FED TAPERING La banca centrale Usa ha segnalato che potrebbe iniziare a ridurre il programma di acquisto titoli entro la metà del mese prossimo per concluderlo intorno a metà del 2022, con i policymaker sempre più preoccupati che l’inflazione alta potrebbe non essere così transitoria come si pensava, emerge dalle minute del meeting di settembre. Numerosi gli interventi pubblici di membri di vertice della banca centrale Usa in agenda.

MACRO USA –  Sul lato macro, occhi oggi nuovamente alle statistiche sui prezzi Usa di settembre – questa volta non al consumo ma alla produzione – con attese di un ulteriore surriscaldamento dovuto soprattutto all’energia a +0,6% su mese e +8,7% su anno, da confrontare con una lettura precedente a +0,7% e +8,3%.
Attenzione anche ai dati settimanali sulle richieste di sussidi di disoccupazione, considerate un barometro dagli analisti per tenere il polso del mercato del lavoro statunitense che, insieme alle statistiche sui prezzi, costituisce uno dei driver principali della politica monetaria della Fed verso il tapering.

INFLAZIONE CINA – Parlando ancora di inflazione, i prezzi alla produzione cinesi a settembre sono saliti a livelli record (+10,7% su anno, sopra le attese, dopo il +9,5% di agosto) a causa dei problemi energetici e del rialzo dei costi delle materie prime, aggiungendo pressione sulle aziende già appesantite dai colli di bottiglia. Nello stesso mese i prezzi al consumo sono saliti dello 0,7% tendenziale contro le attese Reuters per un rialzo dello 0,9%, dopo il +0,8% registrato il mese prima.

BOJ – Bank of Japan deve mantenere il suo massiccio stimolo anche di fronte a un rimbalzo dell’economia, ha detto il membro del board Asahi Noguchi rafforzando le aspettative che il Paese attenderà ancora prima di ritirare le misure di sostegno varate con la crisi.

G20 TASSAZIONE GLOBALE – I leader del G20 ieri hanno sostenuto la proposta dell’Ocse per una tassazione minima globale per le multinazionali. Ma l’Italia ha detto che potrebbero volerci due anni per eliminare la digital tax.

G7 VALUTE DIGITALI – I leader finanziari del G7 hanno esposto le linee guida per le valute digitali delle banche centrali.

ENERGIA – Con l’inflazione che continua ad essere alimentata dal rincaro dell’energia, la Commissione europea ha pubblicato ieri un pacchetto di contromisure per proteggere gli Stati membri dell’Unione, aggiungendo di voler esplorare la possibilità di acquisti congiunti di gas tra i vari Stati per attenuare i picchi nei prezzi. I ministri Ue dell’Energia potrebbero incontrarsi in un vertice per discutere della crisi il prossimo 26 ottobre. Intanto il responsabile della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha fatto sapere che l’Italia sta prendendo parte attiva ai colloqui in sede Ue volti a contrastare la scarsa disponibilità di gas. L’Opec ha ridotto le previsioni di crescita della domanda mondiale di petrolio per il 2021 ma ha segnalato che l’aumento dei prezzi del gas potrebbe incrementare la richiesta di prodotti petroliferi.

BTP – Riferimenti per l’apertura lo 0,9% per il tasso benchmark a 10 anni <IT10YT=RR> e i 103 pb per lo spread Italia/Germania sullo stesso tratto <DE10IT10=RR> dopo il rally, sgonfiatosi in buona parte sul finale, che ha visto i tassi ieri in deciso ribasso a livello globale con un flattening sulla parte lunga della curva, mentre i brevi sono marginalmente saliti.
Il mercato, dicono gli operatori, rispecchia il rafforzarsi delle aspettative di tapering – soprattutto in Usa, dopo i dati forti sui prezzi al consumo a settembre resi noti ieri pomeriggio,  mentre sembra non scontare per ora un’inflazione persistente sul lungo periodo, anzi la vede accompagnarsi ad un rallentamento della crescita dovuto a strozzature nella “supply chain” produttiva.

Con il rapporto sull’occupazione USA, che il Dipartimento del Lavoro rilascerà alle 14.30 (CEST), avremo modo di verificare non solo l’andamento del mercato del lavoro, bensì l’impatto che l’esito del rapporto potrà determinare nella linea di policy della Federal Reserve.

In settimana l’ ​​ADP ha stimato un dato più robusto rispetto alle attese aggiornando le stime su quello ufficiale di oggi a +568k le nuove buste paga per tutti i settori escluso quello agricolo, più del doppio del dato deludente  di agosto pari a  235.000 posizioni, oltre a un calo del tasso di disoccupazione al 5,1% e un aumento della retribuzione oraria media al 4,6%.

In sintesi queste sono le stime del consensus per il rapporto odierno:

OCCUPAZIONE USA

    • Totale retribuzioni: 500K – precedente 235K
    • Retribuzioni private: 450K – precedente 243K
    • Tasso di disoccupazione USA: 5,1% – precedente 5,2%
    • Tasso di partecipazione alla forza lavoro: 61,8% – precedente 61,7%
    • Guadagno medio orario a/a: 4,6% –  precedente 4,3%
    • Guadagno medio orario M/M: 0,4% – precedente 0,6%
    • Ore settimanali medie: 34,7 – precedente 34,7

Da notare che dal 5 settembre sono terminati i sussidi per milioni di lavoratori che presumibilmente sono ritornati a cercare occupazione negli USA.

OCCUPAZIONE USA VERSO SONDAGGI PURCHASE MANAGER INDEX

Sempre in settimana abbiamo avuto modo di analizzare i rapporti ISM dei servizi e dell’industria manifatturiera per gli Stati Uniti. Il loro andamento ha messo in evidenza  tendenze parzialmente divergenti a settembre, con il sottoindice dell’occupazione nel settore dei servizi in lieve calo a 53,0 da 53,7, segnalando una crescita ma a un ritmo più lento, mentre il sottoindice dell’occupazione nel settore manifatturiero è tornato in territorio espansivo, fissando quota 50,2 rispetto al precedente  49,0. Sul settore manifatturiero, ISM ha affermato che le aziende stanno ancora cercando di aumentare i loro organici segnalando un miglioramento rispetto ai mesi precedenti. E’ il settore dei servizi che ha visto comunque un progressivo miglioramento negli ultimi mesi.

In generale i dati PMI rilasciati nel mese di ottobre hanno messo in evidenza ancora la tenuta del momentum espansivo della ripresa negli Stati Uniti ed in generale nelle regioni anglosassoni. Diversamente in Europa abbiamo notato ancora un rallentamento del quadro generale. Nella sostanza, dopo un periodo di grande euforia stiamo osservando una perdita di momentum soprattutto nel comparto manifatturiero in Germania. L’Italia regge tuttora lo slancio in termini relativi nel confronto con l’industria tedesca. La produzione industriale tedesca ha registrato in agosto una flessione di 4,0% su mese a fronte di un’attesa per un calo dello 0,4%. Mercoledì gli ordini all’industria tedesca relativi ad agosto hanno registrato un calo del 7,7% su mese, rispetto ad aspettative per una flessione ben più contenuta (-2,1%).

Le due banche centrali nel frattempo hanno evidenziato linee di orientamento divergenti. La Fed sembra stringere il cerchio verso l’avvio del tapering; la BCE invece sembra orientata a progettare uno strumento alternativo al Pepp quando a marzo terminerà il programma emergenziale di sostegno.

