INFLATION WAR – La guerra nell’Eastern Europe sta colpendo in ogni dove. Nel nostro Blog Research ci concentriamo principalmente degli effetti prodotti dal conflitto e dalla geopolitica sull’economia delle imprese.

L’ecoguerra sta prefigurando un quadro asimmetrico delle forze, dove per asimmetria si intende lo squilibrio delle fonti energetiche e di quello delle materie prime nel senso più ampio.

L’ecoguerra ha dissolto come neve al sole le aspettative per un riequilibrio dei prezzi delle commodity, dopo la lunga notte della pandemia e delle storture che si sono prodotte lungo le catene di fornitura. Sembra che in questo inizio secolo si stiano concentrando tutte le forze distopiche con la capacità di modificare nel profondo lo stato di moto di un economia globale.

L’inflazione è il il prodotto di questo squilibrio a cui, con ritardo, le banche centrali stanno cercando di rimettere in equilibrio.

Inflation: da transitoria a persistente.

Dopo la fase in cui la forza impulsiva dei prezzi era giudicata transitoria si sta passando ad una narrazione in cui si declina l’aggettivo persistente. La Fed, prima ancora la BoE, hanno avviato il ciclo di rialzo dei tassi. Anche questo da transitorio rischia di diventare persistente. Jerome Powell, governatore della FED, ha dichiarato senza la consueta prudenza, della necessità di far salire i tassi più di quanto la stessa Banca non avesse ammesso nei precedenti incontri di politica monetaria, alimentando le aspettative del mercato per incrementi da mezzo punto a maggio e giugno. Oggi il governatore della Federal Reserve parlerà ad un evento della Banca dei regolamenti internazionali a cui prenderà parte anche la presidente Bce Lagarde con un messaggio pre-registrato. Alle parole di Powell sono seguite ieri quelle di un altro esponente Fed, James Bullard, secondo il quale la banca centrale Usa deve muoversi aggressivamente per tenere l’inflazione sotto controllo: “Più veloce è, meglio è”, ha detto. Secondo l’agenzia Reuters  Loretta J. Mester, presidente Fed di Cleveland,  ha detto che saranno probabilmente necessari importanti rialzi in “alcuni” dei restanti sei meeting di quest’anno.

Oggi si tiene un Consiglio BCE (non formale) in cui non verranno prese decisioni monetarie, ma dove pensiamo che si tornerà a  considerare tutti gli aspetti che stanno modificando velocemente la congiuntura economica.

Accelerano i progetti per l’introduzione delle  digital currencies CBDC 

Pensiamo che la riconfigurazione dell’ordine globale porterà cambiamenti sul sistema monetario, non solo dal punto di vista dei tassi d’interesse e di cambio, bensì anche dal sistema dei pagamenti. Ci aspettiamo un’accelerazione da parte delle banche centrali dell’introduzione delle monete digitali.  Le CBDC rappresentano una nuova forma di moneta, la cui fase esplorativa e sperimentale da parte di diverse Banche Centrali a livello mondiale è stata avviata da tempo, come pure l’interesse nel comprendere come nuove tecnologie, quale la Blockchain, possano supportare la meta struttura operativa.

In attesa dell’inevitabile introduzione di queste monete, la PBoC  ha già avviato la fase operativa sperimentale nei circuiti della Belt and Road Initiative, BRI, dobbiamo concentrare l’attenzione sugli effetti asimmetrici con cui le banche centrali stanno affrontando la fase inflativa.

Gli effetti sui tassi di cambio

La Fed ha definitivamente avviato il ciclo di rialzo dei tassi, la BCE invece sta cercando di guadagnare tempo. Nel nostro Outlook 2022 avevamo segnalato con chiarezza questa strada asimmetrica, sostenendo la diversa linea operative delle due banche centrali con uno shift di fase per differenza di tempo e di ampiezza.  A questo bias abbiamo sincronizzato l’azione di tutte le banche anglosassoni polarizzate sul dollaro. A conferma dello scenario atteso abbiamo avuto i rialzi dei tassi da parte delle BoE e Fed.

Questa linea di contrasto all’inflation war sta spingendo al rialzo le rispettive monete: dollaro e sterlina.

L’euro dollaro, come pure l’euro sterlina,  sta confermando passo dopo passo i nostri obbiettivi fissati a partire dallo gennaio dello scorso 2021 ed aggiornati nella loro curva di frontiera nell’Outlook 2022.

A  breve dovremo assistere ad un ritorno del cambio verso i minimi di periodo, quota 1,08 dove transita una nuova linea di spartiacque con valenze tecniche ed implicazioni di lungo termine significative. La stessa misura può essere condivisa dal pound. Nonostante la narrativa Brexit la divisa inglese ha confermato dagli inizi del 2021 un percorso di grande rialzo. Il ciclo di rialzo dei tassi anglosassoni, Fed e Boe, è qui per confermare lo scenario atteso.

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INFLATION WAR

WB ANALYTICS: EUR USD ST

INFLATION WAR

WB ANALYTICS:EUR GBP ST

 

MARKET MOVER MONITOR WEEK – L’impennata dei tassi di inflazione ha visto la Fed statunitense aumentare i tassi di interesse per la prima volta dal 2018 e la Banca d’Inghilterra aumentarli per la terza riunione consecutiva a causa di una più persistente pressione inflazionistica prodotta dai prezzi elevati nei mercati dell’energia e delle materie prime in generale.

ECONOMY SENTIMENT

Finora la scena operativa dei mercati è stata monopolizzata dallo stress geopolitico e dai conseguenti effetti sui mercati delle materie prime. A partire da questa settimana avremo anche i primi numeri d’impatto della guerra sul sentiment di consumatori ed imprese. Toccheremo con mano non più percezioni che si scontano sulle quotazioni, bensì le conseguenze concrete di ciò che sta accadendo nel mondo reale a partire dall’economia.

Nelle tre principali aree economiche occidentali saranno riportati i dati sul sentiment dei consumatori e soprattutto su quello delle aziende (USA, UEM e UK). Il PMI flash raccolto nei sondaggi di marzo, costituisce l’avamposto delle prime ripercussioni sul clima economico delle imprese che ora devono affrontare una congiuntura ancora più aspra di quanto non lo sia stato quella della pandemia. Alla rarefazione dei consumi, ma soprattutto all’interruzione della catena di fornitura si sta sommando la crisi energetica postulata dal rincaro esorbitante dei prezzi e dalla possibile (non ancora attuata) scarsità delle forniture.

Con questa settimana si chiude altresì la prima frazione del Pil per l’anno in corso. Da una partenza che godeva dell’inerzia positiva del 2021 siamo passati velocemente in uno stato di guerra. Tuttavia è proprio l’azione di questo movimento inerziale, ancora presente, a sostenere una forza di trazione a cui dobbiamo guardare per superare gli ostacoli congiunturali. A confermare questo raggio d’inerzia ci sono tutti i dati che il  calendario economico di questa settimana riporta, con attese sugli indicatori di fiducia che esprimono ancora un consolidamento della ripresa e non un crollo della fiducia  (24/3 JAP, UEM, UK, USA).

BANCHE CENTRALI

In programma sono iscritti molti interventi di banchieri centrali. Sempre attesi ed analizzati saranno i discorsi di Christine Lagarde e Luis Guindos, nonché gli interventi degli esponenti della FED. Dopo il meeting della Riserva Federale e della Bank of England, reduci dal rialzo dei tassi, sarà il turno della Norges Bank e Suisse Bank. E’ da tempo che si attende un rialzo da parte della Banca centrale norvegese. WB advisors si aspetta un primo rialzo di 25 bp nella riunione di giovedì, mentre dalla Banca centrale svizzera l’attesa è per un segnale di stabilità con la conferma del tasso di riferimento a -0,75%.

Dagli interventi della BCE ci si aspettano indicazioni sulla disponibilità del Board di considerare la necessità di ulteriori azioni volte a favorire il sostegno degli spread sovrani.

Diversi invece sono i toni che provengono dagli Stati Uniti dove i consiglieri Fed più aggressivi reclamano misure più decise per contrastare l’inflazione.

