Questa settimana tre delle cinque maggiori banche centrali terranno la loro riunione di politica monetaria sui tassi d’interesse. Nell’ordine Federal Reserve, Bank of Japan e Bank of England decideranno la nuova manovra dopo il dato di inflazione superiore alle attese della scorsa settimana. Accanto alle big 3 si riuniranno la BC della Svizzera,  Brasile, Hong Kong SAR, Filippine, Indonesia e Taiwan. Il calendario macro economico della settimana  si concluderà con la pubblicazione dei PMI flash per Stati Uniti, Eurozona, Giappone, Regno Unito e Australia da cui avremo nuove indicazione chiave sull’andamento dell’economica alla fine del terzo trimestre.

Giovedì mattina faremo il punto, in diretta streaming con il nostro INSIDE CENTRAL BANK in collaborazione con AITI, l’Associazione dei Tesorieri d’Impresa Italiana ( link per la registrazione), sugli effetti delle decisioni che la Federal Reserve comunicherà mercoledì sera alle 20.00 (CEST) a conclusione del Fomc.

TASSI D’INTERESSE

Negli USA la riunione del FOMC terrà l’attenzione focalizzata sul tenore della decisione sui tassi,  in quanto il calo dei prezzi dell’energia non è riuscito a compensare l’aumento inflativo dei prezzi in altre classi di costo. L’inflazione è rimasta all’8,3% superiore al previsto benché in riduzione rispetto al precedente 8,5% ed al picco di giugno al 9,1%. Si prevede che la posizione aggressiva della Fed continui con i mercati che prezzano un terzo aumento consecutivo di 75 punti base (82% delle probabilità), sul tavolo vi sono attese contenute per un aumento di 100 punti. Nell’insieme i tassi d’interesse dovrebbero raggiungere il 4,25% entro la fine dell’anno.

In precedenza la BCE aveva aumentato di 75 bp i tassi dopo la rilevazione del tasso più elevata nell’attuale ciclo inflativo.

L’incontro della Banca d’Inghilterra sarà dominato dalle valutazioni sull’impatto del prezzo del gas naturale nelle proiezioni di inflazione della BoE. Detto questo, è improbabile che il limite influisca sulla decisione politica immediata della banca, per la quale i mercati prevedono un aumento di 50 punti base. Contrariamente agli Stati Uniti, i dati sull’inflazione nel Regno Unito sono stati inferiori alle attese a causa del calo dei costi del carburante, determinando il primo calo dell’IPC su base annua da quasi un anno. Tuttavia, l’inflazione nel Regno Unito rimane vicina ai massimi degli ultimi 40 anni, con l’aumento dei costi alimentari che creano particolare preoccupazione. Di seguito abbiamo riportato lo stato dell’inflazione sulle principali aree economiche.

G7 INFLATION RATE

La BoJ manterrà tassi di interesse ultra bassi, nonostante l’inflazione sia salita al di sopra del tasso target del 2% (2,6% ad agosto) e lo yen si sia svalutato ai minimi degli ultimi 20 anni. Il cambio usd jpy ha superato la soglia di 140 e, secondo le nostre stime, punta a verificare area 149/150 usd jpy. La scorsa settimana la BoJ ha chiesto quotazioni alle banche sollevando il timore che presto possa intervenire per frenare la caduta della divisa.

Rimanendo in Asia, a Singapore l’inflazione dovrebbe superare la media tendenziale tra il 5 e il 6%, con i dati del mese scorso che indicano un incremento al 7%. Ciò aumenta la probabilità di un inasprimento della politica monetaria nella riunione di politica monetaria del mese prossimo. La Bank Indonesia dopo aver aumentato i tassi di 25 bp lo scorso mese a sorpresa,  dovrebbe effettuare un secondo intervento consecutivo nel tentativo di tenere sotto controllo l’inflazione. La sua controparte sud-orientale – le Filippine – vedrà probabilmente un aumento di 50 punti base, con il Bangko Sentral Pilipinas (BSP) destinato a mantenere il suo atteggiamento restrittivo.

La Suisse National Bank dovrebbe confermare l’atteso rialzo dei tassi, portando quelli ufficiali da -0,25 a 0,50%.  La mossa declinata dalla Banca si inserisce in un contesto in cui il franco svizzero quota praticamente ai massimi contro l’euro 0,9660, se si esclude la temporanea svalutazione della divisa europea a gennaio 2015 a 0,87 eur chf.

Il Banco Central do Brazil dovrebbe tenere i tassi fermi al 13,75%. I corsi del  real quotano all’interno di una tendenza positiva che dai massimi di euro, segnati nel marzo dello scorso anno poco sotto quota 7, quotano ora 5,25. Il nostro Forecast Model quota un target a breve a 4,85 eur brl.

WORLD RATES

SONO LE BANCHE CENTRALI A DOMINARE LA SCENA

WB ECONOMICS: WORLD CENTRAL BANK INTEREST RATES

I PMI flash aggiornano le attese sull’andamento dell’economia alla fine del IIIQ

Oltre al focus sui tassi e le azioni monetarie delle banche centrali, la settimana sarà caratterizzata dalla lettura flash dei dati PMI preliminari per il mese di settembre.  Dalle precedenti rilevazioni abbiamo avuto segnali che convergono in direzione di un declino della performance economica generale, con crescenti preoccupazioni per una fase di recessione incombente. I flash PMI non solo forniranno aggiornamenti su domanda, condizioni di offerta e crescita, ma forniranno anche un aggiornamento sul fronte dell’inflazione.  Nei mesi precedenti abbiamo visto gli indicatori sui prezzi input delle imprese in riduzione su tutta la linea, da un lato a causa dell’allentamento dei ritardi nell’offerta, dall’altro dal raffreddamento della domanda. Sebbene rimangano elevati rispetto agli standard storici abbiamo rilevato per gran parte delle commodity industriali un netto calo delle quotazioni a partire dalla scorsa primavera. A partire dal mese di aprile i metalli hanno aperto una fase di declino piuttosto robusta, ritracciando, come avevamo anticipato all’epoca,  gran parte del rialzo messo a segno nell’ultimo anno.  Anche i prezzi del petrolio sono scesi in linea con le nostre attese. Il Brent continua a puntare quota 80 usd/bar.

Tra le grandi preoccupazioni dell’estate hanno tenuto banco le quotazioni vertiginose del Natural Gas europeo. Abbiamo seguito l’ampia volatilità dei prezzi cercando di mapparne l’andamento.

Pensiamo che l’impennata delle quotazioni del Dutch TTF sia ora governata da una pressione riflessiva. Il 30 agosto, quando il future quotava 320-340 eur mwh,  avevamo scritto che tale livello costituisse un cap per il rialzo e che da quel valore potessimo attendere una reazione negativa verso 200/180 euro.  Lo scorso venerdì abbiamo rivisto tale prezzo! Vogliamo verificare ora il passo successivo. Qualora gli scambi dovessero consolidare la violazione di quest’ultima soglia potremmo guardare con maggior fiducia alle ipotesi formulate sempre alla fine di agosto, in un audace post, in cui non escludevamo un riassorbimento totale del rialzo maturato tra 100 e 340 euro.

