Occupazione USA e i dati Pmi rappresentano i grandi market mover nel nostro Weekly Market Mover Monitor.

Nell’insieme tre sono i temi di maggior interesse questa settimana: in primo luogo i dati sull’Occupazione USA venerdì 7, in secondo luogo i dati PMI manifattura e servizi relativi al mese appena concluso di aprile su scala globale. Infine avremo una serie di consigli direttivi di banche centrali: Regno Unito, Australia, Tailandia, Norvegia, Brasile, Malesia, Turchia e Repubblica Ceca.

L’importanza delle statistiche occupazionali Usa è data dal ruolo che il dato gioca sulla conduzione della linea di policy della Federal reserve, ribadita da J Powell nell’ultima conferenza stampa. Il mandato della Fed oltre alla stabilità dei prezzi è centrato anche sull’occupazione. E’ la ragione per cui il dato di inizio mese cattura l’attenzione degli operatori. L’attesa è strumentale quindi alle decisioni assunte dal Board. Per il mese di aprile si stimano una aumento dei salari (ex agricoltura) pari a 950/980 K nuove unità rispetto a marzo. Il precedente dato era comunque di assoluto rilievo: 916 K. Il tasso di disoccupazione è atteso in difesa dal 6% al 5,7%.

In secondo piano, ma non meno importante, avremo la lettura di una gran numero di dati sui sondaggi rilasciati dalle aziende manifatturiere e dei servizi in diverse importanti aree economiche. L’indice PMI di aprile fornirà un ulteriore verifica della fiducia delle imprese sulla ripresa agli inizi del secondo trimestre. L’attesa è più che positiva in quanto ci si attende che i valori aggiornino in meglio i picchi  rilevati in precedenza. Il IIQ dovrebbe mettere in evidenza lo slancio più robusto della crescita su scala globale dopo un primo trimestre in cui in alcune aree, Eurozona, abbiamo assistito ad un rallentamento.

Il quadro complessivo sulla crescita globale

L’espansione economica globale sta spingendo la produzione al di sopra del suo massimo pre-pandemico. La ripresa dalla recessione, che ha visto il PIL reale mondiale precipitare di quasi il 10% dal quarto trimestre del 2019 al secondo trimestre del 2020, ha richiesto quattro trimestri. La robusta crescita negli Stati Uniti e nella Cina continentale ha guidato la ripresa. Dopo una contrazione del 3,5% nel 2020, il PIL reale globale dovrebbe aumentare del 5,3% nel 2021 e del 4,3% nel 2022 prima di stabilizzarsi a un ritmo di crescita del 3,1% nel 2023-25. Tuttavia, le prestazioni variano a seconda delle regioni, con Asia-Pacifico e Nord America in testa e Europa e America Latina in ritardo.

I dati sul Pmi sono anch’essi di assoluta importanza per il grado di correlazione che intrattengono con l’andamento dei mercati e soprattutto per il fatto che incidono profondamente sulle decisioni di politica monetaria.

Gli Stati Uniti hanno evidenziato negli ultimi mesi la migliore traiettoria di crescita sia nel comparto manifatturiero che in quello dei servizi. La Cina ha rallentato la spinta iniziale a causa probabilmente dell’introduzione da parte della PBoC di misure più restrittive sull’erogazione del credito. L’eurozona ha fissato una crescita per il manifatturiero, ma, come noto, hanno evidenziato una forte distonia con il settore servizi.

IIQ in attesa degli aggiornamenti dell’Outlook BCE e Fed

La progressiva limitazione dei blocchi dovrebbe riequilibrare l’andamento del consensus sulla ripresa e dare ulteriore slancio al dato Composite. Il loro andamento unito ai dati sulla crescita del IIQ rientreranno nell’aggiornamento dell’Outlook della BCE nella riunione del 10 giugno.  In un intervista che uscirà oggi il numero due della Bce  affronta il tema sulle  prospettive dei tassi della zona euro avvertendo che con l’avvicinarsi della ripresa economica il Board necessariamente procederà ad una rimozione delle misure di stimolo. In primo piano, come di consueto con il mese nuovo, l’indice Pmi sul settore manifatturiero di aprile: dopo il 59,8 di marzo, record degli ultimi 21 anni, la mediana delle attese raccolte da Reuters vede ancor più rosa, con un miglioramento a 61 punti. Complice il progressivo allentamento delle restrizioni anti-Covid, l’indagine Istat sul clima delle aziende del comparto manifatturiero pubblicata martedì scorso ha messo a segno il massimo da settembre 2018.

…L’Eurozona

In Europa, i PMI del Regno Unito e dell’Eurozona sono pubblicati in contemporanea con la riunione del Comitato di politica monetaria della Banca d’Inghilterra. La Banca ha aggiornato le sue previsioni di crescita il mese scorso incoraggiata dai recenti numeri di PMI flash che si avvicinano ai massimi storici. Ciò nonostante non prevediamo alcun cambiamento nella politica poiché il Board ha sottolineato che non ha fretta di rimuovere gli stimoli fintanto ché la crescita economica rimane al di sotto del suo picco pre-pandemico.

… l’Asia

Nell’Asia-Pacifico, la Reserve Bank of Australia dovrebbe confermare la propria linea impegnata a sostenere la crescita dell’occupazione e l’inflazione nonostante i recenti forti dati economici. Anche dagli incontri di politica monetaria in Tailandia e Malesia non sono attesi cambiamenti. Nel frattempo, i Caixin PMI forniranno un aggiornamento sulla ripresa economica della Cina, così come i dati sugli scambi di aprile, per i quali si prevede una lettura con dati in forte ripresa rispetto la dato molto basso dello stesso periodo dello scorso anno. Infine i dati sul PIL del primo trimestre che saranno pubblicati per Hong Kong SAR e Indonesia, dovrebbero evidenziare una crescita trimestrale annualizzata rispettivamente al 2,1% e all’1,0%.

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

Anche lo scorso venerdì, come ogni fine settimana, la volatilità ha impattato significativamente sul mercato Forex.  L’euro dopo una settimana sotto pressione con valori scambiati marginalmente al di sopra dell’area 1,2110/20 sono rientrati con un’accelerazione proprio verso la chiusura della piazza americana.

