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MARKET MOVER 22 MAGGIO 2018

MARKET MOVER 22 MAGGIO 2018

Le notizie per gestire il rischio di cambio

Buongiorno,

I movimenti che avevamo previsto nel report mensile relativi al  mercato dei Government Bond si stanno materializzando con segnali di vendita che si stanno rafforzando sia nel comparto degli Emergenti che in quello dei Global  Bond. Il segmento dei corporate e degli Hi Yield Euro sta anch’esso maturando segnali di negatività. Unica area immune da tale debolezza è quella che appartiene al comparo dei governativi europei esclusa l’Italia. E’ il segno che mentre nel mondo consolida al momento la tendenza al rialzo dei rendimenti, nell’Eurozona va in scena una storia diversa. L’avversione al rischio che si sta materializzando verso il nostro Paese sta anestetizzando i rendimenti sul tratto lungo della curva delle emissioni core, primo fra tutti il Bund tedesco.

Per noi costituisce il segnale che si sta profilando uno scenario abbastanza analogo a quello che si è visto nel 2011. Lo spread ha già superato i primi livelli di allerta, come abbiamo avuto modo di scrivere ancora la scorsa settimana e mettere in evidenza nell’Outlook mensile di maggio. Ora si appresta ad affrontare altre aree tecniche significative. non sappiamo con quali volumi di acquisto abbia risposto la BCE, attraverso l’ancora attivo programma QE, alle vendite di BTP. A giudicare dal movimento verticale del rialzo dello spread ci sembra che sia alla finestra. Probabilmente è solo un’impressione. Ma nel caso in cui si dovesse violare anche area 185/190, entreremmo in un loop regressivo per il secondario assai serio.

A far da corollario ai segnali di avversione al rischio vi sono anche gli acquisti di monete polarizzate sull’euro: corona svedese e norvegese (vedi il nostro report FX Risk Management Strategy).

L’ euro dollaro invece dopo aver testato il nostro target a 1,17 ha reagito aprendo una fase correttiva. Non ci attendiamo grandi reazioni, tuttavia la prima gamba riflessiva dell’euro potrebbe essersi conclusa. In linea con quanto descritto nell’Outlook di maggio prevediamo che il movimento di copertura sull’euro rientri nell’ambito di un rimbalzo a seguito del quale dovremmo assistere ad un significativo break out di cui parleremo nel prossimo WB PERSPECTIVES di Giugno.

Wall Street nel frattempo  continua a beneficiare del break up di 2680/700 accumulando forza.  Dovremo verificare quanto questa forza sia in grado di spingere i valori verso i precedenti massimi confermando anche in questo caso la strategia indicata nel nostro report di ricerca mensile: area 2825 & 2950/3000.

Infine sull’Italia continuiamo ad aspettarci una flessione dell’azionario. Non possiamo  esprimere giudizi particolarmente negativi visto la presenza di un livello tecnico che delimita in ancora positivo la struttura del trend avviato nell’estate 2016: in questo caso l’area 22500/22000 costituisce un importante fascia di sostegno tecnico. CONTINUA A LEGGERE

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MARKET MOVER 7 MAGGIO 2018

Buongiorno,

Per tutta la settimana sarò ospite della Redazione Giornalistica di Radio Rai 1 per commentare alle 17.45/50 le chiusure di Borsa Italiana e di come i  Market Mover hanno influenzato i mercati.

La reazione dei mercati azionari USA di venerdì all’ennesima caduta sui supporti tecnici registrata lo scorso giovedì spinge il trigger del nostro algoritmo  Advance Cycle dopo 11 settimane in territorio positivo. Attendiamo quindi il break up dell’area 2680/2720 per catturare un nuovo segnale buy in grado di ri assorbire le vendite maturate da inizio febbraio.  Il Nasdaq Composite, sulla scia della pubblicazione degli utili di Apple, ha già violato in chiusura della scorsa settimana l’analogo livello tecnico. I target dell’eventuale rally rimangono gli stessi indicati nell’Outlook mensile di aprile anche per il mese di maggio.

Nel contempo il FTSE Mib dopo aver testato area 24000 ha accelerato in positivo  confermando anche in questo caso il potenziale movimento segnalato sempre nell’Outlook WB PERSPECTIVES di aprile.

L’eur usd chiude la seconda settimana in deciso ribasso. Lo scenario su cui stiamo approfondendo la nostra ricerca rimane sempre orientato al ribasso. Non vanno escluse potenziali reazioni tecniche, tuttavia esse costituiscono nuove opportunità per vendere euro. I livelli verso cui il mercato potrebbe reagire si collocano in prima battuta in area 1.206 ed in seconda 1.2150/2200.
Di conseguenza ribadiamo le raccomandazioni esperite nel nostro rapporto mensile WB FX RISKOO dove abbiamo segnalato tra 1.25/1.2250 l’opportunità di coprire per i nostri clienti corporate il rischio di cambio relativo alle importazioni a breve e medio lungo termine. Con la violazione di 1.23/2250 abbiamo altresì suggerito di rimuovere nell’ambito della strategia di Risk Management, le coperture sul budget per il periodo maggio – dicembre.

