L’ultima settimana di ottobre porta con sé uno degli appuntamenti più delicati dell’anno per i mercati finanziari. Le riunioni parallele delle banche centrali, un comparto energetico in tensione e le imminenti elezioni statunitensi delineano il contesto. In questo scenario le imprese si trovano a fronteggiare una fase di alta volatilità. Interpretare le oscillazioni di tassi, valute e materie prime diventa essenziale per impostare una corretta gestione del rischio aziendale e proteggere la marginalità.
ANALISI TECNICA: MERCATI SOTTO PRESSIONE
L’ultima settimana di ottobre si apre con un calendario particolarmente intenso per i mercati finanziari. Le decisioni di politica monetaria della Federal Reserve, attese mercoledì 28 ottobre, e della Banca Centrale Europea, giovedì 29, rappresentano snodi cruciali. Questi eventi precederanno le elezioni statunitensi di metà mandato previste per il 3 novembre. Un insieme di appuntamenti che potrebbe alimentare la volatilità sui mercati obbligazionari, valutari ed energetici. In un contesto già caratterizzato da tensioni sui prezzi e incertezze geopolitiche, si aggiunge un ulteriore elemento. Le dichiarazioni provenienti dalla Casa Bianca potrebbero infatti contribuire a modificare rapidamente le aspettative degli operatori.
Per le imprese, il tema non riguarda soltanto la direzione dei mercati. La questione centrale è comprendere come questi movimenti possano riflettersi sul costo del debito e sui prezzi di approvvigionamento. L’impatto si estende inoltre sui margini operativi e sui flussi di cassa. In questa ottica, la pianificazione e la gestione del rischio aziendale assumono un ruolo determinante.
Continua a leggere
POLITICA MONETARIA: LA CAUTELA DELLE BANCHE CENTRALI NON ELIMINA IL RISCHIO
Il nostro scenario di base prevede che Fed e BCE mantengano invariati i tassi di riferimento nelle rispettive riunioni di questa settimana. Una pausa che, tuttavia, non deve essere interpretata come un segnale definitivo di stabilizzazione.
L’inflazione rimane esposta alle pressioni provenienti dal comparto energetico. Contemporaneamente, l’evoluzione delle condizioni finanziarie e le tensioni sui mercati obbligazionari rendono più complesso il percorso delle autorità monetarie.
Negli Stati Uniti, la Federal Reserve dovrà bilanciare la necessità di contenere le pressioni sui prezzi con gli effetti di condizioni finanziarie già più restrittive. In Europa, la BCE dovrà confrontarsi anche con le tensioni fiscali, in particolare quelle francesi, e con il rialzo dei rendimenti sovrani.
Il mercato si interroga quindi non soltanto sulle prossime decisioni sui tassi. Gli operatori valutano anche la durata della fase restrittiva e l’eventuale evoluzione delle politiche di bilancio delle banche centrali.
Per le imprese, il rischio è duplice. Un costo del finanziamento che rimanga elevato più a lungo del previsto costituisce il primo elemento. Inoltre una curva dei tassi che continui a modificarsi inciderebbe sulle condizioni di credito e sulle strategie di copertura.
In questa fase, monitorare l’esposizione ai tassi variabili e valutare la sensibilità degli oneri finanziari a scenari alternativi rappresenta un passaggio importante nella pianificazione finanziaria.
Approfondiremo queste tematiche nella nostra diretta streaming Inside Central Bank Giovedi alle 16, un evento in cui analizzeremo le decisioni delle banche centrale e le ripercussioni sui mercati, riserva il tuo posto qui
ENERGIA: PETROLIO E GAS RESTANO SOTTO OSSERVAZIONE
Brent: possibile correzione dopo il recente rialzo
Nelle ultime due settimane le quotazioni del petrolio hanno registrato un ulteriore apprezzamento. Riteniamo che il movimento possa avvicinarsi a un picco temporaneo, lasciando spazio a una fase di correzione.
Per individuare un segnale più convincente di attenuazione delle pressioni sui prezzi, il Brent dovrà tuttavia scendere sotto l’area di 105-106 dollari al barile. Fino a quel momento, il rischio di nuove accelerazioni non può essere escluso. L’incognita rimane valida soprattutto in presenza di tensioni geopolitiche o di dichiarazioni in grado di modificare le aspettative degli operatori.
Per le aziende con un’elevata incidenza dei costi energetici, la volatilità del petrolio si riflette sui margini. L’impatto si trasmette direttamente o indirettamente sui costi di produzione, sui trasporti e sui prezzi delle materie prime. La gestione di questa esposizione richiede quindi un approccio che consideri non soltanto lo scenario centrale, ma anche la possibilità di nuovi rialzi.
