PREVISIONI PIL: in mattinata l’UE pubblica l’aggiornamento delle stime della Commissione su crescita e inflazione dell’Unione e dei singoli paesi comunitari. Secondo indiscrezioni Ansa, nel caso dell’Italia la previsione Pil 2022 dovrebbe subire una limatura di qualche decimale, passando a 2,4% rispetto a 2,7% stimato a maggio.
Quanto alla zona euro, sempre secondo Ansa, la revisione al ribasso sarebbe significativa in particolare sul 2023: un taglio di un punto pieno rispetto al 2,3% di maggio. A pesare sono la guerra in Ucraina e la crisi del gas, dato che si teme la Russia possa prolungare la manutenzione programmata dello strategico gasdotto Nord Stream 1, con gravi ricadute sui piani di stoccaggio per l’inverno.
Nell’Eurogruppo di lunedì, del resto, il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis anticipava una probabile revisione al ribasso delle previsioni di crescita e al rialzo di quelle di inflazione.

Con le ‘Spring Forecasts’ di metà maggio Bruxelles ha ridotto per la zona euro la stima sul Pil 2022 da 4% a 2,7% e alzato quella sull’inflazione a 6,1%. Tornando all’Italia, le stime Ue di primavera davano su quest’anno un’inflazione di 5,9%.

Nel frattempo la ventilata crisi di governo in Italia unita al dato di ieri superiore alle attese sull’inflazione USA portano i rendimenti del BTP 10 anni in apertura a 3.23% con lo spread a 208 punti base. Il mercato in attesa del meeting  BCE della prossima settimana, sta sondando l’area 3.15-3.35 per verificare gli strumenti effettivi che il Consiglio metterà in campo per contrapporre i rischi di frammentazione degli spread sovrani. L’eventuale violazione di 3.15% del 10 anni aprirebbe la strada per un ulteriore gamba di ribasso dei rendimenti.   I tassi del secondario italiano sono poi lentamente ridiscesi sui minimi di seduta.

I dati sull’inflazione Usa di giugno – a 9,1% su anno pubblicati ieri riportano quotazioni al massimo di oltre 40 anni e superiore alle attese. Benchè la misura sia già scontata, il dato conferma la prospettiva di una stretta sui tassi Usa da 75 punti base al Fomc di luglio ed aumenta quella di un pari rialzo a settembre. Il Treasury americano nel frattempo consolida la discesa dei rendimenti a 2,906%.  Nell’odierna giornata saranno resi noti i dati di giugno sui prezzi a monte della filiera. In questo caso il consensus è di un incremento di 0,8% su maggio e 10,7% su giugno dell’anno scorso, variazioni poco diverse da quelle del mese precedente.

WB MARKET MOVER MONITOR

FOREX – Riprende la spinta rialzista del dollaro, premiato sia dalle aspettative ‘hawkish’ circa le prossime mosse di Federal Reserve. L’apertura europea riporta il cross euro/dollaro a 1,002 (in calo di 0,40%); il cambio euro/yen  138,72 (+0,38%) mentre il dollaro  scambia sullo yen a 138,42 su yen (in rialzo di 0,73%). Ieri la BCE ha fatto sapere di monitorare il mercato dei cambi. Prima di una reazione dell’euro ci aspettiamo un mini-consolidamento degli attuali livelli che non esclude anche un breve approfondimento in area 0.99/98. Livello dal quale dovremmo assistere ad una reazione verso quota 1.04.

PETROLIO BRENT – Il future sul Brent sta violando, come atteso ed anticipato nel nostro blog research la soglia dei 100 dollari. In apertura europea, il futures sul Brent  viaggia in rialzo di 23 cent a 99,80 dollari il barile e quello sul Nymex di 14 cent a 96,44 dollari.

NATURAL GAS DUTCH TTF – All’ICE i futures sul TTF hanno chiuso ieri sopra la soglia 175 eur mwh a 181 ed apre marginalmente al ribasso. Le indiscrezioni su un prolungamento della manutenzione a Nord Stream 1 continuano a sostenere le quotazioni. Di pari passo il PUN GME quota 446 eur mwh sostanzialmente ai massimi livelli finora trattati.

INFLAZIONE: abbiamo raggiunto il picco?

Nel mese di luglio le principali banche centrali chiameranno durante i loro meeting di politica monetaria robusti rialzi dei tassi ufficiali in risposta alle pressioni inflattive. La Fed confermerà un rialzo di 75 bp, 25 la BCE, la BoE dovrebbe alzare di 50 bp, la Banca centrale australiana lo ha appena fatto. La tendenza globale di un inasprimento aggressivo della politica monetaria vedrà inoltre la stretta della Banca centrale del Canada la quale prevede anch’essa un aumento di 75 punti base questa settimana, dopo due aumenti consecutivi di 50 punti base. Nell’insieme si supererà in termini statistici  il robusto aggiornamento di giugno.

Pensiamo che l’azione vada inserita in un contesto di adeguamento degli equilibri monetari ad uno scenario in cui la crescita dei prezzi è ben oltre le dimensioni nel rapporto di scala tra tassi ufficiali ed inflazione. Mentre i primi stanno uscendo da un ciclo deflattivo e quotano ancora a sconto sull’inflazione, quest’ultima ha raggiunto valori rapportabili alla scala degli anni ’80.

Le banche centrali sono consapevoli di questa situazione, ma probabilmente giocano sul rapporto che intercorre tra politica monetaria, inflazione e debito salvaguardando il principio nominalistico del debito a discapito del suo valore reale. La strategia potrebbe essere progettata su orizzonte temporali utili per ottenere questo risultato. Il percorso di conseguenza non sarà lineare, bensì articolato.

Il riequilibrio dei prezzi delle materie prime in atto rientra pertanto su questa linea strategica e rappresenta un’adeguamento dei valori da inserire temporaneamente nel percorso di valore.

Il ribasso delle commodity industriali a cui si sta unendo quello delle agricole e dell’energia sta spingendo il mercato ad interpretare l’attuale fase come un potenziale rallentamento dell’economia globale. Per tali ragioni è più che plausibile porsi la domanda di cui agli inizi del nostro post: inflazione siamo al picco?

L’andamento delle principali commodity confermerebbe tale ipotesi, con il distinguo sui prezzi dell’energia pagati in Europa per il gas.

Ribasso delle quotazioni delle materie prime e crescita sono quindi variabili correlate direttamente.

Questa settimana avremo il rilascio di una serie di dati sul PIL per Regno Unito, Cina e Singapore, che senza dubbio saranno al centro dell’attenzione. Allo stesso tempo, i dati sulla produzione industriale per Giappone, Eurozona, India, Cina e Regno Unito saranno esaminati per verificare l’ampiezza del rallentamento dei tassi di crescita. I dati sulle vendite al dettaglio e sul sentiment per gli Stati Uniti completerà il calendario macro economico per l’ottava che ci introduce alla prossima ottava quando ritorneranno a riunirsi i consigli della FED e della BCE per deliberare l’annunciato rialzo dei tassi.

I riflettori, tuttavia, sono probabilmente puntati sulla Cina, che ha visto persistere i blocchi nel secondo trimestre, per il quale vengono diffusi i dati sul PIL. Mentre l’ultimo PMI ha rivelato un ritorno alla crescita dopo alcuni recenti allentamenti delle restrizioni COVID-19, la crescita della domanda rimane debole nonostante la politica zero-COVID in corso. Le nostre previsioni attualmente vedono la Cina continentale contrarsi nel secondo trimestre a un tasso trimestrale annualizzato dello 0,17%, portando il tasso di crescita anno su anno allo 0,8%, il più debole dai blocchi pandemici del primo trimestre 2020.

Il Regno Unito pubblicherà le stime del PIL relative al secondo trimestre mercoledì, insieme ai dati sui servizi e sulla produzione industriale, che probabilmente confermeranno il rallentamento economico atteso. Sebbene i recenti dati PMI per il Regno Unito abbiano indicato una crescita dell’attività imprenditoriale, i sondaggi mostrano anche che la crisi del costo della vita ha colpito la crescita della domanda, aumentando il rischio di un’ulteriore contrazione economica del Regno Unito e recessione tecnica nel terzo trimestre.

Il calendario economico degli Stati Uniti prevede nella giornata di venerdì la pubblicazione dell’andamento delle vendite al dettaglio ed del sentiment dei consumatori. I dati sulle vendite al dettaglio saranno analizzati per valutare se l’aumento dei costi del carburante si sia aggiunto alle pressioni sui prezzi e abbia costretto i consumatori a ridurre la spesa, come evidenziato dai recenti sondaggi PMI sui servizi in forte rallentamento e prossimo a quota 50.

