’impatto inflativo che produce  tra i vari paesi, conseguente al mix energetico di approvvigionamento degli stessi. E come sappiamo i prezzi dell’energia, del gas in particolare, sottendono alla crisi geopolitica nell’Est Europa.

Le iniziative diplomatiche per portare ad un tavolo Ucraina e Russia sono ora promosse dal cancelliere austriaco Karl Nehammer, recatosi sabato a Kiev per incontrare Zelensky, oggi a Mosca per incontrare Putin. Si tratta del primo leader Ue impegnato in un faccia-a-faccia con l’omologo russo.

L’inflazione rimane il principale problema economico che le banche centrali devono affrontare

Le ripercussioni della crisi, unite ai postumi della pandemia, continuano ad esacerbare le dinamiche inflative su scala globale. Questa settimana si riuniranno diversi consigli di banche centrali a partire dalla BCE. Seguiranno Canada, Nuova Zelanda, Corea del Sud e Singapore, tutte impegnate ad affrontare un potenziale rialzo dei tassi.

Negli Usa verranno pubblicati dati sull’inflazione di marzo come pure nel Regno Unito e nella Cina continentale. Sempre gli Stati Uniti riporteranno i dati sulle vendite al dettaglio e la produzione industriale.

Con la Fed fermamente concentrata sulle preoccupazioni per l’inflazione, secondo gli ultimi verbali della Fed FOMC di marzo, i dati sull’IPC pubblicati negli Stati Uniti saranno al centro dell’attenzione degli operatori. Per quanto suggerito dai dati PMI di marzo, i prezzi di vendita delle aziende statunitensi hanno continuato a salire durante il mese scorso, registrando l’aumento più marcato dall’inizio della raccolta dei dati nell’ottobre 2009. Allo stesso modo, le aspettative di consenso indicano un’inflazione con una crescita più robusta dovuta anche in questo caso dagli effetti della guerra in Ucraina e dal conseguente aumento dei prezzi delle materie prime. Ad accompagnare gli aggiornamenti dei dati CPI e PPI ci saranno, durante la settimana, i consueti commenti dei governatori della Fed. Questi tenderanno a preparare il mercato ad un più veloce ritiro degli stimoli monetari anche attraverso il Quantitative Tightening, già discusso nell’ultimo Fomc di marzo.

Nel frattempo, pensiamo che altre banche centrali seguiranno l’esempio della Fed nell’assumere una posizione policy monetaria più aggressiva . In particolare, si prevede che la Bank of Canada (BoC) e la Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) nel loro meeting di questa settimana, aumenteranno i tassi di interesse. La BoC potenzialmente potrebbe chiamare un rialzo di 50 bp..

La Banca centrale europea (BCE), che riunisce il Consiglio giovedì,  diversamente da quelle di estrazione anglosassone non dovrebbe toccare i tassi. Eventuali mosse sono previste in autunno. Tuttavia i commenti di Christine Lagarde, in conferenza stampa a partire dalle 14.30, saranno oggetto di valutazione da parte del mercato. Copriremo l’evento con la diretta in web streaming, INSIDE CENTRAL BANK,  alle ore 16.00, dopo la chiusura della conferenza stampa,  con le analisi di Wlademir Biasia. (Per ricevere l’invito basta iscriversi cliccando il seguente link).

Per chi ha posizioni in dollari di Singapore, sarà interessante seguire anche la riunione dell’Autorità Monetaria di Singapore (MAS).

Infine, l’Inghilterra e Singapore  pubblicheranno i dati sul PIL: entrambe le regioni continuano ad evidenziare una tenuta della crescita, nonostante le indicazioni di un rallentamento globale, particolarmente sentito nelle aree Ue, Cina e Giappone.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 15/22

GLOBAL PMI COMPOSITE CONSENSUS

WB MARKET MOVER MONITOR

COMMODITY

Il nuovo lockdown imposto a Shanghai sta riducendo sensibilmente le attività di trading commerciale da e per la Cina. Il porto paralizzato impone un nuovo brusco raffreddamento degli scambi commerciali, di fatto provocando un nuovo possibile allentamento delle quotazioni di molte commodity. Il PMI cinese è sceso sotto quota 50 sia per il comparto servizi che per quello manifatturiero. L’indicatore Expected Future Output sta scendendo anch’esso in linea con Giappone ed Eurozona. Potrebbe essere il segnale che anticipa una discesa dei corsi delle commodity. Nell’analisi flash che riportiamo i valori delle principali commodity quotano tutti a ridosso di aree di supporto tecnico significative nonostante le tensioni inflative presenti.