WB FX RISKOO

(Per richiedere il report compila la scheda)

L’euro si sta indebolendo contro le principali monete, in particolare verso lo yen. Le negoziazioni dovrebbero testare nelle prossime ore area 129.35; sotto tale livello scatta un nuovo sell signal di medio termine con possibili regressioni del cambio in direzione di area 123/122. Anche nei confronti del rublo l’euro è atteso in correzione: la violazione di area 75 eur rub dovrebbe aprire la via per un ritracciamento atteso in direzione di area 72. Nel corso delle prossime ore verificheremo come il rapporto di correlazione tra dollaro e borse tenderà ad evolvere. Nei confronti dell’oro la correlazione negativa sta funzionando secondo i paramentri storici. Attendiamo quindi la violazione di 1300 usd/oz per l’oro per avere ulteriori conferme di forza del Dollar Index

WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX VS GOLD
WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX (red line) VS GOLD

 

AGENDA SETTIMANA 7 –  11 MAGGIO

Questa settimana, l’attenzione degli investitori sarà rivolta verso i dati relativi ai prezzi al consumo statunitensi, che potrebbero fornire delle indicazioni sull’andamento dell’inflazione e sulla frequenza degli aumenti dei tassi da parte della Fed prima della fine dell’anno.

Gli operatori attenderanno le dichiarazioni di diversi membri della Fed questa settimana, alla ricerca di indicazioni sul futuro della politica economica nei mesi a venire.

Attualmente la Fed ha indicato che ci saranno altri due aumenti dei tassi quest’anno, ma se i dati sull’inflazioni dovessero essere particolarmente positivi, potrebbero confermare le aspettative dei mercati verso un terzo aumento.

Circa 40 delle aziende dell’indice S&P 500 rilasceranno gli utili questa settimana, in cui la stagione dei report inizia a volgere al termine.

In Europa gli investitori attendono il vertice della Banca d’Inghilterra, durante il quale non si prevedono interventi sui tassi, in seguito a una serie di dati economici deludenti.

In Cina sono attesi i dati commerciali mensili, sebbene sia troppo presto per vedere già un impatto delle recenti dispute con gli USA.

Tra gli altri fattori che influenzeranno i mercati nella prossima settimana, l’evoluzione della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, la decisione dell’amministrazione Trump riguardo al ritiro dall’accordo sul nucleare siglato con l’Iran nel 2015 e l’eventuale decisione di rimettere in vigore le sanzioni contro l’Iran.

In vista della prossima settimana, Investing.com ha compilato una lista dei cinque principali eventi che potrebbero influenzare i mercati.

1. Dati sull’inflazione USA

Il Dipartimento per il Commercio statunitense rilascerà i dati sui prezzi al consumo di aprile alle 8:30AM ET (12:30GMT) di giovedì.

Gli investitori seguiranno i dati sull’inflazione per valutare il possibile impatto sulla futura politica monetaria della Federal Reserve.

Secondo gli operatori dei mercati i prezzi al consumo saliranno dello 0,3%, dopo il calo dello 0,1% registrato a marzo, mentre per l’ inflazione core è previsto un aumento dello 0,2%, come nel mese precedente.

Su base annua, si prevede un aumento del 2,2% dell’IPC core, un aumento leggermente maggiore rispetto al 2,1% registrato nel mese precedente.

La Federal Reserve considera i prezzi core un indicatore migliore della pressione inflazionaria a lungo termine poiché escludono le categorie volatili di alimenti ed energia.

Un aumento dell’inflazione potrebbe incoraggiare la Fed ad aumentare i tassi di interesse in maniera più rapida del previsto.

Oltre ai dati sull’inflazione, questa settimana il calendario prevede una serie di dati: prezzi alla produzionerichieste di sussidio USA, oltre al sentimento dei consumatori dell’Università del Michigan.

I dati rilasciati venerdì hanno mostrato che la crescita dell’occupazione USA ha deluso le aspettative ad aprile, che gli stipendi hanno registrato un aumento leggerissimo, il tasso di disoccupazione sceso vicino al minimo di 18 anni; tutti questi fattori confermano la visione di un aumento graduale dei tassi d’interesse da parte della Fed.

2. Interventi dalla Fed

C’è grande attesa per i discorsi di diversi esponenti della Fed questa settimana, che potrebbero fornire dei suggerimenti sulle prossime decisioni di politica monetaria.

I riflettori accesi sul Presidente della Fed Jerome Powell, che interverrà durante una conferenza congiunta tenuta dalla Banca Nazionale Svizzera dal Fondo Monetario Internazionale a Zurigo. Powell terrà un discorso intitolato “ l’influenza della politica monetaria sulle condizioni finanziarie globali e sui flussi internazionali di capitali”.

