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MARKET MOVER 3 AGOSTO 2018

MARKET MOVER 3 AGOSTO 2018

 

Il rischio paese, ITALIA, ritorna ad occupare le prime pagine dei principali media. Il rialzo dello spread confeziona uno swing  che prelude ad altri possibili rialzi nelle prossime giornate.  Facciamo notare che il movimento prende forma immediatamente dopo il vertice USA Italia ed i relativi accordi in campo energetico.

i mercati ritornano quindi ad aggredire il nostro debito pubblico mettendo sotto pressione anche il comparto bancario e di conseguenza l’indice FTSE MIB.

Nel rapporto mensile di agosto, che pubblicheremo agli inizi della prossima settimana, ci occupiamo del tema con l’elaborazione di uno studio sullo scenario di lungo relativo ai rendimenti del BTP. Sarà l’occasione per approfondire l’intera dinamica dei tassi a livello globale. Vale la pena anticipare che non solo il 10 anni Italia si sta muovendo al rialzo, anche i più significativi benchmark di mercato stanno muovendo al rialzo. In tal senso raccomandiamo di fare attenzione all’area 3-3.10% del 10 y US e del 0.50% del 10 y DE.

Sull’Italia incombe il ritorno di mani negative che colgono anche la perdita di momentum della crescita del Pil per riportare  lo spread sopra  220 con spinte ieri oltre quota 240. Se si consolidano valori oltre tale soglia si rafforza il rischio di assistere ad un’accelerazione oltre i recenti massimi fissati a 280 pb.  La Borsa è ritornata a perdere momentum in modo significativo. Tra tutti i principali indici G7 è l’unico che rischia di violare al ribasso i minimi dell’anno.

Sul rapporto mensile ritorniamo a parlare ed analizzare le reazioni dei mercati alla disputa commerciale tra Cina ed USA. Il rame che in questa fase funziona da proxy allo scenario complessivo continua ad indebolire la propria struttura dei prezzi spingendo gli scambi all’interno di una tendenza negativa, a conferma della view elaborata nei precedenti rapporti. Ciò depone a sfavore dei segnali di crescita anche se per il momento, fatta eccezione per gli indici dell’area degli emergenti,  i mercati più significativi rimangono al riparo da tensioni eccessive al netto di una perdita di momentum che segnaliamo per il mese di agosto.  In tal senso anticipiamo l’aggiornamento sulla finestra di criticità che avevamo aperto sul mercato azionario USA, mettendo in evidenza un periodo che dalla metà di luglio sino ad inizio novembre avrebbe esposto   gli stessi ad un aumento della volatilità. Il nostro modello ha postergato tale periodo a partire da novembre sino agli inizi di marzo 2019.

Ieri abbiamo dato notizia del rialzo dei tassi inglesi e di quello atteso per settembre negli USA. L’eur usd ha violato l’area 1.16 e dopo aver testato la base del range fissato da tempo, 1.1575 sta tentando di costruire una reazione. Riteniamo che l’area 1.1645 (la mediana del range) ritorni a proporsi come primo livello di resistenza in un contesto in cui aumenta la probabilità di un break out dei sostegni tecnici ed il ritorno sul mercato di mani più forti.

La sterlina ha reagito in modo alterno alla decisione sui tassi: le parole del governatore Carney su uno scenario ancora accomodante hanno tolto forza al pound. Contro dollaro ha fallito il tentativo di mettere sotto pressione quota 1,32 (attivato alla notizia del rialzo di 25 punti base) andando a schiantarsi a 1,30 dopo le parole accomodanti del Governatore. Contro euro, grazie comunque alla forza del dollaro, il cambio si è posizionato a ridosso dei massimi mantenendosi comunque sopra la soglia indicata a .8860/35.

Rimane ancora in tensione invece il rapporto usd cny: il rilancio sulle tariffe da parte degli USA trova in un  proseguo della svalutazione competitiva del cambio la risposta cinese. Siamo sempre nei limiti delle soglie che avevamo individuato 6.85; tuttavia il rischio di un incremento delle tensioni non ci lascia ancora tranquilli sulla tenuta del tetto fissato.

WB RISK MANAGEMENT: EUR USD
WB RISK MANAGEMENT: EUR USD

 

WB RISK MANAGEMENT: EUR  GBP
WB RISK MANAGEMENT: EUR GBP

 

 

MARKET MOVER le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio
MARKET MOVER
le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

 

PRODUZIONE INDUSTRIA ITALIA – Dopo il rimbalzo messo a segno a maggio si attende un rialzo dello 0,4% congiunturale per la produzione industriale di giugno. Su base tendenziale le stime sono di un rialzo dell’1,5%. In maggio la risalita era stata dello 0,7% mensile e del 2,1% annuo, dopo la battuta di arresto di aprile. Il trend di fondo per gli analisti resta di affievolimento della crescita, per via del rallentamento della domanda mondiale cui contribuisce la disputa commerciale scatenata dai dazi Usa. Tuttavia il Centro studi Confindustria stima un incremento dell’attività sia in giugno (anche secondo Confindustria +0,4%) sia in luglio (+0,3%) “grazie principalmente al sostegno della domanda interna e a fronte di una domanda estera giudicata in ulteriore peggioramento”. La produzione industriale dovrebbe iniziare dunque positivamente il terzo trimestre 2018, dopo una sostanziale stagnazione nel secondo.

 

PMI SERVIZI – Dopo quelle sul comparto manifatturiero, arrivano i numeri delle indagini congiunturali sull’andamento in luglio del terziario nelle principali economie dell’area euro, Italia compresa. Per quest’ultima le attese indicano un indice in calo a 53,6 dal precedente 54,3, che rappresentava il massimo da quattro mesi. Per la zona euro nel suo complesso, si parte dal preliminare di 54,4, in calo rispetto al 55,2 di giugno. Insieme ai Pmi servizi arrivano anche gli indici compositi.

 

BTP – Seduta difficile l’ultima per i Btp e per i mercati periferici in generale, indeboliti dall’avversione al rischio determinata dall’inasprirsi dei toni fra Usa e Cina. La scarsità dei volumi ha inoltre reso particolarmente ampi i movimenti di tassi e spread, mentre sullo sfondo rimangono i timori per le prossime mosse economiche del governo Lega-M5s, che confermano la sostanziale fragilità del mercato italiano. Il differenziale di rendimento con la Germania sul tratto a 10 anni si è spinto fino a 252 punti base, ai massimi dallo scorso 28 giugno, dai 231 della precedente chiusura, mentre il rendimento del decennale è arrivato a 2,97%, ovvero ai livelli più elevati da metà giugno. Stamane i Btp ripartiranno da un tasso del 2,92% e da uno spread su Bund di 246 pb.

 

POLITICA ITALIA – Si terrà oggi, salvo ulteriori ritardi, il primo incontro al governo sulla manovra d’autunno, secondo quanto scrivono stamane i quotidiani. Al tavolo siederanno Conte, Tria, Savona, Di Maio e Salvini. La riunione, inizialmente prevista per ieri, è slittata a causa della discussione alla Camera sul decreto Dignità, poi approvato in serata, che ha tenuto impegnato Di Maio. Il decreto intanto passa al Senato e dovrebbe ottenere il via libera definitivo entro la prossima settimana.

