LA POLITICA MACROECONOMICA IN UN’ECONOMIA IRREGOLARE

Una sfida per il ritorno verso la normalità: cosa pensano alla Fed?

E’ dalla fine della primavera che ci stiamo preparando per il Simposio di Jackson Hole.

Il percorso che ci ha portato a questo evento è tutto improntato all’esercizio o meno del ritiro degli stimoli monetari da parte della Federal Reserve. In settimana abbiamo pubblicato un grafico aggiornato sui livelli raggiunti dal rapporto del bilancio delle quattro principali banche centrali con i sottostanti livelli del GDP. Lo riproponiamo in quanto è da qui che parte la riflessione finale che facciamo prima che vengano pubblicati i papers del simposio.

Gli attivi delle banche centrali sono costituiti prevalentemente dai bond acquistati con i vari programmi di QE. La somma totale ha raggiunto la soglia dei 25 trilioni di dollari.

La liquidità immessa nei mercati è stata investita dagli operatori in attività finanziarie: equity, bond e commodity. In parte è ricaduta nell’economia reale ed in gran parte è rimasta in quella finanziaria. L’azione speculativa ha prodotto un effetto schiumogeno sulle quotazioni degli attivi, portando i multipli fuori scala, soprattutto se rapportati ai fondamentali. Il prezzo delle commodity quotano  valori in eccesso rispetto alle medie registrate in periodi di crescita normalizzata.

I rendimenti dei bond sono scesi nonostante l’inflazione abbia ripreso a crescere.

I multipli di borsa sono saliti non tanto per merito dei fondamentali quanto per le diffuse operazioni di buy back promosse dalle compagnie.

In molte situazioni riscontriamo condizioni di eccesso che necessiterebbero di essere  riequilibrate.

Secondo Aristotele, la virtù etica è “medietà”, ossia disposizione a volere sempre il giusto mezzo tra due vizi, «uno per eccesso e uno per difetto». Così, il coraggio è la disposizione ad agire in situazioni di pericolo evitando a un tempo la viltà, cioè l’eccesso di paura, e la temerarietà, cioè il difetto vizioso di paura; a sua volta la liberalità, che rappresenta la medietà virtuosa nel campo del dare e ricevere consiste nel guardarsi, rispettivamente, dagli opposti vizi della prodigalità e dell’avarizia.

Il giusto mezzo, però, non può essere definito in astratto, in modo identico per tutti, ma deve essere commisurato a chi da e chi compie l’azione: la medesima quantità di cibo può presentare il giusto mezzo per un atleta ed essere eccessiva per un individuo sedentario. Il giusto mezzo non può neppure essere determinato sulla base di un semplice calcolo quantitativo; la sua determinazione infatti richiede una più complessa valutazione delle circostanze in cui si svolge l’azione.

Quando pensiamo alla politica monetaria degli ultimi mesi, se non anni, non possiamo mai trascurare l’idea che senza gli stimoli monetari, oggi saremmo qui ad analizzare scenari  più problematici. Non è un caso se il tema di JH declini nella politica macroeconomica il concetto dell’irregolarità dell’economia.

Noi pensiamo che il mercato dovrebbe incorporare riflessioni molto più fondamentali nelle loro valutazioni che tengano conto dei livelli di debito e di resilienza degli Stati, delle organizzazioni sovranazionali di ogni ordine e grado, la cui solidità è intimamente legata a diverse variabili. Esse devono con particolare intensità considerare  vari asset: l’esercito di un paese, la coesione sociale, la proiezione geopolitica, la solidità dell’economia sottostante verso i problemi sulle forniture globali. Da tempo, il mercato ha deciso di ignorare i fondamentali in quanto protetti da un contesto di – pace finanziaria -, dove sembra che tutto sia concesso: anche stampare deficit incrementali impensabili fino a tre anni fa.

Non è così… per continuare  leggere 

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

 

In Asia la Banca centrale coreana  ha aumentato i tassi di interesse allo 0,75% per la prima volta in quasi tre anni, diventando ufficialmente la prima banca centrale tra le economie sviluppate ad rivedere il costo del denaro in tempo di pandemia.

Il mercato azionario ha risentito della mossa sui tassi reagendo in modo negativo soprattutto sul versante cinese. L’indice Kospi alla borsa di Seoul al momento registra una perdita limitata dello o,58%. Tuttavia sembra che voglia confermare un segnale di reversal del ciclo rialzista avviato a marzo 2020.

Il cambio eur krw nonostante la stretta della Banca centrale non ha subito flessioni. L’euro ha gudagnato terreno rimanendo sempre inserito in un trading range di breve la cui base quota a 1346 eur krw mentre il cap continua a contenere i rialzi sotto 1380 eur krw.

