I prezzi del petrolio sono straordinariamente bassi a causa di uno squilibrio della domanda sull’offerta acuito dal confronto geopolitico

Quando uno scienziato anziano e stimato dice che una certa cosa è possibile, con quasi assoluta certezza ha ragione; quando dice che è impossibile, il più delle volte si sbaglia.

Arthur C. Clarke, lo scrittore di fantascienza che realizzò Odissea nello spazio nel 1968,  sceneggiatura del film omonimo realizzato con il regista Stanley Kubrick,  aveva ragione!
Studiando ed analizzando i mercati capita spesso di elaborare scenari che a in apparenza sembrano fuori dalla realtà.

Mi è capitato più di una volta, nei colloqui con gli imprenditori e qualche manager, di confidare alcune riflessioni su determinate situazioni di mercato la cui prospettiva si collocava oltre la realtà commestibile. Quando nei colloqui confidenziali arrivo a tracciare scenari inediti, tendo, per delicatezza verso l’interlocutore, a porre tali ipotesi in un perimetro dedicato a quella che io definisco la frontiera della mia ricerca.

Ho sempre pensato che là fuori vi sia una realtà oggettiva, ma spesso noi non riusciamo spesso a vederla in quanto usiamo gli occhiali delle nostre conoscenze, attitudini e valori.

OIL CYCLE TREND

E’ successo anche nella lettura del trend sul petrolio. Ne parlai con un imprenditore illuminato alla fine dello scorso anno, nel mese di dicembre quando normalmente ci si incontra per presentare il bilancio dell’anno e si tracciano le linee guida per quello successivo.
Essendo egli impegnato in un progetto fortemente innovativo nell’ambito dell’automotive, gli parlai del petrolio e del rischio che i prezzi potessero crollare oltre soglie scientemente presumibili. Gli parlai del Brent, della tendenza che in prospettiva avrebbe governato il mercato energetico. Il future quotava tra i 65 ed i 70 usd barile. Gli raffigurai uno scenario in cui i ritenevo probabile, sulla base di alcuni calcoli elaborati con algoritmi proprietari, che entro l’inverno i prezzi sarebbero scivolati a 53 usd barile per poi entrare, a seguito della violazione di tale valore, in un loop negativo la cui proiezione tendenziale avrebbe spinto le negoziazioni verso quota 40. Stavo prospettando un crollo dei prezzi nell’ordine del 40%.

TARGET 15 USD/BAR

Subito dopo l’attimo della sorpresa, il mio interlocutore manifestò interesse ad approfondire l’argomento. Per me l’istanza suonò come il via libera per proseguire nell’analisi superando il pudore di non avere argomentazioni e circostanze congiunturali per affermare che in realtà le nostre stime si spingevano fino a fissare un obbiettivo di prezzo in area 15 usd/bar. L’unica argomentazione che avevo a disposizione non era correlata ad una reale immaginabile, bensì a numeri ed analisi di natura quantitativa e non qualitativa.

Quando si studiano i mercati capita di incontrare nei numeri possibili cigni neri. Ma perché proprio tali, non sempre il loro racconto appare legittimamente razionale.  Per cui prima abbiamo pubblicato nei nostri report un target a 40 usd/bar indicando che la verifica si poneva in area intermedia del movimento regressivo del petrolio. Con le prime conferme di febbraio abbiamo pubblicato anche il secondo target per il Brent a 15 usd per barile ritenendolo esaustivo nell’ambito del trend riflessivo. Abbiamo confermato tale obbiettivo non più tardi della fine di marzo.

E’ IL MOMENTO DI COMPRARE PETROLIO?

Questa mattina il mercato ha toccato un minimo a 15,90 usd ed in questo momento i prezzi stanno reagendo in direzione dei 20/21 usd. E’ il momento di comprare?

Nell’Outlook per il II°Q dedicato per l’attività di Enterprise Risk Management, in cui si elaborano strategie per la mitigazione dei rischi in una visione proattiva.

abbiamo suggerito di considerare per le commodity in generale l’ipotesi di avviare un’azione di accumulazione di posizioni lunghe al colludo dei target indicati. Per il Brent essendo giunti ad un potenziale flesso del ribasso è possibile quindi impostare acuisti in chiave opportunistica ed in via prudenziale, con una visione di ampio respiro. Ad oggi mancano le basi per la costruzione di un rialzo strutturale ad un’inversione del ciclo riflessivo, tuttavia è possibile avviare una copertura degli acquisti in modo dilazionato considerando che in considerazione dell’elevato grado di volatilità e la curva forward a contango,  i veri segnali di reversal si completeranno con il ritorno dei valori oltre la soglia dei 24/30 usd bar. L’eccesso di offerta rischia di rimanere in squilibrio ancora nelle prossime settimane. Tale condizione mantiene ancora aperto il rischio che si verifichino in prossimità delle scadenze dei contratti future distorsioni sui prezzi simili a quelle a cui abbiamo assistito martedì 21 aprile, quando il rollover del contratto di maggio su giugno ha spinto i prezzi a quotare in negativo per forzare le consegne del fisico o in alternativa costringere a quanti detenevano posizioni lunghe di liquidare le posizioni prima della scadenza. (quindi in negativo) pur di non ritirare e regolare la consegna fisica della commodity sottostante.

 

 

PETROLIO OIL BRENT

WB ANALYTICS: BRENT OIL FUTURE

 

DESIDERO RICEVERE I VOSTRI REPORT

APERTURE DEI MERCATI IN RIALZO!

 

Nel report pubblicato ieri abbiamo prevista una reazione dei mercati significativa, nonostante il ribasso a due cifre, -12,93%, dello Standard & Poor 500!

OUTLOOK WB PERSPECTIVES COVID 19 VS. SUBPRIME

16 MAR 2020

Outlook – Si è aperta una gara di velocità tra la diffusione del Covid-19 e le reazioni dei mercati. Le proiezioni sui danni prodotti al commercio globale, alla supply chain ed infine alla crescita del GDP sono e saranno ancora per il futuro prossimo oggetto di continui ricalcoli.

Ciò che rimane, e può immunizzare l’economia, sono le intuitive misure finanziarie da adottare per traghettare il mondo fuori dal tunnel.

E’ soltanto questa la similitudine che ci lega alla crisi del 2008. Allora tutto nacque dallo scoppio di una gigantesca bolla gemella tra finanza ed immobiliare. Il percorso, inverso dall’attuale, si perpetuò da occidente verso oriente. Oggi la crisi di natura epidemica, con incrostazioni geopolitiche, parte da oriente e si diffonde ad occidente, oltre la via della seta.

Nel 2008 furono colpiti i grandi conglomerati finanziari, banche, compagnie assicurative, hedge fund. Oggi sono colpite le micro imprese, le PMI, l’industria, le catene ed i distretti di produzione. Ma, come nel 2008, il cerchio si chiude ed alla fine tutti i soggetti economici e finanziari ne subiscono le conseguenze. CONTINUA A LEGGERE L’OUTLOOK WB PERSPECTIVES…

OUTLOOK WB PERSPECTIVES COVID 19 VS SUBPRIME 16 MARZO

OUTLOOK

WB PERSPECTIVES COVID 19 VS SUBPRIME 16 MARZO 

BRI PAPER N. 219

 

Per avere gli aggiornamenti del nostro Outlook WB PERSPECTIVES Inviaci email

CORONAVIRUS

EUR USD ANCORA FORTEMENTE VOLATILIE CON LO SPREAD YIELD USA 10 Y – GER 10 Y  IN DIMINUZIONE IN ATTESA DELLA BCE

Non accenna a diminuire il panic selling sui mercati. I sistemi di controllo del rischio basati sul VAR tendono ad innescare a catena vendite sui mercati.

