WB COMMODITY PERSPECTIVES

Outlook Materie Prime Ottobre 2021

La Sostenibilità dell’Ambiente rappresenta un grande obiettivo comune per tutti. La Governance mondiale sta orientando in tutti i modi l’insieme delle imprese verso cambiamenti epocali il cui fil rouge ESG, relativo agli obbiettivi per la sostenibilità, rappresenta un processo straordinario per spingere verso un cambiamento radicale degli stili di vita  e di consumo. Sappiamo che per il mondo produttivo ciò impone di cercare, di conquistare o acquisire nuove forme di competitività, per generare nuovo valore.

Su questa prospettiva le imprese sono chiamate ad affrontare una vera e propria trasformazione per arrivare a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità dovendo affrontare un mercato, quello delle materie prime, senza un governo degli squilibri che si stanno generando. Da un lato il riordino delle catene di fornitura, le ricalibrazione delle reti di globalizzazione, dall’altro la centralità di alcune commodity verso la transizione verde, stanno tenendo alto il livello di tensione nel comparto.   

In questo modo la sostenibilità rappresenta un problema di business che vale sia per le grandi aziende sia per le PMI di tutti i settori. Una trasformazione che stravolge valore nel momento in cui non è misurabile sulla base di metriche condivise e già codificate,  a causa di dinamiche che consentano al processo di transizione di essere applicato nei tempi necessari per il suo auto apprendimento. 

La conseguenza diretta del caos si riverbera sui prezzi delle materie prime.

Riteniamo che la sovrapposizione della liquidità che le banche centrali hanno e stanno assicurando ai mercati, unita alle strozzature di cui sopra alimentano azioni di natura speculativa. Di questi effetti ce ne siamo ampiamente occupati descrivendo per tempo l’evoluzione dei trend in atto. In particolare abbiamo anticipato la correzione iniziale dei metalli industriali azionata proprio dagli eccessi, identificando le traiettorie dei prezzi in un ambiente complesso.

I metalli hanno avviato in modalità diverse correzioni piuttosto ampie rispetti ai massimi fissati nella prima parte del 2021.

Nell’ultima settimana tuttavia abbiamo osservato una reazione ai ribassi iniziali. Il rame è stato protagonista di un recupero che sta riassorbendo tutto il ribasso generato da maggio a inizio ottobre (-19%).  In una settimana abbiamo assistito al recupero quasi totale della correzione, lo stesso dicasi per le terre rare. Il minerale di ferro 62% invece dopo il crash avviato dai massimi di fine luglio (-48%) ha recuperato solo in minima parte i ribassi subiti. Lo Steel Scrap, dopo il ribasso correlato all’andamento del rame, ha recuperato al momento una parte del precedente ribasso (-16,50%).

Nell’insieme i movimenti descritti pongono l’interrogativo sulla natura di un recupero così concentrato nel tempo. Si tratta di una ripartenza del ciclo rialzista o invece siamo in presenza di una fase di congestione sempre orientata a costruire una nuova gamba ribassista? per continuare a leggere scarica il report

Inflazione e crescita sono al centro dell’attenzione delle banche centrali. Il Dipartimento del Lavoro USA ha  riferito  che l’indice dei prezzi al consumo è aumentato di circa lo 0,4 percento a settembre. I prezzi anno su anno sono aumentati del 5,4%: in termini relativi  il più robusto rialzo annuale dal gennaio 1991.

Quarles, membro della Fed,  ha riconosciuto che l’inflazione attualmente è più del doppio dell’obiettivo a lungo termine del Federal Open Market Committee (FOMC), ma ha affermato di essere “non ancora pronto a concludere che questo periodo ‘transitorio’ sia già ‘troppo lungo'”.

Quarles ha affermato che appoggerà presto la decisione di ridurre il ritmo degli acquisti di asset, il che sarebbe “del tutto coerente con il piano del FOMC di perseguire i nostri obiettivi di massima occupazione e stabilità dei prezzi a lungo termine e la nostra nuova strategia di politica monetaria ” ha dichiarato.

“Penso che sia chiaro che abbiamo superato la prova di ulteriori sostanziali progressi sia verso i nostri mandati sull’occupazione che sull’inflazione, e sosterrei una decisione nella nostra riunione di novembre per iniziare a ridurre questi acquisti e completare tale processo entro la metà del prossimo anno “, ha affermato il Governatore.

Nel contempo in Germania i prezzi alla produzione a settembre sono saliti del 14,2% dal 12% di agosto, il massimo dall’ottobre 1974, quando toccarono il +14,5%. Il PPI  depurato dai costi energetici è comunque salito dell’8,6%, calcolando che il prezzo del gas ha segnato un +58,9% su base annua e quello dell’elettricità un +23%.

Nel loro insieme i due dati evidenziano che il livello della temperatura è salito ben oltre gli equilibri sopportabili dai fondamentali. Indubbiamente il maggior contributo a questa spinta dei prezzi proviene dalle commodity e dalla logistica.

In settimana abbiamo pubblicato la sintesi di un nostro studio sull’andamento del gas naturale europeo e delle prospettive del TTF. I prezzi si muovono con grande velocità evidenziando un livello di volatilità straordinario. Ieri abbiamo assistito ad nuovo allentamento delle quotazioni in direzione del tipping point a 80 euro maturando questa settimana un parziale ribasso del 13,42% (last quote 88,46- max 2021 162 euro).

Il movimento settimanale depone a favore del nostro scenario di base. Tuttavia necessitiamo ancora della conferma risolutiva del breakout di quota 80 euro. Da ieri i leader dell’UE sono in riunione per discutere tra le varie cose di energia e del recente aumento dei prezzi. Valuteranno quali misure adottare a livello nazionale ed europeo per affrontare le ripercussioni di tale aumento.

L’agenda energetica costituisce un passaggio di fondamentale importanza per l’intero comparto delle materie prime. Tutte le macro aree economiche si trovano in questo momento ad affrontare il tema in un quadro in cui la transizione verde impone una serie di tappe forzate difficilmente compatibili con l’attuale assetto energetico.

Oggi, come anticipato lunedì nel nostro MARKET MOVER MONITOR WEEKLY (vedi calendario), avremo la pubblicazione dell’esito dei sondaggi PMI Flash. Le curve, soprattutto sul comparto manifatturiero, sono attese ancora in declino dopo la perdita di momentum registrata durante l’estate. Nell’insieme il rallentamento è imputabile ai noti problemi della catena di forniture ed al rialzo dei prezzi delle materie prime. Un ridimensionamento di quelli energetici impatterebbe su tutto il comparto compreso quello dei noli marittimi. Consentirebbe inoltre alle banche centrali di confermare la loro fiducia sulla transitorietà dell’inflazione.

Nel pomeriggio Jerome Powell terrà un intervento, l’ultimo che precede la riunione della Fed del 2-3 novembre. Analizzeremo con attenzione i contenuti del suo discorso prima che inizi il periodo di silenzio che precede i meeting della Banca centrale USA.

