MARKET MOVER 28 GIUGNO 2018

VIVIAMO TEMPI INTERESSANTI

Ieri ho incontrato molti imprenditori del Nord Est  in un meeting dedicato all’Internazionalizzazione ospite di un’azienda, l’Arper, simbolo emergente dell’arredamento di design in Italia e nel mondo,  che esporta il 90% dei suoi prodotti nelle geo mappe globali. Il tema per quanto affrontato da tempo ed apparentemente dibattuto in tutti i suoi aspetti, conserva il fascino della conquista per gli imprenditori. Soprattutto, dopo la conquista, pone le problematiche del consolidamento dei primi successi ottenuti per rimanere e penetrare ulteriormente i mercati guadagnati.  La finanza, intesa come linfa vitale per sostenere i progetti d’impresa, costituisce uno degli strumenti che  consentono di rafforzare il posizionamento strategico e tattico di ogni impresa-migrante. In questi termini la gestione del posizionamento competitivo ed il successo delle azioni commerciali passa anche attraverso la gestione ottimale delle strategie in cambi. In tal modo il rischio di cambio diventa anche opportunità dove il primo goal è rappresentato dalla preservazione della marginalità, il secondo dalla competitività.
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SONDAGGIO: ITALEXIT
Un recentissimo sondaggio elaborato dal GLOBAL CFO COUNCIL di CNBC rivela che il 76% dei CFO appartenenti a grandi aziende nel mondo si dichiara fortemente preoccupato che l’Italia possa uscire dall’euro. In altri termini sono molti i CDA che in queste settimane stanno preparando un piano B,nel caso in cui l’evento si concretizzasse.
In altre parole il “WHATEVER IT TAKES” lanciato da Mario Draghi alla Bce nel 2012 sta per esaurire i propri effetti moratori sui timori per la tenuta dell’euro moneta?
Partendo da questo interrogativo, a cui non mancherò di dare una risposta, questo pomeriggio parlerò di internazionalizzazione ponendo le nostre aziende all’interno di un quadro i cui fondamentali risultano in forte squilibrio a partire dell’Eurozona. Ma il caos generato da più fattori, guerra commerciale e guerra valutaria da un lato unite a  squilibri economici e finanziari all’interno dell’Unione che riverberano i loro impulsi anche nelle aree adiacenti, ha un denominatore comune: la necessità di avere un mercato unificato, almeno in Europa.
Oggi euroscettici e non  convergono su un punto: così com’è l’architettura dell’Eurozona non funziona.
Essere consapevoli dei rischi e lavorare per posizionare il business dell’azienda nei mercati a più velocità ed a più monete corrisponde ad un’azione complessa sia sotto il profilo strategico che tattico.
Elaborare piani di posizionamento competitivo e nel contempo proteggere marginalità costituisce la sfida non solo per i CFO, bensì per tutto il management proiettato verso l’internazionalizzazione del business.
Il rischio di cambio, diretto e non, nasce dal momento in cui il management decide di penetrare un mercato che, a partire dalla cultura e consuetudini, ha di diverso regole e moneta. Il rischio non nasce e si esaurisce con le rilevazioni contabili, ma costituisce il circuito su cui si articolano i progetti di sviluppo su ogni singolo mercato. Per questo esso presenta anche un altro lato: opportunità.
Parlare e confrontarmi su questi temi oggi con AITI in Atelier Arper è entusiasmante.
MER 27 GIUGNO H. 16.30 IL PROCESSO DI RISK MANAGEMENT PER LE IMPRESE INDUSTRIALI  seminario organizzato da Associazione Italiana Tesorieri d’Impresa ed ARPER
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Nel contempo continua la fase critica che sta governando le dinamiche dei mercati preoccupati non solo dalle applicazioni e nuove minacce sui dazi. I mercati sono preoccupati anche dall’evoluzione degli equilibri all’interno dell’Eurozona in previsione della chiusura del QE  fine anno. I temi e le situazioni tecniche messe a fuoco nei giorni precedenti rimangono sempre attivi. Continuano a spingere le negoziazioni verso punti critici per i quali abbiamo già sollevato un warning sui mercati azionari,  a partire dalle aree emergenti per concentrare le tensioni su quello europeo.  Il Dax appare ogni giorno sempre più vulnerabile con gli indici di volatilità in progressione rialzista.
L’euro, come già accaduto in passato nei moneti di maggior tensione, subisce un effetto antivirale iniettato proprio per eludere l’attenzione. Ciò nonostante i corsi rimangono molto vicino alle soglie tecniche che si contrappongono, almeno per il momento, ad una ripresa delle vendite. Il dollaro yen invece non riesce ancora a stabilire una condizione di forza da poter cambiare rotta ad un emergente segnale di avversione al rischio. Eventuali cadute dei corsi sotto area 109 usd jpy infittiscono tali segnali.
La debolezza dei prezzi dell’oro  (usd/oncia) rischia di trascinare le quotazioni verso 1225 usd; il movimento si contrapporrebbe per effetto di correlazioni negative, ad un ulteriore rafforzamento del dollaro. Il Dollar Index rimane sempre impostato al rialzo: la violazione di quota 95 offrirebbe ulteriori conferme ai trader.
Nel frattempo il Brent combatte per  oltrepassare e consolidare rialzi sopra la soglia 76 usd/bar. Il break up aprirebbe la strada per un altro rally probabilmente non gradito  dalle autority occidentali.
Mentre il petrolio cerca nuovi spunti espansivi, il comparto dei metalli non ferrosi subisce l’influenza negativa del rame.  Le recenti vendite rientrano al momento in un normale contesto di realizzi dopo il rialzo degli ultimi 18 mesi. Tuttavia stanno emergendo segnali di distribuzione anche su questo segmento del mercato. Il nostro modello segnala un cambiamento di scenario qualora al LME i corsi dovessero scendere dagli attuali 6783 sotto quota 6500 usd. Aggiungiamo che l’evento inserito in un contesto intermarket aggiungerebbe ulteriori segnali di difficoltà allo scenario complessivo.
WB
 

