Con questa settimana entriamo nella fase conclusiva del 2021. Gli eventi in calendario delineeranno il quadro strategico per il prossimo 2022. Le variabili macro risultano concentrate sul tema inflativo e sulla narrazione delle banche centrali, alcune delle quali sembrano ancora impegnate a dissimulare un’ambiente in cui la crescita dei prezzi possa risultare persistente. Su questo tema si misureranno la Fed, martedì e mercoledì, La BCE, la Bank of England e la Suisse Nationale Bank giovedì.

La Federal Reserve dovrebbe assumere un tono più aggressivo nei confronti del rialzo dell’inflazione. Il presidente Powell l’altra settimana aveva modificato il bias sull’inflazione da fenomeno transitorio a persistente, aprendo di fatto l’attesa per un meeting del FOMC caratterizzato da uno spostamento delle indicazioni sui tassi su un piano più restrittivo. L’attesa sconta ora un’azione più aggressiva nella riduzione degli stimoli monetari e l’avvio di manovre rialziste sui tassi a partire dal IIQ 2022. Probabilmente avremo almeno due rialzi il prossimo anno.

La BCE è rimasta ancora ferma sulle ipotesi di transitorietà dell’inflazione. Per cui l’asse delle aspettative rimane concentrata sugli sviluppi del PEPP, il piano straordinario di acquisti di bond per la pandemia. Sappiamo che si concluderà a marzo. Ciò che invece attendiamo dal Consiglio riguarda l’eventuale sua ulteriore applicazione in futuro. In alternativa potrebbe essere rafforzato l’asset purchase programme (APP). Un ulteriore elemento che potrebbe rientrare nelle valutazioni delle banche centrali riguarda gli effetti prodotti dalla variante Omicron. I consigli di BCE e BoE potrebbero far leva sui potenziali rischi indotti dall’evoluzione della pandemia per rimandare eventuali decisioni di policy mantenendo inalterato il quadro di riferimento.

La conseguenza diretta delle decisioni adottate da FEd e BCE impatteranno sul cambio eur usd.

Gli scambi si sono focalizzati all’interno del range 1,1250 1,1350 fissando una mediana a 1,1290 eur usd. Sino a mercoledì dovremmo assistere ad una volatilità contenuta all’interno di questa gamma di valori. Poi saranno le parole rilasciate dai due principali governatori a guidare il movimento dei prezzi. La permanenza degli scambi all’interno di questo range lascia aperta l’opzione su cui ci siamo concentrati nelle ultime tre settimane, ovvero una correzione dei valori verso area 1,1450/1,15 eur usd.  Su queste basi abbiamo fissato un vincolo che assumerà maggior rilievo proprio dopo la conferenza stampa della Fed ed a seguire quella della BCE 1,1250/20 eur usd. L’eventuale breakout del livello annullerebbe gli effetti della correzione attesa riportando il focus di mercato sulla forza del dollaro.

Il calendario macro economico della settimana propone un elevato numero di eventi che tenderanno ad influenzare le decisioni delle banche centrali: in particolare saranno rilasciati i dati PMI per molte aree significative. In Eurozona avremo in ripresa i dati del comparto manifatturiero e servizi ambedue in ripresa, come pure in Inghilterra. IL PMI manufacturing e services negli Stati Uniti è atteso leggermente in declino.

Nel loro insieme i dati confermano ancora il momentum positivo della ripresa nei mercati occidentali, anche se rimangono aperti i nodi legati all’adeguamento dei prezzi da parte del comparto manifatturiero nel rapporto tra input ed output price

wb amarket mover monitor week 50

MARKIT PMI INDEX

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MARKIT US PMI INPUT OUPUT PRICE INDEX

MARKET MOVER MONITOR WEEK 50

MARKET MOVER MONITOR WEEK 50

MARKET MOVER MONITOR WEEK 50

MARKET MOVER MONITOR WEEK 50

 

 

Il Natural Gas quotato al TTF ritorna sotto tensione.

La linea rossa tracciata dalla Russia che delimita i territori cuscinetto tra la nato e la Federazione è nuovamente esposta a pressioni geopolitiche/economiche.

Putin chiede agli Stati Uniti,  che guidano la NATO,  una garanzia scritta e legalmente vincolante affinché l’alleanza non avanzi ulteriormente verso est in direzione dei confini russi.

Biden non sembra in grado di garantire tale richiesta. Putin ha studiato la sua storia e pensa che la “promessa” concordata tra Bush senior con Gorbachov sull’espansione della NATO non sia duratura. probabilmente ritiene che coloro che gestiscono la NATO non si impegneranno mai per iscritto.

Attraverso la linea rossa transitano le pipeline che forniscono il gas all’UE tra cui l’appena ultimata NordStream 2. Le quotazioni del gas oscillano terribilmente   attorno alle pressioni geopolitiche operate lungo la cosiddetta red line.

L’esito del vertice in remoto ha riportato le quotazioni del TTF nuovamente sopra quota 100 usd CME, 104 euro ICE, lasciandosi alle spalle un cuscinetto che potremmo definire equivalente alla red line. Nell’immediato ci aspettiamo un rientro dei prezzi, tuttavia affinché il ritorno degli scambi produca effetti distensivi sulle quotazioni è necessario che i valori correggano sotto quota 96 ed in successione almeno 94 usd al CME, 94 eur all’ICE per poi violare al ribasso area 89 eur.

Il range indicato costituisce un cuscinetto  significativo sotto il profilo mediatico in quanto definisce per l’azione speculativa i limiti sotto i quali ritirare tutte le tattiche rialziste sul TTF in riflesso alle notizie disponibili.

Il capitolo gas europeo promette comunque di rimanere aperto per diverse ragioni. Innanzitutto per la concorrenza del NGL Usa, in secondo luogo per le ragioni geopolitiche.

Il NGL USA è sceso nello stesso periodo rispetto ai massimi di ottobre del 40% confermando scambi all’interno di un trend riflessivo.

Alle 10.30 Wlademir Biasia è ospite in diretta streaming per commentare a FINANZA NOW tv le reazioni del mercato

NATURAL GAS TTF: TENSIONI DOPO IL VERTICE BIDEN PUTIN

WB ANALYTICS: DUTCH TTF NATURAL GAS FUTURE (USD)

NATURAL GAS TTF: TENSIONI DOPO IL VERTICE BIDEN PUTIN

WB ANALYTICS: USA NG NATURAL GAS FUTURE (USD)

I dati sull’inflazione da Stati Uniti e Cina saranno al centro della scena in questa prima settimana di dicembre, comprese le riunioni delle banche centrali del Canada, Australia e India. In Europa, saranno forniti i dati sul PIL di ottobre del Regno Unito e il sondaggio ZEW tedesco. La Cina nel frattempo rilascia oltre all’inflazione i dati sulla crescita del commercio e del credito.

