TAPERING: La Fed annuncia piani per iniziare a ridimensionare gli acquisti di asset

FED TAPERING – Con una mossa ampiamente prevista, la Federal Reserve ha annunciato ieri sera  che ha deciso di avviare il  ridimensionamento degli acquisti di asset alla fine di questo mese. La Fed ha affermato che prevede di ridurre i suoi 120 miliardi di dollari di acquisti mensili di obbligazioni nella misura di 15 miliardi al mese, citando a supporto della decisione gli ulteriori progressi sostanziali che l’ economia ha compiuto verso i suoi obiettivi di massima occupazione e stabilità dei prezzi.

La Fed con il tapering ritiene che le riduzioni nel ritmo degli acquisti di attività nette siano appropriate, tuttavia ha affermato di essere pronta ad adeguare il ritmo degli acquisti se giustificato dai cambiamenti nelle prospettive economiche. A prima vista, la riluttanza a preannunciare l’intero piano di tapering mensile fissando una data di conclusione  per la metà del 2022, potrebbe essere considerata accomodante. Rimane aperta l’ipotesi che la componente dei cosiddetti falchi  rappresentata in Consiglio, possa voler accelerare il tapering all’inizio del prossimo anno, in particolare nel caso in cui l’inflazione dovesse continuare a salire più del previsto.

Nella dichiarazione che annuncia la decisione, la Fed ha affermato che gli indicatori dell’attività economica e dell’occupazione hanno continuato a rafforzarsi. La dichiarazione ha anche riconosciuto che gli squilibri della domanda e dell’offerta legati alla pandemia e alla riapertura dell’economia hanno contribuito a considerevoli aumenti dei prezzi in alcuni settori, sebbene la Fed abbia continuato a descrivere come transitori i fattori che portano all’inflazione elevata. La Banca centrale ha affermato di aspettarsi che i tassi di interesse rimarranno a livelli prossimi allo zero fino a quando le condizioni del mercato del lavoro non avranno raggiunto livelli coerenti con le sue valutazioni di massima occupazione e di rientro dell’inflazione, benché ritenga tollerabile  che superi moderatamente il 2% per qualche tempo.

I  mercati invece  scommettono che la Fed sarà costretta ad aumentare rapidamente i tassi nel momento in cui il suo programma di QE risulterà ridimensionato. Continuiamo ad aspettarci che a partire dalla seconda metà del 2022 aumentino le probabilità che il Board proceda con il rialzo dei tassi. Siamo altrettanto convinti che il Consiglio tema di avviare un’azione più aggressiva in quanto dubita che possa colpire la ripresa, correndo  il rischio di commettere un errore politico di valutazione del quadro. Nella sua conferenza stampa, il presidente della Fed, Jerome Powell, ha sottolineato che la decisione di iniziare a ridurre gli acquisti di asset non riflette un segnale diretto sulla politica dei tassi di interesse. “Continuiamo ad articolare un test diverso e più rigoroso per le condizioni economiche che dovrebbero essere soddisfatte prima di aumentare il tasso sui fondi federali”, ha affermato ieri sera Powell, sostenendo che c’è ancora molto da fare per raggiungere la massima occupazione sia in termini di occupazione che di partecipazione.

Alle 10:30 Wlademir Biasia commenterà per il canale tv FINANZA NOW gli effetti della decisione sui mercati e sul quadro economico.

MARKET MOVER

La decisione non ha sortito particolari effetti sul cambio eur usd. Tuttavia ne ha modificato il bias tecnico di breve termine. Pensiamo che l’atteggiamento meno hawkish della Fed possa trattenere ancora il cambio all’interno della fascia 1,1530-1,700 nel brevissimo termine, senza modificare la struttura del ciclo tendenziale a medio lungo. Abbiamo comunque confermato nell’Outlook operativo il nostro punto di controllo ai due limiti della banda indicata. La violazione di 1,1530 rappresenta un trigger favorevole al biglietto verde, viceversa quota 1,17/1,1725 eur usd.

In compenso il mercato delle commodity ha registrato ieri in attesa della Fed un ulteriore passo nella direzione della correzione al ribasso delle quotazioni primarie.   Si noti come nell’ultimo mese, in alcuni casi, e nell’ultima settimana in generale  i prezzi abbiano subito vere e proprie correzioni. Questo è in linea con la previsioni che abbiamo formulato nei nostri ultime tre rapporti mensili sulle commodity, WB COMMODITY PERSPECTIVES.  

Il segmento che più si è dimostrato resiliente alla correzione è quello del petrolio. Il Brent sta cedendo soltanto in queste ore quota 82 usd/bar. Ci aspettiamo da una conferma odierna del breakout che i prezzi possano correggere a breve verso area 77/76 usd/bar. Mentre il Gas europeo sta scendendo verso gli obbiettivi attesi. La buona notizia è che abbiamo visto una conferma del nostro Outlook anche sul ridimensionamento dell’indice primario che traccia l’andamento dei noli marittimi: il Baltic Dry Index. Dai massimi fissati a quota 5650 i valori sono scesi a questa mattina del 45% ovvero a quota 3180.

LA FED ANNUNCIA IL TAPERING

WB ANALYTICS: COMMODITY MARKET QUOTE

 

I PMI manifatturieri e dei servizi a livello mondiale

I PMI manifatturieri e dei servizi a livello mondiale fanno parte rilevante del calendario economico di questa settimana. Con la loro pubblicazione avremo un quadro aggiornato delle condizioni economiche all’inizio del quarto trimestre, utile a comprendere se la perdita di momentum della ripresa continuerà a dominare la scena macro economica. Prosegue l’intenso calendario di riunioni dei consigli delle banche centrali. Oggi e domani negli Stati Uniti si riunisce la Federal Reserve , dopo di che sarà la volta della BoE nel Regno Unito e della Banca Centrale dell’Australia. Infine, un altro dato rilevante sarà riportato venerdì con la pubblicazione delle statistiche sull’occupazione USA.

Ieri il dato PMI manifatturiero degli USA ha messo in evidenza una perdita di velocità nelle due diverse rilevazioni: Il PMI Markit Manifatturiero è sceso rispetto al mese di settembre, come pure l’analogo indice ISM manifatturiero. Ancora una volta la causa principale della minore fiducia sul ritmo della ripresa indicata dalle aziende, risulta imputabile all’allungamento delle catene di approvvigionamento, con carenze di componenti che limitano la crescita della produzione al minimo da luglio dello scorso anno. Non mancano inoltre i problemi relativi alla mancanza di mano d’opera. Un ulteriore fattore di perdita di momentum per il 25% degli intervistati è dato da un calo della domanda, ciò nonostante  gli afflussi di nuovi ordinativi rimane comunque al di sopra della media. I deficit di produzione rispetto alla domanda  hanno contribuito ad aumentare ulteriormente i prezzi di vendita dei produttori, suggerendo che le pressioni inflazionistiche continuano a crescere con effetti persistenti.

AREA

EVENTO

1/1/21

PREVISIONE

PRECEDENTE

USD

Indice dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero (Ott)

58,4

59,2

60,7

USD

Spese per costruzioni edili (Mensile) (Set)

-0,5%

0,4%

0,1%

USD

Indice ISM dell’occupazione manifatturiera (Ott)

52

50,2

USD

Indice ISM dei nuovi ordini manifatturieri (Ott)

59,8

66,7

USD

Indice ISM dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero (Ott)

60,8

60,5

61,1

USD

Indice ISM prezzi del settore manifatturiero (Ott)

85,7

78,5

81,2

CNY

Indice Manifatturiero PMI – Caixin (Ott)

50,6

50

50

PMI MANIFATTURIERI E SERVIZI

MARKIT PMI MANUFATURING USA

Markit ha riportato anche il dato per la Cina. Il PMI manifatturiero è salito frazionalmente nel mese di ottobre riuscendo a consolidare valori al di sopra della soglia 50 (spartiacque tra espansione > 50 e stagnazione/recessione). Il settore manifatturiero è stato caratterizzato da una combinazione di forte domanda contrapposta ad un’offerta debole. La produzione si è ridotta per il terzo mese consecutivo, ad un ritmo più veloce dal mese di agosto. Tagli all’elettricità e razionamento, carenza ed aumenti dei prezzi delle materie prime, sono state le ragioni che hanno causato la contrazione dell’offerta. Tuttavia la spinta della domanda interna ha contribuito a sostenere la tendenza  grazie all’incremento dei nuovi ordini. La domanda estera è rimasta fiacca invece, in quanto le esportazione sono rimaste depresse per il terzo mese consecutivo (<50). La pressione inflazionistica ha confermato ulteriori tensioni: i costi relativi ai fattori di produzione sono aumentati per il 17° mese consecutivo, con il tasso di crescita che ha accelerato al massimo da dicembre 2016.

