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MARKET MOVER 20 SETTEMBRE 2018

MARKET MOVER 20 SETTEMBRE 2018

 

FOREX – Dollaro vicino al minimo da sette settimane contro un basket di valute, con il placarsi delle tensioni relative alle relazioni Usa-Cina sulla questione commerciale che riducono l’appeal della valuta Usa come bene rifugio. Attorno alle 7,50, l’indice del dollaro cede 0,05% a 94,495, l’euro vale 1,1681/85 dollari da 1,1672 della chiusura di ieri, 131,05/10 yen da 131,03. Il dollaro/yen si attesta invece a 112,16/19 dalla chiusura di 112,27.

GREGGIO – Prezzi del greggio in rialzo sulle piazze asiatiche, spinti da un altro calo delle scorte di greggio Usa e da una forte domanda di benzina, mentre i segnali che l’Opec potrebbe non aumentare la produzione per far fronte alle contrazioni dell’offerta dell’Iran. Attorno alle 7,55 i derivati sul Brent scambiano in rialzo di 30 centesimi a 79,70 dollari al barile, quelli sul greggio Usa guadagnano invece 51 cent a 71,63 dollari al barile.

TREASURIES – Rendimenti in rialzo nell’ultima chiusura per i titoli del Tesoro Usa, con il decennale di riferimento che è salito al 3,092%.

OCSE – Attesi i numeri dell’Interim Economic Outlook: nell’Economic Outlook di maggio l’Ocse ha tagliato lievemente le stime di crescita sull’Italia per quest’anno e il prossimo, mettendo in guardia dai possibili effetti negativi dell’incertezza legata alle politiche economiche e indicando una crescita dell’1,4% per il 2018 e 1,1% per il 2019 (da 1,5% e 1,3% rispettivi stimati a marzo).

MOSCOVICI – Moscovici esorta “l’Italia ad essere chiara e a stare dove le spetta, nel cuore della zona euro come un Paese forte e credibile che abbia la volontà di tenere il suo debito sotto controllo”. Per far questo il Commissario Ue indica la via del taglio alle spese inutili, dando invece priorità a investimenti e spese infrastrutturali per stimolare crescita e produttività.

SFIDA SU DEFICIT – ‘Il Messaggero’ riferisce che Tria, in risposta a Conte schierato per il reddito di cittadinanza, non concederà più di 3,4 miliardi di euro, che porterebbero il deficit al massimo di 1,8% del Pil, contro l’1,6% inizialmente sostenuto dal ministro. “E’ impossibile attuare per intero il reddito di cittadinanza entro il 2019”. Un 1,8% inteso come un segnale di disponibilità verso Di Maio e Salvini, che non basterebbe però a soddisfare le richieste dei vicepremier.

M5S CONTRO TECNICI MEF – ‘La Stampa’ riporta che, dopo Tria, nel mirino dei grillini sarebbero adesso tecnici, funzionari e dirigenti del Mef del Tesoro, a partire dal Ragioniere dello Stato Daniele Franco. I grillini lamentano una totale “assenza di comunicazione”.

PIANO INFRASTRUTTURE – In un’intervista a ‘Il Sole 24 Ore’, Toninelli torna sul maxipiano per le infrastrutture, “un grande piano, di portata eccezionale, senza limiti di spesa, che cercheremo di finanziare fuori dei vincoli Ue” dice il ministro. “Un piano da inserire già nella legge di bilancio o in un decreto legge immediatamente successivo”.

MANOVRA – Fonti governative e parlamentari sentite ieri da Reuters raccontano di un tentativo di equilibrare le richieste delle forze al governo, che altrimenti porterebbero le misure allo studio molto sopra i 30 miliardi. Gli sherpa economici di Lega e M5s starebbero trattando per spartirsi in manovra 9 miliardi a testa e chiedono a Tria, di trovare anche i 12,4 miliardi necessari a sterilizzare l’aumento dell’Iva. Lega e M5s puntano ad aumentare l’indebitamento netto fino al 2,5%, con la conseguenza di peggiorare i saldi strutturali e spingere nuovamente al rialzo il rapporto debito/Pil. Di Maio propone all’Europa uno scambio: più deficit nel 2019 a fronte dell’impegno a rientrare nei parametri dal 2020, mano a mano che si attuano nuovi tagli alla spesa.

BTP – A creare qualche tribolazione nei mercati nella seduta di ieri le parole di Di Maio, secondo cui non si possono aspettare anni per mantenere le promesse fatte agli elettori.. Il Btp decennale ha chiuso con un rendimento a 2,86% e un differenziale con l’omologo Bund a 237 punti base.

PRIMARIO – Prima tappa delle aste italiane di fine mese, con l’annuncio da parte del Tesoro di quantitativi Ctz e Btpei in asta il 25 settembre. Sul primario si attivano invece Spagna e Francia: Madrid con l’offerta di Spagna, Tesoro offre 4-5 miliardi di titoli di Stato con scadenze 2021, 2022, 2025, 2028; Parigi con 6,5-7,5 miliardi di Oat nominali 2021, 2024 e 2026 e con 1-1,5 miliardi di indicizzati.

 

DATI MACROECONOMICI

 

GRAN BRETAGNA

Vendite dettaglio agosto (10,30)-attesa -0,2% m/m; 2,3% a/a.

 

GRECIA

Partite correnti luglio (10,30).

 

ZONA EURO

Stima fiducia consumatori settembre (16,00) – attesa -2,00.

 

USA

Nuove richieste settimanali sussidi disoccupazione (14,30) – attesa 210.000.

Indice Fed Filadelfia settembre (14,30) – attesa 17,0.

Vendita case esistenti agosto (16,00) – attesa 5,35 milioni; 0,3% .

Leading indicator agosto (16,00) – attesa 0,5% m/m.

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

ITALIA

Tesoro annuncia quantitativi Ctz e Btpei in asta il 25 settembre.

EUROPA

Francia, Tesoro offre 6,5-7,5 miliardi Oat 25/2/2021 cedola zero, 25/3/2024 zero e 25/5/2026 0,50%; 1-1,5 miliardi indicizzati Oati 1/3/2028, Oatei 25/7/2030 e Oatei 25/7/2036.

Gran Bretagna, Tesoro offre 2,75 miliardi Gilt 2028, cedola 1,625%.

Spagna, Tesoro offre 4-5 miliardi titoli Stato scadenze 31/1/2021 cedola 0,05%, 31/10/2022 0,45%, 30/4/2025 1,60% e 30/7/2028 1,40%.

 

 

BANCHE CENTRALI

 

ITALIA

Banca d’Italia pubblica “Indicatori di solidità finanziaria” trim2.

EUROPA

Norvegia, banca centrale annuncia tassi e decisione di politica monetaria; segue conferenza stampa (10,00).

Svizzera, banca centrale annuncia tassi, comunicato politica monetaria (9,30).

Zona euro, intervento Weidmann (15,15).

Zona euro, intervento Praet a New York (19,20).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, celebrazione dei 140 anni del Messaggero, con Mattarella, Francesco Gaetano Caltagirone, Tria (19,00).

Milano, Mattarella in visita alla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (11,00).

 

EUROPA

Parigi, Interim Economic Outlook Ocse, conferenza stampa capo economista Laurence Boone (11,00).

Salisburgo, termina riunione informale Capi di Stato e di Governo dell’Unione europea; partecipa Conte.

Vienna, continua conferenza generale Iaea; termina il 21 settembre.

 

CANADA

Montreal, Mogherini a riunione ministri Affari Esteri donne.

Halifax, riunione ministri Ambiente ed Energia G7 su cambiamento climatico ed energia pulita.

 

ASIA

Cina, Di Maio in visita a cerimonia inaugurazione padiglione Italia insieme a vicepremier Hu Chunhua; discorso a cerimonia di apertura Fiera “Western China International Fair”; conferenza stampa; partecipa a concerto Nino Rota “Incantevole Italia” con governatore Sichuan Sig. Yin Li (12,00).

MARKET MOVER 19 SETTEMBRE 2018

MARKET MOVER 19 SETTEMBRE 2018

FOREX – Yen al minimo di due mesi mentre gli operatori metabolizzano gli ultimi sviluppi della guerra commerciale tra Usa e Cina. Attorno alle 7,50, il cambio euro/dollaro vale 1,1685, in rialzo dello 0,15%, dopo aver chiuso a 1,1665. Alla stessa ora dollaro/yen a 112,28, in calo di 0,06% dopo una chiusura a 112,35 e il cross euro/yen scambia in rialzo di 0,09% a 131,20 (chiusura a 131,08).

 

GREGGIO – Prezzi poco mossi con due fattori a controbilanciarsi: da un lato la preoccupazione che si possa non essere in grado di far fronte al calo della produzione una volta che saranno in atto le sanzioni contro l’Iran; dall’altro il rialzo delle scorte Usa. Attorno alle 7,50 i derivati sul Brent scambiano in rialzo di 6 cent a 79,09 dollari il barile, e quelli sul greggio Usa di 15 cent a 70 dollaro il barile.

 

TREASURIES – Governativi Usa piatti negli scambi asiatici. Il decennale di riferimento ha un tasso di 3,049%.

 

10 Y US YIELD
10 Y US YIELD

il grafico mette in evidenza sotto il profilo tecnico la posizione del 10 anni US: i valori sono ritornati a creare pressioni sulla resistenza che delimita il ciclo riflessivo che ha governato negli ultimi 20 anni. Gli algoritmi di momentum che leggono la sviluppo  tendenziale del movimento tattico e strategico dei valori scambiati, segnalano la ripresa di un’azione rialzista proprio in concomitanza con il transito della trend line primaria. Ciò significa che le probabilità che la stessa possa subire un break up risulti elevata. Tradotto in termini di visione prospettica, il set up prelude ad un potenziale cambiamento di bias potenzialmente strategico. I rendimenti relativi alla parte lunga della curva stanno scontando ancora una proiezione del ciclo economico positiva, diversamente dai commenti generali secondo i quali l’economia americana si trova alla vigilia di un forte rallentamento della crescita. Un altra ipotesi sottostante potrebbe essere data da una rinnovata attesa per la crescita dell’inflazione. In ogni caso il break up dell’area segnalata, 3/3.10%, alimenta aspettativa su una prosecuzione da parte della Federal reserve della propria linea restrittiva sui tassi.

Nel passato ogni qualvolta il 10 anni US ha testato la linea di demarcazione del ciclo riflessivo dei tassi  (1999/2000 & 2007), si è aperta una fase di declino recessivo del quadro economico. In questa circostanza sarà importante verificare se il mercato ha la forza e soprattutto la convinzione per violare tale frontiera confermando quindi la prospettiva positiva di cui sopra o, se invece a seguito di ripensamenti fallisca il break up atteso, dando vita ad una nuova fase di rallentamento della crescita economica. Sulla base dell’output degli algoritmi al momento propendiamo per la prima soluzione.

10 Y US YIELD CYCLE
10 Y US YIELD CYCLE

L’esito del confronto ha valenze tecniche, economiche e politiche assai significative. Ne parliamo nel prossimo report mensile WB Perspectives del mese di ottobre.

 

VERSO MANOVRA – Alta tensione in seno al governo e in particolare tra Di Maio e Tria sulle coperture della legge di Bilancio. Ieri il leader pentastellato, da oggi in missione in Cina, ha smentito di aver chiesto le dimissioni del ministro dell’Economia ma ha messo in chiaro di pretendere che il ministro trovi le risorse per aiutare i cittadini in difficoltà. Se rassicurazioni sul ruolo di Tria sono giunte da Giorgetti e dal sottosegretario leghista Siri, alcuni quotidiani riferiscono che il ministro si sarebbe detto pronto “a togliere il disturbo”. Secondo il ‘Corriere’ il piano di Di Maio prevede una manovra da 28 miliardi con un rapporto deficit/Pil che possa spingersi fino al 2,5%, ben oltre l’1,6% su cui punta Tria. Bruxelles però, secondo ‘Repubblica’, definisce “immensamente problematico” un eventuale scostamento del deficit/Pil dall’1,6% in uno scenario che potrebbe costringere la Commissione, anche se il rapporto si attestasse sotto il 2%, a rigettare la manovra. ‘La Stampa’ cita Giorgetti convinto che sia possibile raggiungere un accordo attorno al 2% e “fare anche un pezzo del reddito di cittadinanza”.

 

CONTE – Parlando con ‘La verità’, anche il premier ha tranquillizzato gli animi sul ruolo di Tria dicendo di non aver mai visto vacillare il ministro. Conte ha assicurato che nella monovra ci sarà spazio per reddito di cittadinanza, flat tax e riforma della Fornero precisando che “avvieremo subito tutte e tre le riforme ma ci sarà un meccanismo di gradualità”. Per il premier, la ‘pace fiscale’, uno dei cavalli di battaglia della Lega, si farà aggiungendo che è imprescindibile e che “non è un condono”. Rispondendo alla domanda se fosse d’accordo ad alzare il tetto per la ‘pace fiscale’ da 100.000 a 1 milione di euro, Conte ha detto che “si sta valutando la soglia”. Anche la flat tax “ci sarà. Anche se, ragionevolmente, non potrà andare da subito a pieno regime”.

