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MARKET OUTLOOK

NESSUNA GARANZIA

NESSUNA  GARANZIA

Siamo alle ultime battute del QE , presto mancherà l’acquirente di ultima istanza  che garantisce l’acquisto dei BTP qualora lo spread  rimanga in tensione. La BCE promette di rinnovare i titoli in scadenza  e mantenere i tassi fermi per almeno metà del 2019, sarà sufficiente?

In un tourbillon di polemiche, a cui si aggiungono quelle relative alle tragiche emergenze di cui la storia del nostro Paese è promoter, ci apprestiamo ad affrontare una complessa partita politica ancorché economica sul disegno per la Legge di Stabilità: il programma di bilancio.

Chiunque sa che la coperta da qualsiasi parte la si giri è stretta o corta a seconda delle prospettive.

Date le premesse vi sono alcuni punti fermi: a) l’Italia è in avanzo primario da 27 anni, l’attivo corrente si attesta al 2,8% in rapporto al PIL. Nonostante l’erosione del Prodotto Interno rimane la seconda piattaforma industriale/manifatturiera  dell’UE dopo la Germania.

Siamo nell’ordine il terzo contributore al bilancio dell’Unione.  I contrappesi sono dati dal rapporto debito su PIL  che in pochi anni è passato dal 100% al 132%.La finanza pubblica necessita di un funding pari a 400 miliardi ogni anno. Con il Qe azzerato ed attivo soltanto per il twist relativo alle scadenze, gli investitori si interrogano sulla capacità della Repubblica Italiana di onorare il debito in futuro.

In assenza di un prestatore di ultima istanza, la Banca Centrale, le risposte all’interrogativo non sono del tutto scontate. Le agenzie di rating ritornano a settembre ad aggiornare il loro giudizio sull’Italia. L’attuale livello di rating ci pone all’ultimo gradino nella scala dell’investment grade. Un downgrading implicherebbe una revisione da parte dei fondi d’investimento e comunque da parte degli investitori istituzionali delle loro detenzioni di BTP.

Il tema Italia non è il solo a movimentare i mercati.

Jackson Hole, il simposio organizzato dalla Federal Reserve a cui partecipano le banche centrali del mondo, costituisce un altro market mover di interesse. In questa edizione del 2018, il focus è dedicato agli effetti di catalizzazione dei big player del settore tecnologico negli equilibri della crescita globale. Le superstar, Fang e Microsoft,  rappresentano il 60% della crescita dei margini di profitto lordo negli ultimi 20 anni, a differenza degli esigui miglioramenti dei margini di profitto della gran parte delle compagnie. L’obbiettivo dei paper presentati è stato quello di comprendere se la loro potenziale monopolizzazione del mercato possa aver determinato impatti deflattivi con conseguenze negative per il lavoro ed il consumo.

Ma oltre i temi di copertina l’attenzione converge verso una conferma o meno della linea restrittiva programmata dalla stessa Fed.  Il rialzo dei tassi ed il conseguente rafforzamento del dollaro hanno messo in difficoltà i mercati emergenti sia sul lato dei bond che di quello equity.

Per meglio comprendere la linea di policy monetaria della Fed, si guarda con attenzione anche ai dati PMI relativi alle aspettative di crescita delle aziende nelle varie aree geografiche. Negli ultimi mesi è emersa una netta dicotomia tra la crescita Usa rispetto a quella delle regioni emergenti e dell’Eurozona. La crescita non risulta più armonizzata e le asimmetrie che si sono configurate hanno spinto gli investitori a prendere scommesse sempre più polarizzate sul mercato USA. Lo dimostra l’andamento dei principali indici azionari nella fase centrale di quest’anno, ovvero dopo la correzione sincronizzata di febbraio.

Le curve che hanno retto la domanda rimangono circoscritte al dollaro ed al mercato azionario USA.

La divergenza delle traiettorie di rendimento sta spingendo molti analisti ad interrogarsi sulla sostenibilità e quindi sulla durata residua della crescita americana.

In sintesi i temi di maggior rilievo mirano a comprendere se le criticità dell’Italia possano costituire una minaccia per i mercati, se la Fed continuerà, nonostante i richiami di Donald Trump, ad alzare il livello dei tassi con le conseguenti collisioni verso i mercati emergenti, il dollaro e quindi oro e materie prime.

Affrontiamo questi temi segnalando che a tutt’oggi non è ancora chiaro quale sia l’esito delle trattative su Brexit: il divorzio dell’Inghilterra dall’UE sarà di tipo hard o soft?.

Stravolgendo l’ordine dei quesiti partiamo mettendo a fuoco la curva americana dei tassi  guardando all’andamento del tratto lungo, il 10 anni US. Benché la curva sia ancora piatta, esiste sul mercato una forte componente speculativa di short aperti sul Treasury. Ciò significa che il mercato continua a scontare una visione ancora restrittiva da parte della Fed. Lo scorso autunno abbiamo messo a fuoco un range di oscillazione in una forchetta compresa tra 3,05 e 2,80/75%. E’ dagli inizi dell’anno che il 10 anni oscilla all’interno di questa fascia. Abbiamo fissato un warning sotto la base del range chiamando, nel caso in cui fosse stato violato, una correzione dei mercati azionari Usa. Il limite superiore, 3,05/10%, corrisponde ad una barriera il cui break up  potrebbe generare conseguenze ancor oggi non del tutto scontate. In altri termini l’equilibrio garantito dalla permanenza dei rendimenti all’interno della gamma individuata, ha finora costituito una garanzia di buon funzionamento per l’equity. Così è stato. Ma gli equilibri nei mercati hanno una declinazione temporanea.

Ripartendo da queste basi,  si attendono le indicazioni della Fed  per una verifica delle prospettive su tassi e sulla riduzione del proprio bilancio. La normalizzazione della politica monetaria passa attraverso la progressiva riduzione dei bond in portafoglio. Ciò implica un effetto sulla liquidità (dollari) e sui rendimenti.

Il mercato è sempre più convinto che l’azione possa impegnare una finestra temporale che non vada oltre la fine del 2019. La determinazione del Board potrebbe  rispondere all’esigenza di riequilibrare tassi e bilancio in tempo utile per poter affrontare al meglio il prossimo declino del ciclo economico. Ciò significa che in una futura contingenza negativa la Riserva Federale potrebbe ricorrere nuovamente all’utilizzo del QE o strategie simili, oltre che alla classica riduzione dei tassi d’interesse.

Sulla base delle recenti indicazioni  macro fornite dal FOMC (Federal Open Market Committee) ed al contestuale livello dell’inflazione, 2,4%, ben al di sopra del target 2%, si stimano altri due rialzi dei Fed Funds in questo 2018, altrettanti se non tre nel 2019.

L’azione, rialzo tassi e riduzione bilancio, se confermata, produrrebbe un ulteriore assorbimento di liquidità in dollari con effetti restrittivi sulla curva dei rendimenti.  Salvo quindi uno shock inatteso, il 10 anni US dovrebbe consolidare una base sopra 2,80/70.  Il contenimento di eventuali effetti causati da uno short squeeze sui bond future relativi, potrebbe respingere nuovamente i rendimenti verso la parte alta della gamma stimata ed in virtù di equilibri instabili produrre un break up.

Le attese sulla crescita elaborate dal modello GDPNOW della Fed di Atlanta continuano a stimare

una crescita su base annua al 4,3%, ben al di sopra del consensus tuttora ancorato ad un 3% per il trimestre in corso.

Con l’inflazione al 2,4%, la crescita oltre il 4% ed un tasso di disoccupazione ai minimi storici, 3,9%, Doanld Trump si presenta alla elezioni di midterm  cercando conferma e sostegno alla propria presidenza. La conferma di questo scenario implica una rifrazione ancora negativa verso i Bond Emergenti ed in assenza di un supporto diretto delle commodity e della Cina, anche del relativo mercato azionario.

Le tensioni emerse durante l’estate potrebbero alimentare nuove aggressioni verso la Turchia e verso la Russia  ed il Brasile. La moneta brasiliana risulta anch’essa sotto pressione ed il mercato azionario sottoposto ad elevata volatilità. Si temono quindi contagi da queste aree verso regioni che presentano elementi di criticità. In altri termini l’orientamento verso la qualità spinge gli investitori a cercare rifugio su attivi meno remunerativi liquidando posizioni su quelli che presentano rapporti di rischio rendimento più attraenti in condizioni di mercati stabili.

L’Italia costituisce un anello debole in tal senso. Per cui instabilità prodotte su aree diverse, rischiano di alimentare deflussi dal nostro mercato a causa di trasmissioni di contagio che avvengono attraverso i canali bancari. E’ il caso della Turchia per esempio.

Di questa fotografia, articolata e complessa nelle diverse prospettive, rimane il senso di precarietà su cui si avverte,  quasi tangibile, l’esigenza di una correzione che possa riportare in equilibrio gli  eccessi  per ristabilire rinnovate condizioni di opportunità.

Molti sono gli strategist che da tempo richiamano l’attenzione sui rischi  quiescenti presenti sui mercati. Essi sono dissimulati dalla tenuta degli indici americani in gran parte sostenuti da azioni di buyback straordinarie di cui abbiamo già scritto in passato.  La tenuta dell’S&P 500 piuttosto che del Nasdaq , trattiene altri mercati dal riposizionare il loro ciclo in una fase riflessiva, fatta eccezione per gli emergenti. L’Euro mercato equity sembra in bilico tra una manovra distributiva rispetto al tentativo di accumulazione di forze che siano in grado di spingere i valori oltre ostacoli tecnici significativi. Anche su questo fronte troviamo l’eccezione di Borsa Italiana che non riesce a consolidare  stabilmente le proprie negoziazioni sopra 20800/21000.

