Il Market Mover Monitor Weekly mette in evidenza due dati significativi per la settimana in corso. La pubblicazione del GPD in Germania e negli Stati Uniti relativa al I°Q. La Germania rilascerà il dato martedì: il mercato sconta una regressione della crescita nella misura del -1,7%; gli Usa rilasceranno il dato giovedì, l’attesa è del 6,5% in leggero rialzo rispetto alla prima lettura 6,4%.

La notizia del Pil tedesco sarà mitigata martedì dalla rilevazione dell’indice IFO, atteso in rialzo dal precedente 96,8 a 98,1.

Nella sostanza questi saranno i tre eventi catalizzatori dal punto di vista macro nel corso di questa settimana. Sempre domani si terrà il Summit dei capi di governo dell’Unione Europea. L’agenda appare scontata.

In assenza di un calendario più ricca di dati significativi, gli operatori si concentreranno con molta più probabilità sui valori di mercato. L’inflazione rimane il tema centrale su cui si dibatte per comprendere se la crescita dei prezzi ha basi di lungo termine o se invece, come sostengono le banche centrali, si caratterizza per fattori transitori.

Noi pensiamo che la principale leva che ha alzato il livello dei prezzi, vada individuata da un lato sui colli di bottiglia prodotti nella supply chain a causa della pandemia, nell’altro dai prezzi delle materie prime. Questi in primo luogo hanno subito il rallentamento della produzione e dei trasporti, in secondo luogo scontavano il crash subito lo scorso anno.

Le problematicità prodotte dalla supply chain sull’offerta costituiscono elementi transitori. Diverso è il dato sul riequilibrio dei prezzi delle commodity. Il loro rialzo appare meno transitorio.  Lo scorso anno abbiamo commentato il crollo dei prezzi delle commodity segnalando che il loro livello medio era regredito sino a testare i valori segnati nel 1970. L’indice CRB sulle materie prime era sceso al di sotto dei punti di partenza del ciclo shock che aveva spinto al rialzo dapprima i prezzi del petrolio ed in seguito quello dei metalli in quel decennio.

A distanza di 50 anni i valori medi dell’indice Commodity Research Bureau erano scesi proprio ai livelli che in seguito determinarono il grande ciclo inflativo degli anni 70.

Di conseguenza il recente rialzo dei valori delle commodity industriali non fa altro che riportare in equilibrio tali dinamiche. E’ chiaro che il processo, per la velocità con cui si è espresso, ha spinto le quotazioni verso l’eccesso opposto. Nell’ultimo WB COMMODITY PERSPECTIVES abbiamo segnalato tale fenomeno  stimando i punti di ritorno verso valori più bilanciati con i fondamentali. La correzione dei prezzi del rame e  dei metalli non ferrosi, tenderà a coniugarsi con quelle del greggio.

Il riordino dei prezzi delle materie prime sarà piuttosto veloce e determinerà per riflesso un potenziale riordino dei valori di tutti gli attivi Risk_On.  Il percorso sarà favorito dall’eventuale decisione della Federal Reserve di avviare un mini tapering. Subirà invece battute d’arresto qualora, lungo questa fase di recovery globale, si verifichino nuovi incidenti di percorso sul fronte mediorientale. Qualora la crisi israelo-palestinese dovesse allargarsi oltre i confini politici e soprattuto territoriali, colpendo la produzione petrolifera iraniana per esempio, il processo di riordino dei prezzi del petrolio potrebbe subire shock temporanei e far deragliare il riassetto del mercato.

Il riassetto delle quotazioni delle materie prime avrà riflessi anche sul mercato dei cambi. La scorsa settimana abbiamo assistito ad un consolidamento del rapporto eur usd tra 1,2250 ed 1,2160;  ci siamo concentrati sulla fascia 1,22 – 1,2160 dove avevamo indicato il punto sotto il quale le attuali tensioni sul dollaro avrebbero potuto evolvere verso un riequilibrio. Il mercato ha collaudato almeno in due occasioni tale livello senza assumere l’iniziativa, benché i dati PMI abbiano messo in evidenza le migliori prestazioni dei dati macro americani rispetto a quelli europei. La lettura del GDP di questa settimana rappresenterà un’altra occasione di verifica.

Nel frattempo la BCE sta cercando di allontanare i timori del mercato su una riduzione dello stimolo prima del previsto, mentre la ripresa economica sembra prendere slancio grazie alle campagne vaccinali e alle riaperture.

La Casa Bianca invece ha ridimensionato la portata del progetto sulle infrastrutture a 1.700 miliardi di dollari da 2.250 miliardi. Intanto funzionari della Federal Reserve e i nuovi dati della Fed Dallas hanno iniziato ad abbassare le attese sulla crescita del lavoro a maggio per i quali avremo le statistiche il primo venerdì di giugno.

MARKET MOVER

Attorno alle 7,40 il cross euro/dollaro è a 1,2186;  il cambio euro/yen è a 132,61, mentre il dollaro contro yen scambia a 108,8. Dollaro ai minimi da tre mesi, appesantito dall’approccio ‘dovish’ della Fed. Nel frattempo il vicegovernatore della banca centrale cinese ha dichiarato che le fluttuazioni in una direzione o nell’altra diverranno la norma per la valuta cinese. Il cambio usd cny continua a far base sopra area 6,40, mentre eur cny tende a contenere il rialzo sotto area 7,85.

GREGGIO – Alla stessa ora il future sul Brent quota in rialzo di 56 cent a 67,00 dollari al barile e il future sul Nymex viaggia in rialzo di 53 cent a 64,11 dollari. I prezzi del greggio salgono per via di una tempesta nel Golfo del Messico e dopo che l’Iran ha dichiarato scaduto un accordo di monitoraggio nucleare di tre mesi, sollevando dubbi sul futuro dei colloqui indiretti che potrebbero mettere fine alle sanzioni Usa sull’export di greggio iraniano.

TREASURIES -Il benchmark decennale sui mercati asiatici rende 1,618%, in ribasso di 0,014 rispetto alla chiusura a 1,632%.

BTP – La settimana riparte da 111 punti base per lo spread sul Bund sul segmento a dieci anni e 0,99% per il tasso del decennale benchmark.
In serata il Tesoro comunica i dettagli dell’asta Bot a sei mesi in programma giovedì. Venerdì intanto via XX Settembre ha annunciato che il 26 offrirà fino a 4,75 miliardi di euro tra  Btp short e indicizzato maggio 2030.   BCE, slitta a domani in ragione della festività di Pentecoste il dato sugli acquisti settimanali.