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2017 Buon anno!

Il 2017 potrà riservare sorprese positive? Le borse potranno continuare il rialzo innescato dopo l’elezione di D. Trump e l’esito del Referendum in Italia? L’euro rimane debole?

DOLLAR INDEX
WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX

l 2016 è storia. E’ iniziato male, molto male, alla fine si è ripreso, soprattutto dopo il superamento dei tre eventi elettorali che tanto hanno disturbato la lettura delle opportunità sui rischi.

Il dollaro, nostra bandiera sul campo di battaglia, non ha deluso le attese. Il cambio eur usd è scivolato sino a fissare minimi infraday a 1,0350 con chiusure postate poco sopra quota 1,04. La chiusura di fine anno sopra 1,05 con un’accelerazione a 1,0650 non ha annullato la debolezza dell’euro che rimane confermata anche per l’anno in corso.

WB ANALYTICS: EUR USD
WB ANALYTICS: EUR USD

Il petrolio ha riassorbito le perdite dell’autunno fissando valori sopra area 52 usd/bar (Light Crude). Attendiamo di verificare gli eventuali consolidamenti sopra tale soglia per confermare la nostra view a 65 usd/bar nel medio termine. Con il rialzo dei prezzi del greggio e delle materie prime si sono mossi anche i rendimenti obbligazionari. Il 10 anni Usa dopo aver violato in autunno area 1,80 ha accelerato fissando un massimo attorno a quota 2,50. La nostra attesa, al di là di iniziali consolidamenti, conferma una view rialzista con orientamenti verso area 3%. Ciò ha impattato significativamente sui corsi dei Global Bond, degli Emerging Bond ed in parte anche degli Eurobond.  Il rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve non ha sorpreso nessuno, fatta eccezione per le dichiarazioni del presidente Yellen quando ha annunciato altri tre aumenti per il 2017. Ciò unito al prolungamento del QE in Europa dovrebbe portare ulteriore forza verso il dollaro.

WB ANALYTICS: USA 10 Y YIELD
WB ANALYTICS: USA 10 Y YIELD
OIL WTI
WB ANALYTICS: LIGHT CRUDE OIL

Le borse dopo l’elezione di D. Trump e l’esito del Referendum in Italia hanno chiuso l’anno in recupero. Tale recupero porterà nei primi giorni di gennaio a prese di beneficio. L’offerta produrrà una breve correzione a cui dovrebbe seguire un nuovo rialzo.

Il nuovo anno presenta molteplici situazioni che posso costituire rischi ma anche opportunità a partire dai 3 eventi elettorali già calendarizzati (Olanda, Francia, Germania) ed uno la cui data non è stata ancora fissata, l’Italia. Nel 2017 dovremmo avere conferme sul trend di crescita delle principali economie mondiali.

Di conseguenza ci attendiamo un rialzo dei corsi delle materie prime, e del petrolio in particolare, nonché un ulteriore apprezzamento delle borse azionarie. L’S&P 500 dovrebbe quindi bilanciare gli eccessi di comprato dopo le Presidenziali riportando i valori verso area 2180; ci sono comunque diversi sostegni tecnici che proteggono il trend dominante, per cui pensiamo che la correzione possa produrre opportunità in ossequio ad un clima macro che offre maggiore visibilità. Ciò non significa che siano sparite le preoccupazioni. I problemi sono molti a partire dall’enorme stock di debito accumulato a livello globale, 217.000 Bil., 325%  rispetto al GDP mondiale. Il rialzo dei rendimenti oltre determinati livelli può quindi rappresentare una minaccia che al momento il mercato non prezza. Fintantoché il mercato sottovaluterà le preoccupazioni i mercati azionari potranno continuare ad apprezzarsi. L’S&P 500 potrebbe raggiungere l’area 2450/500. In termini di forza relativa gli indici più penalizzati nel 2016 potrebbero beneficiare di maggior attenzione nelle rotazioni tattiche, Italia in primis. Il range 19000/18500 dovrebbe contenere le flessioni iniziali e consentire un ulteriore ripresa dell’indice sulla scia dell’azione di riparazione del sistema bancario e sulla debolezza dell’euro. Non escludiamo ritorni di valori sui massimi degli ultimi 8 anni.

S&P 500
WB ANALYTICS: STANDARD & POOR 500

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FED: FED FUNDS +0.25%

FED: FED FUNDS +0.25%

La Fed alza i tassi secondo le attese. Il comunicato rilasciato a margine del FOMC apre attese per ulteriori 3 rialzi dei tassi per il 2017.

