RISKOO MARKET MOVER MONITOR

 

L’inflazione statunitense è aumentata più del previsto a marzo ed è probabile che si spinga verso il 4%. Sono molti i fattori che al momento sostengono un ulteriore rialzo dei prezzi: la vivacità della ripresa in rappporto alle difficoltà dell’offerta dovuti ai problemi di approvvigionamento. Se questo può rappresentare un fattore temporaneo, la permanenza di stimoli monetari contrasta nettamente con la necessità di mantenerli attivi come nel periodo in cui tutto era bloccato dalla pandemia.  Gli attivi finanziari, la borsa in primo luogo, esprimono multipli che mediamente quotano 3 volte il GDP globale. Pertanto come avevamo già scritto ieri  e nei giorni scorsi, la pressione sui prezzi costringerà la Fed a modificare la propria narrativa ponendo le basi per un rischio sempre più sbilanciato verso un rialzo dei tassi nel 2022.

L’euro dollaro ha reagito al dato, 2,6%, sopra le attese di 10 punti base, con un primo apprezzamento del dollaro arrestato sopra 1,1870. La mancata violazione di 1,1870 ha spinto le contrattazioni verso la parte alta del range segnalata ieri mattina prima del dato a 1,1965 eur usd.

Il mercato con questo rialzo ha raggiunto l’apice della reazione avviata dall’euro dopo il test di 1,17, come suggerito nel post del 6 aprile.

Il punto è piuttosto importante in quanto rappresenta il livello sotto il quale a marzo erano scattati molti ordini di vendita di posizioni commerciali lunghe di euro, con speculari coperture sul dollaro da parte di importatori.  Nella mappatura settimanale del mercato Forex oltre alla tenuta di questo range, per la quale non escludiamo temporanei e brevissimi spike verso 1,20, si ritornerà a mettere nuovamente a fuoco 1,1870 dove si colloca secondo la nostra ricerca il punto di -scarico- dei recenti buy order sull’euro.

Ricordiamo inoltre che a settembre la BCE, proprio in quest’area, aveva sollevato più di una preoccupazione sull’apprezzamento dell’euro. Se ritornasse sopra 1,20 potrebbe ritornare sul tema. Oggi sono in programma alcuni interventi di esponenti del Board. Non ci aspettiamo ovviamente dichiarazioni di questo tenore, tuttavia l’intervento di Christine Lagarde si presta nei contenuti per ribadire la linea di policy accomodante della BCE.

MARKET MOVER RISKOO MONITOR

INTERVENTI BCE – Di rilievo l’intervento odierno della presidente Christine Lagarde che interviene all’evento Reuters “Steering the Post-Pandemic Economy” nel pomeriggio, in mattinata il vice presidente de Guindos presenta il “Rapporto annuale Bce 2020” al Parlamento europeo, a seguire gli interventi  del consigliere Fernandez-Bollo, di Panetta, sempre davanti al Parlamento europeo, e di Schnabel alle 19.

BANCA CENTRALE NUOVA ZELANDA – Al termine del meeting, l’istituto centrale neozelandese ha lasciato la propria politica monetaria invariata confermando lo stimolo accomodante per garantire il raggiungimento dei target su inflazione e occupazione. La Banca centrale ha lasciato il suo ‘official cash rate’ al minimo storico di 0,25% senza modificare né il suo programma Qe né  quello ‘Funding for Lending’.

MARKET MOVER MONITOR

PRODUZIONE ZONA EURO – In calendario i dati Eurostat con la lettura di febbraio della produzione industriale. Dopo  il deludente dato tedesco di qualche giorno fa, e la crescita sotto le attese di quella italiana ieri, il consensus per l’intera area converge su un calo dell’1,1%  mensile (dal +0,8% del mese precedente) e dello 0,9% su anno (da confrontare con il +0,1% di gennaio).

MINISTRO FRANCO A CONFERENZA OCSE – In mattinata il ministro dell’Economia Franco partecipa alla conferenza stampa di presentazione “Going for Growth 2021: shaping a Vibrant Recovery” assieme al segretario generale dell’organizzazione Gurria.

NEXT GENERATION UE –  La presidente della Commissione Ue von der Leyen e il Commissario per il bilancio Hahn presenteranno alla stampa la strategia di finanziamento del piano Next Generation. Ieri il commissario Gentiloni ha dichiarato che la Commissione ha in programma di alzare le stime di crescita della zona euro per il 2021 a maggio, dopo la pubblicazione delle nuove proiezioni economiche, avvicinandole a quelle del Fondo monetario internazionale.

ORDINATIVI GIAPPONE – Febbraio ha segnato l’inatteso calo degli ordinativi dei macchinari in Giappone. La flessione è stata dell’8,5% su mese, secondo mese di fila in calo, a fronte di attese per una crescita di 2,8%. Su anno il calo è stato del 7,1% contro attese per +2,3%.

MARKET MOVER

FOREX – Dollaro, come sopra indicato tocca i minimi delle ultime  tre settimane contro yen ed i minimi di quattro settimane contro euro dopo i dati sull’inflazione Usa che, nonostante il rialzo, non hanno destato eccessive preoccupazioni nel mercato per un possibile ‘tapering’ della Fed. Attorno alle 7,30, il cambio euro/dollaro vale 1,1962, in rialzo dello 0,12%, dopo aver chiuso a 1,1946. Dollaro/yen a 108,94, in calo di 0,1% dopo una chiusura a 109,05 e il cross euro/yen scambia piatto rispetto alla scorsa chiusura a 130,30.

WB ANALYTICS EUR USD

WB ANALYTICS EUR USD

GREGGIO – Prezzi in rialzo dopo il calo maggiore delle attese nelle scorte Usa e dopo che l’Opec ha alzato il proprio outlook sulla domanda di greggio. Attorno alle 7,30 i derivati sul Brent scambiano in rialzo di 44 cent a 64,11 dollari il barile, e quelli sul greggio Usa di 45 cent a 60,63 dollari.

TREASURIES – Governativi Usa piatti negli scambi asiatici. Il decennale di riferimento ha un tasso di 1,625%.  Nel pomeriggio, a mercati chiusi, seguiremo l’intervento del numero uno della Fed Powell.

BTP E PRIMARIO ZONA EURO – Riferimenti per l’apertura odierna i 105 punti base per il premio di rendimento Italia-Germania e lo 0,76% per il tasso del decennale di riferimento aprile 2031. In mattinata la Germania offre in un’asta regolare 1,5 miliardi nel Bund con scadenza agosto 2048, cedola 1,25%. Ieri il governatore di Bankitalia Visco ha detto che in questo momento i governi possono beneficiare di tassi di interesse molto bassi nell’emissione di obbligazioni sovrane mentre aumentano la spesa per sostenere le economie colpite dal coronavirus.

 

INFLAZIONE USA. Oggi un attimo prima delle 14.30 i mercati si fermeranno per attendere la pubblicazione del dato mensile di marzo. L’0attesa riporta un consensus che stima un aumento dei prezzi prossimo allo 0,2% m/m. L’IPC annuale salirebbe rispetto allo scorso marzo 2020 a 2,5%. L’IPC marzo su marzo aumenterebbe dello 0,5%.

Perchè l’inflazione ha assunto un ruolo critico nella lettura dei mercati?

Nell’ultima settimana abbiamo visto diversi interventi di autorevoli membri del Fomc compreso J Powell intervenire per esprimere il loro pensiero su quali siano le riposte che la FED possa mettere sul tavolo per gestire l’attuale congiuntura. Il più attivo, James Bullard, presidente della Riserva Federale di St.Louis, ha dichiarato in un’intervista a Bloomberg Television che un’eventuale azione di  tapering potrebbe rientrare tra le opzioni di politica monetaria della Fed qualora la ripresa assumesse ancor più rilievo e stabilità lungo il percorso della crescita.