 

GIORGETTI – Cerca di mediare appunto il sottosegretario leghista che, in un colloquio con ‘Repubblica’, ha rassicurato che Tria “non corre alcun rischio” spiegando che “è vero che conta lo ‘zero virgola’, il rispetto dei parametri nella stesura della manovra ma è anche vero che non possiamo impiccarci alle percentuali: i mercati guardano anche alla serietà delle proposte, oltre che alla tenuta dei conti”. Giorgetti chiarisce che a Tria “si chiede di mostrare solo un minimo di disponibilità”. Per quanto riguarda la manovra, l’esponente leghista spiega che i tecnici saranno al lavoro fino a fine settimana e poi “ci rivedremo con gli altri colleghi di governo per compiere le necessarie scelte politiche”.

 

BTP – La carta italiana non sembra aver risentito delle tensioni emerse dal vertice sulla manovra con lo spread su Bund fermatosi a 231 punti base, in calo rispetto ai 242 della precedente chiusura, dopo un tuffo a 228 punti, minimo dal 12 settembre. Analogamente, il tasso del decennale di riferimento ha chiuso la sua corsa a 2,78% da 2,87% del precedente finale di seduta dopo essere scivolato fino a 2,76%. A detta degli operatori, il mercato — euforico e volatile — è convinto che le trattative sulla legge di Bilancio vedranno un esito favorevole alle aspettative dei mercati, allontanando lo spettro di una rottura con Bruxelles. Segnali rassicuranti sono giunti anche da Blackrock con il numero due per il reddito fisso che ha spiegato come nella prima parte dell’anno la posizione del fondo fosse ‘short’, per poi passare a ‘neutral’ e di recente a ‘long’. 

 

DAZI USA-CINA – Un’ulteriore spinta ai Btp è giunta dopo che la Cina ha annunciato una risposta più morbida rispetto alle attese sul fronte della guerra commerciale con gli Stati Uniti. Pechino in particolare ha detto che imporrà dazi del 10% su merci americane precedentemente previsti a 20% e 25% e che caleranno al 5% i dazi sulle merci statunitensi previsti al 10%. La nuova imposta entrerà in vigore il 24 settembre, quando l’amministrazione Trump ha fissato l’entrata in vigore di dazi del 10% su 200 miliardi di dollari di beni cinesi. Intanto la Cina ha fatto sapere attraverso i media statali di non essere preoccupata per le “misure estreme” degli Usa spiegando che le sfrutterà come un’opportunità per rimpiazzare le importazioni.

 

COREA DEL NORD – Segnali di distensione giungono da Pyongyang che ha acconsentito ad abolire “in modo permanente” le strutture missilistiche alla presenza di esperti stranieri sostenendo di voler chiudere il principale complesso nucleare se gli Usa prenderanno “reciproci provvedimenti” non meglio specificati. A una conferenza stampa congiunta a Pyongyang, il presidente sudcoreano Moon Jae-in e il leader nordcoreano Kim Jong Un hanno detto di voler trasformare le penisola in una “terra di pace”. Il presidente Trump ha definito “molto eccitanti” gli ultimi sviluppi.

 

BILANCIA PAGAMENTI ITALIA – In arrivo da Bankitalia la bilancia dei pagamenti relativa a luglio. A giugno il dato ha mostrato vendite nette da parte degli investitori esteri in titoli di Stato per 32,9 miliardi di euro dopo vendite per 24,8 miliardi a maggio. Diffuso il 7 settembre e relativo ad agosto, l’indicatore che monitora il debito Target2 dell’Italia ha toccato un nuovo massimo storico, con le passività del Paese sul sistema di pagamento dell’Eurosistema ammontate a 492,527 miliardi di euro, contro i 471,087 miliardi di luglio.

 

PRIMARIO ZONA EURO – In attesa delle aste a medio lungo di Francia e Spagna in agenda per domani, si attiveranno sul primario la Germania che offre 3 miliardi nel Bund decennale agosto 2028. Nell’ultimo collocamento di agosto il titolo ha visto un tasso medio di 0,33%, in calo rispetto al precedente 0,47% e il bid-to-cover passare a 1,2 da 1,8. Anche il Portogallo metterà a disposizione degli investitori tra 1,5 e 1,75 miliardi in titoli Stato a 6 e 12 mesi.

 

DRAGHI – Dopo l’intervento da Francoforte in cui ha sollecitato le banche della zona euro a ridurre ulteriormente lo stock dei crediti deteriorati, il presidente della Bce tornerà a parlare da Berlino in un intervento da cui potrebbero giungere spunti utili a meglio definire il messaggio lanciato al termine del meeting dell’istituto centrale della scorsa settimana.

 

BOJ – In linea con le attese, la Bank of Japan ha mantenuto invariata la propria politica monetaria e la visione che l’economia continuerà a crescere in modo moderato, anche se le tensioni commerciali a livello globale minacciano di rallentare l’espansione. Al termine del meeting di fine luglio, la Banca centrale nipponica ha assicurato che manterrà il massiccio programma di stimolo pur apportando alcune modifiche per ridurre gli effetti collaterali della sua politica sui mercati e sulle banche.

 

BILANCIA GIAPPONE – Agosto ha visto un’accelerazione dell’export rispetto al mese precedente grazie a forniture più corpose verso gli Stati uniti, in un segnale che le tensioni commerciali tra Washington e Pechino non si sono ancora riverberate sul commercio nipponico. In particolare, le esportazioni sono aumentate del 6,6% rispetto all’anno precedente, ben oltre le attese per un +5,6% previsto da un sondaggio Reuters e oltre il 3,9% di luglio. Le importazioni sono aumentate del 15,4% nell’anno ad agosto rispetto a stime per +14,9%. La bilancia commerciale ha registrato un deficit di 444,6 miliardi di yen, non molto lontano dalle attese per un disavanzo di 468,7 miliardi di yen dopo quello per 231,2 miliardi visto a luglio.

 

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, produzione costruzioni giugno e luglio (10,00).

Banca d’Italia pubblica Bilancia dei pagamenti luglio e posizione patrimoniale su estero trim1 (10,00).

 

GRAN BRETAGNA

Prezzi consumo agosto (10,30) – attesa 0,5% m/m; 2,4% a/a.

Prezzi dettaglio agosto (10,30) – attesa 0,6% m/m; 3,2% a/a.

Prezzi produzione agosto (10,30) – attesa 0,2% m/m; 2,9% a/a.

 

ZONA EURO

Partite correnti luglio (10,00).

Produzione nelle costruzioni luglio (10,00).

 

USA

Partite correnti trim2 (14,30) – attesa -103,5 miliardi.

Licenze edilizie agosto (14,30) – attesa 1,310 milioni.

Apertura nuovi cantieri agosto (14,30) – attesa 1,235 milioni.

Scorte settimanali prodotti petroliferi Eia (16,30).

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

EUROPA

Germania, Tesoro offre 3 miliardi Bund 10 anni scadenza 15/8/2028 cedola 0,25%.

Portogallo, Tesoro offre 1,5/1,75 miliardi titoli Stato a 6 e 12 mesi.

Svezia, Tesoro offre titoli Stato a medio lungo termine.

 

BANCHE CENTRALI

ITALIA

Banca d’Italia pubblica “Bilancia dei pagamenti dell’Italia” luglio.

 

EUROPA

Gran Bretagna, intervento capo economista banca centrale Haldane a conferenza per 100esimo anniversario banca centrale estone a Tallin (10,00). 

Zona euro, intervento presidente Bce Draghi a Berlino (15,00).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA 

Roma, riunione Esecutivo Abi con Ignazio Visco (10,00).

Roma, conferenza stampa congiunta M5s e Lega “Misure di semplificazione fiscale, sostegno all’economia reale e contrasto all’evasione fiscale” (10,00).

Roma, convengo “Emergenza cancro – fattori ambientali modificabili e stili di vita non corretti”, apre i lavori Giorgetti; tavola rotonda con ministro Agricoltura Centinaio, sottosegretario Economia Garavaglia, attesa ministro Salute Grillo, presidente Coni Malagò; conclusioni Salvini e ministro Istruzione Bussetti (dalle 9,30).

Milano, convegno “La non performing exposure delle banche” con Ghizzoni (17,00).

 

EUROPA

Bruxelles, Acea pubblica registrazioni auto Europa luglio e agosto.

Salisburgo, inizia riunione informale Capi di Stato e di Governo dell’Unione europea; termina il 20 settembre; partecipa Conte.

Vienna, continua conferenza generale Iaea; termina il 21 settembre.

WB RISK MANAGEMENT: USD CNY

MARKET MOVER 18 SETTEMBRE 2018

MARKET MOVER 18 SETTEMBRE 2018

DAZI USA – Trump ha annunciato nuovi dazi del 10% su 200 miliardi di dollari di merci importate della Cina a partire dal 24 settembre. L’imposizione salirà al 25% entro la fine del 2018. I nuovi dazi si aggiungono a quelli introdotti su 50 miliardi di dollari di merci cinesi, cui Pechino ha risposto con misure ritorsive. Trump ha già minacciato un’ulteriore escalation, con nuove imposizioni tariffarie su beni per circa 267 miliardi di dollari, se dalla Cina arriveranno contromisure anche a questo giro.

 

VERTICE MANOVRA – La riunione di ieri sera non ha risolto i nodi della manovra: una fonte governativa riferisce che Tria resta arroccato sulla posizione di contenere il deficit, mentre da Lega e M5S si preme per arrivare a 2-2,5%. In particolare, secondo quanto riporta stamane ‘La Stampa’, sarebbe il M5S a fare pressing su Tria, che Di Maio, in una riunione con i ministri e i sottosegretari economici grillini, successiva al vertice, sarebbe tornato a mettere in discussione. “Se continua così, allora Tria può andare a casa”, è il virgolettato che viene attribuito al vicepremier. Ma anche dal Carroccio le pressioni non mancano. Una fonte leghista sostiene sul ‘Corriere della Sera’ che sfiorando senza oltrepassare il 3% sarebbero disponibili, escludendo le risorse per disinnescare l’aumento dell’Iva, 24 miliardi da suddividere tra le misure bandiera del M5s e quelle della Lega. “Ora si tratta di mettere con le spalle al muro il ministro Tria”.

 

BTP – Da verificare la reazione del mercato all’esito del vertice sulla manovra. Ieri la speranza che all’interno del governo prevalga la linea Tria ha dato sostegno al rally dei Btp, con lo spread che si è riavvicinato a quota 240, stringendo di oltre 10 punti rispetto alla precedente chiusura. Nonostante la fragilità di fondo del mercato e le cautele d’obbligo sulla manovra, gli operatori sottolineano come in questa fase risulti costoso rimanere fuori dai Btp, ma d’altra parte il mercato resta esposto a rapidi cambi di direzione.

 

BCE – È atteso in giornata un intervento del presidente Bce Draghi, che torna a parlare dopo la riunione di politica monetaria della settimana scorsa. Secondo quanto rivelato da due fonti venerdì, alcuni membri del Consiglio avevano chiesto a Draghi di adottare toni più cauti nel descrivere il quadro e le prospettive dell’economia nella conferenza stampa post meeting, ma alla fine ha prevalso una linea diversa. Ieri Coeuré ha affermato che Francoforte dovrebbe chiarire meglio i contorni del futuro percorso di rialzo dei tassi quando si avvicinerà il momento in cui sarà necessario un ulteriore restringimento delle condizioni monetarie.

 

PRIMARIO – Torna in primo piano il primario: la Germania mette in asta fino a 4 miliardi di titoli biennali e già domani sarà nuovamente sul mercato con l’offerta di 3 miliardi di Bund decennali; giovedì sarà la volta dell’offerta francese e spagnola: in tutto fino a 14 miliardi di carta a medio lungo (indicizzati compresi). Oggi sono in agenda anche aste spagnole a breve, tra 1,5 e 2,5 miliardi di titoli a 3 e 9 mesi.

 

GREGGIO – L’escalation della disputa tra Usa e Cina sul commercio spinge al ribasso le quotazioni petrolifere, allungando un’ombra sulla domanda dei due principali Paesi consumatori di greggio. Alle 7,30 italiane il future Brent scambia a 77,60 dollari il barile (in calo di 45 centesimi), il Nymex a 68,58 dollari (in calo di 33 centesimi).

 

FOREX – Dollaro poco variato nei confronti delle principali controparti valutarie, in attesa della risposta di Pechino ai nuovi dazi imposti dagli Usa. In lieve calo lo yuan, che cede lo 0,14% a 6,8633 sul dollaro. Il biglietto verde è stabile sull’euro, che viaggia a 1,1686 dollari da 1,1683 dollari della chiusura; il dollaro sale su yen a 111,96 da 111,83; euro/yen a 130,86 da 130,67.

 

TREASURIES – Chiusura in lieve calo ma sotto i minimi per i governativi Usa, con gli investitori che hanno colto l’opportunità per rientrare allettati dai rendimenti relativamente elevati, a ridosso dell’annuncio di nuovi dazi sui prodotti cinesi da parte di Trump, puntualmente arrivato al termine delle contrattazioni. Il rendimento del benchmark decennale Usa a fine seduta si attestava a 2,992% da 2,994% della chiusura di venerdì, dopo una fiammata intraday a 3,022%, picco da fine maggio.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, fatturato e ordinativi industria giugno e luglio (10,00).