PRIMO RIALZO DEI TASSI DI INTERESSE IN ASIA

WB ANALYTICS: EUR KRW

La borsa cinese e quella di Hong Kong risentono accusano un calo maggiore in ossequio ai timori anticipati ieri su un prosciugamento della liquidità presente sui mercati. Gli indici cinesi hanno già subito notevoli perdite a partire dal mese di febbraio. Il loro trend appare ancora inserito in un. quadro di debolezza.

 

 

Federal Reserve Jackson Hole Symposium: LA POLITICA MACROECONOMICA IN UN’ECONOMIA IRREGOLARE

Giovedì sera (7 pm CT/8 pm ET) inizia il simposio di Jackson Hole il cui tema conduttore si svolge sugli effetti delle politiche di stimolo monetario verso l’economia reale. Il riferimento  alla politica macroeconomica in un’economia irregolare appare eloquente circa le distorsioni prodotte dal QE sugli equilibri finanziari ed economici. I papers che si susseguiranno toccheranno ogni aspetto delle politiche non convenzionali e confronteranno le conseguenze della loro applicazione.

LA POLITICA MACROECONOMICA IN UN'ECONOMIA IRREGOLARE

I BILANCI DELLE PRINCIPALI BANCHE CENTRALI

 

LA POLITICA MACROECONOMICA IN UN'ECONOMIA IRREGOLARE

I BILANCI DELLE PRINCIPALI BANCHE CENTRALI VERSO GDP

Saranno proprio le distorsioni ad animare la discussione e le riflessioni dei banchieri centrali. Sarà l’occasione per fare il punto dello stato dell’arte a cui i mercati guardano per capire come le politiche monetarie risponderanno in futuro allo squilibrio che tali misure hanno, nel bene e nel male, prodotto sulla politica macroeconomica  e sui mercati?

Gli occhi saranno quindi puntati verso Jerome Powell che prenderà la parola venerdì all’incontro online con i banchieri centrali dal quale, pero’, la maggior parte degli analisti si attende cautela e toni poco hawkish tra le incertezze legate alla terza ondata di contagi e una ripresa ancora “stop and go”. Dalle minute del Fomc di luglio, diffuse la scorsa settimana, il consenso tra gli analisti per l’avvio del tapering si è spostato in avanti, scavalcando il board di settembre. Il consensus degli analisti concentra ora le probabilità che la banca centrale Usa annunci l’inizio del ritiro degli stimoli monetari in modo progressivo tra settembre e novembre, ipotizzando che il Board della Fed avvierà una riduzione progressiva degli acquisti di asset per un valore prossimo ai 15 miliardi di dollari.

Nessuno scommette su annunci immediati.  Ciò che si cercherà di interpretare dai singoli interventi, ma soprattutto dalle parole di Powell, riguarda i segnali che confermano la direzione che da mesi la Fed sta intraprendendo. Gli investitori raccoglieranno le informazioni necessarie per continuare a scontare quanto sopra tracciato. La maggior parte dei funzionari della Fed il mese scorso ha ritenuto che sarebbe stato opportuno che le riduzioni iniziassero già quest’anno.

BANCHE CENTRALI ASIA – Rimanendo a parlare di banche centrali, quella cinese ha aumentato le iniezioni di fondi a breve termine nel sistema finanziario, nel tentativo di placare le preoccupazioni del mercato su una stretta della liquidità. I tassi monetari interbancari sono diminuiti dopo aver toccato i massimi da diversi mesi all’inizio di questa settimana, a causa dei crescenti timori degli investitori per l’accelerazione dell’offerta di titoli di stato locali e per la maggiore domanda di contanti a fine mese.

In Giappone, intanto, Toyoaki Nakamura, membro del consiglio di BoJ, avvertiva stamani dei rischi per le prospettive della politica macroeconomica derivante dalla recente recrudescenza delle infezioni, pur segnalando la speranza che i consumi riprenderanno una volta che le famiglie si sentiranno sicure e ricominceranno a spendere. Secondo  Nakamura, la terza economia mondiale ripartira’ man mano che l’impatto della pandemia si attenua – con una robusta domanda globale e una ripresa delle spese in conto capitale a spingere la crescita – ma l’outlook resta altamente incerto e con rischi di ribasso a causa dell’imprevedibile evoluzione del virus.

MACRO – Poche le indicazioni che giungeranno oggi sul fronte macro, con l’eccezione dell’indice Ifo sul sentiment tedesco di agosto  che riporta un dato inferiore alle attese ed in flessione rispetto al mese precedente in contrasto con la lettura del dato rilasciato in settimana sul Pil tedesco in crescita, spinto dai consumi privati e spesa pubblica, è stata un po’ sopra le attese nel secondo trimestre, a 1,6% congiunturale nel dato destagionalizzato.

