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MEETING BCE: REAZIONI SUL CAMBIO E SUI MERCATI

La BCE nel meeting di oggi annuncia ulteriori operazioni di liquidità ma si astiene da ulteriori aumenti di QE.  Queste le reazioni dopo il meeting:  la decisione di mantenere invariati tutti gli altri strumenti dimostra che prima vuole fare il punto su tutte le misure recenti.

La Banca Centrale europea ha appena annunciato ulteriore liquidità per il settore bancario ma ha mantenuto inalterato il programma PePP, lo strumento cardine per contrastare la crisi Covid-19 

Ci sarà una nuova serie di operazioni di rifinanziamento a più lungo termine non mirate di emergenza pandemica (PELTRO). Ci saranno sette PELTRO e saranno eseguiti a 25 pb sotto il tasso  refi fino al settembre 2021. Dopo varie modifiche ai TLTRO nell’ultima riunione, questo è un altro tentativo di fornire più liquidità al settore bancario e quindi all’economia reale.

La decisione di mantenere invariati tutti gli altri strumenti, mostra che la BCE vuole prima fare il punto su tutte le misure recentemente adottate. Probabilmente vuole anche mantenere lo spèazio tecnico per intervenire ulteriormente qualora i mercati richiedessero nuovi aiuti. Questa riserva d’intenti tornerà utile qualora i mercati dovessero ritornare ad esprimere un’elevata volatilità in virtù di una ripresa dell’avversione al rischio.

La zona euro è entrata in una recessione senza precedenti -3,8% nel primo quater 2020. Il PIL sarà ancora più debole nel 2 ° trimestre a causa dell’impatto del lockdown. La BCE stima un buffer di decrescita tra il 5 ed il 15% a seconda di come si evolverà l’uscita dalla pandemia. 

REAZIONI DOPO LA BCE

L’eur usd mentre scriviamo rimane nell’area 1,0870-1,0830  scendendo inizialmente verso la base del range che avevamo fissato come campo di oscillazione in attesa del meeting di oggi. Per un ritorno verso la debolezza del cambio dovremo attendere al breakout di 1,0835/10. Per le strategie export (Enterprise Risk management) non coperte risulta fondamentale la tenuta di area 1,0890 in quanto un break up potrebbe innescare un segnale di acquisiti di euro contro dollaro ed attivare in termini di rischio cambio la necessità di operare coperture tattiche almeno per esposizioni con scadenze a brevissimo. Sul lato import continuiamo a raccomandare di mantenere attive le coperture strategiche impostate a fine 2019 sul budget.

GOVERNMENT BOND YIELD

I rendimenti sul 10 anni Germania sono scesi sino al -0,55%. Questo conferma il trigger già segnalato nell’Outlook II°Q 2020. Di converso lo spread tra 10 Y Yield Treasury e 10 anni Yield Bund sta formando un potenziale bottom in area 110 bp aprendo una breve fase di rieazione verso un nuovo incremento a favore di U.S..

Nei confronti del BTP lo spread rimane ancora sopra quota 210 ed in rialzo oltre 232 probabilmente a causa della delusione del mercato dovuta al mancato ampliamento del programma PePP. Pensiamo comunque che 240 possa costituire un cap al rialzo e favorire un ritorno verso il livello che consentirebbe al mercato di impostare nuovi acquisti speculativi di BTP:

 MERCATI AZIONARI

Sembra che il mancato allargamento del PePP possa fungere da pretesto per vendere equity. In realtà riteniamo che ciò rappresenti un evento tecnico. Nel nostro report del 16 marzo COVID-19 VERSUS SUBPRIME (pag. 6 I°e II° capoverso) stimavamo sin dai minimi una reazione positiva dei mercati sino a quota 2900/950 di S&P 500,  2950/6050 per l’Eurostoxx 50. La verifica di questi livelli apre ora una fase di ripensamento, accompagnata da prese di beneficio. Pertanto saremmo propensi ad inquadrare i ribassi odierni in questo meccanismo.

Rimangono quindi validi i livelli che lo scorso lunedì abbiamo indicato come nuovi significativi trigger di vendita.