Abbiamo fatto alcune proiezioni di stima sul QE ed in particolare sul PePP: aspettatevi un aumento del QE nel Consiglio BCE del 4 giugno.

Le attuali proiezioni degli acquisti settimanali operati dalla BCE nell’ambito del PePP ci portano a stimare entro la fine dell’estate (al più tardi inizio autunno), l’esaurimento delle disponibilità prevista dal piano. Per tale ragione la scorsa settimana avevamo postato una nostra analisi sulla necessità di aumentare la dotazione del programma di 350 miliardi di euro.

A questa somma dobbiamo ora aggiungere l’eventuale ammontare che emergerà dall’approvazione del rivisto Recovery Fund per le somme eccedenti i 500 miliardi, in quanto il differenziale dovrebbe essere coperto da emissioni di bond sovranazionali acquistati dalla BCE. Attualmente sono stati proposti 250 miliardi. Come noto l’approvazione è stata rimandata all’Eurogruppo del 17/18 giugno.

AMPLIAMENTO DEL PROGRAMMA PEPP

Oltre all’ampliamento del programma, il Consiglio dovrà, per le ragioni sopra esposte, allargare il perimetro dei titoli eleggibili includendo bond sovranazionali ed in considerazione della congiuntura e dei downgrading sul giudizio di merito creditizio, potrebbe cogliere l’occasione per inserire nel perimetro anche i cosidetti Fallen Angel , meglio noti come junk bond.

Pensiamo che il momento più appropriato per prendere tali decisioni coincida con l’attuale , in quanto i riflessi dell’emergenza Covid-19 ed i suoi impatti economici sono ancora fortemente sentiti dagli stakeholder della politica e dall’opinione pubblica. In futuro il quadro potrebbe mutare e rendere meno stringenti le pressioni positive del consensus.

Qualora il Board dovesse seguire un simile percorso, le reazioni del mercato sarebbero significative.

REAZIONI ALLE DECISIONI DEL CONSIGLIO BCE

Riteniamo che gli spread sovrani dovrebbero beneficiare ulteriormente della decisione SULL’ALLARGAMENTO DEL PEPP. Primo fra tutti lo spread del BTP a 10 anni. Come abbiamo scritto in WB PERSPECTIVES, ci aspettiamo un ritorno del 10 anni verso area 1,20-1,00% nelle prossime settimane. Nel report prendevamo in esame la tenuta di area 210 bp  come limite al rialzo e l’avvio di un movimento riflessivo del 10 anni da 1,95/85 verso gli obbiettivi segnalati. L’attuale quotazione a 1,45% conforta ulteriormente la nostra analisi.

L’altro tema aperto riguarda l’eur usd. Ieri il cambio è salito oltre la soglia tecnica 1,10, livello che dal mese di aprile delimitava sostanzialmente il cap del range  il cui floor quotava 1,08,   aprendo una finestra che potrebbe spingere le contrattazioni verso area 1,12-1,1250.

La nostra idea è che il mercato possa cercare di posizionarsi alla vigilia del meeting BCE proprio a ridosso della soglia in modo da violarla ne caso in cui il Consiglio non dovesse prendere in considerazione alcuna ipotesi di ulteriore allentamento monetario.

WB PERSPECTIVES: PEPP - BTP 10 Y YIELD

WB ANALYTICS: PEPP – BTP 10 Y YIELD

 

avversione al rischio

I segnali di avversione al rischio stanno ritornando a flirtare con i mercati. Lo scenario previsto sin dagli inizi della crisi OUTBREAK (24 feb) e  WB PERSPECTIVES BREVE STORIA DEL PROSSIMO BEAR MARKET rimangono di grande attualità sia per le stime effettuate sulla prima ondata di vendite sui mercati azionari, sia per i livelli indicati sin dall’inizio sui limiti del recupero. Già recupero e non rialzo. La sottile differenza corre tra la tenuta di una condizione generale di rischio e apertura di una nuova fase impulsiva di ripresa.

Del resto nelle ultime giornate è notevolmente aumentata la domanda sulla tenuta dei listini azionari ed in particolare di alcuni singoli titoli nonostante la drammaticità dei dati che stiamo leggendo e che in prospettiva rimarranno critici. Oggi avremo i dati relativi alla produzione industriale dell’Eurozona. Le attese riportano una caduta del 12,1%.

In Italia la produzione industriale è scesa del 28,4% a marzo dopo il – 10 di febbraio. L’Istat riferisce che la misura rettificata ai giorno lavorativi è scesa del 29,3% a / a (-2,3% a / a a febbraio). In entrambi i casi, sono i declini più ripidi da quando è iniziata l’attuale serie produttiva nel 1990. In un solo mese, la produzione industriale è diminuita più che durante l’intera crisi del 2008/2009.

Analizzando la suddivisione per settore, notiamo che i più colpiti sono stati i mezzi di trasporto e i prodotti tessili e in pelle, tutti contratti di oltre il 50% a/a; non sorprende che solo il settore alimentare, meno colpito dal blocco, sia stato in grado di limitare il danno, contraendo “solo” il 6,5% a a.

Prepariamoci per dati ancora negativi

Con il lockdown per l’intero mese di aprile, i dati sulla produzione  saranno probabilmente peggiori. In assenza di riscontri provenienti dalla fiducia delle imprese, non pubblicati in aprile dall’Istat a causa di problemi di raccolta dei dati, il calo del PMI manifatturiero a 31,1 in aprile (dai 40,3 di marzo) ha già fornito prove qualitative inequivocabili di un ulteriore deterioramento.

Sospettiamo che il recupero non prenderà una forma a V, dimostrandosi invece solo graduale. Da un lato, le misure messe in atto dal governo italiano per sostenere le imprese e le famiglie non hanno finora filtrato nel tessuto economico dell’economia, vista la drammatica carenza di liquidità per molte imprese. Ciò è chiaramente accentuato dalla sovra rappresentazione strutturale delle PMI di piccole dimensioni, intrinsecamente finanziariamente più vulnerabile rispetto a quelle con dimensioni più grandi. In queste condizioni l’attesa per una regressione del Pil pari a poco meno del 10% rappresenta il consenso medio di mercato.

Ma i segnali critici risultano diffusi a livello globale. La caduta degli indici di fiducia delle imprese è in molti casi scesa al di sotto dei livelli registrati nel periodo 2008/9.  Il loro pessimismo apre interrogativi sugli utili delle imprese, sulla grado di resilienza su scala globale, con un maggiore accento verso l’economia occidentale.

Quindi si torna a verificare la tenuta dei mercati e gli eventuali segnali che potrebbero riaprire le condizioni di Risk Aversion.

Nell’ordine di gerarchia riteniamo che lo Standard & Poor 500 costituisca l’indicatore guida. Le due aree 2840 & 2730 costituiranno nelle prossime ore il terreno di scontro/confronto tra le mani forti che cercheranno per diverse ragioni di contrastare le vendite e quelle diffuse tra investitori professionali e non nel prendere atto che le condizioni non sono ancora mature per andare oltre l’attuale recupero.

Il breakout riporta condizioni di rischio

La violazione dl range segnalato riattiva le tattiche di avversione al rischio premiando bond governativi lunghi, monete rifugio, l’oro qualora eviti anch’esso di cedere quota 1680/70 usd/oz.

In Europa guarderemo con attenzione i riflessivi sugli indici azionari core: Dax ed Eurosotxx. Il primo presenta una fascia di protezione tra 10470 & 10250. Il secondo espone già al breakout di area 2800 precari segnali di stabilità.

Per l’Italia dovremo guardare con attenzione ciò che accadrà ai rendimenti sul BTP.  Purtroppo i segnali di avversione al rischio generale tendono a riflettere negativamente sul 10 anni Italia. Auspichiamo, ai fini di una tenuta e la ripresa di un parziale ribasso, che i rendimenti rimangano sotto quota 200 basis Point. Ciò consentirebbe agli stessi di rintracciare e con l’aiuto di mani forti scendere sotto area 1,80 dove collochiamo il trigger per l’avvio di un recupero del secondario sul MTS.

Il mercato dei cambi ed il rischio sistemico

Nel richiamare l’attenzione sugli strumenti che meglio replicano alle condizioni di avversione al rischio non possono mancare le monete. Lo yen, il franco svizzero ed il dollaro americano sono attesi in apprezzamento per effetto dei flussi che migrano dai Risky Asset verso le aree Safe Heaven. 

L?eur usd quota un livello di attrazione a 1,0770, mentre l’eur chf continua a flirtare con i minimi a quota 1,05. Il rapporto usd jpy dopo l’ennesimo sostegno offerto dalla BoJ tornerà a flettere. In questa occasione il punto da violare si abbassa a 104,60.

Buongiorno,

abbiamo oggi un pacchetto di dati in calendario piuttosto importante a partire da Moody’s. Nella cronostoria attesa della giornata abbiamo messo in evidenza i market mover che l’Italia affronterà a partire dalla lettura del rating sovrano ITALIA emessa da Moody’s e DBRS.

Lo spread si presenta in prossimità dell’evento Moody’s in flessione sotto la soglia per noi significativa presente in area 2,05 vedi WB Perspectives 3 maggio. Ovviamente ripercussioni più significative le avremo lunedì alla riapertura dei mercati. Tuttavia è di buon auspicio l’odierna frazionale ma significativa flessione. del 10 anni Italia.