 

OCCUPAZIONE USA – Sono attesi 190.000 nuovi posti di lavoro non agricoli negli Usa in luglio, un numero ancora consistente anche se leggermente inferiore ai 213.000 registrati il mese precedente. Il tasso di disoccupazione è stimato in calo al 3,9% dal 4% e come sempre grande attenzione verrà dedicata all’andamento dei salari, per quanto la Fed appaia ormai saldamente determinata al percorso di progressivo rialzo dei tassi di interesse. I dati odierni sui ‘payroll’ sono stati anticipati mercoledì dal rapporto Adp sull’occupazione nel settore privato, che ha indicato 219.000 nuovi posti in luglio, più delle attese, dopo i 177.000 del mese precedente.

 

RATING SOVRANI – Tra i pronunciamenti sui rating sovrani in calendario per questa sera a mercati chiusi c’è quello di Fitch sulla Germania. Attualmente la valutazione sulla prima economia europea è ‘AAA’, con outlook stabile.

 

BANCA DEL GIAPPONE – I membri del board della banca centrale sono in disaccordo su come affrontare la situazione di debole inflazione e crescenti costi della politica monetaria ultra espansiva. È quanto emerge dalla minute del meeting di giugno della banca centrale, appena pubblicate. I verbali mostrano infatti come alcuni membri abbiano spinto per rendere la politica monetaria più sostenibile, anticipando le decisioni prese nell’ultimo meeting, tenutosi questa settimana, che ha portato alcune modifiche al programma di acquisto asset e introdotto la possibilità di maggiori rialzi dei rendimenti di mercato.

 

PMI SERVIZI GIAPPONE – Rallenta lievemente in luglio il settore servizi giapponese, a fronte di una minore crescita dei nuovi ordini, segnalando una possibile perdita di brillantezza dell’economia all’avvio del terzo trimestre. L’indice Pmi servizi, elaborato da Markit/Nikkei, è sceso a 51,3 punti dai 51,4 di giugno; si tratta comunque della ventiduesima rilevazione consecutiva sopra la soglia dei 50 punti, che separa i valori di crescita quelli di contrazione. Il Pmi composito scende a sua volta a 51,8 da 52,1.

 

PMI SERVIZI CINA – Rallenta anche il settore servizi cinese in luglio, pur confermandosi saldamente in area di crescita. L’indice Pmi Caixin è sceso a 52,8, minimo da marzo, da 53,9 di giugno, livello più alto da febbraio. Particolarmente marcato è stato il rallentamento dei nuovi ordini, il cui sottoindice ha segnato la crescita più debole da dicembre 2015; inoltre l’outlook per il futuro non appariva così debole da novembre del 2015, a causa anche dell’impatto delle tensioni commerciali con gli Usa.

 

GREGGIO – Quotazioni petrolifere poco variate questa mattina. Gli spazi per nuovi rialzi sembrano in questo momento limitati dalla prospettiva via via più concreta di un incremento dell’offerta globale, segnalata dai recenti aumenti produttivi sia della Russia sia dell’Arabia Saudita. Alle 7,30 italiane il futures Brent scambia a 73,39 dollari il barile (-0,06), il Nymex a 69,01 dollari (+0,05).

 

FOREX – Il dollaro resta su posizioni di forza, ai massimi da due settimane sul paniere delle principali divise internazionali e da oltre 14 mesi sullo yuan, in un mercato che resta concertato sui timori di un’escalation della guerra commerciale tra Usa e Cina. Il cambio euro/dollaro tratta a 1,1593/94 da 1,1582 dell’ultima chiusura, vicino al minimo da due settimane visto ieri a 1,1580. Dollaro/yen a 111,68/69 da 111,65. Euro/yen a 129,48/49 da 129,33.

 

TREASURIES – Governativi Usa di fatto piatti nelle contrattazioni della mattinata, in attesa dei dati del pomeriggio sul mercato del lavoro dopo il lieve rialzo di ieri che ha riportato il rendimenti sulla scadenza 10 anni appena sotto quota 3%. Il benchmark decennale cede 1/32, rendimento a 2,988%.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Markit/Adaci, Pmi servizi luglio (9,45) – attesa 53,6.

Istat, produzione industriale giugno (10,00) – attesa 0,4% m/m; 1,5% a/a.

Istat, commercio al dettaglio giugno (11,00).

Istat, nota mensile sull’andamento dell’economia italiana luglio (12,00).

 

FRANCIA

Markit, Pmi servizi finale luglio (9,50) – attesa 55,3.

Markit, Pmi composito finale luglio (9,50) – attesa 54,5.

 

GERMANIA

Markit, Pmi servizi finale luglio (9,55) – attesa 54,4.

Markit, Pmi composito finale luglio (9,55) – attesa 55,2.

 

GRAN BRETAGNA

Markit/Cips, Pmi servizi luglio (10,30) – attesa .

 

SPAGNA

Pmi servizi luglio (9,15) – attesa 54,4.

 

ZONA EURO

Markit, Pmi servizi finale luglio (10,00) – attesa 54,4.

Markit, Pmi composito finale luglio (10,00) – attesa 54,3.

Vendite al dettaglio giugno (11,00) – attesa 0,4% m/m; 1,4% a/a.

 

USA

Occupati non agricoli luglio (14,30) – attesa 190.000.

Tasso disoccupazione luglio (14,30) – attesa 3,9%.

Media guadagni luglio (14,30) – attesa 0,3% m/m; 2,7% a/a.

Media ore lavorate luglio (14,30) – attesa 34,5 ore.

Bilancia commerciale giugno (14,30).

Markit, Pmi servizi finale luglio (15,45).

Markit, Pmi composito finale luglio (15,45).

Ism, Pmi non manifatturiero luglio (16,00) – attesa 58,6.

 

APPUNTAMENTI

EUROPA

Bormes-Les-Mimosas, Macron riceve May.

Efsf, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.

Esm, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.

Finlandia, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

Germania, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

Lettonia, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.

Malta, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

Repubblica Ceca, Fitch si pronuncia su rating sovrano.



							
JEROME POWELL FEDERAL RESERVE

FEDERAL RESERVE GDP 3° Q 5%

FEDERAL RESERVE GDP 3° Q 5%

Questa mattina ho commentato su LE FONTI TV   le decisioni della Fed e le ripercussioni sui mercati del nuovo confronto USA Cina sulle tariffe.
Di seguito riporto i punti su cui ho concentrato l’intervista. La prossima settimana sarò ospite della Redazione Giornalistica di RAI 1 alle 17,45 (da lun  a ven) per commentare le chiusre europee e le notizie più significative.

I responsabili della Fed hanno discusso l’appiattimento della curva dei rendimenti

** La maggior parte dei responsabili delle politiche della Fed ha dichiarato che i rischi della politica commerciale si sono intensificati

** Per un numero non ancora maggioritario dei membri del Board del FOMC  potrebbe essere appropriato modificare parte della dichiarazione di policy che fa riferimento alla politica accomodante.

** Molti responsabili delle politiche hanno affermato che graduali aumenti potrebbero portare ad un tasso di fondi al di sopra del livello neutrale  il prossimo anno.