IFO GERMANIA

AREA

ECONOMICS

EFFETTIVO

ATTESA

PRECEDENTE

GERMANIA

Aspettative di business tedesco (Ago)

97,5

100,0

101,0

GERMANIA

Valutazione dell’attuale situazione tedesca (Ago)

101,4

100,8

100,4

GERMANIA

Indice IFO sulla fiducia delle aziende in Germania (Ago)

99,4

100,4

100,7

La perdita di slancio ritarderà il ritorno dell’economia ai livelli pre-crisi

Ci sono diverse possibili spiegazioni per l’attuale perdita di slancio dell’economia. Basti pensare alle alluvioni, ai timori per la variante Delta, all’incertezza politica e politica o agli attriti di filiera. Tuttavia, la spiegazione più semplice è data dalla possibilità che in primavera l’ottimismo è andato oltre le righe e che una sorta di realismo è tornato. L’aumento degli indicatori del sentiment registrato fino a giugno non è stato interamente accompagnato da dati solidi. Il settore manifatturiero, in particolare, ha sofferto dei continui attriti della catena di approvvigionamento e non è cresciuto affatto durante il secondo trimestre. Di conseguenza, un livellamento degli indicatori anticipatori, ancora a livelli relativamente elevati, non è ancora motivo di eccessiva preoccupazione. Tuttavia, un livellamento dei tassi di crescita del PIL nella seconda metà di quest’anno implicherebbe che l’economia tedesca non tornerà ai livelli pre-crisi quest’anno, ma solo all’inizio del 2022.

Diversa è l’opinione del vice presidente della BCE,  Luis De Guindos, secondo cui gli indicatori macroeconomici relativi al terzo trimestre dell’anno sono, per l’Eurozona, positivi. Il numero due della Bce ha aggiunto che, nell’arco dei prossimi giorni, la Banca centrale potrebbe decidere di rivedere al rialzo le stime sulla crescita del prodotto interno lordo dell’area euro. “Tra qualche giorno, la Bce diffonderà di nuovo le sue previsioni economiche – ha detto De Guindos,  parlando nel corso di un evento finanziario in Spagna – Ogni volta che le abbiamo aggiornate lo abbiamo fatto al rialzo, cosa che potrebbe verificarsi di nuovo”.

MARKET MOVER
I mercati dal canto loro si sono posizionati in modo distonico: da un lato hanno impostato strategie lunghe sul dollaro e sui Treasury ad elevata duration, dall’altro hanno continuato a mantenere
nei portafogli posizioni rialziste sull’equity in uno schema di tenuta in vista del simposio.

Il Dollar Index ha fissato la sorsa settimana un massimo a 93,73 mentre il 10 anni US Treusury yield è reduce da un minimo fissato a 1,1270.

L’eur usd dopo essere scivolato a 1,1675 ha recuperato marginalmente sulla scia di un rimbalzo che al momento incontra un cap in area 1,1775/1,1810. Come avevamo già commentato a Ferragosto, la nostra view rimane sempre orientata per un ulteriore apprezzamento del dollaro nel medio termine.

Qualora Jerome Powell dovesse alimentare ulteriormente le attese per l’avvio di un’azione di riduzione degli stimoli entro la fine dell’anno, i mercati dovrebbero confermare quanto abbiamo anticipato nei post precedenti. Le commodity dovrebbero subire una nuova flessione, dopo la correzione maturata tra maggio e giugno. Il rame nelle ultime sessioni è ritornato dopo aver testato i minimi dell’anno a quota 9000 usd/ton è sceso la scorsa settimana in area 8775. L’attuale rimbalzo non compromette la tendenza indicata nell’Outlook pubblicato a giungo e confermato la scorsa settimana.

Continua invece a preoccupare il rialzo dei noli marittimi  a causa del ritorno a misure di lockdown nell’area asiatica. Il rialzo delle quotazioni conferma quindi le nostre stime aggiornate ad inizio agosto.

 

 

Gli esponenti della banca centrale statunitense ritengono che “potrebbero essere centrati quest’anno” gli obiettivi sul mercato del lavoro considerati precondizione per ridurre lo stimolo, ma sono divisi su altri aspetti chiave – come la data di inizio del ‘tapering’ e il ritmo di riduzione degli acquisti di bond – della svolta della politica monetaria, secondo i verbali del meeting Fomc di fine luglio.

Gli elementi di valutazione rimangono sempre gli stessi: il ritmo di recupero dell’attività economica, l’inflazione, transitoria o persistente,  il recupero dei tassi di partecipazione  al mercato del lavoro.

L’economia sta recuperando il ritmo di crescita ai livelli pre pandemici benchè i problemi legati alle forniture ne limitino potenzialità e dinamismo. Quest’ultimo fattore alimenta le spinte sui prezzi industriali connessi alla logistica. Inoltre le strozzature lungo la supply chain limita l’offerta di commodity. Crescita e limitazioni dell’offerta alimentano l’azione speculativa che ha fatto da leva al rialzo delle quotazioni delle commodity.

