I Market Mover della settimana giungono dopo l’attesissima pubblicazione delle statistiche sul lavoro USA.I dati sull’occupazione USA sono risultati ampiamente al di sotto delle attese ancorché positivi, ovvero in crescita di 235k nuovi posti di lavoro. Il Dipartimento del Lavoro ha reso noto che ad agosto il tasso di disoccupazione è passato dal 5,4%  al 5,2%, con retribuzione oraria media in aumento al 4,3% contro le previsioni del 4,0%.
I policy maker della Federal Reserve stanno osservando da vicino i numeri sul mercato del lavoro per capire quando iniziare a ridurre gli stimoli monetari. Nelle ultime settimane, i presidenti federali della Fed avevano espresso ottimismo sul quadro dell’occupazione, vincolando al progressivo assorbimento della disoccupazione la contestuale riduzione del programma di aiuti finanziari al momento pari a $120 miliardi di acquisti mensili di asset tra titoli di Stato e MBS.

Con il dato di agosto più debole la banca centrale Usa potrebbe aspettare fino al 2022 prima di ridurre la liquidità in circolazione (attesa per la riunione del 22 sett.).

Questa settimana riprendono gli incontri delle banche centrali dopo la pausa estiva. La BCE, la Banca centrale di Australia, Canada e Malesia saranno al centro dell’attenzione.
In particolare Banca centrale europea aggiornerà il suo programma di acquisto di attività. L’interesse per la riunione è ulteriormente aumentato dopo che i due esponenti di Austria ed Olanda hanno sollevato il tema della riduzione degli stimoli anche in Europa. Per cui non mancheranno al riguardo le domande in conferenza stampa. Christine Lagarde sarà chiamata ad uno sforzo dialettico ulteriore nel ribadire la posizione ancora prevalente all’interno del Consiglio, sull’opportunità di mantenere inalterato il livello degli acquisti del Pepp. In linea con la Fed, la BCE sta esaminando infatti misure di supporto straordinario con l’aspettativa che gli acquisti netti di attività nell’ambito del Pandemic Emergency Purchase Program (PEPP) possano rallentare da questo mese. In effetti, i dati che rilevano il sentiment delle aziende, il PMI flash dell’Eurozona  hanno indicato che l’economia cresce a un ritmo poco variato rispetto al massimo di 15 anni di luglio a metà del terzo trimestre, mentre le pressioni sui prezzi sono rimaste elevate secondo gli standard storici, supportando una certa riduzione di queste misure di supporto. I dati PMI della zona euro hanno indicato una delle più forti espansioni economiche degli ultimi 20 anni, ma l’inflazione ha anche raggiunto il picco massimo del decennio del 3,0%. Mentre alcuni fattori di questo slancio di crescita e della pressione sui prezzi riflette fattori temporanei dovuti alla pandemia, il nuovo quadro, come scritto, sta alimentando l’aspettativa che anche la BCE possa rivedere le sue proiezioni di crescita ed inflazione (vedi grafico) e quindi intervenire sulla propria linea di policy.

Detto questo, l’incertezza causata dalla recente ondata delta del COVID-1, potrebbe suggerire ai policy maker di confermare una posizione ancora accomodante.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 36 2021

EUROZONA ASPETTATIVE D’INFALZIONE RELATIVE AL SONDAGGIO PMI MARKIT

Oltre alla politica monetaria, i mercati guarderanno anche ai dati sentiment delle imprese. La Cina e gli Stati Uniti rilasceranno per il mese di agosto i dati sull’inflazione determinati dai prezzi input di fabbrica aumentati a causa delle continue interruzioni dell’offerta legate al COVID-19.

Anche nel Regno Unito si attendono la crescita del PIL di luglio e i numeri del commercio Le letture saranno studiate per valutare se l’economia rimane ancora inserita nel solco del recente slancio di crescita.
In Asia ritorna invece lo spettro del rallentamento della crescita nel sentiment delle aziende. La cosiddetta variante delta del Covid-19 ha spinto l’indicatore PMI manifatturiero nuovamente in una condizione di forte rallentamento se non nuovamente in recessione. I paesi minori, ma comunque importanti nella catena di forniture come Vietnam, Filippine e Tailandia, sono ritornati ad evidenziare note fortemente riflessive sul comparto manifatturiero.

