FED – Al termine del meeting, l’istituto centrale Usa ha iniziato a intravedere un’uscita dalle massicce misure di stimolo messe in campo contro la pandemia mentre gli esponenti del board stimano un’accelerazione per il rialzo dei tassi di interesse e aprono al dibattito su come ridurre il programma di acquisto. Mettendo in evidenza che ampie modifiche alla propria politica potrebbero concretizzarsi prima del previsto, gli esponenti della Fed hanno spostato le stime per il primo rialzo dei tassi dal 2024 al 2023. I “dot plots, una  forma di visualizzazione grafica delle posizioni degli esponteti del Consiglio  tracciati per rappresentare la tendenza sugli orientamenti in merito alla definizione della politica sui tassi di interesse della Fed. Il grafico aggiornato alla riunione di ieri mette in evidenza che 13 esponenti del board su 18 vedono i tassi in rialzo nel 2023, dai sei che lo stimavano in precedenza, mentre sette vedono un aumento del costo del denaro l’anno prossimo.  I futures sui Fed fund prezzano un primo rialzo entro la fine del 2022.

L’attesa di un annuncio propedeutico ad un cambiamento della stance della Fed è stata confermata dalle parole di jerome Powell. Da qui a Jackson Hole i mercati inizieranno a scontare la messa in pratica di questa nuova linea.

Il percorso relativo al nuovo scenario FED non sarà lineare in quanto sul tavolo vi sono ancora elementi che trattengono l’inerzia mediatica su temi legati alla pandemia, alle varianti del virus, ai vaccini e quant’altro, che possono riportare a ritorni di situazioni emergenziali. Tuttavia saranno i dati economici a guidare ora i mercati. Dati positivi rafforzeranno l’attesa verso la messa in opera di una linea più restrittiva, dati negativi ne raffredderanno l’attesa.

A seguito della decisione sull’avvio di un nuovo scenario della FED di ieri impatterà su tutti i segmenti del mercato: Forex, Commodity, Rates & Yield ed infine Equity. 

Ne parleremo nei nostri report dedicati ai singoli comparti nel nostro rapporto Intermarket WB PERSPECTIVES.

REAZIONI DEL MERCATO AL NUOVO SCENARIO FED

Per il momento ci interessa fissare una prima reazione del dollaro. Ieri sera il cambio è verticalmente scivolato verso 1,20/1,1990. Gli scambi sono scesi immediatamente sui livelli che sin dallo scorso aprile, parlando di inflazione negli USA, ritenevamo plausibile attendersi un ritorno del cambio per collaudare il potenziale reversal del dollaro da debole a più forte. 

Nelle prosssime ore ci aspettiamo un rimbalzo verso 1,2050/60 dove si stanno formando nuovi sell oreder sul cambio. La violazione di 1,20/1,1990 apre un’ulteriore finestra correttiva in cui i sostegni di breve che cercheranno di contrapporsi al ritracciamento dell’eur usd verso i minimi di fine marzo transitano a 1,1925, 1,1830.

Vi riportiamo quindi il grafico che aggiorniamo da oltre un anno con la posizione dei nostri algoritmi di Excess Return ( eccesso di rialzo) ed Adcance Cycle trend  che nonostante la rezione di aprile maggio del cambio, hanno mantenuto il segnale riflessivo strategico sull’euro sempre attivo.

  • LA FED VEDE ORA UNO SCENARIO NUOVO
  • WB ANALYTICS: EUR USD SU NUOVO SCENARIO FED

MARKET MOVER

FONTE REUTERS

BIDEN-PUTIN

In una Ginevra blindata ieri dal primo vertice faccia a faccia tra Joe Biden e Vladimir Putin è emersa la volontà del presidente Usa e dell’omologo russo di iniziare colloqui sulla cybersicurezza e sul controllo degli armamenti in un bilaterale che ha messo in evidenza le loro divergenze su questi temi ma anche sui diritti umani e sull’Ucraina. Tra gli argomenti toccati anche il cyberattacco al Colonial Pipeline negli Usa del maggio scorso mentre le due potenze hanno fatto fare rientro ai rispettivi ambasciatori nelle loro sedi.

BOJ

Terminerà domani la due giorni della Bank of Japan. A differenza che negli Usa e in Europa, dove si assiste a un rialzo dell’inflazione, i prezzi al consumo nipponici hanno visto un calo negli ultimi mesi sulla lentezza della campagna di vaccinazione e su un incremento dei casi di Covid. Questa situazione ha rafforzato le attese del mercato che la BoJ mantenga la propria politica ultra-accomodante più a lungo delle altre banche centrali. Secondo quanto riferito dall’ex esponente Eiji Maeda, l’istituto centrale potrebbe essere in grado di iniziare a discutere di come ridurre le misure di stimolo nel 2023.

INTERVENTI BCE

Dopo il verdetto Fed, spunti utili sulle prime valutazioni a Francoforte potrebbero giungere dall’intervento del capo economista Lane (in agenda per le 14,30). Il vicepresidente Luis De Guindos osservava ieri che la Bce monitorerà qualsiasi segnale che indichi che l’attuale rimbalzo dell’inflazione stia causando effetti “secondari” — ad esempio sulle retribuzioni — che potrebbero portare i prezzi a continuare a salire

TLTRO III – Attesi in giornata, alle 11,30, i risultati della Tltro III.8, operazione di rifinanziamento targata Bce.

EUROGRUPPO

Appuntamento con i ministri delle Finanze della zona euro alla cui riunione prenderanno parte anche la presidente Bce Lagarde e il consigliere Panetta.

  •     AL VIA IL FOMC RISKOO MONITOR

DATI MACRO

  • ZONA EURO E USA – In un’agenda scarna dal lato macro, gli appuntamenti di rilievo sono con la lettura finale dell’inflazione di maggio dell’area euro — con attese che confermano la stima ‘flash’ per 2,0% su anno — e con le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Usa. In questo caso le aspettative sono per un leggero calo a 359.000 dal precedente 376.000.
  • CINA PREZZI CASE – Leggera crescita a maggio per i prezzi delle case in Cina. La media dei prezzi delle nuove abitazioni in 70 città del Paese ha registrato un incremento di 0,6% rispetto ad aprile quando ha visto un aumento allo stesso ritmo.
  • TANKAN GIAPPONE – Poco variati i livelli di fiducia delle imprese giapponesi a giugno rispetto al mese precedente. L’indice Reuters Tankan per la manifattura ha visto un incremento a 22 da 21 di maggio mentre quello per i servizi è sceso a 0 da 2 del mese precedente.