Istat-Inps-Inail-Anpal, ‘Nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell’occupazione’ relativa al 2° trimestre 2017 (11,00).

 

USA

Flussi investimenti netti lungo termine luglio (22,00).

Scorte settimanali prodotti petroliferi Api (22,30).

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

EUROPA

Germania, Tesoro offre 4 miliardi Schatz 2 anni, scadenza 11/9/2020 cedola zero.

Spagna, Tesoro offre 1,5-2,5 miliardi titoli Stato 3 e 9 mesi.

 

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Zona euro, interventi banchiere centrale francese Villeroy de Galhau (9,00), presidente Bce Draghi (9,15) e Nouy (9,30) a evento organizzato da Autorité de Contrôle Prudentiel et de Résolution (Acpr) a Parigi.

 

ASIA

Giappone, banca centrale inizia riunione di politica monetaria; termina il 19 settembre.

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, Palazzo Chigi, Conte riceve cancelliere federale austriaco Sebastian Kurz (11,00).

Roma, convegno “Internazionalizzazione della Repubblica di San Marino: quali opportunità per l’Italia” con Sabatini (18,00).

Milano, “Bloomberg European Capital Markets Forum” con Tria, Ceo Deutsche Bank Sewing, Passera, Saccomanni (8,30).

Napoli, terza edizione di “Casa Corriere” con Boccia (18,00).

 

EUROPA

Vienna, continua conferenza generale Iaea; termina il 21 settembre.

Berlino, Innotrans 2018, partecipa ministro Infrastrutture e Trasporti Toninelli; partecipa anche a conferenza stampa di presentazione dei nuovi treni regionali Pop e Rock (13,00).

 

USA

Washington, bilaterale Trump-presidente polacco Duda.

MARKET MOVER 17 SETTEMBRE 2018

MARKET MOVER 17 SETTEMBRE 2018

La settimana si preannuncia concentrata su alcune rilevazione dei prezzi al consumo in Eurozona ed in Inghilterra, mentre annunciano la loro decisione di politica monetaria la BoJ e la SNB.
Sul fronte della crescita l’Italia pubblicherà il dato sul PIL atteso in flessione. Mercoledì pomeriggio Mario Draghi parlerà alle 15.00 in uno speech sempre molto atteso.

Venerdì prossimo invece Markit pubblicherà l’esito del sondaggio condotto tra i managers delle aziende, il PMI, relativo agli Stati Uniti. Sia il manifatturiero che i servizi evidenziano un’attesa leggermente superiore al dato precedente. Ancora una volta i dati sulla crescita USA saranno utilizzati per calibrare al meglio l’orientamento della Fed sui tassi. Il mercato è certo di una chiamata al rialzo il prossimo 26 settembre, pressoché certo che vi sia un ulteriore rialzo a dicembre, mentre stima altri tre rialzi nel 2019 in modo da completare il ciclo di normalizzazione in vista di una sempre più probabile recessione.

Il dollaro come abbiamo scritto scritto recentemente non ha beneficiato in modo esaustivo di questo ciclo. Si è rafforzato rispetto ai valori di inizio anno, tuttavia appare spero incerto nel confermare i segnali di apprezzamento. Di converso l’euro ha capitalizzato  i dubbi migliorando la propria posizione, soprattutto se riferita alla caduta repentina subita a Ferragosto.

Di certo il range di oscillazione si è abbassato, passando da 1.15 – 1.18 a 1.13 ed 1.1750. la scorsa settimana il mercato dopo la conferenza stampa di Draghi ha cercato di sfidare la parte alta del range subendo nella sessione di venerdì, soprattutto in chiusura americana, nuove vendite. In buona sostanza si sta giocando sugli attuali livelli una partita dai risvolti tecnici significativi. Si tratta di un braccio di forza tra rialzisti e ribassisti di eur usd. I primi guardano alla parte superiore del range per giocare un segnale di reversal, almeno sul breve medio periodo. I secondi difendono le loro tattiche regressive guardando in questa fase al sostegno intermedio al range che transita in area 1.15.  E’ difficile comprendere in questo confronto quale ruolo stiano giocando le banche centrali. La Fed, infastidita dalle pressioni di Trump in merito al tenore della linea di policy adottata,  deve comunque attrarre capitali in un momento in cui è impegnata a diminuire il proprio bilancio gonfiatosi con il QE precedente, La BCE sa di non aver bisogno di un euro troppo forte, leggi equazione competitività export / crescita, tuttavia non vuole apparire troppo vulnerabile in un momento in cui l’Unione appare politicamente debole su tutti i fronti.

Morale il mercato appare in mano alle mani dei giocatori di breve brevissimo con la supervisione di quelle istituzionali sui lati estremi del tavolo. Il trend dominante appare ancora a favore della moneta statunitense, tuttavia necessita di nuove conferme. La prima di questa prove l’avremo oggi con il collaudo della soglia intermedia 1.11610/1.1590 eur usd. Sotto tale soglia si ritorna a vendere eur nel breve per 1.1530/20. Diversamente, qualora dal braccio di forza dovessero prevalere gli interessi dei compratori la tenuta della prima soglia riporterà il cambio nuovamente in direzione dei recenti massimi 1.1730. La violazione obbligherebbe i ribassisti di breve a ricoprirsi spingendo nuovamente il cambio verso i valori abbandonati tra fine aprile e maggio.

 

 

MARKET MOVER : LE NOTIZIE PER GESTIRE IL RISCHIO DI CAMBIO
MARKET MOVER : LE NOTIZIE PER GESTIRE IL RISCHIO DI CAMBIO

 

LEGGE DI BILANCIO – L’attenzione degli investitori resta concentrata sul dibattito interno al governo e alla maggioranza sulla legge di Bilancio. Salvini e Di Maio spingono per avere più risorse possibili per i rispettivi provvedimenti bandiera (flat tax e reddito di cittadinanza), mentre Tria, stando alle indiscrezioni stampa degli ultimi giorni, ha posto all’1,6% l’asticella per il deficit/Pil. Secondo quanto riporta stamane il ‘Corriere della Sera’, oggi Conte, i due vicepremier e il ministro dell’Economia si incontreranno per iniziare a mettere qualche punto fermo e stabilire con quante risorse finanziare ogni singola misura.

 

INCONTRO SALVINI-BERLUSCONI – Stando a quanto riportano stamane ‘Il Messaggero’ e ‘la Repubblica’, l’incontro di Arcore, prolungatosi fino a tarda notte, si sarebbe concluso con l’intesa per il via libera alla nomina di Foa alla presidenza Rai da parte di Forza Italia in cambio di rassicurazioni da parte del leader leghista su tetti pubblicitari e tasse sulle televisioni.

 

BTP – Ripartirà da 254 pb lo spread Btp/Bund nel tratto decennale, che nell’ultima seduta della settimana si è allargato di una ventina di centesimi esclusivamente per effetto della sostituzione del benchmark italiano utilizzato per il confronto con la controparte tedesca. In chiusura il nuovo titolo di riferimento Btp dicembre 2028 offriva un rendimento di 2,98%, contro 2,79% del Btp febbraio 2028.

 

DAZI USA – Potrebbe arrivare già oggi l’annuncio, da parte di Trump, di nuovi dazi su oltre 200 miliardi di dollari di merci cinesi importate negli Usa, ha riferito un alto funzionario dell’amministrazione Usa. L’imposizione sarà di circa il 10%, secondo il Wall Street Journal, dunque meno del 25% inizialmente preventivato. Sempre stando al quotidiano finanziario Usa, Pechino potrebbe a questo punto disertare gli incontri negoziali in agenda la settimana prossima, perché non avrebbe intenzione di discutere “con una pistola puntata alla tempia”.

 

BCE – Secondo due fonti, una minoranza dei consiglieri Bce ha chiesto l’utilizzo di toni più cauti da parte di Draghi nel messaggio di politica monetaria diffuso al termine del consiglio della settimana scorsa, che ha confermato il percorso di chiusura del Qe a fine anno e il mantenimento del costo del denaro al minimo storico almeno fino all’estate dell’anno prossimo. Stando alle fonti, una manciata di consiglieri avrebbe insistito affinché venissero sottolineati i rischi al ribasso sullo scenario economico, alla luce della volatilità sui titoli di Stato, mentre nel suo intervento Draghi in conferenza stampa ha parlato di rischi bilanciati.

 

S&P SU PORTOGALLO – S&P ha confermato il rating sovrano di Lisbona a BBB-, portando l’outlook a positivo da stabile. L’agenzia si aspetta che l’economia portoghese cresca intorno al 2% annuo da qui al 2021.

 

GREGGIO – Quotazioni petrolifere in calo, appesantite dai timori di nuovi dazi Usa sui prodotti cinesi, che prevalgono sulle preoccupazioni di una restrizione dell’offerta legata alle sanzioni all’Iran. Intorno alle 7,30 i future sul Brent arretrano di 14 centesimi a 77,95 dollari il barile; i derivati del Nymex arretrano di 12 centesimi a 68,87 dollari il barile.

 

FOREX – Il dollaro si mantiene oltre il recente minimo da un mese e mezzo sulle principali controparti valutarie, in attesa di sviluppi sul fronte della disputa commerciale tra Usa e Cina. L’indice del biglietto verde è sostanzialmente stabile a 94,912, oltre il minimo da fine luglio toccato venerdì a 94,359. Poco variati i principali rapporti di cambio: dollaro/yen 111,97 da 112,04 della precedente chiusura; euro/dollaro 1,1633 da 1,1628; euro/yen 130,27 da 130,23.

 

TREASURIES – Chiusura in rialzo per i governativi Usa venerdì, sostenuti dalle prime indiscrezioni sull’intenzione di Trump di procedere con l’imposizione di nuovi dazi sui prodotti cinesi. Il rendimento del decennale banchmark ha rotto al ribasso per la prima volta da inizio agosto la soglia tecnica del 3%.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, commercio estero e prezzi import luglio (10,00).

 

ZONA EURO

Inflazione finale agosto (11,00).

 

USA

Indice manifatturiero Fed New York settembre (14,30) – attesa 0,2% m/m; 2,0% a/a.

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

EUROPA

Belgio, Tesoro offre titoli di Stato Olo.

Olanda, Tesoro offre titoli di Stato Dtc.

 

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Zona euro, a Francoforte intervento membro board Bce Coeurè (11,00).

Svezia, Riksbank pubblica verbali riunione di politica monetaria (9,30).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Milano, Di Maio partecipa a Micam (11,00).

Milano, dibattito “Sette peccati capitali dell’economia italiana” con Cottarelli presso Università Cattolica (18,00).

 

ASIA

Giappone, mercati chiusi (Respect for the Aged Day).

MARKET MOVER 13 SETTEMBRE 2018

MARKET MOVER 13 SETTEMBRE 2018

Market Mover di oggi è senz’altro il consueto meeting mensile della BCE. Il mercato non si attende particolari notizie su cambiamenti di policy monetaria. L’evento potrebbe invece avere un impatto sui mercati qualora il Board dovesse aggiornare l’Outlook sulla crescita  e sull’inflazione per il 2019. I recenti  dati macro e le ultime rilevazioni del sondaggio Markit PMI hanno messo in evidenza un perdita di momentum nell’Eurozona.

Nella comunità degli analisti vi sono osservatori che ritengono non ancora tramontata definitivamente la stagione del QE, per cui una revisione al ribasso delle stime su crescita ed inflazione potrebbero giustificare l’attesa per una nuova edizione futura di una forma di allentamento monetario rapportabile al QE per similitudine. Alle 14.30 seguiremo la conferenza stampa di Mario Draghi. Contestualmente all’apertura avremo la pubblicazione dei dati sull’inflazione USA molto attesi dopo il rialzo del costo del lavoro orario registrato nel mese di agosto.

Ieri nel pomeriggio l’eur usd si era spinto verso l’area di resistenza intermedia a 1.1640/50 a seguito di voci circolate in merito ai progressi  raggiunti sui colloqui inerenti agli accordi commerciali tra i partner del NAFTA. Il dollaro statunitense si è indebolito, mentre il suo rivale canadese è stato potenziato dall’euforia per i potenziali progressi relativi all’accordo di libero scambio nordamericano.

Il segretario all’economia messicano Ildefonso Guajardo ha dichiarato a un evento a Città del Messico che c’era un’alta probabilità che gli Stati Uniti e il Canada raggiungessero un accordo commerciale. Gli Stati Uniti e il Messico hanno già raggiunto un accordo per rivedere il Nafta in agosto. In precedenza, le relazioni indicavano che il Canada era disposto a fare concessioni per proteggere la propria industria lattiero-casearia.

In altre notizie commerciali, gli Stati Uniti hanno richiesto un nuovo round di negoziati  con la Cina, secondo il Wall Street Journal. Lo yuan cinese si è rafforzato rispetto al biglietto verde a 6.8596 yuan USDCNY, -0.2055% a Pechino e 6.8278 USDCNH, + 0,1990% nel mercato offshore.

Il range per l’eur usd odierno rimane fissato tra 1.1645 ed 1.1530: oltre tali livelli i traders dovrebbero assumere nuove posizioni tattiche allineate alla direzionalità della violazione del range.