Come abbiamo scritto ieri e ribadito questa mattina a CLASS CNBC  in un’intervista rilasciata da Wlademir Biasia a Caffè Affari, il quadro di riferimento spingerà la Riserva Federale a modificare la propria comunicazione da una guidance accomodante verso una linea che sposta ad un orizzonte più ravvicinato il potenziale rialzo dei tassi negli Stati Uniti. In termini concreti la Fed tenderà a preparare il mercato per un possibile rialzo nel 2022 anziché 2023.

La BCE come interpreta l’attuale ciclo d’inflazione?

Nell’intervento più recente rilasciato da un membro esecutivo del Board della BCE, Fabio Panetta, sono stati ribaditi temi che pongono la linea di policy monetaria nell’Eurozona in un piano diverso rispetto a quella americana. Dall’intervista del dott. Panetta emergono toni ancora preoccupati circa l’uscita dell’Europa dalla crisi sanitaria:  “Dobbiamo rendere operativo lo strumento di Recovery Ue” e “dovremmo valutare se fornire maggiore sostegno fiscale per riportare la domanda al suo potenziale più velocemente”, aggiunge ancora:  “in generale, non sarebbe saggio scommettere su un rapido recupero. Ci sono rischi che possono impedire la realizzazione dei miglioramenti pianificati. E anche se riusciamo a uscire presto dalla pandemia, ci renderemo conto che il danno all’economia è maggiore di quello che vediamo ora… Nulla impedisce alla zona euro di avere una robusta ripresa – ha osservato – ma per questo l’economia deve essere sostenuta con il livello appropriato di stimolo monetario e fiscale. La prudenza ci dice che è meglio iniettare troppi stimoli che non essere all’altezza”

E’ facile intuire che il dott. Panetta stia sollecitando il Consiglio ad essere più assertivo nell’utilizzo di strumenti accomodanti anche da parte della BCE.

Il diverso regime di attenzione verso gli sviluppi dell’inflazione nelle due sponde dell’Atlantico appare dunque scorrelato  favorendo un contesto valutario in controtendenza rispetto a quanto ancor oggi molti analisti sostengono.

Quali impatti sul dato relativo all’inflazione USA che sarà pubblicato oggi?

Nell’immediato i mercati attendono un dato in linea o leggermente sopra le attese. L’eur usd rimane posizionato sopra area 1,1890. Come scritto nel MarKet Mover Monitor della settimana area 1,1870 costituirà il punto di maggior tensione sugli sviluppi conseguenti alla lettura del dato odierno. Un dato leggermente sopra le attese spingerà i corsi a violare tale livello e ridare nuovamente forza al dollaro, diversamente potremmo assistere ad un ulteriore breve rialzo dell’euro verso area 1,1965/70.

WB ANALYTICS EUR USD HOURLY

WB ANALYTICS EUR USD HOURLY

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Tra i MARKET MOVER MONITOR della settimana  spiccano gli aggiornamenti alle tendenze economiche in Cina, Giappone, Stati Uniti, Eurozona e Regno Unito domineranno questa settimana mentre i mercati cercheranno informazioni sullo slancio della crescita tra le condizioni che stanno portando alla soluzione della crisi sanitaria. In settimana si riuniranno anche alcune banche centrali per prendere decisioni sui tassi di interesse in Nuova Zelanda, Corea del Sud e Turchia.

MARKET MOVER MONITOR ASIA

La Cina riporterà il tasso di crescita annuale del PIL atteso in positivo nel primo trimestre, data la recessione economica registrata nello stesso periodo dello scorso anno quando la pandemia ha colpito e l’economia si è bloccata. La crescita potrebbe accelerare dal 6,8% nel quarto trimestre a circa il 19%, anche se il ritmo di espansione probabilmente si raffredderà nei restanti trimestri dell’anno. La Cina, tuttavia, continua a mostrare una forte espansione economica, principalmente grazie al suo successo nel controllo delle nuove epidemie di COVID-19. Le stime di consenso prevedono una crescita del 7,8% per il 2021 e un’espansione del 5,8% nel 2022. Sempre dall’Asia, in settimana arriveranno anche gli ordini di macchinari giapponesi, in particolare ci si attende che una maggiore crescita della produzione industriale contribuisca a compensare il malessere del settore dei servizi.

MARKET MOVER MONITOR. USA

Negli Stati Uniti tra i MARKET MOVER MONITOR della settimana  spiccano  i dati sulla produzione industriale e sulle vendite al dettaglio dovrebbero mostrare che l’economia risulta sostenuta da un forte slancio di crescita, mentre i dati dell’indagine manifatturiera di aprile delle federazioni di New York e Philadelphia, oltre al sentimento dei consumatori dell’Università del Michigan, forniranno approfondimenti sull’andamento dell’economia all’inizio del secondo trimestre, tra il lancio di vaccini in corso e il nuovo stimolo fiscale.

MARKET MOVER MONITOR EUROPA

Nel frattempo, l’introduzione del vaccino nella zona euro è stata lenta e ulteriori ondate di virus minacciano di frenare la crescita nel secondo trimestre. Nonostante ciò, la crescita record della produzione manifatturiera, la cui ripresa sembra essere confermata dai dati ufficiali di produzione in tutta l’area risulta di conforto. I dati sui prezzi al consumo possono mostrare segni di crescenti pressioni sui prezzi, anche se è probabile che l’inflazione di fondo rimanga contenuta.

Nel Regno Unito, si prevede che i dati sul PIL confermeranno che l’economia ha attraversato una fase di difficoltà durante il blocco, anche se i sondaggi PMI suggeriscono nuovi segni di vita poiché la domanda interna risulta sollevata dalla campagna dei vaccini. I dati commerciali saranno tuttavia tenuti d’occhio per trovare indizi sull’impatto della Brexit sul commercio dell’UE.

IL QUADRO ECONOMICO EMERSO LA SCORSA SETTIMANA

I dati macro di cui sopra saranno importanti soprattutto dopo la diffusione delle indicazioni pervenute la scorsa settimana.

PRODUZIONE INDUSTRIALE GERMANIA

Sono soprattuto i dati relativi alla produzione industriale in Germania e Francia a sollevare qualche timore, soprattutto in riferimento alla crescita del Pil nel primo trimestre.

L’industria tedesca, nonostante gli incoraggianti sondaggi PMI sul manifatturiero,  ha subito un altro colpo a febbraio, con la produzione industriale in calo dell’1,6% su base mensile, dal -2,0% su base mensile di gennaio. Nell’anno la produzione industriale è diminuita del 6,4%. Allo stesso tempo, le esportazioni hanno resistito sorprendentemente bene e sono aumentate dello 0,9% su base mensile, dall’1,6% su base mensile di gennaio. Il settore delle costruzioni ha continuato il suo pessimo inizio d’anno, registrando un calo dell’attività dell’1,3% su base mensile, da un calo devastante di oltre il 12% a gennaio.

I dati industriali di febbraio rendono difficile vedere come l’economia possa ancora sfuggire a una contrazione nel primo trimestre.

PRODUZIONE INDUSTRIALE FRANCESE

La produzione industriale francese è diminuita drasticamente a febbraio, nonostante nonostante anche in questo caso fossero preceduti da forti indicatori di fiducia. Questa spiacevole sorpresa mette in dubbio la speranza che il settore industriale sarà una forza trainante per l’economia francese nel primo trimestre e fa temere che la crescita del PIL sarà più debole del previsto.