ENERGY Ci sono molti temi da seguire questa settimana sui mercati: materie prime, forex con i rilessi sul mercato azionario ed obbligazionario.

Iniziamo dalle materie prime mettendo a fuoco l’andamento del comparto energia. Il Brent future sta scivolando verso la nostra area di verifica della tenuta del ciclo rialzista. Stiamo seguendo le negoziazioni nel range 108/98 usd/bar. Si auspica il breakout di 98 usd per avere un vero segnale utile per la costruzione di una correzione dei prezzi. Tale indicazioni fornirebbe utili riflessi all’andamento dei prezzi del gas e quindi dell’energia elettrica. Di conseguenza abbiamo messo a fuoco nell’ordine per il future sul gas europeo Dutch TTF 98/108 eur/mwh, sul prezzo unico nazionale dell’energia elettrica, GME PUN, area 215/195 eur/mwh.

Al momento rileviamo segnali incoraggianti in termini di perdita di momentum, utili per proseguire la fase correttiva delle quotazioni avviata nella seconda metà di marzo.

METALLI INDUSTRIALI Osservando le negoziazioni al LME rileviamo alcuni segnali significativi. Le quotazioni del Rame al LME stanno logorando il livello lungo il quale avevano definito la supply line nell’ultimo anno. Tale livello transita questa settimana in area 10000 usd/ton, siamo di fronte ad un potenziale segnale distributivo utile per definire, a seguito di un breakout, l’apertura di una fase correttiva. Estendiamo le medesime valutazioni  per l’Alluminio: i prezzi stanno collaudando un ‘importante area tecnica a 3250 usd.  Nell’immediato ci aspettiamo un rimbalzo, ma senza escludere un ritorno dei valori su tale area la cui violazione darebbe il via ad una significativa correzione.

Diverse sono le valutazioni per l’Acciaio prodotto in Europa. I prezzi che si sono formati dopo l’invasione dell’Ucraina hanno subito un significativo apprezzamento. Ci sono timidi segnali correttivi, ma per poter rilevare un ritracciamento più significativo dovremmo avere la conferma di una correzione dei prezzi energetici (vedi sopra) ed una riapertura delle produzioni nell’est europa.

FOREX La BCE focalizzerà l’attenzione dei trader, come pure il dato sull’inflazione USA. Come scritto la scorsa settimana ci aspettiamo una reazione del cambio eur usd. Il ritorno degli scambi sopra 1,0935 alimenta tali attese che per il momento rimangono limitate su ritorni in direzione di area 1,10/1,1035. In ogni caso le aspettative per una linea policy monetaria divergente continua a mettere a fuoco il ruolo strategico si area 1,0850 eur usd. La rottura, che annullerebbe le deboli attese per un ultimo rimbalzo, rimane vincolata alle indicazioni che fornirà il governatore Lagarde in conferenza stampa.   Il dollaro allunga nuovamente sullo yen oltre area 125. La tenuta del livello apre la via per un possibile movimento di medio termine in direzione di 130 usd/jpy. Abbiamo visto un consolidamento del dollaro anche nei confronti del cny. Le negoziazioni dovrebbero affrontare presto l’area 6,40 usd/cny con possibilità di fissare un break up.

In vista della riunione del Bank of Canada e della MAS, Monetary Authority of Singapore, il dollaro canadese dovrebbe subire un ritracciamento dei valori in direzione di area 1,40, come pure quello di Singapore dove ci aspettiamo una reazione dell’euro verso area 1,51.

EQUITY I mercati azionari continuano a guardare con più interesse ai ripetuti tavoli che si aprono tra Ucraina e Russia alla ricerca di un accordo. L’ennesima iniziativa, sostenuta dal cancelliere austriaco, sta favorendo una reazione degli indici azionari europei. Tuttavia rimaniamo piuttosto scettici sulla possibilità che i valori possano costruire un nuovo segnale di rialzo. Gli investitori stanno osservando il comportamento degli scambi delimitando la reazione a quota 3950 per l’Eurostoxx 50. La volatilità rimane ancora elevata e vulnerabile a nuove accelerazioni lo Standard & Poor 500 dovesse cedere quota 4450 in settimana.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 15/22

WB ANALYTICS: EUR USD ST

 

BCE vs. FED: euro debole  e dollaro forte potrebbe sembrare un ossimoro, convergenze parallele su linee di policy monetarie che vedono nel primo caso un Consiglio costruito su opinioni eterogenee, nel secondo un Consiglio più compatto.

