Benvenuti - 30/09/2014
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EFFETTO BCE AL CAPOLINEA
12/09/2014

>> DAX Dollar Index

L’effetto della BCE sembra giunto al capolinea. I mercati europei hanno probabilmente esaurito la scorta di positività accumulata sulle attese di un passaggio di testimone tra la Federal Reserve e la BCE. Nelle prossime giornate potremo renderci conto di essere nel bel mezzo di una complessa fase distributiva che fa base sui minimi di agosto. Le conferme saranno disponibili nella misura in cui il Dax scenderà sotto quota 9600/550, il FTSE Mib sotto 20500, l’Eurostoxx 50 sotto area 3200/3160. Potremo cogliere ulteriori spunti allineati a questa tesi verificando se lo S&P 500 sarà in grado nelle prossime ore di contenere le prese di beneficio sopra 1980/75. Questo framework operativo spingerà nuovamente la volatilità verso i precedenti massimi (Vix quota 20) la cui violazione darà ulteriore impulso alle vendite. Per chi non si sente allineato a questa ipotesi raccomando di controllare il rischio nel caso in cui anche i minimi di agosto dovessero cedere in un futuro prossimo proprio sulla scia di quest’azione distributiva. E’ bene tenere in considerazione tutta una serie di fattori che nelle ultime settimane sono rimasti ai margini delle percezioni degli investitori, ma che potrebbero riappropriarsi dell’emotività con il ritorno dei volumi. La questione ucraina è lontana da una soluzione, lo confermano le nuove sanzioni imposte dall’UE alla Russia. Il rublo aggiorna nuovi minimi storici sul dollaro. Il referendum in Scozia rischia di riverberarsi in altre regioni dell’Unione e questo appare il momento meno opportuno per aprire situazioni di brek-up in Eurozona. Che il mercato non sia sereno lo confermano le quotazioni dei rendimenti tedeschi ed americani nella parte lunga della curva: nonostante il recupero degli ultimi giorni il loro valore esprime una netta contrapposizione ai risky-asset. Un’altra conferma dell’instabilità è data dal rafforzamento costante del dollaro. Dopo aver raggiunto contro euro il nostro target 1.30/1.28 pur immaginando una limitata reazione, se non altro per il forte ipervenduto di euro, siamo strutturalmente convinti che il prossimo e non conclusivo obbiettivo di prezzo vada posizionato tra 1.22/1.20. Storicamente il rafforzamento del dollaro si è sempre correlato ad una situazione di Risk_Off e mai come nelle ultime settimane la BCE ha manifestato una certa eccitazione per il ribasso dell’euro, unico modo per evitare un pericolosa deriva alle sottostanti economie.
 




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