Il ritorno dei valori sotto 1,2090/60 ha riportato il cambio nuovamente all’interno dell’area riflessiva che da inizio anno stiamo monitorando nell’ambito del nostro FX Riskoo Monitor. In settimana ci concentreremo sul primo dei due livelli di controllo che abbiamo fissato per collaudare l’accreditamento dei target fissati a medio termine sul nostro FX Outlook 2021. In settimana pubblichiamo l’aggiornamento al nostro report FX RISKOO IIQ riportando l’analisi dei vari indicatori macro economici in rapporto al quadro tecnico dei vari rapporti di cambio. Verificheremo inoltre se al di là di una temporanea reazione la coppia eur usd possa scivolare sotto 1,1980 dove collochiamo il primo dei due livelli di controllo inseriti nella view di medio termine.

OCCUPAZIONE USA E PMI NEI MARKET MOVER DELLA SETTIMANA

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

Come anticipato nel WEEKLY MARKET MOVER MONITOR il calendario della settimana prevede, giovedì 7, lo svolgimento del meeting della Bank of England.  Non sono attese mosse che modifichino il quadro monetario. La terlina dopo un profondo recupero nei confronti dell’euro da area 0,94 ai minimi di marzo fissati a 0,8470 eur gbp, dove avevamo fissato il secondo target riflessivo per l’anno in corso (vedi grafico linea orizzontale arancione) . L’attuale recupero rientra a nostro avviso nell’ambito di una reazione che dovrebbe rimanere di natura temporanea. Pensiamo che un nuovo segnale che contribuisca a riportare la domanda sul pound possa emergere con il breakout di area ,8670.

OCCUPAZIONE USA E PMI NEI MARKET MOVER DELLA SETTIMANA

WB ANALYTICS: EUR GBP LT

 

La BCE ha anticipato i possibili contenuti che esaminerà nel Consiglio di domani confermando che la  situazione economica a breve termine continua ad essere dominata da un’elevata incertezza in mezzo alla corsa  tra l’avvio delle campagne di vaccinazione e la diffusione del virus. La contrazione nel quarto trimestre del 2020 è stata più mite del previsto, riflettendo la forte ripresa globale nell’ultima parte dello scorso anno, un certo successo nel contenere gli effetti pandemici e di apprendimento nel mantenere l’attività economica in presenza di blocchi. Il settore manifatturiero ha tenuto particolarmente bene, sostenuto dalla domanda estera, come indicato dal forte valore dell’indice dei responsabili degli acquisti flash di marzo per il settore manifatturiero, come del resto abbiamo mappato nelle precedenti settimane.  Secondo Philippe Lane, capo economista della Banca,  nel settore dei servizi più colpito, il danno da blocco è stato di gran lunga inferiore rispetto alla prima ondata della scorsa primavera.

Tuttavia, il livello ancora elevato di infezioni, i rischi posti dalle mutazioni del virus e il prolungamento associato delle misure di contenimento continuano a pesare sull’attività economica dell’area dell’euro, soprattutto nei servizi, con il PIL che probabilmente si sarà nuovamente contratto nel primo trimestre di quest’anno . L’ulteriore estensione delle misure di blocco lascerà un’impronta sull’attività nel secondo trimestre, anche se si prevede che le campagne di vaccinazione guadagneranno terreno nelle prossime settimane.

La posizione della BCE e della Fed

Le proiezioni del personale della BCE di marzo prevedono che la ripresa economica acquisirà slancio nella seconda metà dell’anno con il miglioramento della situazione medica e l’allentamento delle restrizioni economiche, con una crescita della produzione del 4,0 per cento nel 2021, del 4,1 per cento nel 2022 e del 2,1 per cento. cent nel 2023. Tener conto dell’impatto dell’American Rescue Plan dell’amministrazione statunitense sotto la presidenza di Joe Biden, recentemente adottato, darebbe all’attività dell’area dell’euro un significativo incremento cumulativo dello 0,3% del PIL nell’orizzonte di proiezione. Tuttavia, l’aspettativa nella linea di base che il PIL raggiungerà il livello pre-pandemia solo nel secondo trimestre del 2022 testimonia l’enorme costo accumulato della pandemia.

La grande incertezza associata agli effetti dello shock pandemico è colta dagli scenari alternativi lievi e gravi sviluppati dal personale della BCE. Nello scenario mite, il livello di attività pre-pandemia viene raggiunto già nel terzo trimestre di quest’anno; nello scenario grave, il ripristino è posticipato alla fine del 2023. Ovviamente, il livello di produzione del 2019 serve solo come un comodo parametro di riferimento: un calcolo completo del costo di produzione aggregato della pandemia dovrebbe tenere conto del percorso di crescita previsto pre-pandemia su 2020-2022.

INFLAZIONE E TASSI UN PROBLEMA PER LA BCE?

Dinamica dell’inflazione e tassi attesi

Data la natura improvvisa dell’inizio della pandemia, ma in definitiva la sua natura temporanea, non dovrebbe sorprendere vedere anche una notevole volatilità dell’inflazione. Nel corso del 2020 si sono verificati cali sostanziali del tasso di inflazione (scendendo in territorio negativo negli ultimi mesi), ma dovrebbero ampiamente invertire nel corso di quest’anno. Guardando attraverso queste fluttuazioni, il tasso di inflazione medio nel 2020 e nel 2021 dovrebbe essere dello 0,9%, che è abbastanza vicino al livello del 2019.

Secondo le analisi della BCE, la volatilità dell’inflazione nel 2020 e nel 2021 può essere attribuita a una serie di fattori temporanei che non dovrebbero influenzare le dinamiche dell’inflazione a medio termine.

In primo luogo la pandemia è stata associata ad un ciclo significativo dei prezzi del petrolio, che sono scesi da circa 70 dollari all’inizio del 2020 a meno di 20 dollari alla fine di aprile 2020 e successivamente si sono ripresi intorno ai livelli di gennaio 2020; in termini di euro, la variazione è stata leggermente meno pronunciata a causa dell’apprezzamento del 6 per cento dell’euro rispetto al dollaro USA in questo periodo. In base alle attuali ipotesi sui prezzi del petrolio incorporate nelle proiezioni degli analisti della BCE, questo profilo genererà effetti di base significativi sull’inflazione dei prezzi dell’energia nel 2021.