Il FOMC ha lasciato invariati i tassi … Tuttavia, la dichiarazione ottimista rilasciata a margine del comitato è coerente con un rialzo a settembre, considerati i solidi dati sulla crescita degli Stati Uniti e condizioni finanziarie stabili a fronte dell’incremento dell’incertezza commerciale.
Mentre le preoccupazioni tariffarie sembrano essere in aumento tra i funzionari della Fed, la maggior parte sembra credere che queste preoccupazioni non abbiano ancora influenzato la crescita o abbiano modificato materialmente le prospettive economiche.
Il mercato sconta una probabilità sopra il 90% che a settembre vi sia un rialzo di 25 bped un successivo a dicembre.

Al momento rimangono attive, secondo l’analisi delle dichiarazioni rilasciate dai membri del FOMC, per il 2019 attese per ulteriori tre rialzi dei tassi d’interesse.

Il GDPNOW, modello di stima definito sulla base di un algoritmo dinamico dalla FED di Atlanta, mette in evidenza una proiezione di crescita per il trimestre in corso prossima al 5%. Il consensus degli economisti stima in vece una crescita poco superiore al 3%.

Tale visione giustifica le aspettative ottimistiche del Board sul futuro prossimo dell’economia USA.

 

 

Il mercato dei cambi ha reagito con un marginale apprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro. I valori si sono posizionati in direzione della parte bassa del range che abbiamo stimato per il periodo: 1.1750-1.1575.  Flessioni sotto 1.16 potrebbero anticipare cadute più significative verso i minimi degli ultimi mesi, area 1.15 dove abbiamo fissato il trigger point di break out per la ripresa del movimento riflessivo dell’eur usd.

 

WB RISK MANAGEMENT: EUR USD
WB RISK MANAGEMENT: EUR USD

Oggi attendiamo l’esito del meeting della Bank of England. Stimiamo un rialzo dei tassi nell’ordine di 25 bp. L’eur gbp tenderà a scivolare nuovamente verso l’area .8830/88. Tuttavia il valore su cui concentrare in modo più significativo l’attenzione riguarda il cambio del cable gbp usd. La sterlina ha assolutamente bisogno di guadagnare terreno oltre quota 1.32 per stabilire un nuovo rapporto di forza con il dollaro e conseguentemente con le altre monete.

Di seguito riportiamo i Market Mover elaborati dall’agenzia Reuters.

 

WB FX RISKOO

 

MARKET MOVER le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio
MARKET MOVER
le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio
TASSI FED – In perfetta armonia con le attese di mercato e operatori, Federal Reserve ha confermato ieri sera i tassi di riferimento Usa sull’attuale obiettivo di 1,75/2%. Il comunicato che accompagna la decisione di politica monetaria parla di un’inflazione intorno all’obiettivo di 2%, di un mercato del lavoro in buone condizioni di salute e di una “solida” crescita economica. Si conferma dunque la prospettiva di una nuova stretta da un quarto di punto — la terza quest’anno — in occasione del Fomc di settembre, seguita poi da un quarto rialzo dei tassi entro fine 2018. Secondo il termometro FedWatch, la chance di un rialzo dei tassi in settembre è data al 91%, quella di dicembre al 72%.

 

BANCA D’INGHILTERRA – Atteso invece un rialzo dei tassi da parte di Banca d’Inghilterra, che conclude oggi la riunione di politica monetaria. L’ultimo sondaggio Reuters, condotto a luglio, indica un incremento di 25 punti base a 0,75%, sullo sfondo di un mercato marginalmente più fiducioso che Londra riesca a raggiungere un accordo di libero scambio con l’Ue. Altri interventi sui tassi sono previsti dopo il completamento della Brexit, ovvero non prima del 2020. Al momento solo una minoranza degli economisti ipotizza un periodo di recessione nei prossimi anni, ma da inizio 2018 l’economia ha registrato un rapido rallentamento. D’altra parte l’inflazione è stimata sia quest’anno sia il prossimo sopra l’obiettivo del 2% della banca centrale.

 

MERCATO PRIMARIO – Arriva a quasi 12 miliardi di euro complessivi l’offerta a medio lungo sul mercato primario della zona euro. La Francia propone fino a 6,5 miliardi di Oat sulle scadenze aprile 2029, maggio 2031 e maggio 2036; la Spagna mette sul piatto fino a 4,5 miliardi di titoli nominali a 3, 5 e 10 anni più l’indicizzato lungo novembre 2030 per una cifra fino a 750 milioni.

 

BTP – Si riparte stamane da un tasso decennale di 2,80% e da uno spread di 231 punti base dopo la chiusura negativa di ieri. In un mercato dagli scambi leggeri si è fatto sentire il fattore offerta (le aste francesi e spagnole sono state anticipate ieri dal collocamento di 2,373 miliardi di Bund decennali), anche se la contemporanea flessione della carta tedesca ha impedito l’allargamento dell’Italia. Il mercato ha chiuso sui minimi intraday ma lo spread Btp/Bund si è mantenuto pressoché stabile durante il pomeriggio, in area 230 pb.

 

FOREX – Dollaro sulle posizioni dopo la scontata decisione Federal Reserve di non intervenire sui tassi, che verranno molto probabilmente corretti al rialzo con il Fomc di settembre. La risalita dei rendimenti sulla curva dei governativi giapponesi, in particolare sul tratto decennale, aiuta lo yen ad allontanarsi dai minimi sul biglietto verde. Più debole la sterlina, su cui prevalgono leggere prese di beneficio a non molte ore dal verdetto sui tassi da parte di Bank of England. Intorno alle 7,30 euro/dollaro 1,1646/52 da 1,1658 della chiusura Usa di ieri sera, dollaro/yen 111,57/60 da 111,71 ed euro/yen 130,00/03 da 130,25.

 

GREGGIO – Derivati sul greggio in fase di consolidamento sul finale degli scambi asiatici, con quotazioni in rialzo di circa mezzo punto percentuale dopo la marcata correzione delle ultime due sedute. Alle 7,30 il futures Brent guadagna 40 cent a 72,79 dollari il barile, il Nymex 30 centesimi a 67,96 dollari.

 

TREASURIES – Prezzi in modesto rialzo sul secondario Usa, con il tasso del decennale che gravita stabilmente in area 3%, sui record da metà giugno. Il benchmark maggio 2028 guadagna 4/32 al rendimento di 2,988%.

 

DATI MACROECONOMICI

ZONA EURO

Prezzi produzione giugno (11,00) – attesa 0,3% mese, 3,5% anno.

 

USA

Nuove richieste sussidi disoccupazione (14,30) – attesa 220.000.

Indice Ism New York luglio (15,45).

Revisione beni durevoli, ordini industria giugno (16,00) – attesa 0,7% mese per ordini industria.

 

TITOLI DI STATO

EUROPA

Francia, Tesoro offre 5,5-6,5 miliardi euro Oat 25/4/2029 cedola 5,50%, 25/5/2031 1,50% e 25/5/2036 1,25%.

Spagna, Tesoro offre 3,5-4,5 miliardi titoli Stato 31/1/2021 0,05%, 30/7/2023 0,35% e 30/7/2028 1,40%; 250-750 milioni indicizzati inflazione zona euro 30/11/2030.

 

BANCHE CENTRALI

EUROPA

Gran Bretagna, Banca d’Inghilterra annuncia decisione tassi e pubblica verbali riunione, rapporto su inflazione (13,00).

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, atteso via libera decreto Dignità alla Camera, passa in Senato.

Roma, a Commissione Trasporti della Camera audizione Toninelli sulle linee programmatiche del dicastero (14,00).

