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FORWARD GUIDANCE: che cosa deciderà la BCE questa settimana?

Dal mese di gennaio allertiamo i nostri lettori sui rischi percepiti dal mercato in merito al ritorno dell’inflazione. Il Consiglio della BCE ritorna questa settimana a riunirsi per deliberare gli aggiornamenti della linea di policy monetaria partendo dall’analisi della curva dei prezzi, nonché analizzando gli ultimi dati relativi ai sondaggi PMI sulla fiducia delle imprese.  L’esito delle riflessioni dei membri del Consiglio sarà oggetto della revisione della Forward Guidance la quale al momento prevede che gli acquisti netti legati alla pandemia (PEPP) rimangano estesi almeno fino a marzo 2022 con reinvestimenti reiterati fino alla fine del 2023.

I DATI SULL’INFLAZIONE

Di seguito riportiamo il grafico pubblicato dall’Ufficio Studi della BCE

FORWARD GUIDANCE: COSA DECIDERA' LA BCE?

 

I MERCATI

Il tema è oggetto di tensione sui mercati, al punto che la volatilità sui bond, sull’equity e recentemente anche sulle commodity si è nuovamente accesa. Ciò sta causando una certa tensione nei listini che prezzano i vari strumenti. Ne avevamo dato l’ALERT in merito ai realizzi sull’equity e sulle commodity a febbraio.

L’inflazione percepita ed attesa sta alimentando il rialzo dei rendimenti sul tratto lungo della curva. I redimenti sul governativi hanno raggiunto recentemente i nostri target previsti nell’OUTLOOK 20/21: 1,50 US Treasury 10 Y e -0,10% De Bund 10 Y.

Il tema dei rendimenti è importante non solo per la lettura delle aspettative sull’inflazione da parte dei mercati ma anche per determinare la direzione  che i flussi potrebbero intraprendere in funzione della loro appetibilità. Lo scorso autunno avevamo in più occasioni analizzato il differenziale di rendimento tra la curva americana e quella tedesca/europea.  Le ragioni di tale interesse erano legate al nostro interesse per il sottostante rapporto eur usd. Eravamo in una fase in cui molti analisti stimavano un obbiettivo per il cambio a 1,25 ed 1,30.

CONFERME DAL CAMBIO EUR USD

Come abbiamo sempre sostenuto l’idea di quotare l’euro a tali livelli ci sembrava impropria per una serie di ragioni tra cui l’attesa per un ritorno di forza dei rendimenti americani. Nelle nostre attese infatti, ci aspettavamo un ritorno dell’allargamento dello spread verso 160/180 punti base a favore degli USA. Nei nostri studi abbiamo osservato che tale processo anticipa di circa sei mesi l’apprezzamento del dollaro sull’euro.

L’eur usd in effetti ha iniziato ad invertire rotta a gennaio confermando proprio nelle settimane centrali di febbraio tale impostazione. Oggi stiamo verificando i target attesi dal nostro modello nel FX OUTLOOK 20/21 anticipati nell’intervento di Wlademir Biasia nel meeting annuale dell’Associazione Italiana dei Tesorieri d’Impresa  AITI TREASURY & FINANCE FORUM DAY dello scorso 20 novembre.

Stiamo ora lavorando per comprendere se la conferma della Forward Guidance della BCE possa spingere l’eur usd a livelli ancora più attraenti per l’export come messi in evidenza anche nel grafico che da inizio 2021 stiamo aggiornando nei nostri post.

FORWARD GUIDANCE: COSA DECIDERA' LA BCE?

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

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PMII dati rilasciati ieri da Markit sul livello degli indici PMI Manufacturing relativi al mese di febbraio, hanno messo in evidenza una crescita della produzione manifatturiera globale in accelerazione. L’indicatore ha fatto segnare uno dei tassi di espansione più rapidi mai registrati negli ultimi dieci anni. Il miglioramento si è verificato nonostante la carenza di input quasi record collegata a un secondo mese consecutivo di esportazioni in forte calo della Cina continentale. Il deterioramento delle esportazioni dalla Cina è stato in parte dovuto a problemi di logistica, di natura temporanea, quindi risolvibili a breve.

Rispetto al quadro complessivo la Cina perde per il secondo mese consecutivo momentum.  La rilevazione appare coerente con lo slittamento temporale delle altre aree dall’uscita della fase dei blocchi sanitari rispetto all’economia cinese che ha beneficiato per prima da tale condizione.  Dovremmo capire con l’analisi dei prossimi dati se il rallentamento cinese sia strutturale ad un riequilibrio delle forze inerenti alla ripresa o semplicemente sia il frutto di un rallentamento della logistica lungo le linee della supply chain come sopra scritto. 

Qualora si trattasse del primo caso dovremmo attenderci uno shift di curva analogo per le altre aree oggi in forte espansione. Tra le principali economie mondiali, l’espansione più forte è stata registrata in India, seguita dalla Germania. Insieme ai robusti guadagni in Italia e nei Paesi Bassi, la forte espansione della Germania ha contribuito a spingere la crescita della zona euro al tasso più rapido da ottobre.

Ciononostante, gli Stati Uniti hanno nuovamente sovraperformato l’intera zona euro a febbraio, nonostante la crescita abbia rallentato leggermente rispetto al picco degli ultimi sei anni registrato a gennaio. Per onore di cronaca, mentre il dato rilasciato ieri evidenziava un consolidamento, l’analogo indice ISM, pubblicato dall’Institute for Supply Management, raggiungeva il suo picco a quota 60 dove sono allineati praticamente tuitti i massimi fissati dal 1990. 
La crescente espansione dell’India ha nel frattempo contribuito a sostenere la crescita della produzione in Asia, esclusi Cina ed in tono minore Giappone, a uno dei tassi più alti registrati negli ultimi dieci anni, determinando la seconda espansione più rapida dall’aprile 2011.

PMI VERSUS GLOBAL GROWTH

PMI VERSUS GLOBAL GROWTH

 

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USD – L’apertura della settimana ha visto ancora una volta come protagonista assoluto il recupero del dollaro. I prezzi sono scesi sotto la nostra prima area di osservazione, 1,2060
eur usd e si apprestano a verificare il minimo fissato agli inizi di febbraio a 1,1960, confermando i passaggi stimati dagli algoritmi proprietari. In altri termini, diversamente dal  consensus che proiettavano l’euro su valori ben più alti, il nostro modello di valutazione continua a prezzare una maggior crescita negli Stati Uniti rispetto all’UEM. Ciò non significa che avremo d’ora in avanti un percorso unidirezionale a favore della divisa americana, semplicemente rappresenta l’espressione di una fase articolata alla fine della quale il mercato andrà a verificare il rapporto di forza effettivo tra euro e dollaro. Pensiamo che tale verifica coincida con il test dei minimi di ottobre.  

