MATERIE PRIME, GAS E PETROLIO sono ancora oggetto di forti pressioni speculative. Le cause sono a nostro avviso imputabili in gran parte dall’avidità dei mercati finanziari.

L’assenza di una via attraente per gli investitori si gioca sull’appetibilità che diventa ormai rifugio quasi obbligato per l’acquisto di contratti futures sulle commodity. Il rialzo dell’inflazione sta minacciando la tenuta dei mercati azionari. Nell’Outlook 20/22 abbiamo messo in evidenza l’aspettativa per una forte correzione dei corsi azionari nel primo trimestre dell’anno. Le nostre stime proiettano la flessione degli indici azionari mediamente del 15% in questa fase.

Gli investitori in questo clima di avversione cercano rifugi su cui allocare i flussi in uscita dall’azionario. I mercati obbligazionari potrebbero rappresentare una soluzione temporanea, ma un po per i rendimenti reali negativi, un po per i timori sul rialzo dei tassi, non costituiscono la prima opzione operativa.

Rimane a disposizione degli investitori la carte materie prime. In particolare il petrolio.

PETROLIO E GAS

Recentemente i prezzi del Brent sono ritornati a salire, contrariamente dalle nostre attese, oltre i massimi dello scorso anno.

L’OPEC ha pubblicato ieri il suo ultimo rapporto mensile di mercato, segnalando che la produzione del cartello a dicembre è aumentata di 166 milioni di barili/giorno su base mensile a 27,88 milioni di barili/giorno. In base all’accordo OPEC+, i membri dell’OPEC avrebbero potuto aumentare la produzione di circa 240 Mbbls/g nel corso del mese. Le proiezioni  dell’offerta sono rimaste invariate a poco più di 3 milioni di barili/giorno rispetto alle stime di crescita per il 2022. L’incremento della domanda globale dovrebbe imporre un aumento della produzione, per mantenere un equilibrio tra domanda ed offerta, pari  a 4,15 milioni di barili/giorno. Evidentemente il settore sconta un lungo periodo di assenza di investimenti sul lato della produzione che oggi limitano l’incremento della produzione.

Nonostante il report dell’Opec, ieri i prezzi del brent dopo un’apertura tutta al rialzo hanno ritracciato chiudendo rispetto al fixing precedente in positivo, ma rispetto alle quotazioni dell’apertura in netta flessione. Questo set up potrebbe costituire un primo segnale di esaustione del rialzo. Per poterlo confermare dovremo vedere nei prossimi giorni uno storno dei valori sotto quota 86 usd/bar. In tal caso potremmo ritornare a concentrarci su una nuova correzione dei prezzi. Aspettiamoci ancora volatilità.

MATERIE PRIME, GAS E PETROLIO

WB ANALYTICS: BRENT CRUDE OIL ADVANCE TREND CYCLE

Il Dutch TTF, futures che rappresenta le quotazioni del gas naturale europeo importato dalla Russia, sta nel frattempo tracciando il percorso previsto nel nostro rapporto di metà dicembre, quando stimavamo un picco massimo a 180 eur/mwh ed un successivo reversal delle pressioni speculative. Da quel massimo i valori sono scesi secondo il percorso atteso, confermando l’attendibilità dei nostri algoritmi. Ieri ed oggi gli scambi hanno consolidato quotazioni su livelli che riteniamo significativi sotto il profilo tendenziale.

Alle aziende che seguiamo abbiamo indicato  77 & 72 eur la fascia di prezzo da violare per disinnescare tutta la schiuma speculativa e riportare i valori in direzione di un primo obbiettivo di prezzo a 50 eur, successivamente, dopo scambi tra 55 e 75 eur dovremmo catturare il declino definitivo verso area 30/25 eur.

Lo scenario, fin qui confermato dall’Outlook dello scorso dicembre, per completare il suo percorso di ritorno verso la normalizzazione dei prezzi necessita quindi di un breakaout di area 72/70 eur, siamo ad un passo dall’evento.

MATERIE PRIME, GAS E PETROLIO

WB ANALYTICS: DUTCH TTF NATURAL GAS

 

 

MARKET MOVER MONITOR -3-

La terza settimana di questo 2022 ci porta direttamente nel vivo dei temi su cui gli investitori si stanno focalizzando per dare un’impronta a questa prima parte dell’anno.

La Cina ha pubblicato il dato sul GDP relativo al IV trimestre 21, oltre alle vendite al dettaglio.  I dati sono stati riportati assieme ai dettagli sull’andamento della produzione  industriale per il mese di dicembre. Il sondaggio PMI  ha fornito uno scenario migliore rispetto al mese precedente nonostante le pressioni esercitate dai controlli derivanti dalla pandemia. Tuttavia il GDP risulta in rallentamento rispetto al trimestre precedente 4% contro il 4,9%.

Nel nostro market mover monitor di martedì riportiamo i dati della la Germania. Il Leibniz Center for European Economic Research di Mannheim aggiornerà l’indice Zew relativo al sentiment economico per il mese di gennaio atteso in miglioramento. Avremo quindi una fotografia della percezione reale degli investitori tedeschi sulle prospettive economiche nel pieno della crisi energetica prodotta dal forte rincaro dei prezzi dell’energia, in particolare quelli del gas europeo.

