Inflazione e tassi d’interesse: le banche centrali si trovano di fronte ad una scelta dilemmatica:

  • causare una recessione per ridurre l’inflazione nel breve termine,
    oppure
  • progettare un rallentamento sostanziale per mitigare l’inflazione, ma al riparo da una recessione, accettando un’inflazione più elevata per gli anni a venire.

METTIAMO A FUOCO L’INFLAZIONE

L’inflazione complessiva dell’Eurozona è dell’8,1% su base annua, con il core rate al 3,8%. Rispetto agli Stati Uniti, dove il tasso nominale è pressoché equivalente, 8,3% Y, il core rate  è pari al 5,9% Y. Ne deduciamo che l’inflazione europea è molto più non core che core.

Mentre negli States la crescita dei prezzi è stata accompagnata da una crescita dei salari, in Europa la crescita dei prezzi è stata causata quasi esclusivamente dal rialzo delle materie prime.

Le cause dipendono principalmente dagli squilibri che si sono creati nelle catene di fornitura globale e dalla geopolitica. La forte domanda proveniente dall’estero ha contribuito ad innescare acquisti dapprima per ripristinare le scorte dopo la pandemia, poi per coprire i rischi legati proprio ai problemi delle forniture. La guerra in Ucraina ha esacerbato ulteriormente una dinamica già attiva, declinando sul costo dell’energia e di altre forniture industriali ed agricole un ulteriore spinta ai prezzi.

Per ottenere una previsione di inflazione più bassa risulta necessario affrontare con determinazione le dinamiche che hanno prodotto tale risultato, poiché i prezzi delle materie prime sono molto importanti per le prospettive di inflazione dell’area dell’euro.

Tra le macro componenti delle commodity possiamo individuare tre gruppi di beni su cui concentrare l’attenzione per comprendere se le prospettive per un raffreddamento dei prezzi siano plausibili.

ENERGIA

Tra le componenti energetiche spiccano alcuni fattori sostanziali: il gas, l’energia elettrica, il petrolio.

Gli stoccaggi e gli approvvigionamenti di gas dell’Unione risultano fortemente vincolati alle forniture provenienti dalla Russia. Il benchmark che traccia l’andamento dei prezzi è il future sul Natural Gas TTF ,

Title Transfer Facility, rappresenta il mercato all’ingrosso del gas naturale tra i più grandi e liquidi dell’Europa continentale; con sede nei Paesi Bassi, il TTF rappresenta il principale riferimento sui prezzi del gas per l’Europa e l’Italia.

Attraverso questa piattaforma avviene la compravendita del gas tra i più grandi operatori e trader di settore.

Le quotazioni risultavano in tensione già prima della crisi ucraina. Avevamo già subito un vertiginoso aumento dei prezzi a partire dagli inizi del 2021.

L’apprezzamento delle quotazioni rispetto alle medie del periodo 2015-2020 alla chiusura odierna è pari al 700%.  Le attuali quotazioni scontano nell’ultimo anno tale rialzo motivo per cui un eventuale regressione dei prezzi trasmetterebbe un forte ristoro alle dinamiche inflattive. La media dei prezzi dell’ultimo anno sta consolidando 100 eur mwh.  Nel nostro modello di valutazione il segnale propedeutico all’avvio di un’inversione di tendenza coincide con la violazione al ribasso di quota 80 euro. Ad oggi, nonostante l’interruzione, ancorché parziale, delle forniture non esclude la possibilità che l’evento possa maturare. Tuttavia ai fini di tale percorso sarà fondamentale che i valori non ritornino a scambiare oltre la soglia 125/130 eur mwh.

La discesa dei prezzi del gas sotto 80 eur mwh contribuirebbe a raffreddare notevolmente i prezzi dell’energia elettrica in virtù di uno stretto rapporto di correlazione trai le due commodity. In termini di quotazione il punto spartiacque tra rialzo e ribasso del PUN (Prezzo Unico Nazionale energia elettrica) transita a quota  200/190 eur mwh.

TASSI D'INTERESSE ED INFLAZIONE: IL DILEMMA DI QUESTA ESTATE

WB ANALYTICS: TTF NATURAL GAS CYCLE LT

Sul petrolio abbiamo segnalato da tempo la tesi secondo cui pensiamo che i valori siano inseriti in un contesto le cui dinamiche dovrebbero tradursi in un ridimensionamento dei valori. Il Brent dopo aver fissato il recente picco a 125 usd/bar sta scendendo. Per i nostri algoritmi il punto spartiacque tra crescita e decrescita della tendenza dominante transita a quota 100 usd. Ci aspettiamo nelle prossime settimane un collaudo di tale area. Non escludiamo, in assenza di eventi straordinari attualmente non prevedibili, che i prezzi del Brent possano riequilibrare scendendo verso quota 80 usd/bar.

TASSI D'INTERESSE ED INFLAZIONE: IL DILEMMA DI QUESTA ESTATE

WB ANALYTICS: BRENT OIL USD/BAR TREND

Dato il probabile percorso dei prezzi dell’energia una proiezione più mitigata per l’inflazione complessiva passa attraverso la conferma dei segnali indicati. Diversamente dovremmo ritenere più problematico il rientro dell’inflazione non core. Per quanto riguarda l’inflazione core, la BCE considera ancora un target di riferimento valori parzialmente superiore al 2%. Per spingere l’inflazione al ribasso oltre al contributo della componente energetica, la Bce ed in generale le banche centrali a partire dalla FED, dovranno operare scelte orientate al raffreddamento della domanda. Jerome Powell nella sua ultima conferenza stampa rilasciata a margine del FOMC, ha respinto l’insinuazione che la FED stia provocando deliberatamente una recessione per ottenere i risultati sul contenimento dell’inflazione.

Osservando tuttavia lo sviluppo del pil, mappato dal modello GDPNOW,  si evince una crescita zero nel secondo trimestre di quest’anno.

Le nostre attese sulla crescita tendono a mettere a fuoco una fase di rallentamento dell’economia. Lo vediamo attraverso la robusta perdita di momentum delle commodity industriali. Il rame sta scendendo al di sotto dei minimi fissati durante la fase di transizione del ciclo rialzista apr 2020- apr 2022.

Ci aspettiamo un robusto ritracciamento dei prezzi.  Probabilmente scenderemo sino ai livelli di picco del 2018.

Rame, alluminio, acciaio, stanno ritracciando il rialzo della fase 2020-2022. Indubbiamente concorre a tale movimento tutta una serie di problematiche. Ma gli users, i grandi player, segnalano un rallentamento degli ordinativi (vedi nostro report WB COMMODITY PERSPECTIVES), ed un rallentamento generale del comparto.

Questi segnali uniti ad un auspicabile ribasso del petrolio (almeno), oltre a favorire il raffreddamento dei prezzi, ci dicono che il rallentamento della crescita globale è in itinere.

TASSI D'INTERESSE ED INFLAZIONE E MATERIE PRIME

WB ANALYTICS: COPPER (COMEX) LONG TERME TREND

Indubbiamente le banche centrali stanno agendo in modo deciso per non perdere il controllo sull’inflazione, qualora ciò non fosse già avvenuto, attivando tute le leve di policy monetaria, tassi e circolazione monetaria. La Fed ha la possibilità di farlo con minori vincoli rispetto alla BCE. Quest’ultima deve agire contenendo gli effetti sugli spread sovrani per evitare nuovi rischi di frammentazione dell’Eurozona. Diversamente, il lavoro fatto dal whatever it takes in avanti si dissolverebbe.

RISKOO ENTERPRISE RISK MANAGEMENT

I mercati rimangono focalizzati sull’inflazione osservando tutte le dinamiche.  Secondo il presidente di Fed St. Louis, James Bullard, l’inflazione Usa all’8,3% rilevata in aprile non richiede “per ora” un rialzo dei tassi di tre quarti di punto, ha inoltre aggiunto che per il momento il piano di rialzi da mezzo punto rimane appropriato.

Gli investitori ragionano di conseguenza sulla normalizzazione della politica monetaria da parte della Bce: la presidente Christine Lagarde ha consolidato le aspettative di un prossimo aumento dei tassi, ma c’è chi si sofferma sulla “gradualità” del percorso di rialzi, come indicato ieri dal governatore della Banca di Francia Francois Villeroy de Galhau.