L’Eurozona, il Giappone e l’India riporteranno invece i dati sulla produzione. I primi due dovrebbero confermare nelle attese un nuovo calo rispetto alla  contrazione della produzione industriale rilevata negli ultimi mesi. Nel frattempo a differenza di altre aree il settore manifatturiero indiano continua a registrare ottime performance.

INFLAZIONE: abbiamo raggiunto il picco?

I recenti sondaggi PMI hanno messo in evidenza un rallentamento dei costi di input delle aziende al ritmo più significativo degli ultimi quattro mesi, segnalando un raffreddamento dell’inflazione dei prezzi al consumo globale. Mentre la crescita e dei costi di input ha avuto improvvise accelerazioni durante la pandemia, ora sembra incontrare un significativo rallentamento della dinamica. Ciò potrebbe costituire l’inizio di una fase di riequilibrio.

In primo luogo, il recente rallentamento della domanda è maggiore che in qualsiasi momento durante la pandemia a parte la fase in cui erano attivi  i blocchi iniziali  (primavera 2020). Ritorna utile osservare  che il rallentamento dei prezzi delle commodity non è causato dalle misure di contenimento della pandemia.

In secondo luogo, il recente allentamento delle pressioni sui prezzi è associato a una sostanziale moderazione dei ritardi nella catena di approvvigionamento.

In terzo luogo, il raffreddamento della domanda finale è accompagnato da un allontanamento dalla creazione di scorte, che ridurrà ulteriormente la pressione di richiamo della domanda sui prezzi degli input.

In quarto luogo, il recente rallentamento sta determinando un forte calo delle aspettative delle imprese sulle prospettive di crescita, che ora sono scese ai minimi da settembre 2020. È probabile che questo calo della fiducia allevi la pressione sulla domanda di lavoro e sui salari, in quanto oltre ad alimentare una crescita più debole della produzione nei prossimi mesi, contribuirà ulteriormente a ridurre le pressioni sulla domanda di commodity e quindi sui prezzi.

Come sopra evidenziato rimane fuori da queste valutazioni l’incognita che più impensierisce il mondo produttivo: le quotazioni e forniture di gas in Europa.

I prezzi del future benchmark Dutch TTF dopo un consolidamento sopra quota 80 a maggio hanno ripreso a salire violando i nostri trigger di allerta per puntare verso un nuovo (ci si augura) picco tra 185/175 eur mwh. Inutile scrivere che il futuro andamento delle quotazioni è nelle mani della diplomazia, ma volendo osservare una linea più fiduciosa e fuori dagli schemi, pensiamo che prevarrà la logica di mercato. Azzardiamo pertanto l’apertura ad una visione positiva che con il ritorno dei valori sotto 135 euro possa materializzare un nuovo importante ribasso delle quotazioni.  Se ciò incontrerà i nostri auspici non mancheremo di comunicarvi i segnali per tempo.

WB MARKET MOVER MONITORFOREX MARKET

Quanto sopra scritto ci porta a confermare le nostre linee guida sull’andamento del dollaro. Il Dollar Index ha raggiunto il nostro target intermedio a quota 107 (vedi report FX OUTLOOK RISKOO). Lo abbiamo scritto e sostenuto in tempi non sospetti quando la maggioranza degli analisti istituzionali stimavano un recupero significativo per l’euro e quindi un ritorno al ribasso del dollaro.

Il rapporto eur usd invece appare destinato a verificare l’altro target per noi rilevante stimato ancora nell’OUTLOOK 2022 a 0.98 eur usd EVERYTHING MUST CHANGE.

Il mercato sta avvicinando l’area in una condizione di eccesso per cui ci aspettiamo al test  dell’area 0.99/0.98 una reazione dell’euro.

Gli operatori hanno già scontato le due manovre sui tassi attese da  BCE (+0.25%) e FED (+0.75%), in occasione delle riunioni di politica monetaria in calendario il 21 ed il 27 luglio.

Per le valutazioni sugli altri cross chiedete il nostro report dedicato FX RISKOO.

INFLAZIONE: SIAMO AL PICCO?

WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX TREND CYCLE

COMMODITY PERSPECTIVES

Come indicato nel nostro Outlook WB COMMODITY PERSPECTIVESla tendenza sul comparto rimane tuttora orientata al ribasso con il rame che verifica nelle quotazioni del LME area 7500 usd. le reazione susseguenti al test dell’obbiettivo atteso non modificheranno la tendenza riflessiva delle negoziazioni.

Il Brent ha collaudato area 100 usd/bar come anticipato nelle precedenti settimane, sta reagendo. Tuttavia restiamo dell’avviso che prossimamente avremo un breakout dell’area ed un declino delle quotazioni verso 80 usd/bar.

INFLAZIONE: SIAMO AL PICCO?

WB ANALYTICS: BRENT OIL TREND CYCLE

Il gas naturale Dutch TTF dopo aver violato i nostri due alert trigger a 96 euro e successivamente 130 a seguito della riduzione dell’offerta russa, ha annullato almeno momentaneamente ogni ipotesi ribassista nel breve. Tuttavia come scriviamo sopra non abbiamo declinato del tutto l’attesa per un ridimensionamento dei valori che in ogni caso matura soltanto con un ritorno sotto area 135 euro.

STOCK INDEX

In un quadro di restrizioni monetarie, rallentamento della domanda i mercati azionari in correlazione con quello delle materie prime tendono a consolidare l’attuale fase riflessiva di cui abbiamo anticipato le tendenze ancora alla fine dello scorso anno. Riteniamo che non sia esaurita tale fase e che l’avversione al rischio possa ancora produrre regressioni nell’ordine del 10/15% sugli attuali valori.

INFLAZIONE: SIAMO AL PICCO?

WB ANALYTICS: S&P 500 TREND CYCLE

BOND YIELD

E’ interessante osservare la dinamica dei rendimenti. Le curve confermano lo scenario sopra descritto tracciando un profilo riflessivo evidente anche nel tratto lungo delle duration. Il nostro modello stima una flessione dei rendimenti sul tratto a 10 anni verso 0.75% a breve termine e non esclude ulteriori ribassi a medio. Ciò significa che la nostra view sul 10 Y Treasury yield rimane orientata a verificare ribassi in direzione di 2,50/2.25% a breve, 2% in un orizzonte marginalmente più ampio. In tale contesto pensiamo che i rischi sulla frammentazione dell’eurozona possano progressivamente rientrare a beneficio del BTP.

INFLAZIONE: SIAMO AL PICCO?

WB ANALYTICS: BUND YIELD 10 Y TREND CYCLE

BANCHE CENTRALI MARKET MOVER MONITOR

FED – Al via la due giorni di politica monetaria del Fomc, da cui sono attesi segnali su un primo rialzo dei tassi di interesse a marzo e sulla riduzione degli asset in bilancio per oltre 8.000 miliardi di dollari, mentre gli Usa fanno i conti con un’inflazione ai massimi da 40 anni. Ci sono comunque ragioni per cui la Fed potrebbe non voler avviare il cambiamento troppo presto, con la pandemia che è tutt’altro che conclusa, anche se gran parte degli investitori prezzano un rialzo di 25 punti base a marzo e altri tre rialzi entro la fine dell’anno .

BCE – In arrivo nel primo pomeriggio i dati settimanali sugli acquisti in ambito Qe e Pepp, dopo i numeri di martedì scorso che hanno evidenziato un’accelerazione.
Intanto il mercato continua a ragionare su possibili rialzi dei tassi anche da parte di Francoforte. Deutsche Bank ora scommette su un rialzo di 25 punti base a dicembre 2022, rispetto alle precedenti attese per un rialzo di 10 pb a dicembre 2023.

BTP -Riferimenti odierni saranno 1,35% per il tasso del Btp benchmark giugno 2032 e 145 punti base per lo spread sul Bund decennale, dopo una seduta in modalità risk-off che solo sul finale ha registrato qualche nervosismo con l’elezione del presidente della Repubblica in corso.
A  mercati chiusi il Tesoro annuncerà i dettagli dell’asta a medio-lungo di fine mese in programma venerdì, mentre ieri sera ha comunicato che il giorno prima, giovedì, metterà a disposizione 6 miliardi di euro nel Bot semestrale.
Potrebbe intanto concretizzarsi oggi il lancio da parte della Francia di un indicizzato con scadenza luglio 2053.

ALTRE BANCHE CENTRALI – Il governatore di Bank of Japan Haruhiko Kuroda si è impegnato a mantenere la politica monetaria ultra-accomodante, mentre nel Paese con la crescita dell’inflazione si inizia a parlare di aumenti degli stipendi.
La banca centrale di Singapore ha effettuato a sorpresa una stretta monetaria per far fronte ai rischi legati all’inflazione.

STIME FMI – Il Fondo monetario internazionale pubblica in giornata l’aggiornamento del ‘World Economic Outlook’ con le nuove previsioni di crescita. Per il Pil italiano il confronto sarà con il 4,2% per quest’anno e il 5,8% per il 2021 stimati lo scorso ottobre.

