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WHATCH.IT: UN MORSO ALLA GRANDE MELA

apple

E’ finito il ciclo rialzista dell’S&P 500? Carl Icahn ha deciso di liquidare le sue posizioni lunghe in Apple, La Grande Mela. Nella storia degli ultimi 30 anni Carl Icahn rappresenta l’alter ego di Gordon Ghekko, ha firmato le più brillanti operazioni di acquisizione negli anni 80 e 90, sua è stata la prima più grande OPA alla RJR Nabisco. Per Forbes è uno dei business man più influenti. Carl Icahn ha deciso di vendere la partecipazione in Apple!

E’ la fine di un ciclo? non lo sappiamo, la storia che il futuro ci racconterà saprà dare un senso alle cose.

Tuttavia appare piuttosto chiaro che Apple abbia completato un ciclo, e quoti valori oltre l’iperbole del successo.  Wall Street, il cuore dei mercati, non appare più in grado di reggere le quotazioni attuali, attorno le borse periferiche manifestano già situazioni di criticità.  Cosa significa tutto ciò?

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CONFERME & PERCEZIONI

Nonostante i proclami, le conferenze stampa, i sondaggi e quant’altro,  superiamo  il primo quadrimestre del 2016 con un bilancio  piuttosto negativo sul fronte dei mercati azionari. Il recupero di aprile, pur apprezzabile, non ha saputo riportare in positivo il saldo da inizio anno. Eppure le banche centrali hanno fatto sforzi significativi per dare sostegno ai mercati; i rendimenti sui bond governativi sono stati repressi sino a fissare valori negativi su gran parte della curva europea. Nonostante la ripresa dei prezzi al consumo negli Stati Uniti, il dieci anni quota al di sotto del 2% per non parlare degli emittenti sovrani di minore rilevanza. Tuttavia qualcosa si è mosso nonostante una marea di articoli che davano uno strumento in particolare privo di ogni possibilità reattiva. Ed invece…

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Dis_ordine globale

DIS_ORDINE GLOBALE

Martedì il Fondo Monetario Internazionale ha pubblicato il nuovo World Economic Outlook. Pur con molti accenti negativi la sintesi non riporta particolari sorprese, semmai ratifica quanto i mercati tendono a scontare già ora nei prezzi.

L’ultimo World Economic Outlook del FMI (WEO)  conferma l’estensione della crescita globale, ma a un ritmo lento che lascia l’economia mondiale più esposta a rischi. Sui mercati emergenti, veri deceleratori della crescita negli ultimi due anni, il rapporto segnala che nonostante l’afflusso di capitali inferiori rispetto alla media e maggiori deflussi dal 2010, le sottostanti economie sono rimaste resilienti. Nella sostanza gli analisti del Fondo evidenziano l’attesa per un ulteriore deterioramento della crescita praticamente solo in Cina, mentre per le altre aree prevede stabilità ed un ritorno ad un minimo recupero dell’espansione del ciclo nel 2017.

Ci si chiede quindi quanto siano concreti gli alert che il suo presidente Christine Lagarde, continua a lanciare ai mercati?

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GUERRA VALUTARIA

E’ FINITA LA GUERRA VALUTARIA?

Siamo ancora in guerra valutaria? Dal mese di maggio del 2014 il dollaro ha guadagnato sull’euro il 25%. Successivamente ridemensionato con la correzione di questi giorni al 19%. Dal lancio della prima versione del QE l’euro anzichè perdere terreno ha recuperato sul dollaro il 9%. Nemmeno il round  successivo del Qe, quello rilanciato a marzo, è riuscito a raffreddare la forza dell’euro. Molti si chiedono il perchè in quanto logica vuole che con il QE, ovvero con la stampa  di moneta, il valore intrinseco dovrebbe svalutarsi. Non è successo ne per l’euro, tantomeno per lo yen. Si sono avanzate più ipotesi per dare una motivazione all’enigma, ma gran parte di esse non hanno avuto un gran successo. L’unica chiave di interpretazione in grado di decifrare il codice ambiguo di questo fenomeno risiede nella lettura approfondita dell’ultimo G20 celebrato a Shanghai.

Si ritiene che le banche centrali si siano accordate per stabilizzare il cambio del dollaro contenendone la forza in modo da prevenire tensioni ulteriori sul lato delle aree emergenti. Il debito di questi paesi per molti anni è stato emesso in dollari, un pò per dare maggior appetibilità alle loro emissioni, un pò per contenere i costi del funding  nei tempi in cui il biglietto verde fluttuava in un bear trend.

