EUR US DOLLAR 1,0650: FED BANCA DEL MONDO

EUR US DOLLAR 1,00650: CI SIAMO ABBIAMO CENTRATO LE NOSTRE PREVISIONI

Il cambio eur usd verifica il nostro obbiettivo fissato ancora lo scorso anno e riportato nell’Outlook 2020: Si tratta del secondo dei tre target price che avevamo fissato per il 2020. Il primo 1,0950 era stato collaudato già agli inizi dell’anno. Il corona virus aveva distorto le nostre informazioni con un movimento di coda che stava raggiungendo il limite della banda di oscillazione che avevamo fissato per l’anno in corso. La successione traumatica degli eventi, dopo aver momentaneamente ribaltato il fronte, ha riportato la tendenza del cambio euro dollaro nel solco del movimento che ci attendevamo. Indubbiamente la crisi ha accelerato gli eventi. In ogni caso attendevamo il test di 1,0650 eur usd entro il secondo trimestre dell’anno.

Alle motivazioni che stanno alla base del movimento atteso si aggiunge quanto abbiamo anticipato in un nostro recente studio in merito alla grande domanda di dollari che è scoppiata nel mondo a causa dei margin call e dei finanziamenti denominati nella divisa americana.

LE NUOVE MOTIVAZIONI A SOSTEGNO DEL DOLLARO

Come documentato nel nostro RAPPORTO SETTIMANALE DI LUNEDI’  LE FEDERAL RESERVE  per ripristinare la liquidità in dollari e contenere lo stress del mercato sui finanziamenti denominati in dollari, ha aperto linee di swap illimitato, 24 ore su 24, 7 giorni su 7 in dollari  con ogni banca centrale del mondo, e quindi non  solo a favore di quelle appartenenti al  G7.  Lo stesso comportamento adottato nel 2008/9.

La Fed ha bisogno di ampliare l’accesso alle linee di swap ad altre giurisdizioni poiché le esigenze di finanziamento in dollari sono elevate in Scandinavia, Sud-Est asiatico, Australia e Sud America, non solo nel G-7.

Il crollo dei valori di tutti gli attivi ha reso urgente e necessario per molti operatori l’accesso immediato al dollaro a seguito della più grande richiesta di margin call nella storia,  la Federal Reserve ha annunciato  quindi l’istituzione di accordi temporanei di liquidità in dollari USA (linee di swap) oltre alle istituzioni G7 con:

  • la Reserve Bank of Australia
  • il Banco Central do Brasil
  • la Danmarks Nationalbank (Danimarca)
  • la Bank of Korea
  • il Banco de Mexico
  • the Norges Bank (Norvegia)
  • la Reserve Bank della Nuova Zelanda
  • l’autorità monetaria di Singapore
  • e la Sveriges Riksbank (Svezia).

Quanti dollari saranno disponibili? Secondo il comunicato, la Fed rilascerà fino a $ 60 miliardi ciascuno per la Reserve Bank of Australia, il Banco Central do Brasil, la Bank of Korea, il Banco de Mexico, l’Autorità monetaria di Singapore e la Sveriges Riksbank e $ 30 miliardi ciascuno per la Danmarks Nationalbank, la Norges Bank e la Reserve Bank della Nuova Zelanda. Questi accordi di liquidità in dollari USA saranno in vigore per almeno  i prossimi sei mesi.

 

EUR USD 1,0650

WB FX RISK MANAGEMENT: EUR USD II° TARGET 2020

APERTURE DEI MERCATI IN RIALZO!

 

Nel report pubblicato ieri abbiamo prevista una reazione dei mercati significativa, nonostante il ribasso a due cifre, -12,93%, dello Standard & Poor 500!

OUTLOOK WB PERSPECTIVES COVID 19 VS. SUBPRIME

16 MAR 2020

Outlook – Si è aperta una gara di velocità tra la diffusione del Covid-19 e le reazioni dei mercati. Le proiezioni sui danni prodotti al commercio globale, alla supply chain ed infine alla crescita del GDP sono e saranno ancora per il futuro prossimo oggetto di continui ricalcoli.

Ciò che rimane, e può immunizzare l’economia, sono le intuitive misure finanziarie da adottare per traghettare il mondo fuori dal tunnel.

E’ soltanto questa la similitudine che ci lega alla crisi del 2008. Allora tutto nacque dallo scoppio di una gigantesca bolla gemella tra finanza ed immobiliare. Il percorso, inverso dall’attuale, si perpetuò da occidente verso oriente. Oggi la crisi di natura epidemica, con incrostazioni geopolitiche, parte da oriente e si diffonde ad occidente, oltre la via della seta.