Il dollaro resta vicino ai massimi da 20 anni, con la lettura dell’inflazione Usa che alimenta le attese di un approccio Fed aggressivo. Yuan cinese ai minimi da oltre 19 mesi contro il dollaro. La banca centrale di Hong Kong si è mossa – prima volta dall’ottobre 2020 – per fermare il deprezzamento della valuta., vicino alla sogli massima concessa dal Peg sul dollaro 7.85 usd khd.

Oltre alle rilevazioni sulla crescita dei prezzi è bene considerare la recente evoluzione dei prezzi di diverse commodity entrati ormai a pieno titolo in un bear market. Il tema lo stiamo affrontando da un mese a questa parte nel nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES.

Nell’ultimo aggiornamento abbiamo confermato il nostro Outlook negativo su diversi metalli industriali, indicando lo stato della tendenza ed il potenziale target price di medio termine. Lo scorso lunedì abbiamo suggerito di osservare con attenzione l’andamento dei prezzi del gas naturale attraverso la lettura dei prezzi del future sul Dutch TTF per catturare eventuali segnali di perdita di momentum. Il range di negoziazione attuale si è spostato tra quota 102/105 e 90 eur mwh.  Notiamo che ai tentativi di breakout dell’area si contrappongono notizie che in qualche modo ne delimitano l’azione con un effetto di contrapposizione al deflusso dei prezzi. Lo scorso martedì c’è stata da parte ucraina la decisione di sospendere il flusso di gas russo verso l’Europa attraverso il punto di transito di Sokhranivka, che secondo Kiev fornisce circa un terzo del gas russo diretto in Europa attraverso il Paese, dicendo che lo sposterà in una zona sotto il controllo ucraino.  La notizia ha riportato i prezzi del future da quota 90 a 100 eur.

Anche i prezzi del petrolio continuano a puntare verso i livelli oltre i quali si aprirebbe la porta per una benefica correzione. Il Brent  nell’ultimo periodo ha avvicinato più volte quota 100 usd bar. Tuttavia ogni qualvolta ne approccia il livello tecnico giungono rumors in grado di evitarne il breakout.

In generale nei mercati si è instaurato un clima di avversione al rischio. Ciò risulta più che evidente dalla lettura dell’andamento delle borse azionarie. Gli indici stanno raggiungendo i target che avevamo già indicato alla fine dello scorso autunno riportando alcuni Alert sulla tenuta dell’allora ciclo rialzista.   Nel post del 26 novembre avevamo già indicando gli obbiettivi di prezzo per i principali indici. Come scritto lunedì pensiamo che se lo Standard & Poor 500 non sarà in grado di costruire una reazione credibile tra 3900/800, l’avversione al rischio tenderà ad avvitarsi ulteriormente.

Analizzando i sondaggi PMI su scala globale emerge un orientamento dominato da una congiuntura in progressivo deterioramento in Europa, già negativa in Asia, in modo particolare in Cina, con una tenuta sostanziale della crescita negli Stati Uniti (per richiedere il report).

 

 

Il mondo economico si divide tra tre fuochi di pressione: da un lato la guerra  e le ripercussioni indotte dagli effetti delle sanzioni; l’inflazione a cui si contrappongono le azioni delle banche centrali ed infine le restrizioni sanitarie in Cina che rimettono in discussione le catene di fornitura.

Sono tre fronti a cui dobbiamo rispondere con attenzione in quanto stanno erodendo il quoziente di fiducia che le aziende avevano accumulato con la ripresa post-Covid.

Nell’ultima settimana abbiamo assistito ad una serie di interventi restrittivi delle banche centrali a partire dal rialzo dei tassi di 50 bp della Federal Reserve. Inizialmente il mercato ha reagito positivamente dopo la decisione del FOMC,  sia per aver evitato di subire un aumento di 75 punti base (bps), sia per la rassicurazione del presidente della Fed Jerome Powell di non prendere in considerazione aumenti di 75 punti base nelle prossime riunioni. Detto questo, la Fed resta impegnata a frenare l’inflazione e gli ultimi dati PMI hanno suggerito che le pressioni sui prezzi nel settore privato statunitense si sono ulteriormente intensificate ad aprile. Pertanto, i rilasci di CPI e PPI di questa settimana, relativi al mese di aprile, saranno messi a fuoco dagli operatori.

I dati sull’inflazione saranno quindi al centro dell’attenzione a partire da quelli riportati dagli Stati Uniti e dalla  Cina. Avremo inoltre diversi interventi da parte di esponenti della Fed che non mancheranno di rilasciare commenti in materia.

In ogni caso la reazione positiva del mercato azionario americano si è spenta velocemente.  Gli effetti della guerra e delle relative sanzioni, come abbiamo scritto, pesano sul clima di fiducia delle imprese. Le quotazioni delle principali commodity industriali, i metalli,  hanno perso momentum. In particolare l’Alluminio è sceso pesantemente nelle ultime settimane, anche il rame ha violato significativi livelli tecnici. Altri metalli minori, quotati sui mercati a termine a Shanghai e Guangzhou in Cina sono scesi la scorsa settimana. Sul comparto delle commodity aggiorniamo in settimana l’Outlook per verificare quanto gli effetti congiunti della guerra e delle restrizioni sanitarie in Cina stiano modificando i loro trend sottostante.

Tra tutti gli elementi osservati l’unico segmento che non risente dei timori di un rallentamento della crescita è quello energetico. Il Brent oil continua a quotare sopra la linea dei 100 usd/bar, mentre il future sul Natural gas, Dutch TTF, consolida valori tra 95 e105 eur/mwh.

Il surplus della Bilancia Commerciale cinese è ampiamente sceso dai picchi dello scorso mese di marzo. Son crollate le importazioni da un anno a questa parte ma anche le esportazioni hanno subito per il sesto mese consecutivo una significativa riduzione. L’export cinese è passato dal picco di 340,40 miliardi di usd di dicembre ai 273,62 miliardi di aprile. Anche le importazioni hanno subito una significativa decelerazione: da 253,05 a 273,62 miliardi di usd.

La crescita delle esportazioni è stata una componente importante a sostegno della rapida espansione economica della Cina. Negli ultimi anni macchine e mezzi di trasporto hanno rappresentato quasi la metà delle esportazioni totali, in particolare macchine, apparecchi ed elettrodomestici elettrici (14%), apparecchi e apparecchiature per telecomunicazioni e registrazione e riproduzione del suono (12%), macchine per ufficio e macchine automatiche macchine per l’elaborazione dati (8%) e macchinari e attrezzature industriali generali e parti di macchine (5%). Altre importanti categorie di esportazione sono state: manufatti vari (23%), manufatti classificati principalmente per materiale (16%) come filati tessili, tessuti, articoli confezionati (5%), manufatti in metallo (4%) e ferro e acciaio (2%); prodotti chimici e prodotti correlati (6%); e cibo e animali vivi (3%). L’UE e gli Stati Uniti erano le principali destinazioni delle spedizioni cinesi, rappresentando oltre il 15%, seguite da Hong Kong, Giappone, Corea del Sud, Vietnam, Germania, India e Paesi Bassi (3%).

L’export dell’Italia verso la Cina è diminuito a 2,32 bil usd a marzo dal picco di 4,53 bil usd a febbraio 2022.

La principale fonte di importazioni cinesi è stata l’UE (13%), di cui Germania (5%) e Francia (2%), seguite da Corea del Sud, Taiwan, Giappone (8% ciascuna), Stati Uniti e Australia (6% ciascuna ), Brasile (4%), Malesia, Vietnam, Russia e Arabia Saudita (3% ciascuna) e Thailandia, Singapore e Indonesia (2% ciascuna).

Martedì  in Germania il Leibniz Centre for European Economic Research  riporterà le rilevazioni del sondaggio ZEW per il mese di maggio, l’indice sulle rilevazioni economiche prospettiche per l’economia tedesca. Il dato è atteso in contrazione per il secondo mese consecutivo, mentre per quanto riguarda le condizioni contingenti l’indice risulta in contrazione dallo scorso mese di ottobre.

In questo clima ci aspettiamo che la domanda rischi ulteriori rallentamenti.

Il Global PMI relativo sia al comparto manifatturiero che a quello dei servizi evidenzia in prospettiva un’erosione della domanda al punto da pregiudicare la tenuta della crescita globale nel corso del secondo semestre.