MOODY'S: BTP 10 Y YIELD

WB PERSPECTIVES: BTP 10 Y YIELD

USA UNEMPLOYMENT RATE

In successione nel pomeriggio alle 14.30 avremmo la pubblicazione delle statistiche sull’occupazione USA, numeri da brivido. in due mesi  il tasso è passato da i minimi assoluti 3,5% ad un potenziale 16%. Non c’è mai stato negli ultimi quarant’anni una lettura così drammatica. La buona notizia è che dobbiamo leggere il dato con tuttala flessibilità che l’economia americana esprime in condizioni eccezionali. Quindi possiamo pensare che tali statistiche siano destinate a rientrare.

Tuttavia i mercati iniziano a scontare nuovamente una riduzione dei tassi. Il 10 anni Usa dopo il ritorno verso area 0,50% non si è più allontanato nonostante il recupero della NYSE. Qualcuno comincia a scontare che anche negli USA si possa scendere sotto il ground zero? Powell lo ha escluso. Ma i mercati hanno sempre una parola in più da aggiungere!

Ieri avevamo scritto in merito al rischio cambio eur usd della presenza di un supporto in area 1,0760.  Tale livello come atteso ha contenuto la debolezza dell’euro limitandone il ribasso. Oggi l’unica notizia in grado di spingerlo sotto tale soglia può essere data da una lettura meno negativa del dato sull’occupazione. Il trend però appare sempre segnato a favore della divisa americana.

Sulle borse assistiamo ad un effetto di resilienza straordinario. Rispetto alle ipotesi avanzate nel WB Perspectives del 3 maggio, possiamo confermare che stiamo percorrendo la prima via, ovvero quello che in apparenza sembra la più confortante. In realtà ci sembra che i mercati stiano lavorando all’interno di un range di distribuzione. Attenzione però il trigger eventuale delle vendite si colloca in coincidenza con il transito di quota 2820/800. Si alza quindi il livello di alert rispetto a 2730 segnalato nel report.

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT ADVISORY

Per i nostri Clienti del servizio di Enterprise Risk Management Riskoo segnaliamo l’aggiornamento apportato ai segnali operativi sulle commodity.
PETROLIO BRENT– Prezzi in salita sulla speranza che l’allentamento generalizzato dei lockdown rafforzi la domanda a livello globale. Il futures sul Brent guadagna 29 cent a 29,75 dollari al barile, mentre il contratto Usa segna +28 cent a quota 23,83.

 

ITALIA RATING SOVRANO MOODY’S

Nuovo e assai monitorato test per il debito italiano, questa sera, dopo la chiusura di Wall Street, con il duplice appuntamento dell’aggiornamento delle pagelle sul rating sovrano nazionale da parte di Moody’s e Dbrs.

Incassata la bocciatura a sorpresa da parte di Fitch, intervenuta il 28 aprile al di fuori del calendario stabilito proprio per declassare l’Italia a ‘BBB-‘, un solo gradino oltre il livello spazzatura, l’attesa di mercato e investitori è che entrambe le agenzie confermino il proprio giudizio sul livello attuale. Si tratta di ‘Baa3’ per Moody’e e ‘BBB (high)’ per Dbrs, in entrambi i casi con outlook stabile.

Il dato andrà letto partendo dalla considerazione  che l’agenzia canadese ha il punteggio più alto. L’attenzione sarà quindi focalizzata in particolare su eventuali modifiche da parte di Moody’s. L’ultimo intervento dell’agenzia americana sul rating italiano risale all’ottobre 2018. Anche nel caso di una conferma, entrambe le agenzie sottolineeranno che resta stretto controllo la capacità dell’Italia di riprendersi dalla crisi e di gestire un rapporto debito pubblico/Pil ancor più elevato. Ci si attende altresì’ che venga evidenziato il ruolo chiave della Bce nella riduzione del rischio legato all’aumento dei costi di finanziamento del governo.

BANCHE ITALIA, DEBITO TARGET 2

Da Via Nazionale la statistica mensile sul passivo Target 2 di aprile. Possibile un nuovo peggioramento dopo il vistoso incremento di marzo che ha portato il rosso a 491,642 miliardi, record da novembre 2018 e a meno di un miliardo dal massimo della serie.

BCE

Suonano in questo senso rassicuranti le parole di Christine Lagarde, che ha ribadito ieri come la Bce non abbia alcuna intenzione di lasciarsi intimorire dalla pronuncia della Corte costituzionale tedesca, che ha chiesto all’Eurotower giustificazione per l’ampio programma di acquisto di bond governativi pena la perdita di Bundesbank come principale acquirente. Lagarde ha ricordato che l’istituto da lei guidato e’ un organo indipendente che risponde al Parlamento europeo e agisce all’interno del proprio mandato. Più’ di un osservatore fa notare che sembra probabile a questo punto che la Banca centrale lasci l’onere della risposta direttamente a Buba. Cosi’ come, nelle attese degli operatori, e’ molto probabile che la Bce continui a comprare debito italiano nei mesi a venire, qualsiasi cosa accada (incluso un inatteso declassamento questa sera).

 

EUROPA E MES

In una partita più politica che economica, Roberto Gualtieri partecipa a una nuova riunione dell’Eurogruppo, appuntamento che sulla carta dovrebbe mettere la parola fine al lungo ed estenuante dibattito sul Mes. Il titolare dell’Economia si è impegnato a vigilare che il meccanismo — che metterebbe a disposizione dell’Italia circa 37 miliardi di euro per la spesa sanitaria legata all’emergenza — non preveda alcuna condizionalità. Ieri i commissari Gentiloni e Dombrovskis hanno chiarito — in un documento in vista dell’Eurogruppo odierno — che la richiesta dei fondi della nuova linea di credito del Mes non comporterà programmi di aggiustamento dei conti pubblici. In un’intervista a La Stampa, stamani, Dombrovskis parla del post pandemia e auspica una strategia di ripresa che non lasci nessuno indietro, avvertendo pero’ che le regole del Patto di Stabilità – ora sospese – torneranno in vigore a emergenza superata in quanto gia’ provviste della necessaria flessibilità’. Per quanto riguarda l’Italia, ha aggiunto, l’Ue si attende che al termine della crisi il debito scenda, anche se a un ritmo più lento di quello della Grecia.

 

OCCUPAZIONE USA

Contribuiranno a chiarire il quadro per gli investitori, le statistiche sulla disoccupazione Usa in arrivo nel pomeriggio, con attese che ipotizzano un tasso al 16% ad aprile. Ieri i dati settimanali sulle richieste di sussidio sono rimaste oltre quota 3 milioni, di poco sopra le previsioni, mentre la produttivita’ nel primo trimestre ha registrato il peggior declino dal 2015.

 

CALENDARIO MACRO ECONOMICO DI OGGI

 

USA

Occupati, tasso disoccupazione aprile, salari medi e media settimanale ore lavorate aprile (14,30) – attesa -22.000 occupati, tasso disoccupazione 16%, salari 0,4% mese, 3,3% anno, media settimanale ore lavorate 33,7.
Revisione scorte ingrosso marzo (16,00) – attesa -1% mese.

DATI GIAPPONE

La spesa dei consumatori giapponesi ha mostrato un significativo declino in marzo, mentre l’attivita’ del settore servizi ha segnato la piu’ pesante contrazione degli ultimi 5 anni ad aprile, rafforzando le attese che la terza economia mondiale entri presto in recessione spinta dalla crisi coronavirus. La spesa e’ scesa del 6% annuo (attese -6,7%) dopo il rialzo dello 0,3% di febbraio, secondo dati diffusi dal governo. Decisamente sotto le attese la lettura finale del Pmi servizi che scivola a 21,5 da 33,8 della stima precedente.

 

ITALIA
Anfia-Unrae, rapporto veicoli commerciali aprile.

GERMANIA
Bilancia commerciale e partite correnti marzo (8,00) – attesa avanzo commerciale 18,9 miliardi, esportazioni -5% mese, importazioni -4% mese.

GRAN BRETAGNA
Fiducia consumatori aprile.

GRECIA
Prezzi consumo aprile (11,00).

PORTOGALLO
Bilancia commerciale marzo (12,00).

SPAGNA
Produzione industriale marzo (9,00).

 

 

 

 

 

 

 

MARKET MOVER

FOREX – Il cross euro/dollaro intorno alle 7,50 è a 1,0789 in calo dello 0,06%, l’euro/yen scambia a 114,69 a +0,14%, il dollaro scambia a 106,30 yen in rialzo dello 0,13%.

TREASURIES – Il tasso del benchmark decennale sui mercati asiatici è in area 0,696%, rispetto alla chiusura Usa a 0,713%.

GREGGIO – I prezzi sono in leggero rialzo. Poco dopo le 7,50 i futures sul Brent salgono dello 0,13% a 29,76 dollari al barile, i futures Nymex dello 0,46% a 24,12 dollari.

