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GUERRA COMMERCIALE 2.0: LA SFIDA ALLA CORTE SUPREMA E LE TENSIONI GLOBALI

ANALISI TECNICA: Le Strategie della Fed e dei Mercati

Venerdì, come noto, la Corte Suprema si è pronunciata contro i dazi imposti dall’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, spiegando che il presidente ha ecceduto la sua autorità costituzionale utilizzando l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) per imporre dazi unilaterali ai partner commerciali. In risposta, il presidente Trump ha promesso che la sua amministrazione imporrà ulteriori dazi utilizzando quadri giuridici alternativi, citando specificamente le convenzioni sulla sicurezza nazionale ai sensi della Sezione 301 del Trade Act del 1974. Nel fine settimana, Trump ha dichiarato che aumenterà i dazi globali dal 10% al 15% “con effetto immediato” e ha avvertito che seguiranno ulteriori imposte.

A seguito di questi annunci, il Ministero del Commercio cinese ha rilasciato una dichiarazione lunedì mattina, esortando gli Stati Uniti a revocare i dazi unilaterali sui partner commerciali. I funzionari hanno aggiunto che la Cina difenderà fermamente i propri interessi.

In una lunga intervista alla Cbs, Christine Lagarde ha detto ieri che i cambiamenti nella politica commerciale degli Stati Uniti potrebbero nuovamente creare turbolenze per le imprese, aggiungendo di auspicarsi che eventuali nuovi piani tariffari siano “sufficientemente ponderati” da permettere alle aziende di sapere cosa aspettarsi. Nell’intervista la governatrice è ritornata a commentare le voci in merito a sue dimissioni, ribadendo che la sua opzione “di base” rimane quella di portare a termine il suo mandato alla presidenza della banca centrale, che scade nell’ottobre del prossimo anno.

L’euro dopo una partenza in rialzo nelle prime battute asiatiche è tornato a ritracciare il movimento scendendo in area 1.18 contro dollaro. Venerdì aveva consolidato un minimo a 1.1750, esattamente dove abbiamo fissato il punto che traccia, secondo le nostre analisi, il valore sotto il quale la divisa americana confermerebbe un percorso di recupero più strutturato nei confronti dell’euro. Sul rapporto di cambio si sta giocando una sfida più sottile di quanto riportano i media. Nel range 1.1750-1.1570 si giocano gli sviluppi che non mancheranno di modificare gli equilibri di medio termine sul mercato dei cambi con implicazioni operative di Risk Management strategiche.   

Per richiedere ulteriori approfondimenti, scrivici a : info@wbadvisors.it

INTRODUZIONE AI DATI SETTIMANALI

L’attuale scenario economico globale vede le strategie della Fed e mercati internazionali muoversi con estrema cautela in un contesto di forte transizione. La crescita statunitense mostra una resilienza sorprendente, mentre l’Europa cerca faticosamente di consolidare i propri segnali di stabilizzazione nel breve periodo. La settimana del 23 febbraio 2026 offre numerosi spunti operativi per i CFO che devono gestire il rischio finanziario in modo proattivo. Saranno infatti pubblicati dati sulla fiducia delle imprese tedesche e sull’andamento dei prezzi.

L’obiettivo primario dei banchieri centrali resta il ritorno alla stabilità dei prezzi senza innescare una recessione profonda nel sistema produttivo globale.


Lunedì: La Fiducia Tedesca e il Profilo dell’Inflazione Italiana

La settimana prende il via con notizie incoraggianti che giungono direttamente dal cuore pulsante della principale economia del vecchio continente. L’Indice IFO sulla fiducia delle aziende in Germania per il mese di febbraio è salito a quota 88,6. Il dato ha superato il consenso degli analisti finanziari che si aspettavano invece un valore più contenuto, pari a 88,4. Si tratta di un progresso se confrontato con l’ultima lettura disponibile che si era fermata al livello di 87,6.