Roma, a commissioni Industria e Ambiente del Senato audizione informale Commissionari straordinari Ilva (20,00).

Roma, Cda 1° semestre Cdp.

MARKET MOVER 31 luglio 2018

MARKET MOVER 31 luglio 2018

APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA

  • Intervista a WLADEMIR BIASIA  LE FONTI TV  GIO h. 9.35

I mercati attendono le decisioni di Fed e BoE in materia di politica monetaria domani sera (Fed) e giovedì (BoE). Per la Dì’Federal reserve si attendono le dichiarazioni del comunicato in merito ai prossimi aumenti  dei Fed Funds. La Banca Centrale d’Inghilterra dovrebbe aumentare i tassi dopo un lungo periodo di attese non confermate. La curva dei Fed Funds sconta una probabilità pari all’88% di un ulteriore stretta di 25 bp nella riunione del 26 settembre e di altri 25 bp in quella del 19 dicembre (probabilità 60/65%).

Benchè il cambio eur usd rimanga inserito nel mini range che avevamo stimato agli inizi di luglio 1.1575/1.1750 eur usd, il rischio che si apra una fase correttiva più ampia, ovvero sempre all’interno della gamma più ampia 1.15/1.1850/1.1900 e comunque sotto 1.20 rimane attivo. Eventuali chiusure giornaliere sopra 1.1730 potrebbero segnalare più concretamente la probabilità che tale opzione possa manifestarsi nel corso dell’estate. Come già scritto la scorsa settimana il mini range evidenziato è percorso pressoché da mani orientate al trading di brevissimo. Le mani più forti e comunque i commercial guardano in questa fase alle estremità più ampie della banda delineata.

WB RISK MANAGEMENT: EUR USD
WB RISK MANAGEMENT: EUR USD

In mattinata verrà pubblicato il PIL dell’Italia relativo al II° trimestre: l’attesa sconta un incremento inferiore al dato precedente 0.2% rispetto allo 0.3%. Non prevediamo impatti sul mercato azionario direttamente imputabili al dato. La crescita in proiezione d’anno è posizionata all’ 1,4% in flessione rispetto ai dati precedentemente rilevati.

 

 

WB FX RISKOO

 

 

MARKET MOVER le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio
MARKET MOVER
le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

 

FOREX – Dollaro saldo contro yen dopo che Banca del Giappone ha apportato piccole modifiche alla politica monetaria piuttosto che i più drastici cambiamenti che alcuni trader avevano previsto. Dopo un breve rialzo ai massimi della settimana a 111,44 yen, la valuta Usa è infatti ridiscesa ai livelli precedenti. Attorno alle 7,40 l’euro vale 1,1712/15 dollari da 1,1704 all’ultima chiusura; e 130,12/16 yen da 129,98. Il dollaro/yen si attesta invece a 111,09/11 dalla chiusura di 111,06.

 

BANCA DEL GIAPPONE – L’istituto centrale giapponese, al termine della sua riunione di politica monetaria, si è impegnato a mantenere i tassi d’interesse molto bassi e ha adottato misure per rendere il suo consistente programma di stimolo più flessibile, a riflesso delle previsioni che ci vorrà tempo perché l’inflazione tocchi il target del 2%. Fra le misure annunciate dalla BoJ, l’acquisto più flessibile di titoli di asset, permettere ai rendimenti dei titoli di fluttuare naturalmente, l’adozione della forward guidance.

 

DATI GIAPPONE – Dal Giappone sono arrivati anche diversi dati macroeconomici. Fra questi, il tasso disoccupazione relativo a giugno, risultato pari a 2,4% contro attese per 2,3%. Il dato preliminare della produzione industriale di giugno è stato parecchio al di sotto delle attese del mercato: un calo congiunturale del 2,1% contro attesa per uno limitato allo 0,4%.

 

PMI CINA – La crescita del settore servizi cinese in luglio ha rallentato per la prima volta in cinque mesi. Secondo le cifre ufficiali infatti il Pmi non manifatturiero è scivolato a 54,0 punti dai 55,0 di giugno, restando tuttavia al di sopra del discrimine dei 50, soglia che separa la contrazione dall’espansione. L’indice relativo al manifatturiero è scivolato a 51,2 da 51,5 di giugno. Il Pmi composito, che combina entrambi i comparti manifatturiero e servizi, è sceso a 53,6 da 54,4 di giugno.

 

GREGGIO – Prezzi del greggio in calo, con il future Brent che sembra avviato al declino maggiore da due anni a questa parte, sui timori di un eccesso di offerta dopo che un rapporto ha mostrato che la produzione Opec è salita in luglio ai suoi massimi del 2018. Attorno alle 7,40 i derivati sul Brent scambiano in calo di 36 centesimi a 74,61 dollari al barile, quelli sul greggio Usa cedono invece 29 cent a 69,84 dollari al barile.

 

TREASURIES – I titoli del Tesoro Usa hanno reagito alle decisioni della BoJ, con un calo del tasso del decennale di oltre 3 punti base. Alle 7,40, il decennale Usa di riferimento rende 2,94% da una chiusura di ieri a 2,98%.

 

PIL ITALIA – Istat pubblica la stima preliminare del Pil del secondo trimestre. Le previsioni degli economisti convergono su un rallentamento della crescita congiunturale a 0,2% da 0,3% segnato nel trimestre gennaio-marzo; a perimetro annuo, l’espansione del Pil dovrebbe aver inoltre subìto un rallentamento a 1,2% da 1,4% osservato nel primo trimestre. Un rallentamento avvenuto in un contesto di indebolimento della domanda mondiale cui si è abbinata l’incertezza che ha accompagnato la nascita del governo Lega-M5S, fautore di una serie di politiche di aumento della spesa che continuano a tenere in apprensione gli investitori.

 

INFLAZIONE ITALIA LUGLIO – Attesa sempre da Istat la stima preliminare prezzi al consumo di luglio. Per il dato Nic le previsioni si attestano a 0,2% su mese e 1,4% su anno; per l’armonizzato si prevede invece un -1,8% congiunturale e un +1,4% tendenziale. Secondo i dati definitivi di Istat, a giugno l’indice Nic dei prezzi al consumo aveva registrato un incremento dello 0,2% su mese e dell’1,3% su anno. L’indice armonizzato Ipca era invece salito dello 0,2% su mese e dell’1,4% su anno.

 

PIL ZONA EURO – In pubblicazione i preliminari del Pil della Spagna e della zona euro relativi al secondo trimestre. Per la Spagna la previsione è di +0,7% su trimestre e di +2,8% su anno. Per l’intera area euro la stima flash è attesa a +0,4% su trimestre e a +2,2% su anno.

 

PREZZI AL CONSUMO ZONA EURO – In arrivo i preliminari sull’inflazione anche da Francia, Portogallo e zona euro. Per l’area dell’unione monetaria, le attese sono di un indice dei prezzi al consumo a +2% su base annua.

 

DATI DISOCCUPATI – In un contesto ricco di spunti macroeconomici, arrivano anche diversi dati relativi alla disoccupazione di giugno da Italia e zona euro e luglio dalla Germania. Il tasso di disoccupazione italiano relativo a giugno è atteso a 10,8% da 10,7% di maggio; quello della zona euro relativo allo stesso periodo è previsto a 8,3% da 8,4%.

