I mercati finanziari vivono una fase di estrema volatilità, stretti tra le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e i nuovi interventi coordinati sulle valute. Mentre le quotazioni del greggio mostrano segnali di assestamento, le autorità monetarie intervengono con decisione per stabilizzare il mercato dei cambi. Comprendere questi delicati equilibri diventa oggi essenziale per orientarsi tra tassi di interesse e valute.
NOTIZIE ED EVENTI DI MERCATO: I DRIVER SU TASSI DI INTERESSE E VALUTE
Sul fronte geopolitico, il presidente Usa ha annunciato imminenti colloqui con l’Iran per cercare di superare lo stallo negoziale in Medio Oriente. Tuttavia, si è rifiutato di fissare una data per l’accordo. In precedenza aveva annullato un attacco sperando in una rapida intesa per riaprire lo Stretto di Hormuz e risolvere l’impasse sul nucleare. I media affermano che i negoziati tra Teheran e l’Oman sono ormai alle fasi finali.
Sul fronte valutario, lo yen si rafforza attestandosi a 180,60 sull’euro. Giappone e Usa hanno effettuato un raro intervento coordinato per arginare il deprezzamento dello yen; gli operatori restano in attesa di ulteriori interventi delle autorità a sostegno della valuta giapponese. Prima dell’annuncio, Trump aveva confermato l’aiuto Usa in segno di amicizia e per la stabilità globale. Infine, l’indice PMI manifatturiero Giapponese segna il settimo mese di espansione attestandosi a 54,5.
ANALISI TECNICA: LO SCENARIO SU TASSI DI INTERESSE E VALUTE
Gli operatori guardano al mercato dei cambi focalizzando la loro attenzione su due direttive: inflazione/tassi, Hormuz petrolio. Nelle ultime ore si è aggiunto l’effetto prodotto sul dollaro dagli interventi a sostengo dello yen attivati da Bank of Japan e Federal Reserve.
La dinamica inflazione tassi è strettamente correlata all’estrema volatilità degli eventi e alla moltitudine di notizie prodotte dai due contendenti nello stretto di Hormuz. Pur consapevoli tutti della linea politicamente eclettica, talvolta ambigua, seguita del Presidente americano, non è possibile dare per scontato alcun esito della crisi.
Di conseguenza i mercati continuano a rimodulare il loro posizionamento sul petrolio, quindi sui tassi e conseguentemente sul dollaro con una certa dinamicità. La chiamiamo volatilità.
In questo ambiente incerto abbiamo privilegiato da inizio anno una linea articolata sul petrolio, prudente sui tassi e decisamente positiva sul dollaro. Nel nostro Outlook 2026 abbiamo infatti fissato un primo target sul cambio eur usd a 1.14, atteso per metà anno.
Nonostante i venti burrascosi della geopolitica, il petrolio in tempesta con onde imponenti forza sette e con un’altezza significative. Venti superiori ai 33 nodi e onde oltre i 5 metri determinano picchi in grado di superare la media secondo il raggio d’azione del vento.
La navigazione è diventata estremamente impegnativa. I collegamenti tra i segmenti di mercato come commodity, tassi, bond, equity e forex vengono seguiti con grande attenzione per un maggior dettaglio analitico. Le curve dei tassi si sono irrigidite e i mercati azionari hanno subito significative rotazioni di portafoglio, con una caduta per il momento controllata della tecnologia e dei semiconduttori.
Il Brent a seguito delle nuove aperture al dialogo tra Iran e Stati Uniti è ritornato a testare la soglia degli 82 usd/bar. Con buona probabilità si è formato un nuovo picco in area 95 usd. Di conseguenza lo swing degli ultimi giorni potrebbe generare una correzione dei prezzi verso i precedenti minimi, se le negoziazioni violassero il livello degli 80 usd. Questo farebbe scattare gli ordini di vendita impostati a protezione degli acquisti operati nella seconda parte del mese di luglio. In relazione a ciò, il trigger contribuirebbe a disinnescare le recenti tensioni sul greggio e sul mercato dell’energia, annullando le attese per un ulteriore rialzo dei tassi a settembre.
Il decennale benchmark sul Bund tedesco, dopo aver testato l’area 3.20, sta regredendo sotto quota 3,15%, aprendo al riassorbimento completo del recentissimo rally. Il quadro quindi potrebbe evolvere verso una direzione meno problematica di quanto oggi le cronache mettono in evidenza. In questo ambiente mutevole l’eur usd continua ad oscillare attorno area 1.1420 delimitando, almeno per ora, il breakup di 1.1550/60. E’ molto probabile che sino a venerdì (vedi il calendario macro economico), si rimanga sopra area 1.15/1.1450.
Con l’ultima settimana del mese si aprirà l’atteso Economic Policy Symposium di Jackson Hole nel Wyoming. Gli investitori seguiranno i banchieri centrali per ottenere indicazioni sulle prospettive economiche mondiali, sull’inflazione e sulle prossime mosse su tassi di interesse e valute. Il simposio si colloca in un momento cruciale, fungendo da ponte informativo prima delle riunioni di politica monetaria di settembre. Per gli operatori del mercato dei cambi sarà fondamentale cogliere tutti i segnali per poterli scontare sulle quotazioni del dollaro e dei rapporti valutari.
NOTIZIE E CALENDARIO MACROECONOMICO:
I dipartimenti finanziari dovranno monitorare con attenzione gli importanti appuntamenti macroeconomici previsti per questa settimana:
Oggi le vendite al dettaglio tedesche di giugno sono risultate inferiori alle attese. In parallelo, gli indici PMI manifatturieri globali hanno mostrato Italia ed Eurozona in frenata, mentre la Germania si è confermata in linea; gli USA invece si sono attestandosi leggermente sopra le stime.
Domani l’attenzione si sposterà sulle vendite al dettaglio italiane di giugno e sui nuovi posti di lavoro JOLTS negli USA.
Mercoledì la Banca del Giappone pubblicherà i verbali di politica monetaria. Seguiranno gli indici PMI dei servizi, l’IPP dell’Eurozona e la variazione dell’occupazione non agricola ADP americana. Giovedì conosceremo le vendite al dettaglio dell’Eurozona e la stima sulla produttività non agricola statunitense del secondo trimestre.
Venerdì il calendario si chiuderà con la produzione industriale tedesca. Dagli Stati Uniti arriveranno infine i cruciali dati su buste paga non agricole, disoccupazione e salari medi orari.
CONCLUSIONE
I recenti sviluppi geopolitici e le manovre delle banche centrali delineano un quadro finanziario globale in rapida e continua evoluzione. L’assestamento del petrolio e i recenti interventi sul cambio richiedono massima attenzione e reattività da parte delle tesorerie aziendali, per questo una pianificazione proattiva resta l’unico strumento efficace per proteggere i margini d’impresa e cogliere le migliori opportunità di mercato.
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