WB COMMODITY PERSPECTIVES SETT 2021

Con la fine dell’estate si entra nella fase in cui si aggiornano le statistiche macro economiche, si rifanno i conti e soprattutto si elaborano le cifre che costruiranno lo scenario per il 2022.

Ad ottobre il FMI pubblicherà l’Outlook aggiornato, mentre le principali banche centrali lo faranno entro settembre. La ripresa è consolidata in tutti gli outlook istituzionali. In tutti questi report non si vede la presenza di una perdita di momentum del sentiment delle aziende sia quelle appartenenti al settore manifatturiero che a quello dei servizi. Nell’area asiatica tale perdita di slancio si è tradotta in un movimento riflessivo che prelude ad un raffreddamento netto dell’euforia registrata nei primi sei mesi dell’anno. In occidente, tra le economie avanzate, le metriche sembrano ispirate ad un consolidamento della ripresa. Il livello della fiducia delle imprese appare sempre correlato all’evoluzione dei blocchi sanitari. Nuovamente rigidi in Asia.

Alle dinamiche della pandemia Covid, si interseca la congiuntura della supply chain, che ne rappresenta la causa diretta, per proseguire sul più strutturale tema della transizione ecologica. Tutti questi fattori interagiscono nell’arena delle borse a termine organizzate per gli scambi su contratti future relativi alle commodity.

Nell’ultimo report, pubblicato ad agosto, avevamo riepilogato gli attrattori che avevano animato il rialzo del prezzo delle materie prime  nel periodo dei dodici mesi che intercorrono dalla primavera del 2020 / ai primi sei mesi del 2021.

Dei fattori che hanno contribuito a far salire i prezzi almeno tre dipendono da concause correlate alla pandemia ( blocchi sanitari – supply chain – ripresa ), due risultano più di natura endogena ovvero transizione green e QE “perpetuo”. Su questi due capitoli operano governi e banche centrali. Hanno impatti diretti sulle commodity per ragioni diverse ma interagenti. In merito alla transizione di fase la linea appare tracciata ed è strutturale… PER CONTINUARE A LEGGERE SCARICA WB COMMODITY PERSPECTIVES SETT 2021

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT OUTLOOK REPORT

SETTEMBRE 2021


TAPERING: LIGHT OR NORMAL

Dopo Jackson Hole le banche centrali hanno intrapreso un nuovo percorso verso il ritiro degli stimoli.
Ma sarà vero tapering?

Ci sono momenti in cui si ha la sensazione che si possa ancora ritornare illusoriamente verso il normale, almeno nei mercati. Ma proprio quando gli eventi iniziano a prendere forma, scatta una fuga al futuro dove tutto appare destrutturato.

Dopo anni di stimoli monetari e distorsioni della realtà, i policy maker hanno iniziato a tracciare una via verso la normalizzazione della politica monetaria. Con graduale certezza le banche centrali, dopo aver raggiunto i target d’inflazione, sembravano orientate ad intraprendere la lunga via del ritorno.

La Federal Reserve in un gioco di specchi ha iniziato a preparare il mondo alla progressiva normalizzazione. Da un lato i banchieri federali invocano con carattere quasi d’urgenza il tapering, dall’altro il Presidente Powell ne mitiga le attese.

Poi si sono aggiunti alcuni consiglieri della BCE. I banchieri di Olanda ed Austria hanno chiesto a voce alta il ritiro degli stimoli. Tutto con gradualità, ma pur sempre nella direzione di un ritorno al normale.

Poi invece il Consiglio di settembre della BCE ha deciso di limitarsi a rimodulare il Pepp da 1850 miliardi di euro. A saldi invariati il programma per l’emergenza Covid-19 continua sino a marzo 2022.

Negli Stati Uniti invece si vincola ogni decisione agli sviluppi del mercato del lavoro, il cui saldo risulta ancora al di sotto dei massimi pre pandemia.

Molte sono le ragioni per cui la linea di policy monetaria delle banche centrali focalizzano l’attenzione dei mercati. Le apparenti sfumature rispondono ad un calibrato gioco di strategia di cui dobbiamo tenere conto per capire come evolveranno gli equilibri sui mercati, dai tassi di cambio, alle commodity sino al mercato dei bond e delle azioni.per continuare a leggere scarica il report 

 

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

Gli esponenti della banca centrale statunitense ritengono che “potrebbero essere centrati quest’anno” gli obiettivi sul mercato del lavoro considerati precondizione per ridurre lo stimolo, ma sono divisi su altri aspetti chiave – come la data di inizio del ‘tapering’ e il ritmo di riduzione degli acquisti di bond – della svolta della politica monetaria, secondo i verbali del meeting Fomc di fine luglio.

Gli elementi di valutazione rimangono sempre gli stessi: il ritmo di recupero dell’attività economica, l’inflazione, transitoria o persistente,  il recupero dei tassi di partecipazione  al mercato del lavoro.

L’economia sta recuperando il ritmo di crescita ai livelli pre pandemici benchè i problemi legati alle forniture ne limitino potenzialità e dinamismo. Quest’ultimo fattore alimenta le spinte sui prezzi industriali connessi alla logistica. Inoltre le strozzature lungo la supply chain limita l’offerta di commodity. Crescita e limitazioni dell’offerta alimentano l’azione speculativa che ha fatto da leva al rialzo delle quotazioni delle commodity.