 

ASTE TESORO – Con la riapertura degli ultimi collocamenti, quelli a medio-lungo, si conclude la tornata d’aste di fine luglio. Il Tesoro ha assegnato l’importo massimo su una forchetta compresa fra 5,5 e 7,5 miliardi di euro nell’asta di Btp a 5 e 10 anni insieme ad un Ccteu, con una buona domanda e bid-to-cover in rialzo. Tra i titoli il nuovo Btp dicembre 2028 offerto per 4 miliardi.

 

BTP – Dopo un momentaneo slancio registrato in corrispondenza dei collocamenti, il Btp in chiusura ha ridotto il recupero mostrato rispetto ai minimi di seduta, ma lo spread si è mantenuto al di sotto dei massimi, data la cattiva performance del Bund. Il differenziale di rendimento con la Germania sul tratto decennale ha chiuso a 235 punti base, mentre il tasso del benchmark a 10 anni si attestava in chiusura a 2,791%.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, stima occupati e disoccupati giugno (10,00) – attesa 10,8%.

Istat, stima preliminare prezzi al consumo luglio (11,00) – attesa dato Nic 0,2% m/m; 1,4% a/a; dato Ipca -1,8% m/m; 1,4% a/a.

Istat, stima preliminare Pil trim2 (12,00) – attesa 0,2% t/t; 1,2% a/a.

 

FRANCIA

Stima preliminare prezzi al consumo luglio (8,45) – attesa dato armonizzato 2,4% a/a.

 

GERMANIA

Vendite al dettaglio giugno (8,00) – attesa 1,0% m/m; 1,5% a/a.

Tasso disoccupazione luglio (10,00) – attesa 5,2%.

 

GRAN BRETAGNA

Fiducia consumatori luglio – attesa -9.

 

GRECIA

Vendite al dettaglio maggio (11,00).

 

PORTOGALLO

Stima preliminare prezzi al consumo luglio (10,30).

 

SPAGNA

Stima Pil trim2 (9,00) – attesa 0,7% t/t; 2,8% a/a.

Saldo partite correnti maggio (10,00).

 

ZONA EURO

Stima preliminare prezzi al consumo luglio (11,00) – attesa dato armonizzato 2,0% a/a.

Stima flash preliminare Pil trim2 (11,00) – attesa 0,4% t/t; 2,2% a/a.

Tasso disoccupazione giugno (11,00) – attesa 8,3%.

 

USA

Consumi personali reali giugno (14,30).

Redditi personali giugno (14,30) – attesa 0,4% m/m.

Indice core Pce giugno (14,30) – attesa 0,1% m/m; 2,0% a/a.

Costo lavoro trim2 (14,30) – attesa 0,7%.

CaseShiller maggio (15,00) – attesa 0,2% m/m destagionalizzato; 6,5% a/a.

Pmi Chicago luglio (15,45) – attesa 62,3.

Fiducia consumatori luglio (16,00) – attesa 126,0.

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

EUROPA

Belgio, Tesoro offre titoli di Stato a breve termine.

 

BANCHE CENTRALI

ITALIA

Banca d’Italia pubblica Ita- coin di luglio.

 

USA

Washington, Fomc inizia riunione; termina il 1° agosto.

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, a Commissione lavori pubblici del Senato comunicazioni Toninelli sulle linee programmatiche del dicastero (14,00).

Roma, alla Camera seguito esame decreto Dignità; via libera atteso per il 2 agosto.

Roma, a Consiglio di Stato udienza su riforma banche popolari.

Milano, Reuters pubblica asset allocation luglio (13,00).

MARKET MOVER 25 LUGLIO 2018

MARKET MOVER 25 LUGLIO 2018

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IFO – Si attende un’ulteriore discesa per l’indice di fiducia delle imprese tedesche relativamente al mese di luglio. Il dato rilasciato alle 10.00 riporta un ribasso frazionale di 0,1 (101,7 luglio) rispetto al mese precedente ed in contrasto rispetto alle stime per un indicatore a 101,6 da 101,8 di giugno. A fine giugno, l’istituto aveva sottolineato come al calo avesse contribuito lo spettro di una guerra commerciale globale generato dal presidente Usa Donald Trump e un generalizzato rallentamento dell’economia internazionale. L’economista dell’istituto Ifo Klaus Wohlrabe aveva detto che il periodo di boom dell’economia tedesca è finito e la Germania si avvia ora ad una fase di crescita più normale, sottolineando l’aumento dell’incertezza delle imprese tedesche e il calo delle aspettative sull’export.

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MARKET MOVER 24 LUGLIO 2018

MARKET MOVER 24 LUGLIO 2018

INDICI PMI PURCHASE MANAGER INDEX DATO EFFETTIVO ATTESE PRECEDENTE
02:30   JPY Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (Lug) 51,6 53,2 53
08:45   EUR Rilevamento dello stato congiunturale francese (Lug) 108 110 110
09:00   EUR Indice PMI manifatturiero francesi (Lug) 53,1 52,6 52,5
09:00   EUR Indice PMI Markit composito francese (Lug) 54,5 54,8 55
09:00   EUR Indice dei direttori agli acquisti del settore terziario francese (Lug) 55,3 55,7 55,9
09:30   EUR Indice PMI composito tedesco (Lug) 54,7 54,8
09:30   EUR Indice dei direttori degli acquisti del settore manif. tedesco (Lug) 55,5 55,9
09:30   EUR Indice dei direttori degli acquisti del settore servizi tedeschi (Lug) 54,6 54,5
10:00   EUR Saldo della bilancia commerciale italiana non-UE (Giu) 2,37B
10:00   EUR Indice PMI manifatturiero Eurozona (Lug) 54,7 54,9
10:00   EUR Indice composito dei servizi Eurozona (Lug) 54,8 54,9
10:00   EUR Indice dei direttori agli acquisti del settore servizi Eurozona (Lug) 55 55,2

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G20 BUENOS AIRES

MARKET MOVER 23 LUGLIO 2018

MARKET MOVER 23 LUGLIO 2018

Nel comunicato finale il G20 ha rilevato che l’economia globale è in crescita, la disoccupazione ai minimi nell’ultimo decennio, ma ha avvertito che la crescita sta diventando meno sincronizzata tra le principali economie ed i rischi al ribasso nel breve e medio termine sono accresciuti. Questi includono l’aumento delle vulnerabilità finanziarie, l‘estesa tensione commerciale e geopolitica, squilibri globali, disuguaglianza e crescita strutturalmente debole, in particolare in alcune economie avanzate.

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MARKET MOVER 20 LUGLIO 2018

MARKET MOVER 20 LUGLIO 2018

Nella giornata di ieri l’eur usd ha avviato un primo break out di  1.1650/30 fissando un minimo a 1,1575. Come avevamo anticipato nei giorni scorsi il livello ha un valore tecnico significativo. La violazione del range con chiusure settimanali, ovvero quello di oggi,  inferiori può considerarsi propedeutico alla successiva violazione di 1.15. Come riporta l’agenzia Reuters, con puntuale coincidenza D. Trump interviene per esprimere il suo pensiero sull’azione della Fed ed i conseguenti riflessi sul comportamento del dollaro. Non piace al Presidente una moneta forte. Penalizza le aziende USA.  Ma il vero monito di Trump ha come obbiettivo lo yuan renminbi. La divisa cinese rimane ancora oggetto di una svalutazione pilotata dalla PBoC. Come ho dichiarato in un’intervista a TV Le Fonti ieri mattina, la Cina ha deciso di rispondere alle misure tariffarie imposte dall’Amministrazione USA con una svalutazione della propria moneta verso il dollaro. Risultato: mentre i dazi colpiscono linearmente i settori oggetto di revisione, la svalutazione compensa orizzontalmente le misure imposte. In altri termini la svalutazione rende più competitiva l’intera offerta cinese.

