Con i market movers di questa settimana si ritorna a guardare i fondamentali. In particolare i mercati attendono le prime stime flash sull’andamento del GDP relativo mal primo quarter del 2022 in Usa ed Eurozona, a seguire Corea del sud e Taiwan.

Le attese fanno riferimento alle previsioni aggiornate che tradizionalmente il FMI pubblica ad aprile di ogni anno. C’è stata una netta revisione al ribasso nelle stime di crescita per il 2022 e 2023. Le cause sono note e principalmente imputabili agli effetti della crisi nell’est Europa. A queste si sono aggiunti i più recenti ritorni ai blocchi sanitari imposti dal Governo cinese a Shanghai ed in altre significative zone industriali del Paese.

Nel nostro ultimo rapporto sull’andamento delle quotazioni delle commodity industriali, abbiamo messo l’accento sull’importanza del ritorno alle restrizioni sanitarie in Cina. Contribuiscono a raffreddare i commerci e gli scambi in un’area cruciale. Il probabile impatto degli ultimi blocchi cinesi sul commercio e sui ritardi della catena di approvvigionamento nei prossimi mesi, potrebbe avere minori impatti sulle pressioni nei prezzi globali. I futures sui metalli primari e minori, quotati al Shanghai Future Exchange ed  al Zhengzhou Commodity Exchange, stanno confermando nelle aperture di settimana quanto scritto nel nostro Outlook per il mese di maggio.

GDP MARKET MOVERS

I dati sul GDP Usa per il primo quarter , in calendario giovedì,  vedono attese di crescita al 1,1%, venerdì sarà Eurostat  a pubblicare i dati sul GDP del primo trimestre 2022 il cui consenso stima una crescita dello 0,3%.

Nei market movers , gli ultimi sondaggi flash PMI evidenziano un rallentamento del comparto manifatturiero in Europa contro una tenuta di quello statunitense. I servizi hanno retto meglio le pressioni esercitate dall’incertezza economica unita a quelle sull’inflazione. Nel frattempo le banche centrali hanno posto particolari accenti sulla loro intenzione di alzare i tassi di interesse: La Fed è attesa per una chiamata al rialzo nella prossima riunione di martedì 3 – mercoledì 4 maggio di 50 bp. La Bce, dopo aver sostenuto la tesi di un incremento transitorio dell’inflazione sta ora rimodulando il suo messaggio, ponendo l’accento su una maggiore persistenza dell’inflazione a causa degli effetti della guerra. Di conseguenza sono aumentate le voci, soprattutto la dialettica all’interno del variegato Consiglio, per un aumento dei tassi prima dell’autunno, probabilmente a luglio. Sul tema la nostra posizione rimane ancora conservativa, soprattutto nel caso in cui maturino le condizioni tecniche sotto esposte.

Pensiamo che mentre l’inflazione continuerà a monopolizzare il dibattito mediatico sui temi economici,  sui mercati possa prendere corpo una correzione significativa dei prezzi di tutti i risky_ asset.  Ne avevamo anticipato i segnali nelle scorse settimane. C’è stata una tregua generata dal recupero dei prezzi, più di natura reattiva che non costruttiva. Pensiamo che l’avversione al rischio, generata dapprima dall’impostazione restrittiva della Fed, poi dall’incertezza prodotta dalla guerra in Ucraina a cui si aggiunge ora il blocco delle attività in aree cruciali della Cina, ritorni a governare l’andamento dei mercati.

I PREZZI DELL’ENERGIA RIMANGONO AL CENTRO DEI MARKET MOVERS

Una potenziale fonte di allentamento delle pressioni sui prezzi potrebbe provenire dal petrolio. Mentre la guerra in Ucraina ha esercitato una pressione al rialzo sui costi del petrolio e dell’energia, è possibile che una qualche attenuazione di questa pressione possa derivare da un rallentamento dell’economia manifatturiera globale. Come mostra il nostro grafico sottostante, il prezzo del petrolio è aumentato molto più di quanto sia coerente con l’attuale espansione manifatturiera globale, con i dati PMI di marzo che mostrano che solo due terzi di tutte le economie coperte dai PMI registrano un aumento della produzione, che in ogni caso risulta in calo rispetto ai valori registrati alla fine dello scorso anno. Se questa debolezza si diffonde ulteriormente, i prezzi di materie prime come il petrolio potrebbero solo deviare ulteriormente dai fondamentali della domanda.

PETROLIO

Sul mercato delle materie prime abbiamo fissato nel range 112 -100 usd/bar per i future sul Brent oil, l’area di definizione di un set up propedeutico proprio all’avvio di una correzione. La tenuta nelle ultime settimane di questa banda ci porta a considerare con maggior fiducia l’ipotesi che anche il petrolio possa aprire una finestra correttiva in grado di spingere i valori verso area 92 ed a seguire 80 usd/bar. Il nostro algoritmo ADVANCE CYCLE quota in territorio negativo già da quattro settimane, ovvero da quando i prezzi sono scesi da quota120 usd/bar.

MARKET MOVERS

WB ANALYTICS: BRENT OIL TREND

EQUITY MARKET

Su tale scia ci aspettiamo una nuova gamba di ribasso nei mercati equity ed in modo selettivo anche in quello delle commodity in generale, ovvero confermiamo quanto avevamo indicato nel nostro web streaming, INSIDE CENTRAL BANK,  che abbiamo tenuto dopo la chiusura della conferenza stampa di Christine Lagarde a margine del Consiglio direttivo del 16 aprile. La chiusura di venerdì scorso ha riportato a galla tale scenario.

Stiamo stimando per lo Standard & Poor 500 un nuovo ribasso che possa spingere i prezzi oltre i minimi di marzo. Al momento il nostro modello di valutazione mette in evidenza due potenziali obbiettivi a 3930 ed in successione non escludiamo 3500. In precedenza avevamo fissato una stima a 3600 usd.

Per l’indice benchmark del mercato equity europeo le valutazioni rimangono ancora orientate a rivedere i minimi di marzo con il rischio di un ulteriore coda verso area 3000 euro.

GAS FUTURE DUTCTH TTF

Nel nostro quadro congetturale stiamo ipotizzando anche un ridimensionamento dei prezzi del gas importato dalla Russia. Attendiamo con ansia la violazione di area 90 delle quotazioni del future Ducth TTF all’ICE, come già indicato nel nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES di maggio per poter sciogliere ogni riserva. Per le banche centrali il movimento riflessivo dei prezzi di petrolio e gas, di conseguenza anche dell’energia elettrica,  costituirebbe una auspicabile provvidenza, in quanto il maggior contributo al rialzo dell’inflazione proviene proprio dai prezzi energetici.

Il quadro dei dati economici in calendario vedrà proprio venerdì l’aggiornamento ufficiale dell’inflazione per l’eurozona. Si riferisce al mese di aprile: l’attesa è per un dato che stabilizzi il picco precedente a 7.4%. Non ci saranno quindi ancora i riflessi regressivi dei prezzi ma un sostanziale consolidamento del picco.

La lettura dei dati macro della settimana sarà quindi importante per definire il quadro d’insieme, soprattutto se unita all’andamento del PMI cinese in calendario il prossimo sabato. Le attese sono orientate ad una rilevazione inferiore a quota 50. Si confermerebbe per il secondo mese consecutivo un dato recessivo a tutta detrizione dei corsi sulle commodity.

