Come scritto nel focus dedicato all’atteggiamento congiunturale delle banche centrali rispetto alle loro linee di policy monetaria,  risulta evidente il diverso percorso dei regulators rispetto all’attuale fase di ripresa globale. La stessa divergenza politica che riscontriamo tra Stati Uniti e Cina dopo la pandemia è in netto contrasto con le conseguenze della crisi finanziaria globale. Recentemente, la Cina ha messo in guardia sull’impatto dei prezzi elevati delle materie prime, in particolare le commodity industriali,  sull’inflazione e la banca centrale avrebbe chiesto alle banche cinesi di restringere il credito per il resto dell’anno (vedi focus). La Pboc sta assumendo un ruolo molto meno accomodante.Abbiamo notato in precedenza che la crescita del credito della Cina potrebbe aver già raggiunto il picco durante il terzo trimestre del 2020 e abbiamo evidenziato l’impatto del rischio della riduzione della leva finanziaria sul rame, segnalando nel nostro WB PERSPECTIVES di inizio mese  e nell’OULOOK  WB RISKOO IIQ21 la correzione dei prezzi. Recentemente, le autorità cinesi hanno ripetutamente messo in guardia sulle pressioni inflazionistiche dovute all’aumento dei prezzi delle materie prime. Gli alti prezzi dei metalli pluriennali hanno iniziato a influenzare una serie di produttori, che hanno visto i margini ridotti poiché non sono stati in grado di trasferire i costi di input più elevati. Secondo quanto riferito, alcuni produttori di elettrodomestici hanno aumentato i prezzi dei prodotti, mentre altri hanno assorbito i costi più elevati o addirittura ridotto la produzione. Secondo il National Bureau of Statistics (NBS), l’indice dei prezzi alla produzione cinese (PPI), che misura il costo delle merci al gate della fabbrica, è salito del 4,4% su base annua a marzo, accelerando dall’aumento dell’1,7% a febbraio. I funzionari hanno citato l’aumento dei prezzi dell’energia e dei metalli come uno dei principali fattori alla base di questo.

GLOBAL GROWTH RECOVERY VERSO COMMODITY  INDUSTRIALI

L’atteggiamento della PBoC può influenzare i prezzi dei metalli?
Pensiamo che la Cina abbia assunto da anni un ruolo primario nell’orientare i prezzi delle commodity. Di conseguenza le mosse dei cinesi imprimono un elevato grado di dominio alla direzionalità dei prezzi.Nel caso della politica monetaria e delle conseguenze relative alla riduzione dell’effetto leva operato dal credito può produrre i riflessi secondo le modalità descritte:

  • In primo luogo, disinnesca o quantomeno raffredda l’azione speculativa, in particolare nei mercati onshore. Ciò potrebbe potenzialmente portare a una riduzione della domanda apparente, ovvero quella derivata dall’azione del trading, e mitigare di conseguenza la domanda da parte degli users. Ad esempio diversamente dalle evidenze in atto,  quest’anno potremmo assistere ad una riduzione delle importazioni rispetto al livello dell’anno scorso. Per capirlo è importante ricordare cosa è successo l’anno scorso. La Cina è diventata un importante importatore di metalli di base (principalmente rame e alluminio) nel 2020, il che ha contribuito ad assorbire l’eccesso di offerta nei mercati, gonfiando l’apparente domanda cinese. La forte domanda apparente, non solo la domanda reale, ha svolto un ruolo chiave nella ripresa dei prezzi dei metalli dallo scorso anno, come si è visto nella traiettoria del prezzo nei mercati LME o COMEX.
  • Le scorte, comprese le scorte dello State Bureau of Material Reserve cinese, ovvero le scorte commerciali sovvenzionate dal governo e altre scorte commerciali potrebbero consolidare i loro volumi. Osservando le dinamiche di prezzo abbiamo rilevato condizioni statistiche di ipercomprato che stiamo monitorando dallo scorso mese di marzo. Ci aspettiamo a breve quindi un ulteriore rallentamento dei prezzi secondo quanto abbiamo indicato ai nostri lettori nei rapporti di scenario.

Non escludiamo inoltre che qualora le pressioni inflazionistiche acquisissero ulteriore slancio, il governo potrebbe sviluppare misure concrete per far fronte all’aumento dei prezzi delle commodity industriali. Le potenziali misure possono includere un ulteriore inasprimento della crescita del credito in alcuni settori o persino il rilascio parziale di scorte di metalli da parte dell’SRB. abbiamo rilevato rumors non qualificati secondo cui l’SRB avrebbe liquidato quantitativi limitati di scorte di alluminio.

IL SENTIMENT DEGLI OPERATORI

Se si osservano i sondaggi Markit sul sentiment dei produttori ed users di metallo, vediamo ancora una crescita della fiducia sulla domanda. Pensiamo che il dato rilevato ad aprile sconti l’onda lunga del rialzo dei prezzi maturato negli ultimi sei mesi, declinando il loro peso con le notizie sulla crescita coniugata agli stimoli fiscali rilanciati recentemente dall’Amministrazione Usa.

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. MARKIT PMI METAL USERS

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. MARKIT PMI METAL USERS

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. MARKIT PMI METAL USERS

Come risulta evidente dall’osservazione dei due grafici, il rame ha innescato un’azione correttiva orientata a consolidare i valori. Sotto 8900/800 usd/ton – Copper A Grde LME – la correzione assume un rilievo più significativo. L’alluminio invece sta verificando il nostro secondo target rialzista fissato nell’Outlook Riskoo 20/2. Riteniamo anche in questo caso le condizioni quantitative possano dare corso ad una correzione di consolidamento della tendenza rialzista.