BANCHE CENTRALI

Attesa stamani per l’audizione del vicepresidente della Bce Luis De Guindos al Parlamento europeo e poi, nel pomeriggio, per la partecipazione della numero uno Christine Lagarde a un webinar, dopo la sentenza tedesca che rischia di minare le fondamenta stesse dell’Ue. Ieri il membro della Bce Francois Villeroy de Galhau ha detto che Francoforte intende onorare pienamente il suo mandato come interpretato dalla Corte di Giustizia Ue. Intanto, all’indomani della decisione dei magistrati di Karlsruhe che hanno dato alla Bce tre mesi per giustificare gli acquisti di bond, il presidente della Bundesbank Jens Weidmann ha dichiarato che il sostegno straordinario di Francoforte all’economia era necessario, e il ministero delle Finanze tedesco ha ribadito che Berlino è ben consapevole della sua responsabilità nei confronti dell’integrazione europea. Secondo alcune fonti, la Bundesbank dovrà sostenere la battaglia legale della Bce. La Commissione ha sottolineato l’indipendenza dell’Eurotower e ha voluto ribadire la supremazia del diritto comunitario.

La BoE ha lasciato i tassi invariati a 0,1%, minimo storico, e ha mantenuto il target di Qe a 645 miliardi di sterline, in linea con le attese.

Anche la banca centrale norvegese annuncia la decisione sui tassi, e in Svezia riunione del board esecutivo di Riksbank.

Diversi, nel pomeriggio e in serata, gli interventi di banchieri Fed, mentre gli Stati Uniti fanno i conti con le drammatiche ricadute dell’emergenza sanitaria. Secondo alcuni analisti, il recente annuncio della Fed di voler acquistare titoli spazzatura potrebbe portare gli investitori, e perfino i regolatori, a smantellare la barriera ‘junk’.

Ad aprile il portafoglio della BoJ di ‘commercial paper’ è balzato di quasi il 30%, segno che l’istituto centrale giapponese sta intervenendo pesantemente sul mercato a favore delle società colpite dalla crisi.

CALENDARIO BANCHE CENTRALI

EUROPA

Svezia, riunione board esecutivo Riksbank (9,00).

Norvegia, banca centrale annuncia tassi (10,00).

Zona euro, vice presidente BCE de Guindos presenta rapporto annuale BCE per il 2019 in audizione a Commissione Affari Economico Monetari del Parlamento Europeo in videoconferenza (9,00).

Zona euro, presidente BCE Lagarde partecipa a webinar Bloomberg (16,00).

USA

Atlanta, intervento online presidente FED Atlanta Bostic (14,30).

Filadelfia, intervento presidente FED Filadelfia Karker (22,00).

Minneapolis, intervento online presidente FED Minneapolis Kashkari (16,00).

Richmond, intervento online presidente FED Barkin (19,00).

ASIA

Giappone, Bank of Japan pubblica verbale riunione di politica monetaria di marzo (1,50).

UE E CRISI – I ministri finanziari della zona euro sperano di raggiungere domani l’accordo finale sul ricorso al Mes per i governi colpiti dall’epidemia, così che il denaro sia disponibile a giugno.

La proposta di Bruxelles sul Recovery Fund arriverà nelle prossime settimane, ha detto ieri il commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni, fiducioso che possa essere approvata dai leader europei a giugno.

Intanto l’Ue prevede per la zona euro una pesante recessione quest’anno, con le conseguenze più gravi, oltre che per l’Italia, per Spagna e Grecia.

 

MERCATO TITOLI DI STATO  ITALIA

BTP  Seduta negativa quella di ieri, con le stime di primavera della Commissione Ue che hanno pesato su un obbligazionario già alle prese con l’incertezza derivata dalla decisione della Corte costituzionale tedesca. Oggi si riparte da 249 punti base per lo spread e 1,98% per il tasso del decennale aprile 2030.

In serata il Tesoro annuncia i quantitativi di Bot annuali che andranno in asta il 12 maggio, mentre ieri ha assegnato l’intero importo offerto — pari a 1 miliardo di euro — nel primo collocamento ‘Tap’ di titoli non più in corso di emissione riservato agli specialisti, tramite piattaforma elettronica.

In attesa dei pronunciamenti di Moody’s e Dbrs domani sera, che tuttavia non dovrebbero riservare sorprese, benchè l’attesa ed in proiezione futura i timori  di downgrade del rating sovrano italiano sotto il livello ‘investment grade’ possano rimanere attivi,  rischia di spingere gli investitori privati stranieri a vendere i governativi italiani, con una potenziale riduzione dell’esposizione da parte di asset manager e hedge fund di circa 80 miliardi di euro. Questo sta producendo un rialzo dei rendimenti verso la parte alta della forchetta che quota una resistenza a 2,05% (10 Y yield)

 

GEOPOLITICA

USA/CINA – Il presidente Donald Trump conta di poter dire in una o due settimane se Pechino adempie agli obblighi previsti dalla Fase Uno del trattato commerciale sottoscritto a gennaio. Nel frattempo il cambio usd cny si indebolisce. I valori devono violare quota 7,05/7,035 per dare un segnale concreto di rafforzamento potenziale dello yuan sul dollaro, come previsto dall’accordo Phase One.

 

CALENDARIO MACRO ECONOMICO

DATI ZONA EURO – In arrivo il dato Istat di marzo relativo alle vendite al dettaglio, su cui peseranno inevitabilmente le restrizioni imposte per contenere l’epidemia; i numeri saranno da confrontare con il +0,8% congiunturale e il +5,7% tendenziale registrati a febbraio. A livello di zona euro, secondo i dati diffusi ieri, a marzo il commercio al dettaglio ha registrato un calo record. Indicazioni sull’economia italiana potrebbero arrivare anche dall’usuale Nota mensile che l’istituto di statistica diffonde alle 11.

In Germania, la produzione industriale tedesca a marzo ha registrato un calo del 9,2% su mese, peggio delle attese che erano per una flessione a livello congiunturale del 7,5%, dopo il +0,3% del mese precedente. Ieri gli ordini all’industria hanno registrato il peggior calo dal 1991, anno di inizio della serie, a causa delle ricadute della crisi sanitaria.

ITALIA

Istat, commercio al dettaglio marzo (10,00).

Istat, nota mensile sull’andamento dell’economia italiana ad aprile (11,00).

PMI Cons Markit HIS aprile (9,30).

FRANCIA

Partite correnti marzo (8,45).

Produzione industriale marzo (8,45) – attesa -12,4% m/m.

Bilancia commerciale marzo (8,45).

PMI Cons Markit IHS aprile (9,30).

GERMANIA

PMI Cons Markit IHS aprile (9,30).

GRECIA

Tasso disoccupazione febbraio (11,00).

ZONA EURO

PMI Cons Markit IHS aprile (9,30).

 

DATI  USA

L’attenzione si concentra sulle nuove richieste settimanali di sussidi, con il consensus Reuters a 3 milioni dopo i quasi 3,84 milioni della settimana scorsa. Gli occupati privati sono calati di 20,2 milioni ad aprile a causa della serrata imposta dall’epidemia.

Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali (14,30) – attesa 3.000.000.

Stima costo del lavoro trim1 (14,30) – attesa 4,0%.

Stima produttività trim1 (14,30) – attesa -5,5%.

Crediti al consumo marzo (21,00) – attesa 15,0 miliardi.

 

DATI CINA

L’export è salito inaspettatamente in aprile, nonostante la pandemia freni la domanda globale. Le esportazioni cinesi hanno segnato +3,5% su anno contro previsioni Reuters per un -15,7%; la bilancia commerciale si è attestata a 45,34 miliardi di dollari rispetto alle attese, pari a 6,35 miliardi. L’indice PMI servizi Caixin ad aprile è a 44,4 dal precedente 43.

PMI servizi Caixin aprile (3,45).

Bilancia commerciale aprile – attesa 6,35 miliardi.

 

 

 

La BCE nel meeting di oggi annuncia ulteriori operazioni di liquidità ma si astiene da ulteriori aumenti di QE.  Queste le reazioni dopo il meeting:  la decisione di mantenere invariati tutti gli altri strumenti dimostra che prima vuole fare il punto su tutte le misure recenti.

La Banca Centrale europea ha appena annunciato ulteriore liquidità per il settore bancario ma ha mantenuto inalterato il programma PePP, lo strumento cardine per contrastare la crisi Covid-19 

Ci sarà una nuova serie di operazioni di rifinanziamento a più lungo termine non mirate di emergenza pandemica (PELTRO). Ci saranno sette PELTRO e saranno eseguiti a 25 pb sotto il tasso  refi fino al settembre 2021. Dopo varie modifiche ai TLTRO nell’ultima riunione, questo è un altro tentativo di fornire più liquidità al settore bancario e quindi all’economia reale.

La decisione di mantenere invariati tutti gli altri strumenti, mostra che la BCE vuole prima fare il punto su tutte le misure recentemente adottate. Probabilmente vuole anche mantenere lo spèazio tecnico per intervenire ulteriormente qualora i mercati richiedessero nuovi aiuti. Questa riserva d’intenti tornerà utile qualora i mercati dovessero ritornare ad esprimere un’elevata volatilità in virtù di una ripresa dell’avversione al rischio.

La zona euro è entrata in una recessione senza precedenti -3,8% nel primo quater 2020. Il PIL sarà ancora più debole nel 2 ° trimestre a causa dell’impatto del lockdown. La BCE stima un buffer di decrescita tra il 5 ed il 15% a seconda di come si evolverà l’uscita dalla pandemia. 

