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MARKET MOVER 1 OTTOBRE 2018

L’Italia apre la settimana con una certa apprensione dopo l’attesa reazione negativa al DEF dello scorso venerdì. Per il momento quota 3.25/30% del 10 anni sul BTP ha tenuto. Lo spread di conseguenza dopo aver avvicinato area 300 (max 280) è retrocesso grazie gli acquisti di BTP operati dalle banche. L’argine che avevamo stimato in area 300 per lo spread e 3.30% per il 10 anni ha tenuto. E’ probabile che vi siano altre pressioni, ma per il momento stimiamo un rientro parziale delle ostilità. Nell’Outlook mensile (in fase di elaborazione) abbiamo fissato un range di osservazione per lo spread compreso tra 300/330 e 230 nella parte bassa. Riteniamo che nelle prossime ore il mercato tenterà di rientrare parzialmente verso la mediana del range. Per poter cogliere veri segnali di distensione si dovrà attendere un’eventuale break out di quota 230. Al momento l’ipotesi rimane sulla carta, anche se dopo una gestazione complessa delle tensioni delimitate sotto quota 330 non va del tutto esclusa.

Acquistare BTP può essere dunque un’opportunità? La risposta non può che essere ragionevolmente articolata: sì se lo si fa considerando il rischio sottostante derivante dall’emotività presente sui mercati. Ciò significa che i buy order dovranno essere seguiti da adeguati livelli di protezione (stop loss) qualora si superi area 3,30% relativa al 10 anni Italia. Qualora il limite non venga violato l’operazione potrà rientrare a) in un’azione tattica (trading); b) in un’azione di accumulazione di posizione. Nel caso a le prese di beneficio andranno operate in area 2,50, previa violazione della quota intermedia 2,70. Nel caso b per avere effetti positivi sul comportamento del secondario si dovrà attendere una violazione di 2.45; evento che nella migliore ipotesi richiederà tempi lunghi.

Per quanto riguarda il comportamento di Borsa Italiana risulta necessario che l’indice di riferimento FTSE MIB non debordi questa settimana oltre la chiusura di venerdì, ovvero area 20700/500. Nel caso in cui i valori dovessero scendere sotto tale livello dovremmo considerare un periodo di volatilità negativa. Tuttavia la tenuta eventuale del BTP potrebbe favorire ricoperture sul settore bancario e facilitare un ritorno di interesse per il mercato azionario. Il segnale utile a cogliere iniziali spunti positivi coincide con un primo recupero di area 21000 ed uno successivo di 21300/21350.

Nel frattempo ci aspettiamo che l’euro scenda tra oggi e domani verso 1.1530 contro dollaro.  Su tale zona il mercato, che sta operando su frame molto ristretti, ritornerà a ricoprirsi sull’euro in attesa di verificare se il dollaro ha la forza di violare tale quota, 1.1530/1.1520 eur usd, per scendere definitivamente verso i minimi dell’estate, evento non ancora del tutto scontato.

 

WB ANALYTICS: SPREAD 10 Y ITA GER
WB ANALYTICS: SPREAD 10 Y ITA GER

WB ANALYTICS: BTP 10 Y YIELD ITALIA

WB ANALYTICS: BTP 10 Y YIELD ITALIA

WB ANALYTICS: FTSE MIB
WB ANALYTICS: FTSE MIB

LE NOTIZIE DI OGGI

NADEF – Potrebbe arrivare oggi, ma non c’è certezza al riguardo, la nota di aggiornamento al Def, di cui Tria ha anticipato alcuni dei numeri salienti ieri in un’intervista al Sole 24Ore. Oltre al già noto rapporto deficit/Pil al 2,4% l’anno fino al 2021, il ministro promette una discesa del debito/Pil di un punto l’anno per i prossimi tre anni, grazie a una crescita economica dell’1,6% nel 2019 e dell’1,7% nel 2020: stime generose rispetto a quelle dei principali previsori (concordi nell’indicare un rallentamento della congiuntura globale l’anno prossimo), le quali però non tengono conto del possibile effetto dello stimolo fiscale annunciato. Dei numeri del Nadef manca ancora quello del deficit strutturale, che Tria si era in precedenza impegnato con Bruxelles a ridurre. Tria parla inoltre di una clausola di salvaguardia sulla spesa, che consentirà di tenere sotto controllo i conti in caso di crescita inferiore alle attese. “L’equilibrio e il pareggio di bilancio rimane un nostro obiettivo fondamentale, anche se il percorso per raggiungerlo viene allungato nel tempo” dice il ministro, che smentisce inoltre di aver minacciato le dimissioni durante la trattativa sul deficit.

 

EUROGRUPPO – Si tiene in Lussemburgo la riunione dell’Eurogruppo, che sarà già da subito l’occasione di confronto diretto tra Tria, i colleghi della zona euro, Dombrovskis e Moscovici sul nuovo quadro di finanza pubblica italiana, in un clima di potenziale scontro con Bruxelles. Secondo quanto scrive stamane Repubblica, tra i ministri della zona euro non manca irritazione per i numeri italiani e Tria subirà forti pressioni per una modifica dei numeri del deficit da qui al 15 ottobre, quando la manovra vera a e propria dovrà essere notificata alla Commissione. A preoccupare l’Ue sarebbero inoltre le stime di crescita, prosegue Repubblica, eccessivamente ottimistiche rispetto ad esempio l’1,1% indicato in estate dalla Commissione per il 2019 e che potrebbero di fatto coprire una dinamica in prospettiva ancora peggiore dei conti italiani. “Con questi numeri c’è poco da fare, saremo costretti a bocciare la manovra” scrive il quotidiano riportando la frase “che regna nei corridoi della Commissione” .

 

INVESTIMENTI E PIANO INFRASTRUTTURE – Per oggi è inoltre attesa la presentazione da parte del governo del piano per le infrastrutture, secondo quanto preannunciato dal premier Conte. Tria ha dichiarato al Sole che nel prossimo triennio il governo ha messo in bilancio investimenti pubblici addizionali per circa 15 miliardi complessivi, ovvero circa due decimali aggiuntivi di Pil nel 2019 per arrivare a quattro nel 2021.

 

CRESCITA – In un articolo scritto per il Fatto, Savona si spinge a ipotizzare che grazie allo stimolo fiscale alla domanda aggregata annunciato dal governo (investimenti compresi) la crescita 2019 potrà arrivare a circa il 2% e salire ulteriormente di mezzo punto l’anno fino alla soglia del 3%. Tuttavia nel fine settimana un invito alla cautela è giunto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giorgetti. In un’intervista a Repubblica Giorgetti sottolinea che la manovra non è ancora scritta e che ci potranno essere modifiche in caso di necessità, suggerendo anche lui la possibilità di adottare meccanismi di correzione automatica della spesa per tutelare i conti in caso di necessità. Il sottosegretario leghista ribadisce l’esigenza “della sostenibilità del debito” e non nasconde i rischi legati alla salita dei tassi, alla necessità di vendere i titoli di Stato italiani sul mercato e alle prossime valutazioni delle agenzie di rating.

 

BTP, BCE DIMEZZA ACQUISTI QE – I Btp sono attesi a un nuovo test di mercato dopo il pesante calo di venerdì, seguito all’annuncio del governo di un deficit al 2,4% nei prossimi tre anni. Il mercato riparte da un tasso decennale del 3,13% (da 2,89% della chiusura precedente, dopo un massimo intraday a 3,27%, picco da maggio 2014) e da uno spread su Bund di 266 (30 in più rispetto ai 236 della chiusura di giovedì, con un massimo intraday a 282, il livello più alto dal 3 settembre). In sofferenza anche la parte breve della curva con il tasso del 2 anni italiano lievitato a 1,04% da 0,78%, dopo un massimo a 1,25%. Oggi intanto, con l’inizio del mese di ottobre, la Bce procede al dimezzamento dell’importo del Qe, con gli acquisti complessivi di asset che scendono a 15 miliardi mensili. E i mercati guardano ora ai pronunciamenti delle agenzie sul rating sovrano italiano: il 26 ottobre si esprimerà S&P (BBB, stabile) mentre entro fine mese è atteso il verdetto di Moody’s (‘Baa2’, rating watch negativo).

 

PMI ITALIA E ZONA EURO – Sul fronte macro, l’attenzione sarà rivolta ai numeri delle indagini congiunturali del settore manifatturiero di settembre. Per quanto riguarda l’Italia, le attese degli economisti raccolte da Reuters indicano un lieve recupero del Pmi a 50,4 da 50,1 di agosto (quando l’indice toccò il minimo da due anni). Oltre al dato italiano sono in arrivo anche le letture finali degli analoghi Pmi di Germania e Francia e zona euro. Per il Pmi manifatturiero dell’intera zona euro, è prevista una conferma della lettura preliminare a 53,3 dal 54,4 di agosto.

 

DISOCCUPAZIONE ITALIA E ZONA EURO – Istat pubblica i numeri su occupati e disoccupati italiani ad agosto; in luglio il tasso di disoccupazione era sceso al 10,4% dal 10,8% (rivisto) del mese precedente, al minimo da marzo 2012.

 

ACCORDO NAFTA – Usa e Canada hanno siglato nella notte un nuovo accordo per il rilancio del trattato di libero scambio nord americano (Nafta) al termine di una trattativa tesa. Il nuovo patto a tre, che include anche il Messico, ‘salva’ un’area di libero scambio da 1.200 miliardi di dollari, in vita da un quarto di secolo, ma che aveva recentemente rischiato il collasso nell’ambito della nuova politica Usa di ridiscussione dei proprio rapporti commerciali internazionali in chiave protezionistica.

 

MANIFATTURIERO CINA – Crescita in affanno per il manifatturiero cinese in settembre, secondo le indagini congiunturali diffuse nel fine settimana, anticipatamente in vista dell’inizio oggi della settimana di chiusura dei mercati per la festività nazionale. L’indice Pmi manifatturiero ufficiale è sceso a 50,8 da 51,3, contro attese a 51,2; il Pmi manifatturiero elaborato da Caixin si è invece attestato a 50 punti, segnando un azzeramento della crescita, nonché la lettura più bassa da maggio 2017. Si è fatto sentire l’indebolimento della domanda, sia interna sia estera, che lascia intravedere un progressivo appesantimento degli effetti dello scontro tariffario in atto con gli Usa.

 

DATI GIAPPONE – Segnali di peggioramento arrivano anche dalla fiducia del settore manifatturiero giapponese. Il rapporto Tankan della Banca del Giappone risulta in peggioramento per il terzo trimestre consecutivo: l’indice relativo al ‘mood’ delle grandi imprese manifatturiere è sceso a 19 punti in settembre dai 21 di tre mesi fa, contro attese per un lettura a 22; e l’indice è atteso piatto nei prossimi tre mesi, emerge dal rapporto, che indica inoltre previsioni di investimento per l’anno fiscale in corso inferiori a quelle attese dagli economisti. Sempre dal Giappone, la lettura finale del Pmi manifatturiero di settembre indica una crescita stabile per il settore, con una lettura a 52,5, invariata rispetto al mese precedente (ma rivista al ribasso rispetto alla stima flash di 52,9).

 

GREGGIO – Prezzi in salita ai massimi da quasi quattro anni in vista dall’entrata in vigore il mese prossimo delle nuove sanzioni Usa contro l’Iran. Alle 7,50 italiane il future Brent scambia a 83,21 dollari il barile (+0,48), il Nymex a 73,53 dollari (+0,28).

 

FOREX – I timori sui conti pubblici italiani continuano a pesare sull’euro, che la settimana scorsa ha ceduto complessivamente l’1,2% sul dollaro fino al minimo da oltre tre settimane di 1,1569 toccato venerdì. Il cambio euro/dollaro tratta a 1,1585/90 da 1,1608 dell’ultima chiusura; dollaro/yen a 113,90/91 da 113,68; euro/yen a 132,00/02 da 131,91.

 

TREASURIES – Governativi Usa in calo nelle contrattazioni della mattinata, in un clima di minore avversione al rischio favorito dalla firma dell’accordo per il rilancio del Nafta. La chiusura della piazza cinese per festività limita comunque i volumi in questa primissima parte della seduta. Il benchmark decennale Usa cede 4/32, rendimento a 3,071%.

 

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Markit pubblica Pmi manifatturiero settembre (9,45) – attesa 50,4.

Istat, stima occupati e disoccupati agosto (10,00).

Ministero Trasporti, dati auto settembre (18,00).

Tesoro, atteso fabbisogno statale settembre.

 

FRANCIA

Pmi manifattura finale Markit settembre (9,50) – attesa 52,5.

 

GERMANIA

Vendite al dettaglio agosto (8,00) – attesa 0,4% mese.

Markit pubblica Pmi manifatturiero finale settembre (9,55) – attesa 53,7.

 

GRAN BRETAGNA

Markit pubblica Pmi manifatturiero settembre – attesa 52,5 (10,30).

Bank of England pubblica crediti al consumo agosto – attesa 1.300 miliardi (10,30).

Bank of England pubblica dati mutui (10,30).

Bank of England pubblica offerta moneta M4 (10,30).

 

GRECIA

Pmi manifatturiero settembre (10,00).

 

SPAGNA

Vendite dettaglio agosto (9,00).

Pmi manifatturiero settembre (9,15) – attesa 52,4.

 

ZONA EURO

Markit pubblica Pmi manifatturiero finale settembre (10,00) – attesa 53,3.

Tasso disoccupazione agosto (11,00) – attesa 8,2%.

 

USA

Markit pubblica Pmi manifatturiero finale settembre (15,45).

Spese costruzioni agosto (16,00) – attesa 0,4%.

Ism manifatturiero settembre (16,00) – attesa 60,5.

 

ASTE TITOLI DI STATO

EUROPA

Olanda, Tesoro offre titoli Stato Dtc.

