Benvenuti - 04/09/2015
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ALLA RICERCA DEGLI EQUILIBRI PERDUTI
25/08/2015

>> S&P 500 24.08.15

A mente fredda dopo una giornata come quella odierna mi chiedo se tanta violenza sia giustificata. Con buona parte degli investitori ancora attoniti e confusi dal passaggio dalle vacanze ai mercati, cadute come quelle che si sono viste dopo che lo Standard & Poor 500 ha rotto la diga dei 2030 punti appena lo scorso giovedì, non c’è che dire, impressionano!

La discesa ha proiettato i valori verso area 1850 in tempi cosmici. Vendite così profonde non sono opera esclusiva della mano umana, bensì degli HFT (High Frequency Tranding Program). Inutile discutere sul ruolo di questi oggetti. Essi coprono ormai il 50% delle transazioni ed hanno un ruolo critico nelle accelerazioni operative. Meglio prenderne atto.

Con altrettanta veemenza questi trading program sono in grado di riportare gli stessi valori a disegnare reazioni similmente violente. Facile quindi sentirsi disorientati.

La nostra attesa, dopo la caduta dell’indice di oggi (area 1860) prevede un recupero dei valori verso area 2000/2030 per una verifica definitiva delle condizioni tecniche del ciclo espansivo avviato nel 2009. Questa fase dovrebbe coprire un arco temporale piuttosto significativo e consentire agli umani di riorganizzare le proprie linee strategiche.

Al di là delle cause che hanno spinto i prezzi in questa condizione (le abbiamo commentate in più riprese nel corso delle ultime settimane), sono molto più interessato a dare una lettura comportamentale dei mercati in termini di causa effetto.

La chiamata di questa correzione fa il suo debutto con lo scoppio della bolla cinese a luglio. Da allora, una serie di passi falsi compiuti dalla PBOC ha innescato un processo ad intensità progressiva di elettroni liberi presenti sul mercato messi in accelerazione dagli eventi iniziali (scoppio della bolla). Questa fase corrisponde a quella che definisco cambiamento dello stato di equilibrio inerziale verso
nuovi indirizzi che determinano un primo disequilibrio generato da una maggiore frequenza dei cambiamenti delle variabili economiche attese. La propulsione di questi cambiamenti aumenta progressivamente a causa delle successive collisioni con altri elettroni provocando nel tempo un risultato paragonabile all’effetto valanga. La rottura dell’equilibrio (violazione di livelli tecnici condivisi nel mercato) produce l’accelerazione degli effetti conseguenti in un ambiente alterato. Questo passaggio coglie la maggior parte degli operatori impreparata. Non tanto nel calcolo probabilistico quanto piuttosto nell’azione consequenziale. In altri termini la velocità con cui il mercato passa da una fase inerziale ad una di matrice involutoria non lascia il tempo «fisico» per assimilare e comprendere il cambiamento in corso.

Negli ultimi anni questo intervallo temporale è stato praticamente annullato dall’operatività dei sistemi di trading computerizzati. I computer non si chiedono il perché, agiscono su determinati set-up.

Di conseguenza la necessità di adeguare il modus operandi, definito dalla personale esperienza, verso un atto comportamentale che chiede un intenso lavoro di programmazione e comprensione dei rischi emergenti. Sono onesto. Non è cosa facile. Elaborare un evento che possa introdurre una fase ad elevato grado di rischio può essere relativamente possibile, ciò che complica le cose riguarda l’azione consequenziale, quella che potremmo chiamare semplicemente prevenzione. Prevenire una fase di rischio significa avviare un processo decisionale in cui l’azione finale è costituita dalla chiusura della posizione prima di entrare in collisione con il passaggio della fase inerziale a quella involutoria. Il momento deliberativo implica l’assunzione di responsabilità associato all’uscita anticipata rispetto all’evento. Si tratta di una presa di posizione che si scontra con gli approcci condivisi, ma che in un regime operativo così complesso ed articolato può costituire un valido contributo alla reale difesa di un portafoglio che cerchi di preservare il capitale.

Il mio vuole essere un semplice contributo al pensiero aperto ed orientato alla costante ricerca del valore. Credo di essere stato uno tra i primi a sviluppare in Europa il tema del Ritorno Assoluto in ambiente ad architettura aperta. Il mio primo modello risale agli inizi del 1998 applicato proprio durante la crisi dei paesi emergenti partita l’anno precedente.

L’idea del Ritorno Assoluto la maturai pensando alla teoria del ciclo ventennale sinusoidale che chiamai in seguito RumblingWorld.

Tutti i modelli a ritorno assoluto manifestano una certa debolezza proprio nella fase di liquidazione di una posizione attiva.

Secondo questo approccio potremmo avere una seconda occasione per uscire dagli asset rischiosi. Lo Standard & Poor 500 (che assumiamo come leading indicator per gli altri mercati) dopo questo primo ribasso tenderà a costruire una reazione a cui seguirà un recupero che, come anticipato, tenderà a riassorbire buona parte delle attuali perdite riavvicinando area 2000/2030. Si tenga presente che il prossimo segnale di vendita strutturale sarà fissato dal mercato proprio alla violazione degli attuali minimi segnati in area 1860/50. Il recupero quindi consentirà di uscire dal mercato in condizioni migliori; tuttavia avremmo la conferma di aver operato al meglio soltanto dopo l’eventuale ritorno dei valori verso i prezzi odierni e la successiva violazione. Si tratta di assumersi un grado di responsabilità significativo soprattutto se in seguito gli scambi riattiveranno la strada del rialzo (ipotesi he ritengo comunque molto teorica).
Se ho tentato di descrivere in poche righe eventi complessi, è bene tenere conto che quest’ultima fase potrebbe coprire un orizzonte temporale di diverse settimane.

Rapportato all’Italia ciò significa che dovremmo assistere ad un recupero dell’indice FTSE qualora i valori, a partire da domani (oggi per chi legge), recuperino oltre quota 21000 per riguadagnare posizioni sino a 21800/22000.

Allo stesso modo l’Eurostoxx 50 risalirà sino ad area 3300/3350, il Dax più riflessivo ha minori spazi di recupero (area 10500).

L’euro ha catalizzato il panico attuale grazie alla chiusura di notevoli posizioni in dollari nell’ipotesi in cui venga meno l’attesa per il rialzo dei tassi a settembre. Nelle prossime ore scenderà verso 1,14 ovvero il punto di break up di questa mattina. Dovremmo verificare se i prezzi consolideranno o meno il livello per tracciare uno scenario diverso rispetto a quelli sinora anticipati. La tenuta del livello potrebbe portare altre coperture a favore dell’euro e spingere i corsi verso la parte centrale del grande range di oscillazione del cambio euro dollaro il cui equilibrio tecnico rimane in area 1,20/1,22, con i limiti estremi fissati rispettivamente a 1,60 e 0,80. Parità e 1,40 invece rappresentano le soglie di riequilibrio rispetto al cambiamento dei fondamentali attualmente ancora a favore del dollaro.

Wlademir Biasia
Partner Foundation of WBA
Professor in Banking and Finance
Department of Economics and  Statistics
Udine University

 




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