Sempre martedì la Bank of Japan si riunisce per fare il punto sul quadro monetario.  Non sono attese decisioni operative sui tassi, tuttavia siamo desiderosi di verificare la risposta del Board alle pressioni inflazionistiche, che in Giappone si presentano su valori inferiori rispetto ad altre regioni. Come avrete letto nel nostro Outlook 2022 non ci aspettiamo per l’anno in corso prese di posizione significative da parte della Boj. Queste semmai sono attese alla fine della rotazione di tutte le principali banche centrali.

In settimana oltre al Boj si riuniranno le banche centrali di Malesia, Norvegia (giovedì). Mentre non sono attese mosse da parte della Negara Bank, la Norges Bank potrebbe ritornare sul tema dell’aumento dei tassi indicando altre mosse in futuro, dopo i due rialzi di 25 bp operati a  settembre e dicembre.

I dati Pmi finora riportati sul comparto manifatturiero globale, rilevano nei sondaggi degli operatori una leggera riduzione dei tempi di consegna per il secondo mese consecutivo suggerendo che, sebbene le catene di approvvigionamento rimangano sotto pressione, il peggio potrebbe essere alle spalle. Questa attenuazione della crisi dell’offerta è sottolineata dalle indagini PMI in merito ad un’ulteriore riduzione del numero delle aziende che dichiarano di essere state messe in difficoltà dalle forniture di  semiconduttori, facendo presupporre che il fenomeno abbia superato a dicembre il bottom della contrazione dell’offerta. Purtroppo sempre dall’analisi del Global PMI, elaborato da Markit, emerge un segnale di rallentamento della domanda globale dopo il picco registrato a giugno. Potremmo al momento ritenere fisiologica la perdita di momentum facendola rientrare in un potenziale riequilibrio degli ordinativi dopo la crisi del 2020.

I prossimi sondaggi saranno utili per confermare o meno la tesi. Nel frattempo venerdì avremo i dati aggiornati sul sentiment dei consumatori in Eurozona ed in Inghilterra.

WB MARKET MOVER MONITOR

FOREX

I Market Mover Monitor della settimana riportano l’attenzione sui mercati Forex. Si ritorna a considerare le recenti dichiarazioni rilasciati dagli esponenti del Board della Federal Reserve, dopo una pausa che ha prodotto una breve reazione dell’euro sul dollaro. Il test dell’area 1,1470/90 è servito per segnare i punti che definiscono l’attuale tendenza della divisa americana. Attendiamo di verificare un eventuale ritorno degli scambi sotto quota 1,1380 eur usd per marcare nuovamente il range che avevamo definito ancora lo scorso novembre 1,1350 – 1,1250, in attesa dei prossimi due incontri delle rispettive banche centrali: il 26 gennaio la Fed, il 3 febbraio la BCE.

Questa settimana metteremo a fuoco anche l’andamento della corona norvegese in vista del meeting di Norges Bank il prossimo giovedì. Il cambio potrebbe ritornare a violare al ribasso il temporaneo supporto che tratteneva gli scambi all’interno della reazione avviata dall’auro per riequilibrare le vendite che avevano lo scorso mese di ottobre spinto il cambio a testare il ns. target 2021 a quota 9,70 eur nok, determinando un forte ipervenduto di euro. La ripresa del downtrend ci dovrebbe condurre verso l’obbiettivo di prezzo stimato nel nostro Outlook 2022.

Anche il peso messicano sta ritornando a violare i supporti, mentre stiamo ancora osservando lo yuan renminbi per verificare se vi siano ancora elementi tecnici per mantenere in vita la correzione dell’euro dopo i minimi di dicembre. Ci aspettiamo un eventuale picco in area 7,40/45 eur cny, mini obbiettivo che rientra comunque all’interno del nostro Outlook 2022 sempre orientato al ribasso dopo le verifiche di quello indicato a 7,20 per il 2021.

FOREX EUR USD

WB ANALYTICS: EUR USD

COMMODITY

Sul mercato delle materie prime sono molti i temi aperti. Fra tutti riteniamo che quello più caldo sia quello energetico a partire dall’andamento del Gas Naturale Europeo. I futures sul Dutch TTF stanno seguendo l’andamento atteso come previsto lo scorso mese di dicembre quando avevamo stimato un picco di ciclo a 180 eur/mwh ed un successivo reversal dei prezzi. I minimi della scorsa settimana hanno prodotto un contenuto rimbalzo delle quotazioni togliendo momentum agli scambi e lasciando aperta l’opzione riflessiva su cui ci siamo concentrati dopo il picco di Natale. Il petrolio invece ritorna a rivedere i massimi di ottobre. Il Brent scambia nuovamente sui massimi a 86 usd/bar. La divergenza  tra l’obiettivo annunciato dall’OPEC Plus, che rappresenta quasi la metà della produzione mondiale di petrolio, e la produzione effettiva sembra aumentare il gap negativo. L’Agenzia internazionale dell’energia ha fissato a 650.000 barili al giorno per novembre il deficit dei 19 paesi OPEC Plus. Le stime degli analisti di settore prevedono un divario prossimo ad un milione di barili al giorno questo mese, ovvero l’1% delle forniture mondiali, con potenziali estensioni nel corso dell’anno.

