Scenario IIQ 2021: Allo scenario  di partenza dei sondaggi PMI sul comparto manifatturiero si aggiungono i dati su quello relativo ai servizi ed al commercio. Questa settimana infatti i PMI del settore servizi saranno al centro del calendario economico insieme ad alcuni aggiornamenti chiave per il commercio, la produzione industriale e l’inflazione. La settimana vede anche decisioni sui tassi di interesse presso le banche centrali in Australia, India e Polonia, mentre la BCE e il FOMC pubblicano i verbali delle loro ultime riunioni. Prende inizio anche la riunione di primavera del FMI e l’aggiornamento dell’Outlook economico mondiale.

SCENARIO IIQ BANCHE CENTRALI

Dagli incontri delle banche centrali, RBA e RBI, non ci aspettiamo ancora cambiamenti di bias sebbene alcuni segnali incoraggianti provenienti dai recenti dati economici ed all’accenno generalizzato di un aumento delle pressioni sui prezzi potrebbero introdurre un cambiamento della policy monetaria.

Questa mattina la Banca Ventrale australiana ha mantenuto in effetti il suo tasso di interesse e il programma di acquisto di obbligazioni, come previsto, poiché queste misure hanno continuato ad aiutare l’ economia mantenendo i costi di finanziamento molto bassi. Il consiglio di amministrazione della Reserve Bank of Australia guidato dal governatore Philip Lowe ha deciso di lasciare invariato il tasso di cassa al minimo storico dello 0,10%.

Si ritiene che anche  la BC indiana confermerà condizioni monetarie accomodanti mentre persistono incertezze e restrizioni sul COVID-19, con l’India preoccupata per l’impatto economico dovuto ad eventuali ulteriori ondate di infezioni.

Gli esiti del recente Consiglio Direttivo della BCE saranno oggetto di analisi attraverso la lettura dei verbali che saranno pubblicati in settimana. La recente decisione di aumentare gli acquisti di asset tra le preoccupazioni per l’aumento dei rendimenti obbligazionari rappresenta il tema su cui si concentrerà maggiormente l’attenzione degli investitori. Anche sul lato Fed avremo la pubblicazione delle minute del FOMC. Gli analisti sono concentrati in questa fase nel comprendere quanto siano percepite le spinte inflazionistiche dai membri della Fed e quale possa essere il loro atteggiamento a fronte dell’aumento dei rendimenti obbligazionari.

PMI SERVICES

Dopo i dati PMI sul comparto manifatturiero, questa settimana Markit e ISM forniranno nuove valutazioni  sulla fiducia del settore dei servizi negli Stati Uniti. Le anticipazioni Flash che abbiamo analizzato per il mese di marzo suggeriscono che la loro lettura finale evidenzi un quadro di partenza del IIQ ancora positivo, confermando il ruolo di traino delle ripresa globale da parte degli USA. Altri importanti dati rilasciati dagli Stati Uniti includono gli ordinativi delle fabbriche, il commercio,  le offerte di lavoro ed i prezzi alla produzione.

Altrove, la disoccupazione della zona euro e la produzione industriale per Germania e Francia saranno sotto esame dopo che i numeri PMI hanno mostrato il boom della produzione anche nell’Eurozona a dispetto del  settore dei servizi, rimasto indietro rispetto alla ripresa delle imprese manifatturiere, benché alcuni segnali indichino un’iniziale stabilizzazione del comparto.

È importante sottolineare che il rilascio di tutti i dati PMI effettivi per il mese di marzo fornirà una visione aggiornata delle tendenze economiche globali per lo scenario IIQ  dopo che i sondaggi di febbraio avevano evidenziato il rafforzamento del tenore della ripresa ponendo l’accento sulle pressioni  inflative che nel frattempo hanno evidenziato un loro picco rispetto all’andamento medio dell’ultimo decennio. I dati PMI globali dettagliati metteranno inoltre in evidenza i vincitori e i perdenti del settore.

PMI CHINA

A conferma della buona impostazione dello scenario di partenza del IIQ, questa mattina abbiamo avuto la pubblicazione dei dati relativi al settore dei servizi in Cina. Il PMI Services  ha subito un’accelerazione a marzo, guidata da un aumento dell’attività e delle vendite all’estero. L’indice Caixin Purchasing Managers ‘è salito a 54,3 a marzo da 51,5 a febbraio. Il ritmo di espansione è stato il più veloce negli ultimi tre mesi. Il punteggio è rimasto al di sopra del livello neutro di 50,0 per l’undicesimo mese consecutivo. L’aumento dell’assunzione di nuovi lavori ha portato a una rinnovata pressione sulle capacità operative. Nell’ambito degli sforzi per espandere la capacità ed elaborare gli ordini, l’occupazione presso i fornitori di servizi è aumentata a marzo. I costi operativi medi sono aumentati per il nono mese consecutivo a marzo. Tuttavia, il tasso di inflazione è stato il più debole registrato dallo scorso settembre. Per alleviare la pressione sui margini, i prezzi praticati dalle società di servizi sono nuovamente aumentati. Sostenuto da un aumento più netto dell’attività dei servizi, l’indice composito della produzione è salito a 53,1 a marzo da 51,7 a febbraio.

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

La partenza di questo IIQ prevede uno scenario di mercato in cui l’euro dovrebbe tentare di reagire alle vendite che l’hanno caratterizzato nel corso del IQ di quest’anno. Ci aspettiamo una fase di consolidamento del recente range di fluttuazione con una finestra in cui le negoziazioni dovrebbero rimanere delimitate da una cap in area 1,19-1,1950 ed un floor poco sopra 1,17.

Avremo quindi un percorso interlocutorio dove gli operatori vorranno verificare le linee di politica economica e monetaria adottata nelle due sponde dell’Atlantico: da un lato gli importanti stimoli fiscali prodotti dall’Amministrazione americana, dall’altro il percorso politico verso il Recovery Plan la cui ratifica da parte della Germania è stata messa in discussione dalla Corte Costituzionale tedesca. Anche le linee di policy monetaria saranno sottoposte ad un attento esame nelle prossime settimane. Da un lato la Fed appare impegnata ad analizzare quanto siano durevoli le pressioni inflative, dall’altro lato si attende la fine dei blocchi sanitari per comprendere quanto sia ancora necessaria la mano della BCE nel sostenere il quadro complessivo nell’Eurozona attraverso i suoi programmi di allentamento monetario.

Abbiamo quindi aggiornato grafico relativo al rapporto eur usd per il nostro scenario IIQ di base delimitando le nostre attese all’interno del canale tratteggiato.