 

 

 

MARKET MOVER : LE NOTIZIE PER GESTIRE IL RISCHIO DI CAMBIO
MARKET MOVER : LE NOTIZIE PER GESTIRE IL RISCHIO DI CAMBIO

 

TENSIONI SU MANOVRA – Sono tornate a emergere con forza le preoccupazioni sulla manovra, con ripercussioni immediate sul mercato. A causare un allargamento dello spread Btp/Bund di oltre 10 punti base nella seduta di ieri è stata l’indiscrezione secondo cui il M5s sarebbe stato pronto a chiedere le dimissioni di Tria se non verranno stanziati in manovra almeno 10 miliardi per il reddito di cittadinanza . Il M5s in una nota ha negato la minaccia di una richiesta di dimissioni, ma confermato le tensioni sull’argomento . Secondo quanto scrivono stamane i quotidiani, di fronte alle crescenti pressioni politiche sulla manovra, lo stesso Tria avrebbe paventato al premier Conte le proprie dimissioni. Secondo Repubblica, il ministro avrebbe già messo nero su bianco un rapporto deficit/Pil all’1,6% nella bozza della nota di aggiornamento al Def distribuita a Palazzo Chigi.

 

BTP – Le voci di tensioni sulla manovra hanno fatto balzare in pochi minuti, nel corso della seduta di ieri, lo spread dal minimo di giornata di 230 pb fino a 241, e poi ancora sopra fino a quota 243, mentre il tasso decennale è passato dal 2,83% dal 2,73%. Limitato è stato l’effetto della smentita del M5s anche perché il mercato, come sottolineano stamane i quotidiani, percepisce che la tregua è fragile e la maggioranza resta percorsa da fibrillazioni. I Btp ripartiranno stamane da un rendimento decennale di 2,79% e da uno spread di 237.

 

ASTE – Le rinnovate tensioni sul secondario costeranno inevitabilmente al Tesoro, in termini di rendimenti da pagare, nelle aste a medio lungo di questa mattina, che prevedono tra l’altro il lancio del nuovo Btp a 7 anni novembre 2025 cedola 2,50%: l’offerta complessiva arriva fino a 7,75 miliardi e comprende inoltre le riaperture dei benchmark a 3 e 30 anni . Ieri in chiusura sul mercato grigio il nuovo 7 anni scambiava a un rendimento in area 2,61% contro il 2,31% dell’asta di luglio (col vecchio benchmark maggio 2025), segnando un potenziale massimo da marzo 2014; il 3 anni a 1,26% da 1,10% di luglio (possibile massimo da febbraio 2014); il 30 anni a 3,57% da 3,54% dell’ultima asta, risalente a giugno.

 

RIUNIONE BCE – Gli operatori aspettano soprattutto le parole di Draghi in conferenza stampa: l’attenzione è per eventuali accenni all’aumento dei rischi sulla congiuntura economica della zona euro, ad esempio in relazione alla disputa commerciale in corso tra Usa e Cina. Scontato un nulla di fatto sui tassi (le attuali stime sono per un primo intervento sulla deposit facility solo nel terzo trimestre del 2019), un accenno di Draghi al peggioramento delle condizioni di crescita potrebbe innescare la speculazione su uno slittamento in avanti dei tempi della chiusura del quantitative easing, attualmente fissata dalla Bce a fine dicembre.

 

STIME BCE – Con la riunione di politica monetaria di oggi arriveranno anche le nuove stime trimestrali dello staff della banca centrale. Le ultime, risalenti a giugno, avevano registrato un taglio per quelle sul Pil e un rialzo invece per quelle sull’inflazione: la crescita della zona euro veniva stimata al 2,1% quest’anno, all’1,9% il prossimo e all’1,7% nel 2020; l’inflazione all’1,7% sia nel 2018, sia nel 2019, sia nel 2020 . Stamane La Stampa scrive, citando fonti interne all’Eurotower, che si va verso un taglio delle stime sul Pil. In un sondaggio Reuters pubblicato la settimana scorsa tutti gli economisti hanno affermato di vedere rischi al ribasso sull’economia europea, con stime grosso modo allineate a quelle elaborate a giugno dallo staff Bce.

 

BANK OF ENGLAND – È atteso invariato allo 0,75% il costo del denaro nel Regno Unito al termine del meeting di politica monetaria della Bank of England, dopo il rialzo deciso nella riunione di agosto. Già il comunicato diffuso in occasione del recente rialzo ha segnalato come la banca centrale sia ora in posizione di attesa (in particolare degli sviluppi della trattativa sulla Brexit), con poca fretta di procedere a una nuova stretta . L’ultimo sondaggio Reuters, condotto a inizio mese, conferma la previsione che il prossimo rialzo dei tassi nel paese, all’1,00%, dovrebbe collocarsi nel secondo trimestre del 2019.

 

INFLAZIONE – Prima del verdetto della Bce arriveranno i dati finali di agosto sull’inflazione in Germania e Francia: si parte da una stima flash (per l’indice armonizzato) rispettivamente di 1,9% e di 2,6% tendenziale, con la Germania quindi appena sotto e la Francia invece largamente sopra il target Bce del 2% . Dati di inflazione sono attesi anche dagli Usa nel pomeriggio, con i preliminari di agosto: l’indice ‘headline’ è stimato in lieve calo al 2,8% tendenziale dal 2,9% di luglio (in rialzo invece su base mensile a 0,3% da 0,2%), mentre quello ‘core’ è previsto invariato a 2,4% (0,2% il congiunturale).

 

DAZI – L’amministrazione Trump ha invitato la Cina a nuovi colloqui commerciali, ha affermato il consigliere economico della Casa Bianca Larry Kudlow. La notizia ha fornito qualche rinnovata speranza di un accordo tariffario tra i due paesi, proprio mentre Washington si prepara a far entrare in vigore il nuovo pacchetto di dazi su 200 miliardi di dollari aggiuntivi di importazioni cinesi. “Ci sono alcune discussioni e informazioni che abbiamo ricevuto secondo cui il governo cinese — i vertici del governo cinese vogliono avere dei colloqui” ha affermato Kudlow. “Quindi il segretario Mnuchin, che è il team leader sulla Cina, apparentemente ha mandato questo invito”.

 

BEIGE BOOK – Le tensioni commerciali internazionali hanno spinto le aziende Usa, in diverse parti del paese, a ridurre o a posporre gli investimenti. È quanto emerge dal ‘Beige Book’ pubblicato ieri sera dalla Fed. L’indagine evidenzia che al momento gli effetti dei dazi appaiono modesti, sebbene stiano causando un aumento dei prezzi degli input, specie nel manifatturiero. “In gran parte dei distretti si è notata preoccupazione e incertezza relativamente alle tensioni commerciali — in particolare anche se non solo tra le aziende manifatturiere” si legge.

 

ORDINI MACCHINARI GIAPPONE – Sono aumentati in luglio, abbondantemente oltre le aspettative, gli ordini di macchinari in Giappone. Il dato segna un rimbalzo dopo il calo del mese precedente e rafforza la previsione che la spesa per capitale continuerà ad espandersi sostenendo la più generale crescita economica del paese. L’incremento degli ordini (core) è stato pari all’11,0% su mese e al 13,9% su anno, a fronte di attese rispettivamente per un +5,7% e un +4,7%. Gli ordini dall’estero sono aumentati del 6,0% su mese dopo un calo del 12,0% in giugno.

 

TANKAN GIAPPONE – Il rapporto mensile Tankan Reuters, pubblicato anch’esso stamattina, evidenzia tuttavia un raffreddamento dell’umore tra le aziende manifatturiere giapponesi in settembre, pur rispetto al massimo da sette mesi registrato in agosto, sullo sfondo del conflitto commerciale Usa-Cina. L’indice relativo, elaborato nel rapporto, scende a +26 da +30; rimbalza invece l’indice che misura il ‘mood’ nel settore servizi, a +33, dal minimo da due anni di +25 di agosto.

 

GREGGIO – Scendono i prezzi petroliferi, rimangiandosi parte dei guadagni di ieri, in un mercato preoccupato delle conseguenze sulla domanda dell’attuale outlook economico. Ieri nel suo rapporto mensile l’Opec ha ridotto le previsioni sulla domanda globale di petrolio nel 2019 (di 20.000 barili giornalieri), la seconda riduzione consecutiva delle stime, che cita proprio i rischi sulla congiuntura economica internazionale. Alle 7,30 italiane il future Brent scambia a 79,29 dollari il barile (-0,45), il Nymex a 69,85 dollari (-0,52).

 

FOREX – Appare complessivamente stabile il dollaro questa mattina. I margini di rialzo del biglietto verde sembrano al momento limitati dal riaccendersi delle speranze di una accordo Usa-Cina sui dazi dopo la notizia che gli Usa hanno invitato la Cina a nuovi colloqui sull tema. Il cambio euro/dollaro tratta a 1,1624/25 da 1,1624 dell’ultima chiusura; dollaro/yen a 111,42/45 da 111,25; euro/yen a 129,54/55 da 129,34.

 

TREASURIES – Governativi Usa poco mossi nelle contrattazioni della mattinata, in linea con la chiusura stabile dell’ultima seduta. Dopo il buon risultato dell’asta di Treasury decennali di ieri, il mercato resta in attesa dei dati di oggi pomeriggio sull’inflazione americana. Il benchmark decennale Usa cede 1/32, rendimento a 2,966%.

 

 

DATI MACROECONOMICI

FRANCIA

Prezzi al consumo finali agosto (8,45) – attese +0,6 m/m, +2,6% a/a (armonizzato).

 

GERMANIA

Prezzi al consumo finali agosto (8,00) – attese +0,1% m/m, +2,0% a/a (dato nazionale); inv. m/m, +1,9% a/a (armonizzato).

 

GRECIA

Tasso disoccupazione trim2 (11,00).

 

USA

Prezzi al consumo agosto (14,30) – attese +0,3% m/m, +2,8% a/a; +0,2% m/m, +2,4% a/a (indice core).

Guadagni reali settimanali agosto (14,30).

Nuove richieste settimanali sussidi disoccupazione (14,30) – attese 210.000.

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

ITALIA

Tesoro offre 2-2,5 miliardi euro Btp 3 anni aprile 2021 cedola 0,05%, 3,25-3,75 miliardi nuovo Btp 7 anni novembre 2025 cedola 2,50%, 1-1,5 miliardi Btp 30 anni marzo 2048 cedola 3,45%.

 

EUROPA

Irlanda offre 1 mld euro titoli di Stato a 10 anni.

 

USA

Washington, Tesoro offre titoli di Stato a 30 anni.

 

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Gran Bretagna, Bank of England annuncia tassi e pubblica verbali riunione politica monetaria (13,00).

Zona euro, riunione Consiglio Bce a Francoforte; seguono annuncio tassi (13,45) e conferenza stampa Draghi, con nuove stime di crescita (14,30).

 

USA

Jackson, intervento presidente Fed Atlanta Bostic (19,15).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, Palzzo Chigi, Conte incontra Alto commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi (10,00).

Roma, Camera vota fiducia su decreto Milleproroghe (12,40).

Roma, Senato, commissione Bilancio, audizione Oettinger (13,45).

Roma, Camera, presidente Fico incontra Oettinger.

Roma, Palazzo Chigi, atteso Consiglio dei ministri con decreto per Genova (16,00).

Ilva, referendum lavoratori su accordo sindacale con ArcelorMittal.

 

EUROPA

Strasburgo, prosegue plenaria Parlamento Ue; commissione Bilancio si riunisce su emendamenti a bozza bilancio annuale Ue 2019; in Parlamento previsto dibattito e voto su caso giornalisti Reuters condannati in Myanmar.

Riga, inizia riunione presidenti G13 e Lettonia (Austria, Bulgaria, Grecia, Croazia, Estonia, Germania, Italia, Lettonia, Malta, Polonia, Portogallo, Slovenia, Finlandia, Ungheria) su futuro Europa e opportunità sicurezza; termina il 14 settembre.

Vienna, continua riunione board governatori Iaea; termina il 14 settembre.

MARKET MOVER 12 SETTEMBRE 2018

MARKET MOVER 12 SETTEMBRE 2018

Nell’aggiornamento all’Outlook mensile WB PERSPECTIVES pubblicato ieri sera abbiamo posto l’accento ancora una volta sulla dicotomia presente tra le diverse aree azionarie. La Cina rimane uno degli epicentri che in questa fase stanno trainando al ribasso molti mercati emergenti. Con le chiusure di ieri sera di Wall street e questa mattina del Shanghai Composite la tendenza si consolida. L’Europa vive una storia che parte da un significativo confronto politico che terminerà soltanto dopo le elezioni del parlamento europeo la prossima primavera. Queste dinamiche rendono molto incerto il quadro tecnico dell’Eurozona. Abbiamo avvicinato nelle ultime ore i minimi dell’anno: come scritto riteniamo che il mercato tenterà di costruire una reazione utile a rallentare le vendite di inizio settembre, ma al momento inquadriamo l’evento in un giudizio sempre negativo nel breve termine.

Questa settimana avremo i direttivi monetari di Bank of England e BCE. Il mercato non sconta attese particolari. Rimane aperto l’aspettativa su un ulteriore rialzo dei tassi in Inghilterra a breve, mentre dalla conferenza di Mario Draghi si attendono ulteriori dettagli sull’andamento del ciclo ed i riflessi su una linea di policy già tracciata.