Ritornando invece sulla lettura del GDP USA, attesa in moderata crescita dal mercato,  è bene considerare che la stima del modello GDPNow, elaborato dalla FED, per la crescita del PIL reale (tasso annuo destagionalizzato) nel primo trimestre del 2022 è dell’1,3%. L’ultimo aggiornamento risale all’elaborazione del 19 aprile, rispetto all’1,1% del 14 aprile. Dopo i recenti comunicati del Federal Reserve Board of Governors e dell’US Census Bureau , la stima attuale della crescita degli investimenti interni privati ​​lordi reali del primo trimestre è aumentata da -0,8% a 0,1%.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 17/22

Per quanto riguarda gli impegni ufficiali  delle banche centrali il calendario prevede soltanto un’unica riunione della Banca centrale del Giappone. Sebbene non siano previste modifiche sul fronte della politica monetaria, le proiezioni della banca centrale saranno esaminate con attenzione in quanto la recente svalutazione del jpy non è del tutto gradita al Board.

Sul fronte dei mercati valutaria abbiamo assistito dapprima al breakout tecnico di area 1.0850 di eur usd. successivamente il mercato ha collaudato l’evento tecnico proponendo un ritorno delle contrattazioni proprio su tali livelli. In linea con quanto avevamo previsto nell’INSIDE CENTRAL BANK del 16 aprile, il test si è concluso a favore del dollaro aprendo una nuova finestra operativa che dovrebbe portarci verso il secondo degli obbiettivi stimati per il cambio nel corso di quest’anno nel nostro FX OUTLOOK 2022 .

MARKET MOVERS WEEK 17/22

WB ANALYTICS: EUR USD ST

 

FOREX & COMMODITY. L’euro contro dollaro quota, alla vigilia del meeting Bce, a ridosso di area 1,08 dove transita un significativo livello tecnico. Nonostante il mercato sconti  toni ulteriormente hawkish dalle indicazioni che il governatore Christine Lagarde rilascerà in conferenza stampa, la divisa europea non è riuscita, nonostante alcuni tentativi di costruire una reazione. Probabilmente il mercato si sta allineando su livelli da cui può essere più semplice controllare le reazioni successive all’intervento del Governatore.

FOREX & COMMODITY

FOREX & COMMODITY QUOTAZIONI IN MOVIMENTO

WB ANALYTICS: EUR USD LT

Nel frattempo, come anticipato nel nostro Market Mover Monitor Week, altri istituti centrali sono alle prese con i relativi meeting di politica monetaria. La Banca centrale neozelandese ha optato per un rialzo dei tassi da 50 punti base, il maggior incremento in oltre 20 anni e il quarto di fila, a 1,50%.

FOREX & COMMODITY QUOTAZIONI IN MOVIMENTO

WB ANALYTICS: EUR NZD

Secondo il sondaggio Reuters, l’istituto centrale canadese – che ha alzato i tassi a marzo per la prima volta dall’ottobre 2018 – potrebbe oggi ritoccare all’insù il costo del denaro di 50 punti base. In seno alla Fed invece cresce la divergenza di vedute sull’eventualità che un’inflazione elevata possa diventare un problema ricorrente in futuro: Brainard è convinta che una serie di rialzi dei tassi siano sufficienti per farla scendere al target del 2% mentre Barkin sottolinea che potrebbe restare elevata a causa, tra l’altro, delle spese per gli anziani e per la difesa.

Di fatto i mercati scontano una serie di incrementi dei Fed Funds impressionante, a partire da 50 bp nel meeting del 4 maggio. Il nostro modello stima per la fine dell’anno un elevata probabilità che i tassi possano quotare tra 2,25-2,75%.

Nel nostro scenario di base la BCE dovrebbe aumentare i tassi soltanto nell’ultimo trimestre di quest’anno. Sarà interessante verificare se in conferenza stampa il Governatore confermerà il principio del sequenziamento, ovvero la linea secondo cui prima si concludono i programmi di QE e solo in un momento successivo si avvia il rialzo dei tassi. L’aumento dell’inflazione registrato nel mese di marzo potrebbe aver ulteriormente animato i falchi presenti nel Board.

AGENDA MACRO

In mattinata (H 10.00) l’Istat riporta la lettura di febbraio della produzione industriale italiana: con la guerra in Russia iniziata alla fine febbraio il dato non dovrebbe incorporare le ricadute del conflitto. Le attese infatti sono per un incremento mensile di 1,4%, dal -3,4% di gennaio, e di 0,7% su anno, dal -2,6%. Nei giorni scorsi il centro studi di Confindustria ha lanciato l’allarme sulla produzione prevedendo che scenda a marzo dell’1,5%, con un calo nel primo trimestre di 2,9% rispetto al quarto del 2021 mentre Bankitalia stima nel primo trimestre una flessione di circa il 2%. Il PMI manifatturiero di marzo ha riportato una significativa perdita di momentum. Sono molte le aziende (oltre il 16%) che a seguito del rincaro dei prezzi dell’energia hanno sospeso le produzioni. Alcune stime calcolano che in assenza di una correzione dei prezzi la mediana delle aziende che fermano la produzione possa alzarsi ad oltre il 30%.

L’export cinese a marzo è cresciuto più del previsto con un incremento di 14,7% su anno, da confrontare con attese per +13%, mentre l’import è sceso dello 0,1%, primo calo da agosto 2020, rispetto al +8% del consensus sulle limitazioni per la  nuova ondata di contagi. La bilancia commerciale ha registrato un avanzo di 47,38 miliardi di dollari contro attese per un surplus di 22,4 miliardi. Nel primo trimestre, Pechino ha aumentato il commercio con la Russia e l’Ucraina rispetto allo stesso periodo di un anno fa in termini di yuan e ha dichiarato che la collaborazione economica con entrambi i Paesi resterà normale.

Il blocco del porto di Shanghai ha imposto nelle ultime settimane un significativo rallentamento degli scambi con la Cina continentale. Analogo rallentamento è stato registrato sui flussi commerciali  sulle rotte che transitano a Shanghai. La Cina rischia una recessione autoinflitta indotta dai vincoli sanitari. Un sondaggio mostra che quasi 1/3 della sua popolazione è in una sorta di blocco, con negozi chiusi e fabbriche in difficoltà. Un ulteriore allentamento delle politiche sembra inevitabile, ma lo è anche la fuga di capitali. Almeno 373 milioni di persone nelle città che contribuiscono al 40% del PIL cinese sono state colpite, ha mostrato un sondaggio Nomura. Gli indicatori chiave stanno già riflettendo lo shock. Le vendite interne di autovetture sono diminuite di oltre il 10% a marzo, secondo i dati ufficiali; un indice che traccia il traffico merci in Cina è sceso di circa il 25% durante la prima settimana di aprile. Il polo manifatturiero di Guangzhou è chiuso dallo scorso lunedì alla maggior parte degli arrivi.

Con la guerra in Ucraina che ha fatto aumentare i costi delle materie prime, l’artificioso rallentamento delle esportazioni cinesi, imposto dai vincoli Omicron, potrebbe impattare sulle quotazioni delle commodity in generale. Lunedì abbiamo osservato una discesa dei prezzi del Brent future verso quota 98 usd/usd, dove abbiamo fissato il punto di reversal del ciclo di breve termine. In contemporanea abbiamo visto gas ed altri contratti collaudare analoghi livelli già segnalati nel nostro Weekly Monitor.

Al mercato future sulle commodity di Shanghai l’Alluminio sta perdendo valore con un ribasso del12,5% rispetto ai picchi di marzo.