GEOPOLITICA

MARKET MOVER MONITOR

UCRAINA – La Nato sta mettendo forze in standby e rafforzando la presenza in Europa orientale con navi e aerei, in quella che Mosca denuncia come “isteria” occidentale in risposta all’ammassarsi di truppe russe al confine con l’Ucraina. Il Dipartimento della Difesa Usa ha detto che 8.500 militari aspettano ordini per il dispiegamento nella regione se la Russia dovesse attaccare. Il responsabile per la Politica estera Ue, Josep Borrell, ha detto che gli sforzi dell’Unione per convincere Mosca a dialogare proseguiranno.  I ministri degli Esteri riuniti a Bruxelles hanno messo in guardia Mosca dalle conseguenze di un’invasione, ma sono divisi sull’eventuale risposta da dare. I leader occidentali, secondo una nota diffusa da Downing Street ieri sera dopo un incontro virtuale, hanno concordato di mettere in atto risposte rapide in caso di attacco compreso un pacchetto di sanzioni “senza precedenti”.

La combinazione del crescente rischio geopolitico in Ucraina e dei movimenti a volte disordinati dei mercati azionari ha iniziato a mettere a dura prova le valute ad alto beta e quelle più correlate agli asset rischiosi. L’incertezza sugli eventi nell’Europa orientale potrebbe scoraggiare un rapido ritorno a tali valute, mentre l’apprezzamento del renminbi, in linea con il nostro scenario per il 2022, favorisce i cambi asiatici. Le valute europee le cui economie hanno una maggiore esposizione alle importazioni russe di gas naturale presumibilmente rimangono più vulnerabili.

La Banca centrale russa (CBR) ha fatto ieri la sua prima grande mossa per affrontare la volatilità nei mercati locali sospendendo gli acquisti in valuta estera per un valore di 0,5 miliardi di dollari su base giornaliera. La mossa sembra aver fornito un supporto temporaneo al Rublo. Sarà utile osservare se la CBR inizierà a fornire liquidità FX al mercato (ha enormi riserve in divise estere) e se tali mosse inizieranno a rivelarsi disordinate. L’eventuale mancanza di liquidità sul usd/rub e la presunta riduzione dei flussi in usd da parte degli esportatori di energia, potrebbe rivelarsi un fattore scatenante per l’impennata del cambio come accaduto nelle precedente crisi del Donbass del 2014. Tuttavia l’economia e il bilancio sovrano della Russia sono in una posizione migliore rispetto al 2014; ciò dovrebbe mitigare le pressioni sul rublo a seguito di ulteriori tensioni. Il vero nocciolo della questione riguarda le potenziali sanzioni che l’occidente potrebbe imporre alla Russia in caso di un’escalation militare. La più temuta riguarda l’esclusione dal circuito SWIFT (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication) ci aspettiamo che gli investitori stranieri evitino le attività russe fino a quando la situazione non diventa molto più chiara.

PMI FLASH

MARKET MOVER MONITOR

Ieri markit ha pubblicato l’esito dei sondaggi PMi sorprendendo in parte le attese della vigilia.

EUROZONA – La crescita dell’attività economica dell’Eurozona è rallentata per il secondo mese consecutivo a gennaio, poiché la diffusione della variante Omicron ha avuto un impatto crescente sull’economia della regione. Sebbene l’attenuazione dei ritardi nella catena di approvvigionamento abbia fornito un gradito impulso alla produzione manifatturiera, le rinnovate restrizioni COVID-19 hanno portato a un marcato rallentamento della crescita del settore dei servizi.

I prezzi medi praticati per beni e servizi sono aumentati a un tasso significativo secondo i manager degli acquisti, tuttavia un allentamento della pressione dei costi di input alla produzione ha suggerito un raffreddamento delle pressioni al rialzo sui prezzi delle materie prime.

La crescita del settore manifatturiero è accelerata al livello più veloce dallo scorso agosto. Sebbene i problemi di personale abbiano frenato la produzione in alcune fabbriche, i vincoli di fornitura si sono attenuati, contribuendo a incrementare la produzione in molte aziende. I ritardi medi di consegna dei fornitori si sono allungati nella misura minima da gennaio dello scorso anno, con un minor numero di articoli segnalati in carenza di forniture e ritardi di spedizione che mostrano segni di allentamento. La crescita è stata registrata in tutti i principali settori manifatturieri, compreso un secondo mese consecutivo di aumento della produzione nel settore automobilistico.

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Crescita PMI EUROZONA

USA – L’aumento dei casi di virus ha portato l’economia statunitense quasi a una battuta d’arresto all’inizio dell’anno, con le attività interrotte dal peggioramento dei ritardi nella catena di approvvigionamento e dalla carenza di personale, con nuove restrizioni per controllare la diffusione di Omicron che si aggiungono ai venti contrari alle aziende. Tuttavia, nonostante l’esito del sondaggio segnali un inizio anno deludente, lo stesso contiene alcuni segnali incoraggianti per le prospettive a breve termine.

Adeguato ai fattori stagionali, l’indice Markit Flash US Composite PMI Output, che copre sia il settore manifatturiero che quello dei servizi, ha registrato un valore di 50,8 a gennaio, in forte calo rispetto a 57,0 di dicembre. Il conseguente aumento dell’attività è stato solo marginale ed il più contenuto da luglio 2020.

Il PMI flash di gennaio è quindi indicativo di una crescita annualizzata del PIL prossima allo stallo all’inizio del 2022, rappresentando una marcata contrazione della crescita robusta del 3,25-3,5% segnalata per il quarto trimestre del 2021. Sarà interessante a questo punto verificare come la Fed analizzerà tali dati declinandoli al contesto inflativo ed all’attesa per il rialzo dei tassi.

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Crescita PMI USA

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I dati macro che oggi riporta il calendario fanno il punto sul percorso della ripresa in molte aree economiche.

Indubbiamente i più significativi si concentrano sugli Stati Uniti: GDP, ordinativi alle fabbriche di beni durevoli, deflattore del Pil, sussidi di disoccupazione.

Il GDP in seconda lettura per il IQ segna aspettative di crescita al 6,5%, la precedente lettura è stata stimata a 6,4%. Gli ordinativi crescono ma meno rispetto al mese precedente +0,8% (attesa) rispetto a 2,3%. Diminuiscono nelle attese anche le richieste dei sussidi di disoccupazione 425k  contro 444k. I dati sono strettamente monitorati in ottica Fed. Ieri, il vice responsabile della supervisione Fed Quarles ha detto di essere pronto a discutere di ridurre alcune misure di sostegno di emergenza all’economia, anche se solo per chiarire i piani della Fed. Verso una normalizzazione anche in Nuova Zelanda dove il governatore della banca centrale ha detto che le condizioni di politica monetaria potrebbero iniziare a normalizzarsi tra un anno se le prospettive economiche dovessero essere quelle previste.

LA FIDUCIA DELLE IMPRESE IN ITALIA CHE GUARDANO ALL’EXPORT

Questa mattina invece l’Italia riporta il dato sulla fiducia delle imprese elaborato dall’Istat a maggio il consensus ipotizza un miglioramento rispettivamente a 104,4 e 106,4. Da maggio dello scorso anno abbiamo avuto una crescita mensile lineare della fiducia. In assoluto il dato sta avvicinando i picchi che si sono visti agli inizi del 2018 e nel biennio 2005-2006. Bene.

La Bilancia Commerciale italiana riporta anch’essa un saldo positivo. Significa che l’export ha trainato ancora una volta la crescita. Mettendo in relazione i dati export fissati prima della pandemia febbraio 2019 con il mese di  febbraio 2021, l’export italiano è cresciuto dell’1,4% contro la flessione dello 0,5% di quello tedesco e  la flessione del 10,2% di quello francese. Lo stesso raffronto relativo al mese di marzo vede la Germania con un +7,4%, l’Italia con un +9,1% e la Francia con un -3,9%. Del resto avevamo già evidenziato con la lettura dei dati PMI manifatturieri un robusto segnale della ripresa del Made in Italy nel mondo.

LA FIDUCIA DEI CONSUMATORI IN GERMANIA

l’indice Gfk sulla fiducia dei consumatori tedeschi che guardando a giugno dovrebbe mostrare un miglioramento a -5,2 rispetto all’inaspettato calo per -8,8 del mese precedente, in linea con gli analoghi dati francesi e con l’Ifo tedesco dei giorni scorsi.

CINA

Questa mattina  il National Bureau of Statistics cinese ha riportato l’andamento dei PROFITTI INDUSTRIALI in CINA – I profitti delle industrie cinesi sono cresciuti a un ritmo più lento in aprile. I profitti sono saliti del 57% su anno ad aprile a  768,63 miliardi di yuan, a un ritmo più lento rispetto al +92,3% visto a marzo.