La prossima settimana si svolgerà inoltre una raffica di riunioni di banche centrali in diverse aree del mondo:  Canada, Eurozona e Giappone. Contemporaneamente saranno riportati i dati relativi alla crescita e inflazione del terzo trimestre con il PIL degli Stati Uniti e della Eurozona. 

La riunione di politica monetaria della BCE sarà al centro dell’attenzione soprattuto in scia alle elevate pressioni registrate sui prezzi in Eurozona. La riunione si tiene con l’ombra delle dimissioni del Presidente della Bundesbank e Consigliere BCE;  Jens Weidmann lascerà l’incarico a fine 2021, dopo 10 anni e con sei d’anticipo sulla scadenza del mandato.

Jen Weidmann noto per le sue posizioni intransigenti, si è scontrato più volte con Draghi, cercando invano di succedergli alla guida della Bce nel 2019. E’ altresì nota la sua linea di rigore monetario. Ci chiediamo se si tratti di una svolta sulla linea economica, monetaria e fiscale che modificherà l’approccio futuro dei governi dell’Eurozona!

Nei recenti interventi rilasciati da vari esponenti BCE,  è stato affermato che l’inflazione potrebbe essere più persistente del previsto. Ciò alzerà il livello di attenzione su come si posizionerà il Board nella dichiarazione di accompagnamento di Christine Lagarde nella conferenza stampa su inflazione e crescita. Detto questo, la BCE non dovrebbe intraprendere ulteriori azioni almeno fino alla riunione di dicembre, quando sono attese nuove proiezioni. Separatamente, si prevede che anche la BoJ e la BoC rimarranno in una posizione di attesa la prossima settimana, ciò non toglie che gli operatori presteranno molta attenzione  ai comunicati finali.  Vogliamo capire se ci sia ancora una linea di continuità sulla retorica in merito alla resilienza della ripresa,  soprattutto vogliamo verificare  quanto regga ancora la  convinzione delle banche centrali  sulla natura transitoria delle pressioni inflazionistiche.

MARKET MOVER

Nel mercato delle commodity continuiamo a registrare elevata volatilità. Alcuni segnali di possibile rientro dei prezzi ci lasciano fiduciosi su un prossimo riequilibrio del comparto, un toccasana per inflazione e crescita.  Ma come abbiamo scritto la Fed dovrà dare un segnale inequivocabile di voler raffreddare almeno l’azione speculativa  annunciando il tapering.  Sul nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES  abbiamo preso in esame l’attuale scenario declinando la congiuntura dei prezzi in quadro in cui rimangono possibili ipotesi correttivi in taluni casi molto significative. Il Brent, benchmark per il comparto petrolifero, dopo aver collaudato area 85 usd/usd bar, target indicato nel nostro ultimo Alert, sta aprendo un primo possibile segnale di reversal. Stiamo monitorando in queste ore quota 83/82,50 usd in quanto sotto tale livello sono presenti molti ordini di realizzo sul posizioni speculative lunghe di oil. La violazione ci porterà verso area 77 usd, primo vero tipping point del ciclo rialzista del Brent.

Di questo processo il dollaro dovrebbe trarne beneficio in linea con quanto anticipato nei piani di Enterprise Risk Management che stiamo elaborando sui budget 2022 per le aziende a cui offriamo la nostra copertura operativa.

Dopo le ultime due settimane relativamente tranquille ci aspettiamo un ritorno della volatilità sul cambio eur usd. Continuiamo a confermare l’Outlook indicato nel nostro WB RISKOO report. Recentemente il cambio ha collaudato almeno in un paio di sessioni l’area 1,1675 dove avevamo fissato il cap dell’attuale range di mercato. Ci aspettiamo una progressiva perdita di momentum dell’euro dopo l’eventuale breakout di 1,1620.

 

I prezzi del gas e del petrolio tendono a muoversi su driver governati da almeno due leve: geopolitica ed azione speculativa. 

Il Title Transfer Facility, TTF, è un punto di scambio virtuale per il gas naturale quotato nei Paesi Bassi. Questo mercato offre la possibilità  di negoziare futures, che costituiscono la base di riferimento per l’andamento dei prezzi del gas europeo. Istituito da Gasunie nel 2003, è pressoché analogo al National Balancing Point (NBP) quotato a Londra. Il TTF è gestito da una controllata indipendente di Gasunie, Gasunie Transport Services BV, che è l’operatore del sistema di trasporto del gas nei Paesi Bassi. Il commercio all’ingrosso di gas presso il TTF è prevalentemente condotto fuori borsa tramite intermediari interdealer.  Anche i contratti fisici a breve termine sul gas  sono negoziati e gestiti dall’ICE-Endex Exchange (Amsterdam) e tramite la borsa PEGAS. Il gas TTF viene scambiato in euro per megawattora .

Le quotazioni, in scia al confronto diplomatico tra UE e Russia sul tema NordStream 2, hanno subito un rialzo straordinario.

Storicamente gli scambi fluttuavano tra un cap a 28 eur ed un floor a 10 eur. Lo scorso anno allo scoppio del Covid si sono formati minimi poco sotto 5 eur. Quest’anno a partire dal mese di marzo i prezzi hanno performato un rally che da quota 20 ha spinto i valori al rialzo sino a fissare un picco a 162 eur. Nella stessa giornata i prezzi sono scesi a quota 100 per chiudere a 108,19 eur.

Nemmeno Bitcoin ha visto oscillazioni così ampie in unica seduta! E qui stiamo parlando di Gas, la commodity per eccellenza.

GAS, PETROLIO: TENDENZA ED IMPATTO SU INFLAZIONE

WB ANALYTICS: TTF NATURAL GAS EUR

L’andamento futuro dei prezzi del gas rimane fortemente vincolato alla vicenda NordStream2 e quindi all’apertura definitiva della pipeline che collega direttamente le forniture di Gazprom, dall’hub di Vyborg vicino a San Pietroburgo in Russia al landfall di Greifswald, città anseatica del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, in Germania. 1200 km immersi nel Mar Baltico.

L’accordo tra Germania e Russia è stato, dopo difficili trattative, risolto dal lodo arbitrale nonché politico riconosciuto ed approvato dagli Usa. Ciò nonostante i rubinetti nono sono ancora aperti. Le pressioni politiche russe giocano sulla diminuzione degli stoccaggi in altri siti, che passano per Ucraina e Polonia, per favorire l’attivazione di NordStream 2.

La forza con cui incide il trascorrere del tempo (stagione invernale) spinge le parti a sbloccare gli evidenti ostacoli politici ancora aperti. I mercati giocano le alterne vicende del tavolo negoziale imprimendo forte volatilità sull’elasticità del prezzo.