In mattinata il Giappone ha pubblicato gli Ordinavi di Macchinari relativi al mese di febbraio: il dato ha registrato il maggior calo mensile in circa due anni. Sul dato hanno pesato la flessione della domanda da parte di aziende dell’It e di altri servizi. Gli ordinativi ‘core’ sono scesi del 9,8% su mese, la maggior flessione dall’aprile 2020. Il PMI Expected Future Output index, in linea con Cina ed Eurozona sta regredendo verso area 50, valore spartiacque tra crescita e decrescita attesa.

A bilanciare il dato poco confortante sugli ordinativi e sul PMI, l’indice Reuters Tankan in aprile ha riportato la fiducia delle imprese manifatturiere, per il secondo mese consecutivo ad un rialzo, +11 da +8 di marzo. Quello sui servizi è aumentato per la prima volta in tre mesi a +8 da -1.

FOREX & COMMODITY

FOREX & COMMODITY QUOTAZIONI IN MOVIMENTO

WB ANALYTICS: ALUMINIUM SHANGHAI FUTURE EXCHANGE

Nel fine settimana diverse fonti istituzionali e governative  hanno lanciato inevitabili allarmi negativi sul fronte economico. Le ricadute della guerra hanno fortemente raffreddato la crescita attesa per l’anno in corso.

Banca d’Italia venerdì ha stimato che l’economia ha subìto nel primo trimestre dell’anno una battuta d’arresto dello 0,7% e la produzione industriale una flessione del 2%.  Analogo monito nel fine settimana è arrivato anche dall’ufficio studi di Confindustria secondo cui la produzione è scesa a marzo dell’1,5% con un calo nel primo trimestre di 2,9% rispetto al quarto trimestre. Anche l’economia tedesca potrebbe aver accusato una regressione della crescita all’1,4%-1,5% quest’anno rispetto al 2,7% del 2021, secondo il ministro del Lavoro Hubertus Heil.

Delle ricadute della crisi ucraina si parlerà inevitabilmente al Consiglio europeo degli Affari Esteri a Lussemburgo durante il quale però non si discuterà formalmente dell’embargo sul petrolio russo.  Il presidente del Consiglio Ue Michel ha detto che di energia e di Ucraina si parlerà in un summit straordinario il 30 e 31 maggio.

In Eurozona l’energia costituisce il principale motore di divergenza non soltanto sotto il profilo politico, bensì anche  per l’impatto inflativo che produce  tra i vari paesi, conseguente al mix energetico di approvvigionamento degli stessi. E come sappiamo i prezzi dell’energia, del gas in particolare, sottendono alla crisi geopolitica nell’Est Europa.

Le iniziative diplomatiche per portare ad un tavolo Ucraina e Russia sono ora promosse dal cancelliere austriaco Karl Nehammer, recatosi sabato a Kiev per incontrare Zelensky, oggi a Mosca per incontrare Putin. Si tratta del primo leader Ue impegnato in un faccia-a-faccia con l’omologo russo.

L’inflazione rimane il principale problema economico che le banche centrali devono affrontare

Le ripercussioni della crisi, unite ai postumi della pandemia, continuano ad esacerbare le dinamiche inflative su scala globale. Questa settimana si riuniranno diversi consigli di banche centrali a partire dalla BCE. Seguiranno Canada, Nuova Zelanda, Corea del Sud e Singapore, tutte impegnate ad affrontare un potenziale rialzo dei tassi.

Negli Usa verranno pubblicati dati sull’inflazione di marzo come pure nel Regno Unito e nella Cina continentale. Sempre gli Stati Uniti riporteranno i dati sulle vendite al dettaglio e la produzione industriale.

Con la Fed fermamente concentrata sulle preoccupazioni per l’inflazione, secondo gli ultimi verbali della Fed FOMC di marzo, i dati sull’IPC pubblicati negli Stati Uniti saranno al centro dell’attenzione degli operatori. Per quanto suggerito dai dati PMI di marzo, i prezzi di vendita delle aziende statunitensi hanno continuato a salire durante il mese scorso, registrando l’aumento più marcato dall’inizio della raccolta dei dati nell’ottobre 2009. Allo stesso modo, le aspettative di consenso indicano un’inflazione con una crescita più robusta dovuta anche in questo caso dagli effetti della guerra in Ucraina e dal conseguente aumento dei prezzi delle materie prime. Ad accompagnare gli aggiornamenti dei dati CPI e PPI ci saranno, durante la settimana, i consueti commenti dei governatori della Fed. Questi tenderanno a preparare il mercato ad un più veloce ritiro degli stimoli monetari anche attraverso il Quantitative Tightening, già discusso nell’ultimo Fomc di marzo.

Nel frattempo, pensiamo che altre banche centrali seguiranno l’esempio della Fed nell’assumere una posizione policy monetaria più aggressiva . In particolare, si prevede che la Bank of Canada (BoC) e la Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) nel loro meeting di questa settimana, aumenteranno i tassi di interesse. La BoC potenzialmente potrebbe chiamare un rialzo di 50 bp..

La Banca centrale europea (BCE), che riunisce il Consiglio giovedì,  diversamente da quelle di estrazione anglosassone non dovrebbe toccare i tassi. Eventuali mosse sono previste in autunno. Tuttavia i commenti di Christine Lagarde, in conferenza stampa a partire dalle 14.30, saranno oggetto di valutazione da parte del mercato. Copriremo l’evento con la diretta in web streaming, INSIDE CENTRAL BANK,  alle ore 16.00, dopo la chiusura della conferenza stampa,  con le analisi di Wlademir Biasia. (Per ricevere l’invito basta iscriversi cliccando il seguente link).

Per chi ha posizioni in dollari di Singapore, sarà interessante seguire anche la riunione dell’Autorità Monetaria di Singapore (MAS).

Infine, l’Inghilterra e Singapore  pubblicheranno i dati sul PIL: entrambe le regioni continuano ad evidenziare una tenuta della crescita, nonostante le indicazioni di un rallentamento globale, particolarmente sentito nelle aree Ue, Cina e Giappone.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 15/22

GLOBAL PMI COMPOSITE CONSENSUS

WB MARKET MOVER MONITOR

COMMODITY

Il nuovo lockdown imposto a Shanghai sta riducendo sensibilmente le attività di trading commerciale da e per la Cina. Il porto paralizzato impone un nuovo brusco raffreddamento degli scambi commerciali, di fatto provocando un nuovo possibile allentamento delle quotazioni di molte commodity. Il PMI cinese è sceso sotto quota 50 sia per il comparto servizi che per quello manifatturiero. L’indicatore Expected Future Output sta scendendo anch’esso in linea con Giappone ed Eurozona. Potrebbe essere il segnale che anticipa una discesa dei corsi delle commodity. Nell’analisi flash che riportiamo i valori delle principali commodity quotano tutti a ridosso di aree di supporto tecnico significative nonostante le tensioni inflative presenti.

ENERGY Ci sono molti temi da seguire questa settimana sui mercati: materie prime, forex con i rilessi sul mercato azionario ed obbligazionario.

Iniziamo dalle materie prime mettendo a fuoco l’andamento del comparto energia. Il Brent future sta scivolando verso la nostra area di verifica della tenuta del ciclo rialzista. Stiamo seguendo le negoziazioni nel range 108/98 usd/bar. Si auspica il breakout di 98 usd per avere un vero segnale utile per la costruzione di una correzione dei prezzi. Tale indicazioni fornirebbe utili riflessi all’andamento dei prezzi del gas e quindi dell’energia elettrica. Di conseguenza abbiamo messo a fuoco nell’ordine per il future sul gas europeo Dutch TTF 98/108 eur/mwh, sul prezzo unico nazionale dell’energia elettrica, GME PUN, area 215/195 eur/mwh.