Nel frattempo torneremo a registrare qualche reazione all’interno di un quadro che rimarrà di natura riflessiva per il cambio eur usd. 

PMI VERSUS GLOBAL GROWTH

WB ANALYTICS: FX EUR USD B_T

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COMMODITY – I futures sul Brent scendono dell’1,26% a 62,89 dollari al barile, i futures Nymex dell’1,12% a 59,96 dollari. I mercati delle materie prime potrebbero subire iniziali prese di beneficio dopo il rally che ha dominato il loro percorso da 11 mesi a questa parte. Ci aspettiamo flessioni generalizzate su tutti i comparti industriali  a partire dai metalli (inviateci una richiesta per approfondimenti) 

TREASURIES – Dopo il rally che ha portato i rendimenti a toccare il nostro target fissato nell’Outlook 20/21 a 1,50% il mercato è tornato a ricoprire le posizioni short sul Treasury 10Y contribuendo ad aprire una correzione dei rendimenti. La banca Centrale Australiana ha ribadito con interventi concreti di voler controllare la parte lunga della curva dei rendimenti. Si presume che lo stesso atteggiamento potrà essere seguito dalle altre banche centrali, Fed compresa. A partire dalla prossima settimana avremo i meeting di marzo di BCE, BoJ ed a seguire la FED. 

BTP – Confronto per l’apertura sono 100 punti base tondi per lo spread Btp/Bund sul tratto decennale e 0,66% per il tasso del benchmark aprile 2031. La performance del secondario italiano è stata ieri particolarmente brillante soprattutto in termini assoluti: se confrontato con la chiusura di venerdì, il rendimento del decennale è rientrato di circa 11 tick, la flessione più marcata da giugno a questa parte. Ci aspettiamo che la reazione continui ancora. 

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MARKET MOVER

Euro & BCE  – Appuntamento nel primo pomeriggio a partire delle 13.45, prima con il comunicato e poi con la conferenza stampa di Christine Lagarde, per comprendere in che modo Francoforte intenda potenziare lo stimolo monetario e per conoscere le nuove stime macro su crescita e inflazione elaborate dall’Ufficio Studi. Dall’ultima riunione di fine ottobre a oggi, diversi esponenti dell’istituto centrale, tra cui la stessa Lagarde, hanno chiaramente fatto riferimento a un intervento ulteriormente accomodante da varare in occasione dell’ultimo consiglio del 2020. Il mercato, che dà per scontate nuove misure di stimolo, ipotizza nella maggior parte dei casi un incremento del Pepp da 500 miliardi di euro e un’estensione di 12 mesi, oltre a una quarta edizione del Tltro – di cui oggi si tiene l’ultima operazione nell’ambito della terza tornata – a condizioni ancora più favorevoli per le banche.

EURO & BCE: LE NOSTRE ATTESE

Noi ci aspettiamo un pacchetto di ulteriori stimoli superiore alle attese: 600/750 miliardi per il Pepp con un orizzonte temporale molto più ampio rispetto alla proiezione del 2021 ed un significativo ammorbidimento dei meccanismi di incentivazione del Tltro (tiering) orientato a sostenere con maggior forza l’incremento dei finanziamenti delle banche all’economia reale. 

Il Pepp,  Piano per l’emergenza pandemica, è stato lanciato con una dotazione iniziale di 750 miliardi di euro per durare fino a fine 2020, poi ricalibrato con altri 600 miliardi per proseguire almeno fino a giugno 2021. L’ammontare della nuova dotazione del Pepp appare oggi come l’elemento a cui il mercato presterà maggiore attenzione. Già ad agosto avevamo segnalato questa aspettativa per dicembre quantificando l’incremento nell’ordine di 500 miliardi di euro. L’evoluzione della seconda ondata Covid ed i rischi di un ulteriore coda potrebbero spingere il Consiglio di oggi, come anticipato, a deliberare un ampliamento del pacchetto in misura maggiore. 

L’APPREZZAMENTO DELL’EURO

Rimane aperta la questione sul tasso di cambio. A settembre Christine Lagarde ed il capo economista Philippe Lane in modo poco coordinato avevano denunciato i rischi inerenti all’apprezzamento dell’euro. Oggi ci aspettiamo dal panel dei giornalisti accreditati alla conferenza stampa domande al proposito, visto l’ulteriore gamba di apprezzamento del cambio eur usd dopo la correzione a 1,16 di inizio novembre.  La questione è dirimente, l’euro forte non solo contribuisce ad esacerbare l’andamento deflativo dell’Eurozona, ma erode la competitività dell’export extra europeo soprattutto nelle regioni periferiche. Nel nostro report di dicembre mettiamo in luce come già nel 2018 l’apprezzamento dell’euro sino a 1,25 contribuì ad avviare il declino degli indici di fiducia PMI sulla crescita manifatturiera limitando successivamente la crescita del Pil.

Nel super giovedì dell’UE si apre anche il confronto politico sul tavolo del Consiglio europeo per la formulazione del bilancio, con Polonia e Ungheria che stanno bloccando fondi per 1.800 miliardi in opposizione a una clausola che condiziona la loro distribuzione allo stato di diritto. I due Paesi hanno accettato ieri in via preliminare la proposta della presidenza tedesca e sono ora in attesa di un’ulteriore approvazione da parte dei Paesi Bassi e degli altri Stati membri scettici. Si passa poi al vertice dei soli Paesi euro, con la decisione sulla riforma del Mes, che vedrà anche la firma di Roma.

BCE: IL SUPER GIOVEDì DELL'EURO

EURO TRADE WEIGHTED

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

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FOREX

L’eur usd dopo una melina trabocco sopra 1,21 ieri sera è sceso sino a toccare la soglia 1,2070 dove avevamo collocato il primo dei livelli di sostegno che si contrappongono ad una correzione dell’euro. Non escludiamo comunque un breakout, qualora la BCE sia più aggressiva nelle deliberazioni. In tal caso l’area successiva di supporto transita a 1,20/1,1990. Tuttavia pensiamo che i veri trigger tecnici in grado di smontare l’attuale forza dell’euro vadano posizionati ben al di sotto dell’attuale schema di negoziazioni. La deviazione standard rispetto alla media trimestrale consente ancora una distribuzione dei valori al di sopra delle soglie più sensibili. 
Nel pomeriggio dopo la conferenza stampa di Christine Lagarde, aggiorneremo le nostre osservazioni nel nostro blog

il super giovedì' dell'euro

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

Sterlina in difficoltà, in calo fino a 0,5% nei confronti dell’euro e di circa 0,3% rispetto al dollaro ma pura sempre negoziata all’interno di una bada di oscillazione priva ancora di direzionalità: 0,880 – ,9180 con baricentro area 0,90.
Scarsi passi avanti nelle trattative dell’ultimo minuto sulla Brexit: Londra e Bruxelles si sono semplicemente impegnate a continuare a confrontarsi fino a domenica sul delicatissimo dossier commerciale. Secondo Ursula von del Leyen, che ieri sera ha incontrato Boris Johnson a cena, le posizioni restano ancora distanti. 