Pensiamo che lo snodo della tendenza si giochi sulle reazioni che gli scambi rimarranno nel breve  tra 80/e 100 euro. Nel momento in cui si delineerà una possibile soluzione positiva (compromesso politico), i prezzi scenderanno al di sotto della soglia  indicata, aprendo un’ampia correzione dei prezzi che in prima battuta tenderà a spingere le negoziazioni verso 45/40 euro, per riportarli in una seconda fase verso quota 30/26 euro, valore a cui oggi attribuiamo il corretto equilibrio.

Al Nymex i prezzi futures del natural Gas hanno performato con pari andamento: da fine marzo sono saliti da quota 2,50 usd/MMBtu sino a fissare un picco agli inizi di ottobre a 6,47 usd. Nell’ultima settimana sono scesi a 5 usd.  Nel 2008, quando il Brent Crude Oil raggiunse 147 usd, il NG fissò un picco relativo a 13,75, mentre il massimo storico da quando tracciamo gli scambi al Nymex è stato raggiunto nel dicembre 2005 a 15,75 usd.

I nostri modelli di stima al momento rilevano anche in questo caso un’ampia fase correttiva la cui base 5/4,80 usd tende a promuovere brevi reazioni guidate da posizioni di ricopertura speculativa.  Tale soglia costituisce il punto sotto il quale potremmo rilevare una condizione di maggior distensione rispetto alle trazioni speculative che hanno recentemente governato gli scambi. Nela caso in cui si dovesse scendere sotto tale livello scatterebbero diversi ordini di vendita condizionati. Ciò produrrebbe un ribasso in direzione di area 4,00/3,50.

GAS, PETROLIO: TENDENZA ED IMPATTO SU INFLAZIONE

WB ANALYTICS: NYMEX NATURAL GAS USD/B

E’ chiaro che le banche centrali per continuare a sostenere l’ipotesi di una via transitoria del rialzo dell’inflazione, necessitano di avere la conferma dello scenario sopra descritto.

L’allentamento delle tensioni sui prezzi dell’energia contribuirebbe a trasferire i medesimi benefici su tutto il comparto delle commodity industriali di cui scriviamo nel nostro report di ottobre WB COMMODITY PERSPECTIVES

 

OPEC BRENT CRUDE OIL – Restano particolarmente caldi i prezzi dell’energia, mentre, nonostante le pressioni per un aumento dell’output, l’Opec+ ha deciso ieri di non ritoccare l’attuale accordo che prevede l’aggiunta di 400.000 barili al giorno a novembre. Il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, chiedeva intanto ieri una risposta coordinata a livello Ue a una questione chiave, come il rincaro dell’energia

Ieri l’ICE Brent CRUDE OIL è balzato intorno al 2,5% per attestarsi su un nuovo massimo recente di 81,26 dollari USA/barile dopo che l’OPEC+ ha deciso di continuare con 400 Mbbls/giorno di incremento dell’offerta per novembre. Il mercato era preoccupato per un maggiore aumento della produzione per il prossimo mese a causa della crisi energetica in corso in Asia ed Europa. L’OPEC+ ha deciso di continuare con l’accordo esistente per ora, sulla base degli attuali fondamentali del mercato petrolifero e del consenso sulle prospettive petrolifere.

Una delle ragioni principali per la linea d’azione costante per l’OPEC+ potrebbe essere che i prezzi del petrolio greggio non sono aumentati tanto quanto il gas naturale o il carbone negli ultimi mesi e la fuoriuscita della domanda dal gas naturale/carbone al petrolio greggio potrebbe essere piuttosto limitata. L’aumento della produzione di petrolio in questo frangente potrebbe non essere utile per bilanciare il mercato petrolifero e potrebbe pesare sui prezzi del petrolio nell’immediato.

Negli Stati Uniti, Royal Dutch Shell ha ripreso le operazioni presso la sua piattaforma oil & gas Olympus da 100 Mbbls/d sulla costa del Golfo degli Stati Uniti dopo che la società ha completato i lavori di riparazione a seguito dei danni causati dall’uragano Ida circa un mese fa. Le altre due piattaforme Shell, Mars e Ursa, rimangono chiuse e probabilmente saranno operative solo intorno al primo trimestre del prossimo anno.

Ci preoccupa la verifica il collaudo dei prezzi di area 77/76 usd/bar del Brent ed il mancato breakout del livello tecnico a cui avevamo dato una certa importanza sotto il profilo dell’esaurimento della spinta speculativa. L’esito della riunione Opec+ ha rassicurato invece i traders sulla tenuta della tendenza dominante dei prezzi. La prossima verifica è quindi rinviata a quota 85/90 usd/bar. Continuiamo a monitorare comunque la base di questa fascia di contrattazioni per cogliere eventuali, meno probabili, segnali di esaurimento della nuova spinta rialzista.

Il Natural Gas quotato al Nymex ha chiuso la sessione di ieri con un modesto recupero del ribasso registrato il 1 ottobre. C’è un consistente ipercomprato speculativo sulle dinamiche di trading. Questo potrebbe favorire una correzione dei prezzi, tuttavia come abbiamo già scritto tale evento si concretizza soltanto con un ritorno dei valori sotto la fascia 5,35 usd in prima battuta, mentre un vero e proprio segnale di smantellamento della costruzione speculativa maturerebbe soltanto nel caso in cui i valori violassero al ribasso quota 4,80 usd.

Sempre ieri l’indice Baltic Dry relativo ai noli marittimi si sono fermati a 5267 in linea con le precedenti chiusure.

Sulla scia della reazione dei futures sull’energia all’esito della riunione Opec+, abbiamo assistito ieri ad un’altrettanta reazione (comunque limitata) dei prezzi dei futures sui metalli industriali. Hanno corretto con maggior forza i prezzi del minerale di ferro e dell’acciaio che in precedenza avevano perso valore in modo consistente.

 

MARKET MOVER MONITOR WEEK 40 Questa settimana avremo la possibilità di analizzare i nuovi sondaggi  PMI relativi al comparto dei servizi su scala globale dopo gli aggiornamenti del PMI manifatturiero. Venerdì uscirà anche l’attesissimo rapporto sul mercato del lavoro statunitense di settembre. Prima di ciò, si svolgeranno riunioni della banca centrale in Australia e Nuova Zelanda.

La settimana  sarà caratterizzata dalla pubblicazione di molti dati economici il principale dei quali coinciderà con la diffusione delle statistiche sull’occupazione USA (venerdì 8 ott).

Jerome Powell nel corso delle ultime uscite ha modificato la sua narrazione sul tapering, aiutato in questo dai numerosi interventi di membri del Fomc, tutti ormai concordi nel sostenere che i tempi siano maturi per avviare la riduzione degli stimoli monetari.

I mercati che sino a qualche settimana fa non ponderavano tale ipotesi, si stanno velocemente convertendo all’idea che presto la Fed inizierà a  ritirare gli stimoli monetari.