 

USA

Washington, Tesoro offre 48 miliari dollari titoli Stato 13 settimane 3/1/2019 e 42 miliardi titoli Stato 26 settimane 4/4/2019.

 

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Svezia, riunione board esecutivo Riksbank (9,00).

 

USA

Atlanta, intervento presidente Fed Atlanta Bostic (15,00).

Boston, intervento presidente Fed Boston Rosengren (18,15).

Minnesota, intervento presidente Fed Minneapolis Kashkari (17,00).

  1. Francisco, Mary Daly inizia mandato come presidente Fed S.Francisco.

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma conferenza Ivass “Solvency II” con presidente Salvatore Rossi, presidente Ania Farina, Ceo Gruppo Cattolica Assicurazioni Minali (8,45).

Roma, conferenza Banca d’Italia “Una nuova alleanza per lo sviluppo del Paese” con DG e presidente Ivass Salvatore Rossi, presidente Generali Galateri di Genola (15,00).

 

EUROPA

Lussemburgo, riunione Eurogruppo; partecipa Tria.

 

USA

Washington, intervento Lagarde (17,00).

 

ASIA

Cina, mercati chiusi fino a venerdì 5 ottobre.

 

MARKET MOVER 28 SETTEMBRE 2018

MARKET MOVER 28 SETTEMBRE 2018

Le prime reazioni alla NOTA AGGIORNAMENTO DEF su tassi e spread risultano relativamente contenute e comunque per il momento allineate su un sentiero che mantiene la spinta al rialzo del differenziale con la Germania dentro un percorso di normalizzazione. Riteniamo infatti che segnali di avversione concreti maturino soltanto a seguito di uno sforamento dello spread oltre la soglia dei 300 punti base. La reazione odierna (apertura a 260 bp) su una decisione di tenore contrario a quanto chiesto dalla Commissione europea, è quasi dovuta. La vera partita la giocheremo nei prossimi giorni. Si tratta di capire invece se tale livello dello spread possa rappresentare in chiave contrarian una opportunità di acquisto tattico di BTP. Lo vedremo lunedì. In tal caso il differenziale dei rendimenti dovrebbe fissare per oggi un picco su queste latitudini e defluire nei prossimi giorni verso l’area dei 200 punti.

Ovviamente prima di verificare  tale evento il BTP dovrà superare alcune prove significative: fra tutte l’odierna tenuta di area 3.10/20% dei rendimenti sul 10 anni. La soglia allinea i precedenti massimi fissati a partire dal mese di maggio. Un break up del valore indicato rimetterebbe in discussione gli equilibri aprendo di fatto una fase di ostilità verso l’Italia.

Gli algoritmi che osservano lo sviluppo ciclico da noi osservati, mettono in evidenza potenziali tensioni di breve delimitate nel set up di lungo termine da una costruzione che dovrebbe alimentare nell’immediato apprensioni che in buona sostanza non in grado di declinare uno scenario di avversione nel medio periodo.

WB ANALYTICS: ITALIA 10 Y YIELD
WB ANALYTICS: ITALIA 10 Y YIELD
WB ANALYTICS: SPREAD ITALIA GERMANIA 10 Y YIELD
WB ANALYTICS: SPREAD ITALIA GERMANIA 10 Y YIELD

Accanto allo spread ed alle reazioni alla manovra merita attenzione il comportamento del cambio eur usd. I valori sono scesi, dopo lo scontatissimo rialzo dei tassi, sotto il primo livello di sostegno tecnico 1.1720, più volte segnalato in questi giorni come punto per riaprire le vendite tattiche di euro. Benchè la nostra visione rimanga riflessiva, le contrattazioni rimangono ancora invischiate in un range in cui cambiamenti di fronte possono sempre verificarsi. Per uscire dall’impasse tecnica l’eur usd dovrà flettere sino a violare l’area 1.1530. Nell’attesa, il mercato continuerà a considerare in termini di banda su cui tradare il cambio il segmento 1.18/1.15.  Sottolineiamo ancora una volta che su questa finestra tendono a prevalere operazioni di trading tattico promosse per lo più da mani con interessi di breve periodo. Le mani più forti rimangono concentrate sui valori estremi della banda segnalata.

 

NOTA AGGIORNAMENTO DEF – Alla fine della trattativa ha avuto la meglio l’asse Di Maio-Salvini: il deficit salirà al 2,4% del Pil nei prossimi tre anni. Uno scontro durissimo che ha visto Lega e M5s prevalere su Tria, che avrebbe voluto mantenere l’indebitamento netto a 1,6% o comunque sotto il 2% nel 2019 e che tuttavia, secono alcuni giornali, rimane in carica su sollecitazione di Mattarella. Compromettendo l’impegno a ridurre il rapporto debito/pil, i nuovi obiettivi pongono l’Italia in contrasto con la Commissione europea e rischiano di innescare una reazione negativa dei mercati finanziari. Salvini sottolinea che con questa manovra almeno 400.000 lavoratori andranno in pensione anticipata, mentre Di Maio ottiene 10 miliardi per il reddito di cittadinanza e 1,5 mld per risparmiatori truffati dalle banche. La Lega ottiene l’imposta sostitutiva al 15% “per più di un milione di lavoratori” con partite Iva, il taglio dell’Ires alle aziende che reinvestono gli utili e assumono personale, la sanatoria sulle cartelle di Equitalia e “investimenti per scuole, strade e comuni”.

 

POSIZIONE UE – Secondo ‘La Stampa’ Bruxelles legge la decisione del governo di un deficit al 2,4% come una dichiarazione di guerra dell’Italia, ma “a se stessa”, come ha detto una fonte al quotidiano torinese. I contenuti della legge di Bilancio sono attesi a Bruxelles il 15 ottobre. Se le cifre saranno davvero quelle uscite dal vertice di ieri, è inevitabile che la commissione rispedisca subito al mittente la bozza di bilancio chiedendo di riscriverla, cosa finora mai successa, scrive il quotidiano. “Ma è anche vero che finora nessun Paese, fra quelli nel braccio preventivo del Patto di Stabilità, ha peggiorato il proprio deficit strutturale di oltre due decimali di Pil in un anno”. Come anticipato ieri, è probabile quindi che, nel timore che prese di posizione pubbliche possano infiammare l’onda euroscettica in Italia, i rappresentanti delle istituzioni europee preferiscano mantenere un basso profilo, ma anche che comunque partirà un’azione diplomatica per ridurre il divario fra il piano italiano e i paletti europei. L’Ue ammette “preoccupazioni” per l’economia italiana e le possibili ricadute su altri Paesi dalla zona euro.

 

BORGHI AL CORRIERE – Il presidente della commissione Bilancio della Camera Borghi in riferimento al Def sottolinea inoltre che “le cifre di quel documento non sono scritte sulla pietra”. E in effetti la presidenza del consiglio non ha diffuso il quadro programmatico di finanza pubblica, contenuto nella NaDef. I target di deficit, riferiti da tre fonti governative, sono stati ufficializzati da Bonafede.

 

BTP – Attesa per vedere la reazione dei mercati alla sconfitta di Tria dopo che ieri dopo un brusco avvio l’andamento si era mantenuto composto anche durante le aste del Tesoro a medio-lungo, una prova ben superata anche grazie al limitato importo in offerta. Le tensioni sui conti in mattinata avevano portato lo spread a toccare i 251 punti base, ben 21 punti base al di sopra dei livelli di chiusura di ieri e ai massimi dallo scorso 14 settembre. Nel pomeriggio il differenziale si è spinto invece al ribasso fino a un minimo di 235 punti base. In chiusura lo spread quotava 236 punti base e il decennale rendeva 2,89%.

 

INFLAZIONE – Dopo il rialzo a sorpresa del dato tedesco (2,2% su anno), Istat pubblica la stima dei prezzi al consumo italiani in settembre, per i quali si prevede una lieve accelerazione su base tendenziale, all’interno di una dinamica che, nelle attese degli economisti, dovrebbe portare l’indice dei prezzi al consumo nei pressi del target Bce (inferiore ma vicino al 2%) spinta soprattutto dall’energia. Le attese, sia per l’indice armonizzato Ipca sia per l’indice nazionale Nic, sono per un aumento a 1,7% da 1,6% registrato in agosto. La stima flash dei prezzi al consumo in settembre arriva anche da Francia, Spagna, Portogallo e zona euro. Per quest’ultima le attese sono di un dato tendenziale a 2,1% da 2,0%.

 

PIL SPAGNA – Dalla Spagna arriva anche la seconda lettura del Pil del secondo trimestre. Secondo il dato preliminare il prodotto interno lordo è cresciuto di 0,6% nel secondo trimestre in termini congiunturali, dopo +0,7% registrato tra gennaio e marzo. Si tratta del ritmo di crescita più basso da quattro anni. Su base annua, la crescita ha frenato a 2,7% da 3% segnato nel primo trimestre.

 

DATI GIAPPONE – I prezzi consumo nell’area di Tokyo a settembre hanno visto un rialzo tendenziale dell’1,3% mentre l’indice al netto degli alimentari freschi ha visto un rialzo dell’1,0% contro attese per 0,9%. Molto più bassa delle stime la lettura preliminare della produzione industriale di agosto, attestatasi in rialzo dello 0,7% contro attese per 1,5%. Più alte invece le vendite al dettaglio sempre di agosto, attestatesi in rialzo del 2,7% su anno contro previsioni per 2,1%. Gli ordini per costruzioni in agosto sono risultati in rialzo dello 0,5% su anno.

 

FOREX – Dollaro forte dopo buoni dati Usa, tocca il massimo dei nove mesi contro yen, fino a 113,63. Attorno alle 8, l’euro vale 1,1647/50 dollari da 1,1639 della chiusura di ieri, 132,21/25 yen da 131,96. Il dollaro/yen si attesta invece a 113,50/52 dalla chiusura di 113,36.

 

GREGGIO – Prezzi del greggio in rialzo sulla scia delle incertezze sulle ricadute delle sanzioni all’Iran. Attorno alle 8, il contratto sul Brent scambia in rialzo di 9 centesimi a 81,81 dollari al barile, quelli sul greggio Usa guadagnano invece 20 centesimi a 70,32 dollari al barile.

 

TREASURIES – Curva dei rendimenti in appiattimento ieri attorno alla chiusura per i titoli del Tesoro Usa, sulla scia del calo dei rendimenti della parte lunga e nonostante la debole domanda all’asta di settennali. Il decennale di riferimento ha chiuso con in tasso al 3,055%.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, stima prezzi consumo settembre (11,00) – attesa dato Nic -0,2% m/m; 1,7% a/a; dato armonizzato 1,9% m/m; 1,7% a/a.

 

FRANCIA

Spesa consumatori agosto (8,45) – attesa 0,3% m/m.

Stima prezzi consumo settembre (8,45) – attesa dato armonizzato 2,6% a/a.

Prezzi alla produzione agosto (8,45).

 

GERMANIA

Tasso disoccupazione settembre (9,55) – attesa 5,2%.

 

GRAN BRETAGNA

Fiducia consumatori settembre (10,30).

Pil trim2 (10,30) – attesa 0,4% t/t; 1,3% a/a.

Partite correnti trim2 (10,30) – attesa -19,4 miliardi.

 

GRECIA

Prezzi produzione agosto (11,00).

Vendite dettaglio luglio (11,00).

 

PORTOGALLO

Stima prezzi consumo settembre (10,30).

Tasso disoccupazione agosto (12,00).

 

SPAGNA

Pil trim2 (9,00) – attesa 0,6% t/t; 2,7% a/a.

Stima prezzi consumo settembre (9,00) – attesa dato nazionale 2,2% a/a; dato armonizzato 0,75% m/m; 2,3% a/a.

Partite correnti luglio (11,00).

 

ZONA EURO

Stima flash prezzi consumo settembre (11,00) – attesa dato armonizzato 2,1% a/a.

 

USA

Consumi reali personali agosto (14,30).

Redditi personali agosto (14,30) – attesa 0,4% m/m.

Indice core Pce agosto (14,30) – attesa 0,1% m/m; 2,0% a/a.

Indice Pmi Chicago settembre (15,45) – attesa 62,5.

Indice fiducia consumatori finale Università Michigan settembre (16,00) – attesa 100,8.

 

BANCHE CENTRALI

ITALIA

Banca d’Italia pubblica “Debito estero dell’Italia” trim2; “Posizione patrimoniale sull’estero dell’Italia” trim2; ITA-coin settembre; indice Eurocoin di settembre.

 

EUROPA

Svezia, riunione consiglio generale Riksbank (11,00).

Zona euro, intervento Praet a terzo convegno annuale Bers a Francoforte (14,35).

Zona euro, intervento Lane a convegno a Londra (13,30).

 

USA

New York, atteso intervento presidente Fed Powell.

New York, intervento presidente Fed New York Williams (22,45).

Charlotte, intervento presidente Fed Richmond Barkin (14,30).

 

CANADA

Moncton, intervento governatore canadese Poloz (0,00).

 

ASIA

Giappone, Banca Giappone pubblica resoconti riunione politica monetaria del 18 e 19 settembre (1,50).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Milano, Reuters pubblica asset allocation settembre (13,00).

Cernobbio, termina World Manufacturing Forum “Manufacturing Revolution to Promote Global Resilience” (dalle 9,15). Tra i partecipanti viceministro Economia Garavaglia, Boccia, presidente STMicroelectronics Italia Ferro.

 

EUROPA

Berlino, conferenza stampa Merkel-Erdogan (12,30).

Bulgaria, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.

Lussemburgo, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

Spagna, DBRS si pronuncia su rating sovrano.

 

USA

Washington, Trump riceve Presidente cileno Pinera.