L’andamento dell’indice MSCI EMU appare eloquente. I valori dopo aver fissato un picco a gennaio  sulla linea di transizione, lungo la quale sono ordinati in sequenza i massimi del 2000 e del 2007,  hanno aperto una fase di ripetuti test tecnici alla ricerca di una direzionalità che a tutt’oggi non emerge se non in modo alternato nella computazione degli algoritmi.

Partecipare a questi mercati implica un elevato grado di accettazione di margini di volatilità associati a livelli di protezione strutturalmente posizionabili sotto i minimi di febbraio marzo (mercati maturi/economie avanzate). Tali livelli sono indicati per ogni singolo  strumento coperto dalla nostra ricerca riservata (condizione Knock_Out).

Il mercato valutario risulta invece molto più movimentato: il dollaro continua a concentrare interessi di varia natura. Politica, ovvero come strumento di risposta alla guerra tariffaria attraverso svalutazioni competitive che passano attraverso alla rivalutazione della moneta americana. Finanziaria: l’elevato livello dei tassi attrae flussi in cerca di allocazioni appetibili.
Normalizzazione bilancio Fed: come già scritto la riduzione degli attivi della Riserva Federale crea condizioni restrittive sulla liquidità in circolazione. Funding Emerging Market:  buona parte delle emissioni sono denominate in dollari il cui apprezzamento risulta causa di instabilità.

Nel mese di agosto l’eur usd ha violato la soglia 1,15 accelerando in negativo. Il differenziale dei rendimenti sul tratto breve della curva risulta ai massimi storici. Il 2 Y US rende 2,60% contro il        -0,65% sull’analoga carta tedesca. In queste ore il mercato sta verificando il grado di attendibilità della violazione dell’area indicata con un collaudo  tecnico della quota violata. Il presidente Trump, in modo inusuale, ammonisce la Fed  per la forza della dollaro. Lo smart money  segue queste vicende alternando nella malleabilità della domanda e dell’offerta di breve swing su cui  le mani forti non prendono posizioni 1,15/1,17).

La conferma della violazione di 1,15 riscontrabile con ritorni delle negoziazioni nuovamente sotto 1,1490 eur usd, proietterà nuovamente i valori verso i minimi recenti 1,13 dove  convergono i massimi che delimitavano il range su cui si sono formati i minimi vicino alla parità. Avvicinata agli inizi del 2017.

L’innalzamento delle tariffe doganali sul settore automotive sull’import USA, potrebbe spingere ulteriormente al ribasso il rapporto di cambio.

In Europa il comparto risulta inserito in una tendenza riflessiva quasi scontasse la decisione  americana.

Sulla debolezza dell’euro contrapposta alle tariffe si giocano le relazioni politiche tra USA ed UEM e si dipanano le alleanze ed  i conflitti diplomatici tra i primi ed i vari  governi appartenenti ai secondi.

Per l’Italia un euro debole contribuisce  a costruire una manovra di bilancio che possa sostenere gli obbiettivi del Governo, 2% di crescita  netta.

Secondo il ministro Paolo Savona, -con l’1,5% di crescita dell’inflazione, la crescita nominale del Pil sarebbe del 3,5% e consentirebbe di rispettare dinamicamente sia il parametro concordato del disavanzo di bilancio pubblico, sia una riduzione del rapporto debito pubblico/Pil. Il mercato e le società di rating aspettano di sapere che cosa accadrà su queste due variabili e hanno la capacità di valutare adeguatamente calcoli come quelli qui proposti.-

Nella contribuzione alla crescita rientrerebbero anche , secondo il disegno governativo, gli investimenti in  infrastrutture ed opere pubbliche.

Nel nostro rapporto di luglio ed ancor prima in quello di giugno abbiamo messo in evidenza  il vincolo di rispetto da parte dello spread di un limite possibilmente invalicabile in area dei 300 bp. (res primaria)) al fine di mantenere sotto controllo la dinamica del rischio paese. Le contaminazioni derivanti dalla trasmissione dell’esposizione sul debito della Turchia ha messo sotto pressione durante il mese di agosto il livello.  Riteniamo che vi siano i margini per un rientro del differenziale anche se l’area 215/210 continuerà a rappresentare un limite alla convergenza.

In ogni caso i timori apertamente denunciati su potenziali aggressioni all’Italia rimangono indicizzati al trigger point di area 325 dello spread BTP-Bund

MARKET MOVER 3 AGOSTO 2018

MARKET MOVER 3 AGOSTO 2018

 

Il rischio paese, ITALIA, ritorna ad occupare le prime pagine dei principali media. Il rialzo dello spread confeziona uno swing  che prelude ad altri possibili rialzi nelle prossime giornate.  Facciamo notare che il movimento prende forma immediatamente dopo il vertice USA Italia ed i relativi accordi in campo energetico.

i mercati ritornano quindi ad aggredire il nostro debito pubblico mettendo sotto pressione anche il comparto bancario e di conseguenza l’indice FTSE MIB.

Nel rapporto mensile di agosto, che pubblicheremo agli inizi della prossima settimana, ci occupiamo del tema con l’elaborazione di uno studio sullo scenario di lungo relativo ai rendimenti del BTP. Sarà l’occasione per approfondire l’intera dinamica dei tassi a livello globale. Vale la pena anticipare che non solo il 10 anni Italia si sta muovendo al rialzo, anche i più significativi benchmark di mercato stanno muovendo al rialzo. In tal senso raccomandiamo di fare attenzione all’area 3-3.10% del 10 y US e del 0.50% del 10 y DE.

Sull’Italia incombe il ritorno di mani negative che colgono anche la perdita di momentum della crescita del Pil per riportare  lo spread sopra  220 con spinte ieri oltre quota 240. Se si consolidano valori oltre tale soglia si rafforza il rischio di assistere ad un’accelerazione oltre i recenti massimi fissati a 280 pb.  La Borsa è ritornata a perdere momentum in modo significativo. Tra tutti i principali indici G7 è l’unico che rischia di violare al ribasso i minimi dell’anno.

Sul rapporto mensile ritorniamo a parlare ed analizzare le reazioni dei mercati alla disputa commerciale tra Cina ed USA. Il rame che in questa fase funziona da proxy allo scenario complessivo continua ad indebolire la propria struttura dei prezzi spingendo gli scambi all’interno di una tendenza negativa, a conferma della view elaborata nei precedenti rapporti. Ciò depone a sfavore dei segnali di crescita anche se per il momento, fatta eccezione per gli indici dell’area degli emergenti,  i mercati più significativi rimangono al riparo da tensioni eccessive al netto di una perdita di momentum che segnaliamo per il mese di agosto.  In tal senso anticipiamo l’aggiornamento sulla finestra di criticità che avevamo aperto sul mercato azionario USA, mettendo in evidenza un periodo che dalla metà di luglio sino ad inizio novembre avrebbe esposto   gli stessi ad un aumento della volatilità. Il nostro modello ha postergato tale periodo a partire da novembre sino agli inizi di marzo 2019.

Ieri abbiamo dato notizia del rialzo dei tassi inglesi e di quello atteso per settembre negli USA. L’eur usd ha violato l’area 1.16 e dopo aver testato la base del range fissato da tempo, 1.1575 sta tentando di costruire una reazione. Riteniamo che l’area 1.1645 (la mediana del range) ritorni a proporsi come primo livello di resistenza in un contesto in cui aumenta la probabilità di un break out dei sostegni tecnici ed il ritorno sul mercato di mani più forti.

La sterlina ha reagito in modo alterno alla decisione sui tassi: le parole del governatore Carney su uno scenario ancora accomodante hanno tolto forza al pound. Contro dollaro ha fallito il tentativo di mettere sotto pressione quota 1,32 (attivato alla notizia del rialzo di 25 punti base) andando a schiantarsi a 1,30 dopo le parole accomodanti del Governatore. Contro euro, grazie comunque alla forza del dollaro, il cambio si è posizionato a ridosso dei massimi mantenendosi comunque sopra la soglia indicata a .8860/35.

Rimane ancora in tensione invece il rapporto usd cny: il rilancio sulle tariffe da parte degli USA trova in un  proseguo della svalutazione competitiva del cambio la risposta cinese. Siamo sempre nei limiti delle soglie che avevamo individuato 6.85; tuttavia il rischio di un incremento delle tensioni non ci lascia ancora tranquilli sulla tenuta del tetto fissato.

WB RISK MANAGEMENT: EUR USD
WB RISK MANAGEMENT: EUR USD

 

WB RISK MANAGEMENT: EUR  GBP
WB RISK MANAGEMENT: EUR GBP

 

 

MARKET MOVER le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio
MARKET MOVER
le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

 

PRODUZIONE INDUSTRIA ITALIA – Dopo il rimbalzo messo a segno a maggio si attende un rialzo dello 0,4% congiunturale per la produzione industriale di giugno. Su base tendenziale le stime sono di un rialzo dell’1,5%. In maggio la risalita era stata dello 0,7% mensile e del 2,1% annuo, dopo la battuta di arresto di aprile. Il trend di fondo per gli analisti resta di affievolimento della crescita, per via del rallentamento della domanda mondiale cui contribuisce la disputa commerciale scatenata dai dazi Usa. Tuttavia il Centro studi Confindustria stima un incremento dell’attività sia in giugno (anche secondo Confindustria +0,4%) sia in luglio (+0,3%) “grazie principalmente al sostegno della domanda interna e a fronte di una domanda estera giudicata in ulteriore peggioramento”. La produzione industriale dovrebbe iniziare dunque positivamente il terzo trimestre 2018, dopo una sostanziale stagnazione nel secondo.

 

PMI SERVIZI – Dopo quelle sul comparto manifatturiero, arrivano i numeri delle indagini congiunturali sull’andamento in luglio del terziario nelle principali economie dell’area euro, Italia compresa. Per quest’ultima le attese indicano un indice in calo a 53,6 dal precedente 54,3, che rappresentava il massimo da quattro mesi. Per la zona euro nel suo complesso, si parte dal preliminare di 54,4, in calo rispetto al 55,2 di giugno. Insieme ai Pmi servizi arrivano anche gli indici compositi.