Con il Tapering (con il termine tapering si indica la progressiva riduzione degli stimoli monetari concessi da una banca centrale all’economia o al sistema bancario del proprio paese, che rientra progressivamente all’interno di un contesto economico indipendente), il dollaro è ritornato dapprima a stabilizzare le proprie quotazioni, per rafforzarsi successivamente, a seguito delle attese per l’avvio di una fase di rialzi dei tassi d’interesse. Il progressivo rialzo del dollaro ha messo in seria difficoltà i debitori emittenti, penalizzati ulteriormente dal ribasso dei prezzi delle commodity.  A ciò si aggiunga l’interesse da parte della Federal Reserve di tutelare la competitività delle proprie aziende in una fase non più così espansiva come nel periodo 2009-2015. Un ulteriore fattore di interesse a contenere la forza del dollaro è legittimata dalle stesse per proteggere gli earnings, le royalty nonchè i dividendi prodotti fuori dall’area dei mercati dollar_based.

Quali sono le conseguenze per l’Eurozona con l’euro più forte in una guerra valutaria?

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Dices cubes to trader. Cubes with the words SELL BUY on financial chart and columns of quotations as background. Selective focus

I HAVE A DREAM: outlook aprile 2016

L’outlook dei primi tre mesi di questo 2016 si sono conclusi in un tourbillon il cui fine è stato quello di compensare le irregolarità di marcia dei mercati.  L’innesco del recupero che abbiamo registrato a marzo è stato azionato sull’attesa per quanto avrebbero detto e fatto le banche centrali. Tutto gira sempre di più attorno alla loro azione. Ad esse va riconosciuta la capacità di orientare in modo organizzato le scelte degli investitori. Nessuno sembra capace di svincolare la propria visione dalla loro direzione aprendo molti interrogativi sull’efficacia del loro lavoro, e sulla linearità delle dottrine. Il tema è così spinto agli estremi che in molti desiderano e sognano un mondo in cui i mercati si autoregolino trovando un equilibrio da cui ripartire. (altro…)

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AS TIME GOES BY

Siamo all’esame di ammissione al corso di Tecnica dei Mercati Mobiliari, il docente propone una serie di esercizi per conoscere la preparazione degli studenti che intendono iscriversi. Il primo di questi riguarda un tema piuttosto semplice su come allocare le risorse finanziarie nell’ambito di un unico impiego obbligazionario date una serie di opportunità: bond governativo a 10 anni, rendimento 2%, contro un altro bond governativo stessa duration, rendimento 0,2%, con rating di merito paritario.

In considerazione dell’ovvietà della risposta al quesito, lo studente si chiede se la soluzione nasconda o meno una qualche forma di insidia e prova quindi ad immaginare quale sia la conclusione corretta.

Si chiede quindi se i due bond siano denominati nella stessa valuta e prova ad ipotizzare che uno sia in euro e l’altro in dollari. Ma quale dei due corrisponde al classamento corretto?

Avendo dedicato una buona preparazione al test si è documentato in modo piuttosto approfondito.  E’ al corrente che la BCE ha lanciato da un anno un importante programma di stimoli monetari per sostenere una crescita problematica  nell’Eurozona. Ha letto che a dicembre la Fed ha alzato i tassi e che recentemente si sia posta più volte il problema di come alzarli ancora in futuro, anche perché nel frattempo l’inflazione è salita verso i target desiderati dalla banca centrale americana. Inoltre l’occupazione esprime livelli di crescita ben al di sopra degli standard attesi. Mentre come detto l’economia dell’Unione arranca, con non pochi problemi nelle aree periferiche, quella americana pur senza grandi trionfalismi è entrata all’ottavo anno di crescita.

Indubbiamente il bond che stacca la cedola più alta è quello in dollari.

Il quesito successivo cerca di comprendere la conoscenza del mercato dei cambi: in linea generale, dato lo stesso merito creditizio a due paesi che emettono con diverse valute, dove il primo remunera al 2% il secondo allo 0,2% a parità di duration; le loro economie esprimono la prima, condizioni di crescita ed inflazione al rialzo, la seconda, stagnazione e deflazione. La prima è governata da una politica  monetaria cautamente restrittiva, la seconda con un approccio estremamente accomodante. Domanda: quale moneta si apprezzerà maggiormente?

Lo studente questa volta non ha dubbi, eppure in un recente post pubblicato in rete ricorda le parole di un famoso analista che si chiedeva come mai nonostante il livello così massiccio di stimoli monetari l’euro si sia apprezzato sul dollaro.

Preso dallo sconforto abbandona anzitempo la verifica; il ragzzo si alza ed esce dall’aula borbottando: perché devo frequentare un corso in cui ciò che mi insegnano è esattamente opposto a quanto accade nella realtà? Qual è il senso?