Secondo il sondaggio, i prezzi delle materie prime e dell’energia sono aumentati bruscamente; di conseguenza anche i costi di trasporto sono aumentati. La misura dei prezzi alla produzione è salita al massimo degli ultimi cinque mesi per effetto degli incrementi subiti a valle della catena di valore. Gli aumenti dei prezzi applicati dai produttori di prodotti intermedi sono stati particolarmente consistenti. Infine rimangono elevati i tempi di consegna dei fornitori a causa dei blocchi produttivi causati dalla carenza di energia e di materie prime. L’indicatore dei tempi di consegna ha raggiunto.

PMI MANIFATTURIERI E SERVIZI

MARKIT PMI MANUFATURING CHINA

PMI ITALIA – Dal lato macro in primo piano l’indice Pmi sul settore manifatturiero di ottobre: la mediana delle attese raccolte da Reuters prevede un ritmo di espansione invariato da settembre a 59,7. Diffusa la scorsa settimana e relativa a ottobre, l’indagine Istat sul morale delle aziende manifatturiere ha messo in luce un miglioramento a 114,9, oltre le attese.

BANCHE CENTRALI

Oggi e domani si riunisce il Fomc, l’organismo monetario della Fed. Al termine dei lavori Jerome Powell riferirà in conferenza stampa le decisioni finali. Il mercato si aspetta l’annuncio che confermi l’avvio del tapering, ovvero la riduzione degli acquisti su larga scala di asset da parte della Riserva Federale. Invece appare meno probabile che il Governatore faccia espliciti riferimenti alla tempistica del primo rialzo dei tassi di interesse. La nostra view ha anticipato i tempi di attesa entro l’estate 2022. I contratti futures sui federal fund configurano tre rialzi di un quarto di punto il prossimo anno, rispetto a due della scorsa settimana. Il tenore delle aspettative è direttamente proporzionale all’apprezzamento del dollaro contro le principali monete, fatta eccezione per lo yuan renminbi.

Nel mese di ottobre il cambio eur usd ha attivato, come previsto agli inizi del mese,  una nuova banda di oscillazione compresa tra 1,1680 ed 1,15. Qualora la Fed dovesse decidere per l’avvio del tapering in misura robusta, il dollaro potrebbe abbandonare il range ed aprire una nuova finestra riflessiva puntando al raggiungimento di area 1,12 eur usd.

Venerdì l’US Bureau of Labour Statistics rilascerà i dati per il mese di ottobre. L’andamento della media settimanale delle richieste dei sussidi di disoccupazione è sceso sensibilmente nel corso del mese, lasciando intravvedere l’ipotesi che il dato sulle nuove buste paga possa aumentare in modo più robusto rispetto al mese di settembre.

AREA

EVENTO

5/1/2021

PREVISIONE

PRECEDENTE

USD

Salario orario medio (Mensile) (Ott)

0,004

0,6%

USD

Retribuzione oraria media (annuale) (Annuale) (Ott)

4,9%

4,6%

USD

Media di Ore Settimanali (Ott)

34,8

34,8

USD

Retribuzione statale (Ott)

-123,0K

USD

Buste paga del settore manifatturiero (Ott)

27K

26K

USD

Buste paga del settore non agricolo (Ott)

450K

194K

USD

Tasso partecipazione (Ott)

61,6%

USD

Libri paga non agricoli privati (Ott)

400K

317K

USD

Tasso di disoccupazione U6 (Ott)

8,5%

USD

Tasso di disoccupazione (Ott)

4,7%

4,8%

BANCA CENTRALE AUSTRALIA – In linea con le attese, la Reserve Bank of Australia ha confermato il costo del denaro sull’attuale minimo di 0,10%. Tuttavia l’istituto ha compiuto un altro passo verso la riduzione delle misure di stimolo abbandonando il controllo dei rendimenti, lasciandosi alle spalle il target di 0,1% per i governativi aprile 2024.

VERBALI BANCA GIAPPONE – Gli esponenti del board della Banca del Giappone hanno discusso del futuro delle misure di stimolo messe in campo contro la pandemia e uno di loro si è espresso a favore di un graduale disimpegno quando l’effetto del Covid sull’economia si farà sentire meno. E’ quanto emerge dai verbali della riunione di fine settembre in cui l’istituto centrale nipponico ha lasciato invariata la propria politica.  Allora però ha tracciato anche un quadro più fosco per export e produzione rafforzando le attese che manterrà ancora in campo le massicce misure di stimolo.

Anche dal meeting della Bank of England ci aspettiamo segnali più restrittivi, magari ancora inseriti in un percorso di attese. Vi sono  aspettative di un aumento di 15 punti base del tasso di riferimento in parte già scontate dal mercato. Il recente PMI Markit UK ha continuato a indicare pressioni inflazionistiche record e un’accelerazione della crescita , aggiungendo segnali che la BoE potrebbe essere la prima banca centrale del G-7 ad aumentare i tassi, anche se non tutti i responsabili politici ritengono che il momento sia giusto date le incertezze sul il percorso di recupero. L’eur gbp nel corso delle ultime settimana ha consolidato la tendenza riflessiva a favore della sterlina. Siamo sempre confidenti in un movimento che tendenzialmente punta ad un ulteriore ritracciamento dei prezzi rispetto alle perdite subite dal pound dopo il referendum Brexit. La nostra view continua a confermare una stima che punta in direzione di 0,82/0,80 eur gbp nel breve medio periodo.PMI MANIFATTURIERI E SERVIZI

MARKIT PMI UK VS. INFLATION

 

EURO STERLINA WB ADVISORS

WB ANALYTICS: EUR GBP BT

ECB INFLATION TIME Ieri  a conclusione del consiglio di politica monetaria, dove sono stati confermati i tassi come ampiamente scontato, Christine Lagarde ha commentato in conferenza stampa  con tono meno condiscendente la recrudescenza delle pressioni inflazionistiche sui prezzi al consumo. Fonti vicine al consiglio Bce rivelano che tra i banchieri centrali prevale una spaccatura sul delicato dossier inflazione. Una parte dei policymaker di Francoforte dubita, infatti, che il costo della vita rientrerà al di sotto dell’obiettivo ufficiale del 2% addirittura nel 2023. Del resto nessuno può seriamente credere che qualsiasi azione possa adottare la BCE possa  spostare i container più velocemente dall’Asia all’Europa o aumentare la produzione globale di petrolio e microchip. Tuttavia, l’attuale contesto economico di un’economia ancora in miglioramento e di un’inflazione effettiva troppo elevata fa sempre più propendere ad un cambiamento di rotta della policy in futuro.

EURO ZONE INFLATION TIME

Le reazioni dei mercati sono state misurate nel fronte dei cambi, più robuste su quello dei rendimenti dei titoli di stato, soprattutto i periferici.

L’eur usd è ritornato a salire verso la parte alta del range che ad inizio mese abbiamo messo a fuoco 1,1680/1,1500. Non escludiamo prima del consiglio Fed che i prezzi possano spingere ulteriormente verso area 1,17.