Sono giunte e si accoderanno liquidazioni di portafoglio sugli attivi a rischio, equity e commodity. Di questo abbiamo evidenziato i segnali già al primo battito d’ali delle vendite . 

In settimana ci concentreremo sugli impatti che il dato sull’occupazione potrà produrre su tutti i segmenti del mercato a partire dal forex, usd, per collegare le reazioni al dato su tutto il comparto delle materie prime. Come noto già negli Outlook (WB COMMODITY PERSPECTIVES) di fine primavera abbiamo avviato una significativa copertura sul potenziale segnale di raffreddamento del rialzo dei prezzi dei metalli non ferrosi, prima, per seguire in successione temporale il condizionamento verso tutti i metalli ed a seguire le commodity energetiche. In occasione del recente mini rally su petrolio oltre 76 usd/bar (Brent Crude Oil)  abbiamo segnalato accanto il rischio sugli obbiettivi del rialzo, l’ipotesi che tale movimento potesse rappresentare una cosiddetta bull-trap! 

Gli eventi delle ultime ore stanno confermando tale ipotesi operativa ancorché attendiamo un ritorno degli scambi sotto quota 76 usd/bar per il Brent per convalidare il reversal  ed estenderlo ad altri segmenti del comparto a partire dal Natural Gas.

Oggi prende il via l’incontro Opec per stabilire quanto greggio immettere in un mercato in cui i prezzi hanno recentemente superato gli 80 dollari al barile sulla scia dei problemi alle forniture e di un picco della domanda dopo la pandemia. L’Opec+ ha acconsentito a luglio ad aumentare la produzione di 400.000 barili al giorno ogni mese almeno fino all’aprile 2022. Quattro fonti Opec hanno detto a Reuters la scorsa settimana che i produttori stanno valutando se immettere più di quanto non preveda quell’accordo anche se nessuno si è spinto a fornire dettagli su quantitativi precisi o sulle tempistiche.

E il tema del rincaro dei prezzi dell’energia sarà al centro della discussione dei ministri delle Finanze della zona euro che si riuniranno oggi a Lussemburgo. Alla riunione — in cui si discuterà anche di piani per la ripresa Ue, dei meeting G20 e Fmi e di unione bancaria — parteciperanno anche la presidente Bce Lagarde e l’esponente del board Panetta.  Nel fine settimana il governatore di Bankitalia Visco ha ribadito che le pressioni sui prezzi dovrebbero rivelarsi temporanee aggiungendo però che il fenomeno va monitorato.
INDICE SENTIX ZONA EURO – Unico appuntamento macro di rilievo a livello europeo quello del mattino con l’indice Sentix che monitora il morale degli investitori nella zona euro. A ottobre, da attese, l’indice dovrebbe scendere a 19,0 dal 19,6 di settembre.

MARKET MOVER

MARKET MOVER MONITOR WEEK 40

E’ estremamente importante mettere in relazione il comparto delle commodity con il Forex in quanto fornisce utili elementi di valutazione analitica per la pianificazione dei rischi tendenziali e l’implementazione delle metodologia di policy per la gestione degli stessi con un atteggiamento proattivo orientato alla protezione dell’Ebitda dell’azienda.

Il nostro processo di analisi che sta a monte di tutta la programmazione di Risk Management,  integra una suite di algoritmi proprietari dove dialogano segnali di natura macro economica con analisi quant per definire il momentum di ogni singolo strumento coperto dalla nostra ricerca.

Questo processo ci consente attraverso le analisi di momentum  di integrare view di mercato con la mappatura dei rischi economici e transattivi.

FOREX Le interelazioni  che stanno maturando   tra commodity, forex ed interest rates definiscono un quadro potenzialmente positivo per il dollaro con riflessi negativi sulle commodity in particolare quelle industriali.La scorsa settimana l’eur usd è scivolato sotto quota 1,1675 avviando la pre-apertura di una finestra riflessiva per l’euro con valenze cicliche significative. In termini tecnici questa settimana il mercato si preparerà al dato sull’occupazione USA seguendo mercoledì le anticipazioni dell’ADP, venerdì il dato effettivo rilasciato dal U.S. Bureau of Labour Statistics. Il primo prevede una crescita di 430 k di nuove buste paga per i settori non agricoli, il secondo 460k.  Dati in linea o più robusti aumenterebbero sensibilmente la probabilità che la Fed annunci il tapering nel Consiglio di inizio novembre.

Sul mercato Forex abbiamo visto la scorsa settimana l’euro soffrire contro le monete scandinave, con il rublo, contro il cny, ed altre monete minori. La sterlina dopo un iniziale correzione generata dalle notizie relative alle difficoltà di fornitura in UK ha delimitato il ribasso sull’euro su quota 0,8650 dove abbiamo collocato il nostro primo livello di warning contro euro.

MARKET MOVER MONITOR WEEK

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

COMMODITY  Il rame continua a consolidare un’area di congestione che rimane sempre propedeutica alla prosecuzione del ribasso atteso e anticipato in termini di segnali nel nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES. In settimana monitoreremo il range 9250-8900 per catturare eventuali segnali di breakout e conferma del movimento atteso.

Continuano nel frattempo a subire i realizzi altri metalli industriali con le contrattazioni sul future del LME che la scorsa settimana hanno messo in evidenza ribassi di oltre 2 punti percentuali (rame, minerale di ferro, nickel); l’alluminio dopo una striscia positiva con picchi di prezzo ha segnato una significativa battuta d’aresto con un calo settimanale frazionale ma significativo (-0,69%). L’acciao ha reagito alle recenti vendite con un leggero recupero.

Nel frattempo i noli marittimi continuano a salire di prezzo. In settimana il valore del Baltic Dry Index è salito oltre il precedente picco segnato nel novembre 2009 a 4730. Ci aspettiamo ancora positività nel breve in direzione di area 5500/6000 dove pensiamo che le quotazioni possano esaurire il loro rally.

La causa dell’ulteriore coda di rialzo di molte commodity è imputabile al prezzo del petrolio. la scorsa settimana avevamo segnalato la possibile costruzione di un movimento di reversal sui prezzi del Brent. La vendite sono rimaste contenute delimitando il ribasso proprio sopra quota 76 usd/bar dove abbiamo collocato il punto di breakout per dare il via ai realizzi. Continueremo oggi ed in settimana momitorare tale valore soprattutto dopo le decisioni Opec. Discese sotto 76 usd aprirebbero una chance di ribasso per 72 e 66 usd nel breve. L’eventuale brakout di 76 usd è importante anche per poter collegare a tale segnale un ‘eventuale raffreddamento dei prezzi del Natural Gas. Purtroppo venerdì i valori hanno contenuto l’offerta sopra 5,50 usd. Ci aspettiamo ancora un ‘evlevata volatilità sugli scambi nel range 5,50-6,50 usd.