Nel 2008 furono colpiti i grandi conglomerati finanziari, banche, compagnie assicurative, hedge fund. Oggi sono colpite le micro imprese, le PMI, l’industria, le catene ed i distretti di produzione. Ma, come nel 2008, il cerchio si chiude ed alla fine tutti i soggetti economici e finanziari ne subiscono le conseguenze. CONTINUA A LEGGERE L’OUTLOOK WB PERSPECTIVES…

OUTLOOK WB PERSPECTIVES COVID 19 VS SUBPRIME 16 MARZO

OUTLOOK

WB PERSPECTIVES COVID 19 VS SUBPRIME 16 MARZO 

BRI PAPER N. 219

 

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SCENARI COVID 19: Nulla è scontato in questo momento!

Potrebbe sembrare banale affermare una simile locuzione. Tuttavia nei mercati anche in situazioni inattese vi sono sempre soggetti più informati. Soggetti in grado di scontare sui prezzi informazioni privilegiate.

Nel tempo di una pandemia  le informazioni circolano in modo veloce, confuso, ed offrono soltanto un breve vantaggio competitivo alle élite operative. Di conseguenza i modelli che basano i loro algoritmi sull’analisi dei prezzi o sull’analisi semantica, risultano efficaci nella misura in cui si accetta una diversa scala della volatilità.

Tutto questo risponde all’eccezionalità degli eventi e richiede, di conseguenza, un’adeguata attitudine alla flessibilità.

I mercati si adeguano quindi velocemente all’evoluzione delle informazioni rispondendo con più ordine di quanto non si possa pensare. Ciò che effettivamente cambia in questi momenti è la scansione dello spazio e  del tempo in modo più sincopato. In altri termini l’aumento vertiginoso della volatilità.

Ciò significa avere coscienza dei limiti ma anche la forza dell’essere flessibili.

CHE COSA AVEVAMO PREVISTO NELL’OUTLOOK 2020?

Nell’Outlook che abbiamo disegnato per il 2020 avevamo considerato alcuni trend sostenendo con forza l’idea che, nonostante l’aria positiva che si respirava ancora a fine 2019,  i rendimenti benchmark appartenenti al tratto lungo della curva fossero destinati a crollare.Il 10 anni USA ed il 10 anni Germania, sono scesi esattamente dove avevamo fissato gli obbiettivi stimati: rispettivamente 0,50% e -0,80%. 

Questa settimana ha fatto clamore il crollo del prezzo del greggio: nello scenario per il 2020 avevamo stimato un crollo del Brent Oil da 60 a 40 usd/bar.

Per il mercato azionario, pur immaginando un trend ancora in crescita, avevamo raccomandato di prendere beneficio sui rialzi dell’S%P 500 al raggiungimento di area 3335/40. Ritenevamo che il target potesse essere raggiunto  in primavera. Il mercato ha anticipato il timing atteso, ma dopo una falsa ripartenza susseguente al test di area 3335/40 ha subito dapprima parziali vendite, poi il crollo.

QUANDO IL BRUCO MUORE NASCE LA FARFALLA

Abbiamo invece considerato il crollo dei mercati  a partire dallo scorso mese di febbraio adeguando lai nostre analisi di scenario agli impatti possibili del Covid-19. Per dare contezza di quanto sta ora accadendo abbiamo pensato di riproporre la teoria degli Attrattori di Lorenz, meglio conosciuta con il Battito d’ali della Farfalla  o più semplicemente riportata sugli studi di  James Yorke, padre della teoria del caos,

Per quanto riguarda il mercato dei cambi avevamo scritto molto sulla debolezza dell’euro in un momento i mercati non erano governati ancora dall’esplosione dell’avversione al rischio. Il primo nostro obbiettivo su eur usd per il 2020 era posizionato in area 1,0950 ed il successivo a 1,07/1,0650. Abbiamo visto un minimo a 1,0770. Ci siamo prontamente adeguati al cambiamento del momentum ribilanciando le nostre strategie di FX Risk Management a partire da area 1,0850 eur usd.

Siamo pronti a farlo ancora se la volatilità lo imporrà. Essere produttivi nella gestione del rischio significa anche saper adeguarsi in modo ponderato ai cambiamenti di scenario proprio per consentire alle aziende di avere un posizionamento bilanciato rispetto ai rischi.