I TIMORI DELLA BCE

Secondo quanto riportato da Bloomberg la Banca centrale europea starebbe studiando un nuovo programma di acquisto obbligazionario per prevenire eventuali turbolenze sui mercati una volta terminato il programma di emergenza Pepp da 1.850 miliardi di euro. Il nuovo piano di acquisti dovrebbe fungere da cuscinetto nel caso in cui la fine del Pepp produca contraccolpi sui titoli di Stato di Paesi più vulnerabili. Lo studio prevede anche una possibile revisione della capital key rule, ovvero la regola applicata ai programmi di quantitative easing introdotta nel 2015 per gestire in modo proporzionale gli acquisti di Titoli di Stato sulla base delle dimensioni economiche di ciascun paese.

OCCUPAZIONE USA: IL DATO A CUI GUARDANO I MERCATI

COMMODITY

I mercati stanno metabolizzando l’idea che la Fed possa effettivamente avviare il tapering. Da un lato i Regulators osservano le reazioni degli investitori dall’altro questi sfidano giorno per giorno l’effettiva convinzione a procedere della Banca centrale. In mezzo ci sono non soltanto gli squilibri tra fondamentali e valorizzazioni, ma anche gli eccessi sul mercato delle materie prime.

Il tapering costituirebbe il rimedio più immediato per costringere l’azione speculativa a ritirarsi definitivamente consentendo ai prezzi di ritornare a livelli più congrui.  Di fatto il comparto delle commodity sta già metabolizzando dalla scorsa estate l’ipotesi tapering. Il segmento dei metalli industriali ha già avviato correzioni. Come previsto a fine maggio, il rame ha corretto dai massimi 10750 sino a testare quota 8750 usd/t. In queste settimane le contrattazioni stanno consolidando un range che secondo i nostri studi sarebbe propedeutico ad un’altra gamba di ribasso ribasso. Il minerale di ferro ha perso dai massimi quasi il 50% del valore. Il nickel sta avviando anch’esso un’azione correttiva. Attendiamo segnali per l’alluminio ormai entrato in una fase di potenziale distribuzione. L’acciaio (Steel Scrap) ha corretto dai massimi circa il 16% prima di aprire una fase di consolidamento.

Al quadro correttivo, per ragioni geopolitiche, non si è unito il petrolio e soprattutto il gas. Nel report di ottobre affrontiamo la questione sotto il profilo quantitativo e qualitativo dell’attuale rally evidenziando comunque alcune peculiarità tecniche utili a riportare in un quadro decisamente speculativo e non fondamentale le spinte delle ultime due settimane. Il Natural Gas americano ed anche quello europeo dopo forte rialzo di inizio settimana, per il quale abbiamo pubblicato un post di allerta, hanno subito un altrettanta robusta correzione nelle ultime ore. L’aumento vertiginoso della volatilità costituisce uno dei segnali iniziali propedeutici ad una svolta.

FOREX

L’eur usd è sceso sino ad avvicinare quota 1,15. L’esito del rapporto odierno sull’occupazione impatterà sulle dinamiche del cambio. Qualora il tenore delle attese dovesse essere disatteso potremmo assistere ad un rimbalzo dell’auro. Tuttavia restiamo sempre della stessa idea rimbalzo o meno. Il dollaro sta beneficiando di una fase positiva dove anche il tema dell’avversione al rischio sempre più avvertita si sta facendo lentamente strada su un mercato instabile, a partire da quello azionario.  Nel report di ottobre stiamo considerando non solo il quadro di breve termine che ci accompagnerà a fine anno, bensì quello ciclico che tenderà a governare sul 2022. Il range odierno rimane inserito nella fascia 1,1635/80 -1,15 eur usd.

OPEC BRENT CRUDE OIL – Restano particolarmente caldi i prezzi dell’energia, mentre, nonostante le pressioni per un aumento dell’output, l’Opec+ ha deciso ieri di non ritoccare l’attuale accordo che prevede l’aggiunta di 400.000 barili al giorno a novembre. Il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, chiedeva intanto ieri una risposta coordinata a livello Ue a una questione chiave, come il rincaro dell’energia

Ieri l’ICE Brent CRUDE OIL è balzato intorno al 2,5% per attestarsi su un nuovo massimo recente di 81,26 dollari USA/barile dopo che l’OPEC+ ha deciso di continuare con 400 Mbbls/giorno di incremento dell’offerta per novembre. Il mercato era preoccupato per un maggiore aumento della produzione per il prossimo mese a causa della crisi energetica in corso in Asia ed Europa. L’OPEC+ ha deciso di continuare con l’accordo esistente per ora, sulla base degli attuali fondamentali del mercato petrolifero e del consenso sulle prospettive petrolifere.

Una delle ragioni principali per la linea d’azione costante per l’OPEC+ potrebbe essere che i prezzi del petrolio greggio non sono aumentati tanto quanto il gas naturale o il carbone negli ultimi mesi e la fuoriuscita della domanda dal gas naturale/carbone al petrolio greggio potrebbe essere piuttosto limitata. L’aumento della produzione di petrolio in questo frangente potrebbe non essere utile per bilanciare il mercato petrolifero e potrebbe pesare sui prezzi del petrolio nell’immediato.

Negli Stati Uniti, Royal Dutch Shell ha ripreso le operazioni presso la sua piattaforma oil & gas Olympus da 100 Mbbls/d sulla costa del Golfo degli Stati Uniti dopo che la società ha completato i lavori di riparazione a seguito dei danni causati dall’uragano Ida circa un mese fa. Le altre due piattaforme Shell, Mars e Ursa, rimangono chiuse e probabilmente saranno operative solo intorno al primo trimestre del prossimo anno.

Ci preoccupa la verifica il collaudo dei prezzi di area 77/76 usd/bar del Brent ed il mancato breakout del livello tecnico a cui avevamo dato una certa importanza sotto il profilo dell’esaurimento della spinta speculativa. L’esito della riunione Opec+ ha rassicurato invece i traders sulla tenuta della tendenza dominante dei prezzi. La prossima verifica è quindi rinviata a quota 85/90 usd/bar. Continuiamo a monitorare comunque la base di questa fascia di contrattazioni per cogliere eventuali, meno probabili, segnali di esaurimento della nuova spinta rialzista.

Il Natural Gas quotato al Nymex ha chiuso la sessione di ieri con un modesto recupero del ribasso registrato il 1 ottobre. C’è un consistente ipercomprato speculativo sulle dinamiche di trading. Questo potrebbe favorire una correzione dei prezzi, tuttavia come abbiamo già scritto tale evento si concretizza soltanto con un ritorno dei valori sotto la fascia 5,35 usd in prima battuta, mentre un vero e proprio segnale di smantellamento della costruzione speculativa maturerebbe soltanto nel caso in cui i valori violassero al ribasso quota 4,80 usd.

Sempre ieri l’indice Baltic Dry relativo ai noli marittimi si sono fermati a 5267 in linea con le precedenti chiusure.

Sulla scia della reazione dei futures sull’energia all’esito della riunione Opec+, abbiamo assistito ieri ad un’altrettanta reazione (comunque limitata) dei prezzi dei futures sui metalli industriali. Hanno corretto con maggior forza i prezzi del minerale di ferro e dell’acciaio che in precedenza avevano perso valore in modo consistente.