Le monete parcheggio franco svizzero, euro e japanese yen continuano ad essere oggetto di acquisto in un clima emergenziale.  Oltre alle currency safe haven, gli investitori ruotano gli attivi sui bond governativi: la domanda di US Treasury e German Bund ha spinto i rendimenti sul tratto lungo della curva a testare i nostri target 05,50% e -0,80% annunciato lo scorso dicembre e confermati agli inizi dell’anno per l’OUTLOOK 2020La velocità di caduta dei rendimenti è stata impressionante.

Il mercato attende ora un segnale forte da parte della BCE giovedì prossimo d inseguito dalla FED. Il meeting di questa settimana della Banca Centrale Europea avrà la responsabilità di trovare la formula più appropriata per rassicurare i mercati: Missione Impossible? dipende dalle decisioni che il Board delibererà. Per. molti osservatori gli strumenti a disposizione del Consiglio risultano limitati in quanto i tassi già quotano in negativo. Nel 2012 Mario Draghi per contrastare una situazione meno violenta dell’attuale, fatto salvo il livello degli spread sui bond sovrani europei, lanciò il Suo whaterver it takes, oggi Christine Lagarde deve trovare soluzioni più radicali. Come abbiamo scritto auspichiamo un deciso ammorbidimento delle condizioni sul credito alle PMI. L’Eurozona proviene già da una fase di debolezza. Il Coronavirus ha esacerbato tali condizioni per cui necessitano interventi.

COSA ATTENDONO I MERCATI DALLA BCE?

Quindi cosa dovrebbe contenere la lista dei desideri degli investitori per allentare la tensione? In primo luogo, liquidità in abbondanza, sia attraverso pronti contro termine a breve termine, un regime di prestiti a più lungo termine, garanzie sussidiarie ai prestiti e, se necessario, un ulteriore allentamento quantitativo. In secondo luogo, l’uso di strumenti macroprudenziali. La BCE, in qualità di autorità di vigilanza bancaria, dovrebbe ridurre le riserve di capitale “anticicliche” richieste che le banche dovrebbero accumulare in tempi favorevoli. La banca centrale potrebbe anche annunciare che modificherà le ipotesi di stress test per incorporare lo shock coronavirus.

Accanto alle misure monetarie la BCE chiederà ai governi di contribuire con accomodamenti di natura fiscale per imprese e consumatori. Esiste già ius esempio virtuoso operato a Hong Kong dove sono stati accreditate somme di denaro direttamente ai consumatori. A Singapore è stato creato un pacchetto di aiuti da 4,5 miliardi di dollari a favore di turismo, aviazione, commercio al dettaglio, servizi di ristorazione e trasporti.

Anche gli Stati Uniti stanno studiando soluzioni concrete per le PMI, mentre la Fed dovrebbe tagliare di altri 50 bp i Fed Funds nella riunione del 18 marzo.

 

SPREAD US 10 Y VS. DE 10 Y YIELD

WB ANALYTICS:SPREAD US 10 Y (RED CURVE) VS. DE 10 Y YIELD (BLU CURVVE)

 

I FUOCHI D’ARTIFICIO OLTRE LE ATTESE:

La sterlina esplode dopo i primi exit poll in UK

Avevamo annunciato una settimana ad alta intensità mediatica. Gli eventi che stanno inanellando in questa ottava sono di ampia portata. Ancora una volta, ed una volta di più, i sondaggi elettorali si sono dimostrati clamorosamente fallaci. La vittoria dei conservatori in Inghilterra da ulteriore valore alla sterlina. La moneta inglese era già da diverse settimane impegnata in un percorso di apprezzamento sull’euro.

Negli incontri di analisi per i budget per il 2020 che abbiamo tenuto con le aziende che seguiamo con il nostro servizio di Enterprise Risk Management, avevamo anticipato l’Outlook sulla sterlina fissando stime di proiezione verso un primo target in area 0,83 eur gbp.  In termini proattivi ciò significa migliorare la marginalità sul 2020 per i flussi export. Sui flussi import avevamo già avviato ex ante le coperture sul pound per il 2020, in virtù del movimento di apprezzamento stimato, sterilizzando il rialzo del pound sui valori import del prossimo anno.

Nel report mensile di novembre , WB Perspectives [pag. 34], avevamo fissato il target sul rapporto di cambio eurgbp a quota 0,80 raccomandando di apprezzarne le valenze tecniche per pianificare eventuali coperture strategiche su posizioni debitorie (import) denominate in GBP.

Con la reazione di questa mattina il pound sconta con notevole anticipo il movimento atteso. Se desiderate avere ulteriori informazioni in merito alla nostra strategia potete inviarci una richiesta al seguente form.

eur gbp previsioni STERLINA

WB RISKOO: EUR GBP FORECAST

Questa mattina alle 11 sarò ospite di Debora Rosciani a Radio 24   per commentare l’andamento dei mercati e soprattutto la congiuntura dell’economia italiana.

I recenti dati come sappiamo riportano la crescita in area di forte rallentamento sulla scia di un processo di regressione che dagli inizi del 2018 coinvolge l’intera manifattura europea ad iniziare dalla Germania.

Purtroppo al momento, con un ancora scarso contributo degli investimenti, l’industria manifatturiera dovrà appellarsi alla debolezza dell’euro ed alla contestuale tenuta della domanda globale per spingere ancora sul piede dell’export.

L’eur usd continua ad oscillare poco sopra quota 1.1230 contr dollaro mantenendo le negoziazioni all’interno di una tendenza potenzialmente negativa per la divisa europea. L’annuncio di un’asta di liquidità da parte della BCE potrà conferire ultteriori segnali di debolezza utili a sospingere i valori verso la violazione della barriera indicata a riportare le contrattazioni nuovamente ai valori del 2015. E’ la spinta necessaria per sostenere l’export in un momento in cui il clima non offre elementi di ottimismo.

Sul fronte dei negoziati tra USA e Cina rileviamo un costante recupero dello yuan renminbi sul dollaro. E’ possibile che il mercato stia scontando un esito distensivo della trattativa.

I mercati dimostrano di crederci, mentre le banche centrali come scriviamo nel report di scenario di questa settimana rimangono tutte posizionate su modalità accomodanti.

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT: EUR USD

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT: EUR USD

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT: USD CNY

WB ENTERPRISE RISK MANAGEMENT: USD CNY

 

 

Il GDP della Cina scende nell’ultimo trimestre da 1,6 ad 1,5% su base annua il dato scende da 6,5 a 6,4%.  La produzione industriale migliora dal precedente 5,4% al 5,7%.

Nel frattempo continuano i colloqui tra Cina ed Usa sulle tariffe  secondo le cui indiscrezioni riportano l’ipotesi di un allentamento del regime tariffario fra le due aree con Pechino pronta ad aumentare nei prossimi  sei anni le importazioni dagli Stati Uniti fino all’assorbimento totale  del surplus commerciale.  Con questa notizia il mercato azionario ha violato al rialzo l’area 2620/650.  Il rialzo robusto dell’indice non ha ancora derubricato il segnale di warning che avevamo lanciato lo scorso anno.  Nelle prossime sessioni vedremo infatti alcune prese di beneficio i cui sviluppi faranno maggiore chiarezza sul quadro complessivo. Soprattutto ci consentiranno di aggiornare i livelli di breakout della reazione in atto ancora fermo, secondo i nostri modelli, a quota 2550 di Standard & poor 500. Nel contempo attendiamo ulteriori margini di miglioramento per gli indici europei.

 

Nel frattempo la situazione macro in Eurozona rimane critica e di riferimento per la prossima riunione della BCE.