MARKET MOVER le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

MARKET MOVER
le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio


BTP – La fragilità del mercato resta il tratto dominante di questa fase, coi Btp protagonisti di un nuovo ampio allargamento nell’ultima seduta, sebbene con una chiusura sopra i minimi. Secondo gli operatori a pesare è stata l’offerta (all’inizio delle aste di fine mese si sono aggiunti due collocamenti sindacati di Spagna e Francia per 11 miliardi totali di nuova carta) ma anche la bozza sulle conclusioni dell’imminente vertice Ue, che prevede maggiori poteri per il fondo Esm e rischia di creare ulteriori motivi di frizione tra Roma e i partner europei . Lo spread Btp/Bund ha chiuso ieri a 257 pb dopo un balzo a 263 in mattinata (oltre 10 punti sopra la chiusura precedente), massimo dal 30 maggio; il tasso sul decennale italiano ha chiuso a 2,91%.
 
ASTA BOT – In questo clima di perdurante tensione e di volatilità sul mercato, prosegue la tornata di collocamenti di fine giugno, con l’offerta di 6,5 miliardi di Bot semestrali, importo identico a quello in scadenza . Ieri a fine seduta sul mercato grigio di Mts il buono in asta scambiava a 0,121%, ampiamente sotto l’1,213%, massimo da febbraio 2013, registrato un mese fa, proprio nel momento di maggiore caos politico in Italia, dopo il fallimento del primo tentativo di M5s e Lega di formare un governo, cui era seguita l’indicazione di Cottarelli per un esecutivo che avrebbe dovuto portare il Paese a nuove elezioni in tempi brevi. Oggi pomeriggio verranno inoltre riaperti con un’offerta supplementare di 470,6 milioni complessivi il Ctz e i due Btpei in asta ieri (assegnati per l’importo massimo di 3 miliardi) .
 
PORTAFOGLIO TITOLI DI STATO – La Bce pubblica il dato sul portafoglio di titoli di Stato italiani detenuto dalle banche residenti nel paese relativo a maggio, mese in cui hanno cominciato a manifestarsi le forti tensioni di mercato legate al programma del nascente governo Lega-M5s, con pesanti vendite sui Btp. Il dato di aprile aveva evidenziato un incremento, per il quarto mese consecutivo, del controvalore dei governativi nazionali detenuti dalle banche italiane, a 352,377 miliardi di euro .
 
FIDUCIA ITALIA – Sono in agenda i dati su fiducia dei consumatori e fiducia delle imprese italiane nel mese di giugno, durante il quale hanno continuato ad aleggiare le preoccupazioni connesse alle prime prese di posizione del nuovo governo gialloverde, ma anche all’inasprirsi dei rapporti commerciali tra Usa e Cina e alle nuove tariffe approvate da Washington sulle importazione dall’Ue. Per l’indice di fiducia delle imprese manifatturiere è prevista una flessione a 106,9 dopo il dato stabile a 107,7 di aprile; la fiducia dei consumatori è attesa in ulteriore calo a 113,2 dopo quello netto registrato il mese precedente a 113,7 da 116,9 .
 
