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DAVOS: L’ORDINE GEOPOLITICO INTERNAZIONALE STA CROLLANDO, E CON ESSO GLI EQUILIBRI DEL MERCATO?

L’apertura della settimana finanziaria si delinea sotto il segno di una prudente attesa, con gli operatori focalizzati su una sequenza di rilasci macroeconomici destinati a testare la resilienza delle principali economie globali. Al centro del palcoscenico troviamo la Federal Reserve, chiamata a confermare la propria postura sui tassi di interesse in un contesto di inflazione persistente e mercato del lavoro dinamico. Parallelamente, l’Europa offre uno spaccato cruciale sulla salute del comparto manifatturiero e dei consumi, partendo dalla locomotiva tedesca fino ai dati previsionali sulla crescita del PIL del quarto trimestre per l’intera Eurozona. In un panorama dove la precisione delle stime può ridefinire i flussi di capitale, la capacità di interpretare le sfumature della fiducia aziendale e dei prezzi alla produzione diventa l’asset principale per chi gestisce l’esposizione al rischio valutario e operativo.


Lunedì: Il Sentiment Tedesco e le Proiezioni Statunitensi

La settimana prende il via con un focus rigoroso sulla Germania. L’indice IFO sulla fiducia delle aziende per il mese di gennaio ha mostrato un valore attuale di 87,60, attestandosi al di sotto del consenso degli analisti che auspicava un recupero verso quota 88,30, e rimanendo invariato rispetto alla rilevazione precedente. Le aspettative di business in territorio tedesco si fissano a 89,50, in leggero rallentamento rispetto all’ultima lettura disponibile di 89,70, mentre la valutazione della situazione attuale registra un marginale incremento a 85,70 rispetto al livello osservato in precedenza di 85,60. Oltreoceano, l’attenzione si sposta sulle proiezioni di crescita con il GDPNow della Fed di Atlanta per il quarto trimestre; il dato previsionale si attesta al 5,4%, mantenendo una continuità perfetta con l’ultima rilevazione ufficiale. In questo clima di stabilità proiettata, la solidità della crescita americana continua a persistere.

Martedì: Consumi e Mercato del Lavoro USA

La giornata di martedì sposta il baricentro analitico sugli Stati Uniti, fornendo indicazioni vitali sulla tenuta del ciclo economico. Il Rapporto sulla fiducia dei consumatori di gennaio è atteso a quota 90,10, segnando un potenziale miglioramento rispetto al valore di 89,10 della rilevazione passata. Sul fronte occupazionale, si osserva la Variazione settimanale dei dati ADP, che nell’ultimo dato disponibile aveva registrato un incremento di 8k unità

Mercoledì: Il Mercoledì della Federal Reserve

La metà della settimana è dominata dalle banche centrali. Si parte con la pubblicazione dei Verbali della riunione sulla politica monetaria della BOJ, essenziali per comprendere le traiettorie del Sol Levante. In Italia, l’attenzione è rivolta al Livello di fiducia delle aziende, fermo a 88,40 nell’ultima rilevazione, e al Livello di fiducia dei consumatori, precedentemente osservato a 96,60. Tuttavia, l’evento catalizzatore è la DECISIONE DELLA FED SUI TASSI DI INTERESSE. Il consenso degli analisti prevede tassi invariati, una scelta che riflette la cautela del FOMC nel bilanciare stabilità dei prezzi e crescita.

L’APPROFONDIMENTO CON INSIDE CENTRAL BANK

Per decodificare le complessità delle recenti decisioni monetarie e le loro implicazioni dirette sui mercati, vi invitiamo a Inside Central Bank, la nostra diretta gratuita di approfondimento che si terrà questo giovedì alle 09:30. Sarà l’occasione ideale per analizzare insieme le strategie della FED, trasformando i dati in visione operativa. Potete iscrivervi al seguente link inserendo come oggetto “Inside Central Bank”, e indicando la vostra mail istituzionale, nome e cognome.