L’eur usd rimane all’interno di un range ristretto con una diminuzione temporanea della volatilità. Tuttavia siamo orientati a considerare sempre una debolezza dell’euro nel rapporto con la moneta americana. Il cambio andrà presto a testare nuovamente i recentissimi minimi intermedi a quota 1.1530/20 dove si colloca il prossimo trigger point per la prosecuzione del ribasso.

 

 

 

MARKET MOVER : LE NOTIZIE PER GESTIRE IL RISCHIO DI CAMBIO
MARKET MOVER : LE NOTIZIE PER GESTIRE IL RISCHIO DI CAMBIO

 

VERSO MANOVRA – Dopo la nuova riunione di ieri della Lega sui temi economici, in serata il vice premier Salvini ha detto che è possibile ottenere 20 miliardi attraverso la ‘pace fiscale’ e di aver chiesto in vista della manovra “quota 100” tra età e contributi per il ritiro dal lavoro con almeno 62 anni. Sempre il serata, il numero uno del Carroccio e vicepremier prometteva che nella legge di bilancio 2019 verranno stanziati nuovi fondi per gli investitori ‘truffati’ dalle banche e spiegava che l’obiettivo per le europee di maggio è una Commissione guidata da partiti “popolari e populisti”. In mattinata, Tria ha spiegato che la riforma fiscale con la ‘flat tax’ va finanziata con riordino della ‘tax expenditure’ e ha sostenuto la necessità di procedere a un primo taglio dell’Irpef già nel 2019.

 

BTP – Per la prima volta dai primi di settembre la carta italiana chiude in territorio negativo appesantita, a detta degli operatori, dall’appuntamento con le aste di metà mese e da un “ritracciamento tecnico” dopo i corposi guadagni delle scorse sedute. Dopo una mattinata positiva sulla scia dei toni rassicuranti di Tria e Moavero sulla legge di Bilancio, la carta italiana ha invertito la rotta. Lo spread Btp/Bund sul tratto decennale ha chiuso la seduta a 235 pb, massimo intraday, dopo un tuffo a 227 punti messo a segno in mattinata. Analogamente, il tasso del decennale di riferimento ha chiuso a 2,78%, anche in questo caso massimo di seduta.

ASTA BOT 12 MESI – In questo contesto, in mattinata prenderà il via la tornata d’aste di metà mese con il Tesoro che metterà a disposizione degli investitori 6 miliardi di euro in Bot a 12 mesi con il rendimento visto in calo rispetto allo 0,679% di metà agosto, quando ha toccato il massimo da gennaio 2014. In chiusura, sul mercato grigio, il tasso scambiava a 0,458%. Attive dal lato primario anche la Germania, che offrirà 1 miliardo in titoli di Stato a 30 anni, e la Grecia che mette a disposizione titoli di Stato a 1 anno. Sempre sul fronte primario, da segnalare il nuovo indicizzato spagnolo con scadenza 2033 che ha visto ordini per oltre 18,5 miliardi e un importo da 4 miliardi ed è stato prezzato 139 punti base sotto il rendimento del titolo spagnolo luglio 2033, cedola 2,35%.

 

PRODUZIONE ITALIA – Dopo l’incremento dello 0,5% messo a segno a giugno, per il dato relativo a luglio si attende una flessione dello 0,4% su base congiunturale. Su base tendenziale le stime sono di un rialzo dell’1,4% dopo l’1,7% del mese precedente. Anche se il trend di fondo per gli analisti resta di affievolimento della crescita, il centro studi di Confindustria stima un incremento dell’attività per luglio (+0,3%) “grazie principalmente al sostegno della domanda interna e a fronte di una domanda estera giudicata in ulteriore peggioramento”.

PRODUZIONE ZONA EURO – Oltre a quello italiano è in arrivo in mattinata anche l’analogo dato per l’intero blocco della zona euro. In questo caso le attese sono per una flessione dello 0,5% a perimetro congiunturale e per un incremento dell’1,0% a perimetro annuo.

 

FOREX – Dollaro in difficoltà sui cross principali, depresso da indiscrezioni riferite da fonti secondo cui il Canada sarebbe pronto a fare concessioni a Washingron per procedere sulla strada del ridisegno dell’accordo Nafta. Sullo sfondo naturalmente ancora il tema della guerra dei dazi, con Pechino pronta a ricorrere la prossima settimana al Wto per l’imposizione di sanzioni agli Usa in una questione di dumping. Intorno alle 7,30 euro/dollaro 1,1581/8x da 1,1605 ieri sera in chiusura a New York, dollaro/yen 111,49/52 da 111,62 ed euro/yen 129,17/19 da 129,53.

 

GREGGIO – Lieve rialzo per i derivati sul greggio sul finale della seduta asiatica, dopo gli ultimi dati setttimanali Api sulle scorte Usa e in vista delle nuove sanzioni all’Iran destinate a ridurre l’offerta, mentre Mosca avvisa che il mercato resta fragile e si dice pronta ad aumentare la produzione. Intorno alle 7,35 il futures Brent a novembre risale di 28 centesimi a 79,34 dollari il barile e l’equivalente Nymex avanza di 59 cent a 69.84 dollari.

 

TREASURIES – Governativi Usa in frazionale rialzo sul finale della seduta asiatica, con il decennale di riferimento che risale di 2/32 al rendimento di 2,97%.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, produzione industriale luglio (10,00) – attese -0,4% m/m, 1,4% a/a.

Istat, mercato del lavoro trim2 (11,00).

EUROPA

Portogallo, prezzi al consumo agosto (12,00).

Spagna, prezzi al consumo finali agosto (9,00) – attese 0,2% m/m, 2,2% a/a; armonizzato 0,1% m/m, 2,2% a/a.

Zona euro, produzione industriale luglio (11,00) – attese -0,5% m/m, 1,0% a/a.

USA

Prezzi alla produzione agosto (14,30) – attese 0,2% m/m, 3,2% a/a.

Scorte Usa settimanali prodotti petroliferi Eia (16,30).

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

ITALIA

Tesoro offre 6 miliardi Bot a 12 mesi, scadenza 13/9/2019 (364 gg).

EUROPA

Germania offre 1 miliardo titoli Stato a 30 anni scadenza 15/8/2048, cedola 1,25%.

Grecia offre titoli Stato a 1 anno.

 

USA

Washington, Tesoro offre titoli di Stato a 10 anni.

 

BANCHE CENTRALI

USA

Chicago, intervento presidente Fed S.Louis Bullard (15,40).

Detroit, intervento membro board Brainard (16,45).

Washington, Fed pubblica Beige Book (20,00).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

MILANO

Esecutivo Abi (10,00).

 

EUROPA

Strasburgo, prosegue plenaria Parlamento Ue, Juncker tiene discorso annuale sullo stato dell’Unione.

Vienna, prosegue riunione board Aiea; termina il 14 settembre.

MARKET MOVER 11 SETTEMBRE 2018

MARKET MOVER 11 SETTEMBRE 2018

Buongiorno,

FOREX – Euro/dollaro poco variato dopo l’apprezzamento di circa lo 0,4% registrato nella seduta di ieri in scia al parziale allentamento delle tensioni sul debito italiano. Il biglietto verde sale invece sullo yen in un clima di minore avversione al rischio. L’euro/dollaro tratta a 1,1597/99 da 1,1592 dell’ultima chiusura; dollaro/yen a 111,41/42 da 111,11; euro/yen a 129,20/25 da 128,83. Bene la sterlina, dopo che ieri il capo negoziatore Ue sulla Brexit Barnier ha definito “realistico” aspettarsi la firma di un accordo in sei/otto settimane: la divisa britannica è salita sul dollaro al massimo dal 2 agosto, a 1,3052, scambiando ai massimi da un mese anche sull’euro .

 

BTP – L’obbligazionario italiano riparte stamane da 234 pb di spread su Bund (e da un tasso decennale di 2,75%), dopo il rally di ieri che ha permesso un restringimento di 16 punti del differenziale su Germania rispetto alla chiusura di venerdì. Gli acquisti sul secondario seguono i numerosi messaggi distensivi e rassicuranti giunti dal governo M5S-Lega sulla legge di Bilancio 2019, in un clima che appare ora di maggiore dialogo con Bruxelles. E proprio alla manovra sarà dedicato il nuovo vertice dei responsabili economici della Lega previsto in mattinata al Viminale.

 

VERSO ASTE ITALIA – Il Tesoro ha annunciato che nelle aste a medio lungo di questo giovedì verranno offerti fino a 7,75 miliardi di euro in titoli, tra cui il nuovo Btp a 7 anni novembre 2025 (messo a disposizione per 3,25-3,75 miliardi), che staccherà una cedola di 2,50% contro 1,45% del precedente benchmark; oltre ad esso verranno riaperte le due scadenze 3 anni (aprile 2021) e 30 anni (marzo 2048) . La tornata d’aste di metà mese prende il via domani, quando verranno offerti 6 miliardi di euro in Bot 12 mesi .

 

SINDACATO SPAGNA – Restando sul primario, potrebbe concretizzarsi già oggi il collocamento via sindacato del nuovo titolo di Stato indicizzato a 15 anni spagnolo. Ieri Madrid ha annunciato di aver affidato a un pool di banche il mandato per l’offerta del nuovo benchmark, che avrà scadenza novembre 2033 .

 

SOFFERENZE BANCHE ITALIA – Banca d’Italia pubblica il documento ‘Banche e moneta: serie nazionali’, contenente tra gli altri i nuovi dati, relativi a luglio, su depositi, impieghi e sofferenze delle banche italiane. In giugno le sofferenze hanno segnato un ulteriore calo, portandosi ai minimi da marzo 2013, a livello lordo, e da dicembre 2010 a livello netto . Nello stesso documento via Nazionale fornisce anche i dati sul portafoglio di titoli di Stato italiani detenuto dalle banche operanti nel Paese, sempre di luglio: il mese precedente il controvalore era salito ai massimi da luglio 2017, a oltre 370 miliardi di euro .

 

ZEW – È previsto in marginale peggioramento dell’indice di fiducia degli investitori tedeschi in settembre. Le attese degli economisti, raccolte da Reuters, indicano una lettura dello Zew in calo a -14,0 da -13,7 del mese precedente.

 

KIM CHIEDE NUOVO INCONTRO A TRUMP – Trump ha ricevuto una lettera “molto calda, molto positiva” dal leader nordcoreano Kim Jong Un, nella quale si chiede un nuovo incontro. Lo ha annunciato la Casa Bianca, che si è attivata per fissare una data. Washington e Pyongyang stanno discutendo il programma nucleare nordcoreano dal primo vertice tra i due leader, avvenuto lo scorso giugno a Singapore: anche se per ora i risultati restano piuttosto vaghi, la prospettiva di un nuovo incontro potrebbe fornire al mercato un elemento di distensione. Resta tuttavia poco chiaro quale potrebbe essere il possibile periodo del nuovo vertice.

 

GREGGIO – Quotazioni in buona tenuta per il greggio, sostenute dall’avvicinarsi delle nuove sanzioni Usa sull’export dell’Iran, che partiranno a novembre. Tuttavia i margini di rialzo dei prezzi appaiono limitati dai numerosi segnali di un aumento della produzione da parte di altri Paesi, come Usa e Arabia Saudita, che potrebbe compensare il minore output iraniano. Alle 7,10 italiane il future Brent scambia a 77,53 dollari il barile (+0,16), il Nymex a 67,58 dollari (+0,04).

 

TREASURIES – Poco mossi i governativi Usa nelle contrattazioni della mattinata, analogamente a quanto mostrato nell’ultima chiusura. Nelle notte il rendimento sulla scadenza biennale ha comunque toccato un nuovo massimo da 10 anni, a 2,719%, grazie ai dati economici che sostengono le attese di un nuovo rialzo dei tassi Fed questo mese. Il benchmark decennale Usa scambia invariato, per un rendimento di 2,937%.

 

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, esportazioni regioni italiane gennaio-giugno (10,00).

 

GERMANIA

Indice Zew settembre (11,00)- attesa -14,0.

 

GRAN BRETAGNA

Tasso disoccupazione luglio (10,30)- attesa 4,0%.

 

USA

Revisione scorte all’ingrosso luglio (16,00).

Scorte settimanali prodotti petroliferi Api (22,30).

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

EUROPA

Belgio, Tesoro offre titoli breve termine.

Olanda, Tesoro offre 750 mln-1,25 mld bond 2037

Spagna, Tesoro offre titoli 6 e a 12 mesi.

 

USA

Washington, Tesoro offre titoli di Stato a 3 anni.

 

BANCHE CENTRALI

ITALIA

Banca d’Italia pubblica documento ‘Banche e moneta: serie nazionali’, con dati luglio su depositi, impieghi, sofferenze bancarie e titoli di Stato italiani detenuti da banche operanti in Italia.

Banca d’Italia pubblica rapporto “L’economia italiana in breve” di agosto.

 

EUROPA

Svezia, intervento governatore Riksbank Ingves a Londra (12,45).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, Farnesina, Tria partecipa a ‘Cabina di Regia per l’internazionalizzazione’ (9,00).

Roma, Camera, commissione Ambiente, audizione Toninelli (9,30).