Siamo entrati nella fase finale di questo 2021 con i timori legati alla riacutizzazione della pandemia Covid attraverso la variante Omicron. Questo elemento di incertezza arriva in una fase in cui i dati PMI dipingono un quadro della produzione globale continuano a dover far fronte alle persistenti carenze di approvvigionamento e di pressioni sui prezzi. Ciò accade mentre continuiamo a rilevare una serie di fattori quantitativi che confermano la nostra view in cui prevale per le materie prime industriali ed energetiche un segnale di correzione delle quotazioni nei mercati a termine.

Ciò nonostante aumenta il nervosismo degli investitori un pò per l’arrivo di questa variante del Covid 19, molto per le parole da falco del presidente della Federal reserve. Jerome Powell ha dichiarato la scorsa settimana che l’inflazione non dovrebbe più essere etichettata come “transitoria”. Si ricorda sicuramente la sorpresa dell’IPC di ottobre, il quale ha posto l’attenzione sui prossimi dati di novembre a seguito dei quali un’eventuale ulteriore accelerazione della crescita dei prezzi potrebbe intensificare i piani di tapering della Fed. Dall’analisi dei dati Markit US Manufacturing PMI, le pressioni sui prezzi rimangono ancora elevate, per cui  potrebbero mantenere elevate le preoccupazioni per un’inflazione più vischiosa.

Facciamo notare che, come avevamo segnalato nei recenti rapporti che abbiamo pubblicato sull’andamento delle commodity, le quotazioni stanno confermando la nostra view in merito al consolidamento di una fase correttiva dei prezzi nelle contrattazioni sui mercati a termine specializzati.  I dati PPI cinesi potrebbero potenzialmente vedere alcune pressioni inflazionistiche allentarsi proprio nella misurazione di novembre, in parte a causa del calo dei prezzi del carbone. Recentemente abbiamo riscontrato l’attesa correzione sui prezzi del petrolio. Il Brent sta scendendo nella direzione indicata nel nostro post di ottobre (sez. MERCATI). Anche sul Gas naturale abbiamo messo in evidenza  un iniziale segnale di reversal del trend dei prezzi  in una fase in cui i prezzi provenivano da momenti di grande tensione.

Nell’Outlook 20/22 che stiamo elaborando abbiamo affrontato il tema delle commodity isolando ancora i fattori di rischio dai vettori che a nostro avviso tenderanno a delineare le tendenze per il prossimo anno.

Nel frattempo  la crescente attenzione rivolta alla variante Omicron, tenderà ad assorbire l’attenzione a partire dai dati pubblicati in settimana in merito all’indagine tedesca ZEW sulle aspettative dell’andamento della congiuntura tedesca. Anche i commenti dei banchieri centrali di Canada, Australia e India saranno seguiti con attenzione, anche se si prevede che i tassi rimarranno invariati.

I dati di questa settimana uniti alla lettura dei PMI rilasciati la scorsa saranno oggetto di analisi da parte dei board di BCE e Federal Reserve che si riuniranno la prossima settimana tra il 14 ed il 15 dicembre. Ovviamente nel dibattito che si terrà per assumere eventuali decisioni di policy entreranno anche le valutazioni sui rischi e gli effetti che Omicron potrà produrre.

Gli atteggiamenti che i due Consigli assumeranno in merito alle variabili macro a disposizione influenzeranno l’andamento del rapporto di cambio euro dollaro. Le quotazioni faticano a riprendersi dopo il crollo dell’euro verso i l nostro target  fissato a 1,13 nell’Outlook 2021, elaborato un anno fa.  Come avevamo scritto nel post della scorsa settimana,  restiamo in vigile attesa per una correzione dei prezzi a favore dell’euro pur di misura.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 49

MARKET MOVER MONITOR WEEK 49 ECONOMIC CALENDAR

WB MARKET MOVER MONITOR WEEK 48

Red Passion

La scorsa settimana è stata caratterizzata da un ritorno delle turbolenze nei mercati. L’arrivo improvviso della variante Omicron ha prodotto una forte reazioni in tutti i comparti del mercato dall’azionario alle commodity passando per i tassi e le valute. Il Black Friday si è trasformato in un Deep Red Friday.

Avevamo avuto da poche ore la conferma per un secondo mandato di Jerome Powell alla Federal Reserve avvalorando la linea meno accomodante della Banca centrale americana rispetto alla nomination di Lael Brainard nominata vice president. Proprio durante la  festività del Ringraziamento, quando l’attenzione verso il mercato si è concessa una pausa, i media hanno annunciato l’arrivo di una nuova variante del Covid.  Questo accadeva mentre la lettura dei dati PMI passati in settimana, incluso l’IHS Markit Flash US Composite, aveva messo in evidenza il ritmo costante della ripresa dell’economia statunitense. I verbali del FOMC della Fed di novembre indicavano nel frattempo opinioni contrastanti sull’inflazione, ma suggerivano la disponibilità ad aumentare i tassi prima di quanto previsto dal Board, ponendo ulteriore attenzione sul  rapporto sull’occupazione Usa che verrà pubblicato il prossimo venerdì.

Invece venerdì mattina abbiamo dovuto lanciare un alert sui mercati segnalando le potenziali reazioni derivanti dall’evoluzione della pandemia.

A breve avremo quindi un ulteriore coda di questa reazione governata da una potenziale cambiamento di bias sulle dinamiche precedenti. E’ probabile che gli investitori riconsiderino la linea della Fed sulla posizione inerente al tapering appena avviato ed al potenziale aumento dei tassi in prospettiva. Questa mutazione delle attese tenderà a modificare il consensus nella misura in cui la nuova variante porti con se i blocchi delle catene di fornitura. E’ presto per dirlo, ma, come sempre accade, l’incertezza innervosisce i mercati soprattutto quando non scontata nelle attese.

Di conseguenza ci aspettiamo un elevato grado di tensione sul filo del racconto che emergerà dagli aggiornamenti sulla nuova variante Omicron. Il nervosismo potrebbe essere mitigato da una lettura positiva dei tantissimi dati previsti dal calendario economico di questa settimana. Il focus convergerà tuttavia sui dati di venerdì con la pubblicazione delle statistiche sull’occupazione USA relative al mese di novembre rilasciato dal US Bureau of Labour Statistics. Le stime sono leggermente inferiori alle previsioni  che l’ADP Research Institute riporterà mercoledì. In ogni caso il consensus è fissato a 531k contro i 550k di ottobre.

Si tratta di un dato sufficientemente robusto che confermerebbe il buon andamento dell’economia americana ed il potenziale assorbimento della disoccupazione registrata lo scorso anno. Se non fosse per la variante dovremmo aspettarci, nel caso in cui fossero confermate le statistiche, un ulteriore passo in avanti verso la decisione sull’aumento dei tassi.

Anche i dati PMI saranno oggetto di attenzione anche se potrebbero perdere di intensità in quanto i sondaggi alle aziende sono stati fatti prima della notizia del Red Friday.