Gli utili aziendali sono sotto pressione a causa del rallentamento economico e dell’inflazione sostenuta

Con i dati PMI flash della prossima settimana per le principali economie sviluppate avremo un focus sui segnali macroeconomici delle indagini in termini di PIL, produzione, occupazione e inflazione. Dalle analisi relative ai dati che emergono dai  sondaggi è possibile estrarre una valutazione sugli utili delle imprese. Catturando i cambiamenti nelle metriche aziendali come vendite, domanda, potere di determinazione dei prezzi, margini e produttività, i sondaggi PMI possono fornire segnali molto tempestivi sulle tendenze sottostanti ai profitti, come illustra il grafico seguente per gli Stati Uniti.

UTILI IMPRESE

Con il Consiglio di settembre di politica monetaria della BCE si apre la stagione autunnale che ci porterà alla conclusione di questo difficile quanto complesso 2022. L’economia europea ha performato positivamente fino all’apertura della crisi energetica culminata con l’invasione dell’Ucraina e lo slow down dei rapporti Ue Russia USA. La crescita del PIL del 3,9% anno su anno (a/a) o dello 0,6% trimestre su trimestre nel II°Q del 2022 deriva dalla spinta inerziale della ripresa post Covid. Ora, come abbiamo evidenziato con i rapporti PMI che si sono succeduti mese per mese da maggio in avanti, il comparto manifatturiero dell’eurozona è sceso progressivamente a 49,6. Il PMI composito globale della Germania ad agosto è stato rivisto al ribasso a 46,9 (rilevazioni inferiori a 50 segnalano l’attesa per una fase di grande rallentamento dell’economia).

Il rallentamento della crescita economica nell’UE è stato esacerbato dall’elevata inflazione, che ha raggiunto il 9,7% a/a ad agosto. Ciò ha messo sul tavolo un enorme aumento del tasso di interesse di 75 pb. In conferenza stampa il Governatore non ha avuto esitazioni nell’ammettere che, a differenza di quanto sostenuto lo scorso anno sino a questa primavera, l’inflazione rischia di essere più persistente del previsto. La BCE ammette di aver sbagliato a fornire le indicazioni ai mercati quando sosteneva il tenore transitorio della crescita dei prezzi. 

L’inflazione in Europa è sostenuta per il 90% dal rialzo dei prezzi dell’energia. Su questo fronte poco può fare la politica monetaria se non cercare a raffreddare i consumi e la domanda in generale. Come? esacerbando le condizioni finanziarie: alzare i tassi. Ma la domanda di energia a livello industriale è relativamente insensibile al prezzo, per cui una sua variazione non comporta una grossa variazione nella quantità richiesta, salvo considerare l’insostenibilità dei rincari in condizioni eccezionali come l’attuale. Non considerarne i rischi significa mettere in discussione la tenuta dei mercati di produzione e di consumo. Lo stanno ammettendo più voci autorevoli ed interessate al problema.

Questa settimana avremo la pubblicazione, tra tutti, di due dati macro importanti: l’inflazione USA (martedì) e l’inflazione UEM venerdì. Le attese quotano una riduzione ad agosto per l’IPC degli USA di 0,1% (m/m) dal 8,5 al 8,1% (a/a). In Eurozona invece si attende un incremento mensile da da 0,1 (luglio) a 0,5% con la rilevazione tendenziale annua che dovrebbe stabilizzarsi a 9,1%.

Negli Stati Uniti per raffreddare l’inflazione, l’Amministrazione Usa si sta spendendo in tutti i modi per far scendere le quotazioni del petrolio. I future sono effettivamente scesi nell’ultimo mese poco meno del 9%. In Eurozona i prezzi del gas limano il loro valore nell’ultimo mese ma rimangono paurosamente elevati. Da inizio anno le quotazioni del WTI risultano ancora positive rispetto alla chiusura di dicembre nell’ordine di 14,45%, quelle del natural gas europeo sfiorano il 200%.  Ma come sappiamo la differenza sostanziale, calcolata su un orizzonte di valorizzazioni più ampio (tre anni), ci mette al muro con un incremento del 50% dei prezzi del petrolio e del 1350%! quelli del gas.

Ogni ragionamento si ferma su questi numeri freddi. Shock economico.

Subito dopo la pubblicazione del dato sull’inflazione avremo l’istituto tedesco  Zentrum für Europäische Wirtschaftsforschung (ZEW)  che riporterà l’andamento dell’indice ZEW sulle condizioni economiche attese in Germania, rilevate nell’ambito di un sondaggio condotto presso circa 350 investitori istituzionali e analisti tedeschi. L’anatomia del grafico riporta i valori di agosto a -55, l’attesa per settembre è -60. Gli istogrammi chiari, in negativo, rilevano un clima di sfiducia. L’indice ha sempre anticipato gli eventi economici: febbraio 2008 la recessione causata dai Subprime, nel gennaio 2019 la recessione culminata con la crisi Covid.

WB ANALYTICS: GERMANY ZEW ECONOMIC SENTIMENT –  Zentrum für Europäische Wirtschaftsforschung

L’attesa del mercato in merito al rallentamento dell’inflazione negli USA è avvalorata anche dalla proiezione dei prezzi di input industriali riportato nel grafico sottostante, Global PMI PRICES INDEX. L’indice calcolato su scala globale nell’ambito di sondaggi effettuati su un ampio panel di imprese manifatturiere e servizi, riflette con buona probabilità la riduzioni delle quotazioni di molte commodity industriali nei mercati a termine, a cui più recentemente si sono aggiunti i ribassi sul greggio. Al rialzo dell’indice fa eco l’inasprimento delle line di policy monetarie (istogrammi grigi). Le due curve a loro volta influenzano il comportamento dell’indice relativo al Global PMI OUTPUT, ovvero l’indicatore di sentiment delle imprese sulle prospettive dell’output passato quest’estate in are di contrazione.

A conferma di un rallentamento globale vi sono le tariffe dei container che transitano sulle rotte oceaniche dall’Asia all’Europa: i valori sono già diminuiti drasticamente quest’anno e sono diminuite in modo particolarmente netto dall’inizio di agosto.

Il tasso spot Freightos Baltic Daily dalla Cina al Nord Europa, visualizzato nel grafico, è sceso del 24% dal 3 luglio, da $ 10.397,55 per unità equivalente di quaranta piedi a $ 7.869,10. Il tasso spot di Drewry da Shanghai a Rotterdam, Paesi Bassi, visualizzato in verde, è sceso del 18% nello stesso periodo, da $ 9.280 per FEU a $ 7.583.

PMI GLOBAL INDEX

Freightos Baltic Container Index (FBX)

Quei recenti tagli alle tariffe dei container oceanici sono arrivati ​​dopo che il mercato si era già indebolito per mesi; le tariffe dei container sul commercio Asia-Europa hanno raggiunto il picco lo scorso ottobre. L’improvviso e violento abbassamento delle tariffe spot potrebbe indicare che la spesa incrementale delle merci è si sta riducendo Europa e che i vettori marittimi stanno iniziando a ottimizzare l’utilizzo delle risorse piuttosto che l’EBIT per spedizione.

