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MARKET MOVER 14 GIUGNO 2018

Buongiorno,

alle 9,30 commento in diretta   a LE FONTI TV, ospite di Annabella D’Argento,  la decisione della FED e le possibili decisioni della BCE in un quadro oggettivamente teso Nel pomerriggio sarò ospite all’IT FORUM 2018 per tracciare lo scenario per la seconda parte del 2018 e d il prossimo 2019.

GIOV 14 GIU h. 9.30 LE FONTI TV INTERVISTA  IN DIRETTA   CON ANNABELLA D’ARGENTO

GIOV 14 GIU h. 1630 IT FORUM  CONFERENZA PROGRAMMA ED ISCRIZIONE

MERC 21 GIU h 17.30 JANUS CLUB GENIO ED INNOVAZIONE: SPINTE VITALI DELLE NOSTRE IMPRESE PROGRAMMA   JANUS CLUB PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE

MER 27 GIUGNO H. 16.30 IL PROCESSO DI RISK MANAGEMENT PER LE IMPRESE INDUSTRIALIseminario organizzato da Associazione Italiana Tesorieri d’Impresa ed ARPER
link  https://seminario-treviso.eventbrite.it

 

La decisione della Fe ampiamente  scontata ha liberato il mercato dall’influenza operativa dettata dall’attesa per consentire di guardare senza altri filtri alla decisione odierna della BCE.  Su questo fornte non vi sono scommesse condivise. C’è chi ritiene maturi i tempi per dichiarare la chiusura del QE, chi invece (probabilmente la maggioranza), si aspetta una chiusura a dicembrecon progressiva riduzione degli acquisti di Bond.

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MARKET MOVER 7 MAGGIO 2018

Buongiorno,

Per tutta la settimana sarò ospite della Redazione Giornalistica di Radio Rai 1 per commentare alle 17.45/50 le chiusure di Borsa Italiana e di come i  Market Mover hanno influenzato i mercati.

La reazione dei mercati azionari USA di venerdì all’ennesima caduta sui supporti tecnici registrata lo scorso giovedì spinge il trigger del nostro algoritmo  Advance Cycle dopo 11 settimane in territorio positivo. Attendiamo quindi il break up dell’area 2680/2720 per catturare un nuovo segnale buy in grado di ri assorbire le vendite maturate da inizio febbraio.  Il Nasdaq Composite, sulla scia della pubblicazione degli utili di Apple, ha già violato in chiusura della scorsa settimana l’analogo livello tecnico. I target dell’eventuale rally rimangono gli stessi indicati nell’Outlook mensile di aprile anche per il mese di maggio.

Nel contempo il FTSE Mib dopo aver testato area 24000 ha accelerato in positivo  confermando anche in questo caso il potenziale movimento segnalato sempre nell’Outlook WB PERSPECTIVES di aprile.

L’eur usd chiude la seconda settimana in deciso ribasso. Lo scenario su cui stiamo approfondendo la nostra ricerca rimane sempre orientato al ribasso. Non vanno escluse potenziali reazioni tecniche, tuttavia esse costituiscono nuove opportunità per vendere euro. I livelli verso cui il mercato potrebbe reagire si collocano in prima battuta in area 1.206 ed in seconda 1.2150/2200.
Di conseguenza ribadiamo le raccomandazioni esperite nel nostro rapporto mensile WB FX RISKOO dove abbiamo segnalato tra 1.25/1.2250 l’opportunità di coprire per i nostri clienti corporate il rischio di cambio relativo alle importazioni a breve e medio lungo termine. Con la violazione di 1.23/2250 abbiamo altresì suggerito di rimuovere nell’ambito della strategia di Risk Management, le coperture sul budget per il periodo maggio – dicembre.