 

BTP – Seduta difficile l’ultima per i Btp e per i mercati periferici in generale, indeboliti dall’avversione al rischio determinata dall’inasprirsi dei toni fra Usa e Cina. La scarsità dei volumi ha inoltre reso particolarmente ampi i movimenti di tassi e spread, mentre sullo sfondo rimangono i timori per le prossime mosse economiche del governo Lega-M5s, che confermano la sostanziale fragilità del mercato italiano. Il differenziale di rendimento con la Germania sul tratto a 10 anni si è spinto fino a 252 punti base, ai massimi dallo scorso 28 giugno, dai 231 della precedente chiusura, mentre il rendimento del decennale è arrivato a 2,97%, ovvero ai livelli più elevati da metà giugno. Stamane i Btp ripartiranno da un tasso del 2,92% e da uno spread su Bund di 246 pb.

 

POLITICA ITALIA – Si terrà oggi, salvo ulteriori ritardi, il primo incontro al governo sulla manovra d’autunno, secondo quanto scrivono stamane i quotidiani. Al tavolo siederanno Conte, Tria, Savona, Di Maio e Salvini. La riunione, inizialmente prevista per ieri, è slittata a causa della discussione alla Camera sul decreto Dignità, poi approvato in serata, che ha tenuto impegnato Di Maio. Il decreto intanto passa al Senato e dovrebbe ottenere il via libera definitivo entro la prossima settimana.

 

OCCUPAZIONE USA – Sono attesi 190.000 nuovi posti di lavoro non agricoli negli Usa in luglio, un numero ancora consistente anche se leggermente inferiore ai 213.000 registrati il mese precedente. Il tasso di disoccupazione è stimato in calo al 3,9% dal 4% e come sempre grande attenzione verrà dedicata all’andamento dei salari, per quanto la Fed appaia ormai saldamente determinata al percorso di progressivo rialzo dei tassi di interesse. I dati odierni sui ‘payroll’ sono stati anticipati mercoledì dal rapporto Adp sull’occupazione nel settore privato, che ha indicato 219.000 nuovi posti in luglio, più delle attese, dopo i 177.000 del mese precedente.

 

RATING SOVRANI – Tra i pronunciamenti sui rating sovrani in calendario per questa sera a mercati chiusi c’è quello di Fitch sulla Germania. Attualmente la valutazione sulla prima economia europea è ‘AAA’, con outlook stabile.

 

BANCA DEL GIAPPONE – I membri del board della banca centrale sono in disaccordo su come affrontare la situazione di debole inflazione e crescenti costi della politica monetaria ultra espansiva. È quanto emerge dalla minute del meeting di giugno della banca centrale, appena pubblicate. I verbali mostrano infatti come alcuni membri abbiano spinto per rendere la politica monetaria più sostenibile, anticipando le decisioni prese nell’ultimo meeting, tenutosi questa settimana, che ha portato alcune modifiche al programma di acquisto asset e introdotto la possibilità di maggiori rialzi dei rendimenti di mercato.

 

PMI SERVIZI GIAPPONE – Rallenta lievemente in luglio il settore servizi giapponese, a fronte di una minore crescita dei nuovi ordini, segnalando una possibile perdita di brillantezza dell’economia all’avvio del terzo trimestre. L’indice Pmi servizi, elaborato da Markit/Nikkei, è sceso a 51,3 punti dai 51,4 di giugno; si tratta comunque della ventiduesima rilevazione consecutiva sopra la soglia dei 50 punti, che separa i valori di crescita quelli di contrazione. Il Pmi composito scende a sua volta a 51,8 da 52,1.

 

PMI SERVIZI CINA – Rallenta anche il settore servizi cinese in luglio, pur confermandosi saldamente in area di crescita. L’indice Pmi Caixin è sceso a 52,8, minimo da marzo, da 53,9 di giugno, livello più alto da febbraio. Particolarmente marcato è stato il rallentamento dei nuovi ordini, il cui sottoindice ha segnato la crescita più debole da dicembre 2015; inoltre l’outlook per il futuro non appariva così debole da novembre del 2015, a causa anche dell’impatto delle tensioni commerciali con gli Usa.

 

GREGGIO – Quotazioni petrolifere poco variate questa mattina. Gli spazi per nuovi rialzi sembrano in questo momento limitati dalla prospettiva via via più concreta di un incremento dell’offerta globale, segnalata dai recenti aumenti produttivi sia della Russia sia dell’Arabia Saudita. Alle 7,30 italiane il futures Brent scambia a 73,39 dollari il barile (-0,06), il Nymex a 69,01 dollari (+0,05).

 

FOREX – Il dollaro resta su posizioni di forza, ai massimi da due settimane sul paniere delle principali divise internazionali e da oltre 14 mesi sullo yuan, in un mercato che resta concertato sui timori di un’escalation della guerra commerciale tra Usa e Cina. Il cambio euro/dollaro tratta a 1,1593/94 da 1,1582 dell’ultima chiusura, vicino al minimo da due settimane visto ieri a 1,1580. Dollaro/yen a 111,68/69 da 111,65. Euro/yen a 129,48/49 da 129,33.

 

TREASURIES – Governativi Usa di fatto piatti nelle contrattazioni della mattinata, in attesa dei dati del pomeriggio sul mercato del lavoro dopo il lieve rialzo di ieri che ha riportato il rendimenti sulla scadenza 10 anni appena sotto quota 3%. Il benchmark decennale cede 1/32, rendimento a 2,988%.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Markit/Adaci, Pmi servizi luglio (9,45) – attesa 53,6.

Istat, produzione industriale giugno (10,00) – attesa 0,4% m/m; 1,5% a/a.

Istat, commercio al dettaglio giugno (11,00).

Istat, nota mensile sull’andamento dell’economia italiana luglio (12,00).

 

FRANCIA

Markit, Pmi servizi finale luglio (9,50) – attesa 55,3.

Markit, Pmi composito finale luglio (9,50) – attesa 54,5.

 

GERMANIA

Markit, Pmi servizi finale luglio (9,55) – attesa 54,4.

Markit, Pmi composito finale luglio (9,55) – attesa 55,2.

 

GRAN BRETAGNA

Markit/Cips, Pmi servizi luglio (10,30) – attesa .

 

SPAGNA

Pmi servizi luglio (9,15) – attesa 54,4.

 

ZONA EURO

Markit, Pmi servizi finale luglio (10,00) – attesa 54,4.

Markit, Pmi composito finale luglio (10,00) – attesa 54,3.

Vendite al dettaglio giugno (11,00) – attesa 0,4% m/m; 1,4% a/a.

 

USA

Occupati non agricoli luglio (14,30) – attesa 190.000.

Tasso disoccupazione luglio (14,30) – attesa 3,9%.

Media guadagni luglio (14,30) – attesa 0,3% m/m; 2,7% a/a.

Media ore lavorate luglio (14,30) – attesa 34,5 ore.

Bilancia commerciale giugno (14,30).

Markit, Pmi servizi finale luglio (15,45).

Markit, Pmi composito finale luglio (15,45).

Ism, Pmi non manifatturiero luglio (16,00) – attesa 58,6.

 

APPUNTAMENTI

EUROPA

Bormes-Les-Mimosas, Macron riceve May.

Efsf, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.

Esm, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.

Finlandia, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

Germania, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

Lettonia, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.

Malta, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

Repubblica Ceca, Fitch si pronuncia su rating sovrano.



							
JEROME POWELL FEDERAL RESERVE

FEDERAL RESERVE GDP 3° Q 5%

FEDERAL RESERVE GDP 3° Q 5%

Questa mattina ho commentato su LE FONTI TV   le decisioni della Fed e le ripercussioni sui mercati del nuovo confronto USA Cina sulle tariffe.
Di seguito riporto i punti su cui ho concentrato l’intervista. La prossima settimana sarò ospite della Redazione Giornalistica di RAI 1 alle 17,45 (da lun  a ven) per commentare le chiusre europee e le notizie più significative.

I responsabili della Fed hanno discusso l’appiattimento della curva dei rendimenti

** La maggior parte dei responsabili delle politiche della Fed ha dichiarato che i rischi della politica commerciale si sono intensificati

** Per un numero non ancora maggioritario dei membri del Board del FOMC  potrebbe essere appropriato modificare parte della dichiarazione di policy che fa riferimento alla politica accomodante.

** Molti responsabili delle politiche hanno affermato che graduali aumenti potrebbero portare ad un tasso di fondi al di sopra del livello neutrale  il prossimo anno.

Il FOMC ha lasciato invariati i tassi … Tuttavia, la dichiarazione ottimista rilasciata a margine del comitato è coerente con un rialzo a settembre, considerati i solidi dati sulla crescita degli Stati Uniti e condizioni finanziarie stabili a fronte dell’incremento dell’incertezza commerciale.
Mentre le preoccupazioni tariffarie sembrano essere in aumento tra i funzionari della Fed, la maggior parte sembra credere che queste preoccupazioni non abbiano ancora influenzato la crescita o abbiano modificato materialmente le prospettive economiche.
Il mercato sconta una probabilità sopra il 90% che a settembre vi sia un rialzo di 25 bped un successivo a dicembre.

Al momento rimangono attive, secondo l’analisi delle dichiarazioni rilasciate dai membri del FOMC, per il 2019 attese per ulteriori tre rialzi dei tassi d’interesse.

Il GDPNOW, modello di stima definito sulla base di un algoritmo dinamico dalla FED di Atlanta, mette in evidenza una proiezione di crescita per il trimestre in corso prossima al 5%. Il consensus degli economisti stima in vece una crescita poco superiore al 3%.