Ieri il cambio usd cny ha superato quota 6.75 fissando un nuovo massimo di periodo.  Nel caso in cui quota 6.80 non dovesse contenere ulteriori spinte la proiezione tecnica spingerebbe il rapporto verso area 7/7.10.  Nel contempo la Cina sta operando forti immissioni di liquidità, in modi diversi, nel sistema finanziario. Contro l’euro lo yuan ha violato in virtù della svalutazione diretta sul dollaro quota 7.85 fissando un massimo a 7.90. In un’ipotesa meno allarmistica, potremmo sostenere che al rialzo dell’euro faccia seguito una fase di consolidamento laterale prima di mettere in evidenza ulteriori manovre. Stiamo monitorando il mercato  ma nel caso in cui il cambio non dovesse rientrare sotto 7.80 eur cny dovremmo considerare il rischio di un ulteriore rialzo dei corsi verso quota 8.20/8.30.

Ritornando al rapporto eur usd continueremo ad osservare il range 1.1750/ 1.1635 – 1.1635/1.1575 considerando la centralità di quota 1.1635 in termini di equilibrio negli scambi di questi giorni. La permanenza delle negoziazioni all’interno della fascia 1.1750-1.1.575 continua comunque  a mantenere il bias operativo sempre orientato alla violazione dei minimi.

I mercati azionari hanno risentito delle turbolenze trasmesse dal mercato forex. La carenza di dollari drenati dall’azione della Fed sta producendo tensioni sull’ abnorme stock di debito accumulato da emittenti corporate presenti soprattutto nelle aree emergenti.  I ribassi frazionali di questi giorni non attirano l’attenzione dei media. Tuttavia come già scritto nelle aree emergenti, a partire dal mercato cinese, ci sono segnali di tensione sui relativi indici azionari  (vedi WB PERSPECTIVES di luglio).

In Italia la discesa dei rendimenti sul BTP nonostante si riporti voci di tensioni all’interno del Governo verso il ministro Tria, non dovrebbe arrestarsi. Lo spread ieri ha chiuso a 216; la tenuta delle eventuali spinte sotto 220 mantiene aperta la finestra riflessiva orientata a spingere i valori sul differenziale IT DE 10 Y verso i target indicati nell’Outlook mensile.

Buona giornata.

WB

WB RISK MANAGEMENT: USD CNY SVALUTAZIONE YUAN RENMINBI VS US DOLLAR
WB RISK MANAGEMENT: USD CNY SVALUTAZIONE YUAN RENMINBI VS US DOLLAR

WB RISK MANAGEMENT: EUR CNY EFFETTI SVALUTAZIONE YUAN RENMINBI VS EURO

WB RISK MANAGEMENT: EUR CNY EFFETTI SVALUTAZIONE YUAN RENMINBI VS EURO

WB RISK MANAGEMENT: EUR USD SHORT TERM TREND
WB RISK MANAGEMENT: EUR USD SHORT TERM TREND

WB FX RISKOO

 

 

MARKET MOVER le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio
MARKET MOVER
le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

FOREX – Dollaro sulla difensiva dopo i commenti di Trump sull’eccessiva forza della valuta. L’euro/dollaro tratta a 1,1666/69 da 1,1641 dell’ultima chiusura, dopo una discesa del cambio ieri al minimo da quasi tre settimane a 1,5750. Dollaro/yen a 112,30/33 da 112,45; ieri il cambio era salito al massimo da sei mesi a 113,18. Euro/yen a 131,02/06 da 130,92. Prosegue intanto la discesa dello yuan, stamane ai minimi da oltre un anno sul dollaro; la banca centrale cinese ha fissato il punto centrale di oscillazione del cambio ‘onshore’ in ribasso per la settimana seduta consecutiva, portando alla flessione di oltre mezzo punto percentuale del cambio ‘offshore’.

TRUMP CRITICA FED – Il presidente Usa ha criticato la linea di politica monetaria della Fed, dicendosi preoccupato degli effetti dei rialzi dei tassi e del dollaro forte sull’economia e sulla competitività delle aziende americane. “Stiamo andando bene e ogni volta che vai bene vogliono alzare di nuovo i tassi… non sono contento di questo. Ma allo stesso tempo li lascio fare quello che ritengono sia meglio” ha detto durante un’intervista a Cnbc. “Non mi piace che mettiamo tutto questo sforzo nell’economia e poi vediamo i tassi salire”. Trump ha poi sottolineato la forte discesa della valuta cinese e che l’apprezzamento del dollaro “ci mette in una posizione di svantaggio”.

TENSIONI GOVERNO SU TRIA – Sale la tensione nel governo sul ministro dell’Economia Tria. I quotidiani parlano stamane di rapporti sempre più difficili con Di Maio, ma anche quelli con la Lega sono freddi e si paventa addirittura il rischio di dimissioni. Le frizioni sono nell’immediato sulle nomine, Cdp in particolare, ma anche in prospettiva sulla manovra d’autunno. Tria, che in più occasioni ha ribadito la necessità di proseguire il percorso di salvaguardia dei conti pubblici, viene visto dal mercato come il garante del fatto che il governo M5s-Lega non si lanci in una serie di misure economiche a forte impatto negativo su deficit e debito.

BTP – Da valutare eventuali reazioni dei Btp allo scenario di un Tria isolato all’interno del governo. Nelle ultime sedute il mercato italiano era sembrato avviato verso una fase estiva, dall’attività ridotta: pur rimanendo relativamente alti, gli spread hanno parzialmente diminuito la volatilità e i movimenti sono apparsi più legati a flussi tecnici che a significativi temi fondamentali. Dopo una buona partenza, in linea con la performance positiva degli ultimi giorni, l’ultima seduta ha visto una progressiva frenata dei Btp, capaci di mantenere comunque un lieve rialzo in chiusura, sebbene con uno spread in risalita dai minimi della mattinata. Il mercato riparte stamane da un rendimento decennale di 2,51% e da un differenziale su Germania di 124 pb.

FMI SU PROGRAMMA GOVERNO – Secondo il Fmi il programma di spesa del nuovo governo italiano, se implementato pienamente, porterebbe a una “significativa espansione” del bilancio pubblico, “in contrasto con la sostenibilità del debito”. L’allarme è contenuto nel documento diffuso a seguito delle consultazioni annuali avvenute con le autorità europee. “Molti dei paesi ad alto debito, comprese l’Italia, il Portogallo e la Spagna, correggeranno i conti di poco o per nulla quest’anno” scrive il Fondo.

SCADENZE – Gli operatori osservano che nelle prossime settimane il mercato periferico, e in particolare quello italiano, dovrebbe trovare sostegno nel profilo dell’offerta e delle scadenze sul primario. Oltre all’attesa per la cancellazione delle aste Btp di metà agosto (sempre avvenuta negli ultimi anni), il 30 luglio la Spagna rimborsa Bono decennali per 20 miliardi, seguita dall’Italia il primo agosto con Btp decennali per 23,6. Per quel che riguarda le cedole, Madrid è chiamata a pagarne 9,4 miliardi il 30 luglio, Roma 5,4 miliardi il primo agosto.