Attesi inoltre i discorsi di uno dei governatori della Fed Randal Quarles, del Presidente della Fed di Atlanta Raphael Bostic, del Presidente della Fed di Richmond Thomas Barkin, del Presidente della Fed di Dallas Robert Kaplan, del Presidente della Fed di Chicago Charles Evans e del Presidente della Fed di St. Louis James Bullard.

Durante l’ultimo vertice di politica monetaria della scorsa settimana la Fed ha lasciato i tassi invariati, come previsto dai mercati, ma ha sottolineato che l’inflazione sta iniziando a crescere, facendo intravedere la possibilità di un aumento dei tassi a giugno.

Attualmente l’abate centrale statunitense ha previsto due ulteriori aumenti dei tassi nel 2018, tuttavia crescono le aspettative dei mercati su un terzo aumento dei tassi prima della fine dell’anno.

3. Decisione della Banca d’Inghilterra

La Banca d’Inghilterra rilascerà la decisione del tasso giovedì alle 12:00GMT, (08:00AM ET); secondo gran parte degli analisti, la banca lascerà il tasso invariato allo 0,5%.

All’inizio di aprile gli investitori davano al 90% possibilità di un aumento dei tassi da parte della BoE di 25 punti base.

Tuttavia, una serie di dati economici piuttosto deboli hanno fatto rivedere queste convinzioni e considerare piuttosto che la Banca d’Inghilterra non interverrà affatto sui tassi quest’anno.

La dichiarazione sarà seguita dalla conferenza stampa del Governatore Mark Carney.

4. Dati commerciali cinesi

La Cina rilascerà i dati commerciali nella mattinata di martedì.

Si prevede che il report mostri un surplus commerciale del paese a 27,5 miliardi di dollari il mese scorso.

Per le esportazioni cinesi si prevede un aumento del 6,3% rispetto allo scorso anno, mentre per le importazioni è previsto un aumento del 16,0%.

Attesi per giovedì i dati sull’indice dei prezzi al consumo e alla produzione. Per l’indice dei prezzi al consumo si prevede un aumento dell’1,9%, mentre per l’indice dei prezzi alla produzione è previsto un aumento del 3,4%.

Anche questa settimana, i dialoghi commerciali tra Stati Uniti e Cina terranno gli investitori con il fiato sospeso.

La visita a Pechino della delegazione statunitense si è conclusa venerdì, con pochissimi progressi sulla soluzione della disputa commerciale che sta interessando Stati Uniti Cina.

5. S&P 500 EARNINGS

Circa 40 delle aziende dell’indice S&P 500 rilasceranno gli utili questa settimana, in cui la stagione dei report inizia a volgere al termine.

Lunedì sarà la volta di Tyson Foods (NYSE:TSN), Hertz Global (NYSE:HTZ), Cognizant Technology (NASDAQ:CTSH) e AMC Entertainment (NYSE:AMC).

Martedì rilasceranno gli utili Disney (NYSE:DIS), Marriott (NASDAQ:MAR), Valeant Pharmaceuticals (NYSE:VRX), Electronic Arts (NASDAQ:EA), Wendy’s (NASDAQ:WEN), Dean Foods (NYSE:DF), Etsy (NASDAQ:ETSY), Jd.Com (NASDAQ:JD), e Microchip Technology (NASDAQ:MCHP).

Mercoledì sarà il turno di Groupon (NASDAQ:GRPN), Roku (NASDAQ:ROKU), Weibo (NASDAQ:WB), SINA (NASDAQ:SINA), Office Depot (NASDAQ:ODP), e Anheuser Busch Inbev (NYSE:BUD).

Giovedì saranno rilasciati gli utili di NVIDIA (NASDAQ:NVDA), News Corp (NASDAQ:NWSA)., Symantec (NASDAQ:SYMC), Dropbox (NASDAQ:DBX) e Yelp(NYSE:YELP).

Infine, Thomson Reuters (NYSE:TRI) sarà una delle poche aziende a rilasciare gli utili venerdì.

Lo scorso venerdì il mercato azionario statunitense ha registrato un’impennata grazie al massimo storico registrato da Apple (NASDAQ:AAPL), che ha fatto da traino a tutto il settore tech.

 

 

SP500_18Q1_Earnings Estimate
SP500_18Q1_Earnings Estimate

 

 

 

 

LO STATO SOCIALE vs BORSA ITALIANA BTP SPREAD EUR USD

ITALIA: UN PAESE DIFFICILE CON BORSA E SPREAD POSITIVI

ITALIA: UN PAESE DIFFICILE CON BORSA E SPREAD POSITIVI

Niente nuovo che avanza
Ma tutta la banda che suona e che canta
Per un mondo diverso Libertà e tempo perso
E nessuno, Nessuno che dice se sbagli sei fuori

Niente nuovo Governo,
la Borsa che avanza e lo spread che se la suona e canta…
è una vita spericolata direbbe il buon Vasco.
Vivere o cantare, Fare soldi e non pensare, Parlare sempre e non ascoltare.
E’ una vita in vacanza.

