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LE NUOVE TRAIETTORIE DELL’ECONOMIA GLOBALE TRA CRESCITA ED INFLAZIONE

L’attuale settimana è delineata da un insieme di dati che possono fornire indicazioni preliminari per captare l’andamento del primo trimestre dell’anno. Al centro dell’attenzione troviamo la dicotomia tra la resilienza della crescita statunitense e il processo di stabilizzazione dei prezzi nel Vecchio Continente. In Asia invece, la Cina offre segnali contrastanti tra crescita strutturale e spinta industriale, mentre l’Europa si concentra sulla conferma di un percorso di rientro dell’inflazione che appare ormai consolidato. La settimana sarà caratterizzata da una progressione di dati che, partendo dai prezzi al consumo, approderà alle stime del PIL e ai precursori dell’attività economica, offrendo ai decision maker un quadro nitido sulla salute delle principali economie mondiali.


Lunedì: Focus su Pechino e la stabilità dei prezzi europea

L’apertura dell’ottava è dominata dalle rilevazioni provenienti dall’Oriente e dalla prima istantanea sull’inflazione dell’Eurozona. In Cina, il PIL annuale relativo al quarto trimestre si è attestato al 4,50%, allineandosi perfettamente alle attese del mercato ma mostrando una lieve flessione rispetto all’ultima lettura disponibile del 4,80%. Di contro, la produzione industriale cinese di dicembre ha sorpreso positivamente, registrando un incremento del 5,2% a fronte di un consenso fissato al 5,1% e di un dato precedente del 4,80%.

Spostando lo sguardo sull’Europa, l’Indice dei Prezzi al Consumo (IPC) annuale di dicembre ha mostrato una lettura dell’1,90%, risultando leggermente più contenuto rispetto al 2% previsto dagli analisti e segnando un netto calo rispetto al 2,10% del mese precedente. Su base mensile, l’inflazione si attesta allo 0,20%, confermando le attese della vigilia e invertendo il trend deflativo dello 0,30% osservato nell’ultima rilevazione. Questi dati suggeriscono una gestione prudente del costo della vita, elemento cardine per le prossime mosse di politica monetaria.


Martedì: Il Sentimento Economico nel Cuore dell’Europa

La giornata di martedì si concentra interamente sulla percezione del rischio e sulle aspettative degli operatori istituzionali tedeschi. Gli occhi sono puntati sull’Indice ZEW, termometro utile per comprendere la direzione della locomotiva europea. La rilevazione sulle condizioni economiche attuali in Germania parte da un livello decisamente contratto, con l’ultima lettura ferma a -81. Parallelamente, il sentiment sull’economia tedesca per il mese di gennaio dovrà confrontarsi con il valore di 45,8 della scorsa pubblicazione, mentre per l’intera Eurozona il punto di partenza è fissato a 33,7 punti. In questo contesto di attesa, la fiducia degli investitori funge da bussola per anticipare eventuali riprese cicliche nel settore manifatturiero e dei servizi.

Mercoledì: Inflazione Britannica e Proiezioni Statunitensi

Il centro della settimana sposta il focus sul Regno Unito e sulle stime di crescita oltreoceano. La Gran Bretagna pubblica i dati sull’inflazione di dicembre, partendo da un livello annuale del 3,20% e da un dato mensile dello 0,30%. La capacità della BoE di contenere le spinte salariali sarà determinante per la stabilità della sterlina. Nel tardo pomeriggio, l’attenzione si sposterà negli Stati Uniti con il GDPNow della Fed di Atlanta per il quarto trimestre: il consenso si attesta su una crescita robusta del 5,30%, in linea con la proiezione precedente. Tale dinamismo suggerisce che l’economia americana mantenga un vigore superiore alle attese, un tema che approfondiremo durante la nostra diretta Inside Central Bank, dove analizzeremo come queste performance influenzino le scelte dei banchieri centrali.


Giovedì: Il Termometro della Crescita USA

Giovedì rappresenta il culmine della settimana per quanto riguarda i dati reali dell’economia statunitense. Viene rilasciato il dato provvisorio del PIL trimestrale per il terzo trimestre, con gli analisti che prevedono un’accelerazione al 4,30% rispetto al 3,80% rilevato precedentemente. Contestualmente, l’indice PCE dei prezzi principali — misura prediletta dalla Fed per monitorare l’inflazione — è atteso al 2,90%, stabile rispetto all’ultima rilevazione. Sul fronte occupazionale, si osserveranno le richieste di disoccupazione continua, partendo da un livello di 1884K unità. In chiusura di giornata, i riflettori rimarranno accesi sugli indici PCE core mensili e annuali di novembre, i cui ultimi riferimenti sono stati rispettivamente dello 0,20% e del 2,80%.


Venerdì: La Voce dei Responsabili degli Acquisti

La settimana si conclude con una carrellata di Indici PMI (Purchasing Managers’ Index), essenziali per valutare il momentum economico in tempo reale attraverso le opinioni dei manager aziendali. In Europa, la Francia parte da livelli di 50,7 per il manifatturiero e 50,1 per i servizi, mentre la Germania mostra una persistente debolezza nel manifatturiero (47) a fronte di servizi più tonici (52,7). Per l’Eurozona nel suo complesso, le ultime rilevazioni si sono attestate a 48,8 per l’industria e 52,4 per il terziario. Anche il Regno Unito e gli Stati Uniti offriranno i propri dati preliminari di gennaio, con gli USA che partono da una base solida sopra la soglia di espansione (51,8 nel manifatturiero e 52,5 nei servizi), confermando una fase di moderato ottimismo industriale.


Conclusione

La settimana in esame delinea un quadro di normalizzazione complessa. Se da un lato il rischio di una recessione profonda sembra allontanarsi grazie alla spinta dei consumi e della produzione industriale, dall’altro la persistenza di alcuni parametri inflattivi richiede una gestione patrimoniale e del rischio di cambio estremamente oculata. Per i CFO e i tesorieri d’impresa, l’analisi del mercato evolve da semplice monitoraggio a imperativo strategico, attraverso il nostro servizio premium di consulenza Riskoo.