Questi elementi giustificano da soli il graduale ritiro degli stimoli monetari in modo da raffreddare e scremare dalle contrattazioni il fattore speculativo. In parte sta già avvenendo come documentiamo dallo scorso mese di maggio. I prezzi delle commodity industriali sono in correzione. Il rame benchmark tra i metalli industriali ha perso oltre il 16% dai massimi di maggio. Secondo i nostri studi stiamo entrando nella seconda gamba correttiva, quella che ridimensionerà ulteriormente i prezzi del rame ma anche di altri metalli a partire dall’acciaio. Anche il petrolio dovrebbe scendere. In un’intervista rilasciata da Wlademir Biasia, superivisor strategist di WB Analytics, a CNBC e Finanza Now, i valori del rame dovrebbero scendere alla fine del processo correttivo rispetto ai massimi in una misura compresa tra il 25 ed il 30%. Anche il Brent è destinato a ritracciare parte del rialzo performato nella prima parte dell’anno. I primi obbiettivi di ritracciamento sono stimati dal nostro Team di ricerca a 58 usd/bar. In estrema sintesi l’azione correttiva dei prezzi eliminerebbe la schiuma speculativa presente nei mercati. Sarebbe l’effetto dell’attesa per l’avvio del tapering.

Con questa azione mediatica la Fed avrebbe ottenuto quindi a priori gli effetti del tapering.

Non è da escludere che  con il solo effetto mediatico la Fed intenda raffreddare le leve inflative. Da qui l’ipotesi che consideri transitoria l’inflazione. Tuttavia tra i  fattori sottostanti alla crescita dei prezzi non transitori vi sono quelli legati  al costo delle abitazioni sia in termini di affitto che di acquisto.

Rimane in ogni caso aperta la questione del tasso di partecipazione al lavoro ancora al di sotto dei livelli pre pandemici. Ciò impone e consente alla Fed posticipare il più possibile il rientro delle politiche di stimolo monetario.

Il dollaro, come anticipato nei giorni precedenti e nella nota di ieri, continua a capitalizzare gli effetti mediatici della discussione sull’opportunità di avviare il tapering. Ieri in chiusura, dopo la lettura dei verbali del Consiglio Fed di luglio, è sceso sotto i minimi dell’anno aprendo, secondo la nostra ricerca, una nuova gamba di rialzo sull’euro e questo potrebbe implicare l’opportunità di intervenire in anticipo sui piani di Risk Management per il 2022.

In questo 2021 non era per nulla scontato l’apprezzamento del dollaro. Ad inizio anno la molteplicità degli uffici studi di banche e istituzioni varie stimavano un rialzo dell’euro sul dollaro con obbiettivi allocati mediamente a 1,30. Noi, in contro tendenza abbiamo invece fissato tutte le strategie di Risk Management per il 2021 considerando centrale il rialzo proprio del dollaro con obbiettivi iniziali a 1,17/16 e successivi sotto 1,15. Ne hanno ampiamente beneficiato gli importatori avendo coperto il fabbisogno per l’intero 2021 a valori distribuiti nella parte alta del range di oscillazione dell’avvio d’anno in corso. Ne hanno beneficiato gli esportatori in termini proattivi al rischio capitalizzando il rialzo delle quotazioni della divisa americana.

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

SI MARKET MOVER DI QUESTA SETTIMANA

In attesa della pubblicazione delle minute Fed l’eur usd si porta al di sotto dei minimi dell’anno confermando dopo 1,17 il successivo target fissato nel nostro Outlook FX RISKOO 2021. Le banche centrali continuano a ragionare sull’uscita dallo stimolo emergenziale. Questa sera la Federal Reserve  pubblica le minute le dell’ultimo meeting Fomc, fondamentale per le prospettive di mercato a breve termine, soprattutto se confermerà che diversi policymaker sono inclini a ridurre il piano di acquisto emergenziale di obbligazioni entro la fine dell’anno. Secondo il presidente di Fed Boston Eric Rosengren, un altro mese di dati forti sul mercato del lavoro potrebbe sostenere un annuncio sul ‘tapering’ a settembre.

Il governatore della Fed si St. Louis, James Bullard, ha affermato questo pomeriggio che l’economia USA ha già compiuto progressi “sostanziali”  utili per ridurre i 120 miliardi di dollari al mese della banca centrale negli acquisti di attività.

Il presidente della Fed di St. Louis, che sarà membro votante del comitato politico della Fed nel 2022, ha dichiarato di volere che il tapering termini entro la fine del primo trimestre. Ciò darebbe alla Fed la possibilità di iniziare ad aumentare i tassi di interesse se l’inflazione rimanesse ostinatamente alta.

Bullard ha previsto che l’inflazione decelererà ad un tasso del 2,5% nel 2022 rimanendo sopra il il 3% quest’anno. Ha detto inoltre che i rischi di un’inflazione più alta superano quelli di un’inflazione più contenuta bassa.

Nell’intervista, Bullard ha detto che pensa che la Fed dovrebbe lasciare che il suo bilancio si riduca una volta che la banca centrale avrà terminato il tapering.

Questa è una svolta rispetto al precedente episodio di tapering della Fed nel 2014. All’epoca, i funzionari della Fed volevano vedere il tasso di interesse di riferimento della banca centrale salire sostanzialmente prima di consentire al bilancio di ridursi. Il bilancio si ridurrà naturalmente poiché la Fed non sostituirà i titoli in scadenza. Bullard ha affermato che i suoi colleghi non supportano la vendita di obbligazioni della Fed sul mercato.

La Banca d’Inghilterra ha elaborato un piano per vendere obbligazioni una volta che il suo tasso di riferimento raggiunge l’1%.

Bullard ha affermato di essersi opposto a qualsiasi mossa per aumentare l’obiettivo di inflazione della banca centrale al 3% dal suo attuale livello del 2%. Ha detto che causerà disordini nei mercati finanziari. All’inizio di questa settimana, diversi ex economisti della Fed hanno sostenuto il passaggio a un obiettivo più alto.

Al di qua dell’oceano, in base agli ultimi dati settimanali Francoforte ha accelerato l’iniezione di liquidità, mentre secondo un sondaggio Reuters potrebbe annunciare nel prossimo trimestre i piani per ridurre il suo programma di acquisto di asset. Quanto a Bank of England, stando agli economisti, l’istituto centrale inglese aspetterà il 2023 per incrementare i tassi.

Oggi la banca Centrale neozelandese non ha aumentato i tassi come il mercato si aspettava.

