WB RISKOO FX OUTLOOK REPORT

 

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RITORNANO IN SCENA LE BANCHE CENTRALI. Il focus della settimana ritorna a concentrarsi sui consigli di politica monetaria delle banche centrali.  Sono convocati i consigli della BCE e delle banche centrali del Canada, Indonesia e Russia. Verranno esaminati i dati economici del primo trimestre ed inoltre le tensioni sui prezzi delle materie prime di cui la scorsa settimana abbiamo pubblicato un nostro post.  C’è molta preoccupazione per gli effetti del rialzo dei prezzi. Anche tra le aziende,  nostre Clienti, abbiamo rilevato una certa preoccupazione.

Tuttavia mentre le banche centrali ritornano a riunirsi, osserviamo che nonostante i media parlino diffusamente del tema, i rendimenti sul tratto lungo della curva americana, US Treasury 10 Y,  hanno formato un potenziale segnale di reversal che noi classifichiamo come movimento temporaneo di breve termine. Ciò conferma quanto abbiamo anticipato nel post dedicato all’andamento delle commodity industriali e soprattutto conferma quanto scritto nel WB PERSPECTIVES di marzo in merito al rischio, ora più concreto di una temporanea discesa dei rendimenti di cui sopra verso area 1, 30%/1,10%. La violazione di 1,60 ed il contenimento di eventuali reazioni sotto tale livello confermano ulteriormente il nostro scenario.

Le riunione delle banche centrali saranno accompagnate dalla pubblicazione dei dati Flash PMI sui sondaggi d’opinione delle aziende nel mese di aprile. Siamo entrati nel IIQ di questo 2021 ed i mercati sono curiosi di verificare il sentiment delle aziende. Le proiezioni economiche del primo trimestre facevano riferimento, nelle loro priezione annuale, ai destanti dati recessivi rilevati a seguito dei primi contraccolpi della pandemia. Inoltre vogliamo verificare se dopo la caduta inattesa della produzione industriale a febbraio in Eurozona,  il sentiment delle imprese sia diminuito.

Altre pubblicazioni degne di nota includono la produzione industriale, il commercio e i dati sull’inflazione per il Giappone, il mercato del lavoro del Regno Unito, le vendite al dettaglio, l’indebitamento statale e le statistiche sull’inflazione, oltre ai prestiti bancari dell’Eurozona ed alle indagini sulla fiducia. Gli Stati Uniti vedono richieste di sussidi di disoccupazione e aggiornamenti sulle vendite di case.

I primi indicatori di performance economica all’inizio del secondo trimestre sono forniti, come scritto,  dai flash PMI di aprile, che coprono sia la produzione che i servizi. I dati di marzo hanno mostrato che tra le maggiori economie sviluppate gli Stati Uniti hanno sovraperformato in termini relativi le medie global. In ogni caso anche in Eurozona e UK la crescita è rimbalzata, lasciando solo il Giappone in stagnazione. La forza dei PMI europei ha superato le aspettative di tutti gli economisti, secondo i sondaggi, poiché l’attività economica è aumentata in risposta alle prospettive più brillanti. Tuttavia, le disparità di crescita messe in evidenza dai rapporti del FMI ed OCSE riflettono le diverse misure di contenimento ancora attive per la seconda o terza ondata  del COVID-19. Le diverse dimensioni delle misure di sostegno monetario e fiscale  hanno contribuito a contribuito a sollevare la fiducia soprattutto negli Stati Uniti ed in parte anche nel Regno Unito.

I dati dell’indagine PMI seguono la riunione di fissazione dei tassi della BCE di. Non sono previste ulteriori azioni almeno fino a giugno, dopo che il Board ha deliberato di imprimere un’accelerazione al ritmo degli acquisti di asset nella loro ultima riunione in risposta all’aumento dei rendimenti obbligazionari. Ciò che siamo interessati a verificare riguarda la discussione che si è aperta all’interno del Consiglio in merito a tale decisione. I verbali che sono stati pubblicati riportano infatti un disaccordo sull’azione intrapresa.E’ possibile che si discuta anche del rapporto tra la copertura dei vaccini, i blocchi e la riapertura delle attività della piccole imprese. Sul tema dell’inflazione ci aspettiamo che in conferenza stampa Christine Lagarde sorzi i toni preoccupanti.

La Banca del Canada nel frattempo si riunisce tra i segnali non solo che la ripresa si sta riscaldando, il dato  PMI  ha raggiunto ha superato i massimi degli ultimi dieci anni accompagnati da un aumento dei valori del mercato immobiliare. Ciò nonostante non ci attendiamo alcuna variazione concreta della linea di  politica monetaria a breve.

Sui mercati oltre al movimento del 10 anni USA rileviamo ancora la reazione aperta dell’eur usd ed il crsh flash delle principali cripto currency dopo che il governo urco ha messo al bando gli scambi sul Bitcoin.

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MARKET MOVER MONITOR

RITORNANO IN SCENA LE BANCHE CENTRALI

RITORNANO IN SCENA LE BANCHE CENTRALI

MARKET MOVER WEEKLY MONITOR

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

COSA SONO LE VALUTE DIGITALI EMESSA DALLE BANCHE CENTRALI?

Le valute digitali delle banche centrali (CBDC) sono essenzialmente la versione digitale del contante. Come i contanti, sono emessi e hanno il loro valore garantito dalle banche centrali. Ad esempio, un CBDC emesso dalla BCE sarebbe denominato in euro (digitale) avente lo stesso valore dell’euro fisico.

Queste valute digitali sono l’ultima innovazione nella tecnologia dei pagamenti e cambieranno il modo in cui vengono eseguite le transazioni finanziarie nel mondo sconvolgendo i circuiti di pagamento come il sistema Swift. Pagare un fornitore estero o ricevere pagamenti dall’estero avverrà in tempi pressoché immediati ed a costi commissionali quasi nulli. In effetti le  transazioni finanziarie digitali, i CBDC potranno facilitare, ad esempio le imprese, a risolvere molti dei problemi di pagamento attualmente ancora presenti, come lunghi tempi di transazione e commissioni elevate.

Quando i CBDC saranno negoziati, le persone saranno in grado di scambiare valuta tra loro digitalmente in tempo reale utilizzando tutti i devices disponili, telefoni cellulari, computer, smartwatch, scansione di codici a barre e così via. In Cina , lo yuan digitale, che sta già circolando in regime di collaudo, può essere scambiato con procedure di autenticazione che utilizzano anche il riconoscimento facciale.

La sua ricerca si concentra sulle tecnologie finanziarie, in particolare sui sistemi di pagamento elettronici, sui trasferimenti elettronici di denaro e sui servizi finanziari digitali per consentire uno sviluppo inclusivo.

Sebbene nessun paese principale abbia ancora lanciato completamente la propria valuta digitale, la Cina ha già preso l’iniziativa e molti altri paesi si stanno affrettando a recuperare il ritardo.

IN CHE MODO L’UTILIZZO DELLE VALUTE DIGITALI È DIVERSO DALLE TRADIZIONALI OPZIONI DI PAGAMENTO?

I sistemi di pagamento digitali come carte di credito, carte di debito o metodi di pagamento mobile (portafogli digitali come Amazon Pay, Apple Pay e Venmo) funzionano in modo molto diverso dalle valute digitali. I metodi di pagamento digitale tradizionali vengono effettuati scambiando una certa somma di denaro detenuta in un conto con beni o servizi. Tali scambi di forme tradizionali di denaro non avvengono in tempo reale; tali transazioni vengono invece conteggiate e regolate dopo un periodo che va da pochi minuti a pochi giorni. (Pensa a come di solito occorrono alcuni giorni prima che un addebito sulla carta di credito compaia sul tuo estratto conto dopo aver acquistato qualcosa.) Al contrario, lo scambio di valuta digitale implica un pagamento quasi in tempo reale processo, poiché i CBDC non sono una semplice rappresentazione di denaro fisico immagazzinato altrove, ma un sostituto completo delle banconote.

