L’export Made in Italy crescerà secondo le stime il 2,8% nel 2020.

Secondo Sace le esportazioni italiane cresceranno ulteriormente nel 2021-22 nella misura annua del 3,7%.  L’aumento dell’export è da ricondurre principalmente  alla crescita tendenziale delle vendite verso i mercati extra Ue (+6,1%), mentre la domanda dei Paesi Ue rimane debole, soprattutto in Germania (+0,2%). Le aree che performano meglio rimangono Giappone  (+10-20%), Svizzera e Usa.

Nonostante il peggioramento del contesto macroeconomico globale, il valore dell’export italiano di beni ha confermato il trend positivo in atto anche nel 2019, con una crescita tra gennaio e novembre del 2,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.  Cina, Turchia, Messico e Tunisia hanno segnato il passo a causa delle interferenze giocate dai negoziati commerciali con gli Usa e nel caso della Turchia dalle tensioni geopolitiche. Hanno contribuito a confermare la performance positiva anche l’effetto Brexit: l’export italiano ha beneficiato dell’effetto scorte scatenato nell’ultimo semestre del 2019 dai timori di un Hard Brexit

Nel 2019 farmaceutica, tessile e abbigliamento e alimentari e bevande sono stati i settori trainanti dell’export italiano. In particolare, le vendite di beni della farmaceutica sono state sostenute, da un lato, da paesi emergenti con un sistema sanitario in via di sviluppo (India); dall’altro, da paesi avanzati caratterizzati da una popolazione sempre più anziana e da un’attenzione maggiore alla prevenzione (Austria, Germania, Usa). Secondo le previsioni Sace,

Il consuntivo e soprattutto le stime recentemente presentate da Sace Simest  confermano l’importanza dell’export Made in Italy nel quadro della crescita italiana. Confermano anche la tendenza positiva consolidata nei mercati extra euro.

IL CICLO RIFLESSIVO DELL’EURO AIUTA L’EXPORT

La debolezza dell’euro, di cui scriviamo dal 2012, contribuisce a compensare la perdita di competitività del sistema produttivo italiano in Eurozona. Negli anni seguenti alla crisi dei Debiti Sovrani, il ciclo riflessivo dell’euro nei confronti del dollaro ha consentito al nostro Paese di mantenere la crescita sopra lo zero siderale, grazie al contributo offerto dall’export. La linea di policy promossa dal (ex) Governatore della BCE, Mario Draghi, ha giocato un ruolo fondamentale in tal senso.

Siamo convinti che la nuova Presidenza gestita da Christine Lagarde manterrà la stessa linea.

I nostri modelli confermano ancora la presenza di una fase riflessiva della divisa europea. Nell’ambito del nostro servizio di Enterprise Risk Management continuiamo a sviluppare strategie proattive a favore di un ulteriore apprezzamento del dollaro e di oltre altre divise nei confronti dell’euro  (inviaci una mail per avere l’Outlook FX Perspectives).

Di converso la debolezza dell’euro continuerà ad imporre un rigoroso controllo del rischio per i flussi import denominati in dollari ed in altre divise al fine di preservare la marginalità del conto economico.

EUR USD CYCLE TREND

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