Nel febbraio 2021, la produzione è diminuita nel manifatturiero francese (-4,6% dopo il + 3,3% di gennaio) e nell’industria nel suo complesso (-4,7% dopo il + 3,2%).

Rispetto a un anno fa, la produzione manifatturiera è diminuita del 7,1%, mentre la produzione industriale nel suo complesso è diminuita del 6,6% su un anno. Il calo di febbraio 2021 è dovuto principalmente alla produzione di mezzi di trasporto. La produzione sia di autoveicoli che di altre attrezzature di trasporto è crollata in un mese ed è ora rispettivamente del 13,5% e del 33,6% al di sotto dei livelli pre-crisi.

La carenza di chip è stata probabilmente una delle ragioni, ma anche i prodotti industriali e la produzione di beni capitali hanno subito un forte calo. Le costruzioni sono diminuite drasticamente nel corso del mese, del 6%, e ora sono del 4,7% al di sotto dei livelli pre-pandemici.

I dati di oggi suggeriscono che il PIL francese andrà peggio del previsto nel primo trimestre del 2021.

A nostro avviso, non possiamo aspettarci una crescita trimestrale positiva, con una crescita intorno allo 0% nella migliore delle ipotesi se si osserva una ripresa del settore a marzo. Se dovessimo assistere ad un ulteriore calo della produzione industriale a marzo, è improbabile che l’economia francese possa sfuggire a un  calo del PIL nel primo trimestre ed a una nuova recessione dopo il calo del PIL nel quarto trimestre del 2020.

LA VIEW DELLA BCE

L’ultima conferenza stampa della BCE ha lasciato molti partecipanti al mercato un po ‘perplessi sulla reazione della BCE. Le dichiarazioni rilasciate erano particolarmente edulcorate da aggettivi  “olistico”; per molti osservatori sono mancate  descrizione più nette di  come la BCE avrebbe reagito a fronte di una maggiore pressione inflativa e soprattutto ai rendimenti obbligazionari più elevati. Fortunatamente, diversi discorsi e alcuni post sul blog dalla conferenza stampa di marzo hanno chiarito l’attuale pensiero della BCE. A nostro avviso, un recente discorso del membro del consiglio di amministrazione della BCE Isabel Schnabel è diventato la migliore bussola che abbiamo potuto trovare per vedere dove sta puntando l’ago della BCE.

Quanto affermato dal membro del Consiglio, Isabel Schnabel, e quanto riflettono i verbali della riunione di marzo, indicano  che la BCE accetterà tassi nominali sul tratto lungo della curva più elevati a causa delle maggiori aspettative di inflazione. Quindi, finché i tassi reali rimangono stabili, va tutto bene. Qualsiasi aumento dei tassi reali sarà tollerato dalla BCE solo se riflette migliori prospettive di crescita. Di conseguenza, l’attuale funzione di reazione della BCE può essere riassunta come segue: fintanto che i rendimenti obbligazionari aumentano per buone ragioni, la BCE è rilassata. Se iniziano a salire per i motivi sbagliati, interverrà. Questo non è un vero controllo della curva dei rendimenti, ma piuttosto un limite morbido e mobile sui rendimenti.

Alla fine, il dibattito o addirittura la paura di un aumento dei rendimenti obbligazionari è stato un po ‘una tempesta in in un bicchiere d’acqua. In altre parole, i mercati finanziari hanno capito subito che l’accelerazione dell’inflazione nella zona euro era – e sarà – principalmente il risultato di fattori una tantum. Questo tipo di inflazione è piuttosto deflazionistico e sicuramente non è un motivo per cui la BCE reagisca a un inasprimento prematuro. Al contrario, la BCE ha chiarito che guarderà a qualsiasi aumento temporaneo dell’inflazione e non tollererà alcun inasprimento ingiustificato delle condizioni di finanziamento.

È da qui che proviene il caricamento anticipato degli acquisti di asset in merito ai programmi di sostegno a fronte della pandemia.

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MARKET MOVER MONITOR 

La scorsa settimana l’eur usd ha visto una reazione verso l’area 1,1950 dove le negoziazioni hanno incontrato il cap atteso. Ci aspettiamo che le vendite sull’euro ritornino a prevalere in un quadro ancora positivo per il dollaro.

Le dichiarazioni di J. Powell rilasciate nel week end a 60 Minutes confermano anche da parte della Fed che l’Outlook sulla crescita statunitense sta assumendo dimensione  e struttura più che confortanti. Ciò lascia presagire che in futuro il Board possa modificare la propria comunicazione sulla guidance.

In merito al cambio in questi primi giorni della settimana ci concentreremo su quota 1,1870/60 dove transita il floor del questo mini range che controlla la reazione di eur usd.

MARKET MOVER MONITOR DELLA SETTIMANA

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

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RISKOO MARKET MOVER MONITOR

MINUTE BCE

Attesi oggi i le minute della BCE relative all’ultima riunione del board, che ha deciso un aumento degli acquisti mensili Pepp, registrando però opinioni divergenti sul controllo del rialzo dei tassi.
I dati diffusi ieri hanno mostrato intanto un marcato calo degli acquisti settimanali da parte della Bce, anche se dallo spaccato mensile emerge un’accelerazione del 22,7% di cui la Germania è stata la principale beneficiaria.     Ieri il ‘falco’ Klaas Knot ha detto che con un forte rimbalzo dell’economia nella zona euro Francoforte potrebbe iniziare a ridurre gradualmente gli acquisti Pepp dal terzo trimestre, per concluderli nel marzo del prossimo anno. Per il banchiere centrale finlandese Olli Rehn la Bce deve mantenere la sua politica ultra-accomodante finché la crisi sanitaria ed economica provocata dal Covid-19 non sarà alle spalle.

FED

La banca centrale Usa si aspetta di dover sostenere l’economia ancora per un po’ di tempo visti i rischi e l’incertezza della situazione, emerge dai verbali dell’ultima riunione del Fomc diffusi ieri sera.

USA – Il presidente Joe Biden porta avanti la nuova proposta di spesa da 2.200 miliardi di dollari e chiede alle aziende di pagare un livello “accettabile” di tasse. Secondo fonti e gruppi industriali, l’accordo potrebbe essere raggiunto su un rialzo dal 21% al 25%.

DEBITO TARGET2 – Da Bankitalia arriva stamani il dato sul debito Target2 dell’Italia relativo a marzo, da confrontare con i 466,941 miliardi di euro del mese prima, minimo da febbraio 2020. Il documento mensile sugli aggregati di bilancio a cura di via Nazionale contiene anche i numeri sul funding Bce alle banche italiane, che a febbraio si attestava a 373,872 miliardi, pressoché stabile.

MERCATO

BTP – Riferimenti per la giornata odierne sono 103 punti base per il differenziale di rendimento Italia-Germania sul tratto a 10 anni e 0,71% per il tasso del decennale benchmark.
In serata, a mercati chiusi come di consueto, il Tesoro comunica tipologia e quantitativi del collocamento a medio-lungo in programma martedì prossimo, che come annunciato da via XX Settembre terrà conto dell’emissione sindacata di ieri.  Sul primario stamani si attivano la Francia, che offre fino a 11 miliardi in tre Oat, e la Spagna, che mette a disposizione fino a 6 miliardi in tre Bonos oltre a 1 miliardo in un titolo indicizzato.

BTP DUAL TRANCHE – Attesi oggi dal Tesoro i dettagli relativi al collocamento dual tranche di ieri da complessivi 12 miliardi di euro. La domanda per il nuovo Btp 50 anni e per la riapertura del titolo a 7 anni ha superato i 130 miliardi.