Inflation time delle materie prime

Benché il Presidente della BCE abbia usato toni meno accondiscendenti sulla transitorietà dell’inflazione, continuiamo a pensare che alcune dinamiche di prezzo sulle materie prime stiano avviando un lento percorso di ritracciamento del precedente rialzo. Come avevamo anticipato  nel rapporto di settembre e confermato in quello di ottobre alcuni valori stanno invertendo tendenza. E? il caso del Gas naturale europeo ma anche americano. I prezzi stanno scendendo velocemente. In settimana abbiamo visto violare al ribasso la soglia degli 80 euro, ovvero il livello di conferma dell’Outlook ribassista per il quale abbiamo stimato un target di intermedio in area 40 euro. Se si pensa che agli inizi di ottobre quotava 160 euro e la scorsa settimana 110 ci sembra che la direzione prevista sia nei numeri. Tuttavia sul fronte della pressione inflativa c’è ancora molto da lavorare. I prezzi del gas TTF oscillavano prima della pandemia mediamente tra 15 e 25 euro megawatt-ora. Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato a Gazprom di iniziare a riempire i suoi impianti di stoccaggio di gas europei dall’8 novembre. Inoltre, il top seller norvegese Equinor ASA ha annunciato mercoledì che stimolerà le esportazioni di gas naturale per alleviare la crisi dell’offerta in Europa.

Nel frattempo anche sull’andamento dei prezzi del petrolio abbiamo rilevato iniziali segnali di esaurimento della forza rialzista. E’ presto per trarre conclusioni. Attendiamo segnali più concreti, tuttavia il Brent dopo aver toccato il nostro obbiettivo a 85/90 usd/bar, aspettiamo di cogliere indicazioni più concrete per il reversal sei prezzi con la violazione di quota 83/82 usd per assistere quantomeno ad una correzione verso 77 usd.

Anche i metalli industriali si stanno comportando secondo le linee indicate nel nostro rapporto WB COMMODITY PERSPECTIVES.   Pensiamo che per rafforzare i segnali che abbiamo lanciato sul comparto benché le banche centrali non possano fare molto per spostare i container più velocemente… possano operare per raffreddare la componente speculativa esercitata dal mercato. E’ per questa ragione che la FED la prossima settimana, nonostante il dato poco entusiasmante sul GDP USA rilasciato ieri +2% (q/q), debba procedere con il tapering.

Inflation time sui margini aziendali

Su questo fronte dovremmo cogliere qualche segnale di allerta anche dai mercati azionari, troppo autoreferenziali rispetto ad un quadro in cui il la perdita di pricing power di molte aziende consumer comincia già a farsi sentire. Ieri Amazon ha riportato per il IIIQ/21 earnings inferiori alle attese 6,12 contro 8,91 e ricavi a 110,81B contro 111,62B.

Oggi attendiamo i dati su GDP in Italia ed Europa.

MARKET MOVER

MACRO EURO INFLATION TIME- Crescita nel terzo trimestre e inflazione di ottobre in arrivo anche da Eurostat. Si tratta naturalmente degli indicatori principali monitorati dalla Bce: è infatti al combinato disposto di crescita e inflazione — ossia al rischio di ‘stagflazione’ — che Francoforte guarda con particolare timore. Per il Pil le attese sono a 2% congiunturale e +3,5% a perimetro annuo; quanto ai prezzi al consumo le aspettative convergono su un +3,7% tendenziale (+1,9% a livello core).
Secondo dati diffusi stamani, intanto, il Prodotto interno lordo francese ha registrato un +3% congiunturale nel terzo trimestre, contro stime pari a 2,1%. Attesi in mattinata da Parigi anche i numeri sui prezzi al consumo in ottobre, visti in rialzo del 3,1% per il dato tendenziale armonizzato. In agenda, sempre stamattina, le statistiche sulla crescita nei tre mesi luglio-settembre anche da Germania, Spagna e Portogallo. Il dato tedesco è ipotizzato a +2,2% su trim e +2,3% su anno.

DATI GIAPPONE – La produzione industriale nipponica si è ridotta per il terzo mese consecutivo a settembre, con il settore automobilistico colpito da una persistente carenza di forniture globali, aumentando il rischio di una contrazione economica nel terzo trimestre e mettendo in dubbio la ripresa. La produzione è scesa del 5,4% rispetto al mese precedente, dopo essere calata del 3,6% in agosto e dell’1,5% in luglio. Si tratta del peggior risultato da maggio e ben inferiore alle attese degli economisti che si attestavano a -3,2%.
In altre statistiche diffuse stanotte, il tasso di disoccupazione è rimasto stabile a settembre dal mese precedente al 2,8%. Sul fronte dell’inflazione, l’indice dei prezzi al consumo di Tokyo ha registrato un +0,1% in ottobre rispetto a un anno prima.

RATING SOVRANO ITALIA – Questa sera dopo la chiusura di Wall Street il verdetto di Dbrs sul merito di credito sovrano, pari attualmente a ‘BBB’ (high) con trend negativo. Secondo l’ultimo aggiornamento datato 30 aprile, a parere dell’agenzia di rating nata in Canada, la pandemia pesa sui conti pubblici ma anche sulle prospettive della crescita. Il governo Draghi, scriveva allora Dbrs, potrebbe offrire però l’opportunità di portare avanti il percorso delle riforme.

BTP – Riferimenti per l’apertura odierna i 113 centesimi per il differenziale tra i tassi decennali di Italia e Germania e l’1,02% per il rendimento del benchmark agosto 2031. In un mercato già appesantito dal collocamento a medio/lungo, ieri, le parole di Lagarde sembrano non esser riuscite a placare l’attuale aggressivo repricing globale, con il tasso del Btp a 10 anni tornato oltre la soglia psicologica dell’1% per la prima volta da fine maggio mentre gli investitori continuano a ritenere incombente una stretta.

Central Bank

Ieri si sono riuniti i Consigli di Bank of Canada e della svedese Riksbank, oggi quelli della Banca del Giappone e della Banca centrale europea. La prossima settimana, Reserve Bank of Australia ha in calendario un meeting martedì, la Fed annuncerà le decisioni del Fomc mercoledì, infine Bank of England e Norges Bank prenderanno la parola giovedì.

BANK OF CANADA – Ha deciso di mantenere i tassi fermi allo 0,25%, in linea con le aspettative del mercato. Il rapporto sulla politica monetaria (MPR) riporta un’attesa per l’inflazione al di sopra dell’intervallo di rialzo nominale dell’1% – 3%, considerato nei toni più transitorio del rapporto precedente. Il dollaro canadese dopo l’annuncio si è apprezzato ulteriormente all’interno di un trend ciclico rialzista di medio lungo termine. Il segnale di un potenziale aumento dei tassi prima di quanto originariamente previsto e la fine dell’allentamento quantitativo tenderà, secondo la nostra visione, a favorire un ulteriore ribasso del rapporto eur cad. Agli inizi dell’anno avevamo fissato un target intermedio ed uno finale che oggi siamo in grado ci verificare grazie al rafforzamento effettivo della divisa canadese: il primo quotava in area 1,45, quello successivo quota in area 1,40 eur cad. Pensiamo che quest’ultimo livello sarà testato dal mercato entro il prossimo inverno. Da inizio anno l’euro ha perso il 10% del proprio valore nei confronti del cad. Nell’Outlook 2022 aggiorneremo il target ciclico, considerando l’ipotesi di un potenziale rialzo dei tassi prima dei tempi precedentemente attesi.

RIKSBANK L’economia svedese si è ripresa rapidamente e l’inflazione dovrebbe salire temporaneamente al di sopra del 2% nel prossimo anno, prima di tornare a scendere. La politica monetaria deve rimanere espansiva affinché l’inflazione sia durevolmente vicina all’obiettivo in futuro. Il Consiglio Direttivo ha quindi deciso di mantenere invariato il tasso pronti contro termine a zero cent e si prevede che rimanga a zero per l’intero periodo di previsione. Anche la Riksbank continuerà ad acquistare titoli nel corso del quarto trimestre, in linea con le precedenti decisioni. La previsione dell’Executive Board è che le disponibilità di titoli saranno più o meno invariate nel 2022. L’avanzo commerciale della Svezia è aumentato a settembre rispetto a un anno fa, secondo i dati forniti da Statistics Sweden. L’eccedenza commerciale è salita a 6,3 miliardi di corone svedesi a settembre da 2,8 miliardi nello stesso mese dell’anno scorso. Ad agosto, il deficit commerciale è stato di 10,5 miliardi di corone. Su base annua, le esportazioni sono cresciute del 17% a settembre e le importazioni del 15%. La bilancia commerciale extra-UE ha mostrato un avanzo di 18,3 miliardi di corone a settembre, mentre la bilancia commerciale con l’UE ha mostrato un disavanzo di 12,0 miliardi di corone svedesi.

