Questa mattina sono stati pubblicati le stime flash per il PMI Indicator del mese di maggio.

I sondaggi sul sentiment delle imprese evidenziano un primo  importante segnale di reazione. Nel report analizziamo i PMI rilevati nell’Eurozona,  UK ed  USA.

Per l’indice PMI sull’Italia e la Cina dovremo attendere l’1 giugno. Come sappiamo il dato PMI (Purchase manager Index), elaborato da Markit, ha un’elevata correlazione con i mercati in quanto costituiscono uno dei riferimenti che le banche centrali analizzano per stimare il quadro economico. L’Eurozona proviene da una striscia di dati estremamente negativi. I peggiori da quando la serie storica è disponibile. Quindi il dato di questa mattina interessa in quanto si riferisce al periodo che coincide con l’inizio dello smantellamento del lockdown.

I dati PMI rappresentano per il nostro modello di ricerca uno dei principali leading indicator sull’andamento dell’economia. Nei nostri studi abbiamo verificato una forte correlazione tra il loro andamento e le scelte di politica monetaria delle BC, nonché un impatto significativo sui mercati finanziari i quali, attraverso un articolato rapporto di interrelazioni tra un comparto e l’altro, creano un fenomeno di causa effetto estremamente utile per leggere le dinamiche dei cambi, tassi d’interesse e materie prime.  

Continua leggere l’analisi e le prospettive sul mercato dei cambi…

Inviaci email per richiedere le modalità di sottoscrizione dei nostri approfondimenti

 

PMI INDEX

WB ECONOMICS PMI INDEX

avversione al rischio

I segnali di avversione al rischio stanno ritornando a flirtare con i mercati. Lo scenario previsto sin dagli inizi della crisi OUTBREAK (24 feb) e  WB PERSPECTIVES BREVE STORIA DEL PROSSIMO BEAR MARKET rimangono di grande attualità sia per le stime effettuate sulla prima ondata di vendite sui mercati azionari, sia per i livelli indicati sin dall’inizio sui limiti del recupero. Già recupero e non rialzo. La sottile differenza corre tra la tenuta di una condizione generale di rischio e apertura di una nuova fase impulsiva di ripresa.

Del resto nelle ultime giornate è notevolmente aumentata la domanda sulla tenuta dei listini azionari ed in particolare di alcuni singoli titoli nonostante la drammaticità dei dati che stiamo leggendo e che in prospettiva rimarranno critici. Oggi avremo i dati relativi alla produzione industriale dell’Eurozona. Le attese riportano una caduta del 12,1%.

In Italia la produzione industriale è scesa del 28,4% a marzo dopo il – 10 di febbraio. L’Istat riferisce che la misura rettificata ai giorno lavorativi è scesa del 29,3% a / a (-2,3% a / a a febbraio). In entrambi i casi, sono i declini più ripidi da quando è iniziata l’attuale serie produttiva nel 1990. In un solo mese, la produzione industriale è diminuita più che durante l’intera crisi del 2008/2009.

Analizzando la suddivisione per settore, notiamo che i più colpiti sono stati i mezzi di trasporto e i prodotti tessili e in pelle, tutti contratti di oltre il 50% a/a; non sorprende che solo il settore alimentare, meno colpito dal blocco, sia stato in grado di limitare il danno, contraendo “solo” il 6,5% a a.

Prepariamoci per dati ancora negativi

Con il lockdown per l’intero mese di aprile, i dati sulla produzione  saranno probabilmente peggiori. In assenza di riscontri provenienti dalla fiducia delle imprese, non pubblicati in aprile dall’Istat a causa di problemi di raccolta dei dati, il calo del PMI manifatturiero a 31,1 in aprile (dai 40,3 di marzo) ha già fornito prove qualitative inequivocabili di un ulteriore deterioramento.