GREGGIO – Prezzi del petrolio in rialzo sulle piazze asiatiche, stimolati dalle interruzioni all’offerta in Libia e Canada e dal fatto che gli Usa hanno detto che tutti i Paesi dovrebbero sospendere l’importazione dall’Iran a partire da novembre. Attorno alle 7,30 italiane, il future Brent scambia a 76,55 dollari al barile col rialzo di 24 centesimi, il Nymex vede un rialzo di 18 centesimi a 70,71 dollari.
 
FOREX – Il dollaro si è mantenuto stabile contro un paniere di valute, sul frenare del precedente rimbalzo dai minimi di due settimane sullo sfondo delle preoccupazioni del persistere di un conflitto commerciale. L’indice del dollaro contro un paniere di sei valute è rimasto costante a 94,701 con un rialzo dello 0,04% percento, dopo un guadagno di 0,40% che ha posto fine a quattro sedute consecutive di calo. Attorno alle 7,30, l’euro vale 1,1644/46 dollari da 1,1645 dell’ultima chiusura; e 128,01/07 yen da 128,16. Il dollaro/yen si attesta invece a 109,93/96 da 110,05.
 
TREASURIES – Chiusura debole con rendimenti in rialzo per i titoli del Tesoro Usa. Se da una parte infatti si teme che la guerra commerciale possa danneggiare la crescita economica, dall’altro la corsa ai titoli rifugio è stata controbilanciata dalle attese che la Fed continuerà ad elevare i tassi d’interesse. Il benchmark decennale Usa attorno alla chiusura cedeva 3/32 per rendere 2,884% da 2,875% di lunedì attorno alla chiusura. Attorno alle 7,30 il titolo vede un rendimento a 2,877% con un rialzo in termini di prezzo di 1/32.
 
 
DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, fiducia dei consumatori giugno (10,00) – attesa 113,2.
Istat, fiducia delle imprese giugno (10,00) – attesa 106,9.
Istat, stima bilancia commerciale extra Ue maggio (11,00).
Istat, prezzi alla produzione maggio (12,00).
 
FRANCIA
Fiducia consumatori giugno (8,45) – attesa 100.
 
ZONA EURO
Crescita M3 maggio (10,00) – attesa +3,8%.
Prestiti a famiglie maggio (10,00).
Prestiti a imprese maggio (10,00).
 
USA
Ordini beni durevoli maggio (14,30) – attesa -1,0%.
Stima bilancia commerciale maggio (14,30).
Stima scorte all’ingrosso maggio (14,30).
Stima scorte al dettaglio maggio (14,30).
Vendite case in corso maggio (16,00) – attesa +0,5%.
Eia pubblica scorte settimanali prodotti petroliferi (16,30).
 
TITOLI DI STATO
ITALIA
Tesoro offre 6,5 miliardi Bot a 6 mesi, scadenza 31/12/2018 (185 gg).
 
EUROPA
Norvegia, Tesoro offre titoli di Stato.
 
USA
Washington, Tesoro offre titoli di Stato a 5 anni e a 2 anni a tasso variabile.
 
BANCHE CENTRALI
ITALIA
Bce pubblica dato maggio su portafoglio titoli di Stato italiani detenuto da banche residenti in Italia (10,00).
 
EUROPA
Gran Bretagna, Bank of England pubblica rapporto di stabilità finanziaria 2018 (11,30).
Zona Euro, riunione ‘Governing Council’ Bce a Francoforte; 28 giugno riunione ‘General Council’. No decisione tassi.
Zona euro, Bce pubblica pre-release Bollettino economico 4/2018 “Monitoring the exchange rate pass-through to inflation” e “The 2018 Ageing Report: population ageing poses tough fiscal challenges” (10,00).
 
USA
Washington, intervento presidente Fed Boston Rosengren (18,30).
 
CANADA
Victoria, intervento governatore banca centrale Poloz (21,00).
 
APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma, primo ministro Conte parla alla Camera su prossimo vertice Ue (9,30).
Roma, seminario internazionale Inps su “Immigration: challenges and opportunities for European Policy and Politics” con presidente Boeri (9,00).
Roma, termina XXVIII VIlla Mondragone International Economic Seminar “Yearning for Inclusive Growth and Development, Good Jobs and Sustainability” (9,00). Tra i partecipanti Belloni (ministero Affari Esteri), Di Maio, Cottarelli, Fitoussi, Giannola di Svimez.
Roma, Ivass presenta relazione annuale con presidente Salvatore Rossi (9,00). 
Roma, assemblea Cooperazione Agroalimentare e della pesca, attesi Di Maio e Centinaio (10,30). 
Roma, Confindustria, “Dove va l’economia italiana e una proposta per l’eurozona” con Saccomanni, Savona, Boccia (10,30).
Roma, Inail, presentazione relazione annuale con presidente Massimo de Felice, Fico, Di Maio (11,00).
Roma, Unione Petrolifera, assemblea annuale (11,00).
Roma, Cgil e Fiom, conferenza stampa “Futuro stabilimenti FCA e CNHI” con Camusso (12,00).
 
EUROPA
Bruxelles, Parlamento Europeo, incontro Tajani, Patuelli, Sabatini (10,30).

Buongiorno,
nonostante l’operazione di immissione di liquidità da parte della PBoC pari ad oltre 100 miliardi di usd, la borsa di Shanghai conferma e consolida la rottura di quota 3000  accusata la scorsa settimana.  I mercati emergenti continuano a sofrire sia sul fronte equity che su quello obbligazionario in ossequio al rafforzamento del dollaro e  l’aumento, certamente non imputabile al recente passato, dell’indebitamento complessivo.  I segnali che stiamo rilevando sulla distribuzione in atto in molteplici indici azionaria (Emergenti ed Europa in particolare) rischia di defluire in una correzione più significativa. In effetti alcuni segnali di alert relativi alle strategie rialziste, Nock_Out,  evidenziati nel nostro Outlook  mensile, sono scattati o stano per essere attivati.
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Buongiorno,
La settimana si apre con segnali negativi sul fronte europeo dopo il vertice di Bruxelles preparatorio a quello del fine settimana. Secondo l’agenzia Reuters e a giudizio dei più appare improbabile che si possa delineare un’intesa sui vari fronti aperti.
I segnali letti in controluce mettono in evidenza spaccature profonde all’interno dell’UE. Il clima si sovrappone ad una situazione che preoccupa i mercati a partire dalla Germania. Non sappiamo ancora se si aprirà una crisi di governo con elezioni anticipate, ma le probabilità sembrano elevate. Sullo sfondo il titolo Deutsche Bank chiude per la quarta settimana consecutiva a valori inferiori alle chiusure settimanali  fissate con minimi assoluti nel 2016.
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MARKET MOVER 21 GIUGNO

Mancano meno di ventiquattr’ore all’entrata in vigore delle contromisure europee ai dazi Usa, la diplomazia del Vecchio Continente è al lavoro per evitare una guerra commerciale che andrebbe a colpire soprattutto il mercato tedesco dell’auto. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal citando varie fonti, l’ambasciatore americano in Germania, Richard Grenell, dovrebbe oggi presentare al presidente americano Donald Trump un piano per abbandonare tutti i dazi sulle auto tra Unione europea e Stati Uniti.
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2 GIUGNO VERSO LA 3^ REPUBBLICA
MARKET MOVER 1 GIUGNO 2018