I rappresentanti della Federal Reserve si sono trovati strutturalmente d’accordo sul taglio di un massimo di 95 miliardi di dollari al mese degli asset a bilancio dell’istituto centrale, un ulteriore strumento per tenere a bada l’inflazione. E’ quanto emerge dai verbali dell’ultimo meeting della Federal Reserve nell’ambito del quale, a marzo, è stato varato un primo rialzo dei tassi da 25 punti base. I dettagli del programma sul bilancio presenti nelle minute sono in linea con le attese degli analisti e aprono la strada al varo il mese prossimo. Dalle minute è emerso anche che “molti” esponenti del board sono pronti ad alzare i tassi al ritmo di 50 punti base nei prossimi meeting.

L’Eurozona sta affrontando una fase di stagflazione,  tuttavia dalle minute dell’ultimo meeting, rilasciate ieri, emerge che i consiglieri non evidenziavano ancora particolari segni di preoccupazione verso l’andamento della performance economica. La percezione che abbiamo ricavato dalla lettura del delle minute, riporta una verbalizzazione che pur riflettendo una visione macro a breve termine meno brillante, evidenzia ancora una forte convinzione favorevole ad un graduale rimbalzo nella seconda metà dell’anno.

Il tempo scorre ad un ritmo più veloce del calendario. Gli eventi si susseguono con frenetica intensità. L’ultima lettura dell’inflazione in Germania ed in eurozona non lascia dubbi sul tenore del rialzo dei prezzi. La BCE esprimerà sempre più preoccupazioni ed il suo previsto ritorno del tasso nominale all’1,9% nelle proiezioni per il 2024, a fronte di shock straordinari e possibili punti di svolta o cambiamenti di regime, appare poco realistico.

L’Eurozona sta entrando in un’economia di guerra, la cui crescita appare fortemente compromessa dall’applicazione di sanzioni con il doppio effetto; ostili non soltanto alla Russia, bensì anche verso le imprese manifatturiere e dei servizi. Il gap tra il rialzo dei prezzi dell’energia in Eurozona rispetto a quelli americani è solo una parte del problema.  L’eventuale estensione delle sanzioni al gas e petrolio costituirebbero un contraccolpo immediato e significativo. Con il congelamento della crescita dovremmo temere i contraccolpi sulla sostenibilità del debito nella percezione più che concreta dei mercati.

E’ per questa ragione che probabilmente il messaggio più importante che emerge dalle minute BCE sta nel paragrafo dove soltanto  alcuni membri si sono espressi a favore di una fine ferma del programma di acquisto di asset netti in estate. altri invece si sono espressi a favore della necessità di mantenere in vigore il programma di acquisto Qe.

E’ di ieri il monito del capo economista della Banca centrale europea, Philippe Lane, a non intervenire sul rialzo dell’inflazione nel breve termine. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Fabio Panetta, membro dl Comitato esecutivo,  secondo il quale un intervento ora sarebbe un rischio per l’economia. Il governatore della Bundesbank Joachim Nagel delinea invece un quadro meno scontato di quanto non si possa pensare, leggete l’intervista che recentemente rilasciato al quotidiano Handelsblatt.

In attesa della riunione BCE della prossima settimana

Pensiamo che sia molto probabile che la BCE farà una chiara distinzione tra normalizzazione delle politiche e inasprimento della politica monetaria. La normalizzazione includerebbe la fine degli acquisti netti di attività e il ripristino del tasso di deposito a zero. L’inasprimento significherebbe l’inizio di un ciclo più lungo di rialzo dei tassi, che porterà i tassi in prossimità dei livelli ritenuti neutri . Il processo di normalizzazione tracciato dal Consiglio appare quindi un compromesso accettabile sia per i falchi che per le colombe. Probabilmente  i secondi ritengono che l’evoluzione futura della crescita possa dare loro ragione.

La riunione della prossima settimana dovrebbe quindi confermare la linea indicata a marzo.  Semplicemente i dati macro attualmente disponibili non evidenziano ancora le nostre percezioni sullo scenario economico di guerra. C’è semplicemente troppa incertezza su come si evolverà il conflitto. Rimanere fermi e continuare con l’annunciata riduzione degli acquisti netti di attività sembra l’unica opzione praticabile per ora. Il mercato forse ha corso troppo in queste ultime settimane nel scontare un imminente revisione al rialzo dei tassi anche in Eurozona.  Attendiamo comunque la conferenza stampa del presidente Christine Lagarde.