WB MARKET MOVER MONITORFOREX

Dopo l’annuncio della Fed, l’eur usd è andato a colpire esattamente la parte alta del range che avevamo indicato la scorsa settimana (1,1120 eur usd)e nella diretta streaming con AITI (Associazione Italiana Tesorieri d’Impresa)  INSIDE CENTRAL BANK che Wlademir Biasia ha tenuto dopo l’intervento della FED. Nelle prossime sessioni l’area di equilibrio dell’attuale range di oscillazione si sposta a 1,10 eur usd. Il punto continuerà a definire lo spartiacque di brevissimo tra questa fase di consolidamento rispetto alla ripresa di forza del dollaro.  Non di meno giocheranno le notizie che provengono dalla linea rossa. Si continua a tenere aperta l’attesa per un compromesso, alimentato ora dalla diplomazia turca.

In attesa della riunione della Norges Bank la corona norvegese ha violato il supporto in area 9,80 eur nok accelerando il suo percorso rialzista nei confronti dell’euro. Ci aspettiamo a breve il test di area 9,50/9,40 dove da mesi abbiamo fissato il nostro target intermedio per l’anno in corso.

Non ha invece lasciato segno sul mercato Forex la riunione di questa mattina della PBoC. La Banca centrale cinese ha lasciato invariati i tassi, il Loan Prime rate a 1 Y al 3,7%. Il mercato si aspetta un allentamento della politica monetaria nel secondo trimestre con un’economia già in rallentamento alle prese con crescenti rischi esterni. il tasso a 5 Y è rimasto anch’esso fermo a l 4,6%. Il cambio usd cny dovrebbe continuare ad accumulare forza per ritornare a premere su quota 6,40 dove posizioniamo l’attuale livello di resistenza.

COMMODITY

ENERGY

Ancora in prima linea i prezzi del gas e del petrolio. Il future sul gas europeo, Dutch TTF, scambia attorno alla linea spartiacque 100 eur/mwh. Per essere più precisi le negoziazioni fanno riferimento, secondo i nostri algoritmi, ad una fascia di supporto compresa tra 100 e 94 euro. Stiamo lavorando per mappare un eventuale ulteriore ritracciamento dei prezzi verso i minimi di febbraio fissati a 70 euro. La violazione di quota 100 sconterebbe proprio questa ipotesi ed aprirebbe una sottile striscia di luce sui colloqui in corso. Continua a preoccupare la spinta impulsiva dei prezzi del Brent. Stiamo analizzando l’attuale consistenza degli scambi per modificare l’aggettivo impulsivo con riflessivo qualora l’elasticità dei prezzi non sconfini oltre quota 115 usd/bar.

Gas europeo e petrolio saranno ancora una volta i driver di questa settimana. Pertanto monitoreremo area 100 euro per il primo e 115 usd per il secondo.

METALLI

Dopo i recenti picchi del prezzo di molti metalli, ferrosi e non, potremo assistere ad un ritracciamento del rialzo. Il Nickel è ritornato a trattare al LME segnando l’inizio di una fase di potenziale riequilibrio. Siamo ancora molto lontani dall’effettivo contenimento della volatilità, ma i limiti di prezzo superiore e inferiore giornalieri in entrambe le direzioni (“limiti di prezzo giornalieri”  aumentati dal 12% al 15%), decisi dl LME per i contratti a titolo definitivo in nichel su tutte le sedi di esecuzione con effetto dal 21 marzo 2022, potrebbe rappresentare un primo passo verso la normalizzazione degli scambi.

In generale ci aspettiamo una correzione dei recenti rialzi, con una flessione dell’Acciaio Steel Scrap che può coprire anche il 20%. Tale ampiezza non riporta ancora in equilibrio le dinamiche della domanda e dell’offerta ma quantomeno offre un primo segnale di raffreddamento delle tensioni sul mercato. Infine, il nostro Team, dedicato alla ricerca sul comparto, approfondirà in settimana la possibilità di cogliere un segnale positivo anche dall’Alluminio e dal Rame. Il ritorno delle contrattazioni del Rame Cash averso quota 9850 usd può rappresentare  per l’intero comparto dei non ferrosi, un segnale importante di distensione soprattutto se si verificheranno vendite in grado di violare la soglia attualmente coperta dal nostro servizio di alerting proprio a 9850 usd/t..

MARKET MOVER MONITOR CALENDAR WEEK 12/22

MARKET MOVER MONITOR CALENDAR WEEK 12/22

 

 

FED E BANCA D’INGHILTERRA – Stasera la Federal Reserve pubblica le proprie decisioni di politica monetaria con il mercato che dà pressoché per scontato un rialzo di 25 punti base del tasso di riferimento che, se confermato, sarebbe il primo dopo lo scoppio della pandemia. L’attenzione degli investitori sarà poi concentrata sulle nuove previsioni economiche che offriranno un’idea di quanto e quanto rapidamente l’istituto centrale Usa alzerà i tassi quest’anno oltre che sull’impatto del conflitto in Ucraina e dell’inflazione, al massimo da 40 anni.  In vista del meeting di domani, secondo un sondaggio Reuters, la Banca d’Inghilterra aumenterà di nuovo i tassi, per la terza volta di fila.

l’Inghilterra rischi  di dover affrontare un ciclo periodo governato da un elevato livello d’inflazione. È probabile che raggiunga un picco dell’8% ad aprile, ma potrebbe raggiungere un picco ancora più alto nel corso dell’anno se i prezzi dell’energia dovessero aumentare ancora una volta. I mercati scontano che la BoE raddoppierà i suoi piani di inasprimento. Ci aspettiamo che la Banca aumenti i tassi per la terza volta questa settimana, e probabilmente di nuovo a maggio. Il Consiglio  ha lasciato intendere di volere attuare un inasprimento preventivo per mitigare le loro preoccupazioni sul fatto che i tassi di inflazione più elevati diventino persistenti. La Banca opererà quindi un altro aumento del tasso di 25 pb questa settimana, piuttosto che un movimento più ampio di 50 pb, seguendo una linea meno rigorosa più costante. Il Consiglio aveva indicato nel precedente meeting di temere che tale mossa troppo aggressiva avrebbe potuto innescare tensioni sul mercato. Tuttavia gli investitori hanno alzato le loro aspettative sul numero degli interventi,  valutando un inasprimento complessivo ancora maggiore rispetto all’esito del precedente meeting: sei rialzi dei tassi in totale quest’anno. In considerazione del clima di forte incertezza che pervade l’agenda politica e l’economia globale, tale ipotesi ci sembra eccessiva.

Dalla Russia dovrebbe giungere oggi il pagamento delle cedole per 117 milioni di dollari su due obbligazioni russe denominate in valuta Usa e che il Cremlino potrebbe ripagare in rubli. L’agenzia Fitch ha detto che se questo scenario dovesse concretizzarsi saremmo di fronte a un default.

Dall’attesissimo speech di Jerome Powell dovrebbero emerge indicazioni più concrete sulla linea che la Fed terrà per contrastare la crescita più elevata del previsto dell’inflazione.  Inoltre pensiamo che sotto traccia il Consiglio voglia impegnarsi per contrapporre la forza del dollaro a quella dell’oro.

Come abbiamo scritto nel Market Mover Monitor Week, le quotazioni dell’oro stanno perdendo momentum dopo il recente picco. Stiamo attendendo un test di area 1850/45 usd/oz per verificare l’effettiva forza dell’oro.  Qualora il livello indicato dovesse cedere ad ulteriori vendite, avremo un primo concreto segnale negativo per l’oro nonostante le ragioni congiunturali ne sostengano le motivazioni per l’acquisto.

Ma nel rapporto oro/dollaro leggiamo l’altra faccia dello scontro tra le placche teutoniche appartenenti al Hearthland  e l’Eastasia e l’Oceania (G.O. 1984).

GIOVEDì H.9.00 INSIDE CENTRAL BANK  – DIRETTA STREAMING SULE DECISIONI DELLE FEDERAL RESERVE: ANALISI SUL TASSO DI CAMBIO EUR USD E RIPERCUSSIONI SUI MERCATI

PER ISCRIVERSI ALLA DIRETTA BASTA DIGITARE SULL’IMMAGINE… RICEVERETE L’INVITO ALLE ORE 19.00 DI MERC 16.