MARKET  MOVER 25 SETTEMBRE 2018

MARKET  MOVER 25 SETTEMBRE 2018

Nell’audizione di ieri al parlamento europeo, Mario Draghi ha voluto ribadire il raggiungimento degli effetti voluti dall’attuazione del programma QE ed il raggiungimento degli obbiettivi attesi. Nelle sue dichiarazioni leggiamo la conferma di quanto già detto in conferenza stampa ed in altre recenti occasioni. Il mercato tuttavia tende a sovrastimare le dichiarazioni del presidente con acquisti di euro sul dollaro. I prezzi dopo un breve collaudo dell’area 1,1720 hanno quindi reagito riportando i valori verso area 1,18. Da qui sono ritornate le vendite sino quasi a sgonfiare quelli acquisti -emotivi-.  C’è da dire comunque che il mercato consolida ancora valori sopra la soglia che ieri mattina confermavamo come primo significativo livello di sostegno per l’euro (area 1.1720/1.1700 eur usd).  Questa mattina parleranno altri tre importanti esponenti del board della BCE. I valori tecnici rimangono gli stessi di ieri con il sostegno a quota 1.1720.

In un quadro più ampio vogliamo capire se il recupero dell’euro rientra in un contesto di accumulazione propedeutico al tentativo di invertire i rapporti di forza del cambio. In tale ipotesi difficilmente le negoziazioni scenderanno sotto area 1.1645/1.1600. Diversamente (vendite sotto quest’ultimo livello) potremmo sciogliere la prognosi sul trend dominante.

Nella sostanza ci troviamo con due monete sorrette da  fondamentali opposti: il dollaro con tassi a breve poco inferiori al 2.5%, l’euro con il 3 mesi ancora negativo a -0,35%. Il differenziale risulta ampio e strutturalmente oneroso per quanti si coprono sulla debolezza del dollaro, soprattutto quando si allungano le scadenze. La velocità di crescita delle due economie risulta anch’essa ampia e scorrelata. I successi dichiarati dal Presidente  della BCE risultano fragili se declinati con una prospettiva rafforzata dell’euro. Più che il mercato a noi sembra che in questo momento sia la Fed a governare le dinamiche del cambio cercando di contenere la forza del dollaro -obbedendo- in tal modo alle richieste esplicitate da D Trump. Nel frattempo il mercato sconta un altro aumento dei Fed Funds di 25 bp da aggiungersi alla lunga teoria di rialzi su cui la Riserva Federale risulta impegnata per riequilibrare la linea monetaria.

WB RISK MANAGEMENT: LIBOR US ( SCALA SX RED) EUR (SCALA DX BLU)
WB RISK MANAGEMENT: LIBOR US ( SCALA SX RED) EUR (SCALA DX BLU)
WB RISK MANAGEMENT: EUR USD WEEKLY
WB RISK MANAGEMENT: EUR USD WEEKLY

 

FOREX – Dollaro ben intonato in attesa del verdetto Fed di domani sera, che dovrebbe tradursi nella terza stretta sui tassi Usa di quest’anno, con il cross su yen che tocca il record delle ultime nove settimane. Rallenta nel frattempo lievemente la spinta dell’euro, arrivato ieri al massimo da tre settimane e mezzo nei confronti del dollaro sulle parole di Mario Draghi in tema di inflazione. Intorno alle 7,30 italiane euro/dollaro 1,1742/46 da 1,1746 ieri sera in chiusura a New York, dollaro/yen 112,90/91 da 112,79 ed euro/yen 132,57/61 da 132,51.

GREGGIO – Si mantengono in prossimità del massimo degli ultimi quattro anni i derivati sul greggio, in vista delle nuove sanzioni Usa che colpiranno le esportazioni iraniane a partire da novembre. I paesi Opec e la Russia sembrano al momento restii ad aumentare la produzione per supplire il venir meno dell’offerta iraniana. L’elevato costo del greggio rischia di mettere a repentaglio in particolare la congiuntura dei mercati emergenti. Intorno alle 7,30 italiane il futures Brent novembre risale di 25 centesimi a 81,45 dollari il barile, mentre l’analoga scadenza Nymex guadagna 19 cent a 72,27 dollari.

TREASURIES – Governativi Usa in leggero calo sul finale degli scambi asiatici, con il titolo di riferimento a dieci anni che arretra di 5/32 e rende 3,098%.

CONTI PUBBLICI – Occhi puntati sulla Nota di aggiornamento al Def che contiene le nuove stime di crescita insieme agli obiettivi di finanza pubblica e che, assicura Giuseppe Conte, sarà presentata il 27 settembre, “giorno più, giorno meno”. Al centro delle trattative il rapporto deficit/Pil per l’anno prossimo, con Tria ancorato a 1,6% e Di Maio e Salvini propensi ad andare oltre il 2% per finanziare le rispettive promesse elettorali.

BCE, FED E BANCA GIAPPONE – In primo piano le principali banche centrali mondiali con gli interventi di Praet, Makuch e Coeuré per la Banca centrale europea che giungono dopo l’audizione di ieri del presidente al Parlamento europeo. Ma gli investitori restano alla finestra anche per il meeting della Fed che si concluderà domani, con le attese che convergono su un nuovo aumento dei tassi, il terzo da inizio anno. Per completare il quadro, dai verbali della riunione di politica monetaria di fine luglio di Banca del Giappone emerge come alcuni consiglieri abbiano chiesto maggiore attenzione sui rischi di un periodo troppo prolungato di politica extra-espansiva.

SFIDA DAZI – In una conferenza stampa da Pechino il viceministro del Commercio Wang Shouwen dichiara che è difficile procedere nel negoziato con gli Usa, dal momento che Washington “tiene il coltello puntato alla gola”. Se e quando la trattativa riprenderà, aggiunge, dipende esclusivamente dalla “buona volontà” degli Stati Uniti. Analoghe dichiarazioni da New York ieri sera da parte dell’ambasciatore cinese, che parlava di “minacce e pressioni”.

 

ULTIME DICHIARAZIONI SU MANOVRA – Luigi Di Maio ha evocato ieri il ‘modello francese’, sollecitando l’Italia a prendere esempio da Parigi, che ha annunciato ieri un piano di sgravi fiscali che porterà il deficit 2019 a 2,8% del Pil rispetto al 2,6% di quest’anno. Secondo il leader Cinque Stelle, citato dai quotidiani, dal momento che “i soldi ci sono”, serve una “manovra del popolo”. Durissime le parole del vicepremier del Movimento in particolare sul Jobs Act di Matteo Renzi.

Secondo ‘La Stampa’ in edicola oggi il punto di incontro, potenziale compromesso tra Tria e governo giallo-verde sul deficit 2019, sarà fissato a 1,9%. Questo equivalerrebbe a 5 miliardi in più per le politiche del governo.

Nell’intervento di ieri pomeriggio al parlamento europeo, Draghi è tornato sul tema dei danni che le parole dei politici italiani hanno provocato su famiglie e imprese, quantificandone l’impatto in termini di maggiori tassi di interesse pagati.

DECRETO SALVINI – Via libera all’unanimità dal consiglio dei ministri ai decreti sicurezza e immigrazione, che attendono ora soltanto la firma di Sergio Mattarella.

DECRETO GENOVA – Secondo Conte il testo, su cui gravano ancora una serie di incognite, potrebbe arrivare già oggi.

BTP – L’incertezza sull’esito delle trattative sulla manovra ha pesato sulla carta italiana che ha visto lo spread su Bund sul tratto decennale spingersi fino a 246 punti (dai 238 della chiusura di venerdì), per poi chiudere a 244 punti. In rialzo anche il tasso del decennale di riferimento che da 2,89% dell’ultima chiusura è arrivato a scambiare a 2,96% per poi fermarsi a 2,95%. A spingere ulteriormente verso l’alto i tassi dei titoli italiani, ed europei più in generale, le parole di Draghi che ha definito l’accelerazione dell’inflazione di fondo nella zona euro “relativamente vigorosa”, esprimendo fiducia sul proseguimento della ripresa dei salari. Sulla scia delle dichiarazioni di Draghi il tasso del Bund di riferimento è balzato al massimo da metà giugno mentre si sono irrobustite le aspettative del mercato monetario per un secondo rialzo dei tassi entro la fine del 2019.

ASTE ITALIA – Primo appuntamento con le aste di fine mese con il collocamento di Ctz e Btpei questi ultimi cancellati, come di consueto, nei collocamenti di fine agosto. In particolare il Tesoro offrirà 1,25-1,75 miliardi del Ctz marzo 2020 e tra 750 milioni e un miliardo in Btpei 15 anni settembre 2032 cedola 1,25%. Ieri in chiusura il tasso del Ctz marzo 2020 sul mercato grigio era indicato a 0,92%, in calo rispetto a 1,277% del collocamento di luglio. Sempre ieri, Via XX Settembre ha fatto sapere che in occasione dell’asta a medio lungo di giovedì 27 settembre offrirà tra 3,75 e 5,25 miliardi nelle riaperture dei Btp a 5 a 10 anni e nel Ccteu settembre 2025. L’offerta prosegue domani con il collocamento del Bot a 6 mesi che verrà offerto per 6 miliardi di euro contro un identico importo in scadenza.

PROGRAMMA TRIMESTRALE – Sempre ieri il ministero dell’Economia ha annunciato che nel quarto trimestre emetterà un nuovo Btp tre anni 15/10/2021 e un nuovo Ctz 27/11/2020, precisando che entrambi i titoli avranno un ammontare minimo dell’intera emissione pari a 9 miliardi di euro.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, commercio estero extra Ue luglio e agosto (10,00).

 

FRANCIA

Fiducia imprese settembre (8,45) – attesa 109.

 

GERMANIA

Prezzi ingrosso agosto (8,00).

 

USA

Prezzi mensili case luglio (15,00).

Indice CaseShiller luglio (15,00) – attesa 0,1% m/m destagionalizzato; 0,5% m/m non destagionalizzato; 6,2% a/a.

Fiducia consumatori settembre (16,00) – attesa 132,0.

Scorte settimanali prodotti petroliferi Api (22,30).

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

ITALIA

Tesoro offre 1,25-1,75 miliardi Ctz 30/3/2020 e 750 milioni-un miliardo Btpei 15 anni 15/9/2032 cedola 1,25%.

 

EUROPA

Gran Bretagna offre 800 milioni di sterline Gilt indicizzati, scadenza 2048.

Olanda, Tesoro offre 2,5 miliardi titoli Stato 2024.

 

USA

Washington, Tesoro offre 17 miliardi dollari titoli Stato 2 anni a tasso variabile 31/7/2020 e 38 miliardi titoli Stato 5 anni 30/9/2023.

 

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Norvegia, intervento governatore Olsen a Oslo (11,00).

Zona euro, interventi Praet (Bce) a Londra (10,10 e 12,45).

Zona euro, intervento Makuch (Bce) a Bratislava (13,00).

Zona euro, interventi Coeuré (Bce) a Francoforte (14,00 e 16,40)

 

USA

Washington, Fed inizia riunione Fomc, termina il 26 settembre.

 

ASIA

Giappone, banca centrale pubblica verbali riunione politica monetaria 30 e 31 luglio (1,50); intervento governatore Kuroda a Osaka (7,35).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, a Commissioni Politiche Ue della Camera audizione Savona (13,00).

Roma, consorzio Cbi-Nexi presenta “Servizio Gateway PSD2 CBI” con presidente Cbi Salvatore Maccarone, DG Banca d’Italia Salvatore Rossi, DG Abi Sabatini, AD Nexi Bertoluzzo (10,30).

Di Maio a ‘Porta a Porta’.

Milano, Assogestioni annuncia dati raccolta fondi e gestioni agosto.

Maranello, inizia roadshow BlackRock “Investments 4 Tomorrow” in 14 città italiane; partecipano Head of Retail Sales BlackRock Italia e Grecia Giorgi, Chief Investment Strategist BlackRock Italia Rovelli (14,45).

 

USA

New York, assemblea generale Onu; a margine conferenza stampa Macron (18,00).

Cernobbio

MARKET MOVER 24 SETTEMBRE 2018

MARKET MOVER 24 SETTEMBRE 2018

Mercoledì si attende la decisione del Fomc, ampiamente scontata, su un ulteriore rialzo dei tassi FED. Si rafforza l’idea che nel corso del 2018 possano sommarsi 4 chiamate al rialzo dei Fed Funds. I dati sulla crescita positivi e proiettano l’output del modello di stima del GDP USA per il 3°q al 4,4%.  Nel contempo il consensus medio degli economisti si alza sopra il 3%.

 

Il 10 anni USA nel frattempo mantiene quota 3% sfidando il precedente massimo fissato nel mese di maggio a 3,10%. La violazione di questo picco unita al break up tecnico della trendline  che delimita il ciclo riflessivo dei tassi americani degli ultimi 20 anni, conferma l’ipotesi  basate su altri tre rialzi dei Fed Funds per il 2019.

Di converso oggi si attende lo speech di mario Draghi al Parlamento europeo per avere un chiarimento sulla linea monetaria perseguita all’interno del Board della BCE manifestatasi più aggressiva nelle recenti dichiarazioni di alcuni suoi membri.

L’eur usd riassume lo stato delle cose in una posizione più articolata dopo il ritorno dei valori oltre la soglia 1.1720 eur usd. Il ritracciamento delle prossime ore della spinta rialzista della scorsa settimana collauderà l’effettiva capacità del cambio di rimanere sopra 1.17 e quindi confermare un riassetto del trend a favore, nel breve dell’euro. Diversamente il quadro rischia di mettere in evidenza un ennesimo rimescolamento delle carte. Il pivot point settimanale si colloca in tal senso a quota 1.1620. Sotto tale soglia il mercato (trader di breve termine) ritorna nuovamente venditore di euro riallineandosi alla tendenza di fondo che per noi rimane ancora di segno riflessivo.