 

RISKOO ENTERPRISE RISK MANAGEMENT

WB MARKET MOVER MONITOR

BCE euro dollaro

In attesa della BCE L’euro dollaro ha recentemente violato l’area di supporto intermedio a 1,0985/75 degradando nuovamente in direzione del nostro primo target per il 2022 a 1,08 già verificato il 7 marzo. Agli inizi della settimana avevamo indicato l’apertura per una temporanea brevissima reazione dell’euro a 1,0975. Benché il breakout abbia portato nuove vendite sul cambio, riteniamo che in attesa della riunione della BCE in calendario giovedì 14 aprile, possa portare ancora delle ricoperture sulla divisa europea. Il segnale emergerebbe comunque a partire da un recupero delle quotazioni oltre la soglia 1,09 eur usd. Tale ipotesi non escluderebbe che la reazione attesa possa produrre ancora sempre temporaneamente i suoi effetti correttivi verso 1,1050/75.

EURO DEBOLE, DOLLARO FORTE

WB ANALYTICS: EUR USD ST

Gli operatori non hanno infatti ancora abbandonato l’idea che la BCE possa presentare uno statement più aggressivo. E’ la ragione per cui la conferenza stampa che seguirà il Board non mancherà di alimentare la consueta volatilità sui cambi.  L’euribor a tre mesi dopo aver costruito un rialzo da -0,60 all’attuale -0,4450% potrebbe consolidare nel breve sopra quota -0,5250%.  Oltre -0,4450 avremmo una nuova accelerazione che al momento ci sembra prematura.

I rendimenti del 10 y German Bund potrebbero fissare a breve un cap in area 0,75% ed aprire una fase di consolidamento tra 0,75 e 0,50%.

EURO DEBOLE, DOLLARO FORTE

WB ANALYTICS: EURIBOR 3 M

FX ENTERPRISE RISK MANAGEMENT

MARKET MOVER MONITOR WEEK – L’impennata dei tassi di inflazione ha visto la Fed statunitense aumentare i tassi di interesse per la prima volta dal 2018 e la Banca d’Inghilterra aumentarli per la terza riunione consecutiva a causa di una più persistente pressione inflazionistica prodotta dai prezzi elevati nei mercati dell’energia e delle materie prime in generale.

ECONOMY SENTIMENT

Finora la scena operativa dei mercati è stata monopolizzata dallo stress geopolitico e dai conseguenti effetti sui mercati delle materie prime. A partire da questa settimana avremo anche i primi numeri d’impatto della guerra sul sentiment di consumatori ed imprese. Toccheremo con mano non più percezioni che si scontano sulle quotazioni, bensì le conseguenze concrete di ciò che sta accadendo nel mondo reale a partire dall’economia.

Nelle tre principali aree economiche occidentali saranno riportati i dati sul sentiment dei consumatori e soprattutto su quello delle aziende (USA, UEM e UK). Il PMI flash raccolto nei sondaggi di marzo, costituisce l’avamposto delle prime ripercussioni sul clima economico delle imprese che ora devono affrontare una congiuntura ancora più aspra di quanto non lo sia stato quella della pandemia. Alla rarefazione dei consumi, ma soprattutto all’interruzione della catena di fornitura si sta sommando la crisi energetica postulata dal rincaro esorbitante dei prezzi e dalla possibile (non ancora attuata) scarsità delle forniture.

Con questa settimana si chiude altresì la prima frazione del Pil per l’anno in corso. Da una partenza che godeva dell’inerzia positiva del 2021 siamo passati velocemente in uno stato di guerra. Tuttavia è proprio l’azione di questo movimento inerziale, ancora presente, a sostenere una forza di trazione a cui dobbiamo guardare per superare gli ostacoli congiunturali. A confermare questo raggio d’inerzia ci sono tutti i dati che il  calendario economico di questa settimana riporta, con attese sugli indicatori di fiducia che esprimono ancora un consolidamento della ripresa e non un crollo della fiducia  (24/3 JAP, UEM, UK, USA).

