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MARKET MOVER EUR GBP

 

 

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EUR GBP – L’UE minaccia azioni legali, richiede che il Regno Unito ritiri l’- Intermarket Bill – entro la fine del mese per non interferire con i negoziati Brexit. L’Intermarket Bill definisce una nuova “rete di sicurezza” di regole per il commercio tra Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord con l’obiettivo di prevenire interruzioni del mercato interno nel Regno Unito, anche nel caso in cui la Gran Bretagna e l’UE non raggiungano un accordo entro la fine del 2020. Il disegno di legge garantirebbe che non ci siano nuovi controlli sulle merci che si spostano dall’Irlanda del Nord al resto del Regno Unito e conferisce al Parlamento il potere di “disapplicare” le regole relative alla circolazione delle merci.

Dopo una giornata di colloqui tra il Regno Unito e l’UE, Bruxelles, ha minacciato un’azione legale e l’interruzione del negoziato.

Il cambio eur gbp ha subito replicato come prassi penalizzando il pound. I corsi in tre sedute si sono riportati verso quello che noi consideriamo la parte alta della fascia che tecnicamente governa le negoziazioni dopo il referendum Brxit, 0,93/0,94. In realtà stiamo analizzando la tesi secondo cui queste fughe dell’eur gbp siano destinate a rientrare riportando i valori al centro della banda stimata. Nel nostro modello consideriamo il campo di oscillazioni delimitando le code ad un’escursione dei valori sopra e sotto il 5% del baricentro di detta banda di oscillazione. 

Inoltre riteniamo che per il breve medio termine tale banda possa subire una deviazione al ribasso come tratteggiato nel grafico. Ciò definirebbe un nuovo percorso in vista dell’accordo finale che continuiamo a credere che si definisca nei tempi programmati. 

STERLINA VS BREXIT

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RUBLO UNA STORIA GEOPOLITICA

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EUR RUB

L’EUR RUB dopo il recente ritorno sui massimi a quota 90 sta aprendo una fase di riflessione del cambio.  nella seduta odierna il mercato focalizzerà l’attenzione su quota 88,80, mentre il punto con maggiori valenze tecniche transita a quota 87,50 eur rub.

Il mercato sta ancora trattando sopra i picchi segnati a marzo e successivamente alla fine di luglio.

Per aprire una fase correttiva più ampia i corsi devono ritornare sotto tali valori in quanto subirebbero le prese di beneficio pronte dagli ordini di vendita presenti sotto tale fascia di mercato. Il cambio rimane sempre oggetto di un’intensa attività speculativa originate da correnti di vendita di rubli che seguono pulsioni di natura geopolitica. Anche l’andamento del prezzo del petrolio rimane un driver significativo sia sotto il profilo geopolitico che in termini di correlazione con il rublo.

Il breakout di area 88, 80 dovrebbe attivare un primo ribasso in direzione di 87,20 ed uno successivo verso area 86. Il livello di rischio per il rublo rimane a quota 90,20/25.

PER LA BCE L'APPREZZAMENTO DELL'EURO HA IMPATTI SULL'INFLAZIONE

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BCE CHRISTINE LAGARDE

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La BCE non ha cambiato la sua politica monetaria nella riunione di ieri, tuttavia, ci sono state tre questioni di grande interesse per i mercati finanziari, che il presidente della BCE Christine Lagarde ha affrontato durante la conferenza stampa: le ultime proiezioni dello staff, la possibile risposta della BCE alla politica della Fed che si è spostata verso obiettivi di inflazione media e, naturalmente, la reazione della banca centrale all’euro più forte.

I passaggi della conferenza stampa

  • Per quanto riguarda il nuovo ciclo di proiezioni macroeconomiche, l’Ufficio Studi della BCE ha rivisto al rialzo le proiezioni di crescita del PIL per il 2020 al -8,0% e ha mantenuto le proiezioni per il 2021 e il 2022 sostanzialmente invariate rispettivamente al 5% e al 3,2%.
    La BCE crede ancora in un rimbalzo significativo dell’economia della zona euro, ma al tempo stesso sottolinea l’elevato livello di incertezza.
  • Per quanto riguarda l’inflazione, il Consiglio ha preso in esame i dati recenti di agosto in cui si sono rilevati valori inferiori alle attese pari a -0,2% rispetto allo 0,7% del mese di luglio.
    Nonostante ciò le proiezioni per il 2020 sono rimaste invariate allo 0,3%, mentre quelle per il 2021 sono state riviste al rialzo all’1,0% e anche le proiezioni per il 2022 sono rimaste invariate all’1,3%. È interessante notare, tuttavia, che Lagarde ha sottolineato che le proiezioni per il 2022 mascherano una revisione al rialzo dell’inflazione di fondo.
  • Tuttavia il passaggio chiave della conferenza stampa di ieri è stata la straordinaria ammissione da parte di Lagarde che il tasso di cambio dell’euro è stato oggetto di forti discussioni all’interno del Consiglio. La BCE continuerà a valutare attentamente lo sviluppo della situazione nelle prossime settimane. Inoltre, Lagarde ha affermato  che nella discussione era emersa la consapevolezza che il rafforzamento dell’euro ha avuto un ruolo deterrente sull’inflazione.
  • Ovviamente il Governatore ha sottolineato che il controllo del tasso di cambio non rientra nel mandato della Banca Centrale, tuttavia è oggetto di analisi in quanto ha forti impatti sulle strategie di politica monetaria.

Come ha reagito il mercato

In assenza di un comunino stampa in cui si evidenziavano decisioni operative l’eur usd si era già apprezzato prima delle 14.30.  Successivamente abbiamo osservato una coda del rialzo infraday sino a toccare i livelli che ieri mattina avevamo – tra parentesi indicato come limiti di rischiosità  a 1,19 -. Dopo il test dell’area il mercato ha avviato vendite sull’eur usd raffreddando le tensioni.

Gli attuali livelli di apertura non rimettono in discussione la nostra View che dal mese di agosto rimane ferma sull’ipotesi che area 1,20 possa rappresentare un cap. Tuttavia, vista le reazione, si allungano i tempi per assistere ad una correzione più significativa dagli attuali livelli. In ogni caso come ribadito ieri nelle nostre note di commento alla chiusura della conferenza stampa di Christine Lagarde, riteniamo che il range di breve termine preveda un campo di oscillazioni compreso tra 1,19 ed 1,1750 eur usd. La conferma di questa impostazione accredita ulteriormente la nostra view di medio termine. Nelle prossime ore monitoreremo quindi la permanenza dei valori sotto area 1,19 con un livello di controllo del rischio che da 1,2020 si abbassa ora a 1,1960.