Giovedì: Manifattura Italiana e Real-Time Data Americani

Il giovedì si apre con lo sguardo rivolto al comparto industriale italiano. Le Vendite industriali mensili di novembre avevano segnato una contrazione dello 0,5%, a fronte di un dato annuale che mostrava invece una crescita dell’1,70%. Negli Stati Uniti, il focus torna sul mercato del lavoro con le Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, previste a 202k (in leggero aumento rispetto alle 200k unità registrate in precedenza), mentre le richieste continue si attestavano nell’ultimo rilascio a 1849k. La Produttività non agricola del terzo trimestre è attesa confermarsi al 4,9%, mentre il Saldo della bilancia commerciale di novembre è previsto in peggioramento a -44,50 B, rispetto alla rilevazione antecedente di -29,40 B.

Venerdì: La Prova del PIL e l’Inflazione Tedesca

La settimana si chiude con una carrellata di dati macroeconomici che definiranno il profilo dell’Eurozona. Infatti, verranno rilasciate le stime previsionali del PIL del quarto trimestre per diversi Paesi europei; nello specifico, le ultime rilevazioni della Germania indicavano un aumento dello 0,30%, mentre per l’Italia e la Francia rispettivamente dello 0,60% e dello 0,90%

L’attenzione degli analisti sarà invece catalizzata sul PIL dell’Eurozona (Annuale) per il quarto trimestre, atteso all’1,20%, in rallentamento rispetto all’ultima lettura ufficiale del 1,40%. Parallelamente, sul fronte dei prezzi, l’IPC in Germania (Annuale) previsionale per il mese in corso è atteso in risalita al 2,20%, superando il livello dell’1,80% rilevato in precedenza. Infine, negli USA, l’IPP mensile di dicembre è stimato allo 0,20%, confermando la stabilizzazione dei prezzi alla produzione già osservata nel dato antecedente.


ANALISI: Oro ai Massimi e l’Incognita Dollaro: Come Navigare la Volatilità con il Monitoraggio Premium

La performance del presidente Trump a Davos apre interrogativi sulle reazioni degli investitori verso l’amministrazione americana. I mercati continuano a switchare parte delle loro attività immateriali verso hard asset, oro e argento, in una narrativa in cui domina la teoria della de-dollarizzazione da cui si rischia, qualora la narrativa prendesse consistenza, di entrare in una fase dominata dal ‘vendi l’America’.

Tuttavia, dall’altro lato della bilancia, continuiamo a vedere una forte domanda alle aste dei titoli del Tesoro USA e i dati SWIFT mostrano che l’uso del dollaro USA nei pagamenti internazionali è in realtà in aumento, soprattutto a scapito dell’euro

Nell’incertezza totale abbiamo la visione che i tempi difficili non sono terminati. La volatilità sui mercati continuerà a tenerci vigili e pronti a qualsiasi variazione dello scenario.

Nel fine settimana l’oro e l’argento hanno toccato rispettivamente un picco a 5100 e 110 usd/oz. Con la chiusura del forum di Davos si sono innescate nuove tensioni sui mercati. L’eur/usd ha violato 1.18 con un’accelerazione stanotte a 1.1895. All’apertura completa dei mercati asiatici sono ritornati acquisti di dollari sull’euro che potrebbero annullare il breakup. 

C’è tensione anche sullo yen a seguito di possibili interventi della BoJ avviati per contenere la debolezza della divisa giapponese. In contrasto con la volatilità su FX e Commodity, Il mercato dei bond governativi appare ancora una volta dominato da un forte controllo delle oscillazioni nonostante il momentum ad alta tensione.

Le tappe necessarie per annullare il recente apprezzamento dell’euro coincidono con ritorni nelle prossime ore sotto 1.1820 e 1.1770 eur usd. Siamo pronti ad intervenire qualora le condizioni imponessero un alert operativo. I nostri clienti Premium hanno già ricevuto avvisi in tempo reale su questi livelli critici; grazie al monitoraggio costante e alla priorità di notifica, i nostri abbonati sono stati prontamente aggiornati sull’evoluzione del trend, trasformando l’incertezza in una strategia d’azione chiara e immediata.