Buongiorno,
la giornata di ieri  ha visto l’Italia recuperare terreno in termini relativi, ovvero rispetto ad un quadro di generale debolezza. In particolar modo il Dax di Francoforte ha fatto segnare le perdite più significative trascinato dalle vendite sul comparto bancario, indebolito da Deutsche Bank dopo le indiscrezioni su un report formulato dalla Federal Reserve  (peraltro datato) sulle criticità della banca tedesca. La discesa per alcuni aspetti violenta dela Dax ha riattivato il pericolo di una deriva sui mercati. Per il momento siamo ancora in uno stadio diattenzione, tuttavia qualora i prezzi dell’indice dovessero scendere sotto 12400, l’attenzione aumenterebbe deflagrando nel caso in cui vi fosse il break out di 11700Contemporaneamente a questo fenomeno i rendimenti sul 10 anni Germania si è schiantato ad un minimo marginalmente inferiore a quota 0.20%.
Ciò può significare due cose: da un lato un’azione di fly to quality verso il Bund tedesco in un clima di avversione verso i debiti sovrani del sud europa; dall’altro lato un clima di avversione più generale legato all’evoluzione terminale del QE, ai rischi citati ed a qualcosa che soltanto mani forti cominciano a percepire.
L’incognita qualcosa può avere più contenuti, non ultimo tutto il dibattito che si è aperto sull’euro e non tanto in Italia dopo la nomina del ministro professor Paolo Savona, bensì dagli interventi di diversi economisti di elevato standing che in Germania stanno chiedendo la modifica dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona (clause di irreversibilità dell’euro). Ne abbiamo parlato in più occasioni.
Il rientro delle giacenze di oro operate da Germania, Olanda ed Austria, da tutte le aree in cui era stato depositato per ragioni di sicurezza, non può non imporre quesiti sulle motivazioni per le quali proprio in questi tempi è stato impartito tale ordine.  Il clima è quindi sufficientemente teso e lo dimostrano le polemiche di basso profilo che a mezzo media diversi esponenti hanno attivato nei confronti dell’Italia.
Ritornando nella quotidianità pensiamo che il recupero tattico di Borsa Italiana possa ancora continuare nel brevissimo: per incrementare gli acquisti il mercato attenderà oggi o lunedì la violazione di area 21800. L’obbiettivo è quello di riportare il FTSE Mib verso 22500.  Lo spread continuerà a scendere verso l’area 210/200. Su quell’ordine di grandezza potrebbe esaurire la fase di recupero. Nel grafico abbiamo messo in evidenza la ripartizione delle detenzioni di BTP e titoli di stato italiani nei vari portafogli. Come si potrà evincere dalla lettura al momento il principale acquirente è la BCE, gli altri soggetti, a parte le famiglie italiane, sono prevalentemente venditori e non da oggi ma da tempo. Basta quindi che la BCE rallenti gli acquasti  previsti dal programma QE per alzare il livello dell’offerta e quindi contribuire alle tensioni sul mercato.
L’eur usd infine sta costruendo il segnale per proseguire la reazione verso area 1,1850/1.20. Per le strategie di controllo del rischio di cambio e le attività di Risk management su tali grandezze impartiremmo raccomandazioni con implicazioni di lungo periodo.

WB RISK MANAGEMENT EUR USD

WB RISK MANAGEMENT EUR USD


In mattinata avremo la lettura mensile dei dati sul sentiment delle aziende relativi al PMI Markit (Purchase Manager Index) relativi a maggio, primo mese di nuovo indebolimento dell’euro. E’ presto per catturarne gli effetti. Sullo sfondo permangono i timori per gli effetti sui dazi imposti sull’acciaio. Le attese scontano un dato sostanzialmente neutro. CONTINUA A LEGGERE
Buona  Festa della Repubblica Italiana
 
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MARKET MOVER 23 MAGGIO 2018

le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio
La borsa giapponese ha chiuso sul livello più basso da oltre una settimana dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di non essere soddisfatto sull’evoluzione dei negoziati commerciali con le autorità cinesi. L’indice Nikkei ha perso l’1,2% a 22.689,74 punti, poco sopra quota 22.649,85, il minimo dall’11 maggio. L’indice Topix ha chiuso a -0,7%. Il dollaro ha perso lo 0,4% contro lo yen arrivando a 110,49 yen penalizzando i titoli più orientati alle esportazioni.
L’eur jpy subisce quindi la pressione delle vendite in un clima in cui prevale un segnale di avversione al rischio. Riteniamo che i corsi siano destinati a scivolare nuovamente verso la parte bassa dell’attuale range 129. Il livello indicato nel nostro FX Outlook Riskoo costituisce il trigger per ulteriori vendite di euro nei confronti dello yen; il break out confermerebbe l’avvio del movimento verso i target stimati di breve e medio termine. Continua a leggere
L’euro rimane debole verso il dollaro contro cui fatica ad impostare una reazione tecnica che noi presumiamo possa ancora dare vita ad un consolidamento della tendenza dominante riflessiva.