L’euro dollaro attende la lettura delle minute al di sotto del minimo fissato nei primi otto mesi dell’anno a 1,1706 eur usd. La violazione del livello, se confermata dopo la lettura dei verbali della Fed di questa sera,  apre la strada per un ulteriore flessione dei corsi in direzione del target fissato nel nostro Outlook FX RISKOO 2021 a 1,15.

Il dollaro continua a beneficiare delle aspettative sull’avvio del tapering contro tutte le principali monete fatta eccezione per alcune divise appartenenti all’area emergente come ad esempio il peso messicano. anche contro lo yuan renminbi prosegue la fase positiva orientata al recupero avviato alla fine della primavera. Come al tempo scritto i corsi hanno raggiunto il primo degli obbiettivi a 6,40 usd cny ed ora si appresta a risalire verso area 6,60 usd cny.

I dati rilasciati questa settimana dalle agenzie cinesi riportano le   Vendite al dettaglio a +8,5% contro le attese di +10,9%, gli investimenti fissi nel primo semestre a +10,3% contro attese di +11,3% e la produzione industriale +6,4% contro un consensus del +7,9%. Ciò riflette un rallentamento della crescita in  Cina e di conseguenza un possibile allentamento dei requisiti di riserva obbligatoria delle banche commerciali.

Nonostante la correzione dello yuan contro dollaro, il rapporto eur cny rimane ancora inserito all’interno di un ciclo riflessivo che dovrebbe portare il cambio anche in questo caso a confermare i nostri obbiettivi di eur cny fissati nell’Outlook FX RISKOO 2021, il primo dei quai quotava a 7,60. Dopo il test del target intermedio ci aspettiamo un ulteriore flessione in direzione di area 7,10 eur cny.

OUTLOOK FX RISKOO 2021 IN TARGET

 

OUTLOOK RISKOO: IL FERIE AUGUSTI DEI MERCATI

OUTLOOK RISKOO: ANALISI INTERMARKET

Con i dati su GDP e Lavoro USA siamo si è aperta la pausa di mezza estate preliminare alla riflessione che ci porterà direttamente ai lavori del Simposio della Fed organizzato, come ogni anno, a Jackson Hole nel Wyoming tra il 26 ed il 28 agosto.

I mercati attendono un pò assuefatti dall’iperliquidità presente, un pò trepidanti proprio per quanto potrebbe emergere dagli orientamenti futuri dei banchieri centrali riuniti a riformulare le loro strategie monetarie.

Il mondo della politica economica globale è nel mezzo di un dibattito sul rischio di inflazione: transitorio o strutturale?

Accanto a questo fenomeno molti si interrogano anche su altri rischi. Più propriamente  ci si chiede se siamo prossimi allo scoppio di una bolla di asset.
Ciò che sorprende è la quantità minima di discussioni sul fatto che la cosiddetta “era del denaro libero” di oggi del denaro libero” abbia creato pericolose bolle di asset. La storia mostra che lo scoppio di bolle di asset
può portare brutte conseguenze macroeconomiche.

Il dibattito non deve eludere la consapevolezza che negli Stati Uniti ad esempio,  il nuovo debito aziendale dopo la pandemia è salito alle stelle. Molte aziende, anche poco meritevoli sotto il profilo della loro sostenibilità economica, grazie al denaro leggero sono state in grado di riacquistare le loro azioni. La loro fragilità le renderebbe vulnerabili in un contesto di volatilità. Molti investitori ritengono che i mercati siano al riparo da un’eventuale turbolenza in quanto gran parte delle banche sistemiche siano ottimamente capitalizzate, mitigando gli eventuali effetti negativi per l’economia statunitense da una correzione del mercato qualora dovesse entrare in rotta di collisione.

Le maggiori banche d’investimento prevedono in effetti una correzione dei mercati di proporzioni contenute: 10/15%.

In una tale correzione, quale sarebbe la via di fuga per i flussi in cerca di un rifugio sicuro? I titoli del Tesoro americano? L’oro? Le Criptovalute? Le Materie prime in generale? Le monete safe haven?

Non c’è dubbio che in questo lungo ciclo di liquidità immessa dalle banche centrali sia stata alimentata un’assunzione di rischio probabilmente fuori scala, dove sono state premiate le attività finanziarie rispetto a quelle appartenenti all’economia reale. L’inflazione sui multipli in qualche misura conferma questa ipotesi, anche se potremmo sostenere come di questo fenomeno abbia alla fine beneficiato il meccanismo di trasmissione della politica macroeconomica all’economia reale.

Ciò nonostante la disconnessione tra tra i fondamentali ed i mercati appare come scritto fuori scala. Ciò crea tendenzialmente distorsioni che, se troppo stressate, rischiano di causare turbolenze.

La fiducia che i mercati hanno riposto sulla persistenza delle banche centrali a favorire linee monetarie accomodanti ha generato comportamenti meno razionali che in passato.

Le distorsioni che si sono manifestate proprio sull’economia reale. aumento dei prezzi, rialzo verticale dei prezzi delle commodity, tassi reali negativi, hanno spinto le principali economie fuori dalla deflazione (Giappone a parte) assistendo ad un’impennata dei prezzi input in parte scaricata dalle aziende sui listini ed in parte assorbita dalla marginalità. Questo processo tenderà a rendere meno transitoria l’inflazione.

Negli Stati Uniti il tasso tendenziale è ben al di sopra del 5%, mentre in Europa la crescita dei prezzi si è attesta in prossimità degli obbiettivi dichiarati dalla BCE al 2%.

E’ la Federal reserve quindi che dovrà muovere i primi passi per mitigare gli eventuali effetti dell’inflazione. Jackson Hole nelle attese costituirebbe la sede più appropriata per aprire ufficialmente il dibattito sul ritiro degli stimoli. Il percorso preliminare prevede almeno tre grandi tappe:

  • il Simposio JH dove si darebbe il via alla preparazione del processo,
  • la riunione del Fomc di settembre per convalidare lo scenario,
  • il meeting di dicembre per dare il via definitivo al programma di tapering.