Per continuare a seguire la nostra ricerca sull’andamento delle commodity e rimanere aggiornati sul loro andamento iscriviti nella nostra Boarding List

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. COPPER

WB ANALYTICS: COPPER LME

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. ALLUMINIUM

WB ANALYTICS: ALLUMINIUM LME

 

 

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

BCE il Consiglio di oggi deciderà per un nuovo incremento del piano Pepp? Quali decisioni prenderà sulla Forward Guidance?

Il mercato si concentrerà oggi sulle decisioni che il Board delibererà per catturare almeno due indicazioni: impatto della linea di policy sulla Forward Guidance e di conseguenza sull’utilizzo del programma Pepp.

ATTESE SULLE DECISIONI DEL CONSIGLIO BCE

A meno che il consiglio non aumenti la dotazione del programma Pepp, l’impatto sull’euro potrebbe essere limitato oggi. Tutt’al più ci aspettiamo un rimbalzo dei corsi.
Se invece il Board dovesse decidere per un ampliamento del programma di stimolo a sostegno delle difficoltà economiche causata dalla pandemia (opzione a cui non attribuiamo grande probabilità), l’euro  potrebbe mettere in discussione area 1,1845.

La conferenza stampa che prenderà il via alle 14.30 come sempre sarà seguita con grande attenzione per catturare eventuali modifiche o conferme della linea di policy seguita dalla BCE. Due sono i temi di cui il mercato attende dettagli: la Forward Guidance e l’utilizzo del Pepp.

E’ possibile che l’esito della giornata della BCE spinga l’eur usd verso una reazione più ampia di quanto non abbiamo visto dopo il test di area 1,1845 eur usd. Tuttavia al momento riteniamo che l’eventuale reazione dell’euro si inserisca in un quadro correttivo dopo il robusto recupero del dollaro messo a segno dagli inizi dell’anno.

IL RAPPORTO EUR USD SI GIOCA SU DUE PIANI BCE E FED

Verosimilmente sarà il Fomc della prossima settimana a dettare il passo per i mercati valutari. L’attenzione degli investitori si è trasferita dall’euro al dollaro dopo il recente rialzo dei rendimenti sul tratto lungo della curva USA. Il Tesoro americano dovrà impegnarsi su nuove importanti emissioni per sostenere il pacchetto di stimoli 1.900 miliardi di dollari che la Camera Usa ha dato il via libera finale. Tra le misure principali del piano, lo stanziamento di 400 miliardi per pagamenti diretti da 1.400 dollari a buona parte degli americani, 350 miliardi in aiuti allo Stato e ai governi locali, più finanziamenti per la distribuzione di vaccini. Washington intende raddoppiare i suoi ordini per il vaccino monodose Johnson & Johnson, procurandosi 100 milioni di dosi aggiuntive.

Le banche per assorbire le nuove emissioni attendono che la Fed proroghi le agevolazioni sulla SLR. La Federal Reserve finora si è rifiutata di dire se estenderà l’allentamento dei requisiti patrimoniali che aveva approvato per ridimensionare il panico sui mercati dello scorso anno. In base alla leva finanziaria supplementare (SLR), introdotta dalle riforme regolatorie post-2008, le banche devono possedere il 3,5% del capitale in rapporto agli attivi a prescindere dal rischio. La SLR era stata sospesa lo scorso anno per aiutare il sistema finanziario a gestire lo stress causato dalla prima ondata della pandemia. Dovrebbe essere reintrodotta a fine marzo (a meno che la Fed non decida altrimenti, durante il vertice del Federal Open Markets Committee la prossima settimana). Se non dovesse essere così, il Tesoro dovrà offrire tassi persino più alti sulle prossime emissioni. Il deficit da 2,3 billion di dollari previsto quest’anno dal Congressional Budget Office è quasi il doppio di quello che la Fed al momento promette di comprare tramite il suo programma di quantitative easing.

EFFETTI DEL DATO AGGIORNATO SULL’INFLAZIONE USA

Nel frattempo ieri il dato sull’inflazione ha parzialmente deluso quanti si attendevano un rialzo. La lettura ha fatto segnare un incremento mensile dello 0,1% rispetto l’attesa dello 0,2% portando il tasso annuale dal 1,4 all’1,3%.

L’OCSE stima una crescita statunitense del 6,5% per quest’anno, ancora nella parte conservativa del range di previsioni che implica un netto miglioramento dei ritorni sugli asset in dollari in generale ed in ogni caso ulteriori potenziali spinte inflative.

In ogni caso in merito al quadro generale,  ci aspettiamo nel breve un ridimensionamento parziale dei rendimenti sul 10 anni USA dopo il rally che, dai minimi di marzo dello scorso anno toccati a 0,35%, ha spinto il tratto lungo della curva a collaudare il nostro target per il primo semestre 2021 a 1,50%  (max 1,60). La correzione dovrebbe spingere il tasso a 1,35% nel breve; livello da cui ci attendiamo che si apra una fase di consolidamento e che probabilmente possa scontare l’ipotesi che la Fed proroghi le agevolazioni sulla leva finanziaria.

 

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

FX  Il dollaro ripiega dopo i dati positivi sull’inflazione. Intorno alle 7,45 il cross
eur/usd quota 1,1930 in rialzo dello 0,04%, l’euro/yen scambia a 129,75 a +0,36%, il dollaro scambia a 108,77 yen in rialzo dello 0,36%.

Nella sessione odierna ci aspettiamo che il cambio ritorni a collaudare l’area 1,20, salvo novità ultra accomodanti (non attese) decise nell’odierno meeting della BCE. Nel contempo l’euro rimane debole nei confronti della sterlina, anche se in ogni caso potrebbe subire la reazione della divisa europea e ritornare a verificare area ,8650.