 

MARKET MOVER MONITOR

FONTE REUTERS

BTP – Scarso l’interesse degli investitori per il voto amministrativo – difficilmente foriero di scossoni sul governo – mentre, in un clima decisamente risk-off, l’attenzione resta sulla dinamica dell’inflazione che potrebbe spingere le banche centrali a ridurre gli stimoli prima del previsto.
La Bce, per bocca del numero due Luis De Guindos, ha detto ieri che continua a monitorare la recente impennata dei prezzi nella zona euro a monte della quale ci sono anche motivi di natura strutturale come le difficoltà di approvvigionamento.  Alcuni analisti hanno interpretato queste parole come un cambio di tono. L8N2R01CL]. Secondo Ignazio Visco, comunque, da Francoforte non arriveranno sorprese circa il mantenimento di condizioni finanziarie favorevoli. Occhi, anche in questo senso, all’intervento di Christine Lagarde questo pomeriggio a un evento pubblico in Germania.
Riferimenti per la seduta odierna, lo 0,83% per il tasso benchmark a 10 anni e i 103 punti base per lo spread Germania/Italia sullo stesso tratto.

RESERVE BANK OF AUSTRALIA – La banca centrale australiana ha mantenuto invariato il programma di acquisto titoli e i tassi di interesse allo 0,1%, minimo record, indicando di essere pronta a tenerli a quel livello più a lungo anche se aumenta la pressione per un rialzo per raffreddare il mercato immobiliare.

OPEC – Restano particolarmente caldi i prezzi dell’energia, mentre, nonostante le pressioni per un aumento dell’output, l’Opec+ ha deciso ieri di non ritoccare l’attuale accordo che prevede l’aggiunta di 400.000 barili al giorno a novembre. Il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, chiedeva intanto ieri una risposta coordinata a livello Ue a una questione chiave, come il rincaro dell’energia.

PRIMARIO – Scarna l’offerta in aste regolari oggi, con la Germania che propone 250 milioni complessivi di bund indicizzati, mentre la Spagna si attiva sul segmento a breve. Proprio una settimana relativamente tranquilla sul primario, e senza aste in calendario in Italia, potrebbe offrire al Tesoro una “potenziale finestra” per nuove operazioni. In una nota alla clientela UniCredit parla della possibile riapertura via sindacato del Btp green 4/2045 lanciato in marzo, senza escludere l’ipotesi di una nuova emissione in dollari o di un buyback.

ISTAT – Da Istat il dato sul deficit nel secondo trimestre da confrontare con il 13,1% del primo. Secondo l’ultima bozza della Nota di aggiornamento al Def, per il governo il disavanzo resterà pressoché stabile al 9,4% del Pil quest’anno (ma era visto salire fino all’11,8% in aprile) e si ridurrà al 5,6% nel 2022 per restare comunque sopra la soglia europea del 3% fino al 2024 (3,3%). In mattinata prevista anche la revisione della serie dei conti economici trimestrali per il secondo trimestre.

PMI –  Ancora sul lato macro, da segnalare stamani una carrellata di dati Pmi (servizi e composito) con i relativi indici per settembre in arrivo tra gli altri da Italia, Germania, Eurozona e Usa, con attese sostanzialmente stabili. Il focus della settimana resta sui dati sull’occupazione Usa in agenda venerdì che daranno indicazioni utili a capire le prossime mosse della Fed riguardo al tapering.

DATI GIAPPONE – L’attività nel settore servizi si è contratta per il ventesimo mese consecutivo mentre continua a pesare la pandemia, anche se il ritmo del declino è rallentato rispetto alla brusca contrazione di agosto. I prezzi al consumo a Tokyo sempre a settembre si attestano a +0,1% su anno rispetto ad attese pari a +0,2%.

DEBITO USA – Il presidente Joe Biden ha detto che il governo federale rischia un default storico, a meno che i Repubblicani non votino assieme ai Democratici per alzare il tetto del debito nelle prossime due settimane.

FOREX – Il dollaro risale leggermente verso il massimo di un anno contro un paniere di valute, in attesa dei payroll non agricoli che potrebbero spronare la Fed a ridurre lo stimolo già il mese prossimo. Attorno alle 7,40 il cross euro/dollaro <EUR=> vale 1,1589 (in calo di 0,28%); il cambio euro/yen <EURJPY=> 128,87 (in calo di 0,02%) mentre il dollaro <JPY=> scambia a 111,19 su yen (in rialzo di 0,29%).

GREGGIO – Sempre alle 7,40, il futures sul Brent <LCOc1> viaggia in rialzo di 20 cent a 81,46 dollari il barile e quello sul Nymex <CLc1> di 11 cent a 77,74 dollari.

TREASURIES – Il benchmark decennale <US10YT=RR> sui mercati asiatici rende 1,496%, in rialzo di 0,015 rispetto alla chiusura a 1,481%.

            MARKET MOVER MONITOR RISKOOWB ADVISORS
DATI MACROECONOMICI

ITALIA
PMI servizi IHS Markit settembre (9,45) – attesa 56,5.
PMI composito IHS Markit settembre (9,45).
ISTAT, deficit/PIL, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società trim2 (10,00).
ISTAT, conti economici trimestrali -revisione serie- trim2 (11,00).

FRANCIA
Produzione industriale agosto (8,45) – attesa 0,3% m/m.
PMI servizi Markit settembre (9,50) – attesa 56,0.
PMI composito Markit settembre (9,50) – attesa 55,1.

GERMANIA
PMI servizi Markit settembre (9,55) – attesa 56,0.
PMI composito Markit settembre (9,55) – attesa 55,3.

GRAN BRETAGNA
PMI servizi Markit/CIPS settembre (10,30) – attesa 54,6.
PMI composito Markit settembre (10,30) – attesa 54,1.

SPAGNA
PMI servizi settembre (9,15) – attesa 58,0.

ZONA EURO
PMI servizi Markit settembre (10,00) – attesa 56,3.
PMI composito Markit settembre (10,00) – attesa 56,1.
Prezzi produzione agosto (11,00) – attesa 1,3% m/m; 13,5% a/a.

USA
Commercio estero agosto (14,30) – attesa -70,5 miliardi.
Bilancia commerciale agosto (14,30).
PMI servizi Markit settembre (15,45).
PMI composito Markit settembre (15,45).
ISM non manifatturiero settembre (16,00) – attesa 60,0.
Scorte settimanali prodotti petroliferi API.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 40 Questa settimana avremo la possibilità di analizzare i nuovi sondaggi  PMI relativi al comparto dei servizi su scala globale dopo gli aggiornamenti del PMI manifatturiero. Venerdì uscirà anche l’attesissimo rapporto sul mercato del lavoro statunitense di settembre. Prima di ciò, si svolgeranno riunioni della banca centrale in Australia e Nuova Zelanda.

La settimana  sarà caratterizzata dalla pubblicazione di molti dati economici il principale dei quali coinciderà con la diffusione delle statistiche sull’occupazione USA (venerdì 8 ott).

Jerome Powell nel corso delle ultime uscite ha modificato la sua narrazione sul tapering, aiutato in questo dai numerosi interventi di membri del Fomc, tutti ormai concordi nel sostenere che i tempi siano maturi per avviare la riduzione degli stimoli monetari.

I mercati che sino a qualche settimana fa non ponderavano tale ipotesi, si stanno velocemente convertendo all’idea che presto la Fed inizierà a  ritirare gli stimoli monetari.

Sono giunte e si accoderanno liquidazioni di portafoglio sugli attivi a rischio, equity e commodity. Di questo abbiamo evidenziato i segnali già al primo battito d’ali delle vendite . 

