Le crescenti tensioni geopolitiche internazionali e le nuove aspettative monetarie statunitensi stanno guidando i movimenti strategici all’interno del cambio euro dollaro. Gli investitori si muovono tra le minacce energetiche mediorientali e le decisioni delle banche centrali; nel frattempo, il caos politico nel Regno Unito e i possibili interventi di Tokyo sullo yen alimentano l’incertezza generale dei principali listini finanziari.
L’analisi integrata: Hormuz, il cambio euro dollaro e l’altalena del petrolio
La nostra analisi sul cambio euro dollaro conferma pienamente l’obiettivo già messo a fuoco agli inizi dell’anno nell’Outlook 2026 in area 1.14 eur usd. Il biglietto verde continua a rafforzarsi nei mercati a seguito della recente apertura della Federal Reserve verso un futuro incremento dei tassi d’interesse. E’ chiaro che i consiglieri della Riserva Federale possono modificare le loro opinioni in qualsiasi momento, soprattutto qualora l’inflazione oggi in crescita dovesse rispondere ad un raffreddamento a seguito del ribasso dei corsi energetici. Ma oggi prevale l’aspettativa su un potenziale rialzo dei tassi, scontata nelle lettura aggiornata dei DOT PLOT pubblicati la scorsa settimana. Il nostro FX Team ritiene che in ogni caso sia l’euro a subire pressioni in vendita a causa di un vento più freddo che soffia sul versante della crescita e non ultimo sugli equilibri politici in Europa. Nel nostro FX Outlook 2026 avevamo stimato uno scenario in cui l’obbiettivo 1.14 costituisse una tappa intermedia all’interno di un ciclo meno brillante per l’euro. Su questo punto abbiamo lavorato intensamente per costruire una strategia per i nostri Clienti che potesse prevenire l’apprezzamento del dollaro, sfruttando i movimenti di coda di inizio anno nel range 1.19/1.20 per accumulare posizioni di copertura su flussi di budget import.
Come già scritto in precedenza il collaudo di area 1.14 fornirà agli operatori un test importante sugli sviluppi del ciclo di medio termine.
Sul fronte energetico, il petrolio conferma il trend di diminuzione dei prezzi dopo la rottura decisiva dell’area dei 90 dollari al barile. Le quotazioni settimana scorsa si erano temporaneamente attestate sui livelli di inizio conflitto, ma successivi rumors sulla chiusura di Hormuz hanno spinto il greggio a 78 dollari; tuttavia ci aspettiamo ulteriori discese a fronte di una diplomazia molto più concreta rispetto ai periodi recenti
Il primo round dei colloqui strategici tra Stati Uniti e Iran si è concluso in Svizzera dopo un avvio decisamente accidentato. Le trattative hanno risentito delle minacce belliche di Trump, ma Qatar e Pakistan hanno annunciato una tabella di marcia entro sessanta giorni, i negoziati tecnici proseguiranno nel resort di Buergenstock. Malgrado il parziale cessate il fuoco in Libano, l’Iran dichiara lo stretto chiuso mentre Vance ha sostenuto l’esatto contrario poche ore fa. Questa dialettica instabile e contraddittoria è una storia già vista, ripercorrendo le dinamiche anticipate nel nostro articolo datato 20 aprile “Stretto riaperto uguale a stretto richiuso”; dove tutt’oggi il mercato resta instabile e reattivo a nuove notizie sul conflitto. Per questo proponiamo il nostro servizio premium Riskoo, che permette di navigare l’incertezza e sfruttare le opportunità di mercato, invece che subirlo.
Crisi governativa nel Regno Unito e la difesa dello Yen
Lo scenario europeo è scosso dalle dimissioni del premier britannico Starmer, fortemente pressato dal rivale politico Andy Burnham. Il fulmine non arriva a cel sereno, decine di ministri del Partito Laburista avevano chiesto in privato un calendario chiaro per favorire la transizione dell’ex sindaco di Greater Manchester, mentre Donald Trump aveva anticipato sui propri canali social nei giorni precedenti l’imminente uscita del premier. La Sterlina ha risentito in maniera positiva della notizia, guadagnando un 0,30% alle 15 italiane. L’eur gbp è sceso collaudando nuovamente area 0.8615 dove sono allineati tutti i minimi dell’euro fissati negli ultimi 12 mesi alla pari di quanto registrato nel caso dell’eur usd a 1,14. Non deve sfuggire alla vostra attenzione l’analogia tecnica tra i due tassi di cambio. Soprattutto non deve sfuggire il potenziale regime di debolezza verso cui si sta avviando l’euro nel corso dell’estate. Se desiderate approfondire il tema potete contattarci inviandoci una richiesta specifica, vi contatteremo per fornirvi la nostra view in merito (link in calce alla pagina).
La scorsa settimana oltre al meeting di FED e BoE, si è riunito il Consiglio della Bank of Japan. Il Board ha aumentato il tasso ufficiale di 25 bp ottenendo scarsi effetti sul cambio. Il ministro Katayama ha ribadito che Tokyo interverrà prontamente sui mercati valutari per arginare il pericoloso e continuo indebolimento dello yen. Su questo fronte abbiamo fissato in area 182,50 un primo livello di verifica per cogliere eventuali reazioni del mercato.
Il calendario economico e i market mover della settimana
I mercati finanziari monitoreranno i seguenti dati macroeconomici nei prossimi giorni:
- Martedì verranno pubblicati gli indici PMI provvisori di giugno relativi a Giappone, Stati Uniti, Gran Bretagna e principali paesi della zona euro.
- Mercoledì saranno rilasciati l’indice IFO sulla fiducia aziendale tedesca, le aspettative di business in Germania e i dati sulle vendite industriali italiane.
- Sempre mercoledì l’attenzione globale si sposterà sulla diffusione dell’indice PCE di maggio e sulla lettura definitiva del PIL statunitense del primo trimestre, indicatori chiave per l’andamento del cambio euro dollaro.
- Venerdì la settimana macroeconomica si chiuderà con il livello di fiducia delle imprese italiane e la bilancia commerciale dei beni statunitense.
Considerazioni strategiche finali per il cambio euro dollaro e le tesorerie
La partita infinita tra le banche centrali e gli improvvisi shock energetici dimostra che la stabilità dei cambi è ormai un lontano ricordo. I mercati reagiscono istantaneamente ai rumors di Hormuz, confermando come la dialettica geopolitica sia diventata il vero motore della volatilità valutaria odierna. Per le aziende diventa quindi fondamentale analizzare questi scenari con freddezza strategica, blindando il budget senza fidarsi delle temporanee tregue diplomatiche. Contatta oggi i consulenti specializzati di Riskoo per scoprire come proteggere i tuoi margini aziendali dalle repentine oscillazioni del mercato valutario internazionale.
