MARKET MOVER 12 LUGLIO 2018
H. 9.30 intervista a LE FONTI TV di Annabella D’Argento a Wlademir Biasia sull’andamento dei mercati.
 
FOREX – Dollaro ben impostato, grazie ai solidi dati economici giunti dagli Usa, non solo i prezzi alla produzione ma anche le vendite al dettaglio, che sostengono le aspettative di una prosecuzione del ciclo restrittivo della Fed. Alle 7,30 italiane, in attesa dei numeri di oggi pomeriggio sui prezzi al consumo, l’euro/dollaro tratta a 1,1683/85 da 1,1672 dell’ultima chiusura, tenendosi a distanza dal massimo da tre settimane e mezzo registrato lunedì a 1,1790. Il dollaro/yen scambia a 112,17/21 da 112,00, sopra quota 112 per la prima volta dallo scorso 10 gennaio. Euro/yen a 131,12/16 da 130,72.
ECONOMIA USA – L’economia Usa è forte, sostiene il presidente della Fed di New York Williams, come dimostrato dalle difficoltà che incontrano le aziende a coprire i posti di lavoro vacanti. Tuttavia, rassicura, la salita della Borsa e dei prezzi immobiliari non segnalano al momento quell’accumulazione dei rischi nel sistema finanziario che appariva invece “abbastanza ovvia” è metà degli anni 2000, anche se, aggiunge, Fed continua a monitorare la situazione con grande attenzione. Nel pomeriggio intanto è in agenda l’inflazione di giugno, che arriva dopo il forte dato di ieri sui prezzi alla produzione, che hanno segnato il maggior incremento tendenziale da sei anni e mezzo, confermando le aspettative di altri due rialzi dei tassi entro fine anno.
ATTESE BCE – Nuovi spunti agli investitori potrebbero arrivare dai resoconti del consiglio Bce del 13-14 giugno, conclusosi con la decisione di chiudere il Qe alla fine di quest’anno e l’indicazione che non ci sarà un rialzo dei tassi d’interesse prima dell’estate dell’anno prossimo. Tuttavia, secondo quanto riferito da diverse fonti a Reuters, ci sono divergenze all’interno del consiglio sull’interpretazione dell’ormai nota espressione “through the summer” del 2019, utilizzata dalla Bce nell’ultimo meeting. Secondo alcuni esclude un mossa sui tassi prima della fine dell’estate, mentre secondo altri lascia aperta la possibilità di un rialzo già a luglio, in caso di necessità.
BCE SU NPL – Francoforte svela intanto una soluzione di compromesso sulla questione degli Npl. In un comunicato diffuso nel tardo pomeriggio di ieri la Bce annuncia che verranno fissate attese specifiche di supervisione banca per banca per gli accantonamenti a fronte di crediti deteriorati. L’obiettivo, si legge nella nota, è raggiungere la stessa copertura per gli stock di Npl e i nuovi flussi nel medio termine.
EUROGRUPPO E NUOVE STIME UE – Il presidente Centeno aggiornerà i ministri delle Finanze della zona euro sulle conclusioni del vertice Ue di fine giugno e delineerà i temi riguardanti una maggiore integrazione della zona euro, cui l’Eurogruppo sarà chiamato a lavorare fino al prossimo consiglio Ue di fine dicembre. Sul tavolo del vertice anche la situazione economica della zona euro, con l’aggiornamento delle stime della Commissione su Pil e inflazione. Per quanto riguarda l’Italia, le ultime stime (diffuse a maggio) indicavano una crescita dell’1,5% quest’anno (su cui lo stesso Tria ha riconosciuto l’esistenza di rischi al ribasso) e dell’1,2% nel 2019. I ministri avranno un primo scambio di vedute sulle prospettive dei conti pubblici dell’anno prossimo, in vista della preparazione delle leggi di bilancio.
GREGGIO – Prezzi petroliferi in risalita questa mattina, Il Brent in particolare risale di oltre un dollaro dopo aver subito ieri la flessione giornaliera più ampia in due anni a seguito della notizia che la Libia riprenderà l’export di greggio, giunta in un contesto di mercato già debole per l’inasprirsi della disputa commerciale tra Usa e Cina. Il futures Brent scambia a 74,56 dollari il barile (+1,16), il Nymex a 70,84 dollari (+0,46).
TREASURIES – I governativi Usa scendono nelle contrattazioni della mattinata dopo gli acquisti visti ieri in scia alle crescenti tensioni tra Washington e Pechino sui dazi. Proprio i timori legati alla questione commerciale hanno contribuito alla forte domanda nell’asta di Treasury decennali, collocati ieri per 22 miliardi di dollari, in contrasto con il risultato meno brillante del collocamento di titoli a tre anni di martedì. Il benchmark decennale cede 5/32, rendimento a 2,862%.
 