WB ANALYTICS: BRENT OIL USD BAR

WB ANALYTICS: BRENT OIL USD BAR

WB ANALYTICS: LME COPPER B/T

WB ANALYTICS: LME COPPER B/T

EQUITY & BOND  I mercati azionari continuano nel frattempo a muovere all’interno di una fascia di valori che secondo i nostri algoritmi ne qualifica il momentum in una condizione in cui le mani forti tendono a distribuire posizioni con vendite progressive. I minimi della scorsa settimana si sono infatti allineati lungo i valori che avevamo anticipato (vedi sezione Equity) Ci aspettiamo un potenziale breakout di tali valori e l’apertura di una fase correttiva piuttosto significativa. Ciò dovrebbe alleviare la tensione sui corsi dei governativi (per approfondire chiedete il nostro WB PERSPECTIVES)

MARKET MOVER MONITOR WEEK

WB ANALYTICS: EUROSTOXX 50

 

 

 

 

BULL TRAP PER IL BRENT? La giornata di ieri si è contraddistinta per una serie di eventi il cui denominatore comune si concentrava sul filo rosso che unisce inflazione e prezzi delle commodity, in particolare quelle del petrolio e del gas.

Ieri la stessa Lagarde ha continuato a minimizzare i timori relativi all’inflazione affermando che la reazione all’aumento temporaneo dei prezzi non deve essere esagerata. Da Lagarde e dall’esponente del board Panetta è giunto poi un monito a non attuare troppo presto una politica monetaria restrittiva. Diversa l’aria che si respira oltreoceano dove i mercati si aspettano già a novembre un annuncio sul ‘tapering’. Nell’audizione di ieri al Senato Powell ha detto che l’economia Usa è ancora lontana dal raggiungere la piena occupazione, una componente chiave dei requisiti della banca centrale per aumentare i tassi di interesse, ma che “abbiamo quasi raggiunto i requisiti per il tapering”.

Oggi prende il via il simposio della Banca centrale europea sul futuro della politica monetaria oltre la pandemia, con gli interventi della presidente Lagarde, del governatore Fed Powell e di quelli della Banca d’Inghilterra e della Banca del Giappone (ore 17,45). Tra gli altri esponenti del board di Francoforte anche il capo economista Lane e il vice presidente de Guindos.

Inevitabile riportare al centro del dibattito i problemi ancora aperti sulle filiere produttive, le catene di fornitura ed i prezzi delle commodity.

Il confronto geopolitico sull’allocazione delle risorse e delle catene produttive porterà con buona probabilità ad una riconfigurazione della globalizzazione così come oggi è organizzata.

Nel frattempo riamane aperto il tema contingente dei prezzi delle materie prime e della loro disponibilità.

Ieri le quotazioni del Brent erano salite ben oltre il nostro livello di alert fissato nell’Outlook di settembre a 76 usd/bar. I prezzi hanno segnato un picco a 80,67 usd subendo forti pressioni in vendita. Osservando le aperture odierne potremmo affermare che si stia configurando un segnale di esaustione delle pressioni rialziste, almeno nel breve termine.

Per avere una prima conferma di questa posizione dovremmo attendere un ritracciamento del recente rialzo con vendite in grado di riportare già entro la settimana i valori al di sotto di 76 usd, ovvero al disotto del nostro livello di warning lanciato lunedì.

Nel frattempo in questi giorni, nonostante la pressione dei prezzi del petrolio, i valori dei metalli industriali hanno continuato a confermare lo scenario che abbiamo delineato nel nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES. Il rame apre questa mattina al LME infatti ancora in flessione confermando l’outlook indicato.

Nel frattempo Il Cdm atteso per oggi dovrebbe dare il via libera alla nota di aggiornamento al Def. Secondo quanto riferito ieri a Reuters da due fonti governative, il governo stima una crescita del Pil al 6% e un deficit/Pil al 9,5% da confrontare con l’obiettivo di crescita di aprile rispettivamente a +4,5% e 11,8% per il deficit/Pil. Numeri in linea con quanto anticipato da Reuters a inizio mese. Il deficit inferiore alle attese porterà il rapporto debito/Pil al di sotto del precedente obiettivo di 159,8% ma ancora oltre il livello del 2020 di 155,6%. Destinata invece a slittare ancora, dopo le elezioni di ottobre, la delega fiscale. Gli incrementi sulle bollette di luce e gas nel prossimo trimestre saranno rispettivamente del 29,8% e del 14,4%, mitigati dopo il recente intervento del governo, secondo quanto reso noto da Arera.

Riteniamo che un eventuale raffreddamento dei prezzi del PUN (Prezzo Unico Nazionale energia elettrica) trattati dal GME (Gestore Mercati Energetici) possa concretizzarsi soltanto nel caso in cui i prezzi del petrolio e del gas invertano tendenza. Secondo le nostre analisi tale evento coincide con un breakout dei valori del Brent di area 66/65 usd/bar.

MARKET MOVER

DEBITO USA – I Repubblicani al Senato hanno bloccato per il secondo giorno di fila il tentativo dei Democratici di evitare un potenziale default in un momento delicato per l’economia Usa, mentre incombe lo spettro di uno ‘shutdown’. Ieri, a dare la misura di quanto potrebbe accadere, la segretaria Usa al Tesoro Yellen ha detto che un default sarebbe disastroso.

CINA, BOND EVERGRANDE E CARBONE – Il colosso dell’immobiliare cinese dovrebbe pagare oggi interessi per 47,5 milioni di dollari su un bond in divisa Usa in scadenza a 2024, dopo non aver rimborsato le cedole di un’altra obbligazione in dollari la scorsa settimana. Evergrande inoltre intende vendere una quota da 9,99 miliardi di yuan in Shengjing Bank a una società statale di asset management. Intanto in Cina l’agenzia per la pianificazione energetica ha cercato di rassicurare abitanti e aziende nelle aree più colpite dalle carenze di carbone che tiene la situazione sotto controllo. L’agenzia ha chiesto ai governi locali di monitorarne attentamente l’utilizzo e le scorte. La situazione ha colpito la produzione e provocato restrizioni sull’elettricità, con riverberi sulle prospettive dell’economia.

POLITICA GIAPPONE – Gli esponenti del partito di governo in Giappone hanno cominciato le votazioni per un nuovo leader che quasi sicuramente diventerà il prossimo premier.

PREZZI GERMANIA – In agosto i prezzi import tedeschi hanno registrato un incremento di 1,4% su mese, contro un’attesa per +1,2%, e di 16,5% su anno, oltre il consensus per +16,1%.

 DATI MACROECONOMICI

    ITALIA     Istat, prezzi alla produzione dell’industria e delle costruzioni agosto (10,00).

    ZONA EURO Economic sentiment settembre (11,00) – attesa 116,9.

GRAN BRETAGNA  Bank of England, crediti al consumo agosto (10,30) – attesa 0,3 miliardi.

PORTOGALLO     Fiducia imprese settembre (10,30). Fiducia consumatori settembre (10,30).  Tasso disoccupazione agosto (12,00).