REAZIONI DOPO LA BCE

L’eur usd mentre scriviamo rimane nell’area 1,0870-1,0830  scendendo inizialmente verso la base del range che avevamo fissato come campo di oscillazione in attesa del meeting di oggi. Per un ritorno verso la debolezza del cambio dovremo attendere al breakout di 1,0835/10. Per le strategie export (Enterprise Risk management) non coperte risulta fondamentale la tenuta di area 1,0890 in quanto un break up potrebbe innescare un segnale di acquisiti di euro contro dollaro ed attivare in termini di rischio cambio la necessità di operare coperture tattiche almeno per esposizioni con scadenze a brevissimo. Sul lato import continuiamo a raccomandare di mantenere attive le coperture strategiche impostate a fine 2019 sul budget.

GOVERNMENT BOND YIELD

I rendimenti sul 10 anni Germania sono scesi sino al -0,55%. Questo conferma il trigger già segnalato nell’Outlook II°Q 2020. Di converso lo spread tra 10 Y Yield Treasury e 10 anni Yield Bund sta formando un potenziale bottom in area 110 bp aprendo una breve fase di rieazione verso un nuovo incremento a favore di U.S..

Nei confronti del BTP lo spread rimane ancora sopra quota 210 ed in rialzo oltre 232 probabilmente a causa della delusione del mercato dovuta al mancato ampliamento del programma PePP. Pensiamo comunque che 240 possa costituire un cap al rialzo e favorire un ritorno verso il livello che consentirebbe al mercato di impostare nuovi acquisti speculativi di BTP:

 MERCATI AZIONARI

Sembra che il mancato allargamento del PePP possa fungere da pretesto per vendere equity. In realtà riteniamo che ciò rappresenti un evento tecnico. Nel nostro report del 16 marzo COVID-19 VERSUS SUBPRIME (pag. 6 I°e II° capoverso) stimavamo sin dai minimi una reazione positiva dei mercati sino a quota 2900/950 di S&P 500,  2950/6050 per l’Eurostoxx 50. La verifica di questi livelli apre ora una fase di ripensamento, accompagnata da prese di beneficio. Pertanto saremmo propensi ad inquadrare i ribassi odierni in questo meccanismo.

Rimangono quindi validi i livelli che lo scorso lunedì abbiamo indicato come nuovi significativi trigger di vendita.  

LE FONTI TV WLADEMIR BIASIA

BCE

BCE, Si apre l’ennesima giornata campale per i mercati, con gli occhi puntati sul board Bce dopo che la Fed ha lasciato ieri sera, come atteso, i tassi invariati vicino allo zero, ribadendo di essere pronta ad agire con ogni mezzo per limitare gli effetti di una crisi che pone “considerevoli rischi” non solo nel breve ma anche nel medio termine. Mentre gli investitori non si aspettavano nuove mosse dalla banca centrale Usa – intervenuta con provvedimenti radicali più volte nelle ultime settimane, sempre al di fuori dei regolari meeting -, le attese di ulteriori misure da parte di Francoforte si sono rafforzate dopo il downgrade di Fitch piombato martedì su Roma, anche se è improbabile, secondo gli analisti, che le novità’ arrivino già oggi. Questa mattina Wlademir Biasia commenterà su LE FONTI TV alle 9.30/.45  il quadro generale sul mercato dei cambi, delle commodity e dei tassi, con i riflessi su quello azionario.

Una reazione degli operatori migliore del previsto alle aste a medio lungo di ieri, ha dimostrato in parte un effetto contenuto sul mercato della decisione dell’agenzia di rating di declassare il debito italiano ad un notch dalla spazzatura. Ma diversi analisti fanno notare che la tenuta del Btp, anche in questo caso, rimanda ancora una volta al paracadute Bce che pochi giorni fa ha annunciato, tra l’altro, la decisione di accettare anche bond di livello junk come collateral proprio per sostenere la liquidita’ delle economie, come l’Italia, piu’ colpite dalla pandemia.

Ecco quindi che dall’Eurotower potrebbe arrivare, secondo diversi studi, un ampliamento degli acquisti di commercial paper ma soprattutto un incremento dell’envelope del Pepp di altri 500 miliardi dagli attuali 750 . Sebbene la risposta della banca centrale alla crisi sia stata sinora gia’ massiccia, ci sarebbe ancora spazio per nuovi provvedimenti di easing, secondo gli osservatori, con i tassi sui depositi che potrebbero essere spinti ulteriormente in terreno negativo e le condizioni di accesso al credito per le banche maggiormente facilitate grazie anche ad una possibile revisione del moltiplicatore del tiering. Gli analisti non sono unanimi, pero’, sulla tempistica di tali misure, che potrebbero giungere piu’ avanti – secondo alcuni anche a giugno – mentre Christine Lagarde potrebbe voler piuttosto utilizzare il board di oggi per ribadire di essere pronta ad agire ancora, richiamando pero’ ancora una volta i governi Ue alla necessita’ di politiche fiscali di emergenza

FOREX – L’euro resta fermo in range intorno a quota 1,08640 dollari mentre attende la Bce.

La reazione dell’euro alla notizia della FED è stata mitigata da vendite operate sempre a ridosso della resistenza segnalata a 1,0870. Nella giornata odierna ci concentreremo sul range compreso tra 1,0880 (cap) e 1,0830 (floor). Il mercato necessita di verificare un ritorno sotto il floor per ritornare a vendere euro ed evitare una correzione.

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT: EUR USD TREND

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT: EUR USD TREND

BTP

In questo contesto, lo spread oggi stamani da 226 pb, il tasso a 10 anni da 1,77%. Nonostante il Btp abbia superato bene la prova delle aste di ieri, dimostrando di aver assorbito senza eccessivi traumi la decisione di Fitch, secondo gli analisti il governativo italiano rimane vulnerabile, con la possibilità di strappi ed alta volatilità in giornate delicate come quella odierna, con la Bce a prendere la parola.

Dopo la BCE ci attendiamo un ulteriore contrazione dello spread sul 10 anni verso la Germania. Come ci aspettavamo nel post di ieri, nonostante la notizia fuori programma di FITCH, i valori dello spread sono rimasti al disotto di area 232 favorendo una tenuta che ora può tradursi in una fase di rientro del differenziale. Quindi un’opportunità di trading.

Altri momenti che potrebbero far registrare tensioni sul mercato, aggiungono, saranno la presentazione del draft proposal per il Recovery fund da parte della Commissione Ue e la pronuncia di Moody’s sul rating italiano. Inizialmente prevista per il 6 maggio – la proposta dell’esecutivo Ue non dovrebbe arrivare prima di 2-3 settimane, mentre per un’implementazione definitiva del piano, secondo quanto dichiarato ieri sera al francese Les Echos dal commissario Ue all’Economia Gentiloni, bisognerà’ aspettare il secondo semestre dell’anno. Occhi puntati, più’ a breve, sull’8 maggio, quando sara’ la volta di Moody’s a pronunciarsi sull’Italia, anche se al momento appare improbabile un nuovo downgrade (per l’agenzia americana siamo gia’ solo un gradino sopra al junk). In un’intervista sulla Stampa oggi, il chief economist dell’agenzia Mark Zandi ha detto di vedere una contrazione del Pil italiano del 9,3% quest’anno e una ripresa del 6,1% l’anno prossimo.

A mantenere il mercato sotto pressione contribuiscono ovviamente anche l’abbondanza di offerta oltre che il generale deterioramento del quadro macro. Secondo una nota di Unicredit alla clientela, per finanziare l’emergenza il Tesoro dovrà’ emettere entro fine anno altro debito per circa 200 miliardi di euro. Tra gli strumenti a disposizione, anche il collocamento del Btp Italia in programma tra il 18 e il 21 maggio. Il titolo avrà scadenza 5 anni e chi lo terrà fino al 2025 riceverà un “premio fedeltà” dell’8 per mille, il doppio rispetto alle precedenti edizioni, ha fatto sapere ieri il Mef che spera di attirare un cospicuo numero di investitori soprattutto retail.

 

DATI ISTAT

Giornata cruciale anche sul fronte macro, quella odierna, con Istat che rende noti i primi dati su disoccupazione, inflazione e Pil che tengono conto degli effetti della pandemia di Covid-19.

Per quel che riguarda la disoccupazione, le attese sono per un rialzo del tasso al 10,5% in marzo dal 9,7% del mese precedente. Con il decreto “Cura Italia”, approvato poco dopo lo scoppio dell’epidemia, il governo ha stanziato circa 5 miliardi per gli ammortizzatori sociali destinati ai lavoratori vittime delle chiusure di massa, semplificando le procedure e alleggerendo i controlli sulle aziende richiedenti, ma la cassa integrazione per molti lavoratori continua ad essere un miraggio. Nel Def il governo vede il tasso di disoccupazione salire quest’anno all’11,6% dal 10% del 2019.

Quanto all’inflazione di aprile, il Nic e’ visto in discesa a -0,3% su mese e -0,2% su anno da +0,1% m/m, +0,1% a/a a marzo. Ma il dato clou per i mercati sara’ senz’altro quello sul Pil del primo trimestre, stimato in calo del 5% su base congiunturale e del 5,1% a livello tendenziale secondo un panel di 27 economisti sentiti da Reuters, dopo il -0,3%/+0,1% registrati nell’ultimo trimestre dello scorso anno.

Il ministro Gualtieri, in una dichiarazione a tamburo battente dopo il downgrade di Fitch martedì’, ha ribadito che i fondamentali italiani sono solidi. L’esecutivo nel Def prevede un ribasso congiunturale del Pil del 5,5% nel primo trimestre e una contrazione economica dell’8% nell’intero anno a legislazione vigente. L’obiettivo di deficit e’ stato fissato al 10,4% del Pil, mentre il debito e’ visto salire al 155,7% del prodotto interno lordo.