Contro yen stiamo osservando con estrema attenzione area 130 dove si colloca in termini strategici un’importante livello tecnico.

BCE COSA DECIDERA' IL CONSIGLIO DI OGGI?

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

WB PERSPECTIVES OUTLOOK 2021


THINK THE FUTURE, REMEMBER THE PAST

brave, inspire, challenge

Si apre un nuovo ventennio.

La conclusione del precedente ha innescato traiettorie a dir poco sorprendenti a partire dal blocco economico e sociale del Covid 19. Il costo di questo grande blocco è praticamente al di là della comprensione. L’entità e la velocità del collasso dell’attività economica che è seguita è diversa rispetto a qualsiasi cosa sperimentata dalle nostre generazioni, fatto salvo l’ultima Guerra Mondiale. 


L’incremento vertiginoso del debito pubblico e privato modificherà la traiettoria della crescita globale. Si guarda al recupero delle aree economiche con la percezione che difficilmente si tornerà a rivivere il mondo così come lo conoscevamo. Mentre si attende la ripresa, il timore rimane nei nostri pensieri. Nel frattempo la vera tendenza che inizia a manifestarsi è il crollo della fiducia dell’opinione pubblica, bene ultimo in grado di reggere ogni sfida. 

Su queste basi inizia un ventennio che modificherà il nostro stile di vita, le nostre abitudini di consumo come avevamo già anticipato nell’Outlook dello scorso anno.

E’ così che la geografia degli imperi, delle nazioni e delle città-stato evolve.

La partitura  del nuovo superciclo non è ancora stata completamente scritta.

Lo scorso anno l’Outlook è stato dedicato alla trilogia Previous, Transition, Evolution.
Siamo ancora in piena fase di Transizione, un momento che presto ignoreremo.

La Transizione vede ancora forze contrapposte che, come nell’opera incompiuta del Requiem in D minor KV 626 di Amadeus Mozart, cerca risposte a molti interrogativi.
Il futuro ci inquieta o ci lascia sognanti?
Il futuro è un portale incerto che si apre davanti a noi spettatori: ci sono promesse, giudizi ed aspirazioni. Noi l’abbiamo pensato in modo.

Il 20/21 non sarà lineare. Avremo movimenti positivi svincolati dai fondamentali. Ciò produrrà un eccesso di scollamento dalla realtà. Gli eccessi di mercato si reggeranno non sui fondamentali delle imprese ma in grande sintesi sulla definizione di un debito sostenibile.

Basterà un incidente di percorso, un evento casuale, per ricondurre gli spiriti animali verso un ripensamento della percezione del mondo reale?

Dovremo interpretare le linee di risposta che le banche centrali daranno a questo impulso. Lasciare che il rialzo dei rendimenti nella parte lunga della curva faccia il suo lavoro scontando un ritorno dell’inflazione, mantenendo nel contempo tassi reali negativi? Oppure lasciando che i mercati producano un nuovo incidente di percorso, magari consentendo che la bolla scoppi per promuovere una nuova corsa verso le aree di rifugio?

Credo che sia questo il grande quesito che si pone per la prima parte del 20/21.

I mercati non hanno mai imparato dalla storia. E’ per questa ragione che i cicli degli spiriti animali si ripetono inesorabilmente. 

 

 

 

 

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MARKET MOVER

 

USA – Resta tesa la fase politica statunitense dopo l’assalto a Capitol Hill che ha lasciato sul terreno 5 morti. Trump ha condannato le violenze, ma il 20 gennaio non sarà all’insediamento di Biden. L’ex presidente appare sempre più isolato, mentre richieste di dimissioni arrivano anche da alcuni esponenti del suo partito. Twitter ha chiuso definitivamente il suo profilo. Se non lascia di sua volontà, il Congresso si muoverà verso una nuova procedura di impeachment con l’accusa di istigazione all’insurrezione, avverte la speaker della Camera dem, Nancy Pelosi, che in una mossa senza precedenti ha chiesto al Pentagono che Trump consegni i codici nucleari. Resta in piedi in alternativa la possibilità di utilizzare il XXV emendamento, un’iniziativa, però, che potrebbe venire solo dal vice di Trump, Mike Pence. Va letto in questo senso il documento indirizzato proprio a Pence che la Camera Usa ha intenzione di votare oggi e nel quale si richiede che Trump sia rimosso immediatamente, pena l’impeachment. Biden non ha preso una posizione diretta sull’impeachment preferendo “lasciar fare al Congresso”, mentre ha annunciato la presentazione per questa settimana di un nuovo piano di sostegno all’economia da “migliaia di miliardi di dollari”.

MACRO ZONA EURO – Venendo all’agenda macro, la mediana delle attese raccolte da Reuters per l’indice Sentix di gennaio che verrà diffuso alle 10,30 prevede un recupero a 0,4 rispetto al -2,7 di dicembre. Grazie ai progressi sul fronte dei vaccini, il morale degli investitori dovrebbe proseguire nel percorso di risalita partito dal -10 di novembre.

DATI CINA – A dicembre i prezzi a monte della filiera sono scesi al ritmo minimo da 10 mesi, nell’ultimo segnale secondo cui la Cina si sta riprendendo rapidamente dall’impatto economico dell’epidemia. L’indice relativo ha segnato un calo dello 0,4% su anno contro attese di una flessione dello 0,8% dopo il -1,5% di novembre. A livello congiunturale ha registrato un rialzo dell’1,1% su mese, ai massimi da 4 anni. Quanto ai prezzi al consumo, nello stesso mese grazie alla spinta degli alimentari si è evidenziato un incremento dello 0,2% su anno contro lo 0,1% ipotizzato dagli analisti.