BANCHE CENTRALI

In programma sono iscritti molti interventi di banchieri centrali. Sempre attesi ed analizzati saranno i discorsi di Christine Lagarde e Luis Guindos, nonché gli interventi degli esponenti della FED. Dopo il meeting della Riserva Federale e della Bank of England, reduci dal rialzo dei tassi, sarà il turno della Norges Bank e Suisse Bank. E’ da tempo che si attende un rialzo da parte della Banca centrale norvegese. WB advisors si aspetta un primo rialzo di 25 bp nella riunione di giovedì, mentre dalla Banca centrale svizzera l’attesa è per un segnale di stabilità con la conferma del tasso di riferimento a -0,75%.

Dagli interventi della BCE ci si aspettano indicazioni sulla disponibilità del Board di considerare la necessità di ulteriori azioni volte a favorire il sostegno degli spread sovrani.

Diversi invece sono i toni che provengono dagli Stati Uniti dove i consiglieri Fed più aggressivi reclamano misure più decise per contrastare l’inflazione.

WB MARKET MOVER MONITORFOREX

Dopo l’annuncio della Fed, l’eur usd è andato a colpire esattamente la parte alta del range che avevamo indicato la scorsa settimana (1,1120 eur usd)e nella diretta streaming con AITI (Associazione Italiana Tesorieri d’Impresa)  INSIDE CENTRAL BANK che Wlademir Biasia ha tenuto dopo l’intervento della FED. Nelle prossime sessioni l’area di equilibrio dell’attuale range di oscillazione si sposta a 1,10 eur usd. Il punto continuerà a definire lo spartiacque di brevissimo tra questa fase di consolidamento rispetto alla ripresa di forza del dollaro.  Non di meno giocheranno le notizie che provengono dalla linea rossa. Si continua a tenere aperta l’attesa per un compromesso, alimentato ora dalla diplomazia turca.

In attesa della riunione della Norges Bank la corona norvegese ha violato il supporto in area 9,80 eur nok accelerando il suo percorso rialzista nei confronti dell’euro. Ci aspettiamo a breve il test di area 9,50/9,40 dove da mesi abbiamo fissato il nostro target intermedio per l’anno in corso.

Non ha invece lasciato segno sul mercato Forex la riunione di questa mattina della PBoC. La Banca centrale cinese ha lasciato invariati i tassi, il Loan Prime rate a 1 Y al 3,7%. Il mercato si aspetta un allentamento della politica monetaria nel secondo trimestre con un’economia già in rallentamento alle prese con crescenti rischi esterni. il tasso a 5 Y è rimasto anch’esso fermo a l 4,6%. Il cambio usd cny dovrebbe continuare ad accumulare forza per ritornare a premere su quota 6,40 dove posizioniamo l’attuale livello di resistenza.

COMMODITY

ENERGY

Ancora in prima linea i prezzi del gas e del petrolio. Il future sul gas europeo, Dutch TTF, scambia attorno alla linea spartiacque 100 eur/mwh. Per essere più precisi le negoziazioni fanno riferimento, secondo i nostri algoritmi, ad una fascia di supporto compresa tra 100 e 94 euro. Stiamo lavorando per mappare un eventuale ulteriore ritracciamento dei prezzi verso i minimi di febbraio fissati a 70 euro. La violazione di quota 100 sconterebbe proprio questa ipotesi ed aprirebbe una sottile striscia di luce sui colloqui in corso. Continua a preoccupare la spinta impulsiva dei prezzi del Brent. Stiamo analizzando l’attuale consistenza degli scambi per modificare l’aggettivo impulsivo con riflessivo qualora l’elasticità dei prezzi non sconfini oltre quota 115 usd/bar.

Gas europeo e petrolio saranno ancora una volta i driver di questa settimana. Pertanto monitoreremo area 100 euro per il primo e 115 usd per il secondo.

METALLI

Dopo i recenti picchi del prezzo di molti metalli, ferrosi e non, potremo assistere ad un ritracciamento del rialzo. Il Nickel è ritornato a trattare al LME segnando l’inizio di una fase di potenziale riequilibrio. Siamo ancora molto lontani dall’effettivo contenimento della volatilità, ma i limiti di prezzo superiore e inferiore giornalieri in entrambe le direzioni (“limiti di prezzo giornalieri”  aumentati dal 12% al 15%), decisi dl LME per i contratti a titolo definitivo in nichel su tutte le sedi di esecuzione con effetto dal 21 marzo 2022, potrebbe rappresentare un primo passo verso la normalizzazione degli scambi.