Sospettiamo che il recupero non prenderà una forma a V, dimostrandosi invece solo graduale. Da un lato, le misure messe in atto dal governo italiano per sostenere le imprese e le famiglie non hanno finora filtrato nel tessuto economico dell’economia, vista la drammatica carenza di liquidità per molte imprese. Ciò è chiaramente accentuato dalla sovra rappresentazione strutturale delle PMI di piccole dimensioni, intrinsecamente finanziariamente più vulnerabile rispetto a quelle con dimensioni più grandi. In queste condizioni l’attesa per una regressione del Pil pari a poco meno del 10% rappresenta il consenso medio di mercato.

Ma i segnali critici risultano diffusi a livello globale. La caduta degli indici di fiducia delle imprese è in molti casi scesa al di sotto dei livelli registrati nel periodo 2008/9.  Il loro pessimismo apre interrogativi sugli utili delle imprese, sulla grado di resilienza su scala globale, con un maggiore accento verso l’economia occidentale.

Quindi si torna a verificare la tenuta dei mercati e gli eventuali segnali che potrebbero riaprire le condizioni di Risk Aversion.

Nell’ordine di gerarchia riteniamo che lo Standard & Poor 500 costituisca l’indicatore guida. Le due aree 2840 & 2730 costituiranno nelle prossime ore il terreno di scontro/confronto tra le mani forti che cercheranno per diverse ragioni di contrastare le vendite e quelle diffuse tra investitori professionali e non nel prendere atto che le condizioni non sono ancora mature per andare oltre l’attuale recupero.

Il breakout riporta condizioni di rischio

La violazione dl range segnalato riattiva le tattiche di avversione al rischio premiando bond governativi lunghi, monete rifugio, l’oro qualora eviti anch’esso di cedere quota 1680/70 usd/oz.

In Europa guarderemo con attenzione i riflessivi sugli indici azionari core: Dax ed Eurosotxx. Il primo presenta una fascia di protezione tra 10470 & 10250. Il secondo espone già al breakout di area 2800 precari segnali di stabilità.

Per l’Italia dovremo guardare con attenzione ciò che accadrà ai rendimenti sul BTP.  Purtroppo i segnali di avversione al rischio generale tendono a riflettere negativamente sul 10 anni Italia. Auspichiamo, ai fini di una tenuta e la ripresa di un parziale ribasso, che i rendimenti rimangano sotto quota 200 basis Point. Ciò consentirebbe agli stessi di rintracciare e con l’aiuto di mani forti scendere sotto area 1,80 dove collochiamo il trigger per l’avvio di un recupero del secondario sul MTS.

Il mercato dei cambi ed il rischio sistemico

Nel richiamare l’attenzione sugli strumenti che meglio replicano alle condizioni di avversione al rischio non possono mancare le monete. Lo yen, il franco svizzero ed il dollaro americano sono attesi in apprezzamento per effetto dei flussi che migrano dai Risky Asset verso le aree Safe Heaven. 

L?eur usd quota un livello di attrazione a 1,0770, mentre l’eur chf continua a flirtare con i minimi a quota 1,05. Il rapporto usd jpy dopo l’ennesimo sostegno offerto dalla BoJ tornerà a flettere. In questa occasione il punto da violare si abbassa a 104,60.

you finance

WLADEMIR BIASIA & YOU FINANCE

 

LIVEABLE WORLD

SCENARI D’INVESTIMENTO IN UNA NUOVA VISIONE SUL FUTURO DELL’ECONOMIA MONDIALE DOPO IL COVID-19

Wlademir Biasia

LIVEABLE WORLD a YOU FINANCE

Scenari d’investimento in una nuova visione sul futuro dell’economia mondiale dopo il covid-19

RelatoriWlademir Biasia

https://www.youfinance.it/investi-bene-2020/   6 maggio 15:00 – 15:45  Canale 1

https://www.youfinance.it/investi-bene/percorsi/wlademir-biasia

 

Si apre la prima settimana operativa di maggio, PREPARATEVI PER UNA SERIE DI DATI DELUDENTI. Il calendario economico  vede la stagione degli utili degli Stati Uniti in pieno svolgimento con oltre 1.300 aziende che riportano ile loro trimestrali, inoltre ci sono anche importanti rilasci di dati sul mercato del lavoro e PMI in tutto il mondo e negli Stati Uniti, alcuni aggiornamenti del PIL asiatico e riunioni della banca centrale nel Regno Unito e in Brasile.