FOREX – Dollaro vicino ai minimi da due settimane in scia al calo dei tassi Usa. Poco prima delle 7,50 il cross euro/dollaro è a 1,1876 in rialzo dello 0,05%, l’euro/yen scambia a 130,23 a -0,11%, il dollaro scambia a 109,66 yen in calo dello 0,16%.

GREGGIO – I futures sul Brent scendono dello 0,65% a 62,75 dollari al barile, i futures Nymex dello 0,72% a 59,34 dollari.

TREASURIES – Il tasso del benchmark decennale sui mercati asiatici è in area 1,665%, rispetto alla chiusura Usa a 1,654%.

LE MINUTE DELLA FED E DELLA BCE

WB ANALYTICS: ITA 10 Y YIELD

Scenario IIQ 2021: Allo scenario  di partenza dei sondaggi PMI sul comparto manifatturiero si aggiungono i dati su quello relativo ai servizi ed al commercio. Questa settimana infatti i PMI del settore servizi saranno al centro del calendario economico insieme ad alcuni aggiornamenti chiave per il commercio, la produzione industriale e l’inflazione. La settimana vede anche decisioni sui tassi di interesse presso le banche centrali in Australia, India e Polonia, mentre la BCE e il FOMC pubblicano i verbali delle loro ultime riunioni. Prende inizio anche la riunione di primavera del FMI e l’aggiornamento dell’Outlook economico mondiale.

SCENARIO IIQ BANCHE CENTRALI

Dagli incontri delle banche centrali, RBA e RBI, non ci aspettiamo ancora cambiamenti di bias sebbene alcuni segnali incoraggianti provenienti dai recenti dati economici ed all’accenno generalizzato di un aumento delle pressioni sui prezzi potrebbero introdurre un cambiamento della policy monetaria.

Questa mattina la Banca Ventrale australiana ha mantenuto in effetti il suo tasso di interesse e il programma di acquisto di obbligazioni, come previsto, poiché queste misure hanno continuato ad aiutare l’ economia mantenendo i costi di finanziamento molto bassi. Il consiglio di amministrazione della Reserve Bank of Australia guidato dal governatore Philip Lowe ha deciso di lasciare invariato il tasso di cassa al minimo storico dello 0,10%.

Si ritiene che anche  la BC indiana confermerà condizioni monetarie accomodanti mentre persistono incertezze e restrizioni sul COVID-19, con l’India preoccupata per l’impatto economico dovuto ad eventuali ulteriori ondate di infezioni.

Gli esiti del recente Consiglio Direttivo della BCE saranno oggetto di analisi attraverso la lettura dei verbali che saranno pubblicati in settimana. La recente decisione di aumentare gli acquisti di asset tra le preoccupazioni per l’aumento dei rendimenti obbligazionari rappresenta il tema su cui si concentrerà maggiormente l’attenzione degli investitori. Anche sul lato Fed avremo la pubblicazione delle minute del FOMC. Gli analisti sono concentrati in questa fase nel comprendere quanto siano percepite le spinte inflazionistiche dai membri della Fed e quale possa essere il loro atteggiamento a fronte dell’aumento dei rendimenti obbligazionari.

PMI SERVICES

Dopo i dati PMI sul comparto manifatturiero, questa settimana Markit e ISM forniranno nuove valutazioni  sulla fiducia del settore dei servizi negli Stati Uniti. Le anticipazioni Flash che abbiamo analizzato per il mese di marzo suggeriscono che la loro lettura finale evidenzi un quadro di partenza del IIQ ancora positivo, confermando il ruolo di traino delle ripresa globale da parte degli USA. Altri importanti dati rilasciati dagli Stati Uniti includono gli ordinativi delle fabbriche, il commercio,  le offerte di lavoro ed i prezzi alla produzione.

Altrove, la disoccupazione della zona euro e la produzione industriale per Germania e Francia saranno sotto esame dopo che i numeri PMI hanno mostrato il boom della produzione anche nell’Eurozona a dispetto del  settore dei servizi, rimasto indietro rispetto alla ripresa delle imprese manifatturiere, benché alcuni segnali indichino un’iniziale stabilizzazione del comparto.

È importante sottolineare che il rilascio di tutti i dati PMI effettivi per il mese di marzo fornirà una visione aggiornata delle tendenze economiche globali per lo scenario IIQ  dopo che i sondaggi di febbraio avevano evidenziato il rafforzamento del tenore della ripresa ponendo l’accento sulle pressioni  inflative che nel frattempo hanno evidenziato un loro picco rispetto all’andamento medio dell’ultimo decennio. I dati PMI globali dettagliati metteranno inoltre in evidenza i vincitori e i perdenti del settore.

PMI CHINA

A conferma della buona impostazione dello scenario di partenza del IIQ, questa mattina abbiamo avuto la pubblicazione dei dati relativi al settore dei servizi in Cina. Il PMI Services  ha subito un’accelerazione a marzo, guidata da un aumento dell’attività e delle vendite all’estero. L’indice Caixin Purchasing Managers ‘è salito a 54,3 a marzo da 51,5 a febbraio. Il ritmo di espansione è stato il più veloce negli ultimi tre mesi. Il punteggio è rimasto al di sopra del livello neutro di 50,0 per l’undicesimo mese consecutivo. L’aumento dell’assunzione di nuovi lavori ha portato a una rinnovata pressione sulle capacità operative. Nell’ambito degli sforzi per espandere la capacità ed elaborare gli ordini, l’occupazione presso i fornitori di servizi è aumentata a marzo. I costi operativi medi sono aumentati per il nono mese consecutivo a marzo. Tuttavia, il tasso di inflazione è stato il più debole registrato dallo scorso settembre. Per alleviare la pressione sui margini, i prezzi praticati dalle società di servizi sono nuovamente aumentati. Sostenuto da un aumento più netto dell’attività dei servizi, l’indice composito della produzione è salito a 53,1 a marzo da 51,7 a febbraio.

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

La partenza di questo IIQ prevede uno scenario di mercato in cui l’euro dovrebbe tentare di reagire alle vendite che l’hanno caratterizzato nel corso del IQ di quest’anno. Ci aspettiamo una fase di consolidamento del recente range di fluttuazione con una finestra in cui le negoziazioni dovrebbero rimanere delimitate da una cap in area 1,19-1,1950 ed un floor poco sopra 1,17.

Avremo quindi un percorso interlocutorio dove gli operatori vorranno verificare le linee di politica economica e monetaria adottata nelle due sponde dell’Atlantico: da un lato gli importanti stimoli fiscali prodotti dall’Amministrazione americana, dall’altro il percorso politico verso il Recovery Plan la cui ratifica da parte della Germania è stata messa in discussione dalla Corte Costituzionale tedesca. Anche le linee di policy monetaria saranno sottoposte ad un attento esame nelle prossime settimane. Da un lato la Fed appare impegnata ad analizzare quanto siano durevoli le pressioni inflative, dall’altro lato si attende la fine dei blocchi sanitari per comprendere quanto sia ancora necessaria la mano della BCE nel sostenere il quadro complessivo nell’Eurozona attraverso i suoi programmi di allentamento monetario.

Abbiamo quindi aggiornato grafico relativo al rapporto eur usd per il nostro scenario IIQ di base delimitando le nostre attese all’interno del canale tratteggiato.

SCENARIO IIQ EUR USD FORECAST

WB ANALYTICS: EUR USD IIQ

RISKOO

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

La lettura dei dati PMI è stata anticipata dalla notizia in cui il presidente Joe Biden, de varo del pacchetto di stimolo da 1.900 miliardi di dollari, ha presentato ufficialmente un piano di infrastrutture da circa 2.300 miliardi di dollari, che include investimenti in progetti tradizionali come strade e ponti ma anche iniziative legate alla lotta al cambiamento climatico. Il piano che prevede tra l’altro 80 miliardi dedicati al potenziamento e alla modernizzazione del servizio ferroviario passeggeri prevede un incremento delle tasse per le aziende per finanziarlo.