AITI AB ADVISORS INSIDE CENTRAL BANK

LA FED VERSO IL RIALZO DEI TASSI

La Banca centrale europea nella riunione dello scorso giovedì ha avviato una normalizzazione molto graduale della politica monetaria. Si tratta di un processo più lento di quanto alcuni operatori di mercato si aspettavano dopo gli annunci rilasciati in quella di febbraio. Ecco cosa ha deciso oggi la BCE:

  • Conferma della fine del Programma di acquisto di emergenza pandemica (PEPP) entro fine marzo.
  • Conferma di un aumento dell’Asset Purchase Program (APP) a 40 miliardi di euro al mese ad aprile, dagli attuali 20 miliardi di euro.
  • Una riduzione degli acquisti nell’ambito dell’Asset Purchase Program a 30 miliardi di euro a maggio ed a 20 miliardi di euro a giugno.
  • Una fine de facto degli acquisti netti di attività nel terzo trimestre, fatta salva la lettura di dati che alimentino l’aspettativa di prospettive inflative più deboli  dopo la conclusione dei programmi di acquisto attività.
  • La formulazione secondo cui i tassi ufficiali potrebbero aumentare “poco dopo” la fine degli acquisti netti di attività è stata sostituita da “qualche tempo dopo”.
  • È stata mantenuta aperta l’opzione di estensione delle operazioni mirate di rifinanziamento a lungo termine (TLTRO).

Questa settimana si riuniranno le banche centrali degli Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Indonesia e Taiwan.

FED RIALZO TASSI

I banchieri centrali saranno chiamati a rispondere agli impulsi inflativi a cominciare dalla Federal Reserve. Jerome Powell ha confermato anche negli ultimi interventi pubblici  che darà il via al ciclo di rialzo dei tassi. La curva dei Fed Funds sconta un rialzo  tra 25-50 bp.  Ma non possiamo togliere tal tavolo delle decisioni segnali di rallentamento che la guerra sta velocemente riportando sulla scena globale. La propensione al rischio degli investitori è crollata nelle ultime settimana. Gli indici di borsa europei e mondiali sono ampiamente scesi dai loro massimi di fine dicembre. Quelli europei hanno ritracciato il 50% del rialzo maturato all’indomani della prima ondata pandemica (marzo 2020). Lo Standard & Poor 500 pur conservando un miglior rapporto di forza relativa è sceso anch’esso sui livelli che il nostro modello profila con segnali di estrema criticità 4200/4150.

Ai segnali prodotti dai venti di guerra si stanno ora aggiungendo rinnovati segnali su una nuova diffusione di varianti covid in Cina. Shenzhen, uno dei porti con il più elevato traffico di container in Cina e nel mondo, è ora bloccato.  Le quotazioni dei valori Benchmark per i noli marittimi sono ritornate a salire dopo il forte ribasso registrata ad inizio anno.

 

NOLI MARITTIMI Baltic dry index

WB ANALYTICS: NOLI MARITTIMI BALTIC DRY INDEX

 

MARKET MOVER MONITOR WEEK 11

WB ECONOMICS: NOLI MARITTIMI

 

Le preoccupazioni sulla Cina salgono anche per i rischi legati alla  possibile inclusione del paese alle sanzioni comminate alla Russia a causa del soccorso tecnico accordato dalla PBoC. Il China Foreign Exchange Trade System ha comunicato in una nota che la  Banca centrale cinese raddoppierà la banda di oscillazione per le negoziazioni yuan rublo, in dissociazione delle misure di embargo imposte dai paesi occidentali, per migliorare i flussi di liquidità sulla divisa russa.  Ciò si confronta con un precedente limite del 5%.

Il limite del 10% si rapporta con il 5% per la maggior parte delle coppie di valute estere dello yuan onshore. L’ultima volta che la Cina ha ampliato la banda di scambio per una valuta estera è stato nel 2014, quando ha raddoppiato l’intervallo consentito per dollaro-yuan al 2%.

Nel frattempo, la BoE e la CBC dovrebbero unirsi alla Fed in settimana per aumentare a loro volta i tassi ufficiali. L’eventuale aumento dei tassi segnerà per la BoE il terzo consecutivo, una mossa messa in campo per affrontare l’inflazione in contrapposizione all’aumento dei prezzi al consumo di gennaio che ha fissato il massimo degli ultimi 30 anni. Anche la CBC di Taiwan dovrebbe avviare un rialzo dei tassi. L’ipotesi è che lo faccia seguendo un percorso graduale a causa delle incertezze che gravano nell’area sotto il profilo geopolitico.

Per completare il quadro dei più significativi dati macro presenti nel calendario di questa settimana riportiamo la pubblicazione delle vendite al dettaglio e produzione industriale di febbraio per Eurozona,Usa e Cina.

WB MARKET MOVER MONITOR verso fed rialzo tassi

I mercati stanno rispondendo alle sollecitazioni con un grado di elevata volatilità.

FOREX L’eur usd in attesa della Fed (rialzo tassi) e dopo la BCE si sta posizionando nel range 1,09-1,1120 con un livello intermedio a 1,10.  Come abbiamo indicato nell’INSIDE CENTRAL BANK,  il live streaming in cui commentiamo le decisioni delle banche centrali ed il loro impatto sui mercati, l’euro dovrebbe confermare la propria debolezza in virtù dell’avversione al rischio dei mercati e della divergente linea di policy monetaria tra le due banche centrali.  Osservando la disposizione del diagramma FED RIALZO TASSI DOT PLOT tracciato al Fomc di febbraio, l’aspettativa sul potenziale rialzo dei tassi nel 2022 prevede uno scenario che contempla sino a sette aumenti di 25 pb, seguiti da quattro aumenti trimestrali nel 2023, per un tasso terminale del 2,75-3%.

WB ANALYTICS: EUR USD TREND FED RIALZO TASSI

WB ANALYTICS: EUR USD TREND vs. FED RIALZO TASSI

Giovedì alle 9.00 commenteremo le decisioni che la Fed comunicherà mercoledì sera alle h. 20, dopo la due giorni del FOMC di mar 15 e merc 16 (per iscriversi INSIDE CENTRAL BANK). Riceverete l’invito entro le 19,00 di mercoledì sera.

Sul mercato Forex abbiamo osservato un ritorno di forza del dollaro anche nei confronti del cny, dopo un prolungato periodo di apprezzamento della divisa cinese, pure nella marginalità concessa al cambio.   Nel corso dei prossimi giorni dovremo monitorare se tale debolezza, oltre a rafforzare il dollaro, possa indebolire in generale le monete del pacif rim. Sarà inoltre ancor più importante verificare il ruolo della Cina nell’ambito degli ancoraggi valutari.  Russia e Cina stanno lavorando da molto tempo per ridurre il ruolo di centralità del dollaro nelle transazioni internazionali. Il soccorso lanciato dalla PBoC alla Russia potrebbe rappresentare un ulteriore passo di ricerca esplorativa in tal senso. Qualora l’azione dovesse essere percepita su tale dimensione dovremmo attenderci nel prossimo futuro una qualche reazione da parte degli Stati Uniti.

COMMODITY Il mercato quota un elevato grado di volatilità negli scambi giornalieri su tutti le commodity a partire da quelle energetiche. Il Brent future sta velocemente perdendo momentum dopo il picco flash segnato a 140 usd/bar la scorsa settimana. Ci aspettiamo un ritorno dei prezzi a 100 usd questa settimana ed un  potenziale breakout della quota psicologica, al di sotto della quale sono posizionati numerosi ordine di vendita su posizioni speculative. L’evento produrrebbe un’immediata correzione dei prezzi verso a rea 85/80 usd/bar.  Nelle ultime sessioni si sono verificate correzioni di prezzo anche sul future del Dutch TTF Natural Gas quotato all’ICE. Affinché la discesa assuma un carattere significativo in termini di stabilità, dobbiamo assistere a ribassi che si spingano anche in questo caso oltre la soglia 100/90 eur/mwh.