Un pò di storia

Ricordiamo benissimo quando il 25 gennaio 2018 l’allora presidente Mario Draghi nella dichiarazione introduttiva del comunicato della Banca Centrale, rilasciata dopo il Consiglio direttivo,  conteneva il seguente passaggio (vedi link): “la recente volatilità del tasso di cambio rappresenta una fonte di incertezza che richiede un monitoraggio per quanto riguarda le sue possibili implicazioni per le prospettive di medio termine per la stabilità dei prezzi”. Era la fine di gennaio l’eur usd proveniva da un rialzo sostanzialmente ingiustificato dai fondamentali. Dopo qualche settimana il cambio invertì tendenza da 1,25 inizi la discesa verso i recenti minimi  segnati a 1,06. 

 

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EUR USD

L’EUR USD sale durante la conferenza stampa di Christine Lagarde per scendere nel finale della sessione americana.  Se osservate il grafico il rialzo ha testato la linea che avevamo tratteggiato con il nostro algoritmo ieri per poi scendere sino a chiudere ai livelli di apertura della sessione di ieri. 

Ciò conferma l’impostazione distributiva delle negoziazioni anticipando un’evoluzione riflessiva del cambio in linea con il nostro commento nei nostri post di aggiornamento online. 

Questa impostazione del mercato conferma altresì il nostro
FX Outlook Riskoo di medio termine sul mercato dei cambi.

Di conseguenza continueremo a monitorare nell’immediato il range 1,19-1,1750 per mappare l’evoluzione dei prezzi rispetto ai livelli di timing operativo già fissati, i primi dei quali per le posizioni import ed export di medio termine si collocano rispettivamente nel perimetro dell’attuale range.

In questa fase specifica, stiamo analizzando l’evoluzione del mercato 

Per impostare le linee strategiche in chiave produttiva al rischio di cambio sui budget import export 2021. 

PER LA BCE  L'APPREZZAMENTO DELL'EURO HA IMPATTI SULL'INFLAZIONE

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EUR RUB

L’EUR RUB dopo il recente ritorno sui massimi a quota 90 sta aprendo una fase di riflessione del cambio.  nella seduta odierna il mercato focalizzerà l’attenzione su quota 88,80, mentre il punto con maggiori valenze tecniche transita a quota 87,50 eur rub.

Il mercato sta ancora trattando sopra i picchi segnati a marzo e successivamente alla fine di luglio. 

Per aprire una fase correttiva più ampia i corsi devono ritornare sotto tali valori in quanto subirebbero le prese di beneficio pronte dagli ordini di vendita presenti sotto tale fascia di mercato. Il cambio rimane sempre oggetto di un’intensa attività speculativa originate da correnti di vendita di rubli che seguono pulsioni di natura geopolitica. Anche l’andamento del prezzo del petrolio rimane un driver significativo sia sotto il profilo geopolitico che in termini di correlazione con il rublo.

Il breakout di area 88, 80 dovrebbe attivare un primo ribasso in direzione di 87,20 ed uno successivo verso area 86. Il livello di rischio per il rublo rimane a quota 90,20/25.

PER LA BCE L'APPREZZAMENTO DELL'EURO HA IMPATTI SULL'INFLAZIONE

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E’ il giorno della BCE. Quali segnali offrirà al mercato Christine Lagarde? All’ECB Temono il rafforzamento dell’euro? Cosa pensa il Consiglio dei dati più recenti sul rallentamento della crescita ma soprattutto sul ritorno di dati deflativi?

Sono domande che il mercato si pone alle quali il Presidente potrebbe rispondere con un cauto ottimismo. Il rischio, in caso di troppo ottimismo è quello di perdere credibilità, soprattutto se la deflazione continuerà a mordere le statistiche sui prezzi in Eurozona.    Un apprezzamento dell’euro sul mercato dei cambi potrebbe esacerbare queste dinamiche, soprattutto in una fase in cui le commodity ed in particolare il petrolio potrebbero essere esposte a pressioni riflessive.

Allo stesso tempo il Board non vorrà mettere mano ai programmi di allentamento monetario, il Pepp tanto criticato dalla BBK di Weidman, ha già una sua configurazione ed estensione temporale.

Il tema quindi potrebbe svilupparsi su un argomento molto tecnico. Dopo le aste di liquidità TLTRO, riservate alle banche, nel sistema si creato un eccesso di liquidità. I prestiti se utilizzati secondo i criteri imposti dalla BCE (finanziamento alle aziende e famiglie) hanno un costo del -1. I depositi invece (sempre secondo determinate condizioni) rendono il -0,5%. Per le banche quindi c’è uno spread favorevole.

le possibili decisioni

Sulla scia di questo surplus di liquidità, la stima dei depositi accantonati presso la BCE è di 3 trilioni, i tassi Euribor sono ampiamente scesi durante l’estate avvicinando la soglia del -0,5%. Tra le decisioni di oggi il Consiglio potrebbe quindi adottare una misura di minor appeal per i depositi parcheggiati in BCE diminuendo in qualche modo il cosiddetto tiering.

Sarebbe un segnale utile ad indebolire la struttura positiva del cambio nel breve periodo.

Lo spread tra Euribor 3 mth ed Eurodollar 3 mth dopo una fase di consolidamento della convergenza tra i due tassi a 0,75/0,65 sta progressivamente acquistando forza a favore di quelli USA proprio per effetto della maggiore debolezza di quelli UEM.

ECB DAY

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Ieri l’eur usd è sceso temporaneamente sotto la soglia 1,1780  recuperandola prima dell’apertura della sessione americana. Questa mattina l’euro segnava un modesto  rialzo con gli operatori che aspettano di sapere dal meeting Ecb quale sia la ‘view’ sul recente apprezzamento della divisa unica e il suo riflesso sull’inflazione. Attorno alle 7,35, il cambio euro/dollaro vale 1,1825, in rialzo dello 0,2%, dopo aver chiuso a 1,1802. Alla stessa ora dollaro/yen a 106,14, in calo di 0,03% dopo una chiusura a 106,17 e il cross euro/yen scambia in rialzo di 0,17% a 125,52 (chiusura a 125,31).