I sondaggi PMI di aprile, riguardanti la produzione e i servizi, sono pubblicati in tutto il mondo sulla scia di dati PMI flash che hanno mostrato tassi di crollo economico in aumento. I numeri dettagliati delle PMI del settore registreranno anche l’entità dell’impatto per i diversi settori.

Con le misure adottate per contenere l’epidemia di COVID-19 che si è intensificata in molti paesi durante il mese di aprile, in particolare negli Stati Uniti ed in Europa, l’impatto economico sembra essere stato proporzionalmente maggiore. I dati sulla produzione manifatturiera per la Cina, già pubblicati fino ad aprile, hanno nel frattempo mostrato solo una ripresa molto modesta, subendo una nuova accelerazione del tasso di declino delle esportazioni, suggerendo fortemente che la ripresa rischia di svanire.

Finora i settori dei servizi hanno subito le conseguenze maggiore dal distanziamento sociale. Seguendo a rotazioni le rimossioni effettuate i mercati analizzeranno i dat iniziali e gli effetti a partire dalla Cina. Gli investitori  guarderanno quindi ai dati PMI del settore dei servizi cinesi per indicazioni sull’entità dei potenziali rimbalzi. Gli indici PMI  forniranno quindi gli indizi su come le economie si sono comportate all’inizio del secondo trimestre.

I numeri del PIL del primo trimestre aiuteranno inoltre a valutare gli impatti di COVID-19 su Hong Kong, Indonesia e Filippine.

In settimana le decisioni della Banca Centrale  del Brasile sembrano destinate  ad aggiornare il ivello dei tassi verso nuovi minimi record, poiché il paese combatte una crisi economica che ha portato i suoi cambi a raggiungere il minimo storico. Gli analisti saranno anche ansiosi di vedere la reazione  della Bank of England alle notizie sull’economia del Regno Unito in contrazione  ad un ritmo senza precedenti ad aprile.

La settimana si conclude con il rapporto sull’occupazione degli Stati Uniti. Si prevede che i libri paga non agricoli siano fortemente diminuiti e il presidente della Fed Powell ha avvertito che il tasso di disoccupazione potrebbe salire a doppia cifra.  Il PIL degli Stati Uniti è già diminuito del 4,8% su base annua nel primo trimestre e il nostro tracker del PIL indica un calo del 37% nel secondo trimestre. Preparatevi per una serie di  dati inediti.

FOREX

Questa mattina abbiamo osservato il  dollaro ben intonato, nei confronti sia dello yen sia soprattutto dell’euro. Deboli i listini asiatici, che soffrono delle nuove tensioni politiche tra Washington e Pechino, mentre la pausa per festività della piazza cinese e giapponese riduce notevolmente il volume degli scambi. Poco prima delle 8 euro/dollaro 1,0925/29 da 1,0983 venerdì sera in chiusura negli Usa, dollaro/yen 106,76/77 da 106,93 ed euro/yen 116,66/70 da 117,39.

Giovedì il mercato è rimasto deluso dalle misure comunicate dalla BCE. Ha quindi coperto posizione corte di euro sul dollaro. Il rientro del cambio si colloca ancora una volta  su ribassi che siano in grado di spingere nuovamente i corsi sotto area 1,0880. Ci aspettiamo la conferma di un ritorno del clima di avversione al rischio. Il dollaro quindi dovrebbe recuperare momentum.

COMMODITY

Si muovono con il segno decisamente negativo i derivati sul greggio, penalizzati dai dubbi sulle prospettive della domanda oltre che dalle nuove tensioni tra Usa e Cina. Poco prima delle 8 il futures Brent per consegna giugno arretra di 43 centesimi (1,63%) a 25,96 dollari il barile, mentre il contratto Nymex giugno scivola di 1,41 dollari (7,13%) a 18,38 dollari.