Questi elementi giustificano da soli il graduale ritiro degli stimoli monetari in modo da raffreddare e scremare dalle contrattazioni il fattore speculativo. In parte sta già avvenendo come documentiamo dallo scorso mese di maggio. I prezzi delle commodity industriali sono in correzione. Il rame benchmark tra i metalli industriali ha perso oltre il 16% dai massimi di maggio. Secondo i nostri studi stiamo entrando nella seconda gamba correttiva, quella che ridimensionerà ulteriormente i prezzi del rame ma anche di altri metalli a partire dall’acciaio. Anche il petrolio dovrebbe scendere. In un’intervista rilasciata da Wlademir Biasia, superivisor strategist di WB Analytics, a CNBC e Finanza Now, i valori del rame dovrebbero scendere alla fine del processo correttivo rispetto ai massimi in una misura compresa tra il 25 ed il 30%. Anche il Brent è destinato a ritracciare parte del rialzo performato nella prima parte dell’anno. I primi obbiettivi di ritracciamento sono stimati dal nostro Team di ricerca a 58 usd/bar. In estrema sintesi l’azione correttiva dei prezzi eliminerebbe la schiuma speculativa presente nei mercati. Sarebbe l’effetto dell’attesa per l’avvio del tapering.

Con questa azione mediatica la Fed avrebbe ottenuto quindi a priori gli effetti del tapering.

Non è da escludere che  con il solo effetto mediatico la Fed intenda raffreddare le leve inflative. Da qui l’ipotesi che consideri transitoria l’inflazione. Tuttavia tra i  fattori sottostanti alla crescita dei prezzi non transitori vi sono quelli legati  al costo delle abitazioni sia in termini di affitto che di acquisto.

Rimane in ogni caso aperta la questione del tasso di partecipazione al lavoro ancora al di sotto dei livelli pre pandemici. Ciò impone e consente alla Fed posticipare il più possibile il rientro delle politiche di stimolo monetario.

Il dollaro, come anticipato nei giorni precedenti e nella nota di ieri, continua a capitalizzare gli effetti mediatici della discussione sull’opportunità di avviare il tapering. Ieri in chiusura, dopo la lettura dei verbali del Consiglio Fed di luglio, è sceso sotto i minimi dell’anno aprendo, secondo la nostra ricerca, una nuova gamba di rialzo sull’euro e questo potrebbe implicare l’opportunità di intervenire in anticipo sui piani di Risk Management per il 2022.

In questo 2021 non era per nulla scontato l’apprezzamento del dollaro. Ad inizio anno la molteplicità degli uffici studi di banche e istituzioni varie stimavano un rialzo dell’euro sul dollaro con obbiettivi allocati mediamente a 1,30. Noi, in contro tendenza abbiamo invece fissato tutte le strategie di Risk Management per il 2021 considerando centrale il rialzo proprio del dollaro con obbiettivi iniziali a 1,17/16 e successivi sotto 1,15. Ne hanno ampiamente beneficiato gli importatori avendo coperto il fabbisogno per l’intero 2021 a valori distribuiti nella parte alta del range di oscillazione dell’avvio d’anno in corso. Ne hanno beneficiato gli esportatori in termini proattivi al rischio capitalizzando il rialzo delle quotazioni della divisa americana.

RISKOO FX RISK MANAGEMENT MODEL

SI MARKET MOVER DI QUESTA SETTIMANA

In attesa della pubblicazione delle minute Fed l’eur usd si porta al di sotto dei minimi dell’anno confermando dopo 1,17 il successivo target fissato nel nostro Outlook FX RISKOO 2021. Le banche centrali continuano a ragionare sull’uscita dallo stimolo emergenziale. Questa sera la Federal Reserve  pubblica le minute le dell’ultimo meeting Fomc, fondamentale per le prospettive di mercato a breve termine, soprattutto se confermerà che diversi policymaker sono inclini a ridurre il piano di acquisto emergenziale di obbligazioni entro la fine dell’anno. Secondo il presidente di Fed Boston Eric Rosengren, un altro mese di dati forti sul mercato del lavoro potrebbe sostenere un annuncio sul ‘tapering’ a settembre.

Il governatore della Fed si St. Louis, James Bullard, ha affermato questo pomeriggio che l’economia USA ha già compiuto progressi “sostanziali”  utili per ridurre i 120 miliardi di dollari al mese della banca centrale negli acquisti di attività.

Il presidente della Fed di St. Louis, che sarà membro votante del comitato politico della Fed nel 2022, ha dichiarato di volere che il tapering termini entro la fine del primo trimestre. Ciò darebbe alla Fed la possibilità di iniziare ad aumentare i tassi di interesse se l’inflazione rimanesse ostinatamente alta.

Bullard ha previsto che l’inflazione decelererà ad un tasso del 2,5% nel 2022 rimanendo sopra il il 3% quest’anno. Ha detto inoltre che i rischi di un’inflazione più alta superano quelli di un’inflazione più contenuta bassa.

Nell’intervista, Bullard ha detto che pensa che la Fed dovrebbe lasciare che il suo bilancio si riduca una volta che la banca centrale avrà terminato il tapering.

