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SCACCHIERE GLOBALE: DAZI E INDAGINE DEL DOJ

L’apertura di questa seconda settimana di gennaio si prospetta come un banco di prova per le direzioni strategiche dei mercati globali delle settimane avvenire. Mentre il comparto manifatturiero cerca segnali di stabilizzazione, l’attenzione dei decision maker è rivolta prevalentemente al fronte dei prezzi al consumo negli Stati Uniti, un barometro essenziale per interpretare le prossime mosse della Federal Reserve. Tuttavia, il quadro è complicato da forti tensioni istituzionali: l’indagine penale del DOJ nei confronti di Jerome Powell, unita all’attesa della Corte Suprema sulla legittimità dei dazi USA, introducono ulteriori elementi di incertezza nel panorama internazionale. La dicotomia tra la resilienza del mercato del lavoro americano e il rallentamento della produzione industriale nel Vecchio Continente definisce un perimetro operativo complesso. In questo contesto, l’equilibrio tra crescita e controllo monetario rimane il tema portante di una narrazione economica che non ammette distrazioni.


Lunedì: Tensione sulla FED: il caso Powell scuote i mercati

La settimana prende il via in un clima di attesa; in data odierna non sono previsti rilasci di dati macroeconomici rilevanti. Tuttavia, i mercati sono stati scossi da una notifica del Dipartimento di Giustizia (DOJ) degli Stati Uniti alla Federal Reserve, dove si annunciano i mandati di comparizione nell’ambito di un’indagine penale nei confronti del presidente Jerome Powell. L’inchiesta mira a verificare se Powell abbia fornito testimonianze mendaci al Congresso circa la ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della sede centrale della Fed, con particolare focus su presunte discrepanze riguardanti l’installazione di finiture di lusso e costi eccedenti il budget iniziale. Powell ha reagito con un videomessaggio ufficiale definendo l’azione legale un “pretesto” e una manovra di intimidazione politica orchestrata dall’amministrazione Trump per influenzare l’indipendenza della politica monetaria in merito al taglio dei tassi di interesse. A seguito dei timori sull’affidabilità della FED, il mercato ha segnato un aumento dei prezzi dell’oro e un apprezzamento dell’euro. In aggiunta a ciò, riteniamo che il movimento dell’EUR/USD delle ultime ore, sia una correzione temporanea.

Martedì: Il Termometro dei Prezzi Statunitensi

Il focus vira decisamente verso Washington, dove l’inflazione si conferma il centro gravitazionale delle decisioni finanziarie. Il mercato osserverà con attenzione l’IPC relativo a dicembre, per il quale si stima una variazione dello 0,30%, mantenendo una linea di continuità rispetto all’ultima lettura disponibile. Su base annuale, il consenso degli analisti si posiziona al 2,70%, un valore identico alla rilevazione più recente.

Parallelamente, il settore dell’impiego fornirà nuovi spunti attraverso la Variazione settimanale dei dati sull’occupazione ADP, dopo che l’ultimo livello osservato si era attestato a 11,50K. Questi dati sono tasselli fondamentali che analizzeremo nel dettaglio durante i nostri appuntamenti di Inside Central Bank, dove esploreremo il cambiamento degli equilibri a seguito delle prossime riunioni di FED e BCE.

Mercoledì: Commercio Globale e Outlook sulla Crescita

La metà della settimana sposta l’asse verso la dinamicità dei consumi e della produzione. Le Vendite al dettaglio mensili negli USA sono previste in crescita dello 0,40%, cercando di distanziarsi dallo 0,00% della rilevazione precedente. Un segnale di vigore arriva anche dalle stime sul GDPNow della FED di Atlanta, con una previsione per il quarto trimestre ferma al 5,10%, a conferma di una crescita solida.

Sul fronte internazionale, la Bilancia commerciale cinese è attesa con un saldo di 114,20B, in aumento rispetto ai 111,68B osservati in precedenza. Nel frattempo, l’IPP mensile USA riferito a novembre è monitorato dopo l’ultima rilevazione dello 0,30%. Una gestione aziendale lungimirante non può prescindere da questi flussi, che delineano la salute delle catene di approvvigionamento globali.