In settimana ci concentreremo sugli impatti che il dato sull’occupazione potrà produrre su tutti i segmenti del mercato a partire dal forex, usd, per collegare le reazioni al dato su tutto il comparto delle materie prime. Come noto già negli Outlook (WB COMMODITY PERSPECTIVES) di fine primavera abbiamo avviato una significativa copertura sul potenziale segnale di raffreddamento del rialzo dei prezzi dei metalli non ferrosi, prima, per seguire in successione temporale il condizionamento verso tutti i metalli ed a seguire le commodity energetiche. In occasione del recente mini rally su petrolio oltre 76 usd/bar (Brent Crude Oil)  abbiamo segnalato accanto il rischio sugli obbiettivi del rialzo, l’ipotesi che tale movimento potesse rappresentare una cosiddetta bull-trap! 

Gli eventi delle ultime ore stanno confermando tale ipotesi operativa ancorché attendiamo un ritorno degli scambi sotto quota 76 usd/bar per il Brent per convalidare il reversal  ed estenderlo ad altri segmenti del comparto a partire dal Natural Gas.

Oggi prende il via l’incontro Opec per stabilire quanto greggio immettere in un mercato in cui i prezzi hanno recentemente superato gli 80 dollari al barile sulla scia dei problemi alle forniture e di un picco della domanda dopo la pandemia. L’Opec+ ha acconsentito a luglio ad aumentare la produzione di 400.000 barili al giorno ogni mese almeno fino all’aprile 2022. Quattro fonti Opec hanno detto a Reuters la scorsa settimana che i produttori stanno valutando se immettere più di quanto non preveda quell’accordo anche se nessuno si è spinto a fornire dettagli su quantitativi precisi o sulle tempistiche.

E il tema del rincaro dei prezzi dell’energia sarà al centro della discussione dei ministri delle Finanze della zona euro che si riuniranno oggi a Lussemburgo. Alla riunione — in cui si discuterà anche di piani per la ripresa Ue, dei meeting G20 e Fmi e di unione bancaria — parteciperanno anche la presidente Bce Lagarde e l’esponente del board Panetta.  Nel fine settimana il governatore di Bankitalia Visco ha ribadito che le pressioni sui prezzi dovrebbero rivelarsi temporanee aggiungendo però che il fenomeno va monitorato.
INDICE SENTIX ZONA EURO – Unico appuntamento macro di rilievo a livello europeo quello del mattino con l’indice Sentix che monitora il morale degli investitori nella zona euro. A ottobre, da attese, l’indice dovrebbe scendere a 19,0 dal 19,6 di settembre.

MARKET MOVER

MARKET MOVER MONITOR WEEK 40

E’ estremamente importante mettere in relazione il comparto delle commodity con il Forex in quanto fornisce utili elementi di valutazione analitica per la pianificazione dei rischi tendenziali e l’implementazione delle metodologia di policy per la gestione degli stessi con un atteggiamento proattivo orientato alla protezione dell’Ebitda dell’azienda.

Il nostro processo di analisi che sta a monte di tutta la programmazione di Risk Management,  integra una suite di algoritmi proprietari dove dialogano segnali di natura macro economica con analisi quant per definire il momentum di ogni singolo strumento coperto dalla nostra ricerca.

Questo processo ci consente attraverso le analisi di momentum  di integrare view di mercato con la mappatura dei rischi economici e transattivi.

FOREX Le interelazioni  che stanno maturando   tra commodity, forex ed interest rates definiscono un quadro potenzialmente positivo per il dollaro con riflessi negativi sulle commodity in particolare quelle industriali.La scorsa settimana l’eur usd è scivolato sotto quota 1,1675 avviando la pre-apertura di una finestra riflessiva per l’euro con valenze cicliche significative. In termini tecnici questa settimana il mercato si preparerà al dato sull’occupazione USA seguendo mercoledì le anticipazioni dell’ADP, venerdì il dato effettivo rilasciato dal U.S. Bureau of Labour Statistics. Il primo prevede una crescita di 430 k di nuove buste paga per i settori non agricoli, il secondo 460k.  Dati in linea o più robusti aumenterebbero sensibilmente la probabilità che la Fed annunci il tapering nel Consiglio di inizio novembre.

Sul mercato Forex abbiamo visto la scorsa settimana l’euro soffrire contro le monete scandinave, con il rublo, contro il cny, ed altre monete minori. La sterlina dopo un iniziale correzione generata dalle notizie relative alle difficoltà di fornitura in UK ha delimitato il ribasso sull’euro su quota 0,8650 dove abbiamo collocato il nostro primo livello di warning contro euro.

MARKET MOVER MONITOR WEEK

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

COMMODITY  Il rame continua a consolidare un’area di congestione che rimane sempre propedeutica alla prosecuzione del ribasso atteso e anticipato in termini di segnali nel nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES. In settimana monitoreremo il range 9250-8900 per catturare eventuali segnali di breakout e conferma del movimento atteso.

Continuano nel frattempo a subire i realizzi altri metalli industriali con le contrattazioni sul future del LME che la scorsa settimana hanno messo in evidenza ribassi di oltre 2 punti percentuali (rame, minerale di ferro, nickel); l’alluminio dopo una striscia positiva con picchi di prezzo ha segnato una significativa battuta d’aresto con un calo settimanale frazionale ma significativo (-0,69%). L’acciao ha reagito alle recenti vendite con un leggero recupero.

Nel frattempo i noli marittimi continuano a salire di prezzo. In settimana il valore del Baltic Dry Index è salito oltre il precedente picco segnato nel novembre 2009 a 4730. Ci aspettiamo ancora positività nel breve in direzione di area 5500/6000 dove pensiamo che le quotazioni possano esaurire il loro rally.

La causa dell’ulteriore coda di rialzo di molte commodity è imputabile al prezzo del petrolio. la scorsa settimana avevamo segnalato la possibile costruzione di un movimento di reversal sui prezzi del Brent. La vendite sono rimaste contenute delimitando il ribasso proprio sopra quota 76 usd/bar dove abbiamo collocato il punto di breakout per dare il via ai realizzi. Continueremo oggi ed in settimana momitorare tale valore soprattutto dopo le decisioni Opec. Discese sotto 76 usd aprirebbero una chance di ribasso per 72 e 66 usd nel breve. L’eventuale brakout di 76 usd è importante anche per poter collegare a tale segnale un ‘eventuale raffreddamento dei prezzi del Natural Gas. Purtroppo venerdì i valori hanno contenuto l’offerta sopra 5,50 usd. Ci aspettiamo ancora un ‘evlevata volatilità sugli scambi nel range 5,50-6,50 usd.

WB ANALYTICS: BRENT OIL USD BAR

WB ANALYTICS: BRENT OIL USD BAR

WB ANALYTICS: LME COPPER B/T

WB ANALYTICS: LME COPPER B/T

EQUITY & BOND  I mercati azionari continuano nel frattempo a muovere all’interno di una fascia di valori che secondo i nostri algoritmi ne qualifica il momentum in una condizione in cui le mani forti tendono a distribuire posizioni con vendite progressive. I minimi della scorsa settimana si sono infatti allineati lungo i valori che avevamo anticipato (vedi sezione Equity) Ci aspettiamo un potenziale breakout di tali valori e l’apertura di una fase correttiva piuttosto significativa. Ciò dovrebbe alleviare la tensione sui corsi dei governativi (per approfondire chiedete il nostro WB PERSPECTIVES)

MARKET MOVER MONITOR WEEK

WB ANALYTICS: EUROSTOXX 50

 

 

 

 

MARKET MOVER MONITOR

1,16. UNL’eur usd scende e verifica il nostro target 1,16 fissato nel nostro Outlook per il 2021. Lo scorso anno a novembre al Treasury & Finance Forum Day  organizzata da AITI (Associazione Italiana Tesorireri d’Impresa) abbiamo messo in evidenza come il passaggio dell’eur usd a1,20 rappresentasse un problema per la BCE e nel contempo la necessità di raffreddarne il rialzo del rapport euro dollaro.
Con la partenza del 2021 la maggioranza degli operatori prevedeva il cambio oltre 1,25 con spinte che in alcuni report puntavano a raggiungere area 1,30.
Noi abbiamo sostenuto sin dal mese di gennaio un percorso alternativo, stimando una lenta discesa per l’euro dapprima verso 1,19 e successivamente 1,17/1,16.
Il nostro Outlook considerava una progressiva divergenza della policy monetaria perseguita dalle due banche centrali. Oggi tale linea è più che un’evidenza!