 

Sul mercato forex l’eur usd rimane sempre inserito all’interno del range entro cui scambiano i prezzi dallo scorso mese di novembre.  I limiti di distribuzione aggiornano  al momento le code di movimento tra 1.1350 ed 1.1580. E’ possibile che nelle prossime ore il mercato tenterà di approcciare nuovamente area 1.14 per verificare se vi sia ancora la forza e la convinzione per riportare il focus degli scambi al centro del range. Il punto di maggior tensione coincide questa settimana con la parte inferiore del range a causa di una progressiva perdita di momentum degli scambi. E’ probabile che l’evento catalizzatore in grado di spingere le negoziazioni al collaudo di tale livello sia dato dal meeting della BCE in calendario giovedì.  Non sono attese decisioni dirette sui tassi, tuttavia il mercato interrogherà il Governatore per avere maggiori dettagli sulla linea di policy che la BCE svilupperà dopo la chiusura del QE. Sono attese in tal senso indicazioni su possibili operazioni di stimolo monetario rapportabili ai precedenti TLTRO effettuati a favore delle banche europee.

La sterlina perde parzialmente i guadagni messi a segno dopo il voto Brexit.  Riteniamo che si tratti di una reazione destinata a fermarsi tra 0.8860-.8900.

Nell’aggiornamento settimanale WB Perspectives riporteremo il quadro complessivo sui mercati alla luce dell’attuale recupero degli indici azionari e dei prezzi delle commodity  per comprendere se il peggio sia alle spalle o se invece la reazione partita il 26 dicembre rimanga inserita in un contesto di elevata criticità.

 


 

MARKET MOVER 21 GENNAIO 2019 (fonte Reuters)

 

POLITICA – Ospite ieri sera a ‘Che tempo che fa’, Alessandro Di Battista traccia un bilancio dei primi sei mesi di governo, ribadisce che non intende candidarsi alle elezioni europee e si schiera dalla parte dei colleghi Danilo Toninelli e Luigi Di Maio. In polemica con gli alleati di governo della Lega, l’ex deputato 5 Stelle definisce la Tav una grossa sciocchezza e chiede al Carroccio di restituire i 49 milioni sottratti allo Stato.

Secondo ‘La Stampa’ in edicola oggi, il patto tra Lega e 5 Stelle sulle nomine prevede che Consob e Inps vadano ai grillini, mentre al Carroccio andrebbe il commissario Ue nella persona di Luca Zaia. All’intesa mancherebbe però ancora il via libera di Conte e Mattarella.

 

AGGIORNAMENTO STIME FMI – Da Davos, sede del tradizionale World Economic Forum, il Fondo monetario internazionale presenta l’aggiornamento delle proprie proiezioni contenute nel World Economic Outlook. Di ottobre l’ultimo monito all’Italia da parte del Fondo, che paventava la ricaduta negativa sulla dinamica del debito legata al calo delle quotazioni dei titoli di Stato. Sempre in autunno il Fmi confermava l’economia nazionale una stima di crescita di 1,2% sul 2018 e 1% sul 2019, valori indicati anche in luglio. Sui conti pubblici l’indicazione era di un deficit/Pil a 1,7% sia nel 2018 sia nel 2019 da 1,6% e 0,9% della stima precedente.

 

MINISTRI FINANZE ZONA EURO – A Bruxelles la prima riunione 2019 dell’Eurogruppo, cui come di consueto per l’Italia partecipa Giovanni Tria. L’agenda della riunione informale prevede una prima parte dedicata al cosiddetto semestre europeo, vale a dire le raccomandazioni per il 2019 insieme a una discussione sul ruolo internazionale dell’euro e sull’incarico del sostituto di Peter Praet, consigliere Bce in scadenza il 31 maggio. La seconda parte della riunione è dedicata a una riflessione sugli esiti del Consiglio europeo di metà dicembre.

Venerdì mattina il responsabile all’Economia osservava che il criterio della stabilità monetaria è forse interpretato in maniera eccessivamente rigorosa, mettendo in evidenza come dopo anni l’obiettivo Bce sull’inflazione non sia ancora stato raggiunto. Sempre a proposito della governance europea, Tria lamentava regole che permettono poco a livello di interventi pubblici a difesa del sistema.

 

BANCHE – Si continua naturalmente a parlare di banche, dopo il via libera di venerdì da parte della Commissione alla garanzia pubblica per il piano di raccolta di Carige.

Venerdì sera l’istituto ligure ha comunicato di aver chiesto al ministero dell’Economia garanzie a copertura di due emissioni del valore complessivo di 2 miliardi di euro, una a scadenza 12 mesi e una 18 mesi. La banca si riserva inoltre la facoltà di chiedere un’ulteriore garanzia da un miliardo.

Secondo fonti vicine al dossier, l’emissione coperta da garanzia pubblica che dovrebbe essere offerta nei prossimi giorni avrà un importo superiore al miliardo.

Il governo lavora per favorire fusioni bancarie che risolvano i problemi emersi su Carige e Popolare Bari, ma soprattutto per sistemare il malato cronico del sistema italiano, vale a dire Mps, sul cui stato di salute la Bce ha espresso di recente più di un timore. La soluzione delineata per l’istituto senese, secondo fonti governative e della maggioranza, chiamerebbe in campo come possibile soggetto aggregatore Ubi mentre fonti bancarie puntano su Bper.

 

MERCATO – E’ proseguito anche venerdì il ‘mood’ positivo che sta interessando la carta italiana da quando Roma e Bruxelles hanno raggiunto un’intesa sulla legge di Bilancio. In una seduta che vedrà la chiusura delle piazze americane per festività, il differenziale di rendimento tra Btp e Bund sul tratto decennale riparte da 252 punti base e il tasso del benchmark dicembre 2028 da 2,723%.

 

OFFERTA ZONA EURO – Considerati anche i brillanti risultati raggiunti finora dalle emissioni sovrane via siandacato — tra cui Btp 15 anni in testa — in settimana potrebbero secondo gli addetti ai lavori proporsi sul primario Madrid e Vienna oltre che Atene, dopo le indiscrezioni di venerdì secondo cui starebbe preparando un’emissione a 5 anni dopo il via libera all’accordo sulla Macedonia.

 

DATI CINA – Particolarmente interessante e ricca l’agenda macro: in primo piano naturalmente i dati relativi alla crescita economica del quarto trimestre. Contro la mediana delle attese Reuters pari rispettivamente a 1,5% su base congiunturale e 6,4% su base annua, il prodotto interno lordo della seconda potenza mondiale è cresciuto nei tre mesi al 31 dicembre al ritmo di 1,5% a livello congiunturale e di 6,4% — minimo dal primo trimestre 2009 — a perimetro tendenziale. La media d’anno 2018 risulta pari a 6,6% dopo il 6,8% del 2017, rivisto al ribasso da 6,9% soltanto venerdì scorso dall’istituto nazionale di statistica. Quanto alla produzione industriale e alle vendite al dettaglio di dicembre, su base annua l’espansione rispettivamente pari a 5,7% (5,3% il consensus, 5,4% in novembre) e 8,2% — perfettamente in linea alle attese dopo 8,1% in novembre.

 

RATING SOVRANI ZONA EURO – Di venerdì sera gli ultimi pronunciamenti: Fitch ha confermato la propria valutazione su Francia (‘AA’ con outlook stabile) e Austria (‘Aa’, positivo). Contrariamente alle attese, Standard & Poor’s ha ugualmente confermato il proprio giudizio sulla Grecia a ‘B+’ (positivo).

 

FOREX – Si mantiene sui massimi delle ultime due settimane l’indice del dollaro sulle principali controparti ponderate su base commerciale, scarsamente influenzato dalla diffusione dei dati cinesi sulla debolezza economica di fine 2018. Poco prima delle 8 euro/dollaro 1,1378/80 da 1,1361 venerdì sera in chiusura a New York, dollaro/yen 109,55/59 da 109,76 ed euro/yen 124,66/71 da 124,72.

 

GREGGIO – Derivati sul greggio in denaro e sui massimi da inizio anno, dopo i dati sulla congiuntura cinese che fotografano un’attività di raffinazione in crescita a dispetto del rallentamento del Pil. Il futures Brent a marzo risale di 12 centesimi a 62,82 dollari il barile, mentre il Nymex febbraio avanza di 14 cent a 53,94 dollari.