Si attende in settimana il varo della Legge di Bilancio. Finalmente si conosceranno i numeri relativi al deficit programmato. Lo spread nel frattempo si presenta sul nostro livello target 220. Ci attendiamo reazioni verso area 240/45 ma non situazioni di tensione eccessivamente elevata a seguito di un disavanzo programmato attorno al 2%.

Nel contempo il quadro generale in Eurozona  tende a perdere momentum. Oggi la pubblicazione dell’indice IFO (Germania) potrebbe confermare un ulteriore discesa dal precedente 103,8 ad un atteso 103.6 (con rischi al ribasso).  I dati PMI rimangono deboli e strutturalmente riflessivi dagli inizi dell’anno in corso.

AGENDA LUNEDI’ 24 SETTEMBRE

MANOVRA – È attesa in settimana la nota di aggiornamento al Def, sulla cui base verrà costruita la manovra 2019. Il nuovo quadro di bilancio deve arrivare entro giovedì ma potrebbe anche essere anticipato già a oggi o domani per gli imminenti impegni di Conte all’Onu. Nel weekend — occupato in realtà più dalle polemiche sul caso Casalino che dalla discussione su numeri e misure — Salvini in un’intervista al Corriere ha invitato Tria ad aver coraggio e affermato che il deficit non è un problema. Il punto centrale della discussione è il livello di deficit/Pil dell’anno prossimo: ancora stamane Repubblica e Messaggero confermano la volontà del Mef di tenersi all’1,6%, in linea con gli impegni europei, mentre molti nel governo, a cominciare da Di Maio, spingono per un superamento del 2%. Oggi è prevista una riunione del Cdm, dedicata ufficialmente al decreto su sicurezza e immigrazione.

 

GIOREGETTI SU MANOVRA – Secondo il sottosegretario alla presidenza del consiglio Giorgetti è difficile riuscire a fare subito tutto quello che è stato promesso in campagna elettorale; “quello che si può fare è farlo nei 5 anni di durata del governo, perché così si fanno le cose in modo serio”. Nel fine settimana il sottosegretario leghista ha sottolineato la necessità di adottare politiche serie e credibili per la crescita, pur in un contesto di responsabilità, e che il problema non è un decimale in più o in meno.

 

VISCO SU DEFICIT – Un aumento “improduttivo” del disavanzo finirebbe per peggiorare le prospettive dei conti pubblici italiani, alimentando i dubbi degli investitori e spingendo più in alto i rendimenti sui titoli di Stato, con il rischio che il debito/Pil possa “rapidamente portarsi su una traiettoria insostenibile”. Lo ha detto il governatore di Bankitalia Visco, intervenendo nel fine settimana a un convegno. Visco avverte che lo strumento del disavanzo va utilizzato con cautela e anche in presenza di un’efficace politica di investimenti “resterebbe necessario definire una strategia credibile negli obiettivi di bilancio e nelle linee di riforma”. Un’espansione di bilancio accompagnata da un deterioramento della fiducia degli investitori genererebbe un impatto sui tassi di interesse che potrebbe anche risultare “particolarmente elevato”, conclude Visco, ricordando che l’Italia deve collocare ogni anno sul mercato circa 400 miliardi di debito pubblico.

 

BTP – In attesa dei primi numeri concreti sulle grandezze di finanza pubblica del 2019, sul mercato ha resistito la settimana scorsa un certo appetito per la carta italiana, che offre rendimenti interessanti rispetto a quella core ma anche rispetto agli altri periferici della zona euro. I Btp sono tornati a salire venerdì: il tasso decennale è sceso fino a 2,82%, schiacciando lo spread su Bund a quota 236, in restringimento di 5 punti base sulla chiusura precedente. Il mercato ripartirà stamane da un rendimento a 10 anni di 2,84% e da uno spread di 238.

 

PRIMARIO – A mercati chiusi il Tesoro comunica i dettagli delle aste a medio lungo di questo giovedì, 27 settembre. UniCredit prevede un’offerta tra 2 e 2,5 miliardi sia per il Btp quinquennale (ottobre 2023) sia per il decennale (dicembre 2028) e tra uno e 1,5 miliardi del Ccteu settembre 2025. Venerdì sera intanto via XX settembre ha annunciato che nell’asta Bot di mercoledì verranno messi a disposizione 6 miliardi di Buoni a 6 mesi (a fronte di titoli in scadenza per la stessa cifra); martedì 25 verranno invece offerti fino a 1,75 miliardi di Ctz e fino a un miliardo di Btpei settembre 2032.

 

DAZI – Usa e Cina hanno fatto scattare stamane nuove tariffe reciproche sulle importazioni, in un nuovo round della guerra commerciale ormai aperta tra i due paesi. Nella notte sono entrati in vigore dazi del 10% su ulteriori 200 miliardi di dollari di beni che la Cina esporta negli Usa; in risposta Pechino ha varato nuove tariffe su 60 miliardi di beni Usa. Pessimismo emerge anche dalla decisione della Cina, riportata dal ‘Wall Street Journal’, di non inviare il proprio vicepremier ai colloqui previsti a Washington questa settimana; nessun’altra data è stata al momento fissata per nuove trattative commerciali tra i due paesi.

 

IFO GERMANIA – Il dato macro principale della giornata sarà l’Ifo tedesco di settembre. L’indice di fiducia delle imprese in Germania è previsto in leve calo, a 103,8 punti dopo essere salito in agosto oltre le attese a 103,8.

 

BCE – Draghi interviene nel pomeriggio in commissione Affari economici e monetari del parlamento europeo per un’audizione di routine. Ieri intanto il banchiere centrale austriaco Nowotny ha affermato che bisognerebbe velocizzare l’uscita dalla ‘modalità di crisi’: “siamo in una situazione economica veramente molto buona… penso che la normalizzazione debba forse in qualche modo avere luogo più velocemente” ha detto. Poco più di una settimana fa, nella conferenza stampa post meeting, Draghi ha sostanzialmente ribadito la visione positiva sulle prospettive dell’economia europea (e la chiusura del Qe a fine 2018), sebbene alcuni membri del board avrebbero preferito toni più cauti, secondo quanto riferito da fonti. Le parole di Draghi hanno però confermato le attuali previsioni di mercato, che indicano un primo intervento della Bce sui tassi solo alla fine dell’estate dell’anno prossimo.

 

RATING – Non sono arrivate novità di rilievo dai pronunciamenti di venerdì sera delle agenzie sui rating sovrani europei. Tra quelli in calendario, Moody’s ha confermato sulla Grecia la valutazione di ‘B3’ con outlook positivo; lo stesso per S&P che sulla Spagna ha ribadito il rating di ‘A-‘ con outlook positivo.

 

GREGGIO – Prezzi petroliferi in rialzo questa mattina, sullo sfondo di un mercato Usa che mostra segnali di surriscaldamento proprio a poche settimane dalla prevista entrata in vigore delle nuove sanzioni contro l’Iran. Le scorte Usa di greggio sono ai minimi da inizio 2015 e, sebbene la produzione resti su livelli record, dati recenti hanno suggerito un rallentamento dell’attività di perforazione. Alcuni analisti, come quelli di JP Morgan, avvertono del rischio di picchi oltre i 90 dollari nei prossimi mesi. Alle 7,20 italiane il futures Brent scambia a 79,87 dollari il barile (+1,07), il Nymex a 71,64 dollari (+0,86).

 

FOREX – Complice la chiusura per festività sia della piazza cinese sia di quella giapponese, è rimasta piuttosto contenuta la reazione dei cambi alla notizia dell’entrata in vigore dei nuovi dazi e della cancellazione da parte della Cina dei colloqui commerciali con gli Usa, fatto salvo un passeggero picco in apprezzamento dello yen. Il cambio euro/dollaro tratta a 1,1738/42 da 1,1749 dell’ultima chiusura. Dollaro/yen a 112,59/60 da 112,56, con un minimo di seduta a 112,28. Euro/yen a 132,20/21 da 132,29, dopo un minimo intraday a 131,95.

 

TREASURIES – Poco movimentati i Treasury nelle contrattazioni della mattinata; anche in questo caso si fa sentire la scarsità dei volumi legata alle festività in Giappone e Cina. Il benchmark decennale Usa cede 1/32, rendimento a 3,067%.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, innovazione imprese anni 2014-2016 (10,00).

 

GERMANIA

Indice Ifo settembre (10,00) – attesa 103,2.

 

USA

Indice attività nazionale agosto (14,30).

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

ITALIA

Tesoro, annuncio tipologia e quantitativi Btp e Ccteu in asta il 27 settembre.

 

EUROPA

Germania, Tesoro offre 2 miliardi Bubill tre scadenza 5/12/2018.

 

USA

Washington, Tesoro offre 48 miliardi titoli Stato 13 settimane 27/12/2018, 42 miliardi titoli Stato 26 settimane 28/3/2019 e 37 miliardi titoli Stato 2 anni 30/9/2020.

 

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Zona euro, audizione Draghi a commissione Affari economici parlamento europeo (15,00).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, Palzazzo Chigi, riunione Consiglio ministri su decreto sicurezza e immigrazione (10,00).

 

ASIA

Cina, mercati chiusi per festività.

Giappone, mercati chiusi per festività

RISKOO

MARKET MOVER 20 SETTEMBRE 2018

MARKET MOVER 20 SETTEMBRE 2018

 

FOREX – Dollaro vicino al minimo da sette settimane contro un basket di valute, con il placarsi delle tensioni relative alle relazioni Usa-Cina sulla questione commerciale che riducono l’appeal della valuta Usa come bene rifugio. Attorno alle 7,50, l’indice del dollaro cede 0,05% a 94,495, l’euro vale 1,1681/85 dollari da 1,1672 della chiusura di ieri, 131,05/10 yen da 131,03. Il dollaro/yen si attesta invece a 112,16/19 dalla chiusura di 112,27.

GREGGIO – Prezzi del greggio in rialzo sulle piazze asiatiche, spinti da un altro calo delle scorte di greggio Usa e da una forte domanda di benzina, mentre i segnali che l’Opec potrebbe non aumentare la produzione per far fronte alle contrazioni dell’offerta dell’Iran. Attorno alle 7,55 i derivati sul Brent scambiano in rialzo di 30 centesimi a 79,70 dollari al barile, quelli sul greggio Usa guadagnano invece 51 cent a 71,63 dollari al barile.

TREASURIES – Rendimenti in rialzo nell’ultima chiusura per i titoli del Tesoro Usa, con il decennale di riferimento che è salito al 3,092%.

OCSE – Attesi i numeri dell’Interim Economic Outlook: nell’Economic Outlook di maggio l’Ocse ha tagliato lievemente le stime di crescita sull’Italia per quest’anno e il prossimo, mettendo in guardia dai possibili effetti negativi dell’incertezza legata alle politiche economiche e indicando una crescita dell’1,4% per il 2018 e 1,1% per il 2019 (da 1,5% e 1,3% rispettivi stimati a marzo).

MOSCOVICI – Moscovici esorta “l’Italia ad essere chiara e a stare dove le spetta, nel cuore della zona euro come un Paese forte e credibile che abbia la volontà di tenere il suo debito sotto controllo”. Per far questo il Commissario Ue indica la via del taglio alle spese inutili, dando invece priorità a investimenti e spese infrastrutturali per stimolare crescita e produttività.

SFIDA SU DEFICIT – ‘Il Messaggero’ riferisce che Tria, in risposta a Conte schierato per il reddito di cittadinanza, non concederà più di 3,4 miliardi di euro, che porterebbero il deficit al massimo di 1,8% del Pil, contro l’1,6% inizialmente sostenuto dal ministro. “E’ impossibile attuare per intero il reddito di cittadinanza entro il 2019”. Un 1,8% inteso come un segnale di disponibilità verso Di Maio e Salvini, che non basterebbe però a soddisfare le richieste dei vicepremier.

M5S CONTRO TECNICI MEF – ‘La Stampa’ riporta che, dopo Tria, nel mirino dei grillini sarebbero adesso tecnici, funzionari e dirigenti del Mef del Tesoro, a partire dal Ragioniere dello Stato Daniele Franco. I grillini lamentano una totale “assenza di comunicazione”.

PIANO INFRASTRUTTURE – In un’intervista a ‘Il Sole 24 Ore’, Toninelli torna sul maxipiano per le infrastrutture, “un grande piano, di portata eccezionale, senza limiti di spesa, che cercheremo di finanziare fuori dei vincoli Ue” dice il ministro. “Un piano da inserire già nella legge di bilancio o in un decreto legge immediatamente successivo”.

MANOVRA – Fonti governative e parlamentari sentite ieri da Reuters raccontano di un tentativo di equilibrare le richieste delle forze al governo, che altrimenti porterebbero le misure allo studio molto sopra i 30 miliardi. Gli sherpa economici di Lega e M5s starebbero trattando per spartirsi in manovra 9 miliardi a testa e chiedono a Tria, di trovare anche i 12,4 miliardi necessari a sterilizzare l’aumento dell’Iva. Lega e M5s puntano ad aumentare l’indebitamento netto fino al 2,5%, con la conseguenza di peggiorare i saldi strutturali e spingere nuovamente al rialzo il rapporto debito/Pil. Di Maio propone all’Europa uno scambio: più deficit nel 2019 a fronte dell’impegno a rientrare nei parametri dal 2020, mano a mano che si attuano nuovi tagli alla spesa.

BTP – A creare qualche tribolazione nei mercati nella seduta di ieri le parole di Di Maio, secondo cui non si possono aspettare anni per mantenere le promesse fatte agli elettori.. Il Btp decennale ha chiuso con un rendimento a 2,86% e un differenziale con l’omologo Bund a 237 punti base.