UEM GOV BOND – In una seduta che non mancherà di spunti, il riferimento per lo spread sono i 115 pb della chiusura di ieri, per il tasso sul decennale BTP si riparte da 0,54%. Il 10 anni Bund invece scende sotto la soglia -0,60% confermando le nostre attese per ulteriore debolezza. Anche l’Euribor 3 mth continua la sua discesa -0,5584 la chiusura di ieri.

 

AGGIORNAMENTO POST CONFERENZA STAMPA BCE H. 14.45

La BCE ha appena annunciato una serie di nuove misure della policy monetaria nei tempi del Covid. Questi annunci rientrano tutti nella categoria “ricalibrazione” e non “ulteriore alleggerimento”.

Di seguito riportiamo le deliberazioni del Consiglio odierno:

  • Programma di acquisto di emergenza pandemico: il programma di quantitative easing di emergenza della BCE verrà aumentato di 500 miliardi di euro per un totale di 1,85 trilioni di euro, per garantire che gli acquisti netti dureranno almeno fino a marzo 2022.
  • Reinvestimenti: i reinvestimenti dei pagamenti principali degli acquisti di PEPP verranno effettuati almeno fino alla fine del 2023.
  • Programma di acquisto di asset: il programma di QE “tradizionale” della BCE per riportare l’inflazione al target continua a funzionare a € 20 miliardi al mese, a tempo indeterminato.
  • Operazioni di rifinanziamento di emergenza a più lungo termine pandemiche (PELTRO): il programma di finanziamento di emergenza della BCE continuerà nel 2021.
  • Operazioni di rifinanziamento mirate a più lungo termine (OMRLT): lo schema di finanziamento per prestiti della BCE sarà prorogato di 12 mesi fino a giugno 2022 e l’importo che le banche possono ottenere dalla BCE è stato aumentato al 55% dello stock di prestiti idoneo, da 50 %.
  • Collateral: l’allentamento delle regole sulle garanzie è stato esteso in linea con l’estensione delle OMRLT fino a giugno 2022.

Tutti questi passaggi sono una vera ingegneria della banca centrale, qualcosa che il presidente della BCE Christine Lagarde ha chiamato “ricalibrazione” degli strumenti utilizzati per la pandemia e non un effettivo aumento dello stimolo monetario.

Nell’obbiettivo della BCE rientra invece l’estensione dell’attuale livello di accomodamento monetario fino alla metà del 2022.

L’aumento del Pepp rimane quindi allineato alle attese, mentre aumenta il periodo di osservazione e durata del piano.

L’euro dollaro risponde con un frazionale apprezzamento sino a verificare la resistenza intridi a 1,2140

 

 

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MARKET MOVER

BCE: aspettative elevate, High Hopes, potrebbero non bastare per raffreddare l’euro.

Il Market Mover della settimana è senza ombra di dubbio il Consiglio direttivo della BCE di domani.  Nonostante sia condivisa l’attesa per un ampliamento del programma di sostegno alla pandemia, il mercato sembra non scontare ancora alcun effetto. Anzi nelle ultime due settimane l’eur usd ha violato al rialzo i massimi dell’estate aprendo di fatto una nuova potenziale finestra di negoziazioni. 

A settembre diversi esponenti del Board avevano manifestato un certo dissenso verso l’apprezzamento dell’euro adducendo motivazioni legate al tema della deflazione, ma non dovrebbe rappresentare alcun mistero il fatto che la BCE possa essere preoccupata degli effetti di un rialzo dell’euro sugli equilibri della competitività nei mercati extra euro. 

Per coerenza quindi dovremmo attenderci una risposta qualificata da parte del Consiglio di domani.  E’ possibile che per i mercati il vero driver sia concentrato invece sul Fomc della Federal Reserve della prossima settimana (15-16 dic.). In effetti potremmo concludere che mentre l’azione della BCE sia scontata, quella della Fed appare più incerta. Se ciò corrisponde al vero, domani non dovremmo rilevare particolari effetti dal meeting, semmai un consolidamento del cambio sopra 1,20/1,1950 sino alla prossima settimana. 

I recenti dati PMI, particolarmente negativi sul comparto dei servizi, giustificano le preoccupazioni della Banca Centrale in merito all’andamento del quadro macro economico. 

 

MARKET MOVER

DATI E MARKET MOVER DI OGGI

Oggi invece i mercati saranno concentrati sugli esiti della voto in Parlamento per la Riforma del Mes.  Si abbassa la pressione sul voto a Camera e Senato per la riforma del Mes, considerato come un banco di prova per la tenuta dell’esecutivo. All’ultimo è stata trovata infatti un’intesa nella maggioranza, come riferiscono i quotidiani, sul testo della risoluzione della riforma del Fondo salva stati. La riforma – su cui la scorsa settimana Roma ha dato il proprio via libera – vedeva contraria una parte del M5s. Alla vigilia del Consiglio Ue però, resta elevata la tensione su un altro fronte, quello dei programmi per l’utilizzo dei fondi europei del ‘Next generation Ue’ con il Cdm, inizialmente previsto per lunedì e poi per ieri, slittato ancora. A opporsi in questo caso, minacciando di mettere a rischio l’esecutivo, Italia Viva. Secondo alcuni quotidiani il Cdm, slittato a stasera, sarebbe comunque a rischio. 

TIMORI BREXIT – Si consolidano le voci di un’uscita caotica della Gran Bretagna dalla Ue a sole tre settimane dalla deadline per giungere a un accordo commerciale, con il premier britannico Boris Johnson che avverte: le parti potrebbero dover accettare un “no deal”. Intanto è previsto in serata un nuovo incontro a Bruxelles tra lo stesso Johnson e la presidente della Commissione von der Leyen. Segnali positivi sono comunque giunti nel primo pomeriggio di ieri: la Gran Bretagna ha dichiarato che ritirerà le clausole che violano l’accordo di recesso sulla Brexit dopo aver raggiunto un’intesa con Bruxelles sull’attuazione del trattato. L’intesa — distinta dai colloqui sul commercio — garantirà che il cosiddetto ‘Withdrawal Agreement’ sia pienamente operativo dal primo gennaio.

PACCHETTO AIUTI USA – Proseguono le trattative sulle nuove misure di stimolo all’economia Usa: i leader di entrambi gli schieramenti restano convinti che si debba giungere a un accordo sebbene stiano ancora cercando un’intesa sui punti più discussi, tra cui aiuti a governi di Stato e locali. L’amministrazione Trump ha avanzato una nuova proposta di aiuti da 916 miliardi di dollari dopo che i Democratici al Congresso hanno respinto quella per un piano più esiguo da parte del leader repubblicano Mitch McConnell.