I Market Mover più significativi sono oggi focalizzati sui dati PMI rilasciati in molte regioni economiche: Cina, Giappone, Australia, Eurozona (Germania, Francia, Italia), Inghilterra, Stati Uniti. Canada, Brasile.

PMI ASIA

PMI MANIFATTURA CINA – L’attività delle aziende manifatturiere cinesi è cresciuta a marzo al ritmo più lento di quasi un anno con l’indice Pmi per il comparto, elaborato da Caixin/Markit, sceso a 50,6 – minimo da aprile 2020 – da 50,9 di febbraio e al di sotto delle aspettative per 51,3. Diffuso ieri, il Pmi ufficiale aveva restituito la fotografia di un settore manifatturiero in espansione a un ritmo più rapido il mese scorso.

DATI PMI E TANKAN GIAPPONE – A marzo l’attività delle aziende nipponiche è cresciuta a un ritmo più rapido con la lettura finale dell’indice Pmi manifatturiero, a cura di Jibun Bank, salita a 52,7 rispetto al 51,4 del mese precedente. Il dato ha superato la stima preliminare di 52,0 e rappresenta l’espansione più rapida nel comparto dall’ottobre 2018.
Il morale delle aziende giapponesi inoltre è migliorato nei tre mesi a marzo. L’indice Tankan dei ‘big manufacturers’ della Banca del Giappone è passato a +5 a marzo rispetto al -10 di dicembre a fronte di attese per una lettura a zero.

In apertura di giornata la Russia ha comunicato una leggera perdita di momentum del PMI passando da 51,5 a 51,3.

PMI ZONA EURO

L’Italia apre le rilevazioni con un dato superiore al mese precedente 59,80 contro 56,9.  La Spagna cresce a marzo a 56,9 da 52,9; Anche la Francia mette a segno una crescita a 59,3 rispetto 56,1 di febbraio. La Germania che nel mese di febbraio aveva segnato 60,7 segna a marzo 66,6. La Polonia sale anch’essa rispetto a febbraio da 53,40 a 54,30 al disotto delle attese.

In ITALIA, secondo Markit i dati di marzo hanno evidenziato l’ennesima accelerazione della ripresa del settore manifatturiero. Sia la produzione che i nuovi ordini hanno registrato la maggiore espansione in oltre tre anni, e le aziende campione hanno riportato crescenti vendite e una migliore domanda da parte dei clienti. Di conseguenza, per far fronte alla maggiore mole di lavoro, le imprese manifatturiere hanno aggiunto ulteriore personale ed è rimasto elevato l’ottimismo. Le pressioni inflazionistiche però continuano ad aumentare, i costi di acquisto hanno indicato il più veloce incremento in quasi dieci anni, causando un tasso di inflazione dei prezzi alla vendita quasi record in quanto le aziende hanno cercato di mantenere i loro margini. La causa dell’aumento dei costi citata principalmente è legata ai ritardi nella catena di fornitura, i tempi medi di consegna, infatti, si sono allungati al livello maggiore dal picco pandemico di aprile scorso. Con il settore che ha mostrato una crescita sostanziale nel corso del primo trimestre, si può dire facilmente che la ripresa del settore manifatturiero è ben in corso. Se le condizioni della domanda rimangono elevate, anche in caso di ulteriori misure restrittive, probabilmente assisteremo ad una forte crescita nei prossimi mesi. I problemi che sta affrontando la catena di fornitura possibilmente intralceranno la crescita in corso, e le aziende già riportano i loro tentativi precauzionali di creazione di giacenze, ma qualsiasi altro ritardo o carenza potrebbe però interrompere la produzione.

I DATI PMI CONFERMANO LA RIPRESA GLOBALE

MARKIT PMI MANIFATTURIERO ITALIA

Anche in Germania sono stati rilevati valori positivi nonostante i vincoli sanitari imposti.  Quest’ultimi hanno colpito principalmente il settore dei servizi, non evidenziati in questa tornata di sondaggi. Nelle prossime settimane avremo modo di verificare se il comparto continua ad intravvedere un futuro grigio o se invece, come emergeva in parte dalla lettura dei PMI Flash (advanced), vi siano iniziali indicazioni in grado di ridare fiducia al settore dei servizi.

In generale il comparto manifatturiero dell’Eurozona cresce mettendo a segno un incremento da 57,9 a 62,5.

I DATI PMI CONFERMANO LA RIPRESA GLOBALE

MARKIT PMI MANUFACTURING GERMANY

L’Inghiletrra trae beneficio dall’attesa di una revoca dei vincoli previsti dai blocchi Covid a partire dal prossimo 12 aprile. Il sondaggio tra le aziende manifatturiere riporta il valore dell’indice da 55,1 di febbraio  a 58,9. Vale la pena ricordare che l’indicatore PMI rileva condizioni di crescita nelle aspettative delle aziende intervistate quando il valore della curva risulta superiore a quota 50. Viceversa delinea uno scenario di stagnazione/recessione quando i valori risultano inferiori a 50.

Attendiamo ora i dati del pomeriggio negli Stati Uniti per completare lo scenario relativo alle principali aree economico del mondo. L’attesa per il PMI Manufacturing USA fissa una crescita da 60,80 a 61,30, mentre l’analogo indice ISM sempre manifatturiero è anch’esso atteso in moderato rallentamento da 86 a 85.  In ogni caso sarà la giornata di domani a riservare i dati più attesi con le statistiche occupazionali attese in crescita: le nuove buste paga per il comparto non agricolo prevede un consensus pari a 647K contro il dato di febbraio a +379K.

AGGIORNAMENTO H.16 DATI PMI MANUFACTURING USA

I dati PMI appena pubblicato da Markit sul manifatturiero e quelli relativi all’ISM degli Stati Uniti confermano un ulteriore accelerazione della ripresa. Il dato PMI atteso a 59 è stato rilevato a 59,10 rispetto a 58,6 di febbraio. Ciò che invece ha accelerato è l’analogo dato ISM, il Manufacturing Index dell’Institute of Supply Management, che da 60,8 sale a 64,7 nel mese di marzo. Soltanto nel 1983 vi sono state rilevazioni più elevate.

Marzo ha visto le aziende operare con maggior frenesia a fronte di un consistente aumento di nuovi ordini. Anche se la produzione ha continuato a crescere ad un ritmo solido, la capacità è stata messa a dura prova dalla dalla combinazione di un’impennata della domanda e di interruzioni della catena di fornitura: i ritardi della catena di approvvigionamento e gli arretrati di ordini non completati stanno crescendo secondo Markit,  a tassi che non hanno precedenti nei 14 anni di storia del sondaggio PMI, il che significa che le scorte di prodotti stanno esaurendo. “Il pricing power è aumentato di conseguenza, dato che la domanda supera
l’offerta: i prezzi delle materie prime sono aumentate recentemente  al ritmo più elevato rispetto alla media dell’ultimo decennio e i prezzi di vendita al cancello della fabbrica sono aumentati ad un
livello che non si vedeva almeno dal 2007.  Gli stimoli messi in campo dall’Amministrazione  stanno avendo effetti significativi sulla domanda interna. Il dato di marzo lascia intravvedere un ulteriore espansione della ripresa nel IIQ 2021.