Un Italia che fa finanza.

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AGAINST ALL ODDS

AGAINST ALL ODDS

Le scorse settimane ho più volte sottolineato alcune incongruenze sul rialzo dell’euro negli ultimi nove mesi. Contro ogni probabilità ho messo in evidenza l’ipotesi che l’euro possa avviare una correzione sul dollaro evitando di superare la soglia critica di 1,25. La distribuzione che si sta completando all’interno del range 1.25-1.22 dovrebbe predisporre le condizioni per l’avvio di una correzione la cui ampiezza potrebbe rivelarsi significativa. E’ prematuro stabilire quali possano essere i tempi necessari per maturare il break out definitivo del range, tuttavia le discese sotto 1.2280/70 nel brevissimo contribuirebbero a confermare il percorso atteso.

Al momento, secondo quanto mette in evidenza il report sul COT, Commitment of Trades, diffuso dalla CFTC, U.S. COMMODITY FUTURES TRADING COMMISSION, i Large Speculators detengono robuste posizioni lunghe in futures ed options denominate in euro contro il dollaro. I Commercials invece sono posizionati in termini speculari. Evidentemente hanno colto il rialzo dell’euro per coprire i flussi futuri in dollari.

Tale impostazione dei grandi fondi speculativi ha il difetto di subire un cost of carry significativo il cui carico pesa mediamente 2.5, 2.7% su base annua. Ciò significa che a lungo andare, ovvero in assenza della direzionalità attesa (rialzo dell’euro), tali detenzioni producono parziali perdite. Se a ciò si aggiunge una perdita di momentum il gioco è fatto. La violazione dei primi livelli tecnici di supporto possono spingere molti possessori di euro contro dollaro a chiudere precauzionalmente le posizioni.

L’attivazione di potenziali stop loss order posizionati sotto area 1.22/1.2150 contribuirebbe a far aumentare la volatilità spingendo le quotazioni verso un primo target in area 1.2050, ovvero verso il target di breve termine segnalato nel nostro Outlook mensile WB PERSPECTIVES ©.

Oggi molti Uffici Studi quotano target per l’autunno sopra  area 1.30/1.35 eur usd.  Come abbiamo già scritto per raggiungere tale livello è necessario che il mercato violi quota 1,25. Sinceramente già a questi valori le compagnie europee palesano una certo rallentamento degli ordinativi provenienti dai paesi che operano in dollari.  I recenti dati pubblicati sull’export tedesco hanno messo in rilievo una regressione che rischia di appesantarsi qualora il cambio dovesse rafforzarsi ulteriormente. I dati che rilevano la fiducia delle aziende in Eurozona esprimono da tre mesi a questa parte una perdita di valore. Il manifatturiero ha fatto segnare un declino che al momento non risulta preoccupante, ma nel caso in cui la flessione dovesse acuirsi si alzerebbe un segnale di allarme anche da parte della BCE.

WB ANALYTICS: EUR USD
WB ANALYTICS: EUR USD

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MARKET MOVER 10 APRILE 2018

MARKET MOVER 10 APRILE 2018

Oggi pubblichiamo l’Outllook mensile WB PERSPECTIVES  per il mese di aprile.

Abbiamo posto l’accento sull’andamento dei mercati azionari dopo gli scossoni di febbraio ed inizio mese. Il mercato dei cambi nel frattempo è rimasto pressochè stabile fissando le negoziazioni sul principale rapporto eur usd all’interno di una banda di oscillazione contenuta tra 1.25 ed 1.22. Riteniamo che l’equilibrio stia per esaurire i termini di stabilità. Presto dovremmo assistere ad un tentativo di rottura di questo range per definire una nuova direzionalità.

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LA GUERRA GLOBALE DELL’EXPORT

LA GUERRA GLOBALE DELL’EXPORT

La guerra è di somma importanza per lo Stato: è sul campo di battaglia che si decide la vita o la morte delle nazioni, ed è lì che se ne traccia la via della sopravvivenza o della distruzione. Dunque è indispensabile studiarla a fondo.  Siamo in guerra. Non c’è un nemico definito tale, ci sono invece influenze per raggiungere obbiettivi. Le influenze sono linee e strategie politiche; obbiettivi sono la leadership globale. I mezzi sono il commercio mondiale, la finanza, i flussi di capitale, le monete.

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EVERYTHING MADE IN ITALY

EVERYTHING MADE IN ITALY

1.25 :  l’euro  rischia di mettere freno alla ripresa dei paesi periferici dell’Europa. Quanto è importante e strategica la crescita dell’export in Italia ?

 

 

Mercoledì 28 sono stato invitato da un gruppo di imprenditori a parlare di internazionalizzazione, economia e mercati. Si tratta di un tema che mi appassiona molto e per il quale dedico gran parte dei miei studi. Internazionalizzazione, economia e mercati costituiscono un equazione funzionale  a diversi punti interconnessi. Oggi i mercati, la finanza, costituiscono una parte fondamentale della supply chain globale assieme alla concorrenza fra connettività di sistemi.