DATI CINA – A novembre i prezzi alla produzione hanno registrato un rallentamento del calo mentre quelli al consumo hanno visto una flessione per la prima volta dall’ottobre 2009. Nel dettaglio, l’indice dei prezzi alla produzione è sceso dell’1,5% su anno da confrontare con il -1,8% previsto dal consensus Reuters e con il -2,1% di ottobre. L’indice dei prezzi al consumo è sceso dello 0,5% su anno dopo il +0,5% di ottobre. La lettura si è rivelata inferiore alle attese Reuters per una variazione nulla.

ORDINATIVI MACCHINARI GIAPPONE – Rimbalzo a ottobre per gli ordinativi ‘core’ di macchinari. Il balzo è stato del 17,1% su mese a fronte di attese per un più contenuto +2,8% e del 2,8% su anno contro il -11,3% del consensus.

 

MARKET MOVER

FOREX MARKET

Attorno alle 7,40, il cambio euro/dollaro vale 1,2142, in rialzo dello 0,33%, dopo aver chiuso a 1,2101. Alla stessa ora dollaro/yen a 104,15, piatto rispetto alla chiusura, e il cross euro/yen scambia in rialzo di 0,31% a 126,46 (chiusura a 126,07).  

Nelle prossime ore in attesa della BCE ci aspettiamo, prima delle reazioni alle decisioni del Board, una distribuzione delle oscillazioni tra 1,2080-1,2245.

L’eur gbp in attesa di rappresentare in modo più aderente l’evoluzione dei negoziati per Brexit  oscilla all’interno di un range che vede un cap in area 0,9180 ed un floor in transito questa settimana a 0,8880. La mediana rimane fissata a 0,90. Il break up della parte alta sconterebbe un possibile fallimento/incapacità di superare l’impasse negoziale con il rischio di riportare in debolezza significativa il pound. Eventuali passaggi nelle prossime sessioni sotto 0,90 preludono ad un potenziale deal. 

GREGGIO

Prezzi in calo sulla scia di un inatteso aumento delle scorte Usa certificato dai dati Api. Attorno alle 7,40 i derivati sul Brent scambiano in ribasso di 27 cent a 48,57 dollari il barile, e quelli sul greggio Usa cedono 23 cent a 45,37 dollari. 

BCE ASPETTATIVE ELEVATE: BTP

BTP – Alla vigilia del meeting Bce, riferimento per l’apertura odierna i 117 punti base per il differenziale di rendimento Italia-Germania e lo 0,55% per il benchmark decennale. Da segnalare, di ieri, il passaggio per la prima volta in negativo del rendimento del titolo di Stato decennale portoghese. Sul primario si attiveranno la Germania – che offre 3 miliardi in Schatz dicembre 2022, cedola zero – e la Grecia che mette a disposizione 625 milioni in titoli di Stato annuali. Ieri Fitch Ratings ha detto a Reuters che sono improbabili miglioramenti per le principali economie nel 2021 nonostante i passi in avanti per i vaccini contro il Covid.

FOREX MARKET OUTLOOK 2020

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FX: l’euro dollaro sfida la BCE e viola al rialzo quota 1,20 in un clima apparentemente governato da una minore percezione dei rischi prodotto dall’attesa per la disponibilità dei vaccini. Eppure i dati PMI mettono in risalto una maggiore resilienza da parte dell’economia Usa rispetto a quella europea.

I dati PMI, Purchase Manager Index, relativi al comparto manifatturiero hanno messo in evidenza nei rilasci di martedì una parziale perdita di momentum del mese di novembre in Europa ma parzialmente anche negli USA. L’Eurozona evidenzia una maggiore vulnerabilità sia per il settore produttivo manifatturiero che per il settore servizi. Come già scritto in quest’ultimo comparto molte regioni sono entrate nuovamente in una fase regressiva.  

Su queste basi si aprono i giochi per le aspettative su quanto delibereranno la prossima settimana il Consiglio di politica monetaria della BCE ed in seguito la successiva quello della Fed. Ieri, nell’audizione al Congresso J. Powell,  che oggi pomeriggio interverrà nuovamente, ha ribadito di essere pronto ad usare ogni strumento a sua disposizione per sostenere l’economia. Sia Powell che Mnuchin ritengono che le piccole imprese siano ancora a rischio a causa della pandemia. Proseguono inoltre i tentativi per evitare lo shutdown governativo. Un gruppo  di parlamentari ha presentato ieri una proposta da 908 miliardi di dollari nel tentativo di superare l’impasse tra Democratici e Repubblicani sul nuovo pacchetto a sostegno di piccole imprese, disoccupati, compagnie aeree e altri comparti. Un sollecito alla politica Usa per approvare in fretta gli aiuti è giunto anche dal presidente eletto Biden e come scritto dal segretario del Tesoro.

In Europa si discute della riforma del Mes nel segno delle condizionalità e della Cacs, le quali porterebbero numerose criticità, a cominciare dalla cruciale trasformazione delle cosiddette clausole di attivazione collettiva (Cac) da dual limb a single limb. Introdotte nell’Eurozona nel 2013, queste clausole sono collegate ai titoli del debito pubblico e consentono a uno Stato di rinegoziare alcuni termini degli stessi titoli, come ad esempio gli interessi e le scadenze. In altri termini, sarà più facile procedere verso l’eventuale ristrutturazione di un debito sovrano di un Paese in difficoltà che abbia avuto l’esigenza di rivolgersi al Mes.

Il pericolo di uno scenario simile al momento è scongiurato dalla presenza dei programmi di stimolo della BCE. L’approvazione della riforma potrebbe spingere i mercati a gestire con maggiore criticità, verso i paesi maggiormente esisti al debito, il momento in cui la BCE dovesse ridurre o chiudere il programma stesso.

Il prossimo 9 dicembre il parlamento italiano si pronuncerà sulla comunicazione del premier Conte in vista del Consiglio europeo del 10-11 dicembre. Sempre il 10 dicembre si terrà l’attesissimo Consiglio BCE. Ieri la consigliere Isabel Schnabel a Francoforte ha affermato che il Consiglio potrebbe non fare quello che i mercati si aspettano. Ieri sera invece la presidente Bce Lagarde ha detto che l’economia sta ancora portando il peso delle misure restrittive adottate per arginare la seconda ondata di Covid. Su queste basi l’euro ha superato quota 1,20 contro il dollaro. Il merito è principalmente imputabile alla minore percezione dei rischi presente sui mercati grazie all’attesa per la prossima disponibilità dei vaccini.