Al momento rileviamo segnali incoraggianti in termini di perdita di momentum, utili per proseguire la fase correttiva delle quotazioni avviata nella seconda metà di marzo.

METALLI INDUSTRIALI Osservando le negoziazioni al LME rileviamo alcuni segnali significativi. Le quotazioni del Rame al LME stanno logorando il livello lungo il quale avevano definito la supply line nell’ultimo anno. Tale livello transita questa settimana in area 10000 usd/ton, siamo di fronte ad un potenziale segnale distributivo utile per definire, a seguito di un breakout, l’apertura di una fase correttiva. Estendiamo le medesime valutazioni  per l’Alluminio: i prezzi stanno collaudando un ‘importante area tecnica a 3250 usd.  Nell’immediato ci aspettiamo un rimbalzo, ma senza escludere un ritorno dei valori su tale area la cui violazione darebbe il via ad una significativa correzione.

Diverse sono le valutazioni per l’Acciaio prodotto in Europa. I prezzi che si sono formati dopo l’invasione dell’Ucraina hanno subito un significativo apprezzamento. Ci sono timidi segnali correttivi, ma per poter rilevare un ritracciamento più significativo dovremmo avere la conferma di una correzione dei prezzi energetici (vedi sopra) ed una riapertura delle produzioni nell’est europa.

FOREX La BCE focalizzerà l’attenzione dei trader, come pure il dato sull’inflazione USA. Come scritto la scorsa settimana ci aspettiamo una reazione del cambio eur usd. Il ritorno degli scambi sopra 1,0935 alimenta tali attese che per il momento rimangono limitate su ritorni in direzione di area 1,10/1,1035. In ogni caso le aspettative per una linea policy monetaria divergente continua a mettere a fuoco il ruolo strategico si area 1,0850 eur usd. La rottura, che annullerebbe le deboli attese per un ultimo rimbalzo, rimane vincolata alle indicazioni che fornirà il governatore Lagarde in conferenza stampa.   Il dollaro allunga nuovamente sullo yen oltre area 125. La tenuta del livello apre la via per un possibile movimento di medio termine in direzione di 130 usd/jpy. Abbiamo visto un consolidamento del dollaro anche nei confronti del cny. Le negoziazioni dovrebbero affrontare presto l’area 6,40 usd/cny con possibilità di fissare un break up.

In vista della riunione del Bank of Canada e della MAS, Monetary Authority of Singapore, il dollaro canadese dovrebbe subire un ritracciamento dei valori in direzione di area 1,40, come pure quello di Singapore dove ci aspettiamo una reazione dell’euro verso area 1,51.

EQUITY I mercati azionari continuano a guardare con più interesse ai ripetuti tavoli che si aprono tra Ucraina e Russia alla ricerca di un accordo. L’ennesima iniziativa, sostenuta dal cancelliere austriaco, sta favorendo una reazione degli indici azionari europei. Tuttavia rimaniamo piuttosto scettici sulla possibilità che i valori possano costruire un nuovo segnale di rialzo. Gli investitori stanno osservando il comportamento degli scambi delimitando la reazione a quota 3950 per l’Eurostoxx 50. La volatilità rimane ancora elevata e vulnerabile a nuove accelerazioni lo Standard & Poor 500 dovesse cedere quota 4450 in settimana.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 15/22

WB ANALYTICS: EUR USD ST

 

DE – DOLLARIZZAZIONE.

Il dollaro nella grande partita geopolitica

Previsioni di de-dollarizzazione?- Il conflitto geopolitico che si è aperto lungo la linea rossa tracciata dalla Russia in opposizione alla Nato, segna una linea di faglia geo monetaria tra economie commodity based ed economie fortemente finanziarizzate.

E’  da tempo che si discute di una de-dollarizzazione tra gli addetti ai lavori. Con la crisi in Ucraina e l’imposizione di sanzioni finanziarie alla Russia  l’apertura di un fronte di alleanze favorevole alla de-dollarizzazione del sistema monetario globale potrebbe emergere con evidenza nei mercati. La bandiera sotto la quale aggregare un patto per la de-dollarizzazione potrebbe essere disegnata con l’intento di diminuire il peso economico dei poteri sanzionatori di Washington e il suo controllo de facto sul circuito SWIFT, il principale servizio di messaggistica interbancario attraverso il quale le banche spostano denaro da un paese all’altro.

L’iniziativa degli gli Stati Uniti di bloccare le riserve valutarie della banca centrale russa, rischia di accelerare l’aggregazione di un club di stati  per competere contro il dollaro.

La Russia ha risposto alle sanzioni occidentali opponendo all’embargo Swift, il regolamento dei pagamenti del gas in rubli e linkando la propria moneta all’oro. Le riserve in oro di Russia e Cina sono fortemente aumentate negli ultimi anni in contrapposizione ad un progressivo disimpegno delle stesse dalla detenzione di US Treasury.

Le riserve in dollari sono diminuite in termini percentuali rispetto allo stock delle riserve valutarie globali.

E' INIZIATA LA DE-DOLLARIZZAZIONE DELL'EECONOMIA GLOBALE?

WB ECONOMICS: GLOBAL CURRENCY RESERVE

La Russia non può accedere a circa la metà delle sue riserve valutarie di 640 miliardi di dollari, che aveva assiduamente accumulato nell’ultimo decennio come difesa contro shock economici o sconvolgimenti geopolitici. Il congelamento delle riserve valutarie russe ha portato a molte discussioni sul fatto che alcuni paesi cercheranno (o dovrebbero) di diversificare le loro riserve valutarie dal dollaro USA.

Con Bretton Woods il nuovo sistema economico internazionale stabilì, con una forzatura politica degli Stati Uniti, di porre il dollaro al centro delle transazioni internazionali. In quel forum, John Maynard Keynes  propose di istituire una Banca Centrale Globale, una International Clearing Union e un bancor. I paesi aderenti avrebbero utilizzato questa architettura  per effettuare pagamenti tra loro.

Negli accordi di Bretton Woods cercò di correggere l’interazione tra i forti squilibri accumulati dall’economia e dalla finanza internazionale nel periodo tra le due guerre. Le trattative  determinarono  la via  verso un approccio di puro segno monetario alla base del nuovo ordine economico globale. L’intento di mantenere un rapporto con l’oro attraverso il gold exchange standard  durò  fino al 15 agosto del 1971.  Con lo Smithsonian Agreement, gli USA abolirono la convertibilità del dollaro in oro, decretando di fatto la fine del sistema aureo e la nascita del sistema fluttuante dei cambi flessibili. Ora la Russia, agganciando il  rublo all’oro ne riattiva effetti e memoria, ma soprattutto apre una breccia su un potenziale ciclo di de-dollarizzazione.

MARKET MOVER MONITOR

MARKET MOVER MONITOR WEEK 14/22 – I market movers che gli operatori continuano a mettere a fuoco rimangono ancorate sulle prospettive di pace in Ucraina, gli effetti sui prezzi dell’energia e le ripercussioni sull’andamento della domanda. Quelle che ci hanno impressionato maggiormente la scorsa settimana erano concentrate su tre temi interconnessi: le dichiarazioni del Ceo di Basf, la conferma da parte della Russia di regolare i pagamenti del gas in rubli e l’inversione della curva Usa.