 

TREASURIES – Governativi Usa piatti sul finale della seduta asiatica, con il benchmark decennale invariato al rendimento di 2,788%.

 

DATI MACROECONOMICI

GRECIA

Partite correnti novembre (10,30).

 

PORTOGALLO

Partite correnti novembre (12,00).

 

ASTE TITOLI DI STATO

EUROPA

Belgio, Tesoro offre titoli Stato Olo e breve termine.

Olanda, Tesoro offre titoli Stato Dtc.

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, convegno presentazione libro “I conquistatori” di Elio Lannutti, con presidente commissione Finanze Senato Bagnai.

Matera, evento inaugurale “Matera 2019”, intervento Conte (12,00); open show con Conte, Mattarella, Boccia (19,00).

 

EUROPA

Bruxelles, riunione Eurogruppo, partecipa Coeuré (Bce).

Bruxelles, riunione ministri Affari esteri Ue.

Bucarest, inizia riunione ministri Affari europei; termina il 23 gennaio.

Davos, Fmi pubblica aggiornamento World Economic Outlook; conferenza stampa con Lagarde, capo economista Gita Gopinath, vicedirettore research department Gian Maria Milesi-Ferretti (14,00).

Davos, inizia World Economic Forum.

Mosca, Putin riceve premier giapponese Abe.

 

USA

Mercati chiusi per Martin Luther King Jr. Day.

Buongiorno,

L’incontro fra XI e Trump al G20 in Argentina non ha prodotto alcuni effetti giudicati positivi dal mercato:

  • dal primo gennaio 2019 non scatteranno nuovi dazi verso la Cina;
  • verranno mantenuti quelli attivi al 10%;
  • vi sarà una tregua di 90 giorni dal primo gennaio durante i quali proseguiranno i colloqui;
  • solo se dopo questi colloqui non ci saranno nuovi accordi, allora scatteranno le sanzioni;
  • Xi non bloccherà un nuovo accordo Qualcomm NXP se questo verrà riproposto.

Inoltre la  Cina si impegna a compensare le esportazioni con importazioni di prodotti agricoli ed energetici dagli USA.

I mercati premiamo questo compromesso con acquisti di equity piuttosto significativi. Ciò allontana il pericolo di un breakout dei livelli critici messi a fuoco nei giorni precedenti riportando l’attenzione sui valori  opposti all’attuale range.

Il dollaro subisce significative vendite contro yuan renminbi con un ribasso dell’1% dopo aver oscillato a lungo sotto la soglia 6,95/7 usd cny.

Di conseguenza l’eur cny prosegue la fase di declino così come anticipata nei nostri studi pubblicati per il servizio di Risk management.

L’eur usd si apprezza sino a spingere i valori a ridosso dell’area 1.1370 dove questa mattina collochiamo il transito della prima soglia di resistenza. Per questa settimana abbiamo fissato un range tra 1.1245 eur usd nella parte inferiore ed 1.1470 in quella superiore.  La scorsa settimana il cambio ha chiuso al valore più basso dal mese di luglio 2017.  Il nostro scenario di base rimane riflessivo.

Nel frattempo lo spread, come fortemente indicato nei nostri studi, scende oggi sotto quota 8287 avviando il ritracciamento verso 240 del differenziale tra il 10 anni Germania ed Italia. Ciò darà impulso al FTSE Mib ed al comparto banche.

 


GLI EVENTI DI OGGI

 

MANOVRA ITALIA – Sono proseguiti nel fine settimana i segnali di distensione tra Roma e Bruxelles sulla manovra di bilancio. Dal G20 di Buenos Aires, dove con Tria ha incontrato Juncker, Conte ha lanciato messaggi di ottimismo sulla possibilità di arrivare ad una soluzione, evitando la procedura d’infrazione per debito eccessivo.

Bruxelles punta ad un compromesso che consenta di portare il target del deficit/Pil 2019 a 1,9-2% da 2,4%, ricostruzione confermata da alcune dichiarazioni di Tria riportate oggi dai alcuni quotidiani.

Tale punto di caduta potrebbe essere digerito non senza difficoltà da Di Maio e Salvini, i cui toni si sono fatti ultimamente più dialoganti ma che dovranno accettare un qualche ulteriore ridimensionamento delle misure bandiera, ovvero reddito di cittadinanza e ammorbidimento dei criteri per l’accesso alla pensione. Ieri intanto, i due vicepremier hanno diramato una nota congiunta di sostegno a Conte, affidandogli il ruolo di negoziatore con Bruxelles, mentre Tria, osserva La Stampa, pare messo nell’angolo.

In giornata, sempre secondo quanto riportato dai giornali, potrebbe tenersi un nuovo vertice di governo sulla manovra, il cui testo questa settimana sbarcherà alla Camera. Della manovra italiana discuterà a Bruxelles l’Eurogruppo, cui prenderà parte il ministro dell’Economia, che ha all’ordine del giorno proprio una valutazione dei piani di bilancio degli stati membri.

 

TREGUA USA-CINA SU DAZI – Cina e Stati Uniti hanno siglato una tregua nella disputa commerciale dopo l’incontro tra Trump e Xi Jinping sabato a margine del G20. Gli Stati Uniti manterranno dazi del 10% su 200 miliardi di dollari di merci cinesi ma la Casa Bianca ha scelto “per il momento” di non operare un rialzo al 25% a partire dal primo gennaio 2019.

 

ESITO G20 – Nel comunicato finale gli Stati Uniti hanno ottenuto che non venisse inserita una condanna del protezionismo, mentre si fa accenno alla necessità di rivitalizzare il commercio internazionale e il Wto. Washington ha inoltre ribadito che non intende rispettare l’accordo sul clima di Parigi, al contrario degli altri Paesi.

 

PMI MANIFATTURA ITALIA – Riflettori puntati sull’indagine congiunturale sull’attività del manifatturiero italiano, per cui è previsto un proseguimento della contrazione con l’indice Pmi in ulteriore calo a 48,8 da 49,2 di ottobre. Il dato arriva in un contesto che vede addensarsi nubi minacciose sull’economia, dopo che Istat ha rivisto al ribasso il dato sul Pil nel terzo trimestre 2018 a -0,1% su trimestre (da zero della prima stima) e +0,7% (da +0,8%) su anno. Una battuta d’arresto che ha riflessi negativi sulla conclusione del 2018 che, secondo Confindustria, rischia di essere archiviato con una recessione tecnica, e sulle prospettive per il prossimo anno. Gli economisti concordano sul fatto che nel 2019 la crescita non solo non raggiungerà l’1,5% ipotizzato dal governo, ma si fermerà sotto l’1%.

 

PMI MANIFATTURA ZONA EURO – In arrivo anche le indagini congiunturali sulla manifattura delle altre principali economie europee e della zona euro nel suo complesso. La stima flash del blocco, diffusa il 23 novembre, mostrava un rallentamento dell’attività del settore a 51,5 da 52,0 di ottobre.

 

VOTO ANDALUSIA – Il partito di estrema destra Vox ha conquistato 12 seggi nell’assemblea della regione spagnola e potrebbe rivelarsi decisivo nella formazione del governo locale. Per la prima volta dalla fine della dittatura franchista, alla fine degli anni Settanta, un partito nazionalista si fa avanti in Spagna, Paese finora immune ad una tendenza emersa in tutta Europa.

 

PMI MANIFATTURA CINA – L’indice Markit/Caixin relativo all’attività della manifattura è passato a novembre a 50,2 da 50,1 di ottobre, mentre le attese erano per una frenata a 50, soglia che separa la contrazione dalla crescita. L’attività del settore ha mostrato dunque una lieve accelerazione del ritmo di crescita, che resta comunque debole, mentre gli ordini dall’estero hanno ampliato il loro declino, colpiti dalle tensioni commerciali con gli Usa.