FX. EURO DOLLARO SOPRA 1,20

WB ANALYTICS: EUR USD L_T

 

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FOREX – Dollaro attorno al minimo di due anni e mezzo dopo la proposta bipartisan per un pacchetto di aiuti all’economia Usa mentre cancella parte dei guadagni lo yuan dopo che, in un’intervista al NYT, Biden ha detto che non interverrà subito per eliminare l’accordo commerciale ‘Fase 1’ con la Cina. Attorno alle 7,40, il cambio euro/dollaro scambia oltre 1,20 a 1,2071, in rialzo dello 0,01%, dopo aver chiuso a 1,2070. Alla stessa ora dollaro/yen a 104,45, in rialzo di 0,13% dopo una chiusura a 104,30 e il cross euro/yen scambia in rialzo di 0,16% a 126,11 (chiusura a 125,91). 

Con il break up di 1,20 l’eur usd ritorna sui massimi di agosto e sfida le attese per il prossimo Consiglio BCE. Ci aspettiamo per la giornata odierna un ritorno dei valori verso i livelli tecnici di break up area 1,20 con il rischio che il mercato possa consolidare sino a quota 1,1960/30 prima dell’evento. La rottura al ribasso di area 1,2040 aprirebbe di fatto una serie di ricoperte sul dollaro (grafico).

GREGGIO – Ampliano il calo i prezzi del petrolio dopo un inaspettato aumento delle scorte Usa, certificato dai dati Api. Attorno alle 7,40 i derivati sul Brent scambiano in calo di 32 cent a 47,10 dollari il barile, e quelli sul greggio Usa ne cedono 36 a 44,19 dollari.

TREASURIES – Governativi Usa in rialzo negli scambi asiatici. Il decennale di riferimento guadagna 5/32 con un tasso di 0,918%.

BTP – In avvio di settimana, lo spread Italia-Germania sul tratto a 10 anni ripartirà dai 114 punti base toccati questa mattina e il tasso del benchmark decennale da 0,6115%. 

EURIBOR 3 MTH – L’Euribor (-0,5516) continua a rimanere  orientato sempre al ribasso confermando la violazione del recente minimo fissato la scorsa settimana a -0,5481%. 

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MARKET MOVER

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49 – La settimana scorsa abbiamo aggiornato i dati Flash Pmi di novembre segnalando il  consolidamento della ripresa in attanagli Stati Uniti ed una battuta d’arresto in Europa. Domani saranno pubblicati i dati definitivi. Avremo quindi la fotografia completa delle risposte che giungono dalle aziende manifatturiere e servizi rispetto ai segnali che rilevano nei rispettivi mercati.  Il mercato attende comunque una  tenuta del PMI manifatturiero della Germania 57,9 (prec. 57,9), un indebolimento di quello italiano 52 (prec. 53,8) in zone negativa sotto quota 50 quello francese. In Inghilterra si sconta un dato in consolidamento 53,6 (prec. 53,6). Negli Stati Uniti l’attesa per i dati PMI ed ISM rimane positiva ed orientata al consolidamento della ripresa avviata nel III°Q. 

Nel frattempo questa mattina il medesimo dato per l’economia cinese ha visto un’accelerazione positiva del settore privato in novembre, che vede la migliore performance degli ultimi tre anni. Il Pmi manifatturiero si porta a 52,1 – record da settembre 2017 – a fronte di attese per 51,5 dopo il 51,4 di ottobre. Sempre questa mattina in Giappone, secondo la prima lettura, la produzione industriale di ottobre vede un recupero mensile di 3,8%, mentre la stima sul singolo settore manifatturiero è di +2,7% in novembre e -2,4% in dicembre, sempre su base congiunturale. Quanto alle vendite al dettaglio — sempre di ottobre — l’incremento tendenziale di 6,4% è in perfetta sintonia con le attese.

Oggi e martedì sono attese le audizioni dei governatori di BCE (lun, mar) e Fed (mer) davanti al Congresso. Le dichiarazioni dei due governatori saranno seguite attentamente in quanto dovrebbero fornire indicazioni ed anticipazioni sulle decisioni che saranno prese nei prossimi consigli direttivi che si terranno rispettivamente il 10 ed il 15-16 dicembre. 

Martedì l’Italia riporterà il dato relativo all’andamento del PIL nel III° Q: l’attesa riporta una crescita del 16,1% con una proiezione sul 2019 del -4,7%. 

L’ulteriore dato significativo della settimana sarà rilasciato venerdì sulle statistiche del lavoro negli USA: il mercato si aspetta una crescita dei salariati nei settori ex-agricolo di 600k ed una riduzione del tasso di disoccupazione dal 6,90 al 6,8%. 

Tra l’UE e l’Inghilterra nel frattempo proseguiranno le trattative per la definizione delle regole sul divorzio finale previsto da Brexit. L’impressione è che che ci siano ancora molti temi da discutere  in tempi ormai sempre più ridotti. Nella migliore delle  ipotesi si giungerà alla scadenza del periodo transitorio con un lavoro da parte delle commissioni incaricate con il pericolo che l’irrazionale possa stressare le risoluzioni finali. La sterlina che nelle ultime settimane ha guadagnato terreno nei confronti dell’euro potrebbe subire prese di beneficio e ritornare a quotare nel range 0,90-0,92 qualora nelle prossime ore gli scambi violino al rialzo quota 0,90.

MARKET MOVER RISKOO MONITOR

RISKOO MONITOR INTERVENTI BANCHE CENTRALI

INTERVENTI BCE – Nuovi dettagli su come Francoforte intenda configurare l’atteso potenziamento dello stimolo monetario potrebbero giungere dall’intervento della presidente Lagarde a un evento a metà mattina. Poco prima prenderà la parola anche il presidente del consiglio di sorveglianza dell’istituto centrale Enria mentre nel pomeriggio sarà la volta del consigliere Hakkarainen.

EUROPA
Interventi supervisore bancario Bce Andrea Enria (9,30) e consigliere Bce Pentti Hakkarainen (15,00) a convegno online Supervision Innovators “Tecnologia e vigilanza bancaria connessa” organizzato da Bce.
Presidente Bce Christine Lagarde partecipa a evento online “Thought Leadership Forum” organizzato da European Policy Centre (11,30).

Bruxelles, riunione Eurogruppo; presidente Bce Lagarde e consigliere Bce Panetta partecipano in videoconferenza.
Bruxelles, conferenza stampa Segretario Generale Nato Stoltenberg prima di una riunione dei ministri Esteri dell’alleanza militare (13,00).
Bruxelles, riunione ministri Finanze UE su missione di revisione Art. IV Fmi in area euro; risultati economici di Cipro, Portogallo, Irlanda, Spagna, Grecia; preparazione del vertice euro di dicembre (15,00).

USA
Fmi, conferenza stampa “Euro Area 2020 Article IV consultation” con intervento di apertura DG Georgieva (15,30).

VIENNA OPEC  riunione “Opec Conference”.

