IL quadro sugli indici PMI manifatturieri giunge dopo la lettura relativa ai dati sull’inflazione della zona euro. I dati rilasciati ieri segnano un rialzo decisamente oltre il consensus  innescando le conseguenti più forti aspettative sui rialzi dei tassi Bce.  L’attesa stimava un frazionale rialzo da 7,4 a 7,7% annuale, mentre il dato effettivo ha riportato un incremento all’8,1%. In Italia il dato ha visto un incremento al 6,9% anno su anno.

Il mercato è ritornato a considerare l’ipotesi di un aumento dei tassi da parte della BCE nella riunione della prossima settimana.

Su tale fronte la giornata odierna potrebbe offrire numerosi spunti con gli interventi della presidente Lagarde e dei consiglieri Panetta, Knot e Lane. Ieri il governatore della Banca Centrale slovacca, Peter Kazimir, ha detto che occorrerebbe considerare un rialzo da 50 punti, forse a settembre, mentre il consigliere  Pablo Hernandez de Cosde Cos (governatore Banca Centrale spagnola) ha gettato acqua sul fuoco spiegando che la Bce non dovrebbe impegnarsi su un percorso specifico sui tassi data l’attuale incertezza.  In linea con de Cos, nel suo intervento di ieri il governatore di Bankitalia Visco ha detto che la Bce dovrà essere graduale nel rialzo dei tassi.

Si delineano quindi le posizioni dei vari membri del Consiglio BCE in vista della discussione di politica monetaria nel Bard di giovedì 9 giugno.

Oltre ai dai sull’inflazione il Consiglio analizzerà l’andamento dei sondaggi PMI. Oggi sono previsti una serie di dati su scala europea nonché mondiale di assoluta importanza. In Italia il PMI manifatturiero dovrebbe mostrare un nuovo, deciso, rallentamento del comparto nel mese di maggio con l’indice atteso a 53,6 dal 54,5 del mese precedente. Poco più tardi sarà la volta di Istat che rende noti i numeri di aprile sulla disoccupazione italiana. Il tasso dovrebbe attestarsi a 8,2%, in lieve calo rispetto all’8,3% del mese precedente. Ieri, sempre l’Istat ha pubblicato il dato sulla crescita del Pil nel primo trimestre dell’anno: +0,1% contro le attese -0,2%.

Sempre in Eurozona sono attesi i dati Pmi manifatturieri relativo all’intero blocco ed a diverse aree  quello relativo. In merito al dato aggregato le attese sono per una conferma della stima ‘flash’, diffusa lo scorso 24 maggio, a 54,4 in calo rispetto al 55,5 di aprile.

FX AREA PMI EFFETTIVO ATTESA PRECEDENTE
08:00   RUB RUSSIA Indice PMI Purchasing Managers (Mag) 50,8 48,2
08:30   SEK SVEZIA Indice PMI Manifatturiero (Mag) 55,2 54,9
09:00   PLN POLONIA Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (Mag) 48,5 52,4
09:15   EUR SPAGNA Indice dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero spagnolo (Mag) 53,8 52 53,3
09:30   CHF SVIZZERA PMI procure.ch (Mag) 60 61 62,5
09:45   EUR ITALIA Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero italiano (Mag) 51,9 53,5 54,5
09:50   EUR FRANCIA Indice PMI manifatturiero francesi (Mag) 54,6 54,5 55,7
09:55   EUR GERMANIA Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (Mag) 54,8 54,7 54,6
10:00   NOK NORVEGIA Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (Mag) 60,6
10:00   EUR EUROZONA Indice PMI manifatturiero (Mag) 54,4 55,5
10:30   GBP UK Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (Mag) 54,6 55,8

Accanto ai sondaggi di sentiment provenienti dal comparto manifatturiero emerge il dato sulle vendite al dettaglio in Germania: ad aprile, le vendite al dettaglio tedesche hanno registrato una flessione di 5,4% su mese e di 0,4% su anno. L’attesa era rispettivamente per un -0,2% e per un incremento di 4,0%.

La conferma di questo quadro in cui prevale un segnale di rallentamento potrebbe mitigare le decisioni restrittive su cui il Consiglio BCE discuterà la prossima settimana.

Ritornando ai sondaggi PMI, l’indice relativo al comparto manifatturiero cinese è stato rilevato ancora in contrazione, pur recuperando terreno rispetto al minimo di 26 mesi visto in aprile, sulla scia dell’allentamento delle misure contro il Covid. A cura di Caixin, il Pmi manifattura di maggio si è portato a 48,1 da 46,0 di aprile, leggermente oltre il consensus Reuters per 48,0. E’ terminato il rigido lockdown imposto ai 25 milioni di abitanti di Shanghai.

In Giappone l’indice analogo sul manifatturiero  è cresciuto a maggio al ritmo più lento di tre mesi. La lettura finale dell’indice Pmi del comparto, a cura di Jibun Bank, è scesa a 53,3 dal 53,5 del mese precedente, il ritmo più lento da febbraio.

Sale invece il sentiment nel comparto manifatturiero russo sopra quota 50 a maggio. L’indice passa da 48,2 a 50,8, mentre al contrario la Polonia scende dal in area di contrazione sotto 50, da 52,40 a 48,50.

Su questo quadro la Bank of Canada dovrebbe aumentare i tassi a 1,5% da 1,0% al termine del meeting di questo pomeriggio, a contrasto di un’inflazione sostenuta.

 

WB MARKET MOVER MONITOR

FX EUR USD  Ieri l’euro ha temporaneamente segnato un parziale flessione sotto quota 1.07 per riprendersi immediatamente, conservando l’abbrivio reattivo innescato nelle precedenti settimane. Pensiamo che in attesa della BCE i corsi rimangano supportati dall’aspettativa che il Bardo possa esprimere un segnale restrittivo. In ogni caso il cammino al rialzo dell’euro incontrerà nelle prossime ore una prima soglia di resistenza in area 1.0795 contro dollaro.

Rimane invece ancora sostenuto il rublo che dopo un discesa a 71/72  eur rub ha recuperato nuovamente in direzione del baricentro dell’attuale range 55 – 72, dopo l’approvazione del Consiglio europeo del 6° pacchetto di sanzioni, tra cui l’embargo parziale sul petrolio. La Russia come contro misura ha ventilato l’ipotesi di una riduzione della produzione giornaliera in modo da compensare l’eventuale minore domanda europea.

COMMODITY BRENT OIL Il petrolio dopo l’annuncio ha avuto un movimento di coda oltre le nostre attese 116 usd/bar  (max 125 usd/bar) , salvo rientrare in area 115.50 -117 questa mattina. Rimane il punto sugli effetti delle nuove sanzioni.  L’UE importa circa 2,3 milioni di barili/giorno di greggio dalla Russia, che rappresenta circa il 26% delle importazioni totali di greggio. Circa due terzi di queste importazioni provengono dal mare, mentre il resto arriva attraverso l’oleodotto Druzhba.

Prevediamo un ritorno delle quotazioni verso la parte centrale del range 125/100 fissando in area 112/110 usd un livello significativo la cui violazione spingerebbe i traders a smontare buona parte delle posizioni lunghe, contribuendo a raffreddarne le tensioni sui prezzi. Ricordiamo tuttavia che il nostro modello continua a quotare in area 100 il livello spartiacque tra uno scenario di tensione rispetto ad un allentamento delle stesse.

IL QUADRO SUGLI INDICI PMI MANIFATTURIERI NEL MONDO

WB ANALYTICS: BRENT OIL USD/BAR

Market mover week L’ultima settimana di giugno concentra il flusso dei dati più significativi nella giornata di venerdì  3 giugno con la pubblicazione delle statistiche occupazionali negli Stati Uniti.  In Eurozona invece avremo diversi dati sull’inflazione aggiornata al mese di maggio (martedì) che saranno letti attentamenti dal Consiglio BCE che giovedì 9 giugno si riunirà per decidere sui tassi. Completano la lettura dei dati macro più significativi i rapporti sui PMI. Essi seguono le indicazioni relative al mese di mese di aprile, dove era stato messo evidenza il calo della produzione manifatturiera globale in un momento di stallo nella crescita dei nuovi ordinativi.