Gas naturale ed elettricità: attenzione ai livelli di prezzo
Il mercato europeo del gas rimane particolarmente teso. Le quotazioni dei futures sul TTF si stanno orientando verso l’area di 110 euro/MWh. Questo livello richiede particolare attenzione per le sue potenziali ripercussioni sul mercato elettrico.
Il gas continua a determinare il prezzo marginale dell’elettricità per una parte significativa delle ore in numerose aree europee. Un ulteriore rialzo delle quotazioni potrebbe quindi spingere il PUN Base Load verso l’area di 300/330 euro/MWh.
Non riteniamo che debbano necessariamente ripetersi le condizioni estreme dell’estate del 2022. La situazione resta tuttavia delicata e i livelli di stoccaggio non eliminano il rischio di tensioni sui prezzi, pur rappresentando un importante elemento di verifica. Al 25 ottobre, le stime riportate per gli stoccaggi indicano livelli pari a circa il 90% in Italia. Nello stesso periodo si registra un 61,45% in Germania, un 65% nei Paesi Bassi e un 87% in Francia. Queste differenze evidenziano come il quadro europeo non sia omogeneo. La disponibilità di gas deve essere quindi valutata insieme alle condizioni di domanda, offerta e approvvigionamento.
Gas: il rischio di una correzione resta aperto
L’intensità del recente rialzo e il posizionamento degli operatori suggeriscono la possibilità di un eccesso di acquisti. Ciò comporta una conseguente possibilità che si verifichino prese di beneficio.
Nel nostro scenario tecnico, una prima area da monitorare è quella di 97,50 euro/MWh. Un’ulteriore estensione del rialzo potrebbe invece incontrare una resistenza significativa nella fascia 110-112 euro/MWh. Il nostro modello individua invece nell’area di 80 euro/MWh un livello rilevante per valutare l’avvio di una fase di distensione più stabile.
Questi riferimenti costituiscono livelli di scenario e non indicano un percorso certo dei prezzi. Il mercato rimane esposto a movimenti bruschi, in entrambe le direzioni. In presenza di prezzi energetici elevati e volatili, diventa essenziale verificare l’impatto sul budget aziendale. Occorre capire quanto un’ulteriore accelerazione o una successiva correzione possano incidere sui conti. Per i tesorieri e i CFO, l’obiettivo è misurare l’esposizione effettiva e valutare gli scenari di costo. Diventa fondamentale definire una strategia coerente con i fabbisogni energetici e la capacità dell’impresa di assorbire oscillazioni dei prezzi.
INFLAZIONE E TASSI IRS: IL MERCATO GUARDA OLTRE LE DECISIONI DI QUESTA SETTIMANA
L’energia continua a rappresentare un fattore rilevante per le prospettive inflazionistiche. Le rilevazioni di settembre riportate nel nostro scenario indicano un’inflazione tendenziale in aumento al 3,8%, confermando la persistenza delle pressioni sui prezzi.
Nonostante questo quadro, riteniamo che la BCE possa privilegiare un approccio prudente. L’istituto valuterà attentamente gli effetti del rialzo dei rendimenti obbligazionari e delle tensioni sui mercati del debito sovrano, a partire da quello francese.
La questione centrale è capire se l’inasprimento delle condizioni finanziarie possa già contribuire a contenere la domanda. Di conseguenza, andrà valutato se le prossime mosse della banca centrale debbano essere meno restrittive di quanto inizialmente ipotizzato.
Nel nostro report di ottobre, WB PERSPECTIVES (richiedilo qui), avevamo individuato nella curva dei tassi IRS i presupposti per l’avvio di una correzione al ribasso. Questa impostazione rimane alla base del nostro scenario in vista della riunione della BCE.
Gli obiettivi individuati sui segmenti a 5 e 10 anni restano quindi sotto osservazione. La loro evoluzione dipenderà anche dal tono delle comunicazioni delle banche centrali e dalla capacità dei mercati obbligazionari di stabilizzarsi dopo le recenti tensioni.
Per le imprese indebitate, un movimento al ribasso dei tassi può rappresentare un’opportunità. La dinamica non è tuttavia sufficiente per determinare automaticamente la convenienza di una copertura o di una sua modifica. Occorre considerare la struttura del debito, le scadenze, il profilo dei flussi finanziari e gli obiettivi di stabilità del costo del finanziamento.
La gestione del rischio di tasso richiede pertanto una valutazione integrata tra scenario di mercato e struttura finanziaria aziendale.