I DATI PMI CONFERMANO LA RIPRESA GLOBALE

MARKIT US MANUFACTURING

MARKET MOVER

FOREX – Dollaro ancora sui massimi di diversi mesi nei confronti delle principali divise. Attorno alle 7,40, il cambio euro/dollaro vale 1,1717, in calo dello 0,09%, dopo aver chiuso a 1,1728. Alla stessa ora dollaro/yen a 110,71, in rialzo di 0,01% dopo una chiusura a 110,70 e il cross euro/yen scambia in calo di 0,12% a 129,73 (chiusura a 129,87). Lo yuan renminbi perde terreno dopo la pubblicazione dei dati.

In generale l’eur usd, nonostante i dati PMI positivi dell’Eurozona non riesce per il momento ad impostare una reazione più significativa di quanto non sia emerso nelle ultime 24 ore. Prevale su tutto la spinta propulsiva degli stimoli messi in campo dall’Amministrazione Biden.

Nell’Outllook FX RISKOO IIQ 20/21 che abbiamo pubblicato a fine marzo, abbiamo confermato lo scenario indicato per il 2021 sul rafforzamento del dollaro sottolineando l’importanza e le valenze tecniche del test di area 1,16 a suo tempo previsto. I nostri algoritmi EXCESS RETURN ™ e  ADVANCE CYCLE ™ hanno nel primo caso messo in evidenza i due momenti di eccesso, nel secondo la perdita di momentum del trend rialzista dell’euro che si è manifestata inizialmente con una divergenza tra il movimento fisico dei prezzi (massimi crescenti) ed i massimi decrescenti dei Momentum. A partire da quota 1,22 l’algoritmo ADVANCE CYCLE ™ è definitivamente entrato in campo negativo qualificando l’inversione del trend di eur usd.

Attualmente lo sviluppo del modello conferma l’evoluzione negativa del ciclo tendenziale dell’euro. Il test atteso nei prossimi giorni di area 1,1650/1,1600 fornirà il collaudo delle indicazioni che abbiamo  anticipato nell’Outlook FX RISKOO IIQ.

anche il rapporto eur cny dovrebbe seguire una fase di reazione dell’euro propedeutica allo sviluppo dello scenario di medio termine delineato nelle indicazioni strategiche elaborate nell’Outlook.

 

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

WB ANALYTICS: EUR CNY L_T

WB ANALYTICS: EUR CNY L_T

 

GREGGIO – Prezzi in rialzo sulle attese che il meeting odierno dell’Opec possa decidere limitazioni alla produzione. Attorno alle 7,40 i derivati sul Brent scambiano in rialzo di 33 cent a 63,07 dollari il barile, e quelli sul greggio Usa guadagnano 36 cent a 59,52 dollari.

TREASURIES – Governativi Usa in rialzo negli scambi asiatici. Il decennale di riferimento guadagna 6/32 con un tasso di 1,725%.

 

Con questa settimana si chiude il I° trimestre di questo 2021 e si apre il IIQ.

Rispetto all’Outlook di inizio anno, WB FX RISKOO 20/21,  abbiamo abbiamo centrato correttamente le attese sul dollaro. La stima riportata per sintesi sul Dollar Index a 92,50 si è rivelata corretta. Più corretto lo scenario di recupero del dollaro in termini generali rispetto al consensus di mercato che invece fissava il cambio tra 1,25 e 1,30 eur usd.

Nell’Outlook WB FX RISKOO IIQ 20/21 abbiamo aggiornato le nostre attese mettendo nuovamente a fuoco le criticità dell’euro di cui l’esito del Consiglio UE  durante la conclusione del quale la Corte Suprema della Germania ha sospeso la ratifica del Recovery Fund, dopo che il Parlamento tedesco l’aveva approvato in via definitiva. Di qui la richiesta da parte della Corte affinché il presidente della Repubblica non firmi la legge approvata dal Bundestag e dal Bundesrat.  Lo strumento con cui l’Unione europea prevede di mettere a disposizione degli Stati membri 750 miliardi di euro per far fronte agli effetti della pandemia e ai costi per finanziare la ripresa è quindi nuovamente sotto esame nel momento della sua ratifica. La crisi sanitaria e le relative misure per il sollievo e per la ripresa hanno messo l’Unione europea a 27 in profonde difficoltà.

Sarà ancora la BCE a dover fare le veci anche politiche del Consiglio in un momento che ritorna ad essere critico per i paesi più colpiti. Oggi nel pomeriggio avremo da Francoforte l’aggiornamento sui volumi degli acquisti settimanali di bond governativi da parte della Bce, che ha anticipato una marcata accelerazione del programma Pepp dal mese prossimo.  Nella settimana conclusasi 19 marzo, nell’ambito del programma per contrastare le ricadute della pandemia, la Bce ha sottoscritto titoli di Stato della zona euro per circa 21 miliardi, 7 miliardi in più rispetto alla precedente.

Il calendario settimanale prevede altri momenti significativi:

venerdì le statistiche sull’occupazione  negli USA, preceduti giovedì dal dato PMI sulle principali aree economiche. Al centro dell’attenzione ci sarà anche l’ultima analisi della BCE e l’inflazione dell’eurozona. I mercati nel frattempo cercheranno notizie di ulteriori stimoli negli Stati Uniti sotto forma di spesa aggiuntiva per le infrastrutture.

Le indagini manifatturiere mondiali si concentreranno sull’aumento delle pressioni inflazionistiche, con i mercati desiderosi di valutare se i recenti segnali di aumento dei prezzi si dimostreranno transitori – come si aspettano i regulators – o più strutturali. I sondaggi hanno portato segnali positivi circa l’accelerazione della crescita della produzione manifatturiera ai massimi da quasi un decennio, poiché le economie si sono riprese dalle chiusure dovute ai virus. Una crescita particolarmente forte è stata osservata nell’Eurozona, dove i dati PMI flash per marzo hanno mostrato un aumento record della produzione di 23 anni. Ma i flash PMI hanno anche portato ulteriori segnali di limitazione della produzione, in particolare negli Stati Uniti, a causa dell’escalation dei problemi di offerta. La carenza di offerta ha a sua volta alimentato le pressioni sui prezzi più elevate dal 2008 .

I dati di marzo saranno quindi analizzati con attenzione per verificare se vi siano gli elementi per ritenere il rapporto tra domanda ed offerta in equilibrio cosicché da sanare alcuni dei colli di bottiglia, soprattutto in relazione ai tempi di consegna dei fornitori e la distribuzione.

Come scritto avremo un importante focus sugli Stati Uniti, con i dati sui salari non agricoli rilasciati venerdì. I dati precedenti hanno segnalato un forte  aumento dell’occupazione a febbraio con un incremento di 379.000 nuovi posti di lavoro, contestualmente i dati registrati nei mesi precedenti sono stati notevolmente rivisti al rialzo. Il tasso di disoccupazione si attesta ora al 6,2% rispetto al picco di aprile del 14,7%. Con i recenti robusti dati del sondaggio che indicano una fiducia ottimista delle imprese, sostenuta dall’introduzione del vaccino e dalle nuove misure di stimolo da $ 1,9 trilioni, è probabile che le assunzioni confermino un ulteriore robusto incremento a marzo: l’attesa è per 639k nuovi occupati.

Gli Stati Uniti stanno programmando ulteriori stimoli. Mercoledì il presidente Biden potrebbe annunciare altri 3 trilioni di dollari di spesa per le infrastrutture. In ogni caso eventuali notizie relativi a  stimoli aggiuntivi potrebbero essere attenuate dall’attuazione di contromisure sulla spesa extra,  con un aumento programmato delle tasse.

In Europa la BCE aggiornerà in settimana i dati preliminari sull’inflazione. L’IPC annuale di febbraio è stato leggermente inferiore alle aspettative, 0,9%, mentre  i dati emersi da un recente sondaggio suggeriscono che le pressioni al rialzo stanno accumulando.