SPAGNA  Stima prezzi al consumo settembre (9,00) – attesa dato nazionale 0,4% m/m; 3,5% a/a; dato armonizzato 0,9% m/m; 3,7% a/a.

USA  Indice vendite immobiliari in corso agosto (16,00) – attesa 1,4% m/m.  Scorte settimanali prodotti petroliferi Eia (16,30).

MARKET MOVER

FOREX – Indice sul dollaro non lontano dai massimi di 11 mesi in scia al rialzo dei tassi Usa e traendo beneficio dal nervosismo degli investitori per l’imminente ‘tapering’ Fed mentre crescono i dubbi sull’economia globale. Attorno alle 7,40 il cross euro/dollaro <EUR=> vale 1,1687 (in rialzo di 0,04%); il cambio euro/yen <EURJPY=>  130,24 (in calo di 0,01%) mentre il dollaro <JPY=> scambia a 111,44 su yen (in calo di 0,05%).  Ci aspettiamo oggi una breve reazione dell’euro ma il transito dei valori dell’eur usd in area 1,1675 espone la divisa europea a nuove pressioni.

GREGGIO – Prezzi in calo per il secondo giorno di fila su nuovi dubbi per la domanda. Sempre alle 7,40, il futures sul Brent <LCOc1> viaggia in calo di 1 dollaro e 42 cent a 77,67 dollari il barile e quello sul Nymex <CLc1> di 1 dollaro e 32 cent a 73,97 dollari.

EQUITY –  Ieri abbiamo assistito al sell_off  generalizzato sui mercati azionari secondo le attese anticipate nel nostro MARKET MOVER WEEK (pargrafo EQUITY). Riteniamo che il test delle aree indicate possa aprire significative riflessioni sui rischi che la correzione in atto possa ulteriormente approfondire. Calcolando i rischi sottostanti non escludiamo che possano maturare le condizioni per un movimento riflessivo che potrebbe spinge i valori a ritracciare almeno il 10/15%  dai valori attuali.

TREASURIES – Il benchmark decennale <US10YT=RR> sui mercati asiatici rende 1,529%, in ribasso di 0,007 rispetto alla chiusura a 1,536%.

 

 

market mover week elezioni Germania

La settimana si apre con l’analisi dell’esito delle elezioni in Germania.

MARKET MOVER WEEK 39. In attesa che si aprano le lunghe trattative per la formazione del governo in Germania, l’attenzione degli operatori sarà concentrata in modo particolare sul rilascio dei sondaggi PMI manifatturieri relativi al mese di settembre. Lo sviluppo del dato riporterà l’attenzione sul tenore della ripresa dopo la perdita di slancio registrata ad agosto.  Il dato consentirà alle banche centrali di fare il punto sulla riflessione che in diversi consigli si è aperta in merito al tapering, a cominciare dagli Stati Uniti dove due esponenti della Federal Reserve, – Loretta Mester ed Esther George -, hanno detto di credere che l’economia Usa sia già pronta all’avvio di una riduzione delle misure di sostegno, aprendo la strada al prossimo grande dibattito in seno alla banca centrale Usa: quando procedere con il rialzo dei tassi e cosa fare con il bilancio della banca.

La presidente Christine Lagarde, in un’intervista a Cnbc lo scorso venerdì, ha sottolineato che molti dei fattori alla base del rialzo dell’inflazione sono temporanei e che la banca centrale al momento è impegnata a seguire la ricalibrazione del Pepp. In giornata terrà un intervento alla commissione Economia del Parlamento europeo per relazionare sugli orientamenti della BCE.

I PMI manifatturieri di settembre delle principali aree economiche verranno pubblicati accanto agli aggiornamenti sull’inflazione dagli Stati Uniti e dalla zona euro dopo una settimana intensa di riunioni di politica monetaria. Seguono i PMI flash di settembre che hanno ulteriormente alimentato i timori di stagflazione , riflettendo il rallentamento della crescita e l’aumento dei prezzi negli Stati Uniti, nel Regno Unito e nella zona euro. In particolare, la domanda chiave sarà fino a che punto l’economia globale sia stata influenzata da vincoli di offerta, che evidentemente sono peggiorati a settembre secondo i flash PMI. La vischiosità del recente aumento dei prezzi, che può essere esaminata attraverso la verifica del tasso con cui l’aumento dei costi di input si traduce in maggiori costi di produzione, sarà di interesse per i sottoindici PMI.

Come scritto, un’attenzione particolare sarà riservata ai numeri sull’inflazione dell’eurozona di settembre. L’ultimo PMI Markit Flash Eurozone ha indicato un ulteriore accumulo di pressioni inflazionistiche  ad un ritmo rapido, suggerendo che potremmo assistere a letture elevate in futuro.

Dopo una settimana di riunioni delle banche centrali, inclusa la riunione del FOMC della Fed statunitense, in cui è stato adottato un tono meno aggressivo del temuto, il forum della BCE riporta a una serie di interventi dei governatori. Eventuali ulteriori dettagli sui percorsi futuri di queste banche centrali saranno attentamente osservati nella prossima settimana.

CINA ED EVERGRANDE – Il titolo della divisione di auto elettriche del colosso cinese Evergrande è arrivato a perdere il 26% dopo che la società ha parlato di un futuro incerto se non otterrà una rapida iniezione di denaro.  Intanto la Banca centrale cinese ha effettuato lo scorso giovedì una nuova iniezione di liquidità.  Mentre gli investitori cercano di digerire il mancato pagamento delle cedole in scadenza giovedì scorso di un bond in dollari di Evergrande, in Cina diversi governi locali hanno creato da fine agosto conti di custodia ad hoc per tutelare gli acquirenti di case del colosso cinese, come riferito dall’agenzia cinese Caixin.

PIANO USA – La presidente della Camera Usa Pelosi ha fissato il voto sul piano per le infrastrutture da 1.000 miliardi di dollari per giovedì dicendosi fiduciosa che il provvedimento possa passare, come avvenuto il 10 agosto al Senato. Il dibattito inizierà oggi. Pelosi invece non ha ancora indicato una data per il più corposo piano da 3.500 miliardi di dollari su welfare e cambiamento climatico dicendo che è ancora oggetto di trattative ma lasciando intendere che potrebbe vedere una riduzione dell’importo.