Questa è una svolta rispetto al precedente episodio di tapering della Fed nel 2014. All’epoca, i funzionari della Fed volevano vedere il tasso di interesse di riferimento della banca centrale salire sostanzialmente prima di consentire al bilancio di ridursi. Il bilancio si ridurrà naturalmente poiché la Fed non sostituirà i titoli in scadenza. Bullard ha affermato che i suoi colleghi non supportano la vendita di obbligazioni della Fed sul mercato.

La Banca d’Inghilterra ha elaborato un piano per vendere obbligazioni una volta che il suo tasso di riferimento raggiunge l’1%.

Bullard ha affermato di essersi opposto a qualsiasi mossa per aumentare l’obiettivo di inflazione della banca centrale al 3% dal suo attuale livello del 2%. Ha detto che causerà disordini nei mercati finanziari. All’inizio di questa settimana, diversi ex economisti della Fed hanno sostenuto il passaggio a un obiettivo più alto.

Al di qua dell’oceano, in base agli ultimi dati settimanali Francoforte ha accelerato l’iniezione di liquidità, mentre secondo un sondaggio Reuters potrebbe annunciare nel prossimo trimestre i piani per ridurre il suo programma di acquisto di asset. Quanto a Bank of England, stando agli economisti, l’istituto centrale inglese aspetterà il 2023 per incrementare i tassi.

Oggi la banca Centrale neozelandese non ha aumentato i tassi come il mercato si aspettava.

L’euro dollaro attende la lettura delle minute al di sotto del minimo fissato nei primi otto mesi dell’anno a 1,1706 eur usd. La violazione del livello, se confermata dopo la lettura dei verbali della Fed di questa sera,  apre la strada per un ulteriore flessione dei corsi in direzione del target fissato nel nostro Outlook FX RISKOO 2021 a 1,15.

Il dollaro continua a beneficiare delle aspettative sull’avvio del tapering contro tutte le principali monete fatta eccezione per alcune divise appartenenti all’area emergente come ad esempio il peso messicano. anche contro lo yuan renminbi prosegue la fase positiva orientata al recupero avviato alla fine della primavera. Come al tempo scritto i corsi hanno raggiunto il primo degli obbiettivi a 6,40 usd cny ed ora si appresta a risalire verso area 6,60 usd cny.

I dati rilasciati questa settimana dalle agenzie cinesi riportano le   Vendite al dettaglio a +8,5% contro le attese di +10,9%, gli investimenti fissi nel primo semestre a +10,3% contro attese di +11,3% e la produzione industriale +6,4% contro un consensus del +7,9%. Ciò riflette un rallentamento della crescita in  Cina e di conseguenza un possibile allentamento dei requisiti di riserva obbligatoria delle banche commerciali.

Nonostante la correzione dello yuan contro dollaro, il rapporto eur cny rimane ancora inserito all’interno di un ciclo riflessivo che dovrebbe portare il cambio anche in questo caso a confermare i nostri obbiettivi di eur cny fissati nell’Outlook FX RISKOO 2021, il primo dei quai quotava a 7,60. Dopo il test del target intermedio ci aspettiamo un ulteriore flessione in direzione di area 7,10 eur cny.

OUTLOOK FX RISKOO 2021 IN TARGET

 

WB RISKOO FX OUTLOOK

WB RISKOO FX OUTLOOK AGO 21

DELTA INFLATION

La variante delta verso l’inflazione delta: cosa pensano alla Fed?

In attesa della riunione Fed 

La discussione sul ritiro degli stimoli monetari è da tempo presente nelle riflessioni dei consiglieri Fed. Jerome Powell tende, mitigando l’attuale congiuntura con il messaggio sulla transitorietà dell’inflazione, a preparare i mercati verso uno scenario in cui può esserci lo spazio per un tapering, magari annacquato, ma lo spazio c’è.

Questa è la nostra sensazione osservando i dati e la congiuntura del ciclo economico.

Sappiamo che il presidente Powell esprime tuttora una view piuttosto cauta rispetto alla crescita dei prezzi. Abbiamo nei report precedenti cercato di mettere a fuoco questa sua convinzione fissando alcuni punti:

i prezzi delle commodity sono saliti in un contesto straordinario. In moli casi, come abbiamo scritto nel WB COMMODITY PERSPECTIVES©, i valori hanno performato degli eccessi destinati a rientrare nel breve medio periodo.

Il ciclo economico ha fatto leva su condizioni eccezionali dovute alla riaperture ed ai colli di bottiglia che si sono formati nella supply chain.

La risposta positiva delle aziende ai sondaggi sulla fiducia in merito alla ripresa ha alimentato una solida crescita sul lato manifatturiero, contribuendo a determinare tassi di recovery significativamente robusti. 

La comunicazione ufficiale della Fed e delle banche centrali in generale fa leva quindi sul fattore di straordinarietà da cui deriva una visione della crescita dei prezzi come fenomeno transitorio.