 

MARKET MOVER RISKOO MONITOR

 MERCATI

FOREX – Dollaro sui minimi da quasi tre anni a livello di indice e al record negativo da due anni e mezzo nei confronti della valuta neozelandese. L’ottimismo sulle prospettive di un vaccino antiCovid e il clima di fondo di minore avversione al rischio fanno chiudere le posizioni denominate in dollari, tradizionale divisa rifugio. Euro e dollaro australiano ai massimi da tre mesi nei confronti del biglietto verde. Il cambio eur usd sta raggiungendo una condizione di ipercomprato statistico  in prossimità di quota 1,20 aprendo l’ipotesi per l’apertura di una breve correzione verso un primo livello di sostegno a 1,1940/30.

GREGGIO – Sotto pressione i derivati sul greggio, per quanto su base mensile novembre sembri delinearsi come la migliore performance da maggio. In vista dell’imminente riunione del gruppo Opec+, il timore è che non venga trovata un’intesa sul prolungamento dei tagli all’offerta. Poco prima delle 8 il future Brent gennaio — contratto in scadenza oggi — lascia sul terreno 1,18 dollari a 47 dollari il barile, il Nymex arretra di 98 centesimi a 44,55 dollari.

TREASURIES – Governativi Usa in frazionale rialzo sul finale della seduta asiatica, dove il decennale di riferimento risale di 2/32 al rendimento di 0,8357%.

BTP – In avvio di settimana, lo spread Italia-Germania sul tratto a 10 anni ripartirà dai 115 punti base toccati venerdì in chiusura e il tasso del benchmark decennale da 0,56%. Secondo Hsbc, il differenziale Btp-Bund nel 2021 scenderà a 100 punti, mentre per Michael Leister, analista di Commerzbank, potrebbe scivolare anche fino ai 75 pb, livello che non si vedeva da un decennio. Le nostre stime fissano invece per il 10 anni Italia un primo target in area 0,50% ed un ulteriore target a medio termine in area 0%, di conseguenza lo spread dovrebbe avvicinare il range 0,75-0,70%.

EURIBOR 3 MTH – L’Euribor rimane orientato sempre al ribasso e prossimo alla violazione del recente minimo fissato la scorsa settimana a-0,5481. 

 

AITI  ASSOCIAZIONE ITALIANA TESORIERI IMPRESA
E’ online il programma dell’edizione annuale dell’evento di riferimento per il mondo della Tesoreria e Finanza nazionale.

AITI
TREASURY & FINANCE FORUM DAY –

Quest’anno l’evento di AITI, l’Associane Italiana dei Tesorieri d’Impresa,  evolve in formato digital live per consentire ad oltre 500 iscritti previsti di partecipare nel rispetto delle normative sanitarie.
Il 20 novembre, l’ispirazione e le idee incontrano tra i migliori talenti nella gestione delle tesorerie delle aziende più importanti in Italia .
Wlademir Biasia partner e Presidente di WB Advisors è stato invitato a partecipare alla tavola rotonda sulla Gestione della liquidità e Rischi finanziari nella gestione della ripresa internazionale. 
Focus

Il TREASURY & FINANCE FORUM DAY rappresenta un importante momento di incontro e condivisione.

Sarà il primo Treasury & Finance Forum Day in forma digitale: La  XI Edizione del Treasury & Finance Forum Day si svolgerà quindi in live streaming.

Moderatori della giornata saranno Riccardo Bua Odetti, Partner PwC e Nevio Boscariol, Consiglio Direttivo AITI.

 

PROGRAMMA AITI  ASSOCIAZIONE ITALIANA TESORIERI IMPRESA

10.15 Saluti istituzionali – Fabrizio Masinelli – Presidente AITI
10.30 Apertura lavori
Tavola rotonda : Le sfide che ci ha imposto il Covid-19, usare la competitività per ripartire, rischi e opportunità
Wlademir Biasia – Fondatore WBAdvisor
Massimo Battistella – Vice Presidente AITI
Davide Giovanelli – Vice Presidente AITI
Moderatore : Riccardo Bua Odetti – Partner PwC

Interventi in collegamento
Stefano Favale – Intesa Sanpaolo
Gianfilippo Pandolfini – BNL Gruppo BNP Paribas
Federica Scopelliti – UniCredit
Fabio Pugini – ICCREA Banca

12.00 Chiusura collegamenti e ritorno in studio
14.30 Apertura lavori pomeridiani con possibilità di scegliere lo Stream a cui partecipare

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RISKOO MONITOR

MARKET MOVER

BIDEN VS TRUMP: PRIMI EFFETTI SUL MERCATO FX

 

BIDEN VS TRUMP: PRIMI EFFETTI SUL MERCATO FX

FONTE REUTERS

 

Nel confronto Biden vs Trump vince la volatilità sui mercati FX.  Al momento dai voti scrutinati emerge un grande equilibrio nelle espressioni di voto. Risultato: i mercati potrebbero iniziare a scontare la vittoria di Donald Trump. Il dollaro che nel pomeriggio di ieri aveva rintracciato gran parte dei guadagni perforati alla vigilia del voto, sino a ritornare a quota 1,1775 eur usd si è riappropriato della forza smarrita. Ora quota 1,1650 dopo aver toccato nuovamente la soglia 1,16. Lo standard & Poor 500 ha colpito ieri sera area 3400 per ripiegare ritracciando parzialmente i guadagni. 

Nel confronto Biden vs Trump vince la volatilità sui mercati FX.

I mercati valutari avevano aperto la giornata delle elezioni di martedì scontando una vittoria netta di Biden. La conferma proviene dal comportamento del MXN e CNY vicino ai loro massimi del 2020 rispetto al dollaro – queste monete rappresentano i paesi più esposti all’agenda protezionistica di Trump.Invece, le prime notizie secondo cui i repubblicani si erano comportati bene in Florida e che gli exit poll indicavano un esito in equilibrio più ravvicinato di quanto il mercato scontasse, hanno costretto i Trader a riponderare i possibili risultati. Per reazione CNY è stato oggetto di vendite cedendo quasi il 2%  in Asia sulla scorta delle notizie provenienti dalla Florida, prima di riprendersi un po ‘alla notizia che i Democratici avevano ripreso l’Arizona.