La sintesi dei PMI di maggio ha segnalato tensioni  sulla crescita economica,  particolarmente sotto pressione nelle principali economie sviluppate, a causa delle pressioni sui prezzi. Questa settimana avremo un dettaglio su scala globale  sia per il settore manifatturiero che per i settori dei servizi. Tuttavia segnaliamo che a differenza di altre aree,  l’indice S&P Global Flash dell’Eurozona PMI ha evidenziato un allentamento delle pressioni sui prezzi rispetto al picco di aprile , pur rimanendo forti rispetto agli standard storici.

Venerdì l’U.S. Bureau of Labour Statistics pubblicherà il rapporto di maggio sul mercato del lavoro. Il consensus elaborato da Refinitiv indica un aumento di 350.000 dipendenti escluso il settore agricolo, con il tasso di disoccupazione che scende al 3,5% e la crescita media del costo del lavoro che accelererà allo 0,4% su base mensile. Ciò contribuirà ancora una volta a tenere alta l’attenzione della Federal Reserve  sul tema dell’inflazione. Le condizioni del mercato del lavoro rimangono positive sul lato dell’offerta, in tensione su quello dell’aumento dei costi orari. Ciò fornirà ulteriori elementi al Consiglio per procedere con nuovi strette dei tassi.

In settimana avremo la riunione di politica monetaria della Bank of Canada. In qualche modo l BoC ha sempre anticipato le mosse della Fed. Pertanto dopo l’aumento di marzo, prevediamo un altro aumento di 50 punti base.

Il calendario economico concentra in Asia una serie di dati lagging piuttosto significativi a partire dalla lettura del GDP di India ed Australia.

In Cina invece avremo la lettura del PMI manifatturiero con un aggiornamento sulle condizioni economiche dopo i nuovi vincoli sanitari imposti dalla diffusione di Omicron.  Questi dati uniti a quelli elaborati su scala globale sulle aspettative per  produzione e nuovi ordinativi del comparto manifatturierio saranno  quindi analizzati attentamente in sovrapposizione a quelli relativi ai tempi di consegna dei fornitori per ottenere una guida completa sui fondamentali della domanda e dell’offerta per i prezzi delle materie prime. Il loro andamento  dipenderà dal grado in cui persistono i blocchi sanitari in Cina, i cui effetti hanno notevolmente contribuito a rimettere in discussione  il ritorno verso un quadro di riferimento più regolare. In generale si teme che a causa delle tensioni geopolitiche da un lato ed il riflusso della pandemia dall’altro possa raffreddare nuovamente la ripresa dei consumi, soprattutto se le pressioni inflazionistiche sul costo della vita rimarranno elevate.

Il grado in cui l’espansione globale, alimentata dalla riapertura delle economie dopo l’allentamento delle restrizioni pandemiche , può essere sostenuta dipenderà anche dalla misura in cui la domanda dei consumatori potrà continuare ad espandersi in futuro.

WB MARKET MOVER MONITOR

I mercati azionari dopo una significativa correzione al ribasso si stanno prendendo una pausa di consolidamento. Dopo 13 settimane di movimento riflessivo dai massimi (Standard & Poor 500), di cui 8 negative, la scorsa si è chiusa con una reazione piuttosto significativa.  Ciò ha portato ad una pausa delle tensioni e soprattutto dell’avversione al rischio. Sarà sufficiente per la banche centrali? tutte impegnate a controllare le dinamiche inflattive prodotte da una convergenza di squilibri  che vedono nell’aumento dei multipli e dei prezzi delle commodity una delle ragioni per cui  si trovano a combattere tensioni difficili da riportare  su un piano più bilanciato? Non escludiamo a breve un ritorno verso area 4300 dell’indice S&P 500.

Temiamo tuttavia che il lavora da svolgere non sia ancora completato.

WB MARKET MOVER MONITOR WEEK 22-22

WB ANALYTICS: S&P 500

COMMODITY

Venerdì sera il rame al CME, Chicago Mercantile Exchange, ha chiuso le sessione poco sopra quota 4,30 usd, molto vicino all’area tecnica 4.35 usd livello che delimita al momento il tentativo di ricostruire un segnale di ripresa del rialzo, dopo la formazione del picco a marzo fissato a quota 5,01. Il rame, al pari del greggio, ha forti valenze tecniche sui mercati in quanto costituisce una sintesi tra finanza ed economia reale. Il suo andamento esprime un notevole valore informativo nei nostri modelli di valutazione.

Nello specifico pensiamo che il contenimento in questa fase della reazione sotto area 4,35 possa costituire un segnale di conferma che la congiuntura correttiva non sia esaurita.

Il Brent, in linea con quanto scritto nel Market Mover Week Monitor di lunedì,  questa mattina sta collaudando anch’esso i livelli che riteniamo possano delimitare il rialzo in corso.  Eventuali ritorni sotto area 114 usd potranno ristabilire la distribuzione dei corsi propedeutica ad una nuova spinta verso area 100 usd/bar dove da tempo collochiamo il punto da violare per aprire un ciclo riflessivo dei prezzi.

COMMODITY COPPER

WB ANALYTICS: CME COPPER ST

POLITICA MONETARIA Market mover week

I segnali che cerchiamo su rame e petrolio consentirebbero alle banche centrali di fissare un punto significativo nel contrastare l’inflazione.  Per alimentare quindi tali aspettative dovranno favorire un a tenuta delle condizioni di avversione al rischio. Soltanto in questo modo potranno avere ragione sull’inflazione e dimostrare di avere ragione nel sostenere il loro Outlook che vede un graduale raffreddamento delle tensioni sui prezzi il prossimo anno.  Più i mercati si proteggono dal rischio più facilitano la loro opera, meno sono costrette a far salire i tassi d’interesse.

Su questo fronte ci avviciniamo alla riunione del 9 giugno della BCE e la settimana successiva della FED. Mentre la Federal Reserve dovrebbe confermare un ulteriore rialzo di 50 bp, la BCE appare impegnata  a riportare in positivo i tassi d’interesse entro la fine del 3° trimestre. L’inflazione di maggio, di cui avremo la lettura flash domani martedì, impatterà notevolmente nelle analisi del Board motivando in caso di lettura superiore al 7.6% l’avvio del rialzo dei tassi.

Al momento nel mercato si scontano già diverse manovre, sono previsti almeno 4 rialzi da parte delle BCE, mentre si tende ad escludere ritocchi oltre i 25 bp.

FOREX

L’euro ha reagito a queste aspettative capitalizzando una reazione positiva. In linea con le nostre attese, dopo un’iniziale fase di incertezza, il cambio eur usd ha costruito un rimbalzo importante proprio verso la nostra area di verifica del trend dominante. Ci aspettiamo in fatti che i corsi possano collaudare quota 1.0800/1,0850 la prossima settimana in occasione del meeting della BCE. Come indicato in più occasioni il ritorno su tali livelli rappresenta un importante stress test per il mercato e soprattutto per gli operatori economici. Seguiremo la reazione dei mercati alle decisioni della BCE in tempo reale, alle 16.00 dopo la conclusione della conferenza stampa di Christine Lagarde con la diretta streaming, INSIDE CENTRAL BANK in collaborazione con AITI, l’Associazione Italiana dei Tesorieri d’Impresa. 