MARKET MOVER WEEK 39: ECONOMIC CALENDAR

MARKET MOVER MONITOR WEEK 39

 

MARKET MOVER

MARKET MOVER WEEK 39

FOREX Dopo la conclusione dei meeting delle grandi banche centrali si apre una settimana di verifica delle reazioni dei mercati. Il mercato Forex ha visto un consolidamento della forza del dollaro che è tornato a guadagnare contro cny, contro jpy e contro l’euro. Si tratta di progressi marginali ma sostanziali dal punto di vista del trend. Ciò non toglie che si scambiano valori ancora all’interno di una fascia di prezzo limitata ma propedeutica ad ulteriori apprezzamenti della divisa americana. Non dobbiamo escludere ancora qualche movimento di coda verso area 1,18/1,1820 contro euro in attesa dell’importante dato sull’occupazione USA che verrà pubblicato venerdì 8 ottobre. L’attesa per l’indicatore cardine, i – Non Farm Payrolls – è tarata su 450k nuovi posti di lavoro. Pur trattandosi di un dato sopra la media non ha il tenore dei precedenti picchi rilevati in diverse occasioni e prossimi ai 900/1000k. Il mercato attende di verificare tali vaori in quanto fortemente predittivi sugli orientamenti della Fed.

La discussione sul tapering e gli esiti delle riunioni delle banche centrali tenutesi la scorsa settimana hanno messo in secondo piano la vicenda EVERGRANDE. Pur nelle gravità della vicenda, abbiamo ritenuto che l’impatto non abbia le stesse implicazioni dell’evento Lehman Brothers. Sono molte le differenze tra gli effetti prodotti dai due avvenimenti, a partire dal grado di possibile contagio esterno agli impatti sui mercati.

In ogni caso siamo ancora agli inizi della vicenda e nelle prossime settimane dovremo fare attenzione agli sviluppi sul piano finanziario visti l’elevato livello di indebitamento che anche la Cina deve affrontare.

COMMODITY Nella scorsa settimana abbiamo visto il rame riprendere la discesa sotto area 9300 usd/ton. Stiamo monitorando con attenzione l’area 9400/9300 in quanto qualora gli scambi sul mercato futures di Londra non dovessero essere in grado di fissare prezzi recuperando i precedenti valori, 9400/9700, dovremmo considerare l’attendibilità dello scenario riflessivo che abbiamo riportato negli ultimi outlook pubblicati. Non è da escludere in effetti un ritorno delle contrattazioni verso i minimi di fine agosto.

I metalli industriali nel frattempo hanno sofferto ulteriormente con il minerale di ferro che conferma l’Outlook di agosto ed il ribasso verso area 110/100 usd al CME. Anche l’acciaio rimane offerto: il nostro benchmark per il comparto, Steel Scrap future quotato al Platts, rimane sempre orientato a verificare gli obbiettivi di prezzo al ribasso attesi nel nostro scenario.

Il Brent invece supera area 76/77 usd barile aprendo di fato la possibilità che i valori vadano a verificare 80 ed 85 usd/bar. Di conseguenza l’iniziale flessione del gas naturale sarà presto riassorbita .

EQUITY Pensiamo che la ripresa del rialzo dei prezzi delle commodity energetiche possa avvicinare ulteriormente la decisione dell’avvio del tapering per mitigare la pressione del mercato. L’S&P 500 potrebbe subire la presenza di un cap in area 4490/500. La tenuta del livello respingerebbe i valori verso i recenti minimi di settembre. Di conseguenza pensiamo che i principali indici azionari rimangano inseriti in un contesto caratterizzato da una distribuzione dei prezzi  che non esclude un ritorno verso i recenti minimi di settembre. Per il Dax ciò potrebbe significare la tenuta di 15700 ed un ritorno verso area 15000.

BOND YIELD L’inflazione ed il tapering sono temi strettamente correlati al mercato dei bond governativi. Il recupero recente dei rendimenti è da attribuirsi a queste dinamiche. Tuttavia continuiamo a pensare che il mercato non sia pronto per uscire dalla congestione in cui fluttua dalla fine del 2019 in particolare per i rendimenti a 10 anni dei governativi dell’eurozona. Il 10 anni BTP  dovrebbe contenere la reazione degli ultimi giorni sotto 0,75% e riportare i valori verso 0,65% dove collochiamo il punto di maggior rilievo sotto il profilo tecnico sotto il quale sono presenti numerosi buy order sul secondario.

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

WB ANALYTICS: BRENT OIL USD BAR

WB ANALYTICS: BRENT OIL CYCLE USD BAR

WB ANALYTICS: DAX INDEX CYCLE

WB ANALYTICS: DAX INDEX CYCLE

 

 

WB COMMODITY PERSPECTIVES SETT 2021

Con la fine dell’estate si entra nella fase in cui si aggiornano le statistiche macro economiche, si rifanno i conti e soprattutto si elaborano le cifre che costruiranno lo scenario per il 2022.

Ad ottobre il FMI pubblicherà l’Outlook aggiornato, mentre le principali banche centrali lo faranno entro settembre. La ripresa è consolidata in tutti gli outlook istituzionali. In tutti questi report non si vede la presenza di una perdita di momentum del sentiment delle aziende sia quelle appartenenti al settore manifatturiero che a quello dei servizi. Nell’area asiatica tale perdita di slancio si è tradotta in un movimento riflessivo che prelude ad un raffreddamento netto dell’euforia registrata nei primi sei mesi dell’anno. In occidente, tra le economie avanzate, le metriche sembrano ispirate ad un consolidamento della ripresa. Il livello della fiducia delle imprese appare sempre correlato all’evoluzione dei blocchi sanitari. Nuovamente rigidi in Asia.

Alle dinamiche della pandemia Covid, si interseca la congiuntura della supply chain, che ne rappresenta la causa diretta, per proseguire sul più strutturale tema della transizione ecologica. Tutti questi fattori interagiscono nell’arena delle borse a termine organizzate per gli scambi su contratti future relativi alle commodity.

Nell’ultimo report, pubblicato ad agosto, avevamo riepilogato gli attrattori che avevano animato il rialzo del prezzo delle materie prime  nel periodo dei dodici mesi che intercorrono dalla primavera del 2020 / ai primi sei mesi del 2021.

Dei fattori che hanno contribuito a far salire i prezzi almeno tre dipendono da concause correlate alla pandemia ( blocchi sanitari – supply chain – ripresa ), due risultano più di natura endogena ovvero transizione green e QE “perpetuo”. Su questi due capitoli operano governi e banche centrali. Hanno impatti diretti sulle commodity per ragioni diverse ma interagenti. In merito alla transizione di fase la linea appare tracciata ed è strutturale… PER CONTINUARE A LEGGERE SCARICA WB COMMODITY PERSPECTIVES SETT 2021

WB COMMODITY PERSPECTIVES AGOSTO 2021

WB COMMODITY PERSPECTIVES AGO 2021

Prevediamo che l’equilibrio tra domanda e offerta nel comparto rimarrà relativamente stretto sia per il minerale di ferro che per il rame. Il saldo dei rischi per il prezzo del petrolio è lievemente inclinato al ribasso. I prezzi del carbone metallurgico sono rimbalzati, per ora, a causa delle interruzioni dell’offerta multiregionale e delle forti condizioni a valle nel settore dell’acciaio. La domanda di nichel è robusta, ma si prevede che l’offerta tenga il passo ed i prezzi possano rallentare nel corso dei prossimi mesi. L’alluminio si trova ancora in un ciclo rialzista in un momento di offerta limitata.