Working In Global Research WBA

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IN ATTESA DI CHRISTINE LAGARDE, ALLA PRIMA VERIFICA SIGNIFICATIVA RIUNIONE DELLA BCE

Domanda: che cosa suggerirebbe oggi Mario Draghi a Christine Lagarde?
La risposta è semplice … whatever it takes!

Come nell’ava spettacolo siamo tutti in attesa di Christine Lagarde, capo della BCE, nella speranza che non faccia troppo rimpiangere il predecessore whatever it takes, Mario Draghi. Quanto scriviamo costituisce la condivisione delle attese del mercato. In ballo c’è la tenuta del ciclo riflessivo dell’euro. Diversamente un suo rialzo comprometterebbe i precari equilibri ancora attivi e soprattutto quelli di lungo termine: competitività nei mercati e tenuta dell’Eurozona. In ogni caso, come giustamente ha ricordato ieri, ci troviamo in un’emergenza simile al 2008, purtroppo senza un’azione coordinata dei governi.

IL DOLLARO RECUPERA FORZA MA RIMANE SOTTO PRESSIONE CONTRO YEN E CHF

Il primo discorso del presidente Trump non è riuscito a calmare i mercati. La richiesta di liquidità da parte degli operatori americana è salita oltre l’offerta. La prossima settimana la Federal Reserve dovrà essere molto aggressiva nel portare i tassi Fed Funds più vicino allo zero e prendere seriamente in considerazione il rilancio dell’allentamento quantitativo. La preservazione del capitale dovrebbe essere la priorità fino a marzo, che favorisce il mantenimento dei rendimenti sovrani core molto bassi, high yield e FX delle materie prime sotto pressione e un continuo volo verso la sicurezza dello yen giapponese e del franco svizzero, dato che il QE della Fed potrebbe facilmente e deliberatamente indebolire il dollaro . Il Dollar Index (DXY) fatica a mantenere la soglia 96. Le currenxy comodità based sono a loro volta sotto pressione ed un volo ininterrotto verso la sicurezza dello yen giapponese e del franco svizzero rimane l’opzione preferita dai mercati, dato che il QE della Fed potrebbe facilmente e deliberatamente indebolire il dollaro.

BCE: LA BANCE CENTRALE  CERCHERA’ MISURE PER INDEBOLIRE L’EURO

È il giorno della BCE e l’attenzione sarà focalizzata su: il taglio del tasso di deposito di 10 punti base a -0,60%; un aumento del tiering per evitare di penalizzare le riserve in eccesso detenute dalle banche; aumento del Programma QE, attualmente fermo a 20 miliardi al mese. Tra le misure cercherà a nostro avviso di far in modo che i flussi siano orientati maggiormente verso acquisto di Corporate Bond; introdurrà nuove operazioni di rifinanziamento a più lungo termine a condizioni più generose, in modo simile al Piano di finanziamento a termine della Banca d’Inghilterra per le PMI annunciato ieri .

REAZIONI:

l’ eur usd scambia in questo momento (9,00) attorno a quota 1,1250 dove transita un livello tecnico che separa le contrattazioni da un eventuale test dell’area 1,1215 & 1,1180. Non pensiamo che i valori possano scendere oltre in questa fase, anche perché subito dopo la BCE i tarderà si concentreranno in direzione del meeting del 18 marzo della Fed. Il timore è che la Riserva, come sopra scritto, possa lanciare un piano QE, oltre ad una riduzione significativa dei tassi.  C’è quindi sempre il rischio di assistere ad un nuovo rialzo dell’eur usd verso i precedenti picchi 1,15, mentre la soglia del dolore per la moneta europea transita a 1,1760.

WB FX RISK MANAGEMENT: EUR USD

WB FX RISK MANAGEMENT: EUR USD

JPY: GLI INVESTITORI CONTINUANO IL SAFE HEAVEN

I nostri studi sul comportamento dei mercati ci dicono che rimane prevalente il rischio di assistere ad un ulteriore ribasso degli indici azionari quantomeno sino ai valori di partenza del 2019. Lo avevamo scritto già agli inizi del reversal point di febbraio. Poi in quell’area si aprirà una verifica sull’efficacia delle misure economiche e finanziarie per superare la crisi pandemica da un lato e quella sull’offerta dall’altro (petrolio).  Nel frattempo i cosiddetti voli verso la qualità continueranno a premiare le monete safe tra cui lo yen. Contro euro abbiamo avuto un test dell’area 116 che rimane un minimo a breve. Tuttavia in assenza di un recupero oltre 118,50/119 rileviamo la possibilità che si scenda verso 115 e non escludiamo 112 nel medio periodo, come indicato nel nostro FX Outlook  qualora usd jpy non riesca a reggere quota 100.  Segnali premonitori di un  cedimento di tale  soglia potrebbe trovarsi nella difficoltà per il dollaro di recuperare a breve valori oltre 106,50 usd jpy.