Tuttavia prima di allinearci alle attese generali, secondo cui i prezzi sono destinati a superare i 100 usd al barile, ci riserviamo di analizzare ulteriormente il test di questi massimi raggiunti in condizioni di ipercomprato.  In ogni caso pensiamo che per raffreddare le attuali tensioni, gli scambi debbano scendere sotto quota 80 usd/bar. Sotto tale limite di prezzo sono presenti potenziali ordini di vendita di operatori speculativi ed hedge fund specializzati sul comparto energy.  Attendiamo di sciogliere le nostre riserve  sul petrolio ed il gas in quanto dal loro andamento dipendono gli andamenti delle materie prime industriali, tra tutte i metalli.

DUTCH NATURAL GAS TTF

WB ANALYTICS: DUTCH NATURAL GAS TTF

L’economia globale si è espansa per il diciottesimo mese consecutivo a dicembre, secondo il JPMorgan Global PMI™ pubblicato da Markit. Il tasso di espansione è sceso al minimo di tre mesi, tuttavia, a causa dell’aumento dei casi di COVID-19 su scala  globaleche ha inciso sulla performance del settore dei servizi.

Sia il settore manifatturiero che quello dei servizi sono cresciuti a dicembre, sebbene la crescita dell’attività nel settore dei servizi sia scesa al minimo degli ultimi  tre mesi. Un rinnovato aumento dei casi di COVID-19, alimentato dalla diffusione della variante più infettiva dell’Omicron, ha portato a un aumento delle restrizioni.

La buona notizia rilevata dall’analisi del sondaggio proviene comunque dal comparto manifatturiero: i managers intervistati  hanno riferito che i vincoli alla produzione sono stati allentati. I ritardi nelle consegne dei fornitori sono diminuiti mentre le pressioni sui prezzi si sono attenuate a dicembre, sebbene i problemi di fornitura siano rimasti un ostacolo significativo alla produzione a livello globale. Rimane il rischio che la diffusione della variante più infettiva di Omicron possa aggravare ulteriormente i problemi di crescita e catena di approvvigionamento, rendendolo un’incognita chiave da monitorare nella prima parte dell’anno appena iniziato.

PMI COMPOSITE: IL SENTIMENT DELLE IMPRESE NEL MONDO

PMI COMPOSITE: IL SENTIMENT DELLE IMPRESE NEL MONDO

DUTCH TTF NATURAL GAS

Il sondaggio pur rilevando dati sostanzialmente incoraggianti, al di là della perdita di momentum fisiologica dello slancio della ripresa, segnala il ritorno dell’indice Composite della Germania a quota 50, ovvero nella linea di spartiacque tra uno scenario espansivo rispetto ad uno in cui le aspettative risultano sotto tono (sotto 50 l’indicatore segnala stagnazione/recessione).

La Germania inizia il 2022 al centro di di tensioni che la vedono come avamposto di frontiera nell’ambito di una disputa geopolitica tra Nato/Usa verso Russia. La frontiera geopolitica declina le proprie tensioni sui prezzi dell’energia, in particolare su quelli del gas naturale importato dalla Russia. Nel nostro report di metà dicembre avevamo allertato sull’arrivo di un picco delle quotazioni del Dutch TTF Natural Gas trattato nella piattaforma ICE che puntualmente si è verificato a ridosso del Natale a 180 eur/mwh.

Le indicazioni previste in termini di fluttuazioni di prezzo si stanno materializzando. nonostante l’apertura di un nuovo fronte in Kazakistan.

Al di là quindi della variante Omicrom, pensiamo che siano le quotazioni dei prezzi dell’energia a dettare il ritmo delle aspettative sulla crescita dei prossimi mesi. Il sondaggio JP Morgan Markit  ha solo in parte rilevato gli effetti dell’impennata finale dei prezzi del gas in Europa.

E’ chiaro che se entro brevissimo le quotazioni del gas europeo non scendono sotto quota 75/70 eur l’elenco delle aziende costrette a sospendere la produzione rischia di allungarsi.

Russia e Stati Uniti non hanno dato alcun segno di aver ridotto le loro differenze sull’Ucraina e sulla sicurezza europea in generale nei colloqui di ieri a Ginevra, con Mosca che ha ripetuto richieste che Washington dice di non poter accettare. La Russia ha ammassato le truppe vicino al confine dell’Ucraina, chiedendo che l’alleanza NATO guidata dagli Stati Uniti escluda l’ammissione dell’ex stato sovietico o qualsiasi forma di espansione. L’esito del vertice non ha impattato sulle quotazioni infraday del TTF che chiudono la sessione di ieri a quota 85,44 ed oggi dopo un’apertura al ribasso a 78 si stabilizzano attorno a quota 82 euro.

TTF GAS QUOTAZIONI

WB ANALYTICS: DUTCH TTF NATURAL GAS

OUTLOOK 2022 FOREX COMMODITY

OUTLOOK 2022: EVERYTHING MUST CHANGE

REMEMBER THE PAST    THINK THE FUTURE

FINANCIAL MARKET –  FOREX – COMMODITY OUTLOOK 2022

 

Siamo nel nuovo ventennio.
Nel Liveable World.