L’euro reagisce negativamente spingendo il cambio nuovamente sotto 1.06. A questo punto ci attendiamo una conferma della violazione del big range che ha governato il rapporto di vambio eur usd nel 2015-2016. Ciò conferma la nostra attesa per target in direzione della parità a breve medio con potenziali ulteriori cadute verso area 0.96/0.95.

WS accoglie la notizia senza cambiare il bias positivo che ne governato le oscillazioni dopo l’elezione di D Trump. Probabilmente risulterà penalizzato il mercato immobiliare e le compagnie maggiormente indebitare, positivo quello bancario.

Il 10 anni sale oltre il 2.50%, stimiamo che in un orizzonte di medio termine il tasso a 10 anni US possa salire verso il 3%. Ciò potrebbe creare a tendere problemi al mercato azionario che attualmente quota P/E elevati a 26.13.

Stimiamo a breve la verifica del nostro target price per il Dollar index  a 105.

EUR USD 1 H AFTER FED HIKE
WB ADVISORS: EUR USD 1 H AFTER FED HIKE

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EUR USD: ADESSO SI ASPETTA LA FEDERAL RESERVE

L’estensione del QE sino alla fine del 2017 rafforza la nostra visione negativa  sull’ eur usd. La necessità di sostenere il sistema finanziario, banche in primis, bond governativi, ha spinto la BCE a dichiarare con forza contro ogni polemica la volontà di prolungare il QE. Adesso la parola passa alla Federal Reserve.

Possiamo leggere il messaggio esprimendo un giudizio positivo piuttosto che negativo, dipende da che parte si vuol stare in un momento storicamente critico.  Possiamo essere d’accordo che un politica estremamente accomodante possa creare forti squilibri sui mercati, non ultimo bolle. Ciò detto si avvertiva l’estrema urgenza di un messaggio rassicurante dalla BCE per evitare che gli effetti di un vuoto politico nell’Eurozona potesse travolgere non tanto la sua infrastruttura tecnocratica, quanto la sostenibilità di paesi come l’Italia fortemente debilitati da politiche di austerity incapaci di produrre segnali su cui confidare una fase di ripresa stabile nel tempo.

Qualsiasi parte politica non ha più pudori nell’ammettere la perdita di competitività e quindi di produttività del Paese.

In assenza di aggiustamenti valutari all’interno dell’area, l’unica via di uscita ad effetto immediato rimane la svalutazione del rapporto eur usd.  Con le coraggiose decisioni odierne la linea di policy monetaria amplifica le divergenze rispetto a quella dell’americana Federal Reserve. L’eur usd rimane quindi sotto pressione e sempre orientato ad avvicinare la parità nel breve termine. Si tratta dell’unica via per sostenere la crescita attraverso l’export extra UE.

Ritorni dei corsi sotto 1.06 eur usd, riattiva nuove vendite di eur o favorendo un primo test dell’area 1,04. Ciò determinerà un cambiamento del quadro tecnico nei mercati. L’area 1.06 costituirà una forte barriera qualora ritornassero nuove spinte al rialzo fissando definitivamente l’abbandono dell’ampio range entro cui l’eur usd hanno oscillato negli ultimi 18 mesi.

Con l’odierna riunione della BCE si completa il primo ciclo di eventi significativi capaci di contrastare il vuoto politico già presente in Europa da Brexit in poi, ora attendiamo la Federal Reserve. Le banche centrali che piaccia o no, continueranno a governare le vicende economiche, quindi politiche, fino a quando non apparirà una classe dirigente capace di incidere con efficacia  nelle scelte politiche utili a riportare in equilibrio il mondo. Ciò a dire riportare la gente comune a riaccendere la speranza.

Un sospiro di sollievo per l’Italia.

Wlademir Biasia

WB ANALYTICS: EUR USD
WB ANALYTICS: EUR USD

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BCE QE: YES OF COURSE!

La BCE non delude i mercati, proroga il QE sino a dicembre 2017 mettendo al sicuro le aree periferiche da eventuali aggressioni sul loro debito.

Prosegue l’atteggiamento espansivo con l’introduzione di una gradualità del tapering. Dopo la scedenza del prossimo marzo 2017 la BCE procederà diminuendo a 60 miliardi l’acquisto mensile di bond QE. Evidentemente c’è la piena consapevolezza della fase delicata in cui alcune aree stanno attraversando, Italia in testa.