I mercati avrebbero il tempo necessario per scontare gli effetti del nuovo ciclo monetario sulle quotazioni. Si eviterebbe in linea teorica l’apertura di una turbolenza derivata da un aggiustamento repentino delle valorizzazioni. Con buona probabilità l’aggiustamento produrrebbe una correzione mitigata dalla narrazione con cui le banche centrali, Fed in primis, accompagnerebbe i mercati verso la nuova fase.

MARKET MOVER

Abbiamo riportato la sintesi della ricerca WB Advisors per ogni asset class . per rimanere aggiornati iscrivetevi al nostro RISKOO OUTLOOK REPORT

OUTLOOK RISKOO EQUITY

I mercati azionari appartenenti all’area occidentale, Usa ed Europa,  sono entrati in pseudo trading range da diverse settimane, quelli emergenti trainati dalla Cina hanno corretto ampiamente le loro quotazioni.

  • Lo Standard & Poor 500 si è dimostrato il meno incline a contenere l’esuberanza. Tutte le correzioni al trend dominante si sono dissolte a ridosso dei livelli di controllo del rischio che di volta in volta avevamo fissato evitando di entrare in una sequenza in grado di compromettere la tenuta del ciclo. La nostra posizione più cauta ha tuttavia prevalso in una logica di disallineamento.  (livello di rischio sotto 4350 & 4300)
  • L’Eurostoxx 50 dal mese di aprile ha lavorato su basi più difensive. Nell’ultima settimana ha cercato di allinearsi all’esuberanza del mercato azionario americano. (livello di rischio sotto 3950)
  • Nasdaq 100 La tecnologia ha beneficiato più di altre asset class l’esuberanza mediatica di questo ciclo per tutte le ragioni che possiamo ricondurre al nuovo paradigma dei comportamenti sociali post pandemia. L’indice dopo una fase di consolidamento aperta tra fine 2020 e maggio 2021 ha avviato un nuovo rally esposto comunque ad un ritracciamento nel breve. (livello di rischio sotto 14,000)
  • China L’indice CHINA MSCI perde dai massimi di febbraio tra il 27 ed il 30%. L’indice Shanghai Composite sta recuperando rispetto alla correzione del 10% ma per definire un quadro più soddisfacente rispetto alla stabilità del recupero necessita di ulteriori conferme con ritorno oltre 3550.

    IL FERIE AUGUSTI DEI MERCATI

    WB ANALYTICS: STANDARD & POOR 500

OUTLOOK RISKOO YIELD RATE

I rendimenti  benchmark del mercato dei bond governativi sono scesi ai livelli che precedevano la lettura del rialzo dell’inflazione. Ci si interroga sul ritracciamento dei rendimenti in un quadro di pressioni inflative e di orientamenti da parte di banche centrali, al momento circoscritte alle aree emergenti e poco più, verso una revisione al rialzo dei propri tassi di riferimento.

  • L’US Treasury 10 y yield dopo aver impensierito non poco gli investitori toccando quota 1,80% è sceso sino a dimezzare (quasi) le proprie quotazioni a 1,12%. In attesa del discorso che terrà Jerome Powell a Jackson Hole, ci aspettiamo che i rendimenti consolidino l’area 1,40-1,10%. La discesa tende ad offrire argomenti a quanti sostengono la linea del Governatore Powell sulla transitorietà dell’inflazione. A questi dovremmo unire quanti invece ritengono che l’economia possa decelerare in un prossimo futuro.
  • In parallelo al Tresury il 10 y yield Bund è sceso nuovamente verso i minimi negativi storici fissando un -0,52% toccando anche in questo caso i livelli di fine 2020 ed inizio anno. Ci sembra che la coda finale del ribasso rientri in un contesto di eccesso per cui ci aspettiamo un recupero limitato a breve. In ogni caso in attese diJH ci aspettiamo un riequilibrio verso -035%.
  • Il BTP 10 y yield ha beneficiato di questo passaggio generale riportando le quotazioni verso 0,50%. L’eccesso di ribasso da noi riscontrato favorirà una reazione contenuta sotto quota 0,65% dove sono presenti al momento possibili buy order sul secondario. Tendenzialmente ci aspettiamo una discesa dei corsi ulteriore senza escludere a priori un ribasso oltre gli attuali minimi.
IL FERIE AUGUSTI DEI MERCATI

WB ANALYTICS: US TREASURY 10 Y YIELD ADVANCE CYCLE TREND

OUTLOOK RISKOO COMMODITY

A fine primavera avevamo segnalato nei nostri Outlook WB Commodity Perspectives l’apertura di un’articolata fase di correzione dei prezzi delle commodity industriali a partire dal rame.

  • Per il Copper HG (LME)  ci aspettavamo un’iniziale correzione da 10739 usd/t (LME) a 9000 usd. La successiva reazione avrebbe, secondo l’articolata correzione attesa descritta nel report di giugno e luglio, riportato nuove prese di beneficio con spinte regressive che al momento preludono ad un ulteriore gamba di ribasso importante in direzione dei target stimati.
  • Sulla linea del rame dovremmo ritrovare nelle prossime settimane altri metalli tra cui l’Acciaio nelle sue diverse declinazioni e quotazioni di riferimento.
  • Il petrolio, che la  nostra ricerca copre eleggendo come benchmark il Brent Oil, dopo aver più volte tentato di oltrepassare la soglia dei 78 usd/bar sta nuovamente ripiegando in direzione della trigger line 68,50 usd al cui breakout potrebbero verificarsi significativi sell order a protezione di tattiche e strategie ancora rialziste. L’evento tenderà a confermare i target riflessivi indicati anch’essi nei nostri ultimi report a 65 e 60 usd/bar.