Molti economisti temono invece che la ripresa dell’inflazione sia qui per durare a lungo e creare un vero e proprio ciclo. Noi, come già scritto, ci posizioniamo nel mid range. Pensiamo che gli aumenti dei prezzi operati dalle aziende verranno consolidati secondo lo schema che segue. … Per continuare a leggere 

La Banca centrale, nella sua prima dichiarazione ufficiale da quando ha modificato il proprio obiettivo di inflazione all’inizio del mese, si è impegnata a non aumentare i costi di finanziamento finché non vedrà l’indice dei prezzi raggiungere il target del 2% “ben prima della fine del suo orizzonte di proiezione e in modo duraturo”. In conferenza stampa, a rincarare la dose, Christine Lagarde ha ribadito che il ritiro dello stimolo sarebbe prematuro ora, vista anche l’incertezza sull’andamento della pandemia dovuta alla diffusione di varianti e a tassi di vaccinazione ancora non soddisfacenti nel blocco. La linea particolarmente loose della presidente Bce ha convinto la gran parte del direttivo, con soli due dissidenti – il falco tedesco Jens Weidmann e il belga Pierre Wunsch – mentre un terzo membro ha lasciato la riunione astenendosi, hanno riferito diverse fonti.

Come in parte atteso dai mercati, il consiglio ha rinviato la spinosa discussione sul Pepp – “tema al momento non oggetto di dibattito”, ha sottolineato Lagarde -, con il programma anti-pandemico di acquisto asset da 1.850 mld di euro che secondo i programmi dovrebbe terminare nel marzo prossimo, salvo un prolungamento legato all’emergenza. Ne’ si e’ parlato del programma di acquisto bond convenzionale, che secondo molti analisti potrebbe essere rafforzato proprio per compensare la futura fine del Pepp.

FMI SU FED – Nel suo rapporto annuale sulle politiche economiche Usa diffuso ieri, il Fondo monetario scrive che la Fed e’ stata “molto efficace”  nel gestire la crisi Covid, supportando la ripresa con il suo impegno per un’inflazione oltre il 2% nel breve termine, ma sara’ importante che la banca centrale comunichi un eventuale ritiro dello stimolo per tempo e in modo trasparente. Il consiglio del Fondo ha anche detto che le proposte dell’amministrazione Biden di investire in infrastrutture, aiutare le famiglie vulnerabili, aumentare la partecipazione della forza lavoro e migliorare la produttività sono benvenute, notando pero’ che “un migliore orientamento delle politiche” rafforzerebbe il loro impatto sulla domanda e l’uguaglianza, diminuendo il rischio di un’inflazione sostenuta.

MACRO – In una settimana piuttosto avara di indicazioni macro, mentre gli economisti sono alla ricerca di conferme sull’effettiva forza della ripresa, minacciata dal diffondersi di varianti, occhi oggi ad una carrellata di dati sul comparto manifatturiero e dei servizi, con i relativi indici Pmi in arrivo da Francia, Germania, Ighilterra, Eurozona e Usa. Proprio la Lagarde ieri sottolineava che il nuovo picco di contagi, accompagnato da un livello di vaccinazioni ancora non soddisfacente nel blocco, mette a rischio il comparto dei servizi, con particolare riferimento al comparto turistico e alberghiero.

Reazioni: l’eur usd dopo un leggero rimbalzo durante la conferenza stampa in area 1,1830 è scivolato in chiusura sotto il nostro livello tecnico 1,1780. Verificheremo oggi e lunedì il breakout  secondo quanto stimato nel nostro Outlook Riskoo.

WB ANALYTICS: EUR USD TREND CYCLE

WB ANALYTICS: EUR USD TREND CYCLE

In questi giorni di attesa per il Consiglio della BCE l’eur usd ha più volte tentato di violare area 1,1780 subendo nelle fasi di chiusura giornaliera un recupero del livello. Pertanto oggi il cambio, diversamente dalle nostre attese formulate ieri, non aspetterà la conferenza stampa a ridosso dei minimi di marzo (1,1715) bensì in area 1,1780. Ciò sotto il profilo tecnico potrebbe preludere ad una reazione del cambio alle dichiarazioni del presidente Christine Lagarde in conferenza stampa.

Pertanto pensiamo che il range di osservazione debba considerare una coda del rialzo verso area 1,1850ed 1,19.

Gli operatori si aspettano un messaggio piuttosto accomodante e che in prospettiva confermi l’adozione di una linea più flessibile della BCE nel tollerare una crescita del tasso d’inflazione che sconfini oltre il 2% visto l’eccezionale periodo di crisi sanitaria. Il Governatore Christine Lagarde potrebbe giustificare tale atteggiamento portando argomenti legati all’attuale congiuntura pandemica ed ai rischi di una nuova ondata.

In ogni caso per il nostro Team Analytics quota 1,1780 costituisce la linea di spartiacque tra un dollaro che rinnova la sua forza tendenziale rispetto a quella dell’euro che nell’ultimo mese è tornato a perdere momentum.