I dati sulle prenotazioni di container oceanici a monte di FreightWaves Container Atlas rivelano che anche le esportazioni europee sono destinate a rallentare notevolmente. Le prenotazioni di container oceanici in partenza da Rotterdam verso tutti i porti globali hanno subito pressioni al ribasso da luglio.

WB MARKET MOVER MONITOR

FOREX EUR USD Con l’annuncio della BCE l’euro ha temporaneamente modificato il proprio assetto aprendo una reazione alla fase di debolezza che lo porterà nelle prossime ore a collaudare area 1,0160 contro dollaro. Il break up aprirebbe un’azione di copertura delle posizioni short speculative tuttora presenti nel mercato. Si tratta di capire se tale eventuale reazione possa scontare la ricerca di soluzioni nel contesto  energetico  piuttosto che in ambito monetario. Nella prossima riunione della Fed ci si aspetta infatti che il Board possa aumentare anch’esso di 75 base i Federal Funds neutralizzando in tal modo il differenziale aperto  con la decisione BCE.

COMMODITY ENERGIA Gli osservati speciali Natural Gas europeo e Brent Oil aprono la settimana conservando il segnale riflessivo di breve in linea con la nostra view. Sulle quotazioni del Dutch TTF Natural gas ci aspettiamo un collaudo dell’area 190/180 eur mwh per verificare l’effettiva possibilità che i valori possano scendere oltre e neutralizzare quindi almeno il rialzo di luglio ed agosto come audacemente segnalato nel post del 2 settembre. Per il Brent ci aspettiamo in settimana scambi in consolidamento nell’attuale area tra 93 ed 87 usd/bar. Il breakout della soglia 87 consentirà alle quotazioni di raggiungere il nostro target ad 80 usd.

 

Ferragosto, cieli limpidi, qualche temporanea burrasca, ma il cielo sopra i nostri occhi appare limpido. Diverso è il meteo mercato dove grandi cumulonembi, causati da un ampio fronte di instabilità dell’aria, veicolano l’enorme energia termica in direzione di potenziali scariche elettriche che partono dalla geosfera politica per contagiare economia e mercati.

I dati PMI che riportiamo segnalano da parte delle aziende un declino dell’attività manifatturiera e dei servizi. La pressione sui prezzi input industriali perde momentum in un contesto dove anche gli ordinativi segnano il passo.

I mercati finanziari tendono a far leva su tali indicazioni nella speranza concreta che le banche centrali possano allentare la loro azione restrittiva sui tassi. Non escludiamo che tale azzardo possa rivelare sorprese non gradevoli.  Sullo sfondo gravano le crisi di relazione tra occidente ed oriente.  La frattura sta trasformando il tracciato di un solco in una faglia profonda. La storia ripete se stessa quando a determinare tali scismi sono le divergenze sull’energia ed a seguire sulle catene di fornitura sottostanti alle materie prime.

Come accaduto in passato su altri temi, i mercati tendono a sottostimare gli impatti della contrapposizione che allinea su due fronti opposti l’occidente manifatturiero e mercato di consumo verso l’oriente, mercato di estrazione e produzione di commodity.

Per l’Europa, baricentro delle tensioni geopolitiche, le contese producono una fuga dei prezzi dell’energia insostenibili per la struttura economica. Il costo per l’Europa, priva di materie prime e di energia, si riverbera sul piano economico ma anche sociale.

L’Europa senza gas e quindi energia fornite dalla Russia non ha grandi alternative nel breve medio periodo. Il mercato consapevole di questa immensa criticità sconta speculativamente prezzi sopra ogni limite.

Su queste basi l’euro sconta una debolezza strutturale. L’architettura del Pil europeo si basa su una forte piattaforma manifatturiera e logistica alla cui base vi sono grande disponibilità di energia economica e mercati globali aperti.

In pochi mesi si sono dissolte queste certezze. L’UE scopre a proprie spese che l’energia ha un prezzo anche politico che i mercati scontano osservando le chiusure ad ogni ipotesi negoziale delle frontiere.

Partendo da queste basi, la definizione dei cambi obbiettivo di budget e di listino per il 2023 dovrà tenere conto della bivalenza  che il trend dominante assumerà in funzione degli sviluppi geopolitici.

Gli scenari da esplorare su questo fronte sono almeno tre… PER CONTINUARE A LEGGERE

La scorsa settimana abbiamo riportato le stime aggiornate del FMI sulla crescita globale evidenziando il rallentamento atteso per le economie avanzate nel 2023.

L’Eurozona rallenterà la crescita quest’anno ed il prossimo, ma sarà la Germania a subire il maggior rallentamento da qui al 2023. Nonostante la debolezza dell’euro il surplus della  bilancia commerciale tedesca dopo vent’anni di crescita evidenzia un ritorno verso una potenziale condizione deficitaria. Una delle cause significative va ricercata nell’aumento del costo dell’energia.

Purtroppo lo scontro-confronto verso la Russia sta esacerbando i costi per l’importazione del gas e di conseguenza i costi dell’energia. La scorsa settimana avevamo voluto forzare la mano in n atto di fiducia sostenendo il rialzo del contratto future sul Natural Gas, Dutch TTF, potesse rintracciare il rialzo qualora le quotazioni fossero ritornate sotto area 145/135 eur mwh. Purtroppo la correzione susseguente al rialzo a 175/185 euro si è fermato attorno a quota 150 in attesa della riapertura di Nord Stream 1. La nostra fiducia si è infranta a seguito del successivo rialzo oltre 185 euro ed alla decisione di tagliare i consumi del 15% su basi volontarie.

La decisione della Commissione Europea ha messo a nudo la dipendenza dell’Unione verso le forniture russe. Il rialzo prolungato dei prezzi del gas mette fuori mercato molte produzioni.

I recenti sondaggi PMI Flash di luglio confermano una traiettoria della crescita e degli ordinativi all’industri manifatturiera in Eurozona piuttosto deludenti.

In una fase in cui i ritardi prodotti in passato nelle catene di fornitura si avviano verso la normalizzazione, gli input prices stanno rallentando, si registra una contrazione degli ordinativi, più evidente proprio tra le aziende europee, come evidenziato nel post di lunedì .