Le considerazioni esperite sull’andamento delle commodity in generale dovrebbero favorire altresì un riequilibrio ancorché solo marginale,  dei noli marittimi. Le quotazioni del Baltic Dry Index rimarranno inserite in un ciclo positivo di medio termine 2021/22. Le tendenza dominante continua ad evidenziare lo sviluppo di un rialzo a medio termine che alla fine potrebbe capitalizzare un ulteriore incremento nell’ordine del 30%. A breve non escludiamo qualche perdita di momentum, tuttavia essa appare propedeutica a rafforzare il trend dominante. L’evoluzione del rapporto tra pandemia e ripresa continuerà a giocare un ruolo significativo sull’offerta dei noli e le loro quotazioni.

IL FERIE AUGUSTI DEI MERCATI

WB ANALYTICS: COPPER LME

IL FERIE AUGUSTI DEI MERCATI

WB ANALYTICS: BRENT CRUDE OIL ADVANCE TREND CYCLE

OUTLOOK RISKOO FOREX

Da almeno 5 settimane il Dollar Index continua a premere sotto quota 93 per oltrepassare l’ostacolo tecnico che si oppone all’apertura del rally che dovrebbe spingere i valori verso i nostri target stimati in area 96 con ulteriori potenziali progressioni. Il Tapering di cui abbiamo ventilato l’applicazione da parte delle Federal Reserve innescherebbe il movimento atteso.

  • L’eur usd dopo l’ennesimo ritorno in area 1,2250 è repentinamente sceso verso i. minimi dell’anno posizionati a quota 1,17. I nostri algoritmi confermano che le condizioni tecniche utili per l’atteso breakout siano mature. Il nostro FX Outlook Riskoo confermerebbe quindi i target stimati per il 2021 dopo il collaudo di quello intermedio a 1,17.
  • Completate le procedure per la separazione definitiva della Gran Bretagna dall’UE a fine 2020, la sterlina ha avviato l’atteso movimento di recupero rispetto alla regressione subita durante il processo Brexit. Ci aspettiamo un ulteriore graduale apprezzamento del pound in linea con lo scenario delineato per il 2021 dove area ,82 eur gbp rappresenta il primo dei target di riferimento.
  • Il rapporto usd cny sta perfromando secondo il percorso previsto dal nostro modello: i corsi eur cny dovrebbero avvicinare a breve termine area 7,60. Ciò significa che l’eur cny dopo aver verificato il target intermedio a 6,60 si appresta a scendere in direzione di area 6,7,50 a breve, 7,20  a medio termine.

In generale l’euro rimane indebolito da una linea di policy monetaria più accomodante in Eurozona che in altre aree. Alcune monete emergenti presentano con dizioni di forza relativa estremamente positive: chf, cad, rub, czk, huf,  mxn,  krw, sgd, idr, inr.  Ci aspettiamo anche un recupero dello yen con ritorni rapportabili alle quotazioni di inizio anno. Per quanto riguarda altre monete ci aspettiamo una ripresa della loro forza contro euro a partire dal nok e sek per proseguire con l’aud. Per i dettagli tecnici richiedi il nostro FX RISKOO OUTLOOK REPORT

IL FERIE AUGUSTI DEI MERCATI

WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX TREND CYCLE

IL FERIE AUGUSTI DEI MERCATI

WB ANALYTICS: EUR USD ADVANCE TREND CYCLE

 

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

WB RISKOO FX OUTLOOK

WB RISKOO FX OUTLOOK AGO 21

DELTA INFLATION

La variante delta verso l’inflazione delta: cosa pensano alla Fed?

In attesa della riunione Fed 

La discussione sul ritiro degli stimoli monetari è da tempo presente nelle riflessioni dei consiglieri Fed. Jerome Powell tende, mitigando l’attuale congiuntura con il messaggio sulla transitorietà dell’inflazione, a preparare i mercati verso uno scenario in cui può esserci lo spazio per un tapering, magari annacquato, ma lo spazio c’è.

Questa è la nostra sensazione osservando i dati e la congiuntura del ciclo economico.

Sappiamo che il presidente Powell esprime tuttora una view piuttosto cauta rispetto alla crescita dei prezzi. Abbiamo nei report precedenti cercato di mettere a fuoco questa sua convinzione fissando alcuni punti:

i prezzi delle commodity sono saliti in un contesto straordinario. In moli casi, come abbiamo scritto nel WB COMMODITY PERSPECTIVES©, i valori hanno performato degli eccessi destinati a rientrare nel breve medio periodo.

Il ciclo economico ha fatto leva su condizioni eccezionali dovute alla riaperture ed ai colli di bottiglia che si sono formati nella supply chain.

La risposta positiva delle aziende ai sondaggi sulla fiducia in merito alla ripresa ha alimentato una solida crescita sul lato manifatturiero, contribuendo a determinare tassi di recovery significativamente robusti. 

La comunicazione ufficiale della Fed e delle banche centrali in generale fa leva quindi sul fattore di straordinarietà da cui deriva una visione della crescita dei prezzi come fenomeno transitorio.

Molti economisti temono invece che la ripresa dell’inflazione sia qui per durare a lungo e creare un vero e proprio ciclo. Noi, come già scritto, ci posizioniamo nel mid range. Pensiamo che gli aumenti dei prezzi operati dalle aziende verranno consolidati secondo lo schema che segue. … Per continuare a leggere 

Le nostre capacità cognitive spesso non riescono a distinguere la realtà da ciò che è solo un’illusione. L’opposizione tra la vera verità e la falsa verità,  tra verità ed apparenza, è una costante di cui dobbiamo sempre bilanciare, con difficile equilibrio, l’arbitrio altrui. La verità molto spesso è altra cosa rispetto a quella che ci appare. 

Da Cartesio fino a Nietzsche, la filosofia occidentale riporta le nostre riflessioni sul dualismo che spesso inganna il nostro sapere. Nulla quindi è indubitabile.

Cartesio diceva che “ il dubbio è l’inizio della conoscenza” e “la ragione non è nulla senza l’immaginazione.”

I mercati sono dubbio e immaginazione, non soltanto algoritmi. A meno che nello schema esecutivo di un algoritmo non siamo in grado di specificare e programmare oggetti in autonomia, basati su tecniche di apprendimento tipiche delle funzioni di machine learning.