MARKET MOVER MONITOR WEEK 36 2021

PMI MANUFACTURING

Le multinazionali dei settori dell’elettronica e dell’auto hanno subito interruzioni della catena di approvvigionamento a causa dell’impatto del blocco prolungato e dell’escalation del COVID-19. La Malesia, un importante produttore per l’industria della componentistica elettronica, compresi i semiconduttori, dove la produzione relativa rappresenta circa il 36% del totale esportazioni di merci,  costituisce un ulteriore problema per le forniture del comparto automotive. Nissan Motors e General Motors hanno indicato che le interruzioni di fornitura di componenti auto dalla Malesia hanno avuto un impatto sulla loro produzione auto in agosto. L’escalation della pandemia sta anche creando disagi alla logistica, intensificando ulteriormente  ritardi dei tempi di consegna. In Vietnam, le severe misure di blocco a Ho Chi Minh City hanno aumentato significativamente i ritardi di spedizione dei container durante il mese di agosto al porto Cat Lai, al terminal Hiep Phuoc, il più grande porto del paese.Più di un terzo un terzo delle fabbriche tessili e di abbigliamento in Vietnam sono state temporaneamente chiuse nelle ultime settimane. Adidas, Foot Locker e Nike, tra le molte aziende globali del comparto, stanno segnalando interruzioni della catena di approvvigionamento. L’interruzione della produzione industriale vietnamita sta sta colpendo anche le catene di rifornimento dell’elettronica globale a causa della crescente importanza del Vietnam come centro di produzione di elettronica come riferito dalla Samsung Electronics. Tuttavia, l’azienda è riuscita a mitigare le interruzioni spostando la produzione in altre parti della loro catena di approvvigionamento globale di produzione. Toyota ha annunciato un calo stimato del 40% nella produzione di auto a settembre a causa dell’impatto di carenze globali di semiconduttori così come l’interruzione della catene di approvvigionamento nei centri di produzione del sud-est asiatico. Toyota ha temporaneamente fermato diverse linee di assemblaggio auto in Giappone durante luglio ed agosto a causa di interruzioni nella fornitura di ricambi auto dal Vietnam.

MARKET MOVER

FOREX

Nonostante il dato al di sotto delle attese sull’occupazione Usa,  l’eur usd non ha accelerato oltre l’area in cui le contrattazioni avevano fissato i valori prima del loro rilascio. Anzi sull’iniziale spinta emotiva il mercato ha colto l’opportunità per acquistare usd. La risposta per quanto marginale potrebbe aver disorientato l’azione speculativa di breve termine. Pertanto in settimana guarderemo al range 1,19 -1,18  in attesa di giovedì quando si riunirà la BCE.
Non pensiamo che il Board voglia prendere l’iniziativa prima della Fed sul ritiro degli stimoli. La nostra tesi ha sempre preso come riferimento un quadro di eventuali ritiri sulla base di una rotazione degli stessi, il cui segnale d’inizio dovrebbe partire dalla Riserva Federale, seguito dalla BoE e solo successivamente dalla BCE.

L’eur cad aspetterà l’esito della riunione di politica monetaria della Banca centrale canadese nel range 1,4970-1,48 con pressioni che sembrano ancora proiettate i prezzi a favore della divisa canadese.
L’eur aud potrebbe invece rallentare ulteriormente i direzione di area 1,58 con potenziali segnali di breakout.  Canberra potrebbe ritardare la prevista riduzione degli acquisti di obbligazioni a seguito delle preoccupazioni sulla variante delta.  Dieci dei 16 economisti intervistati da Bloomberg prevedono che la Reserve Bank of Australia (RBA) rinvierà il ridimensionamento del quantitative easing (QE) martedì (7 settembre). Questo nonostante il governatore Philip Lowe abbia affermato, dopo l’incontro del mese scorso, che l’impatto di una tale mossa non aiuterebbe molto l’economia e che il governo era nella posizione migliore per offrire supporto. Lo scorso mese il governatore si era espresso con forza a favore del piano di riduzione degli stimoli, sulla base delle proiezioni 2022 – tuttora positive – e che la politica fiscale risultava più appropriata per sostenere un eventuale impatto della variante delta.

WB FX RISK MANAGEMENT

WB ANALYTICS: EUR AUD

MARKET MOVER MATERIE PRIME

Il dato di venerdì (occupazione USA) era molto atteso per comprendere se l’eventuale attivazione del taper potesse raffreddare ulteriormente il prezzo delle commodity.  Nonostante il dato abbia deluso, le quotazioni delle principali commodity sono rimaste ferme ai valori della vigilia e quindi inserite in un contesto che noi reputiamo di tenore riflessivo. Il Brent pur consolidando valori sopra 72 usd/bar rimane secondo le nostre valutazioni ancora vulnerabile alle vendite. Al momento ci appare un pò lontano il punto di sostegno tecnico a 66 usd/bar, ma come abbiamo dichiarato in una recente intervista a CNBC,  pensiamo che il comparto rimanga inserito in un contesto di consolidamento propedeutico ad una nuova gamba correttiva al ribasso.

Confermiamo le stesse indicazioni per il rame. I valori stanno rispettando la tenuta di un cap tecnico in area 9475 usd/t. Nelle prossime settimane di settembre pensiamo che i valori possano flettere ulteriormente e ritornare in direzione dei minimi di agosto. 

Il Baltic Dry Index, dopo un’accelerazione al rialzo dopo un’accelerazione al rialzo, di cui avevamo dato indicazioni ad agosto ha subito un primo ribasso la scorsa settimana. E’ presto per emettere un giudizio negativo, tuttavia la breve correzione di uno dei principali indici sui noli marittimi  attiva una finestra sull’apertura di una fase propedeutica ad un esaurimento della spinta rialzista degli ultimi mesi che punta, secondo le nostre attese, a verificare i picchi del 2009 (target 4350 – actual 3950 – max 2021 4235)  Assisteremo ancora ad ulteriori rialzi quindi, ma questi dovrebbero incontrare maggiori resistenze sino a perdere forza ed esaurire il ciclo espansivo dei prezzi.

ENTERPRISE RISK MANAGEMENT OUTLOOK REPORT