In uno dei più rivoluzionari articoli scientifici pubblicati da Albert Einstein nel 1905, venne presentata la formula E=mc2, dove “E” indica l’energia, “m” la massa e “c” la velocità della luce nel vuoto. Da allora E=mc2 è diventata una delle equazioni più famose al mondo. Anche coloro che non hanno alcuna conoscenza della fisica conoscono questa equazione e sono consapevoli della sua prodigiosa influenza sul mondo in cui viviamo. La maggior parte delle persone non ne coglie tuttavia il significato. Semplificando, questa equazione descrive la relazione esistente fra l’energia e la materia, facendoci dedurre in sostanza che l’energia e la materia sono interscambiabili. Questa equazione apparentemente così semplice ha cambiato per sempre il modo di considerare l’energia, fornendoci la base per giungere a molte delle tecnologie avanzate di cui disponiamo attualmente.

Nella storia delle civiltà l’Energia e la Tecnologia sono state da sempre il prodromo di grandi cambiamenti rivoluzionari.

E’ questo il preludio del percorso che abbiamo elaborato sviluppando le nostre idee e convinzioni sullo scenario che che configurerà il 2022.

Partendo da una macro visione abbiamo fissato le nostre attese sull’andamento dei mercati finanziari mettendo in relazione linee di policy con tendenze e quotazioni di tassi di cambio e materie, mettendo a fuoco il momentum sugli indici di borsa ed obbligazionari.

Abbiamo declinato il nostro approccio intermarket ai  Super Trends partendo dagli impatti che i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite tenderanno a governare i flussi finanziari. Gli SDGs costituiranno sempre più i principi guida per l’attività economica e lo sviluppo futuro, delle relazioni internazionali. Nel nostro ruolo di  advisors per le aziende proiettate verso la crescita globale osservare e considerare il ruolo di tali principi risulta imprescindibile dall’attività che svolgiamo tutti i giorni.

Abbiamo una long and widing road  da percorre. Che le difficoltà possano essere trasformate in una spinta positiva per vincere le Vostre sfide.
Buon 2022.

Wlademir Biasia

 

 PER SCARICARE IL REPORT DIGITARE IL LINK  OUTLOOK 2022 REPORT

 

  • OUTLOOK 2022

  1. EVERYTHING MUST CHANGE

4

  1. 20/22 GLOBAL GROWTH

10

  1. 20/22 FINANCIAL MARKET                                                              

12

  1. FOREX MARKET

19

  1. FX CHART BOOK TREND

29

  1. COMMODITY                                                                 

38

  1. COMMODITY CHART BOOK TREND

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Tra tante notizie quella di maggior auspicio in questa fine d’anno potrebbe riguardare il primo ribasso dei prezzi del gas naturale TTF dopo il recentissimo rialzo a 180 euro mwh.

Nelle ultime settimane la volatilità dei prezzi del future sul gas naturale europeo è salita spingendo le quotazioni a valori folli. Nel recente report flash pubblicato nel nostro blog di ricerca e market mover, avevamo stimato un target rialzista a 180 euro. Prima  di Natale  il mercato ha sostanzialmente verificato tale quotazione fissando, come avevamo indicato, un possibile picco di movimento. La discesa  avviata nelle ultime ore di contrattazione di mercoledì 23 dicembre sta confermando la nostra tesi.

Il breakout di area 120/115 eur/mwh è di buon auspicio per la ratifica dell’ipotesi avanzata.  Ciò dovrebbe spingere i prezzi verso una  correzione più profonda dei prezzi in linea con quanto delineato nel report flash del 18 dicembre.

I prezzi dell’energia stanno creando notevoli problemi al mondo produttivo. I media ne parlano solo ora, ma le tensioni qualora fossero protratte nel tempo rischiano di compromettere la crescita economica non solo in Italia bensì in tutta l’Eurozona. Le aziende della  Germania hanno recentemente manifestato la loro visione negativa attraverso l’indice IFO. La rilevazione per il mese di dicembre ha messo in evidenza per il sesto mese consecutivo un ribasso che risulta ancor più significativo nella rappresentazione attuale in quanto  tutte e tre le componenti – Business confidence – Expectations – Current conditions risultano in contrazione.

Le forze di trazione che si contrappongono nel plesso ucraino tra Nato e Russia hanno spinto l’UE ad applicare un pacchetto di sanzioni che prevedono il rinvio alla certificazione del gasdotto Nord Stream sino a luglio prossimo.

Non pensiamo che i vassells provenienti dalla Louisiana con il gas americano possa risolvere il problema dei prezzi.

Le importazioni del gas dalla Russia coprono gran parte del fabbisogno energetico dell’Unione. In assenza di  una difficile opzione per sostituire tali forniture ci sembra irragionevole perseguire una linea così damaging.

FX OUTLOOK RISKOO

 

Fattori di natura geopolitica intersecano i già tesi fattori della domanda su una commodity cruciale per la produzione. I prezzi del gas sono nuovamente saliti in un clima dove le relazioni politiche tra UE – Nato e USA da un lato e Russia dall’altro tendono ad alimentare un rialzo ormai fuori scala. I prezzi del gas naturale europeo, TTF,  quotano livelli equivalenti ad un prezzo del greggio superiore a 180 usd/bbl……

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Fattori di natura geopolitica intersecano i già tesi fattori della domanda su una commodity cruciale per la produzione. I prezzi del gas sono nuovamente saliti in un clima dove le relazioni politiche tra UE – Nato e USA da un lato e Russia dall’altro tendono ad alimentare un rialzo ormai fuori scala. I prezzi del gas naturale europeo, TTF,  quotano livelli equivalenti ad un prezzo del greggio superiore a 180 usd/bbl.