DEBITO ITALIA – Da Via Nazionale in mattinata la statistica mensile relativa all’indebitamento Target 2 di dicembre, da confrontare con i 494,941 miliardi di novembre, nella fattispecie minimo da marzo. Insieme al dato sulle passività rispetto al sistema euro l’esposizione degli istituti italiani ai finanziamenti Bce, sempre del mese di dicembre.

PRIMARIO – A mercati chiusi questa sera, l’annuncio dell’asta a medio e lungo termine di giovedì prossimo 14 gennaio, primo collocamento del 2021 partito con un’offerta sindacata da 10 miliardi sul tratto 2037 da parte del Tesoro. A parere dell’ufficio studi UniCredit, l’emissione di metà mese dovrebbe contemplare la riapertura del tre anni 15 gennaio 2024 e molto probabilmente un nuovo sette anni con scadenza marzo 2028.
Francia e Germania si attivano stamane sul segmento a breve con un offerta di carta complessiva fino a 13 mld di euro.

MERCATO – In una giornata che sulla carta non mancherà di spunti, paragone per l’apertura sono 108 punti base e 0,551% rispettivamente per lo scarto di rendimento tra Btp e Bund sul tratto decennale e per il benchmark italiano aprile 2031.

FOREX – Il rialzo dei rendimenti Usa sostiene il dollaro che contro un basket delle principali valute si riporta sopra quota 90 dopo un minimo a 89,206 la scorsa settimana. Il biglietto verde sale anche su yen, mentre  l’euro scende intorno a 1,2170 dollari.

PETROLIO – Prezzi in calo su prese di profitto dai massimi di quasi un anno segnati venerdi a seguito dell’annuncio saudita di tagli alla produzione. Il futures sul Brent perde 65 cent a 55,34 dollari al barile mentre il contratto Usa WTI lascia sul terreno 41 cent a quota 51,83 dollari.

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LA NUOVA AMMINISTRAZIONE BIDEN ATTESE

In questa prima parte del 2021 ci troveremo ad affrontare i temi irrisolti dello scorso anno a partire dalle incertezze prodotte dalla pandemia. Avremo ancora il supporto di banche centrali ed il contributo più attivo delle politiche fiscali. Per il momento i mercati cavalcheranno l’onda senza porsi domanda sullo stato effettivo dei fondamentali. Guarderanno agli stimoli declinando sui mercati l’effetto inflativo degli interventi fiscali che negli Usa dovrebbero in questa fase dominare l’iniziativa della nuova Amministrazione.

Il risultato delle elezioni in Georgia apre la strada per l’approvazione da parte della nuova Amministrazione Biden di un pacchetto di spesa più rapido e aggressivo nel 2021. Ciò contribuirà a spingere la ripresa più rapidamente di quanto sarebbe stato probabile se i repubblicani avessero mantenuto la maggioranza al Senato. Si contrappone a questa lettura l’idea che in futuro potrebbero aumentare le imposte sulle società nonché l’introduzione di normative più severe su settori chiave come la grande tecnologia, la sanità e i servizi finanziari. Tuttavia, una crescita più forte di quella che sarebbe stata nel caso di in un Congresso diviso dovrebbe in qualche modo mitigare queste preoccupazioni. Qualche cautela in più potrebbe emergere dalla prospettiva di emissioni di debito più elevate nel breve termine di quanto sarebbe stato necessario nel caso di un’Amministrazione repubblicana. Una maggiore iniziativa fiscale potrebbe consentire alla Fed di limitare i suoi interventi da qui alla primavera. Tra le positive reazioni del mercato azionario, si fa sta facendo strada il rialzo del 10 anni Treasury oltre la barriera dell’1%. Questo dato ha per il momento penalizzato il comparto tecnologico, più esposto agli effetti di sopravvalutazione.

Il rialzo del 10 anni USA incorpora una maggior aspettativa inflazionistica. Nell’ultimo Fomc la Fed ha confermato di voler tenere fermi i tassi di interesse ancora per un periodo prolungato. Pertanto si teme che gli stimoli fiscali possano alimentare ulteriormente tali aspettative. Beneficiano le commodity che rimangono inserite in un quadro ancora positivo. Il dollaro invece continua a subire l’offerta (grafico eur usd).

ECONOMIA GLOBALE I dati PMI di dicembre hanno evidenziato un ritmo di crescita dell’economica globale in rallentamento per il secondo mese consecutivo, poiché ulteriori ondate di infezioni da coronavirus 2019 hanno ridotto l’attività e colpito la domanda.  Le economie europee sono state le più colpite, in altre aree si sono registrate espansioni più robuste: Stati Uniti, Cina,  India e Brasile. Il peggio potrebbe ancora venire, tuttavia, poiché le restrizioni per la lotta contro il virus sembrano destinate a rafforzarsi ulteriormente nelle prossime settimane, incrementando le aspettative di un avvio lento per l’economia globale nel 2021. Il JPMorgan Global PMI™ (Markit dati raccolti dal 4 al 21 dicembre) è sceso da 53,1 a novembre a 52,7 a dicembre, il minimo da settembre.