Tale visione giustifica le aspettative ottimistiche del Board sul futuro prossimo dell’economia USA.

 

 

Il mercato dei cambi ha reagito con un marginale apprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro. I valori si sono posizionati in direzione della parte bassa del range che abbiamo stimato per il periodo: 1.1750-1.1575.  Flessioni sotto 1.16 potrebbero anticipare cadute più significative verso i minimi degli ultimi mesi, area 1.15 dove abbiamo fissato il trigger point di break out per la ripresa del movimento riflessivo dell’eur usd.

 

WB RISK MANAGEMENT: EUR USD
WB RISK MANAGEMENT: EUR USD

Oggi attendiamo l’esito del meeting della Bank of England. Stimiamo un rialzo dei tassi nell’ordine di 25 bp. L’eur gbp tenderà a scivolare nuovamente verso l’area .8830/88. Tuttavia il valore su cui concentrare in modo più significativo l’attenzione riguarda il cambio del cable gbp usd. La sterlina ha assolutamente bisogno di guadagnare terreno oltre quota 1.32 per stabilire un nuovo rapporto di forza con il dollaro e conseguentemente con le altre monete.

Di seguito riportiamo i Market Mover elaborati dall’agenzia Reuters.

 

WB FX RISKOO

 

MARKET MOVER le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio
MARKET MOVER
le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio
TASSI FED – In perfetta armonia con le attese di mercato e operatori, Federal Reserve ha confermato ieri sera i tassi di riferimento Usa sull’attuale obiettivo di 1,75/2%. Il comunicato che accompagna la decisione di politica monetaria parla di un’inflazione intorno all’obiettivo di 2%, di un mercato del lavoro in buone condizioni di salute e di una “solida” crescita economica. Si conferma dunque la prospettiva di una nuova stretta da un quarto di punto — la terza quest’anno — in occasione del Fomc di settembre, seguita poi da un quarto rialzo dei tassi entro fine 2018. Secondo il termometro FedWatch, la chance di un rialzo dei tassi in settembre è data al 91%, quella di dicembre al 72%.

 

BANCA D’INGHILTERRA – Atteso invece un rialzo dei tassi da parte di Banca d’Inghilterra, che conclude oggi la riunione di politica monetaria. L’ultimo sondaggio Reuters, condotto a luglio, indica un incremento di 25 punti base a 0,75%, sullo sfondo di un mercato marginalmente più fiducioso che Londra riesca a raggiungere un accordo di libero scambio con l’Ue. Altri interventi sui tassi sono previsti dopo il completamento della Brexit, ovvero non prima del 2020. Al momento solo una minoranza degli economisti ipotizza un periodo di recessione nei prossimi anni, ma da inizio 2018 l’economia ha registrato un rapido rallentamento. D’altra parte l’inflazione è stimata sia quest’anno sia il prossimo sopra l’obiettivo del 2% della banca centrale.

 

MERCATO PRIMARIO – Arriva a quasi 12 miliardi di euro complessivi l’offerta a medio lungo sul mercato primario della zona euro. La Francia propone fino a 6,5 miliardi di Oat sulle scadenze aprile 2029, maggio 2031 e maggio 2036; la Spagna mette sul piatto fino a 4,5 miliardi di titoli nominali a 3, 5 e 10 anni più l’indicizzato lungo novembre 2030 per una cifra fino a 750 milioni.

 

BTP – Si riparte stamane da un tasso decennale di 2,80% e da uno spread di 231 punti base dopo la chiusura negativa di ieri. In un mercato dagli scambi leggeri si è fatto sentire il fattore offerta (le aste francesi e spagnole sono state anticipate ieri dal collocamento di 2,373 miliardi di Bund decennali), anche se la contemporanea flessione della carta tedesca ha impedito l’allargamento dell’Italia. Il mercato ha chiuso sui minimi intraday ma lo spread Btp/Bund si è mantenuto pressoché stabile durante il pomeriggio, in area 230 pb.

 

FOREX – Dollaro sulle posizioni dopo la scontata decisione Federal Reserve di non intervenire sui tassi, che verranno molto probabilmente corretti al rialzo con il Fomc di settembre. La risalita dei rendimenti sulla curva dei governativi giapponesi, in particolare sul tratto decennale, aiuta lo yen ad allontanarsi dai minimi sul biglietto verde. Più debole la sterlina, su cui prevalgono leggere prese di beneficio a non molte ore dal verdetto sui tassi da parte di Bank of England. Intorno alle 7,30 euro/dollaro 1,1646/52 da 1,1658 della chiusura Usa di ieri sera, dollaro/yen 111,57/60 da 111,71 ed euro/yen 130,00/03 da 130,25.

 

GREGGIO – Derivati sul greggio in fase di consolidamento sul finale degli scambi asiatici, con quotazioni in rialzo di circa mezzo punto percentuale dopo la marcata correzione delle ultime due sedute. Alle 7,30 il futures Brent guadagna 40 cent a 72,79 dollari il barile, il Nymex 30 centesimi a 67,96 dollari.

 

TREASURIES – Prezzi in modesto rialzo sul secondario Usa, con il tasso del decennale che gravita stabilmente in area 3%, sui record da metà giugno. Il benchmark maggio 2028 guadagna 4/32 al rendimento di 2,988%.

 

DATI MACROECONOMICI

ZONA EURO

Prezzi produzione giugno (11,00) – attesa 0,3% mese, 3,5% anno.

 

USA

Nuove richieste sussidi disoccupazione (14,30) – attesa 220.000.

Indice Ism New York luglio (15,45).

Revisione beni durevoli, ordini industria giugno (16,00) – attesa 0,7% mese per ordini industria.

 

TITOLI DI STATO

EUROPA

Francia, Tesoro offre 5,5-6,5 miliardi euro Oat 25/4/2029 cedola 5,50%, 25/5/2031 1,50% e 25/5/2036 1,25%.

Spagna, Tesoro offre 3,5-4,5 miliardi titoli Stato 31/1/2021 0,05%, 30/7/2023 0,35% e 30/7/2028 1,40%; 250-750 milioni indicizzati inflazione zona euro 30/11/2030.

 

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Gran Bretagna, Banca d’Inghilterra annuncia decisione tassi e pubblica verbali riunione, rapporto su inflazione (13,00).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, atteso via libera decreto Dignità alla Camera, passa in Senato.

Roma, a Commissione Trasporti della Camera audizione Toninelli sulle linee programmatiche del dicastero (14,00).

Roma, a commissioni Industria e Ambiente del Senato audizione informale Commissionari straordinari Ilva (20,00).

Roma, Cda 1° semestre Cdp.

G20 BUENOS AIRES

MARKET MOVER 23 LUGLIO 2018

MARKET MOVER 23 LUGLIO 2018

Nel comunicato finale il G20 ha rilevato che l’economia globale è in crescita, la disoccupazione ai minimi nell’ultimo decennio, ma ha avvertito che la crescita sta diventando meno sincronizzata tra le principali economie ed i rischi al ribasso nel breve e medio termine sono accresciuti. Questi includono l’aumento delle vulnerabilità finanziarie, l‘estesa tensione commerciale e geopolitica, squilibri globali, disuguaglianza e crescita strutturalmente debole, in particolare in alcune economie avanzate.

Approfondisci

MARKET MOVER 20 LUGLIO 2018

MARKET MOVER 20 LUGLIO 2018

Nella giornata di ieri l’eur usd ha avviato un primo break out di  1.1650/30 fissando un minimo a 1,1575. Come avevamo anticipato nei giorni scorsi il livello ha un valore tecnico significativo. La violazione del range con chiusure settimanali, ovvero quello di oggi,  inferiori può considerarsi propedeutico alla successiva violazione di 1.15. Come riporta l’agenzia Reuters, con puntuale coincidenza D. Trump interviene per esprimere il suo pensiero sull’azione della Fed ed i conseguenti riflessi sul comportamento del dollaro. Non piace al Presidente una moneta forte. Penalizza le aziende USA.  Ma il vero monito di Trump ha come obbiettivo lo yuan renminbi. La divisa cinese rimane ancora oggetto di una svalutazione pilotata dalla PBoC. Come ho dichiarato in un’intervista a TV Le Fonti ieri mattina, la Cina ha deciso di rispondere alle misure tariffarie imposte dall’Amministrazione USA con una svalutazione della propria moneta verso il dollaro. Risultato: mentre i dazi colpiscono linearmente i settori oggetto di revisione, la svalutazione compensa orizzontalmente le misure imposte. In altri termini la svalutazione rende più competitiva l’intera offerta cinese.

Ieri il cambio usd cny ha superato quota 6.75 fissando un nuovo massimo di periodo.  Nel caso in cui quota 6.80 non dovesse contenere ulteriori spinte la proiezione tecnica spingerebbe il rapporto verso area 7/7.10.  Nel contempo la Cina sta operando forti immissioni di liquidità, in modi diversi, nel sistema finanziario. Contro l’euro lo yuan ha violato in virtù della svalutazione diretta sul dollaro quota 7.85 fissando un massimo a 7.90. In un’ipotesa meno allarmistica, potremmo sostenere che al rialzo dell’euro faccia seguito una fase di consolidamento laterale prima di mettere in evidenza ulteriori manovre. Stiamo monitorando il mercato  ma nel caso in cui il cambio non dovesse rientrare sotto 7.80 eur cny dovremmo considerare il rischio di un ulteriore rialzo dei corsi verso quota 8.20/8.30.

Ritornando al rapporto eur usd continueremo ad osservare il range 1.1750/ 1.1635 – 1.1635/1.1575 considerando la centralità di quota 1.1635 in termini di equilibrio negli scambi di questi giorni. La permanenza delle negoziazioni all’interno della fascia 1.1750-1.1.575 continua comunque  a mantenere il bias operativo sempre orientato alla violazione dei minimi.