DATI MACROECONOMICI
FRANCIA
Prezzi consumo finali giugno (8,45) – attesa dato armonizzato 0,1% m/m; 2,4% a/a.
 
GERMANIA
Prezzi al consumo finali giugno (8,00) – attesa dato nazionale 0,1% m/m; 2,1% a/a; dato armonizzato 0,1% m/m; 2,1% a/a.
 
GRECIA
Tasso disoccupazione aprile (11,00).
 
ZONA EURO
Produzione industriale maggio (11,00) – attesa 1,2% m/m; 2,1% a/a.
 
USA
Prezzi al consumo giugno (14,30) – attesa 0,2% m/m; 2,9% a/a.
Guadagni reali settimanali giugno (14,30) – attesa 0,2% m/m.
Nuove richieste settimanali sussidi disoccupazione (14,30) – attesa 225.000.
 
ASTE DI TITOLI DI STATO
ITALIA
Tesoro offre 1,5-2 miliardi settima tranche Btp a 3 anni scadenza 15/4/2021, cedola 0,05%; 1,5-2 miliardi nona tranche Btp a 7 anni scadenza 15/5/2025, cedola 1,45%; 0,75-1,25 miliardi dodicesima tranche Btp a 15 anni scadenza 1/9/2033, cedola 2,45%; 0,75-1,25 miliardi quarta tranche Btp a 20 anni scadenza 1/9/2038, cedola 2,95%.
 
EUROPA
Irlanda, Tesoro offre 1-1,25 miliardi titoli di Stato a 10 e 27 anni.
 
USA
Washington, Tesoro offre 14 miliardi di dollari titoli di Stato a 30 anni, scadenza 15/5/2048.
 
BANCHE CENTRALI
EUROPA
Svezia, Riksbank pubblica verbali riunione di politica monetaria (9,30).
Zona euro, Bce pubblica resoconti riunione politica monetaria 13-14 giugno (13,30).
 
USA
Victor, intervento presidente Fed Filadelfia Harker (18,15).
 
APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, a convegno “Azionariato attivo”, aprono i lavori viceministri Economia Garavaglia e Castelli, presidente Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti Miani; intervengono presidente Assoprevidenza Corbello, presidente Assofondipensione Maggi (9,30).
Roma, presentazione rapporto 2017 Autorità garante Concorrenza e Mercato con Mattarella, Pitruzzella, Di Maio (10,30).
Roma, Camera, audizione Di Maio a commissioni Attività produttive e Lavoro (13,30).
Roma, Camera, commissione Affari costituzionali riunite, audizione Fraccaro (14,00).
Roma, Senato, question time (16,30).
Roma, a Consiglio Stato udienza su riforma banche popolari.
Milano, presentazione 32.ma edizione rapporto Ice “L’Italia nell’economia internazionale” con presidente Scannavini, AD Borsa Italiana Jerusalmi, presidente Istat Alleva; conclusioni sottosegretario Mise Geraci (10,30).
Cinisello Balsamo (Milano), assemblea Ucimu con Boccia (10,30).
 
EUROPA
Bruxelles, Commissione Ue pubblica stime macroeconomiche paesi Ue (Pil e inflazione).
Bruxelles, riunione Eurogruppo; partecipano Draghi e Couré (Bce).
Bruxelles, inizia riunione informale ministri Giustizia e Affari Interni; termina il 13 luglio.
Bruxelles, audizione ministro Finanze tedesco Scholz a Parlamento Ue su suo piano di riforma zona euro (9,00).
Innsbruck, trilaterale Salvini-Seehofer-ministro Interno austriaco Kickl (7,30).
Innsbruck, bilaterale Salvini-consigliera federale svizzera Simonetta Sommaruga (12,00).
Innsbruck, conferenza stampa di Salvini (12,45).
Innsbruck, bilaterale Salvini-ministro Interno francese Collomb (13,00).
Mosca, Putin incontra presidente palestinese Mahmoud Abbas.