WB FX RISK MANAGEMENT: USD JPY

WB FX RISK MANAGEMENT: USD JPY

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Bank of England RATE CUT

Bank of England RATE CUT

la Banca d’Inghilterra ha appena annunciato una serie di misure per aiutare a combattere lo shock economico del Coronavirus:

  • Un  taglio del tasso di 50 bp, portando il tasso bancario allo 0,25%
  • Un nuovo regime di aiuti finanziari, progettato per offrire finanziamenti economici alle banche in base ai volumi che le stesse mettono ad effettiva disposizione dell ‘ “economia reale” ovvero le aziende. Incentivi saranno offerti per incoraggiare i prestiti alle PMI.
  • Ridurre i requisiti di riserva anticiclica, liberando il capitale che le banche erano precedentemente tenute a detenere.

La Bank of England risponde in questo modo ai mercati, alla Fed e soprattutto ai primi significativi segnali che l’epidemia sta invadendo anche il Regno Unito.

E’ una buona notizia in quanto lascia aperta la speranza che anche la BCE possa percorrere la stessa strada annunciando domani i medesimi provvedimenti.

Reazioni della sterlina: Dopo un primo flash cash a 0,8850 il sound ha recuperato terreno sull’euro ritornando nella mediana dei prezzi scambiati negli ultimi giorni a 0,8740. Ricordiamo che nel nostro FX Outlook pubblicato lo scorso sabato, avevamo fissato per l’eur gap un range di breve compresa tra un cap in area 0,8950 ed un floor a 0,86 riconoscendo di fatto un movimento laterale dominato da una forte volatilità. Si potrà ritornare a guardare nuovamente in positivo l’andamento del sound qualora le negoziazioni  ritornassero a scambiare sotto area 0,86, minimo degli ultimi 6 giorni.

 

WB FX RISK MANAGEMENT: EUR GBP

WB FX RISK MANAGEMENT: EUR USD BOE RATE CUT

 

SI MUOVE L’EUROPA

Al termine della videoconferenza di ieri, i capi dei 27 Stati europei hanno acconsentito a prendere tutte le misure necessarie per evitare l’instabilità economica e finanziaria, potenziale conseguenza dell’epidemia da coronavirus. La presidente della Commissione von der Leyen ha aggiunto che Bruxelles è pronta a varare un fondo di investimento da 25 miliardi di euro con uno sblocco immediato di 7,5 miliardi. Atteso in giornata invece il confronto a distanza tra la stessa von der Leyen e il premier Conte per discutere le misure nazionali e il sostegno della Ue contro l’epidemia. Intanto, per sostenere l’economia, secondo alcune fonti, la Bank of Japan potrebbe potenziare la propria politica monetaria al meeting della prossima settimana impegnandosi ad acquistare fondi Etf a un ritmo più rapido dell’attuale.

COVID-19 NEGLI USA

Mentre aumentano i contagi da coronavirus negli Usa, Casa Bianca e Congresso stanno studiando misure a sostegno dell’economia anche se al momento mancano segnali di un’intesa. Il presidente Trump ha detto che farà “passi importanti” per calmare le tensioni dei mercati chiedendo al Congresso un pacchetto di stimoli fiscali che, tra le altre misure, prevede un taglio della tassazione sul lavoro. Ieri Trump, dopo una riunione coi Repubblicani, ha detto che il virus “passerà, basta stare calmi” aggiungendo di voler proteggere il settore croceristico e quello aereo.

WHATEVER IT TAKES … AGAIN. Oggi parla Christine Lagarde

Nel pomeriggio sono attesi due interventi istituzionali da cui ci auguriamo possano giungere segnali concreti sull’emergenza che si sta innescando sui mercati. Alle 14.30 parla il Presidente della BCE, Christine Lagarde,  in un altro meeting interviene  un membro del Fomc (Federal Reserve) Robert Kaplan.

