I titoli che appartengono alla logistica nella supply chain continuano a soffrire.

 

Mentre gli indici azionari hanno riassorbito il sell_off di fine gennaio, gli indici che raggruppano i titoli appartenenti al comparto della logistica nell’ambito della supply chain rimangono penalizzati. 

Siamo tutti meravigliati dal fatto che i mercati non hanno fatta alcuna piega rispetto alla crisi sistemica che si sta profilando, salvo la correzione flash di fine gennaio. Etsi Deus non daretur.

Uno dei principali indici che rileva le quotazioni dei noli marittimi, il Baltic Dry Index, è scivolato in direzione dei minimi storici. Dai valori di gennaio il titolo Maersk ha perso il 20%,  Fedex Corporation continua invece ad oscillare in un range prossimo ai minimi dello scorso anno.

I mercati scontano quindi uno scenario negativo per il comparto della logistica. Nell’ambito della supply chain essa rappresenta il più sensibile vettore di trasmissione della vulnerabilità del ciclo economico globale.

Al momento i dati relativi alle Survey di sentiment sulla crescita non incorporano ancora il periodo successivo alla diffusione delle notizie legate all’epidemia Corona Virus, per cui non abbiamo ancora un vero test degli effetti iniziali prodotti da un potenziale nuovo rischio sistemico.

SUPPLY CHAIN: EFFETTO POLITICHE MONETARIE

Sui mercati finanziari non trapela al momento alcun vero elemento di rischiosità percepita. Ieri il governatore della Fed, Jerome Powell, ha assicurato che la Riserva Federale è vigile e pronta ad intervenire sulla liquidità. La curva dei Fed Funds sconta un parziale taglio di 25 bp tra giugno e settembre.

FED FUNDS TARGET RATE PROBABILITY

WB ANALYTICS: FED FUNDS TARGET RATE PROBABILITY

IL 10 Y US sta reagendo con moderazione alla discesa di fine gennaio. Nell’ambito delle monete rifugio non sono presenti particolari segnali di tensione, salvo la tenuta dello yen nei confronti del dollaro sotto quota 110,25 e la forza del franco svizzero nei confronti dell’euro.

In generale il dollaro continua a performare positivamente, trasmettendo un segnale positivo all’intero mercato. Nel rapporto eur usd abbiamo verificato il primo dei nostri target previsti per l’anno in corso a 1,0950/00.  Ci attendiamo una reazione di breve intensità con un limite in area 1,10. I nostri algoritmi che governano i modelli di Enterprise Risk Management per la gestione dei flussi import export in divisa delle aziende a cui offriamo il servizio di advisory, continuano a confermare la struttura riflessiva del cambio in direzione dei successivi target indicati nel FX Outlook 2020.

SUPPLY CHAIN: EFFETTO CAMBI SU IMPORT EXPORT

Anche il rapporto USD CNY, dopo l’iniziale reazione negativa della divisa cinese, rimane inserito in un contesto in cui il recupero dello yuan renminbi mantiene la traiettoria anticipata. In termini speculari alle oscillazioni precedenti l’accordo commerciale Cina Stati Uniti,  quota 7 costituisce oggi il punto di difesa dell’azione di recupero per lo yuan.  Nel rapporto eur cny rileviamo un primo significativo segnale di conferma della nostra view per il 2020. Il cambio sta abbandonando il range che aveva trattenuto le negoziazioni lo scorso anno. Stiamo assistendo in queste ore alla violazione al ribasso di quota 7,65 eur cny.  Il breakout spingerà le quotazioni verso il primo dei target che avevamo stimato per quest’anno posizionato in area 7,35 eur cny.

WB ANALYTICS USD CNY

WB ANALYTICS USD CNY

La forza della moneta cinese sta prevalendo quindi sul tenore delle notizie che preoccupano al momento più l’opinione pubblica e le organizzazioni sanitarie che i mercati. E’ evidente che dietro a tutto ciò c’è la volontà dei regolatori di non permettere che situazioni di panico possano influenzare e destabilizzare i mercati. Sarebbe il caos.

SUPPLY CHAIN: EFFETTO SUI SONDAGGI DI SENTIMENT PMI

Abbiamo di conseguenza riportato l’esito di alcuni sondaggi raccolti tra gli operatori economici. Il primo rileva una suvey elaborata prima della diffusione delle notizie sull’epidemia. Si tratta del Global PMI Manufacturing. Il valore complessivo dell’indice risulta positivo (sopra quota 50) ed in leggero progresso.

 

EFFETTI CORONA VIRUS MERCATI

EFFETTI CORONA VIRUS PMI GLOBAL MANUFACTRING

 

Quello successivo, l’indice Sentix, riporta uno dei primi sondaggi disponibili rilevati il 9 febbraio. L’indice Sentix Investor Confidence misura il livello di fiducia degli investitori nell’attività economica. Si tratta di un indicatore chiave, dal momento che misura lo stato d’animo degli investitori nei confronti dell’economia in zona euro. Dati elevati  segnalano un maggiore ottimismo da parte dei consumatori. Come risulta evidente dalla lettura dei Charts, in Eurozona al momento si rileva soltanto una minima preoccupazione rispetto all’evento sistemico. L’Asia invece manifesta un. ribasso dei livelli di sentiment più acuto. Gli Stati Uniti invece, in linea con tutti i sondaggi disponibili, continuano a manifestare un livello di ottimismo oltre la comune percezione.

Nelle prossime settimane continueremo a monitorare i sondaggi che esprimono il livello di fiducia delle imprese per comprendere quale sia l’impatto delle notizie dell’epidemia sul mondo produttivo.  Le borse al momento non scontano alcun impatto negativo. La presenza delle banche centrali con la loro disponibilità ad immettere liquidità all’occorrenza appare rassicurante.

Al momento riteniamo che si debba fissare un primo livello di warning sugli indici di borsa sotto il mimo fissato a fine gennaio. Quei valori rappresentano, in senso orizzontale, il punto in cui il livello di attenzione assume rilevanza comportamentale.

Giovedì alle 9.30 su LE FONTI TV, venerdì 14 alle 17.30 a CNBC,  sono previste due nostre interviste ed analisi sugli sviluppi del mercato.

SENTIX INDEX VS. CORONAVIRUS

SENTIX INDEX VS. CORONAVIRUS

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