Le quotazioni del future sul  Natural Gas, Dutch TTF, sono scese sotto quota 100 eur mwh. 

L’Unione Europea ha raggiunto un accordo per limitare i rialzi del benchmark del gas naturale TTF a 180 euro per megawatt ora, nel tentativo politico di contenere i danni economici  causati dalle spinte speculative sui prezzi.

I mercati si aspettano che il 2023 sia un anno difficile per il mercato europeo del gas naturale. I timori convergono  sull’ipotesi che sia improbabile che l’Europa possa ricostruire gli stoccaggi allo stesso ritmo visto nel 2022. I flussi annuali di gas russo diminuiranno nella regione del 60% su base annua, anche se i flussi rimarranno a livelli simili a quelli attuali . Si presume che il mercato del GNL non sarà in grado di compensare completamente il gap  aperto sulle forniture russe. Di conseguenza, non si esclude che si continui a lavorare per inibire la domanda con l’intento di migliorare l’equilibrio con l’offerta disponibile, adeguata al fabbisogno per il prossimo inverno 2023/24. Secondo molti analisti per ottenere tale effetto i prezzi dovranno rimanere a livelli elevati.

Nel frattempo i prezzi scendono sotto quota 100 eur mwh. Di per se è un’ottima notizia che lascerebbe presumere uno scenario diverso.

In estate, quando i valori toccarono quota 350 euro scrivemmo con immediatezza su questo blog che si trattava di un eccesso speculativo destinato a rientrare verso area 100/90 eur mwh. Il mercato confermò le nostre attese riportando i valori a fine ottobre proprio sui livelli attesi dal nostro modello di valutazione.

Successivamente abbiamo indicato che tale area avrebbe rappresentato un floor aprendo a possibili reazioni verso 135 euro. Tale livello avrebbe sostanzialmente delimitato ulteriori spinte speculative.  Anche questa stima si è rivelata corretta! I valori dopo un recupero temporaneo che per qualche ora hanno fissato un picco tra 135/145 sono rientrati nuovamente in area 100.

Ora assistiamo, forse in modo prematuro , ad un breakout del livello che in termini dinamici ha contenuto tutti i minimi che si sono formati in questa terribile crisi energetica. A breve ci aspettiamo un collaudo di quota 80 euro; quindi una nuova reazione verso 105/110.

Festeggiamo l’evento con la consapevolezza che i rischi sulla carta rimangono ancora aperti. Ma si tratta di un passo importante verso un movimento di riequilibrio della struttura dei prezzi. Per quantificare il livello oltre il quale temere una riaccensione dei rischi temuti dal mercato (di cui sopra) possiamo fissare un warning proprio sopra 105/110 eur mwh.  Nel frattempo vale la pena guardare al bicchiere mezzo pieno.

Ciò significa mettere a frutto un recupero che, rispetto ai prezzi di quest’estate, quota quasi il 75%; il 40% rispetto alla media dei valori rilevati nel periodo. L’inflazione determinata dallo shock energetico dovrebbe trarne beneficio con un sostanziale raffreddamento qualora le oscillazioni confermeranno ancora una volta le nostre attese. In tal caso la BCE ne terrà debito conto?

 

La settimana delle banche centrali FED e BCE viene archiviata con un lascito potenzialmente critico per i mercati. I titoli di stato europei, in particolare quelli periferici, tra cui l’Italia, ritracciano ampiamente i recuperi messi  a segno dalla scorsa estate. Al momento i rendimenti del BTP si sono fermati nella loro reazione sotto 4,40% lasciando aperta l’ipotesi di ritorno verso l’equilibrio precedente. Significativa in tal sensorisulterebbe confermata da un un ribasso sotto 4,15% nelle prossime ore.

In una settimana sgombra di aste – come del resto la successiva dopo che sono stati cancellati i collocamenti previsti per il 28 e 29 dicembre – il tasso del decennale di riferimento riparte da 4,30% mentre il premio al rischio tra Italia e Germania da 212 punti base. Possibile, secondo gli operatori, che il Mef proponga un bond via sindacato sulla parte lunga della curva nei primi giorni dell’anno. Gli scambi si prospettano esigui nel periodo che precede la fine d’anno. Francoforte, inoltre, sospenderà gli acquisti di titoli di Stato nell’ambito dei reinvestimenti di Pepp e Qe da mercoledì 21 al primo gennaio compresi.

Nel nostro Outlook 2023 metteremo a fuoco le reazioni del mercato e le eventuali opportunità che potrebbero maturare su determinate condizioni.

ITALIA MANOVRA

La commissione Bilancio della Camera dovrebbe chiudere questa sera l’esame della manovra che passera’ poi all’attenzione dell’aula e in seguito di Palazzo Madama, dopo che ieri a tarda sera il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha illustrato l’atteso terzo pacchetto di emendamenti del governo.
Tra le novità annunciate, è prevista l’eliminazione della normativa relativa al Pos, che era stata bocciata da Bruxelles in quanto introduceva dal primo gennaio una soglia di 60 euro sotto la quale non sarebbe scattata nessuna sanzione in caso di rifiuto dell’utilizzo da parte dell’esercente o del professionista. Secondo quando riferito da Giorgetti, essa verrebbe sostituita con l’introduzione, risorse permettendo, di crediti d’imposta a titolo di ristoro delle commissioni pagate da commercianti e professionisti per i pagamenti digitali. Il correttivo lascerebbe comunque immutato il nuovo limite all’utilizzo dei contanti che con il Ddl viene fissato dal prossimo primo gennaio in 5.000 euro.
Quanto alle pensioni, quelle minime salgono a 600 euro per gli over 75. Viene, inoltre, ridefinito a 25.000 da 20.000 euro il tetto del reddito per il taglio del cuneo di un ulteriore punto percentuale fino al 3%; sul reddito di cittadinanza le mensilità per chi e’ abile al lavoro vengono ridotte a 7 anziché’ 8.

EUROZONA

I dai PMI hanno evidenziato nell’ultima rilevazione come la flessione dell’eurozona si sia protratta per il sesto mese consecutivo a dicembre. Il dato risulta mitigato grazie ad un minore tasso di riduzione degli ordinativi, condizioni di offerta migliorate nonché minori pressioni sui prezzi. I costi delle imprese sono aumentati al ritmo più lento da oltre un anno e mezzo, riflettendo la combinazione di domanda indebolita e offerta migliorata, quest’ultima segnalata dalla prima effettiva accelerazione dei tempi di consegna dei fornitori dall’inizio della pandemia.

Tuttavia, il livello generale del sentiment delle imprese rimane debole rispetto agli standard storici, riflettendo il difficile contesto causato dall’elevato costo della vita, dall’aumento dei tassi di interesse, dai timori per l’approvvigionamento energetico e dalla guerra in Ucraina. Di conseguenza, le aziende hanno riportato solo un modesto aumento del numero di buste paga, sottolineando in prevalenza uno stato d’animo prudente.