 

PMI MANIFATTURA GIAPPONE – L’attività del settore manifatturiero ha mostrato a novembre un ritmo di crescita inferiore rispetto ad ottobre, secondo i dati finali dell’indagine Markit/Nikkei. Il Pmi si è attestato a 52,2 da 52,9 di ottobre, risultando migliore rispetto alla lettura flash (51,8), ma toccando comunque il minimo da agosto 2017.

 

FOREX – L’euro è in rialzo sul dollaro e sullo yen, entrambi appesantiti dalla tregua tra Cina e Usa sui dazi, che ha ridato fiato all’appetito di rischio. Intorno alle 7,30 la valuta unica sale a 1,1365 dollari da 1,1315 della precedente chiusura e a 129,00 yen da 128,45. Dollaro/yen stabile in area 113,50.

 

GREGGIO – I segnali di distensione tra Usa e Cina sui dazi spingono in deciso rialzo le quotazioni petrolifere. I future sul Brent salgono di 2,69 dollari al barile a quota 62,13; i derivati del Nymex salgono di 2,51 dollari a 53,44 dollari al barile.

 

TREASURIES – Obbligazionario statunitense in calo sulle piazze asiatiche, in un clima di propensione al rischio determinato dalla tregua tra Washington e Pechino sui dazi. Il rendimento del decennale benchmark sale a 3,046% da 2,993% della chiusura.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Markit, Pmi manifattura novembre (9,45).

Ministero Trasporti, dati auto novembre (18,00).

Tesoro, atteso fabbisogno settore statale novembre.

 

FRANCIA

Pmi manifattura finale novembre (9,50).

 

GERMANIA

Pmi manifattura finale novembre (9,55) – attesa 51,6.

 

GRAN BRETAGNA

Pmi manifattura novembre (10,30) – attesa 52.

 

GRECIA

Pmi manifattura novembre (10,00).

 

SPAGNA

Pmi manifattura novembre (9,15).

 

ZONA EURO

Pmi manifattura finale novembre (10,00) – attesa 51,5.

 

USA

Pmi manifattura finale Markit novembre (15,45).

Spese costruzioni ottobre (16,00) – attesa 0,4% m/m.

Ism, Pmi manifattura novembre (16,00) – attesa 58,0.

 

ASTE TITOLI DI STATO

EUROPA

Germania, Tesoro offre 2 miliardi Bubill scadenza 19/6/2019.

Olanda, Tesoro offre titoli Stato Dtc.

 

USA

Washington, Tesoro offre 39 miliardi dollari titoli Stato 13 settimane 7/3/2019 e 36 miliardi titoli Stato 26 settimane 6/6/2019.

 

BANCHE CENTRALI

ITALIA

Banca d’Italia pubblica ITA-coin novembre.

 

EUROPA

Svezia, riunione board esecutivo Riksbank (9,00).

Zona euro, intervento Coeuré (Bce) a riunione Eurogruppo a Bruxelles.

Zona euro, intervento Nouy (Bce) a Bruxelles (9,45).

 

USA

New York, vicepresidente Fed supervisione Quarles partecipa a sessione Q&A su outlook economico, inflazione e politica monetaria (14,00).

New York, intervento presidente Fed New York Williams (15,15).

New York, intervento consigliere Fed Brainard (16,30).

Laredo, intervento presidente Fed Dallas Kaplan (19,00).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, Aspen Institute Italia “US-Italy Dialogue, the Economics of the Bilateral Relationship” aperto alla stampa intervento Moavero Milanesi (9,00); segue a porte chiuse con sottosegretario MiSE Geraci, Calenda, Montanino, Siniscalco.

Firenze, giornata di studi “L’Unione Europea tra riforme economiche e problemi politici” con presidente Abi Patuelli (15,00).

Monza, Assolombarda-PwC presenta ricerca “Top500+” con Giorgetti (17,00).

S. Donato Milanese, inizia 124° consiglio nazionale Fabi, celebra 70° “Nothing about us, without us, is for us”, termina il 5 dicembre; tavola rotonda di apertura “Una crisi infinita” con Tajani, Patuelli, Guzzetti. Chiusura mattinata con dibattito sulla revisione della legge Fornero. Nel pomeriggio dibattito su “Il lavoro prima di tutto” con sottosegretario Economia Villarosa, presidente Commissione Finanze del Senato Bagnai; conclusioni Sabatini.

 

EUROPA

Bruxelles, riunione Eurogruppo.

Bruxelles, conferenza stampa Stoltenberg (11,00

Buongiorno,
TASSI FED – Federal Reserve ha confermato a 2-2,25% il riferimento per il costo del denaro e rimane orientata a guidare gradualmente i tassi d’interesse verso l’alto, procedendo ad una nuova stretta a dicembre, alla luce di un’economia in buona salute, la cui unica ombra è rappresentata da un rallentamento della crescita degli investimenti.
Il consiglio della Fed conclusosi ieri sera non cambia linea rispetto alla traiettoria tracciata in merito al percorso di normalizzazione della politica monetaria.  L’eur usd conferma in tal modo le attese riflessive riportando velocemente i valori in direzione della parte bassa del range che attualmente governa le negoziazioni. Andremo quindi a testare nuovamente i minimi in area 1,13 per la terza volta in poche settimane. Ricordiamo che, secondo le nostre stime,  la violazione di 1.13/1.1270 introduce le contrattazioni all’interno del range 1.13/1.03 eur usd.  I nostri target riportano a seguito del breakout un primo livello a 1,12 ed uno successivo in area 1.07/06.
FOREX – Dollaro in rialzo nei confronti dell’euro, sostenuto dall’esito del comitato di politica monetaria di Federal Reserve, che appare orientato ad una nuova stretta del costo del denaro a dicembre. Intorno alle 7,20 la valuta unica scivola a 1,1343 dollari da 1,1362 dollari della precedente chiusura; il biglietto verde perde leggermente terreno su yen a 113,94 da 114,06 della precedente chiusura; euro/yen 129,26 da 129,60.

WB RISK MANAGEMENT: EUR USD WEEKLY MOMENTUM

WB RISK MANAGEMENT: EUR USD WEEKLY MOMENTUM

BCE – Possibili spunti potrebbero arrivare da un intervento di Coeuré in mattinata. Da Dublino, intanto, ieri Draghi ha minimizzato la debolezza emersa di recente da una serie di dati macro, lasciando intendere che l’espansione della zona euro è destinata a continuare. Draghi ha inoltre sottolineato che le linee guida di politica monetaria non sono scritte nella pietra ma possono essere modificate se necessario.

GREGGIO – Poco mosse le quotazioni petrolifere, in un mercato che resta sotto pressione sui timori di un rallentamento dell’economia mondiale. I future sul Nymex cedono 4 centesimi a 60,64 dollari il barile. I future Brent salgono di 14 tick a 70,79 dollari il barile, ma restano impostati a registrare un calo settimanale di poco inferiore al 3%. Entrambi riferimenti risultato inferiori del 20% rispetto ai livelli di inizio ottobre

MANOVRA BILANCIO ITALIA – Resta in primo piano il difficile dialogo tra Roma e Bruxelles sulla legge di Bilancio, che Bruxelles ha chiesto di modificare entro il 13 novembre perché difforme dalle vincoli di consolidamento dei conti pubblici.
Le stime della Commissione Ue proiettano per il 2019 un deficit/Pil in aumento a 2,9%, superiore al target di 2,4% indicato dal governo, a fronte di una crescita del Pil più debole (1,2% contro 1,5% indicato dall’esecutivo), mentre il debito è visto stabile intorno a 131% fino al 2020.
Valutazioni che Tria, oggi impegnato in un incontro con il presidente dell’Eurogruppo Centeno, ha bollato come frutto di un’analisi parziale, sottolinenado come l’Italia resti impegnata a rispettare per il deficit/Pil il tetto massimo del 2,4% l’anno prossimo.
Secondo ‘Il Messaggero’ al Tesoro danno per scontato l’avvio di una procedura d’infrazione e il governo punterebbe ad un allungamento dei tempi, magari oltre le elezioni europee di maggio.
In un’intervista a ‘La Stampa’ il presidente della Commissione bilancio della Camera Borghi sfida Bruxelles, sottolineando come l’avvio di una procedura d’infrazione contro l’Italia fornirebbe “un ottimo argomento per chiedere un cambiamento totale alle prossime europee”.