BILANCIA PAGAMENTI ITALIA – Bankitalia pubblica i dati di maggio sulla bilancia pagamenti italiana, che forniranno indicazioni dettagliate sui movimenti di capitale nel mese in cui sono scoppiate, raggiungendo il loro picco, le tensioni politiche nel paese legata alla nascita del governo M5s-Lega. Al di là delle forti vendite registrate sui mercati, le tensioni sono state già sottolineate dal balzo del debito Target2 dell’Italia, che in maggio ha toccato un nuovo record, continuando poi a salire anche il mese successivo.

BORGHI SU SUCCESSIONE BCE – Il responsabile economico della Lega Borghi si schiera contro un’eventuale candidatura del presidente della Bundesbank Weidmann alla successione di Draghi. Quella del tedesco, spiega Borghi a Reuters, “non sarebbe una buona scelta per l’Italia per il suo atteggiamento rigorista”. Secondo l’esponente leghista “sono le politiche restrittive sulla moneta e l’economia che potrebbero portare l’Europa allo sfacelo”. Borghi aggiunge che per tutte le posizioni nelle istituzioni europee verranno sostenute “persone adatte e capaci e che abbiano a cuore l’interesse italiano”.

INFLAZIONE GIAPPONE – Sale leggermente l’inflazione giapponese in giugno, sebbene il rafforzamento sia stato dovuto in gran parte alla componente greggio: un dato che conferma tutte le difficoltà di un ritorno verso il target del 2%. L’indice ‘core’ dei prezzi al consumo nazionali è salito dello 0,8% tendenziale, in linea con le attese, dopo il +0,7% di maggio. L’indice ‘core core’, quello seguito più da vicino dalla Banca del Giappone, è cresciuto dello 0,2% in giugno, segnando il terzo mese consecutivo di rallentamento. Secondo fonti, col meeting di fine luglio, cui si accompagnerà la revisione trimestrale delle stime di lungo termine, la banca centrale potrebbe riconoscere che l’obiettivo del 2% potrebbe non essere alla portata ancora per tre anni.

GREGGIO – Prezzi petroliferi in leggero rialzo questa mattina, ma avviati ugualmente a chiudere la terza settimana consecutiva in deprezzamento. Tra gli operatori prevalgono le preoccupazioni per un eccesso di offerta sul mercato e per un calo della domanda a seguito di un possibile rallentamento economico legato al conflitto commerciale tra Usa e Cina, i due maggiori paesi consumatori di greggio al mondo. Alle 7,40 italiane il future Brent scambia a 72,78 dollari il barile (+0,20), il Nymex a 69,72 dollari (+0,26).

TREASURIES – Governativi Usa poco variati nelle contrattazioni della mattinata, ma la curva si conferma in appiattimento grazie ai buoni dati economici usciti, che sostengono le aspettative di nuovi rialzi dei tassi Fed. Il benchmark decennale Usa cede 1/32; il rendimento è a 2,849%, dopo essere salito nella seduta di ieri al picco da tre settimane di 2,897%, prima di ritracciare in chiusura.

 

DATI MACROECONOMICI

GERMANIA

Prezzi alla produzione giugno (8,00) – attesa 0,3% m/m; 2,9% a/a.

 

ZONA EURO

Partite correnti maggio (10,00).

 

BANCHE CENTRALI

ITALIA

Banca d’Italia pubblica Bilancia pagamenti Italia maggio e posizione patrimoniale su estero trim1.

 

EUROPA

Zona euro, Coeuré (Bce) partecipa a vertice vice ministri Finanze e vice governatori banche centrali G20 a Buenos Aires.

 

USA

Glasgow, intervento presidente Fed St. Louis Bullard (14,20).

 

APPUNTAMENTI

EUROPA

Austria, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

Estonia, Moody’s si pronuncia su rating sovrano.

Finlandia, Dbrs si pronuncia su rating sovrano.

Francia, Fitch si pronuncia su rating sovrano.

Grecia, S&P si pronuncia su rating sovrano.

Repubblica Ceca, S&P si pronuncia su rating sovrano.

Russia, S&P si pronuncia su rating sovrano.

 

AMERICA LATINA

Buenos Aires, termina riunione vice ministri Finanze e vice governatori banche centrali G20.

MARKET MOVER 18 LUGLIO 2017

MARKET MOVER 18 LUGLIO 2017

 

MARKET MOVER le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio
MARKET MOVER
le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

FED – A catalizzare l’attenzione degli addetti ai lavori l’audizione semestrale del governatore della Banca centrale Usa Powell davanti alla commissione Servizi finanziari della Camera. Nel testo del discorso preparato per l’analogo intervento di ieri al Senato, Powell ha detto di ritenere che l’economia Usa sia di fronte a una fase, che “durerà svariati anni”, durante la quale il mercato del lavoro continuerà a crescere e l’inflazione resterà vicino al target del 2%.

FOREX – Dollaro in rialzo nei confronti delle principali controparti mentre balza al massimo di sei mesi sullo yen dopo i toni ottimisti di Powell sull’economia Usa e sul percorso di rialzo dei tassi. Attorno alle 7,30, il cambio euro/dollaro vale 1,1636, in calo dello 0,2%, dopo aver chiuso a 1,1659. Alla stessa ora dollaro/yen a 113,01, in rialzo di 0,14% dopo una chiusura a 112,85 e il cross euro/yen scambia in calo di 0,08% a 131,51 (chiusura a 131,61).

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MARKET MOVER 16 LUGLIO 2017

MARKET MOVER 16 LUGLIO 2017

L’eur usd apre la settimana impostando una nuova reazione della divisa europea dopo la debolezza accusata nella precedente ottava. Ci attendiamo acquisti in grado si spingere i corsi verso quota 1.1720/40. In termini analoghi  l’euro rimane ancora impostato positivamente su gran parte delle monete in apertura.  Molta attenzione verrà riposta verso il rapporto usd jpy: i corsi hanno superato l’importante soglia 111.50. Attendiamo la verifica del livello per catturare un eventuale definitivo segnale di break up del dollaro per i riflessi intermarket su altre asset class.

Al di là delle sempre presenti tensioni politiche, il 10 anni Italia continua a piccoli passi ad avvicinare il nostro target di breve termine. Attendiamo di verificare la potenziale discesa sotto 2.55 per confermare ulteriormente le stime avanzate nell’Outlook mensile.

Attendiamo un’apertura positiva delle borse ed una spinta dell’Eurostoxx 50 verso l’area 3475/80 dove transita l’ostacolo che si contrappone al consolidamento di una reazione più significativa di quanto emerso la scorsa settimana. Per il Ftse Mib l’attesa è orientata a verificare quota 22130. Oltre tali livelli il mercato farà leva sul ritorno di un clima più fiducioso fortemente messo in discussione le scorse settimane.