BRENT OIL TREND

WB ANALYTICS: BRENT OIL TREND

Anche i prezzi dell’acciaio hanno subito una battuta d’arresto dopo il picco della scorsa settimana.  Le quotazioni al Platts del future sullo Steel Scrap hanno subito prese di beneficio. Siamo ancora lontani dai picchi che in precedenza erano stati fissati lo scorso anno, a fine primavera, a quota 531. La guerra e le relative forniture dal porto di Mariupol continuano a pesare sui prezzi. L’Italia importa all’incirca il 14% del fabbisogno di acciaio dall’Ucraina.

Nell’ambito dei metalli non ferrosi trattati al LME il nichel rimane sospeso dalle quotazioni.

ucraina export acciaio

WB ECONOMICS: STEEL EXPORT UCRAINA [FONTE S&P GLOBAL IHS]

Lo shock energia frenerà la BCE domani quando il Consiglio sarà chiamato a prendere decisioni sulla linea di policy da tenere nei prossimi mesi in merito all’attuale scenario di emergenza economica?

L’Europa è in emergenza energetica dalla seconda metà dello scorso anno, quando i prezzi del gas si sono impennati contenendo ogni ritracciamento sopra i 60 eur/mwh.

Il rialzo ha contagiato tutte le commodity di trasformazione a partire dai metalli determinandone a sua un ulteriore rincaro che oggi è all’origine dell’inflazione soprattutto della battuta d’arresto della crescita in Eurozona. Molte produzioni risultano insostenibili a tali prezzi. Questo crea un nuovo shock dell’offerta su una domanda che rimaneva comunque inserita in un trend di crescita.

Non abbiamo ancora evidenze statistiche di questo rallentamento nei macro numeri, ma è chiaro che il gas sopra 60 euro compromette la ripresa del manifatturiero. Il comparto dei servizi a sua volta risponde a queste pressioni subendo una contrazione dei consumi. All’emergenza del Corona virus si passa ora a quello dello shock energia.

Quindi domani ci aspettiamo che la BCE riveda la sua linea di politica monetaria sospendendo i propositi ventilati nell’ultima conferenza stampa. Il perno della questiona non riguarda tanto il timing sul rialzo dei tassi, quanto piuttosto il fade out degli stimoli monetari. Il Pepp, pandemic emergency purchase programme , avviato per l’emergenza Covid (la cui conclusione è programmata a fine marzo) dovrebbe essere in qualche modo sostituito da un un nuovo piano per l’emergenza energetica.  Nel mondo dell’invero simile la struttura del programma potrebbe essere orientata al sostegno per i costi di sostituzione delle forniture.

Più pragmaticamente ci aspettiamo che il Consiglio direttivo mantenga la massima flessibilità data l’elevata incertezza sull’impatto economico del conflitto Russia-Ucraina. Ciò implica che la Banca non segnalerà una data di fine specifica per gli acquisti di bond e adotterà un approccio più graduale al tapering annunciando riduzioni mensili  degli acquisti netti di attività nell’ambito del piano App, asset purchase programme, attivo da molto tempo a cui si era affiancato il Pepp.

Lunedì, nel nostro Market Mover Monitor Week avevamo previsto per l’euro, in attesa del Consiglio, un movimento di consolidamento sopra quota 1,0875/50 contro dollaro.  L’euro, come la maggior parte delle altre valute europee, è stato influenzato nelle ultime settimane negativamente dall’esposizione geografica e dalla dipendenza alle materie prime compromessa dal conflitto Russia-Ucraina.

La base di consolidamento dovrebbe spingere le ricoperture sull’euro verso 1,075e 1,1050 contro dollaro in attesa della BCE. Nel frattempo la base degli acquisti tenderà ad alzarsi gradualmente fissando il nuovo punto di breakout critico proprio tra 1,09 ed 1,0850. I traders si concentreranno proprio su questa fascia di prezzo per capire se le reazioni alle decisioni del Bce tenderanno a d indebolire nuovamente l’euro.

Sarà interessante in effetti, vedere se la Bce  commenterà l’andamento dell’euro ventilando, come fatto in passato, il “monitoraggio” del cambio. Dubitiamo che questo possa avere un impatto tangibile sull’euro giovedì, ma potrebbe introdurre l’idea che la BCE potrebbe prendere in considerazione misure a sostegno della valuta in caso di ulteriore calo, nel tentativo di mitigare la resistenza generata dagli alti prezzi dell’energia.

Nel breve termine, la geopolitica e le oscillazioni delle materie prime rimarranno il principale driver sull’eur usd. La minaccia della Russia di fermare la fornitura di gas all’Europa sta attualmente aumentando i rischi al ribasso che l’euro sta affrontando a causa della sua vicinanza al conflitto e dei prezzi già elevati delle materie prime.

Nel frattempo oggi le quotazioni del future sul gas europeo, il Dutch TTF, sono scese in direzione del livello indicato ieri mattina a 160 eur/mwh dopo il picco a 345 euro.

Domani alle 16.00 analizzeremo e commenteremo gli impatti sul cambio delle decisioni della BCE dopo la conferenza stampa di del pomeriggio di Christine Lagarde.

 

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INSIDE CENTRAL BANK

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Ieri gli indici di borsa statunitensi ed europei sono scese pesantemente. Il NASDAQ ha perso del 3,6,  l’S&P500 il 2,95%. In Europa l’Eurostoxx 50 l’1,23%, il Dax quasi il 2% e l’Italia l’1,36%. Va detto che gli indici europei nella settimana precedente aveva già perso notevolmente valore.

La preoccupazione è aumentata sulla scia delle notizie provenienti dagli Stati Uniti secondo le quali il petrolio russo sarà sanzionato e che le forniture di gas russo all’Europa potrebbero essere fermate. Il  Brent  ha appena testato quota 130 usd/bar, praticamente i massimi del 2011 ma sostanzialmente sulla strada del picco record del 2008 a 147usd/bar. L’oro è ritornato sulla soglia dei 2000 usd/oz. Secondo le nostre analisi i mercati azionari rimangono fortemente vincolati agli effetti di una recessione energetica. Gli indici europei hanno ritracciato in pochi giorni il 50% del movimento di rialzo maturato dai minimi di marzo 2020 ai massimi dello scorso anno.

L’euro è sceso ulteriormente fissando ieri minimi significativi: l’eur usd quota 1,0850. La divisa principale dell’APAC, l’aud è sceso da 0,74 a 0,733. Il cny conferma al momento un ruolo di moneta rifugio nell’area asiatica: da alcune sedute quota stabilmente sotto 7 eur cny. Il nostro target formulato nell’Outlook per il 2022 rimane stimato in area 6,60 eur usd. Precisamente è dallo scorso settembre che indichiamo tale valore come potenziale obbiettivo di mercato. Il franco svizzero quota sulla parità contro euro. Lo yen dopo aver consolidato un picco poco sopra 133   nel rapporto con l’euro, è sceso a 125.  Il rublo nella piattaforma Refinitiv Eikon dopo aver fissato un picco ieri a 163 eur rub, quota questa mattina valori attorno a 135,50. Lo zloty polacco ha fissato un massimo ieri sera a 5 eur pln. Ci aspettiamo un breve correzione.

Il  mercato delle materie prime è in balia di forte volatilità. Ieri i prezzi dei metalli non ferrosi, alluminio e rame dopo un movimento di forte rialzo, hanno chiuso in ribasso. Nell’ultima settimana i prezzi sono saliti mediamente del 10%.

Infine il gas: il future sul gas europeo, Dutch TTF, trattato nella piattaforma THE ICE dopo aver fissato un picco poco sotto 350 eur/mwh ha chiuso in area 215. Ci aspettiamo una battuta d’arresto di questa folle corsa. Pensiamo che i valori possano scendere dapprima in area 200, successivamente ritornare a 160 eur/mwh. Tutto in spazi temporali molto stretti. Poi vedremo.