Si attenuano i segnali per l’attesa recessione

Mentre il settore manifatturiero ha continuato a guidare la flessione della fiducia delle imprese, con la produzione industriale in calo per il settimo mese consecutivo, il ritmo del ribasso della produzione è allentato rispetto al forte calo di ottobre. Nella media dell’area l’indice PMI della produzione manifatturiera è salito a 47,9, massimo da sei mesi, contro 46,0 di novembre.

Nel frattempo, la produzione nel settore dei servizi è diminuita, in calo per il quinto mese consecutivo, ma anch’essa ha visto una moderazione del tasso di declino. L’indice di attività del settore è passato da 48,5 a un massimo di quattro mesi di 49,1, indicativo di un modesto deterioramento mensile della produzione.

Nel dettaglio hanno maggiormente sofferto ile aziende del comparto chimico, della plastica e delle risorse di base (legate in parte agli elevati costi energetici e alla riduzione delle scorte) e nel settore dei servizi finanziari. Un marcato calo è stato registrato anche per i trasporti, ma c’è stato un notevole miglioramento nelle aziende orientate al consumo come turismo e tempo libero e, in misura minore, beni per la casa.

Contrazione guidata dalla Germania

All’interno dell’Eurozona, abbiamo notato un minor calo della produzione un po’ ovunque, ad eccezione della Francia che ha registrato un peggioramento della flessione. Il PMI composito flash francese è scivolato da 48,7 a 48,0 segnalando un secondo calo mensile consecutivo della produzione, nonché il rallentamento maggiore da novembre 2014 (se si esclude la pandemia). L’attenuazione della flessione manifatturiera è stata controbilanciata dal calo più marcato dell’attività nel settore dei servizi in 22 mesi.

La Germania, nel frattempo, ha registrato tassi di calo moderati sia nel settore manifatturiero che in quello dei servizi, spingendo il PMI flash composito al rialzo per il secondo mese consecutivo da 46,3 di novembre a 48,9. La lettura di dicembre ha quindi registrato il minore tasso di riduzione dell’attività negli ultimi sei mesi. Confrontando l’esito dei sondaggi PMI con i dati ufficiali, il PMI per la Germania sconta un potenziale livello di contrazione del PIL pari allo 0,4% nel quarto trimestre, anche se con un forte rallentamento della dinamica di contrazione, mentre in Francia il PMI è indicativo di un PIL in lieve calo nel quarto trimestre ancora con un ritmo di accelerazione al ribasso.

INDICE IFO – In uno dei pochi appuntamenti di rilievo in calendario questa settimana sul fronte macro, atteso in mattinata l’aggiornamento di dicembre dell’indice tedesco Ifo sulla fiducia delle imprese. Il consensus prevede un miglioramento a 87,4 rispetto all’86,3 del mese precedente.

Le decisioni della BCE

Nonostante i dati confermino un segnale di debolezza dell’economia europea, la BCE non solo ha alzato i tassi, come del resto atteso di 50 b.p., ma si è impegnata a farlo in misura costante nel 2023. Ciò significa che i mercati potrebbero attendersi almeno altri due ritocchi al rialzo di 50  punti base (cad.).

La curva dei rendimenti sul tratto lungo ha conservato comunque l’inclinazione negativa, confermando le attese per un ulteriore deterioramento della crescita.

Le principali leve d’inflazione

In merito alle componenti che hanno fortemente contribuito all’inflazione negli ultimi 24 mesi notiamo un rallentamento delle pressioni sul fronte delle quotazioni del Natural Gas europeo, il TTF future, e di conseguenza in Italia delle quotazioni del PUN (energia elettrica).

Il TTF scambia sempre all’interno del range che avevamo indicato a fine novembre. Nelle ultime ore i prezzi sono tornati a scendere verso l’area che delimita l’attuale fase di consolidamento 100-135 eur mwh. Ci aspettiamo che i valori reagiscano nuovamente al rialzo al colludo di quota 100. Tuttavia, qualora le temperature invernali dovessero rimanere nella media ed ovviamente in assenza di eventi critici sul fronte geopolitico, ci aspettiamo sempre un potenziale breakout del livello (febbraio) ed un riequilibrio dei prezzi.

TTF GAS PREZZI CYCLE TREND

WB ANALYTICS: TTF GAS CYCLE TREND

In Giappone la Banca centrale confermerà ancora la sua stance accomodante?

BOJ – In un panorama generalmente restrittivo per le banche centrali, unica eccezione resta quella della Banca del Giappone che domani, al termine dell’ultima riunione dell’anno, dovrebbe mantenere invariata la propria politica monetaria ultra-loose. Il governo nipponico, intanto, sta ponderando la possibilità di rivedere l’anno prossimo una dichiarazione congiunta firmata con BoJ un decennio fa, in cui si impegnava l’istituto a raggiungere un obiettivo di inflazione del 2% il più presto possibile, hanno dichiarato fonti a Reuters. La revisione, se effettuata, avverrà dopo la nomina del nuovo governatore ad aprile, una mossa che potrebbe aumentare la possibilità di una modifica della politica super-accomodante del governatore in carica Haruhiko Kuroda.

RISK MANAGEMENT

Si avvicina la data del meeting della Fed del 13/14 dicembre e quello della Bce del 15 dicembre. Si tratta dell’ultima riunione per l’anno in corso dove i rispettivi board delineeranno le impostazioni di policy per il 2023.

L’attesa è aumentata dopo la lettura dei recentissimi dati sull’inflazione scesi sia in America che in Europa, in questo caso per la prima volta. E’ stato lo stesso governatore Jerome Powell ad innescare attese sulla rimodulazione della politica monetaria. Nelle Sue recenti dichiarazioni ha riconosciuto la necessità/opportunità di allentare l’ampiezza degli aumenti in ossequio ad un quadro di maggior debolezza della domanda unito al rallentamento della pressione inflativa.

Nel fine settimana il consigliere Bce Villeroy si è espresso a favore di un rialzo dei tassi da 50 punti base prevedendo che l’inflazione raggiungerà il picco nella zona euro nella prima metà del prossimo anno. Negli Usa, il consigliere Evans ha avvertito che probabilmente assisteremo a un rallentamento nella stretta monetaria ma che il picco dei tassi sarà leggermente più alto. I mercati stimano che i tassi Fed raggiungeranno il 5% e quelli della zona euro il 2,5%. In settimana sono attesi anche i meeting di Australia, India e Canada dai quali ci sia aspetta altrettanti rialzi dei tassi rispettivamente del 0,25%, 0,35% e 0,50%.

In attesa dei meeting Fed e BCE la domanda si raffredda, i vincoli si allentano, i prezzi scendono

I dati PMI manifatturieri mondiali hanno rivelato che le aziende hanno dovuto affrontare un rallentamento della domanda a novembre in parallelo ad un ulteriore allentamento della pressione sui prezzi. Continuano invece a persistere le incertezze/tensioni sul fronte dei prezzi dell’energia.

