Con questa settimana entriamo nella fase conclusiva del 2021. Gli eventi in calendario delineeranno il quadro strategico per il prossimo 2022. Le variabili macro risultano concentrate sul tema inflativo e sulla narrazione delle banche centrali, alcune delle quali sembrano ancora impegnate a dissimulare un’ambiente in cui la crescita dei prezzi possa risultare persistente. Su questo tema si misureranno la Fed, martedì e mercoledì, La BCE, la Bank of England e la Suisse Nationale Bank giovedì.

La Federal Reserve dovrebbe assumere un tono più aggressivo nei confronti del rialzo dell’inflazione. Il presidente Powell l’altra settimana aveva modificato il bias sull’inflazione da fenomeno transitorio a persistente, aprendo di fatto l’attesa per un meeting del FOMC caratterizzato da uno spostamento delle indicazioni sui tassi su un piano più restrittivo. L’attesa sconta ora un’azione più aggressiva nella riduzione degli stimoli monetari e l’avvio di manovre rialziste sui tassi a partire dal IIQ 2022. Probabilmente avremo almeno due rialzi il prossimo anno.

La BCE è rimasta ancora ferma sulle ipotesi di transitorietà dell’inflazione. Per cui l’asse delle aspettative rimane concentrata sugli sviluppi del PEPP, il piano straordinario di acquisti di bond per la pandemia. Sappiamo che si concluderà a marzo. Ciò che invece attendiamo dal Consiglio riguarda l’eventuale sua ulteriore applicazione in futuro. In alternativa potrebbe essere rafforzato l’asset purchase programme (APP). Un ulteriore elemento che potrebbe rientrare nelle valutazioni delle banche centrali riguarda gli effetti prodotti dalla variante Omicron. I consigli di BCE e BoE potrebbero far leva sui potenziali rischi indotti dall’evoluzione della pandemia per rimandare eventuali decisioni di policy mantenendo inalterato il quadro di riferimento.

La conseguenza diretta delle decisioni adottate da FEd e BCE impatteranno sul cambio eur usd.

Gli scambi si sono focalizzati all’interno del range 1,1250 1,1350 fissando una mediana a 1,1290 eur usd. Sino a mercoledì dovremmo assistere ad una volatilità contenuta all’interno di questa gamma di valori. Poi saranno le parole rilasciate dai due principali governatori a guidare il movimento dei prezzi. La permanenza degli scambi all’interno di questo range lascia aperta l’opzione su cui ci siamo concentrati nelle ultime tre settimane, ovvero una correzione dei valori verso area 1,1450/1,15 eur usd.  Su queste basi abbiamo fissato un vincolo che assumerà maggior rilievo proprio dopo la conferenza stampa della Fed ed a seguire quella della BCE 1,1250/20 eur usd. L’eventuale breakout del livello annullerebbe gli effetti della correzione attesa riportando il focus di mercato sulla forza del dollaro.

Il calendario macro economico della settimana propone un elevato numero di eventi che tenderanno ad influenzare le decisioni delle banche centrali: in particolare saranno rilasciati i dati PMI per molte aree significative. In Eurozona avremo in ripresa i dati del comparto manifatturiero e servizi ambedue in ripresa, come pure in Inghilterra. IL PMI manufacturing e services negli Stati Uniti è atteso leggermente in declino.

Nel loro insieme i dati confermano ancora il momentum positivo della ripresa nei mercati occidentali, anche se rimangono aperti i nodi legati all’adeguamento dei prezzi da parte del comparto manifatturiero nel rapporto tra input ed output price

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MARKIT PMI INDEX

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MARKIT US PMI INPUT OUPUT PRICE INDEX

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