In estrema sintesi domani in conferenza stampa il presidente, Christine Lagarde, potrebbe affermare che il Consiglio prevede soltanto un temporaneo aumento dei fattori che determinano l’inflazione.

Anche il governatore della Fed, Jerome Powell, in una lettera al senatore repubblicano Usa, Rick Scott,  ha detto che l’economia statunitense vedrà un’inflazione “un po’ più alta” temporaneamente quest’anno quando la ripresa si rafforzerà e le limitazioni alle forniture faranno aumentare i prezzi in alcuni settori. Powell ha aggiunto che la Fed è impegnata a limitare qualsiasi ‘overshoot’: “non cerchiamo un’inflazione che superi sostanzialmente il 2%, né un’inflazione superiore al 2% per un periodo prolungato”. Scott aveva scritto a Powell a fine marzo esprimendo preoccupazioni per l’aumento dell’inflazione e per il programma di acquisto di obbligazioni della banca centrale Usa.

Appare evidente che le banche centrali in questa fase cercano di evitare di innescare aspettative troppo aggressive sul rialzo dei prezzi che a loro volta potrebbero acuire ulteriormente attese su un potenziale rialzo dei tassi. Cosa che non avverrà prima della seconda parte del 2022.

Le reazioni dell’euro su inflazione e tassi attesi dalla BCE

In questi giorni il mercato aveva anticipato il Board della BCE aprendo una reazione dell’euro a partire da area 1,17. Come avevamo anticipato i corsi sono saliti sino a fissare un picco sopra 1,20 in fase di rientro.

E’ molto interessante osservare come la sequenza della reazione dell’euro, apparentemente irruente, stia seguendo un percorso propedeutico ad un consolidamento del segnale di rafforzamento del dollaro.  In questi ultimi giorni, nonostante la spinta dei prezzi il cambio ha fissato chiusure giornaliere sempre al di sotto di area 1,2040/50 mantenendo dal nostro punto di vista le tendenza dominante all’interno del percorso riflessivo stimato nell’Outlook FX RISKOO IIQ 2021. La violazione domani di 1,20 al ribasso, soprattutto se confermata in chiusura di giornata, accrediterà ulteriormente il nostro scenario.

Nel post di domani inseriremo uno streaming a conclusione della conferenza stampa della BCE per analizzare gli effetti sul mercato dei cambi.

INFLAZIONE E TASSI UN PROBLEMA PER LA BCE?

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

Come scritto nel focus dedicato all’atteggiamento congiunturale delle banche centrali rispetto alle loro linee di policy monetaria,  risulta evidente il diverso percorso dei regulators rispetto all’attuale fase di ripresa globale. La stessa divergenza politica che riscontriamo tra Stati Uniti e Cina dopo la pandemia è in netto contrasto con le conseguenze della crisi finanziaria globale. Recentemente, la Cina ha messo in guardia sull’impatto dei prezzi elevati delle materie prime, in particolare le commodity industriali,  sull’inflazione e la banca centrale avrebbe chiesto alle banche cinesi di restringere il credito per il resto dell’anno (vedi focus). La Pboc sta assumendo un ruolo molto meno accomodante.Abbiamo notato in precedenza che la crescita del credito della Cina potrebbe aver già raggiunto il picco durante il terzo trimestre del 2020 e abbiamo evidenziato l’impatto del rischio della riduzione della leva finanziaria sul rame, segnalando nel nostro WB PERSPECTIVES di inizio mese  e nell’OULOOK  WB RISKOO IIQ21 la correzione dei prezzi. Recentemente, le autorità cinesi hanno ripetutamente messo in guardia sulle pressioni inflazionistiche dovute all’aumento dei prezzi delle materie prime. Gli alti prezzi dei metalli pluriennali hanno iniziato a influenzare una serie di produttori, che hanno visto i margini ridotti poiché non sono stati in grado di trasferire i costi di input più elevati. Secondo quanto riferito, alcuni produttori di elettrodomestici hanno aumentato i prezzi dei prodotti, mentre altri hanno assorbito i costi più elevati o addirittura ridotto la produzione. Secondo il National Bureau of Statistics (NBS), l’indice dei prezzi alla produzione cinese (PPI), che misura il costo delle merci al gate della fabbrica, è salito del 4,4% su base annua a marzo, accelerando dall’aumento dell’1,7% a febbraio. I funzionari hanno citato l’aumento dei prezzi dell’energia e dei metalli come uno dei principali fattori alla base di questo.

GLOBAL GROWTH RECOVERY VERSO COMMODITY  INDUSTRIALI

L’atteggiamento della PBoC può influenzare i prezzi dei metalli?
Pensiamo che la Cina abbia assunto da anni un ruolo primario nell’orientare i prezzi delle commodity. Di conseguenza le mosse dei cinesi imprimono un elevato grado di dominio alla direzionalità dei prezzi.Nel caso della politica monetaria e delle conseguenze relative alla riduzione dell’effetto leva operato dal credito può produrre i riflessi secondo le modalità descritte:

  • In primo luogo, disinnesca o quantomeno raffredda l’azione speculativa, in particolare nei mercati onshore. Ciò potrebbe potenzialmente portare a una riduzione della domanda apparente, ovvero quella derivata dall’azione del trading, e mitigare di conseguenza la domanda da parte degli users. Ad esempio diversamente dalle evidenze in atto,  quest’anno potremmo assistere ad una riduzione delle importazioni rispetto al livello dell’anno scorso. Per capirlo è importante ricordare cosa è successo l’anno scorso. La Cina è diventata un importante importatore di metalli di base (principalmente rame e alluminio) nel 2020, il che ha contribuito ad assorbire l’eccesso di offerta nei mercati, gonfiando l’apparente domanda cinese. La forte domanda apparente, non solo la domanda reale, ha svolto un ruolo chiave nella ripresa dei prezzi dei metalli dallo scorso anno, come si è visto nella traiettoria del prezzo nei mercati LME o COMEX.
  • Le scorte, comprese le scorte dello State Bureau of Material Reserve cinese, ovvero le scorte commerciali sovvenzionate dal governo e altre scorte commerciali potrebbero consolidare i loro volumi. Osservando le dinamiche di prezzo abbiamo rilevato condizioni statistiche di ipercomprato che stiamo monitorando dallo scorso mese di marzo. Ci aspettiamo a breve quindi un ulteriore rallentamento dei prezzi secondo quanto abbiamo indicato ai nostri lettori nei rapporti di scenario.