 

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LA NUOVA AMMINISTRAZIONE BIDEN ATTESE

JPM MARKIT GLOBAL PMI



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BANCHE CENTRALI: MEZZO MONDO IN RIUNIONE QUESTA SETTIMANA A PARTIRE DALLA FED

La settimana vedrà non meno di dieci banche centrali riunirsi per assumere decisioni di politica monetaria a partire dal FOMC, l’organo di decisione politica della Fed. Faranno da corollario ai consigli direttivi un’ampia gamma di comunicati e dati che aiuteranno a orientare le opinioni sulle attuali traiettorie di crescita economica, occupazione e inflazione. A livello globale.  Saranno quindi riuniti i consigli della Fed negli Stati Uniti, della BoJ in Giappone e la BoE nel Regno Unito, nonché in Russia, Svizzera, Norvegia, Repubblica Ceca, Filippine, Indonesia e Messico. I banchieri centrali cercheranno di individuare misure che possano dare una prospettiva più equilibrata partendo dalla prossima disponibilità dei vaccini Covid-19. L’obbiettivo è che la loro diffusione possa aumentare le probabilità  di ristabilire condizioni più prossime alla normalità nel corso del 2021. Sotto il profilo economico il dato che sarà maggiormente monitorato coincide con l’analisi   dei prezzi di input e dell’andamento dell’inflazione in modo da cogliere un eventuale risveglio più concreto della domanda. 

I problemi che devono affrontare i responsabili delle politiche monetarie sono sintetizzati nei recenti dati PMI di novembre. Essi  hanno messo in evidenza la perdita di slancio della ripresa economica globale in molte aree a causa del riflusso della pandemia. In ogni caso le prospettive per il 2021 rimangono positive esprimendo una forza reattiva ai massimi da oltre sei anni. Nel frattempo, i ritardi nelle forniture hanno spinto i prezzi delle merci più in alto a un ritmo che non si vedeva da due anni. L’aggiornamento dei dati PMI Flash di questa settimana, aiuterà a comprendere quanto il raffreddamento dello slancio sia già incorporato nei numeri. 

IN ATTESA DELLA FED

Negli Stati Uniti, il FOMC (ultime minute) si riunisce per la prima volta dalle elezioni presidenziali e dalle notizie incoraggianti sul lancio di vaccini. I nuovi dati PMI flash saranno attentamente osservati come primi indicatori delle tendenze economiche nazionali a dicembre dopo l’elezione del presidente Biden. Riteniamo che nella riunione di martedì e mercoledì la Fed non prenda nuove decisioni ma si limiti a confermare la disponibilità ad assumere misure di stimolo nel 2021. Alcune indicazioni sugli orientamenti della Fed potrebbero arrivare oggi da Jerome Powell, di cui è previsto un intervento pubblico nel pomeriggio. 

BANK OF ENGLAND

Regno Unito, i dati PMI forniranno una panoramica sulla ripresa della crescita dopo i blocchi di novembre, accompagnati dai dati ufficiali del mercato del lavoro e delle vendite al dettaglio. I dati hanno un peso aggiuntivo in vista del Consiglio della BoE, che si riunisce partendo da opinioni contrastanti sulla resilienza dell’economia tra i propri membri. Le attese del mercato risultano allineate ad una prospettiva di tassi sempre più prossimi a scendere in negativo nel 2021. 

BREXIT – E’ ormai corsa contro il tempo per evitare un no-deal, con la scadenza del 31 dicembre alle porte e il fallimento dell’ennesimo tentativo di accordo ieri tra Boris Johnson e Ursula von der Leyen, in una trattativa in corso da mesi che loro stessi definiscono in un comunicato congiunto “estenuante”. Le posizioni restano ancora molto distanti su temi fondamentali, ma la scelta è quella di trattare fino all’ultimo. Bank of England ha fatto sapere, dal canto suo, di aver fatto tutto il possibile per mitigare i rischi di un no deal, ma di essere a pronta eventuali turbolenze sui mercati finanziari.

EUROZONA DOPO BCE

Nel frattempo, i PMI Flash dell’Eurozona forniranno ulteriori informazioni su quanto grave potrebbe essere una flessione del quarto trimestre, date le misure aggiuntive attuate per combattere la pandemia nelle ultime settimane. La forza del settore manifatturiero tedesco, che ha mostrato una spinta incoraggiante, sarà oggetto di un esame particolare. più contenuta, secondo il PMI; l’aggiornamento dei dati flash di dicembre fornirà ulteriori dettagli prospettici. Atteso oggi un intervento del falco Bce Isabel Schnabel, dopo che sono emersi dissidi nel board Bce che hanno portato ad un compromesso al ribasso riguardo all’entità dell’incremento dell’envelope del Pepp, poi varato per 500 mld di euro.

ASIA

In Asia, l’economia cinese è al centro dell’attenzione con dati ufficiali chiave come la produzione industriale e le vendite al dettaglio aggiornate. I comunicati seguono la notizia del Caixin PMI secondo cui l’attività commerciale è cresciuta in Cina nel mese di novembre al ritmo più veloce da oltre dieci anni. Il Giappone, al contrario, sta assistendo a una ripresa economica molto più lenta e contrastata. I dati OMI Flash pubblicati in settimana aiuteranno il board della Banca Centrale ad avere ulteriori elementi di valutazione, tuttavia riteniamo che la linea di policy rimarrà invariata e sempre accomodante. 

 

MARKET MOVER

AGENDA MACRO ECONOMICA 14.12.20

DATI ZONA EURO – Da Eurostat la produzione industriale di ottobre, per cui la prospettiva secondo il consensus Reuters è di un rimbalzo mensile di 2% con una flessione annua di 4,5%. Hanno sopreso in positivo i numeri Istat di venerdì relativi alla produzione italiana, seguiti dalle previsioni Prometeia che ne disegnano un peggioramento in novembre e gennaio, interrotto solo dal recupero di dicembre.

DATI GIAPPONE – Relativa al quarto trimestre, l’indagine Tankan sul morale delle imprese manifatturiere di grandi dimensioni mostra un -10, rispetto alla mediana delle attese pari a -15, dopo il -27 dei tre mesi al 30 settembre, dando primi segnali di migliormaneto. Tra le incertezze legate alla pandemia, le aziende sono attese tagliare però i loro piani di capital expanditure per il prossimo anno.