Roma, Summer School Confartigianato con Bagnai (9,30), Tria (11,15).

Roma, Viminale, vertice Lega su economia (10,00).

Roma, Camera, commissione Trasporti, audizione Riggio (10,00).

Roma, Copasir, audizione Conte (15,30).

Roma, Camera inizia esame decreto su Popolari e Bcc (tutta la settimana).

Milano, Assogestioni annuncia dati raccolta fondi e gestioni luglio.

 

EUROPA

Strasburgo, riunione plenaria Parlamento Ue; dibattito con Tsipras su futuro Europa (9,00), segue punto stampa con Tajani (12,45); dibattito su situazione in Ungheria con Orban (15,00); dibattito su emergenza in Libia (20,00).

Londra, question time in Parlamento con Hammond (12,30).

Vienna, prosegue riunione board Aiea; termina il 14 settembre.

 

RUSSIA

Vladivostok, Putin incontra presidente cinese Xi Jinping.

Cernobbio

MARKET MOVER: 10 SETTEMBRE 2018

MARKET MOVER: 10 SETTEMBRE 2018

A Cernobbio si è concentrata l’attenzione fondamentalmente su tre temi:

  1. Le implicazioni sul commerci globale delle politiche sulle tariffe del governo americano, di Trump.
  2. Il tema della gestione e della programmazione del DEF Documento di Economia e Finanza
  3. Lo scenario delle prossime elezioni politiche europee (in calendario il 23-26 marzo 2019).

Da Cina, mercato dei bond, Turchia e America Latina arrivano segnali preoccupanti. La manovra di bilancio in fase di stesura terrà conto del contesto internazionale?
Ci sono molti segnali che interagiscono e rivelano un grado di tensione ben maggiore di quanto non sia percepito.

I dati sull’occupazione USA pubblicati venerdì riportano altra acqua verso le motivazioni che alimentano l’attesa per ulteriori chiamate al rialzo dei tassi americani a settembre ed a dicembre.

Il 10 anni US si è mosso nuovamente in direzione della linea del 3% fissando una chiusura a 2.93%. Il dollaro si è rafforzato ulteriormente. I mercati emergenti rimangono sotto pressione. Aumentano su questo fronte i rischi di contagio peraltro già segnalati nel nostro Outlook WB Perspectives.

Questa mattina l’eur usd apre testando quota 1.1530 dove sono stati fissati i recenti minimi dopo la reazione avviata da 1,13. L’area 1.1530 e soprattutto 1.1480 costituisce il cuscinetto su cui collaudare la forza del dollaro. Con la violazione del livello il cambio abbandona il range su cui ha oscillato durante l’estate (1,1750 – 1.15)  ed entra nella fascia di breve 1.15-1.13 andando nuovamente a verificare i minimi che si collocano molto vicino al nostro target intermedio fissato nell’Outlook mensile.   Considerando l’elevato valore tecnico del break out, pensiamo che le forze di contrasto al movimento predisporranno tutto il loro potenziale per evitare un ulteriore indebolimento dell’euro.

WB RISK MANAGEMENT EUR USD WEEK
WB RISK MANAGEMENT EUR USD WEEK

Il dollaro in rafforzamento continua a nuocere al mercato delle commodity: oro e rame in particolare. Per riflesso mette sotto pressione i mercati azionari. In Europa il Dax si presenta in termini di forza relativa tatticamente più vulnerabile dello stesso FTSE MIB. I minimi dell’anno poco sopra 11700 costituiscono in tal senso un segnale di warning generale per i mercati europei.

Lo spread BTP BUND è in fase di rientro.  Come scritto nell’Outlook mensile ad agosto, quota 300 costituisce il punto su cui concentrare l’attenzione in termini di allerta al rischio; la tenuta di questo livello  agli inizi di settembre ha evitato una deriva in tal senso.  Soprattutto l’evento segnala in generale, diversamente da certi allarmismi,  che i mercati non sono ancora orientati concretamente ad aggredire il debito italiano.  Il movimento a cui stiamo assistendo risulta allineato alle previsioni elaborate nel report mensile, ovvero dopo la verifica di quota 300 ritorno verso area 225/215, che in tradotto sul 10 y Ita significa rientro verso quota 2.45%.

 

MARKET MOVER : LE NOTIZIE PER GESTIRE IL RISCHIO DI CAMBIO
MARKET MOVER : LE NOTIZIE PER GESTIRE IL RISCHIO DI CAMBIO

VERSO MANOVRA – Fine settimana dominato da titoli di politica economica e finanza pubblica per l’esecutivo giallo-verde, con toni distensivi da parte della maggioranza dei soggetti implicati e riscontri tendenzialmente positivi da parte degli osservatori internazionali, Ue in testa. Messaggi che il mercato dovrebbe quindi leggere in senso rassicurante. Nel corso del Workshop Ambrosetti di Cernobbio sono intervenuti sabato Matteo Salvini e Giuseppe Conte, oltre al responsabile alle Finanze francese Bruno Le Maire. Di ieri invece l’intervento di Giovanni Tria, reduce dagli appuntamenti di Eurogruppo ed Ecofin. Ricalcando i tono ‘market friendly’ adottati sostanzialmente sin dall’incarico, l’inquilino di Via XX Settembre ha voluto rassicurare gli investitori garantendo che le riforme più costose verranno fatte in maniera graduale, senza colpi di testa. Il ministro ha quindi ribadito che un’uscita dall’euro non è mai stata presa in considerazione. L’imperativo è la crescita, per ridurre il gap rispetto all’Europa, con un deficit che resti però sotto controllo. Molto chiaro Tria, che spiega come sforare il 3% sarebbe se non altro semplicemente controproducente (“inutile cercare due o tre miliardi di deficit in più se poi ne perdiamo per l’aumento dei tassi di interesse”). Le tre riforme fondamentali — superamento della legge Fornero, flat tax e reddito di cittadinanza — verranno avviate contemporaneamente ma portate avanti nei limiti delle coperture e degli obiettivi che il governo sta discutendo con Bruxelles. La ricetta di politica economica caldeggiata dal ministro è un rilancio della crescita attraverso il canale degli investimenti pubblici.

 

MERCATO – Finale di seduta ben al di sotto dei massimi ma ancora in positivo per il secondario, che chiude una settimana di initerrotto recupero. Dopo una puntata a 245 — minimo dall’8 agosto — lo spread tra Btp e Bund sul tratto 2028 è indicato in chiusura a 250 punti base. Riferimento per l’apertura di lunedì per il tasso decennale il livello di 2,877%. Secondo Milano Finanza di sabato il governo studia l’inserimento nella legge di Stabilità dei Cir (Conti Individuali di Risparmio), che prevedono incentivi fiscali all’investimento in titoli di Stato. Tra gli obiettivi anche la riduzione e la stabilizzazione dello spread con l’intento di travasare parte del risparmio privato sul debito pubblico. Per godere dei benefici i titoli dovranno essere mantenuti in portafoglio fino alla scadenza e i gestori non potranno scommettere al ribasso contro il debito pubblico.

 

VERSO ASTE META’ MESE – Questa sera a mercato chiuso da Via XX Settembre la comunicazione sull’asta a medio e lungo termine in calendario giovedì 13 settembre. Tenendo conto che è stato come di consueto cancellato l’appuntamento di metà agosto, le attese dell’ufficio studi UniCredit prevedono sia offerto il nuovo Btp a sette anni novembre 2025 per un importo tra 3 e 4 miliardi di euro insieme alla nona tranche del cinque anni aprile 2021 cedola 0,05% per 1,5/2 miliardi e a un’identica riapertura, la decima, del 30 anni marzo 2048 3,45%, offerto a metà giugno. Nell’asta di metà luglio era stato riaperto il cinque anni maggio 2025 coupon 1,45%, il cui importo in circolazione è attualmente intorno ai 16 miliardi. Gli analisti Commerzbank ipotizzano per l’offerta italiana a medio e lungo termine un importo complessivo di 7,5 miliardi.

Di venerdì sera intanto l’annuncio che nell’asta di Bot a 12 mesi in agenda mercoledì prossimo l’importo offerto è di 6 miliardi, 500 milioni al di sotto dei fondi in scadenza.

 

VOTO SVEZIA – Le elezioni di ieri lasciano la Svezia con un parlamento privo di maggioranza — nel rispetto delle attese — facendo nel frattempo segnare l’avanzata della destra radicale dei Democratici Svedesi, che ha condotto una campagna elettorale anti-migranti dai toni molto accesi. A scrutinio quasi terminato, l’alleanza uscente di centro-sinistra ottiene il 40,6%, un soffio oltre il 40,3% del centro-destra. Balzano al 17,6% i Democratici Svedesi di Jimmi Akesson, che avranno 63 seggi in parlamanto contro i 49 di quattro anni fa, quando il partito stava a 12,9%.

 

DATI CINA – Ricca l’agenda macro del fine settimana: diffusa sabato, la bilancia commerciale di agosto ha visto un nuovo record dell’avanzo nei confronti degli Stati Uniti, per quanto un saldo lievemente inferiore alle attese. L’attivo è di 27,91 miliardi di dollari, contro i 31,79 miliardi del consensus dopo i 28,05 miliardi di luglio. Al risultato ha concorso un aumento di 9,8% su base annua della voce export, su cui l’attesa era di +10,1% e di 20% del canale importazioni (+18,7% il consensus). Di oggi i dati sui prezzi alla produzione e al consumo di agosto, risultati i primi di un decimo superiori alle aspettative. I prezzi a monte della filiera sono cresciuti di 4,1% su base annua da ,6% di luglio (4% le attese), mentre il costo della vita è passato da 2,1% a 2,3%.

 

DATI GIAPPONE – Il consensus Reuters prefigura per l’avanzo delle partite correnti di luglio un valore di 1,852 miliardi dopo 1,177 miliardi di giugno. Quanto alla revisione dei dati di crescita del secondo trimestre, considerato il contributo positivo della voce spese in conto capitale, si è visto un miglioramento del tasso trimestrale da 0,5% a 0,7% — identico alle attese — parallelo a un’accelerazione dell’indice annuo da 1,9% a 3%, quattro decimi oltre il consensus.

 

FOREX – Dollaro in buon recupero sui cross, in un mercato con i nervi tesi che guarda all’evolversi della sfida sui dazi. Deboli le valute emergenti e molto male il dollaro autraliano. Corona svedese poco mossa dopo voto. Poco prima delle 8 euro/dollaro 1,1541/45 da 1,551 venerdì sera in chiusura a New York, dollaro/yen 110,95/98 da 111,05 ed euro/yen 128,11/14 da 128,30.

 

GREGGIO – Derivati sul greggio in rialzo di circa mezzo punto percentuale, grazie alla fase di stallo delle attività di trivellazione negli Usa. Il futures Brent a novembre risale di 0,47% a 77,16 dollari il barile, l’equivalente Nymex di 0,49% a 68,08 dollari.

 

TREASURIES – Governativi Usa sulle posizioni in chiusura sulla piazza asiatica, dover il dcennale di riferimento risale di 1/32 al rendimento di 2,937%.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, ricerca e sviluppo in Italia 2016/2018 (10,00).

 

GRAN BRETAGNA

Stima Pil, produzione industriale e manifatturiera, bilancia commerciale luglio – attesa 0,2% mese. 0,5% trimestre e 1,4% anno per Pil, 0,2% mese e 1,1% anno per produzione industriale (10,30).

 

GRECIA

Prezzi consumo agosto, produzione industriale luglio (11,00).

 

PORTOGALLO

Bilancia commerciale luglio (12,00).

 

ZONA EURO

Indice Sentix fiducia consumatori settembre – attesa 14,6(10,30).

 

USA

Crediti consumo luglio (21,00).

 

CINA

Prezzi produzione e consumo agosto – attesa 4% anno per prezzi produzione, 0,5% mese e 2,2% anno inflazione(3,30).

Attesa fino al 17 settembre M2 agosto.

 

ASTE TITOLI DI STATO

ITALIA

Tesoro annuncia tipologia e quantitativi Btp in asta il 13 settembre.

 

EUROPA

Francia, Tesoro offre titoli Stato breve termine.

Germania, Tesoro offre 2 miliardi titoli sei mesi 13/2/2019.

 

BANCHE CENTRALI

USA

Albany, intervento presidente Fed Atlanta Bostic (18,00).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

ROMA

Presidente consiglio europeo Tusk in visita, incontra premier Conte (11,00)

Milano, convegno organizzato da Università Bocconi su “European Capital Markets and Brexit: The Road(s) ahead”.

 

EUROPA

Vienna, inizia riunione consiglio governatori Iaea; termina il 14 settembre.

MARKET OUTLOOK

NESSUNA GARANZIA

NESSUNA  GARANZIA

Siamo alle ultime battute del QE , presto mancherà l’acquirente di ultima istanza  che garantisce l’acquisto dei BTP qualora lo spread  rimanga in tensione. La BCE promette di rinnovare i titoli in scadenza  e mantenere i tassi fermi per almeno metà del 2019, sarà sufficiente?

In un tourbillon di polemiche, a cui si aggiungono quelle relative alle tragiche emergenze di cui la storia del nostro Paese è promoter, ci apprestiamo ad affrontare una complessa partita politica ancorché economica sul disegno per la Legge di Stabilità: il programma di bilancio.

