Benvenuti - 07/07/2015
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SCENARIO DRACMATICO
30/06/2015

>> SPREAD BTP BUND

La storia non finisce oggi, ma certamente prende una direzione non sperata, ampiamente sottovalutata dai mercati, e mediaticamente inedita per l’euro. La strada intrapresa dal Governo greco paga il prezzo di una posizione ottusa e di principio della Commissione da un lato, e dell’ingenuità politica dall’altro. L’ingenuità politica con cui Atene ha ammainato le bandiere del negoziato porta diritti verso un incidente lungamente scongiurato da più parti autorevoli e non. Da oggi la Grecia risulta inadempiente verso il FMI e l’euro perde la sua verginità di moneta irreversibile soprattutto se il calcolo politico non tiene opportunamente conto del fatto che la tendenza verso un consenso politico avverso al rigore fiscale accumula giorno dopo giorno posizioni, soprattutto in conseguenza di quanto scorre sotto gli occhi di tutti.

Fintantoché non verrà risolto radicalmente il problema della competitività nell’Eurozona, il rischio che i vari partner possano cadere come una sequenza rallentata di un domino lungo le direttive economiche rimane elevatissima.

Ieri è stato il momento di Cipro, oggi Atene, in precedenza abbiamo vissuto i giorni difficili dei Piigs. Sono passati cinque lunghi anni lungo la via del pianto ed i problemi sono ancora presenti e in gran parte da risolvere a partire dalla disoccupazione, primo fattore diretto riconducibile alla perdita di competitività.

Non si tratta di una lotta di classe bensì di sopravvivenza in un modo in cui la marginalità si sta sempre più riducendo per effetti diversi: globalizzazione, tecnologia, politiche austere.
Oggi, alle 10,15 sono stato invitato a Rai News 24 per commentare in diretta gli effetti di questa nuovo corso del negoziato Europa Grecia. Ci saranno autorevoli giornalisti corrispondenti da Bruxelles, l’onorevole Bonafè della maggioranza, Federico Garimebrti: tutte persone a cui cercherò di spiegare da uomo di mercato le ragioni lontane di una crisi annunciata.

Oggi la Banca Centrale è intervenuta pesantemente per frenare l’emotività, frutto come scritto di eventi non scontati. Alla fine il bilancio non è dei migliori: la borsa chiude in perdita allo stesso livello di apertura dopo un coraggioso recupero; lo spread, dopo un’apertura sopra 160 punti base, scende sotto 150 per chiudere la sessione europea sopra 160 ovvero da dove era partito. L’euro subisce le vendite già avviate nella sessione asiatica riassorbendole contro dollaro, ma non contro franco svizzero. E’ il segno che il recupero rientra in una manovra di contenimento dell’impatto mediatico orientato ad evitare che si trasferisca l’immagine di criticità da aggiungersi ad eventi di per se già avversi.

Dopo questa prima giornata confermiamo dunque le anticipazioni rilasciate prima dell’apertura di ieri. Lo spread supera quota 150 anche in chiusura e tendenzialmente di appresta a veicolare gli scambi verso area 190 & 225. Sopra 190 potremmo già ritenere che il contagio sia più che una certezza. C’è il rischio concreto che i rendimento sul 10 anni Italia possano volare verso il 3%. La BCE userà tutti gli strumenti per contrastarne la verifica. Il rialzo dello spread spingerà le borse nuovamente verso la base del range che abbiamo indicato e che rimane sempre circoscritto all’area 23800 – 21900. La tenuta di questa banda, peraltro già sperimentata nelle precedenti settimane, trattiene il mercato ancora nel solco di una tendenza positiva. Ovviamente, a fronte di eventi così marcati, risulta particolarmente complesso mantenere un tenore positivo, tuttavia i molti private banker che seguono la nostra ricerca, non sono in grado di praticare azioni di timing forzato. In questi casi la soluzione strategica è quella di calcolare l’ampiezza del potenziale rischio ponderandola sull’esposizione complessiva del portafoglio. Suggeriamo quindi di valutare eventuali incrementi alla verifica della parte bassa del range segnalato. Come scritto questa mattina i livelli successivi transitano in area 21200 & 19500. E’ chiaro comunque che, al netto dell’esito del referendum, le prossime settimane risulteranno volatili.

Per quanto riguarda l’Eurostoxx 50, i livelli di sostegno da seguire vanno collocati nelle seguenti aree: 3350 (che ha già retto lo scorso 18 giugno) e quindi 3250. Il livello che delimita invece il canale rialzista, primario, presente anche nell’Eurostoxx 50 (equivalente a 19500 per il Ftse Mib), transita a quota 3100/50. La ripresa definitiva al rialzo sarà sancita da un ritorno delle quotazioni oltre la soglia 3700, livello che si è già contrapposto lo scorso venerdì all’apprezzamento dell’indice.

Più complessa la posizione tecnica dell’euro: da un lato il senso della ragione porta ad un ridimensionamento dei corsi, dall’altro le ragioni mediatiche spingono la BCE ad inasprire anzitempo i controlli e gli interventi. La liceità delle ponderazioni macro conserva la validità di una visione riflessiva dell’euro al netto della crisi greca. Le mani forti si oppongono evidentemente a questa logica per un semplice calcolo di copertura mediatica. Le strade per confermare un indebolimento più ordinato del cambio passano quindi attraverso la violazione di 1,1050 confermata da almeno una chiusura. Il braccio di ferro continuerà a manovrare ancora nelle prossime giornate.

La sterlina ha tentato di violare quota 0,70, salvo recuperarla per effetto, a nostro avviso, di interventi sul mercato. Ancora una volta la violazione del livello apre la via per la verifica del target stimato a quota 0,67. Anche il franco svizzero ha violato quota 1,04 confermando, al netto degli interventi delle banche centrali, un’impostazione regressiva.

Il Dollar index si avvia invece a chiudere il mese facendo segnare valori al di sopra dell’area 94, livello dove transita il sostegno tecnico di lungo termine.

L’America risponde alla volatilità europea con una flessione dei corsi che, per la prima volta dall’avvio di questa crisi, colpisce direttamente lo Standard & Poor 500.


I valori sono scesi in questo caso verso l’area 2070 violandone potenzialmente il livello; si aprono ora i rischi per un proseguimento della correzione in direzione dell’area di appoggio a quota 2000. Non si tratta ancora di una flessione pericolosa, tuttavia sarà importante che il mercato trovi la fiducia per ritornare a ricostruire le posizioni lunghe, evitando situazioni che potrebbero innescare maggiori timori sulla tenuta delle borse.

Gli eventuali timori sarebbero riassunti da una correzione dell’indice MSCI World da quota 1340 a 1290/1270.

In sintesi quindi: analizzando il comportamento dei mercati, non rileviamo episodi che mettano in evidenza l’idea che gli investitori stiano scontando situazioni fortemente critiche. Ciò detto, non siamo ancora in presenza di minimi che possano giustificare l’apertura di posizioni speculative al rialzo.

L’esperienza di questi giorni insegna che nulla può essere scontato a partire dalla ragionevolezza.

Wlademir Biasia
Partner Foundation of WBA
Professor in Banking and Finance
Department of Economics and  Statistics
Udine University

 




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