Benvenuti - 06/03/2015
Pagina 1 di 2

 
2015 BEYOND
09/01/2015

>> euro usd

Ci sono molti nomi illustri che vedono in questo 2015 un anno difficile da attraversare. Le borse hanno aperto sotto il segno della volatilità, il dollaro continua la sua corsa al rialzo, le commodity perdono momentum sconfinando nel caso del petrolio sotto i 50 usd al barile. Non c’è dubbio che sono in corso forti aggiustamenti di ciclo che rispondono a più logiche di pensiero. Tuttavia non stupisce il rafforzamento della moneta americana, ne abbiamo parlato molto lo scorso anno, dell’incertezza delle borse stupisce semmai la loro tenuta. Può sembrare fuori misura il ribasso del greggio, ma ciò che risulta imbarazzante, per quanto l’avessi studiato da tempo, è il ribasso dei rendimenti sulla parte lunga della curva dei bond governativi core: Germania e USA. Il 10 anni tedesco quota 0,45, è orientato a scendere verso 0,30, quello americano punta in direzione di area 1,50. Trattasi di stime, certo, ma in assoluto queste quotazioni portano con se un qualche messaggio che non deve essere trascurato da chi cerca opportunità sfidando i rischi. Perché nel mercato c’è chi acquista decennali così cari? Non c’è segno d’inflazione, vero, ma evidentemente non se ne vede nemmeno all’orizzonte. Ha ragione quindi Bill Gross quando afferma che la Fed non alzerà i tassi per l’anno in corso. Almeno personalmente sono fortemente allineato a questa tesi. Del resto le commodity sono deboli sia nel comparto dell’energia che in quello industriale relativo ai metalli. Anche questa debolezza ha un significato. Il rame dopo un lunghissimo periodo laterale di swing inerziali sopra quota 3 usd ha ceduto violando il supporto tecnico riattivando una condizione regressiva che introduce i corsi in un contesto tecnico rapportabile per caratteristiche ai domini della crisi del 2008. In tutta evidenza il mercato delle materie prime in qualche modo sconta una crescita globale molto più debole di quanto oggi esprimano le proiezioni di molti centri uffici studi istituzionali. Non mancano infine le insidie geopolitiche a cominciare dalla Russia e le relative sanzioni per il contenzioso verso l’Ucraina. La debolezza del petrolio aggiunge altri fattori di rischio; infine visto che le cose si uniscono, non possiamo esimerci di inserire nell’inventario la debolezza dell’Europa il cui apice ancora una volta si configura nella crisi greca. L’Eurozona sconta ormai tutti gli squilibri interni sulla scala della competitività. Kenneth Rogoff è stato piuttosto esplicito sul tema e di conseguenza nei riguardi dell’euro definendolo un insuccesso di portata storica. L’idea di fondo è che il dollaro associa tutte queste sofferenze assumendo un ruolo di rifugio per tutte le avversità rilevate. Tecnicamente, con la violazione di area 1,22, il cambio euro dollaro ha fatto ingresso in una nuova dimensione operativa la cui ampiezza oltre ad evidenziare valori obbiettivo verso area 1,10, non esclude una caduta dei corsi in direzione della parità.
Buon Anno!

Wlademir Biasia
WBAdvisors.it
08.01.2015
 




1   2    Successiva »

Archivio

info@wbadvisors.it Twitter WBadvisors LinkedIn Wlademir Biasia