Per la giornata di oggi, se la BCE non delude esibendo un eccesso di ottimismo, ci aspettiamo un cap in area 1,1850 (rischio 1,19)  ed un floor a 1,1750/1,1715. Toni negativi oltre misura (non attesi) potrebbero spingere l’eur usd al di sotto della soglia 1,17.

Aggiorneremo le nostra valutazioni subito dopo la conferenza stampa di Christine Lagarde 14,30 – 15.30.

 

CONFERENZA STAMPA BCE

15,30 – Nell’odierna conferenza stampa sono state rivolte in più occasioni domande sull’andamento del cambio ed in particolare sui livelli raggiunti dall’eur usd.
Con una certa sorpresa Christine Lagarde ha parlato in più riprese del fatto che il Consiglio ha ampiamente discusso del cambio manifestando una certa preoccupazione sugli impatti deflattivi.

Il Governatore, ribadendo che il mandato della BCE è quello di gestire la stabilità dei prezzi e non del cambio, ha affermato che utilizzerà tutti gli strumenti per adempiere al mandato lasciando intendere che seguirà con attenzione l’evoluzione dell’inflazione per evitare che si consolidi il dato deflativo di agosto. Il Consiglio direttivo “si aspetta che i tassi di interesse di riferimento della BCE rimangano ai livelli attuali o a livelli più bassi fino a quando non avrà visto le prospettive di inflazione convergere in modo robusto verso un livello sufficientemente vicino, ma inferiore, al 2% nel suo orizzonte di proiezione, e tale convergenza si è costantemente riflessa nelle dinamiche dell’inflazione sottostante”.

Ha inoltre rimandato le eventuali decisioni operative dopo il Seminario che la BCE terrà sul tema dell’inflazione il 23 settembre.

Commentando la linea della Fed annunciata a JH, ha detto che il Consiglio terrà debito conto ed offrirà una propria linea dopo il seminario sopra citato.

L’eur usd, in assenza di misure concrete intraprese nell’odierno Consiglio della BCE, ha ritracciato sino a toccare quota 1,19, livello da noi considerato nel commento del mattino – di rischio – rispetto ad una valutazione che considerava l’adozione di misure più concrete.

Al momento confermiamo comunque le nostre valutazioni tecniche, nonostante il parziale apprezzamento confidando nella tenuta di area 1,19/1,1945 eur usd. Per cui il range di riferimento nell’immediato rimane compreso tra 1,1950 ed 1,1780/50. 

 

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SETTIMANA DI VERIFICHE SUI MERCATI

I segnali raccolti nel mese di agosto hanno confermato, nonostante le parziali battute d’arresto, indicazioni positive sulla ripresa dell’economia globale. Tuttavia il percorso rimane incerto perciò si continua a guardare gli aggiornamenti disponibili per arricchire il quadro d’insieme con l’obbiettivo di ottenere una view di scenario più stabile.

Si cercherà quindi di verificare tali conferme analizzando l’andamento del terzo trimestre attraverso i dati che si pubblicheranno in settimana relativi alla produzione industriale del Regno Unito, Germania, Italia e Spagna. Attendiamo anche quelli relativi all’andamento del  commercio estero per Cina, Taiwan, Germania e Regno Unito. Le nuove stime dei dati sul PIL II°Q per il Giappone, la Russia e la zona euro dovrebbero nel frattempo confermare i problemi del secondo trimestre, ma questi appartengono ormai ad una storia già scontata.

Negli Stati Uniti, i dati sull’inflazione vengono aggiornati insieme agli indicatori del mercato del lavoro sotto forma di richieste di sussidio di disoccupazione e offerte di lavoro. Ci sono stati alcuni segnali di inflazione in crescita relativi ai costi di input rilevati nei recenti sondaggi PMI statunitensi. Su questo fronte i responsabili della politica monetaria hanno modificato il loro approccio spostando la loro attenzione dalla stabilità dei prezzi verso il sostegno della ripresa, il che significa che sarà il mercato del lavoro a ricevere la maggiore attenzione in futuro. I numeri settimanali delle richieste di sussidio di disoccupazione, in particolare, saranno tenuti d’occhio per il continuo impatto dei blocchi sociali, che sono stati inaspriti in media negli Stati Uniti ad agosto, ma ora stanno nuovamente allentandosi. Venerdì il dato sull’occupazione Usa è risultato sostanzialmente allineato alle attese di per se già positive.

Durante la scorsa settimana si sono infittite le voci per nuovi stimoli monetari che la BCE potrebbe decidere in risposta all’annuncio della Fed a Jackson Hole. Per cui giovedì prossimo il Consiglio direttivo ritornerà a tenere alta l’attenzione degli operatori forex. Recentemente i dati sull’inflazione sono tornati a scendere un pò ovunque in Eurozona. Questo potrebbe costituire  il punto da cui può riprendere la narrazione sugli stimoli monetari.

 

In Asia Pacifico, i dati di importazione ed esportazione pubblicati per Cina e Taiwan saranno particolarmente al centro dell’attenzione poiché le speranze di ripresa per la regione dipendono dalla ripresa dei flussi commerciali, frenata da interruzioni della catena di approvvigionamento pandemiche e dalla debole domanda. Importanti risulteranno infine i dati sull’inflazione ed i profitti industriali di luglio in Cina.

In Giappone avremo la pubblicazione degli ordini di macchinari, mentre in India si aggiorneranno i dati sulla produzione industriale.

Sul fronte della politica monetaria si attendono dalla Banca centrale della Malaysia, secondo alcune voci per la verità contrastanti, nuovi annunci su ulteriori stimoli monetari durante la prossima riunione mensile.

Infine si guarderà con molta attenzione i mercato azionari tornare a subire le pressioni della volatilità. Il Nasdaq ha subito una significativa battuta d’arresto con arretramenti allineati alle indicazioni che avevamo fornito proprio lo scorso lunedì nel report settimanale. Così pure gli indici europei hanno regredito sino a collaudare la tenuta dei livelli su cui avevamo concentrato l’attenzione per il controllo del rischio indicati nel report WB PERSPECTIVES: per lo Standard & Poor area 3390, per l’Eurostoxx 50 3180, Stoxx Europe 600 area 355/4,  per il Ftse Mib 19150 /18950.

L’Eurostoxx 50 è sceso verso area 3234 chiudendo la sessione di venerdì a 3260,59. Questo piccolo range costituirà il punto critico per la partenza di questa settimana che potrebbe risultare altrettanto volatile.