Il Ceo di Basf, Martin Brudermuller, ha rilasciato un ‘intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung denunciando i rischi di un collasso dell’industria tedesca nel caso in cui le forniture di gas dovessero essere bloccate, causando la peggior crisi per l’economia tedesca dalla fine della WWII. Non possiamo prendere un simile rischio! Sempre la scorsa settimana il presidente Putin ha firmato un decreto per regolare i pagamenti del gas in rubli, agganciando di fatto la propria moneta alla commodity. Le quotazioni del future Dutch TTF sono balzate immediatamente verso la parte alta del range che avevamo indicato come possibile campo di oscillazione tra 95/100 e 130 eur/mwh nel Market Mover Monitor della scorsa settimana e nel  Risk Plan riservato al nostro servizio di Enterprise Risk Management. Apriamo la settimana confermando per il momento ancora la stessa impronta operativa. Ciò che deve farci riflettere riguarda l’implicita notizia della rottura ufficiale di un dogma dei mercati: regolare una commodity fuori dal perimetro del dollaro. Nella storia si sono verificati più tentativi di un break up. In qualche modo sono tutti rientrati. Ora invece il trend appare condiviso, anche se non ancora in una dimensione ufficiale, da altri produttori di petrolio. In un futuro prossimo la Cina potrebbe regolare i suoi pagamenti non più in dollari bensì in yuan, magari utilizzando la propria moneta digitale. Il sistema Swift perderebbe il ruolo di centralità nella circolazione funzionale dei flussi monetari. Dal 2015 la Cina sta costruendo un sistema di pagamento interbancario transfrontaliero come sistema di regolamento e compensazione dei pagamenti per le transazioni che utilizzano lo yuan. Il sistema è supervisionato dalla banca centrale cinese ma è gestito da CIPS Co. Ltd a Shanghai. La proprietà è distribuita tra dozzine di azionisti tra cui istituzioni finanziarie cinesi di proprietà statale, borse e banche occidentali. Il suo utilizzo è aumentato costantemente, con un valore medio giornaliero delle transazioni prossime ai  390 miliardi di yuan (61,4 miliardi di dollari), registrando un aumento del 50% rispetto a un anno fa, secondo i dati dell’azienda.

A febbraio CIPS contava circa 1.300 partecipanti, principalmente in Cina, ed elaborava circa 13.000 transazioni al giorno; SWIFT conta più di 11.000 membri e gestisce più di 42 milioni di transazioni al giorno.

Siamo partiti dal gas per passare alle dichiarazioni del Ceo di Basf e parlare di una prima risposta alle sanzioni verso la Russia. I primi sondaggi effettuati sul clima di fiducia delle imprese manifatturiere, rilasciato la scorsa settimana, non ha messo in evidenza impatti particolarmente allarmanti. Le aziende americane hanno, nella media, dichiarato un aumento degli ordinativi pur in un clima di maggior pressione sui costi input.

Tra i maket mover della settimana ci sono per l’Eurozona la lettura del PMI Services. Il PMI Manufacturing  ha visto la sorsa ottava una parziale limatura del livello di sentiment. Questa settimana avremo l’opportunità di analizzare i primi sondaggi delle imprese dei servizi.

Tra i market movers i sondaggi PMI Services su scala globale.

I dati del PMI dei servizi seguiranno quindi il PMI manifatturiero.  Avremo modo di completare una prima analisi  sugli impatti della devastante guerra che sta mettendo a confronto l’ordine mondiale tra occidente ed oriente.  La flessione prevalentemente concentrata in Europa del dato manifatturiero potrebbe rivelarsi più robusta per i servizi. Nonostante la perdita di momentum del tenore della crescita, sotto il profilo congiunturale emergono le posizioni più aggressive adottate dalle banche centrali  in tutto il mondo. Questo potrebbero fornire ulteriori ostacoli per le imprese già preoccupate per l’aumento dei costi aziendali.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 14/22

WB ECONOMICS: MARKIT PMI SERVICES EUROZONE

USA verbali Fed FOMC.

mercoledì, quando in Europa i mercati saranno chiusi, la Fed pubblicherà i verbali  della riunione del FOMC di marzo. Nonostante al momento i market movers scontano un aumento di 50 punti base nel prossimo meeting di maggio, rimane sempre aperto l’esame sui dettagli di quanto è stato discusso per comprendere il potenziale numero di chiamate al rialzo dei Fed Funds per l’anno in corso, oltre al piano di riduzione del bilancio (Quantitative Tightening). Il mercato sconta almeno altri sei rialzi.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 14/22 USA interest rates

WB ECONOMICS: FED FOMC DOT PLOT ASSESSMENT

Il diagramma DOT PLOT traccia il giudizio dei Consiglieri che votano al Fomc sul livello più appropriato per i tassi in un orizzonte temporale piuttosto ampio. I dots in azzurro riportano la mediana delle opinioni espresse, mentre quelli in rosso tracciano il livello attualmente determinato dal posizionamento della curva dei Fed Funds futures. Per l’anno in corso quindi ci si attende un rialzo  poco inferiore al 2% con una potenziale magnitudo, scontata dalla curva dei Fed Funds al 2,5%.

Le aspettative sul rialzo dei tassi stanno già impattando sulla curva dei rendimenti: lo spread nel tratto 2-10 anni UST ha invertito la curva segnalando rischi recessivi. Tuttavia l’attuale ampiezza del differenziale indica al momento che la probabilità di una recessione è ancora inferiore al 50%.

Le evidenze empiriche da noi analizzate e riportate negli algoritmi di ciclo,  associano l’inclinazione delle curve dei tassi all’andamento di una serie di indicatori di mercato tra cui le rilevazioni degli indici PMI. Riteniamo tali indicatori molto aderenti in termini predittivi all’evoluzione del ciclo economico. E’ la ragione per cui ogni settimana riportiamo i dettagli di tali sondaggi.

UEM: l’Eurostat rilascerà in settimana le vendite al dettaglio, mentre la germania comunicherà Bilancia Commerciale e produzione industriale.

I dati  sulle vendite al dettaglio dell’Eurozona di febbraio saranno disponibili giovedì, mentre la Germania pubblicherà l’andamento degli ordini commerciali e industriali nonché i dati sulla produzione attesa in diminuzione rispetto al mese di febbraio. Ovviamente l’attenzione del mercato si concentrerà martedì sui dati PMI finali per gli ultimi aggiornamenti di marzo.

Asia-Pacifico: riunioni della Reserve Bank of Australia e Reserve Bank of India, dati Corea del Sud.

La Reserve Bank of Australia (RBA) e la Reserve Bank of India (RBI) si incontreranno la prossima settimana e solo quest’ultima dovrebbe aumentare i tassi ad aprile contrariamente a quanto si predicono i market movers di mercato. L’elevata inflazione presente anche in India, i prezzi al consumo hanno superato il livello di tolleranza della BC fissato al 6% per l’anno in corso, giustifica, a nostro avviso, l’attesa per una revisione al rialzo dei tassi di riferimento, al momento fermi al 4%. Sebbene non sia ancora previsto alcun aumento in Australia, aumentano anche in questo caso i segnali per un inasprimento della linea di policy monetaria.

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WB ECONOMARKET MOVER MONITOR WEEK 14/22 ECONOMIC CALENDAR

WB ECONOMICS: MARKET MOVERS MONITOR WEEK 14/22 ECONOMIC CALENDAR

FX OUTLOOK RISKOO

IL SENTIMENT DELLE IMPRESE FA I CONTI CON LA GEOPOLITICA, MENTRE I PREZZI DELL’ENERGIA (Gas for rubli) CONTINUANO AD ERODERE MARGINALITÀ.