Come indicato lo scorso anno al TFFD la BCE ha attivato tutti gli strumenti possibili per raffreddare l’euro. Lo stesso Pepp ha molteplici funzioni, tra cui quella di stemperare la forza della divisa nel confronto di scala con i bilanci di altre banche centrali. Non a caso mentre la Fed si appresta ad avviare il tapering, la BCE nel ricalibrare la modulazione del Pepp ne conferma durata ed ampiezza del programma.

LA POLITICA MACROECONOMICA IN UN'ECONOMIA IRREGOLARE

I BILANCI DELLE PRINCIPALI BANCHE CENTRALI

Il tapering è necessario nella misura in cui le banche centrali necessitano di raffreddare l’azione speculativa che sta tuttora trattenendo molte quotazioni su livelli non desiderati. L’iniziale annuncio ventilato a fine primavera ha contribuito a raffreddare l’andamento del rame, il quale a distanza ha influenzato quello del minerale di ferro ed a seguire il rottame d’acciaio. Con un effetto di traino iniziano ora a scendere il nickel ed altri metalli non ferrosi. Ci aspettiamo che anche l’alluminio possa esaurire la spinta speculativa che per ragioni contingenti ne ha alimentato il rialzo recente.

Tuttavia nella narrativa delle banche centrali si è fatta strada che l’inflazione possa essere meno transitoria di quanto desiderato. I prezzi dell’energia, petrolio e gas, non stanno ancora rispondendo al richiamo dei regulators. Ecco quindi la necessità di confermare il tapering e se necessario paventare due possibili rialzi dei tassi di interesse da parte della Fed il prossimo anno. La moral suasion è riuscita, al momento, a stoppare l’ultima spinta speculativa fondata, per l’occasione, su problemi di fornitura e temi geopolitici. Martedì abbiamo scritto nei nostri post della reazione del Brent Crude Oil all’ultimo rally: in apertura il mercato aveva oltrepassato quota 80 usd per chiudere in successione sotto 79 usd. Lo stesso è accaduto per il natural Gas nella giornata di ieri. Trattasi di iniziali segnali di esaurimento che necessitano di conferme, ma che rappresentano un primo punto a favore del raffreddamento della spinta speculativa.

Tutto ciò tende ad impattare su dollaro ed oro.

Il dollaro tendenzialmente si muove seguendo un percorso di correlazione negativa verso le commodity, oro compreso. La non recente debolezza dell’oro in qualche modo ha avallato la forza del dollaro ed ora tende ad avvalorare il raffreddamento del nocciolo dura del comparto delle materie prime: il petrolio.

Nelle prossime giornate dovremo verificare se i prezzi del Brent saranno in grado di ritornare sotto quota 76 usd/bar in quanto ciò spingerà il mercato a smontare le posizioni speculative e consentire alle negoziazioni di flettere verso 66 usd/bar, dove in passato si sono formati consistenti buy order. Sotto tale soglia sono presenti altrettanti ordini di protezione di quelle strategie, pertanto l’eventuale breakout produrrebbe il desiderato segnale di liquidazione della componente finanziaria/speculativa.

E’ a ciò che probabilmente mirano le banche centrali per poter riaffermare la loro tesi sulla transitorietà dell’inflazione.

Per ottenere il risultato sono probabilmente pronte anche a mettere in campo l’ipotesi di aumentare i tassi di interesse (USA) nel 2022. Il dollaro tenderà a trarre beneficio da questa linea, capitalizzando la forza delle ultime settimane. E’ una tesi questa che a nostro avviso merita di essere presa in considerazione quando si elaborano gli scenari  per il prossimo anno a partire dal budget 2022.

EUR USD 1,16 UNA VERIFICA CHE VIENE DA LONTANO

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX CYCLE

FX ENTERPRISE RISK MANAGEMENT

SI MARKET MOVER DI QUESTA SETTIMANA

PETROLIO, GAS E DOLLARO: COME DECIFRARE I SEGNALI che giungono dai mercati in forte fibrillazione. Ieri abbiamo assistito almeno a tre segnali significativi: da un lato il Natural Gas quotato al Nymex dopo aver sfiorato 6.30 è sceso chiudendo ampiamente sotto i prezzi di apertura dopo che il Brent aveva fatto il medesimo movimento il giorno prima, dall’altro il dollaro che ha superato di slancio quota 94 (Dollar Index) consolidando i guadagni.

Il set up potrebbe assumere significati tecnici e “politici” rilevanti. Dopo mesi di rincari del petrolio e quotazioni record del gas  potremmo trovarci alla vigilia di un potenziale segnale di inversione di tendenza. Dobbiamo usare il condizionale vista l’arroganza con cui i prezzi sono saliti, soprattutto quelli del gas naturale, in barba a qualsiasi legge di gravità.  Ciò che potrebbe rafforzare l’ipotesi del reversal di queste due commodity è dato dal fatto che il dollaro ha superato la barriera tecnica 94, spingendo il rapporto eur usd sotto 1,1675 sino a testare area 1,16. Il rafforzamento del dollaro potrebbe, se consolidato,  rafforzare l’ipotesi che dopo i metalli industriali, anche i valori dell’energia possano trovarsi ad affrontare una correzione del loro rialzo esponenziale.

Per quanto riguarda il Brent (benchmark per il comparto petrolifero)  abbiamo tracciato nel post di ieri il percorso che vogliamo verificare per confermare prima e fissare dopo il segnale necessario per definire un quadro di reversal del trend rialzista. 

Il tema come noto è di estrema rilevanza in quanto incrocia direttamente il dibattito in corso tra le banche centrali per definire il quadro di riferimento sulla crescita dell’inflazione e, soprattutto se si tratta di un fenomeno transitorio o meno.

Ieri nel SIMPOSIO organizzato dalla BCE sono intervenuti sul tema i governatori delle principali banche centrali. Christine Lagarde ha sottolineato che l’outlook economico della zona euro rimane costellato di incertezze legate all’aumento dei prezzi dell’energia, al virus e ai colli di bottiglia nelle forniture.  Sugli effetti dei prezzi dell’energia ed il problema delle forniture si sono concentrati i banchieri centrali, sottolineando che la situazione a livello globale potrebbe peggiorare mantenendo l’inflazione alta per un periodo più lungo.

In programma nel pomeriggio anche diversi interventi di esponenti Fed, mentre il mercato ragiona sugli effetti del ‘tapering’ che dovrebbe iniziare a novembre. Ieri il numero uno Jerome Powell ha detto che la sfida principale al momento per Federal Reserve è la “tensione” tra inflazione alta e disoccupazione ancora elevata.
Atteso invece  nella prima mattinata l’intervento del governatore di Bank of Japan Haruhiko Kuroda, che lunedì ha ribadito l’impegno dell’istituto a sostenere l’economia vista l’incertezza sull’outlook e la debolezza dell’inflazione.