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MARKET MOVER 22 MAGGIO 2018

Le notizie per gestire il rischio di cambio
Buongiorno,
I movimenti che avevamo previsto nel report mensile relativi al  mercato dei Government Bond si stanno materializzando con segnali di vendita che si stanno rafforzando sia nel comparto degli Emergenti che in quello dei Global  Bond. Il segmento dei corporate e degli Hi Yield Euro sta anch’esso maturando segnali di negatività. Unica area immune da tale debolezza è quella che appartiene al comparo dei governativi europei esclusa l’Italia. E’ il segno che mentre nel mondo consolida al momento la tendenza al rialzo dei rendimenti, nell’Eurozona va in scena una storia diversa. L’avversione al rischio che si sta materializzando verso il nostro Paese sta anestetizzando i rendimenti sul tratto lungo della curva delle emissioni core, primo fra tutti il Bund tedesco.
Per noi costituisce il segnale che si sta profilando uno scenario abbastanza analogo a quello che si è visto nel 2011. Lo spread ha già superato i primi livelli di allerta, come abbiamo avuto modo di scrivere ancora la scorsa settimana e mettere in evidenza nell’Outlook mensile di maggio. Ora si appresta ad affrontare altre aree tecniche significative. non sappiamo con quali volumi di acquisto abbia risposto la BCE, attraverso l’ancora attivo programma QE, alle vendite di BTP. A giudicare dal movimento verticale del rialzo dello spread ci sembra che sia alla finestra. Probabilmente è solo un’impressione. Ma nel caso in cui si dovesse violare anche area 185/190, entreremmo in un loop regressivo per il secondario assai serio.
A far da corollario ai segnali di avversione al rischio vi sono anche gli acquisti di monete polarizzate sull’euro: corona svedese e norvegese (vedi il nostro report FX Risk Management Strategy).
L’ euro dollaro invece dopo aver testato il nostro target a 1,17 ha reagito aprendo una fase correttiva. Non ci attendiamo grandi reazioni, tuttavia la prima gamba riflessiva dell’euro potrebbe essersi conclusa. In linea con quanto descritto nell’Outlook di maggio prevediamo che il movimento di copertura sull’euro rientri nell’ambito di un rimbalzo a seguito del quale dovremmo assistere ad un significativo break out di cui parleremo nel prossimo WB PERSPECTIVES di Giugno.
Wall Street nel frattempo  continua a beneficiare del break up di 2680/700 accumulando forza.  Dovremo verificare quanto questa forza sia in grado di spingere i valori verso i precedenti massimi confermando anche in questo caso la strategia indicata nel nostro report di ricerca mensile: area 2825 & 2950/3000.
Infine sull’Italia continuiamo ad aspettarci una flessione dell’azionario. Non possiamo  esprimere giudizi particolarmente negativi visto la presenza di un livello tecnico che delimita in ancora positivo la struttura del trend avviato nell’estate 2016: in questo caso l’area 22500/22000 costituisce un importante fascia di sostegno tecnico. CONTINUA A LEGGERE
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Buongiorno,
Per tutta la settimana sarò ospite della Redazione Giornalistica di Radio Rai 1 per commentare alle 17.45/50 le chiusure di Borsa Italiana e di come i  Market Mover hanno influenzato i mercati.
La reazione dei mercati azionari USA di venerdì all’ennesima caduta sui supporti tecnici registrata lo scorso giovedì spinge il trigger del nostro algoritmo  Advance Cycle dopo 11 settimane in territorio positivo. Attendiamo quindi il break up dell’area 2680/2720 per catturare un nuovo segnale buy in grado di ri assorbire le vendite maturate da inizio febbraio.  Il Nasdaq Composite, sulla scia della pubblicazione degli utili di Apple, ha già violato in chiusura della scorsa settimana l’analogo livello tecnico. I target dell’eventuale rally rimangono gli stessi indicati nell’Outlook mensile di aprile anche per il mese di maggio.
Nel contempo il FTSE Mib dopo aver testato area 24000 ha accelerato in positivo  confermando anche in questo caso il potenziale movimento segnalato sempre nell’Outlook WB PERSPECTIVES di aprile.
L’eur usd chiude la seconda settimana in deciso ribasso. Lo scenario su cui stiamo approfondendo la nostra ricerca rimane sempre orientato al ribasso. Non vanno escluse potenziali reazioni tecniche, tuttavia esse costituiscono nuove opportunità per vendere euro. I livelli verso cui il mercato potrebbe reagire si collocano in prima battuta in area 1.206 ed in seconda 1.2150/2200.
Di conseguenza ribadiamo le raccomandazioni esperite nel nostro rapporto mensile WB FX RISKOO dove abbiamo segnalato tra 1.25/1.2250 l’opportunità di coprire per i nostri clienti corporate il rischio di cambio relativo alle importazioni a breve e medio lungo termine. Con la violazione di 1.23/2250 abbiamo altresì suggerito di rimuovere nell’ambito della strategia di Risk Management, le coperture sul budget per il periodo maggio – dicembre.
WB FX RISKOO
(Per richiedere il report compila la scheda)
L’euro si sta indebolendo contro le principali monete, in particolare verso lo yen. Le negoziazioni dovrebbero testare nelle prossime ore area 129.35; sotto tale livello scatta un nuovo sell signal di medio termine con possibili regressioni del cambio in direzione di area 123/122. Anche nei confronti del rublo l’euro è atteso in correzione: la violazione di area 75 eur rub dovrebbe aprire la via per un ritracciamento atteso in direzione di area 72. Nel corso delle prossime ore verificheremo come il rapporto di correlazione tra dollaro e borse tenderà ad evolvere. Nei confronti dell’oro la correlazione negativa sta funzionando secondo i paramentri storici. Attendiamo quindi la violazione di 1300 usd/oz per l’oro per avere ulteriori conferme di forza del Dollar Index

WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX VS GOLD

WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX (red line) VS GOLD


 
AGENDA SETTIMANA 7 –  11 MAGGIO
Questa settimana, l’attenzione degli investitori sarà rivolta verso i dati relativi ai prezzi al consumo statunitensi, che potrebbero fornire delle indicazioni sull’andamento dell’inflazione e sulla frequenza degli aumenti dei tassi da parte della Fed prima della fine dell’anno.
Gli operatori attenderanno le dichiarazioni di diversi membri della Fed questa settimana, alla ricerca di indicazioni sul futuro della politica economica nei mesi a venire.
Attualmente la Fed ha indicato che ci saranno altri due aumenti dei tassi quest’anno, ma se i dati sull’inflazioni dovessero essere particolarmente positivi, potrebbero confermare le aspettative dei mercati verso un terzo aumento.
Circa 40 delle aziende dell’indice S&P 500 rilasceranno gli utili questa settimana, in cui la stagione dei report inizia a volgere al termine.
In Europa gli investitori attendono il vertice della Banca d’Inghilterra, durante il quale non si prevedono interventi sui tassi, in seguito a una serie di dati economici deludenti.
In Cina sono attesi i dati commerciali mensili, sebbene sia troppo presto per vedere già un impatto delle recenti dispute con gli USA.
Tra gli altri fattori che influenzeranno i mercati nella prossima settimana, l’evoluzione della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, la decisione dell’amministrazione Trump riguardo al ritiro dall’accordo sul nucleare siglato con l’Iran nel 2015 e l’eventuale decisione di rimettere in vigore le sanzioni contro l’Iran.
In vista della prossima settimana, Investing.com ha compilato una lista dei cinque principali eventi che potrebbero influenzare i mercati.
1. Dati sull’inflazione USA
Il Dipartimento per il Commercio statunitense rilascerà i dati sui prezzi al consumo di aprile alle 8:30AM ET (12:30GMT) di giovedì.
Gli investitori seguiranno i dati sull’inflazione per valutare il possibile impatto sulla futura politica monetaria della Federal Reserve.
Secondo gli operatori dei mercati i prezzi al consumo saliranno dello 0,3%, dopo il calo dello 0,1% registrato a marzo, mentre per l’ inflazione core è previsto un aumento dello 0,2%, come nel mese precedente.
Su base annua, si prevede un aumento del 2,2% dell’IPC core, un aumento leggermente maggiore rispetto al 2,1% registrato nel mese precedente.
La Federal Reserve considera i prezzi core un indicatore migliore della pressione inflazionaria a lungo termine poiché escludono le categorie volatili di alimenti ed energia.
Un aumento dell’inflazione potrebbe incoraggiare la Fed ad aumentare i tassi di interesse in maniera più rapida del previsto.
Oltre ai dati sull’inflazione, questa settimana il calendario prevede una serie di dati: prezzi alla produzionerichieste di sussidio USA, oltre al sentimento dei consumatori dell’Università del Michigan.
I dati rilasciati venerdì hanno mostrato che la crescita dell’occupazione USA ha deluso le aspettative ad aprile, che gli stipendi hanno registrato un aumento leggerissimo, il tasso di disoccupazione sceso vicino al minimo di 18 anni; tutti questi fattori confermano la visione di un aumento graduale dei tassi d’interesse da parte della Fed.
2. Interventi dalla Fed
C’è grande attesa per i discorsi di diversi esponenti della Fed questa settimana, che potrebbero fornire dei suggerimenti sulle prossime decisioni di politica monetaria.
I riflettori accesi sul Presidente della Fed Jerome Powell, che interverrà durante una conferenza congiunta tenuta dalla Banca Nazionale Svizzera dal Fondo Monetario Internazionale a Zurigo. Powell terrà un discorso intitolato “ l’influenza della politica monetaria sulle condizioni finanziarie globali e sui flussi internazionali di capitali”.