I dati PMI relativi al comparto dei  servizi su scala mondiale, la produzione industriale della Germania e i numeri relativi al commercio in Cina forniranno ulteriori elementi di valutazione del quadro economico. Le attese sul Global PMI Services sono sostanzialmente stabili in Eurozona e negli Stati Uniti con valori indicati sotto quota 50 (rallentamento). La produzione industriale in Germania per il mese di ottobre, in calendario mercoledì, è attesa in contrazione dello 0,5%. L’insieme di questi dati accompagneranno le riflessioni dei consiglieri Fed e Bce alla vigilia del meeting della prossima settimana.

A novembre in Cina l’indice dei direttori degli acquisti del comparto servizi si è contratto, toccando il minimo di sei mesi sulla scia delle restrizioni per il Covid. L’indice a cura di Caixin/S&P Global è sceso, nel terzo mese di fila in contrazione a 46,7 da 48,4. L’analogo indicatore ufficiale, diffuso la scorsa settimana, era sceso al minimo di sette mesi.

Diverso il tenore dei dati PMI in Giappone: il comparto dei servizi è cresciuto al ritmo più lento di tre mesi in novembre. La lettura finale dell’indice curato da Jibun Bank è scesa a 50,3 da 53,2 di ottobre, toccando il minimo da agosto. L’indice tuttavia è rimasto in territorio di crescita per il terzo mese di fila e si è rivelato leggermente migliore rispetto alla stima ‘flash’ di 50,0.

Prendono da oggi il via le sanzioni verso le forniture di Petrolio via mare dalla Russia

Da oggi sarà applicato il price cap sulle forniture di petrolio provenienti dalla Russia. Il tetto, dinamico, è stato fissato a 60 usd il barile. Nel frattempo ieri si è  tenuta la riunione (in remoto) dell’Opec+. Il Cartello ha deciso di mantenere invariati i propri obiettivi di produzione mentre il mercato cerca di comprendere le ricadute sulla domanda del rallentamento dell’economia cinese e del tetto al prezzo del greggio russo (proveniente dagli Urali) imposto dal G7 e dall’Australia da oggi in vigore, nel tentativo di limitare le entrate in Russia. Mosca ha fatto sapere che non rispetterà la misura.  L’attuale cap manterrebbe le valorizzazioni della la produzione russa ancora in un’area profittevole, benché ridotta.

SI AVVICINA IL MEETING DELLA FED IL 13/14 E QUELLO DELLA BCE DEL 15 DICEMBRE

PETROLIO BRENT Al momento le quotazioni del Brent riportano un’apertura del mercato in leggera flessione a 86 usd e prossima al collaudo del supporto in area 83 usd dove si sono fermati i ribassi da settembre ad oggi. La violazione di tale livello costituirebbe, qualora fosse confermata da un adeguato consolidamento, un importante segnale di allentamento della pressione sul comparto.

NATURAL GAS  TTF Le quotazioni del future sul gas -europeo- rimangono ancora in tensione. Il rialzo sembra spinto dai riflessi prodotti dal fattore meteo, benché al momento le riserve appaiono adeguate alla domanda. La riduzione delle temperature, che nell’ultima settimana ha stabilito valori inferiori alla media degli ultimi anni, sta proiettando i consumi oltre le proiezioni attese. Come scritto in precedenza ci aspettiamo che l’attuale fase presti il fianco ad azioni di carattere speculativo, consentendo al mercato di spingere i valori sino ad area 150/160 eur mwh, dove reputiamo che, in assenza di eventi non ponderabili, potrebbero formarsi i prossimi picchi.

FOREX In attesa che i consigli di Fed e Bce si pronuncino sulle loro linee di policy l’euro continua il recupero sul dollaro. La scorsa settimana avevamo indicato la presenza di una resistenza tecnica in area 1,0550 eur usd e la conseguentemente potenziale verifica del mercato. Questa mattina in apertura, durante la sessione asiatica, le contrattazioni hanno temporaneamente superato il livello. Nelle prossime ore assisteremo ad ulteriori tentativi di break up. Un primo punto sotto cui si allenterà la pressione quota tra 1,0530/1,05. Tuttavia, a breve ed in prospettiva dei meetings delle banche centrali,  sarà l’eventuale violazione di 1,0350 a determinare un ritorno di forza del dollaro.

RISKOO ENTERPRISE RISK MANAGEMENT

CONSIGLIO BCE ATTESE PER L'ANNUNCIO SUI TASSI

LE DECISIONI DEL CONSIGLIO BCE

La BCE ha aumentato i tassi di interesse di 75 punti base, portando il tasso sui depositi all’1,5% e il tasso di rifinanziamento principale al 2%. Oltre al previsto aumento dei tassi, la BCE ha anche annunciato modifiche alle attuali operazioni di rifinanziamento mirate a lungo termine (TLTRO). A partire dal  23 novembre 2022 il tasso di interesse su tutte le operazioni TLTRO III sarà indicizzato ai tassi di interesse chiave della BCE medi applicabili. Ci saranno anche tre momenti aggiuntivi per i rimborsi anticipati. La banca centrale ha inoltre deciso di fissare la remunerazione delle riserve minime al tasso sui depositi presso la BCE.

Il Consiglio direttivo intende continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del PAA per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui ha iniziato a innalzare i tassi di interesse di riferimento della BCE e, in ogni caso, finché sarà necessario per mantenere condizioni di abbondante liquidità e un orientamento adeguato di politica monetaria.

Per quanto riguarda il PEPP (pandemic emergency purchase programme), il Consiglio direttivo intende reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma almeno sino alla fine del 2024.

Ieri a conclusione della conferenza stampa del Governatore della BCE, abbiamo tenuto il nostro consueto punto nella diretta streaming organizzata con AITI, l’Associazione Italiana dei Tesorieri d’Impresa, per commentare le decisioni del Consiglio. Nell’analisi che Wlademir Biasia ha fatto in merito agli impatti sul mercato partendo dal cambio eur usd, ha aperto alla possibilità che i rendimenti sul tratto lungo della curva possano aprire una fase riflessiva.

LE PREMESSE PER UN ALLENTAMENTO DELLE PRESSIONI MONETARIE

La BCE ha  aumentato i tassi di interesse per un totale di 200 punti base in un periodo di poco più di tre mesi. È il ciclo escursionistico più acuto e aggressivo di sempre. Nei due precedenti cicli di rialzo dall’inizio dell’unione monetaria, la BCE ha impiegato almeno 18 mesi per aumentare i tassi di un totale di 200 punti base. Nonostante vi siano molti segnali che preludono ad un’imminente fase recessiva la Banca centrale ha mantenuto un passo restrittivo orientato a normalizzare la politica monetaria.

Ciò nonostante il mercato ha risposto ai segnali inviati dal Baord, acquistando bond governativi sulle scadenze lunghe. Il 10 anni Germania è sceso da 2.50% a poco sotto il 2% in pochissime sedute. Il 10 anni Italia è sceso anch’esso dal picco segnato al 5%  sino a violare marginalmente il 4%.