Ci attendiamo una prosecuzione del rialzo delle banche e del FTSE MIb oltre 18500 con una pausa intermedia che potrebbe aprirsi proprio a ridosso di 18400/500.

L’euro dovrebbe ritornare a ripiegare: violazioni di quota 1,0690 riporta il cambio in direzione dei precedenti minimi. Inoltre la violazione di 1.0690 dovrebbe aprire la strada per un ridimensionamento sotto area 1,05 con un target di breve a 1.04 area.

Attendiamo la conferenza dopo le 14.30 di Mario Draghi BCE

 

EUR USD ANALYSIS
EFFETTI ANNUNCIO BCE QE: EUR USD ANALYSIS

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Conseguenze Referendum

BCE QE: SI – NO

Un nuovo referendum si apre  dopo il voto in Italia: BCE QE: SI – NO. I mercati hanno già dato la loro risposta: SI.

Concluso il referendum sulla riforma della Carta Costituzionale in Italia si apre  un altro referendum, questa volta all’interno del Board della BCE, in merito alla prosecuzione del programma di allentamento monetario QE. Con la risposta che giovedì il governatore Mario Draghi darà ai mercati si conclude un pezzo significativo del percorso che impatterà sull’Eurozona e sull’euro.  Non c’è dubbio che l’esito del referendum in Italia ponga la questione ancora più seriamente di quanto non fosse prima di questo voto.

Il sostegno che la BCE può dare ai mercati ed all’Italia con un prolungamento del QE è fuori discussione. Il mercato sconta in queste prime battute post referendum tale ipotesi. Lo spread rimane sotto i 200 punti base, tuttavia gli occhi di tutti gli operatori, algoritmi compresi, fisseranno con estrema attenzione area 2.10 (rendimento 10 anni). Quota 1,90 costituirà nel frattempo la soglia sotto la quale revocare ogni segnale di allerta.

IT 10 Y YIELD

WB ANALYTICS: 10 Y YEALD 4 H

Per quanto riguarda la reazione dei mercati azionari ed in particolare di Borsa Italiana, dovremmo attendere gli aggiornamenti sul piano di ristrutturazione della banche in difficoltà. Il FT riportava nei giorni scorsi la notizia di un più che probabile default di otto istituti. Tutti sanno che un simile evento contagerebbe l’intero sistema. Ragione per cui si cercherà una soluzione. L’indice dopo un’apertura debole, più che prevedibile si sta già ricomponendo. Tuttavia nelle prossime ore area 16200 continuerà a rappresentare la soglia critica che mani istituzionali cercheranno di proteggere al fine di evitare un ulteriore accelerazione negativa al listino. Diffcile pensare che vi siano le condizioni per un recupero oltre 17200, anche se l’attesa relativa al meeting della BCE visti gli esiti del referendum porterà i mercati a scontare in positivo sui prezzi di borsa.

FTSE MIB

WB ANALYTICS: FTSE MIB 4 H

In fine l’euro dollaro dopo aver toccato un minimo a 1,0530 nella notte recupera riportando i prezzi a ridosso dell’area 1.0650. I massimi di questi giorni costituiranno resistenza  e tenderanno ad opporre un ostacolo al tentativo di ricostruire un recupero. Sul terreno valutario il confronto si estende al Fomc della prossima settimana. La Fed dovrebbe alzare i tassi e aprire ulteriormente la forbice tra quelli UE e quelli USA.  Per un quadro completo dovremmo verificare le chiusure di fine mese. Sotto 1,06 l’euro conferma la sua debolezza, il che significa un ulteriore passo per il Dollar Index verso la direzione del target 105.EUR USD HOURLY

WB ANALYTICS: EUR USD 4 H

 

 

 

 

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Elezioni 2016

REFERENDUM E MERCATI

REFERENDUM E MERCATI: siamo bombardati da voci, articoli, dichiarazioni che che vogliono educare il nostro pensiero. SI o NO. E’ la nervosa attesa di un esito che quanto più è invocato tanto più colora l’aspettativa di timore o paura per la sua mancata realizzazione.