L’eur sek nel frattempo sta dirigendo verso il nostro target 2021 collocato agli inizi dell’anno in area 9,80 & 9,60.

WB ADVISORS

CENTRAL BANK INSIDE

WB ANALYTICS: EUR SEK L/T

La BANK of JAPAN, al contrario di altre banche, oggi ha lasciato invariata la sua politica monetaria e stimato un’inflazione ben al di sotto dell’obiettivo del 2% per almeno altri due anni, rafforzando l’idea del mercato che l’istituto non abbia intenzione di uscire dallo stimolo. Attesa alle 8,30 la conferenza stampa del governatore Kuroda. Nel frattempo l’eur jpy ritorna a cedere quota 132 in un quadro che continua a tenere il cambio all’interno del range di breve tra 128 e 133 eur jpy.

Ora il focus si sposta su Francoforte, con la riunione di politica monetaria della BCE e la consueta conferenza stampa della presidente Christine Lagarde alle 14:30. I toni si preannunciano accomodanti, nel tentativo di mitigare le aspettative del mercato sui rialzi dei tassi e sull’aumento dei prezzi. E proprio guardando all’inflazione, ieri le aspettative a lungo termine nella zona euro si sono mantenute oltre il target Bce, toccando 2,0951%, massimo da sette anni. Oltre al tentativo di correggere l’attuale repricing di mercato sui tassi a breve,  si attendono dalla conferenza stampa del pomeriggio toni ‘dovish’, mentre un annuncio sul futuro d Pepp e piani di acquisto è atteso a dicembre. Nei dati settimanali resi noti ieri da Francoforte, intanto, gli acquisti in ambito Qe e Pepp hanno mostrato un’accelerazione. L’eur usd nel frattempo dopo aver tentato in più occasioni di attaccare area 1,1675, dove avevamo fissato (8 ottobre) il cap dell’attuale fascia di negoziazione di breve dopo il test del nostro obbiettivo fissato un anno fa, sta nuovamente ritornando ad indebolirsi. Inutile ribadire che il vero cult movie per i mercati andrà in onda la prossima settimana quando a parlare e decidere sarà J Powell della Fed.

Alle 10.30 Wlademir Biasia sarà ospite di FINANZA NOW in diretta streaming e questa sera alle 17,10/15 su CLASS CNBC – Sky TV 507 – per commentare l’attuale scenario di mercato.

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

DATI ZONA EURO – Riflettori sull’inflazione di ottobre: in attesa dei numeri a livello di blocco, in agenda venerdì e visti in ulteriore accelerazione su anno, oggi sono in arrivo i dati preliminari di Germania e Spagna, con il consensus che è per rialzi sia a livello armonizzato sia per gli indici nazionali.
Istat diffonde i dati sulla fiducia di consumatori e imprese manifatturiere, vista in calo questo mese.

DATI USA – I numeri in arrivo nel pomeriggio forniranno indicazioni sullo stato di salute della principale economia, a partire dalle nuove richieste settimanali di disoccupazione, che dovrebbero mantenersi a quota 290.000, e soprattutto dalla stima del Pil nel terzo trimestre, visto a +2,7% congiunturale, il ritmo di crescita più lento da oltre un anno mentre tornano a salire le infezioni da Covid e pesano i problemi globali delle catene di rifornimento.

DATI GIAPPONE – Le vendite al dettaglio a settembre hanno registrato una flessione tendenziale dello 0,6% dal -3,2% del mese prima, meglio delle attese che erano per un calo del 2,3%.

CENTRAL BANK INSIDE

WB ANALYTICS_ EUR USD CYCLE TREND

 

WB COMMODITY PERSPECTIVES

Outlook Materie Prime Ottobre 2021

La Sostenibilità dell’Ambiente rappresenta un grande obiettivo comune per tutti. La Governance mondiale sta orientando in tutti i modi l’insieme delle imprese verso cambiamenti epocali il cui fil rouge ESG, relativo agli obbiettivi per la sostenibilità, rappresenta un processo straordinario per spingere verso un cambiamento radicale degli stili di vita  e di consumo. Sappiamo che per il mondo produttivo ciò impone di cercare, di conquistare o acquisire nuove forme di competitività, per generare nuovo valore.

Su questa prospettiva le imprese sono chiamate ad affrontare una vera e propria trasformazione per arrivare a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità dovendo affrontare un mercato, quello delle materie prime, senza un governo degli squilibri che si stanno generando. Da un lato il riordino delle catene di fornitura, le ricalibrazione delle reti di globalizzazione, dall’altro la centralità di alcune commodity verso la transizione verde, stanno tenendo alto il livello di tensione nel comparto.   

In questo modo la sostenibilità rappresenta un problema di business che vale sia per le grandi aziende sia per le PMI di tutti i settori. Una trasformazione che stravolge valore nel momento in cui non è misurabile sulla base di metriche condivise e già codificate,  a causa di dinamiche che consentano al processo di transizione di essere applicato nei tempi necessari per il suo auto apprendimento. 

La conseguenza diretta del caos si riverbera sui prezzi delle materie prime.

Riteniamo che la sovrapposizione della liquidità che le banche centrali hanno e stanno assicurando ai mercati, unita alle strozzature di cui sopra alimentano azioni di natura speculativa. Di questi effetti ce ne siamo ampiamente occupati descrivendo per tempo l’evoluzione dei trend in atto. In particolare abbiamo anticipato la correzione iniziale dei metalli industriali azionata proprio dagli eccessi, identificando le traiettorie dei prezzi in un ambiente complesso.

I metalli hanno avviato in modalità diverse correzioni piuttosto ampie rispetti ai massimi fissati nella prima parte del 2021.

Nell’ultima settimana tuttavia abbiamo osservato una reazione ai ribassi iniziali. Il rame è stato protagonista di un recupero che sta riassorbendo tutto il ribasso generato da maggio a inizio ottobre (-19%).  In una settimana abbiamo assistito al recupero quasi totale della correzione, lo stesso dicasi per le terre rare. Il minerale di ferro 62% invece dopo il crash avviato dai massimi di fine luglio (-48%) ha recuperato solo in minima parte i ribassi subiti. Lo Steel Scrap, dopo il ribasso correlato all’andamento del rame, ha recuperato al momento una parte del precedente ribasso (-16,50%).

Nell’insieme i movimenti descritti pongono l’interrogativo sulla natura di un recupero così concentrato nel tempo. Si tratta di una ripartenza del ciclo rialzista o invece siamo in presenza di una fase di congestione sempre orientata a costruire una nuova gamba ribassista? per continuare a leggere scarica il report

MARKET MOVER MONITOR WEEK 43

Le banche centrali dell’Area Euro, Giappone, Canada e Brasile si riuniscono in settimana per discutere di politica monetaria, non sono attese decisioni sui tassi. I dati macro economici con maggiore impatto da seguire in settimana includono i dati sul PIL del terzo trimestre rilasciati da Stati Uniti, Eurozona, Svezia, Messico e Corea del Sud. L’Australia riporta il tasso di inflazione; il Giappone la produzione industriale .

La riunione di politica monetaria della BCE sarà al centro dell’attenzione. Le elevate pressioni sui prezzi affrontate dal blocco potrebbero indurre il Board a riconoscere  che l’inflazione può essere più persistente di quanto previsto e sostenuto dai policy maker, ponendo l’attenzione su come la BCE si posizionerà nella dichiarazione di accompagnamento al Consiglio di giovedì in conferenza stampa. Non ci si aspettiamo che la BCE prenda in considerazione azioni operative almeno fino alla riunione di dicembre, quando riporterà le nuove proiezioni per il 2022. L’esito della riunione andrà infine analizzato in contrapposizione a quello della FED che si terrà il 2-3 novembre.

Sempre in settimana si riuniscono la BoJ e la BoC. I loro consigli dovrebbero ugualmente segnare il passo rimandando eventuali decisioni in futuro; ciò nonostante i mercati saranno ansiosi di verificare l’effettivo esito dei rispettivi consigli, da cui peraltro non sono attese azioni monetarie, prendendo nota della loro visione sulla natura transitoria o meno delle pressioni inflazionistiche.