I metalli rimangono deboli ed allneati ad un trend ancora debole/riflessivo. Il rame potrebbe aver esaurito la spinta reattiva. Temiamo che durante le prime settimane del mese  possa verificarsi  una flessione del 5%.

Tra i coloniali il contratto future sul Caffè C conferma l’Outlook II°Q Riskoo. I prezzi stanno scendendo verso la bse della banda di negoziazioni di medio termine che quota una demand line in area 102.

RENDIMENTI BOND GOVERNATIVI

Governativi Usa in denaro sul finale della seduta asiatica, con il decennale di riferimento che avanza di 7/32 al rendimento di 0,618%.  IL PUNTO DI MAGGIOR ATTENZIONE QUESTA SETTIMANA TRANSITA A 0,5%.

Il 10 anni Germania tende a puntare verso area -o,7%. Dovremmo assisstere ad un raffreddamento dell’Euribor 3 mth dopo la forte reazione delle precedenti settimane.

STOCK INDEX

Come atteso le borse tenderanno ad aprire la fase di collaudo della tenuta dell’azione reattiva dai minimi di marzo. I livelli già segnalati la scorsa settimana entreranno nella verifica di mercato a partire da quota 2730 di S&P 500. Anche in questo caso siamo preoccupati per il  momentum.

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Pmi manifattura aprile (9,45) – attesa 30.

Ministero Trasporti, immatricolazioni auto aprile (18,00).

Tesoro, fabbisogno statale aprile.

Istat-Iss, presentazione rapporto “Mortalità in Italia”.

 

FRANCIA

Pmi manifattura finale aprile (9,50) – attesa 31,5.

 

GERMANIA

Pmi manifattura finale aprile (9,55) – attesa 34,4.

 

GRECIA

Pmi manifattura aprile (10,00).

 

SPAGNA

Pmi manifattura aprile (9,15) – attesa 35.

 

ZONA EURO

Pmi manifattura finale aprile (10,00) – attesa 33,6.

Indice Sentix fiducia investitori maggio (10,30).

 

USA

Indice Ism New York aprile (15,45).

Revisione beni durevoli marzo (16,00).

Ordini industria marzo (16,00) – attesa -9,5% mese

IL FONDO MONETARIO PREVEDE UNA RECESSIONE GLOBALE DEL 3% QUEST’ANNO ED UNA RIPRESA AL 5,8% NEL 2021

La recessione del Pil globale sarà prossima al 3% nel 2020. 9% per l’Italia.

Sulla base di specifiche condizioni la ripresa del prossimo anno sarà del 5,8% su scala globale, 4,5% per le economie avanzate. Le condizioni ovviamente riguardano lo sviluppo della pandemia ed il conseguente controllo entro il primo semestre del prossimo anno.

Nel frattempo soffre il commercio globale atteso anch’esso in caduta quest’anno nell’ordine del 9%.

Il commercio mondiale sta diminuendo drasticamente poiché Covid-19 spinge verso una sospensione degli investimenti e della spesa dei consumatori, oltre a sconvolgere i mercati della produzione e del credito. Le esportazioni cinesi sono diminuite del 6,6% su base annua  a marzo  e potrebbero peggiorare ad aprile e maggio. La produttività globale dei porti è scesa del 10% nel mese di febbraio , principalmente a causa della minore attività nei porti cinesi. Anche il commercio di servizi sta registrando forti cali, il trasporto aereo risulta secondo IATA in calo del 15% a febbraio . La logistica soffre ulteriori problemi. Europa e Stati Uniti hanno ricevuto meno spedizioni dalla Cina. I porti di tutto il mondo stanno imponendo ritardi prima che le navi dalla Cina vengano scaricate.