PRIMARIO – Prima tappa delle aste italiane di fine mese, con l’annuncio da parte del Tesoro di quantitativi Ctz e Btpei in asta il 25 settembre. Sul primario si attivano invece Spagna e Francia: Madrid con l’offerta di Spagna, Tesoro offre 4-5 miliardi di titoli di Stato con scadenze 2021, 2022, 2025, 2028; Parigi con 6,5-7,5 miliardi di Oat nominali 2021, 2024 e 2026 e con 1-1,5 miliardi di indicizzati.

 

DATI MACROECONOMICI

 

GRAN BRETAGNA

Vendite dettaglio agosto (10,30)-attesa -0,2% m/m; 2,3% a/a.

 

GRECIA

Partite correnti luglio (10,30).

 

ZONA EURO

Stima fiducia consumatori settembre (16,00) – attesa -2,00.

 

USA

Nuove richieste settimanali sussidi disoccupazione (14,30) – attesa 210.000.

Indice Fed Filadelfia settembre (14,30) – attesa 17,0.

Vendita case esistenti agosto (16,00) – attesa 5,35 milioni; 0,3% .

Leading indicator agosto (16,00) – attesa 0,5% m/m.

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

ITALIA

Tesoro annuncia quantitativi Ctz e Btpei in asta il 25 settembre.

EUROPA

Francia, Tesoro offre 6,5-7,5 miliardi Oat 25/2/2021 cedola zero, 25/3/2024 zero e 25/5/2026 0,50%; 1-1,5 miliardi indicizzati Oati 1/3/2028, Oatei 25/7/2030 e Oatei 25/7/2036.

Gran Bretagna, Tesoro offre 2,75 miliardi Gilt 2028, cedola 1,625%.

Spagna, Tesoro offre 4-5 miliardi titoli Stato scadenze 31/1/2021 cedola 0,05%, 31/10/2022 0,45%, 30/4/2025 1,60% e 30/7/2028 1,40%.

 

 

BANCHE CENTRALI

 

ITALIA

Banca d’Italia pubblica “Indicatori di solidità finanziaria” trim2.

EUROPA

Norvegia, banca centrale annuncia tassi e decisione di politica monetaria; segue conferenza stampa (10,00).

Svizzera, banca centrale annuncia tassi, comunicato politica monetaria (9,30).

Zona euro, intervento Weidmann (15,15).

Zona euro, intervento Praet a New York (19,20).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, celebrazione dei 140 anni del Messaggero, con Mattarella, Francesco Gaetano Caltagirone, Tria (19,00).

Milano, Mattarella in visita alla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (11,00).

 

EUROPA

Parigi, Interim Economic Outlook Ocse, conferenza stampa capo economista Laurence Boone (11,00).

Salisburgo, termina riunione informale Capi di Stato e di Governo dell’Unione europea; partecipa Conte.

Vienna, continua conferenza generale Iaea; termina il 21 settembre.

 

CANADA

Montreal, Mogherini a riunione ministri Affari Esteri donne.

Halifax, riunione ministri Ambiente ed Energia G7 su cambiamento climatico ed energia pulita.

 

ASIA

Cina, Di Maio in visita a cerimonia inaugurazione padiglione Italia insieme a vicepremier Hu Chunhua; discorso a cerimonia di apertura Fiera “Western China International Fair”; conferenza stampa; partecipa a concerto Nino Rota “Incantevole Italia” con governatore Sichuan Sig. Yin Li (12,00).

MARKET MOVER 19 SETTEMBRE 2018

MARKET MOVER 19 SETTEMBRE 2018

FOREX – Yen al minimo di due mesi mentre gli operatori metabolizzano gli ultimi sviluppi della guerra commerciale tra Usa e Cina. Attorno alle 7,50, il cambio euro/dollaro vale 1,1685, in rialzo dello 0,15%, dopo aver chiuso a 1,1665. Alla stessa ora dollaro/yen a 112,28, in calo di 0,06% dopo una chiusura a 112,35 e il cross euro/yen scambia in rialzo di 0,09% a 131,20 (chiusura a 131,08).

 

GREGGIO – Prezzi poco mossi con due fattori a controbilanciarsi: da un lato la preoccupazione che si possa non essere in grado di far fronte al calo della produzione una volta che saranno in atto le sanzioni contro l’Iran; dall’altro il rialzo delle scorte Usa. Attorno alle 7,50 i derivati sul Brent scambiano in rialzo di 6 cent a 79,09 dollari il barile, e quelli sul greggio Usa di 15 cent a 70 dollaro il barile.

 

TREASURIES – Governativi Usa piatti negli scambi asiatici. Il decennale di riferimento ha un tasso di 3,049%.

 

10 Y US YIELD
10 Y US YIELD

il grafico mette in evidenza sotto il profilo tecnico la posizione del 10 anni US: i valori sono ritornati a creare pressioni sulla resistenza che delimita il ciclo riflessivo che ha governato negli ultimi 20 anni. Gli algoritmi di momentum che leggono la sviluppo  tendenziale del movimento tattico e strategico dei valori scambiati, segnalano la ripresa di un’azione rialzista proprio in concomitanza con il transito della trend line primaria. Ciò significa che le probabilità che la stessa possa subire un break up risulti elevata. Tradotto in termini di visione prospettica, il set up prelude ad un potenziale cambiamento di bias potenzialmente strategico. I rendimenti relativi alla parte lunga della curva stanno scontando ancora una proiezione del ciclo economico positiva, diversamente dai commenti generali secondo i quali l’economia americana si trova alla vigilia di un forte rallentamento della crescita. Un altra ipotesi sottostante potrebbe essere data da una rinnovata attesa per la crescita dell’inflazione. In ogni caso il break up dell’area segnalata, 3/3.10%, alimenta aspettativa su una prosecuzione da parte della Federal reserve della propria linea restrittiva sui tassi.

Nel passato ogni qualvolta il 10 anni US ha testato la linea di demarcazione del ciclo riflessivo dei tassi  (1999/2000 & 2007), si è aperta una fase di declino recessivo del quadro economico. In questa circostanza sarà importante verificare se il mercato ha la forza e soprattutto la convinzione per violare tale frontiera confermando quindi la prospettiva positiva di cui sopra o, se invece a seguito di ripensamenti fallisca il break up atteso, dando vita ad una nuova fase di rallentamento della crescita economica. Sulla base dell’output degli algoritmi al momento propendiamo per la prima soluzione.

10 Y US YIELD CYCLE
10 Y US YIELD CYCLE

L’esito del confronto ha valenze tecniche, economiche e politiche assai significative. Ne parliamo nel prossimo report mensile WB Perspectives del mese di ottobre.

 

VERSO MANOVRA – Alta tensione in seno al governo e in particolare tra Di Maio e Tria sulle coperture della legge di Bilancio. Ieri il leader pentastellato, da oggi in missione in Cina, ha smentito di aver chiesto le dimissioni del ministro dell’Economia ma ha messo in chiaro di pretendere che il ministro trovi le risorse per aiutare i cittadini in difficoltà. Se rassicurazioni sul ruolo di Tria sono giunte da Giorgetti e dal sottosegretario leghista Siri, alcuni quotidiani riferiscono che il ministro si sarebbe detto pronto “a togliere il disturbo”. Secondo il ‘Corriere’ il piano di Di Maio prevede una manovra da 28 miliardi con un rapporto deficit/Pil che possa spingersi fino al 2,5%, ben oltre l’1,6% su cui punta Tria. Bruxelles però, secondo ‘Repubblica’, definisce “immensamente problematico” un eventuale scostamento del deficit/Pil dall’1,6% in uno scenario che potrebbe costringere la Commissione, anche se il rapporto si attestasse sotto il 2%, a rigettare la manovra. ‘La Stampa’ cita Giorgetti convinto che sia possibile raggiungere un accordo attorno al 2% e “fare anche un pezzo del reddito di cittadinanza”.

 

CONTE – Parlando con ‘La verità’, anche il premier ha tranquillizzato gli animi sul ruolo di Tria dicendo di non aver mai visto vacillare il ministro. Conte ha assicurato che nella monovra ci sarà spazio per reddito di cittadinanza, flat tax e riforma della Fornero precisando che “avvieremo subito tutte e tre le riforme ma ci sarà un meccanismo di gradualità”. Per il premier, la ‘pace fiscale’, uno dei cavalli di battaglia della Lega, si farà aggiungendo che è imprescindibile e che “non è un condono”. Rispondendo alla domanda se fosse d’accordo ad alzare il tetto per la ‘pace fiscale’ da 100.000 a 1 milione di euro, Conte ha detto che “si sta valutando la soglia”. Anche la flat tax “ci sarà. Anche se, ragionevolmente, non potrà andare da subito a pieno regime”.

 

GIORGETTI – Cerca di mediare appunto il sottosegretario leghista che, in un colloquio con ‘Repubblica’, ha rassicurato che Tria “non corre alcun rischio” spiegando che “è vero che conta lo ‘zero virgola’, il rispetto dei parametri nella stesura della manovra ma è anche vero che non possiamo impiccarci alle percentuali: i mercati guardano anche alla serietà delle proposte, oltre che alla tenuta dei conti”. Giorgetti chiarisce che a Tria “si chiede di mostrare solo un minimo di disponibilità”. Per quanto riguarda la manovra, l’esponente leghista spiega che i tecnici saranno al lavoro fino a fine settimana e poi “ci rivedremo con gli altri colleghi di governo per compiere le necessarie scelte politiche”.

 

BTP – La carta italiana non sembra aver risentito delle tensioni emerse dal vertice sulla manovra con lo spread su Bund fermatosi a 231 punti base, in calo rispetto ai 242 della precedente chiusura, dopo un tuffo a 228 punti, minimo dal 12 settembre. Analogamente, il tasso del decennale di riferimento ha chiuso la sua corsa a 2,78% da 2,87% del precedente finale di seduta dopo essere scivolato fino a 2,76%. A detta degli operatori, il mercato — euforico e volatile — è convinto che le trattative sulla legge di Bilancio vedranno un esito favorevole alle aspettative dei mercati, allontanando lo spettro di una rottura con Bruxelles. Segnali rassicuranti sono giunti anche da Blackrock con il numero due per il reddito fisso che ha spiegato come nella prima parte dell’anno la posizione del fondo fosse ‘short’, per poi passare a ‘neutral’ e di recente a ‘long’. 

 

DAZI USA-CINA – Un’ulteriore spinta ai Btp è giunta dopo che la Cina ha annunciato una risposta più morbida rispetto alle attese sul fronte della guerra commerciale con gli Stati Uniti. Pechino in particolare ha detto che imporrà dazi del 10% su merci americane precedentemente previsti a 20% e 25% e che caleranno al 5% i dazi sulle merci statunitensi previsti al 10%. La nuova imposta entrerà in vigore il 24 settembre, quando l’amministrazione Trump ha fissato l’entrata in vigore di dazi del 10% su 200 miliardi di dollari di beni cinesi. Intanto la Cina ha fatto sapere attraverso i media statali di non essere preoccupata per le “misure estreme” degli Usa spiegando che le sfrutterà come un’opportunità per rimpiazzare le importazioni.

 

COREA DEL NORD – Segnali di distensione giungono da Pyongyang che ha acconsentito ad abolire “in modo permanente” le strutture missilistiche alla presenza di esperti stranieri sostenendo di voler chiudere il principale complesso nucleare se gli Usa prenderanno “reciproci provvedimenti” non meglio specificati. A una conferenza stampa congiunta a Pyongyang, il presidente sudcoreano Moon Jae-in e il leader nordcoreano Kim Jong Un hanno detto di voler trasformare le penisola in una “terra di pace”. Il presidente Trump ha definito “molto eccitanti” gli ultimi sviluppi.

 

BILANCIA PAGAMENTI ITALIA – In arrivo da Bankitalia la bilancia dei pagamenti relativa a luglio. A giugno il dato ha mostrato vendite nette da parte degli investitori esteri in titoli di Stato per 32,9 miliardi di euro dopo vendite per 24,8 miliardi a maggio. Diffuso il 7 settembre e relativo ad agosto, l’indicatore che monitora il debito Target2 dell’Italia ha toccato un nuovo massimo storico, con le passività del Paese sul sistema di pagamento dell’Eurosistema ammontate a 492,527 miliardi di euro, contro i 471,087 miliardi di luglio.

 

PRIMARIO ZONA EURO – In attesa delle aste a medio lungo di Francia e Spagna in agenda per domani, si attiveranno sul primario la Germania che offre 3 miliardi nel Bund decennale agosto 2028. Nell’ultimo collocamento di agosto il titolo ha visto un tasso medio di 0,33%, in calo rispetto al precedente 0,47% e il bid-to-cover passare a 1,2 da 1,8. Anche il Portogallo metterà a disposizione degli investitori tra 1,5 e 1,75 miliardi in titoli Stato a 6 e 12 mesi.

 

DRAGHI – Dopo l’intervento da Francoforte in cui ha sollecitato le banche della zona euro a ridurre ulteriormente lo stock dei crediti deteriorati, il presidente della Bce tornerà a parlare da Berlino in un intervento da cui potrebbero giungere spunti utili a meglio definire il messaggio lanciato al termine del meeting dell’istituto centrale della scorsa settimana.

 

BOJ – In linea con le attese, la Bank of Japan ha mantenuto invariata la propria politica monetaria e la visione che l’economia continuerà a crescere in modo moderato, anche se le tensioni commerciali a livello globale minacciano di rallentare l’espansione. Al termine del meeting di fine luglio, la Banca centrale nipponica ha assicurato che manterrà il massiccio programma di stimolo pur apportando alcune modifiche per ridurre gli effetti collaterali della sua politica sui mercati e sulle banche.