L’avvio del tapering potrebbe mitigare gli effetti speculativi che hanno sostenuto il rialzo dei prezzi delle commodity. Tuttavia sul tema dell’energia e del gas sarà richiesto un forte contributo della diplomazia politica per riportare le forniture in equilibrio dopo le molte incertezze aperte tra USA, UE e Russia.

In giornata saremo presenti in due diverse interviste rilasciate a FINANZA NOW (diretta streaming h. 10.30) ed al canale televisivo CNBC  alle 17.00 per commentare lo scenario ed i potenziali segnali su petrolio gas e dollaro.

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

BULL TRAP PER IL BRENT? La giornata di ieri si è contraddistinta per una serie di eventi il cui denominatore comune si concentrava sul filo rosso che unisce inflazione e prezzi delle commodity, in particolare quelle del petrolio e del gas.

Ieri la stessa Lagarde ha continuato a minimizzare i timori relativi all’inflazione affermando che la reazione all’aumento temporaneo dei prezzi non deve essere esagerata. Da Lagarde e dall’esponente del board Panetta è giunto poi un monito a non attuare troppo presto una politica monetaria restrittiva. Diversa l’aria che si respira oltreoceano dove i mercati si aspettano già a novembre un annuncio sul ‘tapering’. Nell’audizione di ieri al Senato Powell ha detto che l’economia Usa è ancora lontana dal raggiungere la piena occupazione, una componente chiave dei requisiti della banca centrale per aumentare i tassi di interesse, ma che “abbiamo quasi raggiunto i requisiti per il tapering”.

Oggi prende il via il simposio della Banca centrale europea sul futuro della politica monetaria oltre la pandemia, con gli interventi della presidente Lagarde, del governatore Fed Powell e di quelli della Banca d’Inghilterra e della Banca del Giappone (ore 17,45). Tra gli altri esponenti del board di Francoforte anche il capo economista Lane e il vice presidente de Guindos.

Inevitabile riportare al centro del dibattito i problemi ancora aperti sulle filiere produttive, le catene di fornitura ed i prezzi delle commodity.

Il confronto geopolitico sull’allocazione delle risorse e delle catene produttive porterà con buona probabilità ad una riconfigurazione della globalizzazione così come oggi è organizzata.

Nel frattempo riamane aperto il tema contingente dei prezzi delle materie prime e della loro disponibilità.

Ieri le quotazioni del Brent erano salite ben oltre il nostro livello di alert fissato nell’Outlook di settembre a 76 usd/bar. I prezzi hanno segnato un picco a 80,67 usd subendo forti pressioni in vendita. Osservando le aperture odierne potremmo affermare che si stia configurando un segnale di esaustione delle pressioni rialziste, almeno nel breve termine.

Per avere una prima conferma di questa posizione dovremmo attendere un ritracciamento del recente rialzo con vendite in grado di riportare già entro la settimana i valori al di sotto di 76 usd, ovvero al disotto del nostro livello di warning lanciato lunedì.

Nel frattempo in questi giorni, nonostante la pressione dei prezzi del petrolio, i valori dei metalli industriali hanno continuato a confermare lo scenario che abbiamo delineato nel nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES. Il rame apre questa mattina al LME infatti ancora in flessione confermando l’outlook indicato.

Nel frattempo Il Cdm atteso per oggi dovrebbe dare il via libera alla nota di aggiornamento al Def. Secondo quanto riferito ieri a Reuters da due fonti governative, il governo stima una crescita del Pil al 6% e un deficit/Pil al 9,5% da confrontare con l’obiettivo di crescita di aprile rispettivamente a +4,5% e 11,8% per il deficit/Pil. Numeri in linea con quanto anticipato da Reuters a inizio mese. Il deficit inferiore alle attese porterà il rapporto debito/Pil al di sotto del precedente obiettivo di 159,8% ma ancora oltre il livello del 2020 di 155,6%. Destinata invece a slittare ancora, dopo le elezioni di ottobre, la delega fiscale. Gli incrementi sulle bollette di luce e gas nel prossimo trimestre saranno rispettivamente del 29,8% e del 14,4%, mitigati dopo il recente intervento del governo, secondo quanto reso noto da Arera.

Riteniamo che un eventuale raffreddamento dei prezzi del PUN (Prezzo Unico Nazionale energia elettrica) trattati dal GME (Gestore Mercati Energetici) possa concretizzarsi soltanto nel caso in cui i prezzi del petrolio e del gas invertano tendenza. Secondo le nostre analisi tale evento coincide con un breakout dei valori del Brent di area 66/65 usd/bar.

MARKET MOVER

DEBITO USA – I Repubblicani al Senato hanno bloccato per il secondo giorno di fila il tentativo dei Democratici di evitare un potenziale default in un momento delicato per l’economia Usa, mentre incombe lo spettro di uno ‘shutdown’. Ieri, a dare la misura di quanto potrebbe accadere, la segretaria Usa al Tesoro Yellen ha detto che un default sarebbe disastroso.

CINA, BOND EVERGRANDE E CARBONE – Il colosso dell’immobiliare cinese dovrebbe pagare oggi interessi per 47,5 milioni di dollari su un bond in divisa Usa in scadenza a 2024, dopo non aver rimborsato le cedole di un’altra obbligazione in dollari la scorsa settimana. Evergrande inoltre intende vendere una quota da 9,99 miliardi di yuan in Shengjing Bank a una società statale di asset management. Intanto in Cina l’agenzia per la pianificazione energetica ha cercato di rassicurare abitanti e aziende nelle aree più colpite dalle carenze di carbone che tiene la situazione sotto controllo. L’agenzia ha chiesto ai governi locali di monitorarne attentamente l’utilizzo e le scorte. La situazione ha colpito la produzione e provocato restrizioni sull’elettricità, con riverberi sulle prospettive dell’economia.

POLITICA GIAPPONE – Gli esponenti del partito di governo in Giappone hanno cominciato le votazioni per un nuovo leader che quasi sicuramente diventerà il prossimo premier.

PREZZI GERMANIA – In agosto i prezzi import tedeschi hanno registrato un incremento di 1,4% su mese, contro un’attesa per +1,2%, e di 16,5% su anno, oltre il consensus per +16,1%.

 DATI MACROECONOMICI

    ITALIA     Istat, prezzi alla produzione dell’industria e delle costruzioni agosto (10,00).

    ZONA EURO Economic sentiment settembre (11,00) – attesa 116,9.

GRAN BRETAGNA  Bank of England, crediti al consumo agosto (10,30) – attesa 0,3 miliardi.

PORTOGALLO     Fiducia imprese settembre (10,30). Fiducia consumatori settembre (10,30).  Tasso disoccupazione agosto (12,00).

SPAGNA  Stima prezzi al consumo settembre (9,00) – attesa dato nazionale 0,4% m/m; 3,5% a/a; dato armonizzato 0,9% m/m; 3,7% a/a.

USA  Indice vendite immobiliari in corso agosto (16,00) – attesa 1,4% m/m.  Scorte settimanali prodotti petroliferi Eia (16,30).

MARKET MOVER

FOREX – Indice sul dollaro non lontano dai massimi di 11 mesi in scia al rialzo dei tassi Usa e traendo beneficio dal nervosismo degli investitori per l’imminente ‘tapering’ Fed mentre crescono i dubbi sull’economia globale. Attorno alle 7,40 il cross euro/dollaro <EUR=> vale 1,1687 (in rialzo di 0,04%); il cambio euro/yen <EURJPY=>  130,24 (in calo di 0,01%) mentre il dollaro <JPY=> scambia a 111,44 su yen (in calo di 0,05%).  Ci aspettiamo oggi una breve reazione dell’euro ma il transito dei valori dell’eur usd in area 1,1675 espone la divisa europea a nuove pressioni.