 

MACRO EUROZONA E USA

La BCE esaminerà i numeri sull’andamento del Pil nei primi tre mesi dell’anno hanno deluso in Francia, con un -5,8% congiunturale contro attese a -3,5%. Occhi ora a Spagna ed Eurozona, che renderanno noti i loro dati in mattinata. Per quel che riguarda Madrid gli economisti ipotizzano un -4,4%, mentre per l’intera area euro un -3,5%. In calendario sempre stamattina anche la stima flash del blocco sui prezzi al consumo armonizzati di aprile – con attese a +0,1% su anno in deciso calo dal +0,7% del mese prima – oltre al dato sulla disoccupazione di marzo, vista al 7,7%. Ieri, l’economic sentiment dell’Eurozona ha segnato in aprile il peggior risultato di sempre.

L’attenzione si sposterà’ poi negli Usa dove nel pomeriggio verranno diffusi i dati settimanali sulle richieste di sussidio – attese a 3.500.000, in ribasso rispetto alla settimana precedente. Il mercato digerisce ancora il -4,8% congiunturale del Pil nel primo trimestre annunciato ieri, con la convinzione che il peggio arriverà nel secondo quarter. Mentre il numero dei casi negli States supera il milione, uno studio citato da funzionari della Casa bianca afferma che oltre 74.000 americani potrebbero morire a causa del virus entro agosto. L’immunologo Anthony Fauci, responsabile Usa per il contrasto alle malattie infettive, ha detto che il Remdesivir, antivirale prodotto da Gilead, diventerà  la cura standard per il Covid-19 dopo che i primi risultati di una sperimentazione clinica sembrano dimostrare che il farmaco consenta una rapida ripresa dal virus. La notizia ha sostenuto l’azionario statunitense nella notte. In un’intervista in esclusiva a Reuters, Trump ha dichiarato che la gestione cinese del coronavirus e’ la prova che Pechino “farà qualsiasi cosa” per tentare di impedirgli di essere rieletto a novembre.

 

MACRO ASIA

Intanto, il Pmi manifatturiero cinese, colpito dal collasso degli ordini dall’estero, e’ sceso ad aprile a 50,8 (attese 51,0) dal 52 di marzo, pur mantenendosi oltre quota 50, ossia in area espansione. In Giappone, la produzione industriale ha mostrato a marzo il maggior calo da cinque mesi con un -3,7%, posizionandosi comunque oltre alle previsioni degli analisti (-5,2%). Giù anche le vendite al dettaglio con un -4,6% sempre a marzo, mentre il sentiment dei consumatori e’ sceso a minimi record in aprile.

 

DATI MACROECONOMICI

ZONA EURO

Stima PIL trim1 (11,00) – attesa -3,5% t/t; -3,1% a/a.

stima prezzi al consumo aprile (11,00) – attesa dato armonizzato 0,1% a/a.

Tasso disoccupazione marzo (11,00) – attesa 7,7%.

 

USA

Redditi personali marzo (14,30) – attesa -1,5% m/m.

Spese reali personali marzo (14,30).

Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali (14,30) – attesa 3.500.000.

PMI Chicago aprile (15,45) – attesa 38,0.

 

CINA

PMI manifatturiero aprile (3,00) – attesa 51,0.

PMI servizi aprile (3,00).

PMI composito aprile (3,00).

 

ITALIA

Istat, stima occupati e disoccupati marzo (10,00) – attesa 10,5%.

Istat, stima prezzi al consumo aprile (11,00) – attesa dato NIC -0,3% m/m; -0,2% a/a; dato IPCA 0,1% m/m; -0,3% a/a.

Istat, stima preliminare Pil trim1 (12,00) – attesa -5,0% t/t; -5,1% a/a.

Istat, attesa nota sulla diffusione dei dati di mortalita’.

 

FRANCIA

Stima PIL trim1 (7,30) – attesa -3,5% t/t.

Spese consumatori marzo (8,45) – attesa -5,5% m/m.

Prezzi produzione marzo (8,45).

Stima prezzi al consumo aprile (8,45) – attesa dato armonizzato 0,2% a/a.

 

GERMANIA

Vendite al dettaglio marzo (8,00) – attesa -7,3% m/m.

Tasso disoccupazione aprile (9,55) – attesa 5,2%

 

downgrade fitch

DOWNGRADE FITCH

FITCH TAGLIA RATING ITALIA – Anticipando la review in agenda per il 10 luglio, ieri sera Fitch ha operato un downgrade al rating sovrano italiano di un notch, portandolo a ‘BBB-‘ con outlook stabile (da ‘BBB’, negativo). Si tratta dell’ultimo livello prima di ‘junk’. Fitch ha citato tra le ragioni gli alti livelli di debito e deficit raggiunti durante la crisi del Covid-19. L’agenzia Usa prevede per il 2020 una contrazione dell’8% del Pil italiano e una soglia di 156% per il rapporto debito/Pil e constata anche il riaffacciarsi di tensioni politiche nelle ultime settimane prevedendo che si intensificheranno con l’allentamento del lockdown. Immediata la risposta del ministero dell’Economia che sottolinea come Fitch non abbia tenuto conto delle misure adottate dalla Bce e ribadisce che i fondamentali italiani sono solidi. Dopo che venerdì scorso S&P ha lasciato invariato il proprio giudizio su Roma, innescando un trend rialzista sui governativi italiani, l’8 maggio saranno chiamate a esprimersi su rating italiano Moody’s e Dbrs. In un report diffuso ieri sera Goldman Sachs ha scritto di non aspettarsi un taglio del rating da parte di Moody’s.

SPREAD BTP BUND

Questa mattina in apertura lo spread reagisce in rialzo.Ci attendiamo un test di area 232/3, livello che si contrappone ad una reazione più concreta. Il rischio sopra 233 è quallo di ritornare in direzione di area 270/80. Pensiamo che i regulator si contrapporranno ad un eventuale eccessivo apprezzamento del differenziale.

 

DOWNGRADE FITCH SPREAD ITALIA

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT: SPREAD BTP BUND

 

BTP E PRIMARIO ZONA EURO

Occhi puntati sulla reazione del mercato italiano al downgrade di Fitch destinato a pesare sulla performance dei Btp nella giornata delle aste a medio lungo, alla vigilia del meeting Bce. Riferimento per l’apertura odierna i 221 punti base per lo spread Italia-Germania sul segmento decennale e l’1,73% per il tasso del benchmark decennale, livelli raggiunti al termine di una seduta interamente in territorio positivo per la carta italiana. Sul primario si attiverà la Germania con l’asta del Bund febbraio 2030, cedola zero, ma anche la Grecia che offre un miliardo in titoli di Stato a 26 settimane. Da ricordare la chiusura dei mercati giapponesi per festività.

 

DATI BCE

In arrivo, nel pacchetto di dati diffusi da Francoforte, anche quelli relativi al portafoglio dei titoli di Stato nazionali delle banche con sede in Italia a marzo. Il dato andrà confrontato con i 391,469 miliardi di euro fotografati dalla statistica di febbraio.

MEETING FED

Si concluderà questa sera il meeting del Fomc dal quale gli investitori non si aspettano sostanziali novità ma sicuramente un’indicazione su dove stia andando l’economia statunitense. Già due giorni fa, la Fed è intervenuta a ulteriore sostegno dell’economia Usa ampliando il sostegno ai governi locali.

STIMA PIL USA

Sempre da oltreoceano in arrivo la stima ‘advance’ del Pil americano del primo trimestre periodo in cui è scoppiata l’epidemia da coronavirus. Le attese sono per una contrazione di 4,0% dopo +2,1% del quarto trimestre del 2019. Ieri l’amministrazione Trump ha previsto una forte ripresa economica nel quarto trimestre mentre un alto consigliere della Casa Bianca ha messo in guardia da uno shock negativo “molto serio” su disoccupazione a breve termine e Pil.

 

FOREX

La chiusura in area 1,0818 indebolisce il momentum dell’euro che trova come atteso resistenza in area 1,0850/75. Non ci aspettiamo particolari segnali sino alla riunione di domani della BCE. Ci aspettiamo invece che il Consiglio prenda nuove decisioni in merito all’ampliamento del programma PEPP. L’area 1,0810 costituirà nelle prossime 48 ore il punto di supporto sotto il quale scattano nuovi trigger regressivi sul cambio euro dollaro. Nel frattempo dovremo superare la pubblicazione del pomeriggio sulle stime iniziali del GDP Usa I°Q. I mercati stimano una caduta nell’ordine del 3/4%. Dati peggiori potrebbero avere un impatto positivo sull’euro. In tal caso l’area 1,0880/1,0915 dovrebbe contrapporsi alle reazioni.

COMMODITY

GREGGIO

Prezzi in rialzo dopo che i dati Api sulle scorte Usa hanno mostrato un incremento inferiore alle attese e dopo le misure varate da molti Paesi per un ripristino delle attività. Attorno alle 7,30 i derivati sul Brent scambiano in rialzo di 74 cent a 21,20 dollari il barile, e quelli sul greggio Usa salgono di un dollaro e mezzo a 13,83 dollari.