 

BILANCIA GIAPPONE – Agosto ha visto un’accelerazione dell’export rispetto al mese precedente grazie a forniture più corpose verso gli Stati uniti, in un segnale che le tensioni commerciali tra Washington e Pechino non si sono ancora riverberate sul commercio nipponico. In particolare, le esportazioni sono aumentate del 6,6% rispetto all’anno precedente, ben oltre le attese per un +5,6% previsto da un sondaggio Reuters e oltre il 3,9% di luglio. Le importazioni sono aumentate del 15,4% nell’anno ad agosto rispetto a stime per +14,9%. La bilancia commerciale ha registrato un deficit di 444,6 miliardi di yen, non molto lontano dalle attese per un disavanzo di 468,7 miliardi di yen dopo quello per 231,2 miliardi visto a luglio.

 

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, produzione costruzioni giugno e luglio (10,00).

Banca d’Italia pubblica Bilancia dei pagamenti luglio e posizione patrimoniale su estero trim1 (10,00).

 

GRAN BRETAGNA

Prezzi consumo agosto (10,30) – attesa 0,5% m/m; 2,4% a/a.

Prezzi dettaglio agosto (10,30) – attesa 0,6% m/m; 3,2% a/a.

Prezzi produzione agosto (10,30) – attesa 0,2% m/m; 2,9% a/a.

 

ZONA EURO

Partite correnti luglio (10,00).

Produzione nelle costruzioni luglio (10,00).

 

USA

Partite correnti trim2 (14,30) – attesa -103,5 miliardi.

Licenze edilizie agosto (14,30) – attesa 1,310 milioni.

Apertura nuovi cantieri agosto (14,30) – attesa 1,235 milioni.

Scorte settimanali prodotti petroliferi Eia (16,30).

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

EUROPA

Germania, Tesoro offre 3 miliardi Bund 10 anni scadenza 15/8/2028 cedola 0,25%.

Portogallo, Tesoro offre 1,5/1,75 miliardi titoli Stato a 6 e 12 mesi.

Svezia, Tesoro offre titoli Stato a medio lungo termine.

 

BANCHE CENTRALI

ITALIA

Banca d’Italia pubblica “Bilancia dei pagamenti dell’Italia” luglio.

 

EUROPA

Gran Bretagna, intervento capo economista banca centrale Haldane a conferenza per 100esimo anniversario banca centrale estone a Tallin (10,00). 

Zona euro, intervento presidente Bce Draghi a Berlino (15,00).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA 

Roma, riunione Esecutivo Abi con Ignazio Visco (10,00).

Roma, conferenza stampa congiunta M5s e Lega “Misure di semplificazione fiscale, sostegno all’economia reale e contrasto all’evasione fiscale” (10,00).

Roma, convengo “Emergenza cancro – fattori ambientali modificabili e stili di vita non corretti”, apre i lavori Giorgetti; tavola rotonda con ministro Agricoltura Centinaio, sottosegretario Economia Garavaglia, attesa ministro Salute Grillo, presidente Coni Malagò; conclusioni Salvini e ministro Istruzione Bussetti (dalle 9,30).

Milano, convegno “La non performing exposure delle banche” con Ghizzoni (17,00).

 

EUROPA

Bruxelles, Acea pubblica registrazioni auto Europa luglio e agosto.

Salisburgo, inizia riunione informale Capi di Stato e di Governo dell’Unione europea; termina il 20 settembre; partecipa Conte.

Vienna, continua conferenza generale Iaea; termina il 21 settembre.

WB RISK MANAGEMENT: USD CNY

MARKET MOVER 18 SETTEMBRE 2018

MARKET MOVER 18 SETTEMBRE 2018

DAZI USA – Trump ha annunciato nuovi dazi del 10% su 200 miliardi di dollari di merci importate della Cina a partire dal 24 settembre. L’imposizione salirà al 25% entro la fine del 2018. I nuovi dazi si aggiungono a quelli introdotti su 50 miliardi di dollari di merci cinesi, cui Pechino ha risposto con misure ritorsive. Trump ha già minacciato un’ulteriore escalation, con nuove imposizioni tariffarie su beni per circa 267 miliardi di dollari, se dalla Cina arriveranno contromisure anche a questo giro.

 

VERTICE MANOVRA – La riunione di ieri sera non ha risolto i nodi della manovra: una fonte governativa riferisce che Tria resta arroccato sulla posizione di contenere il deficit, mentre da Lega e M5S si preme per arrivare a 2-2,5%. In particolare, secondo quanto riporta stamane ‘La Stampa’, sarebbe il M5S a fare pressing su Tria, che Di Maio, in una riunione con i ministri e i sottosegretari economici grillini, successiva al vertice, sarebbe tornato a mettere in discussione. “Se continua così, allora Tria può andare a casa”, è il virgolettato che viene attribuito al vicepremier. Ma anche dal Carroccio le pressioni non mancano. Una fonte leghista sostiene sul ‘Corriere della Sera’ che sfiorando senza oltrepassare il 3% sarebbero disponibili, escludendo le risorse per disinnescare l’aumento dell’Iva, 24 miliardi da suddividere tra le misure bandiera del M5s e quelle della Lega. “Ora si tratta di mettere con le spalle al muro il ministro Tria”.

 

BTP – Da verificare la reazione del mercato all’esito del vertice sulla manovra. Ieri la speranza che all’interno del governo prevalga la linea Tria ha dato sostegno al rally dei Btp, con lo spread che si è riavvicinato a quota 240, stringendo di oltre 10 punti rispetto alla precedente chiusura. Nonostante la fragilità di fondo del mercato e le cautele d’obbligo sulla manovra, gli operatori sottolineano come in questa fase risulti costoso rimanere fuori dai Btp, ma d’altra parte il mercato resta esposto a rapidi cambi di direzione.

 

BCE – È atteso in giornata un intervento del presidente Bce Draghi, che torna a parlare dopo la riunione di politica monetaria della settimana scorsa. Secondo quanto rivelato da due fonti venerdì, alcuni membri del Consiglio avevano chiesto a Draghi di adottare toni più cauti nel descrivere il quadro e le prospettive dell’economia nella conferenza stampa post meeting, ma alla fine ha prevalso una linea diversa. Ieri Coeuré ha affermato che Francoforte dovrebbe chiarire meglio i contorni del futuro percorso di rialzo dei tassi quando si avvicinerà il momento in cui sarà necessario un ulteriore restringimento delle condizioni monetarie.

 

PRIMARIO – Torna in primo piano il primario: la Germania mette in asta fino a 4 miliardi di titoli biennali e già domani sarà nuovamente sul mercato con l’offerta di 3 miliardi di Bund decennali; giovedì sarà la volta dell’offerta francese e spagnola: in tutto fino a 14 miliardi di carta a medio lungo (indicizzati compresi). Oggi sono in agenda anche aste spagnole a breve, tra 1,5 e 2,5 miliardi di titoli a 3 e 9 mesi.

 

GREGGIO – L’escalation della disputa tra Usa e Cina sul commercio spinge al ribasso le quotazioni petrolifere, allungando un’ombra sulla domanda dei due principali Paesi consumatori di greggio. Alle 7,30 italiane il future Brent scambia a 77,60 dollari il barile (in calo di 45 centesimi), il Nymex a 68,58 dollari (in calo di 33 centesimi).

 

FOREX – Dollaro poco variato nei confronti delle principali controparti valutarie, in attesa della risposta di Pechino ai nuovi dazi imposti dagli Usa. In lieve calo lo yuan, che cede lo 0,14% a 6,8633 sul dollaro. Il biglietto verde è stabile sull’euro, che viaggia a 1,1686 dollari da 1,1683 dollari della chiusura; il dollaro sale su yen a 111,96 da 111,83; euro/yen a 130,86 da 130,67.

 

TREASURIES – Chiusura in lieve calo ma sotto i minimi per i governativi Usa, con gli investitori che hanno colto l’opportunità per rientrare allettati dai rendimenti relativamente elevati, a ridosso dell’annuncio di nuovi dazi sui prodotti cinesi da parte di Trump, puntualmente arrivato al termine delle contrattazioni. Il rendimento del benchmark decennale Usa a fine seduta si attestava a 2,992% da 2,994% della chiusura di venerdì, dopo una fiammata intraday a 3,022%, picco da fine maggio.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, fatturato e ordinativi industria giugno e luglio (10,00).

Istat-Inps-Inail-Anpal, ‘Nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell’occupazione’ relativa al 2° trimestre 2017 (11,00).

 

USA

Flussi investimenti netti lungo termine luglio (22,00).

Scorte settimanali prodotti petroliferi Api (22,30).

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

EUROPA

Germania, Tesoro offre 4 miliardi Schatz 2 anni, scadenza 11/9/2020 cedola zero.

Spagna, Tesoro offre 1,5-2,5 miliardi titoli Stato 3 e 9 mesi.

 

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Zona euro, interventi banchiere centrale francese Villeroy de Galhau (9,00), presidente Bce Draghi (9,15) e Nouy (9,30) a evento organizzato da Autorité de Contrôle Prudentiel et de Résolution (Acpr) a Parigi.

 

ASIA

Giappone, banca centrale inizia riunione di politica monetaria; termina il 19 settembre.

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, Palazzo Chigi, Conte riceve cancelliere federale austriaco Sebastian Kurz (11,00).

Roma, convegno “Internazionalizzazione della Repubblica di San Marino: quali opportunità per l’Italia” con Sabatini (18,00).

Milano, “Bloomberg European Capital Markets Forum” con Tria, Ceo Deutsche Bank Sewing, Passera, Saccomanni (8,30).

Napoli, terza edizione di “Casa Corriere” con Boccia (18,00).

 

EUROPA

Vienna, continua conferenza generale Iaea; termina il 21 settembre.

Berlino, Innotrans 2018, partecipa ministro Infrastrutture e Trasporti Toninelli; partecipa anche a conferenza stampa di presentazione dei nuovi treni regionali Pop e Rock (13,00).

 

USA

Washington, bilaterale Trump-presidente polacco Duda.

MARKET MOVER 17 SETTEMBRE 2018

MARKET MOVER 17 SETTEMBRE 2018

La settimana si preannuncia concentrata su alcune rilevazione dei prezzi al consumo in Eurozona ed in Inghilterra, mentre annunciano la loro decisione di politica monetaria la BoJ e la SNB.
Sul fronte della crescita l’Italia pubblicherà il dato sul PIL atteso in flessione. Mercoledì pomeriggio Mario Draghi parlerà alle 15.00 in uno speech sempre molto atteso.

Venerdì prossimo invece Markit pubblicherà l’esito del sondaggio condotto tra i managers delle aziende, il PMI, relativo agli Stati Uniti. Sia il manifatturiero che i servizi evidenziano un’attesa leggermente superiore al dato precedente. Ancora una volta i dati sulla crescita USA saranno utilizzati per calibrare al meglio l’orientamento della Fed sui tassi. Il mercato è certo di una chiamata al rialzo il prossimo 26 settembre, pressoché certo che vi sia un ulteriore rialzo a dicembre, mentre stima altri tre rialzi nel 2019 in modo da completare il ciclo di normalizzazione in vista di una sempre più probabile recessione.

Il dollaro come abbiamo scritto scritto recentemente non ha beneficiato in modo esaustivo di questo ciclo. Si è rafforzato rispetto ai valori di inizio anno, tuttavia appare spero incerto nel confermare i segnali di apprezzamento. Di converso l’euro ha capitalizzato  i dubbi migliorando la propria posizione, soprattutto se riferita alla caduta repentina subita a Ferragosto.

Di certo il range di oscillazione si è abbassato, passando da 1.15 – 1.18 a 1.13 ed 1.1750. la scorsa settimana il mercato dopo la conferenza stampa di Draghi ha cercato di sfidare la parte alta del range subendo nella sessione di venerdì, soprattutto in chiusura americana, nuove vendite. In buona sostanza si sta giocando sugli attuali livelli una partita dai risvolti tecnici significativi. Si tratta di un braccio di forza tra rialzisti e ribassisti di eur usd. I primi guardano alla parte superiore del range per giocare un segnale di reversal, almeno sul breve medio periodo. I secondi difendono le loro tattiche regressive guardando in questa fase al sostegno intermedio al range che transita in area 1.15.  E’ difficile comprendere in questo confronto quale ruolo stiano giocando le banche centrali. La Fed, infastidita dalle pressioni di Trump in merito al tenore della linea di policy adottata,  deve comunque attrarre capitali in un momento in cui è impegnata a diminuire il proprio bilancio gonfiatosi con il QE precedente, La BCE sa di non aver bisogno di un euro troppo forte, leggi equazione competitività export / crescita, tuttavia non vuole apparire troppo vulnerabile in un momento in cui l’Unione appare politicamente debole su tutti i fronti.

Morale il mercato appare in mano alle mani dei giocatori di breve brevissimo con la supervisione di quelle istituzionali sui lati estremi del tavolo. Il trend dominante appare ancora a favore della moneta statunitense, tuttavia necessita di nuove conferme. La prima di questa prove l’avremo oggi con il collaudo della soglia intermedia 1.11610/1.1590 eur usd. Sotto tale soglia si ritorna a vendere eur nel breve per 1.1530/20. Diversamente, qualora dal braccio di forza dovessero prevalere gli interessi dei compratori la tenuta della prima soglia riporterà il cambio nuovamente in direzione dei recenti massimi 1.1730. La violazione obbligherebbe i ribassisti di breve a ricoprirsi spingendo nuovamente il cambio verso i valori abbandonati tra fine aprile e maggio.

 

 

MARKET MOVER : LE NOTIZIE PER GESTIRE IL RISCHIO DI CAMBIO
MARKET MOVER : LE NOTIZIE PER GESTIRE IL RISCHIO DI CAMBIO

 

LEGGE DI BILANCIO – L’attenzione degli investitori resta concentrata sul dibattito interno al governo e alla maggioranza sulla legge di Bilancio. Salvini e Di Maio spingono per avere più risorse possibili per i rispettivi provvedimenti bandiera (flat tax e reddito di cittadinanza), mentre Tria, stando alle indiscrezioni stampa degli ultimi giorni, ha posto all’1,6% l’asticella per il deficit/Pil. Secondo quanto riporta stamane il ‘Corriere della Sera’, oggi Conte, i due vicepremier e il ministro dell’Economia si incontreranno per iniziare a mettere qualche punto fermo e stabilire con quante risorse finanziare ogni singola misura.