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PORTAFOGLI IN BOND?

PORTAFOGLI IN BOND?

Può un battito d’ali di farfalla a New York scatenare un uragano a Francoforte?

WB ANALYTICS: USA 10 Y YIELD TO MATURITY

Con gli inizi del 2018 il tratto lungo della curva dei rendimenti  ha subito in generale l’atteso rialzo. Il 10 anni USA ha alzato il range di oscillazione da 2-2.60% nel 2017 a 2.60-3.3% nel 2008. Lo shift , piuttosto repentino, ha trovato i mercati impreparati. Benchè l’aspettativa fosse condivisa, il timing si è rivelato più veloce delle attese.  Questa accelerazione verso quella che in molti definiscono normalità, ha obbligato gli asset managers ad un fine tuning dei portafogli ponderando sui multipli di mercato le valorizzazioni aggiornate dei rendimenti.

Il rialzo del 10 anni US ha spostato all’unisono tutti i rendimenti creando anche nel comparto obbligazionario vendite generalizzate. Hanno accusato il riassetto tutti i comparti con duration medie ed elevate. Le vendite hanno colpito i governativi ed i corporate, in particolare gli HiYield. Pure il comparto degli emergenti ha subito un ribilanciamento al ribasso mettendo in discussione in generale il riassetto dei portafogli nell’ambito di una visione non più accomodante dei tassi.

WB ANALYTICS:JPM EMBI + BOND INDEX
WB ANALYTICS:JPM EMBI + BOND INDEX

Il  timore  di un cambiamento del mood relativo alle linee di policy monetarie perseguite dalle banche centrali è diventato certezza.  Si discute su quante saranno ile chiamate al rialzo dei Fed Funds quest’anno: tre o quattro! Qualcuno ipotizza anche cinque rialzi. La “forward guidance” della BCE potrebbe subire un cambiamento. I Bund a 5 anni non quotano più rendimenti negativi, il 10 anni potrebbe spingere sino a quota 1/1.10% entro la primavera.

WB ANALYTICS:JPM EMU BOND INDEX
WB ANALYTICS:JPM EMU BOND INDEX

Alla base di questa rimodulazione del rischio tasso vi è la maggior sensibilità verso le aspettative di crescita inflattiva. In Europa il consenso stima una spinta dell’inflazione verso l’1,8%.

In un quadro più cosciente del ritorno della crescita dei prezzi si sovrappone un tema che da mesi sta preoccupando il Direttorio della BCE e non solo, e che potrebbe rimettere in gioco nuovamente le stime poc’anzi esperite. Il dollaro debole rischia di rimettere in discussione queste quasi certezze. Il cambio, sulla spinta di mani interessate,  ha rimesso in discussione gli equilibri valutari. In particolare rischia di esacerbare le relazioni tra Uem ed Usa nel caso in cui quota 1.25 non dovesse contenere ulteriori flessioni della moneta americana. Il  break up oltre tale soglia  aprirebbe infatti un range di osservazione la cui coda non esclude spinte dei prezzi oltre 1.30. Non abbiamo ancora prezzato sull’inflazione gli effetti di un cambio nuovamente forte, anche perché nel frattempo il rialzo dell’euro è maturato in parallelo al rialzo delle commodity, petrolio in testa ora in sensibile correzione.

WB ANALYTICS: EUR USD
WB ANALYTICS: EUR USD

Lo scenario si complica terribilmente per tutti coloro i quali devono orientare i propri portafogli, magari cercando un riparo dall’avversione verso i risky asset.  Nel recente rialzo dei rendimenti, che ha innescato il mini crash sulle borse,  hanno subito vendite anche i prodotti indicizzati all’inflazione.   Cosa fare quindi in un quadro così complesso? Cash is the King. La liquidità  rappresenta l’unico asset in grado di mettere nel breve termine al riparo dalla volatilità negativa.  La diversificazione non riesce da sola a garantire nel breve una protezione dai rischi. In un orizzonte più ampio gli eccessi di negatività sui bond potranno offrire opportunità di acquisto tattiche. In questo caso il timing costituisce una leva gestionale importante, ma bisogna saperla praticare. Un’alternativa valida, se si accetta l’impatto che nelle fasi di cambiamento degli equilibri può cagionare perdite iniziali, è rappresentata da prodotti alternative, con deleghe ad asset manager capaci di modulare beta ed alfa dei portafogli.

Lo scenario verso cui ci dirigiamo non consente di assumere posizioni  lunghe  anche a contenuto obbligazionario con duration superiori ai 3 anni senza un adeguato controllo del rischio.

Il reversal  a cui stiamo assistendo potrebbe rivelarsi sistemico. Le banche centrali tenteranno di contrastarlo ma la via del rialzo dei rendimenti sembra ormai un fatto concreto.