Buongiorno,
alle 9,30 commento in diretta   a LE FONTI TV, ospite di Annabella D’Argento,  la decisione della FED e le possibili decisioni della BCE in un quadro oggettivamente teso Nel pomerriggio sarò ospite all’IT FORUM 2018 per tracciare lo scenario per la seconda parte del 2018 e d il prossimo 2019.
GIOV 14 GIU h. 9.30 LE FONTI TV INTERVISTA  IN DIRETTA   CON ANNABELLA D’ARGENTO
GIOV 14 GIU h. 1630 IT FORUM  CONFERENZA PROGRAMMA ED ISCRIZIONE
MERC 21 GIU h 17.30 JANUS CLUB GENIO ED INNOVAZIONE: SPINTE VITALI DELLE NOSTRE IMPRESE PROGRAMMA   JANUS CLUB PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE
MER 27 GIUGNO H. 16.30 IL PROCESSO DI RISK MANAGEMENT PER LE IMPRESE INDUSTRIALIseminario organizzato da Associazione Italiana Tesorieri d’Impresa ed ARPER
link  https://seminario-treviso.eventbrite.it
 
La decisione della Fe ampiamente  scontata ha liberato il mercato dall’influenza operativa dettata dall’attesa per consentire di guardare senza altri filtri alla decisione odierna della BCE.  Su questo fornte non vi sono scommesse condivise. C’è chi ritiene maturi i tempi per dichiarare la chiusura del QE, chi invece (probabilmente la maggioranza), si aspetta una chiusura a dicembrecon progressiva riduzione degli acquisti di Bond.
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Buongiorno,
Per tutta la settimana sarò ospite della Redazione Giornalistica di Radio Rai 1 per commentare alle 17.45/50 le chiusure di Borsa Italiana e di come i  Market Mover hanno influenzato i mercati.
La reazione dei mercati azionari USA di venerdì all’ennesima caduta sui supporti tecnici registrata lo scorso giovedì spinge il trigger del nostro algoritmo  Advance Cycle dopo 11 settimane in territorio positivo. Attendiamo quindi il break up dell’area 2680/2720 per catturare un nuovo segnale buy in grado di ri assorbire le vendite maturate da inizio febbraio.  Il Nasdaq Composite, sulla scia della pubblicazione degli utili di Apple, ha già violato in chiusura della scorsa settimana l’analogo livello tecnico. I target dell’eventuale rally rimangono gli stessi indicati nell’Outlook mensile di aprile anche per il mese di maggio.
Nel contempo il FTSE Mib dopo aver testato area 24000 ha accelerato in positivo  confermando anche in questo caso il potenziale movimento segnalato sempre nell’Outlook WB PERSPECTIVES di aprile.
L’eur usd chiude la seconda settimana in deciso ribasso. Lo scenario su cui stiamo approfondendo la nostra ricerca rimane sempre orientato al ribasso. Non vanno escluse potenziali reazioni tecniche, tuttavia esse costituiscono nuove opportunità per vendere euro. I livelli verso cui il mercato potrebbe reagire si collocano in prima battuta in area 1.206 ed in seconda 1.2150/2200.
Di conseguenza ribadiamo le raccomandazioni esperite nel nostro rapporto mensile WB FX RISKOO dove abbiamo segnalato tra 1.25/1.2250 l’opportunità di coprire per i nostri clienti corporate il rischio di cambio relativo alle importazioni a breve e medio lungo termine. Con la violazione di 1.23/2250 abbiamo altresì suggerito di rimuovere nell’ambito della strategia di Risk Management, le coperture sul budget per il periodo maggio – dicembre.
WB FX RISKOO
(Per richiedere il report compila la scheda)
L’euro si sta indebolendo contro le principali monete, in particolare verso lo yen. Le negoziazioni dovrebbero testare nelle prossime ore area 129.35; sotto tale livello scatta un nuovo sell signal di medio termine con possibili regressioni del cambio in direzione di area 123/122. Anche nei confronti del rublo l’euro è atteso in correzione: la violazione di area 75 eur rub dovrebbe aprire la via per un ritracciamento atteso in direzione di area 72. Nel corso delle prossime ore verificheremo come il rapporto di correlazione tra dollaro e borse tenderà ad evolvere. Nei confronti dell’oro la correlazione negativa sta funzionando secondo i paramentri storici. Attendiamo quindi la violazione di 1300 usd/oz per l’oro per avere ulteriori conferme di forza del Dollar Index

WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX VS GOLD

WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX (red line) VS GOLD


 
AGENDA SETTIMANA 7 –  11 MAGGIO
Questa settimana, l’attenzione degli investitori sarà rivolta verso i dati relativi ai prezzi al consumo statunitensi, che potrebbero fornire delle indicazioni sull’andamento dell’inflazione e sulla frequenza degli aumenti dei tassi da parte della Fed prima della fine dell’anno.
Gli operatori attenderanno le dichiarazioni di diversi membri della Fed questa settimana, alla ricerca di indicazioni sul futuro della politica economica nei mesi a venire.
Attualmente la Fed ha indicato che ci saranno altri due aumenti dei tassi quest’anno, ma se i dati sull’inflazioni dovessero essere particolarmente positivi, potrebbero confermare le aspettative dei mercati verso un terzo aumento.
Circa 40 delle aziende dell’indice S&P 500 rilasceranno gli utili questa settimana, in cui la stagione dei report inizia a volgere al termine.
In Europa gli investitori attendono il vertice della Banca d’Inghilterra, durante il quale non si prevedono interventi sui tassi, in seguito a una serie di dati economici deludenti.
In Cina sono attesi i dati commerciali mensili, sebbene sia troppo presto per vedere già un impatto delle recenti dispute con gli USA.
Tra gli altri fattori che influenzeranno i mercati nella prossima settimana, l’evoluzione della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, la decisione dell’amministrazione Trump riguardo al ritiro dall’accordo sul nucleare siglato con l’Iran nel 2015 e l’eventuale decisione di rimettere in vigore le sanzioni contro l’Iran.
In vista della prossima settimana, Investing.com ha compilato una lista dei cinque principali eventi che potrebbero influenzare i mercati.
1. Dati sull’inflazione USA
Il Dipartimento per il Commercio statunitense rilascerà i dati sui prezzi al consumo di aprile alle 8:30AM ET (12:30GMT) di giovedì.
Gli investitori seguiranno i dati sull’inflazione per valutare il possibile impatto sulla futura politica monetaria della Federal Reserve.
Secondo gli operatori dei mercati i prezzi al consumo saliranno dello 0,3%, dopo il calo dello 0,1% registrato a marzo, mentre per l’ inflazione core è previsto un aumento dello 0,2%, come nel mese precedente.
Su base annua, si prevede un aumento del 2,2% dell’IPC core, un aumento leggermente maggiore rispetto al 2,1% registrato nel mese precedente.
La Federal Reserve considera i prezzi core un indicatore migliore della pressione inflazionaria a lungo termine poiché escludono le categorie volatili di alimenti ed energia.
Un aumento dell’inflazione potrebbe incoraggiare la Fed ad aumentare i tassi di interesse in maniera più rapida del previsto.
Oltre ai dati sull’inflazione, questa settimana il calendario prevede una serie di dati: prezzi alla produzionerichieste di sussidio USA, oltre al sentimento dei consumatori dell’Università del Michigan.
I dati rilasciati venerdì hanno mostrato che la crescita dell’occupazione USA ha deluso le aspettative ad aprile, che gli stipendi hanno registrato un aumento leggerissimo, il tasso di disoccupazione sceso vicino al minimo di 18 anni; tutti questi fattori confermano la visione di un aumento graduale dei tassi d’interesse da parte della Fed.
2. Interventi dalla Fed
C’è grande attesa per i discorsi di diversi esponenti della Fed questa settimana, che potrebbero fornire dei suggerimenti sulle prossime decisioni di politica monetaria.