 

WB RISK MANAGEMENT: EUR USD DAILY
WB RISK MANAGEMENT: EUR USD DAILY

 

 

MARKET MOVER le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio
MARKET MOVER
le notizie che aiutano la gestione del rischio di cambio

FOREX – Le principali divise si mantengono nei range visti di recente grazie al momentaneo allentamento delle tensioni tra Usa e Cina. Attorno alle 7,15, il cambio euro/dollaro vale 1,1689, in rialzo dello 0,05%, dopo aver chiuso a 1,1685. Alla stessa ora dollaro/yen a 112,43, in rialzo di 0,06% dopo una chiusura a 112,36 e il cross euro/yen scambia in rialzo di 0,15% a 131,46 (chiusura a 131,27).

GREGGIO – Prezzi in calo mentre si allontanano i timori di problemi alle forniture con i porti della Libia che hanno ripreso le attività di esportazione, mentre gli operatori che monitorano un eventuale aumento della produzione da parte della Russia e di altri Paesi. Attorno alle 7,20 i derivati sul Brent scambiano in calo di 47 cent a 74,86 dollari il barile, e quelli sul greggio Usa cedono 44 cent a 70,57 dollari.

DATI CINA – L’economia è cresciuta a un ritmo più lento nel secondo trimestre e l’espansione della produzione industriale si è indebolita in un contesto su cui incombono i rischi di una guerra commerciale con gli Usa. Nel dettaglio, nel periodo aprile-giugno il Pil cinese ha mostrato una crescita del 6,7% su anno, in calo rispetto al 6,8% del primo trimestre ma perfettamente in linea con le attese Reuters. In giugno la produzione industriale ha registrato un’espansione del 6% su anno, il tasso di crescità più basso da oltre due anni, al di sotto delle attese di 6,5%. Infine, le vendite al dettaglio il mese scorso hanno visto un incremento del 9% su anno, in linea con il consensus.

FMI – In arrivo nel pomeriggio da Washington l’aggiornamento del rapporto ‘World Economic Outlook’ a cura del Fondo monetario internazionale, in cui verranno messe nero su bianco le principali proiezioni sui singoli paesi monitorati tra cui l’Italia. Nel ‘Weo’ di metà aprile Washington ha rivisto al rialzo le stime sulla crescita per il 2018 portandole a 1,5% da 1,4% di gennaio, segnalando tuttavia l’elevato rapporto/debito Pil che, abbinato a un trend demografico sfavorevole, richiede di migliorare l’avanzo primario strutturale per incanalare il debito su una traiettoria discendente. Nel bollettino trimestrale di venerdì scorso Bankitalia ha ritoccato leggermente al ribasso le stime per il Pil di quest’anno a 1,3% da 1,5% di gennaio, portando a 1% da 1,2% la proiezione sul 2019 e 1,2% da 1,3% quella sul 2020.

DAZI – Dopo il lieve allentamento delle tensioni commerciali tra Usa e Cina registrato nei giorni scorsi, da monitorare il vertice Cina-Ue che inizierà a Pechino e cui parteciperanno per la Ue Tusk e Juncker e per la Cina il premier Li Keqiang. Nei giorni scorsi, alcuni funzionari europei hanno detto che Pechino sta esercitando pressioni su Bruxelles per diffondere un comunicato congiunto contro le politiche commerciali di Trump al termine del vertice.

RATING – Nessuna modifica per il rating sovrano italiano da parte di Dbrs, da cui venerdì sera è arrivata la conferma a ‘BBB (high)’ con outlook stabile. L’agenzia canadese ha sottolineato che il giudizio riflette il graduale miglioramento dei fondamentali economici e finanziari, tra cui il sistema bancario. Dbrs inoltre ha detto di considerare improbabile che le deviazioni dagli attuali target fiscali legati alla nuova agenda politica possano indebolire in modo significativo la sostenibilità del debito pubblico. Anche Fitch ha lasciato invariato il proprio giudizio sulla Spagna ad ‘A-‘ con outlook stabile.

BTP – Seduta di rally per la carta italiana che archivia in territorio positivo la settimana delle aste di metà mese. La forbice dei rendimenti tra Btp e Bund sul tratto decennale si è fermata a 228 punti base, dai 235 della precedente chiusura, dopo un tuffo a 227, minimo dal 21 giugno. Analogamente il tasso del decennale di riferimento ha chiuso a 2,56% da 2,64% della precedente serata, dopo aver toccato il minimo dal 21 giugno a 2,54% nel corso della seduta. Sempre nel bollettino diffuso venerdì, Bankitalia ha detto che la volatilità sul mercato obbligazionario italiano resta “su livelli elevati” nonostante le tensioni finanziarie si siano “parzialmente attenuate dopo la formazione del governo” Lega-M5s. Da ricordare che la piazza giapponese sarà chiusa per festività.

FED – In attesa che domani Powell intervenga alla commissione bancaria del Senato per la testimonianza semestrale sullo stato dell’economia e sulla politica monetaria, nel rapporto semestrale davanti al Congresso la Banca centrale ha detto che la crescita economica degli Stati uniti è stata solida nella prima metà dell’anno e che continua ad aspettarsi che i tassi verranno alzati in modo graduale.

DECRETO DIGNITA’- Sale la tensione tra governo e Inps, con il ministro dell’Interno che torna a chiedere le dimissioni del presidente dell’Istituto, Boeri. La ‘querelle’, che ha fatto scricchiolare la solidità del governo, ruota attorno agli effetti economici del decreto Dignità. In un primo momento Di Maio ha infatti accusato il ministero dell’Economia, salvo poi smentire in una nota congiunta con lo stesso Tria, di “manomissione” della relazione tecnica in merito al previsto taglio di “8.000 posti di lavoro”. Ricomposta questa prima frattura, la questione ha investito l’Inps e il suo presidente, accusati di aver fornito sul decreto “stime discutibili”. Immediata la replica del titolare dell’Istituto di previdenza che ha parlato di “attacco senza precedenti”, aggiungendo che “siamo al limite del negazionismo economico”.

 

DATI MACROECONOMICI

ITALIA

Istat, commercio estero e prezzi all’import maggio (10,00).

 

ZONA EURO

Commercio estero maggio (11,00).

 

USA

NY Fed manifatturiero luglio (14,30) – attesa 22,75.

Vendite al dettaglio giugno (14,30) – attesa 0,6% m/m.

Scorte all’industria maggio (16,00) – attesa 0,4% m/m.

 

ASTE DI TITOLI DI STATO

EUROPA

Olanda, Tesoro offre titoli di Stato Dtc.

 

USA

Washington, Tesoro offre 51 miliardi di dollari titoli di Stato a 13 settimane, scadenza 18/10/2018; 45 miliardi di dollari titoli di Stato a 26 settimane, scadenza 17/1/2019.

 

APPUNTAMENTI

EUROPA

Bruxelles, riunione Consiglio Affari Esteri.

Helsinki, atteso incontro Trump-Putin.

Praga, conferenza stampa Ocse con Gurria e premier ceco Babis (13,45).

 

USA

Washington, Fmi pubblica “World Economic Outlook Update” (16,00).

 

ASIA

Pechino, inizia vertice Cina-Ue con presidente Consiglio Ue Tusk, presidente Commissione Ue Juncker, premier cinese Li Keqiang (4,00).

Pechino, presidente cinese Jinping incontra presidente Banca Mondiale Kim, DG Unesco Azoulay, presidente Commissione Ue Juncker, presidente Consiglio Ue Tusk (9,30).

Giappone, mercati chiusi (Marine Day).