Si osservano i sondaggi e si medita di conseguenza sugli impatti che il voto avrà sui mercati. In queste ultime settimane sono stato ospite di molti incontri per esprimere un parere su ciò che accadrà il 5 dicembre. SI o NO, non è questo il dilemma. La vera attesa è centrata su ciò che la BCE dichiarerà l’8 dicembre in merito alla dilazione del QE.  Ne è la riprova il fatto che in parallelo a quello italiano sia salito anche lo spread spagnolo. I rendimenti sui Bonos erano rimasti sotto l’1% durante tutto il lunghissimo periodo in cui in Spagna non si riusciva a formare un governo, nonostante i ripetuti suffragi elettorali. Recentemente anche il differenziale sul 10 anni tra Spagna e Germania ha subito le pressioni del mercato. Indubbiamente l’Italia somma l’attesa sul referendum a quella più concreta sul prossimo meeting della BCE. Benchè i mercati scontino una prosecuzione del programma, magari con una riproposizione rivista rispetto al QE in scadenza,  lo spread continua a puntare a superare la barriera dei 200 punti base. Il nostro target rimane al momento fissato a 230 b.p..

Purtroppo sotto la superfice mediatica sul referendum, vi sono sempre gli stessi temi che riportano l’attenzione su fondamentali che rimangono estremamente vulnerabili, soprattutto se non si innesca un trend di crescita più robusto. L’equazione debito, crescita e relativa sostenibilità dell’onere, si presta a continue attenzioni da parte degli investitori. Ciò è ancor più vero se si considerano i potenziali cambiamenti che gli Stati Uniti si apprestano a mettere in cantiere con gli interventi annunciati in campo economico e fiscale da Donald Trump. I possibili effetti di un allentamento fiscale ed un grande piano di investimenti su infrastrutture potrebbe spingere la Fed ad assumere un atteggiamento più restrittivo di quanto gli investitori scontavano  prima delle elezioni.

In effetti la reazione al voto americano è stata immediata: rendimenti in forte rialzo e dollaro spinto sui massimi degli ultimi 24 mesi. Nell’Outlook che inviamo ai nostri Clienti avevamo già messo in allerta ad agosto sul rialzo dei rendimenti, mentre sul dollaro siamo positivi ormai da oltre 24 mesi. Abbiamo sempre sostenuto l’idea che le quotazioni del cambio eur usd siano destinate a scivolare verso la parità, mentre sul Dollar Index abbiamo sempre confermato un target intermedio in area 105, pur consapevoli del disavanzo commerciale degli USA. E’ fuori dubbio che i differenziali di crescita tra USA ed UEM siano a favore dei primi sui secondi. I due modelli si ispirano in maniera sempre più forzata a due visioni del mondo completamente divergenti contrapponendo la flessibilità dei primi sulla rigidità dei secondi. Al netto del grande surplus commerciale dei tedeschi, rimane il fatto che nell’Eurozona si continua a parlare da anni di questioni sempre sul tavolo e mai risolte: deficit pubblico, difficoltà a rispettare i parametri imposti dal Trattato, disoccupazione, crisi finanziaria (banche). E’ vero che sia in America che in Europa la gente teme per il futuro, non ha più la visibilità necessaria per sognare, non a caso Donald Trump ha vinto promettendo: Make America Great again.

Ciò che forse ancora persiste è la speranza, il solo bene comune a tutti gli uomini,  sperando che anche coloro che non hanno più nulla la possiedano ancora.

EUR USD TREND
EUR USD TREND
SPREAD IT DE 10 Y YIELD
SPREAD IT DE 10 Y YIELD

 

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donald-trump

DONALD TRUMP PRESIDENT

Donald Trump vince, i mercati perdono.

Perdono quei mercati che avevano perso la buona e sana abitudine di  operano secondo gli antichi schemi della price discovery, perdono i mercati  che si sono assuefatti  in modo acritico ai modelli artefatti dello stimolo monetario tout court.

Per tale ragione la reazione immediata che abbiamo rilevato alle prime avvisaglie di vittoria del candidato Trump, è stata negativa proprio per questa ragione. Si ritorna verso i fondamentali, verso nuovi equilibri.

Il contratto future sullo Standard & Poor 500 apre la giornata a ridosso dell’area 2045, ma il punto tecnico su cui si concentreranno i traders  nelle prossime ore quota in area 2000.  Il rischio come avevamo già scritto a fine ottobre è che i mercati ritraccino dai massimi almeno il venti p.c..  Ovviamente i mercati  mondiali tenderanno ad allinearsi a questo movimento dominante approfondendo già le difficoltà emerse nel corso dell’anno.