In generale ci aspettiamo una correzione dei recenti rialzi, con una flessione dell’Acciaio Steel Scrap che può coprire anche il 20%. Tale ampiezza non riporta ancora in equilibrio le dinamiche della domanda e dell’offerta ma quantomeno offre un primo segnale di raffreddamento delle tensioni sul mercato. Infine, il nostro Team, dedicato alla ricerca sul comparto, approfondirà in settimana la possibilità di cogliere un segnale positivo anche dall’Alluminio e dal Rame. Il ritorno delle contrattazioni del Rame Cash averso quota 9850 usd può rappresentare  per l’intero comparto dei non ferrosi, un segnale importante di distensione soprattutto se si verificheranno vendite in grado di violare la soglia attualmente coperta dal nostro servizio di alerting proprio a 9850 usd/t..

MARKET MOVER MONITOR CALENDAR WEEK 12/22

MARKET MOVER MONITOR CALENDAR WEEK 12/22

 

 

PMI MARKIT – I mercati si concederanno una breve pausa spostando per qualche ora l’attenzione dall’Ucraina per analizzare l’esito dei sondaggi PMI Markit sul comparto manifatturiero dell’area occidentale.

Dobbiamo dire che il periodo in cui sono state raccolte le opinioni delle aziende che fanno parte del panel interpellato è antecedente all’invasione della’Ucraina. Perciò crediamo che il grado di importanza attribuita al dato sia inferiore rispetto ad altre situazioni. La congiuntura sta evolvendo velocemente a causa del nuovo rialzo dei prezzi delle commodity energetiche.  I dati PMI MARKIT attesi evidenziano in generale un consolidamento dei valori rilasciati ad inizio anno.

PMI: SONDAGGI DI SENTIMENT IN ARRIVO

WB ECONOMICS: MARKIT PMI MANUFACTURING

INFLAZIONE IN EUROZONA

DATI ISTAT – Si prosegue poi con Istat che renderà nota la stima dell’inflazione italiana di febbraio. Il consensus prevede per l’indice Nic un’accelerazione a +5,3% a perimetro annuo rispetto al 4,8%, già massimo dal 1996, di gennaio. Anche per l’indice armonizzato le attese prevedono un’accelerazione a 5,4% da 5,1% del mese precedente. Sempre Istat diffonde anche i numeri relativi al Pil del 2021 e al rapporto deficit/Pil e debito/Pil dell’anno scorso.

GERMANIA, STIMA INFLAZIONE – E la stima preliminare per l’inflazione di febbraio verrà diffusa nel primo pomeriggio anche dall’Ufficio statistico tedesco. Come nel caso dell’Italia, anche per Berlino le stime prevedono un’accelerazione su base annua a 5,4% rispetto al precedente 5,1%.

BANK OF AUSTRALIA

Nel frattempo in La Banca centrale australiana ha confermato, nella sua riunione mensile di politica monetaria, i tassi precedenti evitando di ritoccarli al rialzo come invece aveva lasciato intendere in precedenti commenti. Domani si riunirà il Board di BOC, la Bank of Canada, per decidere sul rialzo dei tassi. L’attesa, maturata prima delle tensioni nell’Eastern Europe, quotava un rialzo di 25 bp. Sarà interessante verificare se la Banca procederà comunque nella chiamata restrittiva, considerando i rischi di nuove incertezze imposti dalla congiuntura. Il mercato potrebbe cogliere le modalità con cui il Consiglio risponderà agli attuali eventi come proxy per le mosse di BCE e Fed.

VENTI DI GUERRA

I colloqui per il cessate il fuoco che si sono tenuti ieri non sono riusciti a imprimere una svolta e i negoziatori non hanno chiarito quando si terrà un nuovo incontro. Intanto l’Assemblea generale Onu si prepara al voto di questa settimana per isolare la Russia e il Parlamento europeo, secondo i quotidiani, si riunisce in seduta straordinaria per discutere della situazione in Ucraina e della richiesta di ingresso nella Ue di Zelenskiy. Sui mercati, la giornata odierna vede una pausa dopo giorni di volatilità, con i listini asiatici in rialzo e le quotazioni dell’oro in lieve calo mentre gli investitori cercano di comprendere meglio gli effetti delle sanzioni imposte a Mosca e le ricadute sui prezzi dell’energia. Questi ultimi due argomenti saranno probabilmente al centro delle discussioni tra i ministri finanziari e i governatori delle banche centrali del G7 alla riunione di oggi mentre, in Italia, il premier Draghi riferisce in Parlamento sugli sviluppi del conflitto. Ieri il Cdm ha approvato il decreto con ulteriori misure per la crisi ucraina. . La Bce ha rafforzato le sue verifiche sulle banche con forti legami in Russia mentre, sul fronte delle misure per contrastare il balzo dei prezzi dell’energia, Bruxelles proporrà ai Paesi membri di tassare i profitti inattesi delle compagnie energetiche e di investire i proventi dalla tassazione degli utili nello sviluppo delle energie rinnovabili.