Non escludiamo inoltre che qualora le pressioni inflazionistiche acquisissero ulteriore slancio, il governo potrebbe sviluppare misure concrete per far fronte all’aumento dei prezzi delle commodity industriali. Le potenziali misure possono includere un ulteriore inasprimento della crescita del credito in alcuni settori o persino il rilascio parziale di scorte di metalli da parte dell’SRB. abbiamo rilevato rumors non qualificati secondo cui l’SRB avrebbe liquidato quantitativi limitati di scorte di alluminio.

IL SENTIMENT DEGLI OPERATORI

Se si osservano i sondaggi Markit sul sentiment dei produttori ed users di metallo, vediamo ancora una crescita della fiducia sulla domanda. Pensiamo che il dato rilevato ad aprile sconti l’onda lunga del rialzo dei prezzi maturato negli ultimi sei mesi, declinando il loro peso con le notizie sulla crescita coniugata agli stimoli fiscali rilanciati recentemente dall’Amministrazione Usa.

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. MARKIT PMI METAL USERS

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. MARKIT PMI METAL USERS

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. MARKIT PMI METAL USERS

Come risulta evidente dall’osservazione dei due grafici, il rame ha innescato un’azione correttiva orientata a consolidare i valori. Sotto 8900/800 usd/ton – Copper A Grde LME – la correzione assume un rilievo più significativo. L’alluminio invece sta verificando il nostro secondo target rialzista fissato nell’Outlook Riskoo 20/2. Riteniamo anche in questo caso le condizioni quantitative possano dare corso ad una correzione di consolidamento della tendenza rialzista.

Per continuare a seguire la nostra ricerca sull’andamento delle commodity e rimanere aggiornati sul loro andamento iscriviti nella nostra Boarding List

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. COPPER

WB ANALYTICS: COPPER LME

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. ALLUMINIUM

WB ANALYTICS: ALLUMINIUM LME

 

 

wb perspectives outlook

World Economic Outlook
Le stime aggiornate del Fondo Monetario confermano l’abbrivio della ripresa globale.

La  crescita globale, secondo l’aggiornamento del FMI nell’Outlook di aprile,  è prevista al 6% nel 2021, moderandosi al 4,4% nel 2022. Le proiezioni per il 2021 e il 2022 sono più forti rispetto all’Outlook rilasciato lo scorso ottobre 2020. La revisione al rialzo riflette un ulteriore stimolo fiscale promosso in alcune grandi economie.

La prevista ripresa risulta alimentata dalla campagna vaccini nella seconda metà del 2021 e dal continuo adattamento dell’attività economica alla mobilità ridotta. Tuttavia secondo gli economisti del Fondo, un’elevata incertezza circonda questa prospettiva, correlata al percorso della pandemia, all’efficacia del sostegno politico per fornire un ponte verso la normalizzazione basata sui vaccini e all’evoluzione delle condizioni finanziarie. Le stime aggiornate riportano una maggior crescita nell’area anglosassone, in particolare negli Stati Uniti.

L’Eurozona è attesa anch’essa ad esprimere un maggior grado di espansione rispetto alle valutazioni fatte in precedenza, tuttavia in termini relativi essa rimane più moderata rispetto agli Usa. Come abbiamo già scritto in precedenza gli Stati Uniti hanno intrapreso un regime di crescita rapportabile per ampiezza alla performance cinese.

Questo è un bene in quanto l’America rappresenta il mercato di maggior trazione per l’export italiano ed europeo.

Questi dati hanno comunque un rovescio della medaglia. Ci sono ancora molte incognite sul percorso che punta ad una santificazione totale della pandemia. E per molte agende questo non corrisponde con un ritorno verso la normalità, a partire dall’aumento esponenziale del debito sovrano. L’Italia come sappiamo costituisce una delle aree più critiche in tal senso.   Per continuare a leggere ed analizzare i riflessi sui mercati richiedi il report completo

Scenario IIQ 2021: Allo scenario  di partenza dei sondaggi PMI sul comparto manifatturiero si aggiungono i dati su quello relativo ai servizi ed al commercio. Questa settimana infatti i PMI del settore servizi saranno al centro del calendario economico insieme ad alcuni aggiornamenti chiave per il commercio, la produzione industriale e l’inflazione. La settimana vede anche decisioni sui tassi di interesse presso le banche centrali in Australia, India e Polonia, mentre la BCE e il FOMC pubblicano i verbali delle loro ultime riunioni. Prende inizio anche la riunione di primavera del FMI e l’aggiornamento dell’Outlook economico mondiale.

SCENARIO IIQ BANCHE CENTRALI

Dagli incontri delle banche centrali, RBA e RBI, non ci aspettiamo ancora cambiamenti di bias sebbene alcuni segnali incoraggianti provenienti dai recenti dati economici ed all’accenno generalizzato di un aumento delle pressioni sui prezzi potrebbero introdurre un cambiamento della policy monetaria.

Questa mattina la Banca Ventrale australiana ha mantenuto in effetti il suo tasso di interesse e il programma di acquisto di obbligazioni, come previsto, poiché queste misure hanno continuato ad aiutare l’ economia mantenendo i costi di finanziamento molto bassi. Il consiglio di amministrazione della Reserve Bank of Australia guidato dal governatore Philip Lowe ha deciso di lasciare invariato il tasso di cassa al minimo storico dello 0,10%.

Si ritiene che anche  la BC indiana confermerà condizioni monetarie accomodanti mentre persistono incertezze e restrizioni sul COVID-19, con l’India preoccupata per l’impatto economico dovuto ad eventuali ulteriori ondate di infezioni.