WB FX RISKOO

(Per richiedere il report compila la scheda)

L’euro si sta indebolendo contro le principali monete, in particolare verso lo yen. Le negoziazioni dovrebbero testare nelle prossime ore area 129.35; sotto tale livello scatta un nuovo sell signal di medio termine con possibili regressioni del cambio in direzione di area 123/122. Anche nei confronti del rublo l’euro è atteso in correzione: la violazione di area 75 eur rub dovrebbe aprire la via per un ritracciamento atteso in direzione di area 72. Nel corso delle prossime ore verificheremo come il rapporto di correlazione tra dollaro e borse tenderà ad evolvere. Nei confronti dell’oro la correlazione negativa sta funzionando secondo i paramentri storici. Attendiamo quindi la violazione di 1300 usd/oz per l’oro per avere ulteriori conferme di forza del Dollar Index

WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX VS GOLD
WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX (red line) VS GOLD

 

AGENDA SETTIMANA 7 –  11 MAGGIO

Questa settimana, l’attenzione degli investitori sarà rivolta verso i dati relativi ai prezzi al consumo statunitensi, che potrebbero fornire delle indicazioni sull’andamento dell’inflazione e sulla frequenza degli aumenti dei tassi da parte della Fed prima della fine dell’anno.

Gli operatori attenderanno le dichiarazioni di diversi membri della Fed questa settimana, alla ricerca di indicazioni sul futuro della politica economica nei mesi a venire.

Attualmente la Fed ha indicato che ci saranno altri due aumenti dei tassi quest’anno, ma se i dati sull’inflazioni dovessero essere particolarmente positivi, potrebbero confermare le aspettative dei mercati verso un terzo aumento.

Circa 40 delle aziende dell’indice S&P 500 rilasceranno gli utili questa settimana, in cui la stagione dei report inizia a volgere al termine.

In Europa gli investitori attendono il vertice della Banca d’Inghilterra, durante il quale non si prevedono interventi sui tassi, in seguito a una serie di dati economici deludenti.

In Cina sono attesi i dati commerciali mensili, sebbene sia troppo presto per vedere già un impatto delle recenti dispute con gli USA.

Tra gli altri fattori che influenzeranno i mercati nella prossima settimana, l’evoluzione della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, la decisione dell’amministrazione Trump riguardo al ritiro dall’accordo sul nucleare siglato con l’Iran nel 2015 e l’eventuale decisione di rimettere in vigore le sanzioni contro l’Iran.

In vista della prossima settimana, Investing.com ha compilato una lista dei cinque principali eventi che potrebbero influenzare i mercati.

1. Dati sull’inflazione USA

Il Dipartimento per il Commercio statunitense rilascerà i dati sui prezzi al consumo di aprile alle 8:30AM ET (12:30GMT) di giovedì.

Gli investitori seguiranno i dati sull’inflazione per valutare il possibile impatto sulla futura politica monetaria della Federal Reserve.

Secondo gli operatori dei mercati i prezzi al consumo saliranno dello 0,3%, dopo il calo dello 0,1% registrato a marzo, mentre per l’ inflazione core è previsto un aumento dello 0,2%, come nel mese precedente.

Su base annua, si prevede un aumento del 2,2% dell’IPC core, un aumento leggermente maggiore rispetto al 2,1% registrato nel mese precedente.

La Federal Reserve considera i prezzi core un indicatore migliore della pressione inflazionaria a lungo termine poiché escludono le categorie volatili di alimenti ed energia.

Un aumento dell’inflazione potrebbe incoraggiare la Fed ad aumentare i tassi di interesse in maniera più rapida del previsto.

Oltre ai dati sull’inflazione, questa settimana il calendario prevede una serie di dati: prezzi alla produzionerichieste di sussidio USA, oltre al sentimento dei consumatori dell’Università del Michigan.

I dati rilasciati venerdì hanno mostrato che la crescita dell’occupazione USA ha deluso le aspettative ad aprile, che gli stipendi hanno registrato un aumento leggerissimo, il tasso di disoccupazione sceso vicino al minimo di 18 anni; tutti questi fattori confermano la visione di un aumento graduale dei tassi d’interesse da parte della Fed.

2. Interventi dalla Fed

C’è grande attesa per i discorsi di diversi esponenti della Fed questa settimana, che potrebbero fornire dei suggerimenti sulle prossime decisioni di politica monetaria.

I riflettori accesi sul Presidente della Fed Jerome Powell, che interverrà durante una conferenza congiunta tenuta dalla Banca Nazionale Svizzera dal Fondo Monetario Internazionale a Zurigo. Powell terrà un discorso intitolato “ l’influenza della politica monetaria sulle condizioni finanziarie globali e sui flussi internazionali di capitali”.