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News from Reuters

mind the gapWB ANALYTICS MERCATI – Le borse aprono la settimana poco variate, il dollaro si apprezza marginalmente sull’euro con spunti tecnici che per il momento non mettono in evidenza particolari segnali. Questa sera il nostro Team WB Analytics pubblicherà l’aggiornamento settimanale all’Outlook WB>PERSPECTIVES.

GRECIA – I creditori europei hanno compiuto importanti progressi con Atene sulle riforme fiscali e previdenziali, in un pacchetto di misure che dovrà essere adottato per ottenere nuovi prestiti e un alleggerimento del debito. Gli ispettori di Ue, Bce e Fmi, ad Atene per valutare i progressi compiuti dal governo greco sulle riforme, hanno lasciato ieri la capitale greca in vista delle vacanze pasquali. Dombrovskis ha detto a un gruppo di quotidiani tedeschi che i colloqui con Atene sono stati costruttivi, aggiungendo però che “c’è ancora molto da fare”. E’ intanto entrato in vigore ieri l’accordo sui migranti fra Ue e Turchia, con Atene che però, secondo quanto riportato dai principali quotidiani, chiede più tempo per attuare il programma di rimpatrio dei migranti.

CINA – Dati recenti, fino ai primi di marzo, mostrano come l’economia cinese sia in miglioramento. Lo ha detto il vice premier Zhang Gaoli ad un forum economico, mentre il ministro per il Commercio Gao Hucheng ha dichiarato che il commercio estero cinese in marzo mostrerà probabilmente un significativo rimbalzo, dopo il calo registrato nei primi due mesi dell’anno. In occasione dello stesso forum, il governatore della banca centrale Zhou Xiaochuan ha detto che i flussi di capitali in uscita dalla Cina hanno mostrato un rilevante rallentamento, con un placarsi dei timori relativi a una frenata della seconda economia del mondo.

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euro

YES WE CAN DRUG.IT

Nel 2017 si celebrerà il 500° anniversario della Riforma Protestante in Germania. Wolfgang Schäuble, di formazione luterana, ha recentemente scritto a proposito di Martin Lutero “che non ha difeso solo la libertà di coscienza, ma ha preso partito, politicamente, in un modo che oggi definiremmo preoccupante, meglio, in modo totalmente brutale”. Lutero avrebbe portato nella politica uno “stile di battaglia dura”; con lui nel ”pensiero politico tedesco è entrato un pensiero che distingue nettamente tra amico e nemico”. Nell’estensione ecumenica il monaco Lutero esprime nel suo pensiero una convinzione estrema: solus Christus, sola Fides, sola Scriptura. In una dimensione politica la critica del ministro Schäuble al pensiero di Lutero assume un valore significativo, soprattutto se confrontata all’ortodossia con cui il ministro combatte la dialettica e le critiche che si oppongono alla linea politica che la Germania impone all’Unione Europea.

La rigidità fiscale con cui l’Unione governa i partners europei ha prodotto una netta spaccatura all’interno dell’Eurozona adeguandone il funzionamento ad una velocità a doppio regime: nord gdp europeverso sud. Il grafico che riporta i principali andamenti del GDP rimodulato su base unitaria a partire dal picco relativo all’ultimo ciclo espansivo, 2003-2007, denuncia nella sua drammaticità le difficoltà in cui i paesi periferici sono sprofondati con le ultime due crisi economiche, quella del 2008 e successivamente quella del 2011-12. In buona sostanza il valore del prodotto interno lordo non ha più avuto la forza per recuperare gli standard di crescita precedenti. La BCE consapevole del doppio regime di velocità, ha opposto alla rigidità fiscale una serie di facilitatori monetari che nonostante le mille critiche ha avuto il beneficio di sostenere le economie sottostanti grazie alla debolezza dell’euro. Finora i vari programmi di sostegno monetario, LTRO e QE, non hanno avuto il merito di alimentare secondo le aspettative le linee del credito alle imprese. Mario Draghi ha utilizzato fino in fondo in ogni occasione, ogni parola, per convincere i mercati che avrebbe fatto qualsiasi cosa per evitare l’implosione dell’UEM.

Il 10 marzo il mercato si aspettava molto di più dei proclami. E Mario Draghi questa volta non ha disatteso gli impegni: allargamento quantitativo del Qe da 60 a 80 mil/mese, allargamento del perimetro degli attivi eligibili, diminuzione dei tassi sui depositi tra banche e regolatore.

La Bundesbank non è d’accordo.

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forex

LA FED TEME IL FUTURO

Lo statement rilasciato mercoledì dalla Federal Reserve nonriporta alcuna sorpresa rispetto alle attese del mercato. Il consensus degli investitori era allineato a quanto Janet Yellen ha dichiarato nel comunicato finale. Tuttavia i toni morbidi dell’Outlook hanno dato forza a quanti ritengono che la Banca Centrale americana non abbia alcuna fretta a mettere mano ai tassi nel breve termine. Eppure le dinamiche inflattive, unite alle statistiche sull’occupazione, imporrebbero quanto meno una maggior severità nell’esprimere giudizi e visione sulle linee di policy.