 

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FOREX – In un mercato dai volumi contenuti per la chiusura della piazza Usa, il dollaro scambia in lieve rialzo mentre gli operatori aspettano il meeting Bce di giovedì per posizionarsi. Attorno alle 7,40, il cambio euro/dollaro vale 1,1834, in calo dello 0,03%, dopo aver chiuso a 1,1837. Alla stessa ora dollaro/yen a 106,26, in rialzo di 0,03% dopo una chiusura a 106,23 e il cross euro/yen scambia pressoché piatto a 125,75 (chiusura a 125,76). Anche le materie prime potrebbero risultare ancora in offerta a cominciare dal petrolio e dai metalli.

L’eur usd ha testato lo scorso venerdì l’area 1,1790/80 rintracciando sul finale nuovamente verso 1,1830. Aumenterà con il passare delle ore, come scritto, l’attesa per il consiglio BCE ed il relativo posizionamento del mercato.

Per la settimana mettiamo a fuoco un range tra 1,1745 ed 1,19 considerando le violazioni utili per prendere in considerazione un cambiamento del trend che si è consolidato nel mese di agosto.

 

MARKET MOVER 14.30 USA STATISTICHE SULL’OCCUPAZIONE DI AGOSTO

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MARKET MOVER 14.30 USA STATISTICHE SULL’OCCUPAZIONE DI AGOSTO

 

 

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Ieri nel pomeriggio si è verificato un incidente probatorio per cercare le prove utili a giustificare la necessità di ulteriori misure di stimolo sui mercati. Potrebbe essere questo il senso delle vendite sugli indici azionari scatenato nel pomeriggio durante la sessione americana. Nel nostro report WB PERSPECTIVES di lunedì avevamo richiamo l’attenzione verso i seguenti livelli di allerta per catturare eventuali segnali di tensione sui mercati azionari: – Per lo Standard & Poor area 3390, per l’Eurostoxx 50 3180, Stoxx Europe 600 area 355/4,  per il Ftse Mib 19150 /18950 – .

Per effetto del loro posizionamento dinamico quest’oggi  quello relativo all’Eurostoxx 50 transita in area 3250/40, quello dell’S&P 500 avendo una componente statica quota sempre  3390 con un ulteriore pre  aperta in transito a 3440.

La violazione di questi livelli avrebbe due effetti immediati accomunati da un aumento dell’avversione al rischio: rotazione dei flussi verso i governativi core e verso gli altri strumenti deputati a proteggere dai rischi: monete parcheggio, chf, jpy, usd. L’oro potrebbe questa volta non essere della partita. 

Gia in settimana avevamo allertato sul fatto che per il cambio eur usd quota 1,20 costituisse un cap in grado di respingere le negoziazioni verso area 1,1760/1,1700. La chiusura di questa sera del cambio eur usd ha valenze tecniche molto significative. 

Il dato del pomeriggio sull’occupazione USA avrà impatti significativi in termini di market mover sui prezzi. Queste sono le attese:

– Tasso disoccupazione agosto (14,30) – attesa 9,8%.

– Media guadagni agosto (14,30) – attesa zero m/m; 4,5% a/a.

– Media ore settimanali lavorate agosto (14,30) – attesa 34,5 ore.

Nuovi assunti nel settore non agricolo – attesa 1.200K – precedente 1462K

In settimana avevamo pubblicato le stime dell’ADP a 960k. La conferma del dato dovrebbe fornire ulteriore forza al dollaro. La pubblicazione del dato alle 14.30 tenderà comunque ad aumentare la volatilità del cambio all’interno di un range compreso tra 1,1760/30 ed 1,19. 

 

MARKET MOVER 14.30 USA STATISTICHE SULL’OCCUPAZIONE DI AGOSTO

WB RISK MANAGEMENT: Eur Usd daily close @ 3.09.2020 1,1856

 

BANCHE CENTRALI – BCE – Atteso nel pomeriggio un intervento del capo economista Philip Lane, mentre crescono le aspettative del mercato rispetto alla riunione di politica monetaria della prossima settimana. Ieri Pierre Wunsch, membro del Consiglio direttivo, ha detto che i livelli di deficit pubblico nella zona euro non sono sostenibili.

DATI LAVORO USA – Occhi puntati sugli attesi dati governativi Usa sul mercato del lavoro relativi ad agosto. Le aspettative per gli occupati non agricoli sono per la creazione di 1,4 milioni di posti di lavoro, in calo rispetto al mese precedente. Contestualmente verrà diffuso anche il tasso di disoccupazione, atteso al 9,8% dal 10,2% di luglio. Ieri le nuove richieste settimanali di disoccupazione sono risultate sotto il milione per la seconda volta dall’inizio dell’epidemia, meglio delle attese ma pur sempre a un livello — 881.000 — che segnala una ripresa debole.

DATI GERMANIA – Dopo i Pmi di ieri che hanno mostrato un rallentamento della ripresa nella zona euro ad agosto, focus sugli ordini all’industria della prima economia del blocco nel mese di luglio, attesi in rialzo del 5% su mese dopo il rimbalzo del 27,9% registrato a giugno.

AGENZIE DI RATING SUL DEBITO SOVRANO EUROPA

Cipro, S&P Global si pronuncia su reddito sovrano.

Danimarca, Fitch si pronuncia su reddito sovrano.

Estonia, Moody’s si pronuncia su reddito sovrano.

Finlandia, S&P Global si pronuncia su reddito sovrano.

Lussemburgo, Dbrs e Fitch si pronunciano su reddito sovrano.

Slovacchia, Dbrs si pronuncia su reddito sovrano.

Spagna, Dbrs si pronuncia su reddito sovrano.

Ucraina, Fitch si pronuncia su reddito sovrano.

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MONITOR RISKOO: L’EUR USD SI FERMA A 1,20 

Anche nella sessione odierna avremo dati riferibili alle aspettative delle aziende sulla ripresa post Covid. Tutti gli indici PMI stanno evidenziando il percorso di recupero dopo i crolli di marzo ed aprile ai minimi storici (inferiori ai minimi rilevati nel 2008)

PMI CINA – Prosegue anche ad agosto, per il quarto mese di fila, la ripresa del settore servizi cinese. L’indice Pmi servizi a cura di Caixin è sceso a 54,0 da 54,1 di luglio, in calo per il secondo mese dopo il massimo di giugno, ma è rimasto oltre la soglia di 50 che separa crescita da contrazione

PMI ITALIA E ZONA EURO – Occhi sugli indici Pmi servizi e composito di agosto. Per l’Italia il consensus Reuters è per un ritorno dell’indice relativo ai servizi sotto la soglia di 50 che separa la crescita dalla contrazione. In arrivo anche i numeri sulle vendite al dettaglio dell’intero blocco a luglio, attese in deciso rialzo dopo il rimbalzo di giugno.