Gli esiti del recente Consiglio Direttivo della BCE saranno oggetto di analisi attraverso la lettura dei verbali che saranno pubblicati in settimana. La recente decisione di aumentare gli acquisti di asset tra le preoccupazioni per l’aumento dei rendimenti obbligazionari rappresenta il tema su cui si concentrerà maggiormente l’attenzione degli investitori. Anche sul lato Fed avremo la pubblicazione delle minute del FOMC. Gli analisti sono concentrati in questa fase nel comprendere quanto siano percepite le spinte inflazionistiche dai membri della Fed e quale possa essere il loro atteggiamento a fronte dell’aumento dei rendimenti obbligazionari.

PMI SERVICES

Dopo i dati PMI sul comparto manifatturiero, questa settimana Markit e ISM forniranno nuove valutazioni  sulla fiducia del settore dei servizi negli Stati Uniti. Le anticipazioni Flash che abbiamo analizzato per il mese di marzo suggeriscono che la loro lettura finale evidenzi un quadro di partenza del IIQ ancora positivo, confermando il ruolo di traino delle ripresa globale da parte degli USA. Altri importanti dati rilasciati dagli Stati Uniti includono gli ordinativi delle fabbriche, il commercio,  le offerte di lavoro ed i prezzi alla produzione.

Altrove, la disoccupazione della zona euro e la produzione industriale per Germania e Francia saranno sotto esame dopo che i numeri PMI hanno mostrato il boom della produzione anche nell’Eurozona a dispetto del  settore dei servizi, rimasto indietro rispetto alla ripresa delle imprese manifatturiere, benché alcuni segnali indichino un’iniziale stabilizzazione del comparto.

È importante sottolineare che il rilascio di tutti i dati PMI effettivi per il mese di marzo fornirà una visione aggiornata delle tendenze economiche globali per lo scenario IIQ  dopo che i sondaggi di febbraio avevano evidenziato il rafforzamento del tenore della ripresa ponendo l’accento sulle pressioni  inflative che nel frattempo hanno evidenziato un loro picco rispetto all’andamento medio dell’ultimo decennio. I dati PMI globali dettagliati metteranno inoltre in evidenza i vincitori e i perdenti del settore.

PMI CHINA

A conferma della buona impostazione dello scenario di partenza del IIQ, questa mattina abbiamo avuto la pubblicazione dei dati relativi al settore dei servizi in Cina. Il PMI Services  ha subito un’accelerazione a marzo, guidata da un aumento dell’attività e delle vendite all’estero. L’indice Caixin Purchasing Managers ‘è salito a 54,3 a marzo da 51,5 a febbraio. Il ritmo di espansione è stato il più veloce negli ultimi tre mesi. Il punteggio è rimasto al di sopra del livello neutro di 50,0 per l’undicesimo mese consecutivo. L’aumento dell’assunzione di nuovi lavori ha portato a una rinnovata pressione sulle capacità operative. Nell’ambito degli sforzi per espandere la capacità ed elaborare gli ordini, l’occupazione presso i fornitori di servizi è aumentata a marzo. I costi operativi medi sono aumentati per il nono mese consecutivo a marzo. Tuttavia, il tasso di inflazione è stato il più debole registrato dallo scorso settembre. Per alleviare la pressione sui margini, i prezzi praticati dalle società di servizi sono nuovamente aumentati. Sostenuto da un aumento più netto dell’attività dei servizi, l’indice composito della produzione è salito a 53,1 a marzo da 51,7 a febbraio.

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

La partenza di questo IIQ prevede uno scenario di mercato in cui l’euro dovrebbe tentare di reagire alle vendite che l’hanno caratterizzato nel corso del IQ di quest’anno. Ci aspettiamo una fase di consolidamento del recente range di fluttuazione con una finestra in cui le negoziazioni dovrebbero rimanere delimitate da una cap in area 1,19-1,1950 ed un floor poco sopra 1,17.

Avremo quindi un percorso interlocutorio dove gli operatori vorranno verificare le linee di politica economica e monetaria adottata nelle due sponde dell’Atlantico: da un lato gli importanti stimoli fiscali prodotti dall’Amministrazione americana, dall’altro il percorso politico verso il Recovery Plan la cui ratifica da parte della Germania è stata messa in discussione dalla Corte Costituzionale tedesca. Anche le linee di policy monetaria saranno sottoposte ad un attento esame nelle prossime settimane. Da un lato la Fed appare impegnata ad analizzare quanto siano durevoli le pressioni inflative, dall’altro lato si attende la fine dei blocchi sanitari per comprendere quanto sia ancora necessaria la mano della BCE nel sostenere il quadro complessivo nell’Eurozona attraverso i suoi programmi di allentamento monetario.

Abbiamo quindi aggiornato grafico relativo al rapporto eur usd per il nostro scenario IIQ di base delimitando le nostre attese all’interno del canale tratteggiato.

SCENARIO IIQ EUR USD FORECAST

WB ANALYTICS: EUR USD IIQ

RISKOO

WB FX RISKOO OUTLOOK IIQ

A distanza di un anno le aziende stanno dimostrando di essere più preparate ad affrontare gli ostacoli imposti dalla crisi sanitaria scoppiata agli inizi del 2020. 
Il comparto manifatturiero a differenza di quello relativo ai servizi è riuscito nell’insieme a dimostrare una maggior resilienza e la capacità di recupero rispetto al crollo registrato lo scorso anno.

Nella geografia del recupero emergono le reazioni impresse dai mercati emergenti ed in seconda battuta dall’area anglosassone.

Le proiezioni di crescita per l’anno in corso e quelle per il 2022 sono state riviste al rialzo per tutte le aree economiche. A sorprendere sono proprio gli Stati Uniti i cui giudizi sulla ripresa da parte dei media specializzati sono cambiati con estremo ritardo soltanto nelle ultime settimane.

La crescita americana sta eguagliando per ampiezza quella cinese. L’Eurozona, ritenuta sino alla fine dello scorso anno in grado di sorprendere in termini di resilienza, ha segnato il passo rispetto al dinamismo flessibile di altri paesi. L’aggiornamento delle stime di crescita appare in tal senso eloquente.