In realtà la Fed è, a nostro avviPMI USAso, allarmata dall’andamento della crescita negli US.  Il dato sull’indice PMI (Purchase Manager Index) non lascia dubbi sul decadimento della dinamica di sviluppo in più settori dell’economia americana. Rispetto al mese di gennaio, la perdita di momentum dei consumi è significativa, come pure quella relativa all’industria.

Il decadimento delle dinamiche sulla crescita rappresenta un denominatore comune a livello globale.

Eppure le  borse azionarie hanno fatto molta strada nel recupero maturato a partire dalla seconda metà di febbraio. Lo Standard & Poor 500 è salito oltre quota 2000 riconquistando la media a 200 giorni. C’è da chiedersi se i vuoti d’aria che abbiamo sperimentato all’inizio dell’anno ed ancor prima rante la scorsa estate abbiano esaurito i loro effetti intimidatori.

In altre parole abbiamo i mercati che rispondono positivamente al recupero del petrolio, alla tenuta della Cina, alle varie tensioni presenti su più fronti, mentre l’economia reale continua a perdere momentum e soprattutto fiducia sul futuro visibile. Cosa spinge i mercati a sostenere ancora le quotazioni? Indubbiamente l’effetto traino del NYSE riesce a catalizzare l’azione di tutti gli investitori, europei compresi, anzi in qualche modo obbliga tutti a sintonizzare le loro azioni sulla crescita del listino americano.  Tuttavia analizzando i flussi della domanda e dell’offerta emerge ancora una volta il forte contributo agli acquisti da parte dei buy back, mentre sul lato delle mani forti continuano le prese di benficio, meglio ancora le liquidazioni.

Questo atteggiamento conferma quanto abbiamo già scritto in passato documentando l’attuale situazione come lo sviluppo di una lunga fase di distribuzione. Queste fasi anticiapno sempre  periodi di maggior turbolenza. Inoltre l’azione degli Hi Frequency Traders tende ad amplificare determinate situazioni salvo agire diversamente quando gli imput degli algoritmi rilevano pattern  che invertono il loro framework.

Secondo le nostre osservazioni un primo trigger in grado di innescare un diverso processo operativo potrebbe essere dato da regressioni che spingano i valori dell’S&P 500 oltre le soglie dei 2000 e 1980 punti di indice.

 

S&P 500

STANDARD & POOR 500

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mind the gap

News from Reuters

 

INDICI 17 MARZO
FTSE Mib 18.608,03 -0,66%
FTSEurofirst 300 1.340,04 -0,13%
Euro STOXX 50 3.043,10 -0,62%
Dow Jones 17.481,49 +0,90%
S&P 2.014,59 +0,66%

L’azionario europeo dovrebbe aprire la seduta stazionando attorno ai livelli di chiusura registrati ieri.
Di seguito i titoli in evidenza nella seduta del 18 marzo.
Scadono i futures sul’indice FTSE Mib e su azioni e opzioni.

BANCO POPOLARE – POP MILANO – Bce ha inviato una lettera a Banco Popolare e Bpm con alcune indicazioni sulla prospettata fusione fra i due istituti. Lo riferiscono fonti vicine alla situazione.
Consob chiede che la lettera sia resa nota oggi, scrive il Sole. Oggi è previsto un summit tra i due AD Saviotti e Castagna per decidere se procedere o rinunciare al piano di aggregazione, scrivono i giornali che parlano anche del riavvicinamento di Andrea Bonomi a Pop Milano. Secondo il Sole Bonomi potrebbe recarsi già oggi in Bankitalia per presentare un suo progetto, mentre il Messaggero parla di un incontro, sempre oggi a Roma, con un “esponente di punta” del governo.
Consob ha intanto vietato le vendite allo scoperto sul Banco Popolare per l’intera seduta.

BANCHE – Il ministero dell’Economia potrà emettere la garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze (Gacs) non solo a favore delle banche ma anche di “altri intermediari finanziari”. Lo prevede un emendamento condiviso presentato in commissione Finanze della Camera.

GENERALI – Ha chiuso il 2015 con un utile netto di 2,03 miliardi di euro, in crescita del 21,6% rispetto al 2014, e aumenta il dividendo distribuito ai soci a 0,72 euro (+20%).
Come nelle attese, il cda ha cooptato Philippe Donnet conferendogli deleghe esecutive e nominandolo Group Ceo e nominato il Cfo Alberto Minali Direttore Generale. La decisione è stata presa all’unanimità, riferisce una fonte vicina al consiglio..

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