Lo stoccaggio del gas europeo è ai minimi da almeno un decennio. Il livello stagionale è sceso al  65% rispetto della capacità rispetto a una media di 5 anni pari a circa l’82%. La proiezione del calo delle scorte risulta, in assenza di correttivi,  orientata a scendere all’attuale velocità della domanda a meno di 100 TWh entro la fine della stagione invernale, ovvero al più basso livello nell’ultimo decennio. Qualora il ritmo della domanda corrispondesse invece alla media prossima a quella a cinque anni, la situazione risulterebbe mitigata a 200 TWh.

QUANTUM GAS: ESUBERANZA O SEMPLICE IRRAZIONALITÀ?

WB ECONOMICS: RUSSIA NATURAL GAS EXPORT [FONTE EIA]

In tutte e due le proiezioni avremo comunque tensioni sui prezzi in assenza di correttivi adeguati apportati da un aumento delle forniture provenienti dalla Russia.

Anche l’area asiatica soffre le medesime condizioni di prezzo a causa del forte aumento della domanda di sostituzione del combustibile a carbone proveniente dalla Cina.

In Europa le condizioni sono esacerbate dalla mancata messa in opera del gasdotto Nord Stream 2, sospesa nell’ambito di una strategia di sanzioni opposte alla Russia in merito alle tensioni presenti ai confini dell’Ucraina.  Lo sviluppo del confronto diplomatico non consente di avere una visibilità sulle soluzioni operabili a breve. Nel frattempo l’azione speculativa tende ad imprimere grande volatilità alle contrattazioni presenti nel mercato future THEICE. Le proiezioni tecniche degli attuali valori non escludono ulteriori accelerazioni al rialzo sempre meno comprensibili sotto il profilo dei fondamentali. Break-up di area 160 euro non escludono ulteriori corse folli verso area 180.

Pensiamo comunque che gli upside proprio perché non poggiano su basi fondamentali siano destinati a rimanere momentanee fiammate insostenibili.

Tuttavia potremmo rilevare segnali di iniziale esaurimento di questa follia soltanto nel momento  in cui i

trade scenderanno al di sotto delle soglie 135 e 120 euro.

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Il Natural Gas quotato al TTF ritorna sotto tensione.

La linea rossa tracciata dalla Russia che delimita i territori cuscinetto tra la nato e la Federazione è nuovamente esposta a pressioni geopolitiche/economiche.

Putin chiede agli Stati Uniti,  che guidano la NATO,  una garanzia scritta e legalmente vincolante affinché l’alleanza non avanzi ulteriormente verso est in direzione dei confini russi.

Biden non sembra in grado di garantire tale richiesta. Putin ha studiato la sua storia e pensa che la “promessa” concordata tra Bush senior con Gorbachov sull’espansione della NATO non sia duratura. probabilmente ritiene che coloro che gestiscono la NATO non si impegneranno mai per iscritto.

Attraverso la linea rossa transitano le pipeline che forniscono il gas all’UE tra cui l’appena ultimata NordStream 2. Le quotazioni del gas oscillano terribilmente   attorno alle pressioni geopolitiche operate lungo la cosiddetta red line.

L’esito del vertice in remoto ha riportato le quotazioni del TTF nuovamente sopra quota 100 usd CME, 104 euro ICE, lasciandosi alle spalle un cuscinetto che potremmo definire equivalente alla red line. Nell’immediato ci aspettiamo un rientro dei prezzi, tuttavia affinché il ritorno degli scambi produca effetti distensivi sulle quotazioni è necessario che i valori correggano sotto quota 96 ed in successione almeno 94 usd al CME, 94 eur all’ICE per poi violare al ribasso area 89 eur.

Il range indicato costituisce un cuscinetto  significativo sotto il profilo mediatico in quanto definisce per l’azione speculativa i limiti sotto i quali ritirare tutte le tattiche rialziste sul TTF in riflesso alle notizie disponibili.

Il capitolo gas europeo promette comunque di rimanere aperto per diverse ragioni. Innanzitutto per la concorrenza del NGL Usa, in secondo luogo per le ragioni geopolitiche.

Il NGL USA è sceso nello stesso periodo rispetto ai massimi di ottobre del 40% confermando scambi all’interno di un trend riflessivo.

Alle 10.30 Wlademir Biasia è ospite in diretta streaming per commentare a FINANZA NOW tv le reazioni del mercato

NATURAL GAS TTF: TENSIONI DOPO IL VERTICE BIDEN PUTIN

WB ANALYTICS: DUTCH TTF NATURAL GAS FUTURE (USD)

NATURAL GAS TTF: TENSIONI DOPO IL VERTICE BIDEN PUTIN

WB ANALYTICS: USA NG NATURAL GAS FUTURE (USD)

WB MARKET MOVER MONITOR WEEK 48

Red Passion

La scorsa settimana è stata caratterizzata da un ritorno delle turbolenze nei mercati. L’arrivo improvviso della variante Omicron ha prodotto una forte reazioni in tutti i comparti del mercato dall’azionario alle commodity passando per i tassi e le valute. Il Black Friday si è trasformato in un Deep Red Friday.