Il governatore Christine Lagarde in conferenza stampa ha ammesso i progressi maturati sul fronte dei prezzi dell’energia riconoscendone la caduta delle quotazioni dai picchi di agosto.

Il future sul Dutch TTF è sceso da quota 350 sino a sfiorare area 90 euro mwh, maturando in meno di 60 giorni  una correzione del 70%. Anche i prezzi dell’energia elettrica sono scesi in modo altrettanto deciso. In Italia le quotazioni del PUN GME sono scese da quota 740 a quota 100 euro mwh con un ribasso del 86%.  L’energia contribuisce direttamente alla formazione del tasso d’inflazione per almeno il 30%.

BCE: LE NOSTRE ATTESE SUL CICLO DEI TASSI

WB ANALYTICS: TTF NATURAL GAS CYCLE LT

BCE: LE NOSTRE ATTESE SUL CICLO DEI TASSI

WB ANALYTICS: PUN GME TREND

Qualora i mercati consolideranno tali adeguamenti di prezzo, è verosimile attendersi un ridimensionamento dell’inflazione. Già oggi gli input price industriali stanno perdendo momentum, segnalando da tre mesi a questa parte un allentamento delle pressioni  su scala globale.

Le materie prime industriali sono ampiamente scese rispetto ai picchi di fine inverno: le quotazioni da inizio anno e su base YoY sono ampiamente scese. La tabella riporta, in ordine di ampiezza di ribasso YTD,  i principali valori delle commodity scambiate sui mercati a termine (CME – LME – SFE ..) con ampi segni negativi.

BCE: LE NOSTRE ATTESE SUL CICLO DEI TASSI

WB ANALYTICS: COMMODITY PRICE @ 28/10/22

Nelle valutazioni dei prezzi delle commodity si dovrà calcolare l’effetto dollaro, che da inizio anno è aumentato del 12%.

Il quadro complessivo dovrebbe avere effetti positivi sull’inflazione in un orizzonte non immediato ma pur sempre ravvicinato. L’incertezza del quadro geopolitico impone una certa cautela, soprattutto nei confronti del comportamento dei prezzi del gas. Tuttavia vi sono, secondo le nostre stime, concrete probabilità che i valori possano scendere ulteriormente, violando quota 90 euro mwh.

L’evento contribuirebbe  in positivo a chiudere il quadro riflessivo sul comparto delle commodity. Il rallentamento della domanda derivante dai segnali recessivi alimenterebbe ulteriormente l’aspettativa di allentamento dell’inflazione.

INTEREST RATES OULOOK

Date queste premesse, ci aspettiamo un ridimensionamento dei tassi sul tratto lungo della curva.  Già questa settimana abbiamo avuto una preview su queste dinamiche. Ci aspettiamo che l’IRS 10 y possa proseguire nell’atteso trend riflessivo, correggendo inizialmente a quota 2.5% (BT). Le nostre stime tendono a proiettare l’IRS 10y verso una mediana posizionata a al 2% con potenziali picchi minimi, che completerebbero la correzione, verso area 1.50%.

RISKOO ENTERPRISE RISK MANAGEMENT

BCE: LE NOSTRE ATTESE SUL CICLO DEI TASSI

WB ANALYTICS: IRS 10 Y CYCLE TREND

Confermano le nostre attese una correlata flessione del 10 anni Germania ed Italia, a medio termine, rispettivamente in direzione di area 1.50 (Bund); 3% (BTP)

BCE: LE NOSTRE ATTESE SUL CICLO DEI TASSI

WB ANALYTICS: BUND 10 Y YIELD TREND

BCE: LE NOSTRE ATTESE SUL CICLO DEI TASSI

WB ANALYTICS: BTP 10 Y YIELD TREND

Questa settimana si terranno diversi incontri delle banche centrali. L’attenzione si concentrerà sulla BCE intenzionata a confermare le attese per un ulteriore rialzo dei tassi. Le attese sono distribuite in una forchetta tra 50 3 75 bp. Si prevede un aumento di 75 bp anche dal Board della Bank of Canada; mentre La BoJ (Giappone), la BCB (Brasile) e BCR (Russia) non dovrebbero toccare i tassi.

LO SCENARIO DI RIFERIMENTO PER IL CONSIGLIO BCE

Il contesto macro economico entro cui prenderà decisioni il Consiglio BCE rimane sostanzialmente simile a quello di settembre. Gli indicatori di fiducia hanno continuato a calare mentre i  dati effettivi indicano una possibile contrazione moderata della crescita dell’eurozona nel terzo trimestre. Le proiezioni sui prossimi due trimestri si sono ulteriormente offuscate. Rimangono sempre elevati i livelli di incertezza dovuti agli sviluppi delle tensioni  nell’Eastern Europe con le relative ricadute sulle forniture e prezzi dell’energia e di altre commodity provenienti dall’area. L’esatta trasmissione dell’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime su crescita e inflazione e le risposte della politica fiscale costituiscono variabili critiche, ancorché non del tutto chiare. Nel vertice UE appena concluso sono state tracciate alcune linee politiche che necessitano di ulteriori messe a punto.

In ogni caso il quadro complessivo evidenzia un netto ribasso dei prezzi del gas misurato sia nel benchmark Dutch TTF, sia nel contratto PSV.  Le quotazioni del future sul Dutch TTF, quotato nella piattaforma THE ICE, prezza questa mattina in apertura a 100 eur mwh, ovvero prossimo ai livelli  di obbiettivo (aggiornati nel segmento 100/90), che, contrariamente a quanto molti media segnalavano, con molta forza avevamo indicato il 2 settembre all’indomani del vertiginoso rialzo a 350 euro.  

Quota 95 euro rappresenterà nei prossimi giorni il mid point di riferimento per tutti gli attori che seguono l’andamento dei prezzi e sui quali prendono le loro decisioni di orientamento.

In sovrapposizione al ribasso dei prezzi del Gas Naturale, il PUN, Prezzo Unico Nazionale dell’Energia Elettrica, ha fissato un minimo in area 100 euro,  anche in questo caso sui livelli target stimati dal nostro modello previsionale.

Accanto ai recenti ribassi dei prezzi dell’energia europea, dobbiamo unire quelli relativi alle quotazioni del petrolio. Con altrettanta difficoltà i valori scambiati sono scesi nelle direzioni previste dal nostro modello, 80 usd/bar,  riprese temporaneamente dalla reazione costruita prima del vertice Opec+. La decisione di ridurre la produzione nominale di 2 mil di barili al giorno per il momento non ha sovvertito le dinamiche riflessive del mercato. L’eventuale (nuova) violazione al ribasso di quota 90 usd/bar per il Brent tenderà a rafforzare il segnale riflessivo in atto.  Su questo punto la contrapposizione tra il cartello Opec e gli USA tenderà ad acuire le tensioni, con gli Stati Uniti impegnati a raffreddare anch’essi, come l’UE i prezzi dell’energia.