Corretta nella seconda lettura le produzione industriale nipponica di ottobre a 4% su mese e -3,2% su anno, dal preliminare 3,8% congiunturale e -3,9% tendenziale.

DATI CINA – I prezzi delle nuove case in Cina sono aumentati a novembre al ritmo minimo da marzo, con un +0,1% su mese dal +0,2% segnato a ottobre. A perimetro annuo, il rialzo nel mese osservato è al 4%, minimo dal febbraio 2016. Secondo gli analisti ad appesantire il settore soprattutto l’abbondanza di offerta.

 

MARKET MOVER

I MERCATI IN ATTESA DELLE BANCHE CENTRALI RIMANGONO PIUTTOSTO STABILI

FOREX – L’euro riparte saldo con un rialzo dello 0,2% intorno a quota 1,2134 dlr appena sotto il massimo da 31 mesi. Il dollaro resta debole contro un basket delle principali valute. La sterlina si rafforza dopo la decisione di portare avanti ad oltranza i colloqui sul post-Brexit: il cambio scende dalla resistenza 0,9180 verso la mediana del range che rimane a 0,90 eur gbp. 

In attesa del Fomc il cambio eur usd tenderà a consolidare area 1,2140-1,2230. Eventuali breakout, possibili, della parte inferiore del range potrebbero spingere le negoziazioni ad avviare una correzione a conferma di un meeting poco incisivo nelle sue deliberazioni.

BANCHE CENTRALI: MEZZO MONDO IN RIUNIONE QUESTA SETTIMANA A PARTIRE DALLA FED

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

BTP – In questo contesto ancora segnato dall’incertezza, confronto per l’apertura di oggi sono 116 punti base per il premio al rischio Italia/Germania sul tratto 2030 e 0,552% per il rendimento del banchmark decennale che si avvia a testare il nostro target per il 2020 a 0,50%.

 

TREASURIES – Rendimenti in calo in chiusura venerdì, tra le speculazioni secondo cui il Fomc che si riunisce domani e dopo potrebbe varare aggiustamenti nella sua politica di acquisto di asset, mentre si continua a trattare sul fronte politico per un nuovo pacchetto di aiuti.PETROLIO – Venendo in ultimo alle materie prime, prezzi in rialzo con il Brent a livelli che non si vedevano da marzo scorso sull’ottimismo legato ai vaccini nella speranza che la domanda globale gradualmente riprenda nel 2021. Il futures sul Brent segna un rialzo dello 0,2% a 50,34 dlr al barile mentre il contratto Usa West Texas Intermediate (WTI) si porta a 46,89 dlr (+0,3%).

GREGGIO – Prezzi ancora in rialzo sull’ottimismo legato all’inizio delle vaccinazioni e alla possibilità di una ripresa globale, il prossimo anno, che farebbe risalire la domanda. Il contratto Usa guadagna 33 cent a 46,90 dollari al barile mentre quello sul Brent segna un incremento di 39 cent a quota 50,36 dollari. Nel nostro Outlook 20/21 stiamo analizzando le implicazioni a lungo termine della domanda globale sui prezzi. Al centro della nostra attenzione abbiamo fissato un range di equilibrio compreso nel segmento 40/38 usd/bar per il Brent. Tale fascia tenderà a rappresentare per la prima parte del prossimo anno un punto di osservazione tecnica particolare in quanto tenderà ad influenzare il ciclo di mercato. 

 

 

Fed, criptovalute e sistemi di pagamento

Il concetto di una moneta digitale emessa dalle Banche Centrali  americane è ampiamente discusso a partire dall’introduzione, nei mercati mondiali,  nel 2008, del Bitcoin.

E’ soltanto nel 2019 però, in seguito all’annuncio, da parte di Facebook, dell’avvio del progetto “Libra”, che le Banche Centrali iniziano a prendere in seria considerazioni gli impatti, finanziari sociali e sulla privacy,  di un utilizzo estensivo delle criptovalute.

Nell’Agosto 2019 la Fed comunica che sta pianificando il lancio di un sistema di pagamento “proprio” per rendere più veloci ed efficienti le transazioni. FedNow, questo il nome del progetto,  sarà operativo dal 2023/2024. FedNow consentirà a privati e aziende di disporre pagamenti istantanei tramite i conti bancari. Si tratta, quindi, di un’infrastruttura flessibile e neutrale che supporterà un’ampia varietà di pagamenti immediati e che fornirà compensazione e regolamento interbancario in grado di trasferire fondi dal conto di un mittente al conto di un destinatario quasi in tempo reale 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e per 365 giorni all’anno.

Federal Reserve di San Francisco e non solo

Nell’agosto 2020  Lael Brainard, governatore della Fed di Boston, durante il suo speech alla Fed di San Francisco, annuncia l’avvio di una collaborazione pluriennale  con il MIT di Boston per sviluppare e testare i possibili utilizzi di una, per ora ipotetica, moneta digitale emessa dalla banca centrale (CBDC). La collaborazione tra i due istituti è in una fase embrionale e le informazioni rese pubbliche sono poche. Il Direttore e responsabile della Digital Currency Iniziative (DCI), Neha Nerula, ha dichiarato che il compito del DCI è di realizzare, per la Fed con licenza MIT, un sistema di transazioni efficiente, sicuro ed estremamente attento ai livelli di privacy e anonimato dei potenziali utenti.

Ma non solo: nello stesso speech Lael Brainard sottolinea  il ruolo determinante che la moneta digitale, emessa dalle banche centrali, avrebbe potuto avere durante il Covid. In particolare, Brainard enfatizza  l’efficienza dello strumento e la velocità di trasferimento di dollari digitali direttamente dallo Stato ai cittadini in difficoltà. Dollari subito pronti per l’uso!

