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L’ILLUSIONE OTTICA DELL’INFLAZIONE: PERCHE’ IL RIMBALZO DEL BRENT NON SPAVENTA I TASSI

I mercati finanziari osservano con attenzione le ultime dinamiche energetiche e geopolitiche, cercando di decifrare le future mosse delle banche centrali. Mentre il greggio mostra un repentino rimbalzo, gli indicatori sull’aumento dei prezzi evidenziano segnali di rallentamento in diverse aree economiche. Comprendere questo apparente paradosso diventa quindi fondamentale per le tesorerie aziendali chiamate a gestire i diversi rischi, tra cui quelli legati alle valute, all’inflazione e al petrolio.

ANALISI TECNICA

La settimana di Ferragosto è trascorsa segnando la tenuta dell’euro sul dollaro sopra area 1.1520 consentendo ai trader operativi di mantenere attive le pressioni sul cambio nella prospettiva di un rialzo tassi da parte della BCE a settembre. In realtà le probabilità…..

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che la Banca centrale europea alzi i tassi nella riunione del 10 settembre si sono fortemente allentate, tant’è che per ritrovare un dato probabilistico significativo bisogna spostarsi a dicembre.

L’INFLAZIONE E PETROLIO- ANALISI TECNICA

I recenti dati sull’inflazione hanno evidenziato una perdita di momentum del tenore inflattivo a causa del ribasso dei prezzi dell’energia registrato nel mese di luglio. Il Brent per tutto il periodo è sceso da 102 a 78 usd sulla scia di un maggior ottimismo sul fronte geopolitico USA Iran.  Ma dai quadranti di guerra non emergono ancora chiari segnali di distensione. Il petrolio come uno yo-yo ha riassorbito progressivamente le perdite ritornando sotto la soglia dei 90 usd. Continuiamo a rilevare potenziali rischi per un ritorno verso 96/7 usd in queste settimane caratterizzate da bassi volumi. Il movimento tuttavia potrebbe presentare una forza inerziale, priva dei drammatici impulsi che l’avevano spinto durante la primavera a 120 usd il barile.

MID TERM E PREZZI- ANALISI TECNICA

Tra poco più di due mesi si svolgeranno le elezioni di Mid Term negli Stati Uniti. È presumibile che il presidente Trump farà il possibile per allentare i prezzi del greggio, contribuendo così a raffreddare ulteriormente l’inflazione. Possibile ma non certo. Sono in molti a giocare alla guerra geopolitica in questo momento. Ma se la nostra valutazione dovesse risultare corretta è probabile che con il test di 95/97 usd il Brent possa velocemente rientrare senza lasciare grandi tracce sull’inflazione e soprattutto sui timori che le banche centrali aumentino i tassi. Dicembre è ancora lontano politicamente parlando, e non ha al momento grande rilevanza politica. 

Quindi se il Brent deve salire dovrebbe farlo velocemente ora per poi perdere con altrettanta velocità valore.

SPREAD USA-UEM: IL DIVARIO NON È ANCORA FINITO- ANALISI TECNICA

Se osserviamo lo spread tra i rendimenti a 10Y Usa e Uem notiamo ancora in attività la forza che sostiene l’allargamento del differenziale a favore dei tassi americani. Pur misurando un’intensità contenuta continuiamo a rilevare un’azione ancora proiettata verso 175 bp.

I rendimenti sul 10Y Ue sono ritornati a collaudare area 3.20%, evidenziando rispetto a quelli Usa minore convinzione nel sostenere il recente rialzo. Ritorni sotto 3.10 a breve, 2.90 nelle prossime settimane riporterebbero l’attenzione degli investitori verso un contrastato ribasso degli stessi.  Purtroppo i tempi necessari per distribuire i valori all’interno di un quadro che preluda ad un allentamento dei rendimenti appare ancora lungo. Motivo per cui CFO e Treasury managers saranno ancora sottoposti ad un lungo periodo di tensione e disciplina operativa per cogliere i segnali utili ad impostare strategie di copertura dei rischi.

Per chi desidera approfondire lo scenario nei dettagli suggeriamo di richiedere il nostro rapporto WB PERSPECTIVE RATES dedicato ai tassi ed alle strategie di copertura dei rischi.

NOTIZIE ED EVENTI DI MERCATO

In Medio Oriente le tensioni rimangono elevate dopo che l’Iran ha invitato gli Stati Uniti ad accettare la sconfitta negoziale. Il presidente Donald Trump ha definito Teheran malvagia, avvertendo gli americani sui possibili rincari prolungati del carburante. Nel frattempo le trattative di pace e il transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz restano in una fase di stallo.

Sul fronte di Gaza, gli inviati statunitensi hanno incontrato i mediatori egiziani, qatarioti e turchi per rilanciare il piano di pace. Oggi è previsto un incontro tra Jared Kushner e Benjamin Netanyahu per discutere la nuova roadmap proposta dagli Stati Uniti.

In Asia, il PIL giapponese del secondo trimestre è cresciuto dell’1,1% annualizzato, risultando inferiore alle attese degli analisti. La debolezza dei consumi e la guerra in Iran continuano infatti a pesare sulla fiducia di imprese e famiglie. Infine, la produzione industriale nipponica di giugno ha registrato un incremento dell’1,9% congiunturale e del 3,1% tendenziale.

CALENDARIO MACROECONOMICO: IPC EUROZONA E INDICI PMI

I dipartimenti di tesoreria dovranno seguire con cura i dati macroeconomici diffusi nel corso di questa settimana.

Oggi non sono previsti dati market mover di particolare rilievo per i mercati finanziari. Martedì l’attenzione si sposterà sul tasso di disoccupazione britannico di giugno e sull’indice ZEW relativo all’economia tedesca di agosto. Sempre martedì verrà diffusa anche la produzione industriale statunitense riferita al mese di luglio

Mercoledì sarà la giornata chiave per monitorare le tendenze legate a inflazione e petrolio. Saranno infatti pubblicati gli indici IPC di luglio per la Gran Bretagna e per l’Eurozona.

Giovedì l’agenda economica prevede la pubblicazione dell’indice tedesco dei prezzi alla produzione relativo a luglio.

Venerdì la settimana si chiuderà con i dati sulle vendite al dettaglio nel Regno Unito. Ma soprattutto verranno diffusi gli indici PMI manifatturieri e terziario preliminari per l’Eurozona e per gli Stati Uniti.

CONCLUSIONE

Lo scenario attuale mostra come le dinamiche dei mercati vadano oltre la semplice lettura dei dati macroeconomici. I fattori geopolitici e le scadenze elettorali continuano a guidare l’evoluzione di inflazione e petrolio, valute e tassi. Per le aziende diventa fondamentale mantenere un presidio costante per proteggere la redditività aziendale, in quanto la volatilità dei vari asset può compromettere la redditività di bilancio. Attraverso Riskoo, il nostro servizio di Risk Management, affianchiamo la tesoreria nella definizione di coperture sartoriali per i rischi su valute, tassi e materie prime.