I COSTI DEL GAS STANNO PORTANDO L'EUROPA VERSO LA RECESSIONE

PMI MANUFACTURING ORDER – INPUT COST

Le pressioni sui prezzi industriali si allentano

I dati flash PMI di luglio hanno portato notizie deludenti sulle traiettorie di crescita economica la scorsa settimana. Anche i dati del Chicago PMI Indicator hanno rilevato un rallentamento oltre le attese.  I sondaggi hanno segnalato un aumento dei rischi di recessione negli Stati Uniti e in Europa, poiché la produzione nelle quattro maggiori economie sviluppate “G4” è diminuita per la prima volta dopo il blocco della pandemia all’inizio del 2020. Tuttavia, i sondaggi hanno portato notizie migliori sull’inflazione. Inoltre riportano  un a migliore performance dei tempi di consegna da parte dei fornitori.  Il tempo impiegato per le consegne alle fabbriche ha evidenziato mediamente la più bassa incidenza di ritardi nel mondo sviluppato da novembre 2020. Sebbene questa riduzione della pressione sulla catena di approvvigionamento derivi purtroppo principalmente da un calo della domanda  da parte delle aziende conseguente alla preoccupazione  per gli elevati livelli di inventario. Di converso gli intervistati riportano un allentamento delle pressioni sui prezzi. Con il calo della domanda e il miglioramento dell’offerta, il potere di determinazione dei prezzi si sta spostando dal venditore all’acquirente. Di conseguenza, i prezzi degli input industriali sono aumentati in tutto il G4 a luglio al tasso più lento degli ultimi 15 mesi.

L’euro debole sta comunque sostenendo la bilancia commerciale

La debolezza dell’euro sta comunque sostenendo l’EXPORT la cui domanda proviene soprattutto dagli Stati Uniti. E’ una buona notizia che conforta la Bilancia Commerciale i cui principali contributori sono Italia e Germania, i cui trend mensili si attestano rispettivamente a 53/55 mil di euro e 110/120 mil di euro.

La crisi energetica che si sta profilando in Europa tenderà ad indebolire l’euro, nonostante la performance più che positiva dell’export. Tuttavia la debolezza dell’euro non compensa l’incremento dei costi dei costi energetici. La BCE per raffreddare l’inflazione ha alzato i tassi dopo 11 anni in un momento in cui l’economia ha raggiunto il picco ciclico.

Lo stesso sta facendo la Federal Reserve. L’attuale livello dei Fed Funds quota 250 punti, i tassi in Eurozona 50 punti.

WB ADVISORS ESPORTAZIONI EUROZONA

WB ECONOMICS: EUROZONA ESPORTAZIONI

Tuttavia la performance dell’export non deve nascondere dissimulare l’elevato costo dell’energia che l’Europa sta affrontando.

LA SETTIMANA DOPO I RIALZI DI BCE E FED

La prima settimana di agosto riporta la pubblicazione dei dati PMI manifatturieri e dei servizi a livello mondiale.  La loro lettura fornirà una panoramica della crescita globale, dell’inflazione e delle tendenze del mercato del lavoro nelle economie chiave per il primo mese del terzo trimestre. I PMI di giugno e le loro letture flash di inizio luglio hanno accennato a un contesto economico in deterioramento, mostrando un calo dell’attività commerciale negli Stati Uniti e nell’Eurozona mentre la crisi del costo della vita con le politiche monetarie più restrittive che stanno colpendo la domanda.

Dopo l’aumento di 75 punti base della Fed, i mercati analizzeranno i dati sui salari non agricoli che aiuteranno per valutare il percorso futuro della Fed. Il mercato si aspetta un allentamento del ritmo di crescita del dato a 260.000 unità (in calo da 372.000 di giugno). Nel frattempo, il tasso di disoccupazione dovrebbe mantenersi stabile al 3,6%.

Venerdì 5 agosto oltre le statistiche sull’occupazione USA, verranno riportati i dati sulla produzione industriale per Germania, Francia e Italia nonché le vendite al dettaglio nell’Eurozona.

Il mercato sconta un potenziale rallentamento della crescita nelle tre aree a giugno. I PMI Flash relativi all’Eurozona segnalavano un ampio deterioramento della crescita a luglio. I dati sulle vendite al dettaglio relativi a luglio rappresenteranno un ulteriore elemento di valutazione del quadro con l’andamento della spesa per l’Eurozona nel suo complesso, nel caldo dell’inflazione in aumento e della crescente incertezza sui costi per l’energia.

WB MARKET MOVER MONITOR

FX – Dopo BCE e FED sarà la Banca d’Inghilterra ad aumentare i tassi spingendoli ai massimi dal 2008

La BoE si allinea alle altre banche centrali preoccupata anch’essa per il rapido aumento dell’inflazione al massimo degli ultimi quattro decenni: 9,4%. L’aumento, il più ampio dal 1995, spingerà il Board ad effettuare il sesto rialzo consecutivo aggiornando il tasso all’1,75%, il livello più alto dalla fine del 2008.

La curva future sconta potenziali rialzi di 25 bp tra settembre e febbraio del prossimo anno sino a portare i tassi di riferimento sino al 3,75%.

Tale proiezione rimane subordinata ad un temporaneo rallentamento della crescita in Inghilterra con un passaggio tecnico recessivo nel terzo trimestre. Il PIL dovrebbe contrarsi leggermente nel secondo e terzo trimestre del 2022 prima che la crescita marginale ritorni dalla fine del 2022 grazie al pacchetto di sostegno del governo alle famiglie.

La sterlina in attesa della conferenza stampa del governatore Andrew Bailey consoliderà il range ,8430 – ,8370 prima di sedere in direzione di area 0,83 per dirigere verso il nostro target di medio termine tra 0,82/,8150 eur gbp.

L’Eur usd continua a consolidare il range stimato in precedenza. Ci aspettiamo un allungo reattivo verso area 1,04-1,0450 nel brevissimo dove il mercato verificherà la tenuta del ciclo riflessivo dell’euro.

Governement Bond Yield 

I rendimenti governativi hanno violato al ribasso significativi livelli di sostegno in linea con le nostre attese. Il 10 anni US Treasury è sceso sotto quota 2,75% attivando un ulteriore gamba riflessiva in direzione di area 2,35 e successivamente 1,90%. Il 10 anni German Bund conferma di dirigere le quotazioni verso l’obbiettivo intermedio 0,50%, mentre il 10 anni BTP dopo aver abbandonato il sostegno a quota 3,20% dirige in direzione di un target intermedio a 2,60%.

I segnali rilevati sintetizzano le potenziali attese per un significativo rallentamento della crescita economica di cui sopra abbiamo tracciato i possibili segnali.

Commodity

Sono sempre i corsi delle commodity energetiche a focalizzare la nostra attenzione. Benché il rame sia rimbalzato la scorsa settimana (+6%), sono i valori del petrolio e del gas a tenere alta la tensione sul comparto.

Il Brent future ha reagito alle vendite precedenti recuperando quota 104. Ci aspettiamo un nuovo movimento riflessivo che sotto area 100/98 tenderà a spingere definitivamente i corsi in direzione del target 80 usd/bar. Il Natural Gas TTF invece continua ad essere negoziato sopra i livelli (150/140) la cui rottura  determinerebbero quantomeno una correzione apprezzabile. Rimane quindi alta la tensione in quanto i timori per nuove riduzioni di fornitura lasciano i valori vulnerabili a nuove spinte speculative.