Alla base di un sentiment sempre meno positivo vi sono diversi fattori: la crisi dell’offerta (restrizioni Cina) che continua quindi a fungere da importante sostegno ai prezzi, in particolare dei beni; le sanzioni russe che continuano a fungere da supporto ai prezzi globali dell’energia.

Tuttavia, mentre l’aumento della domanda di beni ha contribuito a far aumentare i prezzi all’inizio della pandemia, questa spinta ora sta svanendo. A livello globale, secondo le rilevazioni Markit, i nuovi ordini di manufatti sono leggermente aumentati ad aprile, rappresentando comunque un quadro della domanda strutturalmente più debole. Anche escludendo la Cina, la crescita della domanda su questa misura si è notevolmente indebolita negli ultimi mesi. Pertanto, mentre il lato dell’offerta sta ancora spingendo i prezzi al rialzo, la domanda è diminuita in misura insolita in questo contesto di offerta, suggerendo che i prezzi delle merci potrebbero essere inclini a indebolirsi nei prossimi mesi.

Quanto osserviamo nelle nostre analisi sulla tendenza di diverse commodity confermerebbe tale scenario. In ogni caso, per avere un ridimensionamento più significativo dei prezzi, dobbiamo necessariamente catturare segnali di inversione di tendenza su petrolio e gas, a cascata quindi sull’energia elettrica.

In settimana osserveremo quindi sia l’andamento del future sul Gas, Dutch TTF, sia su quelli del Brent. Per il primo rimane importante il breakout di almeno area 96 eur/mwh, per il secondo quota 100 usd/bar.

WB MARKET MOVER MONITOR

FX Nel nostro streaming INSIDE CENTRAL BANK abbiamo fatto il punto sulle decisioni Fed sostenendo l’ipotesi che da area 1,05 l’eur usd potesse aprire una fase reattiva in direzione di quota 1,0850 in preparazione del meeting della BCE di giungo. Le condizioni di ipercomprato di dollari giustificano, sul piano tecnico, tale attesa. Tuttavia dovremo bilanciare tali condizioni con il rinnovato ritorno (semmai l’avesse  abbandonato) di un clima di avversione al rischio dei mercati azionari.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 19/22

WB ANALYTICS: EUR USD TREND ST

Per tale ragione sarà importante monitorare il range 1,05-1,0650 per cogliere eventuali segnali di riequilibrio del rapporto domanda/offerta e tenuta sostanziale del trend positivo della divisa americana che rimarrebbe orientato a quanto avevamo delineato in un quadro più strategico per il rapporto di cambio euro dollaro sempre durante lo streaming.

Il dollaro conferma la sua forza nei confronti del cny. Il rapporto usd cny, dopo una lunga fase di accumulazione, ha rotto gli indugi ed ha avviato una violenta fase di apprezzamento da 6,35 all’attuale 6,70/75. Ci aspettiamo una breve fase di consolidamento, ma siamo orientati a considerare un ulteriore apprezzamento del dollaro.

Di conseguenza non escludiamo di dover rivedere a breve la nostra view sul rapporto eur cny. La recente costruzione di una base tecnica tra 6,95 e 7,05 potrebbe fare da leva una copertura di posizioni corte di euro tuttora presenti sul rapporto di cambio.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 19/22

WB ANALYTICS: USD CNY TREND ST

COMMODITY L’evento tecnico che stiamo monitorando con maggior interesse si concentra sui prezzi del Gas Naturale europeo. Il TTF continua ad oscillare con un effetto elastico tra 105 e 95 euro (con brevi sconfinamenti sulle code). Come da tempo scriviamo la violazione di 95 euro  aprirebbe una fronte correttivo importante trascinando con se anche i prezzi del PUN, Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica. In questo caso il punto di breakout coincide con l’area 197 eur mwh. Su questo segmento gioca in termini critici la discussione politica ed economica dell’allargamento delle sanzioni alla Russia su  gas e petrolio.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 19/22

WB ANALYTICS FUTURE GAS DUTCH TTF CYCLE TREND

MARKET MOVER MONITOR WEEK 19/22

WB ANALYTICS GME PUN Base ENERGIA ELETTRICA

EQUITY Gli indici azionari hanno aperto la settimana in ribasso sulle piazze asiatiche con riflessi negativi anche su quelle europee. Il nostro scenario di base rimane orientato al ribasso nel breve, con ulteriori ritracciamenti verso i minimi di marzo.  Giocherà un ruolo importante lil collaudo di area 3900 per lo Standard & Poor 500. Se la domanda non sarà in grado di contenere su tale area le vendite attuali i mercati corrono il rischio di approfondire ulteriormente nel breve medio periodo.

Come sappiamo la partita delle sanzioni si gioca sul nodo estremamente critico delle forniture di gas russo. Mentre il nodo dell’embargo sul petrolio russo resta al centro del dibattito Ue, la Germania sta cercando di risolvere entro breve il modo per sostituire il greggio di Mosca. Secondo notizie Reuters, il governo italiano sta considerando l’ipotesi di una nazionalizzazione temporanea della raffineria Isab in Sicilia, controllata dal gigante russo Lukoil, in caso di sanzioni sul petrolio di Mosca. La Commissione Ue ha consentito a Spagna e Portogallo di mettere temporaneamente un tetto sui prezzi di riferimento per il gas naturale – richiesta giunta più volte anche dall’Italia – e carbone a 40 euro per megawatt-ora. Un portavoce di Snam ha detto che il gas russo continua ad arrivare regolarmente in Italia.

Mentre la discussione procede sul piano politico, gli stoccaggi procedono regolarmente secondo la curva seguita nel 2017, al di sopra dei valori registrati lo scorso anno e nel 2018. Tuttavia ieri sera,   secondo i dati Refinitiv,  le nomination giornaliere per le consegne di gas russo alla Slovacchia che transitano per  l’Ucraina attraverso il valico di confine di Velke Kapusany  sono state sospese a causa. La Russia ha detto che avrebbe sospeso le forniture di gas alla Polonia nell’ambito del contratto Yamal, sostenendo che la Bulgaria subirà lo stesso trattamento in quanto gli acquirenti non hanno soddisfatto la richiesta di pagare le forniture energetiche in rubli.

 

NATURAL GAS DUTCH TTF: NUOVE TENSIONI?

WB ECONOMICS: EU NATURAL GAS STORAGE

Mentre le nomine giornaliere per le consegne di gas russo alla Slovacchia attraverso l’Ucraina risultavano in diminuzione già da lunedì, così come i flussi diretti verso est in Polonia attraverso il gasdotto Yamal Russia-UE,  i flussi diretti dalla Russia alla Germania attraverso il Nord Stream 1 sono rimasti stabili.

NATURAL GAS DUTCH TTF: NUOVE TENSIONI?

FLUSSI DI FORNITURA ORARIA ORE 6 AM 27.04.2022 PER PIPELINE

Proprio lunedì avevamo evidenziato nel nostro Blog research  un potenziale segnale di allentamento ulteriore della tensione sui prezzi del future Dutch TTF che rappresenta il benchmark di mercato.  Ieri in mattinata prima della notizia del pomeriggio sul blocco delle fornitura a Polonia e Bulgaria,  le quotazioni del TTF future stavano proprio testando la nostra linea di verifica sotto cui avevamo fissato il trigger per l’avvio di una correzione più ampia dei prezzi.

La notizia di ieri sera ha allarmato i broker spingendo nuovamente le quotazioni all’apertura di oggi sopra quota 105 eur/mwh.

Se i valori di negoziazione non rientreranno sotto tale soglia dovremmo revocare il segnale che con un certo ottimismo avevamo elaborato sfidando la congiuntura. Tuttavia ci sembra singolare come proprio in coincidenza con il collaudo di un significativo livello tecnico si sia aperto un breach sul regolamento delle forniture.

Nel grafico riportiamo i valori alla chiusura di ieri sera con il collaudo della linea di tendenza che regge in termini regressivi l’attuale distribuzione dei prezzi.

NATURAL GAS DUTCH TTF: NUOVE TENSIONI?

WB ANALYTICS: NATURAL GAS DUTCH TTF

 

Con i market movers di questa settimana si ritorna a guardare i fondamentali. In particolare i mercati attendono le prime stime flash sull’andamento del GDP relativo mal primo quarter del 2022 in Usa ed Eurozona, a seguire Corea del sud e Taiwan.