Raffronti con la crisi 2008/9

Nella crisi finanziaria globale, il calo totale del commercio mondiale di beni e servizi è stato di circa quattro volte quello del PIL. Il crollo degli scambi e la relativa recessione,  sono dovuti principalmente alla caduta della domanda di beni durevoli, con significativi livelli di ordini,  acquisti e investimenti rimandati. Ciò ha rallentato se non addirittura fermato i numerosi flussi transfrontalieri di beni intermedi durevoli all’interno delle catene di scambi globali. Anche gli effetti collaterali dell’offerta dovuti ai vincoli di credito per i produttori e alle interruzioni del finanziamento al commercio hanno avuto un ruolo importante in questo processo.

POSSIBILI SCENARI

Nell’analisi di consensus che abbiamo riscontrato il commercio mondiale probabilmente subirà rallentamenti in misura maggiore al  PIL sulla scia di Covid-19. Nello scenario di base, sostanzialmente allineato a quello del FMI,  al momento si rileva una maggiore preoccupazione per gli effetti della contrazione dell’attività economica (recessione) rispetto alla potenziale crisi finanziaria. Questa volta, le catene di approvvigionamento potrebbero essere interrotte da rallentamenti della  produzione e assenze della forza lavoro, nonché dagli effetti a catena della minore domanda di beni durevoli. Le misure di blocco in molti paesi stanno riducendo drasticamente l’attività dei servizi, compresi i viaggi e il turismo, ma anche i servizi non commerciali, quindi le cadute degli scambi e del PIL  potrebbero avere un impatto maggiore di quanto non abbiano subito nella crisi 2008-2009.

2020 – 2023

Ci attendiamo con la fine di questo trimestre un allentamento delle misure di restrizione sanitaria in tutto il mondo. In buona parte delle aree economiche più significative,  le misure politiche a sostegno delle imprese sono risultate al momento efficaci. In Europa rileviamo forti differenze tra a paese e paese. Qualora la diffusione del contagio dovesse rientrare nei controlli sanitari potremmo attenderci una ripresa nella forma di V. E’ sostanzialmente lo scenario elaborato dal Fondo Monetario Internazionale. Diversamente  nel caso in cui le misure di distanziamento sociale ed i controlli sanitari dovessero risultare più invasivi rispetto al sistema, la produzione e gli investimenti riprendono più lentamente riportando una ripresa a U.  Nel caso in cui si debba attuare un controllo ulteriore della pandemia in virtù di un riflusso dei contagi a livello globale il prossimo inverno, le ripercussioni alla domanda si riverbererebbero sino  alla fine del secondo trimestre 2021 e il recupero ai livelli di attività pre-crisi richiederebbe un ulteriore anno. Uno scenario migliore, “best case” vede le misure di blocco revocate definitivamente entro la fine di questo trimestre, consentendo alle attività di riprendersi fortemente.

 

GDP

GLOBAL TRADE

2020

2021

2020

SCENARIO BASE FMI

-3

5.8

-9.0

LOCKDOWN INVERNO

-5.1

1.8

-15.4

BEST CASE SCENARIO

-1.2

3.6

-3.1

WORST CASE SCENARIO

-11.3

1.8

-33.9

FOREX – COMMODITY OUTLOOK

Stiamo aggiornando il nostro Outlook per il II° Q su tassi di cambio, commodity e tassi d’interesse sulla base degli scenari messi in evidenza. Le relazioni intermarket mettono in evidenza un rapporto di correlazione tra la risposta che le borse daranno alle evidenze riportate in merito allo scenario sull’economia globale a partire dalle stime sulla recessione per l’anno in corso e le probabilità di ripresa per il 2021. Il dollaro continuerà ad assumere un ruolo centrale  in virtù del suo status di moneta rifugio. Nello studio elaboriamo i riflessi sul mercato dei cambi e delle materie prime partendo dallo scenario di base pubblicato dal FMI.