Su questo punto le banche centrali hanno concentrato la loro azione restrittiva con l’obbiettivo di frenare l’inflazione attraverso il rallentamento della domanda. Osservando le dinamiche dei prezzi industriali è possibile evincere un segnale più ottimistico di quanto si possa raccogliere nei media. Gli effetti dell’azione monetaria risulta visibile dalla lettura del grafico sottostante sull’allentamento della pressione dei prezzi unita alla contrazione dei nuovi ordinativi elaborato da S&P Global.

LE DECISIONI CHE PRENDERÀ LA BCE

WB ECONOMICS: GLOBAL PMI INPUT PRICE COST- NEW ORDER – SUPPLY CHAIN

Inoltre le quotazioni dei metalli industriali quotati sia nei mercati occidentali (CME e LME) che in alcuni orientali (Shanghai Future Exchange) evidenziano andamenti negativi sia in rapporto ad inizio anno (YTD) che in relazione ai valori quotati anno su anno (Y).

LE DECISIONI CHE PRENDERÀ LA BCE

WB ECONOMICS: COMMODITY PRICE STATISTICS

Il rovescio della medaglia  dell’azione monetaria promossa dalle banche centrali presenta sul fronte economico un sensibile raffreddamento delle dinamiche della domanda e quindi della crescita.

Questi dati forniranno il quadro di riferimento su cui il Consiglio BCE prenderà la decisione sui tassi ed esporrà il proprio orientamento sulle decisioni future in termini di policy monetaria.  Il governatore, Christine  Lagarde, potrebbe anche esprimere maggiori incertezze sull’opportunità di mantenere un outlook restrittivo durante la conferenza stampa di giovedì pomeriggio. Il deterioramento del quadro macro potrebbe portare i rendimenti obbligazionari sulla parte lunga della curva a scendere,  scontando quindi le attese per una fase recessiva.

Alle 16.00 commenteremo le decisioni BCE nella diretta streaming organizzata con AITI, l’Associazione Italiana Tesorieri d’Impresa,  INSIDE CENTRAL BANK (link registrazione). Durante la diretta faremo il punto sugli effetti che la decisione produrrà sull’andamento dell’euro nei confronti del dollaro e delle principali divise.

IL QUADRO MACRO ECONOMICO

In settimana avremo molteplici aggiornamenti sull’andamento del PIL relativo al terzo trimestre 2022.  Potremo misurare in retrospettiva le condizioni macroeconomiche della Cina continentale, Stati Uniti, Germania, Francia e Corea del Sud. Di converso i dati PMI flash offriranno una visione prospettica aggiornata delle aspettative sull’andamento della crescita globale per il mese di ottobre che coincide con l’inizio di questo quarto trimestre.

Avremo quindi i PMI flash sulle tendenze macro per l’Eurozona (Francia, Germania, Italia e Spagna), gli Stati Uniti, il Regno Unito, il Giappone e l’Australia. Le rilevazioni più recenti hanno messo in evidenza una perdita di momentum della produzione  alimentando timori su una potenziale fase recessiva.

I dati PMI uniti a quelli sul PIL forniranno quindi  il quadro di base su cui le banche centrali prenderanno le loro decisioni sui tassi ed in particolare forniranno la loro visione sull’orientamento di policy monetaria.

FX ENTERPRISE RISK MANAGEMENT

LE QUOTAZIONI DI GAS ED ENERGIA SCENDONO

Prosegue il ritracciamento delle quotazioni di Gas ed Energia Elettrica.

mentre le istituzioni europee continuano a discutere su soluzioni per contenere il costo dell’energia, sul mercato i prezzi mantengono un assetto correttivo che lascia intravvedere un riequilibrio ulteriore degli eccessi di prezzo fissati ad agosto.

Ieri il future sul Natural gas, Dutch TTF, ha confermato il breakout dei minimi fissati precedentemente al sabotaggio di NordStream 1 e 2. Con la violazione di 175 eur mwh si apre un ulteriore finestra correttiva che punta ora in direzione di 125 euro. La nostra view annunciata il 2 settembre punta ad un pieno ritracciamento del rialzo maturato tra la fine della primavera ed i picchi di agosto. Quindi ci aspettiamo un ritorno a breve verso quota 100, dove collochiamo la linea di spartiacque tra uno scenario che rimane ad alta tensione (sopra 100) rispetto all’auspicabile riequilibrio totale in direzione della fascia 60/40 eur mwh.

Ieri il contratto italiano, PSV, ha chiuso poco sopra quota 100 euro. Da fine agosto le quotazioni del PSV si sono svincolate dall’abbraccio mortale del TTF. I movimenti del contratto italiano tendono ad anticipare le mosse del secondo. Evidentemente il minor carico speculativo presente sul PSV ha modificato l’assetto degli interessi operativi.

In sovrapposizione al ribasso dei prezzi del gas abbiamo catturato un ridimensionamento parallelo delle quotazioni del PUN, il prezzo dell’energia elettrica gestito dal GME.

I valori del PUN scendono dai massimi fissati ad agosto a 740 eur mwh agli attuali minimi segnati tra 200/210 euro. In questo caso il punto da noi calcolato sulla definizione di una linea di spartiacque tra condizioni vulnerabili a nuove tensioni rispetto all’avvio di una fase più distensiva, transita proprio in area 200.

La violazione di 100 eur mwh per il Natural Gas (TTF Dutch) e di 200 euro per il PUN rappresenta per il nostro modello di valutazione la linea di demarcazione tra condizioni meno sfidanti, rispetto a condizioni punitive.

TTF NATURAL GAS

WB ANALYTICS: NATURAL GAS TTF GAS CYCLE TREND

GME PUN Base ENERGIA ELETTRICA

WB ANALYTICS: GME PUN Base ENERGIA ELETTRICA

Con il Consiglio di settembre di politica monetaria della BCE si apre la stagione autunnale che ci porterà alla conclusione di questo difficile quanto complesso 2022. L’economia europea ha performato positivamente fino all’apertura della crisi energetica culminata con l’invasione dell’Ucraina e lo slow down dei rapporti Ue Russia USA. La crescita del PIL del 3,9% anno su anno (a/a) o dello 0,6% trimestre su trimestre nel II°Q del 2022 deriva dalla spinta inerziale della ripresa post Covid. Ora, come abbiamo evidenziato con i rapporti PMI che si sono succeduti mese per mese da maggio in avanti, il comparto manifatturiero dell’eurozona è sceso progressivamente a 49,6. Il PMI composito globale della Germania ad agosto è stato rivisto al ribasso a 46,9 (rilevazioni inferiori a 50 segnalano l’attesa per una fase di grande rallentamento dell’economia).