Sulla base dei sondaggi e dei risultati finora, la maggior parte degli esperti politici suggerisce che la corsa alle elezioni presidenziali si ridurrà ai risultati in Pennsylvania, Michigan e Wisconsin. Tuttavia, data la corsa serrata e il conteggio dei voti postali in quegli stati – che è iniziato solo oggi – un risultato netto da Pennsylvania e Michigan potrebbe arrivare soltanto  venerdì. Il Wisconsin dovrebbe produrre un risultato mercoledì mattina. Aspettiamoci quindi volatilità e cambiamenti di fronte improvvisi fino a venerdì. Questo risultato molto ravvicinato riporta il rischio di un’elezione contestata o di una – come quella vista nel 2000 – che potrebbe essere decisa dai tribunali. Il mercato FX non sconta tale ancora tale scenario: lo yen quota ancora sopra area 104 contro dollaro. Cadute sotto tale livello costituiscono segnali di avversione al rischio importanti da leggere su tutti i segmenti del mercato. Come abbiamo scritto nei nostri report nei giorni scorsi, il mercato detiene ancora posizioni corte di dollari. Molte banche stimano per il cambio eur usd un rialzo in alcuni casi oltre area 1,30. Una vittoria di Trump potrebbe innescare uno short sqeeze. Finora l’eur usd ha delimitato la propria debolezza 1,1600, ma a meno che Biden non inizi a raccogliere rapidamente alcuni stati oscillanti come la Georgia o il N. Carolina,  quota 1,1600 potrebbe essere nuovamente sotto pressione. Come anticipato da settimane il nostro target rimane fissato in area 1,15 eur usd.

BIDEN VS TRUMP: PRIMI EFFETTI SUL MERCATO FX

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

 

USA ELECTION DAY: AL VIA LA SFIDA

USA 2020. Sono piuttosto elevate le incognite sulle presidenziale del 3 novembre. Le elezioni del 2020 vedranno un enorme aumento del voto per corrispondenza a causa della pandemia in corso, il che probabilmente significherà che il vincitore, con una certa probabilità, non potrà essere annunciato prima di una settimana dopo l’elezione. Un ulteriore elemento di incertezza è dato dalle recenti dichiarazioni del presidente Trump a seguito delle quali si è rifiutato di escludere a priori di contestare il risultato in caso di vittoria di Joe Biden, il che potrebbe sfociare in una crisi costituzionale.

FX USD

Il dollaro è stato chiamato al ribasso in più occasioni recentemente. Il ridimensionamento dei tassi ha chiuso in parte il grande differenziale con quelli europei, ed in generale nei confronti dei tassi praticati su tutte le valute. Questo ha ridotto l’appetibilità della divisa americana. Tuttavia vediamo nell’economia statunitense, ancor oggi, le migliori chance di ripresa rispetto ad altre aree. Vediamo soprattutto un’inversione di tendenza della curva dello spread nel tratto a 10 anni tra USA e Germania.  

A fine luglio e nel mese di agosto abbiamo dichiarato di ritenere piuttosto improbabile un ulteriore apprezzamento dell’eur usd oltre la soglia 1,20. La BCE, a seguito del Consiglio di politica monetaria di settembre, ha manifestato, in conferenza stampa, un certa insofferenza verso un tasso di cambio dell’euro così elevato. I media e gli osservatori in generale non hanno dato molto peso alle dichiarazioni di Christine Lagarde. Tuttavia non dev’essere minimizzato il tenore dell’intervento a seguito del quale si è aperta una rumorosa discussione all’interno del Baord su come raffreddare la forza dell’euro. Per tale ragione dovremo guardare ai potenziali effetti prodotti dal voto considerando anche il lato dell’euro. L’Eurozona non è del tutto attrezzata per sostenere un cambio oltre quota 1,20 contro il dollaro. La deflazione e le ripercussioni sulle esportazioni potrebbero raffreddare ulteriormente la ripresa in atto sul manifatturiero La BCE è consapevole di questi rischi e per tale ragione potrebbe essere pronta ad incrementare gli stimoli monetari per prevenire eventuali effetti distorsivi prodotti da un cambio non desiderato a tali livelli.  

USA ELECTION DAY: AL VIA LA SFIDA

Le nostre valutazioni stimano, tenendo conto anche del residuo differenziale sui tassi ancora presente, un valore di riequilibrio nel breve periodo. In ogni caso la nostra visione sul lungo termine rimane comunque ancora favorevole per un ulteriore apprezzamento del dollaro.  Su tali basi abbiamo vincolato il nostro giudizio positivo alla tenuta di area 1,20 eur usd.   

Il mercato appare invece ancora molto positivo sull’euro, meno sul dollaro. Chiaramente, in caso di risultati incerti e messi in discussione da uno dei candidati, innescherebbe una chiamata generale di avversione al rischio  ruotando buona parte dei flussi sulle monete rifugio a partire proprio dalla divisa americana. 

In merito allo spread sul tratto lungo della curva Usa Germania ci aspettiamo che il differenziale ritorni ad allargarsi con un rialzo a favore dei rendimenti americani che dovrebbe posizionarsi in un’area di riequilibrio tra 160/180 punti base. Statisticamente il mercato si adegua allo shift della curva con un ritardo di sei mesi. L’azione di reversal del movimento si è formata recentemente, agli inizi dell’estate. Pertanto dovremo, nelle prossime settimane, verificare se i primi passi mossi in direzione di area 160/80 (attualmente quota 140 b.p.) saranno confermati nel prossimo futuro con la tenuta del rialzo oltre la soglia 135. Potremmo così confermare l’outlook ed attendere l’allineamento dei mercati fx.  

Ovviamente una buona dose di influenza sarà determinata dall’esito delle elezione. 

USA ELECTION DAY: AL VIA LA SFIDA

Per approfondire le aspettative del mercato abbiamo condotto una ricerca sulle preferenze di consensus attribuite ai due ticket: Onda Blu (Joe Biden) e Onda Rossa (Donald Trump)….

 

USA Election Day: AL VIA LA SFIDA

 

RISKOO MONITOR

MARKET MOVER

OGGI RITORNA IN CAMPO IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA BCE. ATTENDIAMO NOVITÀ!