I mercati azionari hanno risentito delle turbolenze trasmesse dal mercato forex. La carenza di dollari drenati dall’azione della Fed sta producendo tensioni sull’ abnorme stock di debito accumulato da emittenti corporate presenti soprattutto nelle aree emergenti.  I ribassi frazionali di questi giorni non attirano l’attenzione dei media. Tuttavia come già scritto nelle aree emergenti, a partire dal mercato cinese, ci sono segnali di tensione sui relativi indici azionari  (vedi WB PERSPECTIVES di luglio).

In Italia la discesa dei rendimenti sul BTP nonostante si riporti voci di tensioni all’interno del Governo verso il ministro Tria, non dovrebbe arrestarsi. Lo spread ieri ha chiuso a 216; la tenuta delle eventuali spinte sotto 220 mantiene aperta la finestra riflessiva orientata a spingere i valori sul differenziale IT DE 10 Y verso i target indicati nell’Outlook mensile.

Buona giornata.

WB

WB RISK MANAGEMENT: USD CNY SVALUTAZIONE YUAN RENMINBI VS US DOLLAR
WB RISK MANAGEMENT: USD CNY SVALUTAZIONE YUAN RENMINBI VS US DOLLAR

WB RISK MANAGEMENT: EUR CNY EFFETTI SVALUTAZIONE YUAN RENMINBI VS EURO

WB RISK MANAGEMENT: EUR CNY EFFETTI SVALUTAZIONE YUAN RENMINBI VS EURO

WB RISK MANAGEMENT: EUR USD SHORT TERM TREND
WB RISK MANAGEMENT: EUR USD SHORT TERM TREND

WB FX RISKOO

 

 

MARKET MOVER le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio
MARKET MOVER
le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

FOREX – Dollaro sulla difensiva dopo i commenti di Trump sull’eccessiva forza della valuta. L’euro/dollaro tratta a 1,1666/69 da 1,1641 dell’ultima chiusura, dopo una discesa del cambio ieri al minimo da quasi tre settimane a 1,5750. Dollaro/yen a 112,30/33 da 112,45; ieri il cambio era salito al massimo da sei mesi a 113,18. Euro/yen a 131,02/06 da 130,92. Prosegue intanto la discesa dello yuan, stamane ai minimi da oltre un anno sul dollaro; la banca centrale cinese ha fissato il punto centrale di oscillazione del cambio ‘onshore’ in ribasso per la settimana seduta consecutiva, portando alla flessione di oltre mezzo punto percentuale del cambio ‘offshore’.

TRUMP CRITICA FED – Il presidente Usa ha criticato la linea di politica monetaria della Fed, dicendosi preoccupato degli effetti dei rialzi dei tassi e del dollaro forte sull’economia e sulla competitività delle aziende americane. “Stiamo andando bene e ogni volta che vai bene vogliono alzare di nuovo i tassi… non sono contento di questo. Ma allo stesso tempo li lascio fare quello che ritengono sia meglio” ha detto durante un’intervista a Cnbc. “Non mi piace che mettiamo tutto questo sforzo nell’economia e poi vediamo i tassi salire”. Trump ha poi sottolineato la forte discesa della valuta cinese e che l’apprezzamento del dollaro “ci mette in una posizione di svantaggio”.

TENSIONI GOVERNO SU TRIA – Sale la tensione nel governo sul ministro dell’Economia Tria. I quotidiani parlano stamane di rapporti sempre più difficili con Di Maio, ma anche quelli con la Lega sono freddi e si paventa addirittura il rischio di dimissioni. Le frizioni sono nell’immediato sulle nomine, Cdp in particolare, ma anche in prospettiva sulla manovra d’autunno. Tria, che in più occasioni ha ribadito la necessità di proseguire il percorso di salvaguardia dei conti pubblici, viene visto dal mercato come il garante del fatto che il governo M5s-Lega non si lanci in una serie di misure economiche a forte impatto negativo su deficit e debito.

BTP – Da valutare eventuali reazioni dei Btp allo scenario di un Tria isolato all’interno del governo. Nelle ultime sedute il mercato italiano era sembrato avviato verso una fase estiva, dall’attività ridotta: pur rimanendo relativamente alti, gli spread hanno parzialmente diminuito la volatilità e i movimenti sono apparsi più legati a flussi tecnici che a significativi temi fondamentali. Dopo una buona partenza, in linea con la performance positiva degli ultimi giorni, l’ultima seduta ha visto una progressiva frenata dei Btp, capaci di mantenere comunque un lieve rialzo in chiusura, sebbene con uno spread in risalita dai minimi della mattinata. Il mercato riparte stamane da un rendimento decennale di 2,51% e da un differenziale su Germania di 124 pb.

FMI SU PROGRAMMA GOVERNO – Secondo il Fmi il programma di spesa del nuovo governo italiano, se implementato pienamente, porterebbe a una “significativa espansione” del bilancio pubblico, “in contrasto con la sostenibilità del debito”. L’allarme è contenuto nel documento diffuso a seguito delle consultazioni annuali avvenute con le autorità europee. “Molti dei paesi ad alto debito, comprese l’Italia, il Portogallo e la Spagna, correggeranno i conti di poco o per nulla quest’anno” scrive il Fondo.

SCADENZE – Gli operatori osservano che nelle prossime settimane il mercato periferico, e in particolare quello italiano, dovrebbe trovare sostegno nel profilo dell’offerta e delle scadenze sul primario. Oltre all’attesa per la cancellazione delle aste Btp di metà agosto (sempre avvenuta negli ultimi anni), il 30 luglio la Spagna rimborsa Bono decennali per 20 miliardi, seguita dall’Italia il primo agosto con Btp decennali per 23,6. Per quel che riguarda le cedole, Madrid è chiamata a pagarne 9,4 miliardi il 30 luglio, Roma 5,4 miliardi il primo agosto.

BILANCIA PAGAMENTI ITALIA – Bankitalia pubblica i dati di maggio sulla bilancia pagamenti italiana, che forniranno indicazioni dettagliate sui movimenti di capitale nel mese in cui sono scoppiate, raggiungendo il loro picco, le tensioni politiche nel paese legata alla nascita del governo M5s-Lega. Al di là delle forti vendite registrate sui mercati, le tensioni sono state già sottolineate dal balzo del debito Target2 dell’Italia, che in maggio ha toccato un nuovo record, continuando poi a salire anche il mese successivo.

BORGHI SU SUCCESSIONE BCE – Il responsabile economico della Lega Borghi si schiera contro un’eventuale candidatura del presidente della Bundesbank Weidmann alla successione di Draghi. Quella del tedesco, spiega Borghi a Reuters, “non sarebbe una buona scelta per l’Italia per il suo atteggiamento rigorista”. Secondo l’esponente leghista “sono le politiche restrittive sulla moneta e l’economia che potrebbero portare l’Europa allo sfacelo”. Borghi aggiunge che per tutte le posizioni nelle istituzioni europee verranno sostenute “persone adatte e capaci e che abbiano a cuore l’interesse italiano”.

INFLAZIONE GIAPPONE – Sale leggermente l’inflazione giapponese in giugno, sebbene il rafforzamento sia stato dovuto in gran parte alla componente greggio: un dato che conferma tutte le difficoltà di un ritorno verso il target del 2%. L’indice ‘core’ dei prezzi al consumo nazionali è salito dello 0,8% tendenziale, in linea con le attese, dopo il +0,7% di maggio. L’indice ‘core core’, quello seguito più da vicino dalla Banca del Giappone, è cresciuto dello 0,2% in giugno, segnando il terzo mese consecutivo di rallentamento. Secondo fonti, col meeting di fine luglio, cui si accompagnerà la revisione trimestrale delle stime di lungo termine, la banca centrale potrebbe riconoscere che l’obiettivo del 2% potrebbe non essere alla portata ancora per tre anni.

GREGGIO – Prezzi petroliferi in leggero rialzo questa mattina, ma avviati ugualmente a chiudere la terza settimana consecutiva in deprezzamento. Tra gli operatori prevalgono le preoccupazioni per un eccesso di offerta sul mercato e per un calo della domanda a seguito di un possibile rallentamento economico legato al conflitto commerciale tra Usa e Cina, i due maggiori paesi consumatori di greggio al mondo. Alle 7,40 italiane il future Brent scambia a 72,78 dollari il barile (+0,20), il Nymex a 69,72 dollari (+0,26).

TREASURIES – Governativi Usa poco variati nelle contrattazioni della mattinata, ma la curva si conferma in appiattimento grazie ai buoni dati economici usciti, che sostengono le aspettative di nuovi rialzi dei tassi Fed. Il benchmark decennale Usa cede 1/32; il rendimento è a 2,849%, dopo essere salito nella seduta di ieri al picco da tre settimane di 2,897%, prima di ritracciare in chiusura.

 

DATI MACROECONOMICI

GERMANIA

Prezzi alla produzione giugno (8,00) – attesa 0,3% m/m; 2,9% a/a.

 

ZONA EURO

Partite correnti maggio (10,00).

 

BANCHE CENTRALI

ITALIA

Banca d’Italia pubblica Bilancia pagamenti Italia maggio e posizione patrimoniale su estero trim1.

 

EUROPA

Zona euro, Coeuré (Bce) partecipa a vertice vice ministri Finanze e vice governatori banche centrali G20 a Buenos Aires.

 

USA

Glasgow, intervento presidente Fed St. Louis Bullard (14,20).

 

APPUNTAMENTI

EUROPA

Austria, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

Estonia, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.

Finlandia, Dbrs si pronuncia su rating sovrano.

Francia, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

Grecia, S&P si pronuncia su rating sovrano.

Repubblica Ceca, S&P si pronuncia su rating sovrano.

Russia, S&P si pronuncia su rating sovrano.

 

AMERICA LATINA

Buenos Aires, termina riunione vice ministri Finanze e vice governatori banche centrali G20.