Inviaci email

WB PERSPECTIVES OUTLOOK II° Q

Per leggere L’OUTLOOK e visualizzare i grafici relativi agli strumenti analizzati scaricate il PDF

STATE VIVENDO TEMPI ECCEZIONALI

“C’è spesso, nella vita, una sorta di fatalità.
E questa 
fatalità, non noi, ha determinato ciò che doveva accadere.” Oriana Fallaci

Non c’è una regola generale per valutare l’incertezza sulla visione di uno scenario. L’incertezza è parte centrale del processo di confronto.  Soprattutto in tempi inediti come i nostri. Passato, presente e futuro esistono tutti allo stesso modo, diviene quindi necessario non solo concentrare la nostra attenzione sul momento presente, ma anche comprendere che quest’ultimo è un anello inserito in una catena cosmica di cui facciamo parte ed ha relazioni con il passato ed il futuro.

Dobbiamo allora accogliere nella nostra mente in modo equanime tutte e tre le determinazioni del tempo: passato, presente e futuro e cercare di guardare all’universo, sub specie aeternitas, sotto l’aspetto dell’eternità. Nel pensiero greco la filosofia è un sapere insieme teorico e pratico, come la nostra visione contingente.

OUTLOOK I°Q 2020

Nella mia vita professionale ho vissuto e superato molte situazioni di grande crisi: il 1992 svalutazione della lira, 1997 crisi paesi emergenti, 2000 crisi dot.com, World trade Center – Twin Towers, 2008 Subrime, 2011 crisi dei debiti sovrani. In ognuna di queste situazioni ci sono stati i segnali premonitori, scosse di avvertimento che consentivano di agire preventivamente e mettersi al riparo. L’ho fatto. Anche in questa nuova emergenza ho ritenuto di dare gli opportuni allarmi in tempi ristretti ma utili per prevenire e mitigare i rischi.

Nei nostri post e nelle newsletter pubblicate a partire dal 20 febbraio abbiamo dato rilievo in alle dimensioni di questa contingenza annunciando crolli che poi si sono puntualmente verificati. Abbiamo liquidato dai nostri portafogli modello tutta la componente azionaria il 21 febbraio senza esitazioni.

INTERMARKET

Già nell’Outlook 2020 avevamo indicato il rischio di assistere quest’anno ad un ribasso violento dei rendimenti governativi sul 10 anni. Per il 10 anni Usa e quello Germania, i due benchmark di riferimento per il mercato obbligazionario mondiale,  avevamo stimato un target rispettivamente a 0,50% e -0,80%. Ebbene questi valori sono stati verificati l’8 ed il 9 marzo scorsi. Probabilmente li rivedremo presto. Sul petrolio e sulle commodity avevamo lasciato in sospeso il giudizio sostenendo la tesi che comunque trattavano in condizioni fortemente riflessive. Tant’è che a fine gennaio ed a febbraio abbiamo indicato, quando il petrolio Brent quotava ancora ben al di sopra dei 63 usd il barile, un rischio di caduta sino ai 40 usd/bar. Recentemente abbiamo aggiornato la stima a 15 usd. Lo stesso abbiamo fatto per le commodity industriali.

Sul mercato azionario avevamo stabilito una road map diversa. L’impianto generale per il 2020 prevedeva, come riferimento, un rialzo dello Standard & Poor 500 sino a 3330/40 entro la primavera al cui test sarebbe seguito un’importante fase correttiva per poi assistere ad una ripresa. Pertanto alla verifica del primo obbiettivo raccomandavamo di prendere beneficio, ovvero liquidare le posizioni, in attesa di ricomporre i portafogli in termini opportunistici.  Il Covid- 19 ha alterato ovviamente la strategia, ma il raggiungimento dell’obbiettivo indicato è coinciso praticamente con il picco fissato dal mercato. C’era tempo per liquidare prima e comunque dopo, alle prime scosse di avvertimento dove aveva per tempo segnalato il rischio di caduta quantomeno verso i minimi del 2018 se non oltre.

Sul mercato dei cambi avevamo stimato, con un atteggiamento inedito ed alternativo agli uffici studi di moltissime banche,  una caduta dell’euro sul dollaro verso area 1,0650.

Anche in questo caso, nonostante l’ampia volatilità, i prezzi sono scesi sino a verificare l’area

Indicata nonostante le temporanee distorsioni.