Oggi ritorna in campo il Consiglio direttivo della BCE. Sarà nostra impressione, ma da diversi mesi a questa parte ogni sua riunione è anticipata da attese emergenziali.
Nelle ultime settimane si è acceso il dibattito su cosa potrebbe fare la BCE per contrastare la deflazione e sostenere il ciclo economico. Esistono diverse opzioni possibili, ma per
il mercato rimane centrale il nodo sull’aumento del programma PEPP piuttosto che il PSPP.
Le polemiche in seno al Consiglio direttivo su cosa fare sono apparse piuttosto forti. Tuttavia, i recenti sviluppi economici hanno chiaramente rafforzato la difesa delle colombe.
Le aspettative sono per un’eventuale espansione dell’attuale mandato del Programma di acquisto di emergenza pandemico (PEPP) di ulteriori 500 mld EUR e per l’estensione della sua durata per tutto il 2021. Tuttavia, il consenso suggerisce che dicembre è visto come un momento più opportuno per questa azione. A dicembre, il Board presenterà le proiezioni economiche invernali sulla base dei dati raccolti nel IVQ ed avere quindi una maggiore chiarezza sull’impatto delle varie misure di blocco sull’economia della zona euro. Di conseguenza l’odierno Consiglio dovrebbe preparare il terreno a ulteriori stimoli. Tuttavia nell’ultima settimana, causa la recrudescenza Covid, sono aumentate le attese per una decisione immediata, vedremo. Non dobbiamo dimenticare che il PEPP è operativo e che la decisione eventuale prevede comunque un’estensione temporale del programma ed all’uopo una sua dotazione.
Quindi comunicarlo oggi avrebbe soltanto un effetto mediatico, mentre dicembre avrebbe un ruolo più “istituzionale”.
Infine c’è chi si aspetta a dicembre un aumento della dotazione del PSPP, piuttosto che un aumento del PEPP. In ogni caso oggi Christine Lagarde dovrà sicuramente offrire risposte ed approfondimenti al mercato. Anche se qualcuno potrebbe obiettare che gli ultimi mesi hanno dimostrato che la vera azione di comunicazione non avviene più in conferenza stampa ma nel post sul blog del giorno dopo. Non mancheremo di approfondire anche un’eventuale coda informativa.
I mercati più esposti alle decisioni della BCE sono nell’ordine il Forex (clicca qui) ed il MTS. L’eur usd ieri è sceso sino a coprire l’intero range che avevamo stimato in risposta al ritorno delle avversioni al rischio e, non ultimo, al posizionamento dei trader per il meeting della BCE. I prezzi sono scesi sino a fissare un minimo a 1,1716 ma hanno chiuso sopra 1,1735. Quindi la banda di oscillazione entro cui si negoziano le posizioni da settembre è rimasta intatta. La chiusura rappresenta un chiaro segnale di attesa per oggi e l’eventuale predisposizione a violarla definitivamente qualora la BCE soddisfi le attese del mercato. Non dimentichiamo che l’ultima riunioni del Consiglio direttivo era stata seguita da un grado di disapprovazione piuttosto elevato a causa della poca chiarezza espressa da Christine Lagarde in conferenza stampa in merito al posizionamento del cambio ed alle polemiche montate all’interno del Board.
Oggi non sono ammessi errori.

FOREX – Euro in calo sul dollaro in riflesso ai segnali di avversione al rischio. Ieri si sono apprezzate tutte le monete di parcheggio/rifugio ed indebolite quelle appartenenti alle aree emergenti o comunque correlate alle commodity. L’eur usd dopo una discesa a 1,1716 è risalito sino a chiudere sulla linea di supporto che delimita la parte inferiore di una canale di ridistribuzione che dalla fine di settembre sta condizionando le negoziazioni. L’ampiezza del canale quota un cap a 1,1910 ed un floor a 1,1735. Al suo interno sono presenti alcuni livelli che potrebbero già oggi delimitare l’eventuale reazione dell’euro: 1,1780. La violazione definitiva del segmento 1,1735/1,1710 spingerà il cambio in direzione dei minimi di settembre a 1,1610. Nel frattempo il rapporto usd jpy si è portato nella parte inferiore del range che ne delimita da mesi le oscillazioni in un campo neutro. La violazione di 104,15 tenderà a spingere il cross verso area 101 confermando lo scenario di avversione al rischio.

 

EUR USD

 

BTP – Ieri il BTP ha subito le vendite a causa del ritorno dei timori sui mercati. Sono manovre che ricalcano quanto già scritto per le monete emergenti. In una fase di allerta i mercati tendono a ruotare i flussi che derivano dalla liquidazione degli attivi cosiddetti Risk_On verso valori di qualità/rifugio: governativi core e liquidità, ovvero Bund e Treasury. Riteniamo comunque che al momento il suo trend dominante rimanga positivo. GREGGIO – Il petrolio è sceso verso l’area di principale attrazione per le vendite presente attorno a quota 39 usd/bar ( Brent). IL livello costituisce al momento il punto di maggior criticità per il mercato. La violazione spingerebbe i prezzi verso area 36/35 usd con un conseguente sell off su molte commodity industriali.

TREASURIES – Governativi Usa ancora in rialzo negli scambi asiatici, mentre il 10 y Germania scende sui minimi di periodo sotto area -0,60 in attesa della BCE, pronto a dare l’assalto al nostro target -0,70% nei prossimi gg

CALENDARIO MACRO ECONOMICO

BANCHE CENTRALI

BCE – Con questo quadro davanti, la Bce non ha fatto mistero nelle sue più recenti dichiarazioni di essere pronta ad agire ulteriormente e con tutti gli strumenti a sua disposizione per sostenere i mercati. Ciononostante, gli analisti non si attendono novità già dal board di oggi, dal quale si aspettano, piuttosto, indicazioni su eventuali mosse a dicembre. L’ipotesi è quella di un ampliamento entro l’anno della dotazione del programma anti-pandemico Pepp che, nelle attese, dovrebbe essere aumentato di 500 miliardi di euro.

BOJ – Rimanendo alle banche centrali, anche quella nipponica ha deciso oggi, come largamente atteso, di non ritoccare la propria politica monetaria, considerata adeguata al momento. Ammonendo circa la forte incertezza dovuta alla pandemia soprattutto per quel che riguarda l’impatto sui servizi, l’istituto ha però tagliato le stime economiche sul Pil giapponese per l’anno fiscale che termina a marzo 2021, portandole a -5,5% dal -4,7 ipotizzato a luglio. monetaria ultra-loose sino al 2023.

DATI ZONA EURO – Tanti e di peso i numeri in arrivo oggi. In Italia, Istat diffonde i dati sulla fiducia di imprese e consumatori a ottobre, con gli indici in calo nelle attese mentre il Paese fa i conti, non senza dissensi, con le nuove restrizioni. Da Germania e Spagna arrivano le stime sull’inflazione di ottobre, attentamente monitorate dalla Bce. La Germania diffonde inoltre il dato sul tasso di disoccupazione nello stesso mese, con un consensus Reuters al 6,3%, stabile rispetto a settembre. In agenda anche l’Economic sentiment relativo a ottobre, che misura la fiducia nell’economia nella zona euro: l’indice è visto in diminuzione, a 89,5 dal 91,1 del mese prima.

DATI USA – Oltreoceano, a pochi giorni da elezioni presidenziali dall’esito incerto, occhi puntati sulla stima del Pil nel periodo luglio-settembre, atteso in rimbalzo del 31% dal -31,4% del trimestre precedente, con i dati più recenti che segnalano una ripresa lenta ma stabile. Le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono viste in lieve calo a 775.000.

DATI GIAPPONE – Le vendite al dettaglio giapponesi hanno registrato a settembre il settimo calo consecutivo con un -8,7% su anno contro attese a -7,7%. La fiducia dei consumatori mostra intanto un modesto miglioramento ad ottobre, portandosi a 33,6 dal 32,7 di settembre, anche se il sentiment resta piuttosto debole a causa dell’evolversi dell’epidemia