USA-CINA – La rappresentante statunitense per il Commercio Katherine Tai ha detto che gli Usa devono ancora fare i conti con “sfide molto consistenti” nelle proprie relazioni commerciali ed economiche con la Cina che pertanto richiedono molta attenzione da parte dell’amministrazione Biden, come detto a Reuters.

MARKET MOVER
Benché la volatilità si sia appiattita nelle ultime ore, rileviamo acquisti significativi su BTP e Bond governativi in generale. Qualche vendita sull’equity per cui rimane sempre attiva la finestra distributiva, vendite sul comparto delle commodity ed infine vendite di euro contro dollaro, acquisti di cny contro euro e contro dollaro.

Il dollaro ritorna ad essere sostenuto dalle prime aperture Fed, ufficiali,  su un avvio del dibattito sul ‘tapering’. Attorno alle 7,40 il cross euro/dollaro è a 1,2192 (in rialzo di 0,02%); il cambio euro/yen è a 133,02 (in calo di 0,04%) mentre il dollaro contro yen scambia a 109,1 ( in calo di 0,04%). Come scriviamo da due settimana il punto centrale del mercato in questa fase rimane concentrato su quota 1,2160 eur usd.  Oggi avremo modo di collaudare nuovamente il punto qualora i dati di cui sopra dovessero confermare le attese.

GREGGIO – Prezzi in calo in un mix di fattori che vedono da un lato l’ottimismo per la stagione estiva in Europa e Usa e dall’altro i timori per la domanda dall’India e per il potenziale aumento della fornitura dall’Iran. Alla stessa ora il future sul Brent quota in calo di 29 cent a 68,58 dollari al barile e il future sul Nymex viaggia in calo di 27 cent a 65,94 dollari.

TREASURIES – Il benchmark decennale sui mercati asiatici rende 1,576%, in rialzo di 0,002 rispetto alla chiusura a 1,574%.

I DATI DI OGGI SUL PERCORSO DELLA RIPRESA

WB ANALYTICS: EUR USD

 

Abbiamo fatto alcune proiezioni di stima sul QE ed in particolare sul PePP: aspettatevi un aumento del QE nel Consiglio BCE del 4 giugno.

Le attuali proiezioni degli acquisti settimanali operati dalla BCE nell’ambito del PePP ci portano a stimare entro la fine dell’estate (al più tardi inizio autunno), l’esaurimento delle disponibilità prevista dal piano. Per tale ragione la scorsa settimana avevamo postato una nostra analisi sulla necessità di aumentare la dotazione del programma di 350 miliardi di euro.

A questa somma dobbiamo ora aggiungere l’eventuale ammontare che emergerà dall’approvazione del rivisto Recovery Fund per le somme eccedenti i 500 miliardi, in quanto il differenziale dovrebbe essere coperto da emissioni di bond sovranazionali acquistati dalla BCE. Attualmente sono stati proposti 250 miliardi. Come noto l’approvazione è stata rimandata all’Eurogruppo del 17/18 giugno.

AMPLIAMENTO DEL PROGRAMMA PEPP

Oltre all’ampliamento del programma, il Consiglio dovrà, per le ragioni sopra esposte, allargare il perimetro dei titoli eleggibili includendo bond sovranazionali ed in considerazione della congiuntura e dei downgrading sul giudizio di merito creditizio, potrebbe cogliere l’occasione per inserire nel perimetro anche i cosidetti Fallen Angel , meglio noti come junk bond.

Pensiamo che il momento più appropriato per prendere tali decisioni coincida con l’attuale , in quanto i riflessi dell’emergenza Covid-19 ed i suoi impatti economici sono ancora fortemente sentiti dagli stakeholder della politica e dall’opinione pubblica. In futuro il quadro potrebbe mutare e rendere meno stringenti le pressioni positive del consensus.

Qualora il Board dovesse seguire un simile percorso, le reazioni del mercato sarebbero significative.

REAZIONI ALLE DECISIONI DEL CONSIGLIO BCE

Riteniamo che gli spread sovrani dovrebbero beneficiare ulteriormente della decisione SULL’ALLARGAMENTO DEL PEPP. Primo fra tutti lo spread del BTP a 10 anni. Come abbiamo scritto in WB PERSPECTIVES, ci aspettiamo un ritorno del 10 anni verso area 1,20-1,00% nelle prossime settimane. Nel report prendevamo in esame la tenuta di area 210 bp  come limite al rialzo e l’avvio di un movimento riflessivo del 10 anni da 1,95/85 verso gli obbiettivi segnalati. L’attuale quotazione a 1,45% conforta ulteriormente la nostra analisi.

L’altro tema aperto riguarda l’eur usd. Ieri il cambio è salito oltre la soglia tecnica 1,10, livello che dal mese di aprile delimitava sostanzialmente il cap del range  il cui floor quotava 1,08,   aprendo una finestra che potrebbe spingere le contrattazioni verso area 1,12-1,1250.

La nostra idea è che il mercato possa cercare di posizionarsi alla vigilia del meeting BCE proprio a ridosso della soglia in modo da violarla ne caso in cui il Consiglio non dovesse prendere in considerazione alcuna ipotesi di ulteriore allentamento monetario.

WB PERSPECTIVES: PEPP - BTP 10 Y YIELD

WB ANALYTICS: PEPP – BTP 10 Y YIELD

 

avversione al rischio

I segnali di avversione al rischio stanno ritornando a flirtare con i mercati. Lo scenario previsto sin dagli inizi della crisi OUTBREAK (24 feb) e  WB PERSPECTIVES BREVE STORIA DEL PROSSIMO BEAR MARKET rimangono di grande attualità sia per le stime effettuate sulla prima ondata di vendite sui mercati azionari, sia per i livelli indicati sin dall’inizio sui limiti del recupero. Già recupero e non rialzo. La sottile differenza corre tra la tenuta di una condizione generale di rischio e apertura di una nuova fase impulsiva di ripresa.

Del resto nelle ultime giornate è notevolmente aumentata la domanda sulla tenuta dei listini azionari ed in particolare di alcuni singoli titoli nonostante la drammaticità dei dati che stiamo leggendo e che in prospettiva rimarranno critici. Oggi avremo i dati relativi alla produzione industriale dell’Eurozona. Le attese riportano una caduta del 12,1%.

In Italia la produzione industriale è scesa del 28,4% a marzo dopo il – 10 di febbraio. L’Istat riferisce che la misura rettificata ai giorno lavorativi è scesa del 29,3% a / a (-2,3% a / a a febbraio). In entrambi i casi, sono i declini più ripidi da quando è iniziata l’attuale serie produttiva nel 1990. In un solo mese, la produzione industriale è diminuita più che durante l’intera crisi del 2008/2009.

Analizzando la suddivisione per settore, notiamo che i più colpiti sono stati i mezzi di trasporto e i prodotti tessili e in pelle, tutti contratti di oltre il 50% a/a; non sorprende che solo il settore alimentare, meno colpito dal blocco, sia stato in grado di limitare il danno, contraendo “solo” il 6,5% a a.

Prepariamoci per dati ancora negativi

Con il lockdown per l’intero mese di aprile, i dati sulla produzione  saranno probabilmente peggiori. In assenza di riscontri provenienti dalla fiducia delle imprese, non pubblicati in aprile dall’Istat a causa di problemi di raccolta dei dati, il calo del PMI manifatturiero a 31,1 in aprile (dai 40,3 di marzo) ha già fornito prove qualitative inequivocabili di un ulteriore deterioramento.

Sospettiamo che il recupero non prenderà una forma a V, dimostrandosi invece solo graduale. Da un lato, le misure messe in atto dal governo italiano per sostenere le imprese e le famiglie non hanno finora filtrato nel tessuto economico dell’economia, vista la drammatica carenza di liquidità per molte imprese. Ciò è chiaramente accentuato dalla sovra rappresentazione strutturale delle PMI di piccole dimensioni, intrinsecamente finanziariamente più vulnerabile rispetto a quelle con dimensioni più grandi. In queste condizioni l’attesa per una regressione del Pil pari a poco meno del 10% rappresenta il consenso medio di mercato.

Ma i segnali critici risultano diffusi a livello globale. La caduta degli indici di fiducia delle imprese è in molti casi scesa al di sotto dei livelli registrati nel periodo 2008/9.  Il loro pessimismo apre interrogativi sugli utili delle imprese, sulla grado di resilienza su scala globale, con un maggiore accento verso l’economia occidentale.

Quindi si torna a verificare la tenuta dei mercati e gli eventuali segnali che potrebbero riaprire le condizioni di Risk Aversion.