MARKET MOVER 11 luglio 2018

MARKET MOVER 11 luglio 2018

Le tensioni di cui abbiamo ampiamente anticipato la view nell’Outlook mensile di luglio, WB PERSPECTIVES, oggi battono una prima avvisaglia della loro percezione da parte dei mercati. Con buona probabilità, le parole di Draghi pronunciate in sede istituzionale nell’audizione di lunedì si sono diffuse in molte sale operative.

Tra le affermazioni in parte scontate, il Presidente della BCE dice che il QE  non costituisce più uno strumento straordinario di policy, bensì rappresenta uno dei strumenti utilizzabili all’occorrenza dalla banca centrale: «Il Quantitative easing fa parte del nostro strumentario. Se ci sarà bisogno di questo strumento lo riutilizzeremo. Adesso non vediamo alcuna condizione per un prolungamento del programma di acquisti di asset oltre le date già comunicate». L’affermazione lascia spazio a molte interpretazioni, non ultima quella di legittimare un’eventuale ulteriore utilizzo della strategia per far fronte ad eventuali rischi. E di rischi ahimè ce  ne sono diversi sul mercato. Quelli più seri sono quelli di cui si parla meno. Banche, in particolare DB: il titolo non è riuscito a recuperare (al momento) la soglia dei 10 euro scivolando questa mattina sotto quota 9,70, ovvero sotto la base su cui la scorsa settimana aveva cercato di fissare proprio per trovare la forza per un avviare una reazione più netta. 8.75 costituisce il punto sotto il quale tali speranze svaniscono del tutto aprendo strade inedite per il titolo, quantomeno sotto il profilo tecnico.

Delle dichiarazioni del ministro Savona, riportare in calce dall’Agenzia Reuters, non vi è invece traccia sulle quotazioni del BTP. I rendimenti, in linea con quanto previsto nell’outlook tecnico, stanno scivolando lentamente verso area 2.55/2.50 punto sotto il quale il mercato potrebbe incrementare acquisti sul secondario e contribuire a spingere i rendimenti verso l’atteso target stimato in area 2%.

Nella giornata di ieri il mercato Forex ha messo in evidenza tre azioni relativamente significative. Innanzitutto è ritornato a vendere euro verso il dollaro e verso la sterlina in quadro di assestamento della moneta a seguito del recupero avviato a partire da quota 1,15. Come atteso 1,17  (min. 1,1690) ha respinto gli acquisti di dollari. A nostro avviso il mercato non è ancora sintonizzato verso un ritorno più concreto di interesse verso la divisa americana, anche se nelle ultime due sedute la forza reattiva dell’euro ha in qualche modo subito una battuta d’arresto. Come abbiamo scritto la nostro visione considera l’attuale fase all’interno di un quadro reattivo dell’euro propedeutico ad una ridistribuzione del trend dominante in favore di una successiva ripresa degli acquisti sul dollaro. Pertanto l’attenzione tattica ha lo scopo di individuare il punto di esaustione del recupero della moneta unica, probabilmente area 1,1850/1.1950.

Gli altri due movimenti riguardano il tentativo di spingere il cambio usd jpy oltre la resistenza strategica 111,75 (max di ieri 111.27) in modo da smantellare eventuali segnali di Risk aversion sui mercati azionari. L’altra azione significativa riguarda la sterlina: le vendite operate sulla sci delle dimissioni dei ministri del Governo inglese, sono in parte rientrate. Non solo contro euro bensì anche contro dollaro. Qualora il cable fosse in grado di chiudere oltre 1.33 nelle prossime sedute avremmo una probabile riabilitazione del pound con nuovi acquisti sul dollaro in grado di riportare i prezzi nuovamente verso i massimi di giugno: 1.3450.

Infine sul mercato Forex rileviamo ancora una fase di assestamento tra usd e cny.  Benché il cambio sia ancora rilevato in positivo questa mattina, ci sembra che le spinte di deprezzamento (svalutazione) del renminbi operate dalla PBoC  stiano avviando un’azione di distribuzione propedeutica ad un esaurimento degli interventi. 6,75 è il punto di maggior tensione che stiamo monitorando, diversamente quota 6 usd/cny rappresenta il gate per rilevare la chiusura delle ostilità.

 

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WB ANALYTICS: 10 Y YIELD ITALIA

 

WB ANALYTICS: DEUTSCHE BANK
WB ANALYTICS: DEUTSCHE BANK

 

 

MARKET MOVER le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio
MARKET MOVER
le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

 

GUERRA COMMERCIALE – Si acuiscono le tensioni sul fronte commerciale tra le due principali potenze mondiali. Nella notte, infatti, il presidente Usa ha detto che imporrà dazi del 10% su nuovi beni cinesi per un valore di 200 miliardi di dollari, provocando un calo nei mercati azionari asiatici. Non si è fatta attendere la risposta di Pechino che, attraverso il ministero del Commercio, ha detto di essere “scioccata” e che farà ricorso al Wto senza tuttavia spiegare quali saranno le conseguenze concrete. Pechino, in una nota, ha definito la prospettiva ventilata da Trump “del tutto inaccettabile”.

BCE – Sarà una nuova giornata di interventi di esponenti della Bce, a cominciare dal presidente Draghi, in occasione della nona conferenza statistica organizzata dalla banca centrale a Francoforte. Nel corso della giornata si succederanno anche Praet, Mersch e il numero uno della vigilanza bancaria Nouy. Inoltre a Parigi interverrà il banchiere centrale francese Villeroy de Galhau. Domani la Bce pubblicherà i resoconti del meeting di politica monetaria di giugno, che ha deciso la chiusura del Qe a fine anno, ma che ha indicato un primo rialzo dei tassi solo nell’autunno del 2019.

FOREX – Sulla scia delle tensioni commerciali Usa-Cina, dollaro in rialzo nei confronti delle principali controparti e vicino al massimo di 11 mesi sullo yuan. Attorno alle 7,40, il cambio euro/dollaro vale 1,1728, in calo dello 0,12%, dopo aver chiuso a 1,1742. Alla stessa ora dollaro/yen a 111,06, in rialzo di 0,07% dopo una chiusura a 110,98 e il cross euro/yen scambia in calo di 0,06% a 130,27 (chiusura a 130,34).

TREASURIES – Governativi Usa in rialzo negli scambi asiatici dopo il calo di ieri. Il decennale di riferimento guadagna 9/32 con un tasso di 2,840%.

GREGGIO – E le tensioni commerciali hanno provocato un calo anche dei prezzi del greggio. Attorno alle 7,30 i derivati sul Brent scambiano in calo di 57 cent a 78,29 dollari il barile e quelli sul greggio Usa cedono 41 cent a 73,7 dollari.

BLACKROCK – In Italia il governo populista e le tensioni sul fronte dell’immigrazione hanno fatto aumentare il rischio di frammentazione in Europa. Secondo il global chief investment strategist di BlackRock, Richard Turnill, però la zona euro ce la farà a superare l’anno.

BTP – Da monitorare anche sulla carta italiana eventuali reazioni all’acuirsi delle tensioni sul fronte commerciale. Ieri invece sono state le parole del ministro Savona il ‘mover’ sui Btp, portando qualche moderata vendita. Il ministro ha affermato che il governo deve essere pronto a gestire qualunque situazione in quanto un’uscita dall’euro può essere causata anche da eventi esterni, non solo dalla volontà politica interna. Ma Savona ha anche dichiarato che il governo deve tenere conto delle preoccupazioni del mercato per un eventuale aumento del deficit a seguito di misure quali flat tax, reddito di cittadinanza e revisione della Fornero. Sulle parole di Savona lo spread ha allargato fino al massimo di seduta di 240 punti base, dopo un minimo in mattinata a 233, salvo poi rientrare in chiusura a quota 236 (poco variato). I Btp ripartono stamane da un tasso decennale di 2,69%.

 

ASTA BOT – È previsto in discesa dal picco di un mese fa, massimo da maggio 2014, il rendimento del Bot a 12 mesi in asta questa mattina. Il titolo verrà offerto per 6 miliardi di euro, a fronte dei 6,75 in scadenza. Sul mercato grigio di Mts il titolo scambiava ieri a fine seduta a un rendimento in area 0,300% contro lo 0,550% dell’asta di metà giugno. La tornata di collocamenti si completa domani, con l’offerta di Btp per una cifra complessiva fino a 6,5 miliardi, sulle scadenze 3, 7, 15 e 20 anni.

PRIMARIO – Asta Bot a parte, la mattinata prevede un ricco programma sul primario della zona euro, incentrato sull’asta del nuovo decennale tedesco agosto 2028, in offerta per la cifra indicativa di 4 miliardi; al titolo è stata appena assegnata una cedola dello 0,25%. Ieri Berlino ha collocato già 590 milioni complessivi di titoli indicizzati 2030 e 2046. Sempre sul medio-lungo sarà attivo anche il Portogallo: l’offerta è fino al miliardo, sulle scadenze ottobre 2028 e aprile 2034. A completare il quadro c’è un’asta a breve greca: 625 milioni sulla scadenza 13 settimane.

TAJANI SU GOVERNO – In un’intervista con il ‘Corriere’, il presidente del Parlamento europeo ha bacchettato l’esecutivo Lega-M5s avvertendo che “non dura” perché “non ha una politica economica, non ha un progetto coerente per il Paese, non ha visione”. Tajani — che suggerisce a Salvini di chiedere una politica economica diversa da quella che stiamo vedendo — ribadisce che Bruxelles non permetterà all’Italia di sforare il 3% del rapporto deficit/Pil conseguenza necessaria per realizzare la ‘Flat tax’, il reddito di cittadinanza e la riforma della Fornero.