Il rallentamento della crescita economica nell’UE è stato esacerbato dall’elevata inflazione, che ha raggiunto il 9,7% a/a ad agosto. Ciò ha messo sul tavolo un enorme aumento del tasso di interesse di 75 pb. In conferenza stampa il Governatore non ha avuto esitazioni nell’ammettere che, a differenza di quanto sostenuto lo scorso anno sino a questa primavera, l’inflazione rischia di essere più persistente del previsto. La BCE ammette di aver sbagliato a fornire le indicazioni ai mercati quando sosteneva il tenore transitorio della crescita dei prezzi. 

L’inflazione in Europa è sostenuta per il 90% dal rialzo dei prezzi dell’energia. Su questo fronte poco può fare la politica monetaria se non cercare a raffreddare i consumi e la domanda in generale. Come? esacerbando le condizioni finanziarie: alzare i tassi. Ma la domanda di energia a livello industriale è relativamente insensibile al prezzo, per cui una sua variazione non comporta una grossa variazione nella quantità richiesta, salvo considerare l’insostenibilità dei rincari in condizioni eccezionali come l’attuale. Non considerarne i rischi significa mettere in discussione la tenuta dei mercati di produzione e di consumo. Lo stanno ammettendo più voci autorevoli ed interessate al problema.

Questa settimana avremo la pubblicazione, tra tutti, di due dati macro importanti: l’inflazione USA (martedì) e l’inflazione UEM venerdì. Le attese quotano una riduzione ad agosto per l’IPC degli USA di 0,1% (m/m) dal 8,5 al 8,1% (a/a). In Eurozona invece si attende un incremento mensile da da 0,1 (luglio) a 0,5% con la rilevazione tendenziale annua che dovrebbe stabilizzarsi a 9,1%.

Negli Stati Uniti per raffreddare l’inflazione, l’Amministrazione Usa si sta spendendo in tutti i modi per far scendere le quotazioni del petrolio. I future sono effettivamente scesi nell’ultimo mese poco meno del 9%. In Eurozona i prezzi del gas limano il loro valore nell’ultimo mese ma rimangono paurosamente elevati. Da inizio anno le quotazioni del WTI risultano ancora positive rispetto alla chiusura di dicembre nell’ordine di 14,45%, quelle del natural gas europeo sfiorano il 200%.  Ma come sappiamo la differenza sostanziale, calcolata su un orizzonte di valorizzazioni più ampio (tre anni), ci mette al muro con un incremento del 50% dei prezzi del petrolio e del 1350%! quelli del gas.

Ogni ragionamento si ferma su questi numeri freddi. Shock economico.

Subito dopo la pubblicazione del dato sull’inflazione avremo l’istituto tedesco  Zentrum für Europäische Wirtschaftsforschung (ZEW)  che riporterà l’andamento dell’indice ZEW sulle condizioni economiche attese in Germania, rilevate nell’ambito di un sondaggio condotto presso circa 350 investitori istituzionali e analisti tedeschi. L’anatomia del grafico riporta i valori di agosto a -55, l’attesa per settembre è -60. Gli istogrammi chiari, in negativo, rilevano un clima di sfiducia. L’indice ha sempre anticipato gli eventi economici: febbraio 2008 la recessione causata dai Subprime, nel gennaio 2019 la recessione culminata con la crisi Covid.

WB ANALYTICS: GERMANY ZEW ECONOMIC SENTIMENT –  Zentrum für Europäische Wirtschaftsforschung

L’attesa del mercato in merito al rallentamento dell’inflazione negli USA è avvalorata anche dalla proiezione dei prezzi di input industriali riportato nel grafico sottostante, Global PMI PRICES INDEX. L’indice calcolato su scala globale nell’ambito di sondaggi effettuati su un ampio panel di imprese manifatturiere e servizi, riflette con buona probabilità la riduzioni delle quotazioni di molte commodity industriali nei mercati a termine, a cui più recentemente si sono aggiunti i ribassi sul greggio. Al rialzo dell’indice fa eco l’inasprimento delle line di policy monetarie (istogrammi grigi). Le due curve a loro volta influenzano il comportamento dell’indice relativo al Global PMI OUTPUT, ovvero l’indicatore di sentiment delle imprese sulle prospettive dell’output passato quest’estate in are di contrazione.

A conferma di un rallentamento globale vi sono le tariffe dei container che transitano sulle rotte oceaniche dall’Asia all’Europa: i valori sono già diminuiti drasticamente quest’anno e sono diminuite in modo particolarmente netto dall’inizio di agosto.

Il tasso spot Freightos Baltic Daily dalla Cina al Nord Europa, visualizzato nel grafico, è sceso del 24% dal 3 luglio, da $ 10.397,55 per unità equivalente di quaranta piedi a $ 7.869,10. Il tasso spot di Drewry da Shanghai a Rotterdam, Paesi Bassi, visualizzato in verde, è sceso del 18% nello stesso periodo, da $ 9.280 per FEU a $ 7.583.

PMI GLOBAL INDEX

Freightos Baltic Container Index (FBX)

Quei recenti tagli alle tariffe dei container oceanici sono arrivati ​​dopo che il mercato si era già indebolito per mesi; le tariffe dei container sul commercio Asia-Europa hanno raggiunto il picco lo scorso ottobre. L’improvviso e violento abbassamento delle tariffe spot potrebbe indicare che la spesa incrementale delle merci è si sta riducendo Europa e che i vettori marittimi stanno iniziando a ottimizzare l’utilizzo delle risorse piuttosto che l’EBIT per spedizione.

I dati sulle prenotazioni di container oceanici a monte di FreightWaves Container Atlas rivelano che anche le esportazioni europee sono destinate a rallentare notevolmente. Le prenotazioni di container oceanici in partenza da Rotterdam verso tutti i porti globali hanno subito pressioni al ribasso da luglio.

WB MARKET MOVER MONITOR

FOREX EUR USD Con l’annuncio della BCE l’euro ha temporaneamente modificato il proprio assetto aprendo una reazione alla fase di debolezza che lo porterà nelle prossime ore a collaudare area 1,0160 contro dollaro. Il break up aprirebbe un’azione di copertura delle posizioni short speculative tuttora presenti nel mercato. Si tratta di capire se tale eventuale reazione possa scontare la ricerca di soluzioni nel contesto  energetico  piuttosto che in ambito monetario. Nella prossima riunione della Fed ci si aspetta infatti che il Board possa aumentare anch’esso di 75 base i Federal Funds neutralizzando in tal modo il differenziale aperto  con la decisione BCE.

COMMODITY ENERGIA Gli osservati speciali Natural Gas europeo e Brent Oil aprono la settimana conservando il segnale riflessivo di breve in linea con la nostra view. Sulle quotazioni del Dutch TTF Natural gas ci aspettiamo un collaudo dell’area 190/180 eur mwh per verificare l’effettiva possibilità che i valori possano scendere oltre e neutralizzare quindi almeno il rialzo di luglio ed agosto come audacemente segnalato nel post del 2 settembre. Per il Brent ci aspettiamo in settimana scambi in consolidamento nell’attuale area tra 93 ed 87 usd/bar. Il breakout della soglia 87 consentirà alle quotazioni di raggiungere il nostro target ad 80 usd.