Avevamo avuto da poche ore la conferma per un secondo mandato di Jerome Powell alla Federal Reserve avvalorando la linea meno accomodante della Banca centrale americana rispetto alla nomination di Lael Brainard nominata vice president. Proprio durante la  festività del Ringraziamento, quando l’attenzione verso il mercato si è concessa una pausa, i media hanno annunciato l’arrivo di una nuova variante del Covid.  Questo accadeva mentre la lettura dei dati PMI passati in settimana, incluso l’IHS Markit Flash US Composite, aveva messo in evidenza il ritmo costante della ripresa dell’economia statunitense. I verbali del FOMC della Fed di novembre indicavano nel frattempo opinioni contrastanti sull’inflazione, ma suggerivano la disponibilità ad aumentare i tassi prima di quanto previsto dal Board, ponendo ulteriore attenzione sul  rapporto sull’occupazione Usa che verrà pubblicato il prossimo venerdì.

Invece venerdì mattina abbiamo dovuto lanciare un alert sui mercati segnalando le potenziali reazioni derivanti dall’evoluzione della pandemia.

A breve avremo quindi un ulteriore coda di questa reazione governata da una potenziale cambiamento di bias sulle dinamiche precedenti. E’ probabile che gli investitori riconsiderino la linea della Fed sulla posizione inerente al tapering appena avviato ed al potenziale aumento dei tassi in prospettiva. Questa mutazione delle attese tenderà a modificare il consensus nella misura in cui la nuova variante porti con se i blocchi delle catene di fornitura. E’ presto per dirlo, ma, come sempre accade, l’incertezza innervosisce i mercati soprattutto quando non scontata nelle attese.

Di conseguenza ci aspettiamo un elevato grado di tensione sul filo del racconto che emergerà dagli aggiornamenti sulla nuova variante Omicron. Il nervosismo potrebbe essere mitigato da una lettura positiva dei tantissimi dati previsti dal calendario economico di questa settimana. Il focus convergerà tuttavia sui dati di venerdì con la pubblicazione delle statistiche sull’occupazione USA relative al mese di novembre rilasciato dal US Bureau of Labour Statistics. Le stime sono leggermente inferiori alle previsioni  che l’ADP Research Institute riporterà mercoledì. In ogni caso il consensus è fissato a 531k contro i 550k di ottobre.

Si tratta di un dato sufficientemente robusto che confermerebbe il buon andamento dell’economia americana ed il potenziale assorbimento della disoccupazione registrata lo scorso anno. Se non fosse per la variante dovremmo aspettarci, nel caso in cui fossero confermate le statistiche, un ulteriore passo in avanti verso la decisione sull’aumento dei tassi.

Anche i dati PMI saranno oggetto di attenzione anche se potrebbero perdere di intensità in quanto i sondaggi alle aziende sono stati fatti prima della notizia del Red Friday.

Intervenuta a una trasmissione tv, la presidente della Bce, Christine Lagarde,  ha detto ieri che la zona euro è ora meglio attrezzata per affrontare una nuova ondata di Covid o la variante Omicron. Ribadendo che il balzo dell’inflazione è transitorio, Lagarde ha anche detto che l’Italia ha dato una risposta molto forte alla crisi.  Oltre alla presidente Bce, nel tardo pomeriggio a un evento a Torino, in giornata sono in agenda anche gli interventi del vice presidente de Guindos e degli esponenti Schnabel, Enria ed Hakkarainen. Venerdì scorso il presidente della Federal Reserve di Atlanta, Raphael Bostic, ha detto di essere fiducioso che l’economia Usa riuscirà a superare la nuova ondata di Covid aggiungendo di essere aperto a un’accelerazione del ritmo del ‘tapering’ della banca centrale

MARKET MOVER MONITOR

Venerdì, come scritto,  abbiamo avuto significative reazioni su tutti i segmenti del mercato.

COMMODITY – I prezzi del petrolio sono stati scambiati con un sell_off di oltre il 10%. Il Brent è sceso sotto quota 75 usd/bar, confermando da un lato la correzione che avevamo annunciato al test di area 85 usd, dall’altro violando al ribasso la soglia spartiacque che definiva il confine del ciclo rialzista dei prezzi.  Per una maggiore definizione indicata dal nostro algoritmo di momentum, attendiamo una conferma del breakout del range 76/73 usd per convalidare la discesa verso area 68/66, dove abbiamo collocato la soglia sotto la quale sono presenti altri sell order di operatori ancora lunghi di petrolio.

Sempre nel comparto energetico abbiamo rilevato le forti flessioni del Natural Gas americano. Le quotazioni del TTF, Natural Gas europeo, hanno ripreso la discesa in direzione dell’area 90 euro dopo il recente rialzo dovuto alla sospensione della certificazione del NordStream 2 la scorsa settimana. Nell’immediato analizzeremo se i recenti sell_off sul comparto energetico possano impattare anche sul gas europeo, considerando che la Russia non dovrebbe aumentare i volumi di fornitura prima dell’approvazione finale del progetto NordStream 2. Un segnale incoraggiante giungerebbe dal breakout di quota 83/82 euro al ribasso.

Tra i metalli industriali il rame ha subito una significativa flessione in direzione di area 9400 usd/ton, dove abbiamo fissato la soglia di breakout propedeutica alla prosecuzione del trend riflessivo che stiamo mappando da diversi mesi.
Pure l’alluminio è sceso in direzione dell’area 2500 dove abbiamo collocato la soglia di verifica delle robuste vendite che hanno colpito dalla seconda metà di ottobre.
Tra i beni rifugio l’oro sta perdendo momentum. I valori sono rientrati nel range 1830-1700 usd/oz. Ci aspettiamo nuove vendite nel caso in cui vi sia un breakout di area 1745 usd.