Nell’ordine di gerarchia riteniamo che lo Standard & Poor 500 costituisca l’indicatore guida. Le due aree 2840 & 2730 costituiranno nelle prossime ore il terreno di scontro/confronto tra le mani forti che cercheranno per diverse ragioni di contrastare le vendite e quelle diffuse tra investitori professionali e non nel prendere atto che le condizioni non sono ancora mature per andare oltre l’attuale recupero.

Il breakout riporta condizioni di rischio

La violazione dl range segnalato riattiva le tattiche di avversione al rischio premiando bond governativi lunghi, monete rifugio, l’oro qualora eviti anch’esso di cedere quota 1680/70 usd/oz.

In Europa guarderemo con attenzione i riflessivi sugli indici azionari core: Dax ed Eurosotxx. Il primo presenta una fascia di protezione tra 10470 & 10250. Il secondo espone già al breakout di area 2800 precari segnali di stabilità.

Per l’Italia dovremo guardare con attenzione ciò che accadrà ai rendimenti sul BTP.  Purtroppo i segnali di avversione al rischio generale tendono a riflettere negativamente sul 10 anni Italia. Auspichiamo, ai fini di una tenuta e la ripresa di un parziale ribasso, che i rendimenti rimangano sotto quota 200 basis Point. Ciò consentirebbe agli stessi di rintracciare e con l’aiuto di mani forti scendere sotto area 1,80 dove collochiamo il trigger per l’avvio di un recupero del secondario sul MTS.

Il mercato dei cambi ed il rischio sistemico

Nel richiamare l’attenzione sugli strumenti che meglio replicano alle condizioni di avversione al rischio non possono mancare le monete. Lo yen, il franco svizzero ed il dollaro americano sono attesi in apprezzamento per effetto dei flussi che migrano dai Risky Asset verso le aree Safe Heaven. 

L?eur usd quota un livello di attrazione a 1,0770, mentre l’eur chf continua a flirtare con i minimi a quota 1,05. Il rapporto usd jpy dopo l’ennesimo sostegno offerto dalla BoJ tornerà a flettere. In questa occasione il punto da violare si abbassa a 104,60.

Buongiorno,

abbiamo oggi un pacchetto di dati in calendario piuttosto importante a partire da Moody’s. Nella cronostoria attesa della giornata abbiamo messo in evidenza i market mover che l’Italia affronterà a partire dalla lettura del rating sovrano ITALIA emessa da Moody’s e DBRS.

Lo spread si presenta in prossimità dell’evento Moody’s in flessione sotto la soglia per noi significativa presente in area 2,05 vedi WB Perspectives 3 maggio. Ovviamente ripercussioni più significative le avremo lunedì alla riapertura dei mercati. Tuttavia è di buon auspicio l’odierna frazionale ma significativa flessione. del 10 anni Italia.

MOODY'S: BTP 10 Y YIELD

WB PERSPECTIVES: BTP 10 Y YIELD

USA UNEMPLOYMENT RATE

In successione nel pomeriggio alle 14.30 avremmo la pubblicazione delle statistiche sull’occupazione USA, numeri da brivido. in due mesi  il tasso è passato da i minimi assoluti 3,5% ad un potenziale 16%. Non c’è mai stato negli ultimi quarant’anni una lettura così drammatica. La buona notizia è che dobbiamo leggere il dato con tuttala flessibilità che l’economia americana esprime in condizioni eccezionali. Quindi possiamo pensare che tali statistiche siano destinate a rientrare.

Tuttavia i mercati iniziano a scontare nuovamente una riduzione dei tassi. Il 10 anni Usa dopo il ritorno verso area 0,50% non si è più allontanato nonostante il recupero della NYSE. Qualcuno comincia a scontare che anche negli USA si possa scendere sotto il ground zero? Powell lo ha escluso. Ma i mercati hanno sempre una parola in più da aggiungere!

Ieri avevamo scritto in merito al rischio cambio eur usd della presenza di un supporto in area 1,0760.  Tale livello come atteso ha contenuto la debolezza dell’euro limitandone il ribasso. Oggi l’unica notizia in grado di spingerlo sotto tale soglia può essere data da una lettura meno negativa del dato sull’occupazione. Il trend però appare sempre segnato a favore della divisa americana.

Sulle borse assistiamo ad un effetto di resilienza straordinario. Rispetto alle ipotesi avanzate nel WB Perspectives del 3 maggio, possiamo confermare che stiamo percorrendo la prima via, ovvero quello che in apparenza sembra la più confortante. In realtà ci sembra che i mercati stiano lavorando all’interno di un range di distribuzione. Attenzione però il trigger eventuale delle vendite si colloca in coincidenza con il transito di quota 2820/800. Si alza quindi il livello di alert rispetto a 2730 segnalato nel report.

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT ADVISORY

Per i nostri Clienti del servizio di Enterprise Risk Management Riskoo segnaliamo l’aggiornamento apportato ai segnali operativi sulle commodity.
PETROLIO BRENT– Prezzi in salita sulla speranza che l’allentamento generalizzato dei lockdown rafforzi la domanda a livello globale. Il futures sul Brent guadagna 29 cent a 29,75 dollari al barile, mentre il contratto Usa segna +28 cent a quota 23,83.

 

ITALIA RATING SOVRANO MOODY’S

Nuovo e assai monitorato test per il debito italiano, questa sera, dopo la chiusura di Wall Street, con il duplice appuntamento dell’aggiornamento delle pagelle sul rating sovrano nazionale da parte di Moody’s e Dbrs.

Incassata la bocciatura a sorpresa da parte di Fitch, intervenuta il 28 aprile al di fuori del calendario stabilito proprio per declassare l’Italia a ‘BBB-‘, un solo gradino oltre il livello spazzatura, l’attesa di mercato e investitori è che entrambe le agenzie confermino il proprio giudizio sul livello attuale. Si tratta di ‘Baa3’ per Moody’e e ‘BBB (high)’ per Dbrs, in entrambi i casi con outlook stabile.

Il dato andrà letto partendo dalla considerazione  che l’agenzia canadese ha il punteggio più alto. L’attenzione sarà quindi focalizzata in particolare su eventuali modifiche da parte di Moody’s. L’ultimo intervento dell’agenzia americana sul rating italiano risale all’ottobre 2018. Anche nel caso di una conferma, entrambe le agenzie sottolineeranno che resta stretto controllo la capacità dell’Italia di riprendersi dalla crisi e di gestire un rapporto debito pubblico/Pil ancor più elevato. Ci si attende altresì’ che venga evidenziato il ruolo chiave della Bce nella riduzione del rischio legato all’aumento dei costi di finanziamento del governo.

BANCHE ITALIA, DEBITO TARGET 2

Da Via Nazionale la statistica mensile sul passivo Target 2 di aprile. Possibile un nuovo peggioramento dopo il vistoso incremento di marzo che ha portato il rosso a 491,642 miliardi, record da novembre 2018 e a meno di un miliardo dal massimo della serie.

BCE

Suonano in questo senso rassicuranti le parole di Christine Lagarde, che ha ribadito ieri come la Bce non abbia alcuna intenzione di lasciarsi intimorire dalla pronuncia della Corte costituzionale tedesca, che ha chiesto all’Eurotower giustificazione per l’ampio programma di acquisto di bond governativi pena la perdita di Bundesbank come principale acquirente. Lagarde ha ricordato che l’istituto da lei guidato e’ un organo indipendente che risponde al Parlamento europeo e agisce all’interno del proprio mandato. Più’ di un osservatore fa notare che sembra probabile a questo punto che la Banca centrale lasci l’onere della risposta direttamente a Buba. Cosi’ come, nelle attese degli operatori, e’ molto probabile che la Bce continui a comprare debito italiano nei mesi a venire, qualsiasi cosa accada (incluso un inatteso declassamento questa sera).

 

EUROPA E MES

In una partita più politica che economica, Roberto Gualtieri partecipa a una nuova riunione dell’Eurogruppo, appuntamento che sulla carta dovrebbe mettere la parola fine al lungo ed estenuante dibattito sul Mes. Il titolare dell’Economia si è impegnato a vigilare che il meccanismo — che metterebbe a disposizione dell’Italia circa 37 miliardi di euro per la spesa sanitaria legata all’emergenza — non preveda alcuna condizionalità. Ieri i commissari Gentiloni e Dombrovskis hanno chiarito — in un documento in vista dell’Eurogruppo odierno — che la richiesta dei fondi della nuova linea di credito del Mes non comporterà programmi di aggiustamento dei conti pubblici. In un’intervista a La Stampa, stamani, Dombrovskis parla del post pandemia e auspica una strategia di ripresa che non lasci nessuno indietro, avvertendo pero’ che le regole del Patto di Stabilità – ora sospese – torneranno in vigore a emergenza superata in quanto gia’ provviste della necessaria flessibilità’. Per quanto riguarda l’Italia, ha aggiunto, l’Ue si attende che al termine della crisi il debito scenda, anche se a un ritmo più lento di quello della Grecia.