IN CHE MODO LE VALUTE DIGITALI GESTITE DALLO STATO DIFFERISCONO DALLE CRIPTOVALUTE PRIVATE E DALLE STABLECOIN?

Le banche centrali non sono le prime a perseguire il potenziale delle valute digitali. Le criptovalute private sono state rese famose da artisti del calibro di Bitcoin , lanciato per la prima volta nel 2009. Da allora, queste valute digitali private sono diventate immensamente popolari. Le criptovalute private sono emesse da giocatori privati ​​e non sono supportate da una banca centrale, quindi a differenza delle CBDC, non ci sono beni tangibili a sostegno del loro valore. Bitcoin e le sue valute simili sono disponibili solo in quantità fisse, quindi il loro prezzo dipende esclusivamente dalla domanda e dall’offerta. Ciò rende le criptovalute private una risorsa estremamente volatile. Al contrario, l’offerta e il valore di una CBDC sono attentamente decisi e gestiti da un’entità fidata come una banca centrale, che prende in considerazione la stabilità finanziaria e monetaria. Ciò rende le CBDC una risorsa più sicura e meno volatile.

Tuttavia, esiste anche un certo sottoinsieme di valute digitali private note come stablecoin, progettate per avere una minore volatilità dei prezzi. Come altre criptovalute private, le stablecoin vengono emesse da giocatori privati, ma i loro valori sono determinati in modo diverso. Gli  stablecoin, criptovalute che a differenza del bitcoin hanno un prezzo stabile perché vincolato a un mezzo di scambio stabile (una moneta fiat, tipicamente il dollaro statunitense), sembrano configurarsi come la via più ovvia per l’adozione mainstream delle criptovalute. Tanto più che la prossima generazione di stablecoin, basata su un equilibrio tra domanda e offerta gestito algoritmicamente, mira a reinventare completamente il sistema monetario globale.

Il progetto più noto nell’ambito di questo segmento è Tether. Tether rappresenta soluzione completamente centralizzata con monete sostenute dal dollaro americano. Per ora, è lo stablecoin più diffuso. Ci sono attualmente 2,6 miliardi di dollari in gettoni Tether in circolazione, senza audit fidati sulle corrispondenti garanzie. Nonostante i problemi di centralizzazione e audit, Tether rimane il miglior stablecoin in termini di stabilità dei prezzi, senza alcun calo significativo.Uno dei progetti più noti ma ancora in fase di studio è Lybra lanciato da Facebook.

La categoria successiva è costituita dagli stablecoin cripto-collateralizzati, tra cui il primo a comparire sulla scena è stato Bitshares con lo stablecoin BitUSD lanciato nel 2014. Quest’ultimo è ancora negoziabile, con un tasso di cambio di circa USD 1. Una grande novità è stata la creazione di MakerDAO Dai, uno stablecoin ancorato al dollaro americano e sostenuto da garanzie registrate in Smart Contract di Ethereum. MakerDAO ha un algoritmo di prezzo flessibile progettato per coprire la volatilità dei cripto-collaterali. Il progetto ha anche un token di governance interna, il MKR, utilizzato per votare su questioni di gestione del rischio e sulla logica di business del sistema Maker.

Uno dei grandi vantaggi delle criptovalute private è che possono essere scambiate in modo anonimo. Ciò significa che non sono registrati su un libro mastro che fa parte del sistema bancario ufficiale o visibile alle autorità di regolamentazione.

Le valute digitali delle banche centrali (CBDC)

IN CHE MODO LE VALUTE DIGITALI GESTITE DALLO STATO DOCUMENTERANNO LE TRANSAZIONI FINANZIARIE?

Tutte le valute digitali, supportate da operatori privati ​​o banche centrali, necessitano di un modo affidabile per assicurarsi che ogni transazione sia autorizzata e regolata in modo sicuro e protetto. Un nuovo modo per farlo è la tecnologia blockchain (DLT), che è essenzialmente un database online decentralizzato. La Distributed Ledger Technology (DLT) e la blockchain sono registri di informazioni digitalizzati e decentralizzati, ma differenziati da un insieme non condiviso di funzionalità specifiche. Le blockchain sono DLT, ma non tutte le DLT sono blockchain.

La tecnologia DLT rappresenta l’insieme delle sotto categorie  mentre la blockchain rappresenta una categoria di auto specifica.  Da una prospettiva più tecnica, una DLT è semplicemente un database decentralizzato gestito da vari partecipanti. Non esiste un’autorità centrale che funge da arbitro o controllore. In quanto registro distribuito di record, vi è maggiore trasparenza , rendendo più difficile la frode e la manipolazione, ed è più complicato hackerare il sistema.

Blockchain non è altro che una DLT con un insieme specifico di funzionalità. È anche un database condiviso – un registro di record – ma in questo caso condiviso per mezzo di blocchi che, come indica il nome, formano una catena. I blocchi sono chiusi da un tipo di firma crittografica chiamata “hash”; il blocco successivo inizia con lo stesso “hash”, una specie di sigillo di cera. In questo modo viene verificato che le informazioni crittografate non siano state manipolate e che non possano essere manipolate. Blockchain deve la sua fama, tra le altre cose, al fatto che è la tecnologia alla base della famosa criptovaluta Bitcoin .

 A differenza dei database finanziari tradizionali, DLT offre database decentralizzati in cui le transazioni e i dati vengono replicati, archiviati e sincronizzati su una rete distribuita composta da diversi computer (denominati anche nodi). Poiché non esiste un’autorità centrale per controllare i dati e per eseguire il commit di nuove transazioni, i database DLT si basano su quelli che vengono chiamati algoritmi di consenso che garantiscono la convalidazione dei dati. Una volta che i nodi partecipanti raggiungono un consenso, una nuova transazione viene aggiunta al libro mastro.

Le blockchain sono anche considerate altamente robuste, affidabili e sicure. Ma poiché sono anche decentralizzate, pubbliche e prive di autorizzazioni, le blockchain non sono fattibili per i CBDC a causa delle preoccupazioni relative al controllo, alla scalabilità e ai costi.

C’è un altro problema con i database DLT dal punto di vista delle banche centrali. Attualmente, le banche centrali mantengono un registro centralizzato e hanno la sola autorizzazione per aggiustare i crediti sui propri bilanci e aggiustare la quantità di denaro che circola in un’economia. Ma nel caso di un CBDC basato su DLT, i validatori esterni sarebbero in grado di aggiustare i crediti sul bilancio della banca centrale. Sebbene questo decentramento abbia molti vantaggi in termini di efficienza, la mancanza di controllo totale sull’elaborazione delle transazioni e sul mantenimento dei bilanci potrebbe essere un ostacolo per le banche centrali che finora hanno operato in modo centralizzato.

È anche meno probabile che un libro mastro blockchain venga utilizzato per i CBDC perché i blockchain consumano molta più energia di quanto sia fattibile per un CBDC autorizzato dallo stato. Secondo il Bitcoin Energy Consumption Index , l’impronta di carbonio annuale delle transazioni bitcoin è equivalente a quasi 37 megatoni di anidride carbonica, paragonabile all’impronta delle emissioni della Nuova Zelanda, mentre il consumo annuale di energia elettrica di Bitcoin è stimato essere superiore a quello dell’Argentina, Paesi Bassi e Emirati Arabi Uniti.