GREGGIO – Prezzi in calo per il secondo giorno di fila su nuovi dubbi per la domanda. Sempre alle 7,40, il futures sul Brent <LCOc1> viaggia in calo di 1 dollaro e 42 cent a 77,67 dollari il barile e quello sul Nymex <CLc1> di 1 dollaro e 32 cent a 73,97 dollari.

EQUITY –  Ieri abbiamo assistito al sell_off  generalizzato sui mercati azionari secondo le attese anticipate nel nostro MARKET MOVER WEEK (pargrafo EQUITY). Riteniamo che il test delle aree indicate possa aprire significative riflessioni sui rischi che la correzione in atto possa ulteriormente approfondire. Calcolando i rischi sottostanti non escludiamo che possano maturare le condizioni per un movimento riflessivo che potrebbe spinge i valori a ritracciare almeno il 10/15%  dai valori attuali.

TREASURIES – Il benchmark decennale <US10YT=RR> sui mercati asiatici rende 1,529%, in ribasso di 0,007 rispetto alla chiusura a 1,536%.

 

 

market mover week elezioni Germania

La settimana si apre con l’analisi dell’esito delle elezioni in Germania.

MARKET MOVER WEEK 39. In attesa che si aprano le lunghe trattative per la formazione del governo in Germania, l’attenzione degli operatori sarà concentrata in modo particolare sul rilascio dei sondaggi PMI manifatturieri relativi al mese di settembre. Lo sviluppo del dato riporterà l’attenzione sul tenore della ripresa dopo la perdita di slancio registrata ad agosto.  Il dato consentirà alle banche centrali di fare il punto sulla riflessione che in diversi consigli si è aperta in merito al tapering, a cominciare dagli Stati Uniti dove due esponenti della Federal Reserve, – Loretta Mester ed Esther George -, hanno detto di credere che l’economia Usa sia già pronta all’avvio di una riduzione delle misure di sostegno, aprendo la strada al prossimo grande dibattito in seno alla banca centrale Usa: quando procedere con il rialzo dei tassi e cosa fare con il bilancio della banca.

La presidente Christine Lagarde, in un’intervista a Cnbc lo scorso venerdì, ha sottolineato che molti dei fattori alla base del rialzo dell’inflazione sono temporanei e che la banca centrale al momento è impegnata a seguire la ricalibrazione del Pepp. In giornata terrà un intervento alla commissione Economia del Parlamento europeo per relazionare sugli orientamenti della BCE.

I PMI manifatturieri di settembre delle principali aree economiche verranno pubblicati accanto agli aggiornamenti sull’inflazione dagli Stati Uniti e dalla zona euro dopo una settimana intensa di riunioni di politica monetaria. Seguono i PMI flash di settembre che hanno ulteriormente alimentato i timori di stagflazione , riflettendo il rallentamento della crescita e l’aumento dei prezzi negli Stati Uniti, nel Regno Unito e nella zona euro. In particolare, la domanda chiave sarà fino a che punto l’economia globale sia stata influenzata da vincoli di offerta, che evidentemente sono peggiorati a settembre secondo i flash PMI. La vischiosità del recente aumento dei prezzi, che può essere esaminata attraverso la verifica del tasso con cui l’aumento dei costi di input si traduce in maggiori costi di produzione, sarà di interesse per i sottoindici PMI.

Come scritto, un’attenzione particolare sarà riservata ai numeri sull’inflazione dell’eurozona di settembre. L’ultimo PMI Markit Flash Eurozone ha indicato un ulteriore accumulo di pressioni inflazionistiche  ad un ritmo rapido, suggerendo che potremmo assistere a letture elevate in futuro.

Dopo una settimana di riunioni delle banche centrali, inclusa la riunione del FOMC della Fed statunitense, in cui è stato adottato un tono meno aggressivo del temuto, il forum della BCE riporta a una serie di interventi dei governatori. Eventuali ulteriori dettagli sui percorsi futuri di queste banche centrali saranno attentamente osservati nella prossima settimana.

CINA ED EVERGRANDE – Il titolo della divisione di auto elettriche del colosso cinese Evergrande è arrivato a perdere il 26% dopo che la società ha parlato di un futuro incerto se non otterrà una rapida iniezione di denaro.  Intanto la Banca centrale cinese ha effettuato lo scorso giovedì una nuova iniezione di liquidità.  Mentre gli investitori cercano di digerire il mancato pagamento delle cedole in scadenza giovedì scorso di un bond in dollari di Evergrande, in Cina diversi governi locali hanno creato da fine agosto conti di custodia ad hoc per tutelare gli acquirenti di case del colosso cinese, come riferito dall’agenzia cinese Caixin.

PIANO USA – La presidente della Camera Usa Pelosi ha fissato il voto sul piano per le infrastrutture da 1.000 miliardi di dollari per giovedì dicendosi fiduciosa che il provvedimento possa passare, come avvenuto il 10 agosto al Senato. Il dibattito inizierà oggi. Pelosi invece non ha ancora indicato una data per il più corposo piano da 3.500 miliardi di dollari su welfare e cambiamento climatico dicendo che è ancora oggetto di trattative ma lasciando intendere che potrebbe vedere una riduzione dell’importo.

MARKET MOVER WEEK 39: ECONOMIC CALENDAR

MARKET MOVER MONITOR WEEK 39

 

MARKET MOVER

MARKET MOVER WEEK 39

FOREX Dopo la conclusione dei meeting delle grandi banche centrali si apre una settimana di verifica delle reazioni dei mercati. Il mercato Forex ha visto un consolidamento della forza del dollaro che è tornato a guadagnare contro cny, contro jpy e contro l’euro. Si tratta di progressi marginali ma sostanziali dal punto di vista del trend. Ciò non toglie che si scambiano valori ancora all’interno di una fascia di prezzo limitata ma propedeutica ad ulteriori apprezzamenti della divisa americana. Non dobbiamo escludere ancora qualche movimento di coda verso area 1,18/1,1820 contro euro in attesa dell’importante dato sull’occupazione USA che verrà pubblicato venerdì 8 ottobre. L’attesa per l’indicatore cardine, i – Non Farm Payrolls – è tarata su 450k nuovi posti di lavoro. Pur trattandosi di un dato sopra la media non ha il tenore dei precedenti picchi rilevati in diverse occasioni e prossimi ai 900/1000k. Il mercato attende di verificare tali vaori in quanto fortemente predittivi sugli orientamenti della Fed.

La discussione sul tapering e gli esiti delle riunioni delle banche centrali tenutesi la scorsa settimana hanno messo in secondo piano la vicenda EVERGRANDE. Pur nelle gravità della vicenda, abbiamo ritenuto che l’impatto non abbia le stesse implicazioni dell’evento Lehman Brothers. Sono molte le differenze tra gli effetti prodotti dai due avvenimenti, a partire dal grado di possibile contagio esterno agli impatti sui mercati.

In ogni caso siamo ancora agli inizi della vicenda e nelle prossime settimane dovremo fare attenzione agli sviluppi sul piano finanziario visti l’elevato livello di indebitamento che anche la Cina deve affrontare.

COMMODITY Nella scorsa settimana abbiamo visto il rame riprendere la discesa sotto area 9300 usd/ton. Stiamo monitorando con attenzione l’area 9400/9300 in quanto qualora gli scambi sul mercato futures di Londra non dovessero essere in grado di fissare prezzi recuperando i precedenti valori, 9400/9700, dovremmo considerare l’attendibilità dello scenario riflessivo che abbiamo riportato negli ultimi outlook pubblicati. Non è da escludere in effetti un ritorno delle contrattazioni verso i minimi di fine agosto.