BTP – Rimane sostenuta la pressione sul debito italiano, con lo spread su Bund nel tratto decennale che si mantiene poco sotto quota 300 pb, in un clima di perdurante incertezza legato alle politiche economiche del governo e al difficile dialogo sui conti pubblici con le istituzioni Ue, mentre la congiuntura mondiale mostra segnali di rallentamento.

OFFERTA BOND ITALIA – Si è completato con i dettagli delle aste a medio-lungo termine il quadro delle aste di metà mese. Martedì 13 novembre il Tesoro metterà a disposizione fino a 5,5 miliardi di euro in Btp a 3, 7 e 20 anni, mentre lunedì 12 saranno messi a disposizione 5,5 miliardi di euro in Bot 12 mesi.

BANCHE ITALIA – Secondo ‘Il Messaggero’, sotto la regia di Bankitalia, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Ubi e Banco Bpm hanno raggiunto un accordo di massima per accantonare 550 milioni di euro a testa, per un un totale di 2,75 miliardi per finanziare il Fondo interbancario di tutela dei depositi.

INDICATORI BANCARI – Via Nazionale pubblicherà i dati mensili sui principali indicatori bancari relativi a settembre, che potrebbero offrire spunti e indicazioni sull’attività degli istituti di credito in una fase dove non mancano i motivi d’incertezza.
In agosto il tasso di crescita complessivo dei prestiti al settore privato è stato di 2,6% su anno dopo il 2,5% di luglio, mentre sul fronte della raccolta bancaria, in agosto la crescita dei depositi si era attestata a 4,3% annuo da +4,7% di luglio.

GOVERNO – Lega e Movimento Cinque Stelle hanno raggiunto un accordo sulla sospensione della prescrizione dopo il primo grado di giudizio entro gennaio 2020, chiudendo un confronto che aveva alimentato forti tensioni nell’esecutivo.

VERTICE ISTAT – Il consiglio dei ministri ha avviato la procedura di nomina del nuovo presidente dell’Istat indicando il nome di Carlo Blangiardo, ordinario di demografia all’Università Bicocca di Milano, ritenuto vicino alla Lega.

DATI PREZZI CINA – La crescita dei prezzi alla produzione in Cina ha rallentato per il quarto mese di fila ad ottobre, in un contesto di raffreddamento della domanda interna e dell’attività manifatturiera, che probabilmente indurrà Pechino a mettere in campo misure espansive per fronteggiare le conseguenze della disputa commerciale con gli Stati Uniti. L’indice dei prezzi dalla produzione ha mostrato una crescita annua di 3,3% da 3,6% di settembre, in linea alle attese degli analisti. L’indice dei prezzi al consumo ha mantenuto un ritmo di crescita annuo di 2,5%, anche in questo caso in linea alle attese.

TREASURIES – Chiusura negativa per l’obbligazionario Usa, appesantito dal verdetto di politica monetaria di Federal Reserve, che ha confermato l’orientamento a procedere con un graduale aumento del costo del denaro. Particolarmente colpita la parte breve della curva, dove i rendimenti a due anni si sono spinti ai massimi da oltre un decennio, fino a 2,977%. Il rendimento del decennale benchmark ha archiviato la seduta a 3,239% da 3,213% della precedente chiusura.

DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, imprese multinazionali anno 2016 (10,00).

FRANCIA
Produzione industriale settembre (8,45) – attesa -0,3% m/m.

GRAN BRETAGNA
Stima Pil trim3 (10,30) – attesa 0,6% t/t; 1,5% a/a.
Produzione industriale settembre (10,30) – attesa -0,1% m/m; 0,4% a/a.
Produzione manifatturiera settembre (10,30) – attesa 0,1% m/m; 0,4% a/a.
Bilancia commerciale settembre (10,30) – attesa Ue -11,25 miliardi; non Ue -3,9 miliardi.

GRECIA
Prezzi consumo ottobre (11,00).
Produzione industriale settembre (11,00).

PORTOGALLO
Bilancia commerciale settembre (12,00).

USA
Prezzi produzione ottobre (14,30) – attesa 0,2% m/m; 2,5% a/a.
Stima fiducia consumatori Università Michigan novembre (16,00) – attesa 98,0.
Revisione scorte ingrosso settembre (16,00) – attesa 0,3% m/m.
Vendite ingrosso settembre (16,00) – attesa 0,5% m/m.

BANCHE CENTRALI
ITALIA
Banca d’Italia pubblica dati su depositi, impieghi, sofferenze, titoli di Stato italiani detenuti da banche operanti in Italia a fine settembre.

EUROPA
Zona euro, intervento consigliere Bce Coeuré a Francoforte (11,00).

USA
Washington, interventi vicepresidente vigilanza Fed Quarles (10,00 e 15,05).
New York, interventi presidente Fed New York Williams (14,30) e presidente Fed Filadelfia Harker (14,45).

APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, a commissioni Bilancio riunite audizioni su manovra di Tria, Bankitalia, Cenl, sindacati e Ania (dalle 10,00); proseguono lunedì 12 novembre.
Roma, conferenza stampa Di Maio alla Stampa Estera (10,00).
Roma, Tria incontra il Presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno (12,15).
Roma, Di Maio ospite ad “Accordi e disaccordi” su Canale 9 (23,00).

EUROPA
Bruxelles, riunione ministro Commercio Unione europea.
Bruxelles, May a cimitero militare belga.
Berlino, Merkel, Steinmeier e Schaueble a evento celebrativo (11,00).
Helsinki, ministro Finanze finlandese Orpo riceve vice presidente Commissione europea Dombrovskis.
Francia, Dbrs si pronuncia su rating sovrano.
Danimarca, Moody’s si pronuncia su rating sovrano

Buongiorno
la settimana si apre con il test dello spread BTP BUND dopo aver verificato area 330. Ci attendiamo un ritracciamento benchè Moody’s abbia abassato di un noch il giudizio sull’Italia aggiornandolo a Baa3 mentre prima era Baa2. L’outlook rimane stabile. Il 26 si pronuncerà Standard & Poor ci attendiamo un giudizio sospensivo: rating stabile con Outlook negativo in revisione nei prossimi 6 mesi.
Ci attendiamo per la giornata odierna una reazione positiva delle borse, dello spread con una discesa quasi verticale a 280, ed un ulteriore rimbalzo dell’eur usd verso 1,16.
La settimana vedrà anche la riunione della BCE (giovedì) si prevede che i tassi resteranno invariati al minimo storico. La decisione sarà seguita 45 minuti dopo dalla conferenza stampa del Presidente Mario Draghi. Le sue dichiarazioni sono attese per capire se e quando la banca abbia intenzione di aumentare i tassi di interesse. La BCE si era impegnata a terminare il programma di acquisti entro la fine dell’anno, mentre i tassi di interesse dovrebbero rimanere tali fino al 2019.
Mercoledì avremo la pubblicazione del GDP USA terzo trimestre: Il Dipartimento per il Commercio USA pubblicherà i dati rivisti sulla crescita economica  alle 8:30 ET (12:30 GMT). L’economia dovrebbe essere cresciuta al tasso annuo del 3,3% nel trimestre che va da luglio a settembre, con una revisione al ribasso dalla stima preliminare del 4,2%, la lettura migliore degli ultimi 4 anni. Il modello dinamico di stima della FED di Atlanta proietta il dato poco sotto il 4% al 3,9%; il consensus del panel degli economisti si attestaal 3,3%.