Attesi inoltre i discorsi di uno dei governatori della Fed Randal Quarles, del Presidente della Fed di Atlanta Raphael Bostic, del Presidente della Fed di Richmond Thomas Barkin, del Presidente della Fed di Dallas Robert Kaplan, del Presidente della Fed di Chicago Charles Evans e del Presidente della Fed di St. Louis James Bullard.

Durante l’ultimo vertice di politica monetaria della scorsa settimana la Fed ha lasciato i tassi invariati, come previsto dai mercati, ma ha sottolineato che l’inflazione sta iniziando a crescere, facendo intravedere la possibilità di un aumento dei tassi a giugno.

Attualmente l’abate centrale statunitense ha previsto due ulteriori aumenti dei tassi nel 2018, tuttavia crescono le aspettative dei mercati su un terzo aumento dei tassi prima della fine dell’anno.

3. Decisione della Banca d’Inghilterra

La Banca d’Inghilterra rilascerà la decisione del tasso giovedì alle 12:00GMT, (08:00AM ET); secondo gran parte degli analisti, la banca lascerà il tasso invariato allo 0,5%.

All’inizio di aprile gli investitori davano al 90% possibilità di un aumento dei tassi da parte della BoE di 25 punti base.

Tuttavia, una serie di dati economici piuttosto deboli hanno fatto rivedere queste convinzioni e considerare piuttosto che la Banca d’Inghilterra non interverrà affatto sui tassi quest’anno.

La dichiarazione sarà seguita dalla conferenza stampa del Governatore Mark Carney.

4. Dati commerciali cinesi

La Cina rilascerà i dati commerciali nella mattinata di martedì.

Si prevede che il report mostri un surplus commerciale del paese a 27,5 miliardi di dollari il mese scorso.

Per le esportazioni cinesi si prevede un aumento del 6,3% rispetto allo scorso anno, mentre per le importazioni è previsto un aumento del 16,0%.

Attesi per giovedì i dati sull’indice dei prezzi al consumo e alla produzione. Per l’indice dei prezzi al consumo si prevede un aumento dell’1,9%, mentre per l’indice dei prezzi alla produzione è previsto un aumento del 3,4%.

Anche questa settimana, i dialoghi commerciali tra Stati Uniti e Cina terranno gli investitori con il fiato sospeso.

La visita a Pechino della delegazione statunitense si è conclusa venerdì, con pochissimi progressi sulla soluzione della disputa commerciale che sta interessando Stati Uniti Cina.

5. S&P 500 EARNINGS

Circa 40 delle aziende dell’indice S&P 500 rilasceranno gli utili questa settimana, in cui la stagione dei report inizia a volgere al termine.

Lunedì sarà la volta di Tyson Foods (NYSE:TSN), Hertz Global (NYSE:HTZ), Cognizant Technology (NASDAQ:CTSH) e AMC Entertainment (NYSE:AMC).

Martedì rilasceranno gli utili Disney (NYSE:DIS), Marriott (NASDAQ:MAR), Valeant Pharmaceuticals (NYSE:VRX), Electronic Arts (NASDAQ:EA), Wendy’s (NASDAQ:WEN), Dean Foods (NYSE:DF), Etsy (NASDAQ:ETSY), Jd.Com (NASDAQ:JD), e Microchip Technology (NASDAQ:MCHP).

Mercoledì sarà il turno di Groupon (NASDAQ:GRPN), Roku (NASDAQ:ROKU), Weibo (NASDAQ:WB), SINA (NASDAQ:SINA), Office Depot (NASDAQ:ODP), e Anheuser Busch Inbev (NYSE:BUD).

Giovedì saranno rilasciati gli utili di NVIDIA (NASDAQ:NVDA), News Corp (NASDAQ:NWSA)., Symantec (NASDAQ:SYMC), Dropbox (NASDAQ:DBX) e Yelp(NYSE:YELP).

Infine, Thomson Reuters (NYSE:TRI) sarà una delle poche aziende a rilasciare gli utili venerdì.

Lo scorso venerdì il mercato azionario statunitense ha registrato un’impennata grazie al massimo storico registrato da Apple (NASDAQ:AAPL), che ha fatto da traino a tutto il settore tech.