Intervenuta a una trasmissione tv, la presidente della Bce, Christine Lagarde,  ha detto ieri che la zona euro è ora meglio attrezzata per affrontare una nuova ondata di Covid o la variante Omicron. Ribadendo che il balzo dell’inflazione è transitorio, Lagarde ha anche detto che l’Italia ha dato una risposta molto forte alla crisi.  Oltre alla presidente Bce, nel tardo pomeriggio a un evento a Torino, in giornata sono in agenda anche gli interventi del vice presidente de Guindos e degli esponenti Schnabel, Enria ed Hakkarainen. Venerdì scorso il presidente della Federal Reserve di Atlanta, Raphael Bostic, ha detto di essere fiducioso che l’economia Usa riuscirà a superare la nuova ondata di Covid aggiungendo di essere aperto a un’accelerazione del ritmo del ‘tapering’ della banca centrale

MARKET MOVER MONITOR

Venerdì, come scritto,  abbiamo avuto significative reazioni su tutti i segmenti del mercato.

COMMODITY – I prezzi del petrolio sono stati scambiati con un sell_off di oltre il 10%. Il Brent è sceso sotto quota 75 usd/bar, confermando da un lato la correzione che avevamo annunciato al test di area 85 usd, dall’altro violando al ribasso la soglia spartiacque che definiva il confine del ciclo rialzista dei prezzi.  Per una maggiore definizione indicata dal nostro algoritmo di momentum, attendiamo una conferma del breakout del range 76/73 usd per convalidare la discesa verso area 68/66, dove abbiamo collocato la soglia sotto la quale sono presenti altri sell order di operatori ancora lunghi di petrolio.

Sempre nel comparto energetico abbiamo rilevato le forti flessioni del Natural Gas americano. Le quotazioni del TTF, Natural Gas europeo, hanno ripreso la discesa in direzione dell’area 90 euro dopo il recente rialzo dovuto alla sospensione della certificazione del NordStream 2 la scorsa settimana. Nell’immediato analizzeremo se i recenti sell_off sul comparto energetico possano impattare anche sul gas europeo, considerando che la Russia non dovrebbe aumentare i volumi di fornitura prima dell’approvazione finale del progetto NordStream 2. Un segnale incoraggiante giungerebbe dal breakout di quota 83/82 euro al ribasso.

Tra i metalli industriali il rame ha subito una significativa flessione in direzione di area 9400 usd/ton, dove abbiamo fissato la soglia di breakout propedeutica alla prosecuzione del trend riflessivo che stiamo mappando da diversi mesi.
Pure l’alluminio è sceso in direzione dell’area 2500 dove abbiamo collocato la soglia di verifica delle robuste vendite che hanno colpito dalla seconda metà di ottobre.
Tra i beni rifugio l’oro sta perdendo momentum. I valori sono rientrati nel range 1830-1700 usd/oz. Ci aspettiamo nuove vendite nel caso in cui vi sia un breakout di area 1745 usd.

WB ANALYTICS: BRENT CRUDE OIL ADVANCE TREND CYCLE

WB ANALYTICS: BRENT CRUDE OIL ADVANCE TREND CYCLE

WB ANALYTICS: ADVANCE TREND CYCLE COPPER LME

FOREX – L’eur usd ha registrato una sessione di ricoperture sulla divisa europea. Le condizioni tecniche di ipervenduto di cui avevamo scritto la scorsa settimana, unite alle notizie sul covid, hanno riportato i valori in area 1,1320. Ci aspettiamo una coda ulteriore del movimento reattivo: le principali resistenze viaggiano sopra quota 1,1550 eur usd. Nell’immediato il sostegno che regge l’attuale reazione transita tra 1,1280/1,1250.

WB ANALYTICS: ADVANCE TREND CYCLE EUR USD

WB ANALYTICS: ADVANCE TREND CYCLE EUR USD

Anche lo yen ha recuperato momentum sul dollaro. Ci aspettiamo un ritorno dei corsi verso area 111,50/111 usd jpy a breve, con riflessi negativi su eur jpy che tenderanno ad acuirsi nel caso in cui vi sia una violazione al ribasso di area 128 eur jpy.

Il cny tenderà a perdere momentum sia nei confronti del dollaro che nei confronti dell’euro. Ci aspettiamo una correzione verso quota 7,50 eur cny.

EQUITY – Sui mercati azionari ci aspettiamo un serio rintracciamento dei valori che in linea di principio possano proiettare le quotazioni dell’Eurostoxx 50 verso area 3600, dello Standard & Poor 500 verso 4150 e 3800. L’azione potrebbe inoltre non dispiacere alle banche centrali in quanto fortemente impegnate a far riequilibrare le quotazioni degli attivi in chiave anti inflativa. Pertanto pensiamo che l’ampiezza dei movimenti stimati possa impegnare i mercati per un periodo che dovrebbe accompagnarci per una buona parte del prossimo inverno.

INTEREST RATES – Sul mercato obbligazionario si è verificato un netto ritorno dei flussi in fuori uscita dai segmenti Risk_On. Ci aspettiamo un ritorno del 10 y US Treasury verso area 1,20% ed una flessione del 10 y DE Bund verso -0,50% . La violazione di -0,35% segnerà un forte ritorno di posizioni verso il Bund con positivi riflessi sul secondario.

In settimana monitoreremo nell’ambito del comparto dei governativi europei lo spread BTP BUND per verificare l’impatto del differenziale all’attuale potenziale ritorno dell’avversione al rischio. Ci auguriamo che i valori possano rientrare sotto 125/120 per revocare eventuali segnali di tensione sul BTP.

WB ANALYTICS: ADVANCE TREND CYCLE DE BUND 10 Y

WB ANALYTICS: ADVANCE TREND CYCLE DE BUND 10 Y

WB MARKET MOVER MONITOR WEEK 48WB MARKET MOVER MONITOR WEEK 48

La nuova variante Alien Covid identificata in Sud Africa, Botswana e a Hong Kong, scatena un nuovo ALERT sui  MERCATI. Gli scienziati sostengono che raggruppi una serie di mutazioni e possa essere più trasmissibile o in grado di eludere le risposte immunitarie.

Immediata la correzione degli indici azionari, delle materie prime dei rendimenti obbligazionari e delle valute.

Ci aspettiamo un movimento importante dicorrezione sugli indici di borsa e sulle comodità industriali in linea con quanto già anticipato nei precedenti post e soprattutto nell’Outlook su FX e Commodity.

ALERT MERCATI AZIONARI

Sui mercati azionari ci aspettiamo un serio rintracciamento dei valori che in linea di principio possano proiettare le quotazioni dell’Eurostoxx 50 verso area 3600 dello Standard & Poor 500 vero 4150 e 3800. L’azione potrebbe inoltre non dispiacere alle banche centrali in quanto fortemente impegnate a far riequilibri le quotazioni degli attivi in chiave anti inflativa. Pertanto pensiamo che l’ampiezza dei movimenti stimati possa impegnare i mercati per un periodo che dovrebbe accompagnarci per una buona parte del prossimo inverno.