I mercati petroliferi sono stati messi sotto pressione sia lunedì che ieri , con il sell_off guidato da WTI.  Il contratto NYMEX WTI di giugno è diminuito di quasi il 25% . La debolezza del contratto del primo mese ha anche portato il contango di giugno / luglio ad allargarsi a oltre $ 6 al barile. Il principale catalizzatore per la mossa sembra essere la notizia che il fondo petrolifero statunitense ribadirà la sua posizione attuale nel contratto WTI del 20 giugno per contratti più in basso, a causa delle condizioni di mercato e ragioni normative. Gli ultimi dati mostrano che il fondo petrolifero statunitense detiene circa il 4% dell’interesse totale aperto nel contratto WTI del 20 giugno, in diminuzione rispetto alle precedenti settimane poiché il fondo ha apportato numerose modifiche alla sua politica di investimento. L’allontanamento dei fondi dal contratto del 20 giugno evidenzia una tendenza che stiamo osservando tra gli attori del mercato: nessuno vuole essere tra gli ultimi a chiudere la propria posizione prima della scadenza, temendo una ripetizione della scadenza di maggio. Questa tendenza è evidente quando si osservano gli open interest del contratto del 20 giugno, che è sceso di circa il 44% nel corso della scorsa settimana. Si tratta di un’uscita anticipata dal contratto, se si considera che il contratto del 20 giugno scadrà solo il 19 maggio. La mossa che stiamo osservando suggerisce che il contratto del 20 giugno diventerà sempre più illiquido e, di conseguenza, probabilmente soffrirà di una maggiore volatilità nel periodo precedente alla scadenza.

Guardando al futuro, questa settimana tutta l’attenzione sarà rivolta ai numeri di inventario, e in particolare alla build che vediamo a Cushing, l’hub di consegna WTI. Se vedremo build simili alle ultime settimane, probabilmente raggiungeremo la piena capacità di Cushing nella prima metà di maggio, il che dovrebbe mantenere una pressione ribassista sul mercato.Dopo le notizie di domenica che il governo provinciale dello Yunnan in Cina ha in programma un piano di stoccaggio per i metalli di base, un’altra provincia, Gansu ha annunciato un’azione simile lunedì. Ciò ha contribuito a fornire un po ‘di supporto al complesso dei metalli, con il rame LME che si è assestato più dell’1,1% ieri e il commercio ai livelli visti l’ultima volta a metà marzo.

METALLI

Per quanto riguarda la domanda cinese, abbiamo constato un andamento piuttosto irregolare degli sviluppi nel mercato dei rottami ed un aumento della domanda di catodi, a causa della rigidità della disponibilità di rottami. Gli ultimi dati di China Customs mostrano che le importazioni di rottami nel 1 ° trimestre sono diminuite del 16% rispetto al trimestre precedente, con un calo significativo rispetto alle principali origini di importazione, tra cui Hong Kong verso la Cina continentale, il Regno Unito, la Germania e gli Stati Uniti. Mentre le importazioni nel periodo provenienti dal principale fornitore della Malesia sono effettivamente aumentate del 5% su base trimestrale, l’impatto maggiore sulle spedizioni dal paese può essere avvertito solo ad aprile, poiché il paese è entrato in blocco a fine marzo. Nel frattempo, gli ultimi dati dell’International Copper Study Group (ICSG) mostrano che la produzione globale di miniere di rame è rimasta quasi piatta su base annua e si è attestata a 1,7 milioni di gennaio. Il gruppo ha affermato che il mercato del rame è rimasto in pareggio durante il primo mese dell’anno. Nel frattempo, la produzione mondiale raffinata è aumentata del 3% su base annua, mentre l’utilizzo apparente totale è rimasto invariato a gennaio.

CAFFE’

Come segnalato nell’Outlook RISKOO II°Q, dedicato al nostro servizio di Enterprise Risk management, il Caffè sta cedendo valore in direzione dell’area 102 dove avevamo fissato un potenziale livello su cui accumulare posizioni lunghe . Riteniamo che in area  102/101 possano essere presenti buy order speculativi su strategie orientate a creare una posizione lunga di medio lungo termine.

BORSE

I mercati rimangono ancora inseriti all’interno del range indicato ad inizio settimana. Il trigger eventuale da cui possono riattivarsi le vendite rimane quello segnalato lunedì. Sui picchi dell’azione espansiva giornaliera notiamo il ritorno dell’offerta a conferma della potenziale costruzione di un movimento di distribuzione su cui fanno premio i sostegni indicati. Sul mercato azionario italiano il downgrade di Fitch

 

TREASURIES – Governativi Usa in calo negli scambi asiatici. Il decennale di riferimento cede 2/32 con un tasso di 0,616%.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, prezzi alla produzione dell’industria e delle costruzioni marzo (10,00).

Istat, retribuzioni contrattuali trim1 (11,00).

 

GERMANIA

Prezzi import marzo (8,00) – attesa -2,5% m/m; -4,0% a/a.

Stima prezzi al consumo aprile (14,00) – attesa dato nazionale zero m/m; 0,6% a/a; dato armonizzato 0,1%m/m; 0,5% a/a.

ZONA EURO

Crescita M3 marzo (11,00) – attesa 5,5%.

Prestiti a privati marzo (11,00) – attesa 3,6%.

Economic sentiment aprile (11,00) – attesa 74,7.

USA

Stima PIL, core PCE trim1 (14,30) – attesa -4,0%.

Indice vendite immobiliari in corso marzo (16,00) – attesa -10,0% m/m.

Scorte settimanali prodotti petroliferi EIA (16,30).

I market Mover della settimana vedono in prima linea la pubblicazione del dato sul GDP USA relativo al I°Q 2020 atteso mercoledì con una contrazione prossima al- 4% contro il +2% del trimestre precedente. In seguito avremo le riunioni della BCE, della BoJ, e la Fed.

Le riunioni di politica monetaria delle banche centrali saranno esaminate attentamente per verificare le loro opinioni sull’andamento dell’economia globale e gli orientamenti su potenziali aggiornamenti nella posizione di policy dopo che gli indicatori chiave hanno mostrato cali allarmanti. Le indagini Flash PMI hanno mostrato tassi record di collasso economico in tutte le principali economie sviluppate in aprile a seguito delle misure sempre più drastiche adottate dai governi per contenere la pandemia di COVID-19.

MARKET MOVER USA

Questa settimana vedrà continuare a pieno regime la pubblicazione negli utili negli Stati Uniti  delle aziende, Alphabet, Microsoft, Apple, Amazon, Facebook, Spotify, Tesla, Mastercard, Visa, Merck, Pfizer, Pepsi, Starbucks, Mcdonald’s, UPS, AMD, Caterpillar, Shell, Exxon Mobil e Chevron.

Negli Stati Uniti, il FOMC ha già tenuto due riunioni  non programmate in cui è stato annunciato lo stimolo di emergenza. Il mercato attende la risposta al recente ulteriore deterioramento dei dati economici. I dati sul PIL del primo trimestre prepareranno la scena e dovrebbero mostrare che l’economia è già in declino.

MARKET MOVER BANCHE CENTRALI

Allo stesso modo, le stime preliminari del PIL del primo trimestre per l’area dell’euro, compresi i rilasci per Francia, Spagna e Italia, sono rilasciate in una settimana in cui il consiglio della BCE sarà attentamente monitorato per potenziali nuove decisioni.  Attendiamo l’implementazione di ulteriori misure di allentamento. Non escludiamo un possibile ampliamento del programma PPE. 

La BoJ oggi ha esteso lo stimolo monetario per il secondo mese consecutivo. Ha alzato il limite massimo di corporate bond e carta commerciale che può acquistare fino a  complessivi 20.000 miliardi di yen, da circa 7.000 miliardi, e ha esplicitato l’impegno a comprare quantità illimitate di governativi.

In Russia la banca centrale ha tagliato il tasso di interesse al 5,5% dal 6% e ha promesso ulteriori riduzioni per sostenere l’economia colpita dall’epidemia e dai bassi prezzi del petrolio.

MARKET MOVER PMI

Vengono inoltre rilasciati diversi dati sull’inflazione nell’area dell’euro, manifatturiera e PMI.

In Asia, gli occhi si concentreranno sulla Cina e sugli aggiornamenti di aprile alle indagini sulla produzione manifatturiera da parte di Caixin e della NBS, con la speranza di trovare notizie migliori dopo che i segnali iniziali del settore si sono stabilizzati a marzo sopra quota 50. I dati PMI manifatturieri finali per il Giappone saranno anche attentamente monitorati mentre la banca centrale si incontra, sebbene con un minore tenore di aspettative per ulteriori stimoli.

MERCATI FINANZIARI BTP E BORSE

Si riapre una settimana delicata per il Btp, con le aste di fine mese in programma mercoledì. Risulta evidente come gli acquisti di Bankitalia per conto di Bce siano vitali al momento. Per lo spread il riferimento è 236 pb, per il tasso a 10 anni 1,88%, mentre gli investitori continuano ad attendere nervosamente nuove dal fronte europeo e dalla BCE.

L’AD di Intesa Sanpaolo Carlo Messina dice che l’Italia dovrebbe attrarre più risparmi privati verso i titoli di Stato, facendo rientrare una parte dei 100-200 miliardi di euro parcheggiati all’estero. Il Tesoro dovrebbe emettere bond sociali con rendimenti competitivi, sgravi fiscali, scudo penale per chi trasferisce capitali dall’estero.