Attesi inoltre i discorsi di uno dei governatori della Fed Randal Quarles, del Presidente della Fed di Atlanta Raphael Bostic, del Presidente della Fed di Richmond Thomas Barkin, del Presidente della Fed di Dallas Robert Kaplan, del Presidente della Fed di Chicago Charles Evans e del Presidente della Fed di St. Louis James Bullard.
Durante l’ultimo vertice di politica monetaria della scorsa settimana la Fed ha lasciato i tassi invariati, come previsto dai mercati, ma ha sottolineato che l’inflazione sta iniziando a crescere, facendo intravedere la possibilità di un aumento dei tassi a giugno.
Attualmente l’abate centrale statunitense ha previsto due ulteriori aumenti dei tassi nel 2018, tuttavia crescono le aspettative dei mercati su un terzo aumento dei tassi prima della fine dell’anno.
3. Decisione della Banca d’Inghilterra
La Banca d’Inghilterra rilascerà la decisione del tasso giovedì alle 12:00GMT, (08:00AM ET); secondo gran parte degli analisti, la banca lascerà il tasso invariato allo 0,5%.
All’inizio di aprile gli investitori davano al 90% possibilità di un aumento dei tassi da parte della BoE di 25 punti base.
Tuttavia, una serie di dati economici piuttosto deboli hanno fatto rivedere queste convinzioni e considerare piuttosto che la Banca d’Inghilterra non interverrà affatto sui tassi quest’anno.
La dichiarazione sarà seguita dalla conferenza stampa del Governatore Mark Carney.
4. Dati commerciali cinesi
La Cina rilascerà i dati commerciali nella mattinata di martedì.
Si prevede che il report mostri un surplus commerciale del paese a 27,5 miliardi di dollari il mese scorso.
Per le esportazioni cinesi si prevede un aumento del 6,3% rispetto allo scorso anno, mentre per le importazioni è previsto un aumento del 16,0%.
Attesi per giovedì i dati sull’indice dei prezzi al consumo e alla produzione. Per l’indice dei prezzi al consumo si prevede un aumento dell’1,9%, mentre per l’indice dei prezzi alla produzione è previsto un aumento del 3,4%.
Anche questa settimana, i dialoghi commerciali tra Stati Uniti e Cina terranno gli investitori con il fiato sospeso.
La visita a Pechino della delegazione statunitense si è conclusa venerdì, con pochissimi progressi sulla soluzione della disputa commerciale che sta interessando Stati Uniti Cina.
5. S&P 500 EARNINGS
Circa 40 delle aziende dell’indice S&P 500 rilasceranno gli utili questa settimana, in cui la stagione dei report inizia a volgere al termine.
Lunedì sarà la volta di Tyson Foods (NYSE:TSN), Hertz Global (NYSE:HTZ), Cognizant Technology (NASDAQ:CTSH) e AMC Entertainment (NYSE:AMC).
Martedì rilasceranno gli utili Disney (NYSE:DIS), Marriott (NASDAQ:MAR), Valeant Pharmaceuticals (NYSE:VRX), Electronic Arts (NASDAQ:EA), Wendy’s (NASDAQ:WEN), Dean Foods (NYSE:DF), Etsy (NASDAQ:ETSY), Jd.Com (NASDAQ:JD), e Microchip Technology (NASDAQ:MCHP).
Mercoledì sarà il turno di Groupon (NASDAQ:GRPN), Roku (NASDAQ:ROKU), Weibo (NASDAQ:WB), SINA (NASDAQ:SINA), Office Depot (NASDAQ:ODP), e Anheuser Busch Inbev (NYSE:BUD).
Giovedì saranno rilasciati gli utili di NVIDIA (NASDAQ:NVDA), News Corp (NASDAQ:NWSA)., Symantec (NASDAQ:SYMC), Dropbox (NASDAQ:DBX) e Yelp(NYSE:YELP).
Infine, Thomson Reuters (NYSE:TRI) sarà una delle poche aziende a rilasciare gli utili venerdì.
Lo scorso venerdì il mercato azionario statunitense ha registrato un’impennata grazie al massimo storico registrato da Apple (NASDAQ:AAPL), che ha fatto da traino a tutto il settore tech.
 
 
SP500_18Q1_Earnings Estimate

SP500_18Q1_Earnings Estimate


 
 
 
 

MARKET MOVER 10 APRILE 2018

Oggi pubblichiamo l’Outllook mensile WB PERSPECTIVES  per il mese di aprile.
Abbiamo posto l’accento sull’andamento dei mercati azionari dopo gli scossoni di febbraio ed inizio mese. Il mercato dei cambi nel frattempo è rimasto pressochè stabile fissando le negoziazioni sul principale rapporto eur usd all’interno di una banda di oscillazione contenuta tra 1.25 ed 1.22. Riteniamo che l’equilibrio stia per esaurire i termini di stabilità. Presto dovremmo assistere ad un tentativo di rottura di questo range per definire una nuova direzionalità.
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