OUTLOOK II°Q 2020


….continua a leggere

 

GLI INDICATORI IFO E PMI CI DICONO CHE LA RECESSIONE SARA’ SERIA

Il grado dipende dalla durata della sospensione delle attività produttive. Presumiamo che ci sarà una brutta recessione per almeno i primi due trimestri del 2020. Le rilevazioni effettuate nei sondaggi PMI e IFO segnalano che la percentuale di aziende pessimiste è aumentata fortemente negli ultimi giorni. L’indice manifatturiero tedesco ha toccato il livello più basso dall’agosto 2009. Pure il comparto dei servizi ha messo in evidenza un ribasso notevole.  Ovviamente i sondaggi riflettono un quadro fortemente contrassegnato da una componente di emotività che tende a riverberarsi sulle risposte rilasciate dagli operatori.

Le analisi IFO riflettono proiezioni che vanno da un -5% ad un massimo del -20% di contrazione del Pil nel secondo trimestre.

 

INDICE IFO GERMANIA

WB ECONOMICS: INDICE IFO GERMANIA

 

IL DATO PMI COMPOSITE RILEVATO IERI

Nella giornata di ieri sono stati diffusi i dati PMI su manifattura e servizi relativi a Francia e Germania in Eurozona, nonchè per gli Stati Uniti.

L’indice complessivo Composite PMI per l’Eurozona riporta un valore inferiore ai minimi segnati nella depressione del 2008/9. Per gli USA invece il dato entra definitivamente per la prima volta sotto area 50 (livello spartiacque tra espansione e recessione).  Al momento le proiezioni riportano una seria caduta del Pil per il secondo trimestre con una reazione altrettanto forte per il terzo e quarto trimestre. Ovviamente l’esito dipenderà molto da quanto perdureranno le misure di restrizioni sanitaria.

Abbiamo visto la stessa dinamica in Cina con dati che rilevavano forte pessimismo per il breve (QUESTO IL NS POST DEL 10 FEBBRAIO), contrapposto da un ottimismo per il periodo post restrizioni.

 

PMI COMPOSITE EUROZONE - USA

WB ECONOMICS: PMI COMPOSITE EUROZONE – USA

 

Nel post di inizio febbraio confermavamo la nostra previsione per l’anno in corso di una caduta del prezzo del petrolio e delle commodity industriali in generale. Il riflesso di questo movimento unito all’andamento dei noli marittimi lasciava presagire sin da subito ciò che non appariva ancora evidente agli occhi dell’opinione pubblica.

Temiamo che il Brent possa scivolare ulteriormente al ribasso e fissare un minimo di coda in area 15 usd/bar.

petrolio oil brent

WB ANALYTICS: BRENT OIL CRASH

WB ANALYTICS: COPPER RAME DOWNTREND

WB ANALYTICS: COPPER RAME DOWNTREND

 

FED & BCE

Le banche centrali stanno rispondendo in modo adeguato ai riflessi economici della crisi. La Federal Reserve ha messo in campo strumenti illimitati:

  • acquisto  di titoli di Stato USA, senza limiti,  di titoli pubblici con garanzie ipotecarie (MBS);
  • apertura di un fondo da 500 miliardi in appoggio alle agenzie e società che erogano mutui e collocano MBS;
  • nuove linee di credito da 300 miliardi per i singoli, le società e consumatori;
  • per le medie e grandi aziende sono attivati due nuovi strumenti: Primary Market Corporate Credit Facility (PMCCF) per le nuovi emissioni;  SMCCF per il mercato secondario per acquisti di Corporate Bond;
  • attivazione del Term Asset-Backed Securities Loan Facility (TALF), fondo a sostegno del credito al consumo e prestiti a studenti, a società di credito al consumo, carte di credito;
  • creazione del Money Market Mutual Fund Liquidity Facility (MMLF), per finanziare i comuni acquistando titoli di questi emittenti;
  • incremento del finanziamento di Carta Commerciale, comprese quelle emesse da municipalità.

Si attende oggi l’approvazione del pacchetto di misure fiscali e di aiuti economici da parte dell’Amministrazione Usa nell’ordine di 2,000 miliardi di dollari. Attendiamo segnali dall’Unione Europea.