WB ANALYTICS:JPM GLOBAL BOND INDEX

 

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JENS WEIDMANN CONFERMA LA LINEA MONETARIA DELLA BCE

MARKET MOVER 8 FEB 2018

Market Mover le notizie che muovono i mercati

Oggi Wlademir Biasia sarà ospite in diretta per commentare le dichiarazioni di Weidmann e le condizioni del  mercato dei cambi nonchè quello azionario:

Jens Weidmann governatore della Bundesbank ha avvalorato in uno speech questa mattina le linee guida sostenute dalla BCE in tema di policy monetaria.  Il mercato dei cambi ha colto la notizia per confermare violare l’area 1,23 e spingere il cambio verso il target di breve che abbiamo indicato nel nostro aggiornamento all’Outlook 2018 ed anticipato tra le news di Riskoo.

Il range 1.25/1.23 costituisce una fascia significativa all’interno di un quadro di medio periodo, con valenze tecniche sul ciclo dominante dell’eur usd anche ai fini di una difesa dinamica dei flussi generati dall’attività di import ed export in divisa americana.

Andamento del trend di breve termine eur usd
WB ANALYTICS EUR USD

BTP – Sul mercato del debito europeo ha continuato a imperare la tendenza di forza delle periferie, che hanno visto un generale restringimento degli spread contro Bund. Un movimento che in seduta è stato ulteriormente favorito dalla notizia dell’attribuzione all’Spd del ministero delle Finanze tedesco. Il differenziale di rendimento Italia-Germania sul tratto decennale si è spinto fino a 124 punti base, minimo dal 13 settembre 2016. In chiusura lo spread si attestava a 127 punti base, mentre il tasso del decennale di riferimento quotava 1,942%, dopo un minimo a 1,904%.

GERMANIA – La Cdu di Angela Merkel e la Spd hanno raggiunto ieri un accordo “di principio” sui punti principali in vista di una nuova edizione della Grosse Koalition dopo oltre quattro mesi di negoziati dalle elezioni dello scorso settembre. L’attribuzione del dicastero delle Finanze all’Spd sembra indicare la fine della linea dura dell’austerity del conservatore Wolfgang Schaeuble. Secondo Merkel, l’accordo appena siglato tra conservatori e socialdemocratici rappresenta una solida base per garantire al Paese un governo stabile, che si concentri sugli investimenti nell’economia in modo da permettere a Berlino di restare competitiva anche in futuro.

BOND GRECO – Per quanto riguarda l’atteso bond greco, un benchmark a 7 anni per cui lunedì è stata annunciata l’attribuzione del mandato a cinque istituti di credito, un funzionario di Atene ha detto a Reuters che si attenderà una normalizzazione del mercato dopo la volatilità delle ultime sedute. Il mercato attenderebbe il lancio oggi o nei primi giorni della prossima settimana, tuttavia uno dei lead manager ha detto che la Grecia non ha fretta, ricordando che è bene che si aspettino le migliori condizioni possibili.

ANNUNCIO ASTE ITALIA – Il Tesoro a mercati chiusi annuncerà tipologie e quantitativi dei titoli a medio-lungo termine che verranno posti in asta martedì 13 febbraio. Lunedì 12 febbraio saranno invece offerti 6,5 miliardi di euro di Bot a 12 mesi, a fronte di 6,548 miliardi in scadenza.

LE MAIRE – In un’intervista a ‘Repubblica’, il ministro francese all’Economia parla delle difficoltà europee e delle azioni necessarie. “L’Europa non è più una certezza ma una battaglia” dice, parlando di “collera dei popoli”, in Francia e non solo. Sul voto italiano non si sbilancia: “Il voto non deve mai essere una fonte di preoccupazione. L’Italia è un partner fondamentale. Spero che, quale che sia il nuovo governo, resterà un attore centrale nelle discussioni europee, in particolare nell’integrazione dell’eurozona”. Le Maire insiste invece sul tema della creazione di “un’unione bancaria completa, un’unione dei mercati dei capitali e i primi accordi sulla convergenza fiscale”. “A medio termine chiediamo un bilancio e un ministro delle Finanze dell’eurozona”. Altri temi chiave il dumping fiscale e la web tax: “Entro l’anno l’Europa dovrà essere il primo continente con un sistema di tassazione dei giganti di Internet. È una misura giusta oltreché necessaria”, una misura il cui gettito fiscale andrà valutato in miliardi di euro.

OCSE – Atteso per l’Italia dal fronte macroeconomico il composite leading indicator dicembre dell’Ocse. Per il mese di novembre l’indicatore, che anticipa i punti di svolta dell’attività economica per la tendenza dei prossimi sei-nove mesi, segnalava per l’Italia un nuovo lieve incremento nello slancio della crescita. Il valore dell’indice era passato a 100,7 da 100,6 di ottobre, segnale di “crescita che guadagna slancio”.