L’intervento del Presidente della BCE è particolarmente atteso. E’ dall’ultima riunione del Baord che la BCE non rilascia commenti sulla crisi aperta dal Covid-19. Inoltre si vuole comprendere quali misure la banca centrale intende adottare per contenere l’emotività dei mercati e sostenere l’economica reale in una fase di criticità accentuata dalla stagnazione già presente da mesi nei comparti manifatturieri delle prime tre aree economiche dell’UE. Christine Lagarde prenderà la parola da Wiesbaden nel primo pomeriggio.  Ieri il governatore della Banca di Francia Francois Villeroy de Galhau ha detto che al momento non sono necessarie ulteriori misure monetarie per contrastare gli effetti dell’emergenza. Oltreoceano, secondo il presidente di Fed Dallas Robert Kaplan la situazione dell’epidemia è ancora troppo fluida per capire se sia necessario un intervento sui tassi.

I mercati  globali stanno prendendo atto della diffusione di Covid-19 rideterminando le valorizzazioni di borsa alla luce di un potenziale rallentamento della crescita durante la prima metà del 2020. Le azioni statunitensi stanno avviando la più grande correzione osservata dal quarto trimestre del 2018. Il mercato attualmente sta valutando un primo taglio di 25 punti base dei Fed Funds nella riunione del 10 giugno. Anche l’ascolatissima Richard Clarida della Fed in un suo intervento ha sostenuto che “è troppo presto persino per speculare sulle dimensioni e la persistenza di questi effetti” lasciando intendere che la Fed non abbia fretta di agire.

REAZIONE AL NYSE

Tuttavia, negli Stati Uniti sembra esserci poca tolleranza per i forti cali delle azioni, sappiamo quanto sia attenta l’amministrazione alla tenuta dei mercati. Ieri D. Trump ha colto la notizia di una società prossima alla sperimentazione di un vaccino (Moderna Inc Nasdaq)per dare al mercato un segnale positivo.  I valori dell’S&P 500 hanno perso dai massimi in poco meno di una settimana il 7%. Nelle prossime ore avremo un significativo stress test a quota 3080/50. Sotto tale livello si compromette definitivamente la tenuta del ciclo positivo avviato agli inizi del 2019.

vix volatilità

WB ANALYTICS: VIX volatilità Standard & Poor 500

Il mercato dei bond governativi ha continuato invece ad attrarre flussi in cerca di parcheggio. Da inizio anno i rendimenti sul tratto lungo della curva, 10 anni Treasury bond, sono scesi del 33%, dirigono secondo le nostre analisi verso l’obbiettivo che avevamo indicato nell’Outlook 2020 lo scorso anno 0,50%. 

GESTIONE RISCHIO CAMBIO

La volatilità che registriamo sui mercati delle azioni piuttosto che in quelli obbligazionari, risulta meno evidente in quelli dei tassi di cambio (Forex Market). Il cambio USD JPY è parzialmente rientrato dalla spinta generata la scorsa settimana, anche se al momento il suo valore rimane sopra quota 110 livello oltre il quale avevamo lanciato un alert. Con le dovute cautele questo dato può essere letto in positivo. In questa fase lo yen non sta giocando un ruolo di moneta rifugio., salvo un ritorno al di sotto della precedente soglia di breakup 110. I mercati guarderanno quota 108,75 dove si posiziona il trigger dell’attuale movimento di spinta al rialzo del dollaro.  Contro euro lo yen è rientrato nel range di dominio che osservavamo dagli inizi dell’anno. 121-121,50 costruisce il valore aggiornato su cui mettere a fuoco un eventuale ritorno di positività più concreta dell’euro.

EUR USD   Siamo da qualche giorno all’interno della fascia reattiva che dovrebbe lentamente spingere le quotazioni verso 1,09-1,0940. Una delle ragioni per cui si attende l’intervento di Christine Lagarde è proprio legata alla timida reazione dell’euro sul dollaro.

In settimana produrremo un aggiornamento del nostro FX Outlook con un test delle nostre strategie di Risk Management programmate per il 2020(questo il link per avere  il report)

EUR USD FOREX MARKET

WB FX RISK MANAGEMENT: EUR USD

WHATEVER IT TAKES A sostegno del Made in Italy sono stati stanziati al momento 300 milioni.., . Si attendono segnali.

L’Organizzazione mondiale della sanità definiva ieri “profondamente preoccupante” l’aumento dei casi in Italia. Da Ginevra in serata parole lievemente più confortanti, la prospettiva che il virus possa essere sconfitto e la puntualizzazione che è troppo presto per dichiarare una pandemia. Per quanto riguarda la Cina, l’Oms parla di una svolta nell’area di Wuhan, epicentro dell’epidemia, e sostiene che le misure adottate dalle autorità abbiano evitato centinaia di migliaia di casi.

