Benvenuti - 23/05/2015
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STRESSTEST: MODALITA’ & PAZIENTE SELEZIONE
14/05/2015

>> DOLLAR INDEX

Ci stiamo preparando all'IT FORUM, come sempre parleremo del futuro dei mercati caduti nuovamente in una situazione che lascia aperte molte interpretazioni.

Ci sono percezioni ed evidenze: Le prime hanno un forte impatto sull’emotività, le seconde sulla razionalità. I mercati sono fabbriche di percezione e laboratori di evidenze. Le prime tendono ad impadronirsi degli spiriti animali, soprattutto quando derivano da situazioni complesse, di norma caratterizzate da azioni correttive; le seconde appartengono alla sfera della razionalità quella che tutti noi cerchiamo quando guardiamo i mercati, soprattutto nelle fasi in cui la volatilità crea forti deviazioni al trend.

Le evidenze di cui disponiamo in questa fase di turmoil sono di diversa natura: il Qe della BCE e della BoJ a cui si sta unendo la PBC, la Grecia, l’impostazione tecnica di molti attivi a partire da alcuni indici azionari, per finire al dollaro. Sul primo tema sappiamo che i programmi, in particolare quello della BCE, sono da poco stati avviati ; sul secondo tema vi sono alcuni mercati più di altri che mettono in evidenza una struttura tecnica che nonostante la correzione di questi giorni rimane positiva.

In Europa possiamo riscontrare tale evidenze su e devono ancora esprimere il loro potenziale. La Grecia rappresenta un problema politico per il quale si dovrà trovare il punto per procedere alla snodatura delle varie implicazioni. Sui mercati azionari, che soffrono per il modo in cui quast’ultima ha pagato la tranche in scadenza al FMI, ci sono ombre ma anche luci. il Ftse Mib è sceso con violenza verso area 22200 la scorsa settimana per reagire velocemente in positivo. I mercati non hanno ancora assorbito l’intera correzione, tuttavia costituisce un fenomeno significativo il fatto che il nostro mercato, molto periferico e molto influenzabile da eventi esogeni come la Grecia, sta iniziando a tentare di sovraperformare il Dax e lo stesso Eurostoxx 50. Per uscire dalla trappola delle vendite e quindi dalle percezioni corrosive dovrà dimostrare di essere in grado di riassorbire le perdite residue che separano le attuali valorizzazioni rispetto alla giornata del 28 aprile quando gli investitori hanno nuovamente ripreso a liquidare posizioni. Un primo segnale positivo emerge dal recupero di area 23400. La cosa interessante è che al momento l’indice ha capitalizzato un primo obbiettivo con successo: conservare quota 22.000. Il livello non è casuale: corrisponde ad un valore marginalmente superiore ai picchi che hanno preceduto la crisi del 2011ed a quelli fissati lo scorso anno in estate prima che si aprisse la profonda nonché per certi versi preoccupante correzione che dalla metà di giugno ha governato le contrattazioni sino agli inizi di quest’anno. Consolidare l’indice oltre questi picchi significa dare evidenza ad un evento molto significativo: dare prova di forza del fatto che si sia superata una fase distorta delle percezioni sulla credibilità del nostro mercato.

Certamente aiutano a raccogliere questa credibilità il rafforzamento del dollaro che nel contempo ha spinto l’euro a scendere da 1,40 sino al recente minimo 1.05 eur-usd. La debolezza dell’euro ha restituito in parte la perdita di competitività delle nostre imprese, in particolare quelle appartenenti alla dorsale delle PMI fortemente indebolite nel mercato dell’Eurozona, penalizzate dall’euro forte verso le aree extra UE. Oggi il cambio cerca prove di questa debolezza e tenta, declinando anch’esso una reazione, di collaudare quanto sia forte il dollaro tra attese e disillusioni su revisioni della politica monetaria della Fed e crescita della propria area economica. Per capirlo è meglio considerare due aspetti osservando che mentre l’euro recupera 8 figure, nel contempo il rapporto usd yen rimaneva stabile tra 120/119. Inoltre, cosa più significativa, il Dollar Index è uscito lo sorso febbraio dal cono d’ombra che ha dominato in negativo più cicli della moneta americana. Di fatto con febbraio il ciclo secolare riflessivo del dollaro, avviato nel 1985 dopo gli accordi del Plaza a New York, ha perso ogni influenza sul cambio. In questi giorni i valori del Dollar Index stanno collaudando il break-up event testando quota 93.80. La conclusione in positivo di questo test scioglierà la percezione di un mercato in difficoltà restituendo maggior chiarezza al quadro complessivo.

Wlademir Biasia
 




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