Il commercio internazionale nonostante le difficoltà imposte alla supply chain dalla crisi sanitaria, sta recuperando pur condizionato proprio dall’allungamento dei tempi di consegna…

RICHIEDI IL REPORT COMPLETO CON IL FORECAST AGGIORNATO SU FX E COMMODITY

I CONTENUTI DELL’OUTLOOK

NelL’Outlook del IIQ riprendiamo i temi proposti nel report di scenario per il 2021 confermando le attese sul dollaro con tutti gli aggiornamenti sui rapporti di cambio delle major currency e di quelle appartenenti alle aree emergenti. Abbiamo dedicato un focus sugli effetti inflativi attesi e le ripercussioni delle linee di policy monetaria sui tassi di cambio.

WB FX RISKOO OUTLOOK è lo strumento di analisi e ricerca utilizzato dai CFO ed i Tesorieri per la gestione delle loro strategie di Risk Management.

 

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

 

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

 

I MARKET MOVER DELLA SETTIMANA

FED: come reagirà ai forti segnali di ripresa?

Anche questa settimana metteremo a fuoco le riunioni di politica monetaria delle banche centrali: FED, BoE, BoJ.
Il FOMC si riunisce tra crescenti segnali che indicano che l’economia statunitense è destinata a una crescita eccezionale nel 2021, oltre a un aumento delle pressioni inflazionistiche. Anche nel Regno Unito, dove la Banca d’Inghilterra si riunisce per definire la politica monetaria, abbiamo una situazione simile anche se con un’incertezza leggermente maggiore sulle prospettive di crescita per il prossimo anno.

Molti analisti inglesi continuano a diffidare di aumentare le loro previsioni di crescita a causa sia del COVID-19 che della Brexit. Ciononostante, sia le riunioni del FOMC che quelle della BoE saranno monitorate attentamente per rilevare eventuali segnali che il miglioramento delle prospettive e le recenti pressioni al rialzo sui rendimenti obbligazionari possano modificare l’atteggiamento ultra accomodante delle banche centrali rispetto al passato. Dollaro e sterlina rimangono positive dopo il significativo recupero messo a segno da inizio anno.

MARKET MOVER IN ASIA

In Giappone, i mercati hanno ipotizzato che le recenti oscillazioni dei rendimenti obbligazionari potrebbero indurre la Banca del Giappone a modificare il suo programma di acquisto di asset. In particolare, la banca potrebbe ampliare le fasce di controllo della curva dei rendimenti quando annuncerà i risultati della revisione della linea di policy in occasione della prossima riunione monetaria. La banca ha nel frattempo sottolineato la necessità che i tassi a lungo termine rimangano bassi per sostenere la ripresa economica post COVID-19. L’eur yen verifica  il nostro target 130 dove abbiamo collocato un punto di spartiacque con effetti significativi sulla tendenza di medio termine.

Oltre  agli eventi di natura monetaria questa mattina abbiamo rilevato i dati in Cina relativi alla produzione industriale di febbraio: il dato 35,1% mensile è superiore alle attese ed aggiorna il la crescita annuale al 35,1%. L’economia cinese riprende la crescita anche sul fronte dei consumi + 33,8% feb, investimenti +35%. Anche gli ultimi dati sulle esportazioni hanno mostrato un aumento del commercio, nonostante le più recenti rilevazioni PMI abbiano indicato un rallentamento del ritmo della crescita economica a seguito delle restrizioni COVID-19 e i ritardi logistici attivi anche in Cina.

Sempre in Asia, verranno pubblicati in Giappone, in India ed in Indonesia i dati sul commercio, l’inflazione, la produzione manifatturiera e il settore dei servizi.

EUROZONA

Mercoledì il calendario propone  per Germania, Francia ed Eurozona  le nuove rilevazioni sul sentiment delle imprese con l’aggiornamento del dato PMI Manufacturing: l’attesa per la Germania riporta un allentamento dal 60,7 al 56,5, l’Eurozona dal 57,9 al 54,3.  Infine venerdì sempre la Germania pubblicherà l’indice IFO di marzo con un’attesa riduzione da 92,4 a 90,5.

 

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

FOREX

– La settimana si apre con il posizionamento dei mercati in vista della due giorni del Fomc. Mercoledì sera J. Powell annuncerà l’esito del meeting e la View della Fed su come la ripresa impatterà su crescita ed aspettative sull’inflazione. Nel frattempo la scorsa settimana il 10 Y US Treasury ha chiuso nuovamente sui massimi in area 1,60%. Con l’attuale livello raggiunto dai rendimenti, lo spread USA GER sul tratto della curva a 10 anni verifica il nostro target annunciato nell’Outlook 20/21 a quota 180 punti base. Si tratta di un passaggio tecnico importante in quanto ristabilisce in termini di appetibilità la direzione dei flussi monetari. Lo scorso autunno avevamo indicato su tali basi il potenziale ritorno di forza del dollaro trainato con un ritardo di 4/6 mesi dal movimento dello spread. Questo percorso rappresenta la sintesi delle attese sulla crescita Usa rispetto a quella dell’Eurozona. Gli Stati Uniti si candidano, dopo l’approvazione del pacchetto fiscale, ad assumere nuovamente il ruolo di locomotiva per l’area atlantica. Dovrebbe beneficiare nel suo insieme attraverso le esportazioni l’intera UE a partire dal’Italia. Nel corso della settimana seguiremo con attenzione il range 1,2050-1,1850 in quanto rappresenta la fascia di mercato intermedia nel percorso di rafforzamento del dollaro. Qualora la Fed dovesse deludere le aspettative su una revisione della propria linea accomodante potremmo assistere ad un momentaneo recupero dell’euro. Tuttavia l’eventuale risposta ci appare strumentale ad un successivo rafforzamento del dollaro che nelle nostre ipotesi continua   a rimanere inserito in un quadro di ulteriore apprezzamento verso i target delineati nel grafico.