News

USA E CORONAVIRUS – L’amministrazione Trump — che per il momento non vede un impatto materiale dell’epidemia sulla ‘fase uno’ dell’accordo commerciale con la Cina — ha chiesto al Congresso 2,5 miliardi di dollari per combattere il coronavirus, compreso 1 miliardo per la ricerca di un vaccino. Per il presidente della Fed di Cleveland Loretta Mester l’economia Usa dovrebbe continuare ad andare bene quest’anno, ma il coronavirus rappresenta “un grande rischio”. Intanto però i mercati scommettono su un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve in risposta all’epidemia.

BTP – Dopo una seduta negativa per l’allarme coronavirus, destinato a inevitabili ricadute economiche, la carta italiana riparte da 145 punti base a livello di spread sul Bund tedesco e da 0,97% per il tasso del decennale di riferimento aprile 2030. Per quanto riguarda i governativi della zona euro, si fa strada l’ipotesi di una risposta all’emergenza da parte delle banche centrali: sul fronte Bce, i mercati danno al 75% la probabilità di un taglio del tasso di riferimento di 10 punti base entro fine anno.

COMMERCIO UE/GB – I negoziati tra Bruxelles e Londra dovrebbero prendere il via la prossima settimana.

DATI ZONA EURO – Sul lato macro, la Francia diffonde il dato sulla fiducia delle imprese nel mese di febbraio — con un consensus a 99 rispetto a 100 di gennaio — che sarà interessante per capire in che misura il coronavirus abbia avuto ricadute negative, dopo che ieri l’indice Ifo che misura il morale delle imprese tedesche ha mostrato a febbraio un rialzo a sorpresa. La lettura preliminare del Pil tedesco registra nel  quarto trimestre una crescita nulla su base congiunturale e un rialzo di 0,3% sul tendenziale annuale.

DATI GIAPPONE – Confermato a 0,8 il leading indicator di dicembre.

Forex Market

L’euro ha intrapreso l’atteso movimento reattivo nei confronti del dollaro per riequilibrare l’eccesso di venduto registrato la scorsa settimana. Ci attendiamo come già scritto una correzione verso 1,09/1,0950. Più lento e contrastato risulterà l’azione di recupero e più probabilmente l’euro, come pensiamo, manterrà la sua inclinazione riflessiva. Sul fronte macro attendiamo segnali dalla BCE in merito alle misure precauzionali che si vorranno adottare per sostenere il rallentamento della crescita in Eurozona. Un altro whatever it takes! La crescita tendenziale della Germania sta proiettando un tasso di espansione allo 0,3%. A destare la preoccupazione maggiore sono i diffusi ritardi nelle consegne osservati a febbraio che inevitabilmente peseranno sulla produzione di marzo.

 

WHATEVER IT TAKES OUTLOOK EURO DOLLARO

WB FX ENTERPRISE RISK MANAGEMENT EUR USD

Tassi e rendimenti

I rendimenti sul lato tratto lungo della curva USA e Germania sono scesi ampiamente ieri a conferma dei timori sulle ripercussioni della crisi epidemica. Il 10 anni USA ha violato ampiamente la soglia 1,50%. Tale livello rappresenta l’unione orizzontale di tutti i minimi fissati dal Treasury americano negli ultimi anni. Per intendere la proporzione delle tensioni il 10 anni quota ora al di sotto dei valori fissati nel 2008/9. Per evitare una prosecuzione del movimento verso gli obbiettivi previsti nel nostro Outlook 2020 a 0,50% è necessario che il valore dei rendimenti ritornino sopra area 1,60%. Il differenziale con la Germania dovrebbe rimanere comunque elevato, sopra 180 punti base e comunque non inferiore a tendere a 150 punti base. Se accanto a questo spread dovremo rilevare anche un delta sul tasso di crescita delle due aree analogo agli attuali valori anche le stime sul cambio eur sud tenderanno a realizzarsi.

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PMI MANIFATTURIERO

Markit ha pubblicato le prime significative Survey PMI sul sentiment delle aziende manifatturiere dopo la diffusione di Covid-19.

 

Il sondaggio rilevato in Giappone, Francia, Germania ed Eurozona riporta per il comparto manifatturiero dati PMI in ribasso per Giappone e Francia, mentre con grande sorpresa in parziale ripresa per la Germania.