Nel frattempo, gli operatori analizzeranno con estrema attenzione l’andamento della della crescita nel terzo trimestre a partire dal PIL degli Stati Uniti e della Eurozona. La perdita di momentum dello slancio del comparto manifatturiero di cui abbiamo scritto durante l’estate ed all’inizio dell’autunno potrebbe aver lasciato il segno sui dati. Analizzando i più recenti dati  PMI emerge un rallentamento della fiducia delle imprese  sia negli Stati Uniti che nella zona euro. Alla base del dato meno brillante ci sono certamente le difficoltà delle forniture con gli  shock dell’offerta registrati in tutti i settori a cui dobbiamo sommare il rincaro dell’energia e di molte commodity (proiezione FED GDPNOW)

MONEY MARKET MOVER WEEK 43

FED GDPNOW FORECAST MODEL III Q 2021

Infine, in vista del rilascio del PMI di ottobre, previsto per l’inizio di inizio novembre, vedremo una serie di dati ufficiali sull’IPC dell’eurozona e dell’Australia, che forniranno informazioni sulle condizioni dei prezzi in un contesto di dell’offerta e dei problemi del mercato energetico.

S&P GLOBAL RATING ITALIA Venerdì sera il pronunciamento di S&P Global sul rating sovrano italiano con il miglioramento dell’outlook a ‘positivo’ da ‘stabile, e la conferma del rating a ‘BBB’. Secondo l’agenzia statunitense l’impegno del governo sul fronte delle riforme a sostegno della crescita rappresenta uno stimolo per l’economia.Nell’ultimo pronunciamento, lo scorso aprile, S&P Global aveva previsto una crescita robusta per la seconda parte dell’anno grazie ai progressi nella campagna di vaccinazione e allo stimolo di bilancio.

BTP E ANNUNCIO TESORO – La settimana sul secondario italiano riprende dai 105 punti base per il premio al rischio Italia-Germania sul tratto decennale e da 0,95% del tasso del benchmarck a 10 anni, su piattaforma Refinitiv. In serata inoltre il Tesoro annuncia tipologia e quantitativi di Btp e CctEu in vista dell’asta a medio lungo del 28 ottobre. Di venerdì sera l’annuncio che, nel collocamento Bot di mercoledì 27 ottobre, saranno offerti 6 miliardi. Passando all’intera zona euro, in una settimana che prevede un lieve calo dell’offerta, in giornata la Ue riapre il titolo ottobre 2028 tra 2 e 2,5 miliardi. Da ricordare che venerdì scorso il numero uno della Federal Reserve Powell ha detto che l’istituto dovrebbe avviare il ‘tapering’ mentre ritiene prematuro un rialzo dei tassi.

TURCHIA – Minimo storico per la lira turca dopo che nel fine settimana il presidente Erdogan ha annunciato di aver chiesto al ministro degli Esteri di espellere una decina di ambasciatori di Paesi occidentali, tra cui gli Usa, per aver sollecitato la liberazione del filantropo Osman Kavala. Nel Paese inoltre le banche di Stato dovrebbero tagliare i costi dei prestiti di circa 200 punti base, secondo tre persone a conoscenza del dossier, dopo il taglio dei tassi della banca centrale della scorsa settimana.

IFO GERMANIA – Protagonista di una seduta avara di spunti macro sarà l’indice Ifo di ottobre. Dopo il 98,8 di settembre, la mediana delle attese raccolte da Reuters ipotizza per il barometro sulla fiducia delle imprese una frenata di oltre un punto pieno a 97,9. Sul morale delle aziende tedesche si ritiene abbia avuto una ricaduta negativa il pesante rincaro dei costi energetici.

CINA ED EVERGRANDE – Dopo il pagamento delle cedole della scorsa settimana, che ha concesso altro tempo per evitare il default, Evergrande ha annunciato di voler dare la precedenza alla crescita del segmento sui veicoli elettrici rispetto a quello immobiliare, spingendo il titolo in rialzo. Più in generale però, i titoli del settore immobiliare scendono dopo l’annuncio di sabato che Pechino introdurrà una tassa pilota sulla proprietà in alcune regioni. Secondo l’agenzia di stampa cinese Xinhua, Pechino “rafforzerà gli aggiustamenti” nella riscossione delle tasse in modo mirato e accurato nell’ambito degli sforzi per raggiungere “la prosperità comune” nel lungo termine.

MARKET MOVER

COMMODITY Segnaliamo il raffreddamento dell’indice sui prezzi dei noli marittimi Baltic Dry Index. I valori sono scesi la scorsa settimana del 6%. E’ prematuro affermare che si tratti di un reversal del ciclo rialzista delle quotazioni. Per poterlo stimare con un livello di probabilità accettabile dovremmo poter rilevare valori inferiori all’attuale quota 10.000 con ulteriori spinte sotto area 8750.  Per rafforzare l’eventuale segnale dovremmo poter tracciare inoltre un vero raffreddamento dei prezzi del petrolio. Il Brent, dopo una brevissima finestra di prese di beneficio da parte dei trader, ha recuperato nuovamente area 85 usd riassorbendo la correzione. Al momento i nostri algoritmi continuano a segnalare ancora una struttura positiva. In settimana non escludiamo un ulteriore apprezzamento del Brent Oil verso area 87,50 usd/bar.   Come scritto lo scorso venerdì stiamo monitorando quota 83/82,50, in quanto sotto tale livello sono presenti potenziali nuovi  ordini di vendita. La violazione spingerebbe le negoziazioni a pronti verso area 77 usd, primo vero tipping point del ciclo rialzista del Brent e del comparto in generale. Le negoziazioni sul gas dovrebbero invece proseguire la loro fase correttiva verso quota 80 euro (Natural Gas Euro TTF).

I metalli industriali, a differenza del comparto oil, continuano invece a muovere i prezzi all’interno di una fascia che continua a confermare le nostre attese in merito ad un’ulteriore correzione dei valori. Riteniamo che anche in questo caso il tapering possa delegittimare  l’azione speculativa tuttora presente nelle dinamiche di trading. Sul nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES  abbiamo messo in evidenza il ruolo della Federal Reserve quale unico driver in grado di raffreddare, con l’avvio del tapering,  quantomeno l’azione speculativa che continua a sostenere le quotazioni delle materie prime.

Di questo processo il dollaro dovrebbe trarne beneficio in linea con quanto anticipato nei piani di Enterprise Risk Management che stiamo elaborando sui budget 20/22 per le aziende a cui offriamo il nostro servizio di advisory operativo.

FOREX Come scritto questa e la prossima settimana si tengono i consigli di BCE e Fed. Vogliamo verificare se alla loro conclusione le rispettive linee di policy rimarranno ancora divergenti: ancora accomodante la BCE, più restrittiva la Fed. Attendiamo quindi di analizzare i contenuti degli statement che verranno rilasciati per aggiornare il nostro   WB RISKOO OUTLOOK report. Recentemente il cambio ha collaudato almeno in un paio di sessioni l’area 1,1675 dove avevamo fissato il cap dell’attuale range di mercato. Ci aspettiamo una progressiva perdita di momentum dell’euro dopo l’eventuale breakout di 1,1620/1,1580 eur usd.

EUR USD CYCLE TREND

WB ANALYTICS_ EUR USD CYCLE TREND

MONEY MARKET MOVER WEEK 43

WB ECONOMICS: MONEY MARKET MOVER CALENDAR WEEK 43

Inflazione e crescita sono al centro dell’attenzione delle banche centrali. Il Dipartimento del Lavoro USA ha  riferito  che l’indice dei prezzi al consumo è aumentato di circa lo 0,4 percento a settembre. I prezzi anno su anno sono aumentati del 5,4%: in termini relativi  il più robusto rialzo annuale dal gennaio 1991.

Quarles, membro della Fed,  ha riconosciuto che l’inflazione attualmente è più del doppio dell’obiettivo a lungo termine del Federal Open Market Committee (FOMC), ma ha affermato di essere “non ancora pronto a concludere che questo periodo ‘transitorio’ sia già ‘troppo lungo'”.

Quarles ha affermato che appoggerà presto la decisione di ridurre il ritmo degli acquisti di asset, il che sarebbe “del tutto coerente con il piano del FOMC di perseguire i nostri obiettivi di massima occupazione e stabilità dei prezzi a lungo termine e la nostra nuova strategia di politica monetaria ” ha dichiarato.