Le attese fanno riferimento alle previsioni aggiornate che tradizionalmente il FMI pubblica ad aprile di ogni anno. C’è stata una netta revisione al ribasso nelle stime di crescita per il 2022 e 2023. Le cause sono note e principalmente imputabili agli effetti della crisi nell’est Europa. A queste si sono aggiunti i più recenti ritorni ai blocchi sanitari imposti dal Governo cinese a Shanghai ed in altre significative zone industriali del Paese.

Nel nostro ultimo rapporto sull’andamento delle quotazioni delle commodity industriali, abbiamo messo l’accento sull’importanza del ritorno alle restrizioni sanitarie in Cina. Contribuiscono a raffreddare i commerci e gli scambi in un’area cruciale. Il probabile impatto degli ultimi blocchi cinesi sul commercio e sui ritardi della catena di approvvigionamento nei prossimi mesi, potrebbe avere minori impatti sulle pressioni nei prezzi globali. I futures sui metalli primari e minori, quotati al Shanghai Future Exchange ed  al Zhengzhou Commodity Exchange, stanno confermando nelle aperture di settimana quanto scritto nel nostro Outlook per il mese di maggio.

GDP MARKET MOVERS

I dati sul GDP Usa per il primo quarter , in calendario giovedì,  vedono attese di crescita al 1,1%, venerdì sarà Eurostat  a pubblicare i dati sul GDP del primo trimestre 2022 il cui consenso stima una crescita dello 0,3%.

Nei market movers , gli ultimi sondaggi flash PMI evidenziano un rallentamento del comparto manifatturiero in Europa contro una tenuta di quello statunitense. I servizi hanno retto meglio le pressioni esercitate dall’incertezza economica unita a quelle sull’inflazione. Nel frattempo le banche centrali hanno posto particolari accenti sulla loro intenzione di alzare i tassi di interesse: La Fed è attesa per una chiamata al rialzo nella prossima riunione di martedì 3 – mercoledì 4 maggio di 50 bp. La Bce, dopo aver sostenuto la tesi di un incremento transitorio dell’inflazione sta ora rimodulando il suo messaggio, ponendo l’accento su una maggiore persistenza dell’inflazione a causa degli effetti della guerra. Di conseguenza sono aumentate le voci, soprattutto la dialettica all’interno del variegato Consiglio, per un aumento dei tassi prima dell’autunno, probabilmente a luglio. Sul tema la nostra posizione rimane ancora conservativa, soprattutto nel caso in cui maturino le condizioni tecniche sotto esposte.

Pensiamo che mentre l’inflazione continuerà a monopolizzare il dibattito mediatico sui temi economici,  sui mercati possa prendere corpo una correzione significativa dei prezzi di tutti i risky_ asset.  Ne avevamo anticipato i segnali nelle scorse settimane. C’è stata una tregua generata dal recupero dei prezzi, più di natura reattiva che non costruttiva. Pensiamo che l’avversione al rischio, generata dapprima dall’impostazione restrittiva della Fed, poi dall’incertezza prodotta dalla guerra in Ucraina a cui si aggiunge ora il blocco delle attività in aree cruciali della Cina, ritorni a governare l’andamento dei mercati.

I PREZZI DELL’ENERGIA RIMANGONO AL CENTRO DEI MARKET MOVERS

Una potenziale fonte di allentamento delle pressioni sui prezzi potrebbe provenire dal petrolio. Mentre la guerra in Ucraina ha esercitato una pressione al rialzo sui costi del petrolio e dell’energia, è possibile che una qualche attenuazione di questa pressione possa derivare da un rallentamento dell’economia manifatturiera globale. Come mostra il nostro grafico sottostante, il prezzo del petrolio è aumentato molto più di quanto sia coerente con l’attuale espansione manifatturiera globale, con i dati PMI di marzo che mostrano che solo due terzi di tutte le economie coperte dai PMI registrano un aumento della produzione, che in ogni caso risulta in calo rispetto ai valori registrati alla fine dello scorso anno. Se questa debolezza si diffonde ulteriormente, i prezzi di materie prime come il petrolio potrebbero solo deviare ulteriormente dai fondamentali della domanda.

PETROLIO

Sul mercato delle materie prime abbiamo fissato nel range 112 -100 usd/bar per i future sul Brent oil, l’area di definizione di un set up propedeutico proprio all’avvio di una correzione. La tenuta nelle ultime settimane di questa banda ci porta a considerare con maggior fiducia l’ipotesi che anche il petrolio possa aprire una finestra correttiva in grado di spingere i valori verso area 92 ed a seguire 80 usd/bar. Il nostro algoritmo ADVANCE CYCLE quota in territorio negativo già da quattro settimane, ovvero da quando i prezzi sono scesi da quota120 usd/bar.

MARKET MOVERS

WB ANALYTICS: BRENT OIL TREND

EQUITY MARKET

Su tale scia ci aspettiamo una nuova gamba di ribasso nei mercati equity ed in modo selettivo anche in quello delle commodity in generale, ovvero confermiamo quanto avevamo indicato nel nostro web streaming, INSIDE CENTRAL BANK,  che abbiamo tenuto dopo la chiusura della conferenza stampa di Christine Lagarde a margine del Consiglio direttivo del 16 aprile. La chiusura di venerdì scorso ha riportato a galla tale scenario.

Stiamo stimando per lo Standard & Poor 500 un nuovo ribasso che possa spingere i prezzi oltre i minimi di marzo. Al momento il nostro modello di valutazione mette in evidenza due potenziali obbiettivi a 3930 ed in successione non escludiamo 3500. In precedenza avevamo fissato una stima a 3600 usd.

Per l’indice benchmark del mercato equity europeo le valutazioni rimangono ancora orientate a rivedere i minimi di marzo con il rischio di un ulteriore coda verso area 3000 euro.

GAS FUTURE DUTCTH TTF

Nel nostro quadro congetturale stiamo ipotizzando anche un ridimensionamento dei prezzi del gas importato dalla Russia. Attendiamo con ansia la violazione di area 90 delle quotazioni del future Ducth TTF all’ICE, come già indicato nel nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES di maggio per poter sciogliere ogni riserva. Per le banche centrali il movimento riflessivo dei prezzi di petrolio e gas, di conseguenza anche dell’energia elettrica,  costituirebbe una auspicabile provvidenza, in quanto il maggior contributo al rialzo dell’inflazione proviene proprio dai prezzi energetici.

Il quadro dei dati economici in calendario vedrà proprio venerdì l’aggiornamento ufficiale dell’inflazione per l’eurozona. Si riferisce al mese di aprile: l’attesa è per un dato che stabilizzi il picco precedente a 7.4%. Non ci saranno quindi ancora i riflessi regressivi dei prezzi ma un sostanziale consolidamento del picco.

La lettura dei dati macro della settimana sarà quindi importante per definire il quadro d’insieme, soprattutto se unita all’andamento del PMI cinese in calendario il prossimo sabato. Le attese sono orientate ad una rilevazione inferiore a quota 50. Si confermerebbe per il secondo mese consecutivo un dato recessivo a tutta detrizione dei corsi sulle commodity.

Ritornando invece sulla lettura del GDP USA, attesa in moderata crescita dal mercato,  è bene considerare che la stima del modello GDPNow, elaborato dalla FED, per la crescita del PIL reale (tasso annuo destagionalizzato) nel primo trimestre del 2022 è dell’1,3%. L’ultimo aggiornamento risale all’elaborazione del 19 aprile, rispetto all’1,1% del 14 aprile. Dopo i recenti comunicati del Federal Reserve Board of Governors e dell’US Census Bureau , la stima attuale della crescita degli investimenti interni privati ​​lordi reali del primo trimestre è aumentata da -0,8% a 0,1%.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 17/22

Per quanto riguarda gli impegni ufficiali  delle banche centrali il calendario prevede soltanto un’unica riunione della Banca centrale del Giappone. Sebbene non siano previste modifiche sul fronte della politica monetaria, le proiezioni della banca centrale saranno esaminate con attenzione in quanto la recente svalutazione del jpy non è del tutto gradita al Board.