PMI MANUFACTURING GERMANY

PMI MANUFACTURING GERMANY

Il dato, migliore delle attese e superiore alla rilevazione  precedente, può contribuire a stemperare i timori degli operatori in un momento in cui le notizie rimangono ancora confuse, nonostante le statistiche ufficiali sulla pandemia facciano presupporre che siamo in presenza di un potenziale picco.

L’euro reagisce alla notizia con un consolidamento di una mini-base tecnica a 1,0770 contro dollaro. E’ possibile in via teorica che si apra una breve reazione soprattutto in risposta all’ipervenfuto che si è generato sui mercati. I prezzi del cambio eur sud scendono ininterrottamente da inizio febbraio e comunque da inizio anno il cambio perde quasi il 4%. E’ possibile quindi che si apra una finestra correttiva i cui punti di contenimento transitano rispettivamente a 1,0830 ed 1,09.

Nel pomeriggio Markit pubblicherà anche il sondaggio PMI raccolto negli USA. I valori attesi benché in frazionale limatura rimangono ampiamente sopra area 50 livello spartiacque tra una fase espansiva rispetto ad una di rallentamento atteso della crescita.

USD JPY

USD JPY ALERT BREKUP

 

Questa mattina il rapporto di cambio usd jpy ha violato al rialzo quota 110,25 innescando significativi ordini di copertura di posizioni corte di uso contro jpy. Il segnale potrebbe spingere le negoziazioni in una nuova direzione rialzista del dollaro  in direzione dell’area 114,50/115 qualora nelle prossime ore vi fossero ulteriori acquisti in grado di spingere oltre 110,80 gli scambi.

Il segnale offre indicazioni utili per leggere il quadro sulla percezione dei rischi avvertita dal mercato in merito all’evoluzione della pandemia Covid-19.

In considerazione del ruolo di risk-aversion che di norma assume lo yen nelle situazioni di crisi, un suo deprezzamento nei confronti del dollaro può rappresentare un indicazione utile per ritenere che gli investitori siano meno preoccupati degli effetti dell’epidemia. Accanto a queste valutazioni non dobbiamo comunque minimizzare il ruolo della BoJ sempre molto attenta a delimitare l’apprezzamento del cambio, soprattutto in un momento, come l’attuale, in cui la congiuntura espone la crescita giapponese in un contesto estremamente vulnerabile.  La lettura dei recenti dati sulla contrazione del GDP giustificano il sospetto che dietro all’indebolimento dello yen vi sia la regia della Banca Centrale.

EUR JPY

Contro euro il movimento di reazione dello yen rimane contenuto sotto area 120 dove abbiamo posizionato il nostro primo livello di controllo dei rischi nei nostri modelli di Enterprise Risk Management.

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT USD JPY

WB ANALYTICS: USD JPY TREND

L’azione impulsiva del dollaro consolida inoltre il rafforzamento della divisa americana al punto da spingere il Dollar Index (paniere dei principali cambi ponderati alla Bilancia commerciale verso il dollaro)a testare nuovamente l’area 100/101 entro breve. 

GDP USA CRESCITA ATTESA

La stima del modello GDPNow per la crescita del PIL reale (tasso annuale destagionalizzato) nel primo trimestre del 2020 CALCOLATA DALLA FED DI ATLANTA  (stima aggiornata al 19 feb) è del 2,6 percento, in aumento dal 2,4 percento del 14 febbraio. Dopo il rilascio dell’indice dei prezzi alla produzione di questa mattina dall’Ufficio di statistica del lavoro degli Stati Uniti e nuovo rapporto sull’edilizia residenziale del Census Bureau degli Stati Uniti, la diffusione della crescita reale degli investimenti privati ​​lordi del primo trimestre è aumentata dal 5,1% al 6,4%.

Al momento la stima di crescita degli Stati Uniti, secondo il modello dinamico della Fed, è superiore alle stime di consensus degli economisti. Il differenziale tra stime di consensus e algoritmi Fed è pari a 100 punti base. Il modello Fed elabora in termini dinamici un panel di indicatori macro economici per offrire una proxy del potenziale di crescita USA.  Questo dato potrebbe sorprendere se raffrontato all’attuale congiuntura. Ovviamente trattandosi di un modello dinamico molto dipenderà dalla diffusione dei prossimi indicatori; rimane il fatto che al momento nel loro insieme tracciano un quadro più che confortante.  Il comportamento del dollaro e delle borse azionarie confermano tale percezione. Dopo domani avremo l’opportunità di esaminare il quadro da un punto di vista prospettico attraverso l’analisi dei sondaggi sui PMI di Eurozona ed USA.