 

OCCUPAZIONE USA

Contribuiranno a chiarire il quadro per gli investitori, le statistiche sulla disoccupazione Usa in arrivo nel pomeriggio, con attese che ipotizzano un tasso al 16% ad aprile. Ieri i dati settimanali sulle richieste di sussidio sono rimaste oltre quota 3 milioni, di poco sopra le previsioni, mentre la produttivita’ nel primo trimestre ha registrato il peggior declino dal 2015.

 

CALENDARIO MACRO ECONOMICO DI OGGI

 

USA

Occupati, tasso disoccupazione aprile, salari medi e media settimanale ore lavorate aprile (14,30) – attesa -22.000 occupati, tasso disoccupazione 16%, salari 0,4% mese, 3,3% anno, media settimanale ore lavorate 33,7.
Revisione scorte ingrosso marzo (16,00) – attesa -1% mese.

DATI GIAPPONE

La spesa dei consumatori giapponesi ha mostrato un significativo declino in marzo, mentre l’attivita’ del settore servizi ha segnato la piu’ pesante contrazione degli ultimi 5 anni ad aprile, rafforzando le attese che la terza economia mondiale entri presto in recessione spinta dalla crisi coronavirus. La spesa e’ scesa del 6% annuo (attese -6,7%) dopo il rialzo dello 0,3% di febbraio, secondo dati diffusi dal governo. Decisamente sotto le attese la lettura finale del Pmi servizi che scivola a 21,5 da 33,8 della stima precedente.

 

ITALIA
Anfia-Unrae, rapporto veicoli commerciali aprile.

GERMANIA
Bilancia commerciale e partite correnti marzo (8,00) – attesa avanzo commerciale 18,9 miliardi, esportazioni -5% mese, importazioni -4% mese.

GRAN BRETAGNA
Fiducia consumatori aprile.

GRECIA
Prezzi consumo aprile (11,00).

PORTOGALLO
Bilancia commerciale marzo (12,00).

SPAGNA
Produzione industriale marzo (9,00).

 

 

 

 

 

 

 

MARKET MOVER

FOREX – Il cross euro/dollaro intorno alle 7,50 è a 1,0789 in calo dello 0,06%, l’euro/yen scambia a 114,69 a +0,14%, il dollaro scambia a 106,30 yen in rialzo dello 0,13%.

TREASURIES – Il tasso del benchmark decennale sui mercati asiatici è in area 0,696%, rispetto alla chiusura Usa a 0,713%.

GREGGIO – I prezzi sono in leggero rialzo. Poco dopo le 7,50 i futures sul Brent salgono dello 0,13% a 29,76 dollari al barile, i futures Nymex dello 0,46% a 24,12 dollari.

BANCHE CENTRALI

Attesa stamani per l’audizione del vicepresidente della Bce Luis De Guindos al Parlamento europeo e poi, nel pomeriggio, per la partecipazione della numero uno Christine Lagarde a un webinar, dopo la sentenza tedesca che rischia di minare le fondamenta stesse dell’Ue. Ieri il membro della Bce Francois Villeroy de Galhau ha detto che Francoforte intende onorare pienamente il suo mandato come interpretato dalla Corte di Giustizia Ue. Intanto, all’indomani della decisione dei magistrati di Karlsruhe che hanno dato alla Bce tre mesi per giustificare gli acquisti di bond, il presidente della Bundesbank Jens Weidmann ha dichiarato che il sostegno straordinario di Francoforte all’economia era necessario, e il ministero delle Finanze tedesco ha ribadito che Berlino è ben consapevole della sua responsabilità nei confronti dell’integrazione europea. Secondo alcune fonti, la Bundesbank dovrà sostenere la battaglia legale della Bce. La Commissione ha sottolineato l’indipendenza dell’Eurotower e ha voluto ribadire la supremazia del diritto comunitario.

La BoE ha lasciato i tassi invariati a 0,1%, minimo storico, e ha mantenuto il target di Qe a 645 miliardi di sterline, in linea con le attese.

Anche la banca centrale norvegese annuncia la decisione sui tassi, e in Svezia riunione del board esecutivo di Riksbank.

Diversi, nel pomeriggio e in serata, gli interventi di banchieri Fed, mentre gli Stati Uniti fanno i conti con le drammatiche ricadute dell’emergenza sanitaria. Secondo alcuni analisti, il recente annuncio della Fed di voler acquistare titoli spazzatura potrebbe portare gli investitori, e perfino i regolatori, a smantellare la barriera ‘junk’.

Ad aprile il portafoglio della BoJ di ‘commercial paper’ è balzato di quasi il 30%, segno che l’istituto centrale giapponese sta intervenendo pesantemente sul mercato a favore delle società colpite dalla crisi.

CALENDARIO BANCHE CENTRALI

EUROPA

Svezia, riunione board esecutivo Riksbank (9,00).

Norvegia, banca centrale annuncia tassi (10,00).

Zona euro, vice presidente BCE de Guindos presenta rapporto annuale BCE per il 2019 in audizione a Commissione Affari Economico Monetari del Parlamento Europeo in videoconferenza (9,00).

Zona euro, presidente BCE Lagarde partecipa a webinar Bloomberg (16,00).

USA

Atlanta, intervento online presidente FED Atlanta Bostic (14,30).

Filadelfia, intervento presidente FED Filadelfia Karker (22,00).

Minneapolis, intervento online presidente FED Minneapolis Kashkari (16,00).

Richmond, intervento online presidente FED Barkin (19,00).

ASIA

Giappone, Bank of Japan pubblica verbale riunione di politica monetaria di marzo (1,50).

UE E CRISI – I ministri finanziari della zona euro sperano di raggiungere domani l’accordo finale sul ricorso al Mes per i governi colpiti dall’epidemia, così che il denaro sia disponibile a giugno.

La proposta di Bruxelles sul Recovery Fund arriverà nelle prossime settimane, ha detto ieri il commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni, fiducioso che possa essere approvata dai leader europei a giugno.

Intanto l’Ue prevede per la zona euro una pesante recessione quest’anno, con le conseguenze più gravi, oltre che per l’Italia, per Spagna e Grecia.

 

MERCATO TITOLI DI STATO  ITALIA

BTP  Seduta negativa quella di ieri, con le stime di primavera della Commissione Ue che hanno pesato su un obbligazionario già alle prese con l’incertezza derivata dalla decisione della Corte costituzionale tedesca. Oggi si riparte da 249 punti base per lo spread e 1,98% per il tasso del decennale aprile 2030.

In serata il Tesoro annuncia i quantitativi di Bot annuali che andranno in asta il 12 maggio, mentre ieri ha assegnato l’intero importo offerto — pari a 1 miliardo di euro — nel primo collocamento ‘Tap’ di titoli non più in corso di emissione riservato agli specialisti, tramite piattaforma elettronica.

In attesa dei pronunciamenti di Moody’s e Dbrs domani sera, che tuttavia non dovrebbero riservare sorprese, benchè l’attesa ed in proiezione futura i timori  di downgrade del rating sovrano italiano sotto il livello ‘investment grade’ possano rimanere attivi,  rischia di spingere gli investitori privati stranieri a vendere i governativi italiani, con una potenziale riduzione dell’esposizione da parte di asset manager e hedge fund di circa 80 miliardi di euro. Questo sta producendo un rialzo dei rendimenti verso la parte alta della forchetta che quota una resistenza a 2,05% (10 Y yield)

 

GEOPOLITICA

USA/CINA – Il presidente Donald Trump conta di poter dire in una o due settimane se Pechino adempie agli obblighi previsti dalla Fase Uno del trattato commerciale sottoscritto a gennaio. Nel frattempo il cambio usd cny si indebolisce. I valori devono violare quota 7,05/7,035 per dare un segnale concreto di rafforzamento potenziale dello yuan sul dollaro, come previsto dall’accordo Phase One.

 

CALENDARIO MACRO ECONOMICO

DATI ZONA EURO – In arrivo il dato Istat di marzo relativo alle vendite al dettaglio, su cui peseranno inevitabilmente le restrizioni imposte per contenere l’epidemia; i numeri saranno da confrontare con il +0,8% congiunturale e il +5,7% tendenziale registrati a febbraio. A livello di zona euro, secondo i dati diffusi ieri, a marzo il commercio al dettaglio ha registrato un calo record. Indicazioni sull’economia italiana potrebbero arrivare anche dall’usuale Nota mensile che l’istituto di statistica diffonde alle 11.

In Germania, la produzione industriale tedesca a marzo ha registrato un calo del 9,2% su mese, peggio delle attese che erano per una flessione a livello congiunturale del 7,5%, dopo il +0,3% del mese precedente. Ieri gli ordini all’industria hanno registrato il peggior calo dal 1991, anno di inizio della serie, a causa delle ricadute della crisi sanitaria.