Nella scorsa edizione, a conclusione della due giorni della Federal Reserve, avevamo proprio messo l’accento sulla reazione dell’euro a 1.0850, postuma alla discesa verso area 1,04. L’importanza della reazione è data, secondo le nostre valutazioni, dagli impatti che potrebbe determinare sulla lettura del ciclo operativo della divisa europea a medio termine. Daremo una risposta  a questo tema, che  sarà al centro di ogni nostra valutazione, proprio a seguito delle linee giuda fornite dalle due banche centrali a giugno.

WB MARKET MOVER MONITOR WEEK 22-22

WB ANALYTICS: EUR USD ST

La BCE conferma l’ipotesi di rialzo dei tassi. Alle parole hawkish di Christine Lagarde, che ieri mattina in un post ha detto che Francoforte traghetterà i tassi fuori dal territorio negativo entro la fine di settembre – e potrebbe ritoccarli ulteriormente all’insù se l’inflazione si stabilizzasse al 2% – si sono aggiunte nel pomeriggio da Davos dichiarazioni ancora più esplicite del consigliere Francois Villeroy de Galhau.  Per il banchiere centrale francese, combattere il surriscaldamento dei prezzi e’ al momento la priorita’, mentre la crescita nel blocco appare resiliente, e un incremento dei tassi a luglio e’ ormai affare fatto. Occhi in giornata al vicepresidente Luis De Guindos che parteciperà all’Ecofin che si apre a Bruxelles.

Rimanendo alle banche centrali, da segnalare un intervento pubblico di Jerome Powell questa sera, mentre gli operatori aspettano le minute dell’ultimo meeting del Fomc di maggio – che saranno pubblicate domani – per ponderare meglio il grado di aggressività della politica monetaria Usa da qui in avanti.
I futures sui Fed Funds prezzano rialzi di mezzo punto percentuale sia a giugno che a luglio, e una forte possibilità di un +50 anche a settembre .
Ieri, intanto, Powell ha giurato per il suo secondo mandato alla guida dell’istituto.

MARKET MOVER MONITOR SETTIMANA 21/22

WB MARKET MOVER MONITOR SETTIMANA 21-22

MARKIT PMI NUOVI INDICATORI D’ORDINE

Il Market Mover Monitor della settimana mette in primo piano una riflessione sulle dinamiche economiche che in questo secondo trimestre esprimono in termini tendenziali un rallentamento del ciclo di crescita. Markit pubblicherà martedì  i dati flash sull’andamento dei PMI relativi alle quattro maggiori aree economiche appartenenti alle economie avanzate, mentre il PMI manifatturiero della Cina verrà rilasciato il prossimo 1 giugno. Le attese non sono particolarmente confortanti. Il rallentamento in atto appare diffuso ed evidente in tutte le regioni fatto salvo la tenuta degli US ed in parte gli UK.

Tuttavia l’indicatore sugli ordinativi per manifatturiero e servizi evidenzia un declino con una tenuta a sorpresa dell’Eurozona.

Gli investitori, money managers, rimangono piuttosto cauti, tenendo ancora alta l’avversione al rischio in un ambiente in cui prevale un’aspettativa al ribasso per gli earnings futuri. L’industria del risparmio gestito continua a percepire elevate le influenze geopolitiche  unite alla linea di policy monetaria promossa dalle banche centrali per contrastare l’inflazione.

Su questo fronte riportiamo alcuni elementi di novità che riteniamo interessanti da seguire.

Come abbiamo scritto in più occasioni l’inflazione è stata principalmente sostenuta dal rialzo dei costi dell’energia: petrolio e gas a cui hanno fatto seguito quelli dell’energia elettrica. La scorsa settimana, ma più in generale dagli inizi di maggio evidenziamo un possibile segnale di allentamento della tensione sui prezzi di gas ed energia elettrica.

Il future sul Gas naturale,  Dutch TTF trattato all’ICE, come atteso sta abbandonando l’area 105/95 per scendere verso area 72 eur mwh.  Oggi ne a abbiamo la conferma con le aperture in area 83 euro. In scia alla correzione del TTF ci aspettiamo che il PUn possa scendere dall’attuale chiusura di venerdì a 224 euro mwh a 125 euro nel medio periodo. Questi due elementi dovrebbero contribuire a raffreddare la spinta inflattiva sul lato energia.

Sul petrolio non sono ancora presenti tali segnali. Ci aspettiamo un ulteriore coda verso area 115/116 usd/bar per il Brent prima di assistere ad una correzione che prenderà comunque corpo con il breakout di area 106 usd. Evento quest’ultimo che contribuirà a spingere i valori verso il punto di maggior valore tecnico sempre in transito a quota 100 usd.

Il rallentamento dei prezzi dell’energia, associato ad un segnale di avversione al rischio proveniente dai quadranti del mercato azionario dovrebbero favorire una rotazione dei flussi da quest’ultimo verso il mercato dei bond governativi. Il 10 anni US è impostato per scendere verso area 2.35%. La curva dei rendimenti si è ulteriormente inclinata negativamente nel tratto 7-10 anni. Ci aspettiamo che il 10 anni Germania possa scendere dall’attuale livello a seguito di un breakout di quota 0.93/0.90% per avviare una correzione potenzialmente significativa.

Quanto sopra potrebbe costituire il preludio per un segnale di attesa verso un rallentamento significativo della crescita globale. Il FMI ha allertato i G20 a considerare nei loro piani il rischio di shock multipolari derivanti da crisi geopolitiche associati alla diffusione di eventi pandemici.

In controtendenza l’IFO, l’indicatore anticipatore più importante della Germania, nella rilevazione riportata questa mattina  dall’INFO Institute è aumentato per il secondo mese consecutivo a 93,0 per il mese di maggio, contro 91,9 di aprile. L’aumento è stato principalmente determinato da una migliore valutazione della situazione attuale. La componente delle aspettative è rimasta pressoché invariata e vicina ai livelli visti l’ultima volta all’inizio della pandemia. Questa buona lettura dell’Ifo sembra riflettere ordini pieni e miglioramenti post-lockdown. Tuttavia le deboli aspettative segnalano che le imprese tedesche manifestano una prudente perplessità a fronte dell’elevata incertezza, agli attriti della catena di approvvigionamento e alla forte inflazione.

 

INDICE IFO GERMANIA

ECONOMIA WB

La lettura del dato alimenta le aspettative per il rialzo dei tassi anche da parte della BCE nella riunione di giugno.

WB MARKET MOVER MONITOR

FX – L’eur usd ha proseguito il cammino reattivo anticipato nelle precedenti settimane a partire dalla conferenza stampa di Christine Lagarde alla conclusione del Consiglio BCE. Ci aspettiamo che dopo la verifica odierna di 1.0680 il mercato possa proseguire nel ribilanciamento dei prezzi, come indicato nello streaming INSIDE CENTRAL BANK con AITI, l’Associazione Italiana Tesorieri d’Impresa,   verso quota 1.08.

Il rublo prosegue la sua tendenza positiva. I valori del cambio eur rub sono scesi ai livelli di aprile 2015 sotto quota 60 eur rub. Abbiamo aggiornato il nostro Outlook confermando le recenti stime tendenziali.

L’euro dovrebbe beneficiare a breve si una pausa temporanea del clima di risk aversion sui mercati in attesa del meeting della BCE. I Market Mover Moniotr riporteranno nei prossimi giorni le aspettative sulle decisioni che il Board prenderà nel Consiglio di giugno.

COMMODITY – Sono di segno positivo le rilevazioni sui prezzi del future sul gas, Dutch TTF. I valori scendono in chiusura della scorsa settimana ampiamente sotto il nostro livello di attenzione confermando le attese per un ulteriore ridimensionamento dei valori in una fase in cui i livelli di stoccaggio risultano allineati a quelli seguiti negli anni 2017-2018-2019. Dovremmo quindi cogliere altrettanta positività sulla correzione dei valori del PUN GME (energia elettrica nazionale).

