Benvenuti - 31/10/2014
Pagina 1 di 46

 
DESIDERO CONDIVIDERE CON VOI…
28/10/2014

>> DAX ADVANCE CYCLE

Se vi siete soffermati ad osservare come sono andate le cose dopo l’avvio della prima discesa dei prezzi, fermiamoci un attimo. Riflettiamo se il rialzo di questi ultimi giorni può rappresentare la fine della discesa.

Una cosa è conoscere il sentiero giusto, un’altra è imboccarlo.

Il mercato è colmo di trappole, informazioni destabilizzanti, di chiaro scuri che si alternano, di asimmetrie mescolate ad emotività. Macchine progettate per battere i pensieri e le logiche umane. Vi siete mai fermati a guardare le cose da una prospettiva diversa? Ad ammirare la concreta progressione dei numeri, la genialità della loro sequenzialità?

Nei numeri ci sono tutte le informazioni che cercate, le proiezioni mentali che inseguiamo, la trasposizione fredda delle emozioni sulla percezione della realtà. Organizzare i numeri, classificarli in cluster, modellare le loro funzioni, può restituire il governo della matematica a noi umani. Qualcuno ha detto mai mandare un essere umano a fare il lavoro dei una macchina. Essere la macchina è come essere un modello senza visione. Nulla è assoluto tutto è relativo. Una serie di sedute in rialzo non sono il rialzo e viceversa. Ora vi sembrerà più chiaro perché una cosa è conoscere il sentiero giusto, un’altra è imboccarlo. Chi va per mare sa che spesso la rotta diretta verso la meta non coincide sempre con i venti più propizi. Bisogna cercarli anche su angoli diversi.
Il vento delle ultime due settimane ha assecondato un riflusso della tendenza dominante riassorbendo in parte la correzione già avviata alla fine di agosto. Il sostegno al rialzo è giunto ancora una volta dalle banche centrali: FED e BCE. Tutte e due hanno fatto sapere, con modalità diverse, che stanno meditando sul come prorogare o lanciare QE. Il mercato ha replicato chiudendo gli short e avviando acquisti misurati a basso tenore di volumi.

La maggior parte degli indici ha colto l’occasione per promuovere un vero stress test dei livelli la cui violazione aveva fatto scattare le protezioni sulle strategie lunghe. L’esito della verifica non è ancora completato anche se la reazione odierna sull’AQR e agli stress test della BCE non premia nessuno. Attendiamo ora le decisioni della Fed al Fomc mercoledì per avere un quadro più completo della reazioni dei mercati su due eventi significativi, soprattutto il secondo per analizzare se la banca centrale americana metterà la parola fine al Qe oppure se lascerà una porta aperta utile a contenere nuove perdite di momentum del mercato azionario.

Misureremo in negativo le reazioni qualora lo Standard & Poor 500 scivolerà nuovamente sotto la soglia 1940/30.

In Europa il cammino è più articolato in quanto si sovrappongo più fattori che alimentano l’attenzione degli investitori: oltre alla reazione agli stress test, l’andamento delle aspettative sulla crescita in Germania, l’evoluzione della legge di stabilità in Italia e poi il comportamento della banche in Grecia.
Il Dax, nonostante la reazione dei prezzi, è rimasto, secondo la nostra visione, in un territorio prevalentemente marcato dalla debolezza. I prezzi non hanno dimostrato di essere in grado di consolidare valori di rottura oltre quota 9000, il FTSE Mib ha oltrepassato le soglie che delimitavano il campo d’azione della tendenza regressiva, ma anche in questo caso la ribattuta che ha subito l’indice ripropone il ritorno delle vendite. Su questo fronte il range in cui pensiamo che lo scontro tra fiduciosi e scettici governerà gli scambi copre un perimetro compreso tra 19800 e 18800.
Scivolare sotto la parte bassa del range si traduce in un ritorno delle vendite. Analizzando in termini più ampi il mercato italiano dobbiamo constatare che lo spread sul debito sovrano non ha ancora recuperato i valori precedenti alla generazione del sell_off sull’azionario. Le quotazioni, come avevamo allertato agli inizi di ottobre, sono rimaste segregate nella fascia 150/180 senza annullare gli effetti negativi che tale condizione informa le percezioni del mercato. A maggior ragione quindi la parte alta della fascia rilevata rappresenta il punto su cui catturare nuove tensioni sulla comprensione del rischio Paese.

In termini più diffusi l’Europa rimane ancora un sorvegliato speciale per la vulnerabilità del mercato; infatti la debolezza dell’equity emerge anche nella sintesi dell’Eurostoxx 50. L’indice, dopo un primo controllo della tenuta di 3000/3050, ha reagito negativamente assegnato all’area valenze tecniche ancor più significative. Anche qui siamo in presenza di una possibile conferma della prosecuzione del bear market già avviato alla fine di agosto. Ritorni sotto 2960 completano l’azione di verifica introducendo nuovamente gli scambi in un campo d’azione prevalentemente regressivo.

L’impianto riflessivo riscontra il suo punto di scetticità sulla lettura dell’andamento del tasso a 10 anni tedesco. I valori, dopo aver approfondito sino 0,75, hanno reagito senza tuttavia oltrepassare la barriera dei 090/1%. Noi continuiamo a leggere questo comportamento come dimostrazione di aspettative verso un trend di decrescita dell’economia tedesca ed europea in generale. Attenzione anche negli USA la dinamica dei rendimenti sulla parte lunga della curva sconta un certo rallentamento della crescita. Il 10 anni ha testato in velocità il nostro valore obbiettivo in area 2,20 fissando in minimo a 2,19. La permanenza del tasso sotto 2,35% costituisce un segnale di debolezza. Detto questo la reazione dell’S&P 500 è andata parzialmente oltre la soglia da noi attesa, 1945, stressando in qualche modo la struttura negativa dell’indice. I riferimenti tecnici e quantitativi non hanno tuttavia declinato ancora la prospettiva regressiva che risulta tuttora dominante. La ripresa del bear market in questo caso coincide con il ritorno dei valori sotto area 1930/1900.

Il dinamismo che abbiamo osservato nel comportamento dei mercati occidentali, non si è sostanzialmente riverberato sugli emergenti. L’indice MSCI Emerging Market affronta in questi giorni la verifica dei livelli che avevamo chiamato nel rapporto di settembre e ripetuto in quello di ottobre, Margin Call: il collaudo di tali livelli, area 47000, costituisce un severo esame circa un ulteriore gamba di vulnerabilità del segmento.

Nel prossimo WB>PERSPECTIVES di novembre vi aggiorneremo sugli sviluppi che in generale attendiamo dall’esame complessivo in atto.

Wlademir Biasia
Partner Foundation of WBA
Professor in Banking and Finance
Department of Economics and  Statistics
Udine University

 




1   2   3   4   5   6   7   8   9   10   11   12   13   14   15   16   17   18   19   20   21   22   23   24   25   26   27   28   29   30   31   32   33   34   35   36   37   38   39   40   41   42   43   44   45   46    Successiva »

Archivio

info@wbadvisors.it Twitter WBadvisors LinkedIn Wlademir Biasia