FLAT TAX – Sarebbero due le proposte, secondo ‘Repubblica’, su cui starebbero lavorando i tecnici del ministero dell’Economia in vista della legge di bilancio per dare almeno un “segnale” agli elettori sulla ‘Flat tax’. La prima prevede il taglio dell’aliquota tra i 28.000 e i 55.000 euro lordi l’anno in cui si paga ora il 38%, e che passerebbe al 35%, in un intervento che toccherebbe 8,2 milioni di contribuenti e costerebbe 3 miliardi. La seconda prevede invece di accorpare due scaglioni (quello 28-55.000 euro e quello 55-75.000) con una nuova aliquota al 36% in una ipotesi che vedrebbe interessati 9 milioni di persone per una spesa di 4 miliardi di euro.

 

ORDINI MACCHINARI GIAPPONE – A maggio, dopo l’ampio incremento del mese precedente, gli ordinativi sui macchinari ‘core’ hanno registrato un calo del 3,7% su mese a fronte di attese per un -5,5%. Su base annua invece si è registrato un incremento del 16,5%, oltre alle attese per 8,6%. Il dato allenta almeno parzialmente le tensioni per un rallentamento nella spesa per investimenti mentre si inaspriscono le tensioni commerciali tra Usa e Cina.

 

DATI MACROECONOMICI

PORTOGALLO

Prezzi al consumo giugno (12,00).

 

USA

Prezzi produzione giugno (14,30) – attesa 0,2% m/m; 3,2% a/a.

Revisione scorte all’ingrosso maggio (16,00) – attesa 0,5% m/m.

Vendite all’ingrosso maggio (16,00) – attesa 0,5% m7m.

Eia pubblica scorte settimanali prodotti petroliferi (16,30).

 

TITOLI DI STATO

ITALIA

Tesoro offre 6 miliardi Bot a 12 mesi, scadenza 12/7/2019 (364 gg).

 

EUROPA

Germania, Tesoro offre 4 miliardi euro nuovo Bund 10 anni, scadenza 15/8/2028.

Grecia, Tesoro offre 625 milioni euro titoli di Stato a 13 settimane.

Portogallo, Tesoro offre 0,75-1 miliardo euro titoli di Stato 17/10/2028 cedola 2,125% e 18/4/2034 cedola 2,25%.

 

USA

Washington, Tesoro offre 22 miliardi di dollari titoli di Stato a 10 anni, scadenza 15/5/2028.

 

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Gran Bretagna, governatore BoE Carney interviene a conferenza sulla crisi finanziaria globale a Boston (17,30).

Zona euro, intervento banchiere centrale francese Villeroy de Galhau a Parigi (9,00).

Zona euro, termina nona Conferenza statistica Bce a Francoforte; intervento apertura Draghi (9,00); partecipano Praet (9,30), Mersch (14,00), Nouy (17,30).

Zona euro, riunione Consiglio Bce a Francoforte; no decisione tassi.

 

USA

Brooklyn, intervento presidente New York Williams (22,30).

 

CANADA

Ottawa, banca centrale canadese annuncia tassi e pubblica rapporto di politica monetaria (16,00); segue conferenza stampa governatore Poloz (17,15).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, Di Maio in diretta a Omnibus La7 (8,00).

Roma, Salvini vede Conte a Palazzo Chigi in vista vertice Innsbruck ministri dell’Interno europei (9,00).

Roma, comunicazioni Di Maio a commissioni Industria e Lavoro del Senato (11,00).

Roma, a Commissione Finanze della Camera audizione Comandante Generale Gdf Gen.Giorgio Toschi (8,30) e Direttore Agenzia Dogane e Monopoli Kessler (13,30).

Roma, Confindustria, assemblea Federconfidi con Boccia (10,30).

Milano, BlackRock presenta “Mid Year Market Outlook 2018” (10,30).

Corinao di Rimini (Rimini), Assemblea Confindustria Romagna “Romagna motore di sviluppo” con Boccia (11,00).

 

EUROPA

Bruxelles, vertice Ue-Giappone, premier giapponese Abe incontra presidente Commissione Ue Juncker e presidente Consiglio Ue Tusk (14,00).

Bruxelles, audizione ministro finanze austriaco Loeger a commissione Affari Economici Parlamento Ue (17,00).

Bruxelles, inizia vertice leader paesi Nato; termina il 12 luglio. Conferenza stampa segretario generale Stoltenberg (10,45); cerimonia di apertura (14,15); partecipa Conte.

Parigi, intervento ministro Economia francese Le Maire (13,00).

Parigi conferenza stampa congiunta ministro Economia francese Le Maire e ministro Economia tedesco Almaier (19,00).

MARKET MOVER 10 LUGLIO 2018

MARKET MOVER 10 LUGLIO 2018

Buongiorno,

BREXIT: le dimissioni dei due esponenti del governo appartenenti l’hardliner hanno messo in tutta evidenza le criticità, palesi, del processo di separazione del Regno unito dall’UE.

L’assenza di relazioni “intelligenti” tra le parti ha reso il percorso confuso e non ancora prevedibile sul piano diplomatico ed economico. Dal punto di vista dell’Unione Europea si cerca di operare in modo che le trattative si concludano mettendo in evidenza quanto sia economicamente dannoso uscire dall’Unione. Si tratta di dare sfogo ad un esempio che serva da monito ad altri partner ritenuti oggi euro scettici.  L’Inghilterra cerca un accordo che dimostri al paese la forza politica del fronte Brexit. In sintesi UK rappresenta un mercato ricco ed importante per l’Uem.  In tempi di guerra commerciale non conviene all’Unione chiudere le dogane ed i rapporti commerciali con uno dei partner più significativi alla voce export.

L’eur gbp dopo un’impennata, propria in simili occasioni, ha ridimensionato la spinta iniziale riconducendo le negoziazioni all’interno del range assegnato dal nostro modello. Tuttavia chiusure sopra .8875  possono consentire all’euro di aprire un nuovo range di negoziazione dai toni meno neutrali di quanto oggi non emergano. Pertanto, benchè non ci aspettiamo accelerazioni, consideriamo il rischio che i prezzi possano consolidare sopra .8850 e quindi avviare un percorso temporaneo di apprezzamento tale da giustificare un maggior grado di protezione dell’esposizioni denominate in GBP, tipicamente crediti. Nel caso in cui (poco probabile) che si innescasse una fase di debolezza politica all’interno del Governo May, accompagnata da altre dimissioni, con un cambio in accelerazione oltre ,8950 si dovrà considerare uno scenario più hard per il pound. In tal caso non escludiamo accelerazioni verso area ,92 eur gbp. Di conseguenza l’opzione sulle coperture export diventerebbe quasi più perentoria.

EUR GBP RANGE ACTUAL:      SUPP ,8715 –  RES ,8850 IN CASO DI BREAK OUT >>> ,8950

Nel contempo l’euro sta perdendo progressivamente momentum sul dollaro. Il cambio, dopo aver toccato 1,18 subisce in mattinata altre vendite. Quota 1,17 fornirà sostegno ai corsi. Tuttavia qualora non si ripresentassero gli acquisti su tali livelli dovremmo considerare una discesa verso quota 1,1630. Trattasi di dinamiche intraday e prive ancora di segnali strategici. Ricordiamo che la tendenza dominante riflessiva sopra 1,15 mantiene aperta la finestra reattiva compresa tra 1.15 ed 1.1850 eur usd. Non è ancora possibile stabilire se l’attuale movimento ne completi la formazione.

WB RISK MANAGEMENT: EUR GBP DOPO LE DIMISSIONI NEL GOVERNO INGLESE
WB RISK MANAGEMENT: EUR GBP DOPO LE DIMISSIONI NEL GOVERNO INGLESE
WB RISK MANAGEMENT: EUR USD EFFETTO REAZIONE RANGE 1.15 - 1.1850
WB RISK MANAGEMENT: EUR USD EFFETTO REAZIONE RANGE 1.15 – 1.1850

WB FX RISKOO

 

MARKET MOVER le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

MARKET MOVER
le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

FOREX – Sterlina in forte difficoltà sulle principali controparti in risposta ai gravi problemi di politica interna di Theresa May, il cui futuro appare in bilico dopo l’uscita di scena — nel giro di meno di 24 ore — di David Davis e Boris Johnson. La valuta britannica viaggia in prossimità del minimo da quattro mesi su euro. Perde slancio intanto il dollaro, su cui sembra esaurito l’effetto positivo degli ultimi dati sugli occupati Usa. Intorno alle 7,40 euro/dollaro 1,1740/44 da 1,1749 ieri sera in chiusura a New York, dollaro/yen 111,14/1 da 110,84 ed euro/yen 130,49/52 da 130,24.

GREGGIO – Derivati sul greggio decisamente positivi, al traino dei contratti sul Brent che guardano all’imminente sciopero di centinaia e centinaia di operatori del settore petrolifero norvegese temendone le ricadute in termini di offerta. Poco dopo le 7,30 il futures Brent settembre guadagna 59 centesimi a 78,66 dollari il barile, mentre il Nymex agosto avanza di 50 cent a 74,35 dollari.

 

POLITICA ITALIA – Matteo Salvini ha incontrato ieri Sergio Mattarella per discutere di Libia, immigrazione, sicurezza, terrorismo e confisca di beni alla mafia. Una fonte del Quirinale ha parlato di un incontro “molto cordiale” e precisato che il presidente della Repubblica e il ministro degli Interni non hanno fatto alcun riferimento alla magistratura. Sullo sfondo, le polemiche relative al sequestro di beni alla Lega da quasi 49 milioni di euro disposto dalla procura di Genova.