In Asia, la NBS pubblica i sondaggi PMI servizi e manifatturiero per la Cina continentale per il mese di marzo, mentre il Giappone aggiorna le sue vendite al dettaglio, la disoccupazione, la produzione industriale e le statistiche dell’indagine Tankan giovedì prossimo.

USA Election Day: AL VIA LA SFIDA

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

La scorsa settimana l’eur usd è sceso sotto area 1,1850/30 confermando l’ateso rialzo della divisa americana. Ci aspettiamo ora una brevissima fase di consolidamento con possibile rintracciamento temporaneo dei prezzi verso 1,1850/80.  Anche la sterlina conferma la forza attesa consolidando valori al di sotto di ,8650 dove transitava sotto il profilo tecnico un significativo livello che dal 2016 ha guidato al rialzo l’euro durante la finestra in cui sono maturati tutti gli eventi che hanno caratterizzato il percorso Brexit. La violazione al ribasso dell’eur gbp di ,8650 apre la strada per un ulteriore recupero del pound.  Abbiamo messo a fuoco ancora l’area 130 eur jpy,  vero spartiacque che caratterizza il ciclo del cambio in questa fase.

Infine segnaliamo il reversal, per il momento temporaneo, del rialzo del dollaro sullo yuan renminbi. I prezzi dopo aver fissato il bottom in area 6,42 potrebbero tentare di correggere verso 6,70 usd cny.

MERCATI – Restiamo ancora confidenti su un rintracciamento dei rendimenti sul tratto 10 anni in ossequio ad un clima in cui gli investitori tendono a monetizzare i guadagni sull’azionario. E’ prematuro pensare ad un vero segnale di vendita, peraltro già attivo sul Nasdaq 100. Tuttavia ci aspettiamo nelle prossime settimane alcune verifiche importanti che potrebbero far aumentare l’avversione al rischio favorendo una rotazione dei flussi dall’azionario verso l’obbligazionario. Ciò sta già avvenendo sul comparto delle commodity dove ci aspettiamo, come già scritto nei giorni precedenti, ulteriori prese di beneficio su commodity industriali.

GREGGIO – I prezzi del petrolio dopo la fiammata a 63 usd/bar da parte del Brent hanno ripreso a ripiegare. Sul petrolio ed in particolare sul contratto spot del Brent ci aspettiamo nuove vendite ed una spinta dei prezzi in direzione di area 58 e 50 usd/bar.

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

 

WB ANALYTICS: EUR GBP BT

WB ANALYTICS: EUR GBP BT

 

WB ANALYTICS: LME COPPER

WB ANALYTICS: LME COPPER

WB ANALYTICS: BRENT USD/BAR

WB ANALYTICS: BRENT USD/BAR

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

CONSIGLIO UE – Ieri, nella prima delle due giornate del vertice europeo cui ha partecipato anche il presidente Usa Biden, i leader Ue hanno espresso la propria frustrazione per i problemi con le forniture del vaccino di AstraZeneca. Bruxelles ha detto che le esportazioni di dosi della casa farmaceutica verranno bloccate fino a quando la società non fornirà tutte le fiale promesse al blocco. Contestualmente, il premier Draghi ha sollecitato il Consiglio Ue a impegnarsi a livello politico per creare un titolo comune europeo citando come esempio gli Stati uniti. Draghi inoltre, parlando del Covid, ha detto che i cittadini europei hanno la sensazione di essere stati “ingannati” da alcune case farmaceutiche per i ritardi nei vaccini. In un’intervista a ‘La Stampa’ il presidente francese Macron ha ammesso gli errori del blocco nella gestione dei vaccini: “stati troppo lenti […] non abbiamo capito che le cose sarebbero andate così in fretta”.

Mentre prosegue il Consiglio Ue arrivano i dati sulla fiducia in Italia e Germania.

FIDUCIA ITALIA E IFO GERMANIA – Alle 10 Istat diffonde i dati sulla fiducia di consumatori e imprese in marzo: l’indice del comparto manifatturiero è atteso a 99,4 da 99 di febbraio, mentre quello dei consumatori è visto a 100,7, in leggera flessione da 101,4 del mese precedente. Alla stessa ora dalla Germania arriva il dato Ifo di marzo, con il termometro sulla  fiducia delle imprese tedesche a 93,2 nelle attese in miglioramento dal 92,4 di febbraio.

DEFICIT FRANCIA – La Francia ha registrato numeri record per il deficit e il debito dello scorso anno sebbene al di sotto delle attese. L’istituto di statistica Insee ha detto che il deficit pubblico si è attestato a 9,2% del Pil, al di sotto del 10,2% previsto dal governo, ma comunque il più alto dal 1949.

FOREX – Dollaro sui massimi da diversi mesi nei confronti di diverse divise sulla scia dell’ottimismo legato ai dati macro Usa, alla campagna di vaccinazione e all’aumento dei rendimenti dei Treasuries. Attorno alle 7,40, il cambio euro/dollaro vale 1,1782, in rialzo dello 0,16%, dopo aver chiuso a 1,1764. Alla stessa ora dollaro/yen a 109,25, in rialzo di 0,07% dopo una chiusura a 109,17 e il cross euro/yen scambia in rialzo di 0,23% a 128,72 (chiusura a 128,43).

GREGGIO – Prezzi in netto rialzo sui timori che possano essere necessarie settimane per disincagliare la nave cargo arenata nel canale di Suez. Attorno alle 7,45 i derivati sul Brent scambiano in rialzo di 96 cent a 62,91 dollari il barile, e quelli sul greggio Usa guadagnano un dollaro e 8 cent a 59,64 dollari.

TREASURIES – Governativi Usa in calo negli scambi asiatici. Il decennale di riferimento cede 6/32 con un tasso di 1,635%.

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

Il petrolio è rimbalzato ieri con il Brent che ha registrato un rialzo di quasi il 6% nel corso della giornata seguito della notizia che riportava l’arenamento di una nave portacontainer  nel Canale di Suez, bloccando tutto il traffico marittimo. L’aggravante è dovuta all’evidenza che potrebbe volerci più tempo del previsto per spostare la nave. Il Canale di Suez è un punto vitale per il commercio globale, compresi i mercati energetici. Circa il 10% del commercio mondiale di petrolio, a cui va aggiunto l’8% del commercio mondiale di GNL, transita nel canale. Chiaramente, più a lungo dura questa interruzione, più è probabile che i raffinatori / acquirenti debbano rivolgersi al mercato spot per garantire la fornitura da altrove. Gli armatori dovranno, qualora le operazioni dovessero impiegare più tempo per la bonifica,  dovranno  decidere se attendere lo sgombero della nave portacontainer bloccata o fare il giro del Capo di Buona Speranza, entrambe le scelte porteranno ad alcuni ritardi.

L’EIA ha appena pubblicato i suoi rapporti settimanali sugli stock statunitensi, segnalando  che le scorte di petrolio greggio sono aumentate di 1,91 milioni di barili nell’ultima settimana, un valore inferiore ai 2,93 milioni di barili riportate dall’API. L’attività di raffineria ha continuato a riprendersi durante la settimana, con tassi di utilizzo in aumento di 5,5 punti percentuali all’81,6%, che riporta l’attività di raffineria quasi ai livelli precedenti il congelamento di inizio febbraio intorno all’83%. Sul fronte commerciale, le importazioni di greggio sono aumentate di 299 Mbbl / giorno. Tuttavia, le esportazioni di petrolio greggio sono rimaste basse, registrando una quinta settimana consecutiva di esportazioni inferiori a 3 milioni di barili / giorno, con uscite di 2,48 milioni di barili / giorno durante la settimana. Anche i prodotti raffinati hanno visto incrementi, con scorte di benzina e olio combustibile distillato in aumento rispettivamente di 204 Mbbl e 3,81 Mbbl.

