Siamo ai titoli di coda di questo mese giunto a scadenza con un passaggio tecnico estremamente significativo per il cambio euro dollaro. Il nostro Team di ricerca Intermarket ha lavorato negli ultimi mesi per mettere a fuoco tale passaggio stimando già alla fine dello scorso anno un significativo recupero del dollaro sull’euro proprio in area 1.14.
L’evento, che conferma il valore della nostra ricerca a supporto delle strategie di hedging proattivo per la protezione dei margini operativi delle imprese, matura in un contesto dal significato delle interrelazioni di mercato assai forte.
Il cambio euro dollaro e l’analisi intermarket: petrolio sotto i 90 usd
Non solo il cambio euro dollaro si trova oggi a violare un pivot point grafico significativo per le tesorerie aziendali. Anche il petrolio, dopo una primavera molto volatile e ad alta tensione, è sceso sotto il punto di detensionamento violando 90 usd il barile. Ora il greggio punta verso gli obiettivi all’uopo indicati a 70 usd e probabilmente a quota 60 usd.
In contemporanea, ed è questa la forza delle interrelazioni, i rendimenti dei bond governativi, nonostante l’allarmato rialzo dei tassi BCE, sono scesi. Anche in questo caso il breakout di quota 2.90 del 10Y Bund segnala un cambiamento di scenario rassicurante. Tutto ciò è avvenuto nell’arco di poche ore e con un sincronismo straordinario, in questo contesto non è da sottovalutare il timing: tutta questa significativa orchestrazione di streaming matura esattamente nel giro di boa di questo complicato 2026.
Quindi si apre un secondo semestre che, come anticipato, dovrebbe rassicurare le imprese dell’economia reale. Questo scenario si apre nonostante la perdita di momentum del clima di fiducia rilevato attraverso i sondaggi PMI sui servizi e sulla manifattura.
In hoc rerum statu la BCE ha voluto aumentare i tassi probabilmente exterrita dal rischio di un ulteriore aumento dell’inflazione. Ma con i valori dell’energia in raffreddamento, petrolio, gas e a tempo debito anche dell’energia elettrica, ci aspettiamo che le imprese sacrificheranno il loro pricing power assorbendo i maggiori costi subiti a causa della crisi di Hormuz.
Gli scenari geopolitici e il simposio BCE di Sintra
Sul fronte internazionale, Washington e Teheran hanno stabilito di interrompere le recenti ostilità nel Golfo riprendendo i colloqui diplomatici incentrati sullo Stretto di Hormuz. I nuovi negoziati ripartiranno in Qatar con l’obiettivo di salvare l’accordo di pace, vacillante dopo gli attacchi reciproci dei giorni scorsi. La tensione era salita dopo il danneggiamento di una nave cargo, evento che aveva generato accuse incrociate sulla violazione del cessate il fuoco. Intanto, l’esercito israeliano ha neutralizzato alcune strutture sotterranee di Hezbollah in Libano, due giorni dopo l’intesa per ridurre le ostilità ai confini.
Nel frattempo, un blackout improvviso ha causato il blocco di Amuay, la più grande raffineria del Venezuela con una capacità rilevante di produzione. L’impianto è il secondo sito energetico rimasto senza elettricità dopo i due forti terremoti che hanno causato oltre 1450 vittime nel Paese. In Europa si apre il simposio della BCE a Sintra, al quale prenderà parte anche la presidente Christine Lagarde per discutere di politiche monetarie.
Il calendario economico e market mover
Nel calendario economico di questa settimana, come evidenziato nell’elenco dei market mover, avremo per l’Eurozona i dati sull’inflazione di giugno. In Germania ed in Italia l’attesa vede un contenimento della proiezione al 2,7%, risultando ferma come nel corso del mese precedente. Giovedì invece analizzeremo le statistiche sull’occupazione USA, due dati che influenzeranno le attese sui comportamenti di policy monetaria delle due banche centrali. I segnali che abbiamo commentato in apertura stanno contribuendo a raffreddare l’ipotesi di un secondo rialzo dei tassi da parte della BCE.
Sul fronte statunitense invece, l’attesa per un dato sui NFP superiore alle 100K unità tiene aperta l’ipotesi di un rialzo tassi negli Stati Uniti. Noi pensiamo che con il passare delle settimane, qualora gli accordi tra Iran e Usa si consolidino, le probabilità sul rialzo tassi si azzerino.
I principali indicatori da monitorare nei prossimi giorni saranno:
- Martedì: Indici PMI cinesi, PIL della Gran Bretagna del primo trimestre, vendite al dettaglio tedesche di maggio e stime dell’IPC per vari paesi dell’Eurozona.
- Mercoledì: Pubblicazione dell’IPC ufficiale dell’Eurozona e indici PMI manifatturieri di Italia, Francia, Germania e dell’intera unione monetaria.
- Giovedì: Tasso di disoccupazione di maggio Italia e nell’Eurozona, e quello di giugno per gli USA. Inoltre verranno pubblicati i dati ufficiali sulle buste paga del settore non agricolo negli USA.
- Venerdì: Mercati finanziari statunitensi chiusi per il Giorno dell’Indipendenza e pubblicazione degli indici PMI dei servizi per i principali paesi europei e Gran Bretagna
Strategie proattive di hedging per il cambio euro dollaro
Per chi desidera ricevere approfondimenti dai nostri esperti direttamente nella propria casella di posta elettronica, è possibile richiederli tramite questo apposito link. Riceverai l’analisi dettagliata di scenario per il secondo semestre, rimanendo informato sulle stime suggerite dal nostro qualificato Team Research. Potrai così implementare le più appropriate strategie proattive di hedging finalizzate alla protezione dei margini operativi della tua azienda.