 

FED – Com’era nelle attese, la banca centrale Usa ha alzato i tassi di interesse di 75 punti base per la seconda volta consecutiva. Ma per la prima volta da marzo, quando il ciclo si rialzi ha preso il via, il presidente Jerome Powell ha evitato di fornire numeri sulla portata del prossimo aumento, limitandosi a dire che potrebbe essere appropriato un incremento “insolitamente grande” al prossimo meeting ma che la decisione dipenderà dai dati. Powell ha lasciato gli analisti divisi sul significato di questa omissione: per alcuni è il segnale di un’imminente svolta in senso ‘dovish’, per altri esattamente l’opposto.

  • Il FOMC ha alzato i tassi di 75 punti base al 2,25-2,50%, come previsto, riportandoli alla neutralità per la prima volta dal 2019. L’unica modifica importante alla dichiarazione è stata la sua rivalutazione dell’economia; la Fed ora riconosce che “i recenti indicatori di spesa e produzione si sono attenuati”  
  • La dichiarazione non ha offerto sufficienti  indizi su come la Fed intenderà agire nella riunione di settembre, il presidente Powell ha comunque ammesso che la Fed verificherà se vi sono prove convincenti sulla discesa l’inflazione, di conseguenza il ritmo dei futuri rialzi dei tassi dipenderà dai dati in arrivo e dalle prospettive per l’economia. Ciò suggerisce essenzialmente che la Fed dipenderà dai dati e agirà riunione per riunione, piuttosto che ridimensionare la politica in anticipo.
  • Powell, tuttavia, ha affermato che un altro forte aumento dei tassi potrebbe essere appropriato alla prossima riunione e che il FOMC non ha ancora preso una decisione su quando rallentare i rialzi dei tassi. Inoltre ha dichiarato in conferenza stampa che il Consiglio rimane orientato a tenere una stance monetaria restrittiva compresa tra il 3,0 e il 3,5%.
  • Al presidente Powell è stato chiesto se l’economia statunitense fosse in recessione; Powell ha ribadito che è necessario creare un certo rallentamento nell’economia, per consentire di riequilibrare le condizioni dell’offerta; Powell ha anche affermato che il rallentamento nel secondo trimestre è stato notevole, ma l’economia era ancora sulla buona strada per crescere quest’anno e la domanda rimane forte.

FED GDPNOW REAL GDP ESTIMATED FOR 2022: IIQ

La FED di Atlanta elabora un modello dinamico sull’andamento del GDP calcolato sulla base di una serie di indicatori macro economici aggregando 13 indicatori sotto-componenti del GDP.

FED: RIALZO ATTESO 75 BP

WB ECONOMICS: FED Model GDP NOW

WB MARKET MOVER MONITOR

FOREX MARKET

L’eur usd dopo un minimo fissato durante la sessione del FOMC a 1,01 ha reagito ritornando a quotare sui livelli di inizio settimana, area 1,02. Si preannuncia un prolungamento di questa fase laterale nel brevissimo periodo. Ci aspettiamo che il mercato muoverà le proprie posizioni soppesando i dati macro economici relativi a inflazione e crescita per gli Stati Uniti, mentre per l’Eurozona valuterà le reazioni dei prezzi del gas ponderandole alle prospettive di crescita per comprendere gli impatti della crisi geo energetica sull’economia dell’area.

Pertanto ci aspettiamo una fase di congestione (breve termine) tra 1,0240 ed 1,0080. on abbiamo ancora archiviato la possibilità che l’euro possa tentare di costruire il recupero temporaneo verso 1,0420/50 contro dollaro, prima di declinare verso il nostro obbiettivo finale per il 2022 ampiamente sotto la parità. 

BOND MARKET

Nelle scorse settimane abbiamo scritto sulla flessione della parte lunga della curva dei rendimenti dei bond governativi europei ed americani. Il 10 anni Treasury sta avvicinando nuovamente la soglia 2,75%, livello sotto il quale i mercati tenderebbero a prezzare con maggior probabilità elementi che prefigurerebbero l’arrivo di una fase recessiva.

I rendimenti benchmark per l’Eurozona, il 10 anni Bund, stanno già scendendo dirigendo verso area 0,50%. Non escludiamo in caso di un contenimento della spinta inflativa derivante dai prezzi dell’energia un ritorno del 10 Y Bund all0 o%.

I rendimenti del BTP, oggetto di grande attenzione, stanno contenendo le tensioni derivanti dalla crisi di governo e dalle elezioni anticipate. La BCE sta evidentemente vigilando sul loro andamento.  E’ difficile a priori stabilire come funzionerà lo scudo messo in campo dalla Banca Centrale. Pensiamo che la corsa ad ostacoli preveda un passaggio importante a quota 3,20%. La violazione di questo livello aprirebbe la via per un significativo ridimensionamento dei rendimenti sul tratto 10 anni. Propedeutico a questa evoluzione positiva, risulterà il contenimento delle tensioni eventuali sotto area 3,60%.

COMMODITY

Mentre le quotazioni del Brent Oil stanno ridimensionando, avviando un consolidamento propedeutico al breakout di area 100 usd/bar, quelle del natural Gas europeo, future TTF, continuano a tenere alta la tensione in termini tendenziali. Ogni qualvolta, dallo scorso mese di gennaio,  il future ha configurato un potenziale segnale di ridimensionamento ci siamo scontrati con una profonda delusione. Pertanto ad oggi per poter catturare un inatteso segnale di ridimensionamento dovremmo (usiamo il condizionale) quantomeno avere un ritorno dei valori sotto area 140 eur/mwh. Questo passaggio rifletterebbe, quasi certamente, un accordo politico tra i belligeranti in causa (Nato, Ucraina, UE, Russia).

Pertanto, mentre ci aspettiamo un ribasso dei prezzi del petrolio verso area 80 usd/bar, non possiamo stimare alcunché nel caso del gas russo. Ciò significa che le attese su un ridimensionamento dell’inflazione appaiono più consistenti sul lato americano, meno convincenti in Eurozona. Questo processo risulta legato ad una concreta diversificazione delle forniture sino ad annullare la dipendenza da quelle russe, salvo trovare un accordo.

PREVISIONI PIL: in mattinata l’UE pubblica l’aggiornamento delle stime della Commissione su crescita e inflazione dell’Unione e dei singoli paesi comunitari. Secondo indiscrezioni Ansa, nel caso dell’Italia la previsione Pil 2022 dovrebbe subire una limatura di qualche decimale, passando a 2,4% rispetto a 2,7% stimato a maggio.
Quanto alla zona euro, sempre secondo Ansa, la revisione al ribasso sarebbe significativa in particolare sul 2023: un taglio di un punto pieno rispetto al 2,3% di maggio. A pesare sono la guerra in Ucraina e la crisi del gas, dato che si teme la Russia possa prolungare la manutenzione programmata dello strategico gasdotto Nord Stream 1, con gravi ricadute sui piani di stoccaggio per l’inverno.
Nell’Eurogruppo di lunedì, del resto, il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis anticipava una probabile revisione al ribasso delle previsioni di crescita e al rialzo di quelle di inflazione.