 

C’è grande volatilità sul mercato delle commodity. Dopo Jackson Hole, il simposio delle banche centrali organizzato lo scorso fine settimana dalla Fed , il mercato è tornato a vendere commodity includendo anche il petrolio che registra dallo sorso venerdì una perdita del 5%. A ciò si aggiunge la riunione straordinaria dei ministri dell’Energia Ue convocata per il 9 settembre dalla presidenza ceca, per discutere le soluzioni da intraprendere per far fronte sulla crisi energetica (gas). Ursula von der Leyen presenterà al parlamento europeo il 14 settembre la proposta della Commissione sul ‘price cap’ per porre un freno all’impennata dei costi che grava su imprese e famiglie. Bruxelles ha allo studio anche misure volte alla riduzione della domanda di elettricità oltre che di gas.

Il forte ribasso registrato dalle materie prime nei mercati a termine risulta in linea con quanto anticipato e scritto nel nostro ultimo report WB COMMODITY PERSPECTIVES e si inserisce in un quadro di robusta frenata della crescita economica in Europa.

I dati PMI, di cui abbiamo anticipato le nostre valutazioni prima di Ferragosto, confermano nelle rilevazioni dei sondaggi di agosto un sensibile rallentamento del comparto manifatturiero in Germania (indice 49 sotto la quota spartiacque crescita/decrescita 50). Abbiamo dedicato un rapporto all’analisi dei dati per supportare il lavoro di pianificazione dei managers delle aziende che seguono il nostro servizio di advisory Enterprise Risk Management per la gestione dei flussi in divisa e degli acquisti di commodity. Tra l’altro quest’anno, diversamente dal passato, abbiamo ricevuto già dalla settimana successiva a Ferragosto le richieste di assessment  per definire i cambi di budget per il 2023.

Oltre ai dati relativi ai trends dei tassi di cambio e materie prime, c’è molto interesse ovviamente per l’andamento delle quotazioni del future sul gas naturale Dutch TTF di cui abbiamo tracciato, nella sintesi dei nostri post, il profilo tendenziale anche negli ultimi sviluppi.

COMMODITY NATURAL GAS DUTCH TTF

Il 22 agosto avevamo indicato un potenziale cap al rialzo in area 320/35 eur mwh, per indicare il 30 agosto il primo segnale di reversal della tendenza speculativa proiettando la correzione iniziale da 320 a  200/180 eur mwh.

Alla luce di quanto sta emergendo sul fronte -politico- non escludiamo un riassorbimento totale del rialzo dei prezzi avviato agli inizi di giugno a partire dalla base dei 90 eur mwh. Indubbiamente il nostro può sembrare un’audace analisi sulle stime tendenziali, tuttavia riteniamo che il ritorno su quei livelli costituisca il primo e non definitivo passo per affrontare il tema.

Come già scritto nel post La grande speculazione (1 e 2), la poca profondità del mercato che tratta il future sul TTF favorisce movimenti speculativi governati da ampie volatilità. I trader in attesa delle riunioni di cui sopra e delle relative decisioni, stanno liquidando le posizioni per non trovarsi scoperti.

COMMMODITY: C’E’ GRANDE VOLATILITA’ SUL MERCATO

WB ANALYTICS: NATURAL GAS DUTCH TTF TREND (MONTHLY)

COMMODITY PETROLIO BRENT OIL

Anche i prezzi del petrolio hanno capitolato di fronte ad una serie di prese di posizioni formate da sviluppi  economici e politici. Qui la confrontation è più ampia ed articolata se possibile. I corsi stanno scendendo verso i nostri obbiettivi intermedi a 80 usd/bar. Sul petrolio si consumerà lo scontro più significativo per garantire al mondo produttivo energia a costi sostenibili.

L’obbiettivo su cui l’occidente sta lavorando potrebbe coincidere con un ritorno delle quotazioni verso l’area prospicente ai 60 usd.

I segnali di rallentamento della crescita favorirebbero questo scenario. L’ostinazione delle banche centrali nel contrastare l’inflazione punta a questo esito.

COMMMODITY: C’E’ GRANDE VOLATILITA’ SUL MERCATO

WB ANALYTICS: BRENT OIL TREND

BANCHE CENTRALI E MERCATI

 

La Fed è schierata ufficialmente in prima linea nel contrastare l’inflazione.

Dai sondaggi PMI emergono già segnali di raffreddamento dei prezzi input industriali. Ne abbiamo parlato, mettendo in evidenza l’andamento grafico, in molti nostri recenti report a partire dalla scorsa primavera.

Ma il recupero dei mercati azionari tra luglio ed agosto hanno imposto un supplemento degli warning da parte dei governatori. Pensiamo che il nostro scenario elaborato lo scorso dicembre nell’Outlook per il 2022, EVERYTHING MUST CHANGE, rimanga tuttora allineato agli sviluppi attesi.

Lo studio degli scenari è indispensabile per definire le linee guida sugli sviluppi che i mercati, Forex, Commodity e Rates, tendono a profilare accendendo un faro, ma soprattutto un bussola,  importanti per la definizione dei piani di Risk Management per gestione del rischio in termini proattivi delle imprese.

In questa specifica fase il tema sull’energia buca qualsiasi titolo da prima pagina. Qualora quanto sopra atteso dovesse concretizzarsi (come pensiamo), l’euro potrebbe beneficiare di una pausa momentanea delle pressioni che lo schiacciano temporaneamente sulla parità con il dollaro.

Tuttavia il punto cardine che definisce lo snodo tra un recupero e la prosecuzione della tendenza riflessiva non coincide con la parità, ancorché essa rappresenti un valore psicologico importante. Tali punti qualificanti li abbiamo declinati nel nostro ultimo rapporto di agosto FX RISKOO OUTLOOK pubblicato il 22 agosto.

Ancora una volta sottolineiamo la necessità di adottare approci flessibili a fronte di schemi rigidi che possono penalizzare le strategie di gestione.

FX ENTERPRISE RISK MANAGEMENT

L’azione speculativa fa parte del DNA dei mercati. Fa leva su condizioni di eccesso tra un fattore di rischio specifico ed un risultato atteso.

Come noto, i fattori di rischio specifico provengono principalmente dai mercati dell’energia: gas, petrolio.

ENERGY TREND

Il primo, in particolare quello europeo, trattato nella piattaforma THE ICE, si riferisce all’andamento del Dutch TTF, il secondo è trattato in diversi mercati specializzati assumendo come benchmark principale due prodotti: il Brent Oil ed il WTI (West Texas Intermediate).

Il rialzo dei prezzi dell’energia in Europa in particolare, costituisce la causa ultima (in ordine di fattori e tempo) che sta alimentando le spinte inflative.

Il loro rialzo prende corpo con la ripresa delle attività dopo la conclusione della prima fase dei blocchi sanitari Covid, alla fine della primavera del 2020.

