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STRATEGIE DELLA FED E MERCATI: L’IMPATTO DEI DATI USA SUI TASSI

ANALISI TECNICA:

Scenario tassi e la nuova guida Fed

La nomina di Kevin Warsh alla Federal Reserve sta animando il dibattito sulla futura politica monetaria. L’Istituto centrale dovrà bilanciare le pressioni dell’Amministrazione Trump con quelle dei mercati. In questo scenario, un fattore determinante sarà il ruolo futuro che gli Stati Uniti vorranno assegnare al dollaro. Il profilo del nuovo Governatore suggerisce una visione piuttosto rigida. La sua gestione della Fed potrebbe quindi divergere dalle sollecitazioni della Casa Bianca. In ogni caso, Jerome Powell è stato chiaro nell’ultima conferenza stampa. La Fed e le altre banche centrali non intendono alzare i tassi nel prossimo futuro.

L’andamento della curva dei rendimenti

I tassi ufficiali rimangono inseriti in un ciclo accomodante. Questa dinamica riguarda sia la FED che la BCE. Tuttavia, la valutazione cambia se osserviamo il tratto lungo della curva. I rendimenti dei bond governativi premono su livelli critici, mantenendo vivo il rischio di una rottura al rialzo. Attualmente operiamo in un ambiente distonico. Da un lato l’inflazione mostra segnali di raffreddamento. Dall’altro, i mercati continuano a temere esiti opposti. Il caos geopolitico alimenta questo disordine, riflettendosi direttamente sui comportamenti degli investitori.

Volatilità e strategie di Hedging

La crescente volatilità è il risultato di veri e propri “spasmi neuro-finanziari”. Notiamo contrazioni repentine delle quotazioni su quasi tutti i mercati. Questi scatti portano a movimenti inconsueti, fatta eccezione per i rendimenti obbligazionari, ancora sotto il controllo delle banche centrali. In questo ecosistema, la gestione dell’hedging deve essere estremamente coerente. Ogni Risk Manager deve definire linee di protezione chiare per i margini operativi e il posizionamento competitivo. Anche il profilo contabile gioca un ruolo chiave. Purtroppo, in questa fase, queste tre dimensioni difficilmente percorrono binari paralleli.

Focus sul Dollaro nel report di febbraio

Nel rapporto mensile di febbraio abbiamo analizzato lo sviluppo del trend della divisa americana. Abbiamo approfondito la nuova direzione della Fed sotto Kevin Warsh attraverso diversi filtri. Tra questi spiccano il posizionamento geopolitico, i fondamentali delle monete di riferimento e la politica monetaria complessiva.

ANALISI SETTIMANALE:

L’attuale scenario macroeconomico si prepara a una settimana di fondamentale importanza per la definizione delle traiettorie dei tassi d’interesse e la gestione del rischio di cambio. Al centro dell’attenzione degli investitori istituzionali e dei responsabili finanziari emergono le condizioni del mercato del lavoro statunitense, un pilastro che continua a condizionare le aspettative sulle prossime mosse e le strategie della Fed e i mercati valutari. La dialettica tra crescita e stabilità dei prezzi si sposta ora verso la verifica della tenuta dei consumi e della dinamica salariale, elementi che determineranno la sostenibilità del dollaro nel medio termine. Contemporaneamente, l’Eurozona è chiamata a confermare i timidi segnali di ripresa attraverso le letture preliminari sul prodotto interno lordo.

Lunedì: Attesa Strategica per azioni di mercato

La settimana si apre all’insegna della stabilità operativa. Non sono previsti dati o eventi market mover di rilievo per la giornata odierna, offrendo ai tesorieri e ai CFO uno spazio di riflessione per calibrare le esposizioni prima dell’attivazione dei flussi volatili previsti per i giorni successivi. In assenza di catalizzatori immediati, l’attenzione resta focalizzata sui trend strutturali già consolidati, in un clima di attesa per le imminenti pubblicazioni d’oltreoceano che influenzeranno le future strategie della Fed e i mercati.