ALERT MERCATI

WB ANALYTICS: EUROSTOXX 50 ALERT

ALERT MERCATI

WB ANALYTICS: STANDARD & POOR 500 ALERT

I principali eventi in calendario questa settimana si concentrano agli inizi della settimana con i dati PMI relativi all’Eurozona, all’Inghilterra  e Usa. Ulteriori aggiornamenti che possono impattare sui mercati includono il PIL del terzo trimestre di Stati Uniti, Germania, Svizzera, Taiwan e Singapore. Gli Usa riporteranno anche il PCE core per il mese di ottobre ed i verbali della riunione del FOMC della Fed di novembre . Infine  la Bank of Korea terrà la sua riunione di politica monetaria giovedì.

La scorsa settimana la Casa Bianca ha annunciato che a inizio settimana ci sarà “di più da dire” sulla decisione del presidente Joe Biden, che potrebbe confermare Jerome Powell o chiamare alla guida della banca centrale il governatore Lael Brainard.  Con il mercato che scommette sempre più su rialzi dei tassi prima del previsto, occhi mercoledì sulla pubblicazione delle minute del Fomc del 2-3 novembre, che potrebbero fornire indicazioni utili a capire cosa bolle in pentola. Secondo un sondaggio Reuters, la Federal Reserve alzerà i tassi nell’ultimo trimestre del 2022, prima di quanto ci si aspettasse solo un mese fa, mentre l’inflazione dovrebbe restare sopra il target almeno fino al 2024.  Intanto il vicepresidente Richard Clarida ha detto che un coordinamento esplicito tra le banche centrali dei diversi Paesi farebbe probabilmente più male che bene.

Tra le persistenti preoccupazioni sull’inflazione, attribuite a ritardi record nelle forniture e un’impennata dei casi di COVID-19 in Europa, i PMI flash di novembre offriranno nuovi aggiornamenti  sulle condizioni economiche dell’area mentre ci avviciniamo alla fine dell’anno. I dati devono essere pubblicati in un momento in cui l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) avverte che l’Europa è ancora una volta l’epicentro della pandemia di COVID-19.

Tra martedì e giovedì gli Stati Uniti pubblicheranno diversi dati a partire dalla seconda stima del PIL del terzo trimestre. Il PCE core di ottobre sarà al centro dell’attenzione a seguito delle sorprese dell’IPC che, insieme a migliori letture sull’occupazione, hanno portato vari banchieri centrali a sollecitare una posizione più aggressiva sulle prospettive monetarie. Dai verbali del FOMC della Fe che saranno pubblicati nella serata di mercoledì avremo la possibilità di analizzare meglio il tenore della discussione all’interno del Consiglio sugli orientamenti di policy.

Infine, in APAC, Singapore e Taiwan forniscono dati relativi all’andamento della crescita del Pil nel terzo trimestre, mentre la Bank of Korea (BoK) si riunisce per la seconda volta dall’aumento a sorpresa di agosto con la possibilità di un altro rialzo al seguito.

MARKET MOVER MONITOR

La scorsa settimana è stata caratterizzata da una diffusa debolezza dell’euro a partire dal rapporto con il dollaro. I vari interventi di banchieri centrali che abbiamo analizzato, BCE e FED, mettono in evidenza una netta divergenza tra gli orientamenti di policy nonostante l’incalzare delle pressioni inflative. Abbiamo la sensazione che le risposte date al riguardo,  siano al momento più accomodanti in Eurozona rispetto a quelle fornite dai membri della Fed. Questo diverso approccio all’inflazione ha avuto importanti riflessi sulla reazione dei mercati. L’eur usd è sceso al di sotto del nostro target 1,13 perdendo, almeno per il momento,  ogni spunto reattivo. Le condizioni di ipervenduto determinate dalle vendite di euro prodotte a partire dalla scorsa estate dovrebbero spingere i mercati a cercare un riequilibrio soprattutto in vista della fine dell’anno.

Una prima soglia il cui break up potrebbe dare il via a ricoperture sull’euro coincide con area 1,1320 eur usd.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 47

WB RISK MANAGEMENT: DOLLAR INDEX CYCLE

Nel frattempo abbiamo visto l’eur gbp scendere sotto quota 0,84 confermando il movimento atteso dal nostro modello previsionale. In questo caso non rileviamo condizioni di eccesso, per cui pensiamo che i prezzi possano scendere in direzione del target indicato nel nostro FX OUTLOOK RISKOO.

In attesa della riunione della Banca Centrale della Corea del sud l’eur won sta violando l’importante soglia tecnica 1350.  La conferma in settimana di tale breakout tenderà a proiettare il cambio verso l’area 1280 dove abbiamo fissato le nostre stime per il medio termine, ( 1200 L/T).

Sul mercato delle commodity abbiamo visto il petrolio perdere posizioni. E’ da tempo che chiamiamo la correzione dei prezzi del Brent in direzione di area 77/76 usd/bar. Si tratta di un collaudo importante della tenuta del ciclo rialzista dei prezzi avviato ancora lo scorso anno. Il mercato vuole verificare quanto la moral suasion dell’Amministrazione Biden sia in grado di raffreddare le tensioni sul comparto a fronte di Opec + piuttosto riluttante ad aumentare la produzione. In ogni caso pensiamo che soltanto un ritorno delle negoziazioni sotto 75 usd possa portare vendite più concrete sul greggio in quanto sotto tale sogli si sono posizionati molti sell orders a protezione di strategie rialziste sul greggio.

In Europa le maggiori tensioni si sono concentrate sul Gas naturale europeo. IL future TTF trattato all’ICE è stato oggetto di nuove tensioni dopo il rinvio dell’apertura di NordStream 2, il gasdotto che collega via Mar Baltico la Russia con la Germania. Gli scambi sono saliti fino a sfiorare nuovamente quota 100 euro. Ci aspettiamo come già scritto la scorsa settimana un ritorno dei valori valori verso 78 euro a breve, mentre invece in un orizzonte un pò più ampio dovremmo rivedere un ritorno degli scambi verso i recenti minimi in area 60 euro. Ciò confermerebbe il nostro scenario di fondo che prevede un assorbimento più ampio del rialzo maturato quest’anno.

Il consolidamento registrato nel mercato del greggio ha stemperato le tensioni sulle quotazioni dei noli marittimi. Il Baltic Dry Index è sceso ampiamente dai massimi di ottobre segnati poco sopra 5500 usd. Ci aspettiamo un consolidamento dei prezzi tra 2300 e 3500 nelle  prossime settimane. La volatilità dei prezzi sarà ancora una volta guidata dall’evoluzione della pandemia e dai blocchi sanitari imposti.

Anche i prezzi dei metalli industriali sono scesi la scorsa settimana confermando paso dopo passo lo scenario che dalla scorsa estate stiamo tracciando. Il rame, benchmark per il comparto, ha ripreso a scendere con maggiore convinzione dopo il ritorno versi i massimi di maggio. Ci aspettiamo a breve un ritorno verso area 9000/8750 dove si aprirà il collaudo propedeutico alla formazione del movimento tendenziale per il 2022.