In programma questa settimana anche i dati statunitensi sugli ordinativi di beni durevoli relativi al mese di settembre. I dati rilasciati di recente mostrano che l’economia statunitense resta solida, nonostante l’aumento dei tassi di interesse e le tensioni per la guerra commerciale in corso.
Sempre mercoledì la Banca del Canada annuncerà la decisione sul tasso di interesse  alle 10:00AM ET. Si prevede che la banca deciderà di aumentare i tassi di 25 punti base all’1,75%. Si tratterebbe del quinto aumento dal luglio 2017.  La BoC dovrebbe inasprire al politica altre due volte nel 2019, in quanto l’economia canadese continuerà a crescere nei prossimi trimestri grazie allo stimolo discale statunitense che aumenta la domanda per l’export. L’accordo sul North American Free Trade Agreement (NAFTA) ha ridotto il rischio per l’export canadese, facendo aumentare le possibilità di ulteriori interventi sui tassi da parte della banca centrale. Il dollaro canadese nel frattempo rimane inserito in un contesto di rafforzamento sull’euro. Il cambio eur cad dovrebbe subire ulteriori vendite al test di area 1,51/1.52. Per approfondimenti operativi scrivete a   w.biasia@wbadvisors.it.
Per commentare tutti gli eventi della settimana Sarò ospite della Redazione Giornalistica di Rai 1 alle ore 17.45 circa da lunedì sino a venerdì  26.
Martedì alle 17.30 su Class CNBC ; giovedì alle 9.30 sarò ospite della dott.ssa Annabella D’Argento a LE FONTI TV per commentare le attese sul meeting della BCE e la lettura del GDP negli USA con i relativi impatti sul dollaro e sui mercati in generale.

MARKET MOVER : LE NOTIZIE PER GESTIRE IL RISCHIO DI CAMBIO

MARKET MOVER : LE NOTIZIE PER GESTIRE IL RISCHIO DI CAMBIO

REAZIONE A VERDETTO MOODY’S – In primo piano la reazione dei mercati finanziari al verdetto di Moody’s, che venerdì sera ha tagliato di un notch a ‘Baa3’ il rating sovrano italiano, ora ad un passo da ‘junk’, anche se la stabilizzazione dell’outlook sembra allontanare il rischio di nuovi declassamenti nel breve periodo. A corredo del suo giudizio, in buona parte già incamerato nei prezzi, Moody’s ha evidenziato l’inserimento di un deficit elevato nel documento programmatico di bilancio — oggetto di una lettera di formale contestazione da parte di Bruxelles cui il governo è chiamato a rispondere entro oggi alle 12 — e l’assenza di un’agenda coerente di riforme che stimolino la crescita nel medio-lungo termine. L’agenzia avverte che se aumentassero materialmente le probabilità di un’uscita dall’euro, il rating sarebbe ulteriormente tagliato. Un avvertimento ribadito oggi in un’intervista a ‘La Stampa’ da Mark Zandi, capoeconomista di Moody’s Analytics.

BTP – La carta italiana è reduce da una settimana estremamente volatile, che venerdì ha visto lo spread contro Bund nel tratto decennale allargarsi fino a quota 342 pb, massimo da aprile 2013, per poi chiudere a 313 pb. In un’intervista al ‘Corriere della Sera’ El-Erian, chief economic advisor di Allianz, sottolinea come oltre ai timori su debito e crescita evidenziati da Moody’s, sui mercati c’è preoccupazione per il confronto pubblico del governo italiano con la Commissione europea sul bilancio. Le vendite, sottolinea El-Erian, non dipendono solo da fattori specifici, ma sono anche parte di un ritiro complessivo dal capitale di rischio sui mercati globali.

GOVERNO, RATING E MANOVRA – Sul fronte della manovra, l’esecutivo ha chiuso alla possibilità di abbassare il target del deficit/Pil, fissato a 2,4% nel 2019, anche a seguito del verdetto di Moody’s. I principali esponenti del governo hanno però rassicurato unanimamente sulla volontà di restare nella valuta unica e di interloquire costruttivamente con la Commissione europea. Di Maio ha anticipato che nella lettera di risposta ai rilievi Ue sulla manovra verrà sottolineato come, al netto delle clausole di salvaguardia sull’Iva e del peggioramento del ciclo, lo scostamento del deficit/Pil è solo di 0,4 punti.
Secondo quanto riferito da una fonte governativa, Tria, Moavero e Conte hanno provato nel Consiglio dei Ministri di sabato a spingere sulla necessità di dare un segnale a Europa e mercati, premendo per una riduzione del disavanzo dell’anno prossimo. La pressione a lanciare il segnale è dovuta al fatto che la Commissione europea già domani — spiega la fonte — potrebbe decidere di chiedere all’Italia di modificare il documento programmatico di bilancio.
Secondo ‘Il Messaggero’ di oggi, l’invio della lettera di risposta dell’Italia alla Ue sarà preceduto da un vertice di governo. Tria, scrive il quotidiano, aspetterà fino alla scadenza delle 12 per inviare la risposta alla Commissione e, qualora vi fossero forti turbolenze sui mercati, non esclude di tornare a sottoporre a Salvini e Di Maio l’abbassamento del deficit/Pil a 2,1%.
In una direzione di maggiore prudenza sembra andare anche Giorgetti, sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio, il quale in un’intervista sempre a ‘Il Messaggero’ domenica ha detto che “il 2,4% è un tetto massimo per tutte le misure…contenute, ma non è detto che questo accada perché potrebbero esserci delle difficoltà anche operative”. Giorgetti ha poi avvertito che le tensioni sui mercati finanziari potrebbero generare lacune patrimoniali negli istituti di credito più fragili.

RIENTRANO TENSIONI SU FISCO – Il consiglio dei ministri di sabato sembra aver appianato le tensioni sul decreto fiscale tra M5S e Lega, con un compromesso che stringe le maglie del condono, escludendo i capitali esteri e il salvacondotto penale su alcune fattispecie di reati (tra cui riciclaggio e autoriciclaggio).

USA CONTRO RUSSIA SU NUCLEARE – Il presidente Usa Donald Trump ha minacciato il ritiro degli Stati Uniti dal trattato sul nucleare siglato tra Reagan e Gorbaciov, accusando la Russia di non rispettarne i termini. Mosca dal canto suo ha sottolineato che il ritiro di Washington sarebbe pericoloso e innescherebbe misure ritorsive.

BREXIT – La Gran Bretagna potrebbe accettare di estendere di qualche mese il periodo di transizione post-Brexit (il cui termine è attualmente fissato a fine 2020) se l’Unione europea abbandonasse le proposte che prevedono il mantenimento dell’Irlanda del Nord all’interno della sua unione doganale, ha detto il ministro britannico per la Brexit Raab.

FISCO CINA – Pechino potrebbe varare tagli delle tasse per oltre l’1% del Pil allo scopo di stimolare l’economia, secondo quanto anticipato da un consigliere della banca centrale in alcune dichiarazioni pubblicate oggi. Il governo ha inoltre pubblicato un bozza preliminare di un provvedimento che introduce nuove deduzioni fiscali per le persone fisiche.

DATI CINA – A settembre i prezzi delle nuove abitazioni sono cresciuti di 0,9% su mese da 1,4% segnato in agosto, mentre su base annua l’espansione ha accelerato a 7,9% da 7% in agosto. Il mercato immobiliare sembra mostrare una relativa resilienza al rallentamento dell’economia e alle misure del governo volte a contenerne i ritmi di crescita.

FOREX – Euro poco variato sulle principali controparti, con gli investitori in attesa di conoscere gli sviluppi della dialettica tra Roma e Bruxelles sulla manovra e l’evoluzione del negoziato sulla Brexit. Intorno alle 7,30, la valuta unica è ferma a 1,1512 dollari ed è in leggera risalita su yen a 129,68 da 129,56 della precedente chiusura. La valuta giapponese scivola anche sul biglietto verde, che sale a 112,63 da 112,54 yen.