“Penso che sia chiaro che abbiamo superato la prova di ulteriori sostanziali progressi sia verso i nostri mandati sull’occupazione che sull’inflazione, e sosterrei una decisione nella nostra riunione di novembre per iniziare a ridurre questi acquisti e completare tale processo entro la metà del prossimo anno “, ha affermato il Governatore.

Nel contempo in Germania i prezzi alla produzione a settembre sono saliti del 14,2% dal 12% di agosto, il massimo dall’ottobre 1974, quando toccarono il +14,5%. Il PPI  depurato dai costi energetici è comunque salito dell’8,6%, calcolando che il prezzo del gas ha segnato un +58,9% su base annua e quello dell’elettricità un +23%.

Nel loro insieme i due dati evidenziano che il livello della temperatura è salito ben oltre gli equilibri sopportabili dai fondamentali. Indubbiamente il maggior contributo a questa spinta dei prezzi proviene dalle commodity e dalla logistica.

In settimana abbiamo pubblicato la sintesi di un nostro studio sull’andamento del gas naturale europeo e delle prospettive del TTF. I prezzi si muovono con grande velocità evidenziando un livello di volatilità straordinario. Ieri abbiamo assistito ad nuovo allentamento delle quotazioni in direzione del tipping point a 80 euro maturando questa settimana un parziale ribasso del 13,42% (last quote 88,46- max 2021 162 euro).

Il movimento settimanale depone a favore del nostro scenario di base. Tuttavia necessitiamo ancora della conferma risolutiva del breakout di quota 80 euro. Da ieri i leader dell’UE sono in riunione per discutere tra le varie cose di energia e del recente aumento dei prezzi. Valuteranno quali misure adottare a livello nazionale ed europeo per affrontare le ripercussioni di tale aumento.

L’agenda energetica costituisce un passaggio di fondamentale importanza per l’intero comparto delle materie prime. Tutte le macro aree economiche si trovano in questo momento ad affrontare il tema in un quadro in cui la transizione verde impone una serie di tappe forzate difficilmente compatibili con l’attuale assetto energetico.

Oggi, come anticipato lunedì nel nostro MARKET MOVER MONITOR WEEKLY (vedi calendario), avremo la pubblicazione dell’esito dei sondaggi PMI Flash. Le curve, soprattutto sul comparto manifatturiero, sono attese ancora in declino dopo la perdita di momentum registrata durante l’estate. Nell’insieme il rallentamento è imputabile ai noti problemi della catena di forniture ed al rialzo dei prezzi delle materie prime. Un ridimensionamento di quelli energetici impatterebbe su tutto il comparto compreso quello dei noli marittimi. Consentirebbe inoltre alle banche centrali di confermare la loro fiducia sulla transitorietà dell’inflazione.

Nel pomeriggio Jerome Powell terrà un intervento, l’ultimo che precede la riunione della Fed del 2-3 novembre. Analizzeremo con attenzione i contenuti del suo discorso prima che inizi il periodo di silenzio che precede i meeting della Banca centrale USA.

La prossima settimana si svolgerà inoltre una raffica di riunioni di banche centrali in diverse aree del mondo:  Canada, Eurozona e Giappone. Contemporaneamente saranno riportati i dati relativi alla crescita e inflazione del terzo trimestre con il PIL degli Stati Uniti e della Eurozona. 

La riunione di politica monetaria della BCE sarà al centro dell’attenzione soprattuto in scia alle elevate pressioni registrate sui prezzi in Eurozona. La riunione si tiene con l’ombra delle dimissioni del Presidente della Bundesbank e Consigliere BCE;  Jens Weidmann lascerà l’incarico a fine 2021, dopo 10 anni e con sei d’anticipo sulla scadenza del mandato.

Jen Weidmann noto per le sue posizioni intransigenti, si è scontrato più volte con Draghi, cercando invano di succedergli alla guida della Bce nel 2019. E’ altresì nota la sua linea di rigore monetario. Ci chiediamo se si tratti di una svolta sulla linea economica, monetaria e fiscale che modificherà l’approccio futuro dei governi dell’Eurozona!

Nei recenti interventi rilasciati da vari esponenti BCE,  è stato affermato che l’inflazione potrebbe essere più persistente del previsto. Ciò alzerà il livello di attenzione su come si posizionerà il Board nella dichiarazione di accompagnamento di Christine Lagarde nella conferenza stampa su inflazione e crescita. Detto questo, la BCE non dovrebbe intraprendere ulteriori azioni almeno fino alla riunione di dicembre, quando sono attese nuove proiezioni. Separatamente, si prevede che anche la BoJ e la BoC rimarranno in una posizione di attesa la prossima settimana, ciò non toglie che gli operatori presteranno molta attenzione  ai comunicati finali.  Vogliamo capire se ci sia ancora una linea di continuità sulla retorica in merito alla resilienza della ripresa,  soprattutto vogliamo verificare  quanto regga ancora la  convinzione delle banche centrali  sulla natura transitoria delle pressioni inflazionistiche.

MARKET MOVER

Nel mercato delle commodity continuiamo a registrare elevata volatilità. Alcuni segnali di possibile rientro dei prezzi ci lasciano fiduciosi su un prossimo riequilibrio del comparto, un toccasana per inflazione e crescita.  Ma come abbiamo scritto la Fed dovrà dare un segnale inequivocabile di voler raffreddare almeno l’azione speculativa  annunciando il tapering.  Sul nostro WB COMMODITY PERSPECTIVES  abbiamo preso in esame l’attuale scenario declinando la congiuntura dei prezzi in quadro in cui rimangono possibili ipotesi correttivi in taluni casi molto significative. Il Brent, benchmark per il comparto petrolifero, dopo aver collaudato area 85 usd/usd bar, target indicato nel nostro ultimo Alert, sta aprendo un primo possibile segnale di reversal. Stiamo monitorando in queste ore quota 83/82,50 usd in quanto sotto tale livello sono presenti molti ordini di realizzo sul posizioni speculative lunghe di oil. La violazione ci porterà verso area 77 usd, primo vero tipping point del ciclo rialzista del Brent.

Di questo processo il dollaro dovrebbe trarne beneficio in linea con quanto anticipato nei piani di Enterprise Risk Management che stiamo elaborando sui budget 2022 per le aziende a cui offriamo la nostra copertura operativa.

Dopo le ultime due settimane relativamente tranquille ci aspettiamo un ritorno della volatilità sul cambio eur usd. Continuiamo a confermare l’Outlook indicato nel nostro WB RISKOO report. Recentemente il cambio ha collaudato almeno in un paio di sessioni l’area 1,1675 dove avevamo fissato il cap dell’attuale range di mercato. Ci aspettiamo una progressiva perdita di momentum dell’euro dopo l’eventuale breakout di 1,1620.

 

I prezzi del gas e del petrolio tendono a muoversi su driver governati da almeno due leve: geopolitica ed azione speculativa. 

Il Title Transfer Facility, TTF, è un punto di scambio virtuale per il gas naturale quotato nei Paesi Bassi. Questo mercato offre la possibilità  di negoziare futures, che costituiscono la base di riferimento per l’andamento dei prezzi del gas europeo. Istituito da Gasunie nel 2003, è pressoché analogo al National Balancing Point (NBP) quotato a Londra. Il TTF è gestito da una controllata indipendente di Gasunie, Gasunie Transport Services BV, che è l’operatore del sistema di trasporto del gas nei Paesi Bassi. Il commercio all’ingrosso di gas presso il TTF è prevalentemente condotto fuori borsa tramite intermediari interdealer.  Anche i contratti fisici a breve termine sul gas  sono negoziati e gestiti dall’ICE-Endex Exchange (Amsterdam) e tramite la borsa PEGAS. Il gas TTF viene scambiato in euro per megawattora .

Le quotazioni, in scia al confronto diplomatico tra UE e Russia sul tema NordStream 2, hanno subito un rialzo straordinario.

Storicamente gli scambi fluttuavano tra un cap a 28 eur ed un floor a 10 eur. Lo scorso anno allo scoppio del Covid si sono formati minimi poco sotto 5 eur. Quest’anno a partire dal mese di marzo i prezzi hanno performato un rally che da quota 20 ha spinto i valori al rialzo sino a fissare un picco a 162 eur. Nella stessa giornata i prezzi sono scesi a quota 100 per chiudere a 108,19 eur.