WB RISK MANAGEMENT: BRENT CYCLE

WB RISK MANAGEMENT: BRENT CYCLE

WB RISK MANAGEMENT: BALTIC DRY INDEX

WB RISK MANAGEMENT: BALTIC DRY INDEX

WB RISK MANAGEMENT: COPPER CYCLE

WB RISK MANAGEMENT: COPPER CYCLE

MARKET MOVER MONITOR WEEK 47

CALENDARIO ECONOMICO 22 – 26 NOVEMBRE 2021

SCENARI COVID 19: Nulla è scontato

Eur Usd raggiunge il nostro obbiettivo 1,13!

Il rilascio dell’IPC USA Al 6,2% a/a per il mese di ottobre  unito alle vendite al dettaglio statunitensi e dalla produzione industriale più forti del previsto hanno spinto il dollaro a verificare il nostro target indicato ancora alla fine dell’estate. Nell’overnight abbiano notato  uno spike a 1,1260 in Asia prodotto dal trigger generato da una barriera su opzioni FX.

EUR USD: l’attesa per un rialzo dei tassi da forza al biglietto verde

A guidare la forza del dollaro ci sono stati anche diversi interventi di membri della Fed. Il mood dei discorsi sembra evolvere da una visione transitoria dell’inflazione ad una più persistente. Si intensifica quindi in seno al board Fed il dibattito sul livello dell’inflazione mentre il presidente Usa Biden ha detto che entro quattro giorni si saprà chi sarà il successore di Powell alla guida dell’istituto centrale Usa: lo stesso Powell o Lael Brainard. Ieri l’esponente Daly è tornata a chiedere alla Fed di essere paziente mentre il collega Bullard ha detto che l’istituto dovrebbe virare in direzione più “hawkish” nel corso delle prossime due riunioni di politica monetaria per prepararsi nel caso in cui l’inflazione non iniziasse a diminuire. Ciò ha spinto al rialzo la curva farward IOS 3 y i cui valori sono saliti da 1,50 a  1,80%. La rimodulazione della curva ha supportato il dollaro in cotrapposizione alle dichiarazioni recenti rilasciata da Christine Lagarde secondo cui sarebbe prematuro smontare gli stimoli ed in generale la linea di policy accomodante.

Di conseguenza anche il Dollar Index (DXY) raggiunge i nostri obbiettivi intermedi a 96.

Il test di obbiettivi così rilevanti raggiunti in un contesto in cui molti operatori stimavano una tendenza inversa, a favore dell’euro, potrebbero aprire da un lato una fase di consolidamento, dall’altro favorire sui rimbalzi reattivi l’acquisto di dollari.

In giornata sono attesi interventi della stessa Lagarde che dell’esponente del board Schnabel, considerata in questa fase molto meno accomodante all’interno del Consiglio. Isabel Schnabel parteciperà nel primo pomeriggio a un Q&A sulle prospettive economiche e di politica monetaria per l’area euro.

EUR GBP: l’aumento dell’IPC sale al 4,2%

L’IPC di ottobre del Regno Unito spinge la pressione sui prezzi al 4,2% su base annua, ben al di sopra del consenso del 3,9%. L’indicatore core sale al 3,4% su base annua. Sono dati che dovrebbero alimentare le aspettative per una revisione della linea di policy della BoE il 16 dicembre con un aumento di 15 punti base dei tassi di riferimento. Ciò tenderà a supportare ulteriormente la sterlina verso i nostri obbiettivi per l’anno 2021 inizio 2022 a 0,80. Nel frattempo in area 84 dovremo assistere d una fase di consolidamento.

EUR TRY: la svalutazione della lira turca continua

Ci sono pressioni politiche affinché la  Banca centrale turca (CBT) domani operi un altro taglio di 100 punti base nonostante le pressioni inflative. Nel nostro Outlook abbiamo stimato il rischio di assistere ad un movimento di rafforzamento ulteriore dell’euro sino a quota 12 eur try, ormai anche questo target appare alla portata di mano.

EUR CNY: l’euro conferma la debolezza anche sullo yuan renminbi raggiungendo l’obbiettivo 7,20

Nelle relazioni con la Cina, il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Sullivan ha detto che, nel corso dell’incontro a distanza di ieri, Biden e Xi hanno acconsentito a valutare la possibilità di colloqui per il controllo degli armamenti, il tenore del meeting a distanza da un lato ha confermato la consapevolezza di rapporti conflittuali tra le due macro aree anche sul piano militare, dall’altro hanno spostato il baricentro del confronto da un potenziale piano di guerra calda ad uno improntato su quella che possiamo definire guerra fredda.

Il rapporto di cambio tra Usa e Cina, usd cny, da mesi fluttua all’interno di un range contenuto dopo i grandi movimenti dettati dalle svalutazioni compensative sui dazi. In queste ultime settimane i valori stanno consolidando la fscia bassa del range 6,35 usd cny. Contro euro registriamo invece una tendenza fortemente favorevole alla divisa cinese. 7,20 rappresenta un grande obbiettivo di prezzo stimato ancora agli inizi dell’anno (per richiedere l’ FX Outlook 20/21). Abbiamo ancora molto lavoro da fare sul rapporto eur cny per il prossimo 2022. Ci aspetta un ulteriore fase di debolezza.

Le indicazioni flash riportate costituiscono un  tratto dello scenario più ampio riportato nel nostro rapporto mensile FX OULOOK RISKOO. Per avere un quadro più ampio anche in termini di orizzonte temporale non esitate a chiederci l’ultimo rapporto di novembre. 

EUR USD @ 1,13

WB FX RISK MANAGEMENT: EUR USD

I nostri algoritmi ad inizio anno hanno fornito due segnali di vendita di euro ed acquisto dollari suggerendo nell’ambito della strategia FX Risk Management 2021  l’impostazione di coperture import ed in termini proattivi lasciando aperto il rischio/opportunità sulle strategie export adeguando i livelli di controllo del rischio con una modulazione dinamica fornita dal nostro servizio di advisor.  

Il nostro Market Mover Monitor Week si apre ancora una volta con le tensioni non ancora risolte nel mondo reale.

Sono l’inflazione ed i gap che si sono aperti lungo le reti di fornitura che preoccupano gli operatori. I mercati nono sono ancora normalizzati e questo desta forti preoccupazioni in primo luogo tra le aziende ed in secondo luogo tra i mercati.

Ciò nonostante l’odierno dato rilasciato dalla CINA sulla produzione industriale e le vendite al dettaglio he messo in evidenza una crescita più sostenuta del previsto in ottobre: la produzione del 3,5% su anno, con una accelerazione al +3,1% di settembre, mentre le vendite al dettaglio hanno registrato un incremento di 4,9% su anno a fronte di attese per +3,5% e dopo il +4,4% di settembre. I prezzi delle case nuove però, sempre a ottobre, sono scesi dello 0,2% su mese, la maggior flessione da febbraio 2015, mentre il sentiment del settore immobiliare del Paese risente del caso Evergrande e delle ricadute nel comparto.