I metalli industriali nel frattempo hanno sofferto ulteriormente con il minerale di ferro che conferma l’Outlook di agosto ed il ribasso verso area 110/100 usd al CME. Anche l’acciaio rimane offerto: il nostro benchmark per il comparto, Steel Scrap future quotato al Platts, rimane sempre orientato a verificare gli obbiettivi di prezzo al ribasso attesi nel nostro scenario.

Il Brent invece supera area 76/77 usd barile aprendo di fato la possibilità che i valori vadano a verificare 80 ed 85 usd/bar. Di conseguenza l’iniziale flessione del gas naturale sarà presto riassorbita .

EQUITY Pensiamo che la ripresa del rialzo dei prezzi delle commodity energetiche possa avvicinare ulteriormente la decisione dell’avvio del tapering per mitigare la pressione del mercato. L’S&P 500 potrebbe subire la presenza di un cap in area 4490/500. La tenuta del livello respingerebbe i valori verso i recenti minimi di settembre. Di conseguenza pensiamo che i principali indici azionari rimangano inseriti in un contesto caratterizzato da una distribuzione dei prezzi  che non esclude un ritorno verso i recenti minimi di settembre. Per il Dax ciò potrebbe significare la tenuta di 15700 ed un ritorno verso area 15000.

BOND YIELD L’inflazione ed il tapering sono temi strettamente correlati al mercato dei bond governativi. Il recupero recente dei rendimenti è da attribuirsi a queste dinamiche. Tuttavia continuiamo a pensare che il mercato non sia pronto per uscire dalla congestione in cui fluttua dalla fine del 2019 in particolare per i rendimenti a 10 anni dei governativi dell’eurozona. Il 10 anni BTP  dovrebbe contenere la reazione degli ultimi giorni sotto 0,75% e riportare i valori verso 0,65% dove collochiamo il punto di maggior rilievo sotto il profilo tecnico sotto il quale sono presenti numerosi buy order sul secondario.

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

WB ANALYTICS: BRENT OIL USD BAR

WB ANALYTICS: BRENT OIL CYCLE USD BAR

WB ANALYTICS: DAX INDEX CYCLE

WB ANALYTICS: DAX INDEX CYCLE

 

FED – La riduzione dell’acquisto di titoli inizierà probabilmente a novembre, ha detto ieri la Federal Reserve al termine del suo meeting, segnalando che i rialzi dei tassi di interesse potrebbero seguire più rapidamente del previsto. Il presidente Jerome Powell ha legato in qualche modo l’avvio del ‘tapering’ dopo il meeting del 2-3 novembre alla crescita dell’occupazione a settembre – il dato sui payroll non agricoli è atteso a inizio ottobre – che dovrebbe essere “ragionevolmente forte”. Dal comunicato di politica monetaria e dalle proiezioni economiche della Fed emerge che nove esponenti su 18 sono pronti ad alzare i tassi il prossimo anno in risposta a un’inflazione che la banca centrale ora vede al 4,2% quest’anno, oltre il doppio rispetto al suo obiettivo del 2%.

9 su 18 membri della Fed si aspettano tassi più alti di almeno un punto percentuale nel 2023 rispetto allo 0,5% atteso a giugno.

La la Fed ha deciso inoltre di raddoppiare, da 80 a 160 miliardi di dollari, l’importo che è possibile parcheggiare presso la banca centrale per le controparti accettate mentre il totale della liquidità parcheggiata presso la banca centrale ha raggiunto il nuovo massimo a quasi 1.300 miliardi di dollari. 

ALTRE BANCHE CENTRALI – Si conclude oggi la riunione della Bank of England: con le aspettative di inflazione che mostrano un balzo record a settembre,  alcuni analisti vedono la possibilità di un messaggio ‘hawkish’. I mercati finanziari si aspettano che la BoE inizi ad alzare i tassi di interesse all’inizio dell’anno prossimo, forse già a febbraio, anche se la maggior parte degli economisti colloca una mossa in questo senso verso la fine del 2022.

Norges Bank oggi dovrebbe mettere fine all’era dei tassi zero diventando la prima banca centrale in ambito G10 ad alzare i tassi di interesse. Secondo la maggiore parte degli economisti sentiti per un sondaggio Reuters, l’istituto norvegese dovrebbe operare un altro rialzo nel quarto trimestre e ulteriori tre nel 2022.

Sul fronte Bce, in mattinata verranno diffusi i risultati della nuova operazione del Tltro III. Attesi in giornata gli interventi dei consiglieri Frank Elderson e Edouard Fernandez-Bollo; ieri il membro del board Madis Muller ha espresso dubbi sul fatto che un aumento degli acquisti App sia “il modo migliore” per continuare a far funzionare i mercati senza problemi.

CALENDARIO MACRO ECONOMICO

  • PMI ZONA EURO – I riflettori saranno sui numeri di settembre. A livello di blocco, il consensus Reuters è per un lieve calo nel settore servizi e una flessione più marcata dell’attività manifatturiera.
  • DATI USA – Oltre ai Pmi, in arrivo da oltreoceano i numeri settimanali sulle nuove richieste di disoccupazione, viste in calo a 320.000.

MARKET MOVER

USD La reazione alle parole di J Powell è stata molto distaccata da parte dei mercati. Gli investitori in un atteggiamento estremamente autoreferenziale non hanno palesato alcuna preoccupazione alle minacce restrittive paventate dalla Fed.  Ieri sono saliti sia l’equity che le commodity. Si noti che la Fed ieri ha aumentato il cap sui depositi che vengono “parcheggiati” presso la banca centrale. Tale misura a giugno contribuì a spingere il dollaro al rialzo contro tutte le monete.

Probabilmente dovremmo attendere per chiudere la riflessione sulle reazioni effettive dei mercati ad un quadro che evidenzia una progressiva conversione delle banche centrali verso politiche meno accomodanti. L’eur usd ha avvicinato l’area che avevamo fissato come punto di riferimento per le decisioni della Fed 1,1675 reagendo al momento sempre all’interno della fascia di contrattazioni che conferma l’outlook che abbiamo elaborato nel nostro osservatorio mensile WB FX RISKOO.

Nonostante il rafforzamento marginale del dollaro abbiamo notato un apprezzamento ulteriore delle monete scandinave, anche queste in linea con il nostro outlook.

EQUITY I mercati azionari invece hanno chiuso brillantemente la seduta di ieri, subendo soltanto parziale vendite all’annuncio di J Powell.

GREGGIO – Prezzi in rialzo, con la domanda di carburanti in aumento e le scorte di greggio in calo mentre restano problemi nella produzione nel Golfo del Messico dopo due uragani. Sempre alle 7,50, il future sul Brent  viaggia in rialzo di 27 cent a 76,46 dollari il barile e quello sul Nymex  di 29 cent a 72,52 dollari. I prezzi sono ritornati sulla parte alta della fascia di attenzione che abbiamo segnalato nel nostro ultimo WB COMMODITY PERSPECTIVES. Il punto ha valenze tecniche significative. Un break up potrebbe attivare molti ordini condizionati impostati a protezione di posizioni short presenti sul mercato. In tal caso non è da escludere un ulteriore apprezzamento in direzione di 85 usd/bar per il Brent.

 

MARKET MOVER MONITOR WEEK

WB ANALYTICS: EUR USD B_T