Dazi USA: verdetto rinviato. Occhi puntati su mercoledì 14 gennaio

Nessuna fumata bianca dalla Corte Suprema: venerdì 9 gennaio è trascorso senza la sentenza attesa sulla legittimità dei dazi dell’amministrazione Trump. La Corte ha pubblicato solo pareri tecnici, mantenendo l’incertezza sui mercati globali e rinviando di fatto la decisione. Il calendario ufficiale indica ora mercoledì 14 gennaio come prossimo giorno utile per la pubblicazione dell’opinione. In gioco c’è la conferma dell’attuale regime tariffario o il possibile rimborso stimato per oltre 150 miliardi di dollari alle imprese ricorrenti, un verdetto che cambierebbe radicalmente le strategie di export per il 2026.

Giovedì: La Radiografia della Manifattura Europea e la Dinamica dei Prezzi Francesi

La giornata di giovedì si concentra sulla capacità produttiva delle principali economie europee, con un occhio di riguardo alla stabilità dei prezzi in Francia. L’IPC Francese mensile relativo a dicembre è previsto in crescita dello 0,10%, un segnale di inversione rispetto al dato più recente che aveva mostrato una contrazione dello -0,20%. Questo tassello si inserisce in un quadro continentale dove la Produzione Industriale mensile della Eurozona è attesa stabile allo 0,00%, dopo il segno positivo dello 0,80% registrato in precedenza.

In Italia, il settore manifatturiero cerca il riscatto con una previsione dello 0,50%, distanziandosi dal livello osservato in precedenza del -1,00%. Oltremanica, il PIL mensile della Gran Bretagna è stimato allo 0%, segnando un timido miglioramento rispetto alla contrazione dello -0,10% dell’ultima rilevazione. Dagli Stati Uniti giungeranno invece i dati sulle Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, previste a quota 210K contro le 208K della settimana scorsa, mentre le richieste continue hanno toccato nell’ultima rilevazione il livello di 1.914K.

Venerdì: Inflazione Europea e Output Industriale USA

Il sipario sulla settimana si chiude con un focus sui prezzi al consumo in Europa e sulla forza manifatturiera americana. L’IPC tedesco su base annuale è previsto in rallentamento all’1,80% rispetto al precedente 2,30%, mentre in Italia l’inflazione annuale è stimata all’1,20%, in leggero rialzo rispetto all’1,10% dell’ultima rilevazione disponibile.

Negli Stati Uniti, la Produzione Industriale mensile di dicembre è attesa con una crescita dello 0,20%, confermando il ritmo del mese precedente. Su base annuale, l’ultima lettura si era attestata al 2,52%. Questi numeri chiudono un cerchio informativo vitale per chi deve calibrare le coperture sul rischio cambio e le strategie di pricing.


Analisi delle Coppie Valutarie e delle Commodity

In merito alla dinamica dei mercati, ricordiamo quanto espresso in apertura: l’attuale rialzo dell’euro è da considerarsi, secondo la nostra visione, una correzione temporanea all’interno di un trend più ampio. In questa fase di forte volatilità istituzionale, abbiamo prontamente avvisato i nostri clienti fornendo notizie aggiornate e analisi tempestive sull’andamento delle principali coppie valutarie e delle commodity.

Questo costante monitoraggio ci ha permesso di interpretare correttamente i movimenti dell’oro e delle valute nelle ore successive allo shock politico statunitense, garantendo una gestione informativa proattiva e riservata ai clienti premium.


Conclusione

In sintesi, la settimana si delinea come un percorso a ostacoli tra conferme inflattive e timori di rallentamento industriale. L’equilibrio tra la tenuta dei consumi americani e la fragilità della manifattura europea rimarrà il driver principale per la definizione dei prezzi nei prossimi giorni. Attraverso un approccio proattivo e analitico, il nostro servizio premium Riskoo non si limita alla protezione del capitale, ma identifica costantemente le migliori opportunità di mercato, permettendo ai professionisti di trarre profitto dal mercato.