Gli acquirenti europei di gas russo dovranno fare i conti con l’annuncio del presidente Putin che ha chiesto di pagare il gas di Mosca in rubli a partire da oggi pena il blocco delle forniture (vedi nostro report di ieri). Secondo l’agenzia Reuters i governi europei hanno respinto la richiesta di Mosca che ha provocato un apprezzamento del rublo e che la Germania ha definito un “ricatto”. Gli acquirenti dovranno trasferire la valuta estera su un conto speciale presso Gazprombank, che acquisterà quindi il gas in rubli per conto dell’acquirente per poi trasferirli su un conto di Gazprom in divisa russa. Mosca intanto ha bandito dal proprio territorio i più alti funzionari Ue.  Oltre alla telefonata di ieri sera – in cui il premier Draghi e il cancelliere tedesco Scholz hanno ribadito l’importanza delle sanzioni contro Mosca – il ministro Cingolani ha detto che il governo è in contatto con i partner europei per formulare una risposta ferma, aggiungendo che le riserve di gas consentiranno l’attività economica del paese anche in caso di stop al flusso dalla Russia.

Dagli Usa il presidente Biden ha deciso il maggior sblocco di riserve strategiche di greggio sollecitando le società petrolifere a estrarne di più. Prosegue intanto, dopo gli spiragli nei negoziati di pace degli ultimi giorni, il lavorio diplomatico: in agenda oggi il nuovo vertice tra la presidente della Commissione Ue von der Leyen, quello del consiglio europeo Michel e il presidente cinese Xi.

Mentre entriamo in una fase di confronto politico particolarmente intensa, Markit riporta quest’oggi l’esito del primo sondaggio sul clima di fiducia delle imprese manifatturiere su scala globale a partire dalla Cina. Mentre scriviamo il PMI  Manufacturing China l’attività delle imprese cinesi si è contratta al ritmo più rapido in due anni a causa della recrudescenza del Covid e dei riverberi della guerra in Ucraina. L’indice Pmi manifatturiero a cura di Caixin riporta una discesa a 48,1, al minimo dal febbraio 2020, rispetto a 50,4 del mese precedente. Ricordiamo che rilevazioni dell’indice sotto quota 50 indicano un segnale potenzialmente recessivo. Nel caso della Cina dobbiamo considerare gli effetti della nuova ondata virale.

Il  GIAPPONE riporta anch’esso i dati per il  PMI ed il  TANKAN – La lettura finale dell’analogo indice per il Giappone, elaborato da Jibun Bank, ha mostrato una crescita più rapida rispetto al mese precedente a 54,1 da 53,2 della stima ‘flash’ e dal 52,7 di febbraio. L’indice Tankan ha mostrato invece un deterioramento della fiducia delle aziende manifatturiere nipponiche a quota 14 a marzo dal 17 di dicembre al minimo di nove mesi.  In COREA del sud l’indice scenda da 53,8 a 51,2. Sempre nell’emisfero australe riportiamo il dato positivo per l’AUSTRALIA dove il PMI passa da 57 di febbraio a 57,7.

In EUROPA la Spagna comunica una rilevazione a 54,2 da 56,9, la Svezia passa da 58 a 57,3, la Polonia da 54,7 a 52,7la Russia riporta una discesa da 48,6 a 44,1. Migliora la Svizzera che segna un rialzo a 64 da 62,2. Le attese per Italia e Germania sono parzialmente negative, mentre per gli Usa che riporteranno nel pomeriggio con i dati sull’occupazione risultano di segno positivo.

I dati sull’OCCUPAZIONE USA come sempre sono molto attesi dai mercati. Le statistiche di marzo sul mercato del lavoro, anticipate mercoledì dai dati Adp sul settore privato in cui si riporta una situazione sostanzialmente in linea con il consensus, convergono su 490.000 nuovi posti di lavoro non agricoli dopo i 678.000 del mese prima. Il dato di marzo assume particolare rilevanza nell’ambito del percorso di irrigidimento della politica monetaria di Federal Reserve. Crescono infatti le aspettative da parte del mercato per un rialzo dei tassi da 50 punti base in occasione della riunione del 4 maggio. Aprono all’ipotesi di un rialzo di mezzo punto al prossimo meeting diversi esponenti del board tra cui Harker, Williams ed Evans.

 

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WB MARKET MOVER MONITOR

FOREX – L’euro è ritornato a perdere terreno sulle principali divise. Contro l’Us dollar dopo l’escursione sino a 1,1175 è ritornato a a scambiare nel range di attuale dominio in attesa della pubblicazione del dato Usa delle 14.30. Difficilmente oggi scenderemo oltre la soglia di supporto indicata agli inizi di settimana a 1,0950. Tuttavia avremo, con la lettura del dato sull’occupazione , il PMI e l’ISM,  un ulteriore verifica dello stato dell’economia Usa. a ciò dovremo aggiungere un ulteriore nota sul ritorno di avversione al rischio sui mercati azionari.  Sul cambio eur usd continuiamo ad aspettarci la prosecuzione di una fase di consolidamento del segnale di forza della divisa americana in linea con lo scenario del nostro Outlook.

Il RUBLO dopo aver assorbito pienamente la svalutazione accusata all’avvio della crisi in Ucraina, aprirà una fase di consolidamento tra 87 – 98 eur rub. La conferma delle nostre attese fornirà spunti di lettura sull’andamento dei prezzi del gas naturale (fut. Dutch TTF), ma sopratutto offrirà una chiave di lettura sulle prospettive sull’andamento del tavolo delle trattative tra Russia ed Occidente.

COMMODITY  Gas for Rubli – Il future sul Natural Gas, Dutch TTF, nel frattempo fluttua all’interno della banda di oscillazione che avevamo indicato tra 100/95 – 130. Ciò conferma un dato per noi significativo: nonostante il braccio di forza tra le parti politiche che rappresentano domanda ed offerta(Gas for Rubli), la tenuta sostanziale del range indica la presenza di un canale di dialogo attivo, pur declinato da momenti di tensione, ma pur sempre alla ricerca di compromessi. Continuiamo a pensare che il raggiungimento di un accordo possa essere anticipato dalla discesa dei prezzi sotto quota 100/97 eur mwh.

PETROLIO L’Opec+, Opec + Russia ed altri produttori, ha concordato giovedì di aumentare l’offerta di petrolio a maggio di 432k di barili/giorno. Questo è solo un leggero aggiustamento al rialzo da 400k  di barili/giorno dell’aumento mensile stabilito lo scorso agosto.  L’alleanza ha osservato che “i fondamentali del mercato petrolifero e il consenso sulle prospettive indicano un mercato ben bilanciato”. Il gruppo ha dovuto affrontare crescenti pressioni da parte degli Stati Uniti e di altri grandi consumatori per pompare più petrolio per aiutare a frenare l’aumento dei costi del carburante e l’inflazione, specialmente durante la guerra in Ucraina. Nonostante la richiesta dell’Occidente, l’Opec+ si è rifiutata di abbandonare il suo piano di produzione a lungo termine.

Ciò nonostante i prezzi stanno scendendo per effetto dell’annuncio dell’amministrazione Usa in merito alla disponibilità di ricorrere all’utilizzo delle riserve strategiche. Il Brent future punta verso il nostro livelli di attenzione a quota 103/100 usd/bar. Ricordiamo che il nostro Outlook indica significativo tale range, in quanto chiusure sotto tale fascia, potrebbero dare il via ad un segnale di reversal di breve in grado di riportare i valori verso quota 90 e potenzialmente 70 usd/bar qualora si violi quota 85 usd/bar.