Strumento indispensabile in caso di possibili future pandemie o situazioni emergenziali.

Nella sezione intitolata “Valute digitali della banca centrale”, il presidente della Fed di Cleveland scrive che “l’esperienza con i pagamenti di emergenza in caso di pandemia ha portato avanti un’idea che stava già guadagnando attenzione presso le banche centrali di tutto il mondo, ovvero una valuta digitale emessa proprio dalle banche centrali”. E nella inedita battuta finale, prosegue rivelando che “a livello legislativo è stato proposto che ogni americano abbia un conto presso la Fed. Su tale conto potrebbero infatti essere agevolmente depositati dollari digitali che potrebbero essere utilizzati per pagamenti di emergenza” .

Anche la Federal Reserve Bank di New York ha creato al suo interno un innovation centre, in collaborazione con la Bank for International Settlements, per identificare e sviluppare ricerche sulle tendenze critiche e sulla tecnologia finanziaria di pertinenza delle banche centrali.

Board of Governors

E’ noto che la Federal Reserve studia  da tempo le questioni sollevate dalla possibile introduzione di una valuta digitale emessa dalle banche centrali. Il Board of Governors si è infatti dotato di un laboratorio tecnologico che sta realizzando e testando una gamma di piattaforme per comprenderne i potenziali vantaggi e le diverse opportunità.

Il presidente della Fed Jerome Powell, circa un mese fa, ha raffreddato però le aspettative di chi credeva imminente la presentazione di una prima ipotesi di dollaro digitale, affermando che gli Stati Uniti devono concentrarsi sul  fare le cose per bene piuttosto che essere tra i primi ad emettere un CBDC. Powell ha evidenziato da un lato il fatto che gli Stati Uniti possiedono già un “sistema di pagamento interno dinamico, sicuro e attivo” e dall’altro il fatto che la popolazione americana  fa già largo uso dei sistemi di pagamento elettronico oggi disponibili. Inoltre la domanda di denaro contante, in America, è ancora piuttosto forte. In questo contesto, ha concluso Powell,  i dubbi sui rischi collegati all’introduzione di una CBDC, soprattutto i rischi di attacchi informatici, devono essere totalmente risolti, considerando che il dollaro americano è valuta di riserva globale.

Le implicazioni legali relative alla introduzione di una CBDC non sono certo secondarie: fondamentale sarà capire in che modo le disposizioni esistenti del Federal Reserve Act, in materia di emissione di valuta, si applichino a una CBDC e se una CBDC avrebbe corso legale, in virtù di come è stata disegnata.

CBDC versus Elicopter Money

Le implicazioni della adozione, da parte della FED, di una CBDC sono molteplici e i suoi effetti dirompenti.

Come forse qualche acuto lettore avrà potuto intuire,  la Banca Centrale, messa nelle condizioni di depositare  direttamente dollari digitali sui conti degli americani, estromettendo di fatto le banche commerciali, bypasserebbe il Congresso e l’intero ramo legislativo, verrebbe dotata di capacità mirate di stimolo fiscale e rafforzerebbe la propria politica monetaria.

Il che potrebbe portare a un drammatico picco reflazionistico in quanto sono i segmenti del quartile di reddito inferiore della società statunitense a determinare i prezzi marginali per beni e servizi economici.

Ma di  tutto questo ne parleremo nel prossimo approfondimento.

RISKOO MONITOR

MARKET MOVER

 

In un contesto di grandissima incertezza legato all’evolversi della seconda ondata e delle prossime possibili restrizioni, permane tra gli operatori una marcata avversione
al rischio, mentre si guarda con spasmodica attesa alla possibilità di nuovi stimoli BCE entro l’anno. Christine Lagarde ha ribadito che Francoforte manterrà una politica
accomodante in risposta alla crisi in corso. Per Robert Holzmann, governatore della banca centrale austriaca e membro del direttivo Bce, non c’è al momento necessità di
nuove misure di stimolo, segno che il board della banca non è unanime sulla linea della presidente.Sono intanto notevolmente diminuiti nell’ultima settimana gli acquisti
nell’ambito del Qe, nonostante un incremento di oltre 2 miliardi di euro di quelli relativi al Pepp.

Ricca anche oggi l’agenda degli interventi degli esponenti BCE. La presidente Lagarde e il capo economista Lane prenderanno la parola a un evento sulla revisione della strategia
dell’istituto con Lane che tornerà a parlare nel pomeriggio mentre il vice presidente de Guindos interverrà sia alle 12 che alle 18.

FED – In attesa oggi di un nutrito numero di interventi di esponenti della Fed, ieri il vicepresidente Richard Clarida ha detto che “c’è ancora molta strada da fare” per la ripresa economica.

AIUTI ECONOMIA USA – La Casa bianca e i Democratici al Congresso ieri hanno fatto passi avanti verso un accordo sui nuovi fondi all’economia Usa e il presidente Trump si è detto
disponibile ad accettare un pacchetto di aiuti di oltre 2.200 miliardi di dollari nonostante l’opposizione del suo partito. Intanto i negoziati proseguiranno anche oggi, come riferito da un
collaboratore della democratica Nancy Pelosi. La Casa Bianca ha proposto un pacchetto da 1.800 miliardi di dollari mentre Pelosi spinge per uno da 2.200 miliardi. In attesa dell’ultimo
confronto tv con il rivale Biden, ieri Trump dallo Stato chiave della Pennsylvania ha detto ai sostenitori di aver bisogno di un secondo mandato per garantire la ripresa dalla pandemia.