USA-CINA – In un nuovo segnale di irrigidimento tra Washington e Pechino, gli Stati uniti hanno fatto sapere che chiederanno agli alti diplomatici cinesi di ottenere un via libera del dipartimento di Stato prima di visite a campus universitari o di eventi culturali. La decisione segue le restrizioni imposte da Pechino ai diplomatici statunitensi in Cina.

DATI USA – Tra i numeri in arrivo, saranno attentamente monitorati quelli relativi alle nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, attese sotto il milione, dopo l’aumento modesto degli occupati privati ad agosto che suggerisce un rallentamento nella ripresa del mercato del lavoro.

PMI GIAPPONE – Il mese scorso l’attività dei servizi in Giappone si è contratta a un ritmo più rapido per la prima volta in quattro mesi penalizzata dall’incertezza legata al coronavirus. La lettura finale del Pmi servizi a cura di Jibun Bank è scivolata a 45,0 da 45,4 di luglio.

INTERVENTO SCHNABEL – Atteso nel pomeriggio un intervento del ‘falco’ Bce Isabel Schnabel, mentre crescono tra gli investitori le aspettative di ulteriore stimolo da parte di Francoforte sulla scia della debolezza dell’inflazione di luglio e della mossa della Fed la scorsa settimana. Ieri intanto il collega Weidmann ha detto che le misure straordinarie di aiuto da parte di governi e banca centrale per le economie della zona euro sono giustificate ma devono essere limitate nel tempo.

BTP E PRIMARIO ZONA EURO – Per la carta italiana la seduta odierna riparte da 145 punti base per lo spread sul Bund a 10 anni e 0,97% per il rendimento del decennale di riferimento, tornato ieri sotto l’1% dopo una settimana. Dopo i collocamenti via sindacato della Grecia e il primo ‘green bond’ della Germania, oggi si attivano attraverso aste regolari sul segmento medio-lungo Spagna e Francia: Madrid mette a disposizione fino a 4,5 miliardi di euro in tre Bonos e fino a 750 milioni in titoli indicizzati, mentre Parigi offre tra 9,5 e 11 miliardi in quattro Oat. Anche il Lussemburgo ha dato mandato a un pool di banche per un roadshow in vista di un’emissione ‘sustainable’.

 

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FOREX

Euro in calo al minimo di una settimana sul dollaro. Gli operatori hanno ridotto le scommesse contro la divisa Usa e venduto euro sui timori della Bce per l’apprezzamento della valuta unica. Attorno alle 7,40, il cambio euro/dollaro vale 1,1805, in calo dello 0,42%, dopo aver chiuso a 1,1853. Alla stessa ora dollaro/yen a 106,31, in rialzo di 0,11% dopo una chiusura a 106,18 e il cross euro/yen scambia in calo di 0,32% a 125,46 (chiusura a 125,87).

Come indicato nei giorni scorsi ci attendiamo il ritorno dei valori in direzione di area 1,1760 ed 1,17 dove transitano trigger sotto i quali sono presenti ulteriori ordini di vendita impostati di algotrader presenti sul mercato.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Ihs Markit, Pmi servizi agosto (9,45) – attesa 49,2.

Ihs Markit, Pmi composito agosto (9,45).

FRANCIA

Pmi servizi Markit finale agosto (9,50) – attesa 51,9.

Pmi composito Markit finale agosto (9,50) – attesa 51,7.

GERMANIA

Pmi servizi Markit finale agosto (9,55) – attesa 50,8.

Pmi composito Markit finale agosto (9,55) – attesa 53,7.

GRAN BRETAGNA

Pmi servizi Markit finale agosto (10,30) – attesa 60,1.

Pmi composito Markit finale agosto (10,30) – attesa 60,3.

GRECIA

Stima Pil trim2 (11,00).

SPAGNA

Pmi servizi agosto (9,15) – attesa 48,0.

ZONA EURO

Pmi servizi Markit finale agosto (10,00) – attesa 50,1.

Pmi composito Markit finale agosto (10,00) – attesa 51,6.

Vendite al dettaglio luglio (11,00) – attesa 1,5% m/m; 3,5% a/a.

 

USA

Commercio estero luglio (14,30) – attesa -58,0 miliardi.

Bilancia commerciale luglio (14,30).

Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali (14,30) – attesa 950.000.

Revisione costo del lavoro trim2 (14,30) – attesa 12,1%.

Revisione produttività trim2 (14,30) – attesa 7,5%.

Pmi servizi Markit finale agosto (15,45).

Pmi composito Markit finale agosto (15,45).

Pmi non manifatturiero Ism agosto (16,00) – attesa 57,0.

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MONITOR RISKOO: L’EUR USD SI FERMA A 1,20

RIFLESSIONI CONTRO CORRENTE

I commentatori sono molto impressionati dalla debolezza del dollaro e tendono, come accaduto anche agli inizi del 2018 sopravvalutare la perdita di status di moneta di riserva mondiale del dollaro. La Banca dei Regolamenti Internazionali riporta nel suo rapporto di giugno 2020 che il debito globale denominato in dollari USA è ai massimi di un decennio. Le emissioni di debito denominate in dollari statunitensi dall’inizio dell’anno dai mercati emergenti hanno raggiunto un nuovo record. Anche il debito denominato in dollari della Cina è aumentato nel 2020. Dal 2015 è aumentato del 35% mentre le riserve in valuta estera sono diminuite del 10%.

L’indice del dollaro USA (DXY) mostra che la valuta degli Stati Uniti si è veramente indebolita solo rispetto allo yen e all’euro, e questo si basa sulle aspettative ottimistiche della ripresa economica europea e giapponese. Gli annunci accomodanti della Federal Reserve possono essere visti come una causa della debolezza del dollaro, ma l’evidenza mostra che la BCE e la BOJ seguono politiche molto più aggressive degli Stati Uniti sempre a causa di una ripresa economica difficile. Ad agosto abbiamo osservato un parziale calo degli indici sul manifatturiero sia in Eurozona che in Giappone. Al contrario il dato pubblicato ieri pomeriggio per il manifatturiero Usa è risultato sopra le attese e sopra il mese di luglio. 