La BCE ha ampliato il programma QE di ulteriori 750 miliardi. Probabilmente ne  saranno necessari  altri ancora!

 

WB FX OUTLOOK MARZO 2020

 

Siamo dinanzi ad eventi che segnano la storia. Nulla sarà come prima. 

Le reti economiche e sociali sono destinate ad evolvere verso una nuova forma di scambi. 

La competizione su scala globale ha toccato con mano le criticità della sua architettura a perimetro aperto. L’ontologia del rischio economico d’impresa ha dispiegato tutta la sua configurazione amplificando l’universo delle sue estensioni.

Nulla sarà come prima. Prepariamoci,

…continua a leggere

in un momento estremamente complesso per i mercati abbiamo deciso di pubblicare in chiaro la nostra ricerca mettendo a disposizione di tutti i nostri report

per essere aggiornato sulla nostra ricerca…

Inviaci email

WB FX OUTLOOK MAR 2020

WB FX OUTLOOK MAR 2020

WB PERSPECTIVES BREVE STORIA DEL PROSSIMO BEAR MARKET

QUANDO IL BRUCO MUORE  NASCE LA FARFALLA

Per dare enfasi alla crisi che stava sopraggiungendo ed alla nostra BREVE STORIA DEL PROSSIMO BEAR MARKET, riprendo quanto scrissi nel 2007, intitolando uno dei miei report chiedendo… Un Battito d’Ali di una Farfalla a New York Può Scatenare una Bufera nel Mondo?  Nel 2008 la risposta fu più che eloquente. 

Oggi riprendendo quel concetto e semplicemente cambiando le coordinate geografiche, possiamo riproporre il medesimo quesito per chiederci quanto l’epidemia virale seminata in una città della Cina, Wuhan, possa scatenare una pandemia nei mercati. 

Il mondo non segue un modello lineare e sempre prevedibile: l’imprevedibile e l’incontrollabile si trovano sempre dentro e attorno a noi. E’ la teoria del caos.

Nel nostro quotidiano abbiamo tutti bisogno di evitare il caos. Solo così ci sentiamo sicuri, solo così riusciamo a edificare una vita dove il prevedibile ci permette di uscire di casa senza paura e poter guardare al futuro con fiducia. Come ci spiega James Yorke, padre della teoria del caos, la cosa migliore da fare è essere pronti a cambiare i piani in qualsiasi momento. La maggior parte di noi è subordinata a una visione del mondo dove tutto, a prima vista, sembra prevedibile. Tuttavia, in un dato momento, sorge l’inaspettato, l’imprevedibile, il caotico… quell’evento che non ci aspettavamo. Un evento imprevedibile che siamo obbligati ad accettare e razionalizzare. 

Lo stesso James Yorke ci suggerisce di non attendere gli effetti del caos per cercare soluzioni ma di  essere sempre preparati a mettere in funzione un piano alternativo. Le persone che raggiungono il successo e la felicità sono quelle che hanno sempre un piano “B” a portata di mano. Sforziamoci di sviluppare una mentalità flessibile e un approccio che non si limiti a reagire agli eventi. Abbracciamoli con curiosità e accettazione, perché molte volte è nel caos che sorgono le opportunità. Alla fine dei conti, essere pronti agli imprevisti significa muoversi seguendo gli stessi swing, alti e bassi, della vita. Nella sua evoluzione quando il bruco muore nasce la farfalla!

Questo evento del tutto inatteso sino alla prima metà di gennaio, ha colpito valorizzazioni di borsa del tutto gonfiate dai ripetuti stimoli monetari. Pur consapevoli di questi effetti il mercato riteneva che non vi fosse al mondo un posto migliore dove impiegare la liquidità al di fuori dell’azionario. L’epidemia ha il merito di riqualificare l’opinione degli investitori riportando la Price Discovery verso la realtà. Si ritorna quindi a far i conti con l’economia reale: … back to the roots, continua a leggere  Continua a leggere