BOJ E ALTRE – Secondo un’esclusiva Reuters, che cita fonti vicine alla Banca centrale, BoJ taglierà la prossima settimana i suoi target di crescita su Pil e inflazione per quest’anno,
attualmente a -4,7% e -0,5%. La revisione al ribasso – dovuta in particolare alla mancanza di una robusta ripresa dei consumi – non dovrebbe però innescare un’immediata espansione
dello stimolo monetario.

In Cina resta stabile per il sesto mese consecutivo il tasso benchmark sui prestiti, come comunicato stanotte, grazie a una ripresa robusta per la seconda economia mondiale. Il prime
rate a un anno (LPR) rimane al 3,85%, quello a 5 anni a 4,65%, come ampiamente atteso dai mercati.

Pensa invece ad un allentamento ulteriore ad ottobre Bank of Australia, si legge nelle minute dell’ultimo incontro del board.

WB ECONOMICS: GLOBAL PMI MANUFACTURING & SERVICES FONTE DATI MARKIT JP MORGAN

BREXIT – Ancora tensioni sul fronte Brexit. Il capo dei negoziatori britannici David Frost ha detto lunedì che non vi sono le basi al momento per riprendere i colloqui sulle nuove relazioni
commerciali con la Ue a meno che non ci sia un netto cambio di approccio da parte di Bruxelles. Nuova riunione oggi tra i rappresentanti della Commissione Ue e del Consiglio europeo sul
complicato divorzio di Londra dal blocco. Ieri la Gran Bretagna è ritornata sul tema dichiarando che la situazione dei negoziati commerciali con la Ue è immutata mentre Londra e Bruxelles
si esortano a vicenda a superare l’impasse ed evitare un divorzio senza accordo.

FOREX – Dollaro al minimo di un mese sulla scia dell’ottimismo degli investitori su un accordo per il pacchetto di aiuti Usa, mentre lo yuan tocca il massimo di 27 mesi. Attorno alle 7,30, il
cambio euro/dollaro vale 1,1843, in rialzo dello 0,19%, dopo aver chiuso a 1,1821. Alla stessa ora dollaro/yen a 105,31, in calo di 0,17% dopo una chiusura a 105,49 e il cross euro/yen
scambia in rialzo di 0,01% a 124,72 (chiusura a 124,71). Il rialzo dell’eur usd non modifica al momento la nostra view, oggi l’attenzione sarà concentrata sulla tenuta di area 1,1875.

GREGGIO – Prezzi in calo dopo l’inatteso aumento delle scorte Usa certificato dai dati Api. Attorno alle 7,30 i derivati sul Brent cedono 33 cent a 42,83 dollari il barile e quelli sul greggio Usa
ne perdono 27 a 41,43 dollari.

TREASURIES – Governativi Usa in calo negli scambi asiatici. Il decennale di riferimento cede 8/32 con un rendimento di 0,824%.

EQUITY – Nel nostro report settimanale WB PERSPECTIVES abbiamo segnalato per i principali mercati azionari globali una serie di livelli di allerta, sulla tenuta del mercato, da mettere a fuoco
prima e dopo le elezioni presidenziali USA: Notiamo un netto rialzo dei livelli di tensione con l’indice Vix che sta avvicinando nuovamente la nostra prima soglia di alert.

China’s export boom

Nel secondo trimestre del 2020 il volume del commercio globale è sceso del 18,5%, avvicinandosi per ampiezza al Great Trade Collapse del 2009.

Difronte ad un’economia mondiale in piena recessione, colpiscono i dati relativi alla Cina. Per il 5° mese di fila il volume di scambi da e per la Cina è salito ad una media del 5,6% anno su anno, con una crescita del 10,4% delle esportazioni e dell’1,4% delle importazioni.

A beneficiare di questo vero e proprio boom delle esportazioni sono stati  soprattutto i settori collegati alle forniture  di dispositivi sanitari, in particolare di protezione individuale, e di  prodotti per il lavoro da casa. I prodotti tessili, ad esempio, comprese le mascherine, hanno visto aumentare gli ordini, nei primi otto mesi del 2020, del 33,4%, su base annua.

 

China's export boom

 

Fattori decisivi

I fattori che hanno contribuito a questo incremento a due cifre sono molteplici.

Fondamentale è stata la presenza di aziende che già producevano il giusto mix di prodotti dell’era covid,  unita all’innata capacità e agilità delle aziende cinesi di trarre vantaggio dai cambiamenti nei modelli di consumo globale.

Determinante è stato l’allentamento delle restrizioni di blocco già ad aprile, quando il resto del mondo precipitava nel caos a causa della diffusione della pandemia.

Il conseguente calo delle esportazioni di alcuni mercati emergenti concorrenti come il Vietnam che, a causa delle misure di contenimento della pandemia,  ha avuto un incremento dell’export di solamente 1,6% nei primi 8 mesi dell’anno) ha fatto il resto.

Da ultimo, lo Stato ha sostenuto fortemente la produzione industriale.

Queste condizioni hanno favorito in maniera decisiva il boom delle esportazioni cinesi.

Bilancia commerciale

china's export boom

WB ECONOMICS: BILANCIA COMMERCIALE CINA

 

Sul fronte della bilancia commerciale, i dati evidenziano quanto appena illustrato.

In particolare, ad agosto la bilancia commerciale della Cina ha registrato un surplus commerciale di 59 miliardi di dollari.

Dopo anni di declino il peso cinese nel commercio globale è tornato a crescere nel 2020 ed è un trend è destinato a consolidarsi con la progressiva ripresa dell’economia.

Per rimanere aggiornato, continua a seguirci  https://www.wbadvisors.it/market-movers/