IL SENTIMENT DELLE IMPRESE FA I CONTI CON LA GEOPOLITICA GAS FOR RUBLI

WB ANALYTICS: BRENT FUT

MOODY’S SU RATING ITALIA – Atteso, come di consueto a mercati Usa chiusi, il pronunciamento di Moody’s sul rating sovrano italiano, attualmente ‘Baa3’ con outlook stabile, per il quale gli osservatori sono inclini a non aspettarsi modifiche. In occasione dell’ultima revisione, lo scorso novembre, l’agenzia statunitense non apportò cambiamenti mentre, poco prima, Dbrs e S&P Global avevano confermato il rating sull’Italia, migliorandone l’outlook rispettivamente a ‘stabile’ e a ‘positivo’. Sarà interessante capire quali sono, secondo Moody’s, le ricadute del conflitto in Ucraina sull’economia italiana. In attesa che il governo presenti il Def la prossima settimana, due fonti hanno detto a Reuters nei giorni scorsi che, nonostante i crescenti costi di luce e gas e gli effetti della guerra, il governo punta a confermare l’obiettivo di deficit/Pil al 5,6% nel 2022.

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WB ANALYTICS: GME PUN ITALIA

L’agenzia Reuters riporta che il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato quest’oggi  di aver firmato un decreto in cui si afferma che gli acquirenti stranieri devono pagare in rubli per il gas russo dal 1 aprile e che i contratti sarebbero stati sospesi se questi pagamenti non fossero stati effettuati.

“Per acquistare gas naturale russo, devono aprire conti in rubli nelle banche russe. È da questi conti che verranno effettuati i pagamenti per il gas consegnato a partire da domani”, ha detto Putin in un  successivo commento televisivo.

Il prezzi del future Dutch TTF trattati sulla piattaforma ICE sono risaliti sino a sfiorare quota 130 eur mwh, livello che riteniamo fortemente critico. Il break up riattiverebbe infatti un nuovo significativo rally fulmineo.

I prezzi medi rilevati negli ultimi 6 mesi si collocano a 100 eur mwh, mentre la mediana annuale y/y transita alla fine di questo primo trimestre 2022 a 90 eur mwh.

Ciò significa che le aziende europee stanno consolidando il rincaro del costo energetico a livelli difficilmente sostenibile.

In Italia l’energia elettrica sta consolidando ad un anno un valore medio del PUN, Prezzo unico nazionale, a 172 eur mwh, 246 media a 6 mesi. Questi dati esprimono un preoccupante rialzo negli ultimi 24 mesi pari al 2.750%.  L’attuale valore del PUN quota in una mediana tra 300/310 euromwh  e continua ad evidenziare un’ulteriore propensione al rialzo.

La forte correlazione tra l’andamento del Natural Gas TTF ed il PUN GME non consente al momento di smantellare le coperture strategiche sui relativi prezzi di fornitura.

NATURAL GAS DUTCH TTF

NATURAL GAS FOR RUBLI

WB ANALYTICS: DUTCH TTF FUTURE

GME PUN ITALIA

NATURAL GAS FOR RUBLI

WB ANALYTICS: GME PUN ITALIA

Le forze ucraine si preparano per nuovi attacchi russi nell’est del Paese, dice il presidente Volodymyr Zelensky, mentre prosegue la battaglia per Mariupol, per cui Mosca ha offerto un cessate il fuoco. Non ci sono svolte dopo i colloqui a Istanbul, riguardo ai quali il negoziatore ucraino ha comunque espresso ottimismo.  A sua volta il capo negoziatore russo ha detto che Kiev ha espresso la volontà di soddisfare le principali richieste di Mosca, ma ha aggiunto che la posizione russa su Donbas e annessione della Crimea non cambia. [nS8N28D0DU] Secondo la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, l’economia ucraina potrebbe riprendersi nel 2023 se il conflitto cessasse nei prossimi due mesi.

Intanto la guerra pesa sull’economia europea. In Germania, locomotiva del blocco, i consulenti economici del governo hanno più che dimezzato la stima del Pil per quest’anno.
L’Ue sta considerando nuove sanzioni nei confronti delle banche russe, ha scritto il Wall Street Journal citando fonti diplomatiche.  Il Cremlino intanto ha segnalato che tutte le esportazioni russe di energia e materie prime potrebbero essere prezzate in rubli. [FONTE REUTERS]

ENERGIA – Per quanto riguarda le incertezze legate alle forniture di gas, Bruxelles si prepara ai possibili scenari, e da parte sua l’Italia, secondo una fonte governativa, aspetta di vedere le modifiche ai contratti che Gazprom invierà agli operatori prima di decidere su un eventuale stato d’allerta. Secondo un’esclusiva Reuters, Mosca prevede di mantenere invariati i prezzi dei contratti per le esportazioni di gas ai Paesi “ostili” ma il pagamento dovrebbe essere effettuato in un equivalente in rubli in un giorno di regolamento pre-concordato. In un colloquio telefonico Vladimir Putin ha descritto al premier Mario Draghi il sistema dei pagamenti del gas russo in rubli.
Gli Usa valutano il rilascio di 180 milioni di barili di greggio delle riserve strategiche per frenare l’aumento dei prezzi. Il piano dovrebbe essere annunciato oggi dal presidente Joe Biden, secondo tre fonti.
Intanto in Italia, rendo noto Arera, da domani le bollette scenderanno dopo 18 mesi, con un -10,2% per l’elettricità e -10% per il gas nel secondo trimestre.

BCE – Occhi sugli interventi del capo economista Philip Lane e del vicepresidente Luis de Guindos, mentre la nuova fiammata dell’inflazione alimenta le aspettative di rialzi dei tassi nella zona euro in tempi più stretti del previsto. La presidente Christine Lagarde ieri ha insistito sul fatto che i prezzi di energetici e prodotti alimentari si stabilizzeranno. Il consigliere Robert Holzmann ha intanto prospettato la possibilità di rialzi in settembre e dicembre, mentre il collega Gabriel Makhlouf ha detto che Francoforte adotterà qualsiasi azione necessaria per adempiere al mandato sulla stabilità dei prezzi.

SPREAD BTP BUND – Si riparte da 2,15% per il tasso del Btp benchmark giugno 2032 e 147 punti base per lo spread sul Bund a 10 anni, dopo una seduta che ha visto un brusco aumento dei rendimenti nella zona euro sui timori di inflazione. Il tasso del Bund a due anni ha toccato il livello più alto dal 2014 dopo la stima preliminare dei prezzi al consumo tedeschi.
Archiviata la tornata d’aste di fine mese, con il collocamento a medio-lungo che ieri ha visto i rendimenti dei Btp a 5 e 10 anni ai massimi da quasi tre anni.

Con questa settimana si conclude il primo trimestre 2022. I mercati iniziano a fare i conti con i primi dati che riportano l’iniziale percezione di quanto gli effetti geopolitici impattano sull’economia. In realtà l’apprezzamento delle commodity è già stato metabolizzato da tempo dalle imprese, ciò che invece non risulta del tutto scontato sono le ripercussioni su come lo stravolgimento della geografia  economica colpirà gli equilibri della globalizzazione.

Tra le incognite una cosa appare certa: la mappatura dei rischi ha allargato il perimetro delle contingenze da monitorare in un ambiente in cui si sono dissolte molte certezze.

Venerdì avremo la pubblicazione definitiva dei primi sondaggi d’opinione delle aziende dopo l’avvio della crisi militare in Ucraina. Le attese sono per una riduzione del clima di fiducia ancorché il consensus appare ancora poco permeabile alla potenziali ripercussioni economiche derivante dagli effetti delle sanzioni.

E saranno proprio il loro sviluppo a determinare in primis la concausalità del quadro congiunturale a partire dall’energia.