Sul fronte dei mercati valutaria abbiamo assistito dapprima al breakout tecnico di area 1.0850 di eur usd. successivamente il mercato ha collaudato l’evento tecnico proponendo un ritorno delle contrattazioni proprio su tali livelli. In linea con quanto avevamo previsto nell’INSIDE CENTRAL BANK del 16 aprile, il test si è concluso a favore del dollaro aprendo una nuova finestra operativa che dovrebbe portarci verso il secondo degli obbiettivi stimati per il cambio nel corso di quest’anno nel nostro FX OUTLOOK 2022 .

MARKET MOVERS WEEK 17/22

WB ANALYTICS: EUR USD ST

 

WB COMMODITY PERSPECTIVES

 

Abbiamo aggiornato il nostro report mensile con lo scenario sull’andamento delle quotazioni delle commodity industriali, energia e metalli.

Rileviamo alcuni allentamenti delle pressioni sui prezzi. Ciò non evidenzia ancora un reversal del ciclo rialzista avviato nel 2020 tuttavia abbiamo approfondito alcuni temi di interesse che potrebbero costituire la base per la definizione di un quadro interessante.

Pesano sul comparto dei materiali industriali le incertezze legate alla crisi ucraina a cui si aggiungono i rinnovati blocchi sanitari in diverse aree strategiche della Cina a cominciare dalle restrizioni al porto di Shanghai che stanno pesando sugli scambi e di conseguenza sui prezzi di molte commodity industriali a partire dai metalli.

Molte aziende, nostre clienti che sono presenti in Cina con siti produttivi, ci segnalano difficoltà crescenti in particolare a Shanghai e Shenzhen nel Guangdong, nella Cina Sud-orientale, metropoli che collega Hong Kong al resto del territorio cinese. Shanghai ha esteso un ordine restrizione in tutta la città fino al 26 aprile, rafforzando la sua stretta su un blocco che sta entrando nella sua quarta settimana.

Nel report di aprile prendiamo in esame le correlazioni tra quotazioni e condizioni macro generate dal rallentamento delle aspettative di crescita globale.

In molte regioni il sentiment delle aziende si sta deteriorando ad eccezione del nord America… (per continuare la lettura scarica il report)

SENTIMENT IMPRESE PMI A due mesi dall’avvio del conflitto lungo la linea rossa nell’est Europa iniziano ad emergere i dati macro influenzati dalle risposte economiche sulla variegata gamma di indicatori. Quelli più sensibili che anticipano i dati cosiddetti coincident, vedono la fiducia delle imprese nuovamente compromessa.  Sono i discesa significativa i dati sul manifatturiero come pure quelli sui servizi nell’Eurozona. Per ragioni diverse ritracciano sensibilmente anche quelli cinesi. Qui gioca l’effetto dei nuovi blocchi sanitari dovuti all’Omicron. Il Porto di Shanghai è praticamente chiuso come pure diversi distratti manifatturieri presenti nel Paese.

SENTIMENT IMPRESE PMI E ANDAMENTO PREZZI ENERGIA

In Eurozona l’attività manifatturiera è alle prese con prezzi energetici che ormai quotano persistenti rialzi delle medie a 6 mesi ed a 12 mesi. Le quotazioni del future sul Gas Naturale Dutch TTF quotano infatti valori medi tra 97 e 103 eur/mwh nelle medie a 6 e tre mesi, mentre i prezzi medi rilevati a 12 mesi transitano in valore a 71 euro. Se si considera che tali valori quotavano un anno fa attorno a quota 20/24 euro risulta piuttosto intuitivo comprendere gli effetti sul piano dei costi produttivi, anche perché l’elevata correlazione con i prezzi dell’energia elettrica riporta gli stessi effetti.

PMI FLASH APRILE

Venerdì 22 aprile avremo le proiezione dei dati Flash sul sentiment delle imprese ad aprile. A marzo avevamo osservato, secondo i sondaggi Markit, Una diversa configurazione del sentiment tra imprese appartenenti all’area Anglosassone, USa e UK, rispetto a quelle dell’Eurozona. Secondo il sondaggio le prime risultavano rincoraggiate dallo smantellamento dei vincoli sanitari, le seconde invece fortemente preoccupate da un mix di condizionamenti costituiti sia dalle ripercussioni delle sanzioni di guerra, che  dal rincaro e restrizioni sulle forniture di commodity.

Nel nostro rapporto avanzato sull’andamento delle materie prime abbiamo elaborato l’ipotesi di un possibile allentamento delle tensioni sui prezzi del Gas e dell’energia elettrica. Di conseguenza abbiamo aggiornato le nostre valutazioni sugli altri segmenti del comparto delle commodity industriali.

E’ prematuro chiamare un reversal dei prezzi, tuttavia vediamo una potenziale correzione delle quotazioni: il future sul Gas TTF potrebbe scendere verso area 83/80 a breve, il PUN, Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica, dovrebbe distribuire le quotazioni in un intervallo tra 175-235 eur/mwh prima di scendere in direzione di 135 euro.

Nel contempo il future sul Brent dovrà contenere le pressioni al rialzo sotto quota 115usd/bar e defluire verso l’area psicologica 100 usd/bar.

Nel frattempo verificheremo le ulteriori reazioni al recente meeting di politica monetaria della BCE.

MEETING BCE vs. EUR USD

Giovedì a chiusura della conferenza stampa di Christine Lagarde,  abbiamo commentato nel nostro live streaming INSIDE CENTRAL BANK  le reazioni che il nostro Team Analytics si aspetta sui mercati.  Come in buona parte atteso, nel board di giovedì scorso Francoforte ha preso tempo, mantenendo l’accento su una forte flessibilità nel percorso di ‘normalizzazione’ della propria politica, tra le incertezze legate alla guerra. Il consiglio non ha fissato una data precisa per la fine del programma degli acquisti ‘Qe’, che avverrà comunque nel corso del terzo trimestre e sarà seguita dopo “qualche tempo” da un rialzo dei tassi.
La mancanza di una tempistica predeterminata – hanno avvertito fonti vicine al dossier – non significa però escludere la possibilità di un incremento già nel meeting del 21 luglio, considerato che si sarà aperto il terzo trimestre. Cruciale anche il consiglio di giugno, quando arriveranno le nuove previsioni macro dell’istituto.

Christine Lagarde, intanto, riprenderà la parola domani al vertice dei ministri delle Finanze e dei banchieri centrali del G20 che si terrà a Washington parallelamente agli incontri di Fondo Monetario e Banca Mondiale. Mosca ha fatto sapere che il ministro delle Finanze Anton Siluanov parteciperà agli eventi in modalità virtuale, mentre gli Usa hanno promesso forme di boicottaggio per protesta contro la Russia.

PBOC TAGLIA I TASSI

La banca centrale cinese ha tagliato di 25 punti base il tasso di riserva obbligatoria (RRR) venerdì liberando liquidità in una mossa tesa a sostenere l’economia minacciata dalla recrudescenza del Covid. Per quanto atteso, il ribasso è stato meno consistente del previsto, con l’istituto che sembra iniziare a preoccuparsi dei possibili effetti di spillover del contestuale inasprimento monetario applicato dalle altre principali banche centrali globali.

La pandemia da un lato e l’intensificarsi dei rischi geopolitici che spinge i costi delle commodities dall’altro, pongono Pechino nella delicata posizione di dover stimolare la crescita mantenendo la stabilità dei prezzi, cosa che rende poco probabile ulteriori tagli ai tassi per ora, aggiungono.

Il Pil del primo trimestre ha segnato un’espansione del 4,8% dopo il +4% del trimestre precedente, superando le attese, ma gli economisti nutrono timori per i prossimi mesi. Le vendite al dettaglio si sono attestate a marzo ai minimi dall’aprile 2020, mentre il mercato del lavoro dà segnali di stress con il tasso di disoccupazione al 5,8%, massimo da quasi due anni. La produzione industriale ha registrato un +5,0% su anno a marzo, contro il 3,4% atteso, ma a fronte di incrementi del 7,5% nei due mesi prima.

WB MARKET MOVER MONITOR

L’eur usd ha violato l’area 1.08, dove avevamo fissato il target intermedio per l’anno in corso,    aprendo una nuova finestra entro cui dovremmo visualizzare le negoziazioni in futuro. Tale finestra dovrebbe consentire alla volatilità degli scambi di spingere le quotazioni verso l’altro significativo target indicato nel nostro Outlook 20/22. Nell’immediato ci aspettiamo un test dell’area 1.0730 dove pensiamo che si possa aprire una reazione delle quotazioni.