Il dollaro ha subito una battuta d’arresto che al momento non cambia la struttura tecnica di fondo che ne ha alimentato la forza contro le principali monete. Tuttavia dovremo capire più nel dettaglio l’atteggiamento della Federal Reserve. Una prima considerazione fatta su quanto ha dichiarato Trump in campagna elettorale, va nelle direzione di un cambiamento più radicale dell’attuale linea di politica monetaria. La nuova Amministrazione dovrebbe impegnarsi ad usare con più determinazione la leva fiscale, gli investimenti in infrastrutture alimentando attese inflazioniste, Per tale ragione ci si attende una risposta da parte dell’autorità monetaria più solerte, considerato che in ogni caso i target sull’occupazione e sull’inflazione sono stati pressoché centrati.

Per tutti i dettagli sulle prospettive elaborate dal nostro Team WB Analytics per ogni singolo segmento del mercato, abbiamo messo a disposizione di tutti i nostri followers l’Outlook mensile WB PERSPECTIVES di novembre pubblicato la scorsa settimana. Buona lettura.

WB_PERSPECTIVES NOVEMBRE 1.1

Outlook mensile elaborato da WB ADVISORS

WB PERSPCTIVES NOVEMBER 2016 OUTLOOK MENSILE DI ANALISI E RICERCA INTERMARKET</a>

 

 

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Wall Street + New York stock-exchange

FERRO AZZURRO AMA ANACOTT ACCIAIO

FERRO AZZURRO AMA ANACOTT ACCIAIO

Che cosa influenzerà l’andamento di Wall Street e dei mercati dopo il voto delle elezioni presidenziale USA?  

Nel New Hampshire le elezioni  per il nuovo Presidente sono già iniziate USA TODAY . Questa notte avremmo il nome del nuovo Talent, salvo denunci su brogli e quant’altro. Succede anche in America. Ieri il mercato ha festeggiato la decisione dell’ FBI di  non procederà all’incriminazione di Hillary Clinton per il caso email. Più 2% è stato il rialzo di Wall Street.

Tra l’apparente sorpresa ed il reale abbiamo notato alcune interessanti curiosità. La prima il mercato aveva chiuso al ribasso venerdì esattamente sopra la media a 200 giorni, strumento molto seguito dagli investitori. Per i non addetti ai lavori la media mobile a 200 giorni traccia il potenziale trend di mercato, intersecarla al ribasso costituisce un evento negativo; il fatto che i prezzi l’abbiamo testata senza violarla è un fatto positivo ma non sufficientemente rafforzativo del trend, in quanto quando avvengono questi contatti/incroci generalmente ci si trova in una condizione di perdita di momentum della tendenza dominante. La curiosità nasce da fatto che in chiusura venerdì, dopo una seduta debole e volatile, qualcuno ha comprato! Aveva qualche informazione?

Andamento S&P 500 correlato elezioni USA
WB ANALYTICS: S&P 500 I corsi dell’indice hanno reagito alla verifica della media a 200 giorni

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AMERICA’S GOT TALENT

AMERICA’S GOT TALENT: come reagirà lo Standard & Poor all’Election Day?

Cosa scontano le quotazioni dello Standard & Poor in merito al voto sulle Presidenziiali USA: a pche sessioni dall’Election Day i mercati evidenziano una perdita di momentum.