I prezzi del Brent hanno riassorbito le perdite maturate la scorsa settimana ricoprendo l’ultima gamba di discesa partita a 62 usd/bar, mentre il picco registrato ad inizio mese segnava 72,30 usd.  Il mercato appare in attesa di nuove notizie in merito al ritorno della navigazione normale. Qualora il problema dovesse peggiorare le condizioni diel traffico potremmo assistere ad una accelerazione ulteriore dei prezzi sino a 66 usd. Soltanto oltre tale soglia l’incidente si tradurrebbe in un market mover significativo, in quanto annullerebbe del tutto la correzione che si era aperta a metà di marzo. Ieri i valori del Baltic Dry Index relativo ai noli marittimi non hanno registrato particolari ripercussioni sulle quotazioni. I prezzi hanno per il secondo giorno consecutivo perso terreno rispetto al picco segnato proprio il 22 marzo.

WB ANALYTICS: BRENT OIL USD/BAR

FOREX – REAZIONI DEL MERCATO FOREX 

Alle 13,30, da oltreoceano sarà pubblicata l’ultima lettura del Pil finale Usa nel quarto trimestre, che non dovrebbe discostarsi nelle attese dal +4,1% della lettura preliminare. Perlopiù l’attenzione sarà rivolta ai consueti dati settimanali sulle richieste di sussidi di disoccupazione, attesi in modesto calo rispetto ai sette giorni prima. Parlando dinnanzi al Congresso ieri, il numero uno della Fed Jerome Powell e il segretario del Tesoro Janet Yellen hanno ribadito di riporre estrema fiducia in una prossima forte ripresa dell’economia Usa.
Stiamo osservando con estrema attenzione l’attuale verifica del cambio eur usd su area 1,1830/1,18. Come anticipato ieri il passaggio in quest’area, che coincide con il collaudo di 92,50 di Dollar Index ha valenze tecniche per il mercato con implicazioni di medio termine. La definitiva violazione del livello aprirebbe la via al secondo target indicato nei nostri grafici e posizionato in area 1,16. (vedi grafico aggiornato).  Stiamo lavorando sull’aggiornamento dell’OUTLOOK relativo al secondo quater 2021, FX IIQ RISKOO, partendo proprio dalle reazioni del mercato al passaggio di area 1,18 per poter aggiornare i nostri piani di FX Risk Management agli sviluppi attesi.

Ieri nonostante i migliori dati sul PMI manifatturiero e servizi in Europa, l’euro non ha approfittato per recuperare almeno soglia 1,1850/70 eur usd, non escludiamo che possa ritornarci nelle prossime ore.

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

MERCATI – I rendimenti sul tratto lungo della curva hanno consolidato l’iniziale segnale di flessione dopo il rialzo degli ultimi mesi. Il 10y Germania Bund è sceso sotto la soglia -0,35% confermando la correzione attesa verso area -,47/50. Anche il 190 y Usa treasury ha ceduto terreno. Il mercato attenderà la violazione di 1,60/55 per ritornare a comprare con maggior fiducia i Treasury lunghi. Sul BTP continua invece il rintracciamento dei rendimenti verso area 0,50% Dollaro sul nuovo massimo da 4 mesi contro euro, tra i timori legati ai problemi della campagna vaccinale in Europa oltre che alla eventualità concreta di ulteriori restrizioni. La moneta unica non ha mostrato reazioni alla decisione tedesca di annullare l’inasprimento delle misure a Pasqua.

GREGGIO – Prezzi in calo dopo il rimbalzo visto ieri, con il futures Usa che cede l’1,81% appena sopra i 60 dollari al barile e il contratto sul Brent che lascia sul terreno l’1,46% a quota 63,45 dollari.

WB ANALYTICS: SPREAD ITA GER

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

La raffica di nuovi lockdown i in diverse nazioni europee ha notevolmente inasprito il sentimento del mercato ed ha pesato sul mercato azionario nella sessione asiatica. L’indice Hang Seng di Hong Kong è crollato del 2,50% dopo che in città è stata sospese temporaneamente la distribuzione del vaccino Pfizer e BioNTech a causa di problemi di imballaggio. Il Nikkei 225 giapponese è sceso del 2,04% e il CSI 300 cinese è sceso dell’1,70%. L’ ASX 200 australiano è salito dello 0,5% sulla scia di dati PMI positivi.

Nei mercati valutari , AUD , NZD e NOK sensibili al ciclo hanno ampiamente sovraperformato, mentre USD , JPY e CHF associati alle monete rifugio hanno guadagnato terreno.  I prezzi dell’oro e dell’argento si sono leggermente apprezzati a seguito del calo per il terzo giorno consecutivo dei rendimenti dei titoli del Tesoro USA a 10 anni .

In giornata avremo una serie di dati significativi a partire dai sondaggi PMI in Eurozona, UK, per seguire nel pomeriggio con  gli ordini di beni durevoli e PMI Flash negli Stati Uniti.

Ieri Jerome Powell ha ribadito nella sua audizione alla Camera l’impegno della Fed a rispettare il mandato sulla stabilità dei prezzi. Oggi, alle 15 italiane, sarà alla commissione bancaria del Senato Usa per una testimonianza ‘gemella’. La testimonianza di ieri è stata la prima in cui il numero uno della Fed è comparso assieme a Janet Yellen da quando è stata nominata segretaria del Tesoro Usa. Nel suo intervento Yellen ha sottolineato che l’economia Usa rimane in crisi e che i piani post-pandemia – lockdown  si concentrano su infrastrutture e tasse.  Robert Kaplan, presidente di Fed Dallas, è tra i policymaker che si aspettano un rialzo dei tassi nel 2022 visto il miglioramento delle prospettive per l’economia Usa, decisamente prima di quanto evidenziato l’altra settimana dal Fomc.  Nel frattempo si preannuncia l’asta del Tesoro Usa per 183 miliardi di dollari: l’attenzione sarà rivolta soprattutto sulla scadenza a sette anni dopo il collocamento incerto del mese scorso.

Per oggi ci aspettiamo una reazione negativa all’apertura delle borse in Europa in linea con quanto avevamo anticipato nelle due precedenti settimane nel nostro report WB PERSPECTIVES.  La chiusura in negativo della sessione di ieri a Wall Street inserisce lo Standard & Poor 500 nel solco del percorso previsto.

Anche le materie prime hanno aperto una fase correttiva in ossequio da un lato agli eccessi di comprato e dall’altro proprio dall’innesco di un segnale di avversione al rischio ritornato nell’ultima settimana.

Il Dollar Index questa mattina verso la soglia 92,50 dove, da inizio anno, abbiamo fissato il punto di verifica dell’intera costruzione propedeutica al reversal dell’eur usd. Nei prossimi giorni osserveremo con estrema attenzione il comportamento del mercato al collaudo dell’area per catturare ulteriori segnali di verifica delle nostre aspettative di medio termine.

L’eur usd scivola nella parte bassa della forchetta che avevamo stimato per la settimana. Nel dettaglio rischia di scendere sotto la base tecnica e confermare l’approccio riflessivo che dovrebbe condurre in un prossimo futuro le contrattazioni verso area 1,16 (vedi grafico aggiornato).

NUOVI LOCKDOWN ED EFFETTO DOMINO SUI MERCATI

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

NUOVI LOCKDOWN ED EFFETTO DOMINO SUI MERCATI

WB ANALYTICS: S%&P 500