SCENARIO IIQ EUR USD FORECAST

WB ANALYTICS: EUR USD IIQ

RISKOO

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

La lettura dei dati PMI è stata anticipata dalla notizia in cui il presidente Joe Biden, de varo del pacchetto di stimolo da 1.900 miliardi di dollari, ha presentato ufficialmente un piano di infrastrutture da circa 2.300 miliardi di dollari, che include investimenti in progetti tradizionali come strade e ponti ma anche iniziative legate alla lotta al cambiamento climatico. Il piano che prevede tra l’altro 80 miliardi dedicati al potenziamento e alla modernizzazione del servizio ferroviario passeggeri prevede un incremento delle tasse per le aziende per finanziarlo.

I Market Mover più significativi sono oggi focalizzati sui dati PMI rilasciati in molte regioni economiche: Cina, Giappone, Australia, Eurozona (Germania, Francia, Italia), Inghilterra, Stati Uniti. Canada, Brasile.

PMI ASIA

PMI MANIFATTURA CINA – L’attività delle aziende manifatturiere cinesi è cresciuta a marzo al ritmo più lento di quasi un anno con l’indice Pmi per il comparto, elaborato da Caixin/Markit, sceso a 50,6 – minimo da aprile 2020 – da 50,9 di febbraio e al di sotto delle aspettative per 51,3. Diffuso ieri, il Pmi ufficiale aveva restituito la fotografia di un settore manifatturiero in espansione a un ritmo più rapido il mese scorso.

DATI PMI E TANKAN GIAPPONE – A marzo l’attività delle aziende nipponiche è cresciuta a un ritmo più rapido con la lettura finale dell’indice Pmi manifatturiero, a cura di Jibun Bank, salita a 52,7 rispetto al 51,4 del mese precedente. Il dato ha superato la stima preliminare di 52,0 e rappresenta l’espansione più rapida nel comparto dall’ottobre 2018.
Il morale delle aziende giapponesi inoltre è migliorato nei tre mesi a marzo. L’indice Tankan dei ‘big manufacturers’ della Banca del Giappone è passato a +5 a marzo rispetto al -10 di dicembre a fronte di attese per una lettura a zero.

In apertura di giornata la Russia ha comunicato una leggera perdita di momentum del PMI passando da 51,5 a 51,3.

PMI ZONA EURO

L’Italia apre le rilevazioni con un dato superiore al mese precedente 59,80 contro 56,9.  La Spagna cresce a marzo a 56,9 da 52,9; Anche la Francia mette a segno una crescita a 59,3 rispetto 56,1 di febbraio. La Germania che nel mese di febbraio aveva segnato 60,7 segna a marzo 66,6. La Polonia sale anch’essa rispetto a febbraio da 53,40 a 54,30 al disotto delle attese.

In ITALIA, secondo Markit i dati di marzo hanno evidenziato l’ennesima accelerazione della ripresa del settore manifatturiero. Sia la produzione che i nuovi ordini hanno registrato la maggiore espansione in oltre tre anni, e le aziende campione hanno riportato crescenti vendite e una migliore domanda da parte dei clienti. Di conseguenza, per far fronte alla maggiore mole di lavoro, le imprese manifatturiere hanno aggiunto ulteriore personale ed è rimasto elevato l’ottimismo. Le pressioni inflazionistiche però continuano ad aumentare, i costi di acquisto hanno indicato il più veloce incremento in quasi dieci anni, causando un tasso di inflazione dei prezzi alla vendita quasi record in quanto le aziende hanno cercato di mantenere i loro margini. La causa dell’aumento dei costi citata principalmente è legata ai ritardi nella catena di fornitura, i tempi medi di consegna, infatti, si sono allungati al livello maggiore dal picco pandemico di aprile scorso. Con il settore che ha mostrato una crescita sostanziale nel corso del primo trimestre, si può dire facilmente che la ripresa del settore manifatturiero è ben in corso. Se le condizioni della domanda rimangono elevate, anche in caso di ulteriori misure restrittive, probabilmente assisteremo ad una forte crescita nei prossimi mesi. I problemi che sta affrontando la catena di fornitura possibilmente intralceranno la crescita in corso, e le aziende già riportano i loro tentativi precauzionali di creazione di giacenze, ma qualsiasi altro ritardo o carenza potrebbe però interrompere la produzione.

I DATI PMI CONFERMANO LA RIPRESA GLOBALE

MARKIT PMI MANIFATTURIERO ITALIA

Anche in Germania sono stati rilevati valori positivi nonostante i vincoli sanitari imposti.  Quest’ultimi hanno colpito principalmente il settore dei servizi, non evidenziati in questa tornata di sondaggi. Nelle prossime settimane avremo modo di verificare se il comparto continua ad intravvedere un futuro grigio o se invece, come emergeva in parte dalla lettura dei PMI Flash (advanced), vi siano iniziali indicazioni in grado di ridare fiducia al settore dei servizi.

In generale il comparto manifatturiero dell’Eurozona cresce mettendo a segno un incremento da 57,9 a 62,5.

I DATI PMI CONFERMANO LA RIPRESA GLOBALE

MARKIT PMI MANUFACTURING GERMANY

L’Inghiletrra trae beneficio dall’attesa di una revoca dei vincoli previsti dai blocchi Covid a partire dal prossimo 12 aprile. Il sondaggio tra le aziende manifatturiere riporta il valore dell’indice da 55,1 di febbraio  a 58,9. Vale la pena ricordare che l’indicatore PMI rileva condizioni di crescita nelle aspettative delle aziende intervistate quando il valore della curva risulta superiore a quota 50. Viceversa delinea uno scenario di stagnazione/recessione quando i valori risultano inferiori a 50.

Attendiamo ora i dati del pomeriggio negli Stati Uniti per completare lo scenario relativo alle principali aree economico del mondo. L’attesa per il PMI Manufacturing USA fissa una crescita da 60,80 a 61,30, mentre l’analogo indice ISM sempre manifatturiero è anch’esso atteso in moderato rallentamento da 86 a 85.  In ogni caso sarà la giornata di domani a riservare i dati più attesi con le statistiche occupazionali attese in crescita: le nuove buste paga per il comparto non agricolo prevede un consensus pari a 647K contro il dato di febbraio a +379K.

AGGIORNAMENTO H.16 DATI PMI MANUFACTURING USA

I dati PMI appena pubblicato da Markit sul manifatturiero e quelli relativi all’ISM degli Stati Uniti confermano un ulteriore accelerazione della ripresa. Il dato PMI atteso a 59 è stato rilevato a 59,10 rispetto a 58,6 di febbraio. Ciò che invece ha accelerato è l’analogo dato ISM, il Manufacturing Index dell’Institute of Supply Management, che da 60,8 sale a 64,7 nel mese di marzo. Soltanto nel 1983 vi sono state rilevazioni più elevate.