PREVISIONI UE – La Commissione europea ha pubblicato le stime economiche invernali. La crescita dell’economia italiana è vista a 1,5% sia nel 2017 sia nel 2018, prospettando però per il 2019 un rallentamento a 1,2%. Numeri che vanno confrontati con le precedenti previsioni d’autunno, pubblicate il 9 novembre, che indicavano per il prodotto interno lordo un’espansione di 1,5% nel 2017, 1,3% quest’anno e 1% il prossimo. Per quanto riguarda l’inflazione, le attese sono pari a 1,3% sia su 2017 sia su 2018 e 1,5% sul 2019. Nel brevissimo capitolo dedicato all’Italia, l’esecutivo parla di rischi al ribasso per le prospettive di crescita da mettere in relazione con la persistente debolezza del sistema bancario. Per una tabella riassuntiva delle ultime stime di governo e istituzioni internazionali su crescita e conti pubblici italiani cliccare su.

VERSO IL VOTO: BERLUSCONI E SALVINI SU CONDONO – Divergenza di opinioni fra Berlusconi e Salvini dopo la promessa del primo, in caso di vittoria alle prossime elezioni, di varare un condono edilizio per i cosiddetti “abusivi di necessità”. Una promessa che non è piaciuta al leader della Lega che si è detto “assolutamente” contrario.

VERSO IL VOTO: USCITA DI SICUREZZA DA EURO – E sempre Salvini ha detto ieri che la Lega sta lavorando alla creazione di una uscita di sicurezza dall’euro. “Noi vogliamo preparare gli italiani a un’eventuale difesa qualora altri, come accadrà, ve lo dico e poi tenetelo a mente, rimettessero in discussione la moneta unica”, ha detto il leader leghista. Per gli ultimi sondaggi, cliccare su.

DATI CINA – Usciti i numeri relativi alla bilancia commerciale cinese in gennaio, con cifre più basse delle attese: il surplus commerciale si è infatti attestato a 20,34 miliardi di dollari, a fronte di attese per 54,1 miliardi di dollari. Le esportazioni sono sono salite dell’11,1% su base annua, mentre le importazioni del 36,9%, sempre tendenziale. L’avanzo segnato in gennaio è il minimo dall’inatteso disavanzo registrato lo scorso febbraio.

DATI GIAPPONE – Il surplus delle partite correnti giapponesi in dicembre è risultato pari a 797,2 miliardi di yen, secondo i dati mostrati dal ministero delle finanze. Le attese degli economisti erano per un surplus più alto, a 1.017,5 miliardi.

FOREX – Il dollaro si muove al di sopra dei minimi, beneficiando della difficoltà dell’euro e dei più alti rendimenti Usa, mentre i rialzi restano limitati dalle preoccupazioni relative alle difficoltà delle borse. Attorno alle 7,45 l’euro vale 1,2369/73 dollari da una chiusura di ieri a 1,2262; e 134,69/70 yen da 134,07. Il dollaro/yen si attesta a 109,75/76 yen da 109,31.

GREGGIO – Prezzi del greggio in calo sulle piazze asiatiche, con il Brent che scicola ai minimi del 2018, con il rialzo della produzione Usa che vanifica gli sforzi Opec di restringere il mercato. In questo quadro, l’interruzione nell’operatività di un oleodotto nel Mar del Nord e i livelli record delle importazioni cinesi hanno offerto un certo supporto ai prezzi. Attorno alle 7,45 il future sul Brent cede 8 centesimi a 65,43 dollari al barile, mentre il contratto sul Nymex perde 16 centesimi a 61,63 dollari.

TREASURIES – Rialzo dei rendimenti per i titoli del Tesoro Usa, gravati da una tiepida domanda alle aste e dopo il raggiungimento in Senato di un accordo sul bilancio, stimolando le attese di una più forte crescita economica. Attorno alla chiusura di ieri, il decennale di riferimento rendeva 2,845% con un calo in termini di prezzo di 21/32.

DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, indicatori demografici 2017 (10,00).
Ocse, composite leading indicator dicembre (12,00).

GERMANIA
Bilancia commerciale dicembre (8,00) – attesa 21,7 miliardi.

GRECIA
Tasso disoccupazione novembre (11,00).

SPAGNA
Produzione industriale dicembre (9,00) – attesa 3,9% a/a.

USA
Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali (14,30) – attesa 232.000.

ASTE DI TITOLI DI STATO
ITALIA
Tesoro, annuncio tipologia e quantitativi Btp in asta il 13 febbraio.

EUROPA
Irlanda, Tesoro offre 1-1,25 miliardi euro titoli di Stato con scadenza 2028 (0,9%) e 2037 (1,7%).

USA
Tesoro offre 16 miliardi di dollari titoli di Stato a 30 anni, scadenza 15/2/2048.

