TAPERING: la Fed è sempre meno dovish.  In conferenza stampa ieri sera il Governatore riconosce i miglioramenti dell’economia americana ma ammette che  “Non è ancora tempo” di avviare la discussione su cambiamenti di politica monetaria. Così ha detto  ha detto ieri il presidente Jerome Powell al termine della due giorni del Fomc, che ha lasciato invariati tassi di interesse e programmi di acquisto titoli in linea con le attese. Tuttavia dalla conferenza stampa sono emersi comunque alcune sfumature che preludono ad un cambiamento di passo del Federal Reserve System a cominciare dall’avvio del tapering nei prossimi mesi.

Una valutazione più ottimista sulle prospettive suggerisce quindi che la Fed potrebbe muovere  i primi passi verso la riduzione degli acquisti di attività del QE. Riteniamo che questo sarà annunciato prima della fine dell’anno e sospettiamo che i tassi di interesse aumenteranno molto prima di quanto suggeriscano le attuali linee guida del Board per il 2024.

IL COMUNICATO DELLA FED

Secondo il comunicato rilasciato dopo il Consiglio, la Federal Reserve ha lasciato la politica monetaria invariata con l’intervallo di tassi sui Fed Funds ancora 0-0,25% e gli acquisti mensili di attività QE mantenuti a $ 120 miliardi suddivisi $ 80 miliardi su titoli del Tesoro e $ 40 miliardi su MBS.

Tuttavia, ci sono alcune importanti modifiche alla dichiarazione e anche al messaggio nella successiva conferenza stampa del presidente della Fed Jerome Powell. A noi, suggeriscono un crescente ottimismo all’interno del FOMC, che potenzialmente getta le prime basi per una riduzione del loro programma di QE prima della fine dell’anno.

Nella comunicazione sono scomparse le frasi secondo cui la pandemia “pone rischi considerevoli”. I rischi ovviamente “rimangono” e la ripresa è “irregolare e tutt’altro che completa”, ma questo è un cambiamento notevole rispetto nel linguaggio della Fed. Powell suggerisce che il programma di vaccinazione di successo e il sostegno fiscale aggiuntivo sono fattori chiave alla base della loro valutazione aggiornata.

I mercati azionari hanno reagito in modo piuttosto neutro alle parole della Fed, i rendimenti sul 10 anni Treasury sono risaliti a 1,63, mentre l’euro usd ha sfiorato 1,2150 senza convincere troppo.

UN ICREMENTO ROBUSTO DEL GDP AUMENETREBBE LE ASPETTATIVE PER L’AVVIO DEL TAPERING

Pensiamo d’ora in avanti i dati economici a partire dal GDP oggi, a quelli su inflazione e soprattutto disoccupazione saranno seguiti dai mercati per collegare il potenziale cambiamento di bias della Fed all’evoluzione dei fondamentali.

È probabile che il rapporto sul PIL del primo trimestre, in pubblicazione nel pomeriggio, mostri un altro fantastico dato di crescita: il consenso è del 6,8% mentre non escludiamo una crescita annualizzata del 7,4%, guidata dalla spesa dei consumatori alimentata dagli stimoli. Ciò sta portando a maggiori opportunità di lavoro con il rapporto sull’occupazione di aprile, che sarà pubblicato venerdì della prossima settimana,  atteso sempre più esplosivo. Non è da escludere infatti che i nuovi occupati ex-agricoltura possano toccare la soglia di un milione di persone in più rispetto a marzo. Ci aspettiamo che questo slancio positivo continui per tutta l’estate. Questo dato unito all’aumento dei sussidi di disoccupazione espone le aziende ad una sorta di concorrenza costringendole ad offrire pacchetti salariali più interessanti per attirare nuovo personale. Questo implica maggiori costi per le stesse e potenzialmente anche più inflazione.

INFLAZIONE ANCORA IN CRESCITA

È probabile che l’inflazione possa spingere ulteriormente nel futuro prossimo raggiungendo il 4% tra aprile e maggio. La prima risposta che il Fomc potrebbe dare a questo scenario è proprio l’avvio del tapering.

Completato il il calendario delle riunioni di politica monetaria delle principali banche centrali, possiamo fissare alcuni punti di sintesi. L a Fed e le banche polarizzate sul economia anglosassone assumeranno via via sempre più un atteggiamento hawkish (falco -restrittivo), iniziando dal tapering. La scorsa settimana la Banca Centrale del Canada ha dato il via ad un ulteriore riduzione degli acquisti di bond. La BoJ continua rimanere saldamente accomodante mentre  la PBoC da tempo ha avviato una linea più restrittiva del nella concessione del credito. In Europa la BCE deve fronteggiare un Consiglio notoriamente spaccato tra rigoristi ed accomodanti. Per il momento il tono rimane più sensibili ai rischi ancora presenti sul fronte pandemico.

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

RISKOO MONITOR MARKET MOVER

Le reazioni iniziali alla decisioni della Fed hanno raffreddato per il momento la corsa al recupero dell’euro sul dollaro. I valori sono saliti oltre la soglia tecnica 1,2110 ma non hanno, almeno per il momento accelerato oltre. Mentre scriviamo, il mercato ha congelato le azioni di trading in attesa di verificare se lo slancio del rialzo maturato nelle tre precedenti settimane sia destinato a perdere momentum o meno. Il passaggio nuovamente in area 1,2110 appare cruciale quindi.

L’impostazione che sta assumendo la Fed lascerebbe presagire ad un ritorno dei forza del dollaro, soprattutto nel caso in cui prendesse maggior consistenza l’attesa per l’avvio del tapering. I fondamentali appaiono nettamente migliori rispetto a quelli europei, benché ci si aspetti che nel terzo trimestre anche l’Eurozona possa irrobustire la crescita.  E’ proprio la dicotomia tra la visione dei fondamentali ed il rafforzamento dell’euro che appare fuori scala in questo momento. E’ la ragione per cui di fronte ad un importante segnale tecnico (possibile break up di 1,21) e la presenza di un quadro macro che vede ormai possibile un inversione della linea di policy della Fed che mette a disagio gli operatori.

Non sarebbe la prima volta che un segnale di natura tecnica possa essere smentito. Per tale ragione suggeriamo di verificare assieme a noi in questi due giorni il comportamento dei prezzi. Un ritorno del cambio eur usd sotto la soglia 1,21/1,2090 potrebbe preludere ad una ripresa degli acquisti di dollari. La lettura nel pomeriggio del dato sul GDP USA del I°Q potrebbe dare maggior conforto e chiarezza alla lettura complessiva dello scenario.

Sotto il profilo della gestione proattiva del rischio di cambio – Enterprise Risk Management – l’attuale passaggio in area 1,21 implica una particolare attenzione sulla programmazione delle coperture export soprattutto nel caso in cui il mercato, diversamente dalle nostre attese dovesse consolidare sopra tale valore.

TAPERING: LA FEDERAL RESERVE E' SEMPRE MENO DOVISH

WB ANALYTICS: EUR USD B_T

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