Come scritto in più occasioni l’euro conferma la sua debolezza contro quasi tutte le majors, fatta eccezione per lo yen. Al momento il mercato sta confermando la tendenza attesa per l’anno in corso su GBP, CHF, NOK, SEK, CAD, AUD e CNY. Di conseguenza RISKOO, il modello di gestione proattiva del rischio di cambio da noi proposto (Enterprise Risk Management),  ha aggiornato i livelli tecnici (dinamici)  per il controllo dei valori di Risk Appetite e di Risk  Aversion.

 

 

FOREX & COMMODITY. L’euro contro dollaro quota, alla vigilia del meeting Bce, a ridosso di area 1,08 dove transita un significativo livello tecnico. Nonostante il mercato sconti  toni ulteriormente hawkish dalle indicazioni che il governatore Christine Lagarde rilascerà in conferenza stampa, la divisa europea non è riuscita, nonostante alcuni tentativi di costruire una reazione. Probabilmente il mercato si sta allineando su livelli da cui può essere più semplice controllare le reazioni successive all’intervento del Governatore.

FOREX & COMMODITY

FOREX & COMMODITY QUOTAZIONI IN MOVIMENTO

WB ANALYTICS: EUR USD LT

Nel frattempo, come anticipato nel nostro Market Mover Monitor Week, altri istituti centrali sono alle prese con i relativi meeting di politica monetaria. La Banca centrale neozelandese ha optato per un rialzo dei tassi da 50 punti base, il maggior incremento in oltre 20 anni e il quarto di fila, a 1,50%.

FOREX & COMMODITY QUOTAZIONI IN MOVIMENTO

WB ANALYTICS: EUR NZD

Secondo il sondaggio Reuters, l’istituto centrale canadese – che ha alzato i tassi a marzo per la prima volta dall’ottobre 2018 – potrebbe oggi ritoccare all’insù il costo del denaro di 50 punti base. In seno alla Fed invece cresce la divergenza di vedute sull’eventualità che un’inflazione elevata possa diventare un problema ricorrente in futuro: Brainard è convinta che una serie di rialzi dei tassi siano sufficienti per farla scendere al target del 2% mentre Barkin sottolinea che potrebbe restare elevata a causa, tra l’altro, delle spese per gli anziani e per la difesa.

Di fatto i mercati scontano una serie di incrementi dei Fed Funds impressionante, a partire da 50 bp nel meeting del 4 maggio. Il nostro modello stima per la fine dell’anno un elevata probabilità che i tassi possano quotare tra 2,25-2,75%.

Nel nostro scenario di base la BCE dovrebbe aumentare i tassi soltanto nell’ultimo trimestre di quest’anno. Sarà interessante verificare se in conferenza stampa il Governatore confermerà il principio del sequenziamento, ovvero la linea secondo cui prima si concludono i programmi di QE e solo in un momento successivo si avvia il rialzo dei tassi. L’aumento dell’inflazione registrato nel mese di marzo potrebbe aver ulteriormente animato i falchi presenti nel Board.

AGENDA MACRO

In mattinata (H 10.00) l’Istat riporta la lettura di febbraio della produzione industriale italiana: con la guerra in Russia iniziata alla fine febbraio il dato non dovrebbe incorporare le ricadute del conflitto. Le attese infatti sono per un incremento mensile di 1,4%, dal -3,4% di gennaio, e di 0,7% su anno, dal -2,6%. Nei giorni scorsi il centro studi di Confindustria ha lanciato l’allarme sulla produzione prevedendo che scenda a marzo dell’1,5%, con un calo nel primo trimestre di 2,9% rispetto al quarto del 2021 mentre Bankitalia stima nel primo trimestre una flessione di circa il 2%. Il PMI manifatturiero di marzo ha riportato una significativa perdita di momentum. Sono molte le aziende (oltre il 16%) che a seguito del rincaro dei prezzi dell’energia hanno sospeso le produzioni. Alcune stime calcolano che in assenza di una correzione dei prezzi la mediana delle aziende che fermano la produzione possa alzarsi ad oltre il 30%.

L’export cinese a marzo è cresciuto più del previsto con un incremento di 14,7% su anno, da confrontare con attese per +13%, mentre l’import è sceso dello 0,1%, primo calo da agosto 2020, rispetto al +8% del consensus sulle limitazioni per la  nuova ondata di contagi. La bilancia commerciale ha registrato un avanzo di 47,38 miliardi di dollari contro attese per un surplus di 22,4 miliardi. Nel primo trimestre, Pechino ha aumentato il commercio con la Russia e l’Ucraina rispetto allo stesso periodo di un anno fa in termini di yuan e ha dichiarato che la collaborazione economica con entrambi i Paesi resterà normale.

Il blocco del porto di Shanghai ha imposto nelle ultime settimane un significativo rallentamento degli scambi con la Cina continentale. Analogo rallentamento è stato registrato sui flussi commerciali  sulle rotte che transitano a Shanghai. La Cina rischia una recessione autoinflitta indotta dai vincoli sanitari. Un sondaggio mostra che quasi 1/3 della sua popolazione è in una sorta di blocco, con negozi chiusi e fabbriche in difficoltà. Un ulteriore allentamento delle politiche sembra inevitabile, ma lo è anche la fuga di capitali. Almeno 373 milioni di persone nelle città che contribuiscono al 40% del PIL cinese sono state colpite, ha mostrato un sondaggio Nomura. Gli indicatori chiave stanno già riflettendo lo shock. Le vendite interne di autovetture sono diminuite di oltre il 10% a marzo, secondo i dati ufficiali; un indice che traccia il traffico merci in Cina è sceso di circa il 25% durante la prima settimana di aprile. Il polo manifatturiero di Guangzhou è chiuso dallo scorso lunedì alla maggior parte degli arrivi.

Con la guerra in Ucraina che ha fatto aumentare i costi delle materie prime, l’artificioso rallentamento delle esportazioni cinesi, imposto dai vincoli Omicron, potrebbe impattare sulle quotazioni delle commodity in generale. Lunedì abbiamo osservato una discesa dei prezzi del Brent future verso quota 98 usd/usd, dove abbiamo fissato il punto di reversal del ciclo di breve termine. In contemporanea abbiamo visto gas ed altri contratti collaudare analoghi livelli già segnalati nel nostro Weekly Monitor.

Al mercato future sulle commodity di Shanghai l’Alluminio sta perdendo valore con un ribasso del12,5% rispetto ai picchi di marzo.

In mattinata il Giappone ha pubblicato gli Ordinavi di Macchinari relativi al mese di febbraio: il dato ha registrato il maggior calo mensile in circa due anni. Sul dato hanno pesato la flessione della domanda da parte di aziende dell’It e di altri servizi. Gli ordinativi ‘core’ sono scesi del 9,8% su mese, la maggior flessione dall’aprile 2020. Il PMI Expected Future Output index, in linea con Cina ed Eurozona sta regredendo verso area 50, valore spartiacque tra crescita e decrescita attesa.

A bilanciare il dato poco confortante sugli ordinativi e sul PMI, l’indice Reuters Tankan in aprile ha riportato la fiducia delle imprese manifatturiere, per il secondo mese consecutivo ad un rialzo, +11 da +8 di marzo. Quello sui servizi è aumentato per la prima volta in tre mesi a +8 da -1.

FOREX & COMMODITY

FOREX & COMMODITY QUOTAZIONI IN MOVIMENTO

WB ANALYTICS: ALUMINIUM SHANGHAI FUTURE EXCHANGE

Nel fine settimana diverse fonti istituzionali e governative  hanno lanciato inevitabili allarmi negativi sul fronte economico. Le ricadute della guerra hanno fortemente raffreddato la crescita attesa per l’anno in corso.

Banca d’Italia venerdì ha stimato che l’economia ha subìto nel primo trimestre dell’anno una battuta d’arresto dello 0,7% e la produzione industriale una flessione del 2%.  Analogo monito nel fine settimana è arrivato anche dall’ufficio studi di Confindustria secondo cui la produzione è scesa a marzo dell’1,5% con un calo nel primo trimestre di 2,9% rispetto al quarto trimestre. Anche l’economia tedesca potrebbe aver accusato una regressione della crescita all’1,4%-1,5% quest’anno rispetto al 2,7% del 2021, secondo il ministro del Lavoro Hubertus Heil.