I dati nel loro insieme indicano minor ottimismo in Europa e Giappone aprendo i dubbi sulle speranze di una rapida ripresa.

Il bilancio della BCE alla fine di agosto segna un rapporto tra attivi derivanti dalle politiche di stimolo monetario superiore al 54% rispetto al PIL della zona euro, quello della BOJ è del 123% contro il 33% della Federal Reserve.

Al momento il dollaro USA non ha contendenti che possano sostituire il suo ruolo di primaria moneta di riserva in quanto l’euro subisce periodicamente fasi in cui i mercati temono il rischio di ridenominazione a causa degli squilibri finanziari ed economici tuttora presenti in Eurozona. Non dobbiamo mai dimenticare che i tassi in Eurozona quotano in negativo proprio a causa di tali squilibri che si traducono in crescite differenziate tra i vari paesi aderenti.  Lo yuan non può diventare una valuta di riserva mondiale nel momento in cui la Cina mantiene i controlli sui capitali e rimangono le preoccupazioni per la sicurezza legale e degli investitori. La People Bank of China (PBOC) opera con molta aggressività pur avendo una divisa che, secondo le stime della Banca dei regolamenti Internazionali risulta scambiata solo nel 4% delle transazioni globali.

 

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

FOREX

– Nel nostro rapporto di lunedì WB PERSPECTIVES, abbiamo messo in evidenza le condizioni di eccesso di venduto del dollaro attraverso l’analisi del Dollar Index (DXY) e la remota possibilità che a dispetto dei commenti generali abbia ancora la possibilità di riequilibrare tali eccessi. Ieri e lunedì, nel nostro quotidiano rapporto AITI MARKET MOVER MONITOR, abbiamo sottolineato il rischio che il mercato possa aprire una fase quantomeno correttiva del cambio eur usd. Nel pomeriggio di ieri, complice la lettura del dato USA PMI Manufacturing, il cambio proprio dopo il test di 1,20 ha subito robuste vendite.  

Nella giornata odierna verificheremo le intenzioni del mercato in una fase che definiremo interlocutoria a i fini della tendenza che dominerà prossimamente l’eur usd. 

Per maturare ulteriormente gli effetti di una correzione ci aspettiamo che le negoziazioni spingano il cambio verso la parte inferiore del range indicato ieri, 1,20-1,1760. I trigger presenti nel quadro infraday per attivare il movimento prendono spunto dalla violazione di area 1,1890 ed a seguire 1,1840. 

 Prepariamoci ad assistere ad ulteriore volatilità, soprattutto dopo la lettura nel primo pomeriggio delle preview del dato sull’occupazione di venerdì. L’ADP prevede nuovi assunti (non agricoli) nell’ordine di 950K. La conferma unita al successivo dato sugli – ordinativi alle fabbriche + 6% atteso – riporterebbe gli investitori a riconsiderare il tenore della ripresa negli Stati Uniti. 

MONITOR RISKOO: L’EUR USD SI FERMA A 1,20

WB RISK MANAGEMENT: Eur Usd daily close @ 1.09.2020 1,1912

 

BANCHE CENTRALI

– Previsti tra il pomeriggio e la serata una serie di interventi di esponenti Fed, dopo che la scorsa settimana la banca centrale Usa ha annunciato una strategia aggressiva – mossa che il mercato sta ancora digerendo – per fare risalire l’inflazione e riportare gli Usa alla piena occupazione. Il focus si sposta ora sui prossimi passi di politica monetaria e sull’eventuale espansione degli acquisti di asset. Proprio ieri il governatore Lael Brainard ha detto che “nei prossimi mesi” sarà necessario ulteriore stimolo per superare gli effetti della crisi.

Sul fronte Bce, in attesa della riunione di politica monetaria della prossima settimana, crescono le aspettative di nuove misure di stimolo da parte della banca centrale dopo che i dati diffusi ieri hanno fotografato ad agosto un’incursione in territorio negativo – la prima dal maggio 2016 – dell’inflazione della zona euro a livello tendenziale. Occhi dunque in giornata sull’intervento della presidente Christine Lagarde sulla situazione economica. Ieri intanto il vicepresidente Luis de Guindos ha pronosticato un forte rimbalzo dell’economia nella zona euro nel terzo trimestre.

ECONOMICS IN CALENDARIO

PIL AUSTRALIA – Nel secondo trimestre si è registrata a causa del Covid la peggiore contrazione della crescita di sempre, -7% rispetto al -0,3% nel periodo gennaio-marzo, mentre i nuovi focolai minacciano una ripresa immediata aumentando la pressione sul governo.

DATI ZONA EURO – Giornata scarna sul lato macro, all’indomani dei Pmi e dei dati relativi a inflazione e disoccupazione nel blocco.

Calo a sorpresa per le vendite al dettaglio tedesche, scese a luglio dello 0,9% su mese (+0,5% le attese) dal -1,9% rivisto di giugno. A livello tendenziale le vendite sono salite del 4,2% dal precedente +6,7% rivisto.

DATI USA – Da oltreoceano arriva una serie di numeri che forniranno segnali sullo stato della prima economia mondiale, a partire dalla statistica Adp relativa ad agosto sugli occupati nel settore privato che sono attesi in forte crescita, a 950.000 dai 167.000 di luglio. I dati diffusi ieri hanno mostrato la più decisa accelerazione dell’attività manifatturiera da quasi due anni ad agosto grazie all’aumento dei nuovi ordini.

 

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PETROLIO

  L’OPEC è stata più lenta nel riportare la fornitura di petrolio greggio il mese scorso, secondo un sondaggio di Bloomberg, mentre la Nigeria e l’Iraq hanno abbassato la loro produzione di petrolio greggio per compensare la carenza di tagli alla produzione precedente. L’indagine mostra che l’OPEC ha aumentato la produzione di petrolio greggio di 550 Mbbl/giorno nell’agosto 2020, meno della metà dell’incremento consentito di 1,2 Mbbl/giorno. La Nigeria ha abbassato l’offerta di petrolio di 110 Mbbl / giorno, mentre l’Iraq ha anche tagliato 70 Mbbl / giorno secondo il sondaggio. Nel frattempo, l’Arabia Saudita ha aumentato le forniture di circa 410 Mbbl / giorno fino a 8,86 Mbbl / giorno ad agosto; sebbene i livelli di output siano ancora inferiori alla quota di 8,99 Mmbbls / d. Anche il Kuwait e gli Emirati Arabi Uniti hanno aumentato le loro forniture ad agosto. Passando agli Stati Uniti, la produzione di petrolio greggio nel Golfo del Messico continua a tornare con gli ultimi dati del Bureau of Safety and Environmental Enforcement (BSEE) che mostrano che solo 525 Mbbl / giorno di capacità di produzione di petrolio greggio sono rimasti chiusi fino a ieri. Infine, i dati settimanali dell’API mostrano che le scorte di petrolio greggio negli Stati Uniti sono diminuite di 6,4 milioni di barili nell’ultima settimana, significativamente più del prelievo di 2,1 milioni di barili che il mercato si aspettava. Anche le scorte di benzina e distillati medi sono diminuite rispettivamente di 5,8 milioni di barili e 1,4 milioni di barili a causa della chiusura delle raffinerie.