I riflettori accesi sul Presidente della Fed Jerome Powell, che interverrà durante una conferenza congiunta tenuta dalla Banca Nazionale Svizzera dal Fondo Monetario Internazionale a Zurigo. Powell terrà un discorso intitolato “ l’influenza della politica monetaria sulle condizioni finanziarie globali e sui flussi internazionali di capitali”.
Attesi inoltre i discorsi di uno dei governatori della Fed Randal Quarles, del Presidente della Fed di Atlanta Raphael Bostic, del Presidente della Fed di Richmond Thomas Barkin, del Presidente della Fed di Dallas Robert Kaplan, del Presidente della Fed di Chicago Charles Evans e del Presidente della Fed di St. Louis James Bullard.
Durante l’ultimo vertice di politica monetaria della scorsa settimana la Fed ha lasciato i tassi invariati, come previsto dai mercati, ma ha sottolineato che l’inflazione sta iniziando a crescere, facendo intravedere la possibilità di un aumento dei tassi a giugno.
Attualmente l’abate centrale statunitense ha previsto due ulteriori aumenti dei tassi nel 2018, tuttavia crescono le aspettative dei mercati su un terzo aumento dei tassi prima della fine dell’anno.
3. Decisione della Banca d’Inghilterra
La Banca d’Inghilterra rilascerà la decisione del tasso giovedì alle 12:00GMT, (08:00AM ET); secondo gran parte degli analisti, la banca lascerà il tasso invariato allo 0,5%.
All’inizio di aprile gli investitori davano al 90% possibilità di un aumento dei tassi da parte della BoE di 25 punti base.
Tuttavia, una serie di dati economici piuttosto deboli hanno fatto rivedere queste convinzioni e considerare piuttosto che la Banca d’Inghilterra non interverrà affatto sui tassi quest’anno.
La dichiarazione sarà seguita dalla conferenza stampa del Governatore Mark Carney.
4. Dati commerciali cinesi
La Cina rilascerà i dati commerciali nella mattinata di martedì.
Si prevede che il report mostri un surplus commerciale del paese a 27,5 miliardi di dollari il mese scorso.
Per le esportazioni cinesi si prevede un aumento del 6,3% rispetto allo scorso anno, mentre per le importazioni è previsto un aumento del 16,0%.
Attesi per giovedì i dati sull’indice dei prezzi al consumo e alla produzione. Per l’indice dei prezzi al consumo si prevede un aumento dell’1,9%, mentre per l’indice dei prezzi alla produzione è previsto un aumento del 3,4%.
Anche questa settimana, i dialoghi commerciali tra Stati Uniti e Cina terranno gli investitori con il fiato sospeso.
La visita a Pechino della delegazione statunitense si è conclusa venerdì, con pochissimi progressi sulla soluzione della disputa commerciale che sta interessando Stati Uniti Cina.
5. S&P 500 EARNINGS
Circa 40 delle aziende dell’indice S&P 500 rilasceranno gli utili questa settimana, in cui la stagione dei report inizia a volgere al termine.
Lunedì sarà la volta di Tyson Foods (NYSE:TSN), Hertz Global (NYSE:HTZ), Cognizant Technology (NASDAQ:CTSH) e AMC Entertainment (NYSE:AMC).
Martedì rilasceranno gli utili Disney (NYSE:DIS), Marriott (NASDAQ:MAR), Valeant Pharmaceuticals (NYSE:VRX), Electronic Arts (NASDAQ:EA), Wendy’s (NASDAQ:WEN), Dean Foods (NYSE:DF), Etsy (NASDAQ:ETSY), Jd.Com (NASDAQ:JD), e Microchip Technology (NASDAQ:MCHP).
Mercoledì sarà il turno di Groupon (NASDAQ:GRPN), Roku (NASDAQ:ROKU), Weibo (NASDAQ:WB), SINA (NASDAQ:SINA), Office Depot (NASDAQ:ODP), e Anheuser Busch Inbev (NYSE:BUD).
Giovedì saranno rilasciati gli utili di NVIDIA (NASDAQ:NVDA), News Corp (NASDAQ:NWSA)., Symantec (NASDAQ:SYMC), Dropbox (NASDAQ:DBX) e Yelp(NYSE:YELP).
Infine, Thomson Reuters (NYSE:TRI) sarà una delle poche aziende a rilasciare gli utili venerdì.
Lo scorso venerdì il mercato azionario statunitense ha registrato un’impennata grazie al massimo storico registrato da Apple (NASDAQ:AAPL), che ha fatto da traino a tutto il settore tech.
 