In GIAPPONE l’economia secondo i dati forniti dal GDP si è contratta più rapidamente del previsto nel terzo trimestre sulla scia dei problemi alle forniture a livello mondiale che hanno avuto ricadute sull’export mentre i nuovi casi di Covid zavorrano il morale dei consumatori. Nel periodo luglio-settembre l’economia si è contratta al tasso annuo del 3,0%, contro attese per -0,8%.

In settimana avremo altri dati importanti sull’andamento sulle tendenze economiche degli Stati Uniti, in particolare con gli aggiornamenti sulla produzione industriale e le vendite al dettaglio per ottobre. Le preoccupazioni sono incentrate sulla misura in cui i problemi della catena di approvvigionamento stanno limitando la produzione statunitense e se le continue interruzioni legate al COVID-19 sembrano interessare le fabbriche cinesi. I consumi negli USA sono attesi in crescita.

L’attenzione in Europa sarà sul Regno Unito mentre la Banca d’Inghilterra valuta se iniziare ad aumentare i tassi di interesse. I dati sull’inflazione sembrano destinati a mostrare l’ulteriore accelerazione delle pressioni sui prezzi. Verificheremo se i prezzi più alti sulla spesa dei consumatori abbiano impattato negativamente sulle vendite al dettaglio, verificheremo altresì  se in qualche modo stiano trasmettendo pressioni sul costo del lavoro.  Alcuni approfondimenti su quest’ultimo dato saranno forniti dal rapporto ufficiale sul mercato del lavoro, che avrà un’importanza particolare data l’attenzione dichiarata dalla Banca d’Inghilterra inmerito afli effetti inflativi.

In tal senso tutte le banche centrali stanno operando un attento esame sulle dinamiche inflative, soprattutto dopo la lettura sopra le attese del dato americano risultato ai massimi dal 1990.

Questa mattina Christine Lagarde interverrà davanti alla commissione per gli Affari economici e monetari del Parlamento europeo dove pensiamo che parlerà soprattutto di inflazione. Nel pomeriggio è atteso un ulteriore intervento del vice presidente Guindos. Le scommesse sul futuro percorso dei tassi di interesse nelle principali banche centrali hanno scandito l’andamento delle ultime settimane sui mercati obbligazionari determinando una netta volatilità. Con i mercati monetari che venerdì scorso prezzavano pienamente due rialzi dei tassi di interesse da parte della Bce entro il 2022, le parole di Lagarde e de Guindos potrebbero offrire spunti interessanti. Nel nostro ultimo FX OUTLOOK RISKOO abbiamo riportato un’analisi della curva dei rendimenti per fornire un nostro contributo sullo scenario sui tassi Fed e Bce.

INCONTRO BIDEN-XI – Il presidente statunitense Biden parteciperà in giornata a un incontro a distanza con l’omologo cinese Xi Jinping, come riferito dalla Casa bianca che spera che il confronto possa appianare le divergenze tra le due super potenze. L’incontro odierno segue quello del 9 settembre scorso. Secondo i media di Stato cinesi, Xi durante l’incontro, che avverrà nella serata statunitense, avvertirà gli Usa di fare “un passo indietro” sulla questione di Taiwan.

MARKET MOVER MONITOR

I recenti eventi monetari hanno contribuito ad alzare la volatilità sui mercati valutari, materie prime e tassi. Quelli azionari invece sembrano ancora impassibili all’evoluzione del quadro inflativo.

L’eur usd è sceso sotto quota 1,1530 aprendo una nuova finestra operativa la cui fascia di oscillazione dovrebbe spostare le negoziazioni fissando un cap a 1,1550 ed un floor in direzione del nostro obbiettivo 1,13 eur usd.  La scorsa primavera abbiamo considerato nel nostro Outlook tale ipotesi presupponendo l’avvio del tapering e la possibilità che sia la Fed, tra le grandi banche centrali, la prima ad avviare una linea di policy monetaria più restrittiva.

Un altro tema da monitorare  riguarda il posizionamento tendenziale della sterlina in virtù delle riposte che la BoE sta indicando per far fronte alle pressioni inflative. Il cambio eur gbp sta confermando da mesi le nostre attese. Nei prossimi giorni seguiremo l’eventuale ritorno degli scambi verso la base dell’attuale attuale range, 0,8430 eur gbp, in quanto riteniamo probabile un suo breakout e la prosecuzione dei valori in direzione del nostro obbiettivo indicato nell’ultimo Outlook.

Le monete commodity_based potrebbero subire qualche presa di beneficio dopo il loro lungo rally. Il rublo ha toccato area 80 testando un importante obbiettivo di prezzo da cui si sono già viste le prime azioni di taking profit. Ci aspettiamo un break up di 83,60 e l’avvio di correzione per 87 eur rub.

In settimana produrremo l’aggiornamento del nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES.   Sarà l’ultimo aggiornamento del 2021, in quanto a dicembre elaboreremo l’Outlook 20/22. Le commodity industriali sono ancora inserite in un contesto correttivo, in linea con le indicazioni fornite nei nostri studi di scenario. Il Brent ed il petrolio in generale sta avviando anch’esso un’azione correttiva. Questa settimana il mercato apre definitivamente sotto la soglia 82 usd/bar confermando da un lato la pressione dei realizzi, dall’altro la possibilità di ritracciare i precedenti rialzi sino a quota 77/76 usd/bar. Questa è da ottobre la nostro view più ottimista sull’andamento dei prezzi del greggio. Come abbiamo scritto nei nostri rapporti mensili più recenti, per catturare un segnale di inversione definitiva dei prezzi del greggio dovremmo poter rilevare valori inferiori a quota 75 usd. Non lo escludiamo ma tale condizione è ancora oggetto di nostre valutazioni.

Invece restiamo fiduciosi sulla possibilità che i prezzi del Gas Naturale europeo possano confermare la loro tendenza al ribasso. Il contratto future di riferimento TTF, trattato al ICE e scambiato in Olanda, dopo il picco a 160 eur/kilowatt fissato ad inizio ottobre sta scendendo. Ha violato quota 80 eur ed ora oscilla tra 60 ed 87 consolidando un fascia di scambi che dovrebbe spingere i valori a 40 per completare il ribasso a medio termini in area 30/27 eur/bar.

Qualora il ridimensionamento dei prezzi delle materie prime dovesse confermare la nostra linea previsionale, dovremmo avere un impatto positivo sulle pressioni inflative. I rendimenti dei governativi a 10 anni in realtà iniziano ad evidenziare parziali cedimenti in valore. Il 10 anni DE Bund dopo aver fissato un potenziale massimo a quota -0,10% ha aperto una nuova correzione. Ci aspettiamo che nelle prossime settimane possa – addirittura – scendere nuovamente verso area -0,45%. questo aiuterebbe al 10 anni BTP di ritracciare il recente rialzo in direzione di 0,70%. In un quadro ancor più fiducioso non escludiamo anche un ritorno dei valori in direzione dei minimi segnati durante l’estate a 0,50%.