Marzo ha visto le aziende operare con maggior frenesia a fronte di un consistente aumento di nuovi ordini. Anche se la produzione ha continuato a crescere ad un ritmo solido, la capacità è stata messa a dura prova dalla dalla combinazione di un’impennata della domanda e di interruzioni della catena di fornitura: i ritardi della catena di approvvigionamento e gli arretrati di ordini non completati stanno crescendo secondo Markit,  a tassi che non hanno precedenti nei 14 anni di storia del sondaggio PMI, il che significa che le scorte di prodotti stanno esaurendo. “Il pricing power è aumentato di conseguenza, dato che la domanda supera
l’offerta: i prezzi delle materie prime sono aumentate recentemente  al ritmo più elevato rispetto alla media dell’ultimo decennio e i prezzi di vendita al cancello della fabbrica sono aumentati ad un
livello che non si vedeva almeno dal 2007.  Gli stimoli messi in campo dall’Amministrazione  stanno avendo effetti significativi sulla domanda interna. Il dato di marzo lascia intravvedere un ulteriore espansione della ripresa nel IIQ 2021.

I DATI PMI CONFERMANO LA RIPRESA GLOBALE

MARKIT US MANUFACTURING

MARKET MOVER

FOREX – Dollaro ancora sui massimi di diversi mesi nei confronti delle principali divise. Attorno alle 7,40, il cambio euro/dollaro vale 1,1717, in calo dello 0,09%, dopo aver chiuso a 1,1728. Alla stessa ora dollaro/yen a 110,71, in rialzo di 0,01% dopo una chiusura a 110,70 e il cross euro/yen scambia in calo di 0,12% a 129,73 (chiusura a 129,87). Lo yuan renminbi perde terreno dopo la pubblicazione dei dati.

In generale l’eur usd, nonostante i dati PMI positivi dell’Eurozona non riesce per il momento ad impostare una reazione più significativa di quanto non sia emerso nelle ultime 24 ore. Prevale su tutto la spinta propulsiva degli stimoli messi in campo dall’Amministrazione Biden.

Nell’Outllook FX RISKOO IIQ 20/21 che abbiamo pubblicato a fine marzo, abbiamo confermato lo scenario indicato per il 2021 sul rafforzamento del dollaro sottolineando l’importanza e le valenze tecniche del test di area 1,16 a suo tempo previsto. I nostri algoritmi EXCESS RETURN ™ e  ADVANCE CYCLE ™ hanno nel primo caso messo in evidenza i due momenti di eccesso, nel secondo la perdita di momentum del trend rialzista dell’euro che si è manifestata inizialmente con una divergenza tra il movimento fisico dei prezzi (massimi crescenti) ed i massimi decrescenti dei Momentum. A partire da quota 1,22 l’algoritmo ADVANCE CYCLE ™ è definitivamente entrato in campo negativo qualificando l’inversione del trend di eur usd.

Attualmente lo sviluppo del modello conferma l’evoluzione negativa del ciclo tendenziale dell’euro. Il test atteso nei prossimi giorni di area 1,1650/1,1600 fornirà il collaudo delle indicazioni che abbiamo  anticipato nell’Outlook FX RISKOO IIQ.

anche il rapporto eur cny dovrebbe seguire una fase di reazione dell’euro propedeutica allo sviluppo dello scenario di medio termine delineato nelle indicazioni strategiche elaborate nell’Outlook.

 

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

WB ANALYTICS: EUR CNY L_T

WB ANALYTICS: EUR CNY L_T

 

GREGGIO – Prezzi in rialzo sulle attese che il meeting odierno dell’Opec possa decidere limitazioni alla produzione. Attorno alle 7,40 i derivati sul Brent scambiano in rialzo di 33 cent a 63,07 dollari il barile, e quelli sul greggio Usa guadagnano 36 cent a 59,52 dollari.

TREASURIES – Governativi Usa in rialzo negli scambi asiatici. Il decennale di riferimento guadagna 6/32 con un tasso di 1,725%.

 

WB FX RISKOO OUTLOOK IIQ

A distanza di un anno le aziende stanno dimostrando di essere più preparate ad affrontare gli ostacoli imposti dalla crisi sanitaria scoppiata agli inizi del 2020. 
Il comparto manifatturiero a differenza di quello relativo ai servizi è riuscito nell’insieme a dimostrare una maggior resilienza e la capacità di recupero rispetto al crollo registrato lo scorso anno.

Nella geografia del recupero emergono le reazioni impresse dai mercati emergenti ed in seconda battuta dall’area anglosassone.

Le proiezioni di crescita per l’anno in corso e quelle per il 2022 sono state riviste al rialzo per tutte le aree economiche. A sorprendere sono proprio gli Stati Uniti i cui giudizi sulla ripresa da parte dei media specializzati sono cambiati con estremo ritardo soltanto nelle ultime settimane.

La crescita americana sta eguagliando per ampiezza quella cinese. L’Eurozona, ritenuta sino alla fine dello scorso anno in grado di sorprendere in termini di resilienza, ha segnato il passo rispetto al dinamismo flessibile di altri paesi. L’aggiornamento delle stime di crescita appare in tal senso eloquente.

Il commercio internazionale nonostante le difficoltà imposte alla supply chain dalla crisi sanitaria, sta recuperando pur condizionato proprio dall’allungamento dei tempi di consegna…

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I CONTENUTI DELL’OUTLOOK

NelL’Outlook del IIQ riprendiamo i temi proposti nel report di scenario per il 2021 confermando le attese sul dollaro con tutti gli aggiornamenti sui rapporti di cambio delle major currency e di quelle appartenenti alle aree emergenti. Abbiamo dedicato un focus sugli effetti inflativi attesi e le ripercussioni delle linee di policy monetaria sui tassi di cambio.

WB FX RISKOO OUTLOOK è lo strumento di analisi e ricerca utilizzato dai CFO ed i Tesorieri per la gestione delle loro strategie di Risk Management.

 

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

 

Con questa settimana si chiude il I° trimestre di questo 2021 e si apre il IIQ.

Rispetto all’Outlook di inizio anno, WB FX RISKOO 20/21,  abbiamo abbiamo centrato correttamente le attese sul dollaro. La stima riportata per sintesi sul Dollar Index a 92,50 si è rivelata corretta. Più corretto lo scenario di recupero del dollaro in termini generali rispetto al consensus di mercato che invece fissava il cambio tra 1,25 e 1,30 eur usd.