Chiunque sa che la coperta da qualsiasi parte la si giri è stretta o corta a seconda delle prospettive.

Date le premesse vi sono alcuni punti fermi: a) l’Italia è in avanzo primario da 27 anni, l’attivo corrente si attesta al 2,8% in rapporto al PIL. Nonostante l’erosione del Prodotto Interno rimane la seconda piattaforma industriale/manifatturiera  dell’UE dopo la Germania.

Siamo nell’ordine il terzo contributore al bilancio dell’Unione.  I contrappesi sono dati dal rapporto debito su PIL  che in pochi anni è passato dal 100% al 132%.La finanza pubblica necessita di un funding pari a 400 miliardi ogni anno. Con il Qe azzerato ed attivo soltanto per il twist relativo alle scadenze, gli investitori si interrogano sulla capacità della Repubblica Italiana di onorare il debito in futuro.

In assenza di un prestatore di ultima istanza, la Banca Centrale, le risposte all’interrogativo non sono del tutto scontate. Le agenzie di rating ritornano a settembre ad aggiornare il loro giudizio sull’Italia. L’attuale livello di rating ci pone all’ultimo gradino nella scala dell’investment grade. Un downgrading implicherebbe una revisione da parte dei fondi d’investimento e comunque da parte degli investitori istituzionali delle loro detenzioni di BTP.

Il tema Italia non è il solo a movimentare i mercati.

Jackson Hole, il simposio organizzato dalla Federal Reserve a cui partecipano le banche centrali del mondo, costituisce un altro market mover di interesse. In questa edizione del 2018, il focus è dedicato agli effetti di catalizzazione dei big player del settore tecnologico negli equilibri della crescita globale. Le superstar, Fang e Microsoft,  rappresentano il 60% della crescita dei margini di profitto lordo negli ultimi 20 anni, a differenza degli esigui miglioramenti dei margini di profitto della gran parte delle compagnie. L’obbiettivo dei paper presentati è stato quello di comprendere se la loro potenziale monopolizzazione del mercato possa aver determinato impatti deflattivi con conseguenze negative per il lavoro ed il consumo.

Ma oltre i temi di copertina l’attenzione converge verso una conferma o meno della linea restrittiva programmata dalla stessa Fed.  Il rialzo dei tassi ed il conseguente rafforzamento del dollaro hanno messo in difficoltà i mercati emergenti sia sul lato dei bond che di quello equity.

Per meglio comprendere la linea di policy monetaria della Fed, si guarda con attenzione anche ai dati PMI relativi alle aspettative di crescita delle aziende nelle varie aree geografiche. Negli ultimi mesi è emersa una netta dicotomia tra la crescita Usa rispetto a quella delle regioni emergenti e dell’Eurozona. La crescita non risulta più armonizzata e le asimmetrie che si sono configurate hanno spinto gli investitori a prendere scommesse sempre più polarizzate sul mercato USA. Lo dimostra l’andamento dei principali indici azionari nella fase centrale di quest’anno, ovvero dopo la correzione sincronizzata di febbraio.

Le curve che hanno retto la domanda rimangono circoscritte al dollaro ed al mercato azionario USA.

La divergenza delle traiettorie di rendimento sta spingendo molti analisti ad interrogarsi sulla sostenibilità e quindi sulla durata residua della crescita americana.

In sintesi i temi di maggior rilievo mirano a comprendere se le criticità dell’Italia possano costituire una minaccia per i mercati, se la Fed continuerà, nonostante i richiami di Donald Trump, ad alzare il livello dei tassi con le conseguenti collisioni verso i mercati emergenti, il dollaro e quindi oro e materie prime.

Affrontiamo questi temi segnalando che a tutt’oggi non è ancora chiaro quale sia l’esito delle trattative su Brexit: il divorzio dell’Inghilterra dall’UE sarà di tipo hard o soft?.

Stravolgendo l’ordine dei quesiti partiamo mettendo a fuoco la curva americana dei tassi  guardando all’andamento del tratto lungo, il 10 anni US. Benché la curva sia ancora piatta, esiste sul mercato una forte componente speculativa di short aperti sul Treasury. Ciò significa che il mercato continua a scontare una visione ancora restrittiva da parte della Fed. Lo scorso autunno abbiamo messo a fuoco un range di oscillazione in una forchetta compresa tra 3,05 e 2,80/75%. E’ dagli inizi dell’anno che il 10 anni oscilla all’interno di questa fascia. Abbiamo fissato un warning sotto la base del range chiamando, nel caso in cui fosse stato violato, una correzione dei mercati azionari Usa. Il limite superiore, 3,05/10%, corrisponde ad una barriera il cui break up  potrebbe generare conseguenze ancor oggi non del tutto scontate. In altri termini l’equilibrio garantito dalla permanenza dei rendimenti all’interno della gamma individuata, ha finora costituito una garanzia di buon funzionamento per l’equity. Così è stato. Ma gli equilibri nei mercati hanno una declinazione temporanea.

Ripartendo da queste basi,  si attendono le indicazioni della Fed  per una verifica delle prospettive su tassi e sulla riduzione del proprio bilancio. La normalizzazione della politica monetaria passa attraverso la progressiva riduzione dei bond in portafoglio. Ciò implica un effetto sulla liquidità (dollari) e sui rendimenti.

Il mercato è sempre più convinto che l’azione possa impegnare una finestra temporale che non vada oltre la fine del 2019. La determinazione del Board potrebbe  rispondere all’esigenza di riequilibrare tassi e bilancio in tempo utile per poter affrontare al meglio il prossimo declino del ciclo economico. Ciò significa che in una futura contingenza negativa la Riserva Federale potrebbe ricorrere nuovamente all’utilizzo del QE o strategie simili, oltre che alla classica riduzione dei tassi d’interesse.

Sulla base delle recenti indicazioni  macro fornite dal FOMC (Federal Open Market Committee) ed al contestuale livello dell’inflazione, 2,4%, ben al di sopra del target 2%, si stimano altri due rialzi dei Fed Funds in questo 2018, altrettanti se non tre nel 2019.

L’azione, rialzo tassi e riduzione bilancio, se confermata, produrrebbe un ulteriore assorbimento di liquidità in dollari con effetti restrittivi sulla curva dei rendimenti.  Salvo quindi uno shock inatteso, il 10 anni US dovrebbe consolidare una base sopra 2,80/70.  Il contenimento di eventuali effetti causati da uno short squeeze sui bond future relativi, potrebbe respingere nuovamente i rendimenti verso la parte alta della gamma stimata ed in virtù di equilibri instabili produrre un break up.

Le attese sulla crescita elaborate dal modello GDPNOW della Fed di Atlanta continuano a stimare

una crescita su base annua al 4,3%, ben al di sopra del consensus tuttora ancorato ad un 3% per il trimestre in corso.

Con l’inflazione al 2,4%, la crescita oltre il 4% ed un tasso di disoccupazione ai minimi storici, 3,9%, Doanld Trump si presenta alla elezioni di midterm  cercando conferma e sostegno alla propria presidenza. La conferma di questo scenario implica una rifrazione ancora negativa verso i Bond Emergenti ed in assenza di un supporto diretto delle commodity e della Cina, anche del relativo mercato azionario.

Le tensioni emerse durante l’estate potrebbero alimentare nuove aggressioni verso la Turchia e verso la Russia  ed il Brasile. La moneta brasiliana risulta anch’essa sotto pressione ed il mercato azionario sottoposto ad elevata volatilità. Si temono quindi contagi da queste aree verso regioni che presentano elementi di criticità. In altri termini l’orientamento verso la qualità spinge gli investitori a cercare rifugio su attivi meno remunerativi liquidando posizioni su quelli che presentano rapporti di rischio rendimento più attraenti in condizioni di mercati stabili.

L’Italia costituisce un anello debole in tal senso. Per cui instabilità prodotte su aree diverse, rischiano di alimentare deflussi dal nostro mercato a causa di trasmissioni di contagio che avvengono attraverso i canali bancari. E’ il caso della Turchia per esempio.

Di questa fotografia, articolata e complessa nelle diverse prospettive, rimane il senso di precarietà su cui si avverte,  quasi tangibile, l’esigenza di una correzione che possa riportare in equilibrio gli  eccessi  per ristabilire rinnovate condizioni di opportunità.

Molti sono gli strategist che da tempo richiamano l’attenzione sui rischi  quiescenti presenti sui mercati. Essi sono dissimulati dalla tenuta degli indici americani in gran parte sostenuti da azioni di buyback straordinarie di cui abbiamo già scritto in passato.  La tenuta dell’S&P 500 piuttosto che del Nasdaq , trattiene altri mercati dal riposizionare il loro ciclo in una fase riflessiva, fatta eccezione per gli emergenti. L’Euro mercato equity sembra in bilico tra una manovra distributiva rispetto al tentativo di accumulazione di forze che siano in grado di spingere i valori oltre ostacoli tecnici significativi. Anche su questo fronte troviamo l’eccezione di Borsa Italiana che non riesce a consolidare  stabilmente le proprie negoziazioni sopra 20800/21000.

L’andamento dell’indice MSCI EMU appare eloquente. I valori dopo aver fissato un picco a gennaio  sulla linea di transizione, lungo la quale sono ordinati in sequenza i massimi del 2000 e del 2007,  hanno aperto una fase di ripetuti test tecnici alla ricerca di una direzionalità che a tutt’oggi non emerge se non in modo alternato nella computazione degli algoritmi.

Partecipare a questi mercati implica un elevato grado di accettazione di margini di volatilità associati a livelli di protezione strutturalmente posizionabili sotto i minimi di febbraio marzo (mercati maturi/economie avanzate). Tali livelli sono indicati per ogni singolo  strumento coperto dalla nostra ricerca riservata (condizione Knock_Out).

Il mercato valutario risulta invece molto più movimentato: il dollaro continua a concentrare interessi di varia natura. Politica, ovvero come strumento di risposta alla guerra tariffaria attraverso svalutazioni competitive che passano attraverso alla rivalutazione della moneta americana. Finanziaria: l’elevato livello dei tassi attrae flussi in cerca di allocazioni appetibili.
Normalizzazione bilancio Fed: come già scritto la riduzione degli attivi della Riserva Federale crea condizioni restrittive sulla liquidità in circolazione. Funding Emerging Market:  buona parte delle emissioni sono denominate in dollari il cui apprezzamento risulta causa di instabilità.

Nel mese di agosto l’eur usd ha violato la soglia 1,15 accelerando in negativo. Il differenziale dei rendimenti sul tratto breve della curva risulta ai massimi storici. Il 2 Y US rende 2,60% contro il        -0,65% sull’analoga carta tedesca. In queste ore il mercato sta verificando il grado di attendibilità della violazione dell’area indicata con un collaudo  tecnico della quota violata. Il presidente Trump, in modo inusuale, ammonisce la Fed  per la forza della dollaro. Lo smart money  segue queste vicende alternando nella malleabilità della domanda e dell’offerta di breve swing su cui  le mani forti non prendono posizioni 1,15/1,17).

La conferma della violazione di 1,15 riscontrabile con ritorni delle negoziazioni nuovamente sotto 1,1490 eur usd, proietterà nuovamente i valori verso i minimi recenti 1,13 dove  convergono i massimi che delimitavano il range su cui si sono formati i minimi vicino alla parità. Avvicinata agli inizi del 2017.

L’innalzamento delle tariffe doganali sul settore automotive sull’import USA, potrebbe spingere ulteriormente al ribasso il rapporto di cambio.

In Europa il comparto risulta inserito in una tendenza riflessiva quasi scontasse la decisione  americana.

Sulla debolezza dell’euro contrapposta alle tariffe si giocano le relazioni politiche tra USA ed UEM e si dipanano le alleanze ed  i conflitti diplomatici tra i primi ed i vari  governi appartenenti ai secondi.

Per l’Italia un euro debole contribuisce  a costruire una manovra di bilancio che possa sostenere gli obbiettivi del Governo, 2% di crescita  netta.

Secondo il ministro Paolo Savona, -con l’1,5% di crescita dell’inflazione, la crescita nominale del Pil sarebbe del 3,5% e consentirebbe di rispettare dinamicamente sia il parametro concordato del disavanzo di bilancio pubblico, sia una riduzione del rapporto debito pubblico/Pil. Il mercato e le società di rating aspettano di sapere che cosa accadrà su queste due variabili e hanno la capacità di valutare adeguatamente calcoli come quelli qui proposti.-

Nella contribuzione alla crescita rientrerebbero anche , secondo il disegno governativo, gli investimenti in  infrastrutture ed opere pubbliche.

Nel nostro rapporto di luglio ed ancor prima in quello di giugno abbiamo messo in evidenza  il vincolo di rispetto da parte dello spread di un limite possibilmente invalicabile in area dei 300 bp. (res primaria)) al fine di mantenere sotto controllo la dinamica del rischio paese. Le contaminazioni derivanti dalla trasmissione dell’esposizione sul debito della Turchia ha messo sotto pressione durante il mese di agosto il livello.  Riteniamo che vi siano i margini per un rientro del differenziale anche se l’area 215/210 continuerà a rappresentare un limite alla convergenza.