Martedì: Consumi USA e Impatto sulle Strategie della Fed

La sessione di martedì entra nel vivo con la pubblicazione delle vendite al dettaglio mensili negli Stati Uniti relative a dicembre. Il consenso degli analisti punta a una crescita dello 0,40%, in leggero rallentamento rispetto al dato più recente dello 0,60%. Questa lettura sarà cruciale per misurare la propensione alla spesa delle famiglie americane al termine dell’anno. Parallelamente, il mercato monitorerà la variazione settimanale dei dati sull’occupazione ADP, che nell’ultima rilevazione si è attestata a 7,75K. Per una visione d’insieme sulla crescita, il dato previsionale del GDP NOW della Fed di Atlanta per il quarto trimestre è atteso al 4,20%, mantenendo la medesima proiezione dell’ultima lettura disponibile. La solidità di queste cifre suggerisce una resilienza economica che potrebbe influenzare le future decisioni di politica monetaria, temi che approfondiremo in dettaglio durante la nostra prossima diretta Inside Central Bank.

Mercoledì: Focus sull’Occupazione e Reazioni dei Mercati

La metà della settimana osserva la manifattura europea con la produzione industriale italiana di dicembre, che riparte dal livello osservato in precedenza del 1,50%. Tuttavia, il vero centro gravitazionale della giornata sarà il report sull’occupazione statunitense di gennaio, slittato da venerdì scorso a causa di uno shutdown parziale. Le buste paga del settore non agricolo sono previste in aumento di 70k unità, un incremento rispetto alle 50k rilevate nell’ultima sessione. Il tasso di disoccupazione U3 dovrebbe rimanere stabile al 4,40%, confermando il dato dell’ultima rilevazione, mentre per la versione U6 si parte da una base dell’8,40%. Particolare attenzione andrà alla retribuzione oraria media annuale, attesa in decelerazione al 3,60% contro il precedente 3,80%, un segnale potenzialmente rassicurante per le strategie della Fed e i mercati sul fronte delle pressioni inflattive derivanti dai salari.

Giovedì: Mercato del lavoro USA

Il giovedì si concentra sulla frequenza settimanale del mercato del lavoro USA. Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono stimate a 222K, evidenziando una contrazione rispetto alle 231K della scorsa settimana. Per quanto riguarda le richieste di disoccupazione continua, il punto di riferimento rimane l’ultimo dato ufficiale di 1884K. Questa dinamica, se confermata, sottolineerebbe una flessibilità del mercato del lavoro capace di assorbire le tensioni correnti, mantenendo il dollaro su una base di supporto tecnico e fondamentale, coerentemente con le attuali strategie della Fed e dei mercati.

Venerdì: Inflazione e Bilancio Finale per l’Eurozona

La settimana si chiude con dati ad alto impatto per l’area Euro e gli Stati Uniti. Il PIL annuale previsionale dell’Eurozona per il quarto trimestre è atteso all’1,30%, in linea con la lettura precedente, segnalando una crescita costante ma contenuta. La bilancia commerciale di dicembre è prevista in attivo per 10,2B, migliorando rispetto ai 9,9B osservati in precedenza. Nel pomeriggio, gli occhi saranno puntati sull’inflazione USA (IPC) di gennaio: le attese annuali indicano una discesa al 2,50% dal dato più recente del 2,70%, mentre il valore mensile dovrebbe attestarsi allo 0,30%, coerentemente con l’ultima rilevazione. Come evidenziato dai dati riportati nel calendario economico di Reuters, questi indicatori saranno determinanti per la chiusura settimanale.

Conclusione: Gestire il Rischio Cambio con Riskoo

La settimana si prospetta come un test di resistenza per le principali valute mondiali. La combinazione di una crescita solida negli USA e di un’inflazione in lento rientro suggerisce un contesto in cui il dollaro mantiene un ruolo di forza, sebbene i dati europei sulla bilancia commerciale e del Pil offrano segnali di una regione che cerca di consolidare la propria posizione. Per le imprese impegnate sui mercati internazionali, un’accurata analisi dell’andamento delle diverse valute, come quella offerta dal nostro servizio Riskoo che copre più di 40 valute, resta l’unico strumento efficace per navigare un mercato che premia la capacità di visione a lungo termine