Il lavoro principale di un banchiere centrale è quello di saper comunicare, declinando correttamente tutte le iperboli possibili dello storytelling, virgole e sospensioni comprese.

Spaginare le loro dichiarazioni è un lavoro che richiede un esercizio di alta professionalità, perché la ragione parte dall’immaginazione.

La ragione e non da oggi, pone sul tavolo una serie di fattori per cui dovremmo temere la crescita alterata dei prezzi: l’inflazione. L’iperliquidità presente nei mercati ed in misura inferiore nel substrato dell’economia reale, ha di per se creato un’inflazione dei multipli; ha esasperato la ricerca di rendimenti su tutti gli attivi tra cui le commodity. Le difficoltà riscontrate durante i blocchi sanitari nella supply chain ha poi funzionato da detonatore per il rialzo delle quotazioni. 

La miscellanea degli interventi ha evitato che gli effetti negativi prodotti nel 2020 dalla pandemia e dei conseguenti blocchi sanitari deflagrassero ulteriormente. Non era scontato. Tant’è che le banche centrali pur riconoscendo la forza della ripresa continuano a ribadire la presenza di rischi ancora presenti su più dimensioni.

Il QE globale ha innescato direttamente e non una spirale inflativa che si è riverberata sui prezzi. La crescita dei prezzi alla produzione e quelli al consumo si è materializzata con una forza che per i regolatori risulta temporanea, mentre per i mercati appare più strutturale.

La nostra immaginazione ci induce a pensare che i banchieri centrali stiano animando una discussione con obbiettivi tridimensionali: evitare di allarmare i mercati, preparargli ad un cambiamento di paradigma, impostare una linea di lavoro più convenzionale.

Del resto la materia è riconosciuta come politica monetaria e non scienza monetaria. E la politica diversamente dalla scienza si nutre di pόlis e téchnē.

Pensiamo che le banche centrali stiano progettando modalità per portare equilibrio nel valore degli asset, meno flussi di investimento speculativo verso l’azionario e le commodity, più verso l’obbligazionario perché la fine del QE spingerà al rialzo i tassi tassi d’interesse. Il primo passo consiste nell’effettuare un fade out del Quantitative Easing.

La Bank of England, ad esempio, ha detto che è vicina all’obbiettivo del programma che aveva annunciato (acquisti di bond per 895 miliardi di sterline).  A seguire tornerà a promuovere una linea di policy più convenzionale. Altre banche minori, come già anticipato nel nostro blog, hanno dichiarato che non effettueranno ulteriori  acquisti in futuro. La Bce ha comunicato che entro il prossimo marzo completerà l’acquisto di titoli collegati alla pandemia per un totale di 1850 miliardi di euro; nel suo Consiglio Direttivo si discute non sul quando ma su come farlo. Nelle nostre convinzioni sarà la Federal Reserve ad avviare ufficialmente il ritiro degli stimoli. La ragione per cui il governatore Powell tende a comunicarlo con prudenza è probabilmente legata al ricordo del 2013 quando l’annuncio, forse prematuro, del ritorno a politiche monetarie convenzionali creò disordine nei mercati: forte rialzo del tasso di cambio del dollaro, fuga di capitali dai mercati emergenti. …

Stiamo uscendo dalla fase in cui i blocchi sanitari prodotti dalla pandemia governavano l’andamento dell’economia globale. Oggi continuano a suggestionare le scelte di policy delle banche centrali. Abbiamo in estrema sintesi descritto un quadro aggiornato sulla direzione che il mondo sta prendendo in un momento in cui si fanno i primi resoconti della ripresa.

USA: la Fed sembra destinata a riconoscere le tensioni inflative.

La ripresa degli Stati Uniti si sta avviando, ma si teme che la capacità di offerta dell’economia non tenga il passo. Riteniamo che la Federal Reserve cambierà presto posizione e riconoscerà che l’inflazione potrebbe non essere così transitoria come si pensava inizialmente, aprendo la strada ai primi passi verso la “normalizzazione” della politica monetaria nel corso dell’anno effettuando un possibile annuncio al Simposio di Jackson Hole a fine agosto quando si riuniranno i banchieri centrali del mondo.

Eurozona: finalmente pronti al decollo dopo i blocchi della pandemia! 

Con la riapertura accelerata dell’economia, l’eurozona si avvia verso una forte ripresa. Mentre gli aumenti dei prezzi sono sotto la lente degli operatori, l’inflazione di fondo rimane contenuta. La Banca centrale si aspetta un incremento ulteriore in autunno per poi assistere ad un ridimensionamento della pressione il prossimo anno. Pertanto la BCE conferma il pacchetto di misure di stimolo a partire dal PEPP che a questo punto potrebbe esaurire gli effetti nella primavera del 2022.

Regno Unito: Outlook positivo nonostante la recrudescenza del virus.

L’ultima fase della riapertura del Regno Unito sembra destinata a essere rinviata a causa dei casi di Covid-19 in rapida crescita. Ma salvo un ritorno a regole più rigorose, il danno economico potrebbe essere piuttosto contenuto. I dati di consensus sulla fiducia delle imprese manifatturiere e servizi rimane tra i più elevati.

Cina: interruzioni dei chip. 

La Cina dopo l’effetto più cruento della pandemia si trova a fare i conti con un livello della sostenibilità del credito piuttosto critico. La PBoC ha rivisto in termini restrittivi le condizioni per la concessione del credito alla aziende. Inoltre permangono i nodi sulla produzione di semiconduttori nonché quelli di natura geo commerciale. L’indice di Borsa Shanghai Composite ed altri quotano con una perdita media vicina al 20% dai massimi dell’anno.

Asia: a porte chiuse nuovamente? 