 

 

SP500_18Q1_Earnings Estimate
SP500_18Q1_Earnings Estimate

 

 

 

 

WILLKOMMEN DEUTSCHLAND

WILLKOMMEN GERMANIA

WILLKOMMEN GERMANIA
Le elezioni in Germania concludono la lunga stagione elettorale. I mercati potrebbero aprire nuovi capitoli operativi iniziando dall’Italia

Si conclude con le elezioni in Germania la lunga stagione elettorale iniziata alla fine dello scorso 2016 con le presidenziali americane . Tra tutti gli eventi quest’ultimo appare il più scontato, per cui poco attraente dal punto di vista mediatico. In realtà la conferma di Angela Merkel  consente alla Germania di ritornare ad occuparsi di Europa  fornendo ai mercati di nuovi temi operativi.  Il quadro geopolitico e la governance europea saranno al centro dell’agenda su cui il Cancelliere formerà il nuovo governo.

L’Unione  Europea supera in tal modo i profondi dissensi presenti nell’opinione pubblica verso la moneta  e le politiche economiche  che hanno determinato i profondi squilibri presenti ovunque.

Tocca alla Germania, vero leader dell’Unione, a decidere se, quando e come, affrontare il problema. Noi pensiamo che nella prossima legislatura sarà inevitabile farlo se non altro perché i rapporti di debito continuano ad aumentare nelle aree periferiche, diminuire in quelle core. L’Italia, come sappiamo, al netto del dato sulla crescita rappresenta il paziente sempre in prognosi riservata. Quest’estate  lo stock di debito ha raggiunto la soglia dei 2300 miliardi di euro. Siamo oltre il 130%.

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EURO: TENSIONI SUL MERCATO DEI CAMBI

EURO: TENSIONI SUL MERCATO DEI CAMBI

Siamo ai vertici del grande range che ha dominato l’andamento del cambio negli ultimi due anni. La progressione dei prezzi appare in distonia con i fondamentali, e la domanda centrale si fa sempre più insistente: Quanto vale un euro sul dollaro?

Nell’Eurozona i segni di ripresa ci sono, ma è ancora una ripresa debole, particolarmente debole in paesi come l’Italia. Questo mette in luce la fondamentale debolezza istituzionale della costruzione della moneta unica che non viene meno solo perché la congiuntura va un po’ meglio.

Anzi, il rafforzamento dell’euro sulle principali monete rischia di acuire squilibri. La crescita che l’aggiornamento al ‘World Economic Outlook‘ diffuso dal Fondo Monetario Internazionale offre sul quadro previsivo, offre maggior ottimismo per la zona euro.

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EXPORT MADE IN ITALY

EXPORT MADE IN ITALY
Nel 2020 l’export made in Italy contribuirà a formare un terzo del PIL.

Export: il Rapporto ICE 2016-2017 scrive che nel 2016 l’Italia si è situata al 9° posto tra gli esportatori mondiali, al 6° posto della graduatoria dei saldi attivi commerciali, oggi Sace Simest pubblicano un rapporto in cui si rileva una crescita dell’export ancor più sorprendente, soprattutto se proiettata nei prossimi anni: nel 2020 si stima che le esportazioni contribuiranno a formare un terzo del PIL.

E’ indubbio che la grande flessibilità delle aziende italiane ha consentito di coglier le opportunità offerte dalla svalutazione dell’euro nei mercati a partire dal 2014. Lo abbiamo scritto in molte occasioni parlando della competitività e della straordinaria forza del made in Italy. Analizzando i dati si evince un trend di progressivo miglioramento verso i grandi mercati del Nord America, Stati Uniti in primis, figurano positivamente tutti i mercati anglosassoni. In Europa il business del made in Italy cresce verso l’Inghilterra, mentre nell’Eurozona soltanto la Germania espone dati di crescita. E’ un segnale molto importante. La condivisione del cambio attenua il rapporto di competitività delle nostre imprese nel perimetro della moneta unica, annullando o quasi la capacità di imprimere crescita nell’area che ormai potremo ritenere domestica. La vera partita per la crescita delle aziende italiane, del loro business e quindi in ultima analisi del Pil si gioca sui mercati extraeuropei. Tutti gli studi più recenti, a partire dal documento num. 29 pubblicato da Confindustria, rilevano che la variazione acquisita nell’anno in corso, pari a +2,8%, risulta da un robusto incremento delle vendite extraUE (+4,5%) e da una dinamica meno forte di quelle intra-UE (+1,4%), specie all’interno dell’Area euro (+0,4%).