Queste sono in sintesi gli highlights relativi al nostro servizio di Enterprise Risk Management sui metalli industriali.

Ovviamente c’è ancora qualche incertezza residua su come la distribuzione del vaccino e la politica e la risposta comportamentale ai nuovi ceppi più infettivi di COVID-19 interagiranno nei prossimi trimestri. C’è anche un po’ di nervosismo nei mercati finanziari riguardo ai tempi e alla portata dell’eventuale uscita dalla politica monetaria globale espansiva. Quindi, mentre lo “sconto per l’incertezza” nella propensione al rischio di famiglie e imprese che abbiamo notato nelle comunicazioni precedenti sta decisamente svanendo, lo sta facendo in modo irregolare in tutto il mondo. Detto questo, mentre i due principali motori di crescita sistemica del mondo, gli Stati Uniti e la Cina, stanno ottenendo ottimi risultati, c’è probabilmente motivo di ottimismo sul fatto che il ciclo di ripresa possa consolidarsi in futuro. Qualche incertezza sulla Cina sta emergendo tuttavia dalla lettura dei dati PMI Purchase Manager Index.

Guardando oltre il quadro immediato al medio termine, continuiamo a vedere la necessità di un’offerta aggiuntiva, sia nuova che sostitutiva, per dare equilibrio al mercato che analizziamo.

Dopo un periodo di aggiustamento in cui la domanda si riequilibra e l’offerta si ricalibra alle circostanze uniche create dallo shock COVID-19, prevediamo che l’offerta possa contenere la crescita dei prezzi nel breve medio periodo pur rimanendo gli stessi inseriti in un ciclo espansivo. Per scaricare il report WB COMMODITY PERSPECTIVES

 

gestione-rischi-materie-prime/

I dati macro che oggi riporta il calendario fanno il punto sul percorso della ripresa in molte aree economiche.

Indubbiamente i più significativi si concentrano sugli Stati Uniti: GDP, ordinativi alle fabbriche di beni durevoli, deflattore del Pil, sussidi di disoccupazione.

Il GDP in seconda lettura per il IQ segna aspettative di crescita al 6,5%, la precedente lettura è stata stimata a 6,4%. Gli ordinativi crescono ma meno rispetto al mese precedente +0,8% (attesa) rispetto a 2,3%. Diminuiscono nelle attese anche le richieste dei sussidi di disoccupazione 425k  contro 444k. I dati sono strettamente monitorati in ottica Fed. Ieri, il vice responsabile della supervisione Fed Quarles ha detto di essere pronto a discutere di ridurre alcune misure di sostegno di emergenza all’economia, anche se solo per chiarire i piani della Fed. Verso una normalizzazione anche in Nuova Zelanda dove il governatore della banca centrale ha detto che le condizioni di politica monetaria potrebbero iniziare a normalizzarsi tra un anno se le prospettive economiche dovessero essere quelle previste.

LA FIDUCIA DELLE IMPRESE IN ITALIA CHE GUARDANO ALL’EXPORT

Questa mattina invece l’Italia riporta il dato sulla fiducia delle imprese elaborato dall’Istat a maggio il consensus ipotizza un miglioramento rispettivamente a 104,4 e 106,4. Da maggio dello scorso anno abbiamo avuto una crescita mensile lineare della fiducia. In assoluto il dato sta avvicinando i picchi che si sono visti agli inizi del 2018 e nel biennio 2005-2006. Bene.

La Bilancia Commerciale italiana riporta anch’essa un saldo positivo. Significa che l’export ha trainato ancora una volta la crescita. Mettendo in relazione i dati export fissati prima della pandemia febbraio 2019 con il mese di  febbraio 2021, l’export italiano è cresciuto dell’1,4% contro la flessione dello 0,5% di quello tedesco e  la flessione del 10,2% di quello francese. Lo stesso raffronto relativo al mese di marzo vede la Germania con un +7,4%, l’Italia con un +9,1% e la Francia con un -3,9%. Del resto avevamo già evidenziato con la lettura dei dati PMI manifatturieri un robusto segnale della ripresa del Made in Italy nel mondo.

LA FIDUCIA DEI CONSUMATORI IN GERMANIA

l’indice Gfk sulla fiducia dei consumatori tedeschi che guardando a giugno dovrebbe mostrare un miglioramento a -5,2 rispetto all’inaspettato calo per -8,8 del mese precedente, in linea con gli analoghi dati francesi e con l’Ifo tedesco dei giorni scorsi.

CINA

Questa mattina  il National Bureau of Statistics cinese ha riportato l’andamento dei PROFITTI INDUSTRIALI in CINA – I profitti delle industrie cinesi sono cresciuti a un ritmo più lento in aprile. I profitti sono saliti del 57% su anno ad aprile a  768,63 miliardi di yuan, a un ritmo più lento rispetto al +92,3% visto a marzo.

USA-CINA – La rappresentante statunitense per il Commercio Katherine Tai ha detto che gli Usa devono ancora fare i conti con “sfide molto consistenti” nelle proprie relazioni commerciali ed economiche con la Cina che pertanto richiedono molta attenzione da parte dell’amministrazione Biden, come detto a Reuters.

MARKET MOVER
Benché la volatilità si sia appiattita nelle ultime ore, rileviamo acquisti significativi su BTP e Bond governativi in generale. Qualche vendita sull’equity per cui rimane sempre attiva la finestra distributiva, vendite sul comparto delle commodity ed infine vendite di euro contro dollaro, acquisti di cny contro euro e contro dollaro.

Il dollaro ritorna ad essere sostenuto dalle prime aperture Fed, ufficiali,  su un avvio del dibattito sul ‘tapering’. Attorno alle 7,40 il cross euro/dollaro è a 1,2192 (in rialzo di 0,02%); il cambio euro/yen è a 133,02 (in calo di 0,04%) mentre il dollaro contro yen scambia a 109,1 ( in calo di 0,04%). Come scriviamo da due settimana il punto centrale del mercato in questa fase rimane concentrato su quota 1,2160 eur usd.  Oggi avremo modo di collaudare nuovamente il punto qualora i dati di cui sopra dovessero confermare le attese.

GREGGIO – Prezzi in calo in un mix di fattori che vedono da un lato l’ottimismo per la stagione estiva in Europa e Usa e dall’altro i timori per la domanda dall’India e per il potenziale aumento della fornitura dall’Iran. Alla stessa ora il future sul Brent quota in calo di 29 cent a 68,58 dollari al barile e il future sul Nymex viaggia in calo di 27 cent a 65,94 dollari.

TREASURIES – Il benchmark decennale sui mercati asiatici rende 1,576%, in rialzo di 0,002 rispetto alla chiusura a 1,574%.

I DATI DI OGGI SUL PERCORSO DELLA RIPRESA

WB ANALYTICS: EUR USD