Il Petrolio brent rimane invece ancora scambiato nella parte alta della forchetta di range 116/106 ma comunque sempre inserito in un contesto propedeutico ad una correzione verso area 100 usd/bar.

Ci sono molti elementi di valutazione presenti sul tavolo questo inizio di settimana. Nell’ordine partono dalle note di geopolitica e per interazione a quelle economiche con inflazione, politiche monetarie, catene di distribuzione, per finire con la possibile rischio di distruzione della domanda in un ambiente in cui al momento è proprio quest’ultima a tenere a galla la performance economica.

Partendo da quest’ultima considerazione i mercati temono che proprio l’aumento dell’inflazione, che colpisce in modo particolare i servizi ed a seguire i bene di consumo, rischi di assorbire la capacità di spesa del mass market in un momento in cui i tassi di crescita della spesa salgono al ritmo più veloce degli ultimi dieci anni.

In effetti osservando la performance dei mercati azionari appare netta l’avversione al rischio in un clima in cui tutti gli elementi sopra elencati interagiscono in modo distruttivo al clima di fiducia. Nella recente tornata  di trimestrali sugli utili del primo trimestre, gli investitori azionari statunitensi hanno ulteriormente declassato le proprie aspettative anche nei confronti degli utili aziendali per il secondo trimestre, motivando la tesi sulla base della sensibilità degli earnings ai tassi di interesse nonché  sui timori per la distruzione della domanda a causa delle maggiori pressioni inflazionistiche e degli sviluppi globali in corso.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 20/22

WB ANALYTICS: S&P 500 YoY GROTW RATE [I/B/E/S data from Refinitiv]

Il calendario macro economico della settimana offrirà l’opportunità di verificare alcuni dati  – coincident –  al ciclo utili per fare un fact-checking  su vendite al dettaglio e produzione industriale per USA e Cina relativi al mese di aprile. In Eurozona avremo invece la pubblicazione del dato sul GDP ed inflazione relativi al primo trimestre. Anche il Giappone, Thailandia e Singapore riporteranno i dati sul GDP.

GLOBAL MANUFACTURING PMI

Nel nostro rapporto dedicato all’andamento delle materie prime, abbiamo messo in evidenza l’andamento dei sondaggi PMI sui comparti manifatturieri e servizi. Il quadro emerso dalla lettura degli indici evidenzia un sentiment del comparto industriale sotto tono, con un tasso di caduta dell’indicatore Global Manufacruring PMI piuttosto marcato. Come sopra scritto la perdita di momentum è stata mitigata dall’ottima tenuta dei servizi.  Da qui l’attenzione da parte delle banche centrali per l’andamento dell’inflazione. Si teme che un’eccessiva persistenza della crescita dei prezzi possa compromettere la tenuta dei consumi in crescita dopo l’uscita sostanziale dalla fase di diffusione della variante Omicron (Cina esclusa).

L’attività economica cinese ha registrato in effetti un brusco rallentamento nel mese di aprile a causa delle pesanti ripercussioni delle restrizioni anti-Covid su consumi, produzione industriale e occupazione, alimentando i timori di una possibile contrazione nel secondo trimestre.
A marzo e aprile sono state imposti lockdown totali o parziali in decine di città – tra cui una prolungata chiusura nell’hub commerciale di Shanghai, dove da oggi qualche attività comincia a riaprire con gravi interruzioni alle catene di approvvigionamento.  Secondo dati diffusi stanotte, le vendite al dettaglio hanno subito una contrazione dell’11,1% annuo ad aprile, la più grande dal marzo 2020 e peggiore delle previsioni.
La produzione industriale è scesa del 2,9% contro attese a +0,4%, nel maggior calo da febbraio 2020. La banca centrale cinese ha rinnovato oggi i prestiti a medio termine in scadenza mantenendo invariato il tasso di interesse per il quarto mese consecutivo, come atteso, ma i mercati si aspettano prossime misure di allentamento a sostegno dell’economia, in decisa controtendenza rispetto agli altri principali istituti.

In Europa si guarda con molta attenzione all’andamento dei prezzi dell’energia. Il loro andamento ha fornito il maggior contribuito al rialzo dell’inflazione. Come risulta evidente dalla tabella pubblicata dall’Ufficio studi BCE, risulta evidente il contributo fornito dal rialzo dei costi dell’energia che a sua volta contamina direttamente quelli del trasporto.

market mover monitor week 20/22

Secondo diversi media, l’Ue si appresta a rivedere le stime di crescita dell’Eurozona per il 2022, con un drastico taglio generalizzato rispetto alla sua ultima previsione sul Pil di febbraio, che si attestava al 4%. Nelle nuove previsioni economiche di primavera che Bruxelles presenterà stamani l’Italia dovrebbe perdere circa un punto e mezzo di Pil rispetto al 4,1% prospettato a febbraio. A pesare sulla crescita dell’intera zona euro è principalmente l’impatto economico della guerra in Ucraina.

 

WB MARKET MOVER MONITOR

FOREX MARKET Diversamente dalle nostre attese, l’eur usd non ha avviato la reazione attesa dopo il primo approfondimento in area 1,04 intaccata dopo la Fed. La scorsa settimana abbiamo infatti visto una ulteriore discese dalle negoziazioni verso quota 1,0350. Riteniamo tuttavia ancora valide le ragioni per cui sosteniamo l’apertura di una reazione dell’euro. Al momento l’attività di trading sta cercando di riportare i valori sopra quota 1,04 per rilanciare il cambio verso 1,05/1,0635 dove collochiamo i due livelli tecnici di resistenza verso cui il mercato potrebbe rinnovare le proprie attenzioni.

Il dollaro rimane comunque forte. Al momento tendiamo a collocare l’attuale percorso all’interno di una fase di consolidamento governata dalla necessità di riequilibrare il forte ipercomprato  registrato con gran parte delle divise, ad eccezione del rublo.  Per gli approfondimenti sui singoli corss valutari chiedete il nostro FX RISKOO ANALYTICS.

WB ANALYTICS: EUR USD ST

WB ANALYTICS: EUR USD ST

COMMODITY GAS – A pochi giorni dalle nuove scadenze sui pagamenti di gas russo, l’Ue apre alla possibilità per le aziende europee di procedere assecondando le richieste di Mosca, pur senza violare le sanzioni.
La Commissione sta anche ponderando l’eventualità di derogare alle regole sulla concorrenza, consentendo ai governi di fissare un tetto massimo ai prezzi per i consumatori nel caso di un’interruzione totale delle forniture di gas russo, ha scritto nel fine settimana il quotidiano tedesco Welt am Sonntag, citando un documento Ue sugli “interventi a breve termine sul mercato dell’energia”. La scorsa settimana avevamo elaborato un potenziale segnale di perdita di momentum delle quotazioni del future Dutch TTF sul Gas Naturale proveniente dalla Russia. Le notizie sulla chiusura del gate polacco di Sokhranivka aveva riportato i prezzi nella parte alta del range che stiamo osservando. Il ritorno nuovamente verso area 95 mantiene aperta l’opzione attesa per la cui conferma attendiamo almeno una chiusura giornaliera delle contrattazioni sotto area 90 eur mwh.

Il PETROLIO BRENT, per effetto delle notizie che colpiscono i mercati, è ritornato sulla prte alta del range 113 usd bar senza peraltro chiudere all’ipotesi di una correzione dei prezzi che rimane comunque vincolata, sotto il profilo tecnico,  al breakout di area 100 usd.

Per ulteriori dettagli sull’andamento dei metalli industriali vi rimandiamo alla lettura del nostro ultimo rapporto completo dedicato alle commodity.

WB MARKET RISKOO ENTERPRISE RISK MANAGEMENT

I mercati rimangono focalizzati sull’inflazione osservando tutte le dinamiche.  Secondo il presidente di Fed St. Louis, James Bullard, l’inflazione Usa all’8,3% rilevata in aprile non richiede “per ora” un rialzo dei tassi di tre quarti di punto, ha inoltre aggiunto che per il momento il piano di rialzi da mezzo punto rimane appropriato.