Questo miglioramento suggerisce una timida ma costante ripresa del morale industriale, elemento importante per valutare la tenuta del PIL dell’Eurozona. Sul fronte domestico, sono arrivati i dati definitivi riguardanti l’andamento dell’IPC italiano per quanto concerne il primo mese dell’anno corrente. L’inflazione mensile si attesta allo 0,40%, confermando integralmente le previsioni formulate dagli esperti del settore nelle scorse settimane di analisi. Tale valore risulta esattamente raddoppiato se confrontato con lo 0,20% osservato nella rilevazione precedente effettuata sul territorio nazionale dall’ente statistico.

Tuttavia, su base annua, la crescita dei prezzi al consumo mostra un rallentamento significativo toccando la soglia psicologica dell’1% complessivo. Questa cifra si muove in perfetta armonia con le attese generali dei mercati finanziari, scendendo rispetto al livello dell’1,20% passato. I CFO devono monitorare questa normalizzazione con cura per calibrare correttamente le proprie politiche di pricing e gestione del capitale circolante.


Martedì: L’Impatto delle Strategie della Fed e Mercati sul Lavoro

Il fulcro dell’attenzione si sposta ora verso gli Stati Uniti, dove gli operatori osservano con cautela la salute del mercato occupazionale. La variazione ADP sull’occupazione privata parte da un dato più recente fissato a 10,3 K, indicando una fase di sostanziale stabilità. Contemporaneamente, il Rapporto sulla fiducia dei consumatori americani è atteso per questa giornata operativa a un valore stimato di 87. Si tratterebbe di un incremento degno di nota rispetto al valore precedentemente registrato di 84,5, segnale di una domanda interna ancora vivace.

Il sentiment delle famiglie americane appare solido nonostante il lungo periodo di restrizioni monetarie imposto dalla banca centrale per domare i prezzi. Per i professionisti che gestiscono il rischio valutario, il GDPNow della Fed di Atlanta rimane un punto di riferimento strategico fondamentale. Il valore previsionale per la crescita del primo trimestre è stimato al 3,10%, rimanendo stabile rispetto all’ultima lettura ufficiale resa disponibile.

Tale solidità nella crescita rappresenta un pilastro essenziale per le strategie della Fed e mercati, permettendo tassi elevati per un tempo prolungato. Per approfondire l’impatto di queste dinamiche sulle strategie aziendali, vi ricordiamo le nostre prossima dirette streaming di Inside Central Bank. In quella sede analizzeremo minuziosamente le mosse di politica monetaria e i verbali ufficiali del FOMC per pianificare le coperture finanziarie.


Mercoledì: Il PIL Tedesco e la Convergenza dei Prezzi Europei

La giornata di mercoledì è focalizzata sui dati strutturali che riguardano la Germania, locomotiva industriale che cerca di evitare la recessione tecnica. Il PIL del quarto trimestre è previsto allo 0,30% su base trimestrale, replicando esattamente quanto osservato nell’ultima lettura ufficiale per il mercato. Anche analizzando il dato su base annuale, le stime puntano verso una conferma dello 0,40% per l’economia tedesca nel periodo.

Successivamente, verranno pubblicati i dati definitivi sull’IPC dell’Eurozona relativi a gennaio, fondamentali per orientare le future decisioni della Banca Centrale Europea. Le previsioni indicano una contrazione mensile dello -0,50%, dato che si scontra con il valore dello 0,20% registrato nel periodo precedente. L’inflazione su base annua dovrebbe invece stabilizzarsi intorno al livello dell’1,70%.

La gestione della liquidità aziendale deve tenere conto di queste fluttuazioni per ottimizzare il costo del finanziamento nel corso dei prossimi mesi. Le strategie della Fed e mercati restano comunque l’ago della bilancia per le decisioni di investimento su scala globale in questo anno. Un’inflazione europea stabilmente sotto il target potrebbe spingere Francoforte ad agire sui tassi prima rispetto ai propri colleghi della banca americana.


