Benvenuti - 01/08/2010
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PROVE DI FORZA DEL MERCATO AZIONARIO
26/07/2010

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La settimana è trascorsa in trading range su buona parte degli strumenti a conferma di un braccio di ferro tra valutazioni di scenario in cui rientrano i valori diffusi dalle trimestrali, l’attesa mediatica per gli stress test, ed i dati macro. Nulla di nuovo. Alcuni valori che testimoniano l’avversione al rischio come i decennali tedesco ed americano hanno fatto proprie le indicazioni per un rallentamento della crescita (T_Note), mentre sui timori relativi al debito in Europa il giudizio è rimasto interdetto dal recupero degli indici azionari. Il decennale americano è sceso sotto quota 3% fissando un nuovo range di controllo tra 2,80 e 3,10, scivolare al di sotto della parte inferiore rappresenta un’indicazione più legata al ciclo che alla diffusione della - stress list -. Diversamente, il Bund sembra più oggetto di hedging per quanti temono un impatto negativo sulle notizie provenienti dalla check-list. Al momento non prevalgono segnali che misurano eccessive tensioni anche se la permanenza dei corsi nel range 127/130 ne sospendono ogni giudizio. Superare i picchi del precedente massimo rappresenta un ritorno all’avversione, mentre flessioni sotto 128,20 anticipano un potenziale smembramento di tali strategie. La stessa dicotomia è presente sul cambio: quota 1,30 rappresenta il picco su cui in settimana molti hedge fund hanno preso beneficio sull’euro assumendo un impostazione flat ponendosi in una situazione di controllo tra 1,31 e 1,27. Indubbiamente in tutti i casi le ampiezze rilevate risultano piuttosto grandi a riprova di un livello di volatilità che prezza ancora nervosismo. L’oro che completa la gamma degli strumenti che hanno assecondato l’avversione al rischio in questo ciclo ha subito la pressione delle vendite a partire dai picchi in area 1250. Come anticipato le scorse settimane l’azione regressiva ha spinto i prezzi verso quota 1170 dove si è formata una discreta domanda che misurerà le prossime mosse sulle reazioni che le contrattazioni intraprenderanno tra 1205 e 1180 usd/oz. Anche in questo caso valgono le considerazioni generale, tuttavia prevale al momento una relativa positività che non mancherà di testare la parte superiore della gamma evidenziata. Anomalie caratterizzate da andamenti che esprimono diverse velocità si riscontrano anche nei metalli industriali e nelle commodity in generale: il rame recupera terreno, il platino rimane ancorato sui supporti, il WTI si riavvicina a quota 80 senza riuscire ad oltrepassarla conservando il punto di equilibrio in area 75 che si contrappone al transito del supporto presente a 70 usd/bar.
 




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