MARKET MOVER S&P RATING

SUL MERCATO ITALIANO E LE DELIBERAZIONI SUL RATING DI S&P PUBBLICHEREMO UN REPORT  MARTEDI’.

L’agenzia ha confermato il rating sovrano dell’Italia a ‘BBB/A-2’ con outlook negativo. S&P sostiene che l’economia diversificata e ricca del Paese e la posizione netta dell’Italia sull’estero bilanciano in parte il peso dell’alto debito pubblico. S&P avverte che una revisione al ribasso del rating sarà possibile se l’Italia non porterà il debito su un sentiero di discesa nei prossimi tre anni o se ci sarà un marcato deterioramento delle condizioni di credito. La prossima data a cui si guarda con una certa apprensione è l’8 maggio. Si pronunceranno Dbrs e Moody’s, con rating attualmente a ‘BBB (high)’ e ‘Baa3’, entrambi con outlook stabile. Moody’s ha già anticipato i contenuti del report confermando che non dovrebbe apportare particolari modifiche al precedente outlook.

Le Borse aprono in rialzo. E’ nostra opinione che quotino ancora all’interno del range in cui la scorsa ottava si sono consolidati gli scambi. Potrebbe trattarsi quindi della mini distribuzione che precede possibili nuove vendite. Il trigger eventuale coincide con il  breakout di 2730 di S&P 500, 10200 di Dax, 2790 di Eurostoxx 50, 16440 per il FTSE MIB. Il settore banche in Europa continua a soffrire: l’indice rimane sui minimi dell’anno.

FOREX MARKET

L’eur usd apre la settimana in correzione dopo la discesa di giovedì. Riteniamo che area 1,0850 costituisca una zona di resistenza tecnica. Tra la chiusura delle banche del Far East e l’apertura di quelle europee è stato fatto scattare ordini di stop loss su posizione corte di euro senza produrre il segnale di break up.

La decisione di S&P  segue quella di Fitch dello scorso 7 febbraio, che ha confermato la ‘tripla B’ con prospettiva negativa, mentre l’8 maggio saranno le agenzie DBRS e  Mooody’s a pubblicare il loro giudizio sull’Italia. DBRS è ferma ad una valutazione più alta (Bbb high) con prospettiva stabile. Moody’s invece (Baa3) è più conservativa delle prime due e soprattutto solo un gradino sopra il livello fallen angel.

Eventuali effetti concreti dovuti ad un downgrade del rating italiano sono attesi a seguito di misure consolidate come ad esempio un giudizio che preveda una riduzione maggiore ad un notch,  nonché una conferma del taglio da parte di più agenzie. Questo perché la maggior parte degli investitori guarda infatti ad un rating medio e, tra le quattro agenzie di rating, solo Moody’s ha quello più basso, al confine tra titoli di “alta qualità” e titoli di “bassa qualità”.

Nonostante l’a decisione della BCE lo spread rimane per il momento sopra 200 punti base ed oscilla sotto quota 280 che sin dall’inizio abbiamo fissato come cap oltre il quale vi è il concreto rischio di assistere ad un’esplosione della volatilità.

Molto importanti saranno anche le decisioni che verranno prese in sede di Unione Europea, perché quanto più le misure che verranno implementate saranno considerevoli, tanto più saranno di aiuto per i paesi percepiti più in difficoltà, come appunto l’Italia”.

wb advisors spread btp bund

WB ADVISORS ANALYTICS: SPREAD BTP BUND

 

PER CHI DESIDERA APPROFONDIRE

I NUMERI DEL DEF – Il governo porta l’obiettivo di deficit al 10,4% del Pil nel 2020 e al 5,7% — per effetto dell’eliminazione delle clausole di salvaguardia Iva — nel 2021, con il debito rispettivamente al 155,7% e al 152,7% del Pil, si legge nella bozza del Def che il Cdm si appresta a varare oggi. Il Pil tendenziale è visto a -8% quest’anno e a +4,7% il prossimo, stime che non tengono conto dell’impatto del pacchetto espansivo allo studio dell’esecutivo che incide per 55 miliardi di euro in termini di indebitamento.

In un’intervista al quotidiano La Stampa il viceministro all’Economia Antonio Misiani dice che nel ‘decreto aprile’ ci saranno soldi a fondo perduto per le imprese e bonus per gli autonomi, e dice no ai veti ideologici sul Mes.

RATING SOVRANO – In serata, dopo la chiusura di Wall Street, il pronunciamento di S&P Global sul rating sovrano dell’Italia, attualmente a ‘BBB’ con outlook negativo. Qualche apprensione c’è, anche se a fine marzo l’agenzia ha fatto sapere che non è necessario nell’immediato rivedere il rating del Paese, tra i più colpiti al mondo dall’epidemia.