Con le ‘Spring Forecasts’ di metà maggio Bruxelles ha ridotto per la zona euro la stima sul Pil 2022 da 4% a 2,7% e alzato quella sull’inflazione a 6,1%. Tornando all’Italia, le stime Ue di primavera davano su quest’anno un’inflazione di 5,9%.

Nel frattempo la ventilata crisi di governo in Italia unita al dato di ieri superiore alle attese sull’inflazione USA portano i rendimenti del BTP 10 anni in apertura a 3.23% con lo spread a 208 punti base. Il mercato in attesa del meeting  BCE della prossima settimana, sta sondando l’area 3.15-3.35 per verificare gli strumenti effettivi che il Consiglio metterà in campo per contrapporre i rischi di frammentazione degli spread sovrani. L’eventuale violazione di 3.15% del 10 anni aprirebbe la strada per un ulteriore gamba di ribasso dei rendimenti.   I tassi del secondario italiano sono poi lentamente ridiscesi sui minimi di seduta.

I dati sull’inflazione Usa di giugno – a 9,1% su anno pubblicati ieri riportano quotazioni al massimo di oltre 40 anni e superiore alle attese. Benchè la misura sia già scontata, il dato conferma la prospettiva di una stretta sui tassi Usa da 75 punti base al Fomc di luglio ed aumenta quella di un pari rialzo a settembre. Il Treasury americano nel frattempo consolida la discesa dei rendimenti a 2,906%.  Nell’odierna giornata saranno resi noti i dati di giugno sui prezzi a monte della filiera. In questo caso il consensus è di un incremento di 0,8% su maggio e 10,7% su giugno dell’anno scorso, variazioni poco diverse da quelle del mese precedente.

WB MARKET MOVER MONITOR

FOREX – Riprende la spinta rialzista del dollaro, premiato sia dalle aspettative ‘hawkish’ circa le prossime mosse di Federal Reserve. L’apertura europea riporta il cross euro/dollaro a 1,002 (in calo di 0,40%); il cambio euro/yen  138,72 (+0,38%) mentre il dollaro  scambia sullo yen a 138,42 su yen (in rialzo di 0,73%). Ieri la BCE ha fatto sapere di monitorare il mercato dei cambi. Prima di una reazione dell’euro ci aspettiamo un mini-consolidamento degli attuali livelli che non esclude anche un breve approfondimento in area 0.99/98. Livello dal quale dovremmo assistere ad una reazione verso quota 1.04.

PETROLIO BRENT – Il future sul Brent sta violando, come atteso ed anticipato nel nostro blog research la soglia dei 100 dollari. In apertura europea, il futures sul Brent  viaggia in rialzo di 23 cent a 99,80 dollari il barile e quello sul Nymex di 14 cent a 96,44 dollari.

NATURAL GAS DUTCH TTF – All’ICE i futures sul TTF hanno chiuso ieri sopra la soglia 175 eur mwh a 181 ed apre marginalmente al ribasso. Le indiscrezioni su un prolungamento della manutenzione a Nord Stream 1 continuano a sostenere le quotazioni. Di pari passo il PUN GME quota 446 eur mwh sostanzialmente ai massimi livelli finora trattati.

BCE Rimangono aperti i riflettori su Francoforte, e in particolare sul nuovo strumento anti-spread allo studio in progettazione.
Se da una parte Christine Lagarde  ha promesso che la Bce “stronchera’ sul nascere” qualsiasi rischio di frammentazione che ostacolerebbe la corretta trasmissione della politica monetaria nel blocco, alcuni dei consiglieri dell’ala hawkish hanno avvertito che la banca centrale non intende distribuire pasti gratis.
Previsti in giornata interventi pubblici del vicepresidente Luis de Guindos e del consigliere Frank Elderson.

Le misure saranno annunciate nel Consiglio di luglio, come pure la conferma del primo rialzo dei tassi di interesse da molti anni a questa parte.

FED – C’è attesa per l’audizione davanti alla Commissione Bancaria del Senato del presidente della banca centrale Usa Jerome Powell sulla politica monetaria, mentre il mercato si interroga sulla portata e i tempi della stretta da parte della Fed e sull’eventualità che un approccio molto aggressivo pesi sulla crescita.
Ieri Thomas Barkin, presidente di Fed Richmond, ha detto che un rialzo dei tassi di interesse di 50 o 75 punti base al meeting di luglio è uno scenario “piuttosto ragionevole”, aggiungiamo: nulla di nuovo per i mercati. L’ultimo sondaggio Reuters vede un +75 a luglio e un +50 a settembre.

Qualora le misure monetarie dovessero raffreddare il ciclo economico, per cui le probabilità ad oggi risultano secondo il nostro modello prossime al 45% di probabilità, la seconda gamba riflessiva sui mercati azionari tenderebbe a concretizzarsi come più volta indicato nella nostra ricerca. Lo Standard & Poor 500 potrebbe a quel punto estendere le perdite sino a quota 3500, mentre la tecnologia, il Nasdaq 100 scendere nel range 10000/9500.

Tali segnali riporterebbero a nostro avviso interesse sui Treasury, già oggi settati con un inclinazione negativa della curva dei rendimenti sul tratto lungo.

Attendiamo in settimana, giovedì, la lettura dei PMI Flash di giugno per verificare il sentiment delle aziende sui loro mercati di riferimento e comprendere l’attuale tendenza congiunturale su scala globale.

Il GDPNOW della FED nel frattempo stima per il secondo trimestre una crescita prossima allo zero.

BCE: IL NUOVO WHATEVER IT TAKES

GDP NOW FEDERAL RESERVE

BOJ – Nei verbali del meeting di fine aprile, resi noti stanotte, Bank of Japan continua a porsi fuori dal coro hawkish dei principali istituti centrali, sottolineando la necessita’ di mantenere una politica di stimolo massivo all’economia ancora fragile, nonostante il declino dello yen. Alcuni membri del board hanno osservato tuttavia che un’eccessiva volatilità’ valutaria potrebbe danneggiare i piani di business delle aziende.

BTP ITALIA – Terza e ultima giornata di offerta retail oggi per il nuovo Btp Italia a 8 anni indicizzato all’inflazione. Ieri il totale degli ordini ha toccato quota 5,87 miliardi di euro, contro gli 8,79 miliardi raggiunti nelle prime due giornate di offerta in occasione dell’ultima edizione, nel maggio 2020. Via XX settembre potrebbe comunicare in mattinata la chiusura anticipata oggi dell’offerta dedicata ai risparmiatori privati. Domani dalle 10 alle 12 l’emissione sarà’ dedicata agli istituzionali, ma prima il Tesoro comunicherà la cedola definitiva, che non potrà comunque essere inferiore a 1,60%.

OLTRE LE BANCHE CENTRALI

GAS – Secondo l’associazione degli industriali tedeschi, la Germania rischia la recessione se le forniture di gas russo, già altalenanti, si interromperanno completamente. L’Italia sta pensando alla possibilità di offrire un sostegno finanziario alle aziende per rifornirsi, nel tentativo di evitare una crisi più grave in inverno. Secondo l’Agenzia Reuters, il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha detto che Roma acquisterà carbone su basi prudenziali, per essere pronta a massimizzare l’uso delle centrali elettriche a carbone se necessario, ribadendo che l’esecutivo non intende per ora dichiarare lo stato di allerta .