WB MARKET MOVER MONITOR

FOREX

Dopo l’apertura violenta di ieri mattina che ha spinto il rublo a svalutare sino al 30% (vedi report domenica 27 feb) , il mercato si è preso una pausa di consolidamento: l’eur rub dopo aver toccato 120/125 ha ritracciato sino ai livelli stimati dal nostro modello ieri mattina. Vi abbiamo linkato i relativi post per evidenziare la velocità con cui le quotazioni si adeguano ai cambiamenti di scenario. Gli obbiettivi di movimento che abbiamo correttamente stimato hanno raggiunto il loro target in tempi fulminei. Ciò significa che la pianificazione dei rischi e delle opportunità ha un ruolo fondamentale nella mitigazione proattiva dei flussi in divisa.

WB ANALYTICS: EUR RUB SHORT TERM

WB ANALYTICS: EUR RUB SHORT TERM

L’eur usd nel frattempo sta consolidando il range, sempre indicato ieri mattina in apertura di mercato, tra 1,1150 e 1,1275. Oggi avremo un ulteriore mossa importante per comprendere la direzionalità a breve del cambio. Abbiamo spostato quindi la nostra attenzione al supporto tecnico che da quota 1,1150 transiterà oggi a 1,12.

Riportiamo alla vostra attenzione anche il rafforzamento strisciante dello yuan renminbi contro euro ma soprattutto contro dollaro. Il usd cny dopo aver violato al ribasso area 6,31, sta procedendo lentamente in direzione di 6,28 (target intermedio) e 6,15 usd cny. Nel rapporto eur cny continuiamo a confermare i target segnalati nell’Outlook 20/22.

WB ANALYTICS: EUR USD SHORT TERM

WB ANALYTICS: EUR CNY SHORT TERM

COMMODITY

Gas e petrolio tengono ancora alta la tensione sui mercati. Il future sul TTF è scivolato in area 96 consolidando un valore che consideriamo come pivot point in risposta alle notizie che provengono sui negoziati in corso. La tenuta di 96 eur/mwh delinea un quadro ancora carico di tensione. Ieri i prezzi hanno coperto un ampio campo di fluttuazione 130-94,50 in risposta alle sanzioni Swift. L’esclusione di Gazprom Bank dal pacchetto ha tolto tensione agli scambi, tuttavia la partita della volatilità rimane aperta. pertanto confermiamo ancora il range di attenzione 96/130 euro.

Il Brent e’ stato venduto sui picchia a 105 usd/bar. Come sempre accade negli ultimi tempi le accelerazioni al rialzo vengono puntualmente raffreddate da vendite di realizzo. Tuttavia il conflitto aprirà tensioni anche all’interno del Consiglio Opec + in calendario domani ed il prossimo 26 marzo. Il livello di inversione si allontana dall’attuale swing di fluttuazione: 95 & 88 usd/bar.

WB ANALYTICS: DUTCH TTF NATURAL GAS

WB ANALYTICS: DUTCH TTF NATURAL GAS

 

SISTEMA SWIFT – L’annuncio congiunto di Usa, UK ed Ue di estromettere una serie di banche russe dal sistema  SWIFT  prelude per il momento solo in via parziale all’utilizzo del deterrente finanziario: Gazprom bank  non rientra nel pacchetto delle banche sanzionate, per cui la principale fonte di reddito della Russia dall’export energetico rimane ancora pienamente operativa. La misura colpisce invece la Banca centrale russa.

LE RISERVE VALUTARIE RUSSE

E’ impensabile che il Cremlino non si sia preparato a questa evenienza. Le riserve valutarie accumulate dalla Banca centrale ammontano circa 630 miliardi di dollari in valuta estera e oro. Alla fine del 2021 la Russia deteneva la quinta più grande riserva mondiale di valuta estera e oro. Il valore delle riserve valutarie russe è cresciuto di circa il 6 % l’anno scorso e circa il 21 % delle riserve russe era costituito da oro (attualmente valutato a 133 miliardi di dollari). Stimiamo che durante le prime settimane del 2022 le riserve siano aumentate ulteriormente. Il 14 gennaio si attestavano a 638,2 miliardi di dollari.