Dovremo declinare allo scenario macro e tecnico delineato gli sviluppi politici che il voto di ieri in Germania tenderà a mutare da qui sino alle elezioni di settembre. La battuta d0’arresto della CDU e del suo leader simbolo Angela Merkel potrebbe aprire uno scenario a tutto campo sulla ridefinizione degli equilibri nella stessa Germania ed all’interno del l’UE. Non ultimo dovremo verificare gli impatti che il dissenso verso il Cancelliere potranno avere anche sulla linea di sostegno alla politica della BCE.

La soglia 1,1850/35 rappresenterà nelle prossime settimane un importante test sugli equilibri tendenziali dell’euro nei confronti del dollaro e di conseguenza di tutti gli equilibri all’interno dei rapporti di cambio nel mercato valutario.

Ciò implicherà un ulteriore lavoro di set up dei piani di mappatura dei rischi nell’ambito dei progetti di Enterprise Risk Management.

I MARKET MOVER DELLA SETTIMANA

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

I MARKET MOVER DELLA SETTIMANA

WB ANALYTICS: EUR USD L_T

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WB PERSPECTIVES

INFLATION REFLECTION

WB PERSPECTIVES 8 MAR 2021

 

E’ dagli inizi dell’anno che abbiamo posto il tema dell’inflazione e più di ogni altra cosa il rischio che i mercati possano prevenirla contribuendo in modo sistemico ad alzare i rendimenti sul tratto lungo della curva dei bond.

I rendimenti del 10 anni US Treasury sono saliti sino a verificare il nostro target stimato a 1,50%.  In modo correlato sono saliti tutti i rendimenti dei bond appartenenti alla sfera dei mercati sottostanti alle economie avanzate. Quindi anche il 10 anni Bund ha recuperato velocemente terreno sino a toccare l’altro target di settore -0,10%.

I rendimenti sul BTP si sono difesi conservando lo spread a 100 bp ma subendo ovviamente lo stesso movimento reflativo dell’intero comparto.

L’evento non dovrebbe sorprendere i nostri lettori in quanto i target, soprattutto su  Treasury, Bund e di conseguenza sul JPM Global Bond, erano già stati segnalati per tempo. Sul Btp siamo stati più assertivi considerando il nuovo quadro politico in Italia.

Il tema dell’inflazione entra nelle valutazioni che le banche centrali faranno nelle riunioni di politica monetaria in calendario a partire da questa settimana. I mercati si interrogano e comunque scontano la possibilità che la BCE possa rivedere la Forward Guidance e la Fed possa dare avvio al Tapering. Si tratta di due mosse che preludono ad un percorso più restrittivo ed orientato in estrema sintesi a ritirare con modalità tutte da verificare la liquidità nel sistema. Francamente l’ipotesi ci sembra quantomai prematura, soprattutto nel caso della BCE.
I recenti dati economici, pur evidenziando un irrobustimento della ripresa con qualche distinguo su alcune aree, sono ancora esposti ai rischi generati dai blocchi sanitari tuttora attivi. In particolare l’Eurozona manifesta maggiori debolezze: gli indici PMI relativi ai consumi e servizi risultano ancora affetti da una pronunciata debolezza. Soltanto il comparto manifatturiero è riuscito a riorganizzare le fila e stabilire un percorso positivo.   

La ripresa di tutto il comparto manifatturiero/produttivo è all’origine dei timori innescati sull’inflazione. Le problematiche inerenti alla supply chain unite alla ricostruzione delle scorte, hanno messo in azione i prezzi delle commodity e quelli relativi alla logistica a partire dai noli.

Ciò ha spinto gli investitori a mettere pressione sui rendimenti, contribuendo a far salire il tratto lungo della curva dei governativi. In realtà la BCE nel meeting di giovedì esaminerà i dati sull’inflazione secondo le componenti esposte nel grafico.

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FORWARD GUIDANCE: che cosa deciderà la BCE questa settimana?

Dal mese di gennaio allertiamo i nostri lettori sui rischi percepiti dal mercato in merito al ritorno dell’inflazione. Il Consiglio della BCE ritorna questa settimana a riunirsi per deliberare gli aggiornamenti della linea di policy monetaria partendo dall’analisi della curva dei prezzi, nonché analizzando gli ultimi dati relativi ai sondaggi PMI sulla fiducia delle imprese.  L’esito delle riflessioni dei membri del Consiglio sarà oggetto della revisione della Forward Guidance la quale al momento prevede che gli acquisti netti legati alla pandemia (PEPP) rimangano estesi almeno fino a marzo 2022 con reinvestimenti reiterati fino alla fine del 2023.

I DATI SULL’INFLAZIONE

Di seguito riportiamo il grafico pubblicato dall’Ufficio Studi della BCE

FORWARD GUIDANCE: COSA DECIDERA' LA BCE?

 

I MERCATI

Il tema è oggetto di tensione sui mercati, al punto che la volatilità sui bond, sull’equity e recentemente anche sulle commodity si è nuovamente accesa. Ciò sta causando una certa tensione nei listini che prezzano i vari strumenti. Ne avevamo dato l’ALERT in merito ai realizzi sull’equity e sulle commodity a febbraio.

L’inflazione percepita ed attesa sta alimentando il rialzo dei rendimenti sul tratto lungo della curva. I redimenti sul governativi hanno raggiunto recentemente i nostri target previsti nell’OUTLOOK 20/21: 1,50 US Treasury 10 Y e -0,10% De Bund 10 Y.

Il tema dei rendimenti è importante non solo per la lettura delle aspettative sull’inflazione da parte dei mercati ma anche per determinare la direzione  che i flussi potrebbero intraprendere in funzione della loro appetibilità. Lo scorso autunno avevamo in più occasioni analizzato il differenziale di rendimento tra la curva americana e quella tedesca/europea.  Le ragioni di tale interesse erano legate al nostro interesse per il sottostante rapporto eur usd. Eravamo in una fase in cui molti analisti stimavano un obbiettivo per il cambio a 1,25 ed 1,30.

CONFERME DAL CAMBIO EUR USD

Come abbiamo sempre sostenuto l’idea di quotare l’euro a tali livelli ci sembrava impropria per una serie di ragioni tra cui l’attesa per un ritorno di forza dei rendimenti americani. Nelle nostre attese infatti, ci aspettavamo un ritorno dell’allargamento dello spread verso 160/180 punti base a favore degli USA. Nei nostri studi abbiamo osservato che tale processo anticipa di circa sei mesi l’apprezzamento del dollaro sull’euro.

