Benvenuti - 17/04/2014
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UN CICLO ORAMAI MATURO
11/04/2014


Il tema sulla tenuta del ciclo rialzista dei mercati azionari sta cominciando ad assumere maggiore rilievo tra le ipotesi assunte da molti strategist. Il nostro team di ricerca sta analizzando dagli inizi di questo 2014 la proposizione di un framework caratterizzato da una fase distributiva propedeutica ad un cambiamento del bias di mercato. Le ripetute incursioni degli indici su livelli critici come 1840 di S&P 500, 9000 di Dax, 3150 di Eurostoxx 50 e così via, accreditano valenze cognitive allo scenario stimato. Nel quadro di riferimento mancano ancora una serie di swing di completamento alle ipotesi formulate, ma la strada sta assumendo con il passare delle settimane il set-up immaginato.
E’ per questa ragione che continuiamo ad allertare i nostri interlocutori sulla necessità di riconfigurare i portafogli. La rotazione verso i mercati periferici di cui abbiamo parlato recentemente rappresenta nell’ordine un passaggio che manifesta da un lato la piena maturità raggiunta dal ciclo nei mercati core, dall’altro l’occorrenza di spostare il centro dell’attenzione verso quei mercati che essendo rimasti penalizzati dai programmi di austerity, evidenziano pur marginalmente del valore da esprimere.
Ma attenzione, completata la fase di distribuzione dei core index la ritirata dall’azionario prosciugherà ogni canale di trasmissione del Risk_On. Abbiamo già dato notizia dei valori critici a cui prestare attenzione e nominare come trigger di reversal ciclico. L’ampiezza dell’eventuale tendenza riflessiva può risultare piuttosto apprezzabile, anche nell’ordine del 30%. Le fonti di instabilità possono essere ricercati su piani diversi, ciò nonostante ci pare che la debolezza in termini relativi del ciclo cinese e le condizioni di bolla che si sono ormai formate sul real estate nel aree metropolitane ed in quella off shore di Hong Kong possono rappresentare l’iniziale battito d’ali di farfalla e scatenare un segnale sell su tutti i mercati dall’altra parte del mondo.
Considerando sempre questo scenario ci pare plausibile ritenere che un’eventuale manovra di sostegno all’economia europea possa essere attivata proprio a seguito degli effetti recessivi che la regressione degli indici può trasmettere alla crescita dell’area. La deflazione in questo senso risulterebbe più tangibile e con essa la reputazione di alcuni debitori ancora in posizione critica.
 




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