SWIFT: USA, UK ED UE METTONO IN CAMPO IL DETERRENTE FINANZIARIO

RUSSIA RISERVE VALUTARIE 2022

I paesi con riserve auree e Forex più grandi della Russia alla fine dello scorso anno erano Cina ($ 3.427 trilioni), Giappone ($ 1.406 trilioni), Svizzera ($ 1.083 trilioni a fine novembre) e India ($ 633 miliardi). Le banche centrali che puntano a un tasso di cambio specifico spesso mantengono grandi riserve di valuta. Nel caso della Russia il rublo  è lasciato fluttuare liberamente. La Banca centrale opera per conto del ministero delle finanze con uno specifico mandato vincolato a regolare il bilancio governativo sulla base del  differimento del prezzo del petrolio e probabilmente gas dal livello obbiettivo. Per natura e composizione,  il valore in dollari delle riserve valutarie russe è influenzato dalle oscillazioni del prezzo dell’oro e dalle variazioni dei tassi di cambio delle altre principali valute rispetto al dollaro, principale moneta di regolamento delle esportazioni russe.

LE SANZIONI RUSSIA SWIFT

Nel fine settimane il G7 ha deciso quindi le seguenti misure economiche restrittive:

  1. forzare l’espulsione della RUSSIA dal sistema SWIFT: questo comporta la loro disconnesse dal sistema finanziario internazionale, compromettendo la capacità di operare su scala globale.
  2. Imporre misure restrittive che impediscano la Banca centrale russa di utilizzare le proprie riserve valutarie.
  3. Agire contro entità che facilitano la guerra in Ucraina adottando misure per limitare l’acquisizione della cittadinanza attraverso i cosiddetti passaporti d’oro, che consentono ai russi facoltosi legati al governo russo di diventare cittadini di altri paesi.
  4. Promuovere una task force transatlantica che garantisca l’effettiva attuazione delle sanzioni finanziarie identificando e congelando i beni delle persone e delle società sanzionate con sedi nei paesi sanzionanti.
  5. Rafforzamento o coordinamento contro la disinformazione e altre forme di guerra ibrida.

Ci aspettiamo una reazione negativa del rublo. Già la scorsa settimana il cambio contro dollaro ed euro ha subito una volatilità negativa molto ampia. Dopo aver fissato un picco a 90 contro dollaro è ridisceso venerdì sera a quota 82,65. Contro euro ha fissato un minimo a 100,88 per chiudere venerdì sera a 93.

L’opzione SWIFT, se ulteriormente rafforzata rischia, rischia di deprezzare il rublo su ampiezze inedite. Nel caso in cui le sanzioni dovessero persistere nel tempo stimiamo un rialzo dell’ usd rub  sino a quota 90, senza escludere in caso di forti ripercussioni nel sistema bancario russo, spinte a ridosso di area 100/103 usd rub. Il rapporto eur rub potrebbe nel frattempo salire in direzione di 105 (livello intermedio) 120 in un orizzonte più ampio.

SWIFT: USA, UK ED UE METTONO IN CAMPO IL DETERRENTE FINANZIARIO

WB ANALYTICS: EUR RUB LT

DOLLARO RUBLO

WB ANALYTICS: USD RUB L/T

INTERSCAMBIO ITALIA RUSSIA

L’area che risulta più esposta alle ripercussioni delle sanzioni è l’Europa: Germania ed Italia in particolare. L’interscambio del nostro Paese come noto è fortemente caratterizzato dalle importazioni di gas, che rappresenta oltre il 43% degli acquisti  (Algeria 23% per cento, Norvegia 11%, Qatar 10%).   La vulnerabilità è data anche dal transito delle forniture russe attraverso pipeline  che passano per l’Ucraina.

Per quanto riguarda l’export domestico, il mercato russo russo rappresenta il quattordicesimo mercato di sbocco del Made in Italy.  Lo scorso anno le esportazioni verso la Russia hanno superato 8 miliardi di euro. La tendenza era stimata, prima della guerra, in crescita con un incremento a 9,1 miliardi nel 2024. L’Italia copre il 4,4% delle importazioni della Russia, davanti a Francia 3,4% e Spagna 1,3%; la Germania copre il 10,2% (dati Sace).