In giornata avremo una verifica delle aspettative di crescita globale con un calendario che propone nella maggior parte delle aree industrializzate il dato PMI Flash di aprile. E’ molto attesa questa verifica per comprendere se e come le aziende hanno evidenziato nei loro sondaggi d’opinione mensile la loro visibilità su ordinativi e produttività dopo il rallentamento della produzione industriale registrato in Eurozona a febbraio.  Sembra infatti profilarsi un lieve rallentamento nel ritmo di crescita del settore privato nel mese di aprile, con la manifattura ancora in espansione e il terziario nuovamente in contrazione. La mediana delle attese raccolte da Reuters sulla stima del Pmi di aprile scommette su 62 da 62,5 di marzo per la voce manifattura e 49,1 da 49,6 per il segmento servizi. L’indice composito passerebbe a 52,8 da 53,2.

Nel pomeriggio avremo anche il dato sugli Stati Uniti con una stima PMI manifatturiero Markit ad aprile (15,45)  attesa a 60,5; il PMI servizi Markit atteso a 61,9; il  composito è atteso anch’esso in rialzo rispetto al precedente 59,7. Tutte le componenti PMI sono previste in incremento rispetto al mese precedente.

ieri la BCE ha sostanzialmente riportato le stesse note rilasciate a marzo, confermando la sua linea dovish. Il board non soltanto non ha discusso un’eventuale riduzione degli acquisti di titoli di Stato, ma ritiene anche prematuro prendere in considerazione il tema del ‘tapering’, ha sottolineato. Di un eventuale aggiustamento del programma ‘Pepp’ si riparlerà in giugno, con le nuove stime trimestrali dello staff Bce su crescita e inflazione. I rendimenti sul mercato secondario dei titoli di stato hanno registrato parziali flessioni. Questa mattina in apertura lo spread BTP Bund quota 102 punti base sul tratto decennale e 0,757% per il tasso del benchmark aprile 2031. Sul secondario europeo, più in generale, reazione sostanzialmente nulla ieri all’intonazione più che espansiva della presidente Bce, già prezzata dai mercati.

Nel frattempo nel mercato primario ieri sera il Tesoro ha rilasciato la comunicazione  relativa alla prima delle aste di fine mese: martedì 27 aprile saranno a disposizione degli investitori fino a 5,5 miliardi tra Btp short-term e indicizzati a 5 e 30 anni. Questa sera tocca all’annuncio del Bot semestrale in calendario mercoledì prossimo. Al termine del quarto giorno di offerta, il Btp Futura 2037, i cui proventi andranno a contrastare le ricadute economiche della pandemia, totalizzava ieri ordini complessivi pari a 5,15 miliardi. L’andamento della domanda risulta in linea rispetto all’emissione precedente offerta a novembre, la cui scadenza era di otto anni contro gli attuali 16. Oggi l’ultima giornata con chiusura alle 13 e comunicazione dei tassi cedolari definitivi.

In generale il debito aggregato dei 19 Paesi della zona euro è schizzato lo scorso anno, secondo dati Eurostat,  a 11.100 miliardi di euro (+1.240 rispetto al 2019),  il 98% del prodotto interno lordo, con il deficit passato al 7,2% dallo 0,6% del Pil. L’Italia è seconda alla Grecia nel blocco per rapporto debito/Pil, pari al 155,8% (+21,2 punti rispetto al 2019), ma è il Paese più indebitato in Europa in termini assoluti con 2.570 miliardi di euro. E proprio questa sera  dopo la chiusura di Wall Street, S&P Global Ratings è chiamata a esprimersi sul rating sovrano nazionale, attualmente pari a ‘BBB’ con prospettive stabili. Difficile pensare che vi possa essere un ritocco sia della valutazione sia dell’outlook, migliorato da ‘negativo’ a ‘stabile’ soltanto a fine ottobre dell’anno scorso.