Un’intervista a ‘Il Messaggero’ il vicepremier si sofferma invece sul tema migranti per dichiarare che l’Italia intende bloccare il rientro dei profughi da Austria e Germania. Quanto al prossimo incontro con il cancelliere Kurz e il ministro degli Interni tedesco Seehofer, secondo Salvini, “se i tedeschi e gli austriaci, invece di pensare solo a rispedirci i migranti, ci aiutassero e chiudere le frontiere esterne, sarebbe un passo avanti”. Quanto infine alle prossime mosse di politica economica del governo, il ministro si dice “convinto che già dalla manovra di ottobre ci saranno segnali concreti su economia, fisco, tasse. Pensioni e lavoro. Anche Tria è d’accordo”.

Salvini ha incontrato ieri Conte, Di Maio e Tria per preparare il prossimo vertice di Innsbruck sull’immigrazione, secondo alcuni quotidiani pare però si sia discusso principalmente di economia e del decreto dignità.

Il presidente del Consiglio affida intanto una prima risposta in un’intervista a ‘La Stampa’. Sempre a proposito dell’incontro con Salvini, sui temi migranti, economia e rapporti con l’Europa, Conte assicura che non vi è “nessuna divergenza” con il leader del Carroccio. Il Presidente del Consiglio garantisce inoltre che il provvedimento del reddito di cittadinanza e quello della flat tax procederanno speditamente e di pari passo.

DATI ITALIA – Da Istat i numeri sulla produzione indutriale di maggio: a guardare la mediana delle aspettative l’idea è di un progresso mensile di 0,8% (pesante il -1,2% di aprile), in termini destagionalizzati, in parallelo a una crescita annua di 2,7% a livello di indice grezzo (1,9% in aprile). Tra i più ottimisti l’ufficio studi di Confindutria, che vede per maggio un rimbalzo di 1,1% del settore industriale e una media del secondo trimestre in rialzo di 0,2% dopo la flessione di 0,3% dei primi tre mesi dell’anno. Segnali poco incoraggianti sono invece arrivati dal Pmi manifatturiero, sceso in maggio ai minimi da novembre 2016. Poco più di un’ora prima di Istat, anche Insee diffonde il dato di produzione industriale di maggio: le attese Reuters ipotizzano una ripresa mensile di 0,7% dopo la deluente caduta di 0,5% vista in aprile.

MERCATO – Seduta tutto sommato interlocutoria per il secondario dei Btp, che comunque migliora in chiusura grazie allo sfumare delle tensioni sulla guerra dei dazi. Il differenziale tra tassi italiano e tedesco sul tratto febbraio 2028 riparte da 237 punti base, il rendimento del benchmark decennale da 2,671%.

OFFERTA ITALIA – Nell’asta a medio e lungo termine di giovedì prossimo 12 luglio gli investitori avranno a disposizione un importo tra 4,5 e 6,5 miliardi di euro di nuova carta, spalmata sui Btp a scadenza 3 e 7 anni insieme alle scadenze extralunghe 15 e 20 anni. La settima tranche del 3 anni aprile 2021 cedola 0,05% è offerta per 1,5/2 miliardi così come la nona riapertura del 7 anni maggio 2025 1,45%. In offerta entrambi per minimi 750 milioni e massimi 1,25 miliardi il 15 anni settembre 2033 2,45% e il 20 anni settembre 2038 2,95%.

BANCHE ITALIA – Da Via Nazionale la consueta statistica mensile su sofferenze, impieghi e finanziamenti al settore privato. I numeri di maggio — per l’Italia culmine della crisi politico-istituzionale — andranno confrontati con quelli del mese precedente, che già risentivano del clima di incertezza. Su base lorda, i crediti deteriorati in bilancio alle banche nazionali sono pari in aprile a 164,757 miliardi, in calo di 10,7% su anno (-10,9% in marzo). A livello netto aprile segna una flessione a 50,957 miliardi da 52,791 di marzo. Giovanni Tria annunciava mercoledì scorso che l’Italia ha chiesto a Bruxelles un’estensione di sei mesi delle garanzie pubbliche sulle sofferenze bancarie, le cosiddette Gacs.

TITOLI STATO E BANCHE ITALIA – Sempre dalla banca centrale il dato sul portafoglio di titoli di Stato nazionali degli istituti di credito operanti in territorio nazionale. Il numero di maggio va paragonato a quelli di aprile, quarto mese consecutivo di aumento dell’esposizione a 341,819 miliardi.

 

DATI GERMANIA – Barometro sulla fiducia degli imprenditori tedeschi, l’indagine Zew di luglio dovrebbe evidenziare un nuovo deterioramento del clima, con una discesa a -18 dopo il -16,1 di giugno. Il dato del mese scorso risentiva della disputa commerciale tra Usa e partner mondiali nonché dei dubbi sulla posizione italiana nei confronti dell’Unione europea.

DATI CINA – I prezzi a monte della filiera hanno toccato in giugno un tasso annuo di 4,7%, record degli ultimi sei mesi e risultato di due decimi superiore alla mediana delle attese raccolte da Reuters dopo il 4,1% di maggio. In perfetta sintonia con il consensus i numeri sull’inflazione — sempre relativi a giugno — con un tendenziale di 1,9% dopo l’1,8% di maggio ma una flessione mensile di 0,1% (+0,1% le attese, -0,2% maggio).

Entrambi gli indicatori mostrano un impatto ancora assai limitato della guerra sui dazi che sta coinvolgendo Usa e Pechino.

TREASURIES – Poco variati i governativi Usa sul finale della seduta asiatica, dove il decennale di riferimento cede 2/32 al rendimento di 2,867%.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, produzione industria maggio (10,00) – attesa 0,8% mese, 1,9% anno.

 

FRANCIA

Produzione industria maggio (8,45) – attesa 0,7% mese.

 

GERMANIA

Indice Zew luglio (11,00) – attesa -18.

 

GRAN BRETAGNA

Vendite dettaglio giugno (10,30).

Produzione industriale e manifatturiere maggio (10,30) – attesa 0,5% mese, 1,9% anno per industria; 0,9% mese, 1,9% anno per manifattura.

Bilancia commerciale maggio (10,30) – attesa deficit 12 miliardi; extra-Ue deficit 3,7 miliardi.

 

GRECIA

Prezzi consumo giugno (11,00).

Produzione industriale maggio (11,00).

 

PORTOGALLO

Bilancia commerciale maggio (12,00).

 

ASTE TITOLI DI STATO

EUROPA

Belgio, Tesoro offre titoli Stato a breve termine.

Germania, Tesoro offre 500 milioni euro titoli Stato indicizzati a inflazione (iBund) 15/4/2030 e 300 milioni titoli 15/4/2046.

Olanda, Tesoro offre titoli Stato.

Spagna, Tesoro offre 4/5 titoli Stato sei e 12 mesi.

 

USA

Washington, Tesoro offre 33 miliardi dollari titoli Stato tre 3 anni 15/7/2021.

 

BANCHE CENTRALI

ITALIA

Banca d’Italia pubblica dati su depositi, impieghi, sofferenze bancarie maggio e titoli Stato italiani detenuti da banche operanti in Italia a fine maggio; ‘L’economia italiana in breve’ di giugno.

 

EUROPA

Zona euro, intervento Angeloni (Bce) a seminario Bce Francoforte (18,30).

Zona euro, inizia nona conferenza statistica Bce Francoforte; termina mercoledì 11 luglio. Intervento Lautenchlaeger a cena convegno (19,00).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, a commissione bilancio Senato audizioni informali su completamento riforma struttura bilancio Stato: Corte dei Conti (13,15), consiglio nazionale commercialisti (14,15).

Roma, a commissioni politiche Ue audizione Savona (12,30).

Roma, Fico partecipa a presentazione relazione annuale Garante per protezione dati personali (11,00).

Roma, Fico incontra vicepresidente di Google Nicklas Lundblad (17,30).

Roma, assemblea annuale Abi con presidente Patuelli, governatore Banca d’Italia I. Visco, Tria (10,00); a seguire riunione Consiglio Abi; a seguire riunione comitato esecutivo Abi.

WB RISK MANAGEMENT: USD CNY

MARKET MOVER 3 LUGLIO 2017

Buongiorno,

i dati pubblicati ieri relativi al sondaggio PMI (Purchase Managers Index) hanno messo in luce per il mese di giugno una prima reazione alla sequenza negativa segnata dall’Italia da inizio anno.

MARKIT PMI ITALY
MARKIT PMI ITALY

Si tratta di un segnale il cui valore riportato in relazione alle altre rilevazioni in Eurozona assume una prova di resilienza positiva.  Nel dettaglio si sono rilevati:

 Aumenti della produzione e dei nuovi ordini
 Incremento dei costi di acquisto a causa del maggiore prezzo dell’acciaio
 Ulteriori aumenti del livello occupazionale, ma l’ottimismo crolla al valore più basso in più di cinque anni.

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MARKET MOVER 28 GIUGNO 2018

MARKET MOVER 28 GIUGNO 2018

VIVIAMO TEMPI INTERESSANTI

Ieri ho incontrato molti imprenditori del Nord Est  in un meeting dedicato all’Internazionalizzazione ospite di un’azienda, l’Arper, simbolo emergente dell’arredamento di design in Italia e nel mondo,  che esporta il 90% dei suoi prodotti nelle geo mappe globali. Il tema per quanto affrontato da tempo ed apparentemente dibattuto in tutti i suoi aspetti, conserva il fascino della conquista per gli imprenditori. Soprattutto, dopo la conquista, pone le problematiche del consolidamento dei primi successi ottenuti per rimanere e penetrare ulteriormente i mercati guadagnati.  La finanza, intesa come linfa vitale per sostenere i progetti d’impresa, costituisce uno degli strumenti che  consentono di rafforzare il posizionamento strategico e tattico di ogni impresa-migrante. In questi termini la gestione del posizionamento competitivo ed il successo delle azioni commerciali passa anche attraverso la gestione ottimale delle strategie in cambi. In tal modo il rischio di cambio diventa anche opportunità dove il primo goal è rappresentato dalla preservazione della marginalità, il secondo dalla competitività.

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