 
SP500_18Q1_Earnings Estimate

SP500_18Q1_Earnings Estimate


 
 
 
 

WILLKOMMEN GERMANIA
Le elezioni in Germania concludono la lunga stagione elettorale. I mercati potrebbero aprire nuovi capitoli operativi iniziando dall’Italia

Si conclude con le elezioni in Germania la lunga stagione elettorale iniziata alla fine dello scorso 2016 con le presidenziali americane . Tra tutti gli eventi quest’ultimo appare il più scontato, per cui poco attraente dal punto di vista mediatico. In realtà la conferma di Angela Merkel  consente alla Germania di ritornare ad occuparsi di Europa  fornendo ai mercati di nuovi temi operativi.  Il quadro geopolitico e la governance europea saranno al centro dell’agenda su cui il Cancelliere formerà il nuovo governo.
L’Unione  Europea supera in tal modo i profondi dissensi presenti nell’opinione pubblica verso la moneta  e le politiche economiche  che hanno determinato i profondi squilibri presenti ovunque.
Tocca alla Germania, vero leader dell’Unione, a decidere se, quando e come, affrontare il problema. Noi pensiamo che nella prossima legislatura sarà inevitabile farlo se non altro perché i rapporti di debito continuano ad aumentare nelle aree periferiche, diminuire in quelle core. L’Italia, come sappiamo, al netto del dato sulla crescita rappresenta il paziente sempre in prognosi riservata. Quest’estate  lo stock di debito ha raggiunto la soglia dei 2300 miliardi di euro. Siamo oltre il 130%.
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EURO: TENSIONI SUL MERCATO DEI CAMBI

Siamo ai vertici del grande range che ha dominato l’andamento del cambio negli ultimi due anni. La progressione dei prezzi appare in distonia con i fondamentali, e la domanda centrale si fa sempre più insistente: Quanto vale un euro sul dollaro?
Nell’Eurozona i segni di ripresa ci sono, ma è ancora una ripresa debole, particolarmente debole in paesi come l’Italia. Questo mette in luce la fondamentale debolezza istituzionale della costruzione della moneta unica che non viene meno solo perché la congiuntura va un po’ meglio.
Anzi, il rafforzamento dell’euro sulle principali monete rischia di acuire squilibri. La crescita che l’aggiornamento al ‘World Economic Outlook‘ diffuso dal Fondo Monetario Internazionale offre sul quadro previsivo, offre maggior ottimismo per la zona euro.
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EXPORT MADE IN ITALY
Nel 2020 l’export made in Italy contribuirà a formare un terzo del PIL.

Export: il Rapporto ICE 2016-2017 scrive che nel 2016 l’Italia si è situata al 9° posto tra gli esportatori mondiali, al 6° posto della graduatoria dei saldi attivi commerciali, oggi Sace Simest pubblicano un rapporto in cui si rileva una crescita dell’export ancor più sorprendente, soprattutto se proiettata nei prossimi anni: nel 2020 si stima che le esportazioni contribuiranno a formare un terzo del PIL.

E’ indubbio che la grande flessibilità delle aziende italiane ha consentito di coglier le opportunità offerte dalla svalutazione dell’euro nei mercati a partire dal 2014. Lo abbiamo scritto in molte occasioni parlando della competitività e della straordinaria forza del made in Italy. Analizzando i dati si evince un trend di progressivo miglioramento verso i grandi mercati del Nord America, Stati Uniti in primis, figurano positivamente tutti i mercati anglosassoni. In Europa il business del made in Italy cresce verso l’Inghilterra, mentre nell’Eurozona soltanto la Germania espone dati di crescita. E’ un segnale molto importante. La condivisione del cambio attenua il rapporto di competitività delle nostre imprese nel perimetro della moneta unica, annullando o quasi la capacità di imprimere crescita nell’area che ormai potremo ritenere domestica. La vera partita per la crescita delle aziende italiane, del loro business e quindi in ultima analisi del Pil si gioca sui mercati extraeuropei. Tutti gli studi più recenti, a partire dal documento num. 29 pubblicato da Confindustria, rilevano che la variazione acquisita nell’anno in corso, pari a +2,8%, risulta da un robusto incremento delle vendite extraUE (+4,5%) e da una dinamica meno forte di quelle intra-UE (+1,4%), specie all’interno dell’Area euro (+0,4%).

Due sono i fattori che rallentano la crescita all’interno dell’Eurozona: la scarsa competitività del nostro manifatturiero unito alla debolezza dei consumi. Sulla competitività è noto che l’Italia registra una perdita che nei confronti del benchmark tedesco è prossima se non oltre il 20%. Rimane quindi significativa la via dell’internazionalizzazione del business oltre l’area euro.

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INFLAZIONE:I MERCATI SONO TROPPO OTTIMISTICI?
Il focus ritorna sulle banche centrali la cui divulgazione non appare sempre coerente , in ostaggio dei mercati sono vittime della loro incertezza sul futuro*

Siamo tutti fortemente impegnati a spiegare il presente per interpretare il futuro. Per fare questo analizziamo la storia, causa ed effetto. In quanto essere umani, siamo pesantemente indotti dalla società a creare una sorta di parallelo approssimativo tra causa ed effetto. Siamo abituati a pensare che ciò che entra in una qualunque transazione, rapporto o sistema, debba essere messo direttamente in relazione, per intensità e dimensioni, a ciò che ne risulta.
Viviamo in un ambiente di esperimenti finanziari con l’intento di stimolare effetti economici. Le banche centrali sono fortemente impegnate a scongiurare la prosecuzione di questo lungo ciclo di stagnazione di cui non si vedono ancor oggi i confini. Soprattutto da ormai dieci anni stanno esorcizzando il rischio che si ripeta la Grande Depressione degli anni trenta.
Tra gli effetti economici fortemente perseguiti rientra l’inflation targeting, linea di politica monetaria inserita nel panel di misure adottate dalle banche centrali sin dalla fine degli anni settanta. Mentre tra il ‘70 ed il 2000 l’obbiettivo era quello di produrre una grande moderazione della spinta inflattiva a beneficio della crescita economica, dal 2008 l’inflation targeting persegue il desiderio di evitare la deflazione, sempre a beneficio della crescita. Questa volta l’impegno profuso mira a promuovere la crescita dei prezzi; il 2% era e rimane il parametro a cui le linee di policy fanno riferimento.
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IT FORUM 2017

All’IT Forum faremo il punto a 10 anni anni dal picco del precedente ciclo finanziario su come i mercati stanno affrontando nuove potenziali situazioni di stress. Nei giorni bui del fallimento della banca Lehman Brothers era inimmaginabile pensare che di lì a poco sarebbe iniziato uno dei più longevi rialzi azionari della storia centenaria di Wall Street. Eppure è accaduto, il bull market dei maggiori indici americani potrebbe addirittura festeggiare la decima candelina, stracciando diversi record precedenti. Ma può davvero continuare? Vi sono ancora le condizioni macroeconomiche per un ulteriore allungo? E le valutazioni – i cosiddetti multipli – possono ancora giustificare una crescita?
Al di qua dell’Atlantico, praticamente solo il tedesco Dax, fra i maggiori indici europei, ha conosciuto una crescita simile e proprio in questi giorni veleggia su nuovi massimi storici. Adesso, mentre l’Europa dà i primi segnali di risveglio da una lunga crisi, soprattutto fra i paesi periferici, potrà mai realizzarsi un decoupling rispetto agli Usa?
Quali segnali intanto arrivano dalle commodity, dai metalli preziosi e dai paesi Emergenti? Per rispondere a queste e ad altre domande domande, sul palco accanto a Claudio Kaufmann, saranno presenti alcuni analisti ed esperti finanziari, collaboratori di ITF News:

  1. Wlademir Biasia – consulente WB Advisors
  2. Gianvito D’Angelo – trader e coach
  3. Gaetano Evangelista – Ad Age italia
  4. Maurizio Mazziero – fondatore Mazziero Research
  5. Claudia Segre – Presidente Global Thinking Foundation

Appuntamento alle ore 16.00, giovedì 18 maggio, presso la Sala della Marina. Siete tutti invitati.
Aggiungilo alla tua agenda, CLICCA QUIITFORUM 2017