In controtendenza con la tendenza globale alla riapertura economica, l’Asia ha recentemente re-introdotto limitazioni ai movimenti di persone con potenziali ripercussioni sulla performance economica. Le Olimpiadi in Giappone forniranno un segnale sulla dimensione delle criticità presenti nel Paese e nell’area. Ulteriori restrizioni conterrebbero la ripresa obbligando i centri di ricerca a rivedere al ribasso le previsioni sulla crescita per l’anno in corso.

Europa: Il grande aumento dell’inflazione… che spaventa il nord! 

L’aumento dell’inflazione nell’Europa centrale e orientale sta spingendo le rispettive banche centrali a modificare la loro impostazione accomodante verso un atteggiamento più restrittivo. La Banca Centrale russa ha già rivisto la sua politica. Recentemente abbiamo segnalato alcuni movimenti tecnici importanti sul rublo, sullo zloty, ci aspettiamo ulteriore apprezzamenti che sul fiorino ungherese.

Abbiamo formulato altri segnali positivi sulle corone scandinave. Ambedue le monete sek e nok stanno per violare la soglia psicologica 10 contro euro.

Le carenze sull’offerta sono destinate a influenzare i prezzi delle merci a livello globale, ma forse non ancora per molto…

Poiché le carenze e le interruzioni della catena di approvvigionamento vengono calcolate sui consumatori, l’inflazione dei beni è destinata a crescere. Crediamo ancora che l’impatto sarà temporaneo, ma negli Stati Uniti meno che nella zona euro.

Forex: gli impatti sulle politiche di Risk Management… stay on top!

Nel nostro Outlook per il 2021 abbiamo segnalato alcuni temi critici: in primo luogo l’inflazione, il rialzo delle commodity, un ribasso dell’euro. Il boom dei prezzi delle materie prime unito alle criticità della supply chain hanno spinto i prezzi in un ciclo rialzista che con molta probabilità non esaurirà gli effetti a breve salvo la correzione di queste settimane che occuperà l’estate. Gran parte dell’inflazione deriva da questi due ordini di grandezza. Le banche centrali hanno avviato a rotazione una politica di normalizzazione rispetto agli stimoli monetari messi in campo per neutralizzare gli effetti della pandemia. Sul cambio eur usd avevamo fissato due target riflessivi per la prima parte dell’anno 1,19 ed 1,16 aggiornato successivamente a 1,17. La reazione seguita al test di 1,17 dovrebbe risultare transitoria. Stiamo studiando i risvolti che il nuovo atteggiamento delle banche centrali potrebbero produrre sul dollaro e sui tassi di cambio in generale. seguite il nostro FX RISKOO per rimanere aggiornati sull’outlook che guiderà l’orientamento per il nostro servizio di advisory Risk Management per le imprese.

Commodity: un po di respiro dopo la corsa di inizio anno!

Con la pandemia i prezzi delle commodity erano crollati nelle medie ai valori  del 1970! L’indice CRB, Commodity Research Bureau, è sceso sino ai valori trattati prima dello shock petrolifero degli anni 70. Per qualche ora il  petrolio è sceso sotto il livello di galleggiamento (prezzi negativi)! Il rialzo dei prezzi ha riportato i valori in diversi casi a fissare picchi significativi, ritracciando il trend negativo dello scorso anno. Nel nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES abbiamo messo in evidenza già a fine aprile un segnale correttivo che ora sta impattando sulle principali commodity industriali. Tra tutte i metalli non ferrosi hanno aperto una finestra correttiva che dovrebbe, nel corso dell’estate, stemperare gli eccessi del rialzo causati da un ipercomprato di natura speculativa. Le banche centrali anche in questo caso possono fare molto per riequilibrare i prezzi. La Fed potrebbe annunciare una progressiva normalizzazione della politica monetaria ritirando gli stimoli monetari.

Tassi e rendimenti: altro che rialzo (per il momento), pare che l’inflazione sia scomparsa! Eppure c’è.

A conferma di un processo di normalizzazione ci aspettiamo correzioni sul mercato azionario a breve. Per il momento classifichiamo il segnale ad un livello di consolidamento. La correzione delle comodity è confermata dalla correzione dei rendimenti sul tratto lungo della curva dei bond governativi. Treasury, Bund e  Btp stanno assaporando un temporaneo ribasso dei rendimenti. In WB PERSPECTIVES abbiamo fissato i target di movimento.

Il Recovery Fund dell’UE aumenta le prospettive di crescita per le economie più deboli.

Quasi tutti i paesi dell’UE hanno ora presentato le loro proposte per accedere allo strumento di recupero e resilienza dell’UE. Grazie a un basso ricorso ai prestiti, i pagamenti del fondo finora saranno inferiori alle attese. Ma non va sottovalutato l’impatto sul PIL in quanto sarà considerevole per alcuni dei paesi periferici dell’eurozona a partire dall’Italia. Pensiamo che la BCE continuerà a rimanere ultra accomodante, nonostante le spinte rigoriste interne al consiglio, quantomeno fino all’attivazione e messa a regime del Fondo Next Generation Eu.

Fallimenti: un’altra fonte di divergenza nella zona euro 

L’esaurimento delle misure di sostegno adottate durante la crisi di Covid rischia di portare a un aumento dei fallimenti nei paesi della zona euro. Ma fino a che punto? Sono numerose le zombi firms che sopravvivono proprio grazie ad un regime di tassi molto bassi.  Qualora le banche centrali dovessero ritornare ad una politica di normalizzazione i loro conti economici non sarebbero in grado di sostenere l’impatto degli oneri relativi. Alcune analisi indicano che tale fenomeno acuirebbe gli squilibri macro economici mai sopiti all’interno dell’Eurozona.

Anche per questa ragione crediamo che il Presidente Mario Draghi promuoverà una revisione del patto di stabilità in ossequio ad una politica fiscale meno ortodossa.  Le elezioni in Germania che si terranno a settembre, rappresentano un passaggio significativo nell’imprimere o meno una svolta al paradigma del Fiscal Compact, la cui cornice integra le regole di finanza pubblica e delle procedure per il coordinamento delle politiche economiche nel quadro della governance economica europea.