Gli investitori ragionano di conseguenza sulla normalizzazione della politica monetaria da parte della Bce: la presidente Christine Lagarde ha consolidato le aspettative di un prossimo aumento dei tassi, ma c’è chi si sofferma sulla “gradualità” del percorso di rialzi, come indicato ieri dal governatore della Banca di Francia Francois Villeroy de Galhau.

Il dollaro resta vicino ai massimi da 20 anni, con la lettura dell’inflazione Usa che alimenta le attese di un approccio Fed aggressivo. Yuan cinese ai minimi da oltre 19 mesi contro il dollaro. La banca centrale di Hong Kong si è mossa – prima volta dall’ottobre 2020 – per fermare il deprezzamento della valuta., vicino alla sogli massima concessa dal Peg sul dollaro 7.85 usd khd.

Oltre alle rilevazioni sulla crescita dei prezzi è bene considerare la recente evoluzione dei prezzi di diverse commodity entrati ormai a pieno titolo in un bear market. Il tema lo stiamo affrontando da un mese a questa parte nel nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES.

Nell’ultimo aggiornamento abbiamo confermato il nostro Outlook negativo su diversi metalli industriali, indicando lo stato della tendenza ed il potenziale target price di medio termine. Lo scorso lunedì abbiamo suggerito di osservare con attenzione l’andamento dei prezzi del gas naturale attraverso la lettura dei prezzi del future sul Dutch TTF per catturare eventuali segnali di perdita di momentum. Il range di negoziazione attuale si è spostato tra quota 102/105 e 90 eur mwh.  Notiamo che ai tentativi di breakout dell’area si contrappongono notizie che in qualche modo ne delimitano l’azione con un effetto di contrapposizione al deflusso dei prezzi. Lo scorso martedì c’è stata da parte ucraina la decisione di sospendere il flusso di gas russo verso l’Europa attraverso il punto di transito di Sokhranivka, che secondo Kiev fornisce circa un terzo del gas russo diretto in Europa attraverso il Paese, dicendo che lo sposterà in una zona sotto il controllo ucraino.  La notizia ha riportato i prezzi del future da quota 90 a 100 eur.

Anche i prezzi del petrolio continuano a puntare verso i livelli oltre i quali si aprirebbe la porta per una benefica correzione. Il Brent  nell’ultimo periodo ha avvicinato più volte quota 100 usd bar. Tuttavia ogni qualvolta ne approccia il livello tecnico giungono rumors in grado di evitarne il breakout.

In generale nei mercati si è instaurato un clima di avversione al rischio. Ciò risulta più che evidente dalla lettura dell’andamento delle borse azionarie. Gli indici stanno raggiungendo i target che avevamo già indicato alla fine dello scorso autunno riportando alcuni Alert sulla tenuta dell’allora ciclo rialzista.   Nel post del 26 novembre avevamo già indicando gli obbiettivi di prezzo per i principali indici. Come scritto lunedì pensiamo che se lo Standard & Poor 500 non sarà in grado di costruire una reazione credibile tra 3900/800, l’avversione al rischio tenderà ad avvitarsi ulteriormente.

Analizzando i sondaggi PMI su scala globale emerge un orientamento dominato da una congiuntura in progressivo deterioramento in Europa, già negativa in Asia, in modo particolare in Cina, con una tenuta sostanziale della crescita negli Stati Uniti (per richiedere il report).

 

 

Il mondo economico si divide tra tre fuochi di pressione: da un lato la guerra  e le ripercussioni indotte dagli effetti delle sanzioni; l’inflazione a cui si contrappongono le azioni delle banche centrali ed infine le restrizioni sanitarie in Cina che rimettono in discussione le catene di fornitura.

Sono tre fronti a cui dobbiamo rispondere con attenzione in quanto stanno erodendo il quoziente di fiducia che le aziende avevano accumulato con la ripresa post-Covid.

Nell’ultima settimana abbiamo assistito ad una serie di interventi restrittivi delle banche centrali a partire dal rialzo dei tassi di 50 bp della Federal Reserve. Inizialmente il mercato ha reagito positivamente dopo la decisione del FOMC,  sia per aver evitato di subire un aumento di 75 punti base (bps), sia per la rassicurazione del presidente della Fed Jerome Powell di non prendere in considerazione aumenti di 75 punti base nelle prossime riunioni. Detto questo, la Fed resta impegnata a frenare l’inflazione e gli ultimi dati PMI hanno suggerito che le pressioni sui prezzi nel settore privato statunitense si sono ulteriormente intensificate ad aprile. Pertanto, i rilasci di CPI e PPI di questa settimana, relativi al mese di aprile, saranno messi a fuoco dagli operatori.

I dati sull’inflazione saranno quindi al centro dell’attenzione a partire da quelli riportati dagli Stati Uniti e dalla  Cina. Avremo inoltre diversi interventi da parte di esponenti della Fed che non mancheranno di rilasciare commenti in materia.

In ogni caso la reazione positiva del mercato azionario americano si è spenta velocemente.  Gli effetti della guerra e delle relative sanzioni, come abbiamo scritto, pesano sul clima di fiducia delle imprese. Le quotazioni delle principali commodity industriali, i metalli,  hanno perso momentum. In particolare l’Alluminio è sceso pesantemente nelle ultime settimane, anche il rame ha violato significativi livelli tecnici. Altri metalli minori, quotati sui mercati a termine a Shanghai e Guangzhou in Cina sono scesi la scorsa settimana. Sul comparto delle commodity aggiorniamo in settimana l’Outlook per verificare quanto gli effetti congiunti della guerra e delle restrizioni sanitarie in Cina stiano modificando i loro trend sottostante.

Tra tutti gli elementi osservati l’unico segmento che non risente dei timori di un rallentamento della crescita è quello energetico. Il Brent oil continua a quotare sopra la linea dei 100 usd/bar, mentre il future sul Natural gas, Dutch TTF, consolida valori tra 95 e105 eur/mwh.

Il surplus della Bilancia Commerciale cinese è ampiamente sceso dai picchi dello scorso mese di marzo. Son crollate le importazioni da un anno a questa parte ma anche le esportazioni hanno subito per il sesto mese consecutivo una significativa riduzione. L’export cinese è passato dal picco di 340,40 miliardi di usd di dicembre ai 273,62 miliardi di aprile. Anche le importazioni hanno subito una significativa decelerazione: da 253,05 a 273,62 miliardi di usd.

La crescita delle esportazioni è stata una componente importante a sostegno della rapida espansione economica della Cina. Negli ultimi anni macchine e mezzi di trasporto hanno rappresentato quasi la metà delle esportazioni totali, in particolare macchine, apparecchi ed elettrodomestici elettrici (14%), apparecchi e apparecchiature per telecomunicazioni e registrazione e riproduzione del suono (12%), macchine per ufficio e macchine automatiche macchine per l’elaborazione dati (8%) e macchinari e attrezzature industriali generali e parti di macchine (5%). Altre importanti categorie di esportazione sono state: manufatti vari (23%), manufatti classificati principalmente per materiale (16%) come filati tessili, tessuti, articoli confezionati (5%), manufatti in metallo (4%) e ferro e acciaio (2%); prodotti chimici e prodotti correlati (6%); e cibo e animali vivi (3%). L’UE e gli Stati Uniti erano le principali destinazioni delle spedizioni cinesi, rappresentando oltre il 15%, seguite da Hong Kong, Giappone, Corea del Sud, Vietnam, Germania, India e Paesi Bassi (3%).

L’export dell’Italia verso la Cina è diminuito a 2,32 bil usd a marzo dal picco di 4,53 bil usd a febbraio 2022.

La principale fonte di importazioni cinesi è stata l’UE (13%), di cui Germania (5%) e Francia (2%), seguite da Corea del Sud, Taiwan, Giappone (8% ciascuna), Stati Uniti e Australia (6% ciascuna ), Brasile (4%), Malesia, Vietnam, Russia e Arabia Saudita (3% ciascuna) e Thailandia, Singapore e Indonesia (2% ciascuna).

Martedì  in Germania il Leibniz Centre for European Economic Research  riporterà le rilevazioni del sondaggio ZEW per il mese di maggio, l’indice sulle rilevazioni economiche prospettiche per l’economia tedesca. Il dato è atteso in contrazione per il secondo mese consecutivo, mentre per quanto riguarda le condizioni contingenti l’indice risulta in contrazione dallo scorso mese di ottobre.

In questo clima ci aspettiamo che la domanda rischi ulteriori rallentamenti.

Il Global PMI relativo sia al comparto manifatturiero che a quello dei servizi evidenzia in prospettiva un’erosione della domanda al punto da pregiudicare la tenuta della crescita globale nel corso del secondo semestre.

Alla base di un sentiment sempre meno positivo vi sono diversi fattori: la crisi dell’offerta (restrizioni Cina) che continua quindi a fungere da importante sostegno ai prezzi, in particolare dei beni; le sanzioni russe che continuano a fungere da supporto ai prezzi globali dell’energia.

Tuttavia, mentre l’aumento della domanda di beni ha contribuito a far aumentare i prezzi all’inizio della pandemia, questa spinta ora sta svanendo. A livello globale, secondo le rilevazioni Markit, i nuovi ordini di manufatti sono leggermente aumentati ad aprile, rappresentando comunque un quadro della domanda strutturalmente più debole. Anche escludendo la Cina, la crescita della domanda su questa misura si è notevolmente indebolita negli ultimi mesi. Pertanto, mentre il lato dell’offerta sta ancora spingendo i prezzi al rialzo, la domanda è diminuita in misura insolita in questo contesto di offerta, suggerendo che i prezzi delle merci potrebbero essere inclini a indebolirsi nei prossimi mesi.

Quanto osserviamo nelle nostre analisi sulla tendenza di diverse commodity confermerebbe tale scenario. In ogni caso, per avere un ridimensionamento più significativo dei prezzi, dobbiamo necessariamente catturare segnali di inversione di tendenza su petrolio e gas, a cascata quindi sull’energia elettrica.

In settimana osserveremo quindi sia l’andamento del future sul Gas, Dutch TTF, sia su quelli del Brent. Per il primo rimane importante il breakout di almeno area 96 eur/mwh, per il secondo quota 100 usd/bar.

WB MARKET MOVER MONITOR

FX Nel nostro streaming INSIDE CENTRAL BANK abbiamo fatto il punto sulle decisioni Fed sostenendo l’ipotesi che da area 1,05 l’eur usd potesse aprire una fase reattiva in direzione di quota 1,0850 in preparazione del meeting della BCE di giungo. Le condizioni di ipercomprato di dollari giustificano, sul piano tecnico, tale attesa. Tuttavia dovremo bilanciare tali condizioni con il rinnovato ritorno (semmai l’avesse  abbandonato) di un clima di avversione al rischio dei mercati azionari.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 19/22

WB ANALYTICS: EUR USD TREND ST

Per tale ragione sarà importante monitorare il range 1,05-1,0650 per cogliere eventuali segnali di riequilibrio del rapporto domanda/offerta e tenuta sostanziale del trend positivo della divisa americana che rimarrebbe orientato a quanto avevamo delineato in un quadro più strategico per il rapporto di cambio euro dollaro sempre durante lo streaming.

Il dollaro conferma la sua forza nei confronti del cny. Il rapporto usd cny, dopo una lunga fase di accumulazione, ha rotto gli indugi ed ha avviato una violenta fase di apprezzamento da 6,35 all’attuale 6,70/75. Ci aspettiamo una breve fase di consolidamento, ma siamo orientati a considerare un ulteriore apprezzamento del dollaro.

Di conseguenza non escludiamo di dover rivedere a breve la nostra view sul rapporto eur cny. La recente costruzione di una base tecnica tra 6,95 e 7,05 potrebbe fare da leva una copertura di posizioni corte di euro tuttora presenti sul rapporto di cambio.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 19/22

WB ANALYTICS: USD CNY TREND ST

COMMODITY L’evento tecnico che stiamo monitorando con maggior interesse si concentra sui prezzi del Gas Naturale europeo. Il TTF continua ad oscillare con un effetto elastico tra 105 e 95 euro (con brevi sconfinamenti sulle code). Come da tempo scriviamo la violazione di 95 euro  aprirebbe una fronte correttivo importante trascinando con se anche i prezzi del PUN, Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica. In questo caso il punto di breakout coincide con l’area 197 eur mwh. Su questo segmento gioca in termini critici la discussione politica ed economica dell’allargamento delle sanzioni alla Russia su  gas e petrolio.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 19/22

WB ANALYTICS FUTURE GAS DUTCH TTF CYCLE TREND

MARKET MOVER MONITOR WEEK 19/22

WB ANALYTICS GME PUN Base ENERGIA ELETTRICA

EQUITY Gli indici azionari hanno aperto la settimana in ribasso sulle piazze asiatiche con riflessi negativi anche su quelle europee. Il nostro scenario di base rimane orientato al ribasso nel breve, con ulteriori ritracciamenti verso i minimi di marzo.  Giocherà un ruolo importante lil collaudo di area 3900 per lo Standard & Poor 500. Se la domanda non sarà in grado di contenere su tale area le vendite attuali i mercati corrono il rischio di approfondire ulteriormente nel breve medio periodo.

TASSI FED -Il meeting della Federal Reserve sarà al centro degli eventi che caratterizzeranno la settimana dal punto di vista macro economico. Martedì e mercoledì prossimi si terra il Fomc a seguito del quale il mercato sconta un rialzo di 50 bp dei tassi Fed Funds.

Ma la riunione tassi Fed è attesa anche per verificare l’intenzione del Board di dare vita al Quantitative Tightening,  con l’obbiettivo di ridurre la quantità di liquidità nel sistema. I rumors segnalano un’azione restrittiva pari a 95 miliardi di dollari attraverso la riduzione di attività finanziarie che la Fed detiene nel proprio bilancio.

Dal verbale della riunione del FOMC di marzo, emerge che il Consiglio sostiene la necessità di dar vita alla riduzione  di bilancio. Dato il raddoppio delle dimensioni del bilancio dall’ultimo round di Quantitative Tightening nel 2017-19, il processo dovrebbe svolgersi ad un ritmo più robusto rispetto ad allora. I verbali indicano che “i partecipanti erano generalmente d’accordo sul fatto che i massimali mensili di circa $ 60 miliardi per i titoli del Tesoro e di circa $ 35 miliardi per gli MBS di agenzia risultino probabilmente appropriati” rispetto al picco totale di $ 50 miliardi di deflusso visto l’ultima volta.

Si tratterebbe di un limite di estinzione graduale delle attività in scadenza che potrebbe durare oltre 3 mesi a seconda delle condizioni di mercato. Prevediamo che inizi con 50 miliardi di dollari che possono defluire ogni mese prima di arrivare a 95 miliardi di dollari entro settembre.

L’inasprimento della politica monetaria USA spingerà molte banche centrali ad adeguare il loro passo a quello della FED.

La guerra in Europa ed il rinnovo dei blocchi sanitari in Cina potrebbero mitigare tali pressioni, tuttavia pensiamo che la BCE dovrebbe iniziare a preparare il terreno per  sintonizzarsi sulle lunghezze d’onda americane. Probabilmente durante l’estate.

Questo cambiamento di passo potrebbe supportare una reazione dell’euro, che in ogni caso rimane per i nostri modelli inserito in quadro tecnico negativo. Ci aspettiamo una correzione in grado di riequilibrare le dinamiche della domanda e dell’offerta, oggi in ipercomprato di dollari. L’estensione di questa reazione ci consentirà di stabilire le eventuali dimensioni dell’attuale ciclo riflessivo della divisa europea fissandone i confini del perimetro.

Per il primo semestre del 2022 avevamo fissato due obbiettivi di tendenza: il primo in area 1.08 eur usd ed il secondo in area 1.04. Con il minimo a 1.0480 raggiunto la scorsa settimana, riteniamo che il mercato abbia completato una prima fase di apprezzamento del dollaro rispetto al piano rialzo tassi Fed. Potremmo assistere ad un movimento di coda in questi giorni, tuttavia siamo confidenti sull’ipotesi che a breve si apra una reazione verso area 1.0650/.07.

Nello streaming di giovedì mattina, INSIDE CENTRAL BANK,  (H. 9.15 LINK PER ISCRIZIVERSI) , dedicato proprio all’esame TASSI FED e delle deliberazioni del Consiglio di maggio, metteremo a fuoco oltre che i contenuti del comunicato e della relativa conferenza stampa di Jerome Powell, le possibili reazioni del mercato.

Martedì si riunirà anche il Consiglio della Banca centrale australiana per decidere su un possibile aumento dei tassi di 15 pb.
Giovedì si terranno inoltre i consigli della Bank of England e della Norges Bank. La Banca centrale inglese dovrebbe anch’essa alzare i tassi, il mercato attende 25 bp, mentre la Banca norvegese dovrebbe mantenerli all’attuale livello 0.75%.

Oltre al meeting della Banca centrale americana, venerdì avremo la pubblicazione delle statistiche occupazionali negli Stati Uniti. Il tasso dovrebbe scendere al 3.5%, mentre le nuove buste paga relativi al segmento Non Farm Payrolls dovrebbero aumentare di 380k.  Si tratta di un dato inferiore alle precedenti rilevazioni ma sempre di tenore elevato.

Dopo la doccia fredda sulla rilevazione dell’US GDP I° Q 22 al -1.4%, il modello GDPNOW stima per il secondo trimestre un ritorno alla crescita prossimo all’1,9%. Gli indici PMI ed ISM sul comparto manifatturiero rimangono positivi sia nelle aspettative che nei livelli raggiunti. Martedì avremo l’aggiornamento di sull’andamento di aprile.

Questa mattina in Eurozona invece abbiamo avuto un’altra contrazione del PMI manifatturiero in Italia, passato da 55,8 a 54,5.

In Germania  il PMI passa dal 56,9 a 54,6 confermando la perdita di momentum delle due economie manifatturiere più significative in Eurozona. La Francia in controtendenza segna un aumento da 54.7 a 55,7.

Per verificare il momentum della manifattura in Germania osserveremo con attenzioni i dati PMI relativi alle imprese che esportano ed importano in quanto il saldo della Bilancia Commerciale è atteso in contrazione a seguito della riduzione dell’export ma anche dell’import.

L’Inghilterra riporterà domani il PMI: si stima un consolidamento del precedente dato a 55.3.

Diversamente dai dati PMI sul manifatturiero, quello relativi al comparto dei servizi tengono le posizioni sia in Eurozona  che in Inghilterra.

WB MARKET MOVER MONITOR

Abbiamo riportato in più occasioni l’alert sul mercato azionario. Questa mattina l’Europa conferma le nostre attese. Gli indici azionari stanno ritracciando la reazione al movimento di ribasso avviato a febbraio. Ci aspettiamo un breakout di 3700 eur per l’Eurostoxx 50 e, come avevamo già indicato, un ritorno verso i minimi di marzo.

Venerdì negli Usa tutti gli indici hanno chiuso in pesante perdita a conferma di un quadro riflessivo con i mercati che temono oltre all’azione della FED, significativi contraccolpi dal conflitto in Europa.

market mover monitor week

WB ANALYTICS: S&P 500 CYCLE CHANNEL

Nel segmento delle commodity dobbiamo prestare sempre molta attenzione all’andamento dell’energia. IL Brent Future dopo aver testato nell’ultima settimana di aprile quota 10 usd ha reagito riportando i prezzi al centro del range che stiamo monitorando: 115-100 usd/bar. Per poter cogliere un segnale di allentamento della tensione dobbiamo poter rilevare un breakout di area 100. Pure il Natural Gas continua a reagire dal nostro livello di controllo del trend. Il future sul Dutch TTF anche questa mattina dopo aver verificato quota 93 eur/mwh rimbalza. Ribadiamo che per avere un segnale di allentamento delle tensioni in grado di produrre una sensibile correzione, bisogna attendere una violazione di area 93/90 euro.

market mover monitor week

WB ANALYTICS: NATURAL GAS DUTCH TTF EUR/MWH

Nel mercato Forex il dollaro continua ad essere al centro dell’attenzione. Le monete pro-cicliche evidenziano debolezza. La divisa americana si sta rafforzando contro lo yuan cny: dopo una lunga fase di accumulazione i valori dopo aver raggiunto il nostro obbiettivo 6.60  potrebbero puntare verso 6.70/75 usd/cny.

TASSI FED: market mover monitor week

WB ANALYTICS: EUR CNY CYCLE TREND

Per tale ragione il rapporto eur cny continua a consolidare la fascia 6.85/7.10. Ci aspettiamo un prolungamento di questa fase laterale con un futuro nuovo apprezzamento del cny.

Nel rapporto eur usd abbiamo già scritto delle attese per una reazione in fase di costruzione. Sarà molto importante analizzare gli sviluppi di questo movimento per  definire con maggiori dettagli il quadro di medio termine, che per il nostro modello rimane orientato secondo le indicazioni fornite nel nostro FX OUTLOOK RISKOO.

FX RISKOO eur usd 1,04. Questa mattina durante la sessione asiatica l’eur usd è sceso sotto quota 1,05 per fissare un minimo temporaneo a 1,0480.

Il mercato sta sondando i minimi fissati in un passato ormai remoto, 2016 e 2015, quando le negoziazioni fissarono valori attorno a quota 1,0350 (dic 2016). Ieri il dollaro, fatta eccezione per il rublo ha guadagnato nei confronti di quasi tutti i rapporti di cambio. Di converso l’euro ha perso contro quasi tutte le monete.

Da un lato quindi la divisa americana conferma il suo status di forza nei mercati, dall’altro l’euro perde ogni appeal e si svaluta anche contro monete tradizionalmente deboli.

Quali sono le ragioni di un simile atteggiamento dei mercati?

Difficile stabilire una risposta univoca. Certamente il dollaro fa leva sulle prospettive di un ciclo di rialzi dei tassi che in termini tendenziali dovrebbe proiettare i Fed Funds a fine anno tra 2,50-2,75%. La valutazione emerge dall’analisi delle probabilità (oltre il 50%) scontate attraverso la lettura della curva future.  Nella riunione del Fomc della prossima settimana (3-4 maggio) il Board dovrebbe approvare un incremento di 50 bp (95% probabilità).

Sul fronte opposto il mercato sconterebbe al momento tre rialzi dei tassi di 25 bp, da parte della BCE, nel corso della seconda parte del 2022. Nel recente passato bastava che i rumors quotassero una chiamata al rialzo dei tassi in Eurozona per far salire lil cambio eur usd di almeno una figura. Oggi succede il contrario.

Evidentemente i mercati scontano anche altri scenari. La guerra in Europa rischia di creare uno shock economico qualora l’escalation sulle condizionalità sanzionatorie dovesse includere l’opzione energia.