Due sono i fattori che rallentano la crescita all’interno dell’Eurozona: la scarsa competitività del nostro manifatturiero unito alla debolezza dei consumi. Sulla competitività è noto che l’Italia registra una perdita che nei confronti del benchmark tedesco è prossima se non oltre il 20%. Rimane quindi significativa la via dell’internazionalizzazione del business oltre l’area euro.

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INFLAZIONE ATTESA, DESIDERATA, REALE.

INFLAZIONE:I MERCATI SONO TROPPO OTTIMISTICI?
Il focus ritorna sulle banche centrali la cui divulgazione non appare sempre coerente , in ostaggio dei mercati sono vittime della loro incertezza sul futuro*

Siamo tutti fortemente impegnati a spiegare il presente per interpretare il futuro. Per fare questo analizziamo la storia, causa ed effetto. In quanto essere umani, siamo pesantemente indotti dalla società a creare una sorta di parallelo approssimativo tra causa ed effetto. Siamo abituati a pensare che ciò che entra in una qualunque transazione, rapporto o sistema, debba essere messo direttamente in relazione, per intensità e dimensioni, a ciò che ne risulta.

Viviamo in un ambiente di esperimenti finanziari con l’intento di stimolare effetti economici. Le banche centrali sono fortemente impegnate a scongiurare la prosecuzione di questo lungo ciclo di stagnazione di cui non si vedono ancor oggi i confini. Soprattutto da ormai dieci anni stanno esorcizzando il rischio che si ripeta la Grande Depressione degli anni trenta.

Tra gli effetti economici fortemente perseguiti rientra l’inflation targeting, linea di politica monetaria inserita nel panel di misure adottate dalle banche centrali sin dalla fine degli anni settanta. Mentre tra il ‘70 ed il 2000 l’obbiettivo era quello di produrre una grande moderazione della spinta inflattiva a beneficio della crescita economica, dal 2008 l’inflation targeting persegue il desiderio di evitare la deflazione, sempre a beneficio della crescita. Questa volta l’impegno profuso mira a promuovere la crescita dei prezzi; il 2% era e rimane il parametro a cui le linee di policy fanno riferimento.

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IT FORUM 2017

IT FORUM 2017

All’IT Forum faremo il punto a 10 anni anni dal picco del precedente ciclo finanziario su come i mercati stanno affrontando nuove potenziali situazioni di stress. Nei giorni bui del fallimento della banca Lehman Brothers era inimmaginabile pensare che di lì a poco sarebbe iniziato uno dei più longevi rialzi azionari della storia centenaria di Wall Street. Eppure è accaduto, il bull market dei maggiori indici americani potrebbe addirittura festeggiare la decima candelina, stracciando diversi record precedenti. Ma può davvero continuare? Vi sono ancora le condizioni macroeconomiche per un ulteriore allungo? E le valutazioni – i cosiddetti multipli – possono ancora giustificare una crescita?

Al di qua dell’Atlantico, praticamente solo il tedesco Dax, fra i maggiori indici europei, ha conosciuto una crescita simile e proprio in questi giorni veleggia su nuovi massimi storici. Adesso, mentre l’Europa dà i primi segnali di risveglio da una lunga crisi, soprattutto fra i paesi periferici, potrà mai realizzarsi un decoupling rispetto agli Usa?

Quali segnali intanto arrivano dalle commodity, dai metalli preziosi e dai paesi Emergenti? Per rispondere a queste e ad altre domande domande, sul palco accanto a Claudio Kaufmann, saranno presenti alcuni analisti ed esperti finanziari, collaboratori di ITF News:

  1. Wlademir Biasia – consulente WB Advisors
  2. Gianvito D’Angelo – trader e coach
  3. Gaetano Evangelista – Ad Age italia
  4. Maurizio Mazziero – fondatore Mazziero Research
  5. Claudia Segre – Presidente Global Thinking Foundation

Appuntamento alle ore 16.00, giovedì 18 maggio, presso la Sala della Marina. Siete tutti invitati.

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