EUR/USD: IL DOLLARO POTREBBE PERDERE PARTE DEL VANTAGGIO
Le decisioni di Fed e BCE potrebbero produrre effetti significativi anche sul cambio EUR/USD, soprattutto attraverso le indicazioni sulle future traiettorie dei tassi.
In assenza di nuove strette monetarie da parte di entrambe le banche centrali, l’euro potrebbe trovare spazio per un recupero. Il movimento andrebbe tuttavia interpretato alla luce delle aspettative già incorporate nelle quotazioni e delle differenze tra le prospettive economiche delle due aree.
Come sosteniamo da due settimane, il test dell’area di 1,1110 ha creato i presupposti per una reazione dell’euro. L’impulso è alimentato anche attraverso prese di beneficio sulle posizioni in dollari.
Il recupero incontra al momento un ostacolo tecnico in area 1,1265. Il superamento di questa soglia potrebbe favorire un’estensione del movimento, compensando almeno in parte gli eccessi delle significative vendite di euro maturate durante l’estate.
La nostra lettura richiede tuttavia di distinguere il movimento tecnico di breve periodo dai fattori fondamentali. Le criticità dell’Eurozona non sono venute meno e potrebbero tornare a pesare sul cambio una volta esauriti gli effetti temporanei del posizionamento degli operatori.
Nelle nostre analisi di scenario per il 2026 avevamo delineato un percorso di rafforzamento del dollaro. Il primo obiettivo in area 1,14 è atteso entro la fine della primavera. Un successivo obiettivo in area 1,12-1,1150 rimane fissato per l’autunno.
La reazione oltre 1,1265 introduce un elemento di cautela su questo scenario. La dinamica suggerisce che il mercato potrebbe attraversare una fase di riequilibrio prima di esprimere una nuova direzione. Parleremo diffusamente di questi sviluppi nel rapporto WB PERSPECTIVES di novembre.
Implicazioni per le imprese
Per le aziende che operano sui mercati internazionali, le oscillazioni del cambio possono modificare il valore degli incassi e dei pagamenti in valuta. L’impatto condiziona direttamente la competitività commerciale e la marginalità delle singole commesse. Una valutazione efficace del rischio valutario parte dalla mappatura delle esposizioni effettive e dalla misurazione dell’impatto di movimenti avversi sui flussi di cassa attesi.
In questo contesto, il Risk Management non consiste nel prevedere con certezza la direzione dei mercati. L’obiettivo è misurare le esposizioni, comprendere gli effetti dei diversi scenari e predisporre risposte coerenti con gli obiettivi finanziari dell’azienda.
DAL MONITORAGGIO DEI MERCATI ALLA GESTIONE DEL RISCHIO AZIENDALE
La settimana che si apre potrebbe rappresentare un passaggio importante per le aspettative sui tassi, le quotazioni energetiche e il cambio EUR/USD. I livelli tecnici individuati nei nostri scenari offrono riferimenti utili per seguire l’evoluzione dei mercati.
L’analisi di scenario aiuta a comprendere quali rischi possano incidere maggiormente sugli equilibri finanziari dell’impresa e con quali strumenti possano essere gestiti.
Per approfondire le nostre analisi sui mercati, è possibile richiedere il report WB PERSPECTIVES di ottobre. Per valutare invece le implicazioni operative sulle esposizioni aziendali, siamo a disposizione di CFO e tesorieri. Il nostro team è pronto per un confronto dedicato sulle strategie di gestione del rischio aziendale.
Vuoi schermare la tua azienda dai rischi finanziari e proteggere i margini?
Le decisioni imminenti di Fed e BCE, unite alla volatilità dei mercati, richiedono risposte rapide e coperture efficaci. Attraverso il servizio avanzato di consulenza di WB Advisors, supportiamo la tesoreria della tua impresa. Il nostro obiettivo è strutturare la migliore gestione del rischio aziendale su cambi, tassi ed energia.
Contatta i nostri Specialist di Riskoo per una consulenza personalizzata
CALENDARIO MACROECONOMICO: GLI APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA
LUNEDI:
- Sono stati rilasciati l’indice IFO e le aspettative di business tedesco, che si sono attestati sopra le attese.
MARTEDI:
- Rapporto sulla fiducia dei consumatori USA.
MERCOLEDI:
- Decisione sui tassi di interesse della FED.
GIOVEDI:
- Decisione sui tassi di interesse della BCE.
- PIL trimestrale USA (previsionale).
- Indice PCE USA (settembre).
VENERDI:
- IPC Giappone (ottobre).
- Tasso di disoccupazione in Germania ed Eurozona.
- IPC previsionale di ottobre e PIL trimestrale previsionale per vari paesi dell’Eurozona.
- Decisione sui tassi di interesse della BOJ.