BANCHE CENTRALI
EUROPA
Gran Bretagna, Bank of England annuncia decisione sui tassi, pubblica verbali riunione e rapporto su inflazione (13,00).
Zona euro, Bce pubblica ‘Bollettino economico’ (10,00).
Zona euro, consigliere Bce Mersch interviene su banche centrali e monete digitali e criptovalute a Londra (11,00).
Zona euro, a ‘Global Interdependence Center “Central Banking Series: Frankfurt”‘ intervengono Praet (Bce), Weidmann (Bundesbank), Villeroy de Galhau (banca centrale di Francia), presidente Fed Dallas Kaplan (10,50) a Francoforte.

USA
New York, intervento presidente Fed Philadelphia Harker (14,00).
Pierre, intervento presidente Fed Minneapolis Kashkari (15,00).

ASIA
Wellington, Banca centrale Neozelandese diffonde comunicato politica monetaria.

APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, evento “Adesso Banca! Manifesto per la tutela del risparmio e del lavoro”; tavola rotonda “Verso una riforma socialmente utile del sistema bancario” con DG Abi Sabatini (15,00).
Milano, Istituto Bruno Leoni presenta libro di Nicola Rossi “Flat Tax” con Fornero, presidente Prometeia Onofri (18,00).
Torino, convegno “Piano Impresa 4.0 Innovazione e competenze”, intervengono Calenda, Padoan; previsti interventi presidente Istat Alleva, Boccia, presidente Rete Imprese Italia De Luise, segretari generali Barbagallo (UIL), Camusso (CGIL), Furlan (CISL); prevista partecipazione di Gentiloni (11,00).
Torino, Padoan a conferenza Stampa di presentazione candidati e programma (15,00); visita Prima Industrie (16,00); incontra Ufficio di presidenza e presidenti di categoria dell’Unione Industriale (17,00); incontra sindaci amministratori del collegio Camera di Collegno, consiglieri della Città di Torino e della Città metropolitana e i candidati PD Piemonte (18,30).
Vicenza, processo crack Banca Popolare di Vicenza, attesa decisione Gup su istanze responsabilità civile.

EUROPA
Atene, commissario Moscovici incontra premier Tsipras e ministro Finanze Tsakalotos su programma salvataggio (fino al 9 febbraio).
Strasburgo, Parlamento europeo termina sessione plenaria.

DOVE INIZIA IL FUTURO DELLE NOSTRE AZIENDE? 

  • DOVE INIZIA IL FUTURO DELLE NOSTRE AZIENDE? 

    • ELEZIONI: C’È UN RISCHIO PER L’ITALIA?
    • 2018 UNA VISIONE SULL’ECONOMIA DEL MONDO PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DEI PROPRI BUSINESS NEI MERCATI PIÙ PROMETTENTI.
    • L’OUTLOOK SUL MERCATO DEI CAMBI E DEI TASSI D’INTERESSE
    • L’ANDAMENTO DEL CICLO DELLE COMMODITY
    • STRUMENTI, RISORSE, METODOLOGIE COERENTI PER LA PROTEZIONE DEI MARGINI DI PROFITTO ED IL POSIZIONAMENTO COMPETITIVO DELL’AZIENDA

Ecco l’agenda dell’appuntamento con cui  riparte il ciclo di incontri promossi da  «officina delle Imprese» che con grande piacere ospita il Prof. Wlademir Biasia che ci condurrà verso la trattazione di temi  fondamentali per tutte le aziende che vogliono elaborare un’efficace strategia di internazionalizzazione del proprio business e migliorarne le performance nei mercati più promettenti.

Il suo intervento prende spunto da un’analisi dell’ Italia alla vigilia delle elezioni politiche per mettere a fuoco i rischi e le opportunità nel contesto di una piccola, ma mutabile ripresa economica del Paese, mettendo in relazioni economia, mercati ed elezioni. Si prenderà in esame l’andamento dei tassi di cambio in un contesto di competitività globale alla luce delle politiche monetarie condotte dalle banche centrali nel mondo. Infine delineerà alcune metodologie operative per prevenire e gestire le opportunità ed i rischi che si devono affrontare  nei programmi di internazionalizzazione.

 

Mercoledì 28 febbraio 2018 dalle 17.30

Ecco la  nuova data a disposizione delle aziende per un ulteriore  edizione  dell’evento

DOVE INIZIA IL FUTURO DELLE NOSTRE AZIENDE?

 

Dato l’interesse dimostrato nei confronti del tema e le innumerevoli adesioni pervenute «officina delle imprese»  e il Prof. Biasia saranno lieti di incontrare le aziende in una seconda edizione dell’evento, fissata per il 28 febbraio 2018 a partire dalle 17.30 fino alle 19.30 presso la sede di ORG.04  in  Via Monte Grappa n° 25, 31020 Lancenigo di Villorba (TV).

 

Per esigenze organizzative, poiché l’evento è a numero chiuso, vi invitiamo a confermare la vostra presenza rispondendo alla presente mail e indicando numero di partecipanti e loro nominativo.

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