Nell’Outlook WB FX RISKOO IIQ 20/21 abbiamo aggiornato le nostre attese mettendo nuovamente a fuoco le criticità dell’euro di cui l’esito del Consiglio UE  durante la conclusione del quale la Corte Suprema della Germania ha sospeso la ratifica del Recovery Fund, dopo che il Parlamento tedesco l’aveva approvato in via definitiva. Di qui la richiesta da parte della Corte affinché il presidente della Repubblica non firmi la legge approvata dal Bundestag e dal Bundesrat.  Lo strumento con cui l’Unione europea prevede di mettere a disposizione degli Stati membri 750 miliardi di euro per far fronte agli effetti della pandemia e ai costi per finanziare la ripresa è quindi nuovamente sotto esame nel momento della sua ratifica. La crisi sanitaria e le relative misure per il sollievo e per la ripresa hanno messo l’Unione europea a 27 in profonde difficoltà.

Sarà ancora la BCE a dover fare le veci anche politiche del Consiglio in un momento che ritorna ad essere critico per i paesi più colpiti. Oggi nel pomeriggio avremo da Francoforte l’aggiornamento sui volumi degli acquisti settimanali di bond governativi da parte della Bce, che ha anticipato una marcata accelerazione del programma Pepp dal mese prossimo.  Nella settimana conclusasi 19 marzo, nell’ambito del programma per contrastare le ricadute della pandemia, la Bce ha sottoscritto titoli di Stato della zona euro per circa 21 miliardi, 7 miliardi in più rispetto alla precedente.

Il calendario settimanale prevede altri momenti significativi:

venerdì le statistiche sull’occupazione  negli USA, preceduti giovedì dal dato PMI sulle principali aree economiche. Al centro dell’attenzione ci sarà anche l’ultima analisi della BCE e l’inflazione dell’eurozona. I mercati nel frattempo cercheranno notizie di ulteriori stimoli negli Stati Uniti sotto forma di spesa aggiuntiva per le infrastrutture.

Le indagini manifatturiere mondiali si concentreranno sull’aumento delle pressioni inflazionistiche, con i mercati desiderosi di valutare se i recenti segnali di aumento dei prezzi si dimostreranno transitori – come si aspettano i regulators – o più strutturali. I sondaggi hanno portato segnali positivi circa l’accelerazione della crescita della produzione manifatturiera ai massimi da quasi un decennio, poiché le economie si sono riprese dalle chiusure dovute ai virus. Una crescita particolarmente forte è stata osservata nell’Eurozona, dove i dati PMI flash per marzo hanno mostrato un aumento record della produzione di 23 anni. Ma i flash PMI hanno anche portato ulteriori segnali di limitazione della produzione, in particolare negli Stati Uniti, a causa dell’escalation dei problemi di offerta. La carenza di offerta ha a sua volta alimentato le pressioni sui prezzi più elevate dal 2008 .

I dati di marzo saranno quindi analizzati con attenzione per verificare se vi siano gli elementi per ritenere il rapporto tra domanda ed offerta in equilibrio cosicché da sanare alcuni dei colli di bottiglia, soprattutto in relazione ai tempi di consegna dei fornitori e la distribuzione.

Come scritto avremo un importante focus sugli Stati Uniti, con i dati sui salari non agricoli rilasciati venerdì. I dati precedenti hanno segnalato un forte  aumento dell’occupazione a febbraio con un incremento di 379.000 nuovi posti di lavoro, contestualmente i dati registrati nei mesi precedenti sono stati notevolmente rivisti al rialzo. Il tasso di disoccupazione si attesta ora al 6,2% rispetto al picco di aprile del 14,7%. Con i recenti robusti dati del sondaggio che indicano una fiducia ottimista delle imprese, sostenuta dall’introduzione del vaccino e dalle nuove misure di stimolo da $ 1,9 trilioni, è probabile che le assunzioni confermino un ulteriore robusto incremento a marzo: l’attesa è per 639k nuovi occupati.

Gli Stati Uniti stanno programmando ulteriori stimoli. Mercoledì il presidente Biden potrebbe annunciare altri 3 trilioni di dollari di spesa per le infrastrutture. In ogni caso eventuali notizie relativi a  stimoli aggiuntivi potrebbero essere attenuate dall’attuazione di contromisure sulla spesa extra,  con un aumento programmato delle tasse.

In Europa la BCE aggiornerà in settimana i dati preliminari sull’inflazione. L’IPC annuale di febbraio è stato leggermente inferiore alle aspettative, 0,9%, mentre  i dati emersi da un recente sondaggio suggeriscono che le pressioni al rialzo stanno accumulando.

In Asia, la NBS pubblica i sondaggi PMI servizi e manifatturiero per la Cina continentale per il mese di marzo, mentre il Giappone aggiorna le sue vendite al dettaglio, la disoccupazione, la produzione industriale e le statistiche dell’indagine Tankan giovedì prossimo.

USA Election Day: AL VIA LA SFIDA

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

La scorsa settimana l’eur usd è sceso sotto area 1,1850/30 confermando l’ateso rialzo della divisa americana. Ci aspettiamo ora una brevissima fase di consolidamento con possibile rintracciamento temporaneo dei prezzi verso 1,1850/80.  Anche la sterlina conferma la forza attesa consolidando valori al di sotto di ,8650 dove transitava sotto il profilo tecnico un significativo livello che dal 2016 ha guidato al rialzo l’euro durante la finestra in cui sono maturati tutti gli eventi che hanno caratterizzato il percorso Brexit. La violazione al ribasso dell’eur gbp di ,8650 apre la strada per un ulteriore recupero del pound.  Abbiamo messo a fuoco ancora l’area 130 eur jpy,  vero spartiacque che caratterizza il ciclo del cambio in questa fase.

Infine segnaliamo il reversal, per il momento temporaneo, del rialzo del dollaro sullo yuan renminbi. I prezzi dopo aver fissato il bottom in area 6,42 potrebbero tentare di correggere verso 6,70 usd cny.

MERCATI – Restiamo ancora confidenti su un rintracciamento dei rendimenti sul tratto 10 anni in ossequio ad un clima in cui gli investitori tendono a monetizzare i guadagni sull’azionario. E’ prematuro pensare ad un vero segnale di vendita, peraltro già attivo sul Nasdaq 100. Tuttavia ci aspettiamo nelle prossime settimane alcune verifiche importanti che potrebbero far aumentare l’avversione al rischio favorendo una rotazione dei flussi dall’azionario verso l’obbligazionario. Ciò sta già avvenendo sul comparto delle commodity dove ci aspettiamo, come già scritto nei giorni precedenti, ulteriori prese di beneficio su commodity industriali.

GREGGIO – I prezzi del petrolio dopo la fiammata a 63 usd/bar da parte del Brent hanno ripreso a ripiegare. Sul petrolio ed in particolare sul contratto spot del Brent ci aspettiamo nuove vendite ed una spinta dei prezzi in direzione di area 58 e 50 usd/bar.