GREGGIO – Quotazioni petrolifere in rialzo in vista dell’entrata in vigore delle sanzioni Usa contro l’Iran, prevista il 4 novembre. I derivati del Brent salgono 24 centesimi a 80,02 dollari il barile; i future Nymex salgono di 28 centesimi a 69,4 dollari il barile.

TREASURIES – Chiusura negativa per i governativi Usa venerdì sulla speranza di un calo della tensione tra Italia e Commissione europea. A ridurre l’appetito per gli asset rifugio ha contribuito anche la solidità dei risultati trimestrali di molte società Usa. Il rendimento del decennale Usa ha archiviato la seduta di venerdì in area 3,20%, in salita di circa 3 punti base.

DATI MACROECONOMICI
GRECIA
Partite correnti agosto (10,30).

USA
Indice attività nazionale settembre (14,30).

ASTE DI TITOLI DI STATO
USA
Washington, Tesoro offre 45 miliardi dollari titoli Stato 13 settimane 24/1/2019 e 39 miliardi titoli Stato 26 settimane 25/4/2019.

APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, Conte incontra la stampa estera (12,00).
Roma, Bri/Banca Mondiale/Banca del Canada/Banca d’Italia iniziano “The Seventh Public Investors Conference” (dalle 9,30); termina il 23 ottobre.
Roma, convegno Consob “Conoscenze finanziarie, attitudini e investimenti delle famiglie italiane” con Bitonci (11,00).

MARKET MOVER 18 SETTEMBRE 2018

DAZI USA – Trump ha annunciato nuovi dazi del 10% su 200 miliardi di dollari di merci importate della Cina a partire dal 24 settembre. L’imposizione salirà al 25% entro la fine del 2018. I nuovi dazi si aggiungono a quelli introdotti su 50 miliardi di dollari di merci cinesi, cui Pechino ha risposto con misure ritorsive. Trump ha già minacciato un’ulteriore escalation, con nuove imposizioni tariffarie su beni per circa 267 miliardi di dollari, se dalla Cina arriveranno contromisure anche a questo giro.
 
VERTICE MANOVRA – La riunione di ieri sera non ha risolto i nodi della manovra: una fonte governativa riferisce che Tria resta arroccato sulla posizione di contenere il deficit, mentre da Lega e M5S si preme per arrivare a 2-2,5%. In particolare, secondo quanto riporta stamane ‘La Stampa’, sarebbe il M5S a fare pressing su Tria, che Di Maio, in una riunione con i ministri e i sottosegretari economici grillini, successiva al vertice, sarebbe tornato a mettere in discussione. “Se continua così, allora Tria può andare a casa”, è il virgolettato che viene attribuito al vicepremier. Ma anche dal Carroccio le pressioni non mancano. Una fonte leghista sostiene sul ‘Corriere della Sera’ che sfiorando senza oltrepassare il 3% sarebbero disponibili, escludendo le risorse per disinnescare l’aumento dell’Iva, 24 miliardi da suddividere tra le misure bandiera del M5s e quelle della Lega. “Ora si tratta di mettere con le spalle al muro il ministro Tria”.
 
BTP – Da verificare la reazione del mercato all’esito del vertice sulla manovra. Ieri la speranza che all’interno del governo prevalga la linea Tria ha dato sostegno al rally dei Btp, con lo spread che si è riavvicinato a quota 240, stringendo di oltre 10 punti rispetto alla precedente chiusura. Nonostante la fragilità di fondo del mercato e le cautele d’obbligo sulla manovra, gli operatori sottolineano come in questa fase risulti costoso rimanere fuori dai Btp, ma d’altra parte il mercato resta esposto a rapidi cambi di direzione.
 
BCE – È atteso in giornata un intervento del presidente Bce Draghi, che torna a parlare dopo la riunione di politica monetaria della settimana scorsa. Secondo quanto rivelato da due fonti venerdì, alcuni membri del Consiglio avevano chiesto a Draghi di adottare toni più cauti nel descrivere il quadro e le prospettive dell’economia nella conferenza stampa post meeting, ma alla fine ha prevalso una linea diversa. Ieri Coeuré ha affermato che Francoforte dovrebbe chiarire meglio i contorni del futuro percorso di rialzo dei tassi quando si avvicinerà il momento in cui sarà necessario un ulteriore restringimento delle condizioni monetarie.
 
PRIMARIO – Torna in primo piano il primario: la Germania mette in asta fino a 4 miliardi di titoli biennali e già domani sarà nuovamente sul mercato con l’offerta di 3 miliardi di Bund decennali; giovedì sarà la volta dell’offerta francese e spagnola: in tutto fino a 14 miliardi di carta a medio lungo (indicizzati compresi). Oggi sono in agenda anche aste spagnole a breve, tra 1,5 e 2,5 miliardi di titoli a 3 e 9 mesi.
 
GREGGIO – L’escalation della disputa tra Usa e Cina sul commercio spinge al ribasso le quotazioni petrolifere, allungando un’ombra sulla domanda dei due principali Paesi consumatori di greggio. Alle 7,30 italiane il future Brent scambia a 77,60 dollari il barile (in calo di 45 centesimi), il Nymex a 68,58 dollari (in calo di 33 centesimi).
 
FOREX – Dollaro poco variato nei confronti delle principali controparti valutarie, in attesa della risposta di Pechino ai nuovi dazi imposti dagli Usa. In lieve calo lo yuan, che cede lo 0,14% a 6,8633 sul dollaro. Il biglietto verde è stabile sull’euro, che viaggia a 1,1686 dollari da 1,1683 dollari della chiusura; il dollaro sale su yen a 111,96 da 111,83; euro/yen a 130,86 da 130,67.
 
TREASURIES – Chiusura in lieve calo ma sotto i minimi per i governativi Usa, con gli investitori che hanno colto l’opportunità per rientrare allettati dai rendimenti relativamente elevati, a ridosso dell’annuncio di nuovi dazi sui prodotti cinesi da parte di Trump, puntualmente arrivato al termine delle contrattazioni. Il rendimento del benchmark decennale Usa a fine seduta si attestava a 2,992% da 2,994% della chiusura di venerdì, dopo una fiammata intraday a 3,022%, picco da fine maggio.
 
DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, fatturato e ordinativi industria giugno e luglio (10,00).
Istat-Inps-Inail-Anpal, ‘Nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell’occupazione’ relativa al 2° trimestre 2017 (11,00).
 
USA
Flussi investimenti netti lungo termine luglio (22,00).
Scorte settimanali prodotti petroliferi Api (22,30).
 
ASTE DI TITOLI DI STATO
EUROPA
Germania, Tesoro offre 4 miliardi Schatz 2 anni, scadenza 11/9/2020 cedola zero.
Spagna, Tesoro offre 1,5-2,5 miliardi titoli Stato 3 e 9 mesi.
 
BANCHE CENTRALI
EUROPA
Zona euro, interventi banchiere centrale francese Villeroy de Galhau (9,00), presidente Bce Draghi (9,15) e Nouy (9,30) a evento organizzato da Autorité de Contrôle Prudentiel et de Résolution (Acpr) a Parigi.
 
ASIA
Giappone, banca centrale inizia riunione di politica monetaria; termina il 19 settembre.
 
APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, Palazzo Chigi, Conte riceve cancelliere federale austriaco Sebastian Kurz (11,00).
Roma, convegno “Internazionalizzazione della Repubblica di San Marino: quali opportunità per l’Italia” con Sabatini (18,00).
Milano, “Bloomberg European Capital Markets Forum” con Tria, Ceo Deutsche Bank Sewing, Passera, Saccomanni (8,30).
Napoli, terza edizione di “Casa Corriere” con Boccia (18,00).
 
EUROPA
Vienna, continua conferenza generale Iaea; termina il 21 settembre.
Berlino, Innotrans 2018, partecipa ministro Infrastrutture e Trasporti Toninelli; partecipa anche a conferenza stampa di presentazione dei nuovi treni regionali Pop e Rock (13,00).
 
USA
Washington, bilaterale Trump-presidente polacco Duda.