Giovedì: Focus sul Sistema Italia e l’Influenza delle Strategie della Fed e Mercati

Giovedì l’analisi macroeconomica torna a concentrarsi sul sentiment reale che caratterizza le imprese e i consumatori all’interno del nostro sistema nazionale. Il punto di partenza per la fiducia delle aziende italiane nel mese di febbraio è pari a 89,2 punti nelle rilevazioni correnti. Per quanto riguarda invece i consumatori, il livello osservato nella precedente lettura è attestato a quota 96,8, a testimonianza di una resilienza. Le nostre imprese manifatturiere continuano a dimostrare una flessibilità operativa che risulta decisiva per mantenere la competitività sui mercati globali più complessi.

Nel pomeriggio verranno poi rilasciati i dati settimanali sui sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti, termometro immediato dello stato di salute dell’economia. Il valore attuale si è attestato a 216K, risultando leggermente superiore ai 206K che erano stati registrati durante la settimana passata. Sebbene questo incremento possa apparire marginale, esso suggerisce un iniziale allentamento della tensione lavorativa che ha caratterizzato l’ultimo biennio di crescita.

Le richieste di sussidi continuativi partono da un livello consolidato di 1869K, confermando che il mercato del lavoro resta storicamente molto forte. Le strategie della Fed e mercati monitorano costantemente questi parametri per individuare il momento perfetto per procedere con un eventuale taglio monetario. Per i responsabili finanziari, questo implica la necessità di seguire la curva dei rendimenti con estrema meticolosità per evitare perdite sul portafoglio.


Venerdì: Flash Inflation in Germania e Analisi Finale delle Strategie della Fed e Mercati

La chiusura della settimana lavorativa è affidata ai dati previsionali sull’inflazione tedesca di febbraio, che orienteranno le aspettative degli investitori obbligazionari mondiali. L’IPC mensile relativo alla rilevazione precedente era pari allo 0,10%, mentre il nuovo dato annuo previsionale è stimato attualmente al 2%. Si registra quindi un lieve calo rispetto al 2,10% osservato nella lettura passata, confermando il trend di rientro dei prezzi al consumo. Il tasso di disoccupazione in Germania è invece atteso stabilmente al valore del 6,30%, fornendo una cornice di sicurezza al sistema sociale.

Infine, l’IPP mensile degli Stati Uniti per gennaio è previsto in uscita allo 0,30%, segnando una flessione rispetto allo 0,50% precedente. Il rallentamento dei prezzi alla produzione anticipa solitamente una minore pressione inflattiva per i consumatori finali nel corso del trimestre successivo. Questo dato specifico rafforza l’ipotesi di un atterraggio morbido per l’economia statunitense, obiettivo principale di tutte le attuali autorità di politica monetaria.


Conclusione strategica per la Gestione del Rischio Finanziario

In conclusione, la settimana del 23 febbraio 2026 rappresenta un momento di consolidamento per tutte le principali aree economiche mondiali. L’inflazione sembra convergere lentamente verso gli obiettivi prefissati senza compromettere in modo drastico i livelli occupazionali raggiunti dopo la crisi pandemica. Per i CFO e i risk manager aziendali, la vigilanza costante rimane tuttavia il requisito professionale più importante per proteggere i bilanci. La sensibilità delle strategie della Fed e mercati ai singoli dati impone una pianificazione finanziaria che sia al tempo stesso dinamica.

Comprendere i trend macroeconomici di lungo periodo garantisce un reale vantaggio competitivo a tutte le imprese che operano sui mercati esteri. Una visione matura permette di gestire le sfide della volatilità con maggiore serenità, trasformando l’incertezza in una opportunità di crescita strutturale. La stabilità aziendale è sempre il frutto di un’analisi rigorosa e di una strategia operativa che non lascia nulla al caso.

Per implementare una gestione del rischio che sia realmente efficace e sicura, vi invitiamo a scoprire il servizio professionale Riskoo per la gestione finanziaria.