GAS – Venendo alle sanzioni, il G7 ha respinto la richiesta russa di pagare il gas in rubli. Il rifiuto, ha detto un parlamentare russo, condurrà a un inequivocabile stop delle forniture [fonte Reuters].

PETROLIO – Quanto al greggio, secondo sette diverse fonti vicine all’organizzazione, l’OPEC+ ferma sul suo piano di un aumento della produzione molto limitato a maggio, nonostante il balzo dei prezzi innescato dal conflitto e le richieste di Stati uniti e altri Paesi di un ampliamento dell’offerta. I sauditi condizionerebbero qualsiasi aumento rispetto a quanto già’ concordato ad un maggiore supporto occidentale nella guerra in Yemen e a garanzie riguardo ad un possibile deal sul nucleare iraniano [fonte Reuters]. Una delle fonti afferma che la riluttanza di Riad punta a non mettere in pericolo la cooperazione con Mosca, che e’ membro dell’Opec+.   Il futures sul Brent viaggia stamani intorno ai 111 dollari al barile, mentre il contratto Usa West Texas Intermediate si attesta a 105 usd, con i prezzi che, pur rimanendo sotto pressione, scendono rispetto a ieri tra le speranze legate ai colloqui di stamani.

Aumentano in questo scenario i timori per le ricadute sulla crescita in Europa. Ieri S&P Global ha tagliato le stime sul Pil della zona euro per quest’anno a +3,3% dal precedente +4,4%. In Italia l’economia dovrebbe crescere del 3,1%, stima l’agenzia di rating, mentre per la Russia le previsioni sul Pil vengono ridotte dell’11%, per una contrazione pari all’8,5% nel 2022.

La numero uno della Concorrenza Ue, Margrethe Vestager, avverte tuttavia che è improbabile che le aziende colpite dalle restrizioni imposte a Mosca e dall’impennata dei costi dell’energia ottengano aiuti di Stato come avvenuto per la pandemia. [Reuters].

WB MARKET MOVER MONITOR

 

 

 

 

 

 

FOREX

In attesa della lettura del dato sull’occupazione USA di venerdì il dollaro consolida nei confronti dell’euro area 1,0950-1,1025. Le stime di consensus sulle statistiche occupazionali degli stati Uniti appaiono ancora una volta più che positive: si passerebbe dai nuovi occupati di febbraio 678k a + 448k nuovi posti di lavoro creati a marzo. Benché il dato complessivo dei Non Farm Payrolls risulti inferiore, rimane ampiamente superiore alle medie storiche. Il dato complessivo aggiornerebbe il tasso di disoccupazione al 3,7% dal precedente 3,8%. si aggiunga al dato l’atteso aumento del costo del lavoro +0,4% mensile, +5,5% su base annua. Nell’insieme il dato confermerebbe il percorso restrittivo annunciato dalla Federal Reserve.

Sul fronte europeo la BCE conclude in settimana gli acquisti in ambito Pepp, rimarrà attivo l’App con una dotazione iniziale di 40 miliardi di euro. Crescono nel frattempo nuovamente  le attese di rialzi dei tassi nella zona euro. Al momento i mercati monetari prezzano un aumento di 60 punti base entro l’anno da parte di Francoforte rispetto ai 50 punti della settimana scorsa, complice l’approccio aggressivo della Fed nonostante  Christine Lagarde abbia sottolineato che le politiche dei due istituti non saranno in sincrono. Il rialzo dei rendimenti del Bund a 10 anni sottolinea tale attese.

Stiamo lavorando ad un report per aggiornare la traiettoria del differenziale dei rendimenti tra Treasury e Bund e stimare quale possa essere il percorso tendenziale e di conseguenza comprendere i driver di mercato sul fronte del mercato Forex.

wb market mover monitor week 13/22

WB ANALYTICS: EUR USD ST

COMMODITY

Nella sessione di lunedì abbiamo assistito ad una discesa verticale dei corsi del greggio. Non è sufficiente per decretare un reversal del mercato. Tuttavia qualora le contrattazioni non dovessero superare nuovamente area 115 usd/bar (BRENT future) potremmo attenderci un ritorno verso 100 usd dove collochiamo il punto di breakout per imporre al mercato un primo concreto segnale di inversione di tendenza.

Il gas europeo rimane invece sopra i nostri livelli di allerta, il primo dei quali quota anch’esso in area 100/96 eur/mwh. In questa fase consideriamo come range di riferimento l’area 100-130, dove il limite superiore continua a rappresentare la nuova linea di frontiera del rischio.

Il rame continua invece a tenersi sopra i livelli di sostegno che definiscono il ciclo rialzista dei prezzi con una modesta perdita di momemtum che non alimenta ancora una view correttiva.

 

RISKOO ENTERPRISE RISK MANAGEMENTMARKET MOVER MONITOR WEEK 13/22

MARKET MOVER MONITOR WEEK 13/22

RUBLI for GAS E’ la risposta alle sanzioni occidentali verso la Russia. Un’opzione che tendenzialmente apre orizzonte nuovi, sconosciuti per  gli equilibri consolidati del mercato Forex.

Ne avevamo parlato in un post della scorsa settimana segnalando l’apertura della banda di oscillazione tra yuan renminbi e rubli da parte della PBoC per favorire le transazioni tra le due monete come sottostante per il regolamento della compravendita di energia. Il tema l’avevamo inoltre ventilato nel nostro ultimo web streaming commentando il rapporto tra dollaro, oro e posizioni di alcuni paesi produttori di petrolio rispetto alla possibilità di regolare in futuro le negoziazioni sul greggio in divise diverse dal dollaro, paventando come soluzione operativa il pagamento in oro e più semplicemente con le digital currencies emesse e governate dalle banche centrali.

L’introduzione di uno standard alternativo sconvolgerebbe i mercati, soprattutto i flussi ed i circuiti di regolamento. Soprattutto metterebbe in discussione il dominio del dollaro come moneta di riferimento per le riserve valutarie.

La dichiarazione di ieri rilasciata dalla Presidenza russa di regolare le forniture di gas in rubli va in questa direzione. Probabilmente non ha basi estemporanee. Costituisce da tempo uno degli strumenti inseriti nella cosiddetta cassetta degli attrezzi   da utilizzare per controbattere alle sanzioni.

Riprendendo le riflessioni fatte nello streaming con AITI, INSIDE CENTRAL BANK della scorsa settimana,  pur mentendo la nostra attenzione sulle potenzialità congiunturali di breve della divisa americana, dovremo d’ora in avanti fissare un focus sul rapporto dollaro/oro, al di là della copertura sull’andamento del rublo nei confronti di euro e di dollaro.

L’oro, dopo un’impennata verso i massimi dell’agosto 2020 a 2079 usd/oz, ha aperto una veloce fase di ritracciamento in direzione di 1900 usd. Tra questa base e quota 1980 usd si aprirà una lotta per la definizione del rapporto di forza tra dollaro ed oro. Non sarà l’unica, ma in questa precisa circostanza avrà valore più che simbolico per le prospettive degli equilibri e della volatilità del mercato valutario e delle commodity.

Crediamo che le banche occidentali cercheranno di contrapporsi alla forza dell’oro, mentre quelle d’oriente cercheranno di alimentare il break up del range 2000/2100 usd/oz. 

Prepariamoci a gestire la volatilità sui mercati.

Nel frattempo la partita sull’energia diventa giorno per giorno il vero campo di confronto negli equilibri della nuova globalizzazione.

RUBLI FOR GAS

WB ANALYTICS: GOLD USD/OZ