 

GDP USD

GDP NOW FED ATLANTA

 

 

I flussi dell’Export globale nel 2020 dovrebbero beneficiare di una ripresa di valore dello yuan renminbi. Il cambio usd cny scende in queste ore sotto la soglia 6,95 il livello che lo scorso anno indicavamo come punto qualificante dell’accordo Usa Cina sulla disputa del commercio estero. Tuttavia la guerra commerciale non è ancora finita; la firma  all’accordo Phase One costituisce solo il primo round di una partita ancora lunga. Gli Stati Uniti non ancora revocato tutte le loro tariffe verso la Cina e la stessa sta ancora attuando alcune misure di ritorsione. Gli osservatori hanno affermato che il cosiddetto accordo di prima fase non ha affrontato questioni sistemiche come i sussidi di Pechino e la riforma delle imprese statali. Questi saranno i temi da discutere nel prossimo round di colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina nei quali rientreranno anche le  preoccupazioni sui negoziati per il trattato di investimento di Pechino con Bruxelles. A marzo si svolgerà un summit a Pechino con l’UE a cui sono invitati i paesi dell’Europa Centrale e dell’est.

FOREX

Flussi di acquisto sulle valute asiatiche — a eccezione dello yen, tradizionale asset rifugio — premiate dalla corsa dei listini di borsa in un clima di crescente ottimismo e fiducia, a due giorni dalla sigla dell’accordo commerciale tra Usa e Cina. Si spinge al record degli ultimi cinque mesi lo yuan nei confronti del dollaro, mentre la divisa nipponica scivola al minimo da sette mesi sempre nei confronti del biglietto verde. Intorno alle 8 euro/dollaro 1,1127/30 da 1,1120 venerdì sera in chiusura negli Usa, dollaro/yen 109,61/64 da 109,46 ed euro/yen 121,97/01 da 121,74.

GREGGIO

Consolidano i derivati sul greggio, a riflesso del rientro delle tensioni tra Usa e Iran e soprattutto in vista dell’accordo Usa-Cina sul commercio. Intorno alle 8 il futures Brent marzo risale di 5 centesimi a 65,03 dollari il barile, mentre il Nymex gennaio avanza di un cent a 59,14 dollari.

GLOBAL EXPORT

I primi dati macro che aprono il 2020 confermano il deterioramento dell’andamento manifatturiero in Eurozona con particolare effetti su Germania ed Italia.

PMI MANUFACTURING

PMI MANUFACTURING EUROZONE                                                                                             PMI MANUFACTURING USA

L’acuirsi della crisi in Medio Oriente e nord Africa (Libia)  l’Italia rischia una perdita di un punto percentuale di Pil. L’export verso queste aree ammonta a circa il 15% delle esportazioni Made in Italy. Ciò rischia di annullare la timida crescita che potrebbe giungere dalla ripresa dal commercio globale.  Dobbiamo considerare l’aspetto più grave di cui si sta mettendo poco a fuoco: la stagnazione contribuisce ad aumentare il rapporto Debito su Pil.  L’attuale valore si è attestato al 138%.  Al momento si beneficia dell’inerzia degli acquisti sui titoli di stato effettuati con il nuovo programma QE dalla BCE, tuttavia benché ciò rappresenti uno scudo, al momento efficace, la traiettoria del debito rischia di allarmare i mercati qualora l’Italia non torni nuovamente a crescere.

PMI MANUFACTURING

PMI MANUFACTURING CHINA                                                                                                       PMI MANUFACTURING NEW EXPORT ASIA

L’indice che rileva il sondaggio sul grado di fiducia delle aziende cinesi conferma e consolida i segnali di ripresa in un quadro in cui la crescita attesa per l’area cinese rimane comunque debole.

EURO

Il mercato dei cambi conferma alle prime battute del 2020 gli orientamenti stimati nel nostro WB Outlook 2020. L’export usa e probabilmente anche quello europeo dovrebbe beneficiare di un rapporto di cambio più favorevole rispetto allo scorso anno.

L’euro beneficia in termini di competitività sull’Export: contro dollaro i valori hanno violato la prima delle due soglie che avevamo fissato per l’avvio del 2020 in direzione di un’altra potenziale fase di debolezza. Ovviamente se i flussi export tenderanno a beneficiare di un cambio più debole, quelli import dovranno essere attentamente monitorati.

 

GLOBAL EXPORT 2020

WB ENETRPRISE RISK MANAGEMENT: EUR USD

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