Parliamo con le aziende nostre clienti tutti i giorni. I CFO ci raccontano di portafogli ordini in crescita. La domanda, nonostante la tensione sui prezzi, rimane robusta. Gli ordinativi dall’estero continuano a mantenere il tenore del sentiment positivo. Tutto ciò nonostante condizioni di grande difficoltà nel far quadrare la supply chain, i prezzi dell’energia e delle commodity industriali.   Finalmente dopo anni di poca visibilità, … ricordate la luce in fondo al tunnel!, il Paese aveva intrapreso un regime di crescita  virtuoso, ben al di sopra degli zero-un p.c.. L’Eurozona stessa aveva trovato una maggior diffusione del tenore di crescita.

Sembra che le quotazioni dell’euro  scontino al momento uno scenario diverso. Il mercato dei cambi è il più nervoso in assoluto. La sensibilità delle sue antenne capta ogni minimo segnale. Analizzarne i comportamenti, elaborare scenari di tendenza, pianificare strategie di mitigazione dei rischi aggiungendo un’atteggiamento proattivo e dinamico, non è alla portata di tutti i player.   

Nel nostro Outlook avevamo fissato per la prima parte del 2022 due target per il cambio euro dollaro: 1,08 ed 1,04, ad inizio anno le quotazioni oscillavano tra 1,13-1,15, erano moltei gli uffici studi che proiettavano il trend verso 1,18/1,20.

Pur avendo stimato correttamente lo scenario siamo sorpresi della velocità con cui, soprattutto nell’ultimo mese, il mercato abbia accelerato verso gli obbiettivi attesi.  Nel web streaming, INSIDE CENTRAL BANK, che abbiamo tenuto con AITI, l’Associazione Italiana dei Tesorieri,  alla conclusione della conferenza stampa, di marzo ed inizio aprile, del Governatore della BCE avevamo confermato l’Outlook e gli obbiettivi(1,08 & 1,04).

Siamo alla nona settimana di guerra, ieri il segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha incontrato Putin, oggi Zelensky. Per quanto traspare dalle notizie dai colloqui non emergono segnali positivi.
Mario Draghi starebbe preparando una visita a Kiev e sarà il 10 maggio alla Casa Bianca per parlare della situazione ucraina e sicurezza energetica. La Commissione europea lavora alla messa a punto del sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia, da varare già forse la prossima settimana.

Le forniture di gas russo risultano regolari da quanto emerge dalla lettura delle curve sullo storage che abbiamo pubblicato ieri. Ma il fatto che i prezzi del gas continuino a quotare sopra 105 eur mwh, dopo lo strappo susseguente alla rottura del contratto di fornitura con la Polonia, non ci lascia tranquilli. In un sussulto di volatilità i prezzi del future sul gas, Dutch TTF, hanno fissato un picco a 128 eur. Oltrepassare la soglia equivarrebbe ad emettere un nuovo forte segnale di tensione. Purtroppo la curva dei nostri algoritmi ritorna a salire, sia nella scansione di breve Advance Cycle che in quella di medio termine Momentum Cycle, quest’ultima in trend rialzista dall’autunno del 2020.

Pensiamo che la tenuta delle negoziazioni sul gas oltre area 105/95 continui a tenere attivo un segnale di tensione che si riverbera anche sull’euro e sulle prospettive economiche dell’Eurozona.

In un flash di ieri l’agenzia Fitch Ratings ha dichiarato che le prospettive per l’economia italiana di quest’anno sono “significativamente deteriorate” soprattutto a causa delle ricadute del conflitto ucraino. Grazie a crescita e risultati di bilancio migliori delle attese per lo scorso anno, le proiezioni di crescita riviste al ribasso non si sono tradotte in previsioni fiscali più deboli, ma la guerra ha aumentato l’incertezza sulla traiettoria a medio termine del debito.

La prossima settimana pubblichiamo l’Outlook FX RISKOO per il mese di maggio. Giovedì mattina alle ore 9.15 terremo lo streaming in diretta per commentare ed analizzare gli effetti delle decisioni del meeting della Fed che si concluderà con lo statement di Jerome Powell mercoledì sera (H. 20 CET) – [ISCRIZIONE]

In attesa segnaliamo che il mercato sta testando aree di eccesso di comprato di dollari (breve termine). Non escludiamo a partire dall’area 1,0450/30 eur usd una reazione per la quale abbiamo fissato un primo cap in area 1,0685.

FX RISK MANAGEMENT

FX RISKOO: EUR USD TREND

WB ANALYTICS: EUR USD ST

Come sappiamo la partita delle sanzioni si gioca sul nodo estremamente critico delle forniture di gas russo. Mentre il nodo dell’embargo sul petrolio russo resta al centro del dibattito Ue, la Germania sta cercando di risolvere entro breve il modo per sostituire il greggio di Mosca. Secondo notizie Reuters, il governo italiano sta considerando l’ipotesi di una nazionalizzazione temporanea della raffineria Isab in Sicilia, controllata dal gigante russo Lukoil, in caso di sanzioni sul petrolio di Mosca. La Commissione Ue ha consentito a Spagna e Portogallo di mettere temporaneamente un tetto sui prezzi di riferimento per il gas naturale – richiesta giunta più volte anche dall’Italia – e carbone a 40 euro per megawatt-ora. Un portavoce di Snam ha detto che il gas russo continua ad arrivare regolarmente in Italia.

Mentre la discussione procede sul piano politico, gli stoccaggi procedono regolarmente secondo la curva seguita nel 2017, al di sopra dei valori registrati lo scorso anno e nel 2018. Tuttavia ieri sera,   secondo i dati Refinitiv,  le nomination giornaliere per le consegne di gas russo alla Slovacchia che transitano per  l’Ucraina attraverso il valico di confine di Velke Kapusany  sono state sospese a causa. La Russia ha detto che avrebbe sospeso le forniture di gas alla Polonia nell’ambito del contratto Yamal, sostenendo che la Bulgaria subirà lo stesso trattamento in quanto gli acquirenti non hanno soddisfatto la richiesta di pagare le forniture energetiche in rubli.

 

NATURAL GAS DUTCH TTF: NUOVE TENSIONI?

WB ECONOMICS: EU NATURAL GAS STORAGE

Mentre le nomine giornaliere per le consegne di gas russo alla Slovacchia attraverso l’Ucraina risultavano in diminuzione già da lunedì, così come i flussi diretti verso est in Polonia attraverso il gasdotto Yamal Russia-UE,  i flussi diretti dalla Russia alla Germania attraverso il Nord Stream 1 sono rimasti stabili.

NATURAL GAS DUTCH TTF: NUOVE TENSIONI?

FLUSSI DI FORNITURA ORARIA ORE 6 AM 27.04.2022 PER PIPELINE

Proprio lunedì avevamo evidenziato nel nostro Blog research  un potenziale segnale di allentamento ulteriore della tensione sui prezzi del future Dutch TTF che rappresenta il benchmark di mercato.  Ieri in mattinata prima della notizia del pomeriggio sul blocco delle fornitura a Polonia e Bulgaria,  le quotazioni del TTF future stavano proprio testando la nostra linea di verifica sotto cui avevamo fissato il trigger per l’avvio di una correzione più ampia dei prezzi.

La notizia di ieri sera ha allarmato i broker spingendo nuovamente le quotazioni all’apertura di oggi sopra quota 105 eur/mwh.

Se i valori di negoziazione non rientreranno sotto tale soglia dovremmo revocare il segnale che con un certo ottimismo avevamo elaborato sfidando la congiuntura. Tuttavia ci sembra singolare come proprio in coincidenza con il collaudo di un significativo livello tecnico si sia aperto un breach sul regolamento delle forniture.

Nel grafico riportiamo i valori alla chiusura di ieri sera con il collaudo della linea di tendenza che regge in termini regressivi l’attuale distribuzione dei prezzi.

NATURAL GAS DUTCH TTF: NUOVE TENSIONI?

WB ANALYTICS: NATURAL GAS DUTCH TTF