METALLI

Poiché ieri l’indice USD è sceso al di sotto dei minimi di due anni, i mercati dei metalli hanno guadagnato ulteriore slancio. I prezzi dell’oro COMEX sono risaliti a $ 2.000 / oncia mentre i prezzi del rame LME sono balzati oltre i massimi di due anni e hanno toccato i massimi infragiornalieri di $ 6.830 / t ieri principalmente a causa del continuo ottimismo derivante da un migliore rilascio di dati economici.

Nel frattempo, i dati LME mostrano che le scorte di rame presso i magazzini hanno continuato il declino per il 14 ° giorno consecutivo e sono scese ulteriormente di 1,1 kt a 88,3 kt (minimo da dicembre 2005) a partire da ieri. I deflussi netti per agosto si attestano ora a 40kt. D’altra parte, la continua contrazione dell’offerta nel mercato del rame ha spinto lo spread LME cash/3m in una più profonda retrocessione di  30,5 usd/t (massimo dai livelli di metà marzo 2019) alla fine di agosto, rispetto a una backwardation degli Stati Uniti 5 usd/t durante l’inizio del mese.

Il vicino spread tom-next ieri era salito a US $ 15 / t. Riguardo alla fornitura di miniere di rame, il ministro peruviano delle miniere ha affermato che

Il vicino spread tom-next ieri era salito a US  15 usd/t.

Riguardo alla fornitura di miniere di rame, il ministro peruviano delle miniere ha affermato che la produzione di miniere di rame di luglio è diminuita del 2,2% su base annua a 198.796 tonnellate. Sulla base della domanda di elettricità, l’industria mineraria della nazione ad Augusty era inferiore del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Le produzioni totali nei primi sette mesi sono inferiori rispetto allo scorso anno, ma i dati sulle produzioni di luglio suggeriscono che l’attività di estrazione del rame è tornata sulla buona strada su base media quinquennale.

TECNICS

Oggi Al LME ci aspettiamo dopo le prese di beneficio maturate ieri durante la sessione americana, in sovrapposizione al recupero del dollaro, un breve rimbalzo dei corsi sopra quota 6650 usd/t ed un ritorno successivo su tale livello. La possibile violazione al ribasso farebbe scattare alcune vendite su posizioni speculative accumulate a partire dalla scorsa primavera spingendo il prezzo verso una correzione di breve termine proiettata a 6500/475 usd/t.

RISKOO LME COPPER RAME

WB RISK MANAGEMENT: Lme Copper daily close @ 1.09.2020 6,682

 

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GOVERNMENT BOND

– BTP Dopo il buon rimbalzo messo a segno ieri dal Btp tra scambi volatili, la seduta riparte da 146 punti base per lo spread sul Bund sul tratto decennale e da 1,05% per il rendimento del titolo di riferimento agosto 2030.

PRIMARIO – Oggi si attiva la Germania, che offre 4 miliardi di euro in titoli di Stato a 5 anni.

TREASURIES – Il tasso del benchmark decennale sui mercati asiatici è in area 0,685%, rispetto alla chiusura Usa a 0,671%. I commenti di Brainard sul maggiore stimolo da parte della Fed ieri hanno fatto scendere il rendimento del decennale da oltre 0,7%.

WB RISK MANAGEMENT: Eurdollar 3 mth vs. Euribor 3 mth @ 1.09.2020

WB RISK MANAGEMENT: Eurdollar 3 mth vs. Euribor 3 mth @ 1.09.2020

 

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ATTESA PER I DATI PMI  PER IL MESE DI AGOSTO.

PMI CINA – Il Pmi manifatturiero Caixin ad agosto si porta oltre le attese a 53,1, il livello più alto da gennaio 2011, spinto dalla prima crescita quest’anno negli ordini all’export, un segnale di ripresa dalla crisi provocata dal Covid.

PMI Giappone – Il Pmi manifatturiero relativo ad agosto a cura di Jibun Bank nella lettura finale sale a 47,2.

PMI MANIFATTURIERO ITALIA E ZONA EURO – Markit/Ihs diffonderà la lettura di agosto dell’indice Pmi manifattura per l’Italia che, da attese, dovrebbe mostrare un frazionale miglioramento a 52,0 da 51,9 del mese precedente. Se confermato si tratterebbe del secondo mese di fila oltre la soglia di 50 che separa crescita da contrazione. In mattinata verrà diffuso inoltre l’analogo indicatore delle principali economie del blocco compreso quello dell’intera zona euro. In quest’ultimo caso le attese per la lettura definitiva convergono su una conferma della stima ‘flash’ a 51,7.

PMI MANIFATTURIERO UK ED USA – Anche in Inghilterra sono attesi in mattina i dati sul manifatturiero in crescita a 55,3 rispetto al precedente dato di luglio a 53,5; per gli Stati Uniti saranno pubblicati nel pomeriggio. L’attesa è parzialmente positiva si passa da 54,2 di luglio a 54,5 di agosto.

ALTRI DATI IN CALENDARIO OGGI

STIMA INFLAZIONE ZONA EURO – In un’agenda ricca dal punto di vista macro, verrà diffusa in mattinata anche la stima preliminare dell’inflazione di agosto del blocco, strettamente monitorata in chiave Bce. Il consensus Reuters prevede una lettura a livello armonizzato su anno a 0,2% da 0,4% del mese precedente. Diffusa ieri, la stima ‘flash’ dei prezzi al consumo tedeschi di agosto ha mostrato un calo dello 0,1% su anno, nella prima lettura negativa dal maggio 2016.