A fronte del rialzo impressionante delle commodity e dell’implicito effetto inflazionistico, i rendimenti dei bond governativi scendono anche sul tratto lungo della curva. Tradotto in scenario: il mercato si aspetta una fase di recessione. O più semplicemente ritengono che su queste basi le banche centrali stempereranno di molto la loro azione di normalizzazione delle politiche monetarie. Giovedì la BCE cercherà di non mettere sul tavolo tutte le carte, ma certamente rivedrà lo scenario con una lettura meno rigorista. Poi il 16 marzo si esprimerà la Fed. La scorsa settimana la Banca centrale del Canada ha alzato i tassi in ossequio alle intenzioni anticipate nei precedenti meeting  di politica monetaria. La Jerome Powell assicura il Congresso che la Fed continuerà a contrapporre la propria linea di policy all’inflazione: il Fed Watch tool sconta una  probabilità di rialzo dei Fed Funds di 25 basis point nella misura del 94%.

I dati economici in calendario appartengono ad un tempo remoto. Nel giro di tre settimane tutto è cambiato. E’ sparito da ogni radar qualsiasi effetto variante. I prossimi significativi dati su cui ci concentreremo sono i PMI flash in calendario il 24 marzo con una preview il 14 del PMI Global Business ed Europe Business Outlook i cui sondaggi sono stati effettuati a fine febbraio.

Buona parte delle quotazioni attuali rientrano negli obbiettivi che avevamo fissato nell’Outlook 2022. Al momento sono state verificate le quotazioni degli indici azionari, del dollaro, siamo vicini alla verifica del target sullo yuan renminbi, sulla sterlina e sul franco svizzero. Ovviamente non rientravano nelle nostre valutazioni uno scenario di guerra e quindi il deprezzamento del rublo e delle monete del est europa.

L’eur usd  ha toccato il nostro target in area 1,09/1,08. Verificheremo in settimana se, come pensiamo, vi siano i presupposti per una continuazione del downtrend in direzione di un secondo obbiettivo che spingerebbe i cambio verso i minimi del 2015.

EFFETTO UCRAINA SUI MERCATI

WB ANALYTICS: EUR USD LONG TERM

EFFETTO UCRAINA SUI MERCATI

WB ANALYTICS: STANDARD & POOR 500

WB ANALYTICS: EUROSTOXX 50

WB ANALYTICS: EUROSTOXX 50

 

 

LA LINEA ROSSA

C’è un istmo che virtualmente unisce la congiuntura geopolitica alla congiuntura dei mercati, finanziari e reali,  con una velocità d’azione  e di potenza che impressiona per l’immediatezza temporale.

Eppure, come sempre accade nei mercati, c’è chi probabilmente scontava per tempo notizie ed accadimenti che solo ora le cronache disvelano all’opinione pubblica.

IL SELL_OFF ARRIVA DALLE SCOSSE DI AVVERTIMENTO DELLO SCORSO AUTUNNO

Diciamo subito che sin dallo scorso autunno scriviamo sui rischi che si stavano accumulando sul futuro dei mercati in merito alle borse azionari e all’euro. Per le prime avevamo tracciato una linea rossa molto critica che gli stessi indici avevano in più occasioni collaudato ma mai oltrepassato. Per l’euro già dagli inizi del 2021 avevamo evidenziato un importante ciclo riflessivo segnalando mese per mese l’evoluzione di una tendenza scandita da una metrica ben definita.

Passo per passo sia gli indici azionari che l’euro dollaro hanno confermato gli obbiettivi di tendenza che avevamo stimato  in un clima di assoluta autoreferenzialità dei mercati, in particolare di quelli azionari che sino agli inizi dell’anno hanno manifestato una certa indifferenza ai segnali di criticità che si stavano addensando.

Abbiamo declinato la tesi del ribasso imputandone le cause alla necessità di riequilibrare le distorsioni dovute alle pressioni inflative non più sostenibili.  La conversione delle banche centrali ad una normalizzazione della politica monetaria assumeva verosimilmente la conferma delle nostre attese.

In realtà su queste prerogative si è più recentemente innescata la crisi ucraina.

Le sanzioni adottate dagli Usa e soprattutto dall’Unione Europea stanno incidendo sull’economia europea e non solo russa. I provvedimenti sanzionati proiettano la loro lunga ombra sui mercati a causa degli effetti non secondari sul prezzo delle materie e quindi sulla leva che in origine aveva spinto le banche centrali a modificare la loro linea accomodante, con il dilemma che l’inflazione si traduce ora in stagflazione.

LE ATTESE SULLA RIUNIONE MENSILE DELLA BCE

La drammaticità della guerra incrocerà questa settimana l’attenzione degli investitori i dati sull’inflazione negli Stati Uniti e in Cina. Ma sarà la riunione di marzo della Banca centrale europea a costituire il momento più significativo nell’agenda economica.

Avremo quindi la risposta europea sulla linea di policy monetaria che la Banca osserverà in funzione della nuova crisi che si sta colpendo l’Eurozona. Nella riunione di febbraio Christine Lagarde aveva rilasciato in conferenza stampa messaggi piuttosto ambigui sull’orientamento del consiglio, al punto da spingere l’eur usd a premere, non più tardi di tre settimane fa, sulla barriera 1,15.  Sono in molti a chiedere se il Consiglio conferma ancora l’intenzione di accelerare l’inasprimento della politica monetaria, o se invece intende esercitare cautela dato l’impatto dell’Ucraina le sue implicazioni economiche per l’eurozona. E’ molto probabile che la BCE vorrà mantenere la massima flessibilità per la sua strada verso la normalizzazione.

Anche su questo evento passa la linea rossa dei mercati.

La BCE con buona probabilità confermerà la rotazione già annunciata dei suoi programmi di acquisto di attività, ponendo fine al programma Pepp di emergenza pandemica a marzo e aumentando il programma Asp di acquisto di attività da € 20 miliardi a € 40 miliardi.  Rimane aperto il tema della successiva riduzione mensile degli acquisti netti di asset pari a 5-10 miliardi di euro che compatibilmente con le incertezze della guerra potranno essere avviati  a partire dal mese di maggio. Contrariamente alla riunione di dicembre, la BCE  eviterà quindi di accennare a date di chiusura definitiva del QE o date di avvio del rialzo dei tassi.

JEROME POWELL CONFERMA LA MANOVRA SUI TASSI

Nel frattempo il presidente della Fed, Jerome Powell, ha ribadito l’impegno della Riserva a confermare gli aumenti dei tassi di interesse nella sua prima giornata di testimonianza al Congresso degli Stati Uniti, sebbene l’incertezza sulla guerra in Ucraina fosse stata riconosciuta come previsto. Mentre la BCE potrebbe continuare ad andare avanti con i piani per aggiornare la propria guida prospettica nella riunione di marzo per riflettere la loro intenzione di accelerare l’inasprimento della politica monetaria, allo stesso modo i banchieri centrali europei potrebbero esercitare cautela data la vicinanza all’impatto dell’Ucraina.

I timori sull’inflazione continuano a regnare sui mercati, in particolare con la crisi ucraina che aggiunge ulteriore pressione. Gli investitori saranno in grado di raccogliere informazioni sul quadro dell’inflazione pre-invasione dalle pubblicazioni dei dati negli Stati Uniti e in Cina nella prossima settimana. Così com’è, la produzione manifatturiera globale si è ripresa dai minimi di dicembre, sebbene la carenza di offerta e le pressioni inflazionistiche abbiano continuato a frenare la crescita, un fenomeno che potrebbe essere esacerbato dal continuo aumento dei prezzi delle materie prime, come i costi energetici.

Altri dati economici da tracciare questa settimana includono i dati sul commercio della Cina, con la crescita delle esportazioni che dovrebbe essere moderata. Sempre in settimana avremo il rilascio dei dati sulla produzione industriale di gennaio del Regno Unito.

I DATI PMI SULL’ECONOMIA GLOBALE EVIDENZIAVANO SEGNALI DI RIPRESA PRIMA DELL’UCRAINA

L’invasione russa dell’Ucraina ha dominato il flusso di notizie sui mercati concentrando l’impatto economico della guerra. Il conflitto si è aperto mentre l’economia globale mostrava segni  di aver superato l’onda Omicron in condizioni relativamente indenni rispetto alle precedenti ondate di COVID-19. L’indice PMI globale di JPMorgan Markit aveva recuperato dai minimi di gennaio fissati a quota  51,1 attestando i valori a 53,4 nel mese di febbraio, con la crescita del settore dei servizi in particolare ripresa.