L’eur usd in effetti ha iniziato ad invertire rotta a gennaio confermando proprio nelle settimane centrali di febbraio tale impostazione. Oggi stiamo verificando i target attesi dal nostro modello nel FX OUTLOOK 20/21 anticipati nell’intervento di Wlademir Biasia nel meeting annuale dell’Associazione Italiana dei Tesorieri d’Impresa  AITI TREASURY & FINANCE FORUM DAY dello scorso 20 novembre.

Stiamo ora lavorando per comprendere se la conferma della Forward Guidance della BCE possa spingere l’eur usd a livelli ancora più attraenti per l’export come messi in evidenza anche nel grafico che da inizio 2021 stiamo aggiornando nei nostri post.

FORWARD GUIDANCE: COSA DECIDERA' LA BCE?

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

PMII dati rilasciati ieri da Markit sul livello degli indici PMI Manufacturing relativi al mese di febbraio, hanno messo in evidenza una crescita della produzione manifatturiera globale in accelerazione. L’indicatore ha fatto segnare uno dei tassi di espansione più rapidi mai registrati negli ultimi dieci anni. Il miglioramento si è verificato nonostante la carenza di input quasi record collegata a un secondo mese consecutivo di esportazioni in forte calo della Cina continentale. Il deterioramento delle esportazioni dalla Cina è stato in parte dovuto a problemi di logistica, di natura temporanea, quindi risolvibili a breve.

Rispetto al quadro complessivo la Cina perde per il secondo mese consecutivo momentum.  La rilevazione appare coerente con lo slittamento temporale delle altre aree dall’uscita della fase dei blocchi sanitari rispetto all’economia cinese che ha beneficiato per prima da tale condizione.  Dovremmo capire con l’analisi dei prossimi dati se il rallentamento cinese sia strutturale ad un riequilibrio delle forze inerenti alla ripresa o semplicemente sia il frutto di un rallentamento della logistica lungo le linee della supply chain come sopra scritto. 

Qualora si trattasse del primo caso dovremmo attenderci uno shift di curva analogo per le altre aree oggi in forte espansione. Tra le principali economie mondiali, l’espansione più forte è stata registrata in India, seguita dalla Germania. Insieme ai robusti guadagni in Italia e nei Paesi Bassi, la forte espansione della Germania ha contribuito a spingere la crescita della zona euro al tasso più rapido da ottobre.

Ciononostante, gli Stati Uniti hanno nuovamente sovraperformato l’intera zona euro a febbraio, nonostante la crescita abbia rallentato leggermente rispetto al picco degli ultimi sei anni registrato a gennaio. Per onore di cronaca, mentre il dato rilasciato ieri evidenziava un consolidamento, l’analogo indice ISM, pubblicato dall’Institute for Supply Management, raggiungeva il suo picco a quota 60 dove sono allineati praticamente tuitti i massimi fissati dal 1990. 
La crescente espansione dell’India ha nel frattempo contribuito a sostenere la crescita della produzione in Asia, esclusi Cina ed in tono minore Giappone, a uno dei tassi più alti registrati negli ultimi dieci anni, determinando la seconda espansione più rapida dall’aprile 2011.

PMI VERSUS GLOBAL GROWTH

PMI VERSUS GLOBAL GROWTH

 

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

 

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

USD – L’apertura della settimana ha visto ancora una volta come protagonista assoluto il recupero del dollaro. I prezzi sono scesi sotto la nostra prima area di osservazione, 1,2060
eur usd e si apprestano a verificare il minimo fissato agli inizi di febbraio a 1,1960, confermando i passaggi stimati dagli algoritmi proprietari. In altri termini, diversamente dal  consensus che proiettavano l’euro su valori ben più alti, il nostro modello di valutazione continua a prezzare una maggior crescita negli Stati Uniti rispetto all’UEM. Ciò non significa che avremo d’ora in avanti un percorso unidirezionale a favore della divisa americana, semplicemente rappresenta l’espressione di una fase articolata alla fine della quale il mercato andrà a verificare il rapporto di forza effettivo tra euro e dollaro. Pensiamo che tale verifica coincida con il test dei minimi di ottobre.  

Nel frattempo torneremo a registrare qualche reazione all’interno di un quadro che rimarrà di natura riflessiva per il cambio eur usd. 

PMI VERSUS GLOBAL GROWTH

WB ANALYTICS: FX EUR USD B_T

MARKET MOVER

COMMODITY – I futures sul Brent scendono dell’1,26% a 62,89 dollari al barile, i futures Nymex dell’1,12% a 59,96 dollari. I mercati delle materie prime potrebbero subire iniziali prese di beneficio dopo il rally che ha dominato il loro percorso da 11 mesi a questa parte. Ci aspettiamo flessioni generalizzate su tutti i comparti industriali  a partire dai metalli (inviateci una richiesta per approfondimenti) 

TREASURIES – Dopo il rally che ha portato i rendimenti a toccare il nostro target fissato nell’Outlook 20/21 a 1,50% il mercato è tornato a ricoprire le posizioni short sul Treasury 10Y contribuendo ad aprire una correzione dei rendimenti. La banca Centrale Australiana ha ribadito con interventi concreti di voler controllare la parte lunga della curva dei rendimenti. Si presume che lo stesso atteggiamento potrà essere seguito dalle altre banche centrali, Fed compresa. A partire dalla prossima settimana avremo i meeting di marzo di BCE, BoJ ed a seguire la FED. 

BTP – Confronto per l’apertura sono 100 punti base tondi per lo spread Btp/Bund sul tratto decennale e 0,66% per il tasso del benchmark aprile 2031. La performance del secondario italiano è stata ieri particolarmente brillante soprattutto in termini assoluti: se confrontato con la chiusura di venerdì, il rendimento del decennale è rientrato di circa 11 tick, la flessione più marcata da giugno a questa parte. Ci aspettiamo che la reazione continui ancora.