DISOCCUPAZIONE ITALIA E ZONA EURO – Visto in aumento in luglio il tasso di disoccupazione italiano che, stando alle attese, dovrebbe salire a 9,1% da 8,8% di giugno. Analogamente, il tasso di disoccupazione dell’intera area euro dovrebbe portarsi a 8,0% nello stesso mese dal 7,8% del precedente.

USA/CINA – Washington ha annunciato un maggior sostegno a Taiwan per contrastare la crescente pressione cinese, in un momento di forti tensioni con Pechino.

DATI GIAPPONE – Nel secondo trimestre le società, alle prese con la crisi coronavirus, hanno effettuato il maggior taglio da un decennio a spese per impianti e attrezzature: la capital expenditure è scesa dell’11,3% su anno dal +0,1% del periodo gennaio-marzo, un dato che suggerisce che potrebbe volerci molto tempo per un pieno rimbalzo dell’economia. Il tasso di disoccupazione a luglio si porta al 2,9% (attese 3%) dal 2,8% del mese precedente.

 

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FOREX Il dollaro continua perdere terreno sull’euro dopo la svolta di Jackson Hole. 

Nemmeno le vendite sul mercato azionario hanno questa volta spinto gli operatori come consuetudine a rifugiarsi sulle monete deputate ad assumere il ruolo di risk aversion. Si allontana quindi la soglia 1,1750/1,1700 dove avevamo fissato il livello sotto il quale si sarebbe aperta una correzione del cambio eur usd.  

Oggi il mercato metterà quindi a fuoco l’area 1,20, la cui tenuta potrebbe ancora in extremis tenere in vita l’attesa per un aggiustamento temporaneo del cambio. Mentre le dichiarazioni del governatore Powell saranno ancora oggetto di valutazione i mercati attendono l’odierna lettura sui nuovi dati PMI per valutare quali impatti potranno avere sulle prossime risposte di politica monetaria che la BCE adotterà dopo la svolta della Fed.

  

Il prossimo direttivo della Bce è previsto per il 10 settembre, mentre il Fomc della Fed è in agenda per il 15-16 settembre. Le mosse delle due principali banche centrali dipenderanno dall’andamento delle rispettive economie. Il secondo trimestre ha segnato un crollo straordinario del GDP in tutto il mondo, con un calo del 32,9% del Pil negli Usa e del 12,1% nell’Eurozona, -22% in Spagna, -19% in Francia e -17 in Italia, la Germania fa meglio approssimando una caduta del -10%. Per il terzo trimestre, grazie alle riaperture l’Europa è sicuramente avvantaggiata rispetto agli Stati Uniti, che rischiano ricadute più forti a causa della seconda ondata di coronavirus e dei nuovi lockdown, anche se la situazione è piena di incertezze un po’ ovunque, come dimostrano gli indici anticipatori Pmi di luglio, relativi all’inizio del terzo trimestre tornati in espansione, sopra i 50 punti in Europa e a 50 punti negli Usa  che oggi cercano conferme con la lettura dei sondaggi di agosto. A settembre Fed e Bce ritorneranno a considerare nuovamente la ponderazione dei loro interventi. 

attesa dati pmi  eur usd

WB ANALYTICS: ERM EUR USD TREND

 

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MARKET MOVER

 

A JACKSON HOLE LA FEDERAL RESERVE CERTIFICA LA NUOVA NORMALITÀ, ovvero ciò che già conoscevamo.

 

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FOREX

A JACKSON HOLE LA FEDERAL RESERVE CERTIFICA LA NUOVA NORMALITÀ, ovvero ciò che già conoscevamo.

J Powell  indica le priorità della politica monetaria per il futuro con i seguenti effetti:

  1. LOTTA ALLA DEFLAZIONE ED ALLA DISOCCUPAZIONE CON OGNI STRUMENTO POSSIBILE
  2. FINANZIAMENTO A BASSO COSTO DEI DEBITI PUBBLICI
  3. DELEGA MAGGIORI RESPONSABILITÀ’ ALLA POLITICA FISCALE DEI GOVERNI
  4. CONSOLIDA L’ASIMMETRIA TRA I FONDAMENTALI DELLE AZIENDE ED I MULTIPLI DI BORSA
  5. DELIMITA OLTRE L’ORIZZONTE VISIBILE POTENZIALI AUMENTI DEI TASSI D’INTERESSE

Ciò porta a pensare che il primo ad essere colpito da tali misure sia il dollaro. In secondo luogo le importazioni, in terzo luogo il principio di Price Discovery assoluta.

IL DOLLARO

E’ da tempo che si
discute sulla potenziale fragilità del dollaro. In questo tempo abbiamo visto rialzi consistenti del biglietto verde sino a sfiorare la partita sull’euro in più di un’occasione.

Recentemente gli interventi della Fed hanno spinto il mercato ad andare lungo di euro. Tuttavia anche la BCE ha operato massicciamente su tale fronte: ad oggi la situazione evidenzia un’espansione del bilancio della Fed al 38% del GDP, quello della BCE al 65% (stime a giu 2020).

Eppure abbiamo visto le scommesse sul rialzo dell’euro raggiungere in termini quantitativi gli stessi volumi raggiunti all’apice del rialzo dell’euro nel 2018 (marzo). Questo dettaglio tuttavia appare congiunturale e tattico rispetto agli orientamenti di lungo periodo. Il differenziale dei tassi e dei rendimenti sul tratto lungo della curva, nonostante una convergenza consolidatasi dopo il Covid, rimane aperto a 115 punti base sul 10 Y. la minor ampiezza della forchetta tra i tassi a breve, Euribor-Eurodollar, potrebbe favorire un Carry meno oneroso per le scommesse contro il dollaro. Ciò che oggi non si considera riguarda la diversa struttura delle architetture che  su cui sono si regge la fiducia intrinseca delle due monete. Per comprendere ciò basti ricordare che in epoca di crisi dei debiti Sovrani, l’allora Presidente Draghi fece qualsiasi cosa fosse possibile per evitare alla fine dei giochi la rottura dell’euro.

Ma questo è un tema che va oltre l’analisi immediata al discorso di J. Powell a Jackson Hole..

Lo scorso lunedì commentato la settimana ed introducendo il meeting di Jackson Hole abbiamo fissato un target range per l’eur usd tra 1,1920 ed 1,1730. Al momento non abbiamo motivo per modificare (per il brevissimo) tale orientamento salvo considerare un movimento infrady di coda a 1,1935.

Nell’Outlook mensile FX Riskoo affronteremo invece il tema sotto il profilo di lungo termine.