NESSUNA  GARANZIA

Siamo alle ultime battute del QE , presto mancherà l’acquirente di ultima istanza  che garantisce l’acquisto dei BTP qualora lo spread  rimanga in tensione. La BCE promette di rinnovare i titoli in scadenza  e mantenere i tassi fermi per almeno metà del 2019, sarà sufficiente?
In un tourbillon di polemiche, a cui si aggiungono quelle relative alle tragiche emergenze di cui la storia del nostro Paese è promoter, ci apprestiamo ad affrontare una complessa partita politica ancorché economica sul disegno per la Legge di Stabilità: il programma di bilancio.
Chiunque sa che la coperta da qualsiasi parte la si giri è stretta o corta a seconda delle prospettive.
Date le premesse vi sono alcuni punti fermi: a) l’Italia è in avanzo primario da 27 anni, l’attivo corrente si attesta al 2,8% in rapporto al PIL. Nonostante l’erosione del Prodotto Interno rimane la seconda piattaforma industriale/manifatturiera  dell’UE dopo la Germania.
Siamo nell’ordine il terzo contributore al bilancio dell’Unione.  I contrappesi sono dati dal rapporto debito su PIL  che in pochi anni è passato dal 100% al 132%.La finanza pubblica necessita di un funding pari a 400 miliardi ogni anno. Con il Qe azzerato ed attivo soltanto per il twist relativo alle scadenze, gli investitori si interrogano sulla capacità della Repubblica Italiana di onorare il debito in futuro.
In assenza di un prestatore di ultima istanza, la Banca Centrale, le risposte all’interrogativo non sono del tutto scontate. Le agenzie di rating ritornano a settembre ad aggiornare il loro giudizio sull’Italia. L’attuale livello di rating ci pone all’ultimo gradino nella scala dell’investment grade. Un downgrading implicherebbe una revisione da parte dei fondi d’investimento e comunque da parte degli investitori istituzionali delle loro detenzioni di BTP.
Il tema Italia non è il solo a movimentare i mercati.
Jackson Hole, il simposio organizzato dalla Federal Reserve a cui partecipano le banche centrali del mondo, costituisce un altro market mover di interesse. In questa edizione del 2018, il focus è dedicato agli effetti di catalizzazione dei big player del settore tecnologico negli equilibri della crescita globale. Le superstar, Fang e Microsoft,  rappresentano il 60% della crescita dei margini di profitto lordo negli ultimi 20 anni, a differenza degli esigui miglioramenti dei margini di profitto della gran parte delle compagnie. L’obbiettivo dei paper presentati è stato quello di comprendere se la loro potenziale monopolizzazione del mercato possa aver determinato impatti deflattivi con conseguenze negative per il lavoro ed il consumo.
Ma oltre i temi di copertina l’attenzione converge verso una conferma o meno della linea restrittiva programmata dalla stessa Fed.  Il rialzo dei tassi ed il conseguente rafforzamento del dollaro hanno messo in difficoltà i mercati emergenti sia sul lato dei bond che di quello equity.
Per meglio comprendere la linea di policy monetaria della Fed, si guarda con attenzione anche ai dati PMI relativi alle aspettative di crescita delle aziende nelle varie aree geografiche. Negli ultimi mesi è emersa una netta dicotomia tra la crescita Usa rispetto a quella delle regioni emergenti e dell’Eurozona. La crescita non risulta più armonizzata e le asimmetrie che si sono configurate hanno spinto gli investitori a prendere scommesse sempre più polarizzate sul mercato USA. Lo dimostra l’andamento dei principali indici azionari nella fase centrale di quest’anno, ovvero dopo la correzione sincronizzata di febbraio.
Le curve che hanno retto la domanda rimangono circoscritte al dollaro ed al mercato azionario USA.
La divergenza delle traiettorie di rendimento sta spingendo molti analisti ad interrogarsi sulla sostenibilità e quindi sulla durata residua della crescita americana.
In sintesi i temi di maggior rilievo mirano a comprendere se le criticità dell’Italia possano costituire una minaccia per i mercati, se la Fed continuerà, nonostante i richiami di Donald Trump, ad alzare il livello dei tassi con le conseguenti collisioni verso i mercati emergenti, il dollaro e quindi oro e materie prime.
Affrontiamo questi temi segnalando che a tutt’oggi non è ancora chiaro quale sia l’esito delle trattative su Brexit: il divorzio dell’Inghilterra dall’UE sarà di tipo hard o soft?.
Stravolgendo l’ordine dei quesiti partiamo mettendo a fuoco la curva americana dei tassi  guardando all’andamento del tratto lungo, il 10 anni US. Benché la curva sia ancora piatta, esiste sul mercato una forte componente speculativa di short aperti sul Treasury. Ciò significa che il mercato continua a scontare una visione ancora restrittiva da parte della Fed. Lo scorso autunno abbiamo messo a fuoco un range di oscillazione in una forchetta compresa tra 3,05 e 2,80/75%. E’ dagli inizi dell’anno che il 10 anni oscilla all’interno di questa fascia. Abbiamo fissato un warning sotto la base del range chiamando, nel caso in cui fosse stato violato, una correzione dei mercati azionari Usa. Il limite superiore, 3,05/10%, corrisponde ad una barriera il cui break up  potrebbe generare conseguenze ancor oggi non del tutto scontate. In altri termini l’equilibrio garantito dalla permanenza dei rendimenti all’interno della gamma individuata, ha finora costituito una garanzia di buon funzionamento per l’equity. Così è stato. Ma gli equilibri nei mercati hanno una declinazione temporanea.
Ripartendo da queste basi,  si attendono le indicazioni della Fed  per una verifica delle prospettive su tassi e sulla riduzione del proprio bilancio. La normalizzazione della politica monetaria passa attraverso la progressiva riduzione dei bond in portafoglio. Ciò implica un effetto sulla liquidità (dollari) e sui rendimenti.
Il mercato è sempre più convinto che l’azione possa impegnare una finestra temporale che non vada oltre la fine del 2019. La determinazione del Board potrebbe  rispondere all’esigenza di riequilibrare tassi e bilancio in tempo utile per poter affrontare al meglio il prossimo declino del ciclo economico. Ciò significa che in una futura contingenza negativa la Riserva Federale potrebbe ricorrere nuovamente all’utilizzo del QE o strategie simili, oltre che alla classica riduzione dei tassi d’interesse.
Sulla base delle recenti indicazioni  macro fornite dal FOMC (Federal Open Market Committee) ed al contestuale livello dell’inflazione, 2,4%, ben al di sopra del target 2%, si stimano altri due rialzi dei Fed Funds in questo 2018, altrettanti se non tre nel 2019.
L’azione, rialzo tassi e riduzione bilancio, se confermata, produrrebbe un ulteriore assorbimento di liquidità in dollari con effetti restrittivi sulla curva dei rendimenti.  Salvo quindi uno shock inatteso, il 10 anni US dovrebbe consolidare una base sopra 2,80/70.  Il contenimento di eventuali effetti causati da uno short squeeze sui bond future relativi, potrebbe respingere nuovamente i rendimenti verso la parte alta della gamma stimata ed in virtù di equilibri instabili produrre un break up.
Le attese sulla crescita elaborate dal modello GDPNOW della Fed di Atlanta continuano a stimare
una crescita su base annua al 4,3%, ben al di sopra del consensus tuttora ancorato ad un 3% per il trimestre in corso.
Con l’inflazione al 2,4%, la crescita oltre il 4% ed un tasso di disoccupazione ai minimi storici, 3,9%, Doanld Trump si presenta alla elezioni di midterm  cercando conferma e sostegno alla propria presidenza. La conferma di questo scenario implica una rifrazione ancora negativa verso i Bond Emergenti ed in assenza di un supporto diretto delle commodity e della Cina, anche del relativo mercato azionario.
Le tensioni emerse durante l’estate potrebbero alimentare nuove aggressioni verso la Turchia e verso la Russia  ed il Brasile. La moneta brasiliana risulta anch’essa sotto pressione ed il mercato azionario sottoposto ad elevata volatilità. Si temono quindi contagi da queste aree verso regioni che presentano elementi di criticità. In altri termini l’orientamento verso la qualità spinge gli investitori a cercare rifugio su attivi meno remunerativi liquidando posizioni su quelli che presentano rapporti di rischio rendimento più attraenti in condizioni di mercati stabili.
L’Italia costituisce un anello debole in tal senso. Per cui instabilità prodotte su aree diverse, rischiano di alimentare deflussi dal nostro mercato a causa di trasmissioni di contagio che avvengono attraverso i canali bancari. E’ il caso della Turchia per esempio.
Di questa fotografia, articolata e complessa nelle diverse prospettive, rimane il senso di precarietà su cui si avverte,  quasi tangibile, l’esigenza di una correzione che possa riportare in equilibrio gli  eccessi  per ristabilire rinnovate condizioni di opportunità.
Molti sono gli strategist che da tempo richiamano l’attenzione sui rischi  quiescenti presenti sui mercati. Essi sono dissimulati dalla tenuta degli indici americani in gran parte sostenuti da azioni di buyback straordinarie di cui abbiamo già scritto in passato.  La tenuta dell’S&P 500 piuttosto che del Nasdaq , trattiene altri mercati dal riposizionare il loro ciclo in una fase riflessiva, fatta eccezione per gli emergenti. L’Euro mercato equity sembra in bilico tra una manovra distributiva rispetto al tentativo di accumulazione di forze che siano in grado di spingere i valori oltre ostacoli tecnici significativi. Anche su questo fronte troviamo l’eccezione di Borsa Italiana che non riesce a consolidare  stabilmente le proprie negoziazioni sopra 20800/21000.
L’andamento dell’indice MSCI EMU appare eloquente. I valori dopo aver fissato un picco a gennaio  sulla linea di transizione, lungo la quale sono ordinati in sequenza i massimi del 2000 e del 2007,  hanno aperto una fase di ripetuti test tecnici alla ricerca di una direzionalità che a tutt’oggi non emerge se non in modo alternato nella computazione degli algoritmi.
Partecipare a questi mercati implica un elevato grado di accettazione di margini di volatilità associati a livelli di protezione strutturalmente posizionabili sotto i minimi di febbraio marzo (mercati maturi/economie avanzate). Tali livelli sono indicati per ogni singolo  strumento coperto dalla nostra ricerca riservata (condizione Knock_Out).
Il mercato valutario risulta invece molto più movimentato: il dollaro continua a concentrare interessi di varia natura. Politica, ovvero come strumento di risposta alla guerra tariffaria attraverso svalutazioni competitive che passano attraverso alla rivalutazione della moneta americana. Finanziaria: l’elevato livello dei tassi attrae flussi in cerca di allocazioni appetibili.
Normalizzazione bilancio Fed: come già scritto la riduzione degli attivi della Riserva Federale crea condizioni restrittive sulla liquidità in circolazione. Funding Emerging Market:  buona parte delle emissioni sono denominate in dollari il cui apprezzamento risulta causa di instabilità.
Nel mese di agosto l’eur usd ha violato la soglia 1,15 accelerando in negativo. Il differenziale dei rendimenti sul tratto breve della curva risulta ai massimi storici. Il 2 Y US rende 2,60% contro il        -0,65% sull’analoga carta tedesca. In queste ore il mercato sta verificando il grado di attendibilità della violazione dell’area indicata con un collaudo  tecnico della quota violata. Il presidente Trump, in modo inusuale, ammonisce la Fed  per la forza della dollaro. Lo smart money  segue queste vicende alternando nella malleabilità della domanda e dell’offerta di breve swing su cui  le mani forti non prendono posizioni 1,15/1,17).
La conferma della violazione di 1,15 riscontrabile con ritorni delle negoziazioni nuovamente sotto 1,1490 eur usd, proietterà nuovamente i valori verso i minimi recenti 1,13 dove  convergono i massimi che delimitavano il range su cui si sono formati i minimi vicino alla parità. Avvicinata agli inizi del 2017.
L’innalzamento delle tariffe doganali sul settore automotive sull’import USA, potrebbe spingere ulteriormente al ribasso il rapporto di cambio.
In Europa il comparto risulta inserito in una tendenza riflessiva quasi scontasse la decisione  americana.
Sulla debolezza dell’euro contrapposta alle tariffe si giocano le relazioni politiche tra USA ed UEM e si dipanano le alleanze ed  i conflitti diplomatici tra i primi ed i vari  governi appartenenti ai secondi.
Per l’Italia un euro debole contribuisce  a costruire una manovra di bilancio che possa sostenere gli obbiettivi del Governo, 2% di crescita  netta.
Secondo il ministro Paolo Savona, -con l’1,5% di crescita dell’inflazione, la crescita nominale del Pil sarebbe del 3,5% e consentirebbe di rispettare dinamicamente sia il parametro concordato del disavanzo di bilancio pubblico, sia una riduzione del rapporto debito pubblico/Pil. Il mercato e le società di rating aspettano di sapere che cosa accadrà su queste due variabili e hanno la capacità di valutare adeguatamente calcoli come quelli qui proposti.-
Nella contribuzione alla crescita rientrerebbero anche , secondo il disegno governativo, gli investimenti in  infrastrutture ed opere pubbliche.
Nel nostro rapporto di luglio ed ancor prima in quello di giugno abbiamo messo in evidenza  il vincolo di rispetto da parte dello spread di un limite possibilmente invalicabile in area dei 300 bp. (res primaria)) al fine di mantenere sotto controllo la dinamica del rischio paese. Le contaminazioni derivanti dalla trasmissione dell’esposizione sul debito della Turchia ha messo sotto pressione durante il mese di agosto il livello.  Riteniamo che vi siano i margini per un rientro del differenziale anche se l’area 215/210 continuerà a rappresentare un limite alla convergenza.
In ogni caso i timori apertamente denunciati su potenziali aggressioni all’Italia rimangono indicizzati al trigger point di area 325 dello spread BTP-Bund