WB MARKET MOVER MONITOR

FOREX MARKET

I timori di recessione stanno crescendo a seguito dell’azione delle banche centrali (vedi nostro post sull’inflazione) stanno raffreddando la domanda per frenare l’inflazione. Le valute pro-cicliche rimangono deboli mentre il dollaro continua ad attrarre i flussi in acquisto. Pensiamo che tali tendenze dovrebbero rimanere strutturalmente attive fintantochè la FED continuerà a promuovere una linea di policy restrittiva. Oggi  il presidente della Jerome Powell parlerà  di politica monetaria al Senato americano.

La CNB, Banca nazionale ceca,  si riunisce oggi per fissare i tassi ufficiali. Questa sarà l’ultima riunione del consiglio sotto la sua formulazione da falco guidata dal governatore Rusnok. Il mercato aspetta aumenti dei tassi di tenore significativo, probabilmente 125 punti base e portare il tasso ufficiale al 7,00%. Ciò è in risposta al CPI che è andato ben al di sopra delle stime, il 16% su base annua a maggio.

L’euro cede parzialmente contro dollaro nel tentativo di recuperare momentum in direzione dell’area 1,06/1,0650. Questa mattina nella sessione asiatica ha consolidato un minimo sull’area di sostegno 1,0470 eur usd.

L’eur jpy ritraccia dopo i guadagni fissati con un picco sotto area 144 dove collochiamo il principale livello di resistenza. Evidentemente le parole della BoJ hanno spinto i traders verso un approccio più attento sotto il profilo tecnico, rispettando il transito della principale resistenza che si oppone all’apertura di una finestra di debolezza per lo yen.

Il rublo continua a performare positivamente sui mercati. Questa mattina ha momentaneamente violato quota 53 eur rub dove sono allineati i recenti minimi dell’euro. Al momento seguiamo quota 63 come trigger per eventuali reazioni del rapporto di cambio.

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La BCE conferma l’ipotesi di rialzo dei tassi. Alle parole hawkish di Christine Lagarde, che ieri mattina in un post ha detto che Francoforte traghetterà i tassi fuori dal territorio negativo entro la fine di settembre – e potrebbe ritoccarli ulteriormente all’insù se l’inflazione si stabilizzasse al 2% – si sono aggiunte nel pomeriggio da Davos dichiarazioni ancora più esplicite del consigliere Francois Villeroy de Galhau.  Per il banchiere centrale francese, combattere il surriscaldamento dei prezzi e’ al momento la priorita’, mentre la crescita nel blocco appare resiliente, e un incremento dei tassi a luglio e’ ormai affare fatto. Occhi in giornata al vicepresidente Luis De Guindos che parteciperà all’Ecofin che si apre a Bruxelles.

Rimanendo alle banche centrali, da segnalare un intervento pubblico di Jerome Powell questa sera, mentre gli operatori aspettano le minute dell’ultimo meeting del Fomc di maggio – che saranno pubblicate domani – per ponderare meglio il grado di aggressività della politica monetaria Usa da qui in avanti.
I futures sui Fed Funds prezzano rialzi di mezzo punto percentuale sia a giugno che a luglio, e una forte possibilità di un +50 anche a settembre .
Ieri, intanto, Powell ha giurato per il suo secondo mandato alla guida dell’istituto.

I mercati rimangono focalizzati sull’inflazione osservando tutte le dinamiche.  Secondo il presidente di Fed St. Louis, James Bullard, l’inflazione Usa all’8,3% rilevata in aprile non richiede “per ora” un rialzo dei tassi di tre quarti di punto, ha inoltre aggiunto che per il momento il piano di rialzi da mezzo punto rimane appropriato.

Gli investitori ragionano di conseguenza sulla normalizzazione della politica monetaria da parte della Bce: la presidente Christine Lagarde ha consolidato le aspettative di un prossimo aumento dei tassi, ma c’è chi si sofferma sulla “gradualità” del percorso di rialzi, come indicato ieri dal governatore della Banca di Francia Francois Villeroy de Galhau.

Il dollaro resta vicino ai massimi da 20 anni, con la lettura dell’inflazione Usa che alimenta le attese di un approccio Fed aggressivo. Yuan cinese ai minimi da oltre 19 mesi contro il dollaro. La banca centrale di Hong Kong si è mossa – prima volta dall’ottobre 2020 – per fermare il deprezzamento della valuta., vicino alla sogli massima concessa dal Peg sul dollaro 7.85 usd khd.

Oltre alle rilevazioni sulla crescita dei prezzi è bene considerare la recente evoluzione dei prezzi di diverse commodity entrati ormai a pieno titolo in un bear market. Il tema lo stiamo affrontando da un mese a questa parte nel nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES.

Nell’ultimo aggiornamento abbiamo confermato il nostro Outlook negativo su diversi metalli industriali, indicando lo stato della tendenza ed il potenziale target price di medio termine. Lo scorso lunedì abbiamo suggerito di osservare con attenzione l’andamento dei prezzi del gas naturale attraverso la lettura dei prezzi del future sul Dutch TTF per catturare eventuali segnali di perdita di momentum. Il range di negoziazione attuale si è spostato tra quota 102/105 e 90 eur mwh.  Notiamo che ai tentativi di breakout dell’area si contrappongono notizie che in qualche modo ne delimitano l’azione con un effetto di contrapposizione al deflusso dei prezzi. Lo scorso martedì c’è stata da parte ucraina la decisione di sospendere il flusso di gas russo verso l’Europa attraverso il punto di transito di Sokhranivka, che secondo Kiev fornisce circa un terzo del gas russo diretto in Europa attraverso il Paese, dicendo che lo sposterà in una zona sotto il controllo ucraino.  La notizia ha riportato i prezzi del future da quota 90 a 100 eur.

Anche i prezzi del petrolio continuano a puntare verso i livelli oltre i quali si aprirebbe la porta per una benefica correzione. Il Brent  nell’ultimo periodo ha avvicinato più volte quota 100 usd bar. Tuttavia ogni qualvolta ne approccia il livello tecnico giungono rumors in grado di evitarne il breakout.

In generale nei mercati si è instaurato un clima di avversione al rischio. Ciò risulta più che evidente dalla lettura dell’andamento delle borse azionarie. Gli indici stanno raggiungendo i target che avevamo già indicato alla fine dello scorso autunno riportando alcuni Alert sulla tenuta dell’allora ciclo rialzista.   Nel post del 26 novembre avevamo già indicando gli obbiettivi di prezzo per i principali indici. Come scritto lunedì pensiamo che se lo Standard & Poor 500 non sarà in grado di costruire una reazione credibile tra 3900/800, l’avversione al rischio tenderà ad avvitarsi ulteriormente.

Analizzando i sondaggi PMI su scala globale emerge un orientamento dominato da una congiuntura in progressivo deterioramento in Europa, già negativa in Asia, in modo particolare in Cina, con una tenuta sostanziale della crescita negli Stati Uniti (per richiedere il report).