Nemmeno Bitcoin ha visto oscillazioni così ampie in unica seduta! E qui stiamo parlando di Gas, la commodity per eccellenza.

GAS, PETROLIO: TENDENZA ED IMPATTO SU INFLAZIONE

WB ANALYTICS: TTF NATURAL GAS EUR

L’andamento futuro dei prezzi del gas rimane fortemente vincolato alla vicenda NordStream2 e quindi all’apertura definitiva della pipeline che collega direttamente le forniture di Gazprom, dall’hub di Vyborg vicino a San Pietroburgo in Russia al landfall di Greifswald, città anseatica del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, in Germania. 1200 km immersi nel Mar Baltico.

L’accordo tra Germania e Russia è stato, dopo difficili trattative, risolto dal lodo arbitrale nonché politico riconosciuto ed approvato dagli Usa. Ciò nonostante i rubinetti nono sono ancora aperti. Le pressioni politiche russe giocano sulla diminuzione degli stoccaggi in altri siti, che passano per Ucraina e Polonia, per favorire l’attivazione di NordStream 2.

La forza con cui incide il trascorrere del tempo (stagione invernale) spinge le parti a sbloccare gli evidenti ostacoli politici ancora aperti. I mercati giocano le alterne vicende del tavolo negoziale imprimendo forte volatilità sull’elasticità del prezzo.

Pensiamo che lo snodo della tendenza si giochi sulle reazioni che gli scambi rimarranno nel breve  tra 80/e 100 euro. Nel momento in cui si delineerà una possibile soluzione positiva (compromesso politico), i prezzi scenderanno al di sotto della soglia  indicata, aprendo un’ampia correzione dei prezzi che in prima battuta tenderà a spingere le negoziazioni verso 45/40 euro, per riportarli in una seconda fase verso quota 30/26 euro, valore a cui oggi attribuiamo il corretto equilibrio.

Al Nymex i prezzi futures del natural Gas hanno performato con pari andamento: da fine marzo sono saliti da quota 2,50 usd/MMBtu sino a fissare un picco agli inizi di ottobre a 6,47 usd. Nell’ultima settimana sono scesi a 5 usd.  Nel 2008, quando il Brent Crude Oil raggiunse 147 usd, il NG fissò un picco relativo a 13,75, mentre il massimo storico da quando tracciamo gli scambi al Nymex è stato raggiunto nel dicembre 2005 a 15,75 usd.

I nostri modelli di stima al momento rilevano anche in questo caso un’ampia fase correttiva la cui base 5/4,80 usd tende a promuovere brevi reazioni guidate da posizioni di ricopertura speculativa.  Tale soglia costituisce il punto sotto il quale potremmo rilevare una condizione di maggior distensione rispetto alle trazioni speculative che hanno recentemente governato gli scambi. Nela caso in cui si dovesse scendere sotto tale livello scatterebbero diversi ordini di vendita condizionati. Ciò produrrebbe un ribasso in direzione di area 4,00/3,50.

GAS, PETROLIO: TENDENZA ED IMPATTO SU INFLAZIONE

WB ANALYTICS: NYMEX NATURAL GAS USD/B

E’ chiaro che le banche centrali per continuare a sostenere l’ipotesi di una via transitoria del rialzo dell’inflazione, necessitano di avere la conferma dello scenario sopra descritto.

L’allentamento delle tensioni sui prezzi dell’energia contribuirebbe a trasferire i medesimi benefici su tutto il comparto delle commodity industriali di cui scriviamo nel nostro report di ottobre WB COMMODITY PERSPECTIVES

 

Le previsioni economiche faranno il punto questa settimana mettendo a partire dalla pubblicazione del GDP cinese relativo al III°Q 21.   Il consensus riportava un’attesa pari ad una crescita trimestrale dello 0,5%, 5,2% annuale, in flessione rispetto al dato precedente.   Nei tre mesi al 30 settembre il prodotto interno lordo riporta invece un’espansione di 0,2% su base congiunturale, al tasso tendenziale annuo di 4,9%, minimo dal terzo trimestre 2020. Il risultato va confrontato con rispettivi 1,2% e 7,9% del secondo trimestre ma soprattutto con la mediana delle attese pari a 0,5% e 5,2%. A monte della frenata, dicono i dati a cura dell’istituto nazionale di statistica, i numerosi black out, le strozzature nel canale rifornimenti e nuovi focolai di epidemia.
Quanto al singolo mese di settembre, su base tendenziale la produzione industriale segna un incremento di 3,1% (4,5% le attese dopo il 5,3% di agosto), le vendite al dettaglio una crescita di 4,4% (3,3% il consensus dopo il 2,5% del mese precedente). Cala a 4,9% da 5,1% di agosto il tasso di disoccupazione.
Pubblicato mercoledì della scorsa settimana, l’ultimo sondaggio Reuters dedicato alla seconda economia mondiale prefigura per quest’anno una crescita di 8,2% seguita da un rallentamento a 5,5% nel 2022.

La cifra del prodotto interno lordo rilasciata dal National Bureau of Statistics e altri indicatori cattureranno l’impatto iniziale di due shock economici: la crisi del debito ed Evergrande, uno dei più grandi gruppi immobiliari della Cina, e la diffusa e paralizzante carenza di energia. Il premier Li Keqiang ha dichiarato giovedì che la crescita è rallentata nel terzo trimestre senza precisare le dimensioni. L’amministrazione del presidente Xi Jinping ha fatto poco per alleviare le pressioni accumulate sul settore immobiliare del Paese, nonostante rappresenti fino al 30% della produzione economica totale. Pechino ha invece colto quella che crede sia una ” finestra di opportunità ” per disciplinare gli sviluppatori immobiliari sovraindebitati, che vede come una grave minaccia per la stabilità finanziaria della Cina.

Xi e Liu He, premier e consigliere economico più fidato del presidente, “sembrano pronti ad accettare un marcato rallentamento della crescita a breve termine come prezzo per una maggiore stabilità finanziaria a lungo termine”.

Oct 18, 04:00
CNY GDP Growth Rate YoY (Q3) PREVIOUS 7.9%
CONSENSUS
5.2%
ACTUAL  0,2%
CNY GDP Growth Rate QoQ (Q3) PREVIOUS 1.3%
CONSENSUS
0.5%
ACTUAL  4,9%

I dati PMI riflettono un rallentamento progressivo della ripresa.

PREVISIONI ECONOMICHE: MARKET MOVER MONITOR WEEK

WB ECONOMICS: MARKIT PMI MANUFATURING & SERVICES

Oltre ai dati sulla crescita cinese si guarderà con interesse l’esito dei sondaggi flash PMI per cogliere eventuali indicazioni sull’andamento dei tempi di consegna e sulle pressioni esercitate dall’aumento dei prezzi di input delle aziende particolarmente avvertite nei paesi dell’Eurozona.

La tabella riporta i sondaggi rilevati da Markit nel mese di settembre. Venerdì avremo le prime indicazioni flash per verificare se l’attenuarsi della variante delta possa aver inciso in modo positivo alle pressioni evidenziate in precedenza. ùIn settimana abbiamo assistito ad un rimbalzo dei prezzi dei metalli industriali dopo la correzione che abbiamo registrato durante l’estate. Il maggior movimento reattivo è stato registrato dal rame, di converso i prezzi del minerale di ferro 62% pur reagendo dai minimi rimangono piuttosto deboli. Nel report mensile di ottobre affrontiamo la questione cercando di capire se la reazione sia propedeutica ad una ripartenza del movimento rialzista o rappresenti una pausa di consolidamento della correzione performata in precedenza.

Previsioni economiche market mover monitor week

I costi degli input di produzione sono aumentati a un ritmo accelerato a settembre, aumentando a uno dei tassi più elevati visti nell’ultimo decennio  a causa della carenza dei rallentamenti delle forniture e dell’aumento dei costi di spedizione. La crescita della domanda si è tuttavia raffreddata, alleviando parte della pressione al rialzo sui prezzi, legata in parte alla riduzione delle scorte di sicurezza da parte delle aziende rispetto all’inizio dell’anno.