 

INCONTRO SALVINI-BERLUSCONI – Stando a quanto riportano stamane ‘Il Messaggero’ e ‘la Repubblica’, l’incontro di Arcore, prolungatosi fino a tarda notte, si sarebbe concluso con l’intesa per il via libera alla nomina di Foa alla presidenza Rai da parte di Forza Italia in cambio di rassicurazioni da parte del leader leghista su tetti pubblicitari e tasse sulle televisioni.

 

BTP – Ripartirà da 254 pb lo spread Btp/Bund nel tratto decennale, che nell’ultima seduta della settimana si è allargato di una ventina di centesimi esclusivamente per effetto della sostituzione del benchmark italiano utilizzato per il confronto con la controparte tedesca. In chiusura il nuovo titolo di riferimento Btp dicembre 2028 offriva un rendimento di 2,98%, contro 2,79% del Btp febbraio 2028.

 

DAZI USA – Potrebbe arrivare già oggi l’annuncio, da parte di Trump, di nuovi dazi su oltre 200 miliardi di dollari di merci cinesi importate negli Usa, ha riferito un alto funzionario dell’amministrazione Usa. L’imposizione sarà di circa il 10%, secondo il Wall Street Journal, dunque meno del 25% inizialmente preventivato. Sempre stando al quotidiano finanziario Usa, Pechino potrebbe a questo punto disertare gli incontri negoziali in agenda la settimana prossima, perché non avrebbe intenzione di discutere “con una pistola puntata alla tempia”.

 

BCE – Secondo due fonti, una minoranza dei consiglieri Bce ha chiesto l’utilizzo di toni più cauti da parte di Draghi nel messaggio di politica monetaria diffuso al termine del consiglio della settimana scorsa, che ha confermato il percorso di chiusura del Qe a fine anno e il mantenimento del costo del denaro al minimo storico almeno fino all’estate dell’anno prossimo. Stando alle fonti, una manciata di consiglieri avrebbe insistito affinché venissero sottolineati i rischi al ribasso sullo scenario economico, alla luce della volatilità sui titoli di Stato, mentre nel suo intervento Draghi in conferenza stampa ha parlato di rischi bilanciati.

 

S&P SU PORTOGALLO – S&P ha confermato il rating sovrano di Lisbona a BBB-, portando l’outlook a positivo da stabile. L’agenzia si aspetta che l’economia portoghese cresca intorno al 2% annuo da qui al 2021.

 

GREGGIO – Quotazioni petrolifere in calo, appesantite dai timori di nuovi dazi Usa sui prodotti cinesi, che prevalgono sulle preoccupazioni di una restrizione dell’offerta legata alle sanzioni all’Iran. Intorno alle 7,30 i future sul Brent arretrano di 14 centesimi a 77,95 dollari il barile; i derivati del Nymex arretrano di 12 centesimi a 68,87 dollari il barile.

 

FOREX – Il dollaro si mantiene oltre il recente minimo da un mese e mezzo sulle principali controparti valutarie, in attesa di sviluppi sul fronte della disputa commerciale tra Usa e Cina. L’indice del biglietto verde è sostanzialmente stabile a 94,912, oltre il minimo da fine luglio toccato venerdì a 94,359. Poco variati i principali rapporti di cambio: dollaro/yen 111,97 da 112,04 della precedente chiusura; euro/dollaro 1,1633 da 1,1628; euro/yen 130,27 da 130,23.

 

TREASURIES – Chiusura in rialzo per i governativi Usa venerdì, sostenuti dalle prime indiscrezioni sull’intenzione di Trump di procedere con l’imposizione di nuovi dazi sui prodotti cinesi. Il rendimento del decennale banchmark ha rotto al ribasso per la prima volta da inizio agosto la soglia tecnica del 3%.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, commercio estero e prezzi import luglio (10,00).

 

ZONA EURO

Inflazione finale agosto (11,00).

 

USA

Indice manifatturiero Fed New York settembre (14,30) – attesa 0,2% m/m; 2,0% a/a.

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

EUROPA

Belgio, Tesoro offre titoli di Stato Olo.

Olanda, Tesoro offre titoli di Stato Dtc.

 

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Zona euro, a Francoforte intervento membro board Bce Coeurè (11,00).

Svezia, Riksbank pubblica verbali riunione di politica monetaria (9,30).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Milano, Di Maio partecipa a Micam (11,00).

Milano, dibattito “Sette peccati capitali dell’economia italiana” con Cottarelli presso Università Cattolica (18,00).

 

ASIA

Giappone, mercati chiusi (Respect for the Aged Day).

MARKET MOVER 13 SETTEMBRE 2018

MARKET MOVER 13 SETTEMBRE 2018

Market Mover di oggi è senz’altro il consueto meeting mensile della BCE. Il mercato non si attende particolari notizie su cambiamenti di policy monetaria. L’evento potrebbe invece avere un impatto sui mercati qualora il Board dovesse aggiornare l’Outlook sulla crescita  e sull’inflazione per il 2019. I recenti  dati macro e le ultime rilevazioni del sondaggio Markit PMI hanno messo in evidenza un perdita di momentum nell’Eurozona.

Nella comunità degli analisti vi sono osservatori che ritengono non ancora tramontata definitivamente la stagione del QE, per cui una revisione al ribasso delle stime su crescita ed inflazione potrebbero giustificare l’attesa per una nuova edizione futura di una forma di allentamento monetario rapportabile al QE per similitudine. Alle 14.30 seguiremo la conferenza stampa di Mario Draghi. Contestualmente all’apertura avremo la pubblicazione dei dati sull’inflazione USA molto attesi dopo il rialzo del costo del lavoro orario registrato nel mese di agosto.

Ieri nel pomeriggio l’eur usd si era spinto verso l’area di resistenza intermedia a 1.1640/50 a seguito di voci circolate in merito ai progressi  raggiunti sui colloqui inerenti agli accordi commerciali tra i partner del NAFTA. Il dollaro statunitense si è indebolito, mentre il suo rivale canadese è stato potenziato dall’euforia per i potenziali progressi relativi all’accordo di libero scambio nordamericano.

Il segretario all’economia messicano Ildefonso Guajardo ha dichiarato a un evento a Città del Messico che c’era un’alta probabilità che gli Stati Uniti e il Canada raggiungessero un accordo commerciale. Gli Stati Uniti e il Messico hanno già raggiunto un accordo per rivedere il Nafta in agosto. In precedenza, le relazioni indicavano che il Canada era disposto a fare concessioni per proteggere la propria industria lattiero-casearia.

In altre notizie commerciali, gli Stati Uniti hanno richiesto un nuovo round di negoziati  con la Cina, secondo il Wall Street Journal. Lo yuan cinese si è rafforzato rispetto al biglietto verde a 6.8596 yuan USDCNY, -0.2055% a Pechino e 6.8278 USDCNH, + 0,1990% nel mercato offshore.

Il range per l’eur usd odierno rimane fissato tra 1.1645 ed 1.1530: oltre tali livelli i traders dovrebbero assumere nuove posizioni tattiche allineate alla direzionalità della violazione del range.

 

 

 

MARKET MOVER : LE NOTIZIE PER GESTIRE IL RISCHIO DI CAMBIO
MARKET MOVER : LE NOTIZIE PER GESTIRE IL RISCHIO DI CAMBIO

 

TENSIONI SU MANOVRA – Sono tornate a emergere con forza le preoccupazioni sulla manovra, con ripercussioni immediate sul mercato. A causare un allargamento dello spread Btp/Bund di oltre 10 punti base nella seduta di ieri è stata l’indiscrezione secondo cui il M5s sarebbe stato pronto a chiedere le dimissioni di Tria se non verranno stanziati in manovra almeno 10 miliardi per il reddito di cittadinanza . Il M5s in una nota ha negato la minaccia di una richiesta di dimissioni, ma confermato le tensioni sull’argomento . Secondo quanto scrivono stamane i quotidiani, di fronte alle crescenti pressioni politiche sulla manovra, lo stesso Tria avrebbe paventato al premier Conte le proprie dimissioni. Secondo Repubblica, il ministro avrebbe già messo nero su bianco un rapporto deficit/Pil all’1,6% nella bozza della nota di aggiornamento al Def distribuita a Palazzo Chigi.

 

BTP – Le voci di tensioni sulla manovra hanno fatto balzare in pochi minuti, nel corso della seduta di ieri, lo spread dal minimo di giornata di 230 pb fino a 241, e poi ancora sopra fino a quota 243, mentre il tasso decennale è passato dal 2,83% dal 2,73%. Limitato è stato l’effetto della smentita del M5s anche perché il mercato, come sottolineano stamane i quotidiani, percepisce che la tregua è fragile e la maggioranza resta percorsa da fibrillazioni. I Btp ripartiranno stamane da un rendimento decennale di 2,79% e da uno spread di 237.

 

ASTE – Le rinnovate tensioni sul secondario costeranno inevitabilmente al Tesoro, in termini di rendimenti da pagare, nelle aste a medio lungo di questa mattina, che prevedono tra l’altro il lancio del nuovo Btp a 7 anni novembre 2025 cedola 2,50%: l’offerta complessiva arriva fino a 7,75 miliardi e comprende inoltre le riaperture dei benchmark a 3 e 30 anni . Ieri in chiusura sul mercato grigio il nuovo 7 anni scambiava a un rendimento in area 2,61% contro il 2,31% dell’asta di luglio (col vecchio benchmark maggio 2025), segnando un potenziale massimo da marzo 2014; il 3 anni a 1,26% da 1,10% di luglio (possibile massimo da febbraio 2014); il 30 anni a 3,57% da 3,54% dell’ultima asta, risalente a giugno.

 

RIUNIONE BCE – Gli operatori aspettano soprattutto le parole di Draghi in conferenza stampa: l’attenzione è per eventuali accenni all’aumento dei rischi sulla congiuntura economica della zona euro, ad esempio in relazione alla disputa commerciale in corso tra Usa e Cina. Scontato un nulla di fatto sui tassi (le attuali stime sono per un primo intervento sulla deposit facility solo nel terzo trimestre del 2019), un accenno di Draghi al peggioramento delle condizioni di crescita potrebbe innescare la speculazione su uno slittamento in avanti dei tempi della chiusura del quantitative easing, attualmente fissata dalla Bce a fine dicembre.

 

STIME BCE – Con la riunione di politica monetaria di oggi arriveranno anche le nuove stime trimestrali dello staff della banca centrale. Le ultime, risalenti a giugno, avevano registrato un taglio per quelle sul Pil e un rialzo invece per quelle sull’inflazione: la crescita della zona euro veniva stimata al 2,1% quest’anno, all’1,9% il prossimo e all’1,7% nel 2020; l’inflazione all’1,7% sia nel 2018, sia nel 2019, sia nel 2020 . Stamane La Stampa scrive, citando fonti interne all’Eurotower, che si va verso un taglio delle stime sul Pil. In un sondaggio Reuters pubblicato la settimana scorsa tutti gli economisti hanno affermato di vedere rischi al ribasso sull’economia europea, con stime grosso modo allineate a quelle elaborate a giugno dallo staff Bce.

 

BANK OF ENGLAND – È atteso invariato allo 0,75% il costo del denaro nel Regno Unito al termine del meeting di politica monetaria della Bank of England, dopo il rialzo deciso nella riunione di agosto. Già il comunicato diffuso in occasione del recente rialzo ha segnalato come la banca centrale sia ora in posizione di attesa (in particolare degli sviluppi della trattativa sulla Brexit), con poca fretta di procedere a una nuova stretta . L’ultimo sondaggio Reuters, condotto a inizio mese, conferma la previsione che il prossimo rialzo dei tassi nel paese, all’1,00%, dovrebbe collocarsi nel secondo trimestre del 2019.

 

INFLAZIONE – Prima del verdetto della Bce arriveranno i dati finali di agosto sull’inflazione in Germania e Francia: si parte da una stima flash (per l’indice armonizzato) rispettivamente di 1,9% e di 2,6% tendenziale, con la Germania quindi appena sotto e la Francia invece largamente sopra il target Bce del 2% . Dati di inflazione sono attesi anche dagli Usa nel pomeriggio, con i preliminari di agosto: l’indice ‘headline’ è stimato in lieve calo al 2,8% tendenziale dal 2,9% di luglio (in rialzo invece su base mensile a 0,3% da 0,2%), mentre quello ‘core’ è previsto invariato a 2,4% (0,2% il congiunturale).

 

DAZI – L’amministrazione Trump ha invitato la Cina a nuovi colloqui commerciali, ha affermato il consigliere economico della Casa Bianca Larry Kudlow. La notizia ha fornito qualche rinnovata speranza di un accordo tariffario tra i due paesi, proprio mentre Washington si prepara a far entrare in vigore il nuovo pacchetto di dazi su 200 miliardi di dollari aggiuntivi di importazioni cinesi. “Ci sono alcune discussioni e informazioni che abbiamo ricevuto secondo cui il governo cinese — i vertici del governo cinese vogliono avere dei colloqui” ha affermato Kudlow. “Quindi il segretario Mnuchin, che è il team leader sulla Cina, apparentemente ha mandato questo invito”.