Delle ricadute della crisi ucraina si parlerà inevitabilmente al Consiglio europeo degli Affari Esteri a Lussemburgo durante il quale però non si discuterà formalmente dell’embargo sul petrolio russo.  Il presidente del Consiglio Ue Michel ha detto che di energia e di Ucraina si parlerà in un summit straordinario il 30 e 31 maggio.

In Eurozona l’energia costituisce il principale motore di divergenza non soltanto sotto il profilo politico, bensì anche  per l’impatto inflativo che produce  tra i vari paesi, conseguente al mix energetico di approvvigionamento degli stessi. E come sappiamo i prezzi dell’energia, del gas in particolare, sottendono alla crisi geopolitica nell’Est Europa.

Le iniziative diplomatiche per portare ad un tavolo Ucraina e Russia sono ora promosse dal cancelliere austriaco Karl Nehammer, recatosi sabato a Kiev per incontrare Zelensky, oggi a Mosca per incontrare Putin. Si tratta del primo leader Ue impegnato in un faccia-a-faccia con l’omologo russo.

L’inflazione rimane il principale problema economico che le banche centrali devono affrontare

Le ripercussioni della crisi, unite ai postumi della pandemia, continuano ad esacerbare le dinamiche inflative su scala globale. Questa settimana si riuniranno diversi consigli di banche centrali a partire dalla BCE. Seguiranno Canada, Nuova Zelanda, Corea del Sud e Singapore, tutte impegnate ad affrontare un potenziale rialzo dei tassi.

Negli Usa verranno pubblicati dati sull’inflazione di marzo come pure nel Regno Unito e nella Cina continentale. Sempre gli Stati Uniti riporteranno i dati sulle vendite al dettaglio e la produzione industriale.

Con la Fed fermamente concentrata sulle preoccupazioni per l’inflazione, secondo gli ultimi verbali della Fed FOMC di marzo, i dati sull’IPC pubblicati negli Stati Uniti saranno al centro dell’attenzione degli operatori. Per quanto suggerito dai dati PMI di marzo, i prezzi di vendita delle aziende statunitensi hanno continuato a salire durante il mese scorso, registrando l’aumento più marcato dall’inizio della raccolta dei dati nell’ottobre 2009. Allo stesso modo, le aspettative di consenso indicano un’inflazione con una crescita più robusta dovuta anche in questo caso dagli effetti della guerra in Ucraina e dal conseguente aumento dei prezzi delle materie prime. Ad accompagnare gli aggiornamenti dei dati CPI e PPI ci saranno, durante la settimana, i consueti commenti dei governatori della Fed. Questi tenderanno a preparare il mercato ad un più veloce ritiro degli stimoli monetari anche attraverso il Quantitative Tightening, già discusso nell’ultimo Fomc di marzo.

Nel frattempo, pensiamo che altre banche centrali seguiranno l’esempio della Fed nell’assumere una posizione policy monetaria più aggressiva . In particolare, si prevede che la Bank of Canada (BoC) e la Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) nel loro meeting di questa settimana, aumenteranno i tassi di interesse. La BoC potenzialmente potrebbe chiamare un rialzo di 50 bp..

La Banca centrale europea (BCE), che riunisce il Consiglio giovedì,  diversamente da quelle di estrazione anglosassone non dovrebbe toccare i tassi. Eventuali mosse sono previste in autunno. Tuttavia i commenti di Christine Lagarde, in conferenza stampa a partire dalle 14.30, saranno oggetto di valutazione da parte del mercato. Copriremo l’evento con la diretta in web streaming, INSIDE CENTRAL BANK,  alle ore 16.00, dopo la chiusura della conferenza stampa,  con le analisi di Wlademir Biasia. (Per ricevere l’invito basta iscriversi cliccando il seguente link).

Per chi ha posizioni in dollari di Singapore, sarà interessante seguire anche la riunione dell’Autorità Monetaria di Singapore (MAS).

Infine, l’Inghilterra e Singapore  pubblicheranno i dati sul PIL: entrambe le regioni continuano ad evidenziare una tenuta della crescita, nonostante le indicazioni di un rallentamento globale, particolarmente sentito nelle aree Ue, Cina e Giappone.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 15/22

GLOBAL PMI COMPOSITE CONSENSUS

WB MARKET MOVER MONITOR

COMMODITY

Il nuovo lockdown imposto a Shanghai sta riducendo sensibilmente le attività di trading commerciale da e per la Cina. Il porto paralizzato impone un nuovo brusco raffreddamento degli scambi commerciali, di fatto provocando un nuovo possibile allentamento delle quotazioni di molte commodity. Il PMI cinese è sceso sotto quota 50 sia per il comparto servizi che per quello manifatturiero. L’indicatore Expected Future Output sta scendendo anch’esso in linea con Giappone ed Eurozona. Potrebbe essere il segnale che anticipa una discesa dei corsi delle commodity. Nell’analisi flash che riportiamo i valori delle principali commodity quotano tutti a ridosso di aree di supporto tecnico significative nonostante le tensioni inflative presenti.

ENERGY Ci sono molti temi da seguire questa settimana sui mercati: materie prime, forex con i rilessi sul mercato azionario ed obbligazionario.

Iniziamo dalle materie prime mettendo a fuoco l’andamento del comparto energia. Il Brent future sta scivolando verso la nostra area di verifica della tenuta del ciclo rialzista. Stiamo seguendo le negoziazioni nel range 108/98 usd/bar. Si auspica il breakout di 98 usd per avere un vero segnale utile per la costruzione di una correzione dei prezzi. Tale indicazioni fornirebbe utili riflessi all’andamento dei prezzi del gas e quindi dell’energia elettrica. Di conseguenza abbiamo messo a fuoco nell’ordine per il future sul gas europeo Dutch TTF 98/108 eur/mwh, sul prezzo unico nazionale dell’energia elettrica, GME PUN, area 215/195 eur/mwh.

Al momento rileviamo segnali incoraggianti in termini di perdita di momentum, utili per proseguire la fase correttiva delle quotazioni avviata nella seconda metà di marzo.

METALLI INDUSTRIALI Osservando le negoziazioni al LME rileviamo alcuni segnali significativi. Le quotazioni del Rame al LME stanno logorando il livello lungo il quale avevano definito la supply line nell’ultimo anno. Tale livello transita questa settimana in area 10000 usd/ton, siamo di fronte ad un potenziale segnale distributivo utile per definire, a seguito di un breakout, l’apertura di una fase correttiva. Estendiamo le medesime valutazioni  per l’Alluminio: i prezzi stanno collaudando un ‘importante area tecnica a 3250 usd.  Nell’immediato ci aspettiamo un rimbalzo, ma senza escludere un ritorno dei valori su tale area la cui violazione darebbe il via ad una significativa correzione.

Diverse sono le valutazioni per l’Acciaio prodotto in Europa. I prezzi che si sono formati dopo l’invasione dell’Ucraina hanno subito un significativo apprezzamento. Ci sono timidi segnali correttivi, ma per poter rilevare un ritracciamento più significativo dovremmo avere la conferma di una correzione dei prezzi energetici (vedi sopra) ed una riapertura delle produzioni nell’est europa.

FOREX La BCE focalizzerà l’attenzione dei trader, come pure il dato sull’inflazione USA. Come scritto la scorsa settimana ci aspettiamo una reazione del cambio eur usd. Il ritorno degli scambi sopra 1,0935 alimenta tali attese che per il momento rimangono limitate su ritorni in direzione di area 1,10/1,1035. In ogni caso le aspettative per una linea policy monetaria divergente continua a mettere a fuoco il ruolo strategico si area 1,0850 eur usd. La rottura, che annullerebbe le deboli attese per un ultimo rimbalzo, rimane vincolata alle indicazioni che fornirà il governatore Lagarde in conferenza stampa.   Il dollaro allunga nuovamente sullo yen oltre area 125. La tenuta del livello apre la via per un possibile movimento di medio termine in direzione di 130 usd/jpy. Abbiamo visto un consolidamento del dollaro anche nei confronti del cny. Le negoziazioni dovrebbero affrontare presto l’area 6,40 usd/cny con possibilità di fissare un break up.

In vista della riunione del Bank of Canada e della MAS, Monetary Authority of Singapore, il dollaro canadese dovrebbe subire un ritracciamento dei valori in direzione di area 1,40, come pure quello di Singapore dove ci aspettiamo una reazione dell’euro verso area 1,51.