Non è chiaro se il riequilibrio dei recenti eccessi sia generato da un progressivo lento ritorno verso la – normalità – oppure se sconta rallentamenti macro dovuti ad eventi esogeni.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 46

MARKET MOVER MONITOR WEEK 46

Questa settimana vedrà alcuni importanti aggiornamenti sull’inflazione da Stati Uniti e Cina, nonché alcuni nuovi dati sul PIL del Regno Unito che avranno impatto sulle future decisioni di  politica monetaria in una Banca d’Inghilterra indecisa.  Il calendario macro economico offre spunti interessanti anche dal rilascio dei dati sul GDP relativo al terzo trimestre 2021 per Norvegia, RAS di Hong Kong e Filippine oltre ai  dati sui prestiti dalla Cina. In Europa seguiremo con estrema attenzione i rapporti sulla produzione industriale dopo il segnale di rallentamento registrato dal comparto manifatturiero.

La scorsa settimana abbiamo avuto la conferma dell’avvio del tapering da parte della Fed statunitense che inizia a ridurre i suoi acquisti di asset intraprendendo con altre banche centrali, Reserve Bank of Australia e Bank of Canada, una linea più aggressiva nei confronti del contrasto alla distorsione dei prezzi. Di conseguenza i numeri sull’inflazione riportati negli Stati Uniti saranno oggetto di ulteriori analisi per comprendere se tale linea potrà subire ulteriori restrizioni. In particolare gli operatori sono ora concentrati sul timing dell’avvio del rialzo dei tassi di interesse. La curva Fed Funds ha anticipato l’avvio di tali misure alla seconda metà del 2022.  Gli aggiornamenti dell’IPC e del PPI e le aspettative di inflazione dei consumatori aiuteranno quindi a valutare la misura in cui stanno aumentando le pressioni sui prezzi e se il ritmo di riduzione del QE annunciato di 15 miliardi di dollari/mese dovrà essere adeguato nei prossimi mesi.

Al contrario invece, la Banca d’Inghilterra con una mossa a sorpresa ha raffreddato le attese di un possibile rialzo dei tassi, preferendo attendere maggiori informazioni sulla resilienza dell’economia ed in particolare del mercato del lavoro. I dati sul PIL di settembre forniranno quindi al Board della BoE maggiori dettagli sul ritmo di ripresa dell’economia britannica.

Da una prospettiva più ampia, la direzione futura della politica monetaria nel mondo rimane in larga misura dipendente dal grado in cui le attuali pressioni inflazionistiche risultano transitorie. A tale riguardo, i dati sui prezzi alla produzione pubblicati per la Cina potrebbero rivelarsi illuminanti, soprattutto perché qualsiasi forte aumento potrebbe alimentare i timori che i prezzi più alti delle merci esportate possano alimentare le pressioni inflazionistiche globali.

La crescita economica globale nel frattempo  ha ripreso slancio all’inizio del quarto trimestre poiché le interruzioni delle attività commerciali in molti paesi sono diminuite in linea con una riduzione del numero di casi di COVID-19. Sebbene al di sotto del tasso di espansione osservato all’inizio dell’anno, i valori registrati sul fronte della crescita rimangono comunque al di sopra della media di lungo periodo.

Tuttavia, il ritmo della ripresa non si sta manifestando in egual misura tra le diverse aree economiche. Le statistiche informano che l’aumento dei casi associati alla diffusione della variante Delta nell’Eurozona e in Russia, impattano sul ritmo della ripresa e le preoccupazioni sui virus continuano a limitare la crescita anche in altre economie, in particolare in Cina.

Ciò scritto il tasso di espansione economica globale ha accelerato per il secondo mese consecutivo in ottobre. L’indice JPMorgan Global PMI™ è salito da quota 53,3 di settembre a 54,5 di ottobre, recuperando il massimo di luglio. Rispetto a una media di lungo periodo pre-pandemia dell’indice pari a  53,6, l’ultima lettura segnala una crescita del PIL globale trimestrale annualizzata superiore al trend di circa il 3,5%.

GLOBAL PMI MARKIT

MARKET MOVER MONITOR WEEK 45

WB ECONOMICS: GLOBAL PMI INDEX MARKIT

MARKET MOVER MONITORMARKET MOVER MONITOR WEEK FOREX

La scorsa settimana si è conclusa con la lettura dei dati sull’occupazione USA del mese di ottobre. L’esito superiore alle attese non ha spinto l’eur usd definitivamente sotto la soglia 1,1530 dopo i ripetuti tentavi operati nel pomeriggio. La chiusura sopra tale livello, nonostante il temporaneo sconfinamento in direzione di 1,1510 eur usd, ha annullato il primo trigger breakout. Ritorneremo quindi a guardare il consueto range che ci sta accompagnando da inizio ottobre pur mantenendo una visione riflessiva allineata sempre all’Outlook che indichiamo da inizio anno.

In termini generali il dollaro rimane sostanzialmente comprato contro gran parte delle monete, il Dollar Index infatti continua a fissare nuovi massimi di periodo muovendo in direzione di quota 96. Tra le divise più significative è tornato a perdere nei confronti dello yen e dello yuan renminbi. Contro yen il cambio  dopo aver fissato un picco in area 114,75 il 20 ottobre, sta aprendo una fase correttiva: sotto 113,25 ci aspettiamo un ritorno dei valori verso 112 ovvero 129/8 contro euro.

Nel lungo ed ininterrotto confronto tra Usa e Cina il rapporto di cambio continua a fluttuare tra un cap in area 6,55 ed un floor a 6,40/35. Nelle ultime due settimane abbiamo osservato una parziale perdita di momentum del dollaro con le verifiche del floor indicato. Le reazioni seguite al test dovrebbero imprimere la forza per riportare le negoziazioni nuovamente verso il cap 6,545/55 usd cny. Ciò tenderà a mantenere il cambio eur cny inserito sempre in un contesto caratterizzato dalla debolezza dell’euro, interrotto solo temporaneamente da parziali correzioni. Il nostro Outlook in merito rimane sempre orientato a verificare l’obbiettivo indicato ad inizio anno a quota 7,20 eur cny.

Per un rapporto dettagliato sull’andamento di tutto il mercato Forex con gli impatti sulle strategie di Risk Management vi rimandiamo al nostro Outlook di scenario  in aggiornamento per il mese di novembre.

MARKET MOVER MONITOR WEEK COMMODITY

Dalla scorsa estate, con un anticipo sui tempi elaborato a fine maggio, stiamo fornendo indicazioni su una potenziale correzione delle commodity industriali. Il rame è stata la prima commodity a subire un’effettiva azione correttiva. Lo hanno seguito il minerale di ferro 62% (-47%), alcuni contratti future sull’acciaio(-15/20%). Più recentemente abbiamo osservato, in linea con le nostre attese, l’allineamento dell’alluminio a questo movimento. Il contratto future trattato al LME dal picco fissato il 18 ottobre a 3200 usd/t è sceso del 20% fissando lo spot a 2490 usd lo scorso venerdì. Il nickel appare più resiliente ma la struttura della curva future rimane anch’essa orientata a proiettare i prezzi nuovamente verso l’area 18400/18000 dove abbiamo fissato un primo trigger sotto il quale riteniamo che siano presenti ordini di vendita condizionati.

Sul comparto energetico abbiamo segnalato sempre a metà ottobre un forte segnale di reversal sul Natural Gas europeo TTF  . Il 5 ottobre il prezzo del gas naturale ha toccato il massimo storico di 162 euro al megawattora per correggere successivamente in area 80/100 euro. Come scritto successivamente nel nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES di ottobre e ribadito in un post (motivazioni del rialzo e ragioni per un riequilibrio dei prezzi)  più recente, ci aspettiamo che il segnale indicato riporti i valori verso 45/40 euro, per spingerli in una seconda fase verso quota 30/26 euro, valore a cui oggi attribuiamo il corretto equilibrio.

Anche sul Brent crude oil  dopo il picco a 86 usd/bar abbiamo aperto una raccomandazione di realizzo delle coperture al rialzo in attesa che si manifesti una correzione verso area 77 usd/bar.

Riteniamo che questi importanti segnali debbano portare il mercato a riequilibrare i prezzi. La prima gamba correttiva scontava l’annuncio del tapering vedremo se in futuro un eventuale comunicazione preparatoria delle banche centrali orientata all’apertura di una fase di rialzi dei tassi possa contribuire a completare l’opera attesa.

Nei prossimi mesi invernali dovremo monitorare il percorso della ripresa unito all’evoluzione dell’epidemia Covid. Una recrudescenza dei contagi potrebbe rallentare il ritorno ad una forma apparente di normalità della politica monetaria operata dalle banche centrali con ripercussioni su tutti i mercati.

 

MARKET MOVER MONITOR WEEK 45

MARKET MOVER MONITOR WEEK 45

TAPERING: La Fed annuncia piani per iniziare a ridimensionare gli acquisti di asset

FED TAPERING – Con una mossa ampiamente prevista, la Federal Reserve ha annunciato ieri sera  che ha deciso di avviare il  ridimensionamento degli acquisti di asset alla fine di questo mese. La Fed ha affermato che prevede di ridurre i suoi 120 miliardi di dollari di acquisti mensili di obbligazioni nella misura di 15 miliardi al mese, citando a supporto della decisione gli ulteriori progressi sostanziali che l’ economia ha compiuto verso i suoi obiettivi di massima occupazione e stabilità dei prezzi.

La Fed con il tapering ritiene che le riduzioni nel ritmo degli acquisti di attività nette siano appropriate, tuttavia ha affermato di essere pronta ad adeguare il ritmo degli acquisti se giustificato dai cambiamenti nelle prospettive economiche. A prima vista, la riluttanza a preannunciare l’intero piano di tapering mensile fissando una data di conclusione  per la metà del 2022, potrebbe essere considerata accomodante. Rimane aperta l’ipotesi che la componente dei cosiddetti falchi  rappresentata in Consiglio, possa voler accelerare il tapering all’inizio del prossimo anno, in particolare nel caso in cui l’inflazione dovesse continuare a salire più del previsto.

Nella dichiarazione che annuncia la decisione, la Fed ha affermato che gli indicatori dell’attività economica e dell’occupazione hanno continuato a rafforzarsi. La dichiarazione ha anche riconosciuto che gli squilibri della domanda e dell’offerta legati alla pandemia e alla riapertura dell’economia hanno contribuito a considerevoli aumenti dei prezzi in alcuni settori, sebbene la Fed abbia continuato a descrivere come transitori i fattori che portano all’inflazione elevata. La Banca centrale ha affermato di aspettarsi che i tassi di interesse rimarranno a livelli prossimi allo zero fino a quando le condizioni del mercato del lavoro non avranno raggiunto livelli coerenti con le sue valutazioni di massima occupazione e di rientro dell’inflazione, benché ritenga tollerabile  che superi moderatamente il 2% per qualche tempo.

I  mercati invece  scommettono che la Fed sarà costretta ad aumentare rapidamente i tassi nel momento in cui il suo programma di QE risulterà ridimensionato. Continuiamo ad aspettarci che a partire dalla seconda metà del 2022 aumentino le probabilità che il Board proceda con il rialzo dei tassi. Siamo altrettanto convinti che il Consiglio tema di avviare un’azione più aggressiva in quanto dubita che possa colpire la ripresa, correndo  il rischio di commettere un errore politico di valutazione del quadro. Nella sua conferenza stampa, il presidente della Fed, Jerome Powell, ha sottolineato che la decisione di iniziare a ridurre gli acquisti di asset non riflette un segnale diretto sulla politica dei tassi di interesse. “Continuiamo ad articolare un test diverso e più rigoroso per le condizioni economiche che dovrebbero essere soddisfatte prima di aumentare il tasso sui fondi federali”, ha affermato ieri sera Powell, sostenendo che c’è ancora molto da fare per raggiungere la massima occupazione sia in termini di occupazione che di partecipazione.

Alle 10:30 Wlademir Biasia commenterà per il canale tv FINANZA NOW gli effetti della decisione sui mercati e sul quadro economico.

MARKET MOVER

La decisione non ha sortito particolari effetti sul cambio eur usd. Tuttavia ne ha modificato il bias tecnico di breve termine. Pensiamo che l’atteggiamento meno hawkish della Fed possa trattenere ancora il cambio all’interno della fascia 1,1530-1,700 nel brevissimo termine, senza modificare la struttura del ciclo tendenziale a medio lungo. Abbiamo comunque confermato nell’Outlook operativo il nostro punto di controllo ai due limiti della banda indicata. La violazione di 1,1530 rappresenta un trigger favorevole al biglietto verde, viceversa quota 1,17/1,1725 eur usd.

In compenso il mercato delle commodity ha registrato ieri in attesa della Fed un ulteriore passo nella direzione della correzione al ribasso delle quotazioni primarie.   Si noti come nell’ultimo mese, in alcuni casi, e nell’ultima settimana in generale  i prezzi abbiano subito vere e proprie correzioni. Questo è in linea con la previsioni che abbiamo formulato nei nostri ultime tre rapporti mensili sulle commodity, WB COMMODITY PERSPECTIVES.  

Il segmento che più si è dimostrato resiliente alla correzione è quello del petrolio. Il Brent sta cedendo soltanto in queste ore quota 82 usd/bar. Ci aspettiamo da una conferma odierna del breakout che i prezzi possano correggere a breve verso area 77/76 usd/bar. Mentre il Gas europeo sta scendendo verso gli obbiettivi attesi. La buona notizia è che abbiamo visto una conferma del nostro Outlook anche sul ridimensionamento dell’indice primario che traccia l’andamento dei noli marittimi: il Baltic Dry Index. Dai massimi fissati a quota 5650 i valori sono scesi a questa mattina del 45% ovvero a quota 3180.

LA FED ANNUNCIA IL TAPERING

WB ANALYTICS: COMMODITY MARKET QUOTE