WB ANALYTICS: BRENT CRUDE OIL ADVANCE TREND CYCLE

WB ANALYTICS: BRENT CRUDE OIL ADVANCE TREND CYCLE

WB ANALYTICS: ADVANCE TREND CYCLE COPPER LME

FOREX – L’eur usd ha registrato una sessione di ricoperture sulla divisa europea. Le condizioni tecniche di ipervenduto di cui avevamo scritto la scorsa settimana, unite alle notizie sul covid, hanno riportato i valori in area 1,1320. Ci aspettiamo una coda ulteriore del movimento reattivo: le principali resistenze viaggiano sopra quota 1,1550 eur usd. Nell’immediato il sostegno che regge l’attuale reazione transita tra 1,1280/1,1250.

WB ANALYTICS: ADVANCE TREND CYCLE EUR USD

WB ANALYTICS: ADVANCE TREND CYCLE EUR USD

Anche lo yen ha recuperato momentum sul dollaro. Ci aspettiamo un ritorno dei corsi verso area 111,50/111 usd jpy a breve, con riflessi negativi su eur jpy che tenderanno ad acuirsi nel caso in cui vi sia una violazione al ribasso di area 128 eur jpy.

Il cny tenderà a perdere momentum sia nei confronti del dollaro che nei confronti dell’euro. Ci aspettiamo una correzione verso quota 7,50 eur cny.

EQUITY – Sui mercati azionari ci aspettiamo un serio rintracciamento dei valori che in linea di principio possano proiettare le quotazioni dell’Eurostoxx 50 verso area 3600, dello Standard & Poor 500 verso 4150 e 3800. L’azione potrebbe inoltre non dispiacere alle banche centrali in quanto fortemente impegnate a far riequilibrare le quotazioni degli attivi in chiave anti inflativa. Pertanto pensiamo che l’ampiezza dei movimenti stimati possa impegnare i mercati per un periodo che dovrebbe accompagnarci per una buona parte del prossimo inverno.

INTEREST RATES – Sul mercato obbligazionario si è verificato un netto ritorno dei flussi in fuori uscita dai segmenti Risk_On. Ci aspettiamo un ritorno del 10 y US Treasury verso area 1,20% ed una flessione del 10 y DE Bund verso -0,50% . La violazione di -0,35% segnerà un forte ritorno di posizioni verso il Bund con positivi riflessi sul secondario.

In settimana monitoreremo nell’ambito del comparto dei governativi europei lo spread BTP BUND per verificare l’impatto del differenziale all’attuale potenziale ritorno dell’avversione al rischio. Ci auguriamo che i valori possano rientrare sotto 125/120 per revocare eventuali segnali di tensione sul BTP.

WB ANALYTICS: ADVANCE TREND CYCLE DE BUND 10 Y

WB ANALYTICS: ADVANCE TREND CYCLE DE BUND 10 Y

WB MARKET MOVER MONITOR WEEK 48WB MARKET MOVER MONITOR WEEK 48

I principali eventi in calendario questa settimana si concentrano agli inizi della settimana con i dati PMI relativi all’Eurozona, all’Inghilterra  e Usa. Ulteriori aggiornamenti che possono impattare sui mercati includono il PIL del terzo trimestre di Stati Uniti, Germania, Svizzera, Taiwan e Singapore. Gli Usa riporteranno anche il PCE core per il mese di ottobre ed i verbali della riunione del FOMC della Fed di novembre . Infine  la Bank of Korea terrà la sua riunione di politica monetaria giovedì.

La scorsa settimana la Casa Bianca ha annunciato che a inizio settimana ci sarà “di più da dire” sulla decisione del presidente Joe Biden, che potrebbe confermare Jerome Powell o chiamare alla guida della banca centrale il governatore Lael Brainard.  Con il mercato che scommette sempre più su rialzi dei tassi prima del previsto, occhi mercoledì sulla pubblicazione delle minute del Fomc del 2-3 novembre, che potrebbero fornire indicazioni utili a capire cosa bolle in pentola. Secondo un sondaggio Reuters, la Federal Reserve alzerà i tassi nell’ultimo trimestre del 2022, prima di quanto ci si aspettasse solo un mese fa, mentre l’inflazione dovrebbe restare sopra il target almeno fino al 2024.  Intanto il vicepresidente Richard Clarida ha detto che un coordinamento esplicito tra le banche centrali dei diversi Paesi farebbe probabilmente più male che bene.

Tra le persistenti preoccupazioni sull’inflazione, attribuite a ritardi record nelle forniture e un’impennata dei casi di COVID-19 in Europa, i PMI flash di novembre offriranno nuovi aggiornamenti  sulle condizioni economiche dell’area mentre ci avviciniamo alla fine dell’anno. I dati devono essere pubblicati in un momento in cui l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) avverte che l’Europa è ancora una volta l’epicentro della pandemia di COVID-19.

