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Il 2021 si apre con nuove incognite: il dollaro continuerà a indebolirsi?

Il Dollar index  negli ultimi tre trimestri ha ritracciato gran parte del trend positivo performato dal febbraio 2017 sino al mese di febbraio 2020. Durante la fase riflessiva ha consolidato la tendenza regressiva soltanto una volta nel periodo settembre ottobre.

Pensiamo che nelle ultime settimane di dicembre abbia subito un eccesso di vendite predisponendo la base per una reazione. Gli effetti di questa condizione dovrebbero manifestarsi nelle prossime sessioni, caratterizzando un’apertura del 2021 in parziale recupero. Tale recupero si inserisce tuttavia in un quadro dominato ancora da forze ribassiste.

In virtù del riequilibrio atteso, i corsi dovrebbero correggere sino ad area 91,30/91,50. Il punto da oltrepassare per arrestare il flusso delle vendite dominanti transiterà nel mese di gennaio a quota 92, mentre a febbraio scenderà a quota 91,50. Il mercato attenderà una verifica di questo livello per collaudare ancora una volta l’effettivo status del dollaro. Se non riuscirà a violare al rialzo tale resistenza si riaprirà un nuovo flusso di vendite spingendo i corsi verso l’area in cui è stato fissato il minimo a febbraio 2017 (area 88,30).

Seguiremo l’eventuale test di questo livello con estrema attenzione in quanto potrà generare una serie di reazioni prodotte dall’elevata valenza tecnica intrinseca.  La rottura al ribasso infatti, trasmetterebbe al mercato la convinzione che il ciclo dominante del dollaro abbia coperto soltanto la metà della suo percorso. Qualora dopo una fase interlocutoria dovesse effettivamente violare al ribasso l’area 88,30/87,50 dovremmo considerare l’ipotesi che vi sia un’altra gamba ribassista con sviluppi che potrebbero spingere il Dollar Index verso 80/79.

L’elevato valore in gioco assegna quindi al collaudo di quota 88,30 un ruolo tecnico di estrema importanza. Nel caso in cui si apra la verifica prospettata vorremmo approfondire l’atteggiamento della Fed ed anche della BCE. Le implicazioni macro economiche sarebbero rilevanti in quanto imporrebbero un cambiamento di paradigma tale da chiamare direttamente in causa la linea di politica monetaria sin qui proposta dalla Banca Centrale Europea nonché gli equilibri geo economici sui quali abbiamo sinora operato. La vittoria dei democratici in Georgia rafforza la loro posizione al Senato. Ciò dovrebbe liberare maggiori risorse verso la politica fiscale negli USA. Questa linea dovrebbe sostenere il dollaro, tuttavia il timore che queste misure possano riaccendere l’inflazione con una Fed ancora orientata a tenere i tassi vicini allo zero può togliere sostengo alla divisa ed incentivare i mercati ad allocare le riserve valutarie verso l’euro.

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WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX

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WB ANALYTICS: EUR USD