In ogni caso i timori apertamente denunciati su potenziali aggressioni all’Italia rimangono indicizzati al trigger point di area 325 dello spread BTP-Bund

MARKET MOVER 3 AGOSTO 2018

MARKET MOVER 3 AGOSTO 2018

 

Il rischio paese, ITALIA, ritorna ad occupare le prime pagine dei principali media. Il rialzo dello spread confeziona uno swing  che prelude ad altri possibili rialzi nelle prossime giornate.  Facciamo notare che il movimento prende forma immediatamente dopo il vertice USA Italia ed i relativi accordi in campo energetico.

i mercati ritornano quindi ad aggredire il nostro debito pubblico mettendo sotto pressione anche il comparto bancario e di conseguenza l’indice FTSE MIB.

Nel rapporto mensile di agosto, che pubblicheremo agli inizi della prossima settimana, ci occupiamo del tema con l’elaborazione di uno studio sullo scenario di lungo relativo ai rendimenti del BTP. Sarà l’occasione per approfondire l’intera dinamica dei tassi a livello globale. Vale la pena anticipare che non solo il 10 anni Italia si sta muovendo al rialzo, anche i più significativi benchmark di mercato stanno muovendo al rialzo. In tal senso raccomandiamo di fare attenzione all’area 3-3.10% del 10 y US e del 0.50% del 10 y DE.

Sull’Italia incombe il ritorno di mani negative che colgono anche la perdita di momentum della crescita del Pil per riportare  lo spread sopra  220 con spinte ieri oltre quota 240. Se si consolidano valori oltre tale soglia si rafforza il rischio di assistere ad un’accelerazione oltre i recenti massimi fissati a 280 pb.  La Borsa è ritornata a perdere momentum in modo significativo. Tra tutti i principali indici G7 è l’unico che rischia di violare al ribasso i minimi dell’anno.

Sul rapporto mensile ritorniamo a parlare ed analizzare le reazioni dei mercati alla disputa commerciale tra Cina ed USA. Il rame che in questa fase funziona da proxy allo scenario complessivo continua ad indebolire la propria struttura dei prezzi spingendo gli scambi all’interno di una tendenza negativa, a conferma della view elaborata nei precedenti rapporti. Ciò depone a sfavore dei segnali di crescita anche se per il momento, fatta eccezione per gli indici dell’area degli emergenti,  i mercati più significativi rimangono al riparo da tensioni eccessive al netto di una perdita di momentum che segnaliamo per il mese di agosto.  In tal senso anticipiamo l’aggiornamento sulla finestra di criticità che avevamo aperto sul mercato azionario USA, mettendo in evidenza un periodo che dalla metà di luglio sino ad inizio novembre avrebbe esposto   gli stessi ad un aumento della volatilità. Il nostro modello ha postergato tale periodo a partire da novembre sino agli inizi di marzo 2019.

Ieri abbiamo dato notizia del rialzo dei tassi inglesi e di quello atteso per settembre negli USA. L’eur usd ha violato l’area 1.16 e dopo aver testato la base del range fissato da tempo, 1.1575 sta tentando di costruire una reazione. Riteniamo che l’area 1.1645 (la mediana del range) ritorni a proporsi come primo livello di resistenza in un contesto in cui aumenta la probabilità di un break out dei sostegni tecnici ed il ritorno sul mercato di mani più forti.

La sterlina ha reagito in modo alterno alla decisione sui tassi: le parole del governatore Carney su uno scenario ancora accomodante hanno tolto forza al pound. Contro dollaro ha fallito il tentativo di mettere sotto pressione quota 1,32 (attivato alla notizia del rialzo di 25 punti base) andando a schiantarsi a 1,30 dopo le parole accomodanti del Governatore. Contro euro, grazie comunque alla forza del dollaro, il cambio si è posizionato a ridosso dei massimi mantenendosi comunque sopra la soglia indicata a .8860/35.

Rimane ancora in tensione invece il rapporto usd cny: il rilancio sulle tariffe da parte degli USA trova in un  proseguo della svalutazione competitiva del cambio la risposta cinese. Siamo sempre nei limiti delle soglie che avevamo individuato 6.85; tuttavia il rischio di un incremento delle tensioni non ci lascia ancora tranquilli sulla tenuta del tetto fissato.

WB RISK MANAGEMENT: EUR USD
WB RISK MANAGEMENT: EUR USD

 

WB RISK MANAGEMENT: EUR  GBP
WB RISK MANAGEMENT: EUR GBP

 

 

MARKET MOVER le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio
MARKET MOVER
le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

 

PRODUZIONE INDUSTRIA ITALIA – Dopo il rimbalzo messo a segno a maggio si attende un rialzo dello 0,4% congiunturale per la produzione industriale di giugno. Su base tendenziale le stime sono di un rialzo dell’1,5%. In maggio la risalita era stata dello 0,7% mensile e del 2,1% annuo, dopo la battuta di arresto di aprile. Il trend di fondo per gli analisti resta di affievolimento della crescita, per via del rallentamento della domanda mondiale cui contribuisce la disputa commerciale scatenata dai dazi Usa. Tuttavia il Centro studi Confindustria stima un incremento dell’attività sia in giugno (anche secondo Confindustria +0,4%) sia in luglio (+0,3%) “grazie principalmente al sostegno della domanda interna e a fronte di una domanda estera giudicata in ulteriore peggioramento”. La produzione industriale dovrebbe iniziare dunque positivamente il terzo trimestre 2018, dopo una sostanziale stagnazione nel secondo.

 

PMI SERVIZI – Dopo quelle sul comparto manifatturiero, arrivano i numeri delle indagini congiunturali sull’andamento in luglio del terziario nelle principali economie dell’area euro, Italia compresa. Per quest’ultima le attese indicano un indice in calo a 53,6 dal precedente 54,3, che rappresentava il massimo da quattro mesi. Per la zona euro nel suo complesso, si parte dal preliminare di 54,4, in calo rispetto al 55,2 di giugno. Insieme ai Pmi servizi arrivano anche gli indici compositi.

 

BTP – Seduta difficile l’ultima per i Btp e per i mercati periferici in generale, indeboliti dall’avversione al rischio determinata dall’inasprirsi dei toni fra Usa e Cina. La scarsità dei volumi ha inoltre reso particolarmente ampi i movimenti di tassi e spread, mentre sullo sfondo rimangono i timori per le prossime mosse economiche del governo Lega-M5s, che confermano la sostanziale fragilità del mercato italiano. Il differenziale di rendimento con la Germania sul tratto a 10 anni si è spinto fino a 252 punti base, ai massimi dallo scorso 28 giugno, dai 231 della precedente chiusura, mentre il rendimento del decennale è arrivato a 2,97%, ovvero ai livelli più elevati da metà giugno. Stamane i Btp ripartiranno da un tasso del 2,92% e da uno spread su Bund di 246 pb.

 

POLITICA ITALIA – Si terrà oggi, salvo ulteriori ritardi, il primo incontro al governo sulla manovra d’autunno, secondo quanto scrivono stamane i quotidiani. Al tavolo siederanno Conte, Tria, Savona, Di Maio e Salvini. La riunione, inizialmente prevista per ieri, è slittata a causa della discussione alla Camera sul decreto Dignità, poi approvato in serata, che ha tenuto impegnato Di Maio. Il decreto intanto passa al Senato e dovrebbe ottenere il via libera definitivo entro la prossima settimana.

 

OCCUPAZIONE USA – Sono attesi 190.000 nuovi posti di lavoro non agricoli negli Usa in luglio, un numero ancora consistente anche se leggermente inferiore ai 213.000 registrati il mese precedente. Il tasso di disoccupazione è stimato in calo al 3,9% dal 4% e come sempre grande attenzione verrà dedicata all’andamento dei salari, per quanto la Fed appaia ormai saldamente determinata al percorso di progressivo rialzo dei tassi di interesse. I dati odierni sui ‘payroll’ sono stati anticipati mercoledì dal rapporto Adp sull’occupazione nel settore privato, che ha indicato 219.000 nuovi posti in luglio, più delle attese, dopo i 177.000 del mese precedente.

 

RATING SOVRANI – Tra i pronunciamenti sui rating sovrani in calendario per questa sera a mercati chiusi c’è quello di Fitch sulla Germania. Attualmente la valutazione sulla prima economia europea è ‘AAA’, con outlook stabile.

 

BANCA DEL GIAPPONE – I membri del board della banca centrale sono in disaccordo su come affrontare la situazione di debole inflazione e crescenti costi della politica monetaria ultra espansiva. È quanto emerge dalla minute del meeting di giugno della banca centrale, appena pubblicate. I verbali mostrano infatti come alcuni membri abbiano spinto per rendere la politica monetaria più sostenibile, anticipando le decisioni prese nell’ultimo meeting, tenutosi questa settimana, che ha portato alcune modifiche al programma di acquisto asset e introdotto la possibilità di maggiori rialzi dei rendimenti di mercato.

 

PMI SERVIZI GIAPPONE – Rallenta lievemente in luglio il settore servizi giapponese, a fronte di una minore crescita dei nuovi ordini, segnalando una possibile perdita di brillantezza dell’economia all’avvio del terzo trimestre. L’indice Pmi servizi, elaborato da Markit/Nikkei, è sceso a 51,3 punti dai 51,4 di giugno; si tratta comunque della ventiduesima rilevazione consecutiva sopra la soglia dei 50 punti, che separa i valori di crescita quelli di contrazione. Il Pmi composito scende a sua volta a 51,8 da 52,1.

 

PMI SERVIZI CINA – Rallenta anche il settore servizi cinese in luglio, pur confermandosi saldamente in area di crescita. L’indice Pmi Caixin è sceso a 52,8, minimo da marzo, da 53,9 di giugno, livello più alto da febbraio. Particolarmente marcato è stato il rallentamento dei nuovi ordini, il cui sottoindice ha segnato la crescita più debole da dicembre 2015; inoltre l’outlook per il futuro non appariva così debole da novembre del 2015, a causa anche dell’impatto delle tensioni commerciali con gli Usa.

 

GREGGIO – Quotazioni petrolifere poco variate questa mattina. Gli spazi per nuovi rialzi sembrano in questo momento limitati dalla prospettiva via via più concreta di un incremento dell’offerta globale, segnalata dai recenti aumenti produttivi sia della Russia sia dell’Arabia Saudita. Alle 7,30 italiane il futures Brent scambia a 73,39 dollari il barile (-0,06), il Nymex a 69,01 dollari (+0,05).

 

FOREX – Il dollaro resta su posizioni di forza, ai massimi da due settimane sul paniere delle principali divise internazionali e da oltre 14 mesi sullo yuan, in un mercato che resta concertato sui timori di un’escalation della guerra commerciale tra Usa e Cina. Il cambio euro/dollaro tratta a 1,1593/94 da 1,1582 dell’ultima chiusura, vicino al minimo da due settimane visto ieri a 1,1580. Dollaro/yen a 111,68/69 da 111,65. Euro/yen a 129,48/49 da 129,33.

 

TREASURIES – Governativi Usa di fatto piatti nelle contrattazioni della mattinata, in attesa dei dati del pomeriggio sul mercato del lavoro dopo il lieve rialzo di ieri che ha riportato il rendimenti sulla scadenza 10 anni appena sotto quota 3%. Il benchmark decennale cede 1/32, rendimento a 2,988%.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Markit/Adaci, Pmi servizi luglio (9,45) – attesa 53,6.

Istat, produzione industriale giugno (10,00) – attesa 0,4% m/m; 1,5% a/a.

Istat, commercio al dettaglio giugno (11,00).

Istat, nota mensile sull’andamento dell’economia italiana luglio (12,00).

 

FRANCIA

Markit, Pmi servizi finale luglio (9,50) – attesa 55,3.

Markit, Pmi composito finale luglio (9,50) – attesa 54,5.

 

GERMANIA

Markit, Pmi servizi finale luglio (9,55) – attesa 54,4.

Markit, Pmi composito finale luglio (9,55) – attesa 55,2.

 

GRAN BRETAGNA

Markit/Cips, Pmi servizi luglio (10,30) – attesa .

 

SPAGNA

Pmi servizi luglio (9,15) – attesa 54,4.

 

ZONA EURO

Markit, Pmi servizi finale luglio (10,00) – attesa 54,4.

Markit, Pmi composito finale luglio (10,00) – attesa 54,3.

Vendite al dettaglio giugno (11,00) – attesa 0,4% m/m; 1,4% a/a.

 

USA

Occupati non agricoli luglio (14,30) – attesa 190.000.

Tasso disoccupazione luglio (14,30) – attesa 3,9%.

Media guadagni luglio (14,30) – attesa 0,3% m/m; 2,7% a/a.

Media ore lavorate luglio (14,30) – attesa 34,5 ore.

Bilancia commerciale giugno (14,30).

Markit, Pmi servizi finale luglio (15,45).

Markit, Pmi composito finale luglio (15,45).

Ism, Pmi non manifatturiero luglio (16,00) – attesa 58,6.

 

APPUNTAMENTI

EUROPA

Bormes-Les-Mimosas, Macron riceve May.

Efsf, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.

Esm, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.

Finlandia, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

Germania, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

Lettonia, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.

Malta, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

Repubblica Ceca, Fitch si pronuncia su rating sovrano.