ITALIA

Istat, commercio al dettaglio marzo (10,00).

Istat, nota mensile sull’andamento dell’economia italiana ad aprile (11,00).

PMI Cons Markit HIS aprile (9,30).

FRANCIA

Partite correnti marzo (8,45).

Produzione industriale marzo (8,45) – attesa -12,4% m/m.

Bilancia commerciale marzo (8,45).

PMI Cons Markit IHS aprile (9,30).

GERMANIA

PMI Cons Markit IHS aprile (9,30).

GRECIA

Tasso disoccupazione febbraio (11,00).

ZONA EURO

PMI Cons Markit IHS aprile (9,30).

 

DATI  USA

L’attenzione si concentra sulle nuove richieste settimanali di sussidi, con il consensus Reuters a 3 milioni dopo i quasi 3,84 milioni della settimana scorsa. Gli occupati privati sono calati di 20,2 milioni ad aprile a causa della serrata imposta dall’epidemia.

Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali (14,30) – attesa 3.000.000.

Stima costo del lavoro trim1 (14,30) – attesa 4,0%.

Stima produttività trim1 (14,30) – attesa -5,5%.

Crediti al consumo marzo (21,00) – attesa 15,0 miliardi.

 

DATI CINA

L’export è salito inaspettatamente in aprile, nonostante la pandemia freni la domanda globale. Le esportazioni cinesi hanno segnato +3,5% su anno contro previsioni Reuters per un -15,7%; la bilancia commerciale si è attestata a 45,34 miliardi di dollari rispetto alle attese, pari a 6,35 miliardi. L’indice PMI servizi Caixin ad aprile è a 44,4 dal precedente 43.

PMI servizi Caixin aprile (3,45).

Bilancia commerciale aprile – attesa 6,35 miliardi.

 

 

 

La BCE nel meeting di oggi annuncia ulteriori operazioni di liquidità ma si astiene da ulteriori aumenti di QE.  Queste le reazioni dopo il meeting:  la decisione di mantenere invariati tutti gli altri strumenti dimostra che prima vuole fare il punto su tutte le misure recenti.

La Banca Centrale europea ha appena annunciato ulteriore liquidità per il settore bancario ma ha mantenuto inalterato il programma PePP, lo strumento cardine per contrastare la crisi Covid-19 

Ci sarà una nuova serie di operazioni di rifinanziamento a più lungo termine non mirate di emergenza pandemica (PELTRO). Ci saranno sette PELTRO e saranno eseguiti a 25 pb sotto il tasso  refi fino al settembre 2021. Dopo varie modifiche ai TLTRO nell’ultima riunione, questo è un altro tentativo di fornire più liquidità al settore bancario e quindi all’economia reale.

La decisione di mantenere invariati tutti gli altri strumenti, mostra che la BCE vuole prima fare il punto su tutte le misure recentemente adottate. Probabilmente vuole anche mantenere lo spèazio tecnico per intervenire ulteriormente qualora i mercati richiedessero nuovi aiuti. Questa riserva d’intenti tornerà utile qualora i mercati dovessero ritornare ad esprimere un’elevata volatilità in virtù di una ripresa dell’avversione al rischio.

La zona euro è entrata in una recessione senza precedenti -3,8% nel primo quater 2020. Il PIL sarà ancora più debole nel 2 ° trimestre a causa dell’impatto del lockdown. La BCE stima un buffer di decrescita tra il 5 ed il 15% a seconda di come si evolverà l’uscita dalla pandemia. 

REAZIONI DOPO LA BCE

L’eur usd mentre scriviamo rimane nell’area 1,0870-1,0830  scendendo inizialmente verso la base del range che avevamo fissato come campo di oscillazione in attesa del meeting di oggi. Per un ritorno verso la debolezza del cambio dovremo attendere al breakout di 1,0835/10. Per le strategie export (Enterprise Risk management) non coperte risulta fondamentale la tenuta di area 1,0890 in quanto un break up potrebbe innescare un segnale di acquisiti di euro contro dollaro ed attivare in termini di rischio cambio la necessità di operare coperture tattiche almeno per esposizioni con scadenze a brevissimo. Sul lato import continuiamo a raccomandare di mantenere attive le coperture strategiche impostate a fine 2019 sul budget.

GOVERNMENT BOND YIELD

I rendimenti sul 10 anni Germania sono scesi sino al -0,55%. Questo conferma il trigger già segnalato nell’Outlook II°Q 2020. Di converso lo spread tra 10 Y Yield Treasury e 10 anni Yield Bund sta formando un potenziale bottom in area 110 bp aprendo una breve fase di rieazione verso un nuovo incremento a favore di U.S..

Nei confronti del BTP lo spread rimane ancora sopra quota 210 ed in rialzo oltre 232 probabilmente a causa della delusione del mercato dovuta al mancato ampliamento del programma PePP. Pensiamo comunque che 240 possa costituire un cap al rialzo e favorire un ritorno verso il livello che consentirebbe al mercato di impostare nuovi acquisti speculativi di BTP:

 MERCATI AZIONARI

Sembra che il mancato allargamento del PePP possa fungere da pretesto per vendere equity. In realtà riteniamo che ciò rappresenti un evento tecnico. Nel nostro report del 16 marzo COVID-19 VERSUS SUBPRIME (pag. 6 I°e II° capoverso) stimavamo sin dai minimi una reazione positiva dei mercati sino a quota 2900/950 di S&P 500,  2950/6050 per l’Eurostoxx 50. La verifica di questi livelli apre ora una fase di ripensamento, accompagnata da prese di beneficio. Pertanto saremmo propensi ad inquadrare i ribassi odierni in questo meccanismo.

Rimangono quindi validi i livelli che lo scorso lunedì abbiamo indicato come nuovi significativi trigger di vendita.  

LE FONTI TV WLADEMIR BIASIA

BCE

BCE, Si apre l’ennesima giornata campale per i mercati, con gli occhi puntati sul board Bce dopo che la Fed ha lasciato ieri sera, come atteso, i tassi invariati vicino allo zero, ribadendo di essere pronta ad agire con ogni mezzo per limitare gli effetti di una crisi che pone “considerevoli rischi” non solo nel breve ma anche nel medio termine. Mentre gli investitori non si aspettavano nuove mosse dalla banca centrale Usa – intervenuta con provvedimenti radicali più volte nelle ultime settimane, sempre al di fuori dei regolari meeting -, le attese di ulteriori misure da parte di Francoforte si sono rafforzate dopo il downgrade di Fitch piombato martedì su Roma, anche se è improbabile, secondo gli analisti, che le novità’ arrivino già oggi. Questa mattina Wlademir Biasia commenterà su LE FONTI TV alle 9.30/.45  il quadro generale sul mercato dei cambi, delle commodity e dei tassi, con i riflessi su quello azionario.

Una reazione degli operatori migliore del previsto alle aste a medio lungo di ieri, ha dimostrato in parte un effetto contenuto sul mercato della decisione dell’agenzia di rating di declassare il debito italiano ad un notch dalla spazzatura. Ma diversi analisti fanno notare che la tenuta del Btp, anche in questo caso, rimanda ancora una volta al paracadute Bce che pochi giorni fa ha annunciato, tra l’altro, la decisione di accettare anche bond di livello junk come collateral proprio per sostenere la liquidita’ delle economie, come l’Italia, piu’ colpite dalla pandemia.

Ecco quindi che dall’Eurotower potrebbe arrivare, secondo diversi studi, un ampliamento degli acquisti di commercial paper ma soprattutto un incremento dell’envelope del Pepp di altri 500 miliardi dagli attuali 750 . Sebbene la risposta della banca centrale alla crisi sia stata sinora gia’ massiccia, ci sarebbe ancora spazio per nuovi provvedimenti di easing, secondo gli osservatori, con i tassi sui depositi che potrebbero essere spinti ulteriormente in terreno negativo e le condizioni di accesso al credito per le banche maggiormente facilitate grazie anche ad una possibile revisione del moltiplicatore del tiering. Gli analisti non sono unanimi, pero’, sulla tempistica di tali misure, che potrebbero giungere piu’ avanti – secondo alcuni anche a giugno – mentre Christine Lagarde potrebbe voler piuttosto utilizzare il board di oggi per ribadire di essere pronta ad agire ancora, richiamando pero’ ancora una volta i governi Ue alla necessita’ di politiche fiscali di emergenza

FOREX – L’euro resta fermo in range intorno a quota 1,08640 dollari mentre attende la Bce.

La reazione dell’euro alla notizia della FED è stata mitigata da vendite operate sempre a ridosso della resistenza segnalata a 1,0870. Nella giornata odierna ci concentreremo sul range compreso tra 1,0880 (cap) e 1,0830 (floor). Il mercato necessita di verificare un ritorno sotto il floor per ritornare a vendere euro ed evitare una correzione.