LE BANCHE CENTRALI DI QUALI PAESI STANNO PIANIFICANDO DI LANCIARE VALUTE DIGITALI?

Tra le principali economie, la Cina, coma sopra scritto,  ha fatto i maggiori progressi sui CBDC. Dopo sei anni di ricerca, la Banca popolare cinese ha lanciato nell’aprile 2020 i piloti CBDC domestici di massa e da allora ha completato due progetti pilota per circa 3,1 mil di transazioni equivalenti a 1,1 bil di yuan. Con questa fase di prova già alle sue spalle, la Cina è sulla buona strada per diventare il primo grande paese a lanciare completamente un CBDC.

Le banche centrali di diversi altri paesi, tra cui Canada, Giappone, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti (nonché l’UE) hanno collaborato con la Banca dei regolamenti internazionali sulla ricerca sulle CBDC, compresi i possibili piani di progettazione. Oltre ai progetti per l’uso domestico delle CBDC, hanno anche discusso i piani per le rimesse transfrontaliere utilizzando le CBDC e le implicazioni delle CBDC sul commercio internazionale. crediamo che le valute digitali possano stimolare ulteriormente il commercio internazionale consentendo transazioni transfrontaliere più veloci ed economiche.

PERCHÉ LE BANCHE CENTRALI DI TUTTO IL MONDO SONO COSÌ INTERESSATE ALLE VALUTE DIGITALI?

Spiccano quattro principali vantaggi per le valute digitali. Il primo è l’efficienza , poiché le CBDC potrebbero consentire pagamenti istantanei a basso costo. I CBDC potrebbero aiutare a elaborare le transazioni e gli scambi più rapidamente, aumentando la produttività e il progresso tecnologico di un paese.

Il secondo è l’inclusione finanziaria . Le CBDC potrebbero plausibilmente fornire un migliore accesso ai servizi finanziari poiché le persone potrebbero non aver bisogno di un conto bancario per utilizzarli. I CBDC possono essere utilizzati anche offline senza alcuna connessione Internet. Le transazioni possono essere effettuate con vari mezzi . Questi includono l’identificazione a radiofrequenza (RFID) tramite telefoni cellulari, smartphone, smartwatch, smart card , tecnologia tap-and-go (che prevede il tocco fisico di due dispositivi per elaborare una transazione) e altri tipi di tecnologia indossabile. Questa caratteristica potrebbe rendere i CBDC estremamente utili per le persone che vivono in aree remote.

Il terzo vantaggio delle valute digitali gestite dallo stato è prevenire le attività illecite. I CBDC consentirà ai governi di tenere traccia di ogni unità della propria valuta in circolazione. In caso di successo, ciò ridurrebbe il riciclaggio di denaro, l’evasione fiscale, le transazioni del mercato nero e l’appropriazione indebita.

Il vantaggio finale riguarda la politica monetaria . I CBDC potrebbero essere considerati denaro programmabile. In teoria, le banche centrali sarebbero in grado di regolare algoritmicamente l’offerta di CBDC sulla base dei tassi di interesse e di altri indicatori macroeconomici chiave. Quindi le CBDC potrebbero dare alle banche centrali il controllo diretto dell’offerta di moneta, rendendo così l’economia più reattiva alle variazioni dei tassi di interesse. I brevetti depositati dalla Banca popolare cinese indicano che la banca centrale intende utilizzare alcuni di questi vantaggi.

QUALI SONO I POTENZIALI RISCHI E LIMITI DELL’UTILIZZO DELLE VALUTE DIGITALI GESTITE DALLO STATO?

L’introduzione di CBDC potrebbe alterare e interrompere in modo significativo i sistemi di pagamento nazionali e internazionali esistenti. Dati i vantaggi di bassi costi, transazioni più veloci e funzionalità offline offerte dai CBDC, è probabile che i consumatori preferiranno i CBDC alle opzioni di pagamento digitale esistenti come carte di credito e di debito e portafogli mobili. I modelli di business degli attuali leader di mercato come Visa, Mastercard, PayPal e altri potrebbero essere influenzati.

È fondamentale che i paesi valutino attentamente l’impatto dei CBDC e creino un ecosistema abilitante prima di lanciarli. Operatori di pagamento affermati come le società di carte di credito dovrebbero essere coinvolti nel processo di distribuzione e scambio. I paesi dovranno anche considerare fattori come la possibilità di convertire facilmente il contante in forma digitale e assicurarsi che i cittadini e le imprese dispongano della tecnologia e delle infrastrutture necessarie per accettare ed elaborare le transazioni che coinvolgono i CBDC.

Sebbene le CBDC siano destinate a fungere da sostituto del contante, è improbabile che le CBDC saranno in grado di replicare la natura anonima delle transazioni in contanti. A causa dei problemi di riciclaggio di denaro derivanti da transazioni anonime, è improbabile che qualsiasi CBDC gestito dal governo sia completamente anonimo. In effetti, una banca centrale saprebbe chi detiene una data unità di tale valuta digitale e sarebbe in grado di accedere alla sua intera cronologia delle transazioni. Una tale raccolta di informazioni può aiutare i funzionari a svolgere un lavoro migliore nella gestione delle politiche monetarie e fiscali. Ma possono sorgere preoccupazioni per quanto riguarda la privacy, la sorveglianza e la mancanza di anonimato, specialmente nei paesi in cui la fiducia nel governo è bassa.

Come scritto nel focus dedicato all’atteggiamento congiunturale delle banche centrali rispetto alle loro linee di policy monetaria,  risulta evidente il diverso percorso dei regulators rispetto all’attuale fase di ripresa globale. La stessa divergenza politica che riscontriamo tra Stati Uniti e Cina dopo la pandemia è in netto contrasto con le conseguenze della crisi finanziaria globale. Recentemente, la Cina ha messo in guardia sull’impatto dei prezzi elevati delle materie prime, in particolare le commodity industriali,  sull’inflazione e la banca centrale avrebbe chiesto alle banche cinesi di restringere il credito per il resto dell’anno (vedi focus). La Pboc sta assumendo un ruolo molto meno accomodante.Abbiamo notato in precedenza che la crescita del credito della Cina potrebbe aver già raggiunto il picco durante il terzo trimestre del 2020 e abbiamo evidenziato l’impatto del rischio della riduzione della leva finanziaria sul rame, segnalando nel nostro WB PERSPECTIVES di inizio mese  e nell’OULOOK  WB RISKOO IIQ21 la correzione dei prezzi. Recentemente, le autorità cinesi hanno ripetutamente messo in guardia sulle pressioni inflazionistiche dovute all’aumento dei prezzi delle materie prime. Gli alti prezzi dei metalli pluriennali hanno iniziato a influenzare una serie di produttori, che hanno visto i margini ridotti poiché non sono stati in grado di trasferire i costi di input più elevati. Secondo quanto riferito, alcuni produttori di elettrodomestici hanno aumentato i prezzi dei prodotti, mentre altri hanno assorbito i costi più elevati o addirittura ridotto la produzione. Secondo il National Bureau of Statistics (NBS), l’indice dei prezzi alla produzione cinese (PPI), che misura il costo delle merci al gate della fabbrica, è salito del 4,4% su base annua a marzo, accelerando dall’aumento dell’1,7% a febbraio. I funzionari hanno citato l’aumento dei prezzi dell’energia e dei metalli come uno dei principali fattori alla base di questo.

GLOBAL GROWTH RECOVERY VERSO COMMODITY  INDUSTRIALI

L’atteggiamento della PBoC può influenzare i prezzi dei metalli?
Pensiamo che la Cina abbia assunto da anni un ruolo primario nell’orientare i prezzi delle commodity. Di conseguenza le mosse dei cinesi imprimono un elevato grado di dominio alla direzionalità dei prezzi.Nel caso della politica monetaria e delle conseguenze relative alla riduzione dell’effetto leva operato dal credito può produrre i riflessi secondo le modalità descritte:

  • In primo luogo, disinnesca o quantomeno raffredda l’azione speculativa, in particolare nei mercati onshore. Ciò potrebbe potenzialmente portare a una riduzione della domanda apparente, ovvero quella derivata dall’azione del trading, e mitigare di conseguenza la domanda da parte degli users. Ad esempio diversamente dalle evidenze in atto,  quest’anno potremmo assistere ad una riduzione delle importazioni rispetto al livello dell’anno scorso. Per capirlo è importante ricordare cosa è successo l’anno scorso. La Cina è diventata un importante importatore di metalli di base (principalmente rame e alluminio) nel 2020, il che ha contribuito ad assorbire l’eccesso di offerta nei mercati, gonfiando l’apparente domanda cinese. La forte domanda apparente, non solo la domanda reale, ha svolto un ruolo chiave nella ripresa dei prezzi dei metalli dallo scorso anno, come si è visto nella traiettoria del prezzo nei mercati LME o COMEX.
  • Le scorte, comprese le scorte dello State Bureau of Material Reserve cinese, ovvero le scorte commerciali sovvenzionate dal governo e altre scorte commerciali potrebbero consolidare i loro volumi. Osservando le dinamiche di prezzo abbiamo rilevato condizioni statistiche di ipercomprato che stiamo monitorando dallo scorso mese di marzo. Ci aspettiamo a breve quindi un ulteriore rallentamento dei prezzi secondo quanto abbiamo indicato ai nostri lettori nei rapporti di scenario.

Non escludiamo inoltre che qualora le pressioni inflazionistiche acquisissero ulteriore slancio, il governo potrebbe sviluppare misure concrete per far fronte all’aumento dei prezzi delle commodity industriali. Le potenziali misure possono includere un ulteriore inasprimento della crescita del credito in alcuni settori o persino il rilascio parziale di scorte di metalli da parte dell’SRB. abbiamo rilevato rumors non qualificati secondo cui l’SRB avrebbe liquidato quantitativi limitati di scorte di alluminio.

IL SENTIMENT DEGLI OPERATORI

Se si osservano i sondaggi Markit sul sentiment dei produttori ed users di metallo, vediamo ancora una crescita della fiducia sulla domanda. Pensiamo che il dato rilevato ad aprile sconti l’onda lunga del rialzo dei prezzi maturato negli ultimi sei mesi, declinando il loro peso con le notizie sulla crescita coniugata agli stimoli fiscali rilanciati recentemente dall’Amministrazione Usa.

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. MARKIT PMI METAL USERS

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. MARKIT PMI METAL USERS

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. MARKIT PMI METAL USERS

Come risulta evidente dall’osservazione dei due grafici, il rame ha innescato un’azione correttiva orientata a consolidare i valori. Sotto 8900/800 usd/ton – Copper A Grde LME – la correzione assume un rilievo più significativo. L’alluminio invece sta verificando il nostro secondo target rialzista fissato nell’Outlook Riskoo 20/2. Riteniamo anche in questo caso le condizioni quantitative possano dare corso ad una correzione di consolidamento della tendenza rialzista.

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GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. COPPER

WB ANALYTICS: COPPER LME

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. ALLUMINIUM

WB ANALYTICS: ALLUMINIUM LME

 

 

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

Il tema che sta guidando la comunicazione delle banche centrali in questa fase  di Global Recovery è centrato sull’opportunità di mantenere o meno attivi gli stimoli monetari.

Il ciclo di recovery sulle principali aree economiche si muove su scrti temporali diversi: la Cina ha ristabilito da tempo un ordine più regolare dell’attività economica, gli Stati Uniti sono in piena ripresa con le survey sulla fiducia delle imprese manifatturiere e servizi praticamente al massimo livello di ottimismo, mentre in Giappone e soprattutto in Eurozona, il ciclo di recupero appare fortemente squilibrato tra manifattura/produzione e servizi.

Di conseguenza lo storytelling delle banche centrali assume rilievi diversi. Ieri sera, il presidente Jerome Powell, a mercati chiusi ieri,  ha detto che la Fed ridurrà gli acquisti mensili di titoli “ben prima” di affrontare un aumento dei tassi di interesse, sottolineando che l’economia Usa va verso una ripresa più forte nei prossimi mesi.  In altri temini la Riserva Federale agirà in prima battuta riducendo gli stimoli monetari, avviando un tapering, di seguito interverrà sui tassi. Secondo il Beige Book pubblicato ieri dalla Fed, la ripresa statunitense si è intensificata grazie alla crescente fiducia dei consumatori, con l’attività tra febbraio e aprile spinta dalle vaccinazioni e dal massiccio stimolo fiscale.

Sempre ieri Christine Lagarde è intervenuta ad un evento organizzato da Reuters affermando che la situazione nella zona euro necessita ancora di una fase in cui l’economia deve essere sostenuta dalle “due stampelle” dello stimolo monetario e fiscale, e non potrà camminare senza fino alla completa ripresa. La produzione industriale della zona euro, come abbiamo scritto in questi giorni, è diminuita a febbraio cancellando l’espansione vista a gennaio.

In Giappone, secondo il governatore di Bank of Japan Haruhiko Kuroda, la ripresa è in atto ma rischia di apparire modesta per via dell’incertezza sempre legata alla pandemia. Il Paese è alle prese con una ripresa della pandemia, con un numero record di infezioni nella regione di Osaka che ha spinto le autorità a misure mirate di contenimento.

Sempre ieri la Banca Centrale sudcoreana ha mantenuto invariati a minimi record i tassi di interesse, segnalando che è troppo presto per cambiare la direzione della politica monetaria nonostante un maggior ottimismo sulla crescita.

Completa il ciclo di interventi la voce del Fondo Monetario Internazionale, secondo il quale  i paesi della zona euro dovrebbero fornire un ulteriore stimolo fiscale del 3% del Pil nel periodo  2021-2022 per aumentare la crescita economica del 2% entro la fine del prossimo anno e ridurre gli effetti negativi della pandemia.

La Cina da diverse settimane ha avviato una progressiva stretta sui parametri di concessione del credito per prevenire che la bolla presente sui mercati possa scoppiare in modo disordinato. Gli indici del mercato azionario cinese, diversamente da quelli appartenenti all’area occidentale, sono in piena correzione ed ai limiti del ciclo rialzista.

Il credito totale della Cina è cresciuto di 3,34 trilioni di cny a marzo e di 10,24 trilioni di cny nel 1° trim 21, in calo di 873 miliardi di cny dal 1° trim 20.Tuttavia i prestiti in yuan sono cresciuti di 7,91 trilioni di cny nel 1° trim 21, con un aumento di 659 miliardi di cny dal 1° trim 20. La differenza deriva da un calo delle attività bancarie ombra, compresi i prestiti fiduciari, i prestiti affidati e una minore raccolta di fondi da obbligazioni e azioni societarie. Ciò dimostra che la Cina è nel mezzo di una revisione  al ribasso della leva finanziaria. Pensiamo che la Pboc e non amplierà le condizioni  creditizie nel 2021. Lo yuan renminbi è tornato recentemente a perdere terreno sull’euro. Da quota 7,70 sta puntando verso 7,88. Al momento la reazione rientra, secondo le nostre analisi in un movimento correttivo destinato ad esaurire a ridosso della parte alta del range indicato.

GLOBAL GROWTH RECOVERY VS. CHINA SHENZHEN COMP

WB ANALYTICS: CHINA SHENZHEN COMP

Global Recovery: la domanda di petrolio

I prezzi del petrolio hanno ricevuto una spinta ieri, con ICE Brent che si è attestato in rialzo di oltre il 4,5% nel corso della giornata, lasciandolo gli scambi ben al di sopra di 66 usd/bbl, annullando la correzione delle ultime settimane. Alla base del recupero di molte commodity vi è il rapporto inversamente correlato del dollaro sui prezzi delle materie prime. Infatti questa mattina i valori hanno subito iniziali prese di profitto nelle prime negoziazioni in Asia.

In ogni caso non ci sembra sufficiente spiegare il rialzo del greggio sulla base della recente correzione della divisa americana. A sostenere il rialzo dei prezzi sono intervenuti i fondamentali sul petrolio. L’AIE  ieri ha rivisto al rialzo le sue previsioni sulla domanda globale per quest’anno di 230 Mbbl / giorno. L’aggiornamento segue le revisioni recentemente formulate dal FMI e dall’OCSE sulle previsioni del GDP globale. Su tali basi, l’Agenzia si aspetta che la domanda mondiale di petrolio nel 2021 crescerà di 5,7 milioni di barili / giorno (base annua), dopo essersi contratta di 8,7 milioni di barili / giorno l’anno scorso. L’Agenzia ha una prospettiva più costruttiva per la seconda metà di quest’anno, stimando che saranno necessari quasi 2 milioni di barili / giorno di offerta aggiuntiva nell’ultima parte dell’anno per soddisfare le aspettative della domanda. Pensiamo che lo scenario non rappresenti un problema per il mercato in quanto i produttori OPEC hanno ancora una notevole quantità di capacità inutilizzata, anche dopo aver tenuto conto dei 2,1 Mbbl / g di aumenti dell’offerta che vedremo tra maggio e fine luglio.

Anche i numeri di inventario settimanali degli Stati Uniti sono stati di supporto, con l’EIA che ha riferito che le scorte di petrolio greggio degli Stati Uniti sono diminuite di 5,89 milioni di barili nell’ultima settimana. Un dato oltre le aspettative del mercato nonché superiore al netto del prelievo di 3,61 milioni di barili dall’API riportato martedì.

Energia
I prezzi del petrolio hanno ricevuto una spinta ieri, con ICE Brent che si è attestato in rialzo di oltre il 4,5% nel corso della giornata, lasciandolo scambiare ben al di sopra di US $ 66 / bbl, un livello visto l’ultima volta quasi un mese fa. La debolezza dell’USD ha sostenuto il petrolio e il più ampio complesso di materie prime. Anche se stamattina sembra che stiamo assistendo a prese di profitto nelle prime negoziazioni in Asia.

Anche i fondamentali del petrolio sono stati costruttivi, con l’AIE che ieri ha rivisto al rialzo le sue previsioni sulla domanda globale per quest’anno di 230 Mbbl / giorno, date le revisioni che abbiamo visto recentemente nelle previsioni del PIL globale. Di conseguenza, l’AIE ora si aspetta che la domanda mondiale di petrolio nel 2021 crescerà di 5,7 milioni di barili / giorno su base annua, dopo essersi contratta di 8,7 milioni di barili / giorno l’anno scorso. L’agenzia ha una prospettiva più costruttiva per la seconda metà di quest’anno, stimando che saranno necessari quasi 2 milioni di barili / giorno di offerta aggiuntiva nell’ultima parte dell’anno per soddisfare le aspettative della domanda. Questo non dovrebbe essere un problema per il mercato, visto che l’OPEC + ha ancora una notevole quantità di capacità inutilizzata, anche dopo aver tenuto conto dei 2,1 Mbbl / g di aumenti dell’offerta che vedremo da loro tra maggio e fine luglio.

Anche i numeri di inventario settimanali degli Stati Uniti sono stati di supporto, con l’EIA che ha riferito che le scorte di petrolio greggio degli Stati Uniti sono diminuite di 5,89 milioni di barili nell’ultima settimana, che era più delle aspettative del mercato, e anche più grande del prelievo di 3,61 milioni di barili dall’API riportato martedì. Inoltre, le scorte di benzina sono aumentate di soli 309 Mbbl durante la settimana, un valore molto inferiore ai 5,57 Mbbl riportati dall’API. Anche la domanda implicita nel corso della settimana è aumentata, con un aumento del prodotto totale fornito di 1,09 milioni di barili / giorno.

GLOBAL RECOVERY VS. BRENT OIL

WB ANALYTICS: BRENT OIL USD/BL

 

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

 

L’inflazione statunitense è aumentata più del previsto a marzo ed è probabile che si spinga verso il 4%. Sono molti i fattori che al momento sostengono un ulteriore rialzo dei prezzi: la vivacità della ripresa in rappporto alle difficoltà dell’offerta dovuti ai problemi di approvvigionamento. Se questo può rappresentare un fattore temporaneo, la permanenza di stimoli monetari contrasta nettamente con la necessità di mantenerli attivi come nel periodo in cui tutto era bloccato dalla pandemia.  Gli attivi finanziari, la borsa in primo luogo, esprimono multipli che mediamente quotano 3 volte il GDP globale. Pertanto come avevamo già scritto ieri  e nei giorni scorsi, la pressione sui prezzi costringerà la Fed a modificare la propria narrativa ponendo le basi per un rischio sempre più sbilanciato verso un rialzo dei tassi nel 2022.

L’euro dollaro ha reagito al dato, 2,6%, sopra le attese di 10 punti base, con un primo apprezzamento del dollaro arrestato sopra 1,1870. La mancata violazione di 1,1870 ha spinto le contrattazioni verso la parte alta del range segnalata ieri mattina prima del dato a 1,1965 eur usd.

Il mercato con questo rialzo ha raggiunto l’apice della reazione avviata dall’euro dopo il test di 1,17, come suggerito nel post del 6 aprile.

Il punto è piuttosto importante in quanto rappresenta il livello sotto il quale a marzo erano scattati molti ordini di vendita di posizioni commerciali lunghe di euro, con speculari coperture sul dollaro da parte di importatori.  Nella mappatura settimanale del mercato Forex oltre alla tenuta di questo range, per la quale non escludiamo temporanei e brevissimi spike verso 1,20, si ritornerà a mettere nuovamente a fuoco 1,1870 dove si colloca secondo la nostra ricerca il punto di -scarico- dei recenti buy order sull’euro.

Ricordiamo inoltre che a settembre la BCE, proprio in quest’area, aveva sollevato più di una preoccupazione sull’apprezzamento dell’euro. Se ritornasse sopra 1,20 potrebbe ritornare sul tema. Oggi sono in programma alcuni interventi di esponenti del Board. Non ci aspettiamo ovviamente dichiarazioni di questo tenore, tuttavia l’intervento di Christine Lagarde si presta nei contenuti per ribadire la linea di policy accomodante della BCE.

MARKET MOVER RISKOO MONITOR

INTERVENTI BCE – Di rilievo l’intervento odierno della presidente Christine Lagarde che interviene all’evento Reuters “Steering the Post-Pandemic Economy” nel pomeriggio, in mattinata il vice presidente de Guindos presenta il “Rapporto annuale Bce 2020” al Parlamento europeo, a seguire gli interventi  del consigliere Fernandez-Bollo, di Panetta, sempre davanti al Parlamento europeo, e di Schnabel alle 19.

BANCA CENTRALE NUOVA ZELANDA – Al termine del meeting, l’istituto centrale neozelandese ha lasciato la propria politica monetaria invariata confermando lo stimolo accomodante per garantire il raggiungimento dei target su inflazione e occupazione. La Banca centrale ha lasciato il suo ‘official cash rate’ al minimo storico di 0,25% senza modificare né il suo programma Qe né  quello ‘Funding for Lending’.

MARKET MOVER MONITOR

PRODUZIONE ZONA EURO – In calendario i dati Eurostat con la lettura di febbraio della produzione industriale. Dopo  il deludente dato tedesco di qualche giorno fa, e la crescita sotto le attese di quella italiana ieri, il consensus per l’intera area converge su un calo dell’1,1%  mensile (dal +0,8% del mese precedente) e dello 0,9% su anno (da confrontare con il +0,1% di gennaio).

MINISTRO FRANCO A CONFERENZA OCSE – In mattinata il ministro dell’Economia Franco partecipa alla conferenza stampa di presentazione “Going for Growth 2021: shaping a Vibrant Recovery” assieme al segretario generale dell’organizzazione Gurria.

NEXT GENERATION UE –  La presidente della Commissione Ue von der Leyen e il Commissario per il bilancio Hahn presenteranno alla stampa la strategia di finanziamento del piano Next Generation. Ieri il commissario Gentiloni ha dichiarato che la Commissione ha in programma di alzare le stime di crescita della zona euro per il 2021 a maggio, dopo la pubblicazione delle nuove proiezioni economiche, avvicinandole a quelle del Fondo monetario internazionale.

ORDINATIVI GIAPPONE – Febbraio ha segnato l’inatteso calo degli ordinativi dei macchinari in Giappone. La flessione è stata dell’8,5% su mese, secondo mese di fila in calo, a fronte di attese per una crescita di 2,8%. Su anno il calo è stato del 7,1% contro attese per +2,3%.

MARKET MOVER

FOREX – Dollaro, come sopra indicato tocca i minimi delle ultime  tre settimane contro yen ed i minimi di quattro settimane contro euro dopo i dati sull’inflazione Usa che, nonostante il rialzo, non hanno destato eccessive preoccupazioni nel mercato per un possibile ‘tapering’ della Fed. Attorno alle 7,30, il cambio euro/dollaro vale 1,1962, in rialzo dello 0,12%, dopo aver chiuso a 1,1946. Dollaro/yen a 108,94, in calo di 0,1% dopo una chiusura a 109,05 e il cross euro/yen scambia piatto rispetto alla scorsa chiusura a 130,30.

WB ANALYTICS EUR USD

WB ANALYTICS EUR USD

GREGGIO – Prezzi in rialzo dopo il calo maggiore delle attese nelle scorte Usa e dopo che l’Opec ha alzato il proprio outlook sulla domanda di greggio. Attorno alle 7,30 i derivati sul Brent scambiano in rialzo di 44 cent a 64,11 dollari il barile, e quelli sul greggio Usa di 45 cent a 60,63 dollari.

TREASURIES – Governativi Usa piatti negli scambi asiatici. Il decennale di riferimento ha un tasso di 1,625%.  Nel pomeriggio, a mercati chiusi, seguiremo l’intervento del numero uno della Fed Powell.

BTP E PRIMARIO ZONA EURO – Riferimenti per l’apertura odierna i 105 punti base per il premio di rendimento Italia-Germania e lo 0,76% per il tasso del decennale di riferimento aprile 2031. In mattinata la Germania offre in un’asta regolare 1,5 miliardi nel Bund con scadenza agosto 2048, cedola 1,25%. Ieri il governatore di Bankitalia Visco ha detto che in questo momento i governi possono beneficiare di tassi di interesse molto bassi nell’emissione di obbligazioni sovrane mentre aumentano la spesa per sostenere le economie colpite dal coronavirus.

 

INFLAZIONE USA. Oggi un attimo prima delle 14.30 i mercati si fermeranno per attendere la pubblicazione del dato mensile di marzo. L’0attesa riporta un consensus che stima un aumento dei prezzi prossimo allo 0,2% m/m. L’IPC annuale salirebbe rispetto allo scorso marzo 2020 a 2,5%. L’IPC marzo su marzo aumenterebbe dello 0,5%.

Perchè l’inflazione ha assunto un ruolo critico nella lettura dei mercati?

Nell’ultima settimana abbiamo visto diversi interventi di autorevoli membri del Fomc compreso J Powell intervenire per esprimere il loro pensiero su quali siano le riposte che la FED possa mettere sul tavolo per gestire l’attuale congiuntura. Il più attivo, James Bullard, presidente della Riserva Federale di St.Louis, ha dichiarato in un’intervista a Bloomberg Television che un’eventuale azione di  tapering potrebbe rientrare tra le opzioni di politica monetaria della Fed qualora la ripresa assumesse ancor più rilievo e stabilità lungo il percorso della crescita.

Come abbiamo scritto ieri e ribadito questa mattina a CLASS CNBC  in un’intervista rilasciata da Wlademir Biasia a Caffè Affari, il quadro di riferimento spingerà la Riserva Federale a modificare la propria comunicazione da una guidance accomodante verso una linea che sposta ad un orizzonte più ravvicinato il potenziale rialzo dei tassi negli Stati Uniti. In termini concreti la Fed tenderà a preparare il mercato per un possibile rialzo nel 2022 anziché 2023.

La BCE come interpreta l’attuale ciclo d’inflazione?

Nell’intervento più recente rilasciato da un membro esecutivo del Board della BCE, Fabio Panetta, sono stati ribaditi temi che pongono la linea di policy monetaria nell’Eurozona in un piano diverso rispetto a quella americana. Dall’intervista del dott. Panetta emergono toni ancora preoccupati circa l’uscita dell’Europa dalla crisi sanitaria:  “Dobbiamo rendere operativo lo strumento di Recovery Ue” e “dovremmo valutare se fornire maggiore sostegno fiscale per riportare la domanda al suo potenziale più velocemente”, aggiunge ancora:  “in generale, non sarebbe saggio scommettere su un rapido recupero. Ci sono rischi che possono impedire la realizzazione dei miglioramenti pianificati. E anche se riusciamo a uscire presto dalla pandemia, ci renderemo conto che il danno all’economia è maggiore di quello che vediamo ora… Nulla impedisce alla zona euro di avere una robusta ripresa – ha osservato – ma per questo l’economia deve essere sostenuta con il livello appropriato di stimolo monetario e fiscale. La prudenza ci dice che è meglio iniettare troppi stimoli che non essere all’altezza”

E’ facile intuire che il dott. Panetta stia sollecitando il Consiglio ad essere più assertivo nell’utilizzo di strumenti accomodanti anche da parte della BCE.

Il diverso regime di attenzione verso gli sviluppi dell’inflazione nelle due sponde dell’Atlantico appare dunque scorrelato  favorendo un contesto valutario in controtendenza rispetto a quanto ancor oggi molti analisti sostengono.

Quali impatti sul dato relativo all’inflazione USA che sarà pubblicato oggi?

Nell’immediato i mercati attendono un dato in linea o leggermente sopra le attese. L’eur usd rimane posizionato sopra area 1,1890. Come scritto nel MarKet Mover Monitor della settimana area 1,1870 costituirà il punto di maggior tensione sugli sviluppi conseguenti alla lettura del dato odierno. Un dato leggermente sopra le attese spingerà i corsi a violare tale livello e ridare nuovamente forza al dollaro, diversamente potremmo assistere ad un ulteriore breve rialzo dell’euro verso area 1,1965/70.

WB ANALYTICS EUR USD HOURLY

WB ANALYTICS EUR USD HOURLY

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Tra i MARKET MOVER MONITOR della settimana  spiccano gli aggiornamenti alle tendenze economiche in Cina, Giappone, Stati Uniti, Eurozona e Regno Unito domineranno questa settimana mentre i mercati cercheranno informazioni sullo slancio della crescita tra le condizioni che stanno portando alla soluzione della crisi sanitaria. In settimana si riuniranno anche alcune banche centrali per prendere decisioni sui tassi di interesse in Nuova Zelanda, Corea del Sud e Turchia.

MARKET MOVER MONITOR ASIA

La Cina riporterà il tasso di crescita annuale del PIL atteso in positivo nel primo trimestre, data la recessione economica registrata nello stesso periodo dello scorso anno quando la pandemia ha colpito e l’economia si è bloccata. La crescita potrebbe accelerare dal 6,8% nel quarto trimestre a circa il 19%, anche se il ritmo di espansione probabilmente si raffredderà nei restanti trimestri dell’anno. La Cina, tuttavia, continua a mostrare una forte espansione economica, principalmente grazie al suo successo nel controllo delle nuove epidemie di COVID-19. Le stime di consenso prevedono una crescita del 7,8% per il 2021 e un’espansione del 5,8% nel 2022. Sempre dall’Asia, in settimana arriveranno anche gli ordini di macchinari giapponesi, in particolare ci si attende che una maggiore crescita della produzione industriale contribuisca a compensare il malessere del settore dei servizi.

MARKET MOVER MONITOR. USA

Negli Stati Uniti tra i MARKET MOVER MONITOR della settimana  spiccano  i dati sulla produzione industriale e sulle vendite al dettaglio dovrebbero mostrare che l’economia risulta sostenuta da un forte slancio di crescita, mentre i dati dell’indagine manifatturiera di aprile delle federazioni di New York e Philadelphia, oltre al sentimento dei consumatori dell’Università del Michigan, forniranno approfondimenti sull’andamento dell’economia all’inizio del secondo trimestre, tra il lancio di vaccini in corso e il nuovo stimolo fiscale.

MARKET MOVER MONITOR EUROPA

Nel frattempo, l’introduzione del vaccino nella zona euro è stata lenta e ulteriori ondate di virus minacciano di frenare la crescita nel secondo trimestre. Nonostante ciò, la crescita record della produzione manifatturiera, la cui ripresa sembra essere confermata dai dati ufficiali di produzione in tutta l’area risulta di conforto. I dati sui prezzi al consumo possono mostrare segni di crescenti pressioni sui prezzi, anche se è probabile che l’inflazione di fondo rimanga contenuta.

Nel Regno Unito, si prevede che i dati sul PIL confermeranno che l’economia ha attraversato una fase di difficoltà durante il blocco, anche se i sondaggi PMI suggeriscono nuovi segni di vita poiché la domanda interna risulta sollevata dalla campagna dei vaccini. I dati commerciali saranno tuttavia tenuti d’occhio per trovare indizi sull’impatto della Brexit sul commercio dell’UE.

IL QUADRO ECONOMICO EMERSO LA SCORSA SETTIMANA

I dati macro di cui sopra saranno importanti soprattutto dopo la diffusione delle indicazioni pervenute la scorsa settimana.

PRODUZIONE INDUSTRIALE GERMANIA

Sono soprattuto i dati relativi alla produzione industriale in Germania e Francia a sollevare qualche timore, soprattutto in riferimento alla crescita del Pil nel primo trimestre.

L’industria tedesca, nonostante gli incoraggianti sondaggi PMI sul manifatturiero,  ha subito un altro colpo a febbraio, con la produzione industriale in calo dell’1,6% su base mensile, dal -2,0% su base mensile di gennaio. Nell’anno la produzione industriale è diminuita del 6,4%. Allo stesso tempo, le esportazioni hanno resistito sorprendentemente bene e sono aumentate dello 0,9% su base mensile, dall’1,6% su base mensile di gennaio. Il settore delle costruzioni ha continuato il suo pessimo inizio d’anno, registrando un calo dell’attività dell’1,3% su base mensile, da un calo devastante di oltre il 12% a gennaio.

I dati industriali di febbraio rendono difficile vedere come l’economia possa ancora sfuggire a una contrazione nel primo trimestre.

PRODUZIONE INDUSTRIALE FRANCESE

La produzione industriale francese è diminuita drasticamente a febbraio, nonostante nonostante anche in questo caso fossero preceduti da forti indicatori di fiducia. Questa spiacevole sorpresa mette in dubbio la speranza che il settore industriale sarà una forza trainante per l’economia francese nel primo trimestre e fa temere che la crescita del PIL sarà più debole del previsto.

Nel febbraio 2021, la produzione è diminuita nel manifatturiero francese (-4,6% dopo il + 3,3% di gennaio) e nell’industria nel suo complesso (-4,7% dopo il + 3,2%).

Rispetto a un anno fa, la produzione manifatturiera è diminuita del 7,1%, mentre la produzione industriale nel suo complesso è diminuita del 6,6% su un anno. Il calo di febbraio 2021 è dovuto principalmente alla produzione di mezzi di trasporto. La produzione sia di autoveicoli che di altre attrezzature di trasporto è crollata in un mese ed è ora rispettivamente del 13,5% e del 33,6% al di sotto dei livelli pre-crisi.

La carenza di chip è stata probabilmente una delle ragioni, ma anche i prodotti industriali e la produzione di beni capitali hanno subito un forte calo. Le costruzioni sono diminuite drasticamente nel corso del mese, del 6%, e ora sono del 4,7% al di sotto dei livelli pre-pandemici.

I dati di oggi suggeriscono che il PIL francese andrà peggio del previsto nel primo trimestre del 2021.

A nostro avviso, non possiamo aspettarci una crescita trimestrale positiva, con una crescita intorno allo 0% nella migliore delle ipotesi se si osserva una ripresa del settore a marzo. Se dovessimo assistere ad un ulteriore calo della produzione industriale a marzo, è improbabile che l’economia francese possa sfuggire a un  calo del PIL nel primo trimestre ed a una nuova recessione dopo il calo del PIL nel quarto trimestre del 2020.

LA VIEW DELLA BCE

L’ultima conferenza stampa della BCE ha lasciato molti partecipanti al mercato un po ‘perplessi sulla reazione della BCE. Le dichiarazioni rilasciate erano particolarmente edulcorate da aggettivi  “olistico”; per molti osservatori sono mancate  descrizione più nette di  come la BCE avrebbe reagito a fronte di una maggiore pressione inflativa e soprattutto ai rendimenti obbligazionari più elevati. Fortunatamente, diversi discorsi e alcuni post sul blog dalla conferenza stampa di marzo hanno chiarito l’attuale pensiero della BCE. A nostro avviso, un recente discorso del membro del consiglio di amministrazione della BCE Isabel Schnabel è diventato la migliore bussola che abbiamo potuto trovare per vedere dove sta puntando l’ago della BCE.

Quanto affermato dal membro del Consiglio, Isabel Schnabel, e quanto riflettono i verbali della riunione di marzo, indicano  che la BCE accetterà tassi nominali sul tratto lungo della curva più elevati a causa delle maggiori aspettative di inflazione. Quindi, finché i tassi reali rimangono stabili, va tutto bene. Qualsiasi aumento dei tassi reali sarà tollerato dalla BCE solo se riflette migliori prospettive di crescita. Di conseguenza, l’attuale funzione di reazione della BCE può essere riassunta come segue: fintanto che i rendimenti obbligazionari aumentano per buone ragioni, la BCE è rilassata. Se iniziano a salire per i motivi sbagliati, interverrà. Questo non è un vero controllo della curva dei rendimenti, ma piuttosto un limite morbido e mobile sui rendimenti.

Alla fine, il dibattito o addirittura la paura di un aumento dei rendimenti obbligazionari è stato un po ‘una tempesta in in un bicchiere d’acqua. In altre parole, i mercati finanziari hanno capito subito che l’accelerazione dell’inflazione nella zona euro era – e sarà – principalmente il risultato di fattori una tantum. Questo tipo di inflazione è piuttosto deflazionistico e sicuramente non è un motivo per cui la BCE reagisca a un inasprimento prematuro. Al contrario, la BCE ha chiarito che guarderà a qualsiasi aumento temporaneo dell’inflazione e non tollererà alcun inasprimento ingiustificato delle condizioni di finanziamento.

È da qui che proviene il caricamento anticipato degli acquisti di asset in merito ai programmi di sostegno a fronte della pandemia.

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MARKET MOVER MONITOR 

La scorsa settimana l’eur usd ha visto una reazione verso l’area 1,1950 dove le negoziazioni hanno incontrato il cap atteso. Ci aspettiamo che le vendite sull’euro ritornino a prevalere in un quadro ancora positivo per il dollaro.

Le dichiarazioni di J. Powell rilasciate nel week end a 60 Minutes confermano anche da parte della Fed che l’Outlook sulla crescita statunitense sta assumendo dimensione  e struttura più che confortanti. Ciò lascia presagire che in futuro il Board possa modificare la propria comunicazione sulla guidance.

In merito al cambio in questi primi giorni della settimana ci concentreremo su quota 1,1870/60 dove transita il floor del questo mini range che controlla la reazione di eur usd.

MARKET MOVER MONITOR DELLA SETTIMANA

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

RISKOO MARKET MOVER MONITOR

MINUTE BCE

Attesi oggi i le minute della BCE relative all’ultima riunione del board, che ha deciso un aumento degli acquisti mensili Pepp, registrando però opinioni divergenti sul controllo del rialzo dei tassi.
I dati diffusi ieri hanno mostrato intanto un marcato calo degli acquisti settimanali da parte della Bce, anche se dallo spaccato mensile emerge un’accelerazione del 22,7% di cui la Germania è stata la principale beneficiaria.     Ieri il ‘falco’ Klaas Knot ha detto che con un forte rimbalzo dell’economia nella zona euro Francoforte potrebbe iniziare a ridurre gradualmente gli acquisti Pepp dal terzo trimestre, per concluderli nel marzo del prossimo anno. Per il banchiere centrale finlandese Olli Rehn la Bce deve mantenere la sua politica ultra-accomodante finché la crisi sanitaria ed economica provocata dal Covid-19 non sarà alle spalle.

FED

La banca centrale Usa si aspetta di dover sostenere l’economia ancora per un po’ di tempo visti i rischi e l’incertezza della situazione, emerge dai verbali dell’ultima riunione del Fomc diffusi ieri sera.

USA – Il presidente Joe Biden porta avanti la nuova proposta di spesa da 2.200 miliardi di dollari e chiede alle aziende di pagare un livello “accettabile” di tasse. Secondo fonti e gruppi industriali, l’accordo potrebbe essere raggiunto su un rialzo dal 21% al 25%.

DEBITO TARGET2 – Da Bankitalia arriva stamani il dato sul debito Target2 dell’Italia relativo a marzo, da confrontare con i 466,941 miliardi di euro del mese prima, minimo da febbraio 2020. Il documento mensile sugli aggregati di bilancio a cura di via Nazionale contiene anche i numeri sul funding Bce alle banche italiane, che a febbraio si attestava a 373,872 miliardi, pressoché stabile.

MERCATO

BTP – Riferimenti per la giornata odierne sono 103 punti base per il differenziale di rendimento Italia-Germania sul tratto a 10 anni e 0,71% per il tasso del decennale benchmark.
In serata, a mercati chiusi come di consueto, il Tesoro comunica tipologia e quantitativi del collocamento a medio-lungo in programma martedì prossimo, che come annunciato da via XX Settembre terrà conto dell’emissione sindacata di ieri.  Sul primario stamani si attivano la Francia, che offre fino a 11 miliardi in tre Oat, e la Spagna, che mette a disposizione fino a 6 miliardi in tre Bonos oltre a 1 miliardo in un titolo indicizzato.

BTP DUAL TRANCHE – Attesi oggi dal Tesoro i dettagli relativi al collocamento dual tranche di ieri da complessivi 12 miliardi di euro. La domanda per il nuovo Btp 50 anni e per la riapertura del titolo a 7 anni ha superato i 130 miliardi.

FOREX – Dollaro vicino ai minimi da due settimane in scia al calo dei tassi Usa. Poco prima delle 7,50 il cross euro/dollaro è a 1,1876 in rialzo dello 0,05%, l’euro/yen scambia a 130,23 a -0,11%, il dollaro scambia a 109,66 yen in calo dello 0,16%.

GREGGIO – I futures sul Brent scendono dello 0,65% a 62,75 dollari al barile, i futures Nymex dello 0,72% a 59,34 dollari.

TREASURIES – Il tasso del benchmark decennale sui mercati asiatici è in area 1,665%, rispetto alla chiusura Usa a 1,654%.

LE MINUTE DELLA FED E DELLA BCE

WB ANALYTICS: ITA 10 Y YIELD

wb perspectives outlook

World Economic Outlook
Le stime aggiornate del Fondo Monetario confermano l’abbrivio della ripresa globale.

La  crescita globale, secondo l’aggiornamento del FMI nell’Outlook di aprile,  è prevista al 6% nel 2021, moderandosi al 4,4% nel 2022. Le proiezioni per il 2021 e il 2022 sono più forti rispetto all’Outlook rilasciato lo scorso ottobre 2020. La revisione al rialzo riflette un ulteriore stimolo fiscale promosso in alcune grandi economie.

La prevista ripresa risulta alimentata dalla campagna vaccini nella seconda metà del 2021 e dal continuo adattamento dell’attività economica alla mobilità ridotta. Tuttavia secondo gli economisti del Fondo, un’elevata incertezza circonda questa prospettiva, correlata al percorso della pandemia, all’efficacia del sostegno politico per fornire un ponte verso la normalizzazione basata sui vaccini e all’evoluzione delle condizioni finanziarie. Le stime aggiornate riportano una maggior crescita nell’area anglosassone, in particolare negli Stati Uniti.

L’Eurozona è attesa anch’essa ad esprimere un maggior grado di espansione rispetto alle valutazioni fatte in precedenza, tuttavia in termini relativi essa rimane più moderata rispetto agli Usa. Come abbiamo già scritto in precedenza gli Stati Uniti hanno intrapreso un regime di crescita rapportabile per ampiezza alla performance cinese.

Questo è un bene in quanto l’America rappresenta il mercato di maggior trazione per l’export italiano ed europeo.

Questi dati hanno comunque un rovescio della medaglia. Ci sono ancora molte incognite sul percorso che punta ad una santificazione totale della pandemia. E per molte agende questo non corrisponde con un ritorno verso la normalità, a partire dall’aumento esponenziale del debito sovrano. L’Italia come sappiamo costituisce una delle aree più critiche in tal senso.   Per continuare a leggere ed analizzare i riflessi sui mercati richiedi il report completo