 

BEIGE BOOK – Le tensioni commerciali internazionali hanno spinto le aziende Usa, in diverse parti del paese, a ridurre o a posporre gli investimenti. È quanto emerge dal ‘Beige Book’ pubblicato ieri sera dalla Fed. L’indagine evidenzia che al momento gli effetti dei dazi appaiono modesti, sebbene stiano causando un aumento dei prezzi degli input, specie nel manifatturiero. “In gran parte dei distretti si è notata preoccupazione e incertezza relativamente alle tensioni commerciali — in particolare anche se non solo tra le aziende manifatturiere” si legge.

 

ORDINI MACCHINARI GIAPPONE – Sono aumentati in luglio, abbondantemente oltre le aspettative, gli ordini di macchinari in Giappone. Il dato segna un rimbalzo dopo il calo del mese precedente e rafforza la previsione che la spesa per capitale continuerà ad espandersi sostenendo la più generale crescita economica del paese. L’incremento degli ordini (core) è stato pari all’11,0% su mese e al 13,9% su anno, a fronte di attese rispettivamente per un +5,7% e un +4,7%. Gli ordini dall’estero sono aumentati del 6,0% su mese dopo un calo del 12,0% in giugno.

 

TANKAN GIAPPONE – Il rapporto mensile Tankan Reuters, pubblicato anch’esso stamattina, evidenzia tuttavia un raffreddamento dell’umore tra le aziende manifatturiere giapponesi in settembre, pur rispetto al massimo da sette mesi registrato in agosto, sullo sfondo del conflitto commerciale Usa-Cina. L’indice relativo, elaborato nel rapporto, scende a +26 da +30; rimbalza invece l’indice che misura il ‘mood’ nel settore servizi, a +33, dal minimo da due anni di +25 di agosto.

 

GREGGIO – Scendono i prezzi petroliferi, rimangiandosi parte dei guadagni di ieri, in un mercato preoccupato delle conseguenze sulla domanda dell’attuale outlook economico. Ieri nel suo rapporto mensile l’Opec ha ridotto le previsioni sulla domanda globale di petrolio nel 2019 (di 20.000 barili giornalieri), la seconda riduzione consecutiva delle stime, che cita proprio i rischi sulla congiuntura economica internazionale. Alle 7,30 italiane il future Brent scambia a 79,29 dollari il barile (-0,45), il Nymex a 69,85 dollari (-0,52).

 

FOREX – Appare complessivamente stabile il dollaro questa mattina. I margini di rialzo del biglietto verde sembrano al momento limitati dal riaccendersi delle speranze di una accordo Usa-Cina sui dazi dopo la notizia che gli Usa hanno invitato la Cina a nuovi colloqui sull tema. Il cambio euro/dollaro tratta a 1,1624/25 da 1,1624 dell’ultima chiusura; dollaro/yen a 111,42/45 da 111,25; euro/yen a 129,54/55 da 129,34.

 

TREASURIES – Governativi Usa poco mossi nelle contrattazioni della mattinata, in linea con la chiusura stabile dell’ultima seduta. Dopo il buon risultato dell’asta di Treasury decennali di ieri, il mercato resta in attesa dei dati di oggi pomeriggio sull’inflazione americana. Il benchmark decennale Usa cede 1/32, rendimento a 2,966%.

 

 

DATI MACROECONOMICI

FRANCIA

Prezzi al consumo finali agosto (8,45) – attese +0,6 m/m, +2,6% a/a (armonizzato).

 

GERMANIA

Prezzi al consumo finali agosto (8,00) – attese +0,1% m/m, +2,0% a/a (dato nazionale); inv. m/m, +1,9% a/a (armonizzato).

 

GRECIA

Tasso disoccupazione trim2 (11,00).

 

USA

Prezzi al consumo agosto (14,30) – attese +0,3% m/m, +2,8% a/a; +0,2% m/m, +2,4% a/a (indice core).

Guadagni reali settimanali agosto (14,30).

Nuove richieste settimanali sussidi disoccupazione (14,30) – attese 210.000.

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

ITALIA

Tesoro offre 2-2,5 miliardi euro Btp 3 anni aprile 2021 cedola 0,05%, 3,25-3,75 miliardi nuovo Btp 7 anni novembre 2025 cedola 2,50%, 1-1,5 miliardi Btp 30 anni marzo 2048 cedola 3,45%.

 

EUROPA

Irlanda offre 1 mld euro titoli di Stato a 10 anni.

 

USA

Washington, Tesoro offre titoli di Stato a 30 anni.

 

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Gran Bretagna, Bank of England annuncia tassi e pubblica verbali riunione politica monetaria (13,00).

Zona euro, riunione Consiglio Bce a Francoforte; seguono annuncio tassi (13,45) e conferenza stampa Draghi, con nuove stime di crescita (14,30).

 

USA

Jackson, intervento presidente Fed Atlanta Bostic (19,15).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, Palzzo Chigi, Conte incontra Alto commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi (10,00).

Roma, Camera vota fiducia su decreto Milleproroghe (12,40).

Roma, Senato, commissione Bilancio, audizione Oettinger (13,45).

Roma, Camera, presidente Fico incontra Oettinger.

Roma, Palazzo Chigi, atteso Consiglio dei ministri con decreto per Genova (16,00).

Ilva, referendum lavoratori su accordo sindacale con ArcelorMittal.

 

EUROPA

Strasburgo, prosegue plenaria Parlamento Ue; commissione Bilancio si riunisce su emendamenti a bozza bilancio annuale Ue 2019; in Parlamento previsto dibattito e voto su caso giornalisti Reuters condannati in Myanmar.

Riga, inizia riunione presidenti G13 e Lettonia (Austria, Bulgaria, Grecia, Croazia, Estonia, Germania, Italia, Lettonia, Malta, Polonia, Portogallo, Slovenia, Finlandia, Ungheria) su futuro Europa e opportunità sicurezza; termina il 14 settembre.

Vienna, continua riunione board governatori Iaea; termina il 14 settembre.

MARKET MOVER 12 SETTEMBRE 2018

MARKET MOVER 12 SETTEMBRE 2018

Nell’aggiornamento all’Outlook mensile WB PERSPECTIVES pubblicato ieri sera abbiamo posto l’accento ancora una volta sulla dicotomia presente tra le diverse aree azionarie. La Cina rimane uno degli epicentri che in questa fase stanno trainando al ribasso molti mercati emergenti. Con le chiusure di ieri sera di Wall street e questa mattina del Shanghai Composite la tendenza si consolida. L’Europa vive una storia che parte da un significativo confronto politico che terminerà soltanto dopo le elezioni del parlamento europeo la prossima primavera. Queste dinamiche rendono molto incerto il quadro tecnico dell’Eurozona. Abbiamo avvicinato nelle ultime ore i minimi dell’anno: come scritto riteniamo che il mercato tenterà di costruire una reazione utile a rallentare le vendite di inizio settembre, ma al momento inquadriamo l’evento in un giudizio sempre negativo nel breve termine.

Questa settimana avremo i direttivi monetari di Bank of England e BCE. Il mercato non sconta attese particolari. Rimane aperto l’aspettativa su un ulteriore rialzo dei tassi in Inghilterra a breve, mentre dalla conferenza di Mario Draghi si attendono ulteriori dettagli sull’andamento del ciclo ed i riflessi su una linea di policy già tracciata.

L’eur usd rimane all’interno di un range ristretto con una diminuzione temporanea della volatilità. Tuttavia siamo orientati a considerare sempre una debolezza dell’euro nel rapporto con la moneta americana. Il cambio andrà presto a testare nuovamente i recentissimi minimi intermedi a quota 1.1530/20 dove si colloca il prossimo trigger point per la prosecuzione del ribasso.

 

 

 

MARKET MOVER : LE NOTIZIE PER GESTIRE IL RISCHIO DI CAMBIO
MARKET MOVER : LE NOTIZIE PER GESTIRE IL RISCHIO DI CAMBIO

 

VERSO MANOVRA – Dopo la nuova riunione di ieri della Lega sui temi economici, in serata il vice premier Salvini ha detto che è possibile ottenere 20 miliardi attraverso la ‘pace fiscale’ e di aver chiesto in vista della manovra “quota 100” tra età e contributi per il ritiro dal lavoro con almeno 62 anni. Sempre il serata, il numero uno del Carroccio e vicepremier prometteva che nella legge di bilancio 2019 verranno stanziati nuovi fondi per gli investitori ‘truffati’ dalle banche e spiegava che l’obiettivo per le europee di maggio è una Commissione guidata da partiti “popolari e populisti”. In mattinata, Tria ha spiegato che la riforma fiscale con la ‘flat tax’ va finanziata con riordino della ‘tax expenditure’ e ha sostenuto la necessità di procedere a un primo taglio dell’Irpef già nel 2019.

 

BTP – Per la prima volta dai primi di settembre la carta italiana chiude in territorio negativo appesantita, a detta degli operatori, dall’appuntamento con le aste di metà mese e da un “ritracciamento tecnico” dopo i corposi guadagni delle scorse sedute. Dopo una mattinata positiva sulla scia dei toni rassicuranti di Tria e Moavero sulla legge di Bilancio, la carta italiana ha invertito la rotta. Lo spread Btp/Bund sul tratto decennale ha chiuso la seduta a 235 pb, massimo intraday, dopo un tuffo a 227 punti messo a segno in mattinata. Analogamente, il tasso del decennale di riferimento ha chiuso a 2,78%, anche in questo caso massimo di seduta.

ASTA BOT 12 MESI – In questo contesto, in mattinata prenderà il via la tornata d’aste di metà mese con il Tesoro che metterà a disposizione degli investitori 6 miliardi di euro in Bot a 12 mesi con il rendimento visto in calo rispetto allo 0,679% di metà agosto, quando ha toccato il massimo da gennaio 2014. In chiusura, sul mercato grigio, il tasso scambiava a 0,458%. Attive dal lato primario anche la Germania, che offrirà 1 miliardo in titoli di Stato a 30 anni, e la Grecia che mette a disposizione titoli di Stato a 1 anno. Sempre sul fronte primario, da segnalare il nuovo indicizzato spagnolo con scadenza 2033 che ha visto ordini per oltre 18,5 miliardi e un importo da 4 miliardi ed è stato prezzato 139 punti base sotto il rendimento del titolo spagnolo luglio 2033, cedola 2,35%.

 

PRODUZIONE ITALIA – Dopo l’incremento dello 0,5% messo a segno a giugno, per il dato relativo a luglio si attende una flessione dello 0,4% su base congiunturale. Su base tendenziale le stime sono di un rialzo dell’1,4% dopo l’1,7% del mese precedente. Anche se il trend di fondo per gli analisti resta di affievolimento della crescita, il centro studi di Confindustria stima un incremento dell’attività per luglio (+0,3%) “grazie principalmente al sostegno della domanda interna e a fronte di una domanda estera giudicata in ulteriore peggioramento”.

PRODUZIONE ZONA EURO – Oltre a quello italiano è in arrivo in mattinata anche l’analogo dato per l’intero blocco della zona euro. In questo caso le attese sono per una flessione dello 0,5% a perimetro congiunturale e per un incremento dell’1,0% a perimetro annuo.

 

FOREX – Dollaro in difficoltà sui cross principali, depresso da indiscrezioni riferite da fonti secondo cui il Canada sarebbe pronto a fare concessioni a Washingron per procedere sulla strada del ridisegno dell’accordo Nafta. Sullo sfondo naturalmente ancora il tema della guerra dei dazi, con Pechino pronta a ricorrere la prossima settimana al Wto per l’imposizione di sanzioni agli Usa in una questione di dumping. Intorno alle 7,30 euro/dollaro 1,1581/8x da 1,1605 ieri sera in chiusura a New York, dollaro/yen 111,49/52 da 111,62 ed euro/yen 129,17/19 da 129,53.

 

GREGGIO – Lieve rialzo per i derivati sul greggio sul finale della seduta asiatica, dopo gli ultimi dati setttimanali Api sulle scorte Usa e in vista delle nuove sanzioni all’Iran destinate a ridurre l’offerta, mentre Mosca avvisa che il mercato resta fragile e si dice pronta ad aumentare la produzione. Intorno alle 7,35 il futures Brent a novembre risale di 28 centesimi a 79,34 dollari il barile e l’equivalente Nymex avanza di 59 cent a 69.84 dollari.

 

TREASURIES – Governativi Usa in frazionale rialzo sul finale della seduta asiatica, con il decennale di riferimento che risale di 2/32 al rendimento di 2,97%.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, produzione industriale luglio (10,00) – attese -0,4% m/m, 1,4% a/a.

Istat, mercato del lavoro trim2 (11,00).

EUROPA

Portogallo, prezzi al consumo agosto (12,00).

Spagna, prezzi al consumo finali agosto (9,00) – attese 0,2% m/m, 2,2% a/a; armonizzato 0,1% m/m, 2,2% a/a.

Zona euro, produzione industriale luglio (11,00) – attese -0,5% m/m, 1,0% a/a.

USA

Prezzi alla produzione agosto (14,30) – attese 0,2% m/m, 3,2% a/a.

Scorte Usa settimanali prodotti petroliferi Eia (16,30).

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

ITALIA

Tesoro offre 6 miliardi Bot a 12 mesi, scadenza 13/9/2019 (364 gg).

EUROPA

Germania offre 1 miliardo titoli Stato a 30 anni scadenza 15/8/2048, cedola 1,25%.

Grecia offre titoli Stato a 1 anno.

 

USA

Washington, Tesoro offre titoli di Stato a 10 anni.

 

BANCHE CENTRALI

USA

Chicago, intervento presidente Fed S.Louis Bullard (15,40).

Detroit, intervento membro board Brainard (16,45).

Washington, Fed pubblica Beige Book (20,00).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

MILANO

Esecutivo Abi (10,00).

 

EUROPA

Strasburgo, prosegue plenaria Parlamento Ue, Juncker tiene discorso annuale sullo stato dell’Unione.

Vienna, prosegue riunione board Aiea; termina il 14 settembre.