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT: EUR USD TREND

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT: EUR USD TREND

BTP

In questo contesto, lo spread oggi stamani da 226 pb, il tasso a 10 anni da 1,77%. Nonostante il Btp abbia superato bene la prova delle aste di ieri, dimostrando di aver assorbito senza eccessivi traumi la decisione di Fitch, secondo gli analisti il governativo italiano rimane vulnerabile, con la possibilità di strappi ed alta volatilità in giornate delicate come quella odierna, con la Bce a prendere la parola.

Dopo la BCE ci attendiamo un ulteriore contrazione dello spread sul 10 anni verso la Germania. Come ci aspettavamo nel post di ieri, nonostante la notizia fuori programma di FITCH, i valori dello spread sono rimasti al disotto di area 232 favorendo una tenuta che ora può tradursi in una fase di rientro del differenziale. Quindi un’opportunità di trading.

Altri momenti che potrebbero far registrare tensioni sul mercato, aggiungono, saranno la presentazione del draft proposal per il Recovery fund da parte della Commissione Ue e la pronuncia di Moody’s sul rating italiano. Inizialmente prevista per il 6 maggio – la proposta dell’esecutivo Ue non dovrebbe arrivare prima di 2-3 settimane, mentre per un’implementazione definitiva del piano, secondo quanto dichiarato ieri sera al francese Les Echos dal commissario Ue all’Economia Gentiloni, bisognerà’ aspettare il secondo semestre dell’anno. Occhi puntati, più’ a breve, sull’8 maggio, quando sara’ la volta di Moody’s a pronunciarsi sull’Italia, anche se al momento appare improbabile un nuovo downgrade (per l’agenzia americana siamo gia’ solo un gradino sopra al junk). In un’intervista sulla Stampa oggi, il chief economist dell’agenzia Mark Zandi ha detto di vedere una contrazione del Pil italiano del 9,3% quest’anno e una ripresa del 6,1% l’anno prossimo.

A mantenere il mercato sotto pressione contribuiscono ovviamente anche l’abbondanza di offerta oltre che il generale deterioramento del quadro macro. Secondo una nota di Unicredit alla clientela, per finanziare l’emergenza il Tesoro dovrà’ emettere entro fine anno altro debito per circa 200 miliardi di euro. Tra gli strumenti a disposizione, anche il collocamento del Btp Italia in programma tra il 18 e il 21 maggio. Il titolo avrà scadenza 5 anni e chi lo terrà fino al 2025 riceverà un “premio fedeltà” dell’8 per mille, il doppio rispetto alle precedenti edizioni, ha fatto sapere ieri il Mef che spera di attirare un cospicuo numero di investitori soprattutto retail.

 

DATI ISTAT

Giornata cruciale anche sul fronte macro, quella odierna, con Istat che rende noti i primi dati su disoccupazione, inflazione e Pil che tengono conto degli effetti della pandemia di Covid-19.

Per quel che riguarda la disoccupazione, le attese sono per un rialzo del tasso al 10,5% in marzo dal 9,7% del mese precedente. Con il decreto “Cura Italia”, approvato poco dopo lo scoppio dell’epidemia, il governo ha stanziato circa 5 miliardi per gli ammortizzatori sociali destinati ai lavoratori vittime delle chiusure di massa, semplificando le procedure e alleggerendo i controlli sulle aziende richiedenti, ma la cassa integrazione per molti lavoratori continua ad essere un miraggio. Nel Def il governo vede il tasso di disoccupazione salire quest’anno all’11,6% dal 10% del 2019.

Quanto all’inflazione di aprile, il Nic e’ visto in discesa a -0,3% su mese e -0,2% su anno da +0,1% m/m, +0,1% a/a a marzo. Ma il dato clou per i mercati sara’ senz’altro quello sul Pil del primo trimestre, stimato in calo del 5% su base congiunturale e del 5,1% a livello tendenziale secondo un panel di 27 economisti sentiti da Reuters, dopo il -0,3%/+0,1% registrati nell’ultimo trimestre dello scorso anno.

Il ministro Gualtieri, in una dichiarazione a tamburo battente dopo il downgrade di Fitch martedì’, ha ribadito che i fondamentali italiani sono solidi. L’esecutivo nel Def prevede un ribasso congiunturale del Pil del 5,5% nel primo trimestre e una contrazione economica dell’8% nell’intero anno a legislazione vigente. L’obiettivo di deficit e’ stato fissato al 10,4% del Pil, mentre il debito e’ visto salire al 155,7% del prodotto interno lordo.

 

MACRO EUROZONA E USA

La BCE esaminerà i numeri sull’andamento del Pil nei primi tre mesi dell’anno hanno deluso in Francia, con un -5,8% congiunturale contro attese a -3,5%. Occhi ora a Spagna ed Eurozona, che renderanno noti i loro dati in mattinata. Per quel che riguarda Madrid gli economisti ipotizzano un -4,4%, mentre per l’intera area euro un -3,5%. In calendario sempre stamattina anche la stima flash del blocco sui prezzi al consumo armonizzati di aprile – con attese a +0,1% su anno in deciso calo dal +0,7% del mese prima – oltre al dato sulla disoccupazione di marzo, vista al 7,7%. Ieri, l’economic sentiment dell’Eurozona ha segnato in aprile il peggior risultato di sempre.

L’attenzione si sposterà’ poi negli Usa dove nel pomeriggio verranno diffusi i dati settimanali sulle richieste di sussidio – attese a 3.500.000, in ribasso rispetto alla settimana precedente. Il mercato digerisce ancora il -4,8% congiunturale del Pil nel primo trimestre annunciato ieri, con la convinzione che il peggio arriverà nel secondo quarter. Mentre il numero dei casi negli States supera il milione, uno studio citato da funzionari della Casa bianca afferma che oltre 74.000 americani potrebbero morire a causa del virus entro agosto. L’immunologo Anthony Fauci, responsabile Usa per il contrasto alle malattie infettive, ha detto che il Remdesivir, antivirale prodotto da Gilead, diventerà  la cura standard per il Covid-19 dopo che i primi risultati di una sperimentazione clinica sembrano dimostrare che il farmaco consenta una rapida ripresa dal virus. La notizia ha sostenuto l’azionario statunitense nella notte. In un’intervista in esclusiva a Reuters, Trump ha dichiarato che la gestione cinese del coronavirus e’ la prova che Pechino “farà qualsiasi cosa” per tentare di impedirgli di essere rieletto a novembre.

 

MACRO ASIA

Intanto, il Pmi manifatturiero cinese, colpito dal collasso degli ordini dall’estero, e’ sceso ad aprile a 50,8 (attese 51,0) dal 52 di marzo, pur mantenendosi oltre quota 50, ossia in area espansione. In Giappone, la produzione industriale ha mostrato a marzo il maggior calo da cinque mesi con un -3,7%, posizionandosi comunque oltre alle previsioni degli analisti (-5,2%). Giù anche le vendite al dettaglio con un -4,6% sempre a marzo, mentre il sentiment dei consumatori e’ sceso a minimi record in aprile.

 

DATI MACROECONOMICI

ZONA EURO

Stima PIL trim1 (11,00) – attesa -3,5% t/t; -3,1% a/a.

stima prezzi al consumo aprile (11,00) – attesa dato armonizzato 0,1% a/a.

Tasso disoccupazione marzo (11,00) – attesa 7,7%.

 

USA

Redditi personali marzo (14,30) – attesa -1,5% m/m.

Spese reali personali marzo (14,30).

Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali (14,30) – attesa 3.500.000.

PMI Chicago aprile (15,45) – attesa 38,0.

 

CINA

PMI manifatturiero aprile (3,00) – attesa 51,0.

PMI servizi aprile (3,00).

PMI composito aprile (3,00).

 

ITALIA

Istat, stima occupati e disoccupati marzo (10,00) – attesa 10,5%.

Istat, stima prezzi al consumo aprile (11,00) – attesa dato NIC -0,3% m/m; -0,2% a/a; dato IPCA 0,1% m/m; -0,3% a/a.

Istat, stima preliminare Pil trim1 (12,00) – attesa -5,0% t/t; -5,1% a/a.

Istat, attesa nota sulla diffusione dei dati di mortalita’.

 

FRANCIA

Stima PIL trim1 (7,30) – attesa -3,5% t/t.

Spese consumatori marzo (8,45) – attesa -5,5% m/m.

Prezzi produzione marzo (8,45).

Stima prezzi al consumo aprile (8,45) – attesa dato armonizzato 0,2% a/a.

 

GERMANIA

Vendite al dettaglio marzo (8,00) – attesa -7,3% m/m.

Tasso disoccupazione aprile (9,55) – attesa 5,2%