EQUITY I mercati azionari continuano a guardare con più interesse ai ripetuti tavoli che si aprono tra Ucraina e Russia alla ricerca di un accordo. L’ennesima iniziativa, sostenuta dal cancelliere austriaco, sta favorendo una reazione degli indici azionari europei. Tuttavia rimaniamo piuttosto scettici sulla possibilità che i valori possano costruire un nuovo segnale di rialzo. Gli investitori stanno osservando il comportamento degli scambi delimitando la reazione a quota 3950 per l’Eurostoxx 50. La volatilità rimane ancora elevata e vulnerabile a nuove accelerazioni lo Standard & Poor 500 dovesse cedere quota 4450 in settimana.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 15/22

WB ANALYTICS: EUR USD ST

 

MARKET MOVER MONITOR WEEK – L’impennata dei tassi di inflazione ha visto la Fed statunitense aumentare i tassi di interesse per la prima volta dal 2018 e la Banca d’Inghilterra aumentarli per la terza riunione consecutiva a causa di una più persistente pressione inflazionistica prodotta dai prezzi elevati nei mercati dell’energia e delle materie prime in generale.

ECONOMY SENTIMENT

Finora la scena operativa dei mercati è stata monopolizzata dallo stress geopolitico e dai conseguenti effetti sui mercati delle materie prime. A partire da questa settimana avremo anche i primi numeri d’impatto della guerra sul sentiment di consumatori ed imprese. Toccheremo con mano non più percezioni che si scontano sulle quotazioni, bensì le conseguenze concrete di ciò che sta accadendo nel mondo reale a partire dall’economia.

Nelle tre principali aree economiche occidentali saranno riportati i dati sul sentiment dei consumatori e soprattutto su quello delle aziende (USA, UEM e UK). Il PMI flash raccolto nei sondaggi di marzo, costituisce l’avamposto delle prime ripercussioni sul clima economico delle imprese che ora devono affrontare una congiuntura ancora più aspra di quanto non lo sia stato quella della pandemia. Alla rarefazione dei consumi, ma soprattutto all’interruzione della catena di fornitura si sta sommando la crisi energetica postulata dal rincaro esorbitante dei prezzi e dalla possibile (non ancora attuata) scarsità delle forniture.

Con questa settimana si chiude altresì la prima frazione del Pil per l’anno in corso. Da una partenza che godeva dell’inerzia positiva del 2021 siamo passati velocemente in uno stato di guerra. Tuttavia è proprio l’azione di questo movimento inerziale, ancora presente, a sostenere una forza di trazione a cui dobbiamo guardare per superare gli ostacoli congiunturali. A confermare questo raggio d’inerzia ci sono tutti i dati che il  calendario economico di questa settimana riporta, con attese sugli indicatori di fiducia che esprimono ancora un consolidamento della ripresa e non un crollo della fiducia  (24/3 JAP, UEM, UK, USA).

BANCHE CENTRALI

In programma sono iscritti molti interventi di banchieri centrali. Sempre attesi ed analizzati saranno i discorsi di Christine Lagarde e Luis Guindos, nonché gli interventi degli esponenti della FED. Dopo il meeting della Riserva Federale e della Bank of England, reduci dal rialzo dei tassi, sarà il turno della Norges Bank e Suisse Bank. E’ da tempo che si attende un rialzo da parte della Banca centrale norvegese. WB advisors si aspetta un primo rialzo di 25 bp nella riunione di giovedì, mentre dalla Banca centrale svizzera l’attesa è per un segnale di stabilità con la conferma del tasso di riferimento a -0,75%.

Dagli interventi della BCE ci si aspettano indicazioni sulla disponibilità del Board di considerare la necessità di ulteriori azioni volte a favorire il sostegno degli spread sovrani.

Diversi invece sono i toni che provengono dagli Stati Uniti dove i consiglieri Fed più aggressivi reclamano misure più decise per contrastare l’inflazione.

WB MARKET MOVER MONITORFOREX

Dopo l’annuncio della Fed, l’eur usd è andato a colpire esattamente la parte alta del range che avevamo indicato la scorsa settimana (1,1120 eur usd)e nella diretta streaming con AITI (Associazione Italiana Tesorieri d’Impresa)  INSIDE CENTRAL BANK che Wlademir Biasia ha tenuto dopo l’intervento della FED. Nelle prossime sessioni l’area di equilibrio dell’attuale range di oscillazione si sposta a 1,10 eur usd. Il punto continuerà a definire lo spartiacque di brevissimo tra questa fase di consolidamento rispetto alla ripresa di forza del dollaro.  Non di meno giocheranno le notizie che provengono dalla linea rossa. Si continua a tenere aperta l’attesa per un compromesso, alimentato ora dalla diplomazia turca.

In attesa della riunione della Norges Bank la corona norvegese ha violato il supporto in area 9,80 eur nok accelerando il suo percorso rialzista nei confronti dell’euro. Ci aspettiamo a breve il test di area 9,50/9,40 dove da mesi abbiamo fissato il nostro target intermedio per l’anno in corso.

Non ha invece lasciato segno sul mercato Forex la riunione di questa mattina della PBoC. La Banca centrale cinese ha lasciato invariati i tassi, il Loan Prime rate a 1 Y al 3,7%. Il mercato si aspetta un allentamento della politica monetaria nel secondo trimestre con un’economia già in rallentamento alle prese con crescenti rischi esterni. il tasso a 5 Y è rimasto anch’esso fermo a l 4,6%. Il cambio usd cny dovrebbe continuare ad accumulare forza per ritornare a premere su quota 6,40 dove posizioniamo l’attuale livello di resistenza.

COMMODITY

ENERGY

Ancora in prima linea i prezzi del gas e del petrolio. Il future sul gas europeo, Dutch TTF, scambia attorno alla linea spartiacque 100 eur/mwh. Per essere più precisi le negoziazioni fanno riferimento, secondo i nostri algoritmi, ad una fascia di supporto compresa tra 100 e 94 euro. Stiamo lavorando per mappare un eventuale ulteriore ritracciamento dei prezzi verso i minimi di febbraio fissati a 70 euro. La violazione di quota 100 sconterebbe proprio questa ipotesi ed aprirebbe una sottile striscia di luce sui colloqui in corso. Continua a preoccupare la spinta impulsiva dei prezzi del Brent. Stiamo analizzando l’attuale consistenza degli scambi per modificare l’aggettivo impulsivo con riflessivo qualora l’elasticità dei prezzi non sconfini oltre quota 115 usd/bar.

Gas europeo e petrolio saranno ancora una volta i driver di questa settimana. Pertanto monitoreremo area 100 euro per il primo e 115 usd per il secondo.

METALLI

Dopo i recenti picchi del prezzo di molti metalli, ferrosi e non, potremo assistere ad un ritracciamento del rialzo. Il Nickel è ritornato a trattare al LME segnando l’inizio di una fase di potenziale riequilibrio. Siamo ancora molto lontani dall’effettivo contenimento della volatilità, ma i limiti di prezzo superiore e inferiore giornalieri in entrambe le direzioni (“limiti di prezzo giornalieri”  aumentati dal 12% al 15%), decisi dl LME per i contratti a titolo definitivo in nichel su tutte le sedi di esecuzione con effetto dal 21 marzo 2022, potrebbe rappresentare un primo passo verso la normalizzazione degli scambi.

In generale ci aspettiamo una correzione dei recenti rialzi, con una flessione dell’Acciaio Steel Scrap che può coprire anche il 20%. Tale ampiezza non riporta ancora in equilibrio le dinamiche della domanda e dell’offerta ma quantomeno offre un primo segnale di raffreddamento delle tensioni sul mercato. Infine, il nostro Team, dedicato alla ricerca sul comparto, approfondirà in settimana la possibilità di cogliere un segnale positivo anche dall’Alluminio e dal Rame. Il ritorno delle contrattazioni del Rame Cash averso quota 9850 usd può rappresentare  per l’intero comparto dei non ferrosi, un segnale importante di distensione soprattutto se si verificheranno vendite in grado di violare la soglia attualmente coperta dal nostro servizio di alerting proprio a 9850 usd/t..

MARKET MOVER MONITOR CALENDAR WEEK 12/22

MARKET MOVER MONITOR CALENDAR WEEK 12/22