In quella fase tutte le commodity sono trascinate al rialzo sulla base di aspettative che vedevano in combinato la ripresa della domanda con i le note difficoltà presenti nelle catene di fornitura globale. Quindi forte domanda ed offerta in ricostruzione hanno animato la prima grande speculazione dei mercati.  La presenza di abbondante liquidità garantita dalle banche centrali ha fornito la benzina per accendere il fuoco speculativo causando il rialzo dell’inflazione nei mercati finanziari prima e reali dopo con un effetto diretto di trasmissione dei prezzi.

LA POLITICA MONETARIA DELLE BANCHE

Le banche centrali per un lungo periodo di tempo hanno sostenuto la tesi che i fattori che avevano scatenato l’inflazione fossero di natura transitoria. Per cui la loro azione di contrasto si è materializzata in ritardo, soltanto quando le condizioni di eccesso concretizzavano i rischi inizialmente disattesi.

La Federal Reserve ha avviato il primo rialzo dei tassi a marzo di quest’anno annunciando il Tapering per il mese di maggio. La BCE invece ha avviato il suo primo rialzo dei tassi a luglio.

La linea di policy monetaria assunta dalle banche centrali, in particolare dalla Fed, ha contribuito a far raffreddare i prezzi delle commodity industriali (metalli) ed agricole.

Al LME le quotazioni del rame dopo i picchi fissati attorno quota 10.750 usd sono scesi sino a 7.000 usd. Ampiezze altrettanto significative si sono viste anche sull’acciaio e sull’alluminio.

Quanto abbiamo assistito al LME o al COMEX non si è visto sul mercato dell’energia, benché ancor prima della guerra in Ucraina avevamo assistito ad altrettanti picchi su natural gas e crude oil.

La loro persistenza a confermare nuove spinte rialziste, ha ridotto notevolmente gli effetti di contrasto promossi dalle banche centrali.

Negli  Stati Uniti, la Fed ed il Dipartimento del Tesoro, stanno operando per raffreddare le quotazioni del greggio. In Europa non vediamo alcuna strategia per contrastare la grande speculazione sul prezzo del gas.

PETROLIO: BRENT OIL

Dalla scorsa primavera sosteniamo che i prezzi del Brent future siano destinati, ovviamente con tutto il comparto petrolifero, a subire una correzione significativa. Dopo il picco tra 125/130 usd/bar abbiamo tracciato uno scenario correttivo orientato a verificare 80 usd/bar (Market Mover Monitor 25 apr 2022).

Il mercato dopo aver costruito un minimo a 91.50 ha aperto una reazione per  verificare la tenuta di 102.50 dove riteniamo transiti il livello che delimita il percorso che dovrebbe portare i valori verso il target 80 usd/bar. Pertanto restiamo fiduciosi sulla prosecuzione della correzione che sta dominando nel breve le contrattazioni. E’ chiaro che anche su questo strumento si stanno confrontando i rapporti di forza tra USa e grandi paesi users verso produttori come Arabia Saudita, Russia ed altri membri dell’Opec+.

 

LA GRANDE SPECULAZIONE

WB ANALYTICS: BRENT OIL TREND

NATURAL GAS: DUTCH TTF

Le quotazioni del Natural Gas europeo e nello specifico il future sul Dutch TTF, eletto come strumento benchmark per la definizione dei prezzi sul mercato consumer europeo,  beneficiano di condizioni di eccesso, prodotte dalla crisi geopolitica UE-Russia, che determinando un rischio specifico alimentano il risultato atteso: la grande speculazione. Essa si scatena in Europa per effetto del differenziale tra i costi energetici tra Ue ed Usa, dove il rapporto è esponenziale 300 contro 24 usd/mwh.

Mentre gli stoccaggi procedono secondo gli obbiettivi programmati in termini quantitativi, l’effetto elastico, generato dal gioco di un’offerta ad intermittenza,  ha creato un swing rialzista sui prezzi oltre ogni logica industriale.

C’è stato un momento in cui ci eravamo illusi della possibilità che tale logica potesse avere ragione sulla bolla speculativa, ma abbiamo dovuto ricrederci quando da 90/80 eur mwh toccati agli inizi di giugno il mercato ha spinto i valori oltre la nostra soglia di allerta 95 & 105 eur mwh. Nel WB MARKET MOVER WEEK ci siamo  spinti a fissare un target di breve a 320 euro. Il mercato l’ha bruciato dopo pochi giorni!

Ci sembra che tra 320/335 si possa formare un cap nel breve ed aprire una reazione al ribasso, mentre siamo giunti alla fine della pausa produttiva di agosto.

Tuttavia per raffreddare la grande speculazione dobbiamo confidare in quello che ci sembra essere nel breve l’unica via d’uscita: l’azione diplomatica. Le alternative al gas russo non sembrano praticabili se non oltre il 2023.

LA GRANDE SPECULAZIONE

WB ANALYTICS: NATURAL GAS DUTCH TTF

FX ENTERPRISE RISK MANAGEMENT

Nel nostro rapporto aggiornato di agosto abbiamo fatto il punto sul mercato delle commodity, mettendo a fuoco gli sviluppi dell’andamento delle quotazioni del future sul Natural Gas -europeo-, Dutch TTF, stimando gli obbiettivi di prezzo e soprattutto i rischi di scenario.

La pausa produttiva del mese di agosto non allenterà le pressioni sui mercati, tantomeno i segnali di rallentamento che , con anticipo, vi avevamo tracciato in primavera e che ora stanno assumendo dimensioni concrete.  A settembre le aziende riprenderanno l’attività dovendo affrontare uno scenario reso più difficile dalla crisi energetica che sta minacciando l’Europa.    Si comincerà ad elaborare i budget per il 2023 dovendo definire le linee guida sugli input ed output price.

Per chi opera su scala extra UE dovrà tenere conto delle tendenze che governano i mercati dei cambi in una congiuntura difficile.
In realtà operiamo in trincea da oltre due anni dovendo gestire, sia sotto il profilo statistico che storico, volatilità molto ampie, per le quali la gestione del rischio rappresenta la linea di confine tra riuscire a marginare o meno.
Prepariamoci quindi per il 2023.

SOMMARIO

SCENARIO

  • CONFERMIAMO LE LINEE TRACCIATE LO SCORSO RAPPORTO
  • RALLENTAMENTO GLOBAL PMI MANUFACTURING
  • INDEBOLIMENTO DELLA DOMANDA
  • RIBASSO I PREZZI DELLE MATERIE PRIME
  • RALLENTAMENTO SOTTO QUOTA 50 PMI METAL USERS

ENERGY

  • GAS & ENERGIA ELETTRICA: A QUANDO IL PICCO?
  • PETROLIO: BRENT SOTTO 100 USD/BAR

METALLI INDUSTRIALI

  • CONFERMA DELLE CORREZIONI ANTICIPATE A FINE INVERNO SUI METALLI INDUSTRIALI
  • CONFERME ED AGGIORNAMENTI DEI  TARGET TENDENZIALI