Dal 1980 i cicli espansivi americani hanno avuto una vita media di 79 mesi. L’attuale ciclo di crescita sta per superare l’85° mese di vita. Il modello di valutazione della crescita della Fed di Atlanta, il  GDPNow, dopo un picco che segnava ad agosto proiezioni di crescita potenziale oltre il 3%, è ritornato a scendere sulla linea del 2%. In settimana la fiducia dei consumatori americani è stata rilevata nuovamente al di sotto delle attese in una striscia di 3 rilevazioni consecutive negative. Sono sempre più gli analisti che si allineano tra quelli che temono per la tenuta della crescita anche negli USA. In contrapposizione a questa nutrita schiera di pessimisti si colloca l’attesa sempre più stringente per un aumento dei tassi a dicembre da parte della FED. Il rendimento a 10 anni USA è nel frattempo salito sino a quota 1,80 mettendo sul mirino la resistenza fissata al 2%. Di per se anche 1,80 costituisce un valido ostacolo per il proseguimento del rialzo, in ogni caso l’apprezzamento della parte lunga della curva depone a favore delle attese su un’imminente azione restrittiva. Quelli più pessimisti replicano, e probabilmente non a torto, sostenendo che la FED debba preparare il terreno per poter avere munizioni utilizzabili per le prossima recessione procedendo quindi all’aumento dei tassi. Se diamo per valido questa tesi un attimo dopo l’annuncio del rialzo dei Fed Funds dovremmo precipitarci ad acquistare bond con duration elevate. Esattamente come è successo lo scorso anno a dicembre quando la Fed aumentò i tassi per la prima volta in questo ciclo espansivo. Al momento manca in ogni caso un pezzo significativo di questo scenario: la correzione del mercato azionario. Lo Standard & Poor 500 quota da mesi sui massimi, in più è riuscito con una certa sorpresa a recuperare oltre misura dalla correzione di febbraio conquistando area 2200. Le ragioni del recupero possono essere accreditate a più fattori, operazioni di M&A, stimoli monetari presenti un po’ ovunque, tassi a livelli di inappetenza. Aggiungerei anche la grande attenzione che la Riserva Federale ha dedicato alla consacrazione di questo rialzo.  L’attenzione è stata così puntuale da contenere le vendite che nel frattempo sono emerse tra agosto ed ottobre, sopra quota 2125.
Lo Standard & Poor rappresenta per gli americani un pezzo significativo della loro cassaforte, motivo per cui interpreto la tenuta del mercato come miglio contributo possibile alla campagna elettorale in corso. Di fatto il mercato sconta pienamente l’elezione di Hillary Clinton, mentre risulterebbe scoperto da quella di Donald Trump. Sia che vinca la Prima che il Secondo ci si attende dopo l’Election Day  l’avvio di una correzione. Nel caso di Trump la flessione del mercato potrebbe amplificare oltre il 20% proprio perché l’evento non rientrerebbe tra le attese attualmente scontate nei prezzi. I rendimenti del decennale avvierebbero un veloce declino, mentre il dollaro catturerebbe i segnali di avversione al rischio importando flussi che diversamente non saprebbero dove allocare in mezzo ad un mare di liquidità presente ovunque.
Di conseguenza l’area 2125 di S&P 500, come abbiamo scritto più volte e come il mercato ha già collaudato in almeno due occasione rappresenta un potenziale trigger operativo. La perdita di momentum che si è manifestata nella seconda metà di ottobre costituisce un potenziale indizio di quanto abbiamo scritto a pochi giorni dalla conclusione della grande kermesse.

S&P 500
WB ANALYTICS: STANDARD & POOR 500

 

us 10 y yield
WB ANALYTICS: US 10 Y YIELD
Dollar Index
WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX

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Euro

EURO: UN’EUROPA DIFFICILE, FELICITA’ A MOMENTI E FUTURO INCERTO

EURO: UN’EUROPA DIFFICILE, FELICITA’ A MOMENTI E FUTURO INCERTO

Il rapporto euro dollaro ha fluttuato nel corso degli ultimi 18 mesi tra 1.16 ed 1.06. Nel frattempo le due aree economiche hanno avviato linee di politica monetaria progressivamente opposte. Gli Usa crescono più dell’UEM: cosa accadrà quindi al cambio? L’euro rimarrà ancora inserito all’interno di questa banda di oscillazione? Quali le prospettive per chi esporta il Made in Italy?

Il populismo fu in origine un movimento sviluppatosi in Russia tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento,  esprimeva nel linguaggio politico un miglioramento delle condizioni di vita delle classi contadine e dei servi della gleba, attraverso la realizzazione di un socialismo basato sulla comunità rurale russa, in antitesi alla società industriale occidentale. Un Partito del Popolo venne fondato nel 1891 anche negli Stati Uniti da gruppi di operai e agricoltori che si battevano per la libera coniazione dell’argento, la nazionalizzazione dei mezzi di comunicazione, la limitazione nell’emissione di azioni, l’introduzione di tasse di successione adeguate e l’elezione di presidente, vicepresidente e senatori con un voto popolare diretto; sciolto dopo le elezioni presidenziali del 1908. Juan Domingo Perón con l’aiuto di Evita ne presentò una variante, il justicialismo, come terza via fra capitalismo e socialismo. Il movimento precursore di questa idea di democrazia può essere indicato e riconosciuto nel bonapartismo e nella rivoluzione francese, specialmente nelle fazioni che si rifacevano alle idee politiche del filosofo Jean-Jacques Rousseau, come i giacobini.

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