 

 

SENTIMENT IMPRESE PMI A due mesi dall’avvio del conflitto lungo la linea rossa nell’est Europa iniziano ad emergere i dati macro influenzati dalle risposte economiche sulla variegata gamma di indicatori. Quelli più sensibili che anticipano i dati cosiddetti coincident, vedono la fiducia delle imprese nuovamente compromessa.  Sono i discesa significativa i dati sul manifatturiero come pure quelli sui servizi nell’Eurozona. Per ragioni diverse ritracciano sensibilmente anche quelli cinesi. Qui gioca l’effetto dei nuovi blocchi sanitari dovuti all’Omicron. Il Porto di Shanghai è praticamente chiuso come pure diversi distratti manifatturieri presenti nel Paese.

SENTIMENT IMPRESE PMI E ANDAMENTO PREZZI ENERGIA

In Eurozona l’attività manifatturiera è alle prese con prezzi energetici che ormai quotano persistenti rialzi delle medie a 6 mesi ed a 12 mesi. Le quotazioni del future sul Gas Naturale Dutch TTF quotano infatti valori medi tra 97 e 103 eur/mwh nelle medie a 6 e tre mesi, mentre i prezzi medi rilevati a 12 mesi transitano in valore a 71 euro. Se si considera che tali valori quotavano un anno fa attorno a quota 20/24 euro risulta piuttosto intuitivo comprendere gli effetti sul piano dei costi produttivi, anche perché l’elevata correlazione con i prezzi dell’energia elettrica riporta gli stessi effetti.

PMI FLASH APRILE

Venerdì 22 aprile avremo le proiezione dei dati Flash sul sentiment delle imprese ad aprile. A marzo avevamo osservato, secondo i sondaggi Markit, Una diversa configurazione del sentiment tra imprese appartenenti all’area Anglosassone, USa e UK, rispetto a quelle dell’Eurozona. Secondo il sondaggio le prime risultavano rincoraggiate dallo smantellamento dei vincoli sanitari, le seconde invece fortemente preoccupate da un mix di condizionamenti costituiti sia dalle ripercussioni delle sanzioni di guerra, che  dal rincaro e restrizioni sulle forniture di commodity.

Nel nostro rapporto avanzato sull’andamento delle materie prime abbiamo elaborato l’ipotesi di un possibile allentamento delle tensioni sui prezzi del Gas e dell’energia elettrica. Di conseguenza abbiamo aggiornato le nostre valutazioni sugli altri segmenti del comparto delle commodity industriali.

E’ prematuro chiamare un reversal dei prezzi, tuttavia vediamo una potenziale correzione delle quotazioni: il future sul Gas TTF potrebbe scendere verso area 83/80 a breve, il PUN, Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica, dovrebbe distribuire le quotazioni in un intervallo tra 175-235 eur/mwh prima di scendere in direzione di 135 euro.

Nel contempo il future sul Brent dovrà contenere le pressioni al rialzo sotto quota 115usd/bar e defluire verso l’area psicologica 100 usd/bar.

Nel frattempo verificheremo le ulteriori reazioni al recente meeting di politica monetaria della BCE.

MEETING BCE vs. EUR USD

Giovedì a chiusura della conferenza stampa di Christine Lagarde,  abbiamo commentato nel nostro live streaming INSIDE CENTRAL BANK  le reazioni che il nostro Team Analytics si aspetta sui mercati.  Come in buona parte atteso, nel board di giovedì scorso Francoforte ha preso tempo, mantenendo l’accento su una forte flessibilità nel percorso di ‘normalizzazione’ della propria politica, tra le incertezze legate alla guerra. Il consiglio non ha fissato una data precisa per la fine del programma degli acquisti ‘Qe’, che avverrà comunque nel corso del terzo trimestre e sarà seguita dopo “qualche tempo” da un rialzo dei tassi.
La mancanza di una tempistica predeterminata – hanno avvertito fonti vicine al dossier – non significa però escludere la possibilità di un incremento già nel meeting del 21 luglio, considerato che si sarà aperto il terzo trimestre. Cruciale anche il consiglio di giugno, quando arriveranno le nuove previsioni macro dell’istituto.

Christine Lagarde, intanto, riprenderà la parola domani al vertice dei ministri delle Finanze e dei banchieri centrali del G20 che si terrà a Washington parallelamente agli incontri di Fondo Monetario e Banca Mondiale. Mosca ha fatto sapere che il ministro delle Finanze Anton Siluanov parteciperà agli eventi in modalità virtuale, mentre gli Usa hanno promesso forme di boicottaggio per protesta contro la Russia.

PBOC TAGLIA I TASSI

La banca centrale cinese ha tagliato di 25 punti base il tasso di riserva obbligatoria (RRR) venerdì liberando liquidità in una mossa tesa a sostenere l’economia minacciata dalla recrudescenza del Covid. Per quanto atteso, il ribasso è stato meno consistente del previsto, con l’istituto che sembra iniziare a preoccuparsi dei possibili effetti di spillover del contestuale inasprimento monetario applicato dalle altre principali banche centrali globali.

La pandemia da un lato e l’intensificarsi dei rischi geopolitici che spinge i costi delle commodities dall’altro, pongono Pechino nella delicata posizione di dover stimolare la crescita mantenendo la stabilità dei prezzi, cosa che rende poco probabile ulteriori tagli ai tassi per ora, aggiungono.

Il Pil del primo trimestre ha segnato un’espansione del 4,8% dopo il +4% del trimestre precedente, superando le attese, ma gli economisti nutrono timori per i prossimi mesi. Le vendite al dettaglio si sono attestate a marzo ai minimi dall’aprile 2020, mentre il mercato del lavoro dà segnali di stress con il tasso di disoccupazione al 5,8%, massimo da quasi due anni. La produzione industriale ha registrato un +5,0% su anno a marzo, contro il 3,4% atteso, ma a fronte di incrementi del 7,5% nei due mesi prima.

WB MARKET MOVER MONITOR

L’eur usd ha violato l’area 1.08, dove avevamo fissato il target intermedio per l’anno in corso,    aprendo una nuova finestra entro cui dovremmo visualizzare le negoziazioni in futuro. Tale finestra dovrebbe consentire alla volatilità degli scambi di spingere le quotazioni verso l’altro significativo target indicato nel nostro Outlook 20/22. Nell’immediato ci aspettiamo un test dell’area 1.0730 dove pensiamo che si possa aprire una reazione delle quotazioni.

Come scritto in più occasioni l’euro conferma la sua debolezza contro quasi tutte le majors, fatta eccezione per lo yen. Al momento il mercato sta confermando la tendenza attesa per l’anno in corso su GBP, CHF, NOK, SEK, CAD, AUD e CNY. Di conseguenza RISKOO, il modello di gestione proattiva del rischio di cambio da noi proposto (Enterprise Risk Management),  ha aggiornato i livelli tecnici (dinamici)  per il controllo dei valori di Risk Appetite e di Risk  Aversion.