Tra martedì e giovedì gli Stati Uniti pubblicheranno diversi dati a partire dalla seconda stima del PIL del terzo trimestre. Il PCE core di ottobre sarà al centro dell’attenzione a seguito delle sorprese dell’IPC che, insieme a migliori letture sull’occupazione, hanno portato vari banchieri centrali a sollecitare una posizione più aggressiva sulle prospettive monetarie. Dai verbali del FOMC della Fe che saranno pubblicati nella serata di mercoledì avremo la possibilità di analizzare meglio il tenore della discussione all’interno del Consiglio sugli orientamenti di policy.

Infine, in APAC, Singapore e Taiwan forniscono dati relativi all’andamento della crescita del Pil nel terzo trimestre, mentre la Bank of Korea (BoK) si riunisce per la seconda volta dall’aumento a sorpresa di agosto con la possibilità di un altro rialzo al seguito.

MARKET MOVER MONITOR

La scorsa settimana è stata caratterizzata da una diffusa debolezza dell’euro a partire dal rapporto con il dollaro. I vari interventi di banchieri centrali che abbiamo analizzato, BCE e FED, mettono in evidenza una netta divergenza tra gli orientamenti di policy nonostante l’incalzare delle pressioni inflative. Abbiamo la sensazione che le risposte date al riguardo,  siano al momento più accomodanti in Eurozona rispetto a quelle fornite dai membri della Fed. Questo diverso approccio all’inflazione ha avuto importanti riflessi sulla reazione dei mercati. L’eur usd è sceso al di sotto del nostro target 1,13 perdendo, almeno per il momento,  ogni spunto reattivo. Le condizioni di ipervenduto determinate dalle vendite di euro prodotte a partire dalla scorsa estate dovrebbero spingere i mercati a cercare un riequilibrio soprattutto in vista della fine dell’anno.

Una prima soglia il cui break up potrebbe dare il via a ricoperture sull’euro coincide con area 1,1320 eur usd.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 47

WB RISK MANAGEMENT: DOLLAR INDEX CYCLE

Nel frattempo abbiamo visto l’eur gbp scendere sotto quota 0,84 confermando il movimento atteso dal nostro modello previsionale. In questo caso non rileviamo condizioni di eccesso, per cui pensiamo che i prezzi possano scendere in direzione del target indicato nel nostro FX OUTLOOK RISKOO.

In attesa della riunione della Banca Centrale della Corea del sud l’eur won sta violando l’importante soglia tecnica 1350.  La conferma in settimana di tale breakout tenderà a proiettare il cambio verso l’area 1280 dove abbiamo fissato le nostre stime per il medio termine, ( 1200 L/T).

Sul mercato delle commodity abbiamo visto il petrolio perdere posizioni. E’ da tempo che chiamiamo la correzione dei prezzi del Brent in direzione di area 77/76 usd/bar. Si tratta di un collaudo importante della tenuta del ciclo rialzista dei prezzi avviato ancora lo scorso anno. Il mercato vuole verificare quanto la moral suasion dell’Amministrazione Biden sia in grado di raffreddare le tensioni sul comparto a fronte di Opec + piuttosto riluttante ad aumentare la produzione. In ogni caso pensiamo che soltanto un ritorno delle negoziazioni sotto 75 usd possa portare vendite più concrete sul greggio in quanto sotto tale sogli si sono posizionati molti sell orders a protezione di strategie rialziste sul greggio.

In Europa le maggiori tensioni si sono concentrate sul Gas naturale europeo. IL future TTF trattato all’ICE è stato oggetto di nuove tensioni dopo il rinvio dell’apertura di NordStream 2, il gasdotto che collega via Mar Baltico la Russia con la Germania. Gli scambi sono saliti fino a sfiorare nuovamente quota 100 euro. Ci aspettiamo come già scritto la scorsa settimana un ritorno dei valori valori verso 78 euro a breve, mentre invece in un orizzonte un pò più ampio dovremmo rivedere un ritorno degli scambi verso i recenti minimi in area 60 euro. Ciò confermerebbe il nostro scenario di fondo che prevede un assorbimento più ampio del rialzo maturato quest’anno.

Il consolidamento registrato nel mercato del greggio ha stemperato le tensioni sulle quotazioni dei noli marittimi. Il Baltic Dry Index è sceso ampiamente dai massimi di ottobre segnati poco sopra 5500 usd. Ci aspettiamo un consolidamento dei prezzi tra 2300 e 3500 nelle  prossime settimane. La volatilità dei prezzi sarà ancora una volta guidata dall’evoluzione della pandemia e dai blocchi sanitari imposti.

Anche i prezzi dei metalli industriali sono scesi la scorsa settimana confermando paso dopo passo lo scenario che dalla scorsa estate stiamo tracciando. Il rame, benchmark per il comparto, ha ripreso a scendere con maggiore convinzione dopo il ritorno versi i massimi di maggio. Ci aspettiamo a breve un ritorno verso area 9000/8750 dove si aprirà il collaudo propedeutico alla formazione del movimento tendenziale per il 2022.

WB RISK MANAGEMENT: BRENT CYCLE

WB RISK MANAGEMENT: BRENT CYCLE

WB RISK MANAGEMENT: BALTIC DRY INDEX

WB RISK MANAGEMENT: BALTIC DRY INDEX

WB RISK MANAGEMENT: COPPER CYCLE

WB RISK MANAGEMENT: COPPER CYCLE

MARKET MOVER MONITOR WEEK 47

CALENDARIO ECONOMICO 22 – 26 NOVEMBRE 2021