Di seguito riportiamo alcuni grafici sull’andamento del livello della fiducia espresso dalle aziende su scala globale. Il PMI Composite Index, che rileva il sentiment delle aziende manifatturiere e dei servizi,  dopo il crollo dello scorso anno oltre i minimi del 2008/9 ha recuperato riportando l’indice al di sopra delle medie rilevate dopo la crisi Lehman Brothers.

WORLD THE DAY AFTER PANDEMIA

WORLD THE DAY AFTER PANDEMIA

MARKIT PMI GLOBAL COMPOSITE

 

 

ANTEPRIMA BCE – I Riflettori sono puntati sul meeting odierno, con gli investitori che cercheranno segnali sul futuro degli acquisti Pepp e in generale su un eventuale cambio di passo rispetto all’attuale approccio ultra-accomodante. Recentemente i membri del board hanno insistito sul fatto che è troppo presto per parlare di ‘tapering’, ma il mercato attende  gli aggiornamenti sulle proiezioni macroeconomiche della Banca Centrale per comprendere se la discussione possa cambiare bias in prospettiva. Tale ipotesi potrebbe assumere una dimensione più concreta tra il 18 e il 20 giugno, quando si terrà una nuova riunione della Bce con al centro la revisione della strategia, avviata dal Board lo scorso anno ma sospesa per gran parte del 2020 a causa della pandemia, in cui dovrebbe essere rivista la formulazione della strategia sulla stabilità dei prezzi. Per la conferenza stampa di oggi potrebbe risultare interlocutoria, senza particolari effetti sul mercato con un’anteprima BCE.

Bank of Canada intanto ha mantenuto invariati i tassi a minimi record, in linea con le attese, ribadendo che non ci saranno variazioni almeno fino alla seconda metà del 2022, confermando l’Outlook positivo già indicato nel precedente consiglio.

INFLAZIONE USA

Altro dato significativo per la giornata, l’inflazione USA,  sarà pubblicato sempre alle 14.30 , con attese per un ulteriore rialzo a maggio 3,4%. Una lettura forte alimenterebbe i timori di un ridimensionamento dello stimolo da parte della Fed prima del previsto, anche se Jerome Powell ha ribadito più volte che l’inflazione alta sarà transitoria.  Ieri intanto il tasso del Treasury decennale è sceso sotto 1,5% come anticipato nelle attese dal nostro report WB PERSPECTIVES.  Sempre nel primo pomeriggio attese anche le nuove richieste settimanali di disoccupazione, altro dato attentamente monitorato dalla Fed, viste in calo a 370.000 – sarebbe il livello più basso da quasi 15 mesi – da 385.000 di una settimana prima.

DOPO LA BCE ARRIVA LA FED

Ricordiamo che i Market Mover sulle riunioni delle banche centrali hanno una coda lunga in quanto proprio con il dato odierno sull’inflazione USA si aprono le attese su quanto indicherà la FED a margine del FOMC nella serata di mercoledì.

Dagli iniziali segnali che raccogliamo osservando l’andamento dei vari strumenti di mercato confermiamo le ipotesi formulate nel WB PERSPECTIVES di giugno sull’anteprima BCE, dove prevale il segno correttivo sulle commodity industriali, fatta eccezione per il petrolio che potrebbe cercare di formare a breve un nuovo picco a 78/80 usd/bar (Brent Oil). Ci aspettiamo un ridimensionamento ulteriore dei rendimenti a partire da quelli dei bond governativi europei. I riferimenti per la seduta odierna saranno 103 punti base per il differenziale di rendimento Italia-Germania sul segmento dieci anni e 0,78% per il tasso del decennale benchmark. Nella giornata di ieri lo spread ha ristretto fino a 101 e il tasso è sceso fino a 0,75%, valori entrambi sui minimi da fine aprile. Infine ci aspettiamo che si apra un consolidamento delle borse ed  una ripresa del dollaro.

FOREX MARKET ANTEPRIMA BCE

La divisa americana è impegnata ad accumulare forza per reagire al rialzo dello yuan renminbi e ritornare a consolidare una reazione oltre area 6,40 usd cny. L’eur usd continua invece a ruotare attorno a quota 1,2160, livello che da diverse settimane indichiamo come punto centrale per la definizione dell’equilibrio tecnico. Nelle indicazioni di timing formulate nel nostro outlook FX RISKOO i punti che delimitano l’attuale tendenza del cambio eur usd transitano in prima battuta in area 1,2130/15 ed in successione a 1,1980/30. Il cap dell’attuale area di consolidamento rimane fissato a quota 1,2275.

ANTEPRIMA BCE

WB ANALYTICS: EUR USD B/T

 

RISKOO MONITOR

 

DATI ZONA EURO

In mattinata Istat diffonde il dato sulla produzione industriale italiana di aprile, con attese per un rialzo su mese dello 0,3% dopo la leggera flessione (-0,1%) registrata a marzo.
Ancora prima sarà la Francia a diffondere l’analogo dato, con attese per un +0,5% ad aprile a livello congiunturale da +0,8% del mese prima.

DATI USA

Un gruppo bipartisan di dieci senatori sta lavorando a una bozza del piano per le infrastrutture da circa 900 miliardi di dollari che eviterebbe gli annunciati aumenti di tasse. Il presidente Joe Biden aveva proposto un piano da 1.700 miliardi.

INFLAZIONE CINA

Il numero uno della banca centrale cinese si aspetta un’inflazione sotto il 2% quest’anno. La Cina continuerà a implementare la normale politica monetaria e si concentrerà sull’impatto dei cambiamenti strutturali sulla stabilità dei prezzi, ha detto il governatore Yi Gang.

DATI GIAPPONE

I prezzi all’ingrosso a maggio sono cresciuti al ritmo più rapido da 13 anni a livello tendenziale, riflettendo l’aumento dei costi delle materie prime. E’ il segnale che le pressioni inflazionistiche a livello globale stanno avendo ricadute sulle aziende già colpite dalla pandemia.