La riunione di luglio della BCE in calendario domani 22 luglio,  costituisce il principale evento della settimana. Quello che doveva essere un non-evento si è trasformato in un punto nodale successivo al rilascio della revisione strategica della BCE. La scorsa settimana il Board ha modificato il paradigma su cui tutta l’azione di politica monetaria si è concentrato sin dalla sua nascita.  L’obiettivo di inflazione è stato rivisto da “sotto, ma vicino al 2%” al “2%” con un impegno alla simmetria.  La nuova strategia può essere interpretata sia come una formalizzazione di ciò che la Banca ha perseguito negli ultimi anni, sia come un passo verso una minore rigidità monetaria. 

I mercati leggono nella revisione degli obbiettivi sull’inflazione un atteggiamento politico più accomodante.

E’ presto per dirlo ma la nuova linea potrebbe modificare il bias cognitivo su come in futuro la Banca Centrale gestirà la politica monetaria, certamente in modo più flessibile di quanto non sia avvenuto in passato. La Banca nel fissare i nuovi parametri ha puntualizzato che eventuali code di sconfinamento oltre il punto di baricentro del 2% saranno tollerate se corrispondenti a periodi di uscita da una crisi. 

La recente debolezza dell’euro sul dollaro ha ormai assorbito tutti guadagni maturati dalla fine di marzo. Prevediamo che in attesa della conferenza stampa di Christine Lagarde, il cambio si posizioni proprio a ridosso dei minimi del 31 marzo in area 1,1715/1,17. Il livello tecnico consentirà al mercato di verificare i contenuti delle indicazioni che il Presidente formulerà. Oltre alla nuova linea cercherà di capire come la BCE intenderà  gestire in futuro il Pepp considerata la ripresa in atto, il rischio di una nuova ondata pandemica e soprattutto l’ingente debito accumulato dai paesi più esposti ai contraccolpi della crisi sanitaria.

Il dollaro quindi potrebbe cogliere l’occasione per tentare un nuovo allungo soprattuto nel caso in cui dovesse chiudere le tre prossime sessioni sotto area 1,18.

Il Dollar index, come abbiamo previsto nel nostro RISKOO FX OUTLOOK andrà a verificare area 93,50-94 per collaudare la propria forza contro le principali divise.

In generale ci aspettiamo un rafforzamento delle monete periferiche, soprattutto quelle meno liquide, dopo le ampie ricoperture a cui abbiamo assistito in questi due giorni di inizio settimana. AD, NZD, NOK nell’ambito FX del G10; BRL, MXN e RUB nei mercati emergenti.

Si apre la settimana che in pratica avvicina i mercati verso la pausa estiva.  Il Consiglio prenderà in esame gli ultimi aggiornamenti all’obbiettivo d’inflazione che dal riferimento puntuale del 2% saranno tollerati sconfinamenti delle dinamiche del tasso marginalmente al di sopra del 2%. In ogni caso dalla riunione di giovedì non ci aspettiamo particolari decisioni dal Consiglio.

Con il tema del tapering ormai al centro del dibattito negli istituti centrali di tutto il mondo, la Bce continua a dimostrarsi particolarmente cauta, non discostandosi dagli attuali toni ultra-dovish ma cercando anzi di rassicurare i mercati ogni volta possibile circa la prosecuzione del suo sostegno. In questo senso dovrebbe essere letta la strategy review con la quale Francoforte ha ritoccato verso l’alto portandolo al 2% il target di inflazione, avvertendo che non si tratta di un tetto ma di un livello che in taluni casi potrebbe essere anche superato. Il cambio di strategia sui prezzi, per quanto da tempo annunciato ed adottato all’unanimità, imporrà al consiglio di giovedì una risposta in termini di adeguamento della guidance.

Le colombe sostengono che per rimanere credibile l’istituto dovrà evidenziare il mantenimento di un suo spazio di manovra. I falchi premono per ridurre gli stimoli man mano che l’economia si riprende. Forse proprio la paura di una terza o quarta ondata permetterà alla Lagarde di trovare un terreno comune nel corso della riunione. L’attuale orientamento della banca centrale è che comprerà obbligazioni per tutto il tempo che riterrà necessario e manterrà i tassi di interesse al loro attuale minimo record fino a quando non sarà soddisfatta del livello di inflazione.

I governatori dei paesi più indebitati, come il portoghese Mario Centeno e l’italiano Ignazio Visco, sono usciti allo scoperto sostenendo che la nuova strategia significa che la Bce dovrà tenere i rubinetti della liquidità aperti ancora più a lungo. Lagarde non ha dato alcuna indicazione specifica su come la guidance potrebbe cambiare, anche se la sua enfasi sulla “persistenza che dobbiamo dimostrare” suggerisce che potrebbe pendere dalla parte delle colombe. Secondo l’ultimo sondaggio Reuters, Francoforte inizierà a rallentare gli acquisti di asset dopo il board di settembre e smetterà completamente alla fine di marzo 2022.