Sebbene agiscano ancora come vincoli sulla produzione, la carenza della catena di approvvigionamento ha mostrato segni di allentamento. Prima della crisi in Ucraina la fiducia delle imprese sulle prospettive per l’anno era ritornata a salire verso i massimi degli ultimi otto anni. Non sarà semplice ri-modellare i numeri sulla crescita sulle attuali basi di incertezza con i prezzi delle materie prime ormai fuori controllo.

WB MARKET MOVER MONITOR

FOREX

L’eur usd apre la settimana a 1,0875. Il mercato dopo la verifica del ns target a 1,09 segnalato nell’Outlook 2022 si appresta probabilmente a consolidare l’area in attesa della BCE. Rileviamo un eccesso di venduto di euro che potrebbe spingere il mercato a ricoprirsi almeno parzialmente prima del meeting di giovedì. I primi livelli tecnici significativi  transitano a 1,0950 ed 1,11. Il break up nell’odierna seduta di 1,09 aprirà la finestra delle ricoperture.

Sebbene il meeting della BCE assorbirà l’attenzione dei mercati in questa prima parte della settimana, saranno gli sviluppi sul campo  diplomatico e militare a governare le oscillazioni del cambio. Pertanto se la BCE cercherà di guadagnare tempo rinviando ogni decisione, non possiamo escludere un successivo breakout di 1,0875 aprendo nuovi acquisti di dollari con spinte che potrebbero spingere il cambio verso i massimi degli ultimi 7 anni.

Il rublo sul dollaro continua ad essere oggetto di vendita dopo il robusto downgrading del rating sul debito russo. Non escludiamo un rialzo del dollaro sino a 160 usd rub. La Russia ha, intanto, fatto sapere che i pagamenti di obbligazioni sovrane dipenderanno dalle sanzioni, agitando lo spettro del suo primo grande default su obbligazioni estere dagli anni successivi alla rivoluzione bolscevica del 1917 .

Tutte le monete dell’area Eastern Europe tenderanno a soffrire per la loro contiguità con la Linea Rossa. Abbiamo allertato le aziende che seguiamo ed operano nell’area sui rischi di un forte deprezzamento delle relative monete. Lo zloty polacco, nonostante i ripetuti interventi della Banca centrale potrebbe superare i massimi fissati nel 2099 e puntare a quota 5,20 senza escludere, nel caso in cui si dovesse acuire la tensione, 5,50 contro euro.

COMMODITY

Il future sul TTF apre a 220 eur mwh.  Le nostre stime rimangono ancora in orientate al rialzo. Saranno le notizie sul sul fronte diplomatico a governare le fluttuazioni dei prezzi, tuttavia non escludiamo il tentativo di forzare ulteriormente le quotazioni in direzione di area 260 dove riteniamo che possa formarsi un top dell’attuale ciclo di guerra.

GAS, DRAGHI A BRUXELLES – Mentre tratta con Qatar e Algeria per aumentare le forniture, Roma – che importa il 40% del suo gas dalla Russia – chiede all’Europa un piano straordinario di acquisti e stoccaggi comuni. Mario Draghi ne parlerà oggi a Bruxelles con Ursula von der Leyen, accompagnato dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. Si guarda al vertice Ue in programma a Versailles giovedì e venerdì, sul tavolo c’è la comunicazione sull’energia che la Commissione dovrebbe presentare in settimana.

Il Brent raggiunge i picchi del 20211/12 a 130 usd/bar. Prosegue l’applicazione delle sanzioni già varate, che Putin ha assimilato ad una “dichiarazione di guerra, mentre l’amministrazione Biden studia con l’Ue il bando alle importazioni di petrolio russo, ha detto ieri il segretario di Stato Anthony Blinken, sottolineando pero’ l’importanza di mantenere stabile l’offerta globale. I futures sul Brent  sono balzati di 12,61 dollari a 130,72 dollari al barile, mentre il contratto statunitense West Texas Intermediate (WTI) è salito di 10,41 dollari a quota 126,09.

METALLI INDUSTRIALI – Il rialzo dei prezzi dell’energia stanno spingendo al rialzo tutti i prezzi delle commodity a partire dai metalli. Per l’acciaio,  Stell Scrapci aspettiamo un ulteriore coda di rialzo a breve del 10% con rischi di ulteriori apprezzamento (+30%) nel caso in cui il conflitto non trovi una soluzione nel breve termine.

Il rame ha toccato i massimi dello scorso anno (10.750) , ma rischia di oltrepassare la linea di rischio ed puntare verso area 11.500/11.750 usd/t. L’Alluminiofuori controllo da diverse sedute potrebbe formare picchi di prezzo anche in area 4300 usd.

MARKET MOVER UCRAINA [FONTE REUTERS] In vista del meeting del 10 marzo, l’attenzione del mercato sarà rivolta in giornata alla diffusione delle minute dell’ultima riunione Bce che si è tenuta all’inizio del mese scorso. In particolare, gli investitori cercheranno di cogliere qualche indizio per capire quanto Francoforte sia determinata a procedere sulla strada di una stretta monetaria. In questo senso si concentreranno soprattutto sui riferimenti a inflazione e crescita sulle cui prospettive è destinato a ripercuotersi il conflitto in Ucraina, come ha sottolineato ieri il vice presidente de Guindos. Esprimendo vedute divergenti, il governatore della Bundesbank Nagel ha detto che Francoforte dovrebbe mantenere alta l’attenzione sulla normalizzazione della politica monetaria mentre il capo economista Lane ha sollecitato Francoforte a essere paziente e tollerare il picco dell’inflazione. Di ieri sera le dichiarazioni di un altro esponente Bce: Centeno ha avvertito che la guerra in Ucraina potrebbe portare in Europa un mix di bassa crescita e inflazione elevata, ovvero la stagflazione. L’aspetto che più preoccupa è la dinamica dei prezzi al consumo balzati nel blocco al nuovo record di 5,8%, ben lontani dal target Bce di 2%, principalmente a causa del picco nei costi energetici.

La crisi ucraina è destinata ad avere ripercussioni anche sul dibattito in seno all’Ue di riforma del patto di stabilità con la Commissione Ue che valuterà entro maggio se protrarne al 2023 la sospensione.

FED E BANCA DEL CANADA – Nell’attesa audizione alla Camera, in replica oggi pomeriggio al Senato, il governatore della Fed Powell ha detto di essere a favore di un aumento dei tassi da 25 punti base al prossimo meeting ma ha aggiunto che l’istituto centrale è pronto anche a muoversi in modo più aggressivo, in un secondo momento, se l’inflazione non dovesse diminuire come previsto.  Stando ai mercati monetari, i principali istituti centrali, Fed in testa, proseguiranno nei loro piani di alzare i tassi questo mese nonostante la guerra complichi il quadro. Per la Bce invece, che al prossimo meeting diffonderà anche le nuove stime dello staff su inflazione e crescita, mentre la banca prepara i mercati a un’ulteriore riduzione dello stimolo, le previsioni di un aumento dei tassi si stanno riducendo.  Ieri la Banca centrale del Canada ha alzato i tassi di 25 punti base portandoli allo 0,50%.

DATI USA – Utili per qualche spunto in vista del prossimo meeting Fed i dati che giungeranno nel pomeriggio dagli Usa. Oltre alle richieste settimanali dei sussidi di disoccupazione, viste in lieve calo a 225.000 da 232.000 della settimana precedente — anche la lettura dell’Ism non manifatturiero che a febbraio dovrebbe attestarsi a 61,0 dal precedente 59,9. In vista di un altro indicatore di peso, i dati governativi sul mercato del lavoro Usa in agenda per domani, i numeri sul settore privato hanno mostrato ieri un’accelerazione oltre il consensus il mese scorso.

CRISI UCRAINA – In attesa del nuovo round di colloqui previsto per oggi, le truppe russe sono nel centro del porto ucraino di Kherson dopo una giornata di rivendicazioni contrastanti: ieri il ministero della Difesa russo ha detto di aver preso la città mentre un consigliere del presidente ucraino Zelensky ha risposto che le forze ucraine continuavano a difendere il porto sul Mar Nero in cui vivono 250.000 persone.  L’Onu conferma 227 vittime tra i civili e 525 feriti alla mezzanotte del primo marzo, avvertendo che il vero bilancio potrebbe essere molto più alto. La Corte penale internazionale indaga su possibili crimini di guerra, dopo la richiesta di ben 39 Paesi membri, e la risoluzione dell’Onu che critica la Russia è stata sostenuta da 141 sui 193 membri dell’assemblea, aumentando l’isolamento di Mosca. In un’intervista al ‘Corriere’, la presidente del Parlamento Ue Metsola ha detto che Bruxelles sta collaborando con il Parlamento ucraino per garantirne la continuità. Sui mercati i prezzi del greggio sono balzati di nuovo, con il Brent oltre i 118 dollari. Fitch e Moody’s hanno ridotto il rating della Russia di sei notch a “junk” spiegando che le sanzioni dell’Occidente mettono in dubbio la sua capacità di onorare il debito e indeboliscono l’economia.

PMI SERVIZI ITALIA E ZONA EURO – Dopo la lettura sulla manifattura, rimasta invariata a febbraio dal mese precedente, in mattinata verrà diffusa l’analoga statistica Pmi relativa a servizi e composito per l’Italia. Le attese nel primo caso sono per un’espansione a 52,5 dal 48,5 di gennaio. Poco dopo sarà la volta del dato a livello dell’intera zona euro che dovrebbe mostrare una conferma della stima preliminare a 55,8. Eurostat diffonde la statistica relativa ai prezzi alla produzione di gennaio, visti in crescita a livello annuo a 27,0% dal precedente 26,2%, e al tasso disoccupazione dello stesso mese che il consensus proietta a 6,9%, poco mosso rispetto al precedente 7,0%.

WB MARKET MOVER MONITOR

COMMODITY  Il future sul natural Gas TTF continua a seguire il percorso ridefinito dopo la tenuta di area 106/96 eur/mwh. Ieri nella piattaforma The ICE abbiamo visto scambi con prezzi temporaneamente superiori al picco pre Natale a 180 euro. Il mercato apre a ridosso di area 180 in attesa di notizie dal nuovo round di negoziati. Se dovessero fallire i prezzi potrebbero strappare ulteriormente in direzione di 230 euro in un picco di volatilità. Ci attendiamo un primo segnale di distensione su violazioni al ribasso di area 175/170 euro.

Il Brent conferma il rally avviato dopo l’escalation militare. Ci aspettiamo un’accelerazione ulteriore in direzione di a135 usd/bar.

Metalli L’assedio al porto di Mariupol ha spinto i prezzi dell’Acciaio verso nuovi massimi, supportato anche dal forte rialzo dell’energia. Lo Steel Scrap rischia di salire a breve di un ulteriore 15%. Ci aspettiamo un ulteriore rialzo dei prezzi del future sull’Alluminio a 4000 usd.

FOREX Il mercato si sta concentrando sulle azioni che le banche centrali metteranno in campo dopo l’escalation russa. Ieri la BoC ha alzato, come atteso prima degli attuali eventi, i tassi nell’ordine di 25 bp. La Fed quindi potrebbe seguire la scia di BoE e BoC nel prossimo meeting. La Bce invece, anche in questo caso secondo le nostre attese, non dovrebbe alzare i tassi. Resta da comprendere a chiarire come affronterà il tema dei sostegni a fronte della congiuntura fortemente critica in cui l’Europa è caduta. Da programma termina il Pepp, continua l’App. L’eur usd ha violato al ribasso quota 1,12. Come indicato nel report di lunedì, la violazione del sostegno a 1,12 ha spintole negoziazioni a scendere oltre i precedenti minimi. Ai nostri lettori confermiamo lo sviluppo tendenziale dello scenario previsto nell’Outlook 20/22.  La prossima settimana pubblicheremo un aggiornamento all’Outlook in preparazione degli attesissimi meeting di BCE e Fed.

BTP E PRIMARIO ZONA EURO – Saranno i 152 punti base e l’1,54% i riferimenti per l’avvio odierno rispettivamente per il premio al rischio tra Italia e Germania sul segmento decennale e per il tasso del benchmark giugno 2032, su piattaforma Refinitiv. La seduta vedrà anche una fervente attività sul primario con le aste a medio lungo di Francia e Spagna che offriranno, la prima un massimo di 10 miliardi in tre Oat (con scadenza 2032, 2045 e 2053) e la seconda fino a 5,5 miliardi in tre Bonos tra cui il titolo green 2042. Stiamo seguendo l’ipotesi di un breakout di area 1,40% dei rendimenti sul 10 y Italia.

EQUITY INDEX Il mercato azionario continua  ad essere governato prevalentemente dall’offerta. Gli indici americani dimostrano maggior resilienza, tuttavia continuiamo a confermare il nostro Outlook 20/22 e soprattutto lo scenario già messo in allerta lo scorso anno a novembre dove avevamo già indicato i target di mercato. 

RISKOO ENTERPRISE RISK MANAGEMENT

PMI MARKIT – I mercati si concederanno una breve pausa spostando per qualche ora l’attenzione dall’Ucraina per analizzare l’esito dei sondaggi PMI Markit sul comparto manifatturiero dell’area occidentale.

Dobbiamo dire che il periodo in cui sono state raccolte le opinioni delle aziende che fanno parte del panel interpellato è antecedente all’invasione della’Ucraina. Perciò crediamo che il grado di importanza attribuita al dato sia inferiore rispetto ad altre situazioni. La congiuntura sta evolvendo velocemente a causa del nuovo rialzo dei prezzi delle commodity energetiche.  I dati PMI MARKIT attesi evidenziano in generale un consolidamento dei valori rilasciati ad inizio anno.

PMI: SONDAGGI DI SENTIMENT IN ARRIVO

WB ECONOMICS: MARKIT PMI MANUFACTURING

INFLAZIONE IN EUROZONA

DATI ISTAT – Si prosegue poi con Istat che renderà nota la stima dell’inflazione italiana di febbraio. Il consensus prevede per l’indice Nic un’accelerazione a +5,3% a perimetro annuo rispetto al 4,8%, già massimo dal 1996, di gennaio. Anche per l’indice armonizzato le attese prevedono un’accelerazione a 5,4% da 5,1% del mese precedente. Sempre Istat diffonde anche i numeri relativi al Pil del 2021 e al rapporto deficit/Pil e debito/Pil dell’anno scorso.

GERMANIA, STIMA INFLAZIONE – E la stima preliminare per l’inflazione di febbraio verrà diffusa nel primo pomeriggio anche dall’Ufficio statistico tedesco. Come nel caso dell’Italia, anche per Berlino le stime prevedono un’accelerazione su base annua a 5,4% rispetto al precedente 5,1%.

BANK OF AUSTRALIA

Nel frattempo in La Banca centrale australiana ha confermato, nella sua riunione mensile di politica monetaria, i tassi precedenti evitando di ritoccarli al rialzo come invece aveva lasciato intendere in precedenti commenti. Domani si riunirà il Board di BOC, la Bank of Canada, per decidere sul rialzo dei tassi. L’attesa, maturata prima delle tensioni nell’Eastern Europe, quotava un rialzo di 25 bp. Sarà interessante verificare se la Banca procederà comunque nella chiamata restrittiva, considerando i rischi di nuove incertezze imposti dalla congiuntura. Il mercato potrebbe cogliere le modalità con cui il Consiglio risponderà agli attuali eventi come proxy per le mosse di BCE e Fed.

VENTI DI GUERRA

I colloqui per il cessate il fuoco che si sono tenuti ieri non sono riusciti a imprimere una svolta e i negoziatori non hanno chiarito quando si terrà un nuovo incontro. Intanto l’Assemblea generale Onu si prepara al voto di questa settimana per isolare la Russia e il Parlamento europeo, secondo i quotidiani, si riunisce in seduta straordinaria per discutere della situazione in Ucraina e della richiesta di ingresso nella Ue di Zelenskiy. Sui mercati, la giornata odierna vede una pausa dopo giorni di volatilità, con i listini asiatici in rialzo e le quotazioni dell’oro in lieve calo mentre gli investitori cercano di comprendere meglio gli effetti delle sanzioni imposte a Mosca e le ricadute sui prezzi dell’energia. Questi ultimi due argomenti saranno probabilmente al centro delle discussioni tra i ministri finanziari e i governatori delle banche centrali del G7 alla riunione di oggi mentre, in Italia, il premier Draghi riferisce in Parlamento sugli sviluppi del conflitto. Ieri il Cdm ha approvato il decreto con ulteriori misure per la crisi ucraina. . La Bce ha rafforzato le sue verifiche sulle banche con forti legami in Russia mentre, sul fronte delle misure per contrastare il balzo dei prezzi dell’energia, Bruxelles proporrà ai Paesi membri di tassare i profitti inattesi delle compagnie energetiche e di investire i proventi dalla tassazione degli utili nello sviluppo delle energie rinnovabili.

WB MARKET MOVER MONITOR

FOREX

Dopo l’apertura violenta di ieri mattina che ha spinto il rublo a svalutare sino al 30% (vedi report domenica 27 feb) , il mercato si è preso una pausa di consolidamento: l’eur rub dopo aver toccato 120/125 ha ritracciato sino ai livelli stimati dal nostro modello ieri mattina. Vi abbiamo linkato i relativi post per evidenziare la velocità con cui le quotazioni si adeguano ai cambiamenti di scenario. Gli obbiettivi di movimento che abbiamo correttamente stimato hanno raggiunto il loro target in tempi fulminei. Ciò significa che la pianificazione dei rischi e delle opportunità ha un ruolo fondamentale nella mitigazione proattiva dei flussi in divisa.

WB ANALYTICS: EUR RUB SHORT TERM

WB ANALYTICS: EUR RUB SHORT TERM

L’eur usd nel frattempo sta consolidando il range, sempre indicato ieri mattina in apertura di mercato, tra 1,1150 e 1,1275. Oggi avremo un ulteriore mossa importante per comprendere la direzionalità a breve del cambio. Abbiamo spostato quindi la nostra attenzione al supporto tecnico che da quota 1,1150 transiterà oggi a 1,12.

Riportiamo alla vostra attenzione anche il rafforzamento strisciante dello yuan renminbi contro euro ma soprattutto contro dollaro. Il usd cny dopo aver violato al ribasso area 6,31, sta procedendo lentamente in direzione di 6,28 (target intermedio) e 6,15 usd cny. Nel rapporto eur cny continuiamo a confermare i target segnalati nell’Outlook 20/22.

WB ANALYTICS: EUR USD SHORT TERM

WB ANALYTICS: EUR CNY SHORT TERM

COMMODITY

Gas e petrolio tengono ancora alta la tensione sui mercati. Il future sul TTF è scivolato in area 96 consolidando un valore che consideriamo come pivot point in risposta alle notizie che provengono sui negoziati in corso. La tenuta di 96 eur/mwh delinea un quadro ancora carico di tensione. Ieri i prezzi hanno coperto un ampio campo di fluttuazione 130-94,50 in risposta alle sanzioni Swift. L’esclusione di Gazprom Bank dal pacchetto ha tolto tensione agli scambi, tuttavia la partita della volatilità rimane aperta. pertanto confermiamo ancora il range di attenzione 96/130 euro.

Il Brent e’ stato venduto sui picchia a 105 usd/bar. Come sempre accade negli ultimi tempi le accelerazioni al rialzo vengono puntualmente raffreddate da vendite di realizzo. Tuttavia il conflitto aprirà tensioni anche all’interno del Consiglio Opec + in calendario domani ed il prossimo 26 marzo. Il livello di inversione si allontana dall’attuale swing di fluttuazione: 95 & 88 usd/bar.

WB ANALYTICS: DUTCH TTF NATURAL GAS

WB ANALYTICS: DUTCH TTF NATURAL GAS

 

L’effetto sanzioni verso la Russia sarà attentamente analizzato dai mercati nelle prossime ore. Quelli europei riaprono dopo il sell_off di ieri di borse ed euro.

Nel pacchetto rientrano provvedimenti su energia, trasporti e settore finanziario. La Russia rimane per ora nel sistema di pagamento Swift a seguito delle resistenze poste da Italia e Germania che temono ritorsioni sulla fornitura di gas e l’interscambio commerciale.

La rete Swift (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication) nata in Belgio nel 1973 e utilizzata da banche e istituzioni finanziarie in tutto il mondo per gestire milioni di transazioni al giorno relative ai pagamenti effettuati a livello internazionale costituisce un sistema nervoso essenziale per il funzionamento dei mercati: se la Russia ne restasse fuori, si troverebbe in grave difficoltà dal punto di vista del commercio con l’estero, producendo indesiderati effetti collaterali di cui nessuno desidera subirne le conseguenze.

Inoltre le sanzioni producono effetti asimmetrici: la Russia ha avviato da tempo forti rapporti di interscambio economico con la Cina, dall’energia a forniture industriali e tecnologiche, in sostituzione delle controparti storiche. L’Italia è uno dei principali partner commerciali della Russia.

Oggi è attesa una riunione dell’Eurogruppo a cui partecipano esponenti della banca centrale tra cui Christine Lagarde che terrà a conclusione una conferenza stampa.  Ieri il ‘falco’ Isabel Schnabel ha avvertito che lo “shock della guerra” ha offuscato le prospettive per l’economia globale altrimenti forti. Da qui l’attesa dei mercati potrebbe concentrarsi sulla prossima riunione di marzo della BCE e sui provvedimenti di politica monetaria. La discesa dei rendimenti sul mercato obbligazionario lascerebbe pensare che il Consiglio possa sospendere ao diluire alcune misure restrittive a  partire dall’allentamento monetario.

Dovremo analizzare nelle prossime ore il comportamento dei prezzi del gas europeo per comprendere le ricadute in termini di sostenibilità economica da un lato, dall’altro gli impatti sull’inflazione.

WB MARKET MOVER MONITOR

NATURAL GAS DUTCH TTF

Ieri abbiamo assistito ad un’accelerazione delle quotazioni sino a 140 eur/mwh. Oggi ci aspettiamo un consolidamento dei prezzi sopra 96/100 euro. Dovremo associare tale movimento con le notizie che arriveranno dal campo e dall’Eurogruppo.

Nove accelerazioni al rialzo dei prezzi sono attese soltanto nel caso in cui vengano attuate le sanzioni Swift. Diversamente ci aspettiamo una breve intensa fase di consolidamento. Rimane certo che la permanenza dei valori sopra quota 96/100 euro l’allarme rimane attivo, soprattutto la pressione del mercato.  Per cogliere un segnale di distensione dovremo quindi monitorare tale fascia ed un conseguente ritorno delle negoziazioni a livelli inferiori.

NATURAL GAS FUTURE DUTCH TTF

WB ANALYTICS: NATURAL GAS FUTURE DUTCH TTF

FOREX

L’euro è sceso sul dollaro per effetto di un movimento di avversione al rischio associato alla proiezione degli effetti di una guerra unita alle sanzioni sull’economia europea.

Abbiamo collaudato i minimi precedenti in area 1,1100 eur usd. Ci aspettiamo una reazione nel brevissimo in attesa di ciò che dirà nel pomeriggio Christine Lagarde. Area 1,13 riamane per il momento il baricentro dell’attuale fascia di negoziazioni. Escludiamo per il momento un’immediato breakout di 1,11, tuttavia il punto rimarrà nei radar dei trader sino alle prossime riunioni di marzo delle banche centrali.

WB ANALYTICS: EUR USD SHORT TERM

WB ANALYTICS: EUR USD SHORT TERM

L’ euro rublo dopo aver fissato un picco a 101 è stato oggetto di interventi da parte della Banca Centrale Russa. Ci aspettiamo un ulteriore scia al ribasso ed un braccio di forza con il mercato nella fascia 92/91. Anche in questo caso giocherà l’eventuale estensione o meno delle sanzioni Swift. per oggi ci limitiamo a guardare il comportamento degli scambi sulla fascia indicata, suggerendo che la sua potenziale tenuta mantiene sotto pressione il rublo.

WB ANALYTICS EUR RUB