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

 

WB ANALYTICS: EUR GBP BT

WB ANALYTICS: EUR GBP BT

 

WB ANALYTICS: LME COPPER

WB ANALYTICS: LME COPPER

WB ANALYTICS: BRENT USD/BAR

WB ANALYTICS: BRENT USD/BAR

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

CONSIGLIO UE – Ieri, nella prima delle due giornate del vertice europeo cui ha partecipato anche il presidente Usa Biden, i leader Ue hanno espresso la propria frustrazione per i problemi con le forniture del vaccino di AstraZeneca. Bruxelles ha detto che le esportazioni di dosi della casa farmaceutica verranno bloccate fino a quando la società non fornirà tutte le fiale promesse al blocco. Contestualmente, il premier Draghi ha sollecitato il Consiglio Ue a impegnarsi a livello politico per creare un titolo comune europeo citando come esempio gli Stati uniti. Draghi inoltre, parlando del Covid, ha detto che i cittadini europei hanno la sensazione di essere stati “ingannati” da alcune case farmaceutiche per i ritardi nei vaccini. In un’intervista a ‘La Stampa’ il presidente francese Macron ha ammesso gli errori del blocco nella gestione dei vaccini: “stati troppo lenti […] non abbiamo capito che le cose sarebbero andate così in fretta”.

Mentre prosegue il Consiglio Ue arrivano i dati sulla fiducia in Italia e Germania.

FIDUCIA ITALIA E IFO GERMANIA – Alle 10 Istat diffonde i dati sulla fiducia di consumatori e imprese in marzo: l’indice del comparto manifatturiero è atteso a 99,4 da 99 di febbraio, mentre quello dei consumatori è visto a 100,7, in leggera flessione da 101,4 del mese precedente. Alla stessa ora dalla Germania arriva il dato Ifo di marzo, con il termometro sulla  fiducia delle imprese tedesche a 93,2 nelle attese in miglioramento dal 92,4 di febbraio.

DEFICIT FRANCIA – La Francia ha registrato numeri record per il deficit e il debito dello scorso anno sebbene al di sotto delle attese. L’istituto di statistica Insee ha detto che il deficit pubblico si è attestato a 9,2% del Pil, al di sotto del 10,2% previsto dal governo, ma comunque il più alto dal 1949.

FOREX – Dollaro sui massimi da diversi mesi nei confronti di diverse divise sulla scia dell’ottimismo legato ai dati macro Usa, alla campagna di vaccinazione e all’aumento dei rendimenti dei Treasuries. Attorno alle 7,40, il cambio euro/dollaro vale 1,1782, in rialzo dello 0,16%, dopo aver chiuso a 1,1764. Alla stessa ora dollaro/yen a 109,25, in rialzo di 0,07% dopo una chiusura a 109,17 e il cross euro/yen scambia in rialzo di 0,23% a 128,72 (chiusura a 128,43).

GREGGIO – Prezzi in netto rialzo sui timori che possano essere necessarie settimane per disincagliare la nave cargo arenata nel canale di Suez. Attorno alle 7,45 i derivati sul Brent scambiano in rialzo di 96 cent a 62,91 dollari il barile, e quelli sul greggio Usa guadagnano un dollaro e 8 cent a 59,64 dollari.

TREASURIES – Governativi Usa in calo negli scambi asiatici. Il decennale di riferimento cede 6/32 con un tasso di 1,635%.

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

Il petrolio è rimbalzato ieri con il Brent che ha registrato un rialzo di quasi il 6% nel corso della giornata seguito della notizia che riportava l’arenamento di una nave portacontainer  nel Canale di Suez, bloccando tutto il traffico marittimo. L’aggravante è dovuta all’evidenza che potrebbe volerci più tempo del previsto per spostare la nave. Il Canale di Suez è un punto vitale per il commercio globale, compresi i mercati energetici. Circa il 10% del commercio mondiale di petrolio, a cui va aggiunto l’8% del commercio mondiale di GNL, transita nel canale. Chiaramente, più a lungo dura questa interruzione, più è probabile che i raffinatori / acquirenti debbano rivolgersi al mercato spot per garantire la fornitura da altrove. Gli armatori dovranno, qualora le operazioni dovessero impiegare più tempo per la bonifica,  dovranno  decidere se attendere lo sgombero della nave portacontainer bloccata o fare il giro del Capo di Buona Speranza, entrambe le scelte porteranno ad alcuni ritardi.

L’EIA ha appena pubblicato i suoi rapporti settimanali sugli stock statunitensi, segnalando  che le scorte di petrolio greggio sono aumentate di 1,91 milioni di barili nell’ultima settimana, un valore inferiore ai 2,93 milioni di barili riportate dall’API. L’attività di raffineria ha continuato a riprendersi durante la settimana, con tassi di utilizzo in aumento di 5,5 punti percentuali all’81,6%, che riporta l’attività di raffineria quasi ai livelli precedenti il congelamento di inizio febbraio intorno all’83%. Sul fronte commerciale, le importazioni di greggio sono aumentate di 299 Mbbl / giorno. Tuttavia, le esportazioni di petrolio greggio sono rimaste basse, registrando una quinta settimana consecutiva di esportazioni inferiori a 3 milioni di barili / giorno, con uscite di 2,48 milioni di barili / giorno durante la settimana. Anche i prodotti raffinati hanno visto incrementi, con scorte di benzina e olio combustibile distillato in aumento rispettivamente di 204 Mbbl e 3,81 Mbbl.

I prezzi del Brent hanno riassorbito le perdite maturate la scorsa settimana ricoprendo l’ultima gamba di discesa partita a 62 usd/bar, mentre il picco registrato ad inizio mese segnava 72,30 usd.  Il mercato appare in attesa di nuove notizie in merito al ritorno della navigazione normale. Qualora il problema dovesse peggiorare le condizioni diel traffico potremmo assistere ad una accelerazione ulteriore dei prezzi sino a 66 usd. Soltanto oltre tale soglia l’incidente si tradurrebbe in un market mover significativo, in quanto annullerebbe del tutto la correzione che si era aperta a metà di marzo. Ieri i valori del Baltic Dry Index relativo ai noli marittimi non hanno registrato particolari ripercussioni sulle quotazioni. I prezzi hanno per il secondo giorno consecutivo perso terreno rispetto al picco segnato proprio il 22 marzo.

WB ANALYTICS: BRENT OIL USD/BAR

FOREX – REAZIONI DEL MERCATO FOREX 

Alle 13,30, da oltreoceano sarà pubblicata l’ultima lettura del Pil finale Usa nel quarto trimestre, che non dovrebbe discostarsi nelle attese dal +4,1% della lettura preliminare. Perlopiù l’attenzione sarà rivolta ai consueti dati settimanali sulle richieste di sussidi di disoccupazione, attesi in modesto calo rispetto ai sette giorni prima. Parlando dinnanzi al Congresso ieri, il numero uno della Fed Jerome Powell e il segretario del Tesoro Janet Yellen hanno ribadito di riporre estrema fiducia in una prossima forte ripresa dell’economia Usa.
Stiamo osservando con estrema attenzione l’attuale verifica del cambio eur usd su area 1,1830/1,18. Come anticipato ieri il passaggio in quest’area, che coincide con il collaudo di 92,50 di Dollar Index ha valenze tecniche per il mercato con implicazioni di medio termine. La definitiva violazione del livello aprirebbe la via al secondo target indicato nei nostri grafici e posizionato in area 1,16. (vedi grafico aggiornato).  Stiamo lavorando sull’aggiornamento dell’OUTLOOK relativo al secondo quater 2021, FX IIQ RISKOO, partendo proprio dalle reazioni del mercato al passaggio di area 1,18 per poter aggiornare i nostri piani di FX Risk Management agli sviluppi attesi.

Ieri nonostante i migliori dati sul PMI manifatturiero e servizi in Europa, l’euro non ha approfittato per recuperare almeno soglia 1,1850/70 eur usd, non escludiamo che possa ritornarci nelle prossime ore.

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

MERCATI – I rendimenti sul tratto lungo della curva hanno consolidato l’iniziale segnale di flessione dopo il rialzo degli ultimi mesi. Il 10y Germania Bund è sceso sotto la soglia -0,35% confermando la correzione attesa verso area -,47/50. Anche il 190 y Usa treasury ha ceduto terreno. Il mercato attenderà la violazione di 1,60/55 per ritornare a comprare con maggior fiducia i Treasury lunghi. Sul BTP continua invece il rintracciamento dei rendimenti verso area 0,50% Dollaro sul nuovo massimo da 4 mesi contro euro, tra i timori legati ai problemi della campagna vaccinale in Europa oltre che alla eventualità concreta di ulteriori restrizioni. La moneta unica non ha mostrato reazioni alla decisione tedesca di annullare l’inasprimento delle misure a Pasqua.

GREGGIO – Prezzi in calo dopo il rimbalzo visto ieri, con il futures Usa che cede l’1,81% appena sopra i 60 dollari al barile e il contratto sul Brent che lascia sul terreno l’1,46% a quota 63,45 dollari.

WB ANALYTICS: SPREAD ITA GER

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

La raffica di nuovi lockdown i in diverse nazioni europee ha notevolmente inasprito il sentimento del mercato ed ha pesato sul mercato azionario nella sessione asiatica. L’indice Hang Seng di Hong Kong è crollato del 2,50% dopo che in città è stata sospese temporaneamente la distribuzione del vaccino Pfizer e BioNTech a causa di problemi di imballaggio. Il Nikkei 225 giapponese è sceso del 2,04% e il CSI 300 cinese è sceso dell’1,70%. L’ ASX 200 australiano è salito dello 0,5% sulla scia di dati PMI positivi.

Nei mercati valutari , AUD , NZD e NOK sensibili al ciclo hanno ampiamente sovraperformato, mentre USD , JPY e CHF associati alle monete rifugio hanno guadagnato terreno.  I prezzi dell’oro e dell’argento si sono leggermente apprezzati a seguito del calo per il terzo giorno consecutivo dei rendimenti dei titoli del Tesoro USA a 10 anni .

In giornata avremo una serie di dati significativi a partire dai sondaggi PMI in Eurozona, UK, per seguire nel pomeriggio con  gli ordini di beni durevoli e PMI Flash negli Stati Uniti.

Ieri Jerome Powell ha ribadito nella sua audizione alla Camera l’impegno della Fed a rispettare il mandato sulla stabilità dei prezzi. Oggi, alle 15 italiane, sarà alla commissione bancaria del Senato Usa per una testimonianza ‘gemella’. La testimonianza di ieri è stata la prima in cui il numero uno della Fed è comparso assieme a Janet Yellen da quando è stata nominata segretaria del Tesoro Usa. Nel suo intervento Yellen ha sottolineato che l’economia Usa rimane in crisi e che i piani post-pandemia – lockdown  si concentrano su infrastrutture e tasse.  Robert Kaplan, presidente di Fed Dallas, è tra i policymaker che si aspettano un rialzo dei tassi nel 2022 visto il miglioramento delle prospettive per l’economia Usa, decisamente prima di quanto evidenziato l’altra settimana dal Fomc.  Nel frattempo si preannuncia l’asta del Tesoro Usa per 183 miliardi di dollari: l’attenzione sarà rivolta soprattutto sulla scadenza a sette anni dopo il collocamento incerto del mese scorso.

Per oggi ci aspettiamo una reazione negativa all’apertura delle borse in Europa in linea con quanto avevamo anticipato nelle due precedenti settimane nel nostro report WB PERSPECTIVES.  La chiusura in negativo della sessione di ieri a Wall Street inserisce lo Standard & Poor 500 nel solco del percorso previsto.

Anche le materie prime hanno aperto una fase correttiva in ossequio da un lato agli eccessi di comprato e dall’altro proprio dall’innesco di un segnale di avversione al rischio ritornato nell’ultima settimana.

Il Dollar Index questa mattina verso la soglia 92,50 dove, da inizio anno, abbiamo fissato il punto di verifica dell’intera costruzione propedeutica al reversal dell’eur usd. Nei prossimi giorni osserveremo con estrema attenzione il comportamento del mercato al collaudo dell’area per catturare ulteriori segnali di verifica delle nostre aspettative di medio termine.

L’eur usd scivola nella parte bassa della forchetta che avevamo stimato per la settimana. Nel dettaglio rischia di scendere sotto la base tecnica e confermare l’approccio riflessivo che dovrebbe condurre in un prossimo futuro le contrattazioni verso area 1,16 (vedi grafico aggiornato).

NUOVI LOCKDOWN ED EFFETTO DOMINO SUI MERCATI

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

NUOVI LOCKDOWN ED EFFETTO DOMINO SUI MERCATI

WB ANALYTICS: S%&P 500

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

USA –  Il presidente della Fed Jerome Powell oggi terrà un’audizione al Congresso, in cui probabilmente dovrà rispondere alle domande sui potenziali rischi della politica ultra-accomodante della Fed: ” L’economia americana è “molto migliorata” e le prospettive sembrano rafforzarsi, ma la ripresa è ancora lontana dall’essere completa”. Questa è stata  le sua testimonianza più recente.
Anche il quadro dipinto dalla segretaria di Stato è improntato all’ottimismo: Janet Yellen vede la possibilità del ritorno alla piena occupazione nel 2022.
Attentamente monitorata questa settimana la richiesta per 183 miliardi di dollari di Treasuries che andranno all’asta. L’aumento delle emissioni per finanziare le misure di stimolo legate al Covid hanno contribuito al recente rialzo dei tassi di cui abbiamo scritto molto negli ultimi mesi. Questa mattina  i rendimenti sul 10 y Treasury partono da quota 1,6650%, in ribasso rispetto alla chiusura di ieri.

Per il BTP i riferimenti per la seduta odierna sono 0,65% per il tasso sul Btp benchmark a 10 anni e 97 pb per lo spread Italia/Germania sullo stesso tratto.
L’obbligazionario italiano ha visto una sessione tranquilla ieri con i prezzi – sostenuti in mattinata dal crollo della lira turca che ha riportato gli investitori verso asset rifugio – che nel pomeriggio si sono giovati di dati Bce secondo cui la scorsa settimana la banca centrale ha nettamente accelerato gli acquisti, aumentandoli di quasi il 50%.
Si tratta della prima azione tangibile da parte di Francoforte dopo che Christine Lagarde, l’11 marzo scorso, aveva annunciato un incremento del ritmo di acquisto nel secondo trimestre dell’anno per contrastare il generalizzato e preoccupante aumento dei rendimenti dell’Eurozona sulla scia del Treasury, laddove nel blocco la ripresa appare molto più lenta che in Usa.
Secondo il “falco” olandese Klaas Knot, governatore della Banca d’Olanda e membro del board Bce, il rafforzamento degli acquisti deve essere letto come un fatto temporaneo teso a ridurre il costo del debito solo sino a che crescita ed inflazione ricominceranno a salire nell’Eurozona. Un’evenienza, quest’ultima, ancora carica di incertezze legate all’evoluzione della pandemia e – soprattutto – all’andamento della campagna vaccinale. Gli fa eco in un’intervista a Cnbc il capo economista Philip Lane: ci sarà una sostanziale crescita del Pepp nelle prossime settimane, mentre la zona euro deve far fronte a un secondo trimestre difficile per l’aumento delle infezioni.

FOREX – Il dollaro si stabilizza in attesa dell’audizione di Powell. Intorno alle 8 il cross euro/dollaro è a 1,1926 in calo dello 0,04%, l’euro/yen scambia a 129,63 a -0,17%, il dollaro scambia a 108,69 yen in calo dello 0,13%.

GREGGIO – Prezzi in calo per via dell’abbondanza di forniture e per i timori che la pandemia impatti sulla domanda. Poco prima delle 8 i futures sul Brent scendono dell’1,07% a 63,93 dollari al barile, i futures Nymex dell’1,04% a 60,91 dollari.

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USA Election Day: AL VIA LA SFIDA

MATERIE PRIME: REFLAZIONE VS COMMODITY CYCLE

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

IL QUADRO MACRO ECONOMICO DELLA SETTIMANA PMI E ATTESE CRESCITA

La settimana prevede il rilascio dei dati PMI flash per verificare le attese sulla crescita per l’Eurozona, il Regno Unito e gli Stati Uniti, Giappone e l’Australia. Avremo quindi l’opportunità di verificare se i progressi messi a segno in alcune delle aree citate, Usa in primo luogo, saranno confermati. Per l’Eurozona ed il Giappone invece si tratta di comprendere se la parziale perdita di momentum della fiducia delle imprese sia destinata a radicarsi nuovamente o se invece rappresenti soltanto una pausa contingente.  In ogni caso trattasi delle stime rilevate in chiusura di questo primo trimestre del 2021.

I dati PMI di febbraio hanno evidenziato una notevole divergenza tra Stati Uniti ed Europa, con i primi che guidano l’espansione globale. Pertanto, i dati PMI flash di marzo saranno attentamente monitorati per valutare l’impatto di restrizioni più severe in Europa nuovamente introdotte a seguito della terza ondata di infezioni in tutto il continente. A questo dobbiamo unire l’eventuale rallentamento trasmesso lungo tutta la  catena di approvvigionamento globale.

Mentre le preoccupazioni per la diffusione del virus aumentano ancora una volta in tutta Europa, vengono pubblicati i dati sulla fiducia dei consumatori tedeschi, fornendo una panoramica del sentiment del mercato economicamente più rilevante nella zona euro. Preoccupante la situazione in Germania, dove Angela Merkel pensa di estendere il lockdown fino a fine aprile. Oltre ai ritardi nella campagna vaccini, Berlino fa fronte allo scandalo sull’acquisto di mascherine che coinvolge il ministro della Sanità. La cancelliera incontra oggi le autorità dei laender per discutere dell’estensione delle restrizioni. Infine Spagna e Paesi bassi pubblicheranno infine le stime finali del PIL relative al quarto trimestre 2020.

Nel Regno Unito, l’attenzione si concentra sui risultati del mercato del lavoro durante le fasi della progressiva riapertura dopo i blocchi con la pubblicazione dei dati ufficiali su disoccupazione e salari. Nel frattempo, i dati sull’inflazione saranno attentamente monitorati per rilevare segni di pressioni sui prezzi in aumento a seguito dei dati PMI che indicavano già lo scorso mese un forte aumento sia dei costi di input che dei costi di output.

Negli Stati Uniti, il rilascio dei dati ufficiali sugli ordini beni durevoli per febbraio sarà  seguito con attenzione, nonché i dati sulla fiducia dei consumatori e del settore manifatturiero dopo la conferma rilevata a febbraio, secondo i dati del PMI,  relativa ad una robusta crescita. Allo stesso tempo, ci aspettiamo che i dati del PIL dell’ultimo trimestre 2020 subiscano lievi variazioni rispetto alla seconda stima di crescita del 4,1%.

I dati Flash PMI per il Giappone seguono da vicino la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione di politica monetaria della Banca del Giappone.

Nel frattempo, la Banca centrale delle Filippine si riunisce per decidere sulla politica monetaria del paese, mentre in Thailandia avremo la pubblicazione dell’andamento della bilancia commerciale  ed a Taiwan i dati sulla disoccupazione.

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

FOREX – Bene dollaro e yen, tradizionali asset rifugio che beneficiano del clima di avversione al rischio. Con una mossa del tutto inattesa, il presidente Tajjp Erdogan ha rimosso il governatore della banca centrale turca, dalla reputazione di ‘falco’, portando la lira a cedere fino a 15% su dollaro vicino ai minimi storici. Tra scambi volatili, la valuta turca recupera leggermente ma resta in calo di circa 8% sul biglietto verde.  Intorno alle 8 euro/dollaro 1,1886/88 da 1,903 venerdì sera in chiusura negli Usa, dollaro/yen 108,74/76 da 108,87 ed euro/yen 129,22/27 da 129,58.

La scorsa settimana con una mossa a sorpresa la Banca Centrale russa aveva alzato il tasso di ufficiale di 0,25% portandolo a 4,50%.  Il rublo dopo una fase di forza dove ha toccato quota 87 contro euro ha perso ulteriore terreno sino a ritracciare in area 88,70.

Continua invece a rafforzare le proprie posizioni il dollaro. Il rapporto eur usd sta violando area 1,19 per estendere nel brevissimo verso area 1,1835 contro euro. Ci aspettiamo nei prossimi giorni il consolidamento di area 1,1920 – 1,1835. Segnali di recupero dell’euro nel breve, vanno considerati soltanto nel caso in cui la divisa abbia la forza per ritornare oltre 1,1920.

Continuiamo ad aggiornare il grafico che ci accompagna dallo scorso marzo 2020. RICHIEDI I NOSTRI REPORT PER ESSERE SEMPRE AGGIORNATO

I DATI PMI CONFERMERANNO LE ATTESE DI CRESCITA'

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

 

GREGGIO – Cedono circa mezzo punto percentuale i derivati sul greggio, su timori che le nuove misure restrittive in Europa rallentino la ripresa della domanda.
Intorno alle 8 il futures Brent scivola di 34 centesimi (0,5%) a 64,19 dollari il barile, il Nymex di 21 cent (0,3%) a 61,21 dollari. Entrambi i contratti ha subìto la settimana scorsa una caduta di oltre 6%.

TREASURIES – Governativi Usa positivi negli ultimi scambi sulla piazza asiatica, dove il decennale di riferimento avanza di 15/32 e rende 1,6769%. Il 10 anni Germania ritorna ad indebolirsi verso l’area di supporto -0,35%. Il 10 anni Italia BTP scende anch’esso confermando il potenziale ritorno verso quota 0,50%, spread Ger Ita 96,7 bp.

MERCATI: C'E' IL RISCHIO DI UN EFFETTO DOMINO?

C’è un rischio che nei mercati si produca un effetto domino scatenato dalle vendite che stanno colpendo il comparto della tecnologia?

Le implicazioni relative riportano l’attenzione sul tema della percezione del rischio da parte degli investitori e per riflesso le reazioni ed i comportamenti che in una simile condizione può scatenare nel mercato.

L’indice Nasdaq 100 è stato colpito anche ieri da vendite consistenti -3%, il Russell 2000 dove sono quotate le mid cap ha perso il 2,88%, infine l’indice principale dove sono quotate gran parte delle aziende con business globalizzato (oltre il 65%) è sceso del 1,48%.

Sono ampiezze che per Wall Street pesano molto. Le vendite sono la risposta che si scontra con l’atteggiamento della FED. Nonostante J Powell abbia confermato una linea da colomba, garantendo la continuità del QE a pieno regime, gli investitori hanno ritenuto insufficiente la risposta ai timori inflativi che stanno prendendo giorno dopo giorno consistenza nel mercato.

Nelle ultime due pubblicazioni di WB PERSPECTIVES  abbiamo messo l’accento su questi rischi. L’inflazione, come sa chi ci segue, secondo quanto scritto nell’Outlook 20/21  rappresentava il rischio più significativo per l’anno in corso. Questo rischio si è tradotto in sostanza nel momento in cui gli investitori hanno spinto i rendimenti del Treasury a 10 anni sino a 1,50/60%.  Il rialzo ha sublimato un grido di allarme.

TOUT SE TIEN

si scopre così che nei mercati non esistono mondi separati, tutto si tiene e si collega in un meccanismo di interazioni che muove in coordinazione  le varie classi di strumenti: commodity, equity, tassi, bond e cambi.

Il ribasso dell’equity è scatenato dal rialzo dei rendimenti che a sua volta è stato messo in corsa dal rialzo delle commodity. I cambi sono la conseguenza di come i flussi interagiscono negli ingranaggi che mettono in relazione ogni segmento assumendo la funzione di riequilibrio.

Di conseguenza, noi che dobbiamo prendere decisioni sul mercato dei cambi e gestire i rischi dobbiamo analizzare e studiare a 360° questo mondo senza confini.

LE INTERAZIONE NEL MERCATO  ED EFFETTO DOMINO

La genesi del rialzo del dollaro prende forma tra la fine dello scorso anno e gli inizi di gennaio. Ma i prodromi del movimento inizia a fissare le condizioni tecniche utili già nello scorso autunno dopo il primo picco dell’euro. Alla fine dell’estate i rendimenti sul tratto lungo della curva europea (Germania) ed americana ritornano, dopo un periodo di convergenza, ritornano a divergere allargando nuovamente il loro differenziale. Nella sostanza da 110 punti base il mercato inizia a riaprire la forbice riportando nuovamente lo spread verso 180 punti base.  All’epoca abbiamo sostenuto con forza l’idea che ciò che i media specializzati e la maggior parte delle banche stimavamo, ovvero una prosecuzione del rialzo dell’eur usd sino a 1,30, fosse fuori scala. Oggi le quotazioni stanno consolidando valori sotto 1,20. I nostri algoritmi hanno coniugato il rialzo dello spread con la formazione di due segnali di excces return dell’euro che a gennaio hanno fissato il picco del ciclo rialzista dell’euro.

La tesi che già nei primi giorni di gennaio avevamo sviluppato partendo dalle negoziazioni sul Dollar Index anticipava ciò che oggi i mercati stanno verificando: area 92,50 Dollar Index.

MERCATI EFFETO DIMINO E BANCHE CENTRALI

Le banche centrali per non creare effettivi distorsivi hanno assecondato le aspettative del mercato confermando si colombe anche nelle ultime riunioni di politica monetaria di marzo. Ciò nonostante gli investitori hanno ritenuto di riattivare le vendite sui titoli tecnologici. In WB PERSPECTIVES messo a fuoco i livelli di allerta su tutti i principali indici azionari definendo i trigger al cui breakout aumentano considerevolmente i rischi di un allineamento del mercato a ciò che sta accadendo sulla tecnologia e che ancor prima era stato anticipato dal mercato azionario cinese e per riflesso dai Bric.

Tale scenario chiamerebbe avocherebbe un ritorno più forte di un segnale di avversione al rischio con un effetto domino ed una conseguente rotazione dei flussi verso le monete di parcheggio se non proprio di rifugio.

Su queste basi dovremo seguire il Dollar Index e verificare se i prezzi avranno la forza di oltrepassare la barriera 92,50/93 e stabilire in via definitiva il rialzo del dollaro a danno dell’euro.

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MERCATI: C'E' IL RISCHIO DI UN EFFETTO DOMINO?

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

MERCATI: C'E' IL RISCHIO DI UN EFFETTO DOMINO?

WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX

MERCATI: C'E' IL RISCHIO DI UN EFFETTO DOMINO?

WB ANALYTICS: NASDAQ 100