La riunione, come scritto,  si tiene nel momento in cui su scala globale si paventa una nuova ondata pandemica. In Asia ci sono già parziali segni di rallentamento della crescita con i problemi sulla circolazione delle merci non ancora risolti. I recenti sondaggi PMI rivelano una perdita di momentum della crescita attesa nelle aree emergenti ed in Asia. Gli ultimi dati sulla produzione industriale in Europa hanno anch’essi rallentato la ripresa. Pure negli Stati Uniti abbiamo visto un consolidamento dopo la diffusione record della fiducia delle imprese manifatturiere  ed dei servizi.

MARKET MOVER MONITOR WEEK

GLOBAL PMI MANUFACTURING – SERVICES

 

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MARKET MOVER MONITOR WEEK

GLOBAL PMI MANUFACTURING – SERVICES

Le recenti letture record dell’indice dei prezzi nelle indagini PMI hanno allarmato sia gli operatori economici che le autorità monetaria sul rialzo dell’inflazione, per cui  vale la pena analizzarne gli aggiornamenti per catturare eventuali segnali di esaurimento o meno della dinamica in corso sugli indicatori dei costi e dei prezzi di vendita. Di conseguenza aggiorniamo anche gli indicatori dei vincoli di capacità come i tempi di consegna dei fornitori. Quest’ultimi confermano le problematiche note, nelle aspettative del panel delle aziende intervistate, dopo il miglioramento temporaneo di inizio anno. 

MARKET MOVER MONITOR WEEK

GLOBAL PMI MANUFACTURING – SERVICES

 

Un aggiornamento ulteriore dei dati sul PMI Manifatturiero Flash relativi all’Eurozona verranno rilasciati venerdì in mattinata.

I mercati, ma soprattutto le banche centrali osservano la diffusione di questi dati per modulare le linee di policy che stanno lentamente evolvendo verso un ciclo di normalizzazione della politica monetaria come abbiamo scritto nel nostro ultimo RISKOO FX OUTLOOK REPORT.

 

MARKET MOVER

FX – Come anticipato la scorsa settimana nel Market Mover Monitor Week, l’eur usd ha consolidato gli scambi poco sopra quota 1,17770 contendo la reazione sotto 1,19-1,1945. E’ probabile che in attesa della riunione della BCE tenda a violare la parte inferiore del range ed avvicinare il mino di marzo in area 1,17 confermando quindi il percorso ed i target ciclici previsto nel  nostro FX Riskoo Outlook.

In un contesto in cui il dollaro tende a rafforzarsi, le monete emergenti, non tutte (vedi Report), tendono a perdere momentum. Il peso messicano rimane infatti ancora inserito in un range la cui tendenza risulta positiva sia nei confronti del dollaro che nei confronti dell’euro. Allo stesso modo, a conferma di quanto scritto lo scorso maggio, il dollaro oltre a recuperare contro euro ha avviato un’azione di recupero anche nei confronti dello yuan renminbi che dopo aver superato il primo target di ripresa a 6,40 si accinge ora a scalare verso area 6,60.

COMMODITY – Continua la fase di distribuzione sulle principali commodity industriali. Il rame (LME) dopo aver testato  la reazione sotto 9600/650 dovrebbe subire una nuova fase riflessiva con potenziali ordini di vendita presenti sotto area 9250/200. Questo conferma la road map tracciata nel nostro report WB COMMODITY PERSPECTIVES a supporto del nostro servizio di Enterprise Risk Management. Anche l’acciao dopo i picchi record sta avviando un’iniziale fase di perdita di momentum.

Il Brent Crude Oil è sceso la scorsa settimana sino a testare area 72,50. Ci aspettiamo in settimana una violazione di area 72 ed un’accelerazione del ribasso verso verso 67 usd/bar a breve.

BONDS I rendimenti sul 10 anni Treasury  USA sono scesi sotto area 1,35 e si apprestano a ritracciare ulteriormente il rialzo degli ultimi 12 mesi spingendo le quotazioni a 1,25% (ci aspettiamo un movimento verso 1%). Seguiranno a ruota il ritracciamento del 10 anni Germania Bund. Le quotazioni collauderanno in settimana area -0,35%. La violazione confermerà la linea ancora accomodante della BCE e soprattutto spingerà il 10 anni tedesco nuovamente verso area -0,50%. Il BTP 10 anni beneficerà del movimento regredendo anch’esso in direzione di 0,60 senza escludere un test di 0,5250%.

WB MARKET MOTOR WEEK RISK MANAGER

WB ANALYTICS: EUR USD TREND CYCLE

WB MARKET MOTOR WEEK RISK MANAGER

WB ANALYTICS: COPPER LME ADVANCE TREND CYCLE

WB MARKET MOTOR WEEK RISK MANAGER

WB ANALYTICS: US TREASURY 10 Y YIELD ADVANCE CYCLE TREND