Le pressioni sui prezzi determinano pressioni sulle previsioni economiche per il 2022

Secondo l’esito dei sondaggi Markit, il rapporto JPMorgan Global Manufacturing PMI ha messo in evidenza come l’aumento dei costi sia stato innanzitutto legato all’azione dei fornitori in presenza di carenze diffuse, dai componenti elettronici fino alle materie prime di base utilizzate per i prodotti dell’edilizia. I tempi medi di consegna hanno continuato ad allungarsi sottolineando soltanto nelle ultime settimane un rallentamento degli ineguagliabili ritardi della catena di approvvigionamento registrati negli ultimi mesi a causa della pandemia.

I PMI Flash che saranno pubblicati venerdì consentiranno inoltre di verificare se il rallentamento della velocità di ripresa sia ancora dominante tra le varie aree economiche così come rilevato durante l’estate ed in tal modo modulare le previsioni economiche per il 2022.

previsioni economiche market mover monitor week

Mentre osserviamo con attenzione il momentum dei dati PMI, le banche centrali continuano ad interrogarsi sulla transitorietà o meno dell’inflazione. La BCE continua a confermare sostanzialmente tale visione, mentre altre banche tra cui la Fed sembrano non essere più certe di tale epilogo. In particolare l’interrogativo sul futuro andamento dell’inflazione costituisce un argomento di dibattito tra i consiglieri della Fed. Il tapering atteso per metà novembre appare sempre più certo, ancorché i mercati non diano evidenza di scontarne gli effetti.

MARKET MOVER

STOCK INDEX Abbiamo visto una reazione degli indici azionari unita a quelle delle commodity industriali la scorsa settimana. I valori hanno reagito dai livelli tecnici di sostegno che avevamo segnalato in precedenza. Nel post del 27 settembre indicavamo come punto di supporto per il Dax area 15000, per gli altri indici i minimi di settembre. Il Dax dopo aver chiuso poco sotto area 15000 ha reagito avviando un potenziale consolidamento del range 15000-15750.  Qualora le contrattazioni dovessero rispettare tale banda di oscillazione, senza debordare oltre, potremmo considerare l’attuale reazione come un prologo del movimento di distribuzione propedeutico alla correzione che il tapering potrebbe innescare. Al pari dell’indice tedesco dovremmo avere comportamenti simili negli altri mercati.

COMMODITY Siamo interessati a valutare il comportamento del mercato azionario in quanto potrebbe offrire indicazioni utili da traslare su altri segmenti del mercato quali ad esempio quelle delle commodity.

Qualora dovesse aprirsi una fase di avversione al rischio più concreta di quanto sinora osservato, dovremmo catturane l’evidenza anche sulle contrattazioni che governano le materie prime.

La correzione che abbiamo segnalato ed in seguito visto sul comparto dei metalli industriali, non ha colpito i prezzi dell’energia: oil & gas. Pensiamo che la ragione sia dovuta a rilevanze di ordine politico. In particolare il gas ha subito un accelerazione del rally proprio in funzione del confronto UE-Russia in materia energetica e nello specifico nell’apertura definitiva della rete Nord Stream 2.

FOREX L’elevata volatilità osservata nelle ultima settimana sui prezzi del future del  Natural Gas potrebbe preludere ad un inversione di rotta. Tuttavia attendiamo che anche i prezzi del Brent scendano da quota 85 usd usd/bar per ritirare l’alert indicato agli inizi di ottobre.

Conferma lo scenario di transizione il comportamento del dollaro. I corsi del cambio eur usd dopo aver fissato minimi poco sopra 1,15 hanno reagito contenendo le ricoperture sull’euro sotto area 1,1635/75 come indicato nel post di inizio ottobre.  In settimana seguiremo le negoziazioni per catturare, nel caso in cui i prezzi scendano sotto area 1,1580 eur usd un nuovo segnale di forza della divisa americana confermando le nostre previsioni economiche sul cambio elaborate nel nostro WB FX RISKOO OUTLOOK.

Previsione economiche forex

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

CALENDARIO PREVISIONI ECONOMICHE

WB ADVISORS MARKET MOVER MONITOR WEEK

WB ECONOMICS: WEEKLY CALENDAR 18-22 OTT 2021

US DOLLAR IN CONSOLIDAMENTO. L’indice del dollaro ha chiuso quasi invariato a 94,00 durante la notte confermando l’apertura di una finestra di consolidamento.

Con i dati e gli utili statunitensi che supportano il sentiment degli investitori per ora, l’indice del dollaro sembra vulnerabile a te,mporanee prese di beneficio, senza sorprese negative. L’US Dollar  potrebbe rivisitare i minimi notturni a 93,75 oggi, ma solo una chiusura settimanale stasera sotto 93,50 suggerisce una correzione più profonda. Il forte posizionamento speculativo lungo del dollaro USA nei mercati dei futures probabilmente limiterà i guadagni oggi, poiché le posizioni lunghe sembrano al momento oggetto di realizzi.

Il dollaro USA è sceso in Asia, spingendo EUR/USD e GBP/USD in rialzo dello 0,10% a 1,1610 e 1,3687. Pertanto l’EUR/USD tenderà a rimanere nell’intervallo tra 1,1550 e 1,1650, mentre GBP/USD tende a risalire  salito attraverso la resistenza a 1,3680. Con commenti ancora più aggressivi provenienti dai funzionari della BoE, un nuovo test dei massimi notturni a 1,3730 rimane possibile. Una chiusura settimanale a tale livello conferma la spinta del cable verso 1,3800 la prossima settimana. Una nota di cautela va evidenziata sulla debolezza del dollaro USA  verso JPY: il cambio USD/JPY  ha continuato a salire a un massimo di 22 mesi a 113,90. Il gioco del differenziale di rendimento è molto vivo e un test di 114,50 sembra probabile la prossima settimana. L’acquisto di GBP/JPY, AUD/JPY e NZD/JPY viene spesso utilizzato per riflettere un sentimento positivo nei mercati valutari e dovrebbe significare che i cali di USD/JPY rimangono superficiali.

AUD/USD e NZD/USD hanno cavalcato le onde del miglioramento degli appetiti al rischio degli investitori durante la sessione americana.

In Asia, la PBOC è tornata oggi ad un fixing neutro di USD/CNY a 6,4386, dopo il fix leggermente più debole di ieri sul CNY. La People’s Bank of China (PBOC) ha rinnovato i prestiti a medio termine in scadenza oggi e ha lasciato i loro tassi invariati, 2,95% per i prestiti a un anno, rafforzando l’idea che possa essere necessario un allentamento monetario per sostenere l’economia tra i rischi di stagflazione.  Sembra che il sottile accenno della PBOC all’eccessiva forza del CNY sia stato ascoltato dai mercati locali. Tuttavia, non ci aspettiamo che emerga una tendenza all’indebolimento, poiché è probabile che l’elasticità dei prezzi delle esportazioni aumenti insieme alla bolletta energetica importata dalla Cina.

Il Won coreano si è rafforzato oggi dopo che la Bank of Korea ha trascorso la settimana a vendere dollari per difendere il livello di 1200,00. Il Bok’s Lee ha affermato che un rialzo dei tassi a novembre è possibile e di conseguenza l’USD/KRW è sceso a 1181,50. Ieri l’USD/KRW ha messo in scena una notevole rottura al ribasso attraverso il supporto a 1190,00 e il peggio è probabilmente passato per il Won per ora. Anche le valute regionali sono più forti oggi poiché il miglioramento del sentiment complessivo sui risky asset internazionale indebolisce il dollaro USA.

È probabile che il rapporto CFTC Commitment of Traders riveli ancora un pesante posizionamento lungo del dollaro USA rispetto alle principali valute. Un po’ di abbattimento dell’open interest  è probabilmente necessario prima che il rally del dollaro USA riprenda. Tuttavia, il tapering della Fed continuerà a governare le prospettive di mercato nel quarto trimestre, insieme alla crescente incertezza sui mercati dell’energia e sull’inflazione. Ciò manterrà l’ambiente favorevole alla forza del dollaro USA.

US DOLLAR IN CONSOLIDAMENTO IN ASIA

WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX