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TASSI BCE ED ENERGIA ALLE STELLE: LA DIFFICILE SCOMMESSA DELLA BANCA CENTRALE

ANALISI TECNICA: LO SCENARIO SULLE DECISIONI DELLA BCE

Questa settimana la BCE si riunisce per decidere il livello dei tassi nell’ambito della propria linea di policy, con il mercato che dà per scontato un rialzo di 25 punti base. La pressione sull’inflazione esercitata dai prezzi dell’energia rimane elevata sia sul fronte del petrolio che del gas naturale. Il TTF è ritornato sui massimi di marzo quando aveva fissato un picco a 75 eur mwh, mentre il Brent rimane stabilmente sopra quota 95 usd al barile…

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Alcuni segnali lascerebbero presupporre un allentamento della pressione sui prezzi, ma le tensioni geopolitiche in Ucraina e a Hormuz lasciano poco spazio ad un accordo. La vera domanda riguarda quanto l’istituto sia disposto a rischiare una recessione per affrontare quello che è un caso da manuale di shock dal lato dell’offerta.

Gli investitori penalizzano le scelte politiche di spesa dei governi europei e americani, spingendo al rialzo i rendimenti obbligazionari a causa del debito crescente. Il Bund decennale quota sopra la soglia del 3,20%, mentre il Treasury statunitense a dieci anni si trova ormai ad un passo dalla verifica del 5%.

Lo shock energetico sta ulteriormente impattando sull’inflazione, trattandosi di un problema legato alla contrazione dell’offerta piuttosto che ad un eccesso della domanda. Le guerre lungo la faglia dell’Eurasia hanno ridotto le forniture di gas e greggio, per cui il rialzo dei tassi rischia solo di penalizzare imprese e famiglie.

L’unica via per limitare la speculazione su greggio e gas richiede soluzioni conflittuali, con ordini di vendita sul Brent posizionati attualmente sotto quota 94 usd al barile. L’analogo livello di supporto per il gas europeo si trova a partire da quota 69/68 eur mwh, la cui violazione allenterebbe le preoccupazioni delle banche centrali.

La scelta europea anticipa quella della Federal Reserve, vista nuovamente restrittiva dopo le indicazioni emerse durante il recente Simposio di Jackson Hole. Il presidente Kevin Warsh ha chiarito che la distanza tra l’inflazione attuale e il target del 2% lascia ampio spazio di manovra al Board della banca centrale.

Bisognerà guardare con attenzione all’andamento del dollaro, mentre il cambio con l’euro nelle settimane centrali di agosto ha consolidato l’area compresa tra 1,15 e 1,17. Ancorché il cambio presenti oscillazioni contenute, la volatilità implicita sta aumentando in vista delle imminenti mosse autunnali sul fronte delle decisioni della BCE.

Gli interventi a sostegno dello yen nelle ultime settimane confermano la presenza di profondi squilibri finanziari che richiedono soluzioni drastiche a livello globale. L’euro si presenta parzialmente sostenuto da tali azioni, ma la sua forza intrinseca appare decisamente precaria dal nostro punto di vista analitico.

Ricordiamo che il precedente rialzo dei tassi da parte della banca centrale europea è stato seguito da un movimento ribassista del cambio da 1,16 a 1,1325. In attesa del meeting di giovedì, ci aspettiamo che il cambio si posizioni in una fascia d’oscillazione compresa tra 1,1670 e 1,1580 eur usd.

Giovedì ore 16 Inside Central Bank

Giovedì alle 16.00, dopo la conferenza stampa, apriremo lo streaming INSIDE CENTRAL BANK per commentare le nuove proiezioni e le decisioni della BCE. Analizzeremo la struttura della curva sia sul tratto breve che su quello lungo per verificare se il mercato temi ulteriori rialzi dei tassi in futuro. Puoi riservare il tuo posto gratuito qui

NOTIZIE ED EVENTI DI MERCATO: IL CONTESTO GEOPOLITICO

Sul fronte politico europeo, AfD ha ottenuto il 44% dei consensi nelle elezioni in Sassonia. Questo risultato porta l’estrema destra ad un passo dal potere statale.

Riguardo al conflitto ucraino, gli inviati statunitensi Kushner e Witkoff hanno incontrato il presidente Zelensky a Kiev. In precedenza la delegazione ha parlato per tre ore a Mosca con il presidente Putin. Per favorire questi colloqui, Russia e Ucraina hanno accettato un cessate il fuoco temporaneo.

In Medio Oriente si registra una nuova escalation della crisi. Le forze statunitensi hanno colpito tre petroliere iraniane, provocando la risposta di Teheran con missili su navi americane. L’Iran ha annunciato l’attivazione di una zona limitata al di fuori dello Stretto di Hormuz per il controllo navale.

CALENDARIO MACROECONOMICO: GLI APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA

Il Calendario macroeconomico si è aperto lunedì con la produzione industriale tedesca scesa all’1,1% negativo e il PIL dell’Eurozona fermo allo 0,5% su base annua.

Oggi l’attenzione dei mercati internazionali si concentrerà sulla pubblicazione del dato relativo al Prodotto Interno Lordo del Giappone riferito al secondo trimestre. Nella giornata di mercoledì verrà diffuso l’indice dei prezzi al consumo in Cina, fornendo indicazioni preziose sulle tendenze inflattive e sulla domanda interna asiatica.

Giovedì rappresenterà il momento centrale della settimana con l’inflazione tedesca di agosto, l’indice IPP statunitense e soprattutto l’attesa comunicazione sulle decisioni della BCE. Venerdì la settimana si chiuderà con i dati sulla produzione industriale e l’inflazione nel Regno Unito, accompagnati dal fondamentale indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti.

CONCLUSIONE: LE IMPLICAZIONI DELLE DECISIONI DELLA BCE PER LE TESORERIE

L’imminente vertice europeo dimostra come le decisioni della BCE debbano bilanciare il rischio di recessione con le forti pressioni inflattive causate dallo shock energetico. Per i dipartimenti finanziari aziendali diventa fondamentale non farsi cogliere impreparati dalla volatilità attesa sul cambio euro dollaro e sui rendimenti governativi. Un monitoraggio costante